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IPSOA IGIENE

& SICUREZZA
DEL LAVORO
Mensile di aggiornamento giuridico e di orientamento tecnico

Rivista mensile Anno XXIII - Novembre 2019


Direzione e Redazione Via dei Missaglia n. 97 Edificio B3 - 20142 Milano 11/2019
edicolaprofessionale.com/ISL
Tariffa R.O.C.: Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Rischio incendio ed esplosione INSERTO


LA NUOVA NORMA TECNICA ENERGIE
PER LA CLASSIFICAZIONE ATEX RINNOVABILI
Assicurazione
ISL RISPONDE
LE TARIFFE INAIL 2019
CASI E QUESTIONI
INFORTUNI E MALATTIE
Gestione emergenze
PROCEDURE IN PRESENZA
DI DISABILI
VdR in Pratica
VADEMECUM DI PREVENZIONE
DEGLI INCIDENTI DOMESTICI
5 000002 381010
00238101

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Sommario

Approfondimenti
La nuova classificazione delle zone ATEX in presenza di gas e vapori infiammabili
Marzio Marigo 569
Malattie professionali: panoramica e recenti evidenze
Giuseppina Paolantonio 580
L’assicurazione infortuni e malattie professionali: nuove tariffe INAIL 2019
Marco Grandi, Lucia Capozzoli, Christian Carraturo 591

VDR in pratica
La gestione delle emergenze in presenza di soggetti disabili
Giorgio Sclip 605
Un vademecum per prevenire gli incidenti domestici
Mario Abate 613

Giurisprudenza
Rassegna della Cassazione penale
a cura di Raffaele Guariniello 623

Casi e Questioni
ISL risponde 627

Finanziamenti
Finanziamenti per la sicurezza
a cura di Bruno Pagamici 629

Norme UNI
Luglio e settembre 2019 633

Inserto
Energie rinnovabili: salute e sicurezza
Patrizia Cinquina e William Rossi

Igiene & Sicurezza del Lavoro n. 11/2019 567


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568 Igiene & Sicurezza del Lavoro n. 11/2019

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Approfondimenti

CEI EN 60079-10-1:2016

La nuova classificazione
delle zone ATEX in presenza
di gas e vapori infiammabili
Marzio Marigo - Ingegnere
Introduzione — sistemi di controllo e sicurezza funzionale
L’entrata in vigore dello standard normativo CEI EN (v. infra);
60079-10-1:2016 e la contestuale abrogazione, a — introduzione di metodologie alternative per la
partire dal 14 ottobre 2018, della linea guida CEI classificazione delle zone (per sorgenti di emissione,
31-35:2012 ha determinato una serie di ricadute utilizzando codici e standard nazionali oppure attra-
interpretative non banali tra chi si occupa di classi- verso metodologie semplificate);
ficazione delle zone a rischio di esplosione. Infatti, — competenze professionali del classificatore;
pur essendo la seconda edizione della CEI EN 60079- (v. infra);
10-1:2016 (d’ora in avanti definita “Norma”) molto — aggiornamento degli esempi di presentazione della
più dettagliata e completa rispetto alla versione pre- classificazione delle zone pericolose (datasheet riepilo-
vigente, alcuni aspetti necessitano comunque di gativi delle sostanze infiammabili e della lista delle
interpretazione o integrazione. sorgenti di emissione, forme della zona pericolosa, ecc.);
Il presente lavoro si propone, quindi, l’obiettivo di — nuovo approccio di classificazione basato sul grado
riassumere le parti fondanti la Norma nonché di dare di diluizione in luogo del grado di ventilazione (supe-
un supporto interpretativo ad alcuni tra gli aspetti ramento del concetto di Vz e utilizzo di un nuovo
ritenuti più controversi. nomogramma per la determinazione del grado di
diluizione della miscela infiammabile), (v. infra);
— aggiornamento dei modelli di calcolo utili alla
Le innovazioni introdotte dalla CEI EN
stima della portata di sorgenti di emissione (es. valu-
60079-10-1:2016
tazione del grado di emissione, dimensioni dei fori di
La nuova norma di classificazione CEI EN 60079-10- guasto, portata di sorgenti di emissione di gas subso-
1:2016 appare particolarmente innovativa e va a modi- niche/soniche, portata di sorgenti di emissione da
ficarelemetodologietecnichediclassificazioneinmodo pozza, ecc.), (v. infra);
a volte sostanziale. Le principali innovazioni, rispetto — stima quantitativa dell’ampiezza della zona peri-
all’edizione del 2010 dello standard, sono le seguenti colosa basata su nomogrammi (v. infra);
(alcune verranno approfondite nei paragrafi successivi): — aggiornamento degli esempi di calcolo con le
— modifiche al campo di applicazione (v. infra); nuove procedure;
— completa ristrutturazione e suddivisione per sezioni — aggiornamento dei flow chart illustrativi le proce-
del documento per individuare le possibili metodolo- dure di classificazione (quattro schematizzazioni: pre-
gie di classificazione delle zone pericolose e a fornire liminare, per sorgenti continue, di primo grado e di
ulteriori spiegazioni su specifici fattori di valutazione; secondo grado);
— introduzione di nuovi termini e definizioni, per es. — nuovo allegato relativo all’idrogeno;
estensione della zona, concentrazione di campo lon- — nuovo allegato relativo alle miscele ibride (polveri
tano, miscela ibrida, sostituzione di LEL e UEL o fibre combustibili miste a gas o vapori
(Lower/upper explosive limit) con LFL e UFL (Lower/ infiammabili);
upper flammable limit), ecc.; — nuovo allegato con le equazioni supplementari
— approfondimento delle implicazioni degli aspetti (diluizione con aria della sostanza infiammabile e
manutentivi sulla classificazione delle zone a rischio stima del tempo necessario alla diluizione della
di esplosione (v. infra); medesima);

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 569


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Approfondimenti

— nuovo allegato elencante i codici industriali e le Saranno quindi quattro le condizioni necessarie per
norme nazionali accettati per la classificazione delle escludere dalla CEI EN 60079-10-1:2016 le applica-
zone a rischio di esplosione (dove la loro applicazione zioni utilizzanti gas naturale (3):
alla particolare situazione può essere chiaramente — utilizzo commerciale o industriale;
dimostrata). — utilizzo di gas naturale per cottura, riscaldatori di
Si noti che tutti gli allegati della norma tecnica CEI acqua e usi simili;
EN 60079-10-1:2016 sono “informativi” ad ecce- — pressione non superiore a 0,04 barg;
zione dell’allegato ZA (1). — conformità a regole tecniche e norme relative al
gas (es. D.M. 12 aprile 1996, UNI 7129-1,5:2015).
Modifiche introdotte nel campo Appare inteso che per escludere un’applicazione
di applicazione utilizzante gas infiammabile dovranno dunque
La norma CEI EN 60079-10-1:2016 trova applica- essere presenti tutte le precedenti specifiche
zione nei luoghi in cui vi può essere pericolo di contemporaneamente.
accensione di ATEX causate dalla presenza di gas o
vapori infiammabili. Sono tuttavia escluse dall’am- Aspetti manutentivi e classificazione
bito applicativo le seguenti fattispecie: delle zone a rischio di esplosione
— miniere con possibile presenza di grisou; Il nuovo standard di classificazione specifica, ove già
— luoghi di trattamento e produzione di esplosivi; non fosse sufficientemente chiaro, che nell’ambito
— luoghi dove il pericolo può manifestarsi per la della classificazione delle zone è necessario tenere in
presenza di polveri o fibre combustibili. I principi debita considerazione le operazioni di manutenzione
della norma CEI EN 60079-10-1 possono tuttavia ordinaria agli impianti.
essere utilizzati per valutazioni in presenza di miscele
ibride (si veda, a questo proposito, anche la norma Manutenzione (art. 2.1, UNI EN 13306:2018): com-
binazione di tutte le azioni tecniche, amministrative
CEI EN 60079-10-2);
e gestionali, durante il ciclo di vita di un’entità,
— guasti catastrofici o malfunzionamenti rari speci- destinate a mantenerla o riportarla in uno stato in
ficati negli artt. nn. 3.7.3 e 3.7.4 della norma; cui possa eseguire la funzione richiesta.
— applicazioni commerciali ed industriali dove
viene utilizzato solo gas a bassa pressione (per esem-
pio in apparecchi di cottura, in riscaldatori di acqua L’assenza di adeguate politiche di manutenzione può
ed usi simili), dove l’installazione soddisfa i requisiti rendere nel tempo inefficaci anche plurime barriere
di regole e codici relativi al gas; indipendenti atte ad evitare l’emissione e, come alcuni
— locali adibiti ad uso medico; accadimenti incidentali del passato dimostrano, può
— ambienti domestici. essere all’origine di incidenti catastrofici. In aggiunta a
Tutte le esclusioni elencate, ad eccezione di quella questo l’assenza o la mancanza di adeguatezza della
relativa all’utilizzo di gas in bassa pressione e al manutenzione possono mutare il grado della sorgente
malfunzionamento raro, erano sostanzialmente pre- di emissione e, in conseguenza di questo, la relativa
senti pure nell’edizione del 2010 della Norma. classificazione della zona a rischio di esplosione. Ricor-
Ed è proprio quella ora citata (gas a bassa pressione) diamo, a questo riguardo, che
un’esclusione particolarmente interessante. In que-
sto senso si ritiene che per bassa pressione del gas sia una sorgente di emissione di secondo grado è tale
da intendere ciò che specifica il decreto 16 aprile se non si prevede si presenti durante il normale
2008 (2) relativamente alle condotte di VII specie: funzionamento e, se si presenta, è probabile che
— condotte con pressione massima di esercizio questo accada solo poco frequentemente e per
brevi periodi.
minore o uguale a 0,04 bar.

(1) Allegato ZA (normativo), Riferimenti normativi alle Pubbli- attesa di ulteriori dettagli e specifiche ufficiali provenienti dal CEI,
cazioni Internazionali con le corrispondenti Pubblicazioni Europee. CENELEC o dall’IEC e tenendo conto delle radicali differenze di
(2) D.Mi.S.E. 16 aprile 2008, “Regola tecnica per la progetta- pericolosità connesse all’uso di metano o GPL soprattutto in
zione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e ambienti chiusi (M. Marigo M., Rischio Atmosfere Esplosive
dei sistemi di distribuzione e di linee dirette del gas naturale con ATEX, WKI 2017), si assume nel seguito del presente lavoro, in
densità non superiore a 0,8” (GU 8 maggio 2008 n.107 s.o. n. 115). vantaggio di sicurezza, che l’esclusione sia valida per il solo gas
(3) Il testo della norma esclude i “gas a bassa pressione” senza naturale e/o metano.
distinguere tra gas leggeri (es. metano) e gas pesanti (es. GPL). In

570 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Approfondimenti

In relazione a ciò, appare chiaro che l’assenza di controllo (SIS, sistemi strumentati di sicurezza)
manutenzione preventiva può non consentire di possono essere considerati nella classificazione
intercettare in “breve periodo” un’emissione. A delle aree pericolose. A questo riguardo si ricorda
tale proposito la norma specifica che questo aggravio che un SIS è composto da almeno tre elementi:
di rischio in termini di classificazione delle zone non — sensore: rileva un potenziale pericolo e produce un
dovrebbe essere un alibi per giustificare l’assenza di segnale elettrico che viene inviato ad un solutore
manutenzione dell’asset. logico. Esempi di sensori sono i trasmettitori di pres-
In conclusione, la classificazione delle zone a rischio sione, i trasmettitori di livello, i misuratori di tempe-
di esplosione deve presupporre l’implementazione di ratura ecc.;
un ragionevole piano di manutenzione preventiva e — solutore logico: rileva il segnale elettrico che
correttiva proporzionato al rischio dell’impianto supera una determinata soglia e invia un segnale
valutato. A titolo indicativo, le frequenze e le moda- agli elementi finali. I solutori logici possono essere
lità di controllo delle sorgenti di emissione derivanti computer, controllori elettronici programmabili
da gas naturale sono rinvenibili in IGEM/SR/25 Ed. 2 (PLC) e circuiti relè;
mentre, più in generale, si può fare riferimento all’in- — elemento finale: svolge la funzione di sicurezza.
tegrità meccanica (Mechanical Integrity) proposta dal Esempi di elementi finali sono le valvole di arresto, gli
CCPS, alla manutenzione orientata all’affidabilità interruttori automatici, i motori, i ventilatori ecc.
(RCM, Reliability Centered Maintenance) contestua- I tre sottosistemi devono agire di concerto per indi-
lizzata in ambito industriale oppure alle ispezione viduare la deviazione (cioè la domanda) e portare
basate sul rischio (RBI, Risk-Based inspection) di cui l’apparecchio sotto controllo (EUC) in uno stato
agli standard UNI EN 16991:2018, API RP 580:2009 sicuro. In breve, il SIS individua, reagisce e scongiura.
e API RP 581:2008. Si riportano di seguito alcuni esempi di sistemi stru-
mentati di sicurezza in ambito ATEX:
— sistemi di controllo della ventilazione artificiale
Sistemi di controllo e sicurezza funzionale generale (VAG);
Un aspetto particolarmente innovativo presente — sistemi di controllo della ventilazione artificiale
nella seconda edizione dell’EN 60079-10-1 è legato locale (VAL);
all’introduzione del concetto di riduzione del rischio — sistemi di flussaggio di gas inerte in impianti di
ALARP (tanto basso quanto ragionevolmente pra- processo operanti con fluidi infiammabili;
ticabile, As Low As Reasonably Practicable) in rela- — sistemi di purgaggio con gas inerte in impianti di
zione alla probabilità che l’eliminazione dell’ATEX processo operanti con fluidi infiammabili;
e delle sorgenti di accensione non risulti tecnica- — sistemi di controllo di livello alto-alto in serbatoi
mente praticabile. Tale concetto, diffusamente pre- contenenti fluidi infiammabili;
sente in ambito anglosassone, appare — sistemi di controllo di livello alto-alto in silos di
sostanzialmente assente nel contesto prevenzioni- contenimento polveri combustibili;
stico italiano (4). Anche laddove la valutazione del — ambienti con controllo di esplodibilità
rischio è più sviluppata, come per l’applicazione dell’atmosfera;
della Direttiva Seveso III, ci si ferma sempre “un — ambienti con controllo di temperatura
po’ prima”, calcolando sia le frequenze dei vari top dell’atmosfera;
event sia simulando gli effetti prevedibili di rilascio — sistemi di monitoraggio delle tenute d’albero in
senza combinare, però, i due parametri. A questo pompe centrifughe dedicate al trasferimento di
proposito l’art. 5.1 della Norma specifica che i liquidi infiammabili.
sistemi di controllo progettati e installati conforme- A titolo illustrativo si riepilogano (adattate) le prescri-
mente a standard relativi alla sicurezza funzionale zioni contenute nell’art. 8 della guida CEN TR 15281
(es. IEC 61508, IEC 61511, IEC 62061, IEC 60079- (Guida all’inertizzazione per la prevenzione delle esplo-
29-3) possono ridurre la potenzialità di una sorgente sioni). Tale articolo dettaglia le specifiche di affidabi-
di emissione e/o la quantità del relativo rilascio (es. lità richieste ai sistemi di inertizzazione. In particolare
controlli di sequenza in cicli batch, sistemi di iner- la definizione dei requisiti per i SIS destinati al presidio
tizzazione). Dove applicabili, tali sistemi di di sistemi di inertizzazione presuppone le seguenti fasi:

(4) La filosofia ALARP è difficilmente compatibile con il quadro


complessivo delle sentenze penali in tema di sicurezza sul lavoro.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 571


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Approfondimenti

— definizione delle strategie di sicurezza per le appa- classificate zona 2 consente la declassificazione del-
recchiature inertizzate. Ciò può comportare l’utilizzo l’ambiente a luogo non pericoloso;
dell’inertizzazione per modificare la probabilità di — API RP 505:2018 - L’adozione di controlli di
formazione di ATEX; esplodibilità permette l’uso di apparecchi elettrici
— identificazione sistemi strumentati di sicurezza idonei alla zona 2 in ambienti chiusi classificati
(SIS) distinti dai sistema di controllo di processo zona 1 a causa della ventilazione inadeguata (non è
base (BPCS) secondo le definizioni contenute prevista, però, una formale declassificazione del
nelle norme da IEC 61508-1 a IEC 61508-3; luogo);
— i sistemi strumentati di sicurezza (SIS) dovreb- — NFPA 497:2017 - Lo standard non discute del-
bero essere conformi ai requisiti della Direttiva euro- l’utilizzo di controlli di esplodibilità;
pea 2014/34/UE ed essere oggetto di una valutazione — IGEM/SR/25:2013 - La norma non discute del-
di conformità; l’utilizzo di controlli di esplodibilità che sono tuttavia
— deve essere svolta una valutazione dei rischi con- citati in IGEM/SR/15:2009 come sistemi di prote-
formemente alla norma IEC 61508-1 alla IEC 61508- zione destinati ad azionare lo shutdown di emergenza;
3 o ad una norma di sicurezza equivalente o superiore — CEI EN 60079-10-1:2016 - Lo standard non
e i SIS devono essere conformi alla IEC 61511-1 alla discute espressamente dell’utilizzo di controlli di
IEC 61511-3 o ad una norma di sicurezza equivalente esplodibilità. Essa tuttavia specifica che i sistemi
(o a maggiore sicurezza). di controllo progettati ed installati in conformità
Il dimensionamento del livello di integrità di sicu- a norme inerenti alla sicurezza funzionale possono
rezza (SIL) delle varie funzioni strumentate di sicu- ridurre il potenziale di una sorgente di emissione
rezza (SIF) relative al SIS dovrà partire così come la quantità di sostanza emessa. Se
necessariamente, nella logica ALARP, dall’identifi- pertinenti, quindi, questi tipi di controlli (che
cazione dei confini tra “tollerabilità” e “tollerabilità verosimilmente includono tutte le forme di con-
generalizzata” del rischio in ambito ATEX. Tale trollo di zone classificata, esplodibilità compresa),
parametro è calcolabile adottando una definizione possono essere considerati nella classificazione dei
di rischio e determinando numericamente i parame- luoghi pericolosi;
tri critici in essa contenuti (5). — EI 15:2015 - La norma non riconosce l’utilizzo
del controllo di esplodibilità come base per la
Approfondimento: i sistemi di controllo classificazione delle zone a rischio di esplosione.
dell’esplodibilità Lo standard raccomanda tuttavia l’uso del rileva-
Particolare attenzione deve essere posta all’installa- mento dei gas per le strutture chiuse non presi-
zione di sistemi di controllo di esplodibilità volti alla diate e classificate Zona 2. La logica utilizzata è
declassificazione dell’ambiente a rischio di esplo- che, in determinate situazioni, la capacità di rile-
sione (cfr. cap. 7, CEI 31-35:2012, abrogato). vare e rispondere a un rilascio di gas/vapore
Recenti studi in ambito offshore (settore idrocar- infiammabile può essere compromessa in impianti
buri) evidenziano infatti che la sensoristica sul non monitorati con frequenza.
campo non rileva il 36% dei rilasci maggiori e il In generale il controllo di esplodibilità opera sul
69% dei rilasci significativi di gas infiamma- campo lontano di classificazione e può avere uno o
bili (6). Non è un caso, quindi, che in ambito più scopi:
IEC non sia stato trovato il consenso sufficiente a — rilevare, in modo affidabile ed in tempi brevi, la
predisporre un apposito capitolo o allegato nella presenza di concentrazioni pericolose ma opportuna-
norma CEI EN 60079-10-1:2016 che specificasse i mente inferiori al LFL;
requisiti di un controllo di esplodibilità nell’am- — fornire un allarme di concentrazione anomala;
bito della classificazione delle zone a rischio di — disattivare la/le sorgenti di emissione connesse
esplosione. Di seguito si riepilogano, sul tema all’emissione pericolosa (es. retroazione su valvola
specifico, gli approcci prevalenti forniti dalle radice esterna);
principali norme tecniche di settore: — attivare della ventilazione meccanica supplemen-
— CEI 31-35:2012 (abrogata il 13 ottobre 2018) - tare che consenta la diluizione di concentrazione dei
L’utilizzo del controllo di esplodibilità in aree chiuse gas o apori infiammabili;

(5) Ci si riferisca, per esempio, a: M. Marigo, Classificare le zone (6) P. Walsh, A. Kelsey, Fixed flammable gas detector systems
a rischio di esplosione con la norma CEI EN 60079-10-1:2016, on offshore installations: optimisation and assessment of effecti-
Wolters Kluwer Italia, Milano, 2019. veness, HSE, 2017.

572 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Approfondimenti

— disattivare le sorgenti di accensione in tempi tali pericolosa. Tale zona implica che un’esplosione,
da non consentire l’innesco della miscela ATEX nel caso abbia luogo, possieda conseguenze trascura-
eventualmente formatasi. bili”. A titolo di esempio di zona NE viene indivi-
Come già indicato nella disamina delle norme di duata una nube di gas naturale con una
classificazione, non tutte sono concordi nel consen- concentrazione media del 50% sull’LFL e con un
tire una declassificazione generalizzata del campo volume inferiore al minimo tra i seguenti due para-
lontano di classificazione in presenza di controlli di metri: 0,1 m3 oppure l’1% dello spazio chiuso valu-
esplodibilità. Anzi, si può affermare che il solo stan- tato (7). Tale specifica, probabilmente condivisibile
dard tecnico (da noi individuato) che consentisse nel caso si valutino i soli danni da sovrapressione,
una declassificazione esplicita da zona 2 a zona non appare di interpretazione meno certa nel caso di flash
classificata fosse la sola linea guida CEI 31-35:2012. fire che coinvolgano personale in prossimità del rila-
In ogni caso, la norma tecnica per la scelta, l’instal- scio. Ricordiamo, infatti, che il rapporto tipico tra i
lazione, l’uso, la manutenzione e la determinazione volumi della miscela combusta rispetto alla miscela
dell’affidabilità dei sistemi di controllo dell’esplodi- non ancora innescata è pari a circa 8 per una tipica
bilità è la CEI EN 60079-29-n (n=1-4) alla quale si miscela idrocarburica (rapporto tra la temperatura di
rimanda per ulteriori approfondimenti. fiamma e la temperatura ambiente). Il che si tradur-
rebbe, considerando un volume di infiammabile da
Le competenze professionali innescare non inferiore a 0,1 m3, in un fronte di
del classificatore fiamma di quasi un metro cubo. Peraltro gli effetti
Un paragrafo particolarmente importante del nuovo di un flash fire derivante da una nube di vapori
testo normativo è relativo alle competenze da richie- adiacenti ad una pozza di liquido infiammabile pos-
dere al personale che esegue la classificazione delle sono comportare aggravi di rischio particolarmente
zone a rischio di esplosione. Sono richieste le significativi rispetto al flash generato dalla sola pre-
seguenti competenze specifiche: senza di gas infiammabile leggero.
— conoscenza dell’importanza e del significato delle L’identificazione delle zone NE è associata al
specifiche proprietà delle sostanze infiammabili; grado o all’efficacia di diluizione della miscela
— conoscenza dei principi relativi al rilascio e disper- infiammabile. Tale parametro si origina dalle
sione dei gas e dei vapori infiammabili; caratteristiche di ventilazione: esso è suddiviso
— conoscenza di processi e apparecchiature. in tre livelli (alto, medio o basso) e rappresenta
La competenza deve essere adeguata sia alla tipologia probabilmente la più importante novità intro-
dell’impianto posto sotto analisi sia in termini di dotta dalla seconda edizione della norma poiché
conoscenza delle metodologie di classificazione. ha sostituito integralmente il precedente criterio
Ove richiesto risulta necessario un aggiornamento (volume ipotetico di atmosfera esplosiva, Vz).
periodico della formazione specifica in tema di clas- L’allegato C, CEI EN 60079-10-1:2016 suggerisce
sificazione delle zone a rischio di esplosione. che l’efficacia di diluizione può essere sintetizzata
In assenza di specifici dettagli normativi la verifica dalla seguente relazione (8):
del livello di competenza professionale è demandata, Efficacia di diluizione = f(uw, Wg*)
ad oggi, al committente (datore di lavoro) sulla base Dove:
delle referenze e dell’esperienza maturata dal profes- uw è la velocità di ventilazione
sionista incaricato. Wg* è la portata caratteristica di rilascio.
L’efficacia di ventilazione, introdotta nella matrice di
Le zone non estese (NE) classificazione, consentirà di individuare la combi-
nazione di:
A proposito di effetti dell’esplosione, la Norma for- — grado della sorgente di emissione;
nisce una definizione di zona di trascurabile esten- — disponibilità della ventilazione;
sione (NE, negligible extent) che non appare molto — efficacia della diluizione,
differente rispetto a quanto già indicato nella prima poste alla base delle zone NE. In particolare le com-
edizione. In “alcuni casi”, recita il testo, una zona binazioni NE relative alle sorgenti di emissione (SE)
“può presentarsi e può essere trattata come non saranno le seguenti:

(7) Queste indicazioni risultavano peraltro già presenti nella (8) Preliminarmente deve essere verificato che la concentra-
precedente edizione in relazione al volume ipotetico di atmosfera zione di campo lontano risulti inferiore a Xcrit.
esplosiva (Vz) ora eliminato.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 573


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Approfondimenti

— SE di grado continuo o primo: ventilazione con Metodologia semplificata e/o utilizzo di codici
disponibilità buona e diluizione alta; industriali e norme nazionali
— SE di grado secondo: ventilazione con disponibi- La previsione di utilizzare metodi semplificati di
lità buona o adeguata e diluizione alta. classificazione non era prevista nella precedente edi-
zione. La norma ora ammette la possibilità di ricor-
La nuova classificazione delle zone a rischio rere a metodologie in cui il tipo di zona e l’estensione
di esplosione della medesima sono individuati utilizzando dia-
Per classificazione delle zone a rischio di esplosione è grammi tipici presenti in molte fonti autorevoli di
da intendersi l’operazione che, escludendo scenari di normazione tra le quali vogliamo citare:
incidente catastrofico, valuta la probabilità e la — EI 15:2015;
durata della presenza di un’atmosfera esplosiva in — API RP 505:2018;
una data planovolumetria chiusa oppure in uno spa- — NFPA 497:2017.
zio aperto con l’obiettivo di indirizzare alla corretta Esiste, peraltro, la possibilità di ricorrere a standard
scelta, installazione e funzionamento di apparecchi tecnici presenti negli allegati delle norme di tipo C di
da impiegarsi con sicurezza in questi ambienti. La specifici apparecchi o impianti. Il riferimento è, per
norma CEI EN 60079-10-1:2016 prevede essenzial- esempio, alla norma UNI EN 16985:2019 sulle
mente tre (riassumibili in due) metodi di cabine di verniciatura per materiali di rivestimento
classificazione: organici. Inoltre, un ampio elenco di standard nazio-
— metodologia semplificata e/o utilizzo di codici nali cui attingere è presente nell’allegato K della CEI
industriali e norme nazionali; EN 60079-10-1:2016 (che include la nostra CEI 31-
— metodologia con sorgenti di emissione. 35:2012 ora abrogata). È possibile, tuttavia, che la
Nell’ambito della classificazione delle zone a rischio metodologia semplificata di cui si è detto non trovi
di esplosione potranno essere considerate le implica- applicazione nei casi in cui:
zioni della presenza di sistemi di controllo, progettati — la quantità di rilascio di infiammabile risulti
ed installati in conformità a norme inerenti alla troppo bassa o troppo alta rispetto ai limiti previsti
sicurezza funzionale, e finalizzati alla riduzione della nello standard semplificato;
probabilità e/o della durata della presenza di ATEX. — il progetto della particolare tipologia di impianto
La norma consiglia, inoltre, di tenere in debita con- non sia conforme a tutti i requisiti specificati nello
siderazione l’esperienza precedente nella classifica- standard nazionale o nel codice industriale;
zione di impianti analoghi (9). — siano utilizzati metodi per ridurre l’estensione
Pur essendo prevista la possibilità di una combi- della zona a rischio di esplosione o la probabilità di
nazione delle metodologie in corrispondenza rilascio attraverso l’utilizzo di ventilazione, inertizza-
delle varie fasi di sviluppo di un progetto (es. zione, ecc.
metodologia semplificata nella fase di ideazione In generale le metodologie semplificate sono consi-
o di una modifica di un processo, metodologia gliabili, come già accennato, nelle fasi iniziali di pro-
per sorgenti di emissione in impianti esistenti gettazione dell’impianto oppure in occasione di
nei quali sono bene identificate le sostanze e i modifiche significative su asset esistenti (soprattutto
parametri di emissione in gioco), non è possibile nei casi in cui il quadro complessivo delle sostanze
utilizzare un approccio cherry picking che preveda presenti in ciclo non sia ancora definitivo) e/o quando
la selezione di esempi tratti da standard differenti i parametri operativi non siano ancora noti in modo
utilizzati nello stesso ambito (anche) con il fine ragionevolmente preciso e/o (ancora) quando i sistemi
di rendere meno gravosa la classificazione delle di controllo e di ventilazione siano solo abbozzati.
zone a rischio di esplosione. Di seguito si ripor-
tano alcune considerazioni tecniche svolte a Metodologia con sorgenti di emissione
partire dal testo della norma. Per quantificazioni La classificazione delle zone basata sulle sorgenti di
numeriche di dettaglio si rimanda, invece, alla emissione può essere realizzata attraverso strumenti
Bibliografia. di calcolo (numerici e statistici) che consentano di:

(9) Tale indicazione pare sia stata mutuata dall’art. 5.6.4, NFPA e procedere immediatamente alla definizione dell’estensione
497:2017 che così recita: “Nel classificare gli edifici, occorre delle aree classificate .... Quando l’esperienza dimostra che un
valutare attentamente le esperienze precedenti con gli stessi particolare concetto di progettazione è valido, una classificazione
impianti o impianti simili. Non è sufficiente identificare solo una più pericolosa per impianti simili può non essere giustificata ...”.
potenziale fonte del materiale combustibile all’interno dell’edificio

574 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Approfondimenti

— identificare le sorgenti di emissione; — natura e tipo di rilascio;


— determinare il/i grado/i di emissione (continuo, — velocità di rilascio;
primo o secondo) in base alla probabilità e alla durata — concentrazione;
del rilascio; — volatilità del liquido infiammabile;
— valutare la ventilazione in termini di efficacia e — temperatura del liquido infiammabile.
disponibilità; Gli scenari di rilascio che vengono inclusi nell’am-
— determinare il/i tipo/i di zona in relazione al grado bito applicativo del nuovo standard IEC 60079-10-
di emissione e alle condizioni di ventilazione; 1:2015 dipendono dallo stato fisico della sostanza
— determinare l’estensione della zona a rischio di infiammabile e possono essere riassunti nei
esplosione. seguenti (10):
Le formule per le determinazioni numeriche di rila- — rilascio di liquidi (cfr. B.7.2.2, CEI EN 60079-10-
scio sono riepilogate nell’allegato B della Norma. 1:2016);
Come vedremo, rispetto alla procedura prevista dalla — rilascio di gas con velocità subsoniche a flusso non
linea guida CEI 31-35:2012 (ora abrogata) esiste- soffocato (cfr. B.7.2.3.2, CEI EN 60079-10-1:2016);
ranno novità sia nel calcolo delle caratteristiche — rilascio di gas con velocità soniche a flusso soffo-
del campo vicino, sia per la verifica delle condizioni cato (cfr. B.7.2.3.3, CEI EN 60079-10-1:2016);
di sicurezza del campo lontano (nel caso di luoghi — rilascio da pozze in fase di evaporazione (cfr. B.7.3,
chiusi). In particolare, nello studio del campo lon- CEI EN 60079-10-1:2016);
tano, la condizione di sicurezza viene stimata dall’e- — rilascio attraverso aperture in edifici (cfr. B.8, CEI
dizione 2016 adottando un coefficiente di sicurezza EN 60079-10-1:2016).
tipico pari a 4 sul LFL: Tali scenari dipendono dallo stato fisico, dalla tem-
peratura e dalla pressione della sostanza infiammabile
“... La concentrazione critica con la quale viene e si possono indicare le seguenti tipologie tipiche:
confrontata la concentrazione di fondo (campo
— gas che può essere ad elevata temperatura o
lontano) è una percentuale dell’LFL (tipicamente
il 25 %)”.
pressione;
“... se la concentrazione di fondo (campo lon- — gas liquefatti per pressione (con temperatura cri-
tano) supera il 25% dell’LFL, il grado di diluizione tica superiore alla temperatura ambiente, come
dovrebbe essere generalmente considerato il GPL);
basso”. — gas liquefatti per raffreddamento (con tempera-
tura critica inferiore alla temperatura ambiente,
come il GNL);
Il parametro a cui viene associata la definizione di — liquidi che emettono vapori infiammabili.
concentrazione critica (Xcrit), sostituisce, nei fatti, la Come si può constatare, le situazioni prese in consi-
condizione “ex 2.2.n” presente in CEI 31-35:2012. derazione dalla seconda edizione dello standard rical-
cano quanto già approfondito nella precedente
Emissione e dispersione edizione, soprattutto se il confronto si fa con la
Forse uno tra i problemi più comuni per chi si occupa di linea guida, ora abrogata, CEI 31-35:2012.
classificazione delle zone a rischio di esplosione è la Veniamo ora alla dispersione. Una volta che l’in-
difficoltà di comprendere le differenze che intercor- fiammabile è emesso in atmosfera questo tenderà,
rono tra il fenomeno fisico del rilascio/emissione di una nel campo vicino, a formare gradienti di concen-
sostanza infiammabile rispetto alla sua dispersione. trazione che tenderanno a raggiungere la concen-
In generale il rilascio/emissione e la dispersione sono trazione di campo lontano (nel caso di luoghi chiusi)
collegati tra loro da una relazione di causalità e o dell’ambiente aperto ad una data distanza dalla
consequenzialità. La dispersione in atmosfera è sorgente di emissione. La dispersione, quindi,
quindi l’effetto del rilascio/emissione di sostanze dipenderà da tutta una serie di fattori tra i quali si
infiammabili. ricordano i seguenti:
L’emissione e la sua relativa portata in massa, dipen- — tipologia di fluido (liquido, vapore, gas, nebbia,
dono da una serie di fattori tra i quali: spray);

(10) Le equazioni presenti nella norma rappresentano appros- modelli di fluidodinamica computazionale (CFD) che, tuttavia,
simazioni ingegneristiche del fenomeno reale simulabile, con esulano dagli scopi del presente lavoro. A parere di chi scrive,
maggior precisione, attraverso la risoluzione numerica delle equa- l’approccio CFD, stante l’impegno che richiede, appare maggior-
zioni di Navier-Stokes. Tale operazione può essere condotta con mente idoneo allo studio di scenari post-incidentali.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 575


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Approfondimenti

— collocazione della sorgente di emissione valutazione è svolta in adiacenza delle aperture di


(ambiente chiuso, ambiente aperto); ventilazione del locale.
— altezza della sorgente di emissione (sottosuolo, al Si ritiene, in ogni caso, che una campagna di misure
livello del suolo, in altezza); sperimentali con grado di affidabilità adeguato
— spinta di galleggiamento (neutra, positiva, (P<0,05) possa sostituire i valori indicati dalla
negativa); norma tecnica.
— quantità di moto dell’emissione (ridotta, elevata). I valori locali di ventilazione unitamente al tipo di
Tali criteri sono sostanzialmente riepilogati, all’in- rilascio consentiranno di determinare l’ampiezza
terno della norma, negli allegati C (ventilazione) e D della zona a rischio di esplosione.
(determinazione delle zone pericolose). L’allegato D, CEI EN 60079-10-1:2016 propone, in
Per quanto attiene la ventilazione la CEI EN 60079- questo senso, un nomogramma sviluppato in base ad
10-1:2016 fornisce una metodologia derivata sia dalla equazioni di continuità e a simulazioni CFD, assu-
norma BS 5925:1991 (11) (peraltro già sostanzial- mendo una distanza di dispersione proporzionale alla
mente presente anche nell’allegato GC3, CEI 31- radice quadrata dei valori dell’asse X (15) e mode-
35:2012) sia da Harris (12). Tali metodi di calcolo, rando i risultati ottenuti con le finalità della norma.
che appaiono certamente affidabili per edifici di In tale nomogramma sono previste tre modalità dif-
semplice costruzione e di volumetria ridotta (13), ferenti di dispersione:
possono via via divenire meno rappresentative del — emissione jet sonica (non ostacolata);
fenomeno indagato nel caso di ambienti complessi e/ — emissione diffusiva jet subsonica oppure emis-
o molto ampi (es. capannoni industriali, aree forte- sione jet sonica ostacolata (e quindi con perdita di
mente congestionate, ecc.). In queste ultime situa- quantità di moto);
zioni si può fare anche ricorso a simulazioni CFD, così — gas densi o vapori che si diffondono su superfici
come consigliato dalla norma di classificazione, orizzontali.
oppure a metodologie specifiche quali quelle propo- Ai fini della classificazione la ventilazione è clas-
ste dal CIBSE (Ivings et al. 2014) (14). In ogni caso i sificabile, in relazione alla sua probabilità e durata
riferimenti utilizzati devono essere validati. (= disponibilità), nelle tre categorie qualitative di
Per quanto attiene alle velocità dell’aria necessarie seguito specificate:
per la stima della diluizione delle dispersioni, l’alle-
gato C specifica i valori numerici da assumersi all’e- Buona: la ventilazione è presente praticamente in
modo ininterrotto.
sterno in relazione a:
Adeguata: è prevista la presenza di ventilazione
— elevazione della sorgente di emissione (inferiore a durante il normale funzionamento. Le interruzioni
2 m, compresa tra 2 m e 5 m, superiore a 5 m); sono consentite a condizione che si verifichino
— densità del gas/vapore (più leggero dell’aria, più poco frequentemente e per brevi periodi.
pesante dell’aria, evaporazione da superficie di Scarsa: la ventilazione che non soddisfa lo standard
liquido); di buona o adeguata, ma non si prevedono interru-
— zone ostruite o non ostruite. zioni per lunghi periodi.
I valori della velocità dell’aria esterna risultano in
ogni caso compresi tra 0,15 m/s e 2 m/s.
I riferimenti in termini di ventilazione possono essere All’aperto la ventilazione si assume general-
desunti anche da eventuali stazioni meteo di stabili- mente buona. Il riferimento alla ventilazione
mento (industrie Seveso III) oppure consultando i buona, al chiuso, è comunque correlato alla
siti ARPA locali e derivando, da questi, medie di presenza di potenziali sorgenti di emissione
lungo periodo (non scordando che il vento al suolo è attive; per esempio la presenza di sistemi di
generalmente riferito ad un’altezza di 10 m). interblocco affidabili che consentano l’intercet-
Relativamente ai rilasci interni, la norma suggeri- tazione delle sorgenti di emissione in assenza di
sce di assumere una velocità minima dell’aria pari a ventilazione può essere definibile a disponibilità
0,05 m/s. Tale valore può essere modificato se la buona. La ventilazione è altresì configurabile

(11) BS 5925:1991. (14) Si ricorda che l’allegato C, CEI EN 60079-10-1:2016 è


(12) R.J.Harris, The investigation and control of gas explosions informativo.
in buildings and heating plant, E & FN Spon in association with (15) “... assumendo una distanza di dispersione proporzionale
British Gas Corp., 1983. alla radice quadrata dei valori dell’asse X ...”: affermazione, pre-
(13) I test di ventilazione condotti dall’Harris nel 1983 sono stati sente nella norma, che indubbiamente possiede un oscuro
realizzati su planovolumetrie non superiori ai 30 m3. significato.

576 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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come buona anche nei casi in cui siano presenti inferiori a 10 barg, che rappresenta un limite accet-
brevissime interruzioni necessarie all’avviamento tato in altre linee guida industriali;
di ventilatori di backup. La seconda edizione — per la valutazione dell’evaporazione di una
della Norma differisce, in questo ambito, nei pozza di idrocarburi volatili è necessario utilizzare
casi di ventilazione naturale interna: in generale altre norme e fonti di informazione per effettuare
questa, salvo eccezioni, è da configurarsi come controlli incrociati dei risultati al fine di garantire
adeguata. che i rischi siano ridotti al minimo ragionevol-
mente possibile”.
La posizione critica del BSI britannico Per una quantificazione del possibile errore sulla
sulla norma distanza di classificazione v. Bibliografia (17).
Il BSI britannico ha espresso una posizione assai
critica sulla norma EN 60079-10-1:2015, in partico- Frequently asked questions (FAQ)
lare verso gli allegati C e D. Si riporta un estratto delle Si riportano alcune tra le domande più frequente-
considerazioni espresse (traduzione non ufficiale). mente poste relativamente all’ambito applicativo
“Il BSI, in qualità di membro del CENELEC, è tenuto della CEI EN 60079-10-1:2016.
a pubblicare la EN 60079-10-1 come norma britan-
nica. Tuttavia, si vuol richiamare l’attenzione sul Quali sono le parti della CEI 31-35:2012
fatto che durante l’elaborazione del documento, la non in contrasto con la CEI EN 60079-10-1:2016?
commissione britannica ha votato contro la sua La norma CEI 31-35;Ab:2018 (e analogamente la
approvazione come norma europea. CEI 31-35/A;Ab:2018) recita testualmente:
Il Comitato del Regno Unito teme che le metodolo-
gie contenute negli allegati informativi C e D per la A partire dal 14 ottobre 2018, la Guida CEI 31-
35:2012-02 e la relativa Variante CEI 31-35;
determinazione del tipo e dell’estensione delle zone
V1:2014-05 “Atmosfere esplosive - Guida alla clas-
non siano state adeguatamente convalidate come sificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per
richiesto nella sezione 5.2 (16) e suggerisce agli utenti la presenza di gas in applicazione della Norma CEI
di prendere in considerazione le seguenti problema- EN 60079-10-1 (CEI 31-87)” sono abrogate in
tiche quando si opera con questa norma: quanto la Norma di riferimento CEI EN 60079-10-
— la portata di ventilazione (volume d’aria per unità 01:2010-01 (CEI 31-87) è superata da edizione suc-
di tempo) relativa alla portata di rilascio della cessiva.
sostanza infiammabile è, tra i vari fattori, quello più Il Sotto Comitato CEI SC 31J “Impianti elettrici nei
importante poiché determina la capacità di un rila- luoghi con pericolo di esplosione” ritiene che i
scio di diluirsi in un ambiente chiuso. La “velocità contenuti tecnici della Guida CEI 31-35:2012-02 e
della ventilazione” ha solo un effetto secondario: la della relativa Variante CEI 31-35;V1:2014-05, abro-
commissione per il Regno Unito ritiene che ciò non gate, rappresentino un utile riferimento, per le
metodologie scientifiche in esse contenute, relati-
si rifletta adeguatamente nella norma;
vamente alle parti non in contrasto con la nuova
— l’entità del gas o dei vapori infiammabili che edizione della Norma CEI EN 60079-10-1:2016-11,
vengono emessi dalla sorgente di emissione dipen- nell’ambito delle scelte affidate al valutatore/
dono dalla sostanza emessa, dalle condizioni di rila- classificatore.
scio (es. dimensioni dei fori di guasto, pressione di
emissione) e dall’ambiente in cui avviene il rilascio
(es. portata di ventilazione o condizioni atmosferi- Il quesito legittimo è quindi: “Quali sono le parti della
che). Per determinare le estensioni di zona esistono CEI 31-35:2012 non in contrasto con la CEI EN
vari approcci scientificamente fondati, compresi 60079-10-1:2012?”. Poiché in questo ambito il CEI
standard industriali specifici e modelli di dispersione; tace, nel seguito si vuol tentare di fornire una prima
— non sono posti limiti alla classificazione della zona risposta, bene sapendo che l’argomento è ancora
2NE. Il comitato britannico ritiene che una classifi- “materia viva” sul quale molto ancora dovrà essere
cazione della zona 2NE dovrebbe essere individuata scritto. In ogni caso, a parere di chi scrive, appaiono
solo in presenza di emissioni con pressioni comunque non in contrasto con la filosofia applicativa della

(16) “... In tutti i casi, il metodo di valutazione e gli strumenti adeguare di conseguenza le condizioni di input o i risultati per
utilizzati devono essere convalidati come idonei o utilizzati con la garantire conclusioni appropriate”.
dovuta cautela. Coloro che effettuano la valutazione dovrebbero (17) M. Marigo, Classificare le zone a rischio di esplosione con
anche comprendere i limiti o i requisiti di qualsiasi strumento e la norma CEI EN 60079-10-1:2016, Wolters Kluwer Italia, 2019.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 577


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norma CEI EN 60079-10-1:2016 le seguenti parti Come comportarsi con l’indicazione


della linea guida CEI 31-35:2012: di ventilazione naturale solo “adeguata”
— paragrafi da 5.1 a 5.8; in ambienti chiusi?
— paragrafi 5.10.1 e 5.10.2; Per la CEI EN 60079-10-1:2016 la ventilazione natu-
— paragrafo 5.10.3.4; rale di luoghi chiusi dovrebbe essere assunta “Ade-
— paragrafo 5.10.3.6; guata” e non “Buona”. Questa assunzione, suggerita
— paragrafo 5.16; dal nuovo standard, appare difforme rispetto a quanto
— paragrafo 5.17; generalmente accettato in precedenza. Tale fatto,
— capitolo 6; alla luce della matrice di classificazione, potrà impli-
— appendice GA; care la necessità di riclassificare le zone a rischio di
— subappendici da GB.3.2.1 a GB.3.2.3; esplosione in presenza di sorgenti di emissione di
— subappendice GB.4; grado continuo e primo (non più NE di estensione
— appendice GC. trascurabile). In presenza invece di sorgenti di emis-
Si prega in ogni caso il lettore di assumere quanto sione di secondo grado il tipo di classificazione risul-
elencato come un utile suggerimento da contestua- terà indipendente dalla disponibilità “Buona” o
lizzare nell’ambito delle specifiche valutazioni che si “Adeguata” della ventilazione. Per il normatore
andranno ad eseguire. non è infatti credibile un doppio guasto contempo-
raneo ed indipendente al sistema di contenimento,
Come calcolare le distanze a rischio che causi un rilascio di secondo grado, e alla
di esplosione nel caso di valvole di sicurezza? ventilazione.
A meno che il rilascio da valvole di sicurezza (PSV)
risulti particolarmente frequente (cosa che non Posso continuare a considerare il controllo
dovrebbe aver luogo in processi correttamente pro- di esplodibilità capace di declassificare un
gettati e gestiti), non è necessario ricorrere alla ambiente nel campo lontano?
sezione piena di emissione per il calcolo dell’emis- Poiché in ambito internazionale la linea guida CEI
sione e dispersione a fini di classificazione. Se la 31-35:2012 era l’unico standard che consentiva la
frequenza di rilascio risulta infatti inferiore a 1E-5 declassificazione delle zone a rischio di esplosione in
eventi/anno (valore spesso soddisfatto per accadi- presenza di controlli di esplodibilità e dato che la
menti quali il fuori servizio di una SIF associata ad linea guida CEI 31-35:2012 è stata abrogata senza
un SIS, un funzionamento anomalo o un fuori servi- sostituzione, ne consegue che la declassificazione non
zio di strumentazione di regolazione o controllo è più consentita in modo “automatico”. Per raggiun-
oppure, ancora, guasti ai circuiti di raffreddamento gere il medesimo scopo (declassificare con l’installa-
in presenza di reazioni esotermiche, ecc.) si dovrà zione di sistemi di controllo di esplodibilità) si dovrà,
invece tenere conto del solo rilascio conseguente al pertanto, ricorrere a metodologie QRA basate su dati
guasto di tenuta della PSV, considerandolo come affidabilistici, assumendosi la responsabilità profes-
sorgente di primo grado. Nell’ipotesi in cui, al con- sionale delle scelte fatte.
trario, non si possa escludere l’intervento della PSV
con frequenza superiore a quella specificata, sarà Classificando zone a rischio di esplosione
necessario, in primo luogo valutare una canalizza- posso evitare di considerare la manutenzione
zione della medesima all’interno di sistemi di bonifica degli asset?
e abbattimento (blow down). Nel caso in cui tale No. Ogni tipologia di classificazione presuppone la
opzione non sia praticabile risulterà necessario pro- presenza di un piano di manutenzione preventiva
cedere alla classificazione della zona a rischio di delle sorgenti di emissione (es. RCM, Reliability
esplosione causata dal grado secondo dell’apertura. Centered Maintenance oppure RBM, Risk-Based
Tuttavia, poiché sia le equazioni presenti in CEI 31- Maintenance). Diversamente, in assenza sistemi
35:2012 sia i nomogrammi rinvenibili in CEI EN manutentivi in grado di intercettare il primo guasto,
60079-10-1:2016 forniscono risultati nell’ambito di l’assunzione di “breve durata” caratteristica delle
sezioni di foro assimilabili ad un guasto ATEX (range sorgenti di emissione di secondo grado decade,
0,1-10 mmq di guasto) si dovrà ricorrere a simulazioni con conseguente aggravio in termini di rischio.
ingegneristiche del rilascio massivo con software Ogni scenario remoto e solo astrattamente possibile,
appositi oppure fare riferimento, per esempio, a in assenza di manutenzione preventiva, si trasforma
quanto specificato in EI 15:2015. in una configurazione di rischio da valutare e quindi

578 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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credibile. Con la conseguente “esplosione” (è pro- S. Mannan, Lees’ loss prevention in the process indu-
prio il caso di dirlo) delle possibili anomalie da stries, Butterworth-Heinemann, Oxford, 2005.
analizzare. M. Marigo, La manutenzione di macchine e impianti:
sicurezza e affidabilità, EPC, Roma, 2012.
Bibliografia M. Marigo, Rischio Atmosfere Esplosive ATEX, Wol-
A. Bozek, “Application of IEC 60079-10-2.0 for ters Kluwer Italia, Milano, 2017.
hazardous area classification”, in Petroleum and Che- M. Marigo, Classificare le zone a rischio di esplosione con
mical Industry Technical Conference (PCIC), IEEE, la norma CEI EN 60079-10-1:2016, Wolters Kluwer
2017, pagg. 451-460. Italia, Milano, 2019.
A. Bozek, T. Driscoll, J.D. Miller, V. Rowe, G. Wil- I. Pasquon, G. Pregaglia, Principi della chimica indu-
liam, “The use of combustible gas detection in hazar- striale. 4. Rischi potenziali, sicurezza e protezione
dous locations”, in Petroleum and Chemical Industry ambientale (II Edizione), CittàStudi, Torino, 1993.
Technical Conference (PCIC), IEEE, 2016, pagg. 1-10. RoSPA/ICI, Engineering Codes and Regulations Elec-
D.A. Crowl, J.F. Louvar, Chemical process safety: trical Installations in Flammable Atmospheres. Group C
fundamentals with applications, Prentice Hall, Upper (Electrical), Volume 1.5, 1973.
Saddle River, 2019. TNO, Yellow Book: Method for the calculation of phy-
EI 15:2015, Area classification for installations handling sical effects. Committee for the Prevention of Disa-
flammable fluids. sters CPR 14E, 2005.
M.J. Ivings, A. Kelsey, Technical input on ventilation P. Walsh, A. Kelsey, Fixed flammable gas detector
effectiveness for area classification guidance EI15, HSE systems on offshore installations: optimisation and asses-
Books, 2014. sment of effectiveness, HSE, 2017.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 579


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Approfondimenti

Salute e lavoro

Malattie professionali:
panoramica e recenti evidenze
Giuseppina Paolantonio - Consulente e formatrice in sicurezza del lavoro
e del prodotto (*)
Introduzione Dal punto di vista della sorveglianza sulle patologie e
La recente emergenza infortunistica sposta l’at- dell’evidenza dell’associazione con gli agenti eziolo-
tenzione dei sistemi di prevenzione sui rischi gici, l’Italia non possiede ancora un sistema in grado
acuti - mai sufficientemente valutati specie in di correlare le patologie professionali con le esposi-
determinati ambiti - e su un concetto di “sicu- zioni lavorative; anche in Europa la situazione è
rezza al lavoro”, più che di “salute nei luoghi di frammentata, e solo Francia e Gran Bretagna possie-
lavoro” e ancor meno di “promozione del benes- dono efficaci e omogenee strutture preposte alla
sere sul lavoro”. In questa prospettiva, le malat- ricostruzione e aggregazione di queste informazioni.
tie professionali - la cui individuazione già Il Sistema nazionale di sorveglianza delle malattie
risente di grandi carenze conoscitive - passano professionali (Malprof) è però operativo da diversi
in secondo piano, pur impattando notevolmente anni e numericamente consistente: oltre a offrire una
sulla qualità di vita delle non poche persone buona copertura conoscitiva del fenomeno, i dati
colpite. Ma le patologie di origine occupazionale attuali possono essere utilizzati per una rassegna di
rappresentano ancora una causa di sofferenza natura epidemiologica in modo da poter stimare la
cronica e di morte per molti lavoratori. A fronte forza dell’associazione tra una data malattia e i settori
del numero spaventoso di infortuni sul lavoro, di attività a maggior rischio specifico. Si tratta di una
che giustamente genera preoccupazione e considerazione promettente in quanto le informa-
richiama all’esigenza di maggior forza ed efficacia zioni che scaturiscono in tale direzione possono
nell’azione preventiva, le malattie professionali orientare efficacemente le indagini conoscitive per
restano in secondo piano, silenziose e spesso il riscontro dei fattori eziologici e agire come stimolo
ancora oscure, con tutto il loro carico di ingiu- alla prevenzione nei settori o nelle attività che risul-
stizia verso chi ne viene colpito. tassero a rischio specifico.
Vi sono tuttora diverse difficoltà conoscitive su Oggigiorno vi sono anche nuove difficoltà
questa tematica, dove un orientamento culturale legate, ad esempio, all’instaurarsi di forme di
spesso ancora meccanicistico orienta la preven- lavoro frammentate nelle modalità e nel
zione nei luoghi di lavoro, induce la (scarsa) tempo, con possibili esposizioni multiple a più
conoscenza di questi meccanismi nei lavoratori fattori di rischio e una disomogeneità nella sor-
esposti ai fattori di rischio, e infine il riconosci- veglianza sanitaria e, dunque, nella possibilità di
mento del nesso causale. Di fronte alla nota raccolta dei dati utili sia alla prevenzione che al
considerazione della multifattorialità della gran risarcimento - specialmente per le patologie a
parte delle patologie, un’azione che considera lunga latenza. La ricostruzione del percorso lavo-
ancora separatamente i fattori di rischio non rativo, in questi casi, richiederebbe l’incrocio tra
può essere efficace nella prevenzione e nel gene- dati provenienti da più fonti; manca però, come
rare la necessaria consapevolezza nei lavoratori visto, uno strumento che inquadri la problema-
esposti. tica in modo omogeneo e coerente.

(*) giuseppina.paolantonio@fastwebnet.it.

580 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Approfondimenti

Tabella 1 - Patologie professionali denunciate dal 2013 al 2017

Anni

Genere 2013 2014 2015 2016 2017

36.792 40.616 42.112 43.611 42.174

Maschi Variazione % su anno precedente – 10,4 3,7 3,6 -3,3

Variazione % su 2013 – 10,4 14,5 18,5 14,6

15.030 16.754 16.801 16.636 15.851

Femmine Variazione % su anno precedente – 11,5 0,3 -1,0 -4,7

Variazione % su 2013 – 11,5 11,8 10,7 5,5

51.822 57.370 58.913 60.247 58.025

Totale Variazione % su anno precedente – 10,7 2,7 2,3 -3,7

Variazione % su 2013 – 10,7 13,7 16,3 12,0

Fonte: archivi Banca Dati Statistica INAIL, aggiornamento al 31 ottobre 2018

Situazione in Italia e recenti tendenze sordità da rumore, pur con percentuali gradualmente
L’andamento delle statistiche italiane ed europee decrescenti di anno in anno. Questa tendenza cre-
sulla salute dei lavoratori registra un forte aumento scente a partire dal 2009 delle patologie muscolo-
delle malattie professionali, con una diversa inci- scheletriche è certamente anche legata alla nuova
denza fra “vecchie” e “nuove” patologie. tabellazione INAIL del 2008; tuttavia anche a livello
Per quanto riguarda l’Italia, l’ultimo rapporto dell’I- europeo il 60% delle malattie professionali sono
NAIL dedicato alle malattie professionali (1) ana- riconducibili a questa categoria di malattie, che si
lizza i dati riguardanti i riscontri di malattie caratterizzano come quelle più frequenti nell’attuale
professionali giunte ai sistemi di sorveglianza regio- modello di produzione.
nali nel biennio 2013-2014 (2). Le segnalazioni di I dati di Malprof indicano anche la presenza di un
malattie professionali ricevute dalle 15 Regioni coin- numero significativo di patologie da rischi di natura
volte nell’applicazione del modello Malprof sono psicosociale, che invece non vengono testimoniate
state quasi 33.000, che corrispondono a circa 35 dalle statistiche INAIL delle malattie professionali
notifiche all’anno ogni 100.000 abitanti, un dato in denunciate o riconosciute.
aumento rispetto al biennio 2011-2012. A livello di distribuzione delle patologie muscolo-
Tra le malattie di sospetta origine professionale mag- scheletriche negli ambiti di lavoro (Tabelle 2 e 3) (4),
giormente riscontrate attraverso il sistema Malprof, il settore delle costruzioni risulta quello maggior-
quelle muscoloscheletriche (3) costituiscono il mente interessato dalla problematica per:
gruppo di patologia più frequente, giungendo a rap- — la sindrome del tunnel carpale (10,7% dei casi
presentare nel 2014 il 67% delle segnalazioni valu- totali sia nel 2013 che nel 2014);
tabili (Tabella 5). Fino al 2008, invece, il problema — le malattie del rachide (rispettivamente 22,7%
prevalente riscontrato nel sistema Malprof era la e 18,7%);

(1) INAIL, “Malprof 2013-2014 - L’ottavo rapporto INAIL - lavorativa adeguata e con diagnosi affidabile o dubbia; i casi con
Regioni sulle malattie professionali”, 2018. nesso causale positivo, che rappresentano le segnalazioni valu-
(2) Il sistema di sorveglianza Malprof archivia solo le segnala- tabili a cui è stato assegnato un legame causale tra attività lavo-
zioni corredate da un livello minimo di informazioni sulla storia rativa e malattia diagnosticata.
lavorativa, in modo da poter inquadrare appropriatamente il pos- (3) Si intende qui l’insieme delle malattie del rachide, della
sibile nesso causale; i dati del rapporto fanno riferimento ad sindrome del tunnel carpale e delle altre malattie
aggregati diversi, in particolare le segnalazioni, che includono muscoloscheletriche.
tutti i casi di possibile malattia professionale acquisite dal sistema; (4) Va considerato che i dati non sono stati rielaborati rispetto
le segnalazioni valutabili, che comprendono i casi con anamnesi alla numerosità della forza lavoro nei diversi settori.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 581


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Approfondimenti

Tabella 2 - Distribuzione nazionale dei casi con nesso causale positivo per macrosettore ATECO e genere
negli anni 2013 e 2014

Attività economica secondo codifica ATECO 91 femmine maschi totale

n. % n. % n. %

2013

45 - Costruzioni 16 0,4 3.542 27,1 3.568 20,8

01 - Agricoltura, caccia e relativi servizi 423 10,5 845 6,5 1.277 7,4

28 - Fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, escluse


macchine e impianti 107 2,7 795 6,1 907 5,3

85 - Sanità e altri servizi sociali 524 13 118 0,9 647 3,8

29 - Fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici, compresi


l’installazione, il montaggio, la riparazione e la manutenzione 70 1,7 537 4,1 607 3,5

15 - Industrie alimentari e delle bevande 307 7,6 271 2,1 578 3,4

50 - Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli e


motocicli; vendita al dettaglio di carburante per autotrazione 10 0,2 499 3,8 509 3,0

26 - Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non


metalliferi 57 1,4 426 3,3 484 2,8

52 - Commercio al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e moto-


cicli; riparazione di beni personali e per la casa 230 5,7 240 1,8 472 2,7

27 - Produzione di metalli e leghe 11 0,3 332 2,5 344 2,0

Altre attività 2.277 56,5 5.457 41,8 7.779 45,3

Totale 4.032 100 13.062 100 17.172 100

2014

45 - Costruzioni 9 0,2 3.189 24,1 3.200 18,3

01 - Agricoltura, caccia e relativi servizi 406 9,7 1.016 7,7 1.428 8,2

28 - Fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, escluse


macchine e impianti 102 2,4 747 5,6 850 4,9

50 - Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli e


motocicli; vendita al dettaglio di carburante per autotrazione 17 0,4 756 5,7 773 4,4

85 - Sanità e altri servizi sociali 538 12,9 142 1,1 684 3,9

15 - Industrie alimentari e delle bevande 240 5,8 338 2,5 579 3,3

29 - Fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici, compresi


l’installazione, il montaggio, la riparazione e la manutenzione 69 1,7 494 3,7 563 3,2

26 - Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non


metalliferi 57 1,4 426 3,3 484 2,8

52 - Commercio al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e moto-


cicli; riparazione di beni personali e per la casa 264 6,3 223 1,7 491 2,8

60 - Trasporti terrestri, trasporti mediante condotte 9 0,2 427 3,2 436 2,5

Altre attività 2.463 59,0 5.448 41,1 7.932 45,4

Totale 4.173 100 13.259 100 17.471 100

* Un soggetto che ha contratto la patologia può aver trascorso periodi di lavoro in più settori considerati causali per quella patologia

582 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Tabella 3 - Distribuzione nazionale dei casi con nesso causale positivo per professione e genere negli anni
2013 e 2014

Professione secondo codifica ISTAT Femmine Maschi Totale

n. % n. % n. %

2013

6.1 - Artigiani e operai dell’industria estrattiva e dell’edilizia 16 0,4 4.001 30,6 4.032 23,5

6.2 - Artigiani ed operai metalmeccanici ed assimilati 168 4,2 2.221 17 2.391 13,9

6.4 - Agricoltori e lavoratori agricoli, forestali e zootecnici ed addetti alla


pesca ed alla caccia 411 10,2 979 7,5 1.392 8,1

6.5 - Artigiani e operai delle lavorazioni alimentari, del legno, del tessile,
dell’abbigliamento, delle pelli, del 630 15,6 643 4,9 1.279 7,4
cuoio ed assimilati

7.4 - Conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento 17 0,4 1.022 7,8 1.042 6,1

5.5 - Professioni concernenti specifici servizi per le famiglie 532 13,2 115 0,9 647 3,8

7.2 - Operatori di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti


al montaggio (esclusa l’agricoltura e l’industria alimentare) 209 5,2 401 3,1 612 3,6

6.0 - Artigiani, operai specializzati e agricoltori 42 1,0 459 3,5 504 2,9

8.1 - Personale non qualificato relativo alla amministrazione, gestione e


magazzino 73 1,8 366 2,8 440 2,6

7.1 - Conduttori di impianti industriali 56 1,4 370 2,8 427 2,5

Altre professioni 1.878 46,6 2.485 19,0 4.406 25,7

Totale 4.032 100 13.062 100 17.172 100

2014

6.1 - Artigiani e operai dell’industria estrattiva e dell’edilizia 27 0,6 3.885 29,3 3.916 22,4

6.2 - Artigiani ed operai metalmeccanici ed assimilati 207 5,0 2.246 16,9 2.453 14,0

6.4 - Agricoltori e lavoratori agricoli, forestali e zootecnici ed addetti alla


pesca ed alla caccia 477 11,4 1.287 9,7 1.770 10,1

6.5 - Artigiani e operai delle lavorazioni alimentari, del legno, del tessile,
dell’abbigliamento, delle pelli, del 541 13,0 732 5,5 1.275 7,3
cuoio ed assimilati

7.4 - Conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento 19 0,5 999 7,5 1.018 5,8

7.2 - Operatori di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti


al montaggio (esclusa l’agricoltura e l’industria alimentare) 254 6,1 438 3,3 692 4,0

5.5 - Professioni concernenti specifici servizi per le famiglie 403 9,7 140 1,1 549 3,1

6.0 - Artigiani, operai specializzati e agricoltori 37 0,9 499 3,8 537 3,1

8.1 - Personale non qualificato relativo alla amministrazione, gestione e


magazzino 68 1,6 454 3,4 522 3,0

7.1 - Conduttori di impianti industriali 52 1,2 332 2,5 384 2,2

Altre professioni 2.088 50,0 2.247 16,9 4.355 24,9

Totale 4.173 100 13.259 100 17.471 100

* Un soggetto che ha contratto la patologia può aver trascorso periodi di lavoro in più settori considerati causali per quella patologia

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 583


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— le altre malattie muscoloscheletriche (23,1% natura sia fisica che psicologica - si distinguono la
e 19,2%). generica categoria delle attività di servizio (20,4% dei
Segue l’agricoltura, con percentuali vicine al 10% per casi totali nel 2013, tuttavia sceso al 9,6% nel 2014),
tutte le tre forme di malattie muscoloscheletriche. di nuovo il settore delle costruzioni (12,5% nel 2013 e
Alle malattie del rachide contribuiscono poi il set- 15,9 nel 2014), e la sanità con l’11,1% nel 2013 ed il
tore della sanità (intorno al 7% in entrambi gli anni) 12,7% nel 2014.
e quello dei trasporti su terra (dal 5% al 6%), mentre
rispetto alla segnalazione di sindromi del tunnel Malattie professionali e età dei lavoratori
carpale e altre malattie muscoloscheletriche emer- L’analisi dei dati suddivisi per classi di età (Tabella 4)
gono le attività del commercio al dettaglio, la com- conferma la prevalenza delle patologie professionali
pravendita e riparazione di veicoli, l’industria nella classe 50-59 (5). Il rapporto Malprof segnala
alimentare, gli alberghi e ristoranti. anzi che tra gli over 50 aumenta la quota di coloro che
Sul versante delle neoplasie di origine lavorativa da contraggono malattie di origine professionale: nel
anni il primato viene detenuto dai tumori della pleura 2014 ammonta al 71% delle segnalazioni, mentre
e del peritoneo che, con più di 500 casi valutabili nel 2013, nel 2012 e nel 2011 era rispettivamente
all’anno, esprimono circa il 50% di tutti i tumori di al 69%, 65% e 63% dei casi.
origine professionale; queste patologie originano dal- Tra i lavoratori con più di 60 anni di età (Tabella 5)
l’esposizione a fibre biopersistenti, di cui la più cono- risaltano i tumori della pleura e del peritoneo (11%
sciuta è rappresentata dall’amianto. Il settore che delle malattie, contro lo 0,4% nelle altre classi
emerge rispetto a questo genere di patologie è ancora di età).
quello delle costruzioni (13,1% dei casi totali nel Tra i lavoratori al di sotto dei 30 anni si riscon-
2013 e 22,3% nel 2014); seguono nel 2013 le attività trano invece le malattie della pelle, che rappre-
di fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo e sentano il 17% del totale delle patologie
macchinari, incluse l’installazione e la manutenzione valutabili per la corrispondente classe di età, a
(6,9% per ciascuno), mentre nel 2014 la seconda differenza da quanto si riscontra nei lavoratori
posizione è occupata dall’industria tessile con con più di 30 anni (1%).
anche un discreto aumento dei casi (6,0% dei casi
totali nel 2013 e 8,7% nel 2014). Malattie professionali e genere
I tumori maligni dell’apparato respiratorio appaiono
Dal rapporto Malprof emerge che i casi di malattia
specialmente correlati alla produzione di metalli e
segnalati per le lavoratrici corrispondono al 27% del
loro leghe (13,1% dei casi totali nel 2013 e 22,3% nel
totale; dati elaborati più recentemente (6) affermano
2014), seguita dal settore delle costruzioni (10,2% e
che nel 2017 le malattie professionali denunciate
16,3%), e con percentuali variabili dalle attività di
dalle lavoratrici sono state 15.851 (785 in meno
fabbricazione e di manutenzione di mezzi di trasporto
rispetto all’anno precedente), pari al 27,3% delle
e dalla fabbricazione di prodotti della lavorazione di
58.025 patologie totali denunciate.
minerali non metalliferi (ceramica, vetro, cemento,
Tuttavia, i numeri puri vanno analizzati all’interno di
gesso, laterizi e pietre): la tipologia di agente causale
ogni settore o professione (Tabella 3), considerando
sembra dunque essere nell’esposizione per via inala-
che com’è ovvio la diversa distribuzione dei sessi tra le
toria a particolato di varia nocività aerodisperso sotto
professioni e le mansioni determina differenti esiti in
forma di fumi o di polveri sottili.
termini di rischio e, di conseguenza, di patologie
Lo sviluppo di ipoacusie da rumore è ancora perti-
lavoro-correlate.
nente e trova, com’era ovvio, al primo posto il settore
Le donne che si ammalano in maggior misura sul
delle costruzioni con il 28,7% dei casi totali nel 2013
lavoro fanno parte principalmente delle categorie:
e il 27,7% nel 2014, quindi dalle attività di fabbri-
— artigiane e operaie addette ad alcune lavorazioni
cazione e lavorazione di prodotti in metallo (rispet-
(alimentari, del legno, del tessile, dell’abbigliamento,
tivamente 12,9% e 14%) e di macchinari inclusa
delle pelli e del cuoio),
l’installazione e la manutenzione (7,7% e 6,5%).
— seguite dalle lavoratrici agricole, zootecniche e
Per quanto riguarda le patologie della pelle - alle quali
forestali.
possono contribuire diversi agenti eziologici di

(5) Va considerato che i dati non sono stati rielaborati rispetto (6) INAIL, “Infortuni e malattie professionali - dossier donne”,
alla numerosità della forza lavoro nelle diverse fasce di età. 2019; va considerato che nel 2017 il tasso complessivo di occu-
pazione femminile è stato del 49,1%.

584 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Tabella 4 - Distribuzione nazionale delle segnalazioni valutabili per classe di età e sesso negli anni 2013
e 20141

Femmine Maschi Totale


Classi di età
n. % n. % n. %

2013

Non definita 2 0,1 4 0,0 6 0,0

< 16 9 0,2 41 0,4 75 0,5

16-29 41 1,1 96 0,9 137 1,0

30-49 1.315 34,9 2.980 28,2 4.299 29,8

50-59 1.737 46,0 4.219 39,9 5.979 41,5

> 60 668 17,7 3.229 30,6 3.907 27,1

Totale 3.772 100 10.569 100 14.403 100

2014

Non definita 1 0,0 7 0,1 8 0,1

< 16 14 0,4 52 0,5 79 0,5

16-29 43 1,1 76 0,7 119 0,8

30-49 1.221 32 2.757 26 3.982 27,5

50-59 1.815 47,5 4.110 38,8 5.936 41,1

> 60 727 19,0 3.598 33,9 4.333 30,0

Totale 4.173 100 13.259 100 17.471 100

Fonte: INAIL, “Malprof 2013-2014 - L’ottavo rapporto INAIL - Regioni sulle malattie professionali”, 2018

Per gli uomini, invece, si tratta principalmente di: rispetto ai dati riferiti al 2017 (9), per i lavoratori
— operai ed artigiani dell’industria estrattiva e uomini queste patologie rappresentano il 71,0%
dell’edilizia, delle denunce, mentre per le lavoratrici donne il
— seguiti da operai ed artigiani metalmeccanici. 90,1% (oltre 14.000 delle 15.851 denunce com-
Nel 2017 (7) il 68,9% delle denunce dei lavoratori plessive); fra le patologie del sistema osteo-musco-
uomini è nell’ambito nelle attività industriali, men- lare più frequentemente denunciate si trovano le
tre per le lavoratrici donne il 67,1% delle denunce si dorsopatie ed i disturbi dei tessuti molli (circa il
riscontra nei servizi (commercio, uffici, sanità ...) e il 90%), mentre fra quelle del sistema nervoso più del
restante 32,9% nelle attività industriali. 99,0% è rappresentato dalla sindrome del tunnel
Anche la distribuzione delle malattie professionali carpale, e complessivamente le tre patologie
per genere (Tabella 6 (8)) è interessante da esami- muscoloscheletriche del gruppo “Malattie del
nare. Si evidenzia una maggior incidenza delle sistema osteomuscolare, del tessuto connettivo e
patologie muscoloscheletriche nel genere femmi- del sistema nervoso periferico”, che insieme rap-
nile rispetto a quello maschile, che viene confer- presentano il 69,5% delle denunce totali, si atte-
mata anche per gli anni successivi: in particolare stano all’84,2% per il genere femminile contro il

(7) INAIL, “Infortuni e malattie professionali - dossier donne”, (9) INAIL, “Infortuni e malattie professionali - dossier
2019, cit. donne”, cit.
(8) Va considerato che i dati non sono stati rielaborati rispetto
alla numerosità della forza lavoro nei due sessi.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 585


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Tabella 5 - Distribuzione nazionale delle segnalazioni valutabili per classe di malattia e classe di età negli
anni 2013 e 2014

Classi di età
Totale
Classe n.d. < 16 16-29 30-49 50-59 > 60
di malattia
n. % n. % n. % n. % n. % n. % n. %

2013

Altre malattie
muscolosche- 1 16,7 13 17,3 24 17,5 1.162 27,0 1.999 33,4 908 23,2 4.107 28,5
letriche

Malattie del
2 33,3 19 25,3 26 19,0 1.301 30,3 1.566 26,2 692 17,7 3.606 25,0
rachide

Sordità da
1 16,7 12 16,0 22 16,1 763 17,7 1.040 17,4 487 12,5 2.325 16,1
rumore

Sindrome del
- - 4 5,3 14 10,2 683 15,9 783 13,1 281 7,2 1.765 12,3
tunnel carpale

Tumori maligni
di pleura e 1 16,7 6 8,0 - - 4 0,1 44 0,7 506 13,0 561 3,9
peritoneo

Tumori maligni
dell’apparato - - 6 8,0 - - 13 0,3 33 0,6 187 4,8 239 1,7
respiratorio

Altre malattie
dell’apparato - - 4 5,3 - - 9 0,2 37 0,6 181 4,6 231 1,6
respiratorio

Asbestosi - - 1 1,3 - - 3 0,1 27 0,5 171 4,4 202 1,4

Disturbi dell’o-
recchio - - 1 1,3 - - 61 1,4 104 1,7 28 0,7 194 1,3
esclusa sordità

Malattie della
- - 2 2,7 27 19,7 84 2,0 64 1,1 15 0,4 192 1,3
pelle

Altre classi di
1 16,7 7 9,3 24 17,5 216 5,0 282 4,7 451 11,5 981 6,8
malattia

Totale 6 100 75 100 137 100 4.299 100 5.979 100 3.907 100 14.403 100

2014

Altre malattie
muscolosche- 4 50,0 18 22,8 18 15,1 1.152 28,9 2.140 36,1 1.183 27,3 4.515 31,2
letriche

Malattie del
2 25,0 14 17,7 30 25,2 1.227 30,8 1.490 25,1 754 17,4 3.515 24,3
rachide

Sordità da
- - 10 12,7 12 10,1 638 16,0 945 15,9 441 10,2 2.046 14,2
rumore

Sindrome del
1 12,5 6 7,6 14 11,8 572 14,4 767 12,9 314 7,2 1.674 11,6
tunnel carpale

Tumori maligni
di pleura e - - 6 7,6 - - 2 0,1 31 0,5 483 11,1 522 3,6
peritoneo

Tumori maligni
dell’apparato - - 2 2,5 - - 4 0,1 35 0,6 268 6,2 309 2,1
respiratorio

586 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Altre malattie
dell’apparato - - 2 2,5 - - 2 0,1 29 0,5 214 4,9 247 1,7
respiratorio

Disturbi dell’o-
recchio - - 2 2,5 1 0,8 76 1,9 120 2,0 30 0,7 229 1,6
esclusa sordità

Malattie della
- - 2 2,5 33 27,7 88 2,2 78 1,3 15 0,3 216 1,5
pelle

Asbestosi - - 5 6,3 - - - - 21 0,4 167 3,9 193 1,3

Altre classi di
1 12,5 12 15,2 11 9,2 221 5,5 280 4,7 464 10,7 989 6,8
malattia

Totale 8 100 79 100 119 100 3.982 100 5.936 100 4.333 100 14.457 100

Fonte: INAIL, “Malprof 2013-2014 - L’ottavo rapporto INAIL - Regioni sulle malattie professionali”, 2018

64,0% di quello maschile. Ciò si spiega certamente protratte con carico del rachide (es. servizi, com-
con una diversa divisione del lavoro che privilegia mercio) e da movimenti delle piccole articolazioni
l’attribuzione alle donne di attività ritenute a ripetuti ad elevata frequenza o con il ricorso a prese
“basso carico” nel senso tradizionale del termine di precisione ergonomicamente sfavorevoli (es.
e che invece sono caratterizzate da posture statiche manifatturiere).

Tabella 6 - Distribuzione nazionale delle segnalazioni valutabili per classe di malattia e sesso negli anni 2013
e 2014

Femmine Maschi Totale


Classi di malattia
n. % n. % n. %

2013

Altre malattie muscoloscheletriche 1.480 39,2 2.616 24,8 4.107 28,5

Malattie del rachide 818 21,7 2.765 26,2 3.606 25,0

Sordità da rumore 46 1,2 2.267 21,4 2.325 16,1

Sindrome del tunnel carpale 998 26,5 764 7,2 1.765 12,3

Tumori maligni di pleura e peritoneo 79 2,1 481 4,6 561 3,9

Tumori maligni dell’apparato respiratorio 8 0,2 231 2,2 239 1,7

Altre malattie dell’apparato respiratorio 8 0,2 217 2,1 231 1,6

Asbestosi 10 0,3 192 1,8 202 1,4

Disturbi dell’orecchio esclusa sordità 1 0,0 193 1,8 194 1,3

Malattie della pelle 91 2,4 101 1 192 1,3

Altre classi di malattia 233 6,2 742 7,0 981 6,8

Totale 3.772 100 10.569 100 14.403 100

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 587


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2014

Altre malattie muscoloscheletriche 1.670 43,7 2.839 26,8 4.515 31,2

Malattie del rachide 806 21,1 2.701 25,5 3.517 24,3

Sordità da rumore 40 1,0 2.001 18,9 2.046 14,2

Sindrome del tunnel carpale 871 22,8 801 7,6 1.674 11,6

Tumori maligni di pleura e peritoneo 78 2 443 4,2 522 3,6

Tumori maligni dell’apparato respiratorio 11 0,3 298 2,8 309 2,1

Altre malattie dell’apparato respiratorio 10 0,3 233 2,2 247 1,7

Disturbi dell’orecchio esclusa sordità 2 0,1 227 2,1 229 1,6

Malattie della pelle 83 2,2 132 1,2 216 1,5

Asbestosi 7 0,2 185 1,7 193 1,3

Altre classi di malattia 243 6,4 740 7,0 989 6,8

Totale 3.821 100 10.600 100 14.457 100

Fonte: INAIL, “Malprof 2013-2014 - L’ottavo rapporto INAIL - Regioni sulle malattie professionali”, 2018

Figura 1 - Malattie professionali rilevate per sesso dai medici competenti nel 2013

Fonte: INAIL e Ministero della Salute, “Prime analisi dei dati inviati dai medici competenti ai sensi dell’art. 40 - 2013”, 2015

588 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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L’accesso alla tutela risarcitoria tramite di supporti legali, con onere economico per
Interessante anche, nel rapporto Malprof, l’analisi il lavoratore che decida per questo percorso, quando
delle sorgenti dei casi (Tabella 7): ovvero di chi ha invece dovrebbe costituire un passaggio assicurato.
inviato il lavoratore che ha contratto la patologia al Di rilievo anche il dato che concerne l’azione dei
percorso per ottenere un indennizzo. medici competenti, teoricamente i soggetti più pros-
Specialmente per patologie meno caratteristiche del- simi ai lavoratori colpiti da patologia: questi indiriz-
l’azione di un preciso fattore di rischio (es. non zano i casi alla pratica risarcitoria solo un 16% del
ipoacusie), si evidenzia un considerevole maggior totale delle segnalazioni ritenute valutabili.
peso dei patronati rispetto all’INAIL, che dovrebbe I dati INAIL evidenziano, inoltre, una rilevante
invece rappresentare il punto di riferimento anche a disomogeneità di valutazione a livello territo-
livello informativo ma che spesso, probabilmente, riale (10): ciò in parte rappresenta i diversi contesti
viene percepito come una struttura distante, dalle produttivi, ma evidenzia anche senza dubbio la
procedure macchinose e non sempre affidabili. Ad carenza di indicazioni operative rispetto all’approc-
esempio, la prassi del ricorso avverso il primo giudizio cio da adottare per la valutazione dei casi, specie in
di valutazione INAIL è misconosciuta alla maggio- presenza di multifattorialità o di percorsi professio-
ranza dei lavoratori oppure viene adottata per il nali variegati nella storia lavorativa dell’esposto.

Tabella 7 - Distribuzione nazionale delle segnalazioni valutabili (ipoacusie vs. non ipoacusie) per fonte
informativa negli anni 2013 e 2014

Non ipoacusie Ipoacusie Totale


Fonte informativa
n. % n. % n. %

2013

Patronati 4.880 93,9 319 6,1 5.199 36,1

INAIL 2.924 89,0 361 11,0 3.285 22,8

Medici competenti aziendali 1.005 43,5 1.308 56,5 2.313 16,1

Non definita 624 76,0 197 24,0 821 5,7

Servizi competenti AUSL/ASL/ATS 742 92,8 58 7,3 800 5,6

Ospedali 408 80,6 98 19,4 506 3,5

Istituti universitari di medicina del lavoro 340 93,9 22 6,1 362 2,5

Medici specialisti 237 76,9 71 23,1 308 2,1

Altra fonte 266 91,1 26 8,9 292 2,0

Medici di base 212 89,5 25 10,5 237 1,6

Autorità giudiziaria 195 87,1 29 12,9 224 1,6

Ispettorato del lavoro 51 91,1 5 8,9 56 0,4

Totale 11.884 82,5 2.519 17,5 14.403 100

2014

Patronati 5.064 94,1 316 5,9 5.380 37,2

Inail 3.009 89,6 350 10,4 3.359 23,2

(10) INAIL, “Linee di indirizzo in merito alle malattie di origine


professionale”, 2017.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 589


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Medici competenti aziendali 955 42,9 1.273 57,1 2.228 15,4

Servizi competenti ausl/asl/ast 857 94,6 49 5,4 906 6,3

Ospedali 538 83,5 106 16,5 644 4,5

Istituti universitari di medicina del lavoro 520 95,4 25 4,6 545 3,8

Non definita 304 88,9 38 11,1 342 2,4

Altra fonte 271 93,8 18 6,2 289 2,0

Medici specialisti 226 79,0 60 21,0 286 2,0

Medici di base 260 93,2 19 6,8 279 1,9

Autorità giudiziaria 164 89,6 19 10,4 183 1,3

Ispettorato del lavoro 14 87,5 2 12,5 16 0,1

Totale 12.182 84,3 2.275 15,7 14.457 100

Fonte: INAIL, “Malprof 2013-2014 - L’ottavo rapporto INAIL - Regioni sulle malattie professionali”, 2018

590 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Prevenzione infortuni e malattie professionali

L’assicurazione infortuni
e malattie professionali:
nuove tariffe INAIL 2019
Marco Grandi (*) , Lucia Capozzoli, Christian Carraturo (**)
La revisione delle tariffe le basi di conoscenza anche ai tecnici che si occupano
Il decreto interministeriale 27 febbraio 2019 (1) con- di prevenzione infortuni che, normalmente, sono
cerne le nuove tariffe dei premi per l’assicurazione meno esperti nella specifica materia.
contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professio-
L’obbligo assicurativo
nali delle gestioni “Industria, Artigianato, Terziario e
Altre attività” e relative modalità di applicazione, ai L’assicurazione INAIL tutela il lavoratore contro i
sensi dell’art. 1, comma 1121, legge 30 dicembre 2018, danni fisici ed economici derivanti da infortuni e
n. 145 (legge di bilancio 2019). I suddetti dicasteri malattie causati dall’attività lavorativa ed esonera il
hanno anche approvato le nuove tariffe, sempre datore di lavoro dalla responsabilità civile conse-
recanti la data del 27 febbraio 2019, relative rispetti- guente dall’evento lesivo subito dai propri dipendenti,
vamente i premi speciali unitari dei titolari di aziende salvo i casi in cui, in sede penale o civile, sia ricono-
artigiane, dei soci di società fra artigiani lavoratori e sciuta la sua responsabilità per reato commesso con
dei familiari coadiuvanti, e i premi della gestione violazione di norme antinfortunistiche. Essa è regolata
Navigazione. Le tariffe in argomento si applicano, dalle norme contenute nel D.P.R. n. 1124/1965
dal 1° gennaio 2019, al premio corrisposto per l’assi- “Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione
curazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
le malattie professionali per i dipendenti, dovuto dal professionali”, dalla giurisprudenza derivata nel tempo
datore di lavoro ai sensi dell’art. 41, D.P.R. 30 giugno (Suprema Corte di cassazione), e dalle disposizioni
1965, n. 1124 “Testo unico delle disposizioni per speciali dirette soprattutto ad estendere la tutela
l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul INAIL a diverse categorie di lavoratori (parasubordi-
lavoro e le malattie professionali”. nati, dirigenti, sportivi professionisti dipendenti, casa-
Le tariffe sono state riviste a quasi 20 anni dall’ultimo linghe), tra le quali il D.Lgs. n. 38/2000.
aggiornamento, il D.M. 12 dicembre 2000; la revisione I soggetti del rapporto giuridico nell’assicurazione
riguarda principalmente il nomenclatore tariffario, il INAIL sono, generalmente, l’assicuratore (l’INAIL),
ricalcolo dei tassi medi, il meccanismo di oscillazione l’assicurante (il datore di lavoro) e l’assicurato (il
del tasso legato all’andamento infortunistico, la ridu- lavoratore). Il rapporto assicurativo è bilaterale nel
zione del tasso medio per prevenzione e l’aggiorna- caso del lavoratore autonomo artigiano, in quanto il
mento delle modalità di applicazione delle tariffe. soggetto assicurante coincide con il soggetto
Questo articolo intende descrivere le principali assicurato.
novità apportate dalle “Nuove tariffe 2019” nella Il rapporto assicurativo è obbligatorio e si costituisce
loro applicazione ad assicuranti ed assicurati, par- ipso iure al verificarsi dei requisiti soggettivi ed oggettivi
tendo con il richiamo alle nozioni fondamentali previsti dal combinato disposto artt. 1 e 4, D.P.R. n.
riguardanti l’assicurazione INAIL, in modo da fornire 1124/1965, a prescindere dalla volontà delle parti.

(*) Funzionario ispettivo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro 2019, concernente le nuove tariffe dei premi per l’assicurazione
di Imperia. contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali delle
(**) Funzionari ispettivi dell’INAIL - Direzione Regionale gestioni “Industria, Artigianato, Terziario e Altre attività” e relative
Liguria. modalità di applicazione, ai sensi dell’art. 1, comma 1121, Legge
(1) Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019), pubblicato il 2
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 27 febbraio aprile 2019.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 591


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L’art. 1 del TU definisce il requisito oggettivo di soggetti ricadenti nel diritto di tutela, ab origine e a
assicurabilità e stabilisce che “è obbligatoria l’assicura- prescindere dalla sussistenza o meno dei requisiti
zione contro gli infortuni sul lavoro delle persone le formali e sostanziali di ottemperanza da parte del
quali, ..., siano addette a macchine mosse non diretta- datore di lavoro (costituzione del rapporto assicura-
mente dalla persona che ne usa, ad apparecchi a pres- tivo, regolarità contributiva, regolarità in materia di
sione, ad apparecchi e impianti elettrici o termici ... comunicazioni obbligatorie, ecc.).
nonché delle persone comunque occupate in opifici,
laboratori o in ambienti organizzati per lavori, opere o Il rapporto assicurativo
servizi, i quali comportino l’impiego di tali macchine, Le comunicazioni
apparecchi o impianti”. “L’obbligo dell’assicurazione
ricorre altresì quando le macchine, gli apparecchi o Al verificarsi del combinato disposto delle condizioni
gli impianti ... siano adoperati anche in via transitoria o enunciate nella precedente sezione, il datore di lavoro
non servano direttamente ad operazioni attinenti all’e- deve comunicare, nei termini di legge, all’INAIL ai
sercizio dell’industria che forma oggetto di detti opifici sensi ex art. 12, D.P.R. n. 1124/1965, con la moduli-
o ambienti, ovvero siano adoperati dal personale stica predisposta dall’Istituto stesso, tutti gli elementi,
comunque addetto alla vendita, per prova, presenta- le notizie e le indicazioni richieste, al fine di consen-
zione pratica o esperimento”. tire l’apertura del rapporto assicurativo. La comuni-
L’assicurazione è inoltre obbligatoria quando non ricor- cazione deve contenere la puntuale indicazione dei
rano le ipotesi sopra indicate, per coloro che siano luoghi di lavoro, la natura delle lavorazioni svolte per
addetti a una o più di 28 specifiche attività “protette” consentire la congrua valutazione del rischio da assi-
(costruzioni, impianti, scavo, trasporto, pesca, mecca- curare, i soggetti rientranti nell’assicurazione, l’am-
nica, ecc.). Sono altresì considerate addette alle 28 montare delle retribuzioni che in via presuntiva
suddette attività le persone che “sono comunque occu- saranno erogate dal datore di lavoro, sulla base delle
pate dal datore di lavoro in lavori complementari o quali dovrà essere quantificato il premio assicurativo.
sussidiari, anche quando lavorino in locali diversi e L’INAIL, ricevuta la denuncia, attribuisce al soggetto
separati da quelli in cui si svolge la lavorazione denunciate un codice ditta univoco e costituisce una o
principale”. più “posizioni assicurative territoriali” (PAT), con
attribuzione dell’inquadramento settoriale, indica-
zione della/e voce/i di rischio ed emette certificato
Requisito soggettivo di assicurabilità di assicurazione con richiesta dei premi dovuti.
L’art. 4, D.P.R. n. 1124/1965 definisce il requisito Il datore di lavoro deve inoltre presentare all’INAIL,
soggettivo di assicurabilità, elencando le persone entro 30 giorni, apposita denuncia per ogni variazione
che devono essere assicurate, originariamente, nel- totale o parziale dell’attività già assicurata (cessazione di
l’industria ai fini della tutela contro il rischio di una o più lavorazioni, modificazione di estensione e di
infortunio sul lavoro e di malattia professionale. natura del rischio, ecc.). Nello stesso termine devono
Tale enunciazione, di carattere esemplificativo e essere denunciate anche le variazioni riguardanti l’in-
non esaustivo, comprende le categorie elencate in dividuazione del titolare dell’azienda, il suo domicilio e
Tabella 1. Il legislatore e/o la giurisprudenza derivata la sua residenza, nonché la sede dell’azienda stessa (c.d.
hanno ricondotto nell’alveo dell’assicurazione obbli- variazioni anagrafiche).
gatoria o ha rimodulato le tutele anche per tipologie di Il datore di lavoro è tenuto altresì a inoltrare telema-
soggetti assicurabili quali quelle in Tabella 2. ticamente all’INAIL apposita denuncia di nuovo
Non sono, ad oggi, assicurabili ex art. 4 i soggetti indicati lavoro a carattere temporaneo quando intraprende
in Tabella 3, a titolo di esemplificazione in via non lavori aventi la caratteristica della temporaneità e
esaustiva. della riconducibilità dei lavori stessi ad una voce di
L’art. 9, D.P.R. n. 1124/65 e s.m.i. indica quali siano i rischio già presente nella posizione assicurativa territo-
“datori di lavoro” da ritenere soggetti assicuranti, riale. Il concetto di temporaneità va riferito non tanto
tenuti pertanto all’iscrizione presso l’INAIL, per l’eser- alla natura dell’attività svolta quanto al fatto che i
cizio delle attività protette svolte da persone enunciate lavori abbiano previsto un termine finale certo, deter-
nell’art. 4 del medesimo D.P.R. (Tabella 4). minato o determinabile, anche se di lunga durata, come
Il preannunciato principio di costituzione del rap- ad esempio la costruzione di un ampio complesso
porto assicurativo ipso iure determina la costituzione edilizio, il cui termine è previsto in due anni o la
di un’automaticità del riconoscimento delle presta- fornitura di pasti presso una mensa per la durata di
zioni sanitarie, economiche ed accessorie, per i un intero anno scolastico.

592 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Tabella 1 - Soggetti assicurabili nell’industria ai fini della tutela contro il rischio di infortunio sul lavoro e di
malattia professionale

L’art. 4, D.P.R. n. 1124/1965 definisce il Ai sensi del D.Lgs. n. 38/2000 l’obbligo Con il D.Lgs. n. 276/2003 e s.m.i., sono
requisito soggettivo di assicurabilità, assicurativo è esteso anche alle seguenti state regolamentate dal legislatore le
elencando le persone che devono essere categorie: sottostanti figure ed il conseguente rap-
assicurate: porto assicurativo

Prestatori di opera manuale retribuita; lavoratori dell’area dirigenziale; lavoratori somministrati;

Sovrintendenti al lavoro altrui; lavoratori parasubordinati; lavoratori distaccati;

Artigiani ex legge n. 443/1985 ed “artigiani di sportivi professionisti dipendenti. lavoratori intermittenti;


fatto”;

Apprendisti; prestatori di lavoro occasionale.

Insegnanti e studenti;

Parenti e affini del datore di lavoro;

Soci di cooperative e di ogni altro tipo di


società, anche di fatto;

Ricoverati;

Detenuti;

Commessi viaggiatori, piazzisti e agenti delle


imposte di fabbricazione;

Addetti a navigazione e pesca;

Sacerdoti, religiosi e religiose;

Lavoratori a domicilio (legge 18 dicembre


1973, n. 877).

Tabella 2 - Soggetti assicurabili ricondotti nell’assicurazione obbligatoria o con tutele rimodulate

sportivi dilettanti;

lavoratori all’estero;

lavoratori frontalieri;

personale in aspettativa sindacale;

medici in formazione specialistica;

anziani occupati dai comuni;

dipendenti pubblici in quiescenza ai quali sono conferiti incarichi a titolo gratuito;

allievi iscritti ai corsi IEFP;

addetti ai lavori di pubblica utilità;

lavoratori marittimi (con assorbimento ex IPSEMA in INAIL);

soggetti avviati a tirocini formativi e di orientamento stage;

lavoratori “agili”;

giudici onorari di pace e viceprocuratori onorari.

Infine, quando viene a mancare uno dei requisiti di costituiscono il presupposto del rapporto assicura-
carattere oggettivo (art. 1, D.P.R. n. 1124/1965) o tivo, questo si estingue. Il rapporto non può perma-
soggettivo (art. 4, D.P.R. n. 1124/1965) che nere se cessano le attività protette o le persone

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 593


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Tabella 3 - Soggetti non assicurabili

liberi professionisti individuali;

commercianti titolari di impresa individuale;

soci di capitale che non prestano la propria opera né manuale né di sovrintendenza ad alcuna delle attività rientrante nell’oggetto della società di
cui fanno parte;

guide alpine e maestri di sci associati in scuole;

agenti di commercio (se non soci);

praticanti farmacisti, consulenti del lavoro, avvocati e periti industriali;

infermiere/i volontarie della Croce Rossa Italiana;

giornalisti;

sportivi che percepiscono compensi per collaborazioni sportive dilettantistiche riconducibili nell’ambito dei “redditi diversi” ex art. 67 TUIR
(Legge n. 917/1986), con conseguente esonero dal premio INAIL;

lavoratori che svolgono attività sindacale in regime di permesso;

aderenti alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale;

sindaci e revisori, allorché il relativo ufficio sia affidato a soggetti per i quali l’ordinamento della professione preveda espressamente lo
svolgimento di detta funzione;

allievi delle autoscuole;

lavatori che prestano la loro opera per causa religiosa all’interno della rispettiva congregazione, dai componenti di essa;

imprenditori Agricoli Professionali in assenza del requisito della manualità;

volontari impegnati nell’attività di protezione civile;

personale delle Forze di polizia e delle Forze Armate e dei Vigili del Fuoco;

dirigenti ed impiegati dell’Agricoltura assicurati presso l’ENPAIA.

Tabella 4 - “Datori di lavoro” da ritenere soggetti assicuranti (art. 9, D.P.R. n. 1124/1965 e s.m.i.)

Artigiani;

Società cooperative, ed ogni altro tipo di società anche di fatto;

Associazioni in partecipazione;

Compagnie portuali;

Carovane di facchini e simili;

Armatori delle navi;

Società concessionarie dei servizi radiotelegrafici di bordo;

Scuole, istituti di istruzione, enti gestori di corsi professionali, cantieri scuola;

Committenti di lavoro “parasubordinato”;

Titolari dell’impresa familiare;

Case di cura, istituti e ospizi;

Istituti e stabilimenti di prevenzione e pena;

Appaltatori e concessionari di lavori, opere e servizi;

Fruitori di prestazioni d’opera;

Soggetti privati che, direttamente e per proprio conto, adibiscono persone ad attività rischiose nei limiti previsti;

Possessori, a qualunque titolo, di apparecchi radiologici e di sostanze radioattive;

Soggetti promotori di lavori socialmente utili o di pubblica utilità;

Agenzie di somministrazione.

594 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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assicurate. La “denuncia di cessazione” è il docu- assicurate in modo da comprendere l’onere finanzia-


mento con cui il datore comunica la fine dell’obbligo rio di cui al secondo comma dell’art. 39”.
assicurativo. Per effetto della cessazione decade l’ob- Con successiva novazione apportata dal D.Lgs. 23
bligo del pagamento del premio alla data indicata febbraio 2000, n. 38 sono state istituite le quattro
come fine attività. La suddetta denuncia di cessazione gestioni tariffarie afferenti ai settori dell’“Industria”,
va presentata entro 30 giorni dalla data di cessazione “Artigianato”, “Terziario” ed “Altre Attività”. Le
dell’obbligo assicurativo. tariffe dei premi sono ordinate secondo una classifi-
cazione tecnica delle lavorazioni, divise in dieci
Il premio assicurativo grandi gruppi, di norma articolate in gruppi, sotto-
Con l’emissione del certificato assicurativo l’Istituto, gruppi e voci. Le voci sono descrizioni sintetiche di
oltre ad attivare il rapporto assicurativo, provvede a lavorazioni relative a produzione di beni e servizi,
formulare richiesta del premio dovuto secondo le cicli produttivi o l’insieme dei due. L’INAIL quindi
indicazioni fornite dal datore di lavoro. Il premio classifica le lavorazioni: previo esame dell’attività
assicurativo ha copertura in ragione d’anno solare, aziendale, individua la voce di tariffa (o “le voci” in
o per la minor durata dei lavori, e viene richiesto in caso di attività complessa) da applicare alla singola
via anticipata sulla base delle retribuzioni che pre- azienda e stabilisce il tasso da applicare per la deter-
sume di corrispondere. minazione del premio dovuto per l’assicurazione dei
La spesa dell’assicurazione è a esclusivo carico del dipendenti (e categorie assimilate), dalle “Tariffe dei
datore di lavoro (art. 27, D.P.R. n. 1124/1965): il Premi” ufficiali, le ultime delle quali sono quelle
datore di lavoro che fa concorrere alla spesa i pre- approvate nel D.I. 27 febbraio 2019.
statori d’opera è soggetto a sanzione amministrativa Con “lavorazione” si intende il ciclo di operazioni
ad esclusione dei lavoratori parasubordinati, di cui necessario perché sia realizzato quanto descritto nella
all’art. 5, D.Lgs. n. 38/2000, ove si stabilisce che il voce di tariffa, comprese le operazioni complemen-
premio assicurativo è ripartito nella misura di un terzo tari e sussidiarie svolte in connessione operativa dallo
a carico del lavoratore e di due terzi a carico del stesso datore di lavoro (anche in luoghi diversi).
committente. Concorrono a costituire una lavorazione:
I due elementi necessari al calcolo del premio sono le • la “lavorazione principale” che consiste nel ciclo di
retribuzioni e il tasso applicato: operazioni necessario perché sia realizzato quanto
— retribuzioni sono individuate in base all’imponi- descritto nei singoli riferimenti di ciascuna Tariffa;
bile contributivo ai fini INAIL; • le “operazioni complementari”: operazioni indi-
— il tasso è la traduzione numerica pro mille della spensabili per effettuare la lavorazione principale;
gravità del rischio assicurato. • le “operazioni sussidiarie”: operazioni che concorrono
Il tasso da utilizzare ai fini del calcolo del premio è alla lavorazione principale alla quale sono legate in
individuato nella tariffa dei premi, nella misura corri- modo indiretto, in quanto non indispensabili per il
spondente al rischio medio nazionale delle singole completo svolgimento del ciclo produttivo o operativo
lavorazioni assicurate. Ogni lavorazione è associata ad dell’azienda.
una voce di tariffa e al tasso di premio corrispondente. Qualora lavorazioni aziendali non siano previste
La tariffa è disciplinata originariamente dagli art. 39, dalla Tariffa in vigore, verranno applicate le voci
commi 1 e 2, e art. 40, D.P.R. n. 1124/1965 che individuate procedendo ad un’analisi tecnica delle
definiscono le tariffe dei premi e dei contributi per operazioni fondamentali che compongono le lavora-
l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le zioni, in modo da poterle ricondurre a specifiche
relative modalità di attuazione (attraverso l’approva- previsioni della Tariffa stessa.
zione del Ministero per il Lavoro e la previdenza Per pagare il premio, l’art. 28, D.P.R. n 1124/1965
sociale su delibera dell’INAIL), descrivendo la tariffa dispone che:
quale “tabelle dei coefficienti per il calcolo dei valori • il datore di lavoro provvede direttamente al calcolo
capitali attuali delle rendite di inabilità e di quelle a delle rate di premio anticipato relative agli anni solari
favore dei superstiti ... Le tariffe dei premi e dei sulla base delle retribuzioni presunte (comma 3);
contributi sono determinate in modo da compren- • la regolazione del premio alla scadenza del periodo
dere l’onere finanziario previsto corrispondente agli assicurativo è calcolata dal datore di lavoro in base
infortuni del periodo di assicurazione ... la tariffa alle retribuzioni effettivamente corrisposte durante
stabilisce tassi di premio nella misura corrispondente l’anno e versata con le modalità e nei termini di cui
al rischio medio nazionale delle singole lavorazioni all’art. 44, D.P.R. n. 1124/1965 (comma 5).

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 595


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Con l’autoliquidazione del premio, il datore di all’indice ISTAT a decorrere dal secondo anno suc-
lavoro: cessivo a quello della loro entrata in vigore (legge n.
— entro il 16 febbraio (nel 2019 entro il 16 maggio) 160/1975, art. 22, comma 1). Si applica per es. ai
calcola il premio anticipato per l’anno in corso (rata) tirocinanti, ai detenuti, ai parasubordinati.
e il conguaglio per l’anno precedente (regolazione), La retribuzione di ragguaglio si assume solo in via
conteggia il premio di autoliquidazione dato dalla residuale, in mancanza di retribuzione convenzionale
somma algebrica della rata e della regolazione, paga il e di retribuzione effettiva (par. 1.7, circolare INAIL
premio di autoliquidazione; 20 del 2018, circolare INAIL 42 del 2018, par. 6).
— entro il 28 febbraio (nel 2019 entro il 16 maggio) Esistono infine alcuni premi speciali unitari, nei casi in
comunica le retribuzioni effettivamente corrisposte cui la natura della lavorazione svolta, le modalità di
nell’anno precedente. esecuzione della stessa e altre circostanze rendono
L’INAIL comunica ogni anno al datore di lavoro il difficile l’accertamento degli elementi necessari ai
tasso da applicare ai fini del calcolo del premio di fini del calcolo del premio ordinario, ai quali sono
autoliquidazione, comunicando l’oscillazione dei soggetti:
tassi medi per andamento infortunistico entro il 31 • Titolari di imprese artigiane, soci di società fra
dicembre (nel 2019 entro il 31 marzo 2019), con artigiani lavoratori, familiari coadiuvanti del titolare
effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo. artigiano e associati a imprenditore artigiano, cioè
Il datore di lavoro, al fine di ottenere la riduzione del coloro che sono previsti dalla legge quadro sull’arti-
tasso medio di tariffa, può presentare apposita domanda gianato di cui alla legge n. 443/1985 e s.m.i., iscritti in
telematica (nel 2019 tramite il “Modulo OT24 2019”), un apposito albo, che svolgono lavoro prevalente,
entro il 28 febbraio (29 febbraio in caso di anno anche manuale, nel processo produttivo dell’impresa
bisestile) fornendo tutti gli elementi, le notizie e le artigiana, nonché i cosiddetti “artigiani di fatto” che,
indicazioni, definiti a tal fine dall’INAIL, relativi all’at- pur non essendo iscritti all’Albo delle imprese arti-
tuazione, nell’anno precedente quello di presentazione giane, svolgono personalmente e abitualmente atti-
dell’istanza, di interventi migliorativi ulteriori rispetto vità che sono oggettivamente artigiane. Il premio
alle prescrizioni della normativa vigente in materia di speciale annuo è articolato in nove classi di rischio
igiene, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. risultanti dall’accorpamento delle voci di tariffa pre-
L’INAIL, in relazione agli interventi migliorativi viste nella tariffa ordinaria dipendenti della gestione
dell’azienda per la prevenzione e la tutela della salute Artigianato. Per ciascuna classe è previsto un premio
e sicurezza nei luoghi di lavoro, può applicare una speciale annuale a persona, frazionabile solo in caso
riduzione del tasso medio di tariffa al datore di lavoro di inizio o cessazione dell’attività nel corso dell’anno
che sia in regola con gli adempimenti contributivi ed solare, con una riduzione in tanti dodicesimi per ogni
assicurativi e con le vigenti disposizioni in materia di mese o frazione di mese.
sicurezza e salute sul lavoro. • Facchini, barrocciai, vetturini e ippotrasportatori
La retribuzione da assumere come base di calcolo del riuniti in cooperative e organismi associativi di fatto;
premio per la generalità dei lavoratori dipendenti è la • Persone addette ai lavori di frangitura e spremitura
retribuzione effettiva. Essa non può essere inferiore delle olive soggette all’obbligo assicurativo;
all’importo stabilito da leggi, regolamenti e contratti • Pescatori della piccola pesca marittima e delle
collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali più acque interne (legge 13 marzo 1958, n. 250)
rappresentative su base nazionale, ovvero da accordi • Insegnanti delle scuole o istituti di istruzione di ogni
collettivi o contratti individuali, qualora ne derivi ordine e grado, non statali, addetti a macchine elettri-
una retribuzione di importo superiore a quello del che e addetti a esperienze tecnico-scientifiche od eser-
contratto collettivo. citazioni pratiche o di lavoro (D.P.R. n. 1124/1965, art.
Se la retribuzione effettiva è inferiore al minimale 4, nn. 1 e 5);
retributivo per la generalità dei lavoratori dipendenti • Alunni e studenti delle scuole o istituti di istru-
la retribuzione dichiarata ai fini del calcolo del premio zione di ogni ordine e grado, non statali, addetti a
INAIL deve essere rapportata a detto minimale. esperienze tecnico-scientifiche o esercitazioni prati-
L’imponibile convenzionale è l’eccezione che pre- che o di lavoro (D.P.R. n. 1124/1965, art. 4, n. 5);
vale sulla regola dell’imponibile “effettivo” ed è sta- • Candidati all’emigrazione sottoposti a prova d’arte
bilito con decreti ministeriali aventi valenza prima dell’espatrio (D.P.R. n. 1124/1965, art. 4, n. 5);
nazionale o provinciale ovvero con legge. Le retri- • Medici radiologi, tecnici sanitari di radiologia
buzioni convenzionali sono adeguate in base medica e allievi dei corsi;

596 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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• Soggetti coinvolti in attività di volontariato a fini — durante il normale percorso di andata e ritorno
di utilità sociale; dal luogo di abitazione al luogo di lavoro, oppure nel
• Allievi dei corsi ordinamentali di istruzione e percorso che collega due diversi luoghi di lavoro se
formazione professionale regionali curati dalle istitu- il lavoratore ha più rapporti di lavoro;
zioni formative e dagli istituti scolastici paritari — durante il percorso dal luogo di lavoro a quello
(Allievi IeFP). per la consumazione dei pasti, in mancanza di una
mensa aziendale;
Infortuni, malattie professionali — in caso di utilizzo del mezzo privato purché
e prestazioni necessitato e comunque secondo principi dettati
dalle circolari dell’Istituto in materia, in via del
Definizioni
tutto esemplificativa e non esaustiva quali ad
L’assicurazione INAIL tutela i lavoratori in caso di esempio tempi di percorrenza, distanze dai
infortunio o di malattia professionale. Ai sensi degli mezzi pubblici, sussistenza del servizio di mezzi
artt. 2 e 210, D.P.R. n. 1124/1965 “l’assicurazione pubblici, ecc.
comprende tutti i casi di infortunio avvenuti per
causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia
Denuncia e certificazione
derivata la morte o un’inabilità permanente al lavoro,
assoluta o parziale, ovvero un’inabilità temporanea A seguito della modifica dell’art. 53, D.P.R. n.
assoluta che importi l’astensione dal lavoro per più di 1124/1965, qualunque medico presti la prima
tre giorni”. Inoltre “deve considerarsi come inabilità assistenza ad un lavoratore infortunato sul lavoro
permanente assoluta la conseguenza di un infortunio o affetto da malattia professionale è obbligato a
la quale tolga, completamente e per tutta la vita rilasciare certificato e a trasmetterlo esclusiva-
l’attitudine al lavoro. Deve considerarsi come inabi- mente per via telematica all’Istituto Assicuratore.
lità permanente parziale la conseguenza di un infor- Da parte sua il lavoratore (l’assicurato) è obbli-
tunio, la quale diminuisca in misura superiore al gato a dare immediata notizia di qualsiasi infor-
quindici per cento e per tutta la vita, l’attitudine al tunio che gli accada anche se di lieve entità al
lavoro, in conformità della tabella allegato n. 2 (2). Si proprio datore di lavoro, nonché a denunciare
considera come inabilità temporanea assoluta la con- allo stesso la malattia professionale entro 15 gg
seguenza di un infortunio che impedisca totalmente e dalla sua manifestazione (art. 52, D.P.R. n. 1124/
di fatto per un determinato periodo di tempo di 1965). Deve inoltre fornire il numero identifica-
attendere al lavoro”. Quindi gli elementi essenziali tivo del certificato medico, la data di emissione e
di un infortunio sul lavoro sono la lesione, la causa i giorni di prognosi.
violenta e l’occasione di lavoro. Il datore di lavoro è tenuto a denunciare all’Istituto
La lesione è ogni alterazione fisica o psichica dell’or- assicuratore gli infortuni che siano prognosticati non
ganismo del lavoratore che determini inabilità tem- guaribili entro tre giorni, indipendentemente da ogni
poranea, permanente o la morte. valutazione circa la ricorrenza degli estremi di legge
La causa violenta è un fatto esterno alla persona del per l’indennizzabilità.
lavoratore che con un’unica azione rapida e concen- La denuncia dell’infortunio deve essere trasmessa
trata nel tempo provoca una lesione. Deve essere all’INAIL in modalità telematica entro due
esterna al lavoratore (provenire dall’ambiente di giorni da quello in cui il datore di lavoro ne
lavoro), violenta (di forma acuta), rapida e concentrata ha avuto notizia e deve indicare il numero iden-
nel tempo (massimo entro il turno giornaliero di tificativo e la data di rilascio del certificato
lavoro). medico. In caso di infortunio mortale o con
Per occasione di lavoro, si intende che vi sia un nesso pericolo di morte, deve segnalare l’evento
eziologico tra lavoro e infortunio, cioè un rapporto di entro 24 ore e con qualunque mezzo che con-
causa-effetto tra lavoro ed evento lesivo. Non è senta di comprovarne l’invio, fermo restando
sufficiente che si sia verificato in ambiente di lavoro comunque l’obbligo di inoltro della denuncia
(nesso topografico) o in orario di lavoro (nesso cro- nei termini e con le modalità di legge (art. 53,
nologico) ma deve essere avvenuto per il lavoro. commi 1 e 2, D.P.R. n. 1124/1965).
Viene tutelato anche il cosiddetto “infortunio in Il mancato rispetto dei termini previsti determina
itinere”, l’infortunio che si verifica: l’applicazione di sanzioni amministrative.

(2) D.P.R. n. 1124/1965.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 597


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Tutti i datori di lavoro, compresi i datori di lavoro presume per legge che quella malattia sia di ori-
privati di lavoratori assicurati presso altri Enti o gine professionale. È questa la cosiddetta “presun-
con polizze private, nonché i soggetti abilitati a zione legale d’origine”, superabile soltanto con la
intermediazione, hanno l’obbligo di comunicare rigorosissima prova, a carico dell’INAIL, che la
in modalità telematica all’INAIL, nonché per malattia è stata determinata da cause extraprofes-
loro tramite al sistema informativo nazionale sionali e non dal lavoro.
per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui La Corte costituzionale, con la sentenza n. 179/
all’art. 8, D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. gli infortuni 1988, ha introdotto nella legislazione italiana il
sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro cosiddetto “sistema misto” in base al quale il
di almeno un giorno, escluso quello dell’evento. sistema tabellare resta in vigore, con il principio
La “Comunicazione di infortunio”, a fini statistici della “presunzione legale d’origine”, ma è affian-
e informativi, deve essere trasmessa entro 48 ore cato dalla possibilità per l’assicurato di dimostrare
dalla ricezione del certificato medico. che la malattia non tabellata di cui è portatore,
pur non ricorrendo le tre condizioni previste nelle
Malattie professionali tabelle, è comunque di origine professionale. Per
La malattia professionale è una patologia la cui causa le forme morbose che non trovano riscontro nel-
agisce lentamente e progressivamente sull’organismo. l’elencazione tabellare (3), il lavoratore deve dun-
La stessa causa deve essere diretta ed efficiente, cioè in que dimostrare l’esistenza di una malattia
grado di produrre l’infermità in modo esclusivo o pre- contratta nell’esercizio ed a causa dell’attività
valente. È ammesso, tuttavia, il concorso di cause lavorativa prestata presentando idonea documen-
extraprofessionali, purché queste non interrompano il tazione sanitaria/amministrativa ed elementi pro-
nesso causale in quanto capaci di produrre da sole batori in merito all’esposizione al rischio (natura,
l’infermità. Per le malattie professionali, quindi, non durata, intensità, ecc.).
basta l’occasione di lavoro come per gli infortuni, cioè Il datore di lavoro deve trasmettere la denuncia delle
un rapporto anche mediato o indiretto con il rischio malattie professionali all’istituto assicuratore, corre-
lavorativo, ma deve esistere un rapporto causale, o data dei riferimenti al certificato medico già tra-
concausale, diretto tra il rischio professionale e la smesso per via telematica al predetto Istituto
malattia. direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria
Il rischio può essere provocato dalla lavorazione che competente al rilascio, entro i cinque giorni succes-
l’assicurato svolge, oppure dall’ambiente in cui la sivi a quello nel quale il prestatore d’opera ha fatto
lavorazione stessa si svolge (cosiddetto “rischio denuncia al datore di lavoro della manifestazione
ambientale”). della malattia.
Le malattie professionali si distinguono in tabel-
late e non tabellate. Le malattie professionali Le prestazioni INAIL
sono tabellate se indicate nelle due tabelle (una In base al principio dell’“automaticità delle presta-
per l’industria e una per l’agricoltura), provocate zioni”, l’INAIL tutela i lavoratori che subiscono un
da lavorazioni indicate nelle stesse tabelle e infortunio sul lavoro o contraggono una malattia
denunciate entro un determinato periodo dalla professionale (tecnopatici), mediante l’erogazione
cessazione dell’attività rischiosa, fissato nelle di prestazioni economiche, sanitarie e integrative,
tabelle stesse (“periodo massimo di indennizzabi- anche se il datore di lavoro non ha versato regolar-
lità”) oggetto di revisioni ed aggiornamenti mente il premio assicurativo.
periodici. Nell’ambito del cosiddetto “sistema Il principio di automaticità delle prestazioni, invece,
tabellare”, il lavoratore è sollevato dall’onere di non si applica agli infortuni in ambito domestico, per
dimostrare l’origine professionale della malattia. i quali il diritto decorre dal giorno successivo alla data
Infatti, una volta che egli abbia provato l’adibi- del pagamento del premio.
zione a lavorazione tabellata (o comunque l’espo- Le prestazioni economiche erogate dall’INAIL,
sizione a un rischio ambientale provocato da ad esclusione dell’indennità di temporanea e
quella lavorazione) e l’esistenza della malattia dell’integrazione della rendita diretta, non sono
anch’essa tabellata e abbia effettuato la denuncia soggette a tassazione e non sono pignorabili né
nel termine massimo di indennizzabilità, si cedibili.

(3) Tra le M.P. non tabellate rientrano anche quelle causate da di un’evoluzione giurisprudenziale che ha avuto notevoli riflessi
“Disturbi psichici da costrittività organizzativa sul lavoro” oggetto sulla trattazione di tali fattispecie.

598 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Nel caso dei lavoratori autonomi, che hanno la interventi per il recupero dell’autonomia, gli inter-
duplice veste di assicurante e di assicurato, il venti di sostegno per il reinserimento nella vita di
diritto alle prestazioni resta sospeso, per le sole relazione e per il reinserimento lavorativo delle per-
prestazioni economiche, fino al versamento del sone con disabilità da lavoro.
premio dovuto.
Le principali prestazioni economiche erogate dall’I- Le novità nella tariffa dei premi assicurativi
NAIL sono elencate in Tabella 6. Gli infortunati e i 2019
lavoratori affetti da una malattia professionale hanno Inquadramento dei datori di lavoro
diritto a ricevere dall’INAIL tutte le cure necessarie nelle gestioni tariffarie
per la guarigione e per il recupero della integrità
psico-fisica, tramite le prestazioni sanitarie e riabili- Come già nella precedente edizione della Tariffa dei
tative illustrate in Tabella 7. Premi (approvata D.M. 12 dicembre 2000) anche la
L’INAIL eroga anche prestazioni di reinserimento Nuova Tariffa dei Premi, approvata con D.I. 27
sociale e lavorativo: il segretariato sociale, gli febbraio 2019, ha mantenuto l’impianto delle quattro

Tabella 6 - Principali prestazioni economiche erogate dall’INAIL

Indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta;

Indennizzo in capitale per la menomazione dell’integrità psicofisica (danno biologico);

Indennizzo in rendita per la menomazione dell’integrità psicofisica (danno biologico) e per le sue conseguenze patrimoniali;

Rendita diretta per inabilità permanente;

Integrazione della rendita diretta;

Prestazioni per infortunio in ambito domestico;

Rendita di passaggio per silicosi e asbestosi;

Rendita ai superstiti coniuge/unito civilmente: fino alla morte o a nuovo matrimonio;


erogata a:
figli: fino al 18° anno di età, senza necessità di ulteriori requisiti;

fino al 21° anno di età, se studenti di scuola media superiore o professionale, viventi a
carico e senza un lavoro retribuito, per tutta la durata normale del corso di studio;

non oltre il 26° anno di età, se studenti universitari, viventi a carico e senza un lavoro
retribuito, per tutta la durata normale del corso di laurea;

maggiorenni inabili al lavoro, finché dura l’inabilità.

in mancanza di coniuge/ genitori naturali o adottivi, viventi a carico, fino alla morte;
unito civilmente e figli:
fratelli e sorelle, viventi a carico e conviventi, con gli stessi requisiti previsti per i figli.

Beneficio una tantum ai superstiti di infortuni mortali;

Assegno funerario corrisposto ai soggetti che hanno sostenuto le relative spese;

Assegno per assistenza personale continuativa;

Speciale assegno continuativo mensile;

Prestazione aggiuntiva alla rendita per le vittime dell’amianto;

Tutela delle vittime per esposizione amianto non professionale;

Assegno di incollocabilità;

Erogazione integrativa di fine anno;

Indennità per i lavoratori marittimi temporaneamente inidonei alla navigazione;

Rimborso spese per l’acquisto di farmaci;

Rimborso spese di viaggio e soggiorno cure idrofangotermali e soggiorni climatici.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 599


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Tabella 7 - Prestazioni sanitarie e riabilitative INAIL per gli infortunati e i lavoratori affetti da una malattia
professionale

Accertamenti medico-legali per l’erogazione di prestazioni economico-assicurative;

Prime cure ambulatoriali;

Cure riabilitative;

Prescrizione di dispositivi tecnici nel periodo di inabilità temporanea assoluta;

Prestazioni integrative riabilitative;

Prestazioni riabilitative per pazienti con disabilità conseguenti a patologie muscolo-scheletriche;

Prestazioni protesiche.

gestioni tariffarie Industria, Artigianato, Terziario ed lavoro e all’evoluzione delle tecnologie. Per rispondere
Altre Attività, individuate dal D.Lgs. n. 38/2000, all’esigenza di semplificazione è stato diminuito il
secondo la cosiddetta “classificazione aziendale”, numero complessivo delle voci. Si trovano alcune
disposta dall’INPS ai fini previdenziali ed assisten- voci di nuova istituzione che rappresentano nuovi
ziali ai sensi dell’art. 49, D.Lgs. n. 88/1989. cicli produttivi, tra i quali, ad esempio la produzione
Per i datori di lavoro non soggetti alla classificazione di nano-materiali, la produzione di salviette umidificate
disposta dall’INPS, l’inquadramento viene operato o la produzione di premiscelati in polvere per edilizia.
direttamente dall’INAIL, ai sensi dell’art. 2, comma Alcune di queste voci sintetizzano cicli tecnologici
2, D.Lgs. n. 38/2000. innovativi, altre mirano a proporre nuove soluzioni
per risolvere problematiche classificative createsi
Classificazione delle lavorazioni negli anni a causa di una non più totale corrispondenza
La revisione delle tariffe ha portato a ridefinire tra la Tariffa dei Premi e il mondo produttivo.
lavorazioni già previste nelle precedenti Tariffe, e Nella gestione Artigianato le aree di modifica del
ad istituire nuove voci relative a lavorazioni ancora nomenclatore hanno riguardato principalmente la
in fase di sviluppo e a nuove modalità organizzative maggiore aderenza delle lavorazioni alle attività arti-
di lavoro, introducendo cicli tecnologici ampia- giane. Anche per questa gestione, nell’ottica di una
mente diffusi nell’ultimo ventennio, ma non esi- complessiva semplificazione, è stato diminuito il
stenti al tempo della precedente tariffa. È stata, numero delle voci.
inoltre, operata una contrazione del numero di Il nomenclatore della gestione Terziario è quello che
voci di tariffa che sono passate a 595, dalle 739 ha subito le maggiori modifiche. Le attività ricadenti
contenute nelle Tariffe 2000. nell’ambito della gestione Terziario sono quelle del
Per popolare le voci di nuova istituzione, l’INAIL ha commercio, dei servizi (di turismo, ristorazione, sani-
condotto specifiche ricerche di settore, individuando tari e assistenziali, ecc.) ed alcune attività varie.
attraverso il codice ATECO 2007 disponibile negli Pur rimanendo invariata la struttura dell’intero nomen-
archivi dell’Istituto le ditte che risultavano svolgere clatore, questo è stato profondamente innovato nel
la lavorazione descritta nella declaratoria della nuova contenuto tecnico ed è stato riscritto prevedendo che
voce. Di conseguenza, l’aggiornamento della classi- l’attività di vendita annessa ad un’attività produttiva
ficazione delle lavorazioni con l’attribuzione della abbia lo stesso riferimento della voce di produzione, ciò
voce di nuova istituzione è avvenuto solo per le nell’ottica della semplificazione, intesa come riduzione
PAT individuate nelle suddette ricerche di settore del numero di riferimenti tariffari da attribuire alla
o in base alle risposte fornite dalle ditte nel questio- singola azienda cliente.
nario attività, inoltrato a settembre 2018. Per tutte le È poi stata eliminata la distinzione tra commercio
altre PAT, la procedura automatizzata di aggiorna- all’ingrosso e al dettaglio, sostituita dalla distinzione,
mento della classificazione ha applicato la mera cor- più tecnica, tra esercizi che utilizzano attrezzature
rispondenza tra le voci delle Tariffe 2000 e le motorizzate di movimentazione merci e quelli che
correlate voci delle Tariffe 2019, in base ad una non li utilizzano. Sono state anche create voci spe-
specifica tabella di correlazione. cifiche per alcune realtà e, in particolare, per le
Nella gestione Industria risulta più evidente l’adegua- aziende della grande distribuzione (grandi magazzini,
mento del nomenclatore all’attuale organizzazione del supermercati, ipermercati).

600 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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ISL Igiene & Sicurezza del Lavoro n: 11 Novembre 2019

Rivista mensile - Anno XXIII - Novembre 2019 - Direzione


e Redazione Via dei Missaglia n. 97 Edificio B3 - 20142 Milano 11/2019

ENERGIE RINNOVABILI:
SALUTE E SICUREZZA
Patrizia Cinquina e William Rossi

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Sommario
Il ruolo delle fonti rinnovabili in Italia nel 2017 ................................................................................. III

Impianti eolici ....................................................................................................................................... VIII

Impianti fotovoltaici............................................................................................................................. XI

Biomasse ............................................................................................................................................... XIV

Bibliografia ............................................................................................................................................ XIX

MILANO, via dei Missaglia 97, Edificio B3, Tel. 02.824761

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Energie rinnovabili: salute e sicurezza


Patrizia Cinquina e William Rossi - Consulenti per la sicurezza

Il ruolo delle fonti rinnovabili in Italia di calore derivato (ad esempio attraverso sistemi di teleri-
nel 2017 scaldamento alimentati da biomasse). La fonte rinnovabile
più utilizzata per i consumi termici è la biomassa solida
Nel 2017 le fonti rinnovabili di energia (FER) hanno (circa 7,9 Mtep, considerando anche la frazione biodegra-
confermato il proprio ruolo di primo piano nel pano- dabile dei rifiuti), utilizzata soprattutto nel settore dome-
rama energetico italiano, trovando impiego diffuso sia stico in forma di legna da ardere e pellet. Assumono grande
per la produzione di energia elettrica (settore elettrico), rilievo anche le pompe di calore (2,65 Mtep), mentre sono
sia per la produzione di calore (settore termico), sia ancora limitati i contributi di biogas, bioliquidi, fonte
infine come biocarburanti utilizzati per l’autotrazione geotermica e fonte solare.
(settore trasporti). Per quanto riguarda il settore trasporti, infine, nel 2017
Applicando le definizioni e i criteri di calcolo previsti sono stati immessi in consumo circa 1,2 milioni di
dalla Direttiva 2009/28/CE ai fini del monitoraggio tonnellate di biocarburanti (per un contenuto energe-
degli obiettivi UE sulle FER (normalizzazione delle tico pari a 1,06 Mtep), in larghissima parte costituiti da
produzioni idroelettrica ed eolica, contabilizzazione biodiesel.
dei soli bioliquidi e biocarburanti sostenibili), nel Nel 2017 i consumi finali lordi (CFL) complessivi di
2017 i Consumi Finali Lordi (CFL) di energia da energia in Italia si attestano sui 120,4 Mtep, un dato in
FER in Italia risultano pari a 22 Mtep, in aumento lieve flessione (-0,5%) rispetto a quello rilevato nel 2016
di circa 920 ktep rispetto al 2016 (+4,4%). (121,1 Mtep).
Questa dinamica positiva interessa sia il settore elettrico La quota dei CFL coperta da FER nel 2017 risulta pertanto
(+2,4%), sia il settore termico (+6,4%), sia infine il settore pari a 18,3%, in crescita rispetto al dato rilevato l’anno
trasporti (+2,1%). precedente (17,4%) e superiore al target assegnato all’Ita-
Per quanto riguarda il settore elettrico, i dati statistici 2017, lia dalla Direttiva 2009/28/CE per il 2020 (17,0%). A
prodotti dal GSE per il fotovoltaico e da Terna per le altre fronte della sostanziale stabilità dei CFL, tale dinamica è
fonti, indicano che il 35% circa della produzione lorda legata alla crescita delle FER, e in particolare al signifi-
nazionale proviene da fonti rinnovabili. cativo aumento dei consumi di biomassa solida per riscal-
I circa 787.000 impianti alimentati da FER installati damento (legati al clima più rigido che ha caratterizzato il
sul territorio del Paese (per una potenza complessiva di 2017 e al conseguente aumento del fabbisogno di calore) e
oltre 53 GW) hanno generato una produzione effettiva alla maggiore produzione elettrica da fonte solare ed
di energia elettrica poco inferiore ai 104 TWh, che eolica.
aumenta a 113 TWh (9,7 Mtep, pari al 34,1% del L’obiettivo specifico sull’impiego di FER nel settore dei
Consumo Interno Lordo di energia elettrica) se si trasporti nel 2017 è pari al 6,5%, in flessione rispetto al
applicano le regole di calcolo previste dalla Direttiva 7,4% del 2016; tale dinamica è associata principalmente a
2009/28/CE. La fonte rinnovabile che nel 2017 ha un disallineamento tra i criteri di calcolo del meccanismo
fornito il contributo più importante alla produzione d’obbligo di miscelazione nazionale e la normativa
elettrica effettiva è quella idraulica (35% della produ- europea.
zione elettrica da FER), seguita dalla fonte solare In un’ottica futura, il ruolo centrale delle fonti rinno-
(23%), dalle bioenergie (19%), dalla fonte eolica vabili nel panorama energetico nazionale dovrà essere
(17%) e da quella geotermica (6%). ulteriormente rafforzato: se infatti la Strategia Energe-
Nel settore termico le fonti rinnovabili hanno coperto nel tica Nazionale adottata nel novembre 2017 individuava
2017 poco più del 20% dei consumi energetici comples- un obiettivo al 2030 del 28% dei consumi energetici
sivi. In particolare, sono stati consumati oltre 11,2 Mtep di complessivi coperti da FER, la proposta di Piano
energia da FER, di cui circa 10,3 Mtep in modo diretto Energia Clima previsto dal Regolamento del Parla-
(attraverso caldaie individuali, stufe, camini, pannelli mento Europeo e del Consiglio 2016/0375 sulla Gover-
solari, pompe di calore, impianti di sfruttamento del calore nance dell’Unione dell’energia prospetta un obiettivo
geotermico) e oltre 0,9 Mtep sotto forma di consumi del 30%.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 III


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Tabella 1 - Potenza e produzione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili nel 2017

Produzione lorda
Potenza effi-
effettiva da Direttiva 2009/28/CE*
ciente
lorda (MW) Var. % sul Var. % sul
TWh ktep TWh ktep
2016 2016

Idraulica 18.863 36,2 3.112,5 -14,7% 46,0 3.959,3 -0,3%

Eolica 9.766 17,7 1.525,5 0,3% 17,2 1.478,8 4,1%

Solare 19.682 24,4 2.096,1 10,3% 24,4 2.096,1 10,3%

Geotermica 813 6,2 533,2 -1,4% 6,2 533,2 -1,4%

Bioenergie 4.135 19,4 1.666,2 -0,7% 19,3 1.661,2 -0,6%

- Biomasse solide* 1.667 6,6 568,8 1,2% 6,6 568,8 1,2%

- Biogas 1.444 8,3 713,6 0,5% 8,3 713,6 0,5%

- Biometano*** 0,0 1,4 ..

- Bioliquidi 1.024 4,5 383,8 -5,2% 4,4 377,3 -5,1%

Totale 53.259 103,9 8.933,6 -3,8% 113,1 9.728,6 2,4%

Fonte: per potenza e produzione effettiva: GSE per la fonte solare, Terna per le altre fonti; per produzione da Direttiva 2009/28/CE: elaborazioni
GSE su dati Terna e GSE. (*) Produzioni idrica ed eolica normalizzate; contabilizzato il biometano e i soli bioliquidi sostenibili. (**) La voce
comprende la frazione biodegradabile dei rifiuti solidi urbani. (***) La produzione da biometano immesso nella rete del gas naturale, calcolata in
base all’incidenza del biometano rispetto ai consumi di gas naturale per generazione elettrica, è conteggiata ai soli fini del monitoraggio della
Direttiva 2009/28/CE.

Settore elettrico Settore termico


A fronte di una potenza installata di poco meno di 53,3 I consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili
GW (+1,9% rispetto all’anno precedente), nel 2017 la rilevati nel 2017 nel settore termico ammontano a 11,2
produzione lorda effettiva di energia elettrica si è atte- Mtep, corrispondenti a circa 470.000 TJ (130 TWh), in
stata intorno ai 104 TWh (8.934 ktep), in flessione di aumento rispetto all’anno precedente (+6,4%).
circa 4,1 TWh rispetto al 2016 (-3,8%). Tale dinamica è Il 91% del calore (10,25 Mtep) è consumato in modo
legata principalmente alla forte contrazione della pro- diretto da famiglie e imprese (attraverso caldaie indi-
duzione degli impianti idroelettrici (-14,7%), compen- viduali, stufe, apparecchi a pompa di calore, pannelli
sata solo in parte dalla crescita registrata dalla fonte solari termici, ecc.), mentre il restante 9% (960 ktep) è
solare (+10,3%); tutte le altre fonti registrano variazioni costituito da consumi di calore derivato (derived heat)
più contenute. rinnovabile, ovvero l’energia termica prodotta da
La produzione calcolata secondo i criteri della Direttiva impianti di conversione energetica alimentati da fonti
2009/28/CE è pari invece a 113,1 TWh (circa 9.730 ktep); rinnovabili e destinata al consumo di terzi (ad esempio,
in questo caso la variazione rispetto al 2016 è positiva impianti alimentati da biomasse collegati a reti di
(+2,6 GWh circa, pari a +2,4%). L’operazione di norma- teleriscaldamento).
lizzazione della produzione idroelettrica, infatti, attenua Tutte le fonti rinnovabili risultano in crescita rispetto
sensibilmente gli effetti della variazione effettiva sopra al 2016; particolarmente evidente è la variazione
citata; per la fonte eolica, diversamente, a fronte di una positiva registrata dai consumi di biomassa solida
dinamica reale sostanzialmente stabile (+0,3%), la varia- (+8,3%), principalmente a causa del clima più freddo
zione della produzione normalizzata è pari a +4,1%. che ha caratterizzato il 2017 e del conseguente mag-
Ne 2017 poco meno del 73% della potenza installata nel gior fabbisogno di calore. L’utilizzo dei sistemi di
Paese si concentra negli impianti idroelettrici e fotovol- riscaldamento invernale a pompa di calore è, al solito,
taici, ai quali corrispondono produzioni effettive rispetti- molto rilevante: l’energia rinnovabile fornita nel 2017
vamente di 36,2 TWh e 24,4 TWh, pari considerate si attesta intorno ai 2,65 Mtep (24% dell’energia
insieme al 58% circa della produzione complessiva di termica complessiva da FER), con un aumento
energia elettrica da FER dell’anno. rispetto al 2016 pari a +1,6%.

IV Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Tabella 2 - Energia da fonti rinnovabili nel 2017

Produzione lorda di calore


derivato
Consumi Variaz. % sul
ktep Impianti di Impianti di Totale
diretti 2016
sola produ- cogenera-
zione termica zione

Geotermica Solare 130,8 18,9 - 149,8 4,0%

Frazione biodegradabile dei rifiuti 208,8 0,1 - 208,9 4,3%

Biomassa solida 244,7 - 135,6 380,4 5,5%

Bioliquidi 6.974,9 78,3 454,2 7.507,4 8,3%


- di cui sostenibili
Biogas - 0,6 45,9 46,5 6,7%

Biometano*
- - 43,0 43,0 2,6%
Energia rinnovabile da pompe di calore

- di cui conteggiabile ai fini del monioraggio 41,3 0,1 225,9 267,3 6,1%
obiettivi UE**
3,8 0,0 0,4 4,3 ..

2.650,4 - - 2.650,4 1,6%

2.650,0 - - 2.650,0 1,6%

Totale 10.251,0 98,1 861,6 11.210,7 6,4%

Totale ai fini del monitoraggio obiettivi UE (dir.


10.254,4 97,5 859,1 11.211,0 6,4%
2009/28/CE)

Fonte: GSE; per gli impianti di cogenerazione: elaborazioni GSE su dati Terna
(*) I consumi della quota di biometano immesso nella rete del gas naturale attribuiti al settore termico (proporzionalmente ai consumi di gas
naturale) sono conteggiati solo ai fini del monitoraggio degli obiettivi fissati dalla Direttiva 2009/28/CE. (**) Ai fini del raggiungimento degli
obiettivi fissati dalla Direttiva 2009/28/CE può essere contabilizzata la sola energia fornita da pompe di calore con un Seasonal Performance
Factor - SPF superiore a 2,5 (si veda la Decisione 2013/114/UE).

Tabella 3 - Biocarburanti immessi in consumo nel 2017

Biocarburanti totali di cui biocarburanti sostenibili

Quantità Energia* Variaz. % sul Quantità Energia* Variaz. % sul


(tonnellate) (ktep) 2016 (tonnellate) (ktep) 2016

Biodiesel** 1.164.023 1.029 2,0% 1.162.429 1.027 2,1%

Bioetanolo 20 0 -96,7% 18 0 -97,0%

Bio-ETBE*** 38.435 33 3,3% 38.384 33 3,4%

Biometano**** 105 0,1 .. 0 0 ..

Totale 1.202.583 1.062 2,0% 1.200.831 1.060 2,1%

Fonte: GSE
(*) Si considerano i seguenti poteri calorifici: Biodiesel: 37 MJ/kg; Bioetanolo: 27 MJ/kg; bio-ETBE: 36 MJ/kg. (**) Questa voce comprende
anche l’olio vegetale idrotrattato e il Diesel Fischer-Tropsch. (***) Si considera rinnovabile il 37% del carburante, conformemente a quanto
dettato dall’Allegato III della Direttiva 2009/28/CE. (****) I consumi della quota di biometano immesso nella rete del gas naturale attribuiti al
settore trasporti (proporzionalmente ai consumi di gas naturale) non sono considerati rinnovabili ai fini del Monitoraggio degli obiettivi fissati
dalla Direttiva 2009/28/CE, in quanto non è possibile dimostrarne la sostenibilità, requisito obbligatorio per i biocarburanti.

Settore trasporti (3,1%) e trascurabile quella del bioetanolo e del


Nel 2017 sono state complessivamente immessi in con- biometano.
sumo poco più di 1,2 milioni di tonnellate di biocarburanti Si conferma, pertanto, la dinamica negativa del consumo
(+2% circa rispetto all’anno precedente); il relativo con- di bioetanolo, che dalle 600 tonnellate del 2016 scende a
tenuto energetico ammonta a 1,06 Mtep. Il 96,9% dei solo 20 tonnellate del 2017.
biocarburanti (in tonnellate) è costituito da biodiesel; è Le differenze tra i biocarburanti sostenibili (ovvero quelli
pertanto appena significativa l’incidenza del bio-ETBE che, rispettando i criteri fissati dall’art. 17 della Direttiva,

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 V


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possono essere contabilizzati ai fini del calcolo degli In confronto al 2016 si rileva una crescita significativa dei
obiettivi UE) e i biocarburanti complessivi sono molto consumi totali di energia da FER di circa 910 ktep (+4,4%);
contenute: risultano infatti sostenibili la quasi totalità del tale dinamica ha interessato tutti i settori (Elettrico +2,4%,
biodiesel e del bio-ETBE (99,9% in entrambi i casi). Termico +6,4%, Trasporti +2,1%).
Come già precisato, i dati riportati nella Tabella 4 inclu-
Consumi finali lordi di energia da fonti dono i soli bioliquidi sostenibili (per i settori Termico ed
rinnovabili in Italia Elettrico), la produzione idroelettrica ed eolica normaliz-
zata (per il settore elettrico), l’energia rinnovabile fornita
La Tabella 4 illustra, in un unico schema di riferimento, i da pompe di calore con un SPF superiore alle soglie
dati di consumo di energia da FER nei settori Elettrico, definite dalla Commission decision 2013/114/UE (per il
Termico e Trasporti, calcolati applicando le definizioni e i settore termico) e i soli biocarburanti sostenibili (per il
criteri di calcolo previsti dalla Direttiva 2009/28/CE ai fini settore trasporti). Il dato di consumo complessivo di FER
del monitoraggio degli obiettivi europei sulle rinnovabili. per il 2017 (22.000 ktep), pertanto, corrisponde ai Con-
Il consumo finale lordo di energia da fonti rinnovabili sumi Finali Lordi di energia da fonti rinnovabili definiti
rilevato in Italia nel 2017 ammonta a 22 Mtep, equivalenti dalla Direttiva 2009/28/CE, vale a dire la grandezza da
a circa 921.000 TJ (256 TWh). Il 51% dei consumi si rapportare ai consumi finali lordi di energia (CFL) al fine di
concentra nel settore termico (11,2 Mtep) ed è associato calcolare la quota-obiettivo per le FER fissata dalla stessa
principalmente agli impieghi di biomassa solida (legna da Direttiva (“quota dei Consumi Finali Lordi di energia
ardere, pellet) per il riscaldamento e alla notevole diffu- coperta da fonti rinnovabili”, o overall target).
sione di apparecchi a pompa di calore.
Molto rilevante è anche il ruolo delle FER nel settore
elettrico (9,7 Mtep, per un’incidenza del 44% sul totale I lavori “verdi” o green jobs
dei consumi); in questo caso, oltre alla tradizionale fonte Il cambiamento climatico sta seriamente compromettendo
idraulica (3,96 Mtep, dato normalizzato), assumono un la futura sostenibilità ambientale ed economica a livello
ruolo significativo tutte le altre fonti rinnovabili: solare globale, comportando, allo stesso tempo, variazioni nel
(2,10 Mtep: si tratta della fonte con il maggior incremento mercato del lavoro.
rispetto al 2016), bioenergie (1,66 Mtep), eolica (1,48 Il ricorso ai cosiddetti green jobs o ‘lavori verdi’, ovvero
Mtep, dato normalizzato) e geotermica (0,53 Mtep). tutti quei lavori ‘che contribuiscono in maniera incisiva a
Il contributo del settore dei Trasporti (1,06 Mtep), infine, preservare o restaurare la qualità ambientale’, rappresenta
costituito dal consumo di biocarburanti, è pari al 4,8% del una strategia fondamentale per superare la crisi economica
totale FER. ed ecologica.

Tabella 4 - Consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili in Italia

Variaz.
tep 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 % 2017/
2016

SETTORE ELETTRICO 5,92 7,01 8,03 8,88 9,25 9,43 9,50 9,73 2,4%

Idraulica (normalizzata) 3,73 3,78 3,80 3,87 3,94 3,95 3,97 3,96 -0,3%

Eolica (normalizzata) 0,76 0,88 1,07 1,21 1,28 1,32 1,42 1,48 4,1%

Solare 0,16 0,93 1,62 1,86 1,92 1,97 1,90 2,10 10,3%

Geotermica 0,46 0,49 0,48 0,49 0,51 0,53 0,54 0,53 -1,4%

Bioenergie* 0,81 0,93 1,06 1,46 1,61 1,67 1,67 1,66 -0,5%

SETTORE TERMICO 10,02 8,10 10,23 10,60 9,93 10,69 10,54 11,21 6,4%

Geotermica 0,14 0,14 0,13 0,13 0,13 0,13 0,14 0,15 4,0%

Solare termica 0,13 0,14 0,16 0,17 0,18 0,19 0,20 0,21 4,3%

Bioenergie* 7,65 5,55 7,52 7,78 7,04 7,78 7,59 8,20 8,1%

Energia rinnovabile da pompe di


2,09 2,27 2,42 2,52 2,58 2,58 2,61 2,65 1,6%
calore**

SETTORE TRASPORTI
1,42 1,40 1,37 1,25 1,06 1,16 1,04 1,06 2,1%
(biocarburanti sostenibili)

TOTALE 17,36 16,51 19,62 20,74 20,25 21,29 21,08 22,00 4,4%

Fonte: elaborazioni GSE su dati GSE e Terna


(*) Biomasse solide, frazione biodegradabile dei rifiuti, biogas, bioliquidi sostenibili. Il contributo del biometano immesso in rete è considerato
per il settore elettrico e Termico, mentre è escluso per i trasporti, poiché non è provata la sostenibilità. (**) Questa voce considera la sola
energia rinnovabile fornita da pompe di calore con un SPF (Seasonal Performance Factor) superiore alle soglie definite dalla Commission
decision 2013/114/UE.

VI Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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La Strategia UE 2020 punta, infatti, a fare del binomio In Europa il settore delle energie rinnovabili ha dato
sostenibilità-occupazione la carta vincente dell’economia impiego a oltre 1 milione di persone, di cui 80.000 nel
europea del prossimo decennio, prevedendo importanti nostro Paese (Figura 1).
obiettivi in materia di clima ed energia: riduzione del Dal punto di vista qualitativo l’impatto occupazionale
20% delle emissioni di gas a effetto serra, aumento fino della green economy potrà assumere quattro diverse
al 20% del risparmio energetico e aumento del 20% del modalità:
consumo di energia da fonti rinnovabili. Mentre, a livello — creazione di nuovi posti di lavoro;
globale, sono stati realizzati numerosi studi che hanno — eliminazione di professionalità specifiche senza
preso in considerazione vari aspetti della tematica dei sostituzione;
green jobs (es. definizione, quantificazione, impatto eco- — sostituzione di parte della occupazione;
nomico ed occupazionale) persiste, invece, una certa ambi- — molte figure professionali trasformate e adattate
guità riguardo l’impatto di tale tipologia di lavori sulle alle nuove qualifiche richieste dalle tecnologie
condizioni e standard lavorativi. e metodi di lavoro compatibili con le produzioni
A causa della mancanza di una definizione universalmente verdi e rinnovabili.
condivisa di ‘lavori verdi’, nonché della difficoltà di indi-
viduazione di efficaci metodologie di rilevazione ed ela- Rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori
borazione dei dati, risulta difficile stimare i reali effetti
occupazionali della green economy. Numerosi studi rea- L’utilizzo delle rinnovabili e la diffusione delle tecnologie
lizzati a livello internazionale e nazionale mostrano come legate all’ambiente hanno sicuramente conseguenze posi-
le ricadute occupazionali dell’economia verde siano a tive per la qualità della nostra vita, ma non devono far
saldo positivo e garantiscano, a fronte di investimenti dimenticare l’attenzione alla salute ed alla sicurezza sul
adeguati, un ritorno importante non solo da un punto di lavoro.
vista ambientale, ma anche nella prospettiva di una solu- Quando pensiamo alla parola ‘verde’ di solito fac-
zione duratura della attuale crisi economica. ciamo riferimento ai prodotti e servizi ‘verdi’ che
L’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena) sono più sicuri rispetto ai prodotti o servizi che
ha stimato, al livello globale, quasi 10 milioni di posti di vanno a sostituire, ma purtroppo ciò non è sempre
lavoro nel settore delle rinnovabili nell’anno 2016, che vero. Infatti, oltre ai rischi comunemente conosciuti
diventeranno 24 milioni nel 2030. Il settore con il maggior negli ambienti di lavoro (es. elettrico, chimico, biolo-
numero di occupati è il solare fotovoltaico, che registra gico, ecc.), i lavoratori occupati nel settore verde
oltre 3 milioni di lavoratori impiegati. A seguire troviamo possono essere esposti a nuovi rischi che potrebbero
il settore dei biocombustibili liquidi (1,7 milioni di occu- non essere stati precedentemente individuati. Ciò è
pati), l’idroelettrico (1,5 milioni di posti di lavoro) e il dovuto, ad esempio, all’introduzione di nuove tecno-
settore eolico, che occupa 1,1 milioni di lavoratori. logie, nuove sostanze e procedimenti di lavoro, nuove
Cina, Brasile, Stati Uniti, India e Giappone sono i Paesi con forme di occupazione e di organizzazione del lavoro.
più lavoratori nel settore rinnovabili. In alcuni casi possiamo avere combinazioni di più
rischi, come nell’installazione di pannelli solari, in

Figura 1- Addetti nel settore delle energie rinnovabili

Figura Personale impiegato nel settore delle energie rinnovabili nel mondo. Anno 2016
(valori in migliaia)

Fonte: Agenzia internazionale per le energie rinnovabili 2017

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 VII


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cui il rischio elettrico si combina con il rischio di — integrare la salute e sicurezza dei lavoratori, il risparmio
lavorare in altezza, si veda Tabella 1. energetico e gli sforzi per la protezione ambientale;
L’individuazione e la definizione di queste nuove figure — pianificare in anticipo le azioni di prevenzione;
professionali oppure dei lavori classici aggiornati in chiave — inserire la tematica della salute e sicurezza dei lavora-
ecologica implica competenze diverse e maggiormente tori nei corsi di formazione green;
definite, che sono strettamente collegate alla struttura e — aggiungere la salute e sicurezza all’analisi di bench-
alle diverse fasi di sviluppo delle singole filiere produttive; mark nel settore green.
ciò comporta nuove sfide per i lavoratori e i datori di lavoro
che richiedono interventi politici, tecnici, normativi per Impianti eolici
garantire la salute e sicurezza sul lavoro. Nel momento in
cui tali figure professionali vengono definite, è necessario Gli impianti eolici sia a terra sia in mare, in condizioni di
realizzare una valutazione qualitativa che riguardi tutti esercizio ordinario, non necessitano di presidio e sono in
quegli aspetti, organizzativi, retributivi, di crescita profes- grado di funzionare in maniera autonoma; il controllo del
sionale, ed in modo particolare di salute e sicurezza sul funzionamento e la gestione dei sistemi è svolta da remoto.
lavoro. Il ciclo di vita di un impianto eolico è articolato nelle
In primo luogo, trattandosi di settori nuovi, lo start up delle seguenti fasi:
imprese verdi richiede maggiori e/o migliori informazioni 1) commissioning (realizzazione del sito, installazione e
circa gli aspetti suddetti, nonché programmi di formazione montaggio delle macchine eoliche, collegamento alla rete
ad hoc adeguati a sostenere lo sviluppo di profili che stanno elettrica);
emergendo nel settore green. L’obiettivo principale è 2) esercizio (gestione del funzionamento dell’impianto e
quello di anticipare nuovi rischi potenziali in questi lavori produzione di energia elettrica);
e di garantire che siano messe in atto misure efficaci per 3) decommissioning (smantellamento delle torri e
prevenirli. ripristino alle condizioni iniziali dei luoghi).
Secondo il National Institute for Occupational Safety and All’ubicazione e alla configurazione del sito sono connessi
Health (NIOSH), la strada verso un lavoro sicuro deve rischi aggiuntivi che possono contribuire ad aggravare i
includere i seguenti punti: rischi connessi alle attività svolte all’interno delle mac-
— individuare, definire e classificare i ‘lavori verdi’; chine eoliche.
— valutare tutti i pericoli per i lavoratori dovuti ai prodotti Un parco eolico è collocato, in genere, in luoghi distanti dai
e processi ‘verdi’; centri abitati, raggiungibili con difficoltà per mancanza di
strade adeguate e l’accesso è anche condizionato dal

Tabella 1 - I principali rischi o pericoli in alcuni settori delle energie rinnovabili

Settore Rischi pericoli

Eolico cadute dall’alto


fisico: spazi ristretti
elettrico: elettrocuzione
chimico: esposizione a resine, stirene, ecc.

Gestione/riciclaggio rifiuti fisico: rischi da movimentazione manuale dei carichi, rumore, vibrazioni
biologico: inalazione di aerosol, tagli, punture, contatto, ingestione accidentale (mani contaminate)
chimico: esposizione a sostanze tossico-nocive

Fotovoltaico cadute dall’alto


fisico: condizioni microclimatiche sfavorevoli, spazi ristretti
elettrico: elettrocuzione
chimico: esposizione a tellururo di cadmio
rischi interferenziali

Biomasse fisico: incendi, esplosioni


biologico: muffe, endotossine
chimico: esposizione a cancerogeni, metalli pesanti, gas pericolosi, composti organici volatili, polveri

Solare termico cadute dall’alto


scottature/ustioni
elettrico: elettrocuzione

Idraulica Cadute dall’alto


Scottature/ustioni
Fisico: condizioni microclimatiche sfavorevoli
DUVRI

Geotermia Scottature/ustioni
Fisico: condizioni microclimatiche sfavorevoli

VIII Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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verificarsi di eventi meteorologici; la mancanza di coper- controllo del passo, generatore elettrico, ingranaggi imbar-
tura della rete telefonica e spesso anche dei collegamenti data, ingranaggi aperti.
radio può ulteriormente aggravare le condizioni di lavoro. I prodotti per la manutenzione maggiormente utilizzati
Le situazioni di emergenza che possono accadere in un sono: lubrificanti, oli minerali, fluidi per impianti di
parco eolico sono: salvataggio in quota di personale ferito raffreddamento, grassi, solventi, detergenti e vernici.
all’interno della navicella o torre; interventi di primo Le caratteristiche tossicologiche di tali sostanze sono
soccorso (shock, fratture, traumi); incendio; condizioni fortemente legate alla loro natura ed al grado di con-
meteo o eventi sismici che necessitano la messa in sicu- taminazione degli additivi contenuti, nonché, al pro-
rezza delle turbine o sabotaggio. cesso lavorativo che può portare alla degradazione
Per ognuno di essi devono essere definite le modalità e le termica ed a trasformazioni chimiche. Durante gli
responsabilità della gestione delle situazioni di emergenza interventi di manutenzione possono generarsi fumi e
al fine di ridurre al minimo le conseguenze per i lavoratori nebbie costituite da miscele complesse di sostanze
ed i soccorritori. aerodisperse composte principalmente da oli minerali,
La conoscenza del territorio e delle distanze dai più vicini idrocarburi policiclici aromatici, aldeidi, composti ete-
centri di soccorso (ospedali e caserme VVF) sono infor- rociclici di varia natura (PCB, N-nitrosammine, ecc.),
mazioni necessarie per la progettazione del parco eolico. metalli provenienti dagli utensili e dagli ingranaggi in
La condivisione degli scenari di rischio con gli enti prepo- movimento. Nelle vernici sono, invece impiegati nano-
sti al soccorso e le condizioni di operatività in cui possono materiali per ridurre gli effetti atmosferici sulle com-
essere chiamati ad intervenire gli operatori del soccorso ponenti delle turbine eoliche e permettere il controllo
quando accedono ai luoghi (orografia, altitudine, punti di ed il monitoraggio da remoto. L’uso di nanomateriali
accesso, coordinate geografiche, distanze delle turbine pone potenziali problemi di esposizione per i lavoratori
rispetto agli accessi, ecc.) sono importanti al fine di svol- coinvolti sia nella fase di produzione sia nella fase di
gere il soccorso in condizioni di sicurezza. esercizio e di decommissioning dell’impianto.
I rischi specifici sono quelli a cui sono esposti i lavoratori La peculiarità dell’attività lavorativa rende opportuna
che accedono all’interno dell’aerogeneratore: un’attenta valutazione del rischio chimico al passo con
— analisi rischio chimico; l’evoluzione normativa, attuare misure specifiche di pro-
— analisi rischio meccanico; tezione e di prevenzione e curare l’informazione, la for-
— analisi rischio elettrico; mazione e l’addestramento dei lavoratori.
— analisi rischio incendio;
— analisi lavori in quota; Rischio meccanico
— analisi in spazi ristretti; Nella navicella la manutenzione programmata prevede
— rischio fulminazione. interventi sui componenti meccanici dell’impianto ed i
lavoratori sono quindi esposti a rischio impigliamento,
Rischio chimico schiacciamento ed urto con parti in movimento. È neces-
La normativa collegata alla valutazione del rischio chi- sario adottate misure tecniche e procedurali preventiva-
mico negli ambienti di lavoro ha subito notevoli cambia- mente discusse e approvate, idonee a ridurre al minimo
menti per il recepimento delle due direttive comunitarie: il possibile tali rischi.
Regolamento CE n. 1272/08 del 16 dicembre 2008 - Esempi di interventi per la riduzione dei rischi sono:
Classification, Labelling and Packaging (CLP), entrato — impedire l’avviamento accidentale delle parti tempo-
in vigore il 20 gennaio 2009, che introduce un nuovo raneamente ferme;
sistema di classificazione, etichettatura ed imballaggio — applicare sistemi di frenatura efficaci, in caso di note-
delle sostanze e delle miscele, ed il Regolamento europeo voli inerzie;
n. 1907/06 - Registration, Evaluation, Authorisation and — prevedere dispositivi di comando manuale (ad esempio,
Restriction of CHemical substances (REACH), relativo azione mantenuta, a due mani, a spostamenti limitati, ecc.);
alla produzione, alla commercializzazione e all’utilizzo — pulsantiera di comando portatile e/o organi di comando
degli agenti chimici che coinvolge produttori, distributori localizzati in modo da poter sorvegliare gli elementi
e tutti gli utilizzatori di sostanze chimiche. La loro entrata comandati.
in vigore ha reso necessario, in tutti i settori produttivi, una Anche in questo caso la formazione, l’informazione ade-
nuova valutazione dell’esposizione ad agenti chimici. guata e l’addestramento degli addetti sono essenziali.
Nel settore eolico il rischio di esposizione a tali agenti è Negli impianti di grandi dimensioni sono presenti ascen-
rilevante soprattutto nella fase di produzione delle pale sori di servizio per portare il personale e le attrezzature di
eoliche; durante la quale i lavoratori possono essere esposti lavoro dal piano di campagna alla navicella e paranco
a resine epossidiche, stirene e solventi, vapori e polveri sia elettrico nella navicella per la movimentazione di attrez-
per inalazione degli stessi sia per esposizione cutanea. zature e parti di ricambio.
Il rischio chimico sussiste anche nella fase di esercizio
degli impianti; infatti, le attività di manutenzione, pro- Rischio elettrico
grammata o su guasto, possono portare il lavoratore, che L’accesso dei lavoratori alla navicella può verificarsi per
già opera spazi ristretti, all’esposizione a fumi, polveri e manutenzioni di natura sia elettrica sia non elettrica. Nel
sostanze chimiche tossiche. Numerose sono anche le parti primo caso, la sicurezza dal rischio elettrico e, in partico-
di impianto soggette a lubrificazione e ingrassaggio perio- lare, nei confronti delle folgorazioni e dei possibili effetti
dico: riduttore, cuscinetti albero primario, cuscinetti per il termici connessi alla presenza dell’energia elettrica

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 IX


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(innesco di incendi, ustioni) devono essere garantiti dalla cosiddetti lavori sotto tensione e ai lavori in prossimità
realizzazione a regola d’arte dell’impianto elettrico a di parti attive.
bordo dell’aerogeneratore e dalla corretta utilizzazione e
manutenzione dello stesso. Rischio lavori in quota
Il primo obiettivo è conseguito attraverso la realizzazione
dell’impianto elettrico dell’aerogeneratore in conformità Gli interventi di manutenzione richiedono accessi alla
alle norme tecniche (art. 81, D.Lgs. n. 81/2008). Si osserva parte sia interna sia esterna della navicella. La riduzione
che, nel caso in analisi, il D.M. n. 37/2008 non è applicabile del rischio di caduta dall’alto può avvenire fornendo
(ben diverso è il caso di impianti di autoproduzione fino a l’adeguata formazione ed addestramento all’utilizzo dei
20kW). Gli aerogeneratori rientrano nel campo di appli- DPI di III categoria secondo standard formulati da organi-
cazione della Direttiva Macchine, recepita con il D.Lgs. smi tecnici internazionali con l’intento di sviluppare una
n.17/2010, ed il rispetto dei requisiti essenziali di sicurezza formazione comune e diffondere le migliori prassi tecni-
previsti, anche in relazione al rischio elettrico, è assicurato che e di sicurezza nelle operazioni di servizio e manuten-
dall’impiego delle norme tecniche armonizzate, attestato zione dei generatori eolici o idraulici.
dalla dichiarazione CE di conformità, riportante l’indica-
zione delle norme adottate. Rischio da spazi ristretti
La norma di riferimento per la progettazione delle turbine La navicella eolica si identifica con l’elemento montato
eoliche è la CEI EN 61400-1, che richiama, per l’equi- sulla sommità di una torre a fusto oppure a traliccio,
paggiamento elettrico di bordo, la IEC 60204-1 (CEI 44- destinato a contenere il rotore, il moltiplicatore di giri, il
5), la CEI EN 60204-11 (CEI 44-15) per la parte in alta sistema di generazione elettrica e il sistema di controllo
tensione e la IEC 60364 (CEI 64- 8) per gli impianti fissi dell’imbardata. Fino a qualche tempo fa, la potenza ero-
“non quelli installati nelle macchine”. gabile dagli aerogeneratori era compresa fra 600kW e
Utilizzo e manutenzione corretta dell’impianto sono con- 850kW. Dette macchine avevano diametri del rotore com-
seguiti attraverso l’adeguata formazione del personale e la presi fra 40 m e 55 m e altezze dell’asse rotorico rispetto al
predisposizione e l’attuazione di specifiche procedure, terreno di circa 50 m. Negli ultimi tempi, si è incominciato
conformi all’art. 80, commi 3 e 3-bis, D.Lgs. n. 81/2008. a installare turbine eoliche con potenze che raggiungono i
Le procedure devono tenere conto “delle disposizioni 2MW, diametri rotorici di 90 m e altezze dell’asse rotorico
legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali rispetto al suolo di circa 90 m.
d’uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle L’entrata in vigore del D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177
direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle “Regolamento recante norme per la qualificazione delle
pertinenti norme tecniche”. imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti
Le norme CEI EN 61400-1 e CEI EN 50308 forniscono sospetti di inquinamento o confinati”, a norma dell’art. 6,
indicazioni per l’esercizio e la corretta manutenzione; esse comma 8, lett. g), D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, ha dato luogo
specificano i controlli da eseguire periodicamente per a interpretazioni contrastanti sulla sua possibile applica-
verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai bilità al settore eolico e, in particolare, all’accesso in
fini della sicurezza. Tali indicazioni sono inserite nei navicella. Tale situazione di incertezza è da mettere in
manuali che il costruttore dell’aerogeneratore deve ren- relazione alla definizione di “spazio confinato”, che si
dere disponibili ai sensi della Direttiva Macchine. presta a interpretazioni non univoche anche in relazione
La verifica che tutti i passaggi sopra riportati siano effetti- al fatto che alla definizione più ampia spesso si sovrappone
vamente compiuti consente di ridurre ad un livello con- quella di “ambiente sospetto di inquinamento”. La pala si
venzionalmente accettabile il rischio elettrico per i può certamente riguardare come uno “spazio confinato” in
lavoratori che accedono alla navicella ma che non devono quanto ambiente di lavoro:
intervenire direttamente su parti attive non protette del- — circoscritto;
l’impianto elettrico o in vicinanza di queste. — provvisto di una limitata apertura per l’accesso;
La gestione del rischio per i lavoratori che svolgono — caratterizzato da ventilazione naturale sfavorevole, che
manutenzioni elettriche all’interno della navicella, che può avere in esito carenza di ossigeno e, quindi, rischio di
pertanto possono operare su parti attive non protette o asfissia;
nelle vicinanze, è conseguita, oltre a quanto indicato, — all’interno del quale non è possibile escludere a priori il
con la specifica formazione dei lavoratori e attribuzione rischio costituito dall’inalazione di fibre di carbonio o
di profili professionali quali PES (Persona esperta in vetro aerodisperse (la pala, in rotazione, può rilasciare
ambito elettrico) o PAV (Persona avvertita in ambito fibre di carbonio o vetro al suo interno, in quanto la
elettrico), in relazione ai tipi di intervento previsti, con parte interna non è rifinita nella misura in cui lo è la
l’eventuale attribuzione di idoneità all’esecuzione di parte esterna della pala, soggetta a operazioni di finitura
lavori sotto tensione, con l’adozione di specifiche proce- superficiale e verniciatura).
dure di lavoro, l’individuazione di figure con precise In condizioni normali, la navicella non è qualificabile come
responsabilità quali il RI (Persona designata alla condu- spazio confinato e conseguentemente il D.P.R. n. 177/2011,
zione dell’impianto elettrico) o il PL (Persona preposta alla che disciplina i lavori in spazi confinati o sospetti di
conduzione del lavoro), l’impiego di idonee attrezzature di inquinamento, non trova applicazione in caso di accesso
lavoro e DPI contro il rischio elettrico. in navicella. La carenza di ossigeno è scongiurata dalla
L’adozione delle norme tecniche CEI EN 50110-1 e CEI presenza di aperture di ventilazione sulle pareti della navi-
11-27, consente di adempiere alle prescrizioni previste cella. Non è, quindi, necessaria alcuna qualificazione delle
dagli artt. 82 e 83, D.Lgs. n. 81/2008 in relazione ai

X Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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imprese alle quali viene affidata l’attività di assistenza, né Da anni sono disponibili sul mercato “discensori” innova-
l’adozione di specifiche procedure di sicurezza. tivi, progettati per soddisfare i requisiti di prova stabiliti
dallo standard tecnico EN341/2008. Tali dispositivi di
Rischio di incendio salvataggio, caratterizzati da altezze di discesa che supe-
Connesso alle attività che devono essere svolte a bordo rano di gran lunga 100 m, possono essere adoperati da due
della navicella eolica, il datore di lavoro, oppure la persona persone contemporaneamente, dal momento che risultano
incaricata della sicurezza nell’ambito dell’organizzazione idonei a sopportare una massa di ca. 250 kg.
aziendale, provvede a predisporre un “permesso di lavoro a
caldo”, senza che sia strettamente necessario fare ricorso al Rischio fulminazione
severo disposto del D.P.R. n. 177/2011. Tale permesso Le pale rappresentano la parte dell’aerogeneratore più
esplicita nei dettagli la procedura che si intende adottare esposta alle fulminazioni dirette. Il punto soggetto al
per affrontare le problematiche derivanti dai lavori a caldo maggiore danneggiamento coincide con la punta della
e gestirne i rischi collegati. È un documento che rilascia pala, nella quale con maggiore probabilità si abbatte la
formale permesso di eseguire un lavoro a caldo dopo che corrente di fulmine nell’istante in cui la pala, nel suo moto
sono state realizzate idonee valutazioni sulla sua compa- di rotazione, viene a trovarsi in direzione perpendicolare al
tibilità con il livello di rischio incendio riscontrabile a terreno. Obiettivo della protezione dalle scariche atmosfe-
bordo della navicella. In altri termini, prima di intrapren- riche è condurre la corrente di fulmine dal punto di impatto
dere il lavoro a caldo, l’operatore compila il permesso con a terra. Il sistema di protezione dalle fulminazioni dirette
la collaborazione del gestore del parco che, a sua volta, deve essere in grado di garantire che i danni causati dalle
provvede a sottoscriverlo per accettazione. La procedura scariche atmosferiche possano essere tollerati fino alla
contenuta nel permesso di lavoro a caldo contempla il successiva ispezione programmata. Per ottenere tale obiet-
controllo preventivo della navicella al fine di identificare tivo, si utilizzano “bandelle di fulminazione”, conduttori
e rimuovere eventuali elementi combustibili o infiamma- metallici di sezione opportuna che, adeguatamente fissati
bili, ovvero segregarli opportunamente qualora non fosse sulla superficie della pala, fungono efficacemente da cap-
possibile il loro spostamento. In prossimità della posta- tatori. All’interno della pala viene installata una scheda
zione lavorativa devono essere presenti idonei appresta- elettronica in grado di registrare il numero di fulmini che si
menti antincendio. Durante lo svolgimento del lavoro, abbattono sulla pala durante un dato intervallo di tempo, in
devono essere utilizzate attrezzature idonee allo scopo. genere coincidente con l’anno solare. L’alloggiamento
Al termine del lavoro, deve essere eseguito un accurato della scheda è ubicato in corrispondenza della radice
sopralluogo per accertare l’eventuale presenza di elementi della pala, a breve distanza dalla botola di accesso di cui
caldi prodotti nel corso della lavorazione. Con riferimento la pala è provvista. Si intuisce, pertanto, che l’accesso nel
alle attività più frequenti a bordo delle navicelle eoliche, si ventre della pala avviene, con cadenza almeno annuale, per
può affermare che non si tratta di operazioni che compor- operazioni di manutenzione straordinaria, necessarie in
tano l’uso di fiamme libere nel senso letterale del termine, genere per contenere i danneggiamenti dovuti all’impatto
ma piuttosto di lavorazioni che sviluppano calore o pro- del fulmine, oppure per la necessità di raggiungere l’al-
ducono scintille come, per esempio, la saldatura. I “lavori a loggiamento della scheda alla quale si affida il compito di
caldo” comportano quasi sempre l’insorgere di problemi registrare il numero di fulmini che colpiscono la pala.
che modificano inevitabilmente il livello di rischio del- Per realizzare l’accesso nel ventre della pala, è necessa-
l’ambiente nel quale sono eseguiti, ma è soprattutto all’in- rio che:
terno delle navicelle eoliche che possono manifestare tutta — la pala sia preventivamente bloccata in posizione oriz-
la loro criticità. Le problematiche derivanti dai lavori a zontale rispetto al terreno, in condizioni di brezza leggera;
caldo possono essere efficacemente affrontate dalle ditte — l’operatore entri nella pala attraverso la botola di
che svolgono “attività di service” nell’ambito della valu- accesso.
tazione dei rischi, in modo tale che le scelte conseguenti
portino a ritenere minima, in rapporto alla tecnologia Impianti fotovoltaici
disponibile, la probabilità di un innesco. In questi anni di diffusione degli impianti fotovoltaici sono
Poiché è fondamentale la prontezza di intervento degli aumentati i lavori di installazione di pannelli solari sui tetti
operatori in caso si manifesti improvvisamente un princi- di edifici industriali e di abitazioni civili. E poiché spesso
pio di incendio, il permesso di lavoro a caldo deve neces- gli impianti sono montati su tetti con elevate altezze sono
sariamente contenere una specifica procedura di aumentati per gli operatori i rischi di cadute dall’alto ed è
intervento in caso di incendio che il gestore del parco necessario adottare idonee misure di protezione
provvederà a far rientrare nel piano di emergenza generale. anticaduta.
Appare evidente, allora, che in condizioni di emergenza Se il montaggio di impianti solari e il successivo utilizzo
conseguenti a un incendio, rivestono un ruolo di primaria delle coperture coinvolge molte persone, per tutti (monta-
importanza le operazioni di salvataggio o di evacuazione tori, manutentori, progettisti e proprietari) si applica il
dei lavoratori chiamati a operare in quota all’interno della seguente principio: chi accede ai tetti muniti di impianti
navicella. La formazione e l’addestramento spiccano fra le solari deve proteggersi dalle cadute dall’alto. In particolare
misure di prevenzione: i lavoratori devono essere formati la pianificazione delle misure di protezione contro le
sulle procedure previste e addestrati sull’uso delle attrez- cadute dall’alto deve tener conto di tutte le zone accessibili
zature disponibili, affinché gli interventi di emergenza del tetto e i progettisti possono dare un contributo prezioso
siano sempre affrontati con prontezza e lucidità. nel garantire la sicurezza durante il montaggio e la

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 XI


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successiva manutenzione degli impianti solari. A questo essere protette contro la rottura mediante un sistema di
proposito le misure anticaduta devono essere pianificate e protezione collettiva (ad es. rete metallica autoportante)”.
adottate prima del rilievo delle misure e dei lavori preli- In ogni caso prima di realizzare nuove coperture, occorre
minari sul tetto, ad esempio: chiarire se queste verranno utilizzate in un secondo tempo
— montaggio delle protezioni laterali; per degli impianti solari. In caso affermativo, si racco-
— utilizzo di piattaforme di lavoro elevabili; manda di progettare superfici portanti e resistenti alla
— impiego di lavoratori qualificati e affidabili; rottura. Le coperture in tegole, lamiera o pannelli a sand-
— utilizzo di dispositivi di ancoraggio sicuri e dispositivi wich sono considerate resistenti alla rottura. Per i moduli
di protezione individuale contro le cadute dall’alto (DPI solari dichiarati calpestabili e resistenti a lungo termine
anticaduta). alla rottura dal fabbricante deve essere richiesto il relativo
Inoltre gli interventi di manutenzione sui tetti richiedono certificato.
un’accurata preparazione dei lavori, vanno pianificati in Si ricordi a questo proposito che il D.P.R. n. 151/2011
modo sistematico e documentati. presenta le modalità operative, le procedure e le semplifi-
Fermiamo ora la nostra attenzione su quanto indicato cazioni di prevenzione incendi per le attività assoggettate
riguardo alla protezione dalle cadute dal bordo del tetto (divise nelle categorie A, B e C). E se in linea generale gli
e per sfondamento del tetto: aspetti di cui tenere conto impianti fotovoltaici non rientrano fra le attività soggette ai
durante il rilievo delle misure, il montaggio e la manuten- controlli di prevenzione incendi, laddove l’installazione
zione di impianti solari su tetti piani o inclinati, ad esempio dell’impianto comporti un aggravio del livello di rischio,
con riferimento all’adozione di misure contro le cadute sono da seguire precisi adempimenti relativi al regola-
dall’alto, alla sicurezza degli accessi e dei luoghi di lavoro, mento antincendio.
ai sistemi di protezione collettiva (ponteggio per facciate,
reti di sicurezza, passerelle, ...), ai dispositivi di ancorag- Rischio chimico: il tellururo di cadmio
gio, ai DPI anticaduta, ecc.
Riguardo allo sfondamento del tetto e ai lucernari si Il tellururo di cadmio (CdTe) è un composto chimico
segnala che attualmente nessun fabbricante di lucernari cristallino e stabile, formato da cadmio e tellurio. In
in materiale plastico è in grado di garantire la resistenza considerazione del fatto che si tratta di un semiconduttore,
alla rottura durante tutto il ciclo di vita del prodotto senza il tellururo di cadmio è utilizzato, per lo più, nella produ-
misure supplementari. Di conseguenza, per i lucernari in zione di celle solari. Ha, infatti, caratteristiche simili
materiale plastico (ad es. lastre translucide, cupole) biso- all’arseniuro di gallio (un altro semiconduttore inorga-
gna rispettare i seguenti punti: nico) e al silicio (l’elemento chimico alla base del cosid-
— i lucernari in materiale plastico devono essere consi- detto fotovoltaico di prima generazione), ma con costi
derati non resistenti alla rottura a lungo termine; decisamente ridotti (cadmio e tellurio sono, infatti, consi-
— devono essere dotati di una protezione collettiva, ad derati materiali di scarto, derivanti dall’estrazione di mine-
esempio una griglia, una rete di sicurezza, un parapetto o rali non ferrosi e la quantità di materiale utilizzato è 100
un vetro di sicurezza; volte inferiore).
— per la manutenzione dei lucernari aperti si devono I costi contenuti hanno ovviamente determinato, per
installare dispositivi di ancoraggio certificati; questo tipo di pannelli fotovoltaici, un bacino di utenza
— se per il montaggio, lo smontaggio o la manutenzione molto vasto. Le celle solari al tellururio di cadmio hanno
dei lucernari è richiesto rimuovere il dispositivo di prote- una migliore capacità di assorbire la luce. Rispetto a
zione collettiva presente, le aperture devono essere dotate quelli al silicio, ad esempio, si comportano meglio
di protezioni su tutta la superficie per tutta la durata dei anche in condizioni di scarsa luminosità, mentre in con-
lavori (ad es. rete di sicurezza o ponteggio di ritenuta). dizioni “normali” rispondono meglio all’esposizione
I lucernari in materiale plastico devono essere dotati di una diretta alla luce del sole e alle temperature elevate. I
protezione collettiva permanente e questo deve avvenire tempi di realizzazione dei pannelli, una volta opportuna-
prima del montaggio degli impianti solari. Anche i lucer- mente ottimizzati e automatizzati, si riducono a un
nari in vetro devono essere protetti in modo efficace contro minuto a modulo. Il tellururio di cadmio, opportunamente
lo sfondamento, ad esempio con un vetro di sicurezza. trattato, si rivela particolarmente stabile durante l’arco di
Inoltre riguardo alle superfici di copertura non resistenti alcuni decenni. Il tempo di ritorno energetico è, inoltre,
alla rottura, tenuto conto del lungo ciclo di vita degli più breve rispetto a quello di altre tecnologie fotovoltai-
impianti solari occorre sempre valutare la possibilità di che. Infine, tra queste, è anche quello con l’impronta di
sostituire il materiale non resistente alla rottura delle carbonio più bassa.
coperture esistenti con materiale resistente alla rottura. Inoltre, per quanto il cadmio sia un elemento tossico, la
In particolare se si mantengono le superfici di copertura stabilità del composto, che non evapora a temperatura
non resistenti alla rottura, ad esempio in lastre ondulate di ambiente e non è solubile una volta “convertito” in cella
fibrocemento senza sottotetto portante, si devono adottare solare, non permette di ipotizzare scenari in cui possa
le seguenti misure al fine di prevenire le cadute per essere inalato a partire da un pannello fotovoltaico.
sfondamento: Anche in caso di incendio, il vetro fonderebbe prima dei
— per il montaggio degli impianti solari: “protezione tempi di evaporazione del tellururio di cadmio, incapsu-
collettiva (montare reti di sicurezza, garantire la sicurezza landolo e neutralizzando, così, il rischio.
delle vie di passaggio e dei luoghi di lavoro)”; In quest’ottica tra le tecnologie che hanno subito un incre-
— per la manutenzione degli impianti solari: “tutte le mento prestazionale e un aumento della qualità produttiva,
superfici non coperte da pannelli solari praticabili devono con un notevole progresso rispetto alle altre tecnologie più

XII Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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“tradizionali” (silicio cristallino), c’è sicuramente il film produzione di acqua calda per usi igienico-sanitari dome-
sottile ed in particolare i moduli in Tellururo di Cadmio. stici e per il riscaldamento degli ambienti, senza utilizzare
L’importanza della tecnologia solare al CdTe nel promuo- gas o elettricità. L’impianto può essere di due tipologie: a
vere la generazione di energia FV risiede principalmente circolazione naturale e a circolazione forzata. Nel primo la
nel suo ottimo rapporto costo beneficio. La tecnologia FV a circolazione del fluido vettore è attivata fisicamente per
base di CdTe infatti, coniuga durevolezza, alta efficienza l’effetto “termosifone”, nel secondo la circolazione è for-
di conversione e prestazioni elevate in condizioni di alta zata con l’utilizzo di specifiche pompe.
temperatura con un basso costo di produzione. Grazie a Generalmente, un impianto solare termico è composto dai
queste caratteristiche, la tecnologia FV al CdTe offre il più seguenti elementi:
basso tempo di recupero energetico (energy payback time o — collettore solare o pannello, esposto alla luce solare
EPBT) e la più bassa impronta di carbonio (carbon foot- ed installato sul tetto piano o su appositi supporti, è
print) di tutte le tecnologie disponibili. Il più basso tempo costituito da un involucro resistente agli agenti atmo-
di recupero energetico equivale a dire che il Fotovoltaico a sferici, da un isolamento termico di adeguato spessore
base di CdTe è tra i più veloci nel restituire sotto forma di posto nella parte posteriore e laterale, da una piastra
energia solare la quantità di energia convenzionale neces- captante e da un cristallo extra-chiaro posto come
saria al suo intero ciclo di produzione e dismissione chiusura dell’involucro;
(inclusi restituzione e riciclo). — serbatoio di accumulo o boiler, costituito da un grosso
La più bassa impronta di carbonio significa un minor serbatoio di acqua coibentato con la funzione di imma-
livello di emissioni serra nel corso del ciclo di produzione gazzinare il calore ceduto dai collettori;
e dismissione. Potendo contare sul più basso tempo di — collegamenti idraulici e staffe di montaggio.
recupero energetico e la più bassa impronta di carbonio, Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utiliz-
l’industria FV a base di CdTe è in grado di sostenere una zate le seguenti attrezzature e macchine:
crescita più rapida pur mantenendo un profilo di impatto — attrezzi manuali di uso comune;
ambientale positivo. — utensili elettrici;
La tecnologia al CdTe è una tecnologia sicura, con la parte — autocarro con gru;
attiva del dispositivo che è costituita da un film sottile — ganci e funi di sollevamento.
realizzato tramite una giunzione tra il solfuro di cadmio ed A seguito della valutazione dei rischi di seguito sono
il CdTe. Per quanto riguarda il solfuro di cadmio, lo stesso riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi,
è presente in una quantità del 3% e non viene considerato disposizioni e procedure volte a salvaguardare la
nel nome della tecnologia che fa riferimento al solo Tel- sicurezza e la salute dei lavoratori.
lururo di Cadmio. Il CdTe è più stabile di entrambi i suoi Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e
costituenti (ovvero il cadmio e il tellurio), e il solfuro di formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e di
cadmio è più stabile del cadmio. Questi materiali sono utilizzo delle attrezzature (art. 71, comma 7, lett. A, D.Lgs. n.
depositati e incapsulati all’interno di lastre di vetro, pro- 81/2008).
teggendolo di fatto dagli agenti atmosferici e da possibili Gli impianti solari e i relativi componenti devono essere
danni accidentali, inoltre grazie alla qualità delle tecnolo- conformi alle norme tecniche vigenti.
gie di produzione e alla stabilità dei materiali, si può Un sistema solare termico deve essere installato esclusi-
considerare la tecnologia CdTe a emissione zero di vamente da personale specializzato e qualificato.
cadmio. I pannelli solari devono essere provati e verificati da
Quindi mentre con le tecnologie CdTe il cadmio non laboratori accreditati, in conformità alla normativa
viene emesso, quello immagazzinato dai combustibili vigente.
fossili viene emesso durante i processi di combu- Per la movimentazione meccanica dei carichi (costituiti
stione. L’unica possibile emissione diretta di cadmio dai pannelli), attenersi scrupolosamente alle procedure di
da parte della tecnologia CdTe può avvenire durante i sicurezza indicate nella scheda relativa all’utilizzo degli
processi produttivi o durante lo smaltimento. Nume- apparecchi di sollevamento effettivamente utilizzati (art.
rosi studi della comunità scientifica hanno preso in 168, D.Lgs. n. 81/2008). Non movimentare manualmente
considerazione la possibilità di emissione, a partire carichi troppo pesanti e/o troppo ingombranti o in equili-
dall’approvvigionamento dei materiali grezzi, sino brio instabile (art. 168, D.Lgs. n. 81/2008). Sollevare il
allo smaltimento o al riciclo, passando attraverso il carico procedendo con la massima cautela ed in maniera
processo di lavorazione. Il risultato definisce trascu- graduale evitando il passaggio dei carichi sospesi sopra i
rabile l’emissione diretta di cadmio durante tutto il lavoratori, che devono mantenersi a distanza di sicurezza
ciclo produttivo. Inoltre l’emissione diretta di cadmio fino a fine manovra (Allegato VI, Punto 3.1.5., D.Lgs. n.
durante il suo ciclo di vita è inferiore di 100 volte 81/2008).
rispetto a quella derivante da una centrale a combu- Vietare qualsiasi permanenza di personale sotto i carichi
stibile fossile. sospesi o al di sotto di zone dove si eseguono lavorazioni in
In Tabella 6 si rappresenta l’identificazione dei pericoli. quota.
I pannelli solari possono essere collocati su qualsiasi
Esempio: impianto solare termico su tetto pertinenza di un immobile (tetto, facciata, terrazzo) o sul
piano terreno. La decisione deve essere presa in base all’esi-
stenza sul sito d’installazione dei seguenti requisiti: dispo-
L’ impianto solare termico su un tetto di copertura piano o a
nibilità di spazio necessario per installare i moduli e
terrazzo è in grado di sfruttare la radiazione solare per la

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 XIII


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Tabella 6 - Identificazione dei pericoli CdTe

Classificazione della sostanza o della miscela

Classificazione secondo il Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP)

Classificazione secondo GHS

Classe categoria di
Sezione Classe di pericolo Indica- zione di pericolo
pericolo

3.1O tossicità acuta (per via orale) (Acute Tox. 4) H302

3.1D tossicità acuta (per via cutanea) (Acute Tox. 4) H312

3.1I tossicità acuta (in caso di inalazione) (Acute Tox. 4) H332

4.1A pericoloso per l’ambiente acquatico - pericolo acuto (Aquatic Acute 1) H400

4.1C pericoloso per l’ambiente acquatico - pericolo cronico (Aquatic Chronic 1) H410

Tabella 7 - Rischi nell’installazione di impianto solare termico su tetto piano

Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

Fulminazione Possibile Grave Notevole

Ustioni e scottature Possibile Significativo Notevole

Elettrocuzione Possibile Significativo Notevole

Caduta di materiale dall’alto Possibile Significativo Notevole

Movimentazione manuale dei carichi (sollevamento


Possibile Significativo Notevole
dei pannelli)

Urti, colpi, impatti e compressioni Possibile Significativo Notevole

Ferite, tagli ed abrasioni (durante l’utilizzo di


Possibile Significativo Notevole
attrezzature)

Scivolamenti, cadute a livello Possibile Modesto Accettabile

Microclima Possibile Modesto Accettabile

corretta esposizione ed inclinazione della superficie dei


pannelli. Mettere a terra il circuito solare per la compensazione di
L’impianto solare deve essere montato e azionato in potenziale e quale protezione contro sovratensioni. A tale
ottemperanza delle regole della tecnica riconosciute. scopo, applicare ai tubi del circuito solare fascette stringi-
Per prevenire scottature al contatto con parti molto calde, il tubo di messa a terra da collegare mediante un cavo di 16
montaggio e la sostituzione dei collettori o di loro parti mm2 ad una barra di compensazione del potenziale.
devono essere svolti in giornate nuvolose, in quanto sotto i Per il montaggio, la riparazione e la manutenzione del-
raggi del sole, la parte interna dei collettori raggiunge l’impianto solare, richiedere esclusivamente l’intervento
temperature di 200 °C. In alternativa, in giornate soleg- di un tecnico abilitato e qualificato.
giate, è preferibile lavorare nelle prime ore del mattino o Verificare la presenza di linee elettriche aeree nelle vici-
nelle ore serali, oppure dopo avere accuratamente coperto nanze (art. 83, D.Lgs. n. 81/2008).
il collettore. Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali
Ad impianto fermo è possibile che fuoriesca vapore dalla previsti (artt.75-78, D.Lgs. n. 81/2008).
valvola di sicurezza del gruppo idraulico. Per evitare Verificare l’uso costante dei DPI da parte di tutto il perso-
ustioni, la valvola di sicurezza deve essere collegata ad nale operante (art. 77, D.Lgs. n. 81/2008).
un contenitore di raccolta mediante un condotto flessi-
bile. Per garantire un’efficace protezione dalle ustioni, Biomasse
impostare il miscelatore termostatico su una temperatura La Direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del
< 60 °C e controllare la temperatura aprendo un punto di Consiglio del 23 aprile 2009 “Promozione dell’uso del-
prelievo dell’acqua calda. l’energia da fonti rinnovabili”, definisce la biomassa
Per prevenire il rischio di fulminazione, prevedere la come “la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e
messa a terra per i collettori e circuito dei collettori. residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura

XIV Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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(comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicol- — la differenziazione dei regimi di sostegno nazionali a
tura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l’ac- favore di impianti che consentono elevati rendimenti di
quacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti conversione dell’energia;
industriali e urbani”. Il termine “biomassa”, quindi, indica — il controllo della provenienza della biomassa.
un insieme di materiali molto diversificato per prove- La produzione di bioenergia in Italia è ormai una realtà
nienza, per caratteristiche chimico-fisiche, per costo di diffusa, che utilizza una pluralità di materie prime e tec-
acquisto, e per possibilità di impiego. Tutti questi materiali nologie consolidate. In particolare le biomasse, che pos-
hanno però la caratteristica comune di avere origine bio- sono essere allo stato solido, liquido e gassoso, sono
logica non fossile. Inoltre, la Commissione europea ha destinate alla produzione di:
adottato la relazione sui criteri di sostenibilità ambientale — energia termica e frigorifera (riscaldamento e
per l’uso di biomasse solide e biogas per la produzione di raffreddamento);
energia elettrica, il riscaldamento e raffreddamento. La — energia elettrica e cogenerazione;
biomassa, una delle risorse più importanti per raggiungere — biocarburanti.
gli obiettivi in termini di energia prodotta da fonti rinno- A seconda della tecnologia e degli usi finali dell’energia
vabili, contribuisce già per oltre il 50% del consumo di prodotta (termici e/o elettrici) è possibile scegliere tra una
energie rinnovabili nell’Unione europea. Negli ultimi pluralità di soluzioni impiantistiche. Esse comprendono
dieci anni è cresciuta l’azione dell’Unione Europea - impianti alimentati da biomasse solide (come legna da
così come dello Stato Italiano e delle singole Regioni - ardere, pellet, cippato, residui agroindustriali e la frazione
per sostenere la corretta gestione del patrimonio forestale e organica dei rifiuti solidi urbani), liquide (biodiesel pro-
l’impiego della materia prima legno a scopi energetici: la dotto da semi oleosi e olii vegetali esausti da raccolta), o
scelta è stata determinata sia dai convenienti costi di gassose (biogas prodotto dai reflui zootecnici, residui
approvvigionamento, sia dall’azione di contrasto ai cam- agroindustriali e dalla frazione organica-biologica dei
biamenti climatici rappresentata dall’uso di fonti energe- rifiuti solidi urbani).
tiche rinnovabili. Per gli impianti alimentati a biomassa si riporta che la
La legna è una fonte di energia quasi neutra rispetto combustione diretta della biomassa, in apposite caldaie, ne
alle emissioni di gas ad effetto serra, in quanto la comporta un’ossidazione totale ad alta temperatura, e può
quantità di biossido di carbonio (CO2) emesso durante essere realizzata secondo differenti tecnologie: in sospen-
la sua combustione è pari a quella assorbita attraverso sione, su forni a griglia fissa o mobile, su letto fluido. La
il processo di fotosintesi - componente fondamentale carbonizzazione, la pirolisi e la gassificazione sono,
del ciclo del carbonio - nel corso della vita vegetativa invece, processi più complessi, che permettono di ottenere
della pianta dalla quale quella legna deriva. Inoltre, la combustibili intermedi solidi, liquidi e gassosi, più puri
legna viene resa pronta per il consumo attraverso un rispetto alla fonte di partenza. In particolare, risulta inte-
processo produttivo che incide in modo limitato nel ressante la gassificazione perché il “gas di sintesi” ottenuto
bilancio complessivo del biossido di carbonio, soprat- presenta il vantaggio di garantire elevati rendimenti di
tutto quando si riesce a garantire una filiera corta tra combustione ed emissioni più ridotte. Le centrali termoe-
produzione e consumo. lettriche alimentate da biomasse solide o liquide conver-
Nella relazione è inclusa anche una valutazione d’impatto tono l’energia termica, contenuta nella biomassa, in
che mette in evidenza come criteri vincolanti comporte- energia meccanica, e successivamente in energia elettrica.
rebbero costi ingenti per gli operatori economici europei, La tipologia delle centrali può variare da medie centrali
tenendo presente che almeno il 95% della biomassa con- termoelettriche alimentate da biomasse solide (in genere
sumata nell’UE proviene da residui forestali e da sotto- da cippato di legno) fino ai piccoli gruppi elettrogeni
prodotti di altre industrie. In mancanza di norme alimentati da biocombustibili liquidi.
armonizzate a livello UE, gli Stati membri sono liberi di Le tipologie di impianti termoelettrici a biomasse più
istituire un proprio sistema nazionale per l’utilizzo di diffusi sono i seguenti:
biomasse solide e biogas ai fini della produzione di energia — impianti tradizionali con forno di combustione della
elettrica e dei sistemi di riscaldamento e di raffreddamento. biomassa solida che, tramite una caldaia, alimenta una
Si raccomanda, però, che gli Stati membri rispettino i turbina a vapore accoppiata ad un generatore;
criteri di sostenibilità delineati nella Relazione, e adottino — impianti con turbina a gas alimentata dal syngas da
modelli tecnologici analoghi. In questo modo si potrebbe biomasse in ciclo semplice o combinato con turbina a
ridurre il rischio dell’utilizzo di criteri nazionali diversi e vapore;
potenzialmente incompatibili, che ostacolerebbero il com- — impianti termoelettrici ibridi, che utilizzano biomasse e
mercio limitando lo sviluppo del settore delle bioenergie. fonti convenzionali (il caso più frequente è la co- combu-
I criteri raccomandati includono: stione della biomassa e della fonte convenzionale nella
— un divieto generale di utilizzo della biomassa da terreni stessa fornace);
provenienti da zone forestali, ad alto contenuto di carbonio — impianti, alimentati da biomasse liquide (oli vegetali,
e caratterizzati da elevata biodiversità; biodiesel), costituiti da motori accoppiati a generatori
— un metodo comune per il calcolo delle emissioni di gas a (gruppi elettrogeni).
effetto serra per garantire una riduzione di almeno il 35% Per gli impianti alimentati da biogas invece il biogas è
delle emissioni di gas a effetto serra (dato che dovrebbe costituito prevalentemente da metano (almeno il 50%) e
raggiungere il 50% nel 2017 e il 60% nel 2018 per i nuovi da anidride carbonica, e ha origine dalla fermentazione
impianti) grazie all’uso delle biomasse rispetto all’energia anaerobica di materiale organico di origine vegetale e
prodotta da fonti fossili nell’UE; animale.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 XV


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Il D.Lgs. n. 28/2011 distingue “gas di discarica, gas resi- produzione di sola elettricità o per la cogenerazione
duati dai processi di depurazione e biogas”, a seconda di elettricità e calore.
dell’origine e delle modalità di fermentazione. Questa Gli impianti termoelettrici a biogas quindi convertono
distinzione di biogas deriva dalla molteplicità di matrici l’energia termica contenuta nel biogas in energia mecca-
organiche da cui esso può essere prodotto: rifiuti conferiti nica e successivamente in energia elettrica.
in discarica (frazione organica dei rifiuti urbani); fanghi di Nel caso di impianti alimentati da biogas prodotto nelle
depurazione; deiezioni animali; scarti di macellazione; discariche controllate di rifiuti urbani, le parti principali
scarti organici agro-industriali; residui colturali; colture dell’impianto sono le seguenti:
energetiche. — sezione di estrazione del biogas da discarica (pozzi
Il biogas ha un ottimo potere calorifico per via del- di captazione, linee di trasporto, collettori di
l’elevato contenuto in metano, e si presta quindi ad una raggruppamento);
valorizzazione energetica per combustione diretta — sezione di aspirazione e condizionamento del biogas da
attuata in caldaia per sola produzione di calore, oppure discarica (collettore generale, separatori di condensa, filtri,
attuata in motori accoppiati a generatori per la aspiratori);

Figura 2 - Le filiere della biomassa

Biomasse solide

COLTURE ANNUALI

COLTURE POLIENNALI
RETE

SRF*
ENERGIA
EMISSIONI AUTOCONSUMI
ELETTRICA
RESIDUI FORESTALI

COMBUSTIONE O
RESIDUI AGRICOLI ENERGIA TERMICA TELERISCALDAMENTO
GASSIFICAZIONE

RESIDUI AGROINDUSTRIALI
CENERI TELERAFFRESCAMENTO
FRAZIONE ORGANICO-BIOLOGICA DEI
RIFIUTI SOLIDI URBANI
BIOGAS
RISCALDAMENTO

REFLUI ZOOTECNICI EMISSIONI COMBUSTIONE ENERGIA TERMICA


CONSUMI DI
PROCESSO
RESIDUI AGRICOLI
ENERGIA
DIGESTIONE GAS
ELETTRICA
ANAEROBICA
RESIDUI AGROINDUSTRIALI RETE

FRAZIONE ORGANICO-BIOLOGICA DEI ESTRAZIONE


FANGHI
RIFIUTI SOLIDI URBANI IDROGENO
BIODIESEL

SEMI OLEOS I ES TRAZIONE METANOLO (O ETANOLO) MISCELE 20% O 100% IN


GASOLIO USI TERMICI

BIODIESEL
MISCELE 20% O 30% IN
PANNELLI OLIO VEGETALE ESTERIFICAZIONE
GASOLIO AUTOTRAZIONE
LUBRIFICANTI O (FLOTTE)
OLII TECNICI
MISCELE <5% IN GASOLIO
TRATTAMENTO GLICERINA AUTOTRAZIONE

COMBUSTIONE DIRETTA
OLII VEGETALI
ESAUSTI DA
RACCOLTA

*Biomasse legnose da Short Rotation Forestry (SRF)

XVI Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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— sezione di produzione dell’energia elettrica (gruppi fra loro in un’unica struttura generalmente planare. Tra gli
elettrogeni) e torcia (dispositivo di sicurezza per bruciare IPA la normativa prevede un limite per il solo Benzo(a)
l’eventuale biogas non combusto nella sezione di produ- pirene, come indicatore dell’andamento di tutta la classe.
zione energetica). Gli IPA si formano durante la combustione incompleta
Nel caso, invece, dei biogas non derivanti da discarica, o la pirolisi di materiale organico contenente carbonio,
l’impianto prevede (al posto della sezione di estrazione) come carbone, legno, prodotti petroliferi e rifiuti. La
una sezione di produzione (digestore) e raccolta (gasome- loro presenza in atmosfera è pertanto attribuibile a
tro) del biogas, poi inviato ai gruppi elettrogeni per pro- diverse fonti tra le quali la combustione di legna e
durre energia elettrica. biomasse in genere, il traffico veicolare, il riscalda-
mento domestico, le centrali termoelettriche e le emis-
Tossicità della legna sioni industriali. Gli IPA ad alto peso molecolare,
Gli studi riguardanti le ricadute sulla salute umana dell’uso come il benzo[e]pirene e il benzo[a]pirene, sono pre-
della legna quale fonte energetica distinguono le proble- senti in elevate quantità in catrami, bitumi, pece,
matiche che si manifestano all’interno delle abitazioni carboni e prodotti correlati come gli asfalti. Inoltre
(indoor) da quelle che si manifestano all’esterno possono derivare da nerofumo e fuliggine di legna o
(outdoor). comunque si ricollegano a fonti pirogeniche. Sorgenti
Le prime riguardano prevalentemente i paesi in via di naturali sono i vulcani e gli incendi boschivi. Gli IPA
sviluppo nei quali le biomasse vengono utilizzate intensi- appartengono alla categoria dei microinquinanti in
vamente in apparecchi spesso privi di sistemi di ventila- quanto possono avere effetti tossici già a concentra-
zione, in cui manca quindi il camino per la rimozione dei zioni molto più modeste di quelle normalmente osser-
fumi dagli ambienti domestici. Tutti gli studi sull’inqui- vate per gli inquinanti “classici”. La loro presenza
namento indoor - condotti sia nei Paesi in via di sviluppo comporta un potenziale rischio per la salute umana
che in quelli industrializzati - evidenziano aspetti comuni: poiché molti di essi risultano essere cancerogeni.
la combustione della legna produce inevitabilmente nume- Sotto il profilo tossicologico, le osservazioni sperimen-
rosi composti tossici e polveri fini e ultrafini, la cui quantità tali indicano che la condizione necessaria, ma non
dipende dal tipo di combustibile, dalle tecniche di combu- sufficiente, per la cancerogenicità degli IPA è una
stione e dalle tecniche utilizzate per l’abbattimento dei struttura in cui vi siano almeno quattro anelli conden-
fumi. sati: in particolare, il più noto idrocarburo appartenente
Per quanto riguarda l’inquinamento outdoor, la problema- a questa classe è il benzo(a)pirene, B(a)P, classificato
tica si riconduce a quella più generale degli effetti sulla dallo IARC come cancerogeno per l’uomo.
salute umana delle polveri fini. Il fumo da legna può Oltre al B(a)P gli altri IPA misurati sono:
contenere almeno cinque gruppi di sostanze chimiche — Benzo(a)antracene B(a)A;
classificate come cancerogene dall’IARC (International — Benzo(b)fluorantene B(b)F;
Agency for Research on Cancer), ed almeno 26 sostanze — Benzo(j)fluorantene B(j)F;
chimiche indicate come pericolose dall’EPA (Environ- — Benzo(k)fluorantene B(k)F;
mental Protection Agency - USA). La maggior parte — Dibenzo(a,h)antracene DB(ah)A;
degli studi epidemiologici riguarda però incendi boschivi — Indeno(1,2,3,c,d)pirene INP.
e gli addetti allo spegnimento di incendi: gli effetti acuti La principale fonte del benzo(a)pirene è la combustione di
dell’esposizione al fumo (a livelli molto superiori a quelli materia organica, per questo è presente (ad esempio) nel
usualmente riscontrabili) incidono sull’apparato respira- fumo di sigaretta, nei gas di scarico dei motori diesel, nelle
torio e sulla funzionalità polmonare. carni bruciate e, appunto, nella combustione di biomasse
Essendo estremamente diversa la composizione delle polveri legnose.
in diverse condizioni di combustione, anche il particolato
presenta differenti caratteristiche di tossicità. Uno studio Rischio biologico
svizzero ha comparato la tossicità e il potere mutageno (su La normativa italiana di riferimento in tema di tutela della
cellule polmonari in vitro) di polveri provenienti da tre salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. n. 81/
sorgenti diverse: un’auto diesel, una stufa in regime di 2008) impone, in qualsiasi ambiente lavorativo, l’elimi-
combustione completa e una stufa in regime di combustione nazione del rischio di esposizione ad agenti nocivi o la sua
incompleta. I risultati hanno consentito di classificare le riduzione al più basso livello possibile. Misure tecniche e
polveri da diesel a tossicità media mentre il particolato procedurali e organizzative quali la riduzione al minimo
proveniente dalla stufa a combustione incompleta presentava della durata e dell’intensità dell’esposizione, del numero
un livello di tossicità 15 volte superiore e conteneva idro- di lavoratori potenzialmente esposti, la programmazione
carburi policiclici aromatici (IPA) a concentrazioni 20 volte di interventi di manutenzione degli impianti di irrigazione
superiori a quelle del particolato da diesel. Le polveri deri- unitamente al rispetto di norme igieniche generali, pos-
vanti dalla stufa a combustione completa della legna presen- sono ridurre significativamente i livelli di esposizione ad
tavano invece tossicità cinque volte più bassa di quelle agenti biologici in questo settore occupazionale. Quando i
derivanti dal diesel. rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti,
di fondamentale importanza l’individuazione e adozione
Rischio chimico: benzo(a)pirene e altri IPA di idonei dispositivi di protezione individuale (DPI) nel
Gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) sono idrocar- contesto delle mansioni e/o fasi lavorative ritenute mag-
buri costituiti da due o più anelli aromatici (benzenici) uniti giormente critiche.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 XVII


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Per tutte le attività per le quali la valutazione del rischio conservando intatto il potere di replicazione nel soggetto
evidenzia rischi per la salute dei lavoratori il datore di recettivo. Queste sono le condizioni imprescindibili per la
lavoro attua misure tecniche, organizzative e procedurali diffusione degli agenti biologici.
per evitare ogni esposizione degli stessi ad agenti biolo- Lo schema di base di questa diffusione è rappresentato
gici, art. 272, D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., misure igieniche, dalla sorgente, dal serbatoio degli agenti biologici e il/i
art. 273 dello stesso decreto, fornisce informazione e soggetto/i recettivo/i.
formazione ai lavoratori ed attua la sorveglianza sanitaria,
artt. 278 e 279 del medesimo decreto. Figura 4 - Schema di base della trasmissione degli
Sulla base di tali caratteristiche la Direttiva 2000/54/CE agenti biologici nei soggetti ricettivi
suddivide in classi di pericolosità i microorganismi, con
valori crescenti da uno a quattro: un elenco degli agenti
biologici classificati è riportato nell’Allegato XLVI, SORGENTE / I
O
D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. SERBATOIO / I
DI AGENTI
VIA / E
DI
SOGGETTO / I
RICETTIVO / I
DIFFUSIONE
La mancanza dei valori limite di esposizione agli agenti BIOLOGICI (A.B.)

biologici comporta di ridurre al più basso livello tecnica-


mente realizzabile l’entità dell’esposizione individuale,
attraverso la definizione e l’applicazione di specifiche
misure di contenimento tecniche, organizzative e proce- In realtà la trasmissione degli agenti biologici non è
durali e controllarne il rispetto da parte del lavoratore un processo così lineare e semplice; esso è il risultato
opportunamente informato e formato in tema di rischio di una complessa interazione fra diversi fattori di cui
biologico. questi sono i punti principali su cui poggia la
A tale proposito si ricordano le diverse vie attraverso le quali i trasmissione.
microrganismi possono colonizzare i lavoratori esposti: La trasmissione è condizionata da tre elementi
— la via inalatoria, attraverso la produzione di polveri o fondamentali:
bioaerosol; — le caratteristiche biologiche dell’agente infettante;
— la via transcutanea, attraverso ferite o altre lesioni della — la modalità di trasmissione ovvero la via di diffusione;
pelle che si possono contaminare; — la suscettibilità o meno del soggetto esposto.
— la via gastroenterica, attraverso la contaminazione delle Un’ulteriore complicazione dello schema della rap-
mani e il contatto diretto con parti del corpo esposte, viso, presentazione di trasmissione delle infezioni e delle
occhi, tramite schizzi o versamento di liquidi contaminati. infestazioni deriva senza dubbio dalle vie di elimina-
Definizione di agente biologico e classificazione: zione degli agenti biologici e dalle vie di penetrazione
— agente biologico: qualsiasi microrganismo anche se che gli agenti possono utilizzare per infiltrarsi nel-
geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparas- l’organismo del soggetto recettivo: queste sono molte
sita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o e molto diverse fra loro.
intossicazioni; Nell’art. 268, D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., gli agenti biolo-
— microrganismo: qualsiasi entità microbiologica, cellu- gici sono ripartiti nei seguenti quattro gruppi a seconda del
lare o meno, in grado di riprodursi o trasferire materiale rischio di infezione:
genetico; a) agente biologico del gruppo 1: un agente che presenta
— coltura cellulare: il risultato della crescita in vitro di poche probabilità di causare malattie in soggetti umani;
cellule derivate da organismi pluricellulari. b) agente biologico del gruppo 2: un agente che può
Patologie che gli agenti biologici possono provocare causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio
all’organismo umano: per i lavoratori; è poco probabile che si propaga nella
— infezioni: invasione di un organismo da parte di agenti comunità; sono di norma disponibili efficaci misure pro-
biologici che successivamente si moltiplicano; filattiche o terapeutiche;
— allergie: reazioni immunologiche eccessive, in un orga- c) agente biologico del gruppo 3: un agente che può causare
nismo umano, in seguito alla penetrazione di un agente malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio
biologico; rischio per i lavoratori; l’agente biologico può propagarsi
— intossicazioni: gli agenti biologici possono elaborare nella comunità, ma di norma sono disponibili efficaci
molecole tossiche che provocano nell’individuo altera- misure profilattiche o terapeutiche;
zioni fisiologiche e/o danni cellulari. d) agente biologico del gruppo 4: un agente biologico che
Un’infestazione o un’infezione è trasmessa e può diffon- può provocare malattie gravi in soggetti umani e costitui-
dere tra gli organismi viventi se gli agenti biologici pos- sce un serio rischio per i lavoratori e può presentare un
sono essere trasmessi vitali da un organismo ad un altro, elevato rischio di propagazione nella comunità; non sono
disponibili, di norma, efficaci misure profilattiche o
terapeutiche.
Figura 3 - Definizione di agente biologico Nel caso in cui l’agente biologico oggetto di classi-
ficazione non possa essere attribuito in modo inequi-
Microrganismo Infezioni vocabile ad uno fra i due gruppi sopraindicati, esso va
AGENTE Allergie classificato nel gruppo di rischio più elevato tra le due
Coltura cellulare
BIOLOGICO
Intossicazioni
possibilità.
Endoparassita

XVIII Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Bibliografia 4) M.I. Barra, B. Principe, R. Maialetti, G. Tamigio, I rischi


per la salute e la sicurezza dei lavoratori impegnati nella
1) GSE, Rapporto Statistico Italiano, 2017. green economy: gli impianti eolici, s.d., (https://www.pun-
2) INAIL, Green jobs: impatto sulla salute e sicurezza dei tosicuro.it/_resources/sicurezza_impianti_eolici.pdf).
lavoratori, 2018 (https://www.inail.it/cs/internet/docs/ 5) P. Cinquina e W. Rossi, Biocidi: tossicità per l’uomo e
alg-pubbl-green-jobs-impatto-sulla-salute-e-sicu- per l’ambiente, in ISL 2014, 6, Inserto.
rezza.pdf). 6) F.P. Nigri, R. Bertucci, “Turbine eoliche, analisi del
3) Asset Camera (a cura di), Gli impianti a biomasse in rischio per l’accesso degli operatori”, in Ambiente&Sicu-
partenariato pubblico privato, 2013. rezza, 2, EPC, 2015.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 XIX


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Approfondimenti

Per coerenza complessiva, in tutti i grandi gruppi (ad Oscillazione del tasso medio per andamento
esclusione del 3, del 4 e del 9) sono state comprese la infortunistico
vendita, le operazioni di cassa, le fasi di consegna Secondo gli artt. 19 e 20 delle nuove MAT,
presso i clienti, le operazioni di rifornimento e di l’oscillazione del tasso per andamento infortuni-
magazzinaggio. Sono state inoltre escluse le attività stico (bonus-malus) si basa sul confronto tra la
produttive condotte da esercizi della grande distribu- sinistrosità delle lavorazioni assicurate nella
zione, per le quali sono stati istituiti specifici riferi- PAT e la sinistrosità media di “PAT tipo” avente
menti classificativi. Nel grande gruppo 4 sono state la medesima classificazione tariffaria. La sinistro-
comprese, oltre all’eventuale manutenzione degli sità di una PAT si calcola in funzione degli
impianti eserciti, anche le operazioni di cassa. eventi lesivi e della dimensione aziendale in
La gestione “Altre Attività” si caratterizza per un un determinato periodo, costituito dai primi tre
numero di voci notevolmente ridotto rispetto a anni del quadriennio precedente l’anno di decor-
quello delle altre gestioni. Le dizioni seguono per renza del provvedimento di comunicazione del
coerenza le modifiche effettuate nelle altre tasso applicabile. Sia con riferimento agli eventi
gestioni. lesivi che alla dimensione della PAT, si pren-
Il tasso corrispondente ad ogni lavorazione è quello dono in considerazione tutte le voci di tariffa
medio nazionale, quale risulta dal rapporto tra oneri e presenti nel triennio di osservazione, comprese le
retribuzioni nel triennio 2013-2015, preso in consi- voci di tariffa cessate e quelle con anzianità
derazione per la formazione di ciascuna Tariffa. I minore del biennio di attività. Ne consegue
precedenti tassi di tariffa facevano invece riferimento che, essendo l’oscillazione riferita all’andamento
alla curva infortunistica del triennio 1995-1997, che infortunistico della PAT nel suo complesso, la
risultava di circa il 40% superiore rispetto a quella del percentuale di riduzione o di aumento del premio
triennio 2013-2015. Quindi, nelle nuove tariffe il viene ora applicata nella stessa misura a tutte le
tasso medio complessivo della gestione assicurativa voci di tariffa presenti in tale PAT, incluse
risulta ridotto del 32,72% rispetto a quello del 2000. quelle con anzianità minore del biennio.
Occorre, comunque, evidenziare che, a decorrere dal In caso di assenza di voci di lavorazione significative e
1° gennaio 2019, cessa l’applicazione della riduzione di infortuni o malattie professionali registrate, si
del premio prevista dall’art. 1, comma 128, legge n. applica a tutte le voci della PAT una riduzione di
147/2013 e la riduzione per il settore edile ex art. 29, premio pari al 5%.
comma 2, D.L. n. 244/1995 convertito dalla legge n. Nel calcolo dell’oscillazione vengono ancora esclusi
341/1995 e s.m.i. gli infortuni in itinere nonché gli incidenti a carico dei
lavoratori interinali e degli apprendisti.
Modalità per l’applicazione delle tariffe (MAT) Si osserva che ora l’evento lesivo si misura in rela-
Le nuove MAT 2019 ripropongono in gran parte i zione alla gravità delle sue conseguenze e non sugli
contenuti delle MAT 2000, tranne per quanto con- oneri sostenuti dall’INAIL per indennizzarli, consi-
cerne l’istituto dell’oscillazione per andamento derando i seguenti parametri:
infortunistico. — l’inabilità temporanea è valutata in numero di
Dal punto di vista della loro struttura, le MAT giorni indennizzati al netto della franchigia;
sono state riorganizzate distribuendo in maniera — l’inabilità permanente è calcolata moltiplicando il
organica e sistematica i contenuti in 10 Capi, grado di inabilità dello specifico evento per un para-
ciascuno dedicato ad una materia specifica, e metro medio, pari a 60, che esprime i giorni di
nell’ambito di questi per articoli. Risulta quindi astensione dal lavoro per un grado di inabilità (“Gior-
più facile la loro consultazione. nate lavorative equivalenti per grado” GLEG); il
Altra novità, in coerenza con le previsioni del GLEG è applicato a tutti gli eventi con almeno un
D.P.C.M. 22 luglio 2011, riguarda le modalità di grado di inabilità permanente;
presentazione delle denunce obbligatorie e delle — il caso mortale è misurato sulla base del massimo
istanze, che prevedono l’esclusivo utilizzo del canale grado di invalidità, moltiplicando cioè il grado 100
telematico nei rapporti tra le imprese e l’INAIL. È poi per il GLEG.
stato definito esplicitamente che la competenza nella Una rilevante novità riguarda l’oscillazione del
gestione del rapporto assicurativo è in capo alla sede tasso per andamento infortunistico in seguito ad
dell’Istituto assicurativo nel cui ambito territoriale è azione di regresso, per la quale, a prescindere
localizzata la sede legale dell’azienda. dagli oneri effettivamente recuperati dall’INAIL,

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 601


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gli eventi lesivi concorrono comunque alla PAT con almeno un biennio di attività e le PAT
determinazione dell’oscillazione del tasso, lad- prive di questo requisito viene in rilievo soltanto
dove sia stata accertata la responsabilità del con riferimento alla percentuale di riduzione
datore di lavoro. accordata. La riduzione per le PAT nel primo
Vengono esclusi, invece, gli eventi lesivi per i biennio di attività è stabilita in misura fissa
quali, in seguito ad azione di surroga, sia stata dell’8%.
accertata la responsabilità del terzo estraneo al Trascorsi i primi due anni di attività della PAT, la
rapporto di lavoro, a prescindere dagli oneri effet- misura della riduzione del tasso medio per gli inter-
tivamente recuperati dall’INAIL. venti di prevenzione viene riconfermata nei termini
stabiliti con il D.M. 3 marzo 2015, secondo la
Oscillazione del tasso medio per prevenzione Tabella 8.
Secondo gli artt. 23 e 24 delle nuove MAT, la Tali percentuali di riduzione si applicano in relazione ai
riduzione del premio per gli interventi di pre- lavoratori anno nel triennio della PAT, in linea con i
venzione operati dalle aziende con almeno un nuovi criteri di oscillazione del tasso per andamento
biennio di attività viene riconfermata anche infortunistico e, quindi, a tutte le voci di tariffa della
nelle nuove tariffe dei premi. La novità intro- PAT viene applicata la medesima percentuale di
dotta riguarda le PAT di nuova costituzione che, riduzione.
diversamente da prima, vengono ammesse al
beneficio della riduzione solo dopo aver effet- Cessazione delle polizze ponderate
tuato interventi migliorativi in materia di salute Con l’entrata in vigore delle nuove tariffe, sono state
e sicurezza, con ciò superando la distinzione fatte cessare al 31 dicembre 2018 le polizze dipendenti
prima esistente tra le aziende con meno o più “ponderate”, per le quali il tasso unico di riferimento
di due anni di attività. risultava dalla ponderazione dei tassi medi attribuibili
In sintesi, viene riconosciuta la riduzione per alle singole lavorazioni, e sono state istituite nuove
prevenzione, anche nel primo biennio di attività, PAT aventi decorrenza al 1° gennaio 2019. All’interno
solamente alle seguenti condizioni: di tali nuove PAT è stata aperta una polizza dipendenti
— presentazione della domanda di riduzione nel “ordinaria” in cui, ad ogni singola lavorazione, è stato
termine di scadenza del 28 febbraio (29 febbraio in applicato il corrispondente tasso medio, eventualmente
caso di anno bisestile) dell’anno per il quale la ridu- oscillato in considerazione dell’andamento infortuni-
zione è richiesta, unitamente alla prescritta docu- stico maturato della polizza “ponderata”.
mentazione probante gli interventi realizzati;
— attuazione di interventi migliorativi in materia di Abolizione premio supplementare silicosi
salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nell’anno pre- e asbestosi
cedente quello di presentazione della domanda; Per effetto dell’entrata in vigore delle nuove
— regolarità con gli adempimenti contributivi tariffe dei premi e della legge di bilancio 2019,
(DURC regolare) e con le disposizioni in materia al premio di autoliquidazione relativo alle polizze
di salute e sicurezza sul lavoro. dipendenti, a titolo di rata 2019, non si appli-
La riduzione riconosciuta ha effetto per l’anno in cano più il premio supplementare per il rischio di
corso alla data di presentazione della domanda ed è silicosi e di asbestosi come stabilito dalla legge n.
applicata in sede di regolazione del premio assicu- 145/2018, art. 1, comma 1126, lett. l). L’elimi-
rativo dovuto per lo stesso anno. La diversità tra le nazione del suddetto premio speciale è motivata

Tabella 8 - Riduzione del tasso medio per gli interventi di prevenzione dopo i primi due anni di attività
della PAT

Lavoratori anno del triennio della PAT (NPAT) Riduzione

Fino a 10 28%

Da 10,01 a 50 18%

Da 50,01 a 200 10%

Oltre 200 5%

602 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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dal sempre più ridotto numero di malattie pro- maggiorazioni di premio per palombari, sommozza-
fessionali registrate riconducibili a tali agenti tori e addetti alla manutenzione dei pozzi di estra-
morbigeni, grazie al miglioramento delle condi- zione di fonti di energia, e il tasso non risulta superiore
zioni di lavoro. a quello della tariffa previgente.
Sono stabilite aliquote tariffarie in relazione alle
Aggiornamenti periodici delle tariffe categorie assicurative di naviglio previste (determi-
Ai sensi dell’art. 2, D.I. 27 febbraio 2019 e degli nate in base al tipo di nave, al tipo di servizio a cui la
artt. 29 e 30 delle MAT, al termine dei primi tre nave è adibita, alle attività in cui sono impegnate le
anni di applicazione della nuova tariffa è prevista persone imbarcate).
una verifica dello stato della gestione assicura-
tiva soprattutto sotto l’aspetto economico-finan- Le prestazioni INAIL correlate alle nuove
ziario ed attuariale, ma anche relativamente tariffe
all’efficacia del nuovo sistema tariffario rispetto La revisione delle tariffe e la legge di bilancio 2019
alle trasformazioni, anche tecnologiche, del hanno consentito un miglioramento delle tutele in
mondo produttivo e ai risultati attesi con la caso di infortunio e malattia professionale. Le
sua introduzione. È, inoltre, prevista la possibi- principali novità sono le seguenti.
lità di introdurre, fin da subito, nuove voci di L’assegno funerario è incrementato a 10.000 euro e
tariffa qualora sia impossibile ricondurle alle voci viene garantita l’erogazione dell’assegno a prescindere
di tariffa esistenti già classificate. dai requisiti necessari per aver diritto alla rendita a
superstite (limiti di età per i figli e collaterali, vivenza
Tariffe e premi per artigiani, soci, coadiuvanti
a carico per ascendenti e collaterali) previsti dall’art. 85,
Con decreto interministeriale del 27 febbraio 2019 è D.P.R. n. 1124/1965.
stata approvata la determina INAIL n. 43/2019, riguar- L’indennizzo in capitale del danno biologico, pre-
dante la tariffa dei titolari di aziende artigiane, dei soci stazione economica riconosciuta per gli infortuni e
di società fra artigiani lavoratori nonché dei familiari per le malattie professionali per i quali è accertato
coadiuvanti del titolare. un determinato grado di menomazione dell’inte-
La principale novità riguarda il nomenclatore e la grità psicofisica (gradi 6%-15%), viene erogato
distribuzione delle voci di tariffa all’interno delle classi. sulla base di un’unica nuova “Tabella indennizzo
Altra novità riguarda la possibilità della riduzione del danno biologico in capitale” di cui alla determina
premio di rata in sede di autoliquidazione in caso di presidenziale INAIL n. 2/2019, nella quale non c’è
cessazione dell’attività nel periodo compreso tra il 1° più distinzione di sesso. Gli importi dei nuovi
gennaio di ciascun anno e la data di scadenza dell’au- indennizzi sono adeguati alla speranza di vita insita
toliquidazione stessa, quando invece in precedenza era nei nuovi coefficienti di capitalizzazione e risul-
previsto l’obbligo di pagamento integrale del premio tano mediamente più alti di circa il 40% rispetto
annuale. alle precedenti.
È infine confermato lo sconto previsto dalla legge Per poter beneficiare della prestazione della ren-
n. 296/2006, destinato ogni anno agli artigiani dita nel caso di soli genitori e/o a fratelli superstiti a
autonomi attivi da almeno un biennio e che non seguito di eventi mortali, è stato rivisto l’istituto
abbiano avuto infortuni nel biennio precedente a della “vivenza a carico”, con introduzione di una
quello di godimento dello sconto. soglia di reddito netto medio limite. Viene, quindi,
superato il precedente requisito della mancanza di
Tariffe e premi addetti alla navigazione mezzi di sussistenza autonomi e sufficienti.
e alla pesca marittima
Un terzo decreto interministeriale datato 27 febbraio Bibliografia
2019 ha approvato la determina INAIL n. 45/2019 — Decreto interministeriale 27 febbraio 2019
relativa all’aggiornamento della tariffa nel settore “Nuove tariffe dei premi per l’assicurazione contro
della navigazione. La copertura assicurativa riguarda gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali delle
sia i casi di infortunio sul lavoro e malattia professionale, gestioni “Industria, Artigianato, Terziario e Altre
sia la temporanea inidoneità alla navigazione di cui alla attività e relative modalità di applicazione”;
legge n. 1486/1962. — Decreto interministeriale 27 febbraio 2019
Nella nuova tariffa, la cui struttura rimane invariata e “Nuova tariffa dei premi speciali unitari per l’assicu-
per tutte le categorie assicurative, sono abolite le razione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 603


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professionali dei titolari di aziende artigiane, dei soci — Nota INAIL prot. 6176 del 16 aprile 2019 “Nuove
di società tra artigiani lavoratori, nonché dei familiari Tariffe dei premi per i dipendenti e relative. Modalità
coadiuvanti del titolare e relative modalità di di applicazione. Istruzioni operative”;
applicazione”; — Monografia INAIL “Le tariffe dei premi. Le prin-
— Decreto interministeriale 27 febbraio 2019 cipali novità”, ed. 2019;
“Nuova tariffa dei premi della gestione — Monografia INAIL “Guida all’assicurazione”, ed.
Navigazione”; 2018;
— Nota INAIL prot. 3481 del 5 marzo 2019 — Monografia INAIL “Come si paga il premio assicu-
“Nuove Tariffe dei premi per i dipendenti e rativo - 2”, ed. 2003;
relative. Modalità di applicazione. Prime istru- — Materiale didattico D.C.R.A. INAIL “Percorso for-
zioni operative”; mativo per ispettori in materia assicurativa”, ed. 2017;
— Nota INAIL prot. 5453 del 3 aprile 2019 “Auto- — Documentazione varia tratta dal sito INAIL: www.
liquidazione 2018/2019. Istruzioni operative.”; INAIL.it

604 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Emergenze, piani e gestione

La gestione delle emergenze


in presenza di soggetti disabili
Giorgio Sclip - Esperto di sicurezza Università degli Studi di Trieste (*)

Prosegue in questo numero di ISL la trattazione dei vari aspetti della gestione delle emergenze con un approccio
pratico. Questo articolo si occupa, tra tutti i soggetti che possono essere coinvolti in una situazione di
emergenza, di persone con disabilità. Considerare adeguatamente le esigenze di tutte le persone presenti, nella
gestione di un’emergenza per garantire un uniforme livello di sicurezza, è un aspetto delicato che impone da una
parte di considerare l’accessibilità nella sua accezione più ampia, quella che ne vede l’evacuabilità come suo
complemento, dall’altra di esaminare con cura situazioni e criticità particolari legate alla presenza di persone
con particolari difficoltà, fragilità ed esigenze.

Il tema — un segnale di allarme che non viene sentito da una


persona con una disabilità uditiva;
In relazione alla definizione dei piani di emergenza ed
— un codice sonoro non riconosciuto come tale da una
evacuazione, bisogna prendere atto che spesso, nelle
persona con autismo.
troppo consolidate abitudini culturali di chi progetta,
realizza e gestisce gli edifici, purtroppo è già conside- La criticità di situazioni come quelle appena descritte
rato un traguardo garantire che un edificio sia acces- aumenta in presenza di condizioni quali: lavoratori che
sibile nel senso letterale del termine, dimenticando la prestano il loro servizio fuori del normale orario di
necessità di dare a tutti la possibilità di allontanarsi lavoro (situazione nella quale alcune consuetudini
dal proprio posto di lavoro in una situazione di emer- potrebbero venire a cadere) oppure quando la presenza
genza, nel caso in cui circostanze sfavorevoli lo ren- di persone con particolari fragilità ed esigenze non è
dano necessario. Considerare adeguatamente le nota e conosciuta da chi organizza e gestisce l’emer-
esigenze di tutte le persone presenti, nella gestione genza e l’evacuazione (ospiti, visitatori occasionali,
di un’emergenza, per garantire un uniforme livello di pubblico). È il caso ad esempio di un disabile motorio
sicurezza è un aspetto delicato che impone da una che si affida normalmente all’aiuto dei colleghi per
parte di considerare l’accessibilità nella sua accezione uscire rapidamente dall’edificio mentre in assenza del
più ampia, quella che ne vede l’evacuabilità come suo loro aiuto è obbligato a fare un percorso molto più
complemento, dall’altra di esaminare con cura situa- lungo e tortuoso che richiede sforzo e soprattutto un
zioni e criticità particolari legate alla presenza di tempo molto maggiore.
persone con particolari difficoltà, fragilità ed Non è raro che alcune delle situazioni sopra descritte
esigenze: vengano sottovalutate o purtroppo nemmeno affron-
— una rampa con una pendenza troppo elevata per tate con la dovuta preparazione e competenza pro-
essere percorsa in autonomia da una persona in fessionale necessaria. Questo significa che la sicurezza
carrozzina;
all’interno di un edificio non è garantita in maniera
— un’informazione di sicurezza non leggibile a causa uguale per tutti, mentre la sicurezza deve essere
della cecità; accessibile a tutti, altrimenti non è sicurezza nel
— un segnale di emergenza non percepito da un ipo- senso pieno del termine. Per gestire queste situazioni
vedente o da chiunque perché nascosto da un arredo o il punto di partenza è sempre la valutazione dei rischi,
altro oggetto posizionato “momentaneamente” in una dalla quale discende il piano di emergenza ed eva-
posizione inadeguata; cuazione che deve tener conto della presenza,

(*) Membro del Focal Point italiano dell’Agenzia europea per la


salute e la sicurezza sul luogo di lavoro.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 605


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all’interno di un edificio, di persone con particolari persone con menomazioni di origine traumatica
esigenze e fragilità, come le persone con disabilità (1). o congenita, emiplegici, con paralisi totale o par-
ziale di una metà del corpo, persone che soffrono di
Tipologie di disabilità e principali artrite, convalescenti a seguito di un intervento
caratteristiche chirurgico, anziani, cardiopatici, soggetti tempo-
Garantire la sicurezza di tutti i lavoratori è un obbligo raneamente infermi per l’ingessatura o la fasciatura
di ogni datore di lavoro ma, in alcune situazioni ad un arto inferiore. Alcune delle difficoltà riscon-
particolari, bisogna oggettivamente prendere atto trate dalle persone con ridotta capacità motoria
che molti ambienti presentano livelli di sicurezza sono:
diversi a seconda del contesto edilizio, impiantistico — azionare oggetti e meccanismi che richiedono l’uso
e organizzativo, delle condizioni di utilizzo, così come di entrambe le mani;
delle abilità fisiche, sensoriali e mentali di chi li — superare dislivelli eccessivi e scale per problemi di
occupa (2). All’interno di questo “insieme” non carattere sia muscolare che di equilibrio;
rientra solo chi affronta la disabilità in via perma- — percorrere una rampa in discesa, alla quale è talora
nente, ma anche chi è interessato da tali problemi in preferito il gradino;
via temporanea, ad esempio: — passare attraverso spazi eccessivamente stretti;
— gravidanza; — aprire le porte, soprattutto se hanno dei meccanismi
— uso di passeggino e valige; di ritorno non controllati.
— bambini; Per agevolare la fruizione dei luoghi e delle strutture,
— patologie cardiache o respiratorie; il che significa l’accesso ma anche garantire la possi-
— limitazioni derivanti da malattie a fasi alterne bilità di mettersi in salvo in caso di emergenza,
come artrosi e artriti; occorre prevedere:
— convalescenza a seguito di un’operazione). — percorsi in piano e complanari;
Da tenere presente che la disabilità può non essere — punti di sosta lungo i percorsi;
sempre “visibile”, nel senso che una persona non — porte a ritorno automatico ritardato;
identificabile come disabile in condizioni ambientali — carrozzine o altri mezzi di ausilio nei punti di lunga
normali se coinvolta in una situazione di crisi percorrenza pedonale;
potrebbe non essere in grado di rispondere corretta- — corrimano lungo le scale e nelle rampe.
mente, adottando, di fatto, comportamenti tali da Le persone su sedia a ruote sono una tipologia di
configurarsi come condizioni transitorie di disabilità disabili motori che raggruppa persone con menoma-
del tutto insospettabili apparentemente (persona che zioni di origine traumatica, congenita o dovuta all’età
vede compromessa la propria efficienza psicofisica a avanzata o persone con disabilità temporanee dovute
causa di un improvviso attacco di panico, risultando a convalescenza a seguito di una operazione chirur-
fortemente limitata nella capacità di rispondere ade- gica. I livelli di autonomia possono essere molto
guatamente alla situazione). differenziati: vi è una grande differenza tra persone
È quindi opportuno tenere conto anche delle pato- paralizzate negli arti inferiori (paraplegici), che sono
logie che possono venire definite come disabilità pienamente efficienti nella parte superiore del corpo,
invisibili (affezioni respiratorie, enfisema, asma, car- e invalidi che non possono usare né gambe né braccia
diopatie, problemi di alimentazione, epilessia, dia- (tetraplegici), spesso dipendenti dall’aiuto altrui in
bete, insufficienza renale, dialisi, allergia, autismo). molte situazioni quotidiane.
Alcuni dei principali problemi incontrati sono:
Disabilità motorie — impossibilità di superare dislivelli eccessivi, scale,
Le disabilità motorie derivano da alterazioni che grandi pendenze, varchi eccessivamente stretti;
limitano la capacità di movimento. Le persone con — limitazione nella capacità di raggiungere oggetti
ridotta o impedita capacità di movimento sono collocati su piani orizzontali troppo alti o di vedere

(1) In un precedente lavoro (G. Sclip, “La gestione delle emer- europeo dei disabili) con la nascita del progetto di “tutoraggio delle
genze in presenza di soggetti esterni all’organizzazione”, in que- persone disabili in situazioni di emergenza”, che ha portato ad
sta Rivista, 2019, 10, pag. 538) si è affrontato il tema della criticità affrontare queste problematiche sperimentando delle concrete
legata alla presenza all’interno di un edificio di visitatori, ospiti, risposte, che hanno portato alla definizione di piani di emergenza e
utenti, pubblico, lavoratori autonomi o di imprese in appalto e alla realizzazione di prove di evacuazione nelle quali anche le
subappalto. esigenze specifiche delle persone disabili, sono state opportuna-
(2) In questo specifico settore l’Università degli Studi di Trieste mente considerate.
ha maturato una significativa esperienza sin dall’anno 2003 (anno

606 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Tabella 1 - Disabilità motoria: problemi e soluzioni

Disabilità motoria Problemi Suggerimenti operativi

Persone con limitata o impedita - azionare oggetti e meccanismi che richie- - percorsi in piano e complanari
la capacità di movimento dono l’uso di entrambe le mani - punti di sosta lungo i percorsi
- superare dislivelli eccessivi e scale - porte a ritorno automatico ritardato
- percorrere una rampa in discesa - carrozzine o altri mezzi di ausilio nei punti di lunga
- passare attraverso spazi eccessivamente percorrenza pedonale
stretti - corrimano lungo le scale e nelle rampe
- aprire le porte - regolamentazione accessi
- limitazione accesso ad alcune aree
- gestione emergenze con personale specializzato

Persone su sedia a ruota - impossibilità nel superare dislivelli ecces- - percorsi in piano e complanari
sivi, scale, grandi pendenze, varchi eccessi- - spazi di manovra
vamente stretti - altezze fruibili di interruttori e maniglie
- limitazione nella capacità di raggiungere - maniglie per le porte con prensilità agevolata
oggetti collocati su piani orizzontali troppo alti - moquette a pelo corto e zerbini incassati
o di vedere attraverso finestre e su piani - porte a ritorno automatico ritardato
orizzontali quando sono posti ad un’altezza - regolamentazione accessi
eccessiva - limitazione accesso ad alcune aree
- gestione emergenze con personale specializzato

attraverso finestre e su piani orizzontali quando sono — difficoltà nell’identificazione di segnali acustici
posti ad un’altezza eccessiva. (allarme, voci, ecc.);
Interventi atti a favorire la mobilità autonoma, e — sensazione di isolamento rispetto all’ambiente
quindi aumentare la sicurezza, dei disabili motori su circostante.
sedia a ruote sono: Le limitazioni visive possono essere diverse, ma una
— percorsi in piano e complanari; distinzione di massima può essere fatta distinguendo
— sufficienti spazi di manovra; tra non vedenti e ipovedenti. Tra le persone non
— altezze fruibili di interruttori e maniglie; vedenti si considerano normalmente sia le persone
— maniglie per le porte con prensilità agevolata; cieche, sia coloro che hanno una capacità visiva
— moquette a pelo corto e zerbini incassati; residua assai ridotta. Le persone con limitazioni visive
— porte a ritorno automatico ritardato. possono essere del tutto non vedenti, altre possono
avere differenti capacità di percepire lo spazio. Una
Disabilità sensoriali capacità visiva residua molto bassa o la cecità possono
La disabilità sensoriale si riferisce a persone impossi- comportare gravi problemi di mobilità, orientamento
bilitate all’uso di uno o più sensi e ciò può verificarsi e comunicazione. C’è una notevole differenza tra chi
con diversificati livelli di gravità; una distinzione di è nato cieco e chi lo è diventato in seguito ad inci-
massima può essere fatta tra non udenti e ipoudenti. dente o malattia. Chi vede, infatti, ricorda tutto
I non udenti dalla nascita o fino da giovane età quanto hanno captato i suoi occhi: sa come è fatto
possono avere delle difficoltà a comprendere e a un bicchiere, come funziona un ascensore, come si
controllare la parola. In alcuni casi imparano la compone un numero telefonico, e mille altre cose
lettura labiale. Gli ipoudenti possono fare uso di ancora. In questo senso esiste anche una differenza tra
apparecchi acustici per percepire meglio i suoni e chi è cieco dalla nascita e chi lo è diventato. Se il
sono generalmente in grado di parlare. La conse- secondo caso, per molti versi, è più traumatico, chi
guenza più grave di una limitazione uditiva è il ritardo appartiene al primo deve avere la capacità di inven-
nello sviluppo del parlare e dell’uso del linguaggio che tarsi un mondo intero, ignora forme e colori e deve
determina spesso l’isolamento in relazione al mondo servirsi di tutti gli altri sensi per potersi orientare
circostante. La sordità è una menomazione invisibile nell’ambiente che lo circonda. Le persone ipovedenti
e una forma di disabilità non evidente, quindi non possono distinguere luci e ombre oppure i contorni
facilmente riconoscibile ed individuabile, a meno dell’oggetto ma, ad esempio, riconoscono una scala
che non s’interloquisca con la persona, oppure sia solo dal basso verso l’alto e se devono scendere una
la persona stessa a manifestarla. rampa fanno fatica a trovare il primo gradino. Poiché
Alcuni dei principali problemi riscontrati dalle per- la loro menomazione non è così evidente, spesso non
sone con ipoacusia o sordità sono: viene presa in considerazione.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 607


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Alle persone con una forte riduzione della vista riconoscere la disabilità mentale in una persona
occorre garantire dei riferimenti visivi che contra- che, spesso, non mostra alcun segno di diversità
stino con l’intorno. Alcuni delle difficoltà riscontrate nell’aspetto, né ci aiuta il senso comune, che quasi
dalle persone con gravi problemi della vista, nella sempre riesce a ben capire le difficoltà ed i bisogni di
fruizione autonoma di luoghi e strutture, sono: una persona con problematiche motorie.
— identificazione degli oggetti utili; Aspetto particolare della disabilità mentale è la disa-
— individuazione di ostacoli, di oggetti pericolosi sui bilità intellettiva che consiste in un basso livello del
percorsi o di dislivelli; quoziente di intelligenza (rapporto tra età mentale ed
— muoversi autonomamente in spazi aperti non strut- età cronologica). Manca in parte o del tutto la capa-
turati o privi di indizi percettivi (acustici, tattili). cità di pensiero operativo formale, ovvero la possibi-
In alcuni casi, se si ha una combinazione tra una grave lità di pensare in maniera astratta, di mettere in
limitazione visiva e uditiva si parla di persone sordo- relazione la causa e l’effetto di una determinata
cieche. Questa condizione comporta evidentemente azione, prevedendo lo sviluppo dell’agire umano in
dei limiti. Alcune persone sono totalmente sorde e particolari contesti.
cieche, altre hanno capacità visive ed uditive residue. La disabilità cognitiva causa difficoltà di apprendi-
Bisogna tenere presente che il senso tattile e, di mento e nel gestire autonomamente situazioni e
conseguenza il contatto fisico, è il più importante spostamenti, nel riconoscere o nell’essere motivati
mezzo di comunicazione: sono stati elaborati dei ad agire, nell’eseguire istruzioni piuttosto complesse e
linguaggi specifici che si basano sull’uso delle mani. che coinvolgono più di una breve sequenza di sem-
Nei pannelli segnaletici, per esempio, occorre utiliz- plici azioni. In situazioni particolari, come potrebbe
zare formati dai caratteri sufficientemente visibili e a essere un’emergenza, un disabile cognitivo può esi-
rilievo. bire un atteggiamento di completa, parziale o nulla
collaborazione verso coloro che portano soccorso,
Disabilità mentali manifestando una reazione di totale rifiuto e disco-
La disabilità mentale è una condizione permanente noscimento della realtà pericolosa, che può sfociare
che non può essere curata, dal momento che è la in comportamenti aggressivi.
conseguenza di un danno o di una disfunzione del La disabilità relazionale si manifesta con disturbi del
cervello. La persona agisce con un livello di abilità comportamento, con una capacità parziale o totale di
significativamente più basso della sua età anagrafica e gestire autonomamente le relazioni e le comunica-
non raggiungerà la piena capacità mentale di un zioni. Essa raggruppa tutte le persone che vivono una
adulto normale. Persone con questo tipo di disabilità situazione di difficoltà dovuta alla mancanza di alcuni
non agiscono in base alla ragione e per questo motivo strumenti fondamentali, che rende per loro difficile
esse dipenderanno per tutta la vita da altri, in vario raggiungere un’autonomia per vivere una corretta
grado, per assistenza e sostegno. È difficile vita di relazione, per esprimere a voce o con gesti le

Tabella 2 - Disabilità sensoriali: problemi e soluzioni

Disabilità sensoriale Problemi Suggerimenti operativi

Non udenti e ipoudenti - difficoltà a comprendere ed a controllare - utilizzare canali sensoriali diversi per le comunicazioni
la parola - regolamentazione accessi
- isolamento in relazione al mondo - limitazione accesso ad alcune aree
circostante. - gestione emergenze con personale specializzato
- menomazione invisibile
- difficoltà nell’identificazione di segnali
acustici (allarme, voci, ecc.)

Non vedenti e ipovedenti - problemi di mobilità, orientamento e - utilizzare canali sensoriali diversi per le comunicazioni
comunicazione. - garantire contrasti cromatici
- menomazione invisibile - utilizzare formati dai caratteri large print sufficientemente
- fruizione autonoma di luoghi e strutture visibili e a rilievo (es. nei pannelli segnaletici).
- identificazione degli oggetti utili - regolamentazione accessi
- individuazione di ostacoli, di oggetti - limitazione accesso ad alcune aree
pericolosi sui percorsi o di dislivelli - gestione emergenze con personale specializzato
- muoversi autonomamente in spazi
aperti non strutturati o privi di indizi per-
cettivi (acustici, tattili).

608 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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emozioni, per permettere all’altro di capire o intuire i Per visitatori, ospiti occasionali, utenti e pubblico
loro pensieri e le loro idee e, soprattutto, per tradurre deve necessariamente essere messa in atto una pro-
in comportamento normativo le idee, i pensieri e gli cedura gestionale che porti all’evidenza delle esigenze
atteggiamenti. speciali di chi entra all’interno dell’edificio.
La relazione permette di sviluppare strategie compor-
tamentali, di dare freno alle pulsioni, di imparare a Valutazione del rischio
governare le emozioni e ad utilizzarle in modo ade- Per comprendere le difficoltà che una persona con
guatamente finalizzato, a seconda dei contesti su cui specifiche esigenze può incontrare in caso di emer-
si vive. Questo aspetto è drammaticamente carente o genza è necessaria la relazione e un coinvolgimento
manca del tutto nelle persone con disabilità diretto delle persone interessate, che permetta di
relazionale. confrontarsi sulle problematiche connesse all’utilizzo
e alla fruibilità, in sicurezza, degli spazi e dei percorsi.
Iter per l’integrazione dei piani emergenza Tra gli elementi critici da considerare nell’ambito
ed evacuazione della valutazione del rischio, ve ne sono almeno due
Segue la descrizione di un possibile iter da seguire per molto comuni e di facile soluzione, che spesso ven-
integrare i piani di emergenza ed evacuazione, che gono trascurati: i dispositivi di allarme e l’orienta-
tenga conto delle situazioni particolari fin qui consi- mento all’interno dell’edificio.
derate e si configuri come un percorso ciclico compo- I dispositivi di allarme sono intesi quasi sempre come
sto da diverse fasi. elemento sonoro, di per sé facilmente percepibile a
tutti; ritenere che questo possa non essere valido per
Identificazione delle persone con esigenze tutti (es. disabilità uditiva) non è un atteggiamento
speciali consolidato. Oltre a questo primo elemento macro-
Sia per il personale dipendente, ma ancor di più scopico vi è poi la necessità di verificare se il segnale
per visitatori, ospiti occasionali, utenti e pubblico acustico sonoro è percepibile in maniera efficace in
le difficoltà sono legate alla disponibilità dell’in- tutti i punti dell’edificio, nelle diverse condizioni di
formazione. Infatti, spesso anche per i lavoratori esercizio.
dipendenti i dati a disposizione mancano o sono L’orientamento, ossia la possibilità di muoversi in un
parziali e incompleti. Questo perché, se in molti ambiente riconoscendone i punti di riferimento, in
casi l’individuazione è palese, come ad esempio genere è affidato alla segnaletica di sicurezza, dando
nei confronti di una persona che si muove in per scontato che tutte le persone la sappiano inter-
sedia a ruote, o “dichiarata” come nel caso di pretare correttamente e intraprendere le conseguenti
chi è stato assunto con collocamento mirato, azioni. In continuità con l’orientamento è da valutare
l’individuazione di persone con alcune tipologie l’identificazione dei percorsi, che dipende dalla per-
di disabilità o difficoltà può non essere così imme- cezione dell’ambiente circostante: una differenza
diata. È il caso, ad esempio, di chi è diventato cromatica tra una porta d’emergenza e il muro circo-
disabile dopo l’assunzione e non lo ha mai comu- stante può aumentare la facilità di percezione della
nicato al proprio datore di lavoro, oppure di chi è via di fuga. Dalla combinazione di questi fattori
portatore di forme di disabilità “invisibili”, che - dipende principalmente il tempo di reazione al
per comprensibili motivi personali - non vuole quale bisogna aggiungere quello necessario all’eva-
rendere note. cuazione vera e propria. In ultima analisi, a livello
Limitatamente al personale dipendente, un metodo macroscopico, la principale conseguenza della pre-
di operare può essere quello di stilare un elenco di senza di disabili in un edificio si traduce in un allun-
tutte le persone potenzialmente “a rischio”, sulla base gamento dei tempi di evacuazione (3). La valutazione
di informazioni disponibili oltre che ufficialmente del rischio deve considerare attentamente tutti gli
anche informalmente, per poi svolgere una serie di aspetti per far sì che tale tempistica rimanga nei limiti
sopralluoghi mirati a verificare e integrare i dati previsti dal D.M. 10 marzo 1998.
disponibili, con l’obiettivo di far emergere particolari Per eseguire una valutazione del rischio che tenga
problematiche ed esigenze legate ad una eventuale conto degli aspetti collegati alla tutela della sicurezza
emergenza. delle persone con specifiche esigenze, è possibile

(3) Allo scopo si segnala lo sviluppo di software sempre più considerano diverse situazioni, tra le quali anche la presenza di
sofisticati quali modelli per simulare l’evacuazione che persone con disabilità e difficoltà particolari

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 609


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Tabella 3 - Disabilità mentale: problemi e soluzioni

Disabilità mentale Problemi Suggerimenti operativi

Disabilità intellettiva - capacità di pensare in maniera astratta e


mettere in relazione la causa e l’effetto di una
determinata azione, prevedendo lo sviluppo
dell’agire umano in particolari contesti

Disabilità cognitiva - gestire autonomamente situazioni e


spostamenti
- regolamentazione accessi
- essere motivati ad agire
- limitazione accesso ad alcune aree
- eseguire istruzioni che coinvolgono più di
- gestione emergenze con personale specializzato
una breve sequenza di semplici azioni
- comportamenti aggressivi

Disabilità relazionale - disturbi del comportamento


- capacità parziale o totale di gestire auto-
nomamente le relazioni, le emozioni e le
comunicazioni

utilizzare i principi e i suggerimenti operativi conte- per caso le diverse situazioni, trovando un punto di
nuti nella circolare 18 agosto 2006, P880/4122, che incontro tra tecnologia e scienza, tra capacità di fare e
ha per oggetto la “Sicurezza antincendio nei luoghi di comprensione di quello che si fa, superando un
lavoro ove siano presenti persone disabili: strumento approccio puramente metodologico e prevalente-
di verifica e controllo - Check-list” (4). mente tecnico per unirlo ad una sensibilità umana
che permetta, anche in momenti concitati come
Scelta delle misure da adottare un’emergenza, di rispettare pienamente le specifiche
La possibilità che le misure tecniche ed impiantisti- esigenze e la dignità delle persone.
che predisposte per garantire, anche in situazioni di Queste misure di tipo gestionale necessitano di un’or-
normalità, gli spostamenti all’interno di un edificio, ganizzazione di un sistema di tutoraggio, cioè affida-
non risultino funzionanti durante una situazione di mento preventivo, dei soggetti da assistere a uno o più
emergenza è tutt’altro che remota. Il semplice fatto tutor (5). Primaria caratteristica richiesta ai tutor è
che in caso di incendio un ascensore, normalmente quella umana, ossia la disponibilità a svolgere questo
utilizzato da una persona con difficoltà motorie per ruolo, oltre all’idoneità fisica, perché l’obiettivo è
raggiungere il posto di lavoro, non sia utilizzabile, quello di essere in grado di assistere con efficacia e le
richiede in tutta evidenza di trovare una soluzione buone intenzioni potrebbero non essere sufficienti.
alternativa. In conseguenza dell’esito della valuta- Peculiarità del tutor è quella di essere il primo a
zione dei rischi e dei provvedimenti intrapresi per intervenire con mansioni specifiche: l’obiettivo di
eliminarli o ridurli, bisogna individuare e scegliere le un sistema di tutoraggio è di rendere autonoma la
misure organizzative e gestionali da adottare. Pur con messa in sicurezza delle persone permettendo ai soc-
l’obiettivo di garantire uguale sicurezza a tutti, l’au- corritori professionisti di dedicarsi esclusivamente a
tonomia rimane il punto di partenza per trovare contrastare l’emergenza. La persona con esigenze
soluzioni efficaci in questo campo guardando alla specifiche e il tutor devono essere parte attiva nella
persona con specifiche esigenze non solo come qual- discussione per la preparazione delle procedure da
cuno da assistere ma come un compagno di squadra adottare che dovranno successivamente venire inse-
nelle decisioni che si devono prendere, facendo sì che rite nel piano d’emergenza. L’individuazione del tutor
la sua presenza sia il più possibile attiva e influente, fin nasce per situazioni note all’interno dell’organizza-
dalla progettazione dell’evacuazione. Non è possibile zione, ma avere personale formato e sensibile a questi
fornire risposte standard, ma occorre analizzare caso temi risulta quanto mai utile anche in relazione alle

(4) Strumento predisposto in applicazione del punto 1.2 della (5) Per un approfondimento vedi anche G. Sclip, “Gli addetti
Circolare del Ministero dell’Interno 1° marzo 2002 n. 4 “Linee guida all’affiancamento dei disabili nelle situazioni de emergenza”, in
per la valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro questa Rivista, 2006, 12, Inserto e G. Sclip, Gli addetti alla sicu-
ove siano presenti persone con limitazioni permanenti o tempora- rezza con compiti di affiancamento: l’esperienza dell’Università
nee alle capacità fisiche, mentali, sensoriali o motorie”. Per un degli Studi di Trieste, in Sicurezzaccessibile - La sicurezza delle
approfondimento v. anche G. Sclip, “La sicurezza antincendio in persone con disabilità: buone prassi tra obblighi e opportunità,
presenza di disabili: strumenti di verifica e controllo”, in questa edizioni università Trieste, EUT, dicembre 2008.
Rivista, 2006, 12, Inserto.

610 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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situazioni in cui vi è la presenza di visitatori, ospiti interdisciplinarità e quindi di coordinamento, veri-


occasionali, utenti e pubblico. ficando e testando il conseguimento di efficaci obiet-
Indipendentemente dall’incarico formale, chiunque tivi, accogliendo nel tempo innovazioni e
è obbligato a prestare aiuto a una persona in difficoltà cambiamento adattandosi con flessibilità alle mute-
in caso di incidente o di emergenza, per non incorrere voli situazioni ed esigenze delle persone.
nel reato di omissione di soccorso. Il quadro norma- Il passo successivo alla scelta e definizione delle
tivo ha fondato il suo impianto sulla programmazione misure da adottare è quello di aggiornare ed integrare
della sicurezza e sulla responsabilizzazione dei lavo- il piano di emergenza ed evacuazione con le misure e
ratori, che diventano compartecipi della sicurezza sul le relative procedure individuate per le persone con
posto di lavoro. Il ruolo del tutor è un compito esigenze specifiche. L’inserimento di tali procedure
accessorio rispetto alle sue normali mansioni e di nel piano di emergenza richiede che siano coordinate
conseguenza le responsabilità sono ben diverse da e integrate in un unico piano.
quelle di un professionista della sicurezza. L’inten- Le persone incaricate di prestare aiuto a chi ha
zione del legislatore è quella di formalizzare un difficoltà motorie o della vista devono essere
obbligo di solidarietà umana, per far sì che le cose adeguatamente addestrate ad accompagnare la
si svolgano, all’occorrenza, con un certo ordine. Il persona con difficoltà e trasmettere in modo
tutor deve fare solo quello che gli è stato detto di fare e chiaro e sintetico le informazioni utili su ciò
per cui ha ricevuto adeguate istruzioni: se è stato detto che sta accadendo e sul modo di comportarsi
di non usare l’ascensore in caso di incendio e questi, per facilitare la fuga. Concretamente, in caso di
per eccesso di zelo, lo utilizza comunque, facendolo emergenza il tutor incaricato deve garantire la
usare anche al disabile che gli è stato affidato, potreb- possibilità di percorrere in sicurezza le vie di
bero verificarsi conseguenze più gravi di quelle che uscita stando vicino al disabile e guidandolo su
potevano capitare se l’addetto si fosse limitato a un percorso che potrebbe essere non noto oltre
quello che gli era stato detto di fare (per esempio che rischioso da percorrere in momenti concitati.
raggiungere lo spazio calmo). Questo comporta- Inoltre è richiesto, se necessario, di adoperarsi per
mento si configura, in sede di un eventuale processo, agevolare i soccorritori e fornire i riferimenti per
come negligenza. meglio trarre in salvo la persona.
Il D.M. 10 marzo 1998 prevede che non solo chi Le medesime considerazioni valgono per gli inca-
è addetto alla prevenzione incendi e alla lotta ricati di prestare aiuto a persone con deficit del-
antincendio, ma anche chi si occupa della l’udito. Esiste la concreta possibilità che soggetti
gestione dell’emergenza debba essere formato con disabilità uditiva abbiano difficoltà o non
secondo quanto previsto nell’allegato IX. Tale percepiscano per nulla un segnale di allarme o
formazione è peraltro insufficiente e i contenuti le comunicazioni sonore, per cui l’incaricato di
previsti devono venire integrati con nozioni spe- portare aiuto e assistenza deve preoccuparsi di
cifiche che facciano riferimento alle tematiche avvertire i disabili in questione della situazione
della sicurezza e disabilità. Una soluzione ade- di emergenza e di istruirli sulla situazione in atto,
guata e di buon senso può essere quella di for- sul da farsi e su come procedere.
mare i tutor solo in relazione al problema dei In relazione alle persone con disabilità mentale, non
disabili lasciando loro aperta la possibilità di esistono precise indicazioni normative. In una situa-
partecipare anche ai corsi per addetti zione nuova e sconosciuta come un’emergenza, que-
antincendio. ste persone possono trovarsi in difficoltà nel
riconoscere il pericolo, assumere un atteggiamento
Aggiornamento dei piani di emergenza di parziale o nulla collaborazione, avere difficoltà a
ed evacuazione interpretare un segnale o eseguire istruzioni che
Le situazioni critiche evidenziate devono trovare, a coinvolgono più di una breve sequenza di semplici
valle del processo di valutazione, una risposta che si azioni. Spesso questi casi richiedono risposte forte-
concretizza nella definizione di una specifica proce- mente personalizzate come ad esempio per una per-
dura. In relazione alle persone disabili, l’esigenza di sona autistica. In genere nei casi di disabilità mentale
personalizzazione da una parte e di unicità del piano è particolarmente importante che la procedura sia
dall’altra richiedono alti livelli di competenza e semplice, mirata ed essenziale.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 611


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Addestramento puntuale tempi di evacuazione: infatti non tutti si muovono


Importantissima, nella gestione delle emergenze, è la con la stessa velocità e questo fatto, unito all’affol-
formazione pratica. È fondamentale che, al netto di lamento durante l’esodo, comporta che la velocità di
tutti i discorsi teorici e di principio, tutor e persone una persona più lenta si tradurrà in un rallentamento
con specifiche esigenze possano toccare con mano e di tutte le altre. Non a caso il D.M. 10 marzo 1998
sperimentare concretamente le procedure pratiche stabilisce come obiettivo “misurabile” un intervallo
definite. È opportuno organizzare una prima prova di tempi nei quali ultimare la messa in sicurezza delle
limitata alle sole persone direttamente coinvolte, per persone.
testare ogni singola procedura e verificarne l’effica- Con la dovuta cautela, attenzione e giusta piani-
cia. Le esercitazioni sono utili per sdrammatizzare ficazione, dove la presenza negli edifici di visita-
eventuali perplessità: ci si rende conto che i compiti tori, ospiti occasionali e utenti è quasi costante o
da svolgere non sono poi così gravosi come li si riveste una certa ciclicità, è auspicabile trovare le
immagina, anzi, il più delle volte sono realmente modalità per coinvolgere anche il pubblico.
piuttosto semplici. Come aiutare e sorreggere una Il verbale di valutazione finale, oltre ad essere una
persona? Come guidare un cieco? Incertezze e piccole risposta ad un’esigenza legislativa che impone l’uffi-
paure comprensibili, legate essenzialmente alla poca cializzazione delle prove svolte, consente di mettere
familiarità a rapportarsi con persone con questo tipo in evidenza le criticità rilevate, come per altri aspetti,
di esigenze, vengono risolte nella maggior parte dei anche nella gestione delle problematiche connesse
casi mettendo in relazione la persona e le sue esigenze alla presenza di persone con specifiche esigenze, con
con i rispettivi tutor, passando dalla teoria alla pra- l’obiettivo di risolverle o comunque di migliorare la
tica, unendo l’aspetto tecnico a quello umano. La gestione dell’emergenza. Una prova che evidenzia
migliore soluzione, ma anche tutto sommato la più delle criticità rappresenta di per sé un buon risultato,
semplice nella scelta della modalità di aiuto, è quella perché è il punto da cui partire per ottenere un
di chiedere direttamente alla persona interessata miglioramento.
come vuole essere aiutata. Conclusione forse banale
ma non troppo, perché in genere chi aiuta pensa Conclusioni
sempre di sapere e non dover chiedere. Da un que-
stionario somministrato appositamente alle persone La cronaca ci insegna come oggi le persone che
disabili, in occasione delle prime esercitazioni di rimangono maggiormente coinvolte in situazioni
addestramento puntuale, è emersa proprio l’esigenza di emergenza sono le più vulnerabili e fragili nel
della persona da tutelare di essere pienamente coin- senso ampio del termine, cioè individui che in
volta nella definizione delle modalità di aiuto (6). genere non dispongono, in caso di situazioni ano-
male o di emergenza, delle informazioni o delle
Prova di evacuazione capacità per potersi mettere autonomamente in
La prova di evacuazione è il momento privilegiato per una situazione di sicurezza. Questa constatazione
verificare l’efficacia e l’organicità del piano di emer- rappresenta di per sé, specialmente per chi fa della
genza. Concretamente essa è il momento per la veri- sicurezza la propria professione, un buon motivo per
fica di tutte le procedure definite: della piena doversene occupare.
riconoscibilità del segnale di allarme e della capacità Con particolare riferimento alle persone con disa-
di orientamento e conoscenza dei percorsi di evacua- bilità o specifiche esigenze, le stime indicano che il
zione. È utile fare una riunione di programmazione loro numero di persone con è in continuo aumento,
della prova ipotizzando uno scenario di fondo, che dunque occuparsi di questo tema è utile investi-
comprenda anche la dislocazione delle persone disa- mento che permette di apportare migliorie in una
bili da assistere, sulla base del quale agire. società che, da questo particolare punto di vista, un
Principale conseguenza della presenza di disabili in domani avrà qualche difficoltà in più rispetto
un edificio in caso di emergenza è l’allungamento dei all’attuale.

(6) Per un approfondimento v. anche G. Sclip, “Disabili e


persone con compiti di affiancamento: una diversa percezione
del rischio”, in questa Rivista, 2007, 12, Inserto.

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Prevenzione infortuni

Un vademecum per prevenire


gli incidenti domestici
Mario Abate - Dirigente vicario - Comando VVF Milano

Questo articolo propone spunti di riflessione per organizzare il lavoro domestico con una gestione in sicurezza:
le attività svolte vengono analizzate per individuare i fattori di rischio e trarne indicazioni operative utili.

Una guida operativa Più prevedibili appaiono invece eventi legati ad altre
Gli incidenti domestici avvengono tra le mura delle cause, quali gli avvelenamenti, gli annegamenti, le
abitazioni private ma non riguardano soltanto i folgorazioni, ecc., dove molte volte sono determi-
privati cittadini. L’ambito è di interesse anche per nanti il cattivo uso di un prodotto o la superficialità
la prevenzione della sicurezza sul lavoro in quanto della sua installazione, ovvero la non conoscenza di
coinvolge operatori a vario titolo adibiti a svolgere norme elementari di sicurezza. In termini di lesioni
lavori domestici. Si tratta principalmente di addetti che hanno provocato la morte, si riscontra una diffe-
alle pulizie, ma si possono includere nel novero renza sostanziale nei due sessi in quanto mentre negli
collaboratrici familiari (“colf”), cuochi, giardinieri, uomini emergono come cause preponderanti il
addetti alla cura delle persone (“badanti”). Per chi si trauma cranico e la frattura degli arti inferiori, seguite
trova a dover organizzare il lavoro di questi opera- dai traumi del torace, dell’addome e del bacino, nelle
tori, può essere utile una sorta di checklist sia come donne la causa prevalente di morte è costituita dalla
punto di partenza per una valutazione del rischio, sia sola frattura degli arti inferiori seguita a buona
come schema per offrire indicazioni pratiche ai distanza dal trauma cranico.
lavoratori. Questa breve analisi ci permette di pensare che l’opi-
nione da molti manifestata di un maggior peso in
Quanti e quali sono gli incidenti domestici termini di mortalità degli incidenti domestici rispetto
agli incidenti stradali non abbia una reale rispondenza
Secondo i dati forniti dal Dipartimento di Medicina perché mentre l’incidente stradale interessa età giova-
del Lavoro dell’ISPESL (Istituto per la prevenzione e nili e presenta una buona valenza di prevedibilità e
sicurezza del lavoro), ogni anno nel nostro Paese circa prevenzione, l’incidente domestico nel suo complesso,
4,5 milioni di incidenti avvengono tra le pareti di essendo in gran parte costituito da cadute accidentali
casa. Di questi circa 8.000 sono mortali (quasi uno degli anziani, appare un fenomeno meno controllabile.
ogni ora). Per avere un termine di paragone si può Tuttavia, occorre evitare di cadere sia nella trappola
considerare che gli incidenti stradali nel 2017 in demagogica di voler prevedere tutto a tutti i costi,
Italia sono stati 3.378, mentre, nello stesso periodo, perché ciò non è possibile, sia in quella della superfi-
le denunce di infortunio mortale sul lavoro sono cialità di chi vede in questi eventi fatalità non eli-
1.112, dentro e fuori l’azienda. minabili. Certamente alcune situazioni sono per così
Le cadute sono la causa principale di infortunio e di dire fisiologiche (le cadute degli anziani, l’atteggia-
mortalità in entrambi i sessi, rappresentando un mento esplorativo dei bambini, ecc.) ma spesso alla
fenomeno strettamente connesso alla classe dei sog- base di un infortunio vi è anche un’errata valutazione
getti anziani, peraltro destinato ad assumere una umana e l’aver disatteso oltre che norme di comune
sempre maggiore rilevanza alla luce del progressivo prudenza, anche specifiche disposizioni tecniche.
invecchiamento della popolazione. Quindi una certa Un dato comunque appare particolarmente grave e
parte di questi eventi debbono essere considerati induce ad una riflessione: secondo l’Organizzazione
espressione di un decadimento generale, fisico e mondiale della Sanità nei Paesi sviluppati gli inci-
psichico degli individui e, quindi, difficilmente denti sono la prima causa di morte nei bambini da 0 a
controllabili. 14 anni.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 613


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Le persone coinvolte in incidenti domestici Cause di incidente possono essere gli utensili, le scale,
Le persone più colpite sono le donne, i bambini e gli il pavimento, i mobili ed altre parti dell’abitazione.
anziani, cioè le fasce di popolazione che trascorrono Tra gli utensili da cucina i primi responsabili sono gli
più tempo in casa. Infatti, il rischio di incidente è oggetti taglienti (coltelli, forbici, ecc.). Numerose
ovviamente associato alla durata del tempo di espo- altre cause sono tuttavia riconducibili all’ambiente
sizione al pericolo, vale a dire quello trascorso in cucina: forni e fornelli, alimenti bollenti, pentole e
un’abitazione. altri utensili di cucina tra cui piccoli
Gli incidenti maschili e femminili si differenziano elettrodomestici.
chiaramente in funzione dei ruoli svolti nella fami- Si potrebbe concludere che la cucina è un “labora-
glia: le donne subiscono il doppio degli incidenti torio” davvero molto pericoloso. Per tali ragioni in
rispetto agli uomini e si tratta in molti casi di inci- cucina si dovrebbero adottare criteri di sicurezza
denti legati alla cucina o alle attività di cura della simili a quelli imposti negli ambienti di lavoro.
casa.
Un altro fattore che svolge un ruolo centrale Il fenomeno delle cadute
nella determinazione del rischio è rappresentato Nell’ambiente domestico il rischio di cadute è alto e
dall’età. Anziani, bambini e disabili sono più spesso gli incidenti succedono nel modo più impre-
soggetti ad incidenti domestici perché più fragili vedibile, inciampando nel tappeto, scivolando sul
sia fisicamente che psichicamente; inoltre gli pavimento bagnato o appena lucidato o cadendo da
anziani sono lenti ed impacciati, i fanciulli vivaci una scala a pioli.
e curiosi. A ciò va aggiunto che gli edifici abita- Tra i bambini e gli anziani prevalgono le cadute
tivi vengono solitamente progettati considerando su superfici senza dislivelli (come pavimenti,
abitudini e bisogni di una popolazione adulta, vasche da bagno, docce) mentre tra gli adulti
giovane e sana. tendono a prevalere le cadute da dislivelli
La distribuzione degli incidenti rispetto all’età ha (come nel caso di scale mobili e fisse, sedie o
un andamento caratteristico: presenta un primo mobili). Sono proprio gli anziani, e tra questi
punto di massimo in corrispondenza dell’età quelli di sesso femminile, ad essere i soggetti
infantile (0-5 anni) e un secondo massimo (asso- maggiormente esposti a un insieme di fattori di
luto) in corrispondenza degli anziani di oltre 75 rischio presenti nelle case che, interagendo con
anni. Il punto di minimo si colloca in corrispon- situazioni di tipo personale (malattie, trattamenti
denza dei giovani tra 15 e 24 anni. Occorre anche farmacologici, uso di bevande alcoliche, partico-
sottolineare che in età pediatrica (0-14 anni) lari stati psicologici, decadimento fisico, ecc.)
sono di più i maschi a fare le spese del pericolo rendono altamente probabile un evento
in termini sia di numero di incidenti che di accidentale.
persone colpite. Le conseguenze provocate dalle cadute all’interno
delle abitazioni sono perlopiù fratture degli arti,
Le cause degli incidenti specie nelle persone anziane, contusioni, lussa-
Per poter adottare e orientare correttamente una zioni o anche ferite. Nonostante ciò si costrui-
politica di prevenzione e di educazione sanitaria, scono ancora case con davanzali alti meno di un
è necessario conoscere le caratteristiche degli metro dal pavimento, ringhiere con aste orizzon-
incidenti avvenuti. Spesso le cause di questi infor- tali che si trasformano in perfette scale, o ad aste
tuni sono da ricercare nella disinformazione e nel verticali ma troppo distanziate (è consigliabile
comportamento imprudente delle persone che non superare i 10 cm), porte interne con vetrate
ignorano o sottovalutano situazioni di rischio a tutta altezza.
facilmente evitabili e prevedibili con una mag- La prevenzione consiste prima di tutto nell’osser-
giore conoscenza e attenzione. Una parte delle vare semplici regole di comportamento (Tabella
responsabilità degli incidenti domestici è anche 1). Possono sembrare consigli banali ma è bene
dovuta al disagio di abitare in spazi inadeguati, ricordare che molti incidenti sono dovuti a pigri-
perché le case sono progettate e arredate senza zia, stanchezza, distrazione e fretta.
tenere in debito conto gli aspetti di sicurezza,
mentre sarebbe opportuno conciliare i criteri di Il rischio elettrico
eleganza, funzionalità e comfort con quelli legati Anche se non sempre mortali, i danni provocati da
alla prevenzione degli infortuni. una folgorazione possono essere comunque gravi e

614 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Tabella 1 - Prevenire le cadute: norme di comportamento

— Nell’uso della scala verificare che sia in buono stato, altrimenti occorre sostituirla; utilizzarla preferibilmente in presenza di qualcun altro e
comunque mai quando si è soli in casa; spostarla varie volte invece di sporgersi incautamente; evitare di utilizzare la scala su un terrazzo, le
vertigini possono giocare brutti scherzi;

— applicare sotto i tappeti gommine antiscivolo ed evitare di incerare troppo i pavimenti;

— la pulizia dei vetri delle finestre può essere pericolosa, è consigliabile abbassare le tapparelle o chiudere le persiane quando si è sulla scala a
compiere questa operazione;

— se nell’appartamento ci sono scale, magari a chiocciola, fare attenzione soprattutto nella discesa o se si hanno le mani occupate da qualcosa
che impedisce di sostenersi;

— se in casa ci sono bambini, non tenere le finestre aperte quando non sono sorvegliati e verificare che le ringhiere dei terrazzi abbiano adeguate
protezioni;

— entrando o uscendo dalla vasca o dalla doccia assicurarsi che le prese delle mani e dei piedi siano salde: il bagnato può essere molto
pericoloso quindi meglio prevedere maniglioni di sostegno e tappetini antiscivolo per anziani e bambini, ma anche per giovani e adulti;

— prestare attenzione ai piccoli dislivelli del pavimento, ai gradini isolati, alle battute a terra degli infissi, alle porte il cui verso di apertura intralcia
altri percorsi;

— non lasciare oggetti o giocattoli sparsi sul pavimento nei quali si può facilmente inciampare; il disordine è uno dei fattori di incremento del
rischio di incidenti;

— evitare giochi o scherzi che sarebbe meglio fare all’aria aperta.

probabilmente molti avranno provato la sgradevole Le protezioni dell’impianto elettrico


sensazione di “scossa” dopo essere venuti in contatto Tutti sappiamo che il pericolo di folgorazione è
con parti in tensione. strettamente legato al contatto con parti normal-
mente o accidentalmente in tensione; a tal pro-
Gli effetti sull’uomo dell’elettricità posito le norme CEI (Comitato Elettrotecnico
Gli effetti prodotti dalla corrente elettrica sull’uomo Italiano) distinguono tra contatto diretto e indi-
sono funzioni dell’intensità e del tempo durante il quale retto. Per contatto di tipo diretto s’intende il
detta corrente attraversa il corpo. Quando siamo a piedi contatto di una persona con le parti attive (in
scalzi e magari con le mani umide o peggio bagnate, il tensione) di un circuito elettrico (conduttore di
valore della resistenza del nostro corpo si abbassa sen- fase con isolamento deteriorato, alveoli di una
sibilmente, essendo l’acqua un buon conduttore, ren- presa di corrente, ecc.); mentre per contatto di
dendo in tal modo più pericolosa un’eventuale scossa. tipo indiretto si definisce il contatto di una per-
Inoltre, i percorsi che interessano più direttamente il sona con parti conduttrici e metalliche normal-
cuore, come nel caso di contatti mano-torace o mano- mente isolate dal circuito elettrico (p.e. involucro
piedi sono senz’altro i più rischiosi. Gli effetti principali esterno degli elettrodomestici) o masse estranee
della corrente elettrica sono: (tubazioni metalliche), che sono andate in ten-
— contrazione dei muscoli (effetto particolarmente sione per il cedimento dell’isolamento principale.
pericoloso nel caso in cui il contatto elettrico inte- I diversi metodi che si adottano sull’impianto per
ressi il palmo della mano che contraendosi tende a attuare le protezioni più opportune contro queste
chiudersi a pugno, cosicché l’infortunato può restare situazioni di pericolo si possono concettualmente
“attaccato” a parti in tensione con rischio di far rientrare nelle due seguenti tipologie:
folgorazione); — sistemi che non comportano l’interruzione auto-
— arresto della respirazione; matica del circuito e che quindi possono definirsi
— fibrillazione cardiaca; “passivi” o preventivi (doppio isolamento, bassa ten-
— ustioni. sione, involucri, barriere, ecc.);
Il corpo umano si comporta dunque come un con- — sistemi che prevedono l’interruzione automatica
duttore di elettricità. Pertanto, nei casi in cui è del circuito elettrico e che perciò sono “attivi” o
necessario liberare un infortunato rimasto collegato repressivi, nel senso che evitano il contatto perico-
a parti in tensione, la prima cosa da fare è interrom- loso col corpo umano (sgancio coordinato con la
pere l’alimentazione dell’impianto agendo sull’inter- terra) o comunque ne limitano le conseguenze (inter-
ruttore generale. ruttore differenziale).

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Da questi brevi cenni si comprende come l’installa- esplosione. Infatti, in condizioni di saturazione (e
zione e la manutenzione degli impianti elettrici deb- cioè, ad esempio, quando la quantità di gas rilasciato
bano essere affidati a personale qualificato. Non supera il 5% del volume del locale) un innesco può
conviene improvvisarsi elettricisti o affidarsi ad elet- dare luogo all’esplosione. A fornire l’innesco può
tricisti incompetenti con scarsa professionalità e non essere una qualunque causa, sia volontaria (accen-
al corrente delle disposizioni vigenti. L’impianto va sione di un fiammifero o di un interruttore) sia
infatti realizzato secondo la regola dell’arte, rispet- involontaria (ad esempio, il relè del frigorifero, l’elet-
tando le norme CEI e il D.M. n. 37/2008 che preve- tricità statica dei vestiti). L’effetto è sempre quello di
dono, tra l’altro, l’obbligo della “messa a terra” e gravissime lesioni alle persone e della distruzione di
l’installazione “dell’interruttore differenziale” (il muri, porte, finestre, fino ad arrivare al crollo di interi
cosiddetto salvavita). edifici.
Oltre all’impianto occorre anche verificare che gli Date la violenza e la velocità di quanto accade, non
elettrodomestici e le apparecchiature elettriche che esiste altro modo di proteggersi dalle esplosioni che
utilizziamo in casa siano sicuri; quelli che recano i evitare le fughe di gas, verificando che tubi ed acces-
marchi CE o IMQ garantiscono la qualità dei prodotti sori siano stati installati a regola d’arte. Diviene
e la costruzione secondo le norme di buona tecnica. quindi essenziale chiedere agli installatori la dichia-
razione di conformità prevista dal D.M. n. 37/2008
Utilizzo del gas (prima legge n. 46/1990).
Un’altra misura di sicurezza è quella di controllare
Sia gli incidenti mortali che quelli meno gravi pos- che, quando si dorme o quando la casa rimane chiusa
sono essere ricondotti a due cause diverse, ma dipen- per lunghi periodi, il rubinetto principale del gas sia
denti entrambe dal malfunzionamento o cattivo chiuso: infatti per prevenire incidenti il gas è trattato
utilizzo dell’impianto e degli apparecchi a gas: l’esplo- in modo da essere immediatamente percepibile all’ol-
sione e l’intossicazione da ossido di carbonio (CO). fatto e questo rende molto difficile che una fuga di gas
divenga pericolosa se è presente e vigile una persona
Le esplosioni causate da miscele di gas nell’abitazione, che in condizioni normali avrà il
Una perdita di gas che si verifichi in un ambiente tempo per bloccare la perdita (chiudendo il rubinetto
chiuso (ad esempio in cucina), se non arrestata tem- del contatore) e ventilare gli ambienti prima che si
pestivamente può rendere i locali soggetti ad una raggiungano concentrazioni pericolose.

Tabella 2 - Alcuni consigli utili per prevenire gli incidenti elettrici

— prevedere prese di corrente con gli alveoli schermati che impediscano il contatto delle dita o di altri elementi conduttori con le parti in
tensione;

— staccare l’interruttore generale prima di eseguire qualsiasi intervento sull’impianto o sugli apparecchi elettrici (anche se si tratta di semplice
pulizia);

— avere cautela nell’uso delle apparecchiature elettriche, specie in locali umidi; non utilizzare apparecchi elettrici con mani e indumenti bagnati;

— limitare all’indispensabile e fare la dovuta attenzione nell’uso di riduttori e prese multiple; queste sono consentite solo per collegare
apparecchi di bassa potenza perché altrimenti si può provocare il surriscaldamento dei conduttori e delle prese con conseguente pericolo di
incendio; è bene, pertanto, realizzare l’impianto elettrico con un numero adeguato di prese in tutti i locali;

— evitare l’uso di cavi elettrici volanti e in particolare il loro passaggio sotto i tappeti o dietro i mobili;

— intervenire prontamente in caso di cattivi odori causati da conduttori o apparecchiature sotto tensione in quanto sono sovente il primo
allarme di malfunzionamenti;

— osservare le zone di rispetto previste dalle norme CEI per gli impianti in ambienti umidi;

— non impiegare apparecchiature elettriche che presentano conduttori deteriorati; verificarne sempre lo stato di efficienza;

— non lasciare mai portalampade privi di lampadine collegati alla rete elettrica per evitare contatti diretti con parti in tensione;

— avere particolare cautela nell’uso del ferro da stiro. Togliere la spina del ferro a vapore prima di aggiungere l’acqua; controllare che il cavo
elettrico sia in buone condizioni ed evitare che entri in contatto con la parte calda del ferro; non stirare mai con piedi o mani bagnate;

— non lasciare incustoditi gli elettrodomestici in funzione e, in caso di mancato utilizzo, disinserire i relativi interruttori anziché lasciare le
apparecchiature in stand-by.

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Per quanto riguarda i fornelli a gas, si raccomanda di se dà fastidio l’aria fredda che entra. Non è infre-
utilizzare apparecchi dotati del maggior numero di quente, infatti, che con il tempo siano chiuse volon-
dispositivi di sicurezza (termocoppie, manopole auto- tariamente, perché se ne è dimenticata la funzione, o
bloccanti, ecc.), di non lasciare pentole incustodite involontariamente, ad esempio a causa di nidi
sul fuoco, di controllare e sostituire periodicamente il costruiti dagli uccelli sui camini. Inoltre, per la cor-
tubo che alimenta l’impianto cucina utilizzando pro- retta evacuazione dei prodotti della combustione è
dotti certificati. necessario controllare periodicamente il condotto
Un discorso a parte meritano le bombole di GPL (gas per lo scarico dei fumi, verificando che il tiraggio
di petrolio liquefatto). Esse vanno tenute preferibil- non sia ostacolato da fuliggine o impedimenti
mente all’esterno dell’abitazione, protette dal calore inaspettati.
dei raggi solari, o comunque in locali adeguatamente Per le caldaiette e gli scaldabagni a gas, oggi molto
aerati. Essendo questo gas più pesante dell’aria, è diffusi all’interno degli appartamenti, possono essere
vietato conservare bombole piene o vuote ed utiliz- utilizzati apparecchi stagni (cosiddetti di tipo C),
zare cucine o caldaie alimentate a GPL, nei piani privi cioè di comunicazione con l’ambiente in cui
scantinati o seminterrati. In caso di fughe, infatti, il sono installati, in quanto sia il prelievo dell’aria
gas ristagnerebbe in prossimità del pavimento senza necessaria alla combustione che l’espulsione dei gas
poter defluire e dando luogo a miscele a rischio di combusti avvengono in condotto direttamente all’e-
esplosione. sterno e senza alcuna apertura verso gli ambienti
abitati.
L’intossicazione da CO Come altra misura di prevenzione, infine, si deve
prendere l’abitudine di non addormentarsi con
Affinché il gas possa bruciare in modo corretto
stufe o camini accesi.
occorre che la fiamma sia alimentata dalla giusta
quantità di aria e che i prodotti della combustione Il pronto soccorso in caso intossicazione
siano evacuati all’esterno. È opinione molto perico-
Come già detto l’azione tossica dell’ossido di carbo-
losa ritenere che la ventilazione naturale provocata
nio è dovuta al fatto che esso altera la composizione
dagli spifferi d’aria provenienti da porte e finestre sia
del sangue, formando con l’emoglobina la carbossie-
sufficiente per garantire il ricambio d’aria necessario,
moglobina ed impedendo contestualmente la forma-
soprattutto oggi che i serramenti, per ragioni di
zione dell’ossiemoglobina che è l’elemento vitale per
risparmio energetico, sono realizzati a tenuta presso-
l’ossigenazione dei tessuti del corpo umano. I sintomi
ché perfetta. Ecco perché, quando l’installatore
sono un senso di sonnolenza, nausea, vomito, cefalea,
mette in opera una stufa a gas o anche un fornello,
palpitazioni, tremori muscolari, la colorazione accesa
verifica che esista un’apertura di ventilazione perma-
della pelle, astenia, fino ad una progressiva perdita di
nente, e cioè sempre aperta, in mancanza della quale
coscienza come quando ci si addormenta. Una per-
l’ossigeno presente nell’ambiente diminuirebbe pro-
sona che ha respirato monossido di carbonio deve
gressivamente con il tempo. Questa riduzione, tra i
essere portata immediatamente all’esterno, anche sul
diversi effetti, ne ha uno chimico sulla combustione,
pianerottolo; se al richiamo non si sveglia si deve
che inizia a produrre uno dei veleni peggiori, l’ossido
procedere alla rianimazione con la respirazione
di carbonio (CO). Il CO si lega all’emoglobina del
artificiale.
sangue impedendo il trasporto di ossigeno ai tessuti e
al cervello ed è particolarmente pericoloso in quanto
Il rischio incendio
incolore, inodore, non irritante e letale in pochi
minuti anche con concentrazioni dello 0,1%. Gli incendi all’interno di appartamenti costituiscono
Come avviene per il pericolo di esplosione, l’unica una circostanza molto ricorrente nella operatività dei
misura da attuare è la prevenzione. Accorgersi che è vigili del fuoco. I decessi sono causati in massima
in atto una combustione con poco ossigeno, infatti, è parte dall’azione tossica dei fumi e dei gas sviluppatisi
difficilissimo, perché l’ossido di carbonio attenua per effetto della combustione. Con la crescita del
sempre di più le capacità intellettive ed impedisce benessere economico, le abitazioni ospitano sempre
quindi di reagire. maggiori quantità di materiali combustibili, apparec-
Non resta, quindi, che controllare con regolarità che chi ed impianti che possono essere causa di incendio
le aperture di ventilazione previste dalle norme (e di o che propagano l’incendio con grande facilità. In
cui l’installatore ha verificato la presenza) siano sem- ogni caso, è essenziale ricordare che in Italia la
pre aperte anche se possono sembrare antiestetiche o maggior parte dei decessi per incendio avvengono

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proprio dentro casa, pertanto l’attenzione su questo 4)la canna fumaria che va pulita e verificata perio-
problema deve essere molto alta. dicamente per evitare l’accumulo di fuliggine. Molte
Poiché per potersi sviluppare l’incendio necessita canne fumarie inoltre si incendiano per difetti di
della presenza contemporanea di tre fattori (mate- costruzione.
riale combustibile, ossigeno dell’aria e sorgente di Spesso anche gli apparecchi elettrici utilizzatori
innesco) si potrebbe ipotizzare di eliminarne almeno possono essere causa di incendio. I televisori
uno per annullare il rischio. Tuttavia, considerazioni durante il loro funzionamento sviluppano note-
di ordine pratico e casuale limitano chiaramente il voli quantità di calore, pertanto gli apparecchi
campo di applicabilità di questa previsione. Occorre devono essere posizionati in modo tale da non
allora mettere in atto una serie di misure e regole impedire o ridurre in maniera significativa la
comportamentali tali da prevenire l’insorgenza di un ventilazione attraverso gli appositi fori (ad esem-
principio d’incendio e per fare ciò occorre conoscere pio “sigillando” il televisore nel vano di un muro
gli elementi di base su come gli incendi possono o nello scaffale di una libreria). Oltre al classico
essere causati, quali danni essi comportano e quali corto circuito, le cause che facilitano l’innesco
precauzioni devono essere prese per proteggersi in dell’incendio sono dovute alle severe sollecita-
caso di incendio. zioni termiche e dielettriche degli isolanti e al
grande numero di componenti elettronici, il cui
Le cause di incendio nelle abitazioni tasso di guasto non è trascurabile.
Partendo dalle situazioni elencate in Tabella 3 è
facile dedurne le regole di comportamento impron- Come comportarsi in caso di incendio
tate al buon senso e alla cautela che occorre mettere Non appena si rileva un focolaio di incendio,
in atto per ridurre il rischio di incendio. occorre innanzitutto mantenere la calma per poter
Un discorso a parte meritano poi i camini che, ben- valutare la gravità dell’incendio e adottare le moda-
ché molto gradevoli, possono essere causa di incendio lità di comportamento ed eventuale intervento più
in quanto responsabili di almeno quattro situazioni di idonee al caso.
pericolo: È raccomandabile tenere in casa un estintore porta-
1) il momento dell’accensione, se si ricorre all’aiuto tile per un intervento immediato, semplice ed effi-
di combustibili quali alcool, benzina, diavolina, ecc. cace. Si consiglia un estintore a polvere di tipo
(soprattutto se sono presenti bambini che potrebbero universale e idoneo anche per interventi su apparec-
pensare di ripetere questi gesti); chi elettrici sotto tensione.
2) le braci, dimenticate accese anche durante la
notte; L’intervento su persone in caso di incendio
3) le scintille scoppiettanti che raggiungono tappeti o In caso di innesco di abiti di una persona, questa
mobili imbottiti facilmente combustibili; istintivamente può mettersi a correre alimentando

Tabella 3 - Le più comuni cause di incendio negli appartamenti

— imprudenza o negligenza delle persone nel manipolare fiamme libere e sostanze infiammabili o facilmente combustibili;

— deposito di liquidi infiammabili in prossimità di fonti di calore o in assenza di adeguata ventilazione per diluirne i vapori;

— impianti termici: mancanza di manutenzione, utilizzo non corretto di apparecchi di riscaldamento portatili;

— cause elettriche: impianti elettrici difettosi, sovraccaricati o non adeguatamente protetti; apparecchiature elettriche lasciate sotto tensione
anche quando non sono in uso; riparazioni o modifiche di impianti elettrici effettuate da personale non qualificato che possono dare origine a
corto circuiti e falsi contatti; danneggiamenti dei conduttori e del loro isolamento, connessioni non idonee tra prese e spine, fulmini;

— sigarette: mozziconi di sigarette non spenti completamente prima di essere gettati nel cestino della carta o nella pattumiera; l’abitudine di
fumare a letto o sprofondati in poltrona con la tendenza ad addormentarsi;

— materiali combustibili lasciati in prossimità di fiamme o sorgenti di calore (fare attenzione in particolare alle lampade alogene, che
raggiungono temperature in grado di innescare molti materiali combustibili, come i tendaggi, e ai fornelli della cucina);

— ostruzione della ventilazione degli apparecchi di riscaldamento, o di altri macchinari con conseguente riscaldamento;

— surriscaldamento o sversamento degli oli utilizzati nella cottura;

— deposito di grassi nelle cappe e nei condotti di ventilazione del piano cottura.

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Tabella 4 - Interventi in caso di scoperta di un piccolo focolaio

— fare allontanare le persone presenti;

— intervenire tempestivamente con estintori portatili se si è sicuri di riuscire a spegnere l’incendio;

— a fuoco estinto, controllare accuratamente l’avvenuto spegnimento delle braci;

— arieggiare i locali prima di rientrare.

Per incendi già sviluppati occorre:

— dare immediatamente l’allarme chiedendo l’intervento dei Vigili del fuoco al 112;

— non perdere tempo prezioso in tentativi di spegnimento se non si è certi della riuscita ed in ogni caso accertarsi di avere una via di fuga alle
spalle;

— allontanare le persone presenti prestando assistenza ad anziani, bambini, infermi e disabili, se si ha la garanzia di riuscire nell’intento;

— interrompere l’alimentazione elettrica e del gas, se queste operazioni possono essere eseguite in sicurezza;

— allontanare dalla zona dell’incendio i materiali infiammabili o facilmente combustibili (bombole di gas, confezioni di alcool, ecc.);

— cercare di circoscrivere le fiamme e il fumo chiudendo la porta dell’ambiente ove ha avuto origine l’incendio e disponendo panni umidi alla
base della porta;

— non utilizzare l’ascensore come via di fuga;

— non aprire la porta della stanza se esiste il sospetto che dal lato opposto ci sia un incendio;

— se il fumo ha già invaso gli ambienti rendendo difficoltosa la respirazione e l’orientamento, provare a camminare carponi in quanto in
prossimità del pavimento probabilmente l’aria è ancora respirabile e la visibilità accettabile;

— una volta fuori dell’edificio collaborare con i soccorritori senza intralciare il loro lavoro; in particolare si possono fornire utili indicazioni in merito
alla zona ove si è sviluppato l’incendio, all’eventuale presenza di persone ancora all’interno dei locali, ai particolari pericoli presenti (come, ad
esempio, bombole di GPL).

maggiormente le fiamme. Occorre pertanto bloccarla, I prodotti pericolosi e le piante velenose


distendendola per terra, e coprirla con una coperta o L’avvelenamento da farmaci e da altre sostanze solide
con altri indumenti (cappotto, giacca, ecc.), bagnarla e liquide provoca numerose vittime con una distri-
con getti d’acqua o rotolarla per terra. La coperta va buzione degli incidenti che vede particolarmente
stesa e rimboccata sotto il corpo per evitare il passaggio esposti, ancora una volta, i bambini e gli anziani.
dell’aria. A spegnimento avvenuto, occorrerà prestare i L’igiene degli ambienti in cui viviamo è fonda-
soccorsi del caso (trattamento ustioni, ricovero in mentale ma la maggior parte dei prodotti perico-
ospedale). losi che troviamo in casa sono proprio quelli che
In ordine crescente di gravità le ustioni si distinguono usiamo quotidianamente per pulirla. Occorre
in ustioni di primo, secondo e terzo grado. Ad ecce- quindi grande cautela nell’utilizzo e nella conser-
zione di un’ustione di primo grado su una parte limi- vazione di tali prodotti al fine di evitare il con-
tata del corpo nel qual caso è sufficiente raffreddare tatto, l’inalazione o addirittura l’ingestione di
immediatamente con acqua la zona ustionata, spal- sostanze tossiche soprattutto da parte di bambini
mare una pomata specifica e coprire la parte con una e anziani.
garza sterile, negli altri casi è sempre opportuno ricor- Rispetto agli effetti che le sostanze chimiche hanno
rere alle cure dei medici che valuteranno la gravità sull’uomo, vale un principio fondamentale: l’effetto,
delle ferite. ed eventualmente il danno, prodotto da una sostanza
Oltre che in caso di incendio vi sono altre situazioni chimica dipende prima di tutto dalla dose di sostanza
che possono provocare questo infortunio specie nella che l’organismo stesso ha assorbito e dalla quantità di
cucina, eccone alcune: sostanza che effettivamente raggiunge l’organo ber-
— la pentola di acqua bollente urtata saglio, quell’organo, cioè, dove la sostanza agisce
involontariamente; (fegato, reni, sistema nervoso, ecc.).
— la bottiglia dell’alcool vicino a una fonte di calore; Gran parte delle sostanze (vapori di solventi, vapori
— la padella con olio bollente che cade a terra; di acidi, polveri, ecc.) vengono assorbite
— il ferro da stiro caldo.

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dall’organismo attraverso le vie respiratorie. Un’altra — i disincrostanti, come il comune anticalcare, a


via di assorbimento abbastanza importante è quella base di acido cloridrico o solforico o fosforico o
cutanea, per il semplice fatto che operiamo con le formico;
mani e in molti casi non le proteggiamo adeguata- — i disgorganti per lavandini e wc, che contengono
mente (per esempio con guanti). solitamente soda caustica o acido fosforico;
L’assorbimento di una sostanza può provocare effetti — gli antitarme, come la naftalina;
acuti o cronici, ma può anche non causare alcun — i candeggianti, che utilizzano come componenti
effetto; dipende dalla dose, cioè dalla concentrazione principali perborato di sodio o ipoclorito di sodio;
della sostanza e dal periodo di tempo durante il quale — gli insetticidi, specie quelli per scarafaggi e formi-
questa viene assorbita. che; a base di carbammati ed esteri organofosfati;
— pulitori per forni contenenti soda caustica,
Come riconoscere i prodotti pericolosi butilglicole.
Il modo migliore per riconoscere i prodotti peri-
colosi consiste nell’attenta lettura dell’etichetta Il pronto soccorso in caso di intossicazione
esplicativa posta sulla confezione ove, secondo le Le prime cure da prestare in caso di intossicazione
norme di legge, sono riportate una serie di indi- acuta variano in rapporto alle modalità di
cazioni: vengono indicati i prodotti infiammabili, intossicazione.
tossici, corrosivi, irritanti, le frasi di rischio Per inalazione di sostanze sotto forma di vapori o di
(infiammabile, tossico per inalazione, irritante soluzioni finemente nebulizzate, la prima misura da
per le vie respiratorie, ecc.), i consigli di pru- prendere è il trasferimento del paziente in un
denza, quali ad esempio: ambiente ben aerato.
— conservare fuori dalla portata dei bambini; Per contatto cutaneo e/o oculare occorre togliere
— non mangiare né bere durante l’impiego; subito i vestiti contaminati e lavare le parti del
— evitare il contatto con la pelle; corpo con abbondante acqua. Se la cute presenta
— in caso di malessere consultare il medico mostran- lesioni non applicare medicamenti o unguenti,
dogli l’etichetta; coprire solo con garze possibilmente sterili. In
— utilizzare in luogo ben ventilato. caso di contatto oculare lavare con acqua cor-
Su di una singola etichetta, in base alle caratteristi- rente per 5-10 minuti; non usare colliri o pomate
che della sostanza, si possono trovare più simboli di di alcun genere.
pericolo e diverse frasi di rischio e consigli di In caso di ingestione, non fare nulla prima di aver
prudenza. consultato il medico del pronto soccorso o il centro
Tra i prodotti tossici di uso frequente nelle abitazioni antiveleni, i cui numeri di telefono devono essere
si ricordano: sempre a portata di mano soprattutto quando in casa

Tabella 4 - Alcune precauzioni per l’utilizzo e la conservazione delle sostanze pericolose

— ogni prodotto chimico deve essere oggetto di specifica attenzione e di completa conoscenza da parte del consumatore;

— l’acquisto deve essere fatto quando se ne ha effettivamente la necessità, evitando così di tenere in casa inutili scorte che comportano
notevoli problemi per una loro conservazione in sicurezza;

— è indispensabile attenersi scrupolosamente alle istruzioni fornite dal produttore per quanto attiene le dosi e le modalità di impiego;

— il luogo di conservazione di medicinali e sostanza pericolose deve essere assolutamente fuori dalla portata dei bambini e chiuso a chiave;

— possibilmente prodotti analoghi devono essere riposti insieme (veleni con veleni, infiammabili con infiammabili, ecc.) in modo da ridurre
eventuali errori nel prelievo del prodotto e nel successivo uso corretto;

— i prodotti devono essere immediatamente riposti negli idonei spazi appena entrano in casa, non lasciandoli incustoditi e fuori posto;

— ogni sostanza deve essere conservata nella sua confezione originale. È assolutamente vietato travasare sostanze in altri contenitori, magari
non identificabili nel loro pericolo potenziale;

— preferire contenitori dotati di tappo di sicurezza a prova di bambino;

— per le sostanze infiammabili è indicato un armadietto, meglio se metallico, posto all’esterno e dotato di un numero adeguato di fori di
aerazione.

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Tabella 5 - Alcune tra le più comuni piante velenose e loro effetti

Stella di Natale È molto velenoso il succo lattiginoso che fuoriesce dal gambo. La sostanza può essere pericolosa sia per
ingestione che per contatto cutaneo e soprattutto con gli occhi; occorre quindi molta attenzione nell’accudire la
pianta.

Vischio e agrifoglio Le bacche sono tossiche, quindi attenzione ai bambini che sono attratti dalla loro forma e dal colore.

Oleandro Pianta diffusissima in tutta Italia, ha rametti, foglie e fiori che contengono un potente veleno: poche foglie, se
ingerite, possono uccidere un adulto. È quindi prudente non utilizzare questa pianta nemmeno per alimentare il
fuoco del camino e a maggior ragione per il barbecue.

Mandorle amare L’intossicazione, molto grave, è dovuta alla presenza di amigdalina che a contatto con la saliva si trasforma in
acido cianidrico, un potente veleno. Occorrono una trentina di mandorle amare per provocare la morte di una
persona adulta.

ci sono dei bambini. Provocare il vomito è utile solo atte ad individuare i principali fattori di rischio ed a
in caso di ingestione di tossici allo stato solido. Il valutare l’efficacia delle azioni correttive intraprese.
vomito non va invece provocato: Da ciò dovrebbero derivare adeguate politiche di
— se si avvertono bruciore o dolore alla bocca e prevenzione e di educazione sanitaria volte a sensi-
all’esofago per la probabile ingestione di sostanze bilizzare l’opinione pubblica sulla cultura della sicu-
corrosive perché in tal caso il vomito porterebbe di rezza negli ambienti domestici nonché le misure di
nuovo questi prodotti a contatto con le mucose; sicurezza che si rendessero necessarie per ridurre gli
— se la sostanza ingerita ha provocato perdita di effetti e le dimensioni del fenomeno.
coscienza, coma o convulsioni in quanto in queste Specifiche iniziative devono riguardare i seguenti
situazioni si ha la perdita dei riflessi protettivi delle settori:
vie respiratorie. — la sicurezza dei prodotti;
In caso di intossicazione grave accompagnare imme- — la sicurezza degli impianti;
diatamente l’infortunato al più vicino Pronto Soc- — il controllo dei comportamenti a rischio.
corso portando con sé la confezione del prodotto Sicuramente in questa direzione sono state già
ingerito da mostrare ai medici. intraprese molte azioni lodevoli di tipo sia legi-
slativo (quali ad esempio il recepimento di
Le piante velenose numerose direttive europee sulla qualità dei pro-
Occorre infine accennare ad un altro potenziale dotti, l’emanazione di normative che hanno
pericolo presente nelle nostre abitazioni di cui importanti risvolti per la sicurezza degli impianti
pochi sono a conoscenza: le piante ornamentali. tecnici domestici, nonché, da ultimo, l’esten-
Alcune producono soltanto effetti locali come irri- sione dell’assicurazione contro gli infortuni sul
tazioni, gonfiore, ulcerazioni della parte che entra in lavoro alle casalinghe), sia divulgativo ed edu-
contatto con la pianta, altre sono dette a tossicità cativo (si ricorda il progetto scuola sicura messo
sistemica: i loro principi attivi provocano, in caso di a punto dal Ministero dell’interno in collabora-
ingestione, un’intossicazione generale dell’organi- zione con il Ministero della pubblica istruzione
smo. In Tabella 5 sono elencate alcune delle più per diffondere la cultura della protezione civile
comuni piante velenose e i loro effetti. nelle scuole dell’obbligo, e le molte iniziative
promosse dalle Associazioni a tutela dei consu-
Conclusioni matori). Tuttavia, si ritiene che siano necessari
Con oltre 8000 vittime all’anno per incidenti dome- ulteriori sforzi e una maggiore sinergia e coope-
stici occorre porsi il problema di come incidere su un razione tra istituzioni pubbliche, strutture sani-
fenomeno così complesso e diffuso. È indispensabile tarie e singoli cittadini affinché si riesca a far
prima di tutto conoscerlo a fondo, quindi è necessario nascere, in particolare nelle categorie più espo-
istituire un sistema permanente di sorveglianza, come ste, una nuova sensibilità nei confronti dei rischi
avviene già per gli infortuni sul lavoro, in grado di domestici e di conseguenza, nuovi comporta-
raccogliere informazioni il più possibile complete menti, più consapevoli e responsabili.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 621


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Giurisprudenza

Rassegna della Cassazione


penale
a cura di Raffaele Guariniello

27 GIUGNO - 18 SETTEMBRE 2019 INFORTUNIO A DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA DIFESA


Cassazione penale, Sez. IV, 12 settembre 2019 (u.p. 27 marzo
2019), n. 37763 - Pres. Menichetti - Est. Esposito - P.M. (Diff.)
MOBBING IN UNA S.P.A. MULTISERVIZI MUNICIPALE
Perelli - Ric. A.
Cassazione penale, Sez. VI, 27 giugno 2019 (u.p. 18 giugno
2019), n. 29251 - Pres. Fidelbo - Est. Aprile - P.M. (Conf.)
Cesqui - Ric. P.C. in c. O. Meno rara è l’attenzione giurisprudenziale alla sicurezza del
lavoro nell’ambito delle forze armate (v., da ultimo, Cass. 14
marzo 2019, in ISL, 2019, 5, pag. 294; Cass. 18 maggio 2018,
Ancora una volta la Sez. VI sbarra la strada all’applicazione del ibid., 2018, 7, 429; nonché Guariniello, Il T.U. Sicurezza sul
reato di maltrattamenti di cui all’art. 572 cod. pen., salvo che lavoro commentato con la giurisprudenza, X edizione, Wolters
nell’ipotesi in cui “le pratiche persecutorie realizzate ai danni Kluwer, 2018, sub art. 2, parr. 10 e 20, art. 28, par. 4, 29, par. 4).
del lavoratore dipendente e finalizzate alla sua emarginazione Questa volta, nell’ambito dell’appalto affidato dal committente
(cosiddetto ‘mobbing’) possono integrare il delitto di maltrat- Direzione Generale dei Lavori e Demanio del Ministero della
tamenti in famiglia esclusivamente qualora il rapporto tra il Difesa all’Aeronautica Militare e relativo all’esecuzione presso
datore di lavoro e il dipendente assuma natura para-familiare, un ArsenaIe della Marina Militare, di “sostituzione coperture
in quanto caratterizzato da relazioni intense ed abituali, da metalliche officina costruzioni metalliche e officina attrezza-
consuetudini di vita tra i soggetti, dalla soggezione di una tori”, poi subappaltati con la formula del cottimo fiduciario a
parte nei confronti dell’altra, dalla fiducia riposta dal soggetto una s.r.l., un preposto dell’Aeronautica Militare addetto al can-
più debole del rapporto in quello che ricopre la posizione di tiere fu imputato, in concorso con altri, di omicidio colposo in
supremazia” (v. da ultimo Cass. 4 settembre 2018, in Dir.prat. danno di un dipendente del Ministero della Difesa in servizio
lav., 2018, 39, pag. 2345; Cass. 31 luglio 2018, ibid., 32/33, presso il suddetto arsenale. In particolare, “nel corso dell’ese-
pag. 2037; e per un resoconto della giurisprudenza in materia cuzione di lavori di scarico di pannelli coibentati per copertura
Guariniello, Il T.U. Sicurezza sul lavoro commentato con la solai all’interno del cantiere di circa 800 mq. sito nell’Arsenale
giurisprudenza, X edizione, Wolters Kluwer, Milano, 2018, della Marina Militare, era incautamente depositata una catasta
pag. 619 s.). da sei balle di pannelli coibentati - come tale sproporzionata sia
Nel caso di specie, il direttore generale di una s.p.a. multi per peso che per altezza così raggiunta dal carico - su espressa
servizi municipale addetta, tra l’altro, alla raccolta e allo smal- indicazione dell’imputato e di un preposto della s.r.l., che non
timento dei rifiuti urbani, era imputato di maltrattamenti nei verificavano l’effettiva messa in sicurezza del carico da parte
confronti di un ingegnere dirigente del settore ambiente di dell’incaricato, il quale, nel frattempo, a sua volta, non adempiva
quella società. Ma nel confermarne l’assoluzione pronun- alle disposizioni ricevute di procedere all’ancoraggio dei pannelli
ciata in appello, la Sez. VI prende atto che “le condotte così accatastati”, sicché “il carico, peraltro posizionato su un
oggetto di addebito erano state poste in essere dal direttore terreno non perfettamente piano e privo di un idoneo sostegno,
generale di una grande azienda municipalizzata (addetta, tra crollava travolgendo l’infortunato che, mentre transitava in quel
l’altro, alla raccolta e alla termovalorizzazione dei rifiuti urbani, punto, veniva in tale modo schiacciato”.
alla distribuzione dell’acqua e dell’energia elettrica in un La Sez. IV annulla con rinvio per nuovo giudizio la condanna
capoluogo di provincia), che constava di centinaia dipendenti dell’imputato. Addebita, infatti, ai magistrati di merito di non aver
pure sindacalizzati, nei riguardi specifici non di un lavoratore svolto “una accurata individuazione delle concrete mansioni e
subordinato con compiti meramente esecutivi bensì di un delle competenze attribuite all’imputato, in maniera tale da
dirigente amministrativo con la qualifica di ingegnere, posto a poterne affermare la responsabilità penale per la condotta omis-
capo del più importante settore operativo di quella società di siva contestatagli”. Spiega che “non è chiarito su quali basi egli
capitali, dunque di un soggetto che certamente era stato sia stato riconosciuto quale preposto di diritto o di fatto, trattan-
vittima di condotte vessatorie e talvolta ingiuriose da parte dosi di lavori affidati alla s.r.l.”, e che “il ruolo di preposto di fatto
del suo superiore, ma che non aveva affatto instaurato, al pari non poteva essergli riconosciuto solo in quanto, trovatosi occa-
degli altri dirigenti addetti agli ulteriori settori di attività azien- sionalmente nel cantiere, aveva eventualmente impartito
dale, con il direttore generale una comunanza di vita assimi- ordini”, occorrendo che “avesse assunto tale posizione in
labile a quella che caratterizza la vita di una famiglia, nella epoca pregressa rispetto al momento di esecuzione della lavo-
quale le relazioni intense e abituali dei suoi componenti si razione”. Ritiene non chiarito “sulla base di quali elementi spe-
accompagnano ad una fiducia riposta dal soggetto più vulne- cifici si debba ritenere che l’imputato, quale soggetto in servizio
rabile nei riguardi di altro posto in posizione di preminenza”. presso l’Aeronautica Militare, avrebbe potuto e dovuto ingerirsi
Quanto poi al contestato reato di lesioni personali aggravate, nelle attività della s.r.l., fornendo disposizioni cogenti sulla scelta
rileva che “l’illecito doveva considerarsi oramai prescritto alla del sito di stoccaggio e sulle modalità di collocazione delle pile”, e
data di emissione della sentenza di primo grado”. che “tale potere-dovere non poteva scaturire dalla mera esecu-

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Giurisprudenza

zione dei lavori in zona militare”. Aggiunge che, “non menzio- corridoio del secondo piano al lastrico solare con lucernai in
nando l’esistenza di deleghe in materia di sicurezza a carico questione; avere omesso di interdire in maniera idonea l’accesso
dell’imputato”, si è desunta “la sua posizione di ‘garante di al predetto lastrico solare ovvero avere omesso di segnalare in
fatto’ sulla base della presunta continua ingerenza dell’Aeronau- maniera adeguata la situazione di pericolo relativa a tale accesso;
tica Militare nei lavori, senza fornire elementi per stabilire in cosa avere omesso di informare specificamente e di addestrare i
si concretizzasse la suddetta intromissione e se essa fosse collaboratori scolastici ed i lavoratori della scuola con riguardo
ascrivibile alla persona dell’imputato, dei cui reali compiti non alle modalità di apertura e di chiusura del lastrico e avere omesso
si ha contezza certa”. Questo l’insegnamento di fondo: “Nel- di disciplinare adeguatamente la gestione delle chiavi di chiusura
l’ambito dello stesso organismo, può riscontrarsi la presenza di della porta finestra che dava accesso al lastrico, avere omesso di
molteplici figure di garanti. Ciò suggerisce che l’individuazione segnalare il pericolo di caduta dall’alto attraverso i fragili cupolini
della responsabilità penale presuppone un’accurata analisi delle sulla copertura in questione alla provincia, ente tenuto per legge
diverse sfere di competenza gestionale ed organizzativa all’in- alla manutenzione dell’istituto scolastico, ed anche avere
terno di ciascuna istituzione. Rilevano da un lato le categorie omesso di richiedere alla provincia interventi di manutenzione
giuridiche e i modelli di agente, dall’altro i concreti ruoli esercitati idonei a migliorare la situazione della sicurezza quanto, appunto,
da ciascuno. Si tratta di una ricognizione essenziale per un’im- al rischio di caduta dall’alto”. Molteplici sono gli insegnamenti
putazione personalizzata, in conformità ai principi che governano impartiti dalla Sez. IV nel confermare la condanna degli imputati.
l’ordinamento penale; ciò al fine di evitare l’indiscriminata, quasi A) Per cominciare, al RSPP, la Sez. IV addebita “la mancata
automatica attribuzione dell’illecito a diversi soggetti”. valutazione del rischio precipitazione, essendo il solaio pros-
simo ad un corridoio da cui si accedeva alle aule frequentate dei
ragazzi, la omessa apposizione di cartelli di divieto, la omessa
DIRIGENTE E RSPP DELLA SCUOLA CONDANNATI informazione ed omessa formazione del personale circa il
PER INFORTUNIO AD ALUNNO rischio di caduta, la omessa regolamentazione dell’apertura e
della chiusura della porta e dell’impiego e della custodia delle
Cassazione penale, Sez. IV, 12 settembre 2019 (u.p. 28 mag- chiavi del lucchetto; non senza evidenziare che erano proprio le
gio 2019), n. 37766 - Pres. Ciampi - Est. Cenci - P.M. (Conf.) concrete modalità di chiusura adottate a dimostrare la effettiva
Cocomello - Ric. P. e altro percezione del pericolo connesso, appunto, al solaio”. E in più si
richiama al “principio di diritto secondo il quale la posizione di
garanzia in capo agli addetti al servizio scolastico nei confronti
Il drammatico problema della sicurezza nelle scuole continua dei soggetti affidati alla scuola si configura diversamente a
ad occupare un posto di rilievo nella giurisprudenza (v. in seconda, da un lato, dell’età e del grado di maturazione rag-
proposito Guariniello, Il T.U. Sicurezza sul lavoro commentato giunto dagli allievi oltre che delle circostanze del caso concreto,
con la giurisprudenza, X edizione, Wolters Kluwer, Milano, e, dall’altro, degli specifici compiti di ciascun addetto, ma si
2018, pag. 383 s.). caratterizza in generale per l’esistenza di un obbligo di vigilanza
Questa volta, la dirigente scolastica e il RSPP di un liceo vengono nei confronti degli alunni, al fine di evitare che gli stessi possano
condannati per il reato di lesioni colpose gravi commesso in recare danno a terzi o a sé medesimi, o che possano essere
danno di uno studente con violazione della disciplina antinfortu- esposti a prevedibili fonti di rischio o a situazioni di pericolo”. (Su
nistica. Lo studente “si era recato a scuola per assistere all’e- questo principio v. Guariniello, op.cit., pag. 161 s).
same orale dei compagni”, “in un’aula al secondo piano B) Quanto alla dirigente scolastica, non a torto dichiaratasi “un
dell’edificio, aula alla quale si accedeva da un corridoio quadran- ‘datore di lavoro’ di tipo assai peculiare, non proprietario dell’im-
golare che delimitava, all’interno, un solaio lucernaio sui quale si mobile e privo di poteri di spesa”, la Sez. IV premette che, “in
aprivano dei cupolini, la cui finalità era fare entrare luce al piano tema di prevenzione infortuni, nelle istituzioni scolastiche, sog-
sottostante, il primo, adibito ad attività scolastiche”, “cupolini getto destinatario dell’obbligo di sicurezza è il dirigente che abbia
costruiti in materiale plastico (plexiglass) sottile pochi millimetri e poteri di gestione”, e rileva che, in forza dei “poteri di gestione
non in grado di sostenere pesi superiori a 50 kg. né urti, e non incontestabilmente riconosciuti ed effettivamente svolti”, l’im-
protetti da grate o da altri sistemi”. “L’unico accesso al solaio- putata “avrebbe potuto e, soprattutto, dovuto segnalare alla
lucernaio era costituito da una portafinestra con telaio in allumi- provincia le problematiche dell’istituto alla stessa affidato, nel
nio che si apriva nel corridoio percorribile a chi si trovasse nella caso di specie la insicurezza del solaio in questione per la pre-
scuola, porta-finestra che era antistante proprio l’aula nella quale senza di apertura coperte da fragili lucernai, illustrando la situa-
quel giorno si sostenevano le prove di maturità. La porta in zione e chiedendo e sollecitando i conseguenti interventi
questione normalmente era chiusa con un lucchetto di piccole strutturali”. Prende atto che, nella specie, “le richieste, pur in
dimensioni, che serrava due perni con dadi, e le chiavi del effetti inoltrate all’ente territoriale e ad altri soggetti pubblici, non
lucchettino erano in una bacheca a disposizione di tutti i colla- contenevano però alcuna menzione della problematica in que-
boratori scolastici ma quel giorno, come era accaduto anche in stione, che non poteva ritenersi compresa in diciture estrema-
altre occasioni in cui era molto caldo, per fare passare aria nel mente generiche relative a ‘ringhiere’, a ‘terrazzi’ e ad
corridoio la porta in alluminio veniva aperta dalla bidella. Cosa che ‘adeguamento porte’, di sicurezza e non”, preferendosi invece
quel giorno fece una collaboratrice scolastica. Lo studente, adottare “una soluzione, per così dire, ‘artigianale’, che si rivelò
essendo inciampato mentre camminava nella battuta a terra purtroppo in concreto insufficiente per eliminare il pericolo”,
della porta in alluminio, cadde in avanti, sfondò con il suo peso sicché “è nell’errato inquadramento originario e nella inidonea
il fragile cupolino che era posto a soli settanta centimetri dalla gestione nel tempo del problema che è stata rilevata la mancanza
base della porta, cadde al piano di sotto precipitando per più di di prudenza e, dunque, la colpa della dirigente scolastica”. Nega
sette metri, riportando gravi lesioni, plurime fratture, sfregio poi “l’inutilità dell’apposizione di un cartello di avviso o di pericolo,
permanente del viso ed indebolimento permanente della teca che certo non avrebbe impedito la caduta, ricostruita, come
cranica”. Addebiti mossi agli imputati: “avere omesso di valutare accidentale, del giovane, ma che avrebbe richiamato l’attenzione
il rischio di caduta dall’alto nell’elaborazione del documento di della bidella sulla pericolosità di tenere la porta aperta”. Spiega
valutazione dei rischi della scuola, quanto all’accesso dal che “l’addebito fondamentale alla preside consiste sia nel

624 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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mancato inquadramento ab origine del rischio rappresentato la condotta omissiva ascritta agli imputati”, e ciò in quanto
dalla presenza di aperture coperte da fragili cupolini di plexiglass, “nessuna disposizione venne impartita dal dirigente scolastico,
sia nella insufficiente gestione successiva del rischio”. al fine di impedire l’accesso, laddove, per converso, è emerso
C) Un’ulteriore, utile precisazione concerne il concetto di che la preside omise di valutare il rischio, nonché di fornire al
“luogo di lavoro”. A sua discolpa, l’imputata esclude che “il personale informazioni ed adottare misure dirette a prevenire
lastrico ove si è verificato l’infortunio possa essere definito conseguenze pericolose”.
‘luogo di lavoro’ o ‘pertinenza’ dello stesso, essendo estraneo
a qualsiasi attività scolastica, non accessibile, in concreto PECULATO PER PAGAMENTO DI OBLAZIONE DA PARTE
segregato e da non inserirsi nel D.V.R.”. Ma la Sez. IV sotto- DI SOCIETÀ IN HOUSE PER CONTRAVVENZIONI
linea “la sicura riconducibilità dell’area in questione alla
ANTINFORTUNISTICHE
nozione di luogo di lavoro ovvero luogo ad esso equiparato,
trattandosi di pertinenza del corridoio dal quale si accedeva alle Cassazione penale, Sez. VI, 16 settembre 2019 (u.p. 13 giu-
aree scolastiche, corridoio nel quale transitavano e staziona- gno 2019), n. 38260 - Pres. Petruzzellis - Est. Bassi - P.M.
vano sia studenti che personale scolastico, comunque colle- (Conf.) De Masellis - Ric. C.
gato all’ambiente propriamente scolastico ovvero da esso non
sufficientemente segregato”. (Circa il concetto di luogo di
lavoro v. Guariniello, op.cit., pag. 921 s.). Sequestro preventivo di beni per un valore pari al profitto dei
D) Altro chiarimento. La dirigente scolastica contesta che reati di peculato ascritti al dirigente dell’area finanza e bilancio
“l’alunno infortunatosi fosse destinatario della posizione di di una società in house del comune incaricata dei servizi e delle
garanzia dell’imputata, non essendo un lavoratore dipendente attività connesse alla tutela dell’igiene e della sicurezza
né un addetto alla pulizia e alla manutenzione del lastrico posto ambientale, in particolare “per avere concorso con altri nel-
al secondo piano ed essendo non più un allievo dell’istituto ma, l’appropriazione di somme di cui aveva la disponibilità per
ormai, un visitatore-accompagnatore estraneo alla scuola, in ottenere l’estinzione dei reati contravvenzionali attribuiti a
quanto aveva già sostenuto pochi giorni prima, superandolo, soggetti coindagati che rivestivano cariche all’interno della
l’esame di maturità”. La Sez. IV replica che “il ragazzo era medesima società (presidente del c.d.a., dirigente dell’area
legittimamente all’interno della scuola, in quanto assisteva alle manutenzione strade delegato per la sicurezza, tre capisqua-
prove orali degli esami di maturità, il cui svolgimento è pub- dra)”. Si era, infatti, accertato che l’indagato, “approfittando
blico”. Inoltre, “perché possa ravvisarsi l’ipotesi del fatto della veste dirigenziale ricoperta, avrebbe distratto risorse
commesso con violazione delle norme dirette a prevenire gli della società ai fini del pagamento delle sanzioni pecuniarie
infortuni sul lavoro, è sufficiente che sussista tra siffatta vio- inflitte ad amministratori e dirigenti persone fisiche per viola-
lazione e l’evento dannoso un legame causale, il quale non può zioni in materia di sicurezza sul lavoro danti luogo a responsa-
ritenersi escluso solo perché il soggetto colpito da tale evento bilità penale personale dei singoli addetti”.
non sia un lavoratore dipendente (o soggetto equiparato) Nel confermare il sequestro preventivo, la Sez. VI sviluppa
dell’impresa obbligata al rispetto di dette norme, ma ricorre un’avvincente analisi articolata in più punti. Premette che “la
tutte le volte che il fatto sia ricollegabile alla inosservanza delle normativa in materia di sicurezza e di igiene del lavoro prevede
norme stesse secondo i principi dettati dagli artt. 40 e 41 c.p.”. una duplice tipologia di sanzioni, di natura amministrativa e
E) Infine, la Sez. IV non accoglie l’argomentazione difensiva penale”, e che “a tali profili di responsabilità può aggiungersi
tesa a “dimostrare la interruzione del nesso di causalità per la responsabilità civile dell’autore del fatto illecito nei confronti
effetto della condotta, stimata esorbitante, imprevedibile, ine- del soggetto che sia stato eventualmente danneggiato”. Precisa
vitabile ed abnorme, della bidella, non autorizzata ad aprire che, “in relazione agli illeciti di natura amministrativa, trova
quella porta, condotta causativa di un rischio non governabile applicazione l’art. 6, commi 3 e 4, della legge 24 novembre
dall’imputata che era quel giorno legittimamente assente e 1981, n. 689, là dove prevede la responsabilità della persona
sostituita in sede da figure vicarie e che, in realtà, avrebbe giuridica (datore di lavoro) al pagamento della sanzione in solido
correttamente regolamentato la custodia delle chiavi”. In pro- con l’autore - persona fisica - della violazione (responsabile legale
posito, prende atto che “non era stato, in realtà, adottato alcun o mero dipendente dell’ente) che abbia commesso l’illecito
provvedimento che disciplinasse la chiusura, né l’eventuale nell’esercizio delle proprie funzioni o incombenze, salvo il
apertura della porta che consentiva l’accesso al solaio, né era regresso nei confronti di quest’ultimo”. Osserva che, per contro,
stato correttamente formato o informato il personale scolastico “quanto ai reati contemplati dalla normativa antinfortunistica de
né era stata regolamentato l’aspetto della custodia delle rela- qua, versandosi in materia penale in relazione alla quale la
tive chiavi”. Per giunta, “la circostanza che il giorno dell’infor- responsabilità è personale, l’ente (datore di lavoro) non può
tunio la preside non fosse presente in istituto, in quanto rispondere penalmente delle contravvenzioni commesse dal
impegnata come commissario d’esame in altra scuola, e che proprio legale rappresentante o dipendente, salvo non ricorrano
la stessa avesse provveduto a nominare due vicari, non può i presupposti per la responsabilità ‘amministrativa’ derivante da
essere considerata una causa di esonero dalla sua responsa- reato ai sensi del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 (segnatamente ex
bilità, dal momento che quest’ultima risulta contestata con art. 25-septies, per omicidio o lesioni gravi o gravissime com-
riferimento non all’osservanza degli obblighi di vigilanza, messi con violazione delle norme sulla tutela della salute e
bensì al momento genetico della programmazione della sicu- sicurezza sul lavoro)”. Rileva ancora che “la persona giuridica
rezza, e, in particolare, della valutazione del rischio specifico può invece essere chiamata a rispondere sul piano civile delle
concernete l’accesso al lastrico solare e la caduta dal lucer- conseguenze pregiudizievoli provocate dal proprio addetto in
naio”. Né “la condotta della collaboratrice scolastica che quel forza della previsione dell’art. 2049 c.c., che contempla espres-
giorno era in servizio presso l’istituto scolastico ed era addetta samente la responsabilità - per fatto altrui - del datore di lavoro
alla vigilanza sul piano in cui si è verificato l’infortunio, consistita per i danni cagionati dai propri dipendenti nell’esercizio delle
nel consentire che la porta-finestra di accesso al solaio fosse incombenze a cui sono adibiti”. Nel prendere poi in considera-
aperta, allo scopo di arieggiare l’ambiente circostante, può zione “la responsabilità civile della P.A. per il reato commesso dal
considerarsi idonea ad interrompere il nesso di causalità con dipendente”, la Sez. VI sottolinea che “l’ente può essere

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 625


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chiamato a rispondere civilmente soltanto qualora, tra il fatto che “la destinazione all’estinzione di tali contravvenzioni delle
dannoso e le mansioni esercitate, sussista un rapporto di occa- risorse dell’ente, vincolate alla realizzazione di un interesse
sionalità necessaria, che ad esempio ricorre quando il soggetto pubblico (segnatamente allo svolgimento di servizi connessi
compie l’illecito sfruttando comunque i compiti svolti, anche se alla tutela dell’igiene e della sicurezza ambientale) presuppone
ha agito oltre i limiti delle sue incombenze e persino se ha violato nondimeno l’adozione di un provvedimento formale da parte
gli obblighi a lui imposti, dovendo essere escluso detto rapporto dell’organo d’amministrazione, previa verifica dell’esistenza di
solo quando il dipendente, nello svolgimento delle mansioni norme interne legittimanti la fuoriuscita di cassa e di uno
affidategli, commette un illecito penale per finalità di carattere specifico interesse della società alla pronta estinzione degli
personale, di fatto sostituite a quelle dell’ente pubblico di appar- illeciti (connesso ai profili di responsabilità civile - e non penale -
tenenza ed, anzi, in contrasto con queste ultime”. Aggiunge che sopra delineati)”. Prende atto che un “provvedimento formale
“la persona giuridica può essere chiamata a rispondere del non risulta essere mai stato deliberato dalla persona giuridica,
pagamento della sanzione pecuniaria applicata al proprio legale là dove l’indagato ordinava il pagamento di cospicue somme
rappresentante, amministratore o dipendente ai sensi dell’art. prelevate dalla cassa dell’ente appuntando di suo pugno il
197 c.p., allorché si tratti di reato che costituisca violazione degli riferimento alla delibera adottata dal c.d.a. della s.p.a. in effetti
obblighi inerenti alla qualità rivestita dal colpevole ovvero com- mai adottata”. Con la conseguenza che “correttamente si è
messo nell’interesse dell’ente”. stimato sussistente il fumus del reato di peculato posto a base
A questo punto, riannodando le fila del proprio discorso, la Sez. del provvedimento ablativo”, sul presupposto che l’indagato,
VI ricorda che, “in relazione alle contravvenzioni in materia di “nell’ordinare l’estinzione di reati contravvenzionali contestati
sicurezza e di igiene del lavoro, l’adempimento alle prescrizioni ai dipendenti della società con l’impiego di risorse dell’ente,
impartite dall’organo di vigilanza e il pagamento della sanzione abbia conferito al denaro pubblico - di cui aveva la disponibilità
amministrativa effettuato, ai sensi dell’art. 24 D.Lgs. 19 giuridica in virtù dell’ufficio ricoperto - una destinazione non
dicembre 1994, n. 758, dal legale rappresentante della società conforme agli scopi di pubblico interesse ad esso sottostanti,
fa scattare l’effetto estintivo a favore del contravventore, stante l’assenza di un provvedimento formale ricognitivo del-
amministratore o dipendente dell’ente all’epoca dell’accerta- l’esistenza di un obbligo giuridico o comunque di un interesse,
mento” (v., in proposito, Cass. 28 agosto 2017, in Dir.prat.lav., concreto ed effettivo, della persona giuridica a provvedere in
2017, 37, pag. 2251, alla cui nota si rinvia per ulteriori riferi- tale senso”.
menti). Ne ricava che “l’ente può legittimamente provvedere
al (tempestivo) pagamento in sede amministrativa della VALUTAZIONE DEL RISCHIO RELATIVO ALLA PRESENZA DI CANI
somma di denaro (pari al quarto del massimo dell’ammenda
IN AZIENDA
stabilita per la contravvenzione commessa) in luogo del pro-
prio addetto o soggetto apicale, così da determinare - qualora Cassazione penale, Sez. IV, 18 settembre 2019 (u.p. 17
ricorra anche l’ulteriore condizione dell’adempimento tempe- luglio 2019), n. 38583 - Pres. Piccialli - Est. Pavich - P.M.
stivo alla prescrizione impartita dall’organo di vigilanza - l’ef- (Conf.) Cardia - Ric. D.L.
fetto estintivo del reato contravvenzionale contestato”. Nota
come, “in capo alla persona giuridica, possa ravvisarsi uno
specifico interesse all’estinzione del reato contravvenzionale Singolare è la vicenda al centro di questa sentenza: il legale
commesso dal proprio addetto nello svolgimento dell’attività rappresentante di una s.r.l. disponente di due piazzali è con-
lavorativa per conto dell’ente stesso in relazione ai profili di dannato per omicidio colposo in danno di un autotrasportatore
responsabilità civile per il fatto del dipendente, salva sempre la trovato morto in uno dei due piazzali adibito alla sosta degli
possibilità di rivalsa nei confronti di quest’ultimo ove ne ricor- autocarri con il corpo straziato e circondato da otto cani di taglia
rano i presupposti”. Chiarisce che, “ferma la possibilità per medio-grossa.
l’ente di provvedere al pagamento della sanzione amministra- Nel confermare la condanna, la Sez. IV osserva che l’impu-
tiva con valenza estintiva della contravvenzione elevata al tato, “nella sua qualità, era responsabile della sicurezza per le
proprio dipendente, l’impiego di risorse economiche della persone presenti o in transito nell’area utilizzata dalla sua
persona giuridica a detto fine presuppone l’adozione di un società, e, non curandosi della persistente e notoria presenza
atto formale da parte dell’ente che deliberi l’uscita di cassa, dei suddetti animali, costituenti notorio pericolo per chiunque
seguendo le procedure interne previste dal proprio statuto o si trovasse per qualsivoglia motivo nella suddetta area, ha
comunque dal regolamento interno nonché previa verifica dei certamente agito in modo quanto meno negligente ed ha
relativi presupposti”. Con riguardo al caso di specie, ammette altresì posto in essere una violazione degli obblighi datoriali,
che, “in linea teorica, la società in house del comune (incari- di portata generale, relativi alla prevenzione e alla valutazione
cata dei servizi e delle attività comunque connesse alla tutela dei rischi presenti nei luoghi di lavoro, di cui all’art. 15 D.Lgs.
dell’igiene e della sicurezza ambientale) poteva legittima- n. 81/2008, obblighi che il datore di lavoro ha nei confronti di
mente impegnare risorse dell’ente per provvedere al paga- tutti i soggetti che prestano la loro opera nell’impresa, senza
mento della sanzione in forma ridotta prevista ai fini distinguere tra lavoratori subordinati e persone estranee
dell’estinzione dei reati attribuiti ai propri dipendenti”. Spiega all’ambito imprenditoriale” (circa la tutela dei terzi v. Guari-
che “si trattava di contravvenzioni derivanti da violazioni della niello, Il T.U. Sicurezza sul lavoro commentato con la giuri-
normativa in materia di infortuni sul lavoro strettamente con- sprudenza, X edizione, Wolters Kluwer, Milano, 2018, pag.
nesse all’attività della società, contestate a soggetti che rive- 180 s.). Aggiunge che, “con tale violazione, riferita a un
stivano cariche all’interno della medesima società”, dalle quali pericolo a lui noto (il cui concretizzarsi era perciò certamente
avrebbero potuto discendere le responsabilità dell’ente ai prevedibile) e non adeguatamente fronteggiato, l’imputato
sensi degli artt. 2049 cod. civ. e 197 cod. pen., tali da far ha creato le condizioni perché si verificasse l’aggressione ai
sorgere in capo alla società un interesse legittimo - sebbene danni del deceduto ad opera dei cani presenti in uno dei
non un obbligo - al pagamento tempestivo delle sanzioni in piazzali della ditta comunicante con quello ove avvenne il
forma ridotta con valenza estintiva dell’illecito. Pone in risalto tragico episodio”.

626 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Casi e Questioni

ISL risponde
SICUREZZA DEL LAVORO PER OPERATORI DI VOLO - il lavoro per turni protratti e con sfasamento degli orari che ha
un impatto diretto sul ritmo circadiano, dunque sulla regola-
Il RLS di una compagnia di voloritiene che nel DVR non zione endocrina e di conseguenza su alcuni meccanismi cel-
vengano particolarmente approfonditi i rischi legati al lulari che, se perturbati, possono più facilmente condurre alla
lavoro in altitudine, che ovviamente rappresenta una sregolazione cellulare ed alla formazione di masse tumorali;
particolarità specifica del lavoro. Come è regolamentata - l’esposizione ad alcune sostanze chimiche - particolarmente i
questa fattispecie? ritardanti di fiamma - che seppur in minima parte vengono
veicolate in cabina.
Il rischio descritto dal lettore si prefigura come uno dei rischi Questi elementi dovrebbero essere sufficienti per conside-
“non normati”, ovvero di quegli elementi a cui la legge non fa rare accuratamente l’altitudine come specifico fattore di
espresso riferimento in un titolo o in un allegato tecnico, e per il rischio da valutare per il personale di volo, congiuntamente
quale dunque valgono le previsioni dell’art. 15 TUSL che ha ad altri fattori di rischio caratteristici di queste mansioni.
introdotto l’obbligo di valutare tutti i rischi. Naturalmente,
quando un rischio non è normato, è certamente più difficile Giuseppina Paolantonio - Consulente e formatrice in
riscontrarne la presenza nel processo di lavoro e valutarne materia di sicurezza del lavoro e del prodotto
l’impatto in termini di probabilità di contrarre un danno di una
data gravità. Tuttavia su questo specifico fattore esiste da LE PROCEDURE DI SICUREZZA NELLE OPERAZIONI DI
qualche anno letteratura che permette di affermare che si tratti
SALDATURA
effettivamente di un fattore di rischio per varie patologie.
Il primo passaggio sarà quindi, come per tutti i rischi normati e Il datore di lavoro di un’azienda metalmeccanica ha deciso
non, riscontrarne la presenza nell’ambito di lavoro e compren- di collocare alcune postazioni di saldatura (saldo-brasa-
dere chi vi sia esposto: questa fase, come correttamente ture). I metalli da fondere sono principalmente acciai
osserva il lettore, non è in questo caso di difficile compimento. inossidabili. Quali sono le procedure da mettere in atto
Dato questo presupposto, sussiste a carico del datore di lavoro al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori?
l’obbligo di valutare il rischio derivante e di individuare i sog-
getti esposti e le circostanze che determinano l’entità del L’esposizione continua ai fumi di saldatura può causare numerosi
rischio, con l’obiettivo ultimo di definire le possibili misure di problemi ai lavoratori perché, quando vengono inalati, sono
miglioramento. assorbiti attraverso i polmoni nel sangue, nelle cellule nervose
Il lavoro in altitudine è un fattore di rischio per diverse del cervello, nel midollo spinale ed in altri importanti organi,
circostanze: causando gravi effetti sulla salute sia a breve, sia a lungo termine.
─ ad alta quota si può verificare ipossia ipobarica, che pur non Durante le operazioni di saldatura si producono inquinamenti
risultando pericolosa per persone in condizioni normali di derivanti ad esempio dai gas generati dall’arco elettrico nella
salute, può determinare mal di testa, irritabilità, stanchezza e saldatura ad arco, come ad esempio ossido di azoto, ossido di
occasionali perdite di memoria; carbonio, azoto o prodotti della pirolisi, o dai fumi e materiali
─ l’apparato uditivo è sottoposto a sbalzi pressori, con note- generati dai metalli di fusione. La saldatura degli acciai inossidabili
vole necessità di adattamento e la possibilità di contrarre può inoltre presentare problemi maggiori, a causa della presenza
deficit uditivi; di alcuni materiali di transizione, come cromo, nichel, mobildeno
─ la combinazione dei movimenti dell’aereo e delle elevate e manganese, che fanno sì che gli stessi metalli e i relativi
altitudini può indurre cinetosi, che oltre al disagio prodotto in sé composti ossidati risultino più pericolosi per la salute.
può a sua volta rendere maggiormente pertinenti i rischi infor- Nella saldatura autogena il metallo da saldare partecipa diret-
tunistici legati alla perdita di equilibrio indotta dalle turbolenze tamente alla giunzione in quanto le superfici e i bordi vengono
del volo. fusi. Per riempire lo spazio creatosi viene utilizzato un metallo
L’acclimatazione, adeguati periodi di riposto tra un volo e l’altro di apporto che ha caratteristiche molto simili al materiale base.
ed una scrupolosa sorveglianza sanitaria - specie per l’indivi- Nella saldo-brasatura il metallo di base subisce solo un riscal-
duazione di soggetti ipersuscettibili, quali coloro con predispo- damento in quanto a subire la fusione è solo il metallo di
sizione a patologie polmonari o cardiovascolari o con co-fattori apporto; così facendo si raggiungono temperature inferiori
di rischio per l’apparato vestibolare e quello uditivo - possono rispetto alla saldatura autogena.
ridurre l’impatto o l’occorrenza di questi rischi. Si consiglia di rilevare, con cadenza almeno annuale (o
Tuttavia, è necessario considerare che il lavoro ad elevate quote secondo le prescrizioni derivanti dalle analisi condotte), dei
comporta anche una maggior esposizione alle radiazioni ioniz- campionamenti ambientali (per valutare gli aerodispersi
zanti cosmiche: ciò è sempre stato oggetto di timori nel settore generali negli ambienti di lavoro in prossimità delle postazioni
ma da poco una ricerca dell’università di Harvard pubblicata nel di saldatura,) e personali (con misuratore collocato sull’ad-
2018 ha definito le conferme specifiche rispetto all’incidenza di detto), in modo da registrare gli effettivi valori di emissione
tumori nel personale viaggiante, che risulta essere maggiore per degli inquinanti, che non devono superare il valore limite di
tumore del seno, melanoma e tumori cutanei diversi dal mela- esposizione professionale.
noma. Su questa evidenza di rischio, ci possono essere anche Poiché le saldature ad arco elettrico possono superare i valori
diversi fattori concausali, specialmente quelli che interferiscono limite previsti per la radiazione UV, riveste un ruolo dominante,
col sistema endocrino, come ad esempio:

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 627


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Casi e Questioni

nell’adozione delle misure di prevenzione e protezione, l’impiego 169:2003; guanti da saldatore: secondo la norma UNI EN
di dispositivi di protezione individuale adeguati al rischio (in 388:2017; grembiule in cuoio; secondo la norma UNI EN
particolare, secondo il tipo di saldatura, vetri inattinici). Tutte le ISO 11611:2015; ghette secondo la norma UNI EN ISO
postazioni di saldatura devono essere protette da barriere mobili 11611:2015);
oscuranti, in modo da garantire una protezione contro le radia- — condurre l’operazione sotto cappa di aspirazione, anche a
zioni ottiche artificiali dei non addetti ai lavori. È comunque braccio mobile, o all’aperto;
importante la valutazione strumentale delle radiazioni ottiche — convogliare all’esterno l’espulsione dei fumi aspirati senza il
artificiali con cadenza almeno quadriennale. ricircolo dell’aria.
Le operazioni di saldatura generano inoltre inquinamento elet- Procedura in dettaglio per l’utilizzo delle cappe aspiranti:
tromagnetico, pertanto sarà necessario provvedere all’analisi — mantenere il braccio aspirante libero da lacci per evitare di
e valutazione strumentale, con cadenza almeno quadriennale, strozzare la parte terminale, che deve poter essere manovrata
dei campi elettromagnetici, e apporre i cartelli di segnalazioni in modo fluido verso ogni angolo in base alle necessità
relativi alla presenza di operazioni di saldatura e quelli relativi ai lavorative;
campi elettromagnetici. — posizionare la parte terminale vicino alla zona di saldatura: il
In relazione ai lavoratori particolarmente sensibili al rischio, le modo più efficiente per controllare i fumi di saldatura è di
attività di saldatura devono essere precluse ai lavoratori portatori catturarli alla fonte, il più vicino possibile alla sorgente di emis-
di dispositivi medici impiantati, nonché ai lavoratori non addetti a sione, prima che essi attraversino la zona di respirazione dei
tali attività e, in particolare, ad eventuali lavoratrici gestanti o lavoratori;
minorenni. — spostare la parte terminante del braccio ogni qual volta ci si
Cosa fare prima, durante e dopo le operazioni di saldatura: sposta con il pezzo da saldare e riposizionare quest’ultimo
— sottoporre tutte le attrezzature di saldatura a regolare come sopra descritto;
manutenzione e controllo. le manutenzioni ed i controlli — verificare la pulizia dei filtri regolarmente;
devono essere regolarmente annotati su apposito registro di — segnalare tempestivamente al datore di lavoro nel caso si
controllo delle attrezzature di lavoro; riscontrino anomalie o difficoltà di utilizzo del braccio aspi-
— non svolgere operazioni di saldatura in luoghi con atmosfera rante, il suo raggio estendibile deve poter arrivare da un
esplosiva; estremo all’altro del pezzo da saldare;
— sottoporre gli addetti alla saldatura a specifica sorveglianza — mantenere le bombole dei gas, a servizio delle opera-
sanitaria che verrà decisa dal medico competente; zioni di saldatura, in una zona che non le sottoponga al
— formare gli addetti da personale qualificato ed informarli su diretto irraggiamento delle radiazioni solari, lontano da
tutti i rischi relativi alle lavorazioni di saldatura e ai relativi fonti di calore e ancorate a muro o a carrello tramite
metalli saldati; catenella.
— dotare gli addetti di idonei DPI (maschera da saldatore con
vetro inattinico; secondo le norme UNI EN 166:2004 - UNI EN Sonia Solano - Tecnico di prevenzione

628 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Finanziamenti
12 novembre 2019 – 18 dicembre 2019

Finanziamenti per la sicurezza


a cura di Bruno Pagamici - Studio Pagamici, Macerata (*)

Nazionale
Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 2 agosto 2019, Gazzetta Ufficiale 20 settembre 2019, n. 221: bando
“Fabbrica intelligente, Agrifood e Scienze della vita”; Decreto direttoriale 2 ottobre 2019, Gazzetta Ufficiale 8
ottobre 2019, n. 236: approvazione termini e modalità per la presentazione delle proposte progettuali attraverso la
procedura negoziale

Sostegno a progetti di R&S in materia di sicurezza sul lavoro


ITALIA - Presentazione domande: dal 12 novembre 2019, fino ad esaurimento fondi
Il bando “Fabbrica intelligente, Agrifood, Scienze della vita”, varato dal Ministro dello Sviluppo Economico con decreto 2
agosto 2019, mette a disposizione agevolazioni in favore delle imprese che sviluppano progetti di ricerca e sviluppo in
materia di sicurezza sul lavoro.
In particolare, i progetti potranno essere diretti allo sviluppo delle seguenti tematiche di ricerca:
• sviluppo di nuovi materiali e nuove tecnologie per la sicurezza sul posto di lavoro;
• tecnologie e metodi per la fabbrica per le persone;
• interazione intelligente uomo-macchina.
Le proposte presentate dovranno:
• prevedere spese e costi ammissibili compresi tra 5 e 40 milioni di euro;
• essere avviate successivamente alla data di presentazione della proposta progettuale e, comunque, pena la revoca,
non oltre 3 mesi dalla data del decreto di concessione dell’agevolazione. Per data di avvio del progetto di ricerca e
sviluppo si intende la data del primo impegno giuridicamente vincolante a ordinare attrezzature o di qualsiasi altro
impegno che renda irreversibile l’investimento oppure la data di inizio dell’attività del personale interno, a seconda di
quale condizione si verifichi prima;
• avere una durata non superiore a 36 mesi e, comunque, compatibile con il raggiungimento degli obiettivi previsti dallo
specifico accordo per l’innovazione, ovvero una durata più breve se reso necessario dalla normativa di riferimento per il
cofinanziamento con risorse europee. Su richiesta motivata del soggetto beneficiario, il Ministero dello Sviluppo
Economico potrà concedere una proroga del termine di ultimazione del progetto non superiore a 12 mesi, qualora
compatibile con i termini previsti dall’Accordo per l’innovazione;
• qualora presentate congiuntamente da più soggetti, prevedere che ciascun proponente sostenga almeno il 10% dei
costi complessivi ammissibili, se di grande dimensione, e almeno il 5% in tutti gli altri casi.
Potranno beneficiare delle agevolazioni:
• le imprese che esercitano un’attività industriale diretta alla produzione di beni e servizi o un’attività di trasporto per
terra, per acqua o per aria (di cui ai nn. 1 e 3, art. 2195, cod. civ.), comprese le imprese artigiane;
• le imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
• le imprese che svolgono attività ausiliarie delle precedenti (di cui al n. 5, art. 2195, cod. civ.);
• i centri di ricerca.
I progetti potranno essere realizzati anche in forma congiunta, fino ad un massimo di 5 soggetti co-proponenti (in tal caso
potranno beneficiare delle agevolazioni anche gli organismi di ricerca), mediante il ricorso allo strumento del contratto di
rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione, quali, a titolo esemplificativo, il consorzio e l’accordo di partenariato.
Ai fini dell’ammissibilità, alla data di presentazione della proposta progettuale, i soggetti proponenti dovranno
possedere i seguenti requisiti:
• essere regolarmente costituiti in forma societaria ed iscritti nel Registro delle imprese. I soggetti non residenti nel
territorio italiano dovranno avere una personalità giuridica riconosciuta nello Stato di residenza come risultante
dall’omologo registro delle imprese (la disponibilità di almeno un’unità locale nel territorio nazionale dovrà essere
dimostrata almeno alla data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni);
• essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposti a
procedure concorsuali;
• trovarsi in regime di contabilità ordinaria;
• non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato,
gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
• essere in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse
dal Ministero dello Sviluppo Economico;

(*) Bruno Pagamici è Dottore commercialista, Revisore contabile e Pubblicista.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 629


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Finanziamenti
12 novembre 2019 – 18 dicembre 2019

• non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà cosi come individuata all’art. 2, punto 18 del Regolamento
(UE) n. 651/2014.
Le agevolazioni potranno essere concesse nella forma del contributo diretto alla spesa, nella misura minima del 20% dei
costi agevolabili, e, qualora previsto dall’accordo per l’innovazione, del finanziamento agevolato, nella (eventuale)
misura massima del 20% dei costi agevolabili. Il contributo alla spesa o, in alternativa, il finanziamento agevolato, potrà
essere oggetto di intervento aggiuntivo da parte della Regione/Provincia autonoma con un’ulteriore misura almeno pari
al 3%. In tal caso il Ministero incrementerà il proprio contributo alla spesa di una misura pari a quella apportata dalla
Regione/Provincia autonoma. Il finanziamento agevolato sarà concesso ad un tasso pari al 20% del tasso di riferimento
ed avrà una durata compresa tra uno e 8 anni, oltre un periodo di preammortamento fino all’ultimazione del progetto e,
comunque, nel limite massimo di 3 anni decorrenti dalla data del decreto di concessione (è facoltà dell’impresa
rinunciare, in tutto o in parte, al periodo di preammortamento).
Le proposte progettuali potranno essere trasmesse dalle ore 10.00 alle ore 19.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al
venerdì, a partire dal giorno 12 novembre 2019, utilizzando la procedura disponibile nel sito del soggetto gestore (https://
fondocrescitasostenibile.mcc.it) per la richiesta delle agevolazioni a valere sull’intervento “Decreto ministeriale 2
agosto 2019”.
L’avvenuto esaurimento delle risorse finanziarie e la chiusura dello sportello per la presentazione delle proposte
progettuali saranno comunicate tempestivamente dal Direttore generale per gli incentivi alle imprese, con proprio
decreto da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nel sito internet del Ministero dello Sviluppo
Economico.
Ricevuta la proposta progettuale, il Ministero dello Sviluppo Economico verificherà la disponibilità delle risorse
finanziarie necessarie, trasmetterà copia della proposta al soggetto gestore al fine di acquisire una valutazione di
natura tecnica e avvierà la fase di interlocuzione con le Regioni/province autonome e le altre amministrazioni pubbliche
interessate per valutare la validità strategica della proposta progettuale stessa e la loro disponibilità di cofinanziare
l’iniziativa (in misura almeno pari al 3% dei costi e delle spese ammissibili complessivi). L’indisponibilità al cofinanzia-
mento non preclude tuttavia alla definizione dell’accordo per l’innovazione in cui verranno definiti i dettagli dell’iniziativa.
In caso di esito positivo della verifica di natura tecnica, il Ministero, il soggetto proponente nonché le eventuali Regioni/
Province autonome e le altre amministrazioni pubbliche interessate a cofinanziare l’iniziativa procederanno alla
sottoscrizione dell’accordo per l’innovazione.
A seguito della sottoscrizione dell’accordo per l’innovazione, i soggetti proponenti, utilizzando la procedura disponibile
nel sito internet del soggetto gestore https://fondocrescitasostenibile.mcc.it, potranno presentare il progetto o i
progetti definitivi e la relativa domanda di agevolazioni.

Avviso n. 34/2019KIT Sicurezza, pubblicato sul sito www.fonter.it

Finanziamenti per interventi formativi su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro


ITALIA - Scadenza presentazione domande: 18 dicembre 2019
Fon.Ter. - il Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua del Terziario - ha deliberato
l’apertura della seconda finestra dell’Avviso 34/2019 Kit Sicurezza, che finanzia interventi formativi rispondenti agli
obblighi di legge in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. La dotazione finanziaria disponibile ammonta a
1.351.710 euro.
I piani formativi dovranno essere rivolti a lavoratori/trici occupati in imprese aderenti a Fon.Ter, per i quali esista l’azienda
versa il contributo della disoccupazione involontaria:
• lavoratori/trici assunti con contratto a tempo indeterminato;
• lavoratori/trici assunti con contratto a tempo determinato, in essere, di durata almeno di 3 mesi;
• lavoratori/trici stagionali che, nell’ambito dei 12 mesi precedenti la presentazione del KIT, abbiano lavorato con
contratto di durata almeno di 3 mesi alle dipendenze di aziende assoggettate al contributo dello 0,30 ed aderenti al
Fondo;
• lavoratori con contratto di apprendistato (apprendistato professionalizzante), ad esclusione della formazione
obbligatoria.
Saranno, invece, esclusi i seguenti soggetti:
• imprenditori;
• coadiuvanti;
• personale non espressamente riconducibile alle categorie di cui ai punti precedenti.
Ciascuna azienda potrà richiedere il finanziamento di percorsi diversi ed un medesimo dipendente potrà frequentare al
massimo 3 percorsi Kit. I progetti Kit dovranno essere corredati, a pena di inammissibilità, da un accordo sindacale.
La formazione dovrà essere erogata da enti di formazione e/o soggetti (personale docente) in possesso dei requisiti
previsti dal Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministro della Salute emanato in attuazione
dell’art. 6, comma 8, lett. m-bis, D.Lgs. n. 81/2008.
La domanda di contributo dovrà essere redatta esclusivamente su apposita piattaforma predisposta da Fon.Ter. sul sito
istituzionale del Fondo (www.fonter.it) ed inoltrata entro le ore 23.59 del 18 dicembre 2019.

630 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Finanziamenti
12 novembre 2019 – 18 dicembre 2019

La ricevuta (scaricabile dopo il salvataggio in piattaforma) dell’avvenuta compilazione della domanda con relativo CIP,
corredata dai documenti previsti, dovrà essere inviata al Fondo entro le ore 15.00 del 15 gennaio 2020 secondo una delle
seguenti modalità:
• a mezzo posta ordinaria all’indirizzo: via Vittorio Emanuele Orlando, 83 - 00185 Roma;
• tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) al seguente indirizzo: Formazione@pecfonter.it.a: Fon.Ter. - via Barberini 67
- 00187 Roma. L’invio di ciascuna domanda di contributo dovrà essere effettuato con un unico messaggio di Posta
Elettronica Certificata (PEC). Nel caso di presentazione, per qualsiasi motivo, della medesima domanda di contributo
con più messaggi di posta elettronica certificata inviati nella stessa giornata solare, tutti gli invii saranno considerati
irricevibili a prescindere dal loro contenuto. Il messaggio non dovrà superare la dimensione massima di 50 MB. Il limite
massimo di 50 MB si applica alla dimensione massima complessiva del messaggio, comprensivo dei file allegati.

Dalle Regioni
Decreto 7 agosto 2019, n. 336: approvazione bando relativo alla Sottomisura 4.2 del Programma di Sviluppo Rurale
2014-2020

Contributi alle imprese agroindustriali per ambienti di lavoro più sicuri


MARCHE - Scadenza presentazione domande: 5 dicembre 2019
La regione Marche concede contributi alle imprese agroindustriali per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro. Il
sostegno è previsto relativo alla Sottomisura 4.2 del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020, il cui bando per
l’annualità 2019 è stato approvato con il Decreto 7 agosto 2019, n. 336.
In particolare, saranno ammissibili le spese sostenute per:
• investimenti su immobili connessi all’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli finalizzati
alla sicurezza del lavoro oltre i livelli minimi previsti dalla normativa di riferimento in materia;
• l’acquisto di macchinari, attrezzature e impianti necessari alle operazioni di trasformazione e commercializzazione che
abbiano come obiettivo la sicurezza del lavoro oltre i livelli minimi previsti dalla normativa di riferimento in materia.
Il bando è aperto alle imprese (ad eccezione del settore vitivinicolo) che operano nel settore della trasformazione e
commercializzazione dei prodotti agricoli, di cui all’Allegato I del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea, come
prodotti in ingresso del ciclo di lavorazione, iscritte alla CCIAA con codice ATECO inerente sia l’attività di trasformazione
sia di commercializzazione e aventi almeno un’unità operativa nella Regione Marche, dove dovranno essere realizzati
tutti gli investimenti proposti.
Il contributo regionale è assegnato in conto capitale, in misura variabile dal 40% al 60% della spesa ammissibile, in
funzione del soggetto beneficiario.
Le domande di contributo dovranno essere presentate entro il 5 dicembre 2019 (ore 13:00) esclusivamente on line
utilizzando la procedura disponibile sul sito http://siar.regione.marche.it.

Dalle Camere di Commercio


Deliberazione della Giunta della Camera di Commercio di Udine 17 settembre 2019, n. 153: Bando per la concessione
di contributi per acquisizione/mantenimento di attestazioni di qualificazione per gli esecutori di lavori pubblici e per
acquisizione di certificazioni di sistema e di prodotto da parte delle PMI delle ex province di Pordenone-Udine - anno
2019

Contributi per la certificazione del sistema di gestione per la sicurezza aziendale


PORDENONE-UDINE - Scadenza presentazione domande: 16 dicembre 2019
La CCIAA di Pordenone-Udine ha aperto un bando con contributi rivolti alle PMI provinciali per l’adozione di sistemi
aziendali di gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Al beneficio, che sarà riconosciuto esclusivamente per l’ottenimento della prima certificazione, potranno accedere le
imprese, le cooperative e i consorzi, che rientrino nella definizione di micro, piccola e media impresa secondo la
normativa comunitaria, con sede e/o unità locale destinataria dell’investimento nelle ex province di Pordenone e di
Udine:
• iscritte al Registro Imprese della CCIAA di Pordenone-Udine e attive;
• in regola con il pagamento del diritto camerale, ove previsto;
• non in stato di scioglimento o liquidazione volontaria e non sottoposte a procedure concorsuali, quali fallimento,
liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo, amministrazione controllata o straordinaria;
• in regola con il regime “de minimis”;
• che rispettano, ai sensi dell’art. 73 della Legge Regionale n. 18/2003 la normativa vigente in tema di sicurezza sul
lavoro;
• che rispettano le condizioni previste da D.L. n. 95/2012, art. 4, comma 6;
• non destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9, comma 2, D.Lgs. n. 231/2001.

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 631


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Finanziamenti
12 novembre 2019 – 18 dicembre 2019

Il contributo camerale, riconosciuto nel limite del 50% della spesa ammessa e comunque fino a 5.000 euro, coprirà le
spese, sostenute (fatturate e pagate) dopo la presentazione della domanda di contributo, relative a consulenze esterne
compresi l’addestramento degli addetti, le prove di laboratorio e l’ottenimento della certificazione a cura di società
notificate o accreditate ai sensi della normativa nazionale e comunitaria.
Saranno esclusi i progetti con spesa ammissibile inferiore a 4.000 euro (IVA e analoghe imposte estere escluse).
Le spese per consulenze saranno ammissibili a condizione che il consulente o la società di consulenza svolga un’attività
professionale, così come classificata secondo i codici ISTAT ATECO risultanti dalla visura camerale o da documenta-
zione equipollente, coerente con le consulenze finanziabili. Per ogni consulenza esterna dovrà essere stipulato, tra il
soggetto promotore del progetto e il soggetto consulente, apposito contratto scritto (anche nella forma di semplice
scrittura privata) in cui vengono definiti reciprocamente il contenuto, i termini e le modalità degli impegni assunti, la
connessione e la coerenza dell’attività consulenziale con il progetto per cui si avanza richiesta di contributo, nonché il
corrispettivo pattuito tra le parti per la prestazione consulenziale (sarà parte integrante del contratto il curriculum vitae
della società di consulenza o del consulente debitamente firmato). Le consulenze dovranno essere rendicontate con
regolari fatture. Al termine della prestazione consulenziale, il soggetto consulente dovrà predisporre una relazione finale
riguardante modalità, contenuto, finalità della consulenza e obiettivi raggiunti.
La documentazione attestante la realizzazione del progetto concluso e le spese sostenute dovrà essere presentate
entro il termine di 12 mesi dal ricevimento della comunicazione del provvedimento di concessione del contributo. È
consentita la richiesta di proroga del termine per un massimo di 12 mesi a condizione che sia motivata e presentata
prima della scadenza dello stesso. Il contributo sarà liquidato in un’unica soluzione, ad ultimazione del progetto, a
seguito presentazione della documentazione di rendicontazione finale e sulla base delle risultanze dell’istruttoria del
rendiconto stesso.
Le domande di contributo dovranno essere trasmesse entro il 16 dicembre 2019 a mezzo Posta elettronica certificata
(PEC) ai seguenti indirizzi:
• per le imprese con sede destinataria dell’investimento nella ex provincia di Udine: contributi.ud@pec.pnud.cam-
com.it;
• per le imprese con sede destinataria dell’investimento nella ex provincia di Pordenone: cciaa@pn.legalmail.cam-
com.it.
Per ciascuna impresa sarà ammessa a finanziamento solamente una domanda di contributo, per localizzazione (ex
provincia di appartenenza) delle sedi destinatarie dell’investimento. Pertanto, al massimo saranno ammesse a
finanziamento 2 domande di contributo per ogni impresa se le sedi/unità locali destinatarie dell’investimento sono
localizzate nelle 2 ex province di Pordenone e Udine.

632 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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Norme UNI

Luglio e settembre 2019

Norme UNI
Luglio 2019

13.100 - Sicurezza sul lavoro. Igiene industriale

UNI 11751-1 Adozione ed efficace attuazione dei Modelli di Organizzazione e Gestione della salute e sicurezza sul lavoro
(MOG-SSL) - Parte 1: Modalità di asseverazione nel settore delle costruzioni edili o di ingegneria civile

13.110 - Sicurezza del macchinario

UNI EN ISO 13851 Sicurezza del macchinario - Dispositivi di comando a due mani - Principi per la progettazione e la scelta

UNI EN ISO 19085-10 Macchine per la lavorazione del legno - Sicurezza - Parte 10: Seghe da cantiere

13.160 - Vibrazioni ed urti in relazione agli esseri umani

UNI ISO 2631-5 Vibrazioni meccaniche e urti - Valutazione dell'esposizione dell'uomo alle vibrazioni trasmesse al corpo intero -
Parte 5: Metodo per la valutazione delle vibrazioni a carattere impulsivo

13.200 - Controllo incidenti e calamità

UNI CEN/TS 17342 Sistemi di ritenuta stradale - Sistemi di ritenuta stradale per motociclisti in grado di ridurre la severità dell’urto del
motociclista in caso di collisione con le barriere di sicurezza

13.240 - Protezione contro la pressione eccessiva

UNI EN ISO 4126-1 Dispositivi di sicurezza per la protezione contro le sovrapressioni - Parte 1: Valvole di sicurezza

13.280 - Protezione dalle radiazioni

UNI EN ISO 9698 Qualità dell’acqua - Trizio - Metodo di prova mediante conteggio in scintillazione liquida

17.240 - Misurazione delle radiazioni

UNI EN ISO 9697 Qualità dell’acqua - Attività beta totale - Metodo di prova mediante sorgente spessa

UNI EN ISO 13163 Qualità dell’acqua - Piombo 210 - Metodo di prova mediante conteggio in scintillazione liquida

UNI EN ISO 21484 Energia Nucleare - Tecnologia del combustibile - Determinazione del rapporto O/M in pasticche MOX tramite il
metodo gravimetrico

UNI ISO 11665-9 Misura della radioattività nell'ambiente - Aria: Radon-222 - Parte 9: Metodi di prova per la determinazione del
rateo di esalazione dei materiali da costruzione

23.020.30 - Recipienti a pressione, bombole per gas

UNI/TR 11752 Locali destinati al posizionamento di generatori di vapore e/o acqua surriscaldata e delle attrezzature ausiliarie

UNI CEN/TS 16769 Attrezzature e accessori per GPL - Terminologia

27.060.30 - Caldaie e scambiatori di calore

UNI/TR 11752 Locali destinati al posizionamento di generatori di vapore e/o acqua surriscaldata e delle attrezzature ausiliarie

27.120.30 - Materiali fissili

UNI EN ISO 12183 Tecnologia del combustibile nucleare - Esame per il controllo del potenziale del numero di coulomb del plutonio

UN EN ISO 12799 Energia nucleare - Determinazione del contenuto di azoto in pasticche sinterizzate di UO2, (U, Gd)O2 e (U, Pu)O2
- Metodo di rivelazione della conduttività e dell'estrazione di gas inerte

UNI EN ISO 12800 Tecnologia del combustibile nucleare - Linee guida sulla misurazione della superficie specifica delle polveri di
ossidi di uranio secondo il metodo BET

UNI EN ISO 21484 Energia Nucleare - Tecnologia del combustibile - Determinazione del rapporto O/M in pasticche MOX tramite il
metodo gravimetrico

UNI EN ISO 22765 Tecnologia del combustibile nucleare - Pasticche sinterizzate di (U, Pu)O2 - Guida per la preparazione cera-
mografica per l’esame della microstruttura

Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019 633


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Norme UNI

Luglio 2019

53.020.20 - Gru

UNI EN 13001-3-4 Apparecchi di sollevamento - Criteri generali per il progetto - Parte 3-4: Stati limite e verifica dell'idoneità del
macchinario - Ralle

93.080.30 - Attrezzature ed impianti stradali

UNI CEN/TS 17342 Sistemi di ritenuta stradale - Sistemi di ritenuta stradale per motociclisti in grado di ridurre la severità dell’urto del
motociclista in caso di collisione con le barriere di sicurezza

Settembre 2019

13.220.20 - Protezione al fuoco

UNI 11224 Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di rivelazione incendi

UNI EN 16925 Installazioni fisse antincendio - Sistemi automatici a sprinkler residenziali - Progettazione, installazione e
manutenzione

13.220.50 - Resistenza all'incendio di materiali ed elementi da costruzione

UNI EN 13381-7 Metodi di prova per la determinazione del contributo alla resistenza al fuoco di elementi strutturali - Parte 7:
Protezione applicata ad elementi di legno

UNI EN 15254-3 Applicazione estesa dei risultati da prove di resistenza al fuoco - Pareti non portanti - Parte 3: Partizioni leggere

13.280 - Protezione dalle radiazioni

UNI ISO 15080 Impianti nucleari - Penetrazioni della ventilazione per confinamenti schermati

17.140.20 - Rumore emesso da macchine ed apparecchiature

UNI ISO 9568 Cinematografia - Livelli di rumore di fondo in cinema, sale di controllo e proiezione, sale missaggio

17.180.20 - Colori e misurazioni della luce

UNI 11095 Luce e illuminazione - Illuminazione delle gallerie stradali

UNI EN 13032-4 Luce e Illuminazione - Misurazione e presentazione dei dati fotometrici di lampade e apparecchi di illuminazione -
Parte 4: lampade, moduli e apparecchi di illuminazione a LED

53.060 - Carrelli industriali

UNI EN 16842-7 Carrelli industriali semoventi - Visibilità - Metodi di prova e verifica - Parte 7: Carrelli a braccio telescopico e carrelli
dotati di sollevatore per movimentazione di container di 6 m (20 ft) di lunghezza e più lunghi

UNI EN 16842-9 Carrelli industriali semoventi - Visibilità - Metodi di prova e verifica - Parte 9: Carrelli commissionatori a presa
frontale e laterale con posto di guida elevabile

634 Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2019

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