Sei sulla pagina 1di 5

Obblighi di legge per i controlli di

accettazione sui materiali da costruzioni ad


uso strutturale nelle nuove costruzioni
Parte prima: controlli su calcestruzzi
AUTORE: Silvia Collepardi, ENCO

Introduzione generale
Una decina di anni fa, trovandomi come committente a dover completare i lavori su una casa appena
acquistata al grezzo, chiesi al Direttore Lavori (DL) di poter esaminare la documentazione di progetto ed i
controlli di accettazione eseguiti sui materiali utilizzati. Ricordo ancora lo sguardo perplesso del DL di
fronte a tale richiesta, ma ancor più il mio stupore quando mi vidi presentare, come attestazione degli
avvenuti controlli, le schede tecniche e le bolle di consegna fornite dal produttore di calcestruzzo e
dall’acciaieria.

All’epoca dei fatti la prima versione 2005 delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC) si trovava ancora
in regime di coesistenza con il vecchio D.M.1996 il quale, tuttavia, già ben chiariva, senza per altro
sostanziali differenze rispetto alle successive NTC, quali fossero i compiti e gli obblighi del DL nei controlli
di accettazione dei materiali. Anche le prescrizioni presenti a riguardo nelle Leggi 1086 /1971 e il DPR
380/2001, tuttora vigenti, erano evidentemente ignote al tecnico addetto a tali controlli.

Siamo oggi giunti alla imminente pubblicazione della revisione dell’attuale edizione 2008 delle NTC.
Tuttavia, appare ancora inadeguata la conoscenza dell’argomento da parte dei DL se si tiene conto della
frequenza delle non conformità presenti nelle richieste di prova che giungono quotidianamente ai
Laboratori Autorizzati dal Min. dei LL.PP. secondo L.1086 per l’esecuzione delle certificazioni sui materiali
da costruzione (nel seguito brevemente indicati come Laboratori Ufficiali).

Non a caso, anche nell’ultima conferenza unificata Stato-Regioni del 22/12/16, tra le richieste principali
sottoposte al Governo, vi è quella di una revisione al DPR 380/11 che introduca da un lato sanzioni più
severe per tutte le figure coinvolte nella costruzione, dal progettista fino al collaudatore, che non
rispettino i controlli di legge, dall’altro l’obbligo di una formazione tecnica specifica dei professionisti
addetti ai controlli.

Nel presente articolo, diviso in più parti per esaminare i controlli di accettazione sui principali materiali
da costruzione contemplati dalle NTC, si cercherà dunque di fare un po’ di chiarezza su questo importante
anello della catena di controlli obbligatori, dal progetto al collaudo, per garantire la sicurezza di una
struttura. Per una più rapida consultazione, sono state anche evidenziate in corsivo le novità introdotte
dalle recenti revisioni alle normative di imminente pubblicazione.

Vediamo quindi, cominciando dai controlli di accettazione sul calcestruzzo, a quali obblighi di legge deve
attenersi il DL o, in alcune fasi successive, il Collaudatore.

Controllo della qualità dei componenti del conglomerato cementizio (§ 11.2.9 NTC) e della
certificazione dell’impianto di produzione del calcestruzzo (§11.2.8 NTC):

• Il DL, nell’accettare i materiali per uso strutturale prima della posa in opera, deve verificare la
documentazione di accompagnamento degli stessi. Egli deve cioè verificare che tutti i materiali

FEBBRAIO⏐17 1

forniti all’impresa siano in possesso delle certificazioni che ne attestino l’origine e le caratteristiche
e che rispondano, in particolare, alle specifiche di progetto o di capitolato. In particolare, nei casi in
cui sia prevista la marcatura CE (es. cementi, aggiunte minerali, aggregati, additivi, fibre), la relativa
attestazione obbligatoria deve essere verificata da DL.
• Analogamente, deve essere preliminarmente verificato il possesso della certificazione del Controllo
del Processo di Fabbrica (FPC) dei calcestruzzi prodotti presso un impianto di preconfezionato (anche
un impianto mobile sito in cantiere). Nel caso in cui il calcestruzzo, limitatamente a getti inferiori a
1500mc, venga realizzato direttamente dall’impresa senza un processo industrializzato, essa avrà
l’obbligo di eseguire e di sottoporre alla verifica del DL una prequalifica della miscela da utilizzare
(11.2.9 NTC).
• In caso di dubbi o ove prescritto negli specifici capitolati, il DL potrà comunque richiedere dei
controlli di accettazione aggiuntivi sulle materie prime, come ad esempio quelli indicati per gli
aggregati nella Tab. 11.2.IV delle NTC, o anche un qualifica in impianto di produzione del
calcestruzzo prima dell’inizio dei getti.

Prelievi e controlli d’accettazione delle miscele di calcestruzzo (§ 11.2.5 NTC)


Per tutti i materiali da costruzione previsti nelle NTC, al momento della posa in opera, devono essere
effettuati dei prelievi di campioni da sottoporre ai controlli sperimentali di accettazione presso un
Laboratorio Ufficiale. Tali prelievi devono essere effettuati, in presenza dell’impresa, a cura del Direttore
dei Lavori o di un tecnico di fiducia dello stesso, in numero sufficiente secondo quanto previsto dalle NTC.
Si segnala che, nella nuova edizione delle NTC di imminente pubblicazione, è stato specificato che il
tecnico di fiducia incaricato dei prelievi dal DL può essere lo stesso laboratorio di prova ufficiale a cui poi
verranno affidate le prove.
In occasione dei prelievi, il Direttore dei
Lavori dovrà anche redigere un Verbale di
Prelievo. Pur non trovando nelle NTC
precise indicazioni sui contenuti minimi di
tale verbale, per quanto riguarda il
calcestruzzo, è fondamentale che in esso
siano riportate, le caratteristiche nominali
del calcestruzzo fornito, gli estremi del
corrispondente documento di consegna, la
parte della struttura a cui esso è stato
destinato, le verifiche documentali e allo
stato fresco (almeno la classe di
consistenza) eseguite alla consegna, la
persona a cui vengono affidati i provini fino
alla loro consegna al laboratorio ufficiale
(esempio in Figura 1).
Inoltre, tramite gli orari di carico riportati
nella stessa bolla di consegna il DL dovrebbe
anche verificare che i tempi di traporto e di
eventuale attesa in cantiere prima del getto
non siano stati superiori a quelli
raccomandati dalle normative (ad es. nelle
Linee guida del calcestruzzo
preconfezionato) o comunque previsti in
capitolato.
Fig. 1: modello di Verbale di prelievo

FEBBRAIO⏐17 2

Per quanto riguarda la verifica della classe di resistenza, le NTC prevedono due tipi di controllo, A e B
(Tab.1). E’ consentito il ricorso al controllo di Tipo A solo per strutture con per volumi di miscela
omogenea di calcestruzzo inferiori a 1500 m3.

Tabella 1: controlli d’accettazione in funzione del quantitativo di miscela omogenea di calcestruzzo

Controllo di tipo A (non statistico) Controllo di tipo B (statistico)

Ogni 300 m3 per impiego complessivo Impiego complessivo di miscela


di miscela omogenea < 1500 m3 omogenea > 1500 m3

R1 ≥ Rck − 3,5

Rcm ≥ Rck + 3,5 Rm ≥ Rck + 1,4 · s


(N. prelievi ≥ 3; ≥ 6 cubetti) (N. prelievi ≥ 15; ≥ 30 cubetti)

Dove:
Rm = resistenza media dei prelievi (N/mm2)
R1 = valore più basso di resistenza dei prelievi (N/mm2)
s = scarto quadratico medio
s/Rm = coefficiente di variazione ≤ 0,15

Fig. 2: Schema di prelievo nel controllo di accettazione di tipo A

Controllo d’accettazione di tipo A


• Ogni controllo di accettazione è rappresentato da tre prelievi, ciascuno dei quali viene eseguito su un
massimo di 100 m3 di getto di miscela omogenea (stessa ricetta e stessa Rck), o per ogni giorno di
getto, mediante il prelievo di una coppia di provini cubici.
• In totale devono essere comunque prelevati almeno 6 provini per ogni tipo di calcestruzzo impiegato
(anche per getti inferiori a 100 m3) come schematizzato in Figura 2.
• Il controllo di tipo A è riferito ad una quantitativo di miscela omogenea non maggiore di 300 m3. Nel
caso, ad esempio, si gettino 350 m3, si dovranno effettuare tre prelievi per i primi 300 m3 e comunque
altri 3 prelievi per i 50 m3 rimanenti. Le norme non chiariscono se, in alternativa, sia possibile
eseguire un controllo attraverso un sistema di media mobile partendo dalle prime tre coppie di
provini e spostando il controllo, sempre su tre prelievi, utilizzando la coppia successiva come
solitamente eseguito nel controllo statistico di tipo B.
• Per costruzioni con meno di 100 m3 totali, fermo restando l’obbligo di almeno 3 prelievi (sei provini),
è concessa una deroga al prelievo giornaliero.
• I tre prelievi vengono individuati con le sigle R1, R2 ed R3 , dove R1 corrisponde al valore più basso
della coppia. La resistenza media a 28 giorni (Rcm28) è la media dei tre prelievi R1, R2 e R3. Affinché il
controllo di accettazione risulti superato, il valore minimo R1 (attenzione non il valore minimo di un

FEBBRAIO⏐17 3

singolo provino, ma quello medio di una coppia) ed il valore medio Rcm28, espressi in N/mm2, devono
rispettare le seguenti equazioni :

- Rcm28 ≥ Rck + 3.5


- R1 ≥ Rck – 3.5
Controllo d’accettazione di tipo B
• Il controllo di tipo B è riferito ad ogni specifica miscela di calcestruzzo e deve essere eseguito con una
frequenza non minore di un controllo ogni 1500 m3 di calcestruzzo. Ogni controllo è costituito da
almeno 15 prelievi (30 cubetti), ciascuno su massimo 100 m3. Come già anticipato, per quanto non
specificato nelle NTC, usualmente, i controlli successivi alle prime 15 coppie di provini vengono
eseguiti con un sistema di media mobile slittando l’insieme di 15 prelievi sull’ultimo prelievo eseguito.

• Per ogni giorno di getto di miscela omogenea, deve essere comunque effettuato almeno un prelievo (2
provini) anche con getti inferiori ai 100 m3.

Prove complementari (§11.2.7)


Eventuali prove complementari richieste dal DL o dal collaudatore al fine di stimare la resistenza del
calcestruzzo a stagionature diverse dai 28giorni o in particolari condizioni termoigrometriche di utilizzo o
per verificare altre prestazioni prescritte nello specifico progetto (ad es. resistenza a flessione o trazione,
modulo elastico, ritiro igrometrico, permeabilità all’acqua), seguiranno lo stessa procedura indicata per i
principali controlli di accettazione, fatte salve le frequenze ed il numero di provini oggetto di specifica
indicazione.
Prove su calcestruzzo in opera (§11.2.6)
Relativamente agli edifici di nuova costruzione, queste prove possono essere richieste dal DL o dal
Collaudatore, non in sostituzione dei controlli di accettazione, ma nei seguenti casi:

• nel caso in cui i risultati dei controlli di accettazione non siano risultati conformi in termini di
prestazione ottenuta o di insufficiente numero di provini prelevati, indipendentemente dalle cause
(inadempienza del DL nella programmazione dei prelievi; non conformità del materiale fornito; errori
nel confezionamento, trasporto e stagionatura dei provini; problemi in fase di esecuzione della
prova).

• per valutare la corretta messa in opera e stagionatura del materiale da parte dell’impresa, ad
esempio nel caso in cui in progetto sia prevista la verifica del raggiungimento di un certo grado di
compattazione (gc = massa volumica in opera / massa volumica nominale) del calcestruzzo messo in
opera;

• Nel caso in cui sorgano dei dubbi sulla reale corrispondenza dei risultati ottenuti sui provini dei
controlli di accettazione e la reale qualità del materiale messo in opera.
Le verifiche di cui sopra possono esse eseguite utilizzando sia prove distruttive (carotaggi) sia prove non
distruttive secondo le procedure di prova della serie UNI EN 12504 e secondo le modalità di valutazione
indicate sia nella UNI EN 13791 sia nelle Linee Guida per la messa in opera e per la valutazione delle
caratteristiche meccaniche del calcestruzzo in sito pubblicate nel 2008 dal Servizio Tecnico Centrale del
Cons. Sup dei LL.PP. Si segnala l’imminente pubblicazione delle revisione di quest’ultimo documento in
forma di due Linee Guida separate con l’inserimento, tra le varie novità, di un coefficiente correttivo da
applicare al risultato di ogni singola carota per tener conto del disturbo arrecato nel carotaggio in
funzione della resistenza raggiunta.
Limitatamente alle prove di resistenza a compressione su carote, anche se non esplicitamente indicato
nelle attuali NTC ma precisato invece al § 8.5.3 della loro revisione di imminente pubblicazione, le

FEBBRAIO⏐17 4

operazioni di carotaggio e l’esecuzione delle prove devono essere eseguite da laboratori ufficiali con le
stesse procedure indicate per i controlli di accettazione su cubetti.
Secondo quanto meglio precisato nella revisione delle NTC la valutazione della resistenza in sito dovrà
essere fatta solo in termini caratteristici (non più in termini medi come possibile nella attuali NTC)
considerando l’approccio B della UNI EN 13791 se il numero di carote è minore di 15, oppure l’approccio A
se il numero di carote è almeno di 15. Per i soli aspetti relativi alla sicurezza strutturale e senza
pregiudizio circa eventuali carenze di durabilità (nonché indipendentemente dalla possibilità di
individuare la responsabilità di eventuali non conformità), è accettabile un valore caratteristico della
resistenza in situ non inferiore all’85% della resistenza caratteristica assunta in fase di progetto.

Domanda di prova al Laboratorio Ufficiale


Le richieste di prova devono contenere precise indicazioni sulla posizione delle strutture interessate da
ciascun prelievo e fare riferimento al Verbale di Prelievo. Devono, inoltre, essere formulate, firmate e
timbrate dal Direttore dei Lavori o dal Collaudatore. In sostituzione della richiesta cartacea consegnata in
originale può ritersi valida una richiesta inviata tramite la PEC del richiedente.
E’ importante ricordare che il Laboratorio Ufficiale non può accettare provini privi di opportune sigle di
riconoscimento o non accompagnati dalla richiesta del DL (o del Collaudatore). In mancanza della
sottoscrizione da parte del DL, il laboratorio potrà solo emettere un rapporto di prova non ufficiale il
quale non avrà valenza ai sensi della legge 1086.

Emissione e consegna dei certificati di prova


A fine prova, il laboratorio emetterà dei certificati secondo modelli approvati del Servizio Tecnico
Centrale e contenenti almeno tutte le informazioni elencate al §11.2.5.3 delle NTC. Inoltre, pur non
dovendo riportare sui certificati alcun giudizio o commento, il laboratorio ha l’obbligo di evidenziare sullo
stesso tutto quanto difforme dalla normativa come ad esempio la mancanza del Verbale di Prelievo, un
numero di provini non sufficiente (almeno per il controllo di tipo A), dimensioni dei provini non conformi.

Secondo recenti indicazioni del Servizio Tecnico Centrale, indipendentemente da chi designato nel
modulo di richiesta prove al pagamento delle stesse, i certificati devono essere consegnati o spediti
direttamente al Direttore la Lavori o al Collaudatore salvo sua specifica delega, sottoscritta nella stessa
richiesta al laboratorio, al ritiro da parte di terza persona. Di recente approvazione da parte del STC, in
conformità al Codice dell’Amministrazione Digitale (decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82), la possibilità
di emettere, inviare via PEC e conservare in archivio, certificati ufficiali in formato PDF/A (non
modificabile) firmati digitalmente da Direttore e Sperimentatore e con l’utilizzo anche della marca
temporale.

FEBBRAIO⏐17 5