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14 DICEMBRE: IL RITORNO DELLE GEMINIDI

SPECIALE
LA GRANDE
CONGIUNZIONE
Gli incontri di GIOVE e SATURNO nella Storia
I consigli per osservare e fotografare il fenomeno
Le insolite forme ASTROFOTOGRAFIA
dei SISTEMI Trucchi e consigli pratici
EXTRASOLARI nati dall'esperienza

ACQUA SULLA LUNA: confermata Il Cielo di DICEMBRE


la presenza nel cratere Clavius Effemeridi e Fenomeni 250
SpaceX Crew-1 raggiunge la ISS Soli rossi e azzurri nei Gemelli 2020
Tutti i COLORI della LUNA La Costellazione dei Pesci www.coelum.com
Pubblicazione mensile di divulgazione
astronomica e scientifica
Anno 24 Numero 250
l'Editoriale di Gabriele Marini
Editore: Maasi Media srl
Copyright © 2020 - MAASI Media srl Siamo arrivati a dicembre, cari Lettori, il mese che porta con sé le notti più
Tutti i diritti sono riservati a norma di legge. lunghe e il freddo si fa via via più pungente. Con dicembre però è un intero
È permessa la riproduzione del materiale anno che arriva al suo tramonto, un anno certamente particolare e che di
pubblicato con citazione obbligatoria della
sicuro, in futuro, non sarà ricordato con nostalgia. Se le tribolazioni e i
fonte, previa autorizzazione scritta
dell'editore. dispiaceri non sono mancati, a causa principalmente delle due ondate di
Coronavirus, bisogna dire che dal punto di vista astronomico il 2020 è stato
Direttore: Gabriele Marini un anno davvero ricco di fenomeni non proprio comuni. Alcuni di questi
Direttore Scientifico: Renato Falomo
(Osservatorio di Padova) erano attesi, risultato delle affidabili leggi della meccanica celeste, altri ci
hanno donato una piacevole sorpresa.
Marketing e pubblicità: Giusto per citarne alcuni, ricordiamo l'affascinante avvicinamento di Venere
ads@maasi-media.com
alle Pleiadi, di cui abbiamo parlato nel numero di maggio, o la strepitosa
Redazione: Lara Sabatini, Paola De Gobbi opposizione di Marte, che ha caratterizzato la nostra estate; nel novero del
secondo gruppo, quello delle sorprese, sicuramente indimenticabile sarà il
Hanno collaborato a questo numero: passaggio della cometa C/2020 F3 NEOWISE. E tante sono state le scoperte e
Francesco Badalotti, Giorgio Bianciardi,
Fabio Briganti, Barbara Bubbi, Vincenzo gli eventi nel campo dell’astrofisica e dell’astronautica che si sono
Della Vecchia, Raffaele Di Palma, Ufficio susseguiti... Una dietro l'altra, rivedo nella mia mente le copertine dei numeri
Stampa ESO, GPNoi, Giorgia Hofer, Vittorio di Coelum Astronomia, quasi fossero le lancette che scandiscono il tempo di
Liberti, Marco Malaspina, Riccardo Mancini,
Claudia Mignone, Luigi Morielli, Patrizia
un intero anno. Anche se il pensiero è volto alle spalle, ricordiamoci tuttavia
Nava, Massimo Orgiazzi, Marcella Giulia che l'anno non è ancora terminato e il dodicesimo mese del 2020 promette di
Pace, Giuseppe Petricca, Claudio Pra, Maura regalarci, proprio in vista del Natale, un ultimo speciale dono celeste. Sto
Sandri, Lamberto Sassoli, Stefano Schirinzi, parlando della straordinaria congiunzione tra i due principali pianeti giganti
Aldo Vitagliano
gassosi del Sistema Solare, Giove e Saturno: "Grande Congiunzione" viene
Photo Coelum chiamata, proprio a testimonianza della sua eccezionalità. Quella che
Paolo Bardelli, Alessandro Bianconi, Segio potremo ammirare la sera del 21 dicembre sarà una congiunzione
Bove, Lorenzo Busilacchi, Cristina Cellini,
Leonardo Ciuffolotti, Samuele Gasparini,
particolarmente stretta (appena 6' di distanza apparente) come non si vedeva
Michele Girardi, Marco Lorenzi, Alessandro dal lontanissimo 1226 e come non ricapiterà fino al marzo del 2080.
Micco, Riccardo Orlandi, Alessio Pariani, Ivo Insomma, un evento proprio da non perdere! Per questa ragione abbiamo
Peretto, Danilo Pivato, Claudio Pra, Maurizio realizzato uno speciale per parlare del fenomeno: con Patrizia Nava
Prezioso, Jason Rhodes, Enrico Serafini,
Riccardo Sgaramella scopriremo che tale congiunzione nella storia ha assunto significati mistici ed
esoterici, affascinando non poco il grande Keplero, astronomo e astrologo,
Redazione che tanto tempo della sua vita ha dedicato a questi periodici incontri tra
Via Fiorentina 153 - 53100 Siena
segreteria@coelum.com
Giove e Saturno. Con Aldo Vitagliano andremo a scoprire, con l'aiuto del suo
www.coelum.com portentoso software Solex, i dettagli di questa congiunzione, spiegando la
Registrato il 27/08/97 al n. 1269 del sua cadenza ventennale e andando a posizionare l'evento di quest'anno in
registro Stampa del Tribunale di Venezia una classifica generale che copre numerosi secoli. Vincenzo Della Vecchia,
Direttore Responsabile: Stefano Boccardi
dell'Unione Astrofili Italiani, ci fornirà utili consigli per l'osservazione della
congiunzione, a occhio nudo o con l'ausilio di uno strumento ottico, mentre
Giorgia Hofer saprà offrirci i suoi sempre preziosi consigli fotografici per
immortalare la scena nel migliore dei modi. Avete così a disposizione tutte le
IN COPERTINA informazioni che, quando volgerete lo sguardo verso quel puntino luminoso,
21 dicembre: finalmente è giunto il la sera del giorno del solstizio d'inverno, vi permetteranno di capire che cosa
momento tanto atteso, quello della esattamente stiate guardando e di apprezzarne il valore e la bellezza.
Grande Congiunzione tra Giove e
Saturno: un fenomeno raro e
Ma non finisce di certo qui! Con Massimo Orgiazzi faremo una panoramica sui
assolutamente da non perdere.
Osserviamolo! sistemi stellari extrasolari concentrandoci su quei rari casi osservati
direttamente e in particolare soffermandoci sull'intricato sistema di GW
Orionis, un sistema planetario decisamente tridimensionale! Faremo tesoro
poi delle conoscenze di Vittorio Liberti in ambito astrofotografico, con un
agile e pratico insieme di trucchi e consigli dettati dall'esperienza vissuta,
utile per avvicinarsi o affinare le proprie conoscenze in fatto di fotografia del
cielo.

Troverete molto altro tra le pagine di questo numero di Coelum Astronomia,


tra cui alcune magnifiche fotografie che meritano di essere ammirate, ma vi
lascio come sempre scoprire il tutto da soli e vi auguro buona lettura.
Coelum Astronomia 250 - Sommario
6 Notiziario 102 Uno Scatto al Mese
di Autori Vari La grande
congiunzione: colpa
26 Notiziario di Astronautica della risonanza
di Luigi Morielli di Giorgia Hofer

32 Novità dal Mercato


108 Il Cielo del Mese
Il Cielo di Dicembre
di Redazione Coelum
Astronomia
SPECIALE GRANDE CONGIUNZIONE

36 Keplero e le grandi congiunzioni 123 Dove e quando osservare la ISS


Giove-Saturno di Giuseppe Petricca
di Patrizia Nava
124 Comete
46 Tutti i numeri delle grandi congiunzioni La ATLAS per il Natale 2020
tra Giove e Saturno di Claudio Pra
di Aldo Vitagliano

52 21 dicembre 2020: Osserviamo la 126 Supernovae


grande congiunzione Giove-Saturno Una Nova Extragalattica in M 31
di Vincenzo della Vecchia di Fabio Briganti e Riccardo Mancini

130 Luna
60 Sistemi Extrasolari La Luna di Dicembre
Un occhio sulle di Francesco Badalotti
strutture insolite
di mondi remoti 134 Luna
di Massimo Orgiazzi Guida
72 La mia esperienza con all'osservazione: "Dal
l'Astrofotografia settore sudest verso
Dai primi passi al nord" - Parte 8
mosaico della di Francesco Badalotti
costellazione del
140 Uno Sguardo al Cielo
Cigno - Parte 1
di Vittorio Liberti
Soli rossi e soli
azzurri nel cielo dei
Gemelli
82 PhotoCoelum di Giorgio Bianciardi
di Autori Vari
146 Costellazioni
96 I colori delle Orionidi Pisces, i Pesci
di Lamberto Sassoli Seconda Parte
di Stefano Schirinzi
98 I colori della Luna
di Marcella Giulia Pace
154 Guida Osservativa a tutti gli eventi
del cielo di Dicembre

100 Le Meraviglie del Cosmo 162 Mostre e Appuntamenti


Dall'Oscurità al
Bagliore Stellare
di Barbara Bubbi
165 Recensioni Libri
di Autori Vari
NOTIZIARIO

Confermata la presenza di acqua sulle


superfici soleggiate della Luna
di Redazione Coelum Astronomia

L’acqua sulla Luna c’è e forse anche più chiamate “trappole per il ghiaccio”, cioè zone
abbondante e a portata di mano di quanto perennemente in ombra all’interno di crateri in
pensassimo. Un nuovo studio ha infatti vicinanza dei poli, dove le molecole d’acqua non
confermato la presenza di molecole d’acqua in riescono a sfuggire per le basse e costanti
zone della superficie lunare illuminate dal Sole. temperature. I risultati sono stati pubblicati il 26
L’importante scoperta è stata possibile grazie alle ottobre su Nature Astronomy.
osservazioni dell’Osservatorio volante SOFIA.
Finora infatti si pensava che l’acqua, in forma di SOFIA è l’Osservatorio volante della NASA: viaggia
ghiaccio, si trovasse solo in quelle che vengono dal 2010 a bordo di un Boeing 747SP modificato,

6 COELUM ASTRONOMIA
osservando il cielo da un punto di vista diverso Utilizzando la camera a infrarossi per oggetti
sia degli Osservatori a Terra che dei Telescopi deboli (FORCAST), SOFIA è stata in grado di
Spaziali. rilevare la lunghezza d’onda specifica delle
molecole d’acqua, a 6,1 micron, scoprendo così
Quando gli astronauti dell’Apollo tornarono per la una concentrazione relativamente sorprendente
prima volta dalla Luna nel 1969, si pensava che nel soleggiato cratere di Clavius.
questa fosse completamente asciutta. Le missioni
orbitali e di impatto negli ultimi 20 anni, invece, • Leggi anche Guida all’osservazione
hanno confermato la presenza di ghiaccio nei del Cratere Clavius
crateri in ombra perenne attorno ai poli della
Luna. Nel frattempo, diverse sonde – tra cui le I dati provenienti da questo cratere rivelano una
missioni Cassini e Deep Impact, nonché la presenza di acqua in concentrazioni comprese tra
missione Chandrayaan-1 dell’Indian Space 100 e 412 parti per milione – più o meno
Research Organisation e la struttura di telescopi a equivalenti a una bottiglia d’acqua da 35 cl –
infrarossi della NASA a terra – hanno esaminato intrappolata in un metro cubo di terreno sparso
ampiamente la superficie lunare trovando prove sulla superficie lunare. Per confronto, il deserto
di idratazione nelle regioni più soleggiate. del Sahara ha una quantità d’acqua 100 volte
Qualche forma di idrogeno era quindi già stata superiore a quella rilevata da SOFIA nel suolo
rilevata da missioni precedenti, ma non era stato lunare, ma nonostante questo ci si chiede come
possibile distinguere tra l’acqua (H2O) e un suo venga creata e come possa persistere sull’arida
parente chimico stretto, l’idrossile (OH). superficie lunare, priva di un’atmosfera.

Come ironizza Casey Honniball, l’autrice


principale dello studio, la sua tesi di laurea presso Nella pagina precedente. Nell'illustrazione viene
mostrato nel dettaglio il cratere Clavius, dove SOFIA
l’Università delle Hawaii a Mānoa a Honolulu: «
ha trovato molecole di acqua sulla superficie
Non sapevamo quante, se ce ne fossero, se fossero illuminata dal Sole. In basso un'immagine
effettivamente molecole d’acqua – come quella che dell'Osservatorio stratosferico per l'astronomia a
infrarossi della NASA (SOFIA). Crediti: NASA / Daniel
beviamo ogni giorno – o se fossero qualcosa di più
Rutter.
simile a un prodotto sturalavandini». Sotto. Il cratere Calvius, tratto da una elaborazione
di immagini del Lunar Reconnaissance Orbiter, NASA.

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osservare oggetti vicini come la Luna, ma è
progettato per studiare oggetti lontani e deboli, e
non si era sicuri che riuscisse a “mettere a fuoco”
A sinistra. La patch della la superficie lunare. Nell’agosto 2018 hanno così
prima fase del
programma Artemis. deciso di fare una prova che non solo ha
funzionato, ma ha anche generato il risultato che
Resta però da determinare se quest’acqua sia conosciamo oggi. «In effetti, era la prima volta che
facilmente accessibile per essere utilizzata come SOFIA guardava la Luna e non eravamo nemmeno
risorsa, dato di fondamentale importanza per tutti completamente sicuri di ottenere dati affidabili, ma
i programmi di colonizzazione della Luna, e le domande sulla presenza di acqua sulla Luna ci
ovviamente in particolare per il programma hanno costretti a provarci. È incredibile come
Artemis della NASA. questa scoperta sia nata da quello che era
essenzialmente un test, e ora che sappiamo di
«Senza un’atmosfera densa, l’acqua sulla superficie poterlo fare, stiamo pianificando più voli per fare
lunare illuminata dal Sole dovrebbe andare persa più osservazioni», rivela Naseem Rangwala,
nello spazio. Eppure in qualche modo lo stiamo project scientist di SOFIA presso l’Ames Research
vedendo accadere. Qualcosa sta producendo acqua Center della NASA.
e qualcosa la sta intrappolando lì», spiega
Honniball. I voli di follow-up di SOFIA cercheranno l’acqua in
ulteriori luoghi illuminati dal Sole e durante le
Ma in che modo l’acqua arriva sulla superficie diverse fasi lunari, per trovare maggiori
lunare e come viene poi conservata, informazioni su come l’acqua viene prodotta,
impedendone l’evaporazione? immagazzinata e spostata sulla superficie lunare. I
Le forze in gioco potrebbero essere varie: le dati si aggiungeranno al lavoro delle future
micrometeoriti che piovono sulla superficie missioni lunari, come il Volatiles Investigating
lunare, che trasportano e potrebbero depositare Polar Exploration Rover (VIPER) della NASA , per
l’acqua sulla superficie lunare al momento creare le prime mappe delle risorse idriche della
dell’impatto, o un processo in due fasi in cui il Luna per la futura esplorazione spaziale umana.
vento solare fornisce idrogeno alla superficie
lunare e provoca una reazione chimica con i Nello stesso numero di Nature Astronomy, gli
minerali portatori di ossigeno nel suolo per creare scienziati hanno pubblicato uno studio su modelli
idrossile. Nel frattempo, le radiazioni del teorici e dati del Lunar Reconnaissance Orbiter
bombardamento di micrometeoriti potrebbero (LRO) della NASA, ipotizzando come l’acqua invece
trasformare quell’idrossile in acqua. intrappolata in piccole ombre, dove le
L’acqua potrebbe quindi essere intrappolata in temperature rimangono sempre sotto lo zero,
minuscole strutture, a forma di piccole sfere, nel potrebbe trovarsi in più luoghi di quanto
terreno, formate dal calore elevato creato dagli attualmente previsto.
impatti delle micrometeoriti. Un’altra possibilità è
che l’acqua possa essere nascosta tra i granelli di «L’acqua è una risorsa preziosa, sia per motivi
terreno lunare e riparata dalla luce solare. questa scientifici che per l’utilizzo da parte dei nostri
seconda ipotesi potrebbe renderla esploratori», ha affermato Jacob Bleacher, chief
potenzialmente più accessibile dell’acqua explorist scientist per lo Human Exploration and
intrappolata in piccole sfere. Operations Mission Directorate della NASA. «Se
possiamo usare risorse sulla Luna, allora possiamo
La scoperta, come a volte capita, è stata fatta quasi trasportare meno acqua e più attrezzature per
per caso. SOFIA generalmente non viene usata per consentire nuove scoperte scientifiche».

8 COELUM ASTRONOMIA
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Bagliori nella notte di Europa
di Redazione Coelum Astronomia

Europa, la luna ghiacciata di Giove, continua a Una luna visibile in un cielo scuro potrebbe non
incuriosire i ricercatori, soprattutto per il grande sembrare insolita: capita anche a noi di vedere,
oceano sommerso, che nasconde la sua superficie anche se molto debole, il lato in ombra della
ghiacciata, e che potrebbe celare condizioni nostra Luna (la cosiddetta luce cinerea della Luna)
favorevoli alla vita. Un nuovo studio del Jet illuminato dalla luce solare riflessa dalla nostra
Propulsion Laboratory della NASA mette l’accento atmosfera. Ma il bagliore di Europa, di cui si parla
su qualcosa che ancora non era mai stato in questo studio, è causato da un meccanismo
osservato. Con esperimenti di laboratorio, infatti, i
ricercatori hanno ricreato l’ambiente superficiale
In alto. Nell’illustrazione, vediamo come il lato
di Europa, notando che la sua superficie può
opposto al Sole di Europa possa risplendere
emettere un bagliore rilevabile anche quando non comunque, anche se non illuminato da luce diretta.
è illuminata dal Sole, sul lato notturno, il cui La variazione di brillantezza e colore del bagliore
colore, in luce visibile, dipende dalla “notturno” della luna può svelare importanti
informazioni sulla composizione dei suoi ghiacci.
composizione di sali contenuti nel ghiaccio. Crediti: NASA/JPL-Caltech

10 COELUM ASTRONOMIA
completamente diverso. Giove infatti colpisce i esso e ogni tipo di ghiaccio aveva uno spettro
suoi satelliti con un implacabile flusso di diverso», racconta Bryana Henderson sempre del
radiazioni ad alta energia che eccitano le JPL e coautrice della ricerca.
molecole della superficie che ne rilasciano una
parte sotto forma di luce visibile. I diversi composti reagiscono infatti diversamente
a questo bombardamento di particelle e il
«Se Europa non fosse sotto l’effetto di questa ghiaccio superficiale della luna, contenente vari
radiazione, avrebbe l'aspetto della nostra Luna, composti salini, reagirebbe emettendo un
scura sul lato in ombra. Ma poiché viene bagliore, visibile a occhio nudo, con vari gradi di
bombardata dalla radiazione di Giove, brilla luminosità e varie tonalità di colore tra il blu, il
nell'oscurità.», spiega Murthy Gudipati del JPL, bianco e il verde, a seconda della composizione.
autore principale del lavoro pubblicato il 9
novembre su Nature Astronomy. Per indagare la composizione del ghiaccio di
Europa, finora, si è sempre osservato, con
In realtà, lo scopo principale della ricerca era di spettroscopi, la superficie quando era illuminata
vedere come il materiale organico sotto i ghiacci dal Sole (per scomporla e vedere le firme dei vari
di Europa avrebbe reagito al bombardamento di elementi nelle varie lunghezze d’onda del suo
radiazioni. spettro). Ora invece, con questa scoperta,
potrebbe avere senso osservare anche il lato
I ricercatori hanno voluto provare a riprodurre un notturno: «Siamo stati in grado di prevedere che
modello della superficie di Europa, su dati di questo bagliore notturno del ghiaccio potrebbe
precedenti missioni, creando la Ice Chamber for fornire ulteriori informazioni sulla composizione
Europa's High-Energy Electron and Radiation della superficie di Europa. Il modo in cui questa
Environment Testing (ICE-HEART) e portandola in composizione varia potrebbe darci indizi sul fatto
una struttura a Gaithersburg, nel Maryland, dove è che Europa porti condizioni adatte alla vita»,
stato possibile sottoporla a irradiazione di fasci di spiega ancora Gudipati.
elettroni ad alta energia.
A questo punto è entrato in campo quel La prossima missione ammiraglia della NASA
“meccanismo” noto come serendipità, cioè la Europa Clipper, prevista per il lancio a metà degli
scoperta casuale di qualcosa di nuovo e anni ‘20, osserverà la superficie della luna in più
sorprendente, diverso da quello che si cercava! passaggi ravvicinati, orbitando attorno a Giove, e
(Anche se nel suo blog, Gudipati ci tiene a gli scienziati della missione stanno già
sottolineare, giustamente, che «la serendipità non esaminando il nuovo studio per valutare se gli
è altro che essere coscientemente attenti e ricettivi, strumenti a bordo della sonda possano essere
al momento giusto, nell'interazione con l’'Universo utili allo scopo.
»).
«Non capita spesso di trovarsi in un laboratorio e
«Non avremmo mai immaginato che avremmo dire: “questo è ciò che potremmo trovare quando
visto quello che abbiamo visto. Quando abbiamo arriviamo lì'". Di solito accade il contrario: vai lì e
provato nuove composizioni di ghiaccio, il bagliore trovi qualcosa che poi cerchi di spiegare in
sembrava diverso. E ci siamo limitati a fissarlo per laboratorio. Ma la nostra previsione risale a una
un po' e poi ci siamo detti: “Questo è nuovo, vero? semplice osservazione, e questo è quello che fa la
Questo è decisamente un bagliore diverso?!” scienza», conclude Gudipati.
Quindi abbiamo puntato uno spettrometro su di

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Stelle e teschi:
la nuova
immagine
di una
nebulosa
spettrale
di Ufficio Stampa ESO

Una nuova immagine della Nebulosa


Teschio ottenuta dal VLT dell'ESO.
Crediti: ESO.

Una raccapricciante somiglianza con un teschio circa 500 volte la distanza tra la Terra e il Sole. Le
che fluttua nello spazio: questo sembra il residuo nana rossa e la nana bianca orbitano l'una intorno
di una stella morta, nel ventre della costellazione all'altra formando una coppia, mentre la stella
della Balena, e rilasciata dall’ESO in occasione di esterna orbita intorno alle due nane a una distanza
Halloween. di circa 1.900 UA. Tutte insieme, queste tre stelle
Catturata con nuovi e sorprendenti dettagli dal danno a NGC 246 un primato: è la prima nebulosa
VLT (Very Large Telescope) dell'ESO, l'inquietante planetaria conosciuta con un sistema stellare
Nebulosa Teschio è mostrata in questa nuova triplo (gerarchico) al centro.
immagine con bellissimi colori. Questa nebulosa
planetaria è associata a una coppia compatta di Scattata dallo strumento FORS 2, questa nuova
stelle intorno a cui orbita una terza stella.Nota immagine della Nebulosa Teschio cattura
anche come NGC 246, la Nebulosa Teschio si trova intenzionalmente la luce emessa in alcune
a circa 1.600 anni luce dalla Terra. Si è formata ristrette bande di lunghezza d'onda, quelle
quando una stella simile al Sole ha espulso i dell'idrogeno e dell'ossigeno gassoso. Le
propri strati esterni alla sua morte, lasciando il suo
osservazioni della luce emessa da elementi
nucleo scoperto: si tratta di una nana bianca, una particolari aiutano a rivelare una grande quantità
delle due stelle che si vedono proprio al centro didi informazioni sulla composizione chimica e
NGC 246. strutturale di un oggetto. La nuova immagine della
Nebulosa Teschio evidenzia dove NGC 246 è ricco
Anche se questa nebulosa è nota da secoli, solo o povero di idrogeno (mostrato in rosso) e
nel 2014 gli astronomi hanno scoperto che la nana ossigeno (raffigurato in azzurro).
bianca e la sua compagna nascondono una terza
stella situata nel cuore della nebulosa. Questa L’immagine è stata selezionata come parte del
stella, non visibile nell’immagine, è una debole programma Gemme Cosmiche dell'ESO.
nana rossa che si trova vicina alla nana bianca, a

12 COELUM ASTRONOMIA
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Sulla Luna un telescopio liquido
per vedere le prime stelle
di Marco Malaspina - Media INAF

Ambisce a diventare il “telescopio definitivo”. La grande”? Ebbene, la risposta è Ult: Ultimately


proposta è quella di costruirlo all’interno di un Large Telescope. No, non stiamo scherzando: la
cratere lunare, con uno specchio primario liquido proposta è pronta, nero su bianco, a breve verrà
da cento metri di diametro. L’obiettivo scientifico pubblicata su The Astrophysical Journal. E il nome
è ambizioso: osservare le stelle di Popolazione III, non è la sua caratteristica più sorprendente: il
le prime che si siano mai accese nell’universo. Lo “telescopio definitivo”, se mai verrà costruito,
studio è in uscita su ApJ. sorgerà all’interno di un cratere lunare e avrà uno
specchio primario da cento metri di diametro. Uno
Il James Webb Space Telescope ancora deve specchio liquido.
essere lanciato. L’Extremely Large Telescope
ancora deve essere costruito. Ma c’è qualcuno che Sopra. L’idea di un telescopio con lo specchio
già pensa a quale telescopio verrà dopo. E a che primario liquido ha alcuni precedenti. Questo, per
esempio, era il Large Zenith Telescope, un telescopio
nome potrà avere. Problema, quest’ultimo, da non liquido da 6 metri alla University of British Columbia,
prendere sottogamba: come si può chiamare il dismesso nel 2019. Crediti: NASA
successore del “telescopio estremamente
14 COELUM ASTRONOMIA
A sinistra. Progetto del Lunar Liquid-
Mirror Telescope con specchio da 20
metri, scartato dalla Nasa nel 2008.
Crediti: Roger Angel et al./Univ. of
Arizona

D’accordo, per ora è poco più che un sogno. Ma i fino all’epoca in cui le galassie si sono formate per
tre autori, astronomi alla University of Texas di la prima volta. Ma la teoria prevede che ci sia stata
Austin, non sono partiti da zero: una proposta un”epoca precedente», spiega infatti uno degli
analoga – ma con uno specchio da “appena” 20 autori dello studio, l’astronomo Volker Bromm, «
metri di diametro – era già stata presa in esame in cui le galassie non esistevano ancora, nella quale
dalla Nasa nel 2008. Si chiamava Lunar Liquid- si formarono per la prima volta le singole stelle: le
Mirror Telescope. Finì per essere scartata e sfuggenti stelle di Popolazione III. E quell’epoca di
abbandonata in qualche cassetto. “primissima luce” è al di là perfino delle possibilità
del potente Jwst: richiede un “telescopio definitivo”
Perché allora volerlo riaprire oggi, quel cassetto? ».
E giocare addirittura al rialzo? La risposta è: Un telescopio come l’Ultimately Large Telescope,
Popolazione III. Un’espressione che a noi dice appunto. In grado di funzionare in modo
poco, ma per chi studia le stelle è una sorta di autonomo, alimentato a energia solare,
Sacro Graal dell’astronomia. Ci si riferisce infatti trasmettendo i dati a un satellite in orbita lunare.
con l’espressione “Popolazione III” alla prima Se ne starebbe immobile dentro a un cratere al
generazione di stelle nella storia dell’universo. Le polo nord o sud della Luna – per poter essere
prime ad accendersi, circa 13 miliardi di anni fa, e sensibile al vicino infrarosso – fissando sempre lo
le uniche composte esclusivamente di idrogeno stesso pezzo di cielo, così da raccogliere quanta
ed elio, visto che all’epoca non c’erano altri più luce possibile dalle prime stelle – unico modo
elementi. Né avrebbero potuto esserci, d’altronde: per raccogliere fotoni a sufficienza, data la loro
sono state le stelle di Popolazione III a fondere i estrema distanza e debolezza: rispettivamente,
primi elementi “pesanti”. Stelle che mai nessun dicono le stime, redshift 15 e magitudine AB 39.
telescopio è riuscito a osservare, e che nemmeno
il James Webb riuscirà a vedere. Ma perché uno specchio liquido? Anzitutto per
una questione di costi: trasportarlo sulla Luna
«Nel corso della storia dell’astronomia, i telescopi sarebbe più economico. Si tratterebbe di uno
sono diventati sempre più potenti, permettendoci di specchio “dinamico”, ottenuto facendo ruotare in
studiare sorgenti da tempi cosmici di volta in volta continuazione una vasca contenente il liquido –
più antichi, sempre più vicini al Big Bang. Il futuro metallico, così da essere riflettente – in modo da
James Webb Space Telescope riuscirà a spingersi imprimergli una curvatura parabolica.

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Mattoncini per la vita
prima delle stelle
Glicina nello spazio interstellare
di Maura Sandri - Media INAF

Un team internazionale di scienziati – tra cui prima delle stelle. Al contrario, fino a poco tempo
Sergio Ioppolo, della Queen Mary University di fa si pensava che la formazione della glicina
Londra – ha dimostrato che la glicina, il più richiedesse energia e questo ovviamente poneva
semplice degli amminoacidi ordinari nonché chiari vincoli all’ambiente in cui potrebbe
fondamentale mattoncino della vita, può formarsi formarsi.
anche nelle dure condizioni che governano la
chimica nello spazio. I risultati, pubblicati su Gli scienziati coinvolti nello studio hanno prima
Nature Astronomy, suggeriscono infatti che la dimostrato che potrebbe formarsi la
glicina – e molto probabilmente altri metilammina, precursore della glicina, rilevata
amminoacidi – riescono a formarsi in dense nubi nella chioma della cometa 67P. Poi, utilizzando un
interstellari ben prima che in tali nubi si formino setup esclusivo da ultra-alto vuoto, dotato di una
nuove stelle e pianeti. serie di fasci atomici e di strumenti molto accurati
Le comete sono il materiale più incontaminato del per la diagnostica, sono stati in grado di
Sistema Solare e riflettono la composizione confermare che potrebbe formarsi anche la glicina
molecolare presente nel momento in cui il Sole e i e che, in questo processo, la presenza di ghiaccio
pianeti si sono formati. La rilevazione della glicina d’acqua è essenziale.
nella chioma della cometa 67P/Churyumov- Per approfondire questi interessanti risultati,
Gerasimenko e nei campioni riportati sulla Terra Media INAF ha intervistato il primo autore dello
dalla missione Stardust, suggerisce che gli studio, Sergio Ioppolo, che potete leggere
amminoacidi – come la glicina – si formano molto direttamente sul sito web di Media INAF.

A sinistra. Sullo
sfondo, Harold
Linnartz (a destra),
capo del Laboratorio
di Astrofisica
all’Osservatorio di
Leiden, Paesi Bassi, e
Sergio Ioppolo
discutono i futuri
sviluppi della
configurazione del
vuoto ultraelevato,
Surfreside2, che
permette di studiare
l’accrescimento
(simultaneo) di H/D,
O, N, frammenti
molecolari e
molecole su una
superficie a 10 K.
Crediti: Sergio
Ioppolo
16 COELUM ASTRONOMIA
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Crediti: Moa Persson

Venere e il mistero dell’acqua


di Redazione Coelum Astronomia

Mentre una scoperta importante come quella della


presenza di fosfina nell’atmosfera di Venere
attraversa il feroce ma dovuto dibattito all’interno
della comunità scientifica, Venere rimane sotto
l’occhio attento degli astronomi.
Una ricerca presentata l’11 novembre scorso,
infatti, dalla giovane dottoranda Moa Persson
dello Swedish Institute of Space Physics (IRF)
torna a indagare il passato del pianeta, molto più
mite e meno ostile alla vita di quanto sia oggi, e si Sopra. Moa Persson. Crediti: Annelie
Klint Nilsson, IRF.
chiede quando e come Venere ha perso
quell’acqua che probabilmente formava laghi e d'acqua che poteva raggiungere una profondità di
oceani anche sulla sua superficie. diverse centinaia di metri se distribuita equamente
La risposta sembra andare contro quello che si sulla superficie. Quest'acqua è scomparsa da
pensava finora, e che l’acqua effettivamente Venere. La mia tesi mostra che solo pochi decimetri
sfuggita dall’atmosfera nello spazio sia davvero di quest'acqua sono fuggiti nello spazio» spiega la
poca. Persson.

«La superficie di Venere oggi è paragonabile Per la sua tesi, Persson ha analizzato i dati raccolti
all'inferno. È estremamente secco e ha una dallo strumento Analyzer of Space Plasma and
temperatura di 460 gradi ma storicamente la Energetic Atoms (ASPERA-4) dell'IRF, che ha
superficie era più ospitale con una ricchezza viaggiato a bordo della missione Venus Express
18 COELUM ASTRONOMIA
dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), misurando le profondi da decine a centinaia di metri. La quantità
particelle in uscita dall’atmosfera venusiana per di acqua in fuga dall’atmosfera di Venere sarebbe
capire come interagiscono con il vento solare. quindi quasi irrisoria.
Tra queste particelle in fuga, la giovane «Nella mia tesi ho calcolato quanta acqua è
ricercatrice ha cercato di capire quante fossero sfuggita da Venere in passato. Ho osservato come la
legate alle molecole d’acqua. fuga di ioni è influenzata dalle variazioni del vento
solare oggi e come il vento solare è cambiato nel
In media, due protoni di idrogeno (H+) che tempo», spiega Moa Persson e conclude: «Spero
sfuggono dall'atmosfera per ogni ione di ossigeno che verranno effettuati ulteriori confronti delle
(O-) in fuga indicano una perdita d'acqua, ma perdite atmosferiche di Venere, Terra e Marte».
quello che Persson ha trovato è che mentre
l’idrogeno sfugge con un tasso più alto durante i I risultati della tesi possono, infatti, essere
minimi solari rispetto ai periodi di massimo – paragonati a studi simili eseguiti su Marte e sulla
perché viene respinto all’interno dell’atmosfera Terra. Un confronto di quel che accade sui tre
dal vento solare – il numero di ioni di ossigeno in pianeti “fratelli” può dare un quadro più completo
fuga è principalmente influenzato dalle variazioni degli effetti del vento solare sull’evoluzione delle
dell’energia del vento solare. Quindi la fuga di atmosfere planetarie.
queste particelle è legato all’andamento Tenendo conto poi delle principali diversità tra i
undecennale dei cicli solari (vedi nel numero tre – ad esempio la Terra, con il suo forte campo
scorso di Coelum Astronomia l’articolo dedicato ai magnetico, ha una maggiore perdita di atmosfera
cicli solari “Sole tra ordine e caos”). Sulla base di nello spazio rispetto sia a Venere che a Marte –
questa relazione tra il vento solare e il tasso di potremmo arrivare a comprendere come è emersa
fuga dei componenti dell’acqua, Persson ha quindi la vita nel nostro Sistema Solare e perché alcuni
preso in considerazione come l'attività del Sole si pianeti sono in grado di sostenerla e altri no.
è evoluta nel tempo estrapolando il tasso di fuga
dell'acqua dall'atmosfera di Venere fino a 3,9 Non resta che attendere qualche nuova missione
miliardi di anni fa. Il risultato è che sarebbe andata verso Venere (vedi a questo proposito l’articolo
persa da 0,02 a 0,6 metri di acqua su tutta la pubblicato sullo scorso numero dedicati
superficie di Venere. La stima degli scienziati, ad all’esplorazione di Venere) e la conclusione del
oggi, è che se gli oceani di Venere fossero stati dibattito attorno alla scoperta di fosfina come
distribuiti su tutta la sua superficie sarebbero stati potenziale firma della vita...

Rappresentazione
artistica di Venere
senza campo
magnetico. Crediti:
ESA - C. Carreau.

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La stella morta che spiega
i fast radio burst
di Claudia Mignone – Media INAF

Rappresentazione artistica di
una magnetar, caratterizzata
da un complesso campo
magnetico e due fasci di
radiazione, durante un evento
di intensa emissione
energetica (in inglese
outburst), in questo caso
immaginato come
conseguenza di una spaccatura
della crosta della stella.
Crediti: McGill University
Graphic Design Team

Durano solo qualche millesimo di secondo ma La connessione tra questo lampo, battezzato FRB
stanno crucciando gli astronomi da oltre un 200428, e la magnetar Sgr 1935+2154, già
decennio: sono i lampi radio veloci (in inglese fast annunciata qualche mese fa sulla base dell’analisi
radio burst, o FRB), intensi e brevissimi bagliori dei dati alle alte energie (si veda anche
osservati in banda radio e provenienti da galassie un’intervista sull’argomento a Marco Tavani,
lontanissime. Ed è proprio la lontananza a rendere presidente dell’Inaf e principal investigator di
difficile la ricerca dell’origine di questi fenomeni, Agile), viene ora confermata dall’analisi delle
poiché non era stato possibile identificare la osservazioni radio, presentata in una serie di
sorgente di nessun lampo – fino allo scorso 28 articoli pubblicati su Nature. Uno degli articoli
aprile. descrive le osservazioni effettuate con CHIME, un
altro quelle di STARE2, un terzo articolo analizza
Quel giorno, l’osservatorio canadese CHIME le osservazioni effettuate con il radiotelescopio
(Canadian Hydrogen Intensity Mapping cinese FAST (Five-hundred-meter Aperture
Experiment) e quello statunitense STARE2 (Survey Spherical radio Telescope), che precedono la
for Transient Astronomical Radio Emission 2) manifestazione di questo lampo, e infine un
hanno rivelato un lampo radio veloce diverso dal articolo di review discute le implicazioni della
solito: 30 volte meno brillante dell’FRB extra- scoperta.
galattico più noto. Questo lampo proveniva dalla
nostra galassia, la Via Lattea. Allo stesso tempo, «Le magnetar erano uno dei principali sospetti per
diversi telescopi spaziali alle alte energie – tra cui l’emissione di FRB e quindi questa scoperta è stata
l’europeo Integral, il cinese Hxmt e l’italiano anche una conferma delle nostre teorie», racconta
Agile – avevano osservato un lampo all’estremo a Media INAF Daniele Michilli, ricercatore al McGill
opposto dello spettro elettromagnetico, Space Institute di Montreal, in Canada, membro
permettendo di localizzarne la sorgente d’origine: della CHIME/FRB Collaboration e co-autore di uno
una magnetar, ovvero una stella di neutroni dal degli articoli.
campo magnetico estremamente intenso, Cercare qualcosa vicino casa ha i suoi vantaggi, ma
scoperta alcuni anni prima. anche le sue difficoltà. Ogni giorno, migliaia
20 COELUM ASTRONOMIA
spiega Paul Scholz del Dunlap Institute of
Astronomy and Astrophysics all’Università di
Toronto, tra i co-autori dell’articolo basato sui dati
della collaborazione CHIME/FRB.

Per una prova schiacciante del legame tra FRB e


magnetar bisognerà aspettare la scoperta
simultanea di un lampo radio e ai raggi X di
di lampi radio veloci avvengono nel cielo, ma provenienza extra-galattica. «Questo richiede una
considerando l’enorme numero di galassie precisa localizzazione di FRB in galassie vicine, e
nell’universo, la probabilità che ne avvenga uno in stiamo migliorando i nostri radiotelescopi per
una singola galassia non è alta. E così, anche a localizzare un numero di FRB sempre maggiore. Nel
causa delle molte incertezze sul numero esatto, i frattempo, stiamo già studiando i dati ottici di FRB
ricercatori non erano sicuri di poterne osservare vicini che sono già stati localizzati e sono sicuro che
in breve tempo uno nella nostra galassia. otterremo i primi risultati già nelle prossime
settimane», aggiunge Michilli.
«Noi vediamo una piccolissima parte di tutti gli FRB
perché i radiotelescopi normalmente guardano una E anche nel caso dell’ipotesi magnetar,
piccolissima porzione del cielo in un dato istante. occorreranno ulteriori studi sul fronte della
Per questo motivo abbiamo costruito telescopi modellistica per comprendere il meccanismo
come CHIME che, grazie a un campo di vista molto fisico che genera questi lampi. In futuro, un
più grande del normale, riescono a vedere una confronto tra lavori teorici e osservazioni potrà
porzione di cielo più ampia e a osservare un aiutare i ricercatori a distinguere fra le due classi
numero maggiore di FRB. STARE2, che ha osservato di modelli sviluppate finora, secondo cui un FRB
lo stesso FRB, è stato costruito con la specifica idea potrebbe originarsi direttamente nell’ambiente
di cercare FRB nella nostra galassia: guardare una magnetico immediatamente prossimo alla stella
grande porzione di cielo cercando FRB (la magnetosfera), o alternativamente in una
incredibilmente brillanti, che quindi devono essere regione di plasma a maggiore distanza dalla sua
stati emessi relativamente vicino a noi», prosegue superficie.
Michilli.

I dati in banda radio confermano che il lampo è


risultato essere migliaia di volte più luminoso dei
più potenti outburst mai osservati provenire da
una magnetar nella nostra galassia. Se la sua
sorgente si fosse trovata in un’altra galassia,
sarebbe apparso come uno dei tanti FRB osservati
finora, rinvigorendo l’ipotesi che le magnetar
possano spiegare l’origine almeno di alcuni lampi
radio veloci – se non di tutti.

«Tuttavia, dati i grandi divari energetici e di attività


tra le sorgenti di FRB più luminose e più attive e ciò
che si osserva per le magnetar, forse sono
necessarie magnetar più giovani, più energiche e Sopra. Il radio telescopio Chime. Crediti: Andre
attive per spiegare tutte le osservazioni di FRB», Renard / Chime Collaboration
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SpaceX lancia Resilience
Lanciata la prima Crew Dragon con equipaggio
in pieno servizio operativo
di Raffaele Di Palma – AstronautiNews

Crediti: SpaceX

Lo scorso 16 novembre alle ore 1:27 italiane Internazionale un equipaggio pienamente


(00:27 UTC), è stata lanciata con successo la operativo, destinato a una permanenza di lunga
navicella Resilience. Per la seconda volta una durata. Soichi Noguchi (astronauta JAXA), Michael
capsula Crew Dragon della compagnia S. Hopkins, Victor J. Glover e Shannon Walker
aerospaziale privata SpaceX sta volando con (astronauti NASA) sono i protagonisti di questa
esseri umani a bordo. Come ormai prassi per missione, denominata Crew-1 (USCV-1 secondo la
l’azienda di Hawthorne, è stato anche recuperato nomenclatura NASA).
con successo il primo stadio del Falcon 9, che
verrà riutilizzato per la prossima missione con Si è arrivati quindi al tanto atteso cambio di
equipaggio, la Crew-2. paradigma, in cui gli Stati Uniti d’America e le altre
nazioni non dipendono più dalla Russia per il
È la prima volta che SpaceX lancia con lo scopo di lancio di uomini e donne nello spazio.
portare a bordo della Stazione Spaziale

I giorni precedenti al lancio


Inizialmente la prima data utile fissata per il volo In un lotto di produzione di motori Merlin (cioè i
era il 30 ottobre 2020. Da allora sono state motori utilizzati dal Falcon 9) si sono riscontrati
apportate altre modifiche al programma di lancio, infatti dei comportamenti anomali, come
fino ad arrivare alla decisione di accendere il 16 un’accensione leggermente anticipata rispetto al
novembre i motori del Falcon 9. previsto. Si è velocemente risaliti alla causa
22 COELUM ASTRONOMIA
dell’anomalia riscontrando che una laccatura molto rapidi ed è stato possibile far tornare la
applicata durante il processo di produzione non capsula Resilience in posizione di lancio dopo sole
veniva completamente eliminata. Con un’accurata 4 ore. Un’operazione resa agevole grazie alla
pulizia delle parti meccaniche in causa, il particolare conformazione della Launch Tower, la
problema non è stato più riscontrato. struttura che sostiene il mezzo anche durante
tutta la fase di preparazione al lancio.
Le ultime preparazioni al volo sono cominciate il
10 novembre, quando è stato effettuato il rollout Sempre nella stessa giornata dell’11 novembre è
(il trasferimento del mezzo dall’hangar alla stato eseguito con successo lo static fire test, la
piattaforma di lancio) e la verticalizzazione del prova finale di accensione dei motori del primo
razzo. stadio. Da allora in poi, si sono susseguite tutte le
prove finali.
Il giorno successivo il vettore è stato però rimesso
in orizzontale per consentire la sostituzione di L’ultimo rinvio si è avuto il 13 novembre a causa
una valvola del sistema di spurgo del secondo di condizioni meteo avverse nella zona di
stadio. Il ripristino è stato effettuato in tempi recupero in caso di problemi al lancio.

Il primo equipaggio pienamente operativo


Abbiamo già visto come la
precedente capsula Crew
Dragon denominata Endeavour
abbia completato con successo
la sua missione con a bordo
esseri umani. In quel caso però
si trattava di una missione
dimostrativa (Demo-2).

Douglas Hurley e Robert Behnken,


nonostante abbiano collaborato più che rientrava nella definizione di missione “di lunga
attivamente alla vita operativa della ISS, avevano durata” destinata a un incarico pienamente votato
infatti come compito principale alle attività scientifiche e di manutenzione che
il monitoraggio delle prestazioni e del vengono svolte a bordo della ISS. Una missione
comportamento della capsula in tutte le fasi di pienamente operativa (Expedition) si protrae
volo: decollo, attracco, permanenza agganciata solitamente almeno sei mesi e la Crew-1 rimarrà
alla ISS, distacco e rientro in atmosfera. infatti in orbita fino ad aprile 2021.
Per quanto sia durata 63 giorni, la Demo-2 non

I ruoli assegnati all'equipaggio


Michael Hopkins è il responsabile di tutte le fasi EVA per un totale di 12 ore e 58 minuti. A bordo
di volo, dal lancio al rientro. Sulla ISS assumerà il della ISS presterà giuramento formale come
titolo di ingegnere di volo. All’attivo ha 166 giorni colonnello della US Space Force, dopo essere
di permanenza nello spazio, guadagnati durante stato per diversi anni sotto comando della US Air
le Expedition 37/38, oltre ad aver compiuto due Force.
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Victor Glover è il pilota e il secondo in comando suo “ruolino di volo” ci sono già segnati 161
all’interno della Dragon. È responsabile dei giorni vissuti a bordo della ISS durante
sistemi del veicolo e delle loro prestazioni in l’incremento delle Expeditions 24/25.
generale. È al suo primo volo nello spazio, dopo la
sua selezione come astronauta nel 2013. Soichi Noguchi sarà anch’egli uno specialista di
missione una volta a bordo della ISS, con gli stessi
Shannon Walker è la specialista di missione: compiti della Walker. Sta effettuando il suo terzo
assieme a Glover e Hopkins tiene sotto volo, dopo aver viaggiato a bordo della missione
osservazione lo stato della navetta durante le fasi Shuttle STS-114 e di una Sojuz nel 2009. È stato il
di decollo e rientro, oltre a essere responsabile primo astronauta giapponese a compiere una EVA,
del monitoraggio delle tempistiche, delle totalizzando 20 ore e 5 minuti di attività
telemetrie e dei materiali di consumo. Diventerà all’esterno della Stazione Spaziale.
ingegnere di volo una volta raggiunta la ISS; nel

Resilience è anche portatrice di cambiamenti


La capsula di SpaceX è protagonista di alcune
“prime volte” che cambieranno le routine finora
consolidate durante le missioni di lunga
permanenza nello spazio.
Si tratta infatti della prima capsula in assoluto a
trasportare più di tre persone a bordo. Questo
porterà a un aumento regolare di astronauti in
orbita. Già in passato la Stazione Spaziale ha
ospitato fino a 13 persone in totale durante alcune
missioni Shuttle, ma solo per brevi periodi di Sopra. L’astronauta Sunita Williams mostra i
qualche settimana. Considerando solo il segmento quattro alloggi notturni per gli astronauti
USOS (la parte della ISS gestita da NASA) si sono all’interno del modulo Harmony (Node-2)
avute fino 6 persone, ma per un massimo di 38
giorni.
sono quattro e si trovano all’interno del modulo
Parlando sempre della parte di ISS coordinata da Harmony. Da oggi e fino ad aprile 2021 gli
NASA (la sezione russa della ISS fa capo all’agenzia astronauti non russi saranno cinque (dal 14
spaziale Roscomos), da questo momento in poi si ottobre è infatti già presente l’astronauta Kate
avrà la capacità di sostenere più di tre persone alla Rubins, arrivata con una capsula Sojuz) e uno di
volta in rotazione, per missioni della durata di questi dovrà trovare alloggio in qualche altro
almeno sei mesi. modulo. Molto probabilmente verrà utilizzata la
Questo comporta un cambio di prospettiva stessa Resilience o il modulo della JAXA Kibo, ma al
riguardo alla logistica. Cibo e acqua dovranno momento la soluzione non è stata comunicata,
avere una diversa gestione, e anche attività come forse per dare un’opportunità di scelta della
l’uso delle attrezzature ginniche o dei servizi postazione secondo il comfort riscontrato. Per il
igienici dovranno sostenere un ritmo di futuro alcuni rack (spazi destinati all’installazione
programmazione e utilizzo più serrato. Proprio per di attrezzature per esperimenti) verranno
questo a bordo dell’ultimo cargo Cygnus NG-14 è convertiti in alloggi notturni.
stata spedita una nuova toilette. Sarà anche la prima volta che una capsula di
Gli alloggi notturni presenti nella sezione USOS fabbricazione statunitense effettuerà
24 COELUM ASTRONOMIA
un'operazione di Redocking. Una sostanziale maniera autonoma anche per cambiare
differenza tra Resilience e la precedente boccaporto di attracco. Ciò dovrebbe avvenire nel
Endeavour (la capsula usata durante la missione gennaio 2021, quando si dovrà far posto alla
DEMO-2) è infatti la capacità di poter operare in capsula CST-100 Starliner fabbricata dalla Boeing.

La capsula di SpaceX Resilience è attraccata alla ISS


È avvenuto con successo l’attracco della capsula casa per i prossimi sei mesi, è avvenuta alle 07:02
Resilience presso il boccaporto PMA-2 italiane (06:02 UTC).
(Pressurized Mating Adapter) della Stazione Resilience rimarrà attraccata alla ISS fino alla fine
Spaziale Internazionale. della missione Crew-1, prevista per aprile 2021.
Sotto la supervisione dei quattro astronauti a Non rimarrà però a lungo presso il vestibolo di
bordo (Soichi Noguchi, Michael S. Hopkins, Victor ingresso PMA-2.
J. Glover e Shannon Walker) e del controllo di volo
a Terra, l’operazione è avvenuta in modalità È infatti in programma, come accennato sopra, un
completamente automatica alle 05:13 italiane cambio di posizione presso l’adattatore del PMA-3,
(04:13 UTC). non appena questo verrà liberato dalla prossima
La capsula, come abbiamo visto, è partita il 16 capsula cargo Dragon CRS-21 (sempre di
novembre alle 01:27 italiane (00:27 UTC) e, tranne fabbricazione SpaceX), la cui partenza è pianificata
qualche piccolo problema con alcuni sistemi di per il 2 dicembre 2020.
controllo della temperatura dei condotti del Questa manovra sarà necessaria per far posto alla
propellente, l’equipaggio ha potuto godersi un navetta CST-100 Starliner della Boeing che in
volo del tutto nominale di circa 28 ore. maniera autonoma attraccherà dove ora si trova
Il docking è avvenuto mentre la ISS sorvolava Resilience, durante la sua seconda missione di
l’oceano Atlantico. test, senza equipaggio, programmata per gennaio
L’apertura del portello e il successivo ingresso 2021.
degli astronauti a bordo di quella che sarà la loro

La prima immagine della capsula Resilience agganciata alla ISS.


Crediti: NASA TV

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NOTIZIARIO DI ASTRONAUTICA
A cura di Luigi Morielli

La seconda ondata COVID-19 sta avendo ripercussioni su tutte le attività umane e,


come ormai da diversi mesi, anche sulle missioni spaziali.
In casi estremi tutti centri di controllo delle missioni hanno l’ordine di impostare le sonde in Safe
Mode nel caso che per la carenza di personale i tecnici non siano più in grado di mantenere il
funzionamento attivo o nel malaugurato caso che i centri di controllo venissero chiusi. Di
conseguenza tutte le notizie riportate potrebbero subire modifiche improvvise.

Stazione Spaziale Internazionale


A bordo è in corso la Expedition 64 il cui attraccare a quel molo la seconda missione di test
equipaggio era inizialmente composto da Sergej della capsula Boeing CST-100 Starliner.
Ryžikov, (Roscosmos - comandante), Sergej Il 18 novembre è avvenuta la 53esima
Kud'-Sverčkov (Roscosmos) e Kathleen Rubins passeggiata spaziale russa sulla Stazione. Oltre ai
(NASA). compiti di routine, gli astronauti hanno iniziato la
preparazione del modulo Pirs per la fine della sua
L’Expedition 64 con l’equipaggio di 3 persone ha carriera a bordo della ISS, infatti sarà presto
avuto una durata inferiore al mese, fino all’arrivo sostituito dal modulo Nauka già in fase di collaudo
del primo volo “regolare” della capsula Dragon di a Terra. I due astronauti che hanno eseguito la
SpaceX, la Crew-1 con un equipaggio di 4 EVA (Sergej Ryžikov e Sergej Kud'-Sverčkov) sono
persone, Victor Glover (NASA), Michael Hopkins infatti usciti nello spazio utilizzando l’altra camera
(NASA), Soichi Noguchi (JAXA) e Shannon Walker di compensazione, quella del modulo Poisk, che
(NASA). d’ora in avanti sarà usato per le attività
Alla capsula (codice C207) è stato assegnato il extraveicolari.
nome di “Resilience”. Il lancio è avvenuto dalla
rampa 39A del Kennedy Space Center in Florida Prossimi eventi per la ISS:
per mezzo di un vettore Falcon 9 della stessa - 1 dicembre – Distacco e rientro Progress
SpaceX alle 00:27 TU del 16 novembre. Alle 00:39 MS-14 (75)
TU veniva rilasciata in orbita dal secondo stadio. - 2 dicembre – Lancio Dragon CRS-21
L’attracco è avvenuto alle 04:13 TU del 17 - 3 dicembre – Attracco Dragon CRS-21 - molo
novembre all’adattatore PMA-2 del molo di prua Harmony, zenith
del modulo Harmony, quello a cui attraccavano gli - 16 dicembre – Rilascio Cygnus NG-14 “Kalpana
Space Shuttle. È previsto uno spostamento per la Chawla”
Resilience entro gennaio 2021 dato che dovrà

Crediti: NASA TV Crediti: NASA TV


26 COELUM ASTRONOMIA
Crediti: NASA

Al momento di scrivere, i veicoli ormeggiati alla - Progress MS-15 (76), molo Pirs, nadir
Stazione Spaziale sono: - Soyuz MS-17, molo Rassvet, nadir
- Modulo BEAM (semi permanente), molo - Cygnus NG-14 – molo Unity, nadir
Tranquillity, poppa - Dragon Crew-1, molo Harmony, prua
- Progress MS-14 (75), molo Zvezda, poppa

Mars Science Laboratory


Curiosity – Marte, Sol 2.946 (19 novembre
2020). Foto inviate a Terra: 378.292.
Distanza Percorsa sulla superficie 23,21 km.
Il grande rover sta salendo lungo le pendici
del Monte Sharp, una formazione rocciosa
alta 4.800 metri posta al centro del cratere
Gale, dove è atterrato oltre otto anni fa.

La missione primaria deve proseguire. Negli


ultimi Sol MSL ha puntato le sue attenzioni
verso il monte Sharp, verso quell’obiettivo
su cui si sta faticosamente inerpicando.

Si sta spostando su un suolo compatto


costellato di placche rocciose che salgono
come una leggera gradonata che
dovrebbero permettere di salire verso
monte e raggiungere zone ancora più alte
Crediti: NASA
dell’attuale posizione.
www.coelum.com 27
Ovviamente, tutti gli spostamenti sono
basati su mappe estremamente
dettagliate provenienti dalle immagini
e dai rilievi altimetrici registrati dai
vari orbiter che ormai da anni
perlustrano Marte dall’alto.
E quelle pendici chiare saranno il
premio a cui aspira Curiosity:
esaminandole con tutti i propri Crediti: NASA
strumenti potrebbe arrivare ad avere
alcune delle risposte per cui è stato
inviato sul Pianeta Rosso...

InSight
Elysium Planitia, Marte – Sol 704 (19 novembre conseguente difficoltà per la talpa nel scendere
2020) – 5.381 immagini inviate a Terra. nel suolo a causa dell’incollamento del terreno
Ultime temperature rilevate: massima –8,9 °C, stesso.
minima –96,0 °C. Massima velocità del vento Le operazioni di “martellamento” per eseguire la
nell’ultimo Sol: 21,2 m/s. discesa in profondità non sono quindi previste
prima dell’inizio del 2021.
Il 26 novembre, InSight festeggerà il secondo
anniversario dell'atterraggio su Marte.
La benna di scavo ha ormai completamente
sepolto la “talpa”, che dovrà scendere fino a una
profondità di circa 3 metri nel suolo marziano.
Continuano però le operazioni di copertura e
compattamento del terreno intorno al punto di
lavoro.
Queste operazioni sono destinate a proseguire
per un po’ di tempo fino a quando non si avrà
qualche certezza in più sulla possibilità per il
penetratore di riuscire a scendere nel sottosuolo. I
problemi di questa “trivellazione” sono stati resi
evidenti dalla consistenza del terreno, che non è
Crediti: NASA/JPL-Caltech
quella che ci si aspettava a queste latitudini dai
dati raccolti dalle precedenti missioni. Da qui, la

Perseverance
Tutto bene a bordo del veicolo della NASA, le rilevare i vari rumori sul pianeta una volta arrivato
batterie sono cariche, sta viaggiando a poco più di a destinazione. Per collaudarli sono stati registrati
92.700 km/h e ha coperto circa il 61% del viaggio i rumori dei test di bordo eseguiti durante il
totale. viaggio che il rover sta compiendo fra la Terra e
Fra i vari test eseguiti sulla strumentazione di Marte. Chiaramente non sono rumori rilevati
bordo hanno anche provato i microfoni per esternamente dato il vuoto in cui sta viaggiando il

28 COELUM ASTRONOMIA
veicolo, ma sono vibrazioni trasmesse La traiettoria di Perseverance
dalle strutture interne e rilevano il verso Marte. Crediti: NASA
rumore della pompa di circolazione
del fluido di raffreddamento.
La prossima correzione di rotta è
prevista il 18
dicembre per migliorare la precisione
dell’inserimento orbitale intorno a
Marte. L’arrivo sul Pianeta Rosso è
invece previsto per il 18 febbraio
2021.

Al-Amal
La sonda che dovrà raggiungere Marte per gli
Emirati Arabi Uniti, che è stata lanciata il 19 luglio
dal Giappone, è perfettamente in rotta, sta
viaggiando a oltre 92.200 km/h e dovrebbe
raggiungere la sua destinazione nel febbraio
2021.

Sopra. Rappresentazione artistica dell'orbiter


degli Emirati Arabi Uniti. Crediti: MBRSC

Tian Wen 1

Tian Wen 1, la missione marziana cinese, ha pianeta rosso nel febbraio 2021.
eseguito il 28 ottobre la sua terza correzione di Nelle settimane scorse la sonda ha rilasciato una
rotta come previsto dal programma. È composta fotocamera che ha ripreso il veicolo dall’esterno
da un orbiter, un lander e un rover e raggiungerà il durante il suo viaggio verso Marte

Crediti immagine e video: CNSA

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Chang’e-4
Il ventiquattresimo giorno lunare per la missione scrivere) utilizzando il satellite ripetitore Queqiao
Chang’e-4, sulla faccia nascosta della Luna, è che si occupa delle comunicazioni con la Terra.
iniziato il 9 novembre per il piccolo rover Yutu 2 e
il giorno dopo per il lander. E siamo a 677 giorni Sopra. Un panorama ad alta risoluzione ripreso
da Yutu 2 che mostra il lander Chang'e 4.
terrestri di missione lunare (al momento di Crediti: CNSA/CLEP

Chang’e-5
La missione che dovrà riportare a Terra dei erano le 4:30 del mattino del 24 novembre, si
campioni di terreno lunare è giunta sulla rampa di sono accesi i motori del vettore Lunga Marcia 5
lancio del poligono di Wenchang, da cui partirà dando il via alla missione. Tutte le fasi si sono
alla volta del nostro satellite naturale. La sera del svolte con successo portando Chang'e-5 in
23 novembre alle 21:30 italiane, quando in Cina traiettoria di volo verso la Luna.

Starlink
Continuano i lanci di satelliti Starlink di SpaceX (il 800 unità per garantire un servizio utilizzabile,
quindicesimo gruppo composto da 60 è partito il negli USA è partita la sperimentazione su un
24 ottobre). Con oltre 840 satelliti in orbita si gruppo di utenti test che stanno collaudando il
conferma come la più numerosa costellazione sistema. Le prestazioni sono attualmente di tutto
attualmente attiva. I satelliti pesano circa 220 kg rispetto arrivando a superare i 100 Mbps con una
l’uno e i materiali di cui sono composti sono tali latenza di 25-40 ms, a livello quindi di una buona
per cui la disintegrazione in caso di rientro è connessione via cavo. Quando sarà a regime il
completa e quindi non ci sono rischi per la sistema dovrebbe arrivare a 1 Gbps riducendo
popolazione. ulteriormente la latenza media. Attualmente il
Ricordo che la costellazione Starlink si propone di costo è di 99 dollari al mese e la
portare internet ultraveloce su tutto il pianeta commercializzazione in Europa dovrebbe iniziare
direttamente dai satelliti ad un costo intorno a febbraio-marzo 2021.
concorrenziale e con una copertura virtualmente
completa. Avendo superato il valore previsto di

Hayabusa 2
L’arrivo della capsula con i campioni di materiale campioni di materiale raccolto sulla superficie di
raccolti sull’asteroide Ryugu è previsto per il 6 Ryugu, che rientrerà nella base australiana di
dicembre. Attualmente la sonda si trova a circa Woomera. Il veicolo principale non rientrerà però
6,3 milioni di chilometri da Terra e sta viaggiando in atmosfera terrestre e potrà così procedere in
a quasi 32 km/s. La sonda Hayabusa 2 completerà una missione estesa raggiungendo un altro
la sua missione primaria rilasciando in atmosfera asteroide, forse addirittura due.
la piccola capsula sigillata che contiene i

30 COELUM ASTRONOMIA
Parker Solar Probe
La sonda NASA che sta studiando la nostra stella si estremamente ellittica. Il prossimo passaggio al
sta ora allontanando dal Sole lungo la sua orbita perielio è previsto per gennaio 2021.

OSIRIS-REx
Lo scorso 28 ottobre 2020, la sonda OSIRIS-REx ha prelevato è risultato superiore alle aspettative (il
messo al sicuro i preziosissimi campioni prelevati minimo era di 60 g), spingendo il team a procedere
dalla superficie dell’asteroide Bennu: la procedura subito con le operazioni di stivaggio del
che inizialmente sembrava essere stata compiuta contenitore con i campioni nella capsula per il
senza alcun problema, ha successivamente attirato ritorno sulla Terra. Tali operazioni si sono concluse
l'attenzione del team di missione per via di una con successo, senza imprevisti. È quindi già iniziata
non perfetta chiusura del contenitore dei la procedura per il rientro sulla Terra, con un arrivo
campioni. Questo ha comportato la perdita previsto nel deserto dello Utah il 24 settembre
parziale della regolite raccolta. Tuttavia il carico 2023.

New Horizons
È la terza sonda terrestre a spingersi ai limiti del in questa zona c’è molto più idrogeno di quanto si
Sistema Solare e dalla sua attuale posizione inizia pensasse, oltre il 40% in più. Nel frattempo,
a percepire gli effetti dello spazio interstellare, mentre al centro di controllo le stanno cercando
quell’ambiente che si trova fra un sistema stellare una nuova destinazione, la sonda continua a
e l’altro della galassia. In base alle sue misurazioni, macinare strada e a raccogliere dati.

Voyager 2
L’avevamo lasciata sola a miliardi di chilometri
dalla Terra lo scorso marzo, a causa delle
riparazioni e aggiornamenti alla grande antenna di
Canberra, in Australia, l’unica che riesce a
mandare segnali alla Voyager 2. La sonda NASA ha
però finalmente ricevuto la prima serie di comandi
il 29 ottobre, dopo mesi di viaggio nel “silenzio”
dello spazio profondo.
I lavori sull’antenna di 70 metri di diametro sono
in dirittura d’arrivo e l’impianto, che fa parte della
rete Deep Space Network, tornerà pienamente
operativo dal febbraio 2021.
Il motivo per cui solo l’antenna di Canberra è in
grado di inviare comandi alla Voyager 2 è a causa
della rotta di quest’ultima, che è fuori dal piano
orbitale dei pianeti e si sta dirigendo verso la Sopra. Il Canberra Deep Space Communication
regione sud del Sistema Solare restando così Complex, Australia, è l’unica stazione australe del
raggiungibile dal solo emisfero australe. Deep Space Network. Crediti: Robert Kerton, CSIRO

www.coelum.com 31
NOVITA' DAL MERCATO

Novità, Tendenze e Tecnologie dal Mondo del


Mercato dell'Astronomia Amatoriale
Gran Turismo GT 81 IV
La UnitronItalia di Roma presenta lo strumento di
punta della William Optics, giunto quest’anno alla
quarta generazione. Il Gran Turismo 81 è un
rifrattore apocromatico di 81 mm di diametro e
468 mm di focale (f/5,9), compatto, leggero e
versatile, adatto per sia per le osservazioni che
per l’astrofotografia. Lo schema ottico utilizza un
tripletto spaziato in aria, in fluorite sintetica
FPL-53, che assicura un’elevata purezza di colore e
un buon contrasto. Il focheggiatore, molto
affidabile e senza flessioni, è di tipo a cremagliera,
da 2,5” con rotore a 360° WORT63. La Maschera
di Bahtinov, integrata nella struttura del
telescopio, permette una messa a fuoco molto - Connessione (lato oculare): 2
precisa. - Apertura libera: 64 mm
Indicato per Luna e pianeti (tramite un diagonale), - Morsetto ad anello: si
l’elevata luminosità del GT 81 permette anche - Demoltiplicazione: movimento
l’osservazione di oggetti deepsky come ammassi, micrometrico 1:10
galassie e nebulose. - Filettatura di fissaggio: M63
Per l’astrofotografia si raccomanda l’uso dello
spianatore di campo/riduttore Flat6AIII WO Accessori inclusi: tappo anticondensa, borsa da
(opzionale). trasporto, adattatore per oculare 1,25" - 2", slitta a
coda di rondine tipo Vixen, maniglia per il
Caratteristiche tecniche trasporto.
- Tipo: Rifrattore Apo Il prezzo di vendita è di 1.590 euro.
- Apertura: 81 mm
- Lunghezza focale: 478 mm f/5,9 www.unitronitalia.com
- Potere di risoluzione: 1,70
- Valore limite (mag): 11,3
- Peso del tubo: 3,95 kg
- Lunghezza: 450 mm (390 mm con il paraluce
chiuso)
- Rivestimento: multistrato SMC
- Protezione luce parassita nel tubo: si

Focheggiatore
- Tecnica di fabbricazione: Cremagliera

32 COELUM ASTRONOMIA
Dobson GSO 980 Deluxe
Skypoint di Udine propone un interessante
telescopio dobson, di buona apertura e qualità,
ottimo anche come primo strumento. È noto che
questo genere di strumenti sia in grado di
coniugare felicemente fattori come
trasportabilità, grandi ottiche ed economicità.
Inoltre, i dobson sono strumenti adatti alle
osservazioni da campo in visuale in cui sono in
grado di regalare grandi soddisfazioni. L'elevata
qualità ottica e la buona meccanica consentono
l’uso nelle osservazioni in alta risoluzione.
Insomma, un dobson è un compagno di
osservazioni inseparabile!
Lo strumento in questione è il GSO 980 Deluxe: ha
un diametro di 300 mm e una focale di 1.500 mm
(f/5). Lo specchio primario parabolico è in BK7
lavorato con precisione, con trattamento ottico in
grado di assicurare il 94% di riflettività e
ventilato. Caratteristiche tecniche
Il focheggiatore è un robusto Crayford da 2" con - Diametro: 300 mm
una capacità di carico fino a 3 kg ed esente da - Focale: 1.500 mm (f/5)
spostamenti dell'immagine durante la messa a - Specchio primario: BK7
fuoco (molto precisa grazie alla riduzione - Risoluzione: 0,38"
micrometrica 1:10). Inoltre, monta anelli di - Ostruzione centrale: 25%
conversione per accessori da 31,8/50,8 mm. - Diametro del tubo: 356 mm
Il tubo ottico è chiuso e la base è in legno. - Lunghezza del tubo: 1.450 mm
L’innovativo progetto GSO permette di regolare la - Peso del tubo: 19,5 kg
durezza del movimento tramite due manopole - Dimensioni della montatura: altezza 64 cm e
zigrinate poste ai lati della base e un migliore diametro 63,5 cm
sistema di bilanciamento grazie alla possibilità di - Peso della montatura: 13,5 kg
spostare il tubo in avanti o indietro rispetto alla
montatura (funzione molto utile volendo Dotazione
aggiungere un cercatore o delle torrette - Ventilazione dietro lo specchio principale
binoculari pesanti). Una scala su entrambi i lati - Cercatore 8x50 con obiettivo multicoated
aiuta a ottenere uno spostamento perfettamente - Focheggiatore Crayford da 2" a doppia velocità
simmetrico del tubo. con riduzione 1:10
La montatura è dotata di cuscinetti a rullo anziché - Oculare grandangolare 2” ERFLE 30 mm
in teflon per offrire un movimento in azimut più - Oculare Plossl 1,25” 9 mm
preciso, soprattutto durante l'inseguimento ad - Vassoio portaoculari e accessori
elevati ingrandimenti.
Di serie sono forniti un cercatore 8x50 con Il GSO 980 Deluxe è in vendita a 920 euro.
obiettivo multicoated, un oculare Plossl 9 mm e
un oculare grandangolare 2” Erfle da 30 mm di www.skypoint.it
focale, con 70° di campo.
www.coelum.com 33
SPECIALE
La GRANDE
CONGIUNZIONE
Giove-Saturno
I contenuti dello speciale
36 Keplero e le grandi congiunzioni Giove-Saturno
di Patrizia Nava

46 Tutti i numeri delle grandi congiunzioni tra Giove e Saturno


di Aldo Vitagliano

52 21 dicembre 2020: Osserviamo la grande congiunzione Giove-Saturno


di Vincenzo della Vecchia

102 Uno Scatto al Mese


La grande congiunzione: colpa della risonanza
di Giorgia Hofer

34 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 35
Keplero e le grandi
congiunzioni Giove-Saturno
di
diPatrizia
PatriziaNava
Nava

36 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 37
Sopra. De Stella Nova in pede Serpentarii è un
trattato scritto da Giovanni Keplero tra il 1605 e il 1606 e
pubblicato in quest'ultimo anno a Praga. Nel libro Keplero parla dell'osservazione della
supernova SN 1604, nota anche come Supernova di Keplero, comparsa nel 1604 ai piedi della
costellazione dell'Ofiuco, in latino Serpentarius.

La grande congiunzione del 21 dicembre 2020


Se Johannes Kepler fosse stato vivo e operante in E poi per ragioni astrologiche: nello schema
questo difficile 2020, avrebbe sicuramente interpretativo del congiunzionismo medievale,
attribuito un’importanza eccezionale alla che assegna alle periodiche unioni di Giove e
prossima grande congiunzione dei due pianeti Saturno il compito di scandire i grandi eventi della
superiori, Giove e Saturno, che avrà luogo il 21 storia e le svolte epocali nel percorso delle
dicembre nella costellazione del Capricorno. religioni e delle civiltà, questa sarebbe catalogata
Innanzitutto per ragioni astronomiche: la distanza come una coniunctio media, del genere che ricorre
angolare apparente tra i due giganti sarà di una sola volta ogni 240 anni, e che segna il
appena 6’, paragonabile a quella della cruciale passaggio da un trigono elementare
congiunzione da lui stesso studiata nel 1623, e all’altro, la prima di un ciclo di congiunzioni
molto inferiore alla distanza angolare raggiunta consecutive nella triplicità d’Aria. Keplero
dalla pur celebre congiunzione del 1603/1604, conosceva bene queste teorie e si mise in mente
calcolata da Keplero in 1° 7’, che dette origine alle di verificarle e di riformarle.
considerazioni pubblicate nel trattato De stella
nova in pede Serpentarii del 1606.

Le “grandi congiunzioni” nell’astronomia medievale


Gli astronomi del passato avevano osservato che celeste dopo un numero fisso di anni. Da queste
le congiunzioni di Saturno e Giove avevano luogo considerazioni era nata una ricca trattatistica che
all’incirca ogni 20 anni. I loro calcoli, basati sul mirava a stabilire la regolarità ciclica di tali
moto medio dei pianeti e non sul moto vero, fenomeni astronomici, attribuendo loro significato
rivelavano che tali congiunzioni si sarebbero sulle vicende degli uomini, in particolare
ripresentate nella stessa porzione della volta sull’avvicendarsi dei regni e delle religioni.
38 COELUM ASTRONOMIA
Ma il dato più sorprendente riguardava il segno
zodiacale nel quale il fenomeno tendeva a
replicarsi regolarmente. A causa della
combinazione del moto orbitale dei pianeti, una
congiunzione piccola calcolata sul moto medio,
infatti, si ripete per 12 o 13 volte di seguito
(quindi per un periodo di 240 o 260 anni) nella
stessa triplicità o trigono, cioè in segni che
appartengono allo stesso elemento, con rari
sconfinamenti. Dopodiché si manifesta nella
triplicità successiva, dove il ciclo di 12 o 13
congiunzioni si ripeterà per altri 240 o 260 anni
circa. Tale salto di triplicità all’epoca venne
interpretato come “indicatore di un cambiamento
radicale o violento di tipo politico o sociale”.
Essendo quattro le triplicità (Fuoco, Terra, Aria,
Questa dottrina assunse un ruolo straordinario Acqua) il replicarsi del ciclo nei quattro elementi
nella letteratura tecnica antica, in particolare porta al periodo di 960 anni, conclusosi il quale si
arabo-islamica, con chiari riferimenti alla ritorna al trigono iniziale, quello di Fuoco, con una
tradizione iranica. Si pensi ad autori influenti e congiunzione “massima”, che secondo la credenza
ampiamente tradotti in latino come Masha’allah, dell’epoca era indicatrice di “sconvolgimenti
Abu Ma’shar al-Balkhi (Albumasar) o al-Qabisi ancora più epocali, quali la nascita o la morte
(Alcabitius). delle religioni e la manifestazione di nuovi
profeti”.
Lo schema applicato, con qualche variante, era
generalmente il seguente:
- Congiunzioni piccole
(ricorrenti ogni 20 anni
circa)
- Medie (ricorrenti ogni
240 anni circa)
- Massime (ricorrenti
ogni 960 anni circa)

In alto. Serie di
congiunzioni nel trigono
igneo, da Johannes Kepler,
De stella nova in pede
Serpentarii, 1606.

A destra. Rappresentazione
artistica della grande
congiunzione tra Giove e
Saturno la mattina del 18
marzo 1425.
www.coelum.com 39
Le critiche al congiunzionismo
Nonostante la grande fortuna delle dottrine critica puntuale e severa di tali illusorie
congiunzioniste e del De magnis coniunctionibus correlazioni.
di Abu Ma’shar, non mancarono critiche accese già
in epoca medievale, mosse persino dagli astrologi Tuttavia, la possibilità di dare un senso evolutivo
che accettavano sostanzialmente la validità della alle vicende storiche, grazie alla ciclicità dei
teoria, ma ne criticavano l’imprecisione nel fenomeni celesti, era una tentazione fortissima
calcolo, basato su effemeridi abbastanza primitive alla quale pochi riuscivano a resistere: il fascino
rispetto alle tavole alfonsine in auge nel del congiunzionismo di matrice araba era tale che
medioevo europeo. Sostenevano che la neppure il grande Keplero poté sfuggirgli.
congiunzione computata sul moto medio e non su
quello reale degli astri
portasse a date discrepanti,
assolutamente non
corrispondenti agli eventi che
avrebbero dovuto segnalare.
Nel Rinascimento, gli
astrologi d’impostazione
tolemaica obiettarono per
questioni di principio,
Marsilio Ficino ritenne
infondata e ridicola la pretesa
di collegare le grandi
congiunzioni ai più rilevanti
eventi storici, mentre Pico
della Mirandola offrì una
Sopra. Alcune pagine del De magnis coniunctionibus in una
traduzione pubblicata a Venezia nel 1515.

Le osservazioni di Keplero
A differenza di Galileo, seguendo invece le orme del suo grande
maestro Tycho Brahe, lo scopo di Keplero era duplice: migliorare
i dati astronomici e riformare l’astrologia.
Fu così che si apprestò a osservare il grande evento, la prima
coniunctio media nel trigono di Fuoco del dicembre 1603.
Keplero aveva previsto il massimo avvicinamento di Giove e
Saturno tra il 16 e il 18 del mese – la qualità delle effemeridi del
tempo non consentiva di essere più precisi – ed era ansioso di
verificarne la correttezza, a vantaggio di calcoli di posizione
sempre più esatti. Ma i pianeti erano troppo vicini al Sole,
sorgendo nel chiarore dell’alba. La mattina del 16 solo Giove era
visibile, essendo il più debole Saturno immerso nel fulgore del
Sole. Keplero non era mai stato molto fortunato con le
osservazioni visuali: era miope e strabico e il clima di Praga Sopra. L’astronomo, matematico e
astrologo tedesco Giovanni Keplero
inclemente. Le mattine successive piovve. Fu solo all’alba del in un dipinto del 1610.
40 COELUM ASTRONOMIA
giorno di Natale che riuscì ad avvistare Giove,
Saturno e anche Mercurio, deducendo dalla loro
posizione che la congiunzione esatta si fosse
verificata a mezzogiorno del 17 dicembre 1603,
con Saturno a poco più di un grado a nord di
Giove.

Non ebbe miglior fortuna nel settembre 1604,


quando a Saturno e Giove, separati allora di circa
7°, si aggiunse il terzo pianeta esterno, Marte. Ma
nonostante il cielo nuvoloso e con l’aiuto dei suoi
assistenti, Keplero fu in grado di calcolare la
distanza di 2° tra Giove e Marte al momento della
congiunzione, il 10 ottobre.

Fu a questo punto che Johann Brunowsky,


assistente del Vice-Cancelliere Imperiale, gli riferì
di aver visto, la sera stessa, una stella nuovissima,
luminosa quanto Giove, nella stessa zona del cielo,
in uno squarcio tra le nuvole. Ma l’emozionato
Keplero fu costretto ad aspettare fino al 17 ottobre
per avere un cielo sereno su Praga. E finalmente, al
tramonto del 17, la vide. Continuò ad osservarla
con regolarità fino all’8 ottobre 1605, descrivendo
poi la grande congiunzione con l’apparizione della
stella nova

In alto. Ritratto di Tycho


Brahe, dipinto da Eduard
Ender (1596),
conservato al castello di
Skokloster.

Sopra. La coniunctio
media di Saturno e
Giove il 17 dicembre
1603.

A destra, La posizione
della nova di Keplero il
10 ottobre 1604

www.coelum.com 41
Sopra. Costellazione molto estesa, situata tra lo Scorpione e il Sagittario, l'Ofiuco (Ophiuchus o Serpentarius)
è disegnata da cinque stelle al di sopra della terza magnitudine ed è ricca di oggetti davvero notevoli, tra cui
numerosi e cospicui ammassi globulari, il complesso di gas e polveri che circonda Rho Ophiuchi e la famosa
Stella di Barnard.
Nelle più antiche carte stellari, Ophiuchus, che in greco sta per "incantatore di serpenti" e in latino per
Serpentarius, era tutt'uno con la costellazione del Serpente. Oggi quest'ultima è una costellazione a sé.
Malgrado l'eclittica l'attraversi maggiormente rispetto al vicino Scorpione, la costellazione non è mai stata
contemplata tra le costellazioni zodiacali. La nova del 1604 compare in questa mappa ("Atlas Coelestis" di
Kornelius Reissig del 1829) ed è evidenziata dal cerchio in rosso (di cui riportiamo un ingrandimento a lato).

42 COELUM ASTRONOMIA
(oggi conosciuta come SN1604) in De stella nova della nascita di Cristo, che doveva essere stata
in pede Serpentarii, mettendo in crisi la visione annunciata da un’analoga grande congiunzione
aristotelica di un cosmo eterno e perfetto, seguita, forse, dall’apparizione di una cometa o
ordinato e ripetitivo, dove nulla di nuovo accade. una nova miracolosa, come previsto dalla teoria
Ma cogliendo anche l’occasione per ricalcolare, astrologica e suggerito dal Vangelo di Matteo.
rivedere e rivalutare la teoria delle grandi Ispirato da un libretto pubblicato dallo studioso
congiunzioni come orologio cosmico che polacco Laurent Suslyga, calcolò così la “vera”
scandisce i maggiori eventi nella storia dell’uomo, data, il 5 a.C., collegandola alla precedente
che riassunse nella tavola seguente. triplice congiunzione del 7 a.C., che si verificò per
tre volte successive, coinvolgendo Saturno, Giove
Da notare come Keplero metta in guardia il e infine Marte. Un fenomeno simile a quello
lettore dal pensare che i fenomeni celesti vissuto da Keplero con la scoperta della sua stella
possano essere causa degli eventi storici che si nova.
verificano in coincidenza.

La concomitanza della grande congiunzione dei


tre pianeti superiori con l’apparizione della nuova Sotto. Cicli delle congiunzioni massime
stella nell’Ofiuco, suscitò in Keplero il desiderio secondo il ricalcolo di Keplero (De stella
nova in pede Serpentarii, 1606)
di ricalcolare, in base ai nuovi dati, la vera data

www.coelum.com 43
Il mito della stella di Betlemme
Si legge tuttora, in articoli divulgativi ed separazione) di due o più pianeti luminosi, che si
enciclopedie online, come Keplero sia stato il trattasse di un singolo astro al momento della
primo a suggerire l’ipotesi che la Stella di congiunzione!
Betlemme, che annunciò la nascita di Gesù, non L’equivoco sulla paternità di questa teoria è
fosse altro che una strettissima congiunzione dei dovuto a un errore di attribuzione da parte di
pianeti superiori, tale da apparire all’occhio Ludwig Ideler nel suo Handbuch der
umano come un’unica fonte luminosa. Non è così. mathematischen und tecnischen Chronologie
(Berlino, 1825-26), equivoco ripetuto senza
Per quanto ipovedente, Keplero non era verifiche critiche da alcuni studiosi successivi. Un
certamente un osservatore ingenuo. La sua destino triste per Keplero, autore poco compreso
esperienza e la sua precisione nel calcolo perché poco letto, con la scusa della sua difficoltà.
supplivano ampiamente al difetto visivo: mai Come l'astrofisico Jean-Pierre Luminet ha
avrebbe pensato che due pianeti in congiunzione, acutamente osservato, infatti, «leggere oggi le
per quanto vicini, potessero essere scambiati per opere di Keplero è particolarmente difficile, non
un singolo astro, tanto più che la triplice tanto per il loro carattere tecnico (peraltro effettivo)
congiunzione del 7 a.C. non fu neppure quanto per la prospettiva in cui Keplero inserisce i
particolarmente stretta, con una distanza suoi lavori. Sarà anche un astronomo ma prima di
apparente tra i due pianeti di circa 1°, il doppio del tutto è un mistico, ovverossia un astrologo. La sua
diametro apparente della Luna. Nessun visione del mondo e delle sue strutturazioni poggia
osservatore, tantomeno astronomi esperti come i su basi diversissime da quelle delle scienze che
magi, avrebbe potuto supporre, dopo aver seguito utilizzeranno i risultati a cui è arrivato.» (L'occhio di
il progressivo avvicinamento (e la successiva Galileo p. 421).

Rappresentazione artistica della congiunzione Saturno e Giove del 7 a.C. L’immagine


mostra la carovana dei Re Magi diretti verso Betlemme, “guidati” dalla congiunzione dei
due pianeti. La tesi però è stata smentita, come possiamo leggere nel testo qui sopra.

44 COELUM ASTRONOMIA
La congiunzione del 1623 nel Leone
L’interesse per le grandi congiunzioni si qualcuno abbia potuto osservare al telescopio la
mantenne vivo in Keplero almeno fino al 1623, congiunzione del 1623, poiché i due pianeti erano
anno in cui Saturno e Giove si avvicinarono tra a soli 13° a est del Sole e troppo bassi
loro nella costellazione del Cancro fino a sull’orizzonte a latitudini medie. Ma sappiamo
raggiungere, il 16 luglio, la separazione angolare anche che Keplero aveva altre risorse, oltre
di soli 6’, paragonabile a quella di Giove e all’osservazione diretta telescopica, per lui ardua
Saturno il prossimo dicembre. Sull’evento e difficoltosa, forse anche umiliante a causa del
Keplero scrisse un trattatello in tedesco di una suo handicap visivo, per calcolare con precisione
quarantina di pagine, pubblicato nello stesso il momento di una congiunzione planetaria.
anno da Sartorius a Norimberga, dal titolo
Discorso sulla grande congiunzione di Saturno e
Giove nel segno del Leone (Discurs von der grossen Comunque sia, è commovente ripercorrere i
Conjunction oder Zusammenkunfft Saturni unnd tentativi di Keplero di dare significato alla storia
Jovis im fewrigen Zeichen dess Löwen). spirituale dell’uomo basandosi sui risultati delle
sue ricerche scientifiche. Guardare il cielo con
Galileo Galilei aveva già pubblicato i risultati questa consapevolezza renderà ancora più
delle sue prime osservazioni astronomiche al emozionante lo spettacolo della grande
cannocchiale, compiute nell’inverno tra il 1609 congiunzione del 21 dicembre 2020. Che la
(Luna) e il 1610 (Giove e i suoi satelliti), ma gli fortuna negata a Keplero – quella di un cielo
studiosi moderni dubitano della possibilità che sereno – ci assista!

L’aspetto della grande congiunzione tra Giove e Saturno nel cielo della sera, al tramonto, del 16
luglio 1623. I due pianeti sono praticamente indistinguibili tanto sono ravvicinati ma sono anche
bassissimi sull’orizzonte (appena 3°) con il cielo che ancora è molto chiaro, illuminato dalle luci del
tramonto (il Sole si trova solamente 5° sotto l’orizzonte).

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Tutti i numeri
delle grandi congiunzioni
tra Giove e Saturno
di Aldo Vitagliano

Il prossimo 21 dicembre vedrà non solo il solstizio d’inverno, ma anche una


spettacolare congiunzione “stretta” tra Giove e Saturno, visibile dall’Italia
dal crepuscolo fino a circa un’ora prima dell’istante di massimo
avvicinamento, che sarà alle 19:26 TMEC. L’ora più favorevole
all’osservazione dovrebbe essere intorno alle 17:45, con il Sole circa 10°
sotto l’orizzonte e i due pianeti, distanti fra loro sulla volta celeste appena
un decimo di grado, circa 10° sopra l’orizzonte. Con la fortuna di un meteo
e un seeing favorevole, sarà possibile osservarli e magari fotografarli
assieme nel campo di un telescopio amatoriale. Ma, lasciando agli esperti i
consigli pratici per le osservazioni ed eventuali riprese fotografiche, vengo
a un po’ di considerazioni e di curiosità su questa congiunzione che si
verifica pressappoco ogni 20 anni e che quest’anno vede i due pianeti
particolarmente vicini sulla volta celeste. Inutile dire che mi sono rivolto al
mio fidato software SOLEX, andando alla ricerca delle date delle
congiunzioni e della corrispondente separazione angolare tra i due pianeti
nei 15 millenni compresi tra l’anno –7.000 e l’anno +8.000.

46 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 47
Intanto, perché una congiunzione ogni 20 anni?
Proviamo a ribaltare il punto di vista, e andiamo 30,35 gradi all’anno, mentre Saturno ne percorre
con l’immaginazione su Saturno, e a riflettere 360/29,53 = 12,19.
sulla frequenza con cui vedremmo Giove Se immaginiamo di partire da un istante in cui i
allinearsi con la Terra. Noteremo subito che la due pianeti si trovano allineati col Sole, quanto
Terra non sarà mai troppo distante dal Sole, al tempo impiegherà Giove (che viaggia più veloce
massimo circa 6° alla massima elongazione, e sul suo circuito) a “doppiare” Saturno, trovandosi
allora facciamo un calcolo approssimativo, di nuovo allineato con lui rispetto al Sole? Basta
andando a vedere con quale periodicità Giove guardare quanto va più veloce di Saturno come
andrà ad allinearsi col Sole, anziché con la Terra. Il velocità angolare (in gradi all’anno): 18,16. Vale a
periodo medio di rivoluzione di Giove è di 11,86 dire che Giove sopravanza Saturno di 18,16 gradi
anni, quello di Saturno è di 29,53 anni, quindi
Giove si muove lungo la sua orbita di 360/11,86 =

SOLEX: il freeware italiano per viaggiare nel tempo


SOLEX è un programma interattivo “freeware” per incorporare nei calcoli anche migliaia di asteroidi
il calcolo delle effemeridi e degli elementi contemporaneamente, quella di ricercare
orbitali di pianeti, Luna, asteroidi e comete, automaticamente le condizioni di minima
interamente basato sull'integrazione numerica. distanza, sia nello spazio (incontri ravvicinati) che
I file di libreria includono tutti gli asteroidi sulla volta celeste (congiunzioni, eclissi,
ufficialmente numerati e le stelle (oltre un occultazioni), e quella di poter protrarre i calcoli
milione) fino alla magnitudine +11. Può fornire un (con elevata affidabilità nel caso dei pianeti
output in forma tabellare, sia sul video che su file, maggiori) per decine e anche centinaia di migliaia
oppure grafico, nel qual caso diviene un buon di anni nel passato o nel futuro. Per le occultazioni
Planetario virtuale. è possibile ottenere una mappa con la traccia al
Il programma è facile da usare e fruibile da suolo, con una stima dell’errore nella previsione.
un’utenza molto ampia e per scopi diversi, che Il programma NON tratta i satelliti né le effemeridi
vanno dal puro e semplice aiuto alla fisiche dei pianeti, non mostra oggetti dello spazio
identificazione di corpi celesti, alla profondo e non fornisce un output diretto su
programmazione di osservazioni a breve e medio stampante.
termine, fino alla previsione di fenomeni molto
lontani nel tempo e alla ricerca sulla dinamica del Il software SOLEX può essere liberamente
Sistema solare. scaricato dalla rete all’indirizzo:
Caratteristiche peculiari e in qualche caso uniche http://www.solexorb.it/
sono la elevata precisione, la capacità di

48 COELUM ASTRONOMIA
all’anno, e quindi per “doppiarlo”, un’altra, singolare quanto interessante, vediamo
sopravanzandolo quindi di un giro completo di quale.
360° e replicando l’allineamento col Sole,
impiegherà 360/18,16 = 19,82 anni. Questo in Di nuovo conviene cambiare il punto di vista,
media, perché le orbite dei due pianeti sono questa volta osservando dall’esterno le orbite dei
leggermente eccentriche e la loro velocità pianeti, con la visuale perpendicolare al piano
angolare, che abbiamo supposto costante, non lo dell’eclittica. Prendiamo ad esempio la situazione
è. Perciò la reale cadenza dell’allineamento col verificatasi la notte di San Silvestro del 1980
Sole può variare fino a circa 8 mesi rispetto alla (figura in basso, caso A), in cui si è avuta la
media, che è appunto prossima ai 20 anni. congiunzione Giove-Saturno mentre Giove si
trovava circa in “quadratura” col Sole (vale a dire
Già, ma con la Terra? Con la Terra si tratta di con un angolo Giove-Terra-Sole vicino a 90°). In
percorrere un pezzettino di orbita in più o in questa situazione, nei giorni successivi, la Terra si
meno, rispetto all’allineamento col Sole. Senza sposta di poco nella direzione dell’asse Y (il suo
mettersi a far altri calcoli, questo allarga la forbice moto è prevalentemente lungo X, vedi figura in
dell’intervallo temporale rispetto alla media, che basso), mentre Giove e Saturno, che si muovono
rimane di 19,8 anni, ma con una variabilità più prevalentemente lungo Y, si spostano di più, con
ampia, che può arrivare a 11 mesi in più o in Giove che sopravanza Saturno e si disallinea
meno rispetto alla media. (figura in basso, caso B). Ben presto però la Terra,
che è più veloce, “recupera” su Giove e Saturno
Così la precedente congiunzione fra Giove e nel suo spostamento lungo la direzione Y, e si
Saturno si è avuta il 28 maggio 2000, e la arriva così a una seconda congiunzione il 4 marzo
prossima ci sarà il 31 ottobre 2040. Ma la 1981 (figura in basso, caso C), dopodiché la Terra
peculiarità degli allineamenti con la Terra è sopravanza Giove e Saturno lungo la

Geometria della tripla congiunzione Giove-Saturno


del 1981, proiettata sul piano dell’eclittica.
Caso A: 1/1/1981, 1° Congiunzione
Caso B: 1/2/1981
Caso C: 5/3/1981, 2° Congiunzione
Caso D: 15/5/1981
Caso E: 24/7/1981, 3° Congiunzione

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direzione Y (figura nella pagine
precedente, caso D). Più avanti però la
Terra raggiunge la seconda quadratura con
Giove, e a questo punto si sposta molto
lentamente lungo l’asse Y, cosicché Giove e
Saturno raggiungono una terza
congiunzione, il 24 luglio 1981 (figura nella
pagine precedente, caso E).

Si sono avute quindi, nell’arco di poco meno


di 7 mesi, tre successive congiunzioni fra
Giove e Saturno o, come si usa anche dire,
una “tripla congiunzione” fra i due pianeti.
La precondizione perché si possano
verificare tre congiunzioni successive è che
la prima avvenga in prossimità della prima
quadratura di Giove (quella che precede
l’opposizione). Dal nostro punto di vista di
osservatori della volta celeste, la prima
congiunzione si ha mentre i due pianeti si
muovono di moto diretto (da ovest verso
est), la seconda mentre si muovono di moto
retrogrado (da est verso ovest), la terza
dopo che sono tornati al moto diretto.

Naturalmente queste “triplette” sono


abbastanza rare (vedi Tabella a destra): ve
ne è stata una nel 1980/81 e per la
prossima dovremo attendere il 2238/39.
Tuttavia l’intervallo fra due successive
triplette non è uniforme e, a fronte di un
valore mediano di 120 anni, può variare da
40 anni (a distanza di 2 congiunzioni) fino a
377 anni (a distanza di 19 congiunzioni).
Nel lontano passato vi sono stati anche casi
di due triplette consecutive (l’ultima coppia
negli anni –5.864 e -–5.844. Una tripletta di
interesse storico-religioso si è verificata
nell’anno –6 (7 a.C.), con la terza delle 3
congiunzioni nel mese di dicembre. La rarità
del fenomeno (le due precedenti si erano
verificate rispettivamente negli anni –145 e
nel –522) fa sì che in epoca moderna alcuni Sopra. Congiunzioni eclittiche triple Giove-
studiosi lo interpretino come ciò che la Saturno comprese fra l’anno 1000 e l’anno 3000.
Sono indicate la separazione angolare fra i due
tradizione riporta come la stella di pianeti e l’elongazione dal Sole.
Betlemme.
50 COELUM ASTRONOMIA
La prossima congiunzione
Ma torniamo all’osservazione fatta
all’inizio sul fatto che la prossima
congiunzione è particolarmente
“stretta”, con i due pianeti separati
sulla volta celeste di un angolo di
appena 0,1°.

Quanto è raro un simile evento?


Nella Tabella a destra riporto, oltre a
questa, tutte le congiunzioni che,
nell’intervallo di 15 millenni
compresi fra l’anno –7.000 e +8.000,
sono state più “strette”. È riportata la
data e ora (in tempo atomico, non ha
senso per epoche lontane riferirsi a
un tempo legato alla rotazione
terrestre) della congiunzione
eclittica, la distanza angolare fra i
due pianeti, la distanza limite al di
sotto della quale ci sarebbe una
sovrapposizione visuale
(occultazione) fra i due pianeti, e la
elongazione dal Sole.

Per brevità sono omesse le


congiunzioni difficilmente
osservabili, con una elongazione dal
Sole minore di 20°.
Risulta quindi che, fra le congiunzioni
osservabili, la nostra è
trentaquattresima in graduatoria di
vicinanza angolare fra i due pianeti,
in un intervallo di 15.000 anni e su
un totale di 942 congiunzioni totali.

È singolare che la tabella inizi e


termini con le circostanze estreme e
rarissime di una occultazione fra i Sopra. Congiunzioni eclittiche Giove-Saturno con una
due pianeti. Se avete tempo e separazione angolare minore o uguale a quella del
21/12/2020 ed elongazione dal Sole minore di 20°.
pazienza potete aspettare 5.520 anni Sono indicate in rosso quelle risultanti in una
per godere di due occultazioni Giove- occultazione.
Saturno addirittura nello stesso anno!

www.coelum.com 51
21 dicembre 2020
Osserviamo la grande
congiunzione Giove-Saturno
di Vincenzo della Vecchia - Responsabile Programma Nazionale di Ricerca Pianeti UAI

Il 2020 non sarà certamente ricordato come un anno fausto dalla gente
comune, ma dal punto di vista astronomico l’anno che sta per terminare è
stato molto interessante e ha regalato diversi eventi piuttosto rari. Ad
esempio, lo scorso mese di ottobre Marte si è trovato in una favorevolissima
opposizione perielica: si è trattata di un’occasione eccezionale per
l’osservazione del Pianeta Rosso (appena inferiore in termini di distanza dalla
Terra all'altra Grande Opposizione del 2018), tanto che occorrerà attendere
circa 15 anni per vederlo nuovamente così vicino a noi. Se ne è parlato
ampiamente nel numero 248 di Coelum Astronomia.

52 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 53
Il 21 dicembre invece saranno i
due giganti gassosi del nostro
Sistema Solare a dare
spettacolo. Giove e Saturno
saranno infatti in congiunzione
verso le 19:30 (ora locale), in
singolare coincidenza con il
giorno del solstizio d’inverno,
che avverrà poche ore prima. Per
la luminosità dei pianeti
coinvolti, questi eventi sono
sempre notevoli e ben noti fin
dai tempi dell’astrologia, tanto
che si parla frequentemente
anche di Grande Congiunzione.
Gli astrologi-astronomi dei
secoli passati dedicavano
grande cura all’osservazione di
queste congiunzioni che
caricavano di un particolare
significato esoterico, legato
all’incontro tra due corpi celesti
simbolicamente opposti. Un
retaggio di queste credenze Sopra. La congiunzione tra Giove e Saturno, ormai prossimi al giorno
resta ad esempio negli aggettivi del loro massimo avvicinamento, in compagnia di una sottile falce di
Luna, che potremo ammirare la sera del 17 dicembre.
gioviale e saturnino, ad indicare rispettivamente
una persona positiva ed espansiva e una oppure inversamente essere protagonisti di
malinconica e taciturna. incontri molto ravvicinati, proprio come quello del
21 dicembre prossimo. I due astri si troveranno
Una congiunzione è, in astronomia, un evento nel infatti ad appena 6 primi d’arco, e non erano così
quale due corpi celesti si trovano prospetticamente vicini da quasi 400 anni (per l’esattezza dal 16
vicini in cielo, dal punto di vista di un osservatore luglio 1623). Per visualizzare concretamente cosa
terrestre. Più rigorosamente, se si usa il sistema di ciò significhi, possiamo immaginare di prendere
coordinate equatoriale, si parla di congiunzione una matita e di porla a 3 metri da noi: essa
se i due astri hanno la stessa ascensione retta, colmerà esattamente la porzione di cielo che
mentre devono avere la stessa longitudine se si separerà i due pianeti (vedi anche il box a sulla
usa il sistema eclitticale. Osservativamente, misurazione rapida di angoli a pagina 56).
questa definizione porta con sé una certa
indeterminazione dal punto vista della distanza La congiunzione tra Giove e Saturno non è un
(angolare) che separa i due corpi celesti, nel senso fenomeno frequente ma nemmeno rarissimo e
che si possono avere congiunzioni più o meno soprattutto è regolare, succedendosi a intervalli di
strette e quindi più o meno spettacolari. Nel caso poco meno di 20 anni. Tuttavia possono passare
che ci interessa e di cui parliamo in questo secoli prima che si verifichi una congiunzione
articolo, la congiunzione di Giove e Saturno, i due stretta. Infatti, la prossima avrà luogo nel 2140 e
pianeti possono trovarsi in congiunzione ed la separazione tra Giove e Saturno sarà di 14 primi
essere comunque piuttosto lontani (4 o 5 gradi) d’arco, valore più che doppio rispetto a quello di
54 COELUM ASTRONOMIA
Sopra. Giove e Saturno nel Sagittario in luglio, mese delle loro rispettive opposizioni.

quest’anno. Per avere una congiunzione brillerà di magnitudine +0,6 e avrà un diametro di
paragonabile a quella del 2020 in termini di 35 secondi d’arco (inclusi gli anelli).
separazione, occorrerà armarsi di – molta! – I due giganti gassosi sono vicini in cielo oramai da
pazienza e attendere il 24 agosto 2417, quando i molti mesi, tanto che le loro rispettive opposizioni
due pianeti saranno ad appena 5 primi d’arco tra (il momento in cui erano alla minima distanza
loro. dalla Terra), sono avvenute in estate a una
settimana di distanza l’una dall’altra (immagine in
Per quanto riguarda la congiunzione di alto). In quel periodo si aveva la migliore finestra
quest’anno, Giove, con una magnitudine di visibilità annuale, nella quale i due astri
apparente di –2 e un diametro di 33 secondi sorgevano al tramonto del Sole ed erano
d’arco, sarà il componente più cospicuo della osservabili per tutta la notte. Adesso, i due pianeti
coppia. Il re dei pianeti sarà più brillante di si stanno avvicinando sempre più al Sole,
qualunque stella, e la sua luminosità supererà di spostandosi dalla costellazione del Sagittario a
circa 11 volte quella del più dimesso Saturno che quella del Capricorno e rendendosi ben visibili già

La Sezione Pianeti UAI

La Sezione Pianeti della UAI (Unione Astrofili di Marco Vedovato e Gianluigi Adamoli.
Italiani), fondata nel lontano 1988, ha al suo In corrispondenza della grande opposizione di
attivo migliaia di osservazioni visuali e digitali Marte del 2020, con la nomina a Responsabile di
compiute da decine di osservatori, inizialmente Sezione dell’autore di questo articolo, l’UAI sta
sotto l’egida di Marco Falorni. allestendo la riapertura di alcuni Programmi, in
Venuto poi a mancare prematuramente Falorni, e particolare quelli dei pianeti terrestri.
per svariate altre vicissitudini, i Programmi di Maggiori informazioni saranno disponibili sul sito
Ricerca dedicati ai vari pianeti hanno negli anni UAI (www.uai.it).
via via cessato i lavori, tranne il “Programma
Giove” che è più che mai attivo sotto la direzione
www.coelum.com 55
al crepuscolo serale. Il giorno della grande già molto bassi sugli orizzonti italiani (circa 10° di
congiunzione, quando arriverà il buio altezza) per cui converrà osservarli già da subito
astronomico, Giove e Saturno saranno pertanto dopo il tramonto.

Osservazione a occhio nudo


L’osservazione della congiunzione è possibile e Contrariamente a quanto molti possono pensare,
interessante già a occhio nudo. Conviene osservare a occhio nudo i pianeti non è affatto
individuare i due pianeti già un paio di settimane inutile, anzi può essere istruttivo e può aiutare a
prima dell’evento vero e proprio, e seguirne sera riconciliarci con l’autentica matrice
dopo sera il progressivo avvicinamento. Volgendo dell’astronomia, che si è fatta per millenni senza
lo sguardo a sudovest, in direzione del tramonto l’ausilio di strumenti ottici e attribuendo ai corpi
del Sole, due brillanti astri faranno capolino bassi celesti la capacità di influenzare le vicende
tra le luci del crepuscolo, e attireranno terrene.
l’attenzione anche dei meno esperti. Entrambi
saranno facilmente distinguibili dalle comuni Giove appare all’occhio nudo di un colore giallino
stelle, visto che la loro luce è immobile e (in contrasto col bianco candido di Venere e l’ocra
generalmente non scintilla come fanno le prime di Marte), mentre è più difficile attribuire un
(in realtà anche un pianeta può scintillare, ma colore ben definito a Saturno a causa del suo
occorre una turbolenza atmosferica davvero minore diametro apparente, legato naturalmente
molto sostenuta perché ciò avvenga). alla sua grande distanza – il pianeta appare infatti

Misurare velocemente la separazione di due oggetti in cielo


In generale, è utile servirsi delle proprie mani per evidente, a forma di rettangolo, è visibile in
misurare gli angoli in cielo (si ottengono questo periodo intorno alla mezzanotte. In
ovviamente risultati non precisi, che variano da alternativa, il grande Orione ci può aiutare con le
persona a persona). Ad esempio, il dito mignolo inconfondibili tre stelle che ne costituiscono la
disteso contro il cielo occupa circa 1 grado, cintura, quasi perfettamente allineate, che distano
sottendendo quindi l’angolo di due lune piene (la tra loro 3 gradi.
Luna misura infatti circa mezzo grado,
così come il Sole che però pone
qualche problema a causa della
grande luminosità). Una spanna misura
circa 20 o 25 gradi, mentre quattro
dita unite (dall’indice al mignolo)
misurano all’incirca 4-6 gradi.
Per “calibrare” il proprio “sistema di
misura”, si possono considerare ad
esempio Castore e Polluce, che sono
le due stelle alfa e beta della
costellazione dei Gemelli e distano tra
loro circa 5 gradi. Questa celebre
costellazione zodiacale, grande e ben

56 COELUM ASTRONOMIA
biancastro alla maggior parte
degli osservatori.
L’osservazione prolungata
permette di vedere la luce
dei pianeti avere dei brevi
guizzi (soprattutto quella di
Saturno) e consente di
apprezzare il fenomeno
ottico secondo cui una stella
diventa di colore meno
saturo se osservata a lungo
(si può provare con
Betelgeuse, in Orione, che
apparirà di un rosso sempre
più smorto man mano che la
si guarda, oppure con lo
stesso Marte). Come termine
di paragone, si possono
utilizzare ad esempio le
stelle Vega o Altair, che sono
brillanti stelle bianche,
anch'esse prossime al
tramonto, visibili ancora
verso ovest.
Sopra. Ecco come potrà apparirci a occhio nudo la grande
congiunzione tra Giove e Saturno, la sera del 21 dicembre (alle 17:30),
guardando verso sudovest.

Osservazione con uno strumento


Un comune binocolo 10x50 (cioè che dà 10
ingrandimenti e ha obiettivi di 50 mm di
diametro), soprattutto se tenuto su un
treppiede e non a mano, non lascerà
dubbi sulla natura planetaria dei due
oggetti apparentemente stellari. Il
basso ingrandimento non permetterà
di discernere i famosi anelli di
Saturno, ma sarà possibile intuire
i due dischetti e ammirare il corteo
dei satelliti galileiani di Giove, che
appariranno come stelline vicinissime
al pianeta.

A destra. Giove e Saturno come ci possono


apparire nel campo di un binocolo 15x70 (15
ingrandimenti, con lenti da 70 mm di diametro).
www.coelum.com 57
La vicinanza tra Giove e Saturno renderà
proficua anche l’osservazione telescopica.
Anche se questa sarà resa difficoltosa
dalla scarsa altezza sull’orizzonte
dei due pianeti, che mostreranno
bordi colorati in blu-rosso a causa
della rifrazione atmosferica, sarà
in ogni caso entusiasmante
osservare i due giganti del
Sistema Solare insieme nello
stesso campo dell’oculare. Un
piccolo strumento, come ad
esempio un rifrattore da 8-10
cm di diametro, o un riflettore
da 15 cm, utilizzato con un oculare
di focale idonea a fornire un
ingrandimento intorno ai 100x,
mostreranno le bande di Giove e
quelle più evanescenti di Saturno,
insieme naturalmente al famoso
sistema di anelli di quest’ultimo. Sopra. Ecco una simulazione di come appare la congiunzione
all’oculare (8 mm) di un piccolo telescopio rifrattore da 50 mm di
diametro e 600 mm di focale. L’ingrandimento fornito è pari a 75x.

Predisponiamo le effemeridi
È possibile, e anche relativamente semplice,
utilizzare il noto planetario gratuito Stellarium
per calcolare le date degli eventi astronomici.
Possiamo ad esempio divertirci a ricavare le date
delle congiunzioni tra Giove e Saturno, per i
prossimi anni.
Basta accedere al menu “Finestra dei calcoli
astronomici” sulla sinistra (o premere il tasto F10
sulla nostra tastiera), e nella finestra che si apre
cliccare sulla scheda “Fenomeno”. A questo
punto, selezioniamo il pianeta che ci interessa
(Giove) e impostiamo le date tra le quali cercare e
la massima separazione. In questo caso,
supponiamo di voler calcolare gli eventi per Giove
in un decennio, tra il 1° gennaio 2020 e il 1°
gennaio 2030, con una separazione massima di 5
gradi. Dopo qualche tempo per i calcoli, il
programma restituisce tra gli altri eventi le
congiunzioni più interessanti tra Giove e gli altri
pianeti, tra i quali in terza riga riconosciamo
quella di quest’anno.
58 COELUM ASTRONOMIA
Sotto. Schermate dal planetario software
“Stellarium” che mostra come calcolare le date
delle congiunzioni di Giove con gli altri pianeti. Si
noti in terza riga la grande congiunzione del 21
dicembre.

L'immagine mostra la scena


che potremmo osservare
all'oculare di un telescopio
di diametro medio
forzando gli ingrandimenti.
Nello stesso campo sarà
possibile percepire
l'intricato dettaglio
dell'atmosfera di Giove e
gli anelli di Saturno.
Entrambi i pianeti
esibiranno la loro corte di
satelliti, dei quali sarà
sicuramente più semplice
riconoscere i più brillanti
"satelliti medicei" di Giove.
La Grande Congiunzione ci
darà l'occasione di
ammirare entrambi i
pianeti nel campo
dell'oculare: davvero
spettacolare!

A pagina 46 trovate anche un interessante articolo, sempre su questo genere di calcoli e


osservazioni, di Aldo Vitagliano.

www.coelum.com 59
Sistemi Extrasolari
Un occhio sulle strutture
insolite di mondi remoti
di Massimo Orgiazzi

La recente notizia della scoperta di un


sistema stellare ternario, con più
dischi protoplanetari e dalla struttura
particolarmente insolita, ha riportato
in primo piano le immagini di mondi
remoti, che da alcuni anni possiamo
osservare direttamente.
Ripercorriamo qui la storia delle
immagini dirette di pianeti extrasolari
e di dischi protoplanetari per arrivare
a GW Orionis, l’esempio forse più
lampante di come, nella Via Lattea, ad
essere insolita potrebbe essere
proprio la “normalità” di casa nostra.

La prima immagine diretta di un pianeta


extrasolare è stata ottenuta solo nel 2005, ben
10 anni dopo la prima storica scoperta di uno di
essi e quando già molti ne erano stati rilevati
con i metodi indiretti, ovvero quelli che
utilizzano gli effetti indotti sulla stella ospite,
come quello delle velocità radiali. Questo è
accaduto perché l'individuazione dei pianeti
extrasolari mediante il direct imaging richiede
sforzi straordinari per aggirare, tra le altre
difficoltà, i vincoli posti dall’astrofisica (la
distanza e il contrasto tra pianeta e stella), dalla
fisica (la diffrazione) e dai limiti tecnologici.

60 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 61
L’osservazione diretta degli esopianeti è resa quello delle velocità radiali o il metodo dei
ardua dal fatto che la loro luce è sovrastata da transiti, il direct imaging richiede che
quella delle stelle attorno cui orbitano. Appare l’orientamento del piano orbitale sia il più
quindi intuitivo come sia più facile ottenere possibile perpendicolare alla direzione di
immagini dirette quando il pianeta ha una massa osservazione piuttosto che parallelo alla direzione
particolarmente elevata e la sua orbita è molto secondo cui lo si guarda, utile invece per rilevare
lontana dalla sua stella, specialmente se è le differenze di luminosità dovute al pianeta che
abbastanza caldo da emettere radiazione passa davanti alla stella.
infrarossa misurabile. In molti casi l’infrarosso si
configura come la porzione dello spettro Ad oggi, circa un centinaio di esopianeti sono stati
elettromagnetico nella quale si possono meglio osservati direttamente, all’incirca lo 0,3% del
osservare gli esopianeti. totale degli esopianeti scoperti, e la maggioranza
L’osservazione diretta di pianeti extrasolari di essi è costituita, per quel che dicevamo prima,
fornisce, ovviamente, informazioni più precise in da giganti gassosi che orbitano intorno alle loro
merito all’estensione della loro orbita, d’altro stelle a distanze molto elevate.
canto l’osservazione diretta è meno efficace per la Vediamo alcune delle osservazioni planetarie più
rilevazione della massa planetaria. Rispetto ai rilevanti e come queste siano collegate allo studio
metodi di rilevazione indiretta, infatti, come delle strutture dei sistemi planetari extrasolari.

Sopra. Rappresentazione artistica del sistema stellare GW Orionis circondato da un complicato trio di
anelli che potrebbero formare pianeti. Crediti: L. Calçada/ESO, S. Kraus et al, Univ. of Exeter.
Crediti: L. Calçada/ESO, S. Kraus et al, Univ. of Exeter
62 COELUM ASTRONOMIA
La prima
immagine
diretta di un
esopianeta.
Crediti: ESO.

2M1207

La prima vera immagine di un pianeta extrasolare reale natura planetaria di 2M1207 b che, avendo
è stata scattata a quella che si riteneva una nana una massa stimata da 3 e 10 volte la massa di
bruna. 2M1207 è infatti una nana bruna Giove, è quindi potenzialmente vicina alla massa
localizzata nella costellazione del Centauro a 173 limite di 13 masse gioviane, quella che
anni luce dalla Terra, scoperta verso la fine del consentirebbe alla reazione di fusione del
2004 durante la survey infrarossa 2MASS, da cui deuterio di innescarsi nel nucleo dell'oggetto,
proviene l'iniziale 2M del nome, seguita da facendolo identificare come stella. Sebbene
un'abbreviazione delle sue coordinate celesti. diversi studiosi ritengano che l’oggetto sia in
Inizialmente, si era ritenuto che il sistema fosse effetti definito come una sub-nana bruna, 2M1207
costituito da due nane brune, ma nel 2005 fu b è ancora oggi riconosciuto come il primo pianeta
possibile determinare la natura planetaria di una ad essere stato osservato in modo diretto.
delle due componenti, oggi classificata come
esopianeta e chiamata 2M1207 b. Ancora oggi
sussistono delle perplessità a proposito della

Confronto tra le
dimensioni di Giove e di
2M1207 b. Crediti:
Aldaron, a.k.a. Aldaron
www.coelum.com 63
HR 8799

La scoperta successiva più emblematica, per


quanto concerne i pianeti nella visione d’insieme
della struttura di un sistema stellare, è forse
quella di HR 8799, una stella bianca visibile nella
costellazione di Pegaso e situata a una distanza di
129 anni luce dal nostro sole. Il 13 novembre
2008 è stato dato l'annuncio ufficiale della
scoperta di tre pianeti in orbita attorno alla stella,
ripresi dai telescopi Keck e Gemini e denominati,
in ordine di distanza dalla stella, d, c e b. Nel
novembre 2010 è stata annunciata la scoperta,
tramite l'osservazione diretta, di un quarto
pianeta, denominato HR 8799 e, più interno
rispetto agli altri pianeti scoperti. Tuttavia la
notizia più popolare è forse stata quella
della divulgazione nel 2016 di una
ripresa del movimento dei pianeti
durante l’arco di 7 anni. Il video di
Jason Wang ha reso popolare HR 8799
e la danza dei suoi pianeti.

A destra. La posizione della stella HR


8799 nella costellazione di Pegaso.
Crediti: HeNRyKus
Sotto. Campo stellare il cui spicca HR
8799. Crediti: DSS2

64 COELUM ASTRONOMIA
Fomalhaut
Un altro caso significativo è quello della stella formazione nuovi pianeti. Nel 1998 un team di
Fomalhaut, collocata nella costellazione del Pesce scienziati statunitensi e britannici riuscì ad
Australe a 25 anni luce dalla Terra. Già nel 1983 il ottenere la prima immagine del disco e nel 2008
telescopio spaziale IRAS rilevò che Fomalhaut, un altro team produsse l’evidenza di un pianeta
Vega, Beta Pictoris e Epsilon Eridani emettevano all’interno del piano protoplanetario.
un eccesso di radiazione infrarossa. Tale L’osservazione del moto di un punto all’interno
radiazione fu interpretata essere emessa da grani del disco di accrescimento fu interpretata come il
di polvere orbitanti intorno a queste stelle. Si moto di rivoluzione del pianeta intorno alla stella
suppose che tali grani formassero un disco centrale. Il pianeta fu chiamato Fomalhaut b.
circumstellare, all'interno del quale erano in

PDS70
PDS 70 è invece il primo sistema multiplanetario circa 370 anni luce dalla Terra nella costellazione
conosciuto nel quale si siano osservati due del Centauro. Il sistema mostra un disco
pianeti extrasolari in fase di formazione. La stella protoplanetario contenente appunto i due pianeti
madre del sistema, nota anche come V1032 PDS 70 b e PDS 70 c, ripresi per la prima volta
Centauri, è una stella T Tauri (ovvero una stella attraverso direct imaging dal Very Large
nei primi stadi della propria evoluzione) situata a Telescope dell’ESO.

Il disco protoplanetario di PDS 70. ESO/A. Müller et al.

www.coelum.com 65
Beta Pictoris
Anche il giovane sistema stellare di Beta Pictoris, 8 volte – il più interno Beta Pictoris c risulta ben
stella Beta della costellazione del Pittore, posta a sei volte meno luminoso del suo compagno più
circa 63 anni luce di distanza dalla Terra, è esterno, con una temperatura di 1.250 K (977ºC).
risultato nel corso degli anni un interessante
soggetto di studio per ciò che riguarda la Sono due le classi di modelli sviluppate dagli
formazione di pianeti extrasolari. Beta Pictoris, astronomi per spiegare l’origine dei pianeti
come per gli esempi precedenti, rientra nel giganti, come la coppia di Beta Pictoris, ma che
gruppo di soggetti studiati direttamente, grazie possono essere applicati per spiegare la
all'osservazione del disco protoplanetario in cui formazione di pianeti come Giove e Saturno. I
sono stati individuati ben due pianeti in modelli dell’instabilità del disco (disk instability)
formazione. Il primo pianeta, Beta Pictoris b, è ipotizzano una formazione direttamente a partire
stato scoperto il 18 novembre 2008, da Anne- dal disco di gas e polvere che circondava la stella
Marie Lagrange con lo strumento NACO del VLT. neonata, e non contemplano la formazione di un
Questo pianeta è stato individuato utilizzando il nucleo solido all’interno del pianeta. Al contrario, i
metodo del rilevamento diretto. La scoperta del modelli di accrescimento del nucleo (core
secondo pianeta, Beta Pictoris c, è stata accretion) prevedono la formazione dal disco di un
annunciata più di recente, nell'agosto 2019. nucleo solido che, in seguito, cattura grandi
Entrambi i pianeti appartengono alla classe dei quantità di gas e così forma la sostanziosa
giganti gassosi, proprio come Giove e Saturno. atmosfera del pianeta.
Beta Pictoris b si mantiene
a circa 1.300 milioni di
chilometri (9 Unità
Astronomiche) dalla
sua stella –
equivalente all’incirca
alla distanza di
Saturno dal Sole. Gli
studi più recenti
mostrano che, mentre
le masse dei due
pianeti sono simili –
con quella di Beta
Pictoris b intorno a 11
volte la massa di
Giove e Beta Pictoris
c che si ferma a "sole"

A destra. Ricostruzione
artistica (basata in parte
sulle osservazioni) del
sistema planetario Beta
Pictoris, con la stella, i
due pianeti (b e c) e il
disco di polvere. Crediti:
Gravity Collaboration /
AM. Quetz, Mpia
Graphics Department
66 COELUM ASTRONOMIA
I dischi protoplanetari e la complessità
delle loro strutture
In un decennio circa, si sono fatti passi da gigante 320 unità astronomiche (un’unità astronomica è
nell’osservazione diretta di sistemi extrasolari pari alla distanza Terra-Sole). Questo ci dà l’idea
insieme ai loro pianeti e di recente le notizie in delle scale totalmente diverse rispetto a casa
merito a nuove scoperte si stanno moltiplicando. nostra, essendo i pianeti molto più distanti dalla
Tra le più importanti, nel luglio di quest’anno è stella rispetto a quanto non lo siano i due giganti
stata divulgata la notizia dell’osservazione diretta gassosi del nostro Sistema Solare (che si trovano
di due pianeti in un sistema stellare simile al rispettivamente 5 e 10 unità astronomiche dal
nostro, chiamato TYC 8998-760-1 e situato a circa Sole).
300 anni luce di distanza dalla Terra. Grazie alle Ecco che, per quanto possa sembrarci strano,
elevate prestazioni dello strumento Sphere potremmo non vivere nella tipologia più comune
installato sul VLT dell’ESO, che usa un dispositivo
chiamato coronografo, la luce emessa dalla stella
In alto. Venti dischi protoplanetari vicini,
è stata bloccata ed è stato possibile riprendere le come ripreso da ALMA, mostrano tutti anelli
immagini dei due pianeti, troppo freddi per essere e spazi vuoti che indicano la formazione di
individuati a mezzo dell’osservazione infrarossa. I pianeti su scale temporali più brevi del
previsto. Crediti: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO),
pianeti sono due giganti gassosi che orbitano
S. Andrews et al.; NRAO/AUI/NSF, S.
intorno alla stella ospite a distanze tra le 160 e le Dagnello
www.coelum.com 67
Sopra. Rappresentazione artistica di un doppio tramonto su un esopianeta "Tatooine" che si forma in un
disco circumbinario disallineato con le orbite delle sue stelle binarie. Crediti: NRAO / AUI / NSF / S.
Dagnello.

di sistema stellare nella nostra galassia. Le complesse e ci troviamo quindi al cospetto di


osservazioni compiute già a partire strutture distorte o con un disco protoplanetario
dall’Ottocento, hanno sempre fatto pensare a una disallineato rispetto a quello orbitale delle stelle
occorrenza statistica ben più elevata a favore di ospiti. In un recente studio pubblicato su The
sistemi stellari binari, tripli e in generale multipli. Astrophysical Journal, gli astronomi hanno
Un dato orientativo riferito da diversi calcoli, ci determinato che l’entità di disallineamento tra i
dice che l’85% dei sistemi stellari della Via Lattea piani orbitali del disco protoplanetario e quello
potrebbero essere o binari o composti da un delle stelle, dipende fortemente dal periodo
numero superiore di stelle. orbitale della stella binaria stessa. Tanto minore è
Lo studio delle geometrie dei dischi il periodo orbitale della stella binaria, tanto
protoplanetari ha confermato che quando si parla maggiore è la probabilità che il piano orbitale del
di sistemi binari, la struttura cambia e il sistema disco sia allineato a quello della stella. Sistemi
assume forme “contorte”. La presenza di più che hanno un periodo orbitale maggiore di un
masse esercita azioni gravitazionali più mese, ospitano tipicamente dischi disallineati.

68 COELUM ASTRONOMIA
Il sistema di GW Orionis

Se sistemi binari corrispondono a maggiori dal suo team dell'Università di Exeter in


complessità e a scostamenti rispetto al Inghilterra, sostiene che le forze gravitazionali del
“piattume” tipico di sistemi come il nostro, è sistema triplo siano alla base della deformazione
recentissima la notizia dell’osservazione della del disco protoplanetario, mentre una seconda
struttura di un sistema triplo. Il sistema GW ipotesi, sostenuta da Jiaqing Bi e dai colleghi
Orionis, situato a circa 1.300 anni luce di distanza dell'Università di Victoria in Canada, fa dipendere
dalla Terra nella direzione della costellazione di l’alto grado di irregolarità dalla presenza di un
Orione, include una coppia di giovani stelle in pianeta in fase di formazione.
quello che potrebbe sembrare un sistema binario,
ma con una terza stella che orbita intorno alle Circa un decennio fa, gli astronomi si sono resi
prime due. Intorno a tutte e tre le stelle c'è un conto per la prima volta che GW Orionis era un
disco protoplanetario di polvere e gas sistema ternario e che aveva un disco
estremamente irregolare. protoplanetario e da lì sono cominciate le ipotesi
e la pianificazione per un’esplorazione più
A differenza del disco sostanzialmente piatto che approfondita. Il team di Bi e il team di Kraus
ha dato origine ai pianeti nel nostro Sistema hanno puntato l'Atacama Large Millimeter/
Solare, il disco di GW Orionis è costituito da tre submillimeter Array (ALMA) sul sistema GW
anelli, con un anello centrale deformato e un Orionis ed entrambi hanno rilevato una
anello interno ancora più distorto e inclinato composizione simile: una stella con una massa
rispetto agli altri due. La formazione della circa 2,5 volte quella del nostro Sole e un'altra
bizzarra geometria di questo sistema, il primo circa 1,4 masse solari in orbita l'una intorno
conosciuto nel suo genere, non ha ancora una all'altra, con un periodo orbitale di 242 giorni.
spiegazione certa. Ci sono al momento due teorie. Entrambe le osservazioni hanno poi rilevato la
La prima, proposta dall'astronomo Stefan Kraus e terza stella con massa pari a 1,4 volte quella del

Crediti: ESO/Exeter/Kraus et al./L. Calçada

www.coelum.com 69
Sopra. Gli astronomi hanno osservato GW Orionis con ALMA (immagine a sinistra) e lo strumento SPHERE sul
Very Large Telescope (immagine a destra), entrambi in Cile. Le osservazioni di ALMA hanno rivelato la
struttura a tre anelli del disco, mentre le immagini SPHERE hanno mostrato l'ombra proiettata dall'anello più
interno, consentendo agli scienziati di descrivere in dettaglio le forme deformate degli anelli.
Crediti immagine di sinistra: ALMA/ESO, NAOJ, NRAO; Crediti immagine di destra: ESO, S. KRAUS ET AL, UNIV.
OF EXETER

Sole, con la particolarità di essere in orbita attorno deformato, verso l’alto da una parte e verso il
alla coppia interna con un periodo di circa 11 anni. basso dall’altra.
Come ulteriore approfondimento, entrambi i team
Le osservazioni hanno anche rilevato tre distinti hanno creato simulazioni al computer per cercare
anelli di polvere e gas che circondano le stelle. di costruire un modello della formazione del
L'anello più vicino al trio di stelle si trova a circa sistema. Ed è qui che i due lavori giungono a
46 volte la distanza dalla Terra al Sole, quello conclusioni diverse. Il team di Jiaqing Bi sostiene
centrale a circa 185 unità astronomiche, mentre che un pianeta in fase di formazione, ancora non
l'anello più esterno si trova a circa 340 unità scoperto, avrebbe liberato la sua orbita da gas e
astronomiche. Per aver un riferimento “di casa polveri (secondo quella che ad oggi è la
nostra”, Nettuno, il pianeta più distante dal Sole, condizione primaria per classificare un corpo
orbita a circa 30 unità astronomiche. celeste come un pianeta), staccando l’anello più
interno dal resto della struttura. Una volta
Le osservazioni hanno anche determinato che avvenuto il distacco dell’anello, lo stesso sarebbe
l'anello più interno è fortemente disallineato stato libero di disallinearsi, posizionandosi così in
rispetto agli altri anelli e alle stelle. una direzione obliqua.

Il gruppo di Kraus ha anche condotto delle Le simulazioni del gruppo di Kraus conducono
osservazioni con il Very Large Telescope (VLT) invece a pensare che il cosiddetto “problema dei
dell'ESO per cercare di visualizzare l'ombra tre corpi” creato dalle stelle sia all’origine di una
proiettata dall'anello interno sulla parte sollecitazione gravitazionale totalmente caotica,
dell’anello centrale più vicina al centro. capace di indurre la frantumazione del disco (disk
Quell'ombra ha rivelato che l'anello centrale è tearing). Ogni stella tende a mantenere il proprio

70 COELUM ASTRONOMIA
disco di accrescimento in senso parallelo al suo presenza di un pianeta per potersi comportare
piano di rotazione e questo, essendoci tre stelle come le osservazioni ci hanno detto. Con la
con una dinamica reciproca complessa, sarebbe tecnologia osservativa al momento disponibile
all’origine della distorsione degli anelli. non è possibile avere dati più precisi in merito a
GW Orionis.
Uno studio teorico del 2013 condotto da
Giuseppe Lodato, astrofisico dell’Università di In ogni caso nessuno dei due gruppi ha prodotto
Milano, aveva peraltro già predetto le condizioni una spiegazione del terzo anello più esterno e del
in cui avviene il disk tearing in sistemi multipli e il perché esista.
sistema GW Orionis sembra costituire il primo
sistema così caratterizzato ad essere osservato L’osservazione diretta degli esopianeti e dei loro
direttamente, e anche una possibile conferma sistemi stellari esiste da appena una decina d’anni,
della teoria. sebbene le osservazioni sui dischi protoplanetari
siano di poco precedenti. Anche se la disciplina
La differenza tra le conclusioni potrebbe avere corre veloce, producendo sempre maggiori
origine dalle assunzioni fatte dai due gruppi di risultati tangibili, è ancora molto il lavoro da fare
ricerca in merito alle proprietà del disco, in per ricondurre quanto si osserva alle radici della
particolare alla sua viscosità. Un disco più viscoso formazione di questi mondi remoti e solo altre
seguirebbe più facilmente la dinamica prevista osservazioni, con strumenti ancora più sensibili,
dal gruppo di Kraus, mentre un disco meno saranno in grado di gettare maggior luce sulla
viscoso avrebbe giocoforza necessità della nascita dei sistemi planetari.

Sopra. Un'equipe di astronomi ha identificato la prima prova diretta che gruppi di stelle possono lacerare il
disco di formazione planetaria, lasciandolo deformato e con anelli inclinati. Questa nuova ricerca suggerisce
che all'interno di anelli inclinati in dischi ripiegati intorno a stelle multiple possano formarsi pianeti esotici,
non diversi da Tatooine di Star Wars. I risultati sono stati resi possibili grazie alle osservazioni effettuate con
il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO (European Southern Observatory) e con ALMA (Atacama Large
Millimeter/submillimeter Array).
www.coelum.com 71
La mia esperienza
con l’Astrofotografia
Dai primi passi al mosaico della
costellazione del Cigno - Parte 1
di Vittorio Liberti

Un “bignami” senza pretese degli


intoppi e dei problemi che un neofita
astrofotografo si trova ad affrontare
in un percorso fatto di continue
scoperte, amicizie, qualche
delusione ma anche tante
soddisfazioni!

72 COELUM ASTRONOMIA
La mia passione per l’astrofilia nasce nel 1997
(ricordo esattamente l’anno in quanto era quello
del passaggio della cometa Hale-Bopp) quando
rimasi “folgorato sulla via di Damasco” dalla
visione della Luna e, soprattutto, di Giove e di
Saturno attraverso il mio primo telescopio, un
Newton 114/900 su montatura EQ1. Saturno, con
i suoi perfetti anelli, mi sembrò un piccolo
giocattolo luminoso sospeso nel buio dello
spazio: dopo tanti anni, quella visione ancora mi
lascia estremamente affascinato.
Il primo approccio al telescopio non fu per me
particolarmente semplice: scarsissime erano le
istruzioni presenti nella confezione, Internet era
ancora praticamente inesistente e non conoscevo
alcun astrofilo che potesse guidarmi. Purtroppo,
anche a causa di alcuni problemi legati a un
successivo trasferimento di casa, il telescopio finì
in magazzino per essere riscoperto ben 17 anni
più tardi, dopo un altro trasferimento, in una casa
dalla quale avevo nuovamente “accesso” al cielo.
Sopra. Il CPC11 detto “Polifemo” in postazione
Le cose nel frattempo erano cambiate: Internet (sbagliata perché orientato a Sud anziché a nord!).
era ormai ben avviato e, soprattutto, nel
frattempo avevo acquistato alcuni libri attraverso Insieme, per un puro caso, entrammo in contatto
i quali potuto imparare (almeno nella teoria) le con l’Associazione Astrofili Veneti e da allora è
basi dell’utilizzo di un telescopio. Dopo un po' di iniziato un percorso fatto di continue scoperte,
pratica con il “vecchio” Newton, mi decisi a fare amicizie, qualche
un salto di qualità ma, da neofita assolutamente delusione ma anche
inesperto quale ero (ancora oggi mi reputo un tante soddisfazioni. Ed
neofita, forse solo un pochino più attento) mi eccomi ora a scrivere
lanciai nell’acquisto di un telescopio Celestron un articolo per una
CPC 11 al quale aggiunsi, poco tempo dopo, una delle riviste più note del settore... chi l’avrebbe
testa equatoriale. Ben presto quello spettacolare mai detto! GRAZIE COELUM!
strumento si trasformò in un “mostro” da 50 kg,
totalmente ingestibile. Il limitato spazio sul mio Questo articolo, senza alcuna pretesa, vuole
balcone mi obbligava ogni volta a trasportarlo essere solo un racconto, dedicato principalmente
all’esterno, superando anche il gradino a coloro che, come me, sono alle prime armi e ai
dell’infisso. quali, per quanto possibile, vorrei far conoscere la
mia esperienza, sperando possano evitare i miei
Nel frattempo avevo anche conosciuto quello che tanti errori.
poi è diventato un caro amico, Stefano Mantoan,
che mi introdusse, spiegandomi i fondamenti, alle A questo proposito, il CPC11 (che nel frattempo
riprese planetarie e mi fece avvicinare avevo soprannominato “Polifemo” sia per la sua
gradualmente anche alla fotografia del cielo enormità e sia perché era un occhio sull’Universo)
profondo, pratica che poi divenuta con il tempo il era decisamente sovradimensionato per me e fu
mio campo di interesse principale. così che trovò una collocazione decisamente alla
www.coelum.com 73
sua altezza: fu acquistato da una associazione Astronomia, corsi che molto spesso sono
toscana che lo posizionò in un Osservatorio organizzati proprio dalle varie associazioni sparse
astronomico. sull’intero territorio nazionale.
Se non trovate associazioni astrofile nelle vostre
Ho sempre considerato l’astrofotografia come un vicinanze, dotatevi di qualche buon libro. Dei
ramo della fotografia. Non è detto che riferimenti saldi alla base sono fondamentali,
l’astrofotografo sia anche astrofilo, anche se quasi anche perché ho notato che le informazioni
sempre i due interessi coincidono. Dopo un primo reperibili online nei forum o sui social network
periodo dedicato all’osservazione (che mi piace spesso confondono le idee: ognuno ha le proprie
comunque effettuare) ho deciso che volevo esperienze, le proprie convinzioni e le proprie
“tenere traccia” e condividere ciò che osservavo e teorie, spesso basate sul «ho sentito dire...».
l’unico modo per farlo era la fotografia, un po' per
soddisfazione personale e, perché no, anche come Parlando di astrofotografia, è necessario prima di
sfida con me stesso. Vedevo belle immagini tutto decidere su cosa ci si vuole concentrare: la
realizzate dagli amici dell’associazione e da altri fotografia in alta risoluzione (quindi Luna e
astrofotografi e così ho deciso di mettermi alla Pianeti)? Il Cielo Profondo (o “Deep Sky”)?
prova. Lo ripeto, per me è stato fondamentale Imaging a lunga o corta focale? Sono pratiche
l’aiuto di altre persone che mi hanno fornito astrofotografiche molto differenti tra loro e che
alcune basi. richiedono una certa specializzazione.
Un consiglio che mi permetto di dare, e non mi Poi occorre definire, o prendere atto, anche altre
stancherò mai di ripetere, è quello di informarsi variabili, tra cui: da dove si riprende? Che livello di
bene prima di lanciarsi in un’avventura che si inquinamento luminoso c’è? Quanto spazio si ha a
potrebbe rivelare sotto certi aspetti deludente. La disposizione? Lo strumento può essere sistemato
cosa migliore è quella di iscriversi e frequentare in postazione fissa o dovrà essere trasportabile?
un’associazione. Almeno per un certo periodo,
inoltre, penso sia bene vedere di persona gli Sulla base delle scelte fatte in merito alle
strumenti di altri astrofili (consiglio valido sia per domande che ho appena posto si potrà definire il
l’osservazione che per la fotografia). Forse ancor tipo di strumentazione ideale al nostro scopo e
prima di approcciare l’astrofotografia, penso che
non sia sbagliato iniziare con un corso base di

UAI - UNIONE ASTROFILI ITALIANI


L'Unione Astrofili Italiani (UAI) è l’Associazione ambiti: della didattica, della
nazionale che riunisce tutti coloro che amano il formazione, della
cielo, dal 1967 un punto di riferimento culturale, divulgazione e della ricerca
organizzativo e motivazionale per tutti gli amatoriale in campo
astrofili. L’UAI conta tra le sue fila oltre 50 astronomico e della lotta
Delegazioni e relativi Osservatori astronomici e all’inquinamento luminoso.
Planetari pubblici diffusi su tutto il territorio
nazionale, in prima linea nella missione di L’attività culturale prodotta dall’UAI aiuta la
promozione sociale attraverso la cultura comunità scientifica nazionale e internazionale ed
scientifica. Le attività portate avanti da oltre 50 è da questa valutata come un significativo
anni dall’UAI con grande professionalità, contributo all’avanzamento delle conoscenze e
continuità ed entusiasmo ricadono in diversi alla diffusione dell’astronomia.
74 COELUM ASTRONOMIA
per scegliere coscientemente occorre conoscere venditori qualificati, meglio se conosciuti di
le tecniche e la terminologia con cui persona.
inevitabilmente si verrà a contatto. Per esempio, In ogni caso, come dicevo, l’importante è che la
non dovremo avere dubbi quando si parla di RGB, strumentazione risulti ben bilanciata in termini di
banda stretta, filtri antinquinamento, focale lunga, abbinamento delle varie componenti,
focale corta, autoguida, ecc. ricordandoci sempre di tenere un occhio sul
Un’altra cosa che spesso non viene tenuta nella rapporto qualità/prezzo. A mio parere è inutile
debita considerazione da molti, è quella di curare spendere migliaia di euro per un telescopio se poi
con attenzione il corretto abbinamento tra la montatura non è all’altezza: se proprio
sistema di ripresa e sistema di autoguida. vogliamo investire principalmente su una delle
componenti allora consiglio di farlo partendo
Pur trattandosi di un settore di nicchia, è presente proprio dalla montatura. Anche la camera di
una nutrita offerta commerciale di ripresa è fondamentale, ma lo è ancor di più la sua
strumentazione astrofotografica, con prezzi che capacità di restituire il corretto campionamento in
possono variare anche di molto. Parliamo di un base al resto della strumentazione a cui sarà
investimento in termini economici che può non accoppiata: ancora una volta ritorna il discorso del
essere trascurabile e chi è alle prime armi può corretto bilanciamento e abbinamento delle varie
facilmente sentirsi disorientato tra tanta offerta. componenti (cosa che ho imparato a mie spese!).
Anche in questo ambito, per i propri acquisti, sarà
quindi di grande utilità il consiglio dei più esperti Dopo questi semplici consigli di natura pratica,
e, non meno importante è rivolgersi sempre a veniamo alla mia esperienza.

La mia esperienza

Dopo aver iniziato la mia avventura


nell’astrofotografia con la ripresa di Luna e
Pianeti, ho ben presto capito che la mia passione
principale era invece la ripresa del cielo profondo
a focale corta. La scelta è stata dettata non solo
dalle mie preferenze personali, ma anche
dall’analisi delle condizioni meteo e logistiche
legate al luogo in cui riprendo.
La mia esperienza astrofotografica (lasciando a
parte l’esperienza con il CPC11) inizia con una
montatura motorizzata (la Celestron AVX), un
telescopio rifrattore (uno SkyWatcher ED80) e
una camera di ripresa a colori che ho acquistato
sul mercato dell’usato (una QHY10) con,
ovviamente, una camera guida.

Dietro consiglio del Presidente dell’Associazione


e considerato che il centro storico di Venezia
presenta un livello di inquinamento luminoso
medio (un 5 nella scala Bortle) ho optato per le
riprese a “banda stretta” che prevedono l’uso di Sopra. Il mio primo setup per riprese deepsky.

www.coelum.com 75
B C

A. Prove di montaggio di un setup di ripresa con


A il C8 (mai messo in funzione per le riprese).

B. Il Tecnosky 102 carbon su AZ-EQ6.

C. La Avalon Linear rossa fiammante con il


Takahashi FSQ85. Una gioia per gli occhi (anche
se ha il suo costo).

filtri. Questa scelta mi ha obbligato ad alcune (ma è meglio stare al di sotto di tale carico).
modifiche su parte della mia strumentazione.
Attualmente sono in possesso di ottiche che mi Il Celestron C8 e il Tecnosky 102 li utilizzo quasi
permettono di effettuare vari tipi di ripresa: a esclusivamente per l’osservazione mentre il
focale lunga, grazie al Celestron C8, a focale Takahashi e i gli obiettivi fotografici sono dedicati
medio-corta, con un rifrattore Tecnosky 102/714 alle riprese. Anche la montatura ha subito un
e a focale corta, con un Takahashi FSQ85 e upgrade, e sono passato a una ottima Linear Fast-
obiettivi fotografici. Reverse, dell’italiana Avalon – considerando
anche che un'azienda italiana è sicuramente di
Inoltre ho a disposizione anche un “setup aiuto in caso di difficoltà (legate ad esempio alla
leggero” utilissimo durante i viaggi o per le uscite spedizione o ai tempi di attesa per le eventuali
con l’associazione: una montatura AZGTI con testa riparazioni).
equatoriale che ha una portata massima di 5 kg
76 COELUM ASTRONOMIA
La scelta nell’utilizzo dei filtri, siano essi a banda
stretta o RGB, comporta la necessità di studiare
preventivamente le caratteristiche del soggetto
che si intende riprendere: una nebulosa oscura,
una galassia o una nebulosa a riflessione non
potranno essere ripresi con i filtri a banda stretta,
anche se vi sono sempre casi particolari.

Alcuni consigli pratici


Devo dire che in questi anni, praticando con
costanza l’astrofotografia, ho dovuto affrontare
numerosi problemi ai quali ho cercato di trovare
una soluzione, anche con il prezioso aiuto degli
amici dell’associazione astrofila che frequento.
Penso sia utile riportare qui di seguito alcuni dei
problemi più frequenti che mi sono trovato ad
affrontare, con la soluzione finale che ho adottato
(per una questione di brevità, ometto le tante
soluzioni intermedie che ho sperimentato e che Sopra. Il setup “light” (il treppiede è quello di
hanno comportato numerose prove e relativi una AZ-EQ5 adattato).
investimenti in termini di strumentazione). Sotto. La colonna e la montatura coperti con il
telo riflettente (da sostituire in media ogni 2 anni
perché si deteriora).

Ridurre il tempo di setup per essere


operativi
Per me è stato indispensabile trovare un modo
che mi permettesse di ridurre al minimo le perdite
di tempo nel montaggio e preparazione
dell’attrezzatura (con il conseguente rischio che
passasse la voglia di riprendere).
La soluzione adatta a me si è rivelata essere una
colonna in alluminio, leggermente modificata per
le mie esigenze, posizionata in maniera fissa e
molto stabile, in modo da ridurre al minimo le
vibrazioni o i possibili spostamenti dovuti a urti
accidentali o al montaggio dell’attrezzatura.

La testa della montatura equatoriale resta sempre


montata e, per proteggerla, la copro con un telo da
doccia e un telo impermeabile e riflettente
prodotto dalla Geoptik (per evitare il
surriscaldamento, anche se in estate la
temperatura sale comunque). Il setup di ripresa
www.coelum.com 77
A sinistra. Lo spazio disponibile per le riprese (nel frattempo ho imparato a orientarlo nel modo corretto).
A destra. Il setup di ripresa del mosaico di cui parleremo nella seconda parte dell'articolo.

(cioè l’ottica, la camera di ripresa e gli accessori) è


stato realizzato in modo da essere montato in
blocco, con la necessità di collegare soltanto 2
cavetti (uno per l’alimentazione e l’altro è quello
USB di controllo della montatura) e il contrappeso.

Ho poi realizzato dei cablaggi appositi per


semplificare le operazioni e l’alimentazione è
fornita da un alimentatore per radioamatori, con
voltaggio regolabile, che fornisce fino a 30 A al
quale ho aggiunto un relè contro l’inversione
accidentale di polarità (purtroppo è capitato, per
la fretta, di invertire le polarità e quell’unica volta
mi è davvero bastata: il risultato fu la sostituzione
dell’elettronica della montatura).

La messa in opera della strumentazione è ora


semplice e soprattutto rapida. In pratica la
sequenza consiste nel togliere il telo, montare il
contrappeso, montare il “blocco di ripresa”
(camera di ripresa e di guida, telescopio/obiettivo
Sopra. L’alimentatore con relè di protezione
fotografico, minipc e un’altra piccola scatola di per l’inversione di polarità.
derivazione elettrica), collegare
78 COELUM ASTRONOMIA
A sinistra. Scatola di derivazione 1 su colonna.
Sopra. Scatola di derivazione 2 su setup di ripresa.

il cavo che va dall’alimentatore alla scatola di della montatura al minipc. Ho provato a


derivazione posta sulla colonna, collegare il cavo cronometrare le operazioni, tempo totale: 2
che dalla scatola di derivazione va allo spinotto di minuti!
alimentazione del setup e collegare il cavo usb

Fare in modo che la montatura sia correttamente stazionata


Purtroppo, dal punto in cui riprendo a casa mia, in grado di mantenere un perfetto allineamento
non vedo la stella Polaris, quindi ho eseguito (cosa dovuta anche alla stabilità della colonna e al
l’allineamento con il metodo della deriva offerto buon fissaggio della montatura al di sopra di
dal software PHD2. Finora, eseguiti alcuni essa).
controlli periodici, ho notato che la montatura è

Controllare le riprese anche da remoto


Per semplificare le operazioni di ripresa ho optato
per un sistema che mi permettesse di controllare
la strumentazione da remoto. Per raggiungere un
grado sufficiente alle mie necessità ho collegato
prima di tutto l’alimentatore a una presa elettrica
con controllo WiFi, che mi dà la possibilità di
accendere e spegnere tutto facilmente dallo
Sopra. Presa WiFi controllabile da remoto (e a voce
smartphone attraverso app dedicate (occorre per chi utilizza sistemi tipo Alexa o Google Home. Fa
ovviamente disporre di un collegamento a sempre effetto dire “Hey Google…accendi
telescopio” e tutto si accende!).
www.coelum.com 79
Internet), a parte togliere e rimettere il telo di un’impostazione che si trova nel BIOS). Al suo
copertura, tutto il sistema è completamente interno ho installato tutti i software che mi
controllabile da remoto. servono e sono state modificate le impostazioni di
aggiornamento automatico dell’antivirus e del
Il minipc che ho scelto (un Intel Nuc che si è sistema operativo in modo da non rischiare riavvii
rivelato molto affidabile) è impostato in modo che imprevisti nel bel mezzo di una sessione di ripresa
appena riceve corrente si accende (è (cosa che mi è successa in passato).

Corretta messa a fuoco dello strumento


Per semplificare le operazioni e l’accuratezza
della messa a fuoco, ho dotato il Tecnosky 102 e il
Takahashi di un focheggiatore elettronico che
viene controllato direttamente dal software di
ripresa. Per quanto riguarda gli obiettivi
fotografici, invece, ricorro a un controllo della
messa a fuoco a inizio serata, prima della sessione
di ripresa: trovo decisamente utile l’impiego di
una piccola maschera di Bahtinov che ho fatto
realizzare artigianalmente per i miei obiettivi da
180 mm e da 135 mm. A meno che, per errore, non
si tocchi la ghiera di messa a fuoco, ho notato che
quest’ultima resta ben fissa (complice anche la
focale molto corta, altro aspetto che mi ha fatto
preferire le riprese a focale corta). Ovviamente
bisogna tener presente che al cambiare del filtro
(soprattutto se non sono parafocali) occorre
ricontrollare sempre la messa a fuoco. Inoltre,
utilizzando degli anelli di supporto per telescopi
guida, ho realizzato un semplice sistema di blocco Sopra. La piccola maschera di Bahtinov che uso con
del fuoco dell’obiettivo. il 180 e 135mm.

Spegnimento del setup


Se ho ricercato la velocità nella messa in opera ripresa alla temperatura ambiente e disconnette
della strumentazione, è anche vero che le varie componenti – effettuo un veloce un
desideravo allo stesso modo poter spegnere il calcolo della durata delle riprese e programmo di
tutto altrettanto rapidamente e possibilmente in conseguenza il software di spegnimento
modo automatico. La presa elettrica WiFi automatico del minipc (esistono numerosi
permette di accendere da remoto il tutto, ma è software gratuiti e molto facili da usare a tale
anche programmabile per lo spegnimento. Una scopo) e lo spegnimento dell’alimentazione.
volta impostato il software di ripresa – che al Alcune esperienze negative, dopo alcune volte
termine della sessione rimette anche in posizione che ho trovato la montatura non correttamente in
di parcheggio la montatura, riporta la camera di posizione di parcheggio o, peggio ancora,

80 COELUM ASTRONOMIA
riprese non terminate, mi hanno insegnato che i operazioni che non sono particolarmente rapide e
tempi vanno calcolati con un larghissimo margine possono dilatare i tempi.
in più, in quanto il software di ripresa effettua

Flat frames
Per la ripresa dei flat frames (o immagini di flat Windows (con il quale mi trovo molto bene), in
field) ho realizzato, già tempo addietro, una flat quanto il mio notebook di controllo e il minipc
box artigianale con led a luce calda con la quale collegato alla strumentazione si trovano
mi sono sempre trovato bene. La flat box, all’interno della stessa rete; se sono fuori casa
alimentata a 12 V, è controllata con un suo utilizzo Teamviewer (ma vi sono anche altri
telecomando attraverso il quale posso accenderla software adatti allo scopo). Inoltre, visto che con
e spegnerla e regolarne la luminosità. Inoltre ho una connessione WiFi è sempre possibile qualche
fatto in modo che si adattasse a tutti i setup. problema di comunicazione, ho acquistato un
Successivamente ho acquistato il FlatMaster della cavo ethernet “incrociato” in modo da poter
Pegasus Astro che è composto da un pannello collegare direttamente il Nuc con il Notebook e
elettroluminescente e viene alimentato e continuare senza problemi.
controllato tramite USB (offrendo quindi la
possibilità di automatizzare anche le riprese dei
flat via software).

Con il sistema sopra descritto (sempre che le


condizioni meteo siano ASSOLUTAMENTE certe) di
solito monto tutto, accendo il sistema (da casa o
da remoto) e poi posso starmene tranquillamente
fuori casa o andarmene a dormire, senza
pregiudicare la sessione di ripresa. Dimenticavo
di dire che, ovviamente, per il controllo da remoto
utilizzo un Notebook (ma si può usare anche un
cellulare o un tablet). Se sono a casa mi collego
Sopra. Le Flat Box (a sinistra la FlatMaster e, a
grazie alla funzionalità “Desktop Remoto” di destra, quella autocostruita).

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PHOTOCOELUM
La Gallery di Immagini Astronomiche

La Cintura di Orione e il complesso nebulare M 42 di Leonardo Ciuffolotti


Un delicato intrico di polveri, gas e stelle multicolori, nel cuore del complesso nebuloso molecolare
di Orione, un’area di intensa formazione stellare. Immagine del 31 agosto 2019 alle 4:30 realizzata
con una reflex digitale e obiettivo Samyang alla focale di 135 mm f/2 dalla Namibia.

82 COELUM ASTRONOMIA
Le migliori immagini caricate dagli utenti in novembre. Carica le tue foto in PhotoCoelum!

Le pleiadi
durante
"l’estate di San
Martino" di
Maurizio
Prezioso
L’affascinante
ammasso delle
Pleiadi, M 45, nel
Toro. Immagine del
10 novembre 2020
alle 00:00 ottenuta
con una camera CCD
e telescopio
Takahashi con
diametro di 60 mm
e focale di 380 mm.
Filtri IDAS lpd D2
luminanza Astrodon
RGB.

Nebulosa NGC 6888 "Crescent" di Sergio Bove


Immagine della nebulosa NGC 6888 nota anche come “Crescent Nebula”, situata nella costellazione
del Cigno. Ripresa effettuata in due serate, il 28 ottobre 2020 e l'8 novembre 2020 con una camera
Asi 294MC pro (raffreddata a –15 °C), montatura SW EQ8, filtro Optolong L-Extreme, correttore di
coma tecnosky 0,95x su telescopio Newton GSO 300/1.200.

www.coelum.com 83
Orione accoglie la Cometa Atlas (C/2020 M3) di Alessandro Micco
In questa ripresa è possibile osservare la cometa C/2020 M3 (ATLAS) mentre attraversa la costellazione
di Orione. In particolare sono visibili la Grande Nebulosa di Orione M 42 e la Nebulosa Testa di Cavallo.
Ripresa effettuata in HaRGB. Immagine del 7 novembre 2020 alle 22:30 con una reflex digitale e un
telescopio Tecnosky ED 70/478. Filtro Halpha 12 nm L-Pro

84 COELUM ASTRONOMIA
Le migliori immagini caricate dagli utenti in novembre. Carica le tue foto in PhotoCoelum!

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Wizard Nebula di Alessio Pariani
Questa ripresa della Wizard Nebula, nella costellazione del Cefeo, è una combinazione ibrida tra una
immagine Bicolor (simil Hubble Palette) e una più tradizionale RGB enfatizzata con l’uso di filtri a banda
stretta. Quattro notti di riprese tra fine settembre e fine ottobre 2020 per un totale di 15,5 ore di
integrazione (12x300 s per ciascun filtro RGB, 11x1.800 s per Halfa e 14x1.800 s per OIII). Camera Astrel
Instruments AST8300X, filtri Astrodon (3 nm per i narrowband) e telescopio rifrattore Apo Sharpstar
100Q f/5,8 su montatura iOptron CEM25P.

86 COELUM ASTRONOMIA
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Cocoon Nebula di Samuele Gasparini
La nebulosa IC 5146, chiamata anche Nebulosa Cocoon o Bozzolo, è un ammasso aperto associato
ad una nebulosa diffusa sita nella costellazione del Cigno. Immagine ripresa con un rifrattore
Quadrupletto Apo Sharpstar 100QII alla focale di 580 mm; Apogee Fotocamera Alta F8300. Somma
di 5 ore di Luminanza + 6 ore di Halpha + 3 ore per ogni LRGB a –20 °C in binning 1x1.

Nebulosa a riflessione nel Perseo di Cristina Cellini


Immagine della nebulosa a riflessione NGC 1333, nel Perseo, del 12 febbraio 2020 alle ore 21:00
realizzata con una camera CCD e telescopio rifrattore Tecnosky Apo 130/900.

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Nebulosa Anima – IC 1848 di Riccardo Sgaramella
IC 1848, nota anche come Nebulosa Anima o Nebulosa Embrione, si trova nella costellazione di Cassiopea
al confine con la Giraffa. Immagine realizzata nei giorni del 13 settembre 2020, 25 e 28 ottobre 2020, 7 e
8 novembre 2020 con un telescopio Apo 72/432 con ASI294mc ProColor, guida 60/240 con ASI 120
minimono, montatura Eq6-r. Filtro Halpha 7nm Baader, OIII 10 nm Baader, OIII 8,5 nm Baader

88 COELUM ASTRONOMIA
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Nel cuore del Cigno di Danilo Pivato
Un magnifico mosaico che ritrae la regione stellare nel cuore della costellazione del Cigno. È un’area
ricca di HII ionizzato, situata a nord della stella Gamma Cyg, la stella più luminosa visibile in basso al
centro dell’inquadratura. L’area comprende diverse nebulose tra cui spiccano IC 1318 e le due
nebulose a riflessione blu vdB 131-132. Immagine del 22 agosto 2020 alle 21:26 realizzata con una
reflex digitale con teleobiettivo Nikon alla focale di 500 mm f/4

90 COELUM ASTRONOMIA
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Mosaico della costellazione
del Cigno di Riccardo Orlandi
Mosaico di 6 pannelli che ritrae
una parte della costellazione del
Cigno. Immagine realizzata con
un telescopio rifrattore Apo
tripletto TecnoSky 80 mm
di diametro e focale a
344 mm con camera
ASI AZW
1600 MMC.

Pipe Nebula e il centro della Via Lattea di Michele Girardi


Fotografia a largo campo che comprende la zona di cielo più ambita durante il
periodo estivo, ossia il cuore della Via Lattea. Sono presenti le nebulose M 16
(Nebulosa Aquila), M 17 (Nebulosa Omega), M 8 (Nebulosa Laguna), M 20
(Nebulosa Trifida) che si intrecciano a nebulose oscure. Tra queste la più
evidente è proprio la Pipe Nebula o Cavallo Nero. Tutte queste nebulose
galleggiano su uno sconfinato mare di stelline finissime. Immagine del 27
luglio 2019 alle 00:00 realizzata con la reflex digitale Canon EOS 20D mod.
Baader con obiettivo Carl Zeiss Planar T alla focale di 50 mm.

www.coelum.com 91
Congiunzione Venere, Luna e Mercurio di Ivo Peretto
Spettacolare congiunzione la mattina del 13 novembre 2020 tra una sottile falce di Luna, Venere e il
sempre sfuggente Mercurio alla sua massima elongazione occidentale. Immagine realizzata con una
reflex Canon EOS 7D con obiettivo da 35 mm.

92 COELUM ASTRONOMIA
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Congiunzione Luna, Venere e Mercurio di Claudio Pra


Fotografia della bellissima congiunzione tra Luna, Venere e Mercurio, accompagnati
da Spica, stella Alfa della Vergine, la mattina del 13 novembre, all'alba.

Congiunzione Luna Venere di Lorenzo Busilacchi


Bellissima congiunzione tra la Luna (ben evidente la luce cinerea) e Venere. Ripresa tormentata da una
leggera pioggerellina e nuvole diffuse. Immagine del 14 ottobre 2020 alle 04:40 con una reflex Reflex
Canon EOS 7D e teleobiettivo Canon 70-200 f/2,8 IS USM.

www.coelum.com 93
Mineral Moon Mosaic
di Alessandro
Bianconi (a sinistra)
Mosaico della Luna Minerale
realizzato il 3 ottobre 2020
con un telescopio C14 EDGE
HD alla focale di 3.910 mm e
diametro di 355 mm,
montatura equatoriale
10Micron GM2000 HPS II,
camera ASI2600MC cooled.

Vallis Alpes e crateri di


Aristotele e Eudoxus di
Marco Lorenzi
Nella parte sinistra del mosaico
è visibile l'inizio della catena
delle Alpi lunari, che partono dal
Promontorium Agassiz e che si
estendono poi per circa 280
chilometri a nord-ovest. Ad
interrompere le Alpi lunari si
nota la Vallis Alpes, larga 10 km
e lunga oltre 160 km, a
raggiungere il bordo del Mare
Frigoris. A destra, nella metà
superiore, si vede il grande
cratere di Aristoteles, affiancato
dal più piccolo cratere Mitchell.
Subito sotto Aristoteles si trova
Eudoxus, a formare una coppia
molto bella anche in visuale.
Immagine del 5 novembre 2020
alle 16:00 realizzata con una
camera CCD, telescopio
Celestron C14 XLT alla focale di
5.600 mm e diametro di 355
mm. Filtro verde Baader.

94 COELUM ASTRONOMIA
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AR2781
in 8 giorni
di Paolo Bardelli
L’evoluzione della
grande macchia solare
AR2781 e il suo
regresso sommando 8
immagini riprese tutti
i giorni dalle 12:30
alle 13:00,
approfittando di una
pausa di bel tempo.
L’ultimo scatto è stato
effettuato senza filtro
solare tra le nuvole
basse, adottando le
opportune
precauzioni. In basso a
sinistra, l’ingresso del
nuovo gruppo
AR2782. L’immagine è
stata realizzata tra il 5
e il 12 novembre
2020 con una reflex
digitale e un
telescopio Celestron
Ultima 2000 con
diametro di 203 mm
alla focale di 2.030
mm. Filtro Astrosolar
Baader

Macchie solari
AR2781 di
Jason Rhodes
Ripresa in H-Alpha
delle nuove
macchie solari sulla
superficie del Sole.
Immagine dell'8
novembre 2020
alle 10:58 con una
videocamera
digitale e
telescopio
Tecnosky con
diametro di 210
mm alla focale di
1.200 mm. Filtro H-
Alpha.

www.coelum.com 95
I colori delle Orionidi
di Lamberto Sassoli

Nelle mattine del 18, 20 e 22 ottobre il


meteo ha concesso di fare osservazione di
Orionidi, anche se, trovandomi nei campi
della Pianura Padana, l’inquinamento
luminoso, unito alla foschia e a saltuari
banchi di nebbia, ha fatto la sua parte.
Dato il loro tasso irregolare però, sono
riuscito addirittura ad assistere a 2-3 episodi
nel giro di un minuto, per poi non avvistare
più nulla, anche per un’ora intera.

In tutte e tre le date la sessione ha avuto


inizio verso le 2:00 per concludersi intorno
alle 6:30. Quindi ho impostato il mio
grandangolare 10 mm, f/4, ISO-6.400, 8
secondi di esposizione e via con le riprese!

Devo ritenermi leggermente deluso dalla


prima notte, per via di soli 2 fenomeni
registrati, di debole intensità. La seconda
notte mi ha mostrato 4 meteore, fra cui una
lenta e di media luminosità, con cambiamenti
di intensità durante il suo percorso,
probabilmente una Tauride, visibile
nell'immagine in basso a sinistra, a Sud del
Cane Minore.

Reputo invece molto appagante l’ultima


nottata, nonché quella del picco centrale,
poiché ben 7 meteore si sono fatte vedere e
fotografare assai bene: in particolare, alle
3:46 la regione a nord di Orione è stata
solcata da un piccolo bolide di circa mezzo
secondo, tendente al rossiccio e proveniente
approssimativamente dalla costellazione dei
Gemelli (l’ho stimato di mag. –2 circa). Ha
seguito a ruota, alle 3:47, un secondo bolide,
azzurrino, molto più lento e durato il doppio,
ma proveniente dalla stessa zona e con la
stessa intensità luminosa, che ha pure
prodotto un’esplosione finale!

96 COELUM ASTRONOMIA
Che dire, Orionidi e Tauridi sporadiche e chi più ne nuvole, dunque teniamoci strette queste 13
ha più ne metta! meteore radunate in una immagine composita e
Nei giorni a seguire purtroppo sono arrivate le attendiamo euforici i prossimi sciami!

www.coelum.com 97
I colori della Luna
di Marcella Giulia Pace

In questa composizione di Lune, ogni fotografia è stata


scattata a partire dal 2010, naturalmente senza
immaginare il lavoro finale che lo scorso 11 novembre la
NASA ha scelto come “APOD”, immagine astronomica del
giorno.
L’idea nacque durante il periodo di lockdown per via del
Covid-19 nel marzo 2020.
Ogni alba o tramonto di plenilunio, per me fu occasione di
ripresa o del raggio verde o di miraggi o delle diverse
colorazioni da scattering che si verificano mentre il nostro
satellite si innalza (o si abbassa) dall’orizzonte.
"Risvegliai" quindi tutte le mie Lune, selezionandole per
colore e ordinandole per gradazione e le disposi in forma
di spirale, che tra l'altro mi aiutava a dare un senso di
continuità, consentendomi in futuro di arricchire la
composizione con altre sfumature, se riuscirò a coglierle.
Sottoposi il lavoro ai miei colleghi di "Pictores Caeli" e
riscosse il gradimento per tutti, per cui decisi anche di
proporlo alla NASA.

Durante l’elaborazione trovai io stessa stupefacente


come non avessi colto i colori delle singole Lune. Non
ricordavo di aver fotografato, ad esempio, una Luna
marrone. È stato solo quando ho messo la Luna “marrone”
accanto a quella "gialla" che mi sono resa conto di
"quanto" fosse marrone la Luna marrone e di "quanto"
fosse gialla quella gialla. Gianni Sarcone, esperto di
illusioni ottiche, definisce questo effetto “contrasto
simultaneo di chiarezza”.

Nessuna di queste riprese della Luna ha subito forzature


nell’elaborazione del colore e non è stato usato mai alcun
filtro.

L’APOD dell’11 novembre 2020 per me è un bel modo per


celebrare 10 anni di astrofotografia e per omaggiare il
nostro satellite e la magia impalpabile della nostra
atmosfera.
98 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 99
LE MERAVIGLIE DEL COSMO

Dall'Oscurità al Bagliore Stellare


di Barbara Bubbi - Universo Astronomia

Questa fantastica immagine del telescopio Hubble inquadra la pittorica nube nei
pressi di una giovane stella massiccia, nata all'interno della vasta Nebulosa
Anima, una regione di formazione stellare a circa 7.500 anni luce da noi, nella
costellazione di Cassiopea.
Quando una stella gigante inizia a brillare – all'interno della fredda nube
molecolare in cui si è formata per collasso gravitazionale – i suoi possenti venti
stellari e la sua energetica radiazione spazzano il materiale circostante, creando
delle bolle di gas caldo e ionizzando l'idrogeno gassoso. Questo processo porta
alla creazione di splendide strutture come questa, dal nome poco evocativo di
J025157.5+600606: cavità in espansione attorniate da gas brillante, al cui
interno si annidano oscuri addensamenti di gas e polveri, dai quali possono
nascere nuove stelle.

La particolarità della ripresa consiste nel fatto che cattura insolite formazioni di
recente scoperta, chiamate Free-floating Evaporating Gaseous Globules ("frEGG",
globuli gassosi in evaporazione liberamente fluttuanti). Le strutture, localizzate
all'interno della bolla di gas caldo attorno alla giovane stella massiccia, sono
densi e compatti grumi di gas e polveri, alcuni dei quali stanno generando nuove
stelle di piccola massa.
Nell'immagine, il confine tra i freddi, polverosi oggetti e la bolla di gas caldo è
visibile come bagliore blu-violaceo. Il calore e la radiazione emessa dalla vicina
stella massiccia porta alla progressiva evaporazione degli strati gassosi esterni,
oltre a provocare lo scenografico bagliore del gas. Dal momento che i "frEGG"
sono particolarmente densi, sono in grado di resistere a questo processo
distruttivo, e, forse, di portare alla nascita di ulteriori, piccole stelle nelle
vicinanze della loro compagna più possente.

La regione rappresenta un eccellente laboratorio per studiare i complessi


processi di formazione stellare: le stelle massicce hanno effetti poderosi
sull'ambiente circostante, attraverso i loro venti stellari, l'intensa radiazione e
persino le esplosioni di supernova quando giungono al termine della loro breve
vita. Tutti questi aspetti limitano i processi di accrescimento delle stelle più
piccole nelle loro vicinanze. Oggetti come i globuli gassosi in evaporazione, qui
immortalati, rappresentano la possibilità evidente che alcune stelle possano
sopravvivere e accendersi di nuova luce, anche nei pressi di una scomoda vicina.

Crediti immagine: ESA/Hubble & NASA, R. Sahai


100 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 101
UNO SCATTO AL MESE

La grande congiunzione:
colpa della risonanza
di Giorgia Hofer

Una caratteristica dei corpi del Sistema Solare che - Giove e Saturno hanno una risonanza orbitale
mi ha sempre attratto e affascinato è la con un rapporto di 1:5; da qui il fatto che le
perfezione dei suoi movimenti che trovano grandi congiunzioni si verificano in modo
spiegazione nello studio della meccanica celeste. periodico, ogni 20 anni.
Uno tra gli argomenti secondo me più interessanti - Terra e Venere hanno un rapporto di risonanza
è proprio quello della risonanza orbitale tra i 13:8; lo si vede molto bene nel caso dei transiti
pianeti: ovvero quando due (o più) corpi celesti di Venere davanti al Sole che si verificano ogni
hanno periodi di rivoluzione tali che il loro 105+8 anni.
rapporto è esprimibile in frazioni di numeri interi - Terra e Luna hanno un rapporto di risonanza 1:1;
piccoli. Questo avviene poiché i due corpi in questo caso la rotazione della Luna attorno
esercitano, l'un l'altro, un’influenza gravitazionale alla Terra viene detta anche rotazione sincrona,
regolare, con andamento periodico. Possiamo
osservarla in tantissimi casi nel nostro Sistema In alto. Giove e Saturno la sera del 12 luglio 2020
Solare, ecco alcuni esempi: ripresi dalla chiesetta delle Tre Cime di Lavaredo. Posa
di 15 secondi, ISO 4.000, f/2, distanza focale 20 mm.
102 COELUM ASTRONOMIA
e fa sì che la Luna ci mostri sempre la stessa faccia.
- Plutone, e alcuni piccoli corpi celesti chiamati Plutini, non
vengono espulsi dal Sistema Solare grazie alla risonanza 2:3
con Nettuno. Tre rivoluzioni di Nettuno corrispondono
esattamente a due rivoluzioni di Plutone.

Esistono molti altri casi ovviamente: si tratta di un argomento


complesso che si può approfondire sui libri di meccanica
celeste. Ora il mio intento è solo quello di rendervi partecipi e Visita il sito web di Giorgia
consapevoli, per chi non lo fosse già, di un movimento Hofer con tutte le sue raccolte
di immagini!
silenzioso che sembra casuale ma non lo è affatto: esso infatti è giorgiahoferphotography.com
costante e armonioso e governa il nostro mondo senza che ce
ne accorgiamo minimamente. Un qualcosa che possiamo
vedere solo dall’osservazione costante e dallo studio del moto
dei pianeti, che ha un effetto determinante sugli equilibri
cosmici.
Mi stupisce, ogni tanto, anche la casualità con cui nascono
alcune fotografie: tantissime delle mie riprese più belle sono
nate per caso, senza preparazione. Sono il frutto di un
momento speciale che l’istinto ha saputo cogliere. Un esempio
è senz'altro l’immagine che ho scattato la sera del 29 ottobre
2020.
Giorgia Hofer su
Photo-Coelum
Tutte le immagini di Giorgia su
Photo-Coelum!
Clicca qui

Leggi anche:

Congiunzioni: una magia nella geometria


del cosmo su Coelum astronomia 249 a Il cielo stellato delle
Dolomiti
pagina 102
www.coelum.com 103
La sera prima io e il mio
compagno, come nostra
abitudine, siamo partiti per
la nostra sessione di
jogging serale e per una
pura casualità abbiamo
modificato il nostro
percorso, per via di alcuni
lavori di sistemazione
della strada che erano
appena cominciati. Quindi
abbiamo iniziato la nostra
corsa un chilometro più
avanti rispetto al solito.
Bene, questa variazione
del percorso mi ha
permesso di arrivare in un
punto dove si vedevano
benissimo le Marmarole
innevate con Giove e
Saturno sopra di esse.
Ovviamente il mio primo
pensiero è stato quello di
tornare a fotografare
quella splendida scena, la
sera seguente, e così è
stato. Anzi, la sera del
giorno dopo la situazione
era addirittura migliorata
perché delle sottili
velature hanno reso
l’immagine e quindi la
fotografia più interessante
Scatto del 29 ottobre 2020, per il cielo posa di 10 secondi inseguita,
e colorata rispetto a ISO 2500, f/4, distanza focale 120 mm. per il paesaggio posa di 15
quanto non lo sarebbe secondi non inseguita, ISO 2.000, f/4, distanza focale 120 mm.
stata quella sera stessa.

Riprendiamo la Grande Congiunzione


Il mese scorso vi ho invitati a riprendere una Saturno e Giove (trovate la cartina e altri dettagli,
bellissima congiunzione mattutina tra Venere, nella rubrica del Cielo del Mese). Oltre a questa
Mercurio e la Luna calante. Ma lo scenario che vi circostanza già davvero particolare, non
consiglio di non perdere questo mese è dimentichiamo che l’evento si verificherà il 21
l’imminente Grande Congiunzione tra i due dicembre, proprio giorno del solstizio d’inverno:
giganti del Sistema Solare: sto parlando di una coincidenza a dir poco eccezionale!

104 COELUM ASTRONOMIA


Questo grande evento si verifica ogni vent’anni, Prepariamo quindi i nostri strumenti, perché lo
cioè quando Giove, che come sappiamo orbita spettacolo inizierà comodamente dopo il calar del
attorno al Sole molto più velocemente di Saturno, Sole, attorno alle 17 circa. Nel momento della
raggiunge e supera il pianeta con gli anelli congiunzione i due pianeti avranno una
durante la loro corsa apparente nei nostri cieli. Le separazione di circa 6’, una distanza davvero
orbite di Giove e Saturno sono poi leggermente esigua e per rendersene conto basta pensare che i
inclinate rispetto all’orbita terrestre, due pianeti saranno a una distanza che equivale ai
rispettivamente di 1,3 ° e 2,5 °, e quando i due 2/3 della distanza che separa la stella Maja da
pianeti si allineano rispetto al Sole, la Taygeta una delle sue compagne nelle Pleiadi.
separazione tra i due astri che osserviamo da In realtà potremo riprendere l’avvicinamento dei
Terra varia, rendendo ogni congiunzione diversa. due pianeti anche nei giorni precedenti, tanto per
Una congiunzione così ravvicinata non si renderci conto di quanto velocemente si spostano
verificava dal lontano 1623, quando Galileo nel cielo (ricordo anche il mio articolo sulla
Galilei aveva scoperto da poco più di un decennio “Danza dei pianeti” pubblicato nel numero 138 di
i satelliti medicei e la strana forma oblunga di Coelum Astronomia, nel caso in cui si voglia
Saturno. evidenziare il loro avvicinamento).

Come prepararsi per queste riprese


Come già spiegato in altri precedenti articoli, per mie immagini, manterrò un ingrandimento meno
realizzare questo tipo di fotografie dobbiamo spinto: penso che userò il mio teleobiettivo a 400
ricorrere all’aiuto di un inseguitore o una mm in modo da includere anche un oggetto
montatura equatoriale (per compensare il moto terrestre nell’inquadratura. Un po’ come
della rotazione terrestre) per ottenere il massimo nell’immagine in cui ho ripreso i due pianeti sopra
dalla tecnica della doppia esposizione. la cima della Croda Bianca.
Per chi ha la possibilità di fotografare con un Sconsiglio di utilizzare il grandangolo perché i
buon telescopio questa è l’occasione giusta, i due due oggetti saranno talmente vicini da sembrare
pianeti saranno vicinissimi e quindi inquadrabili un corpo unico. In ogni caso possiamo fare più
nello stesso scatto, mettendo in evidenza le foto a diverse lunghezze focali per divertirci e
bande colorate e i satelliti di Giove assieme agli tirare fuori il massimo dalla nostra sessione
anelli di Saturno. fotografica.
Io però, poiché amo riprendere il paesaggio nelle

www.coelum.com 105
Ecco il mio procedimento
Di solito per prima cosa realizzo una posa lunga, elettronico del sensore, poi scatto circa 10-15
di 2 o 3 minuti, a inseguitore spento per registrare pose con l’inseguitore in funzione per il cielo.
il paesaggio, regolandomi in base a quanta luce Come dicevo, mantengo sempre gli ISO
ambientale ho a disposizione. Nell’immagine a relativamente bassi, ossia circa 1.000-1.200 e,
pagina 104, ad esempio, ho scelto una posa di grazie all’inseguitore, posso permettermi di fare
appena 15 secondi perché la Luna quasi piena scatti da 60-90 secondi.
illuminava tantissimo il paesaggio. Procedendo in questo modo, una volta a casa,
Cerco sempre di mantenere i valori di sensibilità ovviamente ci troveremo con tanti file da
ISO bassi, per non incappare nel rumore sommare per ottenere l’esposizione del cielo,

106 COELUM ASTRONOMIA


questo perchè vogliamo sfruttare al massimo la file unico su cui lavorare, aggiustando le curve e la
nostra reflex e cercare di ottenere una foto il più saturazione. A questo punto non mi resta che
pulita e dettagliata possibile. Dovremo dedicare, sovrapporre lo scatto del paesaggio e il gioco è
di conseguenza, un po’ di tempo alla post- fatto.
produzione ma vi assicuro che ne varrà la pena
perché il risultato sarà strabiliante! Ovviamente vi consiglio come sempre di
Per la somma delle immagini mi affido a software raggiungere un luogo lontano da fonti di
di editing come Photoshop: carico i file in serie e li inquinamento luminoso: più saremo distanti dalle
metto sempre di più in trasparenza livello dopo luci invasive e meglio sarà.
livello. Una volta che ho allineato tutte le
immagini posso fondere tutti i livelli e avere un Il vantaggio di questa grande congiunzione tra
Giove e Saturno è, come dicevamo, che potremo
dedicarci alla sua ripresa per vari giorni durante
l’avvicinamento dei due pianeti, cosa che ci offrirà
anche l’occasione per studiare la postazione
migliore di ripresa e allenarci per capire bene le
impostazioni da utilizzare durante la serata clou.
Vi ricordo inoltre che il 17 dicembre ci sarà anche
la Luna ad accompagnare i due giganti verso la
loro minima distanza, quindi un soggetto un più da
fotografare, sperando sempre nella clemenza del
meteo...

Tornando al discorso iniziale, in cui dicevo che


certe cose sembrano nascere per puro caso, mi
viene in mente una frase di Tiziano Terzani che
molto si addice a quello che mi è successo a fine
ottobre:
«Il caso? Difficile dire che non esiste, ma in qualche
modo mi andavo convincendo che gran parte di
quel che sembra succedere appunto “per caso”,
siamo noi che lo facciamo accadere; siamo noi che,
una volta cambiati gli occhiali con cui guardiamo il
mondo, vediamo ciò che prima ci sfuggiva e per
questo credevamo non esistesse. Il caso, insomma,
siamo noi».

Il nostro mondo è pieno di indizi che ci possono


portare a fare e vivere delle esperienze stupende,
basta avere gli occhi per guardare e lo spirito
giusto per apprezzare le piccole ma grandi cose...

A sinistra. Giove e Saturno la sera del 7 ottobre ripresi


dal Passo Falzarego. Per il cielo 5 pose di 30 secondi
inseguita, ISO 1200, f/2,2, distanza focale 20 mm, per
il paesaggio posa di 60 secondi non inseguita, ISO
1200, f/2, distanza focale 20 mm.

www.coelum.com 107
Aspetto del cielo per una località posta a Lat.
42°N - Long. 12°E

IL CIELO DI La cartina mostra l'aspetto del cielo alle ore


(TMEC):
1 Dic > 23:00

DICEMBRE 15 Dic > 22:00


30 Dic > 21:00

di Redazione Coelum Astronomia

Con dicembre torna anche la stagione in cui


il cielo offre la sua parte più suggestiva, tutta
centrata sulla grande figura di Orione già
visibile nelle prime ore di buio verso sudest,
preceduto da Toro, Eridano e Balena. In
questo periodo si hanno le nottate più
lunghe dell’anno, non ancora le più fredde,
ma pungenti quanto basta a rendere difficili
le condizioni di lavoro degli osservatori che
vogliono sfruttare a fondo le molte ore di
buio a disposizione. È questo il momento di
tentare le lunghe pose centrate sul Polo
Celeste per registrare la rotazione apparente
della volta stellata: nelle notti prossime al
solstizio si potranno infatti raggiungere le 12
ore di esposizione.
Quando “l’Occhio del Toro” Aldebaran,
l’ammasso delle Iadi, raggiungerà il
meridiano, a ponente staranno già
scendendo lentamente le costellazioni
dell'Acquario, del Pegaso, del Cigno, con la
brillante Deneb, e i Pesci, con l’ancora
brillantissimo Marte, che qualche mese fa
dominavano lo zenit, ora occupato dal Perseo
e dall’Auriga, in cui dimora la fulgida Capella.
Più in basso rispetto al Toro riconosceremo il
dolce fluire delle acque stellari dell’Eridano.
Verso est, circondato da altri “animali” e
personaggi mitologici, salirà invece un
aggressivo Leone.
Più tardi, nel corso della notte, sorgerà anche
il Boote, con la brillante Arturo, mentre
staranno già scendendo verso l’orizzonte
occidentale la Balena, i Pesci e Andromeda.

108 COELUM ASTRONOMIA


Le effemeridi complete sono
disponibili cliccando qui
oppure cliccando sui nomi dei
pianeti alle pagine successive.

www.coelum.com 109
IL SOLE
All’inizio di dicembre, il Sole si troverà nella all’alba) varia secondo la latitudine da 15h 38m
costellazione zodiacale dell’Ofiuco e passerà in (+48°) a 14h 28m (+38°), mentre la durata della
quella del Sagittario il giorno 18. Sempre più notte astronomica (l’intervallo di tempo in cui il
bassa e immersa nella foschia, la nostra stella Sole si trova al di sotto dell’orizzonte di almeno
raggiungerà in questo periodo, più precisamente 18°) varierà in maniera quasi inapprezzabile fra le
il giorno 21, la minima altezza sull’orizzonte al 11,3 e le 11,5 ore; i valori massimi si avranno
momento del passaggio in meridiano (+24,6°). proprio nella seconda metà del mese, quando le
Sarà questo il giorno del Solstizio invernale (dal osservazioni potranno iniziare già alle 18-18:30 e
latino "solstitium", che significa "Sole immobile", protrarsi fino alle 6-6:30.
stazionario, per il fatto che la sua apparente Il Solstizio non cade sempre e solo il 21-22
caduta in altezza sembra progressivamente dicembre, ma può verificarsi, sia pure molto
arrestarsi). Da questo momento in poi avrà inizio raramente, anche il 20 e il 23. L’ultima volta in cui
nel nostro emisfero l’inverno astronomico. si verificò il giorno 23 accadde nel 1903, la
Il giorno del Solstizio invernale è ovviamente prossima sarà nel 2303; nel 1697 avvenne il 20
anche quello con meno ore di luce di tutto l’anno: dicembre, e la cosa si ripeterà soltanto nel 2080.
per l’Italia la durata della notte (dal tramonto

Sopra. Tre foto dello stesso paesaggio scattate in tempi diversi mostrano la posizione azimutale del Sole al
sorgere durante i solstizi e durante l’equinozio di primavera (latitudine di +42°).

LA NOTTE ASTRONOMICA
DATA FINE DURATA INIZIO
CREPUSCOLO NOTTE CREPUSCOLO
SERALE ASTRONOMICA MATTUTINO

Dic 01 18:21 11:20 05:41


06 18:21 11:24 05:45
11 18:21 11:28 05:49
16 18:23 11:30 05:53
21 18:25 11:31 05:56
26 18:28 11:30 05:58
31 18:31 11:28 05:59
Sopra. I tempi sono indicati in TMEC e sono calcolati per una località a 12° di Long. Est e 42° di lat. Nord. Il
crepuscolo astronomico inizia, o termina, nel momento in cui il Sole si trova 18° sotto l'orizzonte (vedi
l'articolo all'indirizzo www.coelum.com/articoli/risorse/il-crepuscolo)
110 COELUM ASTRONOMIA
PIANETI

Sopra. Il grafico mostra l'aspetto dei pianeti durante il mese, con indicati i relativi diametri angolari e, per
quelli interni, anche la fase. Il diametro di Saturno è riferito all'intero sistema (anelli inclusi).

Di seguito vengono fornite alcune indicazioni prima metà di dicembre, quando la levata di
sulle condizioni di osservabilità dei pianeti per il Mercurio dall’orizzonte orientale precederà il
mese corrente. Gli orari sono espressi in TMEC, sorgere del Sole di circa 50 minuti (a inizio
cioè all'ora indicata dai nostri orologi. dicembre), lasciandoci la possibilità di scorgere
l’elusivo pianeta nel chiarore dell’alba. Con il
Mercurio
Mag. da –0,8 a –1,3; diam. da 4,9" a 4,6"
A sinistra.
Osservabile con difficoltà all’alba nella prima Mercurio di
metà del mese Raimondo Sedrani
- PhotoCoelum

Dopo lo spettacolo che Mercurio ci ha offerto in


novembre, purtroppo dicembre si rivelerà essere
ben più deludente per ciò che riguarda
l’osservazione del piccolo e sfuggente pianeta.
Potremo contare di osservarlo ancora la mattina
prima dell’alba, ma probabilmente solo nella
www.coelum.com 111
passare dei giorni, l’anticipo sulla levata del Sole La perdita di luminosità sarà contenuta, con una
si ridurrà in modo consistente, al punto che già a magnitudine che rimane sempre saldamente
metà mese non sarà possibile individuare il attorno a –3,9, un valore decisamente ottimo, al
pianeta, diretto verso la congiunzione eliaca punto da non poter ignorare la presenza di questo
superiore del giorno 20 dicembre. In questo astro nel cielo del mattino, anche a occhio nudo.
momento non sarà in nessun modo possibile
osservare Mercurio e dovremo attendere che la Marte
separazione angolare dal Sole si faccia sufficiente Mag. da –1,1 a –0,4; diam. da 14,6" a 10,5"
per poterlo ritrovare, questa volta la sera al Ottimamente osservabile nella prima parte della
tramonto, solo negli ultimissimi giorni di notte
dicembre. L’appuntamento però è sicuramente
A sinistra. Marte
rimandato a gennaio del nuovo anno. di Vincenzo
Mirabella -
Venere PhotoCoelum

Mag. da –3,9; diam. da 11,7" a 10,7"; fase da 89%


a 94%
Osservabile al mattino

Continua il declino di Venere durante il mese di


dicembre: con il passare dei giorni, cercandolo alla
stessa ora del mattino, lo vedremo sempre più In dicembre, sarà ancora molto proficua
basso sull’orizzonte, con il cielo che invece si fa l’osservazione di Marte: il pianeta ci apparirà
via via più chiaro. A inizio mese Venere sorgerà brillante e alto sull’orizzonte di sudest
alle ore 4:57, lasciandoci circa 2 ore e 20 minuti all’imbrunire e sarà facile da localizzare a occhio
per osservarlo prima che sorga il Sole, ma questo nudo, tra le flebili stelle dei Pesci.
valore scenderà a un’ora e mezza a fine mese. La sua magnitudine è in costante calo e, dall’inizio
Nonostante ciò, il bel pianeta continua ad essere alla fine del mese, si noterà una marcata
un’importante e luminosa presenza nel cielo del diminuzione di luminosità, cosa che renderà Marte
mattino, guardando verso est-sudest. Non sarà sicuramente meno appariscente negli ultimi giorni
difficile scorgerlo, alto in cielo tra le stelle della del mese: godiamoci quindi questi ultime nottate
Bilancia, fino al 17 del mese, in prossimità della in cui il Pianeta Rosso sembrerà un vero e proprio
stella Theta Librae. Passerà poi nello Scorpione, occhio infuocato nella notte.
dove soggiornerà solo per qualche giorno (fino al Per osservarlo in dicembre potremo contare
21 dicembre), per varcare infine la soglia della ancora su numerose ore a nostra disposizione,
costellazione del grande Ofiuco, dove rimarrà fino nonostante il pianeta raggiunga la soglia
a fine dicembre. dell’orizzonte occidentale sempre prima: a inizio
A sinistra. dicembre Marte tramonta alle 3:02, orario
Venere di Pietro anticipato a qualche minuto prima delle 2 di notte
De Gregorio -
a fine mese. Il transito in meridiano avverrà in
PhotoCoelum
orari piuttosto comodi, alle ore 19:50 il 15
dicembre, a un’altezza davvero ragguardevole di
56,7° sull’orizzonte sud. Questo ci consentirà
certamente di dedicarci all’osservazione e ripresa
del pianeta (anche in alta risoluzione) in
condizioni ottimali, come testimoniano le ottime
immagini che potete ammirare nella nostra gallery
112 COELUM ASTRONOMIA
PhotoCoelum e che potete trovare un esempio della grande congiunzione. Da quel momento
anche nella pagina precedente. inizierà nuovamente la separazione, che sarà
Approfittiamo quindi del mese di novembre per piacevole da seguire proprio come lo è stato
ammirare gli affascinanti dettagli superficiali del l’avvicinamento.
pianeta, che abbiamo avuto modo di conoscere Fino al 21 dicembre il ruolo di inseguitore è di
nel dettaglio negli articoli di Vincenzo Della Saturno (mag. –0,6), che sorge (e quindi tramonta)
Vecchia e di Matteo Massironi nello “speciale a pochi minuti di distanza del più brillante Giove
Marte” del numero 248 di Coelum Astronomia. (mag. –2,0), con uno scarto che a inizio dicembre è
pari a 12 minuti, passando a un tramonto
Giove e Saturno anticipato rispetto a quello di Giove (di circa 7
Giove: mag. –2,0; diam. da 34,4" a 32,9" minuti) a fine mese.
Saturno: mag. +0,7; diam. da 35,7" a 34,8" Complessivamente, nonostante il bell’abbraccio
Osservabili nella prima parte della notte astrale al quale stiamo per assistere, tra le stelle
del Sagittario, il periodo è per l’osservazione dei
A sinistra. due grandi pianeti sta volgendo al termine.
Giove di Marco
Lorenzi -
PhotoCoelum Urano
Mag. da +5,7 a +5,8; diam. 3,7"
Osservabile quasi tutta la notte

A ormai un mese intero dalla sua opposizione al


Sole, Urano rimane ancora un soggetto
osservabile con profitto per quasi tutta la durata
della notte. Sorgerà nel tardo pomeriggio per
culminare in Meridiano prima della mezzanotte,
Come il mese scorso, facciamo un discorso unico alle ore 20:52 a metà dicembre, a un’altezza di
per i due giganti gassosi del Sistema Solare, Giove quasi 61,4° sull’orizzonte sud. Avremo quindi
e Saturno, poiché i due pianeti ci appaiono nel numerose ore per osservarlo: impossibile da
cielo sempre più ravvicinati, come due stelle scorgere a occhio nudo, ci servirà sicuramente un
brillanti: sembrano due occhi luminosi che buon binocolo per scorgerlo o un telescopio per
splendono nel cielo della sera, guardando verso apprezzarlo. Lo troveremo tra le stelle della
sud-sudovest all’imbrunire. costellazione dell’Ariete, come i mesi scorsi, nella
I due giganti si stanno facendo sempre più vicini, regione di confine tra i Pesci e il Mostro Marino
un incontro che culminerà proprio alla fine di (Cetus). Ad aiutarci nella sua localizzazione
dicembre, il giorno 21, in quella che viene potremo sfruttare due stelle di quest’ultima
chiamata “Grande Congiunzione”. Si tratta di un costellazione, Xi1 Ceti (mag. +4,3) e Xi2 Ceti (mag.
fenomeno particolare e che avviene ogni circa 20
A sinistra.
anni, assolutamente da non perdere! Per Urano di
conoscere tutti i dettagli di questa particolare Raimondo
congiunzione planetaria, leggi gli articoli dello Sedrani
speciale che abbiamo predisposto per l’occasione
da pagina 34.
All’inizio di dicembre, alle ore 17:30, i due
pianeti, alti circa 20° sull’orizzonte sud-sudovest,
saranno separati di 1° 50’, valore che scenderà ad
appena 6’ alla stessa ora del 21 dicembre, giorno
www.coelum.com 113
+4,4): Urano si troverà rispettivamente a Come Urano, possiamo definire anche Nettuno un
nordovest e nordest di queste due stelle, a 5’ 20’ soggetto ostico da osservare. In dicembre tuttavia
circa (a metà mese). potremo contare su numerose ore per dedicarci
L’osservazione di Urano non è mai semplice, per alla caccia a questo remoto gigante di ghiaccio. Lo
via della grande distanza che ci separa da questo potremo localizzare, esclusivamente tramite l’uso
lontano pianeta, e per l’assenza quasi totale di di un telescopio di diametro generoso, entro i
caratteristiche atmosferiche osservabili. confini della costellazione dell’Acquario, a una
distanza di circa 3° 17’ a nord della stella Psi1 Aqr
Nettuno (mag. +4,2).
Mag. da +7,7 a +7,8; diam. 2,3" A inizio mese il pianeta tramonterà alle 0:33,
Osservabile nella prima parte della notte orario anticipato alle 22:33 il 31 dicembre.

Asteroidi in dicembre: l’opposizione di (16) Psyche


In dicembre, gli amanti di osservazione o ripresa l'analisi dello spettro di Psyche indica una
asteroidale potranno dedicarsi a numerose composizione praticamente pura di ferro e nichel
opposizioni. Ci concentriamo sulle più brillanti tra e si suppone che provenga, come gli altri asteroidi
queste e in particolare su quella di (16) Psyche. di tipo M, dal nucleo metallico di un grande
Psyche è un grande asteroide (circa 250 km di planetesimo simile a 4 Vesta. Questo asteroide è
diametro) della Fascia Principale. Questo stato selezionato dalla NASA come obiettivo
asteroide è uno dei nove scoperti da Annibale De primario per la prossima missione di esplorazione
Gasparis, che lo scoprì il 17 marzo 1852 spaziale omonima, la cui partenza è prevista per il
dall'Osservatorio astronomico di Capodimonte a luglio del 2022.
Napoli. Il nome venne scelto in onore di Psiche, Psyche raggiungerà l'opposizione il 7 dicembre:
figura della mitologia greca. potremo localizzare questo oggetto tra le stelle
Questo asteroide, per via anche della sua del Toro, in particolare cercando la congiungente
grandezza, è stato oggetto di numerosi studi: tra Aldebaran (Alfa Tauri, mag. +0,9) e Zeta Tauri

114 COELUM ASTRONOMIA


(mag. +2,9): Psyche il giorno dell'opposizione sarà Orione. Nel giorno dell'opposizione, l'11
a 6° 5' a est-nordest di Aldebaran. La magnitudine dicembre, Eurynome raggiungerà la magnitudine
raggiunta sarà pari a +9,4, ponendosi a 1,692 UA di +9,9, a una distanza dalla Terra di 1,049 UA.
dalla Terra. Il terzo asteroide che portiamo alla vostra
attenzione è (39) Laetitia, che il 21 dicembre, il
Non distante da Psyche troveremo un altro giorno del solstizio d'Inverno, sarà in opposizione
asteroide che raggiungerà l'opposizione in in Orione e splenderà di magnitudine +9,9. Lo
dicembre; parliamo di (79) Eurynome. Pur non troveremo sulla congiungente tra Betelgeuse
essendo molto distante da Psyche, questo (Alfa Orionis, mag. +0,5) e Mi Orionis (mag. +4,3),
asteroide, di circa 63 km di diametro, si troverà a circa 1° 25' a nordest di Betelgeuse.
appena dentro il confine della costellazione di

Rappresentazione artistica della


sonda NASA Psyche attorno
all’omonimo asteroide: la
partenza della missione è prevista
per il 2022. Crediti: NASA

www.coelum.com 115
Le falci Lunari di dicembre
di Francesco Badalotti
Il primo appuntamento per chi va a caccia di falci bordo nordest, oltre al mare Humboldtianum e
di Luna è per la tarda nottata del 12 dicembre con alle altre aree scure di origine basaltica dei mari
una bella falce di 27 giorni che sorgerà alle 04:49 Marginis e Smythii stretti fra il bordo lunare e il
fra le stelle della costellazione della Bilancia, terminatore.
seguita dal pianeta Venere alla distanza di 8°.
Come sempre in questa tipologia di osservazioni, Come sempre per questa tipologia di
i principali spunti osservativi saranno costituiti osservazioni, oltre agli ormai noti parametri
dalla netta differenza delle distese basaltiche a osservativi, risulterà determinante disporre di un
nordovest in contrasto con le più chiare distese orizzonte il più possibile libero da ostacoli e
anortositiche a sudovest sulle quali è sempre in sperare nella clemenza delle condizioni
evidenza l'inconfondibile macchia nera del meteorologiche, anche se la stagione invernale
cratere Grimaldi. ormai avanzata potrebbe riflettersi
La mattina successiva, il 13 dicembre, una sottile negativamente sull'attività osservativa.
falce di 28 giorni con frazione illuminata al 3,1%
sorgerà alle ore 06:10 questa volta preceduta dal • Astrofotografia - Andiamo a caccia delle
pianeta Venere a 5°40' di separazione. Ben pochi sottilissime falci lunari
dettagli si potranno individuare sulla sua • Continua l’esplorazione delle formazioni lunari
superficie mentre ci sarà solo il tempo per nella Rubrica dedicata alla Luna
qualche foto prima che le luci dell'alba cancellino
lo spettacolo.

Per quanto riguarda le falci in Luna crescente,


appuntamento per il tardo pomeriggio del 16
dicembre con una falce di 2 giorni che tramonterà
alle ore 18:27, fra le stelle del Sagittario, seguita
alla distanza di 9° dai pianeti Giove e Saturno in
congiunzione abbastanza stretta (0°33' circa). Per
chi fosse interessato a osservare questa falce si
Piccola falce di Luna in
segnala la massima Librazione in prossimità del fase 2,6% di Andrea
vasto cratere Fabry di 184 km di diametro sul Rapposelli - PhotoCoelum

Hai compiuto un'osservazione?

Condividi le tue esperienze e impressioni, mandaci i


tuoi report osservativi o un breve commento sui
fenomeni osservati: puoi scrivere a
segreteria@coelum.com. Inoltre, se hai scattato
qualche fotografia agli eventi segnalati, carica le tue
foto in PhotoCoelum!

116 COELUM ASTRONOMIA


FENOMENI E CONGIUNZIONI DI DICEMBRE
Di seguito riportiamo i principali eventi celesti 12° E. Nelle illustrazioni la Luna appare ingrandita
del mese: gli orari sono espressi in TMEC e le per una questione di leggibilità e di
condizioni del cielo sono calcolate per una rappresentazione grafica.
località media italiana posta alle coordinate 42° N

12 dicembre, ore 6:00


Congiunzione Luna e Venere
Sarà una congiunzione piuttosto larga quella che far scalare a questa congiunzione la classifica degli
potremo ammirare la mattina presto del 12 incontri più stretti, sarà di sicuro effetto e molto
dicembre, alle ore 6:00, guardando verso est. Ci piacevole da osservare e fotografare a largo
colpirà senza alcun dubbio la tridimensionalità campo.
della scena che si presenterà ai nostri occhi: una Merita una nota aggiuntiva anche lo scenario che
sottile falce di Luna (fase dell’8%), in luce cinerea, ospiterà questo incontro, ossia il cuore della
alta circa 14° sull’orizzonte che si avvicinerà al costellazione della Bilancia, di cui potremo
brillantissimo pianeta Venere (mag. –3,9). Il senso facilmente individuare le due stelle principali,
di tridimensionalità è dato dalla brillantezza nitida Zubenelgenubi e Zubeneschamali, stelle che,
e definita dei due oggetti che sembreranno seppur tenui, andranno ad arricchire la scena. Le
staccarsi dal fondo del cielo. La separazione tra potremo trovare rispettivamente a destra e a
Luna e Venere sarà cospicua, come anticipato, pari sinistra della Luna, in un sistema di riferimento
a circa 7° 40’. Nonostante questo valore non possa altazimutale.

www.coelum.com 117
In fotografia, il consiglio è quello di utilizzare Attenzione anche al tempo di esposizione: forse
obiettivi di corta focale, in grado di abbracciare servirà qualche prova per imprimere
per intero la scena includendo elementi del correttamente la flebile luce cinerea della Luna,
paesaggio ma attenzione a non esagerare: è senza però bruciare i bordi del falcetto lunare, e
sempre bello poter distinguere chiaramente nelle del pianeta Venere.
riprese di questo genere i protagonisti!

14 dicembre - Le Geminidi
Quello delle Geminidi è uno tra i più attivi sciami di ZHR ragguardevoli, pari a 140-150. Di solito, i
meteorici dopo quello delle Perseidi e si tassi di manifestazione delle Geminidi in
manifesta in genere nel periodo che va dal 7 al 17 prossimità del picco persistono per diverse ore,
dicembre. Come particolarità ricordiamo che – offrendoci la possibilità di godere di questo
unico tra quelli più conosciuti – lo sciame sembra spettacolo al meglio. In genere le meteore più
essersi generato da un asteroide (3200) deboli dovrebbero essere più abbondanti un
Phaethon, che è probabilmente il residuo di una giorno prima circa del picco massimo.
cometa estinta, e non da una cometa. Sembra
inoltre che abbia cominciato a manifestarsi solo Per la ripresa e l’osservazione dello sciame,
dopo l’anno 1750. Il radiante è situato circa 2° a valgono tutti i consigli dati nel caso delle Perseidi
nordovest di Castore, la stella alfa della (a parte circostanze e cartina ovviamente) che
costellazione dei Gemelli. potete trovare a partire da questa pagina:
L’attività di quest’anno prevede il picco massimo http://bit.ly/coelum_perseidi
verso le ore 01:00 TU (le nostre ore 2:00) del 14
dicembre, in condizioni osservative eccellenti,
considerando che nello stesso giorno la Luna Sotto. La posizione del radiante delle
raggiungerà la fase di Nuova, eliminando il rischio Geminidi rispetto alle stelle della
del disturbo lunare. costellazione da cui lo sciame prende
il nome. Verso le 20:00 del 14
I picchi di attività hanno mostrato negli ultimi dicembre il radiante sarà già alto
anni un leggero aumento e hanno raggiunto valori circa 30° sull’orizzonte di est-sudest.

118 COELUM ASTRONOMIA


17 dicembre, ore 18:30
Congiunzione Luna, Giove e Saturno
Il tardo pomeriggio del 17 dicembre, alle ore Complessivamente si tratta di un quadretto
18:30, potremo assistere a una bella congiunzione celeste davvero bello che potremo sicuramente
tra la Luna e i pianeti Giove e Saturno. Potreste apprezzare a occhio nudo e immortalare in uno
pensare che ci troviamo di fronte all’ennesimo scatto fotografico a largo campo. Come nel caso
incontro tra la Luna e la coppia di pianeti, come si precedente il consiglio è quello di non ridurre
è verificata anche durante i mesi appena trascorsi troppo la focale: con obiettivi fortemente
e da un certo punto di vista è sicuramente così. grandangolari la nostra fotografia abbraccerà
Questa volta però possiamo contare su qualcosa sicuramente un’ampia fetta di paesaggio ma
di differente e di grande impatto: la vicinanza dei renderà meno evidenti gli astri protagonisti della
due giganti gassosi che, a differenza dei mesi congiunzione. Meglio sarà ricorrere a focali medie,
scorsi, si è fatta ora davvero accentuata. Sappiamo per inquadrare i soggetti mantenendoli ben
infatti che Giove e Saturno hanno passato mesi a intelligibili avendo cura di introdurre nella ripresa
rincorrersi per culminare nella Grande elementi del paesaggio naturale o architettonico
Congiunzione di cui parleremo tra poco. circostante. A tal proposito potrebbe risultare più
Esaminando questa che ci troveremo davanti, semplice attendere che Luna e pianeti siano più
potremo notare la Luna, in forma di falcetto (fase bassi: basterà attendere meno di un’ora per avere i
dell’11%) posizionarsi a circa 6° e mezzo dalla soggetti decisamente più bassi sull’orizzonte e
coppia di pianeti, alla loro sinistra (in un sistema quindi disponibili a creare interessanti giochi
altazimutale). Giove e Saturno saranno brillanti prospettici con gli elementi che ci circondano.
(mag. –1,2 e +0,6 rispettivamente) e facilmente Sperimentiamo ora! Sarà un’esperienza utile in
riconoscibili: ci sembreranno due gemme lucenti vista della grande congiunzione.
nel cielo della sera, separate di appena 20’ circa.

www.coelum.com 119
21 dicembre, ore 17:30
Grande Congiunzione Giove e Saturno
Eccoci giunti finalmente al momento della Grande articolo Patrizia Nava, che trovare a pagina 36. E
Congiunzione tra Giove e Saturno: ne abbiamo così anche noi, proprio come Keplero secoli fa,
parlato e l’abbiamo attesa per tutto l’anno! Anche punteremo il nostro sguardo curioso e forse un po’
se potreste pensare che, dopotutto, si tratti di una emozionato in direzione sudovest, ammirando
semplice congiunzione, in realtà, ciò che ci si quel punto luminoso costituito dai due giganti
presenterà davanti ai nostri occhi la sera del 21 gassosi stretti in un abbraccio appassionato, sullo
dicembre, alle ore 17:30, è un fenomeno sfondo ancora illuminato dalle colorate luci del
particolare. tramonto.

Al di là del fatto che una congiunzione del genere Sarà una scena davvero speciale e suggestiva, e
si presenta solo una volta ogni vent’anni (ma per gustarla saranno sufficienti i nostri occhi,
congiunzioni così strette risultano in realtà più senza l’ausilio di strumenti particolari.
rare, come ci spiega Aldo Vitagliano nel suo Sicuramente però anche al binocolo o addirittura
articolo a pagina 46), osservandola e apprezzando al telescopio (tale è la vicinanza apparente tra i
l’eccezionale vicinanza tra i due brillanti pianeti, due pianeti) Giove e Saturno sapranno regalarci
che ci sembreranno quasi toccarsi, dovremo forse grandi soddisfazioni.
ripercorrere con la mente quale grande Rimandiamo all’articolo di Vincenzo della Vecchia,
importanza abbiano rivestito nella storia incontri a pagina 52, per tutti i dettagli e i consigli per
astrali di questo genere. Ce ne ha parlato nel suo l’osservazione.

120 COELUM ASTRONOMIA


23 dicembre, ore 19:30
Congiunzione Luna e Marte
La sera dell’antivigilia di Natale,
alle ore 19:30, volgendo il nostro
sguardo esattamente verso sud,
potremo notare la presenza della
Luna (fase del 67%) alta al
meridiano di poco meno di 52°
sovrastata da una luce ancora
intensa e di colore spiccatamente
arancione: si tratta di Marte, il
Pianeta Rosso, che si sta facendo
via via più debole ma che ancora è
capace di tenere la scena nel teatro
celeste offerto dalla costellazione
dei Pesci.

Luna e Marte si troveranno a una


distanza reciproca di circa 5° 15’,
con il pianeta posizionato
esattamente a nord del nostro
satellite naturale.

Questo incontro sarà apprezzabile


a occhio nudo ma per immortalare
la scena fotograficamente, la posizione dei due ovest e quindi più vicini agli elementi del
astri non offre grandi alternative a realizzare una paesaggio naturale. Sarà così possibile scattare
fotografia che ritragga solo i due corpi celesti. una fotografia originale e più esteticamente valida
giocando proprio con il paesaggio e la prospettiva,
Molto meglio attendere ancora qualche ora, la ponendo Luna e Marte prospetticamente vicini agli
mezzanotte e mezza del 24 dicembre, quando i elementi naturali o architettonici del paesaggio
due oggetti saranno in prossimità dell’orizzonte che ci circonda.

www.coelum.com 121
Altre congiunzioni di dicembre in breve
6 dicembre, ore 23:00 10 dicembre, ore 5:30
Congiunzione Luna e Regolo Congiunzione Luna e Spica
La Luna (fase del 61%) sorta da poco, alta circa 4° Larga congiunzione tra Luna (fase del 26%) e la
e mezzo sull’orizzonte di est-nordest, si troverà stella Spica (Alfa Virginis, mag. +1,0) quella che
nel petto del Leone, in congiunzione con la stella potremo osservare la mattina del 10 dicembre,
Alfa della costellazione, Regolo (Alfa Leonis, alle ore 5:30 guardando verso sudest. La Luna sarà
mag. +1,4). La separazione tra la stella e la Luna alta meno di 33° e si troverà a nord della stella, a
sarà di 4,8° con il nostro satellite naturale una distanza di circa 8,4°.
posizionato a est della stella (in un sistema di
riferimento equatoriale).

Osserviamo la Luna in luce cinerea in dicembre


Le giornate migliori per osservare e fotografare la Luna. Per questo, la parte non illuminata della
Luna in luce cinerea cadranno nei giorni 11 e 12 Luna apparirà tenuemente brillante divenendo
dicembre, quando si avrà la migliore visibilità così vagamente visibile. Per maggiori
appena prima dell’alba. Nei giorni attorno al 18 informazioni sul fenomeno e su come riprenderlo:
dicembre invece avremo la possibilità di
ammirare la luce cinerea della Luna subito dopo • Riprendiamo la Luce Cinerea della Luna
la fine del tramonto. • Lo sapevi che anche Leonardo da Vinci aveva
compreso il fenomeno? Leggi l'articolo su
Il fenomeno è dovuto alla luce del Sole riflessa Coelum Astronomia 237
dalla Terra che illumina la parte in ombra della

Luna in Luce
Cinerea di Enrico
Serafini -
PhotoCoelum

122 COELUM ASTRONOMIA


STAZIONE SPAZIALE

Transiti ISS notevoli per il


mese di Dicembre 2020
a cura di Giuseppe Petricca

La ISS – Stazione Spaziale Internazionale sarà rintracciabile nei nostri cieli in orari
tardo pomeridiani nella prima parte del mese e al mattino, prima dell’alba, nella
seconda. Durante l’ultimo mese dell’anno, potremo dedicarci all’osservazione di sei
transiti notevoli, caratterizzati da magnitudini elevate.

Si inizierà il giorno 6 dicembre, dalle 18:19 alle eccellente da tutta la nazione, in particolare dal
18:25, osservando da nordovest a est-sudest. La Nord Italia.
ISS sarà ben visibile da tutta Italia con una
magnitudine massima che si attesterà su un valore L’ultimo transito del mese sarà visibile al meglio
di –3,9. Un classico transito, seppur parziale, che ancora una volta da tutta Italia proprio la mattina
sarà individuabile senza alcun problema da ogni presto della Vigilia di Natale, il 24 dicembre. Dalle
parte del paese, meteo permettendo. 05:42 alle 05:48 da nord-nordest a nordest.
Magnitudine di picco a –3,6.
Si replica il 7 dicembre, dalle 17:31, guardando
verso nordovest, alle 17:40 verso est-sudest. la I TRANSITI DELLA ISS IN DICEMBRE
visibilità sarà migliore dal Nordest Italiano e dalle
regioni Adriatiche per questa occasione, con Giorno Ora Direz. Ora Direz. Mag.
inizio fine max
magnitudine di picco a –3,6. Sarà uno dei migliori 06 18:19 NO 18:25 ESE –3,9
transiti del mese, osservabile senza problemi 07 17:31 NO 17:40 ESE –3,6
09 17:33 ONO 17:44 SE –3,0
anche dal resto della nazione. 21 06:23 SO 06:34 ENE –3,5
23 06:27 O 06:35 NE –3,4
24 05:42 NNE 05:48 NE –3,6
Passiamo al giorno 9 dicembre, dalle 17:33 in
N.B. Le direzioni visibili per ogni transito sono
direzione ovest-nordovest alle 17:44 in direzione
riferite a un punto centrato sulla penisola, nel
sudest. Visibile da tutto il paese, in particolare Centro Italia, costa tirrenica. Considerate uno scarto
dalle isole maggiori, con una magnitudine ± 1-5 minuti dagli orari sopra scritti, a causa del
grande anticipo con il quale sono stati calcolati. Si
massima di –3,0. Sperando come sempre in cieli
consiglia di controllare le corrette circostanze con
sereni. l’uso dei software online, come http://transit-finder.
com/ o
Si passa ora ai transiti mattutini, prima dell’alba. Il https://www.calsky.com/cs.cgi/Satellites/4

21 dicembre, la Stazione Spaziale Internazionale


sarà visibile nuovamente da orizzonte a orizzonte
DOVE SI TROVA LA ISS ORA?
da tutta Italia, dalle 06:23 alle 06:34, da sudovest
a est-nordest, con magnitudine massima di –3,5. Live stream dalla ISS

Per controllare le circostanze esatte secondo la


Il penultimo transito si avrà il giorno 23 dicembre, vostra località, potete collegarvi alla pagina di
dalle 06:27 da ovest alle 06:35 a nordest, con AstronomiAmo dedicata ai passaggi della ISS,
controllando in alto a sinistra che vi abbia
magnitudine massima a –3,4. La visibilità sarà geolocalizzato correttamente.

www.coelum.com 123
COMETE

La ATLAS per il Natale 2020


di Claudio Pra

L’ultimo mese del 2020 ci ripropone un paio di comete già trattate nei mesi scorsi,
entrambe ormai in calo, una delle quali, per luminosità, posizione favorevole e
orario comodo, attirerà a sé l’attenzione degli appassionati.

C/2020 M3 ATLAS
Ha passato già da un po’ di
tempo il perielio e si sta anche
allontanando dal nostro pianeta,
ma dovrebbe mantenersi per
tutto dicembre su valori
luminosi discreti, tanto che
quest’anno il ruolo di cometa
natalizia sembra spettare a lei.
Partendo dall’ottava
magnitudine dovrebbe calare di
poco, e inoltre sarà
comodamente osservabile
altissima in cielo già in prima
serata. Dopo una manciata di
giorni trascorsi nel Toro si
trasferirà nell’Auriga, dove
trascorrerà tutto il resto del
mese, guadagnando sempre più
in declinazione e finendo la sua
corsa vicinissima a Capella, la
luminosissima stella Alfa della
costellazione.

A novembre ho avuto modo di


seguire la ATLAS in più
occasioni. Vi riporto la mia
ultima osservazione che la
riguarda, risalente a circa metà
mese:
«La osservo in piena notte con il
binocolo 25x100, per la prima
volta ben alta in cielo. Pur meglio
“staccata” dal fondo cielo
rispetto alle osservazioni
124 COELUM ASTRONOMIA
precedenti, è una cometa che non spicca. Molto Nonostante tutto, grazie all’ottimo cielo, è visibile
diffusa con appena un accenno di condensazione anche nel piccolo binocolo 10x50».
centrale, la stimo attorno all’ottava magnitudine.

88P/Howell
La Howell è ai saluti, proprio nel mese che la vede Anche per la Howell riporto una mia osservazione
finalmente alzarsi un po’ più convintamente sopra di metà novembre:
l’orizzonte. In effetti, l’apparizione 2020 di questa «Si trova appena sotto Giove, che mi fa da ottimo
periodica non è stata favorevole, specie per il punto di riferimento per cercarla. Con il binocolo
Settentrione d’Italia e dicembre sarà l’ultima 25x100 la avvisto più facilmente del previsto alta
occasione per tentare di avvistarla, anche perché soltanto una quindicina di gradi sull’orizzonte. Il
si sta indebolendo sempre più. Non sarà cielo limpido e buio d’alta quota fa miracoli! Di
comunque un’osservazione semplice, sia per la medie dimensioni, appare come una chiazza
scarsa luminosità dell’oggetto (decima mediamente condensata, più luminosa verso il
magnitudine) che per la comunque non esaltante centro. Credo possa essere di magnitudine +8,5.
altezza in cielo. L’avevo vista per la prima volta esattamente undici
Dopo aver attraversato gran parte del Capricorno, anni fa, durante il suo penultimo passaggio, ed è un
a fine mese supererà i confini dell’Acquario piacere risalutarla dopo tanto tempo».
transitando non distante da Iota Aquarii, stella di
magnitudine +4,3 che ci aiuterà nel puntarla. Buon Natale e buon anno amici delle stelle…
comete!

C/2020 S3 Erasmus
A novembre è stato molto interessante seguire magnitudine. Al binocolo 20x90 mi è apparsa
anche la C/2020 S3 Erasmus, avviata al perielio. piccola e molto condensata, aspetto che l’ha resa
Prima che la distanza prospettica dal Sole si percepibile senza difficoltà pur trovandosi
riducesse troppo, l’ho osservata in un paio di piuttosto bassa sull’orizzonte, immersa tra le
occasioni a distanza di una settimana, notando la stelle del Cratere.
sua crescita luminosa. Il 13 novembre, nel
crepuscolo astronomico, l’ho stimata di ottava

www.coelum.com 125
SUPERNOVAE

Una Nova Extragalattica in M 31


Italian Supernovae Search Project
A cura di Fabio Briganti e Riccardo Mancini (http://italiansupernovae.org)

Continua purtroppo l’astinenza da scoperta per i ricercatori italiani A sinistra. Immagine di


amatoriali di supernovae. Ad essere sinceri, se escludiamo l’incredibile scoperta della nova
M31N-2020-11c ottenuta
performance dell’astrofilo giapponese Koichi Itagaki, che in questo 2020 dal team dell’Osservatorio
vanta al suo attivo ben 9 scoperte, anche nel resto del mondo, per gli di Monte Baldo con il
astrofili che portano avanti questo tipo di ricerca, la situazione non è telescopio Ritchey-Chretien
da 400 mm f/8.
delle migliori. Sopra. Team
Lasciando l’ambito delle supernovae, abbiamo però un’importante dell’Osservatorio di Monte
scoperta di una Nova Extragalattica nella galassia di Andromeda M 31, Baldo, da sinistra Raffaele
Belligoli, Flavio Castellani e
che rappresenta qualcosa di veramente speciale, perché si tratta della
Claudio Marangoni.
prima nova scoperta e classificata tutto in casa ISSP.
Sotto. Sequenza con
l’incremento di luminosità
Nella notte del 5 novembre i componenti del team dell’Osservatorio di della nova M31N-2020-11c
Monte Baldo (VR) formato da Flavio Castellani, Raffaele Belligoli e realizzata da Paolo
Campaner con un riflettore
Claudio Marangoni hanno individuato una debole stellina di mag. +18.
400 mm f/5,5.

126 COELUM ASTRONOMIA


A sinistra. Spettro della Nova M31N-2020-11c ottenuto da Claudio Balcon con un Newton 200 mm f/5.
A destra. Claudio Balcon insieme al suo Newton 200 mm f/5 + spettroscopio autocostruito.
L’Osservatorio di Monte Baldo, che ufficialmente conferma è stato il nostro Claudio Balcon con il
è entrato a far parte del progetto ISSP nel gennaio suo Newton da 200 mm f/5. L’oggetto è una
2013, oltre a due supernovae – la SN2012fm di classica nova molto ricca di ferro. Balcon che in
tipo Ia scoperta il 21 ottobre del 2012 nella questi ultimi due anni è riuscito a classificare per
galassia UGC 3528 e la SN2013ff di tipo Ic primo nel TNS (Transient Name Server) ben 14
scoperta il 31 agosto 2013 nella galassia NGC supernovae, ottiene così la sua prima
2748 – vanta al suo attivo anche la scoperta di classificazione di una nova extragalattica. Fino a
una nova nella galassia M 33, successivamente oggi solo l’astrofilo inglese Robin Leadbeater era
classificata come variabile di M 33, di tre novae riuscito in questa impresa e per due volte,
nella galassia M 81 e con questa anche otto novae classificando per primo nel TNS due novae in M
nella galassia M 31. Con queste 12 scoperte gli 31, la AT2018hld e la AT2019agt. Al famoso
scaligeri sono leader indiscussi nella ricerca astrofilo ceco Kamil Hornoch esperto ricercatore
italiana di novae extragalattiche. di novae extragalattiche è stata assegnata la
scoperta indipendente con un’immagine ottenuta,
In poco più di 48 ore il transiente, denominato con il telescopio da 0,65 metri dell’Odrejov
AT2020yye o M31N 2020-11c è aumentato Observatory, circa 14 ore prima dei veronesi e con
rapidamente di luminosità fino a raggiungere la la nova appena visibile a mag. +20.
mag. +15,9. Il primo a ottenere lo spettro di

A sinistra. Stupenda vista panoramica dell’Osservatorio Salvatore di Giacomo di Agerola.


A destra. Telescopio Ritchey-Chretien da 500 mm f/8. dell’Osservatorio Salvatore di Giacomo di Agerola.

www.coelum.com 127
Sopra. Immagine di scoperta della nova ricorrente M31N-2008-12a ottenuta dal team dell’Osservatorio
Salvatore di Giacomo di Agerola con il telescopio Ritchey-Chretien da 500 mm f/8.

Le scoperte di novae in M 31 però non finisce qui spettroscopicamente la notte del 24 ottobre
e a tenere viva l’adrenalina da scoperta ci hanno dall’Osservatorio del Roque de los Muchachos,
pensato anche gli astrofili campani nelle Isole Canarie, con il telescopio TGN da 3,58
dell’Osservatorio Salvatore di Giacomo di metri, evidenziando le linee del Fe IIb tipiche
Agerola (NA), che nella notte del 21 ottobre, delle classiche novae. Anche in questo caso,
utilizzando un telescopio Ritchey-Chretien da 50 all’astrofilo ceco Kamil Hornoch è stata assegnata
cm f/8 hanno individuato una debole stellina di la scoperta indipendente con una primissima
mag. +17,7 nella galassia di Andromeda M 31. I immagine antecedente a quella dei campani per
più rapidi ad inserire la scoperta nel TNS circa 4 ore.
Transient Name Server sono stati però i cinesi
dello Xingming Observatory del progetto XOSS L’Osservatorio Salvatore di Giacomo, di proprietà
anche se la loro immagine era successiva a quella del Comune di Agerola, vanta uno stupendo sito
dei napoletani di circa 15 ore. Al team che si affaccia sul Golfo di Napoli ed è gestito dal
dell’Osservatorio – Salvatore di Giacomo formato gruppo astrofili AstroCampania. È appena da
da Antonio Capatano, Luca Izzo, Ernesto Guido, settembre che gli amici partenopei hanno
Alfonso Noschese, Francesco Coccia e Luca intrapreso un programma osservativo di ricerca
D’Avino – è stata comunque assegnata la scoperta novae nelle galassie M 31 ed M 33. Non contenti
indipendente. del successo ottenuto, si sono ripetuti pochi
L’oggetto denominato AT2020xyv o M31N giorni più tardi ottenendo una delle primissime
2020-10e è stato confermato immagini di un nuovo outburst della famosa

Ernesto Guido (a
sinistra) e Antonio
Catapano (a destra)
del team
dell’Osservatorio
Salvatore di Giacomo
di Agerola

128 COELUM ASTRONOMIA


Sopra. Immagine di scoperta della nova M31N-2020-10e ottenuta dal team dell’Osservatorio Salvatore di
Giacomo di Agerola con il telescopio Ritchey-Chretien da 500 mm f/8.

nova ricorrente M31N 2008-12a. Nella notte del metri. Questa è forse la nova in assoluto più
30 ottobre hanno infatti immortalato questo seguita, visto che dal 2008, anno della sua prima
transiente alla non facile mag. +18,9. esplosione, ha avuto numerosi outburst con
Anche questa volta però il team dell’Osservatorio cadenza annuale. Pertanto è considerata una
Salvatore di Giacomo si deve accontentare (si fa potenziale candidata a diventare una
per dire) della scoperta indipendente, perché il luminosissima supernovae e vista la vicinanza
primo a dare la comunicazione del nuovo outburst della galassia di Andromeda M 31 a soli 2,5
è stato l’astronomo inglese Matt Darnley che ha milioni di anni luce, potrebbe raggiungere la
ripreso la nova, nella stessa notte, visibilità a occhio nudo, sfiorando addirittura la
dall’Osservatorio del Roque de los Muchachos, mag. +5!
nelle Isole Canarie con il Liverpool Telescope da 2

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LUNA

La Luna di Dicembre
di Francesco Badalotti

Chiuso lo scorso mese col Plenilunio del 30 stretta relazione col lento ma inesorabile
novembre (ore 10:30), la prima nottata del nuovo avanzamento della linea del terminatore da est
mese si apre col nostro satellite che, alle ore verso ovest, mediamente circa 15 km ogni ora. A
00:00 del 1° dicembre, si troverà a un'altezza prescindere dalle limitazioni imposte da una
iniziale di +65° con transito in meridiano alle ore stagione invernale ormai avanzata, per chi vorrà
00:37 a +67° e visibile fino alle prime luci dedicare un po' di tempo a questa fase lunare si
dell'alba nel cielo sudoccidentale. La frazione consiglia di scandagliare col telescopio non solo
illuminata al 99,7% starà a testimoniare le grandi aree basaltiche dei mari Crisium,
l'avvenuto inizio della fase calante con la Fecunditatis, Nectaris ma anche i singoli crateri
comparsa sempre più evidente di dettagli posizionati proprio in corrispondenza del
individuabili nelle strutture geologiche situate in terminatore utilizzando moderati poteri di
prossimità del bordo più orientale della Luna, in ingrandimento in modo da ottenere una migliore

Sopra. Le fasi della Luna in dicembre, calcolate per


le ore 00:00 in TMEC. La visione è diritta (Nord in alto,
Est dell’osservatore a sinistra). Nella tavola sono
riportate anche le massime librazioni topocentriche
del mese, con il circoletto azzurro che indica la regione
del bordo più favorita dalla librazione.
A destra. La tabella riporta gli orari di sorgere,
culminazione, altezza (in gradi raggiunta all’istante della culminazione) e del tramonto, oltre alla
costellazione di transito. Gli istanti e i dati degli eventi riportati, calcolati per le ore 00:00 in TMEC, sono
topocentrici, ovvero riferiti alla posizione geografica di un osservatore posto a Long. 12° E; Lat. 42° N. Gli altri
valori relativi al nostro satellite sono disponibili qui.
130 COELUM ASTRONOMIA
percezione del tramonto della luce solare su lunare che, di sera in sera, progressivamente
determinate strutture: sembrano osservazioni riporterà il nostro satellite a farsi ammirare nella
banali ma di sicuro effetto e anche spettacolari. comodità delle ore serali tornando a esibirsi in
Ottima occasione anche per dettagliate cielo nelle sue fasi più spettacolari.
osservazioni sui grandi crateri Langrenus,
Vendelinus, Petavius, Furnerius individuabili Alle ore 00:41 del 22 dicembre la Luna sarà in
lungo il bordo est del mare Fecunditatis. La citata Primo Quarto ma a –6° sotto l'orizzonte, mentre
fase calante ritarderà progressivamente la per effettuare osservazioni col telescopio basterà
presenza della Luna in cielo relegandola sempre attendere nel tardo pomeriggio quando alle ore
più dalla tarda serata fino alle ore più tarde della 17:30 il nostro satellite si troverà in fase di 8
notte. giorni a un'altezza iniziale di +39° con transito in
meridiano alle ore 18:57 a +43°, perfettamente
Alle ore 01:37 del giorno 8 dicembre la Luna sarà visibile fino alle prime ore della notte seguente
in Ultimo Quarto con fase in età di 22,8 giorni quando scenderà sotto l'orizzonte.
dopo essere sorta alle ore 23:44 della sera Nel caso specifico la massima Librazione
precedente garantendo la sua visibilità fino interesserà il settore nordest proprio in prossimità
all'alba. Compatibilmente con le condizioni di Bel'Kovich, una vastissima struttura
atmosferiche, ormai decisamente invernali, crateriforme di 204 km di diametro situata
questa fase lunare potrà offrire una gran quantità immediatamente a nord del mare Humboldtianum
di spunti osservativi, in modo particolare lungo il al confine con l'altro emisfero, un target,
terminatore dove l'altopiano meridionale esibirà nonostante tutto, decisamente interessante. Altro
una incredibile quantità di dettagli, in una spunto osservativo quasi irrinunciabile è il settore
regione nota per l'elevatissima densità della sudest dell'altopiano meridionale, a
craterizzazione e con la possibilità di concentrare completamento del settore sudovest della
l'attenzione su alcune delle più spettacolari medesima regione per chi si fosse messo al
strutture geologiche della Luna. Come alternativa, telescopio in fase di Ultimo Quarto oppure, in
eventuali ulteriori osservazioni potranno alternativa, nelle successive serate di Luna
riguardare il restante terminatore fino alla regione crescente fino al 25 dicembre.
polare settentrionale.
Alle ore 04:28 del 30 dicembre il nostro satellite
Il capolinea della fase calante coinciderà, alle ore sarà in Plenilunio con fase di 15,4 giorni a
17:17 del 14 dicembre, con la fase di Luna Nuova un'altezza di +36°. Dando per scontato che a fine
e con la contestuale ripartenza di un nuovo ciclo dicembre ben pochi astrofili trascorreranno la

www.coelum.com 131
nottata sul balcone o in giardino per guardare la illuminata al 97,4%. La lenta progressione della
Luna (salvo rari casi particolari sempre possibili, fase calante col contestuale graduale
ma che personalmente mi astengo dal proporre...), avanzamento della linea del terminatore da est
chi non riuscisse proprio a resistere al forte verso ovest, di circa 15 km ogni ora, attraverso la
richiamo della Luna Piena quasi si trattasse del superficie della Luna sarà già più che sufficiente
seducente canto delle Sirene avrà la possibilità di per far emergere sempre più dettagli in
puntare il proprio telescopio verso la Luna quasi corrispondenza delle rispettive formazioni lunari,
Piena la sera immediatamente precedente (il 29 con la concreta possibilità di effettuare
dicembre sorge alle 16:08) oppure nella dettagliate osservazioni anche in alta risoluzione
medesima serata del 30 dicembre quando sorgerà se le condizioni osservative saranno almeno
alle 17:01 in fase di 16 giorni, 12:36 dopo il favorevoli. Nell'ultima serata del 2020 pertanto,
Plenilunio e all'inizio della fase calante. dopo il transito in meridiano previsto alle ore
02:02 della notte seguente a un'altezza di +67°, il
E veniamo all'ultima serata non solo di dicembre nostro satellite si renderà visibile fino alle prime
ma anche del 2020 quando la Luna sorgerà alle luci dell'alba ma ormai ci troveremo già nel nuovo
ore 18:02 in fase di 17 giorni con frazione anno.

Librazioni nel mese di dicembre


(In ordine di calendario, per i dettagli vedere le indicati i giorni in cui i punti di massima Librazione
rispettive immagini). si allontanano dalla superficie lunare illuminata
Si precisa che, per ovvi motivi, non vengono dal Sole.

Librazione Settore Ovest


1 dicembre: librazione ovest cratere
Hevelius. Fase 16,4 giorni, sorge 17:27.
2 dicembre: librazione ovest cratere Cruger.
Fase 17,5 giorni, sorge 18:13.

Librazione Settore Sudovest


3 dicembre: librazione ovest mare Humorum.
Fase 18,5 giorni, sorge 19:08.
4 dicembre: librazione ovest cratere Piazzi.
Fase 19,6 giorni, sorge 20:10.
5 dicembre: librazione ovest cratere
Schickard. Fase 20,6 giorni, sorge 21:18.
6 dicembre: librazione ovest cratere
Inghirami. Fase 21,7 giorni, sorge 22:29.
7 dicembre: librazione ovest cratere
Phocylides. Fase 22,7 giorni, sorge 23.43.

132 COELUM ASTRONOMIA


Librazione Settore Sud
9 dicembre: librazione ovest cratere Pingre.
Fase 23,8 giorni, sorge 00:57.
10 dicembre: librazione ovest cratere Bailly.
Fase 24,8 giorni, sorge 02:12.
11 dicembre: librazione sud cratere Bailly.
Fase 26 giorni, sorge 03:30.

Librazione Settore Nordovest


16 dicembre: librazione nord
cratere Gauss. Fase 2 giorni,
tramonta 18:27.
17 dicembre: librazione est cratere
Mercurius. Fase 3 giorni, tramonta
19:37.
18 dicembre: librazione est cratere
Endymion. Fase 4 giorni, tramonta
20:47.
19 dicembre: librazione est mare
Humboldtianum. Fase 5 giorni,
tramonta 21:56.
20 dicembre: librazione nord mare
Humboldtianum. Fase 6 giorni,
tramonta 23:02.
22 dicembre: librazione est cratere
Hayn. Fase 7,3 giorni, tramonta
00:06.

Librazione Settore Nord


23 dicembre: librazione Regione
Polare Nord. Fase 8,3 giorni, tramonta 01:09.
24 dicembre: librazione Regione Polare Nord.
Fase 9,4 giorni, tramonta 02:10.

Librazione Settore Sudovest


30 dicembre: librazione ovest cratere Vieta. Fase 16
giorni, sorge 17:01.
31 dicembre: librazione ovest cratere Schickard. Fase
17 giorni, sorge 18:02.

www.coelum.com 133
In dicembre osserviamo
"Dal settore Sudest verso Nord" (Parte 8)
Per la principale proposta di 3.700 metri e all'osservazione telescopica sulla
osservativa di questo loro sommità riveleranno la presenza di
ultimo mese innumerevoli craterini, valli e depressioni, fra cui
dell'anno Aliacensis-W di 11 km e Aliacensis-H di 6 km a
l'appuntamento sud, Aliacensis-K di 7 km a sudest.
è per la serata La vasta platea si presenta pianeggiante ad
del 22 eccezione di un modesto rilievo montuoso in
dicembre con la posizione decentrata verso nord, numerosi piccoli
Luna in fase di craterini fra cui Aliacensis-Z di 4 km e vari
Primo Quarto avvallamenti. Nell'area esterna segnalo
(raggiunto alle Aliacensis-B di 16 km a ovest, Aliacensis-C-G-D
00:41), che alle ore rispettivamente di 8-8-10 km di diametro a sud,
17:30 si troverà in fase Aliacensis-A di 14 km oltre ai due minuscoli
di
8 giorni a un'altezza iniziale di +39° con transito
in meridiano alle 18:57 a +43°, rendendosi visibile
fino alle prime ore della notte seguente (circa
01:00) quando scenderà sotto l'orizzonte. Come
alternativa altre date utili per la medesima
regione lunare saranno le serate del 5 dicembre
(sorge ore 21:18 in fase di 20,6 giorni) e 6
dicembre (sorge ore 22:29 in fase di 21,6 giorni).

Ma veniamo ora al 22 dicembre col nostro


satellite già sufficientemente alto (a +39°) e,
proseguendo attraverso la vasta regione lunare
già in parte visitata nei precedenti articoli,
puntiamo il telescopio su un fotogenico quartetto
costituito dai crateri Aliacensis, Werner,
Blanchinus e Lacaille perfettamente allineati in
direzione sudest-nordovest. Per inquadrare la
regione lunare oggetto delle nostre osservazioni il
consiglio è sempre lo stesso: orientare il
telescopio prendendo come riferimento
l'inconfondibile arco della Rupes Altai e da qui
spostarsi verso il terminatore procedendo poi in
direzione nord.

Iniziamo dal più esteso e meridionale di questi,


Aliacensis, con un diametro di 82 km la cui origine
viene ricondotta al periodo Geologico Nectariano
Tipico (3,9 miliardi di anni fa). Le sue elevate e
ripide pareti raggiungono la considerevole altezza
134 COELUM ASTRONOMIA
L'origine dei nomi
Cratere Aliacensis: nome assegnato nel 1651 da Cratere Delaunay: nome assegnato da Birt nel
Riccioli e dedicato al teologo e filosofo francese 1865 dedicato all'astronomo francese Charles
Pierre d'Ailly (Aliacensis, 1350-1420). Eugène Delaunay (1816-1872), fu direttore
Cratere Werner: nome assegnato nel 1651 da dell'Osservatorio di Parigi ed effettuò studi sul
Riccioli dedicato all'astronomo tedesco Johannes moto della Luna e il rallentamento del moto
Werner (1468-1528). terrestre realizzando Teoria delle maree, Su una
Cratere Blanchinus: nome assegnato nel 1651 da nuova teoria analitica del movimento della Luna.
Riccioli dedicato al maestro di astronomia a Cratere Faye: nome assegnato da Birt nel 1865
Ferrara Giovanni Blanchinus del XV secolo. dedicato all'astronomo e politico francese Hervè
Cratere Lacaille: nome dedicato all'astronomo Faye (1814-1902), scopritore dell'omonima
francese Nicolas Louis de La Caille (1713-1762) cometa ed effettuò studi sulla natura delle comete
nei suoi viaggi compilò un catalogo delle stelle e sulla fisica del Sole.
circumpolari australi.

www.coelum.com 135
craterini Aliacensis-X-Y rispettivamente di 4 e 5 avvallamenti al punto da rendere difficoltoso
km a est. individuare con precisione gli esatti confini di
questa struttura. Praticamente assenti lungo il lato
Spostiamo ora il telescopio in direzione del vicino meridionale, a nord-nordovest queste sono
Werner, il secondo componente di questo sormontate da numerosi crateri con diametri
quartetto, un cratere di 71 km di diametro giunto intorno a 8/10 km fra cui segnalo Blanchinus-B di
fino a noi dal Periodo Geologico Eratosteniano (da 8 km e altri privi di denominazione ufficiale.
3,2 a non oltre 1 miliardo di anni fa). I ripidi Nella platea, completamente pianeggiante, sarà
bastioni montuosi intorno a questa eccezionale possibile l'osservazione di innumerevoli crateri di
formazione lunare si innalzano fino alla cui il maggiore è Blanchinus-M di 5 km di diametro
considerevole altezza di 4.200/4.300 metri, sui e si rivelerà senz'altro interessante e anche
quali non sarà difficile individuare terrazzamenti e stimolante cercare di individuare un gruppetto di
lunghe linee di creste sormontate da innumerevoli minuscoli craterini molto ravvicinati fra loro, di 2
piccoli craterini di cui segnalo Werner-D di soli 2 km scarsi di diametro, anche questi purtroppo privi
km di diametro situato sulla parete settentrionale. di denominazione ufficiale. Nell'area
L'osservazione di questo piccolo cratere non immediatamente esterna meritano una visita i
dovrebbe risultare particolarmente complicata, crateri Blanchinus-D e Blanchinus-K
l'importante è "tentare" a prescindere dal rispettivamente di 7 e 9 km a est.
telescopio sperando in condizioni osservative
almeno decenti senza porre inutili preclusioni per Veniamo ora al quarto e ultimo componente di
nessuno. Photocoelum è aperto a tutti! questo allineamento di crateri, si tratta
Una caratteristica dell'imponente sistema di pareti dell'antichissimo La Caille di 70 km di diametro la
intorno a Werner consiste nell'evidente cui origine viene fatta risalire al Periodo Geologico
estensione di una moltitudine di bassi rilievi fino aPre Imbriano (da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa). Sulle
interessarne parzialmente la platea, riducendo pareti intorno al cratere, quasi completamente
drasticamente il fondo del cratere decentrandolo distrutte, sarà possibile individuare una grande
decisamente verso nord, in cui sarà possibile quantità di crateri che nel corso delle passate ere
constatare l'assenza di rilievi montuosi ad geologiche ne hanno profondamente modificato
eccezione di numerose basse colline raggruppate l'aspetto originario. Tra questi citiamo La Caille-A-
in particolare in posizione decentrata verso est. J-M rispettivamente di 8-5-15 km di diametro a
Nell'area immediatamente esterna merita una nord, La Caille-C di 12 km a est, La Caille-H-L di 6 e
citazione un piccolo gruppo di crateri composto da 5 km a sud e altri senza denominazione a ovest.
Werner-H-A-E-G rispettivamente di 16-15-7-9 km La platea, completamente pianeggiante, è
di diametro, oltre a una bella coppia formata da letteralmente disseminata di minuscoli craterini e
Werner-B e Werner-F rispettivamente di 13 e 10 non si notano rilievi né montuosi né collinari.
km situati a nordovest. Nell'area esterna si consiglia una visita a La Caille-
E di 27 km col vicino La Caille-F di 8 km di
Il terzo componente è Blanchinus, interessante diametro situati a est, La Caille-N-C-B-G
struttura lunare di 70 km di diametro la cui origine rispettivamente di 10-15-7-11 km oltre al più
viene ricondotta al Periodo Geologico Pre vasto La Caille-K di 30 km di diametro a nord e
Nectariano (da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa). In infine La Caille-P di 25 km a nordovest.
questo caso abbiamo a che fare con un
antichissimo cratere le cui pareti si presentano Ormai completato il bello e fotogenico quartetto
quasi completamente distrutte di cui sono appena descritto, concentriamo ora l'attenzione su
individuabili brevi segmenti comunque di un altro allineamento di crateri, orientato in
modesta elevazione intervallati da vari crateri e direzione sud-nord, che da La Caille va a terminare
136 COELUM ASTRONOMIA
in prossimità del cratere Albategnius. giorni dal Periodo Geologico Pre Imbriano (da 4,5
Partendo dalla parete nordest di La Caille a 3,9 miliardi di anni fa). Si tratta di un'altra
iniziamo pertanto con l'antichissimo Delaunay, un struttura lunare decisamente irregolare e con
cratere di 48 km di diametro la cui origine viene pareti quasi completamente distrutte ad
ricondotta al Periodo Geologico Pre Imbriano eccezione di segmenti di linee di creste che ne
collocato da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa. In pratica delimitano l'area, elevandosi comunque per brevi
si tratta di un presumibile doppio cratere tratti fino a un'altezza di circa 2.400 metri.
contornato da pareti di circa 2.000 metri d'altezza Segnalo la regolare conca di Faye-A di 4 km di
notevolmente degradate che conferiscono a diametro a ovest.
questa struttura una forma decisamente
irregolare. Per contrasto, si segnala il regolare Procedendo lungo questo allineamento puntiamo
Dalaunay-A di 6 km a nordovest. Per quanto ora il telescopio su un altro antichissimo cratere,
riguarda la platea non sarà difficile individuare Donati di 37 km di diametro, risalente al Periodo
una lunga linea di creste che in posizione centraleGeologico Pre Imbriano collocato da 4,5 a 3,9
suddivide letteralmente il cratere fino a miliardi di anni fa. Di nuovo un cratere
conferirne un'apparente doppia struttura. decisamente irregolare e con pareti semidistrutte
sulle quali si è letteralmente sovrapposto Donati-
Letteralmente addossato a Delaunay vediamo ora B di 11 km a est oltre a numerosi avvallamenti e
il cratere Faye di 37 km di diametro, anche questo sprofondamenti lungo i bastioni intorno al
di antichissima formazione giunto fino ai nostri cratere. Nella platea è in evidenza un rilievo

www.coelum.com 137
montuoso alto 2.730 metri in posizione centrale questa formazione lunare un forma nettamente
oltre a numerosi crateri. Nell'area esterna si irregolare.
segnalano Donati-C di 8 km a nordovest, Donati-A Nella sua tormentata platea si potranno osservare
di 9 km a nord e un cratere di 25 km con pareti numerosi rilievi e una montagna con doppio picco
veramente modeste alte circa 400/450 metri) a centrale. L'area esterna offre interessanti spunti
nordest ma privo di denominazione ufficiale. osservativi. Infatti possiamo citare Airy-B di 29 km
con Airy-N-D di 8 e 7 km di diametro sovrapposti
Spostando il telescopio un poco più a nord alla sua parete sudovest, oltre ad Airy-A di 13 km
avremo a che fare con Airy, un cratere e al minuscolo Airy-F di 5 km situati a est.
completamente distrutto di 37 km di diametro
risalente anche questo al Periodo Geologico Pre Guardando a sudest del cratere principale
Imbriano (da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa). Non si vediamo Airy-G di 25 km di diametro delimitato
può nemmeno parlare di vere e proprie "pareti" in solamente da modeste colline, per arrivare poi al
quanto è praticamente impossibile individuarne più vasto Airy-E di 38 km di diametro contornato
la presenza ad eccezione di pochi segmenti sui da modeste pareti (mancanti sul lato nord) nella
lati occidentale e meridionale, alternati a cui piatta platea citiamo il craterino Airy-L di 6 km.
numerosi avvallamenti, sormontati inoltre da vari Interessante infine il regolare Airy-J di soli 4 km di
crateri fra cui Airy-H di 9 km a sud conferendo a diametro.

138 COELUM ASTRONOMIA


L'origine dei nomi
Cratere Donati: nome assegnato nel 1865 da Birt Friedrich Argelander (1799-1875). Fu direttore
dedicato all'astronomo Giovan Battista Donati degli Osservatori di Abo e Helsingfors, mentre
(1826-1873), fu direttore dell'Osservatorio successivamente a Bonn realizzò un grande
Astronomico di Firenze e fondatore Atlante Celeste fino alla 10° magnitudine. Effettuò
dell'Osservatorio di Arcetri oltre ad avere studi sulle stelle variabili.
scoperto numerose comete. Cratere Vogel: nome dedicato all'astronomo e
Cratere Airy: nome assegnato nel 1837 da Madler fisico tedesco Hermann Karl Vogel (1841-1907),
dedicato all'astronomo inglese George Biddel nel 1882 fu direttore dell'Osservatorio Astrofisico
Airy (1801-1892), fu direttore dell'Osservatorio di Potsdam. Effettuò studi di spettrografia nel
Astronomico di Greenwich ed effettuò varie 1871 determinando la velocità di rotazione del
ricerche di meccanica celeste e fisica. Sole oltre a scoprire le stelle doppie
Cratere Argelander: nome assegnato nel 1878 da spettroscopiche dopo studi dedicato ad Algol.
Schmidt e dedicato all'astronomo tedesco

Altro componente di questo interessante metri di altezza e presentano un discreto stato di


allineamento è Argelander, un cratere di 36 km di conservazione con modesti terrazzamenti e
diametro la cui origine viene ricondotta al Periodo lunghe linee di creste, ad eccezione del lato
Geologico Imbriano (da 3,8 a 3,2 miliardi di anni meridionale dove la sovrapposizione di un cratere
fa). Questo è contornato da elevate e ripide pareti di 15 km (privo di denominazione) ne ha
che raggiungono l'altezza di 3.000 metri sulle provocato la completa demolizione, analogamente
quali si possono individuare vari terrazzamenti a a quanto possiamo osservare sull'opposto lato
eccezione del lato sud dove si presentano settentrionale con la sovrapposizione di Vogel-B
decisamente più basse e irregolari. La platea è di 22 km di diametro. La platea di Vogel è
cosparsa di piccoli craterini e vi si può individuare parzialmente invasa dai numerosi rilievi che dalle
un rilievo montuoso centrale. Nell'area esterna si pareti circostanti si estendono verso il centro del
segnalano Argelander-A di 9 km a est, cratere limitandone la larghezza effettiva.
Argelander-D di 11 km a sudovest, Argelander-W Guardando all'area esterna, segnalo i crateri
di 19 km a ovest e infine Argelander-B di 6 km a Vogel-A e Vogel-C rispettivamente di 9 e 10 km di
nordovest. diametro a nord. Dopo le formazioni lunari di cui
in questo articolo ne abbiamo proposto
Ancora più a nord osserviamo ora il cratere Vogel l'osservazione, ci ritroviamo ora in prossimità dei
di 27 km di diametro il quale viene a costituire bastioni meridionali di Albategnius, una
anche un interessante e notevole terzetto con i eccezionale struttura crateriforme di 139 km di
già visti Argelander e Airy. Si tratta di una diametro già vista in dettaglio in un precedente
formazione lunare proveniente dal Periodo numero, nell'attesa di proseguire verso nord fino a
Geologico Imbriano (da 3,8 a 3,2 miliardi di anni raggiungere il Sinus Medii.
fa). Le sue elevate pareti raggiungono i 2.800

Didascalie immagini: Immagini ottenute dal globo lunare di Atlante Lunare Virtuale

www.coelum.com 139
UNO SGUARDO AL CIELO

Il cielo di dicembre
Soli rossi e soli azzurri nel cielo
dei Gemelli
Impariamo a osservare il cielo con
la UAI e i telescopi remoti ASTRA
di Giorgio Bianciardi - Unione Astrofili Italiani

Emisfero Est Visualizza la Mappa del Cielo


dell'Emisfero Est
Guardando a Est

Guardando la volta stellata alle ore 22:00 circa, morte del secondo, il primo invocò Zeus per poter
durante l’ultimo mese dell’anno, volgendo il condividere l’immortalità con il fratello defunto.
nostro sguardo in alto nell’emisfero orientale, Zeus benevolo acconsentì, ponendo entrambi i
potremo vedere quasi allo zenit, la bella Capella, fratelli in cielo, abbracciati per l’eternità.
stella alfa della costellazione dell’Auriga, mentre
subito al di sotto di essa, alla sua destra (verso Per gli uomini del XXI secolo Castore e Polluce
sud), troveremo la gigante rossa Aldebaran della sono due soli dai colori contrastanti. Osservandoli
costellazione del Toro con, a poca distanza, le con attenzione, infatti, potremo notarne la
belle Pleiadi. Alla sua sinistra (verso nord) differenza di colore: Polluce (il fratello immortale)
troveremo invece le inconfondibili stelle ci appare come una stella gigante di colore
“gemelle” Castore e Polluce, le due stelle arancio (è la stella Beta della costellazione), posta
principali nella costellazione dei Gemelli. Per gli a circa 34 anni luce dalla Terra, la sua massa è pari
antichi Greci, questa coppia di fratelli è costituita a due volte quella del nostro Sole, risultando otto
da un gemello immortale e l’altro mortale: alla volte più grande e 43 volte più luminosa.

I Telescopi Remoti ASTRA e il Telescopio remoto UAI

Utilizzando Internet non ci sono limiti geografici e chiunque, da qualsiasi parte del mondo, può
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140 COELUM ASTRONOMIA


A sinistra. La fredda
luce di Polluce, nei
Gemelli. 1 miliardo
di anni di età, 33
anni luce dalla
Terra. Telescopio
Remoto UAI ASTRA
#2, Newton, 800
mm a f/4 con
camera SBIG
ST10XME su Avalon
M uno. Castiglione
del Lago (PG).
Ripresa di Giorgio
Bianciardi.

A destra. La calda
stella bianco
azzurra Castore,
nei Gemelli. 200
milioni di anni di
età, 50 anni luce
dalla Terra.
Telescopio
Remoto UAI ASTRA
#2, Newton, 800
mm f/4 con SBIG
ST10XME su
Avalon M uno,
Castiglione del
Lago, (PG). Ripresa
di Giorgio
Bianciardi.

La sua età è di un miliardo di anni. Eccola in alto


della massa del nostro Sole, due volte più grande
come ci appare attraverso l’obiettivo del e 33 volte più luminosa. È situata a 50 anni luce
telescopio remoto UAI (ASTRA #2). dalla Terra. Si tratta di una stella ben più giovane
di Polluce: appena 200 milioni di anni di età.
Castore (Alfa Geminorum) al contrario è una calda Eccola qui sopra nel suo fulgore al telescopio
e luminosa stella bianco-azzurra, con il doppio remoto UAI (ASTRA #2).

www.coelum.com 141
142 COELUM ASTRONOMIA
Curiosamente – anche se non si tratta di un caso Monoceros, una regione caratterizzata da debole
unico – nonostante la maggior luminosità di stelle. Proprio sotto i Gemelli, che abbiamo
Polluce, è proprio Castore ad essere la stella appena visitato da vicino, vediamo sorgere le
principale (la Alfa) della costellazione. deboli stelle del Cancro e, spostandosi verso sud,
Da qui, se ci lanciamo a distanze maggiori, tra le troviamo la bella e luminosa Procione del piccolo
miriadi di stelle che si proiettano nei Gemelli, Cane Minore. Successivamente non potremo non
possiamo trovare un bellissimo ammasso aperto notare la brillantissima Sirio, nel Cane Maggiore e,
dove coesistono le calde e luminose stelle bianco- sopra, il gigante Orione, con la sua inconfondibile
azzurre con le fredde giganti. Siamo a 2.800 anni sagoma formata di stelle brillanti, con la piccola
luce dalla Terra, al cospetto dell’ammasso stellare Lepre in basso. Proprio al meridiano (a sud) si
aperto M 35: stupendo già all’osservazione con un trova il lungo e debole serpeggiare delle stelle di
piccolo binocolo, ci appare in tutta la sua Eridano, mentre a nordest domina timidamente la
magnificenza al telescopio remoto ASTRA #1 Lince, una linea zigzagante di flebili stelle, con la
(pagina precedente). Giraffa, in alto alla sua sinistra, e l’Orsa Maggiore
in basso che ha ormai iniziato la sua ascesa
In questo brulichio di stelle, sono i colori a darci sull’orizzonte.
indicazione dell’età relativa degli astri che
osserviamo. Per lo più vediamo una grande Nella pagina precedente. Il giovane ammasso
stellare aperto M 35 nei Gemelli, 180 milioni di
distesa di giovani soli azzurri, ma alcuni altri astri anni di età. Una grande distesa di giovani soli
sono invece già senescenti, caratterizzati dal loro azzurri, ma alcuni astri sono già senescenti, con il
colore virato verso l’arancio: sono soli giganti, loro colore virato verso l’arancio: giganti, l’ultimo
stadio di vita delle stelle. 2.800 anni luce dalla
l’ultimo stadio di vita delle stelle. Terra. Telescopio Remoto ASTRA#1 (Ritchey-
Chrétien, 1354 mm f/5,4 con SBIG ST8XME su
Torniamo con i piedi a terra a osservare la volta GM2000, Vidor, TV). Fabio Defranceschi.
celeste. Verso est, in basso, troviamo l’Unicorno o

Emisfero Ovest Visualizza la Mappa del Cielo


dell'Emisfero Ovest
Guardando a Ovest
Il cielo della regione occidentale è ancora meridiano, riconosciamo i Pesci e la Balena. Le
dominata dalle costellazioni del mito di costellazioni tipicamente estive del Cigno e della
Andromeda, quindi il Cefeo, Cassiopea, Perseo, Lira, con le loro belle stelle Deneb e Vega, insieme
Andromeda stella e il grande cavallo alato Pegaso. con la Lucertola, scompaiono ormai all’orizzonte.
Sono le stelle che abbiamo imparato a conoscere Verso nord invece, il Dragone si attorciglia tra le
nei mesi appena trascorsi e che ora stanno due Orse, continuando a girare nella notte intorno
declinando verso il tramonto. Nei pressi del alla Polare.

www.coelum.com 143
Immagini dal Sistema Solare

Sopra. Il cratere Gassendi in una ripresa davvero HiRes. Vincenzo della Vecchia,
Sezione Luna UAI.

Nella pagina successiva:


In alto. Marte ripreso il 10 novembre 2020 alle 20:57 TU con un telescopio
Newton 360 mm f/5 da Cristian Fattinnanzi, Sezione Pianeti UAI.

In basso. Urano e i suoi satelliti ripresi il 10 novembre 2020 alle 20:39 TU con
un telescopio Newton 360 mm f/5 da Cristian Fattinnanzi, Sezione Pianeti UAI.

144 COELUM ASTRONOMIA


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Alla Scoperta del Cielo dalle Costellazioni
alle Profondità del Cosmo

Pisces, i Pesci Seconda Parte


di Stefano Schirinzi Leggi la Prima Parte

Intraprendiamo ora il viaggio da oriente a cromatica con la vicina e bianca Alrisha, essendo ξ
occidente, che da Alrisha porta al “pesce Psc una gigante arancione di tipo K0 III (4.900 K),
occidentale”. vecchia di 1,2 miliardi di anni ma evoluta più
velocemente del Sole in funzione della sua massa,
Un grado a ovest di α Psc, ecco la stella ξ Psc, la che risulta essere il doppio di quella della nostra
prima a far parte di quella figura che Hevelius stella. Così è arrivata ad espandersi fino a 9 volte
chiamò Linum Austrinum, in considerazione della il diametro del Sole: una grande sfera arancione
già citata corda che lega il pesce occidentale. che irradia nello spazio 45 volte in più del nostro
Lontana 280 anni luce dal Sistema Solare, ξ Psc luminare diurno.
splende di magnitudine +4,60. Si tratta di un sistema binario spettroscopico a
Già al binocolo risulta evidente la differenza linea singola con un periodo orbitale di 4,6 anni e

146 COELUM ASTRONOMIA


Sopra. Il campo stellare in cui dimorano le due stelle Alrisha (Alfa Piscium, sulla sinistra) e Zeta
Piscium (sulla destra). È evidente la differente colorazione delle due stelle. Crediti: DSS2

un'eccentricità di circa 0,18. La natura binaria di 13 dicembre 1784, ma è nelle riprese CCD che tale
questa stella fu scoperta nel 1901 dall'astronomo oggetto diviene a dir poco splendido, tanto che
americano William Wallace Campbell utilizzando l'assenza di stelle di una certa luminosità attorno
lo spettrografo Mills al Lick Observatory. ad essa fornisce la netta sensazione di questo
oggetto disperso nelle profondità degli anni luce e
Spostando il nostro telescopio esattamente 1° a in recessione da noi osservatori. Misure eseguite
nord, sarà impossibile non riconoscere un piccolo sulla luminosità infrarossa e delle microonde della
batuffolo il quale, ingrandito, rivelerà il suo nucleo luminosa barra centrale portano a supporre che in
nettamente contrastato rispetto al resto: si tratta essa si annidi un buco nero
di una piccola ma
davvero bella
galassia a spirale
barrata, NGC 718.
Lontana 77 milioni
di anni luce,
appare vista quasi
esattamente di
fronte, con le
braccia
moderatamente
aperte che
partono dalla
luminosa barra
centrale. Di
magnitudine
+11,67 ed estesa
per 2', tale
galassia venne
scoperta da
NGC 718. Crediti: DSS2.
William Herschel il
www.coelum.com 147
supermassiccio dalla Nu Psc. Crediti: DSS2.
massa ben 32 milioni di
volte quella del Sole, ben
superiore a quella di SgrA*
che giace al centro della
Via Lattea.

Continuando sul “linum”,


2,5° a nordovest, splende
di magnitudine +4,44
l'arancione ν Psc.
Stante la distanza valutata
in ben 363 anni luce dal
Sistema Solare, è chiaro
che tale stella è un astro di
grosse proporzioni, per
l'esattezza una gigante
arancione di tipo K3 IIIb
(4.150 K), dal diametro e luminosità intrinseca Un'ultima curiosità su ν Psc: ancor prima della
ben 34 e 380 volte superiore al Sole. Vecchia di delimitazione dei confini delle costellazioni,
3,4 miliardi di anni, nello spettro rivela la avvenuta nel 1930 a cura dell'Unione
presenza di bario, a indicare che la sua atmosfera Astronomica Internazionale (IAU), alquanto
era precedentemente arricchita stranamente, era designata come “51 Cet”,
dall'accrescimento di elementi del “processo s” appartenendo quindi all'adiacente costellazione
dalla sua compagna, una nana bianca la cui Cetus (il Mostro Marino).
presenza venne denotata spettroscopicamente. Un terzetto di piccole galassie a spirale è invece
reperibile circa 1° a
sudest. La più
interessante, essendo
anche la più luminosa
nonché la più orientale
delle tre, è NGC 664.

A sinistra. Una bella


ripresa di NGC 664 ad
opera del Telescopio
Spaziale Hubble. Crediti:
NASA/ESA/Hubble Space
Telescope

148 COELUM ASTRONOMIA


Sopra. Il campo stellare in cui si trova il terzetto di galassie NGC 664, IC 150 e PGC 6329. Crediti: DSS2

Lontana 300 milioni di anni luce dalla Via Lattea, assomigliando molto a una piccola Andromeda o a
splende di magnitudine +12,7 e si presenta vista una Moneta d'Argento (NGC 253) in miniatura.
esattamente di fronte ma con le braccia
moderatamente aperte, essendo di tipo Sb. Continuando a seguire il Linum Australis, la
Assieme al nucleo, puntiforme, il tutto la rende prossima stella viene individuata 2° a nordovest
molto simile alla nota NGC 2997 in Antlia (la di ν Psc: si tratta di μ Psc, ennesima gigante
Macchina Pneumatica, costellazione dell’emisfero arancione che andiamo a conoscere in questa
meridionale). Distanza e diametro apparente lunga lista. Splende di magnitudine +4,84 dalla
forniscono un diametro reale di circa 80.000 anni distanza di 304 anni luce dal Sistema Solare. Di
luce. tipo spettrale K4 III (4.120 K), ha una massa
Nel 1999, catturò l'attenzione della comunità stimata in 1,25 volte quella solare Sole. Vecchia di
astronomica per un rarissimo evento: la 5,6 miliardi di anni (quasi l'età della nostra stella),
contemporanea esplosione di due supernovae la sua evoluzione ha portato la stella ad
nella stessa galassia. In questo caso del tutto espandersi fino a circa 37 volte il diametro del
particolare, oltre che esibire una tonalità Sole: una sfera enorme quindi, che irradia 186
cromatica differente, l'una giallo-rossastra e volte più del Sole.
l'altra blu, a causa della differente temperatura
sviluppata negli eventi, le due stelle si trovavano Teniamo ora in considerazione il segmento che
così vicine tra loro da apparire, almeno unisce le ultime due stelle visitate: a 15' da ν Psc è
apparentemente, quasi a contatto. presente la davvero bella NGC 645, una galassia a
spirale barrata lontana 112 milioni di anni luce
Circa 15' a ovest è presente IC 150, una spirale dalla Via Lattea.
barrata con le braccia strettamente avvolte su di Scoperta il 27 ottobre 1864 dall'astronomo
essa e larga la metà di NGC 664 e, appena a nord, tedesco Albert Marth, splende di dodicesima
PGC 6329, un'altra bella spirale larga come NGC grandezza. Si presenta strutturata da due sole
664 ma che appare vista di tre quarti, braccia che assomigliano molto a due uncini,
www.coelum.com 149
NGC 645. Crediti: DSS2

estese al punto da rendere la galassia larga 2' ma fronte con le braccia alquanto chiuse, è classificata
racchiuse su se stesse. come S0 ovvero come “lenticolare”.
Non lontane dalla galassia sono presenti due
stelle di nona, decima ed undicesima grandezza Lontana 145 milioni di anni luce dalla Via Lattea, è
che vanno ad arricchire il quadro quando la larga 1°, valore da cui deriva un diametro reale di
galassia viene ripresa. Tale galassia appare circa 40.000 anni luce. Tale oggetto è sede di
alquanto schiacciata in quanto vista davvero sotto un'intensa formazione stellare, particolarità
un angolo stretto – le dimensioni apparenti, evidente nelle immagini riprese dal telescopio
correlate con la distanza, forniscono un diametro spaziale Hubble che hanno messo in evidenza la
reale di circa 115.000 anni luce. presenza, nella regione nucleare della galassia, di
una struttura a spirale dalla colorazione blu,
A metà del percorso tra le stelle ν e μ Psc, è associata ad episodi di formazione di nuove stelle.
presente un'altra piccola ma interessante galassia, La causa di questa particolare struttura va
NGC 632. Pur apparendo come una spirale vista di probabilmente ricercata nell'interazione

Shakhbazian 44, una sfida per grandi diametri


Esattamente 2,5° a sud di ν Psc, è presente un Shakhbazian e altri colleghi. Nella fattispecie,
gruppo compatto di galassie che qui andiamo a l'osservazione di SHK44 è riservata ai soli
segnalare nella missione di percorrere, in lungo e possessori di strumenti da almeno 450 mm di
in largo, tutti i percorsi di ricerca che nel tempo diametro, dove la galassia più luminosa si rende
hanno contribuito a svelare i misteri di questo visibile richiedendo non poche capacità nel
Universo. rilevarla. Tre degli undici membri riportati nel
Si tratta di Shakhbazian 44 (abbreviato anche catalogo per questo gruppo sono probabilmente
Shkh44 o SHK44), presente nel catalogo che delle stelle di campo e la loro falsa identificazione
raccoglie 377 gruppi compatti di galassie presenti quali galassie deriva da un errore presente nel
nella Palomar Sky Survey, pubblicati tra il 1973 primo catalogo edito.
1979 dall'astronomo di origini armene

150 COELUM ASTRONOMIA


gravitazione che NGC 632 avrebbe subito con a soli 6' a sudovest di NGC 632, la quale ha perso
altre ma galassie vicine, con le quali forma il del tutto le braccia a spirale dando vita a una
gruppo di NGC 645 (noto anche con la sigla struttura indefinita che conserva il solo nucleo
LGG28), del quale la seconda componente per puntiforme.
massa e dimensioni è NGC 631, una spirale situata

Revati, Zeta Psc


La prossima stella meta del nostro cammino magnitudine visiva +5,28. Separata da 23” d'arco
celeste, procedendo 3° a nord-ovest, è ζ Psc. troviamo la coppia secondaria, che appare come
Splende di magnitudine +4,9, ma quanta una singola stella di magnitudine +6,43 ma che è
importanza c'è in questa anonima stella, sede di in realtà una binaria spettroscopica dal periodo
uno dei più conosciuti sistemi stellari, composto orbitale pari a 9 giorni. Le due stelle sono
da ben cinque componenti! entrambe di sequenza principale ma una di tipo
Innanzitutto, una curiosità sul suo nome proprio, spettrale F e l'altra di tipo G. Revati C, terza
Revati, derivato dal nome con cui nell'antica India componente terziaria (ma, in realtà, quinta)
veniva identificata una delle cosiddette stazioni splende di magnitudine +12,2 ed è separata da 1
lunari giacenti lungo l'eclittica, costituiti da 27 o solo secondo d'arco dalla componente B del
28 segmenti separati da opportune stelle giacenti sistema.
sull'eclittica (come lo è, per l'appunto, la nostra
Revati) – caratteristica, tra l'altro, che rende la Un atlante celeste è invece utile a reperire, già con
stella spesso occultata o, per lo meno, avvicinata l'ausilio di un binocolo, un'interessante variabile
da Luna e pianeti durante il loro moto apparente. situata poco meno di 1° a sudest di Revati: UV Psc.
Il sistema, lontano 170 anni luce dal Sistema Lontana 275 anni luce dal Sistema Solare, si tratta
Solare, è costituito da una stella binaria (Revati Aa, di una binaria spettroscopica composta da una
Revati Ab) e da una tripla (Revati BC), quest'ultimo stella molto simile al Sole, una nana gialla di tipo
sistema costituito a sua volta da una binaria
spettroscopica (Revati Ba, Revati Bb) e da una
singola stella (Revati C). La coppia primaria, è
costituita da due subgiganti bianche di tipo A, con
una separazione angolare di 0,15 secondi d'arco e

Che colore vedete?


Proprio di recente ho riosservato questa la
stella, risolta nella coppia principale, da un
ambiente urbano, utilizzando un rifrattore da
90 mm di diametro. La componente
principale dell'ampia coppia mi apparve
prettamente bianca mentre la secondaria più
bluastra, ma sicuramente si è trattato di una
impressione illusoria, dal momento che la
classe spettrale F della secondaria
indicherebbe un colore giallognolo. Voi,
quale colore vedete?
Zeta Psc. Crediti: DSS2

www.coelum.com 151
spettrale G5V2 (5.800 K) dalla luminosità il 23% sistemi a eclisse, dal periodo orbitale pari a 0,861
maggiore di quella solare, con una massa giorni. Durante l'eclissi principale, la luminosità
praticamente uguale a quella della nostra stella (il del sistema diminuisce di 1,14 magnitudini mentre
raggio risulta essere solo l'11% più grande). La durante l'eclisse secondaria la diminuzione di
componente secondaria è invece una nana luminosità è di 0,63 magnitudini. Variazioni
arancione di tipo K3V (4.750 K), dalla luminosità e presenti nello spettro indicano che la principale è
massa rispettivamente il 30% e 3/4 quelle del anche una variabile del tipo RS Cvn, dotata
Sole – ne consegue che il raggio è del 16% un'intensa attività cromosferica. L'età del sistema
inferiore a quello solare. è stimata in 7,9 miliardi di anni.
Le due stelle costituiscono uno dei più noti

Campi di Galassie a Sud


L'area che ora andremo a visitare
è situata entro 4° a sudest di
Revati e 3° a sudovest di μ Psc:
un campo popolato unicamente
da galassie, alcune delle quali
dalle rilevanti caratteristiche.

La prima di queste possiamo


facilmente reperirla
individuando la metà del
segmento che unisce μ a ς Psc e
spostando il telescopio
esattamente 1,5° a sud: qui,
subito a occidente di una stella
di settima grandezza, non sarà
difficile scorgere un luminoso Sopra. Una magnifica ripresa della galassia NGC 488, ripresa
batuffolo di decima grandezza, dall’Osservatorio di Mount Lemmon. Crediti: CC-BY Adam Block/
Mount Lemmon SkyCenter/University of Arizona
caratteristico per la forma ovale
allungata in direzione nord-sud, largo poco meno vorticosamente entro le sue spire, strettamente
di 6' su quest'ultimo che è anche l'asse maggiore: avvolte e inframezzate da una notevole quantità
si tratta di NGC 488, una delle più perfette di polveri, addensate in esili strisce, che seguono
galassie a spirale con braccia strettamente l'andamento a spirale.
avvolte! Una visione che, nel suo insieme, porta la galassia
Venne scoperta da William Herschel la notte del ad assomigliare a uno stretto vortice!
13 dicembre 1784. Si trova a una distanza di circa Il nucleo appare notevolmente luminoso e
90 milioni di anni luce dalla nostra galassia e il puntiforme mentre una notevole attività di
suo reale diametro risulta essere enorme, formazione stellare è stata rintracciata nelle sue
superiore a 170.000 anni luce. Dotata di un vasto spire.
bulge, è prototipo di quelle particolari galassie Nelle riprese CCD, l'alone della galassia si estende
che possiedono più bracci a spirale: osservarne le ben oltre le più esterne delle spire che è possibile
caratteristiche morfologiche nelle stupende individuare, lasciando immaginare come essa sia
immagini riprese dai grandi telescopi in realtà assai più vasta di come appare. Questa
professionali lascia davvero la mente vagare bella galassia è immersa in un campo ricco di
152 COELUM ASTRONOMIA
deboli stelle, alcune delle quali si sovrappongono partecipanti, e non solo da spettatori, a questo
sul disco dando l'impressione di essere incredibile spettacolo di morte e nascita cosmica,
supernovae – oggetti che, a tutti gli effetti, sono lungo milioni di anni.
apparsi per ben due volte entro le sue spire:
SN1976G ed SN2010eb, che raggiunsero Esattamente 1° a sud, ecco un'altra galassia: NGC
entrambe la quindicesima magnitudine. 446. Lontana 247 milioni di anni luce e larga
Studi spettroscopici hanno messo in evidenza apparentemente 2', si estende nello spazio per
come il nucleo della galassia si presenti ben 145.000 anni luce.
doppiamente ricco di metalli rispetto allo stesso L'osservazione telescopica, effettuata con
bulge che lo contiene, indice di una notevole strumenti da almeno 250 mm di diametro,
quantità di supernovae esplose in tempi passati fornisce la visione di un piccolo batuffolo largo 1'
nelle regioni più centrali. ma con un centro che appare subito molto
Accenniamo, in ultimo, al fatto che la grande NGC brillante. È nelle foto professionali che tale
488, pur accompagnata da piccole galassie galassia, vista quasi di fronte, regala il meglio di
satelliti, risulta essere isolata nell'oscuro mare se: l'area centrale, infatti, si rivela essere una sorta
cosmico. di barra quasi circolare centrata sul luminoso
nucleo, attorno alla quale il resto della galassia si
Circa 1° a ovest è presente la galassia NGC 455, sviluppa a mo di anello. Classificata come spirale
decisamente più piccola ma non per questo meno barrata SB0, NGC 446 è anche una galassia attiva,
importante. precisamente del tipo Seyfert. Come tutte le
Tale galassia, scoperta da Albert Marth il 27 galassie di questo tipo, oltre a esibire il luminoso
ottobre 1864, risulta lontana 250 milioni di anni nucleo sopra accennato, il loro spettro presenta
luce dalla Via Lattea. È nota anche con la sigla Arp alcune righe che, oltre ad essere alquanto
164. I più attenti, ricorderanno che tale sigla è luminose indice dell'energia sviluppata in quelle
associata al noto Atlas of Peculiar Galaxies redatto aree, si allargano in funzione delle velocità del
dall'astronomo americano Halton Arp nel 1966, materiale ad alta energia ivi coinvolto, con
contenente 388 galassie dalla forma peculiare o correnti gassose che si muovono anche a più di
del tutto fuori dall'ordinario, che spesso risultano 10.000 km/s.
essere le componenti maggiori di gruppi compatti
di galassie.
A un'attenta osservazione fotografica, infatti, tale
galassia si presenta come una spirale allungata
con lunghi filamenti, che si intrecciano anche
ortogonalmente, al posto di quelle che
probabilmente erano braccia a spirale. È oggi
noto come tali code mareali, formate da stelle e
gas strappati, siano dovute a interazioni
galattiche, ed è molto probabile che la stessa NGC
455 possa essere nata dalla fusione di due
galassie a spirale progenitrici. Molto
probabilmente, ciò che oggi i nostri telescopi
riescono a cogliere sono le prime fasi di
trasformazione di questo oggetto in quella che
diverrà una grande galassia ellittica.
Le piccole e numerose compagne formanti il
NGC 446. Crediti: SDSS9
gruppo Arp 164 fanno evidentemente da
www.coelum.com 153
GUIDA OSSERVATIVA

DICEMBRE

1 dicembre 2020
05:00 - L’asteroide (202) Chryseis in
opposizione nel Toro (dist. Terra = 1,952
UA; m = +11,7; el. = 168°).
09:40 - L’asteroide (250) Bettina in
opposizione nel Perseo (dist. Terra = 1,795
UA; m = +11,3; el. = 166°).
20:00 - La Luna al nodo discendente.
20:44 - La cometa C/2019 N1 Atlas al
perielio: minima distanza dal Sole (1,705 3 dicembre 2020
UA; dist. Terra = 2,404; el. = 36°; Vergine). 02:16 - La Luna alla massima declinazione
nord (+24°38’).

1 2 3 4

2 dicembre 2020 4 dicembre 2020


23:30 - La Luna (h = 53°; fase = 94%) passa 02:05 - La Luna (h = 68°; fase = 87%) passa 4,0° a
34’ a sudest di Mebsuta (epsilon sudovest di Polluce (beta Geminorum; m = +1,2) e
Geminorum; m = +3,0). 24’ a sud di kappa Geminorum (m = +3,6).
06:00 - Venere (h = 9°; m = –3,9) passa 1,3° a est di
Zuben Elgenubi (alfa 2 Librae; m = +2,8).
22:40 - L’asteroide (74) Galatea in opposizione nel Toro
(dist. Terra = 1,376 UA; m = +11,5; el. = 174°).

154 COELUM ASTRONOMIA


5 dicembre 2020
04:20 - La Luna (h = 69°; fase = 79%) passa 24’
a nord di Asellus Borealis (gamma Cancri; m
= +4,7) e 2,4° a nord dell’Ammasso aperto del
Presepe (Messier 44; m = +3,1).
12h - Mercurio (m = –1,0) in transito nel campo 7 dicembre 2020
del coronografo LASCO C3 fino al 2 gennaio 12:10 - L’asteroide (201) Penelope in
2021. opposizione in Orione (dist. Terra = 1,679
18:30 - Mercurio al nodo discendente. UA; m = +11,8; el. = 171°).
21:47 - La Luna alla massima librazione ovest 22:00 - L’asteroide (16) Psyche in
(?°; AP = ?°): favorita l'osservazione del cratere opposizione nel Toro (dist. Terra = 1,692
Grimaldi. UA; m = +9,4; el. = 175°).

5 6 7 8

6 dicembre 2020 8 dicembre 2020


23:40 - La Luna (h = 10°; fase = 63%) passa 00:10 - Luna all'Ultimo Quarto.
4,9° a est di Regolo (alfa Leonis; m = +1,4) e 07:50 - La Luna alla massima librazione
4,9° a sudovest di Algieba (gamma Leonis; sud: favorita l'osservazione del Polo Sud.
m = +2,2).

Terreno fertile per la formazione stellare. Questo brillante arazzo di giovani stelle che prendono vita
sembra uno scintillante spettacolo pirotecnico. Qui lo vediamo ripreso dal telescopio spaziale Hubble. Il
fulcro scintillante di questo spettacolo pirotecnico è un gigantesco ammasso di migliaia di stelle chiamato
Westerlund 2. L'ammasso risiede in un turbolento ambiente di formazione stellare noto come Gum 29,
situato a 20.000 anni luce dalla Terra nella costellazione della Carina. La Wide Field Camera 3 di Hubble ha
attraversato il velo polveroso che avvolge il vivaio stellare osservandolo in luce infrarossa, e offrendo agli
astronomi una visione chiara della nebulosa e della densa concentrazione di stelle nell'ammasso centrale,
un perfetto laboratorio per studiare la formazione stellare per via della sua vicinanza, della sua "giovane"
età e delle numeros stelle in formazione. L'ammasso misura tra 6 anni luce e 13 anni luce di diametro.
Crediti: NASA, ESA, Hubble Heritage Team (STScI / AURA), A. Nota (ESA / STScI) e Westerlund 2 Science Team

www.coelum.com 155
11 dicembre 2020
16:16 - L’asteroide (423) Diotima in
opposizione nel Toro (dist. Terra = 2,192
UA; m = +11,7; el. = 177°).
18:40 - L’asteroide (79) Eurynome in
opposizione in Orione (dist. Terra = 1,049
UA; m = +9,9; el. = 173°).

9 10 11 12

12 dicembre 2020
Su Marte, termina la stagione delle tempeste.
09:56 - La Luna al perigeo: minima distanza dalla
Terra (358 580 km; diam. = 33' 19").

Terreno fertile per la formazione stellare. Questo brillante arazzo di giovani stelle che prendono vita
sembra uno scintillante spettacolo pirotecnico. Qui lo vediamo ripreso dal telescopio spaziale Hubble. Il
fulcro scintillante di questo spettacolo pirotecnico è un gigantesco ammasso di migliaia di stelle chiamato
Westerlund 2. L'ammasso risiede in un turbolento ambiente di formazione stellare noto come Gum 29,
situato a 20.000 anni luce dalla Terra nella costellazione della Carina. La Wide Field Camera 3 di Hubble ha
attraversato il velo polveroso che avvolge il vivaio stellare osservandolo in luce infrarossa, e offrendo agli
astronomi una visione chiara della nebulosa e della densa concentrazione di stelle nell'ammasso centrale,
un perfetto laboratorio per studiare la formazione stellare per via della sua vicinanza, della sua "giovane"
età e delle numeros stelle in formazione. L'ammasso misura tra 6 anni luce e 13 anni luce di diametro.
Crediti: NASA, ESA, Hubble Heritage Team (STScI / AURA), A. Nota (ESA / STScI) e Westerlund 2 Science Team

156 COELUM ASTRONOMIA


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13 dicembre 2020
06:15 - Una sottilissima falce di Luna (fase =
3%) sorge 5° a sudest di Venere (m = –4,0). 15 dicembre 2020
14:16 - La Luna alla massima
declinazione sud (-25° 40’).

13 14 15 16

14 dicembre 2020 16 dicembre 2020


02h - Massimo dello sciame meteorico delle 03:44 - Mercurio all'afelio: massima
Geminidi (GEM), attivo dal 4 al 17 dicembre e distanza dal Sole (0,467 UA; dist. Terra =
associato all’asteroide (3200) Phaeton. Quest’anno 1,448 UA; el. = 2,5°).
si prevede uno ZHR=150, in totale assenza di 07:36 - La cometa 141P Machholz al
disturbo lunare; il radiante si trova nei Gemelli, nei perielio: minima distanza dal Sole (0.808
pressi di Castore (AR = 7.5h° - Dec = 32.5°). UA; dist. Terra = 0,756; el. = 53°;
14:33 - Inizia l’Eclisse Totale di Sole (non Acquario).
osservabile dal nostro emisfero).
17:13 - Massimo dell’Eclisse Totale di Sole (Saros n.
142; durata = 2m 14,2s; Magnitudine = 102,6%;
oscuramento = 100%).
18:33 - Luna Nuova.
18:53 - Termina l’Eclisse Totale di Sole.

www.coelum.com 157
17 dicembre 2020
12h - Mercurio (m = –1,0) in transito nel 19 dicembre 2020
campo del coronografo LASCO C2 fino al 22 09:20 - L’asteroide (13) Egeria in
dicembre. opposizione in Auriga (dist. Terra = 1,440
17:40 - La Luna (h = 15°; fase = 11%) passa UA; m = +10,1; el. = 160°).
6,9° a est di Giove (m = –2,0) e 6,5° a est di 19:20 - Mercurio in congiunzione eliaca
Saturno (m = +0,6). superiore (el. = 1,4° dal centro del Sole; dist.
Terra = 1,447 UA).

17 18 19 20

18 dicembre 2020 20 dicembre 2020


06:35 - Venere (h = 9°; m = –4,0) passa 20’ 21:40 - La Luna (h = 12°; fase = 39%) passa 5,1°
a nord di Graffias (beta1 Scorpii; m = +2,6). a sudovest di Nettuno (m = +7,9).
17:44 - La Luna alla massima librazione est
: favorita l'osservazione del Mare Crisium.

Terreno fertile per la formazione stellare. Questo brillante arazzo di giovani stelle che prendono vita
sembra uno scintillante spettacolo pirotecnico. Qui lo vediamo ripreso dal telescopio spaziale Hubble. Il
fulcro scintillante di questo spettacolo pirotecnico è un gigantesco ammasso di migliaia di stelle chiamato
Westerlund 2. L'ammasso risiede in un turbolento ambiente di formazione stellare noto come Gum 29,
situato a 20.000 anni luce dalla Terra nella costellazione della Carina. La Wide Field Camera 3 di Hubble ha
attraversato il velo polveroso che avvolge il vivaio stellare osservandolo in luce infrarossa, e offrendo agli
astronomi una visione chiara della nebulosa e della densa concentrazione di stelle nell'ammasso centrale,
un perfetto laboratorio per studiare la formazione stellare per via della sua vicinanza, della sua "giovane"
età e delle numeros stelle in formazione. L'ammasso misura tra 6 anni luce e 13 anni luce di diametro.
Crediti: NASA, ESA, Hubble Heritage Team (STScI / AURA), A. Nota (ESA / STScI) e Westerlund 2 Science Team

158/ COELUM ASTRONOMIA


21 dicembre 2020
03:23 - La Luna alla massima librazione nord: favorita
l'osservazione del Mare Frigoris.
05:00 - L’asteroide (163) Erigone in opposizione in
Orione (dist. Terra = 0,939 UA; m = +11,5; el. = 171°).
11:02 - Solstizio d'inverno: inizia l’inverno
astronomico.
18:00 - Giove (h = 8°; m = –2,0) passa 6’ a sudovest di
Saturno (m = +0,7). 23 dicembre 2020
21:11 - La Luna (h = 27°; fase = 48%) occulta 01:40 - L’asteroide (556) Phyllis in
(immersione lembo oscuro) la stella 30 Piscium (SAO opposizione nei Gemelli (dist. Terra =
147042; m = +4,4) con AP = 95°. L’occultazione 1.230 UA; m = +11,8; el. = 178°).
termina alle 22:00 (h = 18°; AP = 220°). 06:45 - Venere (h = 8°; m = –4,0) passa
22:00 - L’asteroide (39) Laetitia in opposizione in 5,6’ a nordest di Antares (alfa Scorpii; m
Orione (dist. Terra = 1,737 UA; m = +9,9; el. = 165°). = +1,1).

21 22 23 24

24 dicembre 2020
21 dicembre 2020
00:00 - La Luna (h = 20°; fase = 68%) passa 5,3°
02:03 - Luna al Primo Quarto.
a sudest di Marte (m = –0,5).
07:52 - La Luna all'apogeo: massima distanza
dalla Terra (409 186 km; diam. = 29' 12").
19:19 - La Luna (h = 55°; fase = 75%) occulta
(immersione lembo oscuro) la stella 64 Ceti
(SAO 110390; m = +5,6) con AP = 105°.
L’occultazione termina alle 20:34 (h = 56°; AP =
220°).
20:47 - La Luna (h = 56°; fase = 76%) occulta
(immersione lembo oscuro) la stella 65 Ceti
(SAO 110408; m = +4,4) con AP = 100°.
L’occultazione termina alle 22:00 (h = 49°; AP =
225°).
23:00 - L’Equazione del Tempo è nulla: Il Sole
vero coincide con il Sole medio.

www.coelum.com 159
25 dicembre 2020
01:52 - La Luna (h = 11°; fase = 77%) passa 3,6°
a sudest di Urano (m = +5,7). 27 dicembre 2020
23:25 - Inizia la rotazione di Carrington n. 2239. 18:12 - La Luna (h = 35°; fase = 95%) passa 4° a
nordest di Aldebaran (alfa Tauri; m = +0,9) e 1,2
a est di Ain (epsilon Tauri; m = +3,5).

25 26 27 28

28 dicembre 2020
22:28 - La Luna al nodo ascendente.

160 COELUM ASTRONOMIA


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30 dicembre 2020
05:56 - Luna Piena.
23:12 - La Luna alla massima declinazione
nord (+24° 22’).

29 30 31

31 dicembre 2020
11:00 - L’asteroide (313) Chaldaea in
opposizione nell’Unicorno (dist. Terra =
1,047 UA; m = +11,3; el. = 158°).
23:56 - L’asteroide (313) Chaldaea in
opposizione nell’Auriga (dist. Terra = 1,169
UA; m = +10,8; el. = 165°).

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situato a 20.000 anni luce dalla Terra nella costellazione della Carina. La Wide Field Camera 3 di Hubble ha
attraversato il velo polveroso che avvolge il vivaio stellare osservandolo in luce infrarossa, e offrendo agli
astronomi una visione chiara della nebulosa e della densa concentrazione di stelle nell'ammasso centrale,
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MOSTRE E APPUNTAMENTI

Se ci seguite assiduamente, questa sezione di Coelum Astronomia è, di mese in mese, una ricca
miniera di informazioni per conoscere le iniziative, gli appuntamenti e gli incontri organizzati dalle
associazioni astrofile o da astronomi professionisti per coltivare in compagnia la passione per
l'astronomia.
Purtroppo i dati relativi alla diffusione della seconda ondata di Coronavirus, in costante
peggioramento, impongono di osservare sempre la massima prudenza e responsabilità. Gli eventi qui
segnalati potrebbero pertanto subire modifiche nelle date e orari o nelle modalità di esecuzione.
Proponiamo in queste pagine una breve rassegna di appuntamenti e vi invitiamo come sempre a
seguirci sul nostro sito web e sulla nostra pagina Facebook per ottenere giorno dopo giorno
aggiornamenti e informazioni sulle nuove iniziative.

UAI - Unione Astrofili Italiani


Calendario astrofilo UAI 2021,
ecco alcuni eventi da non perdere
L’Unione Astrofili Italiani (UAI), da oltre 50 anni il principale punto di riferimento culturale,
organizzativo e motivazionale degli appassionati di astronomia e di scienza in generale, conferma
anche nel 2021 il suo impegno per la promozione e diffusione della cultura scientifica. Numerose le
iniziative di divulgazione, didattica, ricerca amatoriale in ambito astronomico e di formazione
specialistica promosse e organizzate dall’UAI – sia direttamente che tramite la rete delle sue oltre
cinquanta Delegazioni e relativi osservatori astronomici e planetari – riassunte nel “Calendario
Astrofilo 2021”.

Si parte il 19 febbraio 2021 con la “Mars Night”: una serata di osservazione di Marte e della Luna,
protagonisti di un bellissimo allineamento con la stella Aldebaran, nei giorni in cui la sonda Mars
2020 arriva sul Pianeta Rosso con il suo rover Perseverance. In tutta Italia sarà possibile conoscere e
osservare questi astri grazie alle attività a cura delle associazioni astrofile dell'UAI e tramite lo
speciale evento online, che andrà in onda in diretta sui profili social UAI.
Il 12 aprile è la volta della “Yuri's Night” per celebrare il 60° anniversario del volo di Yuri Gagarin con
eventi in tutta Italia, aventi per tema l'astronautica e l'esplorazione spaziale umana.

A maggio torna l’appuntamento più importante per gli appassionati di astronomia in Italia: il
Congresso dell’Unione Astrofili Italiani: un fine settimana per fare il punto della situazione,
promuovere attività, condividere esperienze, offrire nuovi stimoli e per vivere anche momenti di
grande divulgazione scientifica. Quest’anno il Congresso, giunto alla sua 54ª edizione, si terrà in
Puglia dal 14 al 16 maggio e sarà svolto in collaborazione con la Società Astronomica Pugliese.
L’estate pullula di eventi osservativi e divulgativi: dal 10 al 12 agosto sono in programma le “Notti
delle stelle”, dedicate alla scoperta del famoso sciame meteorico delle Perseidi, e dal 27 al 29 agosto
le “Notti dei giganti”, con telescopi puntati su Giove e Saturno, che daranno spettacolo a pochi giorni
dalla loro opposizione.

I dettagli relativi a tutti gli eventi del calendario astrofilo UAI 2021 sono disponibili al link:
https://www.uai.it/sito/gli-eventi-uai/
162 COELUM ASTRONOMIA
Iscriviti alla UAI
Una grande opportunità per tutti gli appassionati di astronomia
L’Unione Astrofili Italiani (UAI), l’associazione nazionale che riunisce gli
appassionati di astronomia in Italia, lancia la nuova campagna iscrizioni e
riserva a tutti gli iscritti tanti vantaggi e agevolazioni economiche per
l’acquisto di beni e servizi di grande interesse per gli astrofili.
Tutte le informazioni su: https://www.uai.it/sito/associazione/iscriviti-e-sostienici/

Associazione Tuscolana di Astronomia


Per partecipare all’evento compilare il modulo al link presente nella pagina di ogni singolo evento.
Consulta il sito web www.ataonweb.it/wp/eventi per maggiori informazioni.
Venerdì 4 dicembre alle ore 21:00 è in programma l’evento virtuale “Stelle in famiglia”. L’evento
divulgativo rientra nell’ambito dell’iniziativa “AstroIncontri@Home”, che ha la finalità di offrire a tutti
i soci e simpatizzanti dell’ATA un’opportunità di svago e di crescita culturale e di dare continuità
all’opera di diffusione della cultura astronomica durante l’emergenza da Covid-19.

Altri Appuntamenti ATA


Gli incontri si terranno presso il Parco Astronomico “Livio Gratton”, Via Lazio, 14 - Rocca di Papa:
11.12, ore 20:15 e 21:30: L’Universo turbolento
18.12, ore 20:15 e 21:30: Serata speciale: la Stella di Natale

www.coelum.com 163
PRENDE IL VIA IL NUOVO PROGETTO ON LINE IDEATO DA PALAZZO MAFFEI - CASA MUSEO
In collaborazione con il Teatro Nuovo e l’Università di Verona (Dip. Culture e civiltà).
16 trasmissioni on line dal 13 novembre 2020 fino al 15 giugno 2021

Il programma prevede 16 brevi puntate, una ogni 15 giorni, trasmesse on line sui canali social del Museo
(Instagram @palazzomaffeiverona, Facebook @palazzomaffei, sito palazzomaffeiverona.com tutti linkabili),
in cui i racconti degli studenti di Beni Culturali e della laurea Magistrale in Arte metteranno in luce, per
singole opere della collezione, connessioni, rimandi, contesti e personaggi che mostrano il dialogo, spesso
sottovalutato, tra il sapere scientifico e la creazione artistica.

È già disponibile il primo appuntamento: Giacomo Balla: "Il transito di


Mercurio davanti al sole"
L'inedita lettura delle opere sarà riunita in un libro edito da
Università degli Studi di Verona e Palazzo Maffei-Casa Museo

palazzomaffeiverona.com

In attesa di conferma, controllare sul sito dell'associazione:


21 dicembre, ore 21: Radiazione ultravioletta solare e COVID-19: c’è una relazione?

Da questa domanda ha preso spunto uno studio italiano, pubblicato sulla rivista “Science of the
Total Environment”, coordinato dai due autori che parteciperanno al webinair, Giancarlo Isaia e
Henri Diémoz, con la partecipazione di Università di Bologna, Sapienza Università di Roma, ENEA,
Città della Salute e della Scienza di Torino, Agenzie per la Protezione dell'Ambiente di Alto Adige,
Veneto, Piemonte e Puglia.
Per partecipare collegarsi qui tramite piattaforma Zoom.

164 COELUM ASTRONOMIA


RECENSIONI LIBRI

Luci e colori del cielo


Manuale sui fenomeni ottici che si verificano in
atmosfera, nella scienza e nella storia: come
osservarli e fotografarli.
di Marco Meniero

Editore : Ronca Editore 2020


Formato: copertina flessibile; 146 pp. ill.
Lingua: : Italiano
Prezzo: 19,40 €

«L'autore dell'opera "Luci e colori del cielo", il Dott. è anche un anche un provetto fotografo, per cui
Marco Meniero mi aveva chiesto di fare la nell’opera si è prodigato per dare le giuste
Prefazione al Suo Libro, cosa che ho fatto volentieri indicazioni circa gli accorgimenti ottimali per
perché l'opera merita di essere letta e …vista». fotografare le “luci e i colori” del cielo. Questo
lavoro è il frutto di anni di ricerche personali e di
Queste sono le parole del Col. Giuliacci usate nel osservazioni che Meniero ha deciso di raccogliere
presentare il libro edito da Ronca Editore. e condividere cercando di fornire le informazioni
utili sia agli addetti ai lavori, sia ai non esperti.
Quanti di Voi hanno visto un miraggio, un raggio
verde, i cani del sole, lo spettro di Broken, le nubi
Il testo è corredato da una galleria di bellissime
iridescenti, il paraelio, il gloria, il sun pillar, un
immagini di questi particolari fenomeni del cielo;
sole a forma di omega al tramonto? Penso pochi o potreste ammirare e comprendere la
pochissimi. Di notte poi vi sono altri fenomeni manifestazione di questi eventi celesti da quelli
luminosi legati all’interazione dell’atmosfera con più comuni a quelli più rari ed effimeri.
il campo elettrico dell’atmosfera, come i fulmini, e
Il volume si sviluppa in 10 capitoli: Fotometeore,
con il campo magnetico della terra, come sprites, Raggio verde-sveliamo il mistero, L’illusione ottica
blue jets e aurore. Insomma nell’atmosfera vi è dei miraggi, I miraggi astronomici: le lenti
una moltitudine di “luci e colori” meravigliosi chegravitazionali, Le illusioni ottiche fisiologiche
spesso sfuggono alla nostra osservazione. cerebrali, Le aurore polari, Luce di STEVE,
Fenomeni luminosi misteriosi (Ufo, luci di
Ebbene l’Autore in primo luogo ha qui raccolto Hassdalen, folletti rossi, getti blu, elfi),
bellissime immagini di tutte le fotometeore che vi Classificazione dei movimenti atmosferici che
potrebbe capitare di vedere nel cielo, da quelle danneggiano le osservazioni notturne,
comuni a quelle più rare e più effimere. Le foto Inquinamento luminoso.
sono accompagnate da un’esauriente descrizione
circa i processi fisici che hanno dato luogo al Si ringraziano per i contributi di testo il Col. Mario
fenomeno luminoso. Giuliacci, il meteorologo Paolo Sottocorona,
Ma l’opera riserva un’altra gradita sorpresa. Andreina Ricco, Alessandro Ghelardi e
L’autore, oltre che appassionato di Meteorologia, Piergiovanni Salimbeni.

www.coelum.com 165
Si ringraziano per aver fornito le immagini i «Luce astrale come pennello fotografico, sembra
fotografi: Giorgia Hofer, Marcella Giulia Pace, solo una bella frase, finché non si arriva al cospetto
Alessia Scarso, Paolo Colona, Elena Salvai, delle foto di Meniero e allora ci si accorge non solo
Giuseppe Donatiello, Michele Galice, Alessandro che questo pennello esiste, ma anche che Marco lo
Bianconi, Stephane Vetter, Davide Necchi, Babak sa usare bene. Non è però un freddo strumento
A. Tafreshi, Yulia Zhulikova, Yulia Vassilyeva, tecnico, è davvero una finestra aperta ad incontrare
Ercole Parigiani, Royce Husain, Sergio Eschini, emozioni. La tecnica serve, ma senza il cuore è poca
Antonio Colangiulo, Ivan dalla Stella e Michael cosa!»
Neff
Paolo Sottocorona (meteorologo e conduttore
televisivo)

Almanacco 2021
Lo strumento della UAI indispensabile per tutti gli
astrofili e appassionati del cielo

Anno edizione: 2020


Formato copertina flessibile
Prezzo: € 16,69
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente
Formato pdf
Prezzo: gratuito per i soci UAI (8,00 € l’iscrizione annuale)

L’Almanacco 2021 dell’Unione Astrofili Italiani eventi astronomici ai quali prestare attenzione e
(UAI), è il più preciso e accurato almanacco visibili anche a occhio nudo o con l’uso di un
astronomico italiano. Giunto alla sua 42ª semplice binocolo.
edizione, il manuale è frutto del lavoro di esperti
astrofili afferenti alle Sezioni di Ricerca dell’UAI e Per gli esperti astrofili l’Almanacco rappresenta
rappresenta una guida completa per invece il fondamentale compagno delle serate
l’osservazione degli eventi astronomici del 2021, osservative, da tenere sempre al fianco del
indispensabile per ogni astrofilo. telescopio. Con le sue pagine dense di
informazioni dettagliate relative a tutti i fenomeni
Grazie alla guida completa e rigorosa dell’UAI, gli celesti del 2021, il manuale dell’UAI consente agli
astrofili apprendisti potranno avvicinarsi giorno astrofili esperti di osservare in modo attento e
dopo giorno alla conoscenza del cielo e cogliere rigoroso il cielo con l’ausilio di strumentazione
la bellezza degli astri e i loro mutamenti. Nelle astronomica dedicata e di ammirare tutte le sue
prime pagine del manuale i meno esperti meraviglie, dalle congiunzioni agli sciami
troveranno un utile glossario dei termini usati meteorici, dalle eclissi alle occultazioni lunari,
nelle pagine delle effemeridi e poi notizie planetarie e asteroidali. Il manuale risulta di facile
dettagliate relative ai fenomeni celesti da lettura grazie alla sua struttura in sezioni dedicate
osservare. Basta volgere lo sguardo al cielo per a Sole, Luna, pianeti, occultazioni, meteore,
poter individuare, con la guida dell’UAI, tanti asteroidi, comete e stelle variabili.
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Con l’Almanacco UAI l’osservazione astronomica Costa, Sergio Foglia, Stefano Crivello, Alessandra
diventa, quindi, alla portata di tutti e fonte di Masi, Giancarlo Favero ed Enrico Stomeo.
grandi soddisfazioni, derivanti dell’esplorazione
guidata e approfondita del cielo. A curare La nuova edizione dell’Almanacco UAI 2021, il più
l’edizione numero 42 del prestigioso Almanacco preciso e accurato almanacco astronomico
2021 è stato l’esperto Giuseppe De Donà, con la italiano, è disponibile in formato digitale (pdf) sul
collaborazione di altri astrofili esperti: Claudio sito dell’UAI e in formato cartaceo su Amazon.

Osserviamo le stelle
Guida al cielo notturno mese per mese
di Giovanni Anselmi

Editore: Il Castello, 2020


Formato: 96 p., ill. a colori.
Con gadget
Prezzo: 19,00 €
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Dodici grandi mappe stellari guidano mese per o un piccolo telescopio. Tutti gli oggetti
mese all'individuazione degli oggetti astronomici osservabili sono introdotti e spiegati da un vero
più importanti. Tantissimi stimoli e spunti per i astronomo che porta i ragazzi a confrontarsi con
ragazzi che si avvicinano per la prima volta le meraviglie dell'universo e le grandi domande
all'osservazione astronomica. Le indicazioni per che ne scaturiscono. Con allegato un astrolabio
la prima attrezzatura: alcuni oggetti possono per individuare le stelle ogni giorno dell'anno. Età
essere individuati a occhio nudo, mentre altri, di lettura: da 10 anni.
come nebulose e galassie, richiedono un binocolo

Il cielo come il mare

Ci avete mai pensato? Il Sole... la Luna…


Il cielo in fondo non è che un grande mare. Il mare Sì, questi sono facili, e poi?
ha dentro di sé pesci e creature di tutte le forme, Le stelle e i pianeti?
dimensioni e colori. Che però non riusciamo quasi Sì, brava, le stelle e anche qualche pianeta!
mai a vedere stando a riva, dentro una barca o La Via Lattea vale?
anche nuotandoci dentro. Vale sì! Peccato che da parecchi anni
E allo stesso modo il cielo, a guardarlo magari si veda sempre meno, offuscata com’è
distrattamente riesce a nascondere bene la dalle luci cittadine... E poi?
maggior parte dei suoi tesori. uhmmmm...
Sento già qualcuno di voi protestare… Non vi viene in mente nient’altro? Vi stanno forse
Non è vero, anche a occhio nudo io vedo un sacco antipatiche le stelle cadenti?
di cose nel cielo! È vero, le stelle filanti... e anche le meteore!
Va bene... Proviamo a contarle? Quali sono? Che però, come vedremo, sono la stessa cosa...
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dinosauri... E non era un film!
Comunque, nel conteggio dobbiamo considerare
anche gli “ammassi aperti” e gli “ammassi
globulari”, due diversi modi che hanno le stelle di
riunirsi in gruppi più o meno numerosi, e per
finire, le lune di alcuni pianeti del Sistema Solare.
Non ci credo... Ma davvero possiamo vedere le
lune di altri pianeti?
Forse volevi dire le comete! Sì, quelle di Giove si possono osservare anche con
Sì, le comete... anche se non le ho mai viste! un binocolo! Galileo riuscì a scoprirle già quattro
Ok, insomma se ho contato bene sono soltanto secoli fa con un cannocchiale di pochi
sette le cose che possiamo identificare nel cielo a ingrandimenti. Per le altre servono invece
occhio nudo: il Sole, la Luna, le stelle, i pianeti, le telescopi
meteore, le comete (molto raramente) e la Via abbastanza potenti…
Lattea!
Solo sette? Sembravano di più... Ma lasciatemi concludere. Alla fine della nostra
Sì. Magari dopo andremo a conoscerle una per ricerca siamo dunque riusciti a identificare sei tipi
una, ma c’è anche da dire che in realtà il cielo di oggetti celesti osservabili a occhio nudo: il Sole,
nasconde molti altri “pesci” oltre a quelli che la Luna, la Via Lattea, le stelle, i pianeti e le
abbiamo appena detto; tanti altri “oggetti” (come meteore; e altri sei visibili con almeno un
usano dire gli astronomi) che però è possibile binocolo: le nebulose, le galassie, gli ammassi
vedere solo aiutandosi con binocoli e telescopi. aperti, gli ammassi globulari, le comete e gli
Qualcuno di voi me ne sa dire almeno uno? asteroidi. Ovviamente nel cielo accadono un sacco
Sìììììì... i buchi neri! di altre cose. [...]
Eh, lo immaginavo... Solo che i buchi neri sono
praticamente impossibili da osservare, anche con Adesso però dobbiamo cercare di capire che posto
il più grande telescopio del mondo, e quindi non li occupano questi oggetti all’interno dello spazio
contiamo. E poi, qualcos’altro? apparentemente vuoto che ci circonda: la loro
La nebulosa di Orione! origine, la distanza, le dimensioni. Perché solo così
Sì, è forse la più famosa delle nebulose,ma ce ne potremo essere in grado, puntandoli, di capire che
sono tantissime altre. cosa esattamente stiamo guardando e di
Le galassie le abbiamo dette? apprezzarne il valore o la bellezza. Siete d’accordo
Non ancora! Bravissimo! Ce ne sono miliardi su questo?
nell’universo, di ogni forma e dimensione. La Sìììì.
nostra Via Lattea è una di quelle, e ci viviamo Ok, allora per capirci qualcosa direi di cominciare
dentro! proprio dall’inizio più famoso di tutti gli inizi… La
nascita dell’universo!
Bene, vi viene in mente altro? No? E allora
proseguo io, ricordandovi anche gli “asteroidi”...
Sapete, quei corpi rocciosi più piccoli dei pianeti,
che ogni tanto in qualche film vi fanno vedere che
minacciano di colpire la Terra...
Ah, sì... come in Armageddon! Che bello...
Già, ma c’è poco da scherzare con queste
montagne volanti, perché il pericolo è reale. Era
un asteroide anche quello che mise fine all’era dei
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