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IPSOA IGIENE

& SICUREZZA
DEL LAVORO
Mensile di aggiornamento giuridico e di orientamento tecnico

Rivista mensile Anno XXIV - Aprile 2020


Direzione e Redazione Via dei Missaglia n. 97 Edificio B3 - 20142 Milano 4/2020
edicolaprofessionale.com/ISL
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Emergenza Covid-19 INSERTO


PROTOCOLLO CORONAVIRUS IL RUOLO
PER I LUOGHI DI LAVORO DEL PREPOSTO
Sostanze pericolose
DUE LEGGI REGIONALI FINANZIAMENTI
SUL RADON: UN’ANALISI SANIFICAZIONE
AMBIENTI E DPI
Rischio psicosociale
IL WORK ENGAGEMENT
PER PREVENIRE LO SLC
Gestione emergenze
NELLE FERROVIE
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Sommario

Approfondimenti
Protocollo Coronavirus, tra emergenza e lungimiranza
Roberto Codebò 189
Due leggi regionali sul radon: adempimenti e confronto con la normativa nazionale
Marta Rossetti e Massimo Esposito 193
Le violenze nei luoghi di lavoro: dati e possibilità di intervento
Giuseppina Paolantonio 200
La gestione dell’emergenza in ambito ferroviario
Maurizio Magri 209
Il work engagement: come prevenire il boreout
Luisa Perotti 219

VDR in pratica
Procedure lock out-tag out
Antonio Pedna, Architetto 225
L’emergenza connessa ai terremoti
Alessandro Bordin 228

Giurisprudenza
Rassegna della Cassazione penale
a cura di Raffaele Guariniello 237

Casi e Questioni
ISL risponde 242

Finanziamenti
Finanziamenti per la sicurezza
a cura di Bruno Pagamici 244

Inserto
Il ruolo del preposto nell’organizzazione del lavoro
Flavio Battiston

Igiene & Sicurezza del Lavoro n. 4/2020 187


Sommario

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188 Igiene & Sicurezza del Lavoro n. 4/2020


Approfondimenti

Emergenza Covid-19

Protocollo Coronavirus,
tra emergenza e lungimiranza
Roberto Codebò - Avvocato
Il provvedimento — adozione delle buone pratiche previste per
Una lunga serie di disposizioni di carattere eminen- l’emergenza;
temente pratico, non a caso caratterizzata dalla rarità — utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.
di riferimenti normativi: il protocollo sottoscritto lo
scorso 14 marzo 2020 da Governo e Parti Sociali in Attività di informazione
relazione all’emergenza Coronavirus si caratterizza - Ai sensi del Protocollo, l’azienda, “attraverso le
certo - per una serie di misure a carattere necessaria- modalità più idonee ed efficaci, informa tutti i lavo-
mente eccezionale, ma anche per una serie di sotto- ratori e chiunque entri in azienda circa le disposizioni
lineature pratiche che vorrebbero, e dovrebbero, delle Autorità, consegnando e/o affiggendo all’in-
restare nelle buone prassi di tutti anche a cessata gresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali
emergenza. aziendali, appositi dépliants informativi”.
Il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle Si tratta di una sorta di “ampliamento in deroga”
misure per il contrasto e il contenimento della diffu- rispetto agli ordinari doveri informativi del datore di
sione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” si lavoro. Ricordiamo infatti che l’art. 36, comma 1,
articola fondamentalmente sulle quattro possibili TUSL obbliga il datore di lavoro a provvedere a
linee di intervento in sede aziendale: un’adeguata informazione dei lavoratori “sui rischi
— chiusura o sospensione temporanea delle attività; per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla atti-
— adozione del lavoro a distanza (lavoro agile o vità della impresa in generale”. Nel nostro caso, la
smart working); deroga consiste nel fatto che in questo caso non
— ricorso a idonei ammortizzatori sociali; soltanto i dipendenti, ma anche tutti coloro che
— adozione delle opportune misure di sicurezza in entrano in azienda siano destinatari delle informa-
caso di prosecuzione dell’attività. zioni in questione. Su tale fondamentale punto tor-
Poche parole sono necessarie per notare che solo il neremo più avanti.
quarto ed ultimo aspetto attiene alla materia della Per intanto, una precisazione doverosa. Nelle prassi
sicurezza sul lavoro. Commentando le relative dispo- tipiche della nostra materia, i termini “informazione”
sizioni, tenteremo brevemente di dimostrare che il e “formazione” danno vita a una sorta di endiadi. Non
loro contenuto può spingersi anche al di là della a caso, le rispettive norme cardine sono due articoli
presente contingenza sanitaria e di ordine pubblico. consecutivi del TUSL, vale a dire il già citato art. 36 e
A tale scopo, verranno analizzate in maniera parti- il successivo art. 37.
colare soltanto alcune delle disposizioni in questione, Orbene, in una simile situazione di emergenza il pur
lasciando le altre a quanto rapidamente noteremo solido binomio tra informazione e formazione è ine-
volta per volta. vitabilmente destinato a scindersi. Da un lato, la
natura urgente delle attuali misure è ovviamente
Le misure di sicurezza incompatibile con una previa attività formativa; dal-
Per quel che qui più ci interessa, le misure adottate per l’altro quest’ultima - sempre ai sensi del Protocollo -
prevenire e ridurre la diffusione del contagio in caso fa oggetto di una generale sospensione nella misura in
di prosecuzione - totale o parziale - delle attività cui determinerebbe la riunione di persone. Viene
presso la sede dell’azienda si possono articolare in: infatti esplicitato che “sono sospesi e annullati tutti
— attività di informazione; gli eventi interni e ogni attività di formazione in
— attività di prediagnosi e screening; modalità di aula, anche obbligatoria, anche se già

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 189


Approfondimenti

organizzati”. Resta ovviamente possibile, “qualora questo, subentrano importanti considerazioni di


l’organizzazione aziendale lo permetta, ... la forma- carattere giuslavoristico. Di per sé infatti un simile
zione a distanza, anche per i lavoratori in smart work”. protocollo, non avendo forza di legge, non è idoneo a
Per quanto riguarda l’impossibilità di dar corso alle escludere l’assenza ingiustificata dal lavoro nei casi in
attività di formazione ordinariamente prescritte, si cui il lavoratore non si presenti in esecuzione di uno
dispone che “il mancato completamento dell’aggior- degli obblighi di cui sopra. Allo scopo di evitare
namento della formazione professionale e/o abili- noiose questioni burocratiche, è dunque essenziale
tante entro i termini previsti per tutti i ruoli e le che le circostanze di cui sopra siano oggetto di certi-
funzioni aziendali in materia di salute e sicurezza nei ficazione medica non diversamente da ogni altro
luoghi di lavoro, dovuto all’emergenza in corso e motivo di salute che possa produrre assenza dal
quindi per causa di forza maggiore, non comporta lavoro. Simile precisazione potrebbe apparire super-
l’impossibilità a continuare lo svolgimento dello spe- flua, giacché sempre di motivi di salute si tratta.
cifico ruolo/funzione (a titolo esemplificativo: l’ad- Sussistono però, nella presente contingenza, due
detto all’emergenza, sia antincendio, sia primo problemi. Da un lato, non è sempre logisticamente
soccorso, può continuare ad intervenire in caso di facile ottenere il certificato; dall’altro, trattandosi di
necessità; il carrellista può continuare ad operare situazioni di patologia soltanto sospetta esse potreb-
come carrellista)”. bero essere ritenute inidonee all’assenza dal lavoro
alla luce delle ordinarie disposizioni.
Attività di informazione In generale, non possiamo che augurarci che nessuno,
Ai sensi del Protocollo, le attività obbligatorie di in un momento del genere, si impunti su simili cavilli.
informazione sono le seguenti: Resta comunque doveroso provvedere, in maniera il
— l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in pre- più possibile corretta, alle certificazioni di rito.
senza di febbre (oltre 37,5°) o altri sintomi influenzali
e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità Modalità di ingresso in azienda
sanitaria; Dopo aver prevenuto il caso di ingresso in azienda da
— la consapevolezza e l’accettazione del fatto di non parte di soggetti sintomatici, e aver dato il massimo
poter fare ingresso o di poter permanere in azienda e spazio al lavoro a distanza, il Protocollo passa ad
di doverlo dichiarare tempestivamente laddove, occuparsi di chi comunque deve lavorare presso
anche successivamente all’ingresso, sussistano le l’azienda. Come già notato in precedenti casi, anche
condizioni di pericolo (sintomi di influenza, tempe- qui il Protocollo si occupa sia di dipendenti, sia di terzi.
ratura, provenienza da zone a rischio contatto con Sancisce, in particolare, il Protocollo:
persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, “Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro
etc.) in cui i provvedimenti dell’Autorità impongono potrà essere sottoposto al controllo della temperatura
di informare il medico di famiglia e l’Autorità sani- corporea. Se tale temperatura risulterà superiore ai
taria e di rimanere al proprio domicilio; 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di
— l’impegno a rispettare tutte le disposizioni delle lavoro. Le persone in tale condizione - nel rispetto
Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in delle indicazioni riportate in nota - saranno momen-
azienda (in particolare, mantenere la distanza di taneamente isolate e fornite di mascherine non
sicurezza, osservare le regole di igiene delle mani e dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infer-
tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene); merie di sede, ma dovranno contattare nel più breve
— l’impegno a informare tempestivamente e tempo possibile il proprio medico curante e seguire le
responsabilmente il datore di lavoro della presenza sue indicazioni”.
di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espleta- Dobbiamo subito rilevare che una disposizione simile
mento della prestazione lavorativa, avendo cura di deve essere confrontata con l’art. 5 dello Statuto dei
rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti. Lavoratori, il quale dispone:
Mentre la seconda disposizione riguarda l’osservanza “Sono vietati accertamenti da parte del datore di
di dettami che verranno analizzate meglio nel pros- lavoro sulla idoneità e sulla infermità per malattia
simo paragrafo, gli altri tre punti sono di tipo - per così o infortunio del lavoratore dipendente.
dire - “autocertificativo”. Viene imposto al singolo Il controllo delle assenze per infermità può avvenire
lavoratore il massimo livello di responsabilità, nel soltanto attraverso i servizi ispettivi degli istituti
decidere se sussistano le condizioni - anche a livello di previdenziali competenti, i quali sono tenuti a com-
mero sospetto - per non doversi recare al lavoro. Su pierlo quando il datore di lavoro lo richieda.

190 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Approfondimenti

Il datore di lavoro ha facoltà di far controllare la Per la verità, il paragrafo in questione è denominato
idoneità fisica del lavoratore da parte di enti pubblici “Modalità di accesso dei fornitori esterni”; come si
ed istituti specializzati di diritto pubblico”. vede, però, non si parla soltanto di fornitori bensì
Certo, è astrattamente possibile che anche nella anche di visitatori, trasporti di dipendenti e altro.
presente emergenza i controlli siano disposti dal Le disposizioni, in quanto tali, sono tutte sufficiente-
datore di lavoro nel rispetto del comma III. Non mente chiare. Si tratta di un classico punto sul quale il
sfugge però che il tenore generale della citata male del Coronavirus potrebbe non venire per nuo-
disposizione del protocollo tende a munire il cere. Se, infatti, quasi tutti i dettami citati sono tipici
datore di lavoro della facoltà tassativamente vie- dell’emergenza, è anche vero che essi pongono l’at-
tata dal comma I del citato art. 5. Trattandosi da tenzione su un aspetto sempre troppo poco contem-
un lato di un testo non avente forza di legge e plato dalle procedure aziendali: la presenza, per
dall’altro di un accordo tra Governo e parti l’appunto, di terzi.
sociali, è rimesso a prudenza e saggezza di tutti
gli interessati lo svolgimento dei controlli della I terzi in azienda
temperatura in nome di un superiore interesse Se c’è un argomento nel quale le tristi contingenze di
comune, senza che ciò divenga fonte di attriti o queste settimane potranno essere di scuola per il
- peggio - di vertenze. futuro, è proprio il problema della presenza dei terzi
in azienda. Argomento - come già visto - troppo poco
Modalità di ingresso di terzi contemplato nelle procedure, le quali troppo spesso si
Sappiamo già che numerose disposizioni del Proto- ripiegano sulla realtà aziendale in se stessa senza tener
collo sono espressamente dedicate all’ingresso in conto delle fisiologiche interazioni con l’esterno. Tra
azienda da parte dei terzi. Le indicazioni in materia di esse - per quel che qui interessa - le più fisiologiche
sono le seguenti. sono indubbiamente quelle riguardanti le consegne e
Per l’accesso di fornitori esterni individuare proce- i ritiri presso l’azienda da parte di camion apparte-
dure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, nenti a soggetti terzi (fornitori, clienti o imprese di
percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le trasporto).
occasioni di contatto con il personale in forza nei Per quanto possa sembrare strano, simili procedure
reparti o uffici coinvolti. sono poco contemplate nel documento di valuta-
Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono zione dei rischi. Su tale manchevolezza è calato,
rimanere a bordo dei propri mezzi: non è consentito severo come sempre, il rimprovero della Corte di
l’accesso agli uffici per nessun motivo. Per le neces- cassazione, la quale, in Cass. pen., sez. IV, 9 dicembre
sarie attività di approntamento delle attività di carico 2019, n. 49775, formula una censura che conviene
e scarico, il trasportatore dovrà attenersi alla rigorosa riportare alla lettera:
distanza di un metro. “L’addebito mosso al M., nella qualità a lui attribuita
Per fornitori, trasportatori e/o altro personale di delegato per la sicurezza all’interno della predetta
esterno individuare e installare servizi igienici dedi- società ..., è di avere omesso di fornire alle ditte degli
cati, prevedere il divieto di utilizzo di quelli del autotrasportatori idonee informazioni sui rischi spe-
personale dipendente e garantire una adeguata puli- cifici dell’ambiente di lavoro e, in specie, sulle moda-
zia giornaliera. lità di effettuazione del carico ..., omettendo altresì di
Va ridotto, per quanto possibile, l’accesso ai visita- coordinare con l’appaltatore gli interventi di preven-
tori; qualora fosse necessario l’ingresso di visitatori zione e protezione ed eliminazione dei rischi interfe-
esterni (impresa di pulizie, manutenzione ...), gli renziali, dovuti cioè alla compresenza di più imprese
stessi dovranno sottostare a tutte le regole aziendali, all’interno dell’impianto, nonché di disciplinare in
ivi comprese quelle per l’accesso ai locali aziendali di modo chiaro e predeterminato le operazioni di carico
cui al precedente paragrafo 2. del conglomerato bituminoso sugli automezzi inviati
Ove presente un servizio di trasporto organizzato dalle ditte esterne”.
dall’azienda va garantita e rispettata la sicurezza dei La questione è sempre la stessa. Ogni qualvolta si ha a
lavoratori lungo ogni spostamento. che fare con la contemporanea presenza di più
Le norme del presente Protocollo si estendono alle aziende nel medesimo sito, la questione della sicu-
aziende in appalto che possono organizzare sedi e rezza si complica. In questo caso, di per sé sarebbe
cantieri permanenti e provvisori all’interno dei siti meno complicata di altri, ché una sola persona -
e delle aree produttive. l’autotrasportatore - crea ovviamente meno problemi

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 191


Approfondimenti

rispetto a un’intera squadra, o altro. La difficoltà I dispositivi di protezione individuale


consiste nel ricordarsi che quell’unica persona, la Sarebbe difficile immaginare, nel presente contesto,
quale magari staziona nel sito solo per qualche decina una materia più importante rispetto ai dispositivi di
di minuti, configura tutti i citati obblighi in que- protezione individuale. Nondimeno - in maniera solo
stione. Si consideri del resto che la giurisprudenza apparentemente paradossale - la trattazione che ne
tende a condannare entrambi i datori di lavoro - viene fatta nel Protocollo non si presta a speciali
dell’azienda “ospite” e dell’autotrasportatore - attri- considerazioni e la ragione è semplice: si tratta di
buendo a ciascuno di essi non soltanto la responsa- indicazioni di natura strettamente sanitaria e pratica,
bilità per la morte del proprio dipendente, ma anche le quali non devono che essere seguite con il massimo
per la morte del dipendente dell’altra azienda. V., sul scrupolo, non prima della puntuale lettura cui, come
punto, Cass. pen., sez. IV, 28 febbraio 2018, n. 9140. sempre in questi casi, non possiamo che rimandare.
La sorveglianza sanitaria Le altre disposizioni del Protocollo
Gli operatori della sicurezza sanno bene quanto sia Oltre alle disposizioni sinora esaminate, il Proto-
difficile individuare l’esatto novero delle attività collo contiene numerose indicazioni di carattere
soggette a sorveglianza sanitaria, per il quale la nor- più squisitamente tecnico-operativo: le più utili,
mativa opera di rimando alla prassi. Orbene, nulla di del resto, nell’immediato della presente emer-
nuovo su ciò si rinviene nel Protocollo, il quale, genza. Tali indicazioni riguardano in particolare
com’è giusto, non si dedica certo a rendere obbliga- pulizia e sanificazione dell’azienda, precauzioni
toria la sorveglianza sanitaria in questa o in quella igieniche personali, gestione spazi comuni, orga-
attività. Al contrario, esso opportunamente indivi- nizzazione aziendale, gestione entrata e uscita dei
dua le modalità di attuazione della sorveglianza stessa dipendenti, spostamenti interni, gestione di una
nel quadro della presente emergenza Coronavirus. persona sintomatica in azienda: hanno insomma
Prima indicazione, sul punto, sta nel fatto che la una connotazione eminentemente pratica che,
sorveglianza non si debba attenuare nella presente per sua natura, si sottrae alle considerazioni ulte-
contingenza. Allo scopo di svolgere le relative attività riori che abbiamo invece ritenuto opportune nei
nel rispetto dell’emergenza stessa, vanno privilegiate: precedenti paragrafi.
— le visite preventive;
— le visite a richiesta;
Considerazioni conclusive
— le visite di rientro da malattia.
Rispetto dunque al generale disposto dell’art. 41 Appare fin troppo evidente che molte delle disposi-
TUSL, passano per il momento in secondo piano le zioni del Protocollo si prestano a lasciare in eredità
visite periodiche, le visite preassuntive e le visite di un’aumentata attenzione rispetto a determinate esi-
rimansionamento. Del resto, in questo momento, genze di sicurezza. Le prassi imposte dal Protocollo
rimansionamenti e soprattutto assunzioni paiono stesso, una volta spogliate degli aspetti più stretta-
ipotesi più teoriche che pratiche ... mente relativi all’emergenza, potranno infatti ispi-
Considerazioni diverse valgono invece per quanto rare una migliore implementazione delle norme
riguarda la visita precedente alla cessazione del lavoro preesistenti.
nei casi in cui, per rimando dell’art. 41, lett. e), essa è A tale scopo, si raccomanda di applicare le disposi-
prevista dalla normativa vigente. Riteniamo che tale zioni ora commentate in maniera il più possibile
visita non possa essere omessa, e che essa debba ampia e lungimirante, anche quando questa missione
comunque essere fatta pur nel rispetto del maggior è resa particolarmente ardua dalle particolari circo-
grado di priorità previsto per le visite sopra elencate. stanze di questi giorni.

192 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Approfondimenti

Sostanze pericolose

Due leggi regionali sul radon:


adempimenti e confronto
con la normativa nazionale
Marta Rossetti e Massimo Esposito - U-Series Srl (*)
Le novità in ambito regionale ambienti sotterranei, di seguito denominata per sem-
La recente emanazione di leggi regionali in mate- plicità di lettura “Normativa nazionale”.
ria di gas radon a tutela della popolazione (nel
Definizioni e quadro normativo
2016 in Puglia e nel 2019 in Campania) ha
obbligato numerosi soggetti a rilevare ex novo, a Il radon (222Rn) è un gas nobile radioattivo la cui
estendere e in qualche caso a ripetere, misurazioni sorgente principale è il sottosuolo, essendo pro-
di radon in specifici ambienti diversi da quelli già dotto dal decadimento radioattivo del 226Ra, a
rientranti nel campo di applicazione di preesi- sua volta prodotto da 238U, elemento naturalmente
stenti disposizioni nazionali a tutela dei lavoratori presente nelle rocce della crosta terrestre. La con-
(D.Lgs. n. 230/1995 e successive modifiche e centrazione di radon all’interno degli edifici
integrazioni). Poiché fra le leggi regionali e la dipende dalle caratteristiche degli edifici stessi e
legge nazionale vi sono numerose differenze, tra dai meccanismi di convezione causati dalla diffe-
cui i diversi obblighi in caso di concentrazioni renza di temperatura e di pressione fra l’esterno e
elevate, e tutte presentano alcuni aspetti di non l’interno degli edifici. I prodotti di decadimento
immediata comprensione, si ritiene utile illustrare del radon, anch’essi radioattivi e detti “figli del
sinteticamente gli aspetti principali delle tre radon”, essendo solidi, possono essere inalati e
normative. depositarsi nel tratto broncopolmonare.
Verranno qui approfonditi alcuni aspetti relativi a Il radon ad oggi è considerato la sorgente principale
due leggi regionali: dell’esposizione umana alla radioattività naturale.
— L.R. Puglia 3 novembre 2016, n. 30 (1) con titolo L’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS),
“Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla attraverso l’Agenzia Internazionale per la Ricerca
radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in sul Cancro (IARC), ha classificato il radon nel
ambiente chiuso”; gruppo 1 (cancerogeni umani certi), con un rischio
— L.R. Campania 8 luglio 2019, n. 13 (2), con titolo che dipende non solo dalla concentrazione di radon
“Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla cui si è esposti ma anche dalla durata dell’esposizione,
radioattività naturale derivante dal gas radon in e lo indica come seconda causa di tumore al polmone
ambiente confinato chiuso”. dopo il fumo di sigaretta. In Italia l’esposizione al
In particolare verranno commentati in dettaglio gli radon è responsabile (secondo la stima del 2010
adempimenti relativi agli edifici già esistenti e verrà dell’Istituto Superiore di Sanità) di circa 3200 casi
riportato un confronto con quanto previsto dalla di tumore all’anno (3).
normativa nazionale (D.Lgs. n. 230/1995 s.m.i. - In materia di radon, a livello nazionale, con l’ema-
Capo III-bis) relativamente all’esposizione dei lavo- nazione del D.Lgs. n. 241/2000 che integra e modifica
ratori al radon durante le attività lavorative in il D.Lgs. n. 230/1995, sono state stabilite le regole per

(*) U-Series, Via Ferrarese 131, 40128 Bologna. marta@u- (2) Bollettino Ufficiale della Regione Campania 15 luglio 2019,
series.com; massimo@u-series.com. n. 40, modificata con L.R. 4 dicembre 2019, n. 26 (BURC 5
(1) Bollettino Ufficiale della Regione Puglia 4 novembre 2016, dicembre 2019, n. 73).
n. 126, modificata dalla L.R. 9 agosto 2017, n. 36, art. 25 comma 1, (3) Fonte: Piano nazionale radon.
lett. b (Bollettino Ufficiale della Regione Puglia 11 agosto 2017,
n. 96).

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 193


Approfondimenti

tutelare i lavoratori che operano, in particolare, nei di collegamento strutturale con altri locali non derivi
luoghi di lavoro sotterranei. il superamento del limite dimensionale previsto per
Il 17 gennaio 2014 è stata pubblicata (4) la nuova l’esenzione, purché dotati di adeguata ventilazione.
Direttiva europea 2013/59/Euratom in materia di Il limite previsto dalle leggi regionali di 300 Bq/mc è
radioprotezione, che prevede in particolare che cia- quindi inferiore al livello d’azione previsto dal D.Lgs.
scun Stato membro si doti di un “piano nazionale n. 230/1995 s.m.i. per i luoghi di lavoro interrati (pari
radon” e che avrebbe dovuto essere recepita dall’Ita- a 500 Bq/mc), ma si adegua al livello d’azione in
lia entro il 6 febbraio 2018. termini di concentrazione media annua di 300 Bq/
In attesa del recepimento, peraltro ormai imminente, mc previsto (art. 54, par. 1) alla nuova Direttiva
della nuova Direttiva europea sono state promulgate europea 2013/59/Euratom in materia di radioprote-
dalla Regione Puglia la L.R. 3 novembre 2016, n. 30 zione. Le leggi regionali recepiscono quindi, di fatto,
s.m.i. e dalla Regione Campania la L.R. 8 luglio 2019, le indicazioni della nuova Direttiva europea 2013/59/
n. 13 s.m.i. Euratom che avrebbe dovuto essere recepita nell’or-
dinamento italiano entro febbraio 2018 e che può,
Livelli limite di concentrazione con motivate ragioni, essere considerata lo stato
per gli edifici esistenti dell’arte delle conoscenze tecniche e scientifiche
Sino all’approvazione dei piani regionali radon e disponibili, anche ai fini della valutazione del rischio
salvo limiti di concentrazione più restrittivi previsti per i lavoratori e, novità introdotta dalla Direttiva
dalla legislazione nazionale, la L.R., Puglia n. 30/2016 europea e dalle leggi regionali, le persone del
e la L.R. Campania n. 13/2019 fissano per gli “edifici pubblico.
esistenti”, definiti dalle successive lett. a) e b), i
seguenti livelli limite di riferimento, misurati con Definizione di luogo aperto al pubblico
un valore medio di concentrazione su un periodo Nel testo della L.R. Puglia n. 30/2016 e della L.R.
annuale suddiviso in due semestri (primaverile- Campania n. 13/2019 non viene riportata la defini-
estivo e autunnale-invernale): zione di “edificio aperto al pubblico”, per la quale è
a) per gli edifici strategici di cui al D.M. 14 gennaio utile riferirsi ai diversi contesti giuridici che ne hanno
2008 e destinati all’istruzione, compresi gli asili nido approfondito la definizione; si riportano quindi, di
e le scuole materne, il livello limite di riferimento per seguito, alcuni esempi di giurisprudenza.
concentrazione di attività di gas radon in ambiente a) Cass. pen., sez. I, dep. 12 settembre 2014, n. 37596:
chiuso, e in tutti i locali dell’immobile interessato, “... Ora, in diritto, l’espressione ‘luogo pubblico o
non può superare i 300 Bq/mc, misurato con stru- aperto al pubblico’ - che, non accompagnata dalla
mentazione passiva; condizione della contemporanea presenza di più per-
b) per gli interrati, seminterrati e locali a piano terra sone (art. 266 c.p., ultimo cpv., n. 2) ricorre negli artt.
degli edifici diversi da quelli alla lettera a), e aperti al 352, 404, 405, 660, 663, 688, 689, 690, 718, 720, 725
pubblico con esclusione dei residenziali e dei vani e 726 cpv. - secondo dottrina e giurisprudenza con-
tecnici isolati al servizio di impianti a rete, il livello solidate sta a indicare: per luogo pubblico, quello di
limite di riferimento per concentrazione di attività di diritto o di fatto continuativamente libero a tutti, o a
gas radon in ambiente chiuso, e in tutti i locali un numero indeterminato di persone; per luogo
dell’immobile interessato, non può superare 300 aperto al pubblico, quello, anche privato, ma al
Bq/mc, misurato con strumentazione passiva (per la quale un numero indeterminato, ovvero un’intera
Puglia: art. 4, comma 1, L.R. n. 30/2016, modificato categoria di persone, può accedere, senza limite o
dall’art. 25, comma 1, lett. b, L.R. n. 36/2017; per la nei limiti della capienza, ma solo in certi momenti o
Campania: art. 4, comma 1, n. L.R. 13/2019). alle condizioni poste da chi esercita un diritto sul
La L.R. Campania n. 13/2019 si differenzia nel punto luogo. Sicché la effettiva possibilità di considerare un
a, aggiungendo “misurato con strumentazione pas- luogo privato ‘aperto al pubblico’ è comunque que-
siva e attiva”. stione di fatto, perché dipende dalle condizioni all’ac-
Per la L.R, Puglia n. 30/2016 sono esentati dagli cesso poste dal titolare dello ius excludendi”.
obblighi di misurazione i locali a piano terra con b) Cass. pen., sez. V, 21 ottobre 2015, n. 42392: “Ai
superficie non superiore a 20 mq, salvo che in virtù fini della configurabilità del reato di molestia o

(4) Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea 17 gennaio


2014, L13.

194 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Approfondimenti

disturbo alle persone, si intende aperto al pubblico il ISO 11665 - 8: “Measurement of radioactivity in the
luogo cui ciascuno può accedere in determinati environment – Air: radon-222 – Part 8: Methodologies
momenti ovvero il luogo al quale può accedere una for initial and additional investigations in buildings”.
categoria di persone che abbia determinati requisiti. Inoltre, in riferimento alla promulgazione della
Ne consegue che devono essere considerati luoghi L.R. Puglia n. 30/2016, ARPA Puglia con SNPA
aperti al pubblico l’androne di un palazzo e la scala ISPRA (ex ISS) ha pubblicato una “Guida tecnica
comune a più abitazioni”. per le misure di concentrazione media annua di radon
c) DGR Veneto 2 marzo 2010, n. 509, all. A: “Pre- in aria in luoghi di lavoro, abitazioni, scuole e luoghi
scrizioni Tecniche atte a garantire la fruizione degli aperti al pubblico”.
edifici residenziali privati, degli edifici residenziali Per quanto riguarda i piani di campionamento, le
pubblici e degli edifici e spazi privati aperti al pub- leggi regionali prevedono che le misurazioni vengano
blico, redatte ai sensi dell’art. 6, comma 1, della LR condotte, per gli edifici aperti al pubblico, negli
12/07/2007 n. 16”: “la nozione di edifici e spazi privati interrati, seminterrati e locali a piano terra, a diffe-
aperti al pubblico comprende tutti quegli ambienti renza della normativa nazionale inerente i luoghi di
spazi o edifici privati dove si svolga un’attività pro- lavoro che prevede l’obbligo delle misurazioni nei soli
fessionalmente organizzata a scopo di lucro, diretta luoghi di lavoro interrati, stante l’inapplicabilità
allo scambio ed alla produzione di servizi, quali, ad dell’obbligo di misurazioni anche ai piani terra
esempio, teatri, cinematografi, club privati, alberghi, nelle sole aree a elevata probabilità di alte concen-
ristoranti, centri commerciali, negozi, bar, ambula- trazioni di attività di radon (D.Lgs. n. 230/1995 s.m.i.
tori, studi professionali ed altri. Secondo la Corte , art. 10-bis, comma 1, lett. b).
Costituzionale (9 aprile 1970 n 56) un locale deve Per quanto riguarda gli edifici strategici di cui al D.M.
considerarsi pubblico quando si accerti che in esso si 14 gennaio 2008 e destinati all’istruzione, la L.R.
svolge attività professionalmente organizzata a scopo Campania n. 13/2019 riporta inoltre che la concen-
di lucro diretta allo scambio e/o alla produzione di trazione di radon su tutti i piani non può superare i
beni e servizi. La Cassazione ha attribuito il carattere 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva e
pubblico ai locali che prevedano il pagamento di un attiva. In assenza di ulteriori specifiche è opportuno
biglietto d’ingresso, il rilascio di tessere d’ingresso o di fare riferimento alla norma ISO 11665-8 nella quale è
tessere associative, a quelli che pubblicizzino la pro- previsto l’utilizzo della strumentazione passiva (ISO
pria attività o che abbiano una struttura tale da 11665-4) nelle investigazioni iniziali e l’utilizzo della
rendere evidente lo svolgimento di un’attività strumentazione attiva come supporto alle investiga-
imprenditoriale: nonché a quelli che consentano zioni addizionali successive alle investigazioni iniziali
l’ingresso a un rilevante numero di persone”. e mirate all’identificazione della sorgente di radon e
delle sue vie di ingresso nell’edificio per stabilire le
Metodologia delle misurazioni azioni di rimedio da adottare.
Le leggi regionali prevedono che le misurazioni, Nella guida tecnica dell’ARPA Puglia viene eviden-
condotte con strumentazione passiva, siano svolte ziato che gli esercenti di attività con locali aperti al
su base annuale ma con campionamento suddiviso in pubblico debbono eseguire le misurazioni di radon
due distinti semestri, primavera-estate e autunno- esclusivamente nei locali interrati, seminterrati e a
inverno e nel caso della L.R. Campania n. 13/2019 piano terra, considerando che in linea di massima le
si specifica “ovvero in più misure la cui somma sia pari misure stesse non debbano essere condotte in locali
a un anno”. che non siano occupati con continuità, quali i vani
In mancanza di ulteriori specifiche indicazioni in tecnici, locali di servizio, spogliatoi e ambienti di
merito alla strategia di campionamento, in partico- passaggio come i corridoi. Essa riporta inoltre che
lare in riferimento alla numerosità delle misurazioni altri ambienti quali magazzini o locali in cui non vi sia
in funzione dell’ampiezza del locale e al posiziona- una vera e propria occupazione, ma che rimangono
mento dei rivelatori passivi, si ritiene opportuno fare chiusi a lungo, non dovranno essere sottoposti a
riferimento allo stato dell’arte delle normative e delle misurazione a meno che non vi sia uno stazionamento
norme di buona tecnica e quindi in particolare alle per una frazione di tempo significativa. Si osserva in
“Linee guida per le misure di concentrazione di radon merito che nessun locale aperto al pubblico risulta
in aria nei luoghi di lavoro sotterranei” redatte dalla normalmente occupato con continuità dal pubblico
Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Pro- stesso, mentre ci possono essere locali occupati con
vince Autonome di Trento e Bolzano e alla norma continuità da lavoratori ma non aperti al pubblico.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 195


Approfondimenti

Tempistiche termine non superiore a trenta giorni, la cui even-


Le leggi regionali prevedono che gli esercenti delle tuale e infruttuosa scadenza comporta la sospensione
attività di cui all’art. 4, comma 1, entro e non oltre per dettato di legge della certificazione di agibilità.
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della Poiché le misurazioni devono essere condotte su un
legge, avviino le misurazioni e trasmettano gli esiti periodo di un anno, la sospensione dell’agibilità avrà
delle misurazioni stesse entro un mese dalla conclu- una durata dell’ordine di 14-18 mesi, e comunque
sione del rilevamento al Comune interessato e non inferiore a 12 mesi.
all’ARPA Puglia, indipendentemente dal supera-
Adempimenti in seguito alle misurazioni:
mento o meno del livello limite di riferimento.
piano di risanamento
La L.R. Puglia 36/2017 all’art. 25, comma 1, lett. e) ha
successivamente prorogato i termini previsti, comin- Nei casi in cui la media annuale della concentrazione
ciando essi a decorrere all’entrata in vigore di que- di radon ottenuta dalle misurazioni nei due semestri
st’ultima; ovvero le misurazioni del primo semestre autunno-inverno e primavera-estate risulti superiore
dovevano essere avviate entro 90 giorni a partire al limite di 300 Bq/mc il proprietario dell’immobile
dall’11 agosto 2017. In seguito con la L.R. 30 aprile deve presentare al Comune interessato, entro e non
2019, n. 18 (5), art. 12, è stato consentito l’avvio delle oltre sessanta giorni, un piano di risanamento al quale
attività di misurazione entro 30 giorni dall’entrata in siano allegati tutti i contenuti formali e sostanziali per
vigore della stessa, ma previa segnalazione al Comune la realizzazione delle opere previste, con relativa
competente. proposta di crono-programma di realizzazione delle
Per quanto riguarda la L.R. Campania n. 13/2019, opere le cui previsioni non potranno superare un
vista la pubblicazione (6), il termine per l’avvio delle anno. Il piano di risanamento è approvato dal
misurazioni è scaduto in ottobre 2019. Tuttavia suc- Comune entro e non oltre sessanta giorni dalla sua
cessivamente è stata emanata la L.R. 4 dicembre presentazione, previa richiesta di esame e parere alla
2019, n. 26 (7), che all’art. 3 (Modifiche ed integra- ASL competente (art. 4, comma 3, L.R. Puglia n. 30/
zioni normative), comma 2, lett. b aggiunge dopo 2016 e art. 4, comma 3, L.R. Campania n. 13/2019).
l’art. 5 il seguente “art. 5 bis (Sostituzione termini) 1. Tranne il caso in cui è previsto il rilascio del permesso
I termini previsti dalla presente legge sono sostituiti di costruire, se, decorsi i sessanta giorni, l’autorità
dai termini indicati nei decreti attuativi della legge comunale non ha notificato osservazioni il proprie-
delega 117/2019”, dove la Legge nazionale n. 117/ tario dell’immobile deve avviare l’esecuzione delle
2019 delega al Governo il recepimento delle Diret- opere previste con le modalità e i termini contenuti
tive europee, indicando in particolare all’art. 20 i nella stessa proposta di piano di risanamento presen-
principi e criteri direttivi per l’attuazione della Diret- tata, purché compatibili con quelli previsti dalla
tiva 2013/59/Euratom. legge regionale e dalla normativa in vigore. In parti-
Si osserva che le leggi regionali mettono in capo colare (art. 4, commi 5, 6 e 7, L.R. Puglia n. 30/2016 e
all’esercente (anche se in affitto) l’obbligo di fare le art. 4, commi 5, 6 e 7, L.R. Campania n. 13/2019):
misurazioni e l’obbligo di trasmettere gli esiti delle — le opere previste dal piano di risanamento devono
stesse al Comune e all’ARPA Puglia entro 30 giorni, essere concluse nel termine indicato dall’autorità
come inoltre evidenziato dall’ARPA Puglia (8), comunale con lo stesso atto di approvazione e,
mentre il successivo piano di risanamento, meglio comunque, in un termine non superiore a quello
descritto nel seguito, è in capo al proprietario previsto di un anno, salvo proroga per un tempo
dell’immobile. non superiore a ulteriori sei mesi per comprovati
motivi oggettivi;
Sanzioni — terminati i lavori previsti dal piano di risana-
Sia per la L.R. Puglia n. 30/2016 sia per la L.R. mento, il proprietario dell’immobile deve fare
Campania n. 13/2019 è previsto che in caso di man- nuove misurazioni di concentrazione di attività di
cata trasmissione delle misurazioni entro diciotto gas radon su base annuale suddiviso in due distinti
mesi dalla data di entrata in vigore delle leggi, il semestri (primavera-estate e autunno-inverno) e
Comune provvede a intimare con ordinanza la tra- dichiarare al Comune, sotto la responsabilità di un
smissione delle misurazioni svolte, concedendo un tecnico abilitato alle misurazioni di attività radon

(5) BURP 2 maggio 2019, n. 36. (7) BURC 5 dicembre 2019, n. 73.
(6) BURC 15 luglio 2019, n. 40. (8) www.arpa.puglia.it/web/guest/faq_radon_lr.

196 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Approfondimenti

(figura non prevista dalla normativa esistente), il ma tale aspetto non viene affrontato dalla norma-
rispetto del limite di 300 Bq/mc; tiva vigente.
— il mancato rispetto dei termini e delle modalità di Poiché le misurazioni di concentrazione di attività di
risanamento dichiarate nel relativo piano presen- gas radon previste dopo le azioni di risanamento
tato, determina la sospensione della certificazione dovranno attestare il non superamento del livello
di agibilità per dettato di legge. limite di riferimento su base annuale con campiona-
A differenza della normativa nazionale inerente i mento semestrale, le azioni di risanamento dovranno
luoghi di lavoro (D.Lgs. n. 230/1995 s.m.i.), superato permettere di mantenere basse concentrazioni di
il limite di 300 Bq/mc nelle leggi regionali non viene radon anche durante il periodo di chiusura dell’im-
indicato un limite di dose efficace annua per cui sia mobile (es. periodo notturno). Se, ad esempio, le
possibile adottare azioni di rimedio organizzative da basse concentrazioni di radon sono garantite da un
parte dell’esercente: il proprietario dell’immobile impianto di aerazione, potrebbe essere necessario
deve necessariamente predisporre un piano di mantenerlo in funzione h24 nonostante il conse-
risanamento. guente spreco energetico, il maggior costo per l’eser-
Si evidenzia ancora che, mentre le misurazioni e la cente e la maggior usura dell’impianto stesso, senza
trasmissione degli esiti delle stesse (entro 30 giorni) nessun vantaggio dal punto di vista sanitario né per la
risultano in capo all’esercente, il piano di risana- popolazione né per i lavoratori, a differenza della
mento (entro 60 giorni), l’esecuzione delle opere e normativa nazionale per la quale si potrebbe valutare
la ripetizione delle misurazioni stesse per verificare il la dose considerando le concentrazione di radon nel
rispetto del limite di 300 Bq/mc spettano al proprie- solo orario di apertura.
tario dell’immobile.
Nel passaggio di competenze e in assenza di indivi- Figure tecniche coinvolte
duazione del soggetto obbligato (esercente o
Comune) a informare il proprietario dei risultati In merito alle misure in capo all’esercente, le leggi
ottenuti dalle misurazioni potrebbero emergere regionali non fanno riferimento agli organismi che si
delle evidenti problematiche. La mancata condu- occuperanno delle misurazioni mentre, per quanto
zione delle misurazioni da parte dell’esercente riguarda la ripetizione delle misurazioni stesse in
andrebbe anche, o solo in alcuni casi, a scapito del seguito alle azioni di risanamento e in capo al pro-
proprietario dell’immobile, essendo con la sanzione prietario dell’immobile, le stesse leggi specificano che
prevista la perdita del certificato di agibilità. Ad il rispetto dei limiti previsti dovrà essere dichiarato
esempio, l’esercente di un luogo aperto al pubblico, sotto la responsabilità di un “tecnico abilitato alle
quale un negozio, potrebbe non procedere alle misu- misurazioni di attività di radon” (art. 4, comma 6, L.
razioni, avere un contratto in scadenza a breve R. Puglia n. 30/2016 e art. 4, comma 6, L.R. Campa-
termine e non occupare più i locali nel momento nia n. 13/2019). Come specificato da ARPA
della revoca dell’agibilità. La sanzione andrebbe Puglia (9), ad oggi tale figura non è definita in alcuna
quindi a colpire solamente il proprietario che, per legge e pertanto non esiste alcun albo o elenco di
di più, non ha la facoltà di imporre le misurazioni tecnici abilitati.
all’esercente. Le leggi regionali non prevedono quindi che l’eser-
Viceversa, poiché il risanamento risulta in capo al cente, per rilevare le misure di concentrazione di gas
proprietario dell’immobile, le soluzioni adottate da radon, debba necessariamente avvalersi di un Esperto
quest’ultimo potrebbero danneggiare l’esercente in Qualificato in Radioprotezione (10), figura invece
quanto potrebbero non essere compatibili con le prevista dalla normativa nazionale per la valutazione
attività svolte nei locali utilizzati dall’esercente. del rischio radiologico. In ogni caso, in mancanza
Ad esempio, l’apertura di griglie o finestrelle per dell’albo dei tecnici abilitati si ritiene che l’Esperto
aumentare l’aerazione dei locali potrebbe non essere Qualificato in Radioprotezione sia una figura che
realizzabile per motivi di sicurezza in un istituto sicuramente ha le competenze per le misurazioni e
bancario, oppure per motivi di salute del personale per la predisposizione del piano di risanamento,
esposto a infiltrazioni di aria. Si ritiene, quindi, che essendo la figura preposta anche alle valutazioni di
sia necessaria una condivisione del piano di risana- dose e alle azioni di rimedio previste dalla normativa
mento tra il proprietario dell’immobile e l’esercente, nazionale per i luoghi di lavoro.

(9) www.arpa.puglia.it/web/guest/faq_radon_lr. (10) www.arpa.puglia.it/web/guest/faq_radon_lr.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 197


Approfondimenti

In riferimento agli organismi che prendono le misure — il progetto edilizio per le nuove costruzioni deve
di concentrazione di radon, in mancanza di norme contenere i dati necessari a dimostrare la bassa pro-
nazionali e regionali che ne individuano i requisiti, la babilità di accumulo di radon nei locali dell’edificio,
guida tecnica di ARPA Puglia riporta i requisiti ed in particolare una relazione tecnica dettagliata
minimi che tali organismi devono rispettare, facendo contenente: a) indicazioni sulla tipologia di suolo e
riferimento a sua volta alle linee guida della Confe- sottosuolo; b) indicazioni sui materiali impiegati per
renza delle Regioni per le misure nei luoghi di lavoro la costruzione; c) soluzioni tecniche adeguate, in
sotterranei. Anche ARPA Campania nelle more che relazione alle tipologie di suolo e di materiali impie-
si definisca la figura del tecnico abilitato con relativo gati per la costruzione, idonee a evitare l’accumulo di
elenco fa riferimento alle suddette linee guida della gas radon nei diversi locali (art. 3 comma 2);
Conferenza delle Regioni (11) per le caratteristiche — entro e non oltre sei mesi dal deposito della
di chi esegue le misure. segnalazione certificata presentata ai fini della agibi-
Si ritiene che nel caso in cui la direzione del labora- lità devono essere avviate su ogni locale della nuova
torio e la gestione dei documenti siano in capo a un costruzione le misurazioni del livello di concentra-
Esperto Qualificato di grado almeno secondo o il zione con le modalità previste dall’art. 4 (art. 3
laboratorio abbia un sistema certificato di gestione comma 3);
della qualità secondo la ISO/IEC 17025 i criteri — le caratteristiche tecniche derivanti dalla rela-
richiesti siano rispettati. zione tecnica dettagliata devono essere mantenute in
caso di successivi interventi edilizi (art. 3 comma 4);
Periodicità delle misurazioni l’approvazione dei piani urbanistici generali e attua-
L’obbligo della ripetizione delle misurazioni ogni tivi deve essere preceduta da studi preliminari del
cinque anni dall’ultimo monitoraggio inizialmente suolo e del sottosuolo, in grado di definire particolari
previsto nella L.R. Puglia n. 30/2016 (art. 5) è stato tecniche costruttive, imposte con le norme tecniche
abrogato dalla successiva n. 36/2017 all’art. 25, di attuazione, ovvero con prescrizioni in materia di
comma 1, lett. c). costruzione dei manufatti edilizi, da considerare in
La leggi regionali non prevedono quindi ulteriori sede di progettazione dei vespai, del sistema di venti-
misurazioni in caso di variazioni dell’esercente o in lazione degli interrati e seminterrati, nonché idonee
caso di cambiamento delle attività svolte. Si osserva prescrizioni sull’uso di materiali contaminati e
che il cambio dell’attività svolta in un locale cementi pozzolanici, ovvero materiali di origine vul-
potrebbe portare a un sostanziale cambiamento canica (art. 3 comma 5).
nelle concentrazioni di radon (es. installazione di L’art. 3, L.R. Campania n. 13/2019 dal comma 1 al
cappe aspiranti). comma 5 riprende la L.R. Puglia n. 30/2016 con
alcune sostanziali modifiche al comma 1: “la concen-
Sintesi sulle nuove costruzioni trazione non può superare la media annua di 200 Bq/
mc, misurato con strumentazione attiva e passiva e
Riguardo alle nuove costruzioni la L.R. Puglia n. 36/ tale limite riguarda non solo le nuove costruzioni ma
2017 all’art. 25 comma 1, lett. a), sostituisce l’art. 3 anche quelle oggetto di interventi di ristrutturazione
con le seguenti disposizioni: e manutenzione straordinaria”.
— sino all’approvazione del Piano regionale radon e Anche se la L.R. Puglia n. 30/2016 non fa chiaro
agli adeguamenti degli strumenti urbanistici comu- riferimento alle ristrutturazioni straordinarie, non si
nali di cui all’articolo 2, comma 5, e salvo limiti di esclude che nel caso sia richiesto il permesso di
concentrazione più restrittivi previsti dalla legisla- costruire esse possano rientrare in quanto previsto
zione nazionale, ovvero limiti specifici previsti per all’art. 3 e che in particolare venga richiesta la rela-
particolari attività di lavoro, per le nuove costruzioni, zione tecnica dettagliata.
eccetto i vani tecnici isolati o a servizio di impianti a Visti i contenuti richiesti nella relazione tecnica
rete, il livello limite di riferimento per concentra- dettagliata, potrebbero essere, inoltre, necessarie
zione di attività di gas radon in ambiente chiuso, e in indagini strumentali specifiche.
tutti i locali dell’immobile interessato, non può supe- Per immobili siti in Campania, visto l’art. 3 comma 1,
rare 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva L.R. Campania n. 13/2019, si nota che in seguito a
(art. 3 comma 1); manutenzione straordinaria il proprietario potrebbe

(11) www.arpacampania.it/home/-/asset_publisher/pGk7/
content/id/1229581.

198 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Approfondimenti

dover mettere in atto azioni di risanamento specifi- — L.R. 3 novembre 2016 n. 30 della Regione
che in quanto il livello limite di concentrazione di Puglia “Norme in materia di riduzione dalle espo-
radon si riduce da 300 Bq/mc a 200 Bq/mc. sizioni alla radioattività naturale derivante dal gas
‘radon’ in ambiente confinato”, Bollettino Uffi-
Bibliografia ciale della Regione Puglia n. 126, 04 novembre
— Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle 2016.
Province Autonome di Trento e Bolzano (2003). — L.R. 9 agosto 2017, n. 36, Regione Puglia (art.
Linee guida per le misure di concentrazione di 25), Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 96,
radon in aria nei luoghi di lavoro sotterranei, 11 agosto 2017.
Roma, 2003. — L.R. 30 aprile 2017, n. 18, Regione Puglia (art.
— D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 230 “Attuazione delle 12), Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 46
direttive Euratom 80/836, 84/467, 84/466, 89/618, del 2 maggio 2019.
90/641 e 92/3 in materia di radiazioni ionizzanti”, — L.R. 8 luglio 2019, n. 13, Regione Campania
Gazzetta Ufficiale n. 136, Suppl. Ordinario, 13 giu- “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni
gno 1995. alla radioattività naturale derivante dal gas radon
— D.Lgs. 26 maggio 2000, n. 241 “Attuazione della in ambiente confinato chiuso”, Bollettino Ufficiale
direttiva 96/29/Euratom in materia di protezione della Regione Campania n. 40, 15 luglio 2019.
sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i — L.R. 4 dicembre 2019, n. 26 della Regione Cam-
rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti”, Gazzetta pania “Misure per la riduzione dell’incidenza della
Ufficiale n. 203, Suppl. Ordinario, 31 agosto 2000. plastica sull’ambiente e modifiche legislative”, Bol-
— Direttiva 2013/59/Euratom del Consiglio, del 5 lettino Ufficiale della Regione Campania n. 73 del 5
dicembre 2013, che stabilisce norme fondamentali di dicembre 2019.
sicurezza relative alla protezione contro i pericoli — L. Vitucci, Celeste A.G., G. Roselli, I. Arnesano,
derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, A.S. Renna, “Guida tecnica per le misure di concen-
e che abroga le Direttive 89/618/Euratom, 90/641/ trazione media annua di radon in aria nei luoghi di
Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/ lavoro, abitazioni, scuole e luoghi aperti al pubblico”,
122/Euratom. ARPA Puglia e Sistema Nazionale per la Protezione
— ISO 11665-4:2012 “Measurement of radioactivity dell’Ambiente - http//www.arpa.puglia.it/web/guest/
in the environment – Air: radon-222 – Part 4: Integrated agentifisici_radon.
measurement method for determining average activity — ARPA Campania, “Legge regionale radon,
concentration using passive sampling and delayed domande frequenti”, www.arpacampania.it/home/-/
analysis”. asset_publisher/pGk7/content/id/1229581.
— ISO 11665-8:2012 “Measurement of radioactivity in — ARPA Puglia, “FAQ Radon – L.R 3 novembre
the environment – Air: radon-222 – Part 8: Methodologies 2016, n. 30 e s.m.i. (L.R. 36/2017)”, http://www.arpa.
for initial and additional investigations in buildings”. puglia.it/web/guest/faq_radon_lr.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 199


Approfondimenti

Rischi emergenti

Le violenze nei luoghi di lavoro:


dati e possibilità di intervento
Giuseppina Paolantonio - Consulente e formatrice in sicurezza del lavoro e del
prodotto (*)
Definizioni quanto comportamento trae la propria giustificazione
Negli ultimi anni le preoccupazioni rispetto alle anche nel clima culturale intrinseco ad un dato
problematiche da violenza e molestie sono aumen- contesto, nella fattispecie un contesto di lavoro.
tate. In effetti, le valutazioni condotte dall’Osserva-
Elementi caratterizzanti
torio europeo sui rischi emergenti hanno indicato
questo ambito come uno dei rischi psicosociali emer- L’accordo quadro sulla violenza e le molestie sul
genti relativi alla sicurezza e alla salute sul lavoro. lavoro (Framework agreement on harassment and vio-
La parola “violenza” è un termine generico che copre lence at work) concluso dalle parti sociali europee
tutti i possibili tipi di abuso: comportamenti non nell’aprile 2007 descrive la violenza e le molestie
richiesti che possono ledere in vari modi la persona sul lavoro come qualsiasi comportamento inaccetta-
che ne è destinataria, e che possono includere aggres- bile, di uno o più individui, che può assumere molte
sioni fisiche fino all’omicidio, minacce, abusi psico- forme diverse: le molestie si verificano quando uno o
logici, bullismo e mobbing. più lavoratori o dirigenti vengono ripetutamente e
Particolarmente rispetto alla violenza sul luogo di deliberatamente abusati, minacciati e/o umiliati in
lavoro, non esiste una definizione uniforme; inol- circostanze relative al lavoro che svolgono, mentre la
tre, nell’era attuale la stessa definizione di “posto violenza si verifica quando uno o più lavoratori o
di lavoro” è spesso inafferrabile, potendo riferirsi a dirigenti vengono aggrediti in circostanze relative al
entità fisiche ma anche virtuali - come piatta- lavoro. L’accordo europeo correttamente distingue
forme online o applicazioni per telefoni cellulari - tra i fondamenti della molestia e la reiterazione del
e anche a modalità differenti da quelle tradizio- comportamento irrispettoso: infatti la molestia è
nali, come accade per il telelavoro o lo smart intenzionale, ovvero finalizzata ad un obiettivo,
working. È chiaro che nel prosieguo ci si riferirà diversamente dallo scoppio d’ira o dalla risposta
alle “violenze” che si manifestano durante lo maleducata che, pur sgradevoli e da contenere per
svolgimento di una prestazione lavorativa o a una correttezza dei rapporti in ambiente di lavoro,
seguito di questa, indipendentemente da dove e possono lasciare il tempo che trovano. L’obiettivo
come questa prestazione si realizzi. della molestia o della violenza è, in genere, diretto a
Mentre una violenza è chiaramente circoscrivibile in danneggiare la personalità, la dignità, la moralità o la
quanto costituisce un’aggressione fisica, una molestia reputazione e integrazione sociali della persona che
può essere più difficile da individuare, anche per la ne viene fatta oggetto. Tuttavia queste finalità non
stessa vittima: un labile confine la separa da un gesto devono essere necessariamente individuate come
di maleducazione o da uno scoppio d’ira, per quanto ci razionali o logiche: non sempre il molestatore è
debbano essere dei limiti ragionevoli rispetto all’ac- animato da una fredda intenzione, ma piuttosto è
cettabilità dei comportamenti e ciò specialmente in vero che anche quando si muove in modo irrazionale
un ambiente di lavoro in cui la convivenza si fonda su sta perseguendo un obiettivo, che può anche sem-
regole comportamentali, anche non scritte. Questo plicemente coincidere con l’aver messo a disagio la
punto in effetti si rivela di importanza fondamentale, vittima in quel dato istante, o costituire la base per
come si vedrà nel prosieguo, nel poter prevenire traguardi a più lungo termine. Si tratta di elementi di
l’accadimento di una violenza o molestia, che in differenziazione che possono rendere difficoltosa

(*) giuseppina.paolantonio@fastwebnet.it.

200 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Approfondimenti

l’individuazione delle molestie con criteri condivisi e e/o nella prevenzione e gestione di situazioni di
dunque anche la loro introduzione nella VdR. conflittualità tra colleghi.
Le cause agenti alla base di comportamenti molesti o Attualmente, in Europa (2), una media del 6% dei
violenti possono consistere in malattie o disturbi lavoratori dichiarano di essere stati sottoposti a
mentali, in insuccessi sul piano personale o profes- minacce da parte di colleghi e terze parti; il 5%
sionale, in pregiudizi riguardanti il genere, l’etnia o la dichiarano di essere stati vittima di molestie sul
religione, le capacità psicofisiche o l’orientamento lavoro, e circa il 2% di molestia sessuale. Di norma
sessuale. le percentuali della violenza psicologica sono supe-
La violenza e le molestie sul lavoro possono manife- riori rispetto a quelle che riguardano la violenza
starsi sotto diverse forme e modalità di azione. La fisica. Il dato complessivamente si attesta a valori
violenza o molestia può: inferiori nei Paesi del sud e dell’est Europa, tuttavia
— essere fisica, psicologica, verbale e/o sessuale; andrebbe contestualizzato rispetto alla consapevo-
— coincidere con manifestazioni isolate o sistemati- lezza esistente nei diversi Paesi oggetto dell’indagine.
che del comportamento di un individuo o di un Rispetto alla composizione della forza lavoro, non si
gruppo di individui; riscontrano differenze sostanziali rispetto al grado di
— essere generata dal comportamento o dalle azioni qualificazione.
di clienti, utenti, pazienti (c.d. “violenza di terze La mancanza di conoscenza e consapevolezza della
parti”); problematica risulta uno degli ostacoli maggiori (3)
— avvenire anche nello spazio virtuale, mediante le alla sua prevenzione, sia rispetto alle vittime di vio-
moderne tecnologie di comunicazione, e consistere lenze o molestie, sia rispetto ai decisori aziendali,
nel mancato rispetto o in vere e proprie minacce di particolarmente a causa della mancanza di strumenti
aggressione fisica. dedicati a livello legislativo e tecnico.
Tra i fattori che possono incidere nella frequenza di Relativamente alla componente di genere, mentre
accadimento della violenza sul luogo di lavoro, oltre non appaiono così significative le differenze tra i due
alla natura del servizio stesso, vi sono elementi cor- generi in termini di molestie verbali o psicologiche, le
relati anche all’organizzazione del lavoro (es. lavoro molestie fisiche sono leggermente più spostate sulla
in solitario) e al contesto geografico e/o sociale. componente maschile della forza lavoro, mentre le
molestie sessuali appaiono decisamente squilibrate a
Entità del fenomeno svantaggio della componente femminile. Questo
I dati sulla violenza nei luoghi di lavoro europei dato non appare omogeneo in tutta Europa ed è
periodicamente ottenuti dai sondaggi europei sulle certamente influenzato dai modelli socio-culturali
condizioni di lavoro (European Working Conditions del comportamento di genere e dalla relativa maggior
Surveys) indicano che, generalmente, il livello di facilità del genere femminile a esprimere in un’inda-
violenza nell’Unione Europea è aumentato legger- gine di aver subito molestie sessuali rispetto al genere
mente nel periodo 1995-2005 e che vi sono differenze maschile.
significative nella prevalenza di violenza e molestie o In Italia secondo i dati ISTAT (4) sono 1.404.000 le
bullismo in diversi Paesi europei (1). donne che nel corso della loro vita lavorativa dichia-
Tuttavia, le indagini monitorano essenzialmente la rano di aver subito molestie fisiche o ricatti sessuali
possibilità di violenze dall’esterno - caratteristica di sul posto di lavoro: una quota pari all’8,9% delle
attività di lavoro a contatto con un’utenza esterna - lavoratrici attuali o passate, incluse le donne in
mentre come era prevedibile il rischio di violenze o cerca di occupazione. Nei 3 anni precedenti l’inda-
molestie dall’interno dello stesso luogo di lavoro resta gine, questa situazione si è verificata su oltre 425.000
più difficilmente circoscrivibile: in genere infatti non donne (il 2,7%). La percentuale di coloro che hanno
viene evidenziato nelle VdR, in quanto, se presente e subito molestie o ricatti sessuali sul lavoro negli
se valutato, vengono subito attuate misure per ridurre ultimi 3 anni è maggiore della media del 2,7% tra
questa possibilità che, in genere, è inquadrata sotto il le donne da 25 a 34 anni (3,1%) e fra le 35-
profilo del rischio da mobbing (verticale o orizzontale) 44enni (3,3%).

(1) Fonte: European Working Conditions Survey, 1995 - 2010. 1975 per fornire ai decisori le conoscenze necessarie per la
(2) Physical and psychological violence at the workplace, Euro- definizione delle politiche sociali e del lavoro.
found, 2014. Eurofound è la Fondazione europea per il migliora- (3) Workplace Violence and Harassment: a European Picture,
mento delle condizioni di vita e di lavoro, un’agenzia UE istituita nel EU-OSHA, 2010.
(4) Indagine sulla sicurezza dei cittadini 2015-2016, ISTAT.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 201


Approfondimenti

Figura 1 - Percentuale di imprese con più di 19 lavoratori che dichiarano l’adozione di procedure per
combattere il bullismo o le molestie e i casi di minacce, abusi o aggressioni sul lavoro, suddivise per settore

Settori

assistenza sanitaria e sociale


educazione
attività immobiliari
ospitalità e ristorazione
finanza e assicurazioni
arte e intrattenimento
attività amministrative e di
supporto
EU-28
servizi di fornitura energia
altre attività di servizio
pubblica amministrazione,
forze dell’ordine e difesa
trasporti e logistica
gestione di reti idriche,
fognature, rifiuti e bonifiche
attività scientifiche e tecniche
commercio all’ingrosso e al
dettaglio; officine
informazione e
comunicazione
cave e miniere
costruzioni
agricoltura, silvicoltura e
pesca
manifattura di beni

Fonte: elaborazione da Second European Survey of Enterprises on New and Emerging Risks (ESENER-2) Overview Report:
Managing Safety and Health at Work, EU-OSHA, 2015

Figura 2 - Settori professionali ed esposizione a violenze sul lavoro nell’UE-27

Fonte: Physical and psychological violence at the workplace, Eurofound, 2014

In modo particolare, nell’indagine appare rile- stesso o di avanzamento di carriera), che nel
vante il contributo delle molestie sessuali 30% dei casi rilevati risultavano reiterati più
(Figura 5), specialmente esercitate su donne volte a settimana o anche quotidianamente. Il
che sul piano lavorativo si trovano in una posi- grafico in Figura 6 mostra che, nella gran parte
zione fragile (in cerca di occupazione o per dei casi, la vittima risulta nei fatti sconfitta
possibilità di mantenimento del posto di lavoro anche quando riesce a evitare il perpetrarsi
della violenza.

202 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Approfondimenti

Figura 3 - Percentuale di imprese con più di 19 lavoratori che dichiarano l’adozione di procedure per
combattere il bullismo o le molestie e i casi di minacce, abusi o aggressioni sul lavoro, suddivise per Paese

Fonte: sintesi del rapporto Second European Survey of Enterprises on New and Emerging Risks (ESENER-2) Overview Report:
Managing Safety and Health at Work, EU-OSHA, 2015

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 203


Approfondimenti

Figura 4 - Distribuzione per generi delle violenze e molestie sul lavoro UE-27

Fonte: Physical and psychological violence at the workplace, Eurofound, 2014

Figura 5 - Percentuale delle donne da 15 a 65 anni che dichiarano di aver subito molestie sessuali in Italia negli
anni 2013-2016 in occasione di lavoro

Fonte: Indagine sulla sicurezza dei cittadini 2015-2016, ISTAT

Regolamentazione applicabile tra i pochi Stati membri dell’UE a non avere ancora
L’Unione Europea ha iniziato a preoccuparsi della una propria legislazione dedicata al tema.
tematica nel 1994 (5); tuttavia, ad oggi la legislazione Tuttavia, nel 2007 è stato raggiunto un Accordo
applicabile alla tematica della violenza e delle mole- quadro (6) tra Businesseurope, UEAPME, CEEP e
stie nei luoghi di lavoro è affidata alle singole legi- ETUC che in Italia è stato sottoscritto, seppur con
slazioni nazionali, con differenze anche significative ritardo, CGIL-CISL-UIL e Confindustria (7), impe-
rispetto alla terminologia e alle misure di conteni- gnandosi a darne ampia diffusione nei luoghi di
mento del fenomeno. In questa panoramica, l’Italia è lavoro e a promuovere sul territorio l’individuazione

(5) R. Wynne, N. Clarkin, T. Cox, A. Griffiths, Guidance on the (6) Framework agreement on harassment and violence at
prevention of violence at work, European Commission - DG-V, work, 26 aprile 2007.
Ref. CE/VI-4/97, 1997. (7) “Accordo quadro sulle molestie e la violenza nei luoghi di
lavoro tra Confindustria e CGIL, CISL e UIL”, 26.01.2016

204 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Approfondimenti

Figura 6 - Distribuzione percentuale degli esiti conseguenti alle violenze sul lavoro subite in Italia dalle donne
negli anni 2013-2016

Fonte: Indagine sulla sicurezza dei cittadini 2015-2016, ISTAT

delle procedure di gestione più adeguate. L’Accordo La Convenzione n. 190/2019 richiede agli Stati
insiste sull’importanza della formazione dedicata e di adottare specifiche legislazioni nazionali in
contiene una dichiarazione (Tabella 1) che dovrebbe merito alla violenza o molestia sul lavoro, for-
essere diffusa e sottoscritta all’interno delle unità nendo le definizioni da adottare (art. 1) e i
produttive e contenere richiami alle specifiche pro- principi chiave (art. 4) da rispettare all’emana-
cedure adottate per la prevenzione e, qualora si veri- zione delle legislazioni nazionali, con particolare
fichino dei casi, per l’accertamento del caso - data la richiamo a:
delicatezza della tematica rispetto ad ambo le parti in — istituire o rafforzare meccanismi di monitoraggio;
causa - e per le conseguenti misure disciplinari che — garantire mezzi efficaci di ispezione e indagine sui
possono includere il licenziamento. casi di violenza e molestie, anche attraverso ispetto-
A livello internazionale, l’International Labour Office rati del lavoro o altri organi competenti;
- agenzia tripartita delle Nazioni Unite specifica- — prevedere appropriate sanzioni;
mente dedita alle tematiche del lavoro - lo scorso — garantire l’accesso delle vittime a strumenti di
21 giugno ha emanato due norme di grande interesse sostegno.
per la tematica: la Convenzione n. 190 e la Racco- L’art. 8 definisce che ogni Stato debba adottare
mandazione n. 206 (8). disposizioni che impongono ai datori di lavoro

(8) Si tratta dei documenti Convention concerning the elimina- formale tra i Paesi ad agire in modo particolare, che una volta
tion of violence and harassment in the world of work, adopted by ratificata diventa vincolante per gli ordinamenti interni degli Stati
the conference at its one hundred and eighth session e Recom- (in questo caso, dopo 12 mesi dall’avvenuta ratifica presso l’ILO);
mendation concerning the elimination of violence and haras- le Raccomandazioni invece sono provvedimenti non destinati ad
sment in the world of work, adopted by the conference at its essere ratificati, non hanno dunque valore normativo cogente ma
one hundred and eighth session. Nell’ambito del diritto interna- forniscono un modello di indirizzo per le politiche nazionali del
zionale, una Convenzione può essere intesa come un accordo lavoro.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 205


Approfondimenti

Tabella 1 - Contenuti dell’allegato B dell’Accordo quadro del 2016

L’azienda .................................... ritiene inaccettabile ogni atto o comportamento che si configuri come molestie o violenza nel luogo di lavoro,
e si impegna ad adottare misure adeguate nei confronti di colui o coloro che le hanno poste in essere.
Per molestie o violenza si intende quanto stabilito dalle definizioni previste dall’Accordo e qui di seguito riportato:
“Le molestie si verificano quando uno o più individui subiscono ripetutamente e deliberatamente abusi, minacce e/o umiliazioni in contesto di
lavoro. La violenza si verifica quando uno o più individui vengono aggrediti in contesto di lavoro.
Le molestie e la violenza possono essere esercitate da uno o più superiori, o da uno o più lavoratori o lavoratrici, con lo scopo o l’effetto di violare
la dignità della persona, di nuocere alla salute e/o di creare un ambiente di lavoro ostile”.
Riconosce, inoltre, il principio che la dignità degli individui non può essere violata da atti o comportamenti che configurano molestie o violenza e
che vanno denunciati i comportamenti molesti o la violenza subite sul luogo di lavoro.
Nell’azienda tutti hanno il dovere di collaborare al mantenimento di un ambiente di lavoro in cui sia rispettata la dignità di ognuno e siano favorite
le relazioni interpersonali, basate su principi di eguaglianza e di reciproca correttezza, anche in attuazione dell’Accordo delle parti sociali
europee del 26 aprile 2007 e della dichiarazione congiunta del 25 gennaio 2016.
Firma del datore di lavoro
_______________________

l’adozione di misure di prevenzione adeguate, previa accesso a un risarcimento in caso di problemi psico-
consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori, in sociali, fisici, o di lesioni o patologie che comportino
particolare definendo una policy in materia di vio- l’incapacità al lavoro; mentre tra i possibili provve-
lenza e molestie sul lavoro che individui anche oppor- dimenti a favore della vittima o dei testimoni che
tune sanzioni disciplinari, includendo tale tematica dovrebbero essere considerati nelle legislazioni
nella VdR già obbligatoria per tutti i rischi. Dovrà nazionali possono essere inclusi:
inoltre fornire ai lavoratori e ogni soggetto interes- — il diritto di dimettersi con indennizzo;
sato appropriata informazione e formazione sui peri- — il reintegro sul posto di lavoro;
coli identificati e sulla politica di prevenzione — un’adeguata compensazione per i danni;
adottata, con particolare riguardo ai diritti e alle — l’adozione di misure con forza esecutiva immediata
responsabilità di ogni soggetto in relazione alla policy sulle condotte violente;
adottata. Dovrebbe infine disporre gli opportuni — la copertura delle eventuali spese legali necessarie;
mezzi di sostegno legale, sociale e sanitario alla vit- — la messa a disposizione di cure e assistenza medica e
tima e ad eventuali testimoni. L’art. 11 individua sostegno psicologico.
invece le necessità di messa a punto di strumenti, Infine un particolare riguardo viene posto rispetto
supporto e risorse per datori di lavoro e associazioni alla violenza di genere.
sindacali perché la tematica della violenza sul luogo Queste disposizioni, pur potendo apparire generali-
di lavoro sia conosciuta e affrontabile. ste, delineano un quadro di azione articolato su più
La Convenzione n. 190/2019 si applica indipenden- fronti su un tema ancora in gran parte sommerso. La
temente dallo status contrattuale e comprende tutti Convenzione ILO n. 190/2019 è in fase di ratifica da
gli ambienti in cui il lavoratore svolge la propria parte di alcuni Stati: Azerbaijan, Camerun, Estonia,
attività di lavoro e le attività correlate e necessarie, Finlandia, Islanda, Iran, Lussemburgo.
incluse le pause e il tragitto casa-lavoro o la parteci-
pazione a eventi sociali o corsi. Principi di prevenzione
Le disposizioni della Raccomandazione n. 206/2019 Il problema della violenza causata da terze parti è
completano quelle della Convenzione, insistendo molto diverso da quello riguardante la violenza e le
sull’importanza dell’individuazione di questo fattore molestie tra colleghi e/o dai vertici internamente al
di rischio all’interno della VdR, particolarmente nei luogo di lavoro, che è maggiormente dipendente dalla
settori dove l’esposizione a violenza e molestie risulta cultura intrinseca al luogo e/o al gruppo di lavoro.
più probabile - il lavoro notturno, il lavoro isolato, il Tuttavia, alcuni elementi comuni possono rendere più
settore sanitario e socio-assistenziale, il settore del- efficace un’azione aziendale mirata alla riduzione del
l’ospitalità, i servizi di emergenza, il lavoro in ambito rischio da violenze e molestie in ogni ambito.
domestico, i trasporti, i servizi di educazione o di Prima di tutto è essenziale che siano adottate defini-
intrattenimento - e con un particolare riguardo a zioni chiare rispetto al problema, anche ricorrendo a
gruppi vulnerabili e a gruppi in condizioni di vulne- esemplificazioni. L’esempio di policy riportato nel-
rabilità come i lavoratori migranti. La Raccomanda- l’Accordo quadro italiano può rappresentare un rife-
zione definisce anche che le vittime di violenze o rimento da eventualmente rendere più specifico alla
molestie nel mondo del lavoro dovrebbero avere fattispecie di lavoro svolto o prestato.

206 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Approfondimenti

Deve essere poi garantita in ogni fase l’informazione e quando il prestatore sia una donna, come accade
la consultazione di lavoratori, preposti, RLS. Le quasi sempre nel lavoro di cura.
modalità di segnalazione di una molestia o violenza In generale, comunque, tutte le attività di servizio e
devono essere ben chiarite, così come le misure che si assistenza svolte rispetto ad un’utenza possono inne-
definisce di intraprendere per evitare o limitare even- scare dinamiche di molestia nei soggetti predisposti,
tuali atti di ritorsione. specie quando il contenuto intrinseco o l’organizza-
Tra gli strumenti del mestiere negli ambiti a rischio zione del servizio pongano lavoratore e cliente su due
dovrebbe essere inclusa una formazione dedicata, piani diversi: infatti il settore dell’ospitalità e della
volta a tutti i livelli - da quelli esecutivi a quelli ristorazione è notoriamente a maggior rischio.
dirigenziali - che accresca il coinvolgimento e la Inoltre, sono a rischio maggiore di violenze anche
responsabilizzazione di tutti e che agevoli la gestione quelle attività intrinsecamente oggetto di attenzioni
e la risoluzione dei conflitti. Alcuni possibili conte- criminali, dunque tutte quelle che hanno a che fare
nuti sono indicati nella Tabella 2. con la manipolazione di denaro contante o oggetti di
valore. Particolare attenzione comporta anche lo
Violenza da terze parti svolgere un lavoro in cui si esercita una qualche
Gli ambiti di lavoro a rischio sono in particolare tutti forma di “autorità”, come tutte le attività svolte
quelli ove vi sia un frequente contatto con utenza dalle forze dell’ordine o da enti di vigilanza e
esterna al luogo di lavoro, ancor più dove l’oggetto controllo.
della prestazione sia delicato e potenzialmente sog- Ma il rischio, pur in modo meno specifico, agisce
getto a conflitti: sicuramente tutti i servizi di tipo anche nei confronti di quelle organizzazioni che
sanitario, socio-assistenziale (specie in ambito dome- non sono in grado di strutturare un’efficiente
stico) ed educativo sono a maggior rischio. Il lavoro di gestione del lavoro e del servizio offerto: ritardi
cura, inoltre, favorisce una vicinanza tra prestatore e e disservizi, errori di fatturazione, prodotti non
utente che può costituire un terreno per l’innescarsi conformi alle descrizioni fornite, ecc. sono tutti
di dinamiche relazionali “deviate”, specialmente elementi che innescano il nervosismo nell’utenza
quando l’utente sia portatore di disturbi psichiatrici generale, all’interno della quale possono essere
oppure di valori personali svilenti l’altro/a con cui presenti anche persone particolarmente irascibili
entra in relazione: questo è particolarmente vero o effettivamente violente.

Tabella 2 - Misure specifiche per la prevenzione del rischio di violenze da terzi

Ambiente di lavoro • rivolte ai lavoratori: misure per la sicurezza fisica, come ad esempio: serrature, divisori, illuminazione
adeguata, reception desk, uscite di sicurezza, installazione di telecamere a circuito chiuso, sistemi d’allarme,
ingressi con codici di accesso, eliminazione o limitazione delle aree cieche (senza uscite) e di oggetti poten-
zialmente utilizzabili come strumenti di aggressione

• rivolte all’utenza: migliorare l’arredamento e il numero o il comfort dei posti a sedere; individuare chiaramente
l’oggetto del servizio con compiti, funzioni e responsabilità; fornire informazioni su motivo e durata di eventuali
ritardi; comunicare modalità per sporgere reclamo

Organizzazione • migliore servizio di accoglienza e informazione


del lavoro • introduzione di sistemi “elimina code”
• controllo delle credenziali dei visitatori
• adeguata dotazione di organico
• orari d’apertura che tengano conto delle necessità dell’utenza
• evitare il ricorso al lavoro in condizioni di isolamento e, qualora ciò non fosse possibile, introdurre modalità o
strumenti per contatto periodico
• rimozione periodica del denaro contante e degli oggetti di valore; ricorso a sistemi alternativi
Informazione, • conoscenza e applicazione delle procedure e istruzioni di sicurezza istituite
formazione, • individuazione dei clienti con precedenti di violenza
addestramento • saper riconoscere i comportamenti inaccettabili e segnali precoci di aggressività;
• saper intervenire per contenere l’aggressione
• ricorso a strategie per gestire le situazioni difficili con i clienti
• gestione dello stress insito nella situazione e controllo delle reazioni emotive

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 207


Approfondimenti

Nei casi di violenze da terzi, il rischio è per sua stessa precise informazioni ai clienti o utenti e alla comu-
natura imprevedibile: la possibilità che si verifichi un nità, riguardo ai casi di molestie e violenza nei con-
episodio del genere è difficilmente quantificabile e fronti del personale, evidenziando la “tolleranza zero”
oggettivabile nell’ambito di un processo di valuta- rispetto a simili comportamenti e precisando le ade-
zione dei rischi. Bisogna però sempre ricordare che guate azioni previste dalla legge. Può anche essere
l’obiettivo della VdR è specialmente di gestire il opportuno innescare accordi di cooperazione con le
problema, riducendone ove e per quanto possibile istituzioni preposte, quali le forze dell’ordine o i
la probabilità di accadimento e la gravità ed esten- servizi sociali territoriali.
sione delle possibili conseguenze. Un approccio di Nelle attività di servizio all’utenza, è opportuno
tipo procedurale come ad esempio quello prima che le potenziali aspettative siano gestite esplici-
accennato è la migliore opzione per attuare la tando l’ambito del servizio offerto e informazioni
gestione del problema: nel tempo, la raccolta di precise riguardo a che cosa ci si può aspettare dai
indicatori specifici potrà meglio indirizzare le prassi servizi erogati, in che modo si potrebbe esprimere
efficaci. la propria insoddisfazione e quali sono le proce-
In aggiunta alle indicazioni prima esaminate, in que- dure con cui si indagherà in merito ai reclami
sti casi risulta indispensabile fornire appropriate e sporti.

208 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Approfondimenti

Sistema di gestione delle emergenze

La gestione dell’emergenza
in ambito ferroviario
Maurizio Magri - Ingegnere, Funzionario dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (*)
La gestione dell’emergenza in ambito all’infrastruttura ferroviaria, di ricovero e manuten-
ferroviario zione necessari all’esercizio ferroviario;
Quale obbligo generale derivante dall’art. 45, D.Lgs. n. — per attività lavorativa in ambito ferroviario: ogni
81/2008 e s.m.i., il datore di lavoro di ogni impresa (e attività lavorativa, comprese quelle proprie del trasporto
quindi anche quello dell’impresa ferroviaria, cioè qual- ferroviario, purché sia svolta in ambito ferroviario;
siasi impresa pubblica o privata titolare di opportuna — per attività lavorativa in ambito ferroviario svolta
licenza per fornire servizi di trasporto ferroviario, e in luogo isolato: ogni attività lavorativa in ambito
quello del gestore dell’infrastruttura, cioè qualsiasi sog- ferroviario svolta in luoghi diversi dalle sedi delle
getto incaricato della gestione e della manutenzione aziende o delle unità produttive, ove non esistono
dell’infrastruttura ferroviaria) deve prendere, tenendo posti permanenti di pronto soccorso, rientrando in
conto della natura dell’attività e delle dimensioni del- tale fattispecie anche le attività di manutenzione
l’azienda e sentito il medico competente ove nominato, ordinaria e straordinaria svolta nelle aree della rete
i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso ferroviaria in esercizio;
e di assistenza medica di emergenza, valutando anche la devono essere applicate, quali modalità di attuazione
presenza di altre persone presenti sui luoghi di lavoro dell’art. 45 citato, da parte delle aziende o delle imprese
(specificatamente, in ferrovia, i passeggeri sui treni e gli che svolgono attività di trasporto ferroviario ovvero la
utenti di stazione), stabilendo altresì i necessari rapporti cui attività è comunque svolta in ambito ferroviario, le
con i servizi esterni di emergenza, anche per il trasporto norme statuite dai seguenti decreti attuativi:
degli infortunati. Si ricorda che il datore di lavoro e/o il — il D.M. 15 luglio 2003, n. 388, all’interno della
dirigente che non adempiano a tale precetto generale sede aziendale o dell’unità produttiva;
sono sanzionati con l’arresto da due a quattro mesi o — il D.M. 24 gennaio 2011, n. 19, relativamente
l’ammenda da 921,38 a 4.914,03 euro (importi così da all’attività lavorativa svolta in luogo isolato, ivi com-
ultimo maggiorati dall’art. 1, comma 445, lett. e), legge presa quella svolta del personale di macchina e viag-
n. 145/2018), nell’ipotesi in cui il datore di lavoro e/o il giante operante su materiale rotabile in esercizio e/o
dirigente, nei tre anni precedenti, non siano stati vuoto.
destinatari di sanzioni penali per il medesimo illecito Senza soffermarsi sul D.M. n. 388/2003, dato per noto
o per il quale il contravventore abbia adempiuto alla in quanto applicato a ogni tipo di attività lavorativa,
prescrizione emanata per il medesimo illecito con i è necessario invece rammentare il contenuto del
relativi pagamenti ai sensi degli artt. 20 e 21, D.Lgs. D.M. n. 19/2011 “Regolamento sulle modalità di
n. 758/1994. Viceversa, in caso di “recidiva” nel trien- applicazione in ambito ferroviario del decreto 15
nio, l’ammenda viene ulteriormente maggiorata e sta- luglio 2003 n. 388, ai sensi dell’articolo 45, comma
bilita nell’importo da 1.005,14 a 5.360,76 euro. 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81” (1).
Definiti: Il datore di lavoro e/o il dirigente delle aziende o delle
— per ambito ferroviario: il materiale rotabile e imprese operanti in ambito ferroviario, relativa-
l’infrastruttura ferroviaria ove si svolgono le attività mente all’attività svolta dal proprio personale in
proprie dell’esercizio ferroviario, nonché gli impianti luogo isolato, devono infatti organizzare un idoneo
degli operatori ferroviari, strettamente connessi pronto soccorso, provvedendo a fornire e a dotare il

(*) Ai sensi della circolare del Ministero del Lavoro del 18 marzo (1) In G.U. 11 marzo 2011 n. 58. Entrato in vigore il 26 marzo
2004, le considerazioni espresse sono frutto esclusivo dell’autore 2011.
e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’ammini-
strazione di appartenenza.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 209


Approfondimenti

personale o le squadre di personale le seguenti dota- i sintomi di una emergenza sanitaria e per attivare la
zioni minime per il primo soccorso: richiesta di pronto soccorso. Il corso di formazione va
— il pacchetto di medicazione, di cui all’Allegato 2, organizzato in via preventiva rispetto all’effettivo
D.M. n. 388/2003, il cui contenuto è riportato in impiego lavorativo del predetto personale. Il corso
Tabella 1; di formazione ha durata non inferiore a sei ore ed è
— un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare la svolto da personale medico nonché, per le parti del
richiesta di pronto soccorso, con la specifica che, nel programma relative alle procedure, da personale
caso di treni passeggeri in esercizio non completa- esperto dell’ambito ferroviario, secondo il pro-
mente percorribili, il personale viaggiante deve poter gramma indicato in Tabella 2. Per il personale di
comunicare con quello di macchina con un idoneo macchina e viaggiante il corso di formazione ha
mezzo e tramite una procedura adatta ad attivare, in durata non inferiore a otto ore per consentire un
ogni caso, la richiesta di pronto soccorso. maggiore approfondimento relativamente ai Punti
I gestori delle infrastrutture e le imprese ferroviarie 1 e 2 del programma del corso. Sono stati fatti salvi
poi, coordinandosi fra loro e con i servizi pubblici di i corsi di formazione ultimati entro il 26 marzo 2011,
pronto soccorso, devono predisporre procedure ope- purché la durata degli stessi non fosse stata inferiore
rative per attuare uno specifico piano di intervento, alle quattro ore e si fossero svolti sugli argomenti di
che preveda per ciascun punto della rete ferroviaria le cui alla Tabella 2.
modalità più efficaci al fine di garantire un soccorso Gli adempimenti del D.M. n. 19/2011 dovevano essere
qualificato nei tempi più rapidi possibili, anche per il messi in atto da parte delle aziende e delle imprese che
trasporto degli infortunati. A tal fine, i servizi pub- svolgono attività di trasporto ferroviario ovvero la cui
blici di pronto soccorso forniscono ai gestori delle attività è comunque svolta in ambito ferroviario:
infrastrutture e alle imprese ferroviarie specifiche — entro il 26 marzo 2013, relativamente all’eroga-
informazioni per consentire l’efficace realizzazione zione del corso di formazione del personale impiegato
delle procedure operative di intervento. Tali proce- nelle attività lavorative in ambito ferroviario svolte
dure sono disciplinate anche nel rispetto della nor- in luogo isolato;
mativa in materia di sicurezza ferroviaria. — entro il 26 settembre 2012, relativamente:
Relativamente alla formazione per il primo soccorso, 1) a dotare ogni luogo isolato dell’infrastruttura fer-
il datore di lavoro e/o il dirigente devono provvedere, roviaria e il personale ivi impiegato di idonei sistemi
con cadenza triennale, alla formazione del personale di telefonia fissa o di apparati radio idonei a garantire
che impiegano nelle attività lavorative in ambito la comunicazione del personale ivi presente e di
ferroviario svolte in luogo isolato, al fine di fornire quello a bordo dei mezzi di trasporto per l’attivazione
adeguate informazioni sulle procedure di richiesta di della richiesta di pronto soccorso;
pronto soccorso, sulle tecniche di primo intervento 2) a dotare tutti i mezzi di trasporto ferroviario o il
sanitario e sull’uso dei presidi contenuti nel pac- personale ad essi adibito di sistemi di comunicazione
chetto di medicazione. La formazione ha altresì il radio su rete pubblica o privata idonei ad attivare la
fine di consentire l’acquisizione delle conoscenze richiesta di pronto soccorso, qualora la linea non sia
teoriche e delle nozioni di base utili per riconoscere attrezzata con punti fissi di telefonia;

Tabella 1 - Pacchetto di medicazione

▪ Guanti sterili monouso (2 paia);


▪ Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml;
▪ Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml;
▪ Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole;
▪ Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (3 compresse);
▪ Pinzette da medicazione sterili monouso;
▪ Confezione di cotone idrofilo;
▪ Confezione di cerotti di varie misure pronti all’uso;
▪ Rotolo di cerotto alto cm 2,5;
▪ Rotolo di benda orlata alta cm 10;
▪ Un paio di forbici;
▪ Un laccio emostatico;
▪ Confezione di ghiaccio pronto uso;
▪ Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari;
▪ Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza.

210 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Approfondimenti

Tabella 2 - Programma del corso formativo di primo soccorso

▪ Punto 1. Emergenza sanitaria: individuazione e rappresentazione:


a) osservazione delle funzioni vitali dell’infortunato con attenzione a respiro (se alterato o assente) e stato di coscienza (se presente o assente);
b) elementi utili nella descrizione dell’accaduto e sulle condizioni fisiche generali dell’infortunato in modo da consentire la chiara rappre-
sentazione dell’evento infortunistico.
▪ Punto 2. Interventi di primo soccorso:
a) conoscenza ed acquisizione di semplici tecniche di primo soccorso per preservare l’infortunato da ulteriori conseguenze in caso di
emorragia, di ustioni, di folgorazioni e di asfissia;
b) conoscenza ed acquisizione di semplici tecniche di rianimazione in caso di arresto respiratorio o cardiaco;
c) conoscenza ed acquisizione di modalità comportamentali idonee a sistemare l’infortunato in posizione di sicurezza in attesa dei soccorsi.
▪ Punto 3. Pacchetto di medicazione e misure di auto protezione:
a) informazioni di base sui presidi contenuti nel pacchetto di medicazione e relative istruzioni ai fini di un corretto e puntuale utilizzo;
b) informazioni di base sulle misure di auto-protezione da adottare all’atto dell’intervento di primo soccorso e relative istruzioni ai fini di un
corretto e puntuale utilizzo.
▪ Punto 4. Istruzioni operative sull’attivazione del pronto soccorso:
a) conoscenza ed acquisizione delle tecniche di allerta della struttura responsabile del coordinamento del pronto soccorso del gestore
dell’infrastruttura ferroviaria, attuando le procedure previste e fornendo le informazioni necessarie al personale sanitario;
b) conoscenza ed acquisizione delle tecniche di utilizzo dei mezzi di comunicazione.

3) a dotare tutti i treni in servizio passeggeri non a) il sistema di allarme sanitario;


completamente percorribili di un sistema che con- b) il sistema di accettazione e di emergenza sanitaria.
senta la comunicazione interna tra il personale di Il sistema di allarme sanitario è assicurato dalla cen-
macchina e l’altro personale viaggiante e a predi- trale operativa, cui fa riferimento il numero telefonico
sporre una procedura idonea ad attivare, comunque, nazionale “118”, ora assorbito nel Numero Unico 112.
la richiesta di pronto soccorso; Alla centrale operativa affluiscono tutte le richieste di
— entro il 26 marzo 2012, relativamente alla predispo- intervento per emergenza sanitaria. La centrale ope-
sizione delle procedure operative di intervento in modo rativa garantisce il coordinamento di tutti gli inter-
coordinato con le procedure attivate dagli altri soggetti venti nell’ambito territoriale di riferimento. Le
operanti in ambito ferroviario e con i servizi pubblici di centrali operative della rete regionale devono essere
pronto soccorso, anche per il trasporto degli infortunati. compatibili tra loro e con quelle delle altre Regioni e
delle Province Autonome di Trento e di Bolzano in
Ulteriori indicazioni sull’emergenza termini di standard telefonici di comunicazione e di
in ambito ferroviario servizi per consentire la gestione del traffico interre-
Il livello di assistenza sanitaria di emergenza gionale. L’attivazione della centrale operativa ha com-
portato il superamento di tutti gli altri numeri di
Per evitare che possano verificarsi mancati o ritardati emergenza sanitaria di enti, associazioni e servizi
interventi, è necessario quindi predisporre una serie di delle aziende sanitarie locali nell’ambito territoriale
regole e procedure omogenee, tese a consentire una di riferimento, anche mediante convogliamento auto-
più rapida ed efficace gestione degli interventi di matico delle chiamate sulla centrale operativa del
soccorso sanitario resi dal Servizio Emergenza Urgenza “118”. Le centrali operative sono organizzate di
118 (ora assorbito nel Numero Unico 112) nell’am- norma su base provinciale e, in ogni caso, nelle aree
bito dell’esercizio ferroviario. La gestione dell’emer- metropolitane, dove possono all’occorrenza sussistere
genza ferroviaria si inserisce a pieno titolo dunque nel più centrali operative, è necessario assicurare il coor-
più generale rispetto del livello di assistenza sanitaria dinamento tra di esse. Le centrali operative assicurano
di emergenza, quale dettato dal D.P.R. 27 marzo 1992 i radio collegamenti con le autoambulanze e gli altri
“Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni per la mezzi di soccorso coordinati e con i servizi sanitari del
determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di sistema di emergenza sanitaria del territorio di riferi-
emergenza” (2). Il livello di assistenza sanitaria di mento, su frequenze dedicate e riservate al servizio
emergenza va assicurato con carattere di uniformità sanitario nazionale. La responsabilità medico-organiz-
in tutto il territorio nazionale ed è costituito dal zativa della centrale operativa è attribuita nominati-
complesso dei servizi e delle prestazioni di emergenza. vamente, anche a rotazione, a un medico ospedaliero
Le Regioni e le Province Autonome di Trento e di con qualifica non inferiore ad aiuto corresponsabile,
Bolzano devono attuare e organizzare le attività di preferibilmente anestesista, in possesso di documen-
urgenza e di emergenza sanitaria articolate su: tata esperienza ed operante nella medesima area

(2) In G.U. 31 marzo 1992 n. 76.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 211


Approfondimenti

dell’emergenza. La centrale operativa è attiva per 24 Al dipartimento di emergenza sono assicurate le pre-
ore al giorno e si avvale di personale infermieristico stazioni analitiche, strumentali e di immunoematologia
adeguatamente addestrato, nonché di competenze per l’arco delle 24 ore giornaliere. La responsabilità delle
mediche di appoggio. Queste devono essere immedia- attività del dipartimento e il coordinamento con le
tamente consultabili e sono assicurate nominativa- unità operative specialistiche di cui è dotato l’ospedale
mente anche a rotazione, da medici dipendenti con sono attribuiti nominativamente, anche a rotazione
esperienza nel settore dell’urgenza ed emergenza e da non inferiore a sei mesi, ad un primario medico, chi-
medici del servizio di guardia medica. La responsabilità rurgo o rianimatore, con documentata esperienza nel
operativa è affidata al personale infermieristico pro- settore. Il personale infermieristico professionale, nello
fessionale della centrale, nell’ambito dei protocolli svolgimento del servizio di emergenza, può essere auto-
decisi dal medico responsabile della centrale opera- rizzato a praticare iniezioni per via endovenosa e flebo-
tiva. Gli interventi di emergenza sono classificati con clisi, nonché a svolgere le altre attività e manovre atte a
appositi codici. L’attività di soccorso sanitario costi- salvaguardare le funzioni vitali, previste dai protocolli
tuisce competenza esclusiva del SSN - Servizio Sani- decisi dal medico responsabile del servizio.
tario Nazionale, secondo standard tipologici e di Gli oneri delle prestazioni di trasporto e soccorso sono a
dotazione dei mezzi di soccorso e dei requisiti profes- carico del Servizio Sanitario Nazionale solo se il tra-
sionali del personale di bordo stabiliti da intese Stato- sporto è disposto dalla centrale operativa e comporta il
Regioni. Le Regioni e le Province Autonome di ricovero del paziente. Detti oneri sono altresì a carico
Trento e di Bolzano possono avvalersi, per l’attività del Servizio Sanitario Nazionale anche in mancanza di
di soccorso sanitario, del concorso di enti e di associa- ricovero determinata da accertamenti presso il pronto
zioni pubbliche e private, in possesso di apposita auto- soccorso.
rizzazione sanitaria, sulla base di uno schema di Il dimensionamento e i contenuti tecnologici delle
convenzione definito dalla Conferenza Stato-Regioni. centrali operative che compongono il sistema di
Il sistema di accettazione e di emergenza sanitaria allarme sanitario sono definiti sulla base del documento
assicura: approvato dalla Conferenza Stato-Regioni in data 14
a) il servizio di pronto soccorso; gennaio 1992 (3). In particolare, con riferimento all’in-
b) il dipartimento di emergenza. tervento sul territorio (Punto B del documento), va
Le Regioni e le Province Autonome di Trento e di ricordato che spetta alla centrale operativa decidere e
Bolzano individuano gli ospedali sedi di pronto soc- coordinare il tipo di risposta interventuale che dovrà
corso e di dipartimento di emergenza. Relativamente essere fornita e che dovrà graduarsi a seconda della
alle funzioni di pronto soccorso, l’ospedale sede di tipologia e della gravità della domanda. Per quanto
pronto soccorso deve assicurare, oltre agli interventi attiene il soccorso sanitario primario esso dovrà estrin-
diagnostico-terapeutici di urgenza compatibili con le secarsi in un periodo di tempo non superiore agli 8
specialità di cui è dotato, almeno il primo accertamento minuti per gli interventi in area urbana e di 20 minuti
diagnostico, clinico, strumentale e di laboratorio e gli per le zone extra-urbane (salvo particolari situazioni di
interventi necessari alla stabilizzazione del paziente, complessità orografica). Il SSN deve operare quindi per
nonché garantire il trasporto protetto. La responsabilità tendere ad un processo di razionalizzazione distributiva
delle attività del pronto soccorso e il collegamento con dei mezzi di soccorso per garantirne il massimo utilizzo
le specialità di cui è dotato l’ospedale sono attribuiti sia in termini di risorse tecnologiche che umane e il
nominativamente, anche a rotazione non inferiore a sei rispetto dei tempi di intervento, anche attraverso le
mesi, ad un medico con qualifica non inferiore ad aiuto, convenzioni da definirsi a livello regionale e da stipu-
con documentata esperienza nel settore. Il diparti- larsi, in modo uniforme a livello di aziende sanitarie
mento di emergenza deve assicurare nell’arco delle 24 locali, con gli enti e le associazioni di volontariato.
ore, anche attraverso le unità operative specialistiche di
cui è dotato l’ospedale, oltre alle funzioni di pronto Le Linee Guida delle Regioni sugli interventi
soccorso, anche: di emergenza nelle linee ferroviarie
a) interventi diagnostico-terapeutici di emergenza Per migliorare gli interventi di emergenza sanitaria in
medici, chirurgici, ortopedici, ostetrici e pediatrici; ambito ferroviario, la Conferenza delle Regioni e delle
b) osservazione breve, assistenza cardiologica e Province Autonome ha emanato il 5 agosto 2014 le
rianimatoria. “Linee guida in materia di gestione degli interventi di

(3) Comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 87,


in G.U. 30 maggio 1992, n. 126.

212 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Approfondimenti

emergenza sanitaria nelle aree e sulle linee ferrovia- Va subito precisato che le Linee Guida si limitano
rie”. Tale documento ricorda, in primis, che l’attività di alle sole richieste di soccorso sanitario provenienti da
soccorso sanitario costituisce competenza esclusiva bordo treno (in movimento o fermo in linea) per
del Servizio Sanitario Nazionale, che la garantisce malori a persone ivi presenti. Riguardo a tutte le altre
attraverso i sistemi di emergenza delle Regioni e richieste di soccorso riferite ad altri specifici scenari
delle Province Autonome. Di norma gli interventi propri degli ambiti ferroviari (soccorsi in galleria,
di soccorso sanitario vengono gestiti dal Servizio di urti, incendi, svii di materiale rotabile, sversamenti
Emergenza Sanitaria Territoriale (“118”, ora Numero di merci pericolose, ecc.), viene rimandato agli
Unico 112) in base alle chiamate che lo stesso riceve accordi sottoscritti tra i Gestori dell’Infrastruttura/
da chiunque ritenga di avere necessità per sé o per altri Imprese Ferroviarie e le singole Regioni/Province
di un intervento di emergenza sanitaria. Il Servizio Autonome, nelle more di un loro prossimo aggiorna-
Emergenza Sanitaria Territoriale interviene con per- mento coordinato a livello interregionale.
sonale a diversa capacità assistenziale (medico, infer- Le Linee Guida sono state prediposte da un Gruppo di
miere, soccorritore) e con mezzi diversificati (auto, Lavoro misto, costituito con rappresentanze delle
ambulanza, elicottero, ecc.) in relazione alla valuta- Società del Gruppo FS e del “118”, alla luce delle
zione sanitaria e logistica fatta dal personale delle competenze e delle responsabilità di ciascun attore
Centrali Operative istituite ai sensi del D.P.R. 27 coinvolto nel processo, così come previste dalla nor-
marzo 1992, sopra citato. Tali Centrali avevano ini- mativa vigente, in particolare:
zialmente competenza quasi esclusivamente provin- — il Servizio di Emergenza Sanitaria Territoriale,
ciale ma attualmente è in essere, sull’intero territorio responsabile per legge del soccorso sanitario;
nazionale, una riorganizzazione generale, con attribu- — Rete Ferroviaria Italiana, gestore dell’infrastrut-
zioni di competenza frequentemente sovra-provin- tura nazionale ferroviaria, regolatore della circola-
ciali. In taluni ambiti, ad esempio aree ferroviarie, zione dei treni;
aeroporti, autostrade, impianti industriali, ecc. in cui — le Imprese Ferroviarie, che circolano sull’infra-
ricorrono limitazioni di accesso o rischi per i soccorri- struttura gestita da RFI, a bordo dei cui treni si
tori, è necessario prevedere specifiche procedure di manifesta la situazione di malessere che necessita
intervento che garantiscano oltre alla necessaria rapi- dell’intervento di soccorso del “118”, ora Numero
dità agli interventi di emergenza anche una conte- Unico 112.
stuale sicurezza ai soccorritori e ai pazienti. Relativamente alla gestione del coordinamento ope-
Le Linee Guida hanno l’obiettivo di fornire indicazioni rativo per le chiamate di emergenza, RFI mette a
affinché Regioni/Province Autonome possano sotto- disposizione una banca dati relativa a tutti i punti dai
scrivere accordi specifici con Rete Ferroviaria Italiana quali è possibile accedere alle linee ferroviarie inter-
(RFI), gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale, e venendo dall’esterno, sia per le linee tradizionali che
con gli altri gestori dell’infrastruttura e, per i loro per le linee Alta Velocità. Le schede informative
tramite, con le Imprese Ferroviarie (Trenitalia, Tre- predisposte per l’individuazione dei punti di accesso
nord, ecc.) interessate dalla gestione degli interventi di riportano, sostanzialmente, le seguenti informazioni:
emergenza sanitaria su propri treni, nel rispetto di — denominazione della linea ferroviaria;
criteri di: — progressiva chilometrica sulla linea ferroviaria del
— efficienza, intesa come tempestività dell’azione di punto di accesso e/o di avvicinamento alla sede
soccorso; ferroviaria;
— efficacia, intesa come qualità complessiva dell’a- — coordinate geografiche GPS del punto di accesso,
zione di soccorso; se disponibili.
— sicurezza, intesa come prevenzione del rischio RFI fornisce tale banca dati al Servizio di Emergenza
degli operatori che prestano soccorso. Territoriale su apposito supporto informatico, da alle-
Inoltre le Linee Guida hanno lo scopo di descrivere il gare agli accordi specifici regionali, e si impegna a
processo di attivazione del Servizio di Soccorso Sani- comunicare eventuali variazioni, anche temporanee
tario e il coordinamento operativo dello stesso con se superiori a sei mesi, di tali accessi, atteso che l’indi-
l’organizzazione ferroviaria nella gestione dell’emer- viduazione degli accessi effettivamente fruibili da parte
genza, nel rispetto della normativa vigente e come dei mezzi di soccorso è, di volta in volta, indicato dal
riferimento per la predisposizione di protocolli omo- Dirigente Centrale Coordinatore Movimento
genei a livello regionale in tema di soccorso sanitario (DCCM) durante la gestione dell’evento. Nella carto-
in ambito ferroviario. grafia della rete Alta Velocità vengono altresì riportate

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 213


Approfondimenti

anche le stazioni presso cui, su indicazione del DCCM, 1) definire il luogo dell’intervento, utilizzando i sup-
possono essere deviati i treni in caso di emergenza e il porti informatici messi a disposizione del sistema, con
relativo tempo di percorrenza stimato, in condizioni di l’ausilio del DCCM;
traffico non perturbato, per percorrere tali tratti. Le 2) definire un codice di gravità presunta del/i
informazioni di cui sopra verranno utilizzate dalla Cen- paziente/i coinvolto/i seguendo le indicazioni dettate
trale Operativa per una migliore organizzazione dei dalle procedure in uso nella Centrale;
soccorsi (individuazione dei mezzi di soccorso da impie- 3) inviare i mezzi di soccorso più idonei sulla base
gare, delle strutture ospedaliere di riferimento, ecc.). della gravità presunta e sulla base della vicinanza
Onde facilitare la richiesta di soccorso, tenuto conto degli stessi dal luogo dell’intervento (ambulanza,
che la velocità dei convogli, soprattutto per quelli auto medica, elisoccorso, ecc.), mantenendo in
che viaggiano sulla linea Alta Velocità, in pochi corso di intervento di emergenza i contatti telefonici
minuti determina lo spostamento di competenza tra con il DCCM di giurisdizione per eventuali altre
le varie Centrali Operative Provinciali, ed al fine di informazioni utili al raggiungimento del target;
evitare che una eventuale caduta della comunica- 4) allertare, quando necessario, le Forze dell’Ordine, i
zione telefonica costituisca un ulteriore elemento di VV.FF. e/o altri Enti competenti, dandone comuni-
criticità, il Servizio Emergenza Sanitaria Territo- cazione al DCCM di RFI;
riale individuerà un’unica centrale di riferimento 5) contattare la Centrale Operativa di altra provincia/
Regionale dedicata alle ferrovie, con numero di rete regione, competente dal punto di vista territoriale,
fissa, che sarà attivata dal Centro Coordinamento comunicando alla stessa tutti i dati utili per il raggiun-
Circolazione (CCC) di RFI competente in base alla gimento del target e il codice colore di gravità presunta,
posizione del treno. Nel caso in cui, e nelle more tenendo i contatti telefonici col DCCM competente
della decisione del luogo dell’intervento, il treno qualora il luogo dell’evento abbia la competenza di altra
cambi il territorio di competenza passando in un’al- Centrale Operativa; e l’equipe di soccorso, quale Per-
tra regione, sarà cura della Centrale di Riferimento sonale Soccorritore, e/o Infermiere e/o Medico che
Regionale inizialmente coinvolta, trasferire la compongono gli equipaggi dei mezzi di soccorso
comunicazione alla Centrale di nuova competenza (Ambulanze, Auto, Elicotteri ecc.).
per l’organizzazione del soccorso. Negli accordi specifici regionali devono essere
Relativamente al personale coinvolto, le Linee indicati:
Guida indicano: — il Centro di Coordinamento Circolazione di RFI
— per RFI il Dirigente Centrale Coordinatore in cui opera il DCCM di giurisdizione di ciascuna
Movimento (DCCM), quale Operatore presente linea e relativa utenza telefonica fissa;
H24 nel Centro Coordinamento Circolazione — la Centrale Operativa di riferimento regionale per
(CCC) di RFI competente per tutto il territorio di le richieste provenienti dal DCCM di RFI e relativa
giurisdizione, che ha il compito di seguire e coordi- utenza telefonica fissa.
nare la circolazione ferroviaria; il DCCM è in rap- Le procedure che verranno descritte negli accordi
porto diretto con tutti i rappresentanti delle Imprese specifici sottoscritti tra Regioni/Province Autonome
Ferroviarie e ha la possibilità di contattare telefo- e RFI, sia per il personale RFI che per il personale
nicamente il personale dei treni; in caso di emer- Servizio Emergenza Sanitaria Territoriale, dovranno
genza assume il ruolo di direzione e coordinamento integrare l’insieme delle procedure specifiche vigenti
delle attività e delle risorse per attivare, tra gli altri, all’interno delle rispettive organizzazioni ed ordina-
l’intervento del soccorso sanitario, prendendo con- menti. Sarà cura delle relative strutture organizzative
tatti con la Centrale Operativa Regionale di distribuirle capillarmente a tutti gli operatori di pro-
riferimento; prio riferimento.
— per l’Impresa Ferroviaria il capotreno, quale Le Linee Guida esplicita poi la procedura operativa per
responsabile dell’assistenza alla clientela a bordo il flusso e la modalità degli avvisi. La richiesta di
treno e il riferimento per RFI in caso di emergenza attivazione del soccorso sanitario può arrivare dal
sanitaria sul convoglio ferroviario; personale ferroviario, da un viaggiatore o da qualsiasi
— per il Servizio di Emergenza Sanitaria Territoriale cittadino che ne ravvisi la necessità. In ogni caso, per
l’operatore di centrale, quale personale Tecnico, una buona riuscita degli interventi di soccorso sanita-
Infermiere, Medico, presente H24, che riceve le rio in ambiente ferroviario, è necessario stabilire una
richieste di soccorso e che svolge l’intervista all’u- comunicazione diretta tra chi è nelle condizioni di
tente con lo scopo di: descrivere cosa sta accadendo, chi ha la competenza di

214 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Approfondimenti

classificare la gravità del bisogno sanitario e di sce- — il DCCM contatta immediatamente la Centrale
gliere la modalità di intervento e chi ha la responsa- Operativa “118” di riferimento regionale ed attiva,
bilità di regolare il traffico ferroviario. Per favorire nello stesso tempo, anche la comunicazione col bordo
questo contatto diretto tra gli “attori principali” treno, secondo la modalità di attivazione e gestione di
della gestione del soccorso, lo strumento da utilizzare una chiamata in conferenza, affinché siano conte-
preferibilmente è l’audio conferenza tra chi è sul luogo stualizzate, tra tutti e tre gli attori, le informazioni
dell’evento (meglio se per il tramite di Capotreno o di circa l’evento.
altro personale ferroviario) e le due Centrali (Opera- Nel caso in cui una Centrale Operativa dovesse
tiva del “118” e DCCM-RFI). Di norma quindi, in caso ricevere una chiamata da bordo treno da un viaggia-
di chiamata da bordo treno, è opportuno attivare la tore, lo stesso dovrà essere invitato a mettersi in
“conferenza telefonica a tre” (Capotreno, 118, contatto nel più breve tempo possibile con gli ope-
DCCM) sia quando la richiesta di soccorso provenga ratori ferroviari di bordo treno, spiegandogliene le
da treni ad Alta Velocità sia nel caso provenga da treni ragioni. Nei limiti del possibile, fino a che il chia-
che viaggiano sulla rete ordinaria. mante non sarà riuscito a rintracciare un operatore
Relativamente alla linea ad Alta Velocità, le richieste ferroviario di bordo treno, è opportuno mantenere il
di intervento sanitario provenienti da treni che viag- contatto telefonico con il chiamante stesso per acqui-
giano su linee Alta Velocità (AV) richiedono specifi- sire informazioni riguardo alla motivazione della
che modalità di gestione dovendo tener conto delle chiamata. Se, nelle more della decisione del luogo
particolari caratteristiche della linea, in massima parte dell’intervento, il treno cambia il territorio di com-
interclusa, e della elevata velocità dei convogli. In tali petenza passando in un’altra regione, sarà cura della
situazioni è necessario considerare che: Centrale inizialmente coinvolta, trasferire la comu-
— è probabile che a causa della velocità del treno, nicazione alla Centrale di nuova competenza per
dopo la prima chiamata di soccorso instradata verso l’organizzazione del soccorso. La Centrale Operativa
una centrale operativa, una eventuale seconda chia- di riferimento regionale, sulla base dell’intervista
mata, anche per caduta del collegamento della linea telefonica:
telefonica, possa essere indirizzata verso una centrale 1) codifica, come da procedure in uso, il codice di
diversa dalla precedente, eventualmente anche di gravità dell’evento;
altra regione; 2) istruisce i presenti riguardo ad eventuali compor-
— il DCCM di RFI può disporre l’arresto del tamenti da adottare in attesa dell’arrivo dell’equipe di
treno di Alta Velocità, prima della prevista sta- soccorso;
zione di fermata, nel primo punto utile accessibile 3) individua (eventualmente d’intesa con la Cen-
dal mezzo di soccorso, in base al codice di pre- trale Operativa competente per territorio), il mezzo
sunta gravità attribuita al paziente dall’operatore di soccorso più idoneo per quella specifica situazione
“118”; tale possibilità è da considerare nei soli o, tenuto conto della disponibilità dei propri mezzi di
casi in cui si ipotizzi la presenza di pazienti con soccorso, dell’ubicazione del treno e delle eventuali
gravi patologie, rispetto alle quali la buona riu- restrizioni dell’infrastruttura ferroviaria comunicate
scita della prestazione di soccorso risulta essere dal DCCM, e richiede dove far arrestare il treno per
tempo dipendente. prestare soccorso; in tale circostanza il DCCM comu-
Per facilitare la gestione delle richieste di soccorso nicherà tutte le informazioni utili quali, a titolo
provenienti da treni che viaggiano su linee Alta esemplificativo e non esaustivo:
Velocità si deve procedere come segue: — la tratta ferroviaria;
— il Capotreno, non appena a conoscenza della — la progressiva chilometrica del luogo di intervento;
richiesta, si reca nel più breve tempo possibile dal — l’ora di accadimento;
viaggiatore che manifesta la necessità, e contatta su — la tipologia di evento;
linea GSM-R, secondo la procedura in essere, l’ope- — il numero di viaggiatori da soccorrere;
ratore della circolazione competente che dipende dal — le condizioni meteorologiche;
DCCM di giurisdizione della tratta; diffonde inoltre, — il tempo stimato di percorrenza fino al punto
sempre secondo procedura, l’avviso di “ricerca definito per il soccorso.
medico o infermiere”; Il DCCM sulla base della richiesta ricevuta dalla Cen-
— l’operatore della circolazione di RFI, non appena trale Operativa di riferimento regionale in ordine alla
ricevuta la richiesta d’intervento da parte del Capo- gravità dell’evento e all’urgenza in atto, adotta le dispo-
treno, informa il DCCM di giurisdizione; sizioni operative conseguenti, dandone conferma alla

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 215


Approfondimenti

Centrale Operativa “118” ed al Capotreno. Individuato protocolli in essere, informando appena possibile,
il luogo in cui far convergere il mezzo di soccorso, la il CCC-RFI dell’intervento in corso.
Centrale Operativa competente per territorio, avvalen- Con riferimento all’intervento sul luogo dell’evento, le
dosi delle schede informative della banca dati degli Linee Guida prevedono che gli operatori del “118”, una
accessi alle linee ferroviarie, ed eventualmente della volta giunti al punto di accesso alla linea ferroviaria,
collaborazione del DCCM, effettuerà l’intervento di raggiungeranno il luogo dell’evento seguendo le even-
competenza. tuali indicazioni fornite dal DCCM di RFI. In determi-
A seguito della richiesta di soccorso, qualora la comu- nate particolari situazioni si potrebbe manifestare la
nicazione con il treno risulti imperfetta, o incompleta, o necessità di raggiungere il luogo dell’evento con mezzi
interrotta e la centrale operativa “118” non abbia ferroviari (treno sul binario attiguo, locomotiva di
elementi sufficienti per escludere un evento grave a soccorso, carrello della manutenzione, ecc.); in tale
bordo, la situazione sarà convenzionalmente conside- evenienza il DCCM dovrà concordare con l’operatore
rata in codice di massima gravità ed il Servizio di della Centrale Operativa “118” le precise modalità da
Emergenza Sanitaria Territoriale, tenuto conto della seguire (luogo dell’appuntamento tra personale delle
disponibilità dei propri mezzi di soccorso, dell’ubica- ferrovie e personale “118”, numero delle persone ed
zione del treno e delle eventuali restrizioni dell’infra- attrezzature da trasportare, ecc.) anche per verificarne la
struttura ferroviaria comunicate dal DCCM, richiederà fattibilità e richiedere le eventuali preventive
dove far arrestare il treno per ivi convogliare l’equipag- autorizzazioni.
gio per prestare soccorso. A maggior dettaglio delle Al fine di ottimizzare la funzionalità delle procedure
Linee Guida, per siti particolarmente complessi, ovvero indicate negli accordi specifici regionali e conoscere
per meglio facilitare l’attività del “118”, possono essere adeguatamente le funzioni di tutti gli operatori coin-
sottoscritti tra le parti, a livello Regionale, ulteriori volti, le Linee Guida stabiliscono l’opportunità di
documenti tesi a rendere più efficace l’eventuale soc- seguire un percorso formativo, oggetto di accordi fra
corso sanitario. Nei casi più gravi in cui, rispetto ai le parti, che preveda:
tempi e alle modalità di intervento con i mezzi su — alcune visite documentative “incrociate” degli
gomma, si dovesse prevedere una significativa migliore operatori della Centrale Operativa “118” e del
performance a seguito di intervento in linea con elisoc- CCC-RFI di riferimento regionali per illustrare il
corso, tale tipologia d’intervento sarà congiuntamente funzionamento delle rispettive Centrali;
valutata dalle due Centrali “118” e RFI, tenendo conto — alcune esercitazioni congiunte per testare la cono-
della necessità di disalimentazione della linea di scenza e il corretto funzionamento delle procedure
contatto. previste dagli accordi specifici regionali.
Sostanzialmente la richiesta di interventi di soc- In conclusione, è previsto che, in corso di appli-
corso sanitario proveniente da treni che viaggiano cazione, le Linee Guida siano oggetto di monito-
su linee ordinarie segue lo stesso iter di quelle raggio da ognuna delle parti (Regioni/Gestori
esposto per le linee AV, ove la chiamata dovesse dell’Infrastruttura/Imprese Ferroviarie) per quanto
pervenire tramite Capotreno. Nell’ipotesi in cui di propria competenza, in modo da recepire e
la Centrale Operativa “118” sia contattata diret- mettere a fattor comune tutte quelle situazioni
tamente da viaggiatore presente a bordo treno, segnalate dalle rispettive articolazioni organizza-
sarà la stessa Centrale Operativa, nel caso lo tive finalizzate al miglioramento del servizio di
ritenesse utile (per facilitare le operazioni di soc- soccorso sanitario.
corso) o necessario (in ogni situazione nella quale
si deve essere certi che i Responsabili della cir- L’Interpello n. 2/2016
colazione treni siano informati di quanto sta La Commissione per gli Interpelli, di cui all’art. 12,
accadendo), a ricercare, direttamente o per il D.Lgs n. 81/2008 e s.m.i., con l’Interpello n. 2/2016
tramite della Centrale “118” di riferimento regio- del 21 marzo 2016, ha infine risposto a un quesito
nale, il contatto con il CCC di RFI competente. della Conferenza delle Regioni e delle Province
Da questo momento in poi, ove applicabili, si Autonome in merito al primo soccorso in ambito
attivano le stesse procedure previste per i treni ferroviario, di cui al D.M. n. 19/2011. Il citato
ad alta velocità. Nel caso di treno già fermo in decreto stabilisce che, come già detto, anche con
stazione o in procinto di arrivarvi, la centrale riferimento all’art. 2, comma 5, D.M. n. 388/2003,
“118” che riceve la chiamata gestisce l’intervento l’azienda o l’impresa che impiega proprio personale
presso la stazione stessa, sulla base dei propri nelle attività lavorative in ambito ferroviario

216 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


ISL Igiene & Sicurezza del Lavoro n: 4 Aprile 2020

Rivista mensile Anno XXI – Aprile 2020 – Direzione


e Redazione Via dei Missaglia n. 97 Edificio B3 - 20142 Milano 4/2020

IL RUOLO DEL PREPOSTO


NELL’ORGANIZZAZIONE
DEL LAVORO
Flavio Battiston
Sommario
Spunti di partenza e obiettivo del lavoro........................................................................................... III

Metodologia .......................................................................................................................................... III

Introduzione: la figura del preposto ................................................................................................... IV

La bussola del preposto ....................................................................................................................... V

Breve analisi del TUSL sulla figura del preposto............................................................................... VI

Il dovere di vigilanza............................................................................................................................. VII

La valutazione dei rischi ...................................................................................................................... IX

Elementi di comunicazione ................................................................................................................. X

Allegato A - Il Diario prevenzionale del preposto............................................................................. XV

Allegato B - Checklist della comunicazione ...................................................................................... XVI

Allegato C - Favorire o ostacolare il lavoro di gruppo...................................................................... XVIII

MILANO, via dei Missaglia 97, Edificio B3, Tel. 02.824761


Inserto

Il ruolo del preposto nell’organizzazione


del lavoro
Flavio Battiston - Consulente e formatore in materia di sicurezza del lavoro

Spunti di partenza e obiettivo del lavoro che dovrebbero, appunto, orientare la quotidianità di tale
figura cardine delle organizzazioni produttive. Questa
Alcune delle domande che probabilmente ha sentito prima parte richiama l’immagine della bussola perché
almeno (o più di) una volta chiunque si occupi della evocativa di uno strumento che, pur non riproducendo
formazione dei preposti per quanto riguarda la salute e la nel dettaglio la realtà, quale potrebbe essere una carta
sicurezza nei posti di lavoro sono abbastanza spiazzanti: geografica, ha un’utilità molto più ampia e adattabile a
molteplici circostanze. Seguono poi due paragrafi più
“Io che sono un capoturno sono un preposto?” ridotti di carattere giuridico: il primo (Breve analisi del
“Uno può rifiutarsi di essere un preposto?” TUSL circa la figura del preposto) dedicato ad una breve
“Mi hanno mandato al corso per preposti, ma non sapevo di
esserlo”
analisi dell’art. 19 TUSL e il secondo (Il dovere di vigi-
“Essere caposquadra significa essere un preposto?” lanza) al tema della vigilanza, che sarebbe riduttivo con-
“Io come preposto posso fermare un lavoratore che non mette i siderare semplice sinonimo di sorveglianza. Essa
guanti?” dovrebbe essere uno strumento al servizio del migliora-
“Io devo anche lavorare e non posso passare 8 ore a controllare gli mento continuo e della crescita di una politica aziendale
altri!”
“Ma se si fa male, è colpa mia?”. attenta alla sicurezza. Il quarto paragrafo (La valutazione
dei rischi), in linea con lo spirito dell’intero lavoro, ha un
taglio didattico e vorrebbe offrire alcune indicazioni per-
Si potrebbe avere la tentazione di rispondere con una ché il preposto prenda consapevolezza, benché non sia suo
citazione di Dwight Eisenhower: “Sono convinto che un compito specifico, di cosa significhi effettuare la valuta-
capo debba avere l’umiltà di accettare pubblicamente la zione dei rischi all’interno di un luogo di lavoro. L’ultima
responsabilità degli errori dei subordinati che ha scelto e parte (Elementi di comunicazione) è riservata al tema della
che, del pari, debba riconoscere pubblicamente il merito comunicazione come strumento che non deve mai mancare
dei loro successi”. nella “cassetta degli attrezzi” del preposto.
Andando oltre la citazione constatiamo che su questa
figura non sempre c’è chiarezza e che essa assume un Metodologia
rilievo crescente nelle organizzazioni. Questo Inserto, Messo in evidenza il percorso, prima di entrare nel merito
senza la pretesa di rispondere in maniera esaustiva a tale si rendono necessarie due premesse di carattere metodo-
domanda e di esaminare questa figura in tutte le sue logico. La prima è che le righe successive nascono soprat-
sfaccettature, si propone di mettere a fuoco il preposto tutto dall’esperienza di formatore che quotidianamente
come figura chiave delle moderne organizzazioni. In que- varca le porte dei luoghi di lavoro. Per questo, a volte, la
sto ruolo, il preposto deve essere preparato a realizzare una narrazione prende il sopravvento sulla riflessione teorica e
sintesi fra due prospettive: da una parte la definizione e i giuridica.
compiti che per lui delinea il D.Lgs. n. 81/2008 (TUSL), in In secondo luogo è piuttosto naturale che la figura del
particolare agli artt. 2 e 19; dall’altra l’evoluzione che tale preposto sia associata il più delle volte ai reparti produttivi.
figura ha avuto, dettata dalle esigenze organizzative sem- Per ragioni storiche si pensa sempre al preposto come al
pre più complesse e dal continuo mutare del panorama e caporeparto delle fabbriche, ma questa figura esiste anche
degli orizzonti in cui si muovono, progrediscono e cre- al di fuori della produzione “fisica” di beni e prodotti. Non
scono le aziende. bisogna, infatti, dimenticare che anche dove si svolgono
Dopo l’introduzione destinata a definire chi e quali compiti funzioni d’ufficio - e magari la maggior parte dei lavoratori
spettano al preposto nelle organizzazioni moderne, questo sono inquadrati come videoterminalisti - esiste tale ruolo:
lavoro si sviluppa in cinque paragrafi. Nel primo (La anche là dove si “producono file”, beni immateriali o
bussola del preposto) vengono proposte le “parole chiave” servizi, ci si deve preoccupare delle procedure e

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 III


Inserto

dell’organizzazione e pure, purtroppo, di infortuni e malat- la rapidità dell’evoluzione tecnologica e il conseguente


tie professionali. Per questo vi sono alcuni riferimenti rapido “invecchiamento” del nostro sapere. Tra le compe-
espliciti proprio al preposto negli uffici. tenze trasversali rientrano abilità sociali, comunicazione,
soggettività che rendono una persona in grado di relazio-
Introduzione: la figura del preposto narsi e comunicare e favoriscono il corretto funzionamento
dei gruppi di lavoro. Dirigenti, professionisti e, per l’ar-
Al di là dalla definizione del D.Lgs. n. 81/2008 (alla quale gomento di questo studio, preposti, magari anche con
sarà dedicato il paragrafo Breve analisi del TUSL sulla notevoli competenze tecniche, ma privi di specifiche com-
figura del preposto), la figura del preposto ha subito una petenze sociali, potrebbero costituire un problema nell’e-
notevole evoluzione negli ultimi anni. Se nel passato, il più voluzione e nella crescita di un’azienda, ma anche nel
delle volte, il preposto, identificato con il caporeparto, preservare la salute e la sicurezza dei lavoratori. E questo,
capoturno, capolinea e altri ruoli similari, era scelto sem- vale la pena ribadirlo, sia nei reparti produttivi che nella
plicemente fra coloro che “conoscevano e sapevano fare operosità degli uffici. Anzi, proprio in questi ultimi si
meglio il lavoro” e spesso il criterio prevalente, se non annidano spesso situazioni di forte tensione, contrasto e
l’unico, per selezionare tale ruolo era l’anzianità lavora- stress che richiedono notevoli abilità da parte del capuffi-
tiva, oggi tutto ciò non basta più e, anzi, in alcune occasioni cio o colui che coordina il lavoro. Nei corsi di formazione
tali requisiti non sono nemmeno sufficienti o addirittura vanno ribaditi con forza alcune caratteristiche del preposto
non necessari. Anche nelle moderne organizzazioni è che guida il cambiamento e il miglioramento del proprio
chiesto a tale figura di possedere, almeno ad un livello luogo di lavoro quali la capacità di delegare non solo la
minimo, le competenze tecniche e specifiche del settore in responsabilità, ma anche l’autonomia, l’attenzione ai
cui opera e di assolvere in pieno agli obblighi a favore della segnali deboli che rivelano situazioni potenzialmente
tutela della salute e sicurezza dei lavoratori previsti in rischiose, l’apertura al cambiamento e alla sperimenta-
particolare dall’art. 19 TUSL, ma anche, e forse non è zione di nuove procedure e modalità di lavoro e l’ottimiz-
fuori luogo aggiungere soprattutto, di essere una persona zazione della circolazione delle informazioni. Per il tema
che sappia gestire e valorizzare le competenze e le speci- specifico della sicurezza è molto importante che il prepo-
ficità delle persone che compongono la sua squadra. Da qui sto non affronti l’errore, l’infortunio o l’incidente in un’ot-
la necessità che sappia padroneggiare alcune dinamiche tica di colpevolizzazione. Se questa fosse la prospettiva, le
comunicative, coordinare piccoli gruppi e brevi riunioni, conseguenze sarebbero l’inibizione della denuncia degli
gestire i conflitti e acquisire padronanza delle tecniche di eventi minori quali i “quasi infortuni”, la perdita della reale
problem solving. In altre parole il percorso formativo del situazione e perciò si diffonde la convinzione che finché
preposto deve portarlo ad avere familiarità con quelle che che non succede qualcosa vada bene, ma soprattutto si
vengono definitive le soft skill o competenze trasversali affronta l’errore solo in modo reattivo, solo dopo che
riassunte nella Tabella 1. Anche se i dipartimenti “risorse l’incidente è accaduto senza cercare di anticiparlo e pre-
umane” (HR) hanno cominciato ad utilizzare questa venirlo. Se, al contrario, il preposto vuole favorire il
espressione già negli anni ‘60, oggi esse sembrano avere cambiamento e reagire prontamente, allora favorirà la
una nuova giovinezza e, come dicono gli articoli citati nella raccolta di dati di qualsiasi evento accada nell’area di
nota, una vera “rivincita” (1). cui è responsabile e indagherà i fenomeni alla radice
Non è questa la sede per una trattazione completa, se mai osservando e capitalizzando gli errori.
fosse possibile, di tale argomento, ma è possibile affermare Va detto che non vi è uniformità nel dibattito scientifico e
che le soft skill identificano le competenze relazionali e nella letteratura in materie su quali siano le soft skill.
comportamentali, le quali a loro volta caratterizzano il Tuttavia per l’argomento che si sta qui mettendo a fuoco
modo in cui ciascuno si pone e si relaziona nel contesto alcune risultano più importanti di altre (Tabella 2).
lavorativo. Esse si differenziano dalle hard skill, cioè le Per quanto detto finora la formazione di tale ruolo è perciò
competenze prettamente tecniche e professionali, il cui fondamentale per le aziende e va ben oltre il semplice
valore e la possibilità di essere identificate con precisione rispetto e assolvimento delle richieste dell’Accordo Stato-
sono in flessione e rischiano di essere sempre in ritardo per Regioni 21 dicembre 2011 (2) che regola e disciplina i

Tabella 1 - Competenze trasversali

“Io che sono un capoturno sono un preposto?”


“Uno può rifiutarsi di essere un preposto?”
“Mi hanno mandato al corso per preposti, ma non sapevo di esserlo”
“Essere caposquadra significa essere un preposto?”
“Io come preposto posso fermare un lavoratore che non mette i guanti?”
“Io devo anche lavorare e non posso passare 8 ore a controllare gli altri!”
“Ma se si fa male, è colpa mia?”.

(1) Per questa parte sulle competenze trasversali si è fatto dicembre 2011, “Accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche
riferimento soprattutto ai siti www.university2business.it, sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di
www.psicologiadellavoro.org e www.ionos.it. Trento e Bolzano per la formazione dei lavoratori ai sensi dell’arti-
(2) Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni colo 37, commi 2 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. (Rep.
e le Province Autonome di Trento e Bolzano - Accordo 21 Atti n. 223/CSR)” (GU 11 gennaio 2012, n. 8).

IV Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Inserto

Tabella 2 - Competenze trasversali del preposto

Competenza Breve definizione

Autonomia In riferimento al ruolo di cui stiamo parlando è la capacità di portare a termine i compiti assegnati senza il bisogno
di una costante supervisione e utilizzando al meglio le proprie risorse.

Flessibilità Descrive la capacità di adattarsi ad un’organizzazione e ad un contesto che evolvono rapidamente e che
richiedono di rivedere con continuità modelli e prassi lavorative.

Resistenza allo stress È la capacità di reagire alla pressione lavorativa mantenendo il controllo sul proprio comportamento, rimanendo
focalizzati sulle priorità e di non trasferire sui colleghi le proprie eventuali tensioni.

Capacità di pianificare ed In questa capacità rientrano l’impegno e la determinazione di realizzare le idee e i progetti assegnati, identi-
organizzare ficando obiettivi e priorità e, tenendo conto del tempo a disposizione, pianificarne il processo e organizzare le
risorse a disposizione. Parte integrante di questa capacità è il Problem solving, cioè un approccio al lavoro che di
fronte alle inevitabili criticità permette di definire il problema, individuarne e gerarchizzare le cause, selezionare
le possibili soluzioni, definire compiti e tempi di realizzazione e verificare i risultati ottenuti.

Apprendere in maniera Rappresenta forse la caratteristica più importante e nello stesso tempo più difficile da incentivare. L’appren-
continuativa dimento permanente, o con termine più alla page la lifelong learning, è la disponibilità ad imparare durante tutto il
percorso della nostra vita professionale. Esso va di pari passo con la capacità di riconoscere le nostre lacune ed
aree di miglioramento, attuando strategie che consentano di acquisire nuove conoscenze e competenze e di
migliorare quelle già in nostro possesso.

Essere intraprendente e Si identifica con la proattività che a differenza della reattività non si limita a rispondere ad un bisogno e necessità,
avere spirito d’iniziativa ma cerca di anticiparne la manifestazione sviluppando idee, traducendo queste in progetti e in organizzazione
per seguirne la realizzazione.

Capacità comunicativa Definisce la capacità di trasmettere e condividere con gli strumenti più adatti alla situazione e al gruppo di
riferimento idee e informazioni con il proprio gruppo di lavoro e con gli altri soggetti aziendali. Comprende anche
la capacità di ascoltare, di dare e ricevere feedback e di confrontarsi. Sarà l’argomento del paragrafo conclusivo
di questo lavoro.

Team work e leadership Racchiude innanzitutto l’aver compreso e interiorizzato l’importanza e la necessità di lavorare e collaborare con
gli altri. Ciò si traduce nella disponibilità e nella volontà di costruire relazioni positive finalizzate al raggiungimento
degli obiettivi assegnati e si accompagna alla capacità di creare fiducia e consenso e di condurre e, a volte,
trascinare gli altri verso i traguardi prestabiliti.

percorsi formativi del preposto. Pur nel giusto ed indi- — “individuare misure tecniche, organizzative e procedu-
spensabile rispetto dei contenuti dell’Accordo, la forma- rali di prevenzione e protezione”;
zione rivolta a questa figura dovrebbe, dunque, — “modalità di esercizio della funzione di controllo del-
sottolineare e dedicare le giuste risorse, in termini di l’osservanza da parte dei lavoratori delle disposizioni di
politica aziendale, attenzione, tempo e contenuti, a com- legge e aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro
petenze quali la comunicazione, il dare e ricevere feedback e di uso dei mezzi collettivi e individuali messi a loro
e la gestione dei gruppi, argomenti che comunque, ed è il disposizioni”.
caso di evidenziarlo, fanno capolino nelle direttive stesse Le indicazioni appena riportate giustificano la scelta di
dell’Accordo. Infatti, nell’Allegato A il legislatore usa dedicare ampio spazio a questi temi nei paragrafi dedicati.
espressioni che vanno nella direzione di quanto appena
affermato. Ad esempio nel punto 3, intitolato “Metodolo- La bussola del preposto
gie di insegnamento/apprendimento” si usano queste
espressioni: “favorire metodologie di apprendimento inte- Obiettivo di questo paragrafo è individuare alcune parole
rattive ovvero basate sul problem solving, applicate a chiave che possano costituire la bussola e, dunque, con-
simulazioni e situazioni di contesto su problematiche tribuire da un lato ad inquadrare il preposto all’interno di
specifiche, con particolare attenzione ai processi di valu- organizzazioni caratterizzate sempre più da complessità,
tazione e comunicazione legati alla prevenzione”. flessibilità e dinamicità e dall’altro evidenziare le priorità
Nel paragrafo dedicato specificatamente alla formazione che tale figura dovrà assolvere e tenere sempre presenti
del ruolo di preposto (Elementi di comunicazione), ven- nella quotidianità. Così come la bussola individua i quattro
gono precisati i contenuti della formazione, che devono punti cardinali, così ho individuato altrettante caratteristi-
comprendere, tra gli altri: che che costituiscono la carta d’identità e le competenze
— “tecniche di comunicazione e sensibilizzazione dei proprie del preposto.
lavoratori in particolare neoassunti, somministrati,
stranieri”; Significato del termine
— “valutazione dei rischi dell’azienda, con particolare Innanzitutto è necessario che chi si appresta a svolgere
riferimento al contesto in cui il preposto opera”; questo ruolo abbia piena consapevolezza di ciò che

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 V


Inserto

significa “essere un preposto”. È importante che il preposto valutazione oggettiva e strumentale di pericoli e rischi,
abbia una chiara cognizione innanzitutto di quali siano i ma deve avere sempre anche una dimensione soggettiva,
diritti e i doveri che questo ruolo comporta, che sappia a chi legata alla percezione e propensione al rischio, e ciò è
deve rendere conto di ciò che fa, ma poi conosca e assimili possibile solo coinvolgendo e confrontandosi con i lavora-
anche le dimensioni organizzative e gestionali della sua tori stessi. Questo aspetto assume particolare importanza
figura all’interno dell’organigramma aziendale. Per questi soprattutto se la composizione etnica e culturale dei lavo-
motivi il corso di formazione per preposti non potrà essere ratori è notevolmente differenziata (5). Tralasciando aspetti
replicato in maniera asettica in qualsiasi organizzazione, molto più significativi ed importanti, sappiamo, ad esempio,
non potrà essere un “abito” valido per qualsivoglia contesto, che culture, abitudini e provenienze diverse portano ad
ma dovrà essere preceduto da un confronto fra formatore e interpretare anche semplicemente i colori in modo difforme.
dirigenza dell’azienda per definirne obiettivi e contenuti. Dunque anche su questo aspetto l’azienda e, di conse-
Sottolineo questa esigenza anche per il preposto degli uffici guenza, il preposto devono munirsi di strumenti adeguati.
dove la trattazione tecnica dei pericoli e dei rischi è secon-
daria rispetto a quella, ad esempio, del clima aziendale. Il processo di miglioramento
Come già sottolineato, se una volta l’acquisizione dei Infine il preposto deve e può avere un ruolo rilevante nel
“gradi” di caporeparto, capoturno, ecc. era semplicemente miglioramento continuo - espressione che ritorna spesso
legata all’anzianità di servizio e al saper fare bene il proprio nel D.Lgs. n. 81/2008 - dei livelli di salvaguardia e pro-
lavoro, questo oggi appare come una visione miope e del mozione della salute e della sicurezza dei lavoratori,
tutto inadatta ad una moderna organizzazione. soprattutto se l’obiettivo non è semplicemente “non farsi
male”, ma promuovere la salute così come essa è intesa
Autonomia e responsabilità nell’art. 2 TUSL: “stato di completo benessere fisico,
Nel percorso formativo del preposto insieme alla consa- mentale e sociale, non consistente solo in un’assenza di
pevolezza vanno chiariti gli spazi di autonomia e le corri- malattia o d’infermità”. Al di là del valore utopistico (6) (in
spondenti responsabilità che sono propri, ad esempio, di un senso positivo e non nell’accezione negativa e, dunque,
caporeparto o capoturno. Se la parola “autonomia” risve- errata, con cui oggi il più delle volte si usa questo termine),
glia in tutti un’eco positiva, ciò non avviene per la parola se le aziende intendono il miglioramento continuo in
“responsabilità”, che in una cultura come quella italiana è questo modo significa che esso non può essere interpretato
spesso associata a colpa più che alla possibilità di decidere in un’ottica puramente tecnica e organizzativa. Il miglio-
e agire (3). In realtà questi due termini vanno sempre ramento reale si ottiene integrando produzione, sicurezza e
presentati come due facce della stessa medaglia convinti clima interno nell’ottica che “un lavoratore che in quel-
che “il rango non conferisce privilegi o potenza. Esso l’azienda si trova bene produce di più e si fa meno male”. È
conferisce responsabilità” (4). La classica domanda che i dove queste dimensioni si sovrappongono ed interagi-
formatori si sentono rivolgere “Di chi è la colpa se succede scono che si ottiene la massima efficienza ed efficacia
questo?” nasconde il fatto che siamo ancora lontani da del sistema e del singolo che ne fa parte. Così alcuni
vedere autonomia e responsabilità come una coppia inse- obiettivi propri della sicurezza possono essere raggiunti
parabile. Da notare che lo stesso art. 19 TUSL sottolinea migliorando il clima interno e viceversa. La strada da
alcuni chiari e ampi spazi di autonomia del preposto. imboccare è quella di un dialogo crescente fra RSPP,
HR e chi programma la produzione. Alcuni problemi di
Coinvolgimento carattere produttivo, quali, ad esempio, la disponibilità a
La terza parola chiave è coinvolgimento, declinata in due un orario flessibile che segua le richieste variabili del
maniere. Innanzitutto il preposto, ma non solo lui all’in- mercato e la conseguente maggior esposizione a situazioni
terno delle aziende, nella sua quotidianità deve cogliere di stress lavoro-correlato, possono essere più facilmente
ogni occasione per ribadire che quando si parla di salute e affrontati se con continuità si sono coltivati e migliorati il
sicurezza nei luoghi di lavoro nessuno può “chiamarsi clima interno e il benessere a 360 gradi dei lavoratori.
fuori”. Tutti devono fare propria la convinzione che è
compito di ciascuno prendersi cura della propria ed altrui Breve analisi del TUSL sulla figura del
sicurezza e che essa va vissuta non solo mentre “si monta il preposto
pezzo” o alla propria postazione di lavoro, ma anche nel
momento in cui si accede alla mensa, ci si muove nel Vista la notevole letteratura in materia, sarebbe probabil-
parcheggio aziendale, ci si reca all’area break, ci si prepara mente ripetitivo dedicare molte righe a questo paragrafo di
negli spogliatoi, ecc. carattere giuridico. Nella Tabella 3 c’è una breve presen-
Una seconda faccia del coinvolgimento è che una reale tazione dei due articoli che principalmente riguardano il
valutazione dei rischi non può basarsi solo su una nostro soggetto.

(3) Un’interessante e molto articolata presentazione dei diversi (6) http://www.treccani.it: “Formulazione di un assetto poli-
modi di intendere la responsabilità è rintracciabile in http://www. tico, sociale, religioso che non trova riscontro nella realtà ma che
eticapubblica.it/lexikon/responsabilita. viene preposto come ideale e come modello: il termine è talvolta
(4) Da un pensiero di Louis Armstrong. assunto con valore fortemente limitativo ..., altre volte invece se
(5) F. Battiston, “Sicurezza sul lavoro: informazione e forma- ne sottolinea la forza critica verso situazioni esistenti e la positiva
zione degli immigrati”, in questa Rivista, 2018, 12, Inserto. pagg. I- capacità di orientare forme di rinnovamento sociale.”
XXIII; Id., “Il ruolo della psicologia degli attori nella preparazione
all’emergenza”, ibid., 2020, 2, pag. 77.

VI Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Inserto

Tabella 3 - Analisi degli artt. 2 e 19 TUSL

Articoli del D.Lgs n. 81/2008 Breve commento

Art. 2 Definizione di preposto - “Persona che, in ragione delle com- Emerge da questa definizione che al preposto competono spazi di
petenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali autonomia nella gestione della squadra a lui assegnata e quindi la
adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività necessità che gli sia assicurata una formazione che favorisca l’ac-
lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, control- quisizione di competenze di cui abbiamo parlato ampiamente
landone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando nell’introduzione.
un funzionale potere di iniziativa.”

Art. 19 Obblighi del preposto - L’articolo elenca i doveri e i diritti del In questi articoli ritornano con continuità verbi ed espressioni che
preposto. Riporto il testo di legge nelle sue parti che ritengo più richiamano il tema della comunicazione, informazione e formazione
significative: e, dunque, ne escono rafforzate le considerazioni sulle competenze
a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli trasversali di cui abbiamo scritto nelle righe precedenti. Nuovo è,
lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali invece, il tema del feedback da dare ai lavoratori. Riprenderò più
in materia di salute e sicurezza sul lavoro ... e, in caso di persistenza avanti questa tematica, ma già qui sottolineo la necessità di abban-
della inosservanza, informare i loro superiori diretti; donare la cultura molto radicata di intervenire solo quando il com-
b) verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate portamento della persona non corrisponde alle nostre attese, ma al
istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e contrario di farsi presente soprattutto quando “le cose vanno bene”,
specifico; cioè quando il comportamento è coerente con ciò che ci attendevamo
c) richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni senza liquidare tutto con un’espressione che toglie qualsiasi moti-
di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in vazione a chi lavora con noi: “Niente più del suo dovere”. L’opera di
caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto vigilanza, di cui si parla anche nell’art. 2, che compete al preposto si
di lavoro o la zona pericolosa; esercita anche nel segnalare e documentare i comportamenti corretti
d) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un e il rispetto puntuale delle norme da parte dei lavoratori e non
pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni semplicemente nel mettere “una nota”, mutuando un’espressione
prese o da prendere in materia di protezione; dal mondo della scuola, quando si rileva un’infrazione.
e) astenersi ... dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in
una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed
immediato;
f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le
deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di
protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si
verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base
della formazione ricevuta;
g) frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto
dall’articolo 37.

Il dovere di vigilanza il fucile puntato” affinché nessuno sgarri. Piuttosto


essa può essere intesa come da una parte una verifica
“Sovrintendere”, “vigilare” e “verificare” indicano atti- del punto precedente, cioè se il lavoratore ha davvero
vità che, sia dal punto di vista giuridico che nella capito ciò che gli è stato comunicato soprattutto all’av-
quotidiana vita aziendale, accompagnano l’opera del vio della lavorazione, e dall’altra come una frequente e
preposto. Come intenderle? Possiamo declinarle con programmata opera di feedback e di audit sia verso il
un elenco cronologico-logico che ha anche una valenza datore di lavoro o dirigente che ha stabilito le norme di
didattica. condotta, sia verso chi tali regole deve applicarle (7).
In particolare tale opera deve essere programmata e
Comunicare le regole da seguire al lavoratore non lasciata al “buon senso” o “alla libera discrezione”
Nel successivo paragrafo verranno approfonditi i temi del preposto. Va ribadito che tale impegno non è
della comunicazione e dell’andragogia, ma in questa accessorio al ruolo, ad esempio di un capoturno, ma
sede va subito affermata l’importanza di uso di ne costituisce l’identità e ne salvaguarda l’integrità in
tecniche adeguate alla cultura e alle capacità della persone caso di infortunio. L’azienda deve, perciò, munirsi di
a cui ci rivolgiamo e di verificare tempestivamente della precisi strumenti e canali comunicativi per favorire tale
comprensione di quanto abbiamo comunicato. attività e di essi si parlerà in seguito. In quest’opera di
vigilanza è fondamentale che non esistano eccezioni
Verificare che la regola sia seguita ed esigerne il dettate da interpretazioni soggettive della norma da
rigoroso rispetto da parte di tutti parte del preposto o peggio da “simpatie”, dal fatto
Non significa, ovviamente, che il preposto trascorre la che “Lui sa come si fa” o che “Conosce a memoria
sua giornata lavorativa a “fare il vigile” o peggio “con quel lavoro”.

(7) In merito al tema della vigilanza nelle sue implicazioni


giuridiche si faccia riferimento a tutta una serie di articoli a firma
Anna Guardavilla e Antonio Porreca pubblica dal sito Puntosicuro.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 VII


Inserto

Segnalare e documentare il non rispetto della lavoratori per migliorare tale strumento che deve adattarsi
regola al proprio superiore, dirigente o datore al mutare delle caratteristiche etniche e sociali dei
di lavoro destinatari.
È una diretta conseguenza di quanto scritto nei due punti Modulo di assegnazione dei DPI
precedenti. Va ripetuto che tale segnalazione non è facol-
tativo, bensì obbligatorio e penalmente rilevante qualora la Il modulo di assegnazione dei DPI, come il precedente
non segnalazione e documentazione di un comportamento documento, non è un semplice adempimento burocratico:
errato, soprattutto se protratto nel tempo, portasse ad un tale consegna è l’occasione privilegiata per addestrare,
infortunio. informare e formare al loro uso, per sottolineare l’impor-
tanza del corretto utilizzo e conservazione dei DPI. In tale
Dare il buon esempio sede vanno ribadite alcune regole essenziali circa tali
dispositivi:
Non susciti facili sorrisi tale affermazione perché — leggere attentamente le istruzioni di utilizzo e/o le note
chiunque frequenti i reparti delle nostre aziende sa integrative;
che essa è tutt’altro che scontata e come spesso sia — controllare l’eventuale data di scadenza dei DPI e
proprio questa mancanza di “buon esempio” una delle qualora non ne fosse prevista alcuna spiegare la politica
cause di frequenti contrasti, incomprensioni, malumori aziendale circa la sostituzione o il cambio dei DPI;
e reciproche rivendicazioni. La testimonianza e l’ade- — prima dell’utilizzo accertarsi dell’assenza di difetti o
sione in prima persona del preposto alle direttive imperfezioni e informare immediatamente il proprio pre-
dell’azienda rimane uno strumento di informazione e posto di qualsiasi difetto o inconveniente rilevato;
formazione insostituibile. — seguire le procedure aziendali per la riconsegna e lo
smaltimento dei DPI.
Rafforzare i comportamenti virtuosi Sempre in tema di DPI è anche importante chiarire il ruolo
Si è già accennato a questo tema che sarà ripreso più dei soggetti che operano in azienda su questo argomento
avanti, ma va comunque segnalato ancora una volta rispondendo o meglio anticipando domande che spesso,
che vigilare non significa intervenire solo quando c’è come formatori, ci sentiamo rivolgere: Chi valuta la loro
una violazione, ma anche quando va tutto bene e c’è indispensabilità? Chi li acquista e dà l’ordine di indossarli?
un pieno rispetto delle regole di prevenzione e prote- Chi insegna come indossarli? Qual è il ruolo del medico
zione. Documentare che non ci sono state inadem- circa i DPI? ecc.
pienze è, comunque, un modo di vigilare, ma ancor
più formalizzare con il proprio gruppo di lavoro tale Diario del preposto
traguardo è il modo migliore per rafforzare quel com- Il diario del preposto, le schede di audit o di segnalazione
portamento e contemporaneamente fortificare la moti- o qualsiasi altro strumento - anche su supporto informa-
vazione e la coesione del gruppo. tico - che possa essere impiegato per documentare l’opera
di vigilanza non va inteso come “libretto delle note
Strumenti operativi per l’attività di vigilanza scolastiche” da utilizzare solo se “le cose vanno male”;
Ma quali sono gli strumenti operativi con i quali il preposto anzi deve registrare anche e soprattutto gli aspetti positivi
può attuare e dimostrare, ma soprattutto rendere efficace la che sono rilevati nell’area di competenza del preposto e le
sua attività di vigilanza? I principali si possono raggrup- attività di formazione, informazione e addestramento che
pare in quattro tiopologie: egli attua. È utile che tale registrazione sia guidata e
1) la “Scheda mansionale”; aiutata fornendo delle tabelle, delle maschere o delle
2) il modulo di assegnazione dei DPI; griglie che individuino le priorità cui il preposto deve
3) il Diario del preposto; dedicare la sua attenzione e che lo aiutino e indirizzino
4) il Rapportino di emergenza e di infortunio/mancato nella compilazione. Nell’Allegato A in chiusura di questo
infortunio. Inserto è fornito uno schema di come strutturare un diario
del preposto.
“Scheda mansionale”
La “Scheda mansionale” (o, con termini più attuali, Job Rapportino di emergenza e di infortunio o
description o Scheda di informazione e formazione) è lo mancato infortunio
strumento che indica: Il rapportino di emergenza e/o di infortunio o mancato
— i pericoli e i rischi che accompagnano una certa infortunio richiama la cruciale importanza di una
lavorazione; segnalazione puntuale e tempestiva dei casi di infortu-
— le modalità di svolgimento del lavoro; nio o incidente, ma anche di mancato infortunio o
— eventuali dispositivi di protezione collettiva e indivi- incidente che non vanno archiviati con “Per fortuna
duale da attivare e utilizzare. non si è fatto male nessuno” o altre formule simili. Al
Non si tratta semplicemente di mettere tale materiale a contrario vanno registrati ed analizzati come si trat-
disposizione del lavoratore e farglielo firmare come fosse tasse di un vero infortunio. L’attenzione a questo tema
una “polizza assicurativa”, ma esso va spiegato dal prepo- e il diffondersi nei luoghi di lavoro della volontà di
sto, o chi per lui, impiegando linguaggi e metodologie segnalare con costanza anche i near miss sono forse il
adatte non ultime l’utilizzo di fotografie e disegni. Impor- frutto più maturo della cosiddetta “cultura della
tante anche raccogliere suggerimenti e proposte dei sicurezza”.

VIII Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Inserto

Le funzioni degli strumenti del preposto anche quando “va tutto bene”: come si comporta il prepo-
Pur nelle notevoli differenze che caratterizzano “gli stru- sto? Lo sottolinea e lo comunica ai suoi collaboratori? Lo
menti del preposto” appena citati, ciò che li accomuna sono riferisce ai suoi superiori o archivia tutto con un demoti-
le funzioni che devono svolgere: vante “Era ora”? E, ancora una volta, ciò vale anche negli
1) informare e formare i lavoratori dei rischi specifici per la uffici. Pensiamo, ad esempio, alle posture davanti ad un
loro salute o sicurezza presenti sui posti di lavoro e ai quali VDT. Il capufficio ha informato i lavoratori inquadrati
essi risultino esposti e le conseguenti norme di preven- come videoterminalisti circa il giusto modo di stare seduti?
zione e protezione; Con quali strumenti ha svolto la formazione? Sorveglia e in
2) informare i lavoratori sulle misure da osservare nei casi che modo il rispetto delle sue indicazioni? E se rileva
di emergenza o di guasti; un’inadempienza, come si comporta?
3) dopo un adeguato addestramento all’uso, fornire e
sorvegliare l’uso da parte dei lavoratori dei necessari ed La valutazione dei rischi
idonei mezzi di protezione individuali e collettivi messi a
Il preposto non è un tecnico della sicurezza chiamato a
loro disposizione;
valutare i rischi e le successive misure di prevenzione e
4) segnalare al proprio superiore la persistente inosser-
protezione, ma potremmo definirlo un “gestore della sicu-
vanza da parte di uno o più lavoratori delle disposizioni di
rezza”, cioè una figura in prima linea che, dopo essere stato
legge e aziendali;
adeguatamente informato e formato, vigila sull’applica-
5) indicare le proposte di miglioramento della sicurezza su
zione e il rispetto delle norme che il DDL con il contributo
attrezzature, luoghi di lavoro, uso di sostanze e preparati;
del RSPP ha stabilito. In questa prospettiva non è neces-
6) analizzare gli infortuni e i mancati infortuni suppor-
sario che acquisisca le tecniche e le competenze valutative
tando la compilazione dei moduli aziendali predisposti;
specifiche, ad esempio, del RSPP, ma è comunque van-
7) annotare e formalizzare nei reparti di loro pertinenza le
taggioso che faccia propria una metodologia di lavoro che
attività di vigilanza effettuate e le azioni di monitoraggio
lo porti a considerare la sicurezza in un’ottica di sistema e
anche delle prescrizioni o limitazioni sanitarie ricevute dal
di integrazione tra lavoro, uomo, macchina e ambiente. Ciò
Medico competente che i lavoratori devono osservare;
lo porterà a capire meglio alcune scelte che l’azienda
8) dare feedback positivi e di rinforzo qualora si evidenzino
compie e saprà darne maggior ragione di fronte ad even-
situazioni ottimali e di rispetto delle norme e dei compor-
tuali richieste della sua squadra di lavoro. Nel percorso di
tamenti stabiliti.
formazione per il preposto è, dunque, utile inserire una
Tutti questi strumenti devono, dunque, ispirarsi ad una
parte riservata, magari attraverso l’analisi di un’attività
“filosofia” basata su:
lavorativa che svolge con regolarità, a sviluppare un modo
— osservazione attenta e quotidiana dei comportamenti
di analizzare la realtà che potremmo riassumere in quattro
dei lavoratori;
tappe.
— individuazione delle cause di eventuali errori, trasgres-
sioni, condotte non corrette, ecc.;
— proposta di soluzioni che tengano in considerazione ciò Individuazione dei pericoli
che il preposto può attuare da subito e in piena autonomia e Il primo momento consiste nell’individuare i pericoli, cioè
a ciò che, al contrario, richiede l’intervento di altri soggetti tutti gli elementi presenti sulla scena lavorativa che potreb-
per avere un aiuto che può essere di tipo di organizzativo, bero causare un incidente o peggio un infortunio. Essi sono
formativo e/o tecnico; costituiti da:
— segnalazione e documentazione del rispetto delle regole 1) i soggetti e non solo i lavoratori, dipendenti e non,
e dei comportamenti virtuosi, così da fornire un feedback direttamente operativi “che si muovono” nell’ambiente
positivo e di rinforzo del quale spesso si sottovaluta che stiamo analizzano;
l’importanza. 2) l’ambiente di lavoro e qui entrano in scena le dimen-
Una nota conclusiva. Il significato, il senso e le conse- sioni, la luminosità, il microclima, l’arredamento, com-
guenze del comportamento messo in atto dal lavoratore prese se parliamo di uffici, le scrivanie e le sedie, le vie di
dipendono non tanto dal comportamento in sé, ma soprat- accesso, ecc.;
tutto da ciò che precede e segue il comportamento stesso. 3) le macchine e le attrezzature impiegate da quelle di
In altre parole non basta soffermarsi sul modo di agire grandi dimensioni a quelle, spesso sottovalutate, come
errato, ma vanno analizzati il prima e il dopo, gli antece- potrebbe essere un PC portatile;
denti e le reazioni al comportamento sia corretto che 4) le sostanze e i prodotti utilizzati quali ad esempio colle,
scorretto. Un esempio: un lavoratore è sorpreso dal suo solventi, vernici, paste abrasive e non ultimi, se ci rife-
preposto a compiere una lavorazione senza i prescritti DPI; riamo all’attività impiegatizia, il toner delle stampanti;
certamente l’atto in sé è una precisa violazione, ma le vere 5) l’organizzazione del lavoro intesa, ad esempio, come
questioni sul tappeto sono altre: l’azienda e il preposto che orari di svolgimento dell’attività, stabilità o meno del
cosa hanno fatto perché ciò non succedesse? Quali attività carico di lavoro, rotazione degli incarichi, ecc.;
di addestramento, informazione e formazione all’uso dei 6) i rifiuti, gli scarti e le emissioni derivanti dalla lavora-
DPI sono state messe in atto? Come reagisce il preposto? zione, voce quest’ultima sempre più importante nelle
Finge di non vedere? Richiama il lavoratore a quattr’occhi nostre aziende sia per aspetti economici che per le impli-
o pubblicamente davanti ai suoi colleghi? Redige imme- cazioni legislative. È importante favorire nel preposto una
diatamente una nota di richiamo per l’ufficio personale? presa di coscienza di quanto questi fattori pesino nella vita
Analizza l’accaduto con la squadra per individuare cause e aziendale e di quanto si sta facendo in un’ottica sia di
soluzioni? Questa analisi del “prima” e del “dopo” vale riduzione dei costi che tale settore implica, ma anche di

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 IX


Inserto

maggior consapevolezza e sensibilità per i temi verifica. In altre parole bisogna chiedersi: come monito-
ambientali. rare il sistema? Con quali strumenti tenere la situazione
Come detto nella premessa, anche se brevemente, i riferi- sotto controllo? Come rilevare e comunicare ai vertici
menti ai pericoli presenti nei nostri uffici e non solo nei aziendali eventuali “segnali deboli”, quali i quasi infortuni,
“classici” reparti produttivi sono importanti perché è espe- che possono essere premonitori di situazioni più gravi?
rienza condivisa che parlare di valutazione dei rischi, di Tornano a svolgere un ruolo significativo e a dimostrare la
documento di valutazione dei rischi e del ruolo del prepo- loro importanza gli strumenti di cui si è detto nella seconda
sto in riferimento a mansioni non espressamente realizza- parte del paragrafo precedente: il diario del preposto, le
trici di manufatti, ma ad esempio amministrative, crea schede di audit interne, ecc. Ancora una volta sarà neces-
spesso delle difficoltà o incontra una sottovalutazione sario ribadire che tali strumenti non hanno la finalità di
del problema quando non addirittura un’infondata ironia. “dare i voti” o semplicemente segnalare ciò che non
Questa presa di coscienza può essere favorita da una parte funziona, ma servono per innescare un processo di miglio-
mostrando e riflettendo sui dati delle malattie professionali ramento continuo.
a livello italiano ed europeo che mostrano un aumento Nelle aziende maggiormente strutturate e complesse e
vertiginoso di quelle legate a problemi muscoloscheletrici nelle quali il prodotto finale è frutto di un lavoro di squadra
e dall’altra provando insieme a chi lavora negli uffici ad caratterizzato da una continua interazione fra i lavoratori,
analizzare alcune situazioni problematiche che vengono vale la pena mettere anche in conto di organizzare delle
quotidianamente riscontrate quali, ad esempio, la gestione riunioni o dei momenti di confronto gestiti dallo stesso
del microclima, lo smaltimento del toner, la gestione delle preposto, che deve prima essere formato per organizzare
pause dopo due ore di attività di fronte ad un VDT. tali iniziative e al quale, soprattutto nelle prime esperienze,
va fornito supporto con materiale didattico e logistico
Individuazione dei rischi adeguato. Si apre così la strada all’ultimo paragrafo di
Segue poi l’analisi dei rischi che per i destinatari del nostro questo percorso di analisi, che porta a soffermarsi su alcuni
percorso formativo possono essere individuati ponendosi aspetti della comunicazione, nella convinzione, già
la domanda “Che cosa non vogliamo succeda?” con tre espressa in precedenza, che il preposto debba acquisire
ambiti di analisi: anche capacità manageriale e di gestione delle persone.
1) il lavoratore che svolge la mansione o il ruolo analizzati;
2) chi lavora accanto e ad eventuali terze persone che Elementi di comunicazione
potrebbero essere coinvolte;
3) l’ambiente lavorativo e circostante la sede dell’azienda. Per quanto detto finora, trattare il tema della comunica-
zione in un corso di formazione per preposti deve porsi i
Individuazione delle misure di prevenzione e seguenti obiettivi:
1) aiutare le persone a riflettere sulla comunicazione come
protezione strumento capace di creare climi e modelli organizzativi
Il terzo momento è l’individuazione delle misure di pre- diversi;
venzione e protezione necessarie a eliminare o contenere il 2) favorire l’autoanalisi delle modalità di comunicare
rischio. Sappiamo che ciò avviene muovendosi in quattro individuando le abilità già possedute e da potenziare e le
direzioni che si integrano e si arricchiscono aree di miglioramento;
reciprocamente: 3) rilevare l’importanza della comunicazione in un’orga-
1) assicurare addestramento, formazione ed informazione nizzazione al fine di migliorarne l’efficacia e l’efficienza;
a tutti i soggetti coinvolti e garantire che questa attività 4) accrescere la consapevolezza dell’importanza del feed-
venga aggiornata periodicamente secondo l’evoluzione back, positivo e negativo, per il miglioramento dell’a-
del rischio; zienda e del clima aziendale.
2) attuare misure organizzative che si concretizzano in Nel momento in cui si affronta il tema della comunicazione
particolare in procedure di lavoro e di manutenzione degli è sempre conveniente sfatare alcuni falsi “miti” che, soli-
impianti e delle attrezzature impiegate, predisposizione tamente, costituiscono altrettante obiezioni quando si
dei turni di lavoro, designazione dei ruoli e dei compiti di tratta questo argomento con i preposti. Il primo mito è
ciascuno, ecc.; illustrato dall’affermazione “Comunicare è un dono: c’è
3) allestire misure tecniche quali dispositivi di protezione chi è portato e chi no. Io non lo sono”. Va, dunque, subito
collettiva ed individuale, segnaletica orizzontale e verti- chiarito che la comunicazione è una competenza che si può
cale, segnalatori acustici e visivi, luminosità ade- acquisire, migliorare ed affinare. Segue poi l’altrettanto
guata, ecc.; infondata convinzione che “Comunicare è un fatto naturale
4) predisporre delle attività che consentano di gestire le perché lo facciamo da sempre e quindi non c’è nulla da
situazioni di emergenza così da agire tempestivamente e imparare”. Sono sufficienti la pratica e l’esperienza quo-
contenere l’eventuale danno. Il riferimento è alle squadre tidiana per dimostrare quanto immotivata e priva di fon-
di primo soccorso e/o di emergenza, a sistemi antincendio, damento sia tale opinione. Ultimo convincimento errato
alla presenza di un defibrillatore in azienda o alla più che accompagna la trattazione dell’argomento è “Non so
semplice cassetta del pronto soccorso. parlare, ma sono molto bravo ad ascoltare”. Tutto con-
ferma che ascoltare e parlare, meglio comunicare, sono
Verifica competenze che si sviluppano e raffinano di pari passo e
Infine, ma non certo per importanza, una corretta valuta- ciò vale sia a livello di singolo individuo che di organiz-
zione dei rischi deve prevedere anche degli strumenti di zazione. In altre parole: migliorando le capacità

X Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Inserto

comunicative, si compiono progressi anche nell’ascoltare, avere piena consapevolezza di questo e agire di conse-
che del comunicare è parte integrante. guenza comporterebbe un salto di qualità e un notevole
miglioramento delle relazioni nei luoghi di lavoro e non
La comunicazione come strumento per creare solo. Nella Tabella 4 sono riassunti brevemente gli ele-
climi e modelli organizzativi diversi menti principali della comunicazione non verbale e
paraverbale (9).
È importante iniziare la trattazione di questo argomento, se Di notevole rilievo per quanto riguarda l’utilizzo e l’inter-
gli “alunni” sono dei preposti, con un momento di auto- pretazione della CNV e CPV sono le differenze culturali,
analisi e di una prima presa di coscienza dei vari aspetti e dimensione alle quali fanno esplicito riferimento sia il
della complessità che la comunicazione implica attraverso TUSL che gli Accordi Stato-Regioni 21 dicembre 2011
la somministrazione dell’Allegato B (in chiusura di questo e 7 luglio 2016 (10) quando mettono a fuoco gli aspetti
Inserto). didattici dell’informare e formare correttamente e in modo
Punto di partenza di ogni corso di comunicazione, e quello efficace i lavoratori (11). Si pensi, ad esempio, alla cultura
destinato ai preposti non può certo costituire un’eccezione, latina che potremmo connotare come “della vicinanza”
deve essere la convinzione e la condivisione del primo e contrapposta ad una “della lontananza” del mondo orien-
indubitabile assioma della comunicazione: “non possiamo tale per cui la distanza fra due interlocutori varia notevol-
non comunicare” o, se vogliamo formularla in altra mente, così come la stretta di mano o i gesti che
maniera, “tutto comunica nei rapporti fra persone” (8). accompagnano l’interazione fra le persone soprattutto se
Questa affermazione basilare trova poi conferma in nume- appartenenti a generi diversi.
rosi studi che confermano che la nostra comunicazione
quotidiana è composta per circa il 55% dalla forma non
verbale, il 38% dal paraverbale e “solo” per il 7% dal L’autoanalisi delle modalità di comunicare
verbale nella sua forma scritta e orale. Questo non significa Un secondo tema centrale è l’importanza di dare e ricevere
abbassare la guardia circa l’importanza di scegliere le riscontro, strettamente collegato all’ascolto, nelle sue
giuste parole da utilizzare sia in una presentazione orale forme passiva, ovvero l’ascolto attento e silenzioso
che in un testo scritto, ma ci spinge a dedicare uguale senza intervenire, ed attiva, cioè porre domande, parafra-
attenzione anche ad altri aspetti del nostro interagire e sare, riformulare e ripete con parole proprie il messaggio
rapportarci agli altri. Pensiamo, solo a titolo esemplifica- ricevuto (12). Non è una facile battuta dire che sentire ed
tivo, ai “danni” o i malintesi che genera il silenzio, che è a ascoltare sono due attività diverse, ma corrisponde a due
tutti gli effetti una forma di comunicazione sulla cui portata dinamicità differenti. Se la prima riguarda solo l’udito e si
e rilevanza è sempre bene richiamare l’attenzione. Già ferma al dato oggettivo del messaggio, la seconda

Tabella 4 - Elementi della comunicazione non verbale e paraverbale

Tipologia Definizione Esempi

Non verbale (CNV) Indica ciò che trasmettiamo, a volte involontariamente • Sguardo
o senza averne piena consapevolezza, attraverso la • Mimica facciale
postura, i movimenti, la posizione che si occupa nello • Pettinatura
spazio e gli aspetti estetici. Questo tipo di comunica- • Gesti delle mani e del corpo
zione fa uso soprattutto di un codice analogico, cioè • Postura
utilizza delle immagini per trasmettere ciò cui fa • Modo di camminare e di stare seduti
riferimento. • Abbigliamento e più in generale il look (orologio,
gioielli, trucco, ecc.)

Paraverbale (CPV) Denota il modo in cui qualcosa viene espresso e, • Tono


dunque, si riferisce alla nostra voce, al ritmo con cui • Volume
parliamo e ai suoni che intervallano o accompagnano le • Ritmo
parole che pronunciamo. Nella scrittura il paraverbale si • Pause
manifesta nell’uso della punteggiatura che definisce il • Risate
ritmo con cui leggiamo. Vale quanto già detto per la • Silenzio
comunicazione non verbale: anche con il paraverbale • Schiarirsi la voce
possiamo inviare messaggi inconsapevoli e a forte
connotazione emotiva.

(8) Gli assiomi della comunicazione furono elaborati dalla scuola luglio 2016, “Accordo finalizzato alla individuazione della durata e
di Palo Alto (California), di cui uno dei maggiori esponenti fu Paul dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli
Watzlawick, ed indicano degli elementi sempre presenti in una addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell’articolo
comunicazione. 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modi-
(9) Si veda su questo argomento R. Bressan, L. Perotti, Psico- ficazioni. (Rep. Atti n. 128/CSR)” (GU 19 agosto 2016, n. 193).
logia della comunicazione, libreria universitaria.it edizioni, Padova (11) F. Battiston, “Sicurezza sul lavoro: informazione e forma-
2019, cap. 5. zione degli immigrati”, in questa Rivista, 2018, 12, Inserto.
(10) Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le (12) Bressan, Perotti, cit., pagg. 65-72.
Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano - Accordo 7

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 XI


Inserto

coinvolge anche altre facoltà e dimensioni quali ad esem- errore o violazione. Se vogliamo che il feedback possa
pio la consapevolezza di ciò che la persona ci vuole dire al costituire uno strumento di “miglioramento continuo”,
di là delle parole che utilizza, come egli vive lo scambio espressione quest’ultima che si trova nel TUSL e in tutti i
comunicativo, quali sentimenti, paure e preoccupazioni si sistemi di certificazione - fra cui le ISO 45001, non secon-
colgono tra le righe anche se non esplicitamente espresse, darie, per il tema qui trattato - questo strumento va inteso in
ecc. Facile obiettare che “il preposto non è uno psicologo” due modalità complementari e ugualmente importanti: la
e infatti non gli è chiesto di farlo, ma se vuole rendere critica costruttiva, qualora un comportamento debba essere
efficiente ed efficace la propria squadra questa compe- modificato, e l’elogio, quando, al contrario un modo di agire
tenza (che in quanto tale, si può imparare e affinare) risulta vada rafforzato e implementato. I due aspetti complementari
indispensabile. e indispensabili sono descritti dalla Tabella 5.
Ogni messaggio è composto di quattro livelli o, se prefe- Fornire ai propri collaboratori un rinforzo positivo quando
riamo, facce (13): vengono raggiunti gli obiettivi prefissati non solo nella
1) l’aspetto oggettivo: il contenuto condiviso da entrambi produzione, ma anche nel rispetto delle prassi comporta-
gli interlocutori e che non è messo in discussione; mentali previste dall’azienda o meglio ancora quando un
2) l’autopresentazione: i sentimenti, le idee, le paure, le membro della propria squadra assume un atteggiamento
convinzioni che l’emittente evidenzia e trasmette, impli- proattivo nella soluzione di un problema è la garanzia per un
citamente o esplicitamente, attraverso il contenuto ogget- consolidamento di tali aspetti e per innescare un migliora-
tivo del primo punto; mento veloce e duraturo. Celebrare - e tale verbo non sembri
3) la relazione: come viene vissuto il rapporto fra i due troppo carico di enfasi - e mettere in comune i risultati con il
interlocutori da parte di chi ha dato il via all’interazione, in proprio gruppo di lavoro crea un’altra opportunità per il
altre parole come si vede e che cosa si pensa del proprio rinforzo, in quanto le persone condividono e vedono rico-
interlocutore; nosciuto il loro impegno e il loro successo.
4) la richiesta o l’appello: ciò che l’emittente vorrebbe In questo modo la vigilanza assume una dimensione molto
facesse il destinatario. più ampia dello “stare attenti che non succeda niente” e non
Circa il dare e ricevere feedback la difficoltà maggiore, è più semplicemente sinonimo di “controllo” o, peggio,
frutto di un retaggio educativo e scolastico a volte forte- “sorveglianza” tanto da etichettare il preposto come “sor-
mente radicato (ma che, per fortuna, sembra cominciare a vegliante” (14), ma prende su di sé i tratti della leadership e
mostrare qualche crepa), è superare la convinzione che si di una gestione efficace ed efficiente del gruppo. Questo
debba dare un riscontro e intervenire solo di fronte a un tipo di crescita della propria squadra passa innanzitutto

Tabella 5 - Feedback positivo e negativo

Feedback negativo: la critica costruttiva Feedback positivo: gli elogi

1. Per modificare un comportamento inadeguato, la critica non può 1. Riconoscere i meriti delle persone e il raggiungimento dei traguardi
essere generica (Es.: “Stai sbagliano”), ma deve essere specifica prefissati senza interpretazioni e senza dietrologie o sminuendo
(Es.: “L’ordine in cui sono posizionati i contenitori non è quello quanto è stato ottenuto.
previsto dalla procedura”). 2. L’approvazione per quanto ottenuto non deve mai travalicare
2. Vanno proposti obiettivi definiti, descritti in modo il più possibile nell’utilizzare giudizi superlativi ed esagerati sulla persona e i risultati
esaustivo, misurabili, che permettano cioè di sapere sempre a che ottenuti perché tali giudizi verrebbero vissuti dall’adulto cui sono
punto siamo e se ci stiamo muovendo nella giusta direzione. rivolti come derisioni e caricature.
3. Va stabilito il tempo entro cui raggiungere quell’obiettivo. 3. Anche nell’approvazione è importante essere specifici nel descri-
4. Una particolare attenzione va riservata al fatto che la critica deve vere il comportamento cui rivolgiamo il plauso così da testimoniare il
rivolgersi al comportamento inadeguato o sbagliato e non alla per- fatto che siamo attenti a ciò che capita attorno a noi e che il com-
sona che l’ha messo in atto. plimento non è una facile e generica “pacca sulla spalla”.
5. La critica deve muovere ed essere fondata su dati oggettivi e non su 4. Il feedback positivo rafforza il comportamento virtuoso se
stati d’animo o reazioni emotive che pure è giusto comunicare accompagnato dalla descrizione puntuale dei vantaggi e degli effetti
all’interlocutore, ma in seconda battuta. positivi a favore della squadra del comportamento stesso adottato dal
collaboratore.
5. Ringraziare la persona per come si sta comportando e per il
contributo che sta offrendo e non liquidare il tutto con l’espressione
“Niente più del suo dovere” che risulta, come già detto, una delle frasi
più demotivanti nei luoghi di lavoro. Tra preposto e lavoratore c’è
ovviamente un rapporto di lavoro regolamentato da un “dare per
avere”, ma ciò non toglie il valore di un riconoscimento formale di ciò
che il lavoratore offre a vantaggio dell’organizzazione. Senza contare
che tale atteggiamento di gratitudine nei confronti del collaboratore
migliora il clima aziendale, instaura un rapporto di fiducia e rende il
singolo e l’organizzazione più produttivi.

(13) F.S. von Thun, Parlare insieme, Tea, Milano, 2015. definito proprio “sorvegliante” e il suo ruolo è di semplice e mero
(14) Si vedano a questo proposito i primi minuti del film “Tempi trasmettitore degli ordini impartiti dal presidente dell’azienda.
moderni” di e con Charlie Chaplin. In tale pellicola il preposto viene

XII Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Inserto

attraverso il porre domande che favoriscono il coinvolgi- tradizionale tripartizione tra comunicazione visiva,
mento dei lavoratori che possono esprimere il loro punto di uditiva e cinestetica propria della programmazione
vista e avanzare proposte favorendo nel preposto una neurolinguistica (15) e dilungarsi sulla validità o
maggior efficacia nel risolvere i problemi. Il porre meno di questa scuola di pensiero, è sufficiente ren-
domande contribuisce, inoltre, a rivivere con i collabora- dere consapevole il preposto dei diversi schemi men-
tori i successi e i traguardi raggiunti guadagnando così tali, mappe, griglie, “occhiali” con cui ci avviciniamo,
rinforzo per i comportamenti virtuosi e le buone pratiche e leggiamo e interpretiamo la realtà e apprendiamo. Nei
motivando a proseguire sulla strada intrapresa. corsi di formazione per preposti è utile ragionare sul
Il feedback, se inteso in questa modalità, si esplicita in fatto che, pur vivendo la stessa situazione o trovandosi
controlli assidui e programmati e ciò porta a “fare il punto” nello stesso luogo, qualcuno può essere maggiormente
con continuità rispetto alla situazione di partenza, a ripren- interessato, colpito o attirato dai colori e dalle imma-
dere frequentemente i temi aperti ed essere disponibile per gini, qualcuno dalla spiegazione offerta e altri dalle
la propria squadra. Si attua così una “politica dei piccoli sensazioni corporee e dalle emozioni vissute. Dunque,
passi”, cioè raggiungere l’obiettivo finale attraverso il preposto dovrebbe essere aiutato ad acquisire modi
“tanti” obiettivi intermedi accompagnati da altrettante diversi di porsi e di spiegare la stessa procedura di
verifiche temporanee. Da tenere sempre presente, a tal lavoro o istruzione operativa per facilitarne l’appren-
proposito, che cambiamenti significativi hanno bisogno dimento da parte dei suoi collaboratori. È lo scopo
di incoraggiamenti continui e tempi altrettanto significa- principale del paragrafo successivo in cui verranno
tivi. Spesso le persone sono abitudinarie e avversano i riprese e aggiornate riflessioni già sviluppate in pre-
cambiamenti: nel momento in cui il preposto introduce dei cedenti lavori (16).
cambiamenti è necessario che rassicuri le persone renden-
dosi disponibile ad aiutarle, che comprenda le loro diffi- Problem solving e problem setting
denze e nello stesso tempo motivi le novità prospettate e i Nello sviluppare il tema della comunicazione nei corsi
vantaggi che si pensa di ottenerne. di formazione per preposti, un capitolo a parte merita
Se così intesa, la vigilanza del preposto diventa, come la trattazione del problem solving e del problem setting
accennato sopra, anche un rilevante strumento in un’ottica sul cui impiego e utilizzo bisognerebbe innanzitutto
di sistema di gestione con un monitoraggio continuo della istruire il preposto affinché successivamente impieghi
struttura e nel contempo occasione di addestramento, questa tecnica per organizzare e gestire riunioni, ela-
informazione e formazione dei lavoratori. borare semplici procedure da impiegare nel reparto o
con la squadra di cui è responsabile, approfondire
Evidenziare la comunicazione per migliorarne situazioni problematiche che si trova ad affrontare e
l’efficacia e l’efficienza analizzare situazioni rischiose in chiave preventiva o
Un terzo tema su cui fornire al preposto alcune indi- qualora si sia verificato un infortunio o un incidente.
cazioni è l’importanza di utilizzare sempre canali Nella Tabella 6 vengono presentate le caratteristiche
diversi nei suoi interventi. Senza lasciare spazio alla fondamentali di tali tecniche.

Tabella 6 - Problem solving e problem setting

Problem setting Problem solving

Breve definizione Processo attraverso il quale si mira a tra- Processo attraverso cui ci si prefigge di
sformare una percezione, una sensazione di individuare la soluzione migliore per un
disagio di fronte ad una situazione in una problema.
questione ben definita in tutti i suoi aspetti,
cioè in un problema.

Successione temporale È la fase che apre il processo investigativo Segue la precisa definizione del problema o
cercando di definire il problema, i suoi confini della situazione da affrontare. È davvero
e gli elementi da tenere presenti. produttiva e risolutiva solo se preceduta da
un’attenta attività di problem setting.

Domanda fondamentale Che cos’è? Come si fa?

Verbi guida • Analizzare • Ideare


• Scomporre • Valutare
• Fissare • Scegliere
• Delimitare • Progettare

(15) A. Roberti, PNL al lavoro, Alessio Roberti Editore, Urgnano “Nuova formazione RSPP e tecniche didattiche”, Inserto, in que-
(BG), 2012. sta Rivista, 11, 2016, pagg. 551-560. A. Rotella, F. Battiston, La
(16) F. Battiston, “Sicurezza sul lavoro: informazione e forma- formazione sulla sicurezza dopo l’Accordo 7 luglio 2016, in questa
zione degli immigrati”, in questa Rivista, 12/2018, F. Battiston, Rivista, Wolters Kluwer, Milano, 2016.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 XIII


Inserto

Problem setting Problem solving

Visione della realtà Problem setting e solving condividono una visione della realtà, una filosofia di approccio alle
situazioni che si può riassumere in 2 punti:
1. visione sistemica o olistica della realtà, per cui più che agli elementi che compongono un
sistema si dedica attenzione alle relazioni e alle interdipendenze fra le parti;
2. il problema, l’errore e gli ostacoli possono essere una sfida, un elemento positivo per
permette di migliorare.
Di ogni situazione che ci pone un problema che intendiamo risolvere dobbiamo considerare:
• i suoi elementi (interni ed esterni);
• le relazioni fra questi elementi;
• l’ambiente in cui si collocano;
• i confini e/o limiti del sistema.

Le domande guida • Qual è il problema? • Su quali cause posso intervenire?


• Mi sono fermato ai sintomi o ho messo a • Quali soluzioni individuo?
fuoco il vero problema? • Quale soluzione attuo?
• Quali cause l’hanno generato? • Ho stabilito e chiarito compiti e responsa-
• Posso stabilire un ordine gerarchico fra le bilità (Chi fa, come e quando)?
cause? • Quali risorse investo (tempo, spazi, stru-
• Quali effetti produce? menti, ecc.)?
• Posso stabilire un ordine gerarchico fra gli • Quali verifiche predispongo?
effetti?
• Quali risorse sono a disposizione?
• Chi è coinvolto?

Competenze e capacità richieste Queste strategie permettono di ottenere notevoli benefici e raggiungere importanti traguardi
soprattutto di fronte a situazioni complesse e che coinvolgono molte variabili. Tuttavia
richiedono alcuni presupposti:
1) Conoscenze specifiche e dettagliate dell’argomento o problema che si è chiamati ad
affrontare. Ciò si ottiene il più delle volte attraverso l’apporto di più persone e/o specialisti.
2) Le persone coinvolte in queste attività devono essere state forate nelle loro competenze e
capacità comunicative e avere una certa familiarità al lavoro di gruppo.
3) Spesso in queste attività si confrontano opinioni ed interessi legittimi, ma molto diverse.
Ciò richiede che il responsabile abbia capacità assertive che superino le forze contrapposte
dell’aggressività e della passività e impari a gestire i conflitti secondo la modalità di volta in
volta più efficace: imporsi, cedere, mediare, aspettare o collaborare.
4) Indispensabile, infine, una buona motivazione in tutti i membri della squadra. Pur non
essendo la motivazione argomento di questo articolo, è utile indicare alcuni elementi che la
letteratura e le esperienze sul campo indicano come indispensabili per accrescere questo
aspetto nel proprio tema:
— definire con precisione gli obiettivi da raggiungere e comunicarli alla squadra con cui si
lavora;
— creare un sistema di feedback per comunicare e far sapere agli altri a che punto siamo del
progetto, che cosa sta andando bene e in quali aspetti possiamo migliorare;
— rapportare il ruolo e/o la mansione alle capacità delle persone sottolineando i loro punti di
forza con espressioni quali “Tu sei il più adatto per ...”, “Visto l’ottimo lavoro fatto la scorsa
volta, è meglio che sia tu a ...”, insomma far sentire che quelle persona “è quella giusta al
posto giusto”;
— lasciare spazio all’espressione creativa chiedendo spesso “Tu come faresti?” oppure
“Secondo te come facciamo per ...?”: il preposto indica chiaramente l’obiettivo, ma poi
decide insieme la strada da percorrere);
— curare i rapporti interpersonali e l’attenzione alle necessità delle persone;
— promuovere da una parte, per quanto possibile, un’attività diversificata e varia che riduca il
più possibile la monotonia e la ripetitività e dall’altra la crescita e la formazione personale.

Il preposto come formatore importante che il preposto abitui e sviluppi nei suoi col-
Sia la pratica quotidiana che il TUSL assegnano al prepo- laboratori una mentalità ed un approccio di analisi che
sto compiti per quanto riguarda l’addestramento, l’infor- dovrebbe prevedere:
mazione e la formazione dei lavoratori. Non si riprendono 1) individuazione e definizione del problema da risolvere,
qui le osservazioni di carattere andragogico sviluppate in che significa definire le cause e le conseguenze del
precedenti lavori e già citate perché sarebbero ripetitive e problema;
non del tutto congruenti con il tema trattato. Tuttavia al di 2) formulazione delle ipotesi di azione, di cambiamento e
là delle tecniche impiegate per assolvere a questo fonda- dei piani di miglioramento e successivo loro vaglio attra-
mentale compiti e dei temi trattati (l’utilizzo dei DPI, lo verso le informazioni a disposizione riguardanti il contesto
smaltimento di un rifiuto, l’attrezzaggio di una macchina, e l’ambiente in cui il problema si è generato, le risorse a
ecc.), in ogni intervento rivolto a fornire o migliorare le disposizione e i vincoli a cui sottostare;
conoscenze e le competenze della sua squadra, è 3) scelta e applicazione della ipotesi selezionata;

XIV Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Inserto

4) monitoraggio del sistema per valutare i cambiamenti Il diario non è un libretto delle sanzioni e dei richiami, ma
intervenuti ed eventuale revisione dei progetti e dei piani serve a formalizzare e rendere evidente la vigilanza quo-
e, in ultima analisi, in alcuni casi anche dell’obiettivo tidiana che il preposto concretamente effettua. Infatti, in
stesso; occasione di inchieste conseguenti ad eventi accidentali,
5) istituzionalizzazione e diffusione capillare delle appli- viene richiesto ai preposti di dimostrare concretamente
cazioni attraverso la stesura di procedure di lavoro. l’attività svolta in materia di prevenzione dei rischi
Attraverso l’attenzione costante alla formazione e all’in- lavorativi.
formazioni della propria squadra, utilizzando in partico- A ciò si aggiunge il fatto che un modello organizzativo e di
lare tecniche didattiche attive (17), il preposto raggiunge o gestione aziendale ha necessità di dare visibilità e forma-
comunque favorisce, altri aspetti importanti per il suo lizzare l’attività quotidiana di vigilanza e anche questa è
lavoro: una finalità di tale diario.
1) la conoscenza e la fiducia reciproca fra i partecipanti. In Inoltre, consapevole del fatto che in un’impresa
questo vincente è, in particolare, il giocare che riduce in moderna la formazione e l’informazione devono svol-
tempi veloci e in modo efficace le diffidenze e i timori che gersi, oltre che nelle aule di formazione, anche e
inevitabilmente sono presenti nel momento in cui si entra a soprattutto sui posti di lavoro, contestualmente al nor-
far parte di un nuovo gruppo; male evolversi dell’attività produttiva, l’azienda ha
2) attivare processi comunicativi verbali e non verbali: ritenuto opportuno introdurre tale diario affinché
particolarmente utili per questo sono il gioco e il role ogni preposto possa annotare e riportare i più signifi-
playing; cativi interventi operati sul personale dipendente a
3) suscitare la cooperazione: soprattutto attraverso lo stu- questo riguardo.
dio di caso, il brainstorming e la elaborazione di una La regolare e corretta tenuta del “diario”, oltre che
procedura il preposto favorisce la cooperazione fra i mem- favorire in ogni preposto lo sviluppo di una positiva
bri del team con inevitabile beneficio al clima quotidiano sensibilità per gli aspetti connessi all’igiene e la sicu-
dell’attività aziendale; rezza sul posto di lavoro, potrà dimostrare particolar-
4) disponibilità ad apprendere: con il racconto di una mente utile anche per la tutela della responsabilità
storia o di un episodio aziendale e con il gioco la dispo- penale dei preposti stessi, a fronte di sviluppi giudiziari
nibilità ad imparare è maggiore perché non “è la solita conseguenti ad eventuali fatti dannosi, oltre che dimo-
lezione”, le persone sono più ben disposte verso il docente strare che in azienda non venivano tollerati comporta-
e si sentono coinvolte nell’attività formativa in tutta la menti devianti da parte dei singoli lavoratori, rispetto
loro personalità; ai loro obblighi di legge, nonché alle disposizioni
5) la facilità di assimilazione: è un vantaggio che si ottiene aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e
in particolare ricorrendo allo studio di un caso o allo di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispo-
storytelling. Come ognuno porta nel proprio bagaglio sitivi di protezione individuale.
culturale storie, favole, racconti, parabole che magari
abbiamo sentito da bambini o da ragazzi, così anche Modalità di compilazione
nella vita aziendale ricorrono miti e narrazioni che Il “diario prevenzionale del preposto” dovrà essere
hanno per protagonisti i fondatori, lavoratori di lunga utilizzato da tutti che hanno la responsabilità della
data che personificano gli eroi oppure episodi particolar- conduzione di uomini e mezzi produttivi, e dovrà
mente significativi quali una crisi, un successo straordi- registrare i principali interventi prevenzionali collegati
nario, ecc.; a fattori comportamentali o alla assegnazione di mezzi
protettivi personali.
Allegato A - Il Diario prevenzionale del Per maggiore chiarezza si riportano di seguito alcune
preposto semplici istruzioni per la corretta compilazione della
modulistica allegata.
Presentazione Data
Questo documento (18) nasce dall’esigenza di fornire Dovrà essere quella dell’intervento sul personale
uno strumento operativo concreto al personale che interessato. Si raccomanda la più sollecita registra-
opera all’interno dell’azienda e che ha la responsabilità zione dell’intervento (entro la giornata stessa se
della conduzione di uomini e mezzi produttivi, per possibile).
poter ottemperare ai precisi obblighi che le leggi Persone interessate
vigenti in materia di prevenzione pongono a carico In questo spazio del modulo dovranno essere indicati i
dei preposti ai vari livelli. Gli obblighi per i preposti, nominativi (cognome e nome) delle persone destinata-
presenti già da tempo nelle sentenze riguardanti la rie dell’intervento. Per ogni nominativo è da richiedere
legislazione vigente in materia di prevenzione infortuni la firma degli interessati all’intervento. Qualora gli
e di igiene del lavoro, sono stati ribaditi ed arricchiti interessati non vogliano firmare, non è fondamentale,
dall’entrata in vigore del D.Lgs. n. 81/2008, in parti- basta che l’attività sia controfirmata da un superiore o
colar modo all’art. 19. dal SPP.

(17) Vedi pubblicazioni riportate nella nota precdente. implementarlo congiuntamente in alcune aziende. Lo strumento
(18) L’Autore ringrazia per l’Allegato A l’ing. Ugo Fonzar che, è stato in parte rielaborato rispetto all’originale.
oltre a farglielo conoscere, ha consentito di utilizzarlo e

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 XV


Inserto

Argomento o motivo dell’intervento Firma/e del/i lavoratore/i


In questo spazio del modulo dovranno essere indicati gli In questo spazio del modulo sarà richiesta l’apposizione
argomenti trattati e il perché, con eventuali azioni o anno- della firma dei lavoratori interessati. Qualora non
tazioni negative, neutre o positive. vogliano, non è previsto un loro obbligo in tal senso.
Osservazioni Firma del responsabile
In questo spazio del modulo il preposto potrà annotare le In questo spazio del modulo sarà apposta la firma del
eventuali reazioni, commenti, osservazioni “di ritorno” dal preposto.
personale destinatario dell’intervento. Controfirma del superiore
I report saranno da discutere periodicamente con il dele- In questo spazio del modulo sarà apposta la firma della del
gato del datore di lavoro, il Dirigente di produzione o il delegato del datore di lavoro o del dirigente di produzione o
Servizio Prevenzione e Protezione. del Servizio Prevenzione e Protezione.

Modulo

Allegato B - Checklist della comunicazione È impossibile non comunicare perché, consciamente o


inconsciamente, tutto della nostra persona comunica
Vorremmo costruire un percorso di formazione sugli (look, sguardi, postura, gesti, ....). Più ancora che con
aspetti relazionali e comunicativi del preposto. Il punto le parole, trasmettiamo le nostre idee e sentimenti
di partenza è senza dubbio un’analisi della situazione attraverso le azioni (o attraverso il non compiere
presente, dello stato di fatto. Per farlo vi chiediamo di determinate azioni).
restituirci, dopo averla compilata, la seguente checklist.

XVI Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Inserto

Modulo

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 XVII


Inserto

Allegato C - Favorire o ostacolare il lavoro di andamento del lavoro e su 6 che lo ostacolano. Tempo a
disposizione: 20 minuti.
gruppo A....... Ognuno si esprime in modo spontaneo
Classifica individualmente le seguenti affermazioni in B....... La leadership è legata alla competenza
ordine di preferenza: metti il numero 1 a quella considerata C....... C’è una sana competizione tra i membri del gruppo
più appropriata e vai in ordine decrescente fino al 21. D....... I membri sanno ascoltarsi reciprocamente
Tempo a disposizione: 10 minuti (19). E....... La ripartizione dei ruoli iniziale rimane stabile
Torna nel gruppo e mettiti d’accordo con gli altri membri F....... Gli obiettivi del gruppo sono definiti alla partenza
su 6 affermazioni che sembrano meglio favorire il buon G....... I membri partecipano molto volentieri al gruppo

(19) Questo allegato è tratto dall’interessante e utile V. Cesari


Lusso, Dinamiche e ostacoli della comunicazione interpersonale,
Eriksson, 2005, in particolare pagg. 165-166.

XVIII Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Inserto

H....... Non esistono differenze troppo marcate tra i parte- Q....... Alcuni membri non prendono la parola
cipanti rispetto al livello di informazione R....... Ognuno a turno prende la parola ed espone la propria
I....... Le situazioni di conflitto vengono evitate idea
J....... Tutti i membri del gruppo hanno lo stesso potere S....... L’espressione dei diversi punti di vista è sollecitata
K....... Alcuni membri monopolizzano la parola T....... In caso di disaccordo, si decide a maggioranza
L....... I membri vengono sovente interrotti mentre parlano U....... In caso di disaccordo, si sommano ed affiancano le
M....... L’aggressività si esprime apertamente diverse opinioni emerse
N....... Gli interventi sono brevi e concisi
O....... Le decisioni, una volta prese, non sono più messe in Le 6 favorevoli Le 6 ostacolanti
discussione
P....... Una persona annuncia chiaramente i punti da trat-
tare, le modalità di lavoro e gli obiettivi del gruppo

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 XIX


Approfondimenti

svolte in luoghi isolati provvede a fornire ai lavo- dell’azienda nonché l’influenza dei fattori dell’am-
ratori le dotazioni minime di emergenza, di cui biente e dell’organizzazione del lavoro;
all’art. 5, D.M. n. 19/2011. Sempre il D.M. n. 19/ — l’art. 18, comma 1, lett. z), D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i,
2011 statuisce ancora che i gestori delle infrastrut- prevede, tra gli obblighi del datore di lavoro e del
ture e le imprese ferroviarie, coordinandosi fra loro dirigente, anche quello di aggiornare le misure di pre-
e con i servizi pubblici di pronto soccorso, debbano venzione in relazione ai mutamenti organizzativi e
predisporre procedure operative per attuare uno produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e
specifico piano di intervento, che preveda per sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione
ciascun punto della rete ferroviaria le modalità della tecnica della prevenzione e della protezione;
più efficaci al fine di garantire un soccorso quali- — l’art. 29, comma 3, D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.
ficato nei tempi più rapidi possibili, anche per il sancisce che la valutatone dei rischi deve essere
trasporto degli infortunati. La Conferenza delle immediatamente rielaborata, nel rispetto delle
Regioni e delle Province Autonome rappresenta modalità date dal medesimo decreto, in occasione
quindi che le modifiche recentemente intervenute di modifiche del processo produttivo o della organiz-
nella organizzazione del lavoro in ambito ferrovia- zazione del lavoro significative ai fini della salute e
rio prevedono a bordo treno la presenza di un solo sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di
operatore (agente unico o macchinista solo) in evoluzione della tecnica, della prevenzione o della
grado di condurre il treno (anche in condizioni di protezione o a seguito di infortuni significativi o
emergenza), e che, a seguito di sollecitazioni per- quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evi-
venute da parte di Rappresentanti di lavoratori per denzino la necessità;
la sicurezza e Organizzazioni sindacali, è stata — l’art. 45, comma 3, D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. stabili-
manifestata la criticità secondo cui l’assetto orga- sce, nel caso di specie relativo alle misure di primo
nizzativo assunto dalle aziende e imprese del tra- soccorso da adottarsi a bordo treno, che le modalità
sporto ferroviario potrebbe incidere di applicazione in ambito ferroviario del D.M. 15 luglio
negativamente sulla tempestività dell’intervento 2003, n. 388 devono essere definite con appositi decreti
di primo soccorso in caso di malore del macchini- ministeriali, acquisito il parere della Conferenza per-
sta. Il quesito posto all’attenzione della Commis- manente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le
sione per l’Interpelli è quindi quello di sapere se Province Autonome di Trento e di Bolzano;
l’obbligo di portare il soccorso qualificato nel più — il D.M. 24 gennaio 2011, n. 19, emanato in
breve tempo possibile va inteso considerando come attuazione dell’art. 45, comma 3, ha come finalità,
non in discussione il modello organizzativo scelto esplicitate nell’art. 1 del medesimo decreto, quelle di
dall’azienda (es. agente unico) o può invece rimet- definire le modalità di applicazione del D.M. n. 388/
tere in discussione le scelte aziendali di organizza- 2003 da parte delle imprese o aziende che svolgono
zione del lavoro, se le stesse determinano, o attività di trasporto ferroviario ovvero la cui attività è
possono comunque determinare, tempi di inter- comunque svolta in ambito ferroviario;
vento molto più lunghi e certamente superiori a — l’art. 4 del D.M. n. 19/2011, per l’organizzazione
quelli previsti dal punto B del documento allegato del soccorso, impone ai “gestori delle infrastrutture” e
al Comunicato n. 87 della Presidenza del Consiglio alle “imprese ferroviarie”, coordinandosi fra loro e
dei Ministri, relativo al D.P.R. 27 marzo 1992. La con i servizi pubblici di pronto soccorso, di predi-
Commissione, preliminarmente, ricorda che può sporre procedure operative per attuare uno specifico
dare risposte esclusivamente a quesiti di ordine piano di intervento, che preveda per ciascun punto
generale sull’applicazione della normativa in della rete ferroviaria le modalità più efficaci per
materia di salute e sicurezza del lavoro e non può, garantire un soccorso qualificato nei tempi più rapidi
al contrario, esprimersi sulle modalità specifiche e possibili, anche per il trasporto degli infortunati;
puntuali mediante le quali tale normativa viene — il punto B del documento allegato al Comunicato
applicata. Riassume poi che: n. 87 della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
— l’art. 15, comma 1, lett. b), D.Lgs. n. 81/2008 e relativo al D.P.R. 27 marzo 1992, prevede che il
s.m.i. prevede, tra le misure generali di tutela della soccorso sanitario primario deve estrinsecarsi in un
salute e della sicurezza dei lavoratori, anche la pro- periodo di tempo non superiore agli 8 minuti per gli
grammazione della prevenzione, mirata ad un com- interventi in area urbana e di 20 minuti per le zone
plesso che integri in modo coerente nella extra-urbane (salvo particolari situazioni di comples-
prevenzione le condizioni tecniche produttive sità orografica).

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 217


Approfondimenti

La Commissione fornisce pertanto l’indicazione, in efficaci per garantire il soccorso qualificato ai lavora-
risposta al quesito formulato, che, fermo restando che tori interessati e il trasporto degli infortunati. In
il modello organizzativo è una scelta libera del datore sostanza, l’adozione dell’agente unico (o macchinista
di lavoro, l’obbligo di portare il soccorso qualificato nel solo) non può considerarsi vietata a priori dalla nor-
più breve tempo possibile per ciascun punto della rete mativa prevenzionistica, ma va attuata in modo che il
ferroviaria va inteso comprendendo anche possibili primo soccorso sia in ogni caso garantito, rispettando
modifiche al modello organizzativo scelto dall’azienda, più possibile i criteri di efficienza, efficacia e sicurezza,
se lo stesso determina, o può comunque determinare, quali quelli, ad esempio, definiti dalle Linee Guida
tempi di intervento più lunghi o modalità meno delle Regioni del 2014.

218 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Approfondimenti

Rischio psicosociale

Il work engagement:
come prevenire il boreout
Luisa Perotti - Psicologa e psicoterapeuta, docente universitaria presso IUSVe-
Venezia, formatrice
Premessa Mondo aziendale e mondo accademico
Negli ultimi anni, anche in Italia, il tema del work La definizione del concetto di work engagement varia a
engagement (1) (o employee engagement) ha assunto seconda che l’attenzione venga posta sulla dimensione
crescente rilevanza, sia nell’ambito accademico interiore (stato psicologico e/o atteggiamenti indivi-
che in quello manageriale, aziendale e consulen- duali) o esteriore dello engagement (risultati in termini
ziale. Per quale motivo? di comportamento e/o di prestazioni) o sul rapporto bi-
Gli studi sul work engagement rappresentano una direzionale tra persona e organizzazione (4).
progressione teorico-concettuale dei precedenti In ambito aziendale le definizioni elaborate tendono a
approcci focalizzati sulla nozione di “assenza di focalizzarsi sullo engagement come risultato, facendo
malessere” a livello organizzativo, e dunque sulla riferimento alla maggiore entità dello sforzo lavorativo
comprensione e prevenzione di fenomeni come il o alla notevole quantità di tempo speso nel cercare di
burnout, lo stress lavoro-correlato ed il boreout. aggiungere valore ai processi organizzativi, come al
Dal 2000 ad oggi si è registrato in letteratura un costante tentativo di utilizzare al massimo i propri
incremento esponenziale di analisi e ricerche talenti. L’enfasi, in questo caso, è tutta sulla persona,
volti a rilevare e ad approfondire, anche nell’am- i dipendenti engaged risultano sostenitori entusiasti dei
bito della promozione della salute e sicurezza del valori e degli obiettivi organizzativi.
lavoratore, gli aspetti positivi del lavoro e dei Nel mondo aziendale e consulenziale si adotta più
contesti organizzativi, attraverso il concetto di spesso l’espressione employee engagement (letteral-
work engagement, che ha le sue radici nella psico- mente “impegno, coinvolgimento dei dipendenti”).
logia positiva e del benessere (2). Così, ad esempio, Vodafone intende lo engagement
Il concetto si inserisce perfettamente in un con- come profondo impegno delle persone nei confronti
testo lavorativo e organizzativo profondamente dell’organizzazione, che conduce a sforzi lavorativi;
cambiato rispetto al passato per la complessità Johnson & Johnson lo definisce come il grado in cui
dello scenario competitivo e per l’insieme dei le persone sono soddisfatte del proprio lavoro, si sen-
significati attribuiti al lavoro. Oggi le aspettative tono valorizzate, sperimentano collaborazione e fidu-
nei confronti del lavoro sono cambiate, il lavoro cia, risultando così meno inclini a lasciare il proprio
si configura come una dimensione che riguarda posto di lavoro e molto più propense a cercare modi
l’integralità della persona e il suo percorso di intelligenti ed efficaci per aggiungere valore all’orga-
autorealizzazione, senza essere concepito solo nizzazione (5); Nokia Siemens Networks definisce lo
come strumento per ottenere altro (retribuzione, engagement come attaccamento emotivo della persona
sicurezza economica, status, prestigio, ecc.) (3) o all’azienda, da cui derivano l’orgoglio e la volontà di
come fonte di sacrificio. sostenere l’organizzazione, la razionale comprensione

(1) Schaufeli, 2018. Per approfondimenti si rimanda a L. Perotti, Seligman. Ha radicalmente cambiato la psicologia, modificandone
“Bore out: la sindrome da noia sul lavoro”, in questa Rivista, 2, le finalità e ampliando il perimetro di azione dello psicologo.
2020, 137, dove si sostiene come la vera prevenzione consista nel (3) Bellini, cit., 2015.
lavorare con passione, coltivando il work engagement. (4) Robertson-Smith, Markwick, cit., 2009.
(2) La psicologia positiva è la più grande rivoluzione degli ultimi (5) Catteeuw et al., 2007, cit. in Robertson-Smith, Markwick,
40 anni della storia della psicologia, grazie al lavoro di Martin cit., 2009.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 219


Approfondimenti

degli obiettivi strategici e dei valori organizzativi, e la andare incontro alle esigenze organizzative, all’ini-
disponibilità ad investire sforzi discrezionali per andare ziativa, alla superiore qualità delle prestazioni, alla
ben oltre quanto richiesto (6). capacità di creare valore e generare cambiamento,
In ambito accademico si preferisce parlare di work all’innovatività.
engagement (traducibile come “impegno, coinvolgi- Siamo quindi di fronte a un concetto complesso e
mento lavorativo”) e le definizioni sviluppate pren- sfaccettato, irriducibile ad una dimensione o defini-
dono in considerazione i risultati dello engagement in zione univoca, in cui tutte le componenti si integrano
uno spettro più ampio rispetto all’approccio azien- a vicenda.
dale, includendo ad esempio il comportamento
proattivo, la disponibilità ad andare incontro ai biso- La definizione di work engagement
gni dell’organizzazione (Macey, 2008), rendere pre- La prima definizione di work engagement risale al
stazioni innovative o la voglia di sfidare lo status quo e 1990, ad opera di William A. Kahn, oggi professore
generare cambiamento (Macey e Schneider, 2009). di organizational behavior alla Questrom School of
Le definizioni accademiche prestano inoltre mag- Business dell’Università di Boston, che ha utilizzato
giore attenzione alle dimensioni psicologiche e atti- il concetto di engagement in ambito lavorativo, soste-
tudinali delle caratteristiche dei lavoratori engaged, nendo che i lavoratori sono considerati engaged
descrivendo gli stessi come pienamente coinvolti nel quando sono coinvolti fisicamente, cognitivamente
proprio lavoro, concentrati, assorti, carichi di energia ed emotivamente dai compiti del proprio lavoro, con
e di entusiasmo (Robertson-Smith, Markwick, un conseguente senso di soddisfazione personale.
2009). Ad esempio William Kahn (1990), autore La definizione più completa, ad oggi accreditata nel
che per primo ha teorizzato il costrutto, lo ha descritto panorama accademico, è quella proposta da Schaufeli
come il grado di identificazione e/o attaccamento dei et al. (2002) che descrive lo engagement come uno
membri dell’organizzazione al proprio ruolo lavora- stato mentale positivo e di soddisfazione nei con-
tivo, sottolineando in particolare la dimensione della fronti del proprio lavoro, caratterizzato da vigore,
presenza psicologica: in sostanza i lavoratori engaged dedizione e immersione.
si impegnano ed esprimono se stessi sul lavoro, fisi- Questi i tre elementi fondamentali che descrivono
camente, cognitivamente ed emotivamente. Su que- una persona engaged:
sta scia, Maslach e Leiter (1997) hanno concepito lo 1) vigore: rappresenta il livello di energia fisica e di
engagement come il polo opposto del burnout, essendo recupero mentale con cui un lavoratore assolve i
quest’ultimo caratterizzato da sfinimento/esauri- propri compiti lavorativi, anche di fronte alle diffi-
mento, cinismo/distacco e inefficacia, mentre il coltà e allo stress;
primo dalle dimensioni opposte, ovvero energia, 2) dedizione: il coinvolgimento in prima persona del
coinvolgimento ed efficacia. Più volte viene ribadita lavoratore nel suo lavoro, un atteggiamento che
l’importanza della dimensione cognitiva suggerendo consente di operare con passione e interesse per
che lo engagement rifletta in particolare due compo- raggiungere gli obiettivi senza mire o calcoli perso-
nenti critiche, ossia l’attenzione e la concentrazione. nalistici. Consiste nell’essere fortemente coinvolti
In sintesi, lo engagement può quindi essere conside- nelle attività, mettendo sé stessi a disposizione del
rato come: lavoro e delle sfide che possono derivarne, sperimen-
1) stato, o condizione mentale, di soddisfazione, tando pienezza di significato, entusiasmo, ispirazione,
motivazione, impegno, valorizzazione, attacca- orgoglio e senso di sfida;
mento, identificazione, coinvolgimento; 3) immersione o assorbimento: la capacità del lavo-
2) atteggiamento positivo che include entusiasmo, ratore di concentrarsi e di essere completamente e
orgoglio, lealtà, dedizione, ispirazione, passione, piacevolmente assorbito dal lavoro, fattore impor-
senso di sfida; tante per assolvere i propri compiti senza perdita di
3) risultato in termini di comportamento e/o di tempo e senza distrazione, tanto da percepire la gior-
prestazione, legato alla volontà di investire sforzo nata come breve e rapida (7).
extra nello svolgimento dei propri compiti, alla Il work engagement rappresenta la propensione dei lavo-
disponibilità a sostenere ed aiutare i colleghi o ad ratori a essere pienamente presenti nell’organizzazione,

(6) Nokia Siemens Networks, 2008, cit. in Robertson-Smith, definito workaholism o work addiction, letteralmente “intossica-
Markwick, cit., 2009. zione da lavoro”, una forma di dipendenza dal lavoro, associata a
(7) Tuttavia, l’eccessivo carico lavorativo può generare in per- sintomi negativi di ossessione e di subordinazione dell’autostima
sone con scarsa resilienza un atteggiamento compulsivo al lavoro, alle aspettative riposte nel lavoro.

220 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Approfondimenti

la loro disponibilità ad agire in modo da seguire gli ottenuti possono essere confrontati con i valori di
interessi dell’organizzazione sentendosi attratti, dediti riferimento, riportati nel manuale di riferimento.
ed entusiasti del proprio lavoro. Una procedura alternativa è quella di studiare la
Si tratta, secondo la definizione ufficiale, di uno stato distribuzione dei valori del questionario all’interno
mentale positivo e di soddisfazione nei confronti del dell’azienda e assegnare il giudizio “engagement molto
proprio lavoro caratterizzato da tre dimensioni alto” ai punteggi superiori al 95° percentile, “alto” tra
(vigore, dedizione e immersione) che coinvolgono 75° e 95° percentile, assegnando i giudizi “medio”,
sfera fisica, motivazionale e cognitiva e che rappre- “basso”, “molto basso” ai quartili inferiori.
sentano, quindi, il miglior antidoto alla sindrome del In Tabella 1 si riporta la versione a 9 voci.
boreout. Le affermazioni riguardano sensazioni relative al
lavoro che si svolge. Al lavoratore viene chiesto
Il work engagement si può valutare? di leggere attentamente ciascuna affermazione e
Il livello di engagement di un lavoratore può essere di decidere se ha mai provato tali sentimenti
evidenziato mediante questionari soggettivi di self- verso il suo lavoro. Se non ne ha mai provati,
report (8). deve scrivere 0 nello spazio che segue l’afferma-
Il più diffuso è la Utrecht work engagement scale zione. Se, invece, ha provato tali sentimenti,
(UWES), che indaga le tre componenti del work viene chiesto di indicare quanto spesso li ha
engagement citate (vigore, dedizione e immersione). provati scrivendo il numero (da 0 che corrisponde
Il questionario UWES, partito come strumento di a quasi mai a 6 che corrisponde a sempre) che
misurazione del work engagement in Olanda, ha meglio descrive la loro frequenza (9).
incontrato ampia diffusione nel mondo. Di tale que- Schaufeli, uno dei curatori della versione originale, lo
stionario esistono versioni diverse con un numero ha tradotto in altre lingue e ha collaborato con C.
variabile di voci, a partire da quella originale (che ne Balducci e F. Fraccaroli dell’Università di Trento per
presentava 24). Attualmente esistono due versioni, validare il modello anche in Italia (2010), dove
la long composta da 17 voci (6 per il vigore, 5 per la comincia ad essere applicato in particolare nel settore
dedizione e 6 per l’assorbimento) e la short composta dei servizi.
invece da 9 voci. Uno strumento alternativo per la misurazione del
Le domande sono a risposta chiusa, graduata da 0 work engagement è l’OLBI (Oldenburg Burnout Inven-
(mai) a 6 (sempre, ogni giorno). In ciascuna delle tory), che nasce in realtà per la misurazione del
diverse versioni, il punteggio medio di ciascuna delle burnout e consiste in due dimensioni: esaurimento-
sub-scale dell’UWES si calcola sommando i punti di vigore e cinismo-dedizione.
ciascuna delle risposte alle domande della scala in
questione, dividendo il valore ottenuto per il numero Tabella 1 - Questionario UWES a 9 voci
delle domande. Una procedura simile si segue per il
punteggio totale. Quindi, UWES dà luogo a tre sub- 1. Nel mio lavoro mi sento pieno di energia
scale e a un punteggio totale, ciascuno dei quali varia 2. Nel mio lavoro mi sento forte e vigoroso
da 0 a 6. Più alto è il punteggio, maggiore l’engage-
3. Sono entusiasta del mio lavoro
ment del lavoratore.
In medicina del lavoro sono utilizzate soprattutto le 4. Il mio lavoro mi ispira

versioni brevi, a 9 (UWES-9 Schaufeli, Bakker & 5. La mattina, quando mi alzo, ho voglia di andare a lavoro
Salanova, 2006) o addirittura a 3 domande (UWES-3 6. Sono felice quando lavoro intensamente
Schaufeli, Shimazu, Hakanen, Salanova & De
7. Sono orgoglioso/a del lavoro che faccio
Witte, 2017). Esse consentono di calcolare molto
rapidamente i livelli di engagement non solo dei 8. Sono immerso nel mio lavoro
singoli lavoratori, ma anche dei gruppi omogenei di 9. Mi lascio prendere completamente quando lavoro
lavoratori o dell’azienda nel suo insieme. I valori

(8) I questionari self report risentono di una serie di limiti quali la (9) La Utrecht Work engagement Scale è un questionario che
desiderabilità sociale, la paura di eventuali conseguenze negative può essere usato liberamente solo per scopi di ricerca scientifica e
e le caratteristiche disposizionali che possono influenzare le rispo- non commerciali. L’uso commerciale e/o non scientifico è proibito
ste, alterando quindi sensibilmente le misure (Mazzetti, Schaufeli, a meno che non vi sia un permesso scritto degli autori del que-
Guglielmi, cit., 2016). Inoltre il lavoratore potrebbe non avere piena stionario © Schaufeli & Bakker (2003).
consapevolezza di sé.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 221


Approfondimenti

Maslach e Leiter (1997) affrontano il work engagement incidenza dell’assenteismo per malattia e del turnover
assieme alla sindrome di burnout considerandoli due volontario (dimissioni). Le emozioni positive ali-
estremi dello stesso continuum. Secondo gli autori lo mentano il successo e le prestazioni, la felicità è in
engagement si manifesta attraverso il coinvolgimento, realtà un precursore del successo (11).
l’impegno, l’efficienza e una elevata energia caratte- Dunque i lavoratori engaged, proprio per il fatto di
rizzandosi quindi per l’assenza di burnout che, si sperimentare più frequentemente emozioni positive
ricorda, è legato alla sindrome del boreout. nello svolgimento delle proprie attività, da un lato
Per quanto riguarda invece la valutazione dello enga- riescono più facilmente ad attivare ed ampliare le
gement a livello organizzativo, gli stessi autori hanno proprie risorse dando luogo spontaneamente a quei
messo a punto il JD-R Monitor, che integra l’analisi processi di miglioramento continuo desiderati dalle
del burnout con quella dello engagement, un questio- aziende; dall’altro lato, dispongono evidentemente di
nario on line che permette di monitorare le richieste una maggiore apertura mentale e di una maggiore
lavorative fonti di stress, le risorse personali e pro- apertura alle relazioni. L’apertura mentale comporta
fessionali ed il work engagement cioè le variabili creatività, innovatività, capacità di problem-solving e,
presenti nel Modello JD-R, Job Demands-Resources in ultima analisi, prestazioni migliori.
(Demerouti, Bakker, Nachreiner e Schaufeli, 2001), L’apertura alle relazioni consente un maggiore orien-
elaborato nell’ambito della Psicologia sociale e del tamento al cliente (anche interno, cioè il collega) in
lavoro. In sostanza la struttura del JD-R Monitor termini di soddisfazione e fidelizzazione e allo stesso
resta fissa, ma i contenuti vengono personalizzati tempo un’atmosfera lavorativa positiva.
in sede di programmazione assieme ai responsabili Inoltre lavorando a contatto con persone engaged è
dell’azienda committente, in base alle caratteristiche più facile sentirsi ottimisti, motivati e appassionati
e alle esigenze del contesto specifico. perché il nostro cervello è capace di riaggiustare la
propria disposizione relazionale in una maniera com-
Quali benefici? patibile con il linguaggio altrui.
Quali benefici derivano dal work engagement all’indi-
viduo e all’organizzazione? Strategie individuali e organizzative
Dal punto di vista individuale uno dei principali bene- Quali fattori alimentano il work engagement e come è
fici dello engagement, forse il più importante in una possibile incentivarlo?
prospettiva sistemica, è rappresentato dalle emozioni Per migliorare il work engagement nelle aziende è
positive. Essere engaged, in sostanza, fa stare bene; ci si necessario andare oltre il concetto di malessere,
sente felici, sereni, pieni di energia, ottimisti e fiduciosi. interrogandosi piuttosto sulle strategie possibili da
Come sostiene Seligman (2018) lo engagement, il coin- adottare per facilitare un clima positivo, favorire la
volgimento inteso come l’insieme delle attività in grado qualità della vita lavorativa e sviluppare la motiva-
di suscitare nell’individuo delle esperienze ottimali, zione al lavoro. È un percorso in cui risulta strategica
dallo sperimentare uno stato di massima concentra- la partecipazione attiva dei lavoratori e di tutti coloro
zione e assorbimento, all’essere un tutt’uno con ciò che hanno un ruolo chiave all’interno dell’organiz-
che si sta facendo, al sentirsi pieni di energia, è proprio zazione nella promozione della salute e della sicurezza
uno dei tre elementi di cui si compone la felicità (10). lavorativa. Questa collaborazione sinergica è il primo
Numerosi studi dimostrano che i lavoratori engaged passo verso un lavoro che rende felici.
godono di migliore salute, soffrono meno di malattie Lo engagement può essere considerato come il pro-
psicosomatiche e problemi fisici (emicranie, tensioni dotto sia di sistemi di gestione delle risorse umane
muscolari, dolori alla schiena o al collo), sono meno (Human Resources Management - HRM) che promuo-
inclini a sperimentare ansia, depressione, stress, vono l’ascolto, l’apprendimento, la responsabilizza-
disturbi del sonno o della concentrazione. I lavoratori zione, la meritocrazia, le pari opportunità sia di stili di
engaged sono anche più soddisfatti e questo sul ver- leadership fortemente orientati all’empowerment dei
sante organizzativo si traduce in una minore lavoratori (12). Risulta quindi fondamentale che gli

(10) Gli altri due elementi sono: le emozioni positive (Positive (11) Come le neuroscienze dimostrano, quando sperimen-
Emotions), come la gioia, il piacere, il calore e in generale tutte le tiamo emozioni positive aumentano i livelli di serotonina e dopa-
gratificazioni derivanti dai sensi ed il significato (Meaning), che mina, neurotrasmettitori che attivano e potenziano i centri di
invece riguarda la ricerca del senso della propria esistenza, quindi il apprendimento all’interno del nostro cervello.
sentirsi parte di qualcosa di più grande rispetto alla sola individua- (12) SDA Bocconi, Towers Perrin Italia, cit., 2009.
lità o il disporre i propri talenti e le proprie caratteristiche migliori al
servizio di uno scopo sovraindividuale.

222 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Approfondimenti

operatori HR e le figure manageriali interagiscano Le professioni caratterizzate da bassa autonomia,


costantemente tra di loro su temi importanti già capacità decisionale e responsabilità sono quelle
ampiamente analizzati nel panorama degli studi sia che ottengono i punteggi più bassi sulla scala del
sulla motivazione e soddisfazione lavorativa, sia sulla work engagement (Schaufel et al. 2012).
salute e il benessere organizzativo. Per quanto riguarda le caratteristiche dell’ambiente
Tra le pratiche HR in grado di sostenere e sviluppare lavorativo tre fattori sistematicamente ricorrenti
lo engagement; attraverso un’analisi della letteratura, negli ambienti di lavoro ad alto engagement sono:
emerge l’importanza di: sostegno sociale, apertura al confronto e alla condi-
— processi di reclutamento e selezione volti a ricer- visione, gestione costruttiva dei conflitti.
care la coerenza persona-lavoro-organizzazione; Per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro
— politiche retributive e piani di sviluppo di carriera alcune dimensioni critiche, in grado di influenzare
personalizzati e in ogni caso basati sul merito; significativamente il work engagement, sono la defi-
— valutazione delle prestazioni focalizzate sui risul- nizione dei ruoli e degli obiettivi individuali, la par-
tati ma anche sui comportamenti; tecipazione ai processi decisionali e il feedback.
— adozione di strumenti e tecnologie che garanti-
scano una comunicazione bidirezionale tra azienda e Conclusioni
lavoratori; Considerate le trasformazioni che hanno investito i
— sistemi che permettano una reale conciliazione tra significati del lavoro, così come lo scenario competi-
vita privata e lavorativa; tivo, emerge la centralità del work engagement, inteso
— interventi formativi che coniughino saper essere, come motivazione, impegno e coinvolgimento. Alla
sapere e saper fare della persona. luce dell’ampia letteratura disponibile, lo engagement
Tali pratiche, altrove definite commitment-based può essere concepito come il prodotto di sistemi HRM
(SDA Bocconi, Towers, Perrin, Italia, 2009) proprio definiti “commitment-based”, e di stili di gestione delle
perché orientate a stimolare l’impegno e l’identifica- risorse umane orientati all’empowerment.
zione dei lavoratori nei confronti della propria Un ruolo centrale viene assunto dall’organizzazione,
azienda, rappresentano, in sostanza, i principali stru- capace di costruire una cultura inclusiva e partecipa-
menti a disposizione nella prospettiva di un miglio- tiva, di diffondere valori autentici, di creare un
ramento dello engagement. ambiente di lavoro collaborativo e supportivo, di
Particolarmente in merito alle caratteristiche dell’at- valorizzare i lavoratori come persone, oltre che
tività lavorativa qualità come varietà, autonomia e come risorse strategiche, di preoccuparsi costante-
finalità esercitano una profonda influenza sullo enga- mente del benessere e dello sviluppo di ciascun
gement, al contrario di un carico di lavoro eccessiva- lavoratore.
mente ridotto, un’attività lavorativa eccessivamente Tutti questi aspetti sono collegati e parimenti impor-
semplice o routinaria ed una mancanza di stimoli tanti per lo engagement.
ambientali che si associano alla condizione di boreout. Il lavoro può caratterizzarsi come autentica fonte di
Un fattore incisivo risulta inoltre essere il livello di felicità (13), nel contesto lavorativo l’uomo può
complessità dell’attività lavorativa, da cui dipende esprimere le sue infinite potenzialità creatrici inne-
l’insieme di abilità che il lavoratore può mettere in scando un processo di valore, in termini di felicità,
gioco e, magari, sviluppare. Gli studi sullo engagement per se stesso e per la collettività di cui fa parte. Tale
dimostrano che i lavoratori hanno bisogno di perce- processo virtuoso è alla base di ciò che attualmente
pire un sufficiente livello di sfida in quello che fanno, viene definito work engagement: le persone engaged
e tale aspetto, appunto, viene a mancare quando il esprimono nel lavoro il meglio di sé, dunque le
lavoro, o è avvertito come “troppo facile”, oppure è migliori azioni ed energie, traendone beneficio in
svolto da talmente tanto tempo da esser percepito prima persona, in termini di benessere e realizzazione
ormai come banale e scontato. In tal senso è chiaro personale, ma anche arrecando beneficio alle proprie
che i manager (supervisori, diretti superiori, diri- organizzazioni, attraverso le prestazioni di elevato
genti) hanno una visuale privilegiata, rispetto agli livello, la disponibilità allo sforzo supplementare,
operatori HR, poiché possono cogliere tempestiva- l’orientamento all’innovatività, alla qualità, al
mente simili fenomeni, disfunzionali allo engagement, miglioramento continuo. In questo modo i lavoratori
ed intervenire.

(13) L’etimologia del termine “felicità” deriva del verbo feo,


produco o fecondo.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 223


Approfondimenti

non sono “macchine produttive”, ma persone che Wood (Eds.), Evaluating stress: A book of resources,
producono, producendosi al contempo. Quale altro Scarecrow Education, 1997, pagg. 191-218.
modo per prevenire noia e demotivazione? — G. Mazzetti, W.B. Schaufeli, D. Guglielmi, “Are
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prima Edizioni, Torino, 2018.

224 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


VDR in pratica

Buone pratiche per cantieri edili

Procedure lock out-tag out


Antonio Pedna, Architetto - TechIOSH, esperto QHSE nel settore delle
costruzioni

In alcune operazioni lavorative le misure di sicurezza, normalmente presenti negli ambienti di lavoro o
incorporate nelle attrezzature o macchine, possono essere temporaneamente sospese in ragione di reali
necessità operative: le manutenzioni sono un esempio tipico. In queste condizioni, per fare tornare “sicuro”
il luogo di lavoro, occorre seguire determinate procedure, modificando il modo in cui si lavora. Le procedure
lock out-tag out sono un modo per adottare controlli ingegneristici anche in queste condizioni, facendo “risalire”
il livello dei controlli verso una maggiore efficacia.

La sospensione delle procedure questo modo: si esegue una prima volta l’analisi dei
La gestione delle condizioni di sicurezza nelle attività rischi e si applica il controllo più efficace. Si esegue
lavorative viene garantita dall’applicazione del pro- poi di nuovo l’analisi dei rischi allo scopo di definire il
cesso di valutazione dei rischi, un’analisi qualitativa- livello di rischio residuo dopo l’applicazione del con-
quantitativa che fornisce il dato di input per la deter- trollo e si applica ancora una nuova misura di pre-
minazione delle misure di prevenzione e di protezione, venzione e protezione, che necessariamente dovrà
i controlli. Questi sono scelti con il procedimento essere scelta tra quelle meno efficaci di quella prece-
definito misure generali di tutela - i principi generali dente. Il processo viene ripetuto fino a condurre il
di prevenzione in origine elencati all’art. 6, Direttiva rischio residuo a livelli accettabili. La hierarchy of
89/391/CEE, dalla quale sono scaturiti prima il D.Lgs. controls è un metodo per fare in modo che sia sempre
n. 626/1994 e poi il D.Lgs. n. 81/2008. Il mondo adottata la combinazione più efficace di misure di
professionale OHS britannico ha elaborato gli origi- prevenzione e protezione.
nali principi generali di prevenzione nella più imme- Nella maggior parte delle organizzazioni è sufficiente
diata gerarchia dei controlli, la hierarchy of controls. sviluppare questo processo una sola volta, auspica-
bilmente prima dell’inizio delle operazioni, con
l’obiettivo di realizzare condizioni di lavoro in cui
Figura 1 - Hierarchy of Controls la parte più rilevante della sicurezza è garantita da
scelte tecniche adeguate e dalla corretta progetta-
zione di macchine, attrezzature ed ambienti, cer-
cando di limitare al minimo la necessità che i
lavoratori debbano rispettare regole rigide per garan-
tire un livello di sicurezza accettabile. Il processo di
valutazione dei rischi, in questi casi, viene rivisto solo
quando è necessario modificare qualche passo del
processo o, secondo le indicazioni della legge e dei
sistemi di gestione, periodicamente, allo scopo di
perseguire il miglioramento continuo.

Fonte: rielaborazione da NIOSH via Wikipedia Evitare la ripartenza non voluta


Esistono però situazioni lavorative in cui le ordinarie
condizioni di sicurezza che si potrebbero definire
Le misure generali di tutela come incorporate nelle attrezzature e negli ambienti ven-
strumento di pianificazione gono sospese: possono essere operazioni come le
Si tratta di un processo iterativo di analisi dei rischi e manutenzioni, durante le quali al progettista delle
predisposizione dei controlli che viene condotto in attrezzature non è stato possibile incorporare

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 225


VDR in pratica

condizioni operative sicure anche in queste fasi, e non solo perché non sono efficaci e possono essere
quindi i controlli ordinari finalizzati alla tutela della aperti facilmente, anche involontariamente. Il loro
salute e della sicurezza dei lavoratori devono essere uso deve essere evitato soprattutto per il motivo che
temporaneamente disattivati, per essere possibil- testimoniano lo scarso impegno dell’organizzazione
mente sostituiti con altri di natura temporanea. In nel perseguire condizioni lavorative di sicurezza.
queste condizioni alcune attività lavorative possono
diventare improvvisamente più pericolose, a causa Esecuzione delle procedure LO-TO
della ripartenza non voluta o intempestiva delle L’esecuzione della procedura LO-TO consiste nel-
attrezzature o degli impianti sui quali si sta lavorando, l’apposizione del dispositivo di bloccaggio, la cui
come, ad esempio, in occasione di manutenzioni o apertura viene impedita per mezzo del lucchetto
riparazioni. La norma UNI EN ISO 14118:2018 chiuso a chiave dal responsabile per l’implementa-
“Sicurezza del macchinario - Prevenzione dell’avvia- zione della procedura stessa. Le operazioni vengono
mento inatteso” fornisce indicazioni sulla scelta e completate dalla messa in opera della segnaletica che
l’attuazione delle misure per impedire che elementi avvisa che l’attrezzatura o l’impianto sono bloccati
pericolosi delle macchine possano avviarsi in modo perché sono in corso operazioni di costruzione o di
inatteso, mettendo in pericolo le persone esposte. Le manutenzione.
attrezzature di lavoro sono normalmente accompa- Nel caso l’attrezzatura o l’impianto possano essere
gnate dal libretto di uso e manutenzione, che descrive attivati da posizioni diverse, ovvero l’impianto sia
anche le procedure da seguire in queste circostanze, composto da più attrezzature che operano in condi-
con riferimento alle prevedibili operazioni di: zioni di contiguità, ciascuna con i propri comandi,
— messa in servizio; come, ad esempio, alcune linee di produzione, l’ope-
— ispezione e verifiche; razione va ripetuta per ogni postazione. Se è previsto
— impostazione, prove, regolazioni; l’intervento di più squadre di lavoro, per l’esecuzione
— installazione e rimozione accessori e utensili, di operazioni che richiedono diverse competenze,
bloccaggio e sbloccaggio; come ad esempio specialisti elettrici, meccanici,
— pulizia, lubrificazione e piccola manutenzione; idraulici ecc., il dispositivo di bloccaggio deve essere
— manutenzioni che richiedono smontaggi realizzato in modo da permettere l’utilizzo di più
significativi; lucchetti contemporaneamente, in modo che l’at-
— messa fuori servizio. trezzatura o l’impianto possa ripartire solo quando il
Analogamente, il produttore o il responsabile del- responsabile dell’ultima squadra impegnata nelle
l’immissione sul mercato ha provveduto a posizionare operazioni ha rimosso l’ultimo lucchetto. Normal-
sulle attrezzature stesse gli avvertimenti di sicurezza mente le attrezzature e i quadri di comando sono
rilevanti. predisposti per l’utilizzo di questi strumenti, è consi-
Le procedure lock out-tag out, brevemente LO-TO, gliabile però verificare le loro condizioni in anticipo,
sono state studiate, con riferimento alla hierarchy of perché è possibile trovarsi di fronte a diverse tipologie
controls, per fare in modo che un controllo ammini- di comandi, che richiedono fermagli specifici. Natu-
strativo (procedura) stabilisca la necessità di utiliz- ralmente le chiavi dei lucchetti devono essere distri-
zare un controllo ingegneristico più efficace, buite in un solo esemplare per ogni lucchetto, non
riportando il livello di sicurezza a una situazione devono essere compatibili con gli altri lucchetti
accettabile. La stessa norma UNI EN ISO disponibili e devono rimanere nel controllo del
14118:2018 “Sicurezza del macchinario - Preven- responsabile o dei responsabili, ciascuno le proprie,
zione dell’avviamento inatteso” descrive le caratteri- per tutta la durata delle attività.
stiche che devono avere queste attrezzature: sistemi La corretta identificazione di questi pericoli e l’ado-
progettati specificamente per bloccare i dispositivi zione di procedure LO-TO possono essere passi effi-
d’avviamento che consistono in un dispositivo di caci per la riduzione dei rischi. Per ottenere questo, è
bloccaggio o fermaglio (hasp), uno o più lucchetti necessario innanzitutto che le attività di questo
(lockpad) e cartellini di segnalazione (tag). Questi genere siano condotte sotto la supervisione di perso-
apparati devono essere progettati e costruiti ad hoc, nale esperto, in grado di individuare il pericolo esi-
in modo che siano chiaramente riconoscibili. Non è stente e di implementare, o fare implementare,
consigliabile utilizzare attrezzature autocostruite o queste procedure. È consigliabile erogare a questi
sistemi improvvisati, come legature con filo di supervisori una formazione in cui le regole sulla
ferro, catene o spago e fogli volanti come avviso, e gestione delle procedure e delle attrezzature LO-

226 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


VDR in pratica

TO siano integrate da nozioni relative alla valuta- adottare procedure per l’esecuzione di analisi dei
zione dei rischi e alle sue tecniche. rischi diffuse, come Job Safety Analisys (JSA) o Risk
In una condizione relativamente statica, come può Assessment Method Statement (RAMS). Si tratta di
essere quella di attività lavorative ripetitive, svolte in valutazioni dei rischi estemporanee, che vengono
uno stabilimento attrezzato allo scopo, le condizioni in condotte ripetutamente e direttamente sul luogo
cui è necessario utilizzare procedure LO-TO possono delle operazioni da personale operativo formato
essere individuate in modo relativamente facile, con allo scopo, non necessariamente appartenente al
conseguente e proporzionale comodità di gestione dipartimento sicurezza, ma eventualmente assistito
delle procedure, della segnaletica e del personale. In da esso. Queste valutazioni dei rischi avvengono di
un cantiere edile questo è più difficile, a causa della sua solito al momento dell’avvio di una nuova attività o
natura di ambiente lavorativo in continua evoluzione; all’inizio di ogni turno. Il loro scopo è duplice, da una
per questo motivo è consigliabile che venga fatta una parte familiarizzare i preposti e i lavoratori con il
prima selezione delle situazioni in cui adottare queste concetto di valutazione dei rischi e fare acquisire
procedure a livello di pianificazione dei lavori. loro la consapevolezza dei pericoli, dall’altra indivi-
Nel caso si tratti di una attività di costruzione da duare - appunto - le situazioni contingenti che pos-
svolgere all’interno di uno stabilimento produttivo sono sfuggire al vaglio della programmazione e
con impianti attivi, la necessità dell’adozione di dell’organizzazione dei lavori. Sono inoltre molto
procedure LO-TO deve essere comunicata chiara- efficaci per individuare quelle situazioni in cui le
mente e preliminarmente dal committente dei lavori, interferenze di più lavorazioni svolte nello stesso
che è raccomandabile anche valuti l’opportunità di ambiente possono giovare o, al contrario, vanificare
gestire queste operazioni mediante l’applicazione di l’efficacia dell’adozione di procedure LO-TO.
un sistema di permessi di lavoro, per mantenere il Le emergenze che possono sorgere dall’utilizzo non
controllo su di esse. Il piano di sicurezza e coordina- corretto, inefficace o dalla fallita adozione di proce-
mento è lo strumento più idoneo a questo. dure LO-TO dipendono naturalmente dalle attività
Se invece è la sicurezza di operazioni come la costru- lavorative soggette a questo tipo di organizzazione. Si
zione o l’installazione degli impianti previsti dal tratta delle conseguenze del riavvio inatteso delle
progetto edile che può beneficiare di un regime macchine e degli impianti coinvolti dalle operazioni
LO-TO, allora spetta all’appaltatore la definizione e, in linea di massima, possono essere:
delle regole da seguire nei documenti di pianifica- — impigliamento e trascinamento di una parte o di
zione e organizzazione del cantiere, in questo caso il tutto il corpo;
piano operativo di sicurezza. In questo frangente è — arco o shock elettrico;
necessario che il direttore di cantiere o il capocan- — investimento da parte dell’attrezzatura coinvolta
tiere collaborino e assistano chi prepara questo docu- o da parte di quanto trasportato o utilizzato dalla
mento, per supportare l’identificazione delle stessa, con conseguente seppellimento, se materiale
condizioni che è opportuno siano gestite con proce- solido, immersione, se liquido, o esposizione a gas,
dure LO-TO. Qualora all’interno del cantiere siano fumi e vapori, se aeriforme;
eseguite operazioni di manutenzione delle macchine — effetti cinetici della proiezione di schegge, liquidi,
e delle attrezzature impiegate, è opportuno coinvol- fumi, gas e vapori ad alta pressione, magari anche ad
gere in queste attività di pianificazione anche la alta temperatura.
figura responsabile per l’organizzazione di questi Anche qui l’esecuzione sistematica della valutazione
interventi. Nel caso di attività affidate a terzi, queste dei rischi, in fase di pianificazione per la definizione
regole dovranno essere incluse nelle procedure e nei della programmazione dei lavori e in fase operativa,
documenti contrattuali. con il ricorso a tecniche quali JSA o RAMS, è uno
strumento che supporta efficacemente la gestione dei
Le operazioni pericoli, in prima istanza diminuendo la probabilità
Scendendo al livello operativo, le operazioni lavora- dell’accadimento di incidenti e della necessità di
tive che possono trarre giovamento in termini di intervenire in condizioni di emergenza, mediante
sicurezza da procedure LO-TO possono essere nume- l’adozione di procedure LO-TO diffuse, poi permet-
rose, in condizioni che possono sfuggire al livello di tendo la preparazione della risposta alle emergenze,
pianificazione che di solito viene adottato in un sulla base dell’individuazione e valutazione degli
cantiere edile. Per questo motivo è opportuno scenari possibili.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 227


VDR in pratica

Emergenze ambientali

L’emergenza connessa
ai terremoti
Alessandro Bordin - Dottore di ricerca dell’Università degli Studi di Trento

Un caso applicativo di emergenza è il terremoto con gli eventi ad esso collegati (bradisismi, maremoti,
liquefazione del suolo, ecc.). Saranno descritte le modalità per poter affrontare questa situazione, che in alcuni
casi risulta catastrofica. Le indicazioni fornite valide in ambito lavorativo possono essere considerate
applicabili in tutti i luoghi in cui sono presenti edifici e persone.

Introduzione e tipologie di emergenze e coordinato (1) sia all’interno dei luoghi di


Le situazioni di emergenza sono assai numerose, lavoro, negli edifici civili e pubblici che all’e-
anche se alcune si caratterizzano per una limitata sterno. Lo sono quelli che raggiungono una
frequenza. Una modalità di classificazione distingue certa magnitudo (che rappresenta un’accelerazione
tra quelle legate a cause interne oppure esterne e che può venire espressa in termini di gravità - g
all’azienda, secondo quanto indicato in Tabella 1. come nella zonizzazione sismica (2)), che pertanto
Essa ne presenta alcune caratteristiche, rappresen- comportano danni e distruzioni al territorio col-
tate da prevedibilità, frequenza, magnitudo ed entità pito dal sisma. Come noto, gli effetti e l’intensità
del rischio. sono “misurati” da due scale diverse (Mercalli e
Ricordiamo che tra frequenza e magnitudo di solito Richter), che sono state più volte modificate nel
esiste una relazione di inversa proporzionalità. Eventi corso degli anni. Sebbene non siano paragonabili
molto forti e distruttivi, quindi con magnitudo ele- tra loro, è comunque possibile riconoscere e
vata, sono fortunatamente rari oppure molto rari. Al mostrare dei parallelismi tra effetti ed intensità,
contrario situazioni di modesta intensità possono come indicato in Tabella 2. Quelli che possono
risultare frequenti. Bisogna pertanto proteggersi da rappresentare un’emergenza in aree abitate sono
emergenze importanti e nello stesso prevenire quelle indicati con un bordo più spesso. Gli effetti
“piccole”, con accorgimenti che siano validi anche risultano, invece, irrilevanti in zone disabitate.
per situazioni gravi. La prevenzione comincia anche Fortunatamente terremoti di magnitudo superiore
con la prevedibilità. Un’analisi delle serie storiche, a 7,0 si registrano una ventina di volte all’anno;
per un periodo adeguato, consente di mettere in se superiori a 8,0 una volta all’anno; quelle di
evidenza le tre caratteristiche di rischiosità dell’e- magnitudo pari a 9,0 si registrano mediamente
vento. Una simile analisi va fatta sia per le cause ogni 20 anni. I terremoti recenti più violenti si
interne che soprattutto per quelle esterne, che sono sono verificati in:
di più difficile valutazione per carenza di informazioni 1) Giappone nel 2011 noto per aver innescato uno
e di dati. tsunami che ha danneggiato il reattore nucleare di
Fukushima (magnitudo 9,0);
Quando un terremoto può costituire 2) Cile nel 2010 (magnitudo 8,8), seguito da uno
un’emergenza? tsunami;
3) Indonesia nel 2004 (magnitudo 8,6), seguito
Non tutti i terremoti possono costituire un’emer- anch’esso da uno tsunami di notevoli proporzioni,
genza, tale da richiedere un intervento strutturato che ha raggiunto le coste africane.

(1) Che comprenda altresì un’evacuazione delle persone, lavo- territorio nazionale, a causa di alcuni fenomeni che si sono dimo-
ratori e popolazione, dal luogo del sisma e delle infrastrutture strati rilevanti negli effetti. Attualmente vige l’Ordinanza PCM n.
danneggiate. 3519 del 2006, Criteri generali per l’individuazione delle zone
(2) La revisione della zonizzazione sismica nel corso degli anni, sismiche e per la formazione e l’aggiornamento degli elenchi
ha recepito un grado più elevato di sismicità per alcune aree del delle medesime zone.

228 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


VDR in pratica

Tabella 1 - Alcune caratteristiche delle emergenze

Tipologia di rischio/emergenza Prevedibilità Frequenza Magnitudo Entità del rischio

Cause esterne:

Sismico (terremoti, tsunami) Bassa Bassa Medio/Alta Medio/Alta

Vulcanologico Media Bassa/Media Medio/Alta Medio/Alta

Fulmini Bassa Bassa Alta Alta

Alluvione Media Bassa/Media Alta Alta

Frana/Rischio idrogeologico Media Bassa/Media Alta Alta

Buona in alcune aree del mondo


Tromba d’aria/Tornado Bassa/Media Alta Alta
(USA), altrimenti bassa

Incendio boschivo Bassa Media Alta Alta

Impianti rischio incidente rilevante Media Bassa/Media Alta Alta

Attacchi terroristici Bassa Bassa/Media Alta Alta

Inquinamento Bassa Media/Alta Alta Alta

Cause interne:

Incendio Bassa Bassa/Media Alta Alta

Esplosione Bassa/Media Bassa/Media Alta Alta

Fuga di gas Bassa/Media Bassa/Media Alta Alta

Emissione di sostanze inquinanti Bassa/Media Bassa/Media Alta Alta

Allagamento Media Bassa/Media Alta Alta

Emergenza elettrica Bassa Bassa/Media Media Media

Folgorazione Bassa Bassa/Media Alta Alta

Eventi così catastrofici, sono per fortuna, abba- sopraggiungono dopo qualche ora l’accadimento
stanza rari. In Italia si ricordano i sismi più della scossa. Si presentano, inoltre, frane e smotta-
recenti, rappresentati dal terremoto di Amatrice menti in zone collinari e montuose, bradisimi (innal-
(2016), in Emilia Romagna (2012), a L’Aquila zamento ed abbassamento del suolo), in
(2009), preceduti negli anni precedenti da quello corrispondenza di aree vulcaniche o di bassa stabilità
del Molise (2002), di Assisi (1997), dell’Irpinia idrogeologica (e portanza del terreno). Un ultimo
(1980) e del Friuli Venezia Giulia (1976). Seb- effetto è rappresentato dalla liquefazione del suolo,
bene disastrosi, con danni materiali e, in alcuni con fuoriuscita di acqua mista a sabbia o terreno da
casi, un numero elevato di vittime, nessuno dei spaccature. Un episodio simile si è verificato anche in
terremoti italiani ha raggiunto la magnitudo di Italia, in occasione del terremoto in Emilia Romagna
quelli citati poco sopra, avvenuti in territori con nel 2012.
faglie molto attive. Un terremoto, come detto, può costituire un’emer-
I terremoti sono accompagnati da numerosi effetti genza a partire da una certa intensità (magnitudo),
collaterali, soprattutto qualora siano caratterizzati da rappresentata da un valore di 5,0, corrispondente
una notevole intensità. I maremoti (o tsunami, rap- secondo la Tabella 3, al VII grado della scala Mer-
presentati da onde altissime che si abbattono ad calli. Vanno fronteggiati, in tal caso, i danni alle
elevata velocità quando raggiungono la costa), strutture e le lesioni alle persone (ferite e nei casi
sono fenomeni che si possono osservare, seppur rara- più gravi anche la morte). Tutte le persone, in qua-
mente, in coincidenza di sismi violenti, caratterizzati lunque luogo si trovino, devono conoscere le proce-
da un ipocentro in mare aperto oppure in prossimità dure di emergenza e per mettersi in salvo dall’evento
della terraferma. I danni si sommano, ovviamente potenzialmente calamitoso, anche in caso di piccole
agli effetti del terremoto che li hanno generati e scosse che possono precedere quelle di forte intensità.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 229


VDR in pratica

Tabella 2 - Parallelismi tra Scala Mercalli e Scala Richter

Scala Mercalli Tipo Caratteristiche Scala Richter


(gradi) di scossa ed effetti (magnitudo)

I Strumentale Il terremoto è solo strumentale e passa inosservato dalle persone. < 2,5

Il terremoto è avvertito solo da poche persone che si trovano ai piani alti degli
II Leggerissima 2,5
edifici. Lampadari ed altri oggetti sospesi potrebbero dondolare o oscillare.

La scossa viene avvertita dalla maggior parte della popolazione che si trovano
III Leggera 3,0
all’interno degli edifici. Le automobili ferme potrebbero spostarsi.

La maggior parte delle persone percepisce il terremoto. Tremano infissi e


IV Mediocre 3,5
cristalli e si hanno leggere oscillazioni di oggetti appesi. Le finestre sbattono.

Il terremoto è percepito da tutti sia in casa (anche se a letto addormentati), che


V Forte 4,0
all’esterno. Si ha la caduta di oggetti.

VI Molto forte Si iniziano ad avere lesioni agli edifici. 4,5

VII Fortissima Si hanno danni agli edifici. 5,0

VIII Rovinosa Si ha la rovina parziale di qualche edificio e si hanno vittime isolate. 6,5

Si ha la rovina totale di alcuni edifici e gravi lesioni in molti altri. Ci sono vittime
IX Disastrosa 7,0
umane sparse, ma non numerose.

X Distruttiva La maggior parte degli edifici crolla e si hanno numerose fratture del suolo. 7,5

Solo pochi edifici restano “in piedi”. Lungo le fessure si registrano “scorri-
XI Catastrofe 8,0 - 8,5
menti” del suolo.

Grande Distruzione di tutti gli edifici, le onde sismiche diventano visibili e gli oggetti sono
XII > 8,5
catastrofe proiettati in aria.

Contestualmente a sismi di elevata magnitudo, Progetto SOFIE (Sistema Costruttivo Fiemme),


l’emergenza viene ovviamente estesa per gli even- che con realizzazioni e prove sperimentali nel
tuali effetti collaterali che dovessero verificarsi in loco periodo 2005-08, ha testato il comportamento di
e nel circondario. edifici multipiano costruiti con pannelli di legno a
strati incrociati, alle sollecitazioni sismiche, con
Mitigare gli effetti del sisma e “costruire in risultati interessanti. In una prova svolta nel 2006
sicurezza” per prevenire le emergenze presso la piattaforma sismica sperimentale del
sismiche NIED di Tsukuba (Figura 1), un edificio di tre
Gli effetti del sisma possono essere mitigati (Regione piani in scala reale (50 m2 ca. di impronta in pianta
Toscana, 2009), con appropriate misure di sicurezza, e 10 m di altezza), è stato sottoposto per 26 volte
rappresentate da tecniche costruttive degli edifici alle simulazioni di tre terremoti severi (El Centro,
pubblici e privati, sia residenziali che produttivi, California, 1940, Kobe, Giappone, 1995, Nocera
con criteri e materiali antisismici (Capitani et al., Umbra 1997), 15 delle quali con valori dell’acce-
2019). Tra i materiali migliori nel rispondere alle lerazione di picco compresi tra 0,5 g e 1,2 g (4) (si
sollecitazioni senza danneggiarsi, allo stato attuale, pensi che il valore dell’accelerazione di picco di
risulta il legno (3). Esso, qualora utilizzato nelle progetto secondo la normativa italiana corri-
strutture degli edifici, sembrerebbe presentare un’ot- spondente alla zona a più elevata sismicità è
tima resistenza. di 0,35 g). Al controllo sono stati evidenziati
Più precisamente, si tratta di alcuni studi speri- danni minimi, in alcuni elementi delle giunzioni
mentali portati avanti dal CNR-IVALSA di San meccaniche fra i vari elementi costruttivi, tali
Michele all’Adige (TN), che si occupa di legno e comunque da consentirne la riparazione con
delle sue innumerevoli utilizzazioni, fra cui le semplici interventi di sostituzione degli elementi
costruzioni. Va ricordato, a tal proposito, il danneggiati.

(3) La Pagoda di Horyu-ji a Nara (Giappone), di oltre 30 metri di (4) L’intensità del sisma può essere espressa anche in termini
altezza e costruita ca. 1.400 anni fa, è un esempio di struttura che di accelerazione di gravità “g”.
coniugando leggerezza, resistenza e flessibilità, è risultata
indenne alle sollecitazioni meccaniche di terremoti distruttivi.

230 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


VDR in pratica

Figura 1 - Piattaforma ed edificio di prova per la resistenza sismica

Nel 2007 è stata svolta un’ulteriore campagna di cosiddetti “precursori sismici” si sono rilevati nel
prove su un edificio di 7 piani presso la piatta- tempo totalmente inefficaci allo scopo. In Italia, ad
forma sismica sperimentale più grande al mondo, esempio, si è parlato molto di radon, soprattutto
la E-Defence del NIED a Miki nei pressi di Kobe all’epoca del terremoto dell’Aquila nel 2009. Studi
in Giappone, l’unica in grado di eseguire speri- sul comportamento degli animali (sia domestici che
mentazioni su edifici di tali dimensioni (7,5x15 selvatici), sulle variazioni di sorgenti (portata, colore,
m in pianta, pari a una superficie di 112,5 m2 e odore, temperatura dell’acqua) e di campi elettroma-
23 m di altezza) sottoponendoli a tutte le com- gnetici (fra cui quelli che sono stati definiti come
ponenti (orizzontali e verticali) di un terremoto. “luci sismiche”), rombi dal suolo, ecc. sono alcuni
Essa ha dimostrato ancora una volta l’eccezio- esempi di indicatori e di fenomeni che sono stati
nale capacità degli edifici con struttura in legno considerati come indiziari dell’arrivo imminente,
di resistere ad eventi sismici di notevole inten- oppure prossimo, di un forte terremoto, senza però
sità. L’edificio è stato sottoposto alla registra- ottenere risultati attendibili.
zione di tre terremoti scalati fino alla massima
intensità (Kobe, Giappone, 1995, Nocera Procedure e comportamenti corretti
Umbra 1997 e Kashiwazaki, Giappone 2007) in caso di terremoto
oscillando e ritornando perfettamente in posi- La conoscenza del fenomeno porta a sviluppare stra-
zione e manifestando al termine delle prove tegie che in tempi rapidi permettono di mettere in
livelli di danno minimi, similmente al caso salvo la propria vita in coincidenza dell’evento.
precedente, solamente a livello delle giunzioni L’adozione di Piani di Sicurezza Interni, provati
meccaniche. periodicamente, istruisce le persone nei comporta-
Costruire con criteri antisismici è quindi l’unica menti da tenere. In questo senso, aree altamente
possibilità di prevenire le emergenze ed i danni con- sismiche come in Giappone sono molto avanti nel-
nessi a questo evento naturale, che può avere una l’istruire le persone su come agire in presenza di una
potenza distruttiva. Nessuno fino ad ora è stato, scossa, anche di lieve entità. Questo in casa, in
infatti, in grado di prevenire o anticipare l’avveni- ambito scolastico, nei luoghi di lavoro, ecc. se consi-
mento di un terremoto per mettere al riparo persone, deriamo ambienti indoor ma anche all’esterno, alla
oggetti e strutture. Anche alcuni studi e ricerche sui guida di un mezzo, in prossimità di alberi o edifici,

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 231


VDR in pratica

lungo le coste, ecc. Purtroppo, nel nostro Paese non sono prodotte dall’oscillazione della roccia nella stessa
siamo così progrediti, anche se qualche migliora- direzione della propagazione, provocandone cambia-
mento c’è stato negli anni. menti di volume e di forma. Esse attraversano sia i solidi
I margini di sicurezza, in termini di tempistiche, che i fluidi e sono le responsabili del rombo cupo che si
per le persone e le strutture nel caso di un terre- avverte all’inizio del terremoto.
moto sono ridottissimi. Le strutture collassano in Le onde S, onde seconde traversali più lente delle
tempi rapidissimi nel caso di sismi violenti; è precedenti (4-7 km s-1), oscillano perpendicolarmente
quindi necessaria l’immediata reazione degli occu- alla direzione di propagazione e modificano solo la
panti per mettersi in salvo o per proteggersi. forma della roccia. Esse non si propagano nei fluidi.
Questo perché, ricordando i tempi delle emer- Quando le onde di volume (P e S) raggiungono la
genze, il required safe escape time (RSET, tempo superficie danno origine sull’epicentro ad altre onde
richiesto per fuggire in sicurezza) e lo available safe lente superficiali (3 km s-1), anche queste divise in
escape time (ASET, tempo disponibile per fuggire due categorie:
in sicurezza) tendono a coincidere oppure la dif- — le onde R (Reyleigh) oscillano perpendicolar-
ferenza è di pochissimi secondi. Questo differen- mente al terreno, come le onde marine, producendo
ziale, dato dalla sostenibilità della struttura a movimenti ellittici del terreno in piani orientati
resistere alla sollecitazione (Figura 2), può essere nella stessa direzione di propagazione dell’onda;
aumentato solo se tutte le strutture ed i manufatti — le onde L (Love) oscillano trasversalmente
sono costruiti con criteri antisismici. rispetto alla direzione di propagazione (alcuni Autori
Confrontando il significato delle due variabili, risulta indicano come onde L, lunghe, quelle superficiali nel
facilmente intuibile che la condizione di sicurezza loro insieme).
nella fuga della folla dall’interno di un edificio verso Le onde superficiali sono molto più lente rispetto alle
l’esterno - o per proteggersi adeguatamente al suo precedenti, ma sono quelle responsabili dei danni
interno - è quella indicata con la disequazione: prodotti dal terremoto. Possono percorrere lunghe
RSET < ASET distanze e fare anche più volte il giro della Terra.
Il margine di sicurezza di fuga degli individui è tanto Spesso prima ancora di capire che cosa sta avvenendo
maggiore quanto minore è RSET rispetto a ASET: l’evento è già concluso oppure nelle condizioni peg-
(RSET <<< ASET) giori si è prodotto un disastro tale da costituire un’e-
L’emergenza si realizza in tempi rapidissimi e tra mergenza. La durata della percezione di un terremoto
l’altro il sisma viene percepito dalle persone per dipende dalla magnitudo dell’evento, dalla distanza
una durata brevissima rispetto al movimento tellu- dell’ipocentro e dalla geologia del suolo sul quale ci si
rico complessivo (Figura 3). trova. Inoltre, nel caso in cui il sisma sia avvertito
Di solito la percezione del sisma, da parte delle persone, all’interno di un edificio, l’altezza dello stabile e la
avviene in coincidenza dell’arrivo dell’onda S. Le onde tipologia edilizia influenzano fortemente l’intensità e
P, onde prime longitudinali molto veloci (7-13 km s-1), la durata della percezione dell’evento (5).

Figura 2 - Tempi dell’evacuazione o necessari per proteggersi adeguatamente

(5) La durata dello scuotimento in un punto sul terreno dipende rigidi come una roccia solida (ad esempio il granito). Altro aspetto
da quanto tempo il terremoto impiega a verificarsi e da come le importante da sottolineare per comprendere la percezione della
onde si muovono attraverso il terreno fino a raggiungerlo. Inoltre, durata di un terremoto è che, nel caso in cui il sisma sia avvertito
particolari caratteristiche geologiche (terreni incoerenti, sedi- all’interno di un edificio, l’altezza dello stabile e la tipologia edilizia
menti alluvionali, ecc.) possono produrre effetti di amplificazione influenzano fortemente l’intensità e la durata dell’evento.
e far durare lo scuotimento più a lungo di quanto accade su suoli

232 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


VDR in pratica

Figura 3 - Tempi di un terremoto, onde e durata percepita

Fonte: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia INGV, sito web

La “durata di un terremoto” non è definibile in modo con la messa in sicurezza delle infrastrutture (6),
univoco, in quanto quello che può essere calcolato il soccorso dei feriti ed il recupero dei morti
dai dati strumentali non coincide con la durata dello (quest’ultima attività per evitare contagi ed il
scuotimento percepito dalle persone. Ci sono, infatti, rischio di epidemie che innescherebbero il
due modi di pensare la durata di un terremoto: il rischio biologico da gestire opportunamente in
primo è il tempo necessario affinché la faglia (la aggiunta alle problematiche esistenti).
sorgente del terremoto) si rompa e il secondo è il In Tabella 3 vengono riportate le procedure da
tempo di scuotimento percepito da una persona in un seguire durante la scossa e nei tempi immediata-
dato punto. Il primo è un dato che, anche se non in mente successivi all’evento, che in ambito aziendale
modo immediato, viene calcolato analizzando i devono costituire parte integrante del Piano di
segnali registrati. La durata dello scuotimento in un Emergenza Interno. Ricordiamo soprattutto nelle
determinato punto, invece, la si può conoscere solo aree sismiche, ma sarebbe necessario ovunque
avendo una stazione sismica esattamente localizzata. anche in presenza di rischio contenuto, che nelle
Anche in questo modo, va considerato che la durata imprese tali procedure dovrebbero essere periodica-
dello scuotimento misurata da uno strumento è sem- mente provate, per arrivare preparati ad un evento
pre maggiore di quella percepita da una persona, in negativo. Paesi come il Giappone insegnano in tal
quanto gli strumenti sono molto più sensibili del- senso e i comportamenti virtuosi dovrebbero essere
l’uomo e registrano scuotimenti impercettibili. imitati e conosciuti da tutti, in modo da applicarli
In genere la durata percepita va da pochi secondi correttamente qualora si renda necessario.
a più di un minuto, secondo le condizioni sopra
descritte. Sarebbe interessante studiare come le Emergenze legate a terremoti costieri
persone percepiscono tale fenomeno al suo mani- e marini, gli tsunami (7)
festarsi prima che si abbia la consapevolezza della Sebbene e per fortuna avvenimenti molto rari,
situazione in atto, ma alcune indicazioni, di gli tsunami sono fenomeni che possono avvenire
carattere non scientifico, si possono rilevare da in conseguenza a sismi violenti (con magnitudo
alcune interviste realizzate dopo il sisma. Il >7,0), con ipocentro sottomarino oppure in pros-
tempo di comprendere l’evento e la durata bre- simità di coste. Ricordiamo gli eventi del 26
vissima del fenomeno rendono spesso inutili dicembre 2004, che nell’Oceano Indiano ha pro-
procedure e comportamenti corretti. Nei casi di vocato la morte di più di 220.000 persone, e
maggiore intensità l’emergenza si è già verificata dell’11 marzo 2011 in Giappone. Quest’ultimo
e si tratta solamente di gestire il post-emergenza, ha generato un’onda alta più di 10 m che ha

(6) Spesso collateralmente ai crolli si hanno fughe di gas, che nel caso di terremoti di notevole entità, nuove scosse anche di
incendi, esplosioni, smottamenti con un circolo vizioso di nuove forte intensità possono susseguirsi all’evento principale, compli-
emergenze che si innescano a catena, rallentando così i soccorsi cando l’emergenza in atto ed il post-emergenza.
(VV.FF. e sanitari) e le attività della Protezione Civile, che è una (7) Tutto il paragrafo è ripreso da Scheer et al. (2011).
delle prime Istituzioni ad intervenire nelle calamità. Ricordiamo

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 233


VDR in pratica

Tabella 3 - Comportamenti da tenere in caso di terremoto

Durante il terremoto Cercare di mantenere la calma e non farsi prendere dal panico: rassicurare le persone che ne hanno bisogno

Trattenere le persone nelle strutture fino alla fine della scossa, ponendoli, quando possibile in posizione riparata,
ovvero inginocchiati sotto i tavoli o sotto gli architravi delle porte o vicino ai muri portanti, allontanandoli da
finestre e porte con vetri che potrebbero infrangersi oppure da armadi ed oggetti pesanti

Non salire o scendere le scale, sono infatti i punti più deboli che cedono immediatamente in caso di crolli

Dopo il terremoto Tenere conto dell’eventualità del verificarsi di possibili scosse di assestamento

Far defluire le persone verso i luoghi sicuri, evitando l’uso di ascensori e montacarichi

Non cercare di muovere le persone gravemente ferite, per non arrecare ulteriori danni

Chiamare i soccorsi segnalando eventuali persone infortunate o disabili

In strada, far allontanare le persone dagli edifici dove potrebbe esserci il pericolo di crollo anche di parte di essi
(cornicioni, calcinacci, insegne, vetri, ecc.). La distanza di sicurezza è almeno pari all’altezza dell’edificio

Mantenere la calma tra le persone e restare in attesa di comunicazione da parte delle squadre di soccorso
(Protezione Civile, VV.FF, ecc.)

Verificare che le persone non costituiscano impedimento per il transito e la circolazione dei mezzi di soccorso

Non intralciare le attività dei soccorritori

Sganciare le linee di alimentazione dell’energia elettrica e del gas metano per scongiurare eventuali incendi ed
esplosioni

Arrestare gli impianti in produzione, chiudere serbatoi e bloccare, se possibile, ogni fuga di sostanze chimiche o
di agenti biologici

Per i lavoratori in In strada, allontanarsi da edifici dove potrebbe esserci il pericolo di crollo anche di parte di essi (cornicioni,
ambiente esterno calcinacci, insegne, vetri, ecc.)

Non salire su impalcature (lavoratori dell’edilizia), alberi ed allontanarsi da bacini idrografici (torrenti, fiumi, laghi e
bacini con dighe, piscine), coste, pendii per evitare così di essere travolti da onde anomale, frane, smottamenti,
crolli di infrastrutture

Non sostare (anche al di sotto di essi) o percorrere ponti e viadotti

Compiti degli Addetti Indossano il gilet alta visibilità per essere facilmente individuabili e riconoscibili, il casco ed ogni DPI necessario
alle Emergenze (AE)

Avviano l’evacuazione dell’edificio, azionando il sistema di allarme oppure, ove non presente, attraverso
l’utilizzo dei fischietti

Gli operatori che hanno avviato l’evacuazione, nelle sedi sprovviste di sistema di allarme si assicurano che anche
nei piani sottostanti sia iniziata l’evacuazione

Si assicurano che tutto il personale presente al loro piano si rechi verso le scale per l’evacuazione dell’edificio,
senza utilizzare ascensori e montacarichi

Vietano il rientro nell’edificio durante l’evacuazione e comunque prima del cessato allarme da parte del Settore
Servizio di Prevenzione e Protezione, con il quale viene tenuto il contatto con mezzi di emergenza

Si assicurano che il personale con disabilità eventualmente presente al loro piano sia assistito durante
l’evacuazione; si assicurano, inoltre, che anche il personale di eventuali portinerie, servizio mensa, bar, visitatori,
ecc., esterno all’azienda e presente al momento della scossa si rechi verso il punto di raccolta

Fanno l’appello dei presenti e contano gli assenti

devastato la costa nord-orientale dell’arcipelago conseguenze ancor oggi dal punto di vista
giapponese, tra cui la città di Sendai, provocando ambientale e sanitario. Ancor più recentemente
l’incidente nucleare a Fukushima. A scatenarla è si è parlato di un evento potenziale con il terre-
stato un violento terremoto di magnitudo 9,0 nel- moto di Cuba del 28 gennaio 2020, a cui è seguito
l’Oceano Pacifico. La conseguenza è stata la per- fortunatamente il cessato allarme in breve tempo.
dita di 19.000 persone tra morti e dispersi; ancor A differenza dei terremoti che non sono preve-
più grave l’incidente nucleare di cui si pagano le dibili, gli tsunami possono essere anticipati di

234 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


VDR in pratica

qualche ora e se ne può seguire l’evoluzione nel emergenza, controllo degli obblighi legali. In
tempo e nello spazio, permettendo di diffondere linea di principio, l’intero piano di evacuazione
allerte ed allarmi anche con i mezzi di comuni- dovrebbe essere riesaminato insieme alla popo-
cazione di massa, al fine di mettere in salvo la lazione interessata al fine di ottenere il massimo
popolazione. Ovviamente, però, se l’onda rag- consenso e divulgazione.
giunge l’entroterra, distrugge ogni cosa e manu-
fatto al suo passaggio. L’emergenza diventa Bibliografia
quella di mettere in salvo il più possibile la
popolazione sopravvissuta all’evento sismico, — R. Capitani, M. Daou, G. Falchi, L. Garza-
agendo con rapidità nel raggiungimento del rella, L. Paciscopi, L. Pietraperzia, N. Li Vigni,
luogo ritenuto come sicuro. Si tratta, quindi di N. Berti, “La valutazione del rischio sismico nei
pianificare in tempi rapidi l’evacuazione delle luoghi di lavoro”, in questa Rivista, 7, 2019,
persone (8), comunicando alla popolazione pag. 400.
tempi e modalità operative. — Regione Toscana (AA.VV.), Linee guida per l’edi-
La valutazione del rischio locale di maremoto e tutte lizia in legno in Toscana, cap. 4, Edizioni Regione
le implicazioni conseguenti per la pianificazione del- Toscana, 2009, pag. 141 ss.
l’evacuazione sono basate su: — S. Scheer, A. Gardi, R. Guillande, G. Eftichidis,
1)la conoscenza dell’altezza dell’onda di maremoto V. Varela, B. De Vanssay, L. Colbeau-Justin,
attesa ed Manuale per la pianificazione dell’evacuazione in caso
2) il tempo di arrivo atteso della prima onda distrut- di tsunami, Progetto SCHEMA (Scenarios for
tiva, alla quale possono seguirne altre. Hazard-induced Emergencies Management), Pro-
Il primo parametro aiuta a calcolare l’estensione getto n. 030963, Specific Targeted Research Project,
dell’area a rischio; il secondo fornisce un’indicazione Space Priority; JRC European Commission, 2011.
su quanto rapide debbano essere le misure di Per approfondimenti:
evacuazione. — A. Ceccotti, M. Follesa, M.P. Lauriola, Le
L’evacuazione richiede la definizione di una rete strutture di legno in zona sismica - Criteri e regole
di strade o percorsi appropriati. In questo conte- per la progettazione ed il restauro, CLUT, Torino,
sto, se necessario, per realizzare un piano di 2006.
evacuazione che funzioni completamente e che — H.J. Reiner, E. Karacabeyli, “Wood-frame con-
adempia ai requisiti di base, la metodologia pre- structions in past earthquakes”, in Atti del World
vede anche la progettazione di eventuali vie di Conference on Timber Engineering, Whistler Resort,
fuga aggiuntive e/o di siti di sicurezza. I siti di BC, Canada, 2000.
sicurezza (rifugi) sono luoghi sopraelevati, su — A. Ceccotti, M. Follesa, M.P. Lauriola,; Quale
terreno naturale, oppure delle costruzioni, tra fattore di struttura per gli edifici multipiano a
le quali possiamo comprendere gli edifici con struttura di legno con pannelli a strati incrociati?
più di tre piani. in XII Convegno ANIDIS - L’ingegneria sismica in
Una volta predisposto, il piano di evacuazione Italia, Pisa, 2007.
deve essere tenuto aggiornato costantemente — A. Ceccotti, M. Follesa, M.P. Lauriola, “La speri-
attraverso revisioni periodiche di medio termine mentazione sismica sulle costruzioni di legno: attua-
e le Autorità devono garantire di adottare misure lità e prospettive”, in Seminario internazionale CIAS -
appropriate. La revisione a lungo termine, infine, Evoluzione nella sperimentazione per le costruzioni,
tiene conto di tutte le altre informazioni neces- Cipro, 2007.
sarie al corretto svolgimento del piano di eva- — A. Ceccotti, “Il Progetto SOFIE e il suo
cuazione: integrazione con i sistemi di primo marchio” in Il Giornale dell’Architettura, 65, 9,
allarme (early warning) e con gli altri piani di 2008.

(8) Si registra talvolta una resistenza ad abbandonare il luogo in


cui vivono esponendosi così al rischio.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 235


Giurisprudenza

Rassegna della Cassazione


penale
a cura di Raffaele Guariniello

21 GENNAIO-20 FEBBRAIO 2020 avvenuto deposito)”, e che, per contro, “difetta l’attestazione
della giacenza del plico presso l’ufficio postale per il periodo di
almeno dieci giorni consecutivi”.
NOTIFICA DELLE PRESCRIZIONI DELL’ORGANO DI VIGILANZA E La Sez. III premette che, “in tema di contravvenzioni anti-
INAPPLICABILITÀ DELLE CAD nfortunistiche, la notifica del verbale di prescrizioni al datore
di lavoro, redatto dall’organo di vigilanza ai sensi dell’art. 20 D.
Cassazione penale, sez. III, 4 febbraio 2020 (u.p. 22 novem- lgs. n. 758/1994, può avvenire anche a mezzo del servizio
bre 2019), n. 4701 - Pres. Andreazza - Est. Gentili - P.M. postale e, qualora la raccomandata non venga consegnata
(Conf.) Spinaci - Ric. M. per l’assenza del destinatario e di altra persona abilitata a
riceverla, si perfeziona per compiuta giacenza”, e che, “ai
Cassazione penale, sez. III, 20 gennaio 2020 (u.p. 15 novem- fini dell’estinzione delle contravvenzioni in materia di sicurezza
bre 2019), n. 1996 - Pres. Di Nicola - Est. Scarcella - P.M. ed igiene del lavoro, il legislatore non ha prescritto che il
(Conf.) Tocci - Ric. L. verbale di ammissione al pagamento della sanzione ammini-
strativa sia formalmente notificato al contravventore, per cui è
sufficiente qualsiasi modalità idonea a comunicare il conte-
Preziosi sono i chiarimenti dati da queste sentenze a proposito nuto dell’atto, rimanendo a carico del destinatario l’onere di
di un tema reiteratamente sollevato nella prassi quale quello dimostrare di essersi trovato, senza sua colpa, nella impossi-
relativo alla notifica della prescrizione rilasciata dall’organo di bilità di acquisirne la conoscenza”. Prende atto che, nella
vigilanza a norma dell’art. 20, D.Lgs. n. 758/1994 (in merito v. specie, “l’imputato si è limitato ad eccepire l’asserita irrego-
Guariniello, Il T.U. Sicurezza sul lavoro commentato con la larità della notifica per compiuta giacenza eseguita presso il
giurisprudenza, undicesima edizione, Wolters Kluwer, Milano, suo indirizzo di residenza ma non presso la sede legale”, e
2020, sub art. 301, paragrafo 1). considera tale “modalità del tutto corretta, in quanto ad essere
A) Anzitutto, la sentenza n. 4701/2020 osserva che “la deter- chiamato all’adempimento delle prescrizioni impartite è il con-
minazione delle prescrizioni atte ad eliminare la contravven- travventore-persona fisica, attivandosi con la comunicazione
zione e dell’importo della somma da pagarsi a titolo di del verbale al contravventore ex D.Lgs. n. 758/1994 una pro-
oblazione amministrativa sono atti, che, pur inserendosi nel cedura mista amministrativo/penale nei confronti dell’inda-
corso del procedimento penale, non hanno natura di atti del gato e non certo della società, non costituendo le violazioni
detto procedimento, conservando la loro natura di atti di carat- addebitate reati presupposto della responsabilità dell’ente,
tere amministrativo”. E ne ricava che “al sub procedimento prevista solo per i delitti richiamati all’art. 25-septies, D.Lgs.
volto alla comunicazione all’interessato del loro contenuto non n. 231/2001”.
si applicano le disposizioni previste dal codice di rito penale per A questo punto, la Sez. III si fa carico dell’eccepita “nullità
le notificazioni degli atti del processo fra le quali vi sono quelle assoluta per mancata notifica della comunicazione di avvenuto
relative alle notificazioni presso il domicilio eletto contenute deposito”. Pone in risalto “l’assoluta libertà di forma del pro-
negli artt. da 161 a 164 c.p.p.”. Conclusione: “valgono - anche cedimento di comunicazione al contravventore del verbale ex
laddove le stesse abbiano, come nella fattispecie, dei signifi- art. 20 D.Lgs. n. 758/1994”. Precisa che “la procedura il cui
cativi riverberi nella materia penale, in quanto espressive di un mancato rispetto è invocato dalla difesa dell’imputato riguarda
principio generale valido, ed ove non contraddette da disposi- esclusivamente il procedimento di notifica di un atto giudizia-
zioni di almeno pari rango, in tutte le branche del diritto - le rio, dunque non estensibile al caso in esame, in cui ad essere
regole dettate dagli artt. 1334 e 1335 c.c., in base al quale si notificato è un verbale redatto da un organo amministrativo
presume conosciuto al destinatario il contenuto dell’atto ricet- nell’esercizio di funzioni di polizia giudiziaria”. Spiega che
tizio che sia pervenuto presso il suo domicilio, a meno che “condizione imprescindibile per il perfezionamento della noti-
questi non fornisca la prova del contrario”. fica è la spedizione delle Comunicazioni di Avvenuto Deposito
B) Nel caso esaminato dalla sentenza n. 1996/2020, un datore (ossia i c.d. CAD) nel caso in cui, nelle notifiche effettuate a
di lavoro, condannato per più contravvenzioni antinfortunisti- mezzo posta, l’agente postale non possa consegnare il piego
che, lamenta, in particolare, che, “in tema di notificazione di per temporanea assenza del destinatario o per mancanza,
atti alla persona giuridica, la legge consente la notifica dell’atto inidoneità o assenza di persone idonee a ricevere fa notifica”,
al l.r. in luogo della sede legale e/o operativa della società solo e che “è solo dall’invio del CAD che decorre il termine di dieci
ove dal contenuto dell’atto da notificare emergano i dati ana- giorni necessari per il perfezionamento della notifica per com-
grafici del l.r. nonché l’indirizzo di residenza, di domicilio o piuta giacenza, così come previsto dall’art. 8, comma 2, L
dimora abituale”, là dove “dall’esame del verbale, invece, n. 890/1982”. Ma subito aggiunge che “si tratta di normativa,
risulterebbe solo il nome del l.r. ma non il suo luogo di resi- quest’ultima, che trova applicazione solo per le notificazioni di
denza, domicilio né di abituale dimora”. Deduce, inoltre, che, atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse
“in caso di mancata consegna”, “l’agente postale avrebbe con la notificazione di atti giudiziari, non dunque in relazione a
dovuto inviare al notificando la c.d. CAD (comunicazione di procedimenti notificatori non relativi ad atti giudiziari, come nel

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 237


Giurisprudenza

caso di specie”. Per di più, nota che “l’eccezione difensiva non distaccato”, in quanto “l’art. 3, comma 6, D.Lgs. n. 81/2008,
avrebbe comunque pregio quand’anche si ritenesse applica- nel prevedere che ‘tutti gli obblighi di prevenzione e protezione
bile detta procedura anche alle notifiche di atti diversi da quelli sono a carico de/ distaccatario’, fa comunque salvo l’obbligo a
giudiziari, posto che costante è l’orientamento secondo cui la carico del distaccante ‘di informare e formare il lavoratore sui
notifica a mezzo della posta eseguita al domicilio dichiarato rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle
mediante consegna dell’atto a persona abilitata diversa dal mansioni per le quali egli viene distaccato’”, e che “l’obbligo
destinatario si perfeziona con la ricezione della relativa racco- di formare ed informare il lavoratore distaccato implica la
mandata, mentre l’ulteriore comunicazione al destinatario necessità che egli accerti la sussistenza delle condizioni di
preordinata ad informarlo del recapito dell’atto a soggetto sicurezza del cantiere ove il dipendente è chiamato a svolgere
abilitato, ex art. 7, comma 2, della L. n. 890/1982, costituisce la propria attività lavorativa”.
solo una modalità di rafforzamento della procedura di notifica-
zione già perfezionatasi, con la conseguenza che non è neces- INFORTUNIO SUL LAVORO E PRESCRIZIONE
saria la prova che il destinatario la abbia ricevuta, ma è
sufficiente l’attestazione dell’invio”. Cassazione penale, sez. IV, 12 febbraio 2020 (u.p. 8 novem-
bre 2019), n. 5541 - Pres. Di Salvo - Est. Bruno - P.M. (Diff.)
Ceniccola - Ric. S. e altri
DISTACCHI PROPRI E DISTACCHI IMPROPRI
Cassazione penale, sez. IV, 5 febbraio 2020 (u.p. 16 gennaio In un momento storico in cui da più parti si paventa la prescri-
2020), n. 4889 - Pres. Ciampi - Est. Bruno - P.M. (Conf.) zione, la Cassazione ne allarga i confini applicativi anche nei
Fodaroni - Ric. Z. procedimenti penali in materia di sicurezza sul lavoro (per i
riferimenti v. Guariniello, Amianto: responsabilità penali e
prescrizione, in Dir.pen.lav., 2019, 15, pag. 938).
Con questa lucida sentenza, la Suprema Corte torna sul deli-
cato tema inerente agli obblighi del datore di lavoro in caso di All’origine si colloca il principio di diritto affermato da
distacco di propri dipendenti presso altra impresa (in argo- Cass. pen., SS.UU. 24 settembre 2018, n. 40986, per cui “in
mento v. Guariniello, Il T.U. Sicurezza sul lavoro commentato tema di successione di leggi penali, a fronte di una condotta
interamente posta in essere sotto il vigore di una legge penale
con la giurisprudenza, undicesima edizione, Wolters Kluwer,
più favorevole e di un evento intervenuto nella vigenza di una
Milano, 2020, sub art. 26, paragrafo 18).
Nel corso di lavori appaltati da una s.r.l. ad altra s.r.l. ed eseguiti legge penale più sfavorevole, deve trovare applicazione la
all’interno del capannone dell’impresa committente, un dipen- legge vigente al momento della condotta”.
dente dell’impresa appaltatrice subì un infortunio mortale. Con la sentenza 28 marzo 2019, n. 13582, la Sez. IV ebbe a
trarne occasione per affrontare questo interrogativo: se anche
Condannato per omicidio colposo, il datore di lavoro dell’im-
nel campo della responsabilità per i tumori asbesto-correlati
presa appaltatrice deduce a propria discolpa “la natura del
rapporto contrattuale che legava l’impresa appaltante e l’im- trovi applicazione il principio di diritto fissato dalle Sezioni Unite.
presa appaltatrice, sostenendo che, nel caso in esame, debba Nel caso di specie, concernente due lavoratori deceduti per
trovare applicazione l’istituto del distacco dei lavoratori disci- mesotelioma pleurico (l’uno il 5 ottobre 2007, l’altro il 20 dicem-
bre 2007), quattro responsabili di un’azienda chimica erano stati
plinato dall’art. 30 D.Lgs. n. 276/2003”. Sostiene che “la
condannati dalla corte di appello per omicidio colposo. La Sez. IV
propria impresa aveva di fatto realizzato un trasferimento del
proprio potere organizzativo e direttivo in capo all’impresa partì da una premessa: “la questione della applicabilità nella
distaccataria, ponendo il lavoratore infortunato alle dipen- specie di un regime prescrizionale che determini la estinzione
dei reati per cui è stata pronunciata condanna nel presente
denze e sotto la direzione di altro datore di lavoro il quale ne
procedimento ha come indispensabile presupposto la recente
riceveva le prestazioni, utilizzando le risorse altrui come se
fossero proprie”. Ne desume che, “tale essendo il rapporto decisione delle Sez.Un. 24 settembre 2018 n. 40986”, e “le
intercorrente tra le due imprese, l’art. 3, comma 6, D.Lgs. n. lesioni personali e l’omicidio colposo determinati dall’esposi-
81/2008 dispone, in riferimento al distacco di lavoratori ex art. zione professionale ad agente nocivo sono caratterizzati da un
ampio iato temporale tra tempo di cessazione della condotta ed
30 D.Lgs. n. 276/2003, che ‘tutti gli obblighi di prevenzione e
evento”. Ciò premesso, la Sez. IV esaminò la questione sul
protezione sono a carico del distaccatario’”.
Nel disattendere questa argomentazione difensiva, la Sez. IV “versante del trattamento sanzionatorio previsto dall’art. 589 c.
rileva “la non applicabilità dell’art. 3, comma 6, D.Lgs. n. 81/ p., in quanto al regime vigente all’epoca della cessazione della
2008, poiché dall’analisi del contenuto del contratto interve- condotta eziologicamente rilevante (coincidente con l’epoca di
cessazione della esposizione all’amianto dei lavoratori poi dece-
nuto tra le due aziende, non emerge alcun elemento dal quale
duti o tuttalpiù con l’epoca in cui era cessato il rapporto di lavoro)
si possa desumere che sia avvenuto un ‘distacco’ del lavora-
tore propriamente detto”. Richiama al riguardo “i dati conte- risalente ai primi anni ‘90, si era avvicendata una disciplina di
nuti nel contratto in base ai quali l’impresa appaltatrice si minore favore per i condannati che aveva abbracciato anche il
impegnava ad effettuare i lavori con le proprie attrezzature”. momento del verificarsi degli eventi letali (ottobre e dicembre
2007)”. Osservò che “le condotte che vengono in considera-
Afferma che, in tale ipotesi, il datore di lavoro dell’impresa
zione nel processo sono anteriori ai mutamenti normativi del
appaltatrice “non si spoglia degli obblighi che gli competono”,
e che a suo carico “permane l’obbligo di verificare in concreto 2006 e del 2008 e che al momento della cessazione delle
le condizioni e le modalità di svolgimento dei lavori del proprio condotte illecite il trattamento sanzionatorio per ipotesi di omi-
dipendente onde garantire il rispetto della normativa di sicu- cidio colposo aggravato dalla inosservanza della disciplina pre-
venzionistica era compreso tra uno e cinque anni di reclusione, a
rezza”. Aggiunge, per completezza, che “l’istituto del
distacco, evocato in maniera inappropriata in relazione al fronte di quello compreso tra due e cinque anni di reclusione
caso in esame, non si traduce in un totale esonero, per il datore riconducibile alla data degli eventi”, e che, “da un canto, si deve
di lavoro distaccante, dall’obbligo di garantire l’incolumità del registrare la ricorrenza di un fenomeno successorio (che
sarebbe negato qualora si facesse riferimento esclusivamente
proprio dipendente nei luoghi di lavoro presso i quali è

238 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Giurisprudenza

al momento di consumazione del reato, e quindi all’evento); di reati, unificati solo quoad poenam, con la conseguenza che
dall’altro, in applicazione del principio della lex mitior le pene ogni reato conserva la propria autonomia e distinzione anche
degli imputati devono essere determinate alla luce della cornice relativamente alle cause estintive”. Il verdetto finale è che
edittale vigente al momento della cessazione della condotta”. l’omicidio colposo - estinto per morte del reo in rapporto a
Solo che “la declinazione di tale primo corollario non risulta in due imputati - risulta prescritto in rapporto agli altri due.
grado di apportare sostanziali effetti sulla decisione assunta dal La Sez. IV torna ora sul tema in un caso d’infortunio in danno di
giudice di appello il quale avendo riconosciuto per tutti gli due tecnici dipendenti di una s.r.l. incaricati di effettuare un
imputati la prevalenza delle circostanze attenuanti sulla circo- campionamento dei fumi dei camini di una raffineria e posizio-
stanza aggravante della inosservanza della disciplina sulla pre- natisi all’interno di un cestello sollevato dal braccio meccanico
venzione degli infortuni sul lavoro, è stato in grado di muoversi di una gru collocata su un autocarro: “nel momento della
all’interno di un arco edittale che comunque consentiva di elevazione il braccio telescopico si era spezzato con conse-
applicare una pena inferiore al minimo edittale previsto per la guente caduta degli occupanti”. A causa della caduta al suolo,
fattispecie base che, tanto al tempo della condotta che al un tecnico muore, l’altro riporta lesioni gravissime poiché era
momento del perfezionamento del reato, risultava pari a mesi riuscito ad aggrapparsi al cestello. Causa del sinistro: collasso
sei di reclusione”. A questo punto, però, la Sez. IV s’interrogò strutturale della gru. Condannati i due successivi legali rappre-
circa “la possibilità di estendere la regola enunciata dalle Sez. sentanti della società costruttrice della gru.
Un. anche al regime della prescrizione, tenuto conto delle Senonché la Sez. IV richiama proprio le sentenze delle Sezioni
modifiche ad esso apportate dall’art. 6 L. n. 251/2005, e, in Unite n. 40986/2018 e della Sez. IV n. 13582/2019, e, condi-
particolare, se le disposizioni anteriormente vigenti fossero di videndone gli insegnamenti, annulla per intervenuta prescri-
maggiore favore per gli odierni imputati con riferimento al zione la condanna dell’imputato che aveva rivestito la carica di
tempo necessario a prescrivere il reato di omicidio colposo legale rappresentante in epoca più risalente. Spiega, infatti,
aggravato ai sensi dell’art. 589, commi 1 e 2, c.p.”. E in propo- che “le condotte poste in essere dall’imputato si collocano
sito affermò questo principio di diritto: “a fronte di una condotta temporalmente nel periodo compreso in epoca anteriore alla
interamente posta in essere sotto il vigore di una legge penale entrata in vigore del regime di prescrizione introdotto dalla L.
più favorevole concernente la disciplina della prescrizione e di n. 251/2005”, e che, “in virtù del regime di prescrizione
un evento intervenuto nella vigenza di una legge penale più vigente prima della introduzione delta c.d. legge ‘Cirielli’, per
sfavorevole, deve trovare applicazione la disciplina sulla pre- consolidato orientamento della Corte di legittimità, in tema di
scrizione vigente al momento della cessazione della condotta omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme anti-
(nella specie trattasi di omicidio colposo plurimo, con inosser- nfortunistiche, la concessione delle attenuanti generiche, in
vanza della normativa antinfortunistica in materia di amianto, cui rapporto di prevalenza sull’aggravante, influiva sulla determi-
è conseguito il decesso di lavoratori nella vigente della attuale nazione del tempo necessario a prescrivere”.
normativa sulla prescrizione (art. 157 c.p. come sostituito dalla
L. 2005 n. 251/2005)”. Sicché nel caso di specie, “avendo il LA CASSAZIONE INSISTE SUL TERZO OBBLIGO INDELEGABILE
giudice di appello valutato le circostanze attenuanti (generiche e DEL DATORE DI LAVORO
dell’intervenuto risarcimento del danno) prevalenti rispetto alla
circostanza aggravante contestata di cui all’art. 589, comma 2, Cassazione penale, sez. IV, 20 febbraio 2020 (u.p. 17 ottobre
c.p., la pena massima su cui determinare il tempo necessario a 2019), n. 6567 - Pres. Piccialli - Est. Esposito - P.M. (Conf.)
prescrivere non deve più essere ricondotta a quella di cinque Epidendio - Ric. C.
anni, ma a pena inferiore a cinque anni perché la pena massima
irrogabile subisce la riduzione dovuta al giudizio di valenza tra
circostanze di segno opposto (nel senso della prevalenza delle Ultimamente, a sorpresa, Cass. 9 dicembre 2019 (in ISL,
circostanze attenuanti che riduce, anche di un solo giorno il 2019, 2, 105), segnalò un terzo obbligo non delegabile del
limite di cinque anni)”, e “trattandosi quindi di pena inferiore a datore di lavoro in aggiunta ai due previsti dall’art. 17, comma
cinque anni il termine prescrizionale di riferimento non è più di 1, lett. a) e b), D.Lgs. n. 81/2008. Nella presente sentenza, la
quello dieci anni di cui all’art. 157 n. 3 c.p., ma quello di cinque Sez. IV insiste. Premette, infatti, che “fonte primaria degli
anni di cui all’art. 157 n. 4 c.p. e, tenuto conto dell’aumento della obblighi di sicurezza che fanno capo al datore di lavoro - com’è
metà previsto per gli atti interruttivi, il termine necessario a noto - è il D.Lgs. n. 81/2008, il cui art. 17 individua tassativa-
prescrivere per la disciplina prescrizionale previgente, risulta mente gli obblighi non delegabili del datore di lavoro, indivi-
pari a sette anni e mesi sei”. La conclusione fu che “il compi- duandoli: a) nella valutazione di tutti i rischi con la
mento del termine prescrizionale si è realizzato in data 4 Aprile conseguente elaborazione del documento previsto dall’art.
2015 con riferimento alla morte di un lavoratore (dies a quo 5 28; b) nella designazione del responsabile del servizio di
ottobre 2007) e alla data del 19 giugno 2015 in relazione alla prevenzione e protezione dai rischi”. Ma poi aggiunge che
morte dell’altro lavoratore (dies a quo 20 dicembre 2007)”. Né “il terzo obbligo non delegabile, cioè quello di vigilanza, viene
“costituisce impedimento al compimento del termine prescri- ricavato dall’articolo immediatamente precedente che al
zionale la circostanza che ai suddetti imputati sia stata conte- comma 3 espressamente prevede che ‘la delega di funzioni
stata la ipotesi disciplinata dall’art. 589 cpv. c.p. (morte di più non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in
persone) la quale, oltre a non integrare una specifica circostanza ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle
aggravante, non rileva neppure come vincolo giuridico idoneo a funzioni trasferite’, mutando, in questo caso, il contenuto
giustificare l’aumento della pena astrattamente irrogabile, pure della situazione d’obbligo del datore di lavoro: da obbligo di
all’esito del giudizio di bilanciamento tra circostanze di segno adempiere personalmente a obbligo di vigilanza sull’attività
opposto operato dal giudice di appello laddove la fattispecie del delegato” (circa l’obbligo di vigilanza del datore di lavoro
disciplinata dall’art. 589 u.c. c.p. non costituisce un’autonoma delegante sul delegato v. Guariniello, Il T.U. Sicurezza sul
figura di reato complesso, né dà luogo alla previsione di circo- lavoro commentato con la giurisprudenza, undicesima edi-
stanza aggravante rispetto al reato previsto dall’art. 589, zione, Wolters Kluwer, Milano, 2020, sub art. 16, para-
comma 1, c.p., ma prevede una ipotesi di concorso formale grafo 7).

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 239


Giurisprudenza

MESOTELIOMI: IL DISSENSO DELLA SEZIONE TERZA avverso la sentenza della Corte d’Appello di Caltanissetta
che rigetta l’istanza di revisione presentata nei confronti
Cassazione penale, Sez. III, 20 febbraio 2020 (u.p. 18 set- della sentenza della Corte d’Appello di Palermo confer-
tembre 2019), n. 6597 - Pres. Lapalorcia - Est. Zunica - P.M. mata dalla Cassazione. Ma la Sez. III rigetta il ricorso.
(Parz.conf.) Salzano - Ric. C. Rileva che, sia nei processi di merito, sia nel giudizio di
legittimità, sono stati diffusamente richiamati i contributi
scientifici veicolati nel corso dell’istruttoria dibattimen-
Persiste nella giurisprudenza della Suprema Corte la diffi-
tale, evidenziandosi in particolare come, in base a quelli
coltà di pervenire nei procedimenti penali in materia di
ritenuti maggiormente credibili, doveva ritenersi compro-
tumori professionali a una soluzione omogenea in ordine
vato che, in tema di attività lavorative caratterizzate dal-
all’accoglibilità, o non, della teoria del c.d. “effetto acce-
l’esposizione dei lavoratori all’amianto, nella fase di
leratore”, e ancor più palese si fa il dissenso della Sez. III
induzione, ogni esposizione ha un effetto causale concor-
rispetto alle impostazioni (non sempre) accolte dalla Sez.
rente, non essendo necessario l’accertamento della data
IV (per un resoconto dei contrasti giurisprudenziali in argo-
della iniziale insorgenza della malattia, dovendosi a ciò
mento v. Guariniello, Patologie da amianto: ancora contra-
aggiungere, pur non essendovi certezze circa la dose che,
sti in Cassazione, in Dir.prat.lav., 2020, 1, pag. 11 s.).
sufficiente a scatenare l’insorgenza del mesotelioma
Ultimamente, la n. 43665 del 28 ottobre 2019, esaminò i
pleurico, deve ritenersi comunque accertato che il rischio
decessi di lavoratori dipendenti dell’Olivetti di Ivrea per
di insorgenza è proporzionale al tempo e alla intensità
patologie tumorali ricondotte dall’accusa all’esposizione
della esposizione, nel senso che l’aumento della dose è
ad amianto in un arco temporale compreso tra il 1962 e il
inversamente proporzionale al periodo di latenza”.
1997. Patologie costituite da mesotelioma pleurico, non-
Aggiunge che, “in definitiva, costituendo la progressione
ché in un caso da mesotelioma peritoneale e in un altro
della patologia cancerogena una evoluzione a stadi, l’au-
da carcinoma polmonare. Nel confermare l’assoluzione
mento della dose di amianto inalata è in grado di accor-
pronunciata dalla Corte d’Appello, la Sez. IV riaffrontò il
ciare la latenza della malattia e di aggravarne gli effetti,
tema concernente “la rilevanza causale del succedersi di
per cui le patologie sono correlate alle quantità di
ciascuna delle singole esposizioni (c.d. effetto accelera-
sostanze inalate”; e che, pertanto, “a prescindere dall’in-
tore) in relazione alle singole fasi in cui si sviluppano gli
dividuazione della ‘dose innescante’, le esposizioni suc-
effetti dell’esposizione protratta all’amianto”. E giunse a
cessive e dunque le ulteriori dosi aggiuntive devono
sostenere che “l’incertezza che riguarda, nei singoli casi,
considerarsi concausa dell’evento proprio perché abbre-
il momento dell’insorgenza irreversibile del tumore (che
viano la latenza e aggravano la patologia”.
segna la c.d. latenza reale o clinica, ossia una fase pre-
A questo punto, la Sez. III sottolinea che la sentenza della
cedente rispetto all’evidenza clinica e alla diagnosi) si
Sez. IV 16 marzo 2015, n. 11128, “nel ritenere immune da
traduce necessariamente nell’impossibilità di stabilire in
censure il percorso argomentativo delle due conformi sen-
modo univoco, in mancanza di altri elementi di riscontro
tenze di merito, ha in particolare ribadito, richiamando in tal
probatorio, a quale dei garanti, che si succedono in un
senso un proprio consolidato indirizzo interpretativo
determinato arco temporale, va attribuita la responsabilità
(avviato dalla celebre sentenza Macola n. 988 del 14 gennaio
per gli eventi lesivi”.
2003 [in ISL, 2015, 5, pag. 306]), come debba considerarsi
A sua volta, con riguardo all’ILVA di Taranto, la sentenza
ormai superata la teoria della ‘dose killer’ o ‘dose trigger’, da
n. 45935 del 12 novembre 2019 prese in considerazione
cui deriverebbe l’irrilevanza delle esposizioni successive
la morte o la malattia professionale di sedici lavoratori
all’insorgere del meccanismo patogenico per effetto della
esposti a una particolare miscela di elementi dannosi per
dose scatenante, essendosi invece riaffermato il principio
la salute costituita da acidi tossici, apirolo, diossina,
secondo cui la responsabilità per gli eventi dannosi legati alla
amianto, polveri sottili e sottilissime, carbone, silice,
inalazione delle polveri di amianto, pur in assenza di dati certi
ferro, IPA, metalli pesanti, solidi e inerti, PCB, mercurio,
sull’epoca di maturazione della patologia, deve essere attri-
anidride carbonica e fibrosanti; e, inoltre, il decesso di
buita egualmente alla condotta omissiva dei responsabili
altri quindici lavoratori esposti ad amianto e deceduti per
della gestione aziendale, anche se per una parte soltanto del
mesotelioma pleurico, mesotelioma peritoneale o cancro
tempo di esposizione delle persone offese, in quanto tale
al polmone. La Sez. IV annullò la condanna inflitta dalla
condotta, con riguardo alle affezioni insorte in seguito, ha
Corte d’Appello di Taranto per omicidio colposo. Sottoli-
accelerato i tempi di insorgenza”. Infine, afferma che “non
neò “la decisività della teoria dell’effetto acceleratore del
costituisce prova nuova, ai sensi dell’art. 630, comma 1, lett.
processo carcinogenetico nell’accertamento della causa-
c), c.p.p., quella fondata su nuovi studi che, pur giungendo a
lità individuale, ove il complessivo periodo di esposizione
diverse valutazioni degli elementi di fatto già apprezzati, non
debba essere suddiviso in sottoperiodi ciascuno di essi
neghino la validità scientifica del sapere posto a base della
corrispondenti ai diversi garanti tra loro succedutisi”. Ed
condanna, risolvendosi, in tal caso, la richiesta di revisione
escluse nel caso di specie un “positivo esito della prova
della pronuncia irrevocabile nella domanda di un diverso
scientifica in relazione all’accertamento della causalità
apprezzamento critico di dati di fatto processualmente
individuale”.
acquisiti in via definitiva, ovvero di una loro lettura alterna-
Del tema torna ora ad occuparsi la Sez. III (ma v. già della
tiva rispetto a quella contenuta nella sentenza”, e che,
Sez. III l’eloquente Cass. 31 gennaio 2018, n. 4560, in
“attraverso la deduzione di nuovi studi scientifici, che non
ISL, 2018, 3, pag. 184). Nel caso, relativo a un procedi-
hanno escluso la validità della teoria scientifica posta a base
mento a carico di tre direttori di un cantiere navale per la
della condanna irrevocabile, si miri a prospettare un novum
morte di lavoratori esposti ad amianto, la Sez. IV con-
che tale non è”. (Cfr., del resto, con riguardo alle domande di
fermò la condanna pronunciata dalla Corte d’Appello di
revisione presentate dagli altri due direttori di cantiere, della
Palermo (v. Cass. 16 marzo 2015, n. 11128, in ISL, 2015,
stessa Sez. III, Cass. 17 luglio 2019, n. 31309 e 29 agosto
5, pag. 275). Uno dei direttori ricorre per cassazione
2019, n. 36623).

240 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Giurisprudenza

CONTRAVVENZIONI ANTINFORTUNISTICHE E NON PUNIBILITÀ commisurato alla condotta criminosa accertata, da valutarsi in
PER TENUITÀ DEL FATTO correlazione con la lesione arrecata al bene giuridico tutelato
(la sicurezza sul lavoro), nel suo complesso e dunque tenendo
Cassazione penale, Sez. III, 21 gennaio 2020 (u.p. 22 conto di tutte le peculiarità della fattispecie concreta in appli-
novembre 2019), n. 2216 – Pres. Andreazza – Est. Galterio cazione dei criteri dj cui al comma 1 dell’art. 133 c.p.”.
– P.M. (Conf.) Spinaci – Ric. A. D’altra parte, la Sez. III esclude che “il successivo adempi-
mento dell’imputato alle prescrizioni impartitegli pur senza
versare l’oblazione, possa rilevare ai fini della non abitualità
Prosegue a ritmi serrati la riflessione della Suprema Corte sulla della condotta, ovverosia dell’ulteriore indice-requisito previsto
causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto nel dall’art. 131 bis c.p.”. In proposito, dichiara esplicitamente di
settore della sicurezza sul lavoro (v. in proposito Guariniello, Il non condividere “il principio affermato da un precedente arre-
T.U. Sicurezza sul lavoro commentato con la giurisprudenza, sto di questa Sezione secondo il quale, ai fini dell’apprezza-
undicesima edizione, Wolters Kluwer, Milano, 2020, sub art. mento della condizione della non abitualità della condotta,
61, paragrafo 35). assumono rilievo anche i comportamenti successivi alla com-
Questa volta, il datore di lavoro di un cantiere edile condannato missione del reato (Sez. III, 29 gennaio 2018. n. 4123, in una
per più violazioni antinfortunistiche deduce che “le proprie fattispecie afferente ad un abuso edilizio in cui la non abitualità
precarie condizioni economiche gli avevano permesso sol- del comportamento dell’imputato è stata desunta dalla succes-
tanto di ottemperare, considerata anche la ristrettezza del siva attività di demolizione, rimozione e sanatoria delle opere
tempo all’uopo concessogli, pari a soli otto giorni, alle prescri- realizzate)”. Osserva che il predetto arresto fa leva sull’argo-
zioni impartitegli dagli ispettori del lavoro senza poter versare mento per cui “la nozione di comportamento abituale che
l’oblazione”, e che “comunque tale puntuale adempimento ricorre quando l’autore ha commesso almeno altri due illeciti
avrebbe imposto, unitamente al suo stato di incensuratezza e oltre quello preso in esame non possa essere assimilata a quella
alla non abitualità del comportamento, il riconoscimento della della recidiva, che opera in un ambito diverso ed è fondata su un
causa di non punibilità ex art. 131 bis c.p.”. distinto apprezzamento”, ma che tale argomento “non auto-
Nel disattendere questa doglianza, la Sez. III premette che “le rizza a trarne la conseguenza che assumano rilievo anche le
circostanze attinenti alla capacità a delinquere del colpevole ex condotte successive al reato né sul piano logico, posto che
art. 133, comma 2, c.p., nell’ambito delle quali viene valoriz- l’essersi adoperato per l’eliminazione delle conseguenze dan-
zata dalla difesa l’ottemperanza dell’imputato alle prescrizioni nose prodotte dall’azione criminosa specificamente contestata
impostegli dagli ispettori del lavoro unitamente alle sue diffi- non elimina i reati commessi antecedentemente a quello per cui
coltà economiche che non gli avrebbero consentito di provve- si procede, né su quello giuridico”. Ricorda che le Sezioni Unite
dere al pagamento dell’oblazione, esulano dalla valutazione della Corte di cassazione, nella sentenza Tushaj (25 febbraio
della particolare tenuità del fatto che impone, secondo la 2016, n. 13681), hanno precisato che “la nozione di ‘comporta-
previsione testuale dell’art. 131 bis, comma 1, c.p., di commi- mento non abituale’ è frutto del sottosistema generato dal 131
surare il primo indice-requisito, ovverosia la particolare tenuità bis c.p. ed al suo interno deve essere letto, la cui ratio è quella di
dell’offesa, alle modalità della condotta e all’entità del danno o escludere dall’ambito della particolare tenuità del fatto compor-
del pericolo i quali fanno parte dei criteri afferenti alla gravità del tamenti ‘seriali’”. Ne desume che “il requisito soggettivo pre-
reato previsti dal comma 1 dell’art. 133”. Chiarisce che “le visto per l’applicabilità della causa di non punibilità, la cui ratio è
contravvenzioni in esame risultavano essersi già perfezionate strettamente legata al concetto di devianza non occasionale,
in tutti i loro elementi costitutivi al momento della constata- postula una valutazione esclusivamente riferita agli illeciti penal-
zione, coincidente con il sopralluogo eseguito nel cantiere dal mente rilevanti commessi dall’imputato e non già alla condotta
competente organo di controllo” e che, “dal momento che la da costui tenuta successivamente alla commissione dell’ille-
causa di non punibilità è l’espressione di una valutazione cito, conclusione che del resto anche l’interpretazione testuale,
riferibile, essendo l’esclusione della pena rimessa al potere facendosi menzione nel comma 3 di ‘reati’ e non di ‘condotte’,
discrezionale del giudice, soltanto a un momento successivo a ineludibilmente conferma”. Aggiunge che “anche sul piano
quello del perfezionamento di tutti gli estremi del reato, per la strettamente sistematico ritenere che nella nozione di non
cui ontologica e giuridica esistenza è necessariamente richie- abitualità possa rientrare la condotta post delictum equivale
sta la presenza di un fatto tipico, antigiuridico e colpevole, e ad introdurre un elemento che, in quanto contemplato nel
non anche l’assoggettamento, in concreto, alla sanzione comma 2 dell’art. 133 c.p. ai fini della valutazione della capacità
penale di colui che lo ha commesso, ne consegue che il tardivo a delinquere del colpevole, il legislatore ha invece ritenuto di
adempimento alle prescrizioni dell’organo amministrativo espungere dalla valutazione relativa al fatto, ancorata esclusi-
resta un post factum del tutto neutro rispetto al disvalore, vamente alla particolare tenuità dell’offesa”.
anche in termini di offensività, dell’illecito penale che va invece

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 241


Casi e Questioni

ISL risponde
EDIFICIO AD USO CIVILE CON ALTEZZA ANTINCENDIO L’altezza antincendio è quindi inferiore ai 24 m (limiti per il
quale occorre procedere con la SCIA).
Un edificio ad uso civile, situato su un’altura, ha due
porzioni abitabili, con accesso carraio dal solo lato Chiara Negri - Tecnico prevenzione incendi
ovest. L’ala abitabile attestata sull’accesso carraio ha
quattro piani fuori terra. Internamente è tutto collegato
REALIZZAZIONE DI UN LOCALE REFETTORIO AL DI SOPRA
e raggiungibile attraverso percorsi pedonali. Il lato est
DI UN SOPPALCO
dell’edificio, invece, è raggiungibile solo a piedi dall’in-
gresso carraio posto sempre sullo stesso lato ovest e Il datore di lavoro di un’azienda di verniciatura coils in
presenta quattro piani fuori terra (risulta però rialzato di acciaio chiede chiarimenti in merito alla realizzabilità (e
circa 3 m dal piano dell’ingresso carraio). Sul lato est è relativi requisiti di sicurezza) di un locale refettorio su un
presente una strada, ma risulta molto più in basso soppalco adiacente al reparto produttivo (già esistente,
rispetto alla costruzione (circa 10 m più in basso dal un altro è fuori dalla zona produzione). Il refettorio ver-
piano più basso dell’edificio), essendo di fatto il lato est rebbe attrezzato con una cucina ad induzione che servi-
ad affaccio su un declivio. L’edificio risulta attività rebbe solo per scaldare cibi già pronti, un frigorifero, un
soggetta? lavello, tavoli e sedie. La portata dei soppalchi è stata
recentemente calcolata da un ingegnere strutturista e il
Il D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151 stabilisce che l’edificio ad uso massimo affollamento è stato calcolato di 28 persone;
civile con altezza antincendio superiore a 24 m è attività l’altezza è di 2,60 m. Attualmente, su entrambi i soppalchi,
soggetta numero 77. Per la tipologia di attività abbiamo vengono stoccati i coils in attesa di verniciatura. I soppal-
come sempre le tre attività: A - B - C, ovvero: chi sono circondati da vetri apribili; per quanto riguarda il
— edifici con altezza antincendio compresa tra 24 m e 32 m è solo soppalco presente in zona produzione, su di esso è
un’attività di categoria A; montato un cancelletto perimetrale apribile, che con-
— edificio con altezza antincendio compresa tra 32 m e 54 m è sente le operazioni di carico e scarico dei coils. I soppalchi
un’attività di categoria B;
si raggiungono tramite scala a norma.
— edificio con altezza antincendio superiore a 54 m è un’atti-
vità di categoria C. Il regolamento di igiene pubblica (verificare se ne esiste uno
Il parametro adottato per determinare l’assoggettabilità degli regionale o comunale) prevede il divieto ai lavoratori esposti a
edifici civili è ora quello della “altezza antincendio”. Inoltre con materie insudicianti, sostanze polverose o nocive, e nei casi in
la nuova revisione della norma, l’assoggettabilità è stata
cui l’organo di vigilanza ritiene opportuno prescriverlo, in rela-
estesa agli edifici destinati ad uso civile (non solo civile
zione alla natura della lavorazione, di consumare i pasti nei
abitazione). locali di lavoro ed anche di rimanervi durante il tempo destinato
Vediamo ora le varie definizioni fornite dalla normativa vigente, alla refezione. Pertanto, l’opzione di realizzazione di un locale
per capire se la nostra casistica in esame risulta attività refettorio adiacente alla zona di produzione della linea di verni-
soggetta.
ciatura, non è in generale accettata.
Ai sensi del D.M. 30 novembre 1983, l’altezza ai fini anti-
Per quanto riguarda invece il soppalco posto al di fuori della
ncendio degli edifici civili è definita come l’altezza massima zona di produzione, tale opzione potrebbe essere valida se
misurata dal livello inferiore dell’apertura più alta dell’ultimo vengono soddisfatte le prescrizioni di seguito elencate.
piano abitabile e/o agibile, escluse quelle dei vani tecnici, al In riferimento alla domanda posta è opportuno infatti attenersi
livello del piano esterno più basso.
all’art. 93, comma 1, D.Lgs. n. 81/0208 e s.m.i. che sancisce
Ma qual è il piano esterno più basso di riferimento? L’accesso che i luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti
carraio sul lato ovest dell’edificio, oppure la strada presente indicati nell’allegato IV.
sul lato est (10 m più in basso del piano di calpestio I refettori, definiti come luogo dove vengono consumati pasti
dell’edificio)? insieme ad altre persone, devono essere ben illuminati, aerati
Nella definizione di “altezza ai fini antincendio degli edifici e riscaldati nella stagione fredda. Il pavimento non deve essere
civili”, pur se non esplicitato, il piano esterno più basso al polveroso, deve essere realizzato con materiale facilmente
quale riferirsi è quello accessibile ai mezzi di soccorso dei vigili lavabile, e le pareti devono essere intonacate ed imbiancate.
del fuoco. Il concetto che sta alla base della definizione è Le vivande vanno conservate in posti fissi, deve essere possi-
connesso, infatti, alla possibilità di prestare il soccorso tecnico bile riscaldare e lavare i relativi recipienti. Nell’allegato IV al
urgente dall’esterno dell’edificio, restando inteso che dall’ac- punto 1.2.1.1 troviamo che (nelle aziende industriali che occu-
cesso esterno possano essere raggiungibili, con un percorso pano più di 5 lavoratori) l’altezza netta non deve essere infe-
interno, i vari locali dell’edificio (Nota 24 marzo 2004, prot. n. riore a 3 m. L’altezza netta dei locali, specificata al punto 1.2.3.,
P558/4122 sott. 67). “è misurata dal pavimento all’altezza media della copertura dei
Nella casistica in esame, abbiamo possibilità di far accedere i soffitti o delle volte”.
soccorsi tramite l’ingresso carraio (presente sul lato ovest) e Per i locali destinati ad uffici o ad attività commerciali, i
sono presenti collegamenti interni per raggiungere tutti i punti limiti di altezza sono quelli individuati dalla normativa
dell’edificio. urbanistica, normalmente 2,70 m. Per i locali accessori

242 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Casi e Questioni

(corridoi, servizi igienici, spogliatoi, locali riposo) in caso di esigenze del transito. Devono essere provviste di parapetti sui
impossibilità tecnica in fabbricato preesistente è accetta- lati aperti, corrente intermedio, barriera al piede. Se le scale
bile un’altezza pari a 2,40 m (ma per entrambi i casi è sono delimitate da due pareti, deve essere previsto almeno un
necessario verificare il Piano di Governo del Territorio - corrimano.
PGT - e le sue regole). Le vie di esodo devono esse mantenute libere da ingombri.
Le scale di accesso devono essere costruite e mantenute in All’interno del locale refettorio dovrà essere collocato un
modo da resistere ai carichi massimi derivanti da affollamento estintore a polvere o anidride carbonica.
per situazioni di emergenza. I gradini devono avere pedata e
alzata dimensionate a regola d’arte e larghezza adeguata alle Sonia Solano - Tecnico di prevenzione

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 243


Finanziamenti
31 maggio – 8 giugno 2020

Finanziamenti per la sicurezza


a cura di Bruno Pagamici - Studio Pagamici, Macerata (*)

Nazionale
D.L. 17 marzo 2020 n. 18, articolo 64; D.L. 8 aprile 2020 n. 23, articolo 30

Credito di imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro e dispositivi di protezione


individuale
ITALIA - Presentazione domande: da definire
Il D.L. 8 aprile 2020, n. 23 (c.d. decreto Liquidità) amplia l’ambito applicativo del credito d’imposta per le spese di
sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, introdotto dall’art. 64 D.L. 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. Cura Italia).
La modifica apportata dall’art. 30, in particolare, al fine di incentivare le misure preventive alla diffusione del virus Covid-
19 nei luoghi di lavoro, estende il novero delle spese ammissibili all’agevolazione, ricomprendendo anche i costi di
acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi di sicurezza, atti a proteggere i lavoratori dall’e-
sposizione accidentale ad agenti biologici e a garantire la distanza di sicurezza interpersonale.
A seguito della novella apportata, quindi, il credito d’imposta spetta per le seguenti tipologie di spese;
• spese di sanificazione degli ambienti di lavoro;
• spese di sanificazione degli strumenti di lavoro;
• spese per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale dei lavoratori, quali, ad esempio, secondo quanto indicato
nella la relazione illustrativa al D.L. Liquidità:
— mascherine chirurgiche, mascherine Ffp2 e Ffp3;
— guanti;
— visiere di protezione e occhiali protettivi;
— tute di protezione e calzari;
• spese per l’acquisto di altri dispositivi di sicurezza dei lavoratori, quali, ad esempio:
— barriere protettive;
— pannelli protettivi;
— detergenti mani.
Restano confermate le altre caratteristiche del credito d’imposta.
I potenziali beneficiari sono i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione.
Potranno quindi fruire dell’agevolazione le imprese (indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione, dal
settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato) ed i professionisti (in forma individuale o associata).
Quanto alla misura dell’agevolazione, il credito d’imposta sarà pari al 50% delle spese ammissibili sostenute nel periodo
d’imposta 2020, fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario.
Il credito di imposta sarà riconosciuto nel limite complessivo di spesa pari a 50 milioni di euro per l’anno 2020.
Le disposizioni applicative dovranno essere definite con apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, non ancora emanato al momento di andare in stampa.

Dalle Regioni
Determinazione 3 marzo 2020, n. DPG015/127, BUR Speciale 6 marzo 2020: approvazione bando; Determi-
nazione 17 marzo 2020, n. DPH/25, BUR 8 aprile 2020, n. 14: proroga del termine di scadenza per la
presentazione delle domande

Incentivi per elevare gli standard di sicurezza sul lavoro


ABRUZZO - Scadenza: 31 maggio 2020
La regione Abruzzo, nell’ambito del bando relativo all’Azione 3.1.1 del POR FESR 2014-2020, concede contributi alle
imprese per il miglioramento dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro.
In particolare, il bando è aperto alle micro, piccole e medie imprese (MPMI):
• iscritte, alla data di pubblicazione del bando sul Bollettino Ufficiale Regionale (avvenuta il 6 marzo 2020), nel registro
delle imprese presso la CCIAA territorialmente competente;
• con codice ATECO primario compreso tra quelli di seguito riportati:

(*) Bruno Pagamici è Dottore commercialista, Revisore contabile e Pubblicista.

244 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


Finanziamenti
31 maggio – 8 giugno 2020

— Sezione C “Attività manifatturiere”, esclusi i codici: 20.6, 24.1;


— Sezione E “Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento”, limitatamente ai codici: 38.2,
38.3, 39;
— Sezione F “Costruzioni”, limitatamente ai codici: 41, 42, 43;
— Sezione G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazioni di autoveicoli e motocicli”;
— Sezione I “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione”, limitatamente ai codici: 55.1, 55.2, 55.3, 55.9, 56.1, 56.2;
— Sezione J “Servizi di informazione e comunicazione”, limitatamente ai codici: 58.2, 59.11, 59.12, 59.13, 59.14, 62.0,
63.11, 63.12;
— Sezione M “Attività professionali, scientifiche e tecniche”, limitatamente ai codici: 74.10.10, 74.10.21, 74.10.29,
74.10.30, 74.10.90, 74.20.20, 74.90.99;
— Sezione N “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese”, limitatamente al codice 79.90.19;
— Sezione Q “Sanità e assistenza sociale”, limitatamene ai codici: 86.2, 86.9;
— Sezione R “Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento”, limitatamente ai codici: 90.0, 90.02,
90.03, 91.04.00, 93;
— Sezione S “Altre attività di servizi”, limitatamente ai codici: 95, 96.01.10, 96.04.
Il progetto d’investimento proposto dovrà:
• favorire l’innovazione del processo produttivo, mediante cambiamenti di tecniche, attrezzature e/o software,
tendenti a miglioramento della competitività dell’impresa, attraverso l’aumento della sicurezza dell’ambiente di lavoro;
• prevedere una spesa minima (IVA esclusa) pari a 70.000 euro;
• essere concluso con il sostenimento delle spese entro il termine dei 12 mesi decorrenti dalla data di pubblicazione
della graduatoria definitiva sul Bollettino Ufficiale Regionale.
L’agevolazione consiste in un contributo in conto capitale, concesso in regime “de minimis” ai sensi del Regolamento
(UE) n. 1407/2013. Rispetto alla spesa totale per l’investimento, l’impresa potrà richiedere le seguenti percentuali di
contributo: fino al 30%, 35%, 40%, 45%, 50%. Percentuali di contribuzione privata più alta implicheranno un punteggio
maggiore in sede di valutazione della proposta.
Le domande dovranno essere presentate entro il 31 maggio 2020 (ore 12) in via telematica attraverso il servizio
disponibile all’indirizzo internet http://app.regione.abruzzo.it/avvisipubblici/.

Decreto 3 febbraio 2020, n. 1171, BUR 5 febbraio 2020, n. 6: approvazione bando; Decreto 12 marzo 2020 n. 3249, BUR
16 marzo 2020, n. 12: proroga del termine di scadenza per la presentazione delle domande

Incentivi per l’adeguamento delle sale destinate ad attività di spettacolo


LOMBARDIA - Scadenza: 8 giugno 2020
La regione Lombardia, con il bando approvato con il Decreto 3 febbraio 2020, n. 1171 e modificato con Decreto 12 marzo
2020, n. 3249 mette a disposizione contributi per l’adeguamento in materia di sicurezza delle strutture destinate ad
attività di spettacolo (teatri, cinema, cineteatri, auditorium musicali, sale polivalenti con prevalente attività di
spettacolo).
Gli aiuti saranno riconosciuti ai seguenti soggetti aventi la disponibilità della sala da spettacolo:
• soggetti privati non ecclesiastici, comprese le ditte individuali;
• enti e istituzioni ecclesiastiche;
• enti rientranti nell’elenco delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato individuate ai
sensi dell’art. 1, comma 3, Legge n. 196/2009 e ss.mm. nella sezione “Amministrazioni locali”, ad esclusione di
Province, Comuni, Città Metropolitana, Comunità montane, Unioni di comuni.
Per la categoria delle imprese saranno ammissibili le micro, piccole e medie imprese, mentre sono escluse le grandi
imprese.
I soggetti beneficiari dovranno avere sede legale o unità operativa sul territorio regionale al momento della liquidazione
del contributo.
Saranno agevolabili:
• progetti relativi a sale che svolgono attività di spettacolo già attive (Linea A). Saranno ammissibili i progetti di importo
compreso tra 20.000 e 400.000 euro. Il contributo regionale non sarà superiore al 30% del totale delle spese ammissibili.
Il cofinanziamento del soggetto richiedente non potrà quindi essere inferiore al 70% del totale delle spese ammissibili;
• progetti relativi all’apertura di nuove sale, al ripristino di sale inattive, alla creazione di nuove sale da destinare ad
attività di spettacolo nell’ambito di sale o multisale già esistenti (Linea B). Saranno ammissibili i progetti di importo
compreso tra 30.000 e 500.000 euro. Il contributo regionale non sarà superiore al 40% del totale delle spese ammissibili.
Il cofinanziamento del soggetto richiedente non potrà quindi essere inferiore al 60% del totale delle spese ammissibili.
È possibile presentare domanda di agevolazione per progetti aventi per oggetto esclusivamente una delle tipologie di
intervento.
Saranno ammissibili progetti avviati a partire dal 20 dicembre 2019 (i progetti dovranno risultare avviati comunque entro
e non oltre 365 giorni consecutivi dalla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia del Decreto
di concessione dei contributi).

Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020 245


Finanziamenti
31 maggio – 8 giugno 2020

I progetti dovranno essere conclusi entro 2 anni dalla data di avvio e in ogni caso entro e non oltre il 31 dicembre 2022,
termine ultimo entro cui presentare la rendicontazione finale del progetto agli uffici regionali. Potrà essere richiesta una
proroga sui tempi previsti di realizzazione del progetto, di durata comunque non superiore a 6 mesi.
La richiesta del contributo dovrà essere inviata entro l’8 giugno 2020 (ore 16.30) obbligatoriamente in forma telematica,
per mezzo della piattaforma Bandi on line https://www.bandi.servizirl.it/procedimenti/welcome/bandi.
Ogni soggetto richiedente non potrà presentare più di una domanda di partecipazione al bando.

Deliberazione della Giunta Regionale 6 dicembre 2019, n. 19-644, BUR 12 dicembre 2019, n. 50: approvazione delle
disposizioni attuative per la presentazione delle domande relative all’Operazione 4.1.2 del Programma di Sviluppo
Rurale 2014 - 2020; Determinazione 9 dicembre 2019, n. 1127, BUR 12 dicembre 2019 n. 50: istruzioni operative;
Deliberazione della Giunta Regionale 21 febbraio 2020, n. 22-1041, BUR 27 febbraio 2020, n. 9: proroga del termine di
scadenza per la presentazione delle domande; Deliberazione della Giunta Regionale 20 marzo 2020, n. 10-1147,
Supplemento ordinario n. 3 al BUR 26 marzo 2020, n. 13: ulteriore proroga del termine di scadenza per la presenta-
zione delle domande

Miglioramento della sicurezza delle condizioni di lavoro nelle imprese agroindustriali


PIEMONTE - Scadenza: 5 giugno 2020
Per assicurare ambienti di lavoro sicuri, le imprese agroindustriali del Piemonte potranno accedere ai contributi concessi
dall’Operazione 4.1.2 del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020.
Nello specifico, il bando - varato dalla Giunta Regionale con Deliberazione 6 dicembre 2019, n. 19-644, modificato con le
Delibere 21 febbraio 2020, n. 22-1041 e 20 marzo 2020, n. 10-1147 - si rivolge alle imprese agroindustriali, iscritte al
Registro delle Imprese della CCIAA, attive nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti di cui
all’allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), esclusi i prodotti della pesca. Nel caso in cui i
prodotti finali ottenuti non ricadano nell’allegato I del TFUE, il sostegno verrà accordato solo alle PMI.
Per accedere agli aiuti almeno il 66% della materia prima trasformata e commercializzata dall’impresa deve essere di
provenienza extra aziendale.
I settori di produzione interessati dal sostegno regionale sono:
• cereali, riso, proteoleaginose e foraggere;
• latte (vaccino e bufalino, ovicaprino) e suoi derivati;
• carni (bovina, suina, ovicaprine, avicunicole, equine, bufaline, selvaggina);
• ortofrutta;
• vino e aceto;
• altri prodotti (uova, patate, miele, florovivaismo, piante officinali e medicinali, olio di oliva, ecc.).
Il contributo, in conto capitale, sarà pari al 40% della spesa ammissibile, ridotto al 10% per le PMI per investimenti
concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli (fuori allegato I del TFUE).
Le domande dovranno compilate e trasmesse entro il 5 giugno 2020, esclusivamente attraverso il portale Sistema-
piemonte (http://www.sistemapiemonte.it/cms/privati/).

246 Igiene & Sicurezza del Lavoro 4/2020


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