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IMMAGINE SURREALISTA

Definizione proposta dal capofila della scuola Surrealista André Breton [dell'immagine surrealista] :

"È dalla convergenza fortuita di due termini che sorge una luce particolare, la luce dell'immagine... ...i due
termini dell'immagine... sono i prodotti simultanei dell'azione che chiamo surreale, la ragione è solo presente
per osservare e apprezzare il fenomeno luminoso”.

Questo rapporto con la luce dice che l'immagine surrealista non può provenire dalla facoltà di ragionamento,
ma proviene da di una facoltà al di là della ragione, potendo quest'ultima solo osservare questo fenomeno
miracoloso il cui significato non può essere raggiunto attraverso la logica, poiché "l'atmosfera surreale [è]
creata dalla scrittura meccanica". Infatti, l'immagine si basa principalmente [...] sull'incontro analogico [che]
avviene tra due elementi di una frase e non tra due realtà....

Anche secondo Breton, l'immagine surrealista può essere classificata in diversi modi. Tuttavia, considera una
particolare categoria, "quella con il più alto grado di arbitrarietà ...; che ci si mette di più a tradurre in
linguaggio pratico, sia perché contiene un'enorme quantità di apparente contraddizione, sia perché uno dei
suoi termini è curiosamente incoerente, o sembra che sia sensazionale, o che si stia debolmente dipanando
da solo ...o derivi da se stessa attraverso una irrisoria giustificazione formale (la “regola” o “contrainte”), o è
allucinatoria, o presta molto naturalmente all'astratto la maschera del concreto, o al contrario, implichi la
negazione di qualsiasi proprietà fisica elementare, cioè che scatena risate.

Di conseguenza, l'immagine surrealista non ammette alcuna interpretazione logica, rimane oscura
nonostante i tentativi di chiarimento, perché procede in modi diversi che fanno sì che la sua interpretazione
superi le facoltà. Ripeteremo quindi queste tecniche: in primo luogo, i due termini correlati che costituiscono
l'immagine sono incompatibili, possono quindi essere riconciliati solo in assenza di un collegamento comune
che li colleghi, da cui possiamo qualificare questo prodotto raggruppando i due poli con l'aggettivo
"arbitrario" - perché non è motivato.

Non si può quindi comprenderla come creazione di una mente attiva, ma come una fiducia fatta all'uomo
sensibile. pronto a ricevere in uno stato di passività qualsiasi ispirazione poetica. Questa produzione
surrealista può anche essere basata su uno dei suoi due costituenti in assenza dell'altro, che non si può
indovinare e le cui ragioni di assenza, così come quelle di comparsa del termine presente, non si desumono
dal contesto. Può anche essere rivolta a un significato; tuttavia, sia esso concreto o figurativo, sfugge
all'interpretazione, che rimane illusoria nel caso in cui appaia possibile, e che può essere solo sterile e inutile.
D'altra parte, che sia "allucinatoria", quindi fantastica o delirante, oppure confonda campi semantici
(astratto/creato, umano / animale...), o che sia comico, lo scopo non è altro che quello di mantenere il
carattere enigmatico dell'immagine surrealista.

Un tratto specifico dell’immagine surrealista è che può essere raggiunto anche con un effetto sorpresa, come
dice Breton: "Tutto è surreale. E’ bene che certe associazioni siano brusche quanto vogliono. Sorprendere,
quindi, la logica e la le aspettative del lettore. Di conseguenza, la sorpresa è vista come uno dei fondamenti
dell'estetica surrealista: "è l'incontro con l'ignoto, con la ricchezza del mondo e dell'essere che ha l'abitudine
di impiegare parole consumate dalla pratica inconscia".

Creata dall'automatismo, questa immagine deve essere il prodotto dell'arbitrarietà e del caso, in totale
assenza di calcolo, basato quindi sulla brusca ed enigmatica congiunzione di due termini che nulla dovrebbero
avere in principio in comune. L'immagine non è più una semplice figura di discorso, ma, per le sue stesse
dinamiche, rivela alcune possibilità inesplorate, che riesce a mettere in atto con il semplice gioco di parole.
"Si propone di riunire elementi che la logica ordinaria non riunisce, dandogli l'efficacia di un rivelatore di
aspetti nascosti della realtà e ne fa un modo per risolvere le contraddizioni"; "lungi dall'essere un miraggio,
l'immagine provoca il surreale: non è illusione ma possesso. Al suo potere di rivelare il surreale per
"disorientare" è associato la sua capacità di risolvere le contraddizioni e il desiderio disincantato.

La prima delle pratiche che Breton presenta, a livello di immagine poetica, sembra essere il meccanismo "uno
dentro l'altro", come mezzo efficace per creare le rappresentazioni più audaci. Al di là dei limiti imposti dalla
realtà, l'immaginazione liberata può permettersi di fare connessioni che sembrano le più gratuite. Tuttavia,
questa gratuità è solo superficiale e apparente, poiché il linguaggio dell'inconscio e della poesia può fare ogni
possibile deviazione per passare da una parola all'altra, grazie a un legame nascosto che esiste tra gli oggetti
indicati dalle parole, così messe in contatto. Siamo quindi nell'applicazione di una teoria delle corrispondenze
che permette di trasformare tutto in qualcos'altro, oltre che di mantenere un'effervescenza condivisa dei
sensi e delle immagini, come elementi costitutivi della mente. L'immagine poetica surrealista può essere vista
come un ponte che permette di passare da una parola all'altra, risparmiandosi la fatica di stabilire una
descrizione degli anelli che verificano questo passaggio, poiché questa catena di nuove relazioni si ricompone
per analogia, che sembra ricostituire l'attività inconscia.

Ma la valutazione del processo analogico, che consiste principalmente in un continuo scambio tra oggetti,
richiede un pensiero liberato dal sistema limitante dell'identità, costruito su una dialettica a sua volta basata
sulla distinzione tra attività vigilante e onirica. Si assiste quindi a una cancellazione dei confini comunemente
segnati tra sogno e veglia, tra poesia e ragione, tra conscio e inconscio: le contraddizioni sono davvero
superate, sostituite da considerazioni che confermano il carattere unitario della mente, come attesta
Legrand: l'analogia "specializza" le connessioni di semplice "somiglianza" e poi le generalizza (attraverso il
suo effetto induttivo) fino a una metamorfosi totale, dove le differenze collassano in ciò che hanno di inerte,
così come la dialettica "analizza" le connessioni della vecchia logica, e, dissipando le antinomie che la
bloccavano, assume il destino amplificante della "Ragione".

L'immagine si mostra così come una sintesi, come quelle illuminanti a cui mira ogni attività surrealista (tra
sogno e sonno, ragione e follia, bene e male...). Questa aspirazione a risolvere le antinomie con la forza
dell'immaginazione contribuisce a una perpetua metamorfosi degli oggetti del mondo, a una radicale
trasformazione delle apparenze reali, nonché a un'inversione dell'ordine dei processi che governano
l'universo. Da quel momento in poi, il surrealista ricostruisce il mondo secondo la propria visione, per
ricostruire se stesso, con una personalità diversa da quella che possedeva nel mondo logico. Le relazioni del
sé con l'universo vengono modificate e cambiate, attraverso la fusione totale dell'immaginario, e per
raggiungere, di conseguenza, una purezza al di là dell'alienazione del mondo reale.

Tuttavia, per realizzare questa alleanza delle cose tra loro e dell'essere nelle cose, i surrealisti non si
accontentavano dell'immaginazione e dell'analogia, ma moltiplicavano le tecniche e le pratiche, iniziando,
essenzialmente, con la scrittura automatica e l'allucinazione. Inoltre, ispirandosi alla definizione
dell'immagine di Pierre Reverdy: "L'immagine è una pura creazione della mente": "Non può nascere da un
confronto ma dall'unione di due realtà più o meno lontane": "Quanto più lontano e giusto è il rapporto tra le
due realtà unite, tanto più forte sarà l'immagine - tanto più avrà forza emotiva e realtà poetica".

I surrealisti non si accontentavano dell'immaginazione e dell'analogia, ma moltiplicavano tecniche e


pratiche, iniziando, essenzialmente, con la scrittura automatica e l'allucinazione. Breton stabilisce la sua:
"mettere a confronto due oggetti il più possibile distanti tra loro, o, con qualsiasi altro metodo, unirli in modo
improvviso e suggestivo, rimane il compito più alto a cui la poesia può aspirare ", con l'obiettivo di affermare
che l'improvviso accostamento di due oggetti estranei, prima disarticolati da categorie razionali, rianima
l'immaginazione per creare relazioni inaspettate e sorprendenti, e porta a un ritorno a una visione "normale"
delle cose. Rifiutando così la dissociazione logica delle cose, l'immagine surrealista rivela la loro unità
nascosta, accedendo a un campo di chiaroveggenza che solo i poeti autentici possono esplorare. Significa la
riconciliazione delle cose tra di loro, l'inizio della riconciliazione dell'uomo con tutte le cose e con l'universo.
Nonostante ciò, l'immagine surrealista può essere condannata e rifiutata per la sua apparente assurdità,
perché si dimentica che è il prodotto dell'inconscio; quindi, non accetta un'interpretazione logica. Ed è il sé
profondo che si esprime secondo un determinismo proprio dell'inconscio, che fa sì che dietro l'"assurdità"
del testo, si nasconda un significato particolare che è possibile spiegare solo grazie a un lavoro di
chiarificazione in grado di scoprirlo, come attesta Philippe Forest: "Il proprio dell'immagine surrealista risiede
[...] nella sua inspiegabile arbitrarietà, e cercare di ridurre questa sarebbe negare la sua singolarità. Ma se
ognuna delle immagini deve conservare la sua parte di enigma, nulla impedirà che il loro incontro finisca per
comporre un senso, il disordine della scrittura producendo spontaneamente e paradossalmente un ordine,
che è quello anche della creazione poetica lasciata a se stessa.”