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STORIE E LINGUAGGI

Collana diretta da Franco Cardini e Paolo Trovato

Tra Alcuino e Gigliola Cinquetti


STORIE E LINGUAGGI

Direttori
Franco Cardini, Università di Firenze
Paolo Trovato, Università di Ferrara

Comitato scientifico
Angela Maria Andrisano, Università di Ferrara
Olivier Bivort, Università di Ca’ Foscari, Venezia
Maria Adele Cipolla, Università di Verona
José Enrique Ruiz Domenec, Universidad Autónoma de Barcelona
Andrea Giardina, Scuola Normale Superiore di Pisa
Loretta Innocenti, Università di Ca’ Foscari, Venezia
Martin McLaughlin, University of Oxford
Brian Richardson, University of Leeds
Francisco Rico, Universidad Autónoma de Barcelona
Marco Tarchi, Università di Firenze
Raymund Wilhelm, Alpen-Adria-Universität Klagenfurt

‘Storie e linguaggi’ è una collana sottoposta a peer-review


‘Storie e linguaggi’ is a Peer-Reviewed Series
Attilio Bartoli Langeli

Tra Alcuino e Gigliola Cinquetti


Discorsi di paleografia
Proprietà letteraria riservata
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Webster srl, Padova, Italy

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ISBN: 978-88-3359-291-6
Prima edizione: settembre 2020

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Composizione tipografica
Sabon (Jan Tschichold, 1967), interni
Oregon (Luke Owens, 2004), copertina
SOMMARIO

Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7

Parte prima
Sulla storia della scrittura nell’Europa medievale

I. Scritture e libri. Da Alcuino a Gutenberg (1994) . . . . . . . . . 15


1. Carlo Magno e i suoi intellettuali: l’invenzione della scrittura
europea, p. 15 - 2. I secoli XII e XIII: le nuove Bibbie, p. 37 - 3. La
scrittura moderna, p. 50 - Postilla, p. 63

II. Bibbie atlantiche e carolina “riformata”. Una nota (2000) . . . . 67

III. Dall’unità al particolarismo grafico. O no? (2002). . . . . . . . 71

IV. Da Carlomagno a noi. La mano che scrive e l’occhio che legge


(2014) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 89
1. Lettere chiare e distinte, p. 89 - 2. Scrittura sintetica, lettura sintetica,
p. 92 - 3. Gli umanisti e il ritorno all’“antico”, p. 95 - 4. Scrivere il volgare,
p. 97 - 5. Dalla penna al torchio al computer allo smartphone, p. 100

Parte seconda
Chi e che cosa, come e perché

V. Culture grafiche e competenze testuali nel Quattro-Cinquecento


italiano (1983) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 105

VI. Il libro volgare (1992) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 123


I. I caratteri del libro manoscritto volgare, p. 123 - II. I libri in casa:
l’esempio di Firenze, 1400-1550, p. 139
Tra Alcuino e Gigliola Cinquetti

VII. La scrittura come luogo delle differenze (2007) . . . . . . . . . 157

VIII. Scrittura di donna. Le capacità scrittorie delle Clarisse dell’Osser-


vanza (2009) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 169
1. Un termine di confronto (vicendevole): i manoscritti del Paradiso,
p. 171 - 2. Le scritture librarie delle monache di Monteluce: «gotiche
arretrate»?, p. 174 - 3. Scrivere alla gotica, p. 177 - 4. Sperimentazioni
personali, p. 185 - 5. Sull’educazione grafica delle monache (in lode
di suor Felicita), p. 188

IX. Autografia e paleografia (2010) . . . . . . . . . . . . . . . . . 193


1. Armando Petrucci e l’invenzione dell’autografia, p. 193 - 2. Scrittura
e autografia dei testi delle Origini, p. 195 - 3. L’autografia nel sistema
letterario, p. 199 - 4. Scritture d’autore, p. 202

X. Scrivere (e leggere?) la lingua materna (2016) . . . . . . . . . . 207

Parte terza
Divagazioni

XI. Scrittura e figura, scrittura e pittura (1995) . . . . . . . . . . . 215

XII. I libri dei frati. La cultura scritta dell’Ordine dei minori (1997) . . 227
1. La biblioteca assisana nel 1381, p. 229 - 2. La formazione di una
biblioteca conventuale, p. 232 - 3. «È lecito ai frati possedere libri».
Ideologie e pratiche del libro in ambito francescano, p. 235 - 4. Un lavoro
dei frati: scrivere libri, p. 240 - 5. Note sull’autografia francescana, p. 243

XIII. I “tres digiti”: quasi una canonizzazione (2004) . . . . . . . . 251


Elenco degli autori e luoghi, a cura di Massimiliano Bassetti, p. 259

XIV. «Scriptorum seu verius pictorum». La scrittura dei corali


(con Massimiliano Bassetti) (2006) . . . . . . . . . . . . . . 261

XV. Note sull’uso popolare della macchina da scrivere. Intorno ad


alcune lettere dattiloscritte a Gigliola Cinquetti (2007) . . . . . 275

Bibliografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 291

Referenze fotografiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 317

[6]
PREMESSA

Il primo quesito che mi son posto è stato se accettare o no l’invito che i


direttori della collana mi fecero di raccogliere i miei scritti di paleografia.
Mi è stato facile rispondere: sì, con molto piacere. Per gratitudine, per
buona educazione, per vanità; e un po’ perché convinto dell’utilità di rac-
cogliere gli scritti sparsi di uno studioso a patto che sia lui stesso, finché
in vita, e non altri a farlo.
Il secondo problema era che cosa ripescare e mettere insieme. Risposta
meno facile della prima, anche se la mia produzione paleografica non è poi
così abbondante. Elimino le indagini su determinati manoscritti, che sono
cose più di codicologia che di paleografia, e comunque troppo analitiche
per questo contesto. Elimino gli interventi di metodo e di programma e di
polemica, peccati di gioventù. Elimino alcune ripetizioni: una la sostituisco
con la Postilla al primo testo, un’altra la risolvo unendo due articoli. Esito
finale, un gruppetto di cose abbastanza coese, abbastanza digeribili, abba-
stanza vicine nel tempo: tutte meno una degli ultimi trent’anni.
Un inciso sulle ripetizioni. Alcune le ho tolte, ho appena detto; altre
invece le ho mantenute. Si sa che repetita iuvant, e alla massima mi sono
attenuto quando, volendo dar forza a quella che ritenevo una buona idea
– che so, l’invenzione della carolina o la muta praedicatio, – l’ho replicata
più volte. Ma una cosa è disperdere queste insistenze in sedi editoriali di-
verse e lontane, altra cosa è ritrovarsele nello stesso libro, a poca distanza
l’una dall’altra. Il lettore avvisato capirà.
Terza domanda: come intitolare questa raccolta. Il titolo principale è una
concessione al mercato, una strizzatina d’occhio ai curiosi. Il sottotitolo do-
veva esplicitare il rapporto con la paleografia. Escludo, per una ragione o
Tra Alcuino e Gigliola Cinquetti

per l’altra, i termini accademici (saggi, studi, scritti, lezioni...) e arrivo a Di-
scorsi, un termine che apprezzo sapendolo derivato da discurrere, ‘correre
qua e là’. I discorsi sono seri e sostenuti, doverosamente; ma sono anche
parlati, e perciò hanno da essere sciolti, comprensibili, comunicativi. Un
titolo, Discorsi, che si attaglia alla paleografia che ho sempre fatto e sempre
ho insegnato. Come definirla? Orgogliosa, ci mancherebbe altro, del suo
oggetto proprio e del suo specialismo. Ma anche liscia e non impervia, ami-
chevole e non ostile, e via con gli aggettivi. Una paleografia che, volendo, si
può leggere in poltrona e non solo, accigliati e pensosi, al tavolo di lavoro.
I quindici testi selezionati sono distribuiti in tre sezioni, al cui interno
sono disposti nell’ordine cronologico di pubblicazione.
La prima, Sulla storia della scrittura nell’Europa medievale, è quella in
cui è più presente la paleografia nella sua accezione disciplinare: paleo-
grafia come, appunto, storia della scrittura, al modo che impose Giorgio
Cencetti. La sezione consiste di due testi di larga apertura cronologica,
con titoli similari (Da Alcuino, rieccolo, a Gutenberg e Da Carlomagno
a noi) ma di profilo molto diverso: basti contare le pagine, 52 nell’uno
e 14 nell’altro, e le note, 104 nell’uno e nessuna nell’altro; e di due testi
che si concentrano su temi diversi, le corsive altomedievali e la minuscola
‘gregoriana’, ma ribattono sullo stesso tasto: la carolina. A questi scritti,
e in specie al primo e al terzo (nonostante questo sia di maniera giocosa),
affido il compito di consegnare il mio nome ai manuali di paleografia.
La seconda sezione è intitolata Chi e che cosa, come e perché. Si tratta
di un piccolo omaggio ad Armando Petrucci, il grande storico scomparso
il 23 aprile di due anni fa. Sono, infatti, quattro delle sei domande (le
altre due sono il dove e il quando) che Petrucci, a partire dal 1969 con
successivi ritocchi, pose a base della ‘sua’ paleografia. In effetti gli scritti
qui riproposti molto devono a lui: il rapporto tra alfabetismi e compe-
tenze grafiche, il libro come prodotto di cultura e di culture, lo scrivere la
lingua e la letteratura italiane sono temi suoi.
Disparati e liberi sono i testi che si leggono nella terza sezione, che non
poteva intitolarsi se non Divagazioni. A rileggerli, essi mi sembrano una
varia messa a profitto delle risorse della paleografia. Mostrano cioè come
questa scienza dell’occhio, applicata ai prodotti materiali e visibili della
comunicazione alfabetica, riesca a leggere aspetti del reale magari piccoli,
magari marginali, e però significativi e attraenti.
Piacerebbe che questo libro, cortese lettore digiuno della nostra ardua
scienza (mi rivolgo a lui, non a chi è già dentro la materia, peraltro benve-
nuto), ti servisse per accostare la paleografia e, di qui, capirne la ragione e
sentire il desiderio di impararla. Può essere una bella cosa. Sentila, la bellezza

[8]
Premessa

della paleografia, in una pagina di Rossana Rossanda, quando racconta dei


suoi studi universitari a Milano, nell’anno terribile 1944 (La ragazza del
secolo scorso, p. 52 [la prima sillaba a p. 51] dell’ed. 2005): «Facevo gli
esami, prendevo un buon voto, me li scrollavo di dosso come un cane che
esce dal fiume. Non mi scrollai di dosso paleografia, che non contava ma era
divertente decifrare i documenti in minuscola carolina. E non si scorda più,
tale e quale andare in bicicletta...».
Il brano di Rossana Rossanda me l’ha fatto conoscere Antonio Ciaralli.
Eleonora Rava mi ha affiancato nella revisione delle bozze e nella composi-
zione del testo VII. Bruno Del Frate ha elaborato e migliorato le immagini.
Paolo Trovato mi ha dato molti buoni consigli. Li ringrazio.

Attilio Bartoli Langeli


Perugia, 23 aprile 2020
in ricordo di Armando Petrucci

Ripropongo quindici miei scritti, di seguito elencati in ordine cronologico di pubblicazione. A


parte alcuni minimi ritocchi, i testi sono quelli che erano: comprese le citazioni bibliografiche,
che dunque, lungi dall’essere aggiornate, per di più sono ferme ai diversi tempi di pubblicazione.

1983. Culture grafiche e competenze testuali nel Quattro-Cinquecento italiano. La prima


matricola della confraternita del Sant’Anello di Perugia, 1487-1542 (v)
Edito in Retorica e classi sociali. Atti del 9° convegno interuniversitari di studi (Bres-
sanone 1981), Padova, Circolo filologico linguistico padovano, 1983, pp. 83-94; anche
in «Annali della facoltà di Lettere e filosofia dell’Università degli studi di Perugia – Studi
storico-antropologici», 18 (1980/81, ma 1983), pp. 75-87. Rispetto all’originale si sono ag-
giunte le foto di otto pagine della matricola del Sant’Anello. Nella nota al titolo: «Ho sotto-
posto la prima stesura di questo saggio, oltre che ai partecipanti al detto convegno, a Franco
Cardini, Silvia Grassi Fiorentino e Armando Petrucci, che ringrazio per i suggerimenti».

1992. Il libro volgare (vi)


Edito come prima parte de Il libro manoscritto e a stampa, scritto con Mario Infelise,
in L’Italiano nelle regioni. Lingua nazionale e identità regionali, a cura di Francesco Bruni,
Torino, Utet, 1992, pp. 941-957; poi in L’Italiano nelle regioni. Storia della lingua italiana,
a cura dello stesso, Milano, Garzanti, 1996, II, pp. 655-680.

1994. Scritture e libri. Da Alcuino a Gutenberg (i)


Edito in Storia d’Europa, III: Il medioevo (secoli V-XV), a cura di Gherardo Ortalli,
Torino, Einaudi, 1994, pp. 935-983. L’ultima nota suonava così: «Questo testo risale al
dicembre 1992. Ringrazio sentitamente Erminia Irace, Franca Nardelli, Donatella Nebbiai

[9]
Tra Alcuino e Gigliola Cinquetti

(che mi ha molto aiutato nella scelta delle riproduzioni), Gherardo Ortalli, Armando
Petrucci e Paola Supino Martini per la generosità con cui hanno letto e migliorato questo
saggio. Saggio che, nato com’è dall’esperienza didattica più che da ricerche originali, è
dedicato ai miei studenti di Perugia e di Venezia, che (senza che lo sapessimo né loro né io)
l’hanno visto crescere anno dopo anno».
Aggiungo una Postilla su una comunicazione congressuale del 2004 che per tre quarti
riprendeva quel mio saggio (vedi la citazione al luogo), per salvarne le cose che mi stanno a
cuore: il ricordo di Paola Supino Martini, una considerazione sulla spezzatura delle parole
e il resoconto degli interventi di Armando Petrucci e Roger Chartier sulla mia relazione.

1995. Scrittura e figura, scrittura e pittura (con esempi di età medievale) (xi)
Edito in Scrittura e figura. Studi di storia e antropologia della scrittura in memoria di
Giorgio Raimondo Cardona, a cura di Attilio Bartoli Langeli e Glauco Sanga, in «La ricerca
folklorica», n. 31, aprile 1995, pp. 5-13. In premessa i due curatori si rifacevano a un in-
contro di studio da loro organizzato a Venezia il 6-7 aprile 1990 sulle Scritture d’apparato
popolari; ricordavano Cardona, che fra l’altro nel 1981 aveva approntato per la stessa
rivista un numero monografico su Antropologia simbolica: categorie culturali e segni lin-
guistici; e avvertivano che il titolo della collettanea imitava una lunga serie di titoli di altri,
come Rosario Assunto, Daniela Goldin, Giovanni Pozzi, Armando Petrucci – avvertenza,
dunque, che vale anche per il mio scritto.

1997. I libri dei frati. La cultura scritta dell’Ordine dei minori (xii)
Edito in Francesco d’Assisi e il primo secolo di storia francescana, Torino, Einaudi, 1997
(«Biblioteca Einaudi», 1), pp. 283-305.

2000. Bibbie atlantiche e carolina ‘riformata’. Una nota (ii)


Edito in Le Bibbie Atlantiche. Il libro delle Scritture tra monumentalità e rappresen-
tazione. Catalogo della mostra (Montecassino, luglio-ottobre 2000; Firenze, settembre
2000-gennaio 2001), direzione di G. Cavallo, a cura di M. Maniaci e G. Orofino, Roma,
Centro Tibaldi, 2000, pp. 45-46.

2002. Dall’unità al particolarismo grafico. O no? (iii)


Edito in Segni per Armando Petrucci, a cura di Luisa Miglio e Paola Supino, Roma,
Bagatto Libri, 2002, pp. 21-34. L’articolo, che nella versione originale non portava figure, è
qui illustrato con riproduzioni dalla Breve storia di Armando Petrucci (ed. 1992).

2004. I “tres digiti”: quasi una canonizzazione, con Indice degli autori e dei luoghi a cura
di Massimiliano Bassetti (xiii)
Edito in All’incrocio dei saperi: la mano. Atti del convegno di studi (Padova, 29-30
settembre 2000), a cura di Achille Olivieri, con la collaborazione di Massimo Rinaldi e
Maurizio Rippa Bonati, Padova, Cleup, 2004, pp. 49-57.

2006. «Scriptorum seu verius pictorum». La scrittura dei corali, scritto con Massimiliano
Bassetti (xiv)
Edito in Canto e colore. I corali di San Domenico di Perugia nella Biblioteca comunale
Augusta (XIII-XIV sec.). Catalogo della mostra (Perugia, Sala Lippi, 11 marzo-7 aprile
2006), a cura di Claudia Parmeggiani, Perugia, Comune di Perugia, Volumnia Editrice,
2006, pp. 113-119.

[ 10 ]
Premessa

2007. La scrittura come luogo delle differenze (vii)


Assemblaggio di due testi, col titolo e l’anno del secondo: (1) Scrivere e leggere come
fattori d’identità tra medioevo ed età moderna, in Identità collettive tra medioevo ed età
moderna. Convegno internazionale di studio (Bologna, 28-30 settembre 2000), a cura di P.
Prodi e W. Reinhard, Bologna, Clueb, 2002 (Quaderni di discipline storiche, 17), pp. 333-
344; (2) La scrittura come luogo delle differenze, in Scritture di donne. La memoria resti-
tuita. Atti del convegno (Roma, 23-24 marzo 2004), a cura di Marina Caffiero e Manola
Ida Venzo, Roma, Viella, 2007, pp. 51-57.

2007. Note sull’uso popolare della macchina da scrivere. Intorno ad alcune lettere dattilo-
scritte a Gigliola Cinquetti (xv)
Edito, senza il sottotitolo, in Scrivere agli idoli: la scrittura popolare negli anni Sessanta
e dintorni a partire dalle 150.000 lettere a Gigliola Cinquetti. Atti del convegno (Trento,
10-12 dicembre 2005), [a cura di Quinto Antonelli], in Museo Storico in Trento, «Archivio
Trentino. Rivista di studi sull’età moderna e contemporanea», 1 (2007), pp. 179-196.

2009. Scrittura di donna. Le capacità scrittorie delle Clarisse dell’Osservanza (viii)


Edito in Cultura e desiderio di Dio. L’Umanesimo e le Clarisse dell’Osservanza. Atti della
seconda giornata di studio sull’Osservanza francescana al femminile (Foligno, Monastero
delle Clarisse di S. Lucia, 10 novembre 2007), a cura di Pietro Messa, Angela Emmanuela
Scandella e Mario Sensi, Assisi, Edizioni Porziuncola, 2009 (Viator, 8), pp. 81-96 + 16 tavv. f.t.
Nota al titolo: «Riprendo il testo della relazione letta durante il convegno, lasciandone l’an-
damento ma ripensandolo e talvolta quasi confrontandomi con esso. (...) Ringrazio Angela
Emmanuela Scandella di Santa Lucia e Monica Benedetta Umiker di Monteluce, per i mate-
riali che mi hanno fornito; Massimiliano Bassetti, per la campagna fotografica condotta in
Augusta; e il personale della medesima biblioteca, per l’assistenza amichevole. Dedico questo
scritto alla comunità delle sorelle di Monteluce, oggi Sant’Erminio».

2010. Autografia e paleografia (ix)


Edito in «Di mano propria». Gli autografi dei letterati italiani. Atti del Convegno inter-
nazionale di Forlì (24-27 novembre 2008), a cura di Guido Baldassarri, Matteo Motolese,
Paolo Procaccioli, Emilio Russo, Roma, Salerno Editrice, 2010 (Pubblicazioni del Centro
Pio Rajna, 1: Studi e saggi, 18), pp. 41-60. Nota al titolo: «Riproduco il testo letto (con
qualche salto) durante il convegno, con l’aggiunta delle referenze necessarie e di qualche
abbozzo di approfondimento critico».

2014. Da Carlomagno a noi. La mano che scrive e l’occhio che legge (iv)
Edito come inserto della «Crusca per Voi», n. 49 (2014), pp. 5-14 . Con (p. 3) una pre-
messa di Francesco Sabatini.

2016. Scrivere (e leggere?) la lingua materna (x)


Edito in Scriver veloce. Sistemi tachigrafici dall’antichità a Twitter. Atti del convegno
(Rovereto, 22-24 maggio 2014), a cura di Alessandro Tedesco, Firenze, Leo S. Olschki,
2016 (Biblioteca di bibliografia, 203), pp. 1-6.

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