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SCOPRIRE IL PAS

SSATO, CAPIRE IL PRESENTE

n° 119
OLIMPIADI
Gli eroi italiani
ai Giochi del
secolo scorso
MENSILE – Austria, Belgio, Francia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna € 8 - Germania € 11,50 - Svizzera CHF 10,80 - Svizzera Canton Ticino CHF 10,40 - Canada CAD 11,50 - USA $ 11,50

PIONIERI
Dai Romani
ai palombari,
alla conquista
degli abissi

NAZISMO
Colonia
Dignidad:
gli orrori
nella comune
tedesca in Cile

BABILONIA,
SAMARCANDA,
ALESSANDRIA
E LE ALTRE
CHE NON
TI ASPETTI

SETTEMBRE 2016
€ 4,90 in Italia SESSO E POTERE GUERRA FREDDA NATURA E CIVILTÀ
VITA E AMANTI DELLA 60 ANNI FA I CARRI 10 ANIMALI CHE CI HANNO
CORTIGIANA PIÙ FAMOSA SOVIETICI INVADEVANO CAMBIATO LA VITA, DAL
Sped. in A.P. - D.L. 353/03 art.1, comma 1, DCB Verona NELL’ATENE CLASSICA L’UNGHERIA RIBELLE CAVALLO ALLA ZANZARA
Storia
CI TROOVI ANNCHE SUU:

119
settembre 2016 focusstoria.it

IN PIÙ...
C i sono Chan Chan e
Timbuctù, Petra e
PEERSONNAGGI
Taxila, e naturalmente
Samarcanda, Aquisgrana
14 Escort d’epoca
Vita e amori di Frine.
e Babilonia. Ma tra le capitali che per
un certo periodo – anni, decenni o
addirittura secoli – guidarono i destini 18 10NATURAanimali
A

dei popoli, ne spicca una, minuscola che ci hanno


cambiato la vita
e periferica, che, quasi suo malgrado, Dal cavallo alla zanzara.
Le piramidi
GETTY IMAGES

raccolse il testimone dell’antica Roma.


precolombiane,
Sorgeva nel nord della Francia, oggi è
chiamata Soissons, e quando nel 476
in Messico. 22 TEInEMgita
PO LIBERO
sulla vetta
l’imperatore Romolo Augustolo fu
deposto da Odoacre, si trovò a essere CAPITALI PERDUTE Trekking d’altri tempi.

NOVECEENTO
l’ultima ridotta dell’Urbe. Divenne per 36 26 Colonia Indegnità
qualche anno una capitale involonta- La vera Babele La comune degli orrori.
ria, l’unica d’Occidente dove ancora si Babilonia, una metropoli nella Mesopotamia di 2.500 anni fa.
viveva secondo le tradizioni dei Sette
colli, con un senato e una zecca a imi- 42 74 LeINNVENZIO
ONI
ultime
parole famose
tazione di Roma e il riconoscimento, Rasa al suolo Tecnoprofezie sbagliate.
Prima di scontrarsi con Roma, Cartagine fu la superpotenza mediterranea.
sia pure soltanto platonico, dell’impe-
SOOCIETÀÀ
ratore di Bisanzio. Non durò a lungo:
nel 485 i Franchi la spazzarono via e
46 80 Professione balia
L’ultima Roma Una figura scomparsa.
la cittadina fece la fine che avrebbero A Soissons, in Francia, l’estremo baluardo dell’Impero d’Occidente.
ESSPLORAA ZIONI
fatto tante altre più importanti di lei:
dimenticate, perdute, riscoperte dagli 50 84 Abissi conquistati
Gli antenati del diving.
archeologi. E rievocate in questo nu- Qui viveva Carlo Magno
Aquisgrana, il cuore del potere carolingio al centro dell’Europa. STTORIE D’ITALIAA
mero di Focus Storia.
88 Atleti tricolori
Jacopo Loredan
direttore 55
La regina dell’Hansa
Eroi olimpici italiani.

Dal ’300 al ’500, l’età d’oro di Lubecca, signora dei mari nordici.
94 6GUUbatoste
ERREE
romane
RUBRICHE
4 LA PAGINA DEI LETTORI
56
La Venezia degli Aztechi
Sconfitte da legionari.

6 NOVITÀ & SCOPERTE Tenochtitlán, la capitale precolombiana sepolta sotto Città del Messico. 98 IGRRfatti
ANDI TEMI
del 1956
I carri armati sovietici
8 TRAPASSATI
ALLA STORIA
60
Sulla via della seta
in Ungheria, 60 anni fa.

PIIONIERRI
9 AGENDA
10 MICROSTORIA
Oggi sperduta in Uzbekistan, Samarcanda fu la gloria di Tamerlano.
104 Un egittologo

12 TECNOVINTAGE
66
Richmond
a Torino
Schiaparelli, il padre
del Museo Egizio.
13 SCIENZA E SCIENZIATI Se avessero vinto i sudisti la Guerra di secessione, sarebbe la capitale Usa.
NOV
O ECEENTO
76 DOMANDE & RISPOSTE
68 106 Sulle strade della
78 PITTORACCONTI La perla del Mediterraneo Mille Miglia
La gara automobilistica
114 FLASHBACK Come, all’inizio del ’900, Alessandria d’Egitto tornò a splendere. dal 1927 al 1957.

In copertina: ricostruzione del faro di Alessandria d’Egitto. 3


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turno riescono in questo modo a nella storia della medicina [...]. Pur- Tanto per fare un paio di esempi;
narcotizzarlo. troppo tante scoperte sono state ma ce ne sono molti altri, di cui ci
Enzo Terzuoli, Monteriggioni (Siena) fatte da italiani, ma non ne viene occuperemo.
riconosciuta la priorità: il radar
Ricordi delle colonie 1 scoperto da mio zio Ugo Tiberio, La Scuola salernitana
Ho molto apprezzato l’articolo i profumi approdati a Parigi con Ho mio malgrado riacquistato
sulle colonie estive. Essendo nato Caterina de’ Medici e divenuti poi Focus Storia lo scorso mese. Mi ero
nel 1971, pur non facendo parte francesi; il telefono inventato da ripromesso di non farlo più quan-
di una famiglia non abbiente ho Meucci; le cefalosporine scoperte do alcuni anni fa lessi un articolo
frequentato da bambino una co- dal sardo Borotzu; il pianoforte sulle Repubbliche Marinare dove
lonia gestita dalla Chiesa. L’articolo già in uso alla corte dei Medici; la si umiliava Amalfi relegandola a un
mi ha fatto tornare in mente come trasmissione della malaria a opera ruolo praticamente insignificante
l’Italia e gli italiani siano stati fatti della zanzara anofele studiata rispetto alle tre più blasonate. Apro
anche da fenomeni di aggregazio- da G. B. Grassi; l’inibizione della il numero 115 e scopro un lungo
Esplorando l’Egitto ne di massa. Vorrei pertanto sug- riproduzione cellulare da parte dossier sulla storia della medicina.
Sono un appassionato di antico gerirvi, sempre che non lo abbiate di Armando Zuppa (mio padre); Ci risiamo. Nelle primissime pagine
Egitto e volevo farvi i complimenti già in mente, un articolo sull’altro, Nobile, che per primo raggiunse un intrigante trafiletto di poche
per lo splendido servizio comparso non meno importante, fenomeno il Polo Nord e infine Domenico parole sembra annunciare nel pro-
sul n° 118: se possibile, fatene altri di aggregazione di massa che fu la Zuppa (altro mio nonno), figura di sieguo un approfondimento alla
su questo tema, vista l’oggettiva “naja” o servizio militare che dir si rilievo nel rivendicare i diritti dei più blasonata e innovativa scuola
difficoltà a recarsi nella terra dei voglia. Passando da guerre di con- medici condotti fondando l’Asso- medica medievale, cioè la Scuola
faraoni di questi tempi. quista o di difesa, “calde” o “fredde” ciazione medici condotti italiani. salernitana, precorritrice delle
Mario Russomanno che siano state, per generazioni e Anna Zuppa Covelli, Napoli moderne università. Invece niente,
per milioni di maschi italiani è sta- nessuna parola sulla mitica prima
Segnaliamo volentieri all’atten- to lo spartiacque tra l’adolescenza Aggiungiamo a questa medichessa Trotula, sull’enigma-
zione dei tanti lettori che ci e l’età adulta. lista il motore a scoppio di tico Costantino l’Africano o sul
hanno chiesto approfondi- Roberto Guerrini, Eugenio Barsanti (1821-1864) e grande medico e politico Giovanni
menti sulla storia egizia dopo la San Canzian d’Isonzo (Gorizia) la lampadina a incandescenza da Procida, ispiratore dei Vespri Si-
pubblicazione di Focus Storia n° di Alessandro Cruto (1847-1908). ciliani. Personaggi che hanno fatto
118, il blog Djed Medu, dell’egit- Ricordi delle colonie 2
tologo Mattia Mancini: https:// Poi la domenica si aspettava, forse,
djedmedu.wordpress.com/, la visita dei genitori... Per venire da
intervistato da Maria Leonarda Milano non c’era l’autostrada, no-
Leone per l’articolo su Nefertiti a stro padre prendeva la sua Vespa
pag. 32 del n° 118. GS, metteva in mezzo alle gambe
una latta di miscela (non c’erano
Lo sapevate che il caffè... molti distributori), e alle 8 e mezza
Vorrei citare qualche curiosità sul era a Cesenatico. L’esperienza
caffè: Giuseppe Garibaldi poteva della colonia per noi è stata molto
accontentarsi per pranzo di pane positiva e siamo felici di averla
e cipolla (come detto anche nel vissuta.
musical Rinaldo in campo), ma Umberto Borroni
non rinunciava mai al caffè; co-
me Tashunka Huitcho o Cavallo Dalla nipote di Tiberio
Pazzo che rifiutava di adottare le Su Focus Storia n° 117 di luglio è
abitudini alimentari dei bianchi apparsa una lettera a firma Nicola
eccetto questa; infine nel romanzo Tucci in cui si parla dello scienziato
Tarzan e il leone d’oro scopriamo italiano Vincenzo Tiberio e della
che anche l’uomo-scimmia, che sua scoperta della penicillina
continua a preferire la carne cruda avvenuta nel 1896. Vincenzo Tibe-
della sua giovinezza, apprezza rio è mio nonno. Da anni mi batto
però il caffè, tanto che i nemici di per dargli una giusta collocazione
4
Era mio padre?
Vi scrivo relativamente all’articolo fotografico
“Censura” pubblicato sul numero 117. Sono convin-
ta che la foto pubblicata a pagina 18 (a lato) ritragga
mio padre (ormai da tempo deceduto).
Rivederlo in una fase della sua vita, di cui ben poco
conosco, mi ha provocato forti emozioni. Vi chiedo
come possa verificare e approfondire questa mia
scoperta.
Fiorella Ferrarii

Verificare che si tratti proprio di suo padre è


pressoché impossibile, temiamo. Possiamo
infatti soltanto risalire all’anno della foto, che è il 1942.
Forse però qualche lettore può aiutarla.
ISTITUTO LUCE/CONTRASTO/MOSTRA WAR IS OVER!

la storia della medicina medievale Il numero in questione 7 da prigioniero in India). Mi pia- gestito da una famiglia ebrea
e non solo. Nel dossier si alternano (115) non era dedicato alla cerebbe rendere giustizia a questi originaria della Turchia. Dopo
invece facezie varie su improbabili storia della medicina, ma agli “er- soldati italiani, persone che partite una settimana gli ebrei seque-
cure mediche, sul solito esempio rori e orrori” delle cure del passa- a 19/20 anni sono ritornate a quasi strati nell’albergo furono uccisi: a
settentrionale da ammirare: l’ospe- to. Peraltro al lettore sono sfuggiti 30. Tra l’altro non si è mai saputo gruppi, morirono nella notte tra il
dale Ca’ Granda di Milano, su varie diversi nostri articoli interamente quando esattamente questi 10.000 22 e il 23 settembre 1943. I corpi
scuole di notoria importanza. Mi dedicati alla Scuola salernitana prigionieri siano stati fatti rientrare delle vittime furono gettati (alcuni
sarei almeno aspettato un accen- (citata nel n° 115 come parte in patria. Penso sia un pezzo di sto- ancora vivi) nelle acque del lago,
no alla scuola medica napoletana, essenziale della storia medica). Il ria italiana che meriti attenzione. dalle quali riemersero qualche
che tanto deve anche alla Salerni- più recente, di 4 pagine, è uscito Sergio Botturi giorno dopo. A questo tragico epi-
tana, ma la speranza è stata vana. nel n° 98 di Focus Storia. Inoltre sodio ha dedicato un film (girato
La storia del Meridione d’Italia ci siamo occupati spesso del L’eccidio di Meina in un grande albergo di Baveno)
deve essere dimenticata. Questo Regno delle Due Sicilie con coper- Vi scrivo in merito allo speciale Carlo Lizzani, nel 2007, intitolato
è l’imperativo della storiografia tine e articoli (tra cui quelli di Gigi dedicato alle Storie d’Italia. Vorrei Hotel Meina. In tutto, nelle località
ufficiale degli ultimi 155 anni e voi Di Fiore, noto meridionalista). contribuire con una vicenda che lacustri quell’autunno morirono
continuate a restare rigorosamen- non mi pare di aver mai letto almeno 57 ebrei. Una strage che
te allineati. Prigionieri degli inglesi su Focus Storia. Il fatto risale alla alcuni chiamano “Olocausto del
Gianluca Socci Vi scrivo per chiedere se è possibile Seconda guerra mondiale e ha Lago Maggiore”.
dedicare un articolo ai prigionieri per sfondo il Lago Maggiore, in Carlo Salvatori
fatti dagli inglesi in Africa nella particolare Meina, sulla sponda
Tra Asmara e Massaua I Promessi Sposi a teatro
LUCA ZANETTI/LAIF/CONTRASTO

Seconda guerra mondiale. piemontese. Qui, dopo l’8 set-


La ferrovia Massaua-Asmara è La mia richiesta è motivata dal tembre 1943, avvenne il primo Vi ho scritto in passato spiegan-
assente dall’articolo “Tutti in fatto che le uniche informazioni, eccidio nazifascista. L’episodio dovi alcuni eventi bellici e storici
vettura” del n° 117 dedicato peraltro molto frammentarie, è legato all’occupazione della sia della Prima guerra mondiale
alla ferrovia nei luoghi esotici di sono quelle avute da mio padre provincia di Novara da parte delle sia della Seconda nella mia vallata.
altri tempi. È una grave lacuna. che ha vissuto quell’esperienza. forze tedesche e in particolare Ritorno a scrivervi perché sto
Dovete rimediare dedicandole Chissà perché nessuno ne ha mai delle Ss, avvenuta appunto dopo leggendo il numero sui Promessi
un articolo apposito. parlato e ne parla mai? Eppure la notizia dell’Armistizio firmato Sposi (Focus Storia n° 116) […] Lo
Andrea Cantù, Bernareggio 10.000 soldati italiani vennero fatti da Badoglio. Il loro comando si spettacolo messo in scena dal mio
(Monza Brianza) prigionieri dagli inglesi in Libia e installò a Baveno, sempre sul Lago gruppo teatrale, e diretto dal no-
portati, dopo un’odissea infinita, in Maggiore, in un grande hotel, il stro insegnante, quest’anno sarà...
Abbiamo dedicato un campi di concentramento in India Beaurivage. In un altro albergo, indovinate cosa? I Promessi Sposi di
servizio fotografico alle e precisamente a Bombay, l’attuale a Meina (oggi non più esistente) Manzoni, per cui ho dovuto anche
eredità italiane in Eritrea in Mumbai, ridotti quasi in schiavitù vivevano, sfollati, alcuni ebrei (ma ripassare l’argomento!
Focus Storia n° 108, nel quale e costretti a subire ogni tipo di non solo) provenienti dall’estero Marco Pozza, Recoaro Terme (Vicenza)
era pubblicata una bella foto sopruso, fisico e mentale. Forse (Grecia in particolare), ma anche
della linea Massaua-Asmara, perché gli inglesi poi hanno vinto? da zone bombardate dagli Alleati. I NO
OSTRI
R ERR
RORI
costruita tra il 1887 e il 1932, Mio padre, Giuseppe Botturi, classe Tra i vari rastrellamenti di ebrei Focus Storia n° 117, pag. 9:
che riproduciamo a sinistra. 1917 e morto nel 1989, tra militare avvenuti nelle cittadine lacustri e Maria Luigia d’Austria fu sì im-
peratrice dei francesi, ma non
di leva, guerra e prigionia, è stato nelle valli circostanti, il più grave “prima”. La prima fu Giuseppina
via 9 anni (2 da militare in Africa e ebbe luogo all’albergo Meina, Beauharnais.

5
A Firenze le formelle dell’antico portale del

LA PORTA
L
a stampa 3D serve an- La sua realizzazione è già
che a salvare i capola- cominciata, con l’acquisizione
Tremila anni fa vori dell’arte italiana. digitale e la riproduzione con
Come succede a Firenze, do- una stampante 3D dei 28 ri-
si tatuavano così ve, dopo 680 anni, la più an- quadri con scene in rilievo che
tica delle tre porte del Batti- compongono il portone.

F arsi tatuare, nell’Oceania di


3.000 anni fa, doveva essere
piuttosto doloroso. Infatti, secon-
carbone vegetale e ocra. La pratica
del tatuaggio non era solo un
fattore estetico, ma soprattutto
stero ha lasciato per sempre
la sua sede originale. Al suo
posto, a chiudere l’ingresso
Porta nuova. Attraverso
complessi passaggi interme-
di, questi modelli serviranno
do uno studio condotto da un un simbolo di rango e del legame sul lato sud dell’edificio ot- a plasmare altrettante copie in
team di archeologi australiani, con gli dèi, come sottolinea la tagonale dedicato a san Gio- bronzo dell’originale che, fu-
gli antichi abitanti dell’Oceania Torrence. vanni Battista, sarà installa-
si tatuavano il corpo incidendo Repliche. Secondo gli esperti le to un “clone”, creato da un
la pelle con una roccia vulcanica, ossidiane venivano modellate in team fiorentino di tecnici ed
l’ossidiana. Analizzando 15 ossi- modo da creare una punta affilata esperti d’arte.
diane databili al 1000 a.C. e pro- che, intrisa di pigmenti colorati,
venienti dal sito di Nanggu, nelle veniva impiegata per squarciare la
Isole Solomon, Robin Torrence, pelle e tracciare il tatuaggio; una
archeologa dell’Australian Mu- volta cicatrizzata la ferita, il dise-
seum di Sydney, e i suoi colleghi gno era visibile.
hanno rilevato residui di sangue, Per verificare l’efficacia del pro-
cedimento il team ha condotto
un test su pelli di maiale,
impiegando ossidiane
simili in forma
e dimensione a
quelle di Nanggu:
CORBIS/GETTY IMAGES

ALINARI

ne è risultato che le
ossidiane usate per
l’esperimento pre-
sentano gli stessi
segni di usura di
quelle antiche. (s. z.)

Fiero
Il ritratto
ottocentesco
di un capo
maori. Sono
state ritrovate
le rocce con cui
si realizzavano i
tatuaggi
nel 1000 a.C.

1 Funerale da record 2 Nella testa di Buddha 3 Gli acciacchi dei Romani


IN PILLOLE

Ricostruite le sei fasi del fastoso funerale di All’interno di uno scrigno d’oro custodito in Malformazioni ossee, traumi, metastasi e
una donna – forse una sciamana – sepolta un tempio di Nanjing, una delle capitali fratture affliggevano l’uomo anche nella
12mila anni fa in una grotta israeliana. della Cina antica, è stato ritrovato l’osso di Roma dell’età imperiale. Lo svela una ricerca
Inumate con lei anche 86 tartarughe. un teschio. Forse apparteneva a Buddha. italiana che ha analizzato 2mila scheletri.

6
Battistero saranno riprodotte per realizzarne una copia

SI FA IN 3D

DE AGOSTINI/GETTY IMAGES
se insieme alle cornici, daran-
no vita a un colosso in bron-
zo di quasi 6 metri di altez-
za per oltre 4 di larghezza, del
tutto simile a quello disegnato
nel Trecento dallo scultore An-
drea Pisano.
E l’originale? Dopo un inter-
vento di recupero di almeno
tre anni, sarà trasferito al Mu-
Il medioevale Codex
seo dell’Opera del Duomo, al Purpureus: il rosso fu
sicuro dagli effetti devastanti ottenuto con l’urina.
dell’umidità, del tempo e del-
lo smog. t
Maria Leonarda Leone Un codice
scritto
con l’urina
L e pagine color porpora dell’anti-
co Codex Purpureus Rossanensis,
uno dei codici miniati più preziosi
d’Europa, sono intrise di urina. È
quanto rilevato dagli esperti del
laboratorio di chimica dell’Istituto
centrale per il restauro e la Conser-
vazione del Patrimonio Archivistico
e Librario di Roma in tre anni di
restauro. Riconosciuto patrimonio
dell’umanità dall’Unesco, il codice,
scoperto nel 1879 nella Cattedrale
di Rossano (Calabria), riporta i Van-
geli di Matteo e Marco. Scritto con
Lavori in corso inchiostro argento e oro e realizzato
Dall’alto, le fasi di scansione forse in Siria tra V e VI secolo d.C.,
e la realizzazione della formella è celebre per la sua pergamena
in 3D, dall’originale presente sulla
porpora.
porta sud del Battistero di Firenze
Ricetta insolita. Fino a oggi si
(a sinistra). Hanno lavorato al
progetto Andrea Barchi (Prototek), riteneva che questa colorazione
Clara Marinelli (Galleria Frilli) e derivasse dalla porpora estratta dal
Diego Simeon (Selltek). mollusco del genere Murex; le ana-
lisi chimiche hanno però escluso
la presenza del bromo – elemento
chimico tipico della porpora – tra
le pagine del codice. Dopo ulteriori
ricerche è stata individuata la for-
4 La prima volta di Londra 5 Alla ricerca del conte mazione del colore: si tratta di un
composto a base di orceina, colo-
Rinvenute a Londra 400 tavolette cerate Per sei settimane si scaverà sull’unico punto
scritte a mano e risalenti a circa 2mila anni fa. non edificato dei Lungarni a Pisa. Obiettivo: rante rossastro estratto dal lichene
Una, risalente al 65-80 d.C., contiene per la trovare la casa del conte Ugolino seguendo le Roccella tinctoria, trattato con urina,
prima volta la parola scritta “Londinium”. indicazioni trovate in uno scritto medioevale. unica fonte di ammoniaca all’epoca
della redazione del testo. (s. z.)

7
Il Mercurio Unica via
di fuga
in mostra Ebrei lituani sotto
l’occupazione

F u la prima nave a battere la tedesca. Sotto, il


BETTMANN ARCHIVE/GETTY IMAGES

bandiera tricolore italiana, sito del tunnel da


e ora la sua storia è esposta cui alcuni di loro
fino a ottobre all’Università Ca’ fuggirono nel ’43.
Foscari di Venezia, insieme al
suo cannone di bronzo che è
stato restaurato con un lavoro
all’avanguardia durato un anno
e mezzo. Il Mercurio era un
brigantino francese che Napo- In fuga dallo
leone nel 1810 donò all’appena
nata marina del Regno d’Italia:
la nave fu la prima a navigare
sterminio nazista
sotto la bandiera a tre colori Scoperto in Lituania il tunnel che
verde-bianco-rosso.
Rarità a bordo. Il Mercurio agì nel 1943 portò in salvo 12 ebrei.
in Adriatico, dalla base di Vene-

T
zia, finché il 22 febbraio 1822 rentaquattro metri di ricani e canadesi ha mappato il avevano tentato di nascondere
ricevette l’ordine di scortare la tunnel scavati con le terreno e ritrovato quel cunico- l’eccidio incaricando un’ottan-
nave francese Rivoli, ma furono mani e qualche cucchia- lo utilizzando tecniche non in- tina di ebrei di un vicino cam-
intercettati da una squadra io: è questa l’impresa che sal- vasive, tra cui il georadar (Gpr) po di concentramento di riesu-
inglese e fatti colare a picco. Il vò la vita a 12 ebrei che nella e la tomografia elettrica (Ert). mare i cadaveri dalle fosse co-
relitto della nave italiana fu ri- notte del 15 aprile 1944, a Po- Ma da che cosa stavano fug- muni, bruciarli e disperderne
trovato solo nel 2001 sui fonda- nary (Lituania), riuscirono a gendo quegli uomini? le ceneri.
li di Lignano. Da allora lunghe calarsi in quel cunicolo. La fu- Il massacro di Ponary. Dal Fu un lavoro che durò mesi,
campagne di scavo e restauro ga la tentarono in una quaran- 1941 al 1943, quella zona bo- durante i quali gli ebrei riusci-
hanno recuperato oggetti della tina ma la maggior parte di lo- schiva, vicino a Vilnius, era rono a realizzare anche una ru-
vita quotidiana tra cui una delle ro furono fermati dagli spari stata teatro dello sterminio dimentale via di fuga che oggi
prime lattine ermetiche della delle guardie tedesche che li sistematico di quasi 100mi- è stata riportata alla luce, rie-
Storia, inventata proprio in avevano sorpresi. Oggi un te- la ebrei. All’avvicinarsi delle vocando quell’orrore. t
quegli anni. (a. b.) am di ricercatori lituani, ame- truppe sovietiche, i tedeschi François-Xavier Bernard

T RAP
PA SSA
ATII ALLL A STO
O RIA Personaggi sconosciuti che sono stati, in vita, protagonisti. A cura di
Giuliana Lomazzi

GIORGIO ARIANI, RUDOLF EMIL KÁLMÁN, JANINE CULLIFORD,


attore e doppiatore matematico e ingegnere colorista di fumetti

Scomparsa a 74 anni la voce italiana di Ollio (in Morto a 86 anni, il matematico e ingegnere ame- Se i Puffi sono blu lo dobbiamo a Janine, detta
precedenza lo era stato Alberto Sordi) e il volto di ricano di origine ungherese è considerato il padre Nine, scomparsa a 86 anni. Fu sua l’idea di colorare
Pierino nel film Pierino, la peste alla riscossa (1982). della tecnologia alla base del Gps, il sistema di così le creature realizzate da suo marito, il fumetti-
Versatile. Fiorentino, Ariani aveva iniziato a la- posizionamento globale. sta belga Pierre Culliford, in arte Peyo. Secondo lei,
vorare in tv nel 1972 come doppiatore nella serie Geniale. Nel 1960 inventò il “filtro di Kálmán”, un il blu li faceva risaltare meglio: di fatto ne decretò
Gulp! (dava voce al giapponesino Ten, che iniziava i algoritmo di elaborazione dati fra i più utilizzati. il successo. “Nati” nel 1959 come comparse in un
suoi interventi con la frase “Dice il saggio...”). Quat- Delle sue ricerche beneficiarono i settori più diver- fumetto, si guadagnarono uno spazio tutto loro.
tro anni dopo esordì in L’altra domenica di Renzo si, dalle previsioni meteorologiche ai sistemi di na- Tinta ad hoc. Nine colorò anche le tavole di altri
Arbore. Scrisse, diresse e interpretò la commedia vigazione satellitari. E anche la missione spaziale fumettisti e, alla morte del marito (1992), proseguì
teatrale Anche i grassi hanno un’anima. Apollo 11 che portò l’uomo sulla Luna (1969). il suo lavoro nello studio artistico di famiglia.

8
A cura di Irene Merli

MOSTRA ROMA MOSTRA TRENTO

Tempi della Storia,


Antichi marchi di fabbrica tempi dell’arte
In occasione del centenario della
tragica morte, una mostra raccon-
ta vita, battaglie politiche e passio-
ni del patriota Cesare Battisti.
Fino al 6/11. Castello del Buon
Consiglio. Info: 0461 233770,
www.buonconsiglio.it

RIEVOCAZIONE PRATOLA P. (AQ)

Notte templare
Negozi e case, castrum e centro
storico addobbati a tema. E poi
sfilate, tornei, spettacoli, persino
un labirinto per addentrarsi nella
vita di uno dei primi e più celebri
ordini cavallereschi medioevali.
2-3-4/9. Info: 331 1907827
www.nottetemplare.it

N
ella cornice unica dimenti multimediali, e ma del commercio via mare,
dei Mercati di Traia- si divide in due sezioni. con timbri per botti e anfo-
no, a Roma, è ospi- La prima è dedicata all’a- re per le derrate, marchi dei
tata una mostra insolita: spetto “industriale” dei produttori di armi e signa
marchi, “loghi” e altri segni marchi, su prodotti come delle legioni usati per “mar-
di proprietà raffigurati su coppe e piatti di ceramica chiare” i soldati, che servi-
oggetti quotidiani dagli anti- e terracotta, vetri e lucerne. vano come deterrente con-
chi Romani. Qualsiasi uten- La seconda illustra il siste- tro la diserzione. t
sile dell’epoca recava infat-
ti i simboli distintivi di pro- IL LIBRO
duttori, artigiani e commer-
cianti; mentre gli schiavi
(proprietà dei loro padroni) Fantasia
erano marchiati con signa e commerciale Regni dimenticati
stigma. Persino i contenito- In alto, particolare L’autore, diplomatico e saggista,
ri di medicamenti avevano di coppa con ci introduce nel mondo di gruppi
bolli minuscoli, quasi delle disegno azzurro, religiosi dalla storia millenaria
distintivo dei che hanno radici negli antichi
miniature.
vetrai di Colonia regni del Medio Oriente. Yazidi,
Timbrati. La mostra “Ma- (Germania). mandei, drusi, zoroastriani, sama-
de in Roma. Marchi di pro- A lato, statuetta ritani, copti... Di queste fedi Rus-
duzione e di possesso del- di triade divina sell racconta il passato ma anche
la società antica” offre al in terracotta, con il presente, connotato da fughe,
visitatore una ricca rac- il marchio del minacce e persecuzioni da parte
colta di reperti, approfon- produttore. di Stati e altre religioni.
Gerard Russell, Regni
Fino al 20/11. Mercati di Traiano, Museo dei Fori Imperiali, Roma. Info: 060608 , www.mercatiditraiano.it dimenticati, Adelphi, 25 euro.

9
A cura di Marta Erba, Paola Panigas e Daniele Venturoli

PAROLE DIMENTICATE

S A G I T T A B O N D O
Dal latino sagitta (“freccia”), il termine è ispirato al segno zodiacale del sagittario e ha un si-
gnificato romantico: le frecce che scocca il sagittabondo sono sguardi che fanno innamorare.
HERITAGE IMAGES/GETTY IMAGES

IL MITO
Secondo Le metamorfosi
di Ovidio (I secolo), la bella
DANAE era stata rinchiusa
dal padre Acrisio, re di Argo,
SELVA/LEEMAGE

in una torre di bronzo (o


in una caverna) in seguito
alla profezia che lo vedeva
ucciso dal figlio di sua figlia.
Tuttavia Zeus riuscì a rag- LA VIGNETTA
giungere la fanciulla trasfor-
mandosi in pioggia d’oro
(o, secondo altre versioni,
di monete d’oro): dalla loro
unione nacque Perseo, che
PECCATI DI GOLA
Erano passati due anni dalla presa della Bastiglia Stizza reale. Maria Antonietta strappò il docu-
uccise il nonno in un torneo.
Nuda. Il mito era molto (14 luglio 1789), quando Luigi XVI, privato di ogni mento e lo gettò a terra. Ma a nulla valse la sua
amato dai pittori, poiché privilegio e rinchiuso nel Palazzo delle Tuileries indignazione: i coniugi furono riportati a Parigi
forniva loro l’occasione a Parigi, decise di tentare la fuga. La notte del 20 e il popolo pretese il sangue del re traditore, che
di cimentarsi con il nudo giugno 1791 il re, travestito da domestico, lasciò venne ghigliottinato con la moglie, due anni
femminile. Tra i tanti quadri il palazzo con la famiglia. La coppia reale, che dopo. Questa caricatura, pubblicata a pochi giorni
dedicati a Danae, i più voleva viaggiare con tutti i comfort, optò per una dall’arresto, sottolinea i vizi attribuiti alla coppia. La
celebri sono quelli del Cor- carrozza spaziosa: una casa viaggiante, carica di civettuola Maria Antonietta si aggiusta il foulard,
reggio, di Tiziano (che ne vestiti e gioielli per la regina e piena di provviste nonostante il momento, mentre l’ingordo re ri-
realizzò varie versioni; sopra, per il buongustaio che era Luigi. Dopo un giorno sponde al messo: “Me ne frego, lasciatemi mangia-
quella conservata al Museo di viaggio la carrozza, giunta a Varennes, fu ricono- re”. La didascalia della vignetta, Les gros oiseaux ont
dell’Hermitage di San Pie- sciuta. Fu lanciato l’allarme e i reali, fermi in una lo- le vol lent (“Gli uccelli grassi volano lenti”), riassume
troburgo), di Rembrandt e canda, furono raggiunti dal messo che consegnò a la rocambolesca fuga dei reali, che pur di non pri-
di Gustav Klimt. Luigi XVI un decreto di arresto. varsi delle comodità, rinunciarono alla sicurezza.

10
IL NUMERO
ALINARI

CHI L’HA DETTO?

3
Le persone che potevano essere
accolte nelle Terme di Diocleziano,
a Roma, nel III secolo d.C., alla loro
MILA massima capienza.

TOP TEN

LE BUFALE STORICHE
Le piramidi di Giza furono costrui-
“Nientepopodimenoché!” 1 te da schiavi. Vicino alle piramidi sono
state scoperte le tombe dei costruttori,
L’espressione, che sta per “nien- trasmissione Il musichiere (1957- non schiavi, ma operai e contadini.
te di meno che” oppure “addi- 60), primo quiz musicale della GETTY IMAGES/DEAGOSTINI
Il frutto proibito era la mela. La Bib-
rittura”, fu il tipico intercalare di
Mario Riva (nella foto), presen-
storia della televisione italiana.
Revival tardivo. Nel 2001 di-
2 bia parla genericamente di“frutto”. L’iden-
tatore televisivo degli anni Cin- venne il titolo di una trasmissio- tificazione con la mela risale al Medioevo:
quanta. La utilizzò soprattutto ne Rai dedicata alla scoperta di l’albero della conoscenza era un fico.
HERITAGE IMAGES/GETTY
durante la conduzione della nuovi talenti. Nerone suonava la lira mentre
IMAGES
3 Roma bruciava. Quando scoppiò l’in-
cendio (64 d.C.), Nerone era ad Anzio. Una
volta in città si prodigò per la ricostruzione.
L’OGGETTO MISTERIOSO GETTY IMAGES

Gli elmi vichinghi avevano le cor-


Si tratta di un bicchierino (alto 6 cm e
4 na. Non ci sono prove che gli elmi aves-
largo 5 cm) di forma ovale e realizzato sero corna, come sono stati rappresentati
in vetro. Però non serviva per bere. nell’800. Nei corni, però, bevevano.
AKG/MONDADORI PORTFOLIO
A quale scopo veniva invece Lady Godiva ha cavalcato nuda
utilizzato? 5 per Coventry. Secondo una versione
della leggenda attraversò il mercato. Ma
forse“nuda”stava per“senza gioielli”.
Aspettiamo le vostre risposte, indicando
Cristoforo Colombo ha dimostrato
anche la località, a: Focus Storia, via Battistotti
Sassi, 11/a - 20133 Milano oppure a
6 che la Terra è tonda. La forma della
redazione@focusstoria.it Terra era già stata scoperta in Grecia nel III
secolo a.C. ed era nota ai medioevali.
GETTY IMAGES
È stata Elda Fontana la lettrice più veloce nell’indovinare Le streghe di Salem vennero mes-
l’oggetto misterioso del numero scorso: era un affumi- 7 se al rogo. Le persone condannate nel
ggatore per alveari con soffietto. Dalla bocchetta usciva 1692 per stregoneria a Salem (Usa) furono
il fumo che veniva utilizzato per addormentare le api impiccate, tranne un vecchio, lapidato.
qquando si voleva prelevare il miele dalle arnie.
Benjamin Franklin scoprì l’elettri-
8 cità. Diversi fenomeni legati all’elettrici-
tà erano noti già agli antichi Greci: il termi-
EVERETT COLLECTION/CONTRASTO

VOCABOLARIO: SCIUSCIÀ GETTY IMAGES


ne deriva dal greco elektron (“ambra”).
Maria Antonietta disse:“Che
Adattamento“maccheronico”della parola inglese shoe-shiner, che
si può tradurre con lustrascarpe. Veniva usato per
9 mangino brioches”. Frase citata da
quei ragazzi che, nel secondo dopoguerra, vive- Rousseau, riferendosi a un ricordo dell’an-
vano facendo lavoretti per gli Alleati a Napoli. no 1741. Ma lei giunse in Francia nel 1770.
GETTY IMAGES
Divenne poi un termine giornalistico per in- La Grande Muraglia cinese si vede
dicare giovani accattoni e piccoli criminali. 10 dalla Luna. È già difficile vederla dalla
E trovò la sua consacrazione definitiva con Stazione spaziale internazionale perché è
De Sica nell’omonimo film del 1946 (a sini- lunga migliaia di km, ma larga solo 9,5 m.
stra, un particoalre della locandina). GETTY IMAGES

11
A cura di Eu
ugenio Spagnuolo

Ag
Gp
A
una pri-
u
m occhia-
ma
taa, potrebbe
sembrare una calcola-
trice scientifica o forse
un vecchio cellulare. Ma
il Magellaan 1000 è ben
altro: il primo
p na-
vigatore Gps pen- Come tutti i gadget tecno- Il navigatore
sato per il gran- logici di quel periodo, il Ma- Magellan 1000
de pubbllico che, gellan 1000 è decisamente forniva solo le
nelle in ntenzio- ingombrante: 22 cm x 8 e un coordinate terrestri.
ni dell’azienda, lo peso di circa 700 grammi. E le
avrebbe usato per escur- caratteristiche tecniche non so-
sioni, gite in barca e scopi ricreativi. no granché: ha un display Lcd mul-
Oggi che Google Maps ci guida ti-linea e per funzionare un paio
dallo smartphone mostrandoci da d’ore richiede sei batterie AA. Una
satellite qualsiasi luogo, un ricevi- durata allora ragguardevole, il che
tore Gps capace di dare solo le co- ne giustificava il prezzo di vendita:
ordinate terrestri, senza uno strac- 3.000 dollari.
cio di mappa, fa sorridere. Ma nel Conviene comprarlo? Se siete al-
maggio del 1989, quando uscì, fu la ricerca di un navigatore satellita-
una rivoluzione: era una tecnologia re, si trova senz’altro di meglio e a
militare messa a disposizione di tut- prezzi più contenuti rispetto agli ol-
Orientarsi, per poco
ti. Nel 1983, infatti, il presidente sta- tre 400 euro richiesti su eBay per un Il Magellan 1000, il primo ricevitore
tunitense Ronald Reagan aveva libe- Magellan: il costo però non scorag- Gps per uso civile, era stato lanciato
negli Stati Uniti per il trekking e le gite
ralizzato l’uso del Gps per suppor- gia gli appassionati di modernaria-
in barca. L’apparecchio pesava però
tare l’aeronautica civile, in segui- to, che infatti considerano questo
700 grammi e le batterie duravano
to all’abbattimento del volo Korean reperto della preistoria dell’hi-tech appena un paio d’ore.
Airlines 007 da parte dei sovietici. un pezzo molto ambito. t

E NELLO STESSO ANNO...

POLITICA MONDO TECNOLOGIA ITALIA


9 novembre: viene abbattuto il Muro L’ayatollah Khomeyni pronuncia L’ingegnere Tim Berners-Lee Il governo De Mita stabilisce che
di Berlino, la barriera invalicabile via radio la fatwa di morte contro presenta al Cern di Ginevra il gli italiani devono contribuire al
lunga 43 km che divideva in due la Salman Rushdie, autore del libro I documento World Wide Web: costo delle prestazioni del Servizio
città. Era stato costruito nel 1961. versi satanici, considerato blasfemo. Summary. Nasce il Web. sanitario nazionale: debutta il ticket.

12
Il medico veneto che
“scoprì” il caffè
O
ggi il caffè è una be-

BRIDGEMANART/MONDADORI PORTFOLIO (2)


vanda di largo consu-
mo, da gustare a casa
o al bar, ma non è sempre sta-
to così. A eccezione di qual-
che mercante e viaggiatore, al-
la fine del ’500 il “vino d’A-
rabia”, come veniva chiama-
to, era pressoché sconosciuto
in Europa. Tra i primi a farlo
conoscere nel Vecchio conti-
nente per le sue “miracolose”
proprietà fu il medico Prospe-
ro Alpini.
Nella tradizione araba, già il
grande medico Avicenna ave-
va descritto intorno all’anno
Mille le qualità curative della A prima vista tino presto, il più calda possi-
pianta che Alpini raccontava Il medico Prospero bile. Tuttavia, era stato Alpini
di avere visto per la prima vol- Alpini (1553-1617): fu a fornire per la prima volta in
ta nel giardino di un turco, al il primo in Europa a Europa una descrizione accu-
Cairo. Dai suoi semi tostati gli raffigurare la pianta rata della pianta e a raffigurar-
egiziani ricavavano la bevan- del caffè (a sinistra) in la in una tavola botanica.
da detta caova, molto diffusa una tavola botanica. Alpini concluse i suoi gior-
nelle locande del Paese, dove ni a Padova, dove nel 1603
veniva consumata al posto del era stato nominato prefetto
vino. Alpini riferì che giova- dell’Orto botanico. Pochi de-
va alla digestione, “distruggeva egiziano, visitò le piramidi, ma quanto a vita avventurosa non cenni dopo la sua morte, av-
le ostruzioni dei visceri” e del- soprattutto prese nota delle do- era stato da meno. Nel 1560, venuta nel 1617, il consumo di
le vene, ed era consigliata al- ti medicamentose delle pian- durante uno dei suoi viag- caffè si diffuse in Europa. Nel
le donne durante te di quelle regio- gi naturalistici, era stato per- corso della seconda metà del
il ciclo mestruale. Alpini conobbe ni e degli usi te- sino catturato dai pirati alge- secolo, furono aperte le prime
Esordi. Nato rapeutici che ne rini al largo delle coste della sale da caffè: da quella di Lon-
in Egitto la Sardegna. dra nel 1652 a quella di Pari-
a Marostica (Vi) facevano i medi-
nel 1553, Alpi- pianta del caffè ci del luogo. Nero bollente. Nel 1573, du- gi nel 1689. E la coltivazione
ni era entrato in e le sue virtù Una volta ritor- rante una visita nell’antica cit- della pianta venne introdotta
contatto con que- nato a Venezia, tà di Aleppo, anche il medico ovunque il clima lo permettes-
sta nuova pianta durante il suo Alpini pubblicò i risultati del- tedesco Leonhard Rauwolf era se, da Giava alla Guyana, fino
avventuroso viaggio in Egitto le sue osservazioni. Tra il 1591 venuto a contatto con il decot- al Brasile. La leggendaria be-
come medico personale del e il 1592 realizzò due tratta- to, che la popolazione locale vanda dell’Arabia, dalle origi-
console Giorgio Emo, inviato ti dedicati rispettivamente al- chiamava chaube. Nel resocon- ni misteriose e dalle benefiche
al Cairo dalla Repubblica di Ve- la medicina e alle piante egi- to di quella spedizione, pubbli- proprietà mediche, diventò co-
nezia. Alpini vi rimase poco ziane, in cui discuteva di ma- cato una decina di anni dopo, sì ben presto materia di tratta-
più di tre anni durante i quali lattie, igiene e balsami di quel- raccontava che questa bevan- ti sull’uso e l’abuso della caf-
studiò la fauna e la flora loca- le terre. Erano scritti in forma da era nera come l’inchiostro, feina. Ma nessuno ne avrebbe
le, la geografia e il clima, le tra- di dialogo con il suo maestro curava i malanni dello stoma- fatto più a meno. t
dizioni e il carattere del popolo Melchiorre Guilandino, che in co e veniva consumata al mat- Elena Canadelli

13
PERSONAGGI

D’EPOCA

Bellezza alla sbarra


Il dipinto del francese Jean-Léon
Gérôme (1861) con l’episodio
MONDADORI PORTFOLIO/BRIDGEMAN

più celebre del processo a


Frine. Vedendo che per l’etèra
si metteva male, con un colpo
di scena, il suo difensore (e
amante) Iperide le tolse la
veste, convincendo i giudici ad
assolverla per la sua bellezza.

14
S
trana la vita. Soprattutto quel- città natale, Tespie (in Beozia), fu rasa
Un po’ cortigiana, un la di Frine, approdata ad Atene al suolo. La piccola sopravvisse al mas-
come umile rifugiata di guerra sacro della popolazione e si rifugiò ad
po’ musa ispiratrice: e poi diventata una vera e pro- Atene, col padre. Intorno a lei c’era la
pria star in città. Irriverente, malizio- miseria più nera e Mnesarete si adat-
ecco il ritratto di Frine, sa, bellissima, riuscì a far parlare di tò ai lavori più umili: raccoglitrice di
sé nelle cronache, cosa rara per una capperi, flautista nelle locande, attri-
l’etèra venuta dal nulla donna dell’antica Grecia. Ma non fu cetta di commedie. Si vedeva già con-
un’impresa senza rischi. dannata a una vita di stenti. Invece, il
che conquistò l’Atene Da bambina Mnesarete (questo il ve- destino aveva tutt’altro in serbo per lei.
BELLEZZA DIPINTA. Crescendo, Mnesare-
del IV secolo a.C. ro nome di Frine) visse da vicino gli
orrori della guerra: nel 371 a.C. la sua te diventava sempre più bella, tanto che
Modella richiesta
Copia romana (I-II secolo d.C.)
dell’Afrodite cnidia dello scultore
ateniese Prassitele: Frine ne fu
la modella.

La sua pittori e scultori iniziarono a proporle di


posare come modella. A contatto con il bel
compagnia era mondo dell’arte ateniese, Mnesarete deci-
se di sfruttare le sue qualità e diventare
così ambita tra un’etèra, una cortigiana di lusso.
«Questa categoria di donne è l’unica che
gli Ateniesi più le fonti antiche presentano come libera
e indipendente, nell’universo femminile
illustri che ben greco», spiega Gianluca Cuniberti, docen-
te di Storia greca all’Università di Torino.
presto divenne «Le etère sono infatti descritte come don-
molto ricca. ne che scelgono i propri uomini e che par-
MONDADORI PORTFOLIO/THE ART ARCHIVE

tecipano alla fortuna di questi grazie alla


E cominciò a loro intelligenza. Erano tra le pochissime
donne che riuscivano a emergere all’in-
scegliere lei terno di una società in cui erano gli uomi-
ni ad avere il potere. E dove le donne era-
stessa i suoi no sempre subordinate. Non stupisce dun-
que che le etère, ragazze anomale e fuori
amanti dagli schemi, abbiano catturato l’attenzio-
16
no le polemiche: Afrodite, infatti, veniva
Frine rappresentata
in un dipinto del
Non chiamatele prostitute qui rappresentata senza veli (cosa non co-
’700 mentre tenta di
sedurre, senza successo, L e fonti storiche descri-
vono le etère ateniesi
come donne benestanti
delle proprie ricchezze.
In verità, si trattava non
di rado di donne rapite,
mune) e, per di più, a prestare il volto al-
la dea era una cortigiana! La ragazza sta-
il filosofo Senocrate. va diventando un caso politico.
e istruite, alle quali gli violentate e costrette alla
uomini si rivolgevano non prostituzione. Ma anche di PROCESSATA. Abbandonato Prassitele
tanto per ricevere presta- personaggi in grado di im- (un’etèra non poteva permettersi di ave-
zioni sessuali (per questo porre la forza della propria re un solo amante), Frine si mise con Ipe-
c’erano le prostitute), intelligenza. Generalmen-
ride, uno dei migliori oratori (gli avvocati
quanto per il piacere della te erano infatti istruite. Si
compagnia. Spiega lo formavano nelle loro città del tempo) sulla piazza. Fu proprio lui, at-
storico Gianluca Cuniberti: d’origine, ma poi guerre torno al 340 a.C., a difenderla in tribunale
«Leggendo quanto gli an- e altri eventi traumatici le quando fu accusata di aver deriso gli dèi
tichi scrivono sulle etère si costringevano a trasferirsi dell’Olimpo e organizzato festini orgiasti-
è chiaramente di fronte a ad Atene. Grazie all’istru-
ci per venerare una nuova divinità. Il rea-
uno stereotipo di genere e zione ricevuta alcune di
di ruolo sociale». loro riuscivano a superare to era gravissimo (religione e politica coin-
Istruite. «Le fonti stori- sfruttamento e violenza cidevano, allora) e la pena, in caso di col-
che riferiscono vicende di e, addirittura, a instaurare pevolezza, era la morte. A puntare il dito
donne completamente un rapporto sincero con i contro Frine fu un suo ex amante, Eutia,
autonome e padrone propri amanti».
un truffatore di professione e un “sicofan-
te”, cioè un testimone pagato per sostene-
re false accuse durante i processi.
Ma chi e perché voleva la rovina di Fri-

MONDADORI PORTFOLIO/BRIDGEMAN
ne? Probabilmente il vero obiettivo della
congiura era Iperide, che aveva molti ne-
mici politici. «Difficile esprimersi sulla ve-
ra ragione del processo», spiega Cuniber-
ti. «Certo è significativo che ci fosse una
donna al centro di un evento processuale.
Le ateniesi non avevano personalità giuri-
dica: se provocavano un danno o commet-
tevano un reato, in tribunale ne risponde-
MONDADORI PORTFOLIO/BRIDGEMAN

vano il padre o il marito. Diverso il caso


delle etère che, in nome dell’indipendenza
economica, potevano essere processate».
MESSA A NUDO. Il processo a Frine fa par-
L’etèra Aspasia, amante
te delle colorite narrazioni sulle etère. Non
dell’ateniese Pericle, in
un dipinto del 1794. ci è pervenuta per intero l’arringa di Iperi-
de, ma quel che è certo è che Frine fu sca-
gionata. Con un colpo di scena, secondo
ne degli antichi, che dedicarono loro colo- anno divenne così richiesta da potersi per- Ateneo: Iperide vedendo che le sue paro-
rite narrazioni». Un destino al quale l non mettere il lusso di scegliere i suoi amanti, le non avevano effetto, “condusse la don-
sfuggì neppure la nostra Mnesarete. Anzi, negandosi a chi, invece, non le piaceva. na in un punto in cui tutti potessero ve-
la nostra Frine. Soltanto una volta subì l’affronto del rifiu- derla e, strappatele le vesti e denudatole il
DESIDERABILE. Per praticare la professio- to. Nelle Vite dei filosofi, Diogene Laerzio petto, introdusse con studiata arte retori-
ne serviva un nome d’arte: lei scelse Fri- (II-III d.C.) narra che la cortigiana tentò ca lamenti in sua difesa”. Abbagliati dalla
ne, che in greco antico significa “rospo” invano di sedurre il filosofo Senocrate, in- sconvolgente bellezza dell’etèra, i giudici
(phrýne), a causa della sua carnagione oli- sensibile ai piaceri della carne; stizzita per l’avrebbero assolta.
vastra. Elegante e raffinata nei modi, fece l’offesa, Frine avrebbe esclamato: “Non è Il processo, la vita scandalosa e le av-
carriera in fretta. E sapeva farsi desidera- un uomo, è una statua!”. Ma fu, appunto, venture con Ateniesi illustri non fecero
re: come racconta Ateneo di Naucrati (II- la proverbiale unica eccezione. che accrescere la fama dell’etèra. E in se-
III d.C.) “non era facile vedere Frine nuda; Chi invece non riuscì a resistere al suo guito la sua figura continuò a vivere. Si
infatti indossava una tunica aderente al fascino fu il grande scultore Prassitele. La disse che negli ultimi anni di vita era di-
corpo e non frequentava i bagni pubblici”. loro relazione iniziò verso il 365 a.C. Non ventata così ricca da essersi addirittura of-
Il successo sociale portò anche ricchez- sappiamo come i due si conobbero, ma ferta di ricostruire a proprie spese le mura
za. La vita di miseria era alle spalle: di- ben presto Frine divenne per l’artista, oltre della città di Tebe, distrutte da Alessandro
ventò talmente ricca da potere organizza- che amante, una musa ispiratrice. Lo scul- Magno. È solo un aneddoto. Ma, nel bene
re banchetti principeschi, che suscitavano tore riprodusse le curve perfette dell’etèra e nel male, è anche la prova che Frine era
l’indignazione degli Ateniesi più conserva- in diverse opere, tra cui l’Afrodite cnidia, ormai parte del mito greco. t
tori (o forse invidiosi). Nel giro di qualche uno dei suoi capolavori. Non mancaro- Simone Zimbardi

17
NATURA

Il più venduto
L ungo fino a due metri, dalla carne molto saporita,
il merluzzo (Gadus morhua) è, per gli europei, una
preziosa risorsa dalla fine del ’400, quando il navigatore
Giovanni Caboto arrivò sulle coste dell’odierna
Terranova e del Labrador: le acque dell’Atlantico
Settentrionale, al tempo, erano popolate da
una tale quantità di merluzzi che bastava getta-
re una cesta in acqua per vederla riempirsi.
Guerre del pesce. Il merluzzo era facile da es-
siccare e conservare sotto sale, il che lo rendeva
perfetto nei lunghi viaggi; senza, le grandi esplo-
razioni per mare non sarebbero state possibili. Le lotte
per il monopolio sul merluzzo, però, causarono anche
conflitti (tra baschi, inglesi, islandesi e altri) fino al ’900.

Dalla pecora alla zanzara, dal cavallo alla


pulce, gli animali che hanno avuto un
ruolo chiave nell’evoluzione dell’umanità
A cura di Gabriele Ferrari

Animali che
ci hanno
cambiato la vita
Il più utile
I l rapporto tra l’uomo e
le api è così antico che
precede persino la nascita
della scrittura. Risale a
quando i primi gruppi
di cacciatori-raccoglitori
scoprirono che gli alveari
(a destra, in una miniatura
del Quattrocento) intorno
a cui sciamavano questi
insetti contenevano miele,
una sostanza commesti-
bile, nutriente e molto
Il più docile
dolce, diventata il primo
dolcificante ben prima che
l’uomo imparasse a raffi-
D opo il cane, arrivò lei: sfruttata per il latte, la carne e soprat-
tutto la lana, la pecora è il secondo animale che abbiamo
addomesticato, nonché il primo erbivoro e il modello sul quale
nare lo zucchero. abbiamo poi allevato altri ovini, bovini, equini. La sua storia è ti-
Sotto le piramidi. L’apicol- picamente europea (in America arrivò portata dal Vecchio Mon-
BRIDGEMAN/MONDADORI PORTFOLIO (3)

tura nacque nell’antico Egitto, a partire dal 2500 a.C. circa, e fu do nel XVI secolo) e comincia 8.500 anni fa, nell’odierno Iraq.
praticata da Cinesi, Greci, Romani. D’altra parte i suoi prodotti si Pura. Simbolo di innocenza e purezza (sopra, il sacrificio religio-
possono utilizzare per fare qualsiasi cosa, dalle candele (per esem- so di un agnello in un dipinto del ’600), fonte essenziale di cibo,
pio, la Chiesa ortodossa greca usa solo quelle in cera d’api) ai di- la pecora fu anche protagonista nell’abbigliamento. L’uomo
sinfettanti, dai rivestimenti impermeabili per le navi alle tavolette lavora la sua lana fin dal 1500 a.C.: prima lo ha fatto a mano, poi
sulle quali scrivevano i Romani, che erano di legno, ma coperte di grazie alle macchine, a seguito dell’invenzione del telaio mecca-
uno strato di cera per poterle riciclare. nico nel XVIII secolo.
Il più oodiato
ebbre gialla, dengu ue, chikununya, ma-
laria. Tutte malattie che hanno causato
milioni di morti, e tutte riconducibili a un’unica
causa: la zanzara (a sinistrra, in un’illustrazione del
1905), che soprattutto nell’A Africa subsahariana è anco-
ra oggi il killer più letale. Certto, lo è indirettamente (non
trasmette le infezioni, bensì i virus che le causano), ma
è una distinzione oziosa se pensate
p che la sola malaria,
trasmessa dalla puntura di zanzara, ha causato nel l XX
secolo 3 milioni di morti in ttutto il mondo.
Contro lo sviluppo. Le cconseguenze di questa
epidemia costante non ssono solo mediche, ma
anche economiche: la p presenza di zanzare ha
infatti compromesso lo sviluppo di vaste
regioni, nell’Africa subsahariana,
ma anche lun ngo le coste
italian
ne.
MARY EVANS\SCALA

19
Il più prezioso

WHITE IMAGES\SCALA
F ino a 1.500 anni fa, il baco da seta

S+
APERNE era una creatura leggendaria in Occi-
DI PIÙ dente (a destra, disegnato nel 1840): il
suo segreto era custodito gelosamente
dai Cinesi, che l’avevano scoperto quasi
50 animali che 6.000 anni fa e ne avevano fatto una
hanno cambiato il delle colonne del loro impero commer-
corso della Storia, ciale. Dalla sua larva, infatti, si ricava
Eric Chaline (Ricca un filamento bianco che, se lavorato,
editore). diventa un tessuto pregiato, che in
Cina era riservato alle élite e che diven-
tò il primo prodotto d’importazione in
Occidente fin dal II millennio a.C.
In Occidente. Nel 522 d.C. l’imperatore
Giustiniano riuscì a ottenere alcune
uova di baco (la cui esportazione dalla
Cina era proibita) e, di fatto, a portare
la seta in Occidente. Nel ’700 la seta
diede poi impulso alla rivoluzione
industriale e fino alla Seconda guerra
mondiale è rimasta uno dei tessuti più
ricercati, salvo poi venire soppiantata
dal più economico nylon.

Anche il piccione ha avuto una funzione importante: prima come alimento


e poi, dagli Egizi in avanti, come mezzo di comunicazione persino in guerra

CHRISTIE’S IMAGES\SCALA
Il più fedele
N ella classifica degli animali addo-
mesticati, il lupo (e il cane, cioèè la
sua sottospecie domestica) è al primo poosto
da circa 15mila anni. I primi esemplari ven nne-
ro addomesticati in Cina, per aiutare nella ccaccia
e come animali da tiro impiegati da tutte quelle
civiltà (come gli indiani d’America) chee non
avevano cavalli a disposizione.
Versatile. Se il cane è noto come “il miglior amico
dell’uomo” è forse perché il più versatile: in i Me-
sopotamia era parte della dieta quotidiana, in
Europa è sempre stato utilizzato per la caaccia (a
destra, in un quadro del 1868). Ma anche per
missioni suicide: durante la Seconda guerra
mondiale i sovietici lo addestraro ono
come kamikaze contro i carri
armati tedeschi.
Il più venerato Il più battagliero
A limentazione, abbigliamen-
to, letteratura, religione:
non c’è un ambito in cui la muc-
S e nel 4000 a.C., in Asia, il
popolo dei Botai non avesse
scoperto quanto era comodo
ca non abbia lasciato il segno, spostarsi per la steppa a dorso
e non è un caso che sia ancora di cavallo, oggi forse annove-
oggi l’animale da allevamento reremmo questo animale tra
più diffuso. Allevata già ai tem- quelli addomesticati a scopi
pi degli Egizi, venerata in India puramente alimentari: nella
e Mesopotamia, al centro di preistoria, il cavallo era una pre-
miti come quello del Minotau- da così pregiata che 8mila anni
ro, la mucca ha avuto un ruolo fa fu sterminato dalle pianure
centrale anche nella colonizza- americane a causa della caccia
zione del Nuovo Mondo. eccessiva.
Nel West. Al loro arrivo in Ame- Arruolato. Furono i nomadi
rica nel ’500, i conquistadores dell’Asia Centrale a scoprire che
trovarono un territorio quasi i cavalli erano armi potentissi-
privo di animali addomesticati me: utilizzati dapprima per il
e introdussero il “loro” bestia- traino dei carri da guerra, intor-
me (a destra, una mandria no al IV secolo a.C. portarono
nell’800). Fu l’inizio della all’“invenzione” della cavalleria.
trasformazione delle grandi L’introduzione di sella e staffe
pianure americane (il West) in (II secolo d.C.) ne aumentò
una distesa di campi coltivati. l’efficacia finché, nel Medio-
Nel 1862, poi, lo Homestead evo, diventarono la punta di
Act permise la nascita dei primi diamante degli eserciti. L’arrivo
recinti e mise fine al pascolo in America dei primi conquista-
MARY EVANS/SCALA

libero: il primo passo verso dores a cavallo diede ai coloni


l’appropriazione definitiva dei un vantaggio incolmabile sui
terreni dei nativi americani. padroni di casa aztechi e inca.

Il più letale
M inuscola e indistruttibile, la pulce (sotto, un esemplare
al microscopio) è, in termini numerici, il killer peggiore,
responsabile di centinaia di milioni di morti e tre terribili pan-
demie. “Colpa” dei ratti, dei quali la pulce è un appassionato
parassita, e di Yersinia pestis, il bacillo responsabile della peste e
che abita nella saliva di questo insetto.
Pestifera. L’umanità ne scoprì gli effetti devastanti tra il VI e l’VIII
secolo, durante la cosiddetta peste di Giustiniano che flagellò
Costantinopoli e l’intero Impero romano d’Oriente per tre secoli:
la malattia arrivò a bordo delle navi, cariche di cereali e infestate

BRIDGEMAN/MONDADORI PORTFOLIO
di topi, che salpavano dall’Egitto. In poco più di due secoli, falciò
il 40% della popolazione di Costantinopoli e il 25% di quella
dell’intera regione, castrando le ambizioni bizantine di unifica-
zione degli imperi d’Oriente e Occidente. La peste colpì duro
altre volte: nel ’300 (quando la Morte Nera ridusse di un terzo la
popolazione europea) e poi, in Cina e India, tra il 1850 e il 1950.

Il più sfruttato
P arte della“sacra triade”dell’allevamento intensivo (con polli
e bovini), il maiale non è stato addomesticato da un singolo
popolo che ne ha diffuso poi l’uso. La trasformazione da cin-
ghiale (selvatico) a maiale (domestico) è avvenuta in sette fasi
(e in sette luoghi) diversi, tra cui la nostra Penisola.
Non si butta nulla. La domesticazione del cinghiale, inoltre,
non è stata unilaterale: sono stati questi animali, per primi, ad
GETTY IMAGES/SCIENCE SOURCE

avvicinarsi agli insediamenti umani. Attirati dai rifiuti, sono


stati gradualmente addomesticati e utilizzati per scopi alimen-
tari, ma anche per produrre scudi e scarpe (dalla pelle), armi e
utensili (dalle ossa) e spazzole (dalle setole). Sopra, raccolta di
ghiande per i cinghiali, nel Duecento.

21
TEMPO LIBERO

In gita
sulla vetta
Gli albori
dell’escursionismo
sui monti italiani,
dalla Valle d’Aosta
alle Dolomiti, nelle
foto del Touring
Club Italiano
A cura di Anita Rubini

Panorama
mozzafiato
Val Veny, 1941. Su
uno dei versanti più
selvaggi del Monte
Bianco, in cammino
verso l’allora
rifugio Gamba.

22
La principessa
Sul Cervino nel
1941: seconda da
sinistra, Maria José
del Belgio, moglie di
Umberto II
di Savoia, ultimo re
d’Italia nel 1946.
ARCHIVIO FOTOGRAFICO TOURING CLUB ITALIANO (2)

Apripista
Dal barbiere in
Valmalenco (Sondrio)
nel 1926. Fu dopo il
boom degli Anni ’60
che la zona si affermò
come meta turistica.
TOURING CLUB ITALIANO/GESTIONE ARCHIVI ALINARI
Anticaduta
Scarponi chiodati
degli anni Quaranta.
Fu l’imprenditore
e alpinista Vitale
Bramani a produrre le
scarpe “a carrarmato”
Vibram, nel 1935.

La bella Italia
Un campo del Touring
Club sulle Dolomiti
di Brenta, nel 1930.
Fondato nel 1894, il
Touring promuoveva
le bellezze meno
conosciute d’Italia.

24
In cordata
Nella zona di Solda
(Bolzano, Parco dello
Stelvio) nel 1920. Il
turismo vi giunse nel
1804, con la prima
ascensione all’Ortles
(3.905 metri).

In ghingheri
In abito tradizionale
a Gressoney (Aosta)
negli Anni ’40: in
origine il costume
gressonaro era più
sobrio e si usava nei
campi e nelle stalle.

Le scalate in Italia
iniziarono nei primi anni
ARCHIVIO FOTOGRAFICO TOURING CLUB ITALIANO (3)

dell’800, dopo la storica


ascensione alla vetta
del Monte Bianco,
dell’8 agosto 1786
TOURING CLUB ITALIAN/GESTIONE ARCHIVI ALINARI (2)

Sul green
Golfisti a Sestriere
(Torino) nel 1958.
Questo campo da
golf fu aperto nel
1932 su iniziativa di
Edoardo Agnelli: è
il più alto d’Europa.
NOVECENTO

Nel cuore del Cile l’ex nazista Paul Schäfer, nel 1961,
fondò Colonia Dignidad. Qui, sotto la dittatura
di Pinochet, avvennero abusi, crimini e torture

COLONIA
INDEGNITÀ

L’entrata di Colonia Dignidad negli Anni ’80. All’epoca era una


“comune agricola” da cui era praticamente impossibile fuggire.
PAUL SCHÄFER

U
n’autentica villa tedesca per
incantare i sensi”. È questa Aveva un occhio di vetro e lo
la frase di benvenuto che sguardo magnetico. Ex membro
appare sul sito web di Villa della Hitlerjugend, nel 1961 fu
Baviera, oggi un complesso turistico (ol- accusato di pedofilia, fuggì in
tre che una comune) nella regione a sud- Cile e vi fondò una comune.
est di Parral, in Cile, a circa 400 km dalla
capitale Santiago. Tra prati, campi e bo-
schi si possono svolgere varie attività, ci
sono piscina e idromassaggi, si può anda-
re a cavallo, fare trekking. E soprattutto
portare i bambini, perché qui le attrazioni
non mancano, dalle biciclette sull’acqua

ASSOCIATED PRESS
ai giochi per l’infanzia. Eppure questo
luogo, dove oggi si può provare l’ebrezza
dell’Oktoberfest a migliaia di chilometri
dalla Germania, è stato per quasi 40 an-
ni il teatro di alcuni dei più atroci crimini
commessi contro l’umanità. E soltanto og-
gi se ne riparla, dopo che la Germania ha
desecretato i documenti su questa oscura
vicenda, che un film (Colonia Dignidad,

AFP/GETTY IMAGES
di Florian Gallenberger) ha contribuito a
far riemergere dall’oblio.
IL PREDICATORE. A fondare Villa Baviera
o, come era detta in origine, Colonia Di-
gnidad, fu nel 1961 un emigrante tedesco
e predicatore battista, Paul Schäfer. All’e- MANUEL CONTRERAS
poca aveva 40 anni ed era fuggito insieme Capo della Dina, polizia segreta
a un gruppo di seguaci dal suo Paese na- di Pinochet. Dopo vari processi
tale, la Germania. Cresciuto nella Gioven- per omicidio e violazione dei
tù Hitleriana (Hitlerjugend), da caporale a diritti umani è stato condannato
vent’anni era stato infermiere nella Wehr- a 546 anni e 2 ergastoli.
macht. E dopo la Seconda guerra mon-
diale, chitarra in spalla, si era reinventato
profeta della parola di Dio, quando il suo
Paese era ancora economicamente e mo-
ralmente prostrato, in cerca di nuovi va-
lori a cui aggrapparsi.
Nel 1959 a Heide, in Germania, insie-
me all’amico Hugo Baar fondò una socie-
tà benefica per le vedove e gli orfani, in-
sieme ad alcuni accoliti. “Quando lo vidi
per la prima volta”, raccontò Gudrun Mül-
ler, moglie di Wolfgang Müller, al fianco
di Paul per tutta la vita, “pensai di avere
visto Gesù Cristo”. Era questo l’effetto che
Schäfer faceva sugli altri, nonostante l’a-
spetto allampanato e un occhio di vetro.
Pare che lo avesse perso in seguito a un
incidente con una forchetta, ma andava
in giro dicendo che era una ferita di guer-
ra. Di lì a poco, nel 1960, cominciarono
AUGUSTO PINOCHET
per lui i guai: arrivarono le prime accuse
di molestie sui bambini. Dittatore del Cile dal 1973 al
RIFUGIATO IN CILE. Per questo nel 1961 1990. Arrestato nel ’98 per crimini
si rifugiò in Sud America, in Cile, dove contro l’umanità, fu rilasciato per
motivi di salute. Morì nel 2006
molti ex nazisti si erano già dati alla mac-
con i processi ancora in corso.
AFP/GETTY IMAGES

chia. E, agitando lo spauracchio del co-


27
ANSA
munismo, convinse diversi connazionali
a seguirlo. Qui fondò una comune agrico-
la, chiamata Colonia Dignidad. Gli adepti
venivano sfruttati da Schäfer per ampliare
la proprietà e fargli accumulare ricchezze.
Tutti, compresi i bambini dai 7 anni in su,
abbigliati da contadini tedeschi, doveva-
no lavorare, anche 12 ore al giorno, sen-
za salario né riposo settimanale, sfamati
solo con un tozzo di pane e una tazza di
tè. Schäfer fece edificare anche una scuo-
la e un ospedale, gratuiti, per tutti, e così
Lavori forzati facendo riuscì a far passare la colonia per
associazione benefica, ricavandone cre-
Dall’alto: bambini a
tavola e uomini al
dibilità e aiuti economici. Per alcuni ci-
lavoro nella colonia leni Colonia Dignidad, divenne un luogo
negli Anni ’60; dove educare i propri figli “alla tedesca”.
in basso, il tedesco PAURA E MANIPOLAZIONI. Ma se dall’ester-
Tobias Müller e il no Colonia Dignidad sembrava un paradi-
cileno Gonzalo Luna, so, dentro era l’inferno. Tv, giornali, radio
all’epoca ventenni, e calendari erano assolutamente proibiti,
che riuscirono a chi sgarrava subiva un processo di fron-
scappare dalla te all’intera comunità (circa 300 persone)
colonia nel 1997. e le pene erano corporali. Il “condanna-
to” inoltre veniva privato del cibo e in ca-
si di recidiva trattato con psicofarmaci per
fiaccarne la volontà. Nella comune i bam-
bini, appena nati, venivano tolti ai geni-

I bambini crescevano senza


sapere chi erano i genitori,
perché subito dopo il parto
erano affidati agli adulti della
comunità, chiamati “zii” e “zie”
tori biologici per essere affidati a “zie” e
“zie”. Su tutti dominava Schäfer, lo “zio
permanente” che si circondava di bambi-
ni di cui, si scoprì poi, abusava.
Winfried Hempel – una delle sue vitti-
me, oggi avvocato e che con altri ha in-
tentato una causa contro il governo cile-
no e quello tedesco, considerati conniven-
ti – lo ricorda così: «Il suo sguardo ti pa-
ralizzava e non conoscere tuo padre e tua
madre ti faceva sentire veramente solo».
Molti di quei bambini erano stati affida-
ti alla comunità da orfanotrofi. Il sistema
funzionava grazie a funzionari compia-
centi e a un sistema di corruzione capilla-
re, interno ed esterno alla colonia. Chi co-
priva le molestie (in qualche caso persino
i genitori) godeva di numerosi benefici.
Nonostante la complicità della polizia
ANSA (3)

locale, già nel 1977 ci fu il primo rapporto


28
ufficiale di Amnesty International, che de-
nunciava crimini nella comunità. Ma non
bastò. L’ex nazista, vicino ai politici cile-
ni di estrema destra, cominciò a ospitare
nella sua colonia nazisti in fuga dall’Euro-
pa (v. riquadro alla pagina successiva). E
il golpe militare del generale Augusto Pi-
nochet, avvenuto l’11 settembre 1973, si
rivelò per Schäfer un’occasione da coglie-
re al volo: poteva mettere le sue stanze
segrete e le sue tecniche di tortura al ser-
vizio del dittatore.
CENTRALE DI TORTURA. Numerosi oppo-
sitori vennero catturati dalla Dina (la po-
lizia segreta cilena, guidata dal colonnel-
lo Manuel Contreras) e rinchiusi nei sot-
terranei della colonia. Qui la pratica più
comune era l’elettroshock, con elettrodi
applicati in tutto il corpo, persino dentro
orecchie e parti intime. Moltissimi prigio-
nieri morirono e vennero sotterrati in fos-
se comuni. In pochi si salvarono, unici te-
stimoni di quegli orrori.
Il legame con il regime militare di Pino-
chet si fece sempre più stretto. Nei ma-
gazzini segreti costruiti nei sotterranei fu-
rono nascoste numerose armi, molte di
più di quante Schäfer e i suoi collaborato-
ri avessero bisogno per tenere in scacco,
con il terrore, i coloni. La proprietà era
recintata con filo spinato e controllata da
uomini su torrette, oltre che da telecame-
re e allarmi azionati da rilevatori di movi-
mento. Le armi accumulate erano di tutti La scoperta
i tipi: oltre a quelle più fantasiose, degne Dall’alto: l’entrata di
di James Bond, come le penne che spara- un tunnel segreto in
vano proiettili o bastoni con una lama na- cui venivano torturati
scosta, c’erano bazooka, mitragliatori da i prigionieri; poliziotti
guerra e perfino un carro armato. Tutte cileni nel 2005 con
armi che Schäfer faceva entrare e uscire alcune armi (in tutto
erano 2 tonnellate)
di nascosto dal Cile, per denaro.
scoperte a Colonia
Nella colonia vennero allestiti laborato-
Dignidad. Sotto, foto
ri per testare gli effetti del gas letale Sarin, di desaparecidos che
che la Dina voleva usare contro gli oppo- potrebbero essere
sitori del regime. La comune era ormai di- morti nella colonia.
ventata uno Stato nello Stato. Colonia Di-
gnidad prese parte all’Operazione Condor
(1974), organizzata dai servizi segreti sta-
tunitensi (la Cia) in complicità con alcuni
Paesi sudamericani (il Cile di Pinochet e
l’Argentina del dittatore Jorge Rafael Vi-
dela, responsabile della scomparsa di de-
cine di migliaia di persone, il Paraguay
di Alfredo Stroessner Matiauda). L’ope-
razione voleva contrastare attività comu-
niste con ogni mezzo, inclusi rapimenti,
torture e omicidi. «Le connivenze erano
CONTRASTO (3)

estesissime e coinvolgevano uomini d’af-


fari, giudici e politici», ha spiegato Beli-
29
NAZISTI IN SUD AM
MERICCA: VERITÀ E FALSI MITI
D a anni gli storici ne discuto-
no: esisteva davvero il Piano
Odessa, la rete segreta che dal
ufficiale delle Ss e uno dei mag-
gior responsabili dello sterminio
degli ebrei, catturato 10 anni
cato per crimini di guerra e la
sua fuga fu legata alle accuse
di pedofilia. Tuttavia, grazie al
Leggende. A lungo si è detto
che anche Martin Bormann, ca-
po della Cancelleria del partito
1944 avrebbe salvato molti dopo e condannato a morte in potere e alla protezione otte- nazista durante la guerra e se-
nazisti dalle condanne dei tri- Israele. Nello stesso Paese trovò nuti in Cile, si diede da fare per gretario personale di Hitler, non
bunali internazionali, facendoli rifugio anche Erich Priebke, nascondere a Colonia Dignidad fosse morto a Berlino nel 1945 e
fuggire in Sud America? Quel agente della Gestapo e ufficiale molti ex nazisti, tra cui il “dottor si fosse rifugiato nella colonia di
che è certo è che dopo la caduta delle Ss, uno dei responsabili del morte” Josef Mengele, triste- Schäfer. L’ipotesi è stata smen-
della Germania di Hitler, nel massacro delle Fosse Ardeatine. mente noto per gli esperimenti tita negli Anni ’90, quando, in
1945, molti responsabili nazisti Klaus Barbie, il boia di Lione, con sugli internati di Auschwitz. Con un cantiere a Berlino, furono ri-
di crimini di guerra scapparono la complicità del governo ame- Schäfer probabilmente Men- trovati alcuni resti umani. Il Dna
nei Paesi latinoamericani, accolti ricano si stabilì invece in Bolivia, gele condivise alcuni metodi di non ha lasciato spazio a dubbi:
dalle dittature militari. dove lavorò per i servizi segreti. tortura, attraverso i quali estor- si trattava dei resti di Bormann,
Ospiti graditi. In Argentina nel Benvenuto Mengele. Quanto a cere informazioni e confessioni ucciso dopo la fuga dal bunker
1950 si stabilì Adolf Eichmann, Paul Schäfer, lui non era ricer- ai prigionieri di Pinochet. di Hitler.

Nel 2005, a 84 anni, Schäfer


fu condannato a 20 anni per
pedofilia, detenzione di armi
e crimini contro l’umanità.
Morì in carcere nel 2010
sario Velasco, ministro degli Interni cile-
no dal 2006 al 2008. Come raccontato dal
vescovo Carlos Camus, molti notabili ci-
leni furono ricattati con filmati hot girati
durante festini erotici organizzati per lo-
Benvenuti a ro nella colonia.
Villa Baviera IN CERCA DI GIUSTIZIA. Negli Anni ’90 il
Nella ex colonia, potere di Schäfer iniziò a sgretolarsi. Do-
chiamata oggi Villa po la caduta di Pinochet, l’ex santone te-
Baviera, esistono desco capì che il Cile non era più un luo-
ancora la comune go sicuro. Nel 1997 fuggì in Argentina,
agricola (sopra) e prima che le accuse di molestie su minori
un albergo. I coloni presentate da 26 persone (bambini all’e-
si vestono talvolta poca dei fatti) potessero farlo finire in car-
con abiti tradizionali cere. A maggio dello stesso anno le forze
(sotto) per cerimonie,
dell’ordine entrarono nella colonia.
feste ed eventi.
Nel 2005 Schäfer, ormai 84enne, fu arre-
stato ed estradato in Cile, dove venne con-
dannato a 20 anni (e non all’ergastolo, co-
me ci si aspettava) per pedofilia, traffico di
armi e violazione dei diritti umani. Morì in
carcere il 24 aprile 2010.
Alcuni membri della colonia accusati di
molestie su minori vennero arrestati. Al-
tri, come il medico tedesco Hartmut Hopp,
nel 2011 condannato per complicità in 16
casi di abusi, fuggirono in Germania. Dove
un magistrato, lo scorso giugno, ha chie-
sto di far scontare a Hopp i 5 anni della
CONTRASTO (2)

sentenza cilena in una prigione tedesca. t


Marco Consoli

30
I L E E M O Z I O N I
WARS. RIVIV
DELLE GRANDI
I E D E L L A S T O R IA.
BATTAGL

MEGA-POSTER
IN REGALO

Quante battaglie sono state combattute nella nostra penisola? Quante guerre si sono succedute sul suolo italiano in oltre 2.500 anni di storia?
Ecco una selezione degli scontri più importanti, spettacolari, cruenti o comunque fondamentali: dalle Guerre puniche alla Linea Gotica, dal fiume Metauro
alle battaglie dell’Isonzo, dagli assedi nella Magna Grecia alle lotte risorgimentali, dalle lotte tra guelfi e ghibellini alle trincee della Grande guerra.
E IN PIÙ, IL MEGA POSTERONE DELLE BATTAGLIE IN ITALIA, UN IMPERDIBILE REGALO PER GLI APPASSIONATI.

WARS LA STORIA IN PRIMA LINEA

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PRIMO PIANO
CAPITALI
DA RISCOPRIRE
Le città che attraverso
i secoli sono state il
cuore di regni e imperi
e che poi sono cadute
nell’oblio. Alcune
sono rimaste famose
METROPOLI per le loro rovine,
BABILONIA altre hanno perso per
pag. 36 sempre il loro ruolo.

DISTRUGGETE
CARTAGINE!
pag. 42

SOISSONS,
L’ULTIMA ROMA
pag. 46

L’AQUISGRANA
CAROLINGIA
pag. 50

LE GLORIE
DI LUBECCA
pag. 55

GLI AZTECHI DI
TENOCHTITLÁN
pag. 56

TAMERLANO A
SAMARCANDA
pag. 60

LA CAPITALE
DEI SUDISTI
pag. 66
■ Benvenuti
L’ALTRA Una “porta dei leoni” assira
J. CABRERA

ALESSANDRIA (IX secolo a.C.): presidiava città


pag. 68 mesopotamiche, come Nimrud.

33
PRIMO PIANO

Le città dimenticate con


Dalle Americhe precolombiane all’Estremo Oriente, 30 città che furono potenti
1 2
1862-1865 1000 A.C.-VIII SEC. D.C.
RICHMOND TEOTIHUACAN
(VIRGINIA, USA) (MESSICO)
CONFEDERATI PRECOLOMBIANI
Fu la capitale sudista Capitale di vari popoli
durante la Guerra di precolombiani, nota
secessione americana. per le sue piramidi.

1325-1521
TENOCHTITLÁN
(MESSICO)
AZTECHI
Distrutta dagli spagno-
li, sulle sue rovine sorse
Città del Messico.

IX SECOLO D.C. 1
CIUDAD PERDIDA
(COLOMBIA)
PRECOLOMBIANI
Misterioso centro,
forse capitale di una 3
federazione di città. 2

5
4
IX-XV SECOLO D.C.
CHAN CHAN
(PERÙ)
CHIMOR
Fu la più grande città 5
precolombiana, prima
degli Incas. 6
6

XV SECOLO
MACHU PICCHU
(PERÙ)
INCA
La capitale del regno
incaico cancellato
dai conquistadores.

7 8 9

XIII-XVII SECOLO X-XII SECOLO V SECOLO


TIMBUCTÙ CORDOBA SOISSONS
(MALI) (SPAGNA) (FRANCIA)
IMPERO DEL MALI ARABI ROMANI
Cuore del più grande Capitale del Fu l’ultimo baluardo
impero dell’Africa califfato omayyade della romanità,
occidentale. di Andalusia. travolto dai Franchi.

10 11 12 13 14 15

VIII-IX SECOLO XIII-XVII SECOLO IX SECOLO-146 A.C. XII SEC.-I SECOLO A.C. IV SEC. A.C. E 1900 1500 A.C.
AQUISGRANA LUBECCA CARTAGINE SPARTA ALESSANDRIA HATTUSA
(AACHEN, GERMANIA) (GERMANIA) (TUNISIA) (GRECIA) (EGITTO) (TURCHIA)
FRANCHI HANSA FENICI LACEDEMONI GRECI E INGLESI ITTITI
Capitale del regno di Città leader dell’Han- Colonia fenicia e Città-Stato sconfitta da Passata la gloria elleni- Capitale del regno
Carlo Magno, sede del- sa, alleanza tra città potenza marittima Atene, costretta a una stica, rifiorì all’inizio ittita, superpotenza
la Scuola Palatina. marittime del Nord. distrutta da Roma. lunga decadenza. del Novecento. del Vicino Oriente.

34
una storia da ricordare
capitali e che oggi sono in rovina, o sono l’ombra di una passata grandezza.
30

IX-XV SECOLO
ANGKOR
(CAMBOGIA)
KHMER
Cuore dell’Impero
Khmer, tra i più poten-
ti del Sud-est asiatico.

29

1600-1046 A.C.
YINXU
(CINA)
11 SHANG
28
10 Capitale della prima
9 dinastia storica cinese,
sul Fiume Giallo.

15 23
8 28
12 13
25
14
29 1206-1368
21 22 KARAKORUM
16
24 26 (MONGOLIA)
17 MONGOLI
Capitale dell’Impero
7 27 30 mongolo fondata dal
18 figlio di Gengis Khan.
19
27

1336-1646
20
VIJAYANAGARA
(INDIA)
DRAVIDI
Capitale dell’impero
induista che si oppose
ai sultanati islamici.

26

XVI-XVIII SECOLO
FATEHPUR SIKRI
(INDIA)
MOGHUL
Capitale del ricco
impero islamico
moghul.

16 18 22 25

2700-2200 A.C. VIII-IV SEC. A.C. VIII-VI SECOLO A.C. VI-I SECOLO A.C.
MENFI NAPATA E MEROE BABILONIA TAXILA
(EGITTO) (SUDAN) (IRAQ) (PAKISTAN)
EGIZI NUBIANI CALDEI GANDARA
Fu la prima capitale Capitali del Regno di La città di Nabucodo- Con Peshawar, centro
dell’Egitto unificato, Kush, la terra dei nosor II, della torre e della civiltà indo-
nell’Antico Regno. “faraoni neri”. dei giardini pensili. ellenistica di Gandara.

17 19 20 21 23 24

1990-1780 A.C. I SEC. A.C.-IX D.C. 1856-1890 VI SEC. A.C.-II D.C. XIV-XVII SECOLO 3300-1300 A.C.
TEBE AKSUM ZANZIBAR PETRA SAMARCANDA MOHENJO-DARO
(EGITTO) (ETIOPIA) (TANZANIA) (GIORDANIA) (UZBEKISTAN) (PAKISTAN)
EGIZI AKSUMITI SULTANATO DI Z. NABATEI TIMURIDI VALLINDI
Fu la capitale del Regno dell’altopiano Stato che controllava Florida capitale del Fondata da Tamerlano, Capitale della civiltà
Medio Regno (e poi etiopico di cui restano i traffici dell’Africa Regno nabateo e fu capitale del suo dell’Indo, insieme alla
anche del Nuovo). enigmatici obelischi. Orientale. centro di commerci. impero asiatico. gemella Harappa.

35
PRIMO PIANO

BABILONIA, capitale del più grande regno


mesopotamico, fu la culla di una civiltà illuminata
e all’avanguardia. Per questo entrò nel mito

BABELE

36
SOL90IMAGES
B
abilonia “la bella”. Faro culturale suo massimo splendore nel VI secolo
dell’antico Vicino Oriente. Porta de- a.C. sotto il regno di Nabucodonosor
gli dèi, come dice il suo nome accadi- II, storia e leggenda si confondono.
co (Bab-El, porta di Dio). Centro ne- Soltanto le più recenti scoperte ri-
vralgico della cultura. Crocevia di popoli pro- escono a fare un po’ di chiarezza
venienti da ogni dove: Iran, Persia, Siria, Egitto, nelle vicende di questa capitale
Giudea. Babilonia multiculturale, una New York oggi perduta nel deserto.
della Mesopotamia, fu anche città di scienziati, TRA BIBBIA E STORIA. Fino alla
matematici, astronomi e letterati. Pensatori che fine dell’Ottocento Babilonia era soprattutto
hanno lasciato il segno nel sapere. Ma anche Ba- quella descritta dalla Genesi (VI secolo a.C.) e I misteri della città
bilonia “la corrotta”, e “la superba”: la città che, dai racconti del greco Erodoto (V secolo a.C.). che non c’è più
secondo il mito biblico, sfidò Dio costruendo la «I classici ci hanno lasciato una descrizione Ecco come poteva apparire
leggendaria torre che avrebbe dovuto toccare il leggendaria e fantastica della città, descrizione Babilonia nel VI secolo a.C.,
difesa da doppie mura e da
cielo, ma che Jahvè punì seminando la discordia che, per quanto deformata, risultò fondamenta-
otto porte. Sopra, in rosso, la
simboleggiata dalle diverse lingue del mondo. le nell’orientare, almeno a livello preliminare,
parte ricostruita sotto.
Quando si parla della città sorta sulle rive gli scavi tedeschi dell’immenso impianto urba-
dell’Eufrate nel III millennio a.C., e giunta al no», spiega l’archeologo Paolo Brusasco, docen- 1 La porta principale,
dedicata alla dea Ishtar.
Oggi si può ammirarne una
ricostruzione a Berlino.
2 2 Etemenanki, il tempio
più alto della città. Costruito
così per agevolare la discesa
in Terra alle divinità.

3 Palazzo reale: formato da


cinque cortili e terrazzi con
giardini rinfrescanti.

3
te all’Università di Genova e autore del saggio secolo a.C. divenne la capitale. E uno straniero
Babilonia (Raffaello Cortina Editore), che ha che fosse arrivato lì in quegli anni avrebbe ca-
Dall’Eufrate contribuito a riportare alla luce pezzi d’interes- pito subito che chi abitava dietro a quelle mura,
a Berlino se archeologico proprio in questo sito. il popolo dei Caldei, era ricco e molto potente.
Gli scavi di fine ’800 alzarono un primo velo METROPOLI. Ad accoglierlo, sulle rive dell’Eu-
L a caccia all’antica
Babilonia iniziò nel
1899 e fu condotta
sulla storia della città. L’archeologo tedesco Ro-
bert Koldewey, che nel 1913 scrisse il resoconto
frate, il viaggiatore di 2.500 anni fa avrebbe tro-
vato uno spettacolo stupefacente. «Con un’e-
dall’archeologo tede- del suo lavoro, fu il primo a far rivivere quella stensione di oltre 1.000 ettari e una popolazio-
sco Robert Koldewey
in una missione capitale dimenticata. Con la Prima guerra mon- ne di almeno 200mila persone, era la città più
complicatissima, du- diale alle porte, il mondo stava aprendo gli oc- grande dell’antichità», precisa Brusasco. Per en-
rata ben 18 anni. «Il chi su questo gioiello perduto a circa 80 km a trare a Babilonia, circondata su un lato dal fiu-
momento non poteva sud di Baghdad. me e sugli altri due da canali larghi anche 30
essere migliore», spie- La città che Koldewey portò alla luce era quel- metri, si attraversava uno dei giganteschi pon-
ga Brusasco. «La Ger-
mania voleva sponso- la del re Nabucodonosor II. Cioè del “padre” ti e una delle altrettanto monumentali otto por-
rizzare operazioni di della Babele entrata nell’immaginario: mura te. La più celebre era dedicata alla dea Ishtar e
scavo che fruttassero turrite, decorazioni in mattoni smaltati a rilie- oggi la potete ammirare a Berlino, dove fu por-
una collezione nazio- vo e imponenti ziqqurat (templi sparsi in realtà tata dagli archeologi: un tripudio di mattonelle
nale di antichità me- in tutta la Mesopotamia). Babilonia aveva ori- smaltate di blu e animali sacri.
sopotamiche degne di
rivaleggiare con quelle gini molto più antiche, ma prima del grande re Come ogni capitale del tempo, era circonda-
esposte al Louvre di era stata una località periferica. Soltanto nel VI ta da una doppia cerchia di mura. Praticamen-
Parigi o al British Mu-
seum di Londra».
Mission impossible.
Gli scavi, con tempe-
rature che d’estate
OASI TRA TERRA E CIELO
toccavano anche i I mesopotamici, con complessi sistemi d’irrigazione, inventarono
50 gradi, si rivelarono tetti verdi e “boschi verticali”. Ma forse i giardini pensili erano a Ninive.
un grande successo:
permisero infatti alla
missione tedesca di
recuperare i preziosi
E rano una delle Sette meraviglie del mondo
antico, ma i celebri giardini pensili esiste-
vano davvero, e soprattutto, si trovavano
ALLO ZOO
I giardini ospitavano
frammenti di mattoni animali autoctoni ed
proprio a Babilonia? Secondo alcuni storici esotici: cervi, pavoni e
smaltati oggi esposti erano in realtà a Ninive (a 500 km di distanza, leoni in gabbia.
al Pergamon Museum sul fiume Tigri). A dimostrarlo, per alcuni, un
di Berlino. «A causa bassorilievo del palazzo di Sennacherib (re
della guerra le 536 cas- assiro), raffigurante giardini simili. OCCHIO ALLE
se di mattoni istoriati INFILTRAZIONI
di Babilonia giunsero a I canali d’irrigazione
Berlino solo nel 1927, venivano
ben 10 anni dopo la impermeabilizzati
fine degli scavi», ricor- con un asfalto
da Brusasco. «Come in naturale (bitume).
un puzzle, i frammenti
vennero ricompo-
sti. Magicamente si
rivelarono le figure
NATIONAL GEOGRAPHIC

Immagine del 1910 nel sito durante


mostruose di geni
gli scavi che durarono 18 anni.
guardiani, ricostruite
con i pezzi originari
fissati su imponenti
murature moderne di
mattoni, cotti in spe-
ciali forni per ricreare
il colore del laterizio
originale». Dal 1930
fu ricostruita così, nel
museo tedesco, una
parte (la più piccola
sezione frontale) del- IMPERMEABILI
la Porta di Ishtar, la I terrazzamenti
principale delle otto erano ricoperti di
entrate monumentali bitume, impiegato
che permettevano per limitare
l’accesso a Babilonia. le infiltrazioni
d’acqua nel terreno.

38
PANORAMA
BIBLICO Gli scavi archeologici
Forse, dai giardini
pensili si vedeva
la “torre di Babele” IMPIANTO
indicano che Babilonia fu la
(la ziqqurat detta D’IRRIGAZIONE
Etemenanki). I canali erano prima metropoli antica a
alimentati da un
sistema a cascata. superare i 200mila abitanti

APERTI
AL PUBBLICO
I giardini pensili,
oltre ad abbellire la
città, erano fonte di
refrigerio per tutti.
NATIONAL GEOGRAPHIC (3)

Etemenanki, la ziqqurat più


famosa e alta di Babilonia,
costruita in onore del dio
Marduk, diede origine al mito
biblico della Torre di Babele
te invalicabili: erano spesse fino a 30 metri e al- del regno mesopotamico: per ultimarla, Nabu-
te più di 20. codonosor II usò i bottini provenienti dalle cam-
CITTÀ GREEN. «A differenza delle nostre metro- pagne militari in Assiria e in Oriente.
poli occidentali, Babilonia non era solo mattone Il re, oltre a essere un grande generale, era an-
e asfalto: all’interno delle mura c’erano nume- che un amante della bella vita. I racconti dei
rosi quartieri residenziali suburbani, inframez- viaggiatori descrivono vere meraviglie della sua
zati da aree verdi, parchi fantastici, orti botani- reggia: nell’ala privata Nabucodonosor II avreb-
ci e giardini zoologici», continua Brusasco. Era- be edificato addirittura i leggendari giardini pen-
no forse questi i leggendari “giardini pensili” di sili (ma per altri si trovavano invece nella città
Tracce Babilonia, che i Greci misero tra le Sette meravi- di Ninive, sul Tigri). Sarebbero sorti sui terraz-
di gloria glie del mondo antico? Forse. E in ogni caso era- zamenti del bastione che si affacciava sull’Eu-
I resti della città no solo un anticipo di altre meraviglie. frate, dalla cui sommità si poteva godere di una
che sorgeva lungo Il cuore di Babele era la sua torre. O meglio, il vista mozzafiato su tutta la città.
l’Eufrate (in alto) centro sacro della città. Qui svettava la ziqqurat LA CITTÀ DEL FUTURO. «Babilonia era davvero la
a inizio ’900: tra chiamata Etemenanki: un “grattacielo” a grado- New York dell’antichità. Non a caso Aristotele
questi, il viale delle ni di 90 metri di lato che arrivava a un’altezza la definì “una città immensa”», spiega Brusasco.
processioni (a destra)
totale di 90 metri. A dire la verità alcuni ricerca- «La capitale era a tutti gli effetti il fulcro cultura-
al quale si accedeva
tori l’hanno recentemente ridimensionata a una le del mondo antico: vi si riversavano studiosi,
attraverso la Porta
di Ishtar (qui sopra, settantina di metri, ma doveva comunque essere pensatori e uomini d’affari provenienti da ogni
la parte rimasta a impressionante. Il settimo e ultimo piano era ri- dove che comunicavano tra loro tramite la lin-
Babilonia, relativa vestito di mattoni smaltati in azzurro e custodi- gua franca del tempo, l’aramaico». Ma perché
alla parte più antica va un tempietto di Marduk. La biblica Torre del- tutti andavano proprio lì? Non è difficile rispon-
della costruzione). la Genesi era anche un simbolo delle conquiste dere: quella città rappresentava il futuro.
40
B. BALOGH/ARTRESOURCE/SCALA
Deportati
«Atene non aveva ancora raggiunto l’apice del ra. Ma non solo. «Ben prima di Nabucodonosor, in massa
suo sviluppo e Roma era poco più che un villag- nel II millennio a.C., si era diffusa la figura chia- Nabucodonosor II, nel
gio in riva al Tevere», spiega l’archeologo. Babi- ve del “saggio babilonese itinerante”, che viag- 587 a.C., rase al suolo
lonia era invece il luogo dove la scienza del tem- giando fondava scuole in tutto il Medio Oriente Gerusalemme, che
po era all’avanguardia. e in Egitto: la scrittura a caratteri cuneiformi di- si rifiutava di pagare
Lì mossero i primi passi l’aritmetica, la geo- venne il mezzo di trasmissione delle conoscen- i tributi, e deportò
metria, l’algebra, l’astronomia (e l’astrologia), la ze, comprese quelle scientifiche, e la lingua ac- l’intera popolazione
ebraica in Babilonia.
fisica, l’ingegneria, l’arte medica. Semplifican- cadica-babilonese la lingua del sapere, cono-
Nell’immagine, gli
do un po’ potremmo dire che senza i Babilone- sciuta ovunque nell’area». Questi “saggi caldei” Ebrei esiliati davanti
si non sapremmo misurare gli angoli, calcolare divennero spesso precettori di principi e sovra- alla facciata del
la radice quadrata e quella cubica. «Gli astrono- ni. «Lo rivela anche una versione cristianizzata palazzo del sovrano.
mi babilonesi svilupparono un sistema empiri- della vita di Gautama Buddha, in cui si narra la
co: un importante contributo sia per l’astrono- presenza di “55 uomini istruiti nella scienza del-
mia sia per la filosofia della scienza, tanto che si le stelle dei Caldei alla corte indiana”», confer-
potrebbe far iniziare a Babilonia la prima rivolu- ma l’archeologo.
zione scientifica», precisa Brusasco. La gloria di Babilonia durò fino al 539 a.C.,
SAGGI ITINERANTI. Quegli studi fecero proseliti quando fu conquistata senza colpo ferire dall’e-
in Occidente come in Oriente. «Si può identifi- sercito di Ciro II di Persia. La città rimase pro-
care una linea di sviluppo culturale che da Ba- vincia persiana per oltre due secoli, fino al 331
bilonia porta a Occidente e un’altra che condu- a.C., quando Alessandro Magno la conquistò.
ce verso Oriente», continua Brusasco. Una linea E Babilonia passò così dalla decadenza al mito,
che coincideva con quella degli scambi commer- simbolo di tutte le capitali perdute. t
ciali, attraverso i quali si diffuse anche la scrittu- Giuliana Rotondi

41
PRIMO PIANO

RASA
AL SUOLO
Per secoli CARTAGINE fu la signora
incontrastata del Mediterraneo.
Poi Roma decise che due potenze
erano troppe per un solo mare

PORTO MILITARE
Poteva ospitare
fino a 220 navi
da guerra. Qui si
PORTO trovavano anche i
MERCANTILE cantieri navali.
Per un popolo di
commercianti era
fondamentale
avere un grande
porto.
ROCIO ESPIN
BYRSA
Nella città alta, dove
viveva l’aristocrazia, si
trovavano importanti
luoghi di culto come il
Tempio di Eshmun.

MEGARA
Era la città
bassa, destinata
al popolo, qui
si trovavano
magazzini e
botteghe.

MURA SUL MARE

U
La città era na pelle di bue. Tanto avrebbe do- gna, Sardegna e Sicilia. Merito di una posizione
protetta da più vuto essere grande Cartagine alla strategica e di una flotta con pochi rivali. Due
cinte di mura,
verso il mare e sua fondazione, secondo la leggen- su tutti: i Greci e i Romani.
verso l’entroterra. da. Il suo nome, in lingua fenicia, I primi a scontrarsi con i Cartaginesi furono
era Qart Hadasht (“città nuova”) e correva l’an- i Greci. Nel 480 a.C. le due potenze navali era-
no 814 a.C. La principessa di Tiro (attuale Li- no impegnate in una serie di battaglie: in palio
bano), Elissa, era appena fuggita dal crudele c’era la Sicilia. Nel 264 a.C., invece, cominciò
fratello per rifugiarsi su quel promontorio del un lungo braccio di ferro con Roma: era l’inizio
Nord Africa, dove oggi sorge Tunisi. Lì chiese al delle Guerre puniche, che si conclusero nel 146
re del posto di poter piantare le tende con il suo a.C. Proprio con la distruzione di Cartagine. E
seguito. Ottenne il permesso di occupare tanta pensare che, agli inizi di questa storia, Romani
terra “quanta ne poteva abbracciare una pelle e Cartaginesi non erano per niente nemici; an-
di bue”. L’astuta principessa fenicia, allora, fece zi, gli storici hanno dimostrato che sottoscris-
tagliare la pelle a strisce, le unì e le usò per cir- sero diversi trattati di alleanza. Ma si sa: le co-
condare una vasta area affacciata sul mare. Fu se, in politica, cambiano in fretta.
così che fondò la città destinata a mettere in gi- IMPERO COMMERCIALE. All’inizio del III seco-
La Carthago punica nocchio Roma. Eppure oggi non ne resta nulla. lo a.C. l’“impero” cartaginese aveva una po-
Così si presentava la città al LOTTA PER L’EGEMONIA. Cartagine, inizialmen- polazione di 4 milioni di abitanti. Nelle sue
massimo del suo splendore, te, era soltanto una delle tante colonie dei Fe- casse i tributi che raccoglieva ammontavano
prima che Roma la distruggesse nici, e dipendeva dalla madrepatria. Ma nei se- a 12mila talenti d’argento (un talento corri-
nel 146 a.C., per poi ricostruirla coli guadagnò autonomia e potere, dominando spondeva a 26 kg di metallo), 20 volte le entra-
altrettanto grande. il Mediterraneo Occidentale: Nord Africa, Spa- te che nel V secolo a.C. Atene incassava dalla
43
Commerciavano
Tre guerre per un mollusco?
oro, tessuti,
vetro, avorio. E S i dice che il dio fenicio
Melqart scoprì il prezioso
colorante color porpora os-
rosso. A Roma divenne uno
status symbol per aristocratici,
capi militari, magistrati e poi
servando i denti del suo cane un’esclusiva degli imperatori
per procurarsi i che diventavano rossi sgra- e Cartagine ne approfittò per
nocchiando molluschi sulla gonfiare i prezzi: tanto che al-
metalli arrivarono spiaggia. Si trattava del murice
(Murex brandaris), usato per
cuni storici ipotizzano sia stato
proprio il murice la causa della
ricavare il famoso pigmento rivalità tra le due potenze.
in Cornovaglia

Lega di Delo (la confederazione marrittima di cui Amuleto cartaginese in


Atene era la capofila). pasta di vetro. I Fenici
Così, quando le città della Feniccia, in Libia, furono tra i primi

LESSING/CONTRASTO
caddero sotto il controllo assiro-babilonese pri- a lavorare questo
ma e persiano poi (VII-VI secolo)), Cartagine materiale.
aveva tutte le carte in regola per divventare la ca-
BRIDGEMAN/MONDADORI PORTFOLIO

pitale della potenza punica. L’elenco delle sue


nure in Nord
ricchezze parla da solo: le fertili pian
Africa e Sicilia, le miniere in Spaggna. E so-
prattutto il controllo delle rotte navali.
La flotta cartaginese era la custo ode del-
le Colonne d’Ercole. E andava pure oltre,
senza nessuna paura. Furono i Cartagi-
I Cartaginesi nesi i primi navigatori a sfidare le on-
mangiavano de dell’Atlantico: veleggiando sotttoco-
sta si dirigevano verso le isole britanniche
i bambini? (da dove importavano lo stagno usaato per pro-

L o racconta il cronista
greco Diodoro Siculo
(I secolo a.C.), ma la voce
durre il bronzo delle armi) e l’Africca Occiden-
tale, dove caricavano oro, schiavi, legni pre-
sui sacrifici umani dei giati, avorio.
fanciulli cartaginesi fa Tutto quel ben di dio approdava a Cartagi-
ancora discutere. Sono in ne, viaggiando attraverso un Meditterraneo che
effetti stati ritrovati san- era diventato un’unica grande auto ostrada navi-
tuari, detti tophèt, pieni gabile, dalla Penisola iberica al Golfo Persico.
di stele e urne contenenti
resti di neonati e feti cre- HONG KONG DELL’ANTICHITÀ. Al m massimo del
mati. Ma gli storici sono suo splendore Cartagine arrivò a con ntare 700mi-
sempre stati propensi la abitanti. Per una città così importante – una
a credere che i Fenici specie di Hong Kong dell’antichità per volume
bruciassero i bimbi nati di traffici, con grandi mercantili al pposto di por-
morti o deceduti in te-
nera età per affidarli agli tacontainer – non bastava un porto: ce ne vo-
dèi: il grande numero di levano due. spopolava tra i Romani e fece la fortuna dei Car-
queste sepolture, con- Erano grandi bacini, di cui oggi restano appe- taginesi. A rendere grande questa città, dunque,
frontato con l’assenza di na due lagune. Uno era destinato alla flotta mi- fu l’intraprendenza di marinai e commercianti.
altre tombe con bambini, litare, l’altro a quella commerciale. Nel primo ci Ma chi erano gli uomini dietro a quelle impre-
porterebbe a concludere
che i tophèt fossero cimi- stavano fino a 220 navi da guerra, attraccate at- se? A volte anonimi comandanti, come quelli
teri per bimbi morti pre- torno a un’alta costruzione centrale, una “torre al servizio del faraone Neko, che nel VII secolo
maturamente. Tuttavia, di controllo” dove stavano i comandanti e che portarono a termine la prima circumnavigazio-
lo storico delle religioni serviva ad avvistare potenziali nemici in arrivo. ne dell’Africa: dal Mar Rosso risalirono fino alle
Paolo Xella pensa che Le merci scaricate nel porto commerciale fini- Colonne d’Ercole, approdando nel porto di Car-
i tophèt contenssero
davvero resti di sacrifici vano nei laboratori degli artigiani. I Cartagine- tagine. Nello stesso periodo il cartaginese Anno-
umani, perché le stele si affinarono le loro abilità artistiche, specializ- ne percorse la via contraria e si spinse da Gibil-
(in alto) sono di carattere zandosi nella produzione di beni di lusso che da terra fino all’attuale Golfo di Guinea. Imilcone,
votivo, e non funerario. quello stesso porto salpavano verso l’Egeo e il invece, nel V secolo aprì per primo la rotta di-
Tirreno. Il loro cavallo di battaglia? La lana tinta retta fra Cartagine e la Britannia, che come ab-
di porpora che, nonostante il prezzo proibitivo, biamo visto portò nella capitale tante ricchezze.
OSPREY

44
Spargimento di sangue o di sale? Usi e costumi
1 DONNE In questa
T ra le immagini storiche
più celebri c’è quella dei
Romani che gettano il sale
dioevale, frutto forse di un
equivoco. Il primo a citare
l’episodio è il famoso storico
realtà la bolla papale parla
correttamente del passag-
gio dell’aratro sulle rovine
illusrazione, due danzatrici
intrattengono i soldati. Secondo
la legge punica, tutte le donne
sulle rovine di Cartagine, ottocentesco Gregorovius, di Cartagine. Gregorovius libere potevano lavorare,
perché nulla più vi possa ri- che racconta come papa confonde i termini, ma l’au- possedere beni e trattare con gli
crescere. Eppure questo epi- Bonifacio VIII nel 1298 rase torevolezza dello studioso uomini da pari a pari.
sodio non è mai avvenuto. al suolo la città di Palestrina tedesco ha fatto sì che
Il rito dello spargimento del cospargendola di sale “come questa leggenda del sale 2 FANTERIA I soldati sono
sale è un’invenzione me- era accaduto a Cartagine”. In arrivasse fino a noi. due aristocratici, equipaggiati
con una costosa armatura in
metallo. Il “gonnellino” è ispirato
alla tradizione greca.
3 ARMI Gli scudi, in legno,
SCONTRO FATALE. Cartagine uscì dalle prime ne fosse riluttante, i Cartaginesi furono stanati venivano ricoperti di pelle e
dotati di ornamenti in bronzo.
due guerre puniche molto ridimensionata, ma casa per casa, il porto distrutto meticolosamen-
era ancora temutissima. Tanto che il romano te, pietra dopo pietra, e le fondamenta degli edi- 4 MERCENARI ll soldato
Catone lanciò il grido di battaglia “Carthago de- fici sventrate con l’aratro. mercenario greco si distingue
perché è vestito soltanto con un
lenda est”: “Cartagine va distrutta”. L’appello Gli antichi raccontano che Scipione pianse manto di stoffa.
non rimase inascoltato. La città africana fu an- sulle rovine di Cartagine. Non tanto per la mor-
5 TATUAGGI L’usanza di
nientata durante la Terza guerra punica (149- te e la distruzione che aveva seminato, ma per- tatuarsi la pelle era tipica dei
146 a.C.). Nell’ultimo atto di quella “guerra ché nella fine brutale di quella città vide il sim- guerrieri punici.
mondiale” dell’antichità i Romani, guidati da bolo di una verità ineluttabile: ogni grande ci-
Scipione Emiliano, rasero al suolo Cartagine e viltà prima o poi finisce, lasciando soltanto il ri-
sterminarono i suoi abitanti. L’ordine era arriva- cordo della propria grandezza. t
to direttamente dal Senato e, per quanto Scipio- Aldo Bacci

2
1 4
5

3
PRIMO PIANO

1.500 anni fa una cittadina


francese, SOISSONS, fu
l’estremo baluardo dell’Impero
romano in Occidente

L’ULTIMA
ROMA
N
ell’antica Gallia romana, un mani-
polo di soldati resiste ai nemici che
li circonda da ogni parte nella città
assediata. Chi non penserebbe subi- 1
to ad Asterix e ai suoi “pazzi romani”? Ma qui
è di scena la Storia vera, e con parti invertite
rispett
tto alla trama del celebre fumetto. L’epo-
ca non è quella di Cesare, il I secolo a.C., ma il
486 d.C., nel
n pieno declino di Roma. E nel ruo-
lo degli attaaccanti non ci sono i Romani, bensì
i barbari Geermani che avanzano ormai inarre-
stabili. Ma qual è la misteriosa città sotto asse-
dio? L’ultim
missima, dimenticata da tutti, capi-
tale romana d’Occidente.
ONDA A GERMANICA. Quella città oggi si
chiamma Soissons, ha 30mila abitanti e si
AKG-IMAGES / GILLES MERMET

trov
va in Francia, nella regione della Pic-
c
cardia. Circa 1.500 anni fa era il cuore
di uno scampolo di impero sopravvis-
suto miracolosamente, per ben die-
ci anni, alla caduta dell’ultimo im-
ARCHIVI ALINARI, FIRENZE

peratore d’Occidente, Romolo Au-


gustolo: il Regno di Soissons. «Al- Raccontata dal cronista Gregorio di Tours e ro-
la sua massima espansione il suo manzata dalle leggende dell’Alto Medioevo, l’e-
territorio comprendeva una par- popea del Regno di Soissons durò lo spazio di
te dell’attuale Normandia, l’area un respiro, su scala storica. Per capire come si
di Parigi e i centri di Soissons, An- arrivò a quell’ultimo assedio, però, bisogna fa-
gers, Orléans e Reims», spiega Lucia- re un passo indietro.
na Furbetta, dottore di ricerca in Filo- DUX D’ÉLITE. A quell’epoca l’impero era ormai
logia e Storia del mondo antico alla Sa- stabilmente diviso in due tra Roma e Costanti-
pienza di Roma. nopoli; nella parte occidentale, spezzettata dai
I nuovi padroni d’Europa germanici – Fran- nuovi regni barbarici, dominavano “signori del-
chi, Burgundi, Visigoti – chiamarono “regno” la guerra” di origine straniera. Nel 457 Maggio-
I nuovi padroni quel territorio, ma i suoi abitanti lo considera- riano, ultimo imperatore d’Occidente a detenere
Clodoveo, re dei Franchi che vano un “dominio” romano, e i loro capi conti- una parvenza di potere effettivo, nominò l’ari-
prevalsero in Gallia, in un dipinto nuavano a definirsi semplici governatori nel no- stocratico Egidio Siagrio magister militum – cioè
del 1835 conservato a Versailles. me dell’autorità imperiale. comandante militare supremo – per “le” Gallie:
46
2

plurale altisonante, per quella piccola porzione toccio controllati dal generale dei Goti Ricimero. Vista nel ’400
dell’antica provincia romana. Egidio, il dux (“comandante”, l’unico titolo che
L’ultimo attacco dei Franchi
Pochi anni dopo, le conquiste nemiche isola- volle mai utilizzare), giurò allora fedeltà all’Im- (1) a Soissons (Piccardia) nel
rono il Centro-nord della Francia, trasformando- pero romano d’Oriente, ritenendo che a Roma 486. L’arazzo, del 1440, mostra
lo di fatto in una enclave romana in terra bar- si fosse insediato un usurpatore. Due anni e macchine d’assedio (2), che
bara. Egidio tuttavia cercò di fare il suo lavoro, svariate battaglie dopo, però, Egidio era morto. probabilmente non furono usate.
con discreto successo. «La sua famiglia, i Sia- L’INIZIO DELLA FINE. A succedergli fu un certo A difendere le mura della città (3)
grii», chiarisce Luciana Furbetta, «era una nobi- Paolo, comandante di cui – leggende bretoni e c’era Afranio, a cui fu attribuito
le famiglia gallo-romana, originaria di Lione. Tra gallesi a parte – si sa ben poco. Come tutti gli dai Franchi il titolo di “re dei
i suoi parenti c’era Flavio Afranio Siagrio, pre- “ultimi Romani” fu anche lui costretto, prima Romani”. Il comandante, caduta
fetto a Roma e console nel 382: insomma, una o poi, a scendere a patti con i guerrieri barbari. la città, cercò riparo presso i
Visigoti, ma fu consegnato a
famiglia decisamente altolocata». «In particolare», prosegue la storica, «fu allea-
Clodoveo, primo re dei Franchi.
Egidio cadde in disgrazia quando il suo gran- to dei Bretoni dell’Armorica (attuale Bretagna).
de sponsor Maggioriano fu assassinato e il suo È plausibile che attraverso di loro ci siano sta-
posto fu preso da una serie di imperatori-fan- ti anche contatti con altri “superstiti” dell’Im-
Afranio non usò mai il titolo di “re dei Romani” perché si Le altre “Rome”
considerava fedele all’impero. Glielo diedero i Franchi  NICOMEDIA
e dopo di lui non lo usò più nessuno fino a Carlo Magno L a sua età d’oro fu quella
dell’imperatore Diocle-
ziano, che nel 286 inaugurò
la tetrarchia spartendo
pero romano Oltremanica: i romano-britanni dei Romani”), con tanto di genealogie inventa- l’Impero romano tra quattro
d’Inghilterra e Galles, che mezzo secolo dopo te che lo ricollegavano addirittura a Costanti- governanti: due Augusti e
la partenza delle ultime legioni si trovavano or- no il Grande: per i barbari, quel piccolo avam- due Cesari. Era un modo per
mai alle prese con gli invasori Sassoni». posto era davvero il legittimo erede dell’Urbe tenere insieme i pezzi di un
Paolo uscì di scena dopo soli due anni, elimi- millenaria. territorio allo sfascio e limi-
tare i colpi di Stato. Il sistema
nato forse per ordine di Odoacre, il generale ger- «I nuovi conquistatori», precisa la storica, «ra- durò vent’anni, fino all’asce-
manico che in seguito avrebbe “staccato la spi- gionarono per equivalenze: in base ai loro para- sa di Costantino il Grande, e
na” all’Impero deponendo a Ravenna Romolo metri, una figura che agiva con i poteri di Afra- prevedeva che ogni tetrarca
Augustolo. Fu allora che il figlio di Egidio, Afra- nio era un re, indipendentemente dalla sua ef- si scegliesse una capitale.
nio Siagrio, ereditò il potere in quelle terre ro- fettiva legittimazione. In realtà Siagrio, come i Capitale tetrarchica. Diocle-
ziano, che governava le pro-
mane dimenticate da tutti e tentò la mission im- suoi predecessori, continuò fino alla fine a es- vince orientali e l’Egitto, optò
possible di fermare il corso della Storia. sere soltanto un capo militare. In quella che per Nicomedia, in Bitinia (e
L’ULTIMO ROMANO. A restituirgli un po’ di fi- peraltro avrebbe potuto essere ancora definita oggi in Turchia) che abbellì
ducia fu Giulio Nepote, un imperatore in cui una provincia romana, se solo il potere centra- con templi, terme, e persino
il nuovo dux gallico poteva tornare a credere. le non fosse di fatto collassato. Quanto agli abi- un ippodromo. Archiviata la
tetrarchia il prestigio della
In cambio della sua fedeltà Afranio ottenne la tanti di Soissons e dintorni certamente si sen- città fu eroso da Costantino-
riconferma della carica, ma nessun rinforzo. tivano cittadini romani». Insomma: la romani- poli, la “Nova Roma” edificata
Quando poi Giulio Nepote fu anche lui costret- tà esisteva ancora, ma non aveva più una ve- nel 330 sull’antica Bisanzio.
to alla fuga in Dalmazia dall’ennesima congiu- ra capitale. Lo stesso Costantino, però,
ra, il ragazzino quindicenne Romolo Augustolo IL REGNO DI SOISSONS. La “verniciatura” rega- scelse Nicomedia per cele-
brare i vent’anni di regno.
fu piazzato sul trono di Ravenna (allora capi- le servì, tra l’altro, a dare una patina di nobil- Quando il filosofo-imperato-
tale imperiale) soltanto per essere deposto sen- tà alla guerra che il nuovo re franco, Clodoveo, re Giuliano l’Apostata visitò
za troppi complimenti da Odoacre. Nessuno in avviò ben presto contro il Regno di Soissons. la città un quarto di secolo
Europa sarebbe più stato proclamato imperato- I menestrelli di corte franchi descrissero la re- dopo, una serie di devastanti
re fino a Carlo Magno, nell’800. sa dei conti come un’offensiva gloriosa contro terremoti aveva sepolto per
sempre i fasti di una delle
A difendere, come un ultimo dei Mohicani, il il fantasma della Città Eterna. In concreto fu più importanti “succursali” di
sogno di Roma restava solo lui, Afranio Siagrio, una piccola guerra di confine dagli esiti scon- Roma.
con il suo dominio di periferia. Che incassò tati. I flebili legami con gli alleati rimasti ser-
l’appoggio, tutta forma
f ma e zero sostanza,
sostanza del virono a ben poco; m men che mai quelli (tut-  MILANO
nuovo imperatoree d d’Oriente, Zenone.
«In Occidente, quello
q di Afra-
ti da dimostrare)) con un
stenza” celticco-roman
n’ipotetica “resi-
na in Britannia,
S econda capitale dell’im-
pero “a quattro”, ospitava
la corte di Massimiano,
nio Siagrio era daavv vero l’ultimo quella che diede origgine alle leggen- Augusto d’Occidente con
sprazzo di romanitàà, almeno sul de di re Artù
ù. “delega” a governare su
piano politico: una resistenza
r più vò a quell’ultimo
Fu così che si arriv Italia, Africa Settentrionale e
simbolica e “ideo oloogica” che rea- assedio in stile Asterix al contrario. I Spagna. Scelse Mediolanum
come residenza pure l’on-
le, in una Gallia ddove il potere or- particolari dello scontrro del 486 non li nipresente Costantino, che
mai era in mano a Visigoti e Fran- conosciamo, maa sappiamo che per cementare i rapporti con
chi», spiega Lucciana Fur- per Afranio fu un disastro. il collega (ma futuro rivale)
betta. «Un reducee abban-
a Il “re dei Romani” riparò Licinio organizzò qui le nozze
donato dalla Storriaa ma a Tolosaa dai Visigoti di fra quest’ultimo e sua figlia,
Flavia Giulia Costanza.
fedele, nonostante tut- Alarico II. Errore fata-
© REINHARD SCHMID/SIME

Culla della cristianità. Della


to, all’ideale di Romma le: senzza tanti compli- Milano romana resta poco;
caput mundi. menti ffu consegnato a le colonne della Basilica di
Furono quasi ceertaa- Clodoveo, che dopo un San Lorenzo, qualche tratto
mente i Franchi, trra- anno di prigionia lo fe- di mura. Ma il nome del
capoluogo lombardo è su
sformatisi in brev vee da ce discrretamente elimi- tutti i libri di Storia, alla voce
alleati in nemici, a cucir- nare. Con la testa di quel “Editto di Milano”. Qui Licinio
gli addosso il pommposo titolo “re dei Rom mani”, che forse e Costantino nel 313 resero
riferito dal cronacchiista Grego- mai vo olle esseere tale, cadeva pubblico il proclama che da-
rio di Tours: Rex RRom manorumm (“re anche l’ultima speranza di veder va ai cristiani libertà di culto.
Costanzo II, figlio di Costan-
Bustoo inn marmo di Leone I, risorgere un iimpero che
c la realtà sto- tino, nel 354 stabilì a Milano
imperatooree romano d’Oriente rica aveva giià archivviato da tempo. t la propria capitale e così
ai tempi del
d Regno di Soissons. Adriano Mon
nti Buzzetti Colella fecero i suoi successori fino

48
© REINHARD SCHMID/SIME
Eredità gloriose
La porta romana, detta Porta Nigra nel
Medioevo, fu costruita a Treviri attorno al
180 d.C. In basso, particolare dell’arco di trionfo
costruito da Galerio a Salonicco (Grecia).

a Teodosio: l’ultimo imperatore  SIRMIO

© ALDO PAVAN/SIME
a regnare su un impero ancora
unito, e il primo ad avere un
funerale con rito cristiano. A
Importante centro della Pan-
nonia romana (oggi Sremska
Mitrovica, in Serbia), per la sua
celebrarlo, proprio a Milano, fu posizione strategica tra l’Europa
Ambrogio, vescovo e poi santo e i Balcani fu scelta come roc-
patrono della città. caforte di diversi imperatori. Da
Marco Aurelio fino a Diocleziano,
 TREVIRI che decise nel 293 di farne la

O ggi si chiama Trier e sorge


al confine tra Germania e
Lussemburgo. Fondata da Augu-
capitale del suo “collega” Galerio,
che governava sulle province
danubiane.
sto nel I secolo, fu a lungo la più La preferita di Costantino. Anni
importante città romana in terra dopo, in occasione di una campa-
germanica. E con la tetrarchia di- gna contro i Sarmati, vi soggiornò
venne il quartier generale di Co- anche il solito Costantino, che la
stanzo Cloro, Cesare d’Occidente scelse come una delle sue resi-
nonché nonno di Costantino: da denze preferite: non a caso fu lì Licinio, che qui fu esiliato e poi mai troppo esposta alle invasioni
qui controllava Gallia e Britannia. che dopo la sua morte i suoi figli giustiziato. dei Visigoti, nonostante la difesa
A metà del IV secolo e fino al 407 furono acclamati Augusti dall’e- Cristiana a tutti i costi. Come garantita dal vandalo Stilicone, il
fu sede della prefettura delle sercito, spartendosi l’impero. Milano, anche Tessalonica ebbe suo potente tutore.
Gallie, una delle quattro suddi- Costanzo II, che a Sirmio era nato, il suo editto: lo promulgò Teo- Gloria duratura. Onorio si
visioni militari e amministrative rimase legato alla città installan- dosio I nel 380, con lo scopo di trasferì a Ravenna che così, dal
del tardo Impero romano. dovi la sua corte. Fino al 379 fu rendere obbligatoria la religione 402 fino alla sua morte, nel 423,
Secessionista. Treviri, in prece- sede della prefettura del pretorio cristiana e mettere fuori legge divenne capitale dell’Impero
denza, era stata capitale di un dell’Illirico, uno dei principali i culti pagani. Un sanguinoso romano d’Occidente. Sempre
effimero esperimento secessio- territori politico-amministrativi episodio che vide protagonista nella città romagnola Stilicone
nista: il cosiddetto Impero delle dell’ultima fase imperiale. questa capitale fu la rappresaglia fu ucciso, vittima delle gelosie
Gallie, che dal 259 per 15 anni di Teodosio contro gli abitanti dei cortigiani. E nel 476 Ravenna
s’instaurò nelle province di Gal-  TESSALONICA che avevano avuto la malaugu- fece da sfondo all’ultimo atto
lia, Britannia e Spagna, dopo un
“golpe” di legionari.
A capo dell’insurrezione c’era
L’ odierna Salonicco (Grecia) fu
scelta come capitale dal tetrar-
ca Galerio. Galerio fece costruire
rata idea di ribellarsi contro la
sua onerosa politica fiscale.
dell’impero occidentale: qui
infatti fu deposto, dall’ostrogoto
Odoacre, l’imperatore bambino
il comandante Postumo, che si in città un grande mausoleo.  RAVENNA Romolo Augustolo. La città,
proclamò Augusto imponendo
nella regione un sistema di go-
verno simil-romano, con tanto di
Destinato però a rimanere vuoto
perché l’imperatore, vittima di
una devastante cancrena, morì in
T eodosio, poco prima di passa-
re a miglior vita, aveva sparti-
to l’impero tra il figlio maggiore
però, mantenne il suo status di
capitale. Come sede del primo
grande regno romano-barbarico
Senato e moneta propria. Segui- Dacia (l’attuale Romania). Anche Arcadio (in Oriente) e il minore d’Italia, sotto Teodorico, e in se-
rono altri due usurpatori, finché Costantino (che evidentemente Onorio (in Occidente); era il 395 guito come centro dell’Esarcato
le legioni di Aureliano arrivarono amava spostarsi) vi stabilì la e quella divisione non fu mai d’Italia, il “vicereame” bizantino
per ristabilire l’ordine, usando il residenza negli anni della resa ricomposta. Onorio decise però del quale ci restano preziosi
pugno di ferro. dei conti con il concorrente di cambiare aria: Milano era or- mosaici.
PRIMO PIANO

DE AGOSTINI/GETTY IMAGES
GÜNTER GRÄFENHAIN/SIME

QUI VIVEVA
CARLO MAGNO
L
e guide turistiche la presentano co- All’interno di questo grande complesso archi-
Di AQUISGRANA, me “la città di Carlo Magno”, ma se tettonico c’erano uffici amministrativi, un tribu-
vi aspettate le vestigia di un glorioso nale, la Cappella Palatina e due basiliche, l’au-
nell’Alto passato, cambiate destinazione. Da un la regia, grande quasi quanto una piscina olim-
punto di vista storico, oggi la città di Aachen pica, una torre in cui venivano conservati l’ar-
Medioevo (l’antica Aquisgrana) non ha molto da offrire: chivio e il tesoro del re, un complesso termale
piena di fontane, studenti e patiti delle terme, è alimentato da una sorgente che forniva acqua a
capitale una tranquilla e ordinata città tedesca vicina al 55 °C, la zecca e naturalmente gli alloggi del re
carolingia, resta confine con il Belgio e i Paesi Bassi, circonda-
ta da boschi e dominata dalla sua cattedrale go-
e della sua famiglia.
Oltre a quelli di cavalieri, ecclesiastici, digni-
“solo” la Cappella tica. Eppure per un breve periodo, tra la metà
dell’VIII e la fine del IX secolo, fu molto più di
tari di corte e artigiani, costruiti in legno e spar-
si nel cortile esterno al palazzo. Perché l’impe-
Palatina. Ma una grande stazione termale: il re dei Franchi,
Carlo Magno, incoronato imperatore, la scelse
ratore carolingio scelse proprio quel luogo co-
me sua dimora stabile? Non per ragioni di Sta-
quell’angolo di come residenza, rendendola di fatto la capitale to, ma per puro piacere personale. Carlo Magno
del vasto impero carolingio. era un omone che si dedicava all’attività fisica
Germania era il UNA REGGIA TUTTA NUOVA. «Aquisgrana non e al nuoto, ma, secondo il suo biografo Eginar-
fu una città nel senso stretto del termine: non do, soffriva di dolori reumatici. Le bollenti ac-
cuore d’Europa sorgeva su un insediamento precedente, non que sulfuree di Aquisgrana lo aiutavano a leni-
era una sede vescovile, non aveva mura», spie- re il fastidio e siccome amava stare a mollo in
ga Maria Cristina La Rocca, docente di Storia compagnia, il bagno era diventato una specie
dell’Alto Medioevo all’Università di Padova. «Era di rituale per soli uomini: tra figli, amici, nobili,
un centro palaziale, strettamente legato alla fi- consiglieri, ministri e guardie del corpo, capita-
gura di Carlo Magno, un centro del potere con va che nelle enormi vasche termali sguazzasse-
una specifica funzione pubblica, frequentato con ro tutte insieme più di 100 persone.
continuità da circa 300 persone e saltuariamen- VIVERE A CORTE. Anche quando non era impe-
te da chi si recava a palazzo per avere udienza gnato in guerra, per il sovrano e la sua corte la
dall’imperatore e dai suoi funzionari». vita quotidiana non era fatta di solo relax. L’im-
50
Lavori
in corso
Carlo Magno
supervisiona la
costruzione della
Cappella Palatina, che

BRIDGEMAN/MONDADORI PORTFOLIO
il re volle realizzare sul
modello di quella della
bizantina Basilica di
San Vitale, a Ravenna.
Al suo interno (a
sinistra) oggi c’è il
trono del re.
IL POTERE ABITAVA QUI
Dopo aver trascorso ad Aquisgrana il Natale del 768,
Carlo Magno se ne innamorò: costruì un grande palazzo
con cappella annessa e vi stabilì la sua residenza.

POSTO DI GUARDIAA
La porta principale
THE ART ARCHIVE

era presidiata dalla


guarnigione. Al primo
piano c’era l’aula del
tribunale.

Orgoglio Carlo Magno volle una residenza


reale
Il sovrano in cui la sala del trono e la chiesa
raffigurato in un
dipinto del 1825: si fondessero come simbolo
in mano tiene
un modello in scala dell’unione dei due poteri
della Cappella
Palatina.
peratore non aveva un attimo libero neppure
mentre si vestiva. In presenza degli amici, distri-
E se Aquisgrana fosse stata in Italia? buiva gli ordini del giorno ai dignitari e al can-
celliere o, quando il conte palatino aveva biso-
L a capitale fondata da
Carlo Magno non si
troverebbe in Germa-
il primato germanico sul
Sacro Romano Impero”.
Controversa. La tesi,
dialetto maceratese con
l’antica lingua franca e
all’assonanza di alcuni
gno di lui, pronunciava giudizi come fosse in tri-
bunale: il tutto mentre indossava la biancheria
nia, ma in Italia, nelle contestatissima, è di Gio- toponimi locali con quel- di lino, le brache, la camicia o la corta tunica ri-
Marche, in Val di Chien- vanni Carnevale, storico li della storia carolingia, camata. E il farsetto di pelli di lontra, se era in-
ti, vicino a Macerata. per passione, che affer- ci sarebbero i terremoti
Quanto all’Aquisgrana ma di aver localizzato avvenuti ad Aquisgrana verno: nonostante il fuoco perennemente acce-
tedesca, sarebbe stata nella Penisola, grazie a nel IX secolo e i vigneti so nel camino, faceva un freddo cane tra quelle
fondata da Federico una rilettura delle fonti, intorno al palazzo. I mura di pietra tappezzate di arazzi.
Barbarossa nel XII la città carolingia.Tra le valdichientisti dicono SOTT’OCCHIO. Prima di lasciare il suo alloggio,
secolo e poi fatta pas- prove, smontate una a che Aachen non è zona il re gettava sempre lo sguardo oltre la finestra,
sare per la città di Carlo una dagli storici, oltre sismica, né adatta alla
Magno, “per affermare alle presunte affinità del coltivazione della vite. sul cortile interno. «Le stanze dell’imperatore
erano al primo piano, in posizione strategica: da
quel punto elevato poteva sorvegliare e osserva-
LA REGIA E TESORO ERME
Ill palazzo comprendeva Quui sgorgavano
la torre con il tesoro e gli le acque
a termali
archivi e l’aula regia per tan
nto amate da
le udienze ufficiali. Carllo, oltre che
dai RRomani.

GETTY IMAGES
ILE SPARTANO
C in stile franco, rialzate
Case Sopra, alle terme
e simili a grandi capanne,
erano la residenza del re e i
di Aquisgrana
membri della sua famiglia. (oggi Aachen)
nel 1736.
LLERIA COPERTA
Lunga 120 metri,
ccollegava la Cappella
PPalatina all’aula regia.

CAPPELLA PRIVATA
Progettata dall’architettto
Oddone da Metz, fu

G. ALBERTINI
terminata nell’813, ma
consacrata da papa
Leone III già nell’805.

re, non visto, i suoi cortigiani», spiega La Roc- va dalla presenza di sorgenti termali,
ca. All’ingresso, di fronte all’edificio della guar- nel 768. Ordinò che venissero realiz-
nigione, c’era sempre movimento. «Ad Aquisgra- zate nuove strutture e dal 789 comin-
na si ricevevano le ambascerie: le fonti parlano ciò ad abitarci più regolarmente. Fin-
di inviati provenienti da Costantinopoli, Vene- ché, incoronato imperatore a Roma
zia e Baghdad, dalla Scandinavia e dalla Spagna. nell’800, la scelse come sua residen-
Nell’804 vi giunse persino il papa, che celebrò lì za stabile e pressoché unica», dice La
la messa di Natale. Inoltre dall’800 il palazzo era Rocca. Non era stato un semplice tra-
diventato la sede per le assemblee aristocratiche sloco, ma una precisa scelta politica:
convocate dall’imperatore, in particolare quella fino ad allora, infatti, i Franchi avevano avuto Il prezioso ottagono
estiva, diventata una consuetudine». Insomma, una corte itinerante, che si spostava da un cen- Quel che resta dell’eredità
Aquisgrana era una città trafficata. tro all’altro per incontrare le aristocrazie locali. carolingia: la Cappella Palatina
CUORE PULSANTE. Il frastuono regnava ovun- «Tra l’800 e l’814, invece, chi voleva vedere (qui sopra) è oggi il nucleo
più antico della Cattedrale di
que nel palazzo, ma quel viavai il sovrano se l’e- l’imperatore doveva andare ad Aquisgrana: era
Aquisgrana.
ra proprio cercato. «Carlo Magno cominciò a fre- la proposizione di un nuovo modello nelle rela-
quentare Aquis Villa, un toponimo che deriva- zioni con le aristocrazie, un modello che impli-
53
Una veloce
decadenza
S trettamente legata
alla figura di Carlo
Magno, Aquisgrana
cominciò a perdere la
sua centralità fin dalla
morte dell’imperatore
(814), quando i suc-
cessori al trono pre-
ferirono puntare su
altri centri e la corte
diventò di nuovo iti-
nerante. L’esposizione
Alcuino di York

MONDADORI PORTFOLIO/ALBUM
delle reliquie dei santi
raccolte da Carlo Ma- (735-804) con il
gno e la riesumazione monaco Rabano
del suo corpo voluta Mauro, dal vescovo
dall’imperatore Otto- di Magonza.
ne III nell’Anno Mille
continuarono però
ad attirare pellegrini
e commerci ad Aqui-
sgrana per tutto il Carlo, semianalfabeta, fondò nelle sue terre scuole
Medioevo.
Declino. La decaden- aperte a tutti, ispirate alla Schola Palatina di Aquisgrana
za cominciò nel XVI
secolo: protestanti cava una gerarchia precisa di ruoli. Una scelta tà partecipava alle messe e ai vespri serali, per
e cattolici si scon- molto significativa, che dava vita a una regali- mantenere la benevolenza del Signore in nome
trarono per più di
tà stanziale più simile a quella mediterranea, del quale governava i suoi sudditi.
un secolo, finché nel
1656 un incendio che incentrata su una capitale», precisa La Rocca. A SCUOLA! Di dottrina cristiana aveva parlato
distrusse 4mila case E come in ogni capitale che si rispetti, a corte più volte con l’erudito teologo Alcuino di York,
mise definitivamente giungevano mercanti, artigiani, mendicanti. Fra una delle brillanti menti riunite nella Schola
fine alla prosperità di loro, un vecchio cieco: si diceva non pregasse Palatina di Aquisgrana: in questa accademia di
Aquisgrana. Nei secoli
mai, per non rischiare che Dio gli restituisse la palazzo, il sovrano poteva dibattere di cultura
seguenti la città viene
ricordata solo per due vista facendogli perdere la sua unica fonte di con personaggi del calibro dello storico Paolo
trattati di pace che reddito. Inconcepibile per il sovrano, che go- Diacono, del teologo Teodulfo d’Orléans, del
portano il suo nome: vernava in nome di Dio e che metteva la pre- patriarca di Aquileia Paolino, del grammati-
quello del 1668, che ghiera al primo posto. co Pietro da Pisa e del poeta Angilberto, detto
chiuse il conflitto tra
ORA ET IMPERA. Accompagnato dal consueto Omero. Alcuni di loro facevano da insegnanti
Francia e Spagna per
le Fiandre, e quello scricchiolio delle travi di legno, Carlo Magno ai “nutriti”, cioè ai figli degli aristocratici desti-
del 1748, che pose raggiungeva ogni giorno, attraverso un lungo nati alla carriera ecclesiastica o amministrati-
fine alla guerra di porticato, la Cappella Palatina. Tra ori, argenti, va. E che risiedevano per un certo tempo a cor-
successione austriaca. bronzi, colonne e marmi provenienti da Roma te per apprendere le arti liberali e, soprattutto,
Sotto, la Cappella Pa-
e Ravenna, assisteva dall’alto della sua tribu- la lealtà al sovrano.
latina dipinta dal pit-
tore tedesco Michel na alla complessa liturgia del mattutino, canta- Per Carlo Magno la cultura era importante.
Neher nel 1854. to all’alba dai cappellani. Con la stessa assidui- Ma c’era una cosa che lo appassionava di più:
la caccia. Non appena gli impegni glielo per-
mettevano, montava in sella e si dedicava al
suo passatempo preferito nella foresta delle Ar-
denne o nel serraglio di Aquisgrana. All’amore
per l’arte venatoria corrispondeva un sentimen-
to altrettanto forte per le carni arrosto, il piatto
forte dei suoi pranzi (cinque portate accompa-
gnate dal vino e dalla lettura di antichi raccon-
ti). Durante i banchetti la cena, servita secondo
un rigido protocollo che ricordava le gerarchie
di corte, volava via al suono di flauti e trombe,
tra mimi, acrobati e brindisi. A mezzanotte, or-
mai satollo, Carlo si ritirava nelle proprie stan-
MONDADORI PORTFOLIO/AKG

ze, in compagnia di una delle sue concubine. t


Maria Leonarda Leone
La regina dell’Hansa
La tedesca LUBECCA nel Medioevo era la più
potente “repubblica marinara” del Baltico.

ROGER VIOLLET/GETTY IMAGES


Autonomia garantita
Il porto nel 1890, con i “docks”
medioevali. Sotto, Federico II
di Svevia, che nel 1226 dichiarò
Lubecca libera città imperiale.

C
i fu un tempo inn cui, merccanti del Nord. Federico mercato. Al primo posto sale e aringhe,
mentre nel Med diter- mperatore del Sacro ro-
II, im l’uno indispensabile per conservare gli
raneo dominav vano mano o impero, nel 1226 di- alimenti, le altre ricercate per l’alto conte-
le repubbliche mari- chiarò ò Lubecca “libera città nuto proteico. Ma anche miele, legname,
nare di Genova e di Venezzia, qual- imperiale”: cancellati gli obbli- pellicce, cera e pece per impermeabilizza-
cosa di analogo accadev va nelle ghi feudaali, Lubecca guadagnò re le navi (a Lubecca infatti sorsero enor-
fredde acque del Nord. Q Qui, tra i privilegi commerciali che le mi cantieri navali), ambra e pellicce.
SCALA

XIII e XVII secolo, la cittadina spianaarono la strada sul Bal- RIVALI PIÙ FORTI. Tutto filò liscio fino al
tedesca di Lubecca, su un’isola tico. GGrazie all’alleanza con XVI secolo. Dopodiché l’astro della regina
dell’estuario del fiume T Trave, si la vicin na Amburgo, potenzia- dell’Hansa iniziò a tramontare. I suoi mer-
ritagliò un ruolo egemonee sul Mar le rivale (1241), nacque infine la canti persero il predominio sui mari nor-
Baltico e sul Mare del No ord, diven- Lega anseattica. Di cui Lubecca fu dici, per colpa delle agguerritissime flot-
tando la più potente fra le città della Le-
Le leader.
presto leader te mercantili inglesi, olandesi e scandina-
ga anseatica (Hansa in tedesco), allean- CROCEVIA. Perché Lubecca più di Ambur- ve. A peggiorare le cose furono le crescen-
za nata per rafforzare e difendere i traffi- go? Posizionata proprio sulla costa sud-oc- ti invidie tra le città anseatiche. Nel 1669
ci commerciali. cidentale del Baltico, vicino alla Danimar- fu convocata l’ultima Dieta dell’Hansa,
INGREDIENTI DEL SUCCESSO. Fondata nel ca, Lubecca era un crocevia naturale e un una sorta di parlamento che si riuniva a
1143 dal conte di Holstein Adolfo II (sul- passaggio obbligato per chi faceva affari Lubecca. Era ormai un rito stanco. L’età
le rovine di una città precedente), Lubec- con l’entroterra (da dove giungevano bir- d’oro era finita, ma quei secoli di ricchez-
ca iniziò la sua scalata al successo nel de- ra, cereali e vino), con la Gran Bretagna ze hanno lasciato un’eredità architettonica
cennio successivo, grazie a Enrico il Leo- (raggiunta attraverso il Mare del Nord e unica nel suo genere: il centro di Lubecca,
ne, duca di Baviera. Fu lui che ne avviò nota per le stoffe) e, soprattutto, con i con le sue case e i magazzini medioevali,
l’espansione commerciale sviluppando Paesi scandinavi e con la Russia. Lubecca è patrimonio dell’Unesco dal 1987. t
il porto e lasciando libertà di transito ai smerciava tutti i prodotti più richiesti sul Matteo Liberti

Hansa: l’arma segreta dei mercanti tedeschi


A fare la fortuna delle regioni
settentrionali tedesche fu dal
XII secolo la Lega anseatica, o
mercanti che operavano all’este-
ro e che volevano proteggere i
propri commerci, fu formalizzata
tariffe commerciali, di cui dal
1356 si discuteva nella Dieta, il
“parlamentino” dell’Hansa.
di trasportare molte tonnellate
di merci.
A partire dal Cinquecento i
Hansa (dal tedesco antico hanse, nel 1241 con un’intesa tra Am- Declino parziale. A lanciare la fasti dell’Hansa furono eclissati
“raggruppamento”) che per circa burgo e Lubecca. Vi aderirono Lega fu anche il varo di un nuovo dall’emergere di nuovi mercanti
tre secoli dominò i traffici lungo decine di altri centri, non solo tipo di imbarcazione, la cocca, stranieri. E l’apertura delle rotte
il Baltico e il mare del Nord. Nata tedeschi, con l’obiettivo di avere ideale per le acque poco profon- verso il Nuovo Mondo diede il
come alleanza commerciale tra i regole comuni soprattutto sulle de del litorale baltico e in grado colpo di grazia ai porti baltici.

55
PRIMO PIANO

D
Dove oggi sorge Città del Messico nel 1325 fu fondata
TTENOCHTITLÁN. Era su un’isola collegata alla terraferma
con ponti e terrapieni ed era attraversata da canali.
Diventò una metropoli, ma poi arrivarono i conquistadores...
A cura di Anita Rubini

A COLORI
La base del
IMPONENTE
Templo Mayor,
Il Templo Mayor
alto 60 metri,
era dedicato a
a gradoni e
Tlaloc, dio della
probabilmente
pioggia, e a
dipinto, misurava
Huitzilopochtli, FORMA SPECIALE
250mila m2.
divinità guerriera. Il tempio del
Qui, durante serpente piumato,
la conquista Quetzalcoatl, era
spagnola, fu circolare: forma
trucidata la corte riservata solo
del sovrano azteco a questa divinità.
Montezuma.

1
I segreti di una città scomparsa
C hi visita oggi Città del Messico, di Te-
nochtitlán può vedere solo i resti del
Templo Mayor e alcuni preziosi reperti
tempo arrivarono almeno 200mila perso-
ne, molte più di quelle che popolavano
una capitale europea nella stessa epoca.
nel Museo nazionale. Sopra all’antica Miracolo urbanistico. Tenochtitlán
capitale degli Aztechi, infatti, c’è oggi il divenne un modello di efficienza: un ac-
centro di una megalopoli di 8 milioni di quedotto funzionale, una rete capillare di
abitanti. strade e canali (ogni zona si raggiungeva
Visione. A fondare Tenochtitlán, nel a piedi o in canoa) e mercati. Al centro
1325, fu il leggendario capo azteco Te- della città – il cui piano urbanistico era
noch. Il luogo non fu scelto a caso, visto controllato da un funzionario specializ-
che fu indicato dalla visione di un’aquila zato – c’erano edifici pubblici e templi.
intenta a mangiare un serpente in cima La fine arrivò per mano del conquistador
CENTRO
a un cactus (immagine che in seguito Hernán Cortés che, dopo un lungo asse-
STRADA VERSO CERIMONIALE
divenne l’emblema del Messico): la città dio, conquistò e fece distruggere la città
sorgeva su un’isola al centro del lago nel 1521. Su quelle rovine gli spagnoli TEPEYAC STRADA VERSO
salmastro di Texcoco. Lì nel giro di breve costruirono la loro capitale coloniale. TACUBA E CHAPULTEPEC

1 IL TEMPIO 2 IL MERCATO 3 LA STRADA 4 LE ABITAZIONI 5 I CANALI


Al centro dell’area Il Tlatelolco era il La più importante Le case erano a Sei canali navigabili
sacra urbana c’era mercato principale. delle strade un solo piano, principali
il Templo Mayor. Le merci erano d’accesso era circondate da orti. percorrevano la città
contenute in lunga 13 km e come vie interne.
apposite aree. larga 20 metri.

6 LE COLTIVAZIONI
Gli ingegneri aztechi
avevano progettato
e fatto costruire isole Cuore azteco

SOL90IMAGES
artificiali sulle quali Ricostruzione della capitale azteca,
si coltivavano mais,
zucche, pomodori.
edificata su un’isola in mezzo al lago
di Texcoco (attuale Città del Messico).

57
GRANDI PERSONAGGI E
AVVENIMENTI DEL PASSATO.
Se ami la storia, vuoi saperne sempre di più:
ricostruire gli avvenimenti, conoscere i
personaggi, rivivere le epoche del passato con
l’attenzione e la cura per i dettagli come solo
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PRIMO PIANO

Voluta da Tamerlano nel 1370, SAMARCANDA,


oggi in Uzbekistan, per due secoli fu la metropoli
dell’Asia Centrale e un crocevia di commerci e sapere

SULLA VIA
DELLA SETA

60
ALINARI
L
a strada che conduce alla capi- kent, “città grassa” (cioè ricca), richiama Legge e giustizia
tale è pianeggiante e si snoda in alla memoria l’Oriente magico e scono-
Il Registan, l’antica piazza
mezzo a villaggi pieni di vita, or- sciuto. Oggi è una città attiva e popolosa,
per le proclamazioni e le
ti e meravigliosi giardini, da cui capoluogo dell’omonima regione dell’Uz- esecuzioni a Samarcanda. Con
fanno capolino le principesche dimore dei bekistan. Ma tra il XIV e il XV secolo fu la le sue tre madrase, costruite
nobili signori. Samarcanda è lì, all’apice capitale dell’immenso impero timuride, dai discendenti di Tamerlano,
del suo splendore, adagiata in mezzo a esteso fra l’India e la Turchia, nonché uno era il cuore pubblico della
una verdeggiante vallata: la perla dell’im- dei centri commerciali più importanti lun- Samarcanda medioevale.
pero di Timur (alias Tamerlano), il con- go la famosa Via della Seta, fulcro del Ri-
quistatore turco-mongolo autoproclamato- nascimento islamico.
si erede di Gengis Khan, brilla al sole, tra «La regione di Samarcanda occupa la
l’azzurro e l’oro delle maioliche che rico- fertilissima Valle del fiume Zeravshan:
prono gli edifici più belli della città. nel VII secolo a.C., prima dell’invasione e
IL REGNO DELLE STEPPE. Samarcanda: il della conquista persiana (540 a.C. circa),
suo nome, che secondo un antico croni- le genti locali di stirpe iranica, i Battriani,
sta deriverebbe dal turco-orientale semiz- fondarono una prima città: Maracanda.
BRITISH LIBRARY/SCALA (3)
Il condottiero nomade Tamerlano,
oggi eroe nazionale uzbeko, portò
la città al massimo splendore
Era splendida e durò fino al XIII secolo, Vita di Timur
quando venne distrutta da Gengis Khan», Miniature tratte dal
spiega Maurizio Tosi, docente di Paleoet- Zafar-Nama, il libro
nologia all’Università di Bologna e di Ar- che narra la storia
cheologia dell’Iran e dell’India all’Univer- della dinastia Timuride
sità statale di Samarcanda. e la biografia di
PRESCELTA. Alla devastazione mongola Tamerlano: l’arrivo a
del 1220 sopravvisse solo una minima par- Samarcanda (in alto
te della popolazione della prima Samar- a sinistra), la famiglia
canda: la storia della città sarebbe potuta (in alto a destra),
l’impiccagione di un
finire lì, se non fosse stato per Tamerlano.
architetto sospettato
Nel 1370, non appena completò la conqui- di avere sedotto la
sta della Transoxiana (la regione dell’Asia moglie del re (a destra)
Centrale, che corrisponde all’incirca all’at- e la costruzione della
tuale Uzbekistan, conquistata dagli Ara- grande moschea
bi nell’VIII secolo), il nuovo padrone del- (nell’altra pagina).
le steppe iniziò a costruire la sua capitale
sulle ceneri di quella splendida città, am- mente importante, sia per la produzione abbiamo costruito”, diceva Tamerlano. E
mirata persino da Alessandro Magno, il agricola, sia per i commerci, essendo il non gli si poteva dare torto.
condottiero macedone che l’aveva conqui- principale mercato e motore sulla Via del- METROPOLI COSMOPOLITA. Per prima cosa
stata nel 332-330 a.C. la Seta», nota Tosi. edificò nuove mura, circondate da un pro-
Tamerlano volle che la sua capitale sor- Il grande emiro Tamerlano, un tiranno fondo fossato e, all’interno della città, una
gesse subito a sud delle immense rovine crudele, zoppo e megalomane, che nel- cittadella protetta da guardie. Qui si ergeva
di Maracanda, a un centinaio di chilometri la sua brillante carriera di conquistato- il Kuk Sarai, il Palazzo blu sede della can-
da Kesh (l’odierna Shahrisabz), dove era re devastò meraviglie come Delhi, Bagh- celleria e delle prigioni, usato anche come
nato. La vide crescere a poco a poco nei dad, Aleppo e Damasco, a Samarcanda caveau per il suo tesoro.
successivi 35 anni, osservandola dai suoi fece realizzare opere grandiose e in par- Fuori dalle mura c’erano moltissime ca-
sontuosi accampamenti montati in splen- te visibili ancora oggi, come la maestosa se, raggruppate in sobborghi sparsi in ogni
didi giardini al di fuori delle mura. moschea di Bibi Khanum, una delle più direzione, in mezzo a orti e vigneti. Un
«La scelta era ovvia: quel luogo era pre- grandi dell’Asia. “Coloro che dubitano del- piccolo paradiso. Qui, oltre agli agricolto-
destinato a essere un centro economica- la nostra grandezza guardino i palazzi che ri, stavano gli artigiani che Tamerlano de-
62
Gli italiani
sul campo
L o studio della storia
di Samarcanda passa
anche attraverso lo stu-
dio del suo territorio. È
quanto sta dimostran-
do dal 2001 una équipe
di ricerca italo-uzbeka,
diretta da Antonio
Curci (dell’Università di
Bologna) e Amriddin
Berdimuradov (dell’I-
stituto di Archeologia
dell’Accademia delle
Scienze dell’Uzbeki-
stan). «Scopo principale
del progetto archeo-
logico è lo studio del
popolamento nella
regione di Samarcanda
nei secoli, in relazione
allo sfruttamento del
territorio e delle risorse
disponibili», ci spiega
Simone Mantellini
dell’Università di Bo-
logna, direttore delle
attività sul campo.
Innovativi. «Le linee
di ricerca avviate sono
molteplici. Abbiamo
usato un approccio
multidisciplinare, asso-
ciando all’archeologia
la geologia, la geogra-
fia, l’agronomia e la
topografia». Uno dei ri-
sultati più importanti è
stata la realizzazione di
una Carta archeologica
della Media Valle dello
Zeravshan: sparsi su
una superficie di circa
2.500 km2 gli studiosi
hanno censito oltre
2mila siti archeologici,
databili tra il III secolo
a.C. e il XV secolo d.C.
GETTY IMAGES

portava dai Paesi conquistati per accre- vessero tra 200mila e 300mila persone», Via della Seta, percorsa tra a Cina e l’Oc-
scere la popolazione, la bellezza e il pre- spiega Tosi. cidente da carovane con centinaia di cam-
stigio di Samarcanda: tessitori, fabbrican- In questa metropoli cosmopolita, croce- melli, attirava mercanzie di ogni tipo: le
ti d’armi, ceramisti e maestri vetrai dalla via di culture, religioni e popoli, la gente spezie arrivavano dall’India, la seta e il ra-
Siria, balestrieri, muratori e argentieri dal- comune abitava, con i propri servitori, in so, i profumi, le pietre preziose dal Catay
la Turchia, oltre a ingegneri, calligrafi, pit- case a un piano, con un giardino interno. (la Cina odierna), lino e cuoio dalla Tarta-
tori, tessitori, mosaicisti, intagliatori, ope- «Era una città molto ricca», continua il pa- ria (una vasta regione estesa fra il Mar Ca-
rai, architetti, poeti, letterati, scienziati e leoetnologo. «Le condizioni di vita e le op- spio e l’oceano Pacifico).
astronomi dalla Persia, dall’India e dalla portunità economiche erano delle miglio- GRAN BAZAR. Gli affari si facevano lun-
Mesopotamia. ri, grazie soprattutto ai mercanti e agli ar- go la Via del bazar, voluta da Tamerlano.
«È difficile stabilire il numero preciso de- tigiani. L’industria principale era quella Tagliava tutta la città da una parte all’al-
gli abitanti, in città circondate da un den- tessile, di grande qualità ancora oggi, gra- tra: le tende dei mercanti, che aspettava-
so insieme di centri abitati. Ma a metà del zie alle produzioni locali di cotone, seta no i clienti dietro ad alti banchi rivestiti di
XV secolo si calcola che a Samarcanda vi- e lana». Inoltre la sua posizione lungo la pietra bianca, erano disposte su entrambi
63
SCALA
Nella terra
delle angurie
A destra, un dipinto di
inizio ’900 con i mercanti di
angurie, specialità locale.
In basso, l’ingresso della
moschea di Bibi Khanum.

Ulug Beg, successore di Tamerlano, oltre a una prestigiosa università


fece costruire a Samarcanda un grande osservatorio astronomico
i lati di una strada coperta da un portica- “Il territorio di Samarcanda è ben provvi- le coraniche (le madrase) affacciate sulla
to a volta. La luce del sole che filtrava dal- sto di ogni cosa, di pane, vino, carne, frut- piazza pubblica delle proclamazioni reali
le finestre aperte sulla copertura illumina- ta e pollame; i montoni sono molto grossi e delle esecuzioni capitali che ancora oggi
va una scena che ricorda i mercati orienta- e hanno una coda che pesa quasi venti lib- compone il complesso del Registan.
li di oggi: venditori di carne cotta e spezia- bre, che è quanto un uomo può reggere con Sede della più prestigiosa università del
ta, mercanti intenti a contrattare, cammelli una mano [...]. Questa città e il suo territo- mondo islamico, ospitava un centinaio di
carichi di succosi meloni (tanto abbon- rio sono di una ricchezza che desta mera- studenti che, oltre alla teologia e alla legge
danti che, per conservarli, le donne li fan- viglia”, annotava ammirato l’aristocratico coranica, imparavano la matematica, la fi-
no seccare a pezzi al sole). I macellai ven- castigliano Ruy González de Clavijo, ciam- losofia e l’astronomia, di cui il sovrano era
dono carne di montone e pollame: bolliti bellano alla corte di Enrico III di Castiglia un appassionato conoscitore. Fu Ulug Beg
o arrosto e accompagnati dal riso erano tra e di Léon e capo di una ambasceria giunta ad avere l’idea di costruire un osservato-
i piatti più consumati a Samarcanda. Il vi- a Samarcanda a settembre del 1404. rio astronomico (nel 1428), da cui misurò
no, invece, si poteva bere solo quando lo TUTTI A SCUOLA. Sulla Via della Seta viag- la posizione degli astri con una precisione
decideva Tamerlano: chi aveva sete poteva giavano anche idee e saperi. E la cultu- che a lungo nessuno riuscì a eguagliare.
placarla a una delle numerose fontane ali- ra progredì a braccetto dell’architettura: DALLE STELLE ALLE STALLE. Ma proprio co-
mentate da un sistema di canali che rifor- nel 1417 Ulug Beg, successore di Tamerla- me le stelle, Samarcanda dopo essere sor-
nivano di acqua la città e la vallata. no, fece costruire la prima delle tre scuo- ta cominciò a tramontare. Nel XVI seco-
lo gli Uzbeki si impossessarono dei domi-
DE AGOSTINI/GETTY IMAGES

ni di Tamerlano e spostarono la capitale a


Bukhara. Prima di rinascere con l’occupa-
zione russa (1868), nel XVIII secolo l’anti-
ca città visse un lungo declino. Passando,
letteralmente, dalle stelle di Ulug Beg al-
le stalle che i nomadi allestirono nel 1720
all’interno del Registan.
“Felice colui che abbandona il mondo
prima che il mondo lo abbandoni”, recita
un’iscrizione all’ingresso del mausoleo di
Tamerlano. Ed è quello che fece il fonda-
tore di Samarcanda, morendo prima che il
suo mondo cominciasse a sbriciolarsi. t
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PRIMO PIANO

Washington sudista
RICHMOND, in Virginia, aveva le carte in regola per
diventare la capitale degli Stati Uniti. Ma i sudisti, ormai
sconfitti, nel 1865 diedero alle fiamme la loro roccaforte.

S
e avessero vinto i sudisti, oggi sa- la prima scelta nel 1861 era stata Montgo- starla a ogni costo la priorità dell’esercito
rebbe forse la capitale d’America. mery, in Alabama. Ma poco più di un an- unionista. Non a caso, il grido di battaglia
La chiamavano River City, la Cit- no dopo i confederati (cioè i sudisti) tra- degli “uomini blu” (dal colore delle divise
tà sul Fiume. E in effetti il mae- slocarono in Virginia. Scelta curiosa: la cit- nordiste) diventò presto “A Richmond!”.
stoso James fu una delle ragioni per cui tà era a 160 km da Washington, cuore del Ma perché proprio Richmond? Per le
Richmond fu scelta come capitale degli potere unionista (cioè nordista). sue difese naturali e gli ottimi collegamen-
Stati confederati del Sud durante la Guer- CAPITALE DI GUERRA. Richmond, una ca- ti ferroviari. Vantaggi essenziali in tempo
ra di Secessione (1861-1865). A dire il vero pitale “in prima linea”, era il motore del di guerra. E poi c’era la forza dei simboli.
conflitto. Difenderla a ol- La città era ricca di memorie storiche lega-
GETTY IMAGES

tranza fu il punto fermo te alla Guerra d’indipendenza americana


dei confederati, conqui- contro gli inglesi (1775-1783). Il Campi-

Sacrificata
Qui sopra, una cartolina postale del 3
aprile 1865 con la bandiera unionista
e la scritta “Richmond è caduta”. La
capitale sudista, in Virginia, cadde
dopo 9 mesi di assedio e fu data alle
fiamme dai difensori mentre i vertici
confederati fuggivano verso sud (a
destra, in una stampa dell’epoca).
GRANGER NYC/ARCHIVI ALINARI

66
doglio (la sede del governo), dove il nuo- boratory, a distanza di sicurezza sulla vi- stremata da nove mesi di assedio. Men-
vo presidente sudista Jefferson Davis an- cina Brown’s Island (il che non impedì a tre il presidente Davis e i vertici del gover-
dò a insediarsi, era il più antico d’Ameri- un’esplosione di fare decine di vittime, no secessionista venivano evacuati in tre-
ca: lo aveva progettato Thomas Jefferson, quasi tutte donne, nel marzo del 1863). no verso sud, per organizzare un’ultima,
padre della patria e architetto (nonché ter- Mentre la guerra procedeva, a Richmond vana resistenza, in città divampavano le
zo presidente Usa, nel 1801-1809). Grazie si concentrava un’umanità eterogenea: fiamme. I confederati decisero di bruciare
al fiume, che forniva abbondante energia militari e impiegati, prigionieri di guerra i rifornimenti, per non lasciare nulla agli
meccanica alle fabbriche in rapido svilup- stipati in immense carceri (da cui nel 1864 invasori nordisti. Ma gli incendi, senza
po, Richmond era anche il primo polo in- fuggì in modo rocambolesco un gruppo di controllo e alimentati dai barili di whisky
dustriale di un Sud per il resto agricolo, nordisti), montagne di feriti. E poi operai, rotti per le strade dopo l’assalto della folla
fatto di sterminate piantagioni di tabac- schiavi, avventurieri, prostitute, biscaz- e i saccheggi ai magazzini governativi, di-
co e cotone alimentate dal “propellente” zieri, speculatori. Un incrocio tra un gran- strussero un quarto della città.
degli schiavi. de accampamento e un’immensa Suburra, SIMBOLO. Le rovine annerite di Rich-
SUBURRA. Le risorse della città, riconver- il quartiere malfamato dell’antica Roma. mond, provocate dagli sconfitti, erano un
tite a uso bellico, furono essenziali per le La città esplose: in tre anni passò da soggetto perfetto per i fotografi nordisti al
vittorie sudiste. La Tredegar Iron Works, 38mila a 100mila abitanti. E con la sovrap- seguito dei vincitori: quelle foto diventa-
un’immensa ferriera, sfornava munizioni popolazione arrivarono criminalità, epide- rono presto il simbolo delle devastazio-
per l’artiglieria e le piastre di metallo usate mie di vaiolo e fame. Una violenta “rivolta ni di un conflitto costato oltre 600mila vi-
per la nave confederata Virginia (la prima per il pane” fu sedata con i cannoni. te e circa 69 miliardi di dollari: più denaro
corazzata della Storia), insieme a proietti- SOTTO TIRO. Nel 1864, però, la guerra ci- di quanto sarà speso per la guerra in Viet-
li e bottoni per le divise dei soldati. Agli vile era ormai vinta dai nordisti e il 3 apri- nam, esattamente un secolo dopo. t
esplosivi pensava il Confederate States La- le dell’anno seguente Richmond cadde, Adriano Monti Buzzetti Colella

GRANGER NYC/ARCHIVI ALINARI (2)

Assediati
e assedianti
Sopra, l’esercito
sudista a Richmond,
mentre i nordisti,
accampati a
Cumberland Landing,
vicino alla città,
si preparano ad
attaccare (a destra).
In alto a destra, le
rovine fotografate
dai nordisti vincitori.
GETTY IMAGES
PRIMO PIANO

Nella prima metà del ’900, dopo secoli


di letargo, ALESSANDRIA D’EGITTO divenne
una delle capitali culturali dell’epoca

LA PERLA DEL
MEDITERRANEO
Porta d’Oriente
In una foto degli Anni
’20, la torre del Palazzo
reale di Montazah,
ad Alessandria
d’Egitto: fu realizzata
da Ernesto Verrucci,
affermato architetto
marchigiano.
Il porto (nella
pagina accanto) fu
invece opera di un
progettista francese.
ALINARI (2)

L ’ antica gloria è evaporata senza la- gnificanti (o contraffatti) ruderi. «Qui, da qual-
sciar tracce. A differenza di altri ca- che parte, è sepolto Alessandro; qui si suici-
put mundi come Atene o Roma, do- dò Cleopatra; qui la Biblioteca, il Serapeum (il
ve i segni della grandezza passata tempio dedicato a Serapide, ndr); ma non c’è
sono ancora visibili, Alessandria d’Egitto dei niente di tangibile», osserva lo storico inglese
suoi grandiosi trascorsi ha conservato soltan- Michael Haag.
to la memoria. Di quella che fu capitale dell’O- LA RINASCITA. Da questo oblio la metropoli af-
riente romano ai tempi di Marco Antonio, se- facciata sul Mediterraneo ha saputo rinascere
de della leggendaria Biblioteca (che era in re- per un breve arco di tempo: tra la fine dell’800
altà una sorta politecnico dove si praticavano e la Seconda guerra mondiale. In quei pochi
sia le arti che le scienze), città dello strabilian- decenni tornò, per l’ultima volta, un polo d’at-
te faro (quattro piani, 300 stanze e oltre 130 m trazione internazionale, una località glamour
di altezza), culla del neoplatonismo e del cri- e cosmopolita. Quando, nel 1915, lo scritto-
stianesimo, non sono rimasti che pochi, insi- re inglese Edward Morgan Forster, l’autore di
68
ALINARI (2)

Passaggio in India (1924), vi approdò da vo- no ufficialmente al potere era soltanto una pedi-
Ad Alessandria lontario della Croce Rossa, Alessandria era al- na nelle mani della Corona britannica. Fin dalla
la moda come la Costa Azzurra. I grandi scrit- conquista turca (1517), Alessandria aveva una
lavorarono tori inglesi, come Somerset Maugham, Agatha forte comunità inglese. E da metà ’800 i leader
molti italiani, Christie e Lawrence Durrell non riuscirono a
resistere al fascino di questa città di mare, più
ottomani, che avevano bisogno degli stranie-
ri per diffondere i prodotti egiziani sul merca-
tra cui Mario ellenistica e mediterranea che araba.
“I negozi lungo Rue Fuad parevano avere tut-
to occidentale, avevano incoraggiato l’attività
di commercianti e artigiani d’origine europea.
Rossi, architetto to lo splendore delle novità parigine”, s’infervora
Durrell nel suo Quartetto di Alessandria. In real-
Tra le due guerre mondiali, racconta la scrit-
trice (nata ad Alessandria) Jacqueline Cooper,
specializzato tà, egli ritrovava in questa metropoli crogiolo di la città era “un alveare di attività per i sensa-
razze e di religioni il sapore dell’Europa: l’Egit- li del cotone”, un luogo di “vasti giardini, ville
in moschee to dell’epoca era, di fatto, un protettorato ingle- eleganti, sobri edifici moderni”, in cui “la vita
se dal 1882. Il kedivè (tradotto: viceré) ottoma- era comoda, la manodopera a buon mercato”.

1876 1882 1863 1888 1915-1918


C R ONOLOG I A Nasce Filippo L’11 luglio la Konstantinos Nasce Giuseppe Lo scrittore inglese
Tommaso Marinetti flotta britannica Kavafis tra il 1891 e il Ungaretti. Suo padre Edward Morgan
che trascorre i primi bombarda la città, 1904 pubblica alcune Antonio è un operaio Forster durante
Fatti e gente anni di vita nella città distruggendone delle sue più famose allo scavo del Canale la Prima guerra
d’Alessandria egiziana. Inizia lì i il centro. L’Egitto poesie. Kavafis (1863- di Suez. Frequenta mondiale ad
suoi studi ma viene diventa di fatto un 1933), figlio di un una delle scuole più Alessandria d’Egitto
espulso dal collegio protettorato inglese. ricco commerciante prestigiose della città: svolge volontariato
che frequenta per greco, è nato e morto qui si innamora della per la Croce Rossa.
aver portato a scuola ad Alessandria, ed poesia e si avvicina
ROGER VIOLLET/GETTY IMAGES

gli scandalosi romanzi è considerato uno alla letteratura


MONDADORI PORTFOLIO

di Émile Zola. dei più grandi poeti francese. Nel 1912,


moderni. dopo un periodo al
Cairo, lascia l’Egitto
ALINARI (3)

per Parigi.

F. Tommaso Marinetti Konstantinos Kavafis Edward Morgan Forster


STILE COLONIALE. Per dare un volto più moder- Rossi, architetto specializzato in moschee, e l’e- Ispirazione europea
no alla città, dopo secoli di letargo, i governanti dificio, a detta di molti, più bello della città, la Architetture e vita quotidiana
locali si erano affidati a ingegneri e architetti del sede del Banco di Roma, imitazione del romano nella Alessandria d’Egitto dei
Vecchio continente. A disegnare il nuovo porto Palazzo Farnese, si deve a Enrico Gorra. primi del ’900. Sopra, si sale
occidentale era stato un progettista francese; in- ITALIANI ALESSANDRINI. Quella italiana era, del a bordo di un tram elettrico e,
glesi erano gli architetti che avevano realizzato resto, con 60mila presenze, fino all’inizio del- nella pagina accanto, a passeggio
lussuosi alberghi in stile coloniale e moresco, la Seconda guerra mondiale, la più folta comu- lungo una via del centro.
come il Cecil Hotel, meta prediletta della spia nità straniera in terra egizia dopo quella greca.
e scrittore Durrell, ma anche di Winston Chur- Ben 25mila dei nostri connazionali erano con-
chill, nonché i caffè in stile Art Déco che ancora centrati ad Alessandria. A loro era riservata
danno un aspetto europeo alla città. tutta una serie di privilegi, garanzie e immuni-
Anche gli italiani ebbero un ruolo di primo tà. Non deve quindi stupire che una bella fetta
piano nel restyling. La principale moschea di della nostra intellighentia sia nata e cresciuta
Alessandria, sorta dal 1928, è opera di Mario in questa metropoli. Ebbero i natali nella capi-

1928 1930 1940 1941 1946 1952


Si inizia a costruire la Agatha Christie A settembre dopo la Lawrence Durrell Il 9 maggio, a ridosso La rivoluzione
principale moschea (1890-1976) visita Libia Benito Mussolini (1912-1990) ambienta del referendum anti britannica del
alessandrina, opera più volte la terra dei annette anche l’Egitto, qui Quartetto di Ales- istituzionale del 2 presidente della
dell’architetto romano faraoni, specialmente con Alessandria. Ma la sandria (1962), la sua giugno, Vittorio Repubblica egiziano
Mario Rossi. In città dopo aver sposato nel “conquista” dura solo opera più famosa, la Emanuele III abdica Gamal Abd El-Nasser
vivono circa 25mila 1930 l’archeologo Max 3 mesi. cui trama si svolge per favorire il successo mette in fuga gli
italiani. Mellowan. Nel ’34, la prima e durante la monarchico. Si ritira in stranieri dalla città.
maestra del brivido Seconda guerra mon- esilio ad Alessandria;
pubblica un celebre diale. Durrell, giunto l’anno seguente
giallo ambientato in in Egitto nel 1941, vive muore ed è
POPPERFOTO/GETTY IMAGES

Egitto: Poirot sul Nilo. prima al Cairo e poi ad sepolto nella


Alessandria, dove la- cattedrale di
vora per l’intelligence Santa Caterina.
britannica.

Agatha Christie Lawrence Durrell Vittorio Emanuele III 71


Mix pacifico Inglesi, greci, italiani: la città dalla fine dell’800 divenne
In una cartolina di inizio ’900, la
passeggiata di una coppia vestita un crogiolo di popoli e lingue. Fino agli Anni ’50, quando
all’occidentale sotto lo sguardo
di lavoratori egiziani. In quel la rivoluzione di Nasser riuscì a cacciare gli inglesi
periodo etnie e lingue diverse
coesistevano e si integravano. tale dei Tolomei il padre del futurismo, Filip- operazioni di intelligence, fu stregato dal mix di
po Tommaso Marinetti, il poeta Giuseppe Un- razze, lingue e religioni: egiziani, armeni, bielo-
garetti e il giornalista Renato Mieli, fondatore russi, greci, francesi, italiani. E copti, ebrei, av-
dell’agenzia Ansa. Non è un caso, poi, che vi si ventisti, cristiani, ortodossi.
sia rifugiato, per esservi infine tumulato (nel- Miscela che, e questo era il segreto, la magia
la cattedrale di Santa Caterina), il penultimo re della città, non esplose mai. Come Casablanca,
Savoia, Vittorio Emanuele III. in Marocco, era un luogo dove poeti, spie, solda-
Aggiungiamo che Mussolini accarezzò a lun- ti potevano convivere come in una bolla. Stret-
go il sogno di annettersi, dopo la Libia, anche ta tra il mare e la terraferma, tra Egitto e Gre-
l’Egitto e che ci provò, con una sortita del ma- cia, Alessandria riuscì sempre a mediare tra op-
resciallo Rodolfo Graziani, nel settembre del posti apparentemente inconciliabili. Come spie-
’40. Invasione che durò nemmeno tre mesi. ga Haag, «a reprimere grandi tensioni». E se di
Ma, inutile negarlo, gli ultimi fuochi alessan- giorno “non s’avverte altro rumore che non sia
drini furono accesi dagli ospiti d’Oltremanica, il rombo del mare e l’eco d’una storia straordi-
Lawrence Durrell in particolare, e, più ancora, naria”, come raccontava Forster, di notte la città
un poeta d’origine greca, Konstantinos Kava- si risvegliava, svelando un’atmosfera ben diver-
fis, che vi trascorse un’intera, e apparentemen- sa da quella felpata dei caffè degli intellettuali.
te grigia, esistenza da travèt (era un burocrate Il caleidoscopio alessandrino, però, andò in
del ministero dei Lavori pubblici), salvo esser pezzi alla fine degli Anni ’50, con l’arabizza-
riconosciuto, già in vecchiaia, tra le voci poeti- zione imposta dal presidente egiziano Gamal
che più alte del ’900. Abd El-Nasser. Da allora, la magia di Alessan-
IL TRAMONTO. Durrell, che vi era approdato ne- ESJBTJÒTQFOUB t
gli anni della guerra e ne fece la base per le sue Dario Biagi

72
PRIMO PIANO

SAPERNE DI PIÙ

RONALDO SCHEMIDT
divenne una piccola Parigi
CAPITALI PERDUTE mediterranea, tra memorie
dell’antichità e atmosfere
Da Alessandria a Samarcanda, da arabe, un ponte ideale tra
Oriente e Occidente.
Cartagine ad Aquisgrana, le città con un
grande passato (e un presente così così). Alessandria d’Egitto
C. Gargano, V. Vignes
Babilonia. come colonia fenicia, facendo luce (Unicopli)
All’origine su un periodo poco conosciuto di Le vite di tre personaggi del
del mito quella fiorente civiltà. ’900 fanno da filo rosso per
Paolo Brusasco gli autori di questo viaggio
(Raffaello Cortina) Carthago in una Alessandria ideale:
Babilonia, la Babele delenda est il poeta greco Konstantinos Statua di guerriero
della Bibbia, è forse il Richard Miles Kavafis (che vi nacque nel 1863 e da Tenochtitlán
simbolo di tutte le capitali perdute: (Mondadori) vi morì nel 1933), l’inglese Forster (Messico).
i giardini pensili, la torre che voleva Distrutta da Scipionne e il suo conterraneo e collega
arrivare al cielo, le impressionanti Emiliano nel 146 a.CC., Lawrence Durrell (1912-1990), tra
mura, il grande re Hammurabi Cartagine fu il cuoree gli ultimi testimoni dell’impero hanno fatto da sfondo a eventi
II sono gli ingredienti del mito dell’unica potenza britannico al tramonto. storici di rilievo.
che la circonda. Dell’antica città marinara e militare capace di Tra queste la città di Mari, in Siria,
non resta molto oggi, nell’Iraq mettere in ombra l’astro nascente Tehotihuacan. ma anche Cernobyl, “capitale” della
devastato dalla guerra. Ma tra di Roma. Pagò il prezzo più alto, La città degli dèi (Skira) più grave catastrofe nucleare in
resti archeologici, scavi condotti a ma per più di 500 anni la città, di Il catalogo di una mostra di tempo di pace.
partire dall’Ottocento e le ultime cui oggi restano poche rovine in qualche anno fa sulla città
ricerche degli Anni ’80 è possibile, Tunisia, fu una splendida capitale. precolombiana, oggi in Messico, Viaggio a
come fa il libro, ricostruire la verità di cui restano le famose piramidi. Samarcanda
storica al di là delle leggende. Alessandria d’Egitto Fu il centro di un grande regno Ruy González de
E. M. Forster (Sellerio) e fu occupata da diverse culture Clavijo (Viella)
Cartagine Una storia della capitale culturale attraverso i secoli, arrivando a La testimonianza
Werner Huss (il Mulino) del Mediterraneo del Novecento contare 200mila abitanti, fino alla diretta di un
Storia, archeologia, personaggi e ma anche una guida d’autore, decadenza nel V secolo d.C. ambasciatore
fatti dietro a un nome che evoca le affidata alla penna del romanziere spagnolo dell’inizio del
d l
guerre puniche, in una sintesi agile inglese di Passaggio in India. Lo Atlante delle città perdute Quattrocento alla corte di
e di facile lettura. Oltre al conflitto stesso Forster appartiene alla Aude De Tocqueville (Bompiani) Tamerlano. Il testo
con Roma, il libro ricostruisce la generazione di europei che Questo originale atlante racconta originale restituisce tutta la
fortuna commerciale e artistica di rimasero affascinati da quella che, la storia di città che sono state meraviglia suscitata dalla città
Cartagine, nata nel IX secolo a.C. nel periodo coloniale britannico, importanti per brevi periodi, o che negli occhi di un occidentale.

La Storia raccontata in queste


pagine rivive anche in tv
IL MISTERO DI HATTUSA ATLANTIDE RITROVATA
A nche questo mese History,
il canale di Sky in HD dedi-
cato alla Storia, approfondisce
probabilmente, si consuma-
vano sacrifici terribili di cui
abbiamo perso la memoria.
Il secondo episodio della serie
dedicata alle città perdute ci
Si tratta della “capitale per-
duta” per eccellenza. Anche
il tema di copertina di questo Ma a quali dèi, e di che civiltà? porta in Anatolia (Turchia), se quasi certamente è esistita
numero con tre documentari. Lunedì 22 agosto, ore 21:00 ad Hattusa. Qui oltre 3mila soltanto nel mito raccontato
(replica 25 agosto, ore 17:40) anni fa c’era il grande impero dal filosofo greco Platone.
PIRAMIDI: LA VALLE degli Ittiti, che con armate e Eppure, da sempre, c’è chi la
MALEDETTA carri da guerra conquistò gran cerca: archeologi e storici alle
Questo documentario rac- parte del Vicino Oriente. Poi, prese con le fonti antiche per
conta una delle città più mi- 2.500 anni fa, questa civiltà cercare di capire come quella
steriose e meno conosciute: sparì. Di essa rimase il ricordo leggenda sia nata e se si possa
Túcume, in Perù. Precolom- negli antichi poemi e Hattusa localizzare da qualche parte,
biana, la città oggi appare oggi rivive solo grazie alle se non l’antica Atlantide, al-
come una serie di 26 colossali ricostruzioni archeologiche e meno la città che ne avrebbe
strutture erette attorno a una al computer. ispirato il mito.
montagna sacra, sulla costa Le colossali mura sacre Lunedì 22 agosto, ore 22:00 Mercoledì 17 agosto, ore 21:00
settentrionale del Paese. Qui, di Túcume, in Perù. (replica 26 agosto, ore 17:40) (replica 5 settembre, ore 21:00)

73
INVENZIONI

La televisione non ha futuro, e non sentiremo più parlare di auto, treni e computer.

QUESTE SONO LE ULTIME

MEDICINA TECNOLOGIA COMUNICAZIONE


IL FUMO NON FA MALE, CHI MAI HA BISOGNO DI UN NON SAPPIAMO CHE FARCENE DI
E GUAI A OPERARE IL TORACE COMPUTER A CASA? SCATOLE COME RADIO E TV

1977 1948
1873
Ken Olsen, Non c’è nessun La televisione?
L’addome, il torace e il fondatore della
cervello saranno per pionieristica motivo perché la La gente si stancherà presto
sempre immuni dall’intru- azienda Usa gente si voglia di guardare una scatola di
sione di un chirurgo Digital Equipment mettere un compensato tutte le sere.
sano di mente. Corporation
computer in casa. Darryl Zanuck, dirigente della 20th Century Fox
Sir John Eric Ericksen,
chirurgo personale di Vittoria d’Inghilterra
Questo“telefono”ha un
1911 sacco di inconvenienti e 1876
1872 difetti per poter essere
considerato un mezzo di
Gli aeroplani sono comunicazione. Per quanto
giocattoli interessanti,
La teoria ma senza alcuna
ci riguarda, l’apparecchio è
da considerarsi inutile.
dei germi utilità militare. Western Union, Nota interna
di Pasteur è Ferdinand Foch,
maresciallo francese, comandante delle 1876 Gli americani
un’invenzione forze alleate nella Grande guerra

ridicola. hanno bisogno


Pierre Pachet, del telefono,
professore francese di
fisiologia a Tolosa 1901 ma noi no.
1958
Abbiamo un
Devo confessare che la ssacco di postini.
mia immaginazione si William Preece, British Post Office
rifiuta di vedere una qual-
che sorta di sottomarino
fare qualcosa che non sia La scatola musicale
soffocare il suo equipag- senza fili non ha nessun 1921
La teoria che il gio e annaspare nel mare. immaginabile valore
cancro al polmone H.G. Wells, scrittore britannico
commerciale. Chi paghe-
è causato dal pioniere della fantascienza
rebbe per mandare un
fumo verrà alla messaggio a nessuno
in particolare?
lare?
fine considerata L
L’uomo non
un grandissimo, Consiglieri di David
catastrofico aarriverà mai Sarnoff, imprenditorre
errore. sulla Luna 1967 statunitense, in rispoosta
a una sua richiesta ddi
Ronald Fisher, Lee De Forest, pareri su un investi-
matematico e biologo inglese scienziato americano, mento nella radio
uno dei “papà” della radio

74
Ecco che cosa è successo quando gli esperti si sono messi a fare previsioni

AROLE FAMOSE A cura di Anita Rubini

CAMPIONI DI
SVARIONI

Verrà dimostrato che 1896


i Raggi X sono una
ENERGIA TRASPORTI bufala.

NON SENTIREMO PARLARE DI MEGLIO IN TRENO O IN AUTO? 1896 Non ho la minima


LUCE ELETTRICA E CORRENTE DECISAMENTE A CAVALLO molecola di fede nella
navigazione aerea
diversa dal volo in
Quando l’Esposizione 1878 È assurdo 1825 pallone o di speranza
Universale di Parigi di buoni risultati da
del 1878 chiuderà, pensare che nessuno dei tentativi
la luce elettrica sarà una locomotiva di cui sentiamo.
un capitolo chiuso, possa andar
e non ne sentiremo più veloce di
più parlare. una carrozza a
cavalli.
Erasmus Wilson,
professore della Oxford University The Quarterly Review,
rivista politico-letteraria inglese 1900
Adesso non c’è niente
1859 Il viaggio ferroviario ad
di nuovo da essere
scoperto in fisica.
alta velocità non è pos- Tutto quello che
Trivellare per trovare petro- sibile perché i passeg- rimane sono misure
lio? Intende dire bucare il geri, impossibilitati a sempre più precise.
suolo per petrolio? respirare, morirebbero
Lei è pazzo. 1859 di asfissia. William Thomson
(Lord Kelvin),
Operai di Edwin L. Drake, Dyonysys Larder, docente di astronomia presidente della Royal Society
autore della prima all
all’University
University College London
trivellazione negli Stati Uniti

1955
1903
Aspirapolveri a eneergia
nucleare saranno
probabilmente una Il cavallo resterà,
realtà nel giro l’auto è passeggera.
di 10 anni. Horace Rackham, PRINT COLLECTOR/GETTY IMAGES

Alex Lewyt, presidente di uno dei primi azionisti della Ford


una fabbrica d’aspirapolveri

1909
Fantasticare
con la corrente Che l’automobile abbia
alternata è solo praticamente raggiunto
il limite del suo sviluppo
una perdita di è suggerito dal fatto che
1889 tempo. Nessuno nel corso dell’ultimo anno
non sono stati introdotti
la userà, mai. miglioramenti radicali.
Thomas Edison, Scientific American,
uno dei più prolifici inventori della Storia rivista di divulgazione scientifica
Queste pagine sono aperte a soddisfare le curiosità dei lettori, purché
i quesiti siano di interesse generale. Non si forniscono risposte private.
Scrivete a Focus Storia, via Battistotti Sassi 11/a, 20133 Milano
o all’e-mail redazione@focusstoria.it

Chi erano
i Cimmeri?
Domanda posta da
Franco Maria Boschetto.

E ra un’antica popolazione noma-


de divisa in tribù proveniente,
secondo la maggior parte degli
HERITAGE IMAGES/GETTY IMAGES

storici, dagli altopiani dell’attuale


Iran. Nell’VIII secolo a.C., una parte
di loro invase il vicino Regno degli
Assiri (nella parte più settentriona-
le dell’Iraq), che nelle loro crona-
che li chiamano Gimirrai; un’altra
parte invece si stanziò sulla costa
settentrionale del Mar Nero, in Cri-
mea (allora nota come Cimmeria).
Epilogo. I primi assalirono la
Frigia e furono poi assorbiti dalla
popolazione della Media (Iran
Centro-occidentale) governata
dal re Ciassare (625-585 a.C.); i
secondi, racconta lo storico greco
Erodoto, dopo l’arrivo dei nomadi
Sciti si spostarono in parte in Tra-
cia (un territorio compreso tra le
odierne Bulgaria, Grecia e Turchia)
e in parte, con intenti bellicosi,
Sargon II, re
verso l’Asia Minore, da dove
degli Assiri dal
solo il re di Lidia Aliatte II, intorno 721 a.C., che La spiaggia di Stintino,
al 600 a.C., riuscì a cacciarli definiti- ebbe contatti in Sardegna, ad agosto.
vamente. (m. l. l.) con i Cimmeri.

Quanti erano i cavalieri della Tavola Rotonda?


Domanda posta da Alessandro Claudi.

I l loro numero è simbolico e varia


a seconda dei testi e dei periodi
storici. Nelle narrazioni cristiane
normanno Robert Wace (circa
1110-1170), a cui si deve probabil-
mente la nascita del mito.
arturiano”, in cui il numero dei
cavalieri è appunto variabile.
Non cambiano invece i protagoni-
i cavalieri della Tavola Rotonda Tante storie. Tuttavia i racconti sti. I cavalieri più importanti sono
erano 12, come gli apostoli, ma più famosi, a partire dal XII secolo, Lancillotto, Perceval, Tristano e
secondo altre fonti erano 28, 40 o sono quelli del poeta Chrétien de Galvano e il loro scopo è sempre
150. I cavalieri al servizio del mitico Troyes, che ebbero enorme influs- lo stesso: la ricerca del Sacro Graal,
re Artù appartengono alle leggen- so sulla diffusione della leggenda. cioè del calice con il quale per la
de che circolavano nella Francia Non esiste però un’unica e com- tradizione Gesù celebrò l’Ultima
I 12 cavalieri della Tavola Rotonda medioevale fin dal 1155 circa con il pleta raccolta di questi racconti, Cena e nel quale sarebbe stato
in una miniatura del XIII secolo. Roman de Brut, del monaco anglo- che vanno sotto il nome di “ciclo raccolto il suo sangue. (g. l.)
SCALA

76
Perché si
festeggia
il Ferragosto?
Domanda posta da Rosa Caldazzi.

O
ggi festività religiosa cattolica, il
giorno di Ferragosto nacque come
celebrazione pagana. Fu introdotta
nel 18 a.C. dall’imperatore romano Augu-
sto, da cui deriva anche il nome: feriae Au-
gusti, in latino “riposo di Augusto”. Duran-
te questo periodo venivano organizzate fe-
ste e corse di cavalli, tradizione che anco-
ra oggi esiste in alcune città italiane. E gli
animali da tiro, solitamente impiegati nei
lavori agricoli, venivano addobbati con fio-
ri e nastri colorati.
In realtà la festa ha origini ancora più an-
tiche: non fu un’invenzione del tutto nuo-
va. Questa festività si andò ad aggiungere
infatti a quelle già esistenti che si svolge-
vano nello stesso mese per celebrare la fi-
ne del raccolto, come i Consualia, in ono-
re di Conso, dio della terra e della fertilità.
Cambio data. Ai tempi di Augusto, il
Ferragosto non si festeggiava il 15, bensì
il 1° del mese. Anche se il periodo di ripo-
so (e delle celebrazioni) era più lungo per
GETTY IMAGES/LONELY PLANET IMAGES

permettere ai lavoratori di riprendersi do-


po un anno di fatiche. La data fu modifica-
ta nel VII secolo, quando il Ferragosto di-
venne una festa religiosa cattolica, l’Assun-
zione di Maria Vergine al cielo (diventata
dogma solo nel 1950). t
Maria Lombardi

Da dove deriva l’usanza “grazie”. Con questo significato


si diffuse nelle zone d’Italia
di dire “grazie” e “prego”? sottoposte alla dominazione
Domanda posta da Gabriele Seva. austriaca. Ma poi fu utilizzato
anche in altri contesti oltre che

S ia ”grazie” sia “prego” derivano


dal latino. Il primo dalla locuzio-
ne gratias ago, cioè “rendo grazie”,
del “grazie” seguito dalla risposta
“prego” non esisteva in latino, ed
entrò nell’italiano scritto a metà
di rimando al “grazie”: come per
rispondere a qualcuno che si
scusa, per invitare un ospite
AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

formata dal plurale della parola del XIX secolo. a prendere il cibo o per far
gratia e dal verbo agere. Il secondo Onorevole. “Prego” ricalcherebbe passare avanti qualcuno in
invece dal verbo precor (a sua volta il tedesco bitte (“prego l’onore del strada. (m. l. l.)
derivante da prex, “preghiera”), che vostro comando”, nel senso di
letteralmente significa “io prego” o “onorato di servirvi”) impiegato Due ufficiali austriaci
“io desidero”. La formula di cortesia in quel periodo in risposta a un del XVIII secolo.
Guardie e ladri
nella terra del papa
Il brigantaggio, un fenomeno dilagante
nell’Italia ottocentesca, visto con gli occhi
di un francese “trapiantato” a Roma.

F in dal XVI secolo, il brigantaggio in Italia fu una guerra conta-


dina alimentata dalle condizioni di estrema povertà in cui vi-
vevano le popolazioni del Centro-sud. In alcuni casi rimase confi- 2
nato a un mero fenomeno di criminalità, in altri prese la forma di
ribellione sociale. I fuorilegge si nascondevano tra le montagne e
da qui partivano per rubare nei villaggi, sequestrare nobili o reli-
1
giosi al fine di ottenerne un riscatto, compiere agguati contro chi
trasportava merci, alimentando così il fenomeno del contrabban-
do, o derubare i viaggiatori. Spesso questi delinquenti erano co-
perti dalle popolazioni locali, timorose di ritorsioni, il che com-
plicava il compito delle forze dell’ordine che tentavano, spesso
invano, di garantire la sicurezza sulle strade. Quando ormai la si-
tuazione era diventata esplosiva, le autorità tentarono di affron-
tarla promulgando leggi durissime, favorendo il “pentitismo” e
minacciando rappresaglie nei confronti delle famiglie dei brigan-
ti. Di fatto però tutto fu inutile.
Caccia all’uomo. Il governo locale tentò più volte una repres-
sione militare, fino al risolutivo – assai discusso per i suoi cruen-
ti effetti – intervento del giovane Regno d’Italia, che riuscì a tene-
re sotto controllo il brigantaggio solo con l’invio di oltre 100mi-
la soldati. Tra i territori più afflitti da questa piaga c’erano quelli
del Basso Lazio, che contava una quarantina di bande al confi-
ne con lo Stato della Chiesa. I papi non lesinarono decreti, editti
e persino l’impiego di truppe, come testimonia il quadro intitola-
to Briganti italiani sorpresi dalle truppe papali. Dipinto dal fran-
cese Horace Vernet nel 1831, epoca in cui il pittore era direttore
dell’Accademia di Francia a Roma, il quadro risente degli stereo-
tipi, decisamente pittoreschi, che i viaggiatori stranieri attribui-
vano alle imprese dei briganti italiani. t 4 L’abbigliamento dei banditi
Edoardo Monti fu spesso oggetto di pittoresche
raffigurazioni. Celebri quelle di
Bartolomeo Pinelli, pittore ro-
1 Gli attacchi alle carrozze dei 2 Le strade tra i monti con 3 Camicie aperte, panciotti,
mano che studiò nei minimi det-
turisti trovavano spesso spazio un’apertura sul mare erano una giacchette dai colori accesi, pan- tagli i costumi delle popolazioni
nei resoconti scritti dei viaggia- caratteristica tipica delle zone taloni al ginocchio, calze tenute della campagna romana.
tori o nelle chiacchiere da locan- bazzicate dai briganti. Nel 1819, su con le strisce di cuoio dei san-
da. In realtà, però, non erano fre- un editto del cardinal Consalvi dali: così era descritto il tipico
quenti: i briganti rapivano so- ordinò la distruzione dell’abita- costume brigantesco. Immanca- 5 Una nota pontificia del 1825
prattutto possidenti e mercan- to di Sonnino (vicino a Latina), bili anche il cinturone per le mu- auspicava che i banditi venisse-
ti locali perché era più semplice considerato un covo di briganti. nizioni, le pistole e i coltelli, e ro sempre presi vivi. Il premio
ottenere un riscatto per la loro Provvedimento citato anche da l’alto cappello di feltro a punta per la cattura era di 1.200 scudi;
liberazione. Leopardi nello Zibaldone. ornato da nastri. per l’uccisione scendeva a 800.

78
11

10

4
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BRIDGEMANIMAGES/MONDADORI PORTFOLIO
6 I briganti, dopo l’assalto, 8 Dai verbali dei processi del-
vengono sorpresi dai drago- l’epoca si deduce che i briganti
ni papali, un corpo dell’esercito laziali fossero estremamente re-
della Chiesa. Dopo il 1815, l’am- ligiosi. Paradossalmente dichia-
ministrazione dello Stato Pon- ravano la loro devozione anche
tificio fu costretta a rinforzare i quando confessavano i più effe-
distaccamenti di cavalleria per rati delitti, perpetrati per giunta
contrastare i malviventi. spesso ai danni del clero locale.
10 Oltre a promettere premi a 11 Le persone rapite venivano
7 Al centro della scena ci sono 9 Il grande passato di queste chi denunciava i banditi, la legi- tenute prigioniere nelle grotte
anche due donne, forse legate terre è rievocato dall’antico sar- slazione pontificia prevedeva il dove si riparavano i banditi. All’i-
alla banda visto che una di loro cofago romano “riciclato” come divieto per le famiglie dei rapi- nizio dell’800, il problema era
è accanto alla refurtiva. Indossa- vasca per fontana. È decorato con ti di pagare qualunque tipo di ri- così diffuso che i provvedimen-
no il tipico costume della campa- “strigilature”: scanalature ondu- scatto in denaro o natura. In se- ti pontifici ordinarono il riempi-
gna romana, rappresentato nei late che richiamavano la forma guito entrò in vigore anche la mento delle caverne nelle aree
dipinti ottocenteschi molto ap- dello strigile, un raschietto usato confisca dei beni per i parenti a rischio e lo “smacchiamento”,
prezzati dai turisti stranieri. per detergere il corpo. dei malfattori. cioè il taglio dei boschi.

79
SOCIETÀ
La storia segreta delle donne destinate
ad “allattar figli altrui”. Un’usanza antica,
che ha accomunato figli di re e contadini

Professione
BALIA

Ora della pappa


Roma 1932: balie di un
orfanotrofio allattano
i piccoli abbandonati.
In alto, un bassorilievo
del II secolo raffigurante
Giove bambino, con la
balia e due guerrieri.
DE AGOSTINI/GETTY IMAGES

O
dea Rumina, abitua il neo-
nato alla mammella”. Così
le giovani mamme dell’an-
tica Roma invocavano la di-
vinità che presiedeva all’allattamento, af-
finché donasse loro latte in abbondanza
e favorisse l’attaccamento al seno. Se la
preghiera non veniva esaudita, però, non
necessariamente la vita delle loro creatu-
re era in pericolo: le romane agiate pote-
vano ricorrere a un’altra puerpera “con
l’oro in grembo”, come si diceva. Cioè a
una balia, che nutriva i bebè al loro po-
sto. Del resto, era un’usanza antica quan-
to il mondo.
Fu questa, secondo il libro biblico del-
la Genesi, la scelta di Rebecca, moglie di
Isacco: “Morì Debora, balia di Rebecca,
e fu sepolta al di sotto di Bethel, sotto la
quercia”. E la figura della nutrice era fa-
miliare in tutta la Mesopotamia, nell’an-
tico Egitto e in Grecia, attraversando poi
in varie forme tutti i secoli successivi, per
estinguersi soltanto nel Novecento.
LA BALIA IDEALE. Il baliatico (così gli sto-
rici chiamano questa pratica) è stato un
fenomeno sociale sommerso. Ha marca-
to le divisioni sociali, diviso i benpen-
santi, segnato la storia dell’emancipazio-
ne femminile, provocato gioie e dolori in
bambini accomunati dal destino di “fratel-
li di latte”: re, nobili, borghesi o trovatel-
li che fossero.
Ma come si sceglieva la balia? A Ro-
ma la nutrix (“nutrice”) si pescava tra
schiave o liberte che avevano figli e già
allattavano. Oppure si andavano a cer-
care alla Colonna Lattaria, nel Foro Oli-
torio, dove si lasciavano anche i neonati
indesiderati, sperando venissero nutriti.
Il puericultore greco Sorano di Efeso, nel
ISTITUTO LUCE/ALINARI

81
La “spilla da balia” si chiama così perché era usata
L’attrice Ingrid Bergman e la
balia delle sue gemelle, Isotta
II secolo d.C., stabilì precisi canoni fisici e te forse che la natura abbia dato alle don-
e Isabella Rossellini, nel 1952.
morali per la balia ideale: doveva essere ne mammelle con i capezzoli come fosse-
“pulita, onesta, pacata, in buona salute”, ro pori leggiadri per ornare il loro petto e
avere “media corporatura, età compresa non per nutrire i figli?”.
tra i 20 e i 40 anni, un figlio di età inferio- C’era poi la convinzione che chi allat-
re ai due mesi, un latte né troppo chiaro, tava non potesse avere rapporti sessuali.
né troppo denso”. Nel Duecento, il cele- È sempre Paré a confermarlo: “il latte ha
bre medico Aldobrandino di Siena rinca- cattivo odore ed è pernicioso per il bambi-
rò la dose e fissò regole ancora più seve- no quando la levatrice o la madre hanno
re, convinto che attraverso il latte le balie ripreso la vita sessuale”. Anche per que-
potessero trasmettere non solo malattie, sto far nutrire e cullare i propri figli a una
ma anche vizi e turbe psichiche. nutrice era visto con favore dagli sposi. O
BETTMANN ARCHIVE/GETTY IMAGES

LE IRE DELLA CHIESA. In pieno Medio- almeno da quelli che volevano tornare a
evo, tra il X e il XV secolo, ricorrere al- una vita di coppia degna di questo nome.
la balia era comunissimo in tutta Euro- SCELTA DI CLASSE. C’erano poi gli obbli-
pa: i francesi la chiamavano nourrice, gli ghi di rango. «Le donne delle classi più
inglesi wet nurse (“infermiera bagnata”). elevate non potevano compromettere la
La Chiesa però storceva il naso. Davan-
ti alla prospettiva che le puerpere ri-
nunciassero alle fatiche della ma-
Una domestica ternità con disinvoltura ecces-
molto speciale siva, magari per conservare i
loro bei seni turgidi, i par-
T ra l’800 e il ’900 le balie da latte
diventarono uno status symbol
dell’alta borghesia, che voleva imitare
roci condannavano senza
appello, come si legge in Balia da re
l’aristocrazia. Così testimoniano le un testo dell’epoca, “la Ritratto di Luigi XIV,
foto d’epoca in cui i ricchi pargoli sono cattiva abitudine, in auge il Re Sole (1638-
esibiti su sontuose carrozzine o tra le 1715), con la sua
braccia delle loro balie, ben riconosci- da molto tempo, che fa sì
che le madri si dispensi- balia, Longuet de
bili dalla speciale divisa bianca, anziché la Giraudire.
tra quelle della mamma. no dal nutrire i figli con
Gioielli da balia. Al loro arrivo in fa- il loro latte”. Convinto
miglia le nutrici venivano interamente della perfezione del latte
rivestite: avevano diritto a un nuovo
guardaroba fatto di grembiuli, trine, materno, il medico fran-
cuffie, cappelli e persino gioielli: colla- cese Ambroise Paré (1510-
ne, spille e orecchini rigorosamente di 1590) aggiungeva: “Pensa-
corallo rosso (considerato portafortu-
na). Loreta Cerelli, balia di casa Agnelli,
raccontò: “Donna Virginia mi fece cucire
ventidue vestiti tutti per me, di seta, di
cotone, di velluto: avevo otto bustini
colorati, spilloni d’oro sui fazzoletti e tre
giri di coralli. Quando andavo al parco
mi gridavano ‘la Regina, è arrivata la
Regina!’”. Al primo dentino, ai primi
passi o alle prime paroline, fioccavano
altri premi.
Prigionieri. «Le balie erano personale
domestico privilegiato: erano esentate
da compiti gravosi, trattate con riguar-
do dal resto della servitù; sedevano
a tavola con i padroni, che volevano
controllarne l’alimentazione. Era infatti
interesse della famiglia mantenerle in
ottima salute perché avessero un latte
“tranquillo”», spiega la storica Adriana
Dada. «Vivevano in una bolla di “libertà
vigilata” e, per evitare forti emozioni,
per tutto l’anno di servizio non poteva-
no né rivedere i figli, né il marito».

82
dalle nutrici per chiudere i pannolini di stoffa
loro posizione sociale con comportamen- ne abbandonarono le regioni più pove-
ti ambigui», spiega lo storico francese Phi- re, spesso abbandonando i propri lattan-
lippe Beassant nel libro Anche il Re Sole ti, per accudire i neonati di notabili bor-
sorge al mattino (Fazi Editore). «Procura- ghesi o aristocratici in città.
re il cibo era un mestiere da domestici e di «In generale, si trattava di robuste conta-
conseguenza delegare alle donne del po- dine di Friuli, Veneto, Garfagnana (Tosca-
polo l’allattamento dei figli era rispettoso na), Ciociaria (Lazio). Zone salubri che
dell’ordine naturale». assicuravano, attraverso il latte, sostan-
A riabilitare il seno materno in ter- ze utili alla crescita dei ricchi pargoli. Le
ra francese fu il filosofo Jean-Jacques più ricercate erano le balie toscane, per-
Rousseau che nel suo trattato di pedago- ché parlavano un italiano corretto», rac-
gia, Emilio, nel 1762 tuonava così: “Nulla conta la storica Adriana Dadà, docente
può supplire l’attenzione materna”. Non all’Università di Firenze, nel saggio Il lavo-
solo: insinuava nelle madri l’atroce dub- ro di balia (Pacini Editore). Le destinazio-
bio che, non allattandoli, i figli si affezio- ni di queste balie itineranti erano per circa Allattati da lupe,
nassero più alla balia che alla madre. E il 40% la Toscana, il 25% altre regioni ita- mucche e... biberon
un altro illuminista, il conte Pietro Verri, liane, mentre il 35% andava all’estero, so-
quando assunse una balia perché la mo-
glie non aveva abbastanza latte, anno-
prattutto Francia, Germania e Austria, ma
anche gli Stati Uniti e le colonie francesi
R omolo e Remo allevati da una lupa?
Nulla di strano. Per rimediare alla
mancanza di latte materno e di balie, i
tò nel suo diario queste righe, rivolte alla del Nord Africa. bebè denutriti o abbandonati furono
piccola figlia Teresa: “La villana vi darà le Nel 1887, per mettere ordine in tutto svezzati con latte animale. Anche l’uso
poppe ma non vi toccherà mai [...] voglio questo viavai femminile e limitare i ri- di biberon è attestato fin dai tempi
antichi: un papiro egizio risalente al XV
che vi affezioniate a lei meno che si può”. schi per i bambini, un regolamento (la secolo a.C. consigliò bevande di “latte
BALIATICO SOLIDALE. Le balie, però, non Circolare Nicotera) stabilì che per eser- di mucca e chicchi di frumento bolliti”, il
erano tutte uguali. Quelle che allattava- citare il mestiere di balia era necessario grande medico medioevale Avicenna
no i bebè della comunità o del villag- un certificato che attestava “il buono sta- prescriveva “pappe liquide di farina e
gio (spesso anche levatrici, ossia oste- to di salute”. Per evitare brutte sorprese, latte di mucca o capra” da sommini-
strare utilizzando corni bovini o reci-
triche), o negli orfanotrofi, erano molto le famiglie andavano a casa dell’aspiran- pienti muniti di tettarella in tessuto.
rispettate. Senza di loro i neonati indesi- te balia o inviavano il proprio medico di Nel 1544, a Firenze, il numero di bam-
derati, affidati alle “ruote degli esposti” fiducia per valutare la qualità del latte: bini abbandonati negli orfanotrofi
dal 1805 rese obbligatorie da Napoleone una procedura umiliante, cui si aggiun- divenne così alto che le balie non era-
davanti a chiese, conventi e case di ba- geva la richiesta di referenze. no più sufficienti; l’Ospedale degli In-
nocenti fece allora i primi esperimenti
lie e levatrici, sarebbero morti. LATTE AMARO. C’è da dire, però, che fino di allattamento artificiale, con latte di
Nella Pia casa degli esposti di Milano, agli Anni ’30, quello della balia rimase un mucca. Ma i risultati furono disastrosi.
fondata dall’imperatrice Maria Teresa lavoro redditizio, con salari tripli rispetto a La pessima igiene nelle stalle, le mo-
d’Asburgo, tra il 1780 e il 1866 nel “pub- quelli di un uomo. Ma erano soldi bagna- dalità di prelievo, somministrazione (a
blico stabilimento di baliatico gratuito” ti di lacrime. «Da una parte le balie furono volte ponendo direttamente il lattante
sotto la mammella di mucca) e con-
furono allattati qualcosa come 213.649 osteggiate dal clero», spiega l’antropologa servazione del latte spianavano infatti
bambini. Mentre la grandissima maggio- Daniela Perco, «che vedeva nella “balio- la strada a infezioni letali.
ranza delle madri illegittime ospitate alla mania” delle contadine, che lasciavano a Biberon della morte. I primi biberon
Maternità di Brescia tra il 1837 e il 1866 casa i propri figli, un attentato alla mater- non migliorarono le cose. Nel ’600 ve-
si trattennero come nutrici. Gratis il pri- nità. Dall’altra, i benpensanti accusavano nivano usate corna bovine accessoria-
te da tettarelle di tela e spugna, sulle
mo mese, a pagamento quelli successivi. le balie di “maternità mercenaria”, consi- quali i germi proliferavano. Soltanto
Per sfuggire ai contagi delle malattie, derata vicina al “meretricio”». nel XIX secolo si cominciò a impiegare
poi, si spedivano i lattanti presso nutrici di Il giornale La Garfagnana dell’11 no- un biberon in peltro: il metallo però
campagna. Qui però i piccoli sfuggivano al vembre 1897 bollò l’emigrazione delle reagiva a contatto con il latte, ren-
controllo famigliare e qualche volta capita- giovani mamme lucchesi a Marsiglia co- dendolo tossico. Un biberon in vetro
dell’Inghilterra vittoriana (1837-1901),
va lo scambio tra “fratelli di latte”. Per non me “una turpe e scandalosa speculazione”. chiamato Siphonia (foto sopra) era
parlare dei casi in cui i neonati venivano Tornate a casa, il problema delle ragaz- invece talmente difficile da pulire che
soffocati da balie senza scrupoli, che con- ze era ricucire i rapporti con i propri cari. fu ribattezzato “bottiglia della morte”:
tinuavano a incassare il denaro finché non Una di loro raccontò: “Quando tornai mio si raccontava che solo 2 bambini su 10
venivano scoperte. figlio non mi riconosceva e non potei né tra quelli che l’avevano usato soprav-
vivevano. Per l’allattamento artificiale
RAGAZZE CON LA VALIGIA. Allattare figli sgridarlo, né rimproverarlo, perché si era sicuro si dovette dunque aspettare
HERITAGE IMAGES/GETTY IMAGES

altrui divenne una professione tra ’800 e abituato ad altre figure, non a quella della Louis Pasteur e l’invenzione della steri-
’900. In quel periodo, in Italia, ci fu un madre”. t lizzazione, nel 1864.
vero boom di balie. Molte giovani don- Claudia Giammatteo

83
ESPLORAZIONI

conquistati
Da Alessandro Magno a Leonardo da Vinci, fino
ai pionieri del diving, alla scoperta dei fondali
con gli uomini più coraggiosi
A cura di Mirko Molteni

Uomini rana antichi Alla ricerca del tesoro


L a conquista degli abissi marini da parte
dell’uomo è iniziata più di duemila an-
ni fa. Già gli Assiri (III millennio a.C.) ave-
C inque secoli fa Leonardo da Vinci
abbozzò (soltanto sulla carta) guanti
palmati, scafandro, boccaglio e un’attrez-
vano infatti raffigurato un nuotatore che zatura per respirare sott’acqua. Ma solo
respirava grazie a un otre di pelle pieno tra ’600 e ’700 si realizzarono prototipi con
d’aria. Secondo Tucidide e Aristotele, in- cui sfidare le profondità. Nel 1679 l’italiano
vece, i Greci avrebbero attaccato il porto Giovanni Alfonso Borelli progettò una
di Siracusa nel 415 a.C. e quello di Tiro muta per camminare sul fondo con scarpe
nel 332 a.C. usando “sommozzatori” do- dotate di artigli e una riserva d’aria in un
tati di tubi per l’aria che arrivavano fino sacco da tenere in groppa.
alla superficie. A pesca d’oro. Nel 1715 l’inglese John
Legionari-sub. Vegezio nel De Re Militari Lethbridge si sdraiò a pancia in giù in una
(V secolo d.C.) raccontò infine che ai tempi botte lunga 2 metri, con due buchi per le
dell’imperatore Claudio (I secolo d.C.) un Alessandro Magno braccia, e scese a 16 metri di profondità,
corpo speciale di assaltatori sommozzato- rimanendo sott’acqua per 30 minuti. La
ri, gli urinatores (da urinari, “immergersi in imperatore palombaro usò dieci anni dopo per ripescare 350
acqua”), era equipaggiato con cappucci di lingotti d’argento dal relitto di una nave
pelle o sacchi ricavati da stomaco d’agnel-
lo collegati alla superficie da un tubo (co-
P are che il sovrano macedone Alessandro
Magno nel 332 a.C., mentre assediava
Tiro (oggi in Libano), si fosse fatto calare
naufragata sulle coste di Madeira. Sotto,
un argano meccanico progettato nel 1791
me nella illustrazione qui sotto, del ’400). in mare con una sorta di campana. Il prin- per assistere i sommozzatori.
cipio, piuttosto semplice, era quello del
bicchiere rovesciato che conserva l’aria al
suo interno. Fu solo il primo di una serie di
tentativi del genere (sopra, un esempio del
’700). In Italia, nel 1535, Guglielmo di Lore-
na utilizzò una campana per raggiungere il
fondale del lago di Nemi (a sud di Roma) e
esplorare i relitti delle navi dell’imperatore
Caligola, affondate lì 15 secoli prima.
Con il piombo. Nel 1691 lo scienziato
britannico Edmund Halley, già scopritore
dell’omonima cometa, migliorò la campa-
na corazzandola di piombo per resistere al-
la pressione. E la ampliò notevolmente: con
i suoi 2 metri di diametro, accoglieva fino a
cinque persone. Halley introdusse inoltre
un rifornimento d’aria con una serie di bari-
li calati dalla nave-appoggio. Lo scienziato
la collaudò a Londra, sul fondo del Tamigi:
rimase sott’acqua, a 18 metri, per circa
ALINARI

un’ora e mezza.
Arrivano
i palombari
New Jersey (Usa), 1952:
l’esercitazione di un
palombaro della Marina.
Dotato di scafandro a
tenuta stagna, una volta in
acqua respirava grazie a un
tubo di gomma collegato a
una pompa ad aria.
GRANGER/ALINARI (2)

85
Il 23 gennaio 1960 gli PIATTAFORMA CONTINENTALE

esploratori Jacques Piccard


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e Don Walsh portarono il O RR OPIC 30
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Era la prima volta


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Tappe storiche
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Il primo palombaro Ciak, si gira!
ottocentesco
M entre i fondali diventavano accessibili,
ci fu chi pensò di catturare immagini

N el 1819 Augustus Siebe, tedesco emi-


grato in Inghilterra, costruì un casco me-
tallico con oculari in vetro, aperto in basso:
del mondo sommerso per chi rimaneva in
superficie. Già nel 1898 il francese Louis
Boutan mise a punto la prima macchina
era una specie di mini-campana subacquea, fotografica subacquea, a tenuta stagna. Ma
rifornita d’aria tramite un tubo collegato a non ci si fermò qui. Nel 1914 l’americano
pompe a mano posizionate su una chiatta John Williamson realizzò le prime riprese
d’appoggio. Fu la svolta. con la sua photosphere immortalando indi-
A tenuta. Un casco simile (sotto, in un’illu- geni che cacciavano squali alle Bahamas.
strazione dell’epoca) fu sviluppato poco do- Polmoni da spalla Kolossal sub. Alle Bahamas Williamson
po dai fratelli inglesi John e Charles Deane, girò anche, nel 1915, il primo film con
che chiesero al tedesco di aiutarli. In segui-
to, nel 1837, Siebe e il suo socio William Gor- N el 1864 i francesi Benoit Rouqayrol,
ingegnere minerario, e Auguste De-
nayrouze, tenente di marina, inventarono
scene subacquee: ovviamente Ventimila
leghe sotto i mari, tratto dal libro di Verne.
man perfezionarono l’invenzione: un elmo Grande protagonista della pellicola fu
a tenuta stagna da indossare su una tuta l’Aerophore, un cilindro d’aria compressa una piovra meccanica, con tentacoli a
impermeabile. A completare il tutto, scarpe da indossare come uno zaino. L’afflusso molla, e pilotata da un palombaro allog-
di piombo per camminare sui fondali. Dal dell’aria alla bocca con un tubicino era re- giato dentro il mostro (sotto, il progetto
1855 la forma del casco divenne quella clas- golato da un rubinetto in base a pressione dell’epoca). Pubblico e critici furono tal-
sica a più oblò. Il passo successivo? Il som- e profondità. In realtà, l’Aerophore veniva mente impressionati da crederlo una vera
mozzatore“libero”, capace cioè di respirare per lo più rifornito da un tubo esterno, ma piovra gigante. Solo nel 1935 fu rivelato
autonomamente senza essere collegato ai per qualche minuto poteva funzionare an- che si trattava di un pupazzo meccanico:
tubi con l’aria pompata dalla superficie. che da solo. Fu una rivoluzione per le esplo- brevetto n° 1.378.641.
razioni sottomarine e nel 1869, quando era
ancora una novità, fu citato dallo scrittore
visionario Jules Verne nel suo romanzo
Ventimila leghe sotto i mari.
Arriva la bombola. Di nuovo la Francia
vide nascere nel 1926 l’autorespiratore a
bombola, chiamato anche “scafandro auto-
nomo”, ideato dal capitano Yves Le Prieur.
Ma il modello vincente si rivelò l’Aqualung
(completo di bombola ed erogatore) inven-
tato nel 1943 dall’ingegner Emile Gagnan e
da un giovane capitano, Jacques-Yves Cou-
steau, destinato a diventare una celebrità.
Il futuro comandante della nave oceano-
grafica Calypso lo collaudò di persona e il
suo collega Frédéric Dumas lo usò nel 1947

GRANGER/ALINARI (3)
per scendere a 90 m di profondità. L’abbi-
namento del respiratore Cousteau-Gagnan
con pinne e muta divenne uno standard.

Risse sul fondale, La prima casa in fondo al mare


a caccia di relitti
J acques-Yves Cousteau e il suo equipaggio
di esploratori oceanici furono anche i
da due persone a 25 m, abitabile per una
settimana, più la rimessa di un mini-sotto-

S ott’acqua ci si andava per lavorare (per


la posa di ponti o cavi del telegrafo) ma
anche per recuperare il carico di relitti ada-
pionieri dei primi esperimenti di abitabilità
del fondo marino. Nel 1963
misero a punto il program-
marino per tornare in superficie.

giati sul fondo del mare. Come quello della ma Conshelf (Continental
nave inglese Royal George, affondata nel Shelf, ossia “piattaforma
1782 nella baia di Spithead (Inghilterra). continentale”). Dopo una
Recuperi. Da quasi sessant’anni la nave prima prova davanti a
giaceva a 20 metri di profondità ingom- Marsiglia, installarono sul
brando la baia. Nel 1840 il lavoro di recupe- fondale del Mar Rosso, al
ro fu affidato al Corpo zappatori e minatori largo del Sudan, una sorta
reali (il nostro Genio). Il primo a immergersi di villaggio subacqueo.
fu il caporale Richard Pillman Jones, che Stella marina. Si trattava
riuscì a resistere 5 minuti con le pompe di una casa sottomarina a
dell’aria ferme. Ma la prassi era scendere stella (a destra, in un’illu-
in coppia. Si lavorò per anni, riportando in strazione apparsa all’epo-
superficie 30 cannoni dal valore di 25mila ca), a 10 m di profondità
dollari. Con qualche intoppo. Jones litigò in e sufficiente ad accogliere
immersione con un collega: furono issati sei uomini per un mese.
sulla chiatta ancora avvinghiati. Nei paraggi, una casetta

87
STORIE D’ITALIA
MILANO, MODENA,
REGGIO EMILIA

ATLETI
TRICOLORI
Dorando Pietri, Alberto Braglia e Luigi Beccali:
tre leggende italiane dello sport che, partendo
dal basso, sono diventate stelle olimpiche del ’900
CORBIS/GETTY IMAGES

Fino allo stremo


A sinistra, Dorando Pietri taglia
per primo, stremato, il traguardo
della maratona alle Olimpiadi di
Londra del 1908; ma fu squalificato
per essere stato aiutato (a destra,
la gara). Sopra, manifesto della

THE LIFE PICTURE COLLECTION/GETTY IMAGES


“rivincita” al Madison Square
Garden (New York) contro Johnny
Hayes, l’americano che a Londra gli
aveva soffiato l’oro.

M
etti il garzone di una pa- le prime competizioni e nel 1906 vinse
sticceria, l’inserviente di la 30 km di Parigi.
un fornaio e il geometra A Londra, il 24 luglio 1908, i favori-
di un comune. Aggiungici ti erano però altri: fra questi il canade-
talento, forza di volontà, intraprenden- se Tom Longboat e il sudafricano Char-
za e passione, ed ecco la formula per la les Hefferon, che staccarono subito tut-
costruzione di tre campioni olimpici ed ti. Il loro ritmo, anche a causa del clima
eroi nazionali: Dorando Pietri, Alber- torrido, alla lunga divenne insostenibile.
to Braglia e Luigi Beccali. Tre nomi che, Il canadese fu stroncato a metà gara da
nonostante le umili origini, sono entrati una mistura a base di champagne, pas-
nel pantheon delle Olimpiadi del Nove- satagli dai suoi per evitare la disidrata-
cento con la bandiera tricolore in mano. zione. Al 39° km, dopo che anche il su-
INIZIO CON IL BOTTO. Dorando Pietri, di- dafricano aveva gettato la spugna, Do-
cevamo: l’uomo che ha reso mitiche le rando Pietri, fisico minuto e passo sgra-
Olimpiadi del 1908, e che è da sempre ziato, si ritrovò solo al comando.
ricordato come il maratoneta che “perse L’AGONIA DELL’ULTIMO GIRO. Si presentò
la vittoria”. Esordì quasi per caso. Nato a nel White City Stadium con un vantag-
Correggio (Reggio Emilia) e poi trasferi- gio enorme sugli altri atleti, ma aveva
tosi con la famiglia a Carpi, dove lavora- preteso troppo dalle sue forze: stravolto,
va come garzone di pasticceria, Dorando sordo all’ovazione tributatagli dai 70mila
praticava il podismo fin da ragazzino. Si spettatori, imboccò la direzione sbagliata
racconta che il passaggio all’attività ago- nello stadio, cadde, fu soccorso, si rial-
nistica avvenne nel 1904, a 19 anni. E zò con gli occhi stralunati. A compiere il
l’episodio ha contorni “mitici”: si dispu- giro di pista nel verso giusto gli ci volle-
tava una gara di corsa e l’aspirante pa- ro dieci minuti: un calvario. Ondeggiava,
sticciere anziché limitarsi a fare da spet- s’ingobbiva, barcollava; negli ultimi me-
tatore, con ancora indosso il grembiule tri fu sorretto dal megafonista. Tagliò il
da lavoro si mise alle costole del campio- traguardo per primo e subito dopo crollò
ne italiano di maratona dell’epoca, Peri- al suolo, svenuto, anche per l’effetto di
GETTY IMAGES

cle Pagliani, reggendone l’andatura fino alcune pastiglie di stricnina (doping dif-
al traguardo. In quell’anno partecipò al- fuso tra i podisti dell’epoca) che aveva
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GAMMA-KEYSTONE/GETTY IMAGES
Pluripremiato
L’emiliano Alberto
Braglia impegnato sul
cavallo con maniglie (a
destra) e in posa con
alloro e medaglie (a
sinistra): si distinse ai
“giochi intermedi” di
Atene del 1906 e trionfò
alle Olimpiadi di Londra
del 1908 e a quelle di
Stoccolma 4 anni dopo.

ARCHIVIO
Dopo i successi sportivi, Alberto
ingerito di nascosto nel cor-
Braglia per mantenersi fu costretto a Ai cosiddetti “giochi olim-
so della gara. Ci vollero tre reinventarsi come uomo di spettacolo. pici intermedi” di Atene, nel
ore prima che i medici lo di- 1906, stravinse. I suoi com-
chiarassero fuori pericolo. Si esibì nei teatri di tutto il mondo paesani lo accolsero con un
SQUALIFICATO. La folla che corteo trionfale e Vittorio
aveva incitato Pietri trepidava. Assisten- Madison Square Garden si prese la rivin- Emanuele III volle riceverlo a corte. Di
do a quell’epico arrivo, persino la regina cita su Hayes, in una gara su pista. Le sue fronte al re le uniche parole che riuscì
Alessandra (moglie di Edoardo VII d’In- prestazioni erano accompagnate dalle no- a biascicare riguardavano la richiesta di
ghilterra) fu colta da un mancamento. Le te di Durando, la canzone che un giova- un lavoro: da garzone di fornaio fu pro-
Olimpiadi avevano trovato il loro eroe. ne Irving Berlin (l’autore del tormentone mosso operaio alla Manifattura Tabacchi.
Per questo fu considerata da tutti un’in- natalizio White Christmas) aveva compo- Grazie alle sue vittorie, la ginnastica, fino
giustizia la squalifica decisa dalla giuria. sto in suo onore. Quando smise di corre- ad allora considerata in Italia solo parte
Lo statunitense Johnny Hayes, a cui an- re, nel 1911, Pietri aveva accumulato una dell’addestramento militare, divenne uno
dò la medaglia d’oro, fu sommerso dai fi- fortuna. Che però non durò a lungo. Pri- sport praticato a livello agonistico.
schi al momento della premiazione, men- ma di morire, nel 1942 a Sanremo, dovet- A Londra 1908 la sua consacrazione de-
tre Pietri si godette nel corso della ceri- te lavorare per molti anni, come autista. finitiva. Vinse l’eptathlon atletico, cioè la
monia di chiusura dei Giochi un trionfo IL PIÙ GRANDE GINNASTA. Anche Alber- somma delle varie specialità di ginnasti-
inaspettato. to Braglia da Campogalliano (Modena), ca. I giudici lo classificarono primo in tut-
Fu acclamato da tutto lo stadio, dagli classe 1883, era un atleta fai da te. E an- te le discipline, aggiungendo al punteggio
spalti piovvero fiori, un braccialetto d’oro che lui era ai Giochi di Londra nel 1908. sui loro cartellini aggettivi come “perfet-
e persino un biglietto con una proposta di Penultimo di sei figli di un muratore, da to”, “meraviglioso”, “insuperabile”. Si ri-
matrimonio. E fu premiato con una cop- ragazzo si allenava nel fienile di casa con peté quattro anni dopo a Stoccolma, do-
pa speciale dalla regina, mentre lo scritto- rudimentali attrezzi di sua costruzione. ve vinse l’oro individuale e guidò l’Italia
re Arthur Conan Doyle, il “papà” di Sher- Semianalfabeta, balbuziente, impacciato nella vittoria della gara a squadre, la pri-
lock Holmes e in quell’occasione inviato quando camminava, agli attrezzi era leg- ma nella storia delle Olimpiadi. La sera
del Daily Mail, lanciò una raccolta fondi gero come un fuscello. A 17 anni iniziò del trionfo la delegazione italiana non po-
in suo favore. Per la prima volta, anche la a partecipare a competizioni agonistiche té tuttavia permettersi nemmeno un brin-
stampa italiana si occupò di un avveni- di ginnastica. Agli anelli, ma anche nel disi. Erano finiti i soldi: la gloria sporti-
mento sportivo. corpo libero, lasciava tutti a bocca aper- va da sola non bastava a sfamare nep-
IN AMERICA. Reduce da Londra, Pietri ri- ta con esercizi eleganti e potenti, che al pure il numero uno. A Braglia non rima-
cevette ricchi ingaggi per correre un po’ suo tempo venivano considerati inesegui- se che sfruttare il suo talento nel mondo
ovunque, soprattutto in America. Dove al bili da altri. dello spettacolo.
91
PIANO B. Sebbene le sue prime esibizio- alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1932.
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ni circensi, successive alle Olimpiadi di Aveva messo da parte una discreta fortu-
Londra, fossero state un disastro (dal nu- na, ma i suoi investimenti non diedero i
mero, arditissimo, della “torpedine uma- frutti sperati. Durante la Seconda guerra
na” aveva rimediato fratture multiple e mondiale l’osteria che gli dava da vive-
una squalifica, poi annullata, per profes- re fu bombardata e nel Dopoguerra l’in-
sionismo), nel 1913 ritentò in teatro: con flazione fece il resto. Braglia fu dimenti-
una mano suonava il pianoforte e con cato (e di fatto lo resta ancora oggi). Nel
l’altra si teneva in equilibrio al cavallo. 1948, dopo che un giornalista lo aveva
L’idea vincente gli venne però metten- rintracciato in un ospizio, il comune di
do in scena uno spettacolo intitolato co- Modena gli procurò un posto come bi-
me un celebre fumetto del Corriere dei dello nella palestra a lui intitolata, do-
Piccoli: Fortunello e Cirillino. Braglia en- ve si custodivano i suoi trofei. Morì sei
trava in scena con una valigia, dalla qua- anni dopo.
le sbucava un piccolo contorsionista; con MUSSOLINI’S BOYS. Ben più famoso è in-
una scopa lui faceva per cacciarlo e quel- vece Luigi Beccali, classe 1907, figlio di
lo, avvinghiandosi al manico, si esibiva un ferroviere milanese. Diplomato geo-
in evoluzioni acrobatiche, sorretto e gui- metra, fu assunto al Comune di Milano.
dato dal campione olimpico. Anche i rea- Ma aveva il pallino dell’atletica. Il suo al-
li d’Inghilterra e lo zar di Russia lo volle- lenatore? Dino Nai, un veterinario, che
ro alle loro corti. gli imponeva doppi allenamenti giorna-
Dopo la Grande guerra continuò a cal- lieri. “Ero un campione olimpico a tempo
care le scene in America. E, rientrato in perso e un funzionario comunale a tempo
Italia, fu commissario tecnico della na- pieno”, amava ripetere lo stesso Beccali,
zionale di ginnastica che vinse l’argento ricordando quegli anni.
Sfida coi migliori
Sopra, Berlino 1936: Beccali (a sinistra) con un
collega svedese. A questi Giochi conquistò il
bronzo nei 1.500 m (sotto, con il numero 331).
Luigi Beccali dopo per aver fatto trionfare
l’Italia negli Usa fu “arruolato” dalla
propaganda di Mussolini
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Il successo internazionale arrivò a Los
Angeles nel 1932, ai Giochi in cui l’Italia

THE LIFE PICTURE COLLECTION/GETTY IMAGES


fu seconda solo agli Stati Uniti nella classi-
fica per nazioni (risultato mai più raggiun-
to). Luigi Beccali – che trionfò nei 1.500
metri dopo un’eccezionale rimonta – fa-
ceva parte dei “Mussolini’s Boys”, come li
chiamavano gli americani, che conquista-
rono 12 medaglie d’oro e altrettante d’ar-
gento e di bronzo. Di media statura, capel-
li corvini e fisico ben fatto, osannato dal-
la stampa di regime per essere riuscito a
portare in trionfo oltreoceano “le aquile di
Romolo e Remo”, Beccali divenne un mi-
to dell’italianità.
Nel 1933, al massimo della forma, sta-
bilì il record mondiale dei 1.500; l’anno
successivo vinse gli Europei e nel 1936, a
Berlino, conquistò la medaglia di bronzo.
Chiuse la carriera nel 1941 negli Stati Uniti,
dove si era trasferito, dedicandosi al com-
mercio di vini. Ma ogni anno ritornava nel-
la casa di Rapallo per trascorrere le vacan-
ze estive. E qui morì, il 29 agosto 1990. t
Gianpaolo Fissore e Anita Rubini

La prima volta (in tv) a Roma 1960


L e Olimpiadi di Roma
del 1960 fecero da
spartiacque tra l’Italia
dell’era del piccolo
schermo in Italia.
Prime volte. Era la
settembre, data di
chiusura del Giochi,
la nostra televisione
della ricostruzione prima volta che un Co- mandò in onda 106
dopo la guerra e quella mitato Olimpico met- ore di trasmissione
del boom economico. teva in vendita i diritti (mediamente oltre
Segnarono infatti la televisivi e la Rai decise sette ore al giorno) as-
definitiva “riabilitazio- di investire parecchie sicurando a gran parte
ne” del nostro Paese a risorse sull’evento, pro- degli avvenimenti una
livello internazionale. grammando con largo copertura in diretta.
La manifestazione ri- anticipo le riprese e Per ovviare alla so-
scosse uno straordina- creando, già a partire vrapposizione di gare
rio successo grazie al dal 1958, un centro di importanti negli stessi
buon funzionamento produzione destinato orari si fece ricorso alle
della macchina orga- a ospitare due anni telecronache in differi-
nizzativa e alla sugge- dopo la “super-regia” ta, impiegando per la
stiva cornice di Roma, dei Giochi: ben 35 pon- prima volta sofisticati
con le sue piazze e suoi ti radio garantirono registratori videoma-
monumenti (sotto, le i collegamenti video gnetici (chiamati Am-
gare di lotta greco- con i campi di gara e la pex). Questa stessa
romana presso la Basi- Rai schierò sul campo tecnica fu poi fonda-
ULLSTEIN/GETTY IMAGES

lica di Massenzio), ma quasi mille persone. mentale per lo svilup-


soprattutto poté con- E il 25 agosto 1960 la po successivo delle
tare su una platea che cerimonia inaugurale trasmissioni televisive.
nessun grande evento della XVII Olimpiade, Cambiò, proprio nel
aveva fino ad allora diffusa in diretta in corso delle Olimpiadi,
avuto: il pubblico della 18 Paesi europei (di anche il linguaggio dei
Glorie di regime televisione. Non solo. cui 4 dell’Est), segnò telecronisti: diventò
Le immagini in bianco anche la nascita meno retorico, più per-
Luigi Beccali (a sinistra) accolto nel 1943 e nero trasmesse da dell’Eurovisione. sonale e spigliato. Cioè
da un ufficiale della polizia nazista, Roma furono l’inizio Da quel giorno all’11 più moderno. (g. f.)
durante una visita in Germania.

93
GUERRE

Canne
2 agosto 216 a.C.
D i fronte alle legioni
c’era il nemico di sem-
pre dell’Urbe: Cartagine. I
generale punico aveva un
asso nella manica. Schie-
rò a mezzaluna la sua fan-
Mar Nero
due consoli romani, Emi- teria, fiancheggiata ai lati
NEMICO lio Paolo e Terenzio Var- dalla cavalleria. Prima gli
Cartaginesi Roma t ★ rone, schierati in Apulia, arcieri scompaginarono
Canne
erano convinti di avere i ranghi della cavalleria
PERDITE Cartagine t ormai in pugno il condot- romana, costretta a ripie-
Mar Mediterraneo
45-70mila Romani tiero Annibale, che aveva gare lasciando la fanteria
6mila Cartaginesi già percorso tutta la Peni- priva di protezione sui
sola da nord a sud. Ma il fianchi.
I. DZIS (3)

6 BATOSTE A cura di Andrea Frediani

94
ROMANE
Trappola. A quel punto i
fanti punici iniziarono ad
Annibale aveva tenuto na-
scosti per sfruttare l’effet-
Arausio
105 a.C.
arretrare, lasciando avan- to sorpresa. Quando si ag-
zare tra le due ali della giunsero i cavalieri numidi NEMICO Arausio ★
Mar Nero
mezzaluna i Romani. Qua- e iberici, l’accerchiamento Cimbri, Teutoni Roma t
si senza rendersene conto, fu completo (sotto).
i legionari si ritrovarono II console Emilio Paolo PERDITE
bloccati in una morsa tra morì, con decine di miglia- 80mila Romani Mar Mediterraneo
le ali cartaginesi, rinfor- ia di soldati, e i prigionieri 40mila civili
zate da contingenti libici tra i Romani furono circa
giunti nel frattempo, che 10mila.

L’ invasione di Cimbri e
Teutoni (due tribù germa-
niche), che nemmeno i Galli
rapporti. Cepione, invidioso
del collega e ansioso di pren-
dersi la gloria tutta per sé,
riuscivano ad arginare, mise schierò i propri uomini tra
in allarme Roma. I barbari il nemico e Manlio, per ta-
avevano rinunciato a valicare gliare fuori quest’ultimo dal
le Alpi, ma scegliendo come combattimento.
obiettivo la Gallia provocaro- Fu un errore grossolano, che
no l’intervento romano. Dopo consentì ai Germani di affron-
cinque anni di devastazioni, tare, una alla volta, le due
un esercito di Romani e loro armate romane, spazzarle
alleati, guidato dai consoli via con facilità ed espugnare
Gneo Manlio e Servilio Ce- entrambi i campi. Oltre ai le-
pione, li affrontò sul fiume gionari, morirono quasi tutti
Rodano, nei pressi di Arausio i civili al seguito (portatori
(oggi Orange, nel Sud della e vivandieri) e i prigionieri
Francia). furono impiccati. Soltanto 10
Rivalità fatali. I due coman- furono risparmiati, per porta-
danti erano però in pessimi re la notizia a Roma.

Carre
9 giugno
53 a.C. Mar Nero
Roma t
NEMICO Carre ★
Parti
Mar Mediterraneo
PERDITE
25mila Romani

L’ esercito del triumviro


Marco Licinio Crasso, forte
di 44mila uomini, giunse nei
infine le ali romane. Il giovane
Crasso tentò un contrattacco,
ma i catafratti ripiegarono e
pressi di Carre, in Asia Minore isolarono gli avversari, massa-
(Turchia), prostrato dalla mar- crandoli tutti.
cia nel deserto. Il comandante Disastro. Dopo aver visto la
dei Parti, Surenas, tenne na- testa del figlio issata su una
scosto il grosso dei suoi 11mila picca, Crasso riuscì soltanto
uomini, per indurre l’avver- a sperare che gli avversari
sario ad attaccare. Quando esaurissero le frecce, per poter
Crasso dispose le legioni nella passare al contrattacco. Ma
Le legioni di Roma non erano solita formazione a quadrato, dietro le dune si trovava una
con la cavalleria gallica, al interminabile carovana di
imbattibili. Lo dimostrano le comando del figlio Publio Lici-
nio, sui fianchi, spuntarono a
cammelli, con ampie riserve
di frecce. Entro il mattino se-
clamorose sconfitte subite sorpresa dalle dune migliaia di
arcieri a cavallo, che con brevi
guente, tra morti e prigionieri,
tre quarti dell’armata romana
attacchi evitarono il corpo a era distrutta. Quanto a Crasso,
in queste battaglie, frutto di corpo. La cavalleria pesante fu ucciso durante le inutili trat-
dei Parti, i catafratti, accerchiò tative per la resa.
errori costati migliaia di vite
95
di Teutoburgo. Era una giorno seguente furono
Teutoburgo trappola: Arminio si staccò costretti ad affrontare un
8-11 settembre Selva di Teutoburgo ★ dai Romani e si mise alla attacco in forze sotto una
9 d.C. testa dei guerrieri germa- pioggia torrenziale. Ben
Mar Nero
Roma t
ni appostati nella foresta. pochi riuscirono a sottrarsi
NEMICO Senza scampo. Le legioni alla massa di Germani che
Germani di Arminio riuscirono ad allestire un li sorprese tra gli alberi
campo per la notte in una (sotto). Varo si uccise e i
PERDITE Mar Mediterraneo
radura, ma il giorno dopo soldati superstiti riusciro-
3 legioni e Varo fece bruciare i carri. no a resistere su un’altura
10mila civili uccisi L’idea era poter procedere fino al mattino seguente.
più velocemente, ma si Chi si arrese fu sacrificato

Il governatore della Germania


Quintilio Varo stava tornando
agli accampamenti invernali
e 10mila civili al seguito. Su
suggerimento del capo degli
ausiliari Arminio, i legionari
rivelò una mossa inutile.
Al termine della giornata i
legionari improvvisarono
agli dèi e due aquile legio-
narie (le insegne) su tre
furono catturate; la terza
sul Reno con le sue tre legioni scelsero di attraversare la Selva un nuovo campo, ma il affondò nella palude.

Quasi ogni sconfitta fu seguita da


SCONFITTA O DISFATTA?
spietate vendette. E i nemici di Roma
alla fine furono piegati dalla forza I n questo elenco di bat-
taglie perse dai Romani,
nella gran parte dei casi
proverbiale, perché tutti
dovettero passare sotto
il giogo, ma non costò
il confine tra sconfitta e neppure un morto. Ticino
delle legioni. Tranne i Germani disfatta è davvero labile. e Trebbia furono sconfitte
La “batosta” delle Forche dure ma onorevoli, la bat-
Caudine, per esempio, taglia del Trasimeno una
fu umiliante e divenne autentica disfatta.

96
Adrianopoli
378 d.C.
I Visigoti, insediati
nell’impero da alcuni
anni, nel 378 si ribellaro-
di affrontare da solo i
barbari, attaccando il loro
campo di carri presso
Mar Nero no. Guidati da Fritigerno, Adrianopoli.
NEMICO ★ Adrianopoli devastarono la Tracia Pessima idea. I legionari
Goti Roma t
(Bulgaria) e si congiun- erano stremati dalla
sero con altri barbari, gli marcia, compiuta in
PERDITE Ostrogoti. L’imperatore piena estate, e si stavano
30mila Romani Mar Mediterraneo
Valente chiese allora rin- ancora schierando quan-
forzi al collega e nipote do la cavalleria ostrogota
Graziano, ma poi decise piombò sul fianco destro
romano. In breve i Goti
(a lato) circondarono i
Romani, costretti a com-
battere in una nube di
polvere e in uno spazio
ristretto, senza neppure
la possibilità di estrarre
le spade dal fodero.
Una pioggia di frecce li
investì, aprendo la strada
alla fanteria di Fritigerno,
che li mise in fuga.
La rotta travolse anche
Valente, che era con la
riserva e che riparò ferito
in un casolare; poco
dopo i Goti, ignari della
sua presenza, bruciarono
l’edificio. I Romani per-
sero metà dell’esercito e
i Goti non lasciarono più
l’impero.

su Cartagine (al- ai barbari di preparare le


Capo Bon lora capitale dei contromisure.
468 d.C. Vandali), un’altra Trucco. Genserico fece
Mar Nero
sulla Sardegna (in riempire di sterpaglie e
NEMICO mano ai barbari) e vasi d’olio alcune vecchie
Roma t
Vandali di Genserico un esercito avrebbe chiatte, attese la notte e,
sorpreso Cartagine appena si alzò il vento
PERDITE Cartagine t★Capo Bon da terra. e la Luna fu oscurata dalle
Mar Mediterraneo
annientamento Tuttavia, quando la nubi, le fece trainare tra le
della flotta imperiale flotta gettò l’ancora navi imperiali ormeggiate.
a Capo Bon, non Poi i marinai diedero fuoco
lontano da Carta- alle imbarcazioni
P er espugnare il regno
barbarico dei Vandali, che
dal Nord Africa minacciava
d’Oriente Leone III preparò
una spedizione di 1.113 navi
e 100mila soldati. La flotta
gine, il re vandalo Gen-
serico chiese una tregua.
e le fiamme si estesero
alle navi imperiali. La flotta
Che fu inspiegabilmente d’Oriente fu quasi tutta
i suoi territori, l’imperatore principale avrebbe puntato accettata, dando tempo distrutta.

✦ CREMERA (LAZIO) Umiliante sconfitta ✦ TICINO 218 a.C. romane iberiche. ✦ ABRITTO (BULGARIA)
477 a.C. Contro gli Etru- contro i Sanniti. Avanzata di Annibale. 251 d.C. I Goti
schi muoiono 300 Fabii. ✦ NOREIA (Austria) travolgono e uccidono
✦ BAGRADAS (TUNISIA) ✦ TREBBIA 218 a.C. 113 a.C. Cimbri e l’imperatore Decio.
✦ ALLIA (LAZIO) 390 a.C. 255 a.C. Storica ✦ TRASIMENO 217 a.C. Teutoni impongono la
Apre ai Galli Senoni la sconfitta contro i Punici. Vittorie di Annibale. loro forza. ✦ UTUS, 447 d.C. Vittoria
strada al sacco di Roma. degli Unni: Attila
✦ DREPANUM (SICILIA) ✦ ILORCI (Spagna) ✦ ZELA (TURCHIA) 67 a.C. irrompe nell’Impero
✦ FORCHE CAUDINE 249 a.C. Sconfitta 211 a.C. I Cartaginesi Una legione travolta dal d’Oriente e saccheggia
(CAMPANIA) 321 a.C. navale contro i Punici. travolgono le difese re del Ponto, Mitridate. decine di città.

97
I GRANDI TEMI
RIVOLUZIONE D’UNGHERIA

I FATTI DEL
ERICH LESSING/CONTRASTO (2)

Sessant’anni fa a Budapest scoppiava


la rivolta contro i sovietici. Una
fiammata di libertà e democrazia
soffocata dai carri armati di Mosca,
nell’indifferenza del mondo.
INTANTO NEL MONDO
UNGHERIA ALTRI PAESI CULTURA E

O
ggi li chiamiamo “fatti d’Ungheria”. Ma dietro a que-
SOCIETÀ
sta espressione apparentemente neutra si nasconde 1945 1945
una vera e propria rivoluzione. O meglio, un dram- Si arrendono all’Ar- Il 9 maggio finisce uf-
matico tentativo di rivolta: quello di studenti e intel- mata Rossa gli ultimi ficialmente la Secon-
lettuali nell’Ungheria di sessant’anni fa, represso senza pietà tedeschi che difendo- da guerra mondiale
no Budapest. Viene in Europa.
dai carri armati sovietici. Fu il primo segnale di aperto dissenso
istituito un governo
all’interno del blocco comunista e lasciò un segno profondo in provvisorio e alle ele- Il 6 e il 9 agosto gli
tutto il mondo. Ma per capire come andarono le cose in quel- zioni vince il Partito americani sganciano
le settimane e comprenderne le conseguenze, bisogna fare un dei piccoli proprietari le bombe atomiche
passo indietro e rivivere il clima di allora. e contadini. su Hiroshima e Na-
gasaki: è l’epilogo del
FINE DI UN’ERA. Tre anni prima di quel fatale ottobre 1956, il
conflitto nel Pacifico.
5 marzo 1953, a Mosca era morto Iosif Stalin, padre padrone
dell’Urss. Fu una morte controversa: il dittatore fu trovato ago-
nizzante nel suo studio blindato, dove a lungo nessuno aveva
avuto il coraggio di penetrare con la forza, e forse fu avvelena- 1946 1946
Al referendum del È l’unico anno in cui
to o lasciato morire. Anche se i suoi funerali furono un ultimo,
2 giugno gli italiani non viene assegnato
mastodontico atto di propaganda, con la salma imbalsamata e scelgono la repub- il Nobel per la pace.
messa accanto a quella di Lenin, il mito di Stalin non era de- 1947 blica; il Regno d’Italia
stinato a durare. I leader del governo non esiste più. Si In Italia escono i film
ungherese vengono vota anche per la neorealisti Paisà, di
arrestati dai russi, il Costituente. Roberto Rossellini,
premier Ferenc Nagy e Sciuscià, di Vittorio
è costretto alle dimis- De Sica.
sioni, il Parlamento
viene sciolto. L’anno 1948
dopo il Partito social- In Italia entra in
democratico si unisce vigore la nuova
al Partito comunista. Costituzione.

Il 14 maggio nasce lo
Stato di Israele.

1949 1949
La Costituzione viene Il 4 aprile nasce la Na-
cambiata e modellata to, l’alleanza militare
su quella sovietica: occidentale, guidata
nasce la Repubblica dagli Stati Uniti.
popolare ungherese.
I politici oppositori
sono imprigionati o
mandati in esilio

1952
Mátyás Rákosi, filo- 1953
sovietico, diventa Muore a Mosca Iosif
segretario generale Stalin. Krusciov diven-
del Partito comunista ta leader dell’Urss.
ungherese e di fatto
capo dello Stato.

1955 1955
La Repubblica popo- Debutta il quiz televi-
lare ungherese entra sivo della Rai Lascia o
Strada per strada nel Patto di Varsavia, raddoppia?, condotto
Budapest, 1956. Un carro armato il blocco militare for- da Mike Bongiorno.
con l’emblema della Repubblica mato dall’Urss e dai
ungherese e due bandiere nazionali, Paesi satelliti.
una bianca e una nera, usato per una
barricata. Sopra, a sinistra, la stella
rossa sovietica viene rimossa dalla
facciata del ministero dell’Interno.

99
I GRANDI TEMI
RIVOLUZIONE D’UNGHERIA

Russi, a casa!
Sopra, scritte antisovietiche: durante la rivoluzione
spuntarono in tutta la città. Sotto, gruppi di rivoltosi
sparano sui membri della polizia politica russa.
AP/ANSA

ERICH LESSING/CONTRASTO

I primi a ribellarsi furono i polacchi, a giugno. A Budapest la gente scese in


SVOLTA. Nikita Krusciov, nuovo leader dell’Urss, diede subi- Quelle rivelazioni furono uno choc per i Paesi occidentali, al-
to segnali di cambiamento. E la grande svolta arrivò proprio in leati dell’Urss contro il nazifascismo. Ma la cosiddetta “desta-
quel fatidico 1956, a febbraio. Durante il XX Congresso del Par- linizzazione” suscitò più di una speranza tra i Paesi satelliti
tito comunista sovietico, Krusciov lesse un rapporto segreto, dell’Unione Sovietica, tra i quali l’Ungheria.
che però non rimase tale per molto. Dopo qualche settimana al- NUOVE SPERANZE. I primi a muoversi, il 28 giugno 1956, furo-
cuni giornali occidentali lo diffusero per intero. no i polacchi di Poznan. Il fallimento delle politiche socialiste,
Che cosa aveva detto Krusciov? Aveva ammesso che Stalin era l’aumento vertiginoso dei prezzi e le insostenibili condizioni di
stato un dittatore, che aveva ordinato repressioni e purghe con- lavoro convinsero i lavoratori polacchi della città, coalizzati in
tro presunti “nemici del popolo”, in realtà spesso innocenti, fra movimenti cattolici, a manifestare contro il regime sovietico.
torture, confino nei campi di prigionia e lavori forzati. Operai, intellettuali e studenti polacchi, davanti alla politica di
destalinizzazione e alle ammissioni di Kru-
sciov, avevano creduto di poter far sentire
ERICH LESSING/CONTRASTO

La bandiera col buco la propria voce. Lo stesso pensarono i loro


colleghi ungheresi. Ma la loro posizione era

E mblema della
disperata rivolta
ungherese contro
portavano impressi
i simboli comunisti:
falce e martello,
più complicata.
Se la Polonia era stata infatti un Paese oc-
l’oppressione sovie- spiga di grano e cupato e liberato dai russi, l’Ungheria alla
tica è una bandiera stella rossa. La fine della Seconda guerra mondiale si era
col buco. Gli insorti soluzione più im- trovata tra le file degli sconfitti: nel con-
del 1956, infatti, mediata fu quella flitto, infatti, si era schierata con le poten-
iniziarono a sven- di ritagliare le ze dell’Asse (Germania, Italia e Giappone).
tolare per le vie di icone dal vessillo,
Budapest il tricolore lasciando appunto Così, fu affidata a un governo-fantoccio filo-
nazionale. Ma le un vistoso buco al sovietico, una sostanziale dittatura, guidato
bandiere ungheresi centro (a sinistra). dal 1952 da Mátyás Rákosi.
INTANTO NEL MONDO

1956 1956 1956


Il 23 ottobre a Buda- A marzo la Francia Il 19 aprile a Monte-
pest manifestazioni concede l’indipen- carlo si celebrano le
pacifiche di intellet- denza a Tunisia e nozze del secolo, tra
tuali e studenti. Molti Marocco. l’attrice americana
cittadini si uniscono Grace Kelly e il princi-
a loro: è l’inizio della L’8 agosto, a Marci- pe Ranieri di Monaco.
rivoluzione. nelle, in Belgio, in un
gravissimo incidente
Il 24 ottobre prende minerario muoiono
il potere Imre Nagy 262 minatori, di cui
(che era già stato 136 emigranti italiani.
primo ministro nel
1952-53), che dichiara In Polonia il 28 giu-
l’uscita dal Patto di gno a Poznan scen-
Varsavia e l’avvio di dono in piazza operai
riforme. e studenti, per prote-
stare contro il regime
Alle 4 del mattino del comunista.
4 novembre, 6mila
carri armati sovietici
invadono l’Ungheria.
Mosca impone un
nuovo premier, il
comunista filorusso In Egitto il 26 luglio
János Kádár. Rimarrà Nasser annuncia la
in carica fino al 1988. nazionalizzazione del
Canale di Suez.
Il 10 novembre la
rivolta è stroncata.

Una massa umana


Budapest, 23 ottobre: donne,
studenti e intellettuali furono i primi
a scendere in strada.

Il 13 novembre la
piazza il 23 ottobre per sostenerli Corte Suprema degli
Stati Uniti dichiara
incostituzionale la
In più, per contenere l’espansionismo della Iugoslavia di Tito segregazione raz-
(che si era liberata da sola, e non grazie ai russi), Krusciov cer- ziale sugli autobus
cò un avvicinamento con Belgrado. A spese, ancora una volta, pubblici.
della confinante Ungheria. Come ha spiegato lo storico Federi- Il 22 novembre Nagy, Il 22 novembre, a
che si era rifugiato Melbourne (Austra-
go Argentieri, «nel corso di un decennio esatto, compreso tra il nell’ambasciata iu- lia), si inaugurano le
giugno del 1948 e il giugno del 1958, i destini dell’Ungheria fu- goslava, viene conse- Olimpiadi (sopra).
rono prevalentemente decisi dai rapporti tra l’Unione Sovieti- gnato ai russi.
ca e la Iugoslavia».
I “FATTI D’UNGHERIA”. Intellettuali e studenti di Budapest, pe- 1957 1957
Il 29 ottobre viene A luglio in Italia de-
rò, organizzarono lo stesso, nonostante i rischi, un movimento reso noto il Manifesto butta la nuova Fiat
di solidarietà ai dimostranti polacchi. Il primo nucleo di dissi- dei 101, con il quale 500, l’“automobile per
denti era formato dai membri del Circolo Petöfi: un gruppo che molti membri del tutti”.
si era dato il nome di un poeta, Sándor Petöfi, protagonista del- Partito comunista ita-
la rivoluzione ungherese del 1848. liano e intellettuali di
sinistra condannano A novembre le edi-
Il 23 ottobre 1956 alla manifestazione pacifica si unirono an- l’atteggiamento della zioni Feltrinelli pub-
che le università cittadine, seguite a catena dalla gente comu- dirigenza nei con- blicano in anteprima
ne, dai lavoratori, dalle donne, dai ragazzini. Sulle vetrine dei fronti dell’invasione mondiale Il dottor
negozi comparve la scritta “Ruszkik háza!”: “Russi andate a ca- sovietica dell’Unghe- Zivago, romanzo di
sa!”. Rákosi ebbe l’infelice idea di lanciare via radio un comuni- ria. Togliatti infatti ha Boris Pasternak proi-
1958 appoggiato l’inter- bito in Urss. L’autore
cato in cui minacciava misure severissime contro i manifestan- Dopo 2 anni di carce- vento di Mosca. l’anno dopo vincerà il
ti. In poche ore la sede dell’emittente radiofonica fu presa d’as- re, Imre Nagy viene Nobel (che fu obbli-
salto: la protesta si stava trasformando in rivoluzione. condannato a morte, gato a rifiutare).
L’insurrezione contro i sovietici e la dittatura di Mátyás Ráko- impiccato e sepolto
si fu essenzialmente una rivolta urbana, cioè concentrata so- in un luogo segreto.

101
I GRANDITEMI
Attori del
dramma
RIVOLUZIONE D’UNGHERIA

A sinistra, il primo
ministro Imre Nagy
nel 1954; comunista
ma riformatore,
fu la guida della
rivoluzione del 1956.
A destra, il primo
ministro filosovietico
János Kádár. Sotto,
il cardinale József
GETTY IMAGES (2)

Mindszenty, liberato
dai ribelli.

BETTMANN ARCHIVE/GETTY IMAGES


La Casa del terrore
A Budapest, nell’elegante
Andrássy Út – il viale alla
moda che collega il centro al-
rano le prigioni, complete di
sale di tortura e per gli inter-
rogatori. E oggi è un museo.
la Piazza degli Eroi – al civico Riconversione. Aperto
60 c’è la Terror Háza, letteral- nel 2002, il museo espone
mente “Casa del terrore”. È un all’ingresso i simboli dei due
grande edificio che durante regimi affiancati. Allestito con
la Seconda guerra mondiale materiali d’epoca di notevole
era stato utilizzato dalle Croci valore, conserva anche una
Frecciate (il partito nazista forca: l’ultimo uomo vi è stato
ungherese) come quartier impiccato nel 1986. Oggi
generale. Dopo il conflitto ignoti cittadini lasciano ogni
divenne sede operativa della giorno all’esterno del palazzo
polizia politica socialista, la lumini accesi e fiori,
Ávh. Al piano sotterraneo c’e- in memoria delle vittime.

Nella questione di Suez, di importanza strategica, Usa e Urss si trovarono


alleate. Così Mosca represse la rivolta ungherese senza alcun ostacolo
prattutto nella capitale, Budapest. Gli insorti presero subito il e un amante della pace, contrario a Rákosi e disposto a com-
controllo dei depositi delle forze dell’ordine, requisendo armi. battere a fianco dei rivoluzionari. Era convinto di riuscire a re-
A loro si unì il questore di Budapest, il parlamentare Sándor stituire la libertà agli ungheresi, senza tradire gli ideali sociali-
Kopácsi, che aveva già denunciato al Pcus i metodi di Rákosi. sti, grazie a un programma di riforme.
La tappa successiva fu al quartier generale della Ávh, la te- La guerriglia, intanto, dava i suoi risultati: i carri armati so-
mutissima polizia politica comunista. Il popolo scoprì allora le vietici abbandonarono la capitale, davanti ai bambini e alle
disumane prigioni nascoste nei sotterranei, le sale degli interro- donne che avevano difeso Budapest. Il nuovo governo, di cui
gatori, gli strumenti di tortura: i prigionieri furono subito libe- Imre Nagy era il premier, inviò le sue condizioni a Mosca: nuo-
rati. Tra loro c’era un personaggio-simbolo: il cardinale József ve elezioni pluripartitiche, vera indipendenza nazionale e au-
Mindszenty, ex primate della Chiesa d’Ungheria, dissidente del- tonomia dall’Urss. Quelle richieste, come la rivolta stessa, furo-
la prima ora e per un certo periodo in contrasto anche con la no accolte, nel mondo, da un silenzio assordante.
Santa Sede. Costretto a firmare denunce e confessioni, aveva “FATTI” LORO. L’Occidente sapeva quello che stava accadendo
avuto la prontezza di aggiungere a quei documenti la sigla lati- a Budapest. Ma non era intenzionato a mettere becco in una
na “C.F.”, “Coactus Feci, “lo feci sotto costrizione”. questione che era considerata interna al blocco sovietico. La
VENDETTE E CAOS. Come in ogni rivoluzione, scattò la giustizia Guerra fredda stava vivendo una delle sue fasi più delicate e
sommaria. Molti aguzzini della Ávh furono brutalmente ucci- una mossa sbagliata avrebbe davvero potuto scatenare un ter-
si per le strade, mentre i rivoluzionari caduti rimanevano per zo conflitto mondiale, con tanto di minaccia atomica.
le vie, cosparse di ciottoli di porfido per rallentare i movimenti In quel drammatico 1956 i fronti aperti sullo scacchiere mon-
dei mezzi dell’esercito. Ma la rivolta aveva bisogno di una gui- diale erano tanti. Negli stessi giorni in cui Budapest era mes-
da, di un capo da seguire. sa a ferro e fuoco, al-Nasser, presidente d’Egitto, annunciava
In una totale confusione tentarono di affermarsi in pochi gior- la nazionalizzazione del Canale di Suez. Gli interessi commer-
ni diversi leader politici, alcuni vicini altri lontani da Mosca. Ci ciali legati alla strategica via d’acqua erano troppo importan-
fu persino chi chiese l’intervento dei sovietici, ma alla fine riu- ti e, in risposta, Francia, Regno Unito e Israele occuparono mi-
scì a emergere la figura di Imre Nagy. Era un comunista ed era litarmente la zona. La tensione salì alle stelle: l’Urss minacciò
già stato primo ministro nel 1952-53. Ma era anche un idealista di scendere in campo accanto all’Egitto e si sfiorò la catastrofe.
102
POPPERFOTO/GETTY IMAGES
Invasione
Carri sovietici occupano le strade
di Budapest dopo l’invasione del 4
novembre. A sinistra, anfibi russi sul
Danubio, alla volta della capitale.

Nagy affidò alla radio il suo ultimo accorato discorso, in cui de-
nunciava l’invasione: “Qui parla il Primo ministro Imre Nagy.
Oggi all’alba le truppe sovietiche hanno aggredito la nostra capi-
tale con l’evidente intento di rovesciare il governo legale e demo-
cratico d’Ungheria. Le nostre truppe sono impegnate nei combat-
timenti. Il governo è al suo posto. Comunico questo fatto al no-
AP/ANSA

stro Paese e al mondo intero”. Ma, ancora una volta, il mondo


intero si voltò dall’altra parte.
Per la prima volta dall’inizio della Guerra fredda, nel 1946-48, TRAGICA FINE. Nagy, rifugiatosi nella sede dell’ambasciata iu-
Usa e Urss si accordarono per la pace. In questo contesto, la ri- goslava, fu tradito da Tito, che lo consegnò ai sovietici: Bu-
volta ungherese contro il gigante sovietico (che gli occidenta- dapest non valeva una rottura con Mosca. Dopo due anni di
li non volevano indispettire) non valeva nemmeno un granello prigionia e un processo sommario durato poche ore, Nagy fu
del deserto egiziano. giustiziato. Lo seppellirono a faccia in giù, in una fossa sen-
REPRESSIONE. La situazione degli ungheresi, senza sostegno in- za nome e in una località segreta, per evitare che la sua tomba
ternazionale, precipitò. Dopo aver simulato una ritirata, i sovie- diventasse meta di pellegrinaggio. Insieme a lui furono giusti-
tici si riorganizzarono fuori città. I comandi dell’Urss mandaro- ziati altri componenti della rivolta e migliaia di ungheresi fu-
no un numero ingente di carri armati, che invasero Budapest il rono imprigionati, torturati e perseguitati dalla polizia politica.
4 novembre. I mitragliatori e qualche granata non poterono fa- Quasi 250mila persone fuggirono dal Paese, come profughi
re molto contro i cingolati. e rifugiati politici. János Kádár, fedelissimo di Mosca, diven-
Chi fu presente all’arrivo dei carri a Budapest ha raccontato di ne capo dello Stato, con poteri illimitati. Rimase in carica fi-
un’atmosfera surreale: i cingolati russi avanzavano nelle vie de- no al 1988. Sándor Kopácsi fu arrestato e condannato all’erga-
serte, silenziose e desolate. Poi ci fu qualche colpo sparato con- stolo, ma uscì dal carcere nel 1963 grazie all’amnistia genera-
tro i carri e qualche pietra lanciata dai marciapiedi: i russi inizia- le concessa da Krusciov. Si dovette invece attendere la caduta
rono a sparare all’impazzata e ad attaccare i palazzi del nuovo del Muro di Berlino, nel 1989, per dare degna sepoltura, con i
potere. Non erano passate nemmeno due settimane dalla mani- funerali di Stato, a Nagy e alle altre vittime (il numero totale è
festazione di protesta del 23 ottobre. rimasto incerto) del 1956. La rivoluzione era stata una sconfit-
Le tragiche notti di quel freddissimo novembre furono rischia- ta sul campo, ma restava una vittoria morale. t
rate dai tetri fuochi dei palazzi della città che ardevano. Imre Jennifer Radulovic

103
PIONIERI

UN EGITTOLOGO
A TORINO
Perché il più importante museo egizio
dopo quello del Cairo è nel capoluogo
piemontese? Merito di Ernesto Schiaparelli

C
Dall’Egitto on oltre 30mila reperti, il Mu-
al Piemonte seo delle Antichità Egizie di
Torino è uno dei più importan-
Ernesto Schiaparelli,
ti al mondo, secondo soltanto
direttore del Museo
Egizio dal 1894 fino a quello del Cairo e capace di superare
alla morte, nel 1928. nell’ultimo anno il milione di visitatori.
Ma come mai un tale onore spetta pro-
prio al capoluogo piemontese, che certo
pare difficile associare alle sabbie d’E-
gitto? La risposta sta in un nome, quel-
lo dell’archeologo Ernesto Schiaparelli,
artefice agli inizi del Novecento di una
serie di scavi che portavano a molti ri-
trovamenti. E siccome Schiaparelli era
di Torino...
DIRETTORE “SUL CAMPO”. La nascita del
museo risale al 1824. Fu promossa dal
re di Sardegna Carlo Felice di Savoia,
che l’anno precedente aveva acquisito
più di 5mila reperti egizi dal collezioni-
sta d’arte Bernardino Drovetti. «Drovet-
ti, prestando servizio per l’esercito na-
poleonico in Egitto, aveva accumulato
statue, sarcofagi, papiri, mummie e al-
tri oggetti di gran valore», spiega Bep-
pe Moiso, curatore del museo di Torino.
«Tale materiale, sommato ad alcuni re-
perti già in possesso dei Savoia, permise
di inaugurare il primo vero museo egi-
zio della Storia».
Il decisivo salto di qualità si ebbe però
con l’intraprendente Schiaparelli. Classe
1856, aveva studiato a Torino ed era poi
stato allievo del grande egittologo fran-
cese Gaston Maspero, all’École pratique
des hautes études di Parigi. Il suo talen-
ARCHIVIO MUSEO EGIZIO (3)

to gli valse nel 1880 l’incarico di diret-


tore della sezione egizia del Museo Ar-
cheologico di Firenze e nel 1894 la dire-
zione del museo torinese. «A partire dal
1903, sotto l’egida della neonata Missio-
104
ne Archeologica Italiana in Egitto e, gra- Tesori
zie ai suoi valenti collaboratori, Schia- Interno della tomba
parelli organizzò una serie di campagne di Khaemwaset,
di scavo introducendo molteplici novi- nella Valle delle
tà, come l’uso sistematico delle fotogra- Regine, e (sotto)
fie per documentare gli scavi, al posto la tomba di Kha, a
dei semplici disegni a cui ci si limitava Deir el Medina. Le
in passato», racconta Moiso. foto furono scattate
SCOPERTE DA URLO. Le prime grandi sco- subito dopo
le due scoperte,
perte di Schiaparelli – che dovette tra l’al-
rispettivamente
tro districarsi tra i numerosi falsi in circo-
del 1903 e del 1906.
lazione all’epoca – avvennero nella Valle
delle Regine, presso Luxor (l’antica Tebe).
Qui vennero alla luce numerose tombe,
tra cui il sepolcro del principe Khaemwa-
set, figlio di Ramses III, contenente sarco-
fagi di eccezionale bellezza, mummie e
centinaia di frammenti di corredo.
«La scoperta più importante fu però
quella della grandiosa tomba della regi-
na Nefertari, la “grande sposa reale” di
Ramses II», aggiunge Moiso. «La sepoltu-
ra, rinvenuta nel 1904, era stata depreda-
ta, ma vi furono comunque trovati alcu-
ni preziosi cofanetti, varie statuette fune-
rarie (gli ushabti), un grande frammento
del coperchio del sarcofago, le ginocchia
di una mummia non meglio identificata
e un paio di sandali appartenuti alla stes- Per saperne di più sul Museo Egizio
sa Nefertari».
A questo ritrovamento ne seguì uno al- U n volume appena
pubblicato, scritto da
Beppe Moiso,
più visitati. Dal collezio-
nismo di Casa Savoia fino
alle sfide multimediali.
in Egitto arricchì signi-
ficativamente il museo
sabaudo. Una collezione
trettanto stupefacente, nel
1906, sempre vicino a Luxor. curatore del Illustrato. Corredato da di cui, dal 2015, i visitatori
Museo Egizio immagini storiche dagli ammirano i 3.330 reperti
Dopo aver individuato il vil- di Torino, archivi, molte inedite, il li- sui 10mila metri quadri del
laggio operaio di Deir el Me- racconta bro contiene oltre 113 illu- nuovo allestimento.
dina (importante per conosce- l’origine e strazioni su 128 pagine. Il
re la vita degli antichi Egizi), l’evoluzione volume si sofferma anche La storia del Museo Egi-
Schiaparelli trovò la tomba di di uno dei sul ruolo di Schiaparelli, zio, Beppe Moiso (Franco
musei italiani che con le sue missioni Cosimo Panini Editore).
Kha, architetto al servizio del
faraone Amenofi III, sepolto
assieme alla moglie Merit. Fi- zione nazionale per soc-
nalmente una tomba integra, correre i missionari catto-
piena di oggetti d’uso quotidiano e impor- lici italiani (Ansmi)». Poi si prodigò per
tantissima per gli studiosi. Negli anni se- aiutare i tanti orfani e bambini poveri che
guenti le scoperte proseguirono senza so- aveva incontrato in Egitto. Incentivò la co-
sta, e numerosi reperti continuarono a struzione di scuole, orfanotrofi e ospeda-
prendere la via di Torino. li, e in pochi anni le missioni sponsoriz-
FILANTROPO. Schiaparelli, però, fu un uo- zate da Schiaparelli si diffusero dal Nor-
mo poliedrico. Fu docente, soprintenden- dafrica al Medio Oriente, e persino in Ci-
te e persino senatore del Regno. Ma tra le na, a Pechino.
sue tante attività una lo coinvolse fin da La gestione di questa enorme macchina
giovane, e nulla c’entrava con l’egittolo- della beneficenza accompagnò il grande
gia: la filantropia. «Tutto iniziò quando, egittologo fino al 1928, quando morì, nel
ancora direttore del museo fiorentino, si giorno di san Valentino. Una lapide nel ci-
recò in Egitto ospite dei frati di una mis- mitero del suo paese natale, Occhieppo In-
sione francescana», dice Moiso. «Schiapa- feriore (Biella), lo ricorda proprio con que-
relli era un profondo credente e, colpito sta sua doppia veste: “scienziato di fama
dalle difficoltà dei frati, decise di aiutarli mondiale” e “filantropo”. t
raccogliendo fondi per dar vita all’Associa- Matteo Liberti
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tri, questo era il tragit-
to da percorrere per chi
si cimentava nella gara
automobilistica chiamata Mille Mi-
glia. La competizione fu ideata da un
aristocratico bresciano, Aymo Mag-
gi, pilota della Bugatti, per “ripicca”.
Quando nel 1922 il Gran Premio d’I-
talia fu spostato da Montichiari (Bre-
scia) a Monza, infatti, il conte Maggi
e l’amico Franco Mazzotti, anche lui
pilota di auto da corsa, vollero crea-
re una gara automobilistica che po-
tesse diventare il fiore all’occhiello
per la loro città, Brescia, orfana del
Gran Premio.
PRONTI, VIA. Così fu scelto tra Brescia
e Roma un percorso di 1.600 chilome-
tri (1.000 miglia appunto). La prima
edizione si svolse il 26 marzo del 1927
con 77 auto, di cui 22 si ritirarono. I
vincitori, Ferdinando Minoia e Giusep-
pe Morandi, a bordo di una OM (Offi-
cine Meccaniche) 665, percorsero le
1.000 miglia in 21 ore, 4 minuti e 48
secondi. Con una velocità media di 77
chilometri orari. La gara fu disputata
fino al 1957 (sopra, il manifesto dell’e-
dizione 1951), con l’interruzione dal
1941 al 1946, a causa della Seconda
guerra mondiale. t

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109
La “Mille Miglia nera”
Trentacinque equipaggi di 7 Paesi nel 1950 sbarcarono ad Algeri per
gareggiare fino a Città del Capo: 15mila km, per il primo rally d’Africa

T
ra il 26 dicembre
1950 e il 23 febbra-
io 1951 in Africa si
disputò una gara a
metà fra esplorazione e com-
petizione. Trentacinque au-
to di 7 Paesi attraversarono
il continente da nord a sud.
Viaggiarono per 15mila chi-
lometri in quello che fu il pri-
mo rally tra Algeri e Città del
Capo. La “Mille Miglia nera”
oggi sarebbe impossibile, per
le guerre che funestano par-
te di quel territorio. All’epo-
ca, invece, l’Africa era sulla
via della decolonizzazione
e restava in parte inesplora-
ta, vergine e misteriosa: c’e-
ra molta curiosità intorno a
quel mondo ignoto ai più, e
perciò alla gara partecipa-
rono anche alcuni
giornalisti.
A TTREZZATE . Per
l’Italia fu un gran-
de successo. Soprat-
tutto per l’industria li Lancia impeccabil- di raccontò l’avventura di quel Fiumi e deserti
dell’auto. “La parteci- mente attrezzati per viaggio nel libro Africa a crono- Sopra, la pilota belga
pazione italiana, che affrontare un viaggio metro uscito nel 1952 e oggi ri- ultrasessantenne Gabrielle
si è distinta sia per lo ai Tropici. I membri pubblicato, con le foto di que- D’Ieteren. Sotto, in Africa
stile sia per i risultati ottenuti, degli equipaggi [...] compren- sta pagina e altre, dall’editore equatoriale i veicoli venivano
merita una menzione partico- devano giornalisti, cineopera- Corbaccio (a sinistra, la coper- traghettati ogni 30-40 km.
lare”, scrisse Gabrielle D’Iete- tori ed esperti meccanici [...]”. tina). t Sotto a sinistra, jeep francesi
ren, la sessantenne pilota belga Il giornalista del Corriere della toccano una delle tappe, la
che corse con una Volkswagen. Sera Egisto Corra- Tripolitania (Libia).
“Essa comprendeva due veico-
ARNOLDO MONDADORI EDITORE S.p.A.
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Stato Patrimoniale Conto Economico Esercizio 2015 Bilancio Consolidato del Gruppo Mondadori Conto Economico Consolidato Esercizio 2015
al 31 dicembre 2015 (Valori in Euro) al 31 dicembre 2015 9DORULLQ(XURPLJOLDLD
ATTIVO (Valori in Euro) ATTIVO 9DORULLQ(XURPLJOLDLD
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 251.963.324 Ricavi delle vendite e delle prestazioni 1.122.831
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,QYHVWLPHQWLLPPRELOLDUL  'HFUHPHQWR LQFUHPHQWR GHOOHULPDQHQ]H  ,QYHVWLPHQWLLPPRELOLDUL  'HFUHPHQWR LQFUHPHQWR GHOOHULPDQHQ]H 429
&RVWLSHUPDWHULHSULPH &RVWLSHUPDWHULHSULPHVXVVLGLDULHGLFRQVXPRHPHUFL 210.420
Terreni e fabbricati  VXVVLGLDULHGLFRQVXPRHPHUFL  Terreni e fabbricati  &RVWLSHUVHUYL]L 618.261
,PSLDQWLHPDFFKLQDUL  &RVWLSHUVHUYL]L  ,PSLDQWLHPDFFKLQDUL 9.028 &RVWRGHOSHUVRQDOH 
$OWUHLPPRELOL]]D]LRQLPDWHULDOL  &RVWRGHOSHUVRQDOH  $OWUHLPPRELOL]]D]LRQLPDWHULDOL  2QHUL SURYHQWL GLYHUVL 
Immobili, impianti e macchinari 8.201.762 2QHUL SURYHQWL GLYHUVL (19.216.626) Immobili, impianti e macchinari 28.208 Proventi (oneri) da partecipazioni
MARGINE OPERATIVO LORDO (252.673) FRQWDELOL]]DWHFRQLOPHWRGRGHOSDWULPRQLRQHWWR 
Partecipazioni 210.897.642 Partecipazioni contabilizzate MARGINE OPERATIVO LORDO 81.566
$WWLYLWj¿QDQ]LDULHQRQFRUUHQWL 200.000.000 $PPRUWDPHQWLGLLPPRELOLLPSLDQWLHPDFFKLQDUL  FRQLOPHWRGRGHOSDWULPRQLRQHWWR 
$WWLYLWjSHULPSRVWHDQWLFLSDWH  $PPRUWDPHQWLHVYDOXWD]LRQLGHOOHDWWLYLWjLPPDWHULDOL  Altre partecipazioni  $PPRUWDPHQWLHSHUGLWHGLYDORUHGLLPPRELOLLPSLDQWL
$OWUHDWWLYLWjQRQFRUUHQWL  RISULTATO OPERATIVO (3.428.243) TOTALE PARTECIPAZIONI 44.900 HPDFFKLQDUL 6.862
TOTALE ATTIVITÀ NON CORRENTI 534.137.906 $PPRUWDPHQWLHSHUGLWHGLYDORUHGHOOHDWWLYLWjLPPDWHULDOL 16.229
3URYHQWL RQHUL ¿QDQ]LDUL  $WWLYLWj¿QDQ]LDULHQRQFRUUHQWL  3HUGLWHGLYDORUHGLSDUWHFLSD]LRQLFRQWDELOL]]DWHFRQLOPHWRGR
Crediti tributari  Proventi (oneri) da partecipazioni  $WWLYLWjSHULPSRVWHDQWLFLSDWH 62.076 GHOSDWULPRQLRQHWWRHGLDOWUHLPSUHVH 4.000
$OWUHDWWLYLWjFRUUHQWL  RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (29.168.712) $OWUHDWWLYLWjQRQFRUUHQWL 1.466 RISULTATO OPERATIVO 54.475
5LPDQHQ]H  TOTALE ATTIVITÀ NON CORRENTI 692.311
&UHGLWLFRPPHUFLDOL  ,PSRVWHVXOUHGGLWR 961.020 3URYHQWL RQHUL ¿QDQ]LDUL 
$OWUHDWWLYLWj¿QDQ]LDULHFRUUHQWL  RISULTATO DERIVANTE DALLE ATTIVITÀ Crediti tributari  Proventi (oneri) da altre partecipazioni 
&DVVDHDOWUHGLVSRQLELOLWjOLTXLGHHTXLYDOHQWL 27.676.667 IN CONTINUITÀ (30.129.732) $OWUHDWWLYLWjFRUUHQWL  RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE 38.314
TOTALE ATTIVITÀ CORRENTI 220.800.707 5LPDQHQ]H 108.221
3URYHQWL RQHUL GDDWWLYLWjGLVPHVVH  &UHGLWLFRPPHUFLDOL 242.121 ,PSRVWHVXOUHGGLWR 20.476
$WWLYLWjGHVWLQDWHDOODGLVPLVVLRQHRFHVVDWH - RISULTATO NETTO (31.981.679) $OWUHDWWLYLWj¿QDQ]LDULHFRUUHQWL 2.700 RISULTATO DERIVANTE DALLE ATTIVITÀ
TOTALE ATTIVO 754.938.613 &DVVDHDOWUHGLVSRQLELOLWjOLTXLGHHTXLYDOHQWL  IN CONTINUITÀ 17.838
TOTALE ATTIVITÀ CORRENTI 501.190
5LVXOWDWRGHOOHDWWLYLWjGLVPHVVH 
$WWLYLWjGLVPHVVH - RISULTATO NETTO 9.100
Prospetto di dettaglio dei ricavi delle attività editoriali TOTALE ATTIVO 1.193.501
al 31 dicembre 2015 Attribuibile a:
PASSIVO (Valori in Euro) - Interessenze di terzi azionisti 2.735
5,&$9,'(//(9(1',7(',&23,(  PASSIVO 9DORULLQ(XURPLJOLDLD - Azionisti della controllante 6.365
&DSLWDOHVRFLDOH 67.979.168
5LVHUYDVRYUDSSUH]]RD]LRQL - 5,&$9,'(//$9(1',7$',63$=,
38%%/,&,7$5,  &DSLWDOHVRFLDOH 67.979 5LVXOWDWRQHWWRSHUD]LRQH HVSUHVVRLQXQLWjGL(XUR 0,024
Azioni proprie -
di cui diretta  5LVHUYDVRYUDSSUH]]RD]LRQL - 5LVXOWDWRQHWWRGLOXLWRSHUD]LRQH HVSUHVVRLQXQLWjGL(XUR 0,024
$OWUHULVHUYHHULVXOWDWLSRUWDWLDQXRYR 124.620.666
GLFXLWUDPLWHFRQFHVVLRQDULD 64.082.066,00 Azioni proprie -
8WLOH SHUGLWD GHOO¶HVHUFL]LR 
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TOTALE PATRIMONIO NETTO 160.618.155
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GLFXLSHUSXEEOLFLWj  PATRIMONIO NETTO
Fondi 
5,&$9,'$9(1',7$',,1)250$=,21,  DI PERTINENZA DEL GRUPPO 263.987
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Totale voci 1+2+5+8+9 228.470.059,00 &DSLWDOHHULVHUYHGLSHUWLQHQ]DGLWHU]LD]LRQLVWL 
3DVVLYLWjSHULPSRVWHGLIIHULWH 24.021.171
TOTALE PATRIMONIO NETTO 295.509
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TOTALE PASSIVITÀ NON CORRENTI 291.695.317
Fondi 
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TOTALE PASSIVITÀ CORRENTI 302.625.141 TOTALE PASSIVITÀ NON CORRENTI 393.157

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TOTALE PASSIVO 754.938.613 $OWUHSDVVLYLWjFRUUHQWL 
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ESTATE 2016 Estate 2014


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FOCUS STORIA WARS: LE GUERRE IN ITALIA


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gioini, fino a quella di Carlo VIII. Senza dimenticare le guerre L ARTISTA


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d’indipendenza, oltre alle È ancora in edicola il numero LEONARDO DA VINCI
due guerre mondiali. di Focus Storia Collection dedi- Torna in edicola un grande
In più, in questo numero cato alla vita quotidiana degli successo di Focus Storia Col-
GUERRE troverete articoli sulla co- antichi. Come vivevano e co- lection: un numero tutto dedi-
IN ITALIA razzata tedesca Bismarck
MILLENNI DI COMBATTIMENTI
E SCONTRI CAMPALI
me lavoravano gli Egizi? Con cato al genio di Leonardo da
braccata dagli inglesi, sul-
PER CONQUISTARE
LA PENISOLA quali giocattoli si divertiva- Vinci, alle sue invenzioni e
lo sviluppo tecnologico dei no i piccoli Romani? Qual era alla sua arte, al suo pensiero
droni, sui cavalieri conqui- la moda ad Atene? Come si e al suo tempo.
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G. Lomazzi, M. Lombardi, M. Molteni, E. Monti, A. Monti Buzzetti Colella, Periodico associato alla FIEG Accertamento Diffusione Stampa Codice ISSN:
J. Radulovic, G. Rotondi, E. Spagnuolo, D. Venturoli, G. Zerbinati, S. Zimbardi. (Federaz. Ital. Editori Giornali) Certificato n. 7151 del 14/12/2011 1824-906x

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ANTICHITÀ NOVECENTO

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Aureliano: un imperatore in difesa Uccidete Mussolini!


Aureliano, sul trono per soli 5 anni (fra il 270 e il 275), riuscì a puntellare Dopo la presa del potere, Mussolini subì alcuni attentati.
l’impero attaccato dai barbari, grazie alle mura che fece costruire a Roma. Dietro ai quali, in qualche caso, c’era forse una mano straniera.

PERSONAGGI VITA QUOTIDIANA


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Gordon Pasha, l’eroe di Khartoum La Storia in una chiave


Fu un protagonista dell’imperialismo britannico e morì da L’incredibile evoluzione di chiavi e lucchetti: dai prototipi mesopotamici alla
eroe nell’assedio di Khartoum, in Sudan, il 6 gennaio 1885. collezione di serrature della zarina Caterina la Grande, fino alle casseforti.
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“La nuova donna. Il giorno del bucato”: si intitolava così questa cartolina americana dei primi
del Novecento che ironizzava su un ipotetico scambio di ruoli, con l’uomo impegnato al
mastello e la donna concentrata sulla lettura di una rivista dal nome beffardo: Verità.
L’immagine faceva parte di una serie di scatti umoristici che prendevano di mira la famiglia, la
coppia e la società americana in generale, con le loro contraddizioni e disuguaglianze.
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