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1) DARE LA DEFINIZIONE DI VELOCITA' PER UNA REAZIONE CHIMICA:

Sia data la reazione chimica generica aA + bB -> cC + dD, dove a, b, c, d sono i


coefficenti stechiometrici delle varie sostanze coinvolte
nel processo reattivo. Si definisce velocità media di reazione il rapporto fra la
variazione di concentrazione di uno dei reagenti o dei
prodotti della reazione per l' intervallo di tempo durante il quale tale variazione
avviene. Per un reagente, ad esempio A, è possibile
scrivere la sua velocità di consumo media come v = - DA/DT, mentre per un prodotto
la velocità di formazione ha forma v = DC / DT (il segno meno
nella velocità di consumo viene posto per avere sempre un segno positivo per la
velocità). Facendo tendere a zero l' intervallo di tempo
considerato, è possibile definire la velocità istantanea di consumo o formazione e
nella formula si sostituisce il delta con il simbolo di
differenziale. In una reazione però le velocità dei reagenti o dei prodotti devono
chiaramente sottostare ai coefficenti stechiometrici, perciò si
definisce la velocità media unica di una reazione una qualsiasi delle seguenti
espressioni (inserire le quattro espressioni) in quanto viene già
ingolabata la componente stechiometrica che lega fra di loro le quattro velocità.

2) SPIEGARE CHE COSA SI INTENDE PER LEGGE CINETICA E LEGGE CINETICA INTEGRATA:

Sia data una reazione generica aA + bB -> cC + dD. La legge cinetica stabilisce che
la velocità di una data reazione ad una data temperatura
è direttamente proporzionale ad una costante k detta costante cinetica e alle
concentrazioni dei reagenti ciascuno elevato ad un esponente
detto ordine di reazione relativo. In simboli v = k [A]^m [B]^n. La costante
cinetica varia al variare della temperatura, mentre i numeri m ed n
sono numeri reali (generalmente interi o frazionari sia positivi sia negativi) non
determinabili a priori, ma soltanto per via sperimentale e detti ordini di
reazione.
Si dice ordine di reazione globale la somma dei valori m+n+... di tutti gli ordini
di reazione relativi.
In generale solo se la reazione è nota avvenire in un unico atto reattivo, ossia in
un unico stadio che parte dai reagenti e arriva ai prodotti,
è possibile sostituire m ed n con i corrispondenti coefficenti stechiometrici che
compaiono nella reazione, altrimenti si deve ricorrere ad esperimenti
in cui si maniene fissa la concentrazione di un reagente e fatta variare la
concentrazione dell' altra per ricavare l' effettivo ordine di reazione.
Inoltre per reazioni che avvengono in più stadi, la velocità di reazione è
determinata sempre dallo stadio più lento.
A partire da una legge cinetica è possibile ricavare la legge cinetica integrata,
ossia una legge che consente di determinare al variare del tempo
la concentrazione di un reagente o di un prodotto nota la concentrazione iniziale.
Le leggi cinetiche integrate si ottengono
mediante integrazione dell' espressione in forma differenziale della velocità
istantanea di formazione o consumo per una delle specie coinvolte.
Le leggi cinetiche integrate più importanti sono tre: la legge di ordine 0
(scrivere espressione), la legge di ordine 1 (scrivere espressione)
e la legge di ordine 2 (scrivere espressione).

3) SPIEGARE CHE COSA SI INTENDE PER MECCANISMO DI REAZIONE:

Per meccanismo di reazione si intende l' insieme degli stadi che caratterizzano un
atto reattivo, ossia l' insieme dei processi che portano dai
reagenti ai prodotti in una reazione. Ogni stadio di un meccanismo di reazione
viene definito stadio intermedio e affinchè un meccanismo possa
ritenersi valido è necessario che la somma dei suoi stadi intermedi sia pari alla
reazione di partenza bilanciata e ogni stadio sia plausibile
da un punto di vista chimico. Per ogni stadio è possibile determinare la sua
molecolarità (numero di molecole di reagente coinvolte nella reazione),
il suo ordine di reazione (somma degli ordini di reazione relativi ai singoli
reagenti) e la sua velocità grazie alla legge cinetica secondo la quale
per una reazione aA + bB -> cC + dD, che noi supponiamo essere il nostro stadio
intermedio, la velocità di reazione è pari a v = k [A]^m [B]^n,
dove k è detta costante cinetica ed è peculiare della reazione ad una data
temperatura, [.] indica la concentrazione molare del reagente e m,n sono
numeri indicanti l' ordine di reazione relativo al reagente.
La velocità complessiva di un meccanismo di reazione non può essere determinata a
priori a partire dalla sua formula chimica, ma sono necessarie
prove sperimentali per determinare sia la costante cinetica, sia gli ordini di
reazione. La velocità complessiva è sempre determinata dallo stadio
intermedio più lento.

4) INDICARE QUALI SONO I FATTORI IN GRADO DI MODIFICARE LA VELOCITA' DI UNA


REAZIONE:

La velocità di una reazione chimica può essere influenzata da diversi fattori. Nel
caso di reazioni che avvengono in fase omogenea la velocità
dipende dalla natura dei reagenti e dei prodotti, in particolare dal tipo di legami
che devono essere formati e devono essere rotti; dalla
concentrazione dei reagenti, infatti la legge cinetica per una reazione aA + bB ->
cC + dD è della forma v = k [A]^m [B]^n per cui aumentando
la concentrazione di A e B reagenti aumenta la velocità a patto che gli ordini di
reazione siano positivi; dalla temperatura, infatti secondo
la legge di Arrhenius la costante cinetica k della reazione che compare nella
formula della legge cinetica è sensibile alla temperatura per la
relazione k = A e^(-E_attivazione)/RT dove A è detto fattore pre-esponenziale e
dipende da proprietà relative agli urti fra le molecole di
reagenti, E_attivazione è l' energia di attivazione della reazione che secondo la
teoria degli urti piò essere vista come l' energia cinetica
minima necessaria affinchè l' urto fra due particelle di reagente sia efficace e
porti all' atto reattivo, T è la temperatura e R la costante
universale dei gas; infine dalla presenza di catalizzatori, sostanze che
partecipano alla reazione aumentandone la velocità ma non vengono
consumate. Per reazioni che avvengono in fase eterogenea, un elemento importante è
la superficie di separazione fra le fasi, infatti
all' aumentare della superfice di separazione aumenta la velocità di reazione.

5) SPIEGARE IL MODELLO DI REAZIONE 'DEGLI URTI':

La teoria degli urti è un modello di reazione che consente di interpretare i


meccanismi di reazione in termini di urti fra particelle di reagente,
per esempio molecole. Tali particelle vengono approssimate a sfere che si urtano
continuamente fra di loro: se l' urto è 'sufficentemente forte',
ossia le particelle possiedono un' energia cinetica superiore ad un valore soglia
che prende il nome di energia di attivazione della reazione, allora
l' urto è detto efficace e porta all' atto reattivo e alla formazione dei prodotti,
mentre se tale valore energetico non viene raggiunto l' urto
è inefficace e le particelle 'rimbalzano' senza che alcuna reazione avvenga. L'
energia di attivazione è dunque un fattore determinante in un
meccanismo di reazione, ma non l' unico. Secondo sempre la teoria degli urti anche
la frequenza degli urti, la frazione di urti efficaci e
l' orientazione delle molecole nel momento dell' urto è importante (fattore
sterico). Maggiore è la frequenza degli urti e la frazione degli urti
efficaci, maggiore è la velocità di reazione, mentre il fattore sterico che è
espresso da un coefficente empirico minore di 1 contribuisce a
diminuire la probabilità che l' urto sia efficace.
Questa teoria inoltre consente di interpretare anche la legge empirica trovata dal
chimico Arrhenius che lega la costante cinetica di una reazione
k con la temperatura del sistema in cui avviene la reazione. L' espressione è k
= ...., A è detto fattore pre-esponenziale e contiene al suo interno
la dipendenza dalla frequenza degli urti, fattore sterico e frazione di urti
efficaci, E_a è l' energia di attivazione, R la costante universale dei
gas ed infine T la temperatura. Un' aumento di temperatura aumenta l' energia
cinetica media delle particelle e dunque la probabilità che
l' urto abbia sufficente energia per essere efficace, da cui l' aumento di k all'
aumentare di T.

6) SPIEGARE IL MODELLO DI REAZIONE 'DEL COMPLESSO ATTIVATO':

La teoria del complesso attivato rappresenta un' estensione e generalizzazione


della teoria degli urti, altro modello di reazione usato per
interpretare i meccanismi di reazione. Nella teoria del complesso attivato, o stato
di transizione, si suppone che le molecole di reagente
nel corso di una reazione si avvicinino fra di loro con una data energia cinetica
che nel corso dell' avvicinamento si converte in energia potenziale
per il principio di conservazione dell' energia. Se l' energia potenziale del
sistema formato dalle molecole di reagente supera una energia soglia
detta energia di attivazione, si forma il complesso attivato, ossia una specie
chimica non isolabile che funge da transiente fra reagenti e
prodotti. Nel complesso attivato sono presenti legami chimici parziali derivanti
dai reagenti e nuovi legami chimici che si formano che
caratterizzano i prodotti. A seguito di questa fase la reazione decorre nella
formazione dei prodotti. Se però l' energia potenziale non fosse
sufficente ed inferiore al valore di soglia, il complesso attivato non si forma e
l' atto reattivo non si realizza.
L' energia di attivazione della reazione, fattore fondamentale nello studio del
meccanismo di reazione, viene così interpretato come l' energia
potenziale del complesso attivato e compare come una massimo relativo in un profilo
di reazione, un grafico che consente di osservare come varia
l' energia potenziale del sistema a seconda del grado di avanzamento della
reazione. Nell' ambito della teoria degli urti invece questa proprietà
veniva interpretata come l' energia cinetica minima necessaria affinchè l' urto fra
due particelle di reagente fosse efficace, ossia portasse
all' atto reattivo e alla formazione dei prodotti.
Anche con il modello del complesso attivato è possibile dare una spiegazione dei
parametri che innfluenzano la velocità di reazione: la temperaura
consente di innalzare la velocità di reazione dato che aumenta la frazione di
particelle del reagente con energia cinetica tale da poter
creare il complesso attivato; la concentrazione dei reagenti influisce aumentando
la frequenza degli urti e perciò la probabilità che due molecole
di reagente possano dar vita al complesso attivato.

7) SPIEGARE CHE COSA È UN' CATALIZZATORE E COME INFLUENZA LA VELOCITA' DI REAZIONE:

Il catalizzatore è una sostanza che può intervenire nel corso di una reazione,
senza però essere consumato, aumentando la velocità della reazione
stessa. La concentrazione di catalizzatore all' inizio e alla fine della reazione è
uguale. Il modo con cui il catalizzatore incrementa la velocità
di una reazione è legato al concetto di energia di attivazione, ossia l' energia
minima necessaria che, secondo la teoria del complesso
attivato, due particelle di reagente devono possedere per dar vita al complesso
attivato (specie chimica non isolabile che funge da transiente
fra reagenti e prodotti) e all' atto reattivo. Il catalizzatore infatti offre ai
reagenti un meccanismo di reazione con energia di attivazione
inferiore rispetto a quello originario, incrementando così le probabilità che due
particelle abbiano energia maggiore o uguale all' energia di
attivazione e possano così reagire fra di loro. I catalizzatori possono essere
suddivisi in catalizzatori omogenei, ossia aventi la stessa fase
delle specie chimiche coinvolte nella reazione, oppure eterogenei se di fasi
diverse. I catalizzatori eterogenei in particolare agiscono
adsorbendo le particelle di reagente, indebolendo i loro legami e facilitando la
reazione con altre particelle. È possibile il cosiddetto
avvelenamento del catalizzatore quando una specie viene adsorbita in maniera troppo
violenta occupando permanentemente il sito di adsorbimento
e impedendo ulteriori reazioni. Questo fenomeno ad esempio è sfruttato da alcuni
farmaci per inibire l' effetto di alcuni enzimi che catalizzano
reazioni che provocano dolore (infiammazioni).
Ricordando la relazione di Arrhenius per la costante cinetica di una data reazione,
ovvero k = ...., è possibile scriverla come ln k = lnA -
E_a/RT. L' effetto di un catalizzatore è di ridurre l' energia di attivazione,
perciò in un grafico di Arrhenius la retta associata all' espressione
.... diminuisce la propria pendenza.