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PERCORSI TESTUALI

L’elogio di Nerone (Bellum civile, I, vv. 33-66)


Se poi i fati1 non hanno trovato altro mezzo per l’avvento di Nerone e a caro prezzo si ap-
35 prestano gli eterni regni per gli dei e il cielo poté servire al suo Tonante solo dopo le guer-
re combattute contro i crudeli Giganti2, noi, o numi, non ci lamentiamo più ormai: ap-
proviamo questi nefandi delitti, se essi hanno avuto tali conseguenze: Farsalo sommerga di
40 sangue i campi maledetti e se ne sazino i mani cartaginesi3, gli estremi combattimenti ab-
biano luogo nella funesta Munda, a questi tristi destini si aggiungano, o Cesare, la fame di
Perugia e il travaglio di Modena e le flotte che si trovano sotto la rocciosa Leucade e le
45 guerre servili sotto l’Etna infuocato4: purtuttavia Roma deve molto ai conflitti civili, dal
momento che tutto ciò si è realizzato per te. Te – allorquando, completato il periodo del
tuo soggiorno terreno, salirai, il più tardi possibile, verso gli astri5 – accoglierà la reggia del
cielo, che avrai scelto6, fra il tripudio dell’universo: sia che ti piaccia impugnare lo scettro
50 sia che tu voglia montare sul carro fiammeggiante di Febo7 e percorrere con il fuoco erran-
te la terra che non avrà timore del nuovo sole8, ogni nume si ritirerà dinanzi a te e la na-
tura ti lascerà il diritto di decidere qual dio vorrai essere e dove collocare il tuo regno sul-
l’universo. Ma non scegliere la tua sede nella zona dell’Orsa né in quella opposta, dove si
55 trova il caldo polo australe, donde vedresti la tua Roma con una traiettoria obliqua: se tu
graverai su una sola parte dell’etere immenso, l’asse dell’universo sentirà il tuo peso. Equi-

1. Il termine latino fatum sembra qui usato in maniera am- scontro tra Ottaviano e Antonio; la battaglia di Azio (31
bigua: si tratta infatti di una vox media che può significare a.C.), cui allude il riferimento all’isola di Leucade (nel
“provvidenza” (come avviene in Virgilio) oppure “sventu- mar Ionio), che segnò la fine delle guerre civili e la vitto-
ra”. Il principato neroniano potrebbe essere così considera- ria definitiva di Ottaviano; la guerra in Sicilia (36 a.C.),
to “provvidenziale” ma anche “fatale” per Roma. in cui Agrippa aiutò Ottaviano a porre fine alle scorrerie
2. La lotta degli dèi contro i giganti nella mitologia classica di Sesto Pompeo.
rappresenta il passaggio dal Caos primordiale all’ordine co- 5. L’aggettivo “tardi” (in latino serus) non sembra esclude-
smico, instaurato dopo la vittoria delle divinità olimpiche re un’interpretazione più maliziosa: quando Nerone lascerà
guidate da Giove, qui indicato con l’appellativo “Tonante”. questo mondo, sarà sempre... “troppo tardi”!
3. I Mani erano le anime dei morti. Poiché l’Africa era di- 6. L’imperatore ha la facoltà di “scegliere” il cielo in cui an-
ventata il teatro della guerra civile nella sua fase conclusi- dare. Secondo la concezione classica, l’universo è un mon-
va, i Cartaginesi, antichi rivali di Roma, possono ritenersi do finito, racchiuso dalla sfera (o cielo) delle stelle fisse,
vendicati per le sconfitte subite nelle guerre puniche e per sotto il quale vi sono i cieli del Sole, dei pianeti e infine
la distruzione della loro città nel 146 a.C. della Luna, più vicina alla Terra.
4. Si richiamano, non sempre in ordine cronologico, i 7. L’imperatore potrà addirittura sostituirsi a Giove, re del-
principali episodi bellici successivi alla battaglia di Farsà- l’universo, o a Febo Apollo.
lo: le battaglie di Tapso, in Africa (46 a.C.) e di Munda, 8. Si allude al mito di Fetonte, figlio del Sole, che aveva
in Spagna (45 a.C.), in cui Cesare sconfisse definitiva- ottenuto dal padre il permesso di guidare il suo carro, ma
mente i pompeiani; la guerra di Perugia (40 a.C.), in cui i avvicinatosi troppo alla Terra rischiò di incendiarla e fu per
Perugini, schieratisi con Antonio contro Ottaviano, si ar- questo fulminato da Giove. Nerone, invece, saprà guidare il
resero per fame all’assedio del futuro Augusto; la guerra di carro del Sole con mano sicura e la Terra non avrà nulla da
Modena (43 a.C.), che indica una fase precedente dello temere.

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G. Garbarino, L. Pasquariello, Paravia
libra con un’orbita centrale la massa del cielo9: quella zona dell’etere sereno sia libera del
60 tutto e nessuna nube sia di ostacolo dalla parte di Cesare. Allora il genere umano, depo-
ste le armi, pensi a se stesso e ogni popolo si ami vicendevolmente: la pace, diffusa per il
mondo, chiuda le ferree porte del tempio di Giano apportatore di guerra10. Ma tu per me
sei fin da ora un dio e se io, accogliendoti nel mio petto, divengo poeta, non vorrei solle-
65 citare il dio che rivela i segreti di Cirra11 e distogliere Bacco da Nisa12: tu basti ad infon-
dere forza e ispirazione per un poema romano.
(trad. R. Badalì)
A Lucano

9. L’imperatore divinizzato dovrà scegliere, nella volta ce- 11. Cirra è una località presso Delfi, famosa per l’oracolo
leste, una posizione a metà strada tra il Polo settentrionale di Apollo. Il dio della poesia è indicato con un’ampia peri-
e quello meridionale, su un asse perpendicolare a Roma, su frasi.
cui eserciterà direttamente il suo benefico influsso. 12. Nisa, di incerta collocazione (forse in India), secondo
10. Le porte del tempio di Giano erano chiuse in tempo di la tradizione era il luogo di nascita di Bacco, divinità che,
pace e aperte in tempo di guerra. come Apollo, era capace di provocare l’ispirazione poetica.

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