Sei sulla pagina 1di 4

PROGETTI P

Villa Romana del Casale Apparati decorativi

MOSAICI, OPUS SECTILE, DIPINTI MURALI ED ELEMENTI SCULTOREI

Lorella Pellegrino

Lorella Pellegrino

L ’obiettivo prioritario che si intende perseguire é il recu- pero e la salvaguardia degli apparati decorativi che caratterizzano la Villa del Casale.

Sostanzialmente a tale scopo è finalizzata buona parte degli interventi, elaborati in sintonia con i criteri e le indicazioni formulate dall’Alto Commissario Vittorio Sgarbi, per il pro- getto di restauro e di musealizzazione della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, curato dal nostro Istituto.

Strettamente correlata alle esigenze di conservazione delle superfici decorate è la scelta di realizzare un nuovo sistema

di protezione e di estendere la stessa anche alle aree non inte-

ressate dalle coperture progettate negli anni ‘50 da Minissi. Ad analoghi obiettivi mira l’intervento programmato di

rimodellazione del terreno circostante l’edificio, che risulta

in più zone a diretto contatto con le murature intonacate e

decorate con pitture a fresco, operazione, questa, finalizzata a ripristinare un congruo livello delle murature fuori terra ed un idoneo sistema di allontanamento delle acque meteoriche, principale causa dell’umidità da contatto e da risalita capil- lare, che interferisce negativamente con la buona conserva- zione delle superfici decorate. La drastica riduzione di tale fattore di degrado è propedeutica a qualsiasi operazione di restauro dei tappeti musivi e degli intonaci parietali. Le previsioni progettuali, i criteri e le metodologie d’inter- vento, relativi alle operazioni di salvaguardia da compiersi sugli apparati decorativi, sono stati modulati sulla base delle diagnosi ottenute con la campagna di conoscenza; analisi preliminari, da noi avviate nel corso di questi anni con il

contributo di numerosi docenti universitari di Palermo, Roma e Venezia e dell’I.C.V.B.C. del C.N.R di Firenze e

con il contributo di numerosi docenti universitari di Palermo, Roma e Venezia e dell’I.C.V.B.C. del C.N.R
con il contributo di numerosi docenti universitari di Palermo, Roma e Venezia e dell’I.C.V.B.C. del C.N.R

P PROGETTI

Pulitura e restauro delle superfici mosaicate di Villa del Casale

e restauro delle superfici mosaicate di Villa del Casale Milano, per la caratterizzazione dello stato di
e restauro delle superfici mosaicate di Villa del Casale Milano, per la caratterizzazione dello stato di

Milano, per la caratterizzazione dello stato di conservazione.

La verifica della correttezza ed efficacia dei criteri e degli strumenti individuati, e l’acquisizione degli indirizzi cultura-

li e scientifici su teorie e tecniche da seguire, testate e moni- torate preliminarmente su aree rappresentative, hanno con- sentito di programmarne l’applicazione all’interno di questo intervento di restauro. Imprescindibili esigenze di ordine economico e temporale, in relazione soprattutto ai termini fissati dal finanziamento comunitario, rendono impossibile l’attuazione di una com- pleta e definitiva operazione di restauro del vasto repertorio

di decorazioni interne ed esterne della villa. La strategia pro-

gettuale adottata definisce perciò livelli d’intervento diffe- renziati che calibrano le operazioni da eseguire in funzione delle condizioni di degrado già rilevate e delle priorità defi- nite dall’Alto Commissario. Tale scelta garantisce, comunque, un’operazione di conser- vazione che arresta o abbatte sensibilmente i processi di degrado che minacciano in atto gli apparati decorativi. Differenti tipologie di intervento, dunque, vengono adottate per il restauro e la conservazione dei dipinti murali, delle superfici parietali e pavimentali rivestite con lastre marmo- ree, dei tappeti musivi con tessere marmoree e vitree, degli elementi architettonici scultorei come colonne, lesene e capitelli, per gli elementi fittili del tepidarium e del calida- rium, delle superfici parietali e pavimentali che conservano ancora le impronte della originaria tecnica di esecuzione o dell’allettamento degli apparati parietali di finitura, delle numerose fontane marmoree e mosaicate, e per la conserva- zione del complesso sistema di suspensurae che costituisce l’area del tepidarium e del calidarium. Differenti tipologie di intervento caratterizzate da altrettanti differenti categorie di lavoro che richiedono fasi propedeutiche necessarie per la conduzione di un corretto processo conservativo, che impli- cano, ad esempio, la liberazione dei canali di adduzione e smaltimento delle acque di alimentazione originaria della villa, la collazione, la caratterizzazione e lo studio della loca- lizzazione di appartenenza di tessere, lacerti di intonaco ed elementi litici erratici, utili alla riconfigurazione delle super- fici decorative, il rilievo a contatto delle superfici da riconfi- gurare, le mappature informatizzate, sui rilievi 3D, degli interventi eseguiti, etc; al fine di favorire il controllo del gran

le mappature informatizzate, sui rilievi 3D, degli interventi eseguiti, etc; al fine di favorire il controllo

PROGETTI P

PROGETTI P numero delle operazioni da eseguirsi, sono stati messi a punto, con il prezioso contributo
PROGETTI P numero delle operazioni da eseguirsi, sono stati messi a punto, con il prezioso contributo
PROGETTI P numero delle operazioni da eseguirsi, sono stati messi a punto, con il prezioso contributo

numero delle operazioni da eseguirsi, sono stati messi a

punto, con il prezioso contributo di Mauro Matteini, proto- colli di intervento dettagliati per regolamentare ogni singola operazione conservativa da compiersi. L’intervento previsto, prendendo in considerazione procedi- menti diversi tutti su base minerale, grazie alle potenzialità e caratteristiche di ritrattabilità delle superfici sottoposte al restauro, costituisce il primo tassello di un processo manu- tentivo che interesserà il sistema complessivo della Villa, abbandonando la logica del restauro come evento ecceziona-

le per sostituirla con una politica di prevenzione attraverso

imprescindibili opere di manutenzione, e, a tal fine, attivan- do contestualmente corsi di formazione per l’istituzione di squadre di tecnologi laureati. Si prevede quindi di costituire

nelle fasi del restauro un ulteriore protocollo specifico di conservazione preventiva e fruizione sostenibile della villa, nonché di manutenzione programmata e monitoraggio delle superfici decorative, del sistema di copertura e dell’impian-

tistica al servizio dell’utilizzo dell’edificio, da aggiornare in relazione alle innovazioni tecnologiche ed alle dinamiche di degrado dell’edificio e dei suoi apparati. La messa a punto delle metodologie di recupero e valorizza- zione dei dipinti murali e dei mosaici si presenta come obbiettivo di notevole complessità a causa della quantità di fattori conflittuali da controllare e contemperare soprattutto nella fase d’intervento, ma anche a restauro ultimato, fermo restando che l’obbiettivo primario è comunque quello di garantire risultati di adeguata durabilità.

Si impone infatti una rigorosa selettività nel metodo di appli-

cazione cercando di limitare al minimo, ovviamente, gli agenti non coerenti con l’originaria natura dei manufatti. Infine, grande importanza verrà data al recupero dei valori estetici che garantiscono il riordino e la leggibilità dei fram- menti e dei brani recuperati con la pulitura; questo approccio minimale è teso a ridurre esclusivamente il disturbo di super- fici con traumatiche erosioni e fratture che, una volta pulite e consolidate, vengono mantenute il più possibile nelle con-

dizioni in cui sono state a noi tramandate, con delicati equi- libri cromatici essenziali alla lettura del ciclo pittorico, ulti- ma fase questa di un lavoro molto impegnativo che sta coin- volgendo un vasto gruppo interdisciplinare di ricerca, tecni-

ci e teorici per il raggiungimento di una fruizione potenziata

dello straordinario ciclo di mosaici e affreschi.

5

Interessi correlati