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Dimensionamento Statico e Verifca a Fatica di

Ruote Dentate Cilindriche a Denti Dritti


(secondo norme AGMA-ISO)
a cura del Prof. Ing. Giuseppe P. DEMELIO
Politecnico di Bari

1 Numero minimo di denti


Taglio con fresa o con ingranaggio utensile 1
q
a 1 + 1 + τ (2 + τ) sin2 θ
zMIN ≥ 2 ·
m (2 + τ ) sin2 θ
Taglio con creatore o dentiera
a 2
zM IN ≥ ·
m sin2 θ

2 Formula di Lewis (1892)


Il dente viene considerato come una trave a sezione variabile, incastrata ad una
estremità e sollecitata a flessione da una forza applicata all’altra estremità. Si
trascura la componente assiale delle forza. Per la trave inflessa a sbalzo caricata
in punta e ad uniforme resistenza si ha:

M(x) 6Qx
σmax (x) = = =σ
W (x) bh(x)2
da cui r
6Qx √
h(x) = =K x (1)

1 Per ruote dentate interne è sufficiente cambiare il segno al rapporto di trasmissione.

Nel caso di taglio con ingranaggio utensile, il numero di denti minimo è quello corrispondente
all’ingranamento con l’ingranaggio utensile stesso.

1
L’individuazione del valore di σ per cui la curva di tipo 1 risulta tangente
al profilo del dente, consente di valutare sia la massima tensione nominale, sia
il punto in cui essa si realizza, che è proprio quello di tangenza.
L’ascissa del punto di tangenza x e il corrispondente spessore s andranno a
caratterizzare la sezione critica, in cui la tensione sarà
Qx
σmax = 6
bs2
Nel caso di progetto, assegnata la tensione di lavoro σ w del materiale, si avrà

1 s2 1 s2
Q = σw b = σw bm
6x 6 xm
da cui
Q = σ w bmY (2)
dove il parametro adimensionale

1 s2
Y =
6 xm
è il coefficiente di Lewis, funzione dell’angolo di pressione θ, del tipo di pro-
porzionamento (normale o ribassato) e del numero di denti.

2
3 Effetti dinamici - Formula di Barth
Il carico di progetto indicato nella formula di Lewis va maggiorato di un fattore
pari a Kv per tener conto degli effetti dinamici. La prima formula del coefficiente
correttivo Kv , ricavata da Barth in modo empirico per denti ottenuti per fusione
e con profili cicloidali, è
3+V
Kv =
3
dove V è la velocità periferica in corrispondenza della primitiva in [m/s]
L’AGMA fornisce, per ruote dentate correnti ad evolvente ottenute per fre-
satura oppure mediante taglio per inviluppo (creatore, dentiera utensile, ruota
utensile), l’espressione:
6+V
Kv =
6
Per ruote dentate accurate ottenute mediante taglio per inviluppo, si ha:
√ √
50 + 200V 78 + 200V
Kv = ; Kv =
50 78
Nel caso di ingranaggi di precisione rifiniti per sbarbatura si ha:
s √
78 + 200V
Kv =
78

Per ingranaggi di altissima precisione Kv = 1

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4 Stima delle dimensioni della dentatura
Nel proporzionamento delle ruote dentate, nel caso la fatica sia trascurabile,
volendo minimizzare dimensioni e pesi, alcune normative prevedono di utilizzare
una formula formalmente identica a quella di Lewis, in cui il fattore Y tiene conto
anche della fase in cui si realizza la massima sollecitazione, dal momento che
all’imbocco e al recesso, per garantire la continuità del moto, deve esserci più
di un dente in presa. La formula di Lewis che tiene conto dellla maggiorazione
dinamica dei carichi è:
Kv Q = σ w bmY
Esprimendo la dimensione assiale della ruota in funzione del modulo, si ha:

b = λm

Poichè
C 2C
Q= =
R mz
la relazione tra coppia e modulo diviene

(3)
3
Y λzσ w m
C = (4)
2Kv
e quindi r
3 2CKv
m= (5)
Y λzσ w

4
5 Dimensionamento a fatica delle ruote dentate
La formula di Lewis non considerava le sollecitazioni di fatica e l’effetto d’intaglio
alla radice del dente.

La progettazione si avvaleva di opportuni coefficienti di sicurezza relativi


alla rottura o allo snervamento che garantivano, sia pure empiricamente, la
resistenza alle sollecitazioni affaticanti, che nelle ruote dentate sono inevitabil-
mente presenti. La moderna progettazione delle ruote dentate è basata sulla
resistenza a fatica.
Le standardizzazioni dei procedimenti costruttivi e degli utensili fa in modo
che il raggio di raccordo presente al piede della dentatura sia pari a 0.30 oppure
0.35m e le norme (AGM A, ISO) forniscono un fattore di Lewis modificato,
indicato con J, che tiene conto sia del fattore di effetto di intaglio Kf , sia del
fatto che la massima forza applicata al dente non si ha in punta perchè, quando
una coppia di denti rilascia l’ingranamento, un’altra coppia deve essere già in
presa. La formula da utilizzare, che deriva direttamente da quella di Lewis, è

(6)
3 3
Jλzm σM AX Jλzm
C = = ∆σLP amm (7)
Kv K0 Km 2 Kv K0 Km
(8)

dove J è fornito in grafici o tabelle, il coefficiente K0 tiene conto della presenza


di irregolarità nella coppia motrice e nella coppia resistente, Km tiene conto

5
della accuratezza delle lavorazioni, del montaggio e della possibilità che la forza
non sia uniformemente distribuita nella dimensione assiale del contatto.
∆σ LP amm rappresenta la tensione alterna li-mite ammissibile a fatica a pul-
sante. Come nella progettazione classica a fatica si ha:

∆σLP amm = ka kb kc ∆σLP

Normalmente il fattore di riduzione della tensione limite di fatica per la


finitura superficiale ka è quello relativo alla lavorazione per asportazione di
truciolo, dal momento che anche in ingranaggi rettificati (sbarbati) il raccordo
non viene toccato. La dimensione caratteristica da considerare per il fattore di
riduzione relativo alle dimensioni assolute è deqv = p = πm.
Nel caso di ruote oziose è necessario tenere conto che la sollecitazione si
inverte completamente e che il numero di cicli su ogni dente raddoppia. Nella
progettazione a vita infinita si ha:

Jλzm3 σM AX Jλzm3 ∆σL0amm


C = =
Kv K0 Km 2 Kv K0 Km 2

dove ∆σ L0amm è il limite di fatica in presenza di sollecitazione alterna.

I valori di K0 e Km sono desumibili dalla seguenti tabelle:


K0 coppia resistente
coppia motrice uniforme urti moderati urti severi
uniforme 1.0 1.25 1.75
urti lievi 1.25 1.5 2
urti severi 1.5 1.75 2.25

Km Dimensione assiale [mm]


Caratteristiche della trasmissione < 50 150 225 ≥ 400
ingranaggi precisi, montaggi accurati,piccoli 1.3 1.4 1.5 1.8
giochi sui cuscinetti
minore precisione, ma contatto esteso su tutta 1.6 1.7 1.8 2.2
la dim. assiale
contatto non esteso su tutta la dimensione assiale > 2.2

6
6 Resistenza all’usura delle ruote dentate
Il termine usura per le ruote dentate risulta generico. In realtà è necessario dis-
tinguere fra i vari fenomeni che possono determinare fenomeni di deterioramento
superficiale in grado di determinare il fuori servizio delle ruote dentate:
pitting
caratteristica butteratura dovuta a fatica superficiale derivante dall’applicazione
ripetuta di carichi di contatto (numero di cicli di carico > 108 );
scoring
fenomeno di usura consistente nella formazione di superfici di usura, in
genere lucide e lisce, dovuta all’assenza o alla non corretta lubrificazione;
abrasione
fenomeno di usura dovuta ad impurezze contenute nel lubrificante.
La verifica all’usura si configura più correttamente come verifica a fatica
superficiale, che si conduce stimando la pressione massima hertziana. Si con-
stata che il pitting comincia a manifestarsi in corrispondenza della primitiva,
estendendosi successivamente lungo i fianchi e le coste. La verifica si effettua
pertanto in corrispondenza della primitiva.

Dalla teoria di Hertz, la semi-dimensione dell’area di contatto è:


v
u 2 2
u 4F 1−ν 1 + 1−ν 2
a= t E1 E2
πb 1 1
r1 + r2

mentre la pressione massima di contatto è:


2F 2F
σH = = s
πab 1−ν 2
1 1−ν 22
4F E1 + E2
πb πb 1
+r1
r1 2

Ponendo
1
Cp = r ³ ´
1−ν 2 1−ν 22
π E1 1 + E2

dove Cp è il coefficiente elastico, si ha:


s µ ¶
F 1 1
σ H = Cp + =
b r1 r2
s µ ¶
Q 1 1
= Cp + =
b sin θ cos θ rp1 rp2
s s
Q 4 (1 + τ ) Q
= Cp = Cp
dp1 b sin 2θ dp1 bI

7
avendo indicato con I il coefficiente geometrico:
sin 2θ
I=
4(τ + 1)

Nel caso di materiali uguali aventi ν = 0.3 si ottiene classica formula riportata
nel Volume II del Giovannozzi:
s s s
1 QE τ + 1 QE τ + 1
σH = 2
= 0.5914
π (1 − ν ) rp1 b sin 2θ rp1 b sin 2θ

Nel valutare la pressione massima di contatto intervengono nuovamente i coef-


ficienti maggiorativi del carico Kv , K0 , Km . Quindi:
s
Kv K0 Km Q
σH = Cp
dp1 bI

Il valore della σ H va confrontato con la tensione limite hertziana, che per


l’acciaio, per 107 cicli, con una affidabilità del 99%, ad una temperatura in-
feriore a 120◦ , è fornita da:

σ LH = 2.8 · HB − 69 [M P a]

La tensione limite hertziana ammissibile può essere determinata come segue:

σ LHamm = CL CR σLH

dove CL è il life factor :

CL = 2.184/N 0.048455 se N ≥ 106


CL = 4.288/N 0.0973 se N < 106

Affidabilità CR
0.5 1.25
CR è il reliability factor:
0.99 1.0
0.999 0.8