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LA SECONDA GUERRA MONDIALE

Quando la Germania invase la Polonia il 1 settembre 1939 la strategia militare tedesca era
basata sulla GUERRA LAMPO, con bombardamenti aerei e sfondamento delle linee che con
carri armati.
La strategia si dimostrò all'inizio vincente: il 27 settembre 1939 le forze tedesche entrarono a
VARSAVIA
Contemporaneamente, i sovietici invadevano il paese da oriente, in base agli accordi segreti
dell'agosto: la Polonia venne spartita tra le due potenze. Qui le SS, in una sorta di "prova
generale" di epurazione, eliminarono oltre 50.000 civili e l'armata Rossa fucilò diverse
migliaia di ufficiali polacchi presso la città di KATYN.

-CROLLO DELLA FRANCIA. Nella primavera del 1940 le armate tedesche aggredirono
Danimarca e Norvegia e attaccarono la Francia. Aggirata la linea Maginot lungo il confine
franco-tedesco, sfondarono le difese francesi a SEDAN e occuparono Parigi. Il 22 giugno 1940
venne firmato a Rethondes l'ARMISTIZIO FRANCO-TEDESCO: I tre quinti del territorio
francese rimasero sotto occupazione militare, mentre al sud si formò un governo filofascista
retto dal maresciallo PETAIN.
Il 18 giugno il generaleDE GAULLE lanciava da radio Londra il primo appello alla resistenza
contro i nazisti.

-LA BATTAGLIA D'INGHILTERRA.


Hitler cercò di indurre alla pace la Gran Bretagna, che sola ormai gli si opponeva, ma incontrò
la ferma opposizione del primo ministro inglese Winston CHURCHILL.
Il Furer tentò allora di spezzare la resistenza britannica con la guerra sui mari e soprattutto
con la guerra aerea. L'aviazione tedesca colpì le città inglesi con bombardamenti a tappeto ma
la Gran Bretagna non capitolò .
La lunga BATTAGLIA D'INGHILTERRA (luglio settembre 1940), combattuta nei cieli dalle due
aviazioni avversarie, la Royal air Forces e la Luftwaffe vide infine prevalere gli inglesi grazie
anche a un nuovo strumento di avvistamento, il radar.
La cosiddetta operazione Leone Marino, cioè l'invasione della Gran Bretagna fu la prima
sconfitta per Hitler.

-L'ITALIA IN GUERRA.
Consapevole che l'Italia non possedeva forti risorse militari ed economiche, Mussolini aveva
comunicato a Hitler l'impossibilità di un intervento italiano prima del 1943. Perciò allo
scoppio della guerra, l'Italia aveva dichiarato la propria NON BELLIGERANZA.
I grandi successi di Hitler, però , indussero Mussolini ad accelerare i tempi: IL 10 GIUGNO
1940 L'ITALIA ENTRÒ IN GUERRA attaccando la Francia. La strategia italiana prevedeva una
GUERRA PARALLELA a quella dell'alleato tedesco, con azioni autonome finalizzate
all'ampliamento dell'influenza italiana nei Balcani e nel Mediterraneo.
Il 28 ottobre l'Italia attaccò la GRECIA ma la tenace resistenza dei greci costrinse i reparti
italiani a ripiegare in Albania.
Il 6 aprile 1941 Hitler invase la JUGOSLAVIA, minacciato dallo sbarco inglese a Salonicco nel
mese precedente.
Le truppe tedesche e quindi si ricongiunsero con quelle italiane, respinsero gli inglesi e
occuparono la Grecia. L'intera operazione diede a Hitler l'egemonia sui Balcani, completata
dal controllo sulla ROMANIA, sul UNGHERIA e sulla BULGARIA, che si erano allineate all'asse.
L'Italia si rese conto di non poter condurre una guerra autonoma dalla Germania e la guerra
parallela si trasformò in una guerra diretta dalla Germania
-LA CAMPAGNA D'AFRICA.
La flotta italiana che era la sua più efficiente arma, cerco invano di contrastare la supremazia
ero navale britannica nel Mediterraneo. In Africa le offensive italiane nella SOMALIA
BRITANNICA e in EGITTO, furono bloccate dagli inglesi. Nell'AFRICA ORIENTALE, le truppe
britanniche ebbero la meglio, arrivando a occupare a This Abeba capitale dell'Etiopia. Il Negus
e venne restaurato sul trono dell'impero italiani in Africa orientale era finito.
Sul FRONTE LIBICO-EGIZIANO furono inviate delle truppe corazzate tedesche,l'Afrikakorps, al
comando del generale ROMMEL, per occupare l'EGITTO,che aveva grandi risorse petrolifere, e
avere il controllo del Canale di Suez. Italiani e tedeschi riuscirono a respingere gli inglesi oltre
il confine egiziano.

-L'INVASIONE DELL'URSS.
nella seconda metà del 1941 due avvenimenti impressero alla guerra una svolta decisiva:
l'attacco tedesco all'unione sovietica e l'entrata degli Stati Uniti nel conflitto.
L'OPERAZIONE BARBAROSSA, cioè il piano di invasione dell'Urss, era stata definita già nel
dicembre del 1940 nonostante il patto di non aggressione del 1939. Si dall'inizio Hitler aveva
considerato l'est europeo, abitato dagli "inferiori" popoli slavi, la meta privilegiata per la
conquista dello "spazio vitale".
In più , l'Urss era la patria del bolscevismo, contro il quale il dittatore nazista aveva condotto
sin dall'inizio la sua crociata.
Questa fu una vera e propria GUERRA DI STERMINIO.
Il 22 giugno 1941 un possente esercito tedesco riuscì in tre mesi di guerra lampo, a occupare
le REPUBBLICHE BALTICHE, gran parte dell'UKRAINA,e la BIELORUSSIA.
Nel tardo autunno, l'avanzata si arrestò lungo una linea che partiva dalla Crimea e giungeva
fino a Leningrado. Questa città fu sottoposta un terribile assedio durato quasi tre anni, che si
risolse in un gravissimo insuccesso per i tedeschi anche se l'armata Rossa, indebolita negli alti
comandi (falcidiati dalle "purghe" staliniane) perse quasi 3 milioni di soldati e altrettanti
furono fatti prigionieri.
Tuttavia, L'arrivo dell'inverno russo congelò per alcuni mesi la situazione: la tattica della
"terra bruciata", già impiegata contro Napoleone costrinse i tedeschi a retrocedere.

-PERCHÉ IL GIAPPONE ATTACCÒ GLI STATI UNITI.


Nello stesso momento, il 7 dicembre 1941, l'aviazione giapponese attaccò la flotta
statunitense a PEARL HARBOR, nelle Hawaii.
Il giorno seguente, Stati Uniti e Gran Bretagna dichiararono guerra al Giappone.
Il 12 dicembre i governi di Roma e Berlino dichiararono guerra agli Stati Uniti. La decisione di
attaccare gli Stati Uniti era conseguente alla politica espansionistica condotta dal Giappone in
Asia si dagli anni 30, con le aggressioni alla MANCIURIA e alla CINA, proseguita con
l'occupazione DELL'INDOCINA, dopo che il tracollo della Francia aveva aperto un vuoto di
potere in quell'area coloniale.
Un PATTO DI NON AGGRESSIONE CON L'URSS, firmato nell'aprile 1941, garantiva i
giapponesi rispetto al loro tradizionale avversario nell'Asia orientale; ciò consentì loro di
tentare una soluzione di forza nei confronti degli Stati Uniti, unico ostacolo per l'affermazione
dell'egemonia nipponica in Asia.

-PERCHÉ GLI STATI UNITI ENTRARONO IN GUERRA.


Nella seconda metà degli anni Trenta, l'ISOLAZIONISMO STATUNITENSE era stato ribadito da
una legge, il "Neutrality Act", che vietava la vendita di armi ai paesi belligeranti. Anche dopo lo
scoppio della guerra, un forte partito isolazionista, guidato dal movimento "America first", si
era sempre opposto a un coinvolgimento al fianco delle potenze democratiche, sostenuto
invece dell'opinione pubblica liberale e condiviso dallo stesso presidente Roosvelt.
Ottenuto il suo terzo mandato con le elezioni del 1940, Roosvelt sviluppò una più decisa
politica di aiuti alla coalizione democratica. Nel Marzo 1941fu approvata la LEGGE AFFITTI E
PRESTITI che concedeva alle potenze antinaziste aiuti economici e militari. Il 14 agosto 1941,
poi, Roosvelt e Churchill sottoscrissero la CARTA ATLANTICA.
Washington interruppe anche le relazioni diplomatiche con Berlino e Roma. Fu infine l'attacco
di Pearl Harbor a fugare ogni esitazione, chiudendo ogni contrasto tra interventisti e
isolazionisti. Gli USA entrarono in conflitto.

IL "NUOVO ORDINE" NAZISTA:


Alla metà del 1942 le forze dell'Asse avevano raggiunto la loro massima espansione. La
coalizione nazifascista dominava su un territorio enorme e fu in questo contesto che si
scatenò lo sterminio degli ebrei d'Europa.
Sembrava essersi realizzato il progetto "grande Germania".

IL SACCHEGGIO DELL'EUROPA:
Il governo tedesco attuò un vero e proprio saccheggio dell'Europa occupata (materie prime e
rifornimenti alimentari per il mantenimento delle truppe d'occupazione), con trattati
commerciali favorevoli alla Germania; I trasferimenti coatti di manodopera verso la Germania
crebbero e non si trattò solo di prigionieri di guerra ma anche di popolazione civile.

LA SVOLTA DI STALINGRADO:
L'attacco all'Urss e l'entrata in guerra degli USA segnarono la svolta del conflitto. Gli anglo-
americani e i sovietici divennero alleati in una comune lotta che aveva come obiettivo la resa
senza condizioni della Germania (come fu deciso alla conferenza di Casablanca del gennaio
1943). Sul fronte orientale, nel giugno 1942, i tedeschi lanciarono una violenta offensiva verso
le ricche regioni petrolifere del Caucaso. Ma l'offensiva fu bloccata a Stalingrado in una
drammatica e sanguinosa battaglia che durò fino al febbraio 1943.
La resa dell'armata tedesca a Stalingrado fu il primo atto di una ritirata. Nel terribile inverno
1942-1943 le forze dell'asse furono decimate e l'armata italiana in gran parte distrutta.

L'INTERVENTO DEGLI USA NEL NORD AFRICA:


L'apparato industriale statunitense fu in grado di produrre sempre di più e tutto ciò fu reso
possibile da un colossale finanziamento pubblico e da un completo accordo fra imprenditori,
governo e sindacati.
Gli uomini e i mezzi degli Stati Uniti rappresentarono una forza d'urto insostenibile sia per la
Germania, sia per il Giappone.
Il primo teatro di intervento delle forze statunitensi fu l'Africa settentrionale. L'offensiva italo-
tedesca venne arrestata a El-Alamein il 23 ottobre del 1942 dagli inglesi. gli italo tedeschi
dovettero retrocedere, perdendo l'intera Libia. Dopo lo sbarco angloamericano in Marocco e
Algeria nel novembre 1942, le forze dell'Asse vennero prese tra due fuochi. La loro ultima
resistenza in Tunisia venne piegata nel maggio 1943, decretando la fine della guerra in
territorio nordafricano.

LA CADUTA DEL FASCISMO:


Lo sbarco in Sicilia del 10 luglio 1943 fece esplodere la crisi del regime fascista, ormai non più
sostenuto né dalla corona né dalle gerarchie militari. Il 25 luglio 1943, il Gran consiglio del
fascismo votò la destituzione di Mussolini, d'accordo con il sovrano. Il duce venne arrestato e
si formò un governo presieduto dal maresciallo Badoglio, mentre le divisioni tedesche
iniziarono a entrare in Italia. L'8 settembre 1943 fu annunciato l'armistizio tra il governo
italiano gli anglo-americani. Il re e Badoglio si rifugiarono a Brindisi, mentre tedeschi
occupavano il centro-nord del paese.
Mussolini, liberato dai tedeschi il 12 settembre e condotto nel nord del paese, vi fondò la
Repubblica sociale italiana, il 23 settembre 1943, con capitale Salò , uno Stato fascista sotto il
controllo tedesco. Ebbe inizio in Italia la Resistenza.

LO SBARCO IN NORMANDIA:
Nella conferenza di Teheran (28 novembre-1 dicembre 1943), Churchill, Roosvelt e Stalin
decisero l'apertura di un secondo fronte in Europa (oltre a quello italiano): il 6 giugno 1944 lo
sbarco in Normandia, un'operazione aeronavale comandata dal generale Eisenhower, travolse
le difese tedesche e condusse alla liberazione del Belgio e di quasi tutta la Francia. Il 19 agosto
Parigi insorse contro i tedeschi: i soldati di De Gaulle, dopo un riuscito sbarco in Provenza,
riconquistarono la capitale francese. Sul fronte orientale, intanto, l'Armata rossa era avanzata
fino a Varsavia e aveva rioccupato le repubbliche baltiche.
Ungheria, Romania e Bulgaria firmarono l'armistizio con i sovietici. In Iugoslavia, Belgrado
insorse vittoriosamente contro i tedeschi nell'ottobre del 1944, che dovettero lasciare anche
la Grecia, occupata dagli inglesi.

LA RESA SENZA CONDIZIONI DELLA GERMANIA:


Hitler comandò un disperato quanto inutile sforzo di resistenza: fu ordinata la mobilitazione
totale, coinvolgendo anche i giovanissimi nella guerra. Ciò permise di arrestare per qualche
mese l'avanzata degli Alleati. L'aviazione angloamericana intanto attuava bombardamenti a
tappeto e la Germania venne ridotta a un cumulo di macerie.
Nella primavera del 1945 si ebbe la stretta finale: la tenaglia degli anglo-americani da una
parte e dei sovietici dall'altra. A ovest nelle Ardenne, gli Alleati passarono il Reno; a est
l'Armata rossa entrò in Austria e il 13 aprile occupò Vienna. Il 25 aprile 1945 anglo-americani
e russi si incontrarono sul fiume Elba e negli stessi giorni, in Italia, l'avanzata alleata verso
nord liberò le principali città del nord.
Il 28 aprile Mussolini fu catturato sul lago di Como e fucilato. Il 30 aprile Hitler si tolse la vita.
Il 2 maggio i sovietici entrarono a Berlino. L'8 maggio la Germania firmò la resa senza
condizioni.

HIROSHIMA, TRAGICO EPILOGO DELLA GUERRA:


La guerra era finita in Europa, ma continuava in Estremo Oriente. Dopo una serie di conquiste
giapponesi le sorti del conflitto erano progressivamente mutate a favore degli USA. Vi furono
grandi scontri aero-navali come Midway e Guadalcanal, nel Pacifico. Gli americani puntarono
a conquistare una alla volta isole di grande importanza strategica: presero le Marshall, le
Marianne, Guam e, dopo la battaglia di Leyte dell'ottobre 1944, in cui la flotta nipponica fu
distrutta, riconquistarono le Filippine. Alla fine del 1944 l'offensiva statunitense era ormai in
grado di colpire il territorio giapponese con missioni aeree (come il devastante
bombardamento di Tokyo) e con sbarchi di truppe. Nella primavera del 1945 ci furono le
vittorie statunitensi a Iwo Jima e Okinawa. L'intento di risparmiare tempo e quindi vite di
soldati americani, fu la motivazione che il presidente Truman, diventato presidente dopo la
morte di Roosevelt, addusse per giustificare l'impiego contro il Giappone della bomba
atomica. Il 6 agosto 1945 il primo ordigno termonucleare venne sganciato sulla città di
Hiroshima e tre giorni dopo un'altra bomba atomica colpiva Nagasaki. Il 2 settembre 1945 fu
firmata la resa del Giappone e la guerra era finita.
Il 26 giugno 1945 51 paesi sottoscrissero la carta di San Francisco, il trattato che dava vita
all'ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE, ONU, con lo scopo di preservare le generazioni
future dal flagello della guerra. Il 10 dicembre 1948 fu approvata la DICHIARAZIONE
UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI.
Dopo il processo di Norimberga contro i criminali di guerra nazisti, si manifestarono
divergenze politiche economiche tra le democrazie occidentali e l'URSS tanto che alla metà del
1947 si coniava l'espressione GUERRA FREDDA per indicare lo stato di tensione tra le due
SUPERPOTENZE USA E URSS
esse divennero i perni di un nuovo modello di ordine internazionale che ebbe le seguenti
caratteristiche:
-bipolare, fondato sul dominio competitivo tra le due sole potenze
-dal punto di vista ideologico fu democrazia e capitalismo versus comunismo collettività
-bloccato dalla presenza dell'arma nucleare soprattutto dopo il 1950 quando fu realizzata la
bomba all'idrogeno la bomba H

LA GUERRA FREDDA
Già nel febbraio 1945 Roosevelt Churchill e Stalin si erano incontrati alla conferenza di YALTA
che prese atto di una situazione militare che vedeva le armate sovietiche e quelle anglo
americane prossime a occupare, rispettivamente, la parte orientale quella occidentale del
continente. Fu accettata quindi, anche se non ufficialmente, l'idea di una divisione dell'Europa
in SFERE DI INFLUENZA.
ma nel dopoguerra queste posizioni si rigenerano fino a trasformarle in blocchi contrapposti,
cioè in alleanze politico militari e controllate dall'una o dall'altra superpotenza, una "cortina
di ferro", secondo l'espressione di Churchill, calò tra l'Europa occidentale quella soggetta
all'influenza sovietica.

luglio 1945: alla conferenza di POTSDAM la Germania, che per la sua collocazione geografica
rivestiva un' importanza strategica eccezionale, era stata divisa in quattro zone d'occupazione
(britannica, francese, statunitense e sovietica). Anche Berlino era stata divisa in quattro
settori. Nella primavera 1948 gli occidentali avviarono l'unificazione delle zone d'occupazione
mai sovietici reagirono bloccando i rifornimenti alla parte occidentale della città . Gli Stati
Uniti risposero nell'estate con un ponte aereo per rifornire Berlino rimasta isolata. Il blocco
sovietico venne tolto ma La Germania venne definitivamente divisa: nella parte occidentale, il
5 maggio 1949, nacque la REPUBBLICA FEDERALE TEDESCA e il 7 ottobre, nella parte
orientale, la REPUBBLICA DEMOCRATICA TEDESCA.

La potenza militare ed economica statunitense fece sì che i paesi europei del BLOCCO
OCCIDENTALE fossero sostanzialmente subordinati agli USA. Nel giugno 1947 Quest'ultimi
presentarono il PIANO MARSHALL, che concedeva fondi a titolo gratuito o a tassi di interesse
bassissimi per finanziare i governi europei per la ricostruzione economica di Gran Bretagna
Francia Italia Germania.
Il 4 aprile 1949 ci fu la firma del PATTO ATLANTICO, un'alleanza politico militare di tipo
difensivo in cui gli Stati uniti giocavano un ruolo egemone. Per realizzare gli obiettivi del patto
fu creata una forza militare sotto un unico comando, la NATO.
USA e Urss, portatori di ideologie contrapposte, diedero vita a un vero scontro di civiltà . Negli
Stati Uniti si diffuse un pesante clima di sospetto tanto che vennero potenziate le agenzie FBI
e la C.I.A. Il senatore McCarthy inizia un'opera di denuncia di "spie comuniste".
Il clima del maccartismo sconvolse gli Stati Uniti per quattro anni fino a quando salì al potere
nel 1952 il presidente Eisenhower.
DEL BLOCCO ORIENTALE sotto l'egemonia dell'Urss facevano parte Stati satelliti quali la
Germania orientale, la Polonia, l'Ungheria la Cecoslovacchia, la Romania, la Bulgaria.
La Russia appoggiò ai comunisti all'interno dei governi di questi paesi ma solo dalla metà del
1947,con la creazione del COMINFORM,(Organismo di collaborazione tra i partiti comunisti
europei) Ebbe il completo controllo dei paesi satelliti. Solamente Tito, che aveva liberato la
Jugoslavia dal dominio nazifascista, volle mantenere la sua autonomia giungendo a un duro
scontro con Stalin nel 1948.
nel 1949 nacque il COMECON, con il compito di coordinare le economie dei paesi del blocco
sovietico. Nel 1955 fu firmato il PATTO DI VARSAVIA, un'alleanza militare analoga e
contrapposta alla Nato.
Negli anni successivi Stalin colpì gli oppositori dei partiti comunisti e orientali, soprattutto
quelli che, come in Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, erano restii ad accettare la completa
subordinazione all'Urss. Sì tornò agli anni più bui dello stalinismo d'anteguerra.
La ricostruzione dell'urss finalizzò all'industria pesante tutte le risorse interne per rinforzare
l'apparato militare-industriale. Agitando lo spettro di una nuova guerra, questa volta con
l'Occidente capitalistico, Stalin riaffermò il proprio potere assoluto tornando alla politica del
terrore degli anni 30: nuove andate di processi portarono a condanne alla pena capitale o alla
deportazione nei Gulag.

In Cina, il 1 ottobre 1949, venne proclamata la REPUBBLICA POPOLARE CINESE : dopo due
anni di guerra civile l'armata Rossa dei comunisti di Mao Zedong sconfisse i nazionalisti di
Chiang Kai-shek, nonostante questi ultimi avessero l'appoggio americano.
Chiang Kai-shek si rifugiò a Taiwan dove fondò la Repubblica della CINA NAZIONALISTA che
sarà riconosciuta come unica rappresentante della Cina all'Onu. Con la rivoluzione cinese
sorgeva in Asia un altro grande Stato comunista alleato dell'unione sovietica.

Nel marzo 1947 il successore di Roosevelt, Harry TRUMAN sostenne la dottrina Truman, una
strategia politico militare chiamata del CONTENIMENTO, perché puntava a fronteggiare ogni
tentativo di espansione del comunismo nel pianeta.
Egli intervenne a fianco degli inglesi in Grecia per sostenere il governo monarchico di Atene
nella guerriglia contro i partigiani comunisti e in Turchia, che gli USA appoggiarono nel
contrasto che la opponeva all'Urss per il controllo dello stretto dei Dardanelli.
L'intervento più importante fu però con la GUERRA DI COREA(1950 1953), che vide gli
americani impegnati direttamente per contrastare l'invasione del sud del paese da parte del
governo comunista del Nord, appoggiato, anche se non ufficialmente, da Urss (che non inviò
truppe)e Cina (che intervenne nei combattimenti non ufficialmente inviando dei volontari)
Fu un conflitto lungo e sanguinoso, che rappresentò il culmine della guerra fredda, risolto da
un accorto che sanciva la divisione in due del paese, com'è ancora oggi: la Corea del Nord, con
capitale Pyongyang, e la Corea del sud, con capitale Seul.

La guerra fredda il bipolarismo tracciarono l'asse est-ovest. Ma altrettanto importante è


un'altra coordinata, quella nord-sud, generata dalla DECOLONIZZAZIONE, cioè dalla
scomparsa degli imperi coloniali. La carta politica del pianeta ne uscì trasformata, per la
creazione di nuovi Stati nazionali. I paesi membri dell'Onu, 51 del 1946, erano 158 nel 1986.
Si svolse in due fasi principali: nell'immediato dopo guerra in Asia e negli anni 60 70 in Africa.
Alla fine degli anni 70 non esistevano più nel mondo domini coloniali salvo entità minime. Con
il ritorno di Hong Kong sotto sovranità cinese 1997 la popolazione soggetta a dominazione
coloniale ammonta in tutto a 3 milioni.
La guerra giocò un ruolo decisivo nel processo di decolonizzazione. Francia e Gran Bretagna,
che controllavano circa tre quarti delle terre e delle popolazioni colonizzate, erano duramente
indebolite rispetto ai movimenti di indipendenza nazionali sorti in molte colonie.
Il Giappone riuscì a sottomettere al proprio dominio tra il 1940 il 1942 Indocina Hong Kong
Malesia Singapore Borneo Birmania e Filippine.
La Gran Bretagna scelse di inserire gli Stati che via via divenivano indipendenti all'interno del
Commonwealth.
Portogallo Belgio Olanda e Francia tentarono di mantenere le proprie colonie e quindi il
processo di decolonizzazione assunse una forma violenta dando origine a guerre di
liberazione come in Algeria e nel Vietnam, colonie francesi.
Ad ogni modo la decolonizzazione venne appoggiata sia dagli Usa che dall'Urss, che non erano
potenze coloniali e che consideravano il mondo ex coloniale un teatro di contesa strategica.
La decolonizzazione ebbe conseguenze molto importanti perché contribuì a mettere in
discussione il bipolarismo USA-Urss e favorì l'emergere del multipolarismo, cioè un sistema
internazionale che vedeva entrare in scena paesi decolonizzati ma anche la Cina e l'Europa.
Alla conferenza di Bandung nel 1955, 29 paesi afroasiatici di recente indipendenza
riconobbero un programma politico comune.
Nel 1961 nacque il movimento dei NON ALLINEATI con la conferenza di Belgrado capeggiato
dallo jugoslavo Tito, dall'indiano Nehru e dall'egiziano Nasser. Questo movimento si collocava
fuori dai blocchi e nacque perché questi paesi capirono di avere problemi e obiettivi comuni
tra cui lo sviluppo economico e sociale e la coesistenza pacifica.

IL LUNGO DOPOGUERRA: STATI UNITI E UNIONE SOVIETICA


dopo la guerra di Corea (1950 53) si aprì un periodo di dialogo tra i blocchi (Coesistenza
pacifica). Alla base di questa nuova fase delle relazioni internazionali stava in anzitutto
l'equilibrio nucleare.
Contribuirono al nuovo clima politico anche le vicende interne alle due superpotenze.
Nell'Urss e, dopo la morte di Stalin (1953), si aprì la fase della cosiddetta
DESTALINIZZAZIONE, Che ebbe come protagonista il nuovo segretario del partito comunista
CHRUSCEV.
Questa testa di iniziazione fu accolta positivamente negli Stati Uniti, dove nel 1960 venne
eletto presidente il democratico John Fitzgerald Kennedy.
Kennedy avviò una politica di riforme, soprattutto nel campo dei diritti civili. E, nelle relazioni
internazionali, rinunciò ai toni virulenti e ideologici tipici della guerra fredda ricercando il
dialogo con Mosca.
Egli unì agli atteggiamenti di apertura verso l'Urss una decisa riaffermazione della potenza
statunitense nei confronti del mondo comunista. Ebbe incontri al vertice con Chruscev, istituì
la "linea rossa", cioè il collegamento telefonico diretto tra la Casa Bianca il Cremlino per le
situazioni di emergenza. E, firmò il trattato per la sospensione degli esperimenti nucleari
nell'atmosfera. D'altro canto, fu sempre Kennedy ad autorizzare nel 1961 un fallito sbarco a
Cuba, ingaggiando poi con l'orso un pericolosissimo braccio di ferro e a decidere un maggiore
coinvolgimento statunitense nel Vietnam del sud, compiendo un passo importante verso una
guerra che avrebbe segnato una dura sconfitta per gli Stati uniti.
La sua politica aveva sollevato delle resistenze che possono forse aver causato l'ASSASSINIO
DI KENNEDY, a Dallas, il 22 novembre 1963, episodio su quale non è mai stata fatta piena luce.

RIVOLUZIONE CUBANA
raggiunta nel 1898, con l'appoggio statunitense, l'indipendenza dalla Spagna, Cuba era stata
soggetta all'influenza degli stati uniti, che fino alla metà degli anni 30 conservarono il diritto
di intervenire nell'isola e di tenervi postazioni militari. Negli anni 50 iniziarono a manifestarsi
forti movimenti di opposizione nei confronti del governo del generale BATISTA, fino a
quando, nel 1959 il regime di battista fu rovesciato da un giovane avvocato, FIDEL CASTRO.
La rivoluzione cubana preoccupò gli Stati Uniti perché Washington temeva che il successo
della rivoluzione a Cuba destabilizzasse politicamente una zona, l'America centrale e
caraibica, da sempre considerata di grande importanza strategica.
L'aprile 1961, il neo eletto presidente Kennedy autorizzò uno sbarco di esuli cubani,
organizzati e addestrati dalla C.I.A., con il compito di avviare una guerriglia anticastrista. Lo
sbarco alla BAIA DEI PORCI fallì ma i rapporti tra Stati Uniti e Cuba si deteriorarono
irrimediabilmente:
Castro, che aveva avviato la trasformazione in senso socialista del paese, si avvicinò
rapidamente all'unione sovietica, che assunse il ruolo di principale sostegno politico di Cuba.
Chruscev decise l'istallazione di BASI MISSILISTICHE a Cuba: il programma prevedeva di
installare un potenziale di lancio di 40 missili a corto e medio raggio, quanti nello stesso
momento erano puntati sull'Urss dalle basi statunitensi in Italia e in Turchia.
Quando Kennedy si rese conto della grave minaccia decretò il blocco navale dell'isola. Per
alcuni giorni il mondo visto sulla orlo di un conflitto nucleare. Infine Chruscev accettò di
ritirare i missili ottenendo in cambio da Kennedy la garanzia che gli Stati Uniti non avrebbero
minacciato l'indipendenza di Cuba.

GORBACIOV AL POTERE
Nel marzo del 1985 venne eletto segretario del partito comunista Michail Gorbaciov Che
portava il potere la linea politica riformista. Secondo Gorbaciov era necessaria la
mobilitazione di una società civile che decenni di oppressione avevano reso apatica e passiva.
Correva dunque democratizzare il paese per stimolare le energie positive, rinnovare la
politica per riformare con la mia. Il suo governo era fondato su due parole d'ordine:
-PERESTROJKA (ristrutturazione) che indicava la necessità di operare una riforma
complessiva della società sovietica
-GLASNOST (Trasparenza) stava a significare l'istituzione di un nuovo rapporto tra potere e
opinione pubblica fondato sul dibattito e sul dialogo.
Gorbaciov ottenne grandi successi conquistando in Occidente una popolarità di cui nessun
leader sovietico aveva mai goduto. Fece grandi sforzi per costruire una nuova immagine
dell'Urss con grandi iniziative di distensione internazionale: ripetuti accordi per la riduzione
degli armamenti nucleari, la pacificazione con la Cina, lo storico incontro in Vaticano con il
pontefice Giovanni Paolo II nel 1989 che portò al riconoscimento della libertà di culto
religioso in Urss.
Purtroppo la perestrojka falli in quanto non riuscì a vincere le resistenze al cambiamento dei
settori più conservatori del partito e dell'esercito ma anche della società russa.
La glasnost, con la liberazione del dibattito e la fine della censura, suscitò aspettative che le
riforme non furono in grado di soddisfare.
Negli anni 1988-90 l'economia e il tenore di vita della popolazione si degradano rapidamente:
un'economia che per decenni si era abituata a dipendere dalle direttive del centro precipitò
nell'incertezza, provocando il nascere dell'economia illegale.
Nel 1990 iniziò la DISGREGAZIONE dell'Urss che iniziò quando le TRE REPUBBLICHE
BALTICHE, Estonia Lituania e Lettonia proclamarono l'indipendenza nazionale.
Nell'agosto del 1991 un gruppo di dirigenti del partito comunista tentò un colpo di stato
contro Gorbaciov.
Il partito comunista venne successivamente dichiarato fuori legge molte reti pubbliche e
sospensione la stessa Russia. Russia Ucraina e Bielorussia diedero vita nel dicembre 1991 alla
COMUNITÀ DI STATI INDIPENDENTI, seguite da molte altre repubbliche. Finiva così l'Unione
sovietica, nata nel 1922, e il 25 dicembre 1991 Gorbaciov si dimise.
lo stesso giorno, la bandiera dell'Urss venne ammainata sul Cremlino e al suo posto si alzò la
bandiera della Repubblica russa sotto la presidenza di Eltsin.

LA POLONIA DI SOLIDARNOSC
In Polonia fu eletto al soglio pontificio, nel 1978, Karol Wojtyla, con il nome di Giovanni Paolo
II. Egli rappresentò un grande punto di forza per l'opera di dissenso dei suoi connazionali,
offrendo alla loro lotta e alle loro aspirazioni di libertà il sostegno di una figura di
straordinario prestigio e autorevolezza morale e politica.
Nel settembre del 1980 si costituì il primo sindacato libero di un paese socialista,
SOLIDARNOSC, guidato da Lech WALESA, che ottenne rapidamente vastissimi consensi.
Per stroncare la minaccia di questo movimento alla solidarietà del regime e per allontanare il
pericolo di un intervento sovietico, nel dicembre del 1981, il generale JARUZELSKI, nominato
il nuovo capo del governo, proclamò la legge marziale nel paese, sciolse Solidarnosc e arrestò
Walesa e molti altri dirigenti.
Solidarnosc continua ad agire in clandestinità anche grazie all'appoggio della Chiesa tanto che
nel 1987 Jaruzelski fu costretto a riconoscere legalmente Solidarnosc e a convocare libere
elezioni nel giugno del 1989 che segnarono il trionfo di Solidarnosc.
Nel 1990, dopo le dimissioni di Jaruzelski , Walesa viene eletto presidente della Repubblica.

LA CRISI DEI REGIMI COMUNISTI

L'ITALIA DEL DOPOGUERRA E IL DELITTO MORO


L'Italia uscì dalla guerra in gravi condizioni economiche. Essa doveva inoltre ricostruire le
proprie istituzioni democratiche dopo vent'anni di dittatura.
Con il referendum del 2 giugno 1946 fu istituita la Repubblica e la nuova COSTITUZIONE
REPUBBLICANA, entrato in vigore il 1 gennaio 1948, ebbe forte carattere antifascista e
sociale.
Alle ELEZIONI DEL 18 APRILE 1948 ci fu una netta vittoria democristiana.
Si aprì la fase del centrismo, caratterizzata da governi di centro-destra fondati sulla DC.

-A cavallo degli anni 50 60 l'Italia conobbe un grande sviluppo economico, che ne fece una
vera potenza industriale. La nuova situazione economica indusse alcuni settori della
democrazia cristiana a prospettare un'apertura verso i socialisti.

-verso la fine degli anni 60 le riforme dei governi di centro-sinistra furono però inferiori alle
attese, mentre l'economia rallentava.
Questi fattori portarono all'esplosione della CONTESTAZIONE STUDENTESCA del 1968 e a
una fase di LOTTE OPERAIE.
L'attentato di PIAZZA FONTANA a Milano, 12 dicembre 1969, inaugurava la "strategia della
tensione".

-La CRISI PETROLIFERA degli anni 70 ebbe un impatto devastante in Italia con un'altissima
inflazione e una grave recessione.
Contemporaneamente, il paese viveva la terribile fase del "terrorismo nero", che cercava di
imporre a colpi di stragi una svolta autoritaria, e del "terrorismo rosso", che intendeva
preparare una rivoluzione sociale colpendo conferimenti uccisioni decine di giornalisti,
magistrati, uomini politici.
Culmine della strategia terroristica "rossa" fu il rapimento e l'assassinio del segretario
democristiano ALDO MORO.
Il 9 maggio 1978 le BRIGATE ROSSE annunciarono con una telefonata che Aldo Moro era stato
"e giustiziato". Il suo corpo fu ritrovato nel bagagliaio di un'auto a Roma. Certo è che questo
tragico evento aprì la fase più oscura degli "anni di piombo", durante la quale l'"Emergenza
terrorismo" schiacciò ogni altro problema.
La tragica morte del leader democristiano mise anche fine al processo di avvicinamento del
partito comunista al governo e diede forza a quel settori della classe dirigente, democristiana
e non, a osteggiare il più possibile il PCI.