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CAPITOLO X. Le loro calzature.

Rinunciano alle calzature, come vietato dal precetto evangelico (Lc 10,4; Mt
10,10) ma, quando lo richiedono la malattia, il freddo mattiniero dell'inverno o il
caldo dell'estate a mezzogiorno, allora proteggono i piedi solo con i sandali [11].
Questo uso, che il Signore consente (Mc 6,9), lo interpretano nel seguente senso:
poiché, vivendo in questo mondo non possiamo essere completamente liberati dalle
cure che questa carne richiede, né pretendere di liberarcene completamente, almeno
dobbiamo soddisfare a questa necessità del corpo senza troppa preoccupazione o
turbamento. Neppure dobbiamo tollerare che i piedi della nostra anima siano
intrappolati nelle mortali preoccupazioni di questo mondo e dalla preoccupazione di
soddisfare non le esigenze della natura, ma un desiderio inutile e malsano. Questi
piedi dell'anima, infatti, devono essere disponibili per la corsa spirituale, sempre
pronti a predicare la pace del Vangelo; con loro corriamo "dietro la fragranza dei
profumi" (Ct 1,3) di Cristo, ed è su di loro che Davide dice "ho corso con la sete"
(Sal 61,4: Volg.), e Geremia: "Io non ho faticato nel seguirti" (Ger 17,16: Volg). Noi
compiremo ciò se, secondo l'Apostolo, non soddisferemo "i desideri della carne"
(Rm 13,14).
Eppure, sebbene usino questi sandali lecitamente, poiché sono concessi dal comando
del Signore, non tollerano mai di averli ai piedi quando si preparano a celebrare od a
prendere parte ai santi misteri, considerando che è necessario osservare anche alla
lettera ciò che è detto a Mosè ed a Giosuè, figlio di Nun: " Togliti i sandali dai tuoi
piedi (Lett. Sciogli il legaccio dei tuoi sandali), perché il luogo sul quale tu stai è
santo! " (Es 3,5; Gs 5,15) [12].