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POSTURA PSICOTERAPEUTICA: UN PROCESSO

EVOLUTIVO
Postura —> abituale attitudine mentale, sia conscia che inconscia, con cui ci si
pone di fronte alla realtà interna ed esterna in generale, e alle
richieste inerenti il proprio ruolo professionale

modo di essere all’interno dello studio e durante le interazioni


sociali => autoanalisi ha un ruolo molto importante

Per Sandler l’obiettivo dello psicoterapeuta —> mirare ad aiutare il paziente ad


accettare, alla fine del processo analitico, quali
aspetti di desiderio infantile hanno suscitato
dolorosi conflitti e che sono diventati una
minaccia nel corso dello sviluppo

+ conduce il paziente a tollerare i derivati di queste


parti di sé che sono presenti nel suo pensiero e
nelle sue fantasie consce, a diventare “amico” di
questi aspetti

=> fare ciò significa che l’analista deve assicurare,


tramite le sue interpretazioni, e il modo in cui le
porge, un’atmosfera di tolleranza verso tutto ciò
che è infantile, perverso, ridicolo, atmosfera che
il paziente può ricreare nel rapportarsi con se
stesso

CONTRO-TRANSFERT: tutto ciò che il terapeuta, momento per momento, prova


e pensa nei confronti del paziente
—> Per Freud: è un deficit del terapeuta, scappa di mano la relazione per via della
nostra identificazione con il paziente (per identificazione proiettiva
del paziente)
—> Oggi: contro-transfert non è più considerato come un ostacolo alla terapia
MA come anima della terapia
=> visto come un’entità complessa che contiene le risposte soggettive
del terapeuta, mescolate e fuse con gli aspetti proiettati del mondo
interno del paziente —> qualcosa che nasce ex-novo nel terapeuta
sulla base dell’interazione con il paziente e
condizionato dalla componente manipolativa
del transfert di quest’ultimo

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=> considerato come una formazione di compromesso e una funzione
dell’interazione tra paziente e terapeuta —> prima la via regia per
l’inconscio era il sogno, ora è il contro-transfert

TERZO ORECCHIO: coniato da Reik, allievo preferito di Freud, l’unico che non era
medico MA filosofo e musicista
—> si occupa di psicoanalisi e musica per questo parla di
orecchio: bisogna saper ascoltare ciò che dice il paziente
anche al di la delle parole, trovare un nuovo
significato nel significante
=> terzo orecchio: sa cogliere qualcosa al di la di ciò che dice il
paziente —> ANALISI DEL PAZIENTE

QUARTO ORECCHIO: possibilità dell’orecchio del terapeuta di uscire dalla


relazione e ascoltare ciò che viene detto tra se e il
paziente —> ANALISI DELLA RELAZIONE

EMPATIA

al concetto di empatia se ne affiancano spesso altri come condivisione, intuizione,


risonanza, comprensione, sintonizzazione, contatto, sensibilità, identificazione
—> nell’uso comune si intende: sorta di sentirsi/soffrire insieme di vissuti vibranti
condivisi

es: quando il paziente piange, anche il terapeuta piange => QUESTA NON È
EMPATIA

Empatia è un elemento che fa parte della postura


non è un atteggiamento
MA è più specifica e fa parte di un processo percettivo

=> riguarda l’azione e l’intenzione di capire veramente l’altro

=> processo empatico implica l’estraniazione dei sentimenti e non condividere i


sentimento con un’altra persona perché per il terapeuta potrebbe essere
pericoloso

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ORIGINE DEL TEMRINE EMPATIA

Origine —> dal greco “empatheia”: particolare rapporto emotivo che si instaurava
tra il cantore-autore e il suo pubblico
“pashein”: sentire/soffrire dentro l’altro

Nel ‘700 (primo romanticismo) —> lingua tedesca riprende il termine “Einfühlung”
con un significato estetico “panico di sentirsi
tutt’uno con gli elementi della natura”

In ambito filosofico termine nasce con Vischer —> ciò che si provava di fronte a un
opera d’arte, “simpatia estetica”

=> Einfühlung è la parola che userà Freud e viene tradotta con empathy

IL CONCETTO DI EMPATIA IN FREUD

Termini Einfühlung e einfühlen —> compaiono poche volte nelle opere di Freud
(circa una ventina)

+ Freud ha usato lo stesso termine con significati


diversi

=> Freud affermava “la prima meta del trattamento rimane quella di legare il paziente
alla cura e alla persona del medico. Se gli dimostra un interesse
serio, se si eliminano le resistenze che compaiono all'inizio e si
evitano passi falsi, il paziente sviluppa da solo tale
attaccamento e inserisce il medico fra le imagini di quelle
persone dalle quali è stato abituato a ricevere del bene”
=> necessità per il terapeuta di mettersi nei panni del paziente
MA anche come la necessità di mettersi da parte

=> viene tradotto in inglese come “empathy” e in italiano come


“immedesimazione”

Dizionario Oxford + Webster definiscono “empathy” : proiettare i propri stati


d’animo negli oggetti, così da rendere l’oggetto
confuso con il soggetto
+ azione e capacità di comprensione dell’esperienza
altrui, senza vivere su di sé i sentimenti, pensieri e
esperienza comunicati esplicitamente dall’altro

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Dizionario Devoto Oil : capacità di porsi in maniera immediata nello stato d’animo o
nella situazione di un’altra persona, con nessuna o scarsa
partecipazione emotiva

Dizionario “immedesimazione” : partecipazione a una situazione o a uno stato


d’animo con intensità tale, da viverli o sentirli come
propri —> concezione che vedrebbe in essa
inclusione di soggetto e oggetto in un
rapporto di sostanziale identità
=> NON SIGNIFICA EMPATIA MA PIUTTOSTO RISONANZA
=> TERMINE IMMEDESIMAZIONE NON È LA TRADUZIONE CORRETTA

risonanza: percezione fa risuonare qualcosa che ho dentro


es: dentro mi sento un pezzente e quando ne vedo uno, le mie “corde” mi
fanno risuonare in me quel sentimento e sto male

I PROCESSI DI IDENTIFICAZIONE E IL SENTIRE INSIEME (SIMPATIA)

L’altro testo cardine in cui compare il concetto di Einfühlung è “Psicologia delle


Masse e Analisi dell'Io”. 

—> cenno a una situazione in cui “uno dei due Io ha percepito un'analogia
significativa con l'altro in un punto preciso [...]
esiste tra i due Io un luogo di coincidenza”
=> Freud definisce tale fenomeno di risonanza come Mitgefühl, cioè simpatia, ossia
sentire/soffrire insieme.

Mitgefühl NON È Einfühlung —> sentire insieme non appartiene in realtà all'empatia.

nella simpatia si è in due a sentire mentre, in una


sua certa accezione, nell'empatia a sentire è solo
uno, mentre l'altro deve capire

EMPATIA E PROCESSI DI IDENTIFICAZIONE

La letteratura sull’empatia si è sviluppata in particolare dalla fine degli anni ’50


—> Ferenczi, Kohut, Schafer, Greenson, Klein MA tale letteratura ha una scarsa
chiarezza nella definizione dei processi identificatori

—> che si distinguono in:

- Identificazione primaria o confusione primaria: condizione di de-


differenziazione del sé e dell’oggetto, in cui non sussistono i confini del sé

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- Identificazione secondaria: modificazione stabile della rappresentazione del sé
sulla base di uno o più attributi della rappresentazione dell’oggetto + confini sé-
oggetto sono mantenuti

- Identificazione proiettiva
- Identificazione per condivisione di una qualità comune: Freud la chiama
identificazione dovuta a un’importante comunanza affettiva (identificazione
parziale) —> si tratta di un luogo di coincidenza (Mitgefühl) o comunanza
affettiva, ovvero soggetto e oggetto possono immedesimarsi l’uno nell’altro

EMPATIA COME PROCESSO PERCETTIVO

Dan Buie concepisce l'empatia come —> fondamentale processo percettivo per
conoscere l'esperienza interna ad
un'altra persona, con l’intento di
essergli d’aiuto

=> chi empatizza attua un processo di inferenza sulla base di un paragone tra gli
stimoli percettivi che gli provengono dallo stato interno dell'oggetto e vari
riferimenti interni propri che verrebbero attivati da stimoli analoghi
Riferimenti:

- concettuali → concepibili come dei modelli ideativi, strutturati nella mente di chi
empatizza;

- auto-esperienziali → come una sorta di ricordi di esperienze in ambito emotivo-


affettivo e quindi come modelli di questo tipo;

- immaginativo-imitativi → come lo sforzo compiuto dall'analista, nel caso non


trovi nella sua esperienza dei riferimenti disponibili per l'esperienza del paziente,
per creare una fantasia, in qualche modo simulare per sé tale esperienza del
paziente per poi poter fare un lavoro di paragone;

- risonanti → come risposta a forti emozioni negli altri.

EDOARDO WEISS E L’IDENTIFICAZIONE RISONANTE

Edoardo Weiss distingue l'identificazione risonante dalla duplicazione risonante

—> IDENTIFICAZIONE RISONANTE: esperienze interiori di un'altra persona sono


state duplicate nell'Io del soggetto
con coinvolgimento dell’Io

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=> alla base di fenomeni come commiserazione,
pietà, compassione

—> DUPLICAZIONE RISONANTE: soggetto duplica/crea un rappresentazione


dell’oggetto accurata SENZA un coinvolgimento dell’Io
=> PER WEISS QUESTA È L’EMPATIA

***RISONANZA: fenomeno fisico acustico in cui un mezzo sonoro si mette a vibrare


quando viene investito da onde sonore di frequenza uguale o molto
simili

+ fenomeno di amplificazione: se noi risuoniamo troppo, le nostre


corde suonano con una nostra frequenza che non è mai
perfettamente allineata con la frequenza del paziente per cui
ascoltiamo più noi che il paziente —> creano l’equivoco

=> riesco ad essere empatico quando riesco a compiere una rinuncia


narcisistica del se in funzione dell’altro: cerco di capire l’altro prescindendo da
me in tutti i sensi
—> Christine Olden: sensibilità di una persona per un’altra può essere chiamata
empatia solo quando non è al servizio di bisogni narcisistici, ma
di relazioni oggettuali mature, il che implica come
consapevolezza di separazione e assenza di confusioni

=> migliore omeostasi narcisistica del terapeuta, migliore è la rinuncia narcisistica


che riesce a fare per ascoltare il paziente