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L’italiano in rete

(modulo 359)

Mirko Tavosanis
Università di Pisa

Ultima revisione 13 Ottobre 2004


ICoN – Italian Culture on the Net M. Tavosanis – L’italiano in rete

Presentazione del modulo

Il modulo presenta le principali caratteristiche linguistiche dell'italiano in Internet.

Accanto alle innovazioni lessicali, viene illustrata la variabilità della lingua di Internet secondo i
parametri della sociolinguistica moderna. In particolare, viene descritto il rapporto della lingua di
Internet con il parlato e l'alto grado di innovazione testuale portato dal nuovo strumento di
comunicazione.

La descrizione è completata da informazioni sul modo in cui il passaggio al computer influenza la


lettura e la scrittura.

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ICoN – Italian Culture on the Net M. Tavosanis – L’italiano in rete

Guida al modulo

Scopo del modulo

Scopo generale del modulo è presentare le caratteristiche linguistiche della comunicazione su


Internet in lingua italiana. Per raggiungere questo scopo vengono presentate nozioni sulle
caratteristiche linguistiche generali della comunicazione su Internet, accompagnate da esempi
commentati. Le caratteristiche linguistiche vengono presentate a diversi livelli: dal lessico agli assi
di variazione.

Lista degli obiettivi

UD 1 - La comunicazione in rete: caratteristiche generali

Obiettivo di questa unità didattica è quello di presentare le caratteristiche generali della


comunicazione in rete e le relative conseguenze linguistiche.

Sottoobiettivo: conoscere i diversi tipi di comunicazione veicolati da Internet.

Sottoobiettivo: saper identificare le caratteristiche comunemente attribuite al


linguaggio di Internet.

Sottoobiettivo: saper identificare alcune caratteristiche linguistiche effettive della


comunicazione su Internet in lingua italiana.

UD 2 - Il lessico di Internet

Obiettivo di questa unità didattica è quello di permettere di identificare le parole direttamente


collegate a Internet comparse nella lingua italiana, riconoscerne le caratteristiche d'uso e inserirle
nel contesto dell'evoluzione della comunicazione.

Sottoobiettivo: saper identificare la quantità delle parole che sono entrate nella
lingua italiana con riferimento a Internet.

Sottoobiettivo: saper identificare l'origine delle parole che sono entrate nella lingua
italiana con riferimento a Internet.

Sottoobiettivo: saper identificare le ragioni che hanno portato ad accettare prestiti


linguistici per fare riferimento a concetti di Internet esprimibili in italiano.

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UD 3 - La variazione nella lingua di Internet

Obiettivo di questa unità didattica è quello di descrivere l'esistenza di una forte variabilità
dell'italiano usato in Internet. La variabilità viene descritta seguendo i principali assi di variazione
riconosciuti dalla sociolinguistica moderna.

Sottoobiettivo: saper descrivere la variabilità diafasica della lingua di Internet.

Sottoobiettivo: saper descrivere la variabilità diastratica della lingua di Internet.

Sottoobiettivo: saper descrivere la variabilità diamesica della lingua di Internet.

Sottoobiettivo: saper descrivere la variabilità diatopica della lingua di Internet.

Sottoobiettivo: saper descrivere la variabilità diacronica della lingua di Internet.

UD 4 - Scritto e parlato

Obiettivo di questa unità didattica è quello di descrivere il rapporto tra scritto e parlato nella lingua
di Internet. Il rapporto viene descritto in riferimento alla comunicazione su Internet in generale,
indipendentemente dalla lingua utilizzata, con approfondimenti ed esempi tratti dal caso italiano. Le
conclusioni presentate mostrano l'importanza della lingua scritta, che si accosta al parlato solo con
strumenti e in circostanze ben determinate.

Sottoobiettivo: saper descrivere le caratteristiche dei diversi strumenti di


comunicazione utilizzati su Internet in rapporto alla loro vicinanza allo scritto e al
parlato.

Sottoobiettivo: saper descrivere le motivazioni che spingono a un avvicinamento al


parlato in alcuni settori della lingua di Internet.

Sottoobiettivo: saper descrivere le motivazioni che spingono a un'esaltazione delle


caratteristiche dello scritto nella lingua di Internet.

UD 5 - La lettura e Internet

Obiettivo di questa unità didattica è quello di descrivere il rapporto tra le caratteristiche fisiologiche
della lettura e le modalità di lettura che si sono diffuse con l'affermazione di Internet.

Sottoobiettivo: conoscere i meccanismi fisiologicamente determinati della lettura.

Sottoobiettivo: saper applicare le nozioni sui meccanismi della lettura a casi


particolari.

Sottoobiettivo: saper descrivere le caratteristiche della lettura su Internet in base ai


meccanismi generali della lettura.

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UD 6 - La scrittura per Internet

Obiettivo di questa unità didattica è quello di descrivere le caratteristiche della scrittura per Internet.
Le caratteristiche vengono descritte in base ai loro condizionamenti meccanici e testuali.

Sottoobiettivo: saper descrivere la dipendenza dal meccanismo di tutti i generi di


scrittura per Internet.

Sottoobiettivo: saper applicare le nozioni sulla dipendenza dal meccanismo ad alcuni


casi particolari di presentazione dei testi.

Sottoobiettivo: conoscere i principali adattamenti della scrittura per Internet in


italiano.

UD 7 - Nuovi generi testuali

L'obiettivo di questa unità didattica è quello di descrivere i nuovi generi testuali che si sono
affermati con l'avvento di Internet.

Sottoobiettivo: saper descrivere le innovazioni dell'italiano di Internet dal punto di


vista testuale.

Sottoobiettivo: saper descrivere le caratteristiche testuali dei portali.

Sottoobiettivo: saper descrivere le caratteristiche testuali dei blog e dei forum.

Sottoobiettivo: saper descrivere le caratteristiche testuali dei motori di ricerca.

Contenuti del modulo

Il modulo è composto dal testo delle lezioni.

Attività richieste

Lettura e studio dei contenuti del modulo. Svolgimento degli esercizi di autovalutazione.

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Indice delle unità didattiche

UD 1 - La comunicazione in rete: caratteristiche generali

L'unità didattica illustra le caratteristiche principali della comunicazione su Internet, in termini


generali e in rapporto con l'italiano.

1.1 - Internet e la comunicazione: il contesto

1.2 - Tipi di comunicazione su Internet

1.3 - Effetti linguistici: la teoria

1.4 - Effetti linguistici: la realtà

UD 2 - Il lessico di Internet

L'unità didattica illustra le parole nuove entrate in italiano per descrivere Internet e fenomeni
correlati.

2.1 - Il lessico italiano di Internet

2.2 - Origine dei neologismi

2.3 - Prestiti non adattati: coppie di sinonimi

2.4 - Prestiti non adattati: il contesto

UD 3 - La variazione nella lingua di Internet

L'unità didattica descrive le diverse caratteristiche espressive dell'italiano di Internet attraverso gli
assi di variazione studiati dalla sociolinguistica.

3.1 - Documentazione della variabilità linguistica su Internet

3.2 - Variazione diafasica

3.3 - Variazione diastratica

3.4 - Variazione diamesica

3.5 - Variazione diatopica

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UD 4 - Scritto e parlato

L'unità didattica descrive il linguaggio di Internet in base al rapporto tra scritto e parlato.

4.1 - Comunicazione in rete e linguaggio parlato

4.2 - Oralità e chat

4.3 - Perché lo scritto assume funzioni del parlato

4.4 - Innovazioni strutturali di Internet

UD 5 - La lettura e Internet

L'unità didattica illustra le modalità generali della lettura e le caratteristiche innovative della lettura
su Internet.

5.1 - Basi fisiologiche della lettura

5.2 - Svantaggi della lettura su schermo

5.3 - Tipi diversi di lettura

5.4 - Orientamento nei testi complessi

5.5 - Conseguenze linguistiche della situazione

UD 6 - La scrittura per Internet

L'unità didattica prende in esame le caratteristiche generali della scrittura per Internet. La scrittura
al computer in questo caso si distingue da tutti gli altri tipi di scrittura perché è sempre mediata da
una macchina.

6.1 - Dipendenza dal meccanismo

6.2 - Vincoli sui caratteri

6.3 - Adattamenti a livello di carattere

6.4 - Presentazione dei testi

6.5 - Teoria e pratica della scrittura

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UD 7 - Nuovi generi testuali

L'unità didattica prende in esame i nuovi generi testuali, affermati su Internet, privi di riscontro nel
mondo della carta: i portali, i blog e i forum, i motori di ricerca.

7.1 - Il testo

7.2 - I portali

7.3 - I blog e i forum

7.4 - I motori di ricerca

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UD 1 - La comunicazione in rete: caratteristiche generali

L'unità didattica illustra le caratteristiche principali della comunicazione su Internet, in termini


generali e in rapporto con l'italiano.

1.1 - Internet e la comunicazione: il contesto

1.2 - Tipi di comunicazione su Internet

1.3 - Effetti linguistici: la teoria

1.4 - Effetti linguistici: la realtà

1.1 - Internet e la comunicazione: il contesto

La diffusione di Internet e dei sistemi di comunicazione in rete è uno dei fenomeni economici e
sociali più vistosi degli ultimi anni. È quindi interessante, per lo studioso della lingua, notare che
dal punto di vista degli utenti Internet è soprattutto uno strumento per trasmettere testi scritti nelle
lingue naturali.

In sostanza, Internet è un sistema di connessione tra reti di computer regolato da determinati


protocolli (cioè regole condivise per lo scambio dati). Il sistema nella sua forma moderna risale al
1982, quando la rete informatica americana Arpanet, già attiva da anni, adottò il protocollo Tcp/Ip
(creato nel 1973 da Vinton Cerf) e venne ribattezzata Internet. Nei dieci anni successivi la rete si
diffuse presso gruppi molto ristretti di utenti: in primo luogo docenti e ricercatori delle università e
dei centri di ricerca degli Stati Uniti e di pochi altri paesi.

Nel frattempo la condivisione di dati su Tcp/Ip rese possibile la creazione di vari servizi di
comunicazione che sfruttavano i collegamenti di Internet. Alcuni di questi servizi sono stati in
seguito praticamente abbandonati (è il caso, per esempio, di Gopher, un sistema per la ricerca
gerarchica di file). Altri sono tuttora in uso e spesso hanno conosciuto una diffusione esplosiva. Tra
questi ultimi si segnalano:

- la posta elettronica, basata sui protocolli Pop e Imap

- il trasferimento file, basato sul protocollo Ftp

- il protocollo Telnet, che consente di inviare comandi a distanza a computer remoti.

Il servizio di comunicazione che più spesso viene associato a Internet è però il web (che spesso
viene chiamato anche "Internet", per estensione). Il web si basa sul protocollo Http, che fissa uno
standard per la pubblicazione di documenti contenenti testi e immagini e per il loro collegamento.

Il primo server web è stato creato nel dicembre 1990 da Tim Berners-Lee al Cern di Ginevra
(Berners-Lee 2001). Negli anni successivi il numero di server web è cresciuto esponenzialmente,
anche grazie a un'ondata di entusiasmo economico (1997-1999) basato sulle potenzialità del nuovo
mezzo di comunicazione. Anche se a ritmi più contenuti, la crescita di Internet rimane ancora oggi
rapida e continua.

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1.2 - Tipi di comunicazione su Internet

Internet, di per sé, è solo una serie di regole sul modo per scambiare dati. Dal punto di vista
dell'utente contano quindi, più che la rete, i diversi servizi di comunicazione che sfruttano la rete e
trasmettono testi sotto forma di dati. Questi servizi sono collegati a determinati protocolli (1.1), ma
uno stesso protocollo può essere utilizzato per servizi che dal punto di vista dell'utente sono molto
diversi tra loro.

I servizi di comunicazione più importanti oggi sono:

- la posta elettronica (invio di messaggi di testo con eventuale aggiunta di file con
informazioni di altro genere)

- le pagine web (testi e immagini pubblicati in rete)

- le chat (scambi di messaggi in tempo reale, condotti di solito attraverso il testo)

- i forum (scambi di messaggi mediati da pagine web)

- i newsgroup (scambi di messaggi gestiti da gruppi di computer).

Quasi tutti questi servizi di comunicazione si basano sulla lingua scritta. Internet permette di
comunicare anche attraverso trasmissioni audio e video (chat vocali, telefonate, videoconferenze).
Tuttavia, per il momento la maggior parte degli scambi avviene attraverso la lettura e la scrittura e
non ci sono segni di imminenti inversioni di tendenza. Dal punto di vista degli esseri umani Internet
è quindi un mezzo di comunicazione in cui prevale lo scritto trasmesso. Le caratteristiche esatte
della trasmissione variano poi da servizio a servizio.

Questa caratteristica rende la comunicazione su Internet molto sensibile:

- alle diversità dei singoli servizi;

- alle convenzioni grafiche, variabili da una lingua all'altra.

Alcune delle caratteristiche più originali della scrittura su Internet nascono proprio dal desiderio di
superare i limiti del sistema in rapporto a una lingua o all'altra. Per questo motivo, alcuni dei
fenomeni descritti in questo modulo hanno una validità generale. Altri valgono solo per l'italiano.
Dal punto di vista del rapporto tra scrittore e lettore, quasi tutti i servizi citati sono asincroni: a
differenza di quanto accade nella conversazione faccia a faccia, c'è un intervallo tra il momento in
cui l'autore scrive e quello in cui il lettore legge. Questo intervallo può variare da pochi secondi (per
esempio, nei messaggi di posta elettronica che fanno parte di uno scambio serrato) a diversi anni
(per esempio, nel caso di molte pagine web).

L'unica eccezione a questa regola è data dalle chat, nei loro diversi tipi. Le chat possono essere
realizzate con programmi diversi e possono coinvolgere due soli utenti o gruppi più ampi. In ogni
caso, nelle chat le conversazioni si devono svolgere con continuità e le battute di un dialogo
tollerano solo qualche secondo di ritardo: "per la prima volta nella storia della comunicazione, la

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parola scritta viene usata nello scambio dialogico in tempo reale e si adatta a questo scopo
rivelando delle nuove potenzialità e delle nuove prospettive" (Pistolesi, Il visibile parlare di IRC:
214). Questa caratteristica rende la lingua usata nelle chat particolarmente originale e innovativa
(4.3).

1.3 - Effetti linguistici: la teoria

La diffusione di Internet è stata accompagnata da molte speculazioni sui suoi effetti linguistici.
Raramente, però, queste speculazioni sono state prodotte unendo competenze linguistiche a un'idea
non superficiale delle possibilità comunicative della rete.

Particolarmente frequenti, ma sbagliate, sono alcune concezioni critiche secondo cui Internet:

- rende obbligatorio uno stile di comunicazione informale o "giovanile"

- incoraggia la sostituzione delle lingue nazionali con l'inglese

- porta nello scritto molte caratteristiche del parlato

- rende impossibile la presentazione di ragionamenti articolati.

Accanto alle posizioni critiche, tuttavia, se ne trovano altre entusiastiche, ugualmente infondate. In
quest'ottica Internet viene presentato come un mezzo espressivo rivoluzionario, destinato a
cambiare per sempre tutti gli aspetti della comunicazione.

In mancanza di un inquadramento condiviso, negli studi recenti si trovano quindi spesso


dichiarazioni contraddittorie sulle caratteristiche linguistiche di Internet. Per esempio, in una
recente sintesi sull'argomento si trovano:

- innanzitutto, dichiarazioni di principio come: "la scrittura per il web si caratterizza per
una certa tendenza alla commistione di tratti tipici della modalità comunicativa orale e
scritta" (Prada, La lingua del web: 256);

- in seguito, limitazioni che smentiscono completamente l'ipotesi di partenza: i fenomeni di


commistione "si fanno più marcati in alcune pagine personali e nei molti siti che si
riconoscono in filoni culturali più o meno marcatamente underground o trash" mentre in
tutti i casi effettivamente presi in considerazione nello studio "la scrittura si mantiene a un
livello di formalità media" (Prada, La lingua del web: 256-257) e non si avvicina affatto alla
"modalità comunicativa orale".

Sembra quindi che sia ancora difficile distinguere i pregiudizi generici dalla realtà della rete. In
particolare, sembra ancora non assimilata la distinzione tra i diversi servizi (dalla chat alla posta
elettronica e alle pagine web).

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1.4 - Effetti linguistici: la realtà

Un esame più accurato permette di individuare il punto critico di molte analisi: la comunicazione in
rete è un fenomeno complesso. Individuare le caratteristiche linguistiche di Internet significa quindi
in primo luogo fare i conti con questa complessità, a cominciare dalla presenza di diversi servizi di
comunicazione.

La diffusione di prese di posizione generali su "Internet" ha probabilmente contribuito a nascondere


la realtà. Oggi è comunque chiaro che non esiste un "linguaggio di Internet" generalizzato e con
caratteristiche autonome. Anche limitandosi alle pagine web, è per esempio possibile trovare in
rete:

- testi e slogan pubblicitari

- relazioni tecniche

- diari personali

- opere letterarie

- testi burocratici, leggi e regolamenti

Materiali così diversi hanno una natura linguistica completamente diversa e devono essere descritti
separatamente. Sembra evidente, per esempio, che la presenza di tratti tipici dell'oralità sia
marginale nel web, dove viceversa si assiste a un trionfo dello "scritto-scritto": schemi, tabelle,
moduli e strutture testuali di ogni genere. Per alcune analisi di questo modulo si farà quindi
riferimento ai siti italiani più visitati (secondo le classifiche Audiweb 2004), nel tentativo di
individuare gli usi più rappresentativi.

Mancano ancora, purtroppo, studi quantitativi che descrivano quanto si scrive e quanto si legge in
rete. È quindi difficile valutare il peso che ogni tipo di testo ha sui lettori, in termini di pagine
pubblicate e di successo di pubblico. Verosimilmente, infatti, l'impatto linguistico di una pagina
vista da un milione di persone al mese è molto diverso da quello di una pagina vista da poche
decine di utenti.

Sembra inoltre sicuro che la maggior parte degli utenti di Internet legga pagine web e posta
elettronica. Altri servizi di comunicazione (per esempio, le chat), pur avendo caratteristiche
linguisticamente interessanti, sono usati solo da gruppi ristretti: secondo alcune valutazioni, il 15%
circa del totale. Per questo motivo in questo modulo saranno discussi esempi provenienti soprattutto
dalla posta elettronica e dalle pagine web.

Alcune caratteristiche dell'italiano in rete sembrano in ogni caso evidenti:

- presenta tutti i tipi comunemente identificati di variazione linguistica (diafasica,


diastratica, diatopica, diamesica, diacronica: UD 3);

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- alcune di queste variazioni sono direttamente collegate alle caratteristiche del servizio di
comunicazione utilizzato (per esempio: l'uso di un registro di comunicazione informale nelle
chat è legato alla rapidità della conversazione);

- le modalità espressive completamente nuove sono poco numerose (UD 7);

- alcune delle innovazioni più significative si spiegano solo in rapporto a determinati


atteggiamenti di lettura (UD 5) e di scrittura (UD 6).

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UD 2 - Il lessico di Internet

L'unità didattica illustra le parole nuove entrate in italiano per descrivere Internet e fenomeni
correlati.

2.1 - Il lessico italiano di Internet

2.2 - Origine dei neologismi

2.3 - Prestiti non adattati: coppie di sinonimi

2.4 - Prestiti non adattati: il contesto

2.1 - Il lessico italiano di Internet

Uno degli aspetti linguistici più evidenti dell'affermazione di Internet è una serie di novità lessicali.
Uno dei più diffusi vocabolari italiani ha elencato nel 2000, come "Nomenclatura" di Internet,
queste parole o espressioni:

ciberspazio; extranet; intranet; rete (per 'web'); bounce; browser; crawler; dominio; nome di
dominio / domain name; codice di accesso / password; codice utente; motore di ricerca; navigazione
/ surfing; pagina web; home page; bookmark / segnalibro; banner; collegamento / link; applet;
ipertesto; java; portale; cookie; server; client; hosting; housing; collegamento / connessione; on line;
off line; linea dedicata; linea commutata / dial up; larghezza di banda / bandwidth; backbone;
provider / fornitore di accesso; punto di accesso; indirizzo internet; telnet; firewall; bridge; gateway;
sito; mirror; posta elettronica / e-mail; casella di posta elettronica / mailbox; indirizzo di posta
elettronica; chiocciola / a commerciale / at; punto / dot; barra / slash; barra inversa / backslash;
trattino basso / dash; cancelletto / pound; messaggio; allegato / attachment; risposta / reply; inoltro /
forward; cestino / trash; chat; chat room; mailing list; news group / gruppo di discussione; e-groups;
lurking; netiquette; emoticon / faccina; junk mail; spamming; bombing; flaming; usenet; e-business;
e-commerce / commercio elettronico; home banking; trading on line; telelavoro; webmaster;
amministratore di rete; analista web; programmatore Java / Perl / Html; web designer; moderatore
di lista; hacker; accedere a; connettersi a; collegarsi a; scollegarsi da; disconnettersi da; navigare;
allegare; inviare; cifrare / crittare; decifrare / decrittare; inoltrare; download / scaricare da; upload /
caricare su (Zingarelli, Zingarelli 2001..., alla voce Internet).

Nella lista erano inoltre presenti diversi acronimi:

Www; Html; Isp; Pop; Http; Isdn; Adsl; Wap; Url; Tcp/Ip; Ip; Ftp; Cgi; Perl; Bbs; Faq; B2b.
In realtà, non tutte le parole della lista si riferiscono esclusivamente a Internet (per esempio, sono
stati creati spesso "ipertesti" destinati alla lettura su computer singoli e che non avevano nessun
rapporto con Internet). Anche tenendo conto di questi casi, tuttavia, si arriva a un totale di 124
parole. Due di queste, e-groups e java, sono inoltre, rispettivamente, il nome di un servizio
commerciale e un marchio registrato (JavaTM).

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Da un punto di vista numerico, quindi, le novità del lessico di Internet sembrano paragonabili a
quelle di altre tecnologie precedenti di ampia diffusione (per esempio, la televisione, con parole che
vanno da teleschermo a decoder).

2.2 - Origine dei neologismi

Le espressioni della lista presentata in 2.1 sono per lo più neologismi ripresi dall'inglese e non
adattati alle esigenze di pronuncia dell'italiano: rientrano in tutto o in parte in questa categoria 77
parole o espressioni su 124. Le forme adattate sembrano diffuse unicamente per i verbi, e anche in
questo caso l'adattamento riguarda solo le parti morfologicamente significative: chat dà origine al
verbo chattare (che mantiene la sequenza di caratteri cha-, estranea all'italiano).

I neologismi a base italiana, viceversa, sono pochissimi: i calchi traduzione ciberspazio e ipertesto
(rispettivamente da cyberspace e hypertext) e l'unico neologismo privo di corrispondente, telelavoro
(peraltro non associato strettamente a Internet). Le altre espressioni italiane inserite nella lista sono
usate in senso proprio (messaggio, commercio elettronico) oppure sono calchi semantici (cioè,
estensioni del significato di parole preesistenti fatte sul modello di parole straniere). I casi più
significativi da quest'ultimo punto di vista sembrano:

- motore di ricerca ("strumento che permette di cercare una o più parole all'interno di un sito
web o di più siti"; dall'inglese search engine)

- navigare ('"visitare pagine web"; dall'inglese to navigate)

- portale ("sito web che raccoglie molti servizi diversi"; dall'inglese portal)

- scaricare ("trasferire un file via Internet e salvarlo sul proprio computer"; parallelo
all'inglese to download. In questo caso, tuttavia, la vicinanza tra il senso originario della
parola e quello adattato è tanto ridotta da rendere non necessaria l'ipotesi che si tratti di un
calco semantico).

2.3 - Prestiti non adattati: coppie di sinonimi

Nella lista di 2.1 si nota anche la presenza di numerose coppie di sinonimi: espressioni inglesi ed
equivalenti italiani. In alcuni casi la presenza dei doppioni di parole italiane adeguate si spiega
probabilmente con la necessità di eliminare ogni possibile ambiguità.

È il caso di:

- collegamento / link

- barra / slash

- barra inversa / backslash

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Un'estensione di questo fenomeno (non documentata dalla lista) si ha nei nomi assegnati alle
diverse sezioni dei web. In questo caso, le parole straniere hanno un adeguato equivalente italiano.
Tuttavia, secondo un sondaggio a campione, la parola straniera sembra prevalente. La causa di
questo fenomeno è probabilmente l'inequivocabilità delle parole inglesi in un contesto italiano, dove
diventano "termini tecnici":

- notizie / news

- cerca (o ricerca) / search

In molti casi conterà poi anche la maggior brevità di una parola rispetto all'altra: come nel
giornalismo, anche nella comunicazione via Internet la possibilità di risparmiare spazio sulla pagina
è spesso molto apprezzata.

In altri casi le espressioni inglesi sono parole semplici che sostituiscono senza ambiguità complesse
perifrasi italiane. In questo caso l'alternanza inglese / italiano sembra corrispondere a una variazione
diafasica: le forme italiane sono quelle più "ufficiali", mentre quelle inglesi sono più "informali" e
colloquiali:

- mailbox / casella di posta elettronica

- password / codice di accesso

- provider / fornitore di accesso

- home (o homepage) / pagina di partenza

Anche in presenza di coppie di sinonimi la preferenza per l'uno o per l'altro non è quindi acritica.
Per esempio, per indicare l'azione di copiare un file sul proprio computer sembra molto diffuso il
verbo scaricare, che prevale sull'inglese download. Alla base di questa scelta si trovano
probabilmente due fatti: il verbo italiano esprime perfettamente l'azione e il verbo inglese è difficile
da pronunciare. Scaricare prevale anche sull'italiano trasferire, diafasicamente connotato come
parola tecnica / burocratica.

2.4 - Prestiti non adattati: il contesto

I cinque siti più visitati in Italia (Fineco, Google, Libero, Virgilio, Yahoo; UD 7) riportano nella
home page numerosi prestiti non adattati. Alcuni di questi prestiti riguardano il mondo
dell'informatica e di Internet. Escludendo dallo spoglio gli annunci puramente pubblicitari, i nomi di
prodotti e gli acronimi, si tratta in totale di 22 parole, che solo in piccola parte sono incluse
nell'elenco presentato in 2.1 (quelle presenti sono marcate con un asterisco):

blog (Yahoo)

broadband (Libero)

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*chat (Libero, Yahoo)

community (Libero, Virgilio)


desktop (Virgilio)

*dial up (Libero)

directory (Google, Yahoo)

forum (Libero)

help (Virgilio)

helpstation (Fineco)

home (Libero)

*homepage (Libero, Virgilio, Yahoo)

internet (Libero, Virgilio, Yahoo)

mail (Fineco, Libero, Yahoo)

news (Libero, Google, Virgilio)

newsletter (Libero, Virgilio)

*online (Libero)

*password (Fineco, Libero, Virgilio)

software (Yahoo)

toolbar (Google, Libero, Virgilio, Yahoo)

username (Libero)

web (Google, Libero, Yahoo)

(Data della visita: 9 luglio 2004.)

Tutti i prestiti sono di origine inglese, con l'unica eccezione di forum, latinismo reintrodotto
dall'inglese.

Va però notato che le home page dei siti riportano anche tantissimi prestiti non adattati del tutto
estranei a Internet. Questa caratteristica sembra molto diffusa in siti rivolti a un ampio pubblico,
come i portali (7.2), ma si ritrova anche in siti di altro genere. Anche nel sito Fineco, che è una
banca on line e non un portale, gli anglicismi riconducibili a Internet sono solo 3 (helpstation,

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password e email) di fronte a 6 anglicismi di altra origine: banking, investing, credit, delay 20 min.
(per indicare il ritardo con cui sono messe in linea alcune quotazioni), jobs, legal disclaimer.
Inoltre, esistono numerose creazioni in cui il confine tra nome proprio di un prodotto commerciale,
invenzione estemporanea e parola dotata di una propria autonomia è molto sottile. Su Libero
troviamo per esempio i-modeTM, jumbo mail, moblog, webmagazine e webnews.

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UD 3 - La variazione nella lingua di Internet

L'unità didattica descrive le diverse caratteristiche espressive dell'italiano di Internet attraverso gli
assi di variazione studiati dalla sociolinguistica.

3.1 - Documentazione della variabilità linguistica su Internet

3.2 - Variazione diafasica

3.3 - Variazione diastratica

3.4 - Variazione diamesica

3.5 - Variazione diatopica

3.1 - Documentazione della variabilità linguistica su Internet

Al di là delle poco numerose innovazioni lessicali dirette (UD 2), il "linguaggio di Internet"
comprende tutto ciò che può assumere forma scritta: dalle conversazioni personali ai regolamenti
sulle dogane. Si può quindi trovare in rete tutta la gamma di variazione dell'italiano scritto, adattata
al mezzo. Gli assi di variazione su cui eseguire la verifica sono quelli tradizionali dell'analisi
linguistica, e cioè:

- diafasico - la gamma va dalle conversazioni informali a testi con un altissimo livello di


formalità

- diastratico - sono rappresentati testi di tutti gli strati sociali in grado di accedere a questo
mezzo di comunicazione (cioè, nella società contemporanea, tutti)

- diamesico - sono presenti più canali di comunicazione scritta (posta elettronica, pagine
web e altro)

- diatopico - esistono variazioni locali (in base all'area geografica di provenienza di chi
scrive)

- diacronico - vengono pubblicati anche testi non recenti.

Per quanto riguarda l'asse diacronico, basta osservare che su Internet sono presenti edizioni anche
dei più antichi testi in volgare, a cominciare dal Placito capuano, indicato come l'"atto di nascita"
dell'italiano:

Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte S(an)c(t)i Benedicti.

(Fonte: banca dati OVI, http://ovisun198.ovi.cnr.it/italnet/OVI/)

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È difficile dire quale percentuale dei testi che compaiono sul web sia stata scritta prima del 1990 e
quanti utenti di Internet leggano effettivamente quei testi; tuttavia la variazione diacronica è
senz'altro una componente legittima del "linguaggio di Internet".

Nel resto di questa UD vedremo esempi di variazione linguistica relativi all'italiano per ognuno
degli altri assi citati. Anche se le circostanze e gli strumenti di realizzazione dei testi sono diversi tra
loro, tutti i campioni presentati sono estratti da pagine web, in modo da facilitare il controllo e
l'esame degli esempi nel contesto. Tutti i testi saranno presentati rispettando le caratteristiche
originali della loro scrittura, inclusi gli errori di battitura e di altro genere.

3.2 - Variazione diafasica

La variazione determinata dalla situazione comunicativa e dalle funzioni del messaggio è


documentata su Internet in tutta l'estensione possibile nello scritto. Nelle pagine web frutto di una
procedura redazionale, ovviamente, questi fenomeni sono presenti solo se richiesti a fini espressivi.
Nelle pagine che pubblicano gli scambi di una lista di discussione per posta elettronica o nei forum,
invece, il controllo redazionale manca e i testi vengono spesso scritti in fretta. In queste circostanze
è più facile trovare esempi di scrittura poco sorvegliata in italiano. La variazione diafasica sembra
quindi correlata alla variazione diamesica (4.4).

È importante notare che quasi sempre lo scarto rispetto alla scrittura e all'ortografia tradizionale ha
un valore espressionistico. Lo ha, per esempio, in questo testo proveniente da un forum:

se te sei abituata ad avere la pappa pronta non è colpa mia!!andar a lavorare l'estate a questa età non ti fa mica
male...impari ad aprezzare la scuola....quando cuoci per otto ore sotto il sole o prendi per otto ore la pioggia mentre tagli
erba o fai altri lavori è dura....ma se voglio andare in kart...lo faccio!....

(Fonte: http://www.managerserver.com/cgi-bin/ikonboard/printpage.cgi?forum=4∓topic=148)

A parte gli errori di battitura ("aprezzare" per "apprezzare") e la mancanza dello spazio dopo il
punto, nel passo citato si trovano fenomeni tipici di diversi livelli di lingua substandard priva di
caratterizzazione regionale: "te" soggetto ed espressioni colloquiali come "avere la pappa pronta" e
"non ti fa mica male". I punti esclamativi e i puntini a fine frase hanno invece la funzione di
riprodurre le caratteristiche di intonazione del parlato.

Le estremità alte dello spettro sono invece rappresentate da un gran numero di testi burocratici:

Oggetto: Collocamento fuori ruolo, a decorrere dall'anno scolastico 2004/05, a disposizione del Ministero degli Affari
Esteri, ai sensi dell'art.3 del T.U.740/40 e successive modificazioni recepito nell'art.626, comma 1, del D.Lvo 297/94.
Destinatari: Dirigenti scolastici Si comunica ai dirigenti scolastici, eventualmente interessati al collocamento fuori ruolo
ex art. 626, comma 1, del D.L.vo 297/94, che i termini fissati con il precedente Avviso del 27 aprile 2004 per la
presentazione della dichiarazione di disponibilità sono prorogati fino al 31 luglio 2004. Per informazioni rivolgersi alla
DGPCC - Ufficio IV- reparto Decretazione. (tel.: 0636914167/65 - fax: 0636918622)

(Fonte: http://www.esteri.it/ita/0_1_01.asp?id=157)

In pubblicazioni di questo genere si trovano numerose caratteristiche del linguaggio delle pubbliche
amministrazioni, inalterate anche nel passaggio al nuovo mezzo di comunicazione: uso insistito di
abbreviazioni e sigle (art., T.U., D.Lvo.), presenza di parole ed espressioni codificate della lingua

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burocratica e legislativa ("a decorrere da" per "da" o "a partire da", "modificazioni", "recepito"), uso
di forme verbali impersonali ("si comunica", "rivolgersi").

Anche in questo breve esempio, peraltro, si trovano problemi tipici della testualità burocratica:
l'oggetto reale dell'avviso non è il "Collocamento fuori ruolo" ma semmai la "Proroga termini
dichiarazione disponibilità per collocamento fuori ruolo".

3.3 - Variazione diastratica

Nell'Italia contemporanea non è facile assegnare gli individui a fasce sociali ben precise. Ancora più
difficile è catalogare in questo modo i testi scritti. In alcuni casi sono gli stessi scriventi a indicare la
propria professione e/o il proprio status sociale. Questo però non sembra che porti a variazioni
regolari nel modo di scrivere.

Due esempi non caratterizzati, tratti da uno spazio per la pubblicazione di annunci e offerte di
lavoro su un sito dedicato agli animali, mostrano come a volte siano gli scrittori stessi a dare
informazioni sulla propria posizione sociale, senza che questa si traduca in caratteristiche
linguistiche determinate:

Ho 22 anni. Lavoro in un ufficio e non sono più molto soddisfatta. Vorrei trovare un altro lavoro. Il mio sogno è sempre
stato quello di lavorare con e per gli animali magari a contatto con la natura anche se non ho alcuna esperienza.
Qualcuno saprebbe dirmi come?

Ciao mi chiamo Fabio ho 23 anni e abito in prov di Bologna!Faccio l'operaio e volevo dare una svolta alla mia vita e ho
pensato, visto che adoro gli animali, che potevo lavorare con loro per istaurare un rapporto bello tra uomo e animale!In
questo campo non ho esperienza quindi volevo chiedere se è possibile lavorare e chi devo contattare per chiedere
informazioni! Grazie per il tempo che mi avete concesso

(Fonte: http://www.ancf.it/message_wall.cfm)

È verosimile che le variazioni collegate al livello sociale siano nascoste da variabili di altro genere:
maggiore o minore familiarità con lo strumento di comunicazione, consuetudine con la scrittura,
tipo di scrittura, tempo disponibile per la scrittura.

3.4 - Variazione diamesica

La variazione diamesica è collegata alle caratteristiche del processo di scrittura, incluse le fasi di
produzione.

Le pagine che vengono pubblicate all'interno di una normale attività redazionale sono di solito
perfettamente uniformate allo standard dal punto di vista linguistico, al livello degli equivalenti su
carta (Prada, La lingua del web). I cedimenti di lingua si hanno invece, di solito, nei casi in cui
vengono pubblicati messaggi scritti rapidamente - come nel caso dei forum. In questo caso sono
diffusi i fenomeni tipici dello scritto poco sorvegliato: dagli errori di battitura agli anacoluti (esempi
presentati in 3.2).

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Tuttavia, il web offre la possibilità di pubblicare pagine in modo molto semplice, saltando
qualunque mediazione redazionale. Sono quindi relativamente numerosi i testi poco curati o che si
avvicinano involontariamente al parlato. Un esempio tipico può essere questa lista di servizi offerta
da una piccola azienda:

1. Registrazioni domini esempio. www.vostronome.it/.com/.net/.org/.info/.biz verifica disponibilità


domini.it (N.B.se hai Norton Internet Security attivo non vedrai la ricerrca dei momini.it ) ,
domini.com/.net/.org/.info/.biz/ (scrivere il nome senza il www.) vuoi sapere le estensioni dei
domini internet a cosa corrispondono va su http://www.norid.no/domenenavnbaser/domreg.html

2. E-mail illinitate e esempio info@vostronome.it .

3. Non gestiamo spazi internet, ma ci serviamo di provider esterni accuratamente selezionati .

4. cegliamo il provider in base alle vostre esigenze e in base a i tipi di file che dovete gestire (CGI ,
SQL , PHP, MySQL )su macchine con sistema operativo LINUX o WINDOWS o entrambi, noi
consigliamo www.aruba.it vedete le loro offertedi Hosting merito loro se riusciamo a moderare i
prezzi delle nostre realizzazioni

(Fonte: http://www.giangi.it/servizi.htm)

Tra i fenomeni evidenti in questo caso ci sono:

1. la frequenza degli errori di ortografia (ricerrca per ricerca, illinitate per illimitate, ecc.);

2. l'incertezza nella punteggiatura (spazio inserito anche prima del segno di punteggiatura, come in
selezionati ., mancato uso dei due punti in esempio., frasi separate dalla virgola o non marcate
dall'interpunzione in casi in cui la norma tipografica richiede il punto: entrambi, noi consigliamo
www.aruba.it vedete le loro offertedi Hosting merito loro se riusciamo a moderare i prezzi);

3. le oscillazioni tra la seconda persona singolare e la seconda persona plurale nel modo di
rivolgersi al lettore (non vedrai e vuoi sapere contro in base alle vostre esigenze, i tipi di file che
dovete gestire e vedete le loro offerte);

4. la frequenza degli anacoluti e di espressioni sintatticamente non coordinate (E-mail illinitate e


esempio).

3.5 - Variazione diatopica

Nelle pagine web e nei forum, a qualunque livello, sono usati con una certa frequenza dialettismi e
regionalismi con valore espressionistico. Ovviamente, le espressioni più note possono essere
utilizzate da scriventi di qualunque parte d'Italia. Un'espressione tipicamente romana come er mejo
("il migliore") può per esempio essere inserita da chiunque voglia rendere più espressivo un testo,
indipendentemente dalla sua posizione geografica.

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Tuttavia anche nella scrittura in lingua italiana affiorano spesso dialettismi inconsapevoli o forme
caratterizzate dal punto di vista diatopico. La forma spengere del verbo "spegnere" è per esempio
tipicamente toscana (anche se alcuni dizionari la considerano non caratterizzata), e si ritrova quindi
solo nella produzione scritta di toscani, dove di regola è presente come regionalismo inconsapevole,
o comparendo in testi che per il resto rientrano nello standard. La forma compare per esempio in
una descrizione dei componenti dei computer ospitata da un sito web dell'Università di Firenze:
spengere il computer se si deve aprire: questa è la parte pericolosa!

(Fonte: http://www.med.unifi.it/didonline/anno-I/informatica/node4.html)

La stessa parola compare nell'assistenza di una ditta informatica di Firenze:

In tale caso si consiglia inoltre di spengere e riaccendere i/il PC prima di procedere


all'aggiornamento. (Fonte: http://www.informaticafutura.it/bin/asso604c.html)

Anche i dialetti dell'italiano sono ben rappresentati su Internet, con siti e comunità in lingua. Per
esempio, un importante punto di riferimento per la lingua e la cultura friulana è il sito di La Patrie
dal Friûl - sfuei mensîl di informazion, culture e politiche, scritto quasi per intero in friulano (il
titolo del sito significa "La patria del Friuli - foglio mensile di informazione, cultura e politica"):
http://www.friul.net/.

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UD 4 - Scritto e parlato

L'unità didattica descrive il linguaggio di Internet in base al rapporto tra scritto e parlato.

4.1 - Comunicazione in rete e linguaggio parlato

4.2 - Oralità e chat

4.3 - Perché lo scritto assume funzioni del parlato

4.4 - Innovazioni strutturali di Internet

4.1 - Comunicazione in rete e linguaggio parlato

Nell'analisi della lingua su Internet si cita spesso la natura "parlata" del linguaggio di Internet (1.3).
In realtà l'esame diretto dell'italiano usato su Internet mostra che il rapporto con il parlato è
circoscritto ad alcuni settori e fenomeni specifici.

Alcuni schemi riassuntivi preparati dal linguista americano David Crystal permettono di confrontare
le caratteristiche del parlato e dello scritto che sono applicabili a diversi strumenti di
comunicazione.

Caratteristiche della lingua parlata applicabili a tre mezzi di comunicazione in rete:

posta
web chat
elettronica
sì, ma in sì, ma in
legata al tempo no
modi diversi modi diversi
sì, ma con
spontanea no variabile
vincoli
faccia a faccia no no no
debolmente
variabile variabile sì
strutturata
no, ma le
socialmente sì, ma con
opzioni sono variabile
interattiva vincoli
in aumento
possibilità di
correzione no no no
immediata
ricca dal punto di
no no no
vista prosodico

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Caratteristiche della lingua scritta applicabili a tre mezzi di comunicazione in rete:

posta
web chat
elettronica
sì, con sì, ma
sì, ma con
legata allo spazio opzioni abitualmente
restrizioni
supplementari cancellata
no, ma con
pianificata sì variabile
adattamenti
sì, ma con
visivamente
notevoli sì sì
decontestualizzata
adattamenti
fortemente
sì variabile no
strutturata
fattivamente
sì sì sì
comunicativa
ripetutamente
sì variabile no
correggibile
graficamente sì, ma in
no no
ricca modi diversi

(Fonte: Crystal 2001: 42-43, con adattamenti e l'eliminazione dei rinvii ai "mondi virtuali".)

In sostanza, solo la lingua delle chat condivide molte caratteristiche del parlato e poche della
scrittura. Anche in questo caso, tuttavia, il rapporto è all'incirca al cinquanta per cento. Le
conclusioni di David Crystal per il caso dell'inglese sono quindi queste:

secondo la mia valutazione, in realtà, la lingua della rete (Netspeak) ha ben pochi elementi in comune con il parlato. Il
web è il settore più distante; le chat e le interazioni nei mondi virtuali ci si avvicinano un po' di più; la posta elettronica
si colloca, un po' a disagio, in una posizione intermedia. Le ultime tre categorie sono senz'altro più orientate al parlato
di qualunque altro genere di scrittura tradizionale; ma le somiglianze sono controbilanciate, forse anche in modo
sproporzionato, dalle differenze (Crystal 2001: 41, traduzione dell'autore).

4.2 - Oralità e chat

L'esame della comunicazione in rete mostra che il ruolo della lingua parlata è molto ridotto anche
nel caso dell'italiano. Da un punto di vista generale, inoltre, non sembra né che siano possibili
grandi differenze tra una lingua occidentale e l'altra, né che la situazione sia destinata a trasformarsi
in tempi brevi.

Il grado di massimo avvicinamento al parlato nella comunicazione scritta in rete è la lingua delle
chat. Le chat attuali funzionano usando programmi diversi e interfacce diverse. Tutte hanno però in
comune alcune caratteristiche: brevi messaggi di testo (una riga o poco più) vengono digitati da un
autore in una finestra e visti, con un ritardo molto ridotto, da uno o più lettori che sono in
"conversazione". Le ultime battute della "conversazione" sono di solito visibili ai lettori in una
finestra riassuntiva. In questo genere di comunicazione

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mancando completamente il contesto fisico e non offrendo il sistema, per la rapidità dei tempi di elaborazione che
impone, la possibilità di strutturare distesamente un contenuto, la comunità ha sviluppato dei codici che permettono di
evitare le ambiguità o la perdita di senso che si potrebbe determinare. Il ricorso massiccio al linguaggio olofrastico
(faccine, interiezioni, ideofoni) serve a compensare la totale assenza di contatto e ad esprimere in modo sintetico ed
efficace uno stato d'animo. Si tratta di forme di compensazione che coniugano in modo funzionale l'esigenza di sintesi
con la consapevole simulazione del parlato (Pistolesi, Il visibile parlare di IRC: 229).

Esempi di questo tipo di comunicazione sono quindi battute di questo genere (tra parentesi uncinate
si trova il "soprannome" degli interlocutori):

I <RuNNeR> bella sta kosa


<robo> fargetta: sono GIALLO aiutato sto qua senno' sclera... :)
<Te0> 210 ?? e' ben vekkio sto tipo pero' ;-))
Namor vi saluta....SE NE VA A MAGNA'!!! (Pistolesi, Il visibile parlare di IRC: 235).

In questi esempi compaiono, con valore espressivo,

1. forme tipiche del parlato e diffuse in tutta Italia (la forma ridotta dell'aggettivo dimostrativo
questo: 'sto);

2. parole del gergo giovanile (sclera per impazzisce)

3. espressioni dialettali codificate (il romanesco magna' per mangiare).

Compaiono però anche scelte espressive possibili solo nello scritto:

1. k per c occlusiva velare;

2. evidenziazione di parole o frasi tramite il maiuscolo (GIALLO, SE NE VA A MAGNA');

3. uso non standard della punteggiatura (punti esclamativi o interrogativi ripetuti);

4. faccine (6.3).

In sintesi, caratteristica comune di questo tipo di comunicazione è il tentativo di riprodurre tratti del
parlato con gli strumenti messi a disposizione dallo scritto. Questo tentativo si basa non su una
scarsa conoscenza dei meccanismi della lingua scritta, ma al contrario su un loro uso creativo.

4.3 - Perché lo scritto assume funzioni del parlato

La comunicazione in rete ha dato un'immediatezza nuova alla scrittura. La scrittura non ha perso il
proprio ruolo, ma, al contrario, ha ricoperto alcuni ruoli che in partenza potevano essere ricoperti
solo dal parlato. La scrittura in rete più orientata al parlato è, spesso, qualcosa che nella
comunicazione tradizionale non sarebbe mai arrivato alla scrittura.

La possibilità per lo scritto di assumere funzioni del parlato ha una ragione negativa e una positiva.

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In negativo, questa scrittura è caratterizzata dal fatto che è impossibile (o meglio, improduttivo)
sottoporla ai controlli redazionali cui è sottoposta la stampa tradizionale. La sua estraneità al
processo produttivo permette di mantenere caratteristiche individuali che altrove (per esempio nelle
lettere pubblicate dai giornali: Bonomi 2002) vengono normalizzate da un redattore. Nel mondo
della comunicazione scritta tradizionale, solo le lettere personali hanno sempre goduto di una libertà
paragonabile a quella di molti siti web o della posta elettronica.

In positivo, l'espressionismo spontaneo degli utenti assume funzioni che sono uccise dalla lingua
scritta codificata, insegnata nelle scuole. La facilità di scrivere in questo modo libera inibizioni.

Molte lettere o molti messaggi pubblicati su forum comunicherebbero meglio, dal punto di vista
referenziale, se fossero sottoposti a un processo redazionale e riscritti. Tuttavia l'aspetto espressivo,
per gli utenti, è evidentemente importante di per sé.

4.4 - Innovazioni strutturali di Internet

Nella comunicazione su Internet non è difficile trovare un conflitto con la grammatica tradizionale:
è però evidente che nella maggior parte dei casi l'ampliamento delle possibilità dello scritto non
porta a innovazioni grammaticali vere e proprie.

Questo è vero soprattutto nel caso del settore più conservativo di questo genere di lingua, le pagine
web:
dal punto di vista linguistico, visto attraverso le sue pagine collegate, il web è equivalente al linguaggio scritto che
esiste già "all'esterno", nel mondo basato sulla carta. Nella maggior parte dei casi, ciò che vediamo sulle pagine web è
un mondo linguistico familiare (Crystal 2001: 198).

Le novità linguistiche di questo mezzo di comunicazione, infatti, si collocano a livello testuale. Nel
mondo della carta stampata, per esempio, non esiste nulla di paragonabile alla segmentazione di
frasi e all'evidenziazione di parole con cui vengono presentati i risultati di Google (ci si avvicinano
solo strumenti rari e di uso limitato come le concordanze delle opere di un autore). Tuttavia, la
presentazione di queste novità richiede preliminarmente un inquadramento delle caratteristiche della
lettura (UD 5) e della scrittura (UD 6) su Internet.

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UD 5 - La lettura e Internet

L'unità didattica illustra le modalità generali della lettura e le caratteristiche innovative della lettura
su Internet.

5.1 - Basi fisiologiche della lettura

5.2 - Svantaggi della lettura su schermo

5.3 - Tipi diversi di lettura

5.4 - Orientamento nei testi complessi

5.5 - Conseguenze linguistiche della situazione

5.1 - Basi fisiologiche della lettura

La diffusione di Internet ha prodotto una conseguenza effettivamente rivoluzionaria dal punto di


vista comunicativo: grandi masse di persone hanno cominciato a leggere su schermo anziché su
carta. La diffusione dei personal computer negli anni Ottanta aveva anticipato questa tendenza, ma
in questo caso le macchine venivano usate per scrivere piuttosto che per leggere.

Le conseguenze di questa trasformazione sono state studiate anche dal punto di vista fisiologico. La
lettura, infatti, non è un procedimento meccanico lineare. È un procedimento complesso, anche al
livello dei movimenti dell'occhio.

I lettori occidentali moderni, di fronte a un testo su carta, eseguono innanzitutto dei movimenti
complessi, descritti per la prima volta in modo scientifico da Emile Javal nel 1878.

Di solito:
1. alcuni movimenti ad ampio raggio permettono di identificare la struttura della
pagina;

2. la lettura procede alternando l'avanzamento dell'occhio lungo la riga con delle


brevissime pause ("movimenti saccadici");

3. l'occhio torna spesso indietro per completare l'informazione, rileggere parole o


frasi e così via.

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Ecco un esempio di tracciamento dei movimenti dell'occhio:

La riconoscibilità di parole, frasi e testi complessi non è quindi meccanica e lineare. La lettura è un
processo complesso, che si basa in buona parte sulla riconoscibilità delle sagome delle parole e sulla
presenza di appigli per l'occhio. Questo non vuol dire che un testo con pochi punti di riferimento sia
del tutto illeggibile. Risulta però, a parità di contenuto, molto più difficile da leggere.

Nella normale educazione alla lettura questi fatti non vengono affrontati in modo consapevole: le
tecniche per agevolare la lettura sono diventate una componente "naturale" dell'editoria e della
comunicazione. Tuttavia, non tutto quello che funziona sulla carta funziona bene anche su schermo:
il cambiamento del supporto produce conseguenze a diversi livelli.

5.2 - Svantaggi della lettura su schermo

La lettura di un testo sullo schermo di un computer attuale ha diversi svantaggi, al confronto con la
carta. Uno dei problemi principali è dato dalla scarsa risoluzione degli schermi. I 75 punti per
pollice della maggior parte degli schermi sono molto inferiori rispetto alla risoluzione permessa da
ciò che viene stampato su carta, e cioè 300 punti come valore minimo per le stampanti da casa e da
ufficio, 1300-2000 per i sistemi di stampa professionali (libri e riviste nelle sezioni di testo).

Questa scarsa risoluzione degli schermi rende:

- sconsigliabile l'uso di caratteri di dimensioni troppo ridotte (caratteri corpo 7 o corpo 9


risultano spesso quasi illeggibili a schermo, mentre sono perfettamente leggibili su carta)

- sconsigliabile l'uso del corsivo (che, a seconda dei tipi di carattere, a volta viene deformato
al punto da risultare irriconoscibile)

- più leggibili tipi di carattere (Verdana, Helvetica) diversi da quelli più leggibili su carta
(Times New Roman e simili)

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Inoltre gli schermi hanno:

1. dimensioni ridotte (pochi hanno una dimensione superiore ai 17"; in pratica, molti
schermi hanno la stessa dimensione di un singolo foglio di carta A4, e pochi arrivano alla
dimensione di un singolo foglio di carta A3);

2. scarsa portabilità (sono pesanti, ingombranti e difficili da muovere);

3. retroilluminazione (in molte condizioni di luce è difficile leggere su uno schermo).

In conclusione, questo insieme di fattori rende la lettura su schermo più lenta e faticosa di quella su
carta (per leggere lo stesso testo occorre in media il 25 % di tempo in più: Nielsen, Web usability).
Questo fatto ha importanti conseguenze linguistiche. Per i testi in rete, infatti, funzionano strategie
di lettura diverse da quelle possibili con i testi su carta.

5.3 - Tipi diversi di lettura

Anche se si parla normalmente di "lettura" come di un'attività unica, in realtà nella cultura
contemporanea esistono tipi di lettura molto diversi tra di loro.

Di fronte a un testo stampato, per esempio, nella tradizione didattica anglosassone si distinguono
almeno tre strategie di lettura:

Scanning: si cerca un'informazione specifica (come succede, per esempio, con l'orario dei treni).

Skimming: si scorre rapidamente il testo, cercando di individuarne i punti principali (come succede,
per esempio, con un articolo di giornale o con una relazione professionale).

Close reading: si legge tutto, dall'inizio alla fine (come succede nella lettura di un romanzo); a volte
si interviene sul testo rileggendo più volte le parti difficili, sottolineando e prendendo appunti (come
succede nello studio di un libro di testo).

Solo l'ultima di queste tre strategie richiede che si legga il testo per intero. Nelle altre, una semplice
occhiata può essere sufficiente a scartare da subito le parti che non interessano, permettendo di
concentrarsi sul resto.

Strategie di lettura come lo skimming e lo scanning sono del tutto naturali, e si accordano con i
movimenti spontanei dell'occhio sulla pagina (5.1). Spesso però si tende a sottovalutarle,
individuando come unica "vera" lettura quella dall'inizio alla fine.

Nel caso della lettura su schermo, le strategie di skimming e scanning sembrano ancora più
importanti che nel caso della lettura su carta. Da un lato, si sono affermati tipi di interazione
orientati allo skimming (motori di ricerca) e allo scanning (portali). Dall'altro, la lettura di un testo
dall'inizio alla fine è resa complicata dalla scarsa usabilità degli schermi (5.2).

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5.4 - Orientamento nei testi complessi

A un livello più alto, i testi al computer creano spesso notevoli problemi di orientamento.
In un lungo testo su carta (per esempio, un libro o una relazione di diverse decine di pagine) è la
stessa natura dell'oggetto a far capire in che punto ci si trova: all'inizio, alla fine o in una posizione
intermedia. È sufficiente valutare a occhio il numero dei fogli già visti e di quelli che rimangono.
Su schermo non si dispone di niente di altrettanto immediato, neanche per i testi unitari. Una barra
di scorrimento lungo il bordo dello schermo può fornire alcune indicazioni di questo genere, ma
solo per convenzione. Programmi diversi si servono di barre diverse per questo obiettivo, e
raramente si sviluppa la capacità di valutare a vista la posizione.

La situazione peggiora nel caso degli ipertesti al computer, cioè i testi in cui si può saltare da una
pagina all'altra attraverso collegamenti interni (i siti web di solito sono strutturati in forma di
ipertesti). In questo caso, il problema del disorientamento è stato particolarmente sentito fin dagli
esordi del web:

La più importante domanda di navigazione è probabilmente 'Dove mi trovo?', perché gli utenti non hanno alcuna
possibilità di capire la struttura di un sito se non sanno almeno dove si trovano... È il Web, e non il singolo sito, a
dominare l'esperienza dell'utente: in media, una visita a un sito non si prolunga oltre le quattro o cinque pagine. Il
rischio è che un utente non si accorga del sito in cui si trova a meno che non siate voi a dirglielo (Nielsen, Web
usability: 188-189).

Con la carta, è rarissimo trovarsi di fronte a questo genere di problemi: i libri hanno un titolo, le
riviste hanno una testata e un numero, e basta uno sguardo alle prime pagine o all'indice per capire
dove ci si trova.

Tuttavia, un sito web o un ipertesto al computer può spesso aggirare i problemi di orientamento
attraverso qualcosa che non ha equivalente su carta: motori e funzioni di ricerca. Con questi sistemi,
identificare parole o passi diventa spesso banale.

5.5 - Conseguenze linguistiche della situazione

Come è stato mostrato nell'UD 2, in rete si possono trovare rappresentati tutti gli assi di variazione
linguistica caratteristici dello scritto. Questo significa che i limiti della tecnologia non sono
invalicabili.

Anche i limiti della lettura a schermo possono essere aggirati in vari modi e in vari livelli. Per i testi
strutturati, spesso si cerca di facilitare lo skimming (5.3). Per esempio, nella posta elettronica è
fortemente consigliato separare i paragrafi (o "capoversi") con una riga bianca vuota (altri criteri
sono descritti in 6.4).

Inoltre, la distanza tra carta e schermo può essere in parte colmata grazie alla disponibilità di
stampanti a costo ridotto. Molti siti web di fatto mettono a disposizione pagine pensate per essere
stampate e lette evitando i problemi dello schermo.

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Tuttavia, le differenze agiscono a un livello diverso. In rete, molti tipi di lettura, pur non essendo
impossibili, sono talmente penalizzati da occupare un ruolo marginale rispetto a quello che hanno
su carta. Per esempio, il close reading di un testo a schermo è molto difficile. Di conseguenza, in
rete non si è mai sviluppato un mercato significativo per la narrativa (leggere un romanzo intero su
schermo è difficile, realizzarne una copia con una stampante domestica costa di più che comprare
un libro in libreria).

In sostanza:

- le strutture linguistiche della comunicazione scritta possono essere riprodotte anche in rete;

- tuttavia, la rete facilita alcuni tipi di lettura;

- di conseguenza, anche se le strutture linguistiche non variano, varia la loro importanza


relativa. Alcuni tipi di testo risultano più importanti di altri ed è probabilmente questa
diversità, più che la presenza di fenomeni specifici, a caratterizzare l'italiano della rete.

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UD 6 - La scrittura per Internet

L'unità didattica prende in esame le caratteristiche generali della scrittura per Internet. La scrittura
al computer in questo caso si distingue da tutti gli altri tipi di scrittura perché è sempre mediata da
una macchina.

6.1 - Dipendenza dal meccanismo

6.2 - Vincoli sui caratteri

6.3 - Adattamenti a livello di carattere

6.4 - Presentazione dei testi

6.5 - Teoria e pratica della scrittura

6.1 - Dipendenza dal meccanismo

Generalmente nella scrittura per la rete non si ha la possibilità di controllare il modo in cui il testo
sarà visto dai lettori.

I dati che formano il testo di una pagina web o di un messaggio di posta elettronica, infatti, per
essere mostrati devono essere interpretati dal computer del destinatario.

Nel caso delle pagine web, per esempio, i caratteri di un testo senza indicazioni di formato possono
essere visualizzati come grandi da alcuni utenti e piccoli da altri. In alcuni casi è possibile forzare il
tipo di visualizzazione, in altri no. In molti casi è difficile prevedere in che modo può risultare
modificato l'aspetto formale del messaggio, e in alcuni casi il risultato può anche essere
completamente illeggibile (6.2).

Alcuni programmi e linguaggi, come il Pdf di Adobe, si sono affermati come strumenti per ridurre
questa variabilità. Programmi di questo genere permettono di trasferire un testo bloccandone le
caratteristiche di presentazione (per esempio, impaginazione e tipo di carattere). Tuttavia anche in
questo caso l'autore ha raramente la possibilità di decidere tutte le caratteristiche della
visualizzazione. Per esempio, non può sapere se il suo testo sarà stampato o letto su schermo; e, in
quest'ultimo caso, su quale tipo di schermo sarà letto (grande o piccolo, mobile o fisso).

Questa caratteristica dei testi scritti per la rete ha verosimilmente poca importanza linguistica
diretta. Tuttavia distingue nettamente questi testi rispetto a tutti gli altri tipi più diffusi di scrittura.

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6.2 - Vincoli sui caratteri

L'origine statunitense di Internet spiega alcuni vincoli dei diversi servizi di comunicazione.

La posta elettronica, per esempio, è nata per trasferire messaggi testuali con i caratteri "Ascii di
base" (uno standard americano oggi corrispondente allo standard internazionale Iso 646). Questi
caratteri sono in sostanza costituiti da:

- lettere dell'alfabeto inglese (maiuscole e minuscole)


- numeri
- alcuni segni di punteggiatura.

Nell'Ascii di base non sono contenute, per esempio, le lettere accentate italiane (à, è, é, eccetera) ed
è impossibile ricorrere alla formattazione dei caratteri (con corsivi, grassetti e così via). Usando
nella posta elettronica le lettere accentate disponibili con diversi computer e sistemi operativi si esce
dallo standard ed è possibile che i destinatari non visualizzino i caratteri desiderati dal mittente.

Ecco un esempio estremo di come possono intervenire errori di trasmissione su messaggi in


italiano:

Questo lavoro +AOg- cos+AOw- strutturato:

1- comunicazione+ADs-

2- posta elettronica e la sua utilit+AOAAOw-

3- pagine web e la loro utilit+AOAAOw-

4- considerazioni conclusive.

I moderni programmi di posta aggirano queste limitazioni attraverso diverse tecniche. Sono molto
diffusi, in particolare, gli allegati in formato Html. Il formato e linguaggio di codifica Html
(HyperText Markup Language = linguaggio di marcatura ipertestuale) permette in effetti la gestione
di caratteri di diverso genere ed è il linguaggio usato per la codifica e la lettura delle pagine web.

Html in teoria permette di codificare testi rispettando l'ortografia italiana. Nella pratica, però, può
capitare che anche testi in Html presentino problemi di visualizzazione.

Per esempio, un testo:

- può essere stato scritto con un programma che non consente l'esportazione di lettere
accentate

- può essere stato convertito da un formato all'altro

- può essere stato scritto con una tastiera non italiana, che rende scomodo l'inserimento di
lettere accentate.

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6.3 - Adattamenti a livello di carattere

I limiti della codifica Ascii hanno portato a diversi tipi di adattamenti ingegnosi nel caso della posta
elettronica e di mezzi di comunicazione che non possono servirsi di Html.

Al livello più semplice, le lettere accentate possono essere sostituite dalla lettera semplice seguita
da un apice:

à > a'

é > e'

Il segno tipografico di apice (trattino verticale), infatti, fa parte dell'Ascii di base e non pone
problemi nella trasmissione. In questo si differenzia dell'apostrofo, realizzato con un carattere curvo
esterno all'Ascii di base, anche se di fatto molti programmi di scrittura convertono automaticamente
in apostrofi gli apici battuti da tastiera. Anche altri fenomeni simili sono causati dall'interazione tra
computer, tastiera e programmi di scrittura.

È importante notare che una grafia di questo tipo non è necessariamente dovuta a una scarsa
conoscenza del sistema ortografico italiano. Al contrario, spesso è il prodotto di un adattamento
consapevole ai limiti del sistema.

Uno dei più conosciuti adattamenti grafici ai limiti dell'Ascii, a livello internazionale, consiste
nell'uso delle "faccine" ("smiley") nella posta elettronica. Per esempio:

:-) espressione contenta

:-( espressione infelice

Le "faccine" sono infatti sequenze di caratteri Ascii di base disposti in modo da riprodurre
l'espressione stilizzata di un volto umano (ruotato di 90° in senso antiorario). Vengono abitualmente
usate per precisare se una frase ha valore ironico o meno, e in generale per fornire un'indicazione
dello stato d'animo di chi scrive (indicazione che, espressa a parole, richiederebbe lunghe perifrasi o
la capacità di gestire a fondo le sfumature del discorso).

Altri usi espressivi (4.2) comprendono per esempio:

1. l'abbondanza di segni di interpunzione;

2. l'uso delle maiuscole e minuscole in punti in cui non sono previste dalla norma tradizionale

3. la deformazione grafica delle parole per riprodurre effetti del parlato

4. l'inserimento di caratteri estranei alla norma tradizionale per marcare sezioni di testo (per
esempio, il trattino basso può essere usato per indicare l'inizio e la fine di una sezione di testo
evidenziata, come in: bisogna _sempre_ stare attenti).

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6.4 - Presentazione dei testi

Il modello di presentazione dei testi sul web è basato su Html (6.2). Questo permette di seguire da
vicino le impostazioni tipografiche tradizionali (descritte per esempio in Lesina 1994). Il testo viene
visualizzato con caratteri proporzionali realizzati meccanicamente. Tipo, dimensione e colore del
carattere possono essere variati, ed è diffuso l'impiego del grassetto e del corsivo.

Tuttavia alcuni adattamenti sono imposti dalla pratica, altri dalla natura del mezzo. Nella tipografia,
per esempio, una pagina con immagini, una volta stampata, non crea più difficoltà di una pagina
con testo. Viceversa, un'immagine presentata da un computer occupa di solito una quantità di
informazione maggiore di quella di un testo: i dati (bit) che devono essere trasferiti attraverso la rete
sono più numerosi. In alcuni casi e per alcuni sistemi, questa "pesantezza" impedisce la lettura su
Internet di determinati materiali in tempi ragionevoli. L'accoppiamento di testi e immagini deve
tener conto di questi problemi, oltre che di quelli di dipendenza dal meccanismo (6.1).

Inoltre il sistema di presentazione dei testi viene modificato. I fenomeni più vistosi fino a oggi sono:
- il corsivo è sconsigliato (perché poco leggibile) e molte delle sue funzioni di evidenziazione sono
assunte dal grassetto;
- la sottolineatura di una parte di testo viene universalmente interpretata come link e quindi va
evitata per tutte le sezioni di un testo che non sono link;
- gli spazi bianchi tra un paragrafo e l'altro diventano lo standard e assumono funzioni simili a
quelle che aveva il rientro di prima riga nella tipografia tradizionale.

6.5 - Teoria e pratica della scrittura

Si può ritenere che per quanto riguarda la struttura del testo ci sia oggi un adeguamento progressivo
alla logica della rete (anche se, in mancanza di riscontri quantitativi, questa deve per ora essere
considerata un'ipotesi di lavoro). Questo adeguamento è dovuto verosimilmente a una serie di
fattori. In ordine crescente d'importanza possiamo citare:

1. informazioni fornite esplicitamente o implicitamente dai lettori agli scrittori (indicazioni


su quali modi di scrivere funzionano o non funzionano);

2. autovalutazione spontanea da parte degli scrittori (individuazione intuitiva di quali


tecniche funzionano e quali non funzionano);

3. diffusione di informazioni (manuali di scrittura per la rete, corsi di scrittura, consigli di


colleghi e amici).

In sostanza: per determinati tipi di lettura un testo con paragrafi brevi e separati da righe vuote è
oggettivamente migliore dello stesso testo scritto senza spaziature. La persona che scrive può
accorgersene da sola, o applicare lo schema perché qualcuno (lettore, collega, manuale) lo
suggerisce. Probabilmente, la diffusione tramite manuali è in questo momento il più importante
canale per la trasmissione di informazioni.

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UD 7 - Nuovi generi testuali

L'unità didattica prende in esame i nuovi generi testuali, affermati su Internet, privi di riscontro nel
mondo della carta: i portali, i blog e i forum, i motori di ricerca.

7.1 - Il testo

7.2 - I portali

7.3 - I blog e i forum

7.4 - I motori di ricerca

7.1 - Il testo

La relativa mancanza di novità linguistiche nella comunicazione scritta su Internet tende a


nascondere un fatto: Internet ha creato, anche nel caso dell'italiano, nuovi generi testuali.

Su Internet sono rappresentati molti generi testuali tradizionali. Per esempio:

1. l'articolo di giornale

2. l'annuncio pubblicitario

3. le istruzioni per l'uso

4. le newsletter

Tuttavia si sono affermati anche generi testuali che non hanno corrispondenza nel mondo della
carta. Questi generi presentano spesso modalità innovative di rapporto con la parola scritta.

Ai diversi tipi di sito web sono stati assegnati nomi diversi ma non è finora comparsa una
terminologia consolidata. In questa UD vedremo alcuni dei pochissimi tipi di sito tanto
caratterizzati da avere un nome entrato stabilmente nell’uso: il portale (7.2), il blog e il forum (7.3),
il motore di ricerca (7.4).

7.2 - I portali

Uno dei generi di scrittura più caratteristici del web è il portale. Si intende con questo nome un sito
web che permette l'accesso a diversi generi di contenuti e servizi, spesso non ospitati direttamente
dal sito stesso ma da altri siti.

Tra i cinque siti italiani che nel maggio 2004 avevano il maggior numero di pagine viste, per
esempio, tre sono portali (Libero, Virgilio e Yahoo).

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Dal punto di vista linguistico i portali sembrano influenzati da due modelli:

1. pubblicità
2. giornali
Non solo per gli aspetti lessicali (UD 5). Sono coinvolti anche altri livelli di lingua, a cominciare
dalla struttura. I portali, come i giornali, cercano infatti di portare in prima linea la maggior quantità
possibile di testi [Fig. 1].

Fig. 1: Home page di Virgilio


Questa vicinanza tra i livelli rende a volte difficile distinguere la pubblicità dalle notizie
(nell'esempio presentato, il servizio giornalistico "Rc-Auto. Sconti per i più virtuosi" si presenta in
modo molto simile a "Occasioni: DVD, Fotocamere, Sport E-Bay", link al sito di vendite all'asta E-
Bay).
La caratteristica linguistica più interessante dei portali è però la frequente riduzione del testo a un
semplice elenco di parole prive (o quasi) di collegamenti sintattici. Nel caso del sito di Yahoo, per
esempio, un verbo all'imperativo introduce delle sequenze di nomi che rappresentano categorie di
suddivisione dei contenuti [Fig. 2].

Fig. 2: Sequenza di nomi sul sito di Yahoo: http://it.yahoo.com

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Per loro natura, i portali sembrano generalmente orientati a soddisfare modalità di lettura a
skimming e scanning: dalla ricerca di informazioni specifiche (meteorologiche, pratiche) alla
navigazione curiosa, priva di una meta precisa.

7.3 - I blog e i forum

Alcuni siti permettono di pubblicare con facilità brevi interventi scritti dai loro gestori o da
visitatori esterni. In questi casi si parla di "blog" (abbreviazione di Weblog, "diari sul web"), se gli
interventi vengono semplicemente pubblicati in ordine cronologico, o di "forum", se agli interventi
viene assegnata una gerarchia (per esempio: un intervento risponde a un altro e a sua volta genera
commenti successivi).

Questo assetto dà al blog (e ai forum) una particolare eterogeneità stilistica:

i contenuti di un Weblog, che pure rispondono sempre a un unico criterio di organizzazione, sono difficilmente
omogenei per stile, scelta di argomento e tono. L’unità di contenuto valida per una simile analisi è il singolo post, non
l’intero Weblog. Anche nei Weblog più caratterizzati (per esempio, quelli dedicati al commento della realtà sociale o
politica) l’autore è libero di fare un post raccontando il suo stato d’animo o recensendo un disco. Così come l’autore di
un blog che di norma racconta i suoi stati d’animo è libero di commentare una situazione politica o di teorizzare
sull’economia. E non si tratta di una libertà teorica: anzi, è una libertà pienamente esercitata (Granieri, Blog, nuove voci
nella Rete). (Fonte: http://www.internetnews.it/interna.asp?ln=0&sez=49&info=579)

Un blog particolarmente interessante è stato dedicato nei primi mesi del 2004 alla discussione su La
meglio gioventù, film televisivo di Marco Tullio Giordana. Il blog è stato ospitato dal sito del
quotidiano La Repubblica (http://www.repubblica.it) e ha raccolto in pochi giorni oltre mille
interventi.

L'eterogeneità in questo caso è massima. Ecco per esempio un testo poco curato dal punto di vista
redazionale, con forte influenza di una lingua straniera (anche a livello lessicale: ferry per traghetto,
hostello, dall'inglese hostel, per ostello):

Partivo per Londra per la prima volta su un treno stipato da Milano, avevo 18 anni, non parlavo inglese. Notai subito
per la sua bellezza un giovane senza posto a sedere, cosi' gli offrii di condividere il mio alternandoci. Eravamo
nell'ultima carozza del treno e ci ritrovammo a guardare i binari del treno allontanarsi in una prospettiva infinita.
Sentimmo una tenera attrazione, e ci abbracciammo. Passamo la notte seduti insieme abbracciati tra gli sguardi
sconvolti degli altri passegeri.Andava a Londra anche lui ma di passaggio.Sul ferry vomitai l'anima, viaggiavamo
ancora insieme. Arrivati a Londra di sera telefonai le persone da contattare ma in vano, Lui stava ancora con me
preoccupato di lasciarmi in una citta' sconosciuta, mi accompagno' ad un hostello pago' il taxi e l'allogio, mi
raccomando a delle altre ragazze nella stanza, spense la luce mi bacio' teneramente e ando' via.

Altri testi invece si servono di artifici anche grafici (l'uso della lettera x per "per" e del segno + per
"più", la e commerciale per la congiunzione) per dare espressività al racconto:

Anni fa, quando credere in qualcosa era ancora possibile ma credere in nulla era + divertente, partecipai allo sciopero +
sballato & sgangherato ke si sia mai visto. Una voce una mattina annuncio' ke si occupava scuola e
occupammo...sconoscendo ke si combatteva x qualcosa.

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Altri testi hanno viceversa un tono da recensione cinematografica o letteraria:

Il film mi ha fatto riconciliare con un'integrità che non era perduta, ma solo dimenticata, dopo lunghi anni di rimozione
culturale di un periodo che è stato in gran parte sottratto alla nostra stessa memoria.Questo ha appunto danneggiato
l'integrità di un'intera generazione, a cui questo film cerca di restituire un po' di storia e un po' di onore, in modo onesto
e obiettivo, e con grande sensibilità.

Anche il racconto di un'esperienza personale (il giorno del rapimento di Aldo Moro) può essere
espresso in modi simili a quelli della narrativa tradizionale:

Quando suonò il telefono, quel giorno, stavo scrivendo le ultime righe della tesi. Era lei. Mi disse se sapevo cos'era
successo. Non lo sapevo. Ma mi sembrò di non saperlo anche dopo, quando me l'ebbe raccontato. Uscii come stordito di
casa. Andai meccanicamente verso il Duomo, e le saracinesche si chiudevano, mentre passavo, e la gente si guardava
intorno senza sapere bene cosa fare.

7.4 - I motori di ricerca

Secondo alcuni studi di usabilità, quasi il 50% dei visitatori di un sito ne usa le funzioni di ricerca
per individuare le informazioni. I "motori di ricerca" (siti web specializzati nel permettere ricerche
testuali sui contenuti ospitati da altri siti web) sono, coerentemente, una delle modalità preferite
dagli utenti per muoversi nella rete. Non solo la versione italiana del sito di Google è stata nel
maggio 2004 il sito nazionale più visitato (Audiweb 2004), ma questo motore di ricerca si presenta
come una sintesi delle caratteristiche della lettura a skimming e scanning.

Caratteristica fondamentale di Google è il presentarsi come "vuoto": il logo, una semplice casella
per l'inserimento delle parole da cercare, un bottone per avviare la ricerca e poche informazioni di
contorno. Da molti punti di vista un sito di questo genere si trova comunicativamente all'opposto
rispetto al "pieno" dei portali [Fig. 1].

Fig. 1: Home page di Google.

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Ancora più caratteristico il modo di presentare i risultati, con brandelli di pagine e di frasi estratti
dal contesto e presentati come campioni rappresentativi. Ecco per esempio i primi risultati della
ricerca delle parole "lingua" e "Internet" (3 luglio 2004):

Editori Italiani in Internet

Gli editori di lingua italiana in Internet.

A-B-C-D-E-F-G-H-I-J-K-L-M-N-O-P-Q-R-S-T-U-V-W-X-Y-Z

21/o Secolo A&mp;B A&mp;M Bookstore AAA ...

www.alice.it/publish/net.pub/elencalf.htm - 33k - Copia cache - Pagine simili

Le biblioteche nazionali su Internet

Le Biblioteche Nazionali in Internet. - Elenco alfabetico in lingua originale

- Elenco alfabetico in lingua italiana: Biblioteca Apostolica Vaticana; ...

www.alice.it/library/net.lib/bibnaz.htm - 21k - Copia cache - Pagine simili

[ Altri risultati in www.alice.it ]

Net Lingua (Internet Language) > Acronyms and abbreviations - [ Traduci questa pagina ]

... Other Abbreviations. There are many more widely used abbreviations on

the Internet. (Note ... obscure.). More on Smileys and Internet Language. ...

www.fun-with-words.com/acronyms.html - 33k - Copia cache - Pagine simili

Net Lingua (Internet Language) - [ Traduci questa pagina ]

... STOP ANNOYING POP-UPS with the FREE Alexa Toolbar (installs in seconds).

"Net Lingua" &ndash; The Language of the Internet. New to the Internet? ...

www.fun-with-words.com/net_lingua.html - 19k - 1 lug 2004 - Copia cache - Pagine simili

[ Altri risultati in www.fun-with-words.com ]


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Download per Internet Explorer

... con la crittografia a 128 bit, è necessario scaricare Windows 2000 High Encryption

Pack (il sito è in lingua inglese). Non installare Internet Explorer High ...

www.microsoft.com/windows/ ie_intl/it/download/default.mspx - 24k - Copia cache - Pagine simili

Per questo tipo di presentazione dell'informazione, semplicemente, non esistono equivalenti


tradizionali.

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Bibliografia

Fonti

Jakob Nielsen, Web usability, Milano, Apogeo, 2000 (edizione originale Designing Web Usability,
2000).

Elena Pistolesi, Il visibile parlare di IRC (Internet Relay Chat), "Quaderni del Dipartimento di
Linguistica - Università di Firenze", 8, 1997, pp. 213-246.

Mario Prada, La lingua del web, in La lingua italiana e i mass media, a cura di I. Bonomi, A.
Masini e S. Morgana, Roma, Carocci, 2003.

Nicola Zingarelli, Zingarelli 2001 - Vocabolario della lingua italiana, Bologna, Zanichelli, 2000.

Bibliografia

Audiweb (2004), Indagine panel Audiweb by Nielsen // Netratings, giugno 2004, disponibile sul
sito Audiweb (http://www.audiweb.it).

Tim Berners-Lee (2001), in collaborazione con Mark Fischetti, L'architettura del nuovo web,
Milano, Feltrinelli (edizione originale Weaving the Web, 2000).

Ilaria Bonomi (2002), L'italiano giornalistico: dall'inizio del '900 ai quotidiani on line, Firenze,
Cesati.

David Crystal (2001), The Language of the Internet, Cambridge (Mass.), Cambridge University
Press.

Roberto Lesina (1994), con la collaborazione di Federico Boggio Merlo, Il nuovo manuale di stile,
Bologna, Zanichelli.

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