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Schonberg, Arnold 

Dalla crisi della tonalità alla dodecafonia


Compositore austriaco della prima metà del Novecento, Arnold Schönberg espresse con profonda
partecipazione la crisi e la tragicità del suo tempo. A partire dall’esasperazione delle esperienze
tardoromantiche e dalla dissoluzione della tonalità, egli arrivò a elaborare il metodo dodecafonico, cioè
una nuova organizzazione razionale del linguaggio musicale atonale
Da autodidatta a maestro

I principi dodecafonici sono alla base anche dell’opera in un atto Dall’oggi al domani (1929), una
satira feroce dei tempi moderni. Rimase invece incompiuta l’opera Mosè e Aronne (1930-32).
Con l’avvento delle persecuzioni razziali, nel 1932 Schönberg decise di recarsi negli Stati Uniti – dove
rimase fino alla morte, avvenuta a Los Angeles nel 1951 – proseguendo il suo lavoro di compositore e
l’attività di docente presso prestigiose università.
Al periodo americano risalgono alcune importanti partiture, come il Concerto per violino e orchestra
op. 36 (1934-36) e il Concerto per pianoforte e orchestra op. 42 (1942). Significato sociale ed
emozionale rivestono inoltre l’Ode a Napoleone op. 41 (1942), appassionata invettiva contro la
tirannia, e Un sopravvissuto di Varsavia op. 46 (1947), che rievoca lo sterminio nazista avvenuto nel
ghetto di Varsavia.