Sei sulla pagina 1di 6

Gian Pietro Lucini

E’ considerato da Sanguineti il primo dei moderni (fine 800 inizio 900)


Lucini vive in una zona particolare della nostra critica, lo spiega Alberto Arbasino, che
osserva che l’ora topica di Lucini (il momento d’oro) sembra sempre sul punto di
scoccare e poi non scocca mai. C’è sempre un movimento di interesse critico verso di
lui, ma ricade sempre nel silenzio per poi emergere. Ha infatti raccolto molti critici
attorno a sé, testi critici, versioni critiche, versioni di duoi testi,ecc..
È una figura di intellettuale molto interessante ai nostri occhi, nonché un esempio
morale.
Lucini era un uomo pacifista, scrisse infatti un testo in prosa detto “L’antimilitarismo” ;
egli morì prima della prima guerra mondiale e visse a Milano, fin quando non si ritirò
fuori Milano dopo lo sdegno militare. Egli si ritirò alla vita privata per la sua malattia, la
tubercolosi ossea, che lo portò addirittura all’amputazione di una gamba; sua moglie gli
fu sempre accanto.
Sia Arbasino che Lucini erano autori Lombardi.
Lucini incarna la figura di un ancipite: ha i piedi sia nell’800 che nel 900
È vicino al simbolismo ed al decadentismo, ma non molto legati al pessimismo della
morte dei famigliari.
Tra le migliori opere saggistiche bisogna ricordare à Il verso libero à egli ne aveva
calcolato 3 volumi, ma arrivò solo a scrivere il primo. Parlare di verso libero è già molto
novecentesco. Verso libero à rivoluzione metrica del 900 (già Capuana nel 1888 aveva
accennato il verso libero, ma non era un’opera teorica. Lo stesso Marinetti, che fonderà
il futurismo nel 1909, fa una sua inchiesta sul verso libero di carattere internazionale, e
la pubblica, intervistando critici e scrittori, sulla rivista “Poesia” che dirigeva con altri,
che pubblicò nel 1905, prima di diventare Futurista. E’ un dato importante per capire
che le innovazioni non avvengono all’improvviso, infatti se ne era già parlato del verso
libero. Già nel resto di Europa si utilizzava il verso libero)

Le prime raccolte di Lucini “il libro delle figurazioni ideali” e “il libro delle immagini
terrene” ,entrambi composte da sonetti, costituiti da un sestetto ed un ottetto (due
terzine e due quartine), dove vi è una certa morbidezza nella descrizione e
nell’atmosfera misteriosa che viene creata.

“Libro delle immagini terrene”


Sonetto 1: “La Notte”
E’ un notturno, quindi una poesia dal punto di vista tematico legato alla tradizione; è
una descrizione molto sfumata che scivola in una dimensione surreale, poiché parla di
apparizioni fantasime, di spettri.
Usa una punteggiatura molto scarsa e frasi molto lunghe.
Gli elementi della natura sono antropomorfizzari. L’atmosfera è molto diversa da quella
del D’annunzio. La descrizione si fa man mano meno realistica nei dettagli ma
estremamente coinvolgente nella dimensione del coinvolgimento. I suoni della notte si
spengono nella notte, quindi silenzio, che raccoglie un gruppo di fantasmi.
Inimbato: termine molto elevato (sarebbe l’aureola) , ma si parla della nebbia, si tratta
di un notturno nebbioso, con il riflesso della luna, e si ha l’impressione che si alzino gli
spettri.
Immagine metaforica delle piante che costituiscono una cattedrale à immagine
Baudlairiana à immagine simbolista, linea di modernità
Cambia l’ortografia di alcune parole: egli pensava che un vero poeta dovesse
modificarle (catedrale con una t)
I fantasmi sono forme pallide, difficili da definirsi, che si specchiano nell’acqua come la
luna; nel silenzio si sente un grido che richiama qualcuno che dorme per sempre,
richiama quindi la Morte, che vuole la quiete eterna. Testo molto inquietante, in cui la
notte non è affatto serena, o triste, ma qualcosa di angoscioso, poiché parla dei morti
che cercano di urlare e chiamare qualcuno che non c’è più.
METRICA: Le rime sono alternate nell’ottetto e ripetute a specchio nel terzetto. ABAB
ABAB CDE EDC
2. “L’ora morbida”
Non c’è il dualismo bene/male che c’era in Pascoli (Digitale Purpurea o nel Vischio).
Qui c’è un’attrazione per qualcosa che sfugge alla razionalità.
E’ una descrizione dello stato: nei pensieri rimangono ferme delle intime domande
senza fine.
Ripresa dantesca de “i paludi” , Dante influenzerà molto Lucini.
Anche qui c’è un’apparizione: 3 bambine che sembrano fare dei gesti malefici; si
tengono per mano, con lo sguardo intento a qualcosa che il poeta non poteva vedere, a
causa di un’erba folta. Queste 3 bambine, scritte con la B maiuscola, sono figure di cui
non conosce l’identità ma che teme. Le bambine sono spaventate e compiono gesti
spaventosi. Nella poesia c’è l’immagine dell’innocenza ma anche la curiosità di qualcosa
che si muove nell’erba, che turba, che incuriosisce ma spaventa. La più piccola delle
bambine, che è la più lontana, lancia un grido. Il testo viene chiuso in circolo: con un
sospetto del male ed un segreto non svelato dalla mente. Poesia estremamente
sensuale, immagini femminili che appaiono all’improvviso, molto simbolista. Viene
infatti definito, il Lucini prima del 900, un Lucini Simbolista.

ESPETTORAZIONE DI UN TISICO ALLA LUNA


da “Nuove Revolverate” —> Massima espressione del Lucini del '900, uscite dopo la
morte di Luciano, curate dallo stesso Sanguineti

LESSICO=estremamente crudo dato dai numerosi termini volgari es:"tisici"


espettoravano sangue,segno di una malattia incurabile all'epoca+scelta di una varietà
lessicale elevata;
riferimento Dantesco al "Dante della commedia">ventaglio lessicale estremo che
espone due linee ideologiche (Dante>lessico medio+uso di tutte le parole,se non
esistevano le inventava , petrarca ben diverso da Dante e Lucini);
Dante usa tutti gli stili nella commedia, dal più basso al più aulico nel paradiso.
Ricorda un po' l'espressionismo di Gadda o qualcosa del linguaggio crudo di Delio Tessa.
V1> Esempio di verso libero, isola il vocativo "Luna";
v2>"luogo comune"=di chi non ha nulla da fare;
v3>"prosodica"=articolazione musicale del verso;
v4>richiamo al romanticismo;
v5> riferimento al "maquillage" per gustare i primi rapporti erotici=condanna morale
alle donne di facili costumi che sotto la luce della luna appaiono più belle nonostante il
colore di capelli.
v8>Luna vista come mezza maschera perchè non piena e vuota di simboli per Lucini;
v9>teglia di ottone=oggetto umile di uso comune\Diana figura mitologica=dea
capricciosa,della luna;
v10>"crachat"=sputo in mezzo allo "stomaco immedagliato";
v12>"ragna"=ragnatela;
v14>buscare=prendere i colpi,vittima di violenza;
v15>falsa verginità,costruita e marcia;
v16>batosta
v18>"clorotico"
v19>modo disgregativo di dire "volto"=faccia
v20>altra testimonianza di un lessico molto basso;
v27>scelta della consonante, tisico che vomita coaguli di sangue insieme al proprio
buon cuore, raggirato dalla donna amata che l'ha tradito.

La luna appare come una mongolfiera in convulsione nel vento, o come un utero che
può crescere nel cielo che può “scodellare” una primavera, cioè può far nascere una
primavera
 lessico vasto. La luna è nuda, senza velo, che balla la danza del ventre nel cielo:
personificazione. Lucini colpisce sempre gli aspetti politici.
Se la luna è strabica, egli vomita, egli è lo sposo adatto a lei
 la luna in genere è vergine, non ha uno sposo
 Lucini spezza gli ideali del Romanticismo
 usa infatti il dispregiativo
 immagini ripugnanti. Gli dice infatti che la “pancia della luna” crescerà come quella di
un’adolescente isterica.
La lunga lingua della luna che lecca i fianchi delle nubi personificazione delle nubi,
viste come delle donne straiate a pancia in giù. Allitterazione L che da senso di bava.

Luna smorta sorella, stessa parte della luna, si sente malato, chiude con un ossimoro:
“ATROCI VIRTÙ”

Eco poesia Baudelaire mio simile mio fratello fa uguale lucini con la suggestione
Per chi?

Per chi volli raccogliere


questo mazzo di fiori selvaggi
stringerli in fascio nel gambo spinoso ed acerbo?

Tutti i fiori vi sono di sangue e di lacrime


raccolti lungo le siepi delle lunge strade;
dentro le forre delle boscaglie impervie;
sui muri sgretolati delle capanne lebbrose;
lunghesso i margini che lambe e impingua
il rivolo inquinato dai veleni.
decorso dal sobborgo alla campagna.
Tutti i fiori vi son, che, pei giardini urbani e decaduti,
tra le muffe e i funghi, s'ammalan da morirne,
e gli altri che sboccian sfacciati e sgargianti,
penduli al davanzale d'equivoci balconi meretrici:
tutti i fiori cresciuti col sangue e colle lacrime ai detriti.
Per chi io canto questi fiori plebei e consacrati
dal martirio plebeo innominato,
in codesto sdegnoso rifiuto di prosodia,
per l'odio e per l'amore,
per l'angoscia e la gioia,
e pel ricordo e la maledizione,
per la speranza acuta alla vendicazione?
Ed è per voi, acefale ed oscure falangi,
uscite da un limbo di nebie e di fiumi,
tra il vacillar di fiamme porporine, in sulla sera,
da portici tozzi e sospetti di nere officine?
ed è per voi, pei quali non sorride il sole,
schiavi curvi alla terra, che vi porta,
e rinnovate al torneo dell'armata,
ma non vi nutre, vostra?
ed è per voi, pallide teorie impietosite
di giovani, di vecchie e di bambine
inquiete tra la fède e i desiderii,
tra la tentazione della ricca città
e il pudor permaloso della verginità?

Per chi, per chi, questa lirica nuova,


che bestemmia, sorride, condanna e sogghigna,
accento sonoro e composto dell'anima mia,
contro a tutti, ribelle e superbo,
in codesto rifiuto imperiale d'astrusa prosodia?...

Appartiene alla raccolta REVOLVERATE


1908
Notturno rovesciato, maledizione alla luna
Si domanda a chi indirizzare la poesia
Fiori raccolti in un mazzo spinoso ed acerbo, selvaggi di campo, nascono dal sangue
Lebbra malattia altera i segni del viso
Strofa al centro intensa e sostenuta, si parla di vendicazione, Sanguineti lo considera un tema capitale,
palingenesi rivoluzionaria
Schiavi curvi alla terra… popolo cambia completamente l’orizzonte, ultime parole ribellione, superbia,
prosodia
Ultima iterazione, lirica nuova, bestemmia, condanna, sorride (ironica e sarcastica) e sogghigna (sorriso
sardonico, non sereno).

Raccolti lungo le siepi: ripetizione lunghezza del cammino


Altro modo di interrogarsi nel senso della poesia (tiene 900 sulle spalle)
Fiori selvatici, appartenevano alla poesia precedente per coglierli fa lavoro faticoso.
Aggettivi e situazione adatti all’uomo
Capanne colti vicino ai luoghi della povertà, luoghi del contagio, i fiori non hanno paura della malattia e
infatti cerca proprio quelli
Rivolo d’acqua -non pura- fiori avvelenati e malati, rivolo di campagna, al nord cambiamento urbanistico
Poesia di lucini non rifiuta niente fiori moribondi, funghi, nascono in ambienti malsani.
Antologia -> anthos fiore, floriegio è parallelo ad antologia, scelta dei fiori, operazione di cura, lucini
accoglie nelle poesie tutti i fiori malati, sbocciano alcuni sgargianti, sfacciati, intensifica effetto fonetico di
sgargianti.
Sonorità aspra, fiori che pendono dal davanzale, donne di facili costumi usati come lusinga.
Tema politico e sociale, prima potevamo credere alla professione di poeta, folla non identificata ma è
martire, massacro ordinato da Papa Bettaris, non si riferisce a quello, ma in generale.
Rifiuta la prosodia come era stata fin’ora intesa, suoni duri, non gli appartiene la musicalità decadente e
simbolista.
Ora è piuttosto crudo e rifiuta la musicalità tradizionale e morale, sdegnoso, ma non estetico.
Lucini parla di un dolore fisico ma soltanto esistenziale, pascoli esistenziale non c’era un desiderio di
riscatto sociale, fanciullino poesia idealizzata, affonda nell’inconscio, legate a dinamiche sociali, dolore del
simbolo di fronte alla morte che riguarda le condizioni materiali di vita.
Va in climax che cresce, per ricordo e maledizione, due opposti, speranza acuta vendetta, riscatto del
popolo.
Ed è per voi acefale ed oscure.. uomini, non famosi
Usciti dall’oblio non battezzati inferno dantesco, infera
Fiale porporine -> industrie
Portici cupi, per operai raccoglie i fiori masse operai abbandonate a loro stesse non hanno una guida
Acefale-> non ha capo, testa insulto
Caduta verso, spostamento, errore tipografico, riferito a nome femminile plurale,
falangi rinnovati al torneo dell’armata, militaresco, va spostato in 2 posizione e s’interrompe, va messo
dopo il verso 23, sanguineti primo studioso di lucini
sintassi sofferta, operai, poi contadini chini sulla terra, sole non sorride brucia la loro pelle, ma fa crescere i
fiori, contadini non padroni ma mezzadri, sfruttati, separati in ultima posizione vostra, lavorate la terra di
altri
sdegno di natura morale e politica tra chi ha e chi non ha
altro gruppo di persone in difficoltà
condanna la stupidità delle donne che per vivere meglio mettono fiori al balcone per acchiappare gli
uomini, per fare più soldi, discorso sociale a tutto campo.
Donne di varie generazioni da vecchie a bambine, le 3 età della donna inquieta tra fede sprituali e desideri
materiali, tentazione vetrine, coglie le donne tra il pudore della verginità.
Dolore prostituzione, rima baciata, si oppongono, si respingono, cose non conciliabili per Lucini, vita
promiscua.
Sa che è lirica nuova, ha accento sonoro e composto dall’anima mia… parla di se e del suo modo di scrivere,
rifiuto imperioso di prosodia.
Versi liberi, libera articolazione e dei versi, versi decordanti
Accenti civili introduce temi esistenziali e non solo lirica.
Poeta ancipite due testi piedi nell’800 e 900 ma questa 900 non ha tema vate,
rapporto della tradizione conta, il carducci ribelle per lui conta, sdegno poggia ed è rivolta non tanto alla
tradizione ma odia la consuetudine, l’abitudine che logora la tradizione, induce noia spegne l’intelletto
la tradizione rinnova, ed è diverso dai futuristi falò unica della tradizione
poeta latino giovenale autore di satire, voleva diventare un giovenale modernissimo elegante, un
castigatore dei costumi.
Interpretazione da fausto curi, interpretazione della neoavanguardia, usa immagine di Boccioni, scultori
futurista, immagine parlante, monetine di 20 centesimi sul retro, ha proposto lettura opera boccioni
ritratto alla madre l’antigrazioso, preso da li il termine per definire lucini, l’antigrazioso, perché non tratta
con gentilezza, non scrive testo che lusinga che fa piacere
Definizione di roberto longhi stile critico arte parlava di gnoccosità espressionista adatto alla statua,
complessa delle carni pese,
si inaugura con la scultura del 13 di boccioni, si inaugura l’estetica dell’antibello, morto in guerra caduto da
cavallo

lei della borghesuccia (pagina 243)


1910 epigrafe tratta da Baudelaire, poesia ignota
Figura sociale, lunga canzone si rivolge facendo sarcasmo nel medioevo davano del tu e la inviavano alle
donne, qui invece usa ironia, canzone dedicata ad una situazione metropolitana abbiamo gioia ed insulti
Verso 81 disincrostiamo l’eufemismo-> vuol dire buono, citare la sua poetica, si dice al posto della
parolaccia, diciamo la verità, facciamo cadere la crosta lusinga.
Cachino-> termine latino sgradevole significa risata.
Confortamenti dei borghesi dell’epoca che non sopporta

Canzone della cortigianetta (pagina 196)


La cortigianetta racconta la vita, faceva la sarta vive nell’abbaino fiori davanzale, a milano, divanetto primi
baci prostituzione, fare commercio del proprio corpo.
Ironia verso 51 o cameretta…. Rimando alla poesia di Petrarca del Canzoniere
Usa un archetico luogo chiuso dove riflette sulle pene d’amore, stanza della sartina.
Riferimenti culturali segnati dalla povertà della morte, canterina apocrifa che non ha padrone
Verso 70 racconta la sua vita, vi offro sotto la camicia, si sta prostituendo
Cortigiana parla agli uomini borghesi, seduce tutti
Rifiuto donne e uomini della richiesta dell’epoca
Seduzione fisica e intensa e movimento piedino richiama sessualità, scelta dell’uomo
Questione maschere borghesi, si fa parlare in prima persona
Gestualità li si coglie la critica sociale
Verso 200 lei si è consumata la bellezza si è spenta, la città la rifiuterà consumo donna che ha venduto la
carne
Descrizione pesante di chi va con le prostitute, ti impersonale
Mi rifiuterete ad un certo punto, usa la vendicazione, qui cortigiana con vita triste vendendosi e finisce in
miseria, esce il veleno, rovescia l’immagine della crisalide, ora parla di larva, riscatto della donna pieno di
vigore, disagio condiviso.