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CAPITOLO I

DIRITTO PENALE- norme giuridiche, rapporto non tra pari, fonte, positivo (norme poste stato), statuale(leggi
emanate stato), autonomo (principi fondamentali), pubblico(tutela).

Caratteri norma — imperatività (obbligatoria per tutti stato ita), statualità

PRINCIPIO LEGALITÀ
Nessuno può essere punito per un fatto che non è punito dalla legge — garanzia cittadini.

- riserva di legge — art 25 unica fonte legge. Assoluta: esclude leggi rango inferiore, Relativa: ammettono
disciplina di normazione secondaria.

- Irretroattività — no legge per punire un fatto antecedentemente accaduto

- Tassatività — legge chiara e determinata da certezza al diritto

- Divieto di analogia art 15 cp - giudice vietato il ricorso alle norme che disciplinano un caso simile —
interpretazione del giudice non può spingersi oltre a quella letterale per riserva legge

PRINCIPIO MATERIALITÀ
Nulla crimen sine actione. Ogni reato deve constare di un fatto che abbia un riscontro esterno oggettivo.

PRINCIPIO OFFENSIVITÀ
Nulla crimen sine iniuria. Un reato perchè sia tale deve essere offensivo di qualcosa. — bene giuridico

PRINCIPIO SOGGETTIVITÀ
Un comportamento umano costituisce reato quando è riferibile alla volontà dell’agente. + fatto tipico - cause di
giustificazione

PRINCIPIO DI COLPEVOLEZZA
Nessun crimine senza colpevolezza. Nessuno può essere chiamato a rispondere per un fatto altrui.
Responsabilità penale è personale art 27 c.

CAPITOLO II

INTERPRETAZIONE LEGGE
Art 12 — Nell’applicare la legge bisogna ad essa attribuire il senso palese del significato delle parole secondo la
connessione di esse e dalla intenzione del legislatore.

Criteri: lessicale-semantico, storico, logico-sistematico, teologico, analogia, interpretazione estensiva.

Analogia — applicabile alle scriminanti (no carattere eccezionale), no alle immunità (norme eccezionali)

SUCCESSIONE DI LEGGI:

Art 2 cp

- nuove incriminazioni — irretroattività

- Abolizione incriminazioni precedenti — retroattività della legge nuova favorevole al reo

- Modifica — disposizioni più favorevoli salvo sentenza irrevocabile

EFFICACIA LEGGE SPAZIO


Tutti coloro che si trovano nel territorio stato.

Teoria ubiquità: si considera commesso nel territorio italiano sia nel caso in cui in italia sia stato posto in essere
sia nel caso si verifichi l’esito offensivo della condotta

REATI COMMESI ALL’ESTERO PUNIBILI INCONDIZIONALMENTE


- delitti contro personalità stato

- Delitti contraffazione sigillo e uso

- Delitti commessi da pubblici ufficiali — abuso potere o viola doveri

- Delitto di falsità in moneta, bollo o carte pubblico credito

- Altri delitti disposizioni speciali di legge

DELITTI POLITICI
Offendono interesse politico dello stato (delitto soggettivamente politico) o un diritto politico del cittadino (delitto
oggettivamente politico)

REATI NON POLITICI- DELITTO COMUNE


Se il cittadino italiano commette all’estero un delitto per il quale la legge italiano prevede l’ergastolo o la
reclusione non inferiore a 3 anni è punito secondo la legge italiana sempre che si trovi nel territorio dello stato.

Condizioni

- Delitto

- Punito con reclusione

- Reo presente stato italiano

RICONOSCIMENTO SENTENZE STRANIERE

Art 12 principio territorialità - inapplicabilità e ineseguibilità in italia delle sentenza pronunziate da tribunali stranieri

Può essere dato riconoscimento:

- stabilire recidiva, abitualità, professionalità o tendenza a delinquere

- Pena accessoria

- Condanna a restrizioni o risarcimento danno

- Misure di sicurezza personali

Per riconoscimento — Condizione — trattato di estradizione o ministero giustizia ne fa richiesta

ESTRADIZIONE

Meccanismo di cooperazione internazionale attraverso il quale uno stato consegna ad un alto stato un soggetto
che si trova nel suo territorio affinché questo possa essere sottoposto a giudizio - processuale- o all’esecuzione
della pena irrevocabile - esecutiva.

Requisito — doppia incriminazione previsto come reato sia in italia che nello stato estero

Passiva — italia riceve richiesta

Attiva — italia richiede

Lo stato che richiede l’estradizione deve assumere l’obbligo di non sottoporre l’estradato a restrizione della libertà
personale per un fatto anteriore e diverso da quello per il quale è stata concessa l’estradizione.

No estradizione:

Reati politici

Razza, religione, nazionalità

Reati puniti pena di morte

Sottoposto ad atti persecutori o discriminatori

Pene crudeli, disumane, degradanti

IMMUNITÀ
Legge penale obbliga tutti coloro che si trovano all’interno dello stato

Tranne immunità —cause personali di esclusione della punibilità

- diritto pubblico interno — capo stato no responsabile atti compiuti nell’es delle sue fune (alto tradimento
attentato cost) e membri parlamento - opinioni e voti

- Diritto internazionale - capi stato esteri, ministri esteri, agenti e diplomatici — necessità ordine pubblico

CAPITOLO III

REATO — comportamento umano previsto dalla legge in modo preciso ed attribuibile ad un soggetto sia
causalmente che psicologicamente offensivo di un bene giuridico e sanzionato da una norma preesistente al
momento della commissione del fatto.

Si distingue in delitti e contravvenzioni — pena prevista.

Delitto — ergastolo, reclusione, multa

Contravvenzioni — ammenda e arresto

Elemento soggettivo (elemento psicologico) e oggettivo (momento materiale)

Elementi essenziali:
- Fatto tipico (condotta, evento e nesso causalità)

- Colpevolezza

- Antigiuridicità

Soggetto attivo del reato

Colui o coloro che hanno posto in essere il comportamento vietato dalla norma incriminatrice e che nel
procedimento penale assume la qualità di indagato, imputato, di reo, condannato e di internato.

Art 27 costituzione

Chiunque può commettere reati

Reati comuni chiunque

Reati propri persone che rivestono una dei qualità

Soggetto passivo reato

Persona offesa — soggetto titolare del bene giuridico tutelato dalla norma

Determinato — individuare titolare bene

Indeterminato — ampia categoria di soggetti

Reati senza vittima — reati ostativi

Reati vaghi — numero ind di persone

Plurioffensivo — più beni

SRUTTURA DEL REATO


Teoria tripartita:

- Tipicità - insieme di elementi vietati dalla norma

- Antigiuridicità - contrarietà fatto tipico

- Colpevolezza - rimproverabilità autore

Teoria bipartita:

- fatto tipico antigiuridico

- Colpevolezza

Fatto tipico

Elemento oggettivo

- Condotta che l’ordinamento intende perseguire - attiva (agire azione) omissiva (mancato adempimento
dell’azione). Reati omissivi impropri — soggetto compito di proteggere determinati interessi. 3 requisiti
posizione di garanzia: 1. Incapacità del soggetto all’autonoma difesa del bene 2. Carattere speciale dell’obbligo
3. Reazione di immediatezza fra la protezione dell bene e l’obbligo giuridico. Posizione di controllo di una fonte
di pericolo e posizione di protezione di interessi.

- Evento - effetto naturale della condotta umana - tipo fisico, psicologico e fisiologico.

- Rapporto di casualità / nesso causalità — tra evento e condotta umana deve esserci il nesso di causalità
ossia la condotta dve rappresentare una condizione senza la quale l’evento non si sarebbe verificato.

TEORIA RAPPORTO CAUSALITÀ

• Teoria condizionalistica — causa dell’evento è l’insieme degli antecedenti senza i quali l’evento non si
sarebbe verificato.

• Teoria della causalità adeguata — causa dell’evento è solo quella condizione secondo la comune esperienza,
è la più idonea a produrlo. non è sufficiente che l’azione sia condizione necessaria per il verificarsi dell’evento,
ma deve essere anche adeguata, cioè idonea a determinare l’evento.

• Teoria della casualità umana — È necessario che l’uomo abbia posto in essere una condizione dell’evento e
che quest’ultimo non sia il risultato del concorso di fatti eccezionali.

• Teoria della sussunzione a leggi scientifiche —mediante il ricorso a leggi valide scientificamente.
IL RAPPORTO DI CASUALITÀ NEI REATI OMMISSIVI
L’omissione penalmente rilevante può definirsi come forma di condotta criminosa costituita dal comportamento
negativo di un soggetto il quale non compie un’azione possibile che aveva l’obbligo giuridico di compiere.

Si distinguono in:

A) Reati omissivi propri: si esauriscono in una condotta violativa dell’obbligo giuridico di agire senza produrre
alcun evento naturalistico giuridicamente rilevante.

B) Reati omissivi impropri: la condotta è violativa di un obbligo giuridico ed è idonea a produrre un evento in
senso naturalistico.

ELEMENTO SOGGETTIVO

DOLO

COLPA

PRETERINTENZIONE

DOLO — il delitto è doloso quando l’evento dannoso è dall’agente preveduto e voluto come conseguenza della
propria omissione o azione.

Presuppone:

Momento rappresentativo — visione anticipata degli elementi che costituiscono reato

Momento volitivo — volontà dell’agente dell’azione o omissione e dei suoi effetti

Oggetto del dolo:

A) Elementi positivi naturalistici ( presupposti, strumenti e mezzi, luogo e tempo della condotta, oggetto
materiale, qualifiche del soggetto passivo)

B) Elementi normativi della fattispecie

C) Elementi negativi del fatto (assenza di situazioni previste dalla legge come scriminanti, generali o speciali)

D) Illiceità speciale

Oggetto di rappresentazione e di volizione:

A) Condotta

B) Evento naturale quale conseguenza dell’azione

C) Nesso di causalità

D) Evento inteso in senso giuridico quale lesione o messa in pericolo del bene giuridico tutelato dalla norma.

Il dolo può essere: 

- diretto (è la più grave forma di dolo e si verifica quando il soggetto agente assume un comportamento voluto)
e indiretto (quando da parte del soggetto agente vi è la consapevolezza che il proprio comportamento
potrebbe sfociare in un fatto illecito);

- generico (quando l’agente vuole realizzare la condotta tipica incriminata dalla norma, es. omicidio) e specifico
(si ha quando alla previsione e alla volontà si aggiunge il perseguimento di un fine ulteriore, es. arricchimento in
caso di furto);

- di danno (il soggetto agente provoca un danno a un bene tutelato giuridicamente) e di pericolo (il soggetto ha
l’intenzione di danneggiare o minacciare il bene protetto dalla norma);

- iniziale (il dolo sussiste solo nel momento iniziale della condotta criminosa), concomitante (il dolo persiste
anche durante lo svolgimento della condotta criminosa) e successivo (il dolo si manifesta solo dopo il
compimento di una certa condotta non dolosa).

- Dolo d’impeto => è quando la deliberazione criminosa è seguita immediatamente dall’esecuzione della
condotta.

- Dolo di proposito => è quando tra la formazione della decisione criminosa ed il passaggio all’atto intercorra un
consistente lasso di tempo. La premeditazione o reato di proposito, che si verifica quando il colpevole cura
nei minimi particolari i dettagli dell’esecuzione del reato.

Dolo alternativo allorquando un soggetto prevede, come conseguenza della sua azione od omissione, il
verificarsi di due eventi e agisce non sapendo quale dei due si verificherà; in questo senso, si può dire che
l’agente ha voluto entrambi gli eventi.

ACCERTAMENTO DEL DOLO


Considerano tutte le circostanze esteriori espressione dell’atteggiamento psichico + momento rappresentativo e
volitivo

INTENSITÀ DOLO

Livello di partecipazione coscienza e volontà — per determinare la pena

Quantitativa: intensità del volere

Qualitative: coscienza disvalore del fatto

COLPA
Il delitto è colposo quando l’evento anche se preveduto non è voluto dall’agente e si verifica a causa di
negligenza, imprudenza, imperizia, inosservanza di leggi regolamenti, ordini o discipline.

La colpa può essere:

- Generica Derivante da imprudenza (consistente nell’aver reagito senza adottare le opportune cautele),
negligenza (consistente nell’aver agito senza l’accortezza e l’attenzione che sarebbero state necessarie) o
imperizia (consistente nell’inettitudine o nella scarsa preparazione professionale).
- Specifica (deriva dall’inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline ovvero di norme che impongono
determinate cautele).

- propria (l’evento non è voluto dall’agente),

- impropria (l’evento è voluto dall’agente ma non tanto da farlo rientrare nell’ipotesi del dolo),

- incosciente (manca la volontà di cagionare un evento e la previsione dello stesso),

- cosciente (manca la volontà ma non anche la previsione),

- professionale (riguarda attività professionali di per sé pericolose ma che l’Ordinamento consente e autorizza
nel loro svolgimento in quanto produttive di risultati ritenuti socialmente utili).

ELEMENTI DELLA COLPA

- Mancanza di volontà

- Violazione norma cauzionale

- Verificarsi dell’evento

- Possibilità da parte dell’agente di rispettare la norma

GRADO DELLA COLPA

Criteri soggettivi

- consapevolezza condotta pericolosa

- Osservanza di leggi

- Motivi

Criteri oggettivi:

- Evitabilità

- Divergenza tra condotta doverosa e quella tenuta

PRETERINTENZIONE
Il delitto è preterintenzionale quando dall’azione o omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di
quello voluto dall’agente.

Aumento della pena.

Omicidio preterintenzionale e aborto preterintenzionale.

Struttura:

- volontà evento minore

- Non volontà dell’evento più grave

Dolo misto colpa (responsabilità penale) o dolo misto responsabilità oggettiva

COLPEVOLEZZA
Responsabilità penale personale art 27 c

Presupposti:

Imputabilità — capacità di comprendere il significato delle proprie azioni — controllo impulsi. No capacità
intendere e volere no imputabilità

Coscienza del disvalore — azione antidoverosa e deplorevole

Dolo e colpa

CAPITOLO IV
CAUSE DI ESCLUSIONE DEL REATO
FATTO TIPICO:

Esclusione nesso psichico

- FORZA MAGGIORE — forza esterna all’uomo che per il suo potere superiore determina inevitabilmente il
soggetto all’azione

- INCOSCIENZA INDIPENDENTE ALLA VOLONTÀ— reato in stato di totale incoscienza o incapacità di


intendere o volere.

- COSTRINGIMENTO FISICO — autore reato agisce costretto per conto di un altra persona

Mancanza parte elemento oggettivo

- CASO FORTUITO — manca nesso causalità tra condotta ed evento — fatti eccezionali indipendenti dalla
condotta dell’agente

Mancanza di dolo o colpa

- ERRORE SUL FATTO COSTITUENTE REATO - inesatta percezione della realtà crede di porre in essere un
fatto diverso da quello vietato

- ERRORE SU CAUSA DI GIUSTIFICAZIONE

ERRORE
Vizio che può incidere sulla volontà o sull’esecuzione del reato. Percezione della realtà diversa da com’è
realmente

Errore motivo:

Errore sul fatto: Si ha quando il soggetto crede di realizzare un fatto diverso da quello vietato dalla norma
penale. È determinato da una falsa rappresentazione della realtà.

Può derivare da un errore di fatto ( consiste in una mancata o imperfetta percezione di un dato della realtà
sensibile, per effetto del quale il soggetto agente ritiene di porre in essere un fatto concreto diverso da quello
vietato dalla norma penale) o da un errore sulla legge extrapenale (norma diversa da quella penale.

Errore sul divieto: Si ha quando il soggetto si rappresenta, vuole e realizza un fatto materiale che è
perfettamente identico a quello vietato dalla norma penale, ma che egli per errore, crede non costituisca reato.

L’ERRORE SUL PRECETTO. Art. 5 c.p.: IGNORANTIA LEGIS NON EXCUSAT. “Nessuno può invocare a propria
scusa l’ignoranza della legge penale, salvo che si tratti di ignoranza inevitabile”.

REATO ABERRANTE
È un’ipotesi di errore nell’esecuzione del reato.

Tale errore non esclude il reato così come l’errore sul fatto.

Il codice penale prevede due diverse manifestazioni del reato aberrante:

1. Aberratio ictus art 82. Ricorre quando il reo, per errore nell’uso dei mezzi di esecuzione del reato o per altra
causa cagiona offesa a persona diversa (monolesiva) da quella alla quale l’offesa era diretta. Il colpevole
risponde come se avesse commesso il reato in danno della persona che voleva offendere. Se vengono
colpite entrambe (plurilesiva), il colpevole soggiace alla pena stabilita per il reato più grave aumentata fino alla
metà.

2. Aberratio delicti art 83. Si ha quando il reo, per errore nell’uso dei mezzi di esecuzione del reato o per altra
causa, cagiona un evento diverso da quello voluto (monolesivo). Se il colpevole realizza anche l’evento voluto
(plurilesiva), si applicano le norme sul concorso di reati.

3. Aberratio causae quando per errore nella fase consumativa la successione causale si sia svolta in maniera
diversa da quella prevista

CAUSE DI ESCLUSIONE DELL’ANTIGIURIDICITÀ DEL FATTO TIPICO

- CONSENSO DELL’AVENTE DIRITTO: non è punibile chi lede o pone in pericolo un diritto col consenso della
persona che può validamente disporne. Il consenso deve essere: sempre manifesto, personale, informato,
specifico, prestato da una persona capace, espresso di volontà, attuale e lecito e deve avere ad oggetto un
diritto disponibile.

- ESERCIZIO DI UN DIRITTO: chi esercita un proprio diritto non danneggia nessuno. Deve essere esercitato
entro dei limiti altrimenti abuso del diritto. Diritto di cronaca ( correttezza nel linguaggio, contenuto vero o
verosimile, utilità e rilevanza pubblica.

- ADEMPIMENTO DI UN DOVERE: imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della Pubblica
Autorità esclude la punibilità. Non ho scelta, deve adempiere a un dovere. Requisiti: superiore deve avere la
competenza ad emetterlo, inferiore competenza ad eseguirlo, rispettate le procedure e formalità di legge
previste.

- LEGITTIMA DIFESA: Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di
difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia
proporzionata all’offesa. È talvolta ammessa la legittima difesa anticipata. Requisiti dell’aggressione perchè
ricorra la scriminante sono:

- Oggetto della difesa deve essere un diritto;

- L’offesa deve essere ingiusta, cioè contraria al diritto;

- Il pericolo minacciato deve essere attuale, stesso momento in cui accade altrimenti diventa distorsione o
vendetta.

- Difesa proporzionata all’offesa

- USO LEGITTIMO DELLE ARMI — non è punibile il pubblico ufficiale che, al fine di adempiere a un dovere del
proprio ufficio, fa uso o ordina di fare uso delle armi o di un altro mezzo di coazione fisica, quando vi è
costretto dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all’Autorità. Necessità di
impedire strage, naufragio, sommersione, disastro aviatorio, ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano
armata o sequestro di persona.

- STATO DI NECESSITÀ — Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di
salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente
causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo”. Si differenzia dalla legittima
difesa perché:

a) nello stato di necessità il soggetto non reagisce contro l’aggressore, ma contro un terzo innocente;

b) solo il danno grave alla persona lo giustifica, mentre nella legittima difesa può essere un qualsiasi diritto;

c) chi agisce per legittima difesa non deve risarcire il danneggiato, chi in stato di necessità deve al danneggiato
un equo indennizzo

- ERRORE SULLE CAUSE DI GIUSTIFICAZIONE Se l’agente ritiene per errore che esistano circostanze di
esclusione della pena, queste sono sempre valutate a favore di lui. Tuttavia, se si tratta di errore determinato da
colpa, la punibilità non è esclusa, quando il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo

- ECCESSO COLPOSO esistono presupposti di fatto della causa di giustificazione ma il soggetto ne travalica i
limiti ( es. nella legittima difesa si supera il limite di proporzione nella reazione). In tal caso si risponderà del
fatto commesso a titolo di colpa se esso è previsto come reato colposo.

REATO IMPOSSIBILE
La punibilità è esclusa quando, per l’idoneità dell’azione o per l’inesistenza dell’oggetto di essa, è impossibile
l’evento dannoso o pericoloso.

Principio di necessaria offensiva della condotta criminosa.

Si verifica:

- Inidoneità dell’azione

- Mancanza dell’oggetto dell’azione

REATO PUTATIVO
Ricorre quando l’agente commette un fatto che non costituisce reato, credendo erroneamente che esso
costituisca un illecito penale.

Il reato putativo è un fatto illecito del tutto indifferente per il diritto penale, quindi il suo autore non è punibile a
meno che non concorrano nel fatto gli elementi costitutivi di un reato diverso, nel qual caso risponderà di
quest’ultimo.

CAPITOLO V
Il reato può presentarsi nelle forme del:

- Tentativo, caso in cui il normale iter crimini si interrompe prima o durante la fase dell’esecuzione (senza
giungere alla consumazione)

- Reato circostanziato, il cui fatto tipico presenta elementi ulteriori rispetto alla fattispecie prevista dal codice.

1. ITER CRIMINIS
Il reato si realizza passando attraverso diverse fasi:

• L’ideazione: si svolge all’interno della psiche del reo che si determina a commettere il reato;

• La preparazione: si verifica solo nei reati a dolo di proposito e consiste nell’apprestare gli strumenti necessari
per la realizzazione del reato;

• L’esecuzione: si ha quando il soggetto pone in essere materialmente la concorra esteriore richiesta per la
sussistenza del reato;

• La perfezione: reato perfetto quando si sono realizzati tutti gli elementi essenziali che la norma richiede per la
sua esistenza;

• La consumazione: quando il reato perfetto ha raggiunto la sua massima gravità concreta.

Generalmente, perfezione e consumazione coincidono. Si differenziano nel reato permanente o abituale.

In relazione alla durata del reato si distinguono:

- Reati permanenti, quando l’offesa al bene giuridico si protrae nel tempo per effetto della persistente condotta
volontaria del soggetto. Due requisiti indispensabili: carattere continuativo dell’offesa e persistente condotta
volontaria dell’agente.

- Reati istantanei, l’offesa è istantanea, perchè viene ad esistenza e si conclude nello stesso momento.

Differenza sta nella durata dell’unica condotta costitutiva del reato che si traduce nell’aggressione perdurante
dell’interesse sotteso al precetto violato, la cui efficacia si protrae anche oltre la sua iniziale trasgressione.

Reato è:

- Istantaneo con effetti permanenti quando perdurano nel tempo le conseguenze dannose del reato,

- Eventualmente permanente per indicare i casi in cui il soggetto lascia perdurare in concreto l’offesa, senza
ciò sia richiesto dalla legge per l’esistenza del reato.

2. IL TENTATIVO

Delitto tentato quando il soggetto agente vuole commettere un delitto e si attiva in tal senso, senza però
realizzare completamente il fatto tipico per cause indipendenti dalla propria volontà.

Sotto il profilo soggettivo il delitto tentato è necessariamente doloso, supponendo l’intenzione di commettere il
delitto perfetto in tutti i suoi elementi costitutivi.

Sotto il profilo oggettivo è costituito da:

- un elemento negativo: il mancato compimento dell’azione o il mancato verificarsi dell’evento;

- Un elemento positivo: l’idoneità e la univoca direzione degli atti.

Requisiti necessari sono:

- Idoneità: bisogna valutare se la condotta era idonea a ledere il bene giuridico protetto, con rilevante grado di
possibilità;

- Univocità: consiste nel fatto che la condotta deve avere raggiunto una progressione tale di sviluppo da lasciare
trasparire, oggettivamente, che verosimilmente il delitto sarebbe stato commesso

DESISTENZA

Quando l’agente dopo aver iniziato l’esecuzione del delitto volontariamente interrompe l’attività criminosa.
Determina l’impunità, a meno che l’attività posta in essere fino a quel momento costituisca reato diverso da
quello previsto.

RECESSO ATTIVO
“Se volontariamente impedisce l’evento, soggiace alla pena stabilita per il delitto tentato, diminuita da un terzo
alla metà” (Art. 56, 4° comma).

E’ essenziale che il recesso o la desistenza avvengano volontariamente, perché la volontarietà presuppone una
decisione autonoma e spontanea (non imposta da esterni) dell’agente. La desistenza volontaria è una causa di
non punibilità. Il recesso attivo è una circostanza attenuante.

CIRCOSTANZE DEL REATO


Le circostanze sono elementi accidentali del reato, non indispensabili per la sua esistenza, in quando possono
indifferentemente sussistere o mancare. Le circostanze sono elementi accidentali ed eventuali (accidentalia
delicti).

La loro presenza influisce soltanto sulla gravità del reato e quindi sulla misura della pena per esso prevista in
maniera quantitativa o qualitativa comportandone una modificazione: un AGGRAVAMENTO (circostanze
aggravanti) o un’ATTENUAZIONE (circostanze attenuanti).

- Comuni (applicabili a tutti i reati — ampie categorie) e speciali (previste soltanto ad alcuni reati)

AGGRAVANTI
l'avere aggravato o tentato di aggravare le conseguenze del delitto commesso;
l'avere il colpevole commesso il fatto mentre si trova illegalmente sul territorio nazionale
l'avere commesso il fatto in occasione o a causa di manifestazioni sportive o durante i trasferimenti da o verso i luoghi in cui si
svolgono dette manifestazioni.
l'avere il colpevole commesso un  delitto non  colposo durante il periodo in cui era ammesso ad una misura alternativa  alla
detenzione in carcere;
ATTENUANTI comuni.

Attenuano il reato, quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze attenuanti speciali, le circostanze seguenti:
1) l’avere agito per motivi di particolare valore morale o sociale ;
2) l’aver agito in stato di ira, determinato da un fatto ingiusto altrui;
3) l’avere agito per suggestione di una folla in tumulto, quando non si tratta di riunioni o assembramenti vietati dalla legge o
dall’Autorità, e il colpevole non è delinquente o contravventore abituale o professionale, o delinquente per tendenza;
CAPITOLO VI
CONCORSO DI REATI

Concorso di reati — quando un soggetto violi più volte la legge penale e perciò è chiamato a rispondere di più
reati

Non ho concorso di reati quando la legge per un determinato reato racchiude in se altri reati

Quanto alla disciplina sanzionatoria del concorso di reati, sono concepibili in astratto tre sistemi:

- L’assorbimento, si applica solo la pena prevista per il reato più grave

- Il cumulo materiale, si applicano tante pene quanti sono i reati commessi

- Il cumulo giuridico, pena prevista per il reato più grave aumentata proporzionalmente alla gravità delle pene
previste per gli altri reati.

CONCORSO MATERIALE

Quando con omissioni o più azioni un soggetto viola più volte la stessa o differenti disposizioni di legge.

Omogeneo quando è violata più volte la stessa norma penale.

I reati commessi da un unico agente possono essere legati da particolari vincoli, che ne aumentano la gravità e
determinano un aumento di pena.

Legami aggravanti comuni:

- Ideologico, quando un reato è commesso allo scopo di eseguirne un altro. I reati hanno un vincolo nella finalità
cui convengono.

- Consequenziale, reato commesso per assicurarsi il prezzo, il prodotto, il profitto o l’impunità di un altro reato.
In tal caso un reato dipende dall’altro;

- Occasionale, la commissione di un reato offre l’occasione per commetterne un altro.

CONCORSO FORMALE (IDEALE)

Quando con un’unica azione od omissione si viola più volte la stessa o diverse leggi penali, commettendo più
reati.

Può essere:

- Eterogeneo, quando con una sola azione od omissione si violano diverse disposizioni di legge;

- Omogeneo, quando con una sola azione od omissione si compiono più violazioni della medesima disposizione
di legge.

REATO CONTINUATO

Requisiti:

- Pluralità di azioni od omissioni, anche se intervallate da un lungo asso di tempo;

- Pluralità di violazioni della stessa o di diverse disposizioni di legge;

- Il medesimo disegno criminoso (consiste nell’iniziale programmazione e deliberazione generica di una pluralità
di reati, diretti al conseguimento di un unico fine).

La pena che si applica è quella prevista per il concorso formale (pena prevista per il reato più grave aumentabile
fino a un terzo).

REATO COMPLESSO

quando la legge considera come elementi costitutivi o circostanze aggravanti di un <solo> reato fatti che
costituirebbero per se stessi reato.

Non si applicano le norme sul concorso poiché il reato complesso è considerato dalla legge come reato unico.

REATO ABITUALE
È abituale il reato che risulta dalla reiterazione nel tempo di più condotte identiche od omogenee.

Può consistere:

- Nella ripetizione delle condotte che, prese isolatamente, non costituirebbero reato (reato abituale proprio);

- Nella ripetizione di condotte che già di per sé costituiscono reato (reato abituale improprio).

CRITERI DI SOLUZIONE

Norma da applicare? In alcuni casi è la legge stessa a risolvere il problema. Qualora tali clausole non sussistano,
ovvero siano indeterminate, si pone il problema di individuare la norma applicabile al fatto concreto.

Dottrina attualmente prevalente — integra il principio di specialità con due ulteriori criteri:

1) Il criterio di sussidiarietà, secondo il quale la norma principale esclude l’applicazione della norma sussidiaria
(tutela un grado inferiore del medesimo interesse tutelato dalla norma principale)

2) Il criterio di consumazione o assorbimento, secondo il quale la norma consumante esclude l’applicazione


della norma consumata.

3) Terza soluzione— principio del < ne bis in idem sostanziale >, il quale, nel caso di concorso di norme,
vieta di porre più volte lo stesso fatto a carico del medesimo autore.

REATO PROGRESSIVO

si ricorre quando per la consumazione del reato è necessario talvolta < transitare > per la commissione di altre
condotte che costituirebbero reato, ma non sono punibili per il loro assorbimento nella progressione criminosa
versa il reato più grave.

CAPITOLO VII

CONCORSO DI PERSONE
Quando più persone concorrono nel medesimo reato , ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita.

Il concorso può essere:

- Necessario — si verifica nei casi di reati plurisoggettivo, che per sua natura, non può essere commesso che
da due o più persone. Disciplina norma parte speciale.

- Eventuale — ricorre per i reati che possono indifferentemente essere commessi da una o più persone.

D) ELEMENTO OGGETTIVO DEL CONCORSO

Esso è formato da:

- Una pluralità di agenti: almeno due soggetti.

- Una realizzazione dell’elemento oggettivo del reato: almeno uno dei concorrenti abbia realizzato il fatto
materiale previsto dalla norma incriminatrice.

- ciascun concorrente deve aver posto in essere un’azione od omissione, la cui mancanza avrebbe fatto si che
diverso sarebbe stato il comportamento degli altri concorrenti.

Forme di concorso

- Concorso morale, determinatore (colui che fa sorgere in altri un proposito criminoso prima non esistente) e
istigatore ( colui che rafforza od eccita un proposito criminoso già esistente).

- Concorso materiale, agevolatole (quando il concorrente si limita a fornire un ausilio materiale alla
preparazione od esecuzione del reato) ed esecutore ( colui che commette il fatto tipico).

ELEMENTO SOGGETTIVO DEL CONCORSO

Deve esistere un nesso psicologico tra ciascun concorrente e l’intero fatto realizzato.

- Concorso doloso Implica: coscienza e volontà di realizzare un fatto di reato, consapevolezza delle condotte
che altri intendono perseguire, conoscenza e volontà di contribuire con la propria condotta al verificarsi del
fatto criminoso.

- Cooperazione colposa. Esige: la non volontà di concorrere alla realizzazione del fatto criminoso , la volontà di
concorrere alla realizzazione della condotta contraria a regole cautelari, la previsione o prevedibilità ed
evitabilità dell’evento.

AUTORE MEDIATO — colui che si avvale della cooperazione di altri soggetti non punibili (non imputabili, immuni o
agenti senza dolo né colpa) come strumento materiale per commettere un reato.

AGENTE PROVOCATORE
È colui che spinge altre persone a commettere dei reati al fine di cogliere gli autori in flagranza o di farli scoprire e
punire. Spesso si tratta di appartenenti alle forze di polizia.

LA RESPONSABILITÀ DEL CONCORRENTE PER IL REATO DIVERSO DA QUELLO VOLUTO

Può accadere che, nell’eseguire il piano criminoso, taluno dei concorrenti commetta di propria iniziativa altro
reato < al posto > di quello voluto, o altro reato < oltre > quello voluto dagli altri operatori.

Se il reato commesso è più grave di quello voluto, la pena è diminuita riguardo a chi volle il reato meno grave».

CONCORSO NEL REATO PROPRIO E IL MUTAMENTO DEL TITOLO DI REATO

Art. 117 c.p. - Mutamento del titolo del reato per taluno dei concorrenti

«Se, per le condizioni o le qualità personali del colpevole, o per i rapporti fra il colpevole e l’offeso, muta il titolo
del reato per taluno di coloro che vi sono concorsi anche gli altri rispondono dello stesso reato.

peculato/appropriazione indebita — extraneus muta il titolo di reato intraneus responsabile reato proprio

LE CIRCOSTANZE DEL CONCORSO

Art. 112 La pena da infliggere per il reato commesso è aumentata: 1) se il numero delle persone, che sono
concorse nel reato, è di cinque o più, salvo che la legge disponga altrimenti; 2) per chi, anche fuori dei casi
preveduti dai due numeri seguenti, ha promosso od organizzato la cooperazione nel reato, ovvero diretto l’attività
delle persone che sono concorse nel reato medesimo; 3) per chi, nell’esercizio della sua autorità, direzione o
vigilanza, ha determinato a commettere il reato persone ad esso soggette; 4) per chi, fuori del caso preveduto
dall’articolo 111, ha determinato a commettere il reato un minore di anni 18 o una persona in stato d’infermità o di
deficienza psichica, ovvero si è comunque avvalso degli stessi nella commissione di un delitto per il quale è
previsto l’arresto in flagranza.

Art. 114 Il giudice, qualora ritenga che l’opera prestata da taluna delle persone che sono concorse nel reato a
norma degli articoli 110 e 113 abbia avuto minima importanza nella preparazione o nell’esecuzione del reato, può
diminuire la pena.

Tale disposizione non si applica nei casi indicati nell’articolo 112.

La pena può altresì essere diminuita per chi è stato determinato a commettere il reato o a cooperare nel reato,
quando concorrono le condizioni stabilite nei numeri 3 e 4 del primo comma e nel terzo comma dell’articolo 112.

DESISTENZA VOLONTARIA E PENTIMENTO OPEROSO DI UN CONCORRENTE 56


La desistenza volontaria in quanto causa soggettiva di estinzione del tentativo, non si estende agli altri
compartecipi.

Se il colpevole volontariamente desiste dall’azione, soggiace soltanto alla pena per gli atti compiuti, qualora
questi costituiscano per sè un reato diverso.

Il pentimento operoso, in quanto circostanza attenuante soggettiva, non si estende agli altri compartecipi.

Se volontariamente impedisce l’evento, soggiace alla pena stabilita per il delitto tentato, diminuita da un terzo alla
metà.

CAPITOLO VIII

IMPUTABILITÀ — PER POTER ESSERE SOTTOPOSTO A PENA CAPACITÀ DI INTENDERE (rendersi conto del
valore sociale) E DI VOLERE (idoneità a determinarsi in modo autonomo, resistere impulsi)

CAUSE CHE ESCLUDONO O DIMINUISCONO L’IMPUTABILITÀ

- MINORE ETÀ - fino 14 no intendere e volere - da 14 a 18 accertata

- INFERMITÀ MENTALE - malattia mentale presente al momento del reato - totale o parziale

- SORDOMUTISMO - no intendere e volere —tecnologia quindi capacità piena, non capacità (vizio totale di
mente), grandemente scemata (vizio parziale).

- UBRIACATEZZA — uso eccessivo bevande alcoliche se volontaria e preordinata si imputabilità

- INTOSSICAZIONE CRONICA ALCOL O STUPEFACENTI — uso prolungato — alterazione psichica — totale o


parziale

PERICOLOSITÀ CRIMINALE
Probabilità commettere reati.

4 forme:

- RECIDIVA — dopo esser condannato per un delitto non colposo ne commette un altro. Recidiva semplice,
aggravata (specifica, infraquinquennale, vera e finta prima o dopo esecuzione pena), reiterata

- ABITUALITÁ CRIMINOSA — chi con l’attività criminosa dimostra attitudine nel commetter reati —misure
sicurezza

- PROFESSIONALITÀ REATO — abituale + condanna + vive dei proventi crimini

- TENDENZA A DELINQUERE — Chi commette reati dolori e dimostri inclinazione al delitto

PENE E MISURE DI SICUREZZA


PENA sanzione giuridica irrogata dallo stato a carico di colui che ha violato un precetto della legge penale

Funzioni:

- PREVENZIONE GENERALE —impedire o diminuire numero di reati attraverso la minaccia della sanzione

- RETRIBUTIVA — castigare per ciò che si ha commesso

- RIEDUCATIVA — rieducazione e reinserimento reo società

- PREVENZIONE SPECIALE —mira ad impedire la recidiva

CARATTERI:

- Personale

- Disciplinata dalla legge

- È sempre applicata all’autore della violazione

- È proporzionata al reato

PENE PRINCIPALI

- ergastolo pena detentiva per l’intera durata della vita del condannato

- Reclusione pena detentiva temporanea da 15 gg a 24 anni

- Multa pena pecuniaria per i delitti

- Arresto pena detentiva temporanea per le contravvenzioni

- Ammenda pena pecuniaria per contravvenzioni

PENE SOSTITUTUVE

- Semidetenzione

- Libertà controllata

- Pena pecuniaria di specie corrispondente

MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE

Incidono sulla fase esecutiva della pena principale — tribunale sorveglianza

AFFIDAMENTO IN PROVA AI SERVIZI SOCIALI, SEMILIBERTA, LIBERAZIONE ANTICIPATA, DETENZIONE


DOMICILIARE

PENE ACCESSORIE
Funzione rafforzare la tutela penale — allontanare il condannato dall’esercizio di alcune funzioni o poteri per
evitare la recidiva

- interdizione dai pubblici uffici

- Estinzione del rapporto di impiego o di lavoro

- Decadenza o sospensione della podestà dei genitori

COMMISURAZIONE DELLA PENA


GIUDICE commisura pena entro limiti posti dalla legge . Legge fornisce parametri. Gravità reato, capacità a
delinquere, condizioni economiche.

Gravità si desume da

- gravità danno o pericolo cagionato

- Intensità dolo e colpa

- natura, specie, tempo e luogo e modalità azione

Capacità a delinquere:

- Motivi

- Precedenti penali e giudiziari

- Condotta contemporanea e successiva al reato

- Condizioni di vita

PUNIBILITÀ
Possibilità in concreto di irrogare la sanzione prevista per la violazione del precetto penale.

Tre elementi:

- commissione reato

- Assenza cause personali di esclusione della pena (immunità , non imputabilità)

- Presenza di condizioni obiettive di punibilità

CAUSE DI ESTINZIONE DELLA PUNIBILITÀ


Può estinguersi per

- cause di estinzione del reato

- Cause di estinzione della pena

Sono:

- MORTE DEL REO

- PRESCRIZIONE decorso di un lasso di tempo. Reato legge stabilisce invia generale ed astratta il tempo
necessario. Pena i termini decorrono dal momento in cui la sentenza è divenuta irrevocabile

- REMISSIONE DELLA QUERELA reato.onere spese processuali

- AMNISTIA. Atto clemenza. Stato rinuncia a punire certi reati

- INDULTO. Clemenza. Pena. No pene accessorie

- GRAZIA. Atto clemenza estinzione pena. Presidente. Condona del tutto o in parte la pena principale no
accessorie

- SOSPENSIONE CONDIZIONALE PENA. Reato. Condizione che entro un dei tempo non commette reati.
Altrimenti sconta la vecchia e nuova pena

- OBLAZIONE. REATO. Pagamento det somma. A discrezione del giudice. No abitualità

- LIBERAZIONE CONDIZIONALE. Pena sospesa per un det periodo, no reati si estingue segni ravvedimento

- RIABILITAZIONE. Estingue pene accessorie. Buona condotta costanza tre anni pena principale

- PERDONO GIUDIZIALE. Rinuncia al giudizio pronuncia di condanna < 18 anni no abituali reati minori

- MESSA IN PROVA. Pena principale no accessoria

MISURE DI SICUREZZA
Funzione di prevenzione generale positiva— scopo risocializzazione — negativa — evitare recidiva

Presupposti — pericolosità sociale realizzazione reato

Sono personali e patrimoniali

Personali:

- detentive: colonia agricola o casa lavoro, ricovero casa cura o ospedale psichiatrico giudiziario, riformatorio
giudiziario

- Non detentive: libertà vigilata, divieto soggiorno comuni, no frequentare osterie e spacci bel alcoliche,
espulsione straniero

Patrimoniali;

- cauzione di buona condotta presso cassa delle ammende

- Confisca

PENITENZIARIO
GOT GRUPPO DI OSSERVAZIONE E TRATTAMENTO

Gruppo allargato di cui fanno parte l’educatore, tutti coloro che interagiscono con il detenuto. Gruppo mobile a
seconda del trattamento. Educatore = segretario tecnico — coordina il gruppo

EQUIPE
Gruppo ristretto presieduto dal direttore dell’istituto o sostituto + educatore + assistente sociale + esperto +
ispettore comandante

Figure istituzionalmente competenti

DOCUMENTO DI SINTESI

Programma individualizzato compilato in 9 mesi di osservazione presenta il documento di sintesi attraverso il


quale viene individuato il programma rieducativo individuale

Informazioni inerenti trattamento ed evoluzione

Linguaggio no tecnicismi

Due parti:

1. Dati necessari alla comprensione del vissuto del soggetto — problemi personali, familiari lavorativi

2. Linee guida per interventi finalizzati alla risocializzazione

DIRITTI E DOVERI DETENUTI


- diritto alla salute

- Diritto allo studio — opportunità risocializzazione e rieducazione

- Diritto al culto —26 libertà di professare la propria fede, praticarne il culto. Assicurata celebrazione culto
cattolico - diritto ricevere ministro proprio culto

- Diritto alle relazioni familiari — visite + contatto telefonico - istituto vicino famiglia

- Diritto alimentazione sana

- Diritto permanenza aperto almeno 2 ore non meno di 1 giorno

- Diritto al lavoro sia interno che esterno

INGRESSO ISTITUTO
Diritto avvertire famigliari

Nominare difensori

Colloqui difensore

Prelievo impronte digitali e perquisizione

Consegnare oggetti valore

Visita medica e psicologica

MISURE PREMIALI
Permessi:
Concessi dal magistrato di sorveglianza permessi premio ai condannati no socialmente pericolosi. Condotta
regolare, espiata parte della pena. No + 15 giorni no + 45 anno.

Permessi necessità — imminente pericolo di vita familiare o convivente — giudice

Liberazione anticipata — magistrato sorveglianza — riduzione pena pari a 45 gg per ogni sei mesi di pena
espiata

MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE


- AFFIDAMNETO IN PROVA AL SERVIZIO SOCIALE - condanna < 3 anni + osservazione personalità affidato per
il periodo della pena UEPE ufficio esecuzione penale esterna. Tribunale concede

- DETENZIONE DOMICILIARE -no recidiva, no delinquente abituale, professionale o per tendenza — + 70 anni,
donna in gravidanza, madre o padre prole convivente < 10 anni , condizioni salute, < 21 anni

- SEMILIBERTA parte del giorno fuori istituto per lavoro, scuola, attività utili reinserimento sociale

- LIBERAZIONE CONDIZIONALE

- SOSPENSIONE PENA DETENTIVA PER TOSSICODIPENDENTI O ALCOL DIPENDENTI programma terapeutico


esito positivo e socio riabilitativo