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Una introduz.

ione

GUGLIELMO CAVALLO

PISA ROMA

FABRIZIO SERRA EDITORE

MMVIII
Le fotografie dei papiri conservati presso la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze
(P. Fior. I 6; 79; 93; 94 - P. F]or. Il 112; 259 P. F]or. III 315 PSI I 1; 11; 60; 1 11 PSI li 142 - PSI IV 325 -
- - -

PSI VI 727; 729 PSI VII 763 PSI VIII 982 PSI X 1160; 1181 PSI XII 1225; 1267; 1278 - PSI XIII 1307)
- - - -

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ISBN 978 -88-6227-014-4


ISSN 1828-8642
SOMMARIO

SOG LIA 13

LA SCRITTURA GRECA
Le più antiche scritture greche su papiro (secoli 1v-I11 a.C.) 21
Dall'indistinzione alla distinzione: scritture corsive e scritture posate
(secolo Il a.C.) 38
Maturazione e varietà delle scritture corsive e posate
(secoli 1 a.C. -1 d.C.) 49
Scritture libere e scritture normative (secoli 11-111 d.C., e oltre) 78
Dalla maiuscola alla minuscola (secoli 1v-v11 d.C.) 1 18

LA SCRITTURA LATINA
Corsiva e capitale (secolo 1 a.e. -1 I II d.C.) 143
La scrittura latina fra capitale, cancelleresca, corsiva e minuscola
(secoli II-IV d.C. ) 1 56
Scritture di età tardoromana e loro funzioni: corsiva nuova, semi-
onciale, onciale (secoli 1v /v-v11 d.C.) 175

BIBLIO GRAFIA 191


INDICE DEI MATERIALI 1 97
'IDEA di affrontare questo lavoro è legata ali' amicizia di Roger Bagnali,
il quale mi chiese, qualche tempo fa, di stendere il capitolo sulla scrit­
tura greca e latina dei papiri per l'Oxford Handbook of Papyrology, nel cui
coordinamento egli è attualmente impegnato. Scritto il capitolo, presi at­
to che il materiale raccolto e indagato era stato assai più di quello neces­
sario per la sintesi richiestami, e che, integrata quest'ultima con quanto
ne era rimasto fuori, si poteva costruire un discorso più ampio, articola­
to ed esemplificativo sull'argomento. Di qui la decisione di scrivere que­
sta introduzione alla scrittura dei papiri. Oltre che Roger Bagnali per sti­
moli e suggerimenti, sento di dover ringraziare Lucio Del Corso, senza la
cui assidua, qualificata e competente assistenza questo volume non
avrebbe mai visto la luce. Si ringraziano, infine, tutte le Istituzioni che
hanno contribuito al repertorio illustrativo, e in particolare la Staats- und
Universitatsbibliothek di Amburgo, la Universiteitsbibliotheek di Am­
sterdam, gli Staatliche Museen di Berlino, il Museo Egizio del Cairo, la
Trinity College Library di Dublino, la Biblioteca Medicea Laurenziana di
Firenze, l'Israel Museum di Gerusalemme, la Iustus-Liebig-Universitat di
Giessen, la Universitat-Papyrus- und Ostrakasammlung di Lipsia, la Bri­
tish Library di Londra, la John Rylands Library di Manchester, il Musée
d' Archéologie méditerranéenne di Marsiglia, l'Università Statale di Mi­
lano, la Bayerische Staatsbibliothek di Monaco, la Biblioteca Nazionale
Vittorio Emanuele III di Napoli, la Beinecke Rare Book and Manuscript
Library della Yale University di New Haven, la Bodleian Library e la Sack­
ler Papyrological Room di Oxford, la Bibliothèque Nationale de France
di Parigi, la Stiftsbibliothek di S. Gallo, la Òsterreichische Nationalbiblio­
thek di Vienna.

Roma, luglio 2007.


G. C .
SOGLIA
A scrittura deve essere indagata su qualsiasi supporto - papiro, perga­
mena, tavoletta, ostrakon, pietra, marmo, intonaco, metallo o altro
'

materiale - e con qualunque conseguente tecnica risulti eseguita. E un


assioma del metodo paleografico. Un'introduzione , dunque, alla scrittu­
ra greca e latina dei papiri, tra i quali per convenzione si annovera alme­
no un buon numero di testimoni di pergamena, è di per sé manchevole .
Né si può ignorare d'altro canto che, a partire dal 1v secolo d.C., ai ma­
teriali di scavo archeologico si affiancano quelli conservati per altra via,
i quali non rientrano nella grande famiglia dei 'papiri' ma che non sono
meno importanti per lo studio della scrittura, del suo svolgimento, delle
sue articolazioni.
La scelta qui operata è di carattere pratico piuttosto che scientifico, e
trova la sua giustificazione nello statuto non della paleografia ma della
papirologia, la quale ovviamente si è sempre occupata anche di quel-
1' aspetto fondamentale del suo oggetto di ricerca che è la scrittura, sen­
za tuttavia includere altri materiali di confronto, a parte in certi casi gli
ostraka. Si tratta di una tradizione scandita per la scrittura greca da papi­
rologi quali Frederic G. Kenyon, Wilhelm Schubart, Eric G. Turner,
mentre quanti si sono occupati della scrittura latina dei papiri come Jean
Mallon, Robert Marichal, Giorgio Cencetti, in quanto paleografi, hanno
spesso tenuto d'occhio altri materiali. 1 Senza alcuna pretesa di parva ...
componere magnis, in questa sede, pur se in misura assai modesta, si get­
terà lo sguardo anche su testimonianze tutte diverse dai 'papiri' , i quali
tipologicamente costituiscono, si sa, soprattutto documenti e libri (ma

Ipapiri sono citati secondo le regole della Checklist of Editions of Greek, Latin, Demotic and
Coptic Papyri, Ostraca and Tablets, ed. by J . F. Oates, R. S. Bagnali, S. J. Clackson, A. A.
O'Brien, J. D. Sosin, T. G. W ilfong, K. A. Worp, consultabile on-line all'indirizzo http: I I
odyssey.lib.duke.edu/papyrus/texts/ clist.html. Per evitare di appesantire eccessivamente
l'apparato di note, si è scelto di non riportare le indicazioni relative a repertori, cataloghi e
databases accessibili via internet, per quanto essi siano stati ampiamente utilizzati nel corso
della revisione del lavoro. I frammenti di pergamena sono indicati o come tali o con la sigla
Pg. (invece di P.).
Sulla scrittura greca e latina dei papiri si rinvia globalmente, per la scrittura greca, a
SCHUBART ( 1 9 1 1), SCHUBART ( 1 925), NORSA ( 1929-1 946 ), NORSA ( 1 93 9), ROBERTS ( 1 956),
CAVALLO ( 1 96 7), SEIDER ( 1 96 7), SEIDER ( 1 970), CAVALLO ( 1 983), TURNER ( 1 98 7), CAVALLO­
MAEHLER ( 1 98 7), SEIDER ( 1 990), C RISCI ( 1 996 ), Scrivere, CAVALLO (2005); e per la scrittura
latina a CLA I-XI e Suppi., ChLA I-XLIX, EL, M ARICHAL ( 1 948 ), MALLON ( 1 952), TJADER
,
( 1955), SEIDER ( 1 972), CASAMASSIMA-STARAZ ( 1977), SEIDER ( 1978 ), SEIDER ( 1 98 1), M ALLON
(198 2), TJADER ( 1 98 2), CENCETTI ( 1 983), BREVEGLIERI ( 1 983), 8REVEGLIERI ( 1 98 5), D E Ro­
BERTIS (2004). Altra bibliografia sarà citata nel corso della trattazione.
LA SCRITTURA GRECA E LATINA DEI PAPIRI
anche prodotti scritti subletterari o paraletterari di vario contenuto). In­
centrato altresì sulla vera e propria storia della scrittura, questo saggio
non prende in esame - o considera assai di rado - quegli aspetti che
attengono piuttosto alla tipologia e alla manifattura del supporto, alla
presentazione del testo, ai segni diacritici e alle pratiche di lettura.
Nella trattazione si è evitata la cesura tra scritture documentarie e
scritture librarie, giacché la scrittura - va ribadito - costituisce un feno­
meno unitario, le cui diverse manifestazioni devono essere valutate non
tanto in relazione all'uso che se ne è fatto in documenti o libri, ma con­
siderando il suo svolgimento, il quale è sostanzialmente determinato dal­
la forma che le lettere assumono di volta in volta in relazione sia al gra­
do di velocità dell'esecuzione, vale a dire al ductus, sia al tratteggio, vale
a dire a numero, successione e direzione dei tratti. Il punto di partenza è
sempre costituito dal modello di base delle lettere, il quale prima viene
insegnato al livello elementare, restando tale nell'uso da parte di indivi­
dui scarsamente alfabetizzati, e che poi, mediante esercizi progressivi, la
pratica o un tirocinio mirato, può risolversi in senso ora più ora meno
corsivo o può essere elaborato in senso calligrafico o burocratico-can­
celleresco. Gli esercizi di scrittura attestati in papiri, ostraka e tavolette of­
frono numerosi esempi di educazione grafica ai diversi livelli. 1
In questa prospettiva, nel distinguere le diverse manifestazioni grafi­
che, si è voluto qui adottare il 'criterio del ductus', giacché è il ductus -
I' andamento veloce o posato dell'esecuzione o anche tenuto secondo
gradi intermedi - che modifica e trasforma il modello di base delle lette­
re nelle scritture corsive, lo disciplina e lo ridefinisce nelle scritture calli­
grafiche, lo condiziona variamente nelle scritture che oscillano tra que­
sti estremi avvicinandosi di più ora alle une ora alle altre. La distinzione
che viene ad imporsi, così, non è tra scritture documentarie e scritture li­
brarie, ma tra scritture corsive e semicorsive da una parte, nelle quali la
più o meno forte rapidità del ductus modifica tracciati e forme delle let­
tere, e scritture posate o magari calligrafiche o stilisticamente definite
dall'altra, che molte volte conservano caratteri più aderenti alla struttu­
ra grafica originaria delle lettere sfociando talora in sistemi chiusi, vale a
dire in scritture normative che possono ripetersi sempre uguali - o solo
con variazioni minime - nei secoli. Con l'avvertenza, tuttavia, che pro­
prio le modificazioni che vengono a determinarsi nelle scritture semi­
corsive e corsive finiscono sovente con l'influire sull' evoIuzione delle

1 CRIBIORE ( 1996), specialmente pp. 97-118.


SO GLIA 15
scritture posate o con il provocarne di nuove tutte le volte che le forme
grafiche non si chiudano in un sistema normativo. A quest'ultimo
proposito, per scritture che si ripetono in più esemplari e sovente per un
arco di tempo più o meno lungo, si è preferito parlare di scritture nor­
mative piuttosto che di 'canoni' o scritture canonizzate, concetto que­
st'ultimo troppo rigido per forme grafiche che non avevano una base
teorica di regole immutabili da seguire, né tanto meno costituivano mo­
delli obbligati ma semplicemente una scelta tra altre possibili. Si trattava
di scritture imparate con la pratica seguendo certe costanti formali, ma
che mostrano varianti nell'evolversi di epoca in epoca; ed anche nella
stessa epoca, pur nel ripetersi di elementi strutturali di fondo, non
mancano talora variazioni . Insomma, con scritture normative si voglio­
no indicare quelle scritture cui certe caratteristiche imprimono una
fisionomia riconoscibile per un arco di tempo più o meno lungo, senza
tuttavia inchiodarle ad un canone di regole fisse ed immutabili (non è un
caso, del resto, che per spiegare certe variazioni si ricorra ali' escamotage
di ammettere un'evoluzione all'interno del canone: in sostanza una
contraddizione) . 1
La scelta dei materiali in un patrimonio immenso come quello dei pa­
piri è stata fatta contemperando due esigenze: la prima, quella di esami­
nare pezzi significativi per illustrare fasi e tipologie grafiche nel corso dei
secoli, l'altra di rendere agevole la reperibilità dei materiali traendoli qua­
si sempre da saggi e raccolte largamente disponibili in modo che la trat­
tazione - qui illustrata solo da un numero necessariamente limitato di
esemplari - potesse riuscire in ogni caso utile per riferimenti e confronti
ulteriori. Tenendo conto di queste due esigenze, la scelta è caduta su pez­
zi datati o databili nel caso di documenti, mentre nella totale assenza di
materiali librari recanti indicazioni di data, si è fatto ricorso ad altri cri­
teri di vario carattere: archeologico, papirologico, paleografico. Una con­
nessione di carattere archeologico è costituita, innanzi tutto, da corredi
funerari comprendenti anche papiri, sia perché i diversi materiali del sito
possono fornire indicazioni cronologiche, sia in particolare grazie talora
al ritrovamento di cartoni di mummie in cui siano stati utilizzati docu­
menti e libri, giacché i documenti, se datati, offrono un buon orienta­
mento cronologico per la scrittura dei libri. Un caso singolarmente for-

In precedenti contributi mi sono servito sempre del concetto di 'canone', ma un'ulte­


riore riflessione, anche sul significato che la parola ha in altri contesti (letterario, ad esem­
pio) mi porta a metterne in discussione la validità per quanto concerne i fenomeni grafi c i.
16 LA S C RITTU RA GRECA E LATINA D E I PAPIRI
tunato perché di carattere non solo archeologico ma anche testuale è co­
stituito dai ritrovamenti di Ercolano, i quali se contenenti opere di Filo­
demo di Gadara, si devono necessariamente collocare nell'arco di circa
un secolo e mezzo - tra la venuta di Filodemo in Italia, verso la metà del
1 secolo a.C., e il 79 d.C . , anno della catastrofe vesuviana - offrendo per­

ciò un aggancio di portata relativamente circoscritta alla valutazione del­


lo svolgimento della scrittura greca in quel periodo; ma anche i rotoli er­
colanesi di contenuto diverso offrono scritture comunque anteriori al
fatale 79 d.C. Di carattere papirologico può essere considerato il criterio
del recto I verso nel caso che un rotolo (o frammenti di questo) risulti scrit­
to sulle due facciate recando sull'una un documento, sull'altra un testo
letterario: se il documento è datato o databile in qualche misura, la scrit­
tura letteraria sarà, rispetto al documento, più antica se vergata sul recto,
più recente se vergata sul verso. 1 La combinazione dei criteri archeologi­
co e papirologico può fornire una datazione plausibilmente approssima­
tiva per libri rinvenuti nel contesto di una raccolta di documenti - un ar­
chivio - messa insieme in un periodo determinato o determinabile. Di
carattere più squisitamente paleografico sono o il confronto che si riesce
a istituire tra scritture documentarie datate e scritture librarie non data­
te, o anche la presenza di testi di vario tipo scritti in corsiva o semicorsi­
va sul verso, nei margini o tra le colonne di testi letterari, giacché le
scritture corsive o semicorsive , data l'ampia possibilità di confronto con
documenti datati, possono offrire un termine ante quem per le scritture
non datate dei libri. Per questi ultimi, in particolare, si è tenuto anche
conto di dati bibliologici o codicologici nei casi in cui potevano riuscire
utili alla datazione dei materiali. Tutti questi criteri sono a monte della
trattazione e della più parte delle scelte di materiali operate. Ma in man­
canza di qualsiasi criterio attribuzionistico di questa specie, si è reso ne­
cessario il ricorso alla sola valutazione paleografica, la quale tuttavia non
può e non deve prescindere dalla storia della scrittura nel suo complesso
e delle diverse tipologie grafiche che in essa si enucleano. Si è evitato in
ogni caso di dare giustificazione delle datazioni attribuite, né sono state
mai richiamate proposte di datazione diverse avanzate da altri e in altre
sedi, pur se tutte sono state ricontrollate e valutate.
Scrivere una introduzione, in sostanza una densa sintesi, di storia del­
la scrittura greca e latina dei papiri è stata impresa irta di difficoltà per
l'estesa, tumultuosa e talora incontrollabile varietà delle forme grafiche

Oltre al classico lavoro di TURNER ( 1 978), si veda ultimamente MESSERI (2005).


SO GLIA 17
che questi testimoniano, e dunque per la necessità di una selezione che,
pur in un quadro di fenomeni grafici votato alla concisione e alla con­
centrazione, risultasse sufficientemente rappresentativa e non troppo
manchevole. L,intento ultimo è quello di dare alla ricerca paleografica e
papirologica uno strumento di studio agile e - spero - utile.
LA SCRITTURA GRECA
LE PIÙ ANTICHE SCRITTURE GRECHE SU PAPIRO (SECOLI IV-III A . C . )

NA familiarità con la scrittura e una capacità di leggere e scrivere nel


mondo greco risalgono a un'epoca assai precedente a quella cui si
possono attribuire i più antichi papiri documentari e letterari conservati,
i quali non sono anteriori ad un arco di tempo tra la seconda metà del
secolo IV e i primi decenni del III a.C. 1 In essi, peraltro numericamente
assai scarsi, le caratteristiche della scrittura greca che si possono enuclea­
re sono alpha con tratto mediano orizzontale, epsilon e sigma del tipo ar­
caico, con i tratti rigidi, kappa con linee oblique corte, omega con curva
centrale convessa. Queste caratteristiche si riscontrano in SB XIV 1 1942,
ordine militare riferibile agli anni tra il 3 3 1 e il 323 a . C . , 2 il quale tuttavia
- in quanto probabilmente destinato ali' esposizione pubblica - mostra
una scrittura fortemente rigida e squadrata, caratterizzata da ingrandi­
mento e isolamento delle lettere, che perciò non può essere considerata
un'usuale scrittura dell'epoca. Quest'ultima si trova testimoniata, invece,
in un documento contenente conti e sempre riferibile al tardo 1 v secolo
a.e., ritrovato nella medesima necropoli, SB XIV 1 1963 , scritto da due
mani, di cui la prima mostra forme piuttosto arcaiche, mentre la seconda
accoglie tracciati più fluidi e morbidi come l'epsilon arrotondato e il sigma
lunato. 3 Una scrittura dal ductus più sciolto e veloce si incontra nel
contratto di matrimonio P. Eleph. 1 [ 1 ] del 3 1 0 a.e.4 - il più antico papiro
greco datato - e all'inizio del III secolo a.e. nei contratti P. Eleph. 25 del
285-284, e 36 del 284-283, nei quali - oltre ad una leggera inclinazione del­
le lettere verso destra - si possono osservare già alcune forme che si
troveranno in uso più tardi, come alpha con tratto mediano obliquo, beta
con curve appiattite, my di modulo largo, ny con tratto mediano sollevato
in alto; in particolare in P. Eleph. 2 e P. Eleph. 3 si incontrano epsilon e
sigma arrotondati, tau con asta verticale spostata verso l'estremità destra
del tratto orizzontale, mentre omega mostra forme di transizione dal tipo
arcaico con curva convessa al tipo con curve accostate.
Le medesime caratteristiche grafiche e le medesime fasi evolutive della
scrittura dei più antichi documenti di età ellenistica si ritrovano nei pa-

Sulle più antiche scritture greche su papiro mi limito a rinviare a TURNER ( 1 980 ) e a
CRISCI (1999). 2 TURNER ( 1 98 7), 79; SEIDER ( 1 990 ), I I 4.
3 TURNER ( 1 98 7), 88 . 4 SCHUBART ( 1 9 1 1), 2; SEIDER (196 7), 1 .
s SCHUBART ( 1 925), 1 ; SEIDER ( 1 990 ), I I 1 7 .
6 SEIDER (1967), 2; SEIDER ( 1 990 ), I I 18 .
22 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAP I R I

[ 1]

piri letterari riferibili agli ultimi decenni del secolo 1 v o a quelli iniziali del
1 1 1 a.e. Nel P. Derveni di contenuto orfico - assai interessante perché pro­

veniente dalla Grecia, dai dintorni di Salonicco - riferibile su basi ar­


cheologiche agli anni 340-320 a.C . , 1 oltre alle forme di alpha con tratto

SEIDER (1970), 1 ; TuRNER (1987), 5 1 . Si veda ultimamente la monografia di KouRo­


M E N os- PARASSO G LO u-Ts A NTS AN o G LO u ( 2006 ).
LA S C RITTURA GRECA 23
mediano orizzontale, epsilon e sigma di tipo arcaico, omega con curva cen­
trale convessa, si possono osservare �eta con tratti esterni orizzontali pa­
ralleli e tratto mediano perpendicolare a questi, e theta con elemento
centrale ridotto a un punto. Altre testimonianze di questa prima scrittu­
ra su papiri letterari - pur se caratterizzate da minore andamento calli­
grafico - sono conservate da P. Berol. 9875 [2] dei Persiani di Timoteo da
Abusir, 1 forse portato dalla Grecia in Egitto verso la fine del secolo IV
a.C., dalla cosiddetta <<imprecazione di Artemisia>> UPZ I 1 , 2 nel quale il
sigma risulta lunato ma con una curva quasi spezzata, dai frammenti di
commedia nuova P. Hib. I 63 [3] e P. Hamb. II 1 20 [4], dove lo stesso sig­
ma compare in forma arrotondata, mentre epsilon si presenta di forma ar­
caica, e da BKT V 2, 56-63 [5], contenente scolii ed elegie,4 la cui scrittu­
ra mostra - come i documenti di Elefantina - la transizione dalle forme
del secolo IV a quelle del 1 1 1 . Nella scrittura di questJultimo papiro va os­
servata una caratteristica che sarà costante nella più parte delle scritture
del secolo 1 1 1 a.C. soprattutto nei rotoli letterari: il contrasto di modulo
tra alcune lettere più larghe (alpha, eta, my, tau e talora ny e pi) ed altre
più strette o rimpicciolite (epsilon, theta, omicron, sigma).
Nei più antichi testimoni, dunque, la scrittura greca si presenta senza
sostanziali differenze tra usi documentari e librari, né si mostra diversa -
a parte certi tracciati più morbidi - da quella adoperata nelle coeve iscri­
zioni. I papiri più antichi, tuttavia, sono troppo scarsi e poco dislocati per
rendere conto di una situazione grafica che doveva essere a quellJ epoca
geograficamente più articolata, ove si pensi che fin dal v1 secolo a.C. iscri­
zioni incise, dipinte o graffite di alcune regioni greche restituiscono in
molti casi varianti grafiche ad andamento ricurvo di lettere dal disegno
solitamente rigido e geometrico: indizio che esse si erano formate fuori
dalle pratiche scrittorie epigrafiche e perciò su materiali morbidi (papiro
o pelli).5 Nelle testimonianze papiracee in nostro possesso, come mo­
strano i documenti di Elefantina, solo con il IV-III secolo a . e . comincia a
rivelarsi un processo di differenziazione che a partire da non molto pri­
ma del 275 ca. a.C. conduce a scritture diverse per maniere di esecuzio­
ne. Rimane ancora in vita tuttavia la rigida scrittura di tipo più antico nel­
la quale sopravvivono forme arcaiche di epsilon, sigma e omega, come
attestano sia qualche documento, come la lettera P. Lille I 17 riferibile

ScttueART ( 1 9 1 1), 1 ; ScttueART ( 1 925), 64; RoBERTS ( 1 956), 1 ; NoRSA (1939), 1a; SEIDER
(1970), 2. z S C HUBART ( 1 925), 65; NORSA ( 1 939), 1b; SEIDER ( 1 990), Il 8.
3
Ro BE RT s ( 19 5 6)' 2a; s E ID E R ( 1 990)' I I 5 .
4 SCHUBA RT ( 1 911), 3 ; SEIDER (1970), 3. s DEL CORSO (2003), pp. 27-32.
24 LA S C RITTURA GRECA E LAT I NA DEI PAPIRI

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LA S C RITTURA GRECA 25

[3 ]

probabilmente ali' epoca di Tolomeo Filadelfo, sia alcuni papiri letterari


quali P. Petrie II 50 [6] e P. Petrie I 5-8, 1 contenenti rispettivamente il
Lachete e il Fedone di Platone, e P. Koln inv. 213 5 1 + 21376 (prima mano),
recante due carmi di Saffo, dove tuttavia la scrittura risulta più calligrafica
e fine che negli esempi precedenti. In documenti di data un po' più tarda
compaiono ormai forme grafiche che sempre più tendono ad un anda­
mento veloce, come si può osservare in P. Rev. [7] del 259-258 a.C.2 e in
P. Hamb. I I 187, una malleveria del 246-245: nel primo di questi papiri
spiccano le forme corsiveggianti di alpha, eta, kappa, my, omega, mentre

SCHUBART ( 1925), 67. z SEJDER ( 1 967), 4; TURNER ( 1987), 76.


26 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAPIRI

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nel secondo papiro si nota la tendenza, pur se ancora rara, a legare certi
tratti nelle lettere eta, my, tau, ypsilon.
Una scrittura assai stilizzata, alla quale è stata data la denominazione
di cancelleresca alessandrina si incontra invece in una serie di documenti
dell'archivio di Zenone prodotti ad Alessandria: archivio ricchissimo di­
documenti scritti in Egitto, in Palestina e in Caria, regione quest'ultima
di cui era originario lo stesso Zenone, trasferitosi in Egitto ed entrato nel
261 a.C. alle dipendenze del dieceta - cministro delle finanze' - Apollo­
nio che risiedeva ad Alessandria. Quali esempi significativi di cancellere­
sca alessandrina si possono citare lettere del dieceta Apollonia a Zenone
come P. Cair. Zen II 5 9 1 5 5 del 256 a . C . , 1 SB III 7362 del 254 2 a . C . , PSI V

SE I O E R (1990), 11 65 . 2 SEIDER ( 1967), 5 .


LA S C RITTURA GRECA 27

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[5 ]

5 14 del 25 1 a . C . , 1 o lettere circolari dello stesso Apollonio, dirette a fun­


zionari, come PSI IV 324 e 325 [8] dovute nel 261 a.C. ad una medesima
mano. 2 La caratteristica più evidente della cancelleresca alessandrina è la
disposizione delle lettere secondo una linea rettrice che ne determina la

2
1 NoRSA ( 1929-1946), 1; Seri.vere, 1 00. .
scnvere, 93 .
28 LA S CRITTURA GRECA E LATINA DEI PAPIRI

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[6 ]

morfologia, sicché i tratti orizzontali delle lettere gamma, epsilon, eta, pi,
tau, vengono allungati fino a toccare la lettera successiva formando pseu-
11 do-legature, i tratti obliqui discendenti da sinistra a destra di alpha, delta,
LA SCRITT U RA G RECA 29

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30 LA S C RITT U RA GRECA E LATINA DEI PAP I RI

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LA S C RITTURA GRECA 31
lambda, ny e i tratti mediani di my vengono trasformati per quanto possi­
bile in tratti orizzontali allineandosi anch, essi secondo la linea rettrice, e
identica trasformazione e disposizione subiscono tratti curvi come il ca­
lice di ypsilon e la seconda ansa di omega, infine le lettere beta, theta, iota,
omicron, sigma, rho, ridotte di modulo, si presentano quasi cappese' alla
stessa linea orizzontale rettrice . 1 L'effetto è quello di una scrittura artifi­
ciosa, studiata in funzione di una immediata 'riconoscibilità' della sua
provenienza burocratica metropolitana e non provinciale, atta insomma
'

a documenti emanati da un'autorità centrale. E probabile che la stessa


cancelleresca alessandrina in forme meno rigide e stilizzate sia stata ado­
perata anche in papiri letterari, giacché in una scrittura a essa ispirata si
mostrano due epigrammi funerari commissionati da Zenone per il suo
cane da caccia, Tauron, morto eroicamente per salvare il suo padrone da
un cinghiale, P. Cair. Zen. IV 59532 [9]. 2
La cancelleresca alessandrina rappresenta la stilizzazione più alta
- operata senza dubbio nella stessa Alessandria - di forme e tendenze
grafiche diffuse nei decenni centrali del secolo 1 1 1 a . C . , le quali si ritro­
vano in scritture talora assai meno formali, anche di origine non ales­
sandrina e non egiziana, testimoniate in documenti sempre dell'im­
menso archivio di Zenone: si possono ricordare PSI VI 616, frammento
di una lettera forse del 258- 256 a.C . , PSI V 5 1 8, un conto del 25 1-250
a.e., PSI IV 382, lettera del 248 a.e. di Pais allo stesso Zenone, 3 infine
due papiri scritti l'uno di sicuro in Palestina, P. Cair. Zen. I 59003 [ 10 ],
contratto di vendita di una schiava del 259 a . C . ,4 l'altro assai probabil­
mente in Caria, P. Cair. Zen. I 59037,5 una lettera del 258-257 a.e. In
quest,ultimo in particolare si può osservare una scrittura ancora di ti­
po arcaico e molto meno evoluta che nelle coeve manifestazioni egi­
ziane e in particolare alessandrine. 6
Le ulteriori linee di evoluzione della scrittura greca tra la metà e la fi­
ne del secolo 1 1 1 a . e . si possono seguire attraverso materiali che, pur non
privi di alcuni elementi grafici della cancelleresca alessandrina, se ne di­
staccano giacché manca la forte estensione in orizzontale della scrittura
nel suo complesso, mentre le singole lettere assumono tracciati più mor­
bidi e proporzioni più regolari, ora a leggero contrasto modulare ora ten­
denti al modulo quadrato o quasi, ma non sempre è possibile operare

MESSERI-PINTAU DI ( 1 998), pp. 4 1-43 . 2 NORSA (1939), 2.


3 Scrivere, rispettivamente 96, 1 0 1 , 1 03 . 4 C RISCI ( 1 996). pp. 35-37 e tav. 14.
5 SEIDER ( 1 990), Il 47; CRISCI ( 1 996), pp. 17-18 e tav. 4a.

6 MAEHLER 2007, pp. 1 64- 165.


32 LA S C RITTU RA GRECA E LATINA D E I PAP I RI

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34 LA S C RITT U RA GRECA E LATINA D E I PA PIRI
una distinzione netta. Il ductus si mostra ora più posato e calligrafico ora
più veloce e informale. Ne sono esempi - con tendenza verso l'una o
l'altra maniera modulare - PSI IV 3 4 1 , 1 una lettera del 256 a.e. scritta a
Philadelphia e diretta da due fratelli tessitori a Zenone, P. Lond. VII
20 1 1 ,2 ancora una lettera a Zenone del 243 a.e . , e PSI IV 3 83 , 3 una lette­
ra del 248-247 a.e. inviata sempre a Zenone dall'ufficio di Aristandro,
economo capo del distretto Arsinoite. Per il tardo I I I secolo a.e. in que­
sto disomogeneo filone grafico si collocano i documenti di enteuxis P. En­
teux. 59 del 222, a . C . , P. Enteux. 82 del 221 a . e . , e P. Rain. Cent. 47a del
2 1 3 a.C. In particolare in PSI IV 3 83 [11] si possono osservare alpha, lam­
bda e delta con il tratto obliquo discendente da sinistra a destra legger­
mente concavo, o anche eta, my, pi con asta di destra trasformata in una
linea ricurva, ma la scrittura non mostra alcuna traccia di stilizzazione in
senso cancelleresco; vi compaiono invece piccoli apici ornamentali alle
estremità dei tratti di destra di alcune lettere - my, ny, omega- che avran­
no un maggiore sviluppo in epoca più tarda diffondendosi largamente .4
Quel che va osservato, piuttosto, è che già nel I I I secolo a.e. si assiste al­
la nascita di scritture fornite di trattini decorativi, come dimostra, anco­
ra meglio di PSI IV 3 8 3 , un documento del 2 1 8 a . e . relativo ad appro­
priazione indebita, P. Magd. I I 8 [12]. Nel tardo I I I secolo a . e . persistono
ancora scritture di tipo più antico, quali si ritrovano in P. Eleph. 175 e in
P. Hamb. I 24,6 due contratti rispettivamente del 223 -222 e del 222 a.e . ,
e in SB XXII 1 5 762,7 petizione forse del 2 1 0 a . e . In questi documenti, in­
fatti, si incontra ancora una certa tendenza dei tratti obliqui a disporsi in
senso orizzontale, evidente soprattutto nei due contratti, nei quali va os­
servato anche un più forte andamento corsivo.
Le stesse caratteristiche si ritrovano senza sostanziali differenze nelle
scritture dei papiri letterari a partire dal secondo quarto circa del III se­
colo a.e. e fino al termine del secolo. Talora, tuttavia, il ductus risulta più
posato e le forme si mostrano più arrotondate e calligrafiche. Si assiste,
insomma, alla nascita di una vera e propria scrittura libraria, concepita in
funzione di una 'grammatica' della leggibilità dei volumina letterari. Per­
ché in quest'epoca? La fondazione della biblioteca di Alessandria ad ope­
ra di Tolomeo Filadelfo dovette imporre una produzione libraria molto
intensa, che determinò un'evoluzione e un affinamento in senso calli-

Scrivere, 98. z RoeERTS ( 1956), 4a. 3 Scrivere, 104.

4 Su]le scritture ad apici ornamenta]i si veda M ENCI ( 1 979).


s SCHUBART ( 1911), 5. 6 SCHUBART ( 1925), 9; SEIDER (1967), 7 .
7 Scrivere, 105.
LA S C RITTURA GRECA 35


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LA S C RITTURA GRECA E LAT I NA D E I PA PIRI

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[ 1 2]

grafico delle forme scrittorie. Dapprima nella stessa Alessandria, e poi


nella chora si giunse così a scritture dotate di una certa eleganza e di un
più o meno alto quoziente di leggibilità. Tra queste scritture, una distin­
zione tra scritture a contrasto modulare e scritture a modulo quadrato è
stata tentata per i papiri provenienti da Al Hibah, messi in relazione gra­
fica anche con materiali di altra provenienza: 1 tra i papiri le cui scritture
presentano la tipologia a contrasto modulare si possono ricordare le gno ­
mai dello Pseudo-Epicarmo P. Hib. I 1 2 [13] e I 2, l'Ippolito di Euripide P.
Lond. Lit. 73, 3 il frammento di ditirambo P. Grenf. II 8 (a) + P. Bad. VI
178,4 il frammento di Odissea PSI VIII 9795 e l'accuratissimo papiro delle
elegie di Tirteo P. Berol. 1 1 675 [1.4-], mentre più tendenti al modulo qua-

D EL C OR SO (2 00 4) , pp. 3 9- 53 . 2 ROBERTS (1 956), 2b.


3 RoBERTS ( 1 956), 3a. 4 SEIDER ( 1 970), 7. 5 Scrivere, 1.
LA S C RITTURA GRECA 37

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[ 13]

drato si dimostrano le scritture dell' esercizio logico P. Hib. II 1 84, del


glossario P. Hib. II 1 72, dell'Inno a Demetra di Filico PSI XII 1 282, 1 del Tu-
.

ciclide P. Hamb. II 1632 e degli esercizi di matematica PSI VII 763 [15], 3
quest'ultimo da confrontare in particolare con P. Lond. VII 20 1 1 del 243
a.C. Anche per le scritrure librarie, tuttavia, una distinzione netta non
sempre è possibile, giacché non mancano oscillazioni tra l'una e l'altra
maniera. Forse alla seconda metà del secolo vanno assegnati i tetrametri
di Archiloco P. Lond. Lit. 54,4 il frammento oratorio BKT VII, 4- 1 3 5 e il
Sicionio di Menandro P. Sorb. inv. 72 + 2272b + 2273,6 i quali mostrano
una leggera inclinazione dell'asse delle lettere verso destra. La scrittura
libraria del tardo secolo III a . e . può essere rappresentata dal papiro di
Posidippo P. Mii. Vogl. VIII 309 [16], messo in relazione con documenti
datati nell'arco cronologico tra il 222 e il 2 1 3 ,7 dall'Odissea P. Sorb. inv.
2245 e dal frammento di tragedia PSI II 1 36 . 8
A quest'epoca un ruolo prevalente - che diventerà assai più marcato e
poi quasi esclusivo a partire dal II secolo a.e. - tendono ad assumere le
scritture a modulo quadrato, soprattutto ove posate: ne può costituire
prova, tra l' altro, il ben noto Libro scolastico del Museo Egizio del Cairo,

Sctivere, 2. 2 TURNER ( 1 987), 54.


3 scnvere, 3 .
. 4 ROBERTS ( 1956), 4b.
5 SCHUBART ( 1925), 68. 6 TURNER ( 1 987), 40.
7 BASTIANINI-GALLAZZI (200 1), p. 17. 8 smvere,
. 4.
38 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAPIRI
P. Cair. inv. 65445 1 [ 17] del tardo III secolo a. C . , il quale è un tipico libro­
guida per imparare a leggere e a scrivere, perciò concepito forse anche
come modello 'standard, della scrittura più correntemente insegnata in
quel torno di tempo. 2

DALL'I N DISTIN Z I O N E ALLA D ISTINZIONE:


S C RITTURE CORSIVE E S C RITTURE POSATE (S ECOLO I I A C . ) .

La transizione dal III al I I secolo a.C. non segna trasformazioni radicali


nella scrittura greca, ma si osserva una sempre più marcata divaricazio­
ne tra scritture posate, talora calligrafiche, da una parte, e scritture se­
micorsive o corsive - vale a dire con legamenti tra le lettere - dall'altra.
'

E ovviamente in queste ultime che i segni si evolvono verso nuove for-


me. Si impone, innanzi
tutto, una riflessione an­
che sulla nascita di una
scrittura corsiva e sulle sue
conseguenze. Le motiva­
zioni per cui una scrittura
dal ductus molto rapido
non poteva nascere prima

della piena età ellenistica


sono da cercare soprattut­
to nella circostanza che
solo a quest'epoca le prati­
che amministrative rag-
'

giunsero un, 1ntens1ta, una


. . .

diffusione e una capillarità


impensabili fino all'epoca
della polis, 3 quando tratta­
tive e affari tra i cittadini
erano fondati assai più sui
discorsi verbali che sulla
documentazione scritta. 4
Nella stessa epoca analogo
discorso vale per le scrittu­
[14] re librarie, che per influen-

ROBERTS ( 1956), 5a. 2 MAEHLER (2007), p. 166.


3 MAEHLER (2007), p. 167. 4 THOMAS ( 1992), p. 1 5 5 .
LA S C RITTURA GRECA 39
za della corsiva tendo-
no a recepirne certi
• •

tratteggi e a diventare
sempre più rapide e in­
formali - si pensi ad
esempio a certe scrit-
• •

ture di Al Hibah 1 - non


solo per le ovvie inte­
razioni con le scritture
documentarie, ma an­
che per la 'fame' di li­
bri e le pratiche di
lettura altrimenti più
estese rispetto ali' età
classica e alla stessa
prima età ellenistica. E
tuttavia l'evoluzione
della scrittura in senso
corsivo fu piuttosto
lenta, giacché di vere e
proprie sem1cors1ve o
• • •

corsive si può parlare


solo a partire dal III- 1 1
secolo; prima si trattò -
..

sostanzialmente o di •

esecuzione dei tratti in


un tempo solo all'in­
terno di una stessa let­
(15]
tera, o di 'ponti' tra le
lettere ottenuti con l'allungamento di certe linee (in pratica pseudo­
legature ), o di legature autentiche, sì, ma molto rare, insufficienti a
conferire al tessuto grafico una struttura veramente corsiva. In questa
prospettiva si può osservare che già in alcuni documenti del secolo III
a.e. da Al Hibah quali il contratto di vendita P. Hib. I 84a2 del 285-284
a.e. o P. Hib. I 99, ricevuta di affitto del 270-269 a.C., s'incontrano alcune
legature, che un po' più frequenti compaiono nella produzione docu­
mentaria (e talora libraria) soprattutto a partire dalla metà del III secolo

DEL CORSO (2004), pp. 5 3-80. z


SE I D E R ( 1 990), II 19.
40 LA S C RITT U RA GRECA E LATINA DEI PAP I RI
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[17 ]

in poi, sfociando nelle semicorsive e corsive del tornante tra il III e il 1 1 .


In quest'ultimo secolo manifestazioni grafiche più tradizionali e più
evolute convivono. Scritture semicorsive compaiono nelle petizioni del
149- 1 3 5 a.e. P. Mert. I 5 1 [18] e del 1 1 8 a.C. PSI III 166,2 e nel contratto
d' acquisto del 109 a . C . P. Bad. II 3 , 3 ove i tratti delle lettere tendono a con­
giungersi al loro interno, mentre mancano legature tra lettera e lettera,
a parte rari casi; frequenti risultano invece pseudo-legature ottenute
accostando i tratti orizzontali delle lettere o i trattini di coronamento
delle aste alla lettera successiva; contemporaneamente tuttavia si assiste
anche alla nascita di una prima scrittura veramente corsiva, testimonia­
ta da documenti quali la lettera BGU VI 1 248 (SB I 3925)4 del 149-148 o
del 1 3 7-136 a.e., la petizione P.. Amh. II 3 5 del 1 3 2 a.e. 5 e il contratto di
acquisto di una casa e di un terreno BGU III 998 [19] del 1 0 1 a.C:,6 e dalle

SEIDER ( 1 967), 1 3 . 2 Scrivere, 1 08. 3 SEIDER ( 1 967), 17.

4 ScHU BART ( 1 9 1 1 ), 6a. 5 ScHU BART ( 1925), 16; SEIDER ( 1 967), 14.

6 SCHU BART ( 191 1), 10; SEIDER ( 1 967), 1 8 .


42 LA S C RITTURA GRECA E LATINA D E I PA PIRI

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[1 8)

ricevute su ostraka BGU VI 1440 del 143-42 a . e . , BGU VI 1 3 40 del 1 20- 1 9


a.e. e BGU VI 1 3 4 1 del 104 a . e . [20] . 1
Insieme a queste scritture semicorsive e corsive fiorisce nello stesso 1 1
secolo a . C . un filone di scritture posate, il quale si manifesta non solo nel­
la produzione libraria ma - a causa della sempre più forte divaricazione
tra scritture posate e scritture corsive - anche nella produzione docu­
mentaria o per conferire ad alcuni documenti una qualche dignità grafi­
ca o perché certe mani erano aduse alle scritture posate e non alle corsi­
ve, non possedendo una pratica nelle une e nelle altre. Anche quando la
forma di certe lettere si dimostra di origine corsiva, la scrittura nel suo
'

complesso risulta sottoposta a tendenze più o meno formalizzanti. E


questo il caso di certe scritture burocratiche dell'epoca, quali si possono
osservare in petizioni allo stratega da Memfi del 163 a.e. e del 161 a . e . ,
UPZ I 22 e UPZ I 8 [21], 1 in un registro di quietanze della banca regia

SCHU BART ( 1 9 1 1 ) 8 e, d, e.
, 2 SEIDER ( 1967), 9. 1 ROBERTS ( 1 956), 6b.
LA S C RITTURA GRECA 43

' .

ancora da Memfi del 1 5 0 a.e. UPZ I 1 1 4 e nella sentenza di tribunale


forse del 1 3 5 - 1 34 a . e . PSI XIII 1 3 1 0 . 1 Una versione particolarmente
stilizzata di questa scrittura burocratica è offerta da P. Dublin TCD 27 4
(SB 15972) [22], un documento di contenuto fiscale del 1 90 a.C. Più gene­
riche scritture posate ma con elementi corsivi si incontrano in più docu­
menti dell'epoca, come ad esempio nella lettera di un funzionario BGU
III 1 o 1 1 2 della prima metà del Il a . e . ' nella richiesta di pagamento di fitto
P. Mil. Vogl. IX 3 23 [23] del 180 a . C . , in una registrazione di terreni
del 1 79- 178 (o del 1 68-167) a . C . , P. Lond. II 223 , 3 nella bozza di petizione
del 145- 144 a . C . , P. Koln V 222, e nella scrittura esterna di un contratto del

1 Scrivere, 1 07 . 2 SCHUBART ( 191 1), 7a. 3 ROBERTS ( 1 956), 7b.


44 LA S C RITTU RA GRECA E LATINA D E I PA PIRI
1 3 0 a . e . , P. Heid. II 2, 1
ma non manca pure un

libro di contenuto pa­


raletterario, il florilegio
BKT V 2, 123-128 [24] .2
Nelle scritture posate
adoperate nella produ­
zione libraria del I I se­
colo a.C. si possono di­
stinguere due tendenze
di fondo: si hanno da

una parte scntture ac-


curate ma fluide, e d'al-
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[20] tra parte scritture ptu
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caratterizzate da apici decorativi più o meno marcati alle estremità dei
tratti delle lettere. Si tratta in certi casi di scritture altamente

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LA S C RITTURA GRECA 45

[22]

calligrafiche. Rispetto al secolo precedente si attenua o si perde - come


del resto nelle scritture adoperate nei documenti - il contrasto tra lette­
re di modulo più largo e lettere di modulo più stretto, e le forme tendo­
no ad arrotondarsi e ad acquisire sempre più spesso apici decorativi. Qua­
li esempi di una scrittura assai accurata si possono ricordare il trattato di
ottica P. Louvre E 773 3 recto e l'Iperide, Contro Atenogene, P. Louvre inv.
LA S C RITTURA GRECA E LAT I NA D E I PA PIRI


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LA S C RITTURA GRECA 47

[ 24 ]

93 3 1 recto + 1 0438 recto; 1 come testimoni di uno stile apicato vengono in


considerazione papiri quali il frammento di opera storica P. Wilrzb. 1
[25],2 l'Iliade P. Tebt. I 43 e il Deuteronomio P. Ryl. III 458;4 uno stile parti­
colarmente artificioso mostra I'Ibico P. Oxy. XV 1 7905 [26] la cui scrittura
si può latamente accostare a quella, pur meno elaborata e più rigida, di
una lettera di un comandante militare forse di poco posteriore al 1 70- 1 68
a . C . , P. Koln IV 186. Nella medesima temperie grafica qui delineata rien­
tra lo scritto filosofico forse crisippeo P. Par. 2,6 da considerare tuttavia a
parte: conti sul verso del volumen consentono di stabilire per la scrittura
del recto il termine ante quem del 1 5 9 a . C . e dunque assai probabilmente
una datazione almeno di circa mezzo secolo prima. Finora il papiro è sta­
to assegnato piuttosto al 11 a . C . , ma non si può escludere che esso possa
risalire ancora al 111: 7 disegno delle lettere e apici decorativi, infatti, non
sono di ostacolo a questa datazione giacché attestati fin da prima del 11
secolo. Un'altra scrittura di cui va rimessa in discussione la cronologia è

SCHUBART ( 1 925), 70. 2 SEIDER ( 1 970), 10. 3 TURNER ( 1 987), 12.


4 ROBERTS ( 1 956), 7a. 5 TURNER ( 1987), 20.
6 N ORSA ( 1939), 3b; ROBERTS ( 1956), 6a; SEIDER ( 1970 ), 1 3 .
7 DEL CORSO (2004), pp. 41-42.
LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAPIRI
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[25 )

quella - caratterizzata da disegno fine , eleganti apici decorativi, talora da


pseudoleganire - di papiri quali l'Iperide, Contro Filippide, P. Lond. Lit.
1341 [27] e il Menandro, forse Citharista, BKT V 2, 1 1 5 - 1 22 [28]:2 riferita
da Wilhelm Schubart al 1 secolo a.C., questa scritrura, infatti, è da asse­
gnare forse ad epoca più antica, piuttosto al 1 1 , ove se ne considerino una
certa affinità con P. Oxy. XV 1 790 e la presenza di forme e tratteggi - si
osservi almeno alpha con primo tratto obliquo che ripiega a sinistra for­
mando occhiello - reperibili in documenti datati quali SB XXII 1 5 545 , una

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SCHUBART ( 1925), 72 e p. 1 10. 2 SCHUBART ( 1 9 1 1 ) , 1 1a.


LA S C RITTURA GRECA 49
petizione del 146 a.e . , P. Koln V 222, già ricordato, del 145- 144 a.e . , P.
Milnch. III 5 1 [29], un documento di enteuxis del 1 3 5 - 1 3 4 a . e . Non man­
cano nello stesso 11 secolo esemplari scritti in maniere più informali, pur
se la scrittura risulta posata, come P. Heid. inv. 3 1 o , 1 che presenta tipolo­
gie grafiche più antiche, e il frammento di dialogo BKT IX 1 23 , 2 ritenu­
to del secolo 1 a . C . ma che deve essere attribuito piuttosto al 11 per con­
fronto con il già ricordato P. Mert. I s scritto tra il 149 e il 1 3 5 a.e. Un
caso di speciale interesse è infine offerto in quest'epoca dalla scrittura
dell'Epistola III di Demostene P. Lond. Lit. 1 3 0 [30], parte del medesimo
rotolo dal quale proviene l'Iperide P. Lond. Lit. 1 3 4 ma di mano diversa:
si tratta di una scrittura assai minuta, oscillante tra formalità e informa­
lità, tracciata con ductus piuttosto rapido, la quale richiama forme più an­
tiche nella tendenza alla disposizione dei tratti secondo una linea oriz­
zontale, ma che si rivela nell' aspetto generale e in alcuni particolari (per
esempio alpha con occhiello) più o meno coeva della mano dell'Iperide.
Una caratteristica da notare è anche la leggera inclinazione a destra del-
1' asse delle lettere, inusuale per l'epoca.

MATU RAZIONE E VARI E1�À D ELLE S C RITTURE CORSIVE E PO SATE


(S ECOLI I A . C . - 1 o. C . )

Elementi grafici di tipo arcaico come l'orientamento orizzontale dei


tratti, il tracciato spigoloso, il contrasto di modulo tra lettere larghe e
lettere strette , l'assenza di legature, che tendono a scomparire già alla
fine del II secolo a . e . , finiscono con il perdersi o quasi nel secolo suc­
cessivo, il 1 a . e . , nel corso del quale si passa dalle scritture di età elleni­
stica a quelle di età romana. Nei documenti vengono adoperate soprat­
tutto scritture semicorsive e corsive, pur se una distinzione netta tra le
due categorie non si può stabilire giacché il grado di corsività delle di­
verse scritture si dimostra assai vario. Tuttavia tra le scritture che mo­
strano un moderato grado di corsività mi sembra che si possano classi­
ficare quelle dell'acquisto di terreno P. Lond. III 8 3 3 dell'89-88 a.C. 3 o
degli affitti di terreno PSI X 1 0974 del 54-53 a.e. e PSI X 1 1 29 del 24 a.e. 5
o ancora della lettera P. Oxy. VII 1061 [31] del 22 a.C.6 o del documen­
to di divorzio BGU IV 1 103 del 1 3 a . e . , 7 mentre forme più corsive si tro-

SEIDER ( 1970), 1 1 . 2 SCHUBART ( 1 925), 7 1 ; SEIDER ( 1 970). 1 5 .


3 SEIDER ( 1967), 19. 4 Scrivere. 1 10. 5 Scrivere. 1 1 2.
6 SEIDER ( 1967), 22. 7 SCHUBART ( 1911), 12.
50 LA S C RITTURA GRECA E LAT I NA DEI PAPIRI

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LA S C RITTURA GRECA 51

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[28]

vano testimoniate, ad esempio, nel contratto di servizio PSI V 549 del


1
41 a.e . , nella ricevuta P. Ryl. II 732 [32] del 3 3 -30 a.e . , nella lettera BGU
IV 1 1 41 del 14- 1 3 a.e.3 (della stessa mano di BGU IV 1057) e nel mutuo
PSI X 1 099 del 6-5 a.e.4
Da questi ultimi papiri risulta che nella seconda metà del 1 secolo a . e . ,
fin da prima dell'età di Augusto, il processo di corsivizzazione della scrit­
tura si dimostra ormai giunto a piena maturazione. Si apre in que­
st'epoca una fase di cambiamenti nella morfologia delle lettere giacché
la velocità del ductus porta a riduzioni e a semplificazioni del tratteggio
all'interno delle lettere e a legature deformanti. Un fenomeno di parti­
colare cambiamento è costituito dalle lettere beta e kappa, le quali in al­
cuni casi sono tracciate in un tempo solo e assumono la forma di due aste
ricurve alla base e accostate, quasi u latina (si vedano per il beta P. Ryl. II

Scrivere, 1 1 1 . 2 SCHUBART ( 1 925), 22; SEI DER ( 1 967), 20.


3 SCHUBART (1911). tJ. 4 Scrivere, 1 t 4 .
52 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAP IRI

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LA S C RITTURA GRECA 53

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54 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAP I RI
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[31 ]

73 e per il kappa P. Oxy. VII 1 06 1 ). 1 Scritture al di fuori di questo svolgi­


mento sono testimoniate invece da due pergamene, Pg. Avroman I e Pg.
Avroman I I [33], contratti di vendita di vigneti nel villaggio di Copani, nel
Kurdistan persiano, l'uno dell'88 a.C. e l' altro del 22 a. C. : 2 vi si incontra­
no forme grafiche pesanti e impacciate, forse indicanti che in certe aree
periferiche del mondo ellenistico - ove meno era attiva una pratica di do­
cumentazione scritta - la qualità delle forme grafiche era rimasta piut­
tosto rozza. Si tratta in ogni caso di scritture che non trovano confronto
nei coevi documenti greco-egizi, e sulle quali agisce forse pure l'influen­
za della scrittura aramaica.
In Egitto la corsiva maturata nel 1 secolo a . C . , tracciata ora più ora
meno velocemente, è quella di uso più corrente nella documentazione,
ed essa continua anche nei secoli seguenti. Qualche esempio può bene
illustrare il fenomeno per il 1 secolo d.C. Si possono distinguere a
quest'epoca due specie di corsiva. L'una si presenta a tratti arrotondati,
caratterizzata in alcune espressioni da una certa sinuosità, ed è testimo­
niata da documenti quali la ricevuta P. Ryl. II 183a [34] del 1 6 d. C . , 3 o il

Sull'evoluzione di questa lettera si veda PETRucc1 ( 1 991), pp. 472-477.


z CRISCI ( 1 996), pp. 1 58-162 e tavv. 1 17- 1 1 8. 3 SEIDER ( 1 967), 23 .
LA S C RITTURA GRECA 55

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[3 2]

papiro contenente due editti di Germanico, SB I 3924 (P. Select. I I 221)1


scritto nel 1 9 d.C. o poco oltre, o la copia di una cessione di terreno PSI
X 1 1 1 8 del 27- 3 5 d.C.,2 o ancora il libello BGU II 3 79 del 67 d.C.3 La scrit­
tura risulta tracciata talora con ductus particolarmente veloce come mo­
strano, ad esempio, PSI IX 1028, un prestito di grano del 1 5 d.C.,4 P. Mich.
II 1 2 1 , contratti del 42 d.C . , 5 P. Fior. I 79 [35], una richiesta di iscrizione
tra gli efebi del 60 d.C.,6 BGU III 98 1 , corrispondenza ufficiale del 79 d.C.7
L'altra specie di corsiva mostra forme più o meno slanciate e una più
marcata tendenza all'inclinazione verso destra. Essa è testimoniata nella
maniera più esemplare in documenti quali la petizione P. Ryl . II 1 3 1 del
3 1 d.C .8 e la ripartizione frumentaria BGU III 802 del 42 d.C.,9 ma ten­
denze analoghe, pur se meno accentuate, mostrano il fitto di terreni
BGU I 1 97 del 1 7 d.C., la lettera BGU IV 1 078 del 39 d . C . , 1 0 la petizione
P. Ryl. II 1 1 9 [36] del 54-67 d.C. 1 1 e la domanda di licenza di vendita di la-

SCHUBART ( 1925), 27. 2 NoRSA ( 1 929-1946), 1 1b.


3 SCHUBART ( 191 1), 16b. 4 Scrivere, 1 1 5 .
5 TURNER ( 1 987), 59. 6 Scrivere, 1 17 .
7 ScHUBART (1911), 21a. 8 SCHUBART ( 1 925), 28; SEIDER ( 1967), 24.
9 ScttueART ( 1 9 1 1 ), 16a. l O SCHUBART (1911), 1 5a e b.

1 1 SEIDER ( 1967), 25 .
LA S C RITTURA GRECA E LATINA D E I PAP I RI


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LA S C RITTURA GRECA 57

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[3 4]

na PSI V 459 del 72 d.C. 1 Ma si incontrano scritture che non sono riferi­
bili all'una o all'altra tendenza e che le richiamano ambedue mostrandosi
più vicine ora all'una ora all'altra. Non mancano infine in quest'epoca,
come del resto in altre, anche testi letterari in semicorsive o corsive . Si
tratta normalmente di copie private, scritte ad uso personale e perciò dal­
lo stesso lettore-consumatore, talora sul verso di documenti: si possono
ricordare - riferibili al tardo 1 secolo d.C . - 1,Alcmane P. Louvre E 3 3 20,2
o la prima mano del celebre P. Lond. Lit. 1 083 [37] della Costituzjone degli

NoRsA ( 1929-1946), 1 4b. 2 TURNER ( 1 987), 16. 3 TURNER ( 1987), 60.


58 LA S C RITT U RA GRECA E LATINA DEI PAP I RI
• ••
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.....

[35 ]

Ateniesi scritta da più mani sul verso di quattro rotoli recanti sul recto con­
ti agricoli del 78-79 d. e .
In questo periodo, che copre l'arco di tempo tra il 1 secolo a . e . e il 1 d.C . ,
il panorama delle scritture posate - le quali conservano un tratteggio del­
le lettere regolare e che raggiungono talora livelli di alta formalità - si pre­
senta assai più articolato e vario che nei secoli precedenti. 1 Nell'atto di
mutuo del 99 a.e. P. Ryl. IV 586 + P. Oxy. IV 8022 [38] si incontra solo qual­
che elemento corsivo, mentre la scrittura nel suo complesso mostra trac­
ciato non solo posato ma talora calligrafico con aste fornite di apici de­
corativi. Anche se meno elegante, una scrittura posata e chiara è
testimoniata in P. Oxy. XIV 1 6 3 5 , 3 una cessione di terreno del 44-37 a . e . ,
in P. Oxy. XII 1453,4 un giuramento di sacerdoti del 3 0-29 a . e . , e in BGU
IV 1 1 1 4 [39] , 5 un atto relativo ad uno schiavo del 5 a.e. Di ispirazione o

CAVALLO (2005), pp . 1 07- 122. 2RoBERTS ( 1956), Sa.


3 SCHUBA RT ( 1 925), 2 1 . 4 NoasA ( 1 939), Sb; RoeERTS ( 1 956), Sb.
5 SCHUBART ( 191 1), 14.
LA S C RITTU RA GRECA 59

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60 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAP I RI

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LA S C RITTURA GRECA 61

[38]

imitazione cancelleresca si devono ritenere, invece, le forme grafiche


strette e slanciate di PSI X 1 1 60 [40], 1 resoconto di un'ambasceria di Ales­
sandrini ad Augusto scritto non prima del 23 a.C.: le lettere vi appaiono
quasi sempre staccate, eseguite con ductus assai lento, talora con aste cau­
date (si vedano in particolare kappa e ypsilon). Ma in età augustea, tra il 7
e il 4 a . C . , si incontra nella petizione P. Lond. II 3 5 42 [41] una scrittura che,
pur se sciolta e fluente, si mostra assai regolare e sostanzialmente calli­
grafica. Scritture tracciate con ductus posato pur se con elementi corsivi
si incontrano nel corso del 1 d.C. anche in P. Oxy. II 246, 3 una registrazio­
ne di bestiame del 66 d.C . , in P. Lond. I I 141,4 una cessione di terreni
dell'88 d. C . , in P. Lond. I I 284 [42] e in P. Fay. 1 1 0,5 lettere rispettivamen­
te dell'81-96 e del 94 d.C., mentre in P. Fior. I 5 5 ,6 una notificazione allo
stratego dell'88-96 d.C., la scrittura, pur posata e chiara, risulta piuttosto
rude. Forme grafiche più spiccatamente burocratiche si possono osser­
vare in SB I 5761 [43], registrazione di causa per eredità dell'89-91 d.C.
Si sono finora considerati alcuni documenti, ma nello stesso arco di
tempo sono soprattutto i rotoli letterari che testimoniano una ricca serie

NoRSA ( 1929-1 946), 1 1 a; Scrivere, 1 13 . 2 NoRSA ( 1939 ), 7a; RoBERTS ( 1956), 9a.
3 NORSA ( 1939), 7b; ROBERTS ( 1 956), tOC. 4 ROBERTS ( 1956), 1 23.
s RoBERTS ( 1956), 1 1 b. 6 Scrivere, 1 1 9.
62 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PA PIRI

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[39]
LA S C RITTURA GRECA

[4 0]

di scritture posate e calligrafiche. Si deve osservare, innanzi tutto, che


queste, nel corso dei secoli 1 a.C .-1 d. C . , giungono non solo a piena ma­
turazione ma presentano anche una varietà di tipologie che permette di
individuare tutta una serie di filoni grafici che talvolta trovano riscontro
anche in alcuni dei documenti esaminati, rendendo più salde certe data­
zioni. Vi sono in quest'epoca scritture che si riallacciano ora più ora me­
no a modelli più antichi, del 1 1 e persino del 1 1 1 secolo a . C . , mentre emer­
gono nel contempo alcuni stili nuovi. Per quanto concerne la datazione
dei materiali non datati, come del resto accade di regola per i papiri lette­
rari, una circostanza singolarmente fortunata per il periodo in questione
è costituita - si è detto - dai papiri di Ercolano che contengono opere di
LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAPIR I

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[41 ]

Filodemo di Gadara, i quali si devono necessariamente collocare nell' ar­


co di tempo tra una data verso la metà del I secolo a.C. e il 79 d.C . 1
Un primo e assai diffuso filone grafico è rappresentato dal trattato Sul­
la morte di Filodemo P. Herc. 1050 [44] :2 vi compare una scrittura molto
regolare e dalle forme elegantemente arrotondate; il tracciato si presen­
ta di norma piuttosto sottile e uniforme, talora con le estremità delle aste
desinenti con un leggero ripiegamento verso sinistra o con un piccolo
apice; alpha e delta hanno i tratti primo e secondo legati �a laccio', ora
aperto ora chiuso; epsilon ha il tratto mediano staccato dal corpo della
lettera; my ha il tratto finale arrotondato; ypsilon ha l'asta corta. Questa
scrittura, pur mostrando l' alpha caratteristico di un altro filone grafico,
quello che fa capo a P. Lond. Lit. 1 34, costituisce nel complesso l'evolu­
zione ulteriore di quella testimoniata, come si è visto, già nel III a . C . , da
P. Hamb. II 163 e nel II a.C. da P. Wtirzb. 1 e da P. Louvre E 7733 recto,
mentre nel secolo 1 a.e. si incontra - oltre che in altri papiri di Ercolano

Sulle scritture di Ercolano mi limito a rimandare a CAVALLO ( 1 98 3 ) e a CAVALLO (2005),


pp. 107-149. 2 NoRsA ( 1 9 3 9), 6; CAVALLO ( 1983), 28.


LA S C RITTURA GRECA

[42]

- nell' epigramma con commento P. Louvre E 7733 verso e nel 1 d.C. nel
già ricordato documento del 66 P. Oxy. I I 246. Vicina a questi esempi si
dimostra anche la scrittura di P. Mur. 108 [45], 1 un frammento forse di
testo filosofico ritrovato a Murabba'at sulle rive del Mar Morto.
Un altro filone grafico di ascendenza più antica, che trova una sua con­
tinuità in quest'epoca, è quello già attestato nel I I secolo a. C . in certi trac­
ciati del papiro di Ibico P. Oxy. XV 1 790 e soprattutto in alcuni papiri di cui
P. Lond. Lit. 1 3 4 costituisce il testimone più esemplare. Nel 1 a.C. questo
filone, pur con varianti grafiche, è rappresentato dal filodemeo Sulla
parresia P. Herc. 147 1 2 [46] e dalle meno eleganti scritture dell' Apollodoro
P. Koln III 1 26, del Pindaro P. Oxy. IV 659, 3 del trattato medico P. Mii. Vogl.
I 144 e - ormai piuttosto del 1 d.C. - dello hypomnema P. Oxy. XXXI 25 3 5 5 e

l C RISCI ( 1 996), pp. 44-45 e tav. 1 7. 2 CAVALLO ( 1983), 36.


3 SEIDER ( 1 970), 16; TURNER ( 1 987), 2 1 . 4 CAVALLO ( 1983), 6 tb.
5 TURNER ( 1987), 38.
66 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAPIRI

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[ 43 ]

dell'Iliade P. Amst. I 1 [47], quest'ultimo non privo di certe affinità anche


con un altro filone grafico, quello che - si vedrà - fa capo al già ricordato
P. Lond. I I 354 fin dall'ultimo scorcio del 1 a.C.
LA S C RITTURA GRECA

I I
68 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PA PIRI
Altre scritture, pur se talora posso­
no trovare qualche radice in tradizio­
ni grafiche più antiche, risultano es­
sersi meglio caratterizzate e diffuse a
partire dal 1 a.e. In BKT V 2, 1 3 1 - 1 39
[48], 1 un componimento in anapesti

da datare alla prima metà del secolo,
si incontra una scrittura dal disegno
arrotondato e impreziosito da apici
marcati alle estremità delle aste. La
scrittura trova confronto in un docu­

mento, già ricordato, del 99 a . e . , P.


Ryl. IV 586 + P. Oxy. IV 802. Le me­
' desime forme grafiche decorate con
apici si incontrano nei frammenti
'
dell'Iliade BKT V 1 , 19 e del Deutero­
nomio P. Fuad inv. 2662 della metà o fi­
ne del 1 a.e. nonché in un papiro che
rappresenta i vertici della scrittura
-

calligrafica dell'epoca, il famoso pa­


piro della Chioma di Berenice di Calli­

maco PSI IX 1 092. 3 Una versione as­
sai meno formale della medesima
scrittura è offerta dall' Alcmane P.
Oxy. XXIV 23874 e dall' Odissea P. Fay.
7 , 5 di data un po' più tarda - fine 1
a . e . se non già 1 d.C. - ove sono da
osservare l'assenza di apici decorativi
e una forma di epsilon in cui la curva
superiore e il tratto mediano vengo­
no a chiudersi o quasi ad occhiello.
La continuità di questo stile nel I d.e .

può essere vista in PSI XI 1 2 1 4 dei Mi­
mi di Sofrone [49] .6 Forme grafiche
affini si incontrano anche in materia­
[ 45 ] li palestinesi riferibili alla seconda

SCHUBART ( 1 9 1 1), 1 1b; SEIDER ( 1 970), 12. z TuRNER ( 1 987), 56.


3 N ORSA ( 1 939 ), Sa; Scrivere, 6. 4 TuRNER ( 1987), 1 5 .
s RoBERTS ( 1 956), 9b. 6 NoRS A ( 1939), 1 9b; Scrivere, 14.
LA S C RITTURA GRECA

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70 LA S C RITTURA GRECA E LAT I NA DEI PA PIRI

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[47 ]
LA S C RITTURA GRECA 71

metà del 1 secolo a.e. e provenienti da Qumran, come Pg4QLXX Num,


e dalla regione del N ahal Hever, come il rotolo dei Piccoli Profeti
Pg8Hev. Xllgr scritto da due mani con differenze grafiche minime. 1
Differenziato soltanto di poco da questo filone grafico si mostra
quello rappresentato dall'Iliade P. Fay. 6,2 dal frammento dello scritto
epicureo P. Heid. inv. 1 740 recto,3 dal Carchedonios di Menandro P. Oxy.
XXXIII 26544 e dall'Iliade PSI I 1 1 [50], 5 da assegnare alla prima metà del
1 d.e., alcuni piuttosto all'inizio, senza escludere la fine del 1 a.e. In par­
ticolare va richiamata l'attenzione su PSI I 1 1 per l'affinità grafica che
questo presenta con un contratto di affitto di un mulino del 1 7 d.C . , P.
Oxy. II 278 [51]. Si tratta di una scrittura dal tracciato molto semplice,
quasi rude, per lo più priva di apici, che si incontra già prima in alcuni
papiri di Ercolano - per esempio nel Filodemo, Agli amici di scuola, P.
Herc. 1 0056 - e più tardi n ell'Iliade P. Lond. Lit. 6,7 il quale presenta una
scrittura assai meno formale, da assegnare a qualche decennio prima
dell'8 1 -96 d.C . , periodo cui riporta un documento sul verso. Tra le sin­
gole lettere si possono segnalare alpha con tratto mediano obliquo, beta

CRISCI ( 1 996). pp. 39-40, 42-44 e tavv. 1 3b, 16.


z RoeERTS ( 1956), 9c. 3 SE1DER ( 1 970), 3 5 .
4 TuRNER ( 1 987), 4 1 . 5 Scrivere. 8.

6 CAVALLO (1 983), 22. 7 SEIDER ( 1 970), 2 1 .


72 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAPIRI

[49]

talora con punto di convergenza tra le due curve staccato dall'asta ver­
ticale, epsilon con curva superiore in certi casi ripiegata verso l'interno
o anche chiusa ad occhiello, my con aste esterne leggermente divarica­
te e incurvate e con tratti centrali ora convergenti ad angolo ora fuse
in un'unica linea.
Una scrittura calligrafica, ma talora tracciata con ductus sciolto, si tro­
va in una serie di papiri letterari che afferiscono a un filone grafico testi­
moniato anche in documenti, già ricordati, del tardo secolo 1 a . C . quali
P. Oxy XII 1453 del 30-29 a.e. e P. Lond. II 3 5 4 del 7-4 a . C . : a questi par­
ticolarmente affine si dimostra l'A Demonico isocrateo P. Bodl. MS Gr.
class. d 163 (P) [52], da assegnare perciò agli ultimi anni del 1 a . C . , 1 men­
tre testimoni del medesimo filone grafico nel 1 d.C. sono l'Iliade, scritta
con particolare cura calligrafica, P. Lond. Lit. 27 [53], l'Odissea P. Lond.
Lit. 30,2 il Romanz_o di Alessandro PSI XII 1 28 5 , 3 il Romanz_o di Nino P. Gen.

PRUNETI (2003), pp. 10- 1 1 . 2 SEIDER ( 1 970), 19. 3 NORSA ( 1 939), 9d.
LA S C RITTURA GRECA 73

(50]

II 85 , 1 anteriore all'anno 100- 1 0 1 dato dal verso, e assai affini tra loro lo
scritto mitografico PSI IX 1 09 1 ,2 e i due papiri dell'Iliade PSI VIII 9783 e
BKT V 1 , 3 [54],4 la cui scrittura trova uno stretto confronto in P. Fay. 1 1 0,

ROBERTS ( 1956), t ta. z NoRSA ( 1939), 9c; Scrivere, 18.


3 Scrivere, 19. 4 ScHUBART ( 1 9 1 1), 19c.
74 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAP I RI

[5 1]

un documento già ricordato del 94 d.C. Si possono notare alpha ora con
traversa orizzontale o obliqua, ora con i tratti primo e secondo fusi in
un'unica curva, delta e lambda con la linea obliqua discendente da sinistra
a destra talora sporgente in alto e ad andamento ricurvo, mentre le for­
me di epsilon e my rimangono affini a quelle del filone grafico rappresen­
tato da P. Fay. 6.
Un filone grafico del tutto diverso da quelli finora esaminati si trova
sia in papiri ercolanesi - per esempio P. Herc. 994+ 1676+ 1 677 + 1 074+
108 1 , 1 recante lo scritto filodemeo Sui poemi, il quale ne suggerisce la
datazione al 1 a.C. - sia in papiri greco-egizi come P. Oxy. XXIII 23 592 e
P. Oxy. XXII 23 18, l'uno contenente forse Stesicoro, l'altro Archiloco. In
questi testimoni la scrittura presenta disegno piuttosto rigido, ed è ca­
ratterizzata dalle lettere epsilon, theta, omicron e sigma di modulo più o
meno stretto, da alpha con tratto discendente da destra a sinistra scar-

CAVALLO ( 1 983). 1 6; TURNER ( 1 987), 78. 2 CAVALLO ( 1 983), 83a.


LA S C RITTURA GRECA 75

[5 2 ]

samente obliquo, da omega con linee esterne poco incurvate . Questo fi­
lone grafico, a partire dagli ultimi anni del 1 secolo a . C . e fino al 1 1 d.C.,
assume talora tracciati più morbidi, come mostra ora l' alpha con oc­
chiello, ora il my con tratti mediani fusi in una curva, ora l'omega a linee
più incurvate. Questa fase si può osservare in papiri quali l'Iliade P.
Lond. Lit. 25 [55], i frammenti di Saffo P. Oxy. XVII 20661 e del Pedone
di Platone P. Oxy. XV 1 809,2 l'Isocrate Panegirico PSI IX 1088,3 il Tucidi­
de P. Oxy. XIII 1 622,4 o ancora i frammenti di Saffo PSI II 123 5 e i Me­
liambi di Cercida P. Oxy. VIII 1 082, scritti da una medesima mano, e il
Tucidide P. Oxy. X 1 247 , tutti da assegnare al I d.C. - ma non oltre -
giacché trovano confronto nella scrittura, pur se meno formale, di una
ricevuta dell'89 d.C., P. Oxy. XLII 3 05 1 . Piuttosto al 1 1 secolo va riferito
il dramma satiresco di Sofocle P. Oxy. VIII 1083,6 un rotolo lussuoso in
cui la scrittura appare impreziosita da un forte contrasto di spessore fra
tratti ingrossati (soprattutto gli orizzontali e gli obliqui discendenti da
sinistra a destra) e tratti sottili (i verticali) .

TURNER ( 1987), 18. 2 TURNER ( 1987), 19.


3 Scrivere, 49. 4 SCHUBART ( 1925), 80.
5 Scrivere, 50. 6 S C H U BART ( 1 925), 74; TURNER (1987), 28.
LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAP I RI

[ 54]

Va segnalata per quest'epoca una scrittura libraria scarsamente atte­


stata, peraltro non priva di varianti grafiche tra i diversi testimoni, né ca­
ratterizzata da un tratteggio particolare di determinate lettere, ma che
presenta una certa curvatura dei tratti verticali che le conferisce un tono
stilistico individuante. Si tratta forse di forme grafiche gravitanti nel tipo
di scrittura artificiosa e piuttosto isolata testimoniata già nel 1 1 a.e. dal ri-
LA S C RI TTURA GRECA 77

[55 ]
LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAPIRI
cordato papiro di Ibico P. Oxy. XV
1 790. Gli esempi più significativi
del I a.C. si possono indicare nei pa­
piri di Filodemo P. Herc. 1425 , Sui
a
poemi, e P. Herc. 1426, 1 Sulla retori­
ca, ma la stessa caratteristica si tro­
va nelle scritture greco-egizie dei
frammenti iliadici PSI XV 14542
[56] e P. Lond. Lit. 22 e del Tucidi­
de P. Oxy. VI 878, questi ultimi da
...,, assegnare piuttosto a} I d. C .
Una scrittura assai caratteristica
di questa stessa epoca, infin e, è
quella che si può definire 'stile epsi­
[56] lon-theta', giacchè in queste due let-
tere l'elemento mediano risulta
fortemente ridotto e isolato al centro della lettera in forma di punto, bot­
toncino, asticella, apice o trattino ricurvo. 3 La scrittura nel suo comples­
so presenta andamento regolare, tracciato sottile, apici tenui. La fioritu­
ra di questo stile - da assegnare all' arco di tempo tra la seconda metà del
1 secolo a.C. e l' inizio del 1 d.C. - è testimoniata da papiri quali la Vita di
Filodemo P. Herc. 1 044,4 i frammenti di Bacchilide P. Lond. Lit. 48 e l'Ari­
stofane, Cavalieri, P. Oxy. XXXI 2545 [57]. 5

S C RITTURE LIBERE E S C RITTURE N O RMATIVE


(SECOLI I I - I I I D. C . , E OLTRE)

' Il periodo tra il 1 e il 1 1 1 secolo d.C. segna il massimo accrescimento del­


la produzione scritta, la quale tocca il suo culmine nel 1 1 : il che vale non
solo per i documenti, ma anche per i libri e le iscrizioni. Pur se non si
riescono ad addurre ragioni certe per spiegare questa più abbondante
quantità di testimonianze scritte, si può almeno avanzare l'ipotesi che
esse siano da -cercare nella riorganizzazione amministrativa dell'impero
in generale e dell'Egitto in particolare con la creazione di una più fitta re­
te di uffici centrali e periferici e perciò di una più folta classe burocratica
addetta alla documentazione pubblica, nella più diffusa istruzione scola-

CAVALLO ( 1983), 39 e 43. 2 scnvere,


. 5.
3 CAVALLO (2005), pp. 123-128.
4 CAVALLO ( 1 983), 56a. 5 TURNER ( 1 987), 37.
LA S C RITT U RA GRECA 79
stica con il conseguente •

aumento di individui alfa­


betizzati, e proprio per
questo nella formazione
di nuove fasce di scriventi
e di lettori. In ogni caso, a
partire da} I I secolo d. C .
nell'ambito delle scritture
sia corsive (o semicorsive) �r ;.
sia posate e calligrafiche
si determina un processo !l"i\.C@ N •

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di maggiore differenzia­ � ,.
...;r •

zione delle tipologie gra­


fiche, pur se mancano
cambiamenti strutturali
• •

veri e propn.
Nella scrittura corsiva
d'uso più corrente conti­
nuano nel 1 1 secolo le due
tendenze di fondo che si
sono già osservate tra il 1
a.e. e il 1 d.C. La corsiva
(57 ]
di tipo più arrotondato si
fa talora più tumultuosa e
arruffata, con legarure deformanti e inversioni di tracciato, a motivo di
una documentazione abbondante e quindi di una pratica scrittoria in­
tensiva; essa si conserva talora ad asse diritto ma sempre più tende ad ac­
quisire una più o meno forte inclinazione verso destra. Quali esempi di
corsiva del tipo ad asse diritto si possono ricordare la ricevuta di paga­
mento di una tassa PSI X 1 1 3 8 del 107, 1 la richiesta di iscrizione tra gli efe­
bi PSI XII 1 225 del 1 5 6-157 [58],2 il documento militare BGU III 807 del
18 5 . 3 Ma assai più diffusa a partire proprio dal 1 1 secolo è la variante in­
clinata di questa corsiva: i documenti che la testimoniano sono innume­
revoli e qui se ne può dare solo una esemplificazione assai modesta ri­
cordando il contratto P. Bad. II 22 del 1 26,4 la lettera P. Bad. IV 7 4 del 1 3 8 , 5
la permuta di immobili P. Flor. I 47 del 2 1 3-217,6 il contratto di cessione

Scrivere, 1 2 1 . 2 Scrivere, 1 2 5 . 3 SCHUBART ( 1 9 1 1 ), 26b.


4 SEIDER ( 1 967), 3 3 . 5 SEI DER ( 1967), 34. 6 Scrivere, 1 3 1 .
80 LA S C RITTURA GRECA E LAT I NA D E I PAP I RI

(58 ]

di epiteresis BGU IV 1 062 del 236 [59 ], 1 la petizione P. Ryl. II 1 1 7 del 269. 2
La medesima corsiva si incontra anche nei frammenti di un Omero mi­
tografico del I I I secolo, PSI X 1 1 73 . 3 L'altra corsiva, già documentata fin
dal 1 secolo d.C. ma assai più diffusa a partire dal I I e soprattutto nel cor­
so del I I I , è quella più slanciata e spigolosa, caratterizzata sempre da in­
clinazione più o meno marcata a destra. Tra gli abbondantissimi testi­
moni si possono segnalare la lettera BGU II 544, all'incirca degli anni di
Antonino Pio,4 la ricevuta d'affitto P. Fior. I 23 del 145 , 5 il giuramento di
un viticoltore BGU I 92 del 1 87,6 la petizione CPR I 3 2 del 2 1 8 [6o], 7 la ri­
chiesta di certificato di nascita PSI IX 1 067 del 236, 8 il libellus di Aurelia
SB I 4440,9 la lettera del senato ossirinchita BGU IV 1073 del 275 . 1 0 Que­
sta scrittura si trova adoperata anche per un testo subletterario, PSI VI
728 1 1 contenente un trattato di palmomanzia e riferibile al 1 1 - 1 1 1 secolo.

I SCHUBART ( 191 1), 36. z SCHUBART ( 1 925), 52.


3 Scrivere, 46. 4ScHUBART ( 1925), 38. s Scrivere. 123.
6 SCHUBART ( 1925), 40. 7 SEIDER ( 1967), 43. 8 Scrivere, 1 3 2.
9 SCHUBART ( 1 9 1 1 ), 37a; SCHUBART ( 1 925), 49; SEIDER ( 1 967), 44.
10 11
SCHUBART ( 1 9 1 1), 37b. Scrivere, 45.
LA S C RITTURA GRECA 81

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82 LA S C RI TTURA GRECA E LATINA D E I PA PIRI

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[60]

In questa stessa epoca fuori d' Egitto si incontrano per lo più scritture
semicorsive caratterizzate da tracciato rigido, disegno angoloso, tratti
piuttosto spessi, i quali conferiscono alla scrittura un aspetto rozzo. Que­
ste caratteristiche si possono osservare in documenti provenienti sia dal­
la Palestina sia dalla Mesopotamia. 1 Per la regione palestinese si possono
citare materiali provenienti da Murabba'at quali P. Mur. 1 1 6, un contrat­
to di matrimonio forse della prima metà del 1 1 secolo, e P. Mur. 1 14 [61],
un riconoscimento di debito probabilmente del 1 74; le medesime scrit­
ture impacciate e pesanti sono testimoniate in documenti del territorio

CRISCI ( 1996), pp . 47, 53-54, 137-141 e tavv. 19, 2oa, 25-28 , 106- 1 0 8.
LA S C RITTURA GRECA


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[61]

del Nahal Hever come P. Yadin 14, 1 5 , 1 7 e 1 8 [62], tutti redatti fra il 1 25
e il 128. Per la Mesopotamia i documenti di Dura Europos offrono un
largo numero di esempi, tra i quali si segnalano Pg. Dura 1 8 , un atto di
donazione dell'87, Pg. Dura 23 [63], un contratto di anticresi del 1 3 4, e
Pg. Dura 17, un rotolo di registrazione di atti scritto sempre nel I I seco-

[ 62]
LA S C RITT U RA GRECA E LATINA D E I PA P I RI

[63]

lo. Oltre a queste scritture molto tipiche e diverse da quelle greco-egizie


coeve , nei documenti palestinesi e mesopotamici si incontrano anche al­
tre scritture non dissimili da quelle d' Egitto. Ugualmente in due papiri
provenienti dall'Asia minore, l'uno da Side in Panfilia, un contratto di ac­
quisto di una schiava BGU III 887 del 1 5 1 scritto da più mani, e l'altro da
Mira in Licia, un documento sempre relativo a commercio di schiavi
BGU III 9 1 3 del 206, si può osservare solo qualche differenza relativa a
singole lettere rispetto alle coeve espressioni grafiche greco-egizie, men­
tre si tratta nel complesso di scritture corsive proprie dell'epoca. 1

SCHUBART ( 192 5 ), 44; C RISCI ( 1 996), pp. 24-26 e tavv. 12, 1 3a.
LA S C RITT U RA GRECA 85
Accanto alle scritture corsive si incontrano nelle pratiche documenta-
rie del II e III secolo scritture le cui lettere hanno più volte una base o

elementi corsivi ma che nel complesso sono tracciate con ductus più o
meno posato. Esse mostrano in generale asse diritto, forme ora più ar­
rotondate ora più spigolose, legature ora frequenti ora scarse e comun­
que poco deformanti,. talora tracciati artificiosi e prolungamento di aste.
Si tratta di scritture adoperate soprattutto (ma non esclusivamente) in
ambito burocratico sia come scritture d'ufficio sia per redigere petizioni
e altre richieste di privati alle autorità, vale a dire <<testi che - nell' inte­
resse di chi scrive e per rispetto di chi riceve - devono essere ben leggibili
e devono presentarsi con una certa cura formale, in un aspetto decoroso
e dignitoso>> . 1 Queste scritture sfuggono ad una precisa classificazione,
pur se si possono individuare alcune tendenze grafiche di fondo. Un fi­
lone che si distingue meglio è quello di ispirazione cancelleresca: esso è
caratterizzato da tracciati artificiosi, frequente presenza di forme della
corsiva eseguite con ductu.s ora più ora meno posato, uso non intensivo
di legature . Si possono ricordare il mutuo ipotecario P. Fior. I 1 (testo a)
del 1 5 3 ,2 la denuncia di proprietà P. Flor. I 67 (secondo testo)3 del 1 6 1 - 1 69,
la scheda di censimento PSI XII 1 227 del 18 8, 4 la ricevuta di tasse P. Ryl.
II 1 96 del 1 96, 5 la notifica di una compravendita presentata ad un ufficio
catastale P. Hamb. I 1 6 del 209,6 la petizione al dieceta P. Fior. I 6 [64] del
210, 7 la lista di proprietà templari P. Ryl. II 1 1 0 del 259. 8
Una scrittura di cancelleria altrimenti stilizzata e assai caratteristica si
afferma proprio tra II e 1 1 1 secolo: essa ha il suo testimone più esemplare
nell'assai noto P. Berol. 1 1 5 3 29 (SB I 4639) [65] e risulta avere esercitato
un'influenza ora più ora meno marcata sulla scrittura di documenti del­
l'epoca. 1 0 Questa scrittura va indicata - in modo da distinguerla dalla
cancelleresca alessandrina di età tolemaica - come cancelleresca alessan­
drina di Subaziano Aquila, dal papiro di Berlino, il quale è l'originale di una
notifica del prefetto Subaziano Aquila del 209 d.C., fu scritto ad Alessan­
dria e costituisce perciò uno dei rari esempi di scrittura della cancelleria
'

metropolitana. E possibile che la stilizzazione sia stata operata già al-


l'inizio del I I secolo su scritture cancelleresche, caratterizzate da alcune
lettere di modulo stretto, che si trovano testimoniate in documenti uffi-

MESSERI-PINTAUDI ( 1998), p. 47. 2 Scrivere, 1 24.


3 Scrivere, 1 26. 4 Scrivere, 1 27 .
5 SEIDER ( 1 967), 36. 6 SEIDER ( 1 967), 4 1 .
7 Scrivere, 1 30. 8 SEIDER ( 1 967), 46.
9 SCHUBART ( 1 9 1 1), 35; SEIDER ( 1 967), 42. I O CAVALLO (2005), pp. 1 7-42.
86 LA S C RITTU RA GRECA E LATINA DEI PAP IRI

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ciali quali P. Brem. 6, BGU I 73, 1 P. Giessen I 69 del 1 1 8-1 19. Verosimil­
mente su questa scrittura nella cancelleria di Alessandria vennero ad in­
nestarsi ulteriori artifici sfociando nelle forme attestate in P. Berol. 1 1 5 3 2.
Le lettere, rigorosamente perpendicolari al rigo di base , risultano carat­
terizzate ora da un esagerato allungamento nella dimensione verticale
(beta, epsilon, theta, kappa, omicron), ora da una forte riduzione del mo­
dulo (alpha, delta, omega), sicché molto evidente risulta il contrasto tra
forme alte e strette e forme minute e arrotondate . La scrittura nel suo
complesso si presenta formale, artificiosa, severa e dunque altamente sti­
lizzata. Le stese forme si ritrovano nel 1 1 1 secolo nel frammento di co­
municazione ufficiale PSI XII 1 247, 2 forse uscito anch'esso dall'ufficio del
prefetto di Alessandria, e nella lettera ufficiale P. Oxy. XIX 2227 , da data­
re probabilmente al 21 5-216. Questa scrittura si diffuse in forme meno
stilizzate o esercitò la sua influenza nella documentazione più diversa at­
traverso la prassi diplomatica e gli scambi tra gli uffici, estendendosi ta­
lora fino alle scritture d'uso quotidiano. Essa si incontra soprattutto in
copie di originali eseguite in uffici minori, documenti militari, resoconti
fiscali e giudiziari, ma anche in lettere e contratti privati o in altri docu-

SCHUBART ( 1 925), 3 5 - 2 Scrivere, 1 3 3 .


LA S C RI TTURA GRECA
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LA S CRITTURA GRECA
menti di vario genere. Per l'arco di
tempo tra la fine del 1 1 e tutto il III
secolo d.C. si possono ricordare la
copia di una lettera dello stesso pre­
fetto Subaziano Aquila PSI X 1 1 48
del 21 o , le lettere militari P. Fior. I I
278 del 203 -204, 1 la silloge docu­
mentaria P. Oxy. XII 1408 [66] del
212-213 recante tra l'altro la copia di
una circolare del prefetto !uncino, i
documenti di contenuto fiscale P.
Lond. II 345 del 194 e BGU I 296 del
219-220,2 il resoconto giudiziario P.
Oxy. XXXI 26 1 2 riferibile agli anni
tra il 288 e il 290, la lettera d'affari P.
Laur. II 2 1 , 3 da assegnare all'ultimo
scorcio del I I secolo senza escludere
il I I I . Questa scrittura cancelleresca
adoperata negli uffici minori si ritro­
va in forme meno stilizzate anche in
papiri non di carattere burocratico
ma scritti verosimilmente da funzio­
nari: a questo proposito si possono
ricordare la Genesi P. Beatty V,4 il
frammento dai Giudici PSI II 127,5 e
il frammento astrologico PSI VI 727
[67],6 tutti da assegnare intorno al­
i' inizio del I I I secolo.
Nello stesso periodo si incontra­
no, come scritture di documenti, so­
prattutto in quelli di ambito buro­
cratico, anche scritture posate che
non mostrano tracce della stilizza­
zione operata ad Alessandria e testi­
moniata da P. Berol. 1 1 5 3 2, ma sono
da inquadrare tra le scritture arra- (67]

Scrivere, 1 29. 2 ScHUBART ( 1 9 1 1), 32a. 3 Scrivere, 1 28.


4 SEIDER ( 1 970), 5 3 . 5 Scrivere, 36. 6 smvere,
. 35.
90 LA S CRITTURA GRECA E LATINA D E I PAP I RI





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LA S C RITTURA GRECA 91
tondate e talora calligrafiche - alcune presenti anche in papiri letterari -
rispondendo ali' esigenza di chiarezza e leggibilità di certa documenta-
' zione. Testimoni di queste scritture caratterizzate da ductus posato, re­
golarità delle forme , spiccata tendenza ai tratti curvilinei e talvolta da
qualche artificio cancelleresco sono, ad esempio, l' assai noto Gnomon del­
l'idios logos del 170 circa BGU V 1210 [68], 1 la copia di un editto ancora
del prefetto Subaziano Aquila del 206 P. Oxy. VIII 1 100, 2 dove è da nota­
re anche un moderato contrasto nel modulo delle lettere, una lettera uf­
ficiale forse del 207, P. Oxy. XLII 3030. 3 Si tratta di scritture presenti an­
che in papiri letterari: la scrittura del Gnomon dell'idios logos si ritrova nel
famoso papiro dei Mimi di Eronda P. Lond. Lit. 96, riferibile piuttosto al-
1' inizio del 1 1 secolo, 4 mentre la scrittura di P. Oxy. VIII 1 100 si incontra
intorno alla stessa epoca nella prima parte del papiro di Favorino dalla
Marmarica, Biblioteca Apostolica Vaticana, inv. gr. 1 1 ,5 posteriore al 190-
1 91 , nell 'Iliade BKT IX s 8 anteriore al regno di Settimio Severo e Cara­
calla, e nei papiri cristiani P. Ryl . III 463 , 6 Vangelo di Maria, e PSI VIII 980, 7
Salmi. Scritti in forme calligrafiche ed eleganti, anche se fluenti, si pre­
sentano in particolare la copia di un editto del prefetto Marco Petronio
Mamertino emanato tra il 1 3 3 e il 1 3 6 PSI V 446,8 la più o meno coeva
lettera indirizzata a uno stratega P. Oxy. LVIII 3917 [69], gli atti giudizia­
ri P. Oxy. XLII 3016 e un decreto onorario del 1 3 8-160 P. Oxy. III 473 .9 Fuo­
ri d' Egitto scritture affini sono attestate in P. Mur. 1 1 3 [70], 10 ritrovato
nella regione del Mar Morto e contenente forse atti processuali, BGU III
895 1 1 [71] del 1 3 8- 1 6 1 , ritenuto di possibile origine siriaca e recante un te­
stamento, e nel più tardo P. Oxy. L 3 593 12 del 23 8-244, scritto a Rodi e
contenente uno o due contratti relativi a commercio di schiavi. In que­
st' ultimo il delta anticipa decisamente la forma minuscola.
Le scritture posate che nei secoli II e III si incontrano nei papiri lette­
rari mostrano una grande varietà di soluzioni grafiche. L'insorgere in
quest'epoca di nuove correnti culturali, di nuove fasce di lettori, di nuo­
ve pratiche di lettura, di nuovi testi, con la creazione pure di nuove bi-

ScHUBART ( 1 925), 36; SEJDER ( 1967), 37. 2 ROBERTS ( 1956), 2ob.


3 TURNER ( 1 987), 87.

4 SCHUBART ( 1 925), 82; TURNER ( 1987), 39.


5 NORSA (1939), 1 3 ; ROBERTS ( 1 956), 1 8b. 6 ROBERTS ( 1956), 20C.
.
7 scnvere, 59. 8 NoRSA ( 1929-1946), 1 5c; Seri.vere, 1 22.
9 TURNER ( 1 987), 69. 1 ° CRISCI ( 1996), p. 49 e tav. 2ob.
1 1 CRISCI ( 1 996), pp. 2 1 -22 e tav. 10.
1 2 TURNER ( t 987), 85; C RISCI ( 1996), pp . 26-27.
92 LA S C RITTURA GRECA E LATINA D E I PAP IRI

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LA S C RITTURA GRECA 93

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blioteche pubbliche e private, imponeva una produzione libraria più va­


sta e varia rispetto al passato, la quale rispondesse alle molteplici esigen­
ze di un pubblico socialmente e intellettualmente stratificato. La scrittu­
ra perciò mostra tipologie grafiche diversificate in relazione a queste
esigenze molteplici. Il fenomeno grafico più notevole cui si assiste nel-
1' ambito delle scritture posate e calligrafiche di quest'epoca è il formarsi
di scritture normative, vale a dire - s'è detto - di scritture che seguono
certe regole , iterate sia nelle tecniche sia nelle maniere di esecuzione fi­
no a diventare talora scritture di lunga durata. Queste scritture si forma­
no sul terreno delle diverse tendenze grafiche dell'epoca, le quali dunque
vanno esaminate nel loro complesso e in dettaglio per ricostruire il con­
testo grafico sul quale si impiantano le diverse scritture normative, con
l'avvertenza tuttavia che l'età romana costituisce il periodo più variega­
to e tumultuoso nella storia della scrittura greca antica, il quale perciò si
sottrae ad una individuazione e classificazione di tutte le tendenze grafi­
che presenti. Si tenterà perciò di enucleare i filoni più importanti.
Un primo filone è costituito dalle scritture regolari e arrotondate che
continuano quelle analoghe dei secoli precedenti. In questo filone si col­
locano nella prima metà del 1 1 secolo - ma senza escludere la fine del 1 -
94 LA S C RITTURA GRECA E LATINA D E I PAPIRI


LA S C RITTURA GRECA 95
l'Iliade PSI VIII 978, 1 le Elleniche di Senofonte PSI XI 1 1 97 + PSI Congr.
XVII 8 + P. Oxy. II 226,2 e nel pieno o tardo 11 secolo i Mirmidoni di Eschi­
lo PSI XI 1 2 1 1 , 3 i Peani di Pindaro P. Oxy. XXVI 244 1 , 4 il Gorgia di Plato­
5
ne P. Oxy. III 454 + PSI II 1 1 9, e scritti in maniera meno formale il fram­
6
mento di logica PSI IX 1 09 5 , i Peani di Pindaro P. Oxy. V 841 , dovuto a
8
due mani molto simili, 7 il papiro di Saffo P. Oxy. X 1 23 1 , la mano che ha
scritto diversi rotoli con tragedie di Eschilo tra cui i Diktylkoi P. Oxy. XVIII
2161 + PSI XI 1 209, 9 infine il commento al Teeteto di Platone BKT II . 1 0
Nella medesima temperie grafica rientra l'Iliade detta <<Omero di Bankes>>
P. Lond. Lit. 28 [72] caratterizzata da forme nel contempo eleganti e sciol­
te . L'attribuzione di queste scritture al I I secolo è confortata dalle affini­
tà che esse mostrano con documenti come lo Gnomon deII'idios logos del
1 70 circa. Al 111 secolo si possono invece attribuire due papiri scritti sen­
za molta cura calligrafica, il codice dei Numeri P. Beatty VI 1 1 e i Kestoi di
Giulio Africano P. Oxy. III 4 1 2 1 2 databile tra il 227, giacché il testo non fu
completato prima di quella data, e il 275 -276 cui rimandano documenti
datati sul verso; al 111-1v ormai vanno assegnate le mani, altrimenti più for­
mali, del codice di Ezechiele ed Ester P. Beatty IX. 1 3 Tra queste scritture ad
'andamento curvilineo spicca la cosiddetta maiuscola rotonda (nota anche
con il nome di onciale romana), la quale rappresenta uno dei vertici della
calligrafia greca . 1 4 Poiché le sue caratteristiche - a parte variazioni mini­
me - si ripetono identiche in molti esempi, si tratta di una scrittura nor­
mativa: le lettere sono tracciate con la massima regolarità, i tratti tendo­
no al disegno curvilineo (si osservi il my) e anche le linee oblique
presentano talora una leggera curvatura. La scrittura nel suo complesso
si mostra fortemente bilineare, fornita di apici decorativi, e trova con­
fronto in talune epigrafi dello stesso I I secolo: si può ricordare, in parti­
colare un'iscrizione marmorea del Museo Nazionale di Atene. 1 5 Tra gli
esempi più significativi è da ricordare, innanzi tutto, il celebre Omero di
16
Hawara, P. Haw. , pp. 24-28 [73] dell'Iliade; vanno inoltre segnalati i fram­
1
menti di Eupoli PSI XI 1 2 1 3 , 1 7 l'Iliade P. Tebt. II 165, l'Odissea PSI I 8, i8

Scrivere, 19. z Scrivere, 20. 3 Scrivere, 25 .

4 TuRNER ( 1 987), 22. 5 TuRN ER ( 1987), 62. 6 Scrivere, 30.


7 RoBERTS ( 1956), 14b. 8 TuRNER ( 1987), 17. 9 TuRNER ( 1987), 24.

1 0 SCHUBART ( 1 9 1 1 ), 3 1 ; SEIDER ( 1 970), 40. SEIDER ( 1 970), 27.


12 NoRSA (1939), 14a; RoBERTS ( 1956), 23a. 1 3 SE ID ER ( 1 97 0) , 54 e 55 .
14 Sulla <<maiuscola rotonda>> si veda CAVALLO (2005), pp. 1 5 1 - 1 6 1 .
1 5 KERN 1 9 1 3 , 48. 1 6 SEIDER ( 1 970), 23; TURNER (1 987), 1 3 .
1 7 NoRSA (1 939), 9a. 1 8 Scrivere, 2 1 .
LA S C RITTURA GRECA E LAT I NA D E I PA P I RI

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LA S C RITTURA GRECA E LATINA D E I PAP I RI
papiri di Esiodo, Catalogo delle donne, P. Oxy. XXIII 2354 e BKT V 1 , 28-
30.1 Questi e altri papiri in maiuscola rotonda sono da riferire tutti al I I
secolo, durante il quale fiorì questa mirabile calligrafia: una fioritura che
fu peraltro effimera, limitata all'età antoniniana, giacché non si trovano
testimoni posteriori a quel secolo. Va osservato, tuttavia, che di questo
tipo di scrittura fu operata un'imitazione intorno al tardo v secolo forse
negli ambienti pagani di Alessandria, e forse solo per alcuni testi lettera­
ri tra i quali certamente Omero e Platone: essa si trova, infatti, nel cele­
bre manoscritto dell'Iliade Ambrosiana, nei frammenti iliadici di perga­
mena PSI VII 7 48 + 7 492 e nei frammenti platonici Pg. Duke inv. G 5 del
Parmenide e Pg. Ant. II 78 del Teeteto. 3
Un filone grafico nuovo, il quale si afferma a partire dal tardo I I se­
colo, è quello che sfocia in un'altra scrittura normativa, la cosiddetta

maiuscola biblica.4 Il terreno su cui questa si forma è quello di una scrit-


tura sobria e priva di apici decorativi, la quale tra I I e I I I secolo si può
vedere testimoniata in papiri quali l'Antimaco P. Oxy. XXX 25 1 6,5 il Cal­
limaco, Aitia, P. Oxy. XVIII 2169,6 l'Iliade BKT V 1 , 5 , 7 la citazione da
Isaia P. Oxy. III 406v, 8 l'Ecclesiastico P. Mich. III 1 3 5 + P. Med. inv. 1 5 1 . 9
Tra queste scritture emerge la vera e propria maiuscola biblica, la qua­
le riflette nel tracciato i modelli di base delle lettere e che viene esegui­
ta con un visibile contrasto fra tratti orizzontali sottili e tratti verticali
ingrossati (si osservino in particolare gamma, pi, tau), mentre i tratti
obliqui mostrano medio spessore (si osservino alpha, delta, lambda). Da
notare le lettere rho e ypsilon che sporgono al di sotto della riga rettrice
di base, e phi e psi che proiettano non solo verso il basso ma anche ver­
so l'alto l'asta centrale. Queste caratteristiche si dimostrano iterate fino
al secolo 1 v , subendo più tardi alcune variazioni, le quali comunque non
mutano nella sostanza la fisionomia della scrittura, testimoniata e dif­
fusa fino all'inizio dell'età mediobizantina. Il numero delle testimo­
nianze in maiuscola biblica è altissimo. Qui si possono ricordare per i
primi secoli della sua comparsa il frammento di commedia P. Ryl. I 16,
anteriore al 25 5-256, 10 i frammenti oratori PSI XIV 1 3 96 a e b, 1 1 l' Esiodo

.
ScttueART ( 1 9 1 1), 19a; SEIDER ( 1 970), 22. l scnvere, 44.
3 CAVALLO (2005), pp. 163-174.
4 Sulla <<maiuscola biblica>> si vedano CAVA LLO ( 1 967) e ORSINI (2005).
5 CAVALLO ( 1 967), t ob. 6 CAVALLO ( 1 967), 9b.
7 SEIDER ( 1 970), 32a e b. 8 CAVALLO ( 1967), 7b.
9 CAVALLO ( 1 967), 8a-b. 1 0 ROBERTS ( 1 956), 22b; CAVALLO ( 1 967), 22.
1 1 CAVALLO ( 1 967), 1 7 .
LA S C RITTURA GRECA 99
1
Teogonia PSI IX 1086, l'Iliade BKT
V 1 , 42 e P. Oxy. XXXVI 2748 [74],
i Peani di Pindaro BKT IX 143 3 e
l'Esiodo, Catalogo delle donne, P. •

Oxy. XVII 2075 + PSI XIV 1 3 84,4 e �Yc f�.ì; r.-E'{ XeA•
Scutum PSI IX 1087 , 5 l'Apollonia ei) c,f ··-o r@:rfc
Rodio P. Oxy. IX 1 1 79 e l'Eschilo I � r: : �X'trlEN
sette a Tebe P. Oxy. XXII 2334,6 que­ � '· f ry� PEot C.
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sti ultimi del III-IV secolo. La ma­ .:!-E.)' . � 'iuN�'(iecr_


iuscola biblica si deve ritenere dif­ � T .:> � > _o NXCTEf>o c.
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fusa subito - come sicuramente
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più tardi - oltre i confini dell'Egit­ 1q:K 9"r t 'fe I t-:1 c..u
to, giacché i frammenti identifica­ l TlI Rl J-JA.Et N O NJ
ti come di Appiano P. Dura 2a e b, :·::1 1, ·h;lJ<1 1'1�0-
insieme a P. Dura 7 di contenuto E r:r .tJ e: !> �-;K�Ef"0 li

non identificato, è probabile siano ?S. fJ a X{"-' :r� rt"tl g� o


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scrittura risulta largamente adot­ 1:-: r- ro'� ��'1 . ...1 e.��
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tata per i testi cristiani, in partico­ ff.'O �'4 M � ì.A�J · 1f)_J4


lare per quelli delle Sacre Scrittu­ n J GQ ��0@�.6ID l t�·
re, tanto che essa risulta adoperata rJce��E ��l.A..'i[:"TiP H �
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per i grandi codici della Bibbia,
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conservati per via bibliotecaria,
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detti Vaticano e Sinaitico del seco­


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continuità come scrittura libraria ·

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oltre in moltissimi esemplari sia di C.1�


papiro sia di pergamena, profani e
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soprattutto cristiani. Oltre ai già \ �


citati codici biblici, si possono ri-
cordare per il secolo 1v il foglio del
codice di pergamena di Tucidide [74 ]

Scrivere, 3 9. 2 ScHUBART ( 1925), 9 3 ; CAVALLO ( 1967), 1 9a.


3 CAVALLO ( 1 967), 24. 4 CAVALLO ( 1967), 1 1 a-b; TuRNER ( 1 987), 1 1 .
5 Scrivere, 40. 6 TuRNER ( 1987), 26.
7 RoBERTS ( 1956), 16b; CR1sc1 ( 1 996), pp. 149- 1 50 e tav. 1 16.
8 CAVALLO ( 1967), risp. 3 4- 3 5 , 3 6- 3 8, 63 -65 .
100 LA S C RITTURA GRECA E LAT I NA DEI PA PIRI

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[7 5 ]

P. Oxy. XIII 1 62 1 1 e la Genesi P. Beatty IV;2 per il v la Vita di Aldbiade P.


Oxy. III 41 1 3 e l'Ascensione di Isaia P. Amh. I 1 ; 4 per il v 1 è il caso di ri­
chiamare un testimone di conservazione bibliotecaria, il famoso codice
illustrato del Dioscoride di Vienna, 5 prodotto a Costantinopoli, quindi
fuori d'Egitto, nel 5 1 3 o poco oltre, e il frammento membranaceo di
Giona PSI X 1 1 64 + BKT VIII 1 8.6 A partire dal secolo v11 la maiuscola
biblica tende a scomparire dagli ultimi libri greci prodotti in Egitto,
mentre si conserva, pur se sempre più sporadicamente, nella produzio­
ne libraria greca di altre aree. Negli esemplari di data tarda - come si
può osservare già nel Dioscoride di Vienna - la maiuscola biblica, pur
mantenendo le sue fondamentali caratteristiche, mostra un contrasto
più marcato fra tratti ingrossati e tratti sottili, e bottoncini decorativi al-

CAVALLO ( 1967), 40; CAVALLO-MAEHLER ( 1 987), 1 3b.


2 SEIDER ( 1 970), 56. 3 CAVALLO ( 1 967), 5 5 ; TURNER ( 1 987), 7 1 .

4 CAVALLO ( 1 967), 5 3 ; CAVALLO-M A EH LER ( 1987), 1 8a.


sCAVALLO ( 1 967), 84; CAVALLO-MAEHLER ( 1 987), 25b. 6 CAVALLO ( 1 967), 7 1 .
LA S C RITTU RA GRECA 101
le estremità di questi ulti-
mi, in particolare dei trat-
ti orizzontali di gamma, -

delta, epsilon, pi, tau.


Un altro filone che si
enuclea a partire dal 1 1 se­
colo è quello di una scrit­
tura dai tratti curvilinei
e dall'andamento molto
sciolto le cui caratteristi­
che compaiono in docu­ •

menti, già presi in conside­


razione, quali PSI V 446 o
P. Oxy. LVIII 3 9 1 7 dell' epo­
ca di Antonino il Pio. An­
che questo tipo di scrittura
- di origine documentaria
e burocratica piuttosto che
libraria - più tardi sfocerà
1n una scnttura normativa,
• • •

la maiuscola alessandrina, 1
questa pure adoperata nel­
la produzione libraria sia
profana sia cristiana. I pri­
mi sintomi di questa scrit­
tura - a parte i documenti
ricordati - si possono os­
servare nei Vangeli apocrifi
P. Egerton 2 [75] del secolo
1 1 , nel Vangelo di Giovanni
P. Bodm. II, 2 negli esigui
frammenti da Paralipomeni
P. Egerton 4, nella cosiddetta <<storia di Tefnut>> P. Lond. Lit. 1 92 [76] e
nell'Ippocrate, Elementi prognostici e Aforismi, P. Ant. I 28 del 111, negli Atti
degli apostoli PSI I I 125 3 del 1 v , nella Seconda epistola di Giovanni P. Ant. I

Sulla maiuscola alessandrina, oltre a CAVALLO (2005), pp. 175-202, si vedano I RIGOIN
( 1959) e PORRO ( 1985). 2 SEIDER ( 1 970), 42; TURNER ( 1987), 63.
3 Scrivere, 8 1 .
102 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PA PIRI
1 2 del v 1 e nel Vangelo
di Matteo PSI I 1 [77]
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timo papiro - cosi
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come in esempi del


secolo v 1 quali l' Eso­
do e il Deuteronomio P.
Amh. II 1 9 1 e 192 o 3
ancora il frammento
membranaceo del-
1'Esodo BKT VIII 4,
10- 1 5 4 - la maiuscola
alessandrina si mo­
stra con tutte le sue
caratteristiche nor-
[7?] mative. La scrittura
risulta morbida e
iscorrevole, le linee oblique discendenti da
1 sinistra a destra tendono a prolungarsi sul
rigo di base formando talora pseudo-lega-
ture, le lettere alpha, my (con tratti interni
fusi in un'unica curva), ypsilon, omega pre-
, sentano occhielli ora aperti ora ciechi, epsi­
lon mostra talora la curva superiore richiu­
sa sul tratto mediano, delta e lambda recano
per lo più un ricciolo all'estremità superio­
re del tratto obliquo di destra.
Questa stessa scrittura a tratti curvilinei
e ad andamento sciolto si incontra nello
- stesso 1 1 secolo in una tipologia caratteriz­
zata da alcune lettere di modulo più com­
presso, in particolare epsilon, theta, omicron,
sigma, sfociando a sua volta in una maiu­
scola alessandrina che si differenzia da
quella finora esaminata proprio per il con-
trasto tra lettere larghe e lettere strette.

CAVALLO-MAEHLER ( 1 987), Se. 2 CAVALLO ( 1967), 1 03a; Scrivere, 82.


3 CAVALLO ( 1 967), 1 02a. 4 CAVALLO-M AEHLER ( 1987), 3 8b.
LA S C RITTURA GRECA 103

[79 ]

Quale buon esempio del 1 1 secolo può essere richiamato P. Oxy. XXXII
263 1 [78] contenente versi lirici; per il III secolo l'alternanza di modulo si
ritrova in un documento del 260-270, P. Lund. IV 1 3 ; 1 ma in ogni caso
questo tipo di scrittura rimase raro fino al secolo 1v, diffondendosi più
largamente a partire dal v. A questo secolo va riferito il frammento di co­
dice dell'Andromaca di Euripide P. Berai. 1 3 4 1 8,2 al v-vI l'Odissea P. Oxy.
XV 1 820 [79] , 3 al VI l'Iliade BKT IX 1 3 24 e il Callimaco, Inni e Aitia, P. Oxy.
XX 225 8,5 al VII il frammento di contenuto filosofico PSI XIV 1 400,6 al
VII-VIII le Vite di santi P. Louvre E 74047 e all'v 1 1 I il frammento liturgico
P. Bad. IV 5 8 . 8 Per quest'epoca è il caso di ricordare anche un celebre co­
dice conservatosi per via bibliotecaria, il Vat. gr. 2 1 25 dei Profeti detto
Marchalianus prodotto intorno all'anno 700. Alcuni manoscritti in maiu­
scola alessandrina mostrano mescolanza nel modulo delle lettere, le qua-

RoBERTS ( 1956), 23. 2 CAVALLO-MAEHLER ( 1 987), 22a.


3 CAVALLO-MAEHLER ( 1 987), 22b. 4 CAVALLO - M AEHLER ( 1 987), 35b.
s TURNER ( 1 987)t 47. 6 NoRSA ( 1 939), 1 9; Scrivere, 83.
7 CAVALLO-MAEHLER ( 1 987), 5 1 8 SEIDER ( 1970 ), 68.
104 LA S C RITTU RA GRECA E LATINA D E I PAPIRI

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LA SCRITTURA GRECA 105
li nel medesimo esemplare si mostrano ora arrotondate ora compresse,
come si può osservare nel Sorano PSI II 1 1 7 del secolo 1v. 1
La datazione della maiuscola alessandrina caratterizzata da contrasto
di modulo tra le lettere trova una serie di agganci in alcune lettere festali
emanate dai patriarchi di Alessandria per fissare la Pasqua e che perciò si
possono assegnare a date precise o assai probabili. Le più note tra queste
lettere festali sono P. Grenf. I I 1 1 2 [So] del 5 77,2 P. Koln V 2 1 5 3 quasi cer­
tamente del 663 , BKT VI 5 , 5 5- 1 09 4 [81] del 7 1 3 o del 7 1 9 . Questa scrit­
tura non solo fu adoperata dalla cancelleria patriarcale di Alessandria, ma
fu anche adattata all'alfabeto copto come scrittura ecclesiastica e utiliz­
zata molto a lungo per i testi copti, sicché si deve credere che essa sia sta­
ta diffusa soprattutto in Egitto e nelle regioni limitrofe: Nubia, Sinai, Pa­
lestina. Se ne sono trovate testimonianze, per esempio, a Nessana, quali
i frammenti del Vangelo giovanneo P. Ness. II 3 e P. Ness. I I 4 del v1-v11 se­
colo e delle Epistole paoline P. Ness. II 5 dell'inoltrato v 1 1 . 5
Un filone di scrittura che si diffonde a partire dal 1 1 secolo è quello già
individuato da Wilhelm Schubart, che volle chiamarlo stile severo, deno­
minazione con cui è tuttora spesso indicato. Si tratta di una scrittura che
affonda le sue radici nelle scritture rigide e angolose, caratterizzate da con­
trasto di modulo tra lettere larghe (my, ny, tau, omega) e lettere strette (ep­
silon, theta, omicron, sigma), testimoniate già in età ellenistica e più tardi in
papiri tra cui il già ricordato P. Lond. Lit. 2 5 . Lo stile severo mostra una
maggiore semplicità della scrittura e la tendenza non solo a comprimere
il modulo di certe lettere, ma anche talora a rimpicciolirlo (si osservino
sopratrutto omicron e sigma). Schubart cita come esempi massimamente
significativi di stile severo il papiro di Alceo P. Oxy. X 1234 + XI 1 3 60 +
XVIII 2 1 666 e soprattutto il celebre Bacchilide, Epinici e ditirambi, P. Lond.
Lit. 46 + PSI XII 1 278 [82] , 7 donde deriva un'altra denominazione con cui
talora la scritnira è indicata, maiuscola bacchilidea. A questi materiali si pos­
sono aggiungere gli Ichneutae di Sofocle P. Oxy. IX 1 1 74 + P. Oxy. XVII
2081 (a),8 i Proemia di Demostene P. Oxy. I 26, 9 lo scritto anonimo (Filisto?)
PSI XII 1 28 3 , 1 0 l'Esiodo, Catalogo delle donne, P. Oxy. XXVIII 2486, 1 1 tutti del

Scrivere, 62. 2 CAVALLO- MAEHLER ( 1 987), 37.


3 CAVALLO- MAEH LER (1987), 47b.

4 SCHUBART ( 1 9 1 1), 50; SEIDER ( 1970), 66; CAVALLO-MAEHLER ( 1 987), 52a.

5 CRISCI ( 1 996), pp. 84-85 e tavv. 72b-c, 77, 78a. 6 SCHUBART (1 925), 84.
7 SCHUBART ( 1925), 85; NORSA ( 1939), 1 oa; SEI DER (1970), 37, Scrivere, 54.
8 TuRNER (1987), 34. 9 SCHUBART ( 1925), 83; RoBERTS ( 1956), 19a.

10
Scrivere, 5 3 . 1 1 SEIDER ( 1970), 34.
106 LA S C RITTURA GRECA E LAT I NA D E I PAP I RI

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( 83]

II secolo, mentre nel corso del III vanno riferiti il Fedro di Platone P. Oxy.
VII 1 0 1 6 1 e i papiri erodotei PSI X 1 1 702 e P. Oxy. XVII 2098, 3 ove si può os­
servare una leggera inclinazione dell'asse delle lettere. Nel solco dello sti­
le severo leggermente inclinato va inserito anche il frammento di codice
membranaceo dei Cretesi di Euripide BKT V 2, 73 -79 [83],4 pur se la scrit­
tura si dimostra più accurata ed elegante rispetto ai testimoni finora esa­
minati: attribuito da tempo al I I secolo, il frammento forse deve essere an-

ROBERTS ( 1 956), 2oa; TURNER ( 1 987), 84. 2 Scrivere. 56.


3 RoBERTS ( 1 956), 19b. 4 ScttuBART ( 1 9 1 1), 3oa.
LA S CRITTURA GRECA 109

noverato piuttosto tra 1


testimoni del 1 1 1 di quel­


lo stile. Un altro fram­
mento di codice mem­
branaceo in stile severo,
PSI XIV 1 3 8 3 , conte­
nente il Catalogo delle
donne esiodeo, va asse­
gnato piuttosto ai primi
decenni del 1v secolo.
-
La tendenza all'incli­
nazione verso destra
dello stile severo assu­
me anche un carattere
molto marcato e finisce
con lo sfociare in una
• •

vera e propna scnttura


inclinata. Questa si in­
contra - oltre che in un
documento giudiziario
del 208, P. Oxy. XXII
23 4 1 1 e in una lettera
dell'archivio di Eronino
databile all'arco di tem-
po tra il 249 e il 268, P.
Fior. II 2592 [84] - in un folto numero di papiri letterari profani e cristiani
quali il probabile Teseo di Sofocle P. Oxy. XXVII 24523 e il Demostene Con­
tro Andro�ione PSI XI 1 2034 del tardo 1 1 secolo, le Elleniche di Ossirinco P.
Oxy. V 842 del 1 1 - 1 1 1 , 5 l'/liade P. Oxy. I I 223 + P. Koln V 210,6 P. Fior. II 1 087
e P. Lond. Lit. 5 [85] (codice noto anche come <<Omero di Harris>> ), 8 l'ora­
zione Sulla corona di Demostene P. Ryl. I 57,9 le Elleniche di Senofonte
MPER VI, 97 - 1 1 3 , 1 0 ancora l'Iliade PSI X 1 1 69, 1 1 il Vangelo di Luca P. Beat­
ty I , 1 2 tutti del 1 1 1 . Questa scrittura inclinata viene tracciata talora con
ductus molto veloce, tanto da risultare quasi una semicorsiva, come, per
esempio, nel già ricordato documento del 202 e nei papiri letterari del-

ROBERTS ( 1 956), 1 9c. z ROBERTS ( 1956), 22d. 3 TURNER ( 1 987), 27.


4 Scrivere, 65. 5 SEIDER (1 970), 2 1 . 6 RoeERTS ( 1956), 21 a.
7 RoBERTS ( 1956), 22a. 8 TURNER ( 1987), 14. 9 RoBERTS ( 1956), 22c.
IOSEIDER ( 1970), 48. Scrivere, 67. 12 SEIDER ( 1 970), 43.
110 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAP I RI


[85 ]
LA S C RITTURA GRECA 111
l'lpsipile e del Cresfonte di Euripide, P. Oxy. VI 852 1 e P. Oxy. XXVII 2458,2
scritti l'uno intorno all'anno 200 e l'altro nel secolo 1 1 1 ; mentre altre volte
la stessa scrittura viene tracciata in maniera molto accurata, quasi calli­
grafica, come nelle Epidemie di Ippocrate PSI II 1 1 6, sempre del III secolo. 3
Nei secoli seguenti lo stile severo sia ad asse diritto sia nella versione ad
asse inclinato si evolve ulteriormente. A questo proposito per il secolo 1v
va segnalato un testimone di speciale interesse, P. Oxy. IV 657 + PSI XII 1292
[86] contenente l'Epistola agli Ebrei di S. Paolo: si tratta del verso di un cele­
bre rotolo latino, P. Oxy. IV 668 + PSI XII 1 29 1 , di cui si dirà a suo luogo,
mentre qui importa osservare che l'epistola paolina è scritta inizialmente
in uno stile severo ad asse inclinato che poi viene eseguito ad asse diritto,
ma sempre da una medesima mano, testimoniando perciò una pratica
simultanea delle due varietà dello stile, da cui si diparte perciò una duplice
continuità. Lo stile severo ad asse diritto si evolve in quella scrittura che in
età bizantina viene chiamata maiuscola ogivale diritta, acquisendo un certo
contrasto nello spessore dei tratti e aderendo perciò ad un gusto stilistico
di carattere generale sempre più diffuso nella tarda antichità. 4 Si possono
ricordare per il secolo IV i Salmi Pg. Oxy. XI 1 3 5 2 e le Nuvole di Aristofane su
pergamena PSI X 1 1 7 1 , 5 per il v gli Oracoli sibillini Pg. Fior. III 389 [87];6 ma
a quest'epoca gli esempi restano rari, mentre la vera fioritura di questa
scrittura si ha in età mediobizantina, e quindi in epoca assai più tarda.
Enorme diffusione hanno invece dal secolo 1v in poi le scritture originate
o ispirate dallo stile severo ad asse inclinato, tra cui si enuclea la maiuscola
ogivale inclinata, la quale, man mano che ci si inoltra nell'età bizantina,
acquisisce anch'essa un certo contrasto nello spessore dei tratti. Essa si pre­
senta ora con andamento più veloce, accogliendo talora tracciati corsivi,
ora ad andamento più posato, tendendo comunque a irrigidirsi con il
passare del tempo. Forme eseguite con ductus veloce si incontrano nel
secolo IV in documenti come le lettere P. Herm. 4 e 5 del 3 20-325 circa7 e in
papiri letterari come quelli del Misumenos e del Dyskolos di Menandro P.
Oxy. XXXIII 26568 e P. Bodm. IV [88];9 mentre all'incirca nello stesso pe­
10
riodo forme più posa te si possono osservare nell'Ecclesiastico P. Beatty XI,

1 TuRNER ( 1987). 3 1 . z TuRNER ( 1987). 32.


3 Scrivere, 66. 4 Sulla maiuscola ogivale diritta si veda C R1sc1 ( 1 985 ).
5 CAVALLO - M A EH LER ( 1987), 1 2b ; Scrivere, 63 .
6 CAVALLO- MAEHLER ( 1987), 1 2c; Scrivere, 64.
7 Rispettivamente CAVALLO-M AEHLER ( 1 987). 2a, e TuRNER ( 1987), 70.
8 TURNER ( 1 987), 43. 9 SEIDER ( 1 970), 5 1 ; CAVA LLO- MAEHLER (1 987), 4a.
IO SEIDER ( 1 970), 57; CAVALLO-MAEHLER ( 1 987), 2b.
112 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAP I RI

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114 LA S CRITTURA GRECA E LATINA D E I PA P I RI

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LA S C RITTURA GRECA 115

[ 90 ]

negli Atti degli apostoli PSI X 1 1 65, 1 nell'Esiodo, Teogonia, MPER I , 73-83,2
nell'Apollonia Rodio P. Oxy. XXXIV 26993 e nel codice membranaceo
dell'Odissea P. Ryl. I 5 3 [89]. Nell'Apollonia Rodio e nell'Odissea la
maiuscola ogivale inclinata risulta aver assunto - più che negli altri esem­
plari - un certo contrasto di spessore fra tratti più spessi (soprattutto i
verticali) e tratti più sottili (soprattutto gli orizzontali): una caratteristica
che sarà sempre presente - a parte qualche eccezione - nei secoli seguenti
e che si incontra nei materiali sia greco-egizi sia scritti in regioni diverse
come il Sinai e la Palestina. 4 Si possono ricordare per il secolo v la famosa
raccolta di commedie di Menandro P. Cair. inv. 43 227 , 5 la Pace e i Cavalieri
di Aristofane P. Oxy. XI 13736 e il codice di pergamena dell Aspis di Menan­
'

dro PSI II 126 + P. Schub. 22 [90];7 per il v1 i frammenti dell Iliade P. Oxy. XV
'

18 1 88 e P. Oxy. XV 1 8 1 7;9 per il v11 o poco più tardi lo scritto patristico del

Scrivere, 68. 2 CAVALLO-MAEHLER (1987), 1 1b.


3 TURNER ( 1987), 49. 4 C RISCI ( 1 996), pp. 79-84.
5 NORSA ( 1939), 16; SEIDER ( 1970), 59; CAVALLO-MAEHLER ( 1987), 16b.

6 TURNER (1987), 42; CAVALLO-MAEHLER ( 1987), 17b.


7 SCHUBART ( 1925 ), 99; CAVALLO-M AEHLER ( 1987 ), 1 5 b; Scrivere, 69.
8 CAVALLO-M AEHLER ( 1 987), 23b. 9 CAVALLO - M AEHLER ( 1 987), 28a.
116 LA S C RITTURA GRECA E LAT I NA DEI PAP I RI

-...

...

[91]

palinsesto membranaceo PSI XIII 1 296 �fol. cx, 1 e, fuori d' Egitto, il fram­
mento degli Atti di s. Giorgio P. Ness. II 6,2 da Nessana. Non vanno dimen­
ticati alcuni esempi significativi di ogivale inclinata offerti da codici di
conservazione bibliotecaria quali i manoscritti Freer rispettivamente dei
Vangeli del secolo v e dei Salmi del v1. 3 Soprattutto in questi ultimi esem­
plari, la scrittura, molto formale, è giunta ormai alle forme che continue­
ranno in epoca mediobizantina.
Le scritture ora più ora meno posate, adoperate soprattutto nella pro­
duzione libraria, che sono state finora esaminate con la loro ulteriore con­
tinuità fino al VII-VIII secolo, non esauriscono il quadro grafico di età ro­
mana e bizantina. Esse costituiscono soltanto alcune scritture più
caratteristiche, e perciò più individuabili e aggregabili, o più diffuse e
spesso durature nel tempo, ma il quadro grafico è assai più variegato e
complesso, rendendo impossibile qualsiasi puntigliosa e ordinata classifi­
cazione. Si tratta di scritture generiche, che non rientrano in tipologie ben
definite, ma che riflettono diverse tendenze, ora l'una ora l'altra, ora una
mescolanza di espressioni grafiche. A questo proposito un testimone
interessante sotto più aspetti è rappresentato dalla nota Papyrus Massi­
liensis dell'A Nicocle di Isocrate riferibile ai primi decenni del secolo IV. 4
Nelle colonne I-VI [91] del rotolo si incontra una scrittura di modulo uni-

NoRSA (1 939), 18b (citato come P. Ant. ined.); CAVALLO (1967), 1 10.
z CRISCI ( 1 996), pp. 82-83 e tav. 75. 3 CAVALLO ( 1 967). 1 08. 109.
4 Su P. Mass. si veda ultimamente MESSERI (2007).
LA S CRITTU RA GRECA 117
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[ 92]

forme, vagamente ispirata alla maiuscola biblica e quindi caratterizzata


da lettere ad andamento curvilineo, inscrivibili in un quadrato, e da un
certo contrasto tra pieni e filetti ottenuto con un calamo a punta morbi­
da; a partire dalla colonna VII la medesima scrittura è tracciata con un ca­
lamo diverso, a punta rigida, che perciò non provoca contrasto di spesso­
re fra i tratti; infine con la colonna IX e sino alla xvi [92], l'ultima del
rotolo, la scrittura vira man mano nello stile severo e quindi in quella ma­
iuscola inclinata che dallo stile severo trae origine. In P. Mass., insomma,
convergono tendenze e tecniche grafiche diverse, che una medesima ma­
no - circostanza da sottolineare - era in grado o almeno tentava di prati­
care. Altre scritture dell'epoca si presentano ora dense e con lettere di mo­
dulo minuto, come nel Simposio di Platone P. Oxy. V 843 1 o nel
commentario ad Aristofane P. Fior. II 1 1 22 [93] o nell'orazione Sulla falsa
ambasceria di Demostene su pergamena P. Lond. Lit. 1 27,3 ora di modulo
ampio e con lettere spaziate, come nell'oroscopo P. Lond. I 1 3 04 o nel pa­
piro di Isaia P. Beatty VII + P. Mert. I 2 + PSI XII 1 273 [94],5 ora in forme
che derivano dalla corsiva, come nel romanzo di Caritone P. Oxy. VII 1019

ScttUBART ( 1925), 88 (1 1 sec.). 2 Seri.vere, 5 2 (1 1 sec.).


3 TURNER ( 1 987), 82 (1 1 1 sec.). 4 SCHUBART ( 1925), 8 1 (1 1 sec.).
5 SEIDER (1970), 52; Scrivere, 29 (1 1 sec.).
118 LA S C RITTURA GRECA E LAT I NA DEI PAPIRI
+ P. Oxy. XLI 2948 1 e nei
versi lirici PSI X 1 1 8 1 [95],2
ora con caratteristiche del­
le scritture più formali co­
me nel romanzo di Achille
Tazio P. Oxy. X 1 250 [96]
(scritto dalla stessa mano
di P. Oxy. LVI 3837), 3 ora
infine con elementi di ispi­
razione cancelleresca co­
me nel frammento di pro­
fezia PSI VII I 982 [97] . 4 Ma
si tratta solo di alcuni
esempi tra i molti possibili
nella complessa realtà
delle scritture posate o cal­
ligrafiche di età romana.

DALLA MAIUS CO LA
ALLA M I N U S COLA
(SECOLI IV-VII D. C . )

Nel secolo 1v si apre l'età


[93] bizantina, la quale nel ca­
so delle scritture corsive e
semicorsive trova le sue premesse già con Diocleziano e con le sue rifor­
me. A partire da quest'epoca, infatti, cessa lo statuto speciale dell' Egitto,
il quale entra a far parte della diocesi d'Oriente e all'inizio del secolo 1v
viene eguagliato alle altre province dell'Impero. La crisi economica e so­
ciale del 1 1 1 secolo determina, man mano che si avanza nell'età bizanti­
na, la concentrazione della proprietà terriera e della ricchezza nelle ma­
ni di poche potenti famiglie, con la conseguente scomparsa o quasi di
quel ceto sul quale si erano sostenute per secoli istruzione e cultura. La
conseguenza è una contrazione dell' alfabetismo e della produzione li­
braria. Anche se la documentazione resta abbondante, questa si mostra
assai meno diversificata nelle tipologie da quella di età romana, e risulta
comunque concentrata intorno a grandi famiglie di funzionari statali e

TURNER (1987). 66 ( 1 1-1 1 1 sec. ) . 2 Scrivere, 34 ( 1 1 1 sec. ) .


3 SEIDER ( 1 970), 4 1 ( 1 11 sec. ) . 4 Scrivere, 33 (1 1 sec. ) .
LA S C RITTURA GRECA 119

[94]

di proprietari terrieri e alle nuove istituzioni rappresentate dalle chiese e


dai monasteri. Quanto alla produzione di libri, questi non solo si rare­
fanno, ma contengono sempre meno testi della tradizione classica, a
parte certe letture scolastiche, e sempre più scritti cristiani.
Nell' ambito delle scritture sia corsive e semicorsive sia posate d'uso
burocratico e cancelleresco nel secolo 1 v e nei successivi si può indivi-
1
duare, ancora una volta, una distinzione di fondo tra un filone caratte­
rizzato da verticalità dell'asse, forme arrotondate e sovente ingrandi­
mento delle lettere, e un filone riconoscibile dall'inclinazione dell'asse e
-

dall'allungamento delle aste, ma non mancano peraltro scritture flut-


120 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PA P I RI

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[95 ]

tuanti tra i due filoni o prive di connotazioni marcate nell'uno o nell'al­


tro senso, tanto da rendere difficili talora distinzioni precise. Senza en­
trare perciò in dettagli distintivi, ma fissando lo sguardo piuttosto sul­
!' evoluzione delle forme grafiche, va osservato che nel 1v secolo si assiste
da una parte ad una continuità con le scritture dei secoli II-III e da un'al­
tra a importanti trasformazioni. La continuità nella corsiva si può osser­
vare, per esempio, nella scrittura slanciata e inclinata di BGU II 408, ri­
cevuta di pagamento di affitto del 3 1 2 1 , o del chirografo P. Vindob. G
2079b del 3 2 1 o 3 22, 2 mentre nella tradizione delle semicorsive prece­
denti, non prive di elementi cancellereschi, si collocano documenti qua­
li la presentazione di due sitologi al praepositu.s pagi PSI X 1 1 06 del 3 363 e

SCHUBART ( 1 925), 54. 2 SEIDER ( 1967), 48. 3 NORSA ( 1 929- 1 946), 2ob.
LA S C RITTURA GRECA 121
la dichiarazione per tra­ •

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Diocleziano, in seguito al­ [96]


le quali lingua e scrittura
latina penetrano in Egitto in misura massiccia e in profondità, come mai
era accaduto in precedenza; e perciò in ambito sia amministrativo sia giu­
diziario operano mani sempre più numerose capaci di scrivere nelle due
lingue e nelle due scritture.4 La scrittura burocratica greca a base maiu­
scola viene così sempre più a contatto con la scrittura latina ormai a ba­
se minuscola fino alla formazione di segni graficamente equivalenti ma
talora foneticamente differenziati nelle due scritture: per esempio d = del­
ta (ma anche t + i = delta arrotondato), h = eta, m = pi + iota. Questo fe­
nomeno - la cosiddetta koine grafica grecolatina - innescò un più rapido
processo di trasformazione delle forme grafiche maiuscole in minusco­
le, pur se queste ultime, nel caso di alcune lettere, si erano già affacciate
da tempo nella scrittura greca. Le fasi di questo processo si possono ve­
dere a partire dal secolo 1v in scritture corsive e semicorsive sia ad asse
diritto sia ad asse inclinato. Ottimi specimina del massimo avvicinamen-

SCHUBART ( 1 925), 5 5 ; NORSA ( 1929- 1946), 2oa; Scrivere, 1 4 1 .


2 ScHUBART ( 191 1), 3 8b. 1 Scrivere, 140.
4 Oltre a CAVALLO (2005), pp. 43-7 1 , si veda M ARICHAL ( 1959).
122 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAPIRI
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[97]

to tra scrittura greca e scrittura latina nella prassi giudiziaria e ammini­


strativa si possono considerare i papiri greco-latini P. Ryl. IV 653 [99], 1 un
processo davanti al praeses Herculiae del 3 7 1 , P. Lips. I 38, 2 un processo
davanti al praeses Thebaidis del 390, e PSI XIII 1 3 09, ancora un processo,
riferibile ali' inizio del secolo v . 3 Ma lo stesso fenomeno grafico si può
seguire in papiri interamente greci vergati in scritture burocratiche. L'ar­
chivio di Abinneo può fornire interessanti esempi: si vedano in partico­
lare P. Lond. II 2344 [100] e P. Lond. II 232 [101], lettere indirizzate a Fla­
vio Abinneo della metà del secolo 1v, con scrittura nell'una ad asse diritto
e nell'altra ad asse inclinato, accomunate dalla presenza di elementi mi-
,

nuscoli (delta, epsilon, eta) che derivano dalla koine greco-latina. E diffici-
le dire se questa scrittura fosse diffusa anche fuori d'Egitto, ma in ogni

ChLA IV 254. 2 ChLA XII 520.


1 NoRSA ( 1 929- 1 946), 26 (con errata segnatura PSI XIII 1 3 1 0).
4 SCHUBART ( 1925), 56; SEIDER ( 1 967), 49.
LA S C RITTURA GRECA 123

caso è da osservare che il contratto di vendita di uno schiavo BGU I 3 1 6


del 3 5 9 1 scritto ad Ascalona in Fenicia presenta evidenti affinità grafiche
con P. Lond. II 234.
Per il secolo v si possono ricordare documenti vergati in scritture d'uf­
ficio caratterizzate dalla presenza più o meno forte di lettere minuscole
quali l'elezione del kephalaiotes di una corporazione PSI XII 1 265 del 4262
e l'affitto di terreno P. Fior. III 3 1 5 [102] del 43 5 , 3 e per il v1 come testi­
mone significativo si può invocare l'accordo P. Oxy. LXIII 4397 [103] del
545. Documenti di speciale interesse vanno considerati P. Fior. III 3 84,4
affitto di uno stabilimento di bagni del 488 I 489, e gli atti relativi a prestiti
P. Oxy. LXIII 4394 [104] del 494-500 e 4395 del 499-500: si tratta, infatti, di
atti dovuti a una medesima mano, rogati ad Alessandria nell'ufficio di un
notaio Giovanni e perciò originari non della chora ma della metropoli
d' Egitto. La scrittura, a parte qualche elemento della minuscola e il trac­
ciato fluido, mostra suggestive affinità con la maiuscola alessandrina del
tipo a lettere marcatamente curvilinee, confermando nel contempo l'uso

SCHUBART ( 1925), 57; CRISCI ( 1 996), pp. 6 1 -63 e tav. 39.


2 NoRSA ( 1929-1946), 22; SEIDER ( 1 967), 50; Scrivere, 145.
3 Scrivere, 147. 4 Seri.vere, 149.
124 LA S C RITTURA GRECA E LAT I NA DEI PA P I RI
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[ 102 ]

di questo filone grafico soprattutto in ambito alessandrino e la sua origi­


ne non solo libraria ma anche documentaria (si ricordino documenti già
del 1 1 secolo d.C. quali PSI V 446 e P. Oxy. LVIII 39 17).
A partire al più tardi dal secolo v le forme minuscole penetrano anche
nella scrittura d,uso quotidiano, la quale tende a conservare le forme ma­
iuscole tradizionali più a lungo di quella elaborata negli uffici. In docu­
menti quali la vendita di parte di una casa PSI XII 1 23 9 del 430 1 o la rice­
vuta BGU II 609 del 4422 si può osservare la sostituzione, pur se non
sistematica, di alcune lettere minuscole della koine a quelle di tipo tradi­
zionale (delta nel primo, epsilon ed eta nel secondo dei due papiri). In par-

NoRSA (1 929-1 946), 2 1 ; Scrivere, 146.


2 SCHU BART ( 191 1), 42b; SEIDER ( 1967), 5 1 .
128 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAP I RI

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[105]

ticolare in PSI XII 1239 già Medea Norsa notava <<l'evoluzione di alcune
lettere dalla forma dei secoli precedenti alla forma che assumono in età
bizantina>> . Una più massiccia presenza di elementi minuscoli - sia lette­
re sia legature - si incontra nell'accordo tra le parti PSI X 1114 del 454, 1
nella ricevuta P. Amh. II 1 48 del 487, 2 e nel riconoscimento di debito P.
Fior. I 94 [105] del 49 1 , 3 nei quali la scrittura mostra asse diritto, mentre
una certa inclinazione a destra si nota nel contratto d'affitto di una casa
P. Fior. I 73 del 5064 e nel contratto di affitto di un terreno P. Fior. III 279
del 5 1 4, 5 i quali mostrano che tra i secoli v e vi il passaggio dalla maiu­
scola alla minuscola nella scrittura greca, almeno in certa prassi docu­
mentale, si è compiuto. In ultima analisi la koine grafica greco-latina si è
evoluta nella corsiva biz.antina. 6
Nello stesso arco di tempo tuttavia, tra i secoli IV e VII e anche più tardi,
resiste ancora la maiuscola tradizionale, pur se talora commista a forme
minuscole. Si tratta di scritture non riconducibili a un linguaggio comu-

Scrivere, 1 48. 2 SEIDER ( 1967), 54.


3 Scrivere, 150. Scrivere, 1 5 1 . 4 5 Scrivere, 152.
6 Più dettagliate fasi di questa evoluzione in MESSERI-PINTAUDI (2000).
LA S C RITTURA GRECA 131

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( 106]

ne: assai disomogenee, anzi, esse si mostrano ora semicorsive, ora piut­
tosto posate, ad asse diritto o inclinato, adoperate sia nell'uso documen­
tario sia nell'uso librario per testi profani e cristiani. Tra i documenti si
possono ricordare per il secolo 1v l' offerta di locazione di un frutteto P.
Cornell inv. II 3 8 del 388, 1 per il v gli atti di prestito P. Koln III 1 5 1 del 4232
e P. Oxy. VIII 1 1 30 del 484, per il v 1 il frammento di una locazione SB XVI
12865 del 5763 e ancora il contratto di affitto di un orbiopolion PSI VIII 963
[106] del 5 794 e il documento di prestito su garanzia ipotecaria P. Warren
105 del 5 9 1 I 5 92, infine la ricevuta di una macchina per acqua PSI I 60 [107]
del 595 :6 in quest'ultimo papiro in particolare si possono osservare alcune
caratteristiche delle scritture notarili dell'epoca, diverse da quelle della
coeva corsiva bizantina; sempre nello stesso documento compare la le-

1 CAVALLO-MAEHLER ( 1 987), 9a. z CAVALLO-MAEHLER ( 1 987), 14a.


3 CAVALLO-MAEHLER ( 1987), 34a. 4 Scrivere, 1 5 7.
s CAVALLO-MAEHLER ( 1987), 36a. 6 NoRSA ( 1929-1946), 24; Scrivere 1 58.
132 LA S C RITT U RA GRECA E LATINA DEI PAPIRI

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[ 107]

gatura epsilon + rho detta ad asso di picche più volte attestata in que­
st'epoca. 1 E a proposito delle scritture notarili, va qui ricordato quella au­
tografa del notaio-poeta Dioscoro di Afrodite, 2 la quale nell'oscillazione
dell'asse delle lettere e nella commistione di forme maiuscole e forme mi­
nuscole dosate in vario modo - le prime prevalgono nella produzione let­
teraria, le seconde nelle stesure documentarie - mostra l'aggancio con la
temperie grafica del v 1 secolo, caratterizzata da manifestazioni varie sia
in ambito notarile sia più in generale. 3 Tra i numerosi autografi di Dio-

0 " AGOSTINO (2005).


2 E d'obbligo il rimando a FOURNET (1999).
'

3 DEL CORSO (2008), i. c. s.


LA S C RITTURA GRECA 133
scoro, oggettivi o identificabili come tali, si vedano almeno i componi­
menti poetici P. Aphrod. Lit. IV 4 del 5 5 1 e P. Aphrod. Lit. IV 10, 39, 40 1
[108] del 565 I 566, e il contratto di divorzio P. Fior. I 93 (109] del 569.2
Scritture diverse sia tipologicamente sia per posizione dell, asse delle
lettere , ora diritto ora inclinato, si ritrovano anche in papiri letterari qua­
li l'Iliade P. Koln III 1 34 del secolo IV, 3 le Olimpiche di Pindaro P. Oxy. XIII
16 144 e il frammento di Vangelo apocrifo P. Egert. 5 5 del secolo v , gli esa­
metri mitologici P. Heid. inv. 1271 verso [110],6 l'A Nicocle di Isocrate PSI I
167 e la favola esopica P. Grenf. I I 84 (la cui scrittura è assai affine a quel­
la di P. Warren 10) del v 1 , 8 gli inni BKT VIII 16, 4 1 -50, e PSI X 10969 del
VII-VIII. Queste mani si dimostrano tutte molto rozze e disordinate. Un
esemplare di particolare interesse è rappresentato da P. Vindob. G 3 , 1 0 la
celebre lista di sottoscrizioni dei vescovi presenti alla xv11 sessione del
Concilio di Costantinopoli del 680 / 68 1 : vi si incontrano, infatti, alcune
delle espressioni grafiche possibili in un'epoca nella quale - si è detto -
l'uso di maiuscola e minuscola, ora da parte di mani diverse ora ad ope­
ra di medesime mani, sfociava talvolta in soluzioni miste o ibride dovu­
te a educazione grafica nelle due scritture o a influenze reciproche. In
questa prospettiva il papiro di Vienna restituisce una campionatura di
forme maiuscole e minuscole e di scritture ibride (si osservi la commi­
stione tra maiuscola ogivale inclinata e maiuscola alessandrina o le in­
trusioni di lettere minuscole nella maiuscola e viceversa) .
Le scritture calligrafiche, adoperate nell'uso librario insieme a quelle
più rozze e disordinate o ibride, si riducono dopo il 1v-v secolo a quelle già
da tempo fissate dalla tradizione - maiuscola biblica, maiuscola alessan­
drina, maiuscola ogivale diritta e inclinata - le quali, come si è visto, con­
tinuano a resistere per tutta la prima età bizantina e alcune anche oltre. 1 1
La corsiva bizantina ormai minuscola e - si è detto - uscita dalla koine
grafica greco-latina e pienamente formata tra i secoli v e v 1 , continua la
sua vita fino ali' età araba caratterizzandosi secondo due filoni paralleli.

NoRSA ( 1 939), 1 7 (dato come P. Cair. Masp. II 67097).


2 NORSA ( 1 929-1 946), 23. 3 CAVALLO-MAEH LER ( 1 987), 9b.
4 TURNER (1987), 23; CAVALLO-M AEHLER ( 1987),2ob.
s CAVALLO-M A E H LER ( 1987), 14b. 6 SEIDER ( 1970), 63.
7 CAVALLO - M A E H LER ( 1987), 34c; Scrivere, 76.
8 CAVALLO-MAEHLER ( 1987), 34b. 9 CAVALLO - M A E H LER ( 1 987), 53b, c.
1 ° CAVALLO-MAEHLER ( 1987), 49b; CRISCI ( 1 996), pp. 1 04-106 e tavv. 89, 90. Si veda anche
DE GREGORIO (2000), p. 1 48 n. 298.
1 1 Su scritture e libri di questa epoca tarda si veda CRISCI (2000).
134 LA S CRITTURA GRECA E LATINA DEI PAP I RI

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[ 110)

La maniera di scrittura più largamente testimoniata si mostra veloce nel


ductus, quasi sempre decisamente inclinata verso destra e ricca di legatu­
re, caratterizzata negli usi cancellereschi da allungamento dei tratti spor­
genti al di sopra e al di sotto del rigo, e da volute e svolazzi artificiosi. Per
quanto concerne il tracciato di singole lettere, lambda mostra forma 'a
campana' , my ha per lo più la prima asta molto corta, ny e pi mostrano la
forma, rispettivamente, di n e di m latine, tau assume per lo più una for­
ma a v. Buoni esempi si possono considerare BGU I 25 5 , 1 una malleva­
doria del 599, P. Fior. I 70, 2 una locazione di lavoro del 627, P. Berai.
1 3 3 7 1 , 3 un ricorso del 650 circa, e infine PSI XII 1 267 [111],4 una lettera di
un certo Teodoro al pagarga Papa di poco più tarda: questi ultimi docu­
menti, che rientrano ormai nell'età araba, nel corso della quale la mede­
sima specie di scrittura si incontra in vari papiri della corrispondenza di
Qorra ben Sharik, come per esempio P. Lond. IV 1 3 48, una lettera indi­
rizzata a Basilio, dieceta di Afrodite del 7 1 0. Documenti scritti a Petra in

1 ScttUBART ( 1 9 1 1), 46; SEIDER ( 1967), 58. 2 Scrivere, 162.

3 ScttuBART ( 1 925), 62. 4 NoRSA ( 1929-1 946), 28; Scrivere. 165.


LA S C RI TT U RA GRECA 137



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138 LA S C RITT U RA GRECA E LATINA DEI PAPIRI
Transgiordania, a N essana in Palestina e a Costantinopoli - tra i quali mi
limito a ricordare i documenti relativi a tassazione P. Petra I 3 , 4 e 5 scritti
da una stessa mano nel 5 3 8 , una notifica di trasferimento di proprietà P.
Ness. III 24 del 569, 1 e di origine costantinopolitana una lettera emanata
probabilmente dal praefectus praetorii Orientis P. Gen. inv. 2 1 0 (SB IV 743 8)
forse del 5 5 1 , 2 e un contratto di mutuo, P. Cair. Masp. II 67126 del 5 4 1 3 -
mostrano che la corsiva bizantina era adoperata e diffusa non solo in
Egitto ma in tutte le province di Bisanzio e nella stessa capitale.
L'altro filone è costituito da una stilizzazione cancelleresca tracciata
con ductus assai più posato, caratterizzata da asse diritto o solo lieve­
mente inclinato, assenza di legature deformanti, tendenza all'isolamen­
to e all'arrotondamento del corpo delle lettere, aste sobriamente allun­
gate e uncinate alla base. Se si osservano le medesime lettere già prese in
esame nella scritrura del tipo più corsivo, emergono sostanziali differen­
ze: lambda ha il primo tratto allungato in basso e il secondo corto e po­
sato sul rigo come nella minuscola di epoca più tarda, my mostra forma
decisamente minuscola con primo tratto che discende sotto il rigo di ba­
se, ny ha forma maiuscola ma con angoli arrotondati, pi è formato da un
tratto orizzontale sostenuto da due occhielli, tau ha forma regolare. 4
Questa stilizzazione risulta adoperata e diffusa sopratnitto nel periodo
arabo, a quanto dimostrano PSI XII 1 266 + P. Apoll. 9 [112] , 5 contenente
una circolare ai pagarchi della Tebaide e databile al 675 -676 (o meno pro­
babilmente al 660-66 1 ) , P. Lond. IV 1408, ordine diretto agli abitanti di
una epoichia di Afrodite datato al 709, e soprattutto P. Lond. I 3 2 [113], una
lettera ufficiale uscita dalla cancelleria del dux Attyia ben Gu'aid del 698-
699 (o meno probabilmente del 7 1 3 -7 1 4), e SB I 5638,6 un ordine di ver­
samento di imposte diretto da Qorra ben Sharik agli abitanti di Pedias del
7 1 0 . 7 Questa stilizzazione cancelleresca, nel corso dello stesso periodo
arabo, comincia ad essere adottata anche per usi non documentari. Essa
si incontra, infatti, anche in alcuni papiri cristiani contenenti testi devo­
zionali, preghiere o inni, quali MPER n.s. IV 3 1 + XVII 7; MPER XVII,
34; MPER XVII , 5 3 , o anche - esempio particolarmente significativo -
nella lista di nomi P. Aberdeen 72a.

C RISCI ( 1 996), p. 28 e tavv. 42, 43. z SEIDER (1967), 5 5 .


3 SCHU BART (1925), 59.
4 Su queste differenze ha giustamente richiamato l'attenzione MORELLI (2001), p. 7, in
un excursus paleografico da considerare altrimenti con cautela.
s NoRSA ( 1929- 1946), 29; Scrivere, 1 64. 6 SEIDER (1967), 6 1 .
7 Sulla scrittura di questi documenti si veda DE GREGORIO (2000), pp. 93-94.
LA S C RITTURA GRECA 139

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140 LA S C RITTURA GRECA E LAT I NA DEI PAPIRI

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[ 1 13]

Quando intorno ali' anno 800 nel mondo bizantino insorgono nuovi
fermenti culturali, e le antiche e monumentali scritture maiuscole ad uso
librario, ormai di esecuzione lenta e faticosa, vanno scomparendo, è que­
sta stilizzazione cancelleresca operata sulla corsiva bizantina che - depu­
rata dagli elementi più squisitamente burocratici come prolungamenti
eccessivi di aste e svolazzi - viene promossa anche a scrittura dei libri di­
venendo così la normale minuscola greca di Bisanzio. Si trattava di una
scrittura piuttosto elegante ma che poteva essere eseguita con ductus ve­
loce, adatta perciò a realizzare libri leggibili in tempi relativamente bre­
vi, come le nuove pratiche intellettuali richiedevano. Già Harold Idris
Beli, riferendosi ad una serie di entagia del periodo arabo, notava che <<in
these documents we see already fully developed almost ali the characte­
ristic forms of the ninth-century minuscule>>. 1 Ma a quest'epoca la fiac­
cola della cultura e della scrittura greca era passata dal Nilo e da Ales­
sandria al Bosforo e a Costantinopoli.

BELL (introd. a P. Lond. IV, p. X LIV). Si veda anche M ESSERI-PINTAUDI (2000), pp. 73-77.
L A S C R I T T U R A L AT I N A
C O RSIVA E CAP ITALE ( SECOLO I A . C . - 1 / 11 D. C . )

PAPIRI latini sono in numero relativamente esiguo rispetto alla quanti­


tà immensa dei papiri greci; peraltro la più parte di essi proviene
dall'Egitto, laddove invece una massa enorme di testimonianze scritte
era prodotta in Italia e nei territori occidentali del mondo romano, ma
quanto ne possediamo può essere considerato soltanto il poco che resta
di un grande naufragio, anche se graffiti, tavolette cerate o a inchiostro,
ostraka iscritti, ritrovati in vari siti, hanno di molto accresciuto le nostre
conoscenze. Si tratta comunque di materiali sufficienti a documentare
correnti grafiche e filoni di scrittura latina almeno a partire dal secolo 1
a.C., data cui si attribuiscono i più antichi papiri latini.
Iniziando il discorso dalla scrittura corsiva, questa non compare nelle
testimonianze superstiti prima del 1 secolo d. C . , quando si incontra BGU
II 6 1 1 [114], 1 il famoso papiro dell' oratio Claudii sulla riforma della giusti­
zia posteriore al 4 1 -54: si tratta del più antico esempio di autentica corsi­
va latina, caratterizzata da decisa inclinazione verso destra, varianti gra­
fiche, legature notevoli. Essa mostra che a quest'epoca la scrittura latina
in certe manifestazioni si era liberata dai tracciati duri propri delle scrit­
ture a sgraffio su tavolette, anche se essi continuano a resistere ancora a
lungo. In particolare si possono osservare alcune forme caratteristiche
della corsiva latina, come la B con pancia a sinistra, la E con tratto
mediano obliquo, la Q con lunga coda. Lo stesso genere di scrittura è
offerto da PSI VI 729 [115] ,2 atto di vendita di un cavallo del 77, nel quale
l'abbondanza e la qualità delle legature, pur se tracciate con ductu..s meno
rapido, riflettono una base sicuramente corsiva.
Un altro genere di scrittura è quello che, anche se eseguito a inchiostro
su papiro, sembra costituire la trasposizione di una scrittura a sgraffio in­
cisa con lo stilo su tavolette cerate: circostanza ovvia ove si pensi che l'uo­
mo romano imparava ed era aduso a scrivere soprattutto su questo tipo
di materiale scrittorio. Si tratta di una scrittura che mostra andamento
geometrico, lettere isolate e prive di legature, tratti duri e incisivi, curve
spezzate, talora prolungamenti delle aste analoghi a quelli che si trovano
nelle scritture a sgraffio. L'uso di un calamo a punta flessibile provoca, ove
più ove meno, un certo contrasto di spessore dei tratti, a seconda della
pressione esercitata dalla mano che - come nel caso dello stilo per scrive-

EL 1 3 ; CLA VIII 1038; ChLA X 4 1 8; SEIDER ( 1 972), 5; C ttERUBINI-PRATESI (2004), 5 .


z EL 1 5 ; ChLA XXV 782.
144 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PA P IRI
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LA S C RITTURA LATINA 145

[115 ]

re su tavolette - fa forza sul polso. Questa scrittura, a lungo adoperata, si


può osservare nel frammento di lettera a Macedone del 29-22 circa a.C.
P. Vindob. L 1b, 1 nella copia di codicillo imperiale P. Berol. 8334 dell'83-
86,2 nelle lettere commendatizie P. Berol. 1 1 6493 e P. Ryl. IV 608 [116],4 da
riferire sempre al 1 secolo, nella copia dell'editto sui ritardi nei processi
criminali BGU II 628 r [ 117], 5 ali' incirca dell'età dei Severi. In area occi­
dentale la medesima scrittura disarticolata è testimoniata, con una lieve
inclinazione, anche in diverse tavolette da Vindolanda - in Britannia, lun­
go il vallo di Adriano - scritte a inchiostro fra la fine del 1 e l'inizio del 1 1
secolo: si vedano in particolare almeno la domanda di congedo militare
Vind. 175 [118] o le lettere Vind. 21 e 265 dell'archivio di Flavio Ceriale .6
Nel 1 66, e sempre fuori d' Egitto, questa scrittura - con la variante di un
certo ingrandimento di modulo e di un tracciato più morbido delle lette­
re curve è attestata nel noto papiro di Seleucia relativo alla vendita di
-

uno schiavo, P. Lond. I I 229.7 In quanto gli scavi archeologici hanno por-

EL 1 1 ; ChLA XLIII 1241; SEIDER ( 1972), 3 . z ChLA X 417; SEIDER ( 1972), 1 1 .


3 EL 22; ChLA X 424; SEIDER ( 1 972), 1 8 . 4 CLA Il 228; ChLA IV 245.
s EL 14; ChLA X 4 1 5 ; SEIDER ( 1972), 8.
6 BowMANN-THOMAS-ADAMS-TAPPER ( 1 983), pp. 1 02- 1 05 e tav. 3 ; BowMAN-THOMAS­
ADAMS ( 1994), pp . 1 1 4- 1 1 5 , 239 e tavv. 7' 19.
7 EL 25; ChLA I I I 200; SEIDER ( 1 972), 36.
LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAPIRI

. \'

[ 116 ]

tato alla luce penne metalliche. evidentemente adoperate a inchiostro,


non si può escludere che, per scritture su papiro (o direttamente su legno)
tracciate secondo l'educazione grafica e le modalità dello sgraffio, se ne
facesse talora uso invece del calamo. Ma si tratta di un'ipotesi che va me­
glio verificata e approfondita. In ogni caso doveva essere questo il genere
di scrittura su papiro più correntemente adoperato tra il 1 a . C . e il 1 1 d.C.
non solo nella documentazione e nelle pratiche quotidiane, ma anche nei
libri d'uso più corrente, come mostrano 1' esercizio scolastico virgiliano P.
Haw. , p. 36 num. 241 e soprattutto il frammento della seconda In Verrem
di Cicerone, P. Iand. V 90 [ 119 ], 2 riferibili ali' età giulio-claudia o poco oltre
e vergati in una scrittura che è sostanzialmente la medesima di quella at­
testata nella documentazione sia su tavolette sia su papiro, pur se tracciata
facendo certamente uso di un calamo a punta piuttosto flessibile e perciò
con un più sapiente contrasto tra pieni e filetti e con un andamento me­
no rigido. Nello stesso solco grafico e intorno alla stessa epoca sono da
collocare anche scritture librarie come quelle di P. Heid. lat. 1a, b3 e di P.

1 CLA Suppi. 1 7 1 8 ; C HERUBINI-PRATESI (2004), 6.


2 KIRCHNER (1970), 3b; CLA VIII 1 20 1 ; SEIDER ( 1 978), 1 .
3 CLA V I I I 1 220; SEIDER ( 1 978), 8.
LA S C RITTURA LATINA 147
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LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAPIRI

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LA S C RITTU RA LATINA 149

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[120]

Mich. VII 430, 1 frammenti letterari di incerto contenuto: pur se si tratta


di forme sostanzialmente calligrafiche, si possono osservare alcuni trac­
ciati delle scritture a sgraffio.
Questa medesima scrittura si mostra talvolta più serrata e con una cer­
ta inclinazione dell'asse, tendendo verso un andamento semicorsivo e
.
p1u consono a una scrittura su papiro: se ne possono osservare esempi in
. ' . . .

un'altra lettera a Macedone riferibile sempre intorno agli anni 29-22 a.C.,
P. Vindob. L 1c, 2 nel frammento di Acta diurna di una legione romana del
1 d.C. PSI XIII 1 3 073 [120] e più tardi nel frammento di contratto P. Mich.

VII 442 del I I secolo.4 Esempi del genere si incontrano tra 1 e I I secolo an-

1644; SEI DER ( 1 978), 10.


CLA X I z
1 24 1 ; SEI DER ( 1972), 4.
ChLA XLIII
3 ChLA XXV 786; SEIDER ( 1972), 9; Scrivere, 85. 4 ChLA V 295; SEIDER ( 1972), 29.
LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAP I RI

• •

[121]

che tra le tavolette a inchiostro di Vindolanda quali le lettere Vind. 29 1 ,


3 1 0 e 345 [121]. 1 La presenza di questa scrittura, con asse ora inclinato ora
diritto, in un rotolo giuridico, P. Mich. VII 456 del I secolo,2 e in un fram­
mento contenente forse le Ori.gines di Catone del I I secolo, P. Oxy. XVII
2088 , 3 mostra ancora una volta che essa era adoperata anche nelle prati­
che librarie.
Prima di addentrarsi nel 1 1 secolo e proseguire nel III, restano da con­
siderare le manifestazioni più posate e talora calligrafiche tra le testimo­
nianze più antiche di scrittura latina su papiro, quelle che mostrano, in­
somma, una scrittura normativa. Si tratta della capitale adoperata di
solito nei libri, le cui caratteristiche si possono così riassumere: lettere di
forma sostanzialmente epigrafica, rigorosamente isolate e ad asse verti­
cale; disegno morbido; di solito contrasto di spessore fra i tratti, deter­
minato dal gioco fra tratteggio delle lettere e calamo a punta morbida
(ne risultano quindi spessi i tratti obliqui discendenti da sinistra a destra,
filiformi gli obliqui discendenti da destra a sinistra, di medio spessore i
verticali e gli orizzontali); aggiunta sovente di eleganti apicature alle
estremità dei tratti verticali.4 Uno dei primi esempi di questa capitale è
costituito da P. Berol. 1 3956 [122], 5 lettera dello schiavo Phileros ai con­
servi riferibile alla seconda metà del 1 secolo a . C . La medesima capitale,
in forme più calligrafiche, si ritrova in un altro documento, un' apographe
latina del 47-54 (forse del 47-48) d.C.; ma di grande interesse è che questo
documento, PSI XI 1 1 836 è costituito da uno scritto esterno [123] in capi­
tale libraria e da uno scritto interno [124], copia del precedente, nella cor-

1 BowMAN-THOMAS-ADAMS ( 1994), pp. 256-259, 289-294, 3 34-33 5 e tavv. 20, 28-29, 3 1 .


2 CLA Suppi. 1 779; SEIDER ( 1 972), 10. 3 CLA Suppi. 1 7 14; SEIDER ( 1 978), 12.
4 Recenti studi su questo tipo di capitale si devono a PETRONIO N1cOLAj ( 1973) e RA01-
c10TTI ( 1 998). 5 EL 19; ChLA X 428; SEtDER ( 1972), 1 .

6 EL 9-10; ChLA XXV 785; SEIDER ( 1 972), 6a-b.


LA S C RITTURA LATINA 151

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( 122]

siva a tratti duri e spezzati adoperata normalmente su tavolette. Se si è di


fronte a scritture dovute ad uno stesso scriba, come tutto lascia credere,
si deve ammettere che vi erano mani latine educate a un duplice tipo di
scrittura. Ancora una capitale di tipo librario è attestata in un documen­
to relativo all'armata d'Egitto, BGU VII 1 689 del 1 22-145 1 e sul fram-

1 ChLA X 422.
152 LA S C RITTURA GRECA E LATINA D E I PAPIRI



[ 123 ]

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(124 ]

mento di un sacchetto di cuoio che conteneva un campione d'orzo rife­


ribile al 1 - 1 1 secolo, P. Cair. inv. 395 1 3 [125]. 1
Ma è ovviamente nei libri che questa capitale mostra la sua massima
esemplarità. Ne offrono esempi i papiri sia di Ercolano, prodotti sicura­
mente in Italia, sia d'Egitto, ma certo o provenienti dall'Occidente ro­
mano o ancora una volta scritti da mani ivi educate. Tra i reperti ercola­
nesi la capitale risulta ora più sciolta, come in P. Herc. 8 1 7,2 il celebre
Carmen de bello Actiaco, di età augustea, ora più formale, come nei fram­
menti di oratoria politica e giudiziaria P. Herc. 14753 e P. Herc. 1 067,4 an-

ChLA XLI 1 19 1 . 2 CLA I I I 385; SEIDER ( 1 978), 4.


3 CLA I I I 387; SEIDER ( 1 978), 2. 4 CLA I I I 3 86.
LA S C RITTURA LATINA 153

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154 LA S C RITTU RA GRECA E LAT I NA D E I PAP I RI

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[ 126 ]

teriori al 79 d.C. e forse posteriori l'uno al 46 ca. a.C. e l'altro al 27 a.C . ;


mentre tra i papiri in capitale venuti alla luce in Egitto sono da segnala­
re P. Oxy. VI 87 1 1 e P. Hamb. II 167,2 da assegnare tra il 1 e il 11 secolo e
contenenti testi di dubbia identificazione, forse l'uno un'opera filosofica,
l'altro una commedia di Afranio, e ancora i frammenti sallustiani dal
Bellum Iugurthinum e dalle Historiae, rispettivamente P. Ryl. I 423 [126] e P.
Ryl. III 473,4 riferibili al 1 1 secolo. In particolare nei frammenti ora to n' da
Ercolano e nel Bellum Iugurthinum di Sallustio la scrittura si presenta di
modulo grande e quadrato, caratterizzata da linee oblique da sinistra a
destra spesse e morbide e da trattini pastosi di coronamento delle aste,
'

quasi fossero tracciati ca pennello' E questa la capitale di più alta qualità


dei libri romani a partire dall'età di Augusto. Un testimone di particola­
re interesse è costituito dal <<papiro di Cornelio Gallo>> [127], ritrovato in
Nubia, a Qasr Ibrim, conservato al Museo Egizio del Cairo, e così detto
perché contenente versi elegiaci attribuiti a quel poeta: 5 il papiro è rife­
ribile all'incirca alla prima età augustea ed è scritto in una capitale raffi-

1 CLA XI 1666; SEI DER ( 1978), 3 . 2 CLA V I I I 1 2 14; SEIDER ( 1978), 6a.
J CLA I I 223 ; SEIDER ( 1978), 22.
4 KIRCHNER ( 1 970), 3a; CLA Suppi. 1721; SEIDER ( 1978), 23.
5 Si veda ultimamente CAPASSO (2003).
LA SCR ITT U RA LATINA 155

I I

••



LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAPIRI

[ 128 ]

nata non solo nell'esecuzione grafica ma anche nella mise en colonne. Si


tratta con ogni probabilità di un libro prodotto a Roma.

LA S C RITTURA LATINA FRA C APITALE, C A N C ELLERES C A ,


C O RSIVA E M I NUSCOLA (SECOLI I I - IV D. C . )

A partire dal 1 1 secolo nelle pratiche documentarie si trova testimoniato


un tipo speciale di capitale posata. A parte qualche semplificazione di
tratteggio, non risulta alcuna differenza nella forma delle lettere, men­
tre il carattere distintivo più notevole è costituito dall'assenza di contra­
sto fra tratti spessi e tratti filiformi: il tracciato, infatti, si presenta ora
assai sottile ora più marcato, ma in ogni caso uniforme e privo di chiaro­
scuro. Si tratta non certo di una imitazione della capitale più squisita­
mente di uso librario ma di altra articolazione della capitale posata,
eseguita in maniera tecnicamente diversa. Non è un caso che essa sia at­
testata in documenti, giacché questi venivano normalmente eseguiti
con un calamo a punta rigida, adoperato per la capitale come per la cor­
siva, a quanto provano documenti militari caratterizzati da una capitale
posata dal tracciato assai sottile quali P. Vindob. L 1 1 2 1 di data posterio­
re al 1 29, P. Iand. inv. 2092 [128] sempre del 1 1 secolo, e BGU II 696 [129]

EL 20; ChLA XLV 1 3 23; SEIDER ( 1 972), 2 1 . z ChLA Xl 491 .


LA S C RITTURA LAT I NA 157


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LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PA P I RI

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[13 0)

del 1 5 6 . 1 In quest'ultimo papiro in particolare la capitale posata convive


e si alterna con la corsiva, l'una e l,altra evidentemente adoperate con
funzioni diverse da una medesima manus duplex. Tratti più pastosi ma
comunque uniformi mostra un documento relativo alla flotta romana,
P. Heid. lat. 7, 2 anteriore al 1 27.
1 Tra le scritture in uso nelle pratiche cancelleresche comincia a for­
marsi forse già nel tardo secolo 1 e comunque emerge e si sviluppa nel 11
una corsiva slanciata, a tratti sottili, decisamente inclinata a destra, nella
-

quale certe forme e legature tendono sempre più ad organizzarsi in un


sistema, tanto da sfociare nel . secolo 1 1 1 in una scrittura documentaria
quasi normativa. 3 Le lettere più caratteristiche risultano la A costituita
'

EL 24; ChLA X 4 1 1 ; SEI DER ( 1 972), 34. 2 ChLA XI 500; SEIDER ( 1 972), 22.
3 Oltre a C ENCETTI ( 1993), pp. 5 1 - 1 07, si vedano CASAMASSIM A-STARAZ ( 1977) e TJADER
( 1 979) .
LA S C RITTURA LATINA 159
dalle sole linee oblique
esterne che si incontrano •

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lungo il tratto discenden­



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te da sinistra a destra, la b

con pancia a sinis�ra, la d


con occhiello aperto o 'a
laccio', la E 'biforcuta' o a
forma di V, la M e la N con
tratti mediani quasi sem­

pre sollevati in alto, P e R · -

,

• •

con curva supenore n-


dotta nella prima lettera •

t.
• I

..

ad un tratto obliquo e
-

nella seconda a una linea


ondulata, la q con asta di­
scendente rivolta a sini­
stra. Il formarsi di questa
scrittura cancelleresca nel
1 1 secolo - oltre che nelle

parti scritte in corsiva del


già ricordato BGU II 696
- s1 puo osservare attra-
. '

verso gli esempi di P. Oxy.


VII 1 022, 1 lettera del pre­
fetto d'Egitto C. Minucio
Italo del 103 , PSI IX
1026,2 un documento del
1 5 0 relativo a veterani co­
stituito da una parte in­
terna e da una parte ester­
na, P. Grenf. I I 1083 [130] e
P. Gen. Lat. 8,4 ricevute
del 167. Testimonianze
esemplari di questa stiliz­
zazione cancelleresca nel
1 1 1 secolo sono da consi- [131 ]

ChLA III 2 1 5; SEIDER ( 1 972), 26. 2 ChLA xxv 784; SEIDER ( 1972), 3 3 .
3 EL 26; ChLA III 204; SEIDER ( 1 972), 37. 4 ChLA I 12; SEI DER ( 1972), 38.
160 LA SC RITTURA GRECA E LATINA DEI PAPIRI
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[ 132]

derare documenti provenienti sia dallJ Egitto sia da altre regioni, tra i qua­
li si possono segnalare P. Ryl. IV 5 5 3 [131], 1 lettera ufficiale della prima

1
ChLA IV 244; CLA Suppi. 17 26 (ove il frammento è considerato di contenuto incerto).
LA S C RITTURA LATINA 161



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[133)

metà del 1 1 1 secolo; P. Dura 56, 1 lettere di Mario Massimo del 208; P. Du­
ra 63,2 lettere ufficiali del 2 1 1 ; la scrittura del testo di P. Dura 125,3 sen­
tenza del tribuno Laronio Secundiano del 23 5 , e di P. Dura 59,4 lettera del
governatore della Siria del 24 1 ; P. Oxy. XLI 295 1 , 5 atto di vendita di uno
schiavo del 277. Queste stesse forme cancelleresche, pur se meno for­
mali, si trovano anche in molti ostraka da Bu Njem, in Libia, scritti ad in­
chiostro forse con un sottile pennello di giunco: sono da richiamare so­
prattutto i pezzi 76-80, dovuti a una medesima mano e contenenti lettere
'

militari del 259. 6 E da segnalare altresì che la medesima scrittura è stata


adoperata talora anche per testi paraletterari, come si può osservare in P.
Oxy. XI 14047 contenente una parafrasi esopica scritta evidentemente da
mano burocratica. Questa cancelleresca scompare con la fine del secolo

ChLA VI 3 1 1 ; SEIDER (1972), 43. z ChLA VI 3 1 8.


3 ChLA IX 380; SEIDER ( 1972). 40. 4 ChLA VI 3 1 4; SEI DER ( 1 972), 45.
s ChLA XLVII 1 4 1 5 . 6 MARICHAL ( 1 992), pp. 1 82-188.
7 CLA X l 1667; SEIDER (1978), 20.
162 LA SC RITTURA GRECA E LATINA D E I PAPIRI
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[1 34]

1 1 1 , restando in vita più tardi come scrittura riservata alla sola cancelleria
imperiale, le cosiddette litterae caelestes, delle quali si ha un notevolissimo
esempio nei rescritti imperiali di Parigi e di Leida [132] del 436-45 01 e di
cui un mandato imperiale da Treviri del 367 proibiva l'uso ad altri uffici,
obbligandoli a servirsi delle litterae communes.2
Una più libera evoluzione delle lettere si può documentare nella
corsiva d'uso corrente tra il 1 e 1 1 1 secolo, alla quale - in contrapposizione
alla cancelleresca - si suole dare il nome di 'scrittura comune' Questa
evoluzione si può seguire attraverso scritture sia a sgraffio sia ad inchio­
stro, le quali documentano - pur se in maniera disomogenea e tumul­
tuosa - un processo di riduzione o semplificazione dei tratti delle lettere
che porta alla formazione della minuscola. Questo processo si può os-

l
ChLA XVII 657; SEIDER ( 1972), 60. 2 Cod. Theod. 9, 19, 3 .
LA S C RITTURA LATINA 163

[135 ]

servare per alcune lettere fin dal 1 secolo d. C . nei graffiti sui muri di Pom­
pei e su piatti o scodelle di La Graufesenque (l'antica Condatomagos in
Gallia), 1 così come pure nel I-II in alcune tavolette di Vindolanda quale il
dittico epistolare Vind. 343 [133].2 Nei papiri alcune forme minuscole
compaiono come varianti in esempi meno formali della stessa scritrura
cancelleresca del 11 - I II secolo. Si tratta in sostanza soprattutto delle forme
minuscole di a, e, m, n, p, r, le quali, ora le une ora le altre , alternandosi
per lo più con le corrispondenti maiuscole, si incontrano per esempio
nella cancelleresca di P. Dura 60, 3 lettere circolari ai reparti del governa­
tore Mario Massimo della prima metà del III secolo, o di P. Dura 82 [134],4
acta diurna del 223 -23 3 circa. Ma vi sono anche documenti che attestano
con più evidenza nel corso del I I I secolo e fino all'inizio del 1 v l, evolu­
zione della scrittura comune nel senso della minuscola: si possono ricor­
dare P. Mich. III 1 64, 5 elenco di decurioni e centurioni del 242-244, nel
quale la corsiva si alterna con una capitale dai tratti sottili e di grande
modulo; P. Oxy. XX 2269,6 registro di vendite all,asta del 269; P. Grenf. II

PETRUCCI ( 1962); MARICHAL ( 1 988).


2 BowMAN-THOMAS-ADAMS ( 1 994), pp. 321-329 e tav. 30.
3 EL 28; ChLA VI 3 1 5 ; SEIDER ( 1 972). 44. 4 ChLA VII 337; SEIDER (1972), 46.
s ChLA V 28 1 . 6 ChLA IV 262.
LA SC RITTURA GRECA E LATINA DEI PA PIRI


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[ 1 36 ]

1 1 0 [135], 1 ricevuta militare del 293 ; PSI I 1 1 1 [136], 2 copia di un rescritto


imperiale riferibile al 287-3 04; P. Argent. Lat. 1 , 3 lettera commendatizia
di Vitale ad Achillio anteriore al 362 e forse degli anni 3 1 7-324. Sostan­
zialmente in minuscola si mostrano anche le brevi parti dovute a mani di

EL 30; ChLA III 205; SEIDER ( 1972), 48. l ChLA xxv 780.
3 ChLA XIX 687; SEIDER ( 1972), 5 1 ; C HERUBINI-PRATESI (2004), 14.
LA S C RITTURA LATINA

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LA S C RITTURA LATINA

[ 139 ]

funzionari nei già ricordati P. Dura 59 e P. Dura 1 25 scritti per il testo in


cancelleresca.
In tutti questi materiali, a parte la rara comparsa di qualche forma re­
sidua di maiuscola, la scrittura si può considerare minuscola. Nel secolo
1v quest'ultima risulta essersi definitivamente sostituita alla maiuscola.
Nelle scritture burocratiche di un rescritto di Diocleziano e Massimiano
sui privilegi degli atleti P. Lips. I 44 [137] 1 posteriore al 293-305, della
lettera di Valacio a Flavio Abinneo P. Gen. lat. 32 anteriore al 344, di una
petizione dello stesso Flavio Abinneo del 3 4 1 -342 P. Lond. II 4473 [138]
e nella scrittura inclinata e meno stilizzata della lettera commendatizia

EL 32-33; ChLA XII 526. 2 ChLA I 8; C HERUBINI-PRATESI (2004), 23.


3 EL 3 5 ; ChLA III 202; SEIDER ( 1972), 52.
168 LA SCRI TT U RA GRECA E LAT I NA DEI PAPIRI
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[14 0 ]

P. Ryl. IV 623 [ 139] del 3 1 7-324, 1 q11ella che viene chiamata la corsiva nuo­
va, indicata nel codice Teodosiano con l'espressione litterae communes
nelle sue manifestazioni burocratiche, compare ormai con tutte le sue
caratteristiche. Si tratta dell'esito finale di un processo evolutivo della
corsiva maturato tra i secoli 1 1 - 1 1 1 e dovuto al più diffuso alfabetismo di
quest'epoca, il quale induce una quantità di produzione scritta assai più
ampia e quindi una forte spinta alla semplificazione dei segni grafici in
favore di una maggiore velocità di esecuzione della scrittura. Se nella
nostra documentazione si incontrano scarsi esempi di corsiva corrente
di quell'epoca, si deve alla circostanza che quanto si conserva proviene
quasi interamente da uffici e archivi militari, dove erano adoperate scrit- .

ture burocratiche più o meno stilizzate, mentre delle forme grafiche


d'uso quotidiano massicciamente diffuse in tutto l'Occidente romano
non si è conservato quasi nulla.

ChLA IV 2 5 3.
LA S C RITTURA LATINA
Nei secoli tra il tardo 11 e il 1v -
proprio in conseguenza dell'evolu­
zione della scrittura nel senso della
minuscola e della sostituzione di
quest'ultima alla maiuscola - si de­
terminano cambiamenti anche
nell'uso delle scritture posate, pur
se continua a essere adoperata la
capitale calligrafica in diversi docu­
menti e libri: come testimoni di
quest'ultima si possono ricordare il
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cosiddetto Feriale Duranum P. Dura � E I $'•t..; l S G


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ranum la capitale calligrafica risulta
priva di contrasto fra tratti sottili e
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tratti ingrossati, ed è assai probabi­ [ 14 1]
le che dopo quest'epoca essa sia del
tutto scomparsa nella documenta-
zione. Lo stesso Feriale Duranum è un prodotto ibrido: documento ma nel
contempo libro e persino manifesto. La vita della capitale resta comun­
que assai duratura nell'uso librario, soprattutto per vergare libri di alta
qualità, come dimostrano già solo grandi codici virgiliani di età tardo­
antica e di conservazione bibliotecaria, alcuni fastosamente illustrati,
prodotti in Italia (Virgilio Vaticano, Virgilio Palatino, Virgilio Romano).
Nelle scritture posate, già intorno al 11 secolo forme minuscole - d, h,
q si incontrano nel frammento di codice membranaceo del cosiddetto
-

De bellis Macedonicis P. Oxy. I 3 0 [141], 3 ma soprattutto a partire dal 1 1 1 se­


colo si affiancano alla capitale sempre più in disuso adattamenti della mi­
nuscola, i quali mostrano esiti differenziati secondo varianti di forme e di
modi di esecuzione che sono in essa presenti e che si riverberano nelle
realizzazioni posate. Si tratta di scritture difficilmente classificabili, tra le
quali più tardi si definiscono in un sistema divenendo scritture normati-

ChLA VI 309; SEI DER ( 1 972), 4 1 . 2 CLA Suppi. 1709; SEIDER ( t 978), 2 1 .
3 EL 54; CLA Il 207; K1RCHNER ( 1 970), 4a; SEIDER ( 1978), 14.
170 LA S C RITTURA GRECA E LAT I NA D E I PAP I RI

.. .

[142]

've la semionciale e l'onciale. Nella galassia di adattamenti posati che te­


stimoniano una minuscola primitiva d'uso librario si possono scegliere
alcuni esempi. In considerazione viene prima di tutto il papiro della Epi ­
tome di Livio, P. Oxy. IV 668 + PSI XII 1 291 [142], 1 riferito al III secolo (ma
forse piuttosto del III -Iv), il quale mostra una minuscola - ma ancora con
tracce di maiuscola (A, G, N) - depurata dagli elementi corsivi, tracciata
con calamo a punta flessibile, e caratterizzata da contrasto fra tratti ver­
ticali e obliqui da sinistra a destra spessi e orizzontali sottili. Una scrittu­
ra assai simile - sempre ancora mista di forme maiuscole e minuscole -
si incontra nel frammento delle Sente11tiae di Paolo P. Leid. B. P. L. 25 89,2
nella parte latina dell'Eneide greco-latina P. Cair. inv. 85633 + P. Med. 1 +
P. Ryl. III 4783 [143] e nel frammento liturgico P. Ryl. III 472,4 da assegnare

KIRCHNER ( 1 970), 4c; EL 46; CLA II 208; SEIDER ( 1 978), 34.


2 CLA X 1 577; SEIDER ( 1 98 1 ) , 7 .
3 CLA II 227 e X 227*. III 667; SEIDER ( 1 978), 38.
4 K1RCHNER ( 1 970), 4b; CLA Suppi. 1 720; SEIDER ( 1 98 1 ), 5 3 .
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intorno alla stessa epoca, e nei resti di un codice di orazioni di Cicerone,


P. Oxy. VIII i o97 + P. Oxy. X 125 1 1 vergato in una scrittura minuta e for­
se un po' più tarda ma non posteriore al 1v secolo. Ormai non mancano
ltuttavia adattamenti della vera e propria minuscola corsiva eseguiti con
ductus posato e con stacchi ora più ora meno marcati tra le lettere. Si pos­
sono ricordare la scritrura latina del PSI VII 848, 2 contenente favole eso­
piche in greco e in latino, e soprattutto il codice miscellaneo di Barcello­
na, Fondazione S. Luca Evangelista, 1 26- 1 6 1 , contenente tra l'altro le
Catilinarie di Cicerone, la cosiddetta Alcesti latina e un Psalmus responso­
rius3 da assegnare al secolo 1v. Di poco più tardo si può considerare un
frammento di esercitazione retorica, vale a dire una parafrasi dell'Eneide,
scritta in forme della minuscola corsiva ma con ductus particolarmente
posato e in maniera accurata: PSI II 142 [144] .4 A partire già dal secolo 1v

CLA I I 210. 2 CLA III 29 1 ; SEIDER ( 1978), 3 7.


3 CLA Suppi. 1 782. 4 EL 5 1 ; CLA III 289; SEIDER ( 1978), 62; Scrivere, 86.
172 LA SC RITT U RA GRECA E LATINA D E I PAPIRI

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e soprattutto dal v ai materiali provenienti da scavi papirologici e quindi
di conservazione archeologica, si affiancano codici e documenti di con­
servazione bibliotecaria e archivistica. Ma a questi ultimi si farà qui solo
qualche cenno.

S C RITTURE D I ETÀ TARDORO M A NA E LORO F U N Z I O N I :


CORSIVA NUOVA , SEMIONCIALE, ONCIALE (SECOLI 1 v / v-v11 n. C . )
Nell'uso quotidiano e nella documentazione privata la scrittura solita-

mente adoperata anche nei secoli successivi al 1 v resta la corsiva nuova,


la quale a partire dal secolo v mostra un ductus più rapido e acquista
caratteristiche diverse rispetto ali' età precedente quali un certo slancio
in altezza e spesso la decisa inclinazione dell'asse verso destra: se ne
possono trovare consistenti esempi non in Egitto o più in generale nelle
aree greco-orientali - dove come scrittura dell'uso corrente si adopera
quella greca - ma in Italia, in particolare nella documentazione raven­
nate. Di quest'ultima, assai ricca, vanno ricordati almeno P. Ital. 1 [145], 1
copia del 445 -446 di alcune lettere di Lauricio, funzionario della corte di
Onorio; P. Ital. 8 [146],2 una quietanza del 564; P. Ital. 3 5 , 3 contratto di
acquisto del 572; P. Ital. 20,4 atto di donazione di Sisivera alla Chiesa
ravennate del 5 90-602.
Della stessa corsiva nuova, tra i secoli Iv-v e VI-VII sono sempre atte­
state stilizzazioni cancelleresche sia in Oriente - dove la scrittura latina
continua ad essere adoperata nelle pratiche burocratiche - sia in Occi­
dente. 5 Comuni alle due aree si mostrano artifici quali l'asse rigorosa­
mente verticale della scrittura, un certo contrasto di modulo tra le lette­
re, il forte allungamento di alcune aste, mentre tutto lascia credere che
altre maniere di stilizzazione siano state diverse tra le due aree. Negli uffi­
ci provinciali dell'Oriente la maniera di conferire alla scrittura un aspet­
to tipicamente burocratico consiste nell, artificio dell, arrotondamento e
talora dell'ingrandimento delle lettere, come si può osservare in P. Vin­
dob. L. 3 1 [147] ,6 copia di un rescritto imperiale eseguita dopo il 3 86
presso la prefettura d'Egitto e destinata al praeses provinciae Arcadiae, o
anche in P. Ryl. IV 6 1 5 [148], 7 una lettera ufficiale all'incirca della stessa

1 ChLA XX 705 e XLVIII 705*; SEIDER ( 1972), 6 1 . z ChLA XVII 652.


3 ChLA III 1 8 1 e XLVIII 1 8 1 *; SEI DER ( 1 972), 64.
4 ChLA XXI 7 1 7; SEIDER ( 1 972), 65; C HERUBINl- PRATESI (2004), 20.
5
Sulle stilizzazioni cancelleresche, oltre a M ALLON ( 1 982), pp. 1 67- 1 89, CENCETTI ( 1993),
pp. 227-263, e CAVALLO (2005), pp. 43-7 1 , si veda KRESTEN ( 1966).
6 EL 36; ChLA XLIV 1 264 e XLVIII 1 264*; SEIDER ( 1 972), 59. 7 ChLA IV 252.
LA SCRITTURA GRECA E LATINA DEI PAPIRI

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LA S C RITTURA LATINA 179
epoca, e più tardi in P. Ryl. IV 609, 1 un' ordinanza del comes rei militaris
Thebaici limitis del 505 . Negli uffici provinciali e locali dell'Occidente, in­
vece, si continuò a imprimere alla scrittura un certo slancio verso l'alto,
come già nella cancelleresca del 111 secolo, cui furono aggiunti gli artifi­
ci della compressione degli occhielli e della contorsione delle aste, come
mostra il cosiddetto P. Butini [149],2 un documento uscito intorno alla
metà del v 1 secolo dall ufficium di un comes sacri stabuli da identificare for­
'

se in Giovanni il Sanguinario, magister militum di Giustiniano. In ultima


analisi, gli uffici provinciali e municipali d'Oriente, come quelli di Occi­
dente, dopo il mandato imperiale da Treviri del 367 che proibiva l'uso
delle litterae caelestes basate sulla corsiva antica e riservate alla sola can­
celleria imperiale, erano stati costretti, per conferire una fisionomia gra­
fica peculiare e distintiva ai documenti emanati, ad adoperare le litterae
communes, vale a dire la scrittura d'uso corrente, peraltro ormai minu­
scola, e ad imprimerle nuovi artifici stilistici.
Sempre nell'ambito delle scritture d'uso documentario e cancelleresco
e per il secolo v 1 vanno segnalati due 'esperimenti' grafici degni di nota,
anche perché ne costituiscono supporto manufatti librari di papiro pro­
dotti in Occidente nell'ultimo scorcio dell'antichità: fenomeno assai raro
e in ogni caso scarsamente testimoniato per conservazione diretta di ma­
teriali. Si tratta dell'adattamento a pratiche librarie di espressioni grafiche
diverse nate comunque sul terreno della corsiva nuova. A venire in con­
siderazione, innanzi tutto, è quanto resta di un codice di epistole e omelie
di Avito di Vienne, Paris lat. 89 13 +8914 [150-151],3 forse prodotto in Bor­
gogna: la scrittura, pur posata, insiste su una base corsiva e si presenta ad
asse diritto, artificiosa, con elementi che più esasperati si incontrano nel
tessuto grafico della merovingica, tradendo un'educazione burocratica
della mano. A questo proposito si può osservare, altresì, che la stessa im­
postazione della pagina è squisitamente documentaria, e che in partico­
lare a f. 15r una didascalia, relativa ali' occasione in cui fu pronunciata
l'omelia di Avito di cui si legge in quel foglio, è scritta in caratteri distinti­
vi di modulo maggiore che ricalcano analoghe soluzioni grafiche per
formule di ricognizione o datazione nella prassi documentale soprattut­
to pubblica. Un altro 'esperimento' si può considerare la scrittura del
Giuseppe Flavio latino, Antiquitates Iudaicae, Ambros. Cimelio 1 [152]:4 in

ChLA IV 246. 2 ChLA I 5 ; C HE RUBINI- PRATESI (2004), 24.


3 EL 65; CLA V 573; SEIDER (1981), 50; C HERUBINI- PRATESI (2004), 2 1 .
4 CLA III 204; SEIDER ( 1978), 67
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[153]

[154]
LA S C RITTURA GRECA E LAT I NA DEI PAPIRI
questo caso è la corsiva nuova nella sua versione fortemente inclinata e
ricca di legature, molto attestata nei documenti, che è stata tracciata con
ductus più lento e adattata perciò ad un libro.
Nel filone delle scritture posate d'uso più specificamente librario, nel
corso del secolo IV e nei secoli successivi, si mostrano predominanti la se­
mionciale e l'onciale. In Oriente la semionciale è più volte testimoniata
nella sua variante ad asse inclinato a destra: tale essa compare in diversi
frammenti di contenuto giuridico, quali il frustulo di diritto privato P.
Vindob. L 59 a-b + P. Vindob. L 92 1 e il De societate Pg. Bodl. lat. class. G
1 2 del secolo 1v, il cosiddetto fragmentum de formula Fabiana Pg. Berol.
1 1 753 + Pg. Vindob. L 903 [153] del Iv-v, i frammenti di Ulpiano Ad edic­
tum P. Ryl. III 47 4,4 e del Codex Iustinianus P. Rein. 2219 del v1 . 5 La stessa
semionciale risulta naturalmente - come di regola in Occidente - ese­
guita con asse diritto, ma presenta in generale un aspetto piuttosto ser­
rato come nell'Andria di Terenzio P. Oxy. XXIV 240 1 ,6 o disegno rigido e
angoloso e influenze della scrittura greca come nel frammento delle Ca­
tilinarie P. Oxy. VI 884 [154],7 l'uno e l'altro da assegnare al v-vI secolo.
Una vera e propria semionciale di tradizione occidentale è testimoniata
in codici di conservazione bibliotecaria, assai numerosi, fra i quali risul­
ta qui di speciale interesse perché di papiro, pur se prodotto in Italia, il
cosiddetto << S. Ilario di Vienna>>, cod. Vindob. Lat. 2 1 60 + Vat. lat. 99 1 6
[155] del secolo vI ; 8 ma tra gli esempi di semionciale in codici membra­
nacei di quest'epoca si possono ricordare anche il famoso Sulpicio Seve­
ro di Verona, Biblioteca Capitolare, cod. XXXVIII (36)9 scritto nella città
dal lector Ursicino nel 5 1 7, e l'altrettanto celebre e all'incirca coevo <<S . Ila­
rio Basilicano>>, Vat. Arch. di S. Pietro D 182, 10 uscito forse dall'ambiente
cagliaritano di Fulgenzio di Ruspe .
La scrittura onciale è attestata nei papiri fin dal momento della sua for­
mazione, la quale tuttavia resta problematica . 1 1 Si tratta - si sa - di una
scrittura mista di forme maiuscole tratte dalla capitale, alcune sostituite
dalle minuscole h, p, q, e u, e altre da forme caratteristiche di A, D, E, M.
Anche queste ultime forme, tuttavia, si incontrano nella tradizione

CLA X 1 527; SEIDER ( 1981), 8. 2 CLA II 248; SEIDER (1981), 1 3 .


3 EL 48; CLA VIII 1 042 e X 1042*; SEIDER (1981), 12.
4 CLA Suppl. 1 722; SEI DER ( 1981), 16. 5 CLA V 700; SEIDER ( 1981), 17.
6 CLA S uppl. 1 7 1 7; SEIDER ( 1978), 4 1 . 7 CLA II 246; SETDER ( 1978), 40.
8 EL 64; CLA X 1 507; SEIDER (1981), 57. 9 CLA IV 494; KIRC H N ER ( 1 970), 10.
10
EL 62; CLA I 1a; SEIDER ( 1 981), 56; C H ERUBINI-PRATESI (2004), 1 8 .
Si veda almeno TJADER ( 1 974).
LA S C RITTURA LATINA


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186 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PAPIRI
grafica latina pur se varia­
mente sparse. La A e la D
dell' onciak si possono
• •

osservare nspett1vamen-
te nei già ricordati P. Oxy.
I 30 del De bellis Macedoni­
cis, forse del II d.C., e P.
Oxy. IV 668 dell'Epitome
di Livio del III-IV, mentre
la E e la M - quest'ultima
in via di formazione - so­
no testimoniate nei fram­
menti del De iudidis Pg.
Berai. 6757 1 e nell'Andria
di Terenzio P. Vindob. L
1o3, 2 riferibili ai primi
anni del secolo 1v se non
ancora alla fine del 1 1 I ;
infine, A, E, M, compaiono in forma onciale nel Livio P. Oxy. XI 1379 [156],3
forse dei primi anni del secolo 1v. L'onciale sembra insomma una scrittu­
ra artificiosa (creata come scrittura cristiana?), nella quale sono confluite
forme sia della capitale, sia della minuscola, sia caratterizzatesi in espe-
1rienze scrittorie nuove , senza escludere nell'assetto finale della scrittura
qualche influenza stilistica della maiuscola biblica greca. Un'onciale per­
fezionata si può osservare nei frammenti membranacei di Genesi P. Oxy.
VI II 1073, 4 di Ester P. Ant. I 145 [157] e di Esodo PSI XII 1272, 6 tutti forse del
v secolo, e in materiali di conservazione bibliotecaria come i manoscrit­
ti di opere di s. Cipriano Lond. Add. MS 40165 A. 1 7 del tardo secolo IV, o
Marburg, Staatsarchiv, Hr 1 . 1 8 del v o ancora, di speciale interesse perché
di papiro, due codici più tardi, probabilmente dell'ultimo scorcio del se­
colo VII e di certo prodotti in Occidente, in territorio franco, l,uno recante
per la più parte i Synonyma di Isidoro di Siviglia San Gallo, Stiftsbibl. 226
+ Zurigo, Zentralbibl. RP 5 e RP 6 [158],9 e l'altro contenente una mi-

EL 47; CLA VIII 1033; SEIDER ( 1981), 14. 2 CLA X 1 537; SEIDER ( 1978), 39.
3 CLA I I 247; SEIDER ( 1 978), 36. 4 CLA Il 209; SEIDER ( 1981 ), 70.
s CLA Suppi. 1 706; SEIDER (1981), 7 1 .
6 CLA III 294; SEIDER ( 1981 ), 73; Scrivere, 92.
7 EL 52; CLA I I 178; SEIDER ( 1 9 8 1 ), 60. 8 CLA Suppi. 1 728; SEI DER (1981), 64.
9 CLA VII 929; SEIDER ( 1 98 1 ) , 75.
LA S C RITTURA LATINA

[ 15 7 ]

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188 LA SCRITTURA GRECA E LAT I NA DEI PAPIRI
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LA S C RITTURA LATINA
scellanea agostiniana
Paris. lat. 1 1 641 + qual­
che foglio a Ginevra e a
S. Pietroburgo 1 [159] (in
quest'ultimo, in verità, , \.. I l
ciascun fascicolo è for­
mato da tre o quattro •

bifogli di papiro inseriti


in un bifoglio di perga­
mena). In Oriente e nei
ritrovamenti da scavo
papirologico l'onciale è

attestata soprattutto in
frammenti di contenu­
to giuridico e in una ti­
pologia particolare det­
ta da Elias Avery Lowe
<<onciale B-R>>, dalle sue
lettere più caratteristi­
che: la B alta e la R con
asta discendente oltre il [ 160]
rigo di base e tratto
obliquo in posizione orizzontale. Si incontrano, oltre a testi giuridici di­
versi, i frammenti di Gaio PSI XI 1 1 822 e di Ulpiano Pg. Strasb. 6b [160],3
del Codice Teodosiano Pg. Oxy. XV 1 8 1 3 , 4 della prima e della seconda edi­
zione del Codice Giustinianeo, rispettivamente P. Oxy. XV 18145 e PSI XIII
1 347, 6 di più esemplari del Digesto, quali P. Ryl. III 4797 e P. Heid. Lat. 4. 8
Questi materiali sono da assegnare all'età giustinianea o ai suoi immediati
dintorni, e sono scritti in un'onciale B-R molto formale, mentre d'altro
canto non mancano esempi che, pur ispirati a tal tipo di onciale, rivelano
forme che se ne scostano come m o d di tipo minuscolo. La medesima
onciale B-R può trovarsi anche in manoscritti di contenuto diverso, come
il frammento membranaceo della Satira v11 di Giovenale P. Ant. s. n. 9
'

CLA V 614. 2 CLA III 292; SEIDER ( 1981), 28.


3 CLA VI 834; SEID ER (198 1), 3 1 . 4 CLA II 2 1 1 ; SEIDER ( 1 98 1 ), 29.
5 CLA Suppi. 1 7 1 3 ; SEIDER ( 19 81), 34.
6 CLA III 293 ; SEIDER ( 1981), 3 5 ; Scrivere, 90.
7 CLA Suppi. 1 723 ; SEJDER ( 1 98 1 ), 37. 8 CLA VIII 122 1 ; SEIDER (1981), 40.
9 CLA Suppi. 17 10; SEIDER ( 1 978), 5 3 .
190 LA SCRITTURA GRECA E LAT I NA DEI PAPIRI
La frattura tra Oriente e Occidente iniziata già dopo l'età di Giustinia­
no e consumatasi al tempo di Eraclio determinerà la scomparsa della
scrittura latina nelle province orientali di un impero, quello bizantino,
ormai avviato verso una delle crisi più profonde della sua storia.
B I B L I O G RA F I A

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I N D I C E D EI MAT E RIAL I

I . PAPIRI, OSTRAKA, TAVO LETTE

BGU BKT
I 73: 86 II: 95
I 92: 80 V 1, 19: 68, 73, 98, 99
I 197: 55 V 2, 56-63: 23, 44, 48, 68, 108
I 255: 136 VI 5, 55 -109: 105
I 296: 89 VII 4-13: 37
I 316: 123 VIII 4, 10-15: 102
I I 379: 55 VIII 16, 41-50: 133
I I 405: 121 VIII 18: cfr. PSI X 1164
I I 408: 120 IX 58: 91
I I 544: So IX 123: 49
I I 609: 127 IX 132: 103
II 611: 143 IX 143: 99
II 62S: 145
CPR
II 696: 156, 159
I 32: 80
III 802: 55
III 807: 79
MPER
III 887: 84
I, 73-83: 115
III 895: 91
IV 31 + XVII 7: 138
III 913: 84
VI 97-113: 109
I I I 981: 55
XVII 7: cfr. IV 31
I I I 99S: 41
XVII 34: 138
III 1011: 43
XVII 53: 138
IV 1057: 51
IV 1062: So P. Aberdeen
IV 1073: So 72a: 138
IV 1078: 55
IV 1103: 49 P. Amh.
IV 1114: 58 I 1 : 100
IV 1141: 51 I I 35: 41
V 1210: 91 II 148: 130
VI 1248: 41 II 191 e 192: 102
VI 1340: 42 II 192: cfr. II 191
VI 1341: 42
VI 1440: 42 P. Amst.
VII 1689: 151 I 1: 101
198 LA S C RITT U RA GRECA E LAT I NA DEI PAPIRI
P. Ant. 13371: 136
I 14: 186 13418: 103
I 28: 101 13956: 150
I 30: 169
II 78 : cfr. Pg. Ant. II 78 P. Bodl. MS Gr. class. d 163
72
P. Aphrod. Lit.
IV 4: 133 P. Bodm.
IV 10, 39, 40: 133 II: 101
IV 39: cfr. IV 10 IV: 111
IV 40: cfr. IV 10
P. Brem.
P. Apoll. 6: 86
9: cfr. PSI XII 1266
P. Cair.

P. Argent. Lat. lOV. 39513: 152


mv. 43227: 115

1: 164
inv. 65445: 38
P. Bad. inv. 85633 + P. Med. 1 + P. Ryl. III 478:
II 3: 41 170
II 22: 79
IV 58: 103 P. Cair. Masp.
IV 74: 79 II 67097: 133
VI 178: 36 II 67126: 138

P. Beatty P. Cair. Zen.


I: 109 I 59003: 31
IV: 100 I 59037: 31
V: 89 II 59155: 26
VI: 95 IV 59532: 31
VII + P. Mert. I 2 + PSI XII 1273: 117
IX: 95 P. Cornell
Xl: 101 inv. II 38: 131

P. Berol. P. Derveni
6757: cfr. Pg. Berol. 6757 22
8334: 145
9875: 23 P. Dublin TCD 274
11532: 85, 86, 89 43
11649: 145
11675: 36 P. Dura
11753: cfr. Pg. Berol. 11753 2a e b: 99
I N D I C E D E I MATERIALI 199
7: 99 I 79: 55
17: cfr. Pg. Dura 17 I 93: 133
18: cfr. Pg. Dura 18 I 94: 130
23: cfr. Pg. Dura 23 II 108: 109
54: 169 I I 112: 117
56: 161 I I 259: 109
59: 161, 167 I I 278: 89
60: 163 I I I 279: 130
63: 161 I I I 315: 123
82: 163 I I I 384: 123
125: 161, 167 I I I 389: cfr. Pg. Flor. III 389

P. Egerton P. Fuad
2: 101 inv. 266: 68
4: 101
5: 133 P. Gen.
I I 85: 72
P. Eleph. inv. 210: 138
1: 21 lat. 3: 167
2: 21 lat. 8: 159
3: 21
17: 34 P. Giessen
I 69: 86
P. Enteux.
59: 34 P. Grenf
82: 34 II 8: 36
II 84: 133
P. Fay. I I 108: 159
6: 71, 74 Il 110: 163
7: 68 I I 112: 105
110: 61, 73
P. Hamb.
P. Flor. I 16: 85
I 1: 85 I 24: 34
I 6: 85 I I 120: 23
I 23: 80 II 163: 37, 64
I 47: 79 II 167: 154
I 55: 61 I I 187: 25
I 67: 85
I 70: 136 P. Haw.
I 73: 130 pp. 24-28: 95
I 75: 121 p. 36, num. 24: 146
200 LA S C RITTURA GRECA E LATINA D E I PAP I RI
P. Heid. 8: 175
II 2: 44 20: 175

1nv. 310: 49 35: 175


1nv. 1271: 133


inv. 1740: 71 P. Koln


lat. 1a,b: 146 III 126: 65
lat. 4: 189 III 134: 133
lat. 7: 158 III 151: 131
IV 186: 47
P. Herc. V 210 + P. Oxy. II 223: 109
817: 152 V 215: 105
994 + 1676 + 1677 + 1074 + 1081: 74 V 222: 43, 49
1005: 71 inv. 21351 + 21376: 25
1044: 78 inv. 21376: cfr. P. Koln in·v. 21351
1050: 64
1067: 152 P. Laur.
1074: cfr. P. Herc. 994
II 21: 89
1081: cfr. P. Herc. 994
1425: 78
P. Leid.
1426: 78
B. P. L. 2589: 170, 193
1471: 65
1475: 152
P. Lille
1676: cfr. P. Herc. 994
I 17: 23
1677: cfr. P. Herc. 994

P. Lips.
P. Herm.
I 38: 122
4: 111
I 44 : 167
5: 111

P. Hib. P. Lond.
I 1: 36 I 32: 138
I 6: 23 I 130: 117
I 84a: 39 II 141: 61
I 99: 39 II 223: 43
II 172: 37 II 229: 145
II 184: 37 II 232: 122
II 234: 122, 123
P. land. II 284: 61
V 90: 146 II 345: 89
inv. 209: 156 II 354: 61, 66, 72
II 447: 167
P. Ital. III 833: 49
1: 175 IV 1348: 136
I N D I C E D E I MATERIALI 201
IV 1408: 138 P. Mich.
VII 2011: 34, 37 II 121 : 55
III 135: cfr. P. Med. inv. 151
P. Lond. Lit. III 164: 163
5: 109 VII 430: 149
6 : 71 VII 442: 149
22: 78 VII 456: 150
25: 75, 105
27: 72 P. Mil. Vogl.
28: 95 I 14: 65
30: 72 VIII 309: 37, 191
46 + PSI XII 1278: 105 IX 323: 43
48: 78
54: 37 P. Munch.
73: 36 III 51: 49
96: 91
108: 57 P. Mur.
127: 117 108: 65
130: 49 113: 91
134: 48, 49, 64, 65 114: 82
192: 101 116: 82

P. Louvre P. Ness.
E 3320: 57 II 3: 105
E 7404: 103 II 4: 105
E 7733: 45, 64, 65 II 5: 105
inv. 9331 + 10438: 45 II 6: 116
inv. 10438 : cfr. inv. 9331 III 24: 138

P. Lund. P. Oxy.
IV 13: 103 I 26: 105
I 30: 169, 186
P. Magd. I I 223: cfr. P. Koln V 210
II 8: 34 II 226: cfr. PSI XI 1197
II 246: 61, 65
P. Med. II 278: 71
1: cfr. P. Cairo 85633 III 406: 98
inv. 151 + P. Mich. III 135: 98 III 411: too
III 412: 95
P. Mert. III 454 + PSI II 119: 95
I 2: cfr. P. Beatty VII III 473: 91
I 5: 41, 49 IV 657 + PSI XII 1292: 111
202 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PA P I RI
IV 659: 65 xv 1817: 115
IV 668 + PSI XII 1291: 111, 170, 186 xv 1818: 115
IV 802 + P. Ryl. IV 586: 58, 68 xv 1820: 103
V 841: 95 XVII 2066: 75
V 842: 109 XVII 2075 + PSI XIV 1384: 99
V 843: 117 XVII 2081a: cfr. IX 1174
VI 852: 111 XVII 2088: 150
VI 871: 154 XVII 2098: 108
VI 878: 78 XVIII 2161 + PSI XI 1209: 95
VI 884: 184 XVIII 2166: cfr. X 1234
VII to16: 108 XVIII 2169: 98
VII 1019 + XLI 2948: 117 XIX 2227: 86
VII 1022: 159 x x 2258: 103
x x 2269: 163
VII 1061: 49, 54
VIII 1073: 186 XXII 2318: 74
VIII 1082: 75 XXII 2334: 99
XXII 2341: 109
VIII 1083: 75
XXIII 2354: 98
VIII 1097 + X 1251: 171
XXIII 2359: 74
VI II 1100: 91
XXIV 2387: 68
VIII 1130: 131
XXIV 2401: 184
IX 1174 + XVII 2081a: 105
XXVI 2441: 95
IX 1179: 99
XXVII 2452: 109
X t231: 95
XXVII 2458: 111
X 1234 + XI 1360 + XVIII 2166: 105
XXVIII 2486: 105
X 1247: 75
xxx 2516: 98
X 1250: 118
XXXI 2535: 65
X 1251: cfr. VIII 1097
XXXI 2545: 78
XI 1352: cfr. Pg. Oxy. XI 1352 XXXI 2612: 89
XI 1360: cfr. X 1234 XXXII 2631: 103
XI 1373: 115 XXXIII 2654: 71
XI 1379: 186 XXXIII 2656: 111
XI 1404: 161 XXXIV 2699: 115
XII 1408: 89 XXXVI 2748: 99
XII 1453: 58, 72 XLI 2948: cfr. VII 1019
XIII 1614: 133 XLI 2951: 118, 161
XIII 1621: 100 XLII 3016: 91
XIII 1622: 75 XLII 3030: 91
XIV 1635: 58 XLII 3051: 75
xv 1790: 47, 48, 65, 78 L 3593: 91
xv 1809: 75 LVI 3837: 118
XV 1813: cfr. Pg. Oxy. XV 1813 LVIII 3917: 91, 101, 127
xv 1814: 189 LXIII 4394: 123
I N D I C E D E I M ATERIALI 203
LXI I I 4395: 123 IV 553: 160
LXIII 4397: 123 IV 586: cfr. P. Oxy. IV 802
IV 608: 145
IV 609: 179
IV 615: 175
IV 623: 168
P. Petra IV 653: 122
I 3: 138
I 4: 138 P. Schub.
I 5: 138 22: cfr. PSI I I 126

P. Petrie P. Select.
I 5-8: 25 I I 221: 55
I I 50: 25
P. Sorb.
P. Rain. Cent. 1nv. 72: 37

47a: 34 1nv. 2245: 37


inv. 2272b : cfr. inv. 72
P. Rein. inv. 2273: cfr. inv. 72
2219: 184
P. Tebt.
P. Rev. I 4: 47
25 I I 165: 95

P. Ryl. P. Vat. gr. 11

I 16: 98 91
I 42: 154
I 53: 115 P. Vindob.
I 57: 109 G 3: 133
I I 73: 51 G 2079b: 120
I I 110: 85 L 1b: 145
I I 117: 80 L 1c: 149
I I 119: 55 L 31: 175
I I 131: 55 L 59 A-B + L 92: 184
I l 183a: 54 L 90: cfr. Pg. Vindob. L. 90
II 196: 85 L 92: cfr. L 59 A-B
III 458: 47 L 94: 184
I I I 463: 91 L 103: 186
III 472: 170 L 112: 156
III 473: 154
III 474: 184 P. Warren
I I I 478: cfr. P. Cair. inv. 85633 10: 133
III 479: 189 105: 131
204 LA S C RITTURA GRECA E LATINA DEI PA P I RI
P. Wiir\:b. Pg8Hev. XII gr
1: 47, 64 71

P. Yadin PSI
14: 83 I 1 : 102
15 : 83 I 8: 95
17: 83 I 11: 71
18: 83 I 16: 133
I 60: 131
Pg. Ant. I 111: 164
I I 78: 98
I I 116: 111
I I 117: 105
Pg. Avroman
I I 119: cfr. P. Oxy. I I I 454
I: 54
I I 123: 75
II: 54
I I 125: 101
Pg. Berol. I I 126 + P. Schub. 22: 115
6757: 186 I I 127: 89
11753 + Pg. Vindob. L 90: 184 II 136: 37
I I 142: 141
Pg. Bodl. lat. class. G 1: 184 III 166: 41
IV 324: 27
Pg. Duke IV 325: 27
inv. G 5: 98 IV 341: 34
IV 382: 31
Pg. Dura IV 383: 34
17: 83 V 446: 91, 101, 127
18: 83 V 459: 57
23: 83 V 514: 26
V 518: 31
Pg. Flor.
V 549: 51
III 389: 111
VI 616: 31
VI 707: 121
Pg. Oxy.
VI 727: 89
XI 1352: 111
xv 1813: 189
VI 728 : So
VI 729: 143
Pg. Strasb. VII 748 + VII 749: 98
6b: 189 VII 749: cfr. VII 748
VII 763: 37
Pg. Vindob. L 90: cfr. Pg. Berol. 11753 VII 848: 171
VIII 963: 131
Pg4QLXX Num VIII 978 : 73, 95
71 VIII 979: 36
I N D I C E D E I MATERIALI 205
VIII 980: 91 XII 1267: 136
VIII 982: 118 XII 1272: 186
IX 1026: 159 XII 1273: cfr. P. Beatty VII
IX 1028: 55 XII 1278: cfr. P. Lond. Lit. 46
IX 1067: So XII 1282: 37
IX 1086: 98 XII 1283: 105
IX 1087: 99 XII 1285: 72
IX to88: 75 XII 1291: cfr. P. Oxy. IV 668
IX 1091: 73 XII 1292: cfr. P. Oxy. IV 657
IX to92: 68 XIII 1296: 116
IX 1095: 95 XIII 1307: 149
X 1096: 133 XIII 1309: 122
X 1097: 49 XIII 1310: 43, 122
X 1099: 51 XIII 1347: 189
X 1106: 120 XIV 1383: 99, 109
X 1114: 130 XIV 1384: cfr. P. Oxy. XVII 2075
X 1118: 55 XIV 1396 a e b : 98
X 1129: 49 XIV 1400: 103
X 1138: 79 xv 1454: 78
X 1148: 89
X 1160: 61 PSI Congr. XVII
X 1164: 100 8: cfr. PSI XI 1197
X 1165: 115
X 1169: 109 SB
X 1170: 108 I 3924: cfr. P. Select. I I 221
X 1171: 111 I 3925: cfr. BGU VI 1248
X 1173: 80 I 4440: So
X 1181: t18 I 4639: cfr. P. Berol. 11532
XI t182: 189 I 5638: 138
XI 1183: 150 I 5761: 61
XI 1197: 95 I I I 7362: 26
XI 1203: 109 IV 7438 : cfr. P. Gen. inv. 210
XI 1209: cfr. P. Oxy. XVII I 2161 XIV 11942: 21
XI 1211: 95 XIV 11963: 21
XI 1213: 95 XVI 12865: 131
Xl 1214: 68 XXII 15545: 48
XII 1225: 79 XXII 15762: 34
XII 1227: 85 XXIV 15972: cfr. P. Dublin TCD 274
XII 1239: 127, 130
XII 1247: 86 T. Vind.
XII 1265: 123 21: 145
XII 1266 + P. Apoll. 9: 138 175: 145
206 LA S C RITTURA GRECA E LAT I NA DEI PA P I RI
265: 145 UPZ
291: 150 I 1: 23
310: 150 I 2: 42
345: 150 I 8: 42
343: 163 I 114: 43

I I . MANOSC RITTI CITATI PER ISTITUZIONE D I CONS ERVA Z I O N E

Città del Vaticano Parigi


Biblioteca Apostolica Vaticana Bibliothèque Nationale de France
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bia): 99 Paris. lat. 11641: 189
Vat. gr. 2125: 103
Vat. lat. 9916: 184 S. Gallo
Stiftsbibliothek
Londra 226: 186
British Library
Add. MS. 40165 A. 1: 186 Verona
Add. MS. 43725 (codice Sinaitico della Biblioteca Capitolare
Bibbia): 99 XXXVIII (36): 184
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drino della Bibbia): 99 Vienna
Osterreichische Nationalbibliothek
Marburg Vindob. Lat. 2160: 184
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Hr 1.1: 186 Zurigo
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ST U D IA ERU D I TA

1. I OANNIS DELIGIANNIS, Fifteenth-Century Latin Translations of Lucian's Essay on


Slander, 2006.
2. Castiglione di San Martino. Fortez.z.a di altura (v- 11 sec. a. C.). Isola d'Elba, a cura
di Orlanda Pancrazzi, con la collaborazione di Gianluca Casa, Alessandro
Corretti, Michele Degl'Innocenti, Fiorella La Guardia, in preparazione.
3. Studi di onomastica e letteratura offerti a Bruno Porcelli, a cura di Davide De
Camilli, 2007.
4. Etruria e Italia preromana. Studi in onore di Giovannangelo Camporeale, a cura di
Luciano Agostiniani, Angelo Bottini, Dominique, Briquel, Stefano Bruni,
Giovanni Colonna, Giuliano De Marinis, Luigi Donati, Sybille Hayes,
Fabrizio Serra, Anna Maria Sgubini Moretti, Janos Gyorgy Szilagyi, in

preparazione.
5. Napoli è tutto il mondo, lnternational Conference of Studies, Naples, ]uly 2 0-24,
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