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Due giorni fa moriva Marx.

Il Novecento ha schiacciato Marx tutto nel Marx ideologo del comunismo e


nel massimo teorico del socialismo reale. Ma dopo più di 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino è
bene ricordarsi invece la potenza del Marx analista e critico della società.
Marx è il filosofo moderno che più di chiunque altro ha pensato l'uomo nel suo rapporto articolato con
la società, quindi dal punto di vista economico, politico, sociale, antropologico. È il filosofo moderno
che più di chiunque altro ha pensato e ha messo al centro della questione la libertà come uscita dal
dominio degli sfruttatori rispetto agli sfruttati (dominio ben presente ancora oggi e intorno al quale la
cosiddetta fine delle ideologie – che è a sua volta una ideologia “silenziosa” - furbescamente ne ha
azzerato qualsiasi possibilità di discorso e di critica). Ed è stato anche colui che ha analizzato la struttura
del capitalismo nella sua totale novità rispetto agli statuti delle società ad esso precedenti.
E tutti i filosofi che successivamente hanno lavorato su questi temi di enorme problematicità (e di
enorme attualità) si sono dovuti confrontare con l'impostazione marxiana e sono tutti figli o nipoti di
Marx (un Marx oggi certamente aggiornato, aggiustato, corretto qua e là, ma che sempre nel Marx
storico ha la sua più vera radice). E questa questione è questione centrale anche oggi, qui da noi e in giro
per il mondo.
L'uomo si è ridotto a merce tra le merci, ridotto a produrre ricchezza. Questa verità marxiana è ancora
oggi assai pulsante.
Una volta ero in India e ricordo che chiesi a un indiano che avevo conosciuto da poco quanto l'indiano
medio conoscesse i testi della propria tradizione religiosa. Lui mi rispose, ma prima partì da lui stesso:
“Sono appena stato licenziato, ho la famiglia a centinaia di km di distanza, non so cosa farò, non so
dove potrò trovare lavoro, mi dispiace ma non posso dedicarmi al patrimonio della mia tradizione ora”.
Ecco: qui c'è tutto l'inizio di Marx.
Engels nel discorso di commiato durante il funerale disse che Marx aveva scoperto “il fatto elementare,
sinora nascosto sotto l’orpello ideologico, che gli uomini devono innanzi tutto mangiare, bere, avere un
tetto e vestirsi, prima di occuparsi di politica, di scienza, d’arte, di religione, ecc.”. Fatto elementare sì,
ma che nessun filosofo prima di lui aveva messo al centro della questione, aveva analizzato con tale
profondità e aveva pensato la sua risoluzione come la grande priorità su tutte.