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Durante il tredicesimo secolo, nella Francia meridionale si sviluppa una letteratura romanza come la

lirica mentre invece nelle corti della Francia del nord si sviluppa un forte interesse per il genere
epico. In Italia c’è la corte imperiale di Federico II di Svevia (imperatore del Sacro Roma Impero e
re di Sicilia) nella quale egli cerca di sviluppare un progetto politico. Nasce così la nostra letteratura
grazie ai poeti della scuola siciliana. La letteratura cortese ha origine nelle corti. I grandi feudatari,
intorno ai quali si raggruppano gli uomini di corte, cercano di promuovere la propria immagine
aristocratica incoraggiando la produzione artistica. La letteratura cortese è destinata ad un pubblico
selezionato (signorile); viene prodotta in lingua volgare e si differenzia dalla produzione latina,
prevalentemente orientata nella trasmissione di opere religione. Le condizioni intorno alle quali si
sviluppa questa letteratura sono la fioritura del genere epico, che prende la forma della canzoni di
gesta “chanson de geste” in lingua d’oil. Questo genere finisce per configurarsi come un genere
poetico nel quale i trovatori rivendicano il loro ruolo autoriale (si tratta di una poesia d’autore che in
ragione dell’autorialità si differenzia dalla poesia popolare). La cortesia è il comune denominatore
intorno al quale si sviluppano queste esperienze; è l’insieme di valori di fedeltà e lealtà in cui vi è il
concetto del perfezionamento interiore che viene espresso nella poesia. La cortesia è quindi una
categoria che si oppone nettamente alla villania. Questa era considerata come una categoria i cui
componenti non facevano parte dell’universo di corte, dove si contemplava il concetto di perfetta
moralità. La corte di Federico II è organizzata in modo particolare: essa presenta le caratteristiche
elencate finora, è una cultura nobile ma anche internazionale poiché i funzionari della corte di
Federico II vengono da tante parti d’Italia ed Europa. È una cultura di tipo laico che si affida alla
promozione di valori che non sono di tipo religioso. I personaggi che risiedono presso la corte di
Federico II sono uomini colti, funzionari e quindi uomini di legge. Siamo in presenza di una corte in
cui avvengono esperienze letterarie assimilabili alla corte francese, ma i protagonisti non sono
feudatari, ma svolgono compiti ben precisi. La lirica dei poeti della scuola siciliana nasce come
perfezionamento delle opere dei provenzali. La poesia dei trovatori si sviluppa nel sud della Francia
e verrà imitata dai trovieri nella Francia settentrionale, con un non eguale successo. Si sviluppa in
volgare e pretende di essere vista come opera d’arte, il cui valore venga riconosciuto. La lirica che
viene prodotta all’inizio del tredicesimo secolo è un genere che presenta caratteristiche specifiche: è
un genere di introspezione per eccellenza, che si affida all’io lirico; un’espressione di interiorità che
è una novità nell’ambito medioevale e influenzerà la letteratura a venire. Vediamo inoltre emergere
una nuova concezione dell’amore. L’amore di cui parlano i trovatori è un’esperienza totalizzante
che è caratterizzata e risponde a determinati codici di comportamento che prevedono il rispetto di
determinate regole da parte del poeta amante. Questo è al servizio della donna che ama, sviluppa la
sua esperienza amatoria in base ad una assoluta dedizione nei confronti della donna di cui è
innamorato (ella è definita in latino “Domina” ossia padrona). Soprattutto, la caratteristica di questo
amore è l’impossibile concretizzazione dell’amore stesso, rimane quindi cantato e desiderato. Le
donne in questione sono sposate e appartengono ad un rango superiore rispetto a quella del poeta:
ciò è utile al poeta al fine di elevarsi ad un livello superiore. L’amore si associa inevitabilmente
all’idea della cortesia: nel promuovere gli ideali di rispetto, si promuove anche il concetto di lealtà e
fedeltà del poeta nei confronti della donna di cui è innamorato. Alla base di questa innovazione
lirica ci sono una serie di esperienze più o meno recenti poetiche ma anche teoriche, che hanno
consentito a questi poeti provenzali di poter creare e promuovere questi nuovi modelli culturali. Nel
corso del 12esimo secolo viene prodotto un significativo trattato in latino: “de amore”, di Andrea
Cappellano, nel quale si elencano i principi che descrive la fenomenologia dell’amore cortese; per
lui l’amore è un sentimento che deriva dall’ossessione: parla di un pensiero incessante, energico e
struggente che corrisponde al desiderio che va ad alloggiare nel cuore, che può determinare
sofferenza o perdita del senno. L’elemento che innesca questo processo d’innamoramento è
l’immagine della donna. Emerge una significativa connessione che Cappellano cerca di
argomentare, tra l’amore cortese e il cuore nobile: l’amore in questione può essere provato solo
dalle persone che godono di nobiltà d’animo. La scuola siciliana era un cenacolo di intellettuali i
quali svolgevano professioni legali e che come svago si dedicavano alla letteratura, usando il
volgare come forma espressiva privilegiata. Il volgare dei siciliani era differente dal fiorentino che
in seguito si sarebbe affermato: aveva uno sfondo fortemente locale (influenzato quindi dai dialetti).
La pratica poetica è intesa come evasione dalle preoccupazioni quotidiane e dalle mansioni
giuridiche, non solo dagli uomini di corte ma anche da Federico II stesso. I più celebri intellettuali
erano Jacopo da Lentini che svolgeva contemporaneamente l’attività di avvocato e poeta
(considerato inventore della forma metrica del sonetto) Pier della Vigna, Guido delle Colonne
(svolgeva la professione di giudice). I testi dei siciliani furono concepiti per essere letti anche in
maniera individuale. I siciliani usano un vasto repertorio metaforico, il che può generare eventuali
complessità nella trasmissione del messaggio che il poeta vuole dare. Oltretutto è presente una vasta
conoscenza del lessico tecnico da parte di questi poeti. Tutto ciò fa sì che i testi dei poeti siciliani
presentino anche una certa complessità. L’esperienza della scuola siciliana ha una fioritura
particolarmente intensa ma purtroppo ha anche una fine: nel 1266 nella battaglia tra le truppe guelfe
(d’Angiò) e ghibelline (Manfredi) si mette fine all’esperienza politica e parallelamente a quella
culturale. Nonostante tutto la produzione lirica successiva utilizzerà lo stile siciliano come base su
cui impiantare le caratteristiche di una nuova poesia più sofisticata.

LETTURA SONETTO DI GIACOMO DA LENTINI MIN 44.22

La fonazione dell’Università Federico II nel 1124 rientra in una delle strategia di carattere politico-
culturale dell’imperatore che prevede la valorizzazione di una cultura laica, libera e sebbene
assoggettata alla figura dell’imperatore essa era di fondamentale importanza. Coloro che
frequentavano la corte di Federico II dovevano presentare il bilinguismo (i documenti dovevano
quindi essere redatti anche in latino mentre il volgare era lo strumento espressivo per la pratica
letteraria).

SECONDA LEZIONE:
Nei comuni dell’Italia settentrionale si sviluppa una linea poetica che discende da quella
provenzale, parliamo dei poeti siculi-toscani (il termine indica la posizione geografica ma
soprattutto il legame con la poesia dei siciliani, ossia una poesia che trattava esclusivamente un
argomento amoroso). I toscani sono poeti che provengono dalla ricca borghesia della Toscana e
sono coinvolti nell’amministrazione locale e soprattutto nelle lotte politiche locali. I testi dei poeti
siculo toscani rifletto soprattutto le situazioni politiche dell’epoca. I poeti siculo toscani sono anche
degli sperimentatori, usano forme metriche mai usate prima. Tra i più noti esponenti dei poeti siculo
toscani vi è Bonagiunta Orbicciani era un poeta di origine Lucchese il cui prestigio è riconosciuto
poiché Dante lo cita in passo dell’Inferno VEDI 08.54.00 rappresenta un anello di aggancio tra la
poesia siciliana e quella degli stilnovisti. La figura più importante però è Guittone d’Arezzo, di lui
si ha un numero consistente di testi. Elemento significativo della sua vita è la conversione religiosa,
ciò influenza fortemente la sua poetica. Egli utilizza una serie di figure retoriche complesse.
Guittone è un erede della poesia provenzale, caratterizzata dal produrre una poesia più aspra e
difficile, con termini aulici.
Il termine dolce stilnovo viene coniato da Dante e vuole indicare delle novità di un gruppo di cui
egli stesso faceva parte. VEDI 23.28.00
Siamo negli ultimi decenni del ….., i protagonisti del dolce stilnovo sono dei borghesi molto colti
che si nutrono di una cultura anche universitaria. In questo quadro sociale questi intellettuali sono
partecipi delle vicende politiche del comune cui appartengono (così come i poeti siculo toscani). I
principali rappresentanti sono: Dante, Guido Guinizzelli (considerato padre fondatore del dolce
stilnovo), Guido Cavalcanti e Cino da Pistoia.
La nobiltà del cuore per questi poeti non coincide con la nobiltà di sangue, essa è una
predisposizione VEDI DA 28.50.00 soltanto coloro che posseggono il cuor gentile possono
intrepretare in modo corretto i testi dei poeti stilnovisti. Il poeta, così come l’amante, fa parte di un
élite privilegiato all’interno del quale possono avvenire questi … che non tutti però possono
comprendere. I poeti hanno l’obiettivo di perseguire una perfezione assoluta.
Guinizzeli è considerato il padre fondatore di questa tendenza, era un giudice di origini Bolognesi.
Per primo ha espresso in forma adeguata gli elementi tematici sopracitati. Ha scritto alcuni testi letti
e rielaborati da Dante. Gli elementi che caratterizzano la poesia di Guinizzelli sono: l’idea che la
nobiltà di cuore è associata all’esperienza amorosa, l’idea che la donna debba essere lodata e

Cino da Pistoia apparteneva ad una famiglia aristocratica, era un personaggio di cultura giuridica
schierato dalla parte dei guelfi neri. Dopo l’esilio dalla sua città d’origine, va ad insegnare diritto in
alcune città tra cui Napoli dove entra in contatto con alcune illustri figure tra cui Boccaccio.

Guido Cavalcanti è un grande personaggio della lirica trecentesca ma anche della vita politica
fiorentina della seconda metà dl 200. E’ stato un grande amico di Dante ma in seguito non sarà più
così a causa di divergenze di ideali VEDI DA MINUTO 2.57.00
non si hanno molte notizie sulla biografia di Cavalcanti, apparteneva ad una famiglia prestigiosa.
Egli era schierato in favore die guelfi bianchi coinvolto in modo costante nella vita pubblica
fiorentina. Viene esiliato da Firenze, va in Liguria per poi infine fare ritorno a Firenze dove però si
ammala. Cavalcanti era un uomo aristocratico che cercava di far emergere una sorta di primato di
carattere etico al quale riteneva di appartenere nei confronti di quello che riteneva borgo. Questo
sentimento di superiorità… l’ostilità nei confronti delle persone vili ... il pubblico cui si rivolge è un
pubblico selezionato in grado di comprendere le sue opere. La caratteristica specifica della lirica di
Cavalcanti è la rielaborazione del concetto di amor cortese e cerca di esprimere le conseguenze
devastanti che possono verificarsi nel poeta. Per il poeta l’amore è un sentimento devastante. Per
esprimere ciò, si avvale di un armamentario filosofico molto ricco. Cavalcanti tende ad avvicinarsi
ad un certo Aristotelismo.

GUIDO CAVALCANTI, Voi che per li occhi mi passaste ’l core VEDI FILE SU TEAMS
20.00.00

LEZIONE DEL 22/10/2020

Dante: Tanto gentile e tanto onesta pare (pagina 223)

Il metro scelto da Dante è di sua invenzione (terzia concatenata ?) che verrà utilizzato in futuro
anche da altri autori.
LA COMMEDIA: pag 250 Dante ha 35 anni quindi l’età media a quel tempo 8si trova nel mezzo
del cammin di nostra vita).

LEZIONE DEL 29/10/2020: lettura e analisi del canto V dell’inferno

LEZIONE DEL 30/10/2020:


Umanesimo è un fenomeno culturale che appartiene al 400. Il termine umanista entra nel slesico
soltanto nel 600 per indicare i professionisti letterari (autori, poeti).

Petrarca è il primo che sviluppa un atteggiamento di tipo umanistico.

Le università sono importanti centri di produzione culturali.