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IL CONCETTO DI STORIA IN BENEDETTO CROCE

Mario CARONNA

1 testi crociani che affrontano in maniera pre- impostata mentre era ministro della pubblica is-
cisa e completa la funzione della storia sono due: truzione nel primo governo Mussolini, Croce
Teona e stonh della storiografia (pubblicato -che ruppe con Gentile proprio su1 tema del
presso l'editore barese Laterza nel 1916, ma pre- fascismo- spiego la propria attivitii politica in
cedentemente, nel 1912, gii in buona parte particolare alla fine della seconda guerra mon-
scritto e pubblicato in tedesco), e Sto& come diale nelle fila del partito liberale, utilizzando
pensiero e come azione (del 1938). 11 secondo I'indiscussa autoriti che gli veniva da1 suo in-
testo apparentemente ripercorre le stesse conce- transigente antifascismo. .-

zioni del 1912; la diversiti, al di 12 di questa ap- Proprio questi tre motivi (la funzione di svec-
parenza, ? pero sostanziale. chiamento nei confronti della cultura ottocentes-
Benedetto Croce amava presentare il proprio ca; la dittatura culturale esercitata almeno in un
pensiero come non cangiante nel tempo, soprat- quarantennio; l'importanza politica) rendono
tutto perch? ci6 vellicava la sua olimpicitii di tipo appunto il pensiero crociano qualcosa che trava-
goethiano: un dio dell'Olimpo pu6 sfumare, ap- lica la semplice storia della filosofia italiana per
profondire, tagliare diversamente, ma non cam- entrare di diritto nella storia politica tout-court.
biare . Non tener corito di ci6 non permetterebbe di
Prima di affrontare con puntualiti i due testi comprendere appieno neppure gli aspetti stret-
conviene premettere alcune notizie su1 filosofo tamente filosofici del Croce.
italiano, utili forse ad un pubblico straniero. Va anche premessa alla analisi della concezio-
In primo luogo va sottolineata l'importanza ne crociana della storia una breve e sinteticissima
storica del pensiero crociano non solo per la sto- esposizione delle sue concezioni filosofiche ge-
ria della filosofia italiana ma la storia del paese nerali.
tout court; e ci6 per tre motivi: 11 neohegelismo di Croce 2 sostanziato nel se-
guente modo: il processo dello Spirito progredis-
a) il pensiero crociano ha indubbiamente rap- ce da fantasia a intelletto, da intuizione a pen-
presentato uno svecchiamento culturale di pri- siero (ecco le due «forme», o «categorie», della
maria importanza per l'Italia, imbevuta com'era conscienza: 1'Estetica a la Logica); poi da conos-
alla fine del secolo scorso nelle improduttive sab- cenza ad azione, nelle due distinte forme della
bie mobili del vec chio positivismo e del vecchio volonti, quella di un fine particolare (1'Econo-
spiritualismo. La rivista di Croce, La critica, eser- mia) e quella di un fine universale (la Morale),
cito sicuramente una grande funzione di ammo- per tornare a rifarsi fantasia e intelletto e volon-
dernamento della cultura italiana. tii, quella di un fine particolare (1'Economia) e
6) La critica esercito una vera e propria ditta- quella di un fine universale (la Morale), per tor-
tura culturale in Italia, con un prestigio rafforza- nare a rifarsi fantasia e intelletto e volonti in un
to del fatto che Croce fu l'unica voce libera di circolo continuo in se stesso conchiuso. Si tratta
opposizione al fascismo, cui il fascismo stesso delle quattro categorie dello Spirito: le prime
consenti di pubblicare; e paradossalmente tale due attinenti la conoscenza (il «bello» e il «ve-
dittatura culturale tenne fuori d'Italia dalle r ~ » )le, altre attinenti la volonti (I'«utile» e il
grandi correnti culturali europee dell'epoca, da- «bueno»). Diversamente che in Hegel in cui esis-
to che il neohegelismo crociano non solo fu li- te una dialettica degli opposti, qui abbiamo una
quidatorio del pensiero neopositivista e dell'esis- edialettica dei distinti»: le quattro forme distinte
tenzialismo, ma anche della rilettura dello stesso sono fra loro legate da un nesso per cui ognuna 2
Hegel che in que1 tempo si andava facendo in condizionata dalla precedente e tutte insieme
Europa. formano un 'uniti.
c) Va anche sottolineata l'importanza politica Ognuna di queste forme esprime l'interezza
di Croce e dell'altro neohegeliano italiano, Gio- dello Spirito, ma nello stesso tempo vi 2 piena
vanni Gentile. Entrambi non furono semplici fi- autonomia di ognuna di esse: lo Spirito umano
losofi ma anche uomini politici. 11 secondo, che si appaga di volta in volta della ricerca del vero e
aderi pienamente al fascismo, ebbe una grande della propria poesia; dell'azione morale e della
influenza nella vita del paese con la grande rifor- azione politica. Per rendere appieno tale dialet-
ma della scuola che porta il suo nome e che fu tica dei distinti conviene fare un'esempio: lo
Spirito nel campo della pratica di volta in volta queste puntualizzazioni ebbero grande influen-
agisce sotto specie della moralita, oppure abban- za nel milieu intellettuale intermedio italiano,
dona ogni morale quando si occupa di politica, questa volta in maniera positiva; anzi credo che
di economia, di diritto, tutte sottospecie un certo attuale imabarbarimento nei modi con
dell'utile. Particolarmente interesante ed acuta cui il ceto intellettuale intermedio concepisce og-
e stata la lettura critica crociana del Machiavelli, gi la storia, ricadendo nella patologia, sarebbero
alla luce della dialettica dei distinti. evitati se il crocianesimo non fosse oggi tanto
In conclusione, compito fondamentale del fi- completamente ignorato quanto allora era in
losofo (che e lo storico dello Spirito assoluto) ? auge.
que110 appunto di «distinguere», di separare; so- Ebbene per Benedetto Croce le forme patolo-
lo la «distinzione» consente di comprendere la giche della storiografia sono le seguenti:
multiforme realti dello Spirito.
L'inquadramento, pur sinteticissimo, della fi- l. La storia filologica. Essa non va confusa con
losofia crociana in generale, ci consente di af- la filologia, che e scienza altamente meritoria (il
frontare con piu speditezza l'assunto di queste filosofo napoletano in un passo definisce i filolo-
conferenze, il concetto di storia nel pensiero cro- gi «animalati innocui e benefici», quasi fossero
ciano. scarabei stercorari). La storia filologica ? priva
11 punto cardinale della riflessione crociana su- della critica, e semplice elencazione di docu-
Ila storia in «Teoria e storia della storiografia» e il menti.
seguente: la storia (intesa come «historia rerum 2. La storia poetica. Questa vuol superare la
gestarum») e sempre storia (intesa come «res ges- storia filologica mantenendone per6 i presup-
tae») contemporanea. Ci si interessa di storia, si posti. Tanti sono i tipi di storie poetiche possibi-
scrive di storia solo per un bisogno presente; e ta- li: patriottiche, razziali, universali (liberaliste,
le bisogno si configura sotto la specie della co- umanitariste, socialiste), ricche di tutte le sfuma-
noscenza, e un bisogno di risposta a certe do- ture del sentimento odio-amore. 11 valore nella
mande teoriche e culturali del presente. storia -ribadisce Croce- non pu6 essere un va-
Croce precisa inoltre che nel fare storia ? im- lore di sentimento ma un valore di pensiero. La
portante partire da1 documento (testimonianza storia poetica si riduce a poesia, quando lo 6.
di vita), e la storiografia ? il giudizio critico su1 3. La storia praticista. Questa forma patologi-
documento. E la anarrazione senza documento» ca della storia e quella che assume un fine prati-
non e che un complesso di vuote parole o formu- co: movere , delectare , docere.
le, asserite per un semplice atto di volonti; allo 4. La storia di tendenza. Essa un misto di
stesso modo semplice atto di volonta, e non di storia poetica e di storia praticista.
conoscenza, ? il documento senza narrazione.
In questa cornice si colloca una «distinzione» Come t? possibile che lo Spirito cada nell'erro-
crociana che tanto successo ebbe in Italia nel mi- re? Come ? possihile C ~ Ola? presenza, se non la
lieu intellettuale intermedio (giornalisti, profes- diffusione, delle storie patologiche? Croce ris-
sori di Liceo, persino qualche pulpito), la distin- ponde a questa domanda alle pagine 40 e 41 di
zione fra cronaca e storia, la prima riguardante T e o h e stona: «Ma l'errore, il male, non ? un
fatti individuali, fatti privati, fatti non impor- fatto, ma ha esistenza empirica, e nient'altro che
tanti; la seconda i fatti generali, i fatti pubblici, i il momento negativo -dialettico dello Spirito,
fatti importanti. Talch? per sminuire I'impor- necessario alla concretezza del momento positi-
tanza di un awersario, nell'Italia del periodo de- vo, alla realta dello Spirito. . .». Errore non come
lla dittatura crociana bastava tacciarlo di fare Calibano, quindi, ma come Ariele. «Esempio
della cronaca e non della storia. degli esempi ? ci6 che accade in ciascuno di noi
Ad ogni modo, per Croce la storia (historia re- quando elaboriamo una materia storica; e vedia-
rum gestarum) e precipuamente atto di pensie- mo sorgere a volta a volta, nel corso dell'elabora-
ro: unita -distinzione fra narrazione e docu- zione, le nostre simpatie (la nostra storia
mento. Croce a questo punto di Teoria e storia poetica), le nostre intenzioni di uomini pratici
apre una lunga parentesi su ci6 che egli definisce (la nostra storia oratoria, o praticistica), le nostre
le «forme patologiche della storiografia»: anche memorie cronachistiche (la nostra storia filologi-
ca) e tutte quante a volta a volta mentalmente le todologico della storiografia: dilucidazione delle
superiamo, e, nel superarle, ci troviamo di volta categorie costitutive dei giudizi storici, ossia dei
in volta in possesso di una nuova e piu profonda concetti direttivi della interpretazione storica. E
verita storica. Cosi si afferma la storia distin- poich? la storiografia ha per contenuto la vita
guendosi dalle non -storie e vincendo i mo- concreta dello Spirito, e questa vita ? vita di fan-
rnenti dialettici che nascono da queste.» tasia e di pensiero, di azione e di moralita, la di-
.Per le stesse ragioni di rifiuto delle storie pato- lucidazione si muove nella direzione dell'Esteti-
. logiche, awiene da parte di Croce il rifiuto della ca, della Logica, dell'Economia e dell'Etica e
forma della cosiddetta «storia universale)), cio? il tutte le congiunge e risolve nella filoskfia dello
risalire continuo dalla causa prossima a quella Spirito». Non seguir6 altre determinazioni di
pid lontana, fino alle cause originarie pid remo- Teo7iit e stonk della ston'ografia, tranne la curio-
te. Egli afferma perentoriamente che ? un'illu- sa risoluzione della controversia se la storia uma-
sione spiegare un fatto riportando una catena in- na sia o no continuo progresso e se vi sia il bene
finita di cause: «in ogni istante -afferma- co- e10 il male nella storia. Ebbene per Croce vi ? un
nosciamo la storia che ci importa conoscere». La continuo passaggio del bene al meglio, e il male
vita dello Spirito 2 risparmiatrice. Ma ecco i pas- 2 il bene stesso visto alla luce del meglio. Tale af-
saggi pid importanti: «Negare la storia universa- fermazione, da il senso dello storicismo giustifi-
le -afferma Croce- non significa negare la co- catorio del filosofo napoletano: infatti il giudizio
noscenza dell'universale nella storia» (pag. 5 l). dello Spirito su1 fatto come bene, Sta semplice-
«Que1 particolare e que1 finito ? determinato, mente a significare che il fatto ? bene soltanto
nella sua particolarita e finitezza, da1 pensiero, e perch? 2 awenuto.
perci6 conosciuto insieme come universale: 11 testo del 1938, Stona comepensiero e come
I'universale in quella sua forma particolare* (ibk- azione, pur usando la stessa terminologia e ap-
d e m ) . . . «E la storia 2 pensiero dell'universale, parentemente gli stessi concetti, ci pone di fron-
dell'universale nella sua concretezza, e perci6 ri- te a sviluppi nuovi.
mane particolarmente determinato.» (...) «Ma A página 4 (edizione 1954) vi ? la seguente
per chiunque domini le parole col pensiero, il definizione della storiciti di un libro di storia: «E
vero soggetto della stona 2 per l'appunto il pre- la storiciti si pu6 definire un atto di comprensio-
dicato e predicato vero 21 soggetto; ossia nel giu- ne e d'intelligenza, stimolato da un bisogno de-
dizio si determina I'universale con I'individuar- Ila vita pratica il quale non pu6 soddisfarsi tra-
lo*. (La sottolineatura ? mia). Conviene spiegare passando in azione se prima i fantasmi e i dubbi
con un esempio questo passaggio centrale riguar- e le oscurita contro cui si dibatte, non siano fu-
dante il giudizio storiografico. Nel seguente giu- gate merc? della posizione e risoluzione di un
dizio ~ t o r i o g r ~ c-Augusto
o i? il rappresentante problema teorico, che ? quell'atto di pensiero».
della classe senatoria- il vero soggetto (il pen- A me sembra che codesta frase sia basilare per
siero critico) e il predicato sintattico, mentre pre- la comprensione di tutto il testo. Vediamo la di-
dicato diviene il soggetto sintattico. Questo ro- namica formale di codesta storiciti; poi la riem-
vesciamento della logica proposizionale aristote- piremo opportunamente di contenuto.
lica implica infatti che il predicato, ci02 il pen- Alla base 6'2: 1) un bisogno pratico; 2) codes-
siero critico su1 soggetto (sull'awenimento, su1 to bisogno pone il problema, sempre di ordine
documento, ecc.) sia il vero soggetto dell'opera- pratico, della sua risoluzione, cio? del suo sod-
zione di far storia. disfacimento, 3) per il soddisfacimento, il pro-
In questo senso Croce in Teoria e storia inden- blema viene rinviato alla storiografia (pensiero)
tifica storia e filosofia. Sono entrambi due aspet- che, per la sua natura di pensiero, traduce il pro-
ti della categoria della Logica, del «vera». blema pratico in termini di problema teoretico
Anzi, ancora di piu, la filosofia viene qui defi- (mutando il linguaggio); 4) la storiografia com-
nita come «momento metodologico deila storio- prende e risolve il problema teorico; S) la solu-
grafia,. Egli scrive infatti: «La filosofia in conse- zione data della storiografia al problema teorico,
guenza della nuova relazione in cui ? stata posta serve nella azione per la soluzione del problema
(identiti-distinzione con la storiografia) non pu6 pratico, soddisfacendo cio? al bisogno pratico
essere necesariamente altro che il momento me- iniziale.
Tanto per esemplificare, la storiografia si com- vita presente. Bisogno di vita presente si poteva
porta come que1 fisico nucleare. cui viene dai di- arguire pero come bisogno di tipo teoretico (poi-
;igenti del iuo paese demandato I'incarico di ch? accanto alla storia contemporanea veniva
costruire un missile intercontinentale (il bisogno posta come diversa la storia passata, narrazione
pratico in questo caso 2 lo accrescimento di po- senza documento e documento senza narrazio-
tenza militare dello Stato). Egli imposta il pro- ne, e la diversiti consisteva proprio nel nascere
blema in termini di linguaggio matematico, quest'última per un atto di volonti, ci02 per un
usando ci02 i suoi strumenti teorici, «disinteres- bisogno di vita questa volta pratico). In questo
sandosi» di tutto cio che non sia la risoluzione senso, teoretico, la storiografia, o conoscenza to-
dei suoi problemi teorici, rimanando ci05 nel tale, rimaneva autonoma; pur esprimendo cioe
suo ambito categoriale; la sua soluzione serviri un bisogno di vita, questo si configurava co-
pero alla classe dirigente del suo paese per risol- me un bisogno di vita del pensiero.
vere il problema dell'accrescimento di potenza. In Pensiero e azione, il giudizio storiografico
Tutto il testo crociano a mio parere ruota in- viene riconfermato sia come conoscenza totale,
torno a questa dinamica, definendo, chiarendo, sia come universale che si individualizza. E alla
approfondendo; ad es. per capire quale sia il ti- base di questo giudizio 2 posto un bisogno; ma
po di bisogno pratico che 5 la base dell'esserci questo bisogno non 2 piii di tipo teoretico, ma 2
della storiografia, bisogneri attendere le ultime un bisogno configurato sotto la specie dalla su-
pagine, dopo aver chiarito il concetto di storia per categoria della moraliti (vedremo meglio di
etico-politica. seguito).
In che modo la storiografia comprende e risol- A parte l'origine, sia in T e o h e storia che in
ve il suo problema teorico? Per mezzo del giudz- Pensiero e azione la concezione di giudizio sto-
zio storiografco. Anche qui giudizio storiogafico riografico rimane la stessa; la origine pratica in
viene definito, come in Teoria e stork dedda sto- pensiero e azione non inficia il carattere di pen-
rlografia, universale che si individualizza. (V. siero, che in certo modo prescinde dalla sua ori-
Teoria e storia, pagg. 5 1-55, edizione del 1954). gine : agisce come pensiero .
Sia qui che nel suo libro del 1912, per Croce giu- In ogni modo la diversiti del modo di conce-
dizio storiografico comporta il rovesciamento de- pire il giudizio storiografico in Teoria e storia e
Ila logica di classe tradizionale: nel giudizio sto- in Pensiero e azione sta nella diversiti di conce-
riografico seguente: «Cesare 2 il rappresentante pire la base del giudizio stesso.
delle forze popolari», il vero soggetto 2 il pensie- Una ulteriore determinazione del problema
ro, che 2 rappresentato del predicato sintattico teorico, utile per la praxis 2 rappresentata da1 se-
(rappresentante); mentre vero predicato 2 il fat- guente giudizio: «l'uniti di un libro di storia sta
to nudo, il documento, che ? rappresentato da1 nel problema che il giudizio storico formula e
soggetto sintattico (Cesare). nel formularlo risolve». E codesta uniti 2 di tipo
11 rapporto predicativo non 2 piu, come per la logico (non psicologica, o altre uniti di immagi-
logica aristotelica, di estensione comprensione, nazione: storia di un popolo, di un mare, di una
ma 2 un rapporto di individuazione: I'universa- razza, etc.). Cosi come la necessitii della storia 2
le, il pensiero critico, che si individua in un fatto di tipo logico, obbedente al principio di identiti
(che critica un fatto): il fatto, il documento, co- e non contraddizione (la storia non 2 storia delle
me predicazione del pensiero critico. cose possibili, ma delle cose che sono: non valgo-
Ma proprio qui sorge un problema filologico: no i «se»e i «ma».
fino a che punto 2 identificabile il concetto di E'questa un ulteriore determinazione del la-
giudizio storiografico presente in Pensiero e voro che compie il pensiero teorico (il pensiero di
azione con que110 analogo presente in Teoria critica storiograftca, che 5 il pensiero in toto): es-
e storia del'da storiografa? so consiste come abbiamo visto nell'esprimere
In Teoria e storia alla base del concetto di giu- giudizi, i quali giudizi sono impostazioni di pro-
dizio storiografico come universale che si indivi- blemi storiografici particolari e soluzioni di essi
dua Sta la sua teoria di storia come storia contem- per mezzo di affermazioni di veriti poste sotto il
poranea C ~ Ola? presentificazione, da parte dello crisma della necessiti logica.
Spirito, della sua vita passata per un bisogno di In che modo la soluzione del pensiero data ai
problemi storiografici serve alla azione? In che berta come bisogno pratico per la cui soddisfa-
modo, per tornare al mio esempio precedente, il zione abbisogna la storiografia, v. pag. 48: «. . .la
paese che desidera aumentare la propria potenza liberta come eterna formatrice di storia, oggetto
militare riusciri a costruire i missili interconti- stesso di ogni storia. Come tale essa ? per un ver-
nentali servendosi del lavoro del fisico «puro»? so» (in quanto historia rerum gestarum) «il prin-
Una prima risposta a questa domanda ? esposta cipio esplicativo del corso storico e, per I'altro»,
da1 filosofo napoletano de pagina 33 a pagi- (in quanto res gestae) «l'ideale morale dell'uma-
na 52, del testo in esame. 10 schematizzero tutto niti». Che per il primo verso debba intcndetsi la
il suo pensiero in una serie di eguaglianze (e storia nel senso di historia rerum gestarum, cio?
questo un modo di immiserire Croce, il quale e la storiografia come storiografia che mostra la li-
tutto nel gusto della pagina scritta; purtroppo berta, assolvendo con cio al suo compito di mos-
pero e necessario). trare all'umanita il suo ideale morale, si pu6 de-
durre da pagina 49, dove, dopo aver asserito che
Definizione di Azione = Lotta di valore col potrebbe sembrare pazzesco affermare che la
disvalore. storia sia storia della liberta, perch? c . . . anche
Valori = buono, bello utile, vero. Le quattro senza soffermarsi sugli awenimenti e sulle con-
categorie, intese pero como potenze del fare. dizioni contemporanee onde in molti paesi gli
Dirvalort = cattivo, brutto, dannoso, falso (le ordini liberali, che furono il grande acquisto del
non categorie? 11 non spirito?). secolo decimonono e sembraron0 acquisto in
Liberta = principio animatore le quattro cate- perpetuo, sono crollati e in molti altri si allarga il
gorie come potenze del fare. Qui si tratta di una desiderio di questo crollo, la storia tutta mostra,
sotta di super categorie. con brevi intervalli d'inquieta malsicura e disor-
Male = Insidia alla liberta. dinata liberta, con rari lampeggiamenti di una
Bene = Difesa della liberta. felicita piuttosto intravista che mai posseduta,
Moralita = Lotta di bene contro male. un'accavallarsi di oppressioni, di invasioni bar-
bariche, di depredazioni di tirannie profane ed
Sostituendo ecclesiastiche, di guerre tra i popoli e nei popoli,
Moralitd = Lotta in (difesa della liberta) con- di persecuzioni, di esili e di patiboli. E con ques-
tro (insidia alla liberta). ta visione davanti aglo occhi che la storia sia sto-
Moralita = Lotta in difesa dei valori contro in- ria della liberta suona come un'ironia, o , asserito
sidia ai valori. su1 serio, come una balordaggine. Senonche la
Moralita = Azione. filosofia non Sta al mondo per lasciarsi sopraffare
dalla realta quale si configura nelle immagina-
11 giallo ? svelato: il bisogno pratico iniziale, zioni percosse e smarrite, ma per interpretarla
per il cui soddisfacimento, prima di passare alla sgombrando le immaginazioni. Cosi indagando
azione, abbisognava il lavoro del pensiero (criti- e interpretando, essa, la quale ben sa come
ca storiografica), e il bisogno della realizzazione I'uomo rendendo schiavo l'altro uomo sveglia
della super categoria della liberta-moralita. La nell'altro la coscienza di se e lo awia'alla liberta,
realizzazione significa vittoria su1 male, sulla vede serenamente succedere periodi di maggiore
non liberta, su1 non spirito. In Croce ormai si ha o minore liberta.. .» (pag. 51) «La vede in tutti i
una categoria e tre sotto categorie che si annulla- tempi e nei propizi non meno che negli awersi,
no in essa. E non vale dire che ciascuna compie il schietta robusta e consapevole solo negli animi
proprio ufficio, perch? la moralita 2 la categoria dei pochi, sebbene essi soli siano quelli che stori-
(o sfera di azione) che ha la funzione di essere la camente contano come solo ai pochi veramente
direttrice delle funzioni delle altre categorie (o parlano i grandi filosofi.. . ; queste e altre cose ve-
sfere di azione), con la sua distinzione di bene e de» (il soggetto ? sempre la filosofia-storiografia)
di male. «e ne conclude che la storia non e punto un idi-
11 bene ? l'unica categoria: le altre non sono llio, ma non e neppure una tragedia di orrori,
che vari modi di esplicarsi di quell'unica. Plato- ma ? un dramma in cui tutte le azioni, tutti i
nismo crociano. personaggi, tutti i componenti del coro sono, nel
Per awalorare la mia interpretazione della li- senso aristotelico -mediocri- colpevoli-incol-
pevoli, misti di bene a di male, e tuttavia il pen- futuro Presidente della Repubblica, prendendo
siero direttivo (in questo caso il principio anima- cosi le distanze anche da1 P.L.I., su1 principio
tore del corso storico) e in essa sempre il bene, a del liberismo economico: anche Einaudi, a- suo
cui il male finisce sempre per servire da stimolo, dire, cade nello stesso errore logico, quelko .di
l'opera e della liberta che sempre si sforza di sta- mescolare la super categoria dello spirito can
bilire e stabilisce le condizioni sociali e politiche un 'esigenza pratica, dell 'utile.
di una sempre piii intensa liberta». Norberto Bobbio mise in rilievo -siamo sem-
Come si vede la storiografia 2 il sacerdote della pre nel dopoguerra- il disinteresse del liberalis-
liberta; vede la liberta come «principio esplicato- mo crociano per la tecniche di organizzazione
re del corso storico»; la vede e la rivela in quanto politica; il rifiuto da parte di Croce di Rousseau e
tale: con la sua rivelazione formula d'ideale mo- dell'ugualitarismo democratico nasconderebbe
rale della urnaniti», additandolo appunto nella la natural del liberalismo crociano di essere dibe-
liberta, agente teleologicamente nel corso storico ro gioco di poche anime belle». Fu poi un dolore
come bisogno di realizzare se stessa. per Croce che uno dei suoi pid diletti seguaci,
Con lo sviluppo delle sue teorie etico-politiche Adolfo Omodeo, scrivesse una storia del Risorgi-
Croce volvera creare lo condizioni teoriche per mento italiano che prendeva awio dalla Rivolu-
una ripresa del liberalismo per il dopo fascismo. zione francese, mentre la sua «Storia d'Italia»
Croce e sempre stato liberale; ma nel suo primo inizia da1 Congresso di Vienna, dato che rifiuta-
periodo si definiva liberale in maniera instintiva, va ogni considerazione per 1'Illuminismo. Nel
non teorica; amava sostenere: «Io sono liberale 1947 scrisse una nota molt violenta nei confronti
como sono napoletano». 1 suoi autori politici del nuovo interesse per l'illuminismo. Ma ormai
preferiti sono Machiavelli, Marx, Treischke, So- rimaneva inascoltato; si andava infatti sgretolan-
rel; cio farebbe rizzare i capelli in testa a un libe- do la sua dittatura culturale, non era pid lui a
rale di cipo anglosassone. costruire le mode.
Ben altro scopo ebbe il suo liberalismo etico- Un'ultima polemica di Croce fu anch'essa con
politico del secondo periodo. Ma tale scopo poli- un giovane crociano, Ernesto de Martino. Nel
tic0 non ebbe successo. Infatti dopo il fascismo suo Mondo magico, De Martino sostenne che le
la sua dittatura culturale paradossalmente si quattro categorie crociane non esistono nel mon-
allento su1 paese; nuovi interessi, nuove mitolo- do magico, cio? in Europa prima di Talete, e og-
gie si affermarono. gi stesso fuori d'Europa. Le categorie, conclude-
Vale forse la pena registrare le defezioni dei va, sono quindi una conquista storica. Croce ris-
giovani crociani in lidi politici diversi da1 partito pose con el saggio Intorno al magzsmo come et2
liberale: aderirono al piccolo ma agguerrito par- storica. Egli si oppone alla pratica di storicizzare
tito d'azione giovani formatisi alla scuola di Cro- le categorie perch? ese sono prestoriche in quan-
ce e alla Resistenza: Bobbio, Garin, Russo, Cala- to solo esse permettono di fare storia. Egli tacci6
mandrei, Omodelo , Bauer , De Ruggero. il magismo di De Martino di irrazionalismo; rna
De Ruggero, ad esempio, sostenne con succes- allo stesso modo defini la psicoanalisi. Croce non
so che la storia come storia della liberta e una po- ? piti all'altezza dei tempi, ? assediato da ogni
sizione ingenua e che inoltre la posizione del fi- parte : neoilluminismo, marxismo, psicoanalisi,
losofo deve essere meno olimpica e piu attiva. e alla fine neopositivismo, sono i quattro cavalie-
Un altro crociano, aderente al partito d'azio- ri dell' Apocalisse del Crocianesimo fino ad allora
ne, Guido Calogero -in adesione con le posi- imperante. Quando morir2 nel 1953 , circondato
zioni di Gobetti e di Rosselli- sviluppo la teoria da1 rispetto di tutti e per il sup passato di inte-
politica del liberal-socialismo, la cui intenzione llettuale e per il suo antifascismo, non rappre-
principale era quella di fornire al popolo gli stru- sentara piii che se stesso.
menti reali per I'esercizio della lliberta. Croce Forse 2 utile concludere riportando il giudizio
polemizzo con molta virulenza con il liberal- di Antonio Gramsci, che di Croce si occup6 am-
socialismo di Calogero: a suo awiso esso era infi- piamente nel suo lavoro (scritto in carcere) Il ma-
ciato dall'errore logico di mescolare una catego- tenalzsmo ston¿o e Lafilosofia dz Benedetto Cro-
ria dello spirito con contenuti empirici e pratici. ce. Secondo Gramsci Croce 2 il leader intellet-
Polemizzo anche con il liberale Luigi Einaudi, tuale europeo delle tendenze revisionistiche del
marxismo degli anni '90 e che vedevano attivi radicale e alla liquidazione (politico-ideologica)
Bernstein in Germania, Sorel in Francia e la anche del «materialismo storico attenuato». Con
scuola economico-giuridica di Gaetano De San- la teoria della storia etico-politica «egli vuol
tis in Italia. 11 Croce elaboratore della teoria giungere alla liquidazione del materialismo sto-
etico-politica tende a rimanere leader delle ten- rico, ma vuole che ci6 si identifichi con un movi-
denze revisionistiche per condurle a una critica mento culturale europeo».