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ART 186

ART 187 2

ABUSO DI MEZZI DI CORREZIONE 3

ASBESTOSI 3

CERTIFICATO MEDICO 4

COLLEGIO MEDICO 5

DANNO 6

DENUNCIA O REFERTO 6

DONAZIONE ORGANI 7

ESIMENTE - DENUNCIA 8

FECONDAZIONE ASSISTITA 9

HIV 9

INABILITAZIONE 10

INTERDIZONE 10

TUTORE , CURATORE, AMMINISTRATORE DI SOTEGNO 10

INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO 11

INAIL 11

INFORTUNIO SUL LAVORO 12

INVALIDO CIVILE 12

INPS 13

INVALIDITA’ PENSIONABILI 14

INFANTICIDIO 14

IVG 15

IVG INTERDETTA 15

LESIONE - MALATTIA 16

LESIONE DA RISSA 18

LESIVITA’ 18

MALATTIA PROFESSIONALE 19

MALTRATTAMENTI 19

OBBIEZZIONE DI COSCIENZA 20

OMISSIONE DI SOCCORSO 20

PERCOSSE 20

Perizia e consulenza tecnica 21

REATO 21

SEGRETO PROFESSIONALE 21

SUICIDIO ISTIGAZIONE 22

TENTATO OMICIDIO, colposo e preterintenzionale 22

VELENI 23

VIOLENZA SESSUALE 24

VIRULENTA 25
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ART 186

Art. 186 C.d.S. “E’ vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche.”
Quando si viene fermati per strada dalle forze di Polizia Giudiziaria si è sottoposti ad accertamenti. L’accertamento è,
per legge, effettuato con l’etilometro: quest’ultimo è omologato, verificato con tutta una serie di norme che
prevedono delle misure di garanzia del risultato e che pone alcune soglie limite al di sopra delle quali si è in stato
di ebbrezza alcolica (0.5 g/l).

Al di sopra di 0.5 g/l la media delle persone performa in maniera significativamente peggiore rispetto a coloro che
non hanno assunto alcol. A 0.8 g/l scattano il reato e misure più importanti in termini di arresto, multe,
sospensione della patente: per 0.8 g/l, la sospensione è di oltre 6 mesi, fino a un anno; a 1.5 g/l scattano
sospensione della patente per diversi anni, multe molto onerose, arresto.

Per alcune categorie il limite non è 0.5 g/l, ma c’è la cosiddetta “tolleranza zero”, che significa avere un tasso
alcolemico di 0.00 g/l.

Le categorie che devono avere un tasso alcolemico pari a 0.00 g/l sono quelle dei trasporti commerciali,
industriali, quindi che trasportano sopra i 35 quintali (per intenderci coloro che necessitano della patente C), e i
neopatentati.

Questa situazione apre però un piccolo problema. La tolleranza zero è intesa dal Codice della Strada come 0.00 g/l;
d’altra parte medici ed esperti di biomedicina sanno che gli strumenti possono avere un rumore di fondo, hanno dei
loro limiti tecnici nell’identificazione, per cui sostanzialmente fino a 0.1 g/l (sia nell’aria espirata, sia nel prelievo
ematico) è un risultato negativo.

I laboratori seri hanno un cut-off, per cui se il risultato del test è un numero compreso tra 0.00 e 0.1 g/l essi lo
definiscono negativo. Alcuni laboratori, però, possono, ad esempio fornire un risultato di 0.08 g/l: a questo punto il
poliziotto vede che non è uno 0.00 g/l e parte l’iniziativa di sospensione della patente o, se c’è un omicidio stradale,
pene maggiori.

L’etilometro misura la concentrazione dell’alcol nell’aria espirata e poi, con un fattore di conversione, stima la
concentrazione alcolica nel sangue. L’operazione che si effettua con l’etilometro è inevitabilmente erronea, già nel
concetto: si utilizza infatti un fattore di conversione fisso, quando invece esso cambia sia da persona a persona, sia,
soprattutto, nella stessa persona a seconda di numerose variabili, quali temperatura interna (febbre), temperatura
esterna, rigidità dell’aria, pressione atmosferica, umidità elativa dell’ambiente, malattie (un soggetto asmatico
intrappola l’aria, perciò c’è un maggior tempo di scambio aria-sangue e l’aria espirata è più ricca di alcol). Si viene
sanzionati per una eccessiva concentrazione di alcol nel sangue, ma ad essere misurata è invece l’aria espirata.

La norma fa riferimento all’alcolemia ma il rilevamento è effettuato su aria espirata.



La norma presuppone quindi l’esistenza di una correlazione stabile tra l’alcool contenuto nel sangue (BAC) e quello
nell’aria espirata (BrAC).

Il prelievo di sangue (campione biologico d’elezione) in base all’attuale legislazione non può essere coattivamente
imposto, per effettuare lo stesso è necessario informare l’interessato della non obbligatorietà e raccogliere il
consenso. A consenso ottenuto, il risultato dell’accertamento è utilizzabile in ambito giudiziario.

ART 187

Art. 187 C.d.S. “Chiunque guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o
psicotrope è punito con l'ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l'arresto da sei mesi ad un anno.”

Con questo articolo si punisce la guida dopo assunzione di sostanze stupefacenti e psicotrope. La dizione “sostanze
stupefacenti o psicotrope” è indeterminata, generica e non risponde al principio di tassatività: può dunque dare
luogo ad equivoci interpretativi. 

Per taluni il “dopo” si intendeva come “illimitatamente dopo”, per cui anche con un esame delle urine positivo si
procedeva al perseguimento della persona con le conseguenti sanzioni. Assolutamente sbagliato: questo “dopo”
significa “in condizione di alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope”,
cioè anche in questo caso la persona deve essere intossicata.

I problemi sono:

• di tipo analitico: per considerare una persona in condizioni di alterazione psicofisica da sostanze
stupefacenti o psicotrope è di trovare una positività nel sangue. Gli esami di screening fatti di regola in
ospedale sono effettuati sulle urine e individuano solo sei classi farmacologiche (oppiacei, benzodiazepine,
cannabinoidi, cocaina e poco più), mentre la maggior parte di esse non viene identificata;

• Le analisi devono essere fatte sul sangue, perché altrimenti non si può dire che la persona è in una
condizione di alterazione psicofisica proprio in quel momento in cui ha fatto l’incidente o è stato sottoposto

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ad accertamenti. 

Le classi che contengono farmaci disabilitanti sono numerose: benzodiazepine e ipnotici soprattutto, ma
sono da tenere in considerazione anche gli antidepressivi.

Un altro elemento importante è che alcol e farmaci psicotropi operano congiuntamente: si possono avere effetti
sommatori e moltiplicativi.

Effetti additivi: di semplice somma, si hanno soprattutto per antistaminci, benzodiazepine, antidepressivi;

Effetto moltiplicativo : gli antidepressivi, soprattutto gli antidepressivi triciclici.

Ci sono poi farmaci e sostanze antagonisti dell’alcol, ad esempio alcuni psicostimolanti quali cocaina o amfetamine,
che hanno un effetto che parzialmente controbilancia quello dell’alcol.

ABUSO DI MEZZI DI CORREZIONE

È un uso in eccesso di mezzi correttivi/coercitivi idonei, la finalità è buona. Configura un reato doloso. Vari sono i
gradi:

- Schiaffo/buffetto: univocamente considerato un atto lecito per contingenti esigenze educative

- Vengono considerati non consentiti a fini correttivi o contrari ai sistemi pedagogici moderni:

• l’abuso dei mezzi di correzione che implichi pericolo di malattia

• la percossa penalmente rilevante

Con questo tipo di comportamento non si causa un danno alla persona perché si tratta infatti di un reato di pericolo,
in riferimento a un mezzo di disciplina che è autorizzato per il ruolo in questione di cui però si abusa. Alla base ci
deve essere una volontà ci correggere. Un esempio può essere chi espone un allievo fuori dal balcone o dalla stanza,
dove rischia di ammalarsi.

diverso dai maltrattamenti perchè lì non c’è nessun intento di correzione o di disciplina, non c’è nessuna finalità. Il
dolo è esattamente quello di maltrattare, in modo sia fisico, che psicologico. Può essere un esempio il non dare da
mangiare a un soggetto, non curare l’igiene, picchiarlo, etc.

ASBESTOSI

L’asbestosi è una pneumoconiosi provocata dall’inalazione di fibre d’asbesto che esita ina una fibrosi polmonare
progressiva

- Essendo asbestosi e silicosi due malattie professionali:

• Redigo il primo certificato di malattia professionale in triplice copia (lavoratore, datore, INAIL) in cui inserisco:
anamnesi (chiedo che lavoro fa o che strada percorrere per andare al lavoro); esame obiettivo; esami
strumentali (radiografia del torace)

• Successivamente redigo il certificato definitivo per INAIL riportando la menomazione e l’inabilità permanente
che dà diritto alla rendita di inabilità permanente (mentre durante il periodo in cui l’assicurato è sottoposto ad
accertamenti si dà un assegno giornaliero)

• Invio la denuncia sanitaria alla ASL con fini non assicurativi per informare il servizio di igiene e sanità pubblica o
di medicina del lavoro che si è verificata una situazione degna di essere indagata

- Essendo asbestosi e silicosi lesioni personali gravissime (perché malattia certamente o probabilmente insanabile)
connesse al lavoro sono perseguibili d’ufficio con conseguente obbligo penale di redigere referto/denuncia
all’Autorità Giudiziaria a seconda della qualifica giuridica che ricopro:

• Se sono un pubblico ufficiale/incaricato di pubblico servizio redigo la denuncia scritta in cui riferisco gli elementi
essenziali del reato (generalità, luogo, giorno e ora) e fonti di prova [se non lo facessi sarei imputabile di
omissione di denuncia (art. 361/362 del Codice Penale)

• Se sono un esercente un servizio di pubblica necessità redigo il referto in cui inserisco gli elementi essenziali
del reato (generalità, luogo, giorno, ora) [se non lo facessi sarei imputabile di omissione di referto (art. 365 del
Codice Penale)]

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CERTIFICATO MEDICO

è un atto scritto che dichiara conformi a verità fatti di natura tecnica, dei quali il certificato è destinato a
provare l'esistenza. L’articolo 24 del codice deontologico sottolinea che il medico è tenuto a rilasciare al cittadino
certificazioni relative al suo stato di salute che attestino dati clinici direttamente constatati (altrimenti s’incorre nel
reato di falso ideologico) ed oggettivamente documentati.

Il medico non può rifiutarsi dal rilasciare un certificato che attesti fatti da lui direttamente obiettivati sul richiedente
nell’esercizio della sua professione, qualunque sia l’uso per il quale il certificato è richiesto:

Caratteri fondamentali del certificato redatto da un medico sono:

- Natura tecnica.

- Forma scritta nel trasferimento di quanto osservato.

- Diretta e personale constatazione

- Riscontrabilità, compatibilmente con l’evoluzione dell’alterazione, anche da un altro medico nel corso di un
controllo tecnico promosso da terzi (datore di lavoro, magistrato, INPS, INAIL, ecc.) a cui il certificato è stato esibito.

- Rilevanza giuridica dell'atto.

I requisiti del certificato sono di carattere formale e sostanziale.


- I requisiti formali sono:

• Generalità del medico

• Indicazione chiara ed inequivoca del soggetto cui è rivolta la certificazione. - Oggetto della certificazione, cioè la
motivazione che spinge il professionista a redigere il documento (assenza dal lavoro, assenza a scuola, ecc.).

• Data, ora e luogo di compilazione (mai rilasciare certificati predatati o postdatati!).

• Sottoscrizione con timbro e firma leggibile per esteso.

- I requisiti sostanziali, direttamente ricollegabili ai caratteri fondamentali, si estrinsecano in:

• Chiarezza

• Precisione

• Completezza del dato osservato.

• Veridicità, ossia attestare fatti per i quali vi sia corrispondenza veritiera (possibile, reale e correlata) fra il dato
osservato e quanto asserito. Non è quindi richiesta verità (certezza assoluta) ma veridicità (concreta e reale
possibilità).

I certificati possono essere distinti in obbligatori e facoltativi.



I certificati obbligatori sono quelli in carenza dei quali il cittadino non può accedere a determinate prestazioni di
sicurezza o assicurazione sociale o a benefici economici, come:

- vaccinazione.

- esenzione di vaccinazione.

- gravidanza.

- assistenza al parto.

- morte.

- infortunio in agricoltura.

- cessata contagiosità e riammissione in collettività.

- cremazione-imbalsamazione.

I certificati facoltativi sono tali perché redatti a richiesta dell'interessato a proprio vantaggio, ma in pratica sono
obbligatori per il medico.

Quando tali certificati, che integrano l'accertamento clinico e ne rappresentano la sintesi conclusiva, sono finalizzati
alla semplice rilevazione di un’obiettività clinica generale o locale, dovrebbero essere anch'essi rilasciati a titolo
gratuito. Ne sono esempi:

- Certificato di malattia per i lavoratori dipendenti.

- Certificato di riammissione agli asili e alle scuole dopo una malattia.

- Certificato di idoneità allo svolgimento di attività sportive scolastiche.

A titolo oneroso, per il paziente, sarà la redazione di moduli o schede anamnestico-cliniche che il paziente intenda
produrre, ad esempio, preliminarmente alla stipula di un contratto assicurativo (polizza vita o malattia), come:

- Certificato di buona salute.

- Certificato per le assicurazioni.

- Certificati di guarigione degli addetti alle industrie alimentari.

- Richieste di invalidità.

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