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SCHEDA LIBRO

Giulia Pezzot 2^F

TITOLO: Nati due volte

AUTORE: Giuseppe Pontiggia

GENERE: Romanzo

AMBIENTE: Familiare

TEMPO: Reale

PROTAGONISTA:
-Paolo prima bambino poi ragazzo affetto da tretaparesi spastica a causa della quale ha problemi di
deambulazione e di linguaggio. Si mostra al contempo pieno di coraggio, voglia di vivere e
intelligenza.
-Il professor Frigerio, padre di paolo, insegnante in pensione, uomo preciso, spaventato dalla
disabilitò del figlio.

NARRATORE: Padre di Paolo

MESSAGGIO CHE L'AUTORE VUOLE COMUNICARE: L'autore vuole far capire quanto sia
difficile accettare la disabilità, non solo per la società ma anche per chi, come nel suo caso la deve
vivere “da vicino” come padre. Solo l'amore è il mezzo per affrontarla.

RIASSUNTO: Dopo un parto difficile viene alla luce Paolo che sopravvive riportando danni molto
gravi. Il padre, il professor Frigerio fatica fin dall'inizio ad accettare il figlio affetto da tretaparesi
spastica. Molti sono in lui i sensi di colpa. Il primo è quello di essersi meritato quanto accaduto a
causa del suo tradimento coniugale. Inizia una strada fatta di visite e pareri medici, incontri positivi,
altri meno. La madre fin da subito è dedita a Paolo, lo segue anche nella riabilitazione. E' lei,
mentre lo accompagna al parco a vedere dei gokart sfrecciare e ad aver l'idea di fargliene costruire
uno per andare a scuola. Il padre invece si preoccupa che la scuola elementare lo accolga, subendo
un ricatto da parte del preside e lo stesso fa in seguito per la scuola media.
Frequenta l' “isola felice”, il gruppo di genitori dell'istituto dove Paolo fa riabilitazione, ed è lui che
durante le vacanze gli propone escursioni. Così, fra ricordi di gioventù del professore e incontri
vari, il libro termina con Paolo che dopo una cena, alla quale partecipa il nonno, la cui memoria
vacilla, dice al padre di temere se anche lui diventerà così; “sarà un bel problema”.

RECENSIONE: Il libro “Nati due volte” sottolinea la difficoltà di accettare l'handicap. Fa capire
come le persone disabili vengono trattate con superficialità o, in modo errato anche nella loro
definizione; ad esempio, l'autore sostiene che nel dire “non udente” al posto di “sordo” ci sia un
tentativo di porre una distanza fra noi e quella persona non identificandone subito l'handicap.
Nei personaggi che si incontrano nel libro si vedono reazioni diverse alla disabilità. Da un lato ci
sono la maestra accogliente, i compagni e i volontari che aiutano Paolo, dall'altro la nonna, che
spera in un miracolo, i medici che fin da subito sbagliano diagnosi per superficialità.
Scritto in capitoli brevi, spinge il lettore a continuarne la lettura. Il lessico alle volte ricercato è
comunque sempre comprensibile. Il racconto non segue un tempo ma è costruito fra presente e
passato sottoforma di ricordi.
Una volta accettata la situazione, il padre di Paolo lotterà perché lui possa vivere una vita più
normale possibile, andando a scuola alle elementari in gokard e frequentando i suoi coetanei.
Ammettendo i suoi limiti riconoscerà il figlio di essere lui ad insegnarli a vivere; non per essere
riconosciuti normali ma per essere accettati per quello che si è.

COMMENTO PERSONALE: Di questo libro mi hanno colpito la tenerezza e il senso di realtà di


Paolo. Alla paura e alla difficoltà del padre lui risponde con la sua disarmante semplicità come a
dirgli di essere cosciente e presente alla sua situazione. Questo è rappresentato perfettamente in uno
dei passi del libro; sono in vacanza e dinanzi ad un tratto di strada molto lungo notano delle
carrozzine e quando il padre dice: “Perchè? Ce la puoi fare”. Paolo risponde: “Per fare meno
fatica”.
Credo che alla fine è proprio Paolo a far capire al padre che non si può immaginare una vita senza
di lui così com'è, con i suoi limiti.
Tutto il libro secondo me è attraversato da una linea malinconica dove a piccoli tratti il professore fa
capire che per quanto amici, suo figlio non lo incontrerà mai veramente.
Un dottore parlando con i genitori di Paolo dice, dei bambini disabili che nascono due volte, la
prima li vede impreparati al mondo la seconda è affidata all'amore e all'intelligenza degli altri. La
trovo una frase crudelmente molto bella e potrebbe essere il riassunto di tutto il libro.