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FISICA

ElettroMagnetismo
IL MAGNETISMO

Autore: prof. Pappalardo Vincenzo

docente di Matematica e Fisica


1. CAMPI MAGNETICI GENERATI DA MAGNETI E CORRENTI

Introduzione

La proprietà della magnetite di


Chiamiamo magnete, o calamita,
attirare la limatura di ferro era già
o anche ago magnetico ogni corpo
nota a Talete di Mileto nel 600
che possiede la proprietà della
a.c. Pezzi di questo minerale di
magnetite.
ferro trovati a Magnesia, nell'Asia
Minore, furono chiamati magneti.

Il magnetismo è una caratteristica di certi corpi, detti magneti, grazie alla


quale essi esercitano una forza distanza su sostanze come il ferro, attirandole.

Si possono costruire anche calamite artificiali. Per esempio, una sbarretta di acciaio può essere magnetizzata avvicinandola a un pezzo di
magnetite, oppure strofinandola con la magnetite sempre nello stesso verso.

È ben noto che un ago magnetico, libero di ruotare intorno a un asse verticale, si dispone in modo che una delle due estremità (sempre la
stessa) si orienti verso il Nord terrestre e l'altra verso il Sud; le due estremità del magnete sono chiamate rispettivamente polo Nord o
polo N e polo Sud o polo S.

Le calamite interagiscono fra loro con forze attrattive e repulsive che sono particolarmente intense vicino
ai poli: poli di nome diverso si attraggono come le cariche elettriche di segno opposto, mentre poli dello
stesso nome si respingono, così come le cariche dello stesso segno.
C'è però una notevole differenza fra i poli magnetici e le cariche
elettriche: mentre le cariche di un segno si possono separare da quelle
di segno opposto, non si può fare altrettanto con i poli magnetici. Infatti,
se tagliamo in due una calamita (esperienza della calamita spezzata), si
ottengono due magneti, in quanto nella regione del taglio si generano
altri due poli di nome diverso. Continuando la suddivisione si ottengono
sempre, da ogni singolo magnete, due nuovi magneti.

Sebbene si possa teoricamente prevedere l'esistenza di poli separati, la ricerca sperimentale dei cosiddetti monopoli magnetici non ha
ancora dato risultati positivi.
Campi magnetici dei magneti
In analogia con la forza gravitazionale e la forza elettrica, l'interazione fra due magneti si interpreta come
l'azione che il campo magnetico generato da un magnete esercita sull'altro magnete.
Per definire il campo elettrico e determinare le sue proprietà ci siamo serviti della forza agente su una
carica di prova puntiforme; per esplorare il campo generato da un magnete dobbiamo invece utilizzare un
piccolo ago magnetico. Pertanto, in generale, diciamo che in una certa regione dello spazio è presente un
campo magnetico se un ago magnetico posto in quella regione è soggetto ad azioni meccaniche.
La direzione lungo la quale si orienta l'ago si assume coincidente con la direzione del campo magnetico
nel punto considerato. Il verso del campo, inoltre, è definito come quello che va dal Sud al Nord dello
stesso ago.
Il campo magnetico, indicato con B e chiamato anche induzione magnetica, è un campo vettoriale,
cioè è caratterizzato da una direzione, un verso ed un modulo.

Il campo magnetico è l’insieme dei vettori che servono per descrivere l’influenza che una calamita
(sorgente) esercita nella zona a essa circostante su un qualsiasi ago magnetico (esploratore).

Come qualsiasi campo vettoriale, anche il campo magnetico può essere visualizzato mediante linee di
forza, cioè linee tangenti in ogni punto al campo e orientate secondo il verso del campo.
All'esterno le linee di forza escono dal polo Nord ed entrano nel polo Sud, assumendo un andamento
analogo a quello delle linee di forza di un dipolo elettrico. È ragionevole pensare che tali linee proseguano
all'interno del magnete, che siano cioè delle linee chiuse.
Possiamo notare che le linee si addensano in prossimità dei poli del magnete e si diradano
allontanandosene. Così come abbiamo visto per il campo elettrico, a linee di forza più ravvicinate
corrisponde un campo di maggiore intensità e a linee di forza diradate un campo più debole. Osservando
l'andamento delle linee di forza possiamo dedurre perciò che l'intensità del campo magnetico, massima
vicino ai poli di un magnete, diminuisce man mano che ci si allontana da essi.

Per determinare sperimentalmente l'andamento delle linee di


forza del campo generato da un magnete, chiamato spettro
magnetico, si può spargere della limatura di ferro su un foglio
di cartone collocato sul magnete. Le particelle di ferro si
magnetizzano, diventando tanti piccoli aghi magnetici che si
orientano nella direzione del campo magnetico, analogamente
ai granelli di semolino (o di altro dielettrico) che si polarizzano
e si dispongono lungo le linee di forza del campo elettrico.
Il campo magnetico terrestre

Come ogni magnete, la Terra genera nello


Il fatto che il polo Nord di un ago magnetico sia
spazio circostante un campo magnetico,
rivolto verso il Nord terrestre dimostra che la Terra
detto campo magnetico terrestre. Si può
stessa è assimilabile a un magnete, i cui poli Nord e
osservare che i poli magnetici sono spostati
Sud sono in prossimità rispettivamente del Sud e
rispetto ai poli geografici. La deviazione
del Nord geografici.
angolare δ fra il polo magnetico indicato da
Fu William Gilbert (1544-1603) a scoprire che la
una bussola (il Sud del magnete terrestre) e
Terra si comporta come un grosso magnete.
il Nord geografico prende il nome di
declinazione magnetica, mentre l'angolo i che
il campo magnetico terrestre forma con
l'orizzontale in ciascun punto si chiama
inclinazione magnetica.

Gli angoli di declinazione e d'inclinazione magnetica variano sia con il tempo sia con la posizione sulla
superficie della Terra. Nel corso dei millenni i poli magnetici hanno addirittura subìto dei ribaltamenti, l'ultimo
dei quali è avvenuto 780000 anni fa.

Fra le varie ipotesi, si pensa che il campo magnetico della Terra sia dovuto al moto rispetto alla crosta terrestre di materiali fusi dotati di
elevata densità di carica elettrica. Come vedremo qui di seguito, infatti, al pari dei magneti, le correnti elettriche danno origine a campi
magnetici.

Campi magnetici delle correnti


(Esperienza di Oersted)

Suscitò molto stupore la scoperta del fisico danese Hans


Christian Oersted (1777-1851) quando, il 21 luglio 1820,
annunciò che una corrente elettrica fa deviare un ago
magnetico fino a disporlo perpendicolarmente alla linea
corrente-ago.
In effetti un filo rettilineo sufficientemente lungo percorso da corrente fa
orientare un ago magnetico, libero di ruotare intorno a un asse parallelo al
filo stesso, secondo la tangente alla circonferenza avente il centro sull'asse
del filo. Ciò vuol dire che la corrente che scorre nel filo è una sorgente di
campo magnetico e che, nel caso specifico di un filo rettilineo, le linee di
forza del campo sono circonferenze concentriche intorno al filo. Il loro
verso è messo in relazione con quello della corrente dalla regola della
mano destra: coincide cioè con il verso in cui si piega la mano destra
quando il pollice punta nel verso della corrente.
La figura b mostra lo spettro del campo magnetico di un filo rettilineo percorso da corrente
ottenuto con il metodo della lima tura di ferro.

La figura illustra l'andamento delle linee di forza del campo


magnetico generato da una spira circolare percorsa da corrente.
Si osserva che il campo magnetico nel centro è diretto
perpendicolarmente al piano della spira e il verso del campo è
quello secondo cui punta il pollice della mano destra, tenuto in
posizione perpendicolare alle altre dita quando queste sono
avvolte nel verso della corrente (regola della mano destra).

Inoltre si nota che le linee di forza all'interno della spira sono più fitte,
Man mano che ci si avvicina alla spira, le linee di forza tendono
mentre all'esterno sono sempre più distanziate, cioè il campo
ad assumere una forma circolare, poiché il contributo al campo
magnetico della spira è più intenso all'interno e meno all'esterno. In
magnetico dovuto all'elemento di filo più vicino (il quale, se
effetti, mentre all'interno i campi magnetici prodotti da elementi
sufficientemente piccolo, si può considerare rettilineo) prevale sui
opposti della spira hanno lo stesso verso e quindi si sommano,
contributi degli elementi lontani. In prossimità della spira perciò il
all'esterno i campi degli stessi elementi hanno verso opposto e quindi
campo magnetico è analogo a quello prodotto da un filo
si sottraggono.
rettilineo.

Le linee di forza del campo magnetico generato dalla corrente che scorre in un
solenoide, o bobina, cioè in una serie di spire molto vicine fra loro realizzate con
un unico filo, e quindi il verso del campo magnetico, sono analoghi a quelli di
una spira circolare.

All'interno della bobina, lontano dalle estremità, le linee di forza sono con buona
approssimazione rette parallele equidistanti, e quindi il campo magnetico è
uniforme. All'esterno invece, se la lunghezza del solenoide è molto grande
rispetto al diametro delle sue spire, cioè se idealmente il solenoide ha lunghezza
infinita, il campo magnetico è nullo.
2. INTERAZIONI MAGNETE-CORRENTE E CORRENTE-CORRENTE
Se osserviamo le linee di forza del campo
magnetico prodotto dalla corrente che scorre
lungo una spira circolare, notiamo che, a una
Poiché un circuito percorso da corrente certa distanza dalla spira, il loro andamento è
esercita un'azione meccanica su un ago uguale a quello delle linee di forza del campo
magnetico, per il terzo principio della prodotto da una barra magnetica. Possiamo
dinamica un magnete deve esercitare una quindi dedurre che la spira, riguardo al
forza su un circuito percorso da corrente. campo magnetico generato, si comporta
come un magnete con i poli orientati
perpendicolarmente alla sua superficie.

Precisamente, un osservatore che guarda la spira da sopra vede la faccia corrispondente


al polo Nord o quella corrispondente al polo Sud, a seconda che per lui la corrente circoli
rispettivamente in verso antiorario o in verso orario. Lo stesso si può dire per una spira di
forma qualsiasi, purché si consideri il campo magnetico in un punto sufficientemente
distante dalla spira.

Esperienza di Faraday - Con questo dispositivo è possibile


misurare la forza che un campo magnetico esercita su un filo
rettilineo percorso da corrente. Il filo, facente parte di un circuito
alimentato da un generatore, è disposto fra le espansioni polari di
una calamita a ferro di cavallo, perpendicolarmente alle linee di
forza del campo magnetico. Si verifica che su di esso agisce una
forza, misurata con un dinamometro, perpendicolare sia al
conduttore sia al campo magnetico; tale forza si inverte se la
corrente cambia verso.
Esperienza di Ampère - L'azione dei magneti sulle correnti era
stata osservata anche da Oersted. Fu proprio dalle scoperte di Oersted
sull'azione reciproca fra correnti e magneti che presero le mosse i lavori di
André-Marie Ampère sulla relazione fra elettricità e magnetismo,
culminati, il 18 settembre 1820, con la presentazione di una celebre
memoria all'Accademia delle Scienze di Francia, in cui annunciò la scoperta
delle interazioni fra due conduttori percorsi da corrente.

Se una corrente genera un campo magnetico e un campo


magnetico produce una forza su una corrente, allora due
correnti devono necessariamente interagire con una forza.

Con i suoi esperimenti Ampère dimostrò che:

L'intensità F della forza d'interazione è direttamente proporzionale a


ciascuna delle due intensità di corrente e alla lunghezza dei
conduttori, mentre è inversamente proporzionale alla loro distanza:

µ0 i1i2 µ0 = 4π·10-7 H/m


F= L permeabilità magnetica
2π d del vuoto

La forza è attrattiva o repulsiva a seconda che i versi delle correnti


sono concordi o discordi.

Questa relazione è utilizzata per definire l'unità di misura dell'intensità di corrente, chiamata ampere (A), che nel SI è assunta come unità
di misura fondamentale, e dall'ampere si deriva l'unità di misura della carica elettrica, il coulomb (C):

Unità di misura di corrente


L'ampere è definita come l'intensità di corrente costante che, Unità di misura della carica elettrica
mantenuta in due conduttori rettilinei paralleli di lunghezza molto Il coulomb è la carica elettrica che passa in un
grande e sezione trascurabile, alla distanza di un metro l'uno secondo attraverso la sezione di un conduttore
dall'altro nel vuoto, produce fra i conduttori una forza uguale a percorso dalla corrente di un ampere.
2·10-7 N per ogni metro di lunghezza.
3. IL CAMPO DI INDUZIONE MAGNETICA
Abbiamo definito operativamente, con l'uso di un ago magnetico, la direzione e il verso del vettore induzione
magnetica B. Ora vogliamo introdurre il suo modulo.

Abbiamo già osservato che un conduttore


rettilineo percorso da corrente e immerso in un
campo magnetico è soggetto a una forza
perpendicolare sia al conduttore sia al campo. In
generale il verso della forza si può individuare
applicando la regola della mano destra.

Per un filo rettilineo percorso da una Questa relazione definisce il modulo


corrente diretta verso l'alto e il campo dell'induzione magnetica B nel caso in
magnetico orientato verso destra, la forza cui il campo B sia uniforme sull'intera
che agisce sul filo è entrante nel foglio, e lunghezza del filo. In generale, però,
sperimentalmente si trova che il modulo F = BiLsenα B varia in modulo e in direzione da un
della forza F è direttamente proporzionale punto all'altro del filo; niente vieta,
alla lunghezza L del filo e all'intensità i inoltre, di prendere in considerazione
della corrente e dipende, inoltre, un filo conduttore non rettilineo.
dall'angolo α formato dalla direzione della
corrente e dal campo magnetico:

In entrambi i casi, l'angolo α fra la direzione


della corrente e il campo magnetico può non
essere lo stesso per tutti i tratti del filo. ∆F = Bi∆Lsenα
Possiamo allora suddividere il filo in tratti
La forza risultante
rettilinei di lunghezza infinitesima ∆L. Su
sull'intero filo è la somma
ciascun tratto agisce una forza ∆F la cui
vettoriale delle forze agenti
direzione e verso sono ancora individuati, nel
sui singoli tratti.
modo descritto, dalla regola della mano destra
e la cui intensità è:
Riassumendo, siamo giunti alla seguente definizione:

L'unità di misura dell’ induzione


magnetica è il tesla (T) in onore
DIREZIONE, VERSO E MODULO DELL'INDUZIONE all'ingegnere americano Nicola Tesla
MAGNETICA (1856-1943), studioso di fenomeni
elettrici e magnetici.

Il campo di induzione magnetica (o campo magnetico) Diciamo che un campo di induzione


B ha, in ogni punto P dello spazio, la direzione e il magnetica uniforme ha il modulo di l T se
un conduttore rettilineo di lunghezza l m,
verso indicati, all'equilibrio, dall'asse Sud-Nord di un
∆F percorso dalla corrente di l A, è soggetto
ago magnetico posto in P e libero di ruotare intorno al B= alla forza di l N quando è disposto
perpendicolarmente alla direzione del
proprio centro di massa. Il modulo del campo si ottiene
dal modulo ∆F della forza agente su un tratto di filo
i∆L campo.

conduttore di lunghezza infinitesima ∆L, ortogonale al Il tesla è una unità di misura piuttosto
grande, per cui spesso viene usata
campo nel punto P e percorso da una corrente di un'altra unità, il gauss (simbolo G), così
intensità i, mediante la relazione: definita:
1G = 10-4 T

Il vettore B può essere definito in maniera sintetica mediante un prodotto vettoriale:

∆F = i∆L ⊗ B
4. INDUZIONE MAGNETICA DI ALCUNI CIRCUITI PERCORSI DA
CORRENTE
Filo rettilineo
I fisici francesi Jean Baptiste Biot e Felix Savart il 30 ottobre e il 18
dicembre del 1820 comunicarono i risultati delle loro ricerche, iniziate Dalle misure eseguite ricavarono che il modulo dell'induzione
subito dopo la scoperta di Oersted, sul campo magnetico generato da magnetica è inversamente proporzionale alla distanza dal filo.
un filo rettilineo percorso da corrente.

Vogliamo ora dedurre questa stessa legge dall'espressione della forza d'interazione
fra due fili rettilinei paralleli percorsi da corrente.
I due conduttori sono visti in sezione e le correnti di intensità i1 e i2 che li attraversano, entrambe con
verso uscente dalla pagina, sono contrassegnate con un puntino. Le circonferenze concentriche sono le
linee di forza del campo magnetico generato dalla corrente di intensità i1; di tale campo è rappresentato
anche il vettore B1 nel punto in cui si trova il filo percorso dalla corrente di intensità i2, la cui direzione è
perpendicolare a B1.

Applicando la regola della mano destra si In modo analogo, considerando la forza agente sul filo
trova facilmente che la forza F12 che il percorso dalla corrente di intensità i1 come l'azione del
primo filo, mediante il suo campo campo magnetico generato dalla corrente di intensità i2
magnetico, esercita sul secondo è diretta che scorre nel secondo filo, si trova che il modulo
come in figura, cioè è una forza attrattiva di dell'induzione magnetica sul primo filo è:
modulo:
F12 = B1i2L
µ0 i2
B2 =
2π d
D'altra parte, F12 è anche uguale a:
Generalizzando il risultato, possiamo
µ ii
F12 = 0 1 2 L enunciare la seguente legge:
2π d

Dal confronto fra queste due relazioni segue


che il modulo dell'induzione magnetica LEGGE DI BIOT-SAVART
generata dal primo filo sul secondo è: Il modulo B dell'induzione magnetica generata da un µ0 i
µ0 i1
filo rettilineo molto lungo percorso da una corrente di B2 =
B1 = intensità i in un punto a distanza r dal filo è 2π r
2π d direttamente proporzionale all'intensità di corrente e
inversamente proporzionale alla distanza:
Spira circolare
Il calcolo dell'induzione magnetica generata da una spira
circolare percorsa da corrente è piuttosto complesso. Qui ci µ ir2
limitiamo a riportare l'espressione che si ottiene, nel caso B= 0
2 3

( )
di una spira circolare di raggio r, per il modulo
dell'induzione magnetica in un punto sull'asse della spira a r2 + z2 2
distanza z dal centro:

Come già sappiamo, il vettore B sull'asse della spira è perpendicolare al piano della spira e il suo verso
dipende dal verso della corrente.

l'induzione magnetica nel centro


µ i
Nel centro della spira, cioè per z = 0, la precedente relazione diventa:
B= 0 della spira è direttamente
proporzionale all'intensità di
2 r
corrente e inversamente
proporzionale al raggio della spira
5. IL FLUSSO DEL CAMPO DI INDUZIONE MAGNETICA

In analogia con il flusso del campo elettrico,


data una superficie S qualsiasi in un campo Φ(B) = BiS = BS cos ϑ
magnetico, può essere definito il flusso
dell’induzione magnetica B attraverso la
Unità di misura = weber (Wb)
superficie.

Tracciando le linee di forza del campo magnetico secondo il criterio di Faraday, il flusso del campo B attraverso una superficie, come il
flusso del campo elettrico, è direttamente proporzionale al numero di linee di forza che attraversano la superficie. Questa ultima
considerazione ci permette di enunciare una proprietà fondamentale del flusso dell'induzione magnetica.

Osserviamo anzitutto che, mentre le linee di forza del campo Questa particolarità del campo magnetico è dovuta al fatto che non
elettrico generato da cariche ferme iniziano sulle cariche positive esistono monopoli magnetici, o meglio, finora non ne è stato
e terminano sulle cariche negative, le linee di forza del campo osservato nessuno. Le sorgenti elementari del campo sono dunque i
magnetico non hanno né inizio né fine, cioè sono linee chiuse, dipoli e, come sappiamo, ogni linea di forza che ha origine dal polo
come si può verificare in tutti gli esempi finora considerati. Nord di un dipolo si richiude su se stessa rientrando per il polo Sud.

Poiché dunque le linee di forza del campo magnetico sono curve chiuse, comunque si tracci una
superficie chiusa, il numero delle linee di forza entranti è uguale al numero di quelle uscenti. Di
conseguenza il flusso netto che entra nella superficie o esce da essa è nullo.

Possiamo così concludere enunciando il seguente teorema:

TEOREMA DI GAUSS PER IL MAGNETISMO

Il flusso del campo di induzione magnetica uscente da una


superficie chiusa è sempre nullo, qualunque sia il campo magnetico
e per qualunque superficie:

Φ(B) = 0
6. LA CIRCUITAZIONE DEL CAMPO DI INDUZIONE MAGNETICA
Un campo vettoriale è conservativo se e solo
se la sua circuitazione lungo qualsiasi
Calcoliamo dunque la circuitazione di B
cammino chiuso è nulla. Se allora riusciamo
lungo una linea di forza del campo
a individuare un percorso lungo il quale la
magnetico prodotto da un filo rettilineo
circuitazione dell'induzione magnetica B è
molto lungo percorso da corrente. µ0 i
diversa da zero, possiamo concludere che il
B=
campo magnetico è non conservativo. 2 r
Il filo e la linea di forza, una circonferenza di raggio r con centro sul filo, sono visti in sezione; il campo
magnetico è diretto in ciascun punto tangenzialmente alla linea di forza e, ha lo stesso modulo B su tutti i
punti della linea.

Percorriamo ora la linea nel verso del La somma ∆s1+∆s2+… = 2πr Sostituendo a B la sua espressione, si ottiene:
campo magnetico e suddividiamo il rappresenta la lunghezza della
percorso in tanti spostamenti infinitesimi circonferenza, per cui µ0i
C(B) = 2πr = µ0i
∆s1, ∆s2 ... La circuitazione dell'induzione possiamo scrivere: 2πr
magnetica è:

C(B) = ∑B • ∆s = B(∆s 1 + ∆s2 + ...)


C(B) = B2πr

Poiché la circuitazione di un campo vettoriale lungo un certo cammino


La corrente che attraversa la superficie delimitata dalla
chiuso è una quantità scalare il cui segno dipende dal verso di percorrenza
linea chiusa lungo la quale si calcola la circuitazione di B si
del cammino, per generalizzare la relazione trovata occorre attribuire un
dice corrente concatenata con la linea.
segno alla corrente concatenata i.

Fissato un verso positivo di percorrenza della linea chiusa, facciamo la convenzione di assumere positiva la
corrente nel caso in cui il suo verso coincida con quello del pollice della mano destra quando queste sono
avvolte lungo la linea nel verso positivo; se invece il verso della corrente e quello del pollice sono opposti
attribuiamo alla corrente concatenata un segno negativo.
Il risultato che abbiamo trovato può essere generalizzato al campo prodotto dalla
corrente che scorre in un circuito di forma qualsiasi. La circuitazione dell'induzione
magnetica può essere inoltre calcolata lungo qualunque linea chiusa. In ogni caso per
corrente concatenata si intende quella che attraversa una qualunque superficie avente
come contorno la linea lungo la quale si calcola la circuitazione.
La circuitazione del campo di induzione magnetica B dipende sempre dalla corrente
totale concatenata con il percorso chiuso, data dalla somma algebrica di tutte le
correnti concatenate, prese ciascuna con il proprio segno.

ESEMPIO - Per il percorso rappresentato in figura, sul quale è fissato come verso di percorrenza
positivo quello antiorario, la corrente di intensità i1 uscente dal foglio rappresenta una corrente
concatenata positiva, mentre la corrente di intensità i2, che ha verso entrante rappresenta una
corrente concatenata negativa. Indicando con ic la corrente totale concatenata, è ic = i1 – i2.

Purché le correnti che generano il campo magnetico siano costanti nel tempo (vedremo più avanti cosa
cambia quando le correnti sono variabili), il seguente teorema dovuto ad Ampère:

TEOREMA DELLA CIRCUITAZIONE DI AMPÈRE


IL CAMPO DI INDUZIONE
La circuitazione dell'induzione magnetica B, calcolata lungo
un percorso chiuso qualsiasi, è uguale al prodotto della
MAGNETICA NON È UN
permeabilità magnetica µ0 per la corrente totale ic CAMPO CONSERVATIVO.
concatenata con il percorso:

C(B) = µ0ic
7. CONFRONTO TRA CAMPO MAGNETICO E CAMPO ELETTRICO

‰ Entrambi sono campi vettoriali e, in quanto tali, possono essere ‰ Il fatto che esistano due poli magnetici, che si respingono se
rappresentati da linee di campo. Per tracciare le linee del campo hanno lo stesso nome e si attraggono in caso contrario,
elettrico si usa una carica positiva di prova, mentre per disegnare rappresenta un'altra analogia tra fenomeni magnetici ed elettrici.
quelle del campo magnetico si esplora lo spazio con un aghetto
magnetico di prova.

La somiglianza, però, non va oltre, perché tra i due campi esistono differenze sostanziali.

‰ Mentre le cariche elettriche positive possono essere separate ‰ Mentre un corpo può essere elettrizzato in modo da avere un
da quelle negative, è impossibile isolare i poli magnetici. eccesso di carica positiva o negativa, non esiste un corpo magnetizzato
che abbia un eccesso di magnetismo «nord» oppure «sud».

‰ Possiamo elettrizzare un conduttore ponendolo a contatto con un


corpo carico. Analogamente riusciamo a magnetizzare un corpo ‰ Il campo elettrico è conservativo, il campo di
ferromagnetico ponendolo molto vicino o a contatto con un magnete. Ma induzione magnetica non è un campo conservativo.
mentre nel primo caso vi è un passaggio di cariche elettriche da un corpo
all'altro, nel secondo caso non vi è alcun passaggio.
8. MOMENTO TORCENTE DI UN CAMPO MAGNETICO SU UNA
SPIRA PERCORSA DA CORRENTE
Consideriamo una spira conduttrice rigida di forma rettangolare immersa in un campo di
induzione magnetica uniforme di modulo B. La spira, avente i lati OP e QR di lunghezza a e i
lati PQ e RO di lunghezza b, è percorsa da una corrente di intensità i ed è libera di ruotare
intorno a un asse verticale passante per il suo centro di massa.
Sui lati OP e QR il campo magnetico esercita due forze aventi uguale intensità F = i a B e
dirette in versi opposti (come si può facilmente verificare applicando la regola della mano
destra). Poiché le due forze agiscono lungo due rette parallele distinte, esse costituiscono
una coppia, esercitano cioè un momento torcente sulla spira.
Le forze agenti sui lati PQ e RO, invece, sono due vettori opposti che giacciono nel piano
della spira e quindi non producono alcun effetto.

Per calcolare il momento della coppia, facciamo riferimento alla


seguente figura nella quale sono rappresentati la spira e il
magnete visti dall'alto dove la corrente, perpendicolare al
piano del foglio, esce da P ed entra in Q.

Il braccio della coppia di forze è: d = bsenα

Il modulo del momento torcente è perciò: M = F ⋅ d = iaBb sin α

Poiché il prodotto a b rappresenta l'area S delimitata


dalla spira, possiamo esprimere il modulo del momento M = iSB sin α
anche con la relazione:
Questa espressione, ricavata per una spira di forma rettangolare, è valida qualunque sia la forma della spira.

In generale dunque la relazione Osservando l'espressione, si Questa considerazione suggerisce l'opportunità di introdurre un
trovata esprime il momento M della nota che il momento torcente vettore chiamato momento magnetico della spira, avente
coppia in forma scalare, cioè fornisce dipende, oltre che modulo µ = i S, direzione perpendicolare al piano della spira e
la proiezione del vettore M lungo dall'induzione magnetica, da verso coincidente con quello del versore n.
l'asse di rotazione: tale proiezione alcune proprietà della spira,
Il vettore M può quindi essere espresso come prodotto
assume valori positivi quando il come l'intensità i della corrente
vettoriale fra µ e B:
momento tende a far ruotare la spira che vi scorre, la superficie S da
in senso antiorario e valori negativi essa delimitata e l'orientazione
quando tende a farla ruotare in di tale superficie rispetto al
senso orario. campo magnetico.
M = µ ⊗B
Galvanometro a bobina mobile
Il momento torcente esercitato da un campo magnetico su una spira percorsa da corrente fa
ruotare la spira intorno a un asse passante per il suo centro di massa. Questa proprietà è sfruttata
in numerose applicazioni, come il galvanometro, lo strumento che costituisce la parte essenziale
degli amperometri e dei voltmetri analogici.
La bobina, fatta ruotare dal momento torcente esercitato dal campo magnetico, si arresta nella
posizione in cui tale momento è equilibrato da quello delle forze elastiche sviluppate dalla molla
collegata con la bobina.

Motore elettrico a corrente continua


Per effetto del momento torcente esercitato dal campo magnetico, la spira ruota verso la
posizione di equilibrio e la oltrepassa a causa della velocità acquistata.
Il momento torcente che agisce sulla spira cambia verso tutte le volte che la spira passa per la
posizione di equilibrio: le oscillazioni, però, a causa degli attriti, si smorzano e dopo un certo
tempo la spira si ferma nella sua posizione di equilibrio stabile.
Per ottenere una rotazione continua, si deve evitare che il momento torcente si inverta ogni
volta che la spira compie mezzo giro. Per questo bisogna che la corrente cambi verso quando
la spira oltrepassa la posizione di equilibrio.

Nel motore elettrico gli estremi della spira sono rigidamente fissati a un collettore, per cui un
estremo della spira è a contatto con il polo positivo del generatore durante mezzo giro e con il
polo negativo durante il successivo mezzo giro. Il collegamento cambia nell'istante in cui la
spira supera la posizione di equilibrio; nello stesso istante cambia anche il verso della corrente.
Di conseguenza il momento torcente ha sempre lo stesso verso e la spira ruota senza oscillare.
9. L’ORIGINE DEL CAMPO MAGNETICO
Può sembrare strano che oggetti Per comprendere questa strana somiglianza prendiamo in
esteriormente così diversi come i circuiti esame il fatto sperimentale che le cariche elettriche in
elettrici e i magneti generino nello spazio che movimento hanno un comportamento del tutto simile a
li circonda lo stesso stato di cose (cioè un quello di un circuito percorso da corrente. Per esempio, il
campo magnetico) e che subiscano gli stessi campo magnetico generato da una calamita esercita una
effetti da parte dello stesso campo di forze forza su un fascio di elettroni in un tubo a raggi catodici,
(ancora una volta il campo magnetico). proprio come se si trattasse di una corrente che ha verso
opposto a quello del moto degli elettroni.

Possiamo provare anche a disporre un filo elettrico in modo che sia parallelo al
fascio di elettroni di un tubo a raggi catodici. Quando nel filo viene fatta
scorrere una corrente elettrica con il verso che va dallo schermo del tubo al
catodo, il fascio di elettroni è attratto verso il filo, come accadrebbe a una
corrente elettrica che fluisce nello stesso verso di quella del filo. Se il fascio di
elettroni è molto intenso e l'esperimento è condotto con grande precisione, si
può osservare che anche il filo percorso da corrente è attratto verso il tubo a
raggi catodici.

Da tutte queste esperienze si ricava che un campo


magnetico è generato da cariche elettriche in moto e
che le cariche elettriche in moto sono soggette a forze
dovute al campo magnetico.

Ma che cosa ha a che fare un magnete con le cariche elettriche in


moto? Fin da quando fu scoperto che le correnti elettriche
Ai tempi di Ampère si trattava solo di un'ipotesi suggestiva. Ma oggi
producono effetti magnetici, Ampère suggerì che il campo
sappiamo che la materia è costituita da cariche in moto: dentro agli
magnetico generato da un magnete ha origine da una moltitudine
atomi gli elettroni sono in continua rapida rotazione intorno ai
di piccolissime correnti elettriche esistenti al suo interno.
nuclei atomici. L'idea suggerita da Ampère si è rivelata corretta.

Grazie al moto degli elettroni, un atomo può essere descritto come un


microscopico circuito percorso da corrente, il quale può generare nello spazio
circostante un debolissimo campo magnetico.
Poiché gli atomi di un pezzo di ferro non magnetizzato sono orientati in
tutti i modi possibili, i piccoli campi magnetici da essi generati,
componendo si vettorialmente, danno una risultante nulla. Quando invece
si magnetizza un pezzo di ferro, la maggior parte dei suoi atomi si orienta
in una ben determinata direzione.
La tendenza all'ordinamento dei campi magnetici atomici provocata da un
campo magnetico esterno si chiama polarizzazione magnetica. I piccoli
campi magnetici, generati da tutti gli atomi orientati (o, come si dice,
polarizzati), si compongono vettorialmente, dando luogo al campo
magnetico macroscopico della calamita.

Possiamo concludere dicendo che:

Un campo magnetico è sempre generato da cariche elettriche in movimento ed esercita forze


su qualsiasi carica in movimento. Quindi le forze magnetiche sono forze che si esercitano tra
cariche e cariche, entrambe in movimento rispetto all'osservatore.
10. IL MAGNETISMO NELLA MATERIA
Consideriamo un circuito percorso da Se il mezzo è omogeneo e isotropo, cioè
corrente posto inizialmente nel vuoto e sia presenta le stesse proprietà chimico-fisiche in
B0 l'induzione magnetica prodotta dal tutti i suoi punti e lungo tutte le direzioni, µr non La costante adimensionale µr è chiamata
circuito in un punto dello spazio. dipende dalla direzione del campo magnetico. permeabilità magnetica relativa (al
Se ora riempiamo lo spazio con un mezzo Per molte sostanze, inoltre, si verifica che questa vuoto) del mezzo considerato ed
materiale, sperimentalmente si verifica che costante è indipendente anche dall'intensità del esprime in che modo la presenza della
nel punto considerato l'induzione B campo. Pertanto l’espressione precedente è materia modifica il campo magnetico
differisce da B0 per un fattore che valida in tutti i punti in cui è presente il campo rispetto al vuoto.
indichiamo con µr: magnetico e µr assume sempre lo stesso valore,
sia dove l'induzione magnetica è più intensa, sia
dove è più debole.
B = µr B0

Materiali diversi sono caratterizzati da valori differenti di µr . In base ai valori assunti da µr i materiali possono
essere raggruppati in tre classi.

Si dicono diamagnetiche le sostanze la cui Si dicono paramagnetiche, le sostanze la cui


permeabilità magnetica relativa, indipendente dal permeabilità magnetica relativa è ancora indipendente
campo magnetico e dalla temperatura, presenta un dal campo magnetico ma è funzione della temperatura.
valore lievemente inferiore all'unità. Si comportano Queste sostanze, come il platino, l'aria, l'alluminio sono
come sostanze diamagnetiche l'argento, il rame, caratterizzate da valori di µr leggermente maggiori
l'acqua ecc. dell'unità.

Infine esistono sostanze, come il ferro, il nichel e il cobalto, dette ferromagnetiche, per le quali µr dipende sia
dalla temperatura sia dal campo magnetico e può raggiungere ordini di grandezza da 103 a 105.

Abbiamo interpretato la magnetizzazione di una sostanza ferromagnetica da parte


di un campo magnetico esterno come l'effetto dell'ordinamento dei circuiti
microscopici presenti all'interno del materiale. Questo stesso effetto spiega come
mai un oggetto di ferro, o di un altro materiale ferromagnetico, è attirato da un
magnete: per fare un esempio, all'estremità dell'oggetto che avviciniamo al polo
nord della calamita si forma un polo sud magnetico che è attirato da un polo nord
(e lo attira a sua volta con una forza eguale e contraria).

In analogia con quello che abbiamo fatto per le sostanze ferromagnetiche, interpretiamo
Nelle sostanze diamagnetiche, invece, i circuiti elementari si
le proprietà magnetiche dei diversi materiali come una conseguenza delle loro
dispongono in modo da creare campi magnetici che hanno
caratteristiche microscopiche. Questo significa che anche nelle sostanze paramagnetiche
verso opposto a quello di B0.
i circuiti elementari sono ordinati da un campo magnetico esterno (che indicheremo con
B0), in modo che essi creino campi magnetici con lo stesso verso di B0. Questo effetto,
però, è molto meno intenso di quello che si ha nelle sostanze ferromagnetiche.
Le sostanze ferromagnetiche sono attirate molto intensamente da campo magnetico; le sostanze diamagnetiche vengono
respinte da un campo magnetico, mentre quelle paramagnetiche sono debolmente attirate.

Nel caso di un cilindro composto di una sostanza ferromagnetica l'azione


complessiva di tutte le correnti microscopiche è equivalente a quella di
un'unica corrente che scorre lungo la superficie esterna del cilindro. È
quindi chiaro che queste correnti generano a loro volta un campo
magnetico Bm (campo magnetico della materia) che ha lo stesso verso di
B0. Allora:

All'interno di una sostanza ferromagnetica immersa in un campo


magnetico esterno B0 si ha un campo magnetico totale B = B0 + Bm
che è maggiore di B0.

Per le sostanze paramagnetiche si ha che:

All'interno di una sostanza paramagnetica immersa in un campo


magnetico esterno B0 si ha un campo magnetico Bm molto meno
intenso di quello delle sostanze ferromagnetiche, al punto che le linee
di campo della sembrano non essere influenzate dalla presenza di Bm.

Nelle sostanze diamagnetiche i circuiti elementari si dispongono nel verso


opposto a quello di B0, per cui il campo Bm è parallelo e opposto al campo
magnetico esterno B0, per cui:

All'interno di una sostanza diamagnetica immersa in un campo


magnetico esterno B0 si ha un campo magnetico totale B = B0 + Bm
che è minore di B0.

Queste considerazioni sul comportamento della materia in presenza di un campo magnetico esterno B0 ci chiariscono ancora meglio come
il campo magnetico all’interno della materia può essere scritto come:

B = µr B0
Momenti magnetici atomici e molecolari

Gli atomi, e conseguentemente le molecole, possiedono un Il momento magnetico degli atomi deriva dal moto degli elettroni
momento magnetico proprio, che interagisce con il campo intorno al nucleo e anche dal momento magnetico intrinseco
magnetico modificandone l'effetto a seconda della natura della delle particelle (elettroni, protoni e neutroni) che costituiscono
materia. l'atomo.

SPIEGAZIONE - Per capire perché al moto degli elettroni atomici sia associato un momento magnetico, basta
osservare che ogni particella carica in movimento dà origine a una corrente elettrica. Così, secondo un modello
classico non del tutto corrispondente alla realtà fisica ma comunque efficace, un elettrone che ruota intorno al nucleo
di un atomo si comporta come una microscopica spira percorsa da corrente.

Indicando con e il valore assoluto della carica elettrica e con T il periodo di rotazione dell'elettrone, la spira è
attraversata da una corrente di intensità i = e/T avente verso opposto al moto dell'elettrone.

Detta S l'area delimitata dalla traiettoria dell'elettrone, la spira presenta un momento magnetico µ diretto come in
figura e di modulo µ=i·S=e·S/T. Questo vettore si chiama momento magnetico orbitale dell'elettrone.

Secondo la meccanica quantistica il momento magnetico orbitale di un elettrone di un atomo può assumere solo valori che siano multipli
interi di un'unità µB=9,27·10-24 A·m2 chiamata magnetone di Bohr.

Molte particelle elementari, e fra queste L'elettrone possiede perciò un momento angolare detto
l'elettrone, indipendentemente dal loro moto spin (dall'inglese to spin, "ruotare") e anche un
orbitale, hanno anche un momento magnetico momento magnetico µspin che risulta uguale a un
intrinseco. L'esistenza di questo momento può magnetone di Bohr.
essere spiegata in modo intuitivo con il modello
Tuttavia lo spin trova una giustificazione rigorosa solo
dell'elettrone ruotante, proposto nel 1925 da
nell'ambito della teoria quantistica relativistica e
Samuel A. Goudsmit e George E.
l'immagine dell'elettrone che ruota intorno a un proprio
Uhlenbeck, in base al quale un elettrone è
asse non va presa alla lettera.
assimilato a una sferetta carica che ruota come
una trottola intorno a un asse passante per il
suo centro di massa.

Per ottenere il momento magnetico di un atomo si sommano vettorialmente i momenti magnetici orbitali e quelli di spin corrispondenti a
tutte le particelle che costituiscono l'edificio atomico. In realtà, poiché i momenti magnetici del protone e del neutrone sono molto piccoli
rispetto a quello dell'elettrone, vengono in genere trascurati. Perciò il momento magnetico di un atomo deriva dalla somma dei momenti
orbitali e di spin dei suoi elettroni.

Può succedere anche che i momenti magnetici dei singoli elettroni si compensino totalmente per dare un momento risultante nullo, qual è,
in effetti, il momento magnetico proprio degli atomi delle sostanze diamagnetiche.
11. IL CICLO D’ISTERESI MAGNETICA
Per i materiali ferromagnetici la relazione tra B e B0 è molto più complessa di quella vista nel paragrafo
precedente per i materiali paramagnetici e diamagnetici. Per studiarla, supponiamo di avvolgere un
solenoide attorno a un lungo cilindro fatto di una sostanza ferromagnetica. Questo solenoide fornisce il
campo magnetico esterno B0 , la cui intensità può essere variata a piacere cambiando l'intensità della
corrente i che fluisce nel solenoide stesso.
I valori assunti dall'intensità del campo magnetico totale B al variare dell'intensità di B0 sono riportati
nella seguente figura:
Come si vede, prima di fare fluire corrente nel solenoide sia B sia B0 sono nulli: lo stato del magnete è
rappresentato dal punto 0. Poi, al crescere di B0 aumenta anche B, ma la curva che descrive la relazione
tra di essi non è una retta (come nel caso delle sostanze diamagnetiche e paramagnetiche): B e B0 non
sono quindi direttamente proporzionali. Ciò significa che per le sostanze ferromagnetiche lo scalare µr
(che può assumere valori molto elevati) non è una costante, ma varia al variare di B0.
In principio, all'aumentare di B0 il campo magnetico
B cresce molto rapidamente. Poi il ritmo di tale Se, giunti a questo punto, riduciamo la corrente i nel solenoide in modo da far diminuire
crescita diminuisce e si giunge a una condizione l'intensità di B0, vediamo che il sistema magnetico non ripercorre a ritroso il comportamento
(zona del punto a del grafico) in cui il valore di B precedente, come è mostrato dal tratto superiore della curva che porta una freccia da a a b. Al
tende a rimanere costante (valore di saturazione). contrario, quando B0 si annulla nel cilindro ferromagnetico rimane un campo magnetico residuo
di intensità Br (punto b del grafico).
In effetti, per eliminare questa magnetizzazione residua è
Questo significa che il cilindro ha acquistato una magnetizzazione permanente: in
necessario invertire il segno del campo esterno B0 (cioè
questo modo abbiamo costruito un magnete artificiale. Ciò è possibile perché i circuiti
invertire il verso in cui scorre la corrente elettrica nel
microscopici della materia, che sono stati ordinati dal campo magnetico esterno, ora
solenoide). In questo modo si giunge al punto c, in cui B è
risentono degli effetti della loro interazione reciproca e molti di essi si mantengono
uguale a zero, ma B0 ha un valore negativo.
ordinati senza che sia più necessario l'effetto di un campo magnetico esterno.
Facendo in modo che B0 diminuisca ancora e poi torni a crescere si ottiene la curva di cui sopra, che prende il nome di curva di isterèsi magnetica. Si
vede che questa curva non passa più dall'origine (che corrisponde allo stato in cui sia B0 sia B sono eguali a zero). Per riportare il materiale
ferromagnetico in questa condizione è necessario riscaldarlo al di sopra di una certa temperatura caratteristica della sostanza (temperatura di Curie). Al di
sopra di essa ogni materiale ferromagnetico diviene paramagnetico e perde la propria magnetizzazione residua.
Introduciamo il vettore campo magnetico H che descrive il
Abbiamo visto che il campo magnetico B nel cilindro di materia nel
contributo al campo magnetico fornito dalla corrente nel
quale è avvolto il solenoide è la somma del campo magnetico B0
solenoide. Si dimostrare che:
generato dal solenoide e del campo Bm della materia:
Questa relazione è valida in generale per i campi
B = B0 + Bm B0 = µ0H magnetici generati nel vuoto da configurazioni arbitrarie
di correnti.

È importante notare che Bo è generato dalla corrente che fluisce


Se lo spazio non è vuoto, ma è riempito da una sostanza con
nel solenoide, mentre le sorgenti di Bm sono le correnti
permeabilità magnetica relativa µr si ottiene:
microscopiche introdotte per spiegare l’origine del magnetismo.
B = µ0µr H = µH dove: µ = µr µ0 è la permeabilità magnetica assoluta
Dall'entità del magnetismo residuo i materiali ferromagnetici si distinguono in magneti permanenti e magneti temporanei. Del primo tipo è
l'acciaio: per eliminare la magnetizzazione da una calamita di acciaio occorre un campo smagnetizzante (forza coercitiva) molto intenso.
Nei magneti temporanei, invece, il magnetismo residuo è nullo o comunque tanto piccolo da essere eliminato con un debole campo
esterno.

Fra i materiali ferromagnetici Come illustrato in figura, una corrente di


Ai due stati di magnetizzazione residua
hanno particolare importanza opportuna intensità, a seconda del verso in cui possiamo far corrispondere i due valori
le ferriti, ossidi di ferro con scorre lungo l'asse di un anello di ferrite (nucleo), binari 0 e 1. I nuclei di ferrite
può magnetizzare il materiale in un verso o immagazzinano così le informazioni
zinco, manganese, magnesio e
nell'altro. Al cessare della corrente il nucleo sotto forma di bit e le conservano per
nichel. Per la forma del loro rimane nello stato con induzione magnetica Br o in quanto tempo si desidera, praticamente
ciclo di isteresi, queste quello con induzione magnetica –Br. Esso "ricorda" fino a quando correnti di verso contrario
sostanze hanno trovato in tal modo il verso della corrente e, per l'elevata a quelle che li hanno magnetizzati
applicazione come memorie intensità del magnetismo residuo, l'informazione faranno cambiare i loro stati di
magnetizzazione.
magnetiche. immagazzinata viene conservata definitivamente.

Il magnetismo residuo dei materiali ferromagnetici può essere, tuttavia, per certe applicazioni, una
proprietà indesiderata. Per realizzare ad esempio un elettromagnete, dispositivo capace di produrre, con
tempi rapidi di accensione e spegnimento, un intenso campo magnetico, si fa uso di un nucleo di ferro
dolce, cioè un ferro piuttosto puro caratterizzato da un magnetismo residuo praticamente nullo, inserito
fra le spire di un solenoide.

Un'applicazione dell'elettromagnete si ha nel relè elettromagnetico, dispositivo utilizzato per l'apertura o la


chiusura automatica di un circuito elettrico. Posto nelle vicinanze di un interruttore, realizzato mediante una
barretta di ferro (detta àncora) trattenuta da una molla, il nucleo dell'elettromagnete attira la barretta solo
quando l'avvolgimento è percorso da corrente. In questo modo, a seconda di come l’interruttore è inserito nel
circuito, si può far aprire o chiudere il contatto elettrico.