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Il periodo atonale

Gli anni 1907-13 videro una intensa attività compositiva, con lavori quali i Quindici Lieder op. 15
(1908), i Sei piccoli pezzi per pianoforte op. 19 (1911) e i due lavori teatrali Attesa op. 17 (1909) e La
mano felice op. 18 (1908-13), incentrati sul tema della disperata solitudine dell’uomo. Queste
composizioni inaugurarono il periodo dell’atonalità, che Schönberg preferiva chiamare pantonalità: il
linguaggio musicale non obbediva più alle regole dell’armonia tonale tradizionale, ma non ne costruiva
ancora di nuove (musica, grammatica della). La produzione di questi anni rifletteva inoltre gli ideali
espressionisti dell’avanguardia pittorica viennese: insieme all’amico pittore Vasilij Kandinskij,
Schönberg fu infatti tra i fondatori del gruppo Il cavaliere azzurro, e teorizzò tra l’altro nel
suo Manuale d’armonia (1911) la Klangfarbenmelodie, «la melodia di suono-colori» caratterizzata
dalla timbrica strumentale.
Il culmine della produzione di questi anni si ebbe con il celebre Pierrot Lunaire op. 21 (1912), per voce
recitante e otto strumenti, manifesto dell’espressionismo musicale. In esso Schönberg sperimentò una
nuova forma di canto, lo Sprachgesang, una sorta di recitazione intonata, in cui il ritmo è rigoroso,
mentre le inflessioni della voce parlata sono suggerite dagli intervalli della melodia.