Sei sulla pagina 1di 168

LUNA, VENERE E MERCURIO SI INCONTRANO NEL CIELO

OSIRIS-REx
conquista
BENNU
Raccolti i campioni
dell'asteroide, con
un imprevisto...

È iniziato il 25°
CICLO SOLARE

SOLE
Tra ORDINE
e CAOS
Passato e Futuro L'AI alla scoperta di
delle MISSIONI nuovi PIANETI
su VENERE EXTRASOLARI
I laghi sotterranei di MARTE Il Cielo di NOVEMBRE
ATACAMA: nessun compromesso! Effemeridi e Fenomeni 249
Astrofotografia: riprendiamo le La delicata VEIL NEBULA 2020
congiunzioni planetarie La costellazione dei PESCI www.coelum.com
Pubblicazione mensile di divulgazione
astronomica e scientifica
Anno 24 Numero 249
l'Editoriale di Gabriele Marini
Editore: Maasi Media srl
Copyright © 2020 - MAASI Media srl
Sicuramente lo ricorderete, cari Lettori, abbiamo più volte parlato del
Tutti i diritti sono riservati a norma di legge. Sole qui su Coelum Astronomia: la nostra stella è la fonte primaria di
È permessa la riproduzione del materiale energia per la Terra e per la vita che vi si trova. Il suo studio, quindi,
pubblicato con citazione obbligatoria della risulta letteralmente di vitale importanza. Da tempo i fisici solari, che
fonte, previa autorizzazione scritta tengono sempre sott'occhio il comportamento del Sole, hanno notato il
dell'editore.
perdurare di una fase di calma e tranquillità che ormai pareva protrarsi
Direttore: Gabriele Marini anche troppo a lungo. Sappiamo infatti che la vita del Sole è scandita in
Direttore Scientifico: Renato Falomo cicli, durante i quali si assiste a un periodo di tranquillità seguito da uno
(Osservatorio di Padova) di irrequietezza, in cui si manifestano numerosi sia le "macchie" sul
disco solare che tutti quei fenomeni, come eruzioni e brillamenti, che
Marketing e pubblicità:
ads@maasi-media.com caratterizzano la normale attività del Sole. Abbiamo già visto in che
modo le eruzioni e i brillamenti possano costituire un vero e proprio
Redazione: Lara Sabatini, Paola De Gobbi rischio per la nostra tecnologia e per i satelliti in orbita terrestre, un
insieme di studi e monitoraggi che cadono sotto il nome di "Space
Hanno collaborato a questo numero:
Francesco Badalotti, Giorgio Bianciardi,
Weather"; in questo numero ci concentriamo invece proprio su quei
Elisabetta Bonora, Fabio Briganti, Barbara grandi "respiri" che definiscono la vita di una stella come la nostra, i
Bubbi, Corrado Gamberoni, Daniele cicli solari a cui accennavo poco sopra. Il Sole si è attardato un po'
Gasparri, Giorgia Hofer, Alberto Laratro, troppo a lungo in una fase di minimo di attività: anche gli astrofili
Marco Malaspina, Riccardo Mancini, amanti dell'osservazione solare (sempre muniti di specifici filtri per
Gianluigi Marsibilio, Luigi Morielli, Massimo
Orgiazzi, Giuseppe Petricca, Claudio Pra, proteggere la propria vista) hanno più volte ripreso il disco solare
Maura Sandri, Stefano Schirinzi, Luca "nudo", senza alcuna macchia. Finalmente però sembra si stiano
Zangrilli, Redazione Media INAF, Ufficio facendo vedere i primi segnali della ripresa dell'attività solare, cosa che
Stampa INAF, GPNoi indica il timido inizio del tanto atteso 25° ciclo solare. Luca Zangrilli,
astronomo presso l'Osservatorio Astrofisico INAF di Torino, ci parla in
Photo Coelum
Carmelo Algeri, Francesco Badalotti, dettaglio degli aspetti legati allo studio dell'attività solare e dei suoi
Alessandro Bianconi, Alessandro Carrozzi, cicli vitali, per concludere proprio con un una previsione sul nuovo ciclo
Cristina Cellini, Claudio Ciceri, Manuele appena iniziato.
Costantinis, Pietro De Gregorio, Samuele
Gasparini, Emanuele La Barbera, Vincenzo
Mirabella, Luigi Morrone, Roberto Mosca,
In un momento in cui l'eclatante scoperta della fosfina nell'atmosfera di
Giuseppe Pappa, Elena Pinna, Danilo Pivato, Venere, annunciata di recente e di cui vi abbiamo parlato nel numero
Marco Prelini, Stefano Quaresima, Giovanni del mese scorso, sta dando vita a un dibattito internazionale che vede
Quarra Sacco, Ugo Ravasio, Giambattista contrapposte opinioni e voci discordanti, anche in relazione all'effettiva
Rizzo, Nello Ruocco, Raimondo Sedrani, presenza della molecola, noi continuiamo a mantenere alta l'attenzione
Tommaso Stella, Paul Weddington
sul pianeta "gemello" della Terra, ripercorrendo, guidati da Massimo
Redazione Orgiazzi, la storia dell'esplorazione spaziale del pianeta. Ripercorriamo
Via Fiorentina 153 - 53100 Siena la storia, in un periodo in cui numerose furono le missioni dedicate al
segreteria@coelum.com secondo pianeta del Sistema Solare. Ma non ci accontentiamo della
www.coelum.com storia e, con lo sguardo rivolto verso il futuro, scopriamo le idee e le
proposte per le possibili future missioni su Venere, alcune delle quali
paiono decisamente fantascientifiche. Al di là di tutto, forse è proprio
giunta l'ora di tornare là e studiare più da vicino e con la moderna
IN COPERTINA tecnologia a nostra disposizione quel pianeta così vicino eppure così
Il Sole, tra ordine e caos. poco esplorato.
Un'immagine della nostra stella ripresa
nel dicembre 2014 dal satellite SDO Molto altro è racchiuso in questo numero di Coelum Astronomia, da un
(Solar Dynamics Observatory) della nuova puntata del viaggio alla scoperta dei cieli genuini e
NASA. Crediti: NASA/SDO
impareggiabili del deserto di Atacama, guidati dal coraggioso Daniele
Gasparri, alle indagini esoplanetarie coadiuvati dalle più sofisticate
tecnologie di Intelligenza Artificiale, come ci racconta Gianluigi
Marsibilio. Giorgia Hofer, che ha da poco raggiunto l'importante
traguardo del quarto APOD – complimenti da parte di tutta la
Redazione – ci consiglia come riprendere al meglio le congiunzione
planetarie, con le loro sempre affascinanti geometrie celesti, e nello
specifico quella che si verificherà la mattina del 13 novembre, come
potrete leggere anche nel Cielo del Mese, assieme a tanti altri utili
consigli su quali fenomeni osservare nel mese di novembre.

Ma non finisce qui: dalle ultime novità del mercato alle vostre
astrofotografie (non perdetevi le meravigliose immagini della Veil
Nebula), c'è tanto da scoprire e vi auguro, come sempre, buona lettura!
Coelum Astronomia 249 - Sommario
6 Notiziario 102 Uno scatto al Mese
di Autori Vari Congiunzioni: una
magia nella
geometria del cosmo
di Giorgia Hofer

26 Notiziario di Astronautica
di Luigi Morielli 108 Il Cielo del Mese
Il Cielo di Novembre
di Redazione Coelum
32 Novità dal Mercato Astronomia

36 Il Sole tra ordine


e caos
di Luca Zangrilli 123 Dove e quando osservare la ISS
di Giuseppe Petricca

124 Comete
50 L'esplorazione di C/2020 M3 ATLAS, una cometa
Venere da seguire
La storia delle missioni di Claudio Pra
del passato e come
potremmo tornarci
di Massimo Orgiazzi 127 Supernovae
Le supernovae italiane nelle galassie Messier
66 L'Intelligenza SN1957B in M 84
Artificiale nella di Fabio Briganti e Riccardo Mancini
convalida degli
esopianeti 130 Luna
di Gianluigi Marsibilio La Luna di Novembre
di Francesco Badalotti
74 Nessun
compromesso! 134 Luna
Alla ricerca del cielo Guida all'osservazione:
perfetto "Dal settore sudest
di Daniele Gasparri verso nord" - Parte 7
di Francesco Badalotti
80 PhotoCoelum
di Autori Vari
140 Uno Sguardo al Cielo
Nel complesso
92 Gallery Marte in Opposizione molecolare di Cefeo
di Autori Vari di Giorgio Bianciardi

96 La Nebulosa Velo
di Corrado Gamberoni 146 Costellazioni
Pisces, i Pesci
Prima Parte
98 Ascoltando il di Stefano Schirinzi
silenzio
Il mio quarto APOD
di Giorgia Hofer
154 Guida Osservativa a tutti gli eventi del
cielo di Novembre
100 Le Meraviglie del Cosmo
I Filamenti Delicati 162 Mostre e Appuntamenti
del Velo
di Barbara Bubbi
NOTIZIARIO

OSIRIS-REx. Svolta con successo la


manovra di touch-and-go
di Elisabetta Bonora – Aliveuniverse

Alle 19:50 ora italiana del 20 ottobre scorso, la sufficiente, il team della missione ordinerà a
sonda ha acceso i suoi propulsori per uscire OSIRIS-REx di stivare il prezioso carico per iniziare
dall’orbita attorno a Bennu e avvicinarsi alla il viaggio di ritorno verso la Terra, dove arriverà
superficie. Dopo aver esteso il suo braccio nel 2023. L’obiettivo è di avere almeno 60
robotico, TAGSAM (Touch-and-Go Sample grammi di asteroide. Altrimenti, sarà
Acquisition Mechanism), lungo 3,35 metri, ha programmato un secondo tentativo per il 12
iniziato una discesa di oltre 4 ore. Si è avvicinata a
gennaio 2021, nel sito di backup vicino
tal punto da lambire l’insidioso masso grande all’equatore chiamato Osprey.
come un edificio, chiamato Mount Doom, per «Dopo oltre un decennio di
raggiungere il sito prescelto nell’emisfero pianificazione, il team è
settentrionale dell’asteroide, Nightingale. felicissimo del successo del
tentativo di campionamento
Intorno alle 00:11 ora italiana del 21 ottobre, è di oggi. Anche se abbiamo
arrivata la conferma che TAGSAM è rimasto diversi del lavoro da fare per
secondi in contatto con la superficie determinare l’esito dell’evento, il successo del
dell’asteroide, smuovendone la superficie con un contatto, l’accensione del gas TAGSAM e
flusso di azoto per immagazzinare polvere e l’allontanamento da Bennu sono risultati
piccoli sassi prima che la sonda si allontanasse di importanti per noi. Non vedo l’ora di analizzare i
nuovo. Dalle prime informazioni filtrate, il dati per determinare la massa del campione
touchdown sarebbe avvenuto a soli 74 cm dal raccolto», ha detto Dante Lauretta,
»
punto nominale previsto.
In alto. La missione OSIRIS-REx della NASA si prepara
Se la raccolta dei campioni, nota come manovra a toccare la superficie dell'asteroide Bennu. Crediti:
Touch-and-Go (TAG) ha fornito materiale NASA/Goddard/University of Arizona
6 COELUM ASTRONOMIA
Le immagini della cattura dei campioni
A sinistra. Un dettaglio del sito
Nightingale con il punto in cui è
stato effettuato il prelievo dei
campioni.
Sotto. Il video del touchdown.
Crediti: NASA/Goddard/
University of Arizona

Ripresa il 20 ottobre, durante l'evento di


raccolta di campioni Touch-And-Go (TAG)
della missione OSIRIS-REx, questa serie di
82 immagini mostra il campo visivo del
SamCam Imager mentre la sonda della
NASA si avvicina e tocca la superficie
dell'asteroide Bennu, a oltre 321 milioni di
chilometri di distanza dalla Terra.
Il braccio di campionamento della
navicella, chiamato Touch-And-Go Sample
Acquisition Mechanism (TAGSAM), è
visibile nella parte inferiore del frame.
La testa tonda all'estremità di TAGSAM è l'unica all'indietro per allontanarsi dall’asteroide.
parte di OSIRIS-REx che è entrata in contatto con Nel caso in cui i campioni raccolti non fossero
la superficie durante l'evento di raccolta del sufficienti, si tenterà un'altra manovra TAG il 12
campione. Nel mezzo della sequenza di immagini, gennaio 2021. In tal caso, il sito di raccolta è
la vediamo posizionarsi per il contatto frontale quello chiamato "Osprey", un'altra area
con la superficie dell'asteroide. Poco dopo, ecco relativamente priva di massi all'interno di un
l’impatto al centro del sito Nightingale, entro un cratere vicino all'equatore di Bennu.
metro dal punto previsto, e possiamo vedere la
testa di campionamento penetrare velocemente
nella regolite. Al primo contatto, la testa del
TAGSAM sembra schiacciare alcune delle rocce
porose sottostanti. Un secondo dopo, il veicolo
spaziale “spara” sul terreno l’azoto contenuto in
una bombola, smuovendo una notevole quantità
di materiale.
I dati preliminari mostrano che il veicolo spaziale
ha impiegato tra i 5 e i 6 secondi per raccogliere
materiale dalla superficie, dopodiché la sonda ha
eseguito una manovra con un forte getto

www.coelum.com 7
ricercatore principale di OSIRIS-REx presso modo da ottenere riscontro chiaro del materiale al
l’Università dell’Arizona a Tucson. suo interno.

«È difficile esprimere a Come ulteriore prova, si tenterà di determinare


parole quanto sia stato anche il cambiamento nel “momento di inerzia”
emozionante ricevere la della sonda per cercare di determinare se è
conferma che il veicolo presente una massa in più, seppur piccola. Questa
spaziale ha toccato con manovra viene eseguita estendendo il TAGSAM e
successo la superficie e ha facendo ruotare lentamente il veicolo spaziale
sparato il gas. Il team non attorno a un asse perpendicolare al braccio. Come
vede l’ora di ricevere le una persona che gira con un braccio steso mentre
immagini dell’evento e tiene una corda con una palla attaccata
vedere come la superficie di Bennu ha risposto all’estremità: la persona può percepire la massa
all’azione TAG», ha detto Michael Moreau, vice della palla dalla tensione nella corda.
project manager di OSIRIS-REx presso il Goddard
Space Flight Center della NASA nel Maryland Se tutto sarà andato per il verso giusto, gli
ingegneri ordineranno alla sonda di
Il filmato della manovra che arriverà nelle immagazzinare il campione. Quindi, il braccio
prossime ore, sarà la prima testimonianza di robotico porterà la testa del raccoglitore nella
quanto materiale è stato raccolto. «Se TAG ha Sample Return Capsule (SRC), situata nel corpo
prodotto un disturbo significativo della superficie, della navicella. Il SRC si chiuderà ed il veicolo
probabilmente abbiamo raccolto molto materiale spaziale si preparerà per la partenza da Bennu nel
», ha detto Moreau. marzo 2021: questa sarà la prima occasione in cui
Bennu sarà allineato correttamente con la Terra
Successivamente, il team cercherà di determinare per un volo di ritorno più efficiente in termini di
la quantità del campione. Lo farà scattando foto consumo di carburante.
della testa TAGSAM con la fotocamera SamCam,
dedicata a documentare il processo di raccolta dei Bennu si trova ora a 321 milioni di chilometri
campioni. Un’indicazione indiretta sarà la quantità dalla Terra. Il team aveva comunicato alla sonda
di polvere intorno alla testa del collettore. Gli tutti i comandi necessari nella giornata di ieri e la
ingegneri di OSIRIS-REx tenteranno anche di manovra si è svolta in completa autonomia.
riprendere l’interno del raccoglitore, se le
condizioni di illuminazione lo permetteranno, in

ULTIMA ORA - Il raccolto di OSIRIS-Rex


I dati inviati a Terra dalla sonda hanno confermato che la raccolta dei
campioni di terreno dell'asteroide Bennu è avvenuta con successo, ma non
solo. Pare infatti che l'obiettivo minimo dei 60 g di materiale raccolto sia
stato di gran lunga superato (si è parlato di oltre 400 g). Le immagini
registrate dalla SamCam a bordo che ritraggono il campionatore hanno
però evidenziato un problema: sembra si stia verificando una perdita di
materiale dalla testa raccogli-campioni, che non si sarebbe chiusa in modo
corretto o comunque non completamente. Una parte del cospicuo bottino è
già fuoriuscita e la NASA sta correndo contro il tempo per trovare un
rimedio e mettere al più presto in salvo quel che resta del prezioso carico.

8 COELUM ASTRONOMIA
Marte, nuova scoperta italiana
sui laghi sotterranei
di Ufficio Stampa INAF

A due anni dalla scoperta di un lago sotto la della calotta polare meridionale di Marte. Secondo
calotta polare meridionale del pianeta Marte (ne Orosei e colleghi, l’elevata intensità del segnale
abbiamo parlato su Coelum Astronomia 225), riflesso proveniente da un’area di circa 20 km di
pubblicata nel 2018 su Science da un gruppo di diametro, avrebbe potuto essere spiegata dalla
ricercatori e tecnici italiani, un team formato da presenza di un lago d’acqua il cui congelamento
ricercatori dell’Università Roma Tre, del Consiglio sarebbe stato probabilmente impedito da una alta
Nazionale delle Ricerche (CNR-Irea, Napoli), concentrazione di sali. Da allora molto lavoro è
dell’Università Jacobs (Brema, Germania), della stato fatto per comprendere ulteriormente le
University of Southern Queensland (Centre for condizioni geologiche in grado di favorire la
Astrophysics: Toowoomba, Australia) e presenza di laghi sotto la spessa coltre di ghiaccio
dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), ha di questa zona polare.
trovato prova ulteriore dell’esistenza di laghi
d'acqua salata intrappolati sotto il ghiaccio del Un nuovo articolo pubblicato su Nature Astronomy
Polo Sud marziano. da un gruppo multidisciplinare, comprendente
tredici ricercatori tra fisici, geologi e ingegneri,
La nuova scoperta conferma quello che un team spiega come l’acquisizione e l’analisi di nuovi dati
guidato da Roberto Orosei (INAF), con Elena radar abbia rivelato risultati inaspettati.
Pettinelli (Università Roma Tre) ed Enrico Flamini
(ASI – Agenzia Spaziale Italiana), aveva annunciato «Non solo abbiamo confermato la posizione,
al mondo nel 2018, ovvero che il radar l’estensione e l’intensità del riflettore individuato
sottosuperficiale Marsis, uno degli strumenti a
bordo della sonda Mars Express dell’ESA, aveva In alto. Immagine Mars Express della calotta
rilevato un’area di forte riflettività a circa 1,5 km glaciale del polo sud di Marte, un composto di
luce infrarossa, blu e verde. Crediti: ESA, DLR,
sotto i depositi stratificati di ghiaccio e polvere FU Berlin, Bill Dunford

10 COELUM ASTRONOMIA
nel nostro studio del 2018, ma abbiamo anche sotto il ghiaccio? All’epoca non avevamo dati per
trovato tre nuove aree altamente riflettenti», dice dire di più, ora questa nuova ricerca dimostra che la
Elena Pettinelli che ha guidato il team insieme a scoperta del 2018 è stata solo la prima prova di un
Sebastian Lauro. sistema molto più ampio di corpi idrici liquidi nel
sottosuolo marziano. È esattamente quello che
«Abbiamo preso in prestito una metodologia avrei sperato: un grande risultato, davvero!».
comunemente utilizzata con i radar «Mentre l’esistenza di un singolo lago subglaciale
sottosuperficiali terrestri per rilevare la presenza di poteva essere attribuita a condizioni eccezionali
laghi subglaciali in Antartide, Canada e come la presenza di un vulcano sotto la coltre di
Groenlandia e abbiamo applicato tale metodologia ghiaccio, la scoperta di un intero sistema di laghi
all’analisi di dati Marsis vecchi e nuovi. implica che il loro processo di formazione sia
L’interpretazione che spiega meglio tutti i dati relativamente semplice e comune, e che questi
disponibili è che le riflessioni ad alta intensità laghi probabilmente siano esistiti per gran parte
siano causate da estese pozze di acqua liquida», della storia di Marte. Per questo potrebbero
spiega Sebastian Lauro dell’Università di Roma conservare ancora oggi le tracce di eventuali forme
Tre. di vita che abbiano potuto evolversi quando Marte
«Il lago principale è circondato da altri laghetti, aveva un’atmosfera densa, un clima più mite e la
ma a causa delle caratteristiche tecniche del radar presenza di acqua liquida in superficie, similmente
e della sua distanza dalla superficie marziana, non alla Terra dei primordi», commenta Roberto
possiamo dire se questi siano interconnessi», Orosei, principal investigator dell’esperimento
sottolinea Pettinelli. Marsis, e uno dei coautori dell’articolo.

«Qualsiasi processo di formazione e persistenza di Per Angelo Olivieri, attuale responsabile per l’ASI
acqua sotto il ghiaccio delle calotte polari del radar Marsis, questa ulteriore scoperta dà
marziane richiede che il liquido sia ipersalino. ragione degli sforzi compiuti negli scorsi anni in
Esperimenti di laboratorio che studiano la stabilità questo settore strategico della ricerca su Marte, e
di soluzioni acquose ipersaline (brine) confermano dimostra come l’Italia abbia le carte in regola per
in modo convincente che queste possono persistere consolidare la propria leadership nella
per periodi di tempo geologicamente rilevanti realizzazione e nell’analisi di dati da questo tipo
anche a temperature come quelle che troviamo di radar.
nelle regioni polari marziane, che sono
notevolmente al di sotto della temperatura di Con lo studio il team conferma che le spesse coltri
congelamento dell’acqua», aggiunge la coautrice di ghiaccio marziane, lungi dall’essere desolate e
Graziella Caprarelli, ricercatrice associata presso uniformi, devono essere viste come formazioni
il Centro di Astrofisica della University of geologiche stratigraficamente e fisicamente
Southern Queensland, che non aveva partecipato complesse, e per questo motivo da esplorare in
al lavoro pubblicato nel 2018. dettaglio. Essendo dimostrato che le brine
possono sostenere la vita microbica in condizioni
Enrico Flamini, l’attuale presidente della Scuola estreme, a conclusione dell’articolo, gli autori
Internazionale di Ricerche per le Scienze raccomandano di intensificare l’esplorazione
Planetarie (IRSPS) presso l’Università di Chieti- delle regioni polari di Marte allo scopo di trovare
Pescara, già responsabile scientifico di ASI, altri laghi subglaciali e di determinare la loro
commenta così questa scoperta: «Dire che questi composizione e il loro potenziale astrobiologico.
nuovi risultati mi rendono felice non basta. L’unica
vera domanda ancora aperta dopo il nostro primo Leggi anche "L'acqua liquida su Marte.
lavoro era: è questa l’unica prova di acqua liquida La storia di una scoperta"
www.coelum.com 11
Venere: tracce di fosfina
nei dati di Pioneer 1
di Elisabetta Bonora – AliveUniverse

Un gruppo di ricercatori, coordinato da Rakesh frammentazione da un gas


Mogul, biochimico della California State neutro. Inoltre, gli spettri indicano una possibilità
Polytechnic University, ha riesaminato i vecchi allettante per la presenza di fosfina (PH3), insieme
dati di archivio rilevati dallo spettrometro di ai suoi frammenti associati. Sebbene le intensità dei
massa Large Probe Neutral Mass Spectrometer picchi siano basse, sono forse coerenti con le
(LNMS) che era a bordo della sonda NASA Pioneer abbondanze di circa 20 ppb riportate da Jane
Venus Multiprobe (PVM). Quest’ultima, nota anche Greaves e colleghi», dicono gli autori dello studio.
come Pioneer Venus 2 o Pioneer 13, lanciò I ricercatori hanno anche identificato altri
quattro sonde nell’atmosfera venusiana il 9 elementi che non dovrebbero trovarsi su Venere,
dicembre del 1978, raccogliendo campioni in base alle attuali conoscenze dell'ambiente
durante la discesa. venusiano. Alcuni di questi potrebbero essere
importanti biofirme, proprio come la fosfina:
Gli scienziati hanno ora rielaborato i dati cercando ossigeno biatomico, metano, ciclopropene,
quei composti che, semplicemente, erano stati monossido di azoto, idrogeno biatomico,
ignorati nelle prime analisi pubblicate negli anni perossido di idrogeno.
’70 e ’80 perché non si pensava potessero «Riteniamo che questa sia un’indicazione di
esistere su Venere. sostanze chimiche non ancora scoperte e
potenzialmente favorevoli alla vita», conclude
Il team ha prima appurato il lo studio.
potere di risoluzione dello
strumento, confrontando gli
spettri di massa ottenuti per
sostanze note con i rispettivi
valori di riferimento.
Successivamente, ha
confermato la presenza di
molecole nell’atmosfera
venusiana aventi le stesse unità
di massa atomica (amu) attese
per la fosfina o il suo parente
più stretto PH2.

«Troviamo che i dati LMNS


supportano la presenza di fosfina.
Anche se le origini del gas
rimangono sconosciute.
Questa rivalutazione degli
spettri di massa di Venere
mostra la presenza del fosforo
atomico come prodotto di

12 COELUM ASTRONOMIA
BepiColombo
ha completato il
flyby di Venere
di Ufficio Stampa INAF

BepiColombo ha completato il primo flyby di lato illuminato del pianeta e per via della rotazione
Venere alle 5:58 la mattina del 15 ottobre, retrograda di Venere, la sonda si è trovata al
sorvolando il pianeta a una distanza di circa 10 momento del closest approach nel pomeriggio
720 km dalla superficie. Si tratta del primo dei due venusiano in tempo per attraversare il bow shock,
sorvoli del pianeta che saranno necessari per ovvero il confine nel quale il vento solare cade
inserire la sonda nella corretta traiettoria verso bruscamente a contatto con la magnetopausa
Mercurio, obiettivo della sua missione. planetaria. Al momento del closest approach la
sonda era distante 1,16 unità astronomiche dalla
Partito il 20 ottobre 2018, il programma è frutto Terra e 0,71 dal Sole», ricorda Marilena Amoroso,
della collaborazione tra l’ESA e l’agenzia responsabile Asi delle attività scientifiche degli
giapponese JAXA, ed è composto da due sonde: strumenti italiani della sonda.
l’europea Mercury Planetary Orbiter (MPO) e la
giapponese Mercury Magnetospheric Orbiter «Venere è un ambiente assai diverso da Mercurio,
(MMO). Entrambe viaggiano a bordo di un modulo per il quale sono stati sviluppati gli strumenti a
trasportatore, il Mercury Transfer Module (MTM), bordo, ma durante il sorvolo di oggi siamo riusciti a
che utilizzerà una combinazione di propulsione prendere misure con ben 12 strumenti. La
ionica e chimica in aggiunta a numerose spinte traiettoria del flyby era perfetta per misurare tutte
gravitazionali durante il lungo percorso. La le regioni dell’ambiente magnetico di Venere,
missione ha visto il forte contributo dell’Italia che, indotte dall’interazione tra Sole e pianeta. Inoltre,
grazie al supporto dell’Agenzia spaziale italiana abbiamo effettuato misure dell’atmosfera, dalla
(ASI) e al contributo scientifico dell’Istituto composizione chimica alla dinamica e temperatura,
Nazionale di Astrofisica (INAF), ha realizzato 4 dei insieme ad osservazioni coordinate delle sonde
16 tra strumenti ed esperimenti a bordo, oltre a giapponesi Akatsuki, in orbita intorno a Venere, e
una collaborazione internazionale. La sonda Hisaki, in orbita intorno alla Terra, e di numerosi
giungerà a destinazione a dicembre 2025, dopo telescopi professionali e amatoriali da Terra»,
sette anni di viaggio. aggiunge Valeria Mangano dell’INAF, coordinatrice
del gruppo di lavoro ESA sui flyby di Venere della
«Lo scorso 10 aprile BepiColombo ha effettuato il missione BepiColombo.
suo primo flyby intorno alla Terra per valutare le
prestazioni e il funzionamento di tutta la sua I team dei vari strumenti sono ora al lavoro per
strumentazione a bordo. Il primo flyby intorno a elaborare i dati ottenuti dal sorvolo, mentre il
Venere ci ha permesso di utilizzare alcuni degli gruppo operativo valuterà le prestazioni della
strumenti a scopo scientifico in ambiente sonda in attesa della correzione di routine della
planetario. BepiColombo ha approcciato Venere dal traiettoria, che è stata effettuata il 22 ottobre.
14 COELUM ASTRONOMIA
Spingendosi fino ai limiti strumentali
di Mertis, uno degli strumenti di
bordo, i ricercatori cercheranno anche
di rilevare la possibile presenza di
fosfina, molecola avvistata
recentemente nell’atmosfera di
Venere e potenziale indizio di forme
di vita microbica sospesa tra le nubi
del pianeta.
«La configurazione del primo flyby è
ottimale per le indagini dell’atmosfera,
della ionosfera e della magnetosfera
dell’ambiente vicino di Venere. Gli
strumenti a bordo come il
magnetometro di MMO, lo spettrometro
Mertis e Phebus (strumento francese a
partecipazione italiana), Mipa e Picam
di Serena a pi-ship italiana,
l’accelerometro italiano Isa e lo
strumento More, anch’esso italiano,
sono stati attivati durante tutta la
cruise intorno a Venere per collezionare
dati utili all’analisi scientifica in modo
sinergico», continua Amoroso.
Il secondo sorvolo di Venere è in
programma per il 10 agosto 2021, e
questa volta la sonda effettuerà il
passaggio intorno al pianeta con una
configurazione diversa, avvicinandosi
a Venere dal lato notturno e volando
molto vicino alla superficie, a soli 552
chilometri di altezza. Una distanza così
ravvicinata permetterà di rilevare altre
informazioni con il supporto di tutta la
strumentazione che andrà ad
incrementare le conoscenze sul
pianeta.

Guarda il servizio video su


MediaInaf Tv

Leggi anche lo speciale sull'ultima


scoperta di fosfina tra le nubi di
Venere, corredato con un'inchiesta Sopra. Selfie di BepiColombo con Venere
tra gli esperti del settore, sul numero alle spalle, scattato durante il flyby.
Crediti: Esa/BepiColombo/Mtm
online di Coelum Astronomia.
www.coelum.com 15
Una nuova vista su Encelado
di Redazione Coelum Astronomia

NASA/JPL-Caltech/
University of
Arizona/LPG/CNRS/
University of
Nantes/Space
Science Institute

Encelado è una luna di Saturno molto speciale: correzione fotometrica per rivelare nuovi dettagli:
spesso al centro dell'attenzione degli scienziati Encelado ha una superficie composta di ghiaccio
planetari per la presenza di un grande oceano d'acqua che la rende altamente riflettente, ma la
sottosuperficiale (possibile habitat di forme di luminosità osservata dipende dalle proprietà del
vita), la luna è stata osservata a lungo dalla sonda materiale, dalla forma della superficie e
Cassini, della NASA, nella sua missione attorno a dall'angolo con cui viene osservata, tutte
Saturno, dal 2004 al 2017. variazioni corrette per mostrare le differenze di
Un recente studio pubblicato su Icarus ha composizione e stato fisico del materiale.
proposto un mosaico globale a infrarossi di Utilizzando queste correzioni, gli studiosi sono
Encelado, realizzato utilizzando il set di dati stati in grado di rivelare le variazioni spettrali che
ricavati da VIMS (Visual and Infrared Mapping nelle immagini corrispondono ai diversi colori.
Spectrometer) – lo spettrometro a bordo della Questi sono particolarmente sorprendenti nella
Cassini, che ha sorvolato la luna ben 147 volte, regione caratterizzate dalle quattro grandi faglie
effettuando 23 incontri ravvicinati. tettoniche note come "Tiger Stripes" presenti al
Le nuove immagini a colori, in grado di rivelare Polo Sud. L'immagine che ritrae questa regione
nuovi dettagli della superficie della luna, sono rivela anche un chiaro confine tra le zone di colore
state create combinando tre canali IR della rosso chiaro e quelle in blu: il rosso uniforme è
camera VIMS, rappresentati qui dai colori rosso, probabilmente dovuto al ghiaccio d'acqua dolce
verde e blu, e sovrapposti a formare un mosaico esposto di recente.
in falsi colori. In futuro i ricercatori intendono applicare questa
L'immagine mostra cinque viste a infrarossi di tecnica anche per lo studio di altre lune
Encelado: quelle in alto sono centrate sulla faccia ghiacciate. Un'analoga mappatura a infrarossi da
rivolta verso Saturno e quelle in basso mostrano il parte delle future missioni Juice ed Europa
Polo Nord e Sud della luna. Clipper sarà in grado di rilevare l'attività recente
Gli scienziati hanno utilizzato una tecnica di sulle lune di Giove Europa e Ganimede.
16 COELUM ASTRONOMIA
Cime innevate su Plutone
di Redazione Coelum Astronomia

A sinistra, una ripresa


della regione
"Cthulhu" vicino
all'equatore di
Plutone, a destra le
Alpi sulla Terra. Due
paesaggi quasi
identici creati però da
processi molto
diversi. Crediti: NASA/
Johns Hopkins
University/Southwest
Research Institute/
Thomas Pesquet/ESA

Durante il suo incontro ravvicinato con il pianeta ha utilizzato un modello climatico del pianeta
nano Plutone, nel 2015, la sonda New Horizons nano in grado di descrivere i processi che su
della NASA aveva scoperto spettacolari montagne Plutone sono molto diversi da quelli che danno
coperte di neve, sorprendentemente simili alle luogo alle nostre cime innevate, considerando
montagne della Terra. Un paesaggio così non era che, in quota, l'atmosfera di Plutone è ricca di
mai stato osservato prima in altri luoghi del metano gassoso. È risultato che è solo sulle vette
Sistema Solare. Ma le somiglianze sono solo delle montagne, abbastanza alte da raggiungere la
apparenti: sulle Terra le temperature zona in cui l'aria contiene sufficiente metano, che
atmosferiche diminuiscono con l'aumentare della si evidenziano i bianchi picchi montagnosi più alti,
quota; su Plutone invece l’aria è più calda in ricoperti di metano condensato per via delle basse
quota, per effetto della radiazione solare. temperature. A quote inferiori l'aria è troppo
Da dove viene proviene allora questo ghiaccio? povera di metano perché si formi questo tipo di
Un team internazionale di scienziati del CNRS ghiaccio.
(Centre National de la Recherche Scientifique) in Questa ricerca, pubblicata su Nature
Francia, del NASA Ames Research Center e del Communications, potrebbe anche spiegare perché
Lowell Observatory, negli Stati Uniti, ha in primo gli spessi ghiacciai costituiti da metano osservati
luogo determinato che la "neve" sulle montagne in altre regioni di Plutone sono irti di spettacolari
di Plutone consiste in realtà in metano congelato. creste scoscese e guglie, a differenza dei ghiacciai
Per comprendere le dinamiche della formazione della Terra, costituiti da acqua, che sono
di questi particolari paesaggi "innevati", il team generalmente piatti.

18 COELUM ASTRONOMIA
Da Torino, tutto il Sole
minuto per minuto
di Marco Malaspina - Media INAF

Il nuovo ciclo solare – il venticinquesimo – è già


iniziato, raggiungerà l’apice di attività attorno al
luglio 2025 e la comunità dei fisici solari è pronta
a registrarne in modo puntuale le intemperanze,
se non addirittura a prevederle. Agli strumenti già
esistenti se ne è aggiunto da poco uno
interamente "made in Italy" – anzi, "made in
INAF". Lo hanno realizzato all’Osservatorio
Astrofisico dell’INAF di Torino, si chiama SWELTO
(acronimo di Space Weather Lab in Turin
Observatory) ed è un sito già accessibile a
chiunque all’indirizzo swelto.oato.inaf.it. Mostra
lo stato in tempo reale dell’atmosfera della nostra Sopra. Alessandro Bemporad, fisico solare
stella, la velocità del vento solare, la situazione all’Inaf di Torino, responsabile scientifico
dello spazio interplanetario, i disturbi nella del progetto Swelto

ionosfera... insomma, tutto ciò che può servire per parte dei tool viene eseguita solo una volta ogni 24
farsi una rapida idea delle condizioni "meteo" ore, ma niente ci impedisce di aumentare la
nello spazio attorno al nostro pianeta. frequenza di esecuzione in futuro. Già com’è ora
SWELTO offre comunque una ricostruzione dello
Chiamarlo "sito" è comunque riduttivo: dietro alle stato attuale del plasma nello spazio
pagine di Swelto c’è un’intera suite di strumenti, interplanetario, la cosiddetta spirale di Parker, che
di tecnici e di ricercatori. Non a caso il è effettivamente "alternativa" – perché ottenuta con
responsabile scientifico del progetto, il fisico ipotesi e metodologie diverse – rispetto a quella
solare Alessandro Bemporad, dell’INAF di Torino, fornita dalla NOAA col modello Wsa-Enlil che, come
preferisce definirlo anzitutto «un laboratorio per i fisici solari ben sanno, ha dei significativi
lo sviluppo e il test di nuovi tool per la diagnostica disaccordi rispetto a quanto effettivamente poi
dei plasmi solari e interplanetari, la previsione del misurato dalle sonde in situ. SWELTO inoltre è una
tempo di arrivo dei disturbi di origine solare a Terra sorta di think tank, ossia un contenitore di nuove
e del loro possibile impatto». Un progetto che ha idee, uno spazio in cui possiamo sviluppare e
fra i suoi obiettivi quello di poter contribuire alla testare nuove diagnostiche per le future
nascente rete nazionale per la meteorologia applicazioni di space weather», spiega Bemporad.
spaziale ed eventualmente fornire servizi che
possano entrare a far parte dell'ESA Space Tra i prossimi sviluppi previsti ci sono
Weather Service. Ma per chi lo apre nel proprio l’attivazione di alcuni tool, sviluppati in forma
browser è anzitutto un bel sito d’informazione, preliminare, e la messa in funzione dei sensori per
ordinato e colorato. il monitoraggio dei campi geomagnetici e dei
disturbi ionosferici.
«Gli ultimi dati disponibili in archivio di SOHO e
SDO vengono scaricati con frequenza di un’ora, Leggi la notizia completa su Media INAF.
mentre in questa prima fase di test la maggior
www.coelum.com 19
Morte per spaghettificazione
Gli ultimi istanti di una stella divorata
da un buco nero
di Redazione Coelum Astronomia

Siamo ormai abituati a considerare i buchi neri Regno Unito, e autore principale del nuovo studio
come oggetti celesti estremi, insaziabili divoratori pubblicato su Monthly Notices of the Royal
di materia, in grado di attirare verso di sé tutto ciò Astronomical Society. Durante questi eventi di
che capita nei loro paraggi. Ma cosa può capitare a distruzione mareale, una stella sperimenta delle
una stella che ha la sventura di avvicinarsi troppo deformazioni così terribili da assumere un aspetto
a questi incontentabili mostri cosmici? Sembra longilineo e filiforme, un aspetto che viene
una domanda a cui solo la fantasia o la descritto dai ricercatori come "spaghettificazione",
fantascienza può rispondere ma ora un team mentre la stella viene risucchiata da un buco nero.
internazionale di astronomi, sfruttando la potente Si tratta di un fenomeno raro e di non facile
vista dei telescopi dell'ESO (European Southern studio.
Observatory) – il VLT (Very Large Telescope) e
dell'NTT (New Technology Telescope) – ha potuto «Quando una stella sfortunata si avvicina troppo a
tracciare una descrizione del destino di un astro un buco nero supermassiccio al centro di una
mentre viene divorato da un buco nero. galassia, l'estrema attrazione gravitazionale del
buco nero distrugge la stella, formandone sottili
«L'idea di un buco nero che "risucchia" una stella flussi di materiale», spiega l'autore dello studio
vicina suona come fantascienza. Ma questo è Thomas Wevers, assegnista dell'ESO a Santiago,
esattamente ciò che accade in un evento di Cile, che lavorava all'Institute of Astronomy,
distruzione mareale», afferma Matt Nicholl, Università di Cambridge, Regno Unito, quando ha
docente e assegnista della Royal Astronomical condotto la ricerca. È proprio in quei momenti,
Society presso l'Università di Birmingham, nel quando i sottili filamenti di materia stellare

20 COELUM ASTRONOMIA
cadono nel buco nero, in questo processo di la stella è stata squarciata, abbiamo
“spaghettificazione”, che viene rilasciato un immediatamente puntato una serie di telescopi
brillante lampo di energia, un bagliore che gli terrestri e spaziali in quella direzione per vedere
astronomi possono rilevare. In realtà si tratta di un come veniva prodotta la luce», afferma Wevers.
fenomeno difficile da rilevare e indagare, poiché
questi lampi sono spesso oscurati dalle polveri e Sono state così condotte molteplici osservazioni
detriti galattici che si frappongono tra noi e il dell'evento: le estese osservazioni
target da osservare, ma non solo, come spiega nell'ultravioletto, nel visibile, ai raggi X e nella
Samantha Oates, dell'Università di Birmingham: « banda radio hanno rivelato, per la prima volta, una
Abbiamo scoperto che, quando un buco nero divora connessione diretta tra il materiale che fuoriesce
una stella, può lanciare una potente esplosione di dalla stella e il bagliore luminoso emesso mentre
materiale verso l'esterno che ostruisce la nostra questa viene divorata dal buco nero. «Le
vista». Ciò accade perché l'immensa energia osservazioni hanno mostrato che la stella aveva
rilasciata quando il buco nero divora il materiale all'incirca la stessa massa del nostro Sole e che ne
stellare spinge i detriti della stella verso l'esterno, ha perso circa la metà a causa del mostruoso buco
un potente flusso di materiale con velocità fino a nero, oltre un milione di volte più massiccio»,
10.000 km/s. afferma Nicholl.

L'evento di distruzione mareale studiato dal team, Questa ricerca aggiunge un importante tassello
denominato AT2019qiz, è il più vicino di questo nella descrizione del profilo mostruoso dei buchi
tipo mai registrato finora e ha avuto luogo in una neri supermassicci e ci aiuta a comprendere
galassia a spirale situata nella costellazione meglio il comportamento della materia quando
dell'Eridano, a poco più di 215 milioni di anni luce cade nel loro campo di gravità estrema. Il gruppo
dalla Terra: le osservazioni condotte per un di lavoro arriva a pensare che AT2019qiz potrebbe
periodo di 6 mesi hanno evidenziato una fase in persino fungere da "stele di Rosetta" per
cui il bagliore è cresciuto di luminosità per poi l'interpretazione di future osservazioni degli
svanire. «Non appena è stata rilevata l'emissione eventi di distruzione mareale.
del nuovo evento di distruzione mareale, dopo che

Rappresentazione artistica di una stella distrutta


dall'interazione mareale con un buco nero
supermassiccio. Crediti: ESO/M. Kornmesser

www.coelum.com 21
Saturno e la sua immensa
tempesta a forma di esagono
visibile al Polo Nord del pianeta.
Crediti: NASA, JPL-Caltech, SSI

Esagoni su Giove e Saturno


di Redazione Coelum Astronomia

Un recente studio, pubblicato su PNAS, ha gettato La simulazione mostra le dinamiche dei flussi
nuova luce sulle dinamiche che portano alla atmosferici e ha messo in evidenza un fenomeno
formazione dell’esagono di Saturno, una chiamato convezione termica profonda. Piccole
suggestiva formazione al polo nord del pianeta – tempeste nell’atmosfera di Saturno interagiscono
di cui abbiamo parlato varie volte in passato – che con il sistema di correnti a getto orizzontali che
ancora fatica a trovare una spiegazione solida. soffiano verso est in prossimità del polo nord, una
Secondo gli autori: «Il modello di flusso esagonale corrente ampia che attraversa il pianeta e che
su Saturno è un esempio lampante di auto- viene confinata nella parte superiore, al polo nord.
organizzazione turbolenta. Il nostro modello L’interazione delle numerose tempeste e cicloni
produce simultaneamente e in modo auto-coerente del pianeta deforma il flusso “pizzicandolo” e
getti zonali alternati, il ciclone polare e strutture dandogli una forma inaspettata: poligonale invece
poligonali esagonali simili a quelle osservate su che circolare. Il modello creato dai ricercatori, poi,
Saturno». suggerisce che la tempesta sia profonda migliaia
di chilometri, ben al di sotto delle cime delle
Rakesh K. Yadav, del Dipartimento di scienze nuvole di Saturno, e questo fa sì che la tempesta
planetarie dell’Università di Harvard, e Jeremy esagonale sia così persistente e furiosa.
Bloxham, professore di geofisica di Mallinckrodt, Ciò che il modello però non ha riprodotto è
autori della ricerca, sono i due cacciatori di proprio l’esagono.
tempeste che hanno portato avanti per un mese
una simulazione basata sui dati della missione La forma emersa dalla simulazione era un
Cassini. poligono a nove lati che si muoveva più
22 COELUM ASTRONOMIA
velocemente della tempesta
di Saturno. Tuttavia, lo studio
getta le basi per un concetto
generale di come si possa
formare la maestosa e curiosa
tempesta e del come si sia
mantenuta relativamente
invariata almeno per i 13 anni
della missione Cassini.

Ma se finora Saturno
sembrava avere l’esclusiva
per la presenza di questa
enigmatica e geometrica
tempesta, ora pare che le
cose stiano diversamente. Un
secondo studio, pubblicato
sempre su PNAS, prende
infatti in considerazione una serie di formazioni Sopra. Una vista in infrarosso (5 micron) del polo sud
di Giove, ripresa da JIRAM durante il 23° perigiove.
osservate dalla sonda Juno su Giove.
compiuto dalla sonda Juno della NASA.
A guidarlo troviamo Cheng Li, di Berkeley, Crediti: NASA/JPL-Caltech/SwRI/ASI/INAF/JIRAM
Università dell’Arizona. A dire il vero non si tratta
proprio di tempeste esagonali o poligonali, ma di posto al centro, assumendo così una formazione
tempeste disposte in formazioni poligonali... poligonale, in cui i cicloni costituiscono i vertici
La sonda della NASA Juno, durante i suoi sorvoli del poligono.
ravvicinati all’atmosfera del pianeta, ha infatti Anche in questo caso però serviranno ulteriori
osservato queste curiose formazioni stabili, in studi per comprendere più a fondo i meccanismi
ciascun polo di Giove, con vortici organizzati a di formazione di tali cicloni e anelli anticiclonici, e
formare dei poligoni, rispettivamente al nord e al del perché li osserviamo su Giove e non su altri
sud con otto e cinque vortici ciclonici, posti pianeti gassosi del nostro Sistema Solare.
attorno a uno centrale principale. I ricercatori
hanno costruito un modello numerico per ricreare
i vortici e identificare i fattori che influenzano il
loro comportamento. Pur non riuscendo a capire
come si formano, hanno trovato la chiave per
comprendere la loro stabilità, dovuta anche in
questo caso alla profondità dei cicloni e alla
presenza di anelli di rotazione anticiclonica
esistenti attorno a ciascun vortice che fungono da
schermatura.
I cicloni su Giove, infatti, tendono a spostarsi
verso il polo, come fanno gli uragani sulla Terra. A
quel punto però senza gli anelli anticiclonici
tenderebbero a fondersi tra loro. Su Giove questi
anelli “isolanti” portano invece i vortici a disporsi
in modo equidistante attorno a quello principale
www.coelum.com 23
Nobel per la Fisica ai segreti più
oscuri dell’universo
di Maura Sandri – Media INAF

Si chiamano Roger
Penrose, Reinhard Genzel
e Andrea Ghez i due
scienziati e la scienziata
che il 6 ottobre scorso
hanno ricevuto
dall’Accademia Svedese
per le Scienze il Premio
Nobel per la Fisica 2020.
Metà del premio va a
Roger Penrose, che ha
sviluppato ingegnosi
metodi matematici per
esplorare la teoria della
relatività generale di
Albert Einstein e ha
dimostrato che la teoria
porta alla formazione dei
buchi neri. L’altra metà va
a Reinhard Genzel e
Andrea Ghez, alla guida
dei due team di ricerca
che hanno scoperto il
buco nero supermassiccio tradizionalmente tenuta a Stoccolma – è stata
al centro della nostra galassia, utilizzando molti sostituita da un evento online. Ricordiamo che
anni di osservazioni astronomiche di questa l’ultima volta in cui la cerimonia di premiazione fu
regione. È la quarta volta nella storia che il annullata è stato nel 1944 a causa della seconda
riconoscimento va a una donna. guerra mondiale. Normalmente alla cerimonia di
premiazione partecipano circa 90 persone, ma in
Il 2020 è stato un anno unico nella storia del questa occasione erano meno di 30. Molti
Premio Nobel. A causa della pandemia da rappresentanti dei media l’hanno seguita da
coronavirus, la cerimonia di premiazione – remoto.

24 COELUM ASTRONOMIA
Marco Tavani è il nuovo
presidente dell’INAF
di Redazione Media INAF

L’INAF ha un nuovo presidente: l’astrofisico Marco


Tavani, il “papà” del satellite Agile, nominato alla
guida dell’Ente dal ministro Gaetano Manfredi il 9
ottobre, a meno di un mese dalla prematura e
improvvisa scomparsa di Nichi D’Amico.

«La chiamata della segreteria del Ministero


dell’Università e della Ricerca è giunta inaspettata.
Subito mi è stato passato il ministro Manfredi, che è
stato molto gentile, ha avuto parole di grande
apprezzamento per l’INAF e per il lavoro svolto
dall’Ente. Mi sono detto onoratissimo della nomina.
E sì, mi sono certamente emozionato», dice Tavani a
Media INAF,

Sessantatré anni appena compiuti, Tavani è Sopra. Marco Tavani, presidente INAF
dirigente di ricerca (prima al CNR poi all’INAF) dal
1999, docente all’Universita` Tor Vergata di Roma scientifico europeo e internazionale è perché i suoi
e al Gran Sasso Science Institute, con astronomi sono sempre “sulla cresta dell’onda”.
un’esperienza decennale di ricerca e L’INAF attuale è coinvolto in moltissimi settori
insegnamento negli Stati Uniti (Columbia dell’astronomia e dell’astrofisica da terra e dallo
University, University of California at Berkeley, spazio, dalle onde radio ai raggi gamma di alta
Lawrence Livermore National Laboratory, Stanford energia, passando ovviamente attraverso
University, Princeton University, Goddard Space telescopi ottici sempre più all’avanguardia per i
Flight Center e Marshall Space Flight Center della quali l’Italia dà contributi fondamentali», ricorda
NASA). I suoi temi di ricerca principali sono il neopresidente.
l’astrofisica teorica e osservativa di sorgenti
galattiche ed extragalattiche, l’origine dei raggi «Si tratta quindi di consolidare ancor di più il
cosmici, i gamma-ray bursts, le teorie di cammino spesso complicato dei grandi progetti
accelerazione di particelle, le controparti di internazionali, di rafforzare le nostre strutture
sorgenti di onde gravitazionali e neutrini, i lampi osservative e svilupparne di nuove, di sostenere
gamma terrestri e i fenomeni magnetosferici. Dal maggiormente la ricerca di base e di favorire al
1997 è principal investigator della missione massimo l’inserimento dei nostri giovani e le
spaziale Agile dell’ASI, un satellite scientifico per progressioni interne. Le grandi sfide del futuro in
l’astrofisica delle alte energie. È stato membro del astronomia e astrofisica si vinceranno con
CdA dell’INAF dal 2015 al 2019 ed è Socio coesione, collaborazione e spirito di gruppo. I cieli
Corrispondente dell’Accademia Nazionale dei non sono più abissalmente lontani dalle esigenze
Lincei. dell’uomo, e l’astrofisica moderna è sempre più
inserita nella società», spiega Tavani.
«L’INAF è un’entità scientifica di primissimo piano.
Se è così visibile e apprezzato nel panorama www.coelum.com 25
NOTIZIARIO DI ASTRONAUTICA
A cura di Luigi Morielli

L’emergenza COVID-19 sta purtroppo riprendendo forza e questa ha inevitabili


ripercussioni su tutte le attività umane, ovviamente anche sulle missioni spaziali. In casi estremi tutti
centri di controllo delle missioni hanno l’ordine di impostare le sonde in Safe Mode nel caso che per la
carenza di personale i tecnici non siano più in grado di mantenere il funzionamento attivo o nel
malaugurato caso che i centri di controllo venissero chiusi. Di conseguenza tutte le notizie riportate
potrebbero subire modifiche improvvise.

Stazione Spaziale Internazionale


A bordo della ISS era in corso la Expedition 63 il Shannon Walker. Al loro arrivo a bordo inizierà la
cui equipaggio è composto da Chris Cassidy Expedition 65. Alla capsula (codice C207) è stato
(NASA - Comandante), Anatoliy Ivanishin assegnato il nome di “Resilience”.
(Roscosmos) e Ivan Vagner (Roscosmos).
Prossimi eventi per la ISS:
Il 3 ottobre, la Northrop Grumman ha lanciato con - 12 novembre – Lancio e attracco Dragon v2
un vettore Antares la capsula Cygnus NG-14 Crew-1 (USCV-1)
battezzata “S.S. Kalpana Chawla” in onore
dell’astronauta indiana che perse la vita nel Al momento di scrivere, i veicoli ormeggiati alla
disastro dello Space Shuttle Columbia. L’arrivo Stazione Spaziale sono:
presso la Stazione è avvenuto il 5 ottobre quando - Modulo BEAM (semi permanente), molo
è stata catturata con il Canadarm-2 alle 09:32 TU. Tranquillity, poppa
- Progress MS-14 (75), molo Zvezda, poppa
Il 14 ottobre alle 05:45 TU partiva dalla rampa - Progress MS-15 (76), molo Pirs, nadir
31/6 del Cosmodromo di Baikonur un vettore - Soyuz MS-17, molo Rassvet, nadir
Soyuz con l’omonima capsula siglata MS-17 che - Cygnus NG-14 – molo Unity, nadir
raggiungeva la Stazione Spaziale nel tempo - Soyuz MS-16, molo Poisk, zenith – in fase di
record di 3 ore e 3 minuti. I tre componenti distacco per il rientro
dell’equipaggio erano Sergej Ryžikov, Sergej
Kud'-Sverčkov e Kathleen Rubins. Sono gli
astronauti che risiederanno nella ISS per i
prossimi sei mesi.

Il 21 ottobre la Soyuz MS-16 accoglie a bordo


Cassidy, Ivanishin e Vagner per il rientro
sancendo così il termine della Expedition 63 e il
passaggio delle consegne alla 64.

Expedition 64 avrà una durata prevista inferiore


al mese, fino all’arrivo del primo volo “regolare”
della capsula Crew Dragon di SpaceX, previsto per
il 12 novembre, con un equipaggio di 4 persone, Sopra, I membri dell'equipaggio della Expedition 64:
Victor Glover, Michael Hopkins, Soichi Noguchi e Sergey Kud-Sverchkov, Sergey Ryzhikov e Kate
Rubins, Crediti: NASA/GCTC/Andrey Shelepin.
26 COELUM ASTRONOMIA
Crediti: NASA

Mars Science Laboratory

Curiosity – Marte, Sol 2.919 (21 ottobre 2020). due dosi di idrossido di tetrametilammonio
Foto inviate a Terra: 372.614. Distanza percorsa (TMAH) per analizzare un campione di terreno alla
sulla superficie: 23,06 km. ricerca di componenti organici. Dopo lunga attesa
Il grande rover sta salendo lungo le pendici del è finalmente arrivato il momento per eseguire
Monte Sharp, una formazione rocciosa alta 4.800 questo test speciale e, anche se i risultati
metri posta al centro del cratere Gale, dove è arriveranno fra alcuni mesi, è comunque stato un
atterrato oltre otto anni fa. evento importante. Rimane ancora solo una dose
di tale sostanza a bordo del rover, per future
Nella sua continua ricerca di nuovi terreni e indagini.
Sotto. L'ultima trivellazione di Curiosity nella roccia
materiali, il team che controlla il rover ha
chiamata "Groken". Crediti: NASA/JPL-Caltech.
eseguito una trivellazione sulla roccia chiamata
“Groken” e l’esito è stato curioso. Nonostante il
foro non fosse stato eseguito vicino al bordo
della roccia, quest’ultima si è spaccata
sollevandosi parzialmente. Le analisi dei materiali
proseguono sia nel foro che intorno ad esso in
modo da costruire una mappa il più fedele
possibile della distribuzione dei minerali sulla
superficie. Proseguono inoltre le osservazioni
atmosferiche in concomitanza della stagione
calda e ventosa alla ricerca dei dust devil e degli
altri fenomeni, comprese le osservazioni
dell’opacità atmosferica, sia in orizzontale che
verso l’alto.
Intanto l’11 settembre è stata utilizzata una delle

www.coelum.com 27
InSight
Elysium Planitia, Marte – Sol 677 (21 ottobre terreno, che non è quella di solito incontrata a
2020) – 5.297 immagini inviate a Terra. queste latitudini marziane, e la conseguente
Ultime temperature rilevate: massima –15,9 °C, difficoltà nel scendere nel suolo, a causa
minima –96,9 °C. Massima velocità del vento dell’incollamento del terreno stesso sulla talpa.
nell’ultimo Sol: 22,5 m/s. Attendiamo quindi nuovi dati scientifici grazie alla
ripresa del lavoro.
Per quanto riguarda le travagliate vicende della
“talpa”, il penetratore di InSight studiato per
scavare nel terreno marziano, il 3 ottobre è stata
sollevata la benna dal punto in cui è stata inserita
e spinta la sonda e finalmente quest’ultima è
scomparsa dalla vista, evento che significa che,
dopo tanti sforzi, la piccola “talpa” sta scendendo
nel terreno, segnando l’inizio vero e proprio
dell’esperimento scientifico volto allo studio del
sottosuolo. Il penetratore dovrà scendere fino a
una profondità di circa 3 metri nel suolo marziano
per studiarne le proprietà termiche e altro ancora.
A questo punto, appena si formerà un eventuale
avvallamento sopra il punto di scavo, la benna si
occuperà di ricoprirlo immediatamente per
aiutare la discesa della talpa.
I problemi di questo genere di “trivellazione”
Crediti: NASA/JPL-Caltech
sono stati resi evidenti dalla consistenza del

Perseverance
Tutto bene a bordo del nuovo
Rappresentazione artistica del rover
veicolo in volo verso Marte:
Perseverance. Crediti: NASA
le batterie sono cariche, sta
viaggiando a poco più di
100.000 km/h e ha coperto
circa il 47% del viaggio
totale previsto (lo
ricordiamo, il lancio è
avvenuto lo scorso 30 luglio).
La prossima correzione di
rotta è prevista il 18
dicembre, per migliorare la
precisione dell’inserimento
orbitale intorno a Marte.
L’arrivo su Marte è previsto
per il febbraio 2021.

28 COELUM ASTRONOMIA
Al-Amal (Hope)
La sonda che dovrà raggiungere Marte per gli perfettamente in rotta verso il Pianeta Rosso e
Emirati Arabi Uniti, lanciata il 19 luglio dal dovrebbe raggiungere la sua destinazione nel
Giappone, ha eseguito una sola correzione di febbraio 2021.
traiettoria il 17 agosto e attualmente è

Tian Wen 1
Tian Wen 1, la missione marziana cinese composta razzo alimentati con 1.530 kg di propellenti, ha
da un orbiter di 1.645 kg, un lander da 1.285 kg e eseguito la sua seconda correzione di rotta il 20
un rover da 240 kg, il tutto controllato da motori a settembre ed è diretta verso Marte.

Parker Solar Probe


Il 27 settembre la sonda NASA che sta studiando la
nostra stella è passata al suo sesto perielio
dall’inizio della missione, ormai iniziata più di due
anni fa. Il passaggio è avvenuto a soli 14,5 milioni
di chilometri e ad una velocità di 129 km/s
(464.400 km/h). Anche questo passaggio ha
infranto tutti i record precedenti di avvicinamento
al Sole e di velocità.

A destra. Una rappresentazione artistica della sonda


Parker Solar Probe. NASA/Johns Hopkins APL/Steve
Gribben

Chang’e-4
Il ventitreesimo giorno lunare per la missione terrestri di missione lunare (al momento di
Chang’e-4 sulla faccia nascosta della Luna è scrivere) utilizzando il satellite ripetitore Queqiao
iniziato il 10 ottobre per il piccolo rover Yutu 2 e che si occupa delle comunicazioni con la Terra.
il giorno dopo per il lander. E siamo a 657 giorni

Chang’e-5
La missione che dovrà riportare a Terra dei
campioni di terreno lunare è in assemblaggio
avanzato al poligono di Wechang, il sito finale
da cui partirà alla volta del nostro satellite
naturale. Secondo le previsioni il razzo
vettore Lunga Marcia 5 con a bordo Chang’e-5
verrà lanciato alla fine di novembre.
A destra. La navicella spaziale cinese Chang'e-5
in fase di test. Crediti: CCTV / framegrab
www.coelum.com 29
Starlink
Continuano i controversi (per via dell’impatto Ricordo che la costellazione Starlink si propone di
sulle osservazioni del cielo da Terra di astrofili e portare internet ultraveloce su tutto il pianeta
professionisti) lanci di satelliti Starlink (il direttamente dai satelliti a un costo
tredicesimo gruppo composto da 60 è partito il 6 concorrenziale e con una copertura virtualmente
ottobre) e con 728 satelliti in orbita sui 775 totale. Dato che la copertura minima era prevista
lanciati (al 7 ottobre). Starlink si conferma come con 400 satelliti e con 800 si sarebbe raggiunta
la più numerosa costellazione satellitare già una copertura media, avendo raggiunto il
attualmente attiva. I satelliti pesano circa 220 kg traguardo degli oltre 700 satelliti è molto
l’uno e i materiali di cui sono composti sono tali probabile che manchi poco alla
per cui la disintegrazione in caso di rientro è commercializzazione del servizio.
completa e quindi non ci sono rischi per la
popolazione.

OSIRIS-REx
La sonda statunitense ha eseguito la raccolta dei raggiungere una quota di 54 metri e, infine, alle
campioni di terreno dall’asteroide Bennu 21:53 TU la sonda è “atterrata” sul suolo
effettuando un touch-and-go sulla superficie del asteroidale, appoggiandosi con il braccio robotico
corpo celeste. Il 20 ottobre alle 17:50 TU ha del raccoglitore dei campioni. A quel punto è
abbandonato la sua orbita di parcheggio a 1 km di stato attivato Tagsam, il raccoglitore di campioni
quota per eseguire una discesa rapida fino ai 125 e dopo pochi secondi è subito ripartita per
metri, punto di checkpoint raggiunto alle 21:33 tornare nell’orbita originaria. Ora, in base a
TU. Successivamente ha effettuato un’accensione quanto materiale sarà rilevato all’interno del
per sincronizzare la sua velocità con quella di contenitore di rientro, si deciderà se fare un
rotazione di Bennu. È stata poi eseguita secondo tentativo (se il campione raccolto è
nuovamente la manovra alle 21:43 TU, per inferiore a 60 g) o se rientrare subito a Terra, cosa

Crediti: NASA

30 COELUM ASTRONOMIA
che avverrà comunque nel corso dell’anno nuovo, Per maggiori dettagli leggi l’articolo di apertura
con un arrivo previsto nel deserto dello Utah il 24 del notiziario di questo numero a pagina 6.
settembre 2023.

Bepi Colombo
Il 16 ottobre ha eseguito il primo dei fly-by
previsti con Venere, con il fine di ridurre la sua
velocità e poter raggiungere la destinazione
rappresentata da Mercurio. L’ultimo fly-by di
Venere avverrà nell’agosto del 2021. Questi
passaggi potranno essere sfruttati eventualmente
per confermare la presenza di fosfina
nell’atmosfera venusiana, ma non è ancora chiaro
Sopra. Rappresentazione artistica di Bepi Colombo
se la sensibilità degli strumenti di bordo sia con Venere sullo sfondo. Crediti: ESA.
sufficiente allo scopo.

Juno
La sonda ha da poco festeggiato i 9 anni dal lancio satelliti medicei e compiere interessanti
e alla NASA stanno pensando a una possibile osservazioni di queste particolari e grandi lune,
estensione della missione fino al 2025. In questo con il fine di tracciare meglio le loro proprietà e
modo Juno potrebbe eseguire diversi sorvoli dei caratteristiche.

New Horizons
All’inizio di ottobre è stata eseguita la ricerca di un
possibile nuovo obiettivo secondario (il secondo
dopo Arrokoth, l’oggetto noto anche come Ultima
Thule) per New Horizons che sta viaggiando nella
poco esplorata fascia di Kuiper. La ricerca,
eseguita con il telescopio Subaru delle Hawaii,
richiederà diversi mesi di studio e analisi dei dati Il Telescopio Subaru. Crediti: NAOJ
per ottenere dei risultati utilizzabili.

Hayabusa 2
L’arrivo della capsula con i campioni di materiale propellente del motore a ioni, si stanno cercando
raccolti sull’asteroide Ryugu è previsto per il 6 possibili nuovi obiettivi di studio per il veicolo.
dicembre. Attualmente la sonda si trova a circa 17 Un’ipotesi vedrebbe un nuovo incontro
milioni di km da Terra e sta viaggiando a poco ravvicinato con un asteroide per il luglio 2026 e,
meno di 30 km/s. Dato che Hayabusa 2 dopo due fly-by terrestri, un ulteriore passaggio
completerà la sua missione primaria senza ravvicinato di un altro corpo minore nel luglio
rientrare in atmosfera terrestre e avrà a 2031.
disposizione ancora 30 dei 66 kg iniziali di
www.coelum.com 31
NOVITA' DAL MERCATO

Novità, Tendenze e Tecnologie dal Mondo del


Mercato dell'Astronomia Amatoriale

GM2000 HPSII COMBI, by 10Micron


Il noto produttore italiano di montature tecnologia HPS con encoder assoluti sugli assi e
automatizzate di precisione annuncia l’arrivo motori ad alte prestazioni e coniuga la grande
della nuova GM2000 HPS II. stabilità della GM2000 HPS II Monolit con la
portabilità della Ultraport, delle quali è destinata
10 Micron è una divisione di COMEC-Technology, a prendere il posto. Anche la GM2000 Combi ha il
un’azienda nata negli anni ’60, specializzata in corpo separabile in due parti come la Ultraport ma
meccanica di precisione con la vocazione per dispone di un sistema di bloccaggio aggiuntivo
l’innovazione, la precisione e l’affidabilità. Da oltre a quello rapido. Il nuovo sistema di blocco
questa filosofia, unitamente alla passione per supplementare, invece, garantisce solidità e
l’Astronomia e alla pluridecennale esperienza, 20 tenuta nel tempo specialmente quando la
anni fa è nata 10 Micron (l'anniversario ricorre montatura è usata in postazione fissa; facilissimo
proprio a dicembre) che, grazie al personale da usare, è reversibile così da poter trasformare la
altamente specializzato nella progettazione e GM2000 HPS combi da montatura fissa a portatile.
produzione, ha potuto sviluppare in breve tempo
sistemi esclusivi ed innovativi con prestazioni al Il puntamento avviene grazie a due servomotori
top, tanto da essere diventata nel corso degli anni brushless, con trasmissione a cinghia dentata a
leader nel settore anche a livello internazionale. gioco zero. L’elettronica è inserita in un box
Il loro catalogo vanta una vasta gamma di sistemi indipendente, facilmente trasportabile. La
di inseguimento altazimutali, equatoriali o per montatura può essere controllata sia utilizzando
binocoli, adatti sia a necessità amatoriali che la pulsantiera in dotazione, sia da PC esterno
professionali, ma sempre all’avanguardia, Motivo tramite i software più diffusi.
questo per cui è nata la nuova GM2000 HPS La pulsantiera è costruita per essere leggibile in
combi. qualsiasi condizione di illuminazione. Sia il
Questa nuova montatura equatoriale alla tedesca, display che i tasti ergonomici, progettati per l’uso
che sopporta un carico utile di 50 kg, utilizza la

32 COELUM ASTRONOMIA
con i guanti, sono
retroilluminati in rosso.
Un riscaldatore
mantiene il display alla
temperatura ottimale
di funzionamento
anche in climi rigidi.
Il sistema di
puntamento utilizza un
modello che permette
la correzione non solo
dei classici errori di
puntamento al Polo e
di non ortogonalità
dell’asse ottico del
telescopio, ma anche
delle flessioni più
importanti del tubo
ottico. In questo modo
è possibile ottenere
precisioni di
puntamento
dell’ordine di 20” RMS
su tutto il cielo. Lo stesso modello può essere garantiscono, infatti, un errore di inseguimento
usato per l’inseguimento per ottenere la massima tipico inferiore a 1".
precisione, compensando anche la Tra le altre funzioni interessanti segnaliamo il
rifrazione atmosferica. Una serie di funzioni bilanciamento assistito elettronicamente e la
ausiliarie rende più facile e veloce l’allineamento possibilità di parcheggiare la montatura in
al polo. posizioni definite dall’utente.

L’accuratezza dell’inseguimento rende Per maggiori informazioni: GM2000 HPS II Combi


l’autoguida inutile nella maggior parte degli usi.
Gli encoder assoluti presenti su entrambi gli assi www.10micron.eu

www.coelum.com 33
LRGB V Series Antlia Filters

Un’altra interessante novità viene dalla Skypoint


che propone una serie di filtri ottici della cinese
Antlia Filters caratterizzati da una elevata qualità
e da prezzi particolarmente convenienti. La
gamma dei filtri disponibili è vasta, dall’OIII, al SII,
all’IR Pass, all’H-Alpha, fino agli LRGB che qui vi
presentiamo. Vari anche i formati che vanno dal
1,25”/2” montati in cella e non, al 36 mm, 50 mm,
50x50 mm e 65x65 mm.

I filtri LRGB V-Series sono stati progettati per


l'astrofotografia (non per il visuale) con camere
che impiegano sensori CCD e CMOS
monocromatici e sono caratterizzati da curve di
trasmissione che bilanciano le risposte nei canali
RGB, così da semplificare il successivo processo di
elaborazione delle immagini.
Questi filtri godono inoltre di un elevato indice di
trasmissione che enfatizza le frequenze più
importanti in ambito astronomico, restituendo
una elevata fedeltà cromatica nelle riprese di Caratteristiche tecniche
oggetti celesti. Sono inoltre ottimizzati per - Substrato ottico in vetro Schott
bloccare le frequenze tipiche su cui si - Spessore: 2 mm+/-0.05 mm
concentrano le luci dannose (principalmente - Qualità ottica superficie: 60/40 (vedi standard
quelle delle lampade al sodio o al mercurio). MIL-O-13830)
Tutto ciò consente di mantenere un ottimo - Correzione ottica su entrambe le facce piane di
bilanciamento dei colori e di minimizzare gli almeno 1/4 d'onda
effetti dell’inquinamento luminoso. - Parallelismo: 30 secondi d'arco
- Trasmissione: > 95%
- OD3(0.1%)@300-1100 nm
- Entrambe le superfici trattate antiriflesso
multistrato
- Tutti i filtri sono parafocali

Il set composto da 4 filtri di 1,25" in cella è in


vendita a 279 euro. Comprende: filtro Luminanza
(UV/IR-Cut), filtro Rosso (R), filtro Verde (G) e filtro
Blu (B).

Per maggiori informazioni:


https://www.skypoint.it/it/91_antlia-filters

34 COELUM ASTRONOMIA
Astrografo FAST 300 Tecnosky

L’ultima novità di questo mese è proposta da


Tecnosky ed è un astrografo di grande taglia,
votato all’astrofotografia deepsky. Il FAST 300 è
un Newton con ottiche GSO selezionate di ben
300 mm di diametro e una focale di 1.020 mm
(f/3,4) grazie al correttore full frame da 3” 0,85x.
È quindi uno strumento ideale per riprese con
camere CCD sia con sensore a colori che in bianco
e nero con filtri a banda stretta, fino al formato
full frame.

Curato nei dettagli, il FAST 300 monta un robusto


focheggiatore V-power da 3” (motorizzabile
tramite un sistema stepper), capace reggere il
massimo carico possibile senza giochi e flessioni. uno specchio secondario da 105 mm di diagonale,
Il tubo interno di scorrimento, infatti, è rinforzato in quarzo. La cella del primario è realizzata in
con 3 guide in acciaio con cuscinetti di ben 10 alluminio CNC a 9 punti di appoggio con ventola
mm di lunghezza. Inoltre, la parte centrale della di raffreddamento.
staffa di scorrimento è trattata con una polvere
diamantata che ne aumenta la tenuta e non Da segnalare che il notevole peso dello strumento
permette lo slittamento. (24 kg) richiede una montatura robusta di
sostegno e precisa nei movimenti.
Il tubo ottico è in carbonio (5 mm di spessore), Il FAST 300 è disponibile anche con un correttore
estremamente rigido ma, nel contempo, leggero 1,14x full frame che porta la focale a 1.368 mm
per ottenere zero dilatazioni e flessioni su (f/4,56).
fotografia deepsky a lunga posa. Il tutto Made in Il prezzo, di 5.190,00 euro e include gli anelli in
Italy. alluminio CNC e una doppia piastra Losmandy
Moonlite da 460 mm.
Il supporto secondario è in alluminio anticorodal
con spider di 2,5 mm in carbonio, che sorreggono Principali caratteristiche tecniche
- Astrografo Newton da 300 mm con ottiche GSO
- Rapporto focale F3,4 o F4,56
- Focheggiatore V-power da 3" collimabile
- Correttore Full Frame 0,85X o 1,14X
- Anelli in alluminio CNC
- Doppia piastra losmandy Moonlite da 460 mm
- Adatto per fotografia con camere ccd/cmos in
bianco e nero o colori fino al formato Full Frame

Per maggiori informazioni visitate il sito del


produttore
www.tecnosky.eu

www.coelum.com 35
Il Sole tra ordine e caos
di Luca Zangrilli – Osservatorio Astrofisico INAF di Torino

Per coloro i quali seguono


l’evolversi dell’attività del
Sole questi sono mesi di
attesa, in quanto ci troviamo
nella fase in cui due cicli, il
ventiquattresimo e il
venticinquesimo si stanno
avvicendando. La transizione
avviene nel periodo di
minimo profondo, quando le
macchie solari stentano a
farsi vedere. Sembrava che il
Sole si facesse attendere ma
già appaiono le macchie del
nuovo ciclo, caratterizzate
da un nuovo orientamento
della polarità magnetica. I
fisici solari (al momento
della stesura dell'articolo)
sono quindi fiduciosi che
l’attività solare sia in
ripresa, e già nei prossimi
mesi dovremmo averne
piena conferma. In queste
pagine discuteremo della
natura delle macchie solari,
il cui studio dura da più di
duecento anni, e di cosa
queste hanno permesso di
capire a proposito della
nostra stella.

36 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 37
La scoperta del ciclo di attività solare
Le scoperte sono il frutto di un’idea e della l’astronomo svizzero
determinazione impiegata nel perseguirla. Capita Johann Rudolph Wolf
a volte di non pervenire a nulla, ma di trovare ne rimase colpito, e
comunque qualcosa di cui non si sospettava iniziò per suo conto
neppure l’esistenza. Avendo in mente questa osservazioni analoghe.
curiosa circostanza, lo scrittore inglese Horace Wolf andò poi alla
Walpole coniò il termine serendipità in una sua ricerca nei registri di
lettera del 1754, parlando di un’antica favola osservazioni passate di
persiana. Questo altri possibili cicli,
accadde anche riuscendo a risalire
all’astrofilo tedesco fino alla metà del ‘700.
Samuel Heinrich Più in là nel tempo non
Schwabe, il quale nel fu possibile
Sopra. Johann Rudolf Wolf
1826 iniziò delle proseguire, a causa (1816-1893)
osservazioni per della scarsità di dati,
andare alla ricerca anche se le prime osservazioni scientifiche delle
Sopra. Samuel Heinrich dell’ipotetico pianeta macchie iniziarono all’alba dell’epoca telescopica,
Schwabe (1789-1875) Vulcano, che si con Galileo, Harriot e Scheiner.
pensava potesse orbitare attorno al Sole più Wolf stabilì quindi di iniziare a conteggiare i cicli
vicino di quanto non facesse Mercurio. di attività solare a partire dal febbraio del 1755,
Era chiaro che l’eventuale presenza di questo definendoli come l’intervallo di tempo impiegato
pianeta poteva essere colta solo quando esso per passare da un minimo di attività al
fosse transitato sul disco della nostra stella, successivo. Formulò un indice basato sul numero
mostrandosi come una piccola macchia scura, allo di macchie e di gruppi di macchie per descrivere
stesso modo in cui venivano osservati i transiti di quantitativamente il livello di attività dal Sole,
Mercurio e Venere. L’idea era interessante, ma le chiamato oggi numero di Wolf, e che indicheremo
osservazioni venivano complicate dalle macchie con R, secondo la formula seguente:
solari, il cui passaggio non andava confuso con
quello di un pianeta in transito. Ecco perché
andava meticolosamente tenuta traccia di tutto
ciò che veniva osservato. dove g è il numero di gruppi di macchie presenti
Trascorsero diciassette anni e Schwabe di sul disco del Sole, s il numero complessivo di
Vulcano non trovò alcuna traccia. Si accorse singole macchie visibili in tutti i gruppi, e k è un
invece che il numero delle macchie osservabili fattore correttivo minore di 1, che dipende dallo
sul Sole seguiva un andamento periodico, in un strumento usato e dalle condizioni di
intervallo di tempo che egli stimò di una decina osservazione.
d’anni. È doveroso ricordare che egli non fu il
primo a intuire l’esistenza di un ciclo delle Quando nel 1852 l’astronomo britannico Edward
macchie solari, tuttavia spese così tante energie Sabine mise in relazione i risultati di Schwabe con
nelle sue ricerche, da venire in questo ricordato l’attività geomagnetica, ovvero il numero di
solitamente per primo. macchie presenti sul Sole con il verificarsi di
intense tempeste geomagnetiche, venne posta
Schwabe pubblicò i suoi risultati nel 1843, che una delle basi osservative su cui in seguito si
rimasero ignorati per alcuni anni fino a che sarebbe fondata la meteorologia spaziale (si
38 COELUM ASTRONOMIA
Sopra. Il diagramma a farfalla (grafico superiore) mostra la migrazione in latitudine delle macchie solari in
funzione del tempo, nel corso dei cicli di attività dal dodicesimo al ventiquattresimo. I colori indicano la
percentuale di copertura di macchie per bande in latitudine aventi la stessa area. In origine tale grafico
riassumeva i risultati della ricerca compiuta da Edward Walter Maunder e da sua moglie Annie, pubblicati nel
1904. Il grafico in basso mostra invece la percentuale di area dell'emisfero visibile coperta da macchie.
Crediti: D. Hathaway e NASA/MSFC.

legga l’articolo sullo Space Weather pubblicato su mostrano una variabilità molto marcata, con valori
Coelum Astronomia 230). al minimo che possono mutare anche di un fattore
Il lavoro di Wolf mise subito in evidenza che i cicli 10, e di un fattore 3 al massimo.
non avevano tutti né la stessa durata né la stessa
intensità, quindi il fenomeno non poteva essere Altre regolarità vennero scoperte nel
considerato rigorosamente periodico. Tuttavia si comportamento delle macchie. L’astrofilo inglese
potevano intravedere alcuni comportamenti Richard Carrington si accorse, attorno al 1861, che
interessanti. Ad esempio, un’osservazione fatta da le macchie tendevano ad apparire, all’inizio di un
Wolf stesso riguardava una correlazione tra durata ciclo, a latitudini più elevate che non verso la fine
e intensità dei cicli di attività, in cui quelli più dello stesso. Questa scoperta fu approfondita e
intensi tendevano anche ad essere i più brevi. formulata come legge empirica dall’astronomo
Un altro aspetto degno di nota era che tedesco Gustav Spörer, e quindi esposta sotto
l’evoluzione del numero di macchie non aveva un forma di grafico nel bellissimo diagramma a
andamento simmetrico, essendo la salita al farfalla dall’astronomo inglese Edward Walter
massimo più breve delle discesa, con una Maunder nel 1904, da cui si vede come all’inizio di
tendenza dei cicli più intensi ad avere salite al un ciclo le macchie appaiono a latitudini tra 30° e
massimo più veloci. 45°, e con il tempo tendono ad apparire a
Oggi sappiamo che la periodicità di 11 anni è solo latitudini man mano inferiori, fino a circa 15° al
un valore medio, potendosi verificare, ad esempio, massimo e 7° quando siamo prossimi all’esaurirsi
cicli di 9 anni e altri di poco più di 13 anni. Inoltre del ciclo.
i valori dell’indice R dei vari minimi e massimi,
www.coelum.com 39
Sopra. Gruppo di macchie sulla superficie del Sole. Nelle macchie di dimensioni maggiori, ormai
completamente sviluppate, si possono chiaramente distinguere le zona d'ombra centrali e le circostanti zone
di penombra.

Un passo importante per la comprensione della rotazione solare, risultava sostanzialmente la


natura delle macchie solari fu compiuto stessa per tutte le macchie appartenenti a un
dall’astronomo George Ellery Hale, il quale scoprì emisfero, e invertita da un emisfero all’altro. Non
nel 1908 che esse erano sedi di intensi campi solo, cicli temporalmente contigui producevano
magnetici. Inoltre tendevano ad apparire in macchie con orientazioni delle polarità opposte.
coppie aventi polarità magnetica opposta.
L’orientazione delle polarità, nel verso della

Il numero di Wolf
L’opera di Wolf all’Osservatorio di Zurigo all’Osservatorio Reale del Belgio, il numero di
proseguì fino al 1893, dopodiché altri Osservatori Wolf venne calcolato sulla base della media di
ne raccolsero l’eredità, e l’Osservatorio di Zurigo osservazioni di diversa provenienza. Per
continuò a calcolare e distribuire ufficialmente il confrontare i valori di R di provenienza diversa si
numero di Wolf fino al 1981, quando terminò rende necessaria un’attenta valutazione del
questo tipo di attività. Subentrò quindi il centro fattore k della formula, e ciò rappresenta una seria
belga Solar Influences Data Center, parte difficoltà quando si vogliano studiare serie
dell’Osservatorio Reale del Belgio, a cui fa temporali di R su periodi molto lunghi.
riferimento il cosiddetto International Sunspot
Number. Una differenza importante tra i valori Attualmente diversi istituti provvedono al calcolo
distribuiti dai due istituti è che prima del 1981 nel del numero di Wolf. Uno tra i centri autorevoli è lo
computo venivano considerate essenzialmente le statunitense NOAA Space Environment Center, a
osservazioni di un unico osservatore, detto cui ci si riferisce parlando del cosiddetto Boulder
osservatore primario; con il passaggio Sunspot Number. A prima vista potrebbe
40 COELUM ASTRONOMIA
A sinistra. Le immagini in luce visibile
catturate dal Solar Dynamics
Observatory (SDO) della NASA
mostrano il Sole al minimo solare nel
dicembre 2019 e l'ultimo massimo
solare, verificatosi nell'aprile 2014.
Le macchie solari caratterizzano il
Sole durante il massimo solare. Tali
macchie scure sono associate
all'attività solare. Crediti: Solar
Dynamics Observatory della NASA /
Joy Ng

sembrare immediato ottenere R da un semplice osservazioni di osservatori diversi, soprattutto


conteggio, ma non è così. Contrariamente a quando si parla di dati del diciannovesimo secolo
quanto si potrebbe pensare, anche se il calcolo e oltre. Per completezza osserviamo che dare lo
viene effettuato con la stessa formula, il Boulder stesso peso a macchie o gruppi di macchie grandi
number è solitamente più grande dello o piccoli potrebbe lasciare perplessi, quando
International Sunspot Number di circa il 55%. La magari potremmo pensare che sia la superficie
cosa non deve sorprendere, in quanto i dati complessiva occupata dalle macchie visibili ad
provengono da gruppi di osservatori diversi, e la essere significativa. Si è invece trovato che esiste
valutazione del coefficiente k può differire una correlazione lineare tra questa e il numero di
notevolmente. Wolf, anche se con una considerevole dispersione,
e possiamo continuare a considerare R come un
Nel 2015 è stato introdotto un nuovo numero, il indice affidabile dell’attività solare.
Group Sunspot Number, che ha come scopo
quello di valutare in maniera più omogenea le

Sopra. Grafico delle medie annuali dell'International Sunspot Number in funzione del tempo, fornito
dall'Osservatorio Reale del Belgio. Sono rappresentati in blu i cicli dal primo (e parte della discesa dal
massimo del ciclo che lo precede) fino al ventiquattresimo. Si ricordi che il primo ciclo inizia a febbraio del
1755. In grigio vengono mostrati i cinque cicli precedenti, a partire dall'anno 1700.
www.coelum.com 41
L’attività del Sole su lunghi periodi
A sinistra. Un team guidato da
Andrés Muñoz-Jaramillo del
Southwest Research Institute ha
integrato un disegno di macchie
solari realizzato da Hevelius nel
1644 con le immagini del Solar
Dynamics Observatory della NASA.
L'immagine permette di apprezzare
la grande variazione nelle tecniche
di osservazione si manifesta
nell'immagine. Crediti: NASA/SDO/
SwRI

La presenza di macchie solari è solo uno dei tanti quindi radioattivo, possedendo un tempo di
possibili indici dell’attività del Sole, e l’arco dimezzamento di 5.700 anni. Chi rifornisce allora
temporale coperto da osservazione sistematiche il nostro pianeta di tale isotopo? Il 14C sulla Terra
di macchie riguarda poco più di due secoli – proviene soprattutto dalla reazione tra i raggi
l’osservazione di altri fenomeni di attività, come cosmici, essenzialmente protoni e particelle α che
brillamenti e CME, ancora meno. Lo studio su possono essere di origine galattica oppure solare,
scale temporali più lunghe deve perciò ricorrere e l’azoto in atmosfera, tramite la reazione con
ad altri indicatori. Agli inizi degli anni ‘60 del neutroni prodotti per spallazione dall’interazione
secolo scorso, fu messa in evidenza una stretta dei raggi cosmici cosiddetti primari con gli atomi
correlazione tra il numero di macchie e il livello dell’atmosfera:
medio di concentrazione di 14C in atmosfera, un
isotopo radioattivo del carbonio, ad esempio
andandone a studiare il contenuto fissato negli
anelli di accrescimento dei tronchi degli alberi. Il 14C reagisce poi con l’ossigeno per dare anidride
Allo studio del 14C venne affiancato quello di altri carbonica 14CO2 , che viene fissata nelle piante
isotopi cosiddetti cosmogenici, quali il 10Be, che dalla fotosintesi clorofilliana e quindi nei
mostravano anch’essi una forte correlazione con composti organici. Quando un essere vivente
l’attività del Sole. cessa di vivere, termina anche l’assorbimento del
L’abbondanza dell’isotopo 14C in natura è una 14
C e il suo decadimento è come se facesse partire
frazione veramente esigua di tutto il carbonio un orologio. Quello però che i ricercatori vogliono
presente sulla Terra, essendo di 1 parte su mille mettere in evidenza è una modulazione della
miliardi. La sua particolarità è di essere instabile, concentrazione atmosferica del 14C indotta
42 COELUM ASTRONOMIA
dall’attività del Sole: partendo da una conoscenza effetto, per cui i dati da 14C, e da altri isotopi
a priori dell’età del campione, possono studiare cosmogenici, per poter dare informazioni sulla
leggere variazioni nel tempo della concentrazione sola attività solare, devono subire una serie di
media di tale isotopo in atmosfera. correzioni.
Esiste una ben nota anti-correlazione tra l’attività
solare e la quantità di raggi cosmici che giungono Avendo a disposizione informazioni su un lungo
a terra. La spiegazione accettata attualmente è periodo, è stato possibile appurare l’esistenza dei
che il campo magnetico solare fornisca, nei cicli di attività undecennale in un arco temporale
periodi di massimo di attività uno schermo più di migliaia di anni. Sono state inoltre confermate
efficiente ai raggi cosmici primari di origine ulteriori periodicità, tra le quali una delle più
galattica, che quindi raggiungono il suolo in minor evidenti riguarda il succedersi di gruppi di cicli
misura. Va osservato come i raggi cosmici di meno intensi e gruppi di cicli più intensi, con un
origine solare varino anch’essi con il ciclo di periodo 70-100 anni, come fatto osservare già da
attività ma in senso opposto, ovvero aumentano Wolfgang Gleissberg nel 1944.
con l’attività. Non solo, anche le variazioni del
campo magnetico terrestre fanno sentire il loro

Il Sole ripreso in
H-alpha lo scorso 20
ottobre 2020. Crediti:
Salvo Lauricella -
PhotoCoelum

www.coelum.com 43
Il motore del campo magnetico solare
Oggigiorno la presenza di macchie sul Sole viene dovuti all’emersione di tubi di flusso di campo
sempre associata alla sua attività. Ma cos’è una magnetico che vengono prodotti in profondità, al
macchia solare? Le macchie solari sono regioni confine tra il nucleo radiativo del Sole e il suo
della superficie del Sole di dimensioni che inviluppo convettivo, in una regione in cui la
variano dai 1.500 a 50.000 km, in cui si misurano velocità angolare del plasma solare mostra forti
campi magnetici particolarmente intensi, e gradienti.
temperature localmente più basse delle zone Una teoria coerente e soddisfacente dell’attività
circostanti. Per via del contrasto con il resto della solare dovrebbe rendere conto non solo della sua
fotosfera più calda, le macchie appaiono scure. periodicità, ma anche di tutte le altre leggi del
Non tutte le macchie sono uguali: esse variano in comportamento delle macchie che sono state
dimensioni, hanno un ciclo di vita, che è scoperte. Lo scenario all’interno del quale viene
dell’ordine del mese, e quando sono spiegata la fenomenologia osservata prende il
completamente sviluppate possiedono una nome di teoria della dinamo magnetica solare, e
struttura complessa. Inoltre, le macchie molto descrive il meccanismo con cui il Sole produce e
spesso prediligono stare in gruppi. I fisici solari fa evolvere il proprio campo magnetico. Usando
interpretano gli intensi campi magnetici come poche e sintetiche parole, la rotazione

Sotto. Una macchia solare osservata ad alta risoluzione dal telescopio Gregor, alla
lunghezza d'onda di 430 nanometri. Crediti: Kis

44 COELUM ASTRONOMIA
A sinistra. Amplificazione
ed evoluzione del campo
magnetico solare secondo
lo scenario di dinamo
magnetica proposto da
Babcock e Leighton. Le
macchie solari nascono
dall'emersione in superficie
dei tubi di flusso magnetici.
Tale modello riesce a
spiegare buona parte della
fenomenologia delle
macchie solari.

differenziale alla base dell’inviluppo convettivo spesso su assunzioni in parte discutibili, e per
solare, partendo da un dipolo iniziale, genera un questo motivo la ricerca in questo campo è in
campo magnetico toroidale, ovvero orientato continua evoluzione.
secondo la direzione azimutale, che è La domanda che ci possiamo porre è se il
perpendicolare a quella dell’asse di rotazione meccanismo alla base dell’attività solare sia
solare. Le celle convettive del plasma solare instabile, quindi se in certi intervalli di tempo sia
sollevano e torcono queste linee di campo periodico e in altri caotico, oppure se esso sia
magnetico, ricostruendo quindi un campo stabile ma talmente complesso da mostrare
dipolare, ma di polarità opposta alla precedente, fenomeni periodici su scale diverse, che si
dando così inizio a un nuovo ciclo. sovrappongono tra loro sulla base di un
Questo si pensa sia il motore del campo andamento di fondo rumoroso. Su questo aspetto
magnetico del nostro Sole, e anche di altre stelle, i fisici solari si dividono tra quelli che descrivono
e viene solitamente descritto da diversi modelli la dinamo solare come sull’orlo del caos, e quelli
matematici, ciascuno dei quali in grado di che la interpretano come un fenomeno
coglierne alcuni aspetti, come ad esempio la sua multiperiodico.
periodicità oppure la migrazione in latitudine
delle macchie. Tuttavia tali modelli si basano
www.coelum.com 45
Proposte fuori degli schemi
Recentemente è stato proposto un modello che successiva di Venere e Terra avverrà lontano da
chiama in causa i piccoli effetti apparentemente Giove, ma dopo altri 0,7993 anni i tre pianeti si
trascurabili indotti sul Sole dalla gravità dei troveranno di nuovo vicini, con Giove che,
pianeti del nostro Sistema Solare, in un articolo spostato circa 13 gradi in avanti, inizierà allora a
apparso sulla rivista Solar Physics nel 2019. Ne far sentire un effetto di accelerazione sul
vorrei parlare brevemente, non perché debba rigonfiamento mareale dello strato convettivo
essere la soluzione a tutti i quesiti, ma perché esterno solare. Questo effetto di torsione si
appare sufficientemente fuori dagli schemi esaurirà quando Giove si sarà spostato di circa 90
consueti, e al tempo stesso è ben fondato gradi rispetto all’allineamento di Venere e Terra,
fisicamente, da suscitare curiosità. ovvero quando saranno trascorsi 11,07 anni dalla
L’idea da un certo punto di vista non è nuova, in prima configurazione. Quindi il processo
quanto risale agli anni ‘30 del secolo scorso, ma è riprenderà ma con un contributo di accelerazione
stata discussa più volte e recentemente nella direzione opposta, completando un ciclo in
approfondita nell’ambito dei modelli matematici 22,14 anni. I due cicli sono sorprendentemente
di dinamo magnetica. Considerando i tre pianeti simili al ciclo undecennale delle macchie e al
Giove, Venere e Terra, che sono responsabili, cosiddetto ciclo di Hale, che considera il ritorno
anche se non i soli, di un certo contributo mareale del campo magnetico solare a una medesima
sullo strato convettivo esterno del Sole, si è posta orientazione della polarità. La cosa interessante è
attenzione al fatto che Giove viene a trovarsi a che, inserendo il termine relativo ai quasi
volte in una particolare configurazione, assieme a irrilevanti effetti mareali dei pianeti nelle
Venere e alla Terra, che ogni 0,7993 anni siderali equazioni di dinamo, essi hanno effetto grazie a
terrestri risultano allineati dalla stessa parte un’instabilità presente nel plasma solare, e sono in
rispetto al Sole (quindi siano in congiunzione grado di sincronizzare il meccanismo di dinamo. È
eliocentrica), sollevando due impercettibili stato inoltre possibile riprodurre anche effetti
rigonfiamenti mareali sul Sole, uno rivolto verso i solitamente non interpretabili alla luce di modelli
due pianeti e l’altro dalla parte opposta. Partiamo matematici lineari, quali ad esempio i doppi picchi
da un momento in cui Giove sia allineato dalla di attività, e anche ottenere modulazioni
stessa parte con la Terra e Venere. Si è calcolato dell’intensità dell’attività solare, che possono
che in questo caso esso non applica nessuna interpretare apparenti anomalie che sono state
torsione tangenziale al suddetto rigonfiamento osservate, quali ad esempio il minimo di Maunder.
mareale. Dopo 0,7993 anni la congiunzione

A destra. Un’immagine ottenuta


dal Solar Dynamics Observatory
della NASA. Nel riquadro a destra,
un’immagine scattata durante il
volo suborbitale compiuto nel
2018 dallo High-Resolution
Coronal Imager, sempre della
NASA, mostra dettagli fini delle
strutture che caratterizzano la
superficie del Sole. Crediti:
University of Central Lancashire

46 COELUM ASTRONOMIA
Il Sole tra il 24° e il 25° ciclo e un ripresa che si fa un po’
attendere, ma non troppo
Quando si vuole sottolineare il basso livello possiamo interpretare questi dati? Va detto che un
attuale di attività solare, si cita spesso ad esempio certo numero di giorni privi di macchie solari è la
il numero di giorni consecutivi in cui il Sole non ha norma nei periodi di minimo, e anche se i valori
mostrato alcuna macchia. Dal punto di vista attuali sono effettivamente elevati, non sono
statistico è più utile considerare il numero di eccezionali. Ad esempio, il 2019 si colloca al
giorni in un anno in cui non appaiono macchie, o quarto posto, dopo il 1913, il 1901 e il 1878, per
anche il numero complessivo di tali giorni nel le annate di cui è possibile fare questa valutazione
corso di un intero periodo di minimo, in quanto statistica.
anche l’apparizione di una singola macchia Da queste considerazioni si può evincere che non
interromperebbe la serie, senza che questo abbia siamo in presenza di anomalie nell’attività
molto significato. Se consideriamo l’andamento magnetica del Sole. Inoltre, i dati a disposizione
dell’International Sunspot Number del centro permettono di affermare che con buona
belga, nel corso del 2019 questi giorni sono stati probabilità il minimo sia già stato raggiunto a
complessivamente 274, e per il 2020, alla data del dicembre 2019, e che il 25° ciclo stia ormai
31 agosto, questi sono stati 156. Il 24° ciclo affermandosi, anche perché le macchie che
appena concluso è stato poco attivo, e il suo inizio appaiono sul disco solare, anche se rare, portano il
è stato caratterizzato da un paio di anni, il 2008 e segno del nuovo ciclo di attività, che si può
il 2009, con un elevato numero di giorni privi di identificare dall’inversione di polarità magnetica
macchie, rispettivamente 265 e 262. Come rispetto al precedente, come abbiamo già detto.

Sopra. Una delle recenti macchie individuate sul disco solare, la AR12776, apparsa a metà ottobre circa e qui
ripresa il 18 ottobre da Alessandro Bianconi. Vedi i dettagli della ripresa su PhotoCoelum.

www.coelum.com 47
Sopra. Il diagramma mostra l’andamento dei cicli solari 24 e 23; la linea sulla destra
mostra l’andamento atteso per il 25° ciclo appena iniziato.

L’attività solare nel contesto delle missioni solari in corso


Lo stato attuale dell’attività solare potrebbe, da l’origine del vento solare. Per fare un esempio, se
un certo punto di vista, tradursi in un vantaggio il cosiddetto vento solare lento avesse origine ai
per alcune delle osservazioni condotte dalle bordi dei cosiddetti streamer, che caratterizzano
missioni in corso, quali Solar Orbiter e Parker la corona solare nei periodi di minimo, tali
Solar Probe. Non a caso anche la missione SOHO, sorgenti risulterebbero in questo caso molto più
lanciata alla fine dell’ormai lontano 1995, ha facilmente individuabili. Chiaramente i fisici solari
iniziato le sue operazioni in una fase di minimo. hanno il medesimo interesse a studiare il Sole
La condizione più ordinata potremmo dire del sotto tutti gli aspetti, anche durante il massimo di
campo magnetico solare, quando è dominante attività, e missioni solari attualmente in corso ne
una forte componente di dipolo magnetico, avranno l’opportunità.
permette di condurre con più facilità osservazioni
quali ad esempio quelle che mirano a indagare

Previsioni
Sulla base delle informazioni che sono state in evidenza, ovvero detto in altre parole che, preso
raccolte sull’attività solare nel corso del tempo, un intervallo di tempo sufficientemente lungo, al
sarebbe interessante capire se la predizione del suo interno possiamo trovare tutte le informazioni
futuro livello di attività possa avere successo. necessarie per predire gli sviluppi futuri, ad
Sulle serie storiche del passato si basano i esempio del numero di macchie solari.
cosiddetti metodi di estrapolazione. Uno dei limiti Attualmente si pensa che abbia senso parlare di
di questo approccio è l’assunzione implicita che previsioni con questo metodo solo sul breve
esistano dei comportamenti stazionari da mettere periodo, dell’ordine di qualche anno. Altri metodi

48 COELUM ASTRONOMIA
si basano sulle condizione del momento molto diverso da quello che lo ha preceduto.
dell’attività solare per stabilirne l’evoluzione Nonostante questa sia l’opinione su cui molti
futura – tali sono i cosiddetti metodi dei studiosi si sono trovati d’accordo, ci sono nella
precursori. Infine si può ricorrere a predizioni comunità scientifica voci discordanti, secondo le
basate su modelli, come nel caso dei modelli quali potremmo assistere a uno dei cicli più
matematici di dinamo. Al momento attuale tutti intensi mai osservati, che al massimo potrebbe
questi tentativi sono solo agli inizi e i risultati raggiungere numeri di Wolf tra 150 e 300, e anche
ancora molto incerti. in questo caso l’incertezza sarebbe grande. Ad
ogni modo, anche se veramente l’attività del
Un istituto di ricerca autorevole per quanto prossimo ciclo fosse modesta, l’indebolimento dei
riguarda lo studio dell’attività solare è lo cicli a cui stiamo assistendo non dovrebbe farci
statunitense Space Weather Prediction Center impensierire, in quanto abbiamo già osservato
della National Oceanic and Atmospheric come il Sole abbia normalmente queste variazioni
Administration. Le previsioni per il passato nel livello di attività al massimo, e questo
ventiquattresimo ciclo dal Sole formulate da potrebbe essere il caso del ciclo di Gleissberg di
questo istituto erano per un ciclo non intenso, 70-100 anni di cui abbiamo già parlato.
cosa che effettivamente si è verificata, anche se le
incertezze dei modelli sul livello attività erano Va detto che prevedere l’attività futura del sole è
molto grandi. un campo di ricerca molto giovane, le cui basi
scientifiche devono ancora maturare. Quanto a noi
Quali sono le previsioni per il prossimo ciclo e alla nostra curiosità, non rimane che seguire
numero 25? Secondo gli esperti dello Space mese dopo mese l’attività della nostra stella che
Weather Prediction Center dobbiamo aspettarci sicuramente riprenderà vigore.
nuovamente un ciclo di modesta entità, non

Sopra. Previsioni del numero di Wolf per il venticinquesimo ciclo, formulate dallo Space Weather Prediction
Center, pubblicate il 9 dicembre 2019.
www.coelum.com 49
L'esplorazione di Venere
La storia delle missioni del passato
e come potremmo tornarci
di Massimo Orgiazzi

50 COELUM ASTRONOMIA
Nel mese di settembre, un team
internazionale di astronomi guidato da Jane
Greaves della Cardiff University ha
annunciato il rilevamento di fosfina
nell’atmosfera di Venere, aprendo nuove
possibilità alla potenziale presenza di vita
tra le nubi del pianeta, stimolando
parallelamente una discussione su nuovi
progetti per esplorare il pianeta da vicino.
Questa è la storia delle missioni verso il
“pianeta gemello” della Terra e di come e
quando si potrebbe tornare a visitarlo.

Da quando, nella storia dell’esplorazione planetaria


del XX secolo, Venere è stato visitato da molteplici
sonde, per lo più sovietiche, l’idea che fosse un
pianeta infernale l’ha reso una meta improbabile per
future esplorazioni. Dalle sonde Venera in poi, quello
che prima era un pianeta estremamente promettente
per la sua somiglianza alla Terra per massa e
dimensione, Venere si è rapidamente tramutato in
una sorta di “gemello cattivo” del nostro pianeta. Le
condizioni di pressione e temperature riscontrate
sulla sua superficie hanno guidato gli scienziati e
l’opinione pubblica a pensare che si trattasse di un
pianeta totalmente refrattario allo sviluppo e alla
permanenza della vita, un luogo totalmente ostile e
inospitale.
Eppure, c’era stato un periodo in cui Venere occupava
la prima posizione tra gli habitat del Sistema Solare
che potessero ospitare microrganismi e persino vita
più complessa. Carl Sagan, già più di cinquant’anni fa,
aveva ipotizzato che potesse esserci vita tra le nubi
di Venere e la notizia diffusa lo scorso settembre sul
ritrovamento di fosfina nella sua atmosfera (non
perdete lo speciale dedicato alla scoperta, con
l’opinione di numerosi esperti, del numero scorso
della rivista), non solo ha riportato in auge queste
ipotesi, ma sta aprendo un dibattito su come tornare
al più presto su Venere, con missioni adeguate alla
verifica di questi dati.
Vediamo quindi come si è sviluppata l’esplorazione
planetaria di Venere e quali sono le future missioni in
programma verso il “pianeta gemello”.

www.coelum.com 51
Gli albori
Prima ancora dell’inizio dell’esplorazione atmosfera, rilevando valori prossimi ai 500 °C.
mediante sonde spaziali, Venere è stato il primo Una caratteristica che si dimostrò essere la prima
corpo celeste dopo la Luna ad essere esplorato a pennellata di un quadro che ritrae il pianeta come
mezzo radar, sebbene nel 1961, quando un luogo decisamente poco ospitale.
l’Osservatorio Goldstone iniziò le scansioni (nel
febbraio di quell’anno), una prima sonda Venere, questa volta grazie alle diverse missioni
sovietica era già in viaggio. Lo Tyazhely Sputnik sovietiche, vedrà anche il primato come primo
avrebbe dovuto eseguire un sorvolo di Venere, pianeta ad essere visitato da una sonda che
ma fallì l’obiettivo, così come la successiva atterra sulla sua superficie.
Venera 1.
La sonda Venera 1, sebbene fallendo nel
raggiungere l’obiettivo a causa della perdita dei
contatti con la Terra, rimane la prima sonda a
raggiungere Venere completa di pannelli solari,
antenna parabolica per la telemetria,
stabilizzazione a tre assi e propulsore per la
correzione di rotta, e detiene anche il primato per
il lancio da un’orbita di parcheggio intorno alla
Terra.

L’anno prima, in ottobre, era partita la prima


Sopra. Venera 1. Crediti: Roscosmos/NASA Space
sonda sovietica (e in assoluto) diretta verso Science Data Coordinated Archive.
Marte, fatto da cui possiamo fa discendere che,
anche con il miglior viatico, Venere partiva già in Sotto. Un modello della sonda Venera 1 presente al
Memorial Museum di Mosca. Crediti: CC-BY Armael.
svantaggio rispetto al Pianeta Rosso. Tuttavia il
“pianeta gemello” della Terra riguadagnerà
terreno, perché nessuna sonda riuscirà a
sorvolare Marte con successo prima del fatidico
14 luglio 1965, data del sorvolo di Mariner 4,
mentre il primo sorvolo di Venere avverrà il 14
dicembre 1962 ad opera della sonda Mariner 2
della NASA.

La sonda Mariner 2, sviluppata come modifica di


una sonda Ranger per l’esplorazione lunare,
venne lanciata nell’agosto del 1962 e fu la prima
a compiere con successo il sorvolo di Venere con
la strumentazione pienamente in funzione. Fu
anche la prima sonda in assoluto a sorvolare un
altro pianeta inviando dei dati a Terra, passando a
34.773 chilometri di distanza da Venere nel
dicembre di quell’anno. Mariner 2 determinò che
Venere non ha un campo magnetico proprio e fu
in grado di misurare la temperatura della sua
52 COELUM ASTRONOMIA
Il 1967: l’anno di Venera 4 e Mariner 5
L’attenzione dedicata a Venere da parte della così la prima sonda in grado di effettuare analisi
NASA fu però decisamente inferiore rispetto a dirette di un ambiente extraterrestre: produsse
quella sovietica e dovranno passare cinque anni una stratigrafia chimica dell'atmosfera del pianeta
per il lancio della sonda successiva per Venere, la determinandone la composizione in gran parte
Mariner 5. costituita da anidride carbonica (93%) con una
piccola percentuale di azoto (7%).
Il programma spaziale dell’URSS concepì invece Nonostante la capsula non fosse più funzionante
ben dodici sonde dirette su Venere prima di nel momento in cui toccò la superficie, alcune
ottenere un successo, segnato solo da Venera 4 rilevazioni mostrarono l'altissima temperatura del
nel 1967. Il 18 ottobre di quell’anno la sonda pianeta e una densità dei gas molto più alta delle
raggiunse il pianeta con l’ambizioso obiettivo di aspettative. Inizialmente, il programma spaziale
inviare una capsula per l’esplorazione della sua sovietico diffuse la notizia secondo cui la Venera
atmosfera. 4 era atterrata con successo, ma questo venne
Il modulo fu sganciato nell'atmosfera venusiana, successivamente smentito. In questo modo, la
rispondendo in modo nominale all'ingresso e alla prima sonda a toccare il suolo del pianeta restò la
frenata in caduta per mezzo di un paracadute, precedente, Venera 2, che si schiantò a seguito di
fino a raggiungere un'altezza di 24,96 chilometri un sorvolo fallito.
dalla superficie. Da quel momento in poi, la
capsula perse i contatti con la Terra, Nello stesso anno della Venera 4, la sonda
irrimediabilmente danneggiata dalla pressione Mariner 5, della NASA, sorvolò Venere a una quota
dei gas dell’atmosfera venusiana. Venera 4 fu di 3.990 chilometri. Lanciata in giugno, raggiunse

A sinistra. Capsula of Venera-4 presente nel


Memorial Museum of Astronautics.
Crediti: CC-BY Rave

Sopra. Un modello della capsula di atterraggio di 1


metro di diametro di Venera 4 in mostra al
Memorial Museum of Cosmonautics di Mosca.
Crediti: CC-BY Rave

www.coelum.com 53
il pianeta il 19 ottobre 1967,
ovvero esattamente un giorno
dopo l’arrivo di Venera 4.
Dotata di una strumentazione più
avanzata e di sensori più
efficienti rispetto alla Mariner 2,
fu in grado di comporre un
mosaico più completo del caldo
pianeta coperto di nubi e sulle
condizioni dello spazio
interplanetario. I dati
sull'occultazione radio della
sonda aiutarono a comprendere i
valori di temperatura e pressione Un modello di Mariner 5. Crediti NASA.
riportati dal modulo della Venera
4, in particolare a determinare un valore di
pressione sulla superficie compreso tra le 75 e le eliocentrica nella quale si trova ancora oggi. Le
100 atmosfere. due missioni chiarirono una volta per tutte che
Le operazioni della Mariner 5 cessarono in Venere aveva una superficie caldissima e
novembre quando la sonda raggiunse un'orbita un'atmosfera ancora più densa del previsto.

Venera 5 e 6
Due anni più tardi, fu il turno delle missioni
Venera 5 e Venera 6, che raggiunsero il pianeta
nel maggio del 1969, anche loro a un giorno di
distanza l’una dall’altra. Come Venera 4, entrambe
le sonde erano costituite da un modulo di
trasporto e da una capsula-laboratorio di 405 kg,
destinata a scendere nell'atmosfera del pianeta
rallentata da una serie di paracadute. La capsula
era dotata di una strumentazione comprensiva di
termometri, barometri, misuratori di densità e
analizzatori di gas. Per rispettivamente 53 e 51
minuti, le due sonde trasmisero dati più precisi
sull'atmosfera di Venere, fino a che la loro
struttura non fu irrimediabilmente compromessa
dall'azione combinata degli acidi gassosi, del
calore e della pressione di 26 bar. Entrambe
riuscirono a raggiungere la superficie del pianeta,
anche se ormai totalmente fuori uso.

A destra. Modello di Venera 5 e 6.


Crediti: Roscosmos/NASA Space Science Data
Coordinated Archive

54 COELUM ASTRONOMIA
Il pianeta Venere.
Crediti: ESO/M.
Kornmesser &
NASA/JPL/Caltech

Venera 7 e Venera 8
Il primo atterraggio e l’inizio dell’esplorazione della superficie
Se le sonde che fin qui abbiamo ricordato hanno
Venera 7. Crediti: NASA
saputo dare informazioni sull’atmosfera di
Venere, bisogna attendere fino al 1970 per
ottenere finalmente i primi dati sulla superficie
del pianeta. Fu la sonda Venera 7 ad aprire il
nuovo decennio e a coronare anni di tentativi da
parte del programma spaziale sovietico di
conquistare la superficie di Venere. La sonda
raggiunse il pianeta il 15 dicembre 1970 e la
capsula-laboratorio atterrò ancora operativa alle
05:34 UTC dello stesso giorno. L'antenna della
capsula fu alzata durante la manovra di primo oggetto costruito dall'uomo ad atterrare
atterraggio e furono captati segnali regolari per con successo su un altro pianeta rimanendo
circa 35 minuti. Nei 23 minuti successivi ancora in grado di trasmettere dati verso la Terra.
all'atterraggio i segnali diventarono però molto
deboli a causa dell’atterraggio avvenuto su una Bisogna attendere circa un altro anno e mezzo,
superficie irregolare che ne determinò il rimbalzo con la missione Venera 8, per replicare il successo
e il ribaltamento su un fianco, cosa che non della sonda che l’ha preceduta. Venera 8, lanciata
consentì all'antenna principale di orientarsi nel marzo del 1972, atterrò su Venere il 22 luglio
correttamente. dello stesso anno. Rispetto alle sonde precedenti,
Le misurazioni condotte sulla superficie di Venere Venera 8 adottò un sistema di refrigerazione della
indicarono un valore di temperatura pari a 475°C capsula attivato a bordo della sonda di trasporto
e un valore di pressione pari a 9 MPa (circa 90 prima di intraprendere la discesa. La capsula fu
atmosfere terrestri). così in grado di reggere meglio l’inospitale
Grazie a questo risultato, Venera 7 divenne il ambiente venusiano e riuscì a trasmettere i suoi
www.coelum.com 55
dati alla Terra per 50 minuti dopo aver toccato la
superficie e prima di spegnersi a causa delle
condizioni estreme del pianeta. La sonda
confermò le rilevazioni di temperatura e
pressione già effettuate da Venera 7, alle quali
aggiunse anche la misurazione della luce al suolo,
riscontrandola simile a quella di una giornata
nuvolosa sulla Terra. La visibilità al suolo risultò
pari a circa un chilometro e compatibile con la
possibilità di scattare fotografie, cosa che divenne
quindi un obiettivo possibile per le successive
missioni dirette su Venere.

A destra. Immagine del sito di atterraggio di Venera


8 nella regione venusiana di Navka. L'immagine è il
risultato delle rilevazioni della sonda NASA
Magellano. Crediti: NASA/JPL

Venera 9 e 10, le prime immagini della superficie di Venere


A seguito del rilevamento delle condizioni di forma di ciambella per attutire l'impatto col
visibilità sulla superficie del pianeta, come detto, terreno. Per resistere alle proibitive condizioni al
il programma sovietico concepì altre due sonde suolo, furono inoltre installati all'interno dei
Venera, la 9 e la 10, che ebbero successo nel lander, strutturati come batiscafi, due sistemi di
raggiungere la superficie di Venere e anche raffreddamento a fluido che funzionarono
nell’inviare le prime immagini della superficie. correttamente in entrambi i casi.
Venera 9 e 10, a differenza delle precedenti,
furono sonde più complesse, composte da un Venera 9 fu in grado di resistere per 53 minuti
orbiter e da un lander, diventando così le prime prima che la strumentazione cessasse di
sonde a orbitare intorno al pianeta. funzionare e inviò a Terra le prime storiche
Entrambe rilasciarono i rispettivi moduli di immagini della superficie di Venere. La sonda
atterraggio nell’ottobre del 1975: le sonde erano gemella scese sulla superficie tre giorni dopo e
concepite in modo che durante la discesa, la riprese altre immagini del pianeta.
dissipazione del calore e la decelerazione Oltre a scrivere un nuovo capitolo nella storia
sarebbero state ottenute usando una serie di dell'astronautica grazie alle prime iconiche
gusci protettivi emisferici, tre paracadute, un
aerofreno e un "cuscino" metallico deformabile a Sotto. Foto della superficie di
Venere scattata da Venera 9

56 COELUM ASTRONOMIA
fotografie della superficie di Venere, le due sonde
allargarono i dettagli sulla conoscenza del
pianeta, identificando acido cloridrico, acido
fluoridrico, bromo e iodio nella sua atmosfera.

La seconda metà degli anni ‘70


Nel quinquennio che va dal successo di Venera 9
e 10 nel 1975 fino alla fine degli anni ‘70,
l’esplorazione di Venere si concentrò
essenzialmente nel 1978, anche se una delle
sonde che raggiunsero il pianeta durante
quest’anno, la Pioneer Venus 1 della NASA, avrà
un ruolo molto più prolungato nell’osservazione
del pianeta, rimanendovi in orbita per ben 13
anni, spesi a studiarne l’atmosfera e a mapparne
la superficie con la propria strumentazione radar.
Nello stesso anno della Pioneer Venus, Sopra. Il lander della Venera 9 ripresa prima della
raggiungono il pianeta anche le sovietiche Venera partenza. Crediti: NASA/GSFC.
Sotto. Posizione dei siti di atterraggio delle sonde
11 e Venera 12. sovietiche su Venere come ripresi dal Pioneer
Venus Orbiter
Sulla falsariga delle missioni precedenti, anche
queste sonde toccarono il suolo con gli specifici nell’atmosfera venusiana. Gli orbiter delle sonde
moduli e, sebbene a causa di un difetto di continuarono a fornire dati sugli strati alti
progettazione non riuscirono a fotografare la dell'atmosfera rispettivamente fino al febbraio e
superficie, approfondirono la conoscenza del all'aprile 1980, quando si disattivarono per guasti
pianeta confermando la presenza di lampi tecnici.

www.coelum.com 57
Gli anni ‘80

Sopra. Prima immagine a colori della superficie di Venere ripresa da Venera 13.
Crediti: Venera team/Don P. Mitchell.

Il decennio 1980 – 1989 vide altre sei missioni con un radar fornendo le prime conoscenze
sovietiche andare tutte, quasi interamente, a buon dettagliate della geologia del pianeta, inclusa la
fine. Nel 1981, la sonda Venera 13 inviò la prima scoperta di enormi vulcani a scudo.
immagine a colori della superficie trasmettendo A seguito delle scoperte di questo decennio, fu
dati a Terra per una durata record di 127 minuti. possibile comprendere che Venere non
Nello stesso anno, Venera 14 rilevò anche la presentava tracce di tettonica a placche.
presenza di attività sismica. Fu poi la volta di
Venera 15 e di Venera 16, che entrarono in orbita Nel 1985, il programma spaziale sovietico,
polare nel 1983. La prima mappò l'atmosfera cogliendo l'opportunità di combinare una
superiore con uno spettrometro nell'infrarosso ed missione su Venere con il passaggio della cometa
entrambe esplorarono l’emisfero nord del pianeta di Halley, ideò due sonde chiamate Vega 1 e

58 COELUM ASTRONOMIA
Vega 2 che giunsero sul pianeta nel giugno del questa lunga fase esplorativa si deve
1985, rilasciando un pallone a elio a un’altezza di l’acquisizione delle conoscenze e delle immagini
50 chilometri dalla superficie (dove la della superficie di Venere di cui oggi disponiamo.
temperatura e la pressione erano comparabili a
quelle della superficie terrestre) con il fine di
studiare la dinamica della parte più attiva
dell'atmosfera venusiana.
Le sonde Vega erano dotate anche di due lander e
i rispettivi moduli di trasporto riuscirono a
incontrare con successo la cometa di Halley nove
mesi dopo.

Le sonde Vega 1 e Vega 2 costituirono


contemporaneamente l’apice e la fine
dell’esplorazione sovietica di Venere. In quasi 25
anni, il programma sovietico aveva ideato ben
trenta sonde pensate per raggiungere Venere,
nove delle quali ebbero successo. Solo grazie a

Dagli anni ‘90 ai giorni nostri


Nonostante i successi conseguiti con una risoluzione di circa 100 metri e venne
nell’esplorazione di Venere nei decenni trascorsi, tracciato il 95% del campo gravitazionale. Dopo
il pianeta non era ancora uscito dalle mire di quattro anni di attività la sonda precipitò
nuove missioni automatizzate per la sua nell'atmosfera nell’ottobre del 1994, terminando
esplorazione, anche se il meglio poteva dirsi in modo distruttivo ma programmato la sua
ormai alle spalle. missione.
Nell’agosto del 1990, la sonda Magellano, della
NASA, entrò in orbita attorno a Venere e iniziò una Negli anni successivi, l’esplorazione di Venere, fu
dettagliata mappatura radar della superficie del ristretta, per così dire, ai sorvoli di sonde dirette
pianeta. Venne coperto il 98% della superficie verso altre destinazioni.

Immagine della superficie di


Venere ripresa da Venera 13.
Crediti: Union of Soviet
Socialist Republics.

www.coelum.com 59
Sopra. Una vista emisferica di Venere rivelata grazie a oltre un decennio di indagini radar culminate
nella missione Magellano del 1990-1994. L'immagine è centrata a 180 gradi di longitudine est.
Crediti: NASA/JPL/USGS

La missione Galileo, celebre per aver studiato il all’esplorazione di Venere, studiando il pianeta
sistema di Giove, e la missione Cassini-Huygens, dalla sua orbita polare in cui si è inserita con
per lunghi anni all’opera tra Saturno e le sue lune, successo nell’aprile del 2006. Nel corso della sua
effettuarono due sorvoli ciascuna. Durante i missione primaria, durata due anni venusiani,
sorvoli entrambe le sonde esaminarono le ovvero circa 500 giorni terrestri, ha mappato con
emissioni radio del pianeta. Mentre Cassini non successo la superficie del pianeta e ha visto
rilevò alcuna onda radio ad alta frequenza estendere la sua missione per altri cinque anni,
associata alla presenza di fulmini, diversamente fino al 31 dicembre 2012.
da quanto trovarono le sonde Venera 20 anni Tra i risultati più eclatanti della Venus Express vi è
prima, le emissioni radio rilevate dalla sonda senza dubbio la scoperta dell’enorme doppio
Galileo durante il flyby del 1990 furono invece vortice polare al polo sud di Venere.
interpretate come un indicatore della presenza di Due sorvoli ravvicinati di Venere, rispettivamente
fulmini, gettando così un dubbio che permane nel 2006 e nel 2007, sono stati effettuati dalla
ancora oggi sulla reale presenza di attività missione Messenger della NASA, destinata però
elettrica nell’atmosfera venusiana. allo studio di Mercurio.

Nel corso del decennio 2000-2010, la sonda Una storia particolare ha invece avuto la sonda
Venus Express dell'ESA ha senza dubbio giapponese Venus Climate Orbiter (ribattezzata
costituito la missione più importante dedicata poi come Akatsuki).
60 COELUM ASTRONOMIA
Sopra. Questa immagine della sonda Magellano della NASA è centrata a 74,6 gradi di latitudine nord e 177,3
di longitudine est, nella regione Atalanta di Venere. Crediti: NASA/JPL

Lanciata nel 2010, ha fallito l'ingresso in orbita


attorno a Venere, previsto per il 7 dicembre di
Sotto. Il doppio vortice al polo sud
quell’anno. Nonostante questo problema di non scoperto da Venus Express. Crediti: ESA/
poco conto, gli ingegneri giapponesi non si sono VIRTIS/INAF-IASF/Obs. de Paris-LESIA
dati per vinti e la sonda
non è andata persa: un
nuovo tentativo di
inserimento in orbita è
stato compiuto nel
2015, questa volta
coronato da successo e
ha permesso alla sonda
di raggiungere l’orbita
del pianeta, dalla quale
sta ancora oggi
approfondendo lo
studio della dinamica
dell'atmosfera
venusiana.

www.coelum.com 61
A sinistra.
Rappresentazione
artistica di Venus
Express in orbita
attorno a Venere.
Crediti: ESA.

Tra le missioni in corso, vanno senz’altro


menzionate BepiColombo dell’ESA, che
prevede due sorvoli ravvicinati di Venere, nel
corso di questo e del prossimo anno (nel
notiziario potete trovare la cronaca del primo
dei due flyby menzionati, avvenuto proprio
nel corso di ottobre), e due sonde dedicate
allo studio del Sole: la Parker Solar Probe
della NASA, che prevede ben sette sorvoli di
Venere e il Solar Orbiter dell’ESA, che ne
effettuerà otto nel periodo tra il 2020 e il
2030.

Sopra. Immagine di Venere in


infrarosso ripresa da Akatsuki.
Crediti: JAXA.

A destra. Rappresentazione
artistica di Akatsuki in orbita
attorno a Venere. Crediti: JAXA

62 COELUM ASTRONOMIA
Il futuro dell’esplorazione e la ricerca di vita su Venere
Venere è un pianeta affascinante e il desiderio di alla prima missione russa che segnerebbe, una
visitarlo nuovamente con una missione non si è volta realizzata, il ritorno su Venere del
mai spento. Purtroppo le difficoltà tecniche programma spaziale erede di quello sovietico. La
comportate dal suo ambiente estremamente sonda Venera-D, però, doveva essere lanciata nel
ostile hanno reso le possibili missioni dirette 2016, ma dopo una revisione del piano delle
verso il secondo pianeta del Sistema Solare un missioni spaziali di Roscosmos, è slittato di ben 10
vero incubo di progettazione. Nel corso degli anni, anni, al 2026.
ogni tanto si è potuto leggere di qualche idea
innovativa che però è rimasta sostanzialmente al La NASA, in tempi per così dire non sospetti, aveva
livello di proposta. Ma qualcosa continua selezionato due progetti per l’esplorazione di
comunque a muoversi. Venere nell’ambito del suo programma Discovery,
Alla luce della recente scoperta della fosfina ma a scapito di queste, sono state poi scelte
nell’atmosfera di Venere, il dibattito sulle nuove missioni dirette verso degli asteroidi, Lucy e
missioni dirette su Venere si è quanto mai Psyche.
incrementato, aggiungendo molte idee alle sonde Analogo destino è toccato alle missioni venusiane
che erano già state pensate. inizialmente incluse nel programma New
Frontiers, sempre dell’agenzia spaziale americana,
Tra queste ultime troviamo la missione indiana all’interno del quale era stata selezionata la
Shukrayaan-I, un orbiter che aveva un lancio missione Vici (Venus in Situ Composition
nominale previsto nei primi anni 2020, ma di cui Investigation), che avrebbe dovuto portare non
ancora non c’era stata alcuna conferma, insieme uno, ma due lander sulla superficie del pianeta.

Rappresentazione
artistica del concept della
missione Venera-D che
include un orbiter che
potrebbe funzionare per
un massimo di tre anni e
un lander progettato per
sopravvivere alle
condizioni
incredibilmente ostili
della superficie di Venere.
Crediti: NASA/JPL-Caltech

www.coelum.com 63
Sopra. Rappresentazione artistica delle sonde Lucy e Psiche, entrambe pensate per lo studio degli
asteroidi. Crediti: SwRI e SSL / Peter Rubin

Anche in questo caso, la missione è stata con ogni probabilità necessario tornare ai modelli
surclassata da Dragonfly, concepita per di aerostati in grado di resistere più a lungo tra le
l’esplorazione di Titano. nubi del pianeta, così come dimostrato dalle
missioni Vega nel 1985 e così come prevedeva il
Tuttavia, con un occhio di riguardo alla potenziale concept della missione con equipaggio HAVOC
presenza di vita tra le nubi di Venere, nel (High Altitude Venus Operational Concept). Il
panorama delle missioni già concepite, nessuna progetto, visionario ed estremamente improbabile
era stata progettata in modo da essere in grado di (a cominciare dall’acronimo che in inglese sta per
rispondere alle domande sollevate dalla “caos” o “scompiglio”), è stato a lungo negli
rilevazione di fosfina. archivi NASA ed è ad oggi classificato come "non
più attivo".
Esaminando le missioni che sono state respinte
per far spazio all’esplorazione di asteroidi, L’altra soluzione, ugualmente remota, è quella
DAVINCI+, perdente, per così dire, a favore di Lucy inclusa nel programma Flagship della NASA,
e Psyche, avrebbe dovuto scendere nell’atmosfera costituente la più grande, ambiziosa e costosa
venusiana, raccoglierne campioni e inviare le delle tre classi di missioni per l'esplorazione del
misurazioni una volta raggiunta la superficie, non Sistema Solare dell’agenzia americana, accanto
prima di aver scattato preziose foto della alle altre due, già citate e a basso costo, Discovery
superficie da quota elevata, con lo scopo di e New Frontiers.
verificare l’origine delle cosiddette “tessere”, le La Venus Flagship Mission inclusa in esso,
particolari formazioni geologiche tipiche del consisteva in un pallone sonda capace di
pianeta. VERITAS, invece, aveva l'obiettivo di analizzare le biomolecole dell'atmosfera di
mappare con precisione la superficie e di studiare Venere: così come le missioni Vega, si sarebbe
la geodinamica interna che ha modellato Venere, avvalsa di più elementi, orbiter, lander e, appunto,
ma in ogni caso si sarebbe configurata come un aerostati. Anche in caso di approvazione, una
semplice orbiter. missione simile non si concretizzerebbe prima del
decennio 2030.
Per esplorare l'alta atmosfera di Venere e trovare
una conferma al ritrovamento di fosfina, insieme In questo contesto sostanzialmente impreparato
alla potenziale presenza di vita extraterrestre, è all’esplorazione immediata di Venere, che ci
64 COELUM ASTRONOMIA
dimostra come il pianeta sia stato davvero messo scoperta di vita.
via via sempre più ai margini della ricerca negli Questo suona come una beffa ed è tanto più vero
ultimi tre decenni, ci sono anche stimoli che se si considera che le missioni su Venere
vengono dall’iniziativa privata. potrebbero configurarsi come più contenute nei
Ancora prima della diffusione della notizia in costi e molto meno ambiziose nella
merito all’identificazione della fosfina, la società programmazione, rispetto a quelle dirette verso
americana Rocket Lab ha dichiarato di voler Marte o nel Sistema Solare esterno. Basti pensare
organizzare una missione con destinazione alla maggior facilità della fase EDL (Entry Descent
Venere, in particolare nella zona atmosferica di and Landing) in un’atmosfera più densa rispetto a
interesse, con lancio entro il 2023. Un obiettivo quella in un’atmosfera rarefatta come quella
estremamente ambizioso anche per un’agenzia marziana.
spaziale governativa, che fa pensare a una
sostanziale impossibilità di essere sostenuto e I prossimi mesi e anni saranno cruciali per
portato a termine. comprendere se le agenzie spaziali troveranno un
modo di aggirare il sostanziale “isolamento di
Sebbene esistano svariati gruppi di studio in seno Venere” nell’ambito dell’esplorazione planetaria,
alle agenzie spaziali più importanti (un esempio, ora che si è finalmente compreso che lo studio del
in ambito NASA, è il Venus Exploration Analysis “pianeta gemello” riveste un’importanza chiave
Group o VEXAG), Venere sconta un ritardo di nella conoscenza della storia e dell’abitabilità del
pianificazione accumulato negli anni e che ora nostro Sistema Solare, nonché della possibile
determina una sorta di “presa in contropiede” da presenza di forme di vita al di fuori della Terra.
parte dei recenti studi in merito alla potenziale

Interpretazione artistica
della missione HAVOC.
Crediti: NASA/SACD

www.coelum.com 65
L’Intelligenza Artificiale nella
convalida degli esopianeti
di
di Gianluigi
Gianluigi Marsibilio
Marsibilio

66 COELUM ASTRONOMIA
I progressi della tecnologia stanno
avendo un profondo impatto sul modo di
condurre la ricerca in astronomia e
astrofisica. Da un lato vediamo un
costante e sempre più rapido
avanzamento degli strumenti e
dell'hardware in generale, come i sistemi
di ottica adattiva, i coronografi e gli
spettrometri che consentono di
raccogliere più luce dal cosmo e ottenere
immagini e informazioni sempre più
dettagliate e complesse. Dall'altro lato,
abbiamo migliorato anche il software e
gli algoritmi in grado di processare le
informazioni ricavate dagli strumenti di
ricerca, prodotte in quantità sempre
crescenti. In particolare abbiamo
assistito alla comparsa e messa in opera
di algoritmi di apprendimento
automatico che consentono di analizzare
i dati grezzi a disposizione e di estrarre
da essi preziose informazioni. Questo
tipo di soluzione si sta rivelando
inestimabile per la caccia agli esopianeti
e la ricerca della vita nell'universo.

Proprio nel campo della ricerca dei pianeti


extrasolari, è recente la notizia della scoperta di
50 nuovi esopianeti tra i dati del telescopio
spaziale Kepler, raccolti durante quattro anni (sul
totale di nove) di lavoro del celebre cacciatore di
pianeti della NASA.
La notizia di per sé, letta così, non è poi così nuova
o sorprendente... Anzi, ormai i metodi, gli
strumenti e le capacità sempre più affinate dei vari
gruppi di ricerca ci permettono di scoprire
esopianeti con una frequenza molto alta, al punto
che praticamente ogni giorno i cataloghi
esoplanetari si arricchiscono di nuove scoperte. La
novità però c’è, ed è celata nel metodo di
convalida della scoperta di questi pianeti: gli
oggetti sono stati infatti convalidati (parola più
adatta rispetto al sostantivo scoperti) da un
sistema basato su intelligenza artificiale. Questo
sistema ha sfruttato un algoritmo di machine

www.coelum.com 67
learning pensato appositamente per scavare nei A sinistra. Il
Professor David
dati prodotti da Kepler, la cui missione si è
Armstrong
conclusa sul finire del 2018. La ricerca è stata dell’Università di
pubblicata su Monthly Notices of Royal Warwick (UK).
Astronomical Society. Analizzando l’archivio dei
dati, l’algoritmo è stato in grado di selezionare un
campione di candidati e determinare quali erano
pianeti effettivi e quali falsi positivi.

Di intelligenza artificiale e machine learning,


termini che oggi è sempre più frequente database da parte dei ricercatori. Gli studiosi che
incontrare in ogni campo, dalla vita quotidiana hanno realizzato questo framework provengono
alla ricerca scientifica, abbiamo parlato nel dall'Università di Warwick (UK) e dall'Istituto Alan
numero 247 di Coelum Astronomia, nell’articolo Turing. Il team ha eseguito il primo confronto su
“Intelligenza artificiale. La tecnologia che sta larga scala delle tecniche di convalida dei
cambiando lo studio dell'Universo”. In questo candidati pianeti che si basano su sistemi di
articolo passiamo invece a vedere un’applicazione apprendimento automatico: è la prima volta che
diretta di queste tecniche e tecnologie. un sistema basato su Intelligenza Artificiale (AI,
Artificial Intelligence) viene utilizzato per
Il processo chiave per portare alla convalida di confermare l’esistenza di esopianeti “nascosti” tra
questi cinquanta esopianeti è stato quello di i dati già acquisiti da missioni passate. Il
training: una fase di preparazione nello sviluppo ricercatore David Armstrong (Centre for
del sistema automatico di controllo dati, che ha Exoplanets and Habitability, University of
portato l’algoritmo a riconoscere e distinguere un Warwick) ci ha raccontato alcuni passaggi che
pianeta vero da un falso positivo. Il processo è hanno portato a sviluppare la loro AI: «L’idea di
stato reso possibile proprio grazie alla grande utilizzare l’intelligenza artificiale è nata dal fatto
quantità di esempi che sono stati forniti nei che alcuni pianeti orbitano intorno a stelle troppo

68 COELUM ASTRONOMIA
In cerca di Tatooine con il machine learning
di Alberto Laratro – Media INAF

Sfruttando le capacità degli algoritmi di machine Kipping hanno fatto ricorso a una macchina per
learning due ricercatori hanno trovato il modo di risolvere il loro problema.
predire con precisione se un pianeta che orbita
attorno a due soli rimarrà stabile o verrà lanciato Un algoritmo di machine learning, per la
nello spazio. I risultati di questa ricerca, precisione, «La classificazione con parametri
pubblicata sul Journal Monthly Notices of the Royal complessi e interconnessi è il problema perfetto per
Astronomical Society, aiuteranno a individuare le il machine learning» ha spiegato il professor
zone dove poter trovare esopianeti attorno a Kipping, supervisore della ricerca. Una volta
sistemi binari, proprio come il celebre Tatooine fornito alla macchina 10 milioni di simulazioni
nel fantascientifico universo di Star Wars. Questo differenti di Tatooine, in poche ore l’algoritmo
infatti era il problema che si sono posti i due permetteva di individuare quali sistemi sarebbero
ricercatori della Columbia University, Chris Lam e stati stabili.
David Kipping.
Un approccio molto utile anche per l'analisi dei
Un po’ come il famoso pianeta natale di Luke dati prodotti dal telescopio spaziale TESS, della
Skywalker, Tatooine, che mostrava nei suoi NASA. «Il nostro modello aiuta gli astronomi a
sognanti tramonti ben due soli, i pianeti sapere quali regioni sono le migliori per cercare
circumbinari sono quelli che orbitano attorno a esopianeti attorno a stelle binarie. Questo speriamo
due (o più) stelle. Un sistema complesso in cui è possa aiutare a scoprire nuovi esopianeti e a
complicato riuscire a capire se l'orbita del pianeta capirne meglio le proprietà» ha concluso Kipping.
in questione sarà stabile nel tempo e possa
arrivare a ospitare la vita. Affinché questa si
sviluppi infatti c’è bisogno di una certa costanza
nelle condizioni ambientali, e i pianeti che
orbitano attorno a due soli, chiamati appunto
"Tatooiniani", non sono propriamente il posto più
adatto. Il balletto cosmico fra le due stelle può
facilmente portare un pianeta a essere scalciato
via verso lo spazio profondo, o peggio, a
scontrarsi con una delle due stelle.

In alcuni rari casi però è possibile che un pianeta


riesca ad avere un’orbita stabile, forse quanto
basta affinché si formino le condizioni adatte per
la vita. Calcolare le orbite complesse di un
oggetto attorno a due soli è un lavoraccio: «
Quando abbiamo simulato milioni di possibili
pianeti con orbite differenti usando metodi
tradizionali, abbiamo scoperto che pianeti che
venivano predetti come stabili non lo erano, e Rappresentazione
viceversa» ha spiegato Lam, autore principale artistica di un pianeta
Tatooiniano. Crediti: T.
dello studio. Così come Luke è stato aiutato dai
Pyle/Nasa/JPL-Caltech
due droidi C-3PO e R2-D2, allo stesso modo Lam e
www.coelum.com 69
deboli per poter essere confermati direttamente. I automaticamente man mano che esaminano più
precedenti tentativi di validazione dei candidati di dati. Sono dunque particolarmente utili nella
Kepler hanno usato metodi molto diversi e non ricerca astrofisica, dove la quantità di dati grezzi è
sono riusciti a giungere a una conclusione chiara spesso enorme e in continua crescita. Nel caso
nel caso di questi specifici 50 esopianeti». degli esopianeti, si parla di esaminare migliaia di
"curve di luce" ottenute dall'osservazione delle
Fondamentale è stato anche il contributo stelle, curve in grado di evidenziare cali periodici
derivante dai dati raccolti dalla missione GAIA, di luminosità della stella in esame, che possono
dell’ESA: il dettagliatissimo catalogo delle stelle e essere il risultato del transito di un esopianeta che
delle loro caratteristiche fornite dal telescopio passa di fronte a loro rispetto al punto di
spaziale europeo è stato determinante per poter osservazione (si parla in questo caso di transito).
incrociare e completare i set di dati.
Il lavoro della missione Kepler è stato cruciale per Ma non tutte le diminuzioni di luminosità possono
avere fornito dati di grande qualità. Il compito del essere dovute alla presenza di un esopianeta in
telescopio era piuttosto semplice, continua transito: potrebbero essere artefatti nei dati o il
Armstrong: «Kepler ha mantenuto lo stesso campo risultato di un'interferenza. Queste includono
visivo per l'intera missione, catturando esposizioni stelle che orbitano l'una intorno all'altra in un
ogni 30 minuti». Gli astri tenuti d’occhio da Kepler sistema binario, interferenze da parte di un
e K2 (nome con cui è stata designata la missione oggetto posto sullo sfondo o anche piccoli errori
estesa di quella originale del telescopio spaziale) dovuti alla fotocamera del telescopio spaziale.
sono stati studiati non solo per rintracciare Questi falsi positivi devono essere riconosciuti e
possibili esopianeti, ma anche per capire al separati dal resto dei dati per confermare
meglio le caratteristiche delle stelle stesse. l'effettiva esistenza di esopianeti e selezionare
quindi dei validi obiettivi per le future
La ricerca basata sull'intelligenza artificiale e osservazioni di follow-up. Si capisce che si tratta
l'apprendimento automatico, come abbiamo già di un lavoro incredibilmente dispendioso in
visto, consiste in algoritmi che migliorano termini di tempo ed energia, e che richiede
70 COELUM ASTRONOMIA
l'impiego di innumerevoli ore da parte dei dimensioni di Nettuno (o forse Super-Terre) alle
ricercatori e scienziati volontari. mini-Terre, con orbite da un solo giorno a 6 mesi
Il machine learning utilizzato nello studio dei dati e mezzo.
di Kepler è stato edificato su quattro diversi La conferma di questi pianeti è stata
algoritmi: la scelta è stata presa per evitare, come particolarmente significativa: in passato, le
ha spiegato Armstrong, «l'eccessiva tecniche di apprendimento automatico sono state
overconfidence da parte di un qualsiasi algoritmo utilizzate per classificare i candidati, ma mai per
». Le varie tipologie, per avere un’idea più determinare in modo indipendente se un
concreta, sono un algoritmo che sfrutta il processo candidato poteva essere realmente un pianeta.
gaussiano, un percettrone multistrato, una foresta
casuale (random forest) e un modello a extra- «L'algoritmo che abbiamo sviluppato ci consente di
trees. portare ben cinquanta candidati esopianeti oltre la
Il machine learning, basando il suo lavoro sui soglia per la convalida, eleggendoli a pianeti reali»,
quattro diversi algoritmi, riesce ad aiutare i dice Armstrong.
ricercatori perché, secondo Armstrong: «I modelli
di AI sono in grado di distinguere sottili Lo studio è importante dato che un sistema del
cambiamenti nella forma del transito prodotto dal genere, con i vari adattamenti del caso, potrebbe
passaggio del pianeta, che possono aiutare a essere usato in futuro, anche automatizzandolo,
distinguere tra pianeti reali e falsi positivi». per l’analisi dei dati di missioni come TESS
(Transiting Exoplanet Survey Satellite) o PLATO: «
Il team di ricerca ha fornito all'algoritmo due Gli algoritmi come il nostro, che permettono di
campioni di dati ottenuti dalla missione Kepler, determinare rapidamente il valore di un candidato –
campioni comprendenti pianeti reali e falsi continua Armstrong – saranno molto utili per
positivi da usare come sistema di "insegnamento" gestire in modo efficiente le elevate quantità
e poi un set di dati di candidati esopianeti, ancora di dati».
non confermati, rilevati da Kepler. Il risultato sono
stati proprio i cinquanta nuovi pianeti extrasolari Se Kepler ha prodotto un consistente archivio di
confermati, tra i quali il primo ad essere dati da esaminare, bisogna ricordare che questi
convalidato dall'apprendimento automatico. sono il frutto di un’analisi condotta su una
I pianeti rilevati appartengono a diverse famiglie e porzione di cielo piuttosto ridotta. Il telescopio
tipologie: questi vanno dai giganti gassosi delle
www.coelum.com 71
spaziale TESS, per confronto, ha osservato una dell’Università di Warwick, è stato
regione di cielo incredibilmente più estesa e ci si particolarmente soddisfatto dai sistemi che da
attende che nei suoi dati grezzi si nascondano mono planetari sono diventati ormai
migliaia di nuovi esopianeti. Un lavoro colossale multiplanetari: «Ci sono stati casi in cui era già
di analisi, ricerca e convalida in cui questi conosciuto un pianeta extrasolare nel sistema
algoritmi di AI saranno dei validissimi alleati dei preso in esame e in cui abbiamo scoperto un altro
ricercatori. pianeta: queste scoperte si sono dimostrate
particolarmente emozionanti per noi».
I pianeti convalidati sono numerosi, ma il gruppo
di ricerca, come racconta l’astronomo

La vista cosmica del cielo Nord di Tess


di Maura Sandri – Media INAF

Il cacciatore di esopianeti della NASA – TESS 40 terabyte di dati, equivalenti allo streaming di
(Transiting Exoplanet Survey Satellite) – ci ha circa 12.000 film ad alta definizione!
regalato un nuovo panorama del cielo
settentrionale, assemblato a partire da 208 Sorprendentemente, questi numeri aumenteranno
immagini individuali. In una survey di due anni, ha notevolmente nel corso del prossimo anno. TESS
ripreso circa il 75% del cielo, scoprendo 74 ha ora iniziato la sua missione estesa, durante la
esopianeti. Gli astronomi stanno ora vagliando quale trascorrerà un altro anno a fotografare il
altri 1.200 candidati, più di 600 dei quali cielo meridionale. Il satellite rivisiterà i pianeti
giacciono nel cielo settentrionale. scoperti nel suo primo anno, ne troverà di nuovi e
colmerà le lacune della copertura della sua survey
Il mosaico settentrionale copre meno cielo iniziale. I miglioramenti in termini di raccolta ed
rispetto alla sua controparte meridionale, ripresa elaborazione dei dati del satellite consentono ora
durante il primo anno di attività della missione. a TESS di restituire immagini del settore completo
Per circa la metà dei settori settentrionali, il team ogni 10 minuti e di misurare la luminosità di
ha deciso di puntare le fotocamere più a nord, per migliaia di stelle ogni 20 secondi, il tutto
ridurre al minimo l’impatto della luce diffusa dalla continuando la sua precedente strategia di
Terra e dalla Luna. Ciò si traduce in un notevole misurazione della luminosità di decine di migliaia
gap nella copertura. di stelle ogni due minuti.

Il panorama settentrionale rappresenta solo un «Questi cambiamenti promettono di rendere la


assaggio dei dati che TESS ha restituito. La missione estesa di TESS ancora più fruttuosa.
missione divide ogni emisfero celeste in 13 Effettuare misurazioni ad alta precisione della
settori. TESS ha ripreso ogni settore per quasi un luminosità stellare a queste frequenze rende TESS
mese utilizzando quattro fotocamere, che una nuova risorsa straordinaria per lo studio delle
trasportano un totale di 16 sensori CCD. Durante stelle a brillamento e pulsanti e altri fenomeni
la sua missione principale, le fotocamere hanno transitori, nonché per esplorare la scienza degli
catturato un intero settore del cielo ogni 30 esopianeti in transito», ha detto Padi Boyd,
minuti. Ciò significa che ogni CCD ha acquisito scienziato del progetto della missione presso il
quasi 30.800 immagini scientifiche. Aggiungendo Goddard Space Flight Center della NASA a
altre misurazioni, TESS ha restituito finora oltre Greenbelt, nel Maryland.

72 COELUM ASTRONOMIA
Sopra. Rappresentazione artistica del telescopio spaziale Kepler circondato da sistemi planetari dotati di
esopianeti, pronti a essere scovati nella miriade di dati osservativi registrati dal telescopio. Crediti: NASA

Per fare un punto della situazione probabilmente potendo contare sull’incredibile velocità dei
bisognerebbe ritornare al concetto di moderni processori dei nostri computer, e tramite
integrazione tra AI e uomo, di cui abbiamo parlato i più svariati algoritmi può rappresentare una
nel numero del mese di settembre. Su questo risorsa importantissima per aiutarci a
particolare tema, spesso origine di timori o dubbi, comprendere l’impatto delle ricerche condotte
il professor David Armstrong è stato puntuale: « dalle varie missioni di osservazione e survey che
Molte delle nuove tecniche di Intelligenza stanno svelando, decennio dopo decennio, una
Artificiale sono straordinarie nello scoprire nuova percezione del nostro universo.
collegamenti in grandi insiemi di dati che sono
difficili da identificare per gli esseri umani». Ci saranno in futuro missioni completamente
automatizzate e perfettamente integrate con i
Scovare collegamenti in grandi dataset è sistemi di intelligenza artificiale? Una possibilità
un’operazione complessa per l’uomo e non troppo remota, che andremo sicuramente ad
sicuramente estremamente dispendiosa in approfondire in futuro e che porterà magari a
termini di tempo da investire in questo lavoro. ridefinire gli orizzonti della ricerca scientifica in
L’AI invece è abile proprio in questi frangenti, astronomia e astrofisica.

www.coelum.com 73
Nessun compromesso!
Alla ricerca del cielo perfetto
di Daniele Gasparri

Senza dubbio il cielo del deserto di Atacama, ad


almeno 50 km dalle città, è già molto bello, ce ne
siamo ormai fatti un'idea attraverso il mio
racconto. Ma se sono arrivato fino alla fine del
mondo, lontano 12.000 chilometri dalla mia
terra natale, non sono di certo disposto a
scendere a compromessi: desidero trovare il
cielo perfetto, come quello che si poteva
osservare prima dell’arrivo dell’illuminazione
artificiale e con la trasparenza leggendaria
dell’aria del deserto più arido del mondo. In
altre parole, voglio trovare un cielo Bortle 1,
anzi, non voglio poter percepire la benché
minima traccia di inquinamento luminoso.

Se queste richieste possono andare bene per chi


decide di intraprendere il viaggio della vita, per
me, alla ricerca di una situazione sostenibile nel
lungo periodo, sono necessarie almeno un altro
paio di condizioni, non meno importanti: che il
luogo da rintracciare non sia troppo lontano
dalla mia nuova casa e che sia facilmente
raggiungibile con un’auto normale, senza dover
rischiare la vita ogni volta per raggiungerlo.

Se mi avete seguito anche nelle puntate


precedenti di questo mio racconto, saprete che il
mio viaggio a San Pedro di Atacama si è rivelato
essere sostanzialmente una delusione: mi sono
reso conto infatti che il Cile non è l’Australia. Il
deserto di Atacama è relativamente piccolo e
iper-sfruttato da centinaia di miniere... La verità
è che il deserto di Atacama è la miniera del
mondo: un luogo tanto remoto e allo stesso
tempo prezioso da diventare l’emblema del
disprezzo che l’umanità ha per il Pianeta, con
l’industria mineraria che arriva qui da ogni parte

A destra. Il cielo perfetto è semplice armonia.


Anche con la luce della Luna…
74 COELUM ASTRONOMIA
del mondo per saccheggiare la parte che le spetta; Nei primi sei mesi di permanenza in Atacama ho
un luogo che rende evidente che, in Cile, il tema percorso circa 20.000 chilometri con la mia
ambientale vale zero, perché il deserto è solo una automobile, quasi tutti dedicati all’esplorazione
sterminata distesa di rocce che "no sirve para alla ricerca del cielo perfetto. Sono pochi i punti
nada sino para sacar provecho" (non serve a da cui non si osserva nemmeno un lontano domo
niente se non per approfittarsene). di luce. Persino quando ho avuto la fortuna di

Leggi anche:
Parte 1: Atacama, il paradiso
dell'astronomia
Parte 2: Il mitologico cielo di San Pedro
di Atacama

www.coelum.com 75
Questa volta è Orione che cerca di superarmi.
Lo vedo tallonarmi nello specchietto!

passare cinque notti all’Osservatorio Paranal, di nemmeno in Namibia o in Australia. Ma, se


cui vi racconterò più avanti, mi sono accorto che parliamo di inquinamento luminoso, c’è solo da
quel cielo, meraviglioso, è comunque scalfito sperare che la densità abitativa continui a
dalle luci di miniere e città che, per quanto mantenersi bassa.
lontane, sprigionano aloni luminosi fino ad
almeno 15° di altezza. Le grandi miniere possono Grazie all'aiuto di una mappa che riporta la
illuminare come una città di decine di migliaia di distribuzione dell’inquinamento luminoso
abitanti e si rendono visibili per centinaia di possiamo avere ottimi punti di riferimento per
chilometri. Ogni piccolo paese, villaggio, persino quanto riguarda i luoghi da cui è possibile godere
singole case o temporanei accampamenti di di un cielo incontaminato, sebbene probabilmente
operai dediti alla manutenzione stradale, non in tutti i punti dell’orizzonte.
dispongono di potenti fari alogeni, di solito
orientati orizzontalmente e accesi tutta la notte. Nella spasmodica ricerca del cielo perfetto,
In una zona del mondo che è famosa per i cieli possiamo notare come la zona centro
scuri, ci si aspettava maggiore sensibilità da parte settentrionale sia sicuramente la peggiore: di
della popolazione e delle istituzioni. fatto è impossibile, secondo le mappe, trovare un
Probabilmente questa enorme aspettativa è il cielo da Bortle 1 e l’orizzonte sarà sempre
frutto dell’ingenuità di chi pensava davvero che dominato dai domi luminosi di città e miniere.
nel deserto l’unica attività importante fosse Questo è confermato dalle mie osservazioni nella
l’astronomia... Il fatto che il deserto abbia un cielo zona di San Pedro de Atacama. Se vogliamo quindi
ancora meraviglioso su buona parte della sua fare un’esperienza astronomica senza
superficie è dovuto unicamente alla bassissima compromessi dovremmo dirigerci verso la
densità di popolazione. Con questo non voglio in porzione centro meridionale, che è senza dubbio
alcun modo sminuire l’eccezionale cielo stellato la migliore ma, ahimè, la scarsità di punti luminosi
del deserto di Atacama, reso unico dalle indica anche la totale assenza di strade facilmente
specifiche condizioni climatiche che di fatto non percorribili.
si trovano in nessun’altra parte del mondo,
76 COELUM ASTRONOMIA
Sopra. Mappa dell’inquinamento luminoso della zona sud attorno alla capitale di Atacama, Copiapó. Verso
nord e verso est il cielo sarà sicuramente incredibile. Crediti: Map data ©2019 Google/Coelum Astronomia
Sotto. La via per le stelle.
La porzione più meridionale del deserto è vede dall’abitacolo è un muro nero impenetrabile,
dominata dal grande punto luminoso della città di appena oltre i limiti della strada. Ci si sente senza
Copiapó, luogo in cui ho scelto di vivere, e che dubbio un po’ persi: la necessità di avere dei punti
rappresenta il miglior compromesso tra comodità, di riferimento familiari in un ambiente tanto
presenza di infrastrutture e la possibilità di alieno genera all’inizio forti ansie, specialmente
raggiungere cieli davvero scuri, mantenendosi se ci si inerpica per qualche tortuosa strada di
sempre sopra i 1.000 metri di quota per evitare le montagna, naturalmente sprovvista di qualsiasi
nuvole costiere.

E così, nei mesi successivi la mia escursione a San


Pedro, ho avuto modo di convincermi che i cieli
migliori si trovassero proprio nei dintorni della
mia nuova casa. La sviluppata rete di strade, quasi
tutte asfaltate o in ottimo stato, consente di
raggiungere luoghi meravigliosi in appena 40
minuti di automobile. Sono due le "strade delle
stelle" che ci portano direttamente da Copiapó al
cielo perfetto. Entrambe si sviluppano dapprima
verso est, poi si diramano: una prosegue verso
nord e l’altra continua a est, proseguendo fino in
Argentina. È questa, senza alcun dubbio, la strada
più spettacolare che io abbia mai fatto nella mia
vita.

Guidare di notte nel deserto rappresenta una


sensazione sublime, in parte surreale. La
mancanza di illuminazione rende il panorama del
tutto invisibile fuori dallo stretto fascio di luce dei
fari della propria automobile. Tutto quello che si
www.coelum.com 77
barriera di protezione. Colpisce moltissimo attività o presenza umana eccetto noi, abbiamo la
l’assenza di altre auto, come se si stesse guidando possibilità, forse unica nella vita, di non farci
soli verso un’altra dimensione; soli contro la distrarre dal dito e puntare direttamente alla Luna.
Natura, soli contro l’Universo. Ci si sente soli, L’oscurità è un grande cartello stradale che punta
senza dubbio, forse oppressi, sicuramente alle stelle. La realtà è che l’oscurità è l’unico amico
vulnerabili e indifesi. Ma non necessariamente che si necessita per riuscire a guardare il cielo
queste sono sensazioni dalla connotazione brillare come non mai.
negativa. La prova si supera solo con un cambio di
paradigma: non ci si trova soli a combattere contro Quando il nostro sguardo riesce ad andare oltre al
l’oscurità, la Natura, il cielo, la strada o le luci che dito e può vedere la Luna, capiamo che dobbiamo
prima vorresti non ci fossero e poi si cercano ringraziare l’oscurità se dall’abitacolo della nostra
come ancora di salvezza. Non è una battaglia auto possiamo osservare l’Universo: migliaia di
contro qualcosa o qualcuno: quando si smette di stelle, pianeti, nebulose e il centro galattico
combattere contro un nemico che non esiste, si guidarci senza mai perdere la bussola. Non ci si
apprezza l’eccezionalità di quello che si sta può perdere di notte nel deserto di Atacama, le
facendo. Abbiamo il privilegio di assistere a una stelle sono la nostra bussola. Affrontiamo, dunque,
notte incontaminata e, in assenza di qualsiasi l’oscurità, invece di combatterla: solo così si

A 50 km dalla città ancora la Via Lattea è più luminosa delle luci artificiali.
78 COELUM ASTRONOMIA
potranno osservare al meglio le stelle brillare. con tutta la sua potenza sull’asfalto nero,
E fu così che improvvisamente, una notte mi nonostante l’alone di luce di Copiapó in
fermai, spensi i fari della mia automobile e vidi il lontananza. Era proprio questo il mio tanto
centro della Via Lattea di fronte a me, riflettersi agognato cielo perfetto.

Atacama, il paradiso dell’astronomia


Il testo di questo articolo è tratto dal libro "Atacama. Il paradiso dell’astronomia" di
Daniele Gasparri. Per Gasparri, da lungo tempo collaboratore di Coelum
Astronomia, questo è il 39 libro: qui ha racchiuso la sua esperienza di vita nel
deserto di Atacama sotto quello che è probabilmente il cielo più bello del pianeta.
È il racconto di un’incredibile avventura al confine tra realtà e sogno, nel più
estremo degli ambienti terrestri sotto un cielo che nemmeno i sogni sono in grado
di eguagliare.
Il libro è disponibile per l'acquisto:
- in formato cartaceo con immagini a colori e grande formato (A4)
https://www.amazon.it/dp/B086Y5L33X
- in formato digitale adatto a tutti i dispositivi che abbiano installata l'applicazione
gratuita Kindle https://www.amazon.it/Atacama-paradiso-dellastronomia-
Daniele-Gasparri-ebook/dp/B0871P3DLS

www.coelum.com 79
PHOTOCOELUM
La Gallery di Immagini Astronomiche

80 COELUM ASTRONOMIA
Le migliori immagini caricate dagli utenti in ottobre. Carica le tue foto in PhotoCoelum!

La Galassia di Andromeda di Giambattista Rizzo


M 31, nota come la Galassia di Andromeda o NGC 224, si trova a circa 2,5 milioni di anni luce dalla
Terra. Fa parte del Gruppo Locale, un gruppo comprendente circa 70 galassie Considerata la sua
magnitudine apparente di +3,4 può essere osservata sotto cieli tersi anche ad occhio nudo. È una
galassia a spirale gigante con un diametro di circa 220.000 anni luce – la nostra galassia ne “misura”
circa 100.000 – e contiene circa mille miliardi di stelle! Pur doppia di diametro rispetto alla Via Lattea
è ritenuta molto simile alla nostra e per questo particolarmente studiata.
Il 18 settembre, un fine settimana a Murlo (SI) mi ha dato la possibilità di riprenderla per 5 ore sotto un
buon cielo. In tutto 30 pose da 600 s, 800 ISO con Nikon D750 mod. Super Uv-IrCut e filtro Optolong L-
Pro. Tubo Takahashi Fsq 106/530 Edx IV su montatura Skywatcher Eq6r-pro.

www.coelum.com 81
Via Lattea estiva di Nello Ruocco
Via Lattea estiva ripresa il 21 luglio 2020 alle 22:32 dal Monte
San Costanzo a Massa Lubrense (NA). Immagine ottenuta con
una reflex Nikon D5100 con obiettivo da 11 mm di focale su
astroinseguitore.

82 COELUM ASTRONOMIA
Le migliori immagini caricate dagli utenti in ottobre. Carica le tue foto in PhotoCoelum!

NGC 7331 e il
Quintetto di Stephan
di Alessandro Carrozzi
NGC 7331 è una galassia a
spirale di circa le stesse
dimensioni della Via Lattea,
posta a 45 milioni di anni luce
da noi. Prospetticamente
vicino (ma in realtà molto più
lontano) si trova il famoso
gruppo di galassie noto come
Quintetto di Stephan, dal
nome dell’astronomo che per
primo lo osservò.
Immagine del 20 agosto alle
23:00 ottenuta con un
telescopio SkyWatcher
Newton 200/1.000 con
camera Atik 4000LE su
SkyWatcher NEQ 6 Pro. Filtri
Astrodon LRGB I-series.
24x420 s L, 3x420 s per
ciascun canale RGB.

M 31 di Carmelo Algeri
M 31, la spettacolare Galassia di Andromeda. Immagine del 9 settembre
2020 alle 23:30 realizzata con un telescopio Apo tripletto TecnoSky
80/480 ridotto a f/4,8 e camera CCD. 6 ore totali di integrazione.

www.coelum.com 83
Doppio ammasso del Perseo di Emanuele La Barbera (sopra)
Il doppio ammasso del Perseo è una coppia di ammassi aperti molto luminosi, visibili nella costellazione del
Perseo. Si tratta di uno degli oggetti più brillanti ed affascinanti del cielo notturno. L’immagine è stata
ottenuta il 10 ottobre 2020 alle 22:30 con una reflex e un telescopio Sky-Watcher a 650 mm di focale.

Tulip Nebula di Danilo Pivato (sotto)


La Nebulosa Tulipano, situata nella regione a est di Sh2-101, è un interessante oggetto nella costellazione
del Cigno. È composta da due estese nebulose di gas ad emissione di idrogeno ionizzato. Al centro
dell’inquadratura spicca l’ammasso NGC 6871, probabilmente il più appariscente tra gli altri presenti in tutta
l’area. Immagine realizzata il 15 agosto 2020 alle 22:22 con una reflex digitale con teleobiettivo da 500 mm.

84 COELUM ASTRONOMIA
Le migliori immagini caricate dagli utenti in ottobre. Carica le tue foto in PhotoCoelum!

Cave Nebula di Cristina Cellini (sopra)


La Cave Nebula, nota anche come SH2-155 o C9, è una nebulosa ad emissione visibile nella costellazione di
Cefeo. Immagine realizzata il 19 luglio alle 23:00 con una camera CCD, telescopio Tecnosky AG70. Filtri
Astrodon RGB GenII E-series.

Nebulosa Velo Ovest e Triangolo di Pickering di Giambattista Rizzo (sotto)


La Nebulosa Velo è un oggetto che mi ha affascinato sin dal primo approccio all’astrofotografia per la
delicatezza delle strutture in H-Alfa ed OIII, che richiamano alla mente la leggerezza di un Velo. Una trasferta
in Toscana mi ha dato la possibilità di riprenderla sotto un buon cielo e di sperimentare un'integrazione RGB-
Ha-OIII. Ripresa con Nikon D750 modificata Super Uv-IrCut e rifrattore Fsq 106/530 su montatura Skywatcher
Eq6r pro. Filtri Astronomik Ha ed OIII 6nm. Rgb 65×300" ISO 1.600, Ha ed OIII 20x600 s ciascuno.

www.coelum.com 85
The Lion nebula di Tommaso Stella
La Lion Nebula (Sh2-132) è una nebulosa situata nella costellazione di Cefeo. È una regione
caratterizzata da emissione di H-alpha (zona rossa) e OIII (zona ciano) con una forma che ricorda il corpo
di un leone. Si individua la testa di profilo a sinistra (sormontata da una folta e lunga criniera), il corpo e
le zampe al centro, seguite dalla coda a destra dell’immagine.
Le riprese sono state effettuate presso Maruggio (TA) nei giorni 12 e 13 agosto 2020 e hanno richiesto
8,5 ore di esposizione con il filtro a doppia banda stretta Optolong L-Extreme. Telescopio rifrattore
apocromatico Ts Optics 102 mm e focale di 564 mm.

86 COELUM ASTRONOMIA
Le migliori immagini caricate dagli utenti in ottobre. Carica le tue foto in PhotoCoelum!

www.coelum.com 87
M 57 di Samuele
Gasparini
M 57 è una famosa
nebulosa planetaria
situata nella
costellazione della
Lira. Immagine ripresa
con un telescopio RC
Ts da 300 mm a F1.945
con camera Moravian
G2-4000 in binning
1x1. Somma di 4 ore di
HAlpha, 3 ore di L e 2
ore di RGB. Immagine
del 31 luglio 2019 alle
23:00.

NGC 6914 di
Samuele
Gasparini
NGC 6914 è una
nebulosa a
riflessione sita
nella
costellazione del
Cigno. Immagine
ripresa con un
telescopio RC Ts
da 300 mm a
F1.945 con
camera Moravian
G2-4000 in
binning 1x1.
Somma di 4 ore
di HAlpha, 3 ore
di L e 2 ore di
RGB. Immagine
dell'11 agosto
alle ore 23:00.

88 COELUM ASTRONOMIA
Le migliori immagini caricate dagli utenti in ottobre. Carica le tue foto in PhotoCoelum!
NGC 40 di
Roberto Mosca
NGC 40 è una nebulosa
planetaria situata nella
costellazione di Cefeo:
è la fase finale
dell’evoluzione di una
stella di massa medio-
piccola, terminata con
l’espulsione degli
strati esterni e il
collasso del nucleo in
un nana bianca.
Ripresa del 15
settembre 2020 alle
00:00 con filtri HAlpha
e OIII con camera CCD
QHY22 e telescopio
Celestron C8HD alla
focale di 1.400 mm.

LDN 1251 Dark Nebula di Marco Prelini


Questa nebulosa oscura si trova all’interno del complesso molecolare del Cefeo, una vasta zona di polveri che
si estende per gran parte del cielo settentrionale. La sua forma allungata è probabilmente dovuta
all’interazione con la bolla di venti stellari causata da un'esplosione di supernova. Immagine del 18
settembre 2020 alle 23:00 realizzata con una camera CCD e un telescopio Skywatcher 200 mm con focale di
1.000 mm. Filtri Baader UV/IR Cut.

www.coelum.com 89
Luna Minerale di Ugo Ravasio
La Luna ripresa in falsi colori. 300 immagini riprese con una Canon 6D su un telescopio Skywatcher Quattro
200 f/4 montato su SW EQ6. Riprese da Carvico (BG) il 3 settembre 2020 alle 23:00.

90 COELUM ASTRONOMIA
Le migliori immagini caricate dagli utenti in ottobre. Carica le tue foto in PhotoCoelum!

Le ombre di Plato di Alessandro Bianconi


Immagine del 10 ottobre alle ore 01:42 realizzata con una camera ASI174M, telescopio C14HD edge,
montatura 10Micron GM2000HPSII, filtri R Astrodon. Si può ammirare l’imponente cratere lunare Plato e, nella
platea interna, l’interessante gioco di ombre dovute ai picchi che caratterizzano il bordo del cratere.

International Space Station di Vincenzo Mirabella


Un collage di immagini della Stazione Spaziale Internazionale riprese da Ardea (RM), durante il transito del 18
settembre 2020. Immagine realizzata con una videocamera digitale con focale di 2.350 mm e diametro di 235
mm, filtri W21 orange.

www.coelum.com 91
Gallery Marte in Opposizione

Marte di Giovanni Quarra Sacco (sopra)


Marte vicino all'opposizione. Immagine del 10 ottobre 2020
alle 1:47 realizzata con un telescopio C11, filtri Baader IR-
Marte di Pietro RGB e camera ZWO 290M.
De Gregorio (sotto)
Il Pianeta Rosso a pochi
giorni dall’opposizione (10
ottobre). Vediamo il mare
Cimmerium con la regione
vulcanica Elysium che sta
lasciando il posto al mare
Sirenum con il Monte
Olimpo. La calotta polare sud
e le nebbie in quella nord
con le nuvolosità ai bordi del
pianeta. Immagine realizzata
con un telescopio Celestron
C9,25 alla focale di 5.500
mm. Filtri RGB Baader.

92 COELUM ASTRONOMIA
Marte in opposizione
di Raimondo Sedrani
Marte il 13 ottobre alle 22:34.
Immagine realizzata
processando 3.000 immagini
per singolo canale. Telescopio
Celestron C14 alla focale di
7.800 mm. Camera ZWO
ASI290MM. Filtro RGB
Astrodon.

Mare Sirenum e Olympus Mons di


Paul Waddington (sotto)
Immagine del 9 ottobre 2020 alle 23:20
realizzata con una videocamera digitale e
telescopio Sky-Watcher da 180 mm e focale di
270 mm. Filtri IR-Cut.

Marte in opposizione
di Francesco Badalotti
Pianeta Marte il 13 ottobre 2020 alle 22:11.
Telescopio Maksutov Rumak 255 mm f/20 +
Barlow 2x. Camera ZWO ASI224MC. Filtro IR
Blocking. Media di 2.000/9.200 frames totali.
Acquisizione video SharpCap, elaborazione
Autostakkert, iccure, Fitswork, Camera Raw.

www.coelum.com 93
Marte ripreso con filtro ir-pass
di Claudio Ciceri (sotto)
Marte con filtro IR-pass per tentare di mettere in
evidenza più dettagli possibili. Immagine del 17
ottobre alle 23:47 realizzata con una
videocamera digitale e un telescopio Meade
LX200 12" GPS UHTC alla focale di 3.000 mm.
Filtri Filtro Baader IR-pass.

Marte in opposizione
di Manuele Costantinis (sopra)
Marte all'opposizione. Immagine realizzata con un
telescopio Celestron C9 alla focale di 5.000 mm.

Olympus Mons e Tharsis


di Stefano Quaresima
(a sinistra)
L’Olympus Mons domina la
scena in queste riprese. Subito
al di sotto si trova la catena
montuosa Tharsis con i monti
Ascraeus Mons, Pavonis Mons e
Arsia Mons completamente
ricoperti da nubi. In basso il
polo sud in rapido scioglimento.
Telescopio Meade LX200 16
" ACF alla focale di 11170 mm e
diametro di 406.4 mm. Filtri
IR610, IR685. Immagine del 9
ottobre alle 21:19
Marte di Vincenzo Mirabella (sotto)
L’immagine mostra la rotazione del pianeta Marte in una sequenza di
riprese effettuate dalle 22:02 UT alle 23:18 UT del 10 ottobre 2020. Il
polo sud è in alto. Telescopio C925 Edge HD, Barlow Televue 2x, camera
ASI290MM, correttore di dispersione atmosferica ZWO ADC, filtri
Astronomik L-RGB Type 2c.

94 COELUM ASTRONOMIA
Marte in R(G)B di Alessandro Bianconi (sopra)
Immagine del 17 ottobre alle 22:05 realizzata con un telescopio Celestron C14HD Edge alla focale di 11.250
mm. Filtri RG Astrodon, camera ASI174MM, montatura 10Micron GM2000HPSII. Barlow Zeiss 2X + extension
tube

Marte opposizione 2020 di Stefano Quaresima (sopra)


A sinistra. Marte ci mostra in questa ripresa la Syrtis Major ed i crateri da impatto, tra i quali spicca Huygens
proprio in zona centrale. Immagine dell'1 ottobre alle 02:07 realizzata con camera CCD e telescopio Meade
LX200 16" ACF alla focale di 10580 mm e diametro di 406.4 mm.
A destra. Ripresa del 6 ottobre ottenuta derotando 3 set di riprese dalle 00:20 alle 00:34 del 6 ottobre,
minuti di miglior seeing. Telescopio Meade LX200 16" ACF alla focale di 11170 mm e diametro di 406.4 mm.
Filtri IR610, IR680.

www.coelum.com 95
La Nebulosa Velo
di Corrado Gamberoni

Il resto di supernova noto come Nebulosa Velo o Veil Nebula è una vasta
nebulosa diffusa visibile nella parte sud orientale della costellazione del
Cigno.
Uno dei fenomeni più intensi che possono avvenire nell’universo è
l’esplosione di una supernova, la fase finale della vita di una stella. Il
collasso finisce con un'esplosione immane e violenta che disintegra
l’oggetto iniziale formato ormai da materia degenere. La materia che
compone gli strati esterni della stella viene rapidamente espulsa, a
migliaia di chilometri al secondo, creando tutt'attorno alla stella esplosa
una nube di gas e polveri nel mezzo interstellare. Nasce così un "resto
diffuso di una supernova", un oggetto nebulare caratterizzato spesso da
colori e forme più disparate e affascinanti.

Questo fenomeno è ciò che ha dato origine anche alla Nebulosa Velo, che
è quindi ciò che rimane di una supernova esplosa migliaia di anni fa.
Nel caso specifico sono evidenti tre gruppi di onde di materiale diffuso,
cresciuti nel tempo e ormai enormi, destinati a sparire diffondendosi nel
mezzo interstellare. Sono tre "veli" di gas e polveri, da cui il nome della
nebulosa, che descrivono nel cielo un anello di circa 50 anni luce di
diametro. Gli oggetti principali che possiamo osservare oggi sono NGC
6960, NGC 6974 e NGC 6979, i tre archi con le concavità rivolte verso est,
NGC 6992 e NGC 6995 con le concavità rivolte verso ovest. In NGC 6960 è
possibile osservare anche la presenza della stella 52 Cygni.
La ripresa è un'elaborazione bicolor per gli archi di gas mentre le stelle
sono state elaborate a parte con una sessione di ripresa nei canali RGB. Lo
strumento utilizzato per catturare l'immagine, risultato di due pannelli
ripresi il 19 e il 20 luglio scorsi, è un rifrattore Skywatcher Evostar 72ED
su montatura Losmandy G11. La camera di ripresa è una reflex Nikon
D5100 full Spectrum Modded, guidata con un telescopio rifrattore
acromatico Skywatcher 80/400 f/5 e camera QHYCCD5L-II-M. Al setup
ottico è stato aggiunto un riduttore di focale Skywatcher field Flattener.

Per quanto riguarda la ripresa, sono stati utilizzati i seguenti filtri e tempi
relativi di posa:
Optolong L-eNhance 2": 26x600 s ISO 200 5C (primo pannello)
Optolong L-eNhance 2": 31x600 s ISO 200 10C (secondo pannello)

Il tempo di integrazione totale risulta di 4,333 ore (per il primo pannello)


e di 5,166 ore (per il secondo pannello).
La ripresa è avvenuta con un cielo valutabile con un 4 nella scala di
Bortle.

96 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 97
Ascoltando il silenzio
Il mio quarto APOD
di Giorgia Hofer

Sono felicissima che la mia fotografia “Ascoltando sarei mai avventurata per quel sentiero innevato e
il Silenzio” che ritrae Giove e Saturno con la Via a tratti addirittura ghiacciato, ma, fortunatamente
Lattea sopra le Tre Cime di Lavaredo la sera del 8 per me, l’esperienza e l’attrezzatura da montagna
ottobre 2020 sia stata scelta dalla NASA come
APOD – foto astronomica del giorno – del 20
ottobre. E così il numero dei miei APOD sale a
quattro, non potrei essere più felice!
Quattro: il numero 4 rappresenta la stabilità e la
completezza. Lo dice anche il proverbio: «Non c’è
due senza tre e il quarto vien da sé...»
Negli ultimi quattro anni ho avuto l’onore di
vedere pubblicate come APOD (Astronomy Picture
of the Day) quattro mie fotografie. Una media di
un’immagine all’anno. Se penso a quando è
iniziata questa mia avventura della fotografia
astronomica beh, non avrei mai immaginato di
arrivare a un così bel traguardo. Vedere poi
premiata una foto che per me ha un grande
significato sentimentale, oltre che astronomico, è
ancora più gratificante. Infatti già l’APOD del
settembre 2019, con la congiunzione tra Luna e
Giove sopra le Tre Cime di Lavaredo e con Rudy (il
mio compagno) nel ruolo di osservatore mi aveva
entusiasmato enormemente. Questa volta, che è
stata scelta la fotografia con noi due insieme
mentre osserviamo le nostre montagne preferite
non ha davvero prezzo per me!

Fin dai primi giorni di settembre avevo sperato di


raggiungere la zona del rifugio dolomitico
Locatelli, perché le prime nevi avevano stuzzicato
in me l’idea di ritrarre il cielo estivo su un
paesaggio invernale. Avevo quasi rinunciato per
via delle condizioni meteo e della presenza della
Luna, ma la sera dell'8 ottobre una fortunata bolla
di alta pressione ha riportato il bel tempo e non mi
sono fatta scappare l’ultima occasione dell’anno.
Raggiungere il luogo in cui ho scattato la foto non
è stata proprio una cosa semplicissima: la neve
avrebbe potuto impedire facilmente a me e al mio
compagno di raggiungere la meta. Da sola non mi
98 COELUM ASTRONOMIA
di Rudy ha reso il nostro cammino assolutamente Penso che proprio in queste occasioni si possano
sicuro. Insomma è stato un lavoro di squadra che apprezzare veramente le cose che la natura può
alla fine ha premiato entrambi. regalarci.
Il silenzio di quel luogo era incredibile, non un
alito di vento, nessun rumore: solo io e Rudy, le Segui Giorgia Hofer ogni mese su Coelum
montagne e il cielo. Non mi era mai capitato di Astronomia con i suoi preziosi consigli
“sentire” il silenzio: sembrava di essere in un’altra astrofotografici e le sue meravigliose immagini.
dimensione, lontano da tutto e da tutti... Leggi la sua rubrica a pagina 102.

www.coelum.com 99
LE MERAVIGLIE DEL COSMO

I Filamenti Delicati del Velo


di Barbara Bubbi - Universo Astronomia

Questi filamenti colorati dall’aspetto elegante e luminoso ha raggiunto la Terra oltre 5.000 anni fa.
delicato rappresentano i residui gassosi rimasti Le stelle con massa maggiore di circa 8 masse
dalla devastante esplosione di una stella solari terminano la loro vita con spettacolari
massiccia. La pittorica immagine inquadra una esplosioni di supernova: una volta esaurito il
sottile parte della Nebulosa Velo, un vasto resto di combustibile nucleare, i densi cuori stellari non
supernova visibile nella costellazione del Cigno. sono più in grado di contrastare la morsa della
La nube si espande rapidamente nello spazio gravità e collassano su se stessi prima della
interstellare ed è stata generata in seguito alla detonazione finale.
morte violenta di una grande stella, il cui addio La Nebulosa Velo, nota anche come Anello del

100 COELUM ASTRONOMIA


Cigno, abbraccia quasi 3 gradi in cielo, circa 6 esplosione alla fine della sua vita. L'onda d'urto
volte il diametro della Luna piena. che ne è seguita segna i confini esterni del resto di
Uno studio recente, effettuato utilizzando dati del supernova e continua ad espandersi a velocità di
satellite Gaia dell'ESA, ha determinato con circa 350 chilometri al secondo nel freddo spazio
accuratezza la distanza del residuo stellare, interstellare.
basandosi sull’analisi del moto del gas nella nube Le esplosioni di supernova sono tra gli eventi più
in espansione. Sembra che la parte centrale del estremi e affascinanti che possano avvenire
Velo disti 2.420 anni luce da noi. Si ritiene inoltre nell'Universo: sono in grado persino di provocare
che la forma della nebulosa sia asferica, con la la nascita di nuove stelle, allontanando e
parte orientale più vicina a noi rispetto a quella comprimendo il gas necessario, materia prima per
occidentale, e con un diametro medio di circa 120 la loro formazione. Le morti violente di stelle
anni luce. massicce garantiscono inoltre la dispersione nel
La stella progenitrice della bella nube gassosa cosmo di elementi essenziali alla vita, rendendoli
aveva una massa circa 20 volte quella solare, così disponibili a nuove generazioni di stelle e pianeti.
massiccia e imponente da generare una violenta

Crediti: ESA/NASA/Hubble/W. Blair

www.coelum.com 101
UNO SCATTO AL MESE

Congiunzioni: una magia


nella geometria del cosmo
di Giorgia Hofer

Tra tutti gli eventi astronomici quello che Oggi sappiamo perfettamente il motivo e il
preferisco di più sono sicuramente le meccanismo con cui i pianeti si spostano nel cielo
congiunzioni tra i pianeti e la Luna. Sono eventi rispetto alle stelle fisse, ma va ricordato che gli
affascinanti perché si ripetono a intervalli più o antichi impiegarono secoli per interpretare questi
meno regolari ma ogni volta ci troviamo davanti a moti.
combinazioni differenti e sempre originali.

102 COELUM ASTRONOMIA


Leggi anche:

Visita il sito web di Giorgia


Hofer con tutte le sue raccolte
di immagini!
giorgiahoferphotography.com

Sulle cime per riprendere la Luna all'orizzonte


su Coelum astronomia 248 a pagina 130

Mi piace sempre citare il


bravissimo Camille
Flammarion, che espone
l’astronomia come fosse un
romanzo: «Fin dai primi tempi
dell’astronomia, gli
Giorgia Hofer su
antichissimi osservatori del Photo-Coelum
Tutte le immagini di Giorgia su
cielo, avevano notato questo Photo-Coelum!
fatto. Codeste stelle, ora Clicca qui
visibili, ora invisibili, mobili
sulla sfera celeste furono
denominate pianeta, vale a
dire erranti. Qui, come in tutte
le etimologie, la parola
incarnava in un verbo la
prima impressione provata
dall’osservatore. Una cosa che
deve averli colpiti è il
movimento che li sposta nel
cielo relativamente alle stelle,
le quali rimangono al loro
posto. Osservate questo o quel
pianeta, voi lo vedrete
muoversi verso est, fermarsi
quindi per una settimana o
A sinistra. Congiunzione tra
Mercurio e Venere: 24 maggio Il cielo stellato delle
2020, lunghezza focale 150
mm, Posa di 1/10 secondi, ISO Dolomiti
400 f/4,8.
www.coelum.com 103
due, poi retrocedere verso ovest, arrestarsi ancora perfezione del cosmo gli antichi riportarono i
e riprendere finalmente il suo corso verso est». pianeti su uno schema denominato eptagramma.
Questo si ottiene disegnando un cerchio per poi
È curioso vedere come questi movimenti dividerlo in sette parti lungo la circonferenza e
combinati con lo splendore dei pianeti, hanno unendo i punti si va a disegnare una stella a sette
ispirato i nomi che furono loro assegnati nonché i punte. Muovendosi lungo tale stella, si può a
giorni della settimana per scandire il tempo, ossia: questo punto ritrovare l’ordine dei giorni della
settimana. Non è certo una magia, ma sicuramente
Marte – Martedì: dai raggi purpurei, dio delle è una cosa molto affascinante: la geometria per
guerre. descrivere il nostro mondo!
Mercurio – Mercoledì: agile e fiammeggiante,
colui che accompagna sempre il dio Apollo, il Dopo questo lungo ma essenziale prologo, ecco
Sole, nel suo sorgere o tramontare. che arrivo alle foto di questo mese e all’evento
Giove – Giovedì: maestoso e dominante il ciclo che avremo la possibilità di fotografare: una
degli anni. magnifica congiunzione tra Venere, Mercurio e
Venere – Venerdì: bianca e raggiante, beltà una falcetta di Luna calante. Davvero da non
suprema regina delle stelle. mancare!
Saturno – Sabato: il più pigro degli abitanti del
cielo, simbolo del tempo e del destino.

Leggendo questi accostamenti salta subito


all’occhio che i giorni della settimana e quindi i
pianeti non sono organizzati né per grandezza né
per vicinanza al nostro pianeta.
Gli astronomi antichi avevano ordinato i pianeti in
base al loro periodo siderale, quindi il tempo
impiegato dal pianeta a fare una rivoluzione
attorno al Sole. Infatti l’anno di Saturno dura circa
30 anni, poi viene Giove con quasi dodici anni, di
seguito troviamo Marte, il Sole (che ovviamente
non ha un periodo siderale), Venere, Mercurio e la
Luna.
L’ordine siderale è però molto diverso da quello
Sopra. Eptagramma dei pianeti e dei
dei giorni della settimana e per raffigurare la
giorni della settimana.

L'evento del mese


Prepariamo quindi gli strumenti perché il giorno sarà ancora piuttosto buio.
13 novembre potremo riprendere i due pianeti Le immagini che accompagnano questo articolo
assieme alla falcetta di Luna di 27 giorni. Questa sono state realizzate il 20 maggio 2020 e
bellissima configurazione si presenterà a est- ritraggono la congiunzione tra Venere, Mercurio e
sudest un’ora prima della levata del Sole, attorno la falcetta di Luna, in quel caso crescente.
alle 6:15 circa. In questa occasione riusciremo a Quella sera, dopo quasi due mesi di reclusione in
riprendere Mercurio a un’altezza di circa 8 gradi, casa, a causa del lockdown dovuto alla pandemia
non male per il piccolo pianeta, quando il cielo di Coronavirus, avevo proprio bisogno di caricare

104 COELUM ASTRONOMIA


Sopra. In questa immagine Venere (a
destra) Mercurio (al centro) e la Luna
crescente in congiunzione il giorno
20 maggio, avvolti dalle ultime luci
del giorno, ripresi sopra il gruppo
delle Tofane. Posa di 1/15 secondo,
iso 400, f/3,5.

A sinistra. Ingrandimento della


congiunzione.

la mente e lo spirito con queste meraviglie celesti tornata indietro nel tempo, e, di fronte alla
e non mi sono lasciata scappare l’occasione di congiunzione di quegli astri splendenti, ho
riprendere i tre oggetti poco sopra Cortina. immaginato che tanti anni prima probabilmente
Ho cercato di “ambientare” lo scatto per dargli un anche altre persone potevano aver assistito a uno
po’ di espressività, come cerco di fare sempre, e i spettacolo simile. Le notti erano lunghe, passate
muri delle vecchie costruzioni delle malghe mi in solitudine, e sicuramente i pianeti e la Luna
hanno aiutato moltissimo. In queste zone i nostri avranno tenuto compagnia ai pastori della zona.
nonni portavano le mucche al pascolo: erano zone
lontane dall’abitato e i pastori non potevano certo Per rendere più visibili entrambi gli astri mi sono
permettersi il lusso di tornare a valle ogni sera. avvalsa di due crocicchi luminosi applicati in post
Così costruirono questi ricoveri di pietra per produzione: li ritengo purtroppo necessari nei casi
passare la settimana e tornare a valle solo per la di così scarsa luminosità degli astri rispetto al
domenica. Mi è sembrato per un attimo di essere fondo cielo.

www.coelum.com 105
Da dove riprendere
Come ho già avuto modo di spiegare nei miei mano a mano che i minuti trascorrono in
articoli precedenti, i luoghi migliori per osservare prossimità dell’alba, il pianeta si fa sempre più
Mercurio sono senz’altro quelli lontani da fonti di evanescente e difficile da osservare. La luminosità
inquinamento luminoso ed è indispensabile del cielo infatti tente a soffocare la flebile luce del
disporre di un orizzonte libero sia da ostacoli pianeta.
terrestri che atmosferici – per chi come me abita Possiamo quindi portarci in una zona tranquilla di
in montagna questo significa portarsi al alta campagna o in riva al mare dove l’orizzonte sia
quota, su un passo Dolomitico per esempio. ampio oppure, come nel mio caso, in alta
Essendo Mercurio infatti un pianeta che si può montagna, in modo da avere l’orizzonte libero fino
scorgere esclusivamente in prossimità ad almeno 3 gradi sopra la linea del tramonto.
dell’orizzonte, non dobbiamo dimenticare che,

L'attrezzatura necessaria
Per effettuare uno scatto di questo tipo è necessario
disporre di un obiettivo con una buona escursione
focale, consiglio uno zoom 24-105 mm o meglio un
70-200 mm in modo che ci permetta di inquadrare i tre
oggetti assieme al paesaggio.

Importante poi avere assieme alla nostra fedele


accoppiata reflex-obiettivo, un buon treppiede e la
possibilità di scattare con il telecomando o con
l’autoscatto; questa piccola accortezza ci farà evitare
delle vibrazioni indesiderate che potrebbero dare alla
fotografia un antiestetico micro-mosso.

Dato che i due pianeti e la Luna si troveranno con il


passare del tempo immersi nel chiarore del crepuscolo
sarà opportuno utilizzare valori di sensibilità ISO
piuttosto bassi, per ridurre al minimo il rumore
elettronico del sensore di acquisizione, e impostare la
posa in base alla quantità di luce di cui si dispone.
Nella maggior parte dei casi vi consiglio di scattare
oltre il secondo di posa, ma tutto dipende da dove vi
trovate e da quanto Mercurio sia prospetticamente
lontano dal Sole.

Ricordiamoci sempre che ogni evento non è mai banale


o ripetitivo: ogni uscita per catturare un’immagine del Falcetta di Venere (a destra) Mercurio (al
cielo può riservare delle belle sorprese. In questa centro) e falcetta di Luna crescente in
congiunzione il 20 maggio 2020, avvolti
immagine per esempio, ho approfittato della luce dalle ultime luci del giorno, ripresi sopra il
residua del crepuscolo per riprendere anche la Monte Vallon Bianco.
106 COELUM ASTRONOMIA
falcetta di Venere praticamente uguale alla falce perfetto (anzi, un po’ di inquinamento luminoso,
di Luna crescente di quel giorno. ormai inevitabile, può essere tollerabile in tali
Molti di voi potrebbero pensare che Mercurio sia casi), oppure disporre di un soggetto alpino come
poco interessante o che non valga la pena di quelli che io prediligo per arricchire
riprenderlo assieme a un altro oggetto del l’inquadratura. La stessa ripresa si può fare in riva
paesaggio perché, essendo quasi invisibile, al mare con delle barche, in campagna con un bel
l’immagine non avrebbe poi tutto questo gran casolare o in collina con una bella vigna...
fascino... Il più delle volte però Mercurio non si
presenta da solo, ma lo fa in compagnia di altri Insomma c’è da sbizzarrirsi quanto più possibile:
pianeti e quindi crea delle belle configurazioni nel l’unico limite è la nostra immaginazione e occhio
cielo. per i dettagli! Gli spunti ci sono sempre e in tutti i
Ciò che apprezzo di più di questo tipo di riprese è luoghi: basta avere un po’ di fantasia e
che non serve necessariamente avere un cielo immaginazione.

www.coelum.com 107
Aspetto del cielo per una località posta a Lat.

IL CIELO DI 42°N - Long. 12°E

La cartina mostra l'aspetto del cielo alle ore

NOVEMBRE (TMEC):
1 Nov > 23:00
15 Nov > 22:00
di Redazione Coelum Astronomia 30 Nov > 21:00

Novembre è quel mese dell'anno in cui si


apprezza in modo sensibile l'allungamento
delle notti con il clima che assume già alcune
caratteristiche tipiche della stagione
invernale. Il clima rigido e meno propenso a
rendere piacevoli le uscite notturne per
l'osservazione del cielo viene compensato
però da una maggiore limpidezza del cielo,
che verso le 21:00 ci apparirà già
completamente scuro (la notte astronomica
inizia infatti intorno alle 18:30). Così, in
presenza di buone serate, avremo a
disposizione diverse ore per godere delle
costellazioni autunnali e dei più "alti" in
declinazione tra gli asterismi estivi.

Verso la mezzanotte si avvicinerà al


"mezzocielo superiore" (il punto in cui
l’equatore celeste taglia il meridiano, che
alle nostre latitudini è situato a circa 48° di
altezza) l’inconfondibile Orione,
accompagnato dal Toro, con la bella
Aldebaran e le Pleiadi, Gemelli e Cane
Maggiore con la lucente Sirio.
Più in basso, il meridiano sarà attraversato
dalla estesa ma debole costellazione
dell’Eridano. Cigno e Pegaso si staranno
dirigendo verso il tramonto sull’orizzonte
ovest, mentre dalla parte opposta del cielo
starà sorgendo il grande Leone, con Regolo.

IL SOLE
All’inizio di novembre, il Sole si troverà ancora
nella costellazione della Bilancia e solo il giorno
23 entrerà nello Scorpione, in cui si "fermerà"
soltanto una settimana. L’eclittica, infatti, passa
nella parte alta di questa figura celeste e
108 COELUM ASTRONOMIA
Le effemeridi complete sono
disponibili cliccando qui
oppure cliccando sui nomi dei
pianeti alle pagine successive.

www.coelum.com 109
l’attraversa solo per un breve tratto, tanto che il raggiunto i –21,7°: questo si tradurrà in una
giorno 30 il Sole sarà già nella costellazione di perdita del periodo di luce (variabile in base alla
Ofiuco. latitudine) di circa 1 ora. La notte astronomica,
pertanto, comincerà in media verso le 18:30 e
Nel corso del mese continuerà la discesa della terminerà alle 5:30 circa.
nostra stella verso declinazioni e culminazioni al
meridiano sempre più basse. Alle ore 0:00 del 1
novembre la sua declinazione sarà di –14,3°,
mentre alle stessa ora del 1 dicembre avrà già

PIANETI
Di seguito vengono fornite alcune indicazioni sulle condizioni di osservabilità dei pianeti per il mese
corrente. Gli orari sono espressi in TMEC, cioè all'ora indicata dai nostri orologi.

Sopra. Il grafico mostra l'aspetto dei pianeti durante il mese, con indicati i relativi diametri angolari e, per
quelli interni, anche la fase. Il diametro di Saturno è riferito all'intero sistema (anelli inclusi).

110 COELUM ASTRONOMIA


Mercurio mentre il giorno dopo sarà stazionario in cielo, per
Mag. da +1,4 a –0,8; diam. da 9,0" a 5,0" iniziare poi a muoversi di moto diretto.
Ottimamente osservabile prima dell’alba
a metà mese Venere
Novembre sarà un mese speciale per tutti gli Mag. da –4,0 a –3,9; diam. da 13,1" a 10,7"; fase
appassionati di Mercurio, con il piccolo pianeta da 81% a 88%
che si esibirà in una delle sue migliori apparizioni Osservabile nella seconda parte della notte
dell’anno. Considerando le due precedenti Continua il declino di Venere durante il mese di
occasioni (quella di metà marzo e di fine luglio) in novembre ma, nonostante ciò, il bel pianeta
cui il piccolo pianeta si è mostrato nel cielo del continua ad essere un’importante e luminosa
mattino, prima dell’alba, questa di novembre è presenza nel cielo del mattino, guardando verso
senza dubbio la migliore: nel momento in cui il est-sudest. Non sarà difficile scorgerlo, alto in
Sole sorge, Mercurio sarà già alto sull’orizzonte di cielo tra le stelle della Vergine, fino al 27 del
est-sudest tra le stelle della Bilancia, sopra mese, e poi della Bilancia, quando il cielo inizierà
addirittura i 18°, nei giorni attorno al 10 a farsi più chiaro, guardando verso oriente.
novembre, quando il pianeta raggiungerà la La perdita di altezza sull’orizzonte, confrontando
massima elongazione occidentale dal Sole la posizione del pianeta giorno dopo giorno alla
(massima separazione angolare, pari a 19°). Questi medesima ora, sarà molto marcata
valori di altezza ci permetteranno di apprezzare la nell’undicesimo mese dell’anno: questo si traduce
sua brillante presenza ben prima dell’alba, in una quantità di tempo sempre inferiore da
guardando verso Oriente, con maggior comodità e poter dedicare alla sua osservazione e ripresa, con
soprattutto con più tempo a disposizione per le il pianeta che sorge alle 3:45 a inizio mese, orario
osservazioni. A inizio mese, Mercurio sorge circa 1
ora e 10 minuti prima del Sole (alle 5:38), anticipo
che aumenterà a 1 e 35 minuti a metà mese (5:25)
ma che, a fine mese, si ridurrà nuovamente, con il
pianeta che sorgerà alle 6:24 il 30 novembre
(circa 55 minuti prima del Sole).
Il 2 novembre Mercurio si troverà al perielio Sopra. Venere in IR di Luigi
Morrone - PhotoCoelum

LA NOTTE ASTRONOMICA
DATA FINE DURATA INIZIO
CREPUSCOLO NOTTE CREPUSCOLO
SERALE ASTRONOMICA MATTUTINO

Nov 01 18:41 10:29 05:10


06 18:35 10:40 05:15
11 18:31 10:50 05:21
16 18:27 10:59 05:26
21 18:24 11:07 05:31
26 18:22 11:14 05:36
Dic 01 18:21 11:20 05:41

Sopra. I tempi sono indicati in TMEC e sono calcolati per una località a 12° di Long. Est e 42° di lat. Nord. Il crepuscolo
astronomico inizia, o termina, nel momento in cui il Sole si trova 18° sotto l'orizzonte (vedi l'articolo all'indirizzo www.coelum.
com/articoli/risorse/il-crepuscolo)

www.coelum.com 111
posticipato alle 4:55 il 30 novembre. La perdita di ammirare gli affascinanti dettagli superficiali del
luminosità sarà invece contenuta, con una pianeta, che abbiamo avuto modo di conoscere
magnitudine che rimane sempre saldamente nel dettaglio negli articoli di Vincenzo Della
attorno a –3,9, un valore decisamente ottimo, al Vecchia e di Matteo Massironi nello “speciale
punto da non poter ignorare la presenza di Marte” del numero scorso di Coelum Astronomia.
questo astro nel cielo del mattino, anche a occhio
nudo. Giove e Saturno
Giove: mag. da –2,1 a –2,0; diam. da 37,0"
Marte a 35,6"
Mag. da –2,1 a –1,2; diam. da 20,1" a 14,8" Saturno: mag. da +0,6 a +0,7; diam. da 37,3"
Ottimamente osservabile tutta la notta a 35,8"
Marte è stato il vero protagonista del cielo Osservabili nella prima parte della notte
durante ottobre, ma in novembre non si rende di Facciamo un discorso unico per i due giganti
certo timido. Brillante e alto sull’orizzonte, sarà gassosi del Sistema Solare, Giove e Saturno,
facile da localizzare a occhio nudo, tra le flebili poiché i due pianeti, già da alcuni mesi, ci
stelle dei Pesci. appaiono appaiati nel cielo, come due stelle
Sorgendo sempre nel pomeriggio, il Pianeta brillanti, due occhi che splendono nel cielo della
Rosso ci apparirà già piuttosto alto (più di 20°) sera, guardando verso sud-sudovest.
sull’orizzonte di sudest quando il cielo sarà I due giganti si stanno facendo sempre più vicini,
sufficientemente scuro da riuscire a scorgerlo, un incontro che culminerà a fine dicembre in
cosa che sarà resa certamente facile dal suo quella che viene chiamata “Grande
ottimo valore di magnitudine, pari a –2,1 nei Congiunzione”.
primi giorni del mese, ma in riduzione (–1,2 il 30 Nel corso di novembre vedremo quindi i due astri
novembre). A metà mese, al momento del transito avvicinarsi ancor di più reciprocamente
al Meridiano (ore 21:27), Marte sarà alto oltre 53°, (ovviamente stiamo parlando di una vicinanza
un valore ottimo che ci permetterà sicuramente apparente, dovuta alla prospettiva di
di sfruttare l’occasione astrofotograficamente. osservazione): all’inizio di novembre alle ore 18, i
Il giorno 15 novembre il pianeta è stazionario e due pianeti, alti circa 24° sull’orizzonte sud-
inizierà successivamente il suo moto progrado. sudovest, saranno separati di 4° 50’, valore che
Ovviamente, passata l’opposizione dello scorso scenderà a circa 2° a fine novembre, alla stessa
14 ottobre, le condizioni osservative sono in ora.
lento ma inesorabile declino. Anche il tempo a Il ruolo di inseguitore è di Saturno (mag. –0,6), che
disposizione per ammirare Marte è in riduzione: il sorge (e quindi tramonta) a pochi minuti di
pianeta tramonta alle 4:47 a inizio mese, orario distanza del più brillante Giove (mag. –2,0), con
anticipato alle 3:00 a fine novembre. uno scarto che a inizio novembre è pari a 17
Approfittiamo quindi del mese di novembre per minuti, ridotto a 7 minuti a fine mese.

Marte di Giove IR807


Raimondo nm di Luigi
Sedrani - Morrone -
PhotoCoelum PhotoCoelum

112 COELUM ASTRONOMIA


Complessivamente, nonostante il bell’abbraccio confine tra i Pesci e il Mostro Marino. Ad aiutarci
astrale al quale stiamo assistendo, tra le stelle del nella sua localizzazione potremo sfruttare due
Sagittario, il periodo favorevole per l’osservazione stelle di quest’ultima costellazione, Xi1 Ceti
dei due grandi pianeti sta volgendo al termine: (mag. +4,3) e Xi2 Ceti (mag. +4,4): Urano si troverà
Giove tramonterà pochi minuti dopo le 20 a fine rispettivamente a nordovest e nordest di queste
novembre, con Saturno che, come abbiamo detto, due stelle, a 5’ 20’ circa (a metà mese).
lo seguirà a pochi minuti di distanza. Potremo L’osservazione di Urano non è mai semplice, per
ancora ammirare le formazioni atmosferiche di via della grande distanza che ci separa da questo
Giove o gli anelli di Saturno solo grazie all’inizio lontano pianeta, e per l’assenza quasi totale di
anticipato della notte astronomica, grazie alle caratteristiche atmosferiche osservabili.
lunghe notti della stagione più fredda dell’anno.
Nettuno
Urano Mag. +7,7; diam. 2,3"
Mag. +5,7; diam. da 3,8" a 3,7" Osservabile praticamente tutta la notte
Osservabile tutta la notte Come Urano, possiamo definire anche Nettuno un
Abbiamo lasciato Urano che ha raggiunto soggetto ostico da osservare. In novembre tuttavia
l’opposizione al Sole proprio l’ultimo giorno di potremo contare su numerose ore per dedicarci
ottobre: è quindi anche in novembre in perfette alla caccia a questo remoto gigante di ghiaccio. Lo
condizioni per essere osservato, donandoci il potremo localizzare, esclusivamente tramite l’uso
tempo dell’intera nottata per la sua osservazione. di un telescopio di diametro generoso, entro i
Sorgerà nel tardo pomeriggio per culminare in confini della costellazione dell’Acquario, a una
Meridiano prima di mezzanotte, alle ore 22:53 a distanza di circa 3° 18’ a nord della stella Psi1 Aqr
metà novembre, a un’altezza di quasi 62° (mag. +4,2).
sull’orizzonte sud. Avremo quindi numerose ore A inizio mese il pianeta tramonterà alle 2:12,
per osservarlo: praticamente impossibile da orario anticipato alle 0:31 il 30 novembre.
scorgere a occhio nudo, ci servirà sicuramente un Il 29 novembre Nettuno è stazionario e inizierà
buon telescopio per ammirarlo con profitto. Lo poi il suo moto diretto.
troveremo tra le stelle della costellazione
dell’Ariete, come i mesi scorsi, nella regione di
Urano di Nettuno di
Giuseppe Pappa - Luigi Morrone
PhotoCoelum - PhotoCoelum

www.coelum.com 113
Asteroidi in novembre: la grande opposizione di (8) Flora
L'asteroide (8) Flora, con i suoi 129 km di mag. +8,0. Come sarà l'opposizione che ci attende
diametro, è un grande e brillante asteroide della questo 1° novembre?
Fascia Principale, capostipite di una particolare
famiglia di asteroidi che da esso prende nome, tra
i quali di gran lunga il più grande, con l'80% della
massa totale.
Flora fu scoperto da John Russell Hind il 18
ottobre 1847 grazie al telescopio da 7 pollici
dell'Osservatorio privato di George Bishop (di cui
era direttore) al Regent's Park di Londra. Fu il suo
secondo asteroide scoperto, dopo (7) Iris. Il nome
Flora venne proposto da John Herschel, in onore
della dea latina dei fiori e dei giardini, Flora
appunto, e sposa di Zefiro.
Il ciclo delle opposizioni di Flora è piuttosto
complicato, ma, semplificando, possiamo Sopra. Per oggetti planetari con orbite non
sostanzialmente dire che i suoi avvicinamenti più perfettamente circolari (eccentricità = 0),
profondi alla Terra si susseguono in un ciclo di 13 l’opposizione può manifestarsi con differenti
distanze. Nella figura, d1 rappresenta la distanza
anni. In tali occasioni, dette opposizioni tra due pianeti durante l’opposizione afelica (con
perieliche, l'asteroide si avvicina fino a toccare le l’oggetto più esterno in prossimità del suo
0,88 UA di distanza dal nostro pianeta, con la afelio), d2 la distanza durante un’opposizione
"qualsiasi" e d3 la distanza (la minima possibile)
magnitudine che arriva a scendere sotto la raggiunta durante l’opposizione perielica.

114 COELUM ASTRONOMIA


Prima di rispondere, ricordiamo solo che l'ultima dovremo attendere altri 13 anni per avere
"Grande Opposizione" di questo asteroide nuovamente l’opportunità di osservare (8) Flora in
avvenne nel 2007, esattamente 13 anni fa! A condizioni così buone!
questo punto lo avrete capito, proprio quest'anno La seconda opposizione del mese, non certo
inizia nuovamente il ciclo, con Flora che si esibirà paragonabile a quella appena descritta, avverrà il
in una meravigliosa opposizione perielica da 26 novembre. L’asteroide in questione è (51)
manuale: 0,88 UA di distanza e una magnitudine Nemausa: si troverà a 1,45 UA dalla Terra e
di +8,0! Sarà sicuramente un evento da non splenderà, tra le stelle del Toro, di magnitudine
mancare, per tutti gli appassionati di osservazioni +10,8.
asteroidali ma non solo.
Per localizzare l'asteroide dovremo rivolgerci
verso sud (transita alla mezzanotte, a una altezza
di circa 15°), cercando tra le stelle della
costellazione del Cetus (Mostro Marino). A
facilitare il compito ci verrà in aiuto la stella
Gamma Ceti (mag. +3,6): l’asteroide, nel giorno
dell’opposizione, si troverà (in un sistema di
riferimento equatoriale) a circa 30’ a ovest-
sudovest della stella. Nei giorni successivi
vedremo l’asteroide allontanarsi da Gamma Ceti
in direzione di Alrisha (Alfa Piscium, mag. +4,1).
Non perdiamoci questa bella opposizione:
Le Falci Lunari di Novembre
di Francesco Badalotti

Per chi predilige questa tipologia di osservazioni tramonterà una falce di 2,5 giorni sulla cui
appuntamento per la notte del 12 novembre superficie, con frazione illuminata dell'8,9%, si
quando alle ore 03:16 sorgerà una falce di 26,3 potranno individuare la scura area del mare
giorni (frazione illuminata al 13,6%) fra le stelle Humboldtianum a nordest, porzioni dei mare
della costellazione della Vergine. Ci sarà il tempo Crisium, Marginis, Undarum e Smythii a est e una
per osservare con calma la superficie del nostro parte del mare Australe a sudest, oltre alle
satellite, suddivisa fra le scure rocce basaltiche di sempre interessanti e fotogeniche cuspidi nord e
Procellarum a nord-nordovest e le più chiare sud. Si ricorda che nella medesima serata la
rocce anortositiche dell'altopiano ovest-sudovest. massima Librazione verrà a trovarsi a est in
Sempre spettacolare l'inconfondibile isola prossimità del mare Marginis.
basaltica di colore scuro del cratere Grimaldi. Si
segnala il grande cratere Bailly stretto fra il Come sempre per questa tipologia di osservazioni,
terminatore e il bordo lunare in concomitanza del oltre agli ormai noti parametri osservativi,
punto di massima Librazione proprio nella risulterà determinante disporre di un orizzonte il
medesima area: imperdibile opportunità per più possibile libero da ostacoli e sperare nella
osservare l'eccezionale Bailly in alta risoluzione! clemenza delle condizioni meteorologiche, anche
Il 13 novembre alle ore 04:35 sorgerà una falce di se la stagione autunnale ormai avanzata potrebbe
27,3 giorni (frazione illuminata al 6,5%) riflettersi negativamente sull'attività osservativa.
preceduta dal pianeta Venere distanziato da 3,4°.
L'esiguità della superficie illuminata dal Sole • Astrofotografia - Andiamo a caccia delle
renderà osservabile solo gli scuri basalti di sottilissime falci lunari
Grimaldi oltre alla netta distinzione fra il settore • Continua l’esplorazione delle formazioni lunari
ovest dell'oceanus Procellarum a nord e nella Rubrica dedicata alla Luna
l'altopiano sudoccidentale.
Veniamo ora a una sottilissima quanto
problematica falce lunare che sorgerà alle ore
05:57 del 14 novembre preceduta dal pianeta
Mercurio a 5° di distanza. Il breve tempo a
disposizione prima che le luci dell'alba cancellino
lo spettacolo renderà indispensabile adottare
tutte le precauzioni al fine di evitare danni
permanenti alla propria vista, consigliando tale
osservazione solo ad astrofili esperti.

Per quanto riguarda la fase crescente


l'appuntamento è per il tardo pomeriggio del 16
novembre con una sottile falce di 1,5 giorni che
tramonterà alle ore 17:55, consigliandone
l'osservazione esclusivamente in prossimità
dell'orizzonte per evitare di intercettare
pericolosamente la luce solare.
Il giorno successivo, 17 novembre, alle ore 18:45
Small Moon di Elena Pinna - PhotoCoelum

116 COELUM ASTRONOMIA


FENOMENI E CONGIUNZIONI DI NOVEMBRE
Di seguito riportiamo i principali eventi celesti 12° E. Nelle illustrazioni la Luna appare ingrandita
del mese: gli orari sono espressi in TMEC e le per una questione di leggibilità e di
condizioni del cielo sono calcolate per una rappresentazione grafica.
località media italiana posta alle coordinate 42° N

13 novembre, ore 6:15


Congiunzione Luna, Venere e Mercurio
La mattina del 13 novembre, alle ore 6:15, avremo sottilissima falce di Luna (fase del 6%), posta più a
la possibilità di assistere ad una bella nord di circa 8° e mezzo, a sua volta sormontata, a
congiunzione che vede coinvolti due pianeti, poco meno di 5° più verso sudest, da Venere
Venere e Mercurio, e la Luna. Se Venere è stata (mag. –3,9).
spesso al centro delle attenzioni degli amanti del Questo magnifico incontro mattutino avverrà nel
cielo, per via della sua brillantezza e per le teatro offerto dalle stelle della Vergine: all’orario
spettacolari congiunzioni che ci ha donato indicato il cielo sarà già abbastanza chiaro da non
durante i mesi appena trascorsi, per Mercurio rendere visibili le stelle che circondano i nostri
(mag. –0,7) il discorso è decisamente diverso, al soggetti principali ma, tra queste, solo la maggior
punto da essere quasi una new entry tra i nostri lucentezza della stella Alfa della costellazione,
appuntamenti. Solitamente sfuggente e timido, il Spica (mag. +0.9), le permetterà di essere scorta e
primo pianeta del Sistema Solare, complice il andare così a partecipare a questo terzetto
raggiungimento della massima elongazione celeste.
occidentale dal Sole, la mattina del 13 si mostrerà, La sola coppia Luna Venere potrà essere osservata,
all’orario in cartina, piuttosto alto sull’orizzonte bassa sull’orizzonte, prima del sorgere di Mercurio
orientale (poco più di 9°) proteso verso una (all’incirca un’ora prima dell'orario segnalato) in

www.coelum.com 117
17 novembre: le Leonidi
Questo sciame meteorico risulta attivo dal 6 Il massimo delle Leonidi quest’anno si verificherà
novembre al 30 novembre, con il picco che di il 17 novembre poco dopo la luna nuova, quindi
solito si manifesta tra il 17 e il 18 novembre. con un disturbo lunare estremamente ridotto.
Le Leonidi sono probabilmente ricordate più per Secondo i calcoli, nel 2020 potrebbero essere
le tempeste di meteore degli anni 1833, 1866, incontrati alcuni filamenti di polvere. Il 17 ci si
1966 e più recentemente nel 1999 e 2001. Tali attende comunque una ridotta e debole attività
tempeste sono provocate dai passaggi al perielio ma alla fine della notte astronomica. Altra attività
della cometa progenitrice, la 55P/Tempel-Tuttle, è prevista per il giorno 18 alle ore 2:00 circa e poi
nonostante non siano le polveri "nuove" a il 20 novembre. Purtroppo non c'è da esaltarsi
generare queste "stelle cadenti" ma, piuttosto, i troppo: le attese sono modeste, con uno ZHR
detriti dei passaggi precedenti. Sfortunatamente sempre compreso tra 10 e 20, e con la dimensione
le previsioni a lungo termine non indicano alcun media delle meteore al limite delle possibilità di
incontro con le sacche più dense di detriti fino al rilevamento e quindi molto difficili da osservare.
2099, nonostante i passaggi al perielio della 55P Ma non si sa mai: in queste occasioni conviene
previsti per il 2031 e il 2064. sempre spendere qualche ora con gli occhi puntati
L'ultimo passaggio al perielio della cometa madre al cielo!
delle Leonidi risale all'ormai lontano 1998 e nel Chi vorrà tentare di coglierle e avrà la fortuna di
frattempo la cometa ha superato il suo afelio, osservarle sotto un cielo particolarmente scuro e
iniziando quindi il suo nuovo avvicinamento al trasparente, dovrà dirigere il proprio sguardo
Sole. La conoscenza dei meccanismi di espulsione verso il radiante (il punto del cielo da cui le
delle polveri cometarie e l'evoluzione della sua meteore sembrano provenire) situato nella
distribuzione nelle tracce lasciate permette di costellazione del Leone (da cui il nome dello
prevedere con maggior accuratezza l'attività degli sciame), e più precisamente in prossimità della
sciami meteorici. stella Zeta Leonis.

18 Nov
0:00

118 COELUM ASTRONOMIA


un abbraccio ancora più stretto di poco meno apparirà appena percettibile, in fotografia
di 4°. risulterà decisamente apprezzabile e piacevole da
Aggiungiamo inoltre che anche la falce lunare osservare. Per tutti i consigli su come fotografare
sarà ulteriormente impreziosita dalla presenza questa bella congiunzione rimandiamo all’ottimo
della luce cinerea, che se a occhio nudo ci articolo di Giorgia Hofer che trovate a pagina XXX.

19 novembre, ore 18:00


Congiunzione Luna, Giove e Saturno
Il tardo pomeriggio del 19 novembre, alle ore 21° sull’orizzonte: una falce di Luna (fase del
18:00, potremo assistere a una bella 25%) si troverà alla sinistra dei due pianeti, a
congiunzione tra la Luna e i pianeti Giove e circa 3° e mezzo di distanza da Saturno (–0,6),
Saturno. Considerando l’appropinquarsi della prospetticamente situato più in alto, e poco meno
stagione invernale, il cambio all’ora solare e, con di 6° da Giove (–2,0), situato invece più in basso di
esse, la consueta riduzione delle ore di luce Saturno.
durante il giorno, all’orario indicato il cielo sarà Guardando ancora più giù verso l’orizzonte, a
già scuro a sufficienza per distinguere non solo i sudovest, noteremo sicuramente le più brillanti
brillanti pianeti, ma anche alcune delle stelle del stelle del Sagittario, quelle che delineano la
Sagittario, costellazione in cui, come accaduto famosa forma a teiera, in procinto di tramontare.
anche i mesi precedenti, avviene questa Complessivamente si tratta di un bel quadretto
congiunzione. celeste che potremo sicuramente apprezzare a
Guardando dunque verso sud-sudovest, vedremo occhio nudo e immortalare in uno scatto
un brillante triangolo in cielo, a un’altezza di circa fotografico a largo campo. Il consiglio è quello di

www.coelum.com 119
non ridurre troppo la focale: con obiettivi paesaggio naturale o architettonico circostante. A
fortemente grandangolari la nostra fotografia tal proposito potrebbe risultare più semplice
abbraccerà sicuramente un’ampia fetta di attendere che Luna e pianeti siano più bassi:
paesaggio ma renderà meno evidenti gli astri basterà attendere un’ora o poco più per avere i
protagonisti della congiunzione. Meglio sarà soggetti molto più in prossimità dell’orizzonte e
sfruttare delle focali medie, per inquadrare i quindi disponibili a creare interessanti giochi
soggetti mantenendoli ben intelligibili avendo prospettici con gli elementi che ci circondano.
cura di introdurre nella ripresa elementi del

25 novembre, ore 20:50


Congiunzione Luna e Marte
La sera del 25 novembre, alle ore 20:50, volgendo I due soggetti, ospitati tra le stelle della
il nostro sguardo verso sud, potremo ammirare costellazione dei Pesci, saranno molto alti
una bella congiunzione tra la Luna (fase sull’orizzonte: 38° la Luna e circa 43° Marte. Per
dell’82%) e il brillante pianeta Marte (mag. –1,3). realizzare fotografie che includano elementi del
La separazione tra i due astri, all’orario indicato, paesaggio sarà pertanto necessario attendere
sarà pari a 4° 40’, con Marte che si posizionerà qualche ora, quando Marte e la Luna saranno
esattamente a nord della Luna. Il chiarore lunare prossimi al tramonto, che avverrà alcuni minuti
tenderà a inghiottire il Pianeta Rosso che si dopo le 3 del 26 novembre. Ovviamente, senza
salverà, mantenendosi comunque ben evidente, dover fare le “ore piccole”, anche alla mezzanotte
solo grazie alle condizioni eccezionali con cui si del 25 novembre i due soggetti saranno disposti
mostra ancora in novembre, dopo l’opposizione in posizione più fotogenica.
dello scorso 14 ottobre.

120 COELUM ASTRONOMIA


Osserviamo la Luna in luce cinerea in novembre

In novembre, le giornate migliori per osservare e Luna. Per questo, la parte non illuminata della
fotografare la Luna in luce cinerea cadranno nei Luna apparirà tenuemente brillante divenendo
giorni 12 e 13, quando si avrà la migliore visibilità così vagamente visibile. Per maggiori informazioni
appena prima dell’alba. Nei giorni attorno al 18 sul fenomeno e su come riprenderlo:
novembre invece avremo la possibilità di
ammirare la luce cinerea della Luna subito dopo la • Riprendiamo la Luce Cinerea della Luna
fine del tramonto. • Lo sapevi che anche Leonardo da Vinci aveva
Il fenomeno è dovuto alla luce del Sole riflessa compreso il fenomeno? Leggi l'articolo su
dalla Terra che illumina la parte in ombra della Coelum Astronomia 237

Altre congiunzioni di novembre in breve

3 novembre, ore 6:00 meno di 6° con il nostro satellite naturale


Congiunzione Luna e Aldebaran posizionato a nord-nordovest della stella.
La Luna (fase del 94%), alta oltre 33°
sull’orizzonte ovest si troverà a 4,2° a nord- 23 novembre, ore 18:15
nordovest della bella stella Aldebaran (Alfa Tauri; Congiunzione Luna e Nettuno
mag. +0,9), l’occhio infuocato del Toro celeste, e aGuardando verso sud-sudest, vedremo la Luna
57’ da Ain (Epsilon Tauri; ,mag. +3,5). (fase del 65%) posizionarsi 5° e mezzo dal
pianeta Nettuno (mag. +7,7). Ovviamente il
9 novembre, ore 6:00 remoto pianeta sarà impossibile da osservare a
Congiunzione Luna e Regolo occhio nudo. Dovremo necessariamente sfruttare
La Luna (fase del 43%), alta circa 62° e mezzo un buon telescopio di diametro generoso per
sull’orizzonte di sudest, si troverà in scorgerlo. La Luna, anche se può disturbare
congiunzione con la stella Alfa della costellazione l’osservazione con il suo chiarore, sarà d’aiuto per
del Leone, Regolo (Alfa Leonis, mag. +1,4). La la localizzazione del pianeta.
separazione tra la stella e la Luna sarà di poco

www.coelum.com 121
122 COELUM ASTRONOMIA
STAZIONE SPAZIALE

Transiti ISS notevoli per il


mese di Novembre 2020
a cura di Giuseppe Petricca

Durante il penultimo mese dell’anno, la ISS – Stazione Spaziale Internazionale sarà


rintracciabile nei nostri cieli sia in orari mattutini che serali. Avremo molti transiti
notevoli con magnitudini elevate durante l’ultimo mese autunnale, auspicando come
sempre in cieli sereni.
Si inizierà il giorno 6 novembre, dalle 06:02 alle Il penultimo transito del mese, il 23 novembre,
06:10, osservando da nordovest a est-sudest. La sarà nuovamente visibile da tutto il paese, dalle
ISS sarà ben visibile da tutto il paese con una 17:14 verso sudovest alle 17:22 verso est-nordest.
magnitudine massima che si attesterà su un valore La magnitudine di picco sarà di –3,6.
di –3,3.
L’ultimo transito notevole, visibile al meglio dal
Si replica il giorno 8 novembre, dalle 06:03 Centro Nord, e osservabile quasi da orizzonte a
guardando verso ovest-nordovest alle 06:12 verso orizzonte, avverrà il 25 novembre. Dalle 17:15
sudest. La visibilità sarà migliore dalle coste alle 17:24, da ovest-sudovest a nordest. La
occidentali e dalle due isole maggiori. Sarà un magnitudine di picco sarà di –3,1.
transito osservabile senza problemi, meteo
I TRANSITI DELLA ISS IN NOVEMBRE
permettendo. La magnitudine di picco sarà di –3,5.

Giorno Ora Direz. Ora Direz. Mag.


Passiamo al 9 novembre, dalle 05:18 in direzione inizio fine max
nordovest alle 05:24 in direzione sudest. Questo
06 06:02 NO 06:10 ESE –3,3
sarà un transito osservabile al meglio da tutta la 08 06:03 ONO 06:12 SE –3,5
09 05:18 NO 05:24 SE –3,9
nazione, con una magnitudine massima di –3,9
20 18:00 SO 18:07 E –3,1
appena prima che la ISS esca dall’ombra della 22 18:01 OSO 18:08 NE –3,7
23 17:14 SO 17:22 ENE –3,6
Terra. 25 17:15 OSO 17:24 NE –3,1

N.B. Le direzioni visibili per ogni transito sono


Saltando verso la fine del mese, il 20 novembre, riferite a un punto centrato sulla penisola, nel
dalle 18:00 verso sudovest alle 18:07 verso est, Centro Italia, costa tirrenica. Considerate uno
con magnitudine di picco a –3,1. Migliore sarà la scarto ± 1-5 minuti dagli orari sopra scritti, a
causa del grande anticipo con il quale sono stati
visibilità da tutto il Sud Italia, sperando nel meteo
calcolati. Si consiglia di controllare le corrette
favorevole. Osservata dal Centro, la ISS transiterà circostanze con l’uso dei software online, come
vicino alla Luna e Marte durante il suo tragitto nel http://transit-finder.com/ o
https://www.calsky.com/cs.cgi/Satellites/4
cielo.
DOVE SI TROVA LA ISS ORA?
Due giorni dopo, il 22 novembre, dalle 18:01 alle http://iss.astroviewer.net/
18:08, da ovest-sudovest a nordest, con visibilità Live stream dalla ISS
http://www.ustream.tv/channel/live-iss-stream
totale da tutta la nostra nazione. La magnitudine Clicca qui per ottenere una previsione di massima
massima raggiunta sarà pari a –3,7 per il transito del passaggio dei satelliti più luminosi. È
serale migliore di tutto il mese. Certamente da sufficiente impostare data, ora e luogo di
osservazione.
non perdere!

www.coelum.com 123
COMETE

C/2020 M3 ATLAS, una


cometa da seguire
di Claudio Pra
Novembre si rivela essere un mese decisamente soprattutto interessante seguire le performance
stimolante, con la presenza nel cielo di ben tre della C/2020 M3 ATLAS e della nuova C/2020 S3
comete sotto la decima magnitudine. Sarà Erasmus.

C/2020 S3 Erasmus
Scoperta il 17 settembre, dall’astronomo Nicolas quando risulterà comunque discretamente
Erasmus tramite gli strumenti dell’Asteroid luminosa.
Terrestrial-Impact Last Alert System (ATLAS), Partendo infatti dalla decima magnitudine la
giungerà al perielio il 13 dicembre transitando a Erasmus dovrebbe raggiungere l’ottava grandezza
0,4 UA dal Sole, raggiungendo forse la settima a fine mese. La sua altezza sull’orizzonte – alla
magnitudine. In quel momento però la nostra fine della notte astronomica, il momento migliore
stella ce la nasconderà e pertanto dovremo per cercarla – risulterà man mano sempre più
accontentarci di seguirla nel periodo precedente, ridotta, tanto che le condizioni osservative

La mappa mostra il
percorso in cielo della
cometa C/2020 S3 Erasmus
nel periodo di novembre.
Le condizioni del cielo sono
quelle del 15 novembre
alle ore 6:00 del mattino.

124 COELUM ASTRONOMIA


saranno critiche nell’ultima decade di novembre. da Gienah Ghurab (Gamma Corvi, mag. +2,6),
Pertanto, a meno di eventi inaspettati, occorrerà mentre il giorno successivo si troverà a meno di
cercarla prima. un grado dalla nebulosa planetaria del Corvo NGC
Partendo dal Sestante attraverserà il Cratere, il 4361 di mag. +10,3. Infine il giorno 24 sarà
Corvo, una piccola porzione della Vergine per inserita in un bel campo di galassie della Vergine,
finire nella parte terminale della coda dell’Idra. Il tra cui NGC 5084 di mag. +10,4.
16 novembre transiterà a meno di mezzo grado

C/2020 M3 ATLAS
In ottobre è cresciuta benino e a novembre aiuterà a localizzarla facilmente, mentre il 16
dovrebbe aumentare ancora in luminosità, novembre sfiorerà Bellatrix (Gamma orionis,
arrivando attorno all’ottava grandezza, risultando mag. +), passandogli a una manciata di primi
dunque un oggetto piuttosto interessante. d’arco.
Transitata al perielio il 25 ottobre, a novembre la
ATLAS toccherà la minima distanza dalla Terra, Segue una mia osservazione al binocolo 20x90
passando a metà mese a circa 52 milioni di compiuta nella nottata del 13 ottobre:
chilometri dal nostro pianeta.
Sarà osservabile al meglio in piena notte, Una robusta falce lunare disturba l’osservazione.
posizionata tra le costellazioni invernali. Partendo Ciò nonostante, pur con fatica, riesco a
dalla Lepre (dove rimarrà un solo giorno) individuare la cometa, molto bassa in
attraverserà infatti da sud a nord Orione, per finire declinazione (–27°). Minuscolo “sbuffetto” di luce
nella porzione occidentale del Toro, guadagnando diffuso con un grado di condensazione assai
man mano in declinazione fino a risultare basso. Confrontandola con il non lontano
altissima in cielo al momento della culminazione globulare M 79 risulta decisamente meno
che sarà sempre più anticipata. Il giorno 4 la luminosa. Direi che è qualche decimo al di sopra
troveremo a poco più di un grado dalla della nona magnitudine.
brillantissima Rigel (Beta Orionis, mag. –), che ci

www.coelum.com 125
88P/Howell
Per chi non l’avesse ancora avvistata, novembre sull’orizzonte e anche in novembre le condizioni
sarà un’altra occasione (forse l’ultima) per dare osservative per il settentrione rimarranno
un’occhiata a questa periodica che torna ogni piuttosto critiche, seppur in leggero
cinque anni e mezzo. In novembre brillerà di una miglioramento. Al Centro ma soprattutto nel Sud
magnitudine non certo esaltante ma nemmeno Italia l’altezza raggiunta dalla cometa sarà
disprezzabile (attorno alla nona grandezza, in calo migliore e le chance di scovarla saranno
nel corso del mese). Finora, soprattutto per il decisamente maggiori.
Nord Italia, si è mantenuta molta bassa

Sotto. Cometa 88P/Howell e M19 il 5/10/2020 di


Francesco Badalotti - PhotoCoelum

126 COELUM ASTRONOMIA


SUPERNOVAE

Le supernovae italiane nelle galassie Messier


SN1957B in M 84 Italian Supernovae Search Project
(http://italiansupernovae.org)

A cura di Fabio Briganti e Riccardo Mancini

Per chi fa ricerca di supernovae extragalattiche M 100 SN2006X Marco Migliardi


riuscire a raggiungere la tanto sospirata scoperta M 95 SN2012aw Paolo Fagotti
è davvero una soddisfazione unica e molto
gratificante, in grado di ripagare ampiamente di Abbiamo deciso di ripercorrere queste dieci
tutti i sacrifici fatti per ottenere e controllare le importanti scoperte partendo in questo numero
innumerevoli immagini di galassie, necessarie a dalla prima cioè la SN1957B. Nei prossimi mesi
conseguire il risultato. Se poi la supernova passeremo in rassegna anche le altre.
scoperta viene individuata in una galassia
Messier, una delle galassie appartenenti al La SN1957B, scoperta nella galassia M 84 dal
celebre catalogo, la gioia non ha eguali. professor Giuliano Romano, rappresenta una
tappa importantissima per la ricerca italiana di
Una galassia Messier è di solito bella supernovae, sia amatoriale che professionale. Con
esteticamente perché “vicina” e proprio grazie questo successo il professor Romano è stato
alla vicinanza anche la supernova apparirà molto infatti il primo italiano in assoluto a scoprire una
luminosa. Sono queste infatti le supernovae che supernova e il primo astrofilo al mondo!
verranno ricordate per molto tempo. Scoprire una Pur essendo, infatti, laureato in matematica
supernova in una galassia Messier, per usare un all’Università di Padova e docente di astrofisica,
paragone calcistico, è come fare un goal in una cosmologia, storia dell’astronomia, fisica e
finale di Champions League. matematica, non era infatti un astronomo
professionista, ma un “semplice” astrofilo. Un
Ci siamo allora domandati: chi sono gli italiani che astrofilo però con la A maiuscola, basti pensare ai
vantano questo tipo di primato? rapporti che aveva con astronomi professionisti
Le supernovae scoperte nelle galassie del del calibro di Leonida Rosino e Fritz Zwicky. Per
catalogo di Messier sono state 67 e hanno raccontare tutto quello che il professor Romano
interessato 27 delle 40 galassie che ha fatto in ambito astronomico non basterebbe
appartengono a questo bellissimo catalogo. chiaramente lo
Quelle italiane sono 10 e ottenute solo da 7 spazio di questa
persone: 1 professionista e 6 astrofili. Questa la rubrica, ma
lista in ordine cronologico: nemmeno un intero
numero di Coelum!
M 84 SN1957B Giuliano Romano Ci limitiamo a dire
M 85 SN1960R Leonida Rosino che il professor
M 61 SN1964F Leonida Rosino Romano creò
M 99 SN1972Q Leonida Rosino l'Associazione
M 66 SN1973R Leonida Rosino Astrofili Trevigiani,
M 66 SN1989B Federico Manzini
M 96 SN1998bu Mirko Villi A sinistra. Il professor
M 61 SN1999gn Alessandro Dimai Giuliano Romano.
www.coelum.com 127
di cui fu direttore per oltre trent'anni. Nella suaa spingersi oltre la mag. +14. Per dare un’idea
lunga attività di astrofilo, scoprì centinaia di stelle
pubblichiamo queste due bellissime immagini
variabili e altre due supernovae: la SN1961H nella riprese a largo campo da Marco Burali e Rolando
galassia ellittica NGC 4564 e SN1970O nella Ligustri, dove la magnitudine limite è invece
galassia a spirale IC 3341. molto più profonda.
Al momento della scoperta, la supernova brillava
La galassia M 84, che ha ospitato la SN1957B, è di mag. +12,2 e analizzando sue precedenti lastre,
invece una galassia lenticolare posta nella riprese il 26 e il 28 aprile, il professore si accorse
costellazione della Vergine, a circa 60 milioni di che l’oggetto era già visibile anche in queste
anni luce di distanza da noi. Situata all’interno immagini, ma con una luminosità inferiore, pari
dell’ammasso di galassie della Vergine, fa coppia rispettivamente a +13,6 e +13,0. La supernova fu
con la gemella M 86, altra galassia lenticolare, scoperta pochi giorni dopo il massimo di
scoperte entrambe da Charles Messier nel 1781. luminosità e secondo gli studi fatti dallo stesso,
Nel campo sono visibili molte altre galassie a dovrebbe aver raggiunto la mag. +11,7 intorno
spirale fra cui spiccano NGC 4438, NGC 4435, NGC all’8 maggio.
4402, NGC 4388 e molte altre più deboli, che
permettono di ottenere delle stupende immagini Lo spettro fu ripreso dall’Osservatorio di Asiago il
a lunga posa. 22 maggio con il telescopio Galileo da 122 cm,
l’unico strumento operativo in quegli anni ad
Tornando alla SN1957B, fu individuata il 18 Asiago, che permise di classificare la supernova di
maggio del 1957 da Romano, dal terrazzo di casa tipo Ia.
sua a Treviso, utilizzando un doppio astrografo
costituito da una camera fotografica Dallmeyer di Per onor di cronaca bisogna ricordare che la
110 mm f/3,5 e da una camera Voigtlander di 130 scoperta di questa supernova fu assegnata anche
mm f/4,2 con un campo di ben 8° x 6°. Puntando il all’astronomo statunitense H. S. Gates, che
campo di M 84 e M 86 riusciva a inquadrare circa individuò l’oggetto su lastre ottenute
30 galassie in una sola immagine, ma non riusciva all’Osservatorio di Monte Palomar in California.

A sinistra.
Immagine del
gruppo di
galassie di M 84 e
M 86 ripresa da
Rolando Ligustri
in remoto dal
New Messico con
un rifrattore APO
106 mm f/5 e
CCD PL11002
RGB=120 s bin 2
L=6x300 s bin1,
dove abbiamo
segnato il nome
delle varie
galassie e con il
crocicchio la
posizione della
SN1957B.

128 COELUM ASTRONOMIA


A sinistra. Immagine storica
della SN1957B ripresa da
Asiago il 22 maggio 1957
con il telescopio Galileo da
122 cm.

Concludiamo con una curiosità: in una intervista Vanzin, che ha conosciuto e collaborato
comparsa nel settembre 1997 sulla rivista Il Cielo, direttamente con il professor Romano, sappiamo
Leonida Rosino raccontò di aver scritto una lettera che, poco dopo la scoperta della SN1957B,
di rammarico e di protesta indirizzata al collega l’astronomo Fritz Zwicky contattò direttamente
americano Fritz Zwicky, che scorrettamente aveva Romano per proporgli di andare in America a
attribuito a due suoi allievi la scoperta della lavorare per lui. Romano però rifiutò l’invito,
SN1957B che invece lui stesso aveva giustificando questa decisione col fatto che non
tempestivamente comunicato, riconoscendola a voleva lasciare la cattedra di insegnante al
Romano, ed esortando Zwicky a utilizzare il canale Collegio Pio X di Treviso. Ci viene da pensare che
ufficiale dell’International Astronomical Union per forse non era solo questo il motivo del rifiuto.
comunicare le scoperte. Tramite l’amico Enio

A sinistra.
Immagine del
gruppo di
galassie di M 84
e M 86 ripresa
da Marco Burali
dall’Osservatorio
MTM a Pistoia
con un
Astrografo
BRC250 mm f/5
su A.P 1200
GTO, camera
CCD G3 16200,
filtri Cls-CCD
225 minuti RGB
60+60+60
minuti.
Immagine molto
profonda dove
sono visibili
stelle più deboli
della
magnitudine
+20.
www.coelum.com 129
LUNA

La Luna di Novembre
di Francesco Badalotti

Dopo il Plenilunio del 31 ottobre (ore 15:49), Imperdibile occasione per andare alla ricerca
novembre si apre col nostro satellite in fase anche dei più elusivi dettagli confidando in un
calante ritardando progressivamente di sera in seeing almeno decente. Senza dimenticare poi
sera l'osservabilità della Luna in tarda serata e poi l'enorme distesa basaltica di Imbrium e
sempre più nelle ore notturne. Arriviamo pertanto Procellarum con le isole a più elevata albedo dei
al giorno 8 novembre quando alle ore 12:46 la crateri Copernicus, Kepler e Aristarchus. Nel
Luna sarà in Ultimo Quarto. Per chi intenderà settore meridionale invece sarà possibile
effettuare in questo caso osservazioni col scandagliare il vasto altopiano ovest-sudovest
telescopio segnaliamo che la Luna sorgerà alle caratterizzato dalle più chiare rocce anortositiche
ore 23:29 e si renderà visibile per tutta la notte, in cui noteremo l'inconfondibile isola scura delle
con la possibilità di dettagliate osservazioni rocce basaltiche del cratere Grimaldi.
anche in alta risoluzione delle strutture
crateriformi della regione polare meridionale che Al capolinea della fase calante, alle ore 06:07 del
verranno a trovarsi in prossimità del terminatore. 15 novembre, avremo il Novilunio con

Sopra. Le fasi della Luna in novembre, calcolate per le ore


00:00 in TMEC. La visione è diritta (Nord in alto, Est
dell’osservatore a sinistra). Nella tavola sono riportate
anche le massime librazioni topocentriche del mese, con
il circoletto azzurro che indica la regione del bordo più
favorita dalla librazione. A destra. La tabella riporta gli
orari di sorgere, culminazione, altezza (in gradi raggiunta
all’istante della culminazione) e del tramonto, oltre alla
costellazione di transito. Gli istanti e i dati degli eventi
riportati, calcolati per le ore 00:00 in TMEC, sono
topocentrici, ovvero riferiti alla posizione geografica di
un osservatore posto a Long. 12° E; Lat. 42° N. Gli altri
valori relativi al nostro satellite sono disponibili qui.
130 COELUM ASTRONOMIA
l'immediata ripartenza della fase di Luna sull'orizzonte. In ogni caso anche in fase di Primo
crescente per un nuovo ciclo lunare. In tale Quarto sarà sempre possibile andare alla ricerca
configurazione l'emisfero rivolto verso la Terra delle strutture situate nelle rispettive regioni
risulta completamente in ombra e ciò si verifica polari nord e sud.
quando il nostro satellite nel proprio moto di
rotazione intorno al nostro pianeta viene a E veniamo ora al Plenilunio di novembre previsto
trovarsi fra la Terra e la nostra stella, in alle ore 10:30 del giorno 30 di questo mese. Nel
congiunzione col Sole. Da qui, incrementando caso specifico si tratta della fase in cui l'emisfero
progressivamente la propria superficie illuminata lunare illuminato dal Sole risulta completamente
dalla luce solare, la Luna si renderà sempre più visibile dal nostro pianeta, sorgendo e
presente nel cielo della sera dandoci la possibilità tramontando contestualmente al tramonto e
di ammirarne le innumerevoli strutture sorgere del Sole.
geologiche nelle serate in cui ci apparirà in tutta
la sua imponenza e spettacolarità. Astenendomi certamente dal criticare chi osserva
Infatti alle ore 05:45 del 22 novembre sarà in la Luna Piena senza strumenti assorto "in
Primo Quarto mentre si troverà a –59° sotto contemplazione" o almeno munito di un binocolo
l'orizzonte, mentre per osservazioni col (... e questo sarebbe già un discreto "progresso"),
telescopio basterà attendere nel tardo sperando di non suscitare alcune antipatia nei
pomeriggio dalle ore 17:30 circa quando la Luna miei confronti, ricordo che anche il disco lunare
in fase di 7,5 giorni si troverà a un'altezza iniziale completamente illuminato dal Sole può costituire
di +27° e con transito in meridiano alle ore 18:55 un non indifferente serbatoio di interessanti
a +30°, perfettamente a nostra disposizione fino spunti osservativi, in modo particolare per quanto
alla mezzanotte quando ormai scenderà sotto concerne le differenze di albedo e una più
l'orizzonte. Come sempre, questa spettacolare approfondita individuazione e studio della
fase lunare costituirà indubbiamente morfologia delle strutture a elevata albedo che si
un’inesauribile fonte di innumerevoli spunti estendono radialmente intorno a determinati
osservativi nei variegati aspetti in cui ogni singola crateri, nel caso specifico le cosiddette "raggiere
struttura geologica si renderà visibile in stretta lunari". Per chi invece predilige andare alla ricerca
relazione sia con l'angolo di incidenza della luce dei dettagli esiste sempre la "scappatoia" del
solare sia in prossimità o meno del terminatore. bordo lunare: quello occidentale col terminatore
Sta poi al singolo astrofilo la scelta fra quasi a "fine corsa", e quello orientale col
osservazione visuale e/o con acquisizione di medesimo terminatore che inizia a avanzare verso
immagini, prediligendo le formazioni lunari lungo ovest contestualmente alla ripartenza della fase di
il terminatore nel caso ci si dedichi all'alta Luna calante. Nonostante ciò che si dice in giro, è
risoluzione mentre per individuare le tenui proprio vero che sulla Luna ce n'è per tutti!
differenze di albedo si renderà necessario • Leggi anche la Guida all’osservazione della
osservare la superficie lunare col Sole alto Luna Piena

www.coelum.com 131
Librazioni nel mese di novembre
(In ordine di calendario, per i dettagli vedere le indicati i giorni in cui i punti di massima
rispettive immagini). Librazione si allontanano dalla superficie lunare
Si precisa che, per ovvi motivi, non vengono illuminata dal Sole.

Librazioni Settore Nord-Nordovest


1 novembre: librazione nord cratere Pythagoras.
Fase lunare 16 giorni, sorge 17:48.
2 novembre: librazione ovest Sinus Iridum. Fase
lunare 17 giorni, sorge 18:15.

Librazioni Settore Ovest


3 novembre: librazione ovest cratere Kraft. Fase
lunare 18 giorni, sorge 18:48.
4 novembre: librazione ovest cratere Riccioli. Fase
lunare 19 giorni, sorge 19:29.

Librazioni Settore Sudovest


5 novembre: librazione ovest cratere Cruger. Fase
lunare 20 giorni, sorge 20:17.
6 novembre: librazione ovest cratere Byrgius. Fase 8 novembre: librazione ovest cratere Schickard.
lunare 21 giorni, sorge 21:14. Fase lunare 23 giorni, sorge 23:29.
7 novembre: librazione ovest cratere Lagrange. 9 novembre: librazione ovest cratere Inghirami.
Fase lunare 22 giorni, sorge 22:18. Fase lunare 24 giorni, sorge ---
10 novembre: librazione ovest cratere Inghirami.
Fase lunare 24 giorni, sorge 00:42.
11 novembre: librazione ovest cratere
Phocylides. Fase lunare 25 giorni, sorge 01:58.

132 COELUM ASTRONOMIA


Librazioni Settore Sud
12 novembre: librazione ovest cratere
Bailly. Fase lunare 26,3 giorni, sorge 03:16.
13 novembre: librazione regione Polare
Sud. Fase lunare 27,3 giorni, sorge 04:35.

Librazioni Settore Est-Nordest


17 novembre: librazione est mare Crisium.
Fase lunare 2,5 giorni, tramonta 18:45.
18 novembre: librazione est cratere Berosus.
Fase lunare 3,5 giorni, tramonta 19:44.
19 novembre: librazione est cratere Gauss.
Fase lunare 4,6 giorni, tramonta 20:49. Humboldtianum. Fase lunare 7,7 giorni, tramonta
20 novembre: librazione est cratere Mercurius. ---
Fase lunare 5,6 giorni, tramonta 21:58. 23 novembre: librazione est Humboldtianum.
21 novembre: librazione est cratere Endymion. Fase lunare 7,7 giorni, tramonta 00:12.
Fase lunare 6,7 giorni, tramonta 23:06. 24 novembre: librazione est cratere Hayn. Fase
22 novembre: librazione est mare lunare 8,8 giorni, tramonta 01:16.

Librazioni Settore Nord


25 novembre: librazione Regione
Polare Nord. Fase lunare 9,8 giorni,
tramonta 02:18.
26 novembre: librazione Regione
Polare Nord. Fase lunare 11 giorni,
tramonta 03:20.
27 novembre: librazione Regione
Polare Nord. Fase lunare 12 giorni,
tramonta 04:21.

www.coelum.com 133
In novembre osserviamo
"Dal settore Sudest verso Nord" (Parte 7)
Dopo aver terminato il craterini. All'esterno, letteralmente appoggiato
mese scorso con i alla parete nordovest, il cratere Geber-B di 19 km
crateri Abulfeda e mentre a ovest-sudovest i piccoli Geber-F e
Almanon, Geber-E con diametro rispettivamente di 5 e 6 km.
riprendiamo le Infine, a sud e un po' più lontana la coppia Geber-
nostre C e Geber-A di 14 e 11 km situati nelle vicinanze
osservazioni in del cratere Sacrobosco.
questa
interessantissima
regione lunare
nella serata del 22
novembre col nostro satellite in Primo Quarto
(ore 05:45) con fase di 7,4 giorni che alle ore
17:30 si troverà a un'altezza iniziale di +27°,
culminando in meridiano alle ore 18:55 a +30°
rendendosi visibile per tutta la serata fino a poco
dopo la mezzanotte, quando scenderà sotto
l'orizzonte. Per completezza ne suggeriamo
l'osservazione anche in Luna calante nelle serate
del 5 e 6 novembre quando sorgerà
rispettivamente alle ore 20:17 (in fase di 20
giorni) e alle ore 21:14 (in fase di 21 giorni).

Per inquadrare la regione lunare oggetto delle


nostre osservazioni basterà orientare il telescopio
fra il mare Nectaris ed il terminatore, prendendo
come riferimento l'inconfondibile arco della
Rupes Altai e da qui spostarsi verso nord-
nordovest.

Tornando alla serata del 22 novembre iniziamo


pertanto con Geber, un cratere di 46 km di
diametro la cui origine viene ricondotta al Periodo
Geologico Nectariano (3,9 miliardi di anni fa). Le
pareti, ripide e molto elevate, raggiungono
l'altezza di 3.500 metri e presentano uno stato di
moderata conservazione con estesi terrazzamenti,
numerosi residui franosi e vari sprofondamenti.
All'osservazione telescopica si noterà come i
rilievi alla base della parete orientale si
estendano nella platea, riducendo in tal modo il
fondo del cratere a un'area decentrata verso ovest
su cui si potranno individuare numerosi piccoli
134 COELUM ASTRONOMIA
L'origine dei nomi
Cratere Geber: nome assegnato nel 1651 da spagnolo Abraham bar Rabbi ben Ezra
Riccioli e dedicato all'astronomo ispano arabo (1093-1167).
Jabir ibn-Aflah del XII° secolo. Cratere Azophi: nome assegnato nel 1651 da
Cratere Abenezra: nome assegnato nel 1651 da Riccioli dedicato all'astronomo arabo Al-Sufi
Riccioli dedicato all'astronomo e filosofo (903-986) autore di un catalogo stellare.

www.coelum.com 135
Veniamo ora a un notevole terzetto costituito dai Nell'area esterna vediamo
crateri Azophi, Abenezra e Abenezra-C. Azophi-J di 8 km a nord,
Azophi-F di 6 km a est,
Cominciando da Azophi, si tratta di un cratere 49 Azophi-E di 5 km a sudest
km di diametro la cui origine viene fatta risalire per poi concentrare
sempre al Periodo Geologico Nectariano. I l'attenzione sull'esteso
bastioni montuosi intorno al cratere, alti 3.700 Azophi-G di 53 km di
metri, si presentano ripidi e moderatamente diametro. Si tratta di una
terrazzati e si possono individuare vari formazione lunare
sprofondamenti in modo particolare sul lato ovest notevolmente degradata
dove raggiungono la maggiore elevazione, oltre a con pareti quasi
numerosi craterini. completamente distrutte,
Nella platea, priva di rilievi montuosi o collinari, si sormontate da numerosi
potranno individuare minuscoli craterini fra cui crateri e sprofondamenti
Azophi-C di 5 km, ma sarà ancora più stimolante oltre ad essere
l'osservazione di una bella coppia di piccoli praticamente inesistenti sul
crateri (privi di denominazione ufficiale) entrambi lato sud.
di 2,6 km di diametro e molto ravvicinati, in La platea è relativamente
posizione decentrata verso nord. Indubbiamente pianeggiante e cosparsa
la bassa elevazione delle rispettive pareti (271 da innumerevoli craterini
metri quello a nord, 149 metri quello a sud) oltre a un vasto rilievo
concorrerà a renderne problematica collinare non elevato in
l'individuazione, ma vale sempre la pena tentare posizione decentrata verso
anche con un piccolo telescopio. Un ulteriore ed sudovest.
interessante spunto osservativo consiste nella Immediatamente a
presenza di un presumibile e vasto deposito sudovest citiamo anche
franoso nel segmento della parete nordovest a Azophi-A di 29 km di
stretto contatto con l'adiacente cratere Abenezra. diametro.

L'origine dei nomi


Cratere Playfair: nome assegnato da Madler nel latinizzò il cognome Bienewitz (che significa
1837 dedicato al professore di filosofia naturale “delle api”) in Apiano (Biene è il corrispettivo
John Playfair (1748-1819) di Edimburgo. tedesco per l'italiano ape). Fu autore di
Cratere Krusenstern: nome assegnato da Cosmographia nel 1539 (edita ad Anversa) e in
Schmidt nel 1878 dedicato al navigatore russo Cosmographicus liber (1524) dedicò studi alle
Adam Johann von Krusenstern (1770-1846), dimensioni della Terra. In un'altra delle sue
guidò una spedizione russa nel mare glaciale opere, Astronomicum Caesareum dedicata alle
Artico siberiano con rilevazioni della comete apparse nel periodo 1531/1539,
temperatura nelle profondità marine. osservò come la coda di questi astri sia sempre
Cratere Apianus: nome assegnato nel 1651 da rivolta alla parte opposta rispetto al Sole. Alla
Riccioli dedicato al cartografo, matematico e medesima conclusione giunse però anche
astronomo tedesco Peter Bienewitz Girolamo Fracastoro.
(1495-1555), che entrato all’Università di Lipsia,

136 COELUM ASTRONOMIA


Veniamo ora al secondo componente di questo letteralmente invaso una vasta porzione
bel terzetto, il cratere Abenezra di 43 km di dell'irregolare Abenezra-C di 44 km di diametro,
diametro giunto fino ai nostri giorni dal Periodo terzo componente del trio che stiamo osservando,
Geologico Imbriano Superiore (da 3,8 a 3,2 le cui pareti appaiono decisamente degradate e
miliardi di anni fa). La notevole e ripida cerchia sormontate da numerosi sprofondamenti e vari
montuosa intorno a questa struttura crateriforme, crateri, tra cui Abenezra-F di 7 km a ovest e
alta circa 3.800 metri, esibisce una conformazione Abenezra-G di 5 km a nord.
vagamente esagonale presentando lunghe linee Orientando il telescopio un poco più a nord merita
di creste ed estesi terrazzamenti. una visita il profondo e regolare cratere
Nella platea, notevolmente tormentata, sarà Abenezra-B di 14 km di diametro. Ancora più
possibile individuare numerose e altrettanto interessante il doppio e più vasto cratere situato
curiose linee di creste curvilinee affiancate, immediatamente a nord costituito da Abenezra-P
situate in modo particolare nel settore est-sudest di 44 km e Airy-T di 40 km di diametro, le cui
del fondo del cratere oltre a varie basse colline. peculiarità consistono nella presenza di pareti
Nell'area esterna citiamo Abenezra-H di 4 km notevolmente degradate ad eccezione del lato
sulla parete est mentre sarà semplice notare orientale dove risultano completamente mancanti
come la parete occidentale di Abenezra abbia oltre alla diretta interconnessione tra le rispettive

www.coelum.com 137
platee, conferendo a questa formazione lunare
una forma decisamente irregolare. Sul fondo sarà
possibile individuare innumerevoli piccoli
craterini, basse colline e avvallamenti.
A sud del già visto Abenezra-C si potrà orientare il
telescopio su due crateri ravvicinati ma distinti da
una differente morfologia, si tratta del più
profondo Abenezra-A di 23 km con ripide pareti
dai contorni netti e Azophi-B di 19 km di diametro
circondato da basse pareti abbastanza degradate.

Spostando di poco il telescopio andiamo a


osservare Playfair, un cratere di 49 km di diametro
la cui origine viene ricondotta al Periodo
Geologico Nectariano (3,9 miliardi di anni fa).
L'anello delle pareti intorno al cratere raggiunge
l'altezza di 3.000 metri e si presenta ripido e
degradato in modo particolare a est-sudest, dove
sarà possibile individuare vari sprofondamenti e
avvallamenti oltre a numerosi crateri sommitali fra
cui Playfair-D di 5 km a sud, Playfair-C di 5 km a
sudovest, Playfair-B di 6 km a sudovest.
Nella platea, priva di rilievi montuosi o collinari, si
potranno osservare un'intensa craterizzazione.
Nell'area immediatamente esterna, a ovest, non si
potrà certamente trascurare Playfair-G, un vasto
cratere di 94 km di diametro con una forma
decisamente irregolare e delimitato da pareti
semidistrutte e per lunghi tratti ridotte a sequenze
di modesti rilievi. Il fondo di questa formazione
lunare è disseminato da numerosissimi piccoli
crateri e basse colline, oltre a brevi allineamenti e
solchi.
Il lato meridionale della platea di Playfair-G è in
diretta comunicazione con Krusenstern,
antichissimo cratere di 49 km di diametro miliardi di anni fa). La cerchia delle sue pareti non
risalente al Periodo Geologico Pre Nectariano (da supera l'altezza di circa 2.100/2.200 metri
4,5 a 3,9 miliardi di anni fa). Delimitato da basse presentandosi largamente danneggiata. Infatti
pareti in gran parte distrutte dagli eventi geologici all'osservazione telescopica non sarà difficile
successivi alla sua formazione, la sua forma si l'individuazione di numerosi depositi franosi che
presenta decisamente irregolare e con una platea dalla sommità dei bastioni montuosi intorno al
in cui innumerevoli basse colline si alternano a cratere si estendono fin verso la platea alternati
una miriade di craterini. da avvallamenti e una gran quantità di crateri, tra
Concentriamo l'attenzione su Apianus, un vasto cui si segnalano Apianus-L di 7 km a nordest e
cratere di 65 km di diametro la cui origine viene Apianus-G di 5 km a sud.
ricondotta al Periodo Geologico Nectariano (3,9 La platea di Apianus, priva di rilievi, è una distesa
138 COELUM ASTRONOMIA
pianeggiante ricca di piccoli craterini. di 16 km e Apianus-H di 7 km, senza trascurare i
Nell'area immediatamente esterna citiamo crateri Apianus-C e Apianus-D rispettivamente di
Apianus-A e Apianus-W rispettivamente di 14 e 9 20 e 35 km più a est-sudest.
km di diametro a nordovest oltre a un'altra coppia Citiamo infine Apianus-E di 9 km a sud oltre a
costituita da Apianus-S e Apianus-R di 8 e 13 km Apianus-F di 6 km fino al minuscolo Apianus-X di
rispettivamente a nordest, quest'ultimo in diretta soli 3 km di diametro a sudovest, ormai in vista del
comunicazione col vasto Apianus-P di 40 km. cratere Aliacensis che vedremo più in dettaglio nel
Un interessante e fotogenico gruppetto di crateri, prossimo articolo.
molto ravvicinati fra loro, comprende Apianus-B di
10 km sulla parete sudest, a cui sono affiancati
Immagini ottenute dal globo lunare di
Apianus-K di 7 km, Apianus-T di 12 km, Apianus-U Atlante Lunare Virtuale
www.coelum.com 139
UNO SGUARDO AL CIELO

In novembre
Nel complesso molecolare
di Cefeo
Impariamo a osservare il
cielo con la UAI e i telescopi
remoti ASTRA
di Giorgio Bianciardi - Unione Astrofili Italiani

Emisfero Est Visualizza la Mappa del Cielo


dell'Emisfero Est
Guardando a Est

Guardando il cielo verso oriente, alle ore 22:00 circa, volgendoci a sud
potremo scorgere, un po’ a fatica, le deboli stelle che tracciano la grande
figura dei Pesci, di cui questo mese ci parla in dettaglio nella sua rubrica
Stefano Schirinzi (a pag. 146), e la Balena, nota anche come costellazione
del “mostro marino”. Più a est, si potrà riconoscere invece il flebile “fluire”
di stelle del fiume Eridano, stelle che ci conducono al gigante Orione che
inizia a innalzarsi nel cielo orientale, annunciando l’arrivo dell’inverno
boreale, ormai alle porte. Anche i Gemelli, con le brillanti stelle Castore e
Polluce, iniziano a farsi vedere nel cielo d’oriente, mentre Procione del
Cane Minore sfiora ancora l’orizzonte. Al di sopra di questi, il Toro con la
brillante Aldebaran e l’Auriga con la inconfondibile Capella sono ormai una
presenza stabile nel cielo ad altezze più elevate.
Arrivando con lo sguardo allo zenit, troveremo Andromeda, in cui dimora la
grande galassia a cui abbiamo fatto visita il mese scorso, Pegaso con il suo
“grande quadrato” di stelle, il Perseo, Cassiopea e il Cefeo.
Proprio quest’ultima costellazione è la destinazione del viaggio che
compiremo insieme questo mese. Ci immergiamo quindi nel cielo del Cefeo,
caratterizzato dal ramo della Via Lattea invernale. Si tratta di una regione
ricca di innumerevoli nebulose, alcune azzurre, a riflessione, altre rosse per
l’emissione dell’idrogeno nell’H-alfa. Giunti a 1.400 anni luce dalla Terra,
stiamo per incontrare le prime propaggini dell’immenso complesso
molecolare del Cefeo, regioni di intensa attività di nascita di stelle. Ecco
stagliarsi di fronte noi il diadema di NGC 7023, che possiamo ammirare qui a
destra ripreso al telescopio remoto ASTRA #1.

Si tratta della meravigliosa Iris Nebula, o Nebulosa Iride, una nube di gas che
ci appare di colore azzurro intenso, illuminata dalla calda stella che dimora
140 COELUM ASTRONOMIA
I Telescopi Remoti ASTRA e il Telescopio remoto UAI
Utilizzando Internet non ci sono limiti geografici e chiunque, da qualsiasi parte del mondo, può
controllare in remoto i telescopi ASTRA e il telescopio remoto UAI per ottenere fantastiche
immagini da utilizzare per i propri scopi di ricerca o di semplice diletto. Accesso gratuito. Per
maggiori informazioni visita il sito WEB del Telescopio Remoto UAI (https://www.uai.it/sito/rete-
telescopi-remoti/), vai nel sito di ASTRA con il quale potrai iscriverti anche gratuitamente e
navigare tra stelle e galassie con i telescopi remoti (www.astratelescope.org/). Scrivici,
astratelescope@gmail.com . Unisciti al gruppo Facebook dove vengono pubblicati i risultati
ottenuti dagli associati: https://www.facebook.com/groups/127716650039/. Con l’iscrizione a
Socio ASTRA potrai usare in piena autonomia i telescopi remoti ASTRA e fare le tue foto per un
intero anno! (per i soci UAI, 6 mesi gratuiti al telescopio remoto UAI)

Sotto. NGC 7023, nebulosa Iride nel Cefeo. Nebulosa azzurra, a riflessione, illuminata dalla calda stella
centrale. Veli dell’idrogeno in emissione dell’H-alfa emettono la loro luce rossa. 1.400 anni luce dalla Terra.
Telescopio Remoto ASTRA#1. Ritchey-Chrétien, 1354 mm/5.4 & SBIG ST8XME su GM2000, Vidor, TV.
Massimo Tatarelli

www.coelum.com 141
Sopra. IC 1396, denso ammasso stellare aperto immerso nella nebulosa a emissione nell’H-alfa che lo ha
generato. 3.000 anni luce dalla Terra. Telescopio Remoto ASTRA#1. Ritchey-Chrétien, 1354 mm/5.4 & SBIG
ST8XME su GM2000, Vidor, TV. Maurizio Zanibelli.

nel suo cuore. Un vero gioiello del cielo del Cefeo. del complesso molecolare del Cefeo attira la
Ma non ci soffermiamo troppo al cospetto di tanta nostra attenzione per la sua particolare forma NGC
bellezza e ci allontaniamo per immergerci subito 7129. Siamo giunti alle estreme propaggini del
nelle innumerevoli nebulose e giovani ammassi complesso, a 3.300 anni luce dalla Terra: un
stellari del complesso molecolare del Cefeo. Ecco, viaggio di 1.800 anni luce per poterlo percorrere
imponente, una nebulosa con un ricchissimo in tutta la sua estensione! Eccola, nella prossima
ammasso stellare di giovani stelle: è IC 1396. pagina, al telescopio remoto ASTRA #1.
Siamo giunti a ben 3.000 anni luce dalla Terra.
Eccola qui sopra al telescopio remoto ASTRA #1. NGC 7129 è una magnifica nebulosa a riflessione
che custodisce al suo interno, quasi come uno
IC 1396 è un denso ammasso stellare aperto scrigno, un piccolo ammasso stellare. Questo è
immerso in un grande complesso nebulare a composto di stelle giovanissime, di circa un
emissione nell’H-alfa, caratterizzato da milione di anni di età.
addensamenti di polveri oscure che creano
fantasiosi giochi di luce e ombre, a formare le Completato questo lungo viaggio nel Cefeo,
figure più disparate. Tra queste è molto famosa la torniamo a osservare il cielo con i piedi per terra.
Elephant Trunk nebula, la nebulosa “Proboscide A nordest, potremo riconoscere la linea zigzagante
di Elefante”, facilmente riconoscibile delle deboli stelle della Lince alla sua sinistra, con
nell’immagine nella parte destra. la grande Orsa Maggiore, facilmente riconoscibile
Ci guardiamo intorno: tra le miriadi di nebulose più in basso. In alto invece troviamo la Giraffa.

142 COELUM ASTRONOMIA


Sopra. NGC 7129 nebulosa a riflessione, un piccolo ammasso stellare ne è immerso. Stelle giovanissime, 1
milione di anni di età. Jet supersonici da questi astri illuminano i veli nebulosi di blu e di rosso nello spazio
circostante. 3 300 anni luce dalla Terra. Telescopio Remoto ASTRA#1. Ritchey Chrétien, 1354 mm/5.4 & SBIG
ST8XME su GM2000, Vidor, TV. Raimondo Codiglia.

Emisfero Ovest Visualizza la Mappa del Cielo


dell'Emisfero Ovest
Guardando a Ovest

Guardando il cielo nell’emisfero occidentale, al di costellazioni della Freccia, della Lucertola, del
sotto di Pegaso troviamo le piccole costellazioni Delfino e della Volpetta, comunque ormai molto
del Triangolo e l’Ariete. L’Acquario invece si basse. La brillante stella Altair, stella Alfa
appresta a tramontare, accompagnato dal Pesce dell’Aquila, sparisce all’orizzonte.
Australe, lo Scultore e il Capricorno. Più a ovest si Il Dragone, con la sua coda di deboli stelline a
scorgono ancora le costellazioni estive, Lira, con separare le due Orse, raggiunge la sua altezza
Vega, e il Cigno con Deneb, insieme alle piccole minima all’orizzonte nell’emisfero occidentale.

www.coelum.com 143
Immagini dal Sistema Solare

Sopra. Giove lontano dall’opposizione rivela ancora la sua complessa atmosfera. Immagini nell’infrarosso, nel
rosso, nell’ultravioletto e una compositazione RGB. 12 settembre 2020, Tiziano Olivetti.

Nella pagina successiva:


In alto: Marte all'opposizione. Alto nel cielo durante il mese di ottobre ha permesso di evidenziare i dettagli
del pianeta. Canali R e B (in basso); l'RGB (in alto). Il canale verde (G) è stato ottenuto per interpolazione (G
sintetico). Interessante la foschia sopra la calotta polare (in basso) e ai bordi del pianeta. 9 ottobre 2020,
Michael Barbieri, Pianeti UAI.

In basso: Venere nell’ultravioletto mostra le sue dense nubi. Vincenzo della Vecchia, Pianeti UAI.

144 COELUM ASTRONOMIA


www.coelum.com 145
Alla Scoperta del Cielo dalle Costellazioni
alle Profondità del Cosmo

Pisces, i Pesci Prima Parte


di Stefano Schirinzi

Cosa definisce una costellazione “oscura”? In base senz'altro lecita per la costellazione dei Pesci,
a cosa la si potrebbe definire tale? Certamente, certamente ben nota ai più, essendo relegata a
l'attribuzione di tale aggettivo è, oggi più che mai, quella tradizione astrologica che, ancora oggi, si
messo in relazione al grado di inquinamento rende purtroppo ben presente nella vita della
luminoso del cielo notturno; osservare la volta gente comune.
stellata da un luogo lontano da aree urbane Ma provate a chiedere ad astrofili, astronomi o
permette di osservare molte più stelle che dalle altri esperti della materia se sappiano descrivervi,
periferie di qualsiasi luogo abitato, permettendo anche al di sotto di un perfetto cielo stellato,
di scorgere quelle più deboli che, sulle mappe, questa antica figura. A meno che non abbiate la
delineano una certa figura celeste. Premessa fortuna di trovarvi in compagnia di un esperto

146 COELUM ASTRONOMIA


stargazer, quasi sicuramente
nessuno riuscirà ad
indicarvi la nota
costellazione zodiacale!
Semplicemente, in quanto
composta da stelle molto
deboli e la vicinanza a ben
più note costellazioni –
quali Andromeda, Pegaso,
Perseo o l'Ariete – porta
certamente la vasta area
celeste occupata dai Pesci,
nonché le sue stelle, a
essere letteralmente
dimenticata e posta fuori
da interessi ben maggiori.
Quella dei Pesci, infatti,
non è solo una
costellazione rilevante da
un punto di vista storico,
ma, anzi, proprio per il
fatto di occupare una vasta
area della volta celeste
autunnale, possiede un
vasto numero di stelle e
oggetti del profondo cielo
di notevole interesse, che
in queste pagine andremo
a conoscere.

Sopra. Una rappresentazione artistica della


costellazione dei Pesci. Crediti: GPNoi

Nella Storia
La più antica menzione alla costellazione dei fecero rotolare fino alla rive del grande fiume
Pesci è di matrice babilonese, tuttavia, gli attenti dove, alla sua schiusura, comparve una rondine la
osservatori di fenomeni celesti stanziati nella quale, di lì a poco, iniziò a covare un uovo dal
grande città posta sulle rive dell'Eufrate quale nacque la dea Anunitu, dea delle nascite e
ereditarono la loro rappresentazione dei cieli protettrice della capitale Akkad, rappresentata
dagli Accadi i quali, a loro volta, la ricevettero dai avente nelle mani proprio un pesce e una
Sumeri: KUN.MEŠ e ZIB.ME erano i nomi con i quali colomba. Raffigurando nel cielo la bella storia, gli
gli abitanti di Sumer identificavano due pesci accadi mutarono la vecchia tradizione sumerica: la
tenuti assieme da una corda annodata. corda che tiene uniti i due pesci divenne proprio
Secondo un mito di origine accadica, più tardi l'Eufrate, il grande fiume che scortava il Sole
adottato dai babilonesi, una coppia di pesci trovò (rappresentato nell'uovo di rondine, oggi pesce
un grande uovo sui fondali dell'Eufrate. Questi lo occidentale), nel suo cammino lungo lo Zodiaco,
www.coelum.com 147
dal buio dell'inverno alla rinascita della
vita dettata dall'equinozio primaverile:
passaggio che avveniva quando il Sole
percorreva proprio quel tratto di cielo
ove giacciono le stelle dei Pesci e che,
guarda caso, coincideva con
l'ingrossamento di portata del grande
fiume.

I greci ereditarono, molto più tardi, la


tradizione mesopotamica della
costellazione rappresentante due pesci
(Ichthyes) tenuti legati ad una corda. A
questa, gli abitanti dell'Egeo associarono
il mito di Afrodite ed Eros che, per
scampare alla furia del titano Tifone,
inviato da Gea per distruggere gli dei, si
gettarono in un grande fiume
trasformandosi in due pesci. Per evitare
di perdersi nelle oscure acque del fiume,
provvidero a legare le loro code con una
lunga corda.

Nel suo tentativo di cristianizzazione dei


cieli, l'abate Julius Schiller, nel suo
Coelum Stellatum Christianum edito nel
Una fotografia a largo campo della costellazione dei Pesci.
1627, trasformò la costellazione dei Crediti: CC-BY Till Credner - www.AlltheSky.com
Pesci in quella di San Mattia apostolo!
Nel 1690, Hevelius nel suo come una costellazione separata, chiamata
Firmamentum Sobiescianum suddivise la Testudo (la Tartaruga), centrata su un debole
costellazione dei Pesci in quattro aree: asterismo nel quale la stella 20 Psc rappresentava
la testa dell'animale. L'unico ad avallare tale
1) Piscis Boreus (pesce settentrionale), composto proposta fu l'ammiraglio Smyth ma il resto della
da σ, 68, 65, 67, ψ1, ψ2, ψ3, χ, φ, υ, 91, τ, 82, 78 comunità astronomica la trascurò, portando la
Psc; tartaruga celeste a divenire ben presto obsoleta.
2) Linum Boreum (cordone settentrionale),
composto da χ, ρ, 94, VX (97), η, π, ο, α Psc; L'importanza della costellazione è notevole per
3) Linum Austrinum (cordone meridionale), contenere il punto in cui il Sole attraversa
composto da α, ξ, ν, μ, ζ, ε, δ, 41, 35 e ω Psc; l'equatore celeste nell'emisfero settentrionale,
4) Piscis Austrinus (pesce meridionale, da non evento che solitamente accade il 20 marzo di ogni
confondere con la ben più nota costellazione anno: parliamo dell'equinozio di primavera
del Pesce Australe cui non è legata): ω, ι, θ, 7, β, (all'epoca dei greci, situato nell'adiacente
5, κ, 9, λ e TX (19) Psc. costellazione dell'Ariete, da cui “punto vernale”,
ma che per effetto della precessione dell'asse
Accenniamo, infine, come nel 1754, l'astronomo terrestre si è oggi spostato nei Pesci, da cui uscirà
inglese J. Hill propose di trattare parte dei Pesci nel 2597).
148 COELUM ASTRONOMIA
A sinistra. Una tavola che
rappresenta la
costellazione dei Pesci.
Tavola 27 tratta da
"Urania's Mirror", una serie
di carte celesti allegate a
A familiar treatise on
astronomy... di
Jehoshaphat Aspin
(Londra)

Aspetto e Visibilità
Quella dei Pesci è una costellazione tipicamente meno tutte della stessa luminosità apparente.
autunnale, che transita al meridiano a metà Partendo proprio al di sotto della principessa
ottobre alla mezzanotte. Caratterizzata, come celeste e dell'asterismo facente parte del cavallo
abbiamo già accennato, da una modesta alato, si possono delineare due cerchi o figure
luminosità delle sue stelle, si estende però su una similcircolari, che rappresentano proprio i due
vasta area celeste: ben 890 gradi quadrati (valore pesci, che per semplicità qui chiameremo
che la colloca al quattordicesimo posto per “settentrionale” e “occidentale”. Sa questi parte
estensione tra tutte le 88 costellazioni) e per una lunga scia di stelle che converge in una stella
quasi 3 ore e mezza di ascensione retta! che in antichità segnava il nodo dei due nastri, o
Individuarla, come già detto all'inizio di questo corde, che tenevano i due pesci celesti legati per
articolo, non è semplice se la cosa non viene fatta la coda.
al di sotto di cieli perfettamente scuri.
Fortunatamente, tenendo conto della presenza Una volta individuata l'intera costellazione, sarà
del vicino e notevole asterismo noto come un piacere distinguerne la caratteristica forma ad
“quadrato di Pegaso” e delle stelle dell'Ariete e di Y ribaltata a destra. La costellazione dei Pesci è
Andromeda, non sarà tuttavia eccessivamente quasi interamente situata nell'emisfero boreale,
difficile individuare il gran numero di stelle più o tranne una piccola parte, ad occidente, che si

Marte, un aiuto temporaneo


In questo periodo, come abbiamo potuto leggere in prima serata. Ebbene, in questo periodo il
nel numero scorso di Coelum Astronomia, Marte Pianeta Rosso si trova proprio nella costellazione
risplende potente nel nostro cielo, avendo da dei Pesci, molto vicino al pesce “occidentale”, e ci
poco superato l’opposizione con il Sole. Sarà verrà dunque in aiuto per localizzare questa bella
molto facile da individuare la sera, brillante ma poco appariscente costellazione.
(mag. –2,1) alto più di 40° sull’orizzonte di sudest, Approfittiamone!

www.coelum.com 149
insinua in quello australe per circa 7° di settentrionale è allungato rispetto al suo
declinazione negativa. La maggior parte delle corrispettivo occidentale: evidentemente, si
stelle ivi presenti, come già accennato, splendono tratterà di due specie diverse tra loro!
di una luminosità tale da non riuscire ad
individuarle immediatamente. A tal proposito Nel grande area in cui si estende la costellazione
basti pensare che la fulgida tra le stelle dei Pesci sono presenti grandi spazi vuoti: le poche stelle
è appena di magnitudine +3,62 e la stessa alpha è appena percepibili a occhio nudo non aiutano a
di magnitudine +4,33. muoversi per ricercare gli oggetti del profondo
cielo. Come sempre, oggi la cosa è resa
Il pesce “occidentale”, facilmente reperibile al di certamente facile dai numerosi software che
sotto del grande quadrato di Pegaso, è segnato gestiscono telescopi sempre più
dal caratteristico circoletto individuato dalle tecnologicamente innovativi. Chi scrive, amando
stelle , , , , Psc e la più occidentale β Psc a la ricerca “alla vecchia maniera”, come veniva
delinearne il muso. Da ι Psc parte, dirigendosi ad effettuata in tempi ormai andati, può garantire che
oriente, la prima corda, composta dalla losanga muoversi privi di importanti punti di riferimento
delineata da ω, δ, ε, ζ, μ, ν, ξ Psc. Vicina a non è facile ma, parimenti, entusiasmante perché
quest'ultima, α Psc segna il nodo da cui parte la così si ha la netta sensazione di spazzare il
seconda corda che punta a nord-ovest, delineata telescopio nelle remote profondità cosmiche. Al
da ο, π, η e ρ Psc. A differenza di quello fine di imparare a conoscere la costellazione dei
“occidentale” già descritto, il pesce Pesci, andando a far visita alle stelle e agli oggetti
“settentrionale” non è ben definito, apparendo più salienti in essa contenuti, per opportunità la
stirato in altezza. Anche se i cartografi celesti non divideremo in tre settori: quello settentrionale,
hanno mai trovato un accordo comune (... ma è quello orientale e quello orientale, da dove
questa, d'altronde, forse una novità?), questo partiremo, puntando la nostra attenzione, o il
secondo pesce potremmo individuarlo a partire nostro strumento, proprio sulla stella α.
dal gruppetto di stelle ξ, φ1, ψ2, ψ3, υ, τ, σ e 68
Psc: come è possibile notare sulla mappa, il pesce

A sinistra. Un'illustrazione
della costellazione dei Pesci
tratta dall'Uranographia di
Johannes Hevelius.

150 COELUM ASTRONOMIA


Alrisha
Chi pone la propria attenzione sulle mappe realtà, la luminosità che possiamo apprezzare a
celesti, avrà certamente notato che non sempre occhio nudo è somma della luce di due astri legati
alla stella più luminosa di una costellazione è gravitazionalmente tra loro: Alrisha A, di
attribuita la lettera α. C'è da chiedersi cosa spinse magnitudine +4,33, ed Alrisha B, di magnitudine
il Bayer a designare come α Psc una stella di +5,23.
quarta grandezza come lucida di tale
costellazione. Il motivo va quasi sicuramente Queste due stelle impiegano più di 700 anni ad
ricercato nella singolare posizione della stella orbitare attorno al comune centro di gravità:
che, pur risiedendo piuttosto decentrata, raggiungeranno il periastro attorno al 2060. Le
nell'angolo sud-orientale della costellazione, fin due stelle sono mediamente lontane tra loro circa
da tempi antichissimi è lì a rappresentare una 120 UA (tre volte la distanza tra Plutone e il Sole)
sorta di nodo d'unione tra le due corde che ma la distanza varia da 50 a 190 UA. Entrambe le
tengono i due pesci per la coda. Per gli arabi, stelle sono nane di sequenza principale A, ragione
questa stella fu al-rishā (“la corda”), termine dal per la quale appaiono bianche. Anche se la
quale è derivato l'odierno nome Alrisha con cui è differenza di temperatura tra le due è davvero
universalmente nota. Gli altri nomi, Kaitain e minima (Alrisha A è di tipo A2 mentre la
Okda, sono anch'essi retaggio di tradizione araba, componente secondaria è di tipo A3), è stato
l'ultimo dei due a definire “il nodo”. dimostrato come l'occhio riesca a percepire
La stella è lontana 311 anni luce dal nostro differenze corrispondenti a soli 50 gradi nella
Sistema Solare: brillando di magnitudine +4,33, si temperatura. Le due stelle vengono per lo più
pone al settimo posto per luminosità tra le stelle descritte come puramente bianca la principale e
dei Pesci ma è pur vero che la differenza tra azzurrina la secondaria ma non mancano report
queste sono di pochi decimi di magnitudine. In tra gli osservatori di stelle doppie che descrivono

A sinistra. Il campo stellare


in cui dimora la stella Alfa
della costellazione dei
Pesci, Alrisha. Crediti: DSS2

www.coelum.com 151
Alrisha: di che colore è la coppia?
Come descritto nel testo, Alrisha è una stella e azzurrina la secondaria ma altri osservatori le
doppia. Entrambe le stelle sono nane di sequenza percepiscono rispettivamente verdognola e
principale A, ragione per la quale appaiono azzurrina. Distinguere una minima differenza
bianche, con una minima differenza di cromatica tra le due componenti di Alrisha è una
temperatura. È possibile apprezzare tale vera sfida: voi di che colore le vedete? Fatecelo
differenza di colore? Le due stelle vengono per lo sapere!
più descritte come puramente bianca la principale

la coppia rispettivamente come verdognola e l'altra, Alrisha B, di tipo spettrale A3, è più fredda
azzurrina. Certamente il cervello in tutto questo fa di circa 900 K. Dalla loro distanza risultano
la sua parte ma provare a distinguere una minima luminosità rispettivamente pari a 31 e 12 volte
differenza cromatica tra le due componenti di quella del Sole, implicando masse 2,3 e 1,8 volte
Alrisha è una competizione che qui andiamo a quella della nostra stella.
lanciare. La componente più luminosa, Alrisha A,
che è anche la più orientale delle due, è quella di Sotto. Il campo stellare in cui si trovano
IC 197 e IC 194. Crediti: DSS2
classe A2 (9.500 K), la più calda della coppia;

152 COELUM ASTRONOMIA


Alrisha A è una stella "Ap" ovvero “di classe A francese S. Javelle il 6 gennaio 1894 che però non
peculiare”, caratteristica che deriva dal fatto che riportò la debole compagna a essa adiacente, PGC
la stella possiede un campo magnetico circa mille 212906, una piccola spirale vista di profilo che
volte più intenso di quello del nostro pianeta. A però non risulta gravitazionalmente legata a essa
causa della rotazione della stella, questo subisce ma vicina solo prospetticamente.
una sorta di oscillazione ogni 1,5 giorni. La
presenza di questo campo magnetico porta il A metà del percorso tra Alrisha e queste due
silicio, lo stronzio e il cromo contenuti nell’astro a
galassie si trova HD 12537, stella di ottava
concentrarsi in regioni particolari della stella: con
grandezza: esattamente 25' a sud di questa è
l'avanzare della rotazione, lo spettro varia di presente il bellissimo fuso di IC 194, una spirale
conseguenza. Anche la componente secondaria, che appare vista esattamente di profilo,
Alrisha B, è una stella “metallica” come la direzionata nord-sud. Si stima che si trovi a 287
principale. milioni di anni luce dalla Via Lattea e, date le
Il potere dei grandi telescopi professionali, come dimensioni pari ad 1,5', arrivi a estendersi per ben
noto, è tale da permettere di rilevare dettagli 125.000 anni luce. Questo interessante terzetto
altrimenti irraggiungibili. Ecco che ognuna delle costituisce un ottimo target fotografico per i
due componenti del sistema di Alrisha sembra possessori di telescopi da almeno 300 mm di
essere doppia spettroscopica: una situazione non diametro. IC194, in particolare, rende evidente
dissimile dal caso della ben più nota Mizar (ζ nelle riprese sia la stretta ma ben definita banda
UMa). Il periodo orbitale di Alrisha B potrebbe di polveri che la attraversa equatorialmente per
essere di circa una settimana ma null'altro è noto tutta la sua lunghezza che la leggera distorsione
delle componenti di questo sistema. del disco, che non risulta piatto ma curvato da una
parte verso l’alto, dall'altra verso il basso: proprio
Non lontano dalla stella, poco meno di mezzo così potrebbe apparire anche la Via Lattea se vista
grado ad est, un telescopio da almeno 300 mm di dall'esterno, come venne già sospettato negli anni
diametro sarà in grado di rilevare una piccola '50 del secolo scorso e confermato, più
galassia di dodicesima grandezza, IC 197. Si tratta recentemente, dai dati ottenuti dal satellite GAIA
di una spirale barrata dalle braccia alquanto secondo i quali la forma del disco galattico non è
avvolte e larga 1'. Lontana ben 284 milioni di anni statica ma cambia il suo orientamento nel tempo a
luce dalla Via Lattea, si estende in realtà per causa di una precessione probabilmente indotta
80.000 anni luce. Venne scoperta dall'astronomo dai passaggi ravvicinati di galassie satelliti.

Una vista ravvicinata sulla


galassia IC 197 con la vicina PGC
212906. Crediti: SDSS9

www.coelum.com 153
GUIDA OSSERVATIVA

NOVEMBRE

1 novembre 2020
00:00 - L’asteroide (45) Eugenia in opposizione
nella Balena (dist. Terra = 1,953 UA; m = +11,6;
el. = 171°).
00:38 - La Luna (h = 7°; fase = 100%) occulta la stella
38 Arietis (SAO 93083; m = +5,2) con AP = 38°.
L’occultazione termina alle 01:43 (h = 55°; AP =
313°).
04:45 - Venere (h = 10°; m = -4,0) passa 17’ a est di
Zaniah (eta Virginis; m = +3,9). 3 novembre 2020
08:16 - Inizia la rotazione di Carrington n. 2237. 00:27 - Massimo dell’Equazione del tempo.
09:57 - Il diametro apparente di Marte scende sotto i 05:30 - La Luna (h = 39°; fase = 94%) passa 4,4° a
20 secondi d’arco (m = –2,2). ovest di Aldebaran Tauri; m = +0,9).
12:40 - L’asteroide (8) Flora in opposizione nella
11:20 - Mercurio stazionario in ascensione retta:
Balena (dist. Terra = 0,876 UA; m = +8,0; el. = 168°).
il moto da retrogrado diventa diretto.

1 2 3 4

2 novembre 2020
04:00 - Mercurio al perielio: minima
distanza dal Sole (0,307 UA; dist. Terra = 4 novembre 2020
0,772 UA; m = +0,9; el. = 14°; Virginis). 19:04 - La Luna al nodo ascendente.
06:20 - Mercurio (h = 8°; m = +1,0) passa 4°
a est di Spica (alfa Virginis; m = +1,0).
position angle=233.81° SW; Sun

154 COELUM ASTRONOMIA


6 novembre 2020
03:28 - La Luna alla massima declinazione 8 novembre 2020
nord (+24° 31’). 04:57 - La Luna alla massima librazione
22:25 - La Luna (h = 10*; fase = 67%) passa ovest: favorita l'osservazione del cratere
4,7° a sudovest di Polluce (beta Geminorum; Grimaldi.
m = +1,2) 2 1,7° a sudest di kappa 15:27 - Luna all'Ultimo Quarto.
Geminorum (m = +3,6). 15:42 - Mercurio in dicotomia (fase = 50%).

5 6 7 8

5 novembre 2020
04:26 - La Luna (h = 68°; fase = 83%) occulta
(immersione lembo illuminato) la stella 5
Geminorum (SAO 78079; m = +5,8) con AP = 220°.
L’occultazione termina alle 05:32 (h = 59°; AP =
125°).
05:30 - Venere (h =16°; m = –4,0) passa 1,2° a
ovest di Porrima (gamma Virginis; m = +2,8)
16:32 - La luminosità di Mercurio è in aumento, la
magnitudine apparente diventa negativa.

UNA "FREGGS-PLOSION" DI FORMAZIONE STELLARE. In questa immagine vediamo una classe speciale di
regione di formazione stellare chiamata, in breve, frEGGs (Free-floating Evaporating Gaseous Globules, e
il cui nome ridotto richiama la parola uova in inglese, eggs), formalmente nota come J025157.5 +
600606. Quando una nuova stella massiccia inizia a brillare mentre si trova ancora all'interno della
fredda nube molecolare da cui si è formata, la sua radiazione energetica può ionizzare l'idrogeno della
nube e creare una grande bolla calda di gas ionizzato. Straordinario è come, all'interno di questa bolla di
gas caldo, ci siano dei globuli scuri e compatti di polvere e gas, i frEGG, alcuni dei quali stanno dando vita
a stelle di piccola massa. In questa immagine ripresa dal telescopio spaziale Hubble (NASA / ESA),
vediamo i confini tra i freddi e polverosi frEGG e la bolla di gas caldo come bordi luminosi viola/blu. ESA
/ Hubble e NASA, R. Sahai; CC BY 4.0

www.coelum.com 155
9 novembre 2020
05:45 - La Luna (h = 61*; fase = 43%) passa
6,2° a nordovest di Regolo (alfa Leonis; m
= +1,4), 6,3* a ovest di Algieba (gamma
Leonis; m = +2,2) e 2,9° a nordovest di eta
Leonis (m = +3,5). 11 novembre 2020
01:39 - La Luna alla massima librazione
sud: favorita l'osservazione del Polo Sud.

9 10 11 12

10 novembre 2020
16:08 - L’asteroide (82) Alkmene in
opposizione nell’Ariete (dist. Terra = 1,621 12 novembre 2020
UA; m = +11,4; el. = 178°). 05:30 - Venere (h = 13°; m = –4,0) passa
17:00 - Mercurio alla massima elongazione 0,3’ a nord di theta Virginis (SAO 139189;
ovest (19.1°; visibilità al mattino; m = –0,5). m = +4,4).
05:46 - La Luna (h =26°; fase = 13%) passa
2,6° a nord di Porrima (gamma Virginis; m
= +2,8)
18:30 - Giove (h = 20°; m = –2,1) passa 42’ a
nordovest di Plutone (m = +14,4).

156 COELUM ASTRONOMIA


14 novembre 2020
04:15 - Una sottilissima falce di Luna (fase =
2%) sorge 5,2° a sud di Mercurio (–0,7). 16 novembre 2020
11:12 - La Luna al perigeo: minima distanza 02:40 - Marte stazionario in ascensione retta:
dalla Terra (354 121 km; diam. = 33' 44"). il moto da retrogrado diventa diretto.
10:56 - La Luna al nodo discendente.

13 14 15 16

13 novembre 2020
04:15 - Una sottile falce di Luna (fase = 6%) 15 novembre 2020
sorge 4,1° a sudest di Venere (–4,0) e 6,2° a 05:09 - Luna Nuova.
nordest di Spica (alfa Virginis; m = +1,0).
10:00 - L’asteroide (386) Slegena in
opposizione nell’Eridano (dist. Terra = 1,539
UA; m = +11,3; el. = 150°).

UNA "FREGGS-PLOSION" DI FORMAZIONE STELLARE. In questa immagine vediamo una classe speciale di
regione di formazione stellare chiamata, in breve, frEGGs (Free-floating Evaporating Gaseous Globules, e
il cui nome ridotto richiama la parola uova in inglese, eggs), formalmente nota come J025157.5 +
600606. Quando una nuova stella massiccia inizia a brillare mentre si trova ancora all'interno della
fredda nube molecolare da cui si è formata, la sua radiazione energetica può ionizzare l'idrogeno della
nube e creare una grande bolla calda di gas ionizzato. Straordinario è come, all'interno di questa bolla di
gas caldo, ci siano dei globuli scuri e compatti di polvere e gas, i frEGG, alcuni dei quali stanno dando vita
a stelle di piccola massa. In questa immagine ripresa dal telescopio spaziale Hubble (NASA / ESA),
vediamo i confini tra i freddi e polverosi frEGG e la bolla di gas caldo come bordi luminosi viola/blu. ESA
/ Hubble e NASA, R. Sahai; CC BY 4.0

www.coelum.com 157
17 novembre 2020
05:00 - Massimo dello sciame meteorico
delle Leonidi (LEO), attivo dal 10 al 23
novembre e associato alla cometa 55P/
Tempel-Tuttle. È previsto uno ZHR ~15 con il
radiante (AR 10,3h; Dec +21,6°) posto nei
pressi di Adhafera (Zeta Leonis).
05:40 - Venere (h = 13°; m = –4,0) passa 3,9°
a ordest di Spica (alfa Virginis; m = +1,0).
19 novembre 2020
17:18 - La Luna alla massima declinazione
17:00 - La Luna (h = 25°; fase = 99%) passa 5°
sud (-25° 19’).
a sudest di Giove (m = –2,1) e 3,7° a sudest di
Saturno (m = +0,6).

17 18 19 20

20 novembre 2020
09:57 - La Luna alla massima librazione est:
favorita l'osservazione del Mare Crisium.

158 COELUM ASTRONOMIA


22 novembre 2020
05:54 - Luna al Primo Quarto.

21 22 23 24

23 novembre 2020
20:40 - La Luna alla massima
librazione nord: favorita
l'osservazione del Mare Frigoris.

UNA "FREGGS-PLOSION" DI FORMAZIONE STELLARE. In questa immagine vediamo una classe speciale di
regione di formazione stellare chiamata, in breve, frEGGs (Free-floating Evaporating Gaseous Globules, e
il cui nome ridotto richiama la parola uova in inglese, eggs), formalmente nota come J025157.5 +
600606. Quando una nuova stella massiccia inizia a brillare mentre si trova ancora all'interno della
fredda nube molecolare da cui si è formata, la sua radiazione energetica può ionizzare l'idrogeno della
nube e creare una grande bolla calda di gas ionizzato. Straordinario è come, all'interno di questa bolla di
gas caldo, ci siano dei globuli scuri e compatti di polvere e gas, i frEGG, alcuni dei quali stanno dando vita
a stelle di piccola massa. In questa immagine ripresa dal telescopio spaziale Hubble (NASA / ESA),
vediamo i confini tra i freddi e polverosi frEGG e la bolla di gas caldo come bordi luminosi viola/blu. ESA
/ Hubble e NASA, R. Sahai; CC BY 4.0

www.coelum.com 159
25 novembre 2020
06:00 - Venere (h = 13°; m = –4,0) passa 1,2° a ovest
di kappa Virginis (SAO 158427; m = +4,2).
17:45 - Per circa 4 ore è osservabile la maniglia
d’oro” (Golden handle) sulla Luna: il Sole sorge sui
Montes Jura illuminandoli, mentre il Sinus Iridum ai 27 novembre 2020
loro piedi è ancora in ombra. L’effetto è quello di un 06:00 - Venere (h = 12°; m = –4,0) passa
arco brillante che si staglia sul terminatore. 1,2° a nordest di lambda Virginis (SAO
21:10 - L’asteroide (51) Nemausa in opposizione nel 158489; m = +4,5).
Toro (dist. Terra = 1,455 UA; m = +10,9; el. = 164°). 21:42 - La Luna (h = 58°; fase = 94%) passa
3,6° a sudest di Urano (m = +5,7).

25 26 27 28

26 novembre 2020 28 novembre 2020


01:00 - La Luna (h = 22°; fase = 83%) passa 4,8° a 15:40 - Inizia la rotazione di
sudest di Marte (m = –1.3). Carrington n. 2238.
07:20 - La cometa 11P Tempel-Swift-LINEAR al perielio:
minima distanza dal Sole (1,389 UA; dist. Terra = 0,533;
el. = 130°; Pesci).
09:16 - La Luna all'apogeo: massima distanza dalla Terra
(410 195 km; diam. = 29' 07").
19:45 - La Luna (h = 47°; fase = 89%) occulta
(immersione lembo oscuro) la stella nu Piscium (SAO
110065; m = +4,4) con AP = 35°. L’occultazione termina
alle 20:47 (h = 52°; AP = 310°).

160 COELUM ASTRONOMIA


30 novembre 2020
11:07 - Luna Piena

29 30

29 novembre 2020
00h - Nettuno stazionario in
ascensione retta: il moto da
retrogrado diventa diretto.

UNA "FREGGS-PLOSION" DI FORMAZIONE STELLARE. In questa immagine vediamo una classe speciale di
regione di formazione stellare chiamata, in breve, frEGGs (Free-floating Evaporating Gaseous Globules, e
il cui nome ridotto richiama la parola uova in inglese, eggs), formalmente nota come J025157.5 +
600606. Quando una nuova stella massiccia inizia a brillare mentre si trova ancora all'interno della
fredda nube molecolare da cui si è formata, la sua radiazione energetica può ionizzare l'idrogeno della
nube e creare una grande bolla calda di gas ionizzato. Straordinario è come, all'interno di questa bolla di
gas caldo, ci siano dei globuli scuri e compatti di polvere e gas, i frEGG, alcuni dei quali stanno dando vita
a stelle di piccola massa. In questa immagine ripresa dal telescopio spaziale Hubble (NASA / ESA),
vediamo i confini tra i freddi e polverosi frEGG e la bolla di gas caldo come bordi luminosi viola/blu. ESA
/ Hubble e NASA, R. Sahai; CC BY 4.0

www.coelum.com 161
MOSTRE E APPUNTAMENTI
Se ci seguite assiduamente, questa sezione di Coelum Astronomia è, di mese in mese, una ricca
miniera di informazioni per conoscere le iniziative, gli appuntamenti e gli incontri organizzati dalle
associazioni astrofile o da astronomi professionisti per coltivare in compagnia la passione per
l'astronomia.
Purtroppo i dati relativi alla diffusione della seconda ondata di Coronavirus, in costante
peggioramento, impongono di osservare sempre la massima prudenza e responsabilità. Gli eventi qui
segnalati potrebbero pertanto subire modifiche nelle date e orari o nelle modalità di esecuzione.
Proponiamo in queste pagine una breve rassegna di appuntamenti e vi invitiamo come sempre a
seguirci sul nostro sito web e sulla nostra pagina Facebook per ottenere giorno dopo giorno
aggiornamenti e informazioni sulle nuove iniziative.

UAI - Unione Astrofili Italiani

Iscriviti alla UAI


Una grande opportunità per tutti gli appassionati di astronomia

L’Unione Astrofili Italiani (UAI), l’associazione nazionale


che riunisce gli appassionati di astronomia in Italia,
lancia la nuova campagna iscrizioni e riserva a tutti gli
iscritti tanti vantaggi – in primis opportunità di crescita
culturale – e agevolazioni economiche per l’acquisto di
beni e servizi di grande interesse per gli astrofili.

Tutte le informazioni su: https://www.uai.it/sito/


associazione/iscriviti-e-sostienici/

ICARA – Congresso Italiano di Radioastronomia Amatoriale -


31 ottobre
Organizzato in modalità online dal Programma Nazionale Radioastronomia UAI e da IARA – Italian
Amateur Radio Astronomy.
www.uai.it/sito/ricerca-e-studi/

Meeting Profondo Cielo - 14 novembre


Organizzato dal nuovo Programma Nazionale Profondo Cielo UAI, presso Oria (BR). Il meeting si terrà in
modalità online, sulla piattaforma GoToMeeting. Al termine del meeting è prevista una conferenza
divulgativa a cura dell'Astrofisica Marica Branchesi, in diretta sui profili social UAI (facebook e
YouTube).
www.uai.it/sito/ricerca-e-studi/

Corso specialistico Asteroidi - 28-29 novembre


Organizzato dal Programma Nazionale Asteroidi UAI, un incontro di approfondimento dei programmi e
delle tecniche di studio degli Asteroidi, presso l’Osservatorio Astronomico Beppe Forti, Montelupo
Fiorentino (FI)
www.uai.it/sito/ricerca-e-studi/

162 COELUM ASTRONOMIA


Associazione Tuscolana di Astronomia
Per partecipare all’evento compilare il modulo al link presente nella pagina di ogni singolo evento
Gli incontri si terranno presso il Parco Astronomico “Livio Gratton”, Via Lazio, 14 - Rocca di Papa
(Roma)
30.10, ore 20:15 e 21:30: Stelle in famiglia
06.11, ore 20:15 e 21:30: Il cielo del mese al Planetario
13.11, ore 20:15 e 21:30: Il Guinness dell’Astronomia
20.11, ore 20:15 e 21:30: Stelle in famiglia
27.11, ore 22:00 e 23:15: Pianeti a confronto: Marte e Venere

Consulta il sito web www.ataonweb.it/wp/eventi per maggiori informazioni

MarSEC Marana Space Explorer Center


The Phantom of the Universe - Il Cern e la Materia Oscura
1 novembre 2020

L’avventura inizierà all’interno del planetario, dove avrà luogo la suggestiva proiezione del film "The
Phantom of the Universe", esploreremo la materia oscura partendo dal Big Bang fino alle scoperte del
Large Hadron Collider (CERN), viaggiando nello spazio e nel tempo, accelerando affianco alle
particelle prima che collidano in esplosioni di luce.

Per maggiori informazioni e altri eventi: www.marsec.org

www.coelum.com 163
L‘iniziativa condivisa di VIS srl, SNS, INAF si rivolge a tutti coloro che si confrontano – o che
intendono farlo – con la comunicazione e divulgazione della scienza. Il workshop fornisce valore
aggiunto e competenze volti alla crescita professionale in un settore di fondamentale importanza.

ENGAGE è Online!
A causa del peggioramento della situazione relativa alla pandemia di Covid19, ENGAGE passa alla
modalità online per garantire la sicurezza e l’accessibilità a tutti i partecipanti. La qualità dei
contenuti e l’interattività saranno garantite. Per ottimizzare la fruizione digitale il workshop si
terrà nell’arco di cinque mezze giornate nelle date 19-20 novembre, 26-27 novembre e 4
dicembre.

Per maggiori informazioni: https://engage.vis-sns.com/

164 COELUM ASTRONOMIA


18° Festival della Scienza di Genova
Dal 22/10/2020 al 01/11/2020
Saranno 240 i protagonisti di questa edizione 2020 del
Festival della Scienza di Genova, che segna da un lato
il raggiungimento della maggiore età, dall’altro un
momento di profonda riflessione e cambiamento per
una delle più grandi manifestazioni al mondo di
diffusione della cultura scientifica. Si parte giovedì
22 ottobre, e fino al 1° novembre Genova sarà un punto di incontro per visitatori e ‘fruitori’ di ogni
età e livello di conoscenza, per raccontare la scienza in modo innovativo e coinvolgente.

L’INAF ha realizzato e curato l’allestimento della mostra "Into the Unknown", visitabile negli spazi
della Loggia degli Abati di Palazzo Ducale, e sarà un vero e proprio viaggio nelle meraviglie
dell’universo, scrutando all’interno del suo buio solo apparente.

Per maggiori informazioni: http://www.festivalscienza.it/site/home.html

Sabato 31 ottobre alle 11:00

Festeggia il Dark Matter Day, la giornata della Materia Oscura, con l'INFN - Istituto
Nazionale di Fisica Nucleare. Segui la diretta su Facebook e YouTube.
Che cos'è la Materia Oscura?
Tanti esperimenti stanno cercando di rispondere a questo enigma! Durante questa diretta,
ne scopriremo alcuni con l'aiuto di 6 ricercatori e di un astronauta, Luca Parmitano.

Per maggiori informazioni: https://home.infn.it/it/comunicazione/eventi/4135-dark-


matter-day-2020-alla-ricerca-della-materia-oscura

www.coelum.com 165
CYBORN a Trieste
Dal 3/9/2020 al 10/11/2020

Nell'era dell'intelligenza artificiale e della


robotica, è ancora possibile determinare dove
finisce la natura e dove inizia la tecnologia?
Possiamo tracciare una linea quando si tratta del
nostro corpo, l'oggetto naturale che la tecnologia imita di più? Queste sono solo alcune delle domande
che vengono esplorate in “CYBORN L'alba di un mondo artificiale”, la mostra ospitata dal Salone degli
Incanti di Trieste durante il Science in the City Festival di ESOF2020.
L'itinerario di Cyborn racconta la storia del nostro rapporto con la tecnologia e le scoperte
scientifiche, in particolare quelle che hanno cambiato la nostra vita quotidiana e quelle che ci
aspettiamo cambieranno il nostro futuro.
La mostra è a cura dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), in collaborazione con l'Istituto
Italiano di Tecnologia (IIT).
Per maggiori informazioni:
https://events.scienceinthecity2020.eu/it/cyborn-lalba-di-un-mondo-artificiale

Infini.to
Infinito è aperto il Sabato e la Domenica pomeriggio per le visite pomeridiane e il sabato sera per le
visite serali. Gli ingressi sono contingentati e i biglietti sono in vendita online.

Il Museo ed il Planetario sono pronti ad accoglierti in completa sicurezza.


Potrai visitare il Museo interattivo e prendere parte alle proiezioni nel Planetario digitale durante la
aperture pomeridiane, oppure osservare il cielo ad occhio nudo e col telescopio durante le aperture
serali, meteo permettendo. Se hai bambini potrai partecipare alle iniziative pensate per le famiglie,
con la proiezione di un cartone animato scientifico in Planetario e le attività dimostrative in
laboratorio.
Maggiori informazioni: www.planetarioditorino.it/infinito/

Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci


Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano continua ad arricchire la sua
offerta di visite digitali, pubblicando ogni mercoledì una nuova puntata della serie La scoperta del
Cielo, il podcast, suddiviso in 16 puntate, dedicato alla scoperta dei segreti dello Spazio. Guidati dal
curatore del Museo Luca Reduzzi, tutti gli appassionati potranno ascoltare alcune delle più belle storie
di Astronomia e Spazio partendo dalle esposizioni del Museo per arrivare nelle profondità
dell’Universo, passando da globi e telescopi, lanciatori e satelliti, dalle missioni Apollo sulla Luna e
addirittura dai marziani.
Le puntate podcast sono disponibili al seguente link https://www.museoscienza.org/it/podcast/la-
scoperta-del-cielo e sulle più comuni piattaforme digitali. Le pubblicazioni proseguiranno con
cadenza regolare ogni sabato.
Il museo è aperto (martedì - venerdi: 9:30 - 17:00, sabato e festivi: 9:30 - 18:30). Prenotazione
obbligatoria
Per tutte le informazioni, visita il sito: https://www.museoscienza.org/it
166 COELUM ASTRONOMIA