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« I n r e a l t à s t a m a n i n o n h o f a t t o n i e n t e [ . . . ] , e p p u r e h o f a t t o m o l t o .

H o d i nuovo
oltrepassato i confini del mio regno interiore, ho dimorato lì nell'intimità in silenzio – non ancora abbastanza
in silenzio – e ho realizzato quanto ne abbia b i s o g n o c o m e d e l p a n e [ . . . ] . O S i g n o r e , f a '
c h e i o a b i t i u n p o ' d i p i ù n e l l o spirito»

«I domini dell’anima e dello spirito sono tanto vasti e infniti che un po’ di disagio fisico e di
dolore non ha troppa importanza, io non ho la sensazione di essere privata della mia libertà e non
c’è nessuno che mi possa fare veramente del male».

«Sembra che io abbia raggiunto uno stato di completo equilibrio. Non ho più bisogno di nascondermi
nell’angolo dietro l’armadio per ‘ascoltare dentro me stessa’ – ora ascolto tutto il giorno quel che è
in me e anche quando sono con gli altri non ho più bisogno di appartarmi ma sono capace di
trarre forza dalle fonti nascoste nel più profondo di me».

“Molti qui sentono languire il proprio amore per l'umanità, perché questo amore non è nutrito dall'esterno. Dicono che
la gente di Westerbork non ti offre molte occasioni di amarla. Qualcuno ha detto: «la massa è un orribile mostro, i
singoli individui fanno compassione». Ma ho dovuto ripetutamente constatare in me stessa che non esiste alcun nesso
causale fra il comportamento delle persone e l'amore che si prova per loro. Questo amore è come un ardore elementare
che alimenta la vita”