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SOCIETA’
SPETTACOLI CULTURA ARTE

BOLOGNA MARTEDÌ 8 MARZO 2011 la Repubblica ■ XVII

Stasera il medico La curiosità


fondatore Inchiesta sulla rivista “Piazza Grande”
di “Emergency”
al Celebrazioni E i senza dimora
dialoga con fanno i conti
esponenti della coi ricchi della città
cultura sul suo
progetto “Il mondo
che vogliamo”

Gino
Strada
“Cerco gente perbene per una società banale”
ILARIA VENTURI
Copertina della rivista
“Piazza Grande”

SARA SCHEGGIA

I
POVERI che raccontano i ric-
chi della città: nomi, affari, luo-
ghi che frequentano. E come
corrono ai ripari dopo la crisi, che
colpisce anche loro, anche se in
proporzioni diverse. “Piazza
Grande”, lo storico mensile bolo-
gnese fatto dai senza tetto, dedica
il numero di marzo ai paperoni
delle Due Torri, la seconda città
più ricca d'Italia, stando alle di-

D
alle dieci cose per cui vale la pena vivere culturale in Italia», spiega Gino Strada, fondatore di chiarazioni dei redditi pre-crisi.
appena stilate da Saviano con i bolognesi Emergency. «Mi aspetto una platea di gente che non Da Roberto Tunioli, ex ammini-
alla domanda di Emergency: e tu che si è ancora rassegnata, c’è un pezzetto del nostro Pae- stratore delegato di Datalogic, a
mondo vuoi? Un interrogativo che rim- se di gente perbene che vuole reagire». Il mondo se- Gaetano Maccaferri passando per
balzerà questa sera al Teatro delle Cele- condo Emergency? Molto semplice. «Banale», dice il altri nomi dell'imprenditoria, il
brazioni (ore 21, ingresso libero), dal palco dove sali- chirurgo di guerra che porta la pace. «Un mondo sen- giornale spiega quali sono le for-
ranno Gino Strada e il giornalista Maso Notarianni, al- za violenza, dove c’è il rispetto degli altri e un’equa di- tune dell'alta società, sottoli-
la platea. Che si prevede affollata, visto i teatri pieni nel stribuzione delle risorse; un mondo dove ci sono una neando che oggi, con le industrie
sanità e una scuola pubblica garantite a tutti e di alto in recessione, anche i ricchi tirano
livello». Il manifesto di un nuovo mondo possibile la cinghia e si buttano su un nuo-
sarà discusso questa sera. «All’attività di cura delle vit- vo business: il mattone. «Le Offici-
time della guerra e della povertà, l’associazione ha ne Minganti, l'Esselunga o aree in
sempre affiancato la promozione di una cultura di stato in abbandono come Casa-
pace e di rispetto dei diritti umani — spiega Gino Stra- ralta - scrive il direttore di Piazza
da — un impegno che si sta dimostrando sempre più Grande, Leonardo Tancredi, che
necessario anche in Italia: anche da noi è indispensa- firma l'inchiesta - le gru al posto
bile lavorare per impedire che diritti essenziali di tut- delle catene di montaggio sono
ti diventino privilegi di pochi». All’evento hanno col- storia vecchia». A proposito di sti-
laborato i volontari bolognesi di Emergency, quelli pendi, Piazza Grande racconta
che ogni anno sostengono, con la raccolta fondi, la che Tunioli nel 2008 è stato «tra i
corsia pediatrica dell’ospedale di Goderich, in Sierra manager più pagati d'Italia, con
Leone. Banchetti e ancora banchetti, la loro presenza poco meno di 8 milioni di euro» al-
in città. «Siamo più di cinquanta, molti studenti, ma l'anno, spiegando anche la sua
anche operai e medici», spiega la responsabile del tentazione a candidarsi a sindaco
IN VIAGGIO tour di Emergency nelle città per la presentazione del gruppo bolognese Patrizia Pedriali. «In un anno di rac- nel 2009. Si parla poi di Datalogic,
Gino Strada manifesto «Il mondo che vogliamo» e del nuovo pe- colta fondi, soprattutto da privati, riusciamo a copri- «una delle aziende più floride del-
con la moglie riodico «E», una rivista utile e intelligente, diretta da re quasi tutto il fabbisogno dell’ospedale. Il nostro or- la città», e delle società di Macca-
Cecilia guida Gianni Mura e Maso Notarianni, per dare spazio alle goglio sono le persone che aiutiamo nel mondo, tutta ferri. Insomma, i milionari spiega-
il progetto “Il notizie del mondo che spazio non trovano o, peggio, Emergency è al fianco di quattro milioni di persone», ti da e a quelli che non hanno casa.
mondo che che sono censurate o volutamente manipolate. Una continua Patrizia. «Facciamo del nostro meglio come Nel numero di marzo ci sono an-
vogliamo” rivista per «arrivare al cuore — scrive Mura — l’unico piccole formiche, vogliamo un mondo fatto di che storie di nuovi poveri e testi-
punto che riunisce i chirurghi e i poeti». La tappa a Bo- cose semplici, il nostro manifesto parla di monianze che sfatano leggende
logna coinvolgerà il mondo della cultura e della so- cose scontate: ripudiamo la guerra, voglia- metropolitane come gli homeless
cietà civile. «Vogliamo occuparci delle questioni che mo un mondo basato sulla giustizia socia- in strada per scelta o che avrebbe-
ci riguardano come società quali i diritti, la giustizia le, sulla solidarietà, sul dialogo. Ovvio, no?». ro (magari) conti in banca.
sociale, perché siamo preoccupati del decadimento © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA