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CELLULA VEGETALE

PLASTIDI
Le Piante sono organismi eucarioti
fotosintetici pluricellulari adattati alla
vita terrestre; esse derivano da alghe
verdi specializzate.
Sono organismi autotrofi, ossia si
nutrono principalmente attraverso la
fotosintesi.
Altri organismi autotrofi si ritrovano
tra i procarioti (batteri e alghe
azzurre) e gli eucarioti (alcuni protisti
e alghe pluricellulari).
Classificazione degli
organismi viventi
Organismi
autotrofi
Confronto tra le principali caratteristiche
delle cellule procariotiche ed eucariotiche
Cellule procariotiche Cellule eucariotiche
Dimensione della cellula Da 1 a 10 μm Da 5 a 100 μm; in molti casi
(misurata lungo l’asse più di 100 μm
maggiore)
Involucro nucleare Assente Presente
DNA Circolare, nel nucleoide Lineare, nel nucleo
Organelli (mitocondri e Assenti Presenti
cloroplasti)
Citoscheletro (microtubuli e Assente Presente
filamenti di actina)
Dimensione ribosomi 70S 80S nel citoplasma
70S nei mitocondri e nei
plastidi
Confronto tra procarioti, animali e piante
Confronto tra piante ed animali
Confronto tra piante ed animali
Cellula vegetale
Cellula vegetale
Non dobbiamo immaginarcela come qualcosa in più o in meno rispetto
alla cellula animale, ma come qualcosa di diverso.
Pur in un contesto di analogie morfologiche e metaboliche presenta
aspetti peculiari rispetto a una cellula animale:
üAssorbimento +di + H2O e soluti tramite pompe protoniche (H+-K+
piuttosto che Na -K ).
üFotorespirazione (cloroplasto-mitocondrio-perossisoma) in aggiunta
alla respirazione cellulare.
üConversione dei lipidi in zuccheri mediante particolari perossisomi,
denominati gliossisomi.
üProduzione di metaboliti speciali o secondari, necessari per regolare
l’attività dell’organismo vegetale e come mediatori chimici verso
l’ambiente circostante.
Cellula vegetale
Cellula vegetale
Non presenti nella cellula vegetale:
§Lisosomi
§Centrioli
§Flagelli (soltanto negli spermatozoi
di alcune piante)
Perossisomi
Perossisomi
•Sono organelli sferici (0,5-1,4 μm) circondati da una membrana singola con
una matrice interna che contiene un corpo di natura proteica cristallino
(raccolta di molecole enzimatiche).
•Giocano un ruolo importante nella fotorespirazione, un processo che
consuma O2 e libera CO2 (il contrario di quanto avviene durante la fotosintesi)
e nello smaltimento di prodotti metabolici tossici come il perossido di
idrogeno (H2O2), a seguito dei processi di ossidazione catalizzati da vari
enzimi.
•Nelle foglie verdi sono strettamente associati ai mitocondri e ai cloroplasti.
•Alcuni perossisomi (gliossisomi) contengono gli enzimi necessari per la
conversione dei grassi di riserva in saccarosio durante la germinazione di molti
semi.
•Sono capaci di autoduplicarsi come i plastidi e i mitocondri, ma devono
importare dal citoplasma i materiali richiesti per la duplicazione.
Apparato del Golgi

È coinvolto nella sintesi della parete cellulare (trasporto di polisaccaridi


ed enzimi connessi alla formazione della lamella mediana e della
matrice della parete cellulare; inserimento nella membrana cellulare dei
complessi a rosetta cellulosa-sintasi) e nella formazione del vacuolo.
Microtubuli

I microtubuli sono coinvolti


nella divisione cellulare
(piastra cellulare) e nella
deposizione delle microfibrille
di cellulosa.
I microfilamenti insieme ai
microtubuli costituiscono il
citoscheletro e sono coinvolti
nell’attivazione di correnti
citoplasmatiche.
Microtubuli

Nella cellula animale i microtubuli


originano da un centrosoma (costituito da
una coppia di centrioli), una regione
spesso localizzata vicino al nucleo.
Nelle cellule vegetali mancano i centrioli,
ma c’è il centro organizzatore dei
microtubuli, localizzato sulla superficie del
nucleo e sulle porzioni del citoplasma
corticale.
Plastidi
üCon i vacuoli e la parete cellulare sono caratteristici delle cellule
vegetali.
üSono coinvolti nei processi di fotosintesi, accumulo, impollinazione e
dispersione di frutti e semi.
üSi distinguono in cloroplasti, cromoplasti e leucoplasti.
üSono delimitati da una doppia membrana; costituiti internamente da
un sistema di membrane dette tilacoidi e da una sostanza fondamentale
detta stroma.
üAll’interno delle membrane possono contenere i pigmenti fotosintetici
(clorofilla e carotenoidi).
üSono organelli semiautonomi simili ai batteri (nucleoide con DNA
circolare; ribosomi 70S inibiti da antibiotici; divisione per scissione).
üI precursori dei plastidi sono i proplastidi, piccoli plastidi incolori che si
trovano nelle cellule meristematiche delle radici e dei germogli e nei semi.
Origine endosimbiontica dei cloroplasti

ØI presunti antenati dei cloroplasti erano


procarioti fotosintetici che divennero
endosimbionti, ossia viventi all’interno di cellule più
grandi eterotrofe, inizialmente come prede non
digerite o parassiti interni.
ØLa cellula ospite sviluppò un sistema di membrane
interne e un citoscheletro che inglobarono i
procarioti fotosintetici isolandoli all’interno di
vescicole (testimonianza: doppia membrana).
ØLa simbiosi instaurata portò benefici per entrambi gli
organismi e la stretta interdipendenza portò alla
formazione di un singolo organismo, antenato dei futuri
eucarioti, costituito da parti inseparabili.
Proplastidi

ezioplasto con corpo prolamellare


semicristallino (a forma di scacchiera)
costituito da membrane tubulari.

differenziazione dei proplastidi in plastidi.


Proplastidi
Proplastidi

Relazione tra cloroplasto, cromoplasto, leucoplasto ed ezioplasto in funzione della luce.


Plastidi

DNA nucleare e DNA plastidiale agiscono in modo coordinato nella


sintesi degli enzimi necessari per le funzioni del plastidio.
Cromoplasti
Sono plastidi colorati, di forma
variabile, privi di clorofilla e dei
tilacoidi; sintetizzano e accumulano
pigmenti carotenoidi (all’interno di
goccioline lipidiche), responsabili del
colore giallo, arancione o rosso di
molti fiori, foglie (es. in autunno), frutti
e radici (es. carota). Svolgono un ruolo
fondamentale nell’impollinazione e
nella dispersione dei frutti e dei semi;
sembra che proteggono i fotosistemi e
la cellula dalla fotodistruzione
(assorbono in corrispondenza
dell’ultravioletto).
Carotenoidi

Si dividono in caroteni, costituiti essenzialemnete da C e H (es. β-carotene) e


xantofille, con funzioni ossigenate (es. zeaxantina, violaxantina, luteina,
neoxantina).
Applicazioni farmaceutiche: il β-carotene è un componente indispensabile per la
costruzione delle membrane cellulari ed è una fonte per gli animali di precursori
della vitamina A (antiossidante); i carotenoidi sono insolubili in H2O mentre sono
solubili in soluzioni acquose di acetone e di alcool.
Cromoplasti

I cromoplasti si possono formare ex novo da proplastidi o più frequentemente


da cloroplasti verdi (es. maturazione frutto, senescenza foglie). A maturità la
struttura interna è alquanto degenerata, incostante e mal differenziata.
Leucoplasti
Sono plastidi incolori, privi di pigmenti e di sistemi di membrane, che
accumulano sostanze di riserva in base alle quali si distinguono in
proteoplasti, lipidoplasti e amiloplasti. Si trovano nelle cellule dei semi,
dei frutti e degli organi di riserva (es. radici, tuberi, bulbi, rizomi ecc.).

Amiloplasto con granuli di Cellule epidermiche con leucoplasti e pigmenti antocianici.


amido (amido secondario).
Amiloplasti

legami 1,6

granuli di amido in una cellula


parenchimatica di patata al
SEM.
L’amido secondario è un polisaccaride di riserva che si deposita nell’amiloplasto sotto
forma di granuli la cui forma e dimensioni variano da specie a specie; è costituito da
amilosio contenente 1000 e più monomeri di α–glucosio uniti con legami 1,4 e
amilopectina (70-80%), 1000-6000 monomeri con legami 1,4 e 1,6 (ogni 12-25
monomeri di α–glucosio). È insolubile in H2O (escluso quando forma la salda d’amido).
Amiloplasti

Amiloplasto con all’interno 2 granuli di amido con ilo asimmetrico; la matrice


è abbondante e la struttura lamellare ridotta.
In alcune Graminaceae e Compositae non si forma amido, ma fruttosani (es.
inulina), molecole più piccole dell’amido formate da catene di fruttosio; si
accumulano nel vacuolo e non nei leucoplasti.
Amiloplasti

La forma del granulo di amido (1-170


µm) permette di risalire alla specie
che lo ha generato; ha quindi
significato tassonomico e
farmacognostico.
L’amido è impiegato in tecnica
farmaceutica per la fabbricazione
delle compresse.
Cloroplasti
Cloroplasti
ØSono i siti della fotosintesi.
ØSono coinvolti anche nella sintesi di aminoacidi e acidi grassi.
ØContengono pigmenti carotenoidi e clorofilla, responsabile del loro
colore verde.
ØHanno forma di dischi del diametro di 4-6 μm; una singola cellula della
foglia ne può contenere 40-50 e un mm di foglia fino a 500000. ØSi
2

dispongono con la superficie più ampia parallela alla parete cellulare.


Sotto l’influenza della luce possono orientarsi (in condizioni di alta
luminosità, si dispongono perpendicolarmente alla superficie della foglia).
ØSono organuli semiautonomi che assomigliano ai batteri per il DNA
circolare, per le dimensioni dei ribosomi e per la riproduzione per
scissione.
Cloroplasti

Nei procarioti fotosintetici mancano i cloroplasti, ma c’è un sistema di


membrane in cui sono inclusi clorofilla e altri pigmenti.
Cloroplasti

Nelle Alghe verdi ci sono uno o pochi cloroplasti per ogni cellula. L’amido che
si forma durante la fotosintesi (amido primario o fotosintetico) si accumula
intorno ad una regione detta pirenoide. L’amido primario è un prodotto
temporaneo di riserva (amorfo) che si accumula solo se l’alga o la pianta
fotosintetizzano attivamente. La sua formazione ha la funzione di abbassare la
concentrazione del prodotto della fotosintesi in modo che quest’ultima possa
proseguire.
Cloroplasti

Nelle piante hanno forma lenticolare. All’interno lo stroma (sostanza


fondamentale più o meno omogenea) è attraversato da un sistema di tilacoidi
a forma di disco (pile di monete) chiamati grana (o tilacoidi granari, circa 40-
60 in ciascun cloroplasto) e da tilacoidi stromatici (si sviluppano
parallelamente all’asse maggiore del cloroplasto).
Cloroplasti

Le membrane tilacoidali dei cloroplasti consistono fino al 75% di proteine


(enzimi, trasportatori di elettroni, recettori e trasduttori di segnali chimici). Il
complesso sistema di membrane tilacoidali permette di ampliare molto la
superficie interna dell’organulo e di compartimentare i sistemi reattivi. Ciascun
granum può contenere da 2-3 fino a più di 100 tilacoidi.
Cloroplasti

Tilacoidi con le protuberanze portanti l’ATP-sintasi.


Cloroplasti

Le clorofilla e i pigmenti carotenoidi si trovano sulle membrane


dei tilacoidi e sono responsabili della cattura della luce nella
fotosintesi (formano i fotosistemi). Nei cloroplasti l’energia
solare è convertita in energia chimica e la CO2 fissata sotto
forma di carboidrati, amminoacidi, acidi grassi; in essi viene
accumulato temporaneamente l’amido (amido primario o
fotosintetico).
Cloroplasti

I 2 gruppi acidi carbossilici dell’anello porfirinico sono esterificati da un gruppo


metilico e da un radicale alcolico a C 20, che costituisce una lunga catena
idrocarburica e prende il nome di fitolo. La molecola della clorofilla è quindi
dipolare, con un polo idrofilo, la testa costituita dall’anello porfirinico, e un polo
lipofilo, la coda costituita dalla catena idrocarburica del fitolo. Il nucleo porfirinico
è il centro reattivo della molecola; in esso gli elettroni risultano delocalizzati
(dispersi) nella lunga serie di doppi legami coniugati, e di conseguenza più
facilmente eccitabili, ovvero in grado di assorbire l’energia luminosa.
Cloroplasti

porzione idrofila

La coda lipofila si infigge nella


membrana del tilacoide, mentre la
testa è più o meno libera.
porzione lipofila

La clorofilla a è la vera e unica responsabile della conversione dell’energia


luminosa in energia chimica.
Cloroplasti

Clorofille
Applicazioni: le clorofille trovano largo
impiego come coloranti alimentari e
deodoranti in dentifrici e prodotti per
l’igiene orale; sono insolubili in H2O
mentre sono solubili in soluzioni
acquose di acetone e di alcool.
STROMA:
ØH2O e ioni inorganici.
ØCO2 e O2.
ØEnzimi (es. Rubisco, Gliceraldeide 3-fosfato deidrogenasi,
polimerasi ecc.).
ØATP e NADPH.
ØZuccheri (RuBP, PGA, PGAL ecc.).
ØComposti organici (es. malato, aspartato, glicolato ecc.).
ØAmido primario (prodotto temporaneo).
ØDNA plastidiale, RNA plastidiale, ribosomi 70S.