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3.

BOCCACCIO

3.1. La vita
• 1313 - nasce a Firenze. Figlio illegittimo presto riconosciuto dal padre Boccaccino di Chelino, socio di un potente
banchiere, Bardi.
• 1327 - il padre lo porta con sé a Napoli, nella speranza di inserirlo nella sua stessa attività lavorativa, ma senza
successo: Boccaccio si appassiona agli studi letterari grazie anche al professor Cino da Pistoia.
• 1330-1331 - studio del diritto canonico in università.
• 1332 - Elegia di Costanza, una delle prime poesie in latino.
• 1333 - vede Fiammetta nella Chiesa di San Lorenzo e se ne innamora. Per lei scrive le prime opere in volgare.
• 1333-1334 - scrive la Caccia di Diana.
• 1336 - scrive Filocolo.
• 1339 - scrive Filostrato.
• 1339-1340 - scrive Teseida.
• 1341 - ritorna a Firenze perché il padre ha dei dissidi con i Bardi.
• 1341 - scrive Comedia delle ninfe fiorentine.
• 1342 - scrive Amorosa visione.
• 1343-1344 - scrive Elegia di Madonna Fiammetta.
• 1344-1345 - scrive Ninfale Fiesolano.
• 1345 - falliscono i Bardi, anche a causa della crisi economica di Firenze.
• Boccaccio cerca di trovare una collocazione cortigiana al di fuori di Firenze.
• 1345-1346 - a Ravenna dai Da Polenta.
• 1347 - a Forlì dagli Orlaffi.
• 1350 - Boccaccio passa da Firenze, dove incontra Petrarca, con cui stringe una grande amicizia. Petrarca lo
spinge ad approfondire lo studio dei classici. Boccaccio guida un circolo di intellettuali che ha come obiettivo la
rinascita degli Antichi.
• Inizia ad ottenere incarichi ufficiali dal comune.
• 1350 - a Ravenna, dall’anziana figlia di Dante, suor Beatrice.
• 1351-1352 - a Tirolo, da Ludovico di Baviera.
• 1354 - ad Avignone, da Papa Innocenzo VI.
• 1355 - torna a Napoli, ma è un mondo ormai mutato. Visita l’abbazia di Montecassino, dove scopre e sottrae
alcuni manoscritti di testi classici e sconosciuti.
• 1361-1365 - si ritira a Certaldo in seguito a disgrazie politiche. Diventa chierico.
• 1367 - viaggia ad Avignone, Venezia e Roma.
• 1368 - Padova.
• 1370 - Napoli.
• 1373 - legge Dante a Firenze, ma la sua malattia si aggrava.
• 1375 - muore.

3.2. Opere giovanili


Caccia di Diana (1333-1334)
• Poemetto allegorico.
• 18 canti.
• Terzine dantesche.
• Imitazione di un sirventese di Dante in cui elenca le donne di Firenze.
• Boccaccio presenta le donne di Napoli inserendole in un mondo cortese vagheggiato e idealizzato.
Filocolo (1336)
• Ampio romanzo in prosa, derivato dal poemetto francese “Flore et Blanchefleur”.
• 5 libri.
• Florio (detto Filocolo) è innamorato di Biancifiore, fanciulla cristiana, ma suo padre, re Felice, la vende schiava
per impedire il loro amore. Florio attraversa mari e monti per ritrovare l’amata e sposarla, convertendosi al
cristianesimo.
• Sogni, importanti per due motivi:
• Squarci profetici: anticipazione della trama successiva.
• Rivelazione della psicologia dei personaggi.
• IV libro, digressione sull’ambiente cortese contemporaneo.
FIilostrato (1339)
• Poemetto.
• Amore infelice di Troiolo per Criseida. Troiolo muore ucciso da Achille.
• Testo lirico (non epico-narrativo).
• Frequenti effusioni sentimentali.
• Boccaccio introduce una nuova forma metrica: l’ottava, strofadi 8 endecasillabi con rime ABABABCC.
Teseida (1339-1340)
• Poema epico.
• 12 libri.
• Ispirato al ciclo tebano.
• Arcita e Palemone, amici tebani, sono innamorati della stessa donna, l’amazzone Emilia. Arcita muore in una
giostra e lascia l’amata all’amico.
Comedia delle ninfe fiorentine (1341)
• Prosimetro.
• Genere bucolico.
• Paesaggio pastorale alle porte di Firenze. Il rozzo cacciatore Ameto ha la visione di sette ninfe (figure della Virtù)
e si innamora di una di loro, Lia (la Fede). Ogni ninfa racconta la sa storia e canta un canto in terzine, mentre
l’amor di Lia finisce per elevare spiritualmente il pastore.
Amorosa visione (1342)
• Poema allegorico.
• 50 canti in terzine che formano un immenso acrostico.
• Avvio: sogno visione in cui l’autore viene guidato nella visita di un castello in due sale decorate da pitture: sono i
trionfi di Sapienza, Fama, Ricchezza e Amore in una, Fortuna nell’altra). Alla fin, in un giardino, avviene l’incontro
con l’amata Fiammetta.
• Carattere descrittivo, opera incentrata sull’erudizione e sull’iconografia.
• Ispirerà i Triumphi di Petrarca.
Elegia di Madonna Fiammetta (1343-1344)
• Lunga lettera in prosa indirizzata alle “donne innamorate”.
• Vicenda dell’amore di Boccaccio, ma rovesciata: Fiammetta si innamora di Panfilo che poi la abbandona,
lasciando Napoli.
• Al centro: personaggio femminile; profonda analisi psicologica.
• Elegia: espressione della sofferenza per amore (Dante lo considerava un genere molto basso).
• Ricerca di uno stile mezzano: non è commedia, perché non c’è un lieto fine, ma nemmeno tragica, perché non si
conclude tragicamente.
Ninfale fiesolano (1344-1345)
• Poemetto.
• 473 ottave.
• Narra le origini mitiche di Firenze, ma al centro c’è l’amore tra il pastore Africo e la ninfa Mensola (consacrata a
Diana), che saranno trasformati in fiumi dalla dea Diana, come punizione del loro amore.

3.3. Decameron (1349-1351)


• Boccaccio predilige il racconto; negli anni ha accumulato molti materiali di cui servirsi per scrivere storie (novelle
antiche e moderne, aneddoti).
• Per la prima volta il racconto ha come finalità il piacere intrinseco dell’esser raccontato e ascoltato, e la
conoscenza della vita umana nel suo svolgersi reale e concreto.
• 1348 - grande Peste. Boccaccio è colpito dal suo effetto di “sospensione delle regole”. Tutte le certezze medievali
crollano. I predicatori annunciano l’Apocalisse e interpretano l’evento come la punizione divina per i peccati degli
uomini. Per cui Boccaccio si interroga sulle pulsioni umane, dando vita alla sua grande opera: il Decameron.
• Decameron, dal greco déca (dieci) e emeròn (giorni).
• Nome: Decameron. Cognome: prencipe Galeotto. Si deduce che Boccaccio si ispira al ciclo bretone e alla
Commedia di Dante.
• Struttura:
• 100 novelle:
• 10 giovani (7 fanciulle, 3 ragazzi).
• Ciascuno racconta una novella.
• 10 giorni.
• Proemio: dedicato alle donne, con la finalità di ammaestramento, ma soprattutto del diletto, evasione,
alleggerimento e sollievo dalle difficoltà del vivere (“Umana cosa è aver compassione degli afflitti”).
• Novella: diventa una forma narrativa autonoma, capace di dilatarsi e restringersi negli elementi a seconda delle
esigenze.
• Cornice: 7 fanciulle che si ritrovano nella Chiesa di Santa Mari Novella a Firenze, che vengono raggiunte da altri
3 ragazzi. Decidono di rifugiarsi in una villa fuori Firenze. Ha una struttura narrativa autonoma che deriva dalle
raccolte di novelle orientali (Mille e una notte).
• Peste: Boccaccio vede una possibilità di libertà, libertà di azione, pensiero, giudizio, parola. I suoi eroi, i 10
giovani, decidono di rifugiarsi lontani dalla città per sfuggire alla disumanizzazione causata dalla peste.
• Tempo: scorre in modo a-storico, segue il susseguirsi di notti ed albe.
• Spazio: chiuso e protetto nella vila e nel giardino (simbolo di piacere e decoro, sintesi di natura e ragione:
equilibrio).
• Ambientazione storica: le storie vengono ambientate nella storia contemporanea, prevalentemente a Firenze e in
Toscana.
• Personaggi: rinviano a tutte le classi sociali e corporazioni.
• Si distinguono due categorie:
• Ecclesiastici, dipinti in modo negativo, oggetto di satire impietose (condanna morale alla corruzione della
Chiesa).
• Donne, dipinte in modo prevalentemente positivo, a cui viene attribuita piena libertà di espressione, grandi
sentimenti e intelligenza, che le portano a primeggiare sugli uomini.
• Boccaccio, nelle zone bianche della trascrizione del Decameron, disegna generalmente la prima novella di
giornata, in un’altra trascrizione disegna caricature dei personaggi, evidenziando le loro caratteristiche
psicologiche.
• Elementi fondamentali:
• Eros (natura): pulsione primordiale, desiderio e principio di piacere nel suo livello primario e irrazionale, ma
insopprimibile.
• Ingegno (ragione): capacità razionale, che rende civili ed eleva l’eros in amore.
• Humanitas: equilibrio tra eros e ingegno. Secondo Boccaccio l’eccesso e l’assolutizzazione di uno o dell’altro
portano alla disumanizzazione.
• Fortuna: al di fuori del controllo dell’individuo, ma non necessariamente negativa. L’ingegno può prevaricarla
attraverso l’esperienza, imparando a prevedere lo sviluppo degli eventi.
• Struttura circolare: Boccaccio predilige la variatio, alternanza di situazioni e stili per descrivere la realtà nella sua
interezza.
• Realizzazione dello stile mezzano: novelle tragiche, comiche, favolose, ma mai estreme; Boccaccio rifugge gli
estremi e cerca sempre un equilibrio.
• Stile: prosa che si adatta alle situazioni e i personaggi, alternando dialoghi dalla sintattica semplice quando si
tratta di conversazioni tra popolani o contadini, e si complica nelle grandi orazioni.
• Boccaccio raggiunge un nuovo realismo che supera la secolare divisione degli stili.

3.4. Opere della maturità


Vulgata
• Trascrive la Commedia e ne risulta una vulgata: un testo più o meno stabile che si continuò a copiare in tutta
Italia.
• Appare per la prima volta l’appellativo “divina”.
Trattatello in laude di Dante (1351-1352)
• Biografia di Dante.
• Include reali dati biografici e altri leggendari.
Esposizioni (1373)
• Lectura Dantis.
• A Firenze, nella Chiesa di Santo Stefano di Badia.
• Si ferma al canto XVII dell’Inferno.
Corbaccio (1355)
• Amore non ricambiato per una vedova. Appare in sogno il marito defunto a svelare al poeta la perfida della
donna.
• La concezione della donna diventa negativa, diversamente da quella evidenziata nel Decameron.
• Realismo estremo: lo stile diventa veloce, la sintassi talvolta scorretta, ma molto modena e vicina alla realtà delle
cose.
Bucolicum carmen (1350-1368)
• 16 egloghe.
• Dedicato a un pastore Appennino.
• Boccaccio descrive il personale mondo degli amori e degli affetti familiari.
Genealogia deorum gentilium (1350,1363-1374)
• Trattato di mitologia.
• 15 libri.
• Boccaccio scrive la prima enciclopedia moderna del mito.
• Ritorno agli Antichi che pone le basi per l’Umanesimo.