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APPUNTI SU PITAGORA

PIERFRANCESCO AMENDOLA 3CS


Francesco Saverio Nitti
Appunti su Pitagora

Pitagora è originario di Samo e si trasferisce in Calabria a Crotone per fondare la


scuola Pitagorica.
L’archè per Pitagora sono i numeri.
Galileo Galilei sosteneva che la natura è un libro scritto da Dio con caratteri numerici
e concordo con lui perché ogni cosa sulla terra dalla più piccola alla più maestosa è
fatta in modo perfetto e con un’accuratezza eccellente, i numeri ci circondano fin da
prima che i Greci li scoprissero. Un esempio banale di matematica nella natura è il
broccolo romanesco che è proprio così di natura e
non ha subito alcuna deformazione genetica per
essere perfetto. Il broccolo romanesco,
innanzitutto, è un frattale, ossia quello che in
geometria si definisce un oggetto dotato
di omotetia interna: la sua forma globale si
ripete allo stesso modo su scale diverse. Ogni
singola rosetta (piccola cima) del broccolo
romanesco, in altre parole, ha la forma di un
piccolo broccolo. Ma la cosa più stupefacente è che il numero di rosette che
compongono il broccolo romanesco è sempre un numero di Fibonacci.
Anche le donne giovani potevano essere ammesse nella scuola Pitagorica. Gli
studenti della scuola pitagorica non potevano parlare per 10 anni e potevano solo
ascoltare e passati i seguenti anni potevano iniziare a parlare ed essere così
matematici, i giovani in questo periodo di transizione venivano chiamati acusmatici.
Pitagora scopre l’irrazionale e lo nasconde perché quest’ultimo è fonte di caos. I
Greci quando scoprirono che non tutto ciò che li circondavano era razionale
“uscirono pazzi” e non potevano crederci. Un esempio di irrazionalità è la radice
quadrata di un quadrato avente come lato 2. Se noi andiamo a svolgere il tutto ci
troveremo sotto la radice il numero 8, ma come sappiamo il numero otto non da un
numero finito ma un numero infinito e di conseguenza irrazionale.
Per i Greci erano tutto, erano la loro fonte di vita. Per i Greci i numeri pari erano
numeri negativi e di imperfezione, mentre i numeri dispari erano positivi e
indicavano la perfezione. La numerazione Greca non iniziava come a noi oggi cioè
dallo zero ma dal numero uno perché per i Greci il numero zero non esisteva.