Sei sulla pagina 1di 1

CAPITOLO II.

 Come varia il numero di salmi stabilito nelle diverse province.


È un fatto che ho potuto constatare: nelle altre regioni, molti che avevano
"zelo per Dio, ma non secondo una retta conoscenza", (Rm 10,2) hanno stabilito, su
questa materia, varie leggi e regole adatte proprio a se stessi.
Molti hanno pensato di dire venti o trenta salmi per notte, prolungandoli
di nuovo con melodie antifoniche e l'aggiunta di alcune modulazioni; altri
hanno persino provato a superare questo numero; alcuni si sono fermati a
diciotto salmi. È così che ho visto in vigore qui un'usanza, là un'altra, a
seconda del luogo, e quasi altrettante leggi e regole di quanti sono i monasteri
e le celle. Ci sono alcuni che, per gli uffici del giorno, cioè Terza, Sesta e
Nona [2], hanno avuto l'idea che il numero delle orazioni e dei salmi dovesse
essere uguale al numero dell'ora in cui rendiamo questo omaggio a Dio [3]; ad
alcuni è piaciuto assegnare il numero sei a tutti gli uffici del giorno.
Questa è la ragione per cui ritengo necessario pubblicare l'antica legge dei
padri, osservata finora in tutto l'Egitto dai servitori di Dio, affinché il tuo così
giovane monastero [4], fin dalla più tenera infanzia, sia di preferenza
modellato in Cristo secondo le antichissime istituzioni dei primi padri.