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Cosa succede al corpo se si beve troppa acqua

Si chiama iperidratazione e, propio come la disidratazione, può essere pericolosa.


Ecco cosa succede quando al corpo quando l'acqua diventa troppa

Si ricorda sempre, e a ragione, quanto sia importante bere acqua a sufficienza. Lo


stato di disidratazione, infatti, è un rischio a volte molto subdolo e, soprattutto nel caso di
bambini e anziani, può diventare pericoloso.

Iperidratazione: significato
Ma anche la condizione diametralmente opposta, detta iperidratazione, porta con
sé numerosi rischi per la salute. In casi limite, infatti, bere troppa acqua può condurre a uno
stato di iponatriemia (o iposodiemia). Cos'è l'iponatriemia? Si tratta di un disturbo
elettrolitico in cui la concentrazione di sodio nel sangue è troppo bassa.

A indagare il fenomeno sono stati numerosi esperti, tra cui un'équipe dell'Università
della Virginia. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Clinical Journal of Sport Medicine: a
soffrire di iponatriemia sono soprattutto gli sportivi, ovvero coloro che rischiano di eccedere
con il consumo d'acqua.
Il consiglio degli esperti resta sempre lo stesso, ovvero di seguire le linee guida in
merito all'idratazione: si possono bere anche due litri di acqua al giorno, ma non tutti
insieme. L'indicazione è di bere spesso, "spalmando" la quantità di acqua lungo tutta la
giornata.
Ricordiamo, infine, che l'iperidratazione si verifica spesso anche ingerendo bevande
isotoniche (dedicate proprio agli sportivi o consumate in abbondanza quando fa molto
caldo).

Sto bevendo troppa acqua? Sintomi da tenere d'occhio


Nausea e vomito
Uno dei primi campanelli d'allarme, che segnala un eccessivo consumo di acqua, è la
sensazione marcata di nausea, accompagnata o meno da vomito. Questo tipo di condizione
non è così rara e, se trascurata o ignorata, può evolversi in qualcosa di ben più grave
arrivando a coinvolgere persino le cellule cerebrali.
A questo quadro può associarsi anche l'ascite, ovvero l'accumulo di liquidi nella
cavità addominale, e la sensazione di bocca secca e arsura (nonostante si sia bevuto molto).

Pressione bassa e svenimenti


Tra le conseguenze dell'iperidratazione, una delle più comuni è l'abbassamento della
pressione sanguigna. Infatti, alla riduzione della concentrazione di sodio nel sangue
corrisponde un abbassamento notevole e improvviso dei valori pressori. Tutto ciò,
ovviamente, si può associare a svenimenti, collasso e debolezza muscolare (a volte, con la
presenza di veri e propri crampi).
Ricordiamo che la condizione di iponatriemia si verifica quando nel plasma è
presente una concentrazione di sodio inferiore a 135 mmol/L.

Mal di testa e deficit di memoria


Quando si esagera con il consumo di acqua, non è raro che insorga un insolito mal di
testa, persistente e anche marcato. Spesso, questo sintomo si associa addirittura a deficit di
memoria più o meno importanti e a stati confusionali che spaventano.
A questo tipo di sintomatologia, già allarmante, si uniscono spesso riflessi rallentati,
tachicardia marcata e perdita del senso dell'orientamento. La sensazione percepita è quella
di una sorta di "disconnessione" corpo-mente.

Allucinazioni ed epilessia
Lo stato di iperidratazione e di iponatriemia, può portare anche conseguenze ancor
più gravi delle sopracitate. Per esempio, un accumulo eccessivo di liquidi nel plasma
potrebbe condurre a crisi epilettiche (anche in chi non soffre di epilessia) e a perdite
complete di conoscenza.
Inoltre, in casi estremi, l'iperidratazione può portare addirittura al coma e alla
morte. Anche se, è doveroso ricordarlo, questi ultimi casi-limite si sono verificati quasi
sempre tra gli sportivi professionisti (categoria maggiormente a rischio di iponatriemia).
I consigli per prevenire l'iperidratazione
L'intossicazione da acqua, secondo gli studi, sopraggiunge quando si assumono
grandi quantità di acqua (oltre 10 litri) in poche ore; in casi estremi è possibile che
sopraggiunga persino la morte. Perciò, per evitare qualsiasi rischio, è consigliabile non
superare 1-1,5 litri di acqua in un'ora e più in generale di assumere poca acqua per volta,
distribuita durante l'arco della giornata.
Anche dopo e durante l'attività fisica, la reidratazione deve avvenire con gradualità,
evitando di bere molta acqua in un periodo concentrato di tempo. È consigliabile inoltre
preferire acque mineralizzate o bevande isotoniche naturali.
Fonte: Donna Moderna