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Hans F.K. Gunther

Tipologia razziale
dell'Europa

Ed. Ghénos
Ghénos (yÉvoç) in greco "nascita, razza, stirpe", da ghignomai (yiyvoµm) "nascere,
generare", è un termine indoeuropeo fondamentale, di larghissima attestazione
(latino genu s, gignere, sanscrito janas, antico nordico kyn, gotico kuni, inglese kin,
e perfino ingl. king, ted. Konig, sved. konung, etc., "re", nel senso di pater patriae)
la cui radice GEN- è presente nella nostra lingua non solo nelle parole "generare,
genitore, genio, gente, germe, indigeno, progenie", ma - dal participio passato
ottenuto dal grado ridotto della radice - anche in "nascere, nazione". Essa rimanda
all'importanza assegnata dalle culture ariane tradizionali all'atto della
generazione e alla cura della stirpe come partecipazione attiva al compito del rta,
ordinamento di ciò che è sottoposto, e a cui si è a propria volta sottoposti.
Un'opposizione basilare , quindi, ad ogni idea promiscua e indifferente verso il
sangue e l'aspetto-qualità.

"Mihi natura dedit leges a sanguine ductas"

Propezio (Elegie, IV, Il)

-
TIPOLOGIA RAZZIALE DELL'EUROPA

di Hans F. k. Giinther

(Rassenk unde Europas, von Dr. Hans F. K. Gunther,


J.F. Lehmanns Verlag, Munchen, 1926)

Traduzione della seconda edizione tedesca


ad opera di Silvio Waldner

Ghénos, Ferrara, 2003. Prima edizione a cura del gruppo di studi Ghénos.
IL PERCHÈ DI QUESTA CASA EDITRICE

I nostri sono tempi nei quali le problematiche razziali sono di tale


importanza da potersi affermare che sono (assieme, forse, al degrado ecologico)
(1) il problema concreto epocale nel centro del quale noi ci troviamo e che
diventerà ancora più evidente nel prossimo futuro. Non è azzardato prevedere
che nei prossimi decenni si faranno tanto acute e prorompenti da rendere
qualsiasi altra problematica - sociale, economica, politica, addirittura ecologica -
un semplice epifenomeno.

Eppure il grande pubblico è profondamente ignorante sull'argomento 'razza'


(quanti sono quelli che hanno un'idea chiara della differenza fra razza, etnia,
nazione e popolo?) - pur confusamente e spesso angosciosamente
percependo che si tratta di qualcosa di sempre più attuale e minaccioso. Questa
ignoranza viene coltivata e mantenuta dall'establishment finanziocratico
imperante, col controllo della 'cultura' ufficiale e dei mezzi di comunicazione di
massa.

Noi ci siamo posti il compito di spezzare questo genuino circolo di tenebre


conoscitive. Pur sapendo che per gli egualitari inguaribili di qualunque risma
non c'è rimedio, sappiamo anche che ci sono tantissimi che, per naturale
buonsenso, una genuina volontà di vederci chiaro ce l'avrebbero, ma che
annaspano a destra e a manca per mancanza di valide opere di riferimento.
A costoro sono e saranno dirette le nostre pubblicazioni.

(1) Cfr. Silvio Waldner, La deformazione della natura, Ar, Padova, 1997.

L'Editore,
Ferrara, estate 2003.

IX
NOTA INTRODUTTIVA

Sull'utilità della prima parte del presente libro, (capp. 1-6) quella più
sistematica, data la totale esclusione delle nozioni razziali dall'ambito
divulgativo (relegate in un iperspecialismo che quasi si vergogna di trovarsi di
fronte al dato razziale, e che per 'rimediare' aggioga la ricerca al 'dogma'
egualitario), è già stato fatto qualche cenno da parte dell'editore.
Ma vale la pena soffermarsi più sulla seconda parte del testo del Gunther
(capp. 7 - 12). Essa tratta di argomenti storici e temi di attualità (come
potevano essere negli anni Venti). In particolare, al Cap. 8
l'autore fa una sintesi di quegli sviluppi storico-razziologici che portarono aÌla
decadenza dell'Ellade e di Roma, argomenti che poi avrebbe sviluppato nel
dettaglio in due opere specifiche mai tradotte in alcuna lingua diversa dal
tedesco (ma oggi si trovano tradotte in questo sito ndr) (1).

Indipendentemente dalla posizione del Gunther sull'idea nordica (che


aveva certamente i suoi pregi ma che fu portata all'estremo), la lettura di
questa seconda parte ha una sua notevole utilità, in quanto vengono
prospettate tematiche sociali che, incipienti agli inizi del secolo XX, ora sono
di tragica attualità. - Quanto all'idea che l'unica 'razza portante' della civiltà
europea fosse stata e sia ancora quella nordica, questa è basata soprattutto su
constatazioni storiche; ma l"idea nordica', probabilmente valida ancora diversi
secoli addietro, non è detto che continui ad esserlo anche ora. Ogni cosa
sembra indicare che la 'razza' nordica abbia subito un collasso interno dal
punto di vista dell'evoliana 'razza dello spirito', con conseguente affievolimento
della capacità di “retto giudizio”. Ne resterebbe, al massimo, una maggiore
intraprendenza e, forse, serietà di propositi (ma probabilmente non una
maggiore intelligenza, laboriosità o inventiva) rispetto alle altre razze europee
- qualità messe a profitto spesso e volentieri da elementi di torbida origine per
scopi che con l"idea nordica' poco avevano a che vedere. Già Julius Evola (2)
aveva osservato che la facilità con cui le popolazioni a prevalenza nordica
accettarono, quasi tutte, il cristianesimo prima e il protestantesimo dopo ( e
l'americanizzazione in tempi recenti), non deponeva in loro favore. Contro il
veleno psichico biblista, la 'razza' nordica dimostrò di avere ben pochi
anticorpi.

Il Gunther, poi, dimostra un'ottusa anglofilia, che estese anche all'America


del Nord - cosa non del tutto atipica nella Germania della svolta dei secoli XIX
e XX, che per i tedeschi fu ancora più esiziale della loro slavofobia, anch'essa
spesso ottusa ma che, se non altro, aveva dei precisi radicamenti storici. - I
'fratelli di razza' anglofoni sono stati la rovina della Germania (e dell’Europa).
Al riguardo, valgono due osservazioni: (a) la 'nordicità' inglese (quale ne possa
essere l'importanza) fu sempre sopravvalutata: la popolazione dell'isola è
ed è sempre stata fondamentalmente di ceppo

XI
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occidentale/med iterran eo; (b) con buona pace del Gunther, che va incontro a quegli Sull'autore
anglofoni che provano orrore ad essere confusi con i centro- o sud-europei.
Classificare poi l'ing lese come una ling ua germanica è, scientificamente, un
grosso lan o errore. L'inglese non è una lingua germanica - e tanto meno una , Di Hans Friederich Karl Gunther (Friburgo, Germania, 16 febbraio 1891 -
ling ua neolatin a, nonostante il suo lessico neolatino al 70% - ma un liquame ivi, 25 settembre 1968) sono stati pubblicati in italiano solo tre brevi scritti : si
fonetico, grafologico, lessicale, grammaticale e sintattico che ha molto del tratta di "Platone custode della vita", "Humanitas", e "Religiosità
'papiamen to' (3) e che, in quanto idio ma profondamente degenerato, è stato indoeuropea", tre volumetti delle Edizioni di Ar tratti da opere "minori" del
classificato come struttu ralmente affine alle lingue bantù (4). professore tedesco (uno di essi, "Humanitas", apparve già in appendice a Giulio
Cogni, "I valori della stirpe italiana", nel 1937).
L'uscita della presente "Tipologia razziale dell'Europa" ("Rassenkunde
Europas") è quindi la prima traduzione italiana di una delle opere capitali del
Silv io Waldner Gunther, sicuramente un caposaldo del pensiero razziologico. Essa rappresenta
infatti l'ampliamento europeo della sua "Rassenkunde des deutschen Volkes"
(tipologia razziale del popolo tedesco), vero e proprio must della Germania pre­
hitleriana, che raggiunse nei tredici anni successivi alla pubblicazione del 1922
ben sedici ristampe in più di centomila esemplari. ·
G. aderì a quel filone di pensiero che è stato definito come "nordismo". Già in
età scolare condusse studi razziali sulla sua zona d'origine. Come studente
universitario a Friburgo e a Parigi si occupò dell'espressione dell'anima dei
popoli e delle razze in campo linguistico, dedicandosi specialmente alle
letterature germaniche e neolatine, e alla linguistica ugro-finnica ed altaica.
Conseguì la laurea nel 1914, e nel 1920 superò a Karlsruhe l'esame riservato
ai reduci (Kriegsteilnehmerpriifung) per l'insegnamento superiore, entrando
nel corpo insegnante sassone, a Dresda; ma gli anni dal 1921 in poi lo videro
sempre più dedito alla ricerca. Fu all'Istituto del Museo Antropologico di
Dresda che cominciò la preparazione dell'opera che lo vedrà famoso
("Rassenkunde des deutschen Volkes"), anche se dovette avvalersi di materiale
raccolto personalmente, visto che gli istituti antropologici tedeschi erano zeppi
di raccolte sui popoli più esotici ma, contraddittoriamente carenti di elementi
relativi ai tipi tedeschi. Il successo della sua opera contribuì molto a cambiare la
direzio ne degli interessi antropolog ici da "coloniale" ad interna.
Dopo un periodo di lavoro in Norvegia e in Svezia, dove allargò gli studi
razziali all'Europa (sono gli anni di Rassenkunde Europas), tornato in
Germania, nel 1930 G. ottenne la cattedra di sociologia antropologica
all'università di Jena, in Turingia. La cosa suscitò l'ira dei suoi oppositori, tra
(1) Lebensgeschichte des hellenischen Volkes [Tipologia razziale del popolo· ellenico] e cui Friedrich Merkenschlager, docente all'università di Kiel detto l' "anti­
Lebensgeschichte des romischen Volkes [Tipolog ia razziale del popolo romano ] Gunther", che poi verrà rimosso dall'Istituto di Biologia del Reich dietro
intervento di Walter Darré, il politico che invererà molte teorie guntheriane.
(2) Julius Evola, Rivolta contro il mondo moderno, Mediterranee, Roma, 1969. La protesta di numerosi docenti pur nazionalsocialisti alla nomina di G.
(Merkenschlager era "camerata della prima ora"; Karl Saller, antropologo
(3) Il papiamento è quell'intruglio di spagnolo, olandese, portoghese e inglese ora lingua medico all'università di Gottinga, era membro SA) era motivata dal fatto che
ufficiale nelle ex-A nt i lle Olan des i (Curazao , Aruba, Bonaire). questi gli rimproveravano un "comportamento criminale verso lo spirito
nazionale tedesco". Per costoro, il "meticciato" interno nordico-alpino doveva
(4) Dal linguista francese Claude Hagège, Storia e destini delle lingue d'Europa, La nuova
essere considerato unicamente come apportatore di civiltà, e la componente
Italia, Scandicci, 1995. Da notarsi (!) che l'Hagège è tutt'altro che un anglofobo o un
americano fo bo .
"asiatica" degli alpini non aveva affatto indebolito il tipo ario egemone, ma, al
contrario, aveva contribuito alla grandezza della "razza tedesca" : era la
concezione del "popolo-razza".

XII XIII
Nel dibattito intellettuale, G., pur schierato, non partecipò agli eccessi che qualitativo (e, si potrebbe dire con Clauss, da Leistungsmensch) la situazione
potevano screditare l'idea razziale stessa, ma mediò tra i sostenitori della del "meticciato razziale tedesco" e poi europeo. Di fronte agli strilli troppo
"razza tedesca" e i puristi del nordismo, rendendo meno traumatico il processo astiosamente anti-mediterranei degli eredi della Kulturkampf, G. rivalutò gli
di riordinamento della confusione concettuale e terminologica in materia - un antichi concetti di humanitas e di kalokagathia, che dal Winkelmann in poi mai
retaggio ottocentesco. avevano cessato di affascinare l'anima tedesca, insieme a quello di compagine
Nonostante diversi studi antropologici avessero già da alcuni decenni ben indoeuropea, reintegrando pienamente il mondo classico nella nuova visione
delineato le diverse componenti che concorrevano alla formazione dei popoli razziale.
europei (dapprima: nordica, alpina, mediterranea, poi vennero prese in Se l'esito dell'evento bellico (vero e proprio discrimine culturale per
considerazione anche quelle baltico-orientale, dinarica, fàlica) i fautori della l'Europa, e finanche per la stessa civiltà occidentale) vide G. internato in
supremazia dell'idea di nazione continuarono a fare di tutto per veder campo di concentramento dai vincitori (vi patì la fame e subì maltrattamenti,
riconosciuta la sola tesi dell'unità di razza e di popolo. Ma dal processo di fino al rilascio nel 1948), sarà dallo stesso campo ex-nemico a giungere un
consolidamento della Weltanschauung, all'interno del nazionalsocialismo riconoscimento del valore della sua opera decennale: nel 1953 la American
questi ultimi uscirono sconfitti. A suggellare definitivamente la linea furono la Society of Human Genetics lo nominò suo membro onorario.
nomina di Frick a ministro degli Interni del Reich nel 1933, e nel 1934 la Continuò a ricercare anche nel secondo dopoguerra , pubblicando presso un
dismissione del concetto di "razza tedesca", dichiarato scientificamente paio di piccole case editrici un ampliamento dei suoi studi sugli Elleni e sui
insoste nibile da Walte r Gross, direttore ufficio di politica razziale del NSDAP. Romani. Le sue opere, senza alcuna eccezione, ça va sans dire, furono inserite
L'atteggiamento nei confronti del meticciato e l'assimilazionismo (anche nell'immenso catalogo dei libri messi all'indice dal "socialismo reale ", la
riguardante gli allogeni) erano stati i punti che avevano diviso le due correnti. famigerata Liste der auszusondernden Literatur compilata dall'Abteilung
Più che di "colonizzazione interna" alla Germania e all'Europa della Volksbildung der Sowjetischen Militèir-Administration in Deutschland
componente nordica sulle altre, soprattutto quella alpina (questa l'accusa da (Divisione per l'educazione popolare dell'amministrazione militare sovietica in
parte sia dei nazionalisti che degli antirazzisti), il nordismo era consapevole di Germania); un indice che in realtà era presente in ogni paese comunista, e alla
rappresentare la soluzione più adatta alle contingenze della storia. La necessità cui redazione contribuirono anche intellettuali come Gyorgy Lucàcs, incensati
dell'assunzione dei destini politici non poteva delegare alcun ruolo­ guida alla anche dall'Occidente liberale. Occidente liberale che, in quanto a castrazione
passività della "razza estide/alpina", caratteristica, questa, che l'aveva sempre intellettuale non ha certamente niente da invidiare alla fu controparte
resa facile preda di potenze e idee straniere - e i fatti del bolscevismo ne orientale, mutatis mutandis, e salvate le apparenze.
costituivano l'ultimo esempio sotto gli occhi di tutti. Il ruolo di guida da parte
della componente più combattiva (più adatta quindi alla funzione politica) e
l'attenzione al tipo di mescolanza, non implicavano giudizi di valore assoluti * Riportato in: Ch . Kohn-Behrens, ,,Was ist Rasse? Gesprèiche mit der gro/3en
sulle altre componenti. deutschen Forschern der Gegenwart", Miinchen, 1934, pp. 16-7.
Anche il Fuhrer, di nascita baiuvarica, che non poteva quindi essere
sospettato di sentimenti "antialpini", affrontando il delicato "problema
razziale", nel primo grande discorso pubblico dopo la presa del potere
pronunciato al "Congresso del partito della vittoria" alla fine dell'agosto 1933
("Razza e concezione del mondo eroica"), sancisce tale linea ribadendo: "Un
popolo che reca in sé i germi di razze diverse non può tollerare in nessun caso
che la sua vita venga determinata all'infinito da due o tre concezioni razziali
contraddittorie”. Per neutralizzare questo pericolo, “è necessario unirsi sotto
il segno della componente razziale più idonea, per sua natura, ad imporsi sul
piano ideologico", razza che risulta immediatamente riconoscibile dalla sua
"concezione eroica del mondo."
E ancora: [Il nazionalsocialismo] "riconosce la presenza di sostanze razziali
diverse nel nostro popolo. Lungi da lui l'idea di rifiutare in sé e per sé questo
miscuglio [... ], esso auspica tuttavia che la direzione politica e culturale del
nostro popolo conservi il volto e l'espressione dell'unica razza che, col suo
eroismo e le sue predisposizioni interiori, ha forgiato il popolo tedesco a partire
da un conglomerato di componenti diverse." (*)
Dunque con G. l' "idea nordica" conciliò infine da un punto di vista
xv
XIV
Indice generale dell'opera

Il perché di questa casa editrice. IX


Nota introduttiva. XI
Sull'autore. XIII
Introduzione alla seconda edizione tedesca. 2
Dall'introduzione alla prima edizio ne tedesca. 3
1 -Cenni sul concetto di "razza" ed esposizione delle cinque razze
europee
europee e sulla cranio metr ia; 5
2 -Le caratteristiche so matiche delle razze europee; 12
3 -Le qualità spir itua li delle razze europee; 48
4 -Influssi di razze extra- europee; 59
5 -Ambie nte, ereditarietà, mescola me nto razzia le; 72
6 -La ripartizione delle razze europee sul territorio d'Europa; 76
7 -Le razze europee nella preistoria; 97
8 - La razza nord ica ne lla pre istor ia e ne lla stor ia; 107
9 -La denordizza zio ne dei popoli di lingua ro manza; 167
10 -La denordizza zio ne dei popoli di lingua germa nica; 186
11 - La situa zio ne attua le, dal p unto d i vista ra zzia le; 197
12 -Il pensiero nordico;· 209
Appendice:
Bib liogra fia gunther iana.

Cartine

I - V: Altezza corporea, indice cefalico, indice facciale, colore dei capelli,


colore degli occhi nel distretto di More (Norvegia);
VI: "Chiaro" e "scuro" in Europa;
VII: La statura in Europa;
VIII: L'indice cefalico in Europa;
IX: L'indice facciale in Europa;
X: Car,tina mondiale del "colore della pelle";
XI: Cartina mondiale della "forma dei capelli";
XII: Cartina mondiale della "statura";
XIII: Cartina mondiale dell' "indice facciale";
XIV: Zona di più forte predominanza di una singola razza;
XV: Le lingue indoeuropee in Europa;
XVI: L'odierna area linguistica indoeuropea in Asia;
XVII: L'area di insediamento dei Germani intorno al 200 a.C.;
XVIII: L'area di insediamento dei Germani tra il 1750 e il 100 a.C.;
XIX: Migrazioni germaniche;
XX: Le forme di insediamento rurale in Europa centrale e nord-occidentale.
-
1
f
INTRODUZIONE ALLA SECONDA EDIZIONE TEDESCA DALL'INTRODUZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE TEDESCA

La seconda edizione è stata ampliata con aggiunte che all'autore sono La stesura del presente libro nasce come risposta a due desideri dell'autore,
sembrate importanti. Le immagini sono state completamente rinnovate concepiti anche su sollecitazione esterna: .
usando, entro i limiti del possibile, fotografie comuni a questo libro e alla 1 - quello di porre fine una volta per tutte all'ampliamento del mio
"Rassenkunde des deutschen Volkes [Tipologia razziale del popolo tedesco]" e "Rassenkunde des deutschen Volkes", ormai finito per diventare una rassegna
sostituendone altre. Inoltre, è stato aggiunto un notevole quantitativo di altre razziale dell'Europa.
immagini, visto che, nell'esperienza dell'autore, risulta che nella ricerca 2 - e quello di redigere una esposizione più sintetica di questa materia.
razziale le imma gini sono un fondame ntale mezzo di rappresentazione. Il materiale che è risultato superfluo in "Rassenkunde des deutschen Volkes"
è diventato così la materia prima per il presente "Rassenkunde Europas".
L'editore e l'autore sono stati d'accordo nel dare come titolo al libro Anche il corredo di immagini viene diviso ora tra i due libri (il presente libro
"Rassenkunde Europas [Tipologia razziale dell'Europa]" e non più "Kleine contiene in proporzione solo poche immagini della razza nordica relative a
Rassenk unde Europas [Piccola tipologia razziale dell'Europa ]". tedeschi).
Attraverso queste misure entrambi i libri , pur mantenendo una loro
L'autore ringrazia la collezione di scultura di Dresda per le riproduzioni autonomia, sono diventati un completamento reciproco per chi vuole occuparsi
delle illustrazioni 203 e 210; nonché al Freiherr Dott. E. von Eickstedt che gli ha più da vicino della questione razziale.
fornito diverse immagini. "Rassenkunde des deutschen Volkes" completa il presente libro (con
l'eccezione della distribuzione europea delle razze) visto che, essendo quello
Vorrei domandare al pubblico di spedire all'editore (che rimborserà le spese molto più corposo, ha potuto essere più accurato su ogni singolo argomento.
corrispondenti) immagini di singoli individui rappresentativi delle diverse Anche per un allargamento delle indicazioni sulla letteratura razziale rimando
razze europee. Si desiderano soprattutto teste dinariche femminili, alpine a quel testo. Il presente libro infatti è stato molto meno gravato con indicazioni
maschili e baltico- orientali di ambedue i sessi. bibliografiche per mantenere un carattere più divulgativo e di facile lettura.
Anche per questo libro devo esprimere riconoscenza al Freiherr Dott. Egon
Uppsala (Svezia), ottobre 1925. von Eickstedt di Vienna, che mi ha fornito una serie di nuove immagini ; a cui
aggiungo la mia riconoscenza verso alcuni sostenitori di questo progetto, specie
Dott. Hans. F. K. Gunther . norvegesi, i quali pure mi hanno fornito materiale iconografico. Una menzione
speciale merita poi il Dott. Bernhard Struck di Dresda, che ha contribuito -
come già per la prima edizione di "Rassenkunde des deutschen Volkes" -
disegnando le cartine razziali d'Europa qui allegate.
Per la messa in stampa del libro mi ha assistito in maniera degna del più
sentito ringraziamento il Sig. Dietrich Bernhardi di Altenburg, che ha
corretto le bozze.

Skien (Norvegia), settembre 1924

Dott. Hans F. K. Gunther

2 3
1. PRECISAZIONI SUL CONCETTO DI RAZZA,
SULLA SPECIFICAZIONE DELLE CINQUE RAZZE EUROPEE
E SULLE MISURE CRANICHE.

Riguardo alla composizione dei popoli europei a partire da diverse razze, vi


sono nel complesso idee poco chiare. Spesso si sente parlare di una "razza
bianca", o "razza caucasica", alla quale apparterrebbero gli europei. Ma
nessuno sa esattamente descrivere, quando gli si chiede di farlo, l'aspetto fisico
di questa razza, in quanto è chiaro - o almeno dovrebbe essere chiaro - che
una qualsiasi "razza" dovrebbe rendersi percepibile in un determinato gruppo
umano, tutti gli appartenente del quale dovrebbero mostrare lo stesso aspetto
somatico e psicologico. Ma si consideri quanto grandi sono le differenze
somatiche e psicologiche non solo all'interno dell'Europa (la zona nella quale
la cosiddetta razza "bianca" o "caucasica" sarebbe autoctona) 0 all'interno di
una determinata frazione dell'Europa, ma addirittura all'interno di una
qualche ristretta regione di una qualsiasi nazione europea. Non esistono una
"razza tedesca", "russa" o "spagnola". Non bisogna confondere i concetti di
popolo e di razza.

Si sente parlare anche di una razza "germanica", "latina" oppure "slava".


Ma ci si renderà subito conto che all'interno delle regioni nelle quali sono
parlate lingue germaniche, neolatine o slave, si incontra una straordinaria
varietà di tipi umani e mai quell'uniformità somatica che ci si dovrebbe aspettare
davanti ad una razza unica. Ne risulta che i gruppi umani in esame - "germani",
"latini", "slavi" - costituiscono comunità di lingua e non di razza. Si faccia la
seguente considerazione, per non confondere più l'appartenenza linguistica con
quella razziale: è forse "germanico" il negro americano, che pure parla l'inglese
americano - una lingua germanica - e anzi lo considera la sua lingua materna?
La risposta corretta è no, perché il germano è alto, biondo e con gli occhi
azzurri. In Scozia non mancano uomini alti, biondi e con gli occhi azzurri, che
pure parlano lingue celtiche. Ci sono perciò dei celti che hanno l'aspetto dei
"germani"? Secondo una nozione ancora molto diffusa nella Germania
meridionale, i celti sarebbero le genti piccole e scure ancora presenti nella zona.
Nel contempo, molti greci e romani antichi vengono descritti come "germani".
Gente bionda con gli occhi chiari se ne trova spesso nel Caucaso. Non mancano
gli italiani dall'aspetto "germanico". Io stesso ho portato a termine misure
antropologiche su uno spagnolo di questo tipo. Viceversa: ci sono tanti tedeschi
- quindi genti appartenenti a un popolo linguisticamente germanico - che non
hanno assolutamente un aspetto "germanico". Eppure i tedeschi non sarebbero i
"discendenti degli antichi germani"? - Come si fa a vederci chiaro in mezzo a
questa confusione? Perché non c'è dubbio che tutto quest'insieme di fatti sembra
pieno di contraddizioni.

Concetto
La dimigliore cosa da fare è analizzare in profondità il concetto
concetto di "razza". Chi si vuol occupare di problemi

5
razziali, deve in primo luogo fare attenzione a non confondere razza ed etnia In tutti i popoli europei sono comunque rappresentate le seguenti cinque
(generalmente caratterizzata da una lingua parlata) oppure razza e razze, o allo stato puro, oppure in svariate proporzioni di incrocio:
nazionalità oppure ancora (soprattutto nel caso del popolo ebraico) sangue e
appartenenza religiosa. "Razza" è un concetto che appartiene al mondo La razza nordica: alta, dolicocefala, dal viso stretto, col mento forte; naso
stretto con la radice alta; capelli biondi (o biondi dorati), flessibili e lisci od
dell'antropologia la quale, a sua volta, quando è antropologia fisica si interessa
ondulati; occhi infossati e chiari (azzurri o grigio-azzurri); pelle bianco- rosa.
soltanto dei dettagli somatici misurabili e quantificabili; per esempio l'altezza,
la lunghezza degli arti, la misura del cranio e delle sue parti, il colore della
La razza occidentale: piccola, dolicocefala, dal viso stretto, con il mento
pelle (con riferimento a una determinata tabella di colori), il colore dei capelli
meno pronunciato; naso stretto con la radice alta; capelli castani o neri,
e degli occhi, ecc. L’eccellente "Lehrbuch der Anthropologie [Manuale di
flessibili e lisci o ricciuti; occhi infossati marroni; pelle abbronzata.
antropologia]" (Jena, 1914) di Martin può essere consultato con profitto anche
dai non specialisti, i quali, quando considerino la sua mole, si potranno rendere La razza dinarica: alta, brachicefala, dal viso stretto; nuca ripida che fa
conto di quante misure e constatazioni sono necessarie prima che un corpo l'effetto di essere stata tagliata con un colpo di scure; naso molto forte, con la
umano possa essere descritto dettagliatamente dal punto di vista razziologico radice alta che si proietta con forza all'infuori, con la punta che si rivolge al
(antropologico). Inoltre, assieme alla forma fisica, è indispensabile studiare il basso e diviene carnosa; capelli ricciuti neri o castani; occhi infossati marroni;
comportamento animico, anche quello proprio ad ogni razza. pelle abbronzata.

Che cosa è, quindi, una "razza'? - La razziologia e la discussione dei La razza estide: piccola, brachicefala, dal viso largo, con il mento debole;
problemi razziali sono stati non poco pregiudicati dal fatto che tanti testi e naso corto e ottuso con la radice piatta; capelli duri, neri o castani; occhi
libri, scritti a proposito delle razze - reali o presunte -, molto spesso non dicono marroni che protrudono; pelle abbronzato- giallastra.
niente di che cosa si deva intendere per "razza" (questo è un difetto soprattutto
di quei libri che dalla problematica razziale vogliono trarre conseguenze La razza baltico-orientale: piccola, brachicefala, con la mandibola
ideologiche). Questo è stato da me discusso in dettaglio nella mia "Rassenkunde pesante massiccia e il mento debole; naso ottuso, corto e piuttosto largo con la
des deutschen Volkes [Tipologia razziale del popolo tedesco]'; di cui dò qui un radice piatta; capelli duri e chiari (colore biondo cenere); occhi chiari (grigi o
breve riassunto: azzurro acquoso) che protrudono; pelle chiara con tonalità grigie (1).

Una razza si incarna in un gruppo umano unitario, che si ripete tale e quale Come si è arrivati ad identificare proprio cinque razze in Europa? Quando
generazione dopo generazione. si esaminano diverse mappe di distribuzione razziale ci si imbatte in interessanti
coincidenze nei caratteri somatici presi in considerazione; per esempio, in
Per gruppo umano unitario si intende un gruppo umano che si distingue da Inghilterra le zone dove la gente è più alta sono anche quelle dove essa è più
qualsiasi altro in quanto ha una combinazione tutta sua di caratteristiche chiara; e nella Francia settentrionale troviamo una zona dove coincidono l'alta
somatiche e psicologiche. statura, il colorito chiaro e la dolicocefalia. Nella Francia centrale e meridionale
troviamo stature più basse e coloriti più scuri, ma la forma del cranio è
Combinando queste due ultime proposizioni risulta che: una razza si variabile: nella costa del Mediterraneo e da quella del Sud-Ovest si
incarna in un gruppo umano il quale, in conseguenza di una sua specifica trovano poche teste corte, per cui si arriva alla conclusione che in Francia ci
combinazione di caratteristiche somatiche e animiche ["seelischer"], si devono essere due razze dalla testa lunga, una chiara e alta nel Nord e
differenzia da qualsiasi altro gruppo umano; e queste caratteristiche non una piccola e scura nel Sud, mentre nella Francia centrale il colorito scuro,
cambiano di generazione in generazione.
1) Nella mia opera Rassenkunde des deutschen Volkes [Tipologia razziale del popolo tedesco]
Ne segue subito che l'etnologia non conosce praticamente alcun esempio di
ho fatto un riassunto delle altre denominazioni delle razze europee in uso nel passato e nel
un gruppo umano del genere. Nessuna razza conosciuta è rinchiusa in un unico presente. La razza qui detta estide, viene normalmente detta alpina e quella occidentale
popolo o in un'unica comunità linguistica, nazionale o religiosa. In particolare, mediterranea. Le denominazioni di 'nordico' e di 'dinarico' (con riferimento alle Alpi
i popoli europei vengono ad essere per lo più mescolanze delle cinque razze Dinariche, dove questa razza è massimamente rappresentata) sono dell'antropologo russo
europee, anche se in qualche caso soltanto di due o tre di esse. In Europa Deniker. La denominazione di 'alpino' è del de Lapouge, quella di mediterraneo di Sergi,
Orientale ci sono mescolanze ancora più ampie. Ciò che fa la differenza fra i quella di 'baltico-orientale' di Nordenstreng Pèich e della sua scuola di antropologi austriaci.
diversi popoli europei è costituito, dal punto di vista razziologico, dalle diverse Tanto lui che Kraitschek (Rassenkunde [Scienza razziale], 1923) chiamano la razza
proporzioni in cui ogni singola razza europea è rappresentata in ognuno di loro. baltico-orientale "razza dell'Est" (e Deniker "race orientale").
7

--
6
abbinato alla testa corta, suggeriscono la presenza di una terza razza. Nella
Altezza corporea nella Germania Nord-occidentale la gente è alta, chiara, dolicocefala e il viso
provincia di More.
Norveg ia. secondo Bryn stretto; mentre nel Sud-est la gente è parimenti alta, ma scura e brachicefala.
Nella Germania Sud-occidentale il colorito è scuro, la statura bassa, la testa
corta e il viso largo, e la correlazione di queste caratteristiche è spesso così
pronunciata che si riscontra che un incremento di una di esse in una
determ inata zona, compor ta una diminuzione proporzionale delle altre.
Le mappe della provincia norvegese di More illustrano bene questa
situazione (cfr. mappe I-V).

Altri risultati scaturiscono dallo studio razziale di nazioni o territori,


quando le caratteristiche considerate (altezza, forma della testa e del viso,
colore della pelle, dei capelli e degli occhi, ecc.) vengono messe in un ordine
167 • 168 cm - Ind ice c ran ico 8 1 - 82 stratificato a seconda del loro valore numerico. Così facendo si fa attenzione
1111111 80
alla distribuzione geografica delle persone non tanto dal punto di vista del
169 - 170 cm rIIIl/JJJlJ 79
171 - 174 cm 76 - 78 loro aspetto complessivo, ma da quello delle relative proporzioni e delle loro
Indice facc iale nella Co lore dei capelli nella caratteristiche somatiche - cioè si considera la popolazione come una
provincia di More. Norvegia. mescolanza razziale uniformemente distribuita, così risultano altre
secondo Bryn
correlazioni fra le varie caratteristiche. Per esempio, nella Germania
occidentale e nord-occidentale, fra le persone di alta statura si trovano
) relativamente molti più casi di colorito chiaro e di teste allungate; mentre
fra quelle più piccole ci sono relativamente molti più casi di colorito scuro;
come avviene anche nella provincia norvegese di More e nella Francia
settentrionale e centrale. Nel Sud-est tedesco, e in tutte le Alpi orientali
fino alla Grecia, troviamo un'alta statura insieme a coloriti scuri, teste corte
con la nuca ripida e nasi lunghi e rudi. - Infine, da un'analisi accurata di
tutte queste caratteristiche razziali relazionate fra loro, è possibile arrivare
a costruire l'immagine delle razze singole che compongono un dato
- Oltre 59% di visi medi o larghi popolo. Anche se, come conseguenza di incroci prolungati, non si dovessero
la 57 -58% - 51 - 55% d i c ape lli scuri
più trovare individui puri delle razze in questione, si potrebbe arrivare a
43 - 56% 46-50%
c:::::::J I 4 - 42% WlllJ 30 - 45% riconoscere le razze contenute in una data popolazione mista abbinando le
caratteristiche somatich e esistenti e usando come guida le loro relazioni.

Comunque, le mescolanze non sono ancora tanto progredite, ne in


Europa né in diverse altre zone fuori dall'Europa , che non ci siano regioni
Ma p pe I - V.
nelle quali un determinato tipo razziale sia ancora, in modo evidente,
Rii. : H a lfd an Bryn, To g run d race r i fortemente predominante. L'Europa Nord-occidentale, soprattutto la
N orge jNy t Mag asin tor Na tur­
videnskaberne, 1920). Le m a ppe Scandinavia, mostra una certa uniformità nell'aspetto dei suoi abitanti,
indicano che nella provincia di More permettendo anche all'osservatore superficiale di constatare il fatto che
sussis t o n o due com p o ne nti r a zzial i:
u n a alta. con la te sta lunga , il viso determinate caratteristiche somatiche si ripetono molto spesso: le genti
stretto e i cape lli e gli occhi chiar:i e
una piccola. con la testa corta. il viso
sono alte, chiare, con il viso stretto e una testa allungata che si estende
largo e i cape lli e gli occhi scur i. oltre la nuca. Le Alpi austriache dimostrano spesso, anche lì, ad un'analisi
superficiale, la presenza di genti che, dal punto di vista della scienza
razziale, sono state descritte come dinariche; molto comuni
- 26 - 35% di occ hi marroni
liDB!ll21-25 %
anche fra sloveni, croati, serbi, albanesi e montenegrini. La Spagna e
6 - 20% l'Italia meridionale dimostrano parimenti una uniformit à nell'aspetto
8 9

---
della loro popolazione, come anche l'Europa Nord-orientale e tante piccole zone,
f volume "Anthropologie [Antropolgia]" (in Kultur der Gegenwart [Cultura del
generalmente montagnose, dell'Europa centrale. L'osservazione di questi gruppi umani, nostro tempo], parte III, sezione V, 1923), scritto dal Mollison (1).
relativamente unitari in determinate zone, permette la misurazione di caratteristiche
somatiche del tipo razziale in esame non ancora passate sotto il vaglio da una scienza
razziale che si limiti a considerare solo gli aspetti somatici più rilevanti. Nel contempo, Un breve chiarimento sui termini "testa lunga", "viso stretto", "testa corta",
gli aspetti comportamentali di questi gruppi umano unitari, c i danno una indicazione "viso largo", ecc. (e dei loro correlati "cranio lungo", "cranio corto", ecc.) è però
di quale deve essere anche il loro aspetto animico ["seelische"] . necessario.

u' '- .
Un cranio lungo è uno nel quale la misura longitudinale (visto da sopra) è
sostanzialmente superiore a quella trasversale; mentre un cranio corto è uno
,·. , . nel quale la misura trasversale si avvicina, o è quasi uguale, a quella
I

;, longitudinale. Si misurino la lunghezza e la larghezza massima della testa


•,",' (secondo un determinato metodo e con riferimento a specifiche superfici
craniche) e poi si esprima la larghezza come percentuale della lunghezza:
questo risulta to è l'indic e cranico (2).

Quando un cranio è tanto largo quanto lungo, esso è molto corto, con un
indice di 100. Se la larghezza è il 70% della lunghezza, esso è lungo, con un
indice di 70. Si dice che un cranio è lungo se l'indice è al di sotto di 75,9, medio
fra 75 e 79,9 e corto al di sopra di 79,9 (2).
F ig. l. Cranio lungo con indice di 72.9 Fig .2. Cronio corto con indice di 88,3
(Rii.: His-Kutimeyer, Cranio helvetica) La forma del viso viene data come relazione fra l'altezza del viso e la
distanza fra gli zigomi, espressa la prima come percentuale della seconda.
L'altezza del viso viene ad essere (in termini approssimati) la distanza fra la
radice del naso, all'altezza degli estremi delle sopracciglia, e il punto più basso
(non il più sporgente) del mento. La distanza fra gli zigomi è quella fra i punti
più separati delle ossa zigomatiche. La percentuale così calcolata è detta
l'indice facciale morfologico e, quando si riferisca a misure prese sul cranio, se
è superiore a 84,9 si dice che il viso è largo, da 85 a 89,9 medio e al di sopra di
90 stretto. Se si misura sul viso di una persona vivente, i limiti sono inferiori:
fino a 83,9, da 84 a 87,9 e al di sopra di 88.

Un indice cranico alto indica una testa corta e uno basso una testa lunga,
mentre un indice facciale alto indica un viso stretto e uno basso un viso largo.
Queste indicazioni sono importanti per poter interpretare le carte II, III, VIII,
IX e XIII.
Fig. 3. Viso stretto (indice circ a 93.5) Fig. 4, Viso largo (indice circa 83,5)
(Rif.: v. H61der, Schèidelformen [Forme craniche])

(1) Anche nella mia Rassenkunde des deutschen Volkes [Tipologia razziale del popolo
Non è questo il luogo per considerare nel dettaglio i metodi di tesesco] ho detto qualcosa sulle misure antropometriche. Il Sullivan dà un'esposta breve
misurazioni propri della scienza razziale. Siano qui menzionati delle misure principali nel suo Essentials of anthropometry, New York, 1923.
il "Lehrbuch der Anthropologie [Testo di antropologia]" (1914) di
Martin e il capitolo "Technik und Methoden der physische (2) Le misure registrate sulla testa di una persona vivente non possono essere
immediatamente equiparate a quelle che si sarebbero ottenute sul cranio: è necessario
Anthropologie [Tecnica e metodi dell'antropologia fisica]" nel
un calcolo addizionale . Nella mia Rassenkunde des deutschen Volkes sono date le tabelle
necessarie a questa conversione .

10
11
2. LE CARATTERISTICHE SOMATICHE simultanea di tre suoi aspetti: la fronte piatta che nella sua parte superiore va
DELLE RAZZE EUROPEE all'indietro; il naso dalla radice alta e diritto oppure curvato all'infuori; il mento
accentuato e angoloso.

Nelle didascalie ch e accompagnano le illustrazioni , K (oppure Sch) significa Le parti molli contribuiscono a dare l'impressione di un viso stretto e bene
l'indice della testa (o del cr anio); Q l'indice facciale; A il colore degli occhi; H il disegnato. Le aperture oculari, da un estremo all'altro, sono orizzontali oppure
colore dei capelli. I div ersi colori sono specificati soltanto quando non sono hanno una lieve tendenza a che l'angolo esterno sia più basso di quello interno.
percepibili dall'illustrazione stessa. I crani femminili sono specificati come Le labbra sono generalmente sottili e le narici strette e affilate.
tali. Quando si tratta di immagini di persone viventi, il loro nome è
menzio nato soltanto se sono persone di una certa notorietà.

La descrizione razziale che accompagna ogni illustrazione si riferisce


esclusivamente a quanto può essere dedotto dalle caratteristiche somatiche
visibili nell'immagine riprodotta ; questo vale soprattutto per quelle immagini
dove non sono specificati indici o altre misure . Le immagini devono essere viste
più come esempi illustrativi delle caratteristiche razziali in esame che come
specificazioni di esse. La scienza razziale riguarda gruppi e non individui
singoli, i quali vengono presi in considerazione soltanto quando in essi si
vedono i rappresentanti caratteristici del gruppo. Il gruppo è sempre il punto di
partenza di qualsiasi considerazione razziale. (riguardo all'acquisto di nuovo
materiale iconografico per questo libro, si veda l'Introduzione.

a) La razza nordica .

La razza nordica è alta e slanciata . Le gambe sono lunghe. Nel maschio


l’altezza può raggiungere una media di 1,74 metri. La formazione, sia del corpo
nel suo insieme che delle parti singole, come il collo, le mani, i piedi, è forte e
asciutta. La testa è lunga, il viso stretto. L'indice cranico sta in media sul 75,
quello facciale al di sopra di 90. La lunghezza della testa, considerevolmente
superiore alla larghezza, è determinata soprattutto dal fatto che la sua parte
posteriore si prolunga di parecchio oltre la nuca. Ne risulta che la parte
posteriore della testa è di conformazione piuttosto bassa, per cui nei nordici, al di
sopra del colletto, rimane ancora visibile una lunga estensione di collo prima Fig . 5. Nuo tatore sve de se Fig , 6. Ufficiale inglese.
che essa cominci a estendersi all'infuori. La testa nordica è spesso estremamente [von Bo rje so n) . Figu ro nor d ic o . Fig ur a no rdica.
stretta nella zona temporale , come se fosse stata compressa trasversalmente. Il
viso è stretto, e relativamente stretti sono la fronte, il naso e la mascella,
quest'ultima angolosa e con un mento for te.
La pelle è rosea e chiara e lascia trasparire il sangue, e questo le dà una sua
La fronte nordica (negli adulti e più nei maschi che nelle femmine) rivela speciale vivacità. Essa è spesso luminosa e addirittura fresca e vivida, "come
sporgenze sopraorbitali che superano le palpebre e che, a partire dal centro della latte e sangue". I vasi sanguigni, soprattutto nei giovani, sono visibili e
fronte, si estendono lateralmente verso l'alto più delle sopracciglia. lascian o intrav vedere il "sangue azzurro".

La conformazione facciale della razza nordica fa un effetto di I capelli hanno un ordito diritto oppure ondulato, nei bambini qualche volta
particolare aggressività, come conseguenza della proiezione ricciuto. Il capello singolo è sottile e flessibile, "setoso". E’ di colorito chiaro e,
sia esso biondo chiaro oppure scuro, ha sempre un tono dorato o rossastro .

12 13
I capelli nordici più tipici sono di colore biondo dorato, ma non mancano i
biondi dalla tonalità più chiara (soprattutto fra i bambini) o più scura
(soprattutto fra gli adulti).

Spesso si dà il caso di persone adulte, che da giovani avevano i capelli color


biondo chiaro, poi i capelli biondi scuri, o addirittura castani o castani scuri
come conseguenza di un processo di inscurimento. Questi casi possono essere
spiegati ammettendo che le persone in questione abbiano una qualche
compo nen te genetica non nordica che poi appare col tempo.

L
Fig . I I , Svezia Fig . 12. Norvegia. Occhi marroni.
(Foto: Collezione del Prof. Lundborg . Uppsala) . capelli costoni. K: 73.77. G: 100 ,

Fig. 13. Svezia


Fig. 14. Norvegia .
(Foto: Collezione del Prof. Lundborg, Upp sala ).

Figg . 7 . I O. Cranio nordico visto lateralmente. di fronte. dal lato della scatola cronica e dal lato della nuca. Sch:
70. G: 96.4 (Riferimento: teschi della Sezione di Antropologia della Collezione di Scienze degli animali e dei popoli.
Dresda).

Anche i capelli rossi possono essere descritti come nordici, almeno se sono
biondo-rossi o rosso dorato. Il 'rosso volpino' va visto invece come un fenomeno
(come l'albin ism o) possibile presso qualsiasi razza (rutilism o, eritrism o).

La barba nordica è bion da o rosso-b ionda, piuttosto abbondante e i peli sono Fig. 15. Svezia Fig. 16. Norvegia .
(Foto: Collezione del Prof. Lundborg, Uppsala).
ricciuti o crespi. Tipi nordici o prevalentem ente nordici

14 15
Figg. 17, o, b. Norvegia. K: 77,53, G: 91.60. Figg. 21. o. b . Svezia (Foto: Collezione del Prof. Lundborg , Upp so /o ).

Figg . 18, o, b. Norvegia . K: 77,36, G: 92,12 (fratello dello precedente ). · Fig. 22. Norvegia . Fig . 23. Norvegia.

Fig. 19. Svezia Fig. 20. Norvegia. K: 77.40,


(Foto: Collezione del Pro f. Lundborg, Uppsolo). G: 91.66, A: azzurri. Figg . 24, a, b. Norvegia .

Tipi nordici o prevalentem ente nordici Tipi nordici o prevalentem ente nordici

16 17
Fig . 26. Norvegia . Leggero influsso
Fig . 25. Norvegia. Fig . 31. o. b. Svezia . Tipo nordico .
boltico-orienlole? !Disegno: Prof. Hons Dohl).

Fig . 27. Norvegia. Fig . 28. Norvegia. Fig . 32. Inghilterra . Attrice . Influ sso occidentale. Fig. 33. Germanio. A: ouurri
(leggero influsso occidentale? ).

I
_J
Fig . 29. Vincitrice di un concorso svedese di belleuo. Fig. 30. Norvegia.
nel quale si cercavo di individuare lo rogouo che (Foto: Collezione Bryn. Drontheim). Fig . 34. a. b . Estone (mento troppo sfuggente. naso troppo corto) {Foto: Walcker) .
avesse l'aspetto più "svedese".
Tipi nordici o prevalentem ente nordici Tipi nordici o prevalentem ente nordici

18 19
p

,' ,
./ l , - .
,I,. t
) ,-;'( t
_;;,· : fG 11,r.t _I
Fig . 41 Scozia . (Rif e rimen to: Slruck. Kriegsgefangene
Fig. 35. a. b.(Folo d. collez. d. CommissiOF1e danese di antropologia. Copenaghen) . Fig. 40. Scozia.
(Prigionieri di guerra]. Dielrich Reimer. Berlin).

Fig. 36. Polonia. Sienkiewicz. scrittore Fig. 37. Australia (Foto: v. Eisc ksled t). Fig . 42, a. b . Sco zia. K: 78,53, G: 97.72.
(influsso di qualche razza dagli occhi scuri).

--
Fig . 39. C orsica . H: biondi (mento troppo sfuggente)
Fig . 38. Austria. Fig. 43. Inghilterra. Fig. 44. Germania .
(Foto: v. Eic ksted t).

Tipi nordici o prevalentem ente nordici Tipi nordici o prevalentem ente nordici

20
... 21
p
L'occhio nordico - ha la pupilla o iride - azzurro grigio-azzurro o grigio.
Anche se gli occhi grigi sono più frequenti nella razza baltico­ orientale , bisogna
ammettere che essi sono caratteristici anche nella razza nordica, in quanto
riscontrabili anche in zone dove è impossibile ci sia stata

Fig . 45. Germanio. (Testo troppo largo), Fig .46,Germonio. Ermi Hoeckel.

Figg . 51, o. b, Spagna (Asturie), H: biondi, K: 78,92, G: 99,27. prevalentemente nordico.

Fig. 47. Germanio . Fig . 48. Germanio ,

Fig . 52. Svezia. Sette sorelle, nordiche o prevalentemente nordiche (Foto: Collezione del Prof. Lundborg, Uppsolo) .

Fig. 50. Svizzero oc cid entale. lnfl. occidentale. A:


Fig. 49. Inghilterra. Influsso occidentale. marroni. H: neri. pelle: chiaro e roseo. un'influenza baltico- orientale. Spesso gli occhi nordici hanno qualcosa di
brillante e radioso. L'espressione può essere dura ma anche bonaria -
Tipi nordici o prevalentem ente nordic
,i comunque sempre decisa .

22 23
b) La razza occidentale (mediterranea ). ancora più accentuata ch e nella razza nordica.
La razza occidentale non è tozza, ma elegantemente slancia t a , in tutti i
La razza occidentale è piccola di statura, elegante e slanciata, con un'altezza dettagli della struttura corporea . Perfino
media nel maschio di circa 1,60 m. L'aspetto dell'occidentale fa l'effetto di una
versione rimpicciolita del nordico; e la lunghezza relativa delle gambe è

Fig. 55. Cile (Sud America ). Oc cidentali o prevalentemente occide ntÒli.

Fig. 53.

Fig. 56. Appartenente a un distinto casato brasiliano .


Fig . 57. Cor sica , Occiden tale (Foto: v. Eic kstedl) .
Occidentale (Foto : v. Eicks tedt ).

Fig. 54.
i fianchi larghi della donna occidentale diminuiscono di poco
l'impressione di generale eleganza. La forma della testa è Ìa
stessa della razza nordica, in quanto anche lei ha il cranio lungo
e il viso stretto e il cranio si prolunga oltre la nu ca .
Figure 53 e 54. Cranio femminile occidentale. Sch: 75,84, G: 94,21 (Riferimento: Collezione di crani del Museo di Soltanto la fronte, in confronto a quella nordica, è un po'
storia naturale di Vienna: Foto: stud. phil. Wastl).
più bassa, meno piatta e tendente all 'i n di e t r o; mentre è più
arrotondata lateralmente e piuttosto ricurva
all'indietro. Il naso è un po' più corto e raramente tanto

24
... 25
Fig . 58. Inghilterra !Galle s). Fig .59. Italia . Puccini.lnfl.dinorico. Fig, 64. Romania !influenzo estide). Naso piatto . Fig. 65. Italia .
jRif.: Stiehl. Unsere Feinde (I nostri nemici)) .

Fig. 60. Algeria. Influenzo negroide . Fig . 61. Algerio.jFoto: v. Eic ksted t). Fig. 66. Francio meridionale ( Arles). Fig. 67. Spagna !Madrid). Scrittrice.

Fig. 62. francio !Lione). Fig. 63. Corsico . Influsso dinorico o levantino. Fig. 68. Spagn a. (Rif.: Haberl andt. Die V61ker Europa s und des
!Riferimento: Stiehl. Unsere Feinde). !Foto: v. Eicksted t). Orients [I popoli dell'Europa e dell'Oriente.]Biogr.lnst•. Lipsia). Fig . 69. Romania.

Tipi occidentali o prevalentem ente occidentali Tipi occidentali o prevalentem ente occidentali

27
26
marcato come spesso avviene fra le genti nordiche, ma comunque generalmente
diritto o leggermente arcuato. Il mento è meno forte e più arrotondato. Ne risulta
un contorno facciale più dolce di quello nordico. Se il viso nordico ha un aspetto
taglien te e aggressivo, quello occidentale è gradevole, grazioso, 'femminile'.

Le parti molli hanno, più che fra i nordici, una tendenza ad una leggera
pienezza, la bocca è un po' più ampia, le labbra sono più piene e un po' più
rotonde e anche il naso può essere leggermente più carnoso.

La pelle è olivastra e da l'impressione di una calda malleabilità. Il sangue


vi traspare poco, le guance sono raramente arrossate e anche le labbra hanno
un colore che tende all'azzurro o al rosso ciliegia.

L'ordito dei capelli è spesso diritto e flessibile, ma più spesso è ricciuto ,


Fig .71. lt. merid. (N apo li). Mascagni ,
mentre il capello singolo è sottile e pieghevole. Di colore castano o nero,
Fig . 70. Romania . In flusso dinarico?
(Foto: v. Eickstedt). Qualche infl. negroide? Ascendenza ebraica? manca di quei riflessi dorati ancora riscontrabili nelle capigliature biondo­ scure.
Le ciglia, anch'esse scure, sono un po' più folte che nella razza nordica . La

I barba è castana o nera e abbondante.

Gli occhi sono marroni o marrone-neri e hanno un tono caldo; con


I un'espressione vivace, allegra e furba.

c) La razza dinarica .

La razza dinarica è alta, con un'altezza media maschile di circa 1, 73 m; e


l'aspetto è slanciato e aspro. Anch'essa ha le gambe relativamente lunghe,
mentre, al con t r a r io , le braccia sono fra le più corte che si incontrano
nelle razze europee. Il collo è un po' più grosso che nella razza nordica, le
giunture e gli arti meno belli. La testa è corta e il viso stretto, con un
Fig. 72. Spagna , Influs so estide Fig . 73, Spagna . indice cranico nell'ordine di 85 - 87. La misura longitudinale della testa è
(Foto: v. Eic ksted t). (F.: v. Eic ksted t),
dunque di poco superiore alla larghezza; e la parte posteriore protrude
appena oltre la nuca e spesso è semplicemente un suo prolungamento.
Molti osservatori hanno descritto la testa dinarica come "alta", e questo
modo di dire si adatta bene ad una forma cranica dove la testa corta va
abbinata a un viso stretto. La strettezza del viso dinarico è determinata
soprattutto dal naso, relativamente lungo, e dal mento, alto e aspro. Se il
viso nordico è "stretto", quello dinarico è piuttosto "lungo". Nella razza
dinarica la fronte è relativamente più ampia e spesso anche più alta che nella
razza n. or dica . Le sporgenze sopraorbitali sono come fra i nordici,
ma più pronunciate, per cui le sopracciglia vi crescono spesso sopra.

Il contorno facciale rivela una fronte piatta e tendente all'indietro, come


nella razza nordica . Il naso ha una radice alta e si proietta fortemente
all'infuori, mentre la punta, spesso carnosa, si incurva verso il basso spesso
Fig . 74. Italia._G. Giusti. poeta 1809 - 18 50,
Fig . 75. Fran cia. Th , Géricault. pittore. 1791 - 1824.
(Incisione: Raimondi).
Tipi occidentali o prevalentem ente occidentali facendo un angolo netto con la parte ossea (naso aquilino). Il naso

28 29
Fig . 80. Basilea. T. Burckhardt, Storico della cultura. Fig . 81. Austria- Ungheria . Condottiero .

Figg. 76 - 78. Tirolo . Tipi dinarici o prevol. dinorici. (.Foto: Grati, lnnsbruck).

dinarico, osservato lateralmente, mostra il tramezzo divisorio più di qualsiasi altra


razza europea; ed esso è anche più fortemente curvato verso il basso. Il mento ha
una conformazione alta ma
più arrotondato che presso i nordici.

Le parti molli hanno Fig. 82. Germanio (Boviera merid.). Fig . 83. Germanio (Baden ).
(Foto: Johannes. Portenkirchen). (Foto: Ruf. Friburgo).
caratteristiche specifiche. Si è già
detto che il naso tende ad essere
carnoso verso il basso. Anche le
labbra, soprattutto il labbro
inferiore, sono più piene o per lo
meno più larghe che nella razza
nordica. Le parti molli della parte
inferiore del viso fanno un effetto
aspro. Nel sesso maschile risultano,
molto più spesso che presso qualsiasi
altra razza europea, pieghe profonde
orientate dalle narici verso gli angoli
della bocca. Le palpebre superiori
sono spesso "pesanti" e mancano di Fig. 79. Cranio dinorico con naso dinorlc;o
particolarmente corotterizzoto e osso o c clpilol e
quella piega leggera che particolarmente ripido. Sch: 84.21; G: 100,81 (DQUo Fig . 84. o, b. Austria (Vienna). K: 85,50, G: 9,04 (dopo lo caduta dei denti),
nelle altre razze si estende sopra raccolta di crani Del Noturhistorische s Mùseum di 75 anni. A: marroni con cerchio esterno azzurro torbido.
Vienna . Foto: stud. phil. Wostl).
di esse: ne segue che Tipi dinarici o prevalentemente dinarici

30 31
Fig . 8 5. Ucraino . Prschewols ky, esplo ratore . Fig. 86. Inghilterra . Influsso occidentale. Fig . 90. Italia. P. Pelaghi , pittore ,
(Disegno di Voget v, Vogelstein). Fig . 91. Tirolo. (Fo to: Grati, lnnsb ruck) .

Fig. 87. Isola germanofona di Goll schee , (Foto: Associazione per lo studio delle popolazioni austriache, Vienna) . Fig. 93. Italia. St . Aloe, studioso.
Fig. 92. Italia . Cantante.
(Disegno di Vogel van Vogel stein ).

Fig , 88. Romania, Influsso nordico o baltico- orientale . Fig . 95. Austria (Tirolo). Inti. ace .
Fig. 89. Romania. lnfl. occidentale. Fig . 94, Germania (Baviera).
(Foto: v. Eickstedt). (Foto: Huber. 1st. antrop.. Vienna ).

Tipi dinarici o prevalentem ente dinarici Tipi dinarici o prevalentem ente dinarici

32

.. 33
danno l'impressione di essere particolarmente liscie. Presso gli individui
dinarici si incontrano molto spesso orecchie grandi e carnose.

La pelle è olivastra .

Fig. 96. Polonia. Chopin. compositore. Fig . 97. Germania, ROckert, poeta .
A: azzurri. H: biondi. Nordico-dinarico. Nordic o-dinarico,

Fig. 98: Vorarlberg. Prevalentemente estide Fig , 99. Soldato inglese. Prevalentemente estide ,
(Foto: Gnéidinger, Feldkirch).

Anche la testa ha una forma larga. La razza estide ha la testa corta e il viso
largo. L'indice cranico arriva, in media, fino a 88; quello facciale è di meno di 83.
I capelli sono generalmente ricciut;i rarame nte lisci, e sottili. Essi sono Ne risulta che presso la razza estide la lunghezza del cranio è di poco maggiore
abbondanti, come abbondante è la barba e la pilosità corporea. Sono frequenti le della larghezza, che a sua volta è abbastanza considerevole. La testa estide può
ciglia e i baffi cespugliosi. I capelli sono castani ·o neri. Le donne dinariche; essere descritta come rotonda. Essa sporge appena sopra la nuca ed. è piuttosto
come quelle occidentali, hanno una tendenza ad una leggerissima pilosità sul alta nella sua parte posteriore: ne segue che nell'uomo estide il collo è poco visibile
labbro superiore. al di sopra del colletto.
La forma del viso ha un aspetto piatto, con una fronte che si alza in modo
Gli occhi sono marroni o nero-marroni. La loro espressione è spesso di sfida ripido per poi arrotondarsi all'indietro, una radice nasale piatta, un naso corto e
e decisione, ma anche rudemente allegra. appiattito che si proietta poco al di sopra del labbro superiore, un mento poco
pronunciato e arrotondato.
d) La razza estide (alpina ). Le parti molli confermano l'impressione di larghezza e rotondità, in quanto il
viso estide, di per sé largo, presenta spesso accumulazioni adipose che danno
È di bassa statura e tarchiata, e presenta perciò, con un'altezza corporea l'impressione di una pelle spessa. Ci sono accumuli di grasso alla radice e sul
simile, un aspetto sostanzialmente diverso da quello della razza occidentale. Se dorso del naso, sugli zigomi e sulla palpebra superiore. Contrariamente a quanto
quest'ultima è slanciata ed elegante, l’altra è larga e tozza. L'altezza media succede con gli occhi delle razze europee dal viso stretto, gli occhi estidi sembrano
dell'uomo estide è di circa 1,63 m. Le gambe, relativamente corte e tozze, sono piccoli, in quanto la fessura delle palpebre è più bassa e più corta. L'apertura
determinanti nello stabilire questa bassa statura. Le forme larghe e corte si oculare tende all'infuori e un po' verso l'alto. Il bordo delle narici è spesso poco
ripetono in tutti i dettagli somatici, così per esempio nelle mani larghe con le marcato, Nella loro vecchiaia, con l'afflosciarsi dei tessuti e la diminuzione degli
dita corte, nei piedi corti e larghi, nei polpacci forti e corti. Il corpo estide, accumuli di grasso, gli individui estidi, soprattutto le donne, possono diventare
messo a confronto con la sua altezza, è di aspetto pesante. Il bacino molto brutti.
femminile estide sembra essere il più stretto fra le diverse razze eureop ee. La pelle ha un colorito giallo-olivastro ed è opaca.
I capelli sono duri, spesso rigidi, e il capello singolo è grosso. Il colore dei
34
35
capelli è marrone fino al nero; la barba è più rada che presso le razze europee
dal viso stretto, e lo stesso vale per la pilosità corporea.

Il colore degli occhi va dal marrone al nero-marrone, ma è un colore meno


caldo di quello, pure scuro, della razza occidentale. L'espressione degli occchi è
neutra, indifferente, imbronciata e comunque non vivace: a questo
contribuiscono l'apertura delle palpebre, stretta, e la conformazione piatta
della zona oculare.

Figg . 104, a, b. Germania (Baden] . Parte posteriore della testa troppo lunga. influsso nordico .
(Foto: Dr. Ammon, Karlsruhe] .

fl

Fig , 100. Fig. 101


Figg. 100 e 101. Cranio estide visto di fronte e di lato. Sch: 84.61. G: 83.33.
(Foto: Prof. Frizzi. Società antropologica. Vienna].

Fig . 105 . Germania (Sch wamv ald ).


Fig . 10 6, Germania (Schwa mv ald ]. (Foto: Ruf. Friburgo] .
(Foto: Carie, Triberg],

F,ig 102. Fig. 103.

Figg . I 02 e I 03. Lo stesso cranio visto dal lato della scatolo cranica e da quello della nuca . Sch: 84,61, G: 83,33 Fìg. I 08. Norvegia . Influsso nordic o.
Fig . 107. Cecoslovacchia (Praga). Poeta cèc o.
(Foto: Prof. Frizzi, Società antropologica, Vienna] . (Disegno del Prof. Hans Dahl).

Tipi estidi o prevalentem ente estidi

36 37

hz
Fig. 110. Ucraina . Sandietzko, critico d'arte. Fig. I 14. Francia . Influsso dinarico? Fig. 115. Belgio {Vallonia).
Fig. 109. Francia . H. de Bal zac . {Riferiemenlo: Sliehl. Unsere Feinde ). (Riferimento: Stiehl, Unsere Feinde) .
{Disegno di Voge l v. Voge lstein ).

Fig , 116. Francia . Paul Broca. razziologo. Fig. 117. Austria (Tirolo)
Fig. 111. a, b. Ucraina (prov. Ekaterinoslav). (Foto: Prof. Dr. Lenz) . lnfl, nordico . A: a zzurri. (Foto: Raccolta Hofrat Toldt, Vienna)

Fig. 113. Germania (Baviera). Fig , 118. Sve zia merid. Fig . 119. Porloga llo. Scrittrice. lnfl. occidentale
Fig. 112. Basco spagnolo (Foto: v. Eic ksted t), Forte infl. nordico . K: 82.53, G: 89,13. (e negroide?) . Ascendenza ebraica?
(Foto: Editore artistico H. Huber. MOnchen) .

Tip i- estidi o preval en temen te estidi Tipi estidi o prevalentem ente estidi

38
.. 39
r

e) La razza baltico-orientale. presso le altre razze europee tendono a stare sul piano facciale. La mascella
inferiore è massiccia e pesante mentre il mento è ottuso e poco pronunciato,
La razza baltico-orientale ha circa la stessa statura di quella estide e la con un andamento, visto di profilo , ad angolo retto molto più forte che fra le
stessa struttura tozza e larga. La larghezza e l'aspetto tarchiato sono ancora altre razze europee. Nel viso, le ossa zigomate sono alquanto sporgenti e
più accentuati che nella razza estide. Si aggiunga anche una certa rozzezza tendenzialmente divergenti; il naso è “brutto”
della costituzione scheletrica. In questa razza le spalle sono piuttosto larghe, il
chè da una particolare impressione di grossolanità. Le gambe, le mani e i
piedi sono corti e tozzi, come nella razza estide.

La testa baltico-orientale ha
un aspetto largo e
grossolano. E’ relativamente
grande e pesante; e il viso
predomina sulla fronte. A ciò
contribuisce una mascella
massicc1a e pesante,
caratteristica di questa razza,
dalla conformazione larga, corta e
ossuta e con un mento poco
pronunciato. L'indice cranico è un
po' inferiore alla razza estide; per
una larghezza ugualmente
considerevole, la parte posteriore
della testa è leggermente più
arrotondata all'indietro che fra gli
estidi. L'indice facciale è più alto
di quello estide. Per la larghezza
ugualmente considerevole del
viso, la sua altezza è leggermente
maggiore. Tutto questo è
determinato dalla mascella più
alta e dal fatto che ambedue le
mascelle sono più estese nella
regione dentale.
Fig . 120. Finlandese del Tavastland
(Rii.: G. Re tzius. Finska Kranier} .

Il viso appare piatto, come nella razza estide; ma diverge in ragione di altri
dettagli: la fronte è obliqua, spesso in modo accentuato, piuttosto che
arrotondata all'indietro. La radice del naso è più piatta che nella razza estide,
ma il naso si proietta al di sopra del viso, nelle sue parti medie e inferiori, più Figg . 121 - 1.24. Baltico-orientale o prevalentemente baltico-orientale (Riferiemento: G. Retzius, Finska Kranier }.
che fra gli estidi. Il naso balta-orientale è curvo verso l'interno, e nella sua
parte inferiore si proietta all'infuori mentre le narici si estendono in modo (con riferimento ai criteri di bellezza accettati in Europa), con le aperture
molto più accentuato rispetto agli estidi. A volte è molto corto (cfr. le Figg. visibili all'infuori e le narici ampie e piatte mentre la mascella inferiore è
133 e 135). Le mascelle hanno la tendenza a proiettarsi all’infuori, mentre larga, soprattutto nella zona dell'angolo mandibolare. Le mascelle protrudono
leggermente all'infuori.

40
41
Figg _ 125. a. b. Svezia_ Baltico-orientale (Foto: Collezione del Prof. Lundborg . Upp sala ). Fig . 128 a . Fig . 129 a.

Figg. 126, a, b. Finlandia. Prevalentemente baltièo-orientale (Riferimento: Retzius. Finska Kranier) . Fig , 128 b. Fig . 129 b .

1-

Figg. 127. a, b . Finlandia. Nordico con influsso ballo-orientale. (Riferimento: Relzius, Finska Kranie r). Fig. 128 c. Svezia. Fig. 129 c. Svezia.
(Foto della collezione del Prof. Lundborg. Uppsala)
Tipi baltico-orientali o prevalentemente baltico-orientali Tipi baltico-orientali o prevalentemente baltico-orientali

42 43

.,
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1.
Fig . 130. Romania . H: biondo scuro, A: grigi ,
(Foto: v. Eick sted t).
Fig . 131. Romania , Influsso e stide,
t
Fig . 136. Cecoslovacchia, H:biondo-cenere,
A: grigi, (Dis,: Engel-Baie rsdo rf) ,
Fig, 137, Russia (Rif.: Stiehl, Unsere Fende) .

oifS<(i".·-;"'.-,·'··

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Fig , 132, Germania (Prussia orientale ). Fig . 133. Russia (Disegno del doti, Haenel) . Fig , 138, Russia, Gorkij, Fig . 139. Russia . Dostoievski. (Dal Corpus imaginum della
società fotografica di Charlottenburg),

Fig, 134. Russia . Conte Kamarows ky. lnfl. nordico,


Fig . 135, Russia (Disegno del Prof. Kru kenberg ). Fig . 140, Svezia. Strindberg. ln fl. nordico ( Fig, 1 41. Svezia,
(Disegno di Vogel von Vogelstein). madre finlandese) .

Tipi baltico-orientali o prevalentem ente baltico-orientali Tipi baltico-orientali o prevalentem ente baltico-orientali

44 45
Le parti molli presentano un minor quantitativo di accumulazioni adipose rispetto Gli manca la tonaÌità dorata o rossiccia della razza nordica, per cui ne risulta
alla razza estide e perciò non mascherano la grossolanità delle ossa craniche. un più o meno pronunciato tono grigiastro. Così, la capigliatura balta-orientale
Le pieghe fra le narici e gli angoli della bocca sono spesso più profonde e in dimostra tonalità che vanno dal biondo pallido, con riflessi grigi, al biondo-
conseguenza (soprattutto nelle donne) si chiudono formando una specie di arco cenere, più o meno scuro. In opposizione al biondo dorato dei nordici, i capelli
gotico arrotondato sulla punta e scorrono sul dorso nasale per congiungersi balta-orientali possono essere descritti come biondo-cenere. I capelli dei
nella terza parte inferiore del naso, che è spesso, nella zona delle narici, incurvato bambini piccoli, sia nordici che baltico-orientali, sono spesso d'un ordito tipo
verso l'alto. Anche le aperture oculari si estendono leggermente verso l'alto canapa e d'un coloro biondo-bianco. In tutta l'Europa orientale, dove la razza
baltico-orientale è più presente, i capelli rossi sono meno frequenti che
nell'Europa nord-occidentale dove la razza nordica è più rappresentata.

Gli occhi sono grigi, grigio-azzurri o, meno frequentemente, azzurri; ma


l'occhio azzurro baltico-orientale è generalmente acquoso, o addirittura bianco-
azzurro (non a caso si parla dei finlandesi come di coloro che hanno gli occhi
acquosi). All'occhio baltico-orientale manca quella qualità brillante e radiosa
propria di tanti occhi nordici. Il carattere dell'occhio baltico-orientale è spesso
imbronciato e tetro, ma nel contempo più poderoso o almeno più duro che
nella razza estide.

Fig . 1 42. Croazia. A: azzurri, H: biondi. G: 76,08 . Baltico­ Fig. 1 43. Croazia. A: azzurri. H: biondi, G: 78,03. Baltico­
orientale o prevalentemente baltico-orientale. (Foto: v. orientale o prevalentemente baltico-orientale . (Foto: v.
Eickstedt). Eick stedt) .

dall'interno all'esterno (soprattutto nelle donne) e, come presso la razza estide,


sono più basse e strette che fra le altre razze europee dal viso stretto: ne segue
che anche l'occhio baltico-orientale appare piccolo. La distanza fra gli angoli
oculari interni è più grande rispetto tutte le altre razze europee; la bocca
appare grande e le labbra larghe ma dal disegno confuso. Come fra gli estidi,
con l’età c'è una forte tendenza alla formazione di rughe.

La pelle è chiara, ma non rosea; non lascia intravvedere il sangue, perciò


è meno viva che nella razza nordica. Essa non manca mai di un riflesso grigio
che può arrivare ad essere tanto predominante da non permettere più che la si
possa definire 'chiara'. Non di rado la pelle baltico-orientale diviene proprio
"olivastra" (Ketzius).

L'ordito dei capelli è duro, addirittura rigido. Il capello singolo, come fra gli
estidi, è grosso. Anche i peli della barba sono rigidi; la barba è rada, anche se
i peli singoli possono essere lunghi. Il colorito dei capelli è chiaro, ma
piuttosto biondo-cenere che biondo dorato.
46 47
3. LE CARATTERISTICHE ANIMICHE DELLE RAZZE EUROPEE. Vivere in accordo con la parola data è per lui essenziale.

a) La razza nordica. La sua immaginazione non si eccita facilmente, ma dimostra piuttosto


calma e stabilità, senza il venir meno dell'audacia e dell'ampiezza. Non si
Le descrizioni del comportamento psicologico della razza nordica, date da perde facilmente nell'illimitato, ma parte dal reale e ritorna al reale. Ne
osservatori provenienti da terre diverse (1), sono notevolmente d'accordo l'una con segue che l'uomo nordico è adatto per essere un uomo di stato. Della Bassa
l'altra. Sassonia, Treitschke diceva che "è detta la terra dei capi di governo" e
Bismarck glorificava nella Bassa Sassonia "la tendenza a raggiungere ciò che
Anche le ricerche razziologiche riferentesi all'altezza, la forma della testa, la è raggiungibile". È la Bassa Sassonia, nelle terre di lingua tedesca, dove
forma del viso, ecc. in correlazione con attività professionali, risultati scolastici, predomina al massimo la razza nordica. Il senso della realtà, l'iniziativa, la
ecc., e le ricerche fatte intorno ai tratti somatici degli uomini di maggiore spicco confidenza in sé stessi, e l'audacia della razza hanno fatto in modo che,
presso i diversi popoli europei - i cui risultati qui non possono essere riportati in attraverso la storia – come si vede dalle immagini rimaste - tutti gli uomini di
dettaglio (1) - danno un quadro esatto di quali sono le caratteristiche animiche stato importanti in Europa sono stati prevalentemente nordici.
della razza nordica.

La capacità di giudizio, la veridicità e l'iniziativa ["Tatkraft"] sono le In alcuni singoli individui l'audacia nordica può divenire sprezzo del
caratteristiche più costanti dell'uomo nordico. Il nordico si rende capace di pericolo, indifferenza per il proprio benessere, sventatezza e dissolutezza, nel
giudizio e mantiene questa capacità usando un certo autocontrollo e qual caso la proverbiale ponderatezza passerebbe in secondo piano. La
raggiungendo una condizione di distacco tanto da sé che, ancora di più, da tendenza nordica a fare una vita libera e senza preoccupazioni si manifesta
qualsiasi influsso esterno. Egli sente un forte impulso verso la verità e la giustizia anche nel fatto che l'uomo nordico sembra avere avuto sempre la necessità di
e di conseguenza mantiene un'attitudine di obiettività e di riflessione che spesso periodi di gioviale pigrizia e di dedizione spensierata per gli esercizi fisici, le
lo fa sembrare freddo e rigido. È caratterizzato da un forte senso della realtà, che passeggiate, i viaggi, ecc. La vita della città lo infastidisce molto più delle
insieme ad una forte tendenza all'iniziativa spinta fino all’audacia, lo porta ad altre razze europee (con la possibile eccezione di quella dinarica). L'uomo
intraprendere azioni in grande stile. Ha un forte senso della competizione nordico (come quello dinarico) possiede un forte senso della natura.
nello svolgere diversi compiti, quindi sviluppa una sua specifica passione per
loro; mentre è libero dalla 'passionalità', nel senso ordinario della parola, cioè La scomparsa della razza nordica (che verrà trattata per esteso nei capp.
come sviluppo di sensazioni acute o di sessualità scatenata. Tende alla calma, al 11 e 12) è originata dal fatto che la popolazione nordica ormai si trasferisce
silenzio, all'equilibrio, al giudizio spassionato. Fa facilmente suo il concetto sempre più dalla campagna nella città, dove gli individui nordici
del dovere, e perciò esige da sé e da chi gli sta intorno, di compiere il proprio continuano ad esercitare il loro senso della competitività, la loro avidità
dovere, e qui diventa facilmente duro e senza scrupoli. Nelle sue relazioni si per la cultura, la loro tendenza a dirigere e a superare sé stessi. La corrente
dimostra calmo e individualista, con scarsa propensione ad immedesimarsi di uomini capaci e attivi provenienti dalla campagna, che poi diventano i
con la personalità altrui, dal che risulta spesso una certa mancanza di principali professionisti nella classe media, in base alle ricerche
comprensione per la psicologia degli altri. Se la vuole comprendere, lo deve razziologiche, corrisponde ad una corrente di individui nordici che in tal
fare con un lungo studio, perché gli è cosa non facile. Nella razza nordica è modo diventano la classe superiore della società, ma le cui famiglie sono
molto comune una notevole capacità di raccontare, soprattutto quando si tratta invariabilmente meno numerose (1).
di descrivere mestieri e paesaggi, con una tendenza allo scherzo. La scarsa
inclinazione a dare espressione ai sentimenti, corrisponde spesso ad una Ne risulta, ironicamente, che sono proprio quelle qualità dirigenziali che
specifica disposizione d'animo che non può né vuole esprimersi né con rapidità ne segnano la sconfitta nella lotta per la sopravvivenza (dove a decidere, nel
né con vivacità, sia con parole che con gesti. La riservatezza può diventare lungo periodo, è la natalità).
chiusura, nel qual caso generalmente indica un carattere
particolarmente stabile, una grande affidabilità e un senso
dell' onore accentuato. Correttezza e affidabilità sono le (1) Questo è vero, secondo le ricerch e del Bryn , anche per la Norv eg ia, che è
prevalentement e nordica (Det nye Nord, anno 7, n. 3, Copenaghen , 1925).
caratteristiche specifiche dell’uomo nordico.

(1) Esse sono riportate nella "Rassenkunde des deutschen Volkes", Cap. 12. 49

48
Nei principali esponenti della razza nordica c'è una certa esuberanza del Siccome la razza nordica è sempre stata particolarmente ricca di persone
carattere (generalmente non manifestata in modo aperto), un' attrazione per creative, non deve sorprendere che i popoli con sangue nordico siano andati
ciò che è grande ed eroico, per le imprese e i compiti fuori dal comune, che a incontro al loro declino quando quel sangue si è esaurito [cfr. l'Introduzione
voler essere portati a termine esigono l'impiego di tutta una vita. Presso i all'edizione italiana, NdC .]. Kiise, come conseguenza dei suoi studi razziali su
nordici si trova spesso un dispiegamento dell'animo particolarmente vasto e scolari, operai, impiegati, ufficiali, imprenditori e insegnanti tedeschi, ha
una volontà di raggiungere posizioni sempre più ampie nei campi della potuto constatare che "la componente nordica del popolo tedesco è la principale
conoscenza e dell'avventura; ma nel contempo una ricchezza di sentimenti portatrice del sua forza intellettuale" (1). Questo è vero per tutti i popoli in cui
che va dalla bontà alla mancanza di scrupoli, dalla contemplazione all'azione vi sia un importante influsso nordico.
decisa diretta ad uno scopo, dalla prepotenza alla magnanimità. Questo è vero
anche per il sesso femminile, almeno nelle sue rappresentanti più Questa razza sembra particolarmente dotata per la vita militare, per la
caratteristiche. Il caso di Krimhild è caratteristico: essa, da vergine dolcissima, sua inclinazione guerriera, e anche nelle aree della navigazione, della tecnica e
si trasforma nella spietata vendicatrice del suo uomo perché questo le viene dell'imprenditoria. Nel campo scientifico essa sembra incline più per le
dettato dalla sua dignità e dal senso del dovere. Anche l'espressione della scienze della natura che per quelle dello spirito; e nelle arti soprattutto verso
natura e degli effetti di tante attività e modi di vita di uomini nordici risente di la poesia, la musica, la pittura e il disegno. La musica contadina, che è
questa dura decisione: e ce lo rivelano le figure di uomini di stato, di particolarmente vivace in Svezia e alla quale il popolo partecipa
condottieri, di imprenditori, di pensatori, di sacerdoti, di artisti e contadini - massicciamente, indica che, contrariamente a diffuse opinioni, la razza
nel bene e nel male. Tutte queste figure devono i loro tratti particolari nordica non manca di capacità in questo campo, anche se nella composizione
all'irrequietezza e alla volontà di conquista che sono specificamen te nordiche.· musicale la razza dinarica sembra esserle superiore. La Scandinavia nordica
aveva già nell'età del bronzo un'arte musicale più sviluppata che in tutto il
Perciò non deve sorprendere che la razza nordica abbia prodotto tante resto dell'Europa - questo è dimostrato dalla perfezione degli strumenti
persone creative e che una percentuale preponderante delle figure di spicco ritrovati e la loro correlazione con il canto a tre voci, sul quale poi (a partire dal
nella storia europea e americana mostrino tratti prevalentemente nordici: 1200 dopo Cristo circa) fu costruita la nuova musica europea.
anche fra i popoli di scarso contenuto nordico. Le personalità più creative
provengono dalle zone dove l'influsso del sangue nordico è o era massimo. Le La zona Nord-occidentale della Germania, dove la razza nordica è
menti creative della Francia, secondo le ricerche di Odin (1), provenivano da predominante, vi è la minore 'percentuale di criminalità. La frequenza dei casi
quelle zone dove si davano la massima altezza, la testa lunga e i colori più chiari; criminosi aumenta in direzione Est e Sud, cioè in direzioni della diminuzione
dove per il 78,5% erano nati nell'aristocrazia, o nella classe dei funzionari o del sangue nordico. Nella Germania Nord-occidentale i delitti di sangue e le
delle libere professioni, che esigono un buon livello di educazione scolastica, truffe sono particolarmente rari; come lo sono in Scandinavia le truffe e i furti.
classi che costituiscono una bassa proporzione della popolazione totale e nelle Secondo Plotz, "la razza nordica ha un particolare rispetto per la personalità e la
quali è concentrato il massimo dell'elemento nordico. Una statistica dei proprietà altrui" (2).
vincitori delle esposizioni di pittura di Parigi rivelò che anche in quel campo la
razza nordica era quella più creativa; gli studi del Woltmann "Die Germanen In tutte le classi sociali si può constatare la particolare pulizia personale del
und die Renaissance in Italien [I Germani e il Rinascimento in Italia]" (1905) e nordico, e anche la sua passione per gli esercizi ginnici. Ammon poté constatare
"Die Germanen in Frankreich [I Germani in Francia]" (1907) confermano che nelle associazioni ginniche e affini la percentuale di sangue nordico era
graficamente quanto detto sopra. Le ricerche di Galton confermano che le zone a superiore che nel resto della popolazione. C'è una maggiore presenza di nordici
popolazione nordica dell'Inghilterra producono molti più individui creativi che in tutte le professioni che richiedono un lavoro in mezzo alle intemperie,
le zone meno nordiche . La zona più nordica dell'Inghilterra è la Scozia; e "un soprattutto fra i cocchieri.
numero ragguardevole dei dirigenti e degli imprenditori in Inghilterra e nelle
colonie sono scozzesi" (2).

(1) Kèise, Beitrage zur europaischenRassenkunde [Contributi alla scienza razziale europea],
(1) Odin, La génèse des grandes hommes, 1895. in: Archiu fiir Rassen- und Gesellschaftsbiologie, voll. 2 e 3, 1905/ 06.
(2) Beddoe, Die Rassengeschicht e der Britischen Inseln [La tipologia razziale delle Isole (2) Ploetz, Sozialanthropologie [Antropologia sociale], nel val. "Anthropologie" (Kultur der
Britanniche], in: Polit.-anthrop . Reuue , val. 3, 1904. [Esistono ristampe anastatiche delle gegenwart [Cultura attuale], parte III, sezione V, 1923). Anch'io, come Kèise, mi sono accorto
due principali opere del Beddoe: The Races of Britain e The Anthropological History of come in Svezia si possano lasciare oggetti giorno e nott e davanti all'uscio di casa e come il
Europe , per i tipi della Scott-Townsend P ublishers , P.O. Box 34070 , NY Washington DC vestiario sia lasciato ad asciugare all'aperto, in luoghi facilmente accessibili a chiunque,
20043, NdC.) senza sorveglian za di alcun genere.

50 51
b) La razza occidentale (mediterranea). occidentale. La bontà, nell'occidentale, si manifesta precipuamente nelle
espressioni di amore verso i propri figli (esagerate, da un punto di vista nordico)
Tutti i ricercatori la descrivono come appassionata e mobile. L'uomo e nell"intimità della vita familiare.
occidentale vive la vita piuttosto come una commedia, mentre per l'uomo
nordico essa è un compito. Ha poca profondità di spirito, è attratto dai colori Nella vita pubblica, l'uomo occidentale dimostra uno scarso senso per
forti e vivi, ha un'espressione vivace e una tendenza a provare un sincero e l'ordine e per l'osservanza della legge; ed è poco previdente. Vuole sempre
spesso puerile interesse per i problemi altrui (che però non dura molto qualcosa d'altro, insegue i cambiamenti; il Sud della Francia, prevalentemente
tempo), si diletta di parole e movimenti eleganti e vivaci, ammira la occidentale, vota volentieri "radical". Anche nella vita politica il modo nordico,
flessibilità e la furbizia. L'uomo occidentale è spesso un buon oratore, ma spassionato, di fare le cose si scontra con la passionalità occidentale ("il voit
(almeno da un punto di vista nordico) un chiacchierone abbastanza rouge"). C'è quindi una tendenza alle circostanze caotiche (anarchismo), alle
superficiale. È facilmente eccitato, e altrettanto facilmente cade in congiure fatte da società segrete (Camorra e Mafia in Italia, Sinn-Fein in
depressione; litiga facilmente, ma si riconcilia più facilmente che non gli Irlanda, la massoneria francese e italiana) e al banditismo (1).
appartenenti a tutte le altre razze europee; e non viene abbandonato mai da
un suo particolare senso dell'onore e dalla sua abilità nell’espressione L'Italia meridionale (assieme alla Sicilia e alla Sardegna), prevalentemente
verbale e nei gesti. La sua forza animica è diretta essenzialmente verso occidentale, ha un'alta frequenza di fatti criminosi di violenza fisica e di
l'esterno, mentre nel nordico tende ad esserlo verso l'interno. assassinii. Niceforo descrive una zona della Sardegna, nella quale la razza
occidentale è particolarmente predominante , come una zona collettivamente
L'uomo occidentale non ama il lavoro, spesso è pigro, preferisce godersi la crimina le ("zona delinque nte" \in italiano nel testo, NdC.]).
vita. Non gli interessa particolarmente arricchirsi, e far soldi per lui è
qualcosa di generalmente secondario. L'iniziativa del nordico gli è tanto
estranea quanto il senso del guadagno e l'operosità dell'estide: a questo fatto
non è estranea la tendenza alla testa corta (influenza estide e levantina) nelle
classi sociali più alte nell'Italia meridionale. Le esperienze sessuali sono c) La razza dinarica.
particolarmente intense e, dal punto di vista sessuale, è meno inibito del
nordico (che comunque non ha una vita sessuale meno soddisfacente). Nel Gli appartenenti alla razza dinarica si caratterizzano per la loro forza rude
campo sessuale l'uomo occidentale dispiega il suo vivace senso dell'umore - e l'approccio diretto alle cose; per una particolare fiducia e per senso dell'onore,
l'esprit gaulois la dice lunga in proposito -, la sua passionalità, il suo senso dei attaccamento alla propria terra e una certa ombrosità. Durante la guerra queste
colori nel vestiario e la sua dote artistica, più volubile che profonda. La sua caratteristiche hanno fatto dei soldati provenienti da regioni prevalentemente
accentuata sessualità ha forse a che vedere con la tendenza a matrattare gli dinariche fra i migliori combattenti in tutti gli eserciti dei fronti sud-orientali.
animali e alla crudeltà spinta fino al sadismo (1). È il sangue dinarico che determina la differenza fra i bavaresi e i nord-tedeschi e
De Lapouge riscontrava nell'uomo nordico lo spirito del protestantesimo, l'autocoscienza delle zone sud-tedesche e delle zone alpine austriache.
e poteva correlare la distribuzione razziale europea con la distribuzione
religiosa. Si può affermare che il protestantesimo deve rimanere del tutto L'uomo dinarico possiede un caldo senso della natura, un forte amore per la
estraneo all'uomo occidentale, a cui piacciono i discorsi altisonanti, i bei sua terra e una sua particolare creatività nel dare un carattere alle case,
vestiti, i color i vivi e le commedie. attrezzi, abitudini e modi di dire. Egli è però meno dotato per le grandi
La fede dell'uomo occidentale non è profondamente ancorata imprese, per essere il dirigente nei diversi campi dell'attività sociale, come
nella coscienza, come nel nordico; essa appartiene piuttosto ai prosecutore instancabile di ciò che si è iniziato o come competitore. Il dinarico
sensi ed è più un'espressione della gioia di vivere e della bontà vive più nel presente che il preveggente nordico. L'audacia del dinarico si
del proprio cuore, caratteristiche frequen ti nell' uomo riferisce soprattutto ai compiti fisici; il senso della conquista intellettuale, che
spesso caratterizza il nordico, è più rara fra i dinarici.

(1) Cfr. i disegni dei fogli umorist ici francesi riprodott i da Avenarius, Das Bild als Narr (1) Nella figura di "Monsieur Tartarin de Tarascon" Daudet ha descritto un'anima
[L'immag ine pagliaccesca], 1917. occidentale in modo esattissimo .

52 53
Specificamente dinarica è la tendenza all'ira incontrollata e alla voglia di fare pazientemente e molto spesso dimostra una notevole capacità nel farsi
acquisti, tutti tratti che contrastano con una natura, in generale, di buon un'educazione e una posizione sociale. Siccome i suoi obiettivi sono limitati,
umore, allegra e socievole. Non è perciò accidentale che nel Sud-est delle egli rinuncia a qualsiasi audacia del pensiero o dell'azione, e riesce spesso
terre germanofone (in analogia con l'Est, dove c'è una mescolanza balta- anche là dove non riescono i nordici o i dinarici, meno sistematici,
orientale) le statistiche indichino un'alta incidenza di atti criminosi, violenza spericolati e che non sempre pensano al loro tornaconto. L'uomo estide
fisica e di criminalità in generale. tende alla perseveranza e alla comodità, è previdente e si sente a suo agio
all'interno di quei modi di pensare che si sono affermati nelle grandi masse.
La natura dinarica ha una tendenza a dispiegarsi in posizioni contrastanti Egli "si afferra al centesimo" (Garborg) e "si identifica con la media" (de
molto minore di quella nordica. Le mancano i tratti della sottigliezza Lapouge). Nelle popolazioni prevalentemente estidi le differenze fra le
psicologica, ma non la decisione. Le prospettive intellettuali sono ridotte, anche classi sociali sono poco pronunciate: "tutti sono uguali" (Arba) e tendono a
quando non manca una volontà in questo senso. Nel suo insieme ha un convergere sulla media e sull'abituale, evitando la concorrenza. "La loro
carattere grossolanamente allegro, portato alle barzellette sconce e si tendenza verso la teoria democratica dell'uguaglianza si basa sul fatto che
entusiasma facilmente; né le manca un forte capacità psicologica e una notevole essi stessi si scostano di poco dalla media e sentono astio, se non odio, per
capacità per le rappresentazioni teatrali. Molto forte è quella musicale, la grandezza, che non riescono a capire" (Amman). Per loro è inutile tutto
soprattutto per il canto: nelle zone alpine, prevalentemente dinariche, la ciò che è nobile, eroico, magnanimo, leggero, prodigo, ampio. Ne segue che
canzone popolare tedesca è quanto mai vivace (I). l'uomo estide si trova a suo agio soprattutto nella vita ordinaria di tutti i
giorni.
Anche le capacità oratorie sono frequenti fra i dinarici. La socialità della razza
dinarica è rozza e rumorosa, le relazioni personali sono generalmente aperte e La sua attenzione si concentra su ciò che è vicino e prossimo. Anche lì si
schiette. Riguardo alle qualità animiche, essa è seconda soltanto a quella manifesta come tendenza alla contemplazione, al silenzio, all'attenzione
nordica (2). "soddisfatta" per ciò che è vicino, a sentimenti di comunanza con persone
che non hanno niente di particolare.

d) La razza estide (alpina). Nella sua vita religiosa l'uomo estide si rivela di sentimenti più caldi e
profondi che non gli appartenenti ad altre razze europee. Ha una tendenza
Per quel che riguarda le doti animiche della razza estide, gli osservatori a riunirsi in gruppi piccoli e chiusi nei quali esercita la sua religiosità, dove
provenienti da nazioni diverse si trovano sostanzialmente d'accordo (3). però facilmente insorge un'attitudine ottusa e gretta di superiorità morale;
ma questi fenomeni sono più frequenti fra i protestanti o fra le sette che fra
L'uomo estide va descritto come pacifico, industrioso e poco emotivo. La i cattolici. De Lapouge attribuisce agli estidi la tendenza ad essere
mancanza di emotività e l'industriosità sono le caratteristiche più appariscenti cattolici.
e le più notate da tutti coloro che hanno studiato questa razza, composta da genti
appartate, chiuse, imbronciate, diffidenti, lente e pazienti. Si tratta di persone L'estide fa della sua famiglia un gruppo chiuso e laborioso. La
con le caratteristiche che generalmente si attribuiscono al "piccolo borghese" - personalità di spicco gli è estranea, anche nella vita pubblica tende a
dove per "piccolo borghese" si intende un certo modo di essere e non una classe limitarsi all'educazione di massa. Per cui generalmente non si interessa a
sociale. L'uomo estide va al sodo, è "pratico", è un lavoratore industrioso che, ciò che sta al di là del suo circolo familiare, non escluso il suo villaggio e
a forza di risparm i (non con spirito di intraprendenza) progredisce meno ancora la sua provincia o lo stato. Non avendo caratteristiche di
dirigente, ha bisogna di qualcuno che lo diriga anche per la sua istruzione
come gruppo o massa. Non ha tendenze guerresche,e neppure l'iniziativa
di dirigere o dominare. Si adatta bene sotto un capo e generalmente è
tranquillo, anche se come vassallo può essere invidioso e di scarso
(1) Tutta una serie di grandi compositori dimostrano, chi più e chi meno, un influsso
dinarico: nordico-dinarici furono Haydn, Mozart, Liszt, Wagner, Chopin, Bruckner, Verdi, e patriottismo.
prevalentemente dinarici Weber, Cornelius , Paganini, Cherubini (?), Tartini e Berlioz. La
creatività nordica e la capacità musicale dinarica spesso si incontrano, come per esempio in Fra loro gli estidi formano comunità pacifiche che si mantengono insieme
Nietzsche . in un'atmosfera tranquilla: l'estide, dopo avere bevuto, dà confidenza e
(2) Ci si riferisca alle osservazioni riportate nella "Rassenkunde des deutschen Volkes" (Cap. 14). diventa particolarmente 'confidenziale, anche troppo (così Arbo), quando è
(3) Queste osservazioni sono dettagliate nella "Rassenhunde des deutschen Volhes" (Cap. 15). ubriaco. La vita sessuale nella razza estide sembra essere più libera che
fra i nordici, senza essere tanto immediata e sana come fra i dinarici,

54

.. 55
o appassionata come fra gli occidentali: essa è spesso diretta e ottusa. proverbiale mancanza di decisione e di senso della realtà (1).

In relazione a ciò che è estraneo l'estide è generalmente diffidente, Non sa decidersi al cambiamènto, in bene o in male, e quindi si afferra
trattenuto, ottuso, spesso imbronciato e caparbio, raramente aperto. Nella all'antico, rifiuta le novità e finisce per mettere tutto "nelle mani di Dio", il che
vita pubblica è poco affidabile e ha poco senso della puntualità. Anche i significa rimettersi a una credenza ottusa e perfino sinistra nel 'destino'. Con
bambini estidi sono meno innocenti, si smaliziano prima e sono più questo tipo di carattere e con questa sua mancanza di capacità di decisione, il
osservatori e consci dei loro obiettivi. La donna estide, ancora più dell'uomo, baltico-orientale non riesce a fare progredire la sua condizione economica,
ha la tendenza alla laboriosità ottusa fino ad una produttività disanimata. Gli anche se spesso è un grande lavoratore. Sopporta il dolore, la rinuncia,
estidi hanno poco senso dell'umore e spesso non colgono gli scherzi a loro l'oppressione da parte dei governanti e spesso si dimostra estremamente
diretti. "Pensano che si voglia prenderli in giro" (Arbo). La diffidenza per resisten te. Gli manca qualsiasi genuina forza creativa.
ciò che è lontano o estraneo diventa facilmente ostilità o addirittura odio.
Nelle zone prevalentemente estidi ci si accorge subito di quanto diffidente e Dalla personalità poco pronunciata e incline a confondersi con la massa, il
addirittura carente di cortesia sia il modo in cui la gente si muove per le balto-orientale è generalmente un suddito paziente. Ha un senso patriottico
strade. Questo tipo di gente è anche piuttosto sporca. molto vivace; ma abbisogna di un dirigente e se trattato bene, è un seguace
affidabile, fino alla sottomissione. È generalmente pronto ad aiutare il suo
La componente estide di un popolo costituisce essenzialmente una prossimo, con il quale si mostra generoso; con il suo parentado ha raramente
tranquilla classe "piccolo borghese", quando è diretta da altri e può parole dure e nelle sue relazioni con gli altri, anche se bene conosciuti, non si
estrinsecare le sue virtù di assiduità e laboriosità, di senso della misura e esprime in modo tagliente e sicuro, ma è sempre cauto. Verso ciò che gli è
risparmio, di spiccato e sano "senso pratico". Essa è rappresentata in tutte le lontano o sconosciuto tende ad essere diffidente. È estremamente vendicativo, e
professioni e classi sociali (sempre meno, però, quando si sale). Essa è quando vuole vendicarsi dimostra una notevole iniziativa e inventiva. La vita
particolarmente riscontrabile nella classe dei pensionati francesi, in quanto per sessuale è per lui piuttosto bassa, fino alla rozzezza. Le provincie tedesche dove
gli estidi la condizione più desiderabile è quella di avere una pensione decorosa
il sangue baltico-orientale è fortemente rappresentato sono "ad alta criminalità"
anche se ristretta, dopo una vita di lavoro. La truffa , l'estorsione e la minaccia
sembra siano reati più comuni nelle zone della Germania a popolazione (2):
prevalentemente estide.
la Prussia Orientale, Posen e la Slesia. In particolare, sono frequenti i crimini
contro l'incolumità fisica e i furti, semplici e aggravati.

e) La razza baltico-o rientale. Una caratteristica molto ovvia del baltico-orientale è la rapidità con cui
cambia di umore: può essersi infuriato contro qualcuno, poi viene il
pentimento, che lo rende disponibile per una riconciliazione illimitata e per
I baltico-orientali danno allo straniero l'impressione di essere un tipo una pletora di autoaccuse. Dalla depressione egli può in poco tempo passare a
umano chiuso e introverso, pesante e lento, diffidente e silenzioso; gente che una eccessiva eccitazione; dalla totale indifferenza al fanatismo. Dopo avere
non sembra essere soddisfatta della vita e che per settimane di seguito si lavorato fino all'esaurimento per settimane è capace di scialacquare tutto ciò
piega ad un lavoro disanimato e ostinato. Ma ad un esame più attento ci si che è riuscito a guadagnare. La sua eccitazione può diventare un impulso
rende conto che le loro qualità animiche sono molto più complicate. L'uomo cieco alla distruzione. Il "nichilismo" è uno dei caratteri più forti dell'anima
baltico­ orientale può cambiare dal silenzio assoluto ad una loquacità vivace baltico-orientale. Raramente riesce a conservare la ricchezza avuta in eredità:
e ricca di vocaboli una volta preso confidenza con il suo interlocutore. se è ricco tende ad essere scialacquatore e ricercatore del lusso.
Apparentemente indifferente e soddisfatto-rassegnato, tradisce una La sua intelligenza non coglie i fatti rapidamente, ma li capisce, dopo un
insoddisfazione repressa che può tradursi in agitazione senza senso e, tempo adeguato, in notevole profondità. È un buon conoscitore degli uomini, e gli
soprattutto, un'immaginazione mobile e confusa, che dà origine a immagini scrittori baltico-orientali sono i più accurati psicologi, anche se le loro
fantastiche e che, per confusionismo verbale, si manifesta in proiezioni
futurologiche confuse e illimitate. L'uomo baltico-orientale diviene
facilmente un confuso sognatore, fabbricatore di progetti favolistici, un (1) Dei tratti di immaginazione confusa si palesano nel romanzo russo e soprattutto nel
"fantasticante" e nella sua mobile imm aginazione si riflette la sua poema finnico Kalevala.
(2) Aschaffenburg, Das Vèrbrechen und seine Bekdmpfung [La criminalità e la lotta contro
la criminalità], 1923.

...
56
57
4. INFLUSSI DI RAZZE EXTRAEUROPEE.
descrizioni possono essere confuse (1)

I baltico-orientali sono frequentemente dotati per fare gli attori, soprattutto


Nel cap. 2 si sono indicati solo i tratti somatici più caratteristici che
per quelle parti che si riferiscono a costumanze molto definite. Essi sono dotati rendono diverso l'aspetto dei tipi umani, ma sono solo una parte dei caratteri
anche per la musica, soprattutto quando il loro mondo dei suoni viene ad ereditari visibili. Ci sono infatti altri caratteri razziali che, pure somatici, non
essere indefinito e variabile. La pulizia personale e domestica lascia molto a sono visibili esternamente ma sussistono internamente - a questi ultimi non può
desider are (2). esser data una descrizione in questa sede, dato che le ricerche sono appena
cominciate. Sia sufficiente menzionare che anche il modo di muoversi delle
diverse razze e lo studio razziologico dei gruppi sanguigni (1) è stato intrapreso.
(1) Anche la "Costa Berlings Saga" della svedese Selma Lagerliif è una poesia che, nel suo
Oltre ai tratti ereditari che, nelle popolazioni europee, possono essere identificati
spirito, può essere definita come nordico-balt ico -o rien tale. o per lo meno ragionevolmente attribuiti a incroci fra razze europee, qualche
(2) In loro si man ifest a una partico lare dote animica che nel Medio ev o ha contribu ito a far si che volta si incontrano tratti che non si possono attribuire ad alcuna razza europea
i popoli dell'Europa occidentale e centrale (allora prevalentemente nordici) descrivessero i conosciuta oppure ad influssi di razze extraeuropee - senza poter escludere che
popoli est-europei (che avevano e hanno un forte influsso baltico-orientale), come "slavi", non si tratta neppure di caratteristiche razziali o che siano tratti che possono
cioè "schiavi " [ted. "Sklawen"] e in essi percepissero un astuto senso servile. Questi tratti affiorare in qualsiasi razza: per esempo, l'epicanto o la cosiddetta 'macchia
possono essersi rafforzati di fronte alla classe dominante germanica, mentre non erano tanto mongolica' (1). Per quel che riguarda la 'plica mongolica', che qualche volta
pronunciati finché avevano a che fare solo con i loro simili. I tratti baltico­ orientali sono affiora fra gli europei, sarà dovuta generalmente a una qualche influenza
espressi in modo molt o chiaro nel roman zo russo. centroasiatica [innerasiatisch] (o mongolide [mongolisch])*; e qualora ci si
imbatta in capelli fortemente crespi, è lecito sospettare un'influenza negroide.

Nell'Europa orientale, mano a mano che ci si sposta verso Est, diventa


sempre più evidente un'influsso mongolide, anche in Ungheria e nei Balcani, dove
sono ripetutamente penetrate popolazione di questa origine. Influssi mongolidi,
veicolati dai la pponi , sono riscontrabili anche nella Finlandia , nella Norvegia e
nella Svezia settentrionali (cfr. Figg. 144 e 145).

Un'influ sso negroide è risco ntrabile, fino dall'antichità, in tutta l'area


medite rranea (negri nell'esercito roma no, schiavi negri); ma sopratutto, a
partire dai tempi delle Crociate, nelle città portuali. Gli inservienti negri
furono e sono di moda nelle grandi città. Matrimoni misti con sud-europ ei
portaro no il sangue negroid e nell'Europa centrale; perfino gli sterratori italian i
evidenz iavano spesso tratti negroidi più o meno visib ili. Dalle colonie .
africane france si la Francia ha ricevuto sangue negroid e. Il Portogallo, come
conseg uenza dell'impor tazione di schiavi africani, dimos tra un'influenza
negroid e particolarmente evidente (2).

(1) In riguardo, si consulti la mia ','Rassenkunde des deutschen 'l,blkes". Sulle ricerche dei
gruppi sanguigni e della fisiologia razziale cfr. Basler, Rassen- und Gesellschaftsphysiologie
[Fisiolog ia razziale e sociale], 1925.
* Il Gunt her usa d'ora in poi dei due solo il termin e german ico , "inneras iat isch" , che verrà
da noi reso con "mongolide" , senza più specificazion e. NdC.
(2) In America si tende ad attribuire a meticciato con elementi negroidi il colorito scuro della
base delle unghie: questa macchia a mezzaluna alla base delle unghie, che nelle razze
europee è chiara, dopo l'immissione di sangue negroide acquisterebbe, anche dopo molte
generazion i, un colorit o giallo g no lo .

58 59


Fig. 1 45. Ghiliaco del golfo diè aivinsky. Razza
Fig . 1 44. Jacuta . Razza mongolide . Fig. 150, a, b . SiebenbOrgen (Transilvania]. Mongolide-dinarica o mongolide-levantina.
mongolide. !Foto: Alexander ).

Adesso più che mai con la politica della Francia di concedere ai negri la
cittadinanza e di ammetterli fra gli ufficiali dell'esercito, con conseguenze
ancora imprevedibili (1), rappresentano su scala mondiale un accrescimento
del "pericolo nero". La predominanza francese significa per la Germania lo
"sfregio negroide", cioé l'aggressione di donne bianche da parte di africani nelle
zone occupate dalla Francia. Nel suo libro "Das Deutsche Leid am Rhein.
Anklagen gegen die Schandherrschaft des franzosischen Militarismus [La
sofferenza tedesca sul Reno. Accuse contro l'indegna oppressione del militarismo
francese]" (1921), Distler afferma che: "Sta di fatto che le nascite di meticci
aumentano continuamente" .
Un'influsso malese, originato da matrimoni misti di olandesi nelle loro
colonie fin dal secolo XVII, è del tutto percepibile nelle città dell'Olanda.
Fig. 1 46. Olanda. Van Haanen !pittore). Nordico con
influenza malese . IDis.: Vogel v. Vogel stein). Fig. 1 47. Negro del Daomey. !Foto: v. Eick stedt ), Dal Caucaso e dall'Asia minore, passando per i Balcani, è arrivato un forte
influsso di razza levantina, riconoscibile anche nell'Italia meridionale e in
Spagna. In Spagna e nell'Italia meridionale, soprattutto in Sicilia, si
riscontrano tracce di razza orientalide. Queste due razze sono fortemente
rappresentate nella composizione razziale degli ebrei. Anche gli zingari
presentano influssi di queste due razze.

(1) Sul pericolo, ugualmente considerevole per le popolazioni europee e per quelle
americane, costituito dalla politica francese verso gli aborigeni africani, cfr. gli articoli "Die
schwarze Weltgefahr [Il pericolo nero mondiale] di Widenhauer e "Wesen und Zweck der
franzosischen Koloniepolitik [Natura e scopo della politica coloniale francese]" di v. Oefele
(in "Deutschlands Erneuerung [Il rinnovamento della Germania]", 1923, val. 12). Inoltre, il
libro del danese Larsen; Der Flug des Adlers uber den Rhein und den Aquator [Il volo
dell'aquila sul Reno e sull'Equatore], 1925, che meriterebbe essere meglio conosciuto in
Germania. Sul pericolo negro in generale: Stoddard, The Rising Ti.de of Color against White
Fig . 1 48. Russia . Tartaro. Mongolide Fig . 149. Ungherese ISzekely). World-Supremacy, 1920. Il pericolo è stato percepito occasionalmente anche in Francia,
con infl. baltico- orientale . (Disegno: dott . Haenel). Prevalentemente mongolide . prova ne sia quanto pubblicato su Le Temps il 26.IV.23: "L'Impero Romano, quando si
avvicinò la sua fine, sostituì le legioni con orde di barbari. Sappiamo benissimo quale ne fu
il risultato."

60 61

+,
La razza levantina [vorderasiatische Rasse] va considerata come una
variante della razza dinarica. Queste due razze hanno parecchie
caratteristiche in comune, per cui ci fu chi volle metterle insieme come un
gruppo umano unitario. La razza levantina è di statura media, dalla testa corta
dalla parte posteriore ripida, dal viso stretto con il naso pronunciato che sulla
punta si abbassa e diventa carnoso, dai capelli castani o neri e generalmente
ricciuti o leggermente crespi, dagli occhi marroni e dalla pelle olivastra. La
pelosità corporea e la barba sono molto abbondanti. Le sopracciglia sono spesse
e abbondanti e si riuniscono sopra il naso. Relativamente alla razza dinarica,
il mento è più basso e sfuggente, al punto che una delle sue caratteristiche
specifiche è una linea che esce ed entra dal labbro superiore fino al mento.
Gli zigomi sono posizionati, rispetto alle orecchie, molto più verso l'esterno
che fra le altre razze considerate. Il viso dinarico deve essere descritto come
aspro, quello levantino come astuto. Dal punto di vista animico,
Fig. 154. Arabo dell'Algeria merid.[naso piegato ad angolo), Fig . 155. Assiro. Naso piegato nella sua terza parte
queste due razze, pur tanto simili dal punto vista somatico, Rif.: Weni ng er. K: 76,64, G: 98.52, (F.: Anthr. lnst.. Vienna ). inferiore. Forma caratteristica delle labbra .

Fig . 156. Immagine su di una mummia egiziana, Il Fig. 157 . Grusino, influsso levantino ,
Fig. 151, Cranio proveniente dall'Asia Minore. Razzo levantina . (Riferimento: Quatrefages e Hamy, Cranio ethnica). millenio a. C. Forma caratteristica delle labbra. [Rif.: Stiehl. cit.).

Fig. 152. lmertino di Kutais . (Foto: Anthrop . lnst.. Vienna). Fig. 153. Armeno . (Foto: prof. v. Luschan. Berlino) . Fig . 158. Arabo. sceicco di Palmira. Fig . 159. Arabo del Sahara algerino . (Foto: v, Eiskstedt ).

Razza levantina Razza orientalide o prevalentem ente orientalide

62 63
t
sono comunque molto diverse. I levantini hanno una grande abilità
commerciale, una notevole dote psicologica e una tendenza alla crudeltà
calcolata; ma sono dotati per la musica e per la recitazione. "Essi dimostrano
I All'infuori_ da questi flussi _extraeuropei, la ricerca paleontologica ha
permesso il ritrovamento di residui di razze europee preistoriche. Fra i criminali
non è raro riscon trare tracce di razza neandertaliana. Così, le f,rontiie sfuggenti
poca iniziativa imprenditoriale e molta cautela, poca confidenza in sé stessi e e basse, il prognatismo e il cervello rimpicciolito non
molta sottile analisi": così Stiehl descrive dei prigionieri armeni di razza
levantina (1).

La zona dove la razza levantina è predominante è il Caucaso. Le lingue


originali della razza levantina sono quelle caucasiche (alarodiche).

La razza orientalide [orientalische Rasse], della quale un qualche influsso è


riscontrabile nell'Europa meridionale, è di statura piccola o media, magra,
dalla testa lunga e il viso stretto. Il naso è stretto e non particolarmente
pronunciato anzi occasionalmente è piatto, ricurvo nella sua parte inferiore (un
terzo della sua lunghezza, Fig. 154, meno frequentemente due terzi, Fig. 158)
e dalla radice profonda. Le labbra sono un po' turgide, sembrano sorridere e
spesso sono a beccuccio. Il solco del mento (sulcus mentolabialis) - cioè quella
zona di massima profondità fra il labbro inferiore e la mascella - è più alto che
nelle altre razze (fig. 156); e questo è un tratto molto distintivo dei visi
orientalidi. Il labbro inferiore, perciò, dà l'impressione di protrudere Fig. 160, Russia, Lermontov, poeta 1814 -41.
Fig, 161. Romania, Orientalide .
leggermente. Là pelle è abbastanza chiara, spesso più chiara di quella dei Orientalide-din arico. [litografia: Gorbunow ).
mediterranei, ma è una chiarezza pallida, non rosea. I capelli sono castano
scuri o neri e generalmente ricciuti. Gli occhi sono molto scuri e spesso a forma
di mandorla, vale a dire che l'estremo interno tende ad essere arrotondato e
quello esterno appuntito; perciò la fessura oculare sembra allungata all'infuori.
Gli occhi danno spesso l'impressione di essere affossati.

La razza orientalide è forse imparentata con quella occidentale. Il suo


luogo d'origine sembrerebbe essere stata l'Arabia dei tempi diluviani,
allora era ancora una 'terra fertile. Le sue lingue originali furono quelle
semitiche. Siccome poi i gruppi di razza orientalide diffusero le loro lingue
semitiche, oggi sono parlate da tanti che, geneticamente, appartengono ad
altre razze.

Il sangue orientalide e quello levantino si è diffuso nell'Europa meridionale


partendo dal Vicino Oriente, soprattutto nelle zone del Mar Nero e dei Balcani;
nonché in quelle zone dove l'islam un tempo fu presente, in particolare la Spagna. Fig, 162, Turco di Smi rne. Fig. 163. Paesi Bassi. van Dyk. pittore,
Orientalide con influsso levantino , Nordico con influsso o rienta lide. [Autoritra tto) .
Attraverso matrimoni misti con sud-europei il sangue orientalide e levantino,
occasionalmente, è passato nell'Europa centrale e settentrionale. Perciò non è
sempre vero che la presenza di questi tipi razziali indichi una commistione
ebraica (Fig. 163).
sono sempre indicazioni di processi degenerativi, ma possono essere il risultato
della presenza, diffusa fra la popolazione, di caratteri ereditari neandertaliani
che psicologicamente si possono manifestare come tendenza alla criminalità.
In Scozia si sono riscontrati caratteri attribuibili alla razza preistorica
(1) Stiehl, Unsere Feinde, Charakterk opfe aus deutschen Kriegsgefangenen-lagern [I nostri
di' Cro-Magnon; e così anche in Norvegia, nella provincia di
nemici, tipi caratterist ici visti nei campi di prigion ieri di guerra in German ia], 1916.

64 65
Drontheim (1), in Svezia nella zona della Dalarna e in Germania nella genetici di Cro-Magnon (dalla pelle, capelli e occhi chiari?) deve essere
considerata probabile. Si tratta di una razza molto alta (ma alta e larga, non
Westfalia (2).
Per quel che riguarda la Westfalia e la zona che si estende fra alta e slanciata), dalla testa lunga e il viso largo, descritta da qualcuno come
la Westfalia e la Turingia occidentale la presenza di residui dai coloriti scuri, da altri come dai coloriti chiari. In Norvegia - e quindi anche
in Islanda (1) - come forse anche in Scozia, si tratta più probabilmente di
influssi _
di una qualche razza dai capelli e gli occhi scuri, mentre in Svezia si
potrebbe essere davanti ad incroci con la razza baltico-orientale.

Ora si discuterà brevemente la composizione del popolo ebraico, anche se in


realtà gli ebrei non rappresentano un influsso razziale extraeuropeo in Europa
ma un raggruppamento di persone di sangue straniero inseritosi fra i popoli
europei. Gli ebrei sono un eccellente esempio del significato delle caratteristiche
ereditarie psicosomatiche, in quanto le loro caratteristiche ereditarie sono
all'origine dell'estraneità che loro stessi sentono davanti ai popoli ospitanti, e da
questi è sentita nei loro confronti. È un'estraneità reciproca, che si è resa palese
fin dai primi tempi. Da quando cominciarono ad esserci ebrei in Europa .

Fig . 164. C’è tutta una serie di nozioni sbagliate a proposito degli ebrei. Per esempio,
essi apparterrebbero alla "razza semitica". Ma una 'razza semita' non esiste, ci
sono soltanto popolazioni di lingua semita e dalla composizione razziale
variabile (se ne è parlato più sopra). Gli ebrei, poi, sarebbèro essi stessi una
razza, quella "ebraica". Anche questo è falso. Ad un'analisi anche superficiale si
vede subito quanto diversi siano fra loro. Essi, poi, sarebbero una confessione
religiosa. Qui si tratta parimenti di un errore dovuto a mancanza di
approfondimento, perché ci sono ebrei che praticano tutte le religioni europee; e
fra i più intellettuali di loro, i sionisti, ce ne sono molti che non si identificano
con la religione mosaica. Benjamin Disraeli ('Lord Beaconsfield'), primo ministro
d'Inghilterra e di religione anglicana, era orgogliosissim o della sua ebraicità .

Gli ebrei sono un popolo, e come qualsiasi altro popolo, possono essere divisi
Fig . 165 ,
in molte religioni diverse ed essere composti da molte razze diverse. Le due
razze che inizialmente formarono la base del popolo ebraico, sono quella
orientalide e quella levantina. Poi vennero influssi marginali di razza camitica,
nordica, centroasiatica e negroide e, più forti, di razza occidentale e baltico­
orientale. Questo segue dalla storia razziale del popolo ebraico, che ho descritto
in appendice alla "Rassenkunde des deutschen Volkes"[*], con
accompagnamento di immagini appropriate.

(1) Hanneson, Korpermasse . und Korperprportionen der Isléinder [Misure somat iche e
Fig. 166. proporzioni somatiche degli island esi], Reykjavik , 1925.
Figg . 164 - 1 66. Ebrei del tempo di Jebus 1840 a. C.). Levan tini-orientalidi. (Da una rappre se n taz. assira) . [*] Poi arrivò uno studio a parte, pubblicato con il titolo di "Rassenkunde des jiidischen Volkes" sempre
IRif.: Delitzsch, Babel und Bibel [Babele e la Bibbia]). dalla Leh manns Verlag di Monaco di Baviera (ora anche in csr.xoo m .it. NdC).

(1) Bryn, En nordish Cro-magnontype [Un tipo nordico di Cro-mag non ], Ymer, 1921.
(2) Ha uschild, Zur Anthropologie der Cro-magnonrasse [Sull'antropo logia della razza di Cro­
Magnon], Zeitschrift fiir Ethnologie, voi. 1/4, 1923.
66
67

--
Fig. 16 7. Ebreo della Germania.
F,ig 168, Ebreo dell'Au stria. Fig. 173. Ebreo della Germania.
Moses Mendelssohn, filosofo. Fig. 17 4. Ebreo frane. L. Gambetta, politico.
Prevalentemente orientalide. Orient.-levantino.

Fig. 169. Ebreo della Germania. Fig . 170. Ebreo della Francia.
Saint-Saens, c ompo sitore. Fig , 175. Ebreo della Germania. Ferdinand Lassalle, Fig. 176, Ebreo della Germani,a E. v. Simon, primo
dirigente socialista. Prevalentemente levantino, con presidente del Reichstag . Levantino-nordico.
influsso nordico? Ordito dei capelli: negroide?

Fig , 171: Ebreo della Russia. Fig , 172. Ebrea dell'Ungheria. (Scrittrice in lingua
Levine, dirigente comunista. tede sca) , (Rif.: Hauser, Weltgeschichte der Literatur)

Fig, 177. Ebreo della Germania. Ludwig Béirne, scrittore. Fig , 178. Ebreo dell'Inghilter ra . Compositore. Preval.
Levantini o prevalentem ente levantini Orientalide-levantino. levantino, con lieve influsso mongolide?

68
69
Dentro il popolo ebraico si possono distinguere due componenti: gli ebrei orientali; con la possibilità, fisica e psicolog ica, di smarrire la via prescritta dal
meridionali (sefarditi) e gli ebrei orientali (aschenaziti), i primi costituiscono proprio genio" (1).
circa il 10% del totale, i secondi il 90%, su una popolazione complessiva di circa
15 milioni. I sefarditi costituiscono la maggioranza della popolazione ebraica Una soluzione degna e chiara del problema ebraico è stata proposta dai
dell'Africa, dei Balcani, dell'Italia, della Spagna, del Portogallo e, in parte, della sionisti, e consiste nella separazione degli ebrei dai non-ebrei e
Francia, dell'Inghilterra e dell'Olanda, e dimostrano una mescolanza di razze dall'allontanamento degli ebrei dai popoli ospiti. Nel caso dei popoli europei, la
orienta1ide-levantina-occidentale-camitica-nordica­negroide, con predominanza cui composizione razziale è del tutto diversa da quella degli ebrei, questi ultimi
della razza orientalide. Gli aschenazi sono gli ebrei della Russia, della Polonia, hanno l'effetto secondo lo scrittore ebreo Buber, "di un cuneo asiatico incastrato
della Galizia, dell'Austria e della Germania, la grande maggioranza di quelli nell'org anismo europeo, causa di fermentazioni e di disordini" (2).
dell'America e una parte di quelli dell'Europa occidentale. Essi dimostrano una
mescolanza di razze levantina-orientalide­baltico-orientale-mongolide-nordica- Questo, al giorno d'oggi, non manca di manifestarsi anche in Nordamerica,
camitica-negroide con predom in anza della razza levantina. dove la discussione del problema ebraico è diventata molto vivace da quando il
libro di Ford, "The Interntional Jew", ha conosciuto in pochi anni una notevole
Tutti gli ebrei hanno sempre esercitato una stretta selezione razziale. diffusione [*).
Questo ha avuto come conseg uen za che le propo rzioni delle diverse razze nella
mescolanza ebraica hanno avuto la tenden za a stabilizzarsi, e perciò con il
tempo negli ebrei gli stessi tratti somatici e psicologici sono divenuti sempre (1) Haberlandt, Die Volker Europas und des Orients , 1920. Un'immagine dell'influen za
più diffusi; cosicché gli ebrei delle diverse nazioni si assomigliano al punto di ebraica sulla vita spirituale tedesca è data anche da Lynkeus, Der deutsche Buchhandel und
dare l'impressione che ci sia una "razza ebraica" . Almeno fino ai tempi della das Judentum [Il mercato librario tedesco e gli ebrei], 1925.
cosiddetta emancipazione giudaica, gli ebrei erano sulla strada per diventare (2) Buber, Die jiidische Bewegung [Il moviment o ebraico], 1916.
(attraverso chiusura verso l'esterno ed endogamia), un poco alla volta, una [*] Si tratta di: Henry Ford, "The Interntional Jew: the World's Foremost Problem" [L'ebreo
"razza di secondo grado" – ma su di questo argomento si parlerà nel prossimo internazionale: il principale problema del mondo], ricavato da una serie di articoli pubblicati
capitolo. dall'industriale americano sul Dearborn Indipendent tra il 1920 e il 1922. In Germania
venne tradotto già negli anni '20 ("Der internationale Jude' ), e in Italia da Sonzogno nel
I fenomeni razziali all'interno del popolo ebraico sono stati discussi in 1938 (" L'ebreointernazionale. Un problema del mondo"), e poi dalle Edizio n i di Ar negli anni
dettaglio nell'appendice alla "Rassenkunde des deutschen Volkes" e qui non si '70. NdC.
ripeterà l'argomento. Chi è interessato agli aspetti razziali ed etnologici del
problema ebraico, consu lti quella mia opera.

Il problema ebraico potrà essere risolto soltanto se trattato come problema


etnico e razziale. "Bisogna rendersi conto che gli ebrei hanno esercitato delle
importanti influenze di tipo generale, culturali e spirituali, sugli sviluppi della
storia europea, utilizzando quei mezzi di potere che sono la finanza, le banche,
la letteratura, i giornali e tante associazioni sovranazionali" (1).

Il problema ebraico non è stato originato e reso tanto acuto come oggi dalla
preponderanza finanziaria degli ebrei in quanto tale. Il più grande pericolo per
i popoli europei e americani, adesso, sta nella forza che l'influenza psicologica
ebraica ha raggiunto attraverso lo strapotere finanziario. "Qui si tratta dello
sviluppo libero del più grande portatore di cultura del genere
umano, che si viene a trovare in pericolo in ragione di un
processo di mescolanza innescato da quei missionari

(1) Haberlan dt , Die Volker Europas und des Orients [I popoli dell'Eu rop a e dell'Oriente],
1920.

70
... 71
5. AMBIENTE, EREDITA' E INCROCI RAZZIALI. Anche l'Europa, attraverso gli incroci, un giorno diverrà uniforme - e quindi
pacifica -. Ma la verità è che tutte queste fantasie a proposito della genesi di
"razze miste" sono false. Un insieme composito ereditario di tratti provenienti
È soprattutto del secolo XIX il tentativo di spiegare i tratti razziali a da due o più razze diverse può realizzarsi soltanto sotto circostanze particolari,
partire dall'ambiente: un certo ambiente sarebbe causa di teste lunghe e un che al giorno d'oggi difficilmente si possono dare. Le razze osservabili in
altro di teste corte; da questo ambiente risulterebbero coloriti chiari e da Germania non arriveranno mai, neppure in tempi lunghissimi, a dare origine a
quest'altro coloriti scuri; dall'uno una statura piccola dall'altro una alta; e si quella "razza tedesca" della quale qualche volta si sente parlare. In Europa,
arrivò a sospettare che ci fossero influenze dovute alle attività esercitate, alle dove dai tempi preistorici ci sono stati movimenti di popoli di razza diversa e
abitudini di vita, alla professione e, infine, anche all'alimentazione. Questi dove c'è stata un'importante mescolanza, ci sarebbe dovuto essere già da un
punti di vista venivano rafforzati dalla credenza nell'ereditarietà dei caratteri pezzo un livellamento dei tratti delle differenti razze europee. Dappertutto ci
acquisiti (lamarckismo). Così si poteva arrivare all'opinione che le differenze dovrebbe essere un tipo generalizzato, di media statura, dalla forma del cranio,
razziali fossero fenomeni variabili e senza importanza, pilotati dalla " forza del viso e del naso pure medi e dal colorito medio; con caratteristiche
dell'ambiente". Si pensava che negli Stati Uniti si sarebbe manifestato un po' psicologiche poco variabili da zona a zona e da persona a persona. Se non altro
alla volta, come conseguenza dell'effetto dell'ambiente, un gruppo umano l'Europa centrale dovrebbe presentare questo tipo umano indistinto e unitario.
unitario, dalle caratteristiche somatiche e animiche uniformi. L'ambiente
avrebbe causato una lenta fusione di tutti i diversi componenti. Questa è la La scienza dell'ereditarietà ha raggiunto in brevissimo tempo un
"teoria del crogiuolo" ("melting pot theory"), riguardo alla quale i razziologi dispiegamento straordinario, da quando l'abate benedettino Johann Mendel
america ni adesso, e non a torto, prendono le distanze (1). (1822 - 84), meglio conosciuto con il suo nome monacale di Gregorio, scoprì a
Brunn negli anni Sessanta del XIX secolo, attraverso esperimenti fatti su
La ricerca moderna ha dimostrato quanto cauti bisogna essere piante, le leggi fondamentali che reggono quella scienza. Eugen Fischer poté,
nell'assumere la presenza di influssi ambientali; e ha potuto spiegare le subito dopo, dimostrare, per mezzo di osservazioni presso il popolo meticcio dei
differenze esistenti fra zone diverse di una stessa nazione, o fra diverse classi Bastards di Rehoboth [Africa Sud-occidentale] (1). che le leggi scoperte da
sociali di un popolo, come conseguenze dell'ereditarietà. Inoltre, le variazioni Mendel erano valide anche per l'ereditarietà umana,
somatiche e animiche all'interno di una popolazione stazionaria e libera da
immigrazioni allogene possono essere rese chiare dalla selezione; cioè dalle Si è potuto così constatare che anche fra gli umani, dall'incrocio di due razze
differenze fra la natalità delle diverse zone e delle diverse classi sociali di una non risulta una "razza mista", ma un miscuglio variopinto di tratti razziali:
medesima nazione (selezione per fertilità). l'altezza di una razza combinata nello stesso individuo con la forma della testa
dell'altra; il colore della pelle, per es. quello della razza nordica, va insieme con
Sui fenomeni di selezione si parlerà altrove; qui, senza entrare in dettagli, il colore degli occhi dell'estide; l'ordito dei capelli di una razza scura dai capelli
si considererà la problematica del mescolamento razziale, in quanto è un crespi con il colorito dei capelli di una razza chiara. Ci sono anche forme e
argomento sul quale sussistono diversi tipi di opinioni sbagliate. Si sente dire colori intermedi; individui che stanno più vicino all'una o all'atra delle razze che
che negli Stati Uniti d'America, attraverso gli incroci razziali, starebbe hanno originato l'incrocio, genitori con una combinazione diversa di caratteri
prendendo forma un nuovo popolo unitario che rappresenterebbe una 'media' di dei loro figli, ecc.
tutti i tratti razziali presenti; una "razza mista", quindi, le cui caratteristiche
verrebb ero poi distribuite più o meno uniform emente in tutta la popolazione. Il funzionamento dell'ereditarietà è reso di comprensione ancora più difficile
dal fatto che nella maggioranza dei popoli gli individui non sono incroci di due
razze soltanto - provenienti da genitori ognuno di razza pura - ma sono incroci
fra genitori che a loro volta erano già il risultato di incroci. Un'altra
difficoltà della ricerca razziale ed ereditaria risulta dal fatto che
(1) Le constatazioni di Boas, secondo le quali i figli di immigrati ebrei hanno la testa
alquanto più lunga e quellì di immigrati siciliani alquanto più corta di quella dei genitori,
non dicono niente riguardo a un ipotetico effetto dell'ambiente, in quanto né gli ebrei né i
siciliani sono razze, ma invece popoli razzialmente misti , entro i quali i figli possono
benissimo mostrare caratteris tic he diverse dai loro genitori. Boas, però, deduce dalle sue
osservazioni soltanto che ci sono cambiamenti fenotipic i e non necessariamente genotipic i:
"Potrebbe essere che le stesse persone, una volta che facessero ritorno al loro ambiente
(1) Fischer, "Die Rehobother Bastards und der Bastardierungsproblem beim Menschen [I
originale , riacquisterebbero i tratti somatici che avevano prima". (cfr., in riguardo, anche
Bastards di Rehoboth e il problema dell'imbastardimento negli umani]", 1913.
"Der nordische Gedanke unter den Deutschen [L'idea nordica fra i tedeschi]", Cap. 2.)

72

.. 73
alcuni tratti hanno un comportamento recessivo e altri dominante. Perciò Attraverso una tendenza alla selezione, mantenutasi all'interno di un gruppo
nell'aspetto visibile di un certo individuo misto è possibile percepire quasi isolato per molto tempo, si è voluto dare una spiegazione all'origine delle
soltanto i caratteri di una delle due razze; mentre egli può trasmettere ai suoi razze nella preistoria; e non è da escludere che in diverse occasioni gruppi
discendenti molte caratteristiche dell'altra, che si era dimostrata "recessiva". umani geneticamente uniformi, cioè delle razze, possano essere insorti dalla
Così, per esempio, genitori dagli occhi scuri possono avere figli dagli occhi mescolanza di due o più razze preesistenti come conseguenza di selezione
azzurri, in quanto il colorito chiaro degli occhi, dei capelli e della pelle è un all'interno di ambienti isolati. Ci si può immaginare che anche nella
carattere recessivo; mentre genitori puri dagli occhi azzurri mai potranno avere mescolanza razziale ebraica ci possa essere stato un processo di selezione che
un figlio con gli occhi scuri, anche se i colori chiari non sono dominanti. Ne abbia dato come risultato che in un popolo razzialmente misto sia sorto un
segue che l'aspetto visibile di una persona, il suo fenotipo, può certamente essere tipo medio molto diffuso. Nei popoli europei, le mescolanze che hanno sempre
un indicatore di una determinata appartenenza razziale, mai però una prova. avuto luogo già dal Paleolitico hanno avuto come risultato la grande varietà
Per poter risalire alla sua forma genetica [Erbbild] - al suo idiotipo - bisogna dei tipi oggi riscontrabili. In qualche occasione ci sono anche casi di
poter osservare i suoi antenati, i fratelli e i discendenti. Inoltre, da quanto si è "smistamento", quando i tratti somatici di un figlio di genitori misti si sono
detto sopra, si deduce che quando si vuol ascrivere un "valore", dal punto di vista scombinati per riprodurre un individuo 'puro' (1).
razziale o sanitario, a qualcuno, bisogna fare una differenza fra quello che egli
vale come persona e quello che può valere come riproduttore, ricordando che
persone somaticamente uguali possono essere molto diverse geneticamente, e
viceversa. (1) Per ragioni di spazio, le indicazioni che abbiamo dato riguardo ai processi ereditari sono
necessariamente insufficienti. Alle "persone istruite di tutti gli indirizzi" siano raccomandati
i libretti di Siemens, Grundziige der Rassenhygiene, zugleich Einfiihrung in die
Ciò che l'ambiente può modificare è, di massima, l'aspetto di un essere vivente
Vererbungslehre [Fondamenti di igiene razziale e introduzione alla scienza
e non la sua costituzione genetica. Molti dei tratti che in una certa persona ci
dell'ereditarietà], 1923, e di Fetscher, Grundziige der Vererbungslehre [Fondamenti di
fanno l'effetto di essere caratteristici del suo popolo o della sua stirpe, sono scienza dell'ered itariet à], 1925 .
tratti somatici acquisiti dal singolo attraverso le sue attività e il suo tipo di
vita, come può esserlo il dialetto e il modo di muoversi o di gesticolare di un
determinato gruppo popolare, e non fatti ereditari. Ogni tanto si sente dire che
già una certa etnia verrebbe a costituire, come effetto dell'ambiente o come
conseguenza di specifici "incroci", un gruppo geneticamente specifico. Questo è
lo stesso tipo di errore della confusione fra popolo e razza, di cui si è già parlato
(ma peggiorato ancora).

Dall'incrocio di due razze, solo sotto circostanze del tutto speciali è possibile
che insorga una "razza mista" con caratteri ereditari. "La formazione di
nuove razze non può mai avere luogo per semplice incrocio. L'incrocio può
soltanto dare origine a nuove combinazioni, ma senza l'obliterazione dei
vecchi caratteri. L'obliterazione del vecchio e la creazione reale di qualcosa di
nuovo può avere luogo soltanto attraverso la selezione. Può darsi che le nuove
combinazioni siano accettate o rifiutate, che tutti i portatori di determinati
caratteri scompaiano e i rimanenti divengano portatori di combinazioni
nuove. Allora sì che, attraverso un incrocio, sarebbe insorta una nuova razza,
ma i fattori determinanti sarebbero stati la selezione e l'estirpazione." (1).
Ma il gruppo umano che andasse soggetto ad una selezione di
questo tipo dovrebbe poter rimanere isolato per lungo tempo.
Attraverso

(1) Fischer, in Baur-Fischer-Len z, Grundrif3 I, 1923.

74 75
'f?
Il basso indice cranico e l'alto indice facciale di tutte le Isole Britanniche,
6. LA DISTRIBUZIONE DELLE RAZZE EUROPEE ma soprattutto dell'Inghilterra meridionale e dell'Irlanda, indica una
SULLA SUPERFICIE DELL'EUROPA.
popolazione nordica oppure occidentale. Una possibile classificazione è la
seguente: le zone montuose della Scozia occidentale indicano un misto nordico-
Con 8 carte razzio log ich e del dott. Bernhard Struck, Dresda
estide; il Galles, il Dorset, il Devon, il Somerset occidentale sono un misto
(Carte VI - XIII). estide­ nordico-occidentale; la Cornovaglia e l'Irlanda, fatta eccezione della sua
parte Nord-occidentale, sono un misto occidentale-nordico o nordico-occidentale.
Le isole Shetland sono di razza nordica, e così anche le Ebridi (con un moderato
Le Isole Britanniche sembrano essere meno chiare della Germania influsso estide). Nella Long Island, fino a poco tempo fa, un elemento dai
settentrionale, e in nessun luogo tanto scure come la Francia meridionale. I capelli neri veniva trattato con disprezzo. Nelle Isole Britanniche, in generale,
coloriti chiari della popolazione diminuiscono in direzione Nord-est a Sud­ non escluse quelle zone che abbiamo descritte come 'scure', l'influenza nordica
ovest. Relativamente scura, in Inghilterra, è quella zona che sta a Sud della non è mai poca. In quelle isole l'elemento nordico può essere stimato al 50 - 60%,
linea Liverpool - Manchester e a Ovest del secondo grado di longitudine, cioè quello occidentale al 30% e quello estide al 10%.
circa la linea Manchester - Bournemouth. All'interno di questa zona, soltanto
il Wiltshire e il Somersetshire orientale sono relativamente chiari, mentre la L'altezza media nelle Isole Britanniche, anche nelle zone scure, è notevole;
Cornovaglia e il Galles meridionale sono le parti più scure. Le contee centrali e di questo fatto non è stata data ancora una spiegazione. Forse si tratta di
dell'Inghilterra, Northampton, Huntingdon, Bedford, Buckingham e Hertford, particolari circostanze di selezione? La miscela razziale - quale si è potuta
sono scure. Relativamente scura è anche la zona montuosa della Scozia a Sud constatare fino ad oggi - ha forse favorito una più alta statura negli individui
del canale della Caledonia - il Nord della Scozia è, più o meno, nordico puro - e misti? Comunque, la parte nordica della popolazione inglese sembrerebbe
particolarmente scure sono lnverness, Argyll e la Scozia meridionale a essersi mantenuta più pura che quella corrispondente in Germania.
occidente da una linea che va da Glasgow a Carlisle. L'Irlanda fa parte delle
zone più scure delle Isole Britanniche, fatta eccezione delle contee di Limerick In Francia si distacca una zona ancora a predominio nordico nel Nord che
e Tipperary. Le parte più scura sono il Sud (Kerry, Cork, Waterford), l'Ovest e
si estende dalla costa fino alla Champagne a Sud delle Ardenne, che sono
il Nord (Ulster e Connaught). Secondo Beddoe, la parte Ovest della contea di
'prevalentemente estidi; e che attraversa la Francia centrale, con un contenuto
Galway , nel Connaug ht, è fortemente occiden tale. nordico sempre minore, fino a circa Limoges. C'è un punto dove la razza
estide penetra in questa zona: dalle montagne del Morvan fin nei pressi di
La coloritura scura di tutte queste parti delle Isole Britanniche è
Orléans. La costa normanna dimostra una predominanza di razza nordica; e lo
determinata dalla presenza di sangue occidentale ed estide; mentre non esiste stesso è il caso nelle zone costiere della Bretagna, peraltro a predominio estide.
un contenuto importante di sangue dinarico, fatta eccezione della
Cornovaglia, della contea di Merioneth (Galles), nel Cumberland e soprattutto
Tutta la Francia orientale sembra essere prevalentemente estide, ma nella
nella zona del Firth of Forth, dove il 25% della popolazione ha la testa corta
regione del Wasgenwald c'è un forte influsso dinarico. Particolarmente estidi,
(1).
anche se non manca un influsso dinarico, sono le zone alte e gli altopiani di
Langres, le montagne dei Morvan, la Cote d'Or e in modo particolare la
La Corno vaglia sembrereb be essere particolarmente occidentale, dove la
Auvergne e i Cevennes, da dove un'influenza estide si prolunga in direzione
popolazio ne (forse come conseguenza di un influsso orientalide dai tempi della Sud-ovest fino ai Pirenei. Le zone alpine della Francia sono estide-dinariche.
presenza Fenicia nell'Ing hilterra meridio nale) mostra spesso tratti "semiti""(2).
Gli abitanti dell'Auvergne e della Bretagna sono, secondo i risultati di studiosi
francesi, particolarmente simili; e Topinard incontrò in Bretagna persone che
Il Galles, assieme al Devon e alla parte occidentale della contea del gli sembrarono "asiatiche". (La popolazione della contrada sud­ bretone di
Somerset, sembra avere un influsso estide relativamente forte. Anche le contee Pont-l'Abbé è stata addirittura descritta come "mongolica".)
del centro dell'Inghilterra, già menzionate, hanno un'importante componente
estide; mentre la zona collinosa delle Chiltern, fra Oxford e Cambridge, è La zona costiera del Mediterraneo è a predominio occidentale, e
fortemente occidentale. Gli individui estidi sembrano essere più numerosi occidentali sono le parti medie e meridionali della valle del Rodano nonché (con
nell'Irlanda Nord-occidentale, nella Scozia occidentale e nelle Ebridi esterne;
qualche mescolanza) la valle della Baone fino forse a Chalons. Anche la costa
mentre la parte più occidentale sembra essere l'Irlanda. La notevole sud-occidntale della Francia è soprattutto occidentale, anche più a Nord della
somiglianza fra gli irlan desi e gli spagnoli è stata spesso rilevata. Gironda, e soprattutto nel Médoc e nella Saintonge. Ma in tutta

(1) Cfr. Rassenk u nd e des deutschen Volkes, Cap. 19.


(2) Beddoe: "A dash of the Semitic".

76 77
irraggiandosi da quelle parti, influenze dinariche arrivano fino all'occidente
la Francia e in tutto il Belgio c'è una certa mescolanza con la razza occidentale, della zona di lingua tedesca, fino alla Svizzera orientale, nel Hotzenwald
non esclusa la Fiandra. Nel Périgueux sta una zona dove le teste sono (Baden meridionale) e nel Wasgenwald (Alsazia), dove ci potrebbe essere
particolarmente lunghe ma i visi larghi non sono rari: Ripley vorrebbe attribuire perfino una predominanza dinarica, mentre a Nord della linea del Meno si
questi caratteri alla vecchia razza preistorica di Cro-Magnon. Io preferisco riscontra uno scarsissim o influsso di questa razza (1).
ammettere un forte influsso occidentale. - Secondo Ploetz (1) la percentuale di
sangue nordico in Francia si aggira sul 25%, quella di sangue estide e dinarico La presenza di sangue estide ha un massimo nella Germania meridionale
assieme sul 50% e quella di sangue occiden tale sul 25%. arrivando a predominare nella Foresta Nera, nella Svizzera occidentale, nelle
regioni montagnose del Wiirttemberg e nella Baviera centrale. Influssi di
In Belgio, la parte vallone è prevalentemente estide, anche se qua e là (e sangue estide sono riscontrabili in tutto il resto della Germania ma
soprattutto in certi quartieri di Bruxelles) ci sono evidenti influenze soprattutto lungo la frontiera linguistica franco-tedesca e nell'Alta Slesia'.
occidentali, attribuibili a insediamenti preistorici e all'occupazione spagnola di
quelle zone. La zona fiamminga è soprattutto nordica, con una forte influenza Nelle zone di lingua tedesca la presenza di sangue occidentale è debole. È
estide e una occidentale più debole. La frontiera linguistica fra valloni e più riscontrabile nella Svizzera occidentale e nelle Alpi orientali; nonché
fiamminghi è parimenti una frontiera razziale fra popolazioni prevalentemente lungo il Reno e nella valle del Mosel. Dall'Europa orientale è possibile che si
estidi e prevalentemente nordiche. sia infiltrato occasionalmente del sangue mongolide. - Nella zona di lingua
tedesca si può stimare che ci sia un 50 - 55% di sangue nordico. Il sangue
La zona di lingua tedesca è già stata dettagliatamente descritta nel mio nordico, in Germania, è più uniformemente distribuito fra tutta la popolazione
"Rassenkunde des deutschen Volkes", opera nella quale ho riprodotto diverse che in Inghilterra, dove sembrerebbe più concentrato nelle classi abbienti.
mappe razziologiche della Germania. Qui darò soltanto un breve riassunto: la
regione dove la razza nordica è più predominante è chiaramente la Germania La Spagna è razzialmente quasi totalmente occidentale ed è, in
Nord-occidentale e l'Olanda settentrionale, soprattutto dove si parlano i dialetti conseg uenza, una nazione relativam ente uniforme dal punto di vista razziale.
basso-sassoni. A partire dal Nord-ovest, il contenuto nordico nelle popolazioni La razza estide è rappresentata soltanto nelle montagne Nord-occidentali,
diminuisce secondo che ci si muova verso Sud, Sud-est ed Est. A Est dell'Oder sulle parti più alte delle montagne cantabriche, soprattutto attorno a Oviedo e
(e con l'eccezione della costa del Baltico fino alla Vistola) non si può più parlare sempre seguendo le montagne, arriva fino alla frontiera settentrionale con il
di una predominanza della razza nordica; e neppure a sud del Meno (fatta Portogallo. Bisogna ammettere che c'è anche un certo influsso nordico, forse
eccezione delle intrusioni nordiche in direzione Sud lunga le valli dei più importante di quanto sia indicato nelle mappe. Secondo Ploetz (2) in
principali fiumi). Spagna ci potrebbe essere un 15% di sangue nordico e altrettanto di sangue
estide.
La Germania Nord-orientale, in particolare modo la Prussia Orientale,
viene ad essere la zona di influenza baltico-orientale, al punto che si può Gli abitanti della Catalogna sono addirittura orgogliosamente consapevoli
parlare di una predominanza baltico-orientale. Sotto forma di incroci, la razza del loro sangue "gotico". L'elemento nordico sarebbe più predominante nella
baltico-orientale è rappresentata in tutto l'Est della regione di lingua tedesca, Sierra de Béjar (Spagna Nord-occidentale) e in Galizia (estremo Nord-ovest);
anche in Sassonia e nella Bassa Austria. A occidente di una linea che corre, mentre rimane percepibile nei Maragotos di Leon, nell'Asturias e in Navarra e,
approssimativamente, fra Kiel e Innsbruck, non è riscontrabile che una scarsa in generale, nelle classi superiori di tutto il paese. Non si può neppure ignorare
influenza baltico-orientale (2). che in Spagna ci sono influssi levantini e negroidi, seppure di poca importanza.
Eppure, dall'esame di alcuni tipi umani provenienti anche dall'Olanda L'influsso levantino (3) sembra essere più forte nelle zone costiere della Spagna
settentrionale, è possibile sospettare una qualche influenza baltico-orientale, meridionale (con l'eccezione di Cadice) ed è riscontrabile soprattutto da
la cui origine rimane difficilmente rintracciabile. Montril (Granada) fino a Moguer (Sevilla). L'influsso orientalide,
comun q ue piccolo, è poco visibile in una Spagna prevalentemente
L'influenza dinarica più forte è riscontrabile in tutte le zone dove si parlano i
dialetti bavaresi. Nella Baviera meridionale e in Austria si può parlare di
una predominanza dinarica, che diventa sempre più forte via via che ci
si avvicina ai bordi Sud-orientali dell'area tedesca. Ma,
(1) Sugli influss i dinarici in Prussia Orient ale, cfr. "R. d. d. V.", Cap. 17.
(2) Ploetz, "Sozialanthropolog ie [Antropolog ia sociale]" nel vol. "Antropologie [Antropolo g ia]"
(1) Ploetz, ''.Sozialnthropologie [Antropologia sociale]" (Kultur der Gegenwart [Cultura del (Kultur der Gegen w a rt [Cultu ra dei nostri temp i], parte III, sezio ne V, 1923 ).
nostro tempo], parte III, sezione V, 1923). (3) Della razza levant ina si è parlato al Cap. 4.
(2) Questa linea ha relazio ne con la frontiera slava durante il Medio evo .

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occidentale, in quanto la razza orientalide non manca di somiglianze occidentale. Isole razziali nordiche, in Italia, non sembra che ne rimangano:
somatiche con quella occidentale (cfr. Cap. 4). L'influsso levantino viene l'elemento nordico - che costituisce forse il 15% della popolazione totale è
in parte dal Marocco, come conseguenza della dominazione musulmana, ma riscontrabile soprattutto in Piemonte, attorno a Milano e nel Veneto ed è
non è da escludere un'intrusione di genti levantine nei tempi preistorici, la abbastanza rappresentato nelle zone alpine e sugli Appennini settentrionali
cui traccia presente sarebbe la lingua basca (?). fino a Firenze. Anche in Toscana e in Umbria non sono rari i tipi chiari -
soprattutto attorno a Perugia non sono rari i biondi dagli occhi azzurri. Un
I baschi (in totale circa 500 000 anime) parlano una lingua completamente
fatto strano e interessante è che nell'alta Italia i tipi chiari sono più numerosi
estranea a quelle dei vicini(1).
nelle zone poste al di sopra dei 400 metri: questo potrebbe indicare che la razza
Posti nella zona di confine franco-spagnola, sono una popolazione mista che, nordica ha evitato, in queste zone sud-europee, le pianure che per lei erano
in Francia, costituisce l'estremo meridionale della zona estide-occidentale; troppo calde oppure che nelle pianure fu particolarmente colpita dalla malaria.
mentre in Spagna è essenzialmente occidentale con una live influenza estide All'Italia meridionale appartengono, dal punto di vista razziale, la Sicilia, la
ma che deve avere assorbito anche una ragionevole quantità di sangue nordico. Sardegna e la Corsica francese.
Nelle zone montagnose più alte non sono rari gli occhi chiari e il biondismo.
Il ·Sud occidentale sembrerebbe essere razzialmente unitario, anche se,
Il Portogallo, come la Spagna, è prevalentemente occidentale. Non sembra come la Spagna, presenta deboli influssi levantini e negroidi. L'elemento
esserci alcuna influenza estide; una debole influenza nordica è riscontrabile levantino, nell'Italia meridionale, è presente soprattutto a Salerno e a Bari; e
soprattutto nelle città costiere. Invece sembra esserci un'influenza negroide in Sicilia soprattutto a Siracusa e ad Agrigento. In Sicilia è presente anche una
abbastanza forte, appena percepibile in Spagna, e che fa la differenza fra i debole influenza orientalide, portata da immigrati arabi. Il biondismo risulta
portogh esi e gli spagnoli (2). in individui isolati nelle regioni di antica dominazione longobarda attorno a
Benevento. Anche l'isola di Malta ha circa l'l % di biondi; di massima
Non è chiaro se questa presenza razziale negroide debba essere attribuita
soltanto al meticciato avvenuto nelle colonie portoghesi d'Africa: non è concentrati nella contrada di Zurrico. Oltre a questa debole presenza nordica,
impossibile infatti che ci sia stata un'intrusione africana nel Portogallo la popolazione di Malta indica una forte componente levantina.
meridionale anche nell'alto Paleolitico. Ma rimane il fatto che l'importazione di
schiavi negri in Portogallo è stata, nel passato, notevole, e che, come in Spagna, La Slovenia, la Croazia, la Serbia, il Montenegro, l'Albania, nel loro
la dominazione musulmana è stata vettore di parecchio sangue "africano", di insieme, costituiscono una zona di forte predominanza dinarica. Ma ci sono
razza orientalide, levantina e negroide. visibili influenze di altre razze: sulle coste mediterranee è penetrato il sangue
occidentale, dall'Europa orientale è arrivato quello baltico-orientale e quello
L'Italia, nel suo insieme, presenta un Nord estide-dinarico, con qualche nordico è stato portato da svariate intrusioni di genti nord-europee. Il ceppo
influsso nordico e occidentale; e un Sud occidentale, con deboli influssi nord-albanese dei mirditi, nonchè la popolazione dell'Albania meridionale in
levantini e negroidi. La razza dinarica si estende dalle Alpi orientali verso generale, sembrerebbero avere una componente nordica relativamente forte;
l'interno del paese e si propaga lungo la costa Nord-orientale per tutto il Veneto come i serbi e gli sloveni. Gli stanziamenti albanesi hanno introdotto sangue
fino alla Romagna, perdendo in preponderanza attraverso i molteplici balcanico in Calabria; e gli albanesi della Calabria sembrerebbero presentare
incroci. La razza estide si estende, diminuendo, dal Nord e dal Nord­ ovest una lieve componente nordica.
fino a Roma, dove comincia l'Italia propriamente occidentale. La zona attorno
a Lucca dimostra essere un'isola di razza occidentale nell'alta Italia La Norvegia è prevalentemente nordica, quando si faccia eccezione delle zone
brachic efala, mentre tutta la costa ligure presen ta una forte miscela di razza abitate da lapponi, prevalentemente mongolidi (?) misti di baltico­ orientale e di
nordico. Occasionalmente, in Norvegia come in Svezia, risultano incroci di tipo
mongolide (?) anche fra la popolazione non lappone. Incroci con la razza estide
(1) Winkler (La langue basque et les langues ouralo-alta'iques, 1917) colloca il basco fra le
lingue caucasiche (alarodiche), caratteristiche della razza levantina. Secondo lui i bascofoni sono percepibili nelle isole della costa occidentale, da Bergen fino all'altezza di
sarebbero arrivati in Spagna provenienti dall'Europa orientale o dall'Asia minore. Si Drontheim; ed estide sembra essere una piccola zona fra Sognefjord e Nordfjord.
consulti anche il mio "Rassenkun.de des deutschen Volkes", Cap. 19. La regione con il massimo di mescolanza estide (e dove non mancano elementi
(2) Questa influenza, in Portogallo, è così forte che i nativi dell'Africa orientale vedono nei baltico-orientali) è quella delle coste Sud-occidentali e meridionali,
portoghesi quasi dei 'compaesani' e hanno per loro molto meno rispetto di quanto ne abbiano incominciando a Nord di Haugesund, proseguendo attraverso Stavanger e
per tutti gli altri europei. Quando, per esempio, i Suaheli vogliono indicare gli europei nel seguendo sempre la costa fino a Est di Kristiansand; mentre all'interno di
loro insieme, dicono: gli europei e i portoghesi.
Kristiansand si prolunga profondamente nelle montagne. Il carattere delle genti
che abitano questa regione danno al resto dei norvegesi l'impressione

80 81
di essere qualcosa di strano. La popolazione nordica relativamente pura della dappertutto. La razza nordica è più pura nelle aree attorno al Wettersee
Norvegia sta nella Òstertal, nella Brandstal meridionale e nella Numetal , (Viir mla nd , Òrebroliin, Skaraborgesliin, Jèinkèipingsliin, Kronobiirgsliin), nella
nonché nelle terre del Telemark e nella Setestal. La zona boscosa di Tryfil , sul Herjetal, nella Jiimtland e a Dalarna. In Svezia c'è una media del 13% di
confine svedese, ha una popolazione prevalentemente baltico-orientale: brachicefalia. È perciò comprensibile come i ricercatori abbiano sempre avuto
secondo Ripley, essa avrebbe un certo e quale aspetto "mongo lico"; ma si tratta la tendenza a vedere la Svezia come la culla della razza nordica. - Dai ripetuti
in massima parte di immigrati finlandesi (i cosiddetti 'Quiinen'), scambi con la Finlandia è risultato un importante influsso di sangue baltico­
prevalentemente baltico-orientali. orientale, mentre, viceversa, dalla Svezia molto sangue nordico è passato in
Finlandia. - Nella sostanza genetica del popolo svedese deve vedersi più
Il Segnefjord ha una popolazione particolare: scura, tendenzialmente dell'80% di sangue nordico; in quella del popolo norvegese circa 1'80%.
brachicefala, di piccola o media statura e il cui carattere dimostra una vivacità
"meridionale" nella lingua e nei movimenti. Come coscritti, dimostrano una La Danimarca è, in termini generali, forse meno nordica dello Schleswig­
notevole aggressività negli esercizi militari, ma poca disciplina. Può darsi che Holstein: non si possono perciò fare confronti con la Svezia o con la Norvegia.
nella zona isolata del Segnefjord , come conseguenza di selezione (forse a La zona relativamente più nordica della Danimarca è la Jiitland. Le isole danesi
partire da componenti estidi , occidentali e nordici), sia insorta un particolare dimostrano una mescolanza estide e baltico-orientale, al punto che il danese
composto ereditario di tratti - a volere escludere che si tratti di un residuo medio è meno nordico che l'abitante sia della Scandinavia che dello Schleswig-
razziale di origine sconosciuta. Per la sua topografia, fatta di valli isolate, la Holstein. Attraverso matrimoni misti danesi-ebraici, sembrerebbe che la
Norvegia, anche all'interno della razza nordica, ha potuto conservare differenze Danimarca moderna abbia assimilato parecchio sangue non-europeo.
notevoli fa le diverse stirpi. Spesso il popolamento di una qualche valle può
essere rintracciato in poche famiglie. A Tydalen (provincia di Drontheim) L'Islanda è prevalentemente nordica, ma ci sono commistioni estidi, baltico­
potrebbero esserci ancora elementi della razza di Cro-Magnon (1). orientali e mongolidi (?). Già il poeta Egill (900 - 982) si burlava del suo naso
piatto e dei suoi capelli scuri.

I lapponi abitano l'interno delle parti settentrionali della Svezia, della


Norvegia e della Finlandia, nonché la penisola di Kola. Da lunghissimo tempo
si sono mescolati soprattutto con i finlandesi, dai quali hanno acquisito il loro
aspetto baltico-orientale (1).

I lapponi più puri, cioè più liberi da commistioni nordiche e baltico­


orientali, sembrano essere quelli della Svezia settentrionale. Essi sono molto
piccoli di statura, hanno la testa molto corta e il viso ampio, la loro mascella è
debole e il mento piccolo e appuntito. La pelle è chiara con una tonalità
olivastra; la piega mongolica è rara, come raro è il prognatismo frequente fra
le popolazioni centroasiatiche. Le donne hanno mantenuto l'aspetto originale
della stirpe meglio degli uomini. Essi hanno un carattere vivace. Non possono
Fig . 180. Knud Bull. poelo. Nordico. Disegno di Vogel v.
Fig. 179. Bjiirnslierne Bjiirnson, Nordico . Vogelstein. essere classificati senz'altro come razzialmente mongolidi e neppure come una
diramazione dei samoiedi, come vorrebbe Giuffrida-Ruggieri (2) che li mette
La Svezia è ancora più nordica della Norvegia, venendo ad essere la terra tutti insieme sotto la denominazione di homo palaearcticus. Si deve pensare
relativamente più razzialmente nordica al mondo - fatta eccezione, come nel piuttosto di un gruppo umano di origine asiatica che, sottoposto a un rigido
caso della Norvegia, delle zone abitate da lapponi e finni (2), da dove proviene isolamento, ha mantenuto le sue caratteristiche specifiche. Secondo le ricerche
un qualche influsso mongolide (?) e baltico-orientale sulla popolazione in di Wiklund, i lapponi avrebbero mutuato la loro lingua da una qualche stirpe
generale. C'è una componente estide abbastanza ovvia nelle due provincie più finnica.
meridionali, mentre un influsso baltico-o rien tale è riscontrabile

(1) Cfr. il Cap. 4; e anche il Rassenkunde des deutschen Volkes, Cap. 19 e Bryn, En nordisk
Cromagnont ype [un tipo di cromagnon nordico], Ymer, 1901.
(2) Lundborg, Racial structure of the Finns of the northernmost part of Sweden [struttura (1) Cfr. la mappa dei "coloriti chiari" e le altre mappe, alla fine di questo capitolo.
razziale dei finni della parte più settentrionale della Svezia]. (2) Giu ffrida-Ruggieri , Homo sapiens, 1913.

82 83
I samoiedi, all'estremo Nord-orientale dell'Europa, sono prevalentemente di In Finlandia il 78% degli abitanti ha gli occhi chiari. La maggior parte di
razza centroasiatica. coloro che hanno gli occhi marroni (comunque meno del 10%) si trovano nel
Nord, e appartengono alla stirpe dei 'Quiinen' che, attraverso incroci con i
L'Est europeo si presenta come una zona di transizione fra le miscele lapponi, hanno assorbito del sangue mongolide (?). La parte più fortemente
razziali dell'Europa centrale e territori prevalentemente baltico-orientale, baltico -orien tale della popolazione - anche se in piccola misura mista di nordico
levantini e mongolidi. Nello stesso modo che molto a Ovest delle montagne - sembra essere la stirpe dei tavasti, nel centro del paese.
degli Urali e del fiume Ural già cominciano a vedersi la flora e la fauna
asiatiche, nella Russia meridionale europea e nei Balcani l'aspetto delle La stirpe finnica dei careliani, della Finlandia orientale, non è stata ancora
popolazioni comincia a cambiare; gli individui dall'origine razziale levantina o studiata dal punto di vista razziale. Sono più slanciati dei tavasti e di media
mongolide diventano sempre più frequenti. La situazione razziale dell'Europa statura, presentano una percentuale relativamente alta di occhi scuri e pelle
Nord-orientale è caratterizzata dalla prevalenza della razza baltico-orientale; olivastra; l'ordito dei capelli è spesso ricciuto, il viso stretto e il naso lungo e
quella dell'Europa Sud-orientale da diverse transizioni fra la razza baltico- stretto. Anche psicologicamente i careliani sono diversi dagli altri finlandesi:
orientale e quella levantina o mongolide. Siccome la razza baltico­ orientale e sono più allegri, loquaci e decisi, ma meno perseveranti. Essi sono amichevoli
quella mongolide hanno, dal punto di vista somatico, delle somiglianze, e danno un'impressione nobile con il loro buon comportamento e i loro
diviene difficile porre una linea divisoria netta fra di loro. Bisogna ricordarsi movimen ti raffinati (1).
che la Russia fu dominata dai mongoli fra il 1237 e il 1480 e che, dopo che
nel 1241 ebbero attraversato la Polonia, non furono contrastati se non in Non è chiaro quale possa essere la loro composizione razziale. Si è portati a
Slesia da un esercito dei Cavalieri Teutonici (battaglia di Wahlstatt). pensare che ci possa essere una parentela con il "tipo rjazanico", del quale si
parlerà più avanti. Non si può neppure escludere, essendo la Carelia una zona
Nell'Est europeo, da Nord a Sud, incontriamo regioni nordico-baltico­ piuttosto lontana dai traffici, che ci possa essere stato uno specifico effetto
orientali e nordico-estidi; poi estide-baltico-orientali, dinarico-baltico-orientali selettivo che avrebbe favorito una particolare combinazione di tratti (cfr. il cap.
e finalmente anche levantino-baltico-orientali; e nel suo interno risaltano 5).
anche delle 'zone particolari'. I lituani sono un popolo prevalentemente nordico,
con un'addizione di sangue baltico-orientale e la loro lingua è indoeuropea. Lo Nel Nord e nel Nord-est della Russia risiedono stirpi lapponidi e altre di
stesso misto razziale è presentato dai lettoni, anch'essi di lingua indoeuropea. lingua ugro-finnica, imparentate con i finlandesi e, come loro, prevalentemente
Anche gli estoni sono prevalentemente nordici con un influsso baltico-orientale, di razza baltico-orientale - fino a raggiungere, a est, gli ostiachi e i voguli, che
forse addirittura più nordici degli altri popoli baltici e comunque più sono un niisto di razza baltico-orientale e del "tipo rjazanico" e che parlano
dolicocefali, ma parlano una lingua ugro-finnica - hanno la reputazione di lingue ugro-finniche. Secondo gli studi di Wiklund, anche i lapponi e i samoiedi
essere più "duri" rispetto ai "molli" lettoni. La regione della Grande Russia, che hanno acquisito lingue ugro-finniche.
confina con quelle appena menzionate, è ancora prevalentemente nordica. Il
sangue nordico è prevalente lungo la Vistola, la Neva e la Dvina, e ancora di All'interno delle zone baltiche (Estonia, Livonia) e soprattutto in Finlandia
più nella Volinia meridionale. Esso tende a spegnersi a seconda che ci si muove ci si incontra spesso con persone razzialmente nordiche che parlano ligue ugro­
verso Est e verso Sud, mentre quello baltico-orientale diventa finniche. Viceversa, la lingua russa, indoeuropea, è parlata da moltissimi
proporzionalmente predominante fino ad arrivare a zone dove c'è una forte individui baltico-orientali nonché da tanti che dal punto di vista razziale sono
mescolanza mongolide. In ogni caso, nelle regioni di lingua russa c'è un 25 - più asiatici che europei. Nell'Europa orientale la differenza fra appartenenza
30% di elemento nordico. In Polonia sembrerebbe che la diminuzione del razziale e appartenenza linguistica è da tenersi sempre in considerazione.
sangue nordico con proporzionale aumento di quello baltico-orientale, estide e
mongolide sia molto rapida a seconda che ci si muova verso Est. L'altezza Fatta eccezione della zona di confine con gli stati baltici, che è più nordica,
media in Polonia è molto abbassata dalla massiccia presenza di ebrei (16% la Russia centrale e nord-occidentale è prevalentemente baltico-orientale. Vi si
della popolazione). Nella Polonia settentrionale c'è comunque parecchio sangue riscontra un 80% di occhi chiari, ma soltanto meno del 13% di teste con un
nordico, ed esso si riscontra presso le classi superiori in tutto il paese. indice cranico al di sotto di 80. Verso Sud la componente baltico­
orientale diminuisce, anche se l'influsso baltico-orientale è
Il popolo finlandese, che parla una lingua finno-ugrica, è prevalentemente chiaramente percepibile m tutta l'Europa Sud-orientale; e la
nordico nel Sud e nel Sud-ovest; dove però le classi superiori sono di lingua
svedese e di razza essenzialmente nordica. Nel Nord e nell'Est la componente
nordica è scarsa e la popolazione è essenzialmente baltico-orientale.
(1) Così G. Retzius , Finska kranier, 1878.

84
85

.,,
Russia meridionale presenta ancora il 40% di biondi con gli occhi chiari,
caratteristiche che però sono ascrivibili solo in minima parte a una componente
nordica. In tutta l'Europa orientale c'è una componente mongolide, più o meno
accentuata di zona in zona - essa sembra essere particolarmente forte nella
provincia russa di Jaroslav.

Nell'Ucraina occidentale e settentrionale ci troviamo in una regione di razza


dinarica, particolarmente prevalente nelle provincie di Charkov, Poltava, Kiev e
Cernigov e nella Volinia settentrionale, per poi scomparire verso Est quando ci si
avvicina al Volga. La Podolia sembrereb be essere prevalentem ente dinarico-estide
- la componente estide aumenta in direzione della Galizia per diventare
predominante· nella Galizia occidentale. La popolazione dei Carpazi sembra
essere un misto estide-dinarico. La zona all'interno dell'arco dei Carpazi e delle
Alpi transilvanich e è estide-baltico-orientale-d inarica, con influssi nordici (1). Fig . 182. Tedesca del SiebenbOrgen. Fig. 183. Tedesco del Siebenburgen. Dinarico co n influsso
Nordica. A: auurri, H: biondi. nordico. [Il mento non è però né nordico né dinaric o.)

Svezia, Baden. S,:iuera (Scha ff ha usen ).

Fig . 184. M agiara [szekler ). Fig. I 8 5. M agiaro [szekle r).


Nordica con lieve influsso dianrico. Nordico con influsso ba ltic o-orie nta le ,

Romania, Italia.
Fig . 181. Distribuzione del colore degli occhi in svariate terre europee (chiari. medi. sc uri).
(Ri fe rimen to: Martin, Le hrbu ch der Anthropologi e [Testo di a ntropo logia ]. )

Le montagne balcaniche e le zone alte a loro connesse sono


prevalentemente estidi o estide-dinariche e sono servite da zona
di irraggiamento di queste due razze verso la penisola balcanica,

(1) I magiari sono una popolazione originalmente baltico-orientale con un influsso


mongolide e una lieve componente nordica (ricevuta attraverso incrocio con i saci). Da
quando si sono stabiliti nelle loro regioni attuali - dal secolo IX - il loro aspetto somatico è
Fig. 186 a, b. Georgiano [imerlino) della provincia di Kutais. Nordico-levantino.
parecchio cambiato attraverso l'assorbimento di sangue estide, dinarico e nordico. Essi hanno Riferimento : Weninger, K: 83,24, G: 88,89. (Foto dell' Anlhropol. lnsl1lul, Vienna.)
però conservato la loro lingua ugro-finnica e la loro origine razziale, baltico-orientale­
mongolide rimane evidente. Tipi nordici o prevalentem ente nordici

86 87

,..,,_
prevalentemente occidentale (occidentale-levantino-dinarica, è in particolar dolicocefala e possedevano un alto grado di civiltà (ottenuto attraverso
modo la Grecia), nello stesso modo in cui le Alpi costituirono un centro di influenza persiana?).
irraggiamento dinarico-estide per l'Italia settentrionale, la Francia centrale e
la Germania meridionale. La razza dinarica sembra avere la sua zona di Nel Caucaso, zona, in termini generali, di razza levantina, si confrontano
massima purezza lungo il fiume Varda fino a Salonicco - ma anche a Creta gruppi umani europei e asiatici. Gli osseti, 'popolo nobile' - discendente dagli
sembrerebbe esserci del sangue dinarico. In tutta l'Europa Sud-orientale il alani - colpiscono subito in ragione della loro altezza, dell'alta percentuali di
sangue dinarico è presente in parallelo con quello levantino ed è difficile biondi (30%) e dei loro occhi chiari. Non sembra esserci una correlazione
distinguerli. Il basso corso del Danubio, sia in Romania che in Bulgaria, è evidente fra la lingua indoeuropea (o vicina al gruppo linguistico germanico?)
popolato da genti occidentali con uno scarso influsso dinarico (1). degli osseti e la presenza di tratti nordici. Ci sono parecchi biondi dagli occhi
chiari (fino al 60% della popolazione) fra i curdi del Karakus e del Nimrud-Dag.
La razza occidentale, riconoscibile dal fatto che vaste zone sono dolicocefale, I curdi occidentali hanno un indice cranico medio di 75. Anche la lingua curda
si spinge dallo sbocco del Danubio fino alla Bessarabia e alla Moldavia e anche è un dialetto persiano, quindi una lingua indoeuropea arrivata attraverso genti
nell'Ucraina meridionale. Del sangue occidentale, in minori proporzioni, nordiche.
sembra essere presente ancora più a Nord, sia in Ucraina che in Polonia. Nella
Polonia meridionale potrebbe esserci una presenza razziale occidentale Sotto forma di incroci, le cinque razze europee si incontrano anche fuori
abbastanza forte. dall'Europa, soprattutto nei luoghi dove si sono stanziate popolazioni europee
e in particolare in America (cfr. le Figg. 55 e 56). Di particolare interesse è il
All'interno della Grande Russia c'è una zona che vale la pena menzionare
popolamento dell'America settentrionale.
specificamente. Là le genti sono di bassa statura, il loro cranio è medio - né
lungo né corto - e hanno occhi e capelli scuri. Questa zona si estende a Sud e a
Nell'Africa settentrionale si trovano ancora vaste zone dove la popolazione
Sud-est di Mosca includendo le province di Rjazan e di Tambov per poi dirigersi
è prevalentemente occidentale: tutto il bordo settentrionale dell'Africa,
verso l'Asia fino ai territori dei ceremissi , dei votiachi, degli ostiachi e dei
dall'Egitto fino al Marocco e poi seguendo la costa per un pezzo verso Sud fino
voguli (tutti relativamente dolicocefali). Forse che in queste popolazioni ,
ad arrivare alle isole dell'Africa Nord-occidentale. Ma in tutta questa regione
descritte come "paleofinniche" e anche come di "tipo rjazanico" (da
sono riscontrabili influssi di razza orientalide, negroide e (soprattutto in
Cepurkovskij), si può sospettare un contenuto occidentale? Esse non
Algeria e in Marocco) levantina. Nei berberi, soprattutto fra i cabili del Rif e
dimostrano comunque il tipo somatico tipicamente occidentale: questi
delle montagne dell'Aures, è visibile un'influenza nordica, mentre nelle isole
"paleofinni" hanno la fronte piatta e ampia e la superficie mandibolare diretta
Canarie si riscontra in'influenza della razza di Cro-magnon (cfr. Cap. 4).
obliquamente all'infuori, tratti che ricordano un qualche tipo "asiatico".
Il sangue occidentale sembra essersi diffuso verso l'alto Nilo; mentre tratti
Interessante però è la costante medianità della lunghezza cranica (indice 76 -
occidentali sono caratteristici degli abitanti delle isole del Mediterraneo,
79) che, in un ambiente interamente brachicefalo, lascia sospettare un incrocio
assieme a caratteri levantini più forti e negroidi meno forti. A Cipro
con qualche razza dolicocefala.
sembrerebbe esserci un debole influsso nordico; A Creta, nelle pianure, c'è una
I ceremissi sembrano essere prevalentemente di tipo rjazanico, come lo sono componente levantina più forte che sulle montagne. La stirpe cretese degli
i mordvini del fiume Moksa (di lingua ugro-finnica) e i loro vicini russi sfachioti avrebbe conservato una componente nordica relativamente più forte,
soprattutto nel Nord della provincia di Tambov, nel Sud della provincia di e verrebbe ad essere un residuo di antiche genti elleniche di origine spartana.
Rjazan e l'Ovest della provincia di Penza. Ma anche i ciuvasi e i baskiri
dimostrano un'influsso di questa razza. Si tratterebbe forse della razza dei Le mappe razziologiche preparate da Struck (Dresda) indicano la
cosiddetti kurgani, o per lo meno dei kurgani della Russia distribuzione di determinati tratti somatici medi sulla superficie dell'Europa e
centrale , facitori dei tumuli mortuari preistorici in forma di del mondo, nel modo in cui adesso si presentano dopo secolari mescolanze. Nel
montic olo? I kurgani della Russia centr ale erano di razza preparare queste mappe sono stati presi in considerazione soltanto i gruppi
umani autottoni di ogni regione - così, per esempio, per quel che riguarda
l'America o l'Africa, non si è preso in considerazione la popolazione coloniale di
(1) I bulgari furono originariamente un popolo mongolide e l'aspetto generale della origine europea (1). Nella mappa XIV si è tentato di evidenziare le zone dove le
popolazione tradisce ancora questa loro origine. Ma da quando, nel secolo V, i bulgari si sono diverse razze menzionate in questo libro sono prevalenti in grado massimo.
stanziati nelle loro presenti sedi, non solo hanno assorbito parecchio sangue europeo, ma (dal
secolo X) hanno adottato una lingu a slava (quind i indoeu ro p ea). –
(1) In riguardo alle razze del mondo cfr. Fischer, volume "Anthropologie [Antropologia]",
I turchi, originalmente un popolo mongolide puro, parlano ancora una lingua altaica; ma
Kultur der Gegenwart [Cultur a dei nostri tempi], parte III, sezione V, 1923; e Haddon, The
attraverso l'assorbimento di grandi quantitativi di sangue esogeno, soprattutto levantino,
races of man, 1924.
sono divenut i molto diversi dalle popolazio n i mong o lid i.

88
... 89
-
Mappa VI individui
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60 Mappo vm Indice cafallco
preY alenlem enle chiari o ,o llo 7 7 81-83
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chiari isolali

Mappa VII alteua


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7. LE RAZZE EUROPEE NELLA PREISTORIA

Si è già detto che, trasportati dal veicolo dell'ereditarietà, alcuni tratti


attribuibili a razze europee preistoriche potrebbero essersi perpetuati fino ai
nostri giorni per affiorare sporadicamente. Le razze europee attuali. e che
hanno popolato l’Europa a partire dall'alto Paleolitico, sono state precedute da
molte che per lunghissimi periodi furono le principali occupanti di ' vaste zone
dell'Europa. In questa sede non ci si occuperà in dettaglio di queste razze (1).

Anche le origini preistoriche delle razze europee attuali saranno considerate


solo molto brevemente.

Queste razze sono presenti in Europa a partire dall'alto Paleolitico, cioè da


circa 10.000 anni. Nell'Europa Nord-occidentale è già allora presente la razza
nordica, la cui sede originaria deve essere collocata in quelle regioni. Nelle
Isole Britanniche, in Francia, in Spagna e in Italia c'è la razza occidentale;
mentre la razza estide sembra essersi diffusa dalle Alpi in direzione Ovest e
Nord-ovest. Ancora oggi si sa poco sull'insorgere della razza dinarica. Essa
dovette, originariamente, formare un gruppo unitario con quella levantina, il cui
centro di diffusione è lecito sospettare sia stato il Caucaso. Dopo che una parte di
quella popolazione si allontanò dalle sue sedi originali, un processo di selezione
innescato dal diverso ambiente avrebbe causato lo sdoppiamento. Diversificate
in molti tratti, ma non al punto che non si possa ancora riconoscere la comune
matrice.

I molti tratti comuni lasciano presupporre che le razze nordica e occidentale


siano due tronconi di un tipo umano unitario dell'alto Paleolitico. Le razze estide
e baltico-orientale possono essere messe insieme con quella mongolide, in
quanto tutte razze piccole, brachicefale e dal viso amplio, e si può
ragionevolmente sospettare che ambedue siano arrivate in Europa attraverso
un'immigrazione proveniente dall'Asia. Per quel che riguarda la razza baltico­
orientale, non si sa quasi niente su quando sia apparsa per la prima volta. La
sua zona d'origine - cioè i luoghi dove, attraverso selezione in ambiente isolato,
IlIIIIIIIIIl Razza nordica "orientalide
essa acquistò la sua specificità - bisogna cercarla fra Mosca e Kazan o fra
"occident ale "levantina Mosca e l'Ural. In quei luoghi, un gruppo umano morfologicamente vicino alla
razza mongolide deve avere esperimentato, attraverso selezione, uno
"dinarico schiarimento del colore, non dissimile da quello schiarimento esperimentato dal
"estide camitica gruppo umano precedente la razza nordica nell'Europa Nord-occidentale.

e- .. baltico-orientale " negroide

Mappa XIV
Indicazione delle regioni di massima predominanza delle singole razze. la linea tratteggiata indica la zona di
predominanza di una razza non ancora bene studiata detta generalmente "tipo rjazanico" (secondo Cepurkov skij) (1) Cfr. in riguard o Werth, "Der fossile Mensch [L'u o mo fossile]" , vol. I, 1921 , e vol. II,
(cfr. più sopra). •
1923; e anche "Rassenku n de des deutsch en Volkes", Cap. 19.

96 97
La razza baltico-orientale, partendo dalla sua regione d'origine, si è diffusa ancora le loro lingue autoctone; nonché i magiari, un popolo baltico-orientale
soprattutto verso Nord e Nord-ovest, portando un modo di vita molto semplice, originario del corso medio del Volga che ancora dimostra il suo sangue
una tecnica parimenti semplice per l'elaborazione e la decorazione dei primitivo, ma che dopo la sua migrazione in Ungheria (IX secolo) ha assorbito
recipienti, il cane e la pecora come animali domestici e la caccia e la pesca come alti quantitativi di elementi estidi, dinarici e nordici (e in minor misura
attività principali. È generalmente accettato che la civiltà paleolitica della occidentali) (1).
ceramica a pettine sia stata quella propria delle popolazioni ugro-finniche
In termini generali, i popoli prevalentemente baltico-orientali si sono
arcaiche (di razza baltico-orientale). In quella che fu l'area di diffusione della
ceramica a pettine, ancora adesso abitano prevalentemente genti di lingua ugro- dimostrati poco creativi. I finlandesi, ricchi di una vasta cultura, devono le loro
realizzazioni soprattutto alle loro classi superiori nordiche - e così anche i
finnica. Già ai tempi di Erodoto (V secolo a.C.) le genti ugro-finniche
occupavano tutta la Russia settentrionale e centrale. Di importanza popoli slavi (2).
fondamentale per la storia mondiale fu l'incontro delle genti baltico-orientali La penetrazione di stirpi ugro-finniche di razza baltico-orientale nelle terre
con popoli e stirpi nordiche, in particolare con i proto-slavi nordici, che poi del Baltico fece sì che anche le genti baltiche di lingua indoeuropea (lituani,
portaro no con sé genti baltico-orientali ovunq ue si stabiliro no. lettoni, curlandesi, livoni) assimilassero una componente baltico-orientale. Gli
scavi archeologici dimostrano che i livoni arcaici erano tutti dolicocefali e dal
viso stretto.
Ugualmente scarso è stato il contributo della razza estide (alpina) alla
strutturazione della cultura europea. La diffusione di questa razza a partire
dalle Alpi non fu un movimento di conquista, ma di lenta infiltrazione. Il fatto
che ancora adesso si trovi soprattutto in zone inospitali, è il riflesso di eventi
avvenuti ancora nella preistoria. Un ricercatore razziale francese, dopo avere
studiato le distribuzioni razziali in Francia, scrisse una proposizione che è
valida per tuta l'Europa: "Ai vincitori le pianure e le vallate, ai vinti le
montagne". Ogni cosa indica che la razza estide dagli scontri con altre razze,
in particolare con quella nordica, fu sempre spinta verso quelle zone inospitali
che a nessuno interessavano. Le sue vie di diffusione sarebbero più facilmente
identificabili se avesse avuto uno stile specifico nella fabbricazione degli
utensili e dei recipienti; ma già nella preistoria dà l'impressione di essere stata
poco creativa, essa prese la propria forma di civiltà da popolazioni qualche
volta occidentali e qualche volta nordiche, che probabilmente costituirono, a
seconda dei casi, la casta dominante. Queste caste dominanti possono anche
essere cambiate, con una certa frequenza, ed essere scomparse come
conseguenza di lotte con altre ondate di invasori; oppure essere state
assorbite, per via di incroci, dalle genti soggette, più numerose. Comunque, la
componente prevalentemente estide della popolazione europea si è sempre
conservata.

Fig , 187, 188, Vista laterale e frontale di un cranio dell'alto paleolitico della Boemia (Grossce rnose k). Baltico­
orientale o prevalentemente baltico-orientale. (Rif.: Reche, Archiv f.Anthrop ., voi. VII, 1908). (1) È probabile che i magiari fossero, nel momento della loro migrazione e per qualche secolo
ancora dopo, molto più baltico-orientali di oggi. Può darsi che nel Medioevo fossero detti 'i
Con il declino delle classi superiori nordiche, l'aspetto dei popoli slavi (fatta pallidi' in ragione della loro pelle chiaro-pallida (non chiara rosea) e dei loro capelli biondo­
spenti (non biondi dorati). Questo appellativo è usato, per esempio, in un'elegia sulla morte
eccezione degli slavi meridionali) divenne sempre più caratterizzato da tratti
del re Ottocaro di Boemia, caduto in battaglia contro i magiari a Marschfeld nel 1278 (cfr.
baltico-orientali. Si può ammettere che, in ragione del differenziale di natalità, Golther, Deutsche Liederdichter des XII. bis XV. Jahrhunderts [Poeti canzonieri tedeschi dal
già verso il XII secolo gli slavi settentrionali e occidentali fossero XII al XV secolo], 1910 ,' p. 378).
prevalentemente di razza baltico-orientale. Intanto, all'interno di quei popoli, (2) Anche il poema finnico Kalev ala, originato in Finlan d ia e in Estonia, fu creato da una
le genti baltico-orientali avevano abbandonato le loro lingue ugro-finniche per casta nobiliare di origine nordico-germanica, che probabilmente ancora nell'VIII o IX secolo
adottare quelle slave (che sono indoeuropee). Al giorno d'oggi soltanto i era bilin g u e, I dirig ent i del popolo finland es e - anche quelli di lingua finnica e non svedese
finlandesi, gli estoni e i popoli a loro affini nell'Europa Nord-orientale parlano - mostran o ancora tratti prevalent em en te nordici .

98 99
Le lingue originali della razza estide sono sempre state abbandonate dalle attorno a Worms. I loro resti sono stati trovati sull'Adlersberg vicino a Worms,
genti estidi, per adottatore quelle dei popoli conquistatori. Si deve immaginare accompagnati dai recipienti a campana dell'Europa occidentale. All'inizio
che quelle lingue fossero non dissimili da quelle ugro-finniche (parlate dai dell'età del bronzo sembra che l'Alb svevo, nonché una parte della Baviera,
baltico-orientali arcaici) oppure da quelle altaiche (parlate dalle genti fossero popolate da genti miste estidi-dinariche, i cui resti sono stati trovati
mongolidi). Nelle lingue parlate sulle Alpi è presente un insieme unitario di nelle sepolture a monticolo rintracciabili in queste zone. Un influsso dinarico
parole non-indoeuropee. È certo possibile che questi vocaboli siano i resti di più forte (assieme a uno estide e a una predominanza nordica) sembrerebbe
lingue scomparse parlate da stirpi preistoriche di razza estide o dinarica. essere caratteristico degli abitanti della regione della cosiddetta cultura di
Aunjetitz, una cultura arcaica del bronzo centrata nella Boemia settentrionale
Le vie seguite dalla prima diffusione della razza dinarica nell'alto e con diramazioni verso la Slesia, la Turingia orientale, la Moravia, l'Ungheria
paleolitico sono ancora meno conosciute di quelle estidi. Eppure in diverse e la bassa Austria.
zone dell'Europa si riscontrano tracce di immigrazioni dinariche, che indicano
un'attiva opera di conquista. Dalla Francia settentrionale fino alla Germania Nei tempi hallstattiani più
centrale, verso la fine dell'età della pietra, ebbe luogo l'avanzata di una antichi sembra che popolazioni
popolazione brachicefala, nella quale è lecito sospettare vi fosse una parzialmente dinariche si siano
componente dinarica. Essa portò con sé l'uso del rame per fare pugnali e punte mosse dalle Alpi verso la
di lancia e i recipienti a campana, una forma che questi brachicefali devono Boemia (e la Slesia?). È
avere appreso dalla cultura dell'Europa occidentale, razzialmente occidentale possibile che un'espansione più
(mediterranea). È probabile che questo movimento di popolazioni abbia portato forte di genti dinariche abbia
la razza dinarica dalla terraferma alle Isole Britanniche (1). avuto luogo, a partire dalle Alpi
orientali, nella tarda età del
Verso il 2000 a.C. ci fu uno sbarco di' genti dinariche in quelle isole, i cui bronzo. Alcuni tratti della
resti scheletrici e i manufatti sono stati trovati in tutta la costa orientale cultura di Hallstatt furono così
dell'Inghilterra e della Scozia: brachicefali alti, con la parte posteriore della esportati dai Balcani dalle Fig , 189. Cranio preistorico da
testa verticale e un naso pronunciato, che introdussero i recipienti a campana popolazioni dinariche Adlersberg, presso Worms,
Dinaric o,
(quindi detti dai ricercatori inglesi 'beaker makers' [facitori di recipienti] immigrate nelle zone alpine.
oppure 'beaker people' [genti dai recipienti]), allevatori di bovini e coltivatori di
frumento, ma che, a quanto sembra, non conoscevano ancora il bronzo.
,,.,,,_
Nell'Inghilterra moderna i tratti dinarici sono molto scarsi (cfr. Cap. 6),
sembra che si siano conservati soprattutto in famiglie che esercitano
un’attività intellettuale (2).

È probabile che le stirpi celtiche di razza nordica sbarcate più tardi nelle
Isole Britanniche abbiano espulso i fabbricatori dinarici di recipienti a
campana.

La predominanza o per lo meno un forte influsso dinarico è


palese m una popolazione di agguerriti arcieri dell'età del
bronzo che, proven ienti dall'Ovest, occuparono le alture renane

(1) È forse possibile che il cranio di Borreby (trovato vicino a Borreby, in Danimarca) possa
essere interpretato come quello di un individuo parzialmente dinarico (ma forse non
autottono della Danimarca?), da essere messo in relazione con l'avanzata dei facitori
dinarici di recipienti a campana. Questa è l'opinione di Reche (Reallexikon der Vorgeschichte
[Dizio nario encicloped ico della preistoria], voce "Borrebyschadel [crani di Borreby ]" ).
(2) Nel "Rassenkunde des deutschen Volkes" (Cap. 19) sono date delle rassegne più
dettagliate degli studi fatti in Inghilterra su questa popolazione dinarica e delle sue tracce
ancora riscont rab il i.

100
A partire dalla tarda età del bronzo si trovano teschi dinarici in Svizzera.
Dalla Svizzera può darsi che sia stata raggiunta la Germania Sud-occidentale
(e quindi anche il Hotzenwald, nel Baden meridionale?).
Queste genti prevalentemente dinariche della Svizzera e della Germania
meridionale dovettero confondersi, negli ultimi tempi hallstattinai, con le
popolazioni celtiche, in quanto allora i Celti, prevalentemente nordici,
penetrarono nelle zone alpine e formarono, per fusione con gli aborigeni, popoli
nordico-estide-dinarici. La predominanza celtica in Europa (dal 900 al 200
a.C.) fece probabilmente da veicolo per il diffondersi del sangue dinarico e di
quello estide in vaste zone, quando classi dominanti celtiche di razza nordica,
per via di conquista, estesero il loro dominio in gran parte del continente (1).

___________________________
(1) Sarebbe però possibile che la popolazione della cosiddetta cultura di Tripolje
fosse prevalentemente dinarica, Questa cultura del primo Paleolitico, si estendeva dalla
Galizia e dal Siebenburgen attraverso la Podolia e le provincie ucraine di Kiev, Cernigov e
Cherson fino alla Bessarabia, la Bucovina e la Romania, tutte zone che ancora adesso hanno
una popolazione prevalentemente dinarica. Bisognerebbe cercare nella civiltà di Tripolje
quei tratti culturali che sono tipici della razza dinarica, se si volesse escludere che anche la
cultura di Tripolje abbia ricevuto le sue principali caratteristiche da una classe dominante
nordica. Questo invece era il sospetto di Peake (Racial Elements concerned in the first Siege
of Troy [Elementi razziali coinvolti nel primo assedio di Troia], Journal of the Anthr. Inst.,
vol. 46, 1916 ).

101
Anche le stirpi dinariche abbandonarono le loro lingue originali per
adottare quelle delle genti nordiche con cui vennero in contatto. Bisogna
supporre che le lingue primigenie della razza dinarica fossero imparentate con
quelle caucasiche (alarodiche) parlate dalle genti di razza levantina. - Solo due
razze si sono dimostrate veramente creative nell'Eurcipa preistorica, razze che, a
ben vedere, devono essere viste come le uniche veramente europee: quella
nordica e quella occidentale. Quella nordica, in particolare, è stata la razza
costruttrice di storia per eccellen za, sia nei tempi preistorici che in quelli storici.

Le attività creatrici preistoriche della razza occidentale sono state


descritte dall'archeologo Schuchhardt nel suo notevole libro "Alteuropa in
seiner Kultur- und Stilentwicklung [Lo sviluppo culturale e stilistico
Fig . 190. Etrusca di razza nord ica Fig , I 91. Etrusco di ra zzo occidentale
dell'Europa arcaica]" (1919). Egli descrive come forme culturali dell'Europa !pi ttura tom bale o Corneto). !pittura tombo le a C orne to),
occidentale, provenienti dalle zone di popolazione occidentale delle Isole
Britanniche, della Francia e della Spagna, si siano estese seguendo le coste del
Mediterraneo per dare origine a quelle forme di civiltà protostoriche
caratteristiche sia dell'Africa settentrionale e dell'Egitto che della Grecia
preellenica e paleoellenica e dell'Etruria. "Non dall'Oriente, come tanti ancora
credono, ma dall'Occidente, dalle vecchie culture paleolitiche della Francia e
della Spagna, il mondo mediterraneo ha ricevuto la sua spinta verso la civiltà.
Ciò è indicato nella costruzione delle case e nell'arte funeraria, nella scultura
e nella decorazione di utensili e recipienti. I reperti più antichi stanno nel
Mediterraneo occidentale, e la sua ultima estrinsecazione si trova nel mondo
miceneo" (1).
Schuchhardt descrive l'aspetto di queste civiltà occidentali basandosi sui
reperti archeologici preistorici e dimostra come una serie di tratti culturali
possono essere identificati dall'Inghilterra fino all'Asia Minore e come questi
tratti siano del tutto diversi da quelli che caratterizzano le culture nordiche:
case rotonde, tombe pure rotonde dove i cadaveri erano sepolti in posizione Fig . 192. Ignazio di Lo yola. Basco d i ra zza Fig . 193. Etrusco di razza levantina
prevalentemente levantina. !Disegno di van Dyck. ) !pittura tombale a Corneto).
rannicchiata, culto centrato su strutture colonnari, indicazioni di una credenza
in un 'post mortem' felice, ecc. Egli dimostra come, in Italia, la casa rotonda fu
sostituita, nei tempi romani, dalla casa romana caratterizzata da forme
angolari di tipo nordico; e come in Grecia essa divenne il 'megaron'. etrusco nel suo insieme fu prevalentemente occidentale e il Schuchhardt a
Schuchhardt vede negli etruschi "i continuatori più fedeli della cultura probabilmente ragione nel vedere in essi delle genti aborigene ell'Italia
occidentale mediterranea" e si rifiuta di vedere in essi una popolazione di centrale da lunghissimo tempo. Inizialmente, il contenuto estide della
origine microasiatica. A me sembra piuttosto che, dopo un'analisi razziale · popolazione estrusca dovette essere scarso, ma non certo assente, almeno a
delle pitture etrusche, non si possa escludere l'origine microasiatica di giud icare dalle pitture etrusche, nelle quali si riconoscono personaggi tozzi dal
una parte di quelle popolazioni; mentre nel contempo non si può escludere viso tondo e il naso corto; ed è evidente che il sangue estide aumenta nella
neppure che gli etruschi siano stati sottomessi, per un tempo limitato, popolazione etrusca nei tempi più tardi [*]. Le ricerche di Sergi indicano, in
ad una classe dirigente di razza nordica. Comunque, il popolo ogni caso, che i crani etruschi sono in maggioranza medi o lunghi.

(1) Schuchhardt, Alteuropa in seiner Kultur- und Stilentwicklung, 1919. (*] Si veda il paragrafo sulla storia dei Romani. NdC.

102 103
Sembrerebbe che il Mediterraneo abbia subito un'avanzata di stirpi greca, le sepolture sono spesso dì stile autoctono occidentale ma la posizione
levantine appartenenti alla prima civiltà del bronzo, che interessò l'Asia Minore, del cadavere è in stile nordico; e i castelli sono di forma nordica con i colonnati
la Grecia, l'Italia e perfino la Spagna; avanzata che si sovrappose a quella delle di tipo autoctono occidentale. Una sintesi felice nordico-occidentale si riscontra
genti occidentali, avvenuta al principio del Paleolitico. In Sicilia, l'indice soprattutto nella civiltà micenea. A Tirinto, due metri al di sotto delle
cefalico aumenta nell'età del bronzo: gli immigrati brachicefali sembrerebbero costruzioni nordiche, è stata scoperta una gigantesca costruzione rotonda,
essere stati di razza levantina. Le pitture etrusche dimostrano, assieme a una contenente loculi per cadaveri rannicchiati: eccoci davanti ad una prova
preponderanza di tratti occidentali (Fig. 191), qualche occasionale figura evidente del declino della civiltà autoctona occidentale come conseguenza della
nordica, come la ragazza bionda nella Fig. 190. Le capigliature bionde sono conquista nordica.
abbastanza frequenti nelle pitture etrusche.
Con la conquista nordica delle terre mediterranee vi si estese anche il
È ragionevole supporre che la lingua basca sia stata portata in Spagna, a patriarcato [Vaterrecht]. Le popolazioni mediterranee sottostavano a una
partire dall'Asia Minore, da un'avanzata levantina. Il basco dimostra una condizione di matriarcato [Mutterrecht] [*), secondo il quale la parentela e i
parentela con le lingue caucasiche (alarodiche), proprie, in origine, della razza diritti ereditari del bambino non erano determinati dal padre ma dalla madre
levantina e che ancora oggi sono parlate da parecchie popolazioni di razza - costume ancora presente in diverse popolazioni. Sotto il matriarcato il
prevalentemente levantina. Dei tratti levantini affiorano ancora, matrimonio non è, generalmente, duraturo; e non esiste un forte concetto della
occasionalmente, nella popolazione basca, ora essenzialmente occidentale fedeltà coniugale: c'è un'ampia libertà sessuale sia per le ragazze che per le
(cfr. Fig. 192). donne sposate. Gli etruschi, prevalentemente occidentali, praticavano il
matriarcato, e come loro facevano i pitti della Scozia, anch'essi prevalentemente
Ma non sembra che le immigrazioni levantine siano state un importante occidentali; mentre i baschi mostrano ancora alcune eredità culturali di un antico
elemento di disturbo nel modo di vita delle genti del Mediterraneo. Esso fu matriarcato. Dalla Spagna alla Grecia sono riscontrabili tracce di un antico
invece fortemente scosso dall'intrusione di conquistatori nordici, che ebbe come matriarcato, anteriore alle conquiste nordiche. Presso i popoli nordici valeva
conseguenza modificazioni radicali nella vita mediterranea (ultimi a cambiare generalmente il patriarcato; e fra loro c'era uno sviluppato senso della fedeltà
furono gli etruschi). La descrizione degli ultimi tempi della storia autonoma del coniugale, quindi anche del significato dell'adulterio, e con le loro spedizioni di
Mediterraneo arcaico coincide con quella delle prime intrusioni di stirpi conquista questi concetti furono accettati dalle genti sottomesse, assieme alle
nordiche nell'area mediterranea. La vita gaia dì quelle popolazioni occidentali si lingue indoeuropee. I contrasti razziali nordico-occidentali, che si manifestarono
vide improvvisamente interrotta da conquistatori che non credevano alla dopo l'intrusione delle stirpi nordiche, sono ancora appariscenti nei giudizi che i
beatitudine nell'oltretomba; le cui forme artistiche erano dì tipo nordico e
romani esprimevano riguardo ai liguri, dì razza occidentale - descritti come
facevano a meno delle allegre ornamentazioni vegetali occidentali; le cui case
snelli, olivastri e dai capelli ricciuti -, visti come imbroglioni e mentitori
avevano angoli retti e costruite in legno; che seppellivano i cadaveri in
('fallaces mendacesque'), secondo Diodoro Siculo (V, 39).
posizione distesa; e usavano tutt'altro tipo di utensili e di armi. Sia Troia che
Tìrinto mostrano, nella storia della loro struttura murale, l'influsso crescente In tutta l'area mediterranea devono essere scomparse anche le lingue usate
della presenza nordica. Schuchhardt ha descritto questi cambiamenti in modo dalle stirpi autoctone occidentali. Le lingue di origine nordica - quelle
molto vivido. indoeuropee - si imposero in quanto usate dalle classi dominanti. Il pitto fu
sostituito dalla lingua dei celti del Nord; l'iberico - la lingua degli iberi,
Nell'accavallarsi di queste due civiltà antitetiche si dettero dei sincretismi
descritti da Livio (39, 1) come piccoli e mobili; da Tacito (Agricola, 11) come
molto particolari . "Nell'area micenea, la struttura delle fortificazioni è certamente olivastri e ricciuti -, nonché l'etrusco e il ligure, da quelle di conquistatori
di tipo nordico, ma il modo in cui esse erano costruite, usando massi giganteschi nordici, celti e italici (romani). In Grecia, le lingue autoctone scomparvero per
di pietra, è mediterraneo. L'uso della pietra come materiale di costruzione fu
essere soppiantate dal greco, portato dai nordici elleni dalle loro sedi originali
appreso dalle genti nordiche solo dopo che esse migrarono a Sud; durante i loro nella valle del Danubio. Solo dopo l'inaridimento del sangue
movimenti dal Danubio verso meridione usarono sempre costruzioni di legno e nordico nel popolo elle no (greco) e in quello romano riaffiorò la
fango, e anche in Tessaglia non utilizzarono se non pietre piccole" (1).
I templi ellenici più antichi avevano i muri fatti di mattoni di
fango cotti al sole e poggianti su un basamento di pietra, con
travature di legno e colonne di legno. La costruzione in pietra è (*] Si vedano in proposito gli importantissimi studi condotti da Johann Jakob Bachofen, di
adottata generalmente solo nel VII secolo a.C. Nella prima storia cui dovette tener conto anche Giinther, alcuni dei quali tradotti in italiano per Bocca
(traduzione di Evola), Einaudi, Guida Ed., Mondadori. Si veda altresì il saggio riassuntivo
di Evola: Il matriarcato nell'opera di J.J. Bachofen, Fondazione Julius Evola, Quaderno
(1) Schuchhardt, Alte Europa. n°23, Roma, 1990. NdC.

105
104
natura occidentale. Essa è riscontrabile nella struttu ra delle lingue neolatine (1) 8. LA RAZZA NORDICA NELLA PREISTORIA E NELLA STORIA
- propaggini del latino parlato dalle classi dominatrici di razza nordica -, forse
nel cattolicesimo meridionale e addirittura nella forma circolare del Pantheon
tardo-romano. Le scoperte delle scienze delle razze e della preistoria indicano che
nell'Europa Nord-occidentale, e in particolare nella Germania Nord­
occidentale, nell'alto Paleolitico esisteva una zona caratterizzata da forme di
civiltà specifiche. Queste scoperte indicano che la parte più antica nella
(1) È interessante come le lingue neolatine abbiano preso forma in quelle terre dove la Germania Nord-occidentale, e che a partire da là venne popolata anche la
popolazione dimostra una componente occidentale più o meno accentuata (cfr. mappe XIV e Germania centrale e, più tardi, la Germania meridionale. I ritrovati più antichi
XV). di tipo nordico nella Germania meridionale indicano stadi di civiltà che già
nella Germania centrale corrispondono agli stadi più recenti . L'ondata umana
la cui espansione è testimoniata da questi ritrovati porta sempre le
caratteristiche della razza nordica e, alla fine del Paleolitico, quando le stirpi
nordiche adottarono l'arsione dei cadaveri, portarono con sé, nelle terre che
andavano conquistando, assieme alle loro specifiche varietà di armi, utensili e
vasellame e il loro particolare tipo di casa, anche l'abitudine dell'arsione dei
cada veri .

Anche se le vie seguite dai conquistatori nordici, nei periodi durante i quali
bruciavano i cadaveri, non sono identificabili attraverso resti ossei, esse lo
sono comunque attraverso lo studio archeologico dei cambiamenti stilistici: "È
possibile identificare le vaste correnti dei cambiamenti stilistici che nell'età
della pietra si propagano dalla Germania meridionale fino ai Balcani. La casa
diventa quadrata, e i movimenti hanno caratteristiche guerriere, perché la loro
via è segnata da fortificazioni. Non si trattò di infiltrazioni pacifiche, ma di
conquiste. Così, Troia sull'Ellesponto fu raggiunta, e attraverso la Tessaglia e
la Beozia, furono raggiunte Tirinto e Micene ... Poi la corrente nordica raggiunge
l'Italia seguendo la via di Valona, fino alle contrade del Po e del Tevere. A
Occidente, in Francia e in Spagna, si arrivò ai tempi di Hallstadt notevolmente
più tardi. In questi movimenti provenienti dallo stesso centro e allo stesso
tempo dobbiamo intravvedere l'indoeuropeizzazione del nostro continente" (1).

Sono sempre le vie seguite dalle stirpi nordiche, fra le quali i frigi verso
Troia e l'Asia Minore, gli elleni nordici verso la Grecia e gli italici nordici
(romani) verso l'Italia, i celti nordici verso la Francia e la Spagna, tutti luoghi
dove portarono le loro lingue indoeuropee e dove si impongono come classe
dirigente sugli abitanti del luogo, principalmente di razza occidentale.

Ma le conquiste di questi popoli costituiscono soltanto una


parte dell'espansione delle stirpi nordiche. Le loro conquiste Sl
spingono in profondità verso l'Asia e toccano anche l'Africa settentrionale.
Qui non possiamo seguire la totalità dell’area geografica raggiunta.

(1) Schuchhardt, "Alte uropa in seiner Kultur- und Stilentwichlung", [L'Europa antica nel suo
sviluppo culturale e stilistico]. 1919.

106 107
Arldt, nel suo libretto "Germanische Volkerwellen und ihre Bedeutung in der occidentali; a Est essa doveva raggiungere l'Oder o forse la Vistola" (1).
Bevolkerungsgeschichte Europas [Le ondate germaniche e il loro significato
per la storia del popolamento dell'Europa]" (1_917 ) (1), ha descritto
dettagliatamente questi movimenti di popoli preisto rici e storici.

L'"indoeuropeizzazione" si è estesa molto al di fuori della sola Europa. Le


stirpi nordiche hanno diffuso le loro lingue indoeuropee fino ai confini
occidentali della Cina e all'India occidentale; e molte di queste lingue possono
anche essere andate perdute, nello stesso modo che con la decadenza degli
ultimi esponenti germanici della razza nordica, la lingua gotica, longobarda,
burgunda e altre sono scomparse dall'area mediterranea.

Eccoci davanti alla relazione fra lingua e razza. Dove ora sono parlate
lingue indoeuropee, ci deve essere stato prima il predominio di una classe
dirigente di razza nordica. Il sangue nordico della classe dirigente (nobiltà e
contadini liberi) si è verosimilmente assorbito nella maggioranza di quei
popoli. Le lingue portate dalle genti nordiche sopravvivono ancora, sia in
Europa che in Asia, sia pure modificate dalle classi inferiori non nordiche. I
popoli che adesso parlano lingue indoeuropee sono, in questo senso, gli "eredi
linguistici dei popoli arcaici indoeuropei" (2).

Le più importanti fra le lingue indoeuropee ancora parlate, o per lo meno


conosciute, sono: il sanscrito, il persiano, l'armeno, le lingue slave, il latino, le
lingue romanze da esso derivate e le lingue celtiche e germaniche (cfr. mappe
XV e XVI). Nelle notizie storiche e nelle opere pittoriche di queste popolazioni
trapela più o meno chiaramente l'esistenza, nel passato, di una nobiltà e di un
contadinato nordico, e si trovano spesso ricordi di una immigrazione proveniente
da Nord. -;

Durante il secolo XIX si è molto dibattuto su dove si dovesse cercare la sede


originale degli "indoeuropei", ovverossia dei popoli di lingua indoeuropea. Oggi !IIIIIIIl] Lingue germaniche
ci si accorge che quello che bisogna cercare è la sede originale delle classi
dirigenti di quei popoli; e ne risulta la risposta: "La sede originale degli
Lingue neoloatine \mJ Albanese

indoeuropei non era in Asia, ma nell'Europa Nord-occidentale, includendo le rc..g Lingue slave Lingue baltiche

isole del Baltico occiden tale. Essa era delim itata a Occidente del Mare del 1m Lingue celtiche C=1 Lingue non indoeuropee
Nord; verso Sud raggiungeva le montagne che adesso tagliano la Germania, Mappa XV. Le lingue indoeuropee in Europa .
dallo Harz alla foresta della Turingia, dalle montagne di Fichtel, Erz e Riesen
fino alle ultime alture dei Carpazi. (3)
Da quando Much sentenziò in questo modo, sono venute a galla tutta una
serie di altre prove dell'origine Nord-ovest-europea delle stirpi nordiche,
portatrici di lingue indoeuropee. La linguistica, la scienza della preistoria, la
razzio logia, indicano che quello deve essere stato il punto d'origine, e in quelle
(1) La terminologia "germanica" dell'Arldt non è scelta bene. I germani sono stati l'ultima di
queste ondate di popolam en to . Si sarebbe dovuto parlare di "nordici" .
(2) Bartholomae, nel "Reallexikon der germanischen Altertumskunde" [Dizionario (3) Much, "Die Heimat der Indogerm a n en im Lichte der urgeschi chtl ich en Forsch un g" [La
enciclo p ed ico delle antichit à german ich e], sotto la voce "Indogerma n en" . sede originar ia degli indoeu ro p ei alla luce della ricerca preisto rica], 1902.

108 109
già dall'alto paleolitico era presente una cultura relativamente elevata. Lì fu Dalla fine dell'età della pietra, diffusero il costume dell'arsione dei cadaveri,
inventato l'aratro, che è il più alto sviluppo nel campo dell'agricoltura; e lì che determinate forme religiose e giuridico-etiche e una particolare classificazione
già nel Paleolitico vi era un'industria dei vasi di terracotta di gran lunga delle stagioni: tratti comuni a tutte le popolazioni di lingua indoeuropea, e che
superiore, sia in bellezza che in varietà di forme, a qualsiasi altra ad essa stanno ad indicare l'origine comune delle loro classi dirigenti (2).

Fig . 194 a,,b Algeria . Cabilo biondo (fotografia div, Eic kstedt ).

Le tracce delle prime migrazioni nordiche sono probabilmente scomparse o


per lo meno sono diventate poco riconoscibili. Fin dall'alto Paleolitico
sembrerebbe che l'Europa settentrionale sia stata l"'utero dei popoli" (vagina
gentium), come la chiamarono poi i romani. I dolmen, grandi colonne di pietra,
sembrerebbero opera di una o varie ondate nordiche che si imposero come classi
dirigenti su popolazioni occidentali: essi sono rintracciabili dalla Svezia
meridionale attraverso la Danii;n arca, lo Schlesw ig ­ Holstein, la Germania
Carta XVI . L'attuale area linguistica indoeuropea in Asia . settentrionale, il Belgio· 1a Francia occiden tale, la
Spagna, il Portogallo e l'Africa settentrionale per raggiungere perfino la
contemporanea nel resto dell'Europa. Da quelle zone cominciò, già nel Palestina e l'Etiopia. Schuchhardt attribuisce erroneamente i dolmen alla
Paleolitico, la diffusione verso est e verso Sud, verso le Alpi, il medio Danubio, cultura occidentale. Nei dolmen dell'Algeria sono state trovate le ossa di una
i Balcani, la Grecia e la Russia meridionale. Nell'età del bronzo essa valicò le popolazione alta e dolicocefala e in Abissinia ci sono ancora casi isolati di
Alpi per raggiungere di nuovo la Grecia e poi la zona attorno al Mar Nero e individui biondi con gli occhi azzurri (3).
l'Asia Minore. Si può forse ammettere che le ondate successive di Può darsi che i berberi e i cabili biondi siano discendenti di una di queste
conquistatori nordici siano penetrate, seguendo il Danubio, in zone popolate ondate nordiche - i cabili biondi costituiscono da un terzo a un quinto della
prevalentemente da genti dinariche, scacciandole verso Nord e verso Sud e popolazione totale. Questo è un problema che ho trattato con maggiori dettagli
dando così origine alla due zone prevalentemente dinariche esistenti al giorno nella mia "Rassenk unde des deutschen Volkes".
d'oggi: l'una, quella degli sloveni, croati, albanesi, montenegrini e serbi; l'altra
quella dell'Ucraina Nord­ occidentale (cfr. mappa XIV).

Nei loro movimenti verso Sud e verso Est, le genti nordiche portarono con (1) Karutz, "Der Fachbogen", Kosmos, quaderno n. 11, 1923.
sé diversi tipi di cereali di origine Nord-ovest-europeo, assieme all'uso (2) In riguardo, cfr. "Reatlexikon der indogermanischen Altertumskunde [Diz, enciclop. della
dell'aratro e all'allevamento sorretto da determinate direttive giuridiche del antichità indoeuropee]" di Schrader. - Per la classificazione delle stagioni si consulti
possesso della terra. Essi diffusero l'ambra, proveniente dal Baltico, la casa l'eccellente lavoro di Schulz, "Zeitrechnung und Weltordnung in ihren ilbèreinstimmenden
quadrata fatta di legno, l'arco per la tessitura - il cui uso si diffuse Zilgen dei Indern, Iraniern, Hellenen, Romern, Kelten, Germanen, Slawen und Litauern" [I
poi fino all'Asia orientale (1). tratti comuni nella misura del tempo e nell'ordine cosmico presso indiani, iraniani, elleni,
roman i, celti, german i, slavi e lituan i ], 1925 .
(3) Cfr. Verneau, "Anthropologie et Ethnographie de l'Ethiopie", 1909,

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111
Non è questo il luogo per seguire ognuna delle ondate nordiche ancora razzialmente affine agli achei, aventi perciò una classe dirigente nordica e una
identificabili. La diffusione delle stirpi nordiche incominciò prima che si classe inferiore occidentale, e che avessero come capi dei "giganti" nordici .
differenziassero linguisticamente, cioè prima che nell'indoeuropeo primevo Probabilmente si trattò di un popolo che penetrò in Palestina proveniente da
insorgessero le prime differenziazioni dialettali. Le prime differenziazioni Creta portando con sé una cultura di tipo miceneo. "La loro ceramica è di forma
importanti nella lingua indoeuropea cominciarono, forse, nel III millennio a.C. o micenea declassata, come anche l'armamento di Golia, con gambali ed elmo; e
alla svolta fra il III e il II millennio. Le lingue indoeuropee singole sono apparse micenea è la sua inclinazione al combattimento individuale, tanto paurosamente
per la prima volt a· nelle zone conquistate e furono l'espressione del destino di alieno alla mentalità ebraica, che corrisponde al comportamento degli eroi
ogni stirpe nordica in un ambiente estraneo. Ciò che ha reso le diverse lingue omerici" (1).
indoeuropee tanto diverse - pur rimanendo ovviamente imparentate - è
identificabile nell'influenza linguistica della componente non- indoeuropea dei Quando il "gigante" Golia, secondo il costume dei duci nordici, avanza fra i
popoli che parlano quelle lingue (1). due eserciti per cercare il combattimento individuale aspettandosi un
comportamento analogo da parte del nemico, egli viene mortalmente colpito da
Fra i diversi insediamenti di popoli nordici , in quel che segue saranno presi un sasso scagliato da lontano. Il costume del combattimento individuale era
in considerazione soltanto quelli storicamente più importanti o che ancora generalizzata fra le stirpi nordiche: fra gli indiani, quando i comandanti degli
hanno importanza per la nostra cultura. Si devono menzionare gli amorriti , in eserciti contrapposti si affrontavano "in modo che il mondo li vedesse " (2); fra i
quanto furono loro a immettere nel popolo ebraico del sangue nordico (il sangue persiani , dove è riflessa nella saga della singolar tenzone fra padre e figlio
dei "figli di Enak") , soprattutto nel regno di Israele, che era il più (Rostem e Sohrab); fra i germani, dove la Hildebrandslied [carme di Ildebrando]
settentrionale. Davide, che era figlio di madre amorrita, fu descritto come canta di una singolar tenzone in mezzo a due eserciti (''untar heriun twém")
biondo. Sembra che verso la metà del II millennio a. C. gli amorriti, provenienti quando padre e figlio (Hiltibrant e Hadubrant) si affrontano. In molte storie
dall'Egeo, siano penetrati assieme ad altre stirpi, in Asia Minore. Il loro dio germaniche risulta l'abitudine del combattimento individuale: le saghe islandesi
supremo era un dio delle tempeste, che brandiva un martello. I documenti raccontano ripetutamente delle "Holmgang" fra due combattenti singoli e la
egiziani menzionano gli assalti di questi "amurru" contro la frontiera egiziana Nibelungenlied [carme dei Nibelunghi] descrive la caduta dei burgundi come
nel XV secolo a. C., e dipinti egiziani rappresentano questi uomini biondi dagli una sequenza di combattimenti individuali, non diversamente da come fa l'Iliade
occhi azzurri e tratti nordici ancora fino alla svolta fra XIV e il XIII secolo a.C. con riferimento alla guerra di Troia. Anche presso i romani e i celti c'era l'uso
Anche gli sciti, pure nordici, guerreggiarono in Palestina nel VII secolo a. C. e del combattimento individuale, come per il combattimento fra T. Manlius
sembra che , come gli amorriti , siano stati in parte assorbiti dalla popolazione Torquatus e di M. Valerius Corvus contro i capi celtici nei tempi delle guerre
locale. Può darsi che il popolo ebraico abbia ricevuto una parte del sangue della nell'Italia settentrionale (367 - 349 a.C.).
classe dirigente dei filistei nordici. Adesso è soprattutto fra i drusi del Libano, e
anche fra i samaritani, che si incontrano ancora persone dai coloriti chiari. I Questi combattimenti individuali sono simbolo del fato che pesava sulle
drusi hanno un livello culturale generale relativamente alto e posseggno una classi dirigenti di lingua indoeuropea. Proprio queste classi dominanti avevano
letteratura abbastanza importante. Vengono descritti come coraggiosi, sempre combattuto le une contro le altre per estendere quegli stati da esse stesse
laboriosi, puliti, generosi, ombrosi, crudeli e vendicativi, il che corrisponde a un fondati o per difendere i loro vassalli non-nordici. In quanto carente di qualsiasi
miscuglio razziale di nordico, levantino e orientalide. La loro particolare consapevolezza razziale, la nobiltà nordica degli elleni combatteva, durante la
religione è una forma particolare dell'islam (una specie di "gnosticismo") che guerra troiana, contro quella dei frigi e di altri popoli; i persiani combatterono
sotto molti aspetti ricorda le forme religiose dei popoli di lingua indoeuropea,- contro medi e indiani e poi contro gli elleni; i celti contro i romani; i germani
può forse essere spiegata come una conseguenza della loro componente nordica. contro i celti. Di conseguenza l'abilità guerriera dell'uomo nordico portò
alla distruzione di tanto sangue nordico, e in tutte le guerre fra
Ogni cosa sembra indicar e che i filistei fossero un popolo i popoli europei, i gruppi più colpiti furono le componenti nordiche.
Ciò risulta vero nella storia dell' Occidente soprattutto durante il
Medioevo, quando le guerre erano combattute soltanto da genti nordiche

(1) Questo è stato reso particolarmente chiaro da Husing, "Volkerschichten in Iran"


[Stratificazione della popolazione dell'Iran], Mitteilungen der Anthr. Gesellsch. Wien (1) Schuchhardt, "Alteuropa", 1919.
{Comunicazioni della società antropologica di Vienna], III serie, vol. 16, 1916. Cfr. anche il (2) Hopkins, "The Social and Military Position of the Rulin g Cast in Ancient India" [La
capitolo " Rasse und Sprache [Razza e lingua]" nella "Rassenkunde de s deutschen Volkes" . posizione sociale e militare della casta dominante nell'India antica].

112 11 3
ma continuò ad esserlo anche nella guerre successive, non esclusa la guerra In tempi recenti sono state scoperti in Asia centrale documenti attestanti
mondiale. Solo il risvegliarsi di una consapevolezza razziale nordica, in tutti i una lingua indoeuropea, resti che risalgono forse al secolo VIII d.C. e che
popoli che ancora oggi mantengano un sufficiente contenuto di sangue nordico, indicano il popolo dei tocari, proveniente dall'Ovest che si spinse fino ai confini
potrebbe ancora evitare la progressiva e forse definitiva estinzione del sangue occidentali della Cina. I documenti storici cinesi menzionano, verso il 200 d.C.,
nordico - e magari portare ad un rafforzamento dell'elemento nordico negli il popolo dei 'wusun', descritto come biondo e dagli occhi azzurri - e medesimi
stessi popoli. documenti fanno il confronto con gli indiani e persiani di quei tempi. Coloro che
costruirono i templi nell'oasi di Turfan sono anch'essi del medesimo tipo chiaro e
L'analisi delle tracce lasciate dal popolo dei saci (sciti) - ricco di molteplici
dal viso stretto. Nel 140 a.C. i 'wusun' respinsero l'attacco di una popolazione
stirpi e diffuso su vaste aree geografiche - merita una particolare attenzione
mongola (di razza mongolide). Il ricercatore razziale russo Grum-Grshimailo (1)
(1).
ha messo insieme la documentazione esistente su queste stirpi tocarie che si sono
dirette verso l'Asia centrale, e descrive il loro aspetto somatico come segue:
Esso occupava le steppe dell'Europa Sud-orientale, dalle quali si diffuse
statura media e spesso alta, corporatura forte, viso pittosto lungo, guance rosse,
fino al Turchest a nord, all'Afganistan e perfino all'Indo. Gli scrittori antichi
capelli biondi, occhi chiari, naso alto, diritto oppure arcuato. Una volta che
(Palemone di Ilio, Galieno, Clemente di Alessandria, Adamanto) ci informano
l'origine europeo-occidentale delle classi dirigenti dei popoli di lingua
che i saci erano simili ai celti e ai germani e li descrivono come biondi o rosso­
indoeuropea sia stata riconosciuta, non può più sorprendere che ci sia una
biondi. Ci si informa che anche la stirpe scitica degli alani era di aspetto
coincidenza fra i resti linguistici indoeuropei in Asia centrale e le notizie storiche
nordico; e secondo Ammiano (circa 330 - 400 d.C.) "erano quasi tutti grandi e
riguardanti popoli di tipo nordico provenienti dall'Occidente. Bisogna vedere nei
belli, con i capelli gialli e lo sguardo cupo".. I loro discendenti sono
saci e nei tocari le stirpi nordiche che più profondamente penetrarono verso
probabilmente il cavalleresco popolo degli asseti i quali, fra i popoli del l'Oriente; e soprattutto ai saci sono attribuibili importanti influenze negli
Caucaso, si distinguono per essere più alti e di colorito più chiaro (50% di
sviluppi artistici del Medio Oriente e deli'Asia centrale, se non addirittura
bion di) (2).
l'insiem e della cultura dell'Asia occidentale e centrale (2).

Sembra che una parte dei saci siano stati assorbiti da altre ondate di Sembra anche che il sangue nordico immesso riaffiori continuamente in
origine nordica, come i medi e i persiani; altri si sarebbero diretti verso la Cina Asia orientale. Al riguardo Kurz dice che: "In quell'angolo Sud­ orientale del
e la Siberia (Semirjescensk), dove scomparvero come tali, non senza avere dato mondo ci fu un incrocio razziale, ancora percepibile nella qualità di una parte
alle popolazioni locali turcofone di razza mongolide molte e importanti classi delle classi superiori del popolo cinese. In generale, per quel che riguarda
dirigenti. È probabile che fra gli afgani rimanga ancora parecchio sangue l'altezza, la pelle, i capelli, la struttura del volto e del cranio, il cinese è un
scita. Già nel 1914 Hildén aveva constatato un influsso nordico fra gli ugri tipico homo asiaticus [con il cranio corto o medio], ma, nelle classi superiori,
dell'Ob , probab ilmen te dovuto a contatti con i saci o con i nordici tocari (3). ci si incontra spesso con teste più lunghe e coloriti quasi bianchi combinati
con tratti facciali belli di tipo europeo" (3).
E fra i tartari si incontrano ancora "occasionalmente, persone bionde con le
guance color latte e sangue che avrebb ero potuto essere svedesi sbandati” (4).
Diversi si sono gia accorti della qualità ben poco 'asiatica'
di tanti condottieri delle stirpi mongole e turche, che le
Negli affreschi del monastero di Biiziiklik, vicino a Murtak (oasi di Turfan), trasc·inaro no a compiere vaste conquiste, e si può supporre · che
persone appartenenti a una stirpe turca sono rappresentate come bionde e dagli
occhi azzurri. Forse vi si deve riconoscere il sangu·e nordico dei saci o dei tocari.

(1) Sugli sciti cfr. la già citata oper a di Hi.ising , p. 113. (1) Faccio riferim ent o al già citato Hild én .
(2) Chantre, "Recherches anthropologiques dans le Caucase", 1885 - 87. (2) Cfr. Strzygo ws ki, "Altai, Iran und die Volkerwand erung en" [L'Alt ai, l'Iran e le migrazio n i
(3) Hildén, "Anthropologisch e Untersuchungen iiber die Eingeborenen des russischen Altai" dei popoli], 1917 .
[Ricerch e antropologich e fra i na tivi dell'A lt,li russo], Fennia, voi. 42, 1920. (3) Kurz, "Das Chin esengehirn. Ein Beitrag zur Morphologie u. Stammesgeschi cht e der
(4) Stiehl, "Unsere Feinde. Charakterkopfe aus deutschen Kriegsgef angenenlagern" [I nostri Gelben Rasse" [Il cervello cinese. Un contrib ut o alla morfo log i a e alla filog en es i della razza
nemici. Teste caratterist ich e nei campi tedeschi di prigion ieri di guerra] , 1916. gialla], Ztschr. f. Anato mie und Ent wick lu n gsg es ch ich te, voi. 72, quaderno 3/6, 1924.

114 115
quelle stirpi di condottieri fossero di origine scitica (1). abitata da genti di lingua ugro-finnica; perciò è probabile che la Russia
meridionale sia stata la zona d’incontro fra gli indo-persiani e le genti di lingua
Ondate nordiche imparentate con i traci furono i cosiddetti cimmeri , i quali ugro- finnica . Anche i nomi di diversi fiumi indicherebbero che la Russia
sembra abbiano raggiunto e attraversato il Caucaso, partendo dal Mar Nero, meridionale sia stata il luogo temporaneo di residenza degli indo-persiani,
verso il VII o VIII secolo a.C. In quello stesso tempo gruppi frigi di origine nomi che possono essere spiegati come derivanti dalla parola persiana danu =
nordica, che già verso il 1400 a.C. avevano attraversato l'Ellesponto, raggiungono fiume (asseto don), come Don, Dnepr (Danapris), Dnjestr (Danastrus), Donau
gli altopiani armeni provenienti da Ovest. Queste due ondate nordiche sembra [Danubio]. Anche l'archeologia ha identificato questa zona Sud,est europea
abbiano formato le classi dirigenti dell'Armenia; e la lingua armena deriva da come un luogo di permanenza di genti indo-iraniane (1).
quella dei frigi (ascani). Gli immigranti nordici trovarono in Armenia una
popolazione di lingua non-indoeuropea, della quale fecero un popolo e alla Già prima del 1400 a.C. gli indo-persiani devono essere penetrati in zone
quale trasmisero la loro lingua indoeuropea, che ancora sopravvive come lingua adiacenti a quelle degli ittiti (prevalentemente di razza levantina); questo è
armena. Secondo Husing, nella lingua armena è molto evidente come le classi indicato da parole indo-iraniane prese a prestito dalla lingua ittita. Non molto
inferiori armene, di razza levantina, abbiano modificato questa lingua tempo dopo, gli indo-persiani devono avere raggiunto la zona armena. Verso il
indoeuropea adattandola alle loro inclinazioni linguistiche - quindi, nel senso 1400 a.C. gli indiani acquistano una fisionomia specifica, nelle terre armene , e
delle lingue caucasiche (alarodiche) che, in origine, erano specifiche a tutti i chiamano sé stessi "Hari", cioé "i biondi" (2).
popoli di razza levantina. I suoni armeni hanno ritenuto un"'impronta
caucasica", nonostante la lingua armena abbia acquisito pochissime parole dalle Nelle saghe indiane antiche, gli dei e gli eroi sono sempre descritti come
ling ue del Caucaso (2). "biondi". Una vecchia saga indiana indica il Kasmir come loro prima contrada
di popolamento; mentre sia i Veda indiani che l'Avesta iraniano racchiudono
Il cambiamento linguistico deve essere stato totale, in quanto fra gli tracce di una festa solstiziale invernale, il che può essere spiegato soltanto in
armeni la classe dirigente nordica si assottigliò molto rapidamente e ora è base a un'origine Nord-europea. Nelle lotte fra lndra e in mostro Vrtra
praticamente scomparsa. L'antico eroe armeno Dikran, ancora nel V secolo d.C., sembrerebbe che i Veda indichino ancora il combattimento dell'estate contro
è descritto come biondo; ma gli armeni moderni sono essenzialmente levantini . l'inverno; e gli indiani, come i romani, si immaginavano che la sede degli dei
Eppure nel Caucaso, che è stato attraversato ripetutamente da ondate nordiche, fosse nel Nord. I combattimenti descritti nel poema indiano Rig-Veda (come è
sangue nordico è spesso riscontrabile anche fra popolazioni che non parlano stato scoperto per la prima volta da Brunnhofer) hanno come scenario
ling ue indo euro pee (Fig. 186 a, b). !'Afganistan. Dall'Afganistan seguì la migrazione verso le pianure indiane e la
diffusione dalla valle dell'Indo verso Est e Sud-est. Gli immigrati portarono con
Sembra che anche i nordici indiani siano passati per il Caucaso, secondo sé l'architettura lignea insieme al costume dell'arsione dei cadaveri, e
Husing verso il 1700 a.C. Per moltissimo tempo erano stati tanto strettamente avevano una struttura sociale di alto livello. Nei documenti indiani più antichi
associati con i persiani che entrambe le stirpi parlavano la stessa lingua, le genti conquistatrici di lingua indoeuropea vengono descritte come "grandi",
l'indo-iraniano (detto anche "aria"). Le tracce di questa lingua comune (l'indo- "bianche", "chiare" e di "bell'aspetto", mentre gli aborigeni del luogo vengono
persiano) indicano che ci fu un itinerario comune dalla Russia meridionale fino detti "dalla pelle scura", nonché "piccoli", "neri" e "con il naso piatto" o "senza
al Caucaso. Si deve presupporre che i popoli indo-persiani abitassero l'Europa naso". È indicativo il fatto che la parola indiana per 'casta' ("varna") significa
Sud-orientale per molto tempo, perché nelle lingue ugro-finniche si trovano, fra lo stesso che 'colore'. Ancora adesso, dopo millenni, gli indiani di alta casta
le parole allogene acquisite più anticamente , un considerevole numero di sono riconoscibili dalla loro pelle più chiara e l'europeo nordico - così
parole indo-persiane. Ne segue che le stirpi indo-persiane (cioé: quelle stirpi di successe ad Hackel (Fig. 46) durante un suo viaggio in India - causa la
razza nordica che poi si stanziarono in India e in Iran, dove diedero origine a sorpresa degli indiani, che pensano appartenga ad una casta superiore. Gli
popoli storici) dovettero abitare nell'Europa Sud-orientale quali vicini a genti antichi indiani immaginavano il loro dio supremo - l n d r a , dio
di lingua ugro-finnica (e di razza baltico-orientale). Ancora ai tempi della tempesta, biondo dalla barba rossa - come simile a loro; nel quale,
di Erodoto (nel V secolo a.C.), la Russia centrale e settentrionale era

(1) Wilke, "Ar chdologi e und Indogermanenprobl em" [L'archeologia e il problema


(1) de Lapouge ("L'aryen", 1899) cit a le testimonianze di contempor anei di Gengis-Khan e di indoeuropeo], Veroff. d. Provinzialmuseums, Halle, voi. I, quaderno 3, 1918.
Timur-lenk (Tamerlano), secondo le quali ambedue avevano un aspetto nordico. (2) Questo è riuscito a dimostrarlo Hiising ("Die Ind er van Bogazkoy" [Gli indiani di
(2) Cfr. Schrader, "Reallexikon der idogerm. Altertum skunde" [Dizionario encicl. delle Bogazkoy], scritto commemorativo in onore di Baudouin de Courtenay, Cracovia, 1921) .
antichità indoeuropee], sotto la voce "Armenier [armeni]" .

117
116
le vecchie poesie relig iose, vedevan o la figura di un genuino eroe nordico. Il buddhismo non dà segno di alcun pensiero creativo e non fa che
avversare e distruggere ciò che nei tempi antichi era stato creato dal
brahmanesimo. Dalla sintonia che l'India arcaica concedeva a tutta la natura,
I Veda testimonianoche, per gli antichi indiani, una numerosa famiglia era il buddhismo trasse la negazione della volontà di riproduzione. È possibile che
segno di ricchezza. C'è da credere che la mortalità infantile nella classe degli attraverso il suo consiglio di evitare l'amore carnale e la sua avversione per il
immigrati nordici fosse relativamente alta - perfino nell'Europa meridionale, matrimonio e per la proprietà abbia contribuito alla scomparsa del sangue
durante l'estate, i bambini nordici sono più in pericolo dei bambini di razze nordico; in quanto probabilmente furono più gli elementi nordici che accolsero
scure. È anche probabile che gli indiani siano divenuti consapevoli dei pericoli questa nuova dottrina, che dall'antichità indiana aveva preso molto, che non
del meticciato, in una regione alla quale essi erano male si adattavano. Perciò, persone provenienti dalla classi inferiori dalla pelle scura . Il saggio brahmano
una rigidissima legislazione garantì le caste, impedendo il mescolamento fra i si dedicava a una vita di contemplazione e di pensiero soltanto dopo che era
signori nordici e i nativi. Il libro delle leggi di Manu (scritto all'inizio del nostro stato sposo e padre, aveva preso parte alla vita pubblica e conosciuto i suoi figli
computo cronologico ma che conservava residui molto più antichi), il codice e nipoti. Il buddhismo, invece, era contrario sia al matrimonio che al
giudiziario più antico dell'India, contiene leggi dirette ad impedire il meticciato radicamento del singolo nel suo popolo, sciogliendolo dal divenire storico. Al
nonché tutta una serie di interessantissime indicazioni eugenetiche. Sembra che il buddhismo ci si può riferire come alla "manifestazione del trionfo di una
meticciato sia stato evitato per moltissimo tempo; e furono quei tempi di ancora potenza distruttiva" (1).
relativa purezza razziale a produrre i canti eroici, la filosofia indiana del
brahmanesimo e la poesia indiana, tutte testimonianze in forma indiana
dell'anima nordica. Le creazioni intellettuali indiane meritano
continuativamente di essere apprezzate, e non cessano mai di stupire. Quale sia
per noi il significato del pensiero indiano, è stato indicato in modo preciso da H.
St. Chamberlain nel suo libretto "Arische Weltanschauung [Visione del mondo
ariana]" (1917). Gli indiani erano un insieme di popoli nordici aventi una loro
specifica fisionomia, e presso di loro si riscontra un accordo di religione,
pensiero e poesia ancora non disgiunti e vicini alla fonte primigenia dello spirito
nordico, che poi si svilupparono in una creatività intellettuale. In quei tempi
primordiali la lingua indiana - che ci è stata trasmessa nella sua forma sanscrita
- sviluppò tutte le sue ricche potenzialità e ci sono stati eruditi della linguistica i
cui lavori, nel campo della grammatica, non sono mai stati uguagliati ne tanto
meno superati.

Potrebbe darsi che sia stato la nascita di Buddha (nato nel 570 a.C.) e della Fig. I 95. India Nord-occidentql e. Fig. 196, Sikh, busto dello
Sikh, (Fotografia di v. Eickstedl). scultore Rudolf Marcuse (' ),
sua dottrina, il buddhismo, che non è più di spirito nordico, che abbia
irreversibilmente sciolto lo spirito di consapevolezza razziale di questo
splendido popolo. Originato in una regione dove la popolazione indiana nordica È del tutto ovvio che anche la situazione climatica dell'India deve avere
era scarsa e diffuso, a quanto sembra, soprattutto da missionari non nordici, il contribuito alla denordizzazione del popolo indiano. In ragione delle loro
buddhismo distrusse le vecchie tradizioni fedeli alla razza; e al posto della caratteristiche genetiche maturate nell'Europa Nord-occidentale, la
filosofia indiana antica mise una problematica dottrina della salvazione, la costituzione degli indiani nordici non era appropriata per la vita nelle regioni
quale (e questo è fondamentale) non faceva appello soltanto alla classe tropicali. L'ambiente indiano deve avere esercitato una vera selezione a
dominante nordica, ma a genti di ogni casta e razza. La coraggiosa specificità rovescio nei riguardi della componente nordica della popolazione. Già in Asia
della sapienza indiana arcaica fu dilacerata dal buddhismo, che ad essa Minore, durante l'estate, la mortalità infantile fra i bambini biondi è molto
sostituì lo spirito della rinuncia, al punto che il grande pensatore indiano superiore a quella dei bambini scuri (2).
Sankara, nella sua confutazione del buddhismo, gli rimproverava di "non avere
proposto se non il suo proprio immenso squilibrio oppure il suo odio per il genere Sia questo tipo di controselezione che il meticciato devono avere
umano" (1). portato alla decadenza della civiltà indiana. L'attacco mecedone

(1) Così Dahlman n, "Buddha" (1898 ).


(2) Di questo ci informa von Luschan, "Viilker, Rassen , Sprachen" [Popoli, razze, lingue],
(1) Cfr. H. St. Chamberlain, "Arische Weltanschauung",[Visione del mondo ariana], 1917.
1922.

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contro l'India (327 - 326 a.C.) dimostrò già allora quanto debole fosse lo stato marrone-nero delle stesse, hanno nasi e visi più stretti. Fra i bramini della zona
indiano. La penetrazione delle popolazioni che i greci chiamavano indo-sciti di Bombay ancora si trovano individui dagli occhi grigi (1). - La lingua indiana :
(anch'esse provenienti dal Nord-ovest) sembra che abbia portato ad una ripresa oppure, più esattamente, quel che è divenuto della lingua indiana dopo il
dell'elemento nordico. Essi fondarono, nell'India Nord-occidentale, un regno meticciato - è ancora parlata in vaste zone dell'India, ma il sangue di coloro che
che durò dal 120 a.C. fino al 400 d.C. e che per un certo tempo (dopo circa il 45 quella lingua introdussero è scomparso quasi senza lasciare traccia. Dal punto
d.C.) portò la sua frontiera occidentale fino ai bordi della Persia. In questo di vista linguistico, gli attuali abitatori dell'India sono nella loro grande
regno "indo-scita" si ebbe anche un rinascimento della poesia indiana. Fu nel maggioranza indoeuropei, ma somaticamente sono il risultato della mescolanza
IV o V secolo d.C. che Kalidasa - il più grande poeta indiano di cui si sappia il di diverse razze scure. Ma anche nel modo di parlare si può riscontrare l'influsso
nome - scrisse le sue grandi poesie (1). degli strati non-nordici del popolo indiano, almeno nella sintassi: "Dal punto di
vista sìntattico, è lecito dubitare che le lingue indiane moderne possano ancora
L'istaurazione del dominio mongolo (che durò dall'VIII secolo fino al 1536) essere classificate come indoeuropee" (2).
segna la vittoria della componente asiatica della popolazione dell'India. La
religione, il pensiero e la creazione artistica rispecchiarono, dopo, soltanto i I persiani sono identificabili verso il 900 a.e. nelle vicinanze del Lago di
tratti del substrato indostano e dei meticci scuri che adesso predominano in Urmia, nell'Azerbaigiàn. Da lì si mossero verso l'Iran, dietro a un'altra ondata
India. "Lo spirito indiano, sempre più alienato dall'antico arianesimo, diede di popolazione nordica, i medi. I medi appaiono spesso come una stirpe
origine agli dèi dell'induismo, con le loro immagini policefale e dalle molte imparentata con quella persiana, quasi fossero una diramazione degli stessi
braccia, carichi di sensualità, crudeltà e sregolatezza" (2). persiani. Non appena i persiani furono numerosi e forti a sufficienza,
attaccarono il regno nordico posto sulle loro frontiere settentrionali e
Eppure, ancora nei secoli VI o VII d.e. ci dovette ancora essere una debole sottomisero i medi. Ma la resistenza dei medi non si spense se non molto
presenza di sangue nordico. Gli affreschi di Ascianta, che sono di quell'epoca, lentamente (di questo si ha notizia lungo tùtta la storia persiana); e le lotte che
rappresentano, assieme ad esemplari uguali agli indiani moderni, genti di alta ne seguirono è probabile abbiano contribuito molto alla distruzione reciproca
statura, dal naso e il viso stretto, dal colorito chiaro, bionde e dagli occhi delle rispettive classi dirigenti. Nel secolo VII a.e. il dominio persiano si
azzzurri . Oggi il colorito chiaro si dà solo occasionalmente, e gli occhi chiari estendeva su tutto l'Iran occidentale. Dopo, cominciò l'estensione del loro
ancora meno frequentemente. Alcune stirpi delle frontiere Nord-occidentali, fra potere erso Est, seguito più tardi dalla conquista di tutto il Medio Oriente fino
le quali Kisley aveva incontrato dei biondi dagli occhi azzurri, hanno all'E gitto.
distintamente conservato il sangue nordico in proporzione un poco maggiore;
come forse anche i sikh, la cui statura media è di 1,71 m (3). Quando penetrarono in Iran i persiani possedevano un'organizzazione
politica non dissimile a quella di tutti gli altri popoli nordici: uno stato
Altrimenti, sono le caste indiane più alte i bramini a costituito da un'insieme di stirpi dipendenti le une dalle altre e una forte
mostrare più chiaramente una componente nordica. Essi hanno una struttura famililiare, tenuta insieme dalla predominanza del padre (la patria
statura media di 6 9 cm più alta di quella delle caste potestas del popolo romano). Ogni stato che avesse una classe dirigente nordica
inferiori, hanno un colorito più chiaro in confronto al marrone o aveva una struttura piramidale che dalla famiglia attraverso le strirpi
arrivava alla totalità del popolo: è la stessa struttura che troviamo presso i
romani e gli elleni, presso i quali dalla famiglia si passa al casato (ghenos,
(1) Egli scrisse il pezzo teatrale "Sakuntala", che fu ammirato, fra tanti altri, anche da gens), all'insieme di casati (phratria, curia, presso germani la "centuria"),
Goethe. alla stirpe (phyle, tribus, presso i germani il "Gau") e finalmente al popolo nel
(2) Oldenberg, "Die indische Religion" [La religione indiana], Kultur der gegenwart, I parte,
sez. III, I, 1913.
(3) Cfr. Fehlinger, "Indische Rassentypen" [Tipi razziali indiani], Naturwiss ensc haftlic he
Wochenschrift, voi. 53, 1904; e v. Eickstedt, "Rassenelemente der Sikh" [Elementi razziali nei
sikh], Zeitschrift f. Ethnologie, 1920/21.
(1) Cfr. Fehlinger, "Indische Rassentypen" [Tipi razziali indiani], Naturwiss ensc haftliche
Wochenschrift, voi. 53, 1904; e v. Eickstedt, "Rassenelemente der Sikh" [Elementi razziali nei
(*[fig.196]) L'artista, con il cui permesso è stata portata a termine questa riproduzione, ha
avuto la cortesia di comunicarci che il soggetto (Kar Singh) "aveva 25 anni , era alto 177 cm sikh], Zeitschrift f. Ethnologie, 1920/21.
e aveva la pelle colore marrone chiaro e gli occhi marroni scuri. I capelli erano neri e lunghi (2) Porzig, "Aufgaben der indogermanischen Syntax" [Impostazioni della sintassi
quanto le braccia; e la barba, quando se la pettinava, arrivava al petto. Il mio modello ci indoger manica] , in "Stand und Aufgabe der indogermanischen Sprachwissenschaft"
teneva particolarmente alla sottigliezza e flessibilità dei suoi capelli, in quanto, affermava, [Situazione e impostazione della scienza linguistica indogermanica], Festschrift fiir Wilhelm
erano segni dell'appartenenza a una razza nobile". Streitberg, 1924.

120 121
suo insieme (populus) (1). rossi, come i greci" (1).

Nei tempi più antichi, la vita dei popoli di origine nordica era il risultato di
una collaborazione molto libera fra diverse stirpi e non ancora uno stato vero e Verso la fine del VII secolo o gli inizi del V secolo a.e. - secondo Hertel verso
proprio. Il popolo era comandato da una nobiltà che aveva poco potere fuori il 550 a.e. (2) - dal popolo persiano emerse la grande figura di Zarathustra che,
dalla sua propria stirpe. Tutti coloro che avevano sangue nordico erano ancora facendo riferimento alla loro eredità culturale arcaica e adattandola alle nuove
uguali e liberi. Tutti i procedimenti giuridici erano diretti da idee giuridiche circostanze, diede loro una religione che fu la prima nella storia ad essere
ereditate dagli antenati e valevano come sacre. Ogni padre di famiglia era, autoconsapevole - molto prima di Buddha e dei più antichi profeti degli ebrei -
all'interno di essa, sacerdote e giudice. Religione, etica e giurisprudenza e nel contempo abbia attribuito, ai fatti storici e all'ordinamento statale, un
costituivano una unità; e se una certa forma di diritto si andò sviluppando, lo fondamento etico addossando all'uomo la sua parte di responsabilità, attraverso
si vedeva come scaturente dal diritto familiare, considerato come originario. la sua condotta, e nel mantenimento dell’ordine. Le dottrine di Zarathustra sono
C'era un profondo radicamento religioso della sacralità dei legami del sangue e contenute, in forma poetica, nei Gatha dell'Avesta (3).
dell'obbligo di avere una discendenza: i padri defunti volevano essere onorati dai
loro figli. Chi non aveva figli, era visto come un maledetto; quindi il matrimonio Queste dottrine sono indirizzate a un popolo di contadini e allevatori e
era qualcosa di sacro (un sacramento). Questo è documentato da documenti attribuiscono ad ogni attività, nel corso della giornata e dell'anno, un
indiani arcaici e in molte città elleniche per chi non si sposava erano previste carattere sacro - come nella religione romana arcaica, che fu di tipo più
punizioni; mentre fra i romani il matrimonio era visto come obbligatorio, in pratico, mentre quella zoroastrian a fu più metafisica.
modo che la stirpe potesse essere continuata (matrimonium liberorum
quaerendo causa). Fra i persiani arcaici le cose più lodevoli erano il coraggio e La religione di Zarathustra mette in risalto l'elevato senso etico
la prolificità. Questo è un tratto comune a tutti i popoli di lingua indoeuropea, caratteristico dei persiani. Il dio unico di Zarathustra, Ahura Mazda, sorveglia la
che giustamente sono stati descritti come "stirpi prolifiche e amanti dei lotta continua fra lo spirito buono e quello malvagio. Lo spirito buono è lo
bambini" (2). stesso Ahura Mazda, che si rende palese nella vita degli uomini attraverso il loro
retto agire. Lo spirito negativo si manifesta in modo precipuo, secondo
Quando queste idee furono dimenticate, presso tutti i popoli con Zarathustra, fra coloro che "non hanno armenti", i "ladri" nomadi delle pianure
aristocr azia nordica iniziò anche la scomparsa del sangue nordico. dell'Iran meridionale - le genti semitiche (di razza prevalentemente orientalide)
che sentiva completarpente estranee e davanti alle quali vedeva il suo popolo
All'inizio della loro storia, i persiani mostra no condizioni non come una realtà particolarmente attiva (4).
dissimili a quelle che Tacito attribuis ai germani. Alla svolta dei
secoli . VII e VI a.e. avviene un cambia mento, quando le diverse stirpi Zarathustra si schierò per i cambiamenti politici che diminuirono il potere
persian e si sottom isero al dominio di un re, che diede loro delle singole stirpi a favore di una monarchia. La religione persiana precedente,
rinnova te energie per nuove conquiste. Il popolo di forma politeista, poggiava su una casta sacerdotale e sui piccoli nobili, ma
persian o, in ogni caso, rimase fino al secolo VI a.C. ormai si era fossilizzata in un vuoto ritualismo. Zarathustra e i suoi discepoli si
prevale ntemente nordico: "erano quasi tutti biondi o biondo- aspettavano che la monarchia favorisse la credenza in un dio unico.

Il mazdeismo, introdotto presso i persiani da Zarathustra, ha un suo


significato per la comprensione dello spirito nordico; spirito che si manifesta in
forma specificamente persiana ma che rispecchia la sua forma arcaica in modo
estremamente esatto.

(1) Kuhlbeck ("Die Entdeckungsgeschichte des Romischen Rechts" [La storia della scoperta
del diritto romano], 1913) ha descritto in modo molto chiaro le· condizioni giuridiche (1) Questo è dimostrato dalle ricerche di de Ujfalvy , "Iconographie et anthropologie, irano­
dell'ant ich ità presso i popoli a dirigen za nordica. indiennes", L'Anthrop o lo g ie, vol. II, 1900.
(2) Così Schrader nel "Reallexikon der indogerm anischen Alterstum skunde", sotto la voce (2) Hertel, "Die Zeit Zoroasters" [Il tempo di Zoroastro], 1924.
"Kinderreicht um [prolificit à)". (3) Nei capitoli più antichi dell'Avest a (28 - 34, 43 - 51, 53).
(4) Mi baso su quanto ebbe a dire Meillet nella sua conferen za "Les Gathas", alla quale
assistetti a Uppsala nel 1924.
122

123
pratica dell'aborto era considerata particolarmente impura e il segno
"Il mazdeismo concede un metro di misura utile e maneggevole per
dell'allontanamento da Ahura Mazda. Il re dei persiani concedeva doni alle
giudicare i valori della cultura religiosa, ed è nel contempo esemplare e
famiglie più numero se, come dice Erodoto.
universale. Attraveso il mazdeismo, un determinato insieme di popoli, gli
iraniani, ha costruito un'etica religiosa basandosi su abitudini tramandate dal
Dopo la vittoria finale di dio agli impuri toccherà l'annientamento, assieme
passato pagano. Questo metro di misura è del tutto naturale, originato dal
ai malvagi, ai diavoli e a tutti i detrattori di Ahura Mazda; mentre ai puri
popolo. Esso poggia sulla fiducia in buona fede sulla propria natura, fiducia che
toccherà l'eternità. È un'escatologia di augusta grandezza, nella quale il
fu propria anche degli elleni e di tutti i popoli che seppero stare eretti. Gli elleni
persiano vede sé come una parte importante dell'ordine generale; e perciò egli
però, si lasciarono trascinare da questa fiducia autoconsapevole, che infine
poteva identificarsi con tutto sé stesso con questa dottrina che corrispondeva
diventò semplicemente abitudinaria e automatica. Gli iraniani invece,
bene alla sua più profonda natura. Il mazdeismo forgiò una brillante
attraverso Gautama Zarathustra e i suoi discepoli, plasmarono una visione del
immagine della natura più genuina del persiano, portò l'anima persiana arcaica al
mondo che fu nel contempo costruttiva, educativa ed etica. Quello che la
dispiegamento della laboriosità, della semplicità, dell'amore per la verità e per
coscienza del popolo degli ariani puri intuiva come nobile o malvagio, o come
la giustizia e di conseguenza fece dei re persiani genuini re del loro popolo,
utile o dannoso, dopo Zarathustra divenne eticamente buono o cattivo, come
capaci di combinare la saggezza con la clemenza.
valore universale da difendere e da proteggere oppure come non-valore da
distruggere. Per la prima volta nella storia del mondo apparve il concetto di
Quanto più il mazdeismo viene messo
religione positiva, che si diffuse in tutto il mondo sotto le fattispecie di svariati
in luce dalle ricerche, tanto più risulta la
sistemi etici. E nel contempo fu fissato il concetto di cultura, universalmente
grandezza della persianità che, per quel
valido, chiaro e poggiante su solide fondamenta" (1).
che riguarda la creazione etica, sta alla
pari, se non al di sopra, dell'ellenicità e
Il mazdeismo (2) fu la creazione religiosa più eccelsa mai creata da
della romanità. Gobineau fu il primo a
un popolo di origine nordica, e nella figura di Zarathustra (ancora piuttosto
indicare questo fatto, così diverso da
oscura dal punto di vista storico) si intravvede una delle personalità più
quella che è la nostra generica nozione
auguste prodotte da quei popoli, così ricchi di grandi personalità. Il persiano è
dei persiani antichi.
collocato al centro della tensione, profondamente sentita, fra Bene e Male - un
Bene e un Male come potevano essere compresi dal persiano nordico - e deve
Le loro abitudini rivelano continuamente una
decidere per il Bene, deve guardare verso l'alto e dare il suo contributo alla
natura nordica: questo popolo, nei suoi
vittoria finale di dio, signore di ogni purezza, per mezzo delle sue "azioni,
primi tempi dimostrò una semplicità e una
parole e pensieri". Mai la tensione etica nell'uomo è stata concepita in
forza temperate dalla giustizia. Erodoto li
termini più appassionati e profondi che nel mazdeismo né mai fu
descrive come alti, forti e dall’aspetto superbo;
insegnata all'uomo una tendenza più alta e augusta verso · la
ed Eraclide Pontico dice che sono "fra i barbari,
purezza. La dottrina di Zarathustra plasmò tutta la vita dei persiani
i più umani e civili". Fino a tempi recenti la
dirigendola verso il potenziamento della vita attiva e vigorosa.
reputazione dei persiani ha sofferto del fatto
Perciò il celibato e il digiuno vennero proibiti in quanto
pratiche contrarie alla vita, mentre viene raccomandato tutto ciò che che i greci li hanno sempre denigrati e trattati
con disprezzo, e questi giudizi continuano ad
innalza la vita, dall'attenzione data ai bambini alle pratiche
agricole ("chi semin a grano, semina sacralità") a quella della purezza e essere ripetuti. Gobineau è stato il primo a
della devozione. Attività, vigore fisico e psicologico, e prolificità riconoscerne l'altà qualità umana nonché il
fatto che essi, "per quel che riguarda la loro
sono cose da favorire; mentre il disordin e sessuale e la natura e il loro sangue erano popoli germanici"

(1) Geyer, "Bildungswerte aus Osten und Orient" [Valori educativi dell'Est e dell'Oriente],
conferenza ristampata nei documenti annuali del "Forschungsinstitut fii,r Osten und Orient"
[Istituto di ricerca per l'Est e l'Oriente], 1919.
(2) La mia trattazione del mazdeismo si rifà principalmente allo studioso danese delle religioni E.
Lehmann (cfr. il suo libro "Zarathustra, en Bog om Persenes gamie Tra" [Z., un libro sull'antica
fede persiana] (1900-02) e il suo articolo "Mazdaisme" nel vol. 9 del Salomonsens
Konversationslexikon [Lessico di conversazione di Salomonsen], vol. 16, Copenaghen, 1924).
Fig . 197, Darejawos (Dario I), 521 - 485 a,C, Da
una raffigurazione in pietra ("L'Anthropologie",
19 00).

Dall'esame che più tardi autori capaci di una visione in profondità


hanno fatto dell'antica persianità è sempre risultato che 1
persiani erano gente magnanima, cavalleresca e intraprendente; e
possedevano quella freshezzo quasi infantile nel loro

(1) Cfr. la sua "Histoire des Perses". Gobineau usa l'espressione "germanico" (germanique)
124 dove adesso noi diciamo "nordico". I germani costituiscono soltanto l'ultima,
cronolog i cam ent e parlan do , delle ondate nordich e.

125
r- carattere tutto "poesia e grandezza" (Gobineau). La profondità etica della loro
religione li educava alla gratitudine, alla verità e alla giustizia . Questi tratti li
dell'elemento nordico, che li ha portato invariabilmente al declino. La
classe dirigen te nordica , che facev a le guerre quasi da sola, si sparpagliò su
rendono ancora più nordici degli elleni. Di contro alla sottomissione levantina territor i semp re più vasti , con diminuzione della sua densità e alla fine con la
delle religioni del Medio Oriente, l'iniziativa nordica si rivela anche dal fatto che sua scomparsa.
il persiano non chiudeva gli occhi nei confronti della malvagità che aveva intorno a
sè, ma la combatteva "con il pensiero, le parole e l'azione". Già verso il 400 a.C. nozioni pre-persiane, proprie delle classi non-nordiche,
Fig . 198 e 199. Teste di due persiani sul sarcofago litico di Sidone . La colorazione indica i capelli biondi e gli occhi azzurri. incominciarono a penetrare la loro religione. Si diffonde il culto di Mitra e
quello della dea della fertilità Anahita, che includeva pratiche orgiastiche
aliene allo spirito nordico, non dissimili a quelle presenti nel culto semitico
di Astarte o di Afrodite della tarda grecità. Era lo spirito della razza levantina
o del misto levantino-orientalide, il cui insorgere indica la denordizzazione
sia degli elleni che dei persiani. La purezza, concepita secondo lo spirito
nordico, era in decadenza. Verso il 330 a.C. Alessandro Magno, con un
esercito di macedoni prevalentemente nordici, mise fine all'indipendenza
persiana. I popoli che erano stati sottomessi dai persia ni, medi, babilonesi ,
egiziani, microasiatici di stirpi diverse, avevano già gioito della diminuzione
della gloria persiana seguita alla sconfitta subita per mano dei greci quando
tentarono l'invasione dell'Ellade. E l'impero non fu in grado di contrastare il
vittorioso attacco di Alessandro, nonostante avessero combattuto con forza e
coraggio.

La classe di guerrieri che affrontò Alessandro era ancora più prevalentemente


nordica. Sui bassorilievi colorati dei sepolcri di Sidone i persiani sono
rappresentati ancora con gli occhi e i capelli chiari , i baffi biondi o rossicci e i
nasi diritti, anche se ogni tanto affiorano gli occhi a mandorla della razza
orientalide o i tratti levantini (cfr. Figg. 198 e 199) (1).

Dopo lo smembramento dell'impero macedone, il popolo persiano si


risollevò, ma decadde ben presto come conseguenza dell'estensione del suo
potere su vaste zone non-nordiche, con l’assottigliamento della sua classe
dirigente di guerrieri e signori. La Persia, dopo il 250 a.c. venne sottomessa al
potere dei parti, una stirpe persiana, e fra il 228 e il 651 d.C. a
Fig . 200. Bag ares. re di Per sep o li , 300 a.e . - Fig 201. Arsace XX, re dei Parti. 58 - 40 a .e .
quello dei sassanidi , che ne fecero ancora una potenza di una
Figure su monete persiane ("L'Anth ropologie" . 1900). certa consistenza, capace di resistere ai romani e ai bizantini.
Sotto Kuras (Ciro) II , re dal 560 a.C., il regno persiano cominciò a Il sangue nordico è ancora riscontrabile nel VII secolo d.C.;
diventare una grande potenza . Tutto l'Iran divenne persiano, Babilonia fu così, per esempio, negli affreschi indiani di Ascianta di cui parlava
conquistata, l'Asia Minore annessa al regno. In questo modo il dominio dei von Ujfalvy. Dei tre ambasciatori persiani rappresentati, il primo
persiani si estese su regioni a popolazione relativamente densa di razza è scuro, il secondo chiaro di pelle, capelli e occhi e il terzo
prevalentemente levantina e orientalide. Ciro, descritto come un re di carnagion e olivastra ma con gli occhi azzurri e la
particolarmente nobile, impose una dominazione molto clemente, lasciando ai
popoli conquistati una certa autonomia sotto l'amministrazione di funzionari
sia persiani che aborigeni. Ma così si gettarono le fondamenta del meticciato,
nonché i presupposti per l'assottigliamento della classe dirigente nordica che
ora doveva dissanguarsi al servizio del regno persiano. Nella storia di tutti i (1) Cfr. le riproduzioni a colori di Winter, "Der Alexand ersarkophag" [Il sarcofago di
Alessandro], 1912. - Sei di queste teste sono stat e riprodotte anche in "Der Nordische
popoli con nobiltà nordica troviamo la medesima tendenza alla creazione di
Gedanke unter den Deutschen" [L'idea nordica fra i tedeschi].
imperi, anche a costo della

126 127
+

barba bionda; mentre un altro persiano, che accompagnava gli ambasciatori, è gli occhi sono molto aperti e spesso a mandorla, la testa è alta e corta". Verso
chiaro, biondo con gli occhi azzurri. Ma non cè dubbio che già allora il grosso la fine dei tempi sassanidi, sempre secondo von Ujfalvy, la popolazione
della popolazione doveva essere levantino o levantino-orientalide. persiana assorbì parecchio sangue arabo, in massima parte di razza orientalide
(1).
La dominazione degli arabi, che
portarono con loro l'Islam, cominciò in La descrizione che Ammiano Marcellino (circa 330 - 400 d.C.) dà dei
Persia nel 651 d.C. e significò persiani - piccoli, olivastri, pelosi, con le sopracciglia che si univano e un
l'intromissione di un'ondata di sangue aspetto malaticcio (2)-, anche se proveniente da un nemico, è significativa
0

orientalide. Il mazdeism0 fu soppresso nell'indicare che nel secolo IV d.C. il popolo persiano era diventato un misto
attraverso una serie di sanguinosi levantino-orientalide. L'influenza delle classi non-nordiche nella lingua
interventi (1) che colpirono soprattutto le persiana la modificò avvicinandola a forme caucasiche (questo fu notato per
classi dirigenti e la parte razzialmente primi da Husing e da Winkler).
migliore del popolo. Eppure le capacità
creative dei persiani continuarono ad Nella Persia odierna, presso le stirpi nobiliari, gli individui chiari di occhi e
affiorare. Da quando Goethe scrisse il suo di capelli non sono rari (3).
"West-ostliche Diwan" [Divano
occidentale-orientale], sono ridiventati Qualche biondo si incontra ancora fra Siras e Isfahan. Fra i curdi della zona
noti almeno i nomi dei grandi poeti fra Nimrud-dag e Karakus, che parlano un dialetto persiano, ci sono ancora
persiani Firdusi, Nisami, Gelal-ed­Din parecchi biondi; e fra loro la posizione della donna è molto più libera che fra
Fig . 202. Sodar i Uzad, ufficiale persiano. Rumi, Saadi, Hafis e Giami, che vissero ai i turchi o fra gli abitanti odierni della Persia. I curdi hanno dato al medio
Nordico-levantino; occhi chiar.i Cfr. HOsing,
"Viilkerschichten in Iran" [Stratificazioni nella tempi del Medioevo occidentale. Gli scritti Oriente, ancora fino ai nostri tempi, tutta una serie di uomini eminenti. Uno dei
popolazione iraniana] (fotografia: Anthr. questi fu il nobile di alta statura, e poi sultano, Saladino (Salah-ed-Din, 1137 -
Gesellsch.. Vienna) .
'arabi' del Medioevo sono dovuti nella loro
maggior parte a scribi persiani che 1193), che dai documenti del suo tempo ci viene descritto come intelligente,
scrivevano in arabo. Né va visto come un coraggioso, giusto, di buoni costumi, cavalleresco verso le donne e i prigionieri,
puro caso il fatto che il sufismo - la mistica islamica – abbia avuto origine generoso e assetato di sapere. Questa descrizione ha ben poco in comune con
probabilmente in Persia e che in ogni caso fu in Persia che ebbe la sua massima l'immagine del capo che si è abituati a incontrare nel Medio Oriente, mentre
forza. L'islam, come tutte le forme religiose semite, è sempre stato ricorda i grandi re persiani dei tempi antichi. Nel XVII secolo il viaggiatore
insoddisfacente per il sentimento nordico, che lo ha sempre trovato arido. Il Benedikt Goes incontrò ancora montanari biondi nelle valli del Pamir (4).
sufismo è stato un tentativo di trasformarlo in qualcosa di più vicino allo spirito
nordico, scoprend o un'esperienza del sacro ben più profonda e più ricca. Fra le stirpi del Pamir, e in particolare fra i Galei, si afferma che anche
adesso i capelli e gli occhi chiari non sono rari. E fra gli afgani sembrerebbe
Von Ujfalvy arriva alla conclusione che già ai tempi degli Achemenidi, rimanga ancora una certa impronta nordica. Stiehl trovò che la maggior parte
quindi nel VI secolo a.C., cominciano le influenze "semitiche" - orientalidi e dei prigionieri di guerra afgani erano alti, con gli occhi chiari, "con
levantine -, e che al tempo dei Sassanidi, cioé nei secoli III - VII d.C., la maggior un'espressione cordiale che dava fiducia" e concludeva che "avrebbero anche
parte del popolo persiano era già razzialmente 'semita'. La scomparsa del potuto essere nati nelle campagne della Germania settentrionale invece che
sangue nordico dovette avvenire soprattutto a favore di quello nelle capanne della loro terra montagnosa" (5).
levantino (cfr. Cap. 4). La descrizione che von Ujfalvy dà dei
persiani dei tempi sassanidi è questa: "Il naso è fortemente aquilino,

(1) de Ujfalvy, "Iconographie et Anthropologie irano-indiennes", L'Anthropologie, vol. II,


1900.
(2) Ammian us Marcellinus , III, 2, 75 e 80.
(3) Così von Luschan, "The Early Inhabitants of Western Asia", [I primi abitanti dell'Asia
(1) Una parte dei mazdeisti fuggì allora in India. I parsi (circa 100 000, nelle vicinanze di
occidentale], Journal of the Anthr. Inst., vol 41, 1911.
Bombay) sono i loro discendenti attuali; che continuano a praticare il mazdeismo. La
(4) Cfr. "Grundriss der iranische Philologie" [Fondamenti di filologia iraniana] di Geiger e
maggioranza sono commercianti abbienti, rispettati per la loro onestà e laboriosità. Per loro
Kuhn, p. 290.
la stretta di mano è un impegno molto più valido che qualsiasi documento scritto, e in questo
(5) Stiehl, "Unsere Feinde. Charakterkopfe aus deutschen Kriegsgefangenenlagern" [I nostri
si ha da vedere un effetto della loro antica fede persiana. Molti di loro sono gente che ha
nemici . Teste caratterist ich e nei camp i di prigio n ieri in Germ an ia], 1916 .
studiato. Sostengo n o che, alla lunga, la loro relig io n e si diffon d erà fra tutti i popoli.

128 129
Probabilmente si tratta dell'antico sangue nordico dei persiani e dei saci, di razza prevalentemente occidentale ma già allora parzialmente incrociata
ambedue popoli che avevano esteso il loro dominio molto addentro nelle con elementi dinarici e levantini -, in modo particolare i pelasgi. I toponimi
profondità dell'Asia. E nelle zone montagnose la scomparsa del sangue nordico greci sono spesso pre -indoeuropei. La religione dei greci assimilò figure pre-
non avviene come nelle zone basse, cosa osservabile già nell'Eur opa . nordiche, tipo Poseidone, che Omero descrive dai capelli neri, ed Efesto. Tutta
meridionale. la cosiddetta cultura micenea, fiorita fra il 1500 e il 1200 a.C., è stata descritta
da Schuchhardt come una condizione di equilibrio occidentale- nordico.
Come osservato per la prima volta dal Gobineau, il popolo persiano attuale
mostra ancora tratti ch e lo innalzano al di sopra dei suoi vicini. "Secondo le Quando ebbero luogo le intrusioni nordiche in Grecia? - "Una cosa è sicura:
descrizioni e i giudizi di quasi tutti i viaggiatori, nonché da quanto c'è nei loro ci fu una prima corrente, proveniente dall'Europa centrale, che arrivò in Grecia
scritti, questi 'iraniani' posseggono delle qualità di carattere che altrimenti non ancora all'età della pietra, e portò con sé la casa del tipo megaron, la sepoltura
sono riscontrabili se non fra gli europei. In quelle zone essi sono l'unico popolo dei cadaveri in posizione estesa e diversi tipi di nuovi ornamenti, deviando così
capace di una certa cultura, e così si differenziano da tutti i loro vicini un poco alla volta la cultura micenea dal suo carattere prettamente
nonostante la facciata islamica e la stagnazione della loro vecchia cultura. Essi occidentale. Dopo, forse 1000 anni più tardi, verso la fine dell'età del bronzo, ci
sono i discendenti e gli eredi naturali degli antichi iraniani, la cui cultura fu ed fu una seconda ondata, di carattere più nordico e più decisa a mantenere le sue
è messa a profitto da tutto l'islam senza che i suoi beneficiari, arabi e turchi, caratteristiche. Essa occupò la Beozia e l'Attica e più tardi il Peloponneso con
abbiano avuto la capacità di aggiungervi niente di nuovo" (1). esclusione dell'Arcadia".

Anche· la storia degli elleni. (greci) da un'immagine di fioritura e decadenza "Nella memoria popolare dei greci la prima invasione non lasciò se non dei
non dissimile da quella degli indiani e dei persiani; e anche in questo caso come ricordi piuttosto sbiaditi, secondo i quali prima dei lorò eroi nazionali achei, il
conseguenza prima dell'espansione e poi della decadenza di una classe territorio era stato popolato da genti straniere, i pelasgi, che non erano stati
dirigen te nordica. sterminati ma avevano trasferito buona parte della loro cultura ai nuovi arrivati,
come, ad esempio, il culto di Dioniso e dei Cabiri e le immagini delle Erme."
"Come le altre popolazioni indoeuropee a loro imparentate, e in particolare "Come è stato spesso indicato, la seconda invasione, portatrice della cultura del
i loro vicini traci, anche i greci furono inizialmente una razza bionda." "Omero dipilon, lasciò un ricorso molto più vivo presso i greci. La leggenda ci informa
attribuisce capelli biondi a tutti i suoi eroi favoriti ... le ragazze della Laconia, che ottant'anni dopo la conquista di Troia i dori - gli eraclidi · sarebbero arrivati
cantate da Alcmeone nelle sue Partenee, erano bionde; e anche le beozie, in Grecia" (1).
ancora nel III secolo, erano prevalentemente bionde." "La poesia epica ci
descriv e Achille, Aiace e gli Atridi come uomini di giga ntesca statura " (2). Provenienti dalla valle del Danubio "gli antenati di quelli che poi furono i
greci seguirono la valle del Margos (Morava), che è in contatto con quella
Nel Cap. 7 è stato indicato come in Grecia e in Asia Minore le dell'Arios (Vardar) attraverso un comodo passaggio a circa 450 metri sul livelllo
culture di tipo occidentale scomparvero come conseguenza del mare; e la valle dell'Arios conduce alle spiagge del Mare Egeo" (2).
dell’invasione di genti nordiche. Quelle che le saghe elleniche
chiamano le migrazioni ioniche e doriche sono i ricordi popolari di Il santuario· popolare greco di Dodona è anch'esso un indicatore della
questi avvenimenti. Sia la leggenda che la storia hanno anche direzione di provenienza della seconda ondata nordica, in quanto è posto
traman dato il ricordo delle popolazioni autoctone del territorio greco all'estremo Nord-ovest dell'area storica di popolamento greco, l'Epiro.

(1) Hiising , "Vòlkerschichten in Iran" [Stratificazion i di popoli in Iran] (Co mun icazio n i della Le poesie eroiche elleniche riflettono accuratamente il
Società Antropologica di Vienna, Terza serie, vol. 16, 1916). - Quale sia stata l'influen za carattere della razza nordica (3). Ci sono ricordi molto
persia na, attraverso il ma zdeismo, nel giudaismo, il cristianesimo e l'islam, non è argomento chiari della classe dominante arrivata con la prima ondata; non
sul quale ci si possa qui dilungar e. L'importanza del mazdeismo sullo sviluppo delle arti è
stata dimostrata da Strzygowski nei suoi due libri "Die Baukunst der Armenier und Europa"
[L'architettura armena e l'Europa], 1918, e "Ursprung der christlichen Kirchenkunst"
[Origine dell'arte chiesastica cristiana], 1920. L'influenza persiana nella poesia europea è
stata descritta da Burdach nel suo "Uber den Ursprung des mittelalterlichen Minnesangs, (1) Schuch h ard t, "Alteuropa" [Antica Europ a], 1919.
Liebesromans und Frauendienst es" [Sull'o rig in e della poesia dei trovatori, dei roman zi (2) Beloch, "Griechische Geschichte" [Storia greca], 1912.
d'amore e dell'amo r cortese nel Medioevo ], 1918. (3) Gi.à nel 1842 lo scrittore inglese Bulwer Lytton aveva indicato la natura nordica dei greci
(2) Beloch, "Griechische Geschicht e" [Storia greca], voi. I, 1912. nel suo roman zo "Zanoni".

130 131

L
molto forte, ma le cui gesta risuonarono in tutto il mondo ellenico e i cui eserciti nordica sono caratteristiche dello spirito di queste genti: la religione di Omero,
- a differenza di quelli delle genti occidentali il cui nerbo erano stati gli arcieri - la filosofia e la scienza greche, l'arte ellenica. Caratteristiche di quest'ultima sono
erano armati di lancia e si proteggevano con scudi rotondi. Queste saghe eroiche "misura, ordine e razionalità" (1), tutti tratti nordici nella loro espressione
sono indicatrici dei tempi più arcaici della grecità, quando stirpi isolate, specificamente ellenica. Le figure degli dèi e le leggende a loro abbinate hanno
facendo da avanguardia alla razza nordica, avevano trovato la via conservato quell'aspetto eroico proprio della razza nordica. L'Atena bionda e
dell'Ellade. Dopo, la prima dagli occhi azzurri è armata per la battaglia come le germaniche valchirie, e gli
invasio ne massic cia fu dèi fanno una vita in parallelo a quella dell'arcaicità eroica degli elleni. Ma
probabilmente quella degli ioni questo è caratteristico dei tempi arcaici di tutti i popoli nordici, che
(detti javan nella Bibbia). Verso il rappresentano sempre la loro preistoria come tempi eroici. Ed è vero sia per gli
1400 - 1300 a.e. vennero gli iuli e indiani, i persiani, gli elleni i romani, i celti, i germani e gli slavi: dappertutto
gli achei - detti da Omero gli achei risulta un tempo eroico concepito in grandi poemi che lo descrivono più o meno
dagli occhi chiari. Finalmente, negli stessi termini - fatto che, anche se fosse isolato, sarebbe sufficiente per
verso il 1100 a.e., ebbe luogo concludere che si tratta di una stessa razza, che potremmo chiamare razza
l'ultima immigrazione nordica eroica. Omero diede agli elleni i loro poemi eroici, e l'Iliade è uno specchio
massiccia, quella dei dori e con loro fedele di quello che doveva essere il modo di pensare delle classi nobiliari di
arrivò la cultura del 'dipylon'. A quei tempi, quando il loro sangue nordico era ancora molto giovane. È per noi
quanto sembra, le genti doriche ovvio che - almeno fino a quando ci sentiamo appartenenti alla nordicità -
conservavano nei loro dialetti le dovremo trarre dall'Iliade tutto il possibile profitto per la nostra elevazione
forme più arcaiche della lingua spirituale, perchè essa descrive la grecità arcaica, e quindi la nordicità nella sua
greca (1). prospettiva ellenica, nel suo modo particolare di agire, pensare e rappresentare.
L'Iliade è la risposta dello spirito nordico a quei problemi epocali che ad esso si
Una caratteristica iniziale di imposero quando i nordici elleni penetrarono in quella terra specifica per
tutte queste invasioni fu dominare come signori su altrettante specifiche popolazioni autoctone (2).
l'introduzione della casa, delle arti
e delle armi nordiche; nonché, a L'ideale estetico dei greci è interamente nordico (3). Secondo Omero ed
partire dai tempi micenei, la pratica Esiodo gli dèi sono alti, biondi dagli occhi azzurri. Le statue greche mostrano
dell'incinerizione dei cadaveri, ripetutamente la razza nordica (4).
documentata nell'Iliade. Gli Ancora nel IV secolo d.C., il medico e sofista ebreo Adamanto ci
invasori portarono il patriarcato; descrive la popolazione della Grecia in modo tale che vi si può
mentre gli aborigeni praticavano il riconos cere il sangue nordico : "Quando qualcun o, appartene nte alla
matriarcato. La religione
occidentale aborigena assegnava
ai morti un ritorno agli
Fig. 203. Terracotta greca di Tanagra. Rogauo con i
capelli chiari e gli occhi ouurri. {Dallo collezione di
dèi oppure una permanenza nelle
sculture di Dresdo). isole dei beati; quella nordica (1) Così Walter Muller, "Die griechische Kunst" [L'arte greca], 1925.
immaginava un sinistro regno dei (2) Fra gli antichi greci e gli antichi germani si possono osservare tanti tratti comuni (cfr.
morti, l'Ade, corrispondente al germanico Hel. Con il tempo l'idea occidentale Schuchhardt, "Ho/, Burg und Stadt bei Germanen und Griechen" [La corte, il castello e la
tornò ad affermarsi proprio a partire da quelle zone dove l'immigrazione città fra i germani e fra i greci], Neue Jahrbucher f. d. klass . Altertum, vol. II, 1908). Il forte
nordica non aveva potuto arrivare. Un poco alla volta, dalla senso di appartenenza alla natura dimostrato da ambedue questi popoli di origine nordica
compenetrazione della mentalità dei signori nordici e di quella degli era già stato notato; e anche la somiglianza nel modo di dare i nomi.
occidentali sottomessi, insorse quel felice sincretismo che a noi (3) Nell'Iliade, Omero dice che Afrodite, Demetra, Radamanto, l'Aurora, sono biondi; e anche
appare come il "gioioso' mondo greco. Le creazioni della classe dirigente Achille, Menelao, Meleagro, Elena, Briseide. Gli dèi e gli eroi di Pindaro e di Teocride sono
biondi; Teocrito e Bacchilide si riferiscono spesso a loro contemporanei dai capelli biondi.
Euripide chiama Eracle 'il biondo'. Cfr. de Lapouge, "L'aryen, son r6le social", 1899.
(4) Anche se molto spesso la dolicocefalia nordica non è indicata in modo sufficientemente
forte, non bisogna perdere di vista il posizionamento delle statue, e che parecchie furono
(1) Le forme linguistiche delle classi inferiori non-nordiche ebbero meno influenza sui fatte per essere osservate da una determinata angolatura con conseguente trascuranza della
dialetti dorici che sugli altri . Lo ionico fu invece il primo a incamerare influenze del genere. parte opposta a quella della visuale .

132
133
stirpe ellenica o ionica, si è manten uto puro, allora è alto di
costituzione robusta, chiaro di pelle e
proporzionato, la testa bionda.

Fig . 204 a.b . Testa di un vincitore di lotta sporliva

Fig. 205. Afrodile Fig. 206. Menelao

Fig . 209. Donna ellenica, Statua proveniente da Ercolano (nella colle zione di sculture di Dresda) .

è di grandezza media e molto mobile, il collo forte, la peluria corporale è


flessibile e di colorito chiaro, le labbra sottili, il viso quadrato, forte ed
espressivo; e fra tutti i popoli sono i greci ad avere gli occhi più belli" (1).

Fig. 208. Il cosiddetto Eros di Centocelle


Fig . 207. Core di Prassitele.
(probabilmente di Prassitele). (1) Adamanto, "Physiognomica" III, sezione 32.

134 135

......
camminare e muoversi è il più elegante in tutta la Grecia. Hanno i capelli biondi
ed é loro abitudine portarli annodati sopra la testa": così le descrive Dicearco (1),
uno scrittore del II secolo a.C. Sembra che Tebe sia stata la città più nordica
della Grecia. Ma già nei tempi più antichi c'erano genti scure fra la
popolazione ellenica libera: come scuro è descritto Tersite da Omero; e l'araldo
di Odisseo, Euribate, lo era parimenti. Ambedue sono descritti come pelosi;
Tersite strillava e disturbava continuamente ed era un grande chiacchierone;
Euribate aveva la faccia scura e le spalle arrotondate.

Sembrerebbe che fin dai primi tempi il sangue di razze brachicefale si sia
diffuso in Grecia proveniente dai Balcani dall'Asia Minore e da Creta; in modo
particolare quello della razza levantina. La fisionomia di Socrate potrebbe
indicare un influsso estide (?) (cfr. Fig. 213), ed essa, in combinazione con la
posizione socratica nel campo intellettuale, veniva percepita come qualcosa di
eccezionale, come lo furono anche le rappresentazioni di satiri, sileni e
Fig . 210 a,b. Terracotta ellenica del lii secolo a.e. Donna di razza levantina. (Nella collezione di sculture di Dresda.)
centauri. Il tipo estide doveva essere visto come ridicolo, come viene
testimoniato dalle maschere comiche, di contro a quelle tragiche che erano
Questa descrizione non è del tutto chiara, e se ne ricava l'impressione che
sia stata messa insieme artificialmente utlizzando fonte più antiche per sempre di tipo nordico. Ne è prova il fatto che le rappresentazioni ironiche
renderla confacente all'ideale di bellezza della grecità - è molto improbabile (generalmente piccole ceramiche) sono sempre di tipi estidi o levantini: visi
che nel IV secolo ci fosse in Grecia ancora molta gente dall'aspetto nordico. Ma piatti e larghi, occhi piccoli, nasi fortemente proiettati all'infuori e spesso
questa testimonianza tardiva indica, almeno nella sua intenzione, che si carnosi nella loro estremità e occasionalmente anche labbra grosse di tipo
voleva aderire ancora a un ideale di bellezza di tipo nordico come quello dei negroide; ma in ogni caso tipi che non sono né nordici né occidentali. (cfr.
tempi eroici. figg. 210 e 211). Siccome queste genti non-nordiche dovevano essere numerose
nell'area ellenica, si diffuse l'abitudine di tingersi i capelli scuri per farli
L'ideale estetico dei secoli precristiani è probabilmente rispecchiato nel
sembrare biondi (una pratica abbastanza comune nei tempi di decadenza dei
modo più sicuro dalle piccole terracotte del IV secolo a.C., trovate soprattutto
popoli di lingua indoeuropea). Euripide documenta alcuni metodi per schiarire
nei dintorni di Tanagra, che rappresentano in massima parte donne e ragazze
i capelli scuri. Così, in tempi nei quali ormai il sangue nordico era diventato
del popolo. Entro i limiti in cui questo
scarso, si tentava artificialmente di acquistare un aspetto simile a quello dei
può ancora essere accertato, nella
tempi arcaici.
loro maggioranza erano bionde con gli
occhi azzurri, e i loro tratti erano
La storia greca può essere
quelli della razza nordica. "In tutti gli
interpretata come lo scontro
esempi da me conosciuti, i capelli
fra lo spirito delle classi
sono bruno-rossicci e gli occhi quasi
dominanti nordiche e quello
sempre azzurri" (1).
delle classi aliene sottomesse.
In un popolo composito, fatto
Quel che rimane dei ritratti a
di dominatori e di dominati; in
colori dei tempi prima delle guerre
nessuna parte la
persiane (cioé prima del V secolo
composizione razziale degli
a.C.), indica quasi sempre una
uni e degli altri è tanto ovvia
capigliatura bionda. L'antichità greca
come fra gli spartani. La
considerava le donne di tebe le più
Fig. 211. Contenitore di terracotta greco­ popolazione di Sparta era
egiziano. che rappresenta una testa levantina. belle, cantate anche da Sofocle.
divisa in tre classi
(Da Sieglin, "Ausgrabungen in Alexandria" "Sono alte , e il loro modo di
[Scavi ad Alessandria] .) rigidamente separate: la
classe superiore era quella Fig. 212. Greci sconosciuti.

(1) Kekulé, "Griechische Tonfiguren aus Tanagra" [Terrecotte greche di Tanagra], 1878.
(1) "Dicaearchi Messenii composita", a cura di Fuhr. 1841.

136 137
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Fig. 213. Socrate di Atene (470 - 399 o.C .) Fig . 214. Demostene di Atene (385 - 322 a.C .) Fig . 217. o,b . Pericle di Atene, uomo di st a to (m orto nel 429 a.C.).

Fig. 218. Erodoto (cir c a 490 - 425 a.C .). nato ad Fig . 219. Sofocle di Atene
Fig . 215 a.b. Menandro di Atene (341 - 290 a:C.) Alicarnasso (Asia Minore); Tu c idide (454 - 396 a.e . ?). (probabilmente 497 - 406 a.C .).
nato ad atene figlio di un immigrato tracio.

dei signori dorici, i nordici spartiati; la seconda era composta anch'essa da uomini
liberi, i perieci, soggetti al servizio militar e e alla tassazione; discendenti degli
achei predorici erano ancora prevalentemente nordici; la terza erano gli iloti, già
precedentemente sottomessi dagli achei, e nella maggior parte servi di razza
occidentale. Ogni famiglia spartiata aveva ricevuto una proprietà terriera che
non poteva essere alienata - anche la parola tedesca Adel [nobiltà] è collegata a
una radice che indica proprietà terriera. Lo stato spartano si conservava
essenzialmente per mezzo della rigida disciplina guerriera nordica, alla quale
erano sottomessi tutti i cittadini liberi per tutta la loro vita. Attraverso regole
eugenetiche - di igiene razziale - gli spartani facevano il possibile per mantenere
forte la classe dirigente nordica; mentre nel contempo non si permetteva alla classe
degli iloti di essere troppo prolifica. Brasida vide chiaramente quanto una classe
dirigente posse essere assediata e minacciata da una sottomessa razzialmente
estranea: "Siamo in pochi in mezzo a tanti nemici" (1).
Fig . 216 o .b . Euripide di Atene (480 - 401 o .C.)
(1) Tucidide, IV, 126 .

138 139
i
Di conseguenza, c'era la proibizione di emigrare, multe per i celibi e premi
pe le famiglie numerose. Chi aveva quattro figli o più, non doveva pagare
tasse (una misura che è stata proposta anche dai moderni ricercatori
dell'eugenetica). Ma anche i bambini delle classi superiori erano soggetti a
una rigida selezione: gli anziani decidevano se un bambino appena nato
doveva essere allevato: se era debole o deforme, veniva esposto. "Era meglio
sia per il bambino che per lo stato che egli non vivesse, se non era forte e di
figura armoniosa" (1).
Questo, lo dice Plutarco, il quale aggiunge che gli spartani furono i primi a
cercare di migliorare, per mezzo della selezione, non soltanto i cani e i cavalli,
ma anche gli uomini; impedendo la riproduzione incontrollata degli idioti, dei
malati e dei deboli. E il giudizio di Senofonte era: "È facile vedere come per
mezzo di queste misure si poté produrre un popolo di prima qualità, forte e
possente. Difficilmente si potrà trovare un popolo più sano e sveglio di quello Fig . 220 a,b , Filoso attico del IV secolo a,C.; secondo F. Poulsen, Copenaghen, si tratterebbe di Plo tone. Il busto
spartan o" (2). sarebbe stato fatto dal vero dallo scultore Silonio . Tutti gli altri busti di Platone sono copie di uno statua sepolcrale
di Platone fatta dopo lo sua morte . Lo punto del naso è di tipo dinarico,
La bellezza delle donne spartane era proverbiale, mentre la loro salute e il
loro autocontrollo erano le qualità più stimate. Bacchilide (quinto secolo a.C.)
le cantò, definen do le bion de.
Le idee eugenetiche contenute nelle leggi di Licurgo non poterono se non
indebolirsi a seconda che la mentalità arcaica veniva aggredita da dottrine
'illuministiche' che enfatizzavano l'unicità del singolo (individualismo) di
contro alla sua collocazione all'interno della comunità e nella successione delle
generazioni passate e future - punto di vista oggi stigmatizzato come 'fuori moda'.
Già ai tempi di Platone a Sparta la denordizzazione e la degenerazione - i due
invariabili araldi della decadenza - erano in uno stadio avanzato. Agide III (244 -
240 a.C.) cercò, senza riuscirvi, di rimettere in piedi i costumi sanciti dalle leggi
di Licurgo, dando anche buoni consigli e un personale esempio di semplicità di
vita: ma per Sparta la libertà era divenuta libertinaggio, e Agide venne ben
presto condannato a morte. Anche il buddhismo, nell'India antica, aveva messo
l'accento sul singolo, sganciandolo dalla comunità popolare. Tutti i fenomeni di
Fig, 221 a,b, Zenone, di Chitione o Cipro. Fonndotore della scuoio filosofico stoico (circo 364 - 263 a .C,).
decadenza di nazioni basate sulla cultura nordica furono innescati da idee
'illuministiche' e 'individualiste'. L'Atene della decadenza lo dimostra in modo
ancora più evidente di Sparta nei suoi tempi di illuminismo sofistico, con il loro
individ ualism o potenziato al massim o.

La composizione razziale dello stato ateniese, che prima fu una monarchia e


poi una oligarchia aristocratica, è meno ovvia che a Sparta, ma anch'essa
perfettamente documentabile. Anche ad Atene, come a Sparta, araldo della
decadenza fu l'inaridimento del sangue nordico. Non appena in uno stato basato
su stratificazioni razziali la categoria sociale smette di dipendere dalla qualità
razziale per passare al censo, la strada è aperta agli incroci. Gli arricchiti di razza
non-nordica divennero sempre più potenti nella cosa pubblica; la classe dei
nobili e dei contad ini liberi, proprietari della terra, perse il suo potere

(1) Plutarco , "Licurgo", 16.


(2) Così Senofonte a proposito della costituzion e dei lacedemon i, I, 10; V, 9.
Fig 222 o,b. Posidonio di Apomeo in Siria, filosofo, 135 - 45 a .e ,

I 141
140
.I... _
politico. Inoltre si assottigliò con le guerre, combattute solo dai liberi, e con le eugenetiche della Sparta dei primi tempi. Ma era troppo tardi. Le guerre civili
lotte intestine per il potere, tipiche delle classi dominanti nordiche, per poi e internazionali avevano intaccato in profondità le classi nordiche. "Sembra poi
finire con l'accettare matrimoni misti, che sono il mezzo più rapido per che la malaria abbia avuto un importante effe to, in quanto la razza nordica è
cancellare ogni frontiera razziale. La costituzione ateniese di Solone (549 meno resistente a questa malattie che non i meridionali scuri" (1).
a.C.), che originalmente si era orientata verso il possedimento terriero, si Sotto queste circostanze, si fece avanti anche il cambiamento delle idee
orienta in seguito verso il possedimento del denaro; e questo è un indicatore di etiche. "Ma il vero e proprio colpo di grazia gli elleni lo ricevettero dalla
cambiamenti razziali. L'insorgere di tiranni, che si appoggiavano al "popolo" diminuzione intenzionale delle nascite, la quale, come avviene ora presso di
(demos) - Pisistrato, per esempio, si appoggiò agli abitanti della costa che di noi, colpì principalmente le classi superiori. Come dice Polibio in un suo
vivevano di commercio, e ai più poveri fra quelli delle montagne; ambedue, conosciuto passaggio, gli elleni del suo tempo non volevano più sposarsi, e
probabilmente, componenti non-nordiche della popolazione - sono un quando lo facevano avevano pochissimi figli. C'erano diversi metodi di
indicatore di una avanzata condizione di rovesciamento delle proporzioni contraccezione in uso, e gli aborti volontari erano frequenti. L'amore
razziali. Seguirono le condanne a morte di dirigenti politici nobiliari, cioè omosessuale, che già ai tempi di Platone non era visto come un qualcosa di
l'eliminazione dei più arditi esponenti delle classi superiori nordiche, e l'esilio ripugnante, godeva di grande popolarità anche perché non era adatto alla
dei cittadini migliori, il ché significava un montante potere in mano ad una riproduzione. Anche l'ideale dell'etera, cioé della donna interamente 'libera' che
massa che vedeva in ogni grande uomo una disgrazia pubblica (1). concedeva i suoi favori a un uomo solo perché le piaceva e senza alcun legame
Le guerre contro i persiani e, più ancora, le lotte fratricide fra elleni sancito da matrimonio, ebbe la sua origine, in parte, dal poco interesse per la
dovettero portare a una rapida diminuzione numerica nelle classi superiori, procreazione. Uno scritto sul monumento a Làis dà un'idea di quanto queste
dalle quali provenivano i guerrieri. "Sia la gloria che la decadenza di Atene si cose abbiano contribuito al collasso della grecità: “Ellade, un tempo indomita e
può spiegare con riferimento alla composizione della sua cittadinanza, che non feconda di eroi, fu sottomessa dalla divina bellezza di Làis”. Tutte queste
fu mai superiore alle 30.000 anime. Gli ateniesi, durante la guerra del circostanze cooperarono per far sì che, per esempio, la casta guerriera degli
Peloponneso, soltanto nella loro spedizione in Sicilia persero 60.000 uomini, dei spartiati, che al tempo delle guerre persiane potev ancora mandare a combattere
quali naturalmente non tutti erano cittadini a pieno diritto. Dopo la battaglia di 8000 uomini, alla battaglia di Leuttra ne contasse 2000 e nel 230 a.c. soltanto
Cheronea si dovette dare la piena cittadinanza a 20.000 non-cittadini; e così il 700" (2).
demos ateniese perse il suo carattere nobiliare . Qui vale la pena ricordare quel Il sangue non-nordico riaffiora chiaramente in tutta la Grecia. Dicearco (II
famoso passaggio del discorso che l'eupatride Licurgo pronunciò contro Leocrate secolo a.C.) ci descrive le classi più ignoranti di Atene, gli "attici" (3), come
e contro l'estensione del diritto di cittadinanza anche dopo la situazione di "chiacchieroni curiosi", di contro alla classe superiore,·gli "ateniesi", che erano
emergenza intervenuta per la battaglia· di Cheronea, descrivendola come la più "magnanimi, cortesi e retti nella loro amicizia". Per questi ultimi fare gesti
grande disgrazia che sia toccata allo stato, e dicendo che fino ad allora il più troppo evidenti con le mani era segno di diseducazione. Perfino gli oratori
grande orgoglio del popolo ateniese era stato quello di avere un'origine contadina dovevano essere parchi nei loro gesti e non mettere in disordine le pieghe
pura. Atene decadde per mancanza di ateniesi; e quel che rimase della sua gloria vestiario. Tutto questo era qualcosa di incomprensibile per genti di razza
fu qualco sa come la luce di quei pianeti che da un pezzo si sono spenti" (2). occidentale.
Atene decadde allo stesso ritmo con cui il sangue della sua classe dirigente
nordica si prosciugò. Ancora durante i tempi della predominanza 'popolare' Fu Creta, a quanto sembra, la prima a ricevere un'intrusione importante di
insorse, dal sangue dell'alta nobiltà, il grande Platone (427 - 347 a.C.), che sangue levantino; già le immagini più antiche del luogo mostrano persone con
percepì la fine. Nella sua opera "Le Leggi" propone piani di costituzioie tratti levantini. Secondo Bèloch, fu là che cominciarono a farsi
improntati ad una straordinaria comprensione per l'eugenetica evidenti quei caratteri di bruttezza spirituale che poi deturparono la vita
(igiene razziale); diretti a mantenere e a salvare Atene, con le cure politica degli elleni e li resero eticamente meno nordici sia dei persiani
che degli italici (romani): la mancanza di fede alla parola data, la
disonestà, la venalità, l'invidia "ci furono tante cose vergognose nella
(1) Un proverbio cinese dice: "Un grande uomo è una disgrazia pubblica" - e questa è una
convinzione che sembra essere particolarmente attinente alle razze dal viso amplio e la testa
cort a.
(2) Hoernes, "Natur- und Urgeschichte der Menschen" [Storia naturale e primordiale degli (1) Lenz, in Baur-Fischer-Lenz "Grundriss des menschlichen Erblichkeitslehre und
uomini], 1907. Rassenhygiene" [Compendio di teoria dell'ereditarietà e dell'igiene razziale umana], I, 1923.
(2) Lenz, in Bauer-Fischer-Lenz, "Grundriss"I, 1923.
(3) Già Platone, nelle sue "Leggi", faceva la differenza fra ateniesi e attici all'interno della
popolazione di Atene .

142 143
:1
. .....
vita pubblica, assieme a tante creazioni culturali sublimi" (1). Fu da Creta che
si diffusero le pratiche omosessuali - e si può credere che queste seguirono la
diffusione del sangue levantino . Anche fra gli etruschi, occidentali-
levantini (cfr. Ca p. 7), l'amore degli efebi non era sconosciuto e c'era una
sensualità diffusa che poi vediamo affiorare anche nella vita cittadina della
tarda grecità, soprattutto in Sicilia . La vita greca acquistava un numero
sempre maggiore di tratti medio-orientali. Qui si comincia a percepire la
formazione di quella che è la popolazione della Grecia dei nostri giorni, un
misto levantino-occidentale-orientalide.

Siccome non fu se non nella tarda grecità che assieme all'arsione dei
cadaveri si riprese anche a seppellirli, si è potuto studiare un numero minore
di teschi arcaici rispetto a quelli più recenti . Ma quelli che sono stati studiati
sono soprattutto crani lunghi, con un indice medio di 75,7. Ridgeway (2)
documenta còme ancora fra il 400 e il 300 a.C. la dolicocefalia era Fig, 223,a b, Alessandro Magno 1356 - 323 o.C. J.

predominante in Grecia. Sembrerebbe che il sangue levantino non si sia


sovrapposto in misura apprezzabile a quello nordico e occidentale degli elleni
se non dopo il 300 a.C. Siccome la razza levantina dimostra una particolare
capacità commerciale, è proba bile che l'intensificarsi dei traffici abbia attratto
un numero crescente di elementi levantini nelle città del Mediterraneo.

È pur vero che anche nel teatro nei tempi tardi della grecità l'eroe portava
una maschera dai capelli biondi; ma è probabile che la popolazione fosse
già prevalentemente scura - non a caso Pausania (I secolo d.C.) rimase sorpreso
quando in un tempio di Atene trovò una statua di Atena con gli occhi azzurri .
Ippocrate (460 - 377 a.C.) invece, in una dissertazione sull'ereditarietà del colore
degli occhi e della forma della testa, menzionava gli occhi azzurri come cosa
comunissima.
Fig . 224. Seleuco I Nicator. generale macedone sotto
La Grecia era matura per il collasso. Ma "è importante rendersi conto che Alessandro Magno e poi fondatore del regno di Siria,
Fig , 225. Guerriero macedone, sul sarcofago litico di
Sidone (da Winter) ,
qu egli stati greci nei quali il sangue nordico era stato più forte, sopravvissero assassinato nel 280 a.e.

agli altri per un tempo più lungo. Atene cadde prima di Sparta e Tebe durò più
seguiro no favorissero la cultura greca. L'ellenismo e l'alessandrinismo furon o
dell'una e dell'altra" (3). Tutti i grandi pensatori e artisti dei tempi ellenistici
prodotti culturali dei tempi post-nordici.
vissero prima della conquista macedone. "L'Attica , fra il 530 e il 430 a.C., aveva
una popolazione media di 90.000 liberi, eppure lì nacquero non meno di 14
Nel Nord della Grecia sorse una potenza che ne avrebbe colto l'eredità : la
uomini con una mente creatrice di prim'ordine " (2). I pensatori greci che
Macedonia, destin ta al dominio per il fatto che, in confronto al resto della Grecia,
vennero dopo Aristotele non reggono il confronto con quelli che erano venuti
conservava ancora una forte classe dominante nordica. Al contrario della Grecia
prima, e assieme alla filosofia greca anche l'arte si appiattì,
senescente e razzialmente sempre più scura, i macedoni erano ancora un popolo
nonostante che i dominatori macedoni e quelli romani che li
nordico abbastanza puro che si armava per il dominio. Le ricerche razziali rivelano
quanto nordici foss ero i macedoni di Alessandro il Grande. Il sarcofago dipinto di
Sidone indica che "i macedoni era chiari, biondi e con gli occhi azzurri" (1). I
personaggi rappresentati mostrano "tumescenze sopracciliari ben sviluppate,
(1) Così si espresse in un'occasione Gobineau nel suo "Essai sur l'inégalité des races fronte leggermente sfuggente, cranio poco alto, mento pronunciato e forte" (2)
humaines" (1853 - 1855). [Saggio sull a disuguaglian za delle razze umane, trad. di F. Maiello,
Rizzali, Milano, 1997. NdC.] (1) de Ujfalvy, "Iconographie et Anthropologie irano -ind ienne", L'Anthropologie, vol. II, 1900,
(2) Ridgeway , "The Early Age o/ Greece" ,[L'età antica della Grecia] vol. I, 1901. Cfr. anche le riproduzioni a colori di Winter, "Der Alexandersarkophag" [Il sarcofago di
(3) Gra nt , "The Passing o/ the Great Race", [Il declino della grande razza]. 1922. Alessandro], 1912.

144 145
e altri tratti nordici. Dell'aspetto di Alessandro sappiamo che era dolicocefalo, seguire? Si trattò forse degli oschi (sanniti) e degli umbri? Comunque, i villaggi
aveva gli occhi chiari, era biondo e di carnagione così delicata che arrossiva palafitticoli dell'alta Italia erano organizzati in modo molto ordinato, come poi lo
non solo nelle guance ma addirittura nel petto" (1). I suoi tratti nordici sono fu la "Roma quadrata". Ai ponti che portavano sulla terraferma si collegavano
riprodotti da diverse statue e pitture. Dal punto di vista razziologico, è ovvio figure religiose, che forse diedero luogo alla denominazione di ponti/ex poi
perché fosse arrivato il turno politico della Macedonia: in Grecia si dava adottata dalla principale figura religiosa a Roma. – Ma l'immigrazione italica
l'inaridimento del sangue nordico, mentre in Macedonia c'era ancora un massiccia, che poi portò alla fondazione di Roma, venne dopo, "nell'età del
popolo nordico pieno di forza, forse migrato verso Sud da una sede nordica bronzo" (1). La forma delle terrecotte indica una sede primigenia che doveva
non proprio tantissimo tempo prima. Diversi tratti della cultura macedone trovarsi nella Germania centrale; e lo stesso viene indicato da diversi studi
sono di tipo nettamente "Nord-europeo" (2). Dal punto di vista razziologico, il linguistici. Secondo Much(2) "Che gli itali (italici) provenissero da· Nord delle
passaggio del potere dagli elleni ai macedoni è tanto naturale come la Alpi, è una conclusione obbligata quando si considerano le loro relazioni di
sostituzione dell'Austria da parte della Prussia come forza dirigente dei popoli parentela con i popoli del Nord". In ragione della stretta parentela fra l'italico,
germanici. La Grecia era esaurita.Qquando si conaino i grandi uomini di ogni il celtico e il germanico, e di quest'ultimo con il greco, la scienza delle lingue
periodo specifico della storia greca, ci si rende conto come un poco alla volta deve obbligatoriamente arrivare alla conclusione che ci fu nella preistoria una
essi diventino sempre meno; e anche come molti di loro avevano o il padre o la zona di contatto fra popolazioni che parlavano queste lingue (o per lo meno
madre provenienti da stirpi che ancora si mantenevano nordiche, tipo i traci o fra i popoli dai quali italici, celti, ecc. poi derivarono): si pensa che la Boemia
i macedoni . Queste popolazioni nordiche, descritte da Senofane (nato verso il o la Moravia possano essere state questa zona di contatto. La migrazione degli
570 a.C.) come bionde e dagli occhi azzurri e adoratrici di dèi parimenti biondi italici verso l'Italia ebbe luogo a partire dal medio Danubio attraverso i passi
e dagli occhi azzurri, marciarono verso la gloria sotto il comando di più bassi delle Alpi orientali. Il percorso delle forme culturali italiche è
Alessandro il Grande; salvo poi essere condannate dalla dispersione della loro descritto da Schuchhardt: "Questa cultura si propaga lungo l'Adriatico,
classe dirigente a su vaste zone con popolazione non-nordica. - Se la Grecia attraversa il medio Appennino e poi segue il Tevere fino a Roma; e ad essa
arcaica era stata essenzialmente nordico-occidentale-dinarico-levantina, i corrispondono le sepolture preromulee del Foro. Un altro gruppo si mantenne
tempi della decadenza e la Grecia contemporanea sono caratterizzati da una più a Nord per raggiungere Tarquinia nell'Etruria meridionale; ma le
miscela occidentale-levantino­ dinarico-orientalide, e ancora oggi c'è un propaggini culturali italiche si riscontrano anche a Est degli Appennini, fino a
ininterrotto apporto razziale brachicefalo proveniente dalla montagne Taranto". È importante il fatto che questa nuova cultura gira attorno
balcaniche. all'Etruria; ovviamente perché lì c'erano già degli stati consolidati che fecero
resistenza. E difatti l'Etruria era un'unità culturale antica e consolidata (3) (cfr.
Gli eredi del potere in tutta la zona mediterranea antica furono alla fine i Cap. 7).
romani, anch'essi di sangue nordico. Già verso il 2000 a.C. le costruzioni
palafitticole dell'Italia settentrionale mostrano "caratteristiche che indicano Quando si considera la storia romana nel suo insieme, se ne riceve
influenze provenienti dal Nord delle Alpi, caratteristiche osservabili anche nel l'impressione che le popolazioni nordiche arrivate in Italia - e che poi si
modo di vita generale. Gli immigrati abitavano villaggi protetti da zone prepararono a fondare un impero mondiale - non dovevano essere molto
lagunari e incineravano i loro morti" (3). numerose in confronto agli aborigeni non-nordici. Ma le stirpi nordiche
Sia lo stile delle loro terrecotte che la pratica dell'incinerazione dei cadaveri (gentes), dotate di una volontà di ferro e di abitudini semplici e guerriere,
indicano una provenienza nordica. L'archeologia degli stanziamenti imposero e mantennero la loro fisionomia romana fino a tempi molto tardi,
palafitticoli dell'alta Italia ha rivelato che la popolazione era sia dolicocefala quando ancora gli uomini appartenenti alla razza creatrice risaltavano come
che brachicefala; e questo può essere spiegato assumendo che la dotati di una durissima capacità di azione. I romani ci appaiono ancora più
popolazione proveniente dal Nord - che paraticava l'incienerazione dei cadaveri nordici dei greci, in ragione della loro grande serietà - le qualità romane della
e perciò non lasciò tracce dietro sé - si istallò come classe dirigente su gravitas e della virtus - nonché della posizione molto libera della donna.
aborigeni estide-occidentali. Si trattò forse di una qualche stirpe italica Ancora nei tempi della tarda romanità valeva quanto ha da dire Giuffrida­
che fece da avanguardia alla massiccia penetrazione che doveva Ruggieri: "Nella tranquillità e nella crescita silenziosa del popolo
romano, i discendenti delle stirpi nordiche allevarono quegli
uomini acuti e capaci di violenza che noi conosciamo di tempo
(1) de Ujfalvy, "Le type physique d'Alexandre le Grand", [Il tipo fisico di Alessandro Magno]
1902.
(2) Cfr. Schrader, "Reallexikon der indogermanischen Altertumskunde" [Diz. encicl. (1) Schuchhardt , "Alteuropa", 1919.
dell'ant ich ità indoeuropea], sotto la voce "Makedonen [macedo n i]". (2) Much, "Deutsche Stammeslwnde" [Studio delle origini tedesche], 1920.
(3) Schuchhardt , "Alteuropa", 1919. (3) Schuchhardt , "Alteuropa", 1919.

146 147
in tempo nella storia romana" (1). Cap. 7). Naturalmente, Orazio non poteva più conoscere l'origine di questo
adagio.
Dai tempi semimitici dei re di Roma ci sono tramandati molti degli aspetti
caratteristici della lotta dei primi intrusi nordici contro gli etruschi per il Gli scopi eugenetici erano raggiunti con l'uccisione dei nati deformi, imposta
dominio dell'Italia. È lecito supporre che anche gli etruschi, con la scomparsa dalle legge delle dodici tavole (1).
della loro classe dirigente nordica , avessero perso i loro più validi condottieri. Ma questo, come sembra, condotto anche ad abusi; e difatti le leggi romane
Probabilmente, nel popolo etrusco le componenti estidi e levantine avevano posteriori favorirono la prolificità, pur senza dimenticare le misure eugenetiche.
preso sempre più il sopravvento; e gli etruschi degli ultimi tempi rivelavano Ancora Seneca (2) scriveva: "Noi affoghiamo i deboli e i deformi. Non è la
una sensualità di tipo levantino, venendo altresì descritti dai romani come passione, ma la ragione, che ci indica che chi è valido deve essere distinto da chi
obesi e pingui. Erano anche additati come esempi di avanzata degenerazione non lo è"; ma ai tempi di Seneca (circa 41 d.C.) sembra che fosse più un
etica. consiglio che la descrizione di una pratica. A idee eugenetiche consapevoli
arrivarono alcuni romani soltanto quando la denordizzazione e la degenerazione
Le testimonianze storiche più antiche che si abbiano sui romani s1 avevano ormai raggiunto proporzioni incurabili.
riferiscono alle lotte contro le altre stirpi nordiche (umbri, oschi, sanniti,
sabelli, sabini) e la loro annessione. Gli umbri, nei quali si ha forse da vedere La legge delle dodici tavole , che costituisce il documento primordiale del
l'avanguardia della penetrazione nordica in Italia, avevano già fondato uno diritto romano, è il risultato di una regolamentazione giuridica delle relazioni
stato nella zona dello sbocco del Po. fra patrizi e plebei. Sotto la repubblica ci furono i primi cambiamenti
importanti nella stratificazione sociale. Il console P. Valerio Poblicola fece
La prima costituzione romana, come già quella spartana, ci dà un'immagine passare leggi mirate ad assicurargli la simpatia della plebe; con la consegue che
esatta della stratificazione razziale: i 300 patrizi, che da soli costituivano lo stato nel senato penetrarono molti arricchiti che non erano di sangue patrizio (510
romano, corrispondevano alle 300 stirpi latine dei conquistatori nordici: i plebei, a.C.). Ci furono lotte fra la due stratificazioni sociali, ci furono giovani patrizi
mancanti di ogni diritto politico, erano le popolazioni autoctone, di razza che proposero di ristabilire la monarchia, i plebei si ritirarono_su Monte
prevalentemente occidentale anche se già misti di estide, dinarico e levantino. Sacro per costringere lo stato ad accettare le loro pretese, le stirpi patrizie
Patrizi e plebei, inizialmente, non costituivano una contrapposizione di classi finirono per essere divise da contrasti; poi finalmente fra patrizi e plebei si
sociali, ma una separazione razziale: i plebei erano i discendenti di genti liguri e arrivò ad accordi di compromesso che però significarono l'inizio della
iberiche, prevalentemente di razza occidentale. Rimangono dei segni secondo i mescolanza razziale. Nel 445 a.C. la lex Canuleia de connubio rese legali 1
quali i plebei erano retti da istituzioni matriarcali; mentre i patrizi di razza matrimoni fra patrizi e plebei. Prima i figli di matrimoni misti appartenevano
nordica avevano usi patriarcali, sui quali si insiste in modo particolare nelle alla pars deterior o, per usare un'espressione legale tedesca antica, alla
loro leggi (patria potestas) (2). "éirgeren Hand" ['colui che è sottomesso']; e così il sangu e della classe superiore
L'educazione alle virtù civiche e le abitudini semplici e guerriere proprie era mantenuto puro. In seguito, i figli appartenero alla classe del padre; e così
degli antichi romani ricordano sotto molti aspetti i costumi nordici, pure il limite fra le razze. fu cancellato. E questo portà anche nella plebe un
documentate per l'Islanda nei secoli X e XI; e perfino nelle espressioni verbali quantitativo di sangue nordico che gli pormise di presentare famiglie di
della lingua latina si è trovato molto in comune con quelle usate nelle saghe eccellente mentalità nordica, che ebbero poi una notevole influenza nella
islandesi. C'è poca informazione sulla storia delle popolazioni locali preromane; nobiltà buroc ratica (nobilitas) fino ai tempi delle guerre punich e.
comunque sembra che mancassero completamente della dura volontà e del senso
di decisione dei romani. I romani biondi non si fidavano delle genti scure: il Il progressivo cambiamento della costituzione romana può essere riportato
detto "Romano, non ti fidare di chi è 'nero"' (hic niger est ; hunc tu, ai cambiamenti che seguirono nella stratificazione razziale. Il sangue nordico
Romane, cavetol), del quale dà notizia Orazio (Saturnali, I, 4, 85) si inaridiva lentamente; nordici erano soprattutto i guerrieri che combattevano
risale probabilmente ai primi tempi della romanità, con le sue e morivano per la grandezza di Roma; e i funzionari che amministravano le
contrapposizioni nordico-occidentali (cfr. terre conquistate. Il confronto con i celti, genti nordiche che irrompevano dal
Nord, portò a lunghissime guerre nelle quali si scontrarono le rispettive
(1) Giuffrida-Ruggieri, "A Sketch of the Anthropology of Italy" , [Abbozzo di antropologia
dell'Italia] Journal of the Anthr . Inst. , vol. 48, 1918.
(1) Ciceron e, "De legibus", III, 8. Cfr. Roper, "Ancient Eugenics", Oxford, 1913.
(2) L'origine del diritto romano va posto in linea con le idee giuridiche comuni a tutti i
(2) Nella sua "De ira", I, 18.
popoli nordici. Cfr. Ruhlenb eck, "Die Entwicklungsgeschichte des Romischen Rechts"
[Storia dello sviluppo del diritto romano], 1913.
149
148
Fig. 226 a,b. Giulio Ce sare. Occhi e capelli scuri I?), alto, di carnagione chiara. Fig. 230 a,b . Cicerone I?).

Fig. 227 a,b. Romano sconosciuto del I secolo a.e . Fig . 231. Attore tragico. Influenza dinarica. Fig. 232. Roma no scono sci uto . Influenza estide

Fig. 228. Matidia. nipote di Traiano I?) Fig. 229. Membro della famiglia imperiale dei Giuli I?). Fig. 233. Romano sconosciuto , Fig. 234. Romano sconosciuto.

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Fig . 235 o.b. Romano sconosciuto del I secolo a.e . Fig. 23, 8 L'imperatore caracolla . Padre a fricano , madre
Fig 239. L'imperatore Nervo (morto nel 98 d .C.).
siriaco. piccolo di statura (assassinalo nel 217 d ,C ,),

Fig . 236 o.b . Vipsonio Agrippa. generale sotto Augusto, di origini modesle. 62 a.e. - 12 d.C. Fig . 241. L'imperatore treboniano Gallo
Fig . 240. L'imperatore Probo (assassinato nel 282 d.C ,) , (nato in un'isola della piccolo Sirte. morto nel 253 d.C.).

L
Fig. 237 o.b. Druso Minore (opportenenle olla coso imperiale giulio-cloudio) . Fig. 242 a .b. Lucio Cecilio Giocondo. banchiere a Pompei . Prevalenlemenle levantino,

152 153
classi dirigenti, nordiche da una parte e dall'altra. Il sangue nordico si disperse Un poco alla volta la nobiltà scomp arve dalla vita romana. L'ultimo ad
al servizio della patria. Catone fu un autentico romano (morto nel 149 a.C.): estinguersi fu il casato dei Calpurni, che fino all'ultimo produsse nobili figure
appartenente all'alta nobiltà, di figura maestosa, grande patriota, genuino (ancora fino alla fine del I secolo d.C.). Gli imperatori non di rado si vedevano
uomo di stato e combattente nordico. Secondo Plutarco (e anche secondo una costretti ad ingraziarsi il favore del "popolo" con atti violenti contro le persone
certa poesia canzonatoria) egli era biondo e aveva gli occhi azzurri; ma è nobili che ancora rimanevano. Al posto della contrapposizione razziale arcaica fra
possibile che già ai suoi tempi il tipo nordico non fosse più tanto abbondante. I patrizi e plebei, ai tempi dell'im pero era intervenuta la contrapposizione fra ricchi
nomi paleoromani, che venivano scelti per indicare ì tratti nordici delle persone e poveri. I vecchi casati venivano impoveriti se rifiutavano di entrare nei giri
(come Fulvius, Flavus, Rufus, ecc.) continuarono ad essere usati anche dopo, per di affari delle grandi città, i quali in tempi imperiali diven tarono sempre più
inerzia, oppure proprio perché nei tempi di decadenza i capelli biondi erano scellerati. A partire dal 122 a.C., a fianco della vecchia nobiltà venne accettata
ormai così rari. È probabile che le guerre civili abbiano contribuito parecchio alla anche una 'nobiltà' del censo, gli equites, in maggioranza elementi arricchiti
distruzione dello strato nordico, perché in ambedue i campi a cadere erano ogni proven ienti dalle classi inferiori, éhe già negli ultim i tempi della repubblica
volta i dirigenti nordici, oppure rimanevano vittime della vendetta dei eseguivano solo speculazioni finanziarie e la cui vita privata era partico larmente
vincitori. E' ben noto come Mario, dirigente dello strato plebeo, dopo aver vinto degenerata e sensuale. Il loro pessim o esempio fu una delle cause principali della
Silla (il duce della nobiltà, che Plutarco ci descrive come biondo dagli occhi decadenza dei costumi; e le loro manipolazioni finanziarie portarono al
logoramento della classe dei liberi - la classe media romana - e allo snaturamento
azzurri), avesse fatto strangolare moltissimi uomini eminenti della nobiltà; e
etico della classe dei funzionari; al punto che anche Cesare (De bello gallico, I,
come Silla, più tardi, si fosse vendicato nella stessa sanguinaria maniera
39,40) commentava negativamente la loro esiziale influenza (1). Questi grossi
contro i dirigenti a lui ostili. I casati nobiliari della Roma antica si estinsero
capitalisti compravano le proprietà terriere e così l'Italia, da terra di contadini,
anche perché, sotto la pressione di una alta tassazione, riducevano sempre di
divenne terra di latifondi, mentre grandi estensioni vennero abbandonate
più la loro discendenza attraverso una limitazione consapevole delle nasscite.
(latifun dia perdiderunt Italiam). La decadenza dell'Im pero Romano, della
I Fabi si erano dovuti dare una legge privata secondo la quale bisognava
quale tanto si è parlato, cominciò in Italia. La religione romana antica, che
obbligatoriamente allevare ogni bambino nato nel loro casato. Ma la malaria, le
imponeva la discendenza, era da tampo dimenticata. L'importazione di schiavi
guerre, le guerre civili, la dissoluzione etica e l'estensione del potere su di tutto
portò non poco sangue levantino in una terra già impoverita del suo sangue
il bacino del Mediterraneo e oltre, non potevano se non diluire sempre di più miglio re. Le leggi che tentavano di porre rimedio alla denatalità non
lo strato nordico, soprattutto se si considera che non c'era più alcuna attaccavano il male alla radice, che era la degenerazione dei costumi. Allora
immigrazione nordica. La diminuzione della classe còntadina, come come ora, gli strati sociali con le peggiori caratteristiche genetiche erano i più
conseguenza delle importazioni di grano provenienti dalle colonie, ebbe prolifici. Così si arrivò alla degenerazione e alla denordizzazione, entrambi fattori
conseguenze fatali per il nerbo razziale di Roma (come molto più tardi per che resero gli ultim i tempi di Roma tanto orrendi. Plinio se ne rese conto, ed
l'Inghilterra). Sembra che nei paesi di campagna il tipo nordico si sia elogiava i primi tempi di Roma, quando non c'era ancora bisogno di medici; ma
mantenuto più a lungo; e perciò la iÌminuzione della classe contadina ormai era troppo tardi per una ripresa. Era il proletarius (da proles =
comportò una rapida denordizzazione e degenerazione. Eppure, ancora sotto figliolanza) a determinare, con la sua vittoria numerica, le circostanze dell'impero
l'impero, a Roma rimaneva una classe dirigente tollerabilmente nordica. in rovina (2). Il sangue delle centinaia di migliaia di schiavi e di liberti che
arrivavano da tutti gli angoli del mondo allora conosciuto aveva fatto dell'impero
La caduta della repubblica coincise con la scomparsa degli ultimi uomini che nient'altro che una discarica razziale. E l'elim inazione di tutte le barriere razziali
incarnavano la Roma nordica. La sconfitta di Bruto, di Cassio e dei loro alleati venne sancita, anche giuridicamente, dalla concessione della cittadinanza a tutti i
significò il collasso dell'ideale repubblicano e di quel che rimaneva della nobiltà cittadini liberi dell'impero (lex Antoniniana). Questa legge fu promulgata nel
romana. Avevano assassinato Cesare, capo del "popolo", che a quei tempi 212 d.C. sotto Caracalla, figlio di un africano e di una siriaca (Fig. 238), egli
significava ormai le classi inferiori urbane. Ma i progetti monarchici di Cesare stesso una spaventosa figura di degenerato criminale. Questa
sopravvissero alla sua morte e trionfarono sugli ideali repubblicani, che non estensione del diritto alla cittadinanza "fu salutata con
avevan o trovato per rappresen tarli nessun capo valido. Cesare è l’esempio
principe di un uomo dalle immense capacità al servizio della "vita calante” di
un tempo di decadenza. Egli fu il fondatore dell'impero romano che, un poco
(1) Cfr. Kuhlenbeck, "Die Entwichlungsgeschichte des Romischen Rechts" [Storia dello
alla volta, come conseguenza della deriva razziale, acquistò i tratti di una sviluppo del diritto romano] (1913), Cap. III.
monarchia medio-orientale e finì per divenire solo il contenitore dorato di un (2) I proletarii era lo strato sociale infimo, che non pagava tasse, in quanto da lui lo stato
mondo pu trefa t to. non si poteva aspettare altro che una discendenza .

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comprensibile giubilo da tutti i proletari dell'impero, perché ora, quella già ai tempi della nascita di Cristo, doveva essere un misto occidentale-estide­
specie di socialismo accattone del governo romano, con la sua distribuzione dinarico. Lo stesso Cesare, alto e dagli occhi chiari, rimase colpito dalla bassa
gratuita di grano, arrivava anche alle plebi di quelle città che, per qualche statura dei romani in confronto ai galli; e Strabone (68 - 20 a .C.), parlando di
speciale decreto, non avevano ancora ottenuto la cittadinanza " (1). una stirpe celtica della Britannia, i Coritavi, menziona il fatto che i loro
adolescenti erano più alti degli abitanti adulti di Roma. Nei tempi imperiali,
I pochi ancora nobili e consapevoli non potevano se non cercare quella l'altezza minima per il servizio militare venne abbassata a metri 1,48. La
dignità e tranquillità che ancora si potevano conservare in mezzo alla decadenza nobiltà rimaneva ancora riconoscibile per i capelli biondi; e chi, fra i ricchi e i
e al disfacimento generalizzati. Ormai non si poteva intraprendere più niente. potenti, aveva i capelli scuri, cercava volentieri di dissimularlo. Giovenale
Ai migliori fra i romani non rimase se non rivolgersi allo stoicismo, una filosofia (Saturnali, VI, 120) narra che Messalina nascondeva i capelli neri con una
diretta al singolo e mirata ad aiutarlo a sopportare un destino opprimente. Lo parrucca bionda. Gli arricchiti (homines novi) facevano arrivare dalla Germania
stoicismo (dovuto a Zenone e a Posidonio, Figg. 221 e 222), una filosofia della capelli biondi per le loro mogli e figlie dai capelli scuri, dando loro, in quel
probità, che rifiutava ogni ozioso gioco di parole e insisteva su una condotta modo, un "aspetto nobiliare". Secondo Erodiano, il meticcio afroasiatico
onesta, ma che nel contempo esortava alla tranquillità e alla estraneità dal Caracalla si metteva spesso una parrucca bionda e si faceva vedere vestito alla
mondo, probabilmente attrasse quelle genti che ancora, in quei tempi di germanica. L'ideale estetico di Orazio è nordico, anche se lui era piccolo, scuro
disfacimento, avevano una natura nordica e che in mezzo alla dissoluzione e grasso - e nordico è l'ideale estetico di Virgilio (1).
generale intendevano preservare la propria dignità. Anche lo scritto di Cicerone Ma fra la gente di tanto in tantoaffiora ancora il biondismo. Ovidio, che
"Dei doveri" (de officiis), di ispirazione stoica, rivela una natura virile e nordica aveva i capelli castani, aveva due amiche greche bionde. Il castano Tibullo
in quei tempi crepuscolari. conosce la bionda Delia, Marziale parla di diversi suoi contemporanei che erano
biondi, Orazio parla di ragazze bionde e altri scrittori menzionano individui
Ma anche il tardo stoicismo rifletteva soltanto lo stato d'animo di chi biondi di ambo i sessi che avrebbero avuto un ruolo storico importante (2).
guardava la decadenza senza serbare più alcuna speranza; donde il suo rifiuto di Apuleio, nato in Africa ma appartenente a un vecchio casato romano e che
matrimonio paternità e l’enfasi sul singolo. Queste uomini nobili, non aderiva alle dottrine platoniche, descrive sé stesso come alto, slanciato e biondo.
potevano più sentire alcun legame con La maggior parte delle sculture o dipinti che rappresentano romani (3),
ciò che ormai era diventato il “loro” dimostrano un'espressione nordica o prevalentemente tale.
popolo. Essi parlavano di una unione Il viso stretto, il cranio lungo, il mento forte, il "naso romano" - tutti questi
tra tutti gli uomini superiori del tratti insieme risultano sempre in teste che non sono distinguibili dalle più
mondo, ma non si rendevano conto incisive teste nordiche dei nostri tempi. Secondo Svetonio, lo stesso Augusto era
che così erano loro stessi a dare il chiaro di occhi e di capelli; e la sua espressione dolce ricorda certi tipi nordici
colpo di grazia al radicamento miti. Gli imperatori del tardo impero erano frequentemente di sangue
dell'uomo nel popolo e nella razza (2). "barbarico" (nordico) e vengono descritti dagli scrittori del tempo come nordici.
Le ultime figure virili della Roma Il primo vero e proprio germano a sedere sul trono dei Cesari fu Massimino
imperiale furono dei solitari; e Trace (235 - 238 d.C.), nato in Tracia di padre goto e madre alana. Secondo le
parecchi stoici, nei tempi imperiali, antiche descrizioni egli era di statura gigantesca, bello e di carnagione
vennero esiliati o uccisi. chiarissima. Valentiniano I (morto nel 375 d.C.), anch'egli di ascendenza
barbarica, era alto e chiaro di carnagione, occhi e capelli. Sotto questi imperatori
L'ideale estetico rimase del Basso Impero, che spesso erano di sangue germanico, ci fu una continua
nordico anche negli ultimi tempi immissione di soldati germanici nell'esercito romano, i quali finivano poi per
di Roma; e qualche tipo nordico stabilirsi all'interno dei confini d'Italia.
Fig . 243, Au gu sto (63 a .e . - 1 4 d.C.). Sec o n do affiorava ancora occasionalmente.
Svetonio. avev o i capelli biondi, come pure Nero ne;
questi e Golbo avevano gli occ hi azzurri. Ma il grosso della popolazione,

(1) Nella sua Eneide, Virg ilio dice che Mercurio , Turno e Camilla - nonché Lavin ia e perfino
la fenicia Didone - erano biondi o che avevano i capelli dorati.
(1) Ruhlenbeck, "Entwi ckl ungsgeschichte des Romischen Rechts", 1913.
(2) de Lapou g e, nel suo "L'aryen, son ròle socia/", 1899, riport a tutta una serie di citazio n i
(2) Questo individu alis mo degli stoici, dall'effett o distruttivo su popolo e razza, è stato messo in
letterarie su questo argo ment o.
luce soprattutto da Lenz, "Rassenwertung in der hellenischen Philosophie" [Valut azio ne
(3) Cfr. Hekler, "Die Bildniskunst der Griechen und Romer" [Le arti figurat ive dei greci e dei
della razza nella filosofia ellenica], Archiv f. Rassen- und Gesellsch aftsb io log ie , quaderni 5
roma ni], 1912.
.e 6, 1913.

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A partire da quei tardi tempi si ebbe una nuova immissione di sangue era decaduta a fatto puramente criminale. La chiesa cristiana di stato aprì
nordico nell'Impero Romano, col risultato che la sua dissoluzione fu per qualche orfanotrofi, nei quali però venivano allevati anche ciechi, sordi, mutilati e
tempo ritardata. Anche le prestazioni in battaglia dell'esercito furono deformi, permettendo così anche la loro riproduzione "e un bene fu
considerevolmen te migliorate. accompagnato da un male" (1). -

Ma l'autentico nerbo nordico-romano era ormai estinto; l'impero si avviava alla Il significato della razza per i destini di un popolo è illustrato in modo
disintegrazione e infine venne dissolto dalle ultime ondate nordiche, formate particolarmente illuminante nel caso della romanità. Lo statista inglese
dagli invasori germanici. Quasi come un ammonimento del destino, l'ultimo Disraeli, un ebreo orgoglioso di esserlo, si espresse così: "La razza è tutto, non
imperatore romano, Romolo Augustolo, fu deposto nel 476 dal primo re d'Italia, c'è alcuna altra verità; e ogni razza che si dà spensieratamente al meticciato è
Odoacre. Quelli che ancora dicevano di essere il 'popolo romano' - e questo già destinata alla decadenza" (2).
dai tempi _di Augusto - non erano più che una discarica razziale come risultato In India le distinzioni razziali si erano potute mantenere in virtù di un
inevitabile di disgregazione e meticciato. Una massa nella quale ogni tanto rigidissimo sistema di caste, ma solo fino al punto in cui un cambiamento della
qualche tratto nordico ancora affiorava. L'impero in decadenza, per lo meno in Weltanschauung non ne segnò la fine; in Grecia e a Roma sembra che il
quelle terre che toccavano i.l Mediterraneo, era ormai popolato significato delle ditinzioni razziali fosse percepito meno consapevolmente e che
prevalentemente da una miscela composta dalla razza occidentale preromana, perciò la separazione delle razze sia avvenuta più in fretta. In tutti i casi ,
--"....--. -._- Alla quale si era aggiunto molto sangue l'inaridimento del sangue nordico come conseguenza del meticciato significò la
"semitico", misto di svariate componenti scomparsa delle civiltà superiori (3).
levantine, orientalide, camitiche e negroidi (cfr. Il collasso del mondo "antico" non fu soltanto dovuto a scomparsa della forza
il Cap. 4) - portato dai molti schiavi e liberti creativa, ma anche alla scomparsa della capacità di conservare quanto già era
di lingua semita. A ciò si deve aggiungere che stato acquisito. Perfino la tecnologia sviluppata da spiriti creativi (che già a
nell'esercito erano stati reclutati africani di quei tempi era di alto livello) cessò di avere applicazione nei tempi denordizzati
sangue negroide e anche elementi di razza e degenerati che seg·uirono la caduta dell'imp ero romano (4).
mongola; mentre in Italia ci furono anche
forti intrusioni di razza estide e dinarica. Vera Da un'esame generale dello svolgimento della decadenza di tutti i popoli a
e propria miscela composita la cui completa dirigenza nordica, risultano delle caratteristiche comuni che io, nella mia
degenerazione diede origine a quelle "Rassenkunde des deutschen Volkes [Composizione razziale del popolo tedesco]"
fenomenologie ripugnanti tipiche del tardo ho descritto come segue: dallo studio dello sviluppo della nordizzazione e poi
impero (1). Il cristianesimo attraversò questa della denordizzazione di tutti i popoli di lingua indoeuropea, è possibile dedurre
discarica prima di arrivare ai popoli una teoria strutturale della diffusione e della sequenza storica della razza
german ici. nordica; che mette in risalto tutti·i tratti comuni sia dell'insorgere che della
scomp arsa dei vari popoli culturalm ente nordici. La forma sociale e quella
Fig , 244. Costantino il Grande. politica - entro i limiti in cui, per quei tempi arcaici, si possano usare queste
espressioni - cambiarono soltanto con l'abbandono delle sedi originali. Dove la
Il cristianesimo in espansione fu inizialmente la religione degli strati razza nodica rimase pura, c'era una forma di sovranità popolare amministrata
infimi della popolazione romana, per la quale la cultura dei romani liberi era dagli uomini più illustri delle diverse stirpi. Nelle regioni razzialmente pure ci
tanto estranea come poteva esserlo il pensiero e l'arte ellenica. La sua origine poteva anche essere un ordine politico repubblicano, perché tutti gli abitanti
e la qualità razziale dei primi aderenti lo ponevano molto più vicino alla erano realmente liberi e uguali, e qualsiasi stratificazione poteva esserci
mentalità levantina che a quella nordica dei romani e degli elleni solo come risultato della capacità e attività specifica di determinati gruppi,
antichi. Le leggi promosse dal primo imperatore cristiano, Costantino,
proibirono l'esposizione dei neonati, una pratica che resisteva da moltissimo
tempo e in origine aveva avuto obiettivi eugenetici, ma che probabilmente (1) Roper, "Ancient Eugenics", 1913.
(2) "Coningsby", 1844.
(3) Per la stesura della sua eccellente "Geschichte des Untergangs der Antike Welt [Storia
della decadenza del mondo antico]", von Seeck fa notevole uso di concetti razziologici ed
(1) Jahn, nel suo "Deutsche Vollistum" [Popolazione tedesca], 1810, si esprime a proposito del eugenetici, per cui la sua opera può essere vista quasi come un trattato di storiografia
Basso Impero come segue: "Quanto più un popolo è puro, tanto esso è migliore; quanto più razziale. Disgraziatamente (e sorprendentemente, in un'opera di quel livello) egli dimostra
misto, tanto più esso deve esser tenuto a catena". una valutazio ne spregiat iva e antiquat a della qualit à culturale ed etica dei german i.
(4) Cfr. Diels, "Antike Technik" [La tecnica antica], 1920.

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e poteva durare solo fino a che queste differenze si fossero mantenute. La Le genti superiori di quei tempi si posero sempre la stessa domanda: ovvero se
sovranità del popolo, in una forma repubblicana, poteva affermarsi e sostenersi tutte le loro azioni erano degne dei "padri"; essi possedevano una ferrea legge
fra gli islandesi nordici, fra i nordici abitanti della Dithmarsch e, nei tempi dell'onore, davano grande importanza al proseguimento della stirpe,
sceglievano la propria consorte quasi sempre nelle altre libere stirpi e lì dentro
arcaici, in tutte quelle zone dove la popolazione era nordica pura. Ma non
sposano le loro figlie. Le stirpi che erano particolarmente famose per le loro
appena la terra d'origine veniva abbandonata, le forme aristocratiche
capacità e attività, stringevano patti matrimoniali. I piccoli, deboli o deformi,
diventavano necessarie, con il monopolio del potere di una nobiltà o di una venivano esposti o uccisi (1). La prima legge era l' eroismo; e il singolo pensava
monarchia. Il gruppo nordico attraversava terre straniere e sottometteva genti meno a sé che all'onore della stirpe e del casato. Si esigeva che tutte le vecchie
straniere sulle quali esercitava il dominio sotto la forma di classe dirigente leggi, della vendetta, della tenzone singolare, dell'eredità e della religione,
nobiliare e contadina. Per esercitare il dominio bisognava costruire castelli; ed fossero esattamente tramandate. Valevano gli obblighi della fedeltà verso sé
è significativo che nella patria originaria dei nordici, la Germania Nord- stessi, fedeltà agli altri membri della stirpe, difesa ed espansione del dominio
occidentale, non ci siano castelli . Ed è ugualmente significativo che le del popolo al quale si apparteneva; erano aprezzate la liberalità, la
fortificazioni seguano le vie dai conquistatori nordici, dentro le quali stavano le magnanimità, la nobiltà e la sincerità. “Il colore innato della decisione" (2),
abitazioni e gli spazi di riunione costruiti con spigoli ad angolo retto. genumamente nordico, era proprio degli uomini nordici nei loro primi tempi.
Così nacque l'etica arcaica dei popoli a dirigenza nordica, che non
Le migrazioni nordiche verso l'Europa meridionale e orientale ebbero luogo cessano mai di sorprenderci per la loro istintiva comprensione delle leggi della
come popoli dominatori provenienti dall'Europa Nord­ occidentale; esse non purità del sangue, della discende nza sana e dell'onore guerriero.
furono semplici infiltrazioni più o meno lente, ma conquiste.

Con una successione di lotte e di guerre il destino portò ogni


raggruppamento nordico verso il luogo destinato a diventare la sua sede stabile.
Una volta che i popoli nordici si radicarono in una certa regione, cominciarono Ma già il fatto che lo strato dirigente nordico fosse diventato un 'popolo',
anche i processi che portarono alla formazione di nazioni nordiche diverse le assieme a quello sottomesso non- nordico, aprì la via alla possibilità degli
une dalle altre. La classe dirigente in definitiva non si sentì mai straniera, ma incroci. Ogni cambiamento di costituzione pregiudicò le limitazioni razziali: e
considerò senpre sé stessa come la nobiltà e il contadinato di un certo popolo - oggi anche gli studi storici ce lo fanno percepire. Con la diminuzione numerica
oppure come un certo insieme di stirpi all'interno di esso (in tutti i popoli di delle classi superiori, quelle inferiori si spingevano con crescente successo
lingua indoeuropea la vita associativa era basata sull’idea di stirpe, questa a sua verso posizioni di potere. Di conseguenza la miscolanza razziale progrediva
perchè il "popolo" (il demos, la plebe, le caste inferiori) era riuscito ad intaccare
volta era formata da diverse famiglie, rette da capi con potere limitato). L'unione
le frontiere fra gli strati sociali; e questo molto frequentemente succedeva sotto
statale di quelle stirpi per formare un popolo sottomesso a un re costituisce uno
la direzione di individui di razza nordica, che per qualche ragione personale
sviluppo posteriore della vita associativa. Ma la combinazione delle due
erano diventati nemici della nobiltà. Lo strato inferiore acquisiva diritti; molti
stratificazioni razziali per formare un solo popolo al quale entrambi sentissero di
dei suoi componenti si erano arricchiti e il loro denaro li rendeva influenti.
appartenere era ancora di là da venire. Nella loro consapevolezza storica, questi
Così, poco alla volta, si arrivò alla "sovranità popolare"; che qui aveva un
popoli vedevano sé stessi come entità chiuse: il greco nordico vide nel
significato del tutto diverso da quello delle aree a popolazione nordico, dove i
macedone nordico il suo nemico; il romano nordico (patrizio) vide nel celta
liberi erano anche uguali nella loro terra (3).
nordico il suo nemico, e lo affrontò come difensore anche dello strato inferiore
(plebeo), occidentale ed estide. In questo modo, però, si preparava anche la con- (1) Cfr. il pertinente libro di Roper, "Ancient Eugenics", 1913. Platone, che pure viveva in
fusione delle razze. Fu un lento cambiamento. Finché sussistettero la nobiltà e la tempi in cui si era meno consapevoli delle proprie responsabilità, nel suo "Stato" (III libro)
monarchia, e sussistette ancora una netta consapevolezza di classe, quelle che raccomanda l'esposizione dei bambini deboli o deformi perché cosa "naturale"; e lo stesso fa
erano state divisioni razziali poterono permanere come divisioni di classe. I Seneca, che pure visse par ecchio tempo dopo. Non è il caso di accusare l'uno o l'altro di
tempi di chiara sceparazione sono anche i tempi eroici dei singoli popoli a sentimenti crudeli; ambedue erano pure di carattere mite. Al posto dell'elimina zione dei non
dirigenza nordica. In un turbinìo di intelligenza, di viaggi e di lotte il popolo si validi, impossib e secondo la nostra sensibilità modern a, negli Stati Uniti dell'A merica del
innalzava a quegli estremi di potenza poi cantati dalle poesie indiane e persiane Nord la legge prescrive la sterilizzazione; che in molti casi è domandata proprio dagli
'interessat i' (cfr. Cap. 12).
antiche, dall'Iliade ellenica, dal Beowulf anglosassone, dall'Edda, dalle
(2) Shakespeare, Amleto.
saghe islandesi e dalla Nibelungenlied tedesca.
(3) Per esempio, !"'ideale democratico" in Svezia o in Norvegia non significa la stessa cosa
rispetto a quella di popolazion i fortemen te denordizzate - neppure in Norvegia, dove per
quattro secoli, fino al 1814, la classe dei funzionari governativi proveniva dalla Danimarca che
160 era molto meno nordica. '
I
161
i......
Ora la sovranità popolare non significava nient'altro che massificazione. Nella storia di tutti i popoli culturalmente nordici c'è un momento in cui
Non si sopportavano più gli uomini migliori. Questo fatto venne illustrato affiora la figura dell'arricchito diventato di colpo politicamente influente - egli
anche dal filosofo Eraclito da Efeso, che proveniva dalla nobiltà (1). è raffigurato spesso dagli scrittori satirici romani. È quello il momento
La massificazione fu guidata da singoli rivoluzionari e dal denaro degli dell’inversione razziale. Da quel momento in poi la decadenza diventa sempre
arricchiti non-nordici; le costituzioni divennero costituzioni fatte per la massa. più rapida.
A valere non erano più la proprietà terriera e il casato, ma il possesso di
denaro; e la classe nobiliare, che deteneva la proprietà terriera, si impoverì a Le spaccature sociali si fanno visibili nella vita giornaliera. Le classi
beneficio degli arricchiti non,nordici. La povertà portò i nobili a problematici inferiori diventono ricche; e quelle componenti sociali che di per sé non
accordi con la classe degli arricchiti, così molti dei suoi componenti iniziarono a avevano alcun senso dell'onore, senza alcuna remora imposta da una qualsiasi
degenerare. Le condizioni capitalistiche sono sempre la spia di un cambiamento dignità, usano fino in fondo la loro nuova potenza finanziaria. Tutto diventa
negli equilibri razziali e portano ad una rapida decadenza della classe superiore acquistabile: lo stato, i capelli biondi, che danno l'apparenza di nobiltà, gli
nordica. Il greco Teognide, celebre poeta elegiaco e moralista a cui toccò vivere stessi titoli nobiliari. Gli ideali della vecchia classe dirigente diventano
in uno di quei periodi di cambiamento, e che rappresentava il punto di vista addirittura ridicoli per un popolo che non è più lo stesso. I tempi eroici
nobiliare, dice chiaramente che "La ricchezza ha inaridito la razza". appartengono ormai al passato remoto. E i costumi propri delle popolazioni
locali prenordiche, tornano ad affiorare. Le norme morali cambiano; e le
Dal punto di vista razziologico è molto significativo che l'arricchito venisse stratificazioni sociali si fanno indefinite, soprattutto in conseguenza
notato e trovato ridicolo. La ricchezza era considerata nobile solo se del'insorgere dei nuovi ricchi. Gli incorci razziali hanno squassato la nobiltà; e
consisteva nella proprietà terriera e fosse appartenuta ad una classe i nuovi ricchi, che ora determinano le politiche statali, si rivolgono contro i
razzialmente all'altezza di poter essere educata sia a dirigere che alla contadini liberi, i quali, sono ormai gli ultimi portatori riomasti di quel che
proprietà. Qui la ricchezza non era un bene intrinseco, ma serviva all’aumento rimane di un sangue nordico più o meno incorrotto. Le campagne vengono
del suo potere e al potenziamento dell’onore. Invece, quando è in mano ad uno abbandonate e le città crescono. Il meticciato (Lundborg: "il caos del
strato sociale che non ha questi alti ideali, diventa volgare; e questo succede sangue"), aggravato dall'immigrazione continua di individui razzialmente
sempre nel momento in cui in un popolo culturalmente nordico essa arriva stranieri, dà origine alla plebaglia urbana, una massa che, come conseguenza
nelle mani degli elementi non-nordici. Costoro non hanno nel sangue quel del suo sangue composito, è incapace di un carattere e può essere manovrata a
senso della vita che permette ad un uomo di essere ricco senza essere piacere. La Roma della decadenza è l'esempio principe di questo tipo di
spregevole. L'arricchito, per il quale il potere e la proprietà sono estranee al situazione.
sangue, viene spinto all’esagerazioni e all'imitazione delle classi nordiche, sia
nell’abbigliamento che nei movimenti, e dimentico del suo ruolo di attore, si I tempi arcaici erano ancora caratterizzati da una condotta che manteneva
rende sommamente ridicolo (2). Le figure del "millantatore", dell'arricchito, un certo inconsapevole ordine razziale e senso dei valori; ma poi venne a
dell'arrivista sono molto rare nella razza nordica. Quando un uomo nordico da completarsi quel cambiamento che favorì la proliferazione degli elementi
povero diventa ricco, conserva comunque il carattere della sua razza, che geneticamente peggiori, portatori di. tratti ereditari insani. La qualità non è più
appartiene per natura ad una classe alta. il criterio fondamentale della selezione, e viene sostituita dal caos genetico
. delle grandi città.Cchi vuol fare un 'buon matrimonio' non cerca una ragazza
di buon casato, ma la figlia del ricco, anche se è portatrice di tare ereditarie.
Quando c'è il rifiuto di prendersi delle responsabilità verso le generazioni
future, si arriva a generare un numero crescente di figli che in altri tempi
sarebbero stati esposti o uccisi. L'unico deforme nominato da Omero è
(1) Diels, "Fragment e der Vorsokratiker" [Framment i dei presocratici], vol. I, 1912.
Tersite, mentre gli scrittori romani del Basso Impero ci danno elenchi
(2) Qui vale la pena di ricordare che in Francia delle persone dal comportamento o
dall'aspetto volgare si dice "Il n'a pas de race [non ha razza]"; cioé gli manca il sangue di interminabili di individui degenerati o somaticamente deformi. In quei tempi
quella che, almeno una volta, era la razza dirigent e n ordica. crepuscolari non esisteva alcuna preoccupazione per ciò che poteva avvenire
in futuri: le persone onorevoli venivano volentieri assassinate o esiliate
(ostracismo, proscrizione, persecuzione religiosa, esilio in massa della nobiltà),
eliminandoli così dal patrimonio genetico della collettività. I processi
degenerativi si acceleravano al punto che in brevissimo tempo
cambiava tutto l'aspetto della popolazione. La ricchezza finanziaria,
consapevolmente o no, favoriva la degenerazione e l'insorgere
della plebaglia. La massa, per sua natura, è molto più incline a cadere sotto
l'influenza anonima di chi manovra l'invisibile ricchezza monetaria.
162 163
Il ricco può offrirle vettovaglie e divertimenti gratuiti, per poi utilizzarla a suo considerato tutti i sintomi del declino della nostra grande cultura· ma non si è
picimento. accorto della causa del declino, che è la diminuzione del contenuto di sangue
nordico all'interno delle popolazioni considerate. Vale la pena esaminare le
La proprietà della terra, pur in tempi di decadenza avanzata, era rimasta in affermazioni di Spengler da un punto di vista razziologico. In quanto segue
mano alle classi sociali di antico casato, he conservavano ancora alcuni tratti userò del materiale tratto da uno scritto da me già pubblicato: "Beitrdge zur
nordici; ma alla fine anche lei cadde nelle mani dei finanziocrati urbani. E nei Philosophie des deutschen Idealismus [Contributi alla filosofia dell'idealismo
tempi ultimi dell'Ellade e di Roma, fra gli arricchiti delle grandi città tedesco]" (1).
abbondavano gli elementi dai tratti levantini. Sappiamo che la razza levantina è L'importanza che oggi viene data al libro di Spengler giustifica pienamente
particolarmente dotata per il commercio e per la psicologia (cfr. Cap. 4). che ci si soffermi un poco ad analizzarlo, sia pure utilizzando del materiale già
Gregorio di Tours (morto nel 594) ci informa di commercianti ebrei e siriaci reso pubblico:
residenti in Gallia; e gli ebrei e i siriaci sono popolazioni con una forte
componente levantin a (cfr. Fig. 242). "Per Spengler, il cosiddetto approccio antropolgico alla storia non si e
ancora dimostrato fecondo - cosa che al giorno d'oggi è però difficilmente
Gli ultimi tempi, sia di Roma che dell'Ellade, stanno sotto il segno dalla sostenibile. Di conseguenza arriva a conclusioni sbagliate. Per esempio:
mancanza di persone di alta levatura; dal predominio, più o meno invisibile, di
alcuni finanzieri e della plebaglia che ormai costituiva la maggioranza, sempre egli vede nella grecità una specie di anima autoconsapevole, senza storia e
più razzialmente plurima e sempre più degenerata, fino allo desertificazione di senza tempo, 'simbolo di prim'ordine e senza uguale nella storia dell'arte',
regioni intere. Le notizie che ci provengono dall'antichità descrivono lo mentre assicura che gli elleni arcaici, 'improvvisamente', sarebbero 'ritornati'
spopolamento di città un tempo popolose; le terre si erano esaurite. In questa alla costruzione in legno tralasciando temporalmente quella in pietra. E
situazione, soltanto i discendenti degli schiavi provenienti da terre remote non continua: 'Nei tempi omerici, come in quelli vedici, si dà il cambiamento dalla
avvertivano alcun disagio. E intanto migliaia di individui, molti dei quali fra i sepoltura alla cremazione dei cadaveri, cambiamento non dovuto ad alcuna
migliori, abbraciavano il monachesimo, raccomandato dal montante circostanza materiale'; senza però arrivare alla conclusione esplicita che allora
cristianesimo, e mentre voltando le spalle a un mondo in putrefazione morivano non può essere la stessa 'anima' che si rivela in un caso o nell'altro. Non si
senza discendenza. rende conto che i conquistatori nordici (ari) che penetrarono in India nei tempi
vedici e quelli parimenti nordici (elleni) nei tempi omerici portarono con sé
Questo fu l'inevitabile destino di tutti i popoli culturalmente nordici che 'improvvisamente' abitudini nordiche proprie della 'qualità della loro anima'.
avevano imboccato la via della scomparsa della loro componente razziale. E Essi portarono la pratica della cremazione, comune a tutti i popoli nordici (2),
la caduta accelerò presso quei popoli che si erano allontanati troppo, qindi si e la costruzione in legno (cfr. Cap. 7), che ancora è praticata dai nordici
erano tagliati fuori dalle loro sedi primordiali nordiche. Indiani, persiani, scandinavi. Né risulta che Spengler si sia mai accorto dei condizionamenti
elleni, romani e, in parte, celti, si isolarono dall'insieme delle popolazioni razziali dei processi storici; e gli esempi potrebbero essere moltiplicati. Se
nordiche; a differenza dei germani, stanziali in zone più vicine alla patria di avesse utilizzato un paradigma razziologico per interpretare la storia, avrebbe
origine. Così un rinnovamento del sangue nordico divenne impossibile per certamente visto che, in senso stretto, non è possibile parlare di un
tutti quei popoli che si erano stanziati a Sud. 'invecchiamento' del popolo ellenico o del popolo romano, e meno ancora di
un 'nuovo senso della vita' che si sarebbe sviluppato in tempi più tardi. Il
Si dia un'occhiata ai processi di declino di tutti i grandi imperi e di tutte le popolo greco 'degenerato' non è più, semplicemente, quello di prima, di razza
culture creative, dall'India al nostro Occidente: ogni volta appare chiaro come il nordica, del quale gli scultori ci hanno lasciato l'immagine su marmo. La
declino di un popolo di lingua indoeuropea è stato causato dall'inaridirsi del Roma degenerata non era più, e da un pezzo, quella Roma nordica che aveva
sangue della sua razza creativ a, quella nordica. fondato un impero mondiale. Il 'nuovo senso della vita' era semplicemente
quello delle popolazioni· miste e massificate che, nei tempi di
decadenza vivevano la loro vita opaca e senza creatività; e ogni 'declino',
dall'India all'Occidente, fu sempre il segno dell'inaridimento del sangue nella
storia politica e culturale di un popolo”,

C'è un libro che attualmente gode di una notevole notorietà


* [Ult im a edizio n e italiana: Longan es i, Milano , 1978, poi: Guan d a, Parma, 1995 . NdC.]
Germania e in Europa: "Der Untergang des Abendlandes" [Il (1) Vol. 2, quaderno I, 1923.
tramonto dell'Occidente*]" di Oswald Spengler. L'autore ha · (2) Cfr. Iliade, Beowu lf.

164 165
9. LA DENORDIZZAZIONE DEI POPOLI DI LINGUA NEOLATINA
Quando si parla dell"invecchiamento' di una popolazione di lingua
indoeuropea, si deve intendere: la scomparsa del sangue della sua classe La penultima e l'ultima ondata di popolazioni di sangue nordico sono
superiore creativa. Prima di Spengler, Breysig (1) aveva indicato le
rappresentate dai celti e dai germani. I primi celti, per quanto ci permettono di
similitudini fra la storia greca, quella roma a e quella tedesca e fatto notare giudicare i reperti archeologici e la descrizione che ne danno gli scrittori
che un greco del 500 a.C. si trovava nello stesso 'periodo' di un romano del ellenici e romani, erano interamente nordici. I documenti celtici irlandesi,
330 a.C. ·o un tedesco del 1500 d.C. Ma Breysig aveva capito tanto poco come
scritti in tempi più tardi, quando già del sangue non nordico doveva essersi
Spengler che le 'simultaneità' da lui descritte nel percorso storico dei popoli infiltrato anche nelle classi superiori, descrivono sempre i celti liberi come
indoeuropei sono determinate dagli stessi stadi di denordizzazione (2).
biondi e la classe servile come scura. La predominanza celtica nell'Europa
centrale e occidentale cominciò a manifestarsi verso il 900 a.C., arrivò poi alla
sua massima potenza fra il 500 e il 400 a.C. e si spense verso il 200 a.C. A
preparare la decadenza celtica in Gallia furono le lotte fra i casati nobiliari
(1) "Der Stufenbau und die Gesetze der Weltgeschichte [I periodi storici e le leggi della storia
universale], 1905. - Il primo a parlare dei 'periodi' nella storia dei popoli fu il filosofo italiano
assieme alla rovina dell'economia monetaria; il processo si concluse con le
Vico (1688 - 1744); il primo a parlare di un 'declino' dell'Occidente fu il conte Gobineau (cfr. aggressioni romana e germanica contro gli stanziamenti celtici dell'Ovest. I
Cap. 12). dettagli storici dell'ascesa e del declino del potere dei celti e della loro
(2) I fenomeni di decadenza all'infuori del dominio dei popoli di lingua indoeuropea, ai quali progressiva denordizzazione - che non poteva non avvenire data l'estensione
pure Spengler dà considerazione, hanno anch'essi cause razziali. "Mi sento portato a credere della loro potenza su vaste popolazioni non nordiche , li ho già trattati
che tutte le grandi espansioni culturali siano dovute alla stratificazione di due tipi razziali razziologicamente nella mia "Rassenkunde des deutschen Volkes".
diversi e alla sviluppo di forze che risulta dalla collaborazione di dominatori e dominati :.. - In questa sede si darà un riassunto della traiettoria di quell'ultima ondata di
Ogni volta che c'è una 'decadenza' di popoli o di culture, bisogna domandarsi se essa non sia popolazione che fu portatrice di quel· sangue nordico che ancora è presente nei
stata causata dalla scomparsa di una razza, e di quale razza si tratti, all'interno dei popoli popoli europei: i germani. L'ultima ondata nordica è conosciuta come
considerati. Perciò è sicuramente probabile che la predominanza della razza nordica nelle
"migrazione dei popoli" *; ma sarebbe più esatto chiamarla l"ultima migrazione'
popolazioni di lingua indoeuropea possa essere equiparata alla predominanza che la razza
camitica (etiopica) ebbe e ancora ha presso tanti raggruppamenti africani." ("Rassenkunde
oppure, meglio ancora, la migrazione dei popoli germanici. Essa deve quella
des deutschen ¼lkes".) - Cfr. anche il capitolo "Rasse, Rassenmischung un Gesittung particolare attenzione di cui è stata fatta oggetto al fatto che è avvenuta in piena
[Razza, meticciato e cultura]" in "Der nordische Gedanke unter die Deutschen [L'ideale luce storica; oltre al fatto di avere originato gli attuali stati nazionali europei.
nordico fra i tedeschi]" (1925 ).
È conveniente limitare lo sviluppo cronologico delle migrazioni germaniche
fra il 120 a.C. e il 600 d.C. (l); anche se vi si deve aggiungere un'ondata nordica
addizionale, quella dei normanni, segnalata fra il 700 e il 1100 d.C. (2).

Anche il popolamento dell'America settentrionale, nel secolo XVII, va visto


come un'espansione del sangue nordico, dato che, fino al secolo XIX, coloro che
emigrarono verso l'America del Nord furono soprattutto elementi di razza
nordica. Il destino razziale degli Stati Uniti d'America come pure del Canada
appartiene alla sequenza delle fondazioni politiche nordiche, che non solo ebbero
una classe dirigente nordica (come i regni germanici dell'Europa meridionale),
ma il sangue nordico era rintracciabile in tutte le classi sociali. Solo nel secolo XIX
ci fu, nell'America settentrionale, una forte immigrazione proveniente da zone non

*['Volkerwanderungen' è l'espressione storicamente resa da noi con 'le invasioni barbariche'


N.d.C.]
(1) Seguen do Arldt, "Die Volker Mittteleu rop a s und ihre Staatenbild u ng en" [I popoli
dell'Eu rop a centrale e gli stati da loro creati], 1917.
(2) La migliore descrizione delle spedizione dei vichinghi, portatrici di sangue nordico, è data
da Nord enst ren g "Die Ziige der Vikinger" [Le spedizion i dei vichin g h i], 1925.

166
167
La zona chiusa di popolamento germanico verso il nordiche, accompagnata da una rapida denatalità nelle famiglie più vecchie di
2000 a.e. (secondo Montelius). - Ma già nel
quel sangue. L'America del Nord, per quel che riguarda la denordizzazione, oggi
Paleolitico i germani erano usciti dalla loro zona
chiusa di popolamento per raggiungere la è, grosso modo, nella stessa situazione dell'Inghilterra o della Germania.
Finlandia, le zone costiere del Baltico, la Germania
centrale e la Vistola. - Dal punto di vista linguistico Movimenti di popolazione provenienti dalle sedi primordiali germaniche
(attraverso la prima mutazione consonantica), già sono rintracciabili ancora dal neolitico; e i dettagli l i h o dati nella
verso il 1000 a.e. i germani si erano differenziati
dalle altre popolazioni di lingua indoeuropea. Fra il
"Rassenkunde des deutschen Volkes". In questa sede, i movimenti preistorici di
120 a.e. e il 600 d.e., stirpi germaniche si diffusero popolazioni germaniche sono indicati soltanto nella mappe XVII e XVIII.
su tutta l'Europa centrale, occidentale e Quell'espansione della potenza germanica che improntò di sé tutta l'Europa
meridionale. Linguisticamente, le diverse stirpi cominciò con la 'migrazione dei popoli' ed ebbe come risultato la formazione di
germaniche si differenziarono le une dalle altre nel
stati germanici in tutta l'Europa centrale, occidentale e meridionale, dopo che
IV secolo d.e.
Mappa XVII. La zona chiusa di popolamento
l'Europa stessa era stata interamente attraversata da quelle stirpi. Siccome anche
germanico verso il 2000 a.e. (secondo Montelius). - fra i germani, a partire circa dall'anno zero della nostra era, la pratica dell'arsione
Ma già nel Paleolitico i germani erano usciti dalla dei cadaveri venne sostituita dall’inumazione, è possibile riconoscere anche, a
loro zona chiusa di popolamento per raggiungere partire dai resti, l'appartenenza dei germani alla razza nordica. I sepolcri a
la Finlandia, le zone costiere del Baltico, la
Germania centrale e la Vistola. - Dal punto di vista
schiera germanici confermano gli scrittori dell'Antichità quanto all'aspetto
linguistico (attraverso la prima mutazione nordico delle stirpi germaniche ai tempi di quelle migrazioni.
consonantica!, già verso il 1000 a.e . i germani si
erano differenziati dalle altre popolazioni di lingua Al tempo dei Merovingi, l'Europa centrale e meridionale poteva essere tanto
indoeuropea. Fra il 120 a.e. e il 600 d.e .. stirpi
nordica come la Svezia attuale, se non di più. Con l'estendersi delle stirpi
germaniche si diffusero su tutta l'Europa centrale,
occidentale e meridionale. Linguis ticamente , le germaniche tutta l'Europa fu di nuovo consapevole di un ideale nordico della
diverse stirpi germaniche si differenziarono le une bellezza (1).
dalle altre nel IV secolo d.e.
Mappa XVII. L'ideale di bellezza è sempre rivolto all'aspetto delle classi dominanti le
quali, in tutto l'Occidente, anzi in quasi tutta l'Europa, erano di origine
germanica e nordica. La nobiltà, in origine, fu dappertutto nordica.
'Essere pari' significava avere un sangue nordico ugualmente puro. Dal
punto di vista razziologico, c'è un solo tipo di 'uguaglianza': quella
determinata da un sangue nordico preponderante. Razzialmente, un
nobile dal sangue misto non è 'uguale' ad una ragazza contadina nordica.

(1) Durante il Medioevo, soltanto persone di razza nordica erano considerate belle (cfr.
l'espressione inglese fair che significa sia biondo che bello). La persona scura era vista come
poco avvenente: nei capelli, occhi e carnagione si riconosceva lo strato dei sottomessi (in
francese, dei vilains). I poeti medioevali di tutte le nazioni occidentali presentano le genti
belle sempre come nordiche. Nella "Storia dei fratelli del giuramento" islandese (secolo
XIII), Thorbjorn , del quale è pur detto che aveva un viso intelligente e una carnagione senza
Mappa XVIII. difetti e che era alto e diritto, non è considerato "particolarmente bello" in quanto ha "i
I. Limite meridionale della zona chiusa di popolamento germanico, 1750 - 1400 a.e. (secondo capelli e le sopracciglia nere". - Un caso eccezionale è quello dell'imperatore tedesco Enrico
Kossinna). III (1039 - 1056), di alta statura e del quale è detto che "era bruno, eppure bello". In una
Il. Limite meridionale della zona chiusa di popolamento germanico, 1400 - 750 a.e. (secondo poesia francese medioevale, una ragazza contadin;i. si manifesta orgogliosa del suo
Kossinna). pretendente, il quale era "povero, ma biondo". In Inghilterra, Lilly (Alexander und
lii. Avanzata delle stirpi germaniche svevo-erminoniche fino a circa il 600 a.e. (secondo Kossinna). Campaspe IV, II), ancora alla fine del secolo XVI, afferma che "spesso, ipocritamente, si dice
IV. Avanzata delle stirpi germaniche svevo-erminoniche fino a circa il 100 a.e. (secondo Kossinna che siano belli anche quelli che hanno i capelli neri." (Cfr. altri esempi inglesi nel Cap. 10).
e Webla).

169
168

--
Se alla nobiltà deve essere restituito un significato razziale, lo si deve fare diplomatica, ad eliminare l'arianesimo, venne a mancare un importante
necessariamente attraverso i l mantenimento della purezza razziale nordica ostacolo agli incroci razziali. Il cristianesimo stesso era pericoloso per il
(1). mantenimento della purità delle razze, in quanto "non c'è giudeo né greco; né
schiavo né padrone" (1). Data la forte minoranza numerica della classe
Le stirpi germaniche possedevano una certa tradizione di cura eugenetica, dirigente germanica, l'incrocio razziale, alla lunga, doveva per forza avvenire. Il
e una certa, sia pure inconsapevole, avversione per la mescolanza con il sangue processo di denordizzazione ebbe così inizio, e fu molto rapido nell'Europa
delle razze europee più scure. Il padre germanico riconosceva il suo figlio meridio nale, meno rapido
neonato che, festosamente, veniva posto per terra davanti a lui e che egli poi nell'Europa centr ale.
prendeva in braccio giudicandolo valido di essere allevato. I bambini malaticci o
deformi erano esposti. Il criminale, per i germani, era un degenerato, del quale Le stirpi german iche
la stirpe doveva liberarsi per mezzo dell'applicazione della pena di morte. "Per singole si erano già
mezzo dell'esecuzione pubblica, la società intendeva liberarsi, il più comba ttute fra di loro in
energicamente possibile, del membro corrotto di se stessa. L'esecuzione diverse occasioni; e durante
pubblica ebbe la sua origine dal desiderio di mantenere valida la razza" (2). tutto il Medioevo le guerre fra
le nazioni europee furono
Nello stesso modo che l'esposizione dei deformi e la pena di morte erano al condotte dalle classi più ricche
servizio dell'eugenetica, ci furono leggi mirate ad impedire la mescolanza di sangue nordico. In
razziale nelle zone dell'Europa meridionale dove si erano stabilite classi quelle tantissim e
dirigenti nordiche. Il libero che si sposava o aveva rapporti sessuali con una battaglie i signori nordici
non libera, poteva essere punito con la morte dalla sua stirpe. moriro no a migliaia sul
L'arianesimo; quella forma di cristianesimo di impronta germanica che campo. Le crociate
conteneva le leggi etiche proprie dei germani, "aveva lo scopo di preservare il diradar ono le file della nobiltà
proprio popolo come casta guerriera dominante" (3), evitando la mescolanza con in tutti i paesi. La lotta
popolazioni sottomesse dell'Europa meridionale, che aderivano alla chiesa di condotta in Spagna
Roma. contro i mori provenienti
dall'Africa (prevalentem ente
Quando la chiesa riuscì (VII secolo), per mezzo della sua abilità di razza orienta lide) fu
sostenu ta dalla nobiltà
spagno la gota e sveva. Nella
cosidde tta Guerra dei
(1) Nella "Rassenkunde des deutschen volkes" ho scritto: "Una cosa che potrebbe dare un Fig . 245. Ge rmano Cent'anni la nobiltà inglese
importante contributo a risvegliare l'attenzione sui fatti della purezza razziale sarebbe che combatté quella francese; e
quella parte della nobiltà ancora valida desse alle sue pretese di 'parità' una base solida. dopo la pace che tagliò fuori
Bisogn erebb e che essa intendess e quelle pretese su di una base razziale e che ad essa l'Ing hilterra dalla terraf erma,
adattass .e le sue pratiche matrimon ial i, indicando ai propri figli, come legge domestica, di la guerra civile delle Due Rose vide il confronto di due raggruppam enti
scegliere le proprie consorti senza fare attenzione ad alcuna 'parità' dal punto di vista della nobiliari l'uno contro l'altro. Le spedizioni degli imperatori tedeschi in Italia
classe sociale, ma dando importanza solo a fattori genetici e razziali (se nordica, se sana, se significarono gravi perdite per la nobiltà tedesca, che incontrò la massima
intelligente). Un cambiamento del concetto di 'parità', fondato sul sangue, porterebbe resistenza da parte dei discendenti dei nordici longobardi. Le guerre civili del
all'insorgere di stirpi eccellenti, capaci di esercitare un'importante influenza anche sui Medioevo e le inteminabili faide, furono causa di sperpero di sangue nordico in
casati popolari. Dalle iniziative della Deutsche Adelgenossenschaft [Camerateria nobiliare tutta l'Europa.
tedesca) si intravv ed on o gli inizi di una certa consapev o lezza per i fatti razziali.
(2) von Amira, "Die germanischen Todesstrafen" [Le condanne a morte presso i german i].
"Untersuchungen zur Rechts- und Religionsgeschichte" [Ricerche sulla storia del diritto e
della religione], Abhandl. der bayer. Akad. d. Wissensch ., philos.-philol. und hist. Klasse, vol. Nell'Europa meridionale e addirittura in Nordafrica dove i vandali
31, III parte, 1922. Anche per i romani il criminale era un monstrum - un degenerato · che avevano dominato fino al 534 d.C. - un altro fattore di
bisognava eliminare; e gli elleni avevano visto nel crimine l'espressione di una inclinazione
maligna (xaKOupyi.a) [kakourghia].
(3) Cfr. "Reallexikon der germanischen Altertumskunde", voce "Arianismus". (1) Paolo nella lettera ai Galat i, 3, 28.

170 171
---
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Mappa XIX. Migrazioni dei

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popoli germanici !secondo
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controselezione fu la malaria insieme ad altre malattie, che colpirono
soprattutto le classi nordiche, inadattate alle condizioni ambientali del Sud. Non
a caso le lingue germaniche scomparvero nel S ud ; e questo è un segno sia della
scomparsa delle classi dominanti nordiche che di incrocio razziale. La lingua
burgunda sembra sia scomparsa in Borgogna molto presto; in Spagna il
visigoto era parlato ancora nel secolo VIII; in Italia l'ostrogoto sembra fosse
parlato ancora nel secolo IX e il longobardo forse fino attorno all'anno 1000. In
Mesia, sul basso corso del Danubio, si predicava in gotico ancora nel secolo IX
(questa notizia ce la dà Walafrid Strabo, morto nell'849). In Crimea, un dialetto
ostrogoto era parlato ancora da qualcuno fino al secolo XVII.

Fig. 250 o, b , Lo " Thusnel do " d e llo Logg ia de i La nzi o Firenz e.

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I i
Fig . 254. Spagna . Pòe z de lo Cadena, uomo di stato. Fig . 255. Spagna . Alvare z, scu ltore. Nordico. (Disegno
Occiden tale -nordic o. (Disegno di Vogel van di Vogel van Vogelstein.)
Vogelstein)

Fig , 251 o, b . Bastarne terito (i bas tami. uno sti rpe ge rm anico imparentato con i go ti, ab itarono il bosso Danubio e
già nel 169 o.e . milit arono nell'e se rc ito m ace done e poi in quello di Mitrida te con tro Pompeo . Ma il sangue nordico non scomparve subito assieme alla lingua. Le capacità
Essi finirono per essere int eramente assorbi ti da i go ti).
creative della razza nordica trovarono espressione nell'Europa meridionale e in
Francia attraverso tutta la storia più antica dei popoli di lingua neolatina.
Albrecht Haupt, nel suo libro "Die a/teste baukunst, insbesondere die Baukunst
der Germanen" [L'architettura più antica, e in particolare quella dei germani]
(1919), ha descritto le testimoianze artistiche nordico-germaniche diffuse in
tutta Europa (1). Subito dopo le conquiste avvenute nell'epoca delle migrazioni dei
popoli, le stirpi germaniche iniziarono quelle creazioni etiche e culturali che
portarono alla strutturazione del mondo medioevale. Jordanes (secolo VI), quando
descrive la natura dei popoli goti, scrive: "Che belli erano i momenti quando quegli
uomini valorosi potevan o riposare un po' dalle fatiche della guerra e dedicarsi alle

(1) Sarebbe stato desiderabile che questo autore, nel suo pur pregevole libro, avesse
dimostrato una conoscenza e una valutazione miglior e de ll'arte germanica pre istorica,
Fig . 252. Donna ge rm ano . Fig , 253. Ge rmano. soprattutto nel]a sua prima parte .

174 175
scienze" questa frase è simbolica dei valori dello spirito che apparivano come nordici , sia di aspetto che di carattere . Lo strato nordico in Spagna aveva
avunque c'erano genti di sangue nordico . Dopo la scomparsa delle lingue dovuto combattere per secoli contro gli invasori saraceni (prevalentemente di
germaniche, nelle zone dove ora si parlano lingue neolatine, la creatività razza orientalide) e si era un poco alla volta dissanguato, così "Le genti
nordica si espresse in queste ultime lingue. Già questo è un segno indicativo aborigene riemersero sempre più, con la conseguenza che la Spagna divenne
che le lingue neolatine, nel loro processo di derivazione dal cosiddetto latino esangue e stagnante" (2).
volgare, raggiunsero la loro completa autonomia e la loro forma specifica nei
secoli in cui le stirpi germaniche le adottarono come proprie (1). Fu allora che
fu scritto, in Francia, quel poema genuinamente nordico che fu la Canzone di
Orlando (secolo XI); e anche tut t e le poesie epiche medioevali, in tutte le lingue,
che mostrano sempre uno spirito
nordico e descrivono sempre
uomini alti, biondi, dagli occhi
azzurri. Dante, nipote di una
nobildonna ostrogota di Ferrara, fu
il fondatore della lingua italiana.
Nella sua seconda egloga a
Giovanni di Virgilio egli parla
tristemente dei suoi capelli ormai
grigi, ma che erano stati biondi "in
riva all'Arno" durante la sua
Fig. 257. Galilei (alto, chiaro di carnagio ne, H: biondo­ Fig. 258. Tiziano. A: azzurri. H: biondo-ros si.
gioventù a Firenze. La Beatrice rossi. A: azzurri). Preval. nordico. Prevalentemente nordic o.
delle sue poesie è bionda - anche se
non si sa se lo fosse realment e o se
Dante , ascoltando la sua più intima
tendenza, si sentisse in dovere di
descriverla così. La personalità di
Dante è nordica e non meridionale.
La sua alma sdegnosa trova dei
Fig , 256. Conte Colonna, generale spagnolo.
paralleli solo nelle figure nordiche (Incisione di van Dy k.)
della storia e della leggend a, delle
quali è caratteristico la capacità di sfidare il destino.

Nello steso modo in cui nel popolo italiano le migliori forze gli derivarono
dal suo contenuto in sangue romano, goto e longobardo; analogamente avvenne
anche di quello spagnolo e portoghese , con la pr es en za visigota e sveva, e anche
dopo che il regno dei goti venne schiacciato dai mori nel 711 d.C. I tempi eroici Fig . 259. Nobile veronese. Preval. Fig. 260. Savonarola. precursore della Riforma. A:
di quei popoli e le loro grandi imprese marinare, seguite poi dalla loro decadenza, nordico. (Quadro di Morando .) azzurri. Prevalentemente dinarica.
possono essere spiegati come conseguenza del loro avere avuto una nobiltà
nordica, poi piano piano estinta. Part endo dalle Asturie e dalla Cantabria, dove si
erano ritirate le migliori stirpi nordiche dopo la sconfitta per mano dei mori, Lo statista inglese Disraeli, ebreo orgoglioso del suo sangue, aveva descritto
ricominciò la riconquista del t e rrit orio. Nelle lotte che seguirono si distinse in il problema razziale come la chiave di volta della storia mondiale (cfr. Cap. 8);
modo particolare la figura del "Cid Campeador", Don Rodrigo Diaz de Vilar, e che avesse ragione è dimostrato in modo lampante dalla storia dei popoli di
che il Poema del Cid ci rappresenta - sia lui che sua moglie Ximena- lingua romanza. Nella mia " Rassenk u nd e d es deutschen Volkes", ho

(1) Cfr. in riguardo il capitolo "Rasse und Sprache [Razza e lingu a]" nella "Rassenkunde des
deutsch en ¼ lkes". (2) Ridgeway , "The Early Age of Greece" [L'età antica della Grecia] , 1901.

176 177
descritto la storia razziale dell'Italia e della Francia come segue:
Il miracolo culturale e artistico del Rinascimento italiano ci appare
incomprensibile: com’è possibile che in un popolo tanto misto la riscoperta del
mondo classico abbia potuto innescare l’apparire di tanti spiriti creativi che, in
tempo brevissimo e con azione rapidissima, crearono quelle opere artistiche e
intellettualie che sono poi divenute il punto di riferimento dello spirito umano?
Le ricerche del Woltmann hanno dimostrato che il fenomeno del Rinascimento
italiano fu dovuto ad un risveglio dell'elemento nordico esistente in Italia che
improntò di sé la vita popolare e culturale. Ancora all'inizio del secolo XIV, le
cronache ci indicano che moltissimi italiani erano discendenti di longobardi,
alamanni, ecc. (ex Alaman noru m genere; legibus vivens LangÒba rdo ru m ).
Risvegliati dalla conoscenza del mondo greco, ad essi connaturato in quanto
anch'esso di essenza nordica, tanti individui nordici sorsero sia nell'Alta Italia
longobarda che nella Bassa Italia normanna e attraverso una creatività mai
Fig . 261. Leonardo da Vinc i. Nordico . (Incisione di Fig . 252. Leonardo da Vinci . Nordico . ( Aut oritratto ,)
vista forgiarono un nuovo mondo. Giotto, Masaccio, Filippo Lippi, Donatello, Morghen, dall'aut oritratto ,) A: azzurri, H: biondi.
Signorelli, Botticelli, Leonardo da Vinci, Andrea del Sarto, Tiziano, Dante,
Petrarca, Tasso, Galilei - sono tutti di sangue nordico e·, come artisti, si rivelano
uomini di carattere nordico (1). "Dalla descrizione che ce ne danno i suoi
contemporanei risulta che Colombo era alto, aveva un viso lungo, era chiaro di
carnagione e aveva le lentiggini, i suoi occhi erano vivaci e di color grigio e
aveva un naso aquilino " (2).
- È significativo che la città di Roma e i suoi dintorni, dove la popolazione ·è
mista al massimo, abbia prodotto pochissimi uomini d'eccezione. I grandi
uomini del Rinascimento, quasi senza eccezione, provengono da zone che un
tempo erano state di popolazione germanica, e il loro sangue nordico è
rintracciabile nei loro antenati, qualche volta persona per persona. Eppure loro
erano assolutamente inconsapevoli dell'importanza delle correlazioni razziali.
Disprezzavano al massimo le genti al di là delle Alpi, senza rendersi conto che
era stato proprio il sangue nordico proveniente da quelle terre che aveva reso ,,
possibile la rivalutazio ne della cultu ra greco-romana e il Rinascimento (3). Fig , 263. Machiavelli, uomo di stato . A: azzurri, Flg, '26•1, loredan. doge di
prevalentemente dinarico, Venezia . Prev alentemente nordico,

(1) Woltmann ("Die Germanen und die Renaissance in Italien" [I germani e il Rinascimento
in Italia], 1905) trovò che su 200 famosi italiani 1'81,6% avevano gli occhi chiari, il 63% erano
biondi, il 24% castani e il 13% avevano i capelli neri.
(2) Rugge, "Zur 400 jahrigen Jubelfeier der Entdeclwng einer neuen Welt" [Per i
festeggiam ent i dei 400 anni da:lla scoperta di un nuovo mond o ] (Glob us , vol. 61, 1892).
(3) Burdach ("Die Ursprung des Humanismus" [L'origine dell'umanesimo], Deutsche
Rundschau, marzo 1914) vede nell'appellativo di "barbari" dati ai popoli stranieri
(appellativo mutuato dagli italiani del Rinascimento dagli elleni nordici) una prova
dell'assenza di un'impronta nordica nella cultura italiana. Secondo lui, "L'umanesimo e il
Rinascimento hanno la loro origine nell'intelletto della razza latina autoctona", anzi, "nella
cultura italiana arcaica dell'antichità romana"! - Qui vale la pena di chiedersi che cosa
intenda Burdach per "razza latina". Già nel 1914 si doveva sapere che una 'razza latina' non
è mai esistita. Se egli vuole riferirsi alla razza creatrice di cultura della Roma antica, allora
Fig, 265, Ra ffaello . Nordico . Fig. 266, Jacopo de' Barbari.
egli - senza rendersene conto - si riferisce alla razza nordica, come quando fa menzione della (Incisione di Morghen, dall'autoritratto,) Dinarico-nordico , IAutoritratto ,)
cultura ellen ica che fu la forza innescan te del Rinasci ment o .
Italia
178
179
Le parole di Dis raeli , secondo il quale la problematica razziale è la chiave
di volta della storia mondiale, non sono confermate soltanto dal Rinascimento
italiano; ma anche dalla storia italiana contemporanea, quando le principali
personalità politiche e culturali sono state prevalentemente di tipo nordico.
Nessuna delle teste contenute nel libro del Woltmann (cfr. cap. 3) riproducono
un italiano "genuino", ma persone i cui tratti si potrebbero trovare facilmente
in Vestfalia o nello Holstein. Le ricerche del Woltmann in Francia e in Spagna
hanno dato gli stessi risultati: tutte terre il cui sangue migliore era S\'.e vo, goto,
burgundo, franco, normanno. La pres en za di questo sangue significò la loro
forza creativa; e il suo inaridirsi portò alla loro decadenza (1).

La storia razziale della Francia è molto istruttiva. Il miglior sangue della


Francia ('Regno dei franchi ') fu quello ricevuto da visigoti, burgundi, franchi e
normanni. Il fenomeno tipicamente nordico dello stile gotico ebbe per epicentro
Fig . 267. Alfieri [nobil e piemonte se[. poel a . A: azzurri . H: biondi Fig. 268. Ariosto. poeto .
[seco ndo la descri zi one che egli dà di sé stesso). Nordi co , Nordic o-din arico . la Francia settentrionale, dove, durante il Medioevo, la popolazione era quasi
puramente nordica. La nobiltà francese sembra essere stata meno nordica di
quella di altre zone di conquista germanica; in quanto aveva assorbito parecchio
sangue non nordico attraverso l'immissione di molti elementi non interamente
nordici della nobiltà gallo-romana. Il che non impedì che l'ideale di bellezza
dei trovatori provenzali, cioé francesi del Sud, fosse nordico. Però già la
crociata contro gli albigesi (1209 - 1229) estinse buona parte delle classi alte,
nordiche della Provenza . Ma la denordizzazione avanzò molto in fretta anche nel
Nord della Francia, in ragione del fatto che tutte le guerre medioevali erano
condotte dalla classe nobiliare. La fondazione dello stato francese ebbe la sua
origine nella parte nordica della Francia; dove pure ebbe inizio la grande fioritura
della cultura francese. Le commedie epiche del normanno Corneille rivelano il
più schietto spirito nordico; e parecchi suoi contemporanei, anch'essi nordici,
diedero origine ad una vivace cultura politica e artistica. La nobiltà di tutta la
Francia e la classe borghese della sua parte settenrionale continuarono per molto
Fig. 269. Manzoni. scritlore. Fig. 270. N. Paganini. musicista. Dinarico-nordico [l'influsso tempo ad essere prevalentemente nordiche; ma molto sangue nordico andò
Prevalentemente nordico. A: azzurr i. H: biondi. dinarico è ancora più evidente in allre rappresentazioni).
perso con le guerre religiose. I protestanti che emigrarono, volontariamente o
nord - 50000 familie emigrarono nel 1685 in Olanda, in Inghilterra, in
Brandenburgo - diedero un valido contributo genetico al popolo tedesco , che
era stato indebolito dalla Guerra dei Trent'anni. La Germania ricevette, da questa
immigrazione, genti valide di sangue nordico. Non è privo di interess e il fatto
che in quello che era stato il centro di potere degli ugonotti, la città di La
Rochelle e i suoi dintorn i, ancora oggi c'è un prevalente biondismo. Il razziologo
francese de Lapouge affermava che la gente nordica ha una tendenza ad essere
protestante (cfr. Cap. 3). Anche la Rivoluzione Francese fruttò alla Germania
l'immissione di altro sangue nordico, attraverso la fuga o l'espulsione dei
nobili francesi ('émigrés') e di altra gente invisa al nuovo regime.

Fig . 271. Conte Visconti. archeologo . Preval . nordico . Fig . 272. Generale Paoli [c orso) . Pre valentement e
(Dis. Vogel van Vogel stein.) nordico (secondo Goeth e egli era biondo) . (1) Cfr. anche i ritratt i di person aggi italian i di alto rango nella "Rassenk un d e des deutsch en
Italia Volhes" .

180 181
La Rivoluzione comportò una denordizzazione radicale della Francia. Spesso
bastava essere biondo per venire linciato dalla plebaglia. La rivoluzione
francese va vista razzio logicamente come una rivolta della popolazione
estide-occidentale contro le classi superiori nobiliari e borghesi di razza
nordica. Un dirigente rivoluzionario, Sieyès, egli stesso nordico, sicuramente
aveva capito la connessione fra la conquista germanica e la natura della classe
nobiliare: perciò chiedeva che la nobiltà fosse rispedita nelle "paludi
germaniche" da dove proveniva.

Napoleone, di casato nobiliare longobardo e di sangue nordico nonostante la


piccola statura (Fig. 281), a Rivoluzione finita mise mano alle genti guerriere
che ancora c'erano in Francia e c'è da credere che attraverso le sue guerre gran
parte di quel che rimaneva di gente nordica sia rimasta sui campi di battaglia.
Secondo una descrizione di Beyle (Stendhal), gli ussari del generale Ney
Fig . 273, Morie d'Anjou, Fig. 274. Claudia di Francia,
avevano tutti, senza eccezione, i baffi biondi (1). Oggidì la Francia è un paese regino di Francia . Nordico. sposa di Francesco I. 1499 - 1524 , Nordica.
prevalentemente estide. La razza estide si è diffusa con incredibile rapidità in
Francia , ancora fino al secolo XIX. "Nel secolo XIX l'aumento dell'indice
cranico sembra esere stato particolarmente notevole, e questa tendenza non si
è fermata, perché dappertutto dove, allora, sono state fatte delle misurazioni, i
:risultati hanno dato valori medi continuamente crescenti. Qualcosa di
analogo vale per i colori, con una rapidità tale che la diminuzione dei colori
chiari è constatata non solo dai vecchi, ma anche da noi stessi . Il francese dei
nostri giorni è, dal punto di vista antropologico, un uomo diverso da quello del
Medioevo o anche del Rinascimento." "L'avvento della prevalenza delle teste
rotonde non è soltanto un fatto antropologico. Anche l'indirizzo intelletuale
dei francesi è cambiato assieme all'aspetto del cervello. L'umore dei francesi e
il modo in cui adesso vedono i fatti politici, religiosi, morali, o addirittura
letterari, è del tutto diverso di un tempo. Il cambiamento è tanto più evidente
quando si consideri il declassamento delle abitudini delle classi superiori come
Fig . 276, Ammiraglio Coligny.
conseguenza dell'influenza di quelle inferiori. Questo è percepibile perfino nei Fig , 275. Re Enrico Il Idi
Nordico.
Goujon) 11518 - 1559) , Nordic o,
più piccoli dettagli. È sufficiente fare il confronto fra la poesia del
tingeltangel, una vera e propria poesia da negri, con quella che fu la poesia
medioevale, per rendersi conto quanto grande sia la decadenza culturale."
Queste sono parole del francese de Lapouge, il quale, con riferimento alla
storia europea, aggiunge: "è la prima volta nella storia che una popolazione
brachicefala ha scalato il potere. Solo l'avvenire ci saprà dire quale potranno
esere i risultati di questo strano rivolgimento" (2).

Il de Lapouge, nella medesima pubblicazione, ci informa che la


razza estide si è estesa rapidamente anche in quelle zone che
erano state di popolazione prevalentemente occidentale, con

(1) Cfr. Hauser , "Die Germanen in Europa" [I germani in Europa], 1916.


(2) de Lapouge, "Rassengeschichte der franzosischen Nation" [Storia razzial e della nazione Fig . 278, Poussin lautoritrotto) !alto, A: chiari. H: colore
Fig. 277. Colbert, uomo di
francese]. Politisch -anth ropo log ische Revue, IV, 1905/ 06. stato Idi Coyzev or). N ordico . misto). Prevalentemente nordico.

Franci a

182
183
r-:
I
la conseguenza che la distribuzione razziale originaria della Francia - che
comprendeva importanti componenti occidentali e nordiche e, nelle zone alpine e
della Wasgenwald, anche dinariche - tende globalmente a 'estizzarsi'. "I
distretti a popolazione dalla testa rotonda tendono a popolare gli altri, e ci si può
aspettare che fra 100 a 200 anni ci potrebbe essere un indice di 90 o più nella
maggior parte del territorio" (1).

Fig , 279. Corsica. Napoleone I, proveniente dalla Fig . 280, G. Cuvier, scienziato
nobiltà lombarda (longobarda). (statura media, A: chiari), Nordico.
---,

Fig . 285. Cardinale Richelieu, Fig. 286. Cardinale Fleury,


uomo di stato . Nordic o. uomo di stato . Nordico _

È significativo che le personalità di spicco nella Francia contemporanea,


ormai prevalentemente (?) estide, continuino ad essere di tipo nordico - così
Fig, 281, Lamarli n e. poeta fallo, A: marroni. H: chiari). Nordico­ Fig . 282. Principe di Ortéans , [Incisione di Calametta, da indicano le ricerche di Odin (cfr. Cap. 3). Nello stesso modo che una volta
dinarico [l'influsso dinarico è più evidente in allre rappresentazi oni ). un quadro di tngr es ). Nordico.
·-----7 Ronsard, Corneille, Poussin, Voltaire, Houdon, Montesquieu, Mirabeau,
Pascal, Diderot, Cuvier, Puvis de Chavannes, Musset, Lamartine, Flaubert
(alto, chiaro, biondo, dagli occhi azzurri, "un vrai viking' secondo Faguet) e
tanti altri ·erano stati prevalentemente nordici, lo sono anche le principali
personalità del secolo XIX e del presente, come Berlioz e Manet e anche
Romain Rolland e i generali francesi della guerra mondiale (2).
Anche in una parte della nobiltà francese è ancora percepibile del sangue
nordico; ma parecchi casati nobiliari francesi, attraverso matrimoni misti,
hanno incamerato quei tratti razziali che sono propri degli ebrei.

(1) de Lapouge, "Rassengeschichte der franzosischen Nation" [Storia razziale della nazione
francese]. Politisch -anth ropo log ische Revue, IV, 1905/ 06.
Fig . 283. Corno!, uomo di stato (seco ndo Da v id Fig , 284. Romain Ro lland . scrittore. Nordico o (2) Woltmann ("Die Germanen in Frankreich" [I germani in Francia], 1907) trovò che di 250
d'Angers) (alto, A: e H: ch iari). Nordico. prevalentemente nordico. famosi francesi 73,4% avevano gli occhi chiari e 23,9% li avevano marroni; il 66,3% erano
biondi, il 23,4% castani e il 10% avevano i capelli neri; il 59% erano di alta statura, il 24%
Francia
di statura media e il 17% piuttosto bassi; solo il 4% avevano sia gli occhi che i capelli scuri.

184
185
,,.;.,
10. LA DENORDIZZAZIONE DEI POPOLI DI LINGUA GERMANICA Anche la storia della Germania e dell'Inghilterra, a partire dal Medioevo,
è segnata da un'intrusione sempre più accelerata di sangue non nordico,
che si è accentuata a cominciare dal secolo XIX. È probabile che sia la
Presso i popoli di lingua slava il sangue nordico scomparve altrettanto in Germania che l'Inghilterra, come anche l'America del Nord, abbiano
fretta che fra quelli di lingua neolatina. Le tombe degli slavi antichi, ai tempi avuto ancora fino al secolo XIX un sufficiente quantitativo di sangue
della migrazione dei popoli, ci rivelano che allora le classi dirigenti slave erano nordico in tutte le classi sociali perché è solo nei nostri giorni che il
ancora nordiche. Si può ammettere che ancora nel secolo XII gli slavi differenziale di natalità a favore della popolazione non nordica o meno
settentrionali e occidentali erano prevalentemente nordici. Intorno a quella nordica ha cominciato a prevalere. In queste terre solo oggi comincia a
data dovette cominciare la controselezione a sfavore delle classi dirigenti, venir meno anche nelle classi dirigenti, che si trovano di fronte allo stesso
come conseguenza delle guerre che le assottigliarono e del differenziale di rischio di decadenza in cui si trovarono in Portogallo, in Spagna, in Italia,
natalità a favore della razza baltico-orientale presso gli slavi del Nord e nel secolo XVI.
dell'Ovest e di quella dinarica presso quelli meridionali (1). Anche le classi
superiori di origine germanica, che rafforzarono le popolazioni slavofone dopo Lo studio della stratificazione razziale dell'Inghilterra è
l'inaridimento delle loro componenti nordiche, finirono per scomparire. I particolarmente istruttivo, soprattutto in vista del fatto che fra gli
dirigenti nordici degli slavi erano caduti in battaglia nelle guerre di frontiera inglesi c'è una diffusa (e sbagliata) nozione secondo la quale le loro
contro le stirpi germaniche; e le classi inferiori meno nordiche dei popoli 'grandi abilità' sarebbero dovute ad una molteplice mescolanza razziale
slavi, dopo la riconquista germanica delle terre ad est dell'Elba, adottarono un specifica. Questa nozione non è confermata dalla storia razziale
poco alla volta il tedesco come lingua, e il loro sangue, estide e baltico- dell'Inghilterra, mentre si è già dimostrato come le mescolanze razziali e
orientale, andò a finire nell'insieme del popolo tedesco - nonostante le il restringersi delle classi dominanti portano solo alla decadenza dei
ordinanze municipali tedesche, che rimasero valide per secoli, dirette a popoli. Gli aborigeni di quel territorio, di razza occidentale e in parte
impedire l'immissione di quel sangue. Ma, soprattutto nelle zone limitrofe al estide, furono respinti verso occidente dai celti, che portarono il primo
mar Baltico, la denordizzazione dei popoli di lingua slava non è ancora tanto contributo nordico importante in tutte le isole britanniche. È probabile
avanzata come fra quelli di lingua neolatina (con la possibile eccezione della che con i celti sia arrivato anche un certo quantitativo di estidi, che
Francia settentrionale). Il sangue nordico predomina ancora in diverse zone formavano le loro classi servili e i cui resti ossei, in certi strati dell'Età
slavofone (cfr. Cap. 6), in particolare agli sbocchi della Vistola, della Nieva e del Bronzo e di quella di Hallstatt, sono addirittura più abbondanti di
della Dvina. quelli nordici; ma tra le classi nordiche dei popoli europei di allora si
praticava già l'incinerazione dei cadaveri. Comunque, è da considerarsi
I popoli meno denordizzati sono quelli di lingua germanica (anche se, fatta improbabile che gli estidi arrivati in Inghilterra con i celti siano stati
eccezione della Scandinavia, il processo di denordizzazione è molto avanzato). molto numerosi. Con la diminuzione della classe superiore celtica, nella
Ma il solo fatto che le lingue germaniche vengano ancora parlate indica che nelle popolazione generale, che ormai parlava lingue celtiche, riaffiorarono
zone in questione il sangue nordico non è stato appannaggio esclusivo di una tratti occidentali. Un'intrusione nordica importante avvenne dopo, con
classe dirigente, ma che tedeschi e inglesi, ancora nel Medioevo avanzato, , nel gli anglosassoni, che portò ad una nordizzazione radicale dell'Inghilterra.
loro insieme, dovevano essere tanto nordici quanto ora lo sono gli svedesi o i Ma gli stati anglosassoni forse furono il riflesso di una popolazione dalle
norvegesi. Le mappe razziali della Germania e dell'Inghilterra mostrano qualità spirituali piuttosto deboli - così almeno si può intravvedere dalla
ancora le vie seguite dai movimenti delle stirpi nordico-germaniche ai tempi della poesia a nglosassone; e comunque furono annientati dai molto più forti
migrazione dei popoli. Le mappe delle caratteristiche architettoniche dei centri normanni. I normanni, che con gli anglosassoni erano di sangue nordico,
abitati attuali (Mappa XX) indicano chiaramente la diffusione germanica - e divennero i signori dell'Inghilterra; come lo erano divenuti, in Francia,
anche quella celtica che la precedette - sia in Occidente che a Est dell'Elba. Le della Normandia e delle coste bretoni, ancora adesso di impronta
popolazioni ger ma niche , ancora nei loro tempi arcaici, avevano una componente nordica. La loro conquista fu il terzo contributo nordico alla popolazione di
non nordica o meno nordica, quella dei "non liberi" o degli "servi allogeni", quel territorio. Tutti i popoli e i raggruppamenti vichinghi che
della quale parla l'Edda. Ma ogni cosa indica che la natalità dei conquistarono l'Inghilterra erano di sangue prevalentemente nordico:
liberi era molto superiore a quella dei non liberi. Eppure, gia nel celti, angli, sassoni, juti, danesi, vichinghi islandesi e norvegesi, normanni.
Medioevo, cominciò la denordizzazione anche dei popoli di lingua Nella storia inglese si incontrano mescolanze di popoli, mentre di
germanica. Ma questo è stato già rilevato (cfr. Cap. 9). mescolanze razziali si può parlare per quel che riguarda il Sud e l'Ovest,
dove furono ogni volta respinte le popolazioni occidentali ed estidi. La
storia inglese mostra moltissimi movimenti di popoli, ma pochi di razze .

(1) In riguardo, cfr. "Rassenkunde des deutschen Volkes", Cap. 20.


187

186
......
Fino al 1600, in Inghilterra, era considerata bella solo la persona bionda con
occhi azzurri, come durante il Medioevo lo era stato per tutta l'Europa
occidentale (cfr. cap. 9). Un poeta dei tempi della regina Elisabetta consolava
una ragazza bruna dicendole che era carina anche se aveva i capelli neri (1).

Fu in quel periodo che Shakespeare, il cui ideale estetico era determinato dal
tipo nordico, scrisse (sonetto 127), con una certa aria di sfida, come egli, per un
certo tempo, ebbe rapporti amorosi con una bruna, e che anche il colorito scuro
ha una sua bellezza, e non solo quello chiaro come si credeva fino ad allora.
Perciò si può considerare che la svolta fra i secoli XV e XVI fu il tempo nel
quale anche nelle classi superiori e medie la scelta matrimoniale non disdegnò
le persone olivastre dai capelli e dagli occhi neri. Ma nonostante questo, ancora
adesso, in Inghilterra, il tipo nordico è visto come il più bello.

Il quesito che ora si apre, è se oggi l'Inghilterra sia più nordica della
Germania. - Molti osservatori si dimostrano indecisi. È interessante il fatto che
Beddoe, nelle sue trattazioni sulla razziologia della Germania, dica di percepire
un diffuso "aspetto germanico" anche in tante zone della Germania e della
Svizzera che sono molto poco nordiche e che poi affermi che in queste zone la
popolazione è molto simile a quella inglese. Se ne conclude che anche
quest'ultima, in tante zone, deve essere in uno stato di denordizzazione
avanzata. Nel suo saggio "Colore e razza" (2), Beddoe osserva, con
preoccupazione, come anche in Inghilterra la razza nordica pura sia in forte calo
e venga sostituita da genti vivaci (mobile) e brune (3).
Sembrerebbe dunque che l'elemento occidentale sia in crescita, per cui
l'indice cranico degli inglesi non aumenta, ma aumentano i colori scuri: e
questo introduce dei cambiamenti che potrebbero essere imprevedibili per la
potenza inglese. Ma anche i tratti estidi sembrerebbero aumentare in
Inghilterra; e la componente razziale estide non deve essere sottova lutata.
Le immigrazioni provenienti dalla terraferma negli ultimi secoli hanno fatto
aumentare l'indice cranico inglese, che nel primo Medioevo era di 76 mentre ora è
di 78. Beddoe si domanda se il popolo inglese in futuro sarà in grado di
conservare quello che era stato raggiunto dagli antichi anglosassoni. Diverse
osservazioni sembrano indicare che ormai gli individui alti e biondi sono rari
nelle grandi città inglesi. Peters scriveva nel 1912, sul "Tag": "Le sane genti
inglesi descritte a suo tempo da Dickens non sistono più. La popolazione bionda
anglosassone della merry old England di un tempo, che coltivava la
terra e che formò il nerbo degli esercti di Wellington e delle ciurme di

(1) "Let not thy blackness move thee lodespair ... Thy face is comely, though thy brow be black
[Non lasciare che la tua nerezza ti faccia disperare ... il tuo viso è attraente, anche se i tuoi
capelli sono neri]" (cfr. Bullen, "More Lyrics from Elizabethan Song Books" [Altre liriche
tratte dai canzonieri dei tempi elisabettiani], p. 65).
(2) "Colour and Race'', Journal of the Anthropological Institute, XXXV, 1905.
(3) L'etimologia della parola inglese "mob" (plebaglia urbana) proviene dal latino mobile
vulgus: qui si ha forse da vedere un'inconsapevole condizionamento razziale.

188 189
Nelson è scomparsa. Nelle grandi città industriali la popolazione consiste
sempre più di tipi piccoli e scuri, in mezzo ai quali quel che rimane degli antichi
nobili e gentiluomini, si rende ogni tanto percep1b1le in qualche tipo biondo.
A Londra, ormai tutti gli abitanti sono scuri. Questa è la "nuova aristocrazia"
londinese, uomini dal cervello acuto che sanno giocare in borsa e conoscono i
mercati coloniali e stranieri. Questi ora costituiscono la clientela dei ristoranti
eleganti. Londinesi biondi non ce n'è quasi più, e comunque sono individui
sempre più isolati". La nuova “aristocrazia” inglese è costituita quasi
interamente da ebrei, molti di loro provenienti dalla Germania ("German
Jews"). Una inglese, Mary Manners, ha scritto recentemente: "È proprio
strano come fra di noi i capelli biondi siano divenuti così rari ... io stessa sono
bionda e ho gli occhi azzurri, e mi domandano sempre se sono scandinava. In
una recente riunione di dame, guardandomi intorno, non ne vidi quasi nessuna
che avesse un aspetto 'inglese"'. E qui è implicito che un aspetto veramente
fig. 287, Barone di Wellinglon, generale e uom
. odi staio. A: auurrL Fig . 288. Byron. Prevalentemente
Nordico. [Dal "Corpus imaginum" della Phologr. Ges. , Charlotlen burg.) nordic o,
"inglese" avrebbe dovuto essere di tipo nordico.

Le colonie inglesi non sembrano essere terre molto appropriate per la


colonizzazione nordica. Tutto indica che lo strato nordico nel popolo inglese si
stia continuamente assottigliando; e la sua scomparsa porterà certamente alla
scomparsa dell'impero inglese. Eliminando la classe contadina libera
l'Inghilterra ha fatto a sé stessa il peggiore dei danni. Fino a un secolo fa,
anche nelle città, la proporzione di biondi a bruni era 2 : 5; prima della guerra,
a Glasgow, si era ridotto a 1 : 4, a Manchester a 1 : 5, a Londra a 1 : 7. Il cranio
del londinese attuale è diverso da quello del londinese del secolo XVIII,
essendosi indirizzato verso una forma "più amplia e corta, dovuta, a mio
parere, all'incrocio con la razza centroeuropea o alpina (estide), arrivata qui in
quantità considerevole negli ultimi due secoli" (1). Perciò non sorprende che
Galton, nel 1907, affermi che "Il nostro popolo ha subito una proporzionale
diminuzione in capacità negli ultim i 50 - 100 anni" (2).
Fig . 289. Falkener [architetto ). Fig, 290. Walter Sc ott . Sembrerebbe che l'Inghilterra abbia ancora, forse, un poco di sangue
Nordico, [Dis. Vogel von Vogelstein .) Prev alentemente nordico,
nordico in più della Germania (?), anche se nell'insieme non più del 60%;
mentre il numero di nordici puri in Inghilterra è, relativamente, ancora più
alto. A ciò contribuisce soprattutto la natura nordica di vaste zone della Scozia.
"Molti dei dirigenti e degli uomini che dimostrano iniziativa, sia in Inghilterra
che nelle colonie, sono scozzesi" (3).
Dai dati esistenti sull'incremento dell'indice cranico in
Inghilterra non si deve concludere che la denordizzazione sia di
poco conto. La denordizzazione, in Inghilterra, si manifesta

(1) Parsons, "On the Long Barrow Race and its Relationship to the Modem Inhabitants of
London" [Sulla razza di Long Barrow e la sua relazione con la popolazione odierna di
Londra], Journal of the Anthrop . Inst., vol. 51, 1921 .
(2) Galton, "Probability, the Foundation of Eugenics" [La probabilità, fondamento
dell'eu g en et ica], 1907 .
Fig . 291. Tennyson, Occhi azz, Nordico . [Dal "Corpus Fig , 292, Ch. Dickens, A: scuri , Prevalentemente nordico
(3) Beddoe, "Die Rassengeschi chte der Britischen Inseln". Politisch -anth ropo log ische Revue,
imaginum" della Photogr, Ges,, Ch arlottenburg .) [ordito dei capelli non nordico?)

Inghilterra vol. 3, 1904.

190 191
piuttosto come diminuzione del coloriti chiari, perchè l'aumento della razza nel Medioevo, era percepito in Germania come 'straniero' - avvenne molto
occidentale, dolicocefala, non ha alcun effetto sull'indice cranico. Anche se in lentamente: a ciò valsero le leggi appena citate. Ancora nel 1752 un tessitore di
Inghilterra l'indice cranico medio è leggermente aumentato, questo indica Neudamm (Neumark) fu espulso dalla sua corporazione perché la nonna di sua
soltanto un certo incremento nella popolazio ne estide. moglie era sospetta di essere di sangue "vendo". Così come in Germania ci si
difendeva dall'assorbimento di sangue "vendo", è lecito supporre che in tutta
In Germania (1) e in tutto il territorio di lingua tedesca, assieme alla razza l'Europa la stratificazione sociale fosse mirata a tener separato il sangue delle
nordica dolicocefala si trovano mescolate tre razze brachicefale (la presenza classi inferiori. È da considerarsi probabile che nelle nazioni di lingua
occidentale è scarsissima), e perciò la denordizzazione è contrassegnata germanica alle persone non nordiche fosse reso difficile, attraverso legislazione
essenzialmente da un incremento nell'indice cranico. A Brema, i teschi trovati e prassi abitudinarie, la formazione di una famiglia. Durante tutto il Medioevo
nelle sepolture a schiera presentano un indice cranico medio di 75,9; quello e anche dopo c'era un'attitudine forte di rifiuto verso qualsiasi immissione di
della popolazione sassone settentrionale odierna è di 75 - 80, mentre nella sangue straniero.
Germania meridio nale è di 84 - 85.
Secondo certi autori americani (1), la Gerra dei Trent'anni va vista come la
Quando Tacito descrisse le stirpi tedesch e (nella sua "Germania", verso il 98 causa principale della denordizzazione della Germania. Ma anche se come
- 99 d.C.) - vale a dire, i germani liberi delle stirpi tedesche - esse costituivano conseguenza di questa guerra la popolazione tedesca si vide ridotta dei due terzi,
una popolazione nordica "pura e uguale solo a sé stessa" (Tacito). È possibile anche se probabilmente i migliori uomini nordici furono quelli che formarono gli
che la conquista germanica delle zone di lingua celtica abbia già allora eserciti in lotta e anche se i ranghi della nobiltà, che provvedeva gli ufficiali,
immesso diverso sangue meno nordico e non nordico nella classe de,i "non furono parecchio assottigliati, secondo me l'inizio della denordizzazione di vaste
liberi". Ma prima della cristianizzazione non c'era stato quasi alcun zone della Germania deve porsi più tardi, forse addirittura nei tempi moderni. Le
mescolamento fra le classi dei liberi e dei non liberi - la dottrina cristiana non guerre europee hanno sempre portato alla denordizzazione, ma la natalità delle
eliminò le barriere razziali ma le rese pericolanti. La stratificazione classi più ricche di sangue nordico, in tutta l'Europa, rimase fino a tempi
medioevale delle classi servì da barriera contro l'immissione di sangue recenti sufficientemente alta, tanto da compensare, in massima parte, anche le
estraneo e per tenere lontano quello delle classi inferiori, discendenti dei non perdite più gravi (2).
liberi di altri tempi. Leggi sociali, usanze matrimoniali, etica corporativa e La denordizzazione della Germania, in realtà, cominciò in modo strisciante
abitudini generalizzate servirono a mantenere prevalentemente nordico il probabilmente già nel Medioevo, essa fu accelerata dalla Guerra dei
sangue tedesco, salvo che nelle classi infime. L'esigenza che per poter avere i Trent'anni, e acquistò il ritmo vorticoso attuale forse a partire dall'inizio del
diritti cittadini, per essere ammessi nelle corporazioni e per contrarre secolo XIX - data nella quale è percepibile un'accelerata denordizzazione di
matrimonio bisognasse essere di nascita "libera" e di ascendenza "tedesca" era tutti i popoli di lingua germanica.
in pratica equivalente, nel Medioevo, a dover essere prevalentemente nordici.
Questa esigenza, soprattutto nella Germania settentrionale e centrale serviva Nella Germania meridionale la penetrazione di una nuova ondata di genti
fondamentalmente a escludere il sangue dei "vendi (slavi)", mantenendo così di lingua slava ("vendi") significò l'acquisizione addizionale di sangue dinarico.
a basso livello la natalità di elementi di razza baltico-orientale. In quella settentrionale, l'espansione delle grandi proprietà terriere e il
conseguente impoverimento degli stanziamenti contadini, causò la migrazione
A partire dal tempo della migrazione dei popoli, nelle zone dell'Est tedesco verso le città della popolazione rurale nordica, dal carattere indipendente,
abbandonate dalle stirpi germaniche erano penetrate stirpi slave. Le classi condannandola così alla decadenza razziale. Questi importanti cambiamenti
dirigenti di queste popolazioni, le cui sepolture erano sistemate a schiera (2), furono accompagnati dal diffondersi di genti baltico-orientali che si
erano nordiche quasi pure. Ancora ai tempi (a partire dal secolo XII) in cui una adattavano a fare lavori salariati, e trovavano lavoro nei grandi
felice scelta delle stirpi tedesche, soprattutto quelle settentrionali, portò alla latifondi da qui la loro natalità più alta. Come conseguenza della
riconquista dei territori dell'oltre-Elba, è probabile che la denordizzazione denordizzazione della Germania meridionale, la razza estide poté
degli slavi in quelle terre non fosse molto progredita. L'assorbimento aumentare la sua presenza. Le sepolture a schiera in Baviera,
del sangue "slav o" da parte della popolazione tedesca - sangue che,

(1) Per esempio Grant e Stoddard, discussi nel prossimo capitolo.


(1) Siccome la storia razziale della Germania è stata trattata con maggior dettaglio nella (2) Capita spesso che si esageri nell'attribuire i cambiamenti nella popolazione di un certo
"Rassenkunde des deutschen U:Jlkes", qui si daranno soltanto alcune brevi indicazioni. territorio alle invasioni, all'immigrazione, ecc., senza dare sufficiente importanza alle
(2) L'.usanza delle sepolture a schiera era stata acquisita dai germani. variazioni nella natalità autoctona.

192 193
Fig. 293. Conte Hermonn VIII, R6mhild. (sculluro in Fig . 294. Conte palatino Johonn von Fries (Gem .). J. B. Fig , 299, Federico il Gronde (da un quadro di A. Grafi), Fig. 300, Maschero mortuario
metallo di Peter Vischer.) Lompé d. Ae. Germ , Mu s. NOrnberg . A: azzurri. Nordico. (Foto: Honfsloengl. Monaco di Baviera.) di Federico il Gronde.

F,ig 295. Isolo di ROgen, Fig. 296. Lonz (Prigni tz), Fig . 301. Estonia, mo di casato vestfolico. Korl Ernst von Fig , 302. Mecklenburg , Moltke ,
Ernst Moritz Arndt. Ludwig John (di casato boemo). Boer, scien ziato. (Quadro di Lenboch.)

Fig. 297. Leipzig . Corus. medico Fig , 298, Copenaghen. mo di origine b osso-s assone . Fig. 303. Svizzero. Gottfried Keller. Nordico-dinoric o. A: Fig . 304. Germanio . Theodor
e pittore. (Dis. di Vogel von Vogel steih.) Niebuhr, storico. (Dis. di Vogel van Vogel stein,) azzurri. (Foto: di R. Gonz. Zurigo.) Fontane. Nordico.

Figure storiche tedesche nordiche o prevalentem ente nordiche Tipi nordici o prevalentem ente nordici

194 195
secondo Kollmann, indicavano un 44% di dolicocefali e un 10% di brachicefali; 11. IL NOSTRO TEMPO, DAL PUNTO DI VISTA RAZZIOLOGICO
la popolazione attuale, secondo Ranke, è all'83% brachicefala e solo all'l%
dolicocefala. "La Monaco di Baviera del Medioevo e del Rinascimento era tanto
diversa da quella attuale quanto ora lo può essere una città della Germania Con il secolo XIX arrivò m tutta Europa l'epoca della rivoluzione
settentrionale da una della Germania meridio nale" (1). industriale, con rapidità variabile a seconda dei paesi, ma dappertutto
La Svizzera, forse, perse parecchio sangue nordico nei tempi in cui i cambiando radicalmente le condizioni di vita. Le grandi città, punti cruciali di
mercen'ari svizzeri formavano le truppe d'urto di tanti eserciti europei e molto ogni tipo di mescolanza, crebbero rapidamente. Le grandi industrie poterono
spesso dovettero pagare con la vita la loro fedeltà: un caso specifico fu quello offrire a un numero crescente di maestranze dei salari sempre migliori, ma il
degli svizzeri massacrati all'inizio della Rivoluzione Francese quando cadde _la tipo di gente che serviva alla grande industria e che essa attraeva non era più
Bastiglia. quello dei tempi artigianali, ormai alla fine. Allora, si faceva strada nel
migliore dei modi l'uomo dotato di giudizio indipendente e capace di creatività
La dottrina rivoluzionaria francese, biologicamente assurda (dovuta nelle piccole cose, il quale aveva le migliori opportunità per farsi una famiglia
all'Illuminismo e a Rousseau), secondo la quale gli uomini "sono tutti uguali", ed allevare una prole numerosa; mentre chi mancava di quelle caratteristiche
finì per abbattere non solo in Francia ma in tutta l'Europa le ultime barriere si trovava in svantaggio e spesso non arrivava a procurarsi quel tipo di
che tenevano a freno i mescolamenti di razze. Fu allora che cominciarono gli · posizione che rendeva a sua volta possibile la creazione di una famiglia. La
incroci generalizzati, che continuano ancora, e che hanno accelerato la società industriale, in pratica, offrì a tanti che non avevano nessuna
denordizzazione a un punto tale che, per esempio, Schliz poté osservare come, caratteristica ereditaria di buona qualità, l'opportunità di aumentare di numero.
nel brevissimo periodo che va fra il 1876 e il 1898, vi fu una notevole Alla grande industria servivano individui che non avessero il carattere
diminuzione nel biondismo nel Wurttemberg (Heilbronn) (2). indipendente e solitario dei nordici e per i quali la vita comunitaria nella massa
non fosse un peso ma che addirittura fosse desiderabile. Questo migliorò,
Le fenomenologie della denordizzazione·nel popolo tedesco del secolo XIX nell'Europa centrale, la posizione degli elementi estidi e baltico-orientali, come
sono le stesse che hanno colpito gli altri popoli di lingua germanica e in ciò che in Inghilterra era successo con quelli occidentali. Al contrario, la razza
segue verranno considerate da un punto di vista generale. nordica "non riusciva ad adattarsi alle esigenze imposte dalla grande industria.
Essa abbisogna sempre di una vita più libera e meno regolamentata e non ha
La forte prevalenza della razza nordica fra i grandi uomini della storia quella capacità di sopportazione necessaria ad un lavoro monotono" (1).
tedesca è del tutto evidente. Ci si riferisca alle illustrazioni riportate da Ne segue, probabilmente, che un popolo che abbia ancora un contenuto
Weckmeister nei 5 volumi del suo "Das 19. Jahrhundert in Bildnisse" [Il secolo nordico relativamente alto, corre un pericolo tanto più alto di rovinarsi quanti
XIX _nelle sue illustrazioni] (1899 - 1901) (3). più elementi nordici finiscono fra le masse operaie delle grandi industrie .
Questo tipo di persone può essere simbolizzato dalla testa di un minatore di
Meunier (Fig. 305).

(1) Francé, "Miinchen, die Lebensgesetze einer Stadt" [Monaco di Baviera, le leggi biologiche Dove gli ostacoli non siano troppo grandi, la capacità media più alta del
di una città]. 1920. nordico comporta che egli si trovi nelle classi superiori e quindi abbia una
(2) Schliz, "Eine Schulkinderuntersuchung zum Zweck der Rassenbestimmung" [Una ricerca famiglia meno numerosa. È assodato che le classi più alte, che in media hanno
sulla popolazione scolastica con lo scopo di constatarne la composizione razziale], Archiv fiir un contenuto di sangue nordico superiore a quello delle classi più basse, hanno
Anthropolog ie, vol. 27, 1901.
il tasso più basso di incremento numerico. Proprio i casati che dimostrano le
(3) Cfr. anche i ritratt i di grandi tedeschi dati nella "Rassenk und e des deutsche n Volkes",
caratteristiche ereditarie più salienti sono quelli che vanno incontro
capp. 5 e 22.
all'estinzione con il massimo di rapidità, per cui se la direzione attuale della
selezione dovesse continuare ci si dovrebbe aspettare una rapida diminuzione
del livello intellettuale europeo. Questo era già stato segnalato da
Galton per l'Inghilterra (cfr. Cap. 10). In Germania la situazione
è stata resa chiara dall'igienista sociale Grotjahn, il quale, in

(1) G. Retzius, "The so-called North-E uropean Race of Mankind" [La cosiddetta razza umana
nord-europ ea], Journal of the Anthr. Inst., vol. 39, 1909.

197
196
qua:nto appartenente al partito socialdemocratico non è sospetto di essere significato del differenziale di natalità fra le diverse classi sociali di un
favorevole alle classi alte: "La condizione attuale è tale che le cerchie superiori determinato popolo come fattore determinante della sua ascesa o declino.
vengono rinsanguate non tanto dalla loro riproduzione ma dall'ascesa di Siemens (1) dà un semplice esempio, molto utile per chiarire l'opinione che, a
individui singoli proven ienti da quelle proposito dell'evoluzione dei popoli, tanti potrebbero avere: "Se la natalità di due
inferiori; e questo, alla lunga, non può razze, A e B, inizialmente numericamente uguali, ha un andamento di 3:4, già
dare come risultare se non in un completo dopo la prima generazione la proporzione A:B non è più 1:1 ma 3:4 (o, in forma
impoverimento della nazione per quel percentuale, 43%:57%); dopo due generazioni essa è 9:16 (36%:64%); dopo tre
che riguarda la popolazione più abile, generazioni, quindi neanche un secolo, 30%:70%; e dopo 300 anni, se tutto
intelligen te e volitiva" (1). continua nello stesso modo, la razza A, da metà del totale sarà diventata un
insignificante 7%".
Ne segue che, se non ci dovessero
essere cambiamenti, si è davanti a quel
"declino dell'Occidente" indicato per la
prima volta dal Conte di Gobineau. "La
continua ascesa degli elementi nordici
verso le classi più agiate e più colte fa sì
che la loro natalità diminuisca al di
sotto del minimo necessario per il
rinnovamento delle generazio n i. La
popolazione del territorio e le classi Fig . 305. Testa di un minatore
inferio ri posson o ancora, per un certo di Meunier. Nordico .
tempo, essere una sorgente di sangue
nordico, ma alla lunga esso deve essicarsi ed esaurirsi, soprattutto in vista del
fatto che le guerre eliminano in primis gli elementi nordici. I popoli in
questione, un poco alla volta, discendono dalle altezze un tempo raggiunte" (2). Fig , 306. tentativo di rappresentazione grafica dell'incremento della degenerazione di una popolazione che sia stata
industrializzata e che non difenda sé stessa per mezzo di misu re eugenetiche .
Adesso (contrariamente al Medioevo) i popoli di lingua germanica I - 4 Tempi successi vi. I. Classe di rigen zia le , Il, Classe media e contadini. lii. Operai. IV. C lasse sociale infima. se n za uno
specifico mestiere . - L'ombreggiatura indica le qualità ereditarie scadenti.
mantengono la loro entità numerica per mezzo di un flusso di popolazione che
dalle clssi inferiori sale verso quelle superiori; mentre le loro zone ancora
relativamente nordiche sono soggette ad un'immigrazione proveniente dal Sud.
Tutti e due questi movimenti di popolazione stanno ormai raggiungendo i
territori centrali della razza nordica: perfino in Svezia, le provincie più La rivoluzione industriale non ha modificato soltanto la stratificazione
nordiche hanno la più bassa natalità (3). razziale dei popoli, ma anche la loro eugenetica. Nell'esempio appena riportato
La percentuale dei matrimoni, che in Svezia è la più bassa di tutta l'Europa, si può anche mèttere al posto della 'razza A' la parte della popolazione di buona
è anche là, molto probabilmente, più bassa fra le classi superiori più nordiche qualità genetica per quel che riguarda salute e senso della responsabilità; e al
che fra quelle inferiori. La natalità europea diminuisce da Est a Ovest e da Sud posto della 'razza B' la parte portatrice di tare genetiche e di inferiorità etica;
a Nord, cioé m proporzione inversa al contenuto di sangue nordico nelle e questo darà un'idea addizionale del perché l'Occidente sta andando
popolazioni. incontro al suo 'declino". La denordizzazione e la degenerazione sono
caratteristiche del declino di un qualsiasi popolo a dirigenza
Si è data troppo poca considerazione, finora, al nordica. Il problema della degenerazione - che appartiene al campo
della ricerca sull'ereditarietà (eugenetica; igiene razziale) - non sarà

(1) Grotjahn , "Geburtenriick gang und Geburtenregelung" [Denatalit à e controllo delle


nascite]. 1921 .
(1) Siemens, "Grundziige der Rassenhygiene, zugleich Ein fiihrun g in der ¼ rerbun gsleh re.
(2) Ploetz, "Sozialanthropologie [Antropolog ia sociale]" , nel volume "Anthropolgie", Kultur
Fiir Gebildet e aller Beru fe". [Schizzo di igiene razziale e introduzione alla teoria
der Gegenwart [Cultura del presente], parte III, sezione V, 1923.
dell'ered it ariet à per persone educate di tutte le professioni]. Miinchen. 1923.
(3) Flodstri:i m, "Till fragan rasshilnader inom Sveriges be(olhning'' [sulla questione delle
(*) (v. pag.succ.) Lu ndbor g, "Rassenhygienischen Ubersichten und Perspehtiven"
differen ze razziali tra la popolazion e della Svezia], Ymer, quaderno 3, 1915.
[Considerazio n i e prospettive sull'ig iene razziale]. 1921.

198 199
trattato in dettaglio in questa sede. Nel secolo XIX si arrivò al pericoloso Presso· i popoli europei le cose starebbero in modo diverso se i grandi
"attentato dell'industria contro la razza e contro la salute dei popoli", descritto finanziamenti stanziati continuamente per gli inutili e i criminali, fossero
in modo pregnante da Lundborg (*) e che noi ci accontentiamo di indicare per indirizzati ad aumentare la prolificità dei più validi . Ma quella perspicacia che
mezzo di un'illustrazio ne (Fig. 306). negli Stati Uniti ha portato a praticare la sterilizzazione degli idioti e dei
L'incremento galoppante dei tratti genetici negativi, portato dal secolo XIX, criminali non ha ancora raggiunto le legislazioni europee. Le leggi europee
avrebbe dovuto comportare un'attenzione ugualmente forte, in tutti i popoli, per moderne non sono che un tentativo di "venire. incontro" alle necessità giornaliere
le problematiche dell'eugenetica; attenzione che avrebbe dovuto portare a spicciole degli individui singoli. Manca il coraggio di guardare in faccia le
legislazioni corrispondenti, come adesso si è incominciato a fare negli Stati Uniti. regole rigid issime che determinano l'esistenza dei popoli e manca il senso della
Invece le legislazioni del secolo XIX, per quanto benintenzionate, favorirono la respon sabilità verso le generazio ni future. Le legislazioni europee sono di tipo
degenerazione e la denordizzazione dei popoli dell'Occidente in quanto improntate femmin ile, piene di compassione per ogni eccezio ne, pronte a impietosirsi per
di "umanitarismo" - un fatto, questo del quale già Goethe aveva detto che c'era da ogni parassita e criminale e quindi a dargli "assistenza"; mentre uno spirito
temere che portasse ad una diminuzione della qualità dei popoli, in quanto maschile si indirizzerebbe al rafforzamento dell'insieme, che richiede la
attraverso l"'umanitarismo" c’è il rischio che "il mondo diventi un grande considerazione delle leggi della vita e per il quale lo scopo principale è quello di
ospedale popolato solo da malati e da infermieri" (1). Un malinteso "amore per il rafforzare quella parte della popolazione geneticamente migliore. Goethe, in
prossim o" ha ormai portato i popo li occidentali a un punto nel quale un'occasione, scrisse che "tutte le leggi sono fatte da uomini e da anziani. I
!"'assistenza" e le "misure sociali" sono dirette in modo precipuo verso coloro che giovani e le donne vogliono l'eccezione, i vecchi la regola". Se egli vivesse
hanno le peggiori caratteristiche ereditarie: deboli, instabili, scansafatiche, adesso si accorgerebbe che le legislazioni europee portano il marchio "dei
prostitute, vagabondi, alcolizzati, idioti e criminali. Ormai quasi tutte le giovani e delle donne", che esse sono "uman itarie" - cosa contro la quale egli ci
"istituzioni per il bene comune" vengono pagate da chi, geneticamente, è migliore, aveva messo in guardia - e quindi sono fallimentari, perché "rifiutano
a favore del peggiore. E questo si ripete per tutti i tipi di "assistenza sociale" nei incondizionatam ente di guardare in faccia i fatti µon appena quei fatti
paesi occidentali. Alla parte attiva e geneticamente sana del popolo vengono tolte diventano sgradevoli" (1). La proposizione di Nietzsche, secondo la quale "ciò
continuamente grandi somme di denaro e usate per assistere i geneticamente che cade deve anche essere aiutato a cadere" sarebbe il miglior fondamento per
viziati e i criminali; con il risultato, fra l'altro, che questi aumentano anche la loro una legislazione che, per quanto apparentemente dura, servireb be a fortificare i
natalità e quelli che hanno le migliori caratteristiche genetiche limitano la loro popoli. Quella "compassione" che sta a fondamento alle nostre leggi attuali - e
figliolanza per poter pagare tasse sempre maggiori. È perfettamente risaputo che i che è particolarmente clemente verso i "geneticamente sfavoriti" - fa da
figli di una coppia geneticamente tarata possono costare milioni allo stato nella trampo lin o perché i tratti ereditari criminali diventino sempre più diffusi. Essa ha
fattispecie di 'assisten za sociale' (2). aiutato a plasmare il "volto criminale della modernità", descritto da
Aschaffen burg ("Das Verbrechen und seine Bekiimpfung" [La criminalità e la
sua soppressione], 1923) si faccia il confronto invece con il diritto
(1) Goethe, " Jubilaumausgabe" [Edizione commemorativa] 27, 16. consuetudinario germanico, del quale si è parlato al Cap. 9. - Quanto segue è
(2) Ecco un esempio americano, non però dissimile da quanto succede anche in Europa: "Un
quel che l'igienista sociale Grotjahn dice a proposito della degenerazione dei
vagabondo scansafatiche detto Juke nacque nel 1720 nella provincia di Nuova York. Ì suoi
due figli sposarono cinque ragazze degenerate e da queste unioni, dopo sei generazioni, popoli europei: "La prima nazio ne che riuscisse a mettere tutta la sua
erano venute al mondo 1200 persone, tutte gravate da tare: pigrizia, condotta immorale, organizzazione ospedaliera e assistenziale al servizio della eliminazione di
trascuratezza, povertà, malattia, stupidità, pazzia e criminalità. Attraverso le sette tutti i tarati, somatici e mentali, si metterebbe in pochi decenni alla testa di tutte
generazioni, ci furono 300 casi di morte infantile e 310 furono assistiti sociali per tutta la le altre." ("Saziale Patholog ie" [Patologia sociale], terza edizione, 1923). La
vita , che passarono, fra tutti quanti , 3200 anni negli ospizi per mendic anti. Altri 440 legisla zione degli Stati Uniti d'America ha dato degli esempi eccellenti: essa ha
morirono giovani in ragione delle loro tare fisiche; oltre la metà delle femmine finì a fare la reso chiaro quali sono i mezzi che gli stati devono utilizzare perché l'assistenza
prostituta; 130 furono piccoli criminali; 60 ladri; 7 assassini; solo 20 impararono un sociale non diventi una specie di incoraggiamento alla
mestiere, e di questi 10 mentre erano in prigione. Questa 'famiglia' costò allo stato, in tutto, riproduzione (2).
1.250.000 dollari" (Popenoe and Johnson, Applied Eugenics [Eugenetica applicata]). Questo
è quanto risultava da un'indagine fatta sui Juke nel 1877 . Nel 1915 i Juke erano arrivati
alla nona generazione - di 2.820 individui -, si erano diffusi anche fuori dallo stato di Nuova
York e la metà erano ancora vivi. Erano ancora "deficienti ment almente, pigri, indisciplinati,
ladreschi; anche in quei posti dove il loro cognome non costituiva una limitazione alle loro
opportunità e dove vivevano sotto condizioni sociali migliori" (Popenoe and Johnson).
(1) Grant, "The Passing of the Great Race'' [Il declino della grande razza]. 1923.
Adesso, erano arrivati a costare allo stato 2.500.000 dollari. Solo tre dei 650 Juke deficienti
(2) Cfr. v. Hoffmann, "Die Rassenhygiene in der 'lkreinigten Staaten" [L'igiene razziale negli
mentali risiedevano nei manicomi statali. "Tutte le sofferenze di questa famiglia e quelle che
Stati Uniti]. 1913.
essa impose ad altri, si sarebbero potute evitare s il primo Juke fosse stato sterilizzato."

200 201
I

Bisogna trovare il modo per eliminare dall'insieme genetico della nazione la Erblichkeitslehre und Rassenhygiene [Lineamenti di teoria dell'ereditarietà
sostanza genetica di chi è portatore di qualche tara ereditaria, senza però umana e dell'igiene razziale]" di Baur-Fischer-Lenz ha cominciato ad avere un
danneggiarlo in modo diretto come singolo. Bisogna rimarcare la differenza fra effetto. Per il futuro della Germania è della massima importanza che, attraverso
il "diritto alla vita" e il "diritto a dare la vita" (1). Per tutta una serie di tratti gli scritti del ricercatore eugenetico socialdemocratico Grotjahn (cfr. sopra), la
ereditari di malattia e di inferiorità etica vale quanto Grotjahn aveva, a suo dottrina dell'eugenetica stia penetrando anche nelle cerchie democratiche e
tempo, detto a proposito della tubercolosi: "Solo dopo che ai tubercolotici sarà socialdemocratiche, verso le quali avevano sempre dimostrato una notevole
impedito avere una discendenza che perpetui la loro debolezza somatica, sarà diffidenza.
lecito estendere a loro ogni tipo di misure medica, infermieristica, economica e
di igiene sociale, senza dover temere che per l'insieme della popolazione ne Gli stati europei e le loro classi dirigenti dovrebbero fare ancora più
risultino più danni che benefici" (2). attenzione ai fatti dell'eugenetica dopo che la guerra mondiale[*] ha esercitato
una controselezione spaventosa nei riguardi degli strati più validi della loro
Quelle cure che rendono possibile per elementi geneticamente tarati di popolazione. I migliori rimasero al fronte per quattro anni e molti morirono;
avere una discendenza, hanno portato al fatto che in tutta l'Europa si danno mentre i meno validi, gli "inetti", poterono continuare a riprodursi. Le perdite
circostanze non dissimili a quelle della· Germania, descritte da Kuhn (nel suo tedesche sono descritte da Lenz (1) nel modo seguente: "Nell’esercito tedesco
raccomandabile libretto "Von deutschen Ahnen und Enkeln [Sugli antenati e i sono andati al fronte 10 milioni di uomini dei quali il 19% sono morti (dispersi
discendenti dei tedeschi]"): "Un calcolo parecchio cauto ci indica ch e ci sono inclusi). Ci si può fare un'idea delle perdite di ogni classe d’età facendo il
240.000 pazzi , 20.000 epilettici, 170.000 alcolizzati , 36.000 ciechi, 18.000 confronto con la popolazione, maschile e femminile, per classe che risulta dal
sordomuti e 156.000 disabili e 300.000 tubercolotici in Germania; dei quali censimento del 1919. Fra le età di 25 a 30 anni il quantitativo di uomini rimane
un'alta percentuale devono la loro condizione a tare ereditarie. A questi si indietro del 26% rispetto a quello delle donne, mentre prima della guerra in
aggiungono gli psicologicamente tarati di ogni tipo e l'esercito dei criminali". quelle classi di età c'erano un numero equivalente di uomini e donne. Siccome
La legislazione americana sull'eugenetica ha raggiunto la regolamentazione anche la mortalità femminile durante la guerra aumentò un poco, si deve
della sterilizzazione dei tarati e dei criminali; ed è un fatto che gli individui concludere che per quelle classi di età, includendo i non combattenti, durante la
coinvolti desiderano quasi sempre essere sterizzati, se ciò non implica la guerra la mortalità fu di più del 26%; e fra i combattenti di oltre un terzo. Nelle
distruzione del piacere sessuale. Le esperienze positive che in Nord America classi di età fra 20 e 25 anni gli uomini rimasero indietro rispetto alle donne del
si sono potute fare con la sterilizzazione, ha portato all’istituzione di una 21%; fra i 30 e i 35 del del 18%; e globalmente, fra i 20 e i 40 anni, del 20%. Di
commissione per l'ampliamento delle leggi relative alla salute genetica tutti i soldati al fronte dai 20 ai 40 anni, ne devono esser morti non meno di un
(eugenetic laws [leggi eugenetiche]), secondo la quale forse un decimo di tutta quarto. Il 39,2% degli ufficiali morirono , e fra i più giovani oltre il 50%.
la popolazione dovrà essere sterilizz ata (3). Sacrifici di sangue analoghi furono subiti dalle classi borghesi istruite. Fra gli
Questo porterebbe ad uno straordinario miglioramento nella qualità media studenti e i ginnasiali che si presentarono come volontari, ne morirono la metà; e
del popolo nordamericano. fra quelli che già nel 1914 si erano presentati, oltre la metà. Non si esagera
quando si afferma che la maggior parte del 10% dei giovani più dotati della
In Europa sarà difficile che nasca un senso di responsabilità verso le Germania sono morti in guerra ".
generazioni future tanto forte come negli Stati Uniti. Ma è incoraggiante che, per
esempio, in Svezia, la consapevolezza delle necessità reali dell'igiene sociale Tutti i popoli che parteciparono alla guerra ·subirono analoghi sacrifici di
(uniche sulle quali si può fondare un'assistenza sociale funzionale) abbia portato sangue, e anche peggio. Ma - e questo è importante per la nostra trattazione -:
anche qui alla costituzione di un istituto statale per la ricerca sull'eugenetica in tutte le guerre europee, e in particolare durante la guerra mondiale, le
("Statens Institutet far Rasbiologi") - e l'esempio svedese è stato seguito anche perdite relativamente più gravi sono state subite dalla classe dirigente nordica.
dalla Russia Sovietica -; mentre questa consapevolezza sta nascendo anche in L'uomo nordico è il più dotato come guerriero ed è il primo ad affrontare il
Germania, soprattutto da quando la diffusione del"Grundriss der menschlichen nemico. "Già inizialmente egli si trova ad essere reclutato a preferenza del resto
della popolazione, in ragione della sua corporatura più prestante; e il suo tipo è
il più frequente fra gli ufficiali. Ed è il più rappresentanto anche

(1) Così si è espresso il ricercatore eugenetico norvegese Mjoen.


(2) Grot jahn , " Leits éitze zur sozialen und generativen Hygiene" [Lineament i di igiene sociale
e generazion ale) . 1923. [*) La prima guerra mondiale. NdC.
(3) Cfr. Laughlin, "The Legislative and Administrative Aspects of Sterilization" [Gli aspetti (1) Baur-Fisch er-L e nz, "Grundris s der menschlich en Erblichkeitsl ehre und Rassenhygiene".
legislativi e amministrativi della sterilizzazione]. Eugenie Records Office Bull eti n, 10 B. 1923.
1914.

202 203
fra le truppe d'élite che, nella maggior parte delle guerre, subiscono perdite più un massacro e un indebolimento genetico che fece rabbrividire tutti quelli che
gravi che le altre componenti dell'esercito. Egli è molto spesso un ufficiale, e gli compresero il problema - e fu seguito con interesse da tutti quei popoli di razze
ufficiali, in quanto devono esporsi con maggiore frequenza, subiscono perdite extraeuropee, ben felici dalla scomparsa degli strati dirigenti europei, e tutti
due o tre volte più alte che il resto della truppa. Le guerre frequenti hanno sostanzialmente accomunati da questa soddisfazione (4).
perciò avuto la tendenza a diminuire il numero degli individui di tipo nordico
e nel contempo a renderlo più grossolano, sia perché i sopravvissuti furono
generalmente i meno dotati fra gli stessi nordici (come ve ne sono all'interno di
tutti i tipi per via dell'ampio raggio di variazione), sia per mescolanza" (1). Le
perdite relativamente più gravi che la razza nodica ha subito in Germania sono
indicate dai ritratti che"Woche [Settimana]", pubblicava, durante la guerra,
degli ufficiali e dei soldati insigniti con croce di ferro di prima classe, molti dei
quali già morti alla data di pubblicazione della loro immagine. Qualcosa di
analogo successe in Inghilterra, dove diverse figure nordiche erano
riscontrabili sui giornali che durante la guerra pubblicavano la fotografia degli
ufficiali caduti. Questo è menzionato da Grant, il quale aggiunge: "Nessun
popolo, neanche l'Inghilterra che ha una classe dirigente tanto
prevalentemente nordica, può rimettersi dalla perdita di tanto sangue di prima
qualità" (2).

Fig . 308. Professore Uni v.


Una parte della nobiltà dei popoli in lotta, come conseguenza di matrimoni Fig. 307. Uomo di sta to _
di Yole, Connec ticu t.
misti con ebree, dimostra tratti propri delle razze che costituiscono il popolo
ebraico ancor più delle classi medie e basse di questi popoli. Ma la maggior
parte si dimostra ancora prevalentemente di tipo nordico, molto più della
media nelle rispettive nazioni. Comunque, le forti perdite subite dalla nobiltà
di tutte le nazioni in guerra hanno contribuito alla loro denordizzazione.
L'opinione di un neutrale, il razziologo e storico americano Stoddard (3), che
descrisse la nobiltà prussiana come "la più valida e virile fra gli stati nobiliari
dell'Europa", può servire come indicatore della controselezione alla quale
l'Europa è andata incontro attraverso le perdite al fronte di questa nobiltà;
essa fu quella che diede e perse il più grand numero di giovani volontari;
nessuno dei quali poté lasciare una discendenza a beneficio del popolo tedesco.

L'inclinazione della razza nordica, dotata militarmente, ad essere in prima


linea negli eserciti fu particolarmente evidente negli Stati Uniti, dove il
servizio militare era volontario. Nella sua introduzione al libro di Grant, Fig. 309. Professore Univ. Fig . 31O. Professore e cancelliere
di Stanford, Califo rnia _ dell'Università di Stanford. Cali fornia .
Osborn scrive considerazioni appassionate sull'appartenenza
nordica dei volontari statunitensi; e il razziologo francese de Lapouge Uomini nordici o prevalentemente nordici degli Stati Uniti d'America
conferma l'aspetto nordico che poté osservare nelle truppe americane.
La guerra mondiale fu, per tutti i popoli che vi presero parte, In tu tti gli stati europei , anche quelli che non presero parte alla guerra, alla
profonda denordizzazione dovu a al corso degli eventi bellici seguì una delocalizzazione
dovuta alla crescente pressione tributaria, che obbligò proprio le classi sociali più
ricche di sangue nordico a limitare ancora di più la loro natalità.
(1) Ploetz nel capitolo "Sozialanthropologie [Antropolog ia sociale] del volume "Anthropologie
[Antropolog ia]" , Kultur der Gegenwart [Cultu ra del presente]; parte III, sezione V, 1923.
(2) Grant, "The Passing of the Great Race" [La scomparsa della grande razza]; traduzione
tedesca "Der Untergang der grossen Rasse". Miinchen , 1921. (4) Questo è stato indicato in modo particolarmente esatto da Stoddard, "The Rising T(de of
(3) Stoddard, "Socia[ Classes in Post-War Europe" [Le classi sociali nell'Europa del Color against White World-Supremacy" [La montante marea di colore conto la dominazione
dopoguerra], 1925. bianca del mondo], 1923.

204 205
r
Il sangue nordico - per dirla con Grant - fu efficientemente inaridito a forza
di tasse. La disintegrazione economica delle classi medie, che fece da araldo
anche alla decadenza romana (cfr. Cap. 8), colpisce soprattutto l'incremento
demografico nordico concentrato in quella classe, diminuendone la prolificità. Le
qualità etiche della razza nordica la rendono schiva a fare affidamento
sull'assistenza sociale, cosa che invece de Lapouge aveva indicato come
assolutamente normale fra gli estidi (1).

La scomparsa della razza nordica può essere ostacolata soltanto da una


rinnovata consapevolezza razziale da parte delle genti ancora prevalentemente
nordiche. La domanda è: in che modo è possibil e che le genti ancora
prev alen tem ente nordich e possano raggiungere di nuovo la più alta natalità ? Se
si vuole che possa esserci una ripresa, questa domanda deve diventare
l'imperativo fondamentale in tutti i popoli prevalentemente nordici. La Francia
Fig . 31l , James Monroe Fig. 312, Thomas Jeffer so n
(l 758 - 1831), pre siden te . ( 1 743 - 1826), presid e n te.
ormai cerca l'assimilazione razziale dei suoi cittadini africani e, politicamente,
tende ad avvicinarsi agli estremo-orientali, in particolare ai giapponesi.
Quindi, l' idea nordica, compresa e sistematizzata per la prima volta dal francese
conte di Gobineau, può essere proposta, probabilmente, soltanto ai popoli di
lingua germanica. Se le classi dirigenti di questi popoli dovessero accettare l'idea
nordica come un bene comune, si sarebbero gettate le fondamenta di una
rinordizzazio ne dei popoli di lingua germanica.

La situazione razziale degli Stati Uniti d'America non è meno spaven t os a


di quella della Germania o dell'Inghilterra. Se Ploetz avesse ragione - a suo
parere in Nord America c'è ancora il 30% di sangue nordico, ma
probabilmente la sua stima è bassa -, là la situazionè dovrebbe essere ancora
peggiore che in Ger ma nia . Fino al 1888 gli immigrati provenivano per
il 72,6% dall'Europa settentrionale e occidentale; mentre il 1892 fu l'anno
della svolta fatale per tutti quegli americani che avevano una
Fig , 313 . Ralph Waldo Emerson Fig . 31 4. Andrew Jackson consapevolezza razziale. Fu allora che per la prima volta più della metà degli
- -,
(1803 - 1882), poeta e filosofo. (1767 - 1845), pre siden te.
immigrati arrivarono dall'Europa orientale e meridionale. Nel 1901 gli
immigrati provenienti dall'Europa settentrionale erano ancora il 23, 7 %; nel
1907 quelli del sud- ed est-europei erano già il 76,2%. Secondo certe
statistiche americane, gli Stati Uniti ricevettero dopo il 1900 ben sei milioni di
immigrati classificabili geneticamente come "inferiori" (in ferior ) o "molto
inferiori" (very inferior). Così anche il popolo nordamericano è sotto la
minaccia della degenerazione e della denordizzazione; e la denordizzazione
procede a passi accelerati perché le classi più nordiche hanno una natalità
spaventosamente bassa (2).

(1) Cfr. "Rassenhunde des deut schen Volhes", Cap. 15.


Fig . 315. Nathaniel Hawlhorne Fig. 316, Longfe llow (2) La forte prevalenza della razza nordica fra le classi dirigenti dell'America del Nord può
I 1804 - 1864), sc rittore . I 1807 - 1882). sc rittore . essere apprezzata sfogliando la "The Nation al Cyclopoedia of American Biography"
Uom ini nordici o prevalentem ente nordici nella storia dell'Am erica [L'enciclop ed ia nazionale biogra fica americana], in 18 volumi riccament e illustrat i.

206 207
Grant caratterizza la situazione come segue; "Noi americani dovremmo 12. L'IDEA NORDICA - UNA CONSEGUENZA DELLA RICERCA
renderci conto che l'ideologia altruistica, che ha guidato lo sviluppo del nostro STORICA DAL PUNTO DI VISTA RAZZIALE
popolo negli ultimi secoli, e la sentimentalità dolciastra (maudlin
sentimentalism) che ha fatto dell'America il 'rifugio degli oppressi', potrebbe
trascin are l'insieme del nostro popolo verso un abisso razziale" (1). La degenerazione (cioé, il forte incremento dei tratti ereditari scadenti) e la
denordizzazione (cioé, la scomparsa del sangue nordico) hanno fatto da araldi
Le stesse fenomenologie che sono attive in Europa sono causa della bassa alla decadenza dei popoli asiatici e sud-europei di lingua indoeuropea e
prolificità dello strato nordico in America. Lo storico dell'ereditarietà svedese minacciano di rendere reale anche quella dei popoli di lingua germanica. Ne
Fahlbeck ha dato, come natalità minima necessaria perché la popolazione non segue, in conseguenza, che il compito incombente per chi abbia ancora un
diminuisca, 4 figli per coppia. Nelle nazioni di lingua germanica, le coppie con residuo di sensibilità è di rendere possibile la riscossa di questi ultimi popoli
almeno 4 figli negli strati sociali più ricchi di sangue nordico sono molto più attraverso l'incremento dei tratti ereditari validi e sani e del contenuto di
rare che fra quelle meno ricche del medesimo. Nei casati che dimostrano sangue nordico. La maniera per incrementare i tratti ereditari migliori, è
qualità ereditarie al di sopra della media, la regola è una posizione economica indicata dai risultati della ricerca eugenetica; e in questa sede ci si occuperà
migliore e un'ascesa sociale. L'incremento nella ricchezza che la rivoluzione soltanto del problema della rinordizzazione.
industriale ha portato all'Europa occidentale e all'America, è toccato in
massima parte alla popolazione prevalentemente nordica. Ma è sufficiente che Il primo a indicare il significato della razza nordica per la vita dei popoli fu il
ci sia un piccolo aumento nel benessere perché la natalità si abbassi. Le qualità francese conte Arthur de Gobineau (1816 - 1882), nel suo lavoro "Essai sur
dirigenziali della razza nordica e la sua tendenza a migliorare il suo livello l'inégalité des races humaines [Saggio sull'ineguaglianza delle razze umane]".[*]
culturale, sono causa del fatto che i nordici si sposino tardi. Lo strato nordico è Il conte de Gobineau fu anche il primo a rendersi conto che attraverso la
quello che, in ragione della sua capacità di giudizio e di azione, molto spesso si mescolanza della razza nordica con altre razze si andava incontro a quello che
Spengler chiamava "il declino dell'Occidente" (cfr. Cap. 8). Schemann (1) ha
assottiglia al servizio della nazione. Quelli fra i nordici che scelgono mestieri
descritto magistralmente la figura di Gobineau come ricercatore e come poeta
utili ma relativamente male pagati, in ragione della loro preveggenza ("l'intera potenza vincente di quest'uomo"). E Schemann deve essere
restringono il numero dei loro figli; e la loro dannosa tendenza a volere avere ringraziato per la fondazione, nel 1894, della Gobineau-Vereinigung
un "livello di vita consono con la loro posizione sociale" ostacola i mij.trimoni e [Associazione Gobineau], dedita alla diffusione della sua opera e alla quale si
limita la figliolanza nelle coppie sposate. La pressione delle tasse colpisce - lo deve il fatto che il nome di Gobineau e l'idea nordica, da lui formulata, non siano
abbiamo già detto - soprattutto le classi più prevàlentemente nordiche, le quali andati perduti (2). L'importanza fondamentale dei lavori di Gobineau
devono continuamente sborsare quei soldi che servono per l"'assistenza" e la per la cultura contemporanea è indicata da Schemann anche nel suo
riproduzione di quelli che hanno invece caratteristiche ereditarie scadenti o libro "Gobineau s Rassen werk, Aktenstiicke und Betrachtungen zur Geschichte ,
criminali. E fra le "assistenti sociali" si incontrano spesso ragazze sane e
nordiche che, in ragione del loro mesti(lre, molto probabilmente rimarranno
(1) Schemann, "Gobineau. Eine Biographie" [Gobineau, una biografia] (vol 1, 1913; vol. 2,
zitelle. 1916). Siccome !"'Essai" di Gobineau, in ragione della sua mole, non sarà letto da molti, sia
qui menzionato il riassunto di Kleinecke, "Gobineaus Rassenlehre" [La dottrina razziale di
La situazione attuale - ovvero il pericolo di decadenza - è stata qua e là Gobineau], 1920. La vita e l'opera di Gobineau sono dati anche da Hahne, "Gobineau"
riconosciuta come tale in Germania, ma soprattutto è stata riconosciuta in (Reclam 6517/ 1 8).
Nord America. I risultati della ricerca eugenetica incominciano a penetrare (2) Nonostante che in Francia già uno storico e uomo di stato come Alexis de Tocqueville e
nelle coscienze dei più intelligenti, rendendo possibile l'insorgere dell'ideologia un antropologo come Broca apprezzassero l'opera di Gobineau, che Renan e Viollet-le-Duc
nordica. ne subissero l'influenza e che perfino Le Bon facesse a lui riferimento, non fu che negli
ultimi anni che si cominciò a dargli l'importanza dovu.ta. Ma anche in Germania, dove fu
apprezzato da Alexander von Humboldt, da Immanuel Hermann Fichte (il figlio del filosofo),
da Adalbert von Keller e soprattutto da Richard Wagner, e dove Lotze ne subì l'influenza,
(1) Grant, "The Passing of the Great Race," [La scomparsa della grande razza]. 1923. Gobineau sarebbe stato presto dimenticato se non fosse stato per Schemann. Oggigiorno
(1924), in Francia per Gobineau vi è una moda intellettuale. I suoi lavori poetici vengono
ripubblicati e non poche riviste di grido dedicano numeri speciali al poeta Gobineau - al
punto che si può parlare di un'esagerazione nell'esaltazione di Gobineau come poeta -;
mentre il numero degli aderenti alle sue dottrine razziali, che non sono mai stati molti, sono
sempre meno .

209

208
r und Kritik des Essai sur l'inégalité des races humaines" [La ricerca razziologica senza però che si riesca mai a colpirla nel suo vero nocciolo - che rimane sempre
di Gobineau, dettagli e considerazioni sulla storia e sulla critica all'Essai sur saldo" (1).
l'inégalité des races humaines] (1910).
Dopo la pubblicazione delle opere di Gobineau e di Chamberlain, tutta una
serie di ricercatori nel campo 'delle scienze naturali e della psicologia si è
dedicata con alacrità a sviscerare le problematiche razziali, per cui al giorno
d'oggi non solo i fondamenti di queste opere sono da ritenersi come assodati, ma
all'ideale della razza nordica è stato aperto un notevole campo addizionale. Sta
sorgendo un nuovo modo di studiare la storia - l' "approccio razziologico allo
studio della storia".

Ovviamente, la maggiore attenzione all'idea nordica doveva riscontrarsi in


quelle nazioni nelle quali c'è ancora una forte presenza razziale nordica, che
sono poi quelle di lingua germanica in Europa e in Nord America. È
improbabile che le idee di Gobineau ricevano una grande attenzione nei paesi di
lingua neolatina; nonostante il fatto che il primo libro scientifico di storia razziale
sia stato pubblicato proprio in Francia (1899) - "L'Aryen, son r6le social
[L'ariano, il suo ruolo sociale]" di Vacher de Lapouge.[*] La denordizzazione,
anche in Francia, è probabilmente troppo avanzata. Ugualmente improbabile è
una valutazione di Gobineau fra i popoli di lingua slava.
Fig . 317. H. SI. Chamberlain (al tempo Fig. 318 . Il conte di Gobineau
della stesura delle "Grundlagen"). (quadro della contessa La Tour) .
Ma non si può escludere che fra i popoli dove le teorie di Gobineau vengano
Dovrebbe essere chiaro che l'opera razziologica di Gobineau, formulata conosciute, possano scuotere profondamente singoli individui. Come abbiamo già
prima che la ricerca razziale fosse arrivata a qualche risultato, contiene detto, a partire dalla svolta del secolo vi è un crescente interesse sui fatti razziali,
parecchi dettagli che ora non sono più sostenibili. Ma l'idea di base del suo anche se molto spesso mancano idee chiare al riguardo. Con riferimento al modo
lavoro è ancora del tutto valida. Dal punto di vista della scienza razziale, la di esprimersi di Gobineau e di Chamberlain, qua e là ci imbattiamo nel discorso,
migliore opinione che sia stata data su Gobineau è forse quella di Eugen non sempre chiaro, della necessità di mantenere puro il sangue "germanico" o
anche (seguendo Lapouge) quello "ario" (2). In tale modo si concede spazio alla
Fischer: "L'idea razziale è e rimane improntata dai lavori di Gobineau, forse confusione fra razza e popolo e fra appartenenza linguistica e appartenenza
non nella loro forma originale ma certamente nei suoi lineamenti generali. razziale, rendendo impossibile una qualsiasi presa di posizione ragionevole.
Gobineau ne rimane il battistrada" (1). Quello che mancava (e manca ancora) è un riconoscimento chiaro del concetto di
razza (cfr. Cap. 1) insieme ad una conoscenza delle r a z z e che compongono i
La svolta del secolo, quando apparve la traduzione di Schemann, può essere popoli germanici (cioé di lingua germanica) e quelli indoeuropei (cioé di lingua
vista come il momento dopo il quale si cominciò a prestare una certa indoeurop ea). Mancava (e manca ancora) la conoscenza della figura ereditaria
attenzione alle problematiche razziali. Sempre attorno a quella data, nel 1899,
fu pubblicata un'opera sull'idea razziale - specificamente nordica - che, in
ragione dell'entusiasmo e delle confutazioni che innescò, diede a quest'idea, per (1) Fischer, in "Handworterbuch der Naturwissenschaften" [Manuale di scienze naturali],
la prima volta, una notevole notorietà: "Die Grundlagen des 19. Jahrhunderts sotto la voce "Sozialanthropologi e [Antropolog ia sociale]".
[Le fondamenta del XIX secolo]", dell'inglese, adesso cittadino tedesco, H. St. (2) La scienza delle lingue si è spesso riferita alle lingue indoeuropee come a lingue arie;
Chamberlain (nato nel 1855). Il giudizio che, dal punto di visto razziologico, adesso la descrizione di "ario" viene preferibilmente applicata alle lingue indoeuropee
Eugen Fischer ha dato di questo lavoro, è calzante: "Anche se in molti dettagli specificamente indo-persiane. La ricerca razziologica, inizialmente, aveva chiamato ogni
si dimostra traballante, e anche se non si perita di tergiversare arbitrariamente tanto 'aria' una (inesistente) razza bianca o caucasica; poi furono detti ariani i popoli di
su diversi principi filosofici quando gli conviene, egli propone una struttura lingua indoeuropea e infine la razza nordica fu anche detta ariana. Adesso l'aggettivo 'ario'
concettuale solida, che offre mille appigli per chi voglia attaccarla, è inutilizzabile dal punto di vista scientifico ed è consigliabile evitare di usarlo; dato che in
molte cerchie dilettantistiche esso circola con molteplici significati diversi, al punto da
essere applicato a tutti i popoli di lingua non semitica - risultando quindi in una
(1) Citato da Schemann, "Neues aus der Welt Gobineaus" [Notizie dal mondo di Gobineau]. contrapposizione fra "ariani" e "semiti". Nella scienza razziale anche l'aggettivo "semita" è
Ristamp a della Polit is ch -A nt h; o po lo g is ch e Revu e, 1912 . stato abbandonato, in quanto ci sono popolazioni di ogni razza che parlano lingue semitiche
[*] Ultima edizione italiana: "Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane", Rizzali, (cfr. il Cap. 4).
Milano, 1997. NdC. [*] Ristamp ato in anastatica da Arnald o Forni, Bolog na, 1977 . NdC.

210 211
dell'uomo nordico, che deve identificarsi come il vero creatore di quei valori dimensione in profondità; mentre dal loro insieme - scienza dell'erditarietà
caratteristici delle culture dei popoli indoeuropei (''ari") e di quelli germanici. dell'eugenetica e della razziologia - sorse il Nordische Bewegung [movimento
Ai tempi di Gobineau, una descrizione razziale dell'Europa non poteva essere nordico], che ebbe inizio, naturalmente, in quelle terre dove c'era ancora un
scritta, perché mancavano ancora le ricerche (1). quantitativo di sangue nordico sufficiente per rendere credibile un
rinascimento nordico. In Germania si moltiplicarono le associazioni il cui
Ma mancava (e manca) anche dell'altro: Gobineau e i suoi contemporanei obiettivo fu di diffondere l'idea nordica. Associazioni analoghe sorsero negli
non sapevano alcunché sull'effetto della selezione nello sviluppo dei popoli. La Stati Uniti e arrivano notizie che sembrano indicare che questa idea si sta
razza nordica potrebbe scomparire anche in assenza di qualsiasi meticciato, se
dovesse rimanere sconfitta dalle altre razze per la loro prevalenza numerica; in
ragione della scarsità dei matrimoni, o dei matrimoni in tarda età e della
minore natalità. Non basta la consapevolezza dell'"insostituibile importanza
della razza nordica" (Lenz), bisogna anche avere delle conoscenze sufficienti
delle leggi dell'ereditarietà e dei fenomeni selettivi - e queste conoscenze
ominciano ad avere il loro effetto su molte persone di tutte le nazionalità.

I primi a dare importanza alla selezione per gli sviluppi vitali furono
Maupertuis (1744 e 1746) e Kant (1775, 1785 e 1790). Ma un vero effetto
dell'idea della selezione lo si riscontra soltanto a partire dall'opera di Darwin
"The Origin of Species by means of natural Selection [L'origine delle specie
attraverso la selezione naturale]", pubblicato nel 1859, che ha fondato la biologia
moderna. Il concetto di selezione deve necessariamente avere delle conseguenze
importanti quando si considera il destino dei popoli; e questo fu visto per primo
dal cugino di Darwin, Francis Galton (1822 - 1911), detto "il padre Fig , 3 19. Madison Grani Fig . 320. Lo throp Sloddord
(busto di Che ster Beach) . (indice ce fali co: 76: occ hi grigi ).
dell'eugenetica" (ricerca sull'ereditarietà, igiene razziale). Egli dimostrò che la
potenza decisiva per lo sviluppo di ogn tipo di vita, quindi anche quella umana,
non è l'ambiente, ma l'ereditarietà; e propose i fondamenti di una teoria
eugenetica, secondo la quale un popolo può essere migliorato soltanto affermando anche in altre nazioni.
attraverso l'incremento di coloro che hanno i tratti genetici migliori. Ci Anche se in Germania l'idea nordica è stata presente prima che in qualsiasi
vollero però ancora quasi quattro decenni prima che l'opera di Galton fosse altra parte, la grande frammentazione dei suoi aderenti in tanti gruppi separati
compresa nel suo valore. ha impedito che raggiungesse la diffusione che sembra avere in Nord
America. Negli Stati Uniti, i libri di Grant e di Stoddard (1) hanno avuto uno
Ma le sue intuizioni non erano ancora sufficienti per costruire una teoria straordinario successo: quello di Grant in ragione dei suoi insegnamenti razziali
scientifica dell'ereditarietà. Questa fu strutturata, nei suoi tratti fondamentali, da e delle sue indicazioni sull'incombente scomparsa della razza nordica (la "grande
razza"); quelli di Stoddard perché indicano il pericolo "giallo" e quello "nero" (cfr.
Johann Mendel (1822 - 84), monaco agostiniano a Brunn (noto con il nome
Cap. 4), che costituiscono una minaccia esterna per i popoli a direzione nordica;
monastico di Gregor); le cui ricerche, dopo che furono riscoperte e rese pubbliche nonché quello della degenerazione attraverso la proliferazione delle tare
nel 1900 , ebbero un effetto profon dissim o e diedero il via a quella straordinaria genetiche, che ne costituiscono il pericolo interno. Il notevole sviluppo
della ricerca sull'ereditarietà, che in Nord America viene vista come un
quantita di ricerche che servirono a dare un fondamento sicuro alla scienza
dell'ereditarietà.
(1) Grant, "The passing of the great race or Ìhe racial basis of european history" [La
scomparsa della grande razza o le basi razziali della storia europea], quarta edizio ne, 1923.
Queste ricerche diedero alla dottrina di Gobineau una nuova - Stoddard, "The Rising Tide of Color against White World-Supremacy" [La montante marea
di colore contro la supremazia bianca nel mondo], 1919; "The Revolt against Civilization.
The Menace of the Underman" [La rivolta contro la civiltà. La minaccia del subumano], 1924
(apparsa in traduzione tedesca di Heise con il titolo di "Der kulturumsturz. Die Drohung des
(1) Cfr. il capitolo "Indicazion i sulla storia della razzio log ia e dei campi di ricerca a essa
Untermenschen");"Racial Realities in Europe" [Realtà razziali in Europa], 1925.
vicini" nella "Rassenk unde des deutschen Volhes".

212 213
............
I

compito patriottico, diede ai libri di Grant e di Stoddard un fondamento capitale, concentrato in mani non-nordiche. Sembrerebbe quindi che le cerchie
scientifico sicuro e fece da catalizzatore per un ambiente ' già predisposto a dare nordizzanti dell'America del Nord comincino ad agire consapevolmente per la
importanza ai problemi razziali ed eugenetici. A ciò si aggiungano l'appoggio di conservazione e l'accrescimento del contenuto di sangue nordico nel loro paese
diverse persone influenti e di una parte della stampa. Lo stesso presidente (1). Manca ancora un'idea chiara del vero significato della natalità per tutti
Harding, in un discorso pubblico (il 26 ottobre 1921), indicò l'importanza del questi tipi di iniziative.
libro di Stoddard "The Rising Tide of Color"; e il congresso americano,
sensibile alle idee di Grant, ha promulgato leggi sull'immigrazione favorenti Quando si consideri che l'idea nordica ha cominciato a mettere radici, qua e
l'immigrazione europea settentrionale-occidentale e inibenti quella europea là, in Germania a partire dalla svolta del secolo (cfr. più sopra), si riceve
meridionale-orientale; mentre l'immigrazione dall'Asia e quella di gente tarata è l'impressione che le iniziative nordizzanti in Germania non siano state
proibita. Si può supporre che le leggi sull'immigrazione appena promulgate orientate unitariamente ma piuttosto disordinatamente; contrariamente a
possano essere soltanto un primo passo, che sarà seguito da una legislazione quanto successe in Nord America. Ma non si deve da dimenticare la
ancora più precisa con obiettivi razziali ed eugenetici. È proprio in Nord condizione economica estremamente sfavorevole che colpisce le classi medie
America, dove c'è l'opportunità di studiare l'importanza delle razze e degli incroci tedesche, che sono le più consapevoli della problematica nordica; una
razziali europei dal punto di vista della loro influenza sull'appartenenza situazione che fa da ostacolo permanente per ogni tipo di iniziative di
nazionale, ci si può aspettare che la consapevolezza dell'importanza della razza' espansione e propaganda. Ma non va nemmeno taciuto che una parte delle
nordica diventi sempre più chiara. Dirigenti di spicco lo hanno capito e lo difficoltà si annida proprio nel carattere tedesco, per cui ogni movimento
dichiarano apertam ente (1). tende a dividersi in gruppi separati, ognuno con il suo "punto di vista" (2).
Nell'America del Nord si sta compiendo sotto i nostri occhi Ne segue che il Movimento Nordico in Germania abbisogna anche dell'utile
quell'importantissimo cambiamento per cui l'Europa, vista come terra di idea della dirigenza doppia, come indicato da Kuhn (3), e di quello spirito, che
emigrazione, non è più considerata a seconda delle sue nazioni o dei suoi Spengler (nel suo scritto "Politische Pflichten der deutschen Jugend [Doveri
politici della gioventù tedesca]" e nel suo libro "Neubau des deutschen Reiches
popoli, ma dalle sue razze. Il modo in cui la Germania è vista dagli americani,
[Ricostruzione del Reich tedesco]", ambedue del 1924) ha descritto
che la favoriscono come sorgente di immigrati, potrebbe indicare che essa viene
a essere la fonte della emigrazio ne migliore di tutta Europa.

Il pericolo della denordizzazione (Grant: "Finis Americae") è stato


riconosciuto da molti americani dopo la pubblicazione del libro di Grant; e come
conseguenza sono state fondate associazioni di americani nordici di origine (1) Il Ku Klux Klan (che ha lo scopo di favorire determinate forme locali di vita associativa
anglosassone (per esempio, "The Nordic Guard") o di origine tedesca (per e che è spesso ridicolizzato da una stampa europea male informata) non è un movimento
esempio, "The Nordic Aryan Federation"). Sembra che una parte razziale. Fondato nel 1865, da allora si è diffuso rapidamente e ha acquistato una notevole
degli americani che hanno una consapevolezza nordica si siano influenza in tutto il territorio, salvo che nelle grandi città dell'Est. È fortemente patriottico
raggruppati in associazioni cooperative, con l'idea di rendersi e si oppone al decadimento delle istituzioni dovuto alla corru zione amministrativa e alla
un poco alla volta economicamente indipendenti dal grande crescente influenza degli ebrei e delle cerchie cattoliche, che negli Stati Uniti rappresentano
quell'immigrazione vista come aliena e razzialmente allogena. L'opposizione del Ku Klux
Klan è particolarmente accentuata contro la diffusione capillare dei negri nel territorio e
contro il meticciato. In ragione della sua consapevolezza in riguardo alle problematiche
(1) Uno è il ministro del lavoro Davis. Il quotidiano "Morgenbladet" (Oslo, 1 luglio 1924) razziali, questo movimento, inconsapevolmente, tende a incanalarsi verso iniziative
riporta queste sue dichiarzioni, sorprendentemente sincere: "È un fatto indiscutibile che è razziologiche e, recentemente, sembra che uno studio più approfondito di questi argomenti
stata la cosiddetta razza nordica quella che, immigrata in America, ha fatto il lavoro lo stia avvicin an d o all'idea nordica.
migliore. Ha costruito le strade, arato la terra e innalzato l'industria. Gli italiani e i greci, (2) Mentre nei paesi anglosasso n i la gente tende a fare gruppo per lavorare insieme verso
invece, lucidano scarpe, vendono frutta e fabbricano bombe per uso "casalingo"; mentre gli un determin ato scopo; in German ia capita che tanti cervel li, anche validi, si incaponiscano
ebrei fanno una vita facile per mezzo delle loro banche di credito e "second hand shops a difendere il loro "punto di vista". Capita che i tanti modi diversi per raggiungere lo scopo
[rivendite di articoli usati]", riscuotendo interessi fino al 20%. Naturalmente si tratta di vengano discussi in dettaglio e poi visti come il "dato fondament ale" , con la conseguenza che
generalizzazioni, ma sono vere. Quando si viaggia verso il Nord-est ci si rende subito conto il fatto che l'obiett ivo sia di interesse comune viene spesso diment icato . Ne risulta spesso,
che cosa hanno fatto i nordici, e in particolare gli scandinavi, per l'agricoltura americana. La come "conseguenza logica", un nuovo movimento e si perde di vista la possibile applicazion e
maggior parte di loro ha cominciato con solo le proprie nude mani e una volontà di ferro: e i delle nuove idee alla realtà fattuale. IJonesta fedeltà a una certa idea, indipendent ement e
risultati sono percepibili nelle nostre fiorenti campagne. Quando invece si entra nelle grandi da circostan za spaziali e temporali passeggere, dovrebbe fare da collante per i diversi
città e si passeggia attraverso le diverse "piccola Italia" e "piccola Grecia", oppure in gru ppi, che invece si disperdono in ragione di discussioni sulle "fondamenta" .
quartieri ebraici, per poi uscirne per dirigersi verso i luoghi dove abitano "i nostri", ci si (3) Kuhn, "Von deutschen Ahnen und Enkeln" [Sugli antenat i e i discend en t i dei tedeschi],
sentirà subito sollevat i e content i di respirare di nuovo aria pura". 1924.

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come 'lo spirito di una nuova gioventù' (1). La divisione in piccoli gruppi Solo ieri, questa visione della vita non sarebbe stata capita quasi da
sortisce l'effetto che tutte le "associazioni per la protezione della razza nordica" nessuno, e risultata incomprensibile. In questi tempi tutti sono stati educati a
(Ploetz) possono rappresentare soltanto il punto di partenza perché si credere alla "naturale uguaglianza di tutti gli uomini" e all'unicità
generalizzi l'attenzione sui problemi razziali in Germania; e Ploetz deve dell'individuo ("individualismo", "culto della personalità"). Guardando
concedere che queste "associazioni", che egli ha descritto come "molto ricche di all'indietro, diventa addirittura sorprendente come le dottrine dell'illuminismo e
sostenitori e meno influenti degli ebrei" (2), fanno ben poco per "far penetrare" di Rousseau (1712 - 1778) abbiano potuto affermarsi fino a diventare la
in profon d ità l'idea nordica. Weltanschauung di vaste masse, nonostante fossero già state superate da Fichte
(1).
Eppure gli sforzi che vengono fatti per diffondere una presa di coscienza dei Le dottrine dell'uguaglianza e dell'individualismo, pur confutate,
fatti razziali vanno visti, se non altro, come indicatori, e non devono essere continuano a sostenersi perché sono conformi col clima collettivo di un'epoca
sottovalutati. Quella parte della gioventù che ha fatto sua l'idea nordica si è di degenerazione e denordizzazione avanzata, utili alle manovre di coloro che
adoperata molto per diffonderla, nonostante le pesanti condizioni attuali in ne approffittano. Ma quando, facendo astrazione di tutte le sottigliezze
Germania e la mancanza di finanziamenti. Sono inizi modesti, ma i concettuali proprie alle dottrine politiche moderne, si provasse empiricamente
cambiamenti di atteggiamento di molti hanno un loro significato: la visione a determinare qual'è, presso le popolazioni dell'Occidente, l'opinione
"individualistica", portata sugli altari nel secolo XIX, alla quale aderiva dominante su come dovrebbe essere la natura dei popoli, ci si accorgerebbe
massicciamente l'ultima generazione, si sta sgretolando. L'insistenza che non si pensa più al 'popolo' come la somma di tutti gli individui che abitano
sull'unicità del singolo, espressa ancora nel secolo XIX con il grido di "sii te dentro i confini di un dato stato; e inoltre, che il dovere dello stato non è più
stesso!", è divenuta non solo problematica , ma anche ridicola per la nuova visto solo come quello di soddisfare le necessità materiali di tutti questi
generazione. Sono rimasto favorevolmente impressionato dal programma di individui e neppure della collettività generale di quelli che ne formano la
un'associazione di "Giovani Germani", che mi capitò in mano mentre scrivevo maggioranza. Ma la dottrina ormai generalizzata è che le decisioni prese dalla
questo testo e che contiene le seguenti dichiarazioni: "Non dobbiamo mai maggioranza portano ad un'accresciuta "felicità" per ogni singolo (2).
dimenticare, se vogliamo che la nostra razza non scompaia, che non solo
dobbiamo sceglierci una consorte nordica ma anche che dobbiamo contribuire La consapevolezza dei fatti razziali ed eugenetici dà origme ad un'altra
all'aumento numerico della nostra razza attraverso una numerosa figliolanza". visione della natura di un popolo. Ora un popolo è visto come una comunità di
destino, composta dalle generazioni passate, presenti e future; e che come tale
si fonda sulla responsabilità verso il passato e si proietta su quella verso
l'avvenire - cioé, verso le generazioni future. L'idea nordica vede nella
(1) Spengler, nel libro menzionato, a un certo punto di dichiara contro l'idea razziale, in
quanto egli imputa ai suoi rappresentanti l'ipotesi ridicola che si possa identificare i migliori
generazione presente all'interno del popolo una comunità il cui compito
capi di stato tedeschi del futuro a partire della forma della loro testa. Ma questa opinione di consiste nel dare una forma sempre più pura all'elemento nordico in quel popolo.
non deve impedire ai tedeschi che aderiscono all'idea nordica di prendere in considerazione Solo in questo modo il singolo acquista un valore, in quanto diventa responsabile
le proposte espresse nel libro con la serietà che meritano. Visto il suo retroscena verso il suo popolo ed elemento attivo all’interno della sua responsabilità. Ma, in
intellettuale, da Spengler non è il caso di attendersi la comprensione dell'idea ra zziale, che questa comunità, quelli su di cui grava il massimo di responsabilità sono gli
egli ignora sistematicamente nella sua filosofia della storia. Spengler fa parte di quel mondo individ ui nordici:
intellettuale occidentale che non vuol saperne di razza, ereditarietà e selezione; e difatti nella
sua proposta (peraltro eccellente) di curriculum scolastico, egli non· menziona mai la "O fratelli, io vi indico una nuova nobiltà e m essa vi
necessità di lezioni di biologia e di scienza dell'erediterietà. Ne risulta che è tanto più curioso
- anzi, interessante - per chi abbia qualche conoscenza di razziologia, come Spengler in tutti
i suoi scritti arrivi a un passo dall'idea razziale, anzi dell'idea nordica; mentre quella gioventù
che Spengler vorrebbe fosse il veicolo della rinascita tedesca verrebbe ad essere, senza che (1) L. F. Clauss ("Die nordische Seele [L'anima nordica]", 1923, e "Rasse und Seele. Eine
egli se ne renda conto, il risultato di una selezione di natura prettaniente nordica . L'appello Einfuhrung indie Gegenwart [Razza e anima. Un'introduzione al tempo presente]", 1926),
a questa gioventù, assieme alla brillante proposta di un diritto tedesco basato sull'idea usando una ricerca filosofica, è arrivato a una presa di posizione nel senso dell'id ea nordica.
nordico-germanica del diritto, è la parte del libro che deve essere considerata più valida par il (2) Faguet, nel suo "Le culte de l'incompétence" [Il culto dell'incompetenza], 1921, ha
Movimento Nordico. Proprio il Movimento Nordico - che ha una visione della storia tanto dimostrato che l'idea dello stato del secolo XIX significa il "culto della mancanza di capacità
diversa da quella di Spengler - è, o dovrebbe essere, il più appropriato per potere affrontare il di giudizio". Le cause storiche di questo "culto" sono state esaminate da Le Bon nel suo libro
compito di superare la visione spengleriana. (tradotto anche in tedesco) "Lois psychologiques de l'évolution des peuples" [Leggi
(2) Ploetz, nel capitolo "Sozialanthropologie [Antropologia sociale]", Kultur der Gegenwart, psicolo g iche dell'ev o lu zio n e dei popoli], 17esim a edizio ne, 1922.
parte III, sezione V, 1923. [In Italia Le Bon è stato tradotto da Longanesi e da M & B Publishin g, Milano. NdC.]

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consacro: dovrete diventare padri ed educatori, e coloro che avranno seminato il specifico scopo, non trova grandi difficoltà a metter radice nei popoli di lingua
futuro" (Nietzsche, "Così parlò Zarath ustra'). germanica. In questi popoli l'insieme delle genti sane, attive e dignitose è visto
ancora, sia pure a livello inconsapevole, come quello delle genti nordiche. E
È percepibile, fra la gioventù, la tendenza verso una Weltanschauung l'idea nordica diventa cos’ quella che favorisce l'unità e l'associazione. Ciò che
"organica" (cioé aderente al popolo e alla terra natia, legata alle leggi della vita e tutte le stirpi tedesche hanno in comune - anche quando mostrano segni di
opposta all"'individualismo"). E questa Weltanschauung deve legare la gioventù influssi di altre razze che le distinguono l'una dall'altra - è sempre la
alla sua terra e al suo popolo allo stesso modo che il germano dell'antichità si componente nordica. Vale la pena accorgersi che anche nelle zone·
sentiva legato con la stirpe alla quale apparteneva. È dimostrabile che la visione prevalentemente dinariche dello spazio germanofono, anche in Austria, l'idea
della vita degli antichi germani era all’unisono con le leggi della vita stessa, che nordica si è affermata e si sono formate associazioni di persone
da essa dipese la loro validità razziale e genetica e che, con l'oscuramento di prevalentemente nordiche.
questa visione durante il Medioevo, ne risultarono necessariamente minacciate
anche la razza e la salute. Il Movimento Nordico deve cercare sempre i suoi In questo modo si apre una certa speranza che possa esserci una misura
esempi etici nel mondo veterogermanico, comr espressione purissima della unitaria fra i popoli di lingua germanica. Ciò che questi popoli hanno in comune,
natura nordica (1). è il loro fondamento nordico, anche se spesso mostrano venature di razze
diverse. Se l'idea nordica dovesse radicarsi in molti popoli, essa non può se non
Nei popoli di lingua germanica il Movimento Nordico trova continuamente un essere un veicolo di amicizia e di pace. Non c'è niente che potrebbe dare una
legame con le usanze popolari tramandate dagli antenati germanici, della cui base più sicura alla pace dei popoli dominanti che il risveglio della
natura e del cui aspetto ancora molti sono consapevoli. Idee e opinioni, sia pure consapevolezza razziale dei popoli di lingua germanica. Durante la guerra,
confuse, a sfondo razziale, affiorano continuamente, al punto che, in Germania, Grant (1) aveva scritto: "Dal punto di vista razziale, questa guerra è in realtà
le persone alte, bionde, dagli occhi azzurri, sono viste come "tipicamente una guerra civile", e aveva fatto il confronto fra la guerra mondiale, come
tedesche" (2) e gli impiegati degli uffici di adozione, in Germania, sanno che fenomeno razzialmente distruttivo, e quella del Peloponneso, che aveva visto le
quando una coppia senza figli va in cerca di un orfano da adottare, è molto più principali stirpi elleniche affrontarsi fra loro. Coloro che all'interno dei popoli di
frequente che si domandi un bambino biondo con gli occhi azzurri che uno lingua germanica sono consapevoli della loro appartenenza razziale nordica,
bruno. L'idea nordica, in quanto ideologia che ha uno dovrebbero esercitare un'influenza sulle istituzioni statali e sui mezzi di
comunicazione, in modo che nel futuro non sia più possibile che una guerra
come questa sia tanto distruttiva per il contenuto nordico delle popolazioni (cfr.
Capp. 8 e 11) - non solo: ma che non sia più possibile una guerra che coinvolga
(1) Ci si riferisca, in riguardo, a Neckel, "Die altnordische Literatur" [La letteratura nordica
la popolazione civile tanto in profondità, come è stato descritto da Morhardt,
antica], 1923, e "Altgermanische Kultur" [Cultura germanica antica], 1925. - La descrizione
un tempo segretario della Commissione francese per i diritti umani, nel suo libro
più profonda del mondo germanico arcaico è l'opera in quattro volumi (sfortunatamente
(disgraziatamente poco conosciuto in Germania) "Les preuves [Le prove]". L'idea
ancora non tradotta in tedesco) "Vor Folkeaet i Oldtiden" di Wilhelm Gronbech, 1909 - 1912
(vol. I, "Lykkemand og Niding"; vol. II, "Midgèird og Menneskelivet"; vol. III, "Hellighed og
nordica deve espandersi per diventare un'idea pan-nordica la quale, per sua
Helligdom"; vol. IV, "Menneskelivet og Guderne'). Di Gronbech è il caso di dire che egli arrivò natura e secondo la sua presa di posizione, sarebbe l'alfiere dell'ideale di una
con le sue ricerche fino alla radice dell'anima germanica arcaica. Ed è proprio per questo che pace permanente fra tutti i popoli di lingua germanica.
una conoscenza approfondita di questa opera potrebbe indicare al Movimento Nordico anche
i pericoli a cui possono andare incontro in qualsiasi momento dei piccoli gruppi di mentalità Avendo presente le armi di distruzione oggi esistenti, e ancor più quelle che
germanica che si incaponiscano a seguire nozioni arbitrarie sulla natura della germanicità. potranno esserci domani, non c'è alcun "vantaggio", ricavabile da una vittoria,
(Esempio: Guido von Liste i suoi "discepoli", "studiosi" di rune e petroglifi.) La conoscenza che compensi la controselezione. Per coloro che l'hanno capito, diventa
del lavoro di Gronbech potrebbe anche diminuir.e i pericoli derivanti da un certo e quale estremamente problematico che una soluzione per lui favorevole possa essere
romanticismo germanico-antico o nordico-antico, che ogni tanto fa capolino in certe cerchie chiamata "vittoria", quando i risultati andranno a vantaggio soltanto di quella
nordizzanti in Germania; in quanto Gronbech indica anche le differenze che sussistono fra parte del popolo che, in ragione dei suoi tratti genetici, è sopravvissuti a
la nostra moderna Weltanschauung (determinata dalle nostre specifiche circostanze) e quella selezione verso il basso che la guerra moderna rende inevitabile.
quella dei tempi arcaici dei germani. L'importanza del mondo germanico antico per il
Movimento Nordico non sta in questa o quella fenomenologia paleogermanica, che dovrebbe
essere 'risuscitata' (cosa impossibile), ma nella continuità con le sue direttive spirituali -
continuità che qualsiasi Movimento Nordico deve sempre cercare con ferrea volontà. Ciò che
fa trionfare un mov im en to ]).On è la contemp lazion e del passato, ma l'azio n e nel presente. (1) Grant, "The Passing of the Great Race" [La scomparsa della grande razza], 1922.
(2) In riguardo cfr. anche Klopstock, "Das Vaterlandslied" [Il poema della patria]: "Sono una Traduzion e tedesca "Der Untergang der grossen Rasse", 1925.
ragazza tedesca, il mio occhio è azzurro ... ".

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I veri sconfitti in ogni guerra moderna fra grandi potenze, sia fra i vinti che Totalmente diversa di quella del passato. Se è vero che la selezione in un popolo
fra i "vincitori", sono le componenti del popolo che, in ragione delle loro può indirizzarsi verso un certo obiettivo (consapevole o inconsapevole), quando
caratteristiche genetiche, sono più pronte al sacrificio e hanno maggiori l'obiettivo manca essa perde la sua forza plasmatrice e si rivolge verso le razze
capacità guerriere. E compito di chi si riconoscono nell'idea nordica meno creative e verso i tratti ereditari meno validi. Per ogni popolo esiste una sua
trasmettere questa consapevolezza ai loro rispettivi capi di stato. forma specifica di miglioramento e di indirizzo selettivo; e nei popoli di lingua
germanica questo indirizzo non può essere se non quello della figura
Anche se per il momento la prospettiva di un'influenza politica esercitata psicologica e somatica della razza nordica. In questo senso, per dirla con Kant,
dall'ideale nordico sembra un'ardita previsione, il compito di suscitare una in questi popoli la razza nordica non è un dato ma un compito; e in questo
rinascita nordica appare essenziale quando si consideri la storia dei popoli a senso il "Der nordisch'e Gedanke unter den Deutschen" deve indicare l'uomo
dirigenza nordica (indoeuropei) come l'unica alternativa alla "decadenza" che nordico come l' obiettivo della selezione all'interno del popolo tedesco e il
minaccia da vicino anche i popoli di lingua germanica. Non c'è alcuna obiezione Movimento Nordico come quello avente il compito di rinnovare tutta una
(1) diretta contro l'idea nordica che possa essere sostenuta davanti ad una cultura.
situazione che già nel 1910, riferendosi alla Germania, Eugen Fischer (2) aveva
caratterizzato come segue: "Oggidì il sangue dei germani, della razza nordica, si Non si tratta tanto di vedere quanto nordici siano gli uomini attuali; ma di
è inaridito in Italia, in Spagna e in Portogallo, con conseguente regresso e caduta
porre loro la domanda: hanno sufficiente coraggio a preparare per le future
nel limbo dei paesi ormai senza importanza. - La Francia è il prossimo popolo
generazioni un mondo migliore dal punto di vista razziale ed eugenetico?
segnato dallo stesso destino - e poi noi - con sicurezza assoluta, se le cose vanno Quella denordizzazione che i popoli di lingua germanica hanno subito si è
avanti come sono andate fino adesso". Da quando ciò è stato detto, ha anche prolungata per secoli, quindi anche la visione e la volontà delle genti
avuto luogo quella spavento sa controselezion e dovuta alla guerra. consapevolmente nordiche deve proiettarsi per secoli nel futuro. Quando si
tratta di selezione, bisogna ragionare in termini di molte generazioni; e perciò
Date queste condizioni il compito è il seguente: fermare la gli uomini a consapevolezza nordica del presente possono aspettarsi soltanto
denordizzazione e cercare i mezzi appropriati per una rinordizzazione. - In che una ricompensa per i loro sforzi: la consapevolezza del loro coraggio. La teoria
modo si può fare che le genti nordiche si sposino in età più giovane ed abbiano razziale e la ricerca sull'ereditarietà richiamano e rafforzano una nuova
più figli? - questa è la domanda che ci pone la vita fisica. Come potrà essere
nobiltà : la migliore gioventù di tutte le classi sociali, che con forza e volontà
possibile il risveglio del senso della responsabilità e dell'impegno sociale e la “faustiane” si porrà un obiettivo al disopra del destino individuale (1).
dedicazione ad obbiettivi razziali in un mondo dell'egoismo, della
degenerazione e dell"'individualismo" senza limiti? - questa è invece la Siccome all'interno di un tale movimento non ci si possono aspettare
domanda che ci pone la vita spirituale.
vantaggi o guadagni, esso sarà sempre un movimento di minoranza. Ma lo
spirito di ogni epoca storica è sempre stato determinato da una minoranza; non
Se questa domanda è stata vista come la domanda vitale dalle persone esclusa la nostra che è un'epoca delle masse. Il Movimento Nordico ha per
capaci di giudizio appartenenti ai popoli di lingua g·ermanica, essi dovranno obiettivo di improntare di sé lo Zeitgeist [lo 'spirito dell'epoca']. Se mancasse la
sforzarsi per trasmettere a tutti coloro che sono di sangue prevalentemente fiducia nella vittoria, non avrebbe senso pensare ancora alle dottrine di Gobineau.
nordico, in tutte le classi sociali, uno spirito di responsabilità razziale, con lo
scopo ultimo di fare di tutto il popolo una comunità tesa verso un obiettivo
finale. Un'epoca di mescolanze disordinate ha fatto dell'uomo moderno un
essere disorientato, sia somaticamente che psicologicamente, quindi incapace di
(1) "Neo-Aristocracy" [neo-aristocrazia] - auspicata anche da Stoddard nell'ultimo capitolo
qualsiasidecisione ragionevole. Nessuna visione di ·bellezza fisica e di profondità del suo libro "The Revolt against Civilization. The Menace of the Underman [La rivolta
spiritu ale ha ormai alcun effetto sulla psiche moderna, a contro la civiltà. La minaccia del subumano]", 1925; tradotto in tedesco da Heise e
pubblicato con il titolo "Der Kulturumsturz. Die Drohung des Untermenschen [Il
rovesciamento della cultura. La minaccia del subumano]" .

(1) Nella mia "Rassen/wnde des deutschen Volkes" e ancora di più nella mia "Der Nordische
Gedanke unter den Deutschen [L'idea nordica fra i tedeschi]" ho elencato, e cercato di
rispond ere, a tutta una serie di obiezion i contro l'idea nordica.
(2) Fischer, "Soziala nth ro po lo gi e und ihre Bedeutun g fur den Staat" [L'ant rop o log i a sociale
_e il suo significato per lo Stato]. 1910.

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1933?), Leh man ns Verlag , Miinch en , 1933 (2. Aufl.). Trad. sp.: Pueblo y Estado, Pahl, 1966 (2. Aufl.).

222 223
Like A Grcek God...., Translated by Vivian Bfrd from Rassenkunde des Hellenischen
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una traduzione di parti di: Lebensgesch icht e des hellenische n Volkes, 1956]
Vererb ung und Umwelt, Franz von Bebenburg, Pa hl, 1967.
Mein Eindruck von Adol f Hitler, Franz von Ilebenburg, Pahl, 1969. 'Iì·. Fr.: Man
témoign age sm Adolf Hitler, Paraclès, Puiseau x, 1990.
con E. Fischer, Deut sche .Ki:ipfe norclische.r [{asse, Lehmanns Verlag, !Vfo n chen, 19 27,
1930.
con S. von Rut kowski , Der Programmat iker cles norcli s chen Gedankens, Schriftenreihe
der NS-M o n ats h eft e, Heft 3.
Collabo rò con diversi periodici tra cui ,,Die Sonne" (fondato nel 1923), ,,Neues Volk" , ,,Rasse".
Fondò e diresse il periodico ,,Z eitsch rift fi.ir Rass enkund e" (St u ttga rt, HJ:-35-1944).

Di Hans Gunther (Friburgo, Germania,


16 febbrai.o 189] - ivi, 25 settembre
1968) sono stati pubblicati in italiano
finora solo tre brevi scritti: si tratta di
"Platone custode della vita",
"Humanitas", e "Religiosità
indoeuropea", tre volumetti delle
Edizioni di Ar tratti da opere "minori"
del professor e tedesco (uno di essi ,
"H uma nita s", apparve già in appendice
a Giulio Cogni, "I valori della stirpe
italiana", nel 1937).
L'uscita della presente "Tipologia
razziale dell'Eurnpa" ("Rassenkunde
Europas") è quindi la prima traduzione
italiana di una delle opere capitali del
Gunther, sicuramente un caposaldo del
pensiero ra zzialista.

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