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TRATTATO DI ALCHIMIA SESSUALE

Di SAMAEL AUN WEOR

KALKI AVATARA DELLA NUOVA ERA DELL’ACQUARIO

Terza Edizione

Prologo al libro “ALCHIMIA SESSUALE”

Presentiamo ai nostri lettori una nuova opera del poderoso AVATARA DELL’ACQUARIO e
Maestro dei più grandi misteri SAMAEL AUN WEOR che viene ad aggiungersi al già
voluminoso numero dei suoi libri, nei quali sta portando all’umanità l’essenza della dottrina
che nella prossima epoca andrà a rimpiazzare le obsolete e inusitate teorie pseudo-
religiose che fino ad oggi si sono impradonite della mente e del cuore degli uomini.
Questa, apparentemente nuova anche se antichissima dottrina, è la pura essenza degli
insegnamenti gesucristiani che, per quattordici secoli, sono rimasti nascosti, velati dal
fariseismo della setta religiosa che ha primeggiato nel mondo cattolico dal primo Concilio
ecumenico di NICEA, all’interno del quale ebbe supremazia l’interesse dei teologi della
chiesa cattolica sulla pura e vera essenza delle dottrine dei primitivi cristiani. E nessuno
meglio e più autorizzato restauratore della vecchia religione GNOSTICO-CRISTIANA che
il Maestro SAMAEL AUN WEOR, poiché in lui si riassumono tutti gli attributi del vero
apostolo: purezza di principi, purezza di intenzioni e purezza del cuore.

Questo libro è l’interpretazione esoterica dei grandi Misteri Egizi raccolti nel libro intitolato
“IL LIBRO DEI MORTI”, le cui origini risalgono alla notte dei tempi e che è, a maniera
dell’Apocalisse dei Cristiani, il libro cabalistico della iniziazione tebana. Il Maestro
SAMAEL AUN WEOR ha voluto portarci l’adattamento moderno della scienza occulta
eliopolitana per mostrarci la diretta relazione che esiste tra antico e moderno. Il vecchio
aforisma “non c’è nulla di nuovo sotto il sole” è assolutamente reale e il Maestro ce lo sta
dimostrando. E già è un assioma accettato all’unanimità che non c’è nessuno che possa
uguagliare la sua capacità interpretativa delle antiche letterature religiose. L’”Apocalisse”
già fu da lui interpretato. Ora il turno tocca a “Il Libro dei Morti”, volgarizzato in “ALCHIMIA
SESSUALE”.

Al fine di dare al lettore un’idea precisa del contenuto di questa opera, ci siamo esposti, a
grandi rischi, a proporre un sunto dell’origine e della concezione spirituale della opera
originale. Vari commentatori di “Il Libro dei Morti” tra i quali il saggio egittologo Bunsen,
sostiene che le orazioni e gli inni di questo libro datano la dinastia “premenista” (anteriore
a Menes) di Abydos, probabilmente tra il 4.500 e il 3.500 A.C. Bunsen sostiene che la
ricapitolazione si riporta all’anno 3.059 del regno di Menes o stabilimento dellimpero
nazionale, prima della quale epoca si conosceva il culto di OSIRIS e altre divinità della
mitologia egizia. D’altra parte, la signora H. P. Blavastzky sostiene che Bunsen ci porta
molto più indietro dei 4.000 anni calcolati dalla Bibbia all’attuale era del mondo, e che gli
inni corrispondenti a questa antichissima era, già troviamo precetti morali identici nel fondo
e molto simili nella forma alla dottrina esposta da Gesù nel Sermone della Montagna, così
si stacca dalla esaminazione dei più eminenti egittologi. Concretamente, dice Bunsens,
“Le iscrizioni delle XII dinastie abbondano di formule rituali corrispondenti a tempi assai
primitivi, così come si vedono estratti dai libri ermetici nei monumenti delle prime Dinastie.
Da queste iscrizioni si deduce che per gli egizi il primo fondamento della pietà consiste nel
dare da mangiare all’affamato, da bere all’assetato, da vestire a colui che è nudo, e nel
seppellire i morti”.

L’uso di imbalsamare i morti risale da prima dell’anno 4.300 a. C., secondo l’egittologo
spagnolo Larraya. Da quella remota data, gli egizi preparavano il cadavere con sale, soda,
resine, pece e altre sostanze analoghe, con il fine di preservarlo dalla putrefazione. Più
tardi, dai secoli XX a XXII a. C. incominciarono a perfezionare l’arte meravigliosa della
mummificazione che oggi ammiriamo nei sarcofaghi dei faraoni. Questo costume seguiva,
non solamente il desiderio di conservare incorruttibile per il maggior tempo possibile il
cadavere degli esseri amati, ma anche la credenza religiosa per cui stare bene nell’Aldilà
dipendeva dalla sorte del corpo che lo spirito aveva occupato in questo mondo. Questo
uso di imbalsamare i suoi morti rimase in Egitto circa 5000 anni, fino alla scomparsa
causata dalla conquista mussulmana nel secolo VII della nostra era.

Gli egizi credevano che la vita dell’oltretomba fosse simile a quella terrena e che il corpo
fisico dovesse conservarsi intatto perché potesse compiere le sue funzioni naturali e
potesse soddisfare il suo desiderio una volta assolto il requisito di conservare integri i suoi
membri. Nelle agiografie dalla V dinastia in avanti vediamo che gli egizi comparavano
costantemente il morto con il Dio OSIRIS, e nella maggior parte delle volte il morto
assume il Suo nome oltre a quello che gli è proprio. OSIRIS era considerato sovrano dei
defunti, in comunione con questi, quasi un alter-ego. Il morto richiede, con suppliche
reiterate, che gli immortali realizzino con lui la stessa cosa che fecero con Osiris.

La leggenda di OSIRIS è riferita così da Plutarco: OSIRIS fu assassinato da TIFON-SET


che avrebbe diviso il suo cadavere in quattordici pezzi sparsi per la terra. Sua sorella e
sposa ISIS li cercò sconsolata fino a trovarli tutti, si unì con lui e concepì HORUS, che
battagliò con TIFON fino a vendicare suo padre. Morto OSIRIS si cambiò in monarca e in
Dio del mondo basso o sotterraneo. Da qui parte la credenza egizia per la quale il morto
ha piena fede nella sua vita futura a condizione che il suo corpo sia rispettato.
La mitologia egizia collocava OSIRIS sopra un un piedistallo oblungo, dietro il quale
solevano situarsi ISIS e NEFTIS, e davanti, sopra un loto, i quattro figli di HORUS (o di
Osiris); MESTHA, dalla testa umana, HAPI, con testa di scimmia, TUAMAUTEF, con
quella di sciacallo e QUEBHSENUF, con quella di falco.

Ora, alcune spiegazioni di più sulle idee egizie in relazione con le parti costitutive
dell’individuo, fisiche, mentali e spirituali. In questa classificazione seguiremo l’egittologo
Juan A. Larraya:
Il corpo corruttibile, che si conservava solo imbalsamato, si chiamava JAT e lo
possedevano tanto i mortali come gli immortali. Una volta interrato con le cerimonie e le
orazioni prescritte, poteva emanare il SAHU o corpo spirituale, che saliva in cielo e viveva
con i divini. Da qui viene che le mummie si conservavano non perché si aspettasse la sua
resurrezione, ma poiché si credeva che il SAHU dovesse germinare in quelle.
Le offerte di vivande e bibite erano destinate al KA del morto. Questo KA si deve intendere
come “doppio” (corpo di desideri o, nelle tesi occultiste, “spirito”). Era una personalità
astratta, godeva di tutti gli attributi umani e vagava a volontà, sebbene il suo posto logico
fosse la tomba, al lato del cadavere. Mangiava e beveva e gli si preparava nel sepolcro
una stanzetta con un orifizio perché potesse percepire l’aroma dell’incenso e degli altri
doni.
La BA o ANIMA si relazionava con il “doppio” o KA. Alcuni testi affermano che il morto
compartiva le vivande con questi ultimi; altri sostengono che ascendeva al cielo per vivere
con RA e altri beati. Non era materiale però sì tangibile e la simbolizzava un falco con
testa umana. Poteva uscire dal cielo per visitare il suo cadavere e assumere qualsiasi
forma.
Il BHA o cuore, possedeva alcune delle caratteristiche del BA. In lui si situava il soffio
vitale e il bene e il male dell’uomo. Nel Giudizio si sottometteva a essere pesato nella
bilancia.
La JAIBIT o ombra si nutriva anche leri degli alimenti del KA e come questi, la sua
esistenza era indipendente dal corpo; si muoveva e deambulava secondo i suoi capricci.
Il JU o “brillante”, pellicola o coperta translucida dell’essere spirituale che si riuniva con gli
deinel cielo ed è sempre menzionato allo stesso tempodell’anima o BA.
Il SEJEM o elemento che viene nominato BA o, con questa e il KA, significa “forma” o
“statua” o “potere”, come se gli egizi avessero concepito che il potere o la forza vitale
accompagnano l’uomo in cielo.
Il REN, ultimo attributo della creatura umana o nome del defunto, che era molto curato
dagli egizi, poiché credevano che se il nome si cancellava il suo proprietario cessava di
esistere.
Tutti questi elementi formavano una unità, l’essere spirituale che aveva origine dal JAT.
Senza dubbio, la fede in ciascuno di loro non si produsse simultaneamente; bensì,
corrisponde ai diversi gradi della evoluzione intellettuale egizia.

In sintesi, la filosofia religiosa egizia, secondo H.P.Blavatyhz, funzionava così: l’uomo ha


tre principi: corpo, anima e spirito. Inoltre la consideravano formata da sei elementi
componenti: KHA, corpo fisico, KABA, corpo Astrale; KA, principio vitale o anima animale,
AKH, mente concreta; BA, anima superiore e SHA, funzioni dopo la morte fisica.
La mitologia egizia abbonda parecchio in Dei maggiori e minori; però questo politeismo
obbediva generalmente alla concezione che avevano degli attributi personalizzati. Però
Maspero, Monard e la maggior parte degli egittologi moderni sono d’accordo nel
concettualizzare che nell’antico Egitto solo c’era un Dio con una moltitudine di nomi.
Questa suprema divinità poteva assumere diversi nomi in accordo con l’indole di ciascuna
necessità; da qui è difficile numerarli in questo breve spazio. Tuttavia, per una maggior
comprensione del presente libro, andiamo ad elencare i più importanti:
RA o AMMON-RA, magnifico Dio Cosmico;
OSIRIS, giudice e dio dei defunti;
THOTH, scriba o annotatore degli immortali, la cui sentenza era inappellabile;
RA-HARMACHIS, ISIS, NEFRIS, TEM, NUT, SEB, SHU e SA;
HORUS e ATHOR, dei e dee del seguito funebre di OSIRIS;
ANUBIS, giudice del giudizio post-mortem;
AM-NIT, “divoratore dei morti” pronto a divorare il cuore del colpevole;
RENENET e MEZJENET, dee – nutrici, guardie del morto.
Pare che l’origine del “Il Libro dei Morti” venga dai libri dei semiti e inoltre alcune iscrizioni
delle Piramidi della III e IV dinastia lo menzionano in forma rudimentale. Qusto libro, che
risale alla più remota antichità e che fu autorità per milioni di anni, è una compilazione di
preghiere, a forma di rituale funerario, diviso in 165 capitoli e ha una morale molto
elevatae una teodicea più pura di quella delle epoche più recenti. Si veda un esempio del
genere delle invocazioni che deve fare un’anima al suo Giudice celeste quando si trovi nel
momento decisivo di morte:”Lode a te, grande Dio, Signore della Verità e della Giustizia!
Vengo a Te, Padrone mio, e mi presento a Te per contemplare le tue perfezioni”. Pare che
già nella V dinastia (3.300 anni a. C.) si accettasse che le prime versioni provenissero da
ere anteriori alla I dinastia. Via via che il tempo avanzava da queste epoche tanto lontane,
soffriva di una serie di cambiamenti o redenzioni in accordo con le necessità del culto,
secondo ciò che hanno raccolto gli egittologi mano a mano che si scoprivano i tesori delle
tombe dei faraoni.
Il saggio Larraya accetta e spiega otto redenzioni che partono dalla loro origine come
tradizione orale, passando per la cosiddetta ”eliopolitana” attraverso undici dinastie fino ad
arrivare all’epoca dei Faraoni Tolomei dove prese forma l’ultima definitiva versione
dell’attuale libro.
Come si può apprezzare, questa opera è il più puro riassunto dei cerimoniali egiziani, la
manifestazione più completa della sua ansia di penetrazione nei mondi soprasensibili e
l’espressione più antica dell’intelligenza umana. Per lo più ci rivela che dalla oscura notte
dei tempi, da prima dell’era preadamica, l’uomo ha esplorato l’oscurità e ha intuito la luce,
questa luce che il Maestro SAMAEL AUN-WEOR sta diffondendo nelle sue opere, nelle
quali ci insegna che per avanzare nella spiritualità dobbiamo retrocedere nella sapienza; è
come dire, tornare al passato in cerca delle eterne fonti di vita che l’uomo lasciò seccare,
per inabbissarsi nella materia.

Cali, gennaio del 1955

J.A.L.

L’Acquario ti segnala nei suoi scintillii


Unito alla sostanza dell’Unito,
Nave di luce e dei sette sigilli.

Weor, ierofante benvenuto.


Nell’altare che illuminò il CALVARIO.
Omniscente AVATARA ha scelto
di ritualizzare l’umanità dell’Acquario.
El Alciòmanu

ALCHIMIA SESSUALE

CAPITOLO I

I SETTE PANI

1-“Il vittorioso soprastante del palazzo, Nu, dice: Non mangiare ciò che è abominevole per
me. Abominevole per me è l’immondizia, che è l’abominevole per me; che non si mangi al
posto dei pasti sepolcrali offerti ai Kas. Così non sia distrutto, né si debba prenderlo con le
mani, né andare sopra di quello con i miei sandali”. (Capitolo LV di IL LIBRO DEI MORTI)
2-“Nu, vittorioso soprastante del palazzo e capo cancelliere, dice:
Non mangiare ciò che è abominevole per me, che è abominevole per me. Abominevole
per me è l’immondizia, che è abominevole per me; che non si mangi al posto dei pasti
sepolcrali offerti ai Kas. Che non si posi sul mio corpo né si prenda con le mani, né andare
sopra di quello con i miei sandali. ¿Di cosa vivranno, allora, in presenza degli dei? Che
riceva l’alimento del luogo in cui si deposita, e viva nei sette pani che si offrono a Horus, e
del pane che si offre a Thoth. Mi diranno gli Dei: ¿Che genere di mangiare reclami? E
risponderò: “Lasciatemi mangiare sotto il sicomoro della mia signora, la Dea Hathor, e che
io trascorra il mio tempo tra gli Esseri Divini che riposano lì. Datemi il potere per curare i
miei campi in Tattu e creare greggi in Annu. Lasciatemi vivere di pane di impasto di orzo
bianco, e di birra fatta di grano rosso e così mi si concedano le persone di mio padre e di
mia madre come guardiani della mia porta e della disposizione dei miei possedimenti.
Fatemi sano e forte, concedetemi una grande mansione e che possa stabilirmi dove mi si
metta” (cap. LVI, di Il Libro dei Morti).
3-Non dovete, fratelli miei, mangiare sporcizie offerte agli uomini.
4-I Kas, sono i doppi dei morti.
5-Tutti gli esseri umani sono pilastri del mondo sotterraneo.
6-Tutti gli esseri umani sono morti viventi, che mangiano sporcizie, teorie, scuole, etc.
7-Alimentati, fratello mio, con i sette pani che si offrono a Horus e mangia il pane che si
presenta a Thoth.
8-I sette pani sono la saggezza dei nostri sette sepenti.
9-Noi abbiamo sette Serpenti: due gruppi di tre con la coronazione sublime della settima
lingua di fuoco, che ci unisce con L’Uno, con la LEGGE, con il PADRE.
10-Questi sette pani che si offrono a Horus, il bambino d’Oro, l’IO CRISTO della Alchimia
sessuale.
11-Mangiamo sotto il sicomoro della mia signora, la sacerdotessa del nostro laboratorio
alchimista.
12-Il sicomoro sono le forze sessuali che dobbiamo trasmutare nel nostro laboratorio
alchimista.
13-Tutti i libri sacri del mondo sono elaborati con lasaggezza dei sette pani.
14-Pieghiamoci davanti alla Santa BIBBIA, e chiediamo una venia rispettosa a IL LIBRO
DEI MORTI, e allo “Zendavesta”, al “Corano”, al “Bagavad Gita” e ai “Veda”.
15-Questi sono libri eterni…
16-La saggezza dei profeti è la saggezza dei sette pani.
17-Mangiamo sotto il sicomoro della sposa sacerdotessa per elaborare il Bambino d’Oro
della Alchimia Sessuale.
18-Mangiamo il pane che si offre a Thoth, il pane della Mente Cristo, affinché ci liberiamo
dei quattro corpi del peccato, e entriamo nella sala della doppia Maati.

CAPITOLO II

SPECULUM ALCHEMLE

1-I principi di tutti i metalli sono: il Sale, il Mercurio e lo Zolfo.


2-Il mercurio, da solo, o lo Zolfo, o il Sale, non potranno dare origine ai metalli, però, uniti,
danno vita a diversi metalli minerali.
3-È, così, logico, che la nostra Pietra Filosofale deve avere inevitabilmente questi tre
principi.
4-IL FUOCO è lo Zolfo dell’Alchimia; il Mercurio è lo Spirito dell’Alchimia; il Sale è la
maestria dell’Alchimia.
5-Per elaborare l’Elisir Rosso e l’Elisir Bianco, abbiamo bisogno inevitabilmente di una
sostanza dove il Sale, lo Zolfo e il Mercurio si incontrino totalmente puri e perfetti, perché
l’impurezza e l’imperfezione dei composti ritorni a trovarsi nel composto.
6-Tuttavia, come ai metalli non si può aggregare che le sostanze estratte da questi stessi,
è logico che nessuna sostanza estranea possa servirci, pertanto, è dentro noi stessi che si
deve trovare la materia prima della Grande Opera.
7-Noi perfezioniamo questa sostanza secondo arte ed è il Fuoco Sacro del nostro
laboratorio organico.
8-Questa sostanza semi-solida, semi-liquida, ha un Mercurio puro, chiaro, bianco e rosso,
e uno zolfo somigliante.
9-Inoltre la sostanza possiede due tipi di sale: uno fisso e uno volatile.
10-Questa materia prima della Grande Opera, è del Seme delle nostre ghiandole sessuali.
11-Con la nostra scienza e mediante il Fuoco, trasformiamo questa meravigliosa
sostanza, perché alla fine del lavoro, sia milioni di volte più perfetta.
12- Con questa meravigliosa sostanza elaboriamo l’Elisir Rosso e l’Elisir Bianco.

CAPITOLO III

IL FUOCO

1-Con la materia della Pietra benedetta andiamo a lavorare, con il fine di perfezionare i
nostri corpi interni.
2-Nelle cave vediamo come gli elementi rozzi si trasformano con il calore, fino a
trasformarsi in mercurio.
3-Vediamo nelle cave il Fuoco che trasforma i grassi della terra in zolfo.
4-Il calore, lavorando su di questi due principii, genera, secondo la sua purezza o
impurezza, tutti i metalli della terra.
5-Ruggero Bacone disse ciò: “¡Oh, pazzia infinita! ¿Chi ci obbliga a desiderare di fare la
stessa cosa con l’aiuto di procedimenti strani e fantasctici?”
7-Certamente, cari fratelli, non è molto certa quella frase di Ruggero Bacone:
“LA NATURA, CONTIENE NATURA, LA NATURA SI RALLEGRA CON LA NATURA, LA
NATURA DOMINA LA NATURA E SI TRASFORMA NELLE ALTRE NATURE”.
8-Gli angeli non si fanno con le teorie degli uomini.
9-Gli angeli sono naturali, non artificiali.
10-La Natura contiene Natura, e nella nostra natura sessuale si trova la Pietra Benedetta,
con la quale possiamo lavorare nel nostro insegnamento del Fuoco.
11-“È necessario cuocere, cuocere e ricuocere e non stancarsi di ciò”.
12-I vecchi alchimisti dicono: ”Che il vostro fuoco sia tranquillo e dolce, che si mantenga
così tutti i giorni, sempre uniforme; senza debilitarsi, se no questo causerà una grande
pregiudizio”.
13-Il Fuoco si debilita fino a estinguersi, quando l’alchimista eiacula il seme.
14-Così fallisce nella Grande Opera.
15-Il nostro insegnamento è sottomesso primariamente a un fuoco soave e leggero, però
nel lavoro della Grande Opera bisogna intensificare il fuoco, grado per grado, fino a
raggiungere la fine.

CAPITOLO IV

IL FORNELLO E IL RECIPIENTE

1-Aristotele dice in “Luce delle Luci”, che “il Mercurio deve essere cotto in un triplo
recipiente di vetro molto duro”.
2-Il recipiente deve essere rotondo, con un piccolo collo.
3-Questo recipiente è il membro virile. Dentro i nostri organi sessuali si trova il seme, che
è la materia prima della Grande Opera.
4-Il recipiente deve chiudersi ermeticamente con un tappo, ovvero, bisogna tappare bene i
nostri organi sessuali per impedire che la materia prima della Grande Opera si disperda.
5-Il nostro recipiente deve essere collocato in un altro chiuso allo stesso modo
ermeticamente come il primo, in modo tale che il calore agisca sulla materia prima della
Grande Opera dall’alto, dal basso e da tutti i lati.
6-Questa è la formula: INTRODURRE IL MEMBRO VIRILE NELLA VAGINA DELLA
DONNA SENZA EIACULARE IL SEME.
7-Così, poi, il Fallo che è il recipiente che contiene la materia prima della Grande Opera,
rimanga avvolto dalle pareti della vagina, e sia sottoposto ad un uguale calore da tutti i lati.
8-Ora comprenderanno i nostri discepoli perché Aristotele dice in “Luce delle Luci” che il
Mercurio deve essere cotto in un triplo recipiente di vetro molto duro”.
9-La Natura cuoce i metalli nelle mine con l’aiuto del fuoco, nondimeno necessita di
recipienti adeguati alla cottura.
10-Nelle mine si osserva un calore sempre costante; le montagne piene di mine sono
totalmente chiuse affinché non si disperda calore, perché senza il fuoco non si potrebbero
lavorare i metalli della terra.
11-Lo stesso dobbiamo fare noi con il Fallo e con l’Utero: entrambi, uomo e donna,
devono ritirarsi senza eiaculare neanche una sola goccia di seme.
12-Al principio “che il vostro fuoco sia tranquillo e dolce, che si mantenga così tutti i giorni,
sempre uniforme, senza indebolirsi, altrimenti, questo causerà un grande danno”.
13-Quindi, poco a poco fratelli, potrete intensificare il fuoco.
14-Al principio le pratiche di Magia-Sessuale devo essere corte, però più avanti potrete
allungarle poco a poco, facendole di volta in volta più intense, per aumentare il fuoco.
15-Macina sette volte, fratello mio.
16-Sono sette i Serpenti che dovete alzare sopra la verga*, fino a che appaia il Re
incoronato con il diadema rosso.
17-La opera è analoga alla creazione dell’Essere umano, perché “la Natura contiene
Natura, la Natura domina la Natura, e si trasforma nelle altre Nature”.
18-Il fornello del nostro laboratorio sono il Membro virile e la Vulva, congiunti
sessualmente.

CAPITOLO V

CAPITOLO DEL DIRIGERE UNA BARCA NEL SOTTOMONDO

1-“Nu, il vittorioso cancelliere in capo dice: Salve, o tu che trasporti la barca sopra la
schiena perversa di Apepi; lasciami condurre la barca e annodare le cime in pace.
Accudisci, affrettati, affrettati, perché vengo a vedere mio padre Osiris, Signore
dall’indumento sacro, che ottenne il dominio con cordiale allegria. Salve, padrone
dell’acquazzone, maschio marino! Salve, tu che solchi la schiena maligna* di Apepi!
¡Salve, tu che fai inchinare le teste e fissi le vertebre del collo, quando diventi coltello*.
Salve, custode della barca occulta, che opprimi* Apepi, fai che possa portare la barca, e
annodare le cime, e navigare. Questo paese è funesto, e si squilibrarono le stelle cadendo
di faccia, e non trovarono nessuno che le aiutasse a salire di nuovo: la sua rotta è tagliata
dalla lingua di Ra-Antebu *che è la guida dei paesi. Seb si costituisce grazie ai suoi timoni:
il potere che apre il Disco. Il principe degli esseri rossi. Sono trasportato come il naufrago;
fai che il mio Ju, fratello mio, venga a me, e che io possa salpare fino al luogo che tu
conosci.
“Dimmi il mio nome”, interroga il bosco dove ho messo l’ancora; ti chiami “Signore dei due
paesi che dimori nel tuo altare”
“Dimmi il mio nome”, interroga il Governo* ti chiami gamba di Hapfu.
“Dimmi il mio nome”, interroga il cavo, ti chiami “capello con il quale Ampu concluse
l’opera del mio imbalsamento*”.
“Dicci i nostri nomi”, interrogate le catene di ferro, “pilastri del mondo sotterraneo” così vi
chiamate.
“Dimmi il mio nome” interroga l’insenatura*; ti chiami “Akar”.
“Dimmi il mio nome, interroga l’albero; quello che porta la grande signora dopo essere
andato via”, così ti chiami.
“Dimmi il mio nome”, interroga la coperta inferiore; ti chiami “Banderuola di Ap-uat”.
Dimmi il mio nome, interroga la vela; ti chiami “Nut”.
“Dicci i nostri nomi” che interroghino le parti di cuoio; siete state fatte con la pelle del toro
Mnevis, bruciato da Suti, così vi chiamate.
“Dicci i nostri nomi”, che interroghino i remi, così vi chiamate “dita del primogenito Horus”.
“Dimmi il mio nome”, interroga Màtchabet, “la mano di Isis che lava il sangue dell’occhio di
Horus”, così ti chiami.
“Dicci i nostri nomi”, che interroghino le assi che compongono la struttura, così vi chiamate
“Mesthi, Hapi, Tuamàutef, Qebn-sennuf, Haqau, Thetem-aua, Maa-an-tef e Ari-nef
tchesef”.
“Dimmi il mio nome”, interroga la prua; “quello che sta in fronte ai suoi gnomi”, così ti
chiami.
“Dimmi il mio nome”, interroga lo scafo, ti chiami “Mert”.
“Dimmi il mio nome”, interroga il timone; “Aqa” così ti chiami, “O tu che brilli nell’acqua,
raggio occulto” così ti chiami.
“Dimmi il mio nome”, interroga la chiglia, ti chiami “gamba di Isis, tagliata da Ra con il
coltello per portare sangue alla barca di Sektet”.
“Dimmi il mio nome, interroga il marinaio. “viaggiatore” così ti chiami.
“Dimmi il mio nome”, interroga il vento con il quale sei nato, così ti chiami “l’aquilone che
scaturisce da Tem fino al naso di Jenti-Amenti”.
“Dimmi il mio nome, interroga il fiume, “se vuoi viaggiare sopra di me”: “quelli che possono
essere visti”, così ti chiami.
“Dicci i nostri nomi”, che interroghino le rive, così vi chiamate “distruttore del Dio Aua nella
casa dell’acqua”.
“Dimmi il mio nome se vuoi camminare sopra di me”, interroga la terra, “il naso del cielo
procedente del Dio Utu, che vive nel Sejet-Aauru, da dove esce con allegria” così ti chiami

Dopo si reciteranno sopra quelle le seguenti parole:

Onore a voi, o divini esseri, splendidi di Kas, celestiali Signori delle cose, che sempre
esisterete e vivrete, e il cui doppio periodo di illimitato numero di anni è l’eternità: che arrivi
alla vostra presenza. Concedete alla mia bocca mangiari sepolcrali, e parole, e che la Dea
Isis mi doni pani e dolci davanti al grande Dio.
Questo conosco, di fronte al quale depositate gli alimenti tchafau, e si chiama Thejem; lo
stesso quando parte dall’orizzonte orientale del firmamento, come quando si dirige
all’occidente, sia il suo corso, il mio e il suo avanzare, mio avanzare. Non permettete che
mi distruggano nella regione Mesquet né che i demoni si impossessino dei miei membri. I
miei dolci stanno nella città di Pe, e la mia birra in quella di Tepu, fate che le offerte che
attribuite mi siano dispensate oggi.
Siano le mie offerte grano e orzo, mi apportino vita, forza e salute: sia uscire di giorno ciò
che mi si offra con la forma con la quale mi piaccia apparire nel Sejet-Aaru. (capitolo CIV,
pagina 168: “IL LIBRO DEI MORTI”)
2-In questo capitolo de “IL LIBRO DEI MORTI” che abbiamo appena scritto, sia contenuto
tutto il nostro lavoro di laboratorio.
3-Primariamente la pietra è nera, perché l’alchimista deve entrare nel mondo sotterraneo
per togliere la luce alle tenebre.
4-Dentro il nero della pietra si nasconde la bianchezza immacolata della LUCE.
5-Questa prima fase della pietra appartiene allo stato di putrefazione.
6-Dopo la pietra si arrossisce, si liquefa e si coagula prima della vera bianchezza.
7-La pietra passa per vere trasformazioni di alchimia.
8-Lei si annerisce, si imbianchisce, si purifica, si adorna di rosso e di bianco, e passa per
innumerevoli trasformazioni durante tutto il processo iniziatico.
9-Bisogna cuocere e cuocere e ricuocere, fino a che appaia un bambino d’oro.
10-Questo è l’”IO-CRISTO”.
11-“Fino a che non siete come bambini, non potrete entrare nel regno dei cieli”
12-Innumerevoli colori appaiono nella nostra pietra filosofale, prima di risplendere.
13-“Dopo la bianchezza, là non puoi sbagliarti, aumentando il fuoco, arriverai a un colore
grigiognolo”.
14-Questa è la cenere.
15-Questo è il sale dell’Alchimia. Il sale si divide in sale fisso e sale volatile.
16-Più tardi, dopo sette distillazioni del vaso, appare il re incoronato con il diadema rosso.
17-È qui che tutti i processi iniziatici che dobbiamo realizzare nel nostro laboratorio
alchimista.
18-“Salve, o tu che trasorti la barca sopra la perversa schiena di Apepi”.
19-Salve o guerriero, che trasporti la barca della tua esistenza sulla perversa schiena di
Apepi, il serpente tentatore dell’Eden.
20-Dovete togliere la luce alle tenebre nel mondo sotterraneo, perché possa arrivare dal
tuo padre Osiris, L’INTIMO, il tuo reale essere, Signore dall’indumento sacro.
21-L’alchimista deve solcare la schiena maligna di Apepi, il serpente tentatore dell’Eden.
22-L’alchimista deve togliere il fuoco al diavolo.
23-L’alchimista deve togliere la bianchezza immacolata alle tenebre.
24-Dovete praticare magia sessuale con la donna, perché la vostra pietra nera riplenda
con il fuoco, e diventi in seguito bianca, immacolata e pura.
25-Bisogna cuocere, cuocere e ricuocere e non stancarsi di questo.
26-Con ciò vogliamo dire che bisogna praticare la magia sessuale intensamente con la
donna, per svegliare la Kundalini e raggiungere l’unione con l’INTIMO.
27-La Kundalini va salendo vertebra per vertebra, sezione per sezione*, grado per grado,
poco a poco.
28-Il fuoco Sacro è lo zolfo.
29-La salita della Kundalini è lenta e difficile.
30-Quando l’alchimista disperde la materia prima della Grande Opera, il fuoco si abbassa
di una o più vertebre*, secondo l’entità della dispersione.
31-Il nostro signore Cristo, mi disse:
32-“Il discepolo non deve lasciarsi cadere, perché il discepolo che si lascia cadere, deve
dopo lottare moltissimo per recuperare ciò che ha perduto”.
33-Tra le tenebre i tenebrosi ti attaccano, per impedire che tu entri nelle stanze della tua
colonna spinale.
34-Ogni grado che guadagni nella tua colonna spinale, è una coppa che rubi ai tenebrosi
del mondo sotterraneo.
35-Nella stanza della tua colonna spinale mangi le conoscienze esoteriche dei sette pani.
36-Alimentati fratello mio, con i sette pani offerti a Horus, e mangia dolci sepolcrali offerti a
Kas.
37-“Salve, padrone dell’acquazzone, maschio, marino”.
38-Colui che percorre il sentiero iniziatico deve vivere il dramma del calvario, deve
sopportare l’acquazzone delle grandi amarezze.
39-“Salve, tu che fai inchinare le teste e stabilisci le vertebre del collo, quando diventi
coltello”.
40-Dobbiamo alzare sette serpenti sopra la nostra colonna, fino a che appaia il re
incoronato con il diadema rosso.
41-Sette volte dobbiamo passare per la sgozzatura* di San Giovanni Battista.
42-In questo modo i sette serpenti si dirigono in ordine successivo dalle vertebre del collo
fino alla testa, quindi passiamo ogni volta in modo più puro per la sgozzatura di San
Giovanni Battista.
43-“Salve, tu che fai inchinare le teste e fissi le vertebre del collo, quando ti fai coltello*”.
44-Salomè nuda, ubriaca di lussuria e di passione, danzando con la testa di Battista tra le
suoe impudiche braccia, davanti al re Erode, simbolizza la grande prostituta umana
danzando davanti al mondo, con la nostra testa terrena.
45-L’iniziato ogni volta che si fa coltello lascia al mondo la sua mente rozza e terrena.
46-“Salve, o tu che fai inchinare le teste e fissi le vertebre del collo, quando ti fai coltello”.
47-Bisogna cuocere, cuocere, ricuocere, e non stancarsi di questo.
48-La pietra filosofale! Diventa rossa, diventa bianca, si coagula, si liquefa, brilla, scintilla e
risplende nel mondo sotterraneo.
49-Salve custode della barca occulta, che incateni Apepi.
50-Fai in modo da condurre la barca, annodare le cime e navigare.
51-Salve, guerriero che vittorioso vinci la tentazione e che rubi le coppe delle tue vertebre
spinali alle stanze del mondo sotterraneo.
52-Lavora nel tuo laboratorio, fino a raggiungere il tuo padre Osiris.
53-Sei un abitante del mondo sotterraneo, e devi uscire dal mondo delle tenebre per
entrare nel regno della luce.
54-Bisogna cuocere, cuocere e ricuocere, e non stancarsi di questo.
55-Il mondo sotterraneo è terribile.
56-“Questo paese è funesto, e si disequilibrarono le stelle, cadendo di faccia, e non
trovarono nessuno che le aiutasse a salire di nuovo”.
57-“La sua rotta è tagliata dalla lingua di Ra”.
58-Tutti noi esseri umani siamo stelle cadute nel paese funesto del mondo sotterraneo.
59-La rotta di questo paese funesto è tagliata dalla lingua di Ra, dal desiderio fino alla
luce, per il sentiero dell’iniziazione, che ci conduce dalla morte alla vita, dalle tenebre alla
luce…
60-“Antebu è la guida di due paesi”.
61-Antebu è il dio della redenzione tebana.
62-L’ascesa del signore si realizza dopo la nostra crucifissione, morte e risurrezione.
63-“Seb si costituisce grazie ai suoi timoni”.
64-A dire, ATMAN, l’ineffabile, costituisce il regno degli dei grazie ai suoi timoni, gli esseri
ineffabili, quelli che già uscirono dal mondo sotterraneo, che già passarono dalle tenebre
alla luce, perché seppero estrarre la bianchezza alla pietra nera, a regola d’arte.
65-Questi sono i principi degli esseri rossi, questi sono i principi del fuoco…
66-Questi sono i maestri delle trasmutazioni metalliche.
67-“Fai che il mio Ju, fratello mio, venga a me, e che io possa salpare fino al luogo che tu
conosci”.
68-A dire, avvolgiti nel tuo mantello brillante, fratello mio, nel tuo mantello translucido, nel
tuo mantello spirituale, perché tu esca da questo paese funesto, e entri nella regione della
luce.
69-Tu sei signore delle tenebre e signore della luce.
70-“Signore di entrambi paesi, che vivi nel tuo altare”.
71-Ti chiami gamba di Hapiu, perché sei discendente della terza razza.
72-Ti chiami “Capello con il quale Anpu concluse la opera del mio imbalsamento!!!”.
73-Così ti chiami, e ricordiamo che Maria Maddalena imbalsamò con unguento prezioso il
corpo del maestro prima della sua crucifissione.
74-Le sante donne imbalsamarono e avvolsero il corpo di Cristo, dopo la sua morte.
75-Dovete essere imbalsamati per la morte, fratello mio.
76-In ogni INIZIAZIONE muore qualcosa in noi e nasce qualcosa in noi.
77-Il vostro corpo deve essere imbalsamato per la morte, fratello mio.
78-Nel sottomondo dovete essere avvolti, perché resuscitiate tra i morti.
79-È triste dirlo, però voi siete pilastri del mondo sotterraneo.
80-Sios Akar, il leone dalle due teste, il dio della terra.
81-Siete sottomessi ai signori del karma, ai leoni della legge.
82-Adesso avete necessità di essere “colui che porta la grande signora dopo che se ne
andò”.
83-Avete necessità di ritornare al seno della dea madre del mondo.
84-Tu ti chiami banderuola Apuat, perché vai avanzando per il sentiero della INIZIAZIONE
obbedendo alla legge.
85-Gola di Mestha, perché hai testa di uomo.
86-Ti chiami Nut, perché uscisti dalle acque dell’abisso.
87-Dalle profonde acque del caos uscente.
88-L’acqua (seme), deve trasmutarsi nel vino della luce dell’Alchimista.
89-Siete fatti della pelle del toro Mnevis, bruciato da Suti.
90-Gli dei sono figli di Neith, la donna.
91-Per questo siete fatti di pelle di toro Mnevis.
92-Siete dita del primogenito Horus, il bambino verde, il bambino d’oro, l’IO-CRISTO che
risulta dal lavoro con la vostra pietra benedetta.
93-Non dimenticate fratelli miei, che Isis lava il sangue dell’occhio di Horus.
94-Il nostro IO-CRISTO è accarezzato dalla mano soave della benedetta dea madre del
mondo.
95-Così ci curiamo le nostre ferite.
96-L’INIZIAZIONE è il dramma doloroso del calvario.
97-Hai la testa d’uomo, discendi da una razza divina, sei una delle creature divine, hai ali
d’aquila, però lo avete lasciato prigioniero in questo mondo sotterraneo.
98-Siete stati presi con violenza dai tenebrosi del sottomondo.
99-¿Vedete cosa porta il PARSE*? Lui ti porta la luce.
100-Bisogna cuocere, cuocere, ricuocere, e non stancarsi di questo.
101-Colui che si fece da sé è un maestro di trasmutazioni metalliche.
102-Tu stai di fronte ai tuoi gnomi, le creature infernali del sottomondo, che ti attaccano
incessantemente.
103-Fai molta attenzione al tuo recipiente, perché non sfugga neanche una sola goccia
della materia prima della grande opera.
104-Terribili tentazioni ti assediano nel mondo sotterraneo.
105-I maghi negri ti inviano voluttuose tentazioni carni seduttrici, che ti sorridono nel paese
funesto dove si disequilibrano le stelle cadendo di faccia.
106-Sei figlio di Mert.
107-“Aqa ti chiami, o tu che brilli nell’acqua, ti chiami raggio occulto”.
108-Tra l’acqua si trova il raggio occulto.
109-Tra il seme risplende il fuoco terribile dei sette serpenti, che si rimescolano
terribilmente tra terribili lampi.
110-Sei una gamba di Isis, tagliata da Ra, e adesso dovete tornare alla dea madre, che ti
aspetta nella sala del Maat.
111-Sei un viaggiatore del cosmo.
112-Avanza, viaggiatore, avanza, sei l’aquilone che nasce da Tem, sei l’alito di Ra, il
padre, l’ATMAN eterno.
113-Sei di quelli che possono essere visti.
114-Sei un distruttore del dio Au-a nella casa dell’acqua perché questa acqua o seme
cristico* dei tuoi organi sessuali si trasforma in fuoco.
115-Le tue due uraeus, i tuoi due serpenti del sud e del nord, brillano sulla tua fronte.
116-Questi due serpenti sono i due cordoni ganglionari per i quali l’energia seminale sale
fino alla testa.
117-L’acqua si trasforma in vino di luce, e questo vino sacro sale per i due cordoni
ganglionari e risplende nell’intracciglio.
118-Gli antichi re avevano die corone sulla loro testa e il serpente sacro nell’intracciglio.
119-Siete nel campo delle canne, e avete necessità di praticare magia sessuale
intensamente con la donna, per fare salire il fuoco per la canna.
120-Ci troviamo fra gli esseri divini di Kas, splendidi.
121-Hai bisogno di cibi sepolcrali e parole degli dei per morire.
122-Comunque mangerai dolci sepolcrali offerti ai Kas, però non mangerai teorie, religioni,
scuole, etc, perché è abominevole.
123-Mangiate cibi e parole per morire e per resuscitare.
124-“Ah! La tua morte sarà dolce, e colui che la vede dovrà sentirsi veramente felice”.
125-“La tua morte dovrà essere il Sigillo del giuramento del nostro eterno amore”.
126-“La morte è la corona di tutti”.
127-Che la dea Isis ci doni i pani davanti al grande dio!
128-Che la dea Isis ci alimenti con i sette pani offerti a Horus.
129-“Non permettete che vi distruggano nella regione di Mesquet, né che i demoni si
impossessino dei vostri membri”.
130-Nella culla di pelle rinasciamo come dei.
131-Questo è il mondo sotterraneo. Lì ci attaccano i demoni tentatori, lì dobbiamo
realizzare la grande opera.
132-Per questo quando troviamo la nerezza della pietra, dobbiamo estrarle la bianchezza
nascosta e immacolata.
133-Quando vedete apparire la bianchezza, non dovete dimenticare che tra questa
bianchezza si nasconde il rosso che bisogna estrarre cuocendo, cuocendo e ricuocendo
senza stancarsi mai.
134-Tra i neri abissi del sottomondo, i tenebrosi ci assaltano, e dobbiamo togliergli il fuoco
valorosamente.
135-Più tardi questo fuoco risplende nella colonna spinale, con una bianchezza
immacolata.
136-“Dopo la bianchezza non puoi sbagliarti, perché aumentando il fuoco, arriverai a un
colore grigiognolo”.
137-Questo colore grigiognolo è il sale dell’Alchimista.
138-Il sale volatile si diffonde per tutto il corpo, e si passa alla laringe della donna.
139-Il sale volatile della donna si passa alla laringe del maschio.
140-Così la nostra laringe diventa ermafrodita e si converte nell’organo creatore del
maestro di trasmutazioni metalliche.
141-Il sale fisso serve da base e fondamento.
142-Prima la pietra nera, perché dobbiamo entrare nel sottomondo a rubare la torcia di
fuoco al Bafometo*.
143-Dopo è rossa, perché togliamo il fuoco alle stanze spinali.
144-Dopo è bianca, perché risplende nel lucernaio della nostra colonna spinale con i
bianchissimi splendori del maestro di trasmutazioni metalliche.
145-Vengono dopo le sue fasi mutanti, in questo modo cuociamo, cuociamo e ricuociamo
la materia prima della grande opera.
146-Sono sette distillazioni, a dire, sono sette serpenti che dobbiamo alzare sopra la
colonna, fino a che appaia il re incoronato con il diadema rosso.
147-A dire, fino a convertirci in maestro del Mavantara.
148-“I miei dolci si trovano nella città di Pe, e nella mia birra Pepu; fate che le offerte siano
dispensate oggi”.
149-“Siano le mie offerte grano e orzo, e mi apportino vita, forza e salute: sia uscire di
giorno ciò che mi si offre con la forma con cui mi piaccia nel Sejed-Aaru”.
150-Il nostro vero cibo alchimista si trova nella città di Pe, a dire, nel basso Egitto, i nostri
organi sessuali.
151-Lì si trovano i sette pani, lì si trovano i nostri dolci sacri e la nostra birra si trova nella
città nella quale Thoth fa trionfare l’INTIMO.
152-Thoth è la Mente-Cristo; il dio Thoth è il dio della Mente-Cristo.
153-Quando l’uomo si libera dei quattro corpi del peccato, si converte in un dragone delle
quattro verità, in un BUDDHA.
154-Nel campo delle canne siamo dei ineffabili quando abbiamo compiuto la Grande
Opera.

CAPITOLO VI

ELISIR BIANCO E ELISIR ROSSO

1-L’elisir bianco e l’elisir rosso, sono l’albero della scienza del bene e del male, e l’albero
della vita.
2-L’elisir rosso è l’oro puro dello spirito, è l’albero della vita.
3-L’elisir bianco è la forza sessuale dell’Eden.
4-L’elisir rosso trasforma il piombo in oro, e converte in giallo tutte le cose.
5-L’elisir bianco; rende bianchi i metalli, dandogli una bianchezza immacolata.
6-Anche se tutti i mettali sono portati alla perfezione dall’elisir, non c’è dubbio che i metalli
più perfetti sono quelli che vanno più rapidamente alla perfezione.
7-I metalli meno perfetti arrivano alla perfezione, come i più perfetti.
8-Questo è il magistero benedetto della Grande Opera del PADRE.
9-L’importante è imparare a proiettare gli elisir bianco e rosso sopra i metalli, per
trasmutarli in oro puro.
10-La formula consiste nel mescolare una parte dell’elisir con il liquido del metallo più
vicino alla perfezione.
11-Si rinchiude tutto il contenuto dentro il recipiente, e dopo si mette nel forno perché il
fuoco, dopo tre giorni, faccia una perfetta unione.
12-Dopo si ritorna a ripetere l’operazione con un altro dei metalli più vicini, e così poco a
poco andiamo a realizzare la trasmutazione dei metalli in oro puro.
13-Questo oro è più puro di tutto l’oro delle miniere della terra.
14-I metalli sono i nostri corpi interni che devono cristificarsi con gli elisir bianco e rosso.
15-Il primo metallo che trasmutiamo in oro è il corpo della coscienza.
16-Sopra questo metallo proiettiamo i nostri elisir bianco e rosso, per trasmutarli in oro
puro dello spirito.
17-Questo lavoro si realizza quando già abbiamo alzato il nostro primo serpente sopra la
colonna.
18-Dopo tre giorni, a dire, dopo che il primo serpente ha attraversato le tre stanze alte
della testa, il corpo buddhico o corpo della coscienza si fonde integralmente con l’INTIMO.
19-Così è come il metallo più vicino si trasforma in oro puro, al realizzarsi della fusione
integrale con il reale ESSERE.
20-Da questa fusione risulta il nuovo maestro, che sorge dalle profondità vive della
coscienza.
21-Questo maestro interno è l’autentico maestro di trasmutazioni metalliche.
22-Dopo il maestro di trasmutazioni metalliche deve fare la proiezione sopra i suoi altri
metalli per trasmutarli, astraendo da quelli l’oro puro.
23-Bisogna cuocere, cuocere, e ricuocere, e non stancarsi di questo.
24-Il fuoco del fornello al principo può essere lento, però dopo deve essere molto intenso
per realizzare la trasmutazione perfetta.
25-Il secondo metallo che bisogna trasmutare è il corpo eterico.
26-Questo lavoro lo realizziamo proiettando i nostri elisir bianco e rosso sopra questo
corpo.
27-Lo spirito e il fuco del secondo serpente, a dire, i due elisir trasmutano il corpo eterico
nel Soma Puchicòn*, il corpo d’oro.
28-Il terzo metallo che dobbiamo trasmutare è il corpo astrale.
29-Questo lavoro lo realizziamo con il terzo serpente che appartiene al corpo astrale.
30-Dal corpo astrale estraiamo un astrale superiore che è l’IO-CRISTO.
31-Questo bambino d’oro è Horus.
32-Dopo trasmutiamo il corpo mentale, per estrarre da questo metallo la Mente-Cristo.
33-Così entriamo nella sala della doppia Maati, e ci liberiamo dei quattro corpi del peccato.
34-I quattro corpi del peccato ci danno quattro corpi dìoro, quando realizziamo una
trasmutazione metallica perfetta.
35-I quattro corpi del peccato sono rimpiazzati da quattro corpi celestiali, che servono da
tempio allo spirito Triuno* e immortale.
36-Dal corpo fisico estraiamo il corpo della liberazione.
37-Questo corpo è fatto di carne però carne che non viene da Adamo.
38-È un corpo pieno di perfezioni millenarie, è elaborato con gli atomi più evoluti del nostro
corpo fisico.
39-Dal corpo eterico estraiamo il corpo d’oro, che viene a compenetrarsi al corpo della
liberazione.
40-Dal corpo astrale estraiamo il bambino d’oro dell’Alchimia, che viene a rimpiazzare il
corpo astrale.
41-E dal corpo mentale estraiamo la Mente-Cristo, che viene a rimpiazzare il corpo
mentale.
42-Così è come raggiungiamo le trasmutazioni metalliche.
43-Così è come i quattro corpi del peccato sono rimpiazzati da quattro corpi di gloria.
44-Così è come trasmutiamo i metalli con gli elisir bianco e rosso.
45-Così è come il quaternario inferiore va a riforzare la triade divina.
46-Gli dei del Nirvana sono vestiti con quattro corpi di gloria.
47-Gli dei del Nirvana non usano i quattro corpi del peccato.
48-Solo noi maestri del Nirvana che stiamo compiendo missioni qui nel mondo fisico,
abbiamo la necessità di conservare i quattro corpi del peccato per esprimerci attraverso di
questi.
49-In questo modo come ci siamo liberati dei quattro corpi del peccato, li animiamo in
forma di ipostasi o per ipostasia*.
50-La stessa TRIADE eterna e spirituale deve passare per gigantesche trasmutazioni
alchemiche, per realizzare l’unione con l’UNO, con la LEGGE, con il PADRE.
51-Sono sette i serpenti che dobbiamo alzare sopra la colonna, per convertirci nel Re
incoronato con il diadema rosso.
52-Il quinto ci dà la Volontà-Cristo. Il sesto ci dà la Coscienza-Cristo, il settimo serpente ci
unisce con l’UNO, con la LEGGE, con il PADRE.
53-Bisogna cuocere, cuocere, e ricuocere, e non stancarsi di questo.
54-Il recipiente deve essere tappato ermeticamente per impedire che la materia prima
della Grande Opera di disperda-
55-In questo lavoro di alchimia, le sostanze spirituali diventano corporee, e le sostanze
corporee diventano spirituali.
56-Questo è il nostro magistero sacro del fuoco.

CAPITOLO VII

L’ELISIR DI LUNGA VITA

1-“Capitolo di come eludere la mortalità che si perpetra nel mondo sotterraneo” (Da IL
LIBRO DEI MORTI).
“Il vittorioso Nebseni, scriba e disegnatore dei tempi dell’Egitto alto e basso, a chi si rende
venerazione, figlio dello scriba e artista Thena, dice:
“Salve, Tem! Ho ottenuto gloria davanti al doppio Dio Leone, il grande Dio; aprimi,
pertanto la porta del divino Seb. Odoro la terra dell’eccelso immortale che vive nel
sottomondo, e compaio davanti all’assemblea degli dei che abitano con gli esseri del
sottoterra. Salve, custode della sacra soglia della città di Beta, oh! Dio Neti che
nell’Amentet hai i tuoi focolari: mi nutro, godo della vita grazie all’aria, e l’immortale mi
conduce alla potente imbarcazione di Jepera. Nel pomeriggio parlo con i marinai, entro,
esco, e vedo l’essere che lì si trova; lo alzo, e dico il dovuto a colui la cui gola soffoca per
mancanza d’aria.* Ho l’esistenza, sono libero, dopo il riposo nella morte. Salute, tu che
apporti offerte o oblazioni: manifesta la tua bocca e fai che si scriva la lunga lista dei
sacrifici.
Accerta con fermezza nel tuo trono la giustizia e la verità; fai che gli scritti siano
incancellabili, ed esalta gli immortali davanti ad Osiris, Dio poderoso, principe eterno, che
conta i suoi anni, che ascolta coloro che si trovano negli stagni, che alza la sua spalla
destra, che giudica i principi celestiali, e che comanda Osiris davanti ai magnifici rettori
sovrani che occupano il sottomondo (Capitolo XLVII, pagina 92: IL LIBRO DEI MORTI).
2-Quando noi abbiamo ottenuto la gloria davanti al doppio Dio Leone, a dire, davanti alla
legge, la legge ci apre la porta del Divino Seb.
3-Il Divino Seb è ATMAN, lo spirito universale della Vita, davanti al quale ci inchiniamo
riverenti.
4-Allora ci presentiamo davanti all’Assemblea degli Dei che abitano con gli esseri del
sottoterra*.
5-Allora diamo grazie all’aria, e l’immortale ci conduce alla potente imbarcazione di
Jepera.
6-Jepera è la Divinità creatrice degli Dei, è lo Scarabeo sacro, è RA in noi, è la Seidad*.
7-Nel pomeriggio parlo con i marinai, entro, esco, e vedo l’Essere che lì si trova.
8-Questo Essere è il mio Essere, il mio Padre segreto.
9-Con lui parlo quando mi sono perfezionato.
10-Quindi ho l’esistenza e sono libero, dopo il riposo nella morte, perché ho acquisito
l’Elisir di Lunga Vita, dopo aver tracciato una lunga lista di sacrifici.
11-Il corpo della liberazione non è soggetto né alle malattie né alla morte.
12-Il corpo della Liberazione è fatto di carne ed ossa però è carne che venne da Adamo, è
carne del Cristo Cosmico.
13-Il corpo della Liberazione ha le sembianze del Divino Ravi di Galilea.
14-Il corpo della Liberazione è il corpo degli Dei.
15-Con questo corpo ci sediamo nel trono della giustizia e della verità, e così rimaniamo
esaltati come immortali in Osiris e Horus.
16-OSIRIS è l’INTIMO, “principe eterno che conta i suoi anni, che ascolta coloro che si
trovano negli stagni, che alza la sua spalla destra, che giudica i principi celestiali e che
comanda Osiris, perché Osiris comanda Osiris, perché gli Dei comandano gli Dei davanti
ai magnifici rettori sovrani che occupano il sottomondo”.
17-Tutto il segreto dell’Elisir di Lunga Vita si realizza nel Phalo di Osiris.
18-Possiamo conservare fino al corpo fisico durante lunghi eoni di tempo con l’Elisir della
Vita.
19-Il Maestro Mejnour visse sette volte sette secoli.
20-Il Maestro Zanoni conservò il suo corpo fisico per mille anni.
21-Il Conte San Germano possiede ancora lo stesso corpo fisico con cui si presentò nelle
corti d’Europa, durante i secoli XVII e XVIII.
22-Con gli elisir Bianco e Rosso entriamo nel regno del Super-Uomo, e ci convertiamo in
Dei Onnipotenti dell’Universo.

CAPITOLO VIII

CAPITOLO PER DARE ARIA NEL SOTTOMONDO

1-Dice Nu il trionfatore:
“Sono lo Sciacallo degli Sciacalli, e ottengo aria dalla presenza del Dio della Luce, e lo
conduco ai limiti del firmamento, e ai confini della terra, e alle frontiere degli estremi del
volo del ave Neveh. Così si concede aria a questi giovani esseri divini”. (Capitolo LIX de IL
LIBRO DEI MORTI).
2-Lo Sciacallo degli Sciacalli è il capo dei Magistrati del destino, è Anubis, il Dio dalla testa
di Sciacallo.
3-Anubis porta i libri del Karma, nel sottomondo.
4-Il tempio di Anubis è il tempio dei Signori del Karma.
5-Ogni essere umano ha il suo libro di negozio.
6-Quelli che apprendono a guidare il loro Ka (il corpo Astrale), possono visitare il tempio
dello Sciacallo degli Sciacalli, per consultare il proprio libro e fare i propri negozi.
7-Chi ha con che pagare, paga ed esce bene dal negozio.
8-Chi non ha con che pagare, deve pagare con dolore.
9-Fai buone opere, perché paghi i tuoi debiti.
10-Si possono anche chiedere crediti ai Signori del Karma.
11-Bisogna pagare tutto il credito.
12-Quando il Logos del Sistema Solare mi portò la tunica e il mantello di Ierofante dei
Misteri Maggiori, mi disse: “qui ti pago ciò che ti devo, per le pratiche che avete
insegnato”.
13-Chi vuole luce deve dare luce, perché riceva la sua paga.
14-Lo Sciacallo degli Sciacalli conduce alla luce per tutti i limiti del firmamento, e arriva
fino alle frontiere dell’uccello Neveh, l’enorme Serpente, uno dei quarantadue giudici del
Maat nel giudizio.
15-Questo Grande Giudice è LOGOS del Sistema Solare.
16-Lo Sciacallo degli Sciacalli lavora sotto gli ordini di questo grande Giudice.
17-Questi giovani esseri divini che lavorano con Anubis, sono i Signori del Karma.
18-L’Alchimista deve imparare a guidare il suo Ka, per visitare il tempio dello Sciacallo
degli Sciacalli e regolare i suoi negozi.
19-Nel nostro lavoro con la Pietra Benedetta, è indispensabile imparare a gestire con
coscienza i nostri negozi.

CAPITOLO IX

IL LEONE ROSSO

1-Il Leone Rosso è d’oro potabile.


2-L’oro potabile è la Kundalini.
3-La Kundalini è il fuoco del seme.
4-Bisogna separare il Leone Rosso da tutte le classi di scorie.
5-Queste scorie o impurezze, si separano dal Leone Rosso attraverso un processo di
triturazione.
6-Intendiamo qui per triturazione la Magia Sessuale e forza di volontà.
7-Questo oro potabile bisogna mescolarlo con alcool di vino per lavarlo, e distillarlo dopo
in un buon alambicco, fino a che scompaia totalmente l’acidità dell’acqua impura*.
8-L’acool di vino non è niente di meno che il vino della luce, con il quale si mescola il seme
durante i processi di trasmutazione sessuale.
9-Il vino di luce è seme trasmutato.
10-Bisogna distillare, a dire, trasmutare il seme in forma totale.
11-Così scompare l’acidità dell’acqua impura, della quale parla l’Alchimia.
12-Il Leone Rosso è Fuoco Sacro.
13-Bisogna mettere questo oro potabile dentro un recipiente ben chiuso.
14-Bisogna cuocere e ricuocere tre volte, fino a ottenere la colorazione del Sole.
15-La colorazione perfetta del Sole, è quella che ci dà il potere di resuscitare fra i morti.
16-Cristo resuscitò il terso giorno fra i morti.
17-La colorazione perfetta del Sole, è la Kundalini del corpo astrale.
18-Quando l’INIZIATO porta il suo terzo serpente fino al cuore, allora passa per la morte
simbolica, resurrezione e ascesa del nostro Signore Gesù Cristo.
CAPITOLO X

IL LEONE VERDE

1-Il Leone Verde è l’INTIMO di ognuno.


2-Questo lavoro si realizza con Vitriolo di Venere.
3-VITRIOLO.
4-Visitam interiorem in Terram Rectificatur Invenias Ocultum Lapidum.
5-Visita l’interiore della Terra che rettificando ti farà incontrare la Pietra Occulta.
6-Bisogna visitare l’interiore della nostra Terra, per incontrare la nostra Pietra Benedetta.
7-Questa Pietra benedetta è il seme.
8-VITRIOLO.
9-Vetro liquido, flessibile, malleabile. Rettificando questo liquido incontrerai la colorazione
d’oro, il Leone Verde dell’Alchimia: l’INTIMO.
10- IL VITRIOLO ha due colori: uno rosso un altro bianco.
11-Il rosso, arrossisce tutte le cose, e tinge di rosso i corpi bianchi.
12-Questo è il colore della passione.
13-Il bianco imbianca tutte le cose, e imbianca i corpi rossi dell’abisso.
14-Quando stiamo rubando il fuoco al diavolo, entriamo per le porte erotiche nel mondo
della passione, per rubargli le coppe della colonna spinale.
15-Allora i demoni tentatori ci attaccano nel sottomondo, e ci tocca affrontare grandi
battaglie con quelli, per rubargli le coppe della nostra colonna spinale.
16-Ogni coppa rubata nel sottomondo risplende non una bianchezza immacolata nel sua
vertebra corrispondente della colonna.
17-Così è come il bianco del vitriolo, imbianca tutti i corpi rossi.
18-Alla ricerca dei Leoni Rossi e Verdi, ci tocca scendere nell’abisso molte volte, e
ascendere di nuovo.
19-La porta di entrata dell’abisso è la passione carnale.
20-L’importante è dominare la bestia per rubare il fuco al diavolo.
21-Hermete Trismegisto nella sua Tabla di smeraldo dice:
22-“Separare la terra dal fuco, il sottile dallo spesso, dolcemente, con grande industria. Lui
sale dalla terra al cielo, e di seguito torna a scendere in terra, e riprende le forze delle
cose superiori e inferiori”.
23-“Così avrai tutte le glorie del mondo, per questo tutta l’oscurità si allontanerà da te”.
24-“È la forza forte di tutte le forze, perché vincerà tutte le cose sottili e penetrerà tutte le
cose solide. Così è come è stato creato il mondo” (Tavola di smeraldo).
25-Si unisce al vitriolo aria e acqua, e si purifica in un mese.
26-Terminata la putrefazione, apparirano i colori bianco e rosso.
27-Con questo vogliamo dire che dopo un certo tempo di pratica di Magia-Sessuale, svegli
il fuoco della Kundalini.
28-Lo svegliare questo fuoco non presenta nessun pericolo, perché questo si realizza
medeiante la direzione di uno specialista del mondo invisibile.
29-La colorazione rossa del vitriolo è il fuoco.
30-Paracelso dice: “Lavora con questa tintura in una storta*, e vedrai uscire da quella la
sua nerezza”.
31-Questa storta è l’Alchimia, sono i nostri organi sessuali.
32-Quando stiamo lavorando con la tintura del Leone Verde, ci assaltano i tenebrosi
dell’abisso, e per questo vediamo uscire dalla storta, la nerezza.
33-Però distillando nella storta, alla fine troviamo un liquido bianco.
34-Questo liquido bianco, sono tutti i gradi esoterici della nostra colonna spinale.
35-Bisogna rettificare incessantemente la nostra tintura, per ottenere il Leone Verde.
36-Questo Leone Verde, è il balsamo naturale di tutti i pianeti celesti, e ha il potere di
guarire tutte le malattie.
37-Il Leone Verde è il nostro angelo interno, il nostro IO Superiore, il nostro INTIMO.

CAPITOLO XI

TINTURE ASTRALI

1-Nel nostro lavoro di trasmutazione metallica, dobbiamo lavorare le tinture astrali per
lavorare nella Grande Opera.
2-Quattro parti di acqua metallica, due parti di terra del Sole Rosso, sono la tintura Madre
dell’Alchimia.
3-Si mette tutto in un recipiente, si solidifica e si disaggrega tre volte.
4-Questa è la tintura Madre dell’Alchimia, perché con questa titnura elaboriamo tutte le
sette tinture dell’Alchimia Sessuale.
5-L’acqua metallica è il seme, la terra del Sole Rosso sono i nostri organi sessuali, e lo
zolfo sole, è la Kundalini che dobbiamo svegliare praticando Magia Sessuale con la
donna.
6-È chiaro che bisogna solidificare tre volte, perché noi siamo un Trio di Corpi, Anima e
Spirito.
7-Con una oncia di tintura di sole, possiamo ottenere dal sole mille once.
8-Con una oncia di tintura di Mercurio, possiamo avere il corpo del Mercurio, etc.
9-Con la tintura lunare, possiamo trasmutare in metallo perfetto il corpo vitale.
10-Con la tintura di Mercurio possiamo trasmutare in metallo perfetto il nostro corpo
Buddhico.
11-Con la tintura di Venere possiamo trasmutare in corpo perfetto il nostro veicolo della
volontà*.
12-Con la tintura solare possiamo trasmutare in metallo perfetto il nostro corpo Astrale, o
CRESTOS COSMICO.
13-Con la tintura di Saturno possiamo trasmutare in metallo perfetto il nostro corpo
Mentale, etc.
14-Con la tintura di Marte trasmutiamo in metallo perfetto L’Anima-Coscienza del nostro
corpo fisico e diamo a tutti i nostri metalli la forza del ferro.
15-Per questo la tintura d’oro ci unirà con l’UNO, con la LEGGE, con il PADRE.
16-I nostri sette corpi sono influenzati da sette pianeti.
17-I nostri sette serpenti sintetizzano tutte le saggezze dei sette Cosmocreatori.
18-Ognuno dei nostri sette corpi deve sintetizzare tutta la perfezione di ognuno dei sette
Cosmocreatori.
19-Dobbiamo lavorare con la nostra Pietra Benedetta nel recipiente del nostro laboratorio
sessuale, fino ad ottenere la Fenice dei filosofi.
20-Così è come noi dopo essere morti resuscitiamo come la Fenice della filosofia.
21-Ognuno di noi nel fondo è una stella, e dopo aver lavorato con le tinture astrali fino a
trasmutare tutti i nostri sette corpi in veicoli di perfezione, allora ritorniamo al seno del
Padre.
22-I sette esseri ordinatori, i setti Logos Planetari del nostro Sistema Solare, nell’alba della
vita si sparsero come si spandono le fiamme, e dalla loro espansione risultarono milioni di
particelle divine evoluzionandosi attraverso il Mavantara.
23-Ogni particella divina deve realizzarsi come MAESTRO di trasmutazioni metalliche e
ritornare al PADRE.
24-Tutte le fiaccole devono ritornare alle fiamme da dove uscirono, però conservando la
propria individualità.
25-“Il Libro dei Morti” dice:
26-“Guardate: il Dio con una faccia, sta con me, Salve, o sette esseri ordinatori, che
sostenete la bilancia, la notte del giudizio dell’Utchat, che decapitate e sgozzate; che con
violenzia vi impossessate dei cuori e rompete i petti; che perpetuate uccisioni nel Lago di
Fuoco: vi conosco e so i vostri nomi. Conoscetemi, per sapere come so i vostri nomi.
Avanzo verso di voi; pertanto, avanzate verso di me, poiché vivi in me e io vivrò in voi.
Datemi vigore con ciò che avete nelle vostre mani, a dire, con il bastone del comando che
le vostre destre impugnano. Ordinate vita per me, con le vostre frasi anno dopo anno,
conferitemi sgardi di anni sui miei anni di esistenza, moltitudini di mesi di esistenza, e notti
innumerevoli sulle mie notti di esistenza, e concedetemi che sorga e splenda nella mia
statua; e aria per le mie narici, e potere alle mie pupille affinché vedano gli esseri divini
che vivono nell’orizzonte, il giorno del computo omogeneo dei peccati e delle nefandezze”
(dal capitolo LXXVIII, “capitolo sul sorgere di giorno”, pagina 133: IL LIBRO DEI MORTI).*
27-Il Dio con una faccia che sta in noi, è l’INTIMO.
28-I sette ordinatori sostengono la bilancia del giudizio e decapitano e sgozzano gli
alchimisti per realizzarli come Maestri di trasmutazioni metalliche.
29-Ogni volta che uno dei nostri sette serpenti si alza dalla vertebra del collo alla testa,
passiamo per il simbolico sgozzamento di San Giovanni Battista.
30-I sette Geni planetari si impossessano dei cuori e rompono i petti, per liberare le anime
del sottomondo, e portarle fino al luogo della luce.
31-I sette LOGOS perpetrano uccisioni nel Lago di Fuoco.
32-Bisogna morire per vivere, bisogna morire per il mondo, per vivere per il PADRE, e nel
magistero del Fuoco dobbiamo morire e resuscitare come la Fenice dell’Alchimia
Sessuale.
33-Gli Dei immortali ci danno vigore con il bastone del comando che impugnano nella loro
destra.
34-Questo bastone è la nostra Colonna spinale, la nostra canna di Bambù dai sette nodi,
per dove salgono i sette serpenti caldi.
35-Con gli elisir rosso e bianco otteniamo l’Elisir di Lunga vita, e anche se siamo incarnati
nella nostra statua, a dire, nel nostro corpo fisico, si aprono i mondi interni, i possiamo
vedere questi giovani esseri divini che vivono nell’orizzonte e che portano i libri di racconti
del mondo.
36-Con le tinture astrali torniamo al seno del PADRE, e ad ascoltare parole ineffabili.
37-Tutto il potere è rinchiuso nella Saggezza dei Serpenti.
38-“Il Libro dei Morti”, dice il seguente:
39-“Sono il Serpente Sata, dilatato negli anni.
Muoio e nasco ogni giorno. Sono il Serpente Sata che vive nei confini della terra. Muoio e
rinasco, e mi rinnovo e raggiungo la gioventù tutti i giorni”. (Capitolo XCIII, capitolo di
metamorfosizzarsi nel Serpente Sata”. IL LIBRO DEI MORTI).
40-La tintura Lunare è di colore violaceo. La tintura di Mercurio è gialla. La tintura di
Venere è indaco. La tintura solare blu intenso, e dorato. La tintura di Marte è rossa. La
tintura di Giove è blu e porpora. La tintura di Saturno è verde, grigia e nera.
41-L’Alchimista deve lavorare le sette tinture per trasmutare tutti i suoi metalli.

CAPITOLO XII

I DUE TESTIMONI

1-“E darò ai miei due testimoni, e loro profetizzeranno per milleduecentosessanta giorni,
vestiti da tuniche”.
“Queste sono le due olive e i due canderieri che si trovano davanti al Dio della terra”.
“E se qualcuno vuole fare del male a loro, esce fuoco dalla loro bocca e divora ai suoi
nemici: e si qualcuno vuole fare loro del male, è necessario che codesta persona sia
morta.
Questi hanno il potere di chiudere il cielo; che non piova nei giorni della tua profezia, e
hanno potere sulle acque per convertirle in sangue, e per ferire la terra con tutte le piaghe
quante volte vogliano”. (Vers. 3,4,5,6: Cap. II APOCALISSE).
2-I due testimoni dell’Apocalisse, sono i nostri due cordoni ganglionari per dove sale il
seme fino al calice della nostra testa.
3-Quando noi ritiriamo il membro virile dalla vagina senza disperdere il seme, allora
questo sale per questi due cordoni ganglionari fino al calice (il cervello).
4-Questi due cordoni ganglionari sono chiamati in Oriente Idà e Pingalà.
5-Idà è il cordone ganglionare della destra; Pingalà è il cordone ganglionare della sinistra.
6-Atraverso questi due canali nervosi sale il seme fino alla testa, quando freniamo
l’impulso animale.
7-Questi sono i due testimoni, le due olive e i due candelieri che si trovano di fronte al Dio
della terra.
8-Questi sono i due Uraeus: del Sud e del Nord che brillano nella fronte.
9-Per questo gli antichi re avevano due corone nella testa, e sopra l’intracciglio il serpente
sacro.
10-Gli atomi solari del nostro sistema seminale salgono per il canale ganglionare della
destra.
11-Gli atomi solari del nostro sistema seminale salgono per il canale ganglionare della
sinistra.
12-Il cordone ganglionare della destra è relazionato con la narice destra.
13-Il cordone ganglionare della sinistra è relazionato con la narice sinistra.
14-Quando gli atomi solari e lunari del nostro sistema seminale fanno contatto vicino al
Triveni nel Chakra Muladhara situato sopra il coccige, allora sveglia la Kundalini ed entra
per l’orifizio inferiore della colonna spinale.
15-L’ascesa della Kundalini dipende dai meriti del cuore.
16-Gli atomi solari e lunari del nostro sistema seminale, fanno contatto con l’osso coccigeo
quando impariamo a ritirarci dalla donna senza disperdere il seme.
17-Nei templi della Lemuria uomini e donne entravano nel contatto sessuale per riprodurre
la specie, però nessuno disperdeva il seme.
18-Le gerarchie divine utilizzavano solo uno spermatozoo per fecondare la matrice, e uno
spermatozoo facilmente esce dai vasi ormonali.
19-Non c’è necessità di fornicare per riprodurre la specie.
20-L’eiaculazione seminale è proprietà esclusiva della specie animale, però non della
specie umana.
21-L’essere umano deve fare salire il suo seme per i due cordoni ganglionari fino al calice
“il cervello”.
22-Furono i maghi neri ad insegnare all’uomo ad eiaculare il seme, come gli animali.
23-Con il tradimento dei misteri di Vulcano, i maghi nei del polo contrario di questo
santuario insegnarono all’uomo Magia- Sessuale nera.
24-I misteri del SESSO sono del santuario di Vulcano.
25-Quando i guardiani di questo Santuario si lasciarono sedurre dai fratelli dell’ombra,
allora commisero il crimine di tradire i misteri.
26-I maghi neri eiaculano il seme durante gli atti di Magia-Sessuale negativa.
27-Allora il Serpente scende fino agli inferni dell’uomo, e l’essere umano si converte in un
demonio perverso.
28-La coda con cui si rappresenta Satana è la Kundalini dei maghi neri, diretta fino in
basso fino agli inferni dell’uomo.
29-Quando il Serpente sale rappresenta il serpente di bronzo che guariva gli Israeliti nel
deserto.
30-Quando il serpente scende, significa la coda di satana, il serpente tentatore dell’Eden,
l’orribile serpente Pitone di sette teste che Apollo, irritato, ferì con le sue frecce.
31-Il serpente della fornicazione è maledetto.
32-“E Geova, Dio, disse al serpente: per quanto hai fatto ciò, sarai maledetta fra tutte le
bestie e fra tutti gli animali della foresta; sopra il tuo petto andrai, e polvere mangerai tutti i
giorni della tua vita”. (vers. 14, cap. 3 GENESIS).
33-Noi dobbiamo scacciare il serpente tentatore dell’EDEN.
34-NU, dice: “¡O serpente! Sono la fiamma che brilla nell’iniziatore di centinaia di migliaia
di anni, e lo stendardo di Dio Anpu; o come altri dicono, l’insegna delle piante e dei fiori
giovani. Allontanati da me, poiché sono io il Maftet divino” (cap. XL: “Capitolo su proibire
che i serpenti facciano presa in Osiris Nu, nel mondo sotterraneo” IL LIBRO DEI MORTI).
35-Noi dobbiamo scacciare il serpente tentatore dell’EDEN, e non disperdere il seme.
36-Il vittorioso OSIRIS ANI, dice: “Sono il grande figlio della grande; sono il figlio fuoco del
fuoco, a colui cui diedero la testa sgozzata. Non si tolse la testa ad Osiris così, dunque,
non si tolga la testa di Osiris Ani. Mi sono incontrato io stesso, mi sono fatto totalmente e
completo, ho rinnovato la mia gioventù; sono Osiris; padrone dell’Eternità” (cap. XLIX
“Capitolo di non permettere che si decapiti un uomo nel mondo sotterraneo” IL LIBRO DEI
MORTI).
37-La fiamma che vive dentro di noi è figlia della fiamma, è il grande figlio del grande.
38-A questo Osiris del Maestro, si porta la testa dopo che è stata sgozzata.
39-Quando il serpente sacro passa dalle vertebre del collo alla testa, passiamo per lo
sgozzamento di Giovanni Battista.
40-Nessuno può tagliare la testa dell’INTIMO, però dobbiamo evitare di cadere nell’abisso.
41-Noi ci rendiamo completi e ci facciamo padroni dell’eternità, pieni di eterna gioventù,
quando abbiamo alzato la nostra Kundalini sopra la colonna, così come lo fece Mosè nel
deserto.
42-Dobbiamo trasformarci nel divino coccodrillo.
43-Nu, il vittorioso cancelliere capo dice: “Sono il coccodrillo divino che regna con terrore,
sono il divino coccodrillo, e catturo le mie prese come una bestia rapace. Sono il grande e
poderoso pesce della città di Quemur. Sono il signore al quale si riverisce e davanti al
quale si prostrano nella città di Sejem” (cap. XCIV “capitolo su come trasformarsi in
coccodrillo” IL LIBRO DEI MORTI).
44-Questo divino coccodrillo è l’INTIMO.
45-Questo è il divino coccodrillo che cattura le sue prede come una bestia rapace.
46-Queste prede sono gli estratti animici di tutti i suoi veicoli, che l’INTIMO assimila per
realizzarsi come Maestro del Mavantara.
47-È il grande e poderoso pesce che esce dalle acque della vita, per realizzare l’universo
interiore.
48-È il signore al quale riveriamo, e che vive dentro di noi stessi.
49-Nu, vittorioso soprastante del palazzo, cancelliere capo dice: “Salve, Serpente Rerek,
non ti avvicinare, contempla Seb e Shu, in Ra, e le ossa che aprirai del gatto impuro”
(cap.XXXIX “capitolo su come scacciare i serpenti” IL LIBRO DEI MORTI).
50-Il serpente Rerek è il serpente della fornicazione, che trema davanti al Dio vivo, e che
rompe le ossa del gatto impuro, perché lo unge nell’abisso della disperazione.
51-“Io sono il coccodrillo sacro Sevekh. Io sono la fiamma dai tre stoppini, e i miei stoppini
sono immortali; Io entro nella regione di Sekem; Io entro nella regione delle fiamme che
hanno sconfitto i miei avversari” (IL LIBRO DEI MORTI).
52-Il coccodrillo sacro Sevekh è l’INTIMO.
53-L’INTIMO è la fiamma dei tre stoppini.
54-Questi tre stoppini sono: l’Anima Divina, l’Anima Umana, e la Mente-Cristo.
55-Noi entriamo nel Nirvana quando abbiamo sconfitto i nostri avversari, quando abbiamo
vinto il Serpente tentatore dell’Eden, quando abbiamo sconfitto i quattro corpi del peccato.
56-Non bisogna disperdere neanche una sola goccia del seme.
57-Bisogna fare salire la nostra energia seminale per i due cordoni ganglionari fino al
cervello, per fare salire il Serpente Sacro della Kundalini lungo la Colonna Spinale,
attraverso le trentatrè vertebre.
58-In ognuna delle trentatrè vertebre esistono poteri terribili.
59-Allo stesso modo entriamo in ognuna delle trentatrè camere sante, e apprendiamo la
saggezza divina.
60-Questi sono i sette pani offerti a Horus.
61-Dobbiamo mangiare di questi sette pani.
62-Non mangiamo immondizia, non mangiamo nulla di abominevole.
63-L’immondo, l’abominevole, si chiama fornicazione, adulterio, odi, egoismi, appetiti,
invidie, dottrine pseudo-spirituali, etc.
64-Tutto ciò è cibo abominevole, tutto ciò è immondizia.
65-Mangiamo dei sette pani, alimentiamoci con questa saggezza divina.
66-Dobbiamo fare salire la nostra energia seminale per i due testimoni.
67-Queste sono le due olive del Tempio.
68-Questi sono i due candelabri che si trovano davanti al Dio della Terra.
CAPITOLO XIII

IL CAOS

1-“Nel principo Dio creò i cieli e la terra”.


“E la terra era disordinata e vuota, e le tenebre erano sopra l’abisso, e lo spirito di Dio si
muoveva sopra le acque”.
“E disse Dio: sia la luce: e fu la luce”.
“E Dio vide che la luce era buona: e Dio separò la luce dalle tenebre”.
“E Dio chiamò la luce giorno, e le tenebre le chiamò notte, e fu il pomeriggio e la mattina
un giorno”.
“E Dio disse: ci sia un’apertura in mezzo alle acque e separò le acque dalle acque”.
“E Dio fece l’espansione e separò le acque che stavano sotto l’espansione, dalle acque
che stavano sopra l’espansione: e così fu”.
“E dio chiamò l’espansione cieli: e fu il pomeriggio e la mattina il giorno secondo”.
“E Dio disse: si uniscano le acque che stanno sotto i cieli in un luogo, e si scopra la secca:
e così fu”.
“E Dio chiamo la secca, terra e chiamò mari la reunione delle acque, e Dio vide che era
buono”. (Vers. 1 a 10, cap. 1: GENESIS)”.
2-Se l’uomo, vuole creare i suoi corpi di liberazione per realizzarsi come un maestro del
Mavantara, deve fare lo stesso che fece Dio fecondando il Caos del suo sistema seminale,
perché da lì sorga l’universo interiore.
3-Il Caos è il Seme, e se vogliamo creare come Dei, dobbiamo fecondare il Caos con il
fuoco vivificatore, perché da lì sorgano i nostri corpi di perfezione, con i quali noi ci
realizziamo come Maestri del Mavantara.
4-Il Caos è il miscuglio di acqua e fuoco.
5-Il Caos è la semenza del Cosmo.
6-L’acqua del Caos è l’abitacolo del fuoco.
7-La terra si ridurrà ad acqua, e l’acqua è l’abitacolo del fuoco.
8-Il nostro corpo materiale, a dire, la nostra terra individuale, si riduce all’acqua del seme,
e se noi fecondiamo questo Caos del seme con il fuoco dello Spirito, sorge da lì il
Bambino d’oro dell’Alchimia Sessuale, l’IO-CRISTO che sale fino al Padre e che ci rende
Dei e sacerdoti dell’Universo.
9-La GENESIS è un libro di Alchimia.
10-E se noi vogliamo creare il nostro universo interiore, dobbiamo fare lo stesso che fece
Dio quando creò l’Universo.
11-Bisogna separare le acque dalle acque, collocando il materiale grezzo tra le profondità
dell’abisso interiore, e elevare la nostra forza cristica sublimando la nostra energia
seminale per collocarla sopra il nostro cielo divino, dove risplende la gloria dell’INTIMO.
12-Questo è un lavoro di Alchimia Sessuale.
13-Per questo dice Ermete Trismegisto: Separerai la terra dal fuoco, il sottile dallo spesso,
dolcemente, con grande industria. Lui sale dalla terra al fuoco, e di seguito torna a
scendere in terra, e riprende la forze delle cose superiori e inferiori (Tavola di smeraldo).
14-Questo è il nostro Lavoro benedetto della Grande Opera.
15-Bisogna lavorare sopra il nostro Caos per separare le tenebre dalla luce, e dargli alle
tenebre la residenza del nostro Dio.
16-Dobbiamo fare la Genesis dentro noi stessi.
17-Dice Ermete Trismegisto: “Ciò che sta in basso è come ciò che sta in alto, e ciò che sta
in alto è come ciò che sta in basso, per fare i miracoli di una sola cosa” (Tavola di
Smeraldo).
18-Il Caos dell’Universo risiede ora nel nostro sistema seminale, e se Dio per creare
l’Universo tenne che fecondare le acque del Caos con il fuoco, a noi tocca fare lo stesso,
fecondando le acque del nostro Caos, a dire, il Seme, con il fuoco della Kundalini, per fare
sorgere il nostro Universo interiore e convertirci in Dei Ineffabili. Questo si chiama Alchimia
Sessuale.
19-Le acque sopra-celesti del Caos sono puro Seme, e da questo Seme uscì l’Universo.
20-Queste acque sopra-celesti della GENESIS sono una sostanza molto pura, flessibile e
infiammata, però che non si consumi mai.
21-Questo è il Paradiso, dove Adamo viveva prima della caduta.
22-Fecondiamo il Caos (SEME); separiamo le acque dalle acque collocando il materiale
grezzo nell’abisso, e il divino e il sublime nel nostro firmamento interiore, perché ci
convertiamo in Dei dell’Universo.
23-Adesso il nostro sistema seminale, a dire, la nostra terra, è tutta disordinata e vuota, e
le tenebre stanno ora sopra l’abisso. E lo Spirito di Dio si muove sopra le nostre acque
seminali.
24-Facciamo la luce, fratelli, facciamola rubando la luce alle tenebre, per mezzo della
Magia Sessuale.
25-La luce è buona, separiamoci dalle tenebre.
26-Separiamo le acque dalle acque, a dire, la luce delle tenebre, e uniamo le acque
tenebrose nell’abisso, per scoprire la secca: un ricco universo interiore, corpi di
perfezione, e così noi ci realizzeremo come Maestri di codesto Eden interno e delicato
dove brillano le fiaccole del cielo, e da dove escono tutte le creature viventi.
27-Realizziamo la GENESIS in noi stessi per mezzo dell’Alchimia Sessuale.
28-La GENESIS è un trattato di Alchimia Sessuale.
29-“Tale come è in alto è in basso”.
30-Il Caos del Macrocosmo si trova anche nel Microcosmo.
31-Le acque del Caos stanno nelle nostre ghiandole sessuali.
32-Queste acque sono il Seme.
33-Se Dio ha dovuto fecondare le acque per creare l’Universo, a noi tocca fare lo stesso.
34-Queste acque sono il seme dei nostri organi sessuali.
35-Così, già troviamo la chiave del movimento perpetuo.
36-E quando siamo Dei fecondando il Seme con il Fuoco, faremo sorgere universi
maestosi dentro le terribili profondità della nostra coscienza superlativa.
37-Quando i discepoli e maestri vogliono entrare in una nuova INIZIAZIONE, devono
sollecitare l’entrata allo stesso LOGOS del Sistema Solare.
38-Allo stesso modo quando già il maestro si libera dei quattro corpi del peccato, allora già
non necessita di chiedere l’entrata perché è entrato nel mondo degli dei, ed è anche lui un
Dio.
39-Il Maestro che è arrivato a queste alture, sa che entrare in una Iniziazione più elevata,
significa fecondare il suo Caos per fare nuove creazioni interne, il che significa nuove
responsibilità di fronte alle leggi karmiche.
40-I Maestri stanno fecondando i nostri Caos incessantemente, per creare universi interni
ogni volta più grandiosi, ogni volta più perfetti.
41-Quanto più grandiosi sono questi universi interni, tanto più responsabilità karmiche
hanno i suoi creatori.
42-Per quello è che noi Buddha già non abbiamo bisogno di sollecitare al Logos l’entrata a
nuove iniziazioni.
43-Noi Buddha abbiamo già l’età sufficiente per compromettere la solenne responsabilità
di tutte le creazioni interiori.
44-Il Logos che è già capace di creare un sistema solare e di cristallizzarlo con i Tattwa,
ha una gravissima responsabilità karmica incessantemente più grave che quella degli
ARHAN.
45-Un Logos crea fecondando il suo proprio Caos seminale sessuale.
46-Così, fecondando il nostro Caos, noi ci convertiamo in Dei ineffabili, in Logos solari, in
Logos costellari, etc.
47-La GENESIS racchiude la chiave del movimento continuo.
48-La GENESIS è un libro di attualità palpitanti.
49-La GENESIS è un trattato di Alchimia Sessuale.
50-Già abbiamo incontrato così, la chiave del movimento perpetuo; l’Elisir di lunga vita e la
pietra filosofale.
51-Adesso dobbiamo entrare nel mondo degli Dei.
52-Bisogna entrare nel regno del Super-Uomo.
53-Abbiamo bisogno di elevarci al regno sopra-umano.
54-Abbiamo bisogno di convertirci in gerarchi del fuoco.

CAPITOLO XIV

I TATTWA DELLA NATURA

1-Tattwa è vibrazione dell’Etere.


2-I Tattwa sono l’anima degli elementi.
3-I Tattwa sono elementi in se stessi.
4-Quando un Logos feconda il suo caos, i Tattwa entrano in azione.
5-Gli elementi terrra, acqua, aria, fuoco, esistono in tutti i piani di coscienza cosmica.
6-Questi elementi nei mondi interni sono chiamati Tattwa.
7-L’alchimia si basa nel caos e nei tattwa.
8-L’Akash è il principio dell’Etere.
9-Vayu è il principio dell’aria.
10-Tejas è il principio del fuoco.
11-Apas è il principio dell’acqua.
12-Pritvi è il principio della terra.
13-I Tattwa Anupadaka e Adi Tattwa sono totalmente spirituali.
14-Nel mondo fisico i Tattwa, Vayu, Tejas, Pritvi, Apas e Akash sono conosciuti
principalmente come elementi della natura.
15-L’orario Tattwico più esatto è quello della natura.
16-Giorni di vento e uragani sono influenzati da Vayu.
17-Quando c’è calore intenso e molto sole, sta vibrando il Tattwa Tejas.
18-Giorni di molta pioggia sono di Apas.
19-Giorni di primavera pieni di bellezza sono di Pritvi.
20-Ore piene di noia e monotonia, sono di Akash.
21-I Tattwa vivono incessanti trasmutazioni alchemiche.
22-L’Alchimia ha il suo fondamento nel Caos e nei Tattwa.
23-Un maestro di trasmutazioni metalliche è anche un maestro di Tattwa.
24-¿Cos’è il Raggio?
25-Il raggio è terra trasmutata.
26-Il raggio è Pritvi trasmutato in Tejas.
27-La terra si trasmuta in acqua, l’acqua in aria e l’aria in fuoco.
28-Pritvi si trasmuta in Apas, Apas si vaporizza in Vayu, e Vayu si trasforma in Tejas.
29-Tutte queste trasmutazioni tattwiche si fondano nel caos, a dire, nel seme della natura,
nella sostanza cristonica del Logos Solare.
30-Le trasmutazioni tattwiche sono la causa causorum delle trasmutazioni degli elementi
della natura.
31-Se la terra si riduce ad acqua è perché Pritvi si è ridotto ad Apas, e questa è
trasmutazione tattwica.
32-Se l’acqua si converte in aria e l’aria in fuoco è perché Apas si è trasmutato in Vayu, e
Vayu si è trasmutato in Tejas.
33-Così poi, l’anima degli elementi vive in incessanti trasmutazioni alchemiche, e per
questo è che vediamo la terra ridursi in acqua, l’acqua in aria e l’aria in fuoco.
34-Tutte queste trasmutazioni degli elementi della natura si verificano non solo
esternamente, ma anche internamente in tutti i piani della coscienza cosmica.
35-Non solamente nel pianeta terra, ma anche nel pianeta uomo.
36-Le trasmutazioni tattwiche sono alchimie sessuali.
37-Nel pianeta uomo vediamo Pritvi ridursi nell’acqua del seme e vediamo questo caos
seminale trasmutarsi in sottilissimi vapori, e a questi vapori di Vayu trasmutarsi per ultimi
in Tejas, cioè in fuoco.
38-La dottrina dei Tattwa è trascendentale, perché in questa sono richiuse le chiavi
supreme della Magia Sessuale.
39-La terra si converte in acqua, quando l’acqua, per i movimenti calorici dell’interiore
della terra, penetra per i suoi condotti in forma di sottilissimi vapori.
40-Allora la terra, come è nella natura del sale, si riduce ad acqua, e questa acqua
attraverso il calore evapora fino a convertirsi in aria, e dopo un certo tempo di digestione si
converte in raggi e tuoni, cioè, in fuoco.
41-Così è come Pritvi (terra) si converte in Apas (acqua).
42-Così è come Apas si trasforma in Vayu (aria).
43-Così è come Vayu si trasforma in Tejas (fuoco).
44-Tutte queste trasmutazioni tattwiche si realizzano mediante il caos (seme cristonico).
45-Tutte queste trasmutazioni tattwiche sono Alchimia Sessuale.
46-Tutte queste trasmutazioni tattwiche si verificano nel nostro laboratorio organico,
quando stiamo praticando Magia Sessuale.
47-Nostra terra, a dire, il nostro organismo umano, si riduca all’acqua, a dire, a seme,
durante la nostra eccitazione sessuale.
48-Il membro viril nello stato di erezione fa aumentare il seme nei vasi delle nostre
ghiandole sessuali.
49-Così è come il calore sel SESSO agisce trasmutando la nostra terra individuale in
acqua pura, cioè, in seme cristonico.
50-Al frenare l’impulso sessuale, questa acqua (seme), si trasmuta nei sottilissimi vapori
seminali che ascendo per i nostri due cordoni ganglionari fino al calice del cervello.
51-Dopo un certo tempo di digestione, le correnti solari e lunari dei nostri vapori seminali
fanno contatto vicino a Triveni, sopra l’osso sacro, perché fluisca il fuoco sacro della
Kundalini.
52-Così è come Pritvi si trasmuta in Apas.
53-Così è come Apas si trasmuta in Vayu.
54-Così è come Vayu si trasmuta in Tejas.
55-Così è come noi ci convertiamo in Maestri di Tattwa.
56-Quando un Logos feconda il suo caos, produce una serie di trasmutazioni tattwiche
che vengono a cristallizzarsi per ultime in elementi fisici della natura.
57-Così è come il Logos può creare sistemi solari, popolati da tutte le classi di esseri.
58-Anche noi durante i nostri scambi di Magia Sessuale, fecondiamo il nostro caos con il
fuoco sacro della Kundalini, il cui risultato è una serie di trasmutazioni tattwiche dentro il
nostro proprio laboratorio organico, fino a realizzare il Re Sole, il Maestro di trasmutazioni
metalliche, dentro le profondità vive della nostra coscienza interiore.

CAPITOLO XV

FOAT DIVINO

1-Gli Astri invisibili che palpitano dentro le profondità dell’infinito, sono chiamate ineffabili.
2-Noi siamo scintille staccate da quelle fiamme eterne.
3-Prima che la scintilla si stacchi dalla Fiamma, è Fiamma stessa.
4-Noi siamo stati questa fiamma.
5-Noi siamo stati questi Logos ineffabili che nell’alba della vita hanno fecondato il Caos
con il nostro fuoco sacro, perché germini dalle acque della vita il semenzaio del Cosmo.
6-Le acque sopracelesti sono puro seme.
7-Queste acque sono richiuse dentro le nostre ghiandole sessuali.
8-L’aria e il fuoco di queste acque sono l’Eden ineffabile che risiede dentro noi stessi, nelle
profondità della nostra coscienza.
9-La BIBBIA nel Genesis, capitolo I, ci parla di queste acque.
10-DANIEL, 3, 6, nei salmi 104, 3 ci parla di queste acque sopracelesti del Caos
Universale.
11-Questo Caos è il nostro stesso Seme Cristonico.
12-Questo vetro liquido, flessibile, malleabile, è una sostanza infiammata, però non
consumata, che costituisce la dimora delgi Angeli, Serafini, Troni, Virtù, Potestà, etc.
13-Questa sostanza Cristonica è il Caos da dove sorge la vita.
14-Questo è il Cristo in sostanza, il Cristo .liquido che risiede dentro le nostre ghiandole
sessuali.
15-Le acque sopracelesti sono compenetrate con l’aria sopraceleste e dal fuoco divino
dove vivono gli Dei dell’inalterabile infinito.
16-Se noi disperdiamo queste acque durante lo scambio sessuale, disperdiamo anche
l’aria sopraceleste e il fuoco divino che vive dentro queste acque.
17-Così è come sprofondiamo nei nostri propri inferni atomici e in mondi di tenebre dove
no si sente se non il pianto e il digrignare di denti,
18-Il fuoco e l’acqua sono elementi superiori.
19-Il fuoco nella sua assoluta semplicità, è il sommo di tutte le perfezioni.
20-L’aria poiché è meno pura, non arriva a penetrarlo a fondo né fondersi con lui, se non
unicamente quando è stata depurata in forma assoluta.
21-Il fuoco elementale è concentrato nelle luci del cielo.
22-Queste luci sono gli astri ineffabili, i Logos planetari che ci inviano i loro raggi per
aiutarci nella nostra evoluzione cosmica.
23-Il fuoco purifica tutte le cose, trasmutandole in perfezioni ineffabili.
24-Il fuoco opera nel centro di ogni pianeta, e nel cuore di tutta la vita.
25-Il fuoco ha il suo abitacolo nell’acqua, e se noi disperdiamo queste acque, disperdiamo
anche il fuoco e rimaniamo nelle tenebre.
26-Il movimento sessuale provoca l’emozione: l’emozione mette in movimento la
respirazione: l’aria, e l’aria soffia la vita sopra il fuoco quando gli atomi solari e lunari fanno
contatto con il coccige.
27-Così è come si sveglia la Kundalini, e noi arriviamo alla fusione con l’INTIMO.
28-Il fuco non può sopportare l’acqua cruda, ma deve trasmutarla in sottilissimi vapori,
mediante il calore.
29-Quando questi vapori si trasmutano in correnti lunari e solari, allora l’acqua già è
sufficientemente trasmutata e purificata come per fondersi eternamente con il fuoco della
Kundalini.
30-Questo lavoro è Alchimia Sessuale.
31-Il fuoco purifica l’aria, l’aria purifica l’acqua, e l’acqua purifica la terra, con il movimento
continuo del fuoco.
32-Così è come gli elementi, gli uni con gli altri, si vanno purificando.
33-L’acqua del seme opera sul fuoco, recludendolo dentro i nostri organi sessuali, per
eleverlo in seguito lungo la nostra colonna spinale.
34-Il fuoco lavora sui nostri quattro corpi del peccato, per elevarli al suo proprio grado di
perfezione.
35-Per mezzo del fuoco estraiamo dai nostri quattro corpi del peccato, l’olio puro dello
spirito.
36-Questo olio si accende spogliato dalle sue impurezze, e brucia come fiamma ineffabile.
37-Così è come opera sul pianeta uomo, togliendo le disuguaglianze degli elementi e
portandoli tutti alla perfezione per convertirli in fuoco vivo.
38-Così è come il fuoco purifica gli elementi prima di assimilarli in forma totale.
39-Nella natura vediamo la terra ridursi in acqua e l’acqua trasmutarsi in aria, in nubi, e
per ultimo in fuoco, in tuoni, in raggi e scintille.
40-Questo fuoco del cielo provoca pioggia e la pioggia rende vive le viscere dei semi,
perché sorga la vita.
41-Questi spruzzi reiterati lavorano le semenze della terra, dove è richiuso il fuoco della
vita aitante e attiva.
42-L’acqua del cielo, operando sui semi per fare sorgere il fuoco della vita, è pura Alchimia
Sessuale.
43-Il fuoco della Kundalini, operando sul nostro seme seminale, fa sgorgare la vita
interiore, un universo atomico interno, pieno di perfezioni ineffabili.
44-Così è come il pianeta uomo, puro dalle sue scorie, prende consistenza con il fuoco
dello spirito e si converte in fiamma eterna.
45-Il vecchio Fenix nel suo nido di aquila ribelle, si nutre con il fuoco sacro, e le sue
creature gli cavano gli occhi, il quale produce la bianchezza immacolata dello spirito
ineffabile che risplende negli angoli dell’Universo.
46-Così è come trasmutiamo tutti i nostri metalli nell’oro puro dello spirito.
47-Questo è il GRANDE ARCANO.
48-Tutti quegli INIZIATI che prima di te hanno voluto divulgare il Grande Arcano, morirono.
49-Nell’Età Media, quegli Iniziati che tentavano di divulgare il Grande Arcano, erano morti
già per le maglie di Nesus, già per i rami profumati, già per il pugnale, o per il patibolo.
50-Nel vecchio Egitto dei Faraoni, quelli che tentavano di divulgare il Grande Arcano,
erano condannati a morte.
51-Gli tagliavano la testa, gli portavano via il cuore, e le loro ceneri erano disperse ai
quattro venti.
52-Solo c’è stato un uomo nella vita che ha potuto divulgare il Grande Arcano e non morì.
53-Questo uomo sono io: SAMAEL AUN WEOR.

CAPITOLO XVI

I SETTE GIORNI DELLA CREAZIONE

1-Entriamo adesso nello Spagirismo Alchimista (arte di depurare i metalli).


2-Spagirìa o medicina Spagirica viene dal greco Span (estrarre) e da Agyris (reunione).
3-Questo è estrarre e reunire.
4-Tutti i grandi Arcani della medicina occulta si trovano nell’Eden, e l’Eden è lo stesso
SESSO.
5-In tutti i vegetali esiste il Caos, e dentro il Caos ci sono i Tattwa.
6-Il Caos di tutto il vegetale è il Seme.
7-Ugualmente succede con la pianta Uomo.
8-Il Caos dell’Uomo risiede nelle sue ghiandole sessuali.
9-Quando noi fecondiamo il Caos, trasmutiamo Tattwa.
10-La sostanza Cristonica del LOGOS Solare è il Seme Caotico, sopra il quale si fondano
tutti i poteri dell’Uomo.
11-Quando il Seme dei vegetali entra in attività, allora questi diventano bellissimi,
fioriscono e si riempiono di frutti.
12-Così quando il seme vegetale si debilita o si secca, allora le piante si riempiono di
tristezza, languidiscono e muoiono.
13-Lo stesso succede con l’Uomo: quando trasmuta la sua energia seminale si riempie di
bellezza, di vita e di allegria; però quando guasta il suo seme in passioni animali allora si
riempie di tenebre e di morte.
14-Gli Spagiristi spremevano le piante per ottenerne il succo.
15-Dopo depositavano questo succo in un recipiente ben chiuso, e lo mettevano in un
luogo fresco fino a raggiungere una fermentazione completa.
16-Terminata la fermentazione, collocavano il recipiente in un fornello perché l’alcol
potesse salire.
17-Bisogna cuocere, cuocere e ricuocere senza stancarsi di questo.
18-L’acool lievita in forma di strisce, e bisogna scaldarlo e distillarlo sette volte.
19-Nella settima distillazione tutta la mucosità o residuo acquoso è scomparsa in forma
totale.
20-In ogni distillazione, il residuo acquoso si separa dall’acool.
21-Nella settima distillazione l’acool è puro, ed è puro vino di luce.
22-L’estrazione dell’acool o essenza pura dei vegetali, si ottiene triturando una grande
quantità di piante e raccogliendo i loro succhi per farli fermentare e dopo per distillarli sette
volte.
23-L’importante è separare lo spirito dal residuo o mucosità.
24-Senza dubbio anche la mucosità deve essere distillata con metodi alchemici, perché è
una sostanza che ha virtù notevoli.
25-Il tartaro rimane attaccato al barile, è il sale dei vegetali, che può essere estratto
saggiamente per saggi usi medicinali.
26-Questo sale ha due aspetti: il sale fisso e il sale volatile.
27-L’Arcano preziosissimo che dobbiamo estrarre dalle piante secondo la dottrina
Spagirista, è la sostanza cristica, il LOGOS immortale che dorme accucciato nella parte
profonda del tempio.
28-Qui si combina ritmo, pianeta, zodiaco e tattwa.
29-Ora bene; dobbiamo avvertire gli studiosi gnostici, che quando gli Spagiristi Medievali
parlavano di piante non si riferivano ai vegetali, ma alla pianta uomo.
30-Tutto questo spagirismo di Felipe Teofrasto Bombasto, di Hohenheim (Aureolo
Paracelso) e dei suoi discepoli, è assolutamente sessuale.
31-Bisogna riunire il nostro seme cristonico per estrarre da questo il fuoco.
32-Per mezzo della castità raccogliamo tutti i nostri liquidi sessuali, accumulandoli in un
luogo fresco.
33-Questo luogo sono le nostre ghiandole sessuali.
34-Bisogna distillare praticando Magia Sessuale intensamente con la donna.
35-Così è come le strisce evaporano in ogni distillazione e otteniamo il Re Coronato con il
diadema rosso, il Re Sole, il Mago trionfante del Serpente.
36-Il sale del seme è fisso e volatile.
37-Il sale volatile dell’uomo passa alla laringe della donna, e il sale volatile della donna
passa alla laringe dell’uomo.
38-Così è come prepariamo la nostra laringe per pronunciare il verbo d’oro.
39-Durante le pratiche di Magia Sessuale, il bioritmo delle ghiandole si trova nella sua
euforia più totale.
40-I sette pianeti del sistema solare sono intimamente collegati con i sette serpenti.
41-Dentro l’Utero dello Zodiaco sviluppiamo l’Alchimia Sessuale.
42-La trasmutazione sessuale produce trasmutazioni tattwiche, perché i tattwa si trovano
dentro il Seme.
43-Con ogni distillazione alchimista, facciamo salire il serpente.
44-Alla settima distillazione abbiamo i sette serpenti in alto nella colonna spinale.
45-Il pianeta che ci dirige è l’Astro Padre.
46-Così, lo Spagirismo degli Gnostici è sensibilmente Alchimia Sessuale.
47-Per gli Gnostici l’unico interesse è fare salire i loro sette Serpenti.
48-Nel passato, quando eravamo elementali vegetali, i nostri sette Serpenti si trovavano
sopra la colonna.
49-Quando siamo caduti, questi sette Serpenti sono scesi dalla Colonna Spinale e sono
rimasti chiusi nel Chakra Mulandhara dell’osso Coccigeo.
50-Il normale, il naturale, è avere i sette serpenti sopra la colonna.
51-L’anti-naturale, l’anormale, l’assurdo, è avere i sette Serpenti caduti e chiusi nel Chakra
Mulandhara
52-Così, quindi, noi Gnostici desideriamo essere uomini normali Super-Uomini, esseri
sovrumani e per questo lavoriamo con l’Alchimia Sessuale, per fecondare il nostro Caos e
convertirci in Dèi.
53-I sette Serpenti sono le distillazioni dello Spagirismo.
54-I sette Serpenti sono i sette giorni della creazione.
55-I sette Serpenti sono le sette grandi Iniziazioni dei Misteri Maggiori.
56-In sette giorni, ovvero, nelle sette grandi Iniziazioni dei Misteri Maggiori creiamo il
nostro universo interiore quando fecondiamo il nostro Caos Sessuale, praticando Magia
Sessuale intensamente con la donna.
57-Alzati i sette Serpenti sopra la colonna, ritorniamo esseri normali, come eravamo prima
della caduta.
58-Le enormi moltitudini di esseri sovrumani si rallegrano quando un uomo ha smesso di
essere normale e ha alzato i suoi sette Serpenti sopra la colonna.
59-La Bibbia, che è un libro sacro degli Gnostici, ci parla delle sette distillazioni quando ci
descrive i giovani ebrei illesi nel forno del fuoco ardente.
60-“Il Re Nabucodonosor fece una statua di oro, l’altezza della quale era di settanta
braccia, la sua larghezza di sei braccia: e la alzò nel Campo di Dura, nella provincia di
Babilonia”.
61-“Il Re Nabucodonosor mandò a unirsi i grandi, gli assistenti e capitani, ascoltatori,
recettori, i consiglieri, i presidenti, e tutti i governatori della provincia, per la inaugurazione
della statua che il Re Nabucodonosor aveva alzato”.
62-“Così arrivarono, riuniti, i grandi, gli assistenti e i capitani, gli ascoltatori, i recettori, i
consiglieri, i presidenti e tutti i governatori della prvincia all’inaugurazione della grande
statua che il Re Nabucodonosor aveva alzato; e stavano in piedi davanti alla statua”.
63-“L’oratore diceva le orazioni ad alta voce: si mandi a voi, o popolo, nazioni e lingue”.
64-“Ascoltando il suono della tromba, del piffero, del tamburo, dell’arpa, del salterio, della
zampogna e di tutti gli strumenti musicali, voi vi prostrerete e adorerete la statua d’oro che
il Re Nabucodonosor aveva alzato”.
65-“E qualsiasi persona che non si prostrasse o adorasse nella stessa ora, sarà cacciata
dentro un forno di fuoco ardente”.
66-“Per il quale, ascoltando tutti i popoli il suono della tromba, del piffero, del tamburo,
dell’arpa, del salterio, della zampogna e di tutti gli strumenti musicali, tutti i popoli, nazioni
e lingue si prostrarono e adorarono la statua d’oro che il Re Nabucodonosor aveva
alzato”.
67-“Per questo nello stesso tempo alcuni uomini della Caldea arrivarono e denunciarono i
Giudei”.
68-“Parlando e dicendo al Re Nabucodonosor: Re, vivi per sempre”.
69-“Tu, o Re, hai ordinato che tutti gli uomini ascoltando il suono della tromba, del piffero,
del tamburo, dell’arpa, del salterio, della zampogna e di tutti gli strumenti musicali, si
prostrassero e adorassero la statua d’oro”.
70-“E colui che non si prostrasse o adorasse, che fosse cacciato dentro un forno di fuoco
ardente”.
71-“Ci sono degli uomini giudei, i quali li hai messi tu negli affari della provincia di
Babilonia: Sadrach, Mesach e Abed nego; questi uomini, o Re, non ti hanno considerato,
non adorano i tuoi Dei, non adorano la statua d’oro che tu hai alzato”.
72-“Allora Nabucodonosor disse con ira e con rancore che portassero Sadrach, Mesach e
Abed nego. Al punto furono portati questi uomini a cospetto del Re”.
73-“Parlò Nabucodonosor e gli disse: ¿ È vero, Sadrach, Mesach e Abed nego, che voi
non onorate il mio Dio, né adorate la statua d’oro che ho alzato ?”
74-“