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IL PENSIERO POLITICO

Politica: riflessione riguardante persone che vivono in uno Stato--si deve trovare un
modo corretto per vivere insieme
Nel ‘500 non esistevano più città stato ma c’era l’impero.
TEMI affrontati sono:
● origine e fondamento della sovranità
● il diritto naturale dettato dalla ragione umana, il quale si deve anteporre al
diritto positivo espresso dalle leggi dello Stato
● i limiti dell’obbligo politico che deve attenersi alle leggi della natura
● la pace. la guerra e le relazioni tra gli Stati sovrani
La riflessione politica si sviluppa in:
● ITALIA; penisola frammentata dove si afferma il principato e l’immagine di un
principe in grado di perseguire l’utile. MACHIAVELLI
● FRANCIA; regno che si avvia ad una monarchia assoluta stabile dove quindi il
potere era in mano del sovrano che pone l’esigenza di legittimare tale
processo. BODIN
Esistono due tipi di governo:
1. REPUBBLICA; governo non ereditario capace di tutelare la libertà per il bene
collettivo.
2. ASSOLUTISMO; governo ereditario con al comando una sola persona con lo
scopo di tutelare la concordia e giustizia.
Si seguono due tipi di filoni politici con modelli classici Aristotele e Platone
1. APPROCCIO UTOPISTICO; si basa sulla descrizione di politici perfetti e i
criteri verso cui devono tendere, consapevolezza che non possono essere
realizzabili concretamente. Moro e Botero (Platone)
2. REALISMO POLITICO; analisi storica reale, si colgono effetti concreti e
conseguenze dell’agire politico. Machiavelli (Aristotele)
Il diritto; si cerca un fondamento del diritto diverso da quello teologico.
● STORICISMO; corrente del XIX secolo che Machiavelli anticipa. Si basa sulle
analisi storiche, il diritto prodotto dalla storia non è né immutabile né
universale.
● GIUSNATURALISMO; fondato da Ugo Grozio. Si basa sulla derivazione del
diritto positivo da quello naturale, fondandosi sulla ragione umana che è
universale e immutabile.

NICCOLÒ MACHIAVELLI
I filosofi iniziano a riflettere sullo Stato e su come deve funzionare. Machiavelli è il
fondatore della scienza politica, ovvero occuparsi delle cose comuni come la
sopravvivenza di uno Stato. La sua opera il Principe nasce come una risposta alla
crisi del sistema politico italiano, che era caratterizzato dal collasso di grandi
principati come Milano e Napoli ma anche dalle antiche Repubbliche di Firenze e
Venezia. Machiavelli è di origine fiorentina e riceve una formazione di tipo
umanistico. Diventa cancelliere della Repubblica fiorentina e rappresenta l’Italia
all’estero. Quando i Medici rientrano a Firenze nel 1512, Machiavelli viene
allontanato dalla città andando a vivere in campagna dove si dedica allo studio e
inizia a scrivere la sua opera più importante il Principe, nella quale sostiene il
pensiero dei classici come Aristotele.

PRINCIPE; è il testo fondante la scienza politica moderna. Tratta con quali mezzi un
principe può ottenere uno Stato e renderlo stabile. Il principe non deve farsi
condizionare da scrupoli di natura morale, la politica deve essere staccata dalla
morale. Gli Stati non sono perenni e non sono tutti uguali, per questo ognuno deve
capire come mantenere al meglio il proprio. Le qualità che un principe deve avere
sono:
● NATURA IBRIDA: deve essere umano ma anche ferino quando serve. Volpe
e leone; astuto e forte (cogliere la realtà e reagire con furbizia).
● APPARIRE RELIGIOSO; la religione deve essere solo strumento di consenso
e collante sociale.
● VIRTUOSO; saper vincere la fortuna e le azioni imprevedibili
● TEMUTO E AMATO
Tutto ciò deve avere il fine del bene comune che è l’unico criterio per valutare i
mezzi utilizzati.
Il principe deve essere AMORALE, ovvero non esistono ragioni buone o no, il
principe deve agire secondo l’utile.
Utilizza il realismo politico che è espresso mediante l’analisi storica ispirandosi ad
Aristotele (Cesare Borgia), studio di casi concreti anziché modelli ideali (separazione
politica e morale) e analisi psicologica dell’uomo la cui natura è immutabile
(comportamento flessibile del principe).

I DISCORSI SOPRA LA PRIMA DECA DI TITO LIVIO ; trattato di scienza politica


basato sulla storia di Roma di Tito Livio. Machiavelli considera la Repubblica la
migliore forma di governo dove la libertà politica è il valore più alto per il bene
comune. Machiavelli propone la Repubblica romana come modello storico da
imitare. La repubblica deve adottare una costituzione che comprende:
● un elemento monarchico: i consoli
● un elemento aristocratico: il senato
● un elemento democratico; i tribuni della plebe

THOMAS MORE (1478-1535)


Scrittore, umanista e politico inglese. Viene condannato a morte perché contro allo
scisma anglicano. Romanzo Utopia (1516). Titolo è un neologismo coniato da Moro
dal greco:
● OU= non + TOPOS; luogo non esistente
● EU= bene + TOPOS; ottimo luogo
Racconta viaggio immaginario di Raffaele Itlodeo in un'isola- repubblica abitata da
una società ideale. Criticando le cose che non funzionano nella società europea del
tempo.
UTOPIA
Descrizione dell’isola:
● la terra è un bene comune di tutti, quindi non esiste proprietà privata----no
disuguaglianza come Inghilterra
● tutti lavorano a turno la terra---- vive in una realtà dove alcuni lavorano altri
vivono di rendita
● tutti hanno il necessario per vivere---no povertà
● il tempo libero è impiegato per altre attività, poiché non tutti lavorano sempre
● tutti sono liberi di seguire la propria fede---tolleranza religiosa, ma è
obbligatorio credere in Dio (no atei) poiché comportamento immorale

Indica un genere letterario e filosofico che propone un modello ideale per criticare il
presente. Nella prima parte Moro analizza le trasformazioni nella società del proprio
tempo. Nella seconda parte, costruisce l’ideale di ciò che una società dovrebbe
essere. Proposte nuove, rifiuto guerra, tolleranza religiosa, parità di sesso…

Nel corso dell'800 si afferma la nuova industria che porta la nascita di un nuovo
genere la DISTOPIA, ovvero la descrizione di una società immaginata
negativamente.

LA RAGION DI STATO: BOTERO E BODIN


In Francia esiste un tipo di governo assolutistico, con la sovranità assoluta.
BOTERO; tenta di conciliare le norme etiche tradizionali con il potere (legato al
medioevo). Si occupa dei problemi legati all’amministrazione, finanziari e
demografici.
BODIN; sostiene il potere assoluto del sovrano, ciò può essere un rimedio agli
scontri tra cattolici e protestanti. Sostiene che si ha una giustificazione alla sovranità
poiché data da Dio. Il sovrano deve però rispettare le leggi divine e naturali.

IL DIRITTO NATURALE DI UGO GROZIO


Ugo Grozio, avvocato, riporta la concezione dei diritti naturali dell’uomo in Olanda
Il giusnaturalismo groziano; si fonda su diritti certi che l’uomo possiede. Esistono
delle regole non scritte che bisogna rispettare. Le leggi scritte, i diritti positivi
dovrebbero essere influenzate dalle leggi naturali. Il diritto si fonda sulla capacità
dell’uomo di ragionare. La guerra è giusta come sanzione alla violazione delle
convenzioni tra Stati. Scrive ciò nella sua opera Il diritto della guerra e della pace del
1625.

LA SCIENZA MODERNA
Si inizia capire la scienza come la capiamo oggi, ma è una continua trasformazione.
La scienza moderna inizia nel 1543 con la pubblicazione del De revolutionibus dove
Copernico intuisce che il sole si trova al centro dell’universo fino al 1687 anno nel
quale Newton pubblica i Principia della filosofia naturale. Prima si aveva una visione
geocentrismo; dove si poneva la terra al centro dell’universo poichè Aristotele aveva
scritto così nei suoi testi. L’universo era diviso in due mondi; terra-luna e quello
sopra-lunare. Nel sub-lunare le cose sono corruttibili e divisi in elementi in linea retta.
Il mondo sopralunare non è corruttibile, ovvero non muore poichè composto da
etere. Aristotele scrive dei libri sulla fisica non utilizzando la scienza ma suoi
personali ragionamenti.

LA SCIENZA MODERNA
● si basa sul metodo; osservazioni empiriche--quale percorso utilizzare per
giungere ad una conoscenza.
● rivalutazione della tecnica utilizzando strumenti non solo più ragionamenti.
● carattere quantitativo; calcoli e formule
● leggi della natura; conoscere il mondo che ci circonda
● carattere pubblico; controllo oggettivo il sapere degli scienziati deve portare
ad un confronto.
● concetto di esperimento e di causa efficiente, rifiuto di cause materiali, formali
o finali
● si riprendono magia (oroscopo, posizione pianeti) e pitagorismo (i numeri
davano la forma a ciò che ci circonda)

LA RIVOLUZIONE ASTRONOMICA
Si studia l’astronomia; ambito di studiare il movimento dei pianeti. In vigore il sistema
aristotelico-tolemaico ma le posizioni dei pianeti non tornano per questo si fanno
delle correzioni.
COPERNICO; propone una teoria eliocentrica con il sole al centro perché era più
semplice prevedere la posizione dei pianeti. La sua ipotesi circola ma riscontra
ostilità. Il suo universo è finito e chiuso dalle stesse fisse. Moti circolari dei pianeti.
KEPLERO; fa parte della guerra dei 30 anni, lavora in un osservatorio. Scrive il libro
Astronomia nova nel 1609 dove dice che le orbite sono ellittiche. I pianeti si
muovono più velocemente se sono lontani dal Sole. Le orbite sono traiettorie e non
materiali.

FRANCIS BACON; si rende conto dell’importanza della scienza poiché grazie ad


essa si può agire sulla natura. é inglese ed ha una vita difficile, muore di polmonite
perchè stava studiando la conservazione del cibo. Nella sua opera Novum Organum
del 1620 afferma che il metodo per la scienza è quello induttivo; prendere dati
attraverso le osservazioni, ma è ancora qualitativa. L’uomo può controllare la natura
tramite essa. Bacone è empirista; ovvero la conoscenza è originata dalle esperienze.
INDUZIONE; aumenta le conoscenze ma è smentibile e non sicura
DEDUZIONE; certa ma sterile dal punto di vista delle conoscenze; sillogismi.
L’opera di Bacone, Novum Organum, è diviso in un due parti:
1. Pars destruens; eliminare i pregiudizi sulla ricerca, chiamati idola
● IDOLA TRIBUS; credenze che abbiamo in quanto uomini
● IDOLA SPECUS; credenze presenti in noi
● IDOLA FORI; derivati dalla ambiguità del linguaggio
● IDOLA THEATRI; derivanti dalle diverse tradizioni filosofiche
2. Pars construens; metodo induttivo consiste nel scrivere delle tavole
● TAVOLA DELLA PRESENZA; casi in cui è presente
● TAVOLA DELL’ASSENZA; casi in cui è assente
● TAVOLA DEI GRADI; casi in cui varia
➢ PRIMA VENDEMMIA; confronto tra le tavole per formulare ipotesi
➢ ESPERIMENTO; ipotesi vengono sottoposte ad esso

Utilizza la metafora dei ragni che ricavano da sé la tela delle loro teorie, le formiche
invece accumulano dati senza saperli interpretare. Le api, invece, sono una via di
mezzo per questo dobbiamo essere come loro. Con questa metafora evita i rischi del
razionalismo e dell’empirismo.

L’utopia tecnologica di Bacone (Nuova Atlantide); Bacone si immagina che un


navigante arrivi nella città di Bensalem, che è stata fondata da scienziati che si
confrontano e si ritrovano tra loro nella casa di Salomone. Società che si basa
sull’esplorazione e la ricerca, cittadini cristiani ospitali e tolleranti.
Viaggio metaforico dell’uomo verso una nuova conoscenza, spingersi verso le
colonne d'Ercole.

GALILEO GALILEI
Nasce a Pisa nel 1564, ha una formazione scientifica ma i suoi pensieri si scontrano
con quelli del tempo. Insegna a Padova e Pisa. Utilizza il cannocchiale per osservare
il cielo, crede dell'eliocentrismo e cerca delle prove per affermare la sua tesi. Crolla
la distinzione dei due mondi aristotelici: la Via lattea, la superficie lunare, i satelliti di
Giove (Sidereus nuncius), il moto di Saturno e le macchie solari. Affronta il suo
rapporto tra fede e scienza nell’opera delle Lettere copernicane,nella quale spiega il
perchè si dovrebbero staccare i concetti di fede e scienza. Secondo lui la Bibbia ha
spiegato come si va in cielo e non come è fatto, per tanto non può essere
considerata un trattato di astronomia. La fede ha una verità con il fine di salvarci ma
le sue interpretazioni devono essere interpretate in senso figurato.
Pubblica un’opera per Urbano VIII ma finisce al processo per eresia; Dialogo sopra i
massimi sistemi del mondo.
LA SOLUZIONE DI BELLARMINO; sostiene che la nuova teoria sia più comoda però
lo scienziato non può permettersi che una teoria possa descrivere perfettamente la
realtà perché solo Dio conosce tutti i suoi segreti. Galilei ritiene che la natura abbia
una struttura matematica. Bellarmino, invece, è strumentalista poichè noi non
possiamo comprendere i segreti della natura, solo Dio può. STRUMENTALISMO;
dottrina che ritiene le teorie scientifiche modelli strumentali per rappresentare il
mondo per prevedere i fenomeni.
Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo
Confronta i due sistemi utilizzati; deduttivo e induttivo. Due filosofi, uno segue
aristotele e l’altro Copernico. C’è un intermediario che sceglie il sistema più adatto.
Galileo critica gli aristotelici perché basano le loro osservazioni solo sull’essenza e
ragionamenti astratti.
METODO IPOTETICO-DEDUTTIVO DI GALILEI; occorrono sensate esperienze e lo
studio della natura, abbozzando un’idea e portandola avanti con la ricerca.
Dopodichè, si formula un’ipotesi e si verifica con un esperimento che può essere
riprodotto. Poi si formulano leggi. SENSI, ESPERIMENTI+RAGIONE, DEDUZIONE.
REALISMO DI GALILEI; lo scienziato si deve basare sulle qualità primarie ovvero
quelle oggettive e non discutibili. Poi ci sono quelle secondarie, ovvero quelle
soggettive. Il libro della natura è scritto in caratteri matematici ed è stato scritto da
Dio quindi il nostro intelletto non può conoscere tutto.

ISAAC NEWTON
Con lui finisce la rivoluzione scientifica. Generalizza la legge della gravitazione
universale. Si basa su ipotesi e fenomeni ma non sull’origine della forza. Newton è
capo della Royal society; dove si ritrovano vari scienziati. Nullus verba; lo scienziato
deve confrontarsi e non affidarsi ai valori delle autorità.

cartesio
Cartesio è un filosofo francese che nasce nel 1596 a La Haye.
Viene considerato il padre della filosofia moderna, poiché mette in discussione il
sapere tradizionale e pone come centro della sua ricerca filosofica il soggetto e la
ragione. Si interroga sui meccanismi di funzionamento della conoscenza umana,
ovvero fisica, matematica, medicina. La sua insoddisfazione nasce dall’assenza di
un metodo, una strada da seguire per consentire conoscenze stabili, che sia sicuro e
affidabile. I suoi punti di riferimento sono: Socrate e Agostino. Socrate perché mette
tutto in discussione e dubita su di tutto riflettendo su se stesso. Agostino per la sua
ricerca interiore rivolta a Dio, come scrive nelle confessioni.

GLI STUDI
Cartesio studia nel collegio dei gesuiti di La Flèche, dove studia scienze,
matematica, logica, grammatica e metafisica. Rimane deluso da ciò che ha imparato
e quindi si dedica a uno studio autonomo che abbia come fine la ricerca della verità.
Cartesio si laurea in Giurisprudenza, ma decide di non continuare la carriera in quel
campo e quindi si arruola nell’esercito. Attraverso la sua carriera militare, conduce
vari viaggi i quali lo porteranno a conoscere differenti culture costumi approfondendo
così i suoi studi. Approfondisce gli studi della matematica e inventa il piano
cartesiano. A Parigi scrive il testo Regole per condurre l’intelletto; intelligenza, 5
sensi, immaginazione e memoria---per approfondire le conoscenze vuole capire i
mezzi per arrivare ad esse. In Olanda è libero di approfondire i suoi studi, scrive Le
meditazioni metafisiche, I principe della filosofia. Durante questo periodo progetta di
scrivere Le monde, un’opera scientifica che poi non verrà pubblicata, tratta
meccanicismo---luce, fisiologia umana e anima. Muore in Svezia, dove era stato
accolto a corte dalla regina.

Il discorso sul metodo


scritto come prefazione ai suoi saggi pubblicati nel 1637, punto di partenza della sua
filosofia. Racconta di se stesso e della sua insoddisfazione di ciò che ha imparato,
poichè niente di ciò che ha appreso è certo---per capire la verità deve basarsi su un
metodo. Quindi prima dobbiamo sapere in che modo possiamo conoscere le cose e
poi possiamo capire la loro natura, ovvero il loro essere.
Ciò inaugura la supremazia della gnoseologia o epistemologia, ricerca della
conoscenza, sull’ontologia, ricerca di ciò che esiste, che diverrà il tratto
caratteristico di tutta la filosofia moderna.
Prima di stabilire che il mondo è fatto in un certo modo, devo individuare un metodo
che mi garantisca che ciò che dico è vero, che il mio sapere è CERTO.

4 criteri da seguire:
1. EVIDENZA; devo tener conto solo delle idee evidenti, ovvero idee chiare, che
si impongono con forza nella nostra mente, e distinte, che si distinguono dalle
altre. Non si tratta quindi di stabilire quanto un’idea sia adeguata alla cosa
rappresentata. Infatti, abbiamo qui una nozione mentalistica e soggettiva della
verità, e non realistica e oggettiva
2. ANALISI; per giungere all’evidenza, bisogna scomporre il problema nei suoi
elementi semplici. Solo da essi è possibile farsi idee chiare.
3. SINTESI; è necessario poi ricomporre gli elementi ottenuti. Insomma la sintesi
insegna a trovare un collegamento razionale e deduttivo tra molteplici oggetti
sparsi, e a ricostruire con essi una totalità coerente.
4. ENUMERAZIONE; si tratta di fare una revisione così da essere sicuro di non
omettere nulla.

IL DUBBIO
Cartesio per capire la realtà ci spinge a mettere in dubbio tutte le nostre idee per
vedere quali di esse resistono per poi arrivare a delle idee certe.

1. Dubitare di tutte le idee basate sui sensi, esistono illusioni, abbagli, errori e
inganni sensibili che dimostrano l’inaffidabilità dei sensi e se ci hanno
ingannato in passato potrebbero ancora ingannarci ora e in futuro
2. Dubitare di tutte le idee del mondo esterno che provengono dai sensi,
queste idee potrebbero essere un sogno ossia un prodotto della nostra
immaginazione.
3. Dubitare di tutte le idee della matematica; possiamo anche ipotizzare che
una sorta di Genio maligno ci porti a ritenere assolutamente vere conclusioni
matematiche che in realtà non lo sono.

Il Cogito è la prima verità indubitabile: su tutto posso ingannarmi, eccetto che sul
fatto di esistere, perché per essere ingannato devo pensare, e se penso allora
esisto. Quindi esistiamo come pensiero e non come corpo--Res cogitans. Penso
dunque sono, Cogito ergo sum.
LE IDEE
Idea è qualsiasi rappresentazione, cioè qualsiasi contenuto che mi rappresento con
il mio pensiero.
Ci sono tre tipi di idee:
1. FATTIZIE: idee che sono create dalla mente dell’uomo, mescolando idee che
già conosciamo. Illusorie e non affidabili perché sicuramente prodotte da me
come unicorno
2. AVVENTIZIE: provengono dal mondo esterno, possono essere vere o
illusorie.
3. INNATE: idee che appartengono all’uomo fin dal principio, sono chiare e
distinte quindi evidenti. Idee provenienti da enti geometrici e quindi non legate
all’esperienza.
Tra queste idee vi è l’IDEA DI DIO; che non può essere prodotta dall’uomo
poiché perfetta.

LA PROVA ESISTENZA DI DIO


Ogni idea deve necessariamente avere una causa proporzionata.

Prima prova; l’idea della perfezione non può essere:


Fattizia perché sono imperfetto
Avventizia perché le cose esterne sono imperfette
Quindi deve essere Innata ed evidente cioè connaturata al mio pensiero e la sua
causa deve essere perfetta

Seconda prova: l’idea dell’infinità non può essere:


Fattizia perché sono finito
Avventizia perché le cose esterne sono finite
Quindi deve essere Innata ed evidente cioè connaturata al mio pensiero e la sua
causa deve essere infinita

Prova ontologica:
Questo ente perfettissimo deve esistere poichè sennò gli toglieremo una parte della
sua perfezione---seconda verità indubitabile
L’identità di un Dio siffatto esclude a priori la possibilità che egli possa ingannare (a
differenza del genio maligno).
Dunque quando io ho delle cose un’idea evidente, le cose stanno realmente così.
Ecco dimostrata e fondata la realtà non solo del cogito, ma di tutto il mondo esterno.

L’ERRORE
Dio ci ha dato:
- INTELLETTO LIMITATO; utilizzando bene la ragione non sbagliamo
- VOLONTÀ ILLIMITATA; la quale ci può far cadere nell’errore
Sbagliamo perché ci facciamo distrarre dalle passioni e cose superflue.

LE OBIEZIONI
GASSENDI: critica al criterio dell’evidenza Occorrerebbe un’altra garanzia e poi
un’altra… REGRESSO ALL’INFINITO
RISPOSTA DI CARTESIO: COGITO blocca il regresso
ARNAULD: critica all’idea di Dio come garante. Noi riconosciamo idee chiare e
distinte perché c’è Dio e riconosciamo Dio perché ne abbiamo un’idea chiara e
distinta...CIRCOLO VIZIOSO
RISPOSTA DI CARTESIO: è un circolo virtuoso Dio è presupposto e garanzia della
verità

DUALISMO
Cartesio è un dualista ontologico; poiché crede in due realtà differenti il pensiero (res
cogitans) e la materia (res extensa)

La res cogitans è:
-immateriale
-libera
-non divisibile
-non misurabile

La res extensa è:
-materiale
-sottoposta a leggi
-divisibile
-misurabile

Uomo
Il pensiero è immortale, il corpo è mortale
Come corpo siamo sottoposti alle leggi di natura, come pensiero siamo liberi

Res cogitans e res extensa sono idee che si riferiscono a sostanze


Per Cartesio il termine sostanza ha un duplice significato:
Sostanza in senso forte è ciò che per esistere ha bisogno solo di se stesso, cioè
qualcosa di assolutamente autonomo che dà a se stesso l’essere e l’esistenza, in
una parola Dio.
Sostanza in senso debole è ciò che per esistere non ha bisogno di altro che di Dio
e del suo atto creatore.
Dunque Dio è sostanza suprema mentre RC e RE sono sostanze in senso derivato.

Res cogitans e res extensa sono sostanze definite in modo tale che non vi può
essere confusione né addirittura relazione fra esse. Infatti le caratteristiche dell’una
escludono quelle dell’altra. L’unico mondo sarebbe dunque costituito
dall’accostamento di due tipi di essere diversi e alternativi: la materia e il pensiero,
dove c’è l’una non c’è l’altro e viceversa.
Questa spiegazione rende difficile comprendere in che modo le due sostanze
possano influenzarsi tra loro, come avviene, per esempio, quando una condizione
del nostro corpo determina, almeno in parte, l’andamento dei nostri pensieri.

FISICA
La res extensa è ciò che costituisce tutto il mondo fisico ed è oggetto delle scienze
fisiche. Essa:
-riempie di sé il mondo (non esiste il vuoto, ciò che appare vuoto è riempito di
materia più sottile)
-è corporea e possiede proprietà quantitative
-è infinitamente divisibile
-possiede un movimento che Dio gli ha impresso nel momento in cui l’ha creata

MECCANICISMO
Estensione, divisibilità, movimento sono i princìpi che spiegano tutti i fenomeni fisici
e le loro leggi razionali basate sulla nozione di causa-effetto
Così Cartesio vede l’universo come un enorme meccanismo, una macchina che
funziona perché è governata da leggi matematiche e razionali. Anche il corpo umano
è una macchina
Esclusione del finalismo e dei miracoli

LEGGI FISICHE
Le leggi che regolano i fenomeni fisici stabiliscono la distribuzione del movimento
che Dio originariamente ha impresso alla res extensa e quindi la disposizione delle
parti di materia e i loro nessi causali.

Esempio di tali leggi sono:


-il principio di inerzia (un corpo rimane in stato di quiete o moto fino a che non
interviene un altro corpo a modificarlo)
-la legge di conservazione del movimento (la quantità di moto si trasferisce da corpo
a corpo rimanendo complessivamente costante)

GENESI DELL’UNIVERSO
Nel trattato sul mondo Cartesio prova a spiegare come secondo lui Dio ha creato
l’universo.
-Ipotesi cosmologica presentata come «favola»
-Stato caotico primordiale composto di diverse particelle
-Universo infinito
-Vortici eterei da cui nascono i corpi celesti e terrestri organizzati secondo aria, terra
e fuoco
-Sistema solare

L’UOMO E IL SUO CORPO


Lo studio della fisiologia degli esseri umani rientra nello studio della natura perché
anche le funzioni vitali umane si spiegano in base alle medesime leggi
fisico-meccaniche che regolano la res extensa in generale
Ciò pone Cartesio in contrasto con la tradizione aristotelica, secondo la quale
un’anima (vegetativa e sensitiva) presiede alle funzioni dei corpi viventi.
Per Cartesio invece esiste SOLO la ragione (anima razionale) che Dio ha aggiunto al
corpo umano, ma che rimane ontologicamente differente e distinta da quest’ultimo.

Secondo Cartesio la spiegazione del funzionamento meccanico del corpo umano sta
nella circolazione del sangue. Al centro di tutto c'è il cuore, che si muove grazie ad
un suo calore interno, che lo fa pulsare e riscalda il sangue, rendendolo rarefatto; da
qui passa ai polmoni, che lo raffredda e lo condensano e poi lo mettono in circolo.
Lo stesso sangue contiene delle parti sottilissime, gli spiriti animali che dal cuore
vanno direttamente al cervello, premendo sulla ghiandola pineale, che risponde
diramando in tutti gli organi del corpo, mettendoli in moto.

La ghiandola pineale si trova al centro del cervello, essa è caratterizzata da essere


la sola componente cerebrale non divisa in due parti specularmente simmetriche: in
essa trova la sua sede l'anima.
Il contatto tra res cogitans e res extensa avviene per mezzo degli spiriti animali che:
penetrano nel cervello ed entrano nella ghiandola pineale
provocano con il loro movimento la fuoriuscita di altri spiriti che vanno dal cervello al
corpo (per es. i riflessi, cioè i processi di azione e reazione meccanica tra stimoli
esterni e movimenti del corpo)

FORMAZIONE DELLE IDEE


Nella ghiandola pineale gli spiriti animali entrano in relazione con l’anima.
Tale evento è all’origine della formazione delle idee avventizie (quelle relative ad
oggetti al di fuori di noi).
Esse si formano grazie al movimento impresso dall’oggetto esterno agli organi di
senso, movimento che si trasmette agli spiriti animali, i quali giungono fino alla
ghiandola pineale a “toccare” l’anima.
L’anima avverte tale movimento e raccoglie lo stimolo formando l’idea del corpo
esterno origine del movimento stesso.
Le idee avventizie non sono garantite nella loro veridicità.
Tra l’aspetto delle cose esterne e le modificazioni da esse prodotte nel corpo tramite
la messa in movimento degli spiriti animali non vi è alcuna relazione necessaria.
Così la “notizia” che i sensi ci portano relativamente alle cose esterne, non è affatto
degna di fiducia (svalutazione della conoscenza sensibile).
Solo Dio, che non inganna, fonda la veridicità delle nostre idee e la loro
corrispondenza con il mondo.

LA MORALE
Cartesio cerca di ricostruire sulla base del sapere la morale, al fine di trovare il bene
dell'uomo basandosi sul rapporto anima, la quale libera, e corpo, il quale sottoposto
alle passioni del mondo esterno.
La morale definitiva è quella in cui la ragione o l’intelletto dominano, muovendo
interamente la nostra volontà e determinando i nostri comportamenti a partire da
decisioni completamente libere e razionali. Utilizzando così la saggezza la quale è il
buon utilizzo delle passioni.
Morale che si sottomette al pensiero, non basandosi esclusivamente sul corretto
comportamento.

Per arrivare a ciò è necessario del tempo e quindi Cartesio elabora una morale
provvisoria che permetta di comportarsi adeguatamente. Stabilisce tre criteri che lui
chiama massime:
1. OBBEDIRE ALLE LEGGI E COSTUMI DEL PROPRIO PAESE; poichè sono
le più comode, le più adeguate e nel caso siano sbagliate è bene seguire per
evitare gli eccessi.
2. MANTENERE UN ATTEGGIAMENTO COERENTE E RISOLUTO; una volta
presa una decisione che sia quantomeno probabile. Dobbiamo considerare il
probabile come certo e veritiero e non ritornare su di essa.
3. VINCERE SEMPRE SE STESSI PIUTTOSTO CHE LA FORTUNA; mettersi in
discussione dato che non abbiamo il potere di agire per le cose esterne al fine
di condurci alla felicità.