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PROGETTO MUSICALE

E DISCOGRAFICO
.

Inediti e rarità per orchestra da camera


Brani di
Debussy, zandonai, casella

A cura di Simone Zuccatti


CONCEPT
Nella doppia veste di direttore d’orchestra e direttore artistico dell’Orchestra da ca-
mera “Spettro Armonico”, sono molto interessato allo studio e alla riscoperta di nuo-
va musica e nuovi autori. Ritengo infatti che la missione di ogni musicista debba essere
quella di “portare alla luce” e rendere fruibile al pubblico quanta più musica possibile:
eseguire e divulgare nuovi pezzi, così come musica di autori quasi sconosciuti o brani
raramente eseguiti di famosi compositori.
Negli ultimi anni, grazie alla mia attività con l’orchestra “Spettro Armonico”, mi sono
trovato nella posizione di dover gestire sia la parte organizzativa che quella musicale
tout-court dei concerti che ho diretto. Ho quindi cercato di bilanciare la stesura dei
programmi musicali inserendo brani conosciuti assieme a interessanti rarità e piccole
gemme stranamente cadute nell’oblio.
Per tutte queste ragioni, non ho ovviamente potuto ignorare il mio concittadino Ric-
cardo Zandonai (1883-1944); proprio lo scorso anno ricorreva il 75° anniversario dal-
la sua morte, motivo per il quale ho organizzato un concerto celebrativo alla Sala Fi-
larmonica di Rovereto. In quell’occasione ho potuto appunto “riportare alla luce” bra-
ni che Zandonai compose, trascrisse ed orchestrò durante tutto l’arco della sua vita;
pezzi rari ed in grandissima parte inediti - per orchestra d’archi con l’occasionale ag-
giunta di arpa, harmonium e di una voce solista - ritrovati in una cassapanca donata al-
la Biblioteca Civica di Rovereto dalla figlia Jolanda nel 2018.
Di questo concerto è stata effettuata una registrazione, che sarà pubblicata su CD da
DaVinci Editions di Osaka nel corso dell’estate 2020.
Tuttavia, come si dice in questi casi, “l’appetito vien mangiando”, e l’idea di questo ulte-
riore progetto musicale e discografico intende proseguire tale lungo lavoro di recupe-
ro di brani inediti e mai registrati - con rari pezzi di Zandonai e Casella affiancati da
nuove versioni per ensemble da camera di celebri musiche di Debussy.
PROgetto programma
I pezzi Canzone montanina e Fiori sotto la neve furono scritti in ori-
C. Debussy
gine da Zandonai per pianoforte, e le versioni per ensemble da
PRÉLUDE À L’APRÈS-MIDI D’UN FAUNE
camera qui proposte sono inedite (entrambe manoscritte) e si- (arr. Sachs-Schoenberg)
curamente mai più eseguite dagli anni ‘60 ad oggi. Mentre il primo Flauto, Oboe, Clarinetto, Harmonium (Fisarmonica),
brano fu strumentato dal compositore stesso, Fiori sotto la neve è Pianoforte (Arpa), (Crotali ad lib.), Quintetto d’archi
invece nella versione orchestrata da Renato Dionisi in occasione
di un concerto straordinario eseguito a Rovereto nel 1962. LA BOÎTE À JOUJOUX
(arr. De Col)
Anche Pupazzetti di Casella, così come il balletto La boîte à Flauto, Clarinetto, Pianoforte, Arpa,
joujoux di Debussy furono scritti in principio per pianoforte, seb- (Percussioni ad lib.), Quintetto d’archi
bene entrambi per due esecutori a 4 mani. Se la versione stru-
mentale del brano di Casella ha avuto un certo seguito, anche di- R. Zandonai
scografico, l’arrangiamento della Boîte di Debussy - ad opera di CANZONE MONTANINA
Manuel De Col - rappresenta un “unicum”, trattandosi di un lavo- 2 Oboi, Cor. Inglese, 2 Fagotti,
ro particolarissimo in cui l’autore ha creato una bellissima parti- 2 Arpe, Quintetto d’archi
tura per ensemble basandosi sia sull’originale pianistico che sulla
sua trasposizione orchestrale che fu fatta da Caplet. FIORI SOTTO LA NEVE
(arr. Dionisi)
Il Prélude è l’après-midi d’un faune non ha certamente bisogno di Flauto, Oboe, 2 Clarinetti, Fagotto, 2 Corni,
presentazioni; la sua versione cameristica più nota è quella di Arpa, Quintetto d’archi
Benno Sachs (scritta “sotto gli auspici di A. Schoenberg”) che preve-
de, oltre ad alcuni legni e al quintetto d’archi, l’uso di pianoforte A. Casella
e harmonium. Tuttavia, qualche anno fa - quando diressi questo PUPAZZETTI
Prélude e tenni a battesimo il 1° quadro della Boîte di De Col a Flauto, Oboe, Clarinetto, Fagotto,
Milano - ebbi l’idea di sostituire il pianoforte con l’arpa e l’har- Pianoforte, Quartetto d’archi
monium con la fisarmonica. Il risultato timbrico fu, a detta di
molti, ancora migliore dell’originale; ed è in questa versione che DURATA TOTALE: 55 minuti
intendo riproporlo. [10’ + 30’ (Debussy), 4’ + 3’ (Zandonai), 8’ (Casella)]