Sei sulla pagina 1di 8

ENERGIA E INVOLUCRO

sbg architetti
testo Giulio Barazzetta Il restauro di un involucro degli anni ’50
La chiesa di Baranzate di Mangiarotti, Morassutti e Favini

Le immagini che seguono, comprese fra quelle d’in- della copertura così articolata diviene ordine archi-
zio lavori (giugno 2013) e quella della fine del mon- tettonico che decora le più corte facciate di accesso e
taggio del rivestimento, (aprile-giugno 2014) mostra- retro, mostrando la sezione a «X» delle travi nell’ordi-
no lo stato dei lavori in corso della parrocchia di ne architettonico. La carpenteria metallica leggera
Nostra Signora della Misericordia di Baranzate. Fra del rivestimento complanare alla copertura reggeva
queste le fotografie di Marco Introini hanno accom- pannelli composti da due lastre di vetro rigato resi
pagnato il tempo del cantiere, ricalcando espressa- isolanti da un foglio di polistirene interposto. L’iso-
mente i punti di ripresa che appartengono alla tradi- lante garantiva il carattere dell’involucro rendendo
zione iconografica di questo edificio, per come essa è all’esterno abbagliante il volume bianco della chiesa,
stata stabilita dal lavoro di Giorgio Casali in stretta mentre all’interno diffondeva la luce solare filtrata
collaborazione con Angelo Mangiarotti e Bruno Mo- dalla materia biancastra. La sera l’aula diventava una
rassutti durante la sua costruzione. I disegni sono lanterna diafana che irradia debolmente lo spazio
quelli originali del progetto del 1957 che si confronta- circostante del recinto sacro.
no con quelli prodotti dal progetto 2006-2008 e dal Uno spazio semplicemente straordinario di cui lo
progetto esecutivo appaltato per il cantiere in corso. stesso Montini ebbe a dire all’inaugurazione: «... scor-
La conclusione del lungo lavoro di progettazione per go un profondo simbolismo che richiama l’essenza
il restauro e l’adeguamento di questo edificio esem- della casa del Signore, questa chiesa di vetro infatti
plare dell’architettura italiana contemporanea si avvi- ha un suo linguaggio che può essere ricavato dall’A-
cina. Opera di Angelo Mangiarotti, Bruno Morassut- pocalisse dove è detto: vidi la città santa che discende-
ti e Aldo Favini, fu progettata e costruita tra il 1956 e va dal cielo, le sue pareti erano cristalli...».
il 1958, per il programma del cardinal Montini per le Nella «chiesa di vetro» di Baranzate la tecnica della
nuove chiese della periferia metropolitana milanese, costruzione viene assunta come fondamento dell’ar-
inaugurata l’8 novembre 1958.1 chitettura, la struttura e la limitazione dello spazio si
congiungono nella loro armonica differenza, inge-
La chiesa, un volume prismatico rivestito in vetro alto 9 gneria e architettura si intrecciano nell’opera. In que-
metri a pianta rettangolare di 14 metri per 28 coperto sta costruzione la tettonica dell’abrì souverain si com-
in cemento armato, ha la dimesione di una cappella o pone con la leggerezza del tamponamento che
un oratorio piuttosto che di una parrocchiale, ed è ap- consiste nella materializzazione della luce. Un tetto
poggiata a due metri dal piano di campagna su un ri- animato dal chiaroscuro, sorretto da quattro colonne
lievo raccordato con il suolo da un pendio erboso. e racchiuso da un sipario che conforma l’interno in
La chiesa è racchiusa da un recinto che ne delimita lo
spazio sacro a pianta rettangolare di 30 per 60 metri,
costruito da un curvo muro a scarpa di calcestruzzo e
ciottoli a vista. Il recinto porta all’interno le formelle
della Via Crucis scolpite da Cosentino che circonda-
no il volume bianco dell’aula liturgica. Varcandone
l’unica soglia di fronte alla chiesa ci si trova di fronte
due scalinate affiancate, a sinistra una che sale verso
l’aula risplendente di vetro bianco, a destra un’altra
in discesa verso un ingresso in ombra, a fianco della
vasca d’acqua prospiciente il fonte battesimale.
Entrando in chiesa dal basso, come si dovrebbe, dalla
penombra degli ambienti seminterrati inferiori si
sale attraverso lo scalone interno alla sovrastante luce
diafana dell’aula vetrata.
All’interno quattro colonne portano la copertura ric-
ca di rilievo e penombra. Due travi principali, gettate
in opera, reggono, incastrate, sei travi longitudinali,
la cui ossatura è formata da trenta conci prefabbricati
montati e post-tesi. Lo spazio è infine coperto da pan-
nelli prefabbricati appoggiati fra le travi. La struttura
Foto Giorgio Casali, 1958, Università iuav di Venezia - Archivio Proget ti, Fondo Giorgio Casali

96
ENERGIA E INVOLUCRO

Foto Giorgio Casali, 1958, Università iuav di Venezia - Archivio Proget ti, Fondo Giorgio Casali

un luogo immateriale di raccoglimento, transfigu- CHIESA PARROCCHIALE DI NOSTR A SIGNOR A


randone lo spazio protetto dal rigore assoluto della DELL A MISERICORDIA, BAR ANZ ATE, MIL ANO
struttura. Considerata l’immagine di esordio della
Committente Parrocchia Nostra Signora della Misericordia, Baran-
prefabbricazione italiana quest’opera illustra le tecni-
zate | Architettura Giulio Barazzetta capogruppo, sbg architetti;
che del cemento armato precompresso e la realizzazio- Milano | Tecnologia Anna Mangiarotti; Milano, Ingrid Paoletti; Mila-
ne con cura artigianale di un modello di esecuzione no | Strutture Tito Negri; Milano | Impianti Giancarlo Chiesa, Mila-
interamente predisposto nella progettazione, esempla- no, Mario Maistrello; Milano | Supervisione al progetto Angelo
re preludio alla produzione dello spazio modulare e Mangiarotti, Bruno Morassut ti e Aldo Favini | Direzione Lavori
delle tecniche seriali di montaggio. In realtà si realizza Sergio Gianoli, sbg architetti; Milano | Sicurezza Studio Zani; Mila-
qui un buon esempio di sperimentazione avanzata di no | Direzione di progetto e assistenza Giorgio Corbet ta e Gio-
vanni Maggi, uf ficio amministrativo dell’Arcidiocesi di Milano |
una tecnica «mista» che ottimizzi risultati produttivi,
Impresa generale di costruzioni Seregni Costruzioni s.r.l.; Mila-
comportamenti dei materiali e carattere architettoni- no | Rivestimento Proget to Ar te Poli s.r.l.; Verona | Super visione
co nell’ambito della costruzione contemporanea.2 alla costruzione Giulio Barazzet ta, Anna Mangiarot ti, Tito Negri |
Fotografia Giorgio Casali, Angelo Mangiarot ti e Bruno Morassut-
Lo stato della chiesa fino al 2012, prima del cantiere ti, Marco Introini; Milano, G. Barazzet ta e S. Gianoli; Milano
in corso, era il risultato del degrado dei materiali nel
tempo e dei cambiamenti imposti dall’uso. Ciò nono-
stante la parrocchiale di Baranzate è rimasta comun-
que contrassegnata dal percorso di accesso all’aula

97
ENERGIA E INVOLUCRO

Pianta piano altare Sezione trasversale

0 5 10

Sezione longitudinale A . Mangiarot ti, B. Morassut ti architet ti, serie di disegni 1:50 dell’ot tobre 1958.
Pianta CSCB 72, sezione trasversale CSCB 73, sezione longitudinale CSCB 74.
Archivio Proget ti iuav

dal basamento sottostante, dal contrasto tra l’involu- to un carattere monumentale e ha legato il restauro
cro luminoso opalescente con la penombra di calce- al progetto degli autori.3
struzzo del seminterrato e infine dal volume della Infine per iniziativa di Bruno Morassutti nel 2006 si è
chiesa composto con il recinto che lo contiene. La formato un gruppo di progettazione composto dai
campagna a nord di Milano degli anni Cinquanta è tre autori affiancati da altri progettisti da loro indica-
ora la conurbazione metropolitana milanese, ma pro- ti: Giulio Barazzetta con sbg architetti, Anna Man-
prio il recinto ha conservato il carattere di questo luo- giarotti e Ingrid Paoletti, Tito Negri, integrati da
go al mutare del circostante. Giancarlo Chiesa per la progettazione degli impianti.
Il rivestimento originale della cella, demolito da un Si sono così assicurati l’autorialità e il profilo richie-
attentato e sostituito (1980) con una lastra di vetro sto dal compito per la sua elaborazione durata dal
retinato e una di policarbonato alveolare, con inter- 2006 al 2008, la continuità di progettazione e le com-
posto un sottile materassino poliuretanico, era tal-
mente degradato e inadeguato all’uso dell’edificio da
non consentire altro che una attenta sostituzione.
L’aspetto del calcestruzzo della copertura all’interno
annerito non ha compromesso lo stato della copertu-
ra precompressa prefabbricata che è ottimo seppur
dilavato anche all’esterno. L’efficienza statica della
struttura è stata confermata dal collaudo nel 2002.
Buone condizioni di conservazione tali da rendere
necessari interventi minimi di lavaggio e il ripristino
di pochi punti di affioramento dei ferri nelle due tra-
vi principali in c.a. ordinario.
In seguito vi sono state le aggiunte impiantistiche e di
arredo anche agli spazi esterni e le richieste di amplia-
mento e adeguamento della parrocchia. Dagli anni
novanta il degrado del rivestimento sollecitava un rin-
novamento, che si è avviato fra polemiche sulla inade-
guatezza funzionale dell’edificio e il valore dell’opera.

Il vincolo ministeriale (2003) riconoscendo l’impor-


tanza artistica della chiesa di Baranzate le ha attribui-
Foto Giorgio Casali, 1958, Università iuav di Venezia - Archivio Proget ti, Fondo Giorgio Casali

98
ENERGIA E INVOLUCRO

petenze architettoniche, tecnologiche, strutturali e


impiantistiche.4
Questo progetto – che ha l’obbiettivo di ripristinare
il complesso architettonico adeguandolo alle esigen-
ze e allo standard di comfort richiesti dalle condi-
zioni d’uso, avendo come riferimento l’edificio inau-
gurato l’8 novembre 1958 – riflette una situazione
particolare che consiste nella «riscrittura» di una
stessa opera, necessariamente accoppiato ai termini
della «conservazione» di un bene architettonico e
dell’adeguamento» di un edificio vissuto dalla co-
munità parrocchiale come «inutilizzabile» in piena
stagione invernale e estiva.5
La «riscrittura» degli stessi artefici del medesimo edi-
ficio propone la definizione concreta di alcuni termi-
ni. In primo luogo la questione del «vero» e del «vero-
simile» nelle divulgazione di questa come di altre
architetture moderne e contemporanee, ma posta in
questo caso dalla straodinaria importanza documen-
taria e iconografica delle fotografie di Casali. Poi la
pratica di un «rifacimento» ha posto la questione del-
la «imitazione» dell’originale da riprodurre con diver-
se tecnologie, ma anche la necessaria distinzione delle
parti, dello scarto fra «nuovo» e «originale» laddove vi
è modificazione o aggiunta di elementi. A presiedere
questo dialogo si è individuato il luogo delle nuove
installazioni e dei nuovi elementi costruttivi nel dia-
Foto Bruno Morassut ti e/o Angelo Mangiarot ti, 1958,
Università iuav di Venezia - Archivio Proget ti, Fondo Bruno Morassut ti

I pannelli tinati e con isolamento con polistirolo interposto fra i vetri.


Quest’ultima soluzione venne ulteriormente scar tata in can-
In origine gli elementi por tanti della facciata erano di carpen- tiere per la rot tura delle lastre di vetro retinato poste in ope-
teria metallica a disegno semplice saldata e verniciata, pro- ra, sostituite dal vetro industriale rigato rimasto con lacune e
get tati come assemblag gio di profili di produzione e commer- sostituzioni fino al 1979.
cio corrente. Non essendo possibile il recupero degli elementi Nel processo di definizione sperimentale del proget to si sono
strut turali originari della parete, la nuova carpenteria in ferro dovute esaminare diverse tecnologie del vetro e dei materiali
por tante il più simile possibile all’originale ma prodot ta con isolanti interposti, e prodot ti campioni dal 2004 al 2007 non
elementi a profili semplici, in acciaio inossidabile con trat ta- ritenuti soddisfacenti e af fidabili, por tando a concludere che
mento super ficiale a «pallinatura» (shot peening ), montati a si doveva produrre un pannello di facciata composto solo di
secco, garanzia di durata e af fidabilità fra le prime richieste vetro a più strati con alto rendimento energetico e raf finate
della commit tenza. Questa linea di proget to ha voluto dire li- carat teristiche percet tive. Il pannello finale è stato elabora-
mitare necessariamente le carat teristiche di taglio termico to dal 2008 al 2011 in campionamenti e assemblag gi succes-
solo al vetro e al telaio e non estenderla, viste le carat teristi- sivi per l’individuazione di materiali e carat teristiche conclu-
che meccaniche ed estetiche accoppiate alle condizioni d’u- sosi nella produzione del pannello ora posato in opera.
so, ai profili por tanti. 6 Quest’ultimo è un pannello composito basato sulla tecnologia
Il pannello di tamponamento realizzato nel 1958, documenta- dei filtri basso-emissivi, della giustapposizione di camere e
to nelle riprese dell’edificio finito e dai frammenti «archeolo- dalla sommatoria degli strati e trat tamenti super ficiali, a cui
gici» rintracciabili nel recinto fino al cantiere in corso, era il è af fidata la qualità di isolamento termico e di protezione
risultato dell’assemblag gio di elementi semplici nella giu- dall’irrag giamento. Ai trat tamenti delle super fici mediante
stapposizione di due lastre di vetro industriale colato «riga- rigatura irregolare acidata, colorazione bianca e super ficie
to» con sezione a prismi, inframmezzate da un pannello di po- corrugata interne è af fidata invece la possibile riproduzione
listirene espanso a bassa densità di colore bianco per uno dell’aspet to e delle sensazioni percepibili, o perlomeno della
spessore totale di 4,5 cm. Questa messa in opera risultava sua idea perseguita nelle successive costruzioni dagli autori,
dalla sperimentazione di due diverse soluzioni scar tate: uno sostituendo alla verità materiale dell’originale distrut to la
stato di fibra di vetro non tessuta fra due lastre di vetro, suc- copia verosimile della sua immagine e della sua qualità opa-
cessivamente sostituita per problemi di sicurezza da vetri re- lescente.

99
ENERGIA E INVOLUCRO

1956-1958 1979-1985 2006-2008


Proget tazione e costruzione del complesso originale Ridisegno del rivestimento e ag giunta del campanile Proget to di restauro e adeguamento
Angelo Mangiarot ti, Bruno Morassut ti e Aldo Favini Bruno Morassut ti e Aldo Favini con Angelo Mangiarot ti Architettura: Giulio Barazzetta capogruppo, sbg architetti | Tec-
nologia: Anna Mangiarotti, Ingrid Paoletti | Strutture: Tito Negri |
Il pannello di tamponamento originario di proget to 1956 e di Il rivestimento originario abbat tuto da un at tentato nel 1979 Impianti: Giancarlo Chiesa, Mario Maistrello | Super visione al
esecuzione sperimentale in cantiere del 1958, documentato venne sostituito dagli stessi proget tisti nel 1980 da un pannel- progetto: Angelo Mangiarotti, Bruno Morassut ti e Aldo Favini
nelle riprese dell’edificio finito e dai resti materiali, era il risul- lo composto da vetro retinato, materassino di poliuretano, la-
tato dell’assemblaggio di due lastre di vetro industriale colato stra di policarbonato alveolare. La strut tura della facciata in Il pannello di rivestimento progettato è basato sulla tecnologia
«rigato» con sezione a prismi, inframmezzate da un pannello di ferro venne rivestita di alluminio. Il nuovo campanile in acciaio dei filtri basso-emissivi, composto dalla giustapposizione di ca-
polistirene espanso a bassa densità di colore bianco. cor -ten e lastre di alluminio è proget tato e costruito nel 1985 mere e dalla sommatoria degli strati e trattamenti superficiali
da Morassut ti e Favini. dei vetri mediante imitazione serigrafica del polistirene origina-
rio, campionato e testato ma non posato in opera. La struttura
di progetto è in profilati in acciaio zincato e verniciato prodotta
in officina e montata a secco in cantiere, a taglio termico solo
per il telaio dei pannelli e non per la struttura por tante.

Disegni sb g architet ti 100


ENERGIA E INVOLUCRO

Foto Giulio Barazzet ta, 2014


2012-2014
Costruzione in corso
Direzione lavori: Sergio Gianoli, sb g architet ti | Sicurezza: S tudio Zani | Direzione
di progetto e assistenza: Giorgio Corbetta e Giovanni Maggi, ufficio amministrativo
dell’Arcidiocesi di Milano | Impresa generale di costruzioni: Seregni Costruzioni
s.r.l. | rivestimento: Proget to Ar te Poli s.r.l.

Al rivestimento in corso di posa è af fidata la qualità di isolamento termico e di pro-


tezione dall’irrag giamento. Il pannello è basato sulla tecnologia dei filtri basso-
emis siv i, c ompos to dall a gius t apposizione di c amere e dall a sommatoria degli Energia
strati e trat tamenti super ficiali dei vetri, varie volte campionato e testato succes-
sivamente, alla fine prodot to e posato in opera. Ai trat tamenti delle super fici me-
diante rigatura acidata, colorazione e super ficie corrugata interna è af fidata inve- Ambiente e aspet ti energetici di questo spazio di culto sono
ce una possibile riproduzione dell’aspet to originale e delle sensazioni percepibili,
stati esaminati rilevandone le problematiche di gestione e di
o perlomeno della sua idea perseguita nelle successive costruzioni, sostituendo
alla verità materiale dell’originale distrut to la copia verosimile della sua immagine migliore sostenibilità ambientale. La produzione di energia
e della sua qualità opalescente. L a strut tura della parete di proget to è stata forni- con fonti energetiche rinnovabili è dimensionata per il con-
ta in accaio inox pallinato (shot peening ) ed è quella ora montata in cantiere.
sumo di energia necessaria all’uso discontinuo at tuale e a
quello possibile nella configurazione dei nuovi spazi di pro-
get to ag giunti.
Rimandando per la descrizione delle caratteristiche alle se-
zioni di dettaglio del pannello in vetro multistrato, dal primo
originario all’ultimo montato, occorre sottolineare ancora qui
la for te integrazione del risultato con il concetto di restauro
condotto. A par tire da questa condizione e dalla conformazio-
ne dell’edificio esistente, ci si é imposto di considerare come
vincoli il rifacimento del rivestimento vetrato e il manteni-
mento dei caratteri della struttura in ferro e vetro dell’aula,
che assieme alla coper tura in cemento armato precompresso
post-teso sono essenziali alla conser vazione dell’edificio e al
mantenimento dei suoi caratteri architettonci.
I nuovi impianti sono stati proget tati considerando come
fat tore di dimensionamento le rilevanti per formance del
nuovo rivestimento e le condizioni d’utilizzo, come abbiamo
det to verificando diret tamente con gli utenti il suo esercizio,
modo e tempo della frequenza d’uso dei suoi spazi, in un la-
voro di rilievo condiviso dalla parrocchia di Baranzate duran-
te il lungo periodo di proget tazione.

101
ENERGIA E INVOLUCRO

framma delle murature e della facciata, negli strati Primo campione a tre stati e due camere,
interposti fra le pavimetazioni e la struttura presisten- scar tato gennaio 2011 (cfr. p. 100)
Dimensioni 90 x 270 x 5 cm 2,43 mq pannello
te o il terreno. Qui, nello spazio ricavato nel limite fra
Peso 65 kg /mq, 160 kg pannello
interno ed esterno, negli strati della materia si trova Costo 320 € /mq, 780 € /pannello
lo scarto fra vecchio e nuovo. Una interpretazione del
termine «restauro» che sta tutto nella differenza «fra» Caratteristiche luminose ed energetiche
i materiali e «dentro» la costruzione. test 13.12.2010
Per il rivestimento da sostituire ciò ha significato un Riflessione luminosa RL: 35,6%
attento campionamento per l’individuazione del gra- Trasmissione luminosa TL: 5,6%
Riflessione solare diret ta RE: 28%
do di imitazione, alla ricerca dell’aspetto necessario a
Trasmissione solare diret ta TED: 3,2%
evocare il gioco della luce riflessa e rifratta, che si deve Fat tore solare Fs: 9,7%
bilanciare fra la effettiva possibilità materiale dell’opa- Termotrasmit tanza vetro Ug: 0,7 W/mqK
lescente predisposto dalle stratigrafie e caratteristiche
dei vetri e l’assenza della materia isolante da attraversa-
re. Ciò è avvenuto praticando nel progetto l’individua-
zione delle differenze dei nuovi elementi nel testo ori-
Campione finale a quattro strati tre camere,
ginario, per posizione e caratteri per ottenere il più
in opera primavera 2014 (cfr. p. 101)
possibile nel restauro la conservazione dei caratteri Dimensioni 90 x 270 x5 cm 2,43 mq pannello
della chiesa di Baranzate. Un criterio già adottato nel Peso 89 kg /mq, 216 kg pannello
1985 per il campanile costruito da Morassutti e Favini. Costo 320 € /mq, 900 € /pannello
È stata la discussione di varie proposte a evidenziare
che in questo caso si tratta di non consentire l’adozio- Caratteristiche luminose ed energetiche
ne di un adeguamento a «tutti i costi» agli standard test 23.11.2011
Riflessione luminosa RL: 29,4%
degli edifici nuovi, per altro non effettivamente ne-
Trasmissione luminosa TL: 2,2%
cessario stante il vincolo, viste le caratteristiche dell’e- Riflessione solare diret ta RE: 30,8%
dificio, le sue necessità d’uso e la normativa particola- Trasmissione solare diret ta TED: 1,6%
re per gli edifici di culto. Ciò rischiava di comportare Fat tore solare FS: 6,3%
inoltre lo slittamento del carattere dell’edificio verso Termotrasmit tanza vetro Ug: 0,7 W/mqK
una costruzione ad alta tecnologia, risultante da un
trasferimento integralista e formalista di tecnologie
avanzate. Un procedere simile ne avrebbe alterato la
forma costruita, ottenuta mediante la composizione
di materiali correnti assieme a materiali nuovi, for-
mati in un cantiere artigianale con tecniche forte-
mente innovative, tratto sostanziale di questa costru-
zione così rispondente alla sua architettura essenziale.

Foto Marco Introini, 2013 Foto Marco Introini, 2014 Foto Marco Introini, 2014

102
ENERGIA E INVOLUCRO

Foto Marco Introini, 2014

Note alla costruzione e in armonia con essa dallo scultore Cosentino […]
1. Questo testo rimanda ai testi pubblicati su «Casabella» negli anni Ottanta è stata aggiunta su progetto degli stessi autori
721/2004 e in F. Graf, F. Albani (a cura di) Il vetro la torre campanaria, realizzata sul fianco destro del prospetto
nell’architettura del XX secolo: conservazione e restauro/Glass e in posizione distaccata, consistente in una leggera struttura
in the 20th Century Architecture: Preservation and Restoration. in ferro a pianta quadrata […] e in piena sintonia con il
Mendrisio Academy Press-Silvana Editoriale, Mendrisio- carattere della Chiesa […]
Cinisello Balsamo 2011. 4. Il progetto di restauro autorizzato nel 2008 è stato
2. Considerato dal punto di vista storico esso costituisce di elaborato come esecutivo nel 2011, appaltato nel 2012.
fatto l’esperienza simmetrica al cantiere del Palazzetto Il cantiere è iniziato nell’estate del 2013 per concludersi
dello Sport di Roma, opera di Nervi per le Olimpiadi del nel 2014, con l’obiettivo di una nuova inaugurazione
1960, anche se è una architettura analoga, per il gioco nell’anniversario del prossimo novembre.
di struttura e luce, al palazzo delle esposizioni realizzato 5. Quando si è realizzata la rara circostanza della «riscrittura»
pochi anni dopo a Torino, per Italia ’61, dalla stesso Nervi. ha coinciso con la manifestazione di una necessità civile,
3. Il vincolo ha coinciso con la ripresa dell’interesse con studi come è stato per la ricostruzione del Padiglione
e pubblicazioni sull’edificio, di cui si segnalano nel 2004 d’Arte Contemporanea ricostruito da Ignazio Gardella
il lavoro di ricerca a Ginevra condotto da Franz Graf con con il figlio Jacopo a Milano nel 1996.
la tesi di dottorato di Cristiana Chiorino e il progetto 6. Vari studi di progetto hanno evidenziato i problemi relativi
di Bruno Morassutti con Frank Mayer, docenti e studenti al taglio termico della facciata. Tuttavia spesso questi
della zhw di Winterthur. studi hanno tralasciato la globalità dell’edificio da
Vincolo 13.1.2003 Ministero Beni e Attività Culturali L. conservare e il suo uso peculiare, non hanno considerato
22.04.1941 n°633 e D.L. 03.02.1993 n. 29 gli aspetti strutturali assieme al carattere architettonico
[…] l’opera (è) rappresentativa di ricerca strutturale e spaziale specifico del rivestimento della chiesa di Baranzate e
che sperimenta le più innovative tecniche costruttive dell’epoca, al ruolo che il profilo montante vi svolge.
unite alla scelta di un linguaggio formale essenziale e fondato L’effettiva parte che gioca il montante nell’esercizio
sull’uso della luce, con esito di grande interesse per la definizione dell’edificio andrebbe valutata con gli altri ponti termici
dello spazio sacro […] L’edificio si configura come il primo non eliminabili come tutto il coronamento della facciata
modello di chiesa su cui è stato sperimentato l’uso di strutture in in precompresso, e considerando la sua ricorrenza
c.a. prefabbricate […] la particolarità risiede nella qualità spaziale puntuale con la sua bassa percentuale di presenza nella
generata dalla tecnica costruttiva con cui è stata realizzata facciata rispetto alla grande superficie vetrata, che
la struttura portante […] il valore dell’originale edificio detto rappresenta il problema principale in termini energetici
anche «chiesa di vetro», è esaltato anche dal contesto entro cui tale e di irraggiamento, infine la casistica delle possibilità
opera è inserita: la chiesa sorge rialzata rispetto al piano di effettive della formazione di condensa, la sua localizzazio-
campagna ed è circondata da un muro in c.a. rivestito con pietre ne, la sua incidenza effettiva nelle condizioni ambientali
a vista che delimita la zona sacra. Lungo tale muro è collocata una e mezzi per porvi rimedio consentiti dal progetto
via crucis di grande suggestione eseguita contemporaneamente architettonico e dai nuovi impianti.

103