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CAPITOLO IX. Il bastone.

Che questi stessi personaggi portassero anche un bastone è uno di loro, Eliseo,
che ce lo insegna quando dice al suo servitore Giezi, inviandolo a rianimare il figlio
della donna: " Prendi in mano il mio bastone e parti.... Metterai il mio bastone sulla
faccia del ragazzo" ed egli vivrà (2Re 4,29). In verità, il profeta non glielo avrebbe
dato da portare con sé se non avesse avuto l'abitudine di tenerlo costantemente in
mano. Questo uso del bastone insegna loro, in senso spirituale, che non devono mai
camminare disarmati in mezzo alla moltitudine di cani che abbaiano, che sono i vizi,
e di bestie invisibili, che sono gli spiriti maligni [10] di cui il Beato Davide chiede di
essere liberato quando dice: " Non dare in potere delle bestie - o Signore - le anime
di coloro che confidano in te" (Sal 73,19 Volg.). Ma quando queste bestie irrompono,
devono essere respinte ed allontanate dal segno della croce e, quando si scatenano,
occorre soffocarli col persistente ricordo della passione del Signore e con l'imitazione
della sua mortificazione.