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B

S1

A N B

DIVISIONE DEI TERRENI


Prerequisiti

Per affrontare questo argomento sono necessarie conoscenze in:

. Matematica di base

. Risoluzione di triangoli e quadrilateri

. Calcolo delle aree

. Tecniche di rilievo topografico


Indice

Concetti generali

Progetto di frazionamento

Prima di iniziare alcune informazioni che possono risultare utili

Divisione terreni di forma triangolare con uguale valore unitario

. Caso 1°
1° dividente uscente da uno dei vertici

. Caso 2°
2° dividente uscente da un punto M in posizione nota sul perimetro

. Caso 3°
3° dividente MN parallela ad uno dei lati

. Caso 4°
4° dividente MN perpendicolare ad uno dei lati

. Caso 5°
5° dividente MN che forma un angolo dato con uno dei lati

Divisione terreni di forma quadrilatera con uguale valore unitario

. Caso 1°
1° dividente uscente da uno dei vertici

. Caso 2°
2° dividente uscente da un punto M in posizione nota sul perimetro

. Caso 3°
3° dividente MN parallela ad uno dei lati

. Caso 4°
4° dividente MN perpendicolare ad uno dei lati
Concetti generali

La divisione dei terreni consiste nel frazionare

particelle di terreno mediante una o più

dividenti che soddisfino particolari condizioni

geometriche

La divisione dei terreni riveste una notevole

importanza pratica nell’attività professionale del

geometra in quanto trova applicazione nelle

divisioni per compravendita o successione

ereditaria e nelle espropriazioni parziali


Concetti generali

I terreni da dividere possono avere uguale

valore unitario o valore unitario diverso


diverso..

Nel primo caso, la divisione viene effettuata

attraverso la ripartizione della sua area.


area.

Nel secondo, invece, per realizzare la

divisione occorre ripartire il valore totale

dell’appezzamento
Concetti generali

I terreni possono avere forma


forma::

triangolare

quadrilatera

poligonale

Le dividenti rettilinee possono


possono::

passare per un punto dato

avere una direzione assegnata


Progetto di frazionamento

Le divisioni dei terreni sono definiti dalla

circ.. 2/88 come atti di aggiornamento


circ

geometrico (tipi di frazionamento


frazionamento)). La

divisione delle particelle, modifica il foglio di

mappa e quindi la mappa particellare


particellare,, uno

degli atti fondamentali del catasto definiti

dal DPR 650/


650/72
Progetto di frazionamento

Poichè la posizione di una dividente è definita da

quella dei punti in cui essa taglia i confini

dell’appezzamento, le incognite sono le distanze

dei punti di intersezione dai vertici del confine

1
B

S1
S2
Progetto di frazionamento

 eventuale rilievo planimetrico dell’appezzamento

 definizione delle quote di divisione in area o valore

 definizione della direzione della dividente

 individuazione grafo analitica della posizione della dividente

 posizionamento degli estremi della dividente sul terreno

 rilievo topografico

 redazione atto di aggiornamento geometrico (tipo di frazionamento)


Prima di iniziare alcune informazioni che possono risultare utili

D C

 triangoli aventi stessa base e uguale altezza


h h
relativa hanno stessa area

A B
 triangoli aventi stessa altezza hanno le aree
B
proporzionali alle base e viceversa

E
 poligoni simili hanno tra loro le aree proporzionali
e le aree di poligoni simili sono proporzionali al A F

quadrato dei lati omologhi

SABC : SEBF = AB2 : EB2


DIVISIONE DI TERRENI DI FORMA TRIANGOLARE

AVENTI UGUALE VALORE UNITARIO


CASO 1°
1° Dividente uscente da uno dei vertici

Il problema consiste nel dividere l’appezzamento di


S
area totale S in due aree parziali note S1 e S2 con S1 S2
AM
una dividente rettilinea AM uscente da uno dei
uscente dal vertice A
S1 prossima al lato AC
vertici, in questo caso il vertice A. Solo nel caso in

cui le due aree parziali risultino diverse tra loro B

dovrà essere data la loro posizione, ad esempio se

S1 è vicina al vertice B o al lato AB.


AB. Poichè per
S2
dividere l’appezzamento in due parti M deve cadere
A M
necessariamente su BC, il problema si risolve
S1
calcolando le due distanze BM e CM
CM.. La distanza di

M dai due vertici dipende ovviamente dalla

dimensione delle due aree parziali S1 e S2 e dalla


C
forma dell’appezzamento
CASO 1°
1° Dividente uscente da uno dei vertici

Il problema, noti i lati AB e AC e l’angolo nel vertice S


S1 S2
A, si risolve come segue: AM
uscente dal vertice A
St = 0,5 x AB x AC x sen A S1 prossima al lato AC

S1 = S2 = 0,5 St B

BC = √ ( AB2 + AC2 – 2 x AB x AC x cos A )

C = sen -1 ( AB x sen A/BC )


S2

e sapendo che A M

S1 = 0,5 x AC x CM x sen C S1

si ottiene

CM = 2 x S1 / ( AC x sen C ) C
CASO 2°
2° Dividente uscente da un punto M posto in posizione nota sul perimetro

Il vertice N della dividente può cadere sui lati S


S1 S2
AC o BC e la sua posizione dipende dalle
MN
dimensioni delle aree parziali.
parziali. Per risolvere il M in posizione nota sul perimetro (distanza AM)
S1 prossima al lato AC
problema si deve calcolare un’area
un’area di paragone
B
da confrontare con S1 e S2. L’area di paragone è

quella del triangolo MAC che si ottiene M


S2
congiungendo M con il vertice C

Sp = 0,5 x AM x AC x sen A A Â
S1
Possono verificarsi tre distinte situazioni:

Se S1 ‹ Sp N è su AC

Se S1 › SP N è su BC
C

Se S1 = Sp N coincide con C
CASO 2°
2° Dividente uscente da un punto M posto in posizione nota sul perimetro

S
Nel caso in cui S1 ‹ Sp
S1 S2
il problema di determinare la posizione di N MN
su AC si può risolvere come nel primo caso. M in posizione nota sul perimetro (distanza AM)
Infatti sappiamo che S1 prossima al lato AC
B
S1 = 0,5 x AM x AN x sen A

con la formula inversa si ottiene


M
S2
AN = 2 x S1 / ( AM x sen A )

Nel caso invece che S1 › SP


A Â
N è su BC S1
in questo caso è conveniente lavorare nel N’

triangolo MBN di area S2 e dopo aver


calcolato gli elementi necessari, determinare
N
la distanza BN
C
CASO 3°
3° Dividente MN parallela ad uno dei lati

È sicuramente il caso più semplice perchè si


S
S1 S2
può risolvere considerando che i due triangoli
MN
parallela al lato AC
ABC di area totale St e BMN di area parziale
S1 prossima al vertice B
S1 sono tra loro simili
simili.. Sappiamo infatti che
B

le aree di figure simili sono proporzionali ai

quadrati dei lati omologhi e quindi M S1

St : S1 = BA 2 : BM 2 A

BM = BA x √ (S1 / St ) S2 N

St : S1 = BC 2 : BN 2

BN = BC x √ (S1 / St ) C
CASO 4°
4° Dividente MN perpendicolare ad uno dei lati

In questo caso torna di nuovo il confonto con S


un’area di paragone
paragone.. Infatti la posizione di MN può S1 S2
MN
essere alla sinistra o alla destra del vertice B e la
perpendicolare al lato AC
sua posizione dipende dalle dimensioni dell’area S1 prossima al vertice A

parziale S1 e dalla forma del terreno


terreno.. L’area di

paragone più conveniente è quella che si ottiene

tracciando da B l’altezza del triangolo BB’ parallela B

alla dividente MN
MN.. Il confronto può quindi
N
effettuarsi dopo aver calcolato l’area del triangolo N’

rettangolo ABB’
ABB’..

se: S1 < SP MN è alla sinistra di BB’


S1 S2
S1 > SP MN e alla destra di BB’

S1 = SP MN coincide con BB’ A M M‘ C


B‘
CASO 4°
4° Dividente MN perpendicolare ad uno dei lati

Nel caso siano noti i due lati AB e AC e S


l’angolo nel vertice A il problema può S1 S2
MN
risolversi come segue perpendicolare al lato AC
S1 prossima al vertice A
ST = 0,5 x AB x AC x sen A

B
SP = 0.,5 x AB’ x BB’

Le due incognite AB’ e BB’ possono essere


M
calcolate applicando le funzioni seno e coseno

al triangolo rettangolo ABB’

BB’ = AB x sen A AB’ = AB x cos A

Nota l’area SP ipotizziamo per il momento che


S1
l’area S1 sia inferiore e che MN si trovi alla

sinistra del vertice B A N B‘
CASO 4°
4° Dividente MN perpendicolare ad uno dei lati

Il problema può risolversi in due modi con la: S


S1 S2
MN
perpendicolare al lato AC
similitudine tra due triangoli rettangoli S1 prossima al vertice A

funzione tangente in AMN di area S1 B

con la similitudine M

S1 : SP = AM 2 : AB 2

AM = AB x √ (S1 / SP )

S1 : SP = AN 2 : AB’ 2 S1


AN = AB’ x √ (S1 / SP )
A N B‘
CASO 4°
4° Dividente MN perpendicolare ad uno dei lati

con la funzione tangente S


Sappiamo che l’area del triangolo rettangolo S1 S2
MN
AMN è data da perpendicolare al lato AC
S1 = 0,5 x AN x MN S1 prossima al vertice A

Poichè AN e MN sono incognite è necessario


B
che una delle due sia sostituita, ad esempio

l’altezza MN non necessaria. Utilizzando la

tangente di A si ottiene M

tang A = MN /AN ---- > MN = AN x tang A

sostituendo in S1

S1 = 0,5 x AN 2 x tang A

AN = √ (2 x S1 / tang A) S1
con la funzione coseno e possibile calcolare Â
AM = AN / cos A A N B‘
CASO 5°
5° Dividente MN che forma un angolo dato con uno dei lati

In questo caso l’area di paragone si ottiene tracciando S


la dividente provvisoria BB’ parallela alla dividente MN
MN.. S1 S2
MN
L’area di paragone in questo caso è quella del triangolo
che forma con AC un angolo dato (noto AMN)
qualunque AB’B che può essere risolto applicando il t. dei S1 prossima al vertice A
seni e di Carnot
Carnot.. L’area di paragone si ottiene dalla
dalla::

B
Sp = 0,5 x AB x AB’ x sen A

N
Ipotizzando che S1 risulti minore di Sp (MN alla sinistra

di BB’ il problema può essere risolto imponendo la

similitudine tra i due triangoli AMN (di area S1 e AB’B


S2
(di area Sp):
Sp):
2 2 S1
S1 : SP = AM : AB’
C
AM = AB’ x √ (S1 / SP )
2 2
M B’
S1 : SP = AN : AB A
AN = AB x √ (S1 / SP )
DIVISIONE DI TERRENI DI FORMA QUADRILATERA

AVENTI UGUALE VALORE UNITARIO


CASO 1°
1° Dividente uscente da uno dei vertici

La posizione dell’estremo M della dividente (se sul lato BC o S


sul lato CD), dipende dalla forma dell’appezzamento e dalla S1 S2
AM
dimensione delle aree parziali.
parziali. Per risolvere il problema è
uscente dal vertice A
utile determinare l’area di paragone del triangolo ABC
ABC.. S1 prossima al lato AB

Ipotizzando noti tutti gli elementi del quadrilatero possiamo

scrivere:: Sp = 0.5 x AB x BC x sen B. È possibile quindi


scrivere
D
confrontare l’area S1 con l’area di paragone Sp.
Sp. Se risulta

S1 < Sp, l’estremo M della dividente è sul lato BC e la sua


S2 M’
posizione si determina
determina::
C
S1 = 0.5 x AB x BM x sen B → BM = 2 x S1/(AB x sen B)
M
A
Nel caso in cui risulti S1 > Sp, l’estremo M della dividente è
S1
su CD
CD.. In questo caso, per risolvere il problema, è meglio

utilizzare l’area triangolare di area S2, scrivendo:


scrivendo: B

S2 = 0.5 x AD x DM’ x sen D → DM’ = 2 x S2/(AD x sen D)


CASO 2°
2° Dividente uscente da un punto M posto in posizione nota sul perimetro

In questo secondo caso, per determinare la posizione di N è


S
necessario calcolare due aree di paragone
paragone.. La prima è quella S1 S2
MN
del triangolo MAB, la seconda quella del quadrilatero MABC
MABC..
M in posizione nota sul perimetro (distanza AM)
Ipotizzando noti tutti gli elementi, l’area del quadrilatero S1 prossima al vertice A
MABC può essere calcolata, dividendolo in due triangoli

oppure con la formula di camminamento


camminamento.. Note le due aree di D
paragone è possibile il confronto con l’area parziale S1. Se

risulta S1 < SMAM allora N è su AB da cui


cui:: S2
M N’’
S1 = 0.5 x MA x AN x sen A → AN = 2 x S1/(MA x sen A)
C
Se invece S1 > SMABC allora N è su CD
CD.. In questo caso è

meglio lavorare con S2 imponendo


imponendo:: A
N’
S1
S2 = 0.5 x MD x DN
DN’’’’ x sen D → DN
DN’’’’ = 2 x S2/(MD x sen D)

in cui ovviamente risulta MD = AD - AM N


B
CASO 2°
2° Dividente uscente da un punto M posto in posizione nota sul perimetro

S
Nel caso in cui risulti invece: S1 S2
MN
SMAB < S1 < SMABC
M in posizione nota sul perimetro (distanza AM)

allora N è sul lato BC


S1 prossima al vertice A

in questa terza ipotesi il problema può risolversi in due maniere


maniere:: - la

prima consiste nel risolvere il quarilatero MABN di area S1 dividendolo in D


due triangoli e determinando la distanza di N rispetto al vertice B; - la

seconda consiste nell’applicare la formula di camminamento con incognita

il lato BN:
BN: M S2

S1 = 0.5 x [MA x AB x sen A + AB x BN x sen B – MA x BN x sen (A + B)] C

BN = (2 x S1 – MA x AB x sen A)/[(AB x sen B – MA x sen (A+B)]


A S1
N

B
CASO 3°
3° Dividente MN parallela ad uno dei lati

Noti tutti gli elementi del quadrilatero e la sua area

è necessario preliminarmente determinare la S


S1 S2
posizione della dividente MN (se N si muove su DC, M
MN
può trovarsi sul lato AB o sul lato BC) . Per far parallela al lato AD
questo è necessario confrontare l’area S1 con l’area S1 prossima al lato AD

di paragone corrispondente al trapezio ABB’D, che si

ottiene tracciando la dividente provvisoria BB’ avente

le stesse caratteristiche di quella definitiva MN

(parallela al lato AD).


AD). L’area del trapezio può essere

calcolata direttamente, oppure per differenza tra C


l’area del quadrilatero e quella del triangolo BB’C
BB’C.. Se

risulta S1 < SABB’D allora M è su AB e per determinare

la posizione della dividente possono essere utilizzati i B B’


metodi::
metodi M N

 Del trapezio
S1
 Dei triangoli simili A D
CASO 3°
3° Dividente MN parallela ad uno dei lati

METODO DEL TRAPEZIO

S1 = SAMND = 0.5 x (AD + MN) x h S


in questa equazione sono presenti due incognite MN e h. S1 S2
Ma: MN
parallela al lato AD
MN = AD – (AM’ + N’D)
S1 prossima al lato AD
tan  = h/AM’ ---
--->> AM’ = h/tan Â

tan D̂ = h/N’D ---


--->> N’D = h/tan D̂

sostituendo:

MN = AD – h x (1/tang  + 1/tang D̂ )

e sostituendo in S1 otteniamo:
C
S1 = 0.5 x [AD + AD – h x (1/tan  + 1/tan D̂ )] x h

ordinando otteniamo una equazione di 2°


2° grado avente
come incognita l’altezza h del trapezio:

h2 x (1/tan  +1/tan D̂ ) – 2 x AD x h + 2 x S1 = 0 B B’
Delle due soluzioni dell’equazione si sceglie quella positiva;
positiva; M N
se lo sono entrambe la soluzione è quella che più si avvicina
h h
al rapporto S1/AD
/AD.. Nota h, nei due triangoli rettangoli  S1 D̂
MAM’ e NDN’, con la funzione seno è possibile calcolare le D
A M’ N’
due incognite del problema, AM e DN
CASO 3°
3° Dividente MN parallela ad uno dei lati

TRIANGOLI SIMILI S
Prolungando i lati AB e CD si traforma il quadrilatero nel S1 S2
MN
triangolo ADE
ADE.. Per risolvere il problema è necessario
parallela al lato AD
calcolare tutti gli elementi del triangolo BCE
BCE::
S1 prossima al lato AD
Angolo B1 = 200c – B

Angolo C1 = 200c – C

Angolo E = 200c – (B1 + C1)


E
Noto il lato BC è possibile calcolare con il t. dei seni i lati
BE e EC
EC.. Noti lati e angoli è possibile il calcolo dell’area σ
σ C
del triangolo
triangolo.. Per determinare la posizione di M e N può
essere impostata la similitudine tra i due triangoli EBB’ (di
area σ + area di paragone CBB’) e EMN (di area σ + S2)
B B’
SEBB’ : SEMN = EB2 : EM2 S2
M N
SEBB’ : SEMN = EB’2 : EN2

Calcolati EM e EN, per differenza con i lati EB e EC si S1


ottengono le due incognite BM e CN A D
CASO 3°
3° Dividente MN parallela ad uno dei lati

S
S1 S2
MN
parallela al lato AD
Se risulta S1 > SABB’D allora M è su BC e per determinare
S1 prossima al lato AD
la posizione della dividente MN e possibile utilizzare la

similitudine tra i due triangoli CMN (S2) e CBB’ (area di

paragone) impostando le proporzioni:


proporzioni:
C
S2 : SCBB’ = CM2 : CB2

S2 : SCBB’ = CN2 : CB’2 S2


M N
Con le quali è possibile calcolare le due distanze CM e CN B B’

S1
A D
CASO 4°
4° Dividente MN perpendicolare ad uno dei lati

Anche questo caso può risolversi con le aree di paragone


S
da confrontare con le aree parziali in cui deve essere S1 S2
MN
diviso l’appezzamento
l’appezzamento.. Per determinare le aree di
perpendicolare al lato AB
paragone devono essere tracciate dai vertici D e C due S1 prossima al vertice A
dividenti provvisorie perpendicolari al lato BC, aventi

cioè le stesse caratteristiche di quella definitiva MN


MN.. Si

ricordi ovviamente che la posizione di MN dipende dalla


C
forma dell’appezzamento e dalla dimensione delle due
N’
aree parziali.
parziali. La prima area di paragone è quella del
D
triangolo rettangolo ADD’, la seconda quella del poligono
N
ADCC’A (composto dal triangolo rettangolo ADD’ e dal

trapezio rettangolo D’DCC’)


D’DCC’).. Calcolate le aree di
S1 S2
paragone si procede nel confronto con l’area S1
A M D’ M’ C’ B
CASO 4°
4° Dividente MN perpendicolare ad uno dei lati

S
Nel caso in cui S1 < SADD’ la dividente MN è alla sinistra di DD’
DD’.. Il
S1 S2
problema può essere risolto in due modi
modi:: - per similitudine tra i
MN
due triangoli AMN (di area S1) e SADD’; - applicando la funzione perpendicolare al lato AB
S1 prossima al vertice A
tangente dell’angolo in A nel triangolo AMN (vedi caso 4° della

divisione dei terreni triangolari


triangolari)). In maniera del tutto analoga si

procede nel caso in cui S1 > SADCC’A. In questo caso la dividente

MN è alla destra di CC’ e conviene lavorare con i triangol BCC’ e

BM’’N’’ (di area S2), applicando i due procedimenti precedenti


precedenti.. Più
C
complessa risulta la risoluzione nel caso in cui
cui::
N’

SADD’ < S1 < SADCC’A D


N’’
In questo terzo caso la dividente MN è posta tra le due dividenti N

provvisorie DD’ e CC’ e per determinare la sua posizione il

quadrilatero può essere trasformato in un triangolo S1 S2

A M D’ M’ C’ M’’ B
CASO 4°
4° Dividente MN perpendicolare ad uno dei lati

La traformazione in triangolo può effettuarsi prolungando i lati S


convergenti CD e AB in E. Risolto il triangolo EAD e calcolata la sua area σ S1 S2
MN
è possibile imporre la similitudine tra il triangolo EDD’ (di area σ + SADD’) e
perpendicolare al lato AB
il triangolo ENM (di area σ + S1): S1 prossima al vertice A

(σ + S1) = ED2 : EN2


(σ + SADD’) : (σ

(σ + S1) = ED’2 : EM2


(σ + SADD’) : (σ

Calcolate EN e EM
EM,, dalle due proporzioni precedenti, per differenza di

ottengono le due distanze DN e AM dai vertici dell’appezzamento


dell’appezzamento.. Il

problema può anche essere risolto applicando la funzione tangente C


dell’angolo in E, nel triangolo rettangolo ENM (di area σ + S1), calcolando il N

cateto EM e l’ipotenusa EN
EN.. Sempre per differenza si ottengono le due D

distanze dai vertici dell’appezzamento


dell’appezzamento..

S1

σ S2

E A D’ M C’ B

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