Franco Albini, Renato Camus, Giancarlo Palanti Quartiere Fabio Filzi / 1935-1938 / F. Albini, R. Camus, G. Palanti
via Birago, viale Argonne, via Illirico, Milano
schiere, calibrate per garantire il corretto lotto, mentre i successivi saranno costruiti soleggiamento degli alloggi in ogni stagione, con setti portanti in mattoni pieni. Il progetto per il quartiere Fabio Filzi è il tradizionale schema di lottizzazione mentre gli spazi aperti hanno forme regolari L’aura di astrattezza geometrica che l’esito di un concorso per la progettazione sancito dai precedenti piani di espansione, e sono ottenuti attraverso l’inclusione dei permea il quartiere è trasmessa e rinforzata di tre nuovi quartieri di edilizia popolare contraddistinti da volumi edilizi disposti gruppi scala all’interno di perimetri lineari dalla nettezza delle forme degli alzati, bandito dall’Istituto Fascista Case Popolari “in cortina”, allineati cioè senza soluzione dei blocchi. I vari fabbricati, risultanti prive di forti aggetti e di qualunque inserto (Ifacp) nel 1932. Franco Albini, Renato di continuità lungo i tracciati stradali dall’accostamento di 2 o 5 tipi edilizi, decorativo, e da alcuni elementi ricorrenti Camus e Giancarlo Palanti partecipano precedentemente fissati, e articolati verso sono molto simili tra loro, se si eccettuano in successive realizzazioni per l’Ifacp, quali presentando proposte per due delle tre l’interno dei lotti con corti e chiostrine minime variazioni in altezza correlate il tetto piano senza cornicione, le testate aree; per il gruppo di giovani architetti chiuse o semiaperte (piano Pavia e Masera, alla distanza tra gli edifici e alla larghezza cieche e la netta evidenziazione delle raggruppatisi attorno alla rivista 1911; piano Albertini,1933). delle vie. Leggere variazioni tipologiche geometrie. I fronti dei diversi fabbricati “Casabella”, sostenitrice di una architettura Il lotto viene ora inteso dagli architetti distinguono invece i volumi rivolti a sud e il sono segnati e ordinati, da un lato, moderna e antiaccademica ispirata agli come unità base della struttura urbana in volume centrale che ospita i servizi comuni dalle bucature delle logge e dal leggero esempi europei più avanguardisti, il cui la disposizione degli edifici è ordinata del quartiere. arretramento della parete antistante il concorso è fra le prime occasioni concrete di in schiere parallele lungo l’asse solare Il tipo edilizio di base è costituito da blocco bagno-cucina dal filo di facciata, indirizzare lo sviluppo di una porzione della (Nord-Sud) con la conseguente apertura corpi scala che distribuiscono 3 alloggi dall’altro dai corpi scala sporgenti con periferia milanese. dell’isolato verso la città. Principi ispirati per piano con dimensioni fissate dall’Ifacp testate cieche e aperti sui lati da sottili Il progetto per il “Fabio Filzi”, a criteri di igiene, semplicità geometrica e in 25, 45 e 55 metri quadri, il cui modulo superfici vetrate a tutta altezza. che risulta vincitore, sovverte infatti risparmio determinano le distanze tra le base è costituito da un blocco bagno- CARLO VENEGONI cucinotto aperto sul soggiorno, il quale, SCHEMA PROSPETTICO DEL QUARTIERE I CORPI EDILIZI DISPOSTI PERPENDICOLARMENTE RISPETTO affacciato su una loggia, funge anche (IMMAGINE DA FONDAZIONE FRANCO ALBINI) ALLA STRADA (FOTO DI STEFANO SURIANO) da sala da pranzo e da disimpegno fra PIANTA DI UNO DEI MODULI TIPO DEL QUARTIERE le stanze. Alla razionalizzazione delle (IMMAGINE DA FONDAZIONE FRANCO ALBINI)
forme dei singoli fabbricati corrisponde la
regolarità e l’innovazione tecnologica delle strutture portanti, progettate in cemento armato dalle fondazioni alle strutture in elevazione, dove, per evitare fessurazioni e inefficienza termica, le travi e i pilastri sono rivestiti sul lato esterno con tavelline in cotto. Per questioni economiche questa tecnologia costruttiva, affiancata a pareti di tamponamento in mattoni forati, verrà adottata solo nelle realizzazioni del primo