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La seconda guerra mondiale pag.

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Il 1 settembre 1939 le truppe tedesche varcarono i confini polacchi. Il 3 settembre Gran Bretagna e
Francia dichiararono guerra alla Germania. La Polonia capitolò in quattro settimane. Era la prima
realizzazione della guerra lampo basata sulle divisioni corazzate (panzerdivisionen), autonomamente
motorizzate in tutte le loro funzioni. Nessun altro esercito aveva un’organizzazione altrettanto
moderna ed efficiente. Inoltre la potente aviazione (Luftwaffe) forniva un appoggio fondamentale
alle operazioni terrestri.
L’Unione Sovietica ne invase la parte orientale.
Il 23 agosto del ’39 i ministri degli esteri sovietico e russo avevano firmato il patto Von Ribbentrop –
Molotov, che stabiliva la non aggressione per 10 anni e, come clausola segreta, la spartizione della
Polonia.
Con questo patto la Germania intendeva impedire che si formasse lo stesso sistema di alleanze della
Prima guerra mondiale, la Russia invece intendeva allontanare il rischio di un’invasione tedesca.
L’Italia, legata alla Germania dal Patto d’acciaio non intervenne. Il governo fascista non dichiarò
guerra alla Francia e alla Gran Bretagna e assunse la posizione della non belligeranza.
L’esercito italiano non era preparato, troppe risorse erano state impiegate nell’intervento in Spagna e
nella conquista dell’Etiopia1.

Nel novembre 39 la Russia attaccò la Finlandia proseguendo nella riconquista dei territori persi con
la pace di Brest-Litovsk. Le operazioni non ebbero però l’esito sperato per la resistenza dei finlandesi
e per la debolezza dell’esercito russo (i comandanti più esperti erano stati vittime delle purghe
staliniane). Nel marzo ’40 si giunse a un accordo di pace che prevedeva la cessione all’Urss del 10%
del territorio finlandese e del 20% delle sue risorse industriali.
Contemporaneamente si mosse l’offensiva tedesca contro Danimarca e Norvegia. La Danimarca
rimase formalmente indipendente, ma sottoposta all’occupazione nazista, in Norvegia si insediò un
governo collaborazionista filonazista. Hitler aveva ora a disposizione alcuni ricchi giacimenti di
ferro.

Nell’inverno 39-40 sul fronte occidentale anglo-francesi e tedeschi si fronteggiavano su due linee
difensive (la francese Maginot e la tedesca Siegfried).
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3 ottobre 1935 e il 5 maggio 1936
la resistenza etiope collaborò poi con le truppe britanniche nella liberazione del paese dagli italiani nel corso
della seconda guerra mondiale[11]. Formalmente lo stato di guerra ebbe ufficialmente termine il 10 febbraio 1947 con la
stipula del Trattato di Parigi fra l'Italia e le potenze alleate, che comportò per l'Italia la perdita di tutte le sue colonie
africane.
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L’offensiva tedesca prese slancio nella primavera del ’40. L’esercito tedesco impegnò le truppe
Francesi al nord violando la neutralità di Belgio, Olanda e Lussemburgo, ma sfondò la linea difensiva
più a sud tra Namur e Sedan costringendo alla fuga grossi contingenti di truppe britanniche che si
imbarcarono a Dunkerque e tornarono in madrepatria. Il 14 giugno i tedeschi entrarono a Parigi. Il 22
giugno il maresciallo Pétain firmò un armistizio. Nel sud del paese non occupato si costituì un
governo dittatoriale di estrema destra con sede a Vichy sotto la guida dello stesso Pètain, fortemente
subordinato al nazismo.

I successi tedeschi in Francia indussero Mussolini a entrare in guerra. Si pensava che la fine del
conflitto fosse imminente e che l’Italia avrebbe potuto trarre vantaggio con pochi sforzi. Il 21 giugno
l’Italia attaccò la Francia accelerandone la sconfitta. L’entrata in guerra dell’Italia causò l’apertura di
due nuovi fronti nel Mediterraneo e in Africa settentrionale (dalla Libia all’Etiopia), dove esplose lo
scontro con la Gran Bretagna.

Dopo la sconfitta della Francia la Gran Bretagna era da sola a fronteggiare l’attacco di tedesco. Da
agosto a settembre del 40 la Germania bombardò la Gran Bretagna con l’obiettivo di distruggere i
centri industriali e terrorizzare la popolazione. Gli inglesi seppero contrapporre una volontà di
resistenza sorprendente, impersonata dal primo ministro Winston Churchill, mentre la Raf (Royal air
force) infliggeva alla Luftwaffe gravi perdite avvalendosi del radar. Hitler fu costretto a rinunciare
all’idea dello sbarco in Gran Bretagna.

Nel settembre ’40 il Giappone si unì all’Italia e alla Germania nel Patto tripartito, cui aderirono in
seguito anche Slovacchia, Ungheria e Romania. Nell’ottobre l’Italia attaccò la Grecia ma dovette
ripiegare in Albania. La controffensiva greca era appoggiata dai britannici. Dovette intervenire la
Germania che occupò Bulgaria, Jugoslavia e Grecia.

Nella primavera del 41 la Gran Bretagna inflisse una serie di sconfitte all’Italia sul fronte africano.
Anche in questa occasione intervenne l’esercito tedesco.

Nel giugno 41 la Germania invase la Russia rompendo unilateralmente l’accordo di non aggressione.
L’esercito tedesco giunse quasi fino a Mosca, ma nell’inverno 41-42 fu arrestato dall’esercito russo.

A metà del ’42 la Germania controllava direttamente o attraverso governi alleati o collaborazionisti
un territorio immenso sul quale instaurò un sistema di sfruttamento economico.

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Le popolazioni slave furono ridotte in semischiavitù. Per gli zingari e gli ebrei il regime pianificò lo
sterminio. Ci furono fucilazioni di massa e deportazioni nei ghetti, poi si passò ai veicoli a gas,
camion speciali a tenuta stagna nei quali il “carico umani” veniva asfissiato dai gas di scarico. Poi
furono introdotte nei campi di concentramento le camere al gas e i forni crematori. Nella riunione del
20 gennaio ’42, nota come conferenza di Wannsee si stabilì che la soluzione finale della questione
ebraica poteva consistere solo nello sterminio di tutti gli ebrei di Europa. Fra il 39 e il 45 furono
uccisi 6 milioni di ebrei.

Il 14 agosto 1941 Churchill e Roosevelt firmarono la Carta Atlantica, un documento che enunciava
alcuni principi per il futuro ordine mondiale:
- Divieto di espansioni territoriali
- Principio di autodeterminazione
- Pace intesa come libertà dal timore e dal bisogno
- Libertà di commercio

Dopo l’occupazione giapponese dell’Indocina gli Stati Uniti proclamarono l’embargo totale 2 sulle
merci giapponesi. Il Giappone allora bombardò a sorpresa la flotta militare statunitense a Pearl
Harbor, nelle Hawaii, il 7 dicembre del 41. In meno di un anno il Giappone si impadronì delle
Filippine, della Malesia e giunse a minacciare l’India e l’Australia.
Gli Stati uniti dichiararono guerra a Giappone, Germania e Italia.

Nel 42
I sovietici sconfissero i tedeschi a Stalingrado
Gli inglesi sconfissero tedeschi e italiani ad El Alamein (Libia)

2
Provvedimento con cui uno stato o un gruppo di stati vieta l’esportazione di armi, munizioni e di qualsiasi prodotto
che possa servire alle nazioni in guerra per prolungare il conflitto, o con cui, anche fuori da eventi bellici, delibera la
sospensione di forniture di determinate merci per esercitare su una nazione pressioni o ritorsioni di natura politica
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