Sei sulla pagina 1di 2

38 | ARTI pagina 99we | sabato 19 marzo 2016

tutti in scena nello show


ANDREA CORTELLESSA

n «Lo so a cosa pensate tutti, gli anni


Ottanta sono finiti. Bei momenti, tutto
era possibile. Fatturato alle stelle, ci sia-

degli interminabili Ottanta


mo divertiti, siamo andati a letto tardi.
Oggi c’è la crisi, è vero, e qui a Publitalia
la raccolta pubblicitaria è in calo. Ma gli
anni Ottanta sono uno stato mentale,
possono tornare e durare per sempre,
dipende solo da voi». Non sono sempre
di questo livello, ma la battuta che rivol-
ge a Marcello Dell’Utri Leo Notte (co-
pywriterdi fantasia –interpretato dall’i-
deatore della serie, Stefano Accorsi –che
“inventa” il brand «Forza Italia») è fra Percorsi | Romanzi, serie televisive e ora un saggio illustrato di Paolo Morando
quelle memorabili di 1992, andata in
onda su Sky l’anno scorso e su La7 qual-
che settimana fa. La battuta s’ispira a rileggono un periodo che si ama o si odia, sempre con nostalgia. Dai bronzi
una realmente pronunciata – ma senza
la berlusconiana coazione all’ottimismo
– da Gianni Agnelli, all’assemblea degli di Riace a Domenica In, uno spettacolo collettivo che non è ancora terminato
azionisti Fiat, il 29 giugno 1990: «Signo-
ri, la festa è finita».
Nel ’92 la festa stava davvero finendo,
ma è altrettanto vero che da allora uno
stato mentale o, anche e meglio, un mo-
dello culturale – e insomma, una meta-
fora – sono stati gli Eighties. Anni Ot-
tanta Ideali Eterni, si può dire, sono il
Sottofondo italiano di cui parla Giorgio
Falco: «il senso di prigionia di una nuo-
va stagione ritmata dai jingle, dalle pro-
mozioni», nel quale «crediamo ancora
di governare la superficie ininterrotta,
che invece ci compone». In un ricco li-
bro recente di Paolo Morando (che dà
annalistico seguito al sorprendente
Dancing Days) spicca la sintonia, ca-
suale e perciò significativa, fra gli edito-
riali di Michele Serra sulla Repubblica e

«Furono uno stato mentale,


possono tornare e durare
per sempre», osserva in1992
Stefano Accorsi nei panni
del copywriter Leo Notte

Massimo Gramellini sulla Stampa, il


giorno dopo la vittoria di Giuliano Pisa-
pia a Milano,il 31 maggio 2011:«Ieri so-
no finiti per sempre gli anni ottanta ita-
liani». Entrambi insistendo sulla loro
lunghezza: se il Novecento è stato il «se-
colo breve», iniziato con 14 anni di ritar-
do (colle pistolettate a Sarajevo) e finito
con 11 d’anticipo (col crollo a Berlino),
gli Ottanta sono stati «il decennio più TUTTE LE FOTO DI MARZIO MARZOT

lungo della storia del mondo» (Serra),


prolungandosi un ventennio oltre la sua
conclusione. Sul fatto però che siano fi- nara, la becera, la rampante e la razzista) Verona il primo congresso del Partito
niti, gli anni-metafora, concorda pure gli Ottanta sono «un po’ un menu alla Socialista da quando Bettino Craxi è ap-
chi li giudica all’opposto, Carlo Frecce- carta: si sceglie (e si ricorda) ciò che è prodato nella sospirata «stanza dei bot-
ro, che ancora nel 2015 perseverava: piaciuto. E che appunto si rimpiange». toni» di Palazzo Chigi. Viene abolito l’a-
«una vera rivoluzione di costume, una Certo è che i fermo immagine di quel- nacronistico Comitato centrale, sosti-
liberazione e un godimento in cui, con la memoria sono straordinariamente tuito da una pletorica Assemblea nazio-
dieci anni di ritardo, si ottiene quel che si icastici. Forse perché i primi, di quel nale (i «nani e ballerine» su cui ironizze-
sperava nel ’68. Si dimentica l’impegno film, a colori (oltretutto diversi, quei co- rà Occhetto), ed Enrico Berlinguer vie-
esi cominciaa ballare.Tuttociò, maico- lori, da quelli dei ricordi successivi: for- ne accolto da una baraonda di fischi (tre
me oggi, si tinge di nostalgia. È come un temente datati, dunque): su un album settimane dopo, a Padova, terrà l’ultimo
Eden perduto». di essi, per esempio, Nicola Lagioia ha comizio). Craxi viene confermato segre-
Nostalgia, ecco la prima parola-chia- impiantato il romanzo Riportando tut- tario, per la prima volta, per acclamazio-
ve. Sentimento che, con postmoderna to a casa, privilegiando quelli in cui «la ne. Carisma e scenografia accentuati,
ambiguità affettiva, agli adoratori – nei morte e lo spettacolo salirono i gradini nella successiva assise di Rimini, 1987,
quali è ovvio – accomuna gli odiatori – il di una scala planetaria tenendosi per colla piramide azteca in plexiglass dise-
che è un po’ meno ovvio. Gramellini: mano», dalla Ferrari di Gilles Villeneu- gnata da Filippo Panseca.
«Gli anni Ottanta sono stati gli anni del- ve che vola a pezzi (1982) all’esplosione Non viene però ricordato l’apice di
la mia giovinezza, perciò nutro nei loro dello Space Shuttle Challenger appena questa escalation simbolica: il 18 luglio
confronti un dissenso venato di nostal- decollato da Cape Canaveral (1986), 1986 all’Arena di Milano, alla presenta-
gia» (per quel che vale, vale anche per me EVENTI In queste tobiografia di una repubblica – così pa- passando per l’esultanza di Michel Pla- zione del suo Milan (che a febbraio ha
–nato otto anni dopo di lui). Ma è davve- fotografie, realizzate con il rafrasando la celebre definizione, di tini dopo il rigore trasformato la notte salvato dal fallimento), Silvio Berlusco-
ro perduto, quell’«Eden»? È davvero fi- teleobiettivo da Marzio Piero Gobetti, delfascismo come «auto- dell’Heysel (1985). Ma, per sottrarre gli ni atterra in elicottero sulle note della
Marzot, alcune immagini
nita quella «barbarie» (così definita dal biografia della nazione» – è legittimo Ottanta alla nostalgia dell’individuo e Cavalcata delle Valchirie. L’Economico,
della lunghissima coda di
sottotitolo di Morando)? O non sarà che persone in attesa di vedere i chiedersi di cosa sia il nome questa for- una buona volta passarli alla storia, sarà il Politico e il Culturale (perché il sottin-
quello del 2011 – che ci appare lontano, bronzi di Riace al Quirinale, mula, anniottanta, cheper prudenza ri- necessaria, nei loro confronti, una qual- teso, innominabile quanto eloquente, lo
oggi, ben più d’un decennio – fosse il più nell’estate 1981. Gli scatti duciamo alla sua asettica letteralità. che tendenziosità selettiva. capisce chi colga la citazione da Apoca-
ingannevole dei wishful thinkings? furono poi pubblicati da Ladifficoltàa parlarnecredosidebba Mancano tre anni al botto del Chal- lypse Now) sicoagulano inun blobmici-
Non è un caso che Guido Crainz al- alfabeta nell’autunno a una delle sue eredità: la sfiducia nella lenger quando, riporta Morando, pro- diale e, bisogna aggiungere, geniale.
seguente
meno dal 2003 insista che proprio negli gerarchizzazione dei dati, nella possibi- prio a Cape Canaveral la Fiat presenta la L’anno prima lo stesso Berlusconi aveva
anni Ottanta si consumò una «crisi» (o lità di una «narrazione» univoca. Come nuova Uno, costata quattro anni di lavo- dichiarato sull’Espresso a Sergio Savia-
«mutazione», come pasolinianamente dice Morando (che tenta di evitare il ro e investimenti per mille miliardi di li- ne: «Per gli italiani la tv è la mamma.
la definisce) dalla quale siamo tutt’altro bric-a-brac insistendo su cinque model- re: è il gennaio del 1983. Crainz mette a Dio, la patria, la famiglia e la politica,
che usciti. Se è vero che il suo saggio sulle li antropologici vincenti, ma sin troppo fuoco un altro momento climaterico: cioè il voto. Gli puoi ordinare tutto, di
«radici dell’Italia attuale» s’intitola Au- sovrapponibili: l’Italia nordista, la pani- nel maggio dell’anno seguente si tiene a comprare un dentifricio o di votare per
sabato 19 marzo 2016 | pagina 99we ARTI | 39

Craxi o De Mita, e loro obbediscono. Per SCAFFALE


questo i politici mi vogliono bene, e vo-
tano quasi compatti i decreti per Canale
5». La vera invenzione degli Ottanta è n I due libri di Paolo Morando,
questa fusione di propaganda («Propa- Dancing Days. 1978-1979, i due
ganda Due», si ricorderà, significa l’a- anni che hanno cambiato l’Italia
cronimo P2), sensazionalismo e culto e ’80. L’inizio della barbarie sono
dell’individuo. Detto in una parola: usciti per Laterza, nel 2010 e il
spettacolo. Nell’accezione associata al mese scorso (pp. 232, euro 16).
politico già nel ’67 dal Guy Debord della Di Guido Crainz sono citati Il
Società dello spettacolo, appunto, e che paese mancato. Dal miracolo eco-
fa nascere quello che Anna Tonelli ha nomico agli anni ottanta (2003),
chiamato Stato spettacolo. Vale la pena Autobiografia di una repubblica.
ricordare – lo fa Crainz – che tanto Mar- Le radici dell’Italia attuale
garetThatcher nel’79che FrançoisMit- (2009) e Storia della Repubblica.
terrand nell’81 si affidano, per le rispet- L’Italia dalla Liberazione a oggi,
tive campagne elettorali, a pubblicitari tutti editi da Donzelli (l’ultimo in
come Charles e Maurice Saatchi e Jac- questi giorni: pp. 387, euro 27).
ques Séguéla. Di Anna Tonelli è importante
Tutto questo, ormai, davvero è storia. Stato spettacolo. Pubblico e priva-
Quello che invece, forse, va ancora capi- to dagli anni ’80 a oggi (Bruno
to fino in fondo – per cogliere l’attacco Mondadori, 2010): qui l’intervi-
del «sottofondo» di adesso – è il giro di sta di Berlusconi a Saviane.
vite che Debord fa nei Commentari, al Diverse le edizionidella Società
suo stesso saggio, pubblicati nel 1988. dello spettacolo di Guy Debord a
Forse su influsso di Foucault, vi viene in- contenere anche i Commentari
trodotta la nozione di spettacolare inte- del 1988: io ho sotto gli occhi quel-
grato: non c’è più un Grande Vecchio, e la pubblicata nel 1997 da Baldini
neppure un think tank di «persuasori & Castoldi, con ribalda prefazione
occulti»; lo spettacolo è diffuso ovun- di Carlo Freccero e Daniela Stru-
que, è «integrato nella realtà stessa man mia. La cultura del narcisismo di
mano che ne parlava». Lo stesso Berlu- due guerrieri bronzei ritrovati nove anni Christopher Lasch esce da noi nel
sconi, citato nei Commentari, è agente e prima allargo della Calabria (pertutti, «i 1981, da Bompiani, ma era stato
insieme agito. Lo spettacolo non è più Bronzi di Riace»). Per due settimane file pubblicato nel ’79 negli Usa.
solo davanti a noi, tale che vi si possa sot- interminabili si snodarono attorno al Di Hans Belting è citato Facce.
trarre con pratiche di fuga, inabissa- Palazzo: alla fine siconteranno un milio- Una storia del volto (Carocci
mento, esilio interno. Lo spettacolo sia- ne di visitatori. Ilfenomeno desta un for- 2014, pp. 375, euro 37). La mostra
mo diventati noi. midabile dibattito sulla stampa, e oggi ci EgosuperEgoalterEgo. Volto e
La cultura del narcisismo di Christo- appare l’atto di nascita non solo dello Corpo Contemporaneo dell’Arte,
pher Lasch è un oroscopo preciso della Stato spettacolo, ma della Cultura spet- curata da Claudio Crescentini, è
spettacolarizzazione di massa del tem- tacolo che, con esso, da allora fa corpo in corso al MACRO, a Roma, sino
po dei selfie (meglio se in compagnia di unico. L’archeologo Maurizio Poletti ha al prossimo 8 maggio (nel catalo-
una star mediatica) e dei social (dove direcenteallineato lerielaborazioni,kit- go Palombi, pp. 151, euro 25, figu-
ciascuno, come profetizzava Andy Wa- sche nonsolo, chedi quelleicone daallo- ra un contributo di Belting).
rhol, può trattare se stesso come una ra sono state fatte. Ma gli sono sfuggite Fra gli scrittori italiani sono ci-
star mediatica). Quanto mai istruttiva, delle immagini straordinarie: quelle su tati Giorgio Falco per Sottofondo
in questi giorni, la mostra EgosuperE- cui devo concludere il mio museo perso- italiano (uscito l’anno scorso nel-
goalterEgo: dove l’attrazione di gran nale degli anni Ottanta. la collana Solaris di Laterza: pp.
lunga più gettonata (a dispetto dei De L’idea di questo reportage concettua- 81, euro 14), Nicola Lagioia per
Chirico, degli Schifano, dei Gilbert & le la ebbe il giovane Enrico Ghezzi, ma le Riportando tutto a casa (Einaudi
George) è il pannello sul quale scorrono l’86 da Radio Radicale, il trionfo dei talk ce nella non stop televisiva di sessanta foto le realizzò Marzio Marzot (e appar- 2009), Antonio Moresco per il
i selfie dei visitatori (riprodotti anche – da Maurizio Costanzo a Gianfranco ore, dalla sera del 10 giugno 1981, ai bordi vero l’autunno seguente su alfabeta, racconto I maiali (nell’antologia
sulla copertina del catalogo). La «socie- Funari ad Arnaldo Bagnasco –dove per- del pozzo di Vermicino in cui era caduto sotto il titolo L’attesa degli dei). Forse un Patrie impure, a cura di Benedet-
tà facciale» di cui parla Thomas Macho, sonaggi dello show-biz, raffinati intel- il seienne Alfredo Rampi (per tutti, «Al- motivo c’è, però, se Poletti non ne parla: ta Centovalli, Rizzoli 2003), Giu-
e sulla quale si conclude il magnifico lettuali e personaggi presi dalla famosa fredino»). L’hanno messa in scena scrit- perché in nessuna di esse, in effetti, si ve- seppe Genna per Dies Irae(Rizzo-
Facce di Hans Belting, straordinaria strada si scoprono molto più simili, fra tori accomunati, nelle rispettive classi di dono i Bronzi. Le immagini sono scatta- li 2006) e Walter Veltroni per L’i-
galleria dei ritratti e autoritratti ai quali loro, di quanto avrebbero mai sospetta- tecolteleobiettivo (edunqueall’insapu- nizio del buio (Rizzoli 2011).
la specie umana ha demandato nei mil- to. All’improvviso tutti scoprono di po- ta dei soggetti) alle persone in fila. Fra Le trascrizioni, straordinarie,
lenni la propria memoria di sé, è insieme ter prendere la parola. E soprattutto che loro, ricordo, c’ero anch’io tredicenne delle telefonate a Radio Radicale
politicaespettacolo:se èveroche ilvolto – ancorché, beninteso, solo nella corni- Momento clou del decennio (anche se nelle foto, non so se aggiunge- – su cui a lungo si sofferma Mo-
è, dice Belting, «piùun palcoscenico che ce dello show – la parola di «uno», dav- fu la presentazione del Milan, re purtroppo, non compaio). Perché il rando – sono in Pronto?! (prefa-
uno specchio» e se già Hobbes, nel com- vero, «vale uno». Di lì vengono le «legio- vero motivo di quel «fenomeno franca- zione di Oreste del Buono, Mon-
il 18 luglio 1986. Berlusconi
mentatissimo frontespizio del Leviata- ni di imbecilli» che coi social «hanno lo mente inspiegabile» (così Beniamino dadori 1986). Il saggio di Mauri-
no (1651), raffigurava lo Stato nell’alle- stesso diritto di parola di un premio No- arrivò in elicottero sulle note Placido su Repubblica) è che all’evento zio Polettiè nelvolume dalui stes-
goria di un Sovrano il cui Corpo è com- bel» di cui si stupiva Umberto Eco, lo dellaCavalcata wagneriana bisognava partecipare perché tutti vi so di recente curato con Salvatore
posto dai mille corpi – e anzi dalle mille scorso giugno, all’università di Torino: partecipavano. L’emozione e il fervore, e Settis, Sul buono e sul cattivo uso
facce–dei suoi Sudditi. in quella che tante contumelie, com’era insieme la noia la stanchezza l’angoscia dei Bronzi di Riace (Donzelli, pp.
Episodi chiave, nel film degli Ottan- prevedibile, gli ha attirato e che, per iro- persino, che l’occhio indiscreto del foto- 116, euro 20). Le fotografie di
ta, sarannoallora leDomenica indi Raf- nia della sorte, è rimasta – nella sua apo- merito, dal sensazionalismo emotivo: grafo scolpì su quei volti, oggi ci parlano. Marzio Marzot uscirono sul n. 29,
faella Carrà, colle chiamate degli ascol- calittica apoditticità – la sua ultima po- Antonio Moresco, Giuseppe Genna, ad- Per la prima volta capiva, il pubblico ottobre 1981, di alfabeta: senza il
tatori (il «partecipazionismo degli ita- lemica pubblica. dirittura Walter Veltroni. Mac’è un altro dello spettacolo, che era lui il vero spet- testo dell’ideatore Enrico Ghezzi
liani che nome non hanno», lo chiama Della spettacolarizzazione sensazio- episodio che all’epoca destò almeno al- tacolo. Non avrai altro dio all’infuori di ma con un commento di Antonio
nel 1983 Giorgio Bocca), le torride tele- nalistica delle emozioni collettive da trettanta eco: l’esposizione al Quirinale, te stesso: questa, da allora, l’unica legge Porta.
fonate mandate in onda nell’estate del- tempo viene indicato un episodio-matri- alla fine di quello stesso giugno ’81, dei che per noi abbia valore.