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03/11/2010

L’assonometria. Cenni storici

I primi contributi teorici allo studio della rappresentazione assonometrica


furono apportati dal matematico francese G. Désargues (1593-1661)
intorno al 1630. Tuttavia, gli studi di questo grande scienziato non furono
pienamente compresi dai suoi contemporanei e il suo lavoro rimase quasi
sconosciuto fino alla fine del Settecento, quando G. Monge lo riprenderà
per ulteriori approfondimenti. L'opera di Monge, se pur geniale e
fondamentale per quasi tutti i metodi di rappresentazione, non pervenne,
nel metodo dell'assonometria, ad una definitiva codificazione. Un
notevole contributo in questa direzione fu offerto dall'abate inglese W.
Farish (1759-1839), due anni dopo la morte di Monge, nel 1820. In una
memoria letta all'Università di Cambridge, egli pose le basi teoriche per la
definitiva codificazione dell'assonometria isometrica. La rappresentazione
assonometrica troverà la sua completa definizione alcuni anni più tardi,
quando i metodi della doppia proiezione ortogonale e della prospettiva
erano divenuti metodi scientificamente e rigorosamente descritti e
applicati.
Il merito scientifico della definitiva codificazione dell'assonometria,
spetta a L.J. Weisbach (1806-1871Ì studioso tedesco, a cui si
aggiungeranno i lavori di K. Pohlke (1850).

Frammento vascolare con


Tempio rappresentato
in assonometria

Leonardo da Vinci:
studio di un organismo
a pianta centrale

Antonio da San
Gallo il Giovane,
rilievo di una cornice
antica

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Giovan Battista Piranesi. Rappresentazione di uno C.F.A.Leroy, M.E.Martelet, Coupe des Pierres, 1887.
spaccato assonometrico di muratura romana in laterizio Stereotomia delle pietre

Auguste Choisy 1899 http://www.augustechoisy2009.net/

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L’assonometria
La rappresentazione assonometrica si basa sulla
proiezione di un oggetto tridimensionale da un centro di
proiezione posto all'infinito (centro improprio) su di un
piano di rappresentazione detto quadro assonometrico.
Si tratta di una proiezione parallela o cilindrica che si
caratterizza per il fatto di avere un centro di vista
improprio e dunque i raggi visuali paralleli tra di loro

Assonometria: elementi di riferimento

Per eseguire una qualsiasi assonometria si deve disporre dei seguenti elementi
fondamentali:
• i piani di proiezione (P.O., P.V., P.L.);
• i tre assi cartesiani (x, y, z) uscenti dall’origine O;
• il quadro assonometrico α;
• un punto di vista V, non appartenente al quadro e posto all’infinito, dal quale partono i
raggi proiettanti.

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Assonometria: elementi di riferimento

Punto di vista

Posto che l’inclinazione dei raggi proiettanti


caratterizza
il tipo di assonometria, se i raggi colpiscono il
quadro α in senso obliquo, si ottiene
un’assonometria obliqua, la quale, essendo
semplice da eseguire, è anche la più utilizzata.

Se i raggi sono ortogonali al quadro α si ottiene


un’assonometria ortogonale.
Nell’assonometria ortogonale il quadro obliquo
agli assi cartesiani taglia lo spazio secondo i
tre punti A, B, C; congiungendo A con B, B con
C, C con A, si ottengono i segmenti AB, BC, CA
che sono le tracce del quadro assonometrico α
sul P.L., sul P.O. e sul P.V.
La proiezione del quadro α così delimitato è
sempre un triangolo acutangolo e viene assunto
come piano dell’assonometria.
Assonometria obliqua

ASSONOMETRIA CAVALIERA RAPIDA


Questa assonometria si ottiene quando il
quadro assonometrico è parallelo al P.V.
Gli assi x e z rappresentano rispettivamente
la traccia del P.V. con il P.O. e la traccia del
P.V. con il P.L., formando un angolo di 90°
nel punto di origine O.
Le misure reali delle larghezze e delle
altezze vengono portate rispettivamente
sugli assi x e z, mentre le profondità sono
dimezzate rispetto alla figura reale e
riportate sull’asse y.

• Tracciato l’asse di riferimento m, e


individuato a piacere il punto di origine O,
da quest’ultimo tracciare i tre assi z, y, x dei
quali l’ultimo giacente su m.

• Posizionare i tre assi sul foglio secondo gli


angoli indicati in

• Le dimensioni del cubo sono reali sugli


assi x e z e dimezzate sull’asse y.

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Assonometria obliqua
ASSONOMETRIA CAVALIERA GENERICA
Le regole di applicazione di questa
assonometria sono del tutto simili a quelle
della cavaliera rapida, a eccezione
dell’angolo di formazione fra l’asse y e il
prolungamento di x. In questo caso è
possibile utilizzare un angolo di 60° o di 30°
a seconda del tipo di scorcio che si vuole
rappresentare.

le misure riportate sugli assi x e z sono quelle


reali, mentre sull’asse y subiscono una
riduzione di 1/3 qualora venga scelto l’angolo di
150° nel piano z,y; una riduzione di 2/3 qualora
venga scelto l’angolo di 120° nel piano z,y.
Assonometria obliqua

ASSONOMETRIA CAVALIERA GENERICA

sono riportati gli esempi dei rapporti più frequenti; inoltre, per ogni inclinazione del solido,
è mostrata la vista sia dall’alto (sopra) sia dal basso (sotto).
Da notare che la rappresentazione con rapporto 1:1, sebbene più rapida da eseguirsi in
quanto non richiede operazioni di riduzione, è anche la meno consona alla lettura
percettiva dell’oggetto

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Assonometria obliqua
ASSONOMETRIA MONOMETRICA
In questa assonometria il quadro assonometrico è parallelo al P.O.
Viene disegnata convenzionalmente la linea di riferimento orizzontale sulla quale si fissa il
punto di origine O. Da questo punto si conducono i tre assi cartesiani x, z, y: l’asse delle
altezze z è perpendicolare alla linea di riferimento.
Diversamente dai precedenti esempi, gli assi delle larghezze x e delle profondità y sono
perpendicolari fra loro e formano con l’orizzontale
di riferimento angoli di 30° e 60°.
Assonometria obliqua

ASSONOMETRIA MONOMETRICA

A differenza di altre assonometrie che


richiedono specifiche scale di riduzione, le
dimensioni dell’oggetto non subiscono
variazioni e sono dunque riportate sui tre
assi secondo le loro dimensioni reali; per
questo motivo tale assonometria è chiamata
monometrica

Osservando la rappresentazione del cubo risulta molto chiaramente che il


disegno è eseguito mantenendo inalterate tutte e tre le misure, consentendo
quindi una visione più completa dell’oggetto.
Inoltre si tenga presente che, per praticità d’esecuzione, l’asse di riferimento su
cui riportare O quale origine degli assi può essere indicato davanti alla figura.

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Assonometria obliqua
ASSONOMETRIA MILITARE

In questa assonometria il quadro assonometrico è


parallelo al P.O.
Tale metodo è così chiamato perché usato in antichità per
la rappresentazione di città e di fortificazioni viste
dall’alto. In questo tipo di assonometria gli assi x e y,
perpendicolari fra loro, formano con l’orizzontale di
riferimento angoli di 45°.

le dimensioni sugli assi x e y rimangono invariate, mentre è dimezzato il


valore dell’altezza in modo da rendere percettivamente più appagante la
vista dall’alto tipica del metodo in esame.
Assonometria obliqua

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Assonometria obliqua
Assonometria ortogonale

ASSONOMETRIA MONOMETRICA

1_si ha un’assonometria ortogonale quando


i raggi visuali sono perpendicolari al quadro
assonometrico; perché ciò accada si
presuppone che il quadro sia variamente
inclinato rispetto ai tre piani di riferimento
(P.O., P.V. e P.L.). L’intersezione del quadro
determina con gli spigoli del triedro un
triangolo, detto triangolo fondamentale,
avente per lati le tracce degli spigoli sul
quadro. Questo triangolo può essere
equilatero, isoscele o scaleno.

2_Quando il triangolo è equilatero, gli assi


x, y e z, proiettati su esso, formano tra di
loro angoli uguali di 120°. L’assonometria
che si ottiene è detta isometrica (misure
tutte uguali) e l’unità di misura riportata su
uno qualunque dei tre assi subisce un
uguale rapporto di riduzione.

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Assonometria ortogonale
ASSONOMETRIA MONOMETRICA

3_Quando il triangolo è isoscele, i tre assi


x, y, e z, proiettati su di esso,
hanno tra loro due angoli uguali e uno
disuguale. In questo caso l’assonometria
è detta dimetrica (due misure uguali).
Dato che gli angoli
formati dalla proiezione degli assi sul
quadro sono due uguali e uno disuguale,
l’unità di misura subisce lo stesso rapporto
di riduzione sui
due assi che delimitano l’angolo differente e
un diverso rapporto di riduzione sul restante
asse x.

4_Quando il triangolo è scaleno, gli assi x,


y e z, proiettati su esso, formano tra loro
angoli disuguali. L’assonometria in questo
caso si dice trimetrica (tre misure diverse).
Gli angoli formati dalla proiezione degli assi
sul quadro sono tra loro disuguali, pertanto,
nel riportare le dimensioni sui tre assi, si
utilizzeranno diversi rapporti di riduzione
Assonometria ortogonale

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Assonometria ortogonale

y=z=1
110°
x=0.5

y=0.9

z=1

x=0.5

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L’assonometria
La corrente che ha visto nell’assonometria la
specifica forma spaziale e costruttiva della
propria idea di architettura è il
neoplasticismo che è stato uno dei
movimenti artistici che ha esaltato le
“qualità astratte” del modello
assonometrico servendosi anche di un uso
particolare dei colori (introduzione delle
tinte primarie), e di geometrie che ben si
adattavano alle potenzialità comunicative
del metodo.

Sono Mies van der Rohe, Gerrit Thomas


Rietveld e Cornelius Van Eesteren a dar vita
a questo linguaggio utilizzando nelle loro
architetture tutti i punti dell'architettura
neoplastica. Theo van Doesburg curò gli
aspetti di sintesi teorico-metodologica.
Theo Van Doesburg e Cornelius Van Eesteren,
Progetto di casa privata, 1920. L’uso del colore e
la scomposizione in piani nella rappresentazione
assonometrica accentuano il senso espressivo e
l’armonia dei rapporti architettonici.

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