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FRANCESCO AGOSTINIS

GUIDA:
COSA HO IMPARATO DOPO
QUASI 10
MILIONI DI VISUALIZZAZIONI IN
2 ANNI SU LINKEDIN
Consigli pratici e strategici per migliorare ogni giorno

EDIZIONE 2020
INTRODUZIONE

Il 5 agosto deI 2018 ho anno ho deciso che investire solo su


Facebook, non era più sufficiente per il mio personal brand e volevo
provare a fare qualcosa di nuovo.

Ho deciso quindi di iniziare ad usare attivamente anche Linkedin in


quanto, con i suoi 675 milioni di utenti e il suo utilizzo personale
uniti alla mia esperienza, credevo potessero andare particolarmente
d’accordo.

Non è stato semplicissimo, soprattutto all’inizio ma, anche in questo


caso, la costanza e la perseveranza hanno portato risultati evidenti
ed eccellenti

Visto quello che ho ottenuto ho deciso di scrivere questa guida (nel


2019) e di aggiornarla (nel 2020).

Senza presunzione, ma con grande gioia di condividere quanto ho


appreso per fare in modo che anche altri possano iniziare a
migliorare ogni giorno.

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Partiamo dalla fine:
quali sono stati i numeri di questo anno ?

I dati qui sopra, si riferiscono allo scorso anno sono stati ottenuti
utilizzando Shield App: un sistema di analytics esterno a Linkedin
all'epoca ottimale, ma non sempre preciso in quanto tende a
perdere i dati di alcuni post (nel mio caso anche dei 3 top
performer degli ultimi 6 mesi, che trovi facilmente cercando qui -->

https://www.linkedin.com/in/francescoagostinis/detail/recent-
activity/shares/).

Li correggo aggiornandoli alla data di oggi (Agosto 2020)dopo aver


fatto un’analisi più precisa con i dati reali:

Reach/Copertura: circa 9.5 milioni di views (più una parte non


stimabile perchè le Video views sono conteggiate in base a chi
guarda il video, non in base alle impressions come succede con i
post, inoltre mancano alcuni post).
Likes: circa 550000
Comments: circa 900
Eng Rate: 2,5% (non lo posso stimare per i post che mancano).
Post: 555

Come vedi, a mio avviso sono numeri particolarmente significativi


tenendo conto che, di fatto, partivo da poco più di zero (2500
connessioni) su Linkedin, ma un buon personal brand su altre
piattaforme.
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Oltre a questi dati, ho raggiunto ad oggi (11/9/2020),
19103 connessioni + 2971 in attesa di valutazione e
circa 1500 scartate perchè non in target.

In questa guida, ti spiego come ho fatto a raggiungere questi


traguardi sia dal punto di vista pratico che dal punto di vista
strategico.

DISCLAIMER: tutto quello che troverai scritto in questa guida è


frutto dei miei test personali NON è legge e NON è sempre
efficace.
Io non sono un utente normale della piattaforma perchè ho una
grande presenza online in altri luoghi e community che mi seguono
costantemente anche altrove, il che rende tutto più rapido quando
si vuole approcciare ad un nuovo social.

Tuttavia, sono abbastanza convinto che funzioni: i miei numeri lo


testimoniano e quindi sono felice di condividerlo con te.

Se troverai delle inesattezze, degli errori o vuoi aggiungere


qualcosa, scrivimelo pure su Linkedin, sarò felice di saperlo!

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La partenza
Innanzitutto, ho cercato di fare un numero importante di test
differenti, così da capire quali contenuti piacciono di più alla mia
audience e quali portano più copertura.

Infatti sono partito da questo presupposto: poichè un like/reaction


su Linkedin equivale ad un consiglio dato alla propria rete e quindi
dà più visibilità ad un mio post, devo trovare il giusto mix tra i vari
topic così da accontentare sia chi mi segue già, sia chi è connesso a
loro.

Per perseguire questo scopo, devo quindi ragionare con un’ottica di


tipo principalmente Inbound Marketing.

Cosa significa?

Devo creare contenuti per tutte le fasi del “processo di


avvicinamento al mio brand” di ogni potenziale utente.

Devo, in altre parole, creare quella che Ryan Deiss definisce una
“Social selling machine”.

Nello specifico, ho capito che devo creare contenuti principalmente


di 3 tipi:
- contenuti per utenti che non mi conoscono e che li possano
incuriosire
- contenuti per utenti che mi conoscono e mio seguono ma che
ancora non hanno interagito con me lato business
- contenuti per potenziali clienti e per clienti passati già presenti
nella mia rete

A questi poi si aggiungono, raramente, contenuti di vendita (vedi


prossima pagina).

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L’ho rappresentato come un imbuto, sebbene non sia
necessariamente la forma più adatta.

Potrebbe essere un cerchio o un infinito, in quanto chi segue i


contenuti di vendita, alimenta anche il traffico dei contenuti per
utenti che non mi conoscono, facendo da referral, grazie alle sue
condivisioni/commenti/consiglia.

La forma tuttavia non conta, conta il contenuto, come con le


persone.

Meglio una persona intelligente e stimolante ma non bellissima,


che una esteticamente perfetta ma stupida come un sasso, no?

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Andiamo quindi ad analizzare tutte le varie parti di questo sistema e
i tipi di contenuti.

Al momento su Linkedin si possono postare questi tipi di contenuti:


Post testuali
Post con Video
Post Multifoto
Post con foto singole
Documenti PDF
Articoli
Link ad articoli esterni

Dal punto di vista algoritmico, ho osservato dai miei test, che i post
che in questo momento ottengono maggiore visibilità sono, in
ordine di reach potenziale (ATTENZIONE, L'ELENCO E'
CAMBIATO RISPETTO AL 2019):

Post testuali
Documenti PDF
Post con Video
Post con foto singole
Post con multifoto
Articoli
Link ad articoli esterni e repost

Se ci pensi, è anche abbastanza ovvio.

Tutti i post che portano interazioni più facili, hanno più visibilità,
come più o meno in tutti i social.

Se guardassimo solo le vanity metrics, quindi la copertura e i like,


faremmo solo post testuali (magari un po' polemici) e presentazioni
PDF.

Questa sarebbe però un’enorme fesseria (segue nella prossima


pagina).

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E' una fesseria perchè, dopo anni di studi sul marketing, ho capito
che dobbiamo dare i contenuti adatti ai nostri utenti, non agli
algoritmi.

Ci sono alcuni nostri followers che amano più i video, altri che
amano più le immagini, altri che leggono volentieri contenuti
testuali, altri che vogliono solo notizie.

Insomma, più si alzano i numeri più aumenta la varianza all'interno


dell'insieme dei nostri utenti, quindi dobbiamo essere pronti noi
stessi a variare il tipo di contenuto costantemente.

È un lavoro lungo, costante e, soprattutto, molto complesso in fase


iniziale, ma vi posso assicurare che ne vale la pena (alla fine di
questa guida vi dico cosa ho ottenuto, oltre alle vanity metrics).
Servono analisi, pazienza e tanta capacità di capire cosa ci succede
attorno, cosa non banale.

Proseguendo con il discorso legato al tipo di contenuti, questo è


come io li divido tra le varie fasi del processo che vi ho descritto
poco fa:

- Fase iniziale (awareness): Post testuali ben scritti, PDF, Video


potenzialmente virali, immagini ad effetto (es. campagne
pubblicitarie ben riuscite o grafici/tabelle interessanti).
Questi contenuti tenderanno ad avere una distribuzione sui feed
molto più rapida, quindi una reach maggiore e allo stesso tempo
dureranno per molto tempo (un video d’impatto con una bella
caption, è valido adesso come tra 8 mesi).

- Fase intermedia: Post con foto di eventi a cui partecipo, Post con
riflessioni su quello che mi accade e newsjacking, post che
spieghino meglio la mia visione del mondo ai miei lettori e articoli
contenenti sia tecnicismi che interviste con altri professionisti.
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Utilizzare le interviste ha un doppio valore:
1) presenti alla tua audience dei professionisti, le loro idee e le loro
esperienze qualificandoli e, allo stesso tempo, qualificandoti come
esperto.
2) ottieni visibilità dall’audience dell’intervistato e accresci la tua
popolarità.
Non è nulla di nuovo per chi fa marketing online, ma a mio avviso è
veramente utile.
Cerco di fare quante più interviste possibile e questo mi aiuta a
crescere (se volete intervistarmi, contattatemi, rispondo sempre
volentieri a questo tipo di inviti).

- Fase finale del processo: parlo di quello che faccio io dal punto di
vista business, della mia azienda, dei risultati dei miei clienti, di ciò
che imparo ogni giorno.
Non parlo mai di prodotto o servizio che vendo a livello
commerciale, ma ne faccio nascere la necessità.
A questo scopo, sono utili tutti i tipi di contenuti ma li dobbiamo
gestire in modo da essere facilmente fruibili, quindi dobbiamo
variarne il formato con costanza.

Su Linkedin, come su Facebook, non si vende ma si fa comprare.

E per far comprare c’è necessità di creare un sistema che ci faccia


apprezzare, conoscere e vedere con costanza.

Il personal branding è questo, finalizzandolo però alla "vendita"


figurata della propria professionalità e della propria persona.

Più ci si lavora, più si ottengono risultati. Più si ottengono risultati,


più si guadagna, più ci si deve impegnare.

È un circolo infinito, ma con un potenziale straordinario.

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Dal punto di vista dei contenuti, quelli che vedo essere più efficaci
sono:
- Contenuti ispirazionali: video e immagini che attirano
facilmente l’attenzione
- Contenuti informativi gratuiti: Post e Pdf dove si spiegano i
processi per ottenere determinati risultati e guide pratiche per
risolvere problemi di tutti i giorni (es. guida a come integrare
Whatsapp a Facebook ads o guida a per evitare problemi con
Facebook messenger).
- Contenuti di vita quotidiana e news: Post in cui si parla di
novità e di cose che osservo ogni giorno (es. se viaggio e vedo
qualcosa di interessante, lo condivido. I social son pur sempre
luoghi dove le persone si fanno i fatti degli altri e ce lo
dobbiamo ricordare).
- Post controversi/Opinioni: Post in cui si prende un
argomento e lo si declina secondo la propria opinione
chiedendo feedback ai lettori.

Tutti i contenuti vanno poi categorizzati utilizzando degli hashtag


scelti con cura.

Io cerco di metterne uno o due relativi all’argomento del post e un


paio più o meno vicini a me (c’è chi consiglia anche di crearsi un
proprio Hashtag personale, cosa che sinceramente mi pare un po’
autocelebrativa, ma probabilmente è funzionale allo scopo).

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A cosa servono gli hashtag?

Ad essere trovati da chi cerca contenuti simili, ad ottimizzare


l’algoritmo di delivery della piattaforma e a far capire l’argomento
del post ai vostri utenti (se li mettete all’inizio, cosa che io non
faccio per scelta stilistica).
Con la giusta scelta di tag, potreste ottenere questo:

Se finite in trending topic, la visibilità del vostro post sarà massima


e quindi otterrete potenzialmente più interazione, con tutto quello
che ne consegue (reach, connessioni, messaggi etc).

Una volta capito tutto questo, dobbiamo passare ad un’altra parte


importante: quando pubblicare i contenuti.

Non esistono delle situazioni universalmente valide e ti spiego il


perchè: ogni rete è diversa, ogni personal brand è differente, gli
algoritmi cambiano abbastanza spesso è differente e quindi l’unico
modo è fare dei test e capire quali sono i migliori momenti per noi
per pubblicare.

Personalmente ho individuato questo:

- Momenti migliori: Lunedì mattina, Mercoledì ora di pranzo,


Venerdì appena dopo pranzo
- Momenti peggiori: Sabato e Domenica mattina

Tuttavia, se il post è buono, funzionerà indipendentemente dalla


data in cui esce.
Il mio top performer di sempre (1milione e 100mila views) l'ho
fatto partire di domenica mattina, ad esempio.
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Ci tengo a ricordare che sono solo test empirici, quindi non è detto
che siano veritieri, tanto che continuerò a postare e testare in
diversi momenti anche io.

La cosa più importante però è la COSTANZA.


Se pubblichi poco (meno di due contenuti a settimana) nessuno si
accorgerà di te, o meglio, perderai opportunità perché chi ti
apprezza avrà pochi contenuti tuoi da seguire e chi invece non ti
conosce avrà poche possibilità di vedere un vostro post.
Inoltre, la variabile fondamentale per il marketing è la FREQUENZA,
cioè quanto spesso ti vede un potenziale cliente. Se non pubblichi
mai, sarà bassa e perderai clienti.

In altre parole, rischi per pigrizia di farti male da solo.


Io fossi in te, eviterei.

Altro fattore importante: non usare tool di pubblicazione esterni


per il tuo profilo personale.

Tagliano la reach (copertura organica) anche del 50% e quindi rischi


di sprecare il tuo lavoro.

Piuttosto prepara prima i contenuti e poi semplicemente fissati un


alert e incollali semplicemente.
Se non mi credi, prova e capirai cosa intendo (questo vale per tutti i
social).

Passiamo quindi a ragionare su come trovare sempre qualcosa da


dire online, in altre parole a come fare dei contenuti di valore.

Io utilizzo un metodo molto semplice, che ho definito “Sponge &


Pick method”.

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Io utilizzo un metodo molto semplice, che ho definito “Sponge &
Pick method”.

Funziona così:

- leggo costantemente post, articoli e discussioni online.


Prediligo come fonti i blog e magazine di alto livello (Adweek,
Retaildive, Modernretail, Zest.is, Business of Fashion, Adage, Vogue
Business), Tool online (Buzzsumo ad esempio), Gruppi Facebook (le
community forniscono sempre tantissimi spunti).
Io ho la fortuna di gestirne una enorme Facebook Advanced
Marketers e trovo sempre grande ispirazione) e discussioni su
Linkedin + Post di persone che stimo.

Investo in questa fase circa 60 minuti al giorno, divisi tra prima


mattina, dopo pranzo e serata.
Questa parte amo definirla SPONGE in quanto assorbo contenuti di
ogni tipo e li rielaboro mentalmente.

- Seleziono i post migliori e me li salvo.

Uso principalmente due strumenti: Pocket per gli articoli, così da


averli sempre con me e poterli catalogare (uso come tag un sistema
basato sull’importanza del contenuto e sul tipo dello stesso) e l’app
Note del mio Iphone per salvarmi i post che mi piacciono di più.
A volte uso anche Google Keep, che su Android è molto efficace.

Questa parte la chiamo PICK.

Utilizzando questo sistema ottengo questi vantaggi:


- sto sempre aggiornato su ciò che succede
- ho sempre un database di potenziali post efficaci
- ho uno storico dei post e delle mie ricerche
- riesco a mantenere un ritmo di posting elevato.
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La difficoltà sta solo nell’iniziare a metterlo in pratica, ma vedrai che
non è così complesso perchè è allenabile e i contenuti interessanti
portano altri contenuti interessanti, idem una rete migliore e più
ampia.
E' solo e soltanto questione di curiosità.

Un’altra tecnica che utilizzo è quella di leggere tanti


libri/saggi/contenuti, sia online che offline e salvarmi le frasi che mi
piacciono di più.

Consiglio per fare questo l’utilizzo di app come Scribd e Blinklist,


che in pochi minuti al giorno vi può dare degli enormi stimoli.

Per chiudere il discorso contenuti, voglio darti un’ultima dritta: devi


essere AUTENTICO.

In altre parole, devi far capire chi sei e chi vuoi essere da ciò che
pubblichi.
Chi ti legge deve capirlo, deve vedere un vantaggio nel seguirti e
soprattutto, non deve vedere post triti e ritriti sulla tua bacheca. Il
già visto è banale, meglio ricordarlo sempre.

Se trovi un contenuto che ti piace, rielaborane almeno la parte di


copy.

Non fare dei banali copia e incolla e cerca di comunicare con


autorevolezza e consapevolezza.

So che è difficile, ma in un social professionale solo i migliori


emergono e i migliori sono coloro che i contenuti li creano, non chi
li riposta e basta a mio avviso.

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Se vogliamo eccellere, dobbiamo fornire valore molto maggiore di
quello che un utente medio della piattaforma sarebbe in grado di
dare ma, soprattutto, si aspetterebbe di vedere.

So che sembra un discorso in parte classista, ma alla fine, chi è


visibile è la minoranza e il motivo è proprio quello che vi ho scritto
qui sopra: chi si impegna, emerge, gli altri copiano.

Non è necessariamente un male, ma di fatto il sistema funziona così.


Finita la parte di contenuti, ti voglio dare alcuni consigli sulla parte di
gestione del tuo profilo che io ho ho utilizzato e che ritengo efficaci.

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Parte 1:
l’impostazione del profilo.
Disclaimer: Non sono un tecnico, ma un marketer. Per questo motivo non ti
dirò come fare una cosa, ma cercherò di spiegarti cosa fare e perché.
Il come dipende da te e lo puoi apprendere semplicemente osservando e
valutando cosa ti succede intorno (vedi Sponge + Pick).

La prima cosa che vede un utente, statisticamente, dopo un tuo


contenuto, è il tuo profilo: cerca di curarlo in base a quello che
queste persone cercano.
Devi essere Marketer anche in questo, quindi devi impostarlo
come se fosse una landing page.

Serve una unique selling proposition (da inserire nel vostro About),
serve mostrare cosa fai e come (elenco delle vostre capacità e
attività lavorative), serve della riprova sociale (Skills ed
Endorsement) e serve che tutto questo sia semplice, chiaro e dritto
al punto.

Le persone hanno poca attenzione da dedicarti, quindi devi sfruttare


i loro pochi secondi di considerazione per lasciare un segno.

Il mio profilo lo trovi qui


https://www.linkedin.com/in/francescoagostinis/

Quello che posso consigliarti è di non provare a vendere, ma di


concentrarti sull’interessare il lettore. In questo modo attirerai solo
coloro che sono veramente interessati a te e ti danno la giusta
attenzione, non sono gli opportunity seekers.
Ad alcuni, come me ad esempio, un approccio commerciale a freddo
spaventa e infastidisce. Ricordalo quando crei la tua descrizione.

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Parte 2:
la rete e le connessioni

Avere una rete in target e abbastanza ampia è fondamentale.


Gli utenti che ti seguono e che, potenzialmente sono interessati a
quello che fai e scrivi, sono coloro che decreteranno il tuo successo
o la tua sconfitta.

Devi cercare di curarla al massimo, attirando profili in target con te e


aggiungendone altri.

Ecco alcuni miei consigli in merito:


1) Partecipa attivamente alle discussioni sui post di altri utenti
(meglio se in target) e cerca di essere polarizzante, cioè di far
sentire in modo chiaro e diretto la tua posizione. E’ un social, le
persone amano schierarsi. Coloro che si schiereranno dalla tua
parte, vedrai che ti aggiungeranno ai loro contatti (riprenderemo
questo discorso tra un po').
2) Aggiungi alla tua rete utenti in target e cerca una prima
interazione soft con loro: puoi usare la funzione search di
Linkedin per individuare le persone in target con te e man mano
aggiungerle.

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Se vuoi persone con ruoli precisi, puoi anche usare il filtro TITLE e
mettere il ruolo di chi stai cercando (es: Digital strategist) ma fai
attenzione che molti non lo inseriscono direttamente.

Quello che otterrai è una lista come questa:

Una volta aggiunte, ti consiglio di scrivere un messaggio di


presentazione ingaggiante e assolutamente non commerciale.

Es. “Ciao xxxx, sono Francesco Agostinis. Ho visto che ti occupi di


xxxx e ho trovato il tuo profilo interessante. Mi piacerebbe entrare
in connessione con te”.

Evita messaggi commerciali in stile Cold Call, tipo “Ciao XXX, ho un


software che fa questo, è incredibile, dovresti provarlo” perchè la
pubblicità a freddo non piace a nessuno e ottenete solo fastidio
per chi legge e pochissimi risultati.

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Puoi anche provare ad automatizzare tutto questo, con tool tipo
Leonard o One2lead o molti altri (ne nascono ogni giorno).

Se possibile però evita per questi due motivi:


- siete a rischio ban da parte di Linkedin, in quanto fuori TOS
- meglio una rete piccola e attiva che una grande e con zero
interazione perchè troppo ampia.
Ricorda sempre che è più facile prendere 100 euro da 1000
persone che 10 da 10000.
Insomma, non è una gara a chi ce l'ha più lungo, ma a chi lo sa
utilizzare meglio.

Dal mio punto di vista, la rete è come una community.


Ci saranno gli utenti attivi, quelli poco attenti, quelli che ti faranno
1000 domande, i polemici, gli osservatori silenziosi (leggono tutto
ma non commentano) e tante altre categorie.

È fondamentale saperli riconoscere e non basare tutta la nostra


attività sulle kpi (reach, commenti, ctr), ma porre grande attenzione
alla qualità della stessa.

Ti faccio un esempio: moltissimi "digital influencers Italiani"


seguono i miei contenuti su Linkedin, ma non si sognerebbero mai
di mettere un mi piace o un commento, in quanto potrebbe creare
loro delle situazioni in più da gestire lato personal brand.

Lo so perché me lo dicono quando ci vediamo dal vivo e discutiamo


di alcuni contenuti.
Questi utenti, sono ottimi perchè ti permettono di avere uno
sguardo qualificato ai tuoi content, ma pessimi per le KPI.

Tuttavia, ci vogliono e quindi è importante averli nella propria rete.

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Parte 3:
la gestione delle interazioni

Ultima parte di questa analisi di comportamento la riservo alla


gestione delle interazioni.

Cosa intendo?
Semplice: come interagire in modo corretto e coerente su questo social.

La mia esperienza, mi ha permesso di creare delle categorie di


azione abbastanza definite:
- interazioni su post altrui: possiamo sfruttare la reach dei post
di altri utenti, aumentando la nostra autorevolezza e allo stesso
tempo la visibilità del post stesso. Questo aumenta in modo
drastico i punti di contatto potenziali tra voi e un’audience a
target.

Sembra un discorso complesso, ma sono sicuro che a questo punto della


guida puoi capire da solo come affrontarlo (altrimenti scrivimi che ti aiuto
volentieri).

- interazioni sui propri post: cerca di rispondere a tutti i


commenti, stimolando una conversazione. Più commenti = più
reach = più punti di contatto con l’audience = maggiore
percezione del tuo brand.

Devi essere sempre positivo e/o deciso e non aver paura di discutere. Le
discussioni polarizzano, quindi se ben gestite aiutano.

- Like e reaction: se vedi un contenuto che ti piace, consiglialo.


In questo modo finirai sulle bacheche di chi ti segue una volta in
più e magari potrai anche creare delle connessioni con gli autori
dei post che apprezzerai, cosa sempre utile.

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Bene, arriviamo alla fase finale di questa guida.

Voglio condividere con te un po’ di mie analisi e un po’ di traguardi


che ho raggiunto grazie a Linkedin.

Lato analisi voglio condividere quello che la piattaforma indica


come algoritmo di delivery principale.

Come vedi, la qualità e le interazioni sono fondamentali per avere una


distribuzione continua dei propri contenuti.

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Le variabili le vedi nella pagina precedente.

Io cerco però di aggiungere un po’ di dati miei personali a questo:


- ogni like che riceverai porterà la reach a salire in modo
proporzionale (circa + 100 impression nel breve) fino ai 1000 like
sul post, più che proporzionale successivamente (è una sorta di
volano, più velocità prendi, più va veloce).
- ogni commento che riceverai porterà reach e visibilità in target.
- ogni condivisione porterà valore al tuo brand e un aumento di
visibilità che dipenderà da chi interagisce con te.

Più interazione = più impression vale anche per i post vecchi, non
solo per i post appena postati.
Potrai osservare post che ricominciano a girare dopo mesi, il che
vuol dire che la qualità su questo social è, in qualche modo,
premiata.

Non serve fare sempre una reach crescente, serve però fare sempre
buoni contenuti.
Lo score del tuo profilo, chiamato SSI, lo trovi qui -->
https://www.linkedin.com/sales/ssi, dipende da tanti fattori
Uno di questi è anche la costanza.

Il mio è abbastanza alto (75 al momento, in calo rispetto all'anno


scorso perché ho alzato notevolmente la qualità della mia rete ed è
un dato relativo ), ma sono sicuro di poter fare di meglio e mi
impegnerò per questo.

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Finisco, questa volta per davvero con i risultati.

Grazie a Linkedin ho ottenuto:


- circa 250ore di ore di consulenza ben pagate
- la possibilità di insegnare in diverse Università italiane.
- L’invito a fare da speaker per alcuni degli eventi più grandi e
importanti d’Italia del mio settore
- L’invito ad alcuni eventi esclusivi. Una buona serie di interviste,
circa una centinaio (grazie anche al Lockdown)
- 20 clienti da inizio 2020 (valore medio 10/12 k euro)
- Una rete che, statisticamente, mi stima, che è la cosa più
importante.
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Siamo alle battute finali.
Spero che questa guida ti sia stata utile.

Se ti è piaciuta:
- connettiti con me su Linkedin ->
https://www.linkedin.com/in/francescoagostinis/
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- Mandami un messaggio con le tue impressioni (Su Facebook o su
Linkedin)
- Commenta i miei post (tra cui quello su questa guida che troverai
sul mio profilo)
- Contattami se hai bisogno di me.

Ma soprattutto METTILA IN PRATICA e fammi sapere come è


andata.

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A PRESTO

FRANCESCO AGOSTINIS

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