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LETTERA DEL BEATO CASTORE, VESCOVO DI APT,

A CASSIANO, ABATE DI MARSIGLIA

l signore decorato di una gloria speciale per la sua santità, illustre in tutta
la sua vita, distinto per l'onore del sapere, vale a dire a Cassiano nostro
Padre, Castore [1], il rifiuto di tutti gli uomini (Cfr. 1 Cor 4,13), offre
l'omaggio del più umile dei suoi servitori.
La ragione stessa richiede, o Padre, che coloro che non sanno utilizzare la
ragione e si trovano incapaci di esprimersi trovino aiuto e soccorso nelle cure
affettuose di un maestro. Infatti, nello stato della nostra natura decaduta, non
tutti hanno un'adeguata rettitudine. Resta tuttavia il fatto che, accettando di
subire una disciplina, l'umanità si mette in grado di conquistare dei vantaggi
considerevoli. Nessuno può fare tutto e non tutti conoscono l'arte di
combattere. Ma meritatamente incorre nella sconfitta colui che sa dove
prendere i beni migliori e trascura di impossessarsene. D'altra parte, quanto
devono piegarsi a lunghi esercizi, fortificarsi con lavori molteplici e vari,
coloro che sono chiamati a guidare gli altri! Talvolta, il (maestro) presuntuoso
soccombe per la sua temerarietà quando, avendo di che soddisfare a tutti i
bisogni, spende senza discernimento il suo impegno in direzioni incerte.
Ora, ignoranti come siamo, noi potremmo facilmente, per disattenzione,
lasciarci persuadere di ciò che non ci conviene.
Io, dunque, vengo da te, carissimo Padre, con tutta la carità che è in me:
che la tua abbondanza inesauribile supplisca alla nostra impotenza! Le
eccellenti moltitudini che tu oggi presiedi hanno visto crescere i tuoi giovani
anni ed aprirsi questa così notevole intelligenza; noi siamo solamente dei
neofiti per i quali le vanità del secolo non hanno perso il loro fascino;
svegliaci con la descrizione della tua vita, non rimandare!
Noi ti riteniamo l'uomo più istruito sulla dottrina dei monasteri orientali,
particolarmente di quelli dell'Egitto e della Tebaide: tu hai illustrato con la
tua presenza i luoghi resi famosi dalla Natività del Signore. Ma poiché
possiedi a fondo tutti i settori della scienza cattolica, hai il dovere di non
abbandonarci alla nostra povertà di erudizione.
Imploriamo ai tuoi sentimenti paterni di non rifiutare al nostro novizio
monastero di spiegargli semplicemente, come i Padri te le hanno insegnate, le
istituzioni cenobitiche che hai visto stabilirsi e fiorire in Egitto e nella
Palestina e che tu stesso (osservi e) fai osservare. Non tardare nello spargere
le tue parole colme di un'eloquenza dolce come il miele e nell'abbeverare i
nostri cuori, da tempo aridi, affinché finisca il tempo della sterilità ed
abbondino i frutti di giustizia.
Io credo che se riusciremo a fare qualche progresso e se, come risposta al
tuo paterno lavoro, la nostra indolenza potrà offrire a Dio un servizio meno
indegno, tu ne avrai un'adeguata ricompensa.
Stammi bene! Padre dei servitori di Dio, e ricordati di noi.

[1] Castore è il vescovo di Apt (Apta Julia), una cittadina della Gallia meridionale a
nord-ovest di Marsiglia, committente e dedicatario delle Istituzioni cenobitiche.