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CULTO DELLE DIVINITà E RELIQUIE TRIBALI NELLA

RELIGIONE GERMANICA

La forma predominante della religione germanica antica era


indubbiamente, all'epoca del contatto con i Romani, il culto degli
Dei protettori tribali e delle reliquie tribali. Nel novero di queste
ultime figuravano il più delle volte i boschetti sacri, ai quali
accennano ripetutamente gli autori romani. Ogni tribù aveva il suo
bosco o boschetto sacro in cui non soltanto si svolgevano i pubblici
sacrifici e riti diversi, ma si riunivano le assemblee e venivano risolte
le questioni che riguardavano tutta la tribù.

(Boschetti sacri che i cristianucoli si divertivano ad incendiare e ad


abbattere... onde poi scopiazzare il culto degli alberi pagani
piazzandoci sopra "maria" sulle querce, sui faggi, sui frassini, sui

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roseti!!!)

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MA COME SI FA, è PALESEMENTE SCOPIAZZATA DAI CULTI
PAGANI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E MARIA NON è UNA DEA!!!! NON HA
ALCUN SENSO PIAZZARCELA SU UN ALBERO!!!!!!!!!!!!!!!!!

Per informazioni sul simbolismo degli alberi, sui riti pagani e su


come i cristianucoli distrussero i boschi sacri, vedi Jacques Brosse.

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O questo

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Intanto, riporto qualche nota.

Quando i missionari cristiani cominciarono a convertire le


popolazioni pagane, uno dei primi compiti fu quello di proibire il
culto che si rendeva agli alberi e di distruggere i boschi sacri. Le loro
agiografie riferiscono tali imprese: sant'Adalberto di Praga fu
massacrato dai Prussiani che stava tentando di evangelizzare (nota
di Lunaria: anche san Calimero fu ucciso: aveva battezzato a forza
alcuni pagani); molto tempo prima i concili provinciali avevano
messo in guardia i cristiani: quello di Arles (452 d.C) legiferò contro
l'adorazione degli alberi, fontane e pietre. Per buona parte del
Medioevo i parroci riprovavano pubblicamente nelle loro prediche
alcuni parrocchiani "che innalzavano specie di altari sulle radici,
portavano offerte agli alberi, e li supplicavano emettendo lamenti di
conservare loro i figli, le case, i campi, le famiglie e i beni." (Nota di
Lunaria: eh già... tutto ciò diveniva ben accetto se era rivolto solo ai
preti e al clero, vero?!)

Fin dal quarto e quinto secolo i primi evangelizzatori dei Galli si


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erano dati da fare per estirpare queste usanze. Sulpicio Severo
racconta che il più illustre di questi evangelizzatori, San Martino
(vissuto tra il 315 e 397), di passaggio da Autun, "avendo abbattuto
un tempio molto antico e apprestandosi ad abbattere un pino che
sorgeva presso il santuario, incontrò l'opposizione del sacerdote del
luogo e della folla dei pagani." Uno di essi, più audace degli altri, gli
disse "Se hai un po' di fiducia nel Dio che dici di onorare,
abbatteremo noi stessi quest'albero che cadrà su di te, se il tuo
Signore è con te, come dici, sfuggirai." Martino si lasciò legare nel
punto in cui doveva cadere l'albero. Nel momento in cui l'albero
crollava, Martino si fece il segno della croce e l'albero lo sfiorò senza
toccarlo, risparmiandolo solo per un soffio e i contadini che si erano
creduti, invece, al sicuro e che vinti da questo miracolo, si
convertirono. San Maurilio invece bruciò direttamente gli alberi di
un bosco sacro, poi riconsacrato a san Pietro. San Bonifacio,
evangelizzando i Germani, fece abbattere la quercia di Geismar
consacrata a Thor. Una cinquantina di anni dopo Carlomagno
distrusse il santuario in cui era venerato Irminsul, un gigantesco
tronco d'albero cui si attribuiva la proprietà di sostenere la volta
celeste. In Lituania i cristiani mutilarono decine e decine di alberi.
Nel 1258 a Sventaniestis, il vescovo Anselmo diede ordine di
abbattere una quercia sacra, e non riuscendo a scalfirlo con l'ascia,
lo bruciò. Tra il 1351 e 1355 a Romuva, in Prussia, su richiesta del
vescovo Giovanni I, i cristiani fecero segare una quercia sacra sotto
la quale si radunava il popolo per pregare. Alcune foreste erano
personificate e divinizzate come quella dei Vosgi, la Foresta Nera,
consacrata alla Dea Abnoba e le Ardenne, regno di Arduinna, la Dea
del cinghiale, assimilata a Diana, culto che risaliva probabilmente
all'età della pietra. Molti alberi vennero cristianizzati, "consacrati e
dedicati" alla madonna e ai santi. (Nota di Lunaria: oggi
metteremmo in carcere tutti questi cristiani con l'accusa di incendio
doloso e vandalismo...)

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Si conoscono i boschetti sacri di Batavi, Frisoni e Heruschi. Con la
creazione di unioni o federazioni intertribali, tali luoghi di culto si
trasformavano talvolta in sede di cerimonie religiose intertribali, in
santuari venerati dagli abitanti di vaste estensioni. Tale era ad
esempio il bosco sacro nella terra dei Senoni, la più forte tra le tribù
sveve, che era diventato località venerata da tutta la federazione
sveva (Tacito, "Germania" XXXIX)

Delle divinità protettrici tribali ce ne sono note soltanto alcune,


prevalentemente quelle che diventarono divinità di intere unioni
tribali. Gli scrittori romani nominano le seguenti divinità: Tanfana,
Dea dei Marsi e delle tribù a essi affini (Tacito, Annali), Baduhenna,
Dea dei Frisoni, Nerto, Dea protettrice dell'unione fra le sette tribù
della penisola dello Jutland, il cui santuario sorgeva su una delle
isole; gli Dei gemelli Alci della tribù dei Nahanarvali. Lungo il Reno
inferiore si adorava la Dea Nehalenia il cui nome ci è noto grazie a
numerose iscrizioni e immagini; era a quanto pare una divinità dei
Batavi.

è perfettamente possibile che anche alcuni degli Dei superiori del


pantheon pangermanico, se non tutti, siano a loro volta connessi,
per la propria origine, con singole tribù o unioni di tribù. Le figure
di queste divinità sono, d'altra parte, complesse e contengono
elementi di provenienza diversa. La figura più complessa e incerta è
quella del dio Wodan (Wotan) delle tribù germaniche meridionali,
corrispondente al nord-germanico Odino: Wotan è il dio della
tempesta, della bufera, ma figura anche come dio dei morti, signore
del regno d'oltretomba, condottiero delle anime. Probabilmente,
durante l'epoca della democrazia militare e delle continue guerre
intertribali Wodan emerse dalla legione degli Dei fino a collocarsi in
primo piano.

Per i Germani meridionali la figura di Wodan era legata anche alla


vita psichica dell'uomo: era considerato dio dei moti impetuosi
dell'animo, della furia, della frenesia; ci troviamo forse di fronte a
tracce di concezione sciamaniche. A Wodan era connessa anche una
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caratteristica credenza popolare sopravvissuta in Germania fino ai
giorni nostri: quella relativa a una "caccia selvaggia", una turba di
morti che attraversa il cielo come un vortice di tempesta. In certe
località chiamano ancora "cacciatore selvaggio" il dio Wode (Oden
in Svezia). è difficile stabilire con fondatezza quali di questi diversi
aspetti della figura di Wodan siano più antichi e quali più recenti
(Nota di Lunaria: comunque anche la Dea Holda\Perchta\Berchta,
poi Frau Holle, veniva associata a questo esercito terrifico di morti)

Nei personaggi degli altri Dei superiori prevalgono decisamente gli


aspetti naturalmitologici: è il caso dello scandinavo Thor (il Donar
sudgermanico), divinità del tuono e del fulmine, dal martello che
scatena il temporale (riferimenti che troviamo anche per il dio
javè... "che si riempie di fulmini le mani e li lancia contro gli
avversari", vedi Giobbe 36:32, e provoca terremoti "perché per l'ira
di Dio trema la terra" vedi Geremia 10:10 ... come si vede neanche in
questo sono stati originali i monoteisti... Nota di Lunaria)

Tiu (Ziu), dio del cielo splendente; Baldur, divinità luminosa della
fertilità, della primavera e della vegetazione (ma una divinità simile
ce l'avevano anche gli slavi: Yarilo. Nota di Lunaria); Freyr e Freya,
legati alla fertilità, Loki, astuto e perfido dio del fuoco. La maggior
parte di questi Dei avevano un qualche rapporto con l'agricoltura.
Risulta che Thor, godeva di maggior venerazione da parte della
popolazione contadina, diversamente da Odino, che era il dio
dell'aristocrazia guerriera. è comunque possibile che qualcuna delle
divinità entrate a far parte del pantheon pangermanico fosse
inizialmente soltanto una divinità locale e tribale: così Thor era
adorato soprattutto in Norvegia e in Islanda, Freyr in Svezia.

Per i Germani, come per gli altri popoli, la formazione di un nucleo


di divinità comuni a tutto il popolo è stata in parte frutto e in parte
strumento dell'unificazione intertribale. Fra i Germani questa
tendenza si è rafforzata nel periodo della lotta contro i Romani;
caratteristiche sono le parole che Tacito fa pronunciare ai
rappresentanti della coalizione tribale antiromana durante la grande
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rivolta del 69-70 d.c: gli insorti salutavano in nome degli Dei
pangermanici l'adesione della tribù degli Ubi, vassalli romani
(Tacito, Historiae, LXIV)

Nota di Lunaria: una triade di Dei (Wotan\Odino\Thor)


molto Epic\Power\Black\Pagan\Folk Metal, eh eh! :D

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Eh lo so c'è da sbavare su questi artwork e relativi gruppi... Anche i
cristianelli hanno pensato di replicare codeste immagini ma senza
avere la bravura di noialtri satanici\anticristiani\pagani :D

Vediamo gli scopiazzamenti cristiani :D

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'sti monoteisti rosiconi... invidiosi perché loro non hanno un gruppo
che sia figo come gli Amon Amarth e dedichi le canzoni a javè!

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Vi dovete rassegnare, cristianucoli! A parte gli Unblack Metallari e
ai Christian Defenders, a nessuno piace javè!!!!

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