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cartesio

Cartesio è un filosofo francese che nasce nel 1596 a La Haye.


Viene considerato il padre della filosofia moderna, poiché mette in discussione il
sapere tradizionale e pone come centro della sua ricerca filosofica il soggetto e la
ragione. Si interroga sui meccanismi di funzionamento della conoscenza umana,
ovvero fisica, matematica, medicina. La sua insoddisfazione nasce dall’assenza di
un metodo, una strada da seguire per consentire conoscenze stabili, che sia sicuro e
affidabile. I suoi punti di riferimento sono: Socrate e Agostino. Socrate perché mette
tutto in discussione e dubita su di tutto riflettendo su se stesso. Agostino per la sua
ricerca interiore rivolta a Dio, come scrive nelle confessioni.

GLI STUDI
Cartesio studia nel collegio dei gesuiti di La Flèche, dove studia scienze,
matematica, logica, grammatica e metafisica. Rimane deluso da ciò che ha imparato
e quindi si dedica a uno studio autonomo che abbia come fine la ricerca della verità.
Cartesio si laurea in Giurisprudenza, ma decide di non continuare la carriera in quel
campo e quindi si arruola nell’esercito. Attraverso la sua carriera militare, conduce
vari viaggi i quali lo porteranno a conoscere differenti culture costumi approfondendo
così i suoi studi. Approfondisce gli studi della matematica e inventa il piano
cartesiano. A Parigi scrive il testo Regole per condurre l’intelletto; intelligenza, 5
sensi, immaginazione e memoria---per approfondire le conoscenze vuole capire i
mezzi per arrivare ad esse. In Olanda è libero di approfondire i suoi studi, scrive Le
meditazioni metafisiche, I principe della filosofia. Durante questo periodo progetta di
scrivere Le monde, un’opera scientifica che poi non verrà pubblicata, tratta
meccanicismo---luce, fisiologia umana e anima. Muore in Svezia, dove era stato
accolto a corte dalla regina.

Il discorso sul metodo


scritto come prefazione ai suoi saggi pubblicati nel 1637, punto di partenza della sua
filosofia. Racconta di se stesso e della sua insoddisfazione di ciò che ha imparato,
poichè niente di ciò che ha appreso è certo---per capire la verità deve basarsi su un
metodo. Quindi prima dobbiamo sapere in che modo possiamo conoscere le cose e
poi possiamo capire la loro natura, ovvero il loro essere.
Ciò inaugura la supremazia della gnoseologia o epistemologia, ricerca della
conoscenza, sull’ontologia, ricerca di ciò che esiste, che diverrà il tratto
caratteristico di tutta la filosofia moderna.
Prima di stabilire che il mondo è fatto in un certo modo, devo individuare un metodo
che mi garantisca che ciò che dico è vero, che il mio sapere è CERTO.

4 criteri da seguire:
1. EVIDENZA; devo tener conto solo delle idee evidenti, ovvero idee chiare, che
si impongono con forza nella nostra mente, e distinte, che si distinguono dalle
altre. Non si tratta quindi di stabilire quanto un’idea sia adeguata alla cosa
rappresentata. Infatti, abbiamo qui una nozione mentalistica e soggettiva della
verità, e non realistica e oggettiva
2. ANALISI; per giungere all’evidenza, bisogna scomporre il problema nei suoi
elementi semplici. Solo da essi è possibile farsi idee chiare.
3. SINTESI; è necessario poi ricomporre gli elementi ottenuti. Insomma la sintesi
insegna a trovare un collegamento razionale e deduttivo tra molteplici oggetti
sparsi, e a ricostruire con essi una totalità coerente.
4. ENUMERAZIONE; si tratta di fare una revisione così da essere sicuro di non
omettere nulla.

IL DUBBIO
Cartesio per capire la realtà ci spinge a mettere in dubbio tutte le nostre idee per
vedere quali di esse resistono per poi arrivare a delle idee certe.

1. Dubitare di tutte le idee basate sui sensi, esistono illusioni, abbagli, errori e
inganni sensibili che dimostrano l’inaffidabilità dei sensi e se ci hanno
ingannato in passato potrebbero ancora ingannarci ora e in futuro
2. Dubitare di tutte le idee del mondo esterno che provengono dai sensi,
queste idee potrebbero essere un sogno ossia un prodotto della nostra
immaginazione.
3. Dubitare di tutte le idee della matematica; possiamo anche ipotizzare che
una sorta di Genio maligno ci porti a ritenere assolutamente vere conclusioni
matematiche che in realtà non lo sono.

Il Cogito è la prima verità indubitabile: su tutto posso ingannarmi, eccetto che sul
fatto di esistere, perché per essere ingannato devo pensare, e se penso allora
esisto. Quindi esistiamo come pensiero e non come corpo--Res cogitans. Penso
dunque sono, Cogito ergo sum.

LE IDEE
Idea è qualsiasi rappresentazione, cioè qualsiasi contenuto che mi rappresento con
il mio pensiero.
Ci sono tre tipi di idee:
1. FATTIZIE: idee che sono create dalla mente dell’uomo, mescolando idee che
già conosciamo. Illusorie e non affidabili perché sicuramente prodotte da me
come unicorno
2. AVVENTIZIE: provengono dal mondo esterno, possono essere vere o
illusorie.
3. INNATE: idee che appartengono all’uomo fin dal principio, sono chiare e
distinte quindi evidenti. Idee provenienti da enti geometrici e quindi non legate
all’esperienza.
Tra queste idee vi è l’IDEA DI DIO; che non può essere prodotta dall’uomo
poiché perfetta.

LA PROVA ESISTENZA DI DIO


Ogni idea deve necessariamente avere una causa proporzionata.

Prima prova; l’idea della perfezione non può essere:


Fattizia perché sono imperfetto
Avventizia perché le cose esterne sono imperfette
Quindi deve essere Innata ed evidente cioè connaturata al mio pensiero e la sua
causa deve essere perfetta

Seconda prova: l’idea dell’infinità non può essere:


Fattizia perché sono finito
Avventizia perché le cose esterne sono finite
Quindi deve essere Innata ed evidente cioè connaturata al mio pensiero e la sua
causa deve essere infinita

Prova ontologica: Anselmo d’Aosta


Questo ente perfettissimo deve esistere poichè sennò gli toglieremo una parte della
sua perfezione---seconda verità indubitabile
L’identità di un Dio siffatto esclude a priori la possibilità che egli possa ingannare (a
differenza del genio maligno).
Dunque quando io ho delle cose un’idea evidente, le cose stanno realmente così.
Ecco dimostrata e fondata la realtà non solo del cogito, ma di tutto il mondo esterno.

L’ERRORE
Dio ci ha dato:
- INTELLETTO LIMITATO; utilizzando bene la ragione non sbagliamo
- VOLONTÀ ILLIMITATA; la quale ci può far cadere nell’errore
Sbagliamo perché ci facciamo distrarre dalle passioni e cose superflue.

LE OBIEZIONI
GASSENDI: critica al criterio dell’evidenza
Per arrivare ad un’idea evidente occorre un metodo che sia certo ma come capirlo
… REGRESSO ALL’INFINITO
RISPOSTA DI CARTESIO: idea finale creata dal COGITO blocca il regresso

ARNAULD: critica all’idea di Dio come responsabile. Noi riconosciamo idee chiare e
distinte perché c’è Dio e riconosciamo Dio perché ne abbiamo un’idea chiara e
distinta...CIRCOLO VIZIOSO
RISPOSTA DI CARTESIO: è un circolo virtuoso Dio è presupposto e essenziale per
la verità

DUALISMO
Cartesio è un dualista ontologico; poiché crede in due realtà differenti il pensiero (res
cogitans) e la materia (res extensa)

La res cogitans è:
-immateriale
-libera
-non divisibile
-non misurabile

La res extensa è:
-materiale
-sottoposta a leggi
-divisibile
-misurabile
Uomo
Il pensiero è immortale, il corpo è mortale
Come corpo siamo sottoposti alle leggi di natura, come pensiero siamo liberi

Res cogitans e res extensa sono idee che si riferiscono a sostanze


Per Cartesio il termine sostanza ha un duplice significato:
Sostanza in senso forte è ciò che per esistere ha bisogno solo di se stesso, cioè
qualcosa di assolutamente autonomo che dà a se stesso l’essere e l’esistenza, in
una parola Dio.
Sostanza in senso debole è ciò che per esistere non ha bisogno di altro che di Dio
e del suo atto creatore.
Dunque Dio è sostanza suprema mentre RC e RE sono sostanze in senso derivato.

Res cogitans e res extensa sono sostanze definite in modo tale che non vi può
essere confusione né addirittura relazione fra esse. Infatti le caratteristiche dell’una
escludono quelle dell’altra. L’unico mondo sarebbe dunque costituito
dall’accostamento di due tipi di essere diversi e alternativi: la materia e il pensiero,
dove c’è l’una non c’è l’altro e viceversa.
Questa spiegazione rende difficile comprendere in che modo le due sostanze
possano influenzarsi tra loro, come avviene, per esempio, quando una condizione
del nostro corpo determina, almeno in parte, l’andamento dei nostri pensieri.

FISICA
La res extensa è ciò che costituisce tutto il mondo fisico, ovvero la materia. Essa:
-riempie di sé il mondo (non esiste il vuoto, ciò che appare vuoto è riempito di
materia più sottile)
-è corporea e possiede proprietà quantitative (grandezze fisiche)
-è infinitamente divisibile
-possiede un movimento che Dio gli ha impresso nel momento in cui l’ha creata

LEGGI FISICHE
Le leggi che regolano la materia, regolano anche l’uomo e i movimenti impressi da
Dio. Esempio di tali leggi sono:
-il principio di inerzia (un corpo rimane in stato di quiete o moto fino a che non
interviene un altro corpo a modificarlo)
-la legge di conservazione del movimento (la quantità di moto si trasferisce da corpo
a corpo rimanendo complessivamente costante)

MECCANICISMO
Sottoposto a leggi della divisibilità, movimento ed estensione. Così Cartesio vede
l’universo come un enorme meccanismo, una macchina che funziona perché è
governata da leggi matematiche e razionali. Anche il corpo umano è una macchina
Esclusione del finalismo, non possiamo conoscere il disegno divino, e dei miracoli

GENESI DELL’UNIVERSO
Nel trattato sul mondo Cartesio prova a spiegare come secondo lui Dio ha creato
l’universo.
-Ipotesi cosmologica presentata come «favola»
-Stato caotico primordiale composto di diverse particelle
-Universo infinito
-Vortici eterei da cui nascono i corpi celesti e terrestri organizzati secondo aria, terra
e fuoco
-Sistema solare

L’UOMO E IL SUO CORPO


Lo studio della fisiologia degli esseri umani rientra nello studio della natura perché
anche le funzioni vitali umane si spiegano in base alle medesime leggi
fisico-meccaniche che regolano la res extensa in generale
Ciò pone Cartesio in contrasto con la tradizione aristotelica, secondo la quale
un’anima (vegetativa e sensitiva) presiede alle funzioni dei corpi viventi.
Per Cartesio invece esiste SOLO la ragione (anima razionale) che Dio ha aggiunto al
corpo umano, ma che rimane ontologicamente differente e distinta da quest’ultimo.

Secondo Cartesio la spiegazione del funzionamento meccanico del corpo umano sta
nella circolazione del sangue. Al centro di tutto c'è il cuore, che si muove grazie ad
un suo calore interno, che lo fa pulsare e riscalda il sangue, rendendolo sottile; da
qui passa ai polmoni, che lo raffredda e lo condensano e poi lo mettono in circolo.
Lo stesso sangue contiene delle parti sottilissime, gli spiriti animali che dal cuore
vanno direttamente al cervello, premendo sulla ghiandola pineale, che risponde
diramando in tutti gli organi del corpo, mettendoli in moto.

La ghiandola pineale si trova al centro del cervello, essa è caratterizzata da essere


la sola componente cerebrale non divisa in due parti specularmente simmetriche: in
essa trova la sua sede l'anima.
Il contatto tra res cogitans e res extensa avviene per mezzo degli spiriti animali che:
penetrano nel cervello ed entrano nella ghiandola pineale
provocano con il loro movimento la fuoriuscita di altri spiriti che vanno dal cervello al
corpo (per es. i riflessi, cioè i processi di azione e reazione meccanica tra stimoli
esterni e movimenti del corpo)

FORMAZIONE DELLE IDEE


Nella ghiandola pineale gli spiriti animali entrano in relazione con l’anima.
Tale evento è all’origine della formazione delle idee avventizie (quelle relative ad
oggetti al di fuori di noi).
Esse si formano grazie al movimento impresso dall’oggetto esterno agli organi di
senso, movimento che si trasmette agli spiriti animali, i quali giungono fino alla
ghiandola pineale a “toccare” l’anima.
L’anima avverte tale movimento e raccoglie lo stimolo formando l’idea del corpo
esterno origine del movimento stesso.
Le idee avventizie non sono garantite nella loro veridicità.
Tra l’aspetto delle cose esterne e le modificazioni da esse prodotte nel corpo tramite
la messa in movimento degli spiriti animali non vi è alcuna relazione necessaria.
Così la “notizia” che i sensi ci portano relativamente alle cose esterne, non è affatto
degna di fiducia (svalutazione della conoscenza sensibile).
Solo Dio, che non inganna, fonda la veridicità delle nostre idee e la loro
corrispondenza con il mondo.
LA MORALE
Cartesio cerca di ricostruire sulla base del sapere la morale, al fine di trovare il bene
dell'uomo basandosi sul rapporto anima, la quale libera, e corpo, il quale sottoposto
alle passioni del mondo esterno.
La morale definitiva è quella in cui la ragione o l’intelletto dominano, muovendo
interamente la nostra volontà e determinando i nostri comportamenti a partire da
decisioni completamente libere e razionali. Utilizzando così la saggezza la quale è il
buon utilizzo delle passioni.
Morale che si sottomette al pensiero, non basandosi esclusivamente sul corretto
comportamento.

Per arrivare a ciò è necessario del tempo e quindi Cartesio elabora una morale
provvisoria che permetta di comportarsi adeguatamente. Stabilisce tre criteri che lui
chiama massime:
1. OBBEDIRE ALLE LEGGI E COSTUMI DEL PROPRIO PAESE; poichè sono
le più comode, le più adeguate e nel caso siano sbagliate è bene seguire per
evitare gli eccessi.
2. MANTENERE UN ATTEGGIAMENTO COERENTE E RISOLUTO; una volta
presa una decisione che sia quantomeno probabile. Dobbiamo considerare il
probabile come certo e veritiero e non ritornare su di essa.
3. VINCERE SEMPRE SE STESSI PIUTTOSTO CHE LA FORTUNA; mettersi in
discussione dato che non abbiamo il potere di agire per le cose esterne al fine
di condurci alla felicità.