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LUNA E VENERE INCONTRANO L'AMMASSO M 44

SOLAR ORBITER
Le prime dettagliate
immagini del SOLE

C/2020 F3
NEOWISE
LA GRANDE
COMETA
DEL 2020
Come rilevare i ASTROINFORMATICA
RAGGI COSMICI L'Intelligenza Artificiale
con gli OCCHIALI nell'Astronomia

L'anello atmosferico di Venere Il Cielo di SETTEMBRE


La LUNA e il VULCANO Effemeridi e Fenomeni 247
Il mitologico cielo di MIRA, la stella con la coda 2020
San Pedro di ATACAMA Antichi soli rossi in Pegaso www.coelum.com
Pubblicazione mensile di divulgazione
astronomica e scientifica
Anno 24 Numero 247
l'Editoriale di Gabriele Marini
Editore: MAASI Media srl
Copyright © 2020 - MAASI Media srl È arrivata, cari Lettori, è arrivata! Splendente ed elusiva, è passata sopra le nostre
Tutti i diritti sono riservati a norma teste per farsi amare e ammirare. L'attesa è stata lunga, ma la pazienza e la tenacia
di legge. È permessa la riproduzione del infine sono state ripagate. Lo avrete capito, sto parlando della cometa C/2020 F3
materiale pubblicato con citazione Neowise, un nome piuttosto freddo e asettico per descrivere un oggetto di grande
obbligatoria della fonte, previa autorizzazione fascino e bellezza, un oggetto che – molto probabilmente – verrà ricordato come "la
scritta dell’editore. grande cometa del 2020". Ho ancora in mente le parole scambiate a inizio luglio
con Claudio Pra, collaboratore di Coelum Astronomia di lunga data e grande
Direttore: Gabriele Marini
appassionato di comete: «A forza di invocarla su Coelum Astronomia, il sogno si è
Direttore Scientifico: Renato Falomo
materializzato finalmente! Erano 23 anni che l'aspettavo!». E, nel frattempo, dentro
(Osservatorio di Padova)
di me condividevo pienamente, provando le stesse sensazioni: finalmente!
Marketing e pubblicità: Finalmente una grande cometa solca i nostri cieli! Nella mia memoria sono ancora
ads@maasi-media.com vive le immagini della grande Hale-Bopp (la Hyakutake l'ho persa invece)... era il
1997: ben 23 anni fa. E quella sera dello scorso luglio, uscito con il mio binocolo,
Redazione: Lara Sabatini, Paola De Gobbi quando ho scorto la cometa con i miei occhi, evanescente ma chiaramente presente
nel cielo della sera, tra gli artigli della grande orsa, un brivido incontenibile di
Hanno collaborato a questo numero: emozione è salito lungo la mia schiena. E per un momento sono tornato a quei primi
Marco Arcani, Francesco Badalotti, Marco anni in cui, grazie a mio nonno che mi ha trasmesso la passione per le stelle, ogni
Bastoni, Giorgio Bianciardi, Elisabetta Bonora, cosa che osservavo era nuova, ogni oggetto celeste, rintracciato a occhio nudo o
Davide Coero Borga, Fabio Briganti, Barbara
attraverso il piccolo telescopio rifrattore da 50 mm (anche questo regalo di mio
Bubbi, Albino Carbognani, Marco Di Lorenzo,
nonno) costituiva, prima di ogni altra cosa, una grande emozione e sorpresa. La
Eleonora Ferroni, Giuseppe Fiasconaro,
Daniele Gasparri, GPNoi, Valentina Guglielmo, Neowise ora era lì, di fronte a me, ma in me, si agitava l'emozione della scoperta di
Giorgia Hofer, Marco Illiano, Marco Malaspina, un bambino e il ricordo di tanti magnifici momenti che porterò sempre nel cuore.
Riccardo Mancini, Gianluigi Marsibilio, Nunzio Per me è così: l'astronomia è scienza, è scoperta, è esplorazione... Ma è anche
Micale, Luigi Morielli, Giuseppe Petricca, emozione, amore e sentimento. È il ricordo di una persona a me tanto cara e che
Claudio Pra, Vincenzo Russo, Maura Sandri, non c'è più.
Stefano Schirinzi, Rossella Spiga, Marco Le comete, si sa, fanno emozionare e hanno la grande capacità di attirare
Zambianchi, Ufficio Stampa ESO l'attenzione al cielo, anche di chi normalmente non si interessa di astronomia. E la
Neowise non ha fatto eccezione: l'unico rammarico, forse, sta nel nome. Hale e Bopp
Photo Coelum erano un astronomo e un astrofilo. Neowise, beh, è un telescopio spaziale! Che
Valeriano Antonini, Paolo Bardelli, Piero
siano finiti i tempi in cui le comete portano il nome di uno scopritore umano? Mi
Barletta, Gianluca Belgrado, Giuseppe
auguro di no! E con questo augurio ci diamo appuntamento alla prossima grande
Bertaglia, Alessandro Bianconi, Lorenzo
Busilacchi, Maurizio Cabibbo, Alessandro cometa, con la speranza di non dover attendere altri 23 anni.
Carrozzi, Cristina Cellini, Salvatore Cerruto,
Giuseppe Conzo, Pietro De Gregorio, Marco In questo numero dedichiamo quindi un ampio spazio alla cometa che ci ha tenuti
Failli, Cristian Fattinnanzi, Antonio Finazzi, tutti svegli per tante notti in luglio, dal report osservativo, curato immancabilmente
Roberto Furlan, Corrado Gamberoni, Dario da Claudio Pra, a un'analisi relativa alla morfologia e alle caratteristiche peculiari di
Giannobile, Salvo Lauricella, Christian questo oggetto, ad opera dell'astronomo Albino Carbognani, all'immancabile
Lavarian, Giancarlo Melis, Marco Meniero, gallery con tutte le vostre immagini più belle. Voglio esprimere un complimento a
Luigi Morrone, Mauro Muscas, Giuseppe tutti voi, cari Lettori, che ci avete inviato davvero tantissime meravigliose immagini
Pappa, Elena Pinna, Samuele Pinna, che, purtroppo, per motivi di spazio non hanno trovato tutte posto sulla rivista. Non
Giambattista Rizzo Lamberto Sassoli,
perdetevi inoltre la rubrica di Giorgia Hofer, che anche lei ha voluto dedicare alla
Raimondo Sedrani, Enrico Serafini, Tommaso
cometa, attraverso le sue sempre magnifiche immagini.
Stella, Stefano Tognaccini, Enrico Mariani

Redazione E visto che il "merito" della scoperta della grande cometa del 2020 è da attribuirsi a
Via Fiorentina 153 - 53100 Siena un satellite artificiale, proseguiamo su questa strada e ci domandiamo quale
segreteria@coelum.com importanza rivesta l'informatica nella ricerca astronomica. Non vale nemmeno la
www.coelum.com pena di pensarci: è enorme! In questo numero troverete un interessante articolo
Registrato il 27/08/97 al n. 1269 del registro dedicato all'astroinformatica e al ruolo sempre più preponderante che
Stampa del Tribunale di Venezia l'intelligenza artificiale ha nella ricerca scientifica. Termini come AI, reti neurali e
Direttore Responsabile: Stefano Boccardi machine learning sono sempre più comuni. Ma di cosa si tratta? E in che modo
possono essere un ausilio per i ricercatori? Ce ne parla Gianluigi Marsibilio.
IN COPERTINA
La magnifica cometa C/2020 F3 NEOWISE Proponiamo poi un interessante articolo di ricerca amatoriale relativa ai raggi
ripresa il 12 luglio 2020 dal Passo Pordoi, cosmici, minute ed estremamente energetiche particelle provenienti dalle
sulle Dolomiti, da Claudio Pra. profondità del cosmo che ci colpiscono ogni giorno. Marco Arcani ci racconta come
sia possibile rivelarne il passaggio con... degli occhiali da sole!

Rimanendo in tema di "meraviglie celesti", Daniele Gasparri ci guida alla scoperta


dell'impareggiabile cielo di Atacama, nella seconda puntata del racconto del suo
viaggio sotto i cieli cileni. Nel cielo del mese troverete infine un ottimo articolo, di
Stefano Schirinzi, dedicato a Mira, la stella che dal termine "meraviglia" ha preso il
suo nome, e che si mostrerà al suo massimo splendore proprio verso la fine di
settembre.

E come sempre, c'è molto altro da scoprire tra queste pagine...


Buona lettura

3
Coelum Astronomia 247 - Sommario
6 Notiziario 144 La Luna e il vulcano
di Autori vari di Vincenzo Russo
26 Notiziario di Astronautica Le Meraviglie del Cosmo
di Luigi Morielli
146
Stelle Giganti
32 Novità dal Mercato tra le Nubi
di Barbara Bubbi
34 Le prime osservazioni
del Sole di Solar
Orbiter
di Redazione Coelum 148 Uno Scatto al Mese
Astronomia Tre notti in bianco in
compagnia della
cometa C/2020 F3
Neowise
SPECIALE COMETA C/2020 F3 NEOWISE di Giorgia Hofer

46 Report osservativo 156 Il Cielo di Settembre


di Redazione Coelum
di Claudio Pra Astronomia
56 Caratteristiche e Morfologia
di Albino Carbognani

66 La cometa Neowise solca le nubi


nottilucenti 174 Dove e quando osservare la ISS
di Marco Bastoni di Giuseppe Petricca
70 Gallery: le immagini più belle 175 Comete
di Autori Vari Salutiamo la C/2020 F3 Neowise
di Claudio Pra

82 Intelligenza Artificiale 176 Supernovae


La tecnologia che sta Una supernova in M 85
cambiando lo studio di Fabio Briganti e Riccardo Mancini
dell'Universo
di Gianluigi Marsibilio 178 La Luna di Settembre
98 Astroparticelle di Francesco Badalotti
con gli occhiali
di Marco Arcani e Marco 184 Luna - Guida
Illiano all'osservazione
Dal settore sudest
112 Il mitologico cielo di verso nord - Parte 5
San Pedro di Atacama di Francesco Badalotti
di Daniele Gasparri
190 Impariamo a osservare
il Cielo con la UAI
118 Gallery Luna e Congiunzioni Gli antichi soli rossi
di Autori vari di Pegaso
di Giorgio Bianciardi
126 Gallery Deep Sky
di Autori vari 196 20 settembre
Un nuovo massimo
132 Gallery Perseidi 2020 di Mira, la "stella con
di Autori Vari
la coda"
138 Gallery Eclisse Parziale di Sole di Stefano Schirinzi
del 21 giugno 2020 206 Guida osservativa a tutti gli eventi del
di Autori Vari cielo di Settembre
142 L'anello atmosferico di Venere
di Nunzio Micale
214 Mostre e Appuntamenti

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4 COELUM ASTRONOMIA
NOTIZIARIO

Raro lampo ultravioletto


da una supernova Ia
di Maura Sandri – Media INAF
In alto. Immagine composita della
Zwicky Transient Facility di
Per la seconda volta in assoluto, gli astrofisici hanno osservato Sn2019yvq (punto blu al centro
uno spettacolare lampo di luce ultravioletta (UV) che ha dell’immagine) nella galassia ospite
accompagnato l’esplosione di una nana bianca. Si tratta di un Ngc 4441 (grande galassia gialla al
centro dell’immagine), che dista circa
tipo estremamente raro di supernova e l’evento può offrire 140 milioni di anni luce dalla Terra.
nuovi spunti su diversi misteri astrofisici di vecchia data: cosa fa Sn2019yvq ha esibito un raro lampo
esplodere le nane bianche, cosa potrebbe essere l’energia ultravioletto nei giorni successivi
all’esplosione della stella. Crediti: Ztf
oscura che accelera il cosmo e come fa l’universo a creare
/ A. A. Miller (Northwestern
metalli pesanti, come il ferro. University) e D. Goldstein (Caltech)

6 COELUM ASTRONOMIA
«Il lampo UV ci sta dicendo qualcosa di molto astronomi lo hanno cercato per anni, senza mai
specifico su come è esplosa questa nana bianca. trovarlo. Per quanto ne sappiamo, questa è solo la
Col passare del tempo, il materiale espulso si seconda volta che un lampo UV è stato visto
allontana sempre di più dalla sorgente. Dato che il accompagnare una supernova di tipo Ia», ha
materiale si va assottigliando, possiamo vedere affermato Miller.
sempre più in profondità. Dopo un anno, sarà così
sottile che riusciremo a vedere il centro Il raro lampo, che è durato un paio di giorni, indica
dell’esplosione», riferisce l’astrofisico Adam Millerche qualcosa dentro o in prossimità della nana
della Northwestern University, che ha guidato lo bianca era incredibilmente caldo. Poiché le nane
studio pubblicato su The Astrophysical Journal. bianche, invecchiando, diventano sempre più
A quel punto, riporta Miller, il suo team riuscirà a fredde, questo “calore” ha perplesso non poco gli
saperne di più su come è esplosa questa nana astronomi. «Il modo più semplice per creare luce
bianca e, più in generale, su come esplodono tutte UV è avere qualcosa di molto, molto caldo.
le nane bianche, che non sono altro che i densi Abbiamo bisogno di qualcosa di molto più caldo del
resti di stelle giunte alla fine del loro ciclo nostro Sole, un fattore tre o quattro volte più caldo.
evolutivo. La maggior parte delle supernove non è così calda,
quindi non è in grado di generare radiazione UV
Usando lo Zwicky Transient Facility in California, i molto intensa. Con questa supernova è successo
ricercatori hanno scoperto la peculiare supernova qualcosa di insolito, in grado di creare un fenomeno
nel dicembre 2019, appena un giorno dopo la sua molto caldo», spiega Miller.
esplosione. L’evento – chiamato SN2019yvq – si è
verificato in una galassia relativamente vicina alla Miller e il suo team credono che questo sia un
nostra, a 140 milioni di anni luce dalla Terra, indizio importante per capire perché le nane
molto vicino alla coda della costellazione del bianche esplodono, che rappresenta un mistero di
Dragone. lunga data nel settore. Attualmente, ci sono più
ipotesi concorrenti. Miller è particolarmente
Nel giro di poche ore, gli astrofisici hanno interessato a esplorare quattro diversi scenari:
utilizzato l’Osservatorio Neil Gehrels (Swift) della
NASA per studiare il fenomeno – sia alle - una nana bianca consuma materiale dalla sua
lunghezze d’onda dei raggi ultravioletti, sia nei stella compagna e diventa così massiccia e
raggi X – e hanno immediatamente classificato instabile da esplodere. Il materiale espulso e la
SN2019yvq come una supernova di tipo Ia, un stella compagna si scontrano, provocando un
evento abbastanza frequente che si verifica lampo di emissione UV;
quando esplode una nana bianca. «Sono alcune - il materiale estremamente caldo nel nucleo
delle esplosioni più comuni nell’universo. Ma la della nana bianca si mescola con i suoi strati
cosa speciale, in questo caso, è il lampo UV. Gli esterni, facendo sì che il guscio esterno

Leggi anche
Speciale sulle Supernovae
su Coelum Astronomia 208
30 anni fa: SN1987A, la supernova dietro l'angolo
Quali sono le potenziali supernovae vicine?
Il ruolo e le esperienze degli astrofili nella caccia alle supernovae

www.coelum.com 7
A sinistra. Evoluzione della luce ultravioletta
e visibile emessa da Sn2019yvq. La maggior
parte delle supernove Ia emette molta più
luce nella regione visibile dello spettro
elettromagnetico rispetto all’ultravioletto.
Come mostrato nell’immagine, Sn2019yvq ha
esibito uno spettacolare lampo ultravioletto
subito dopo l’esplosione. Crediti: A. A. Miller /
Northwestern University

raggiunga temperature più elevate del solito; bianche abbiano tutte la stessa luminosità quando
- uno strato esterno di elio accende il carbonio esplodono e le supernove di tipo Ia sono
all’interno della nana bianca, provocando una considerate candele standard, che consentono
doppia esplosione estremamente calda e un agli astronomi di calcolare esattamente quanto
lampo UV; distano le esplosioni dalla Terra. L’uso delle
- due nane bianche si fondono, innescando supernove per misurare le distanze ha portato alla
un’esplosione con espulsioni che collidono, scoperta dell’energia oscura, una scoperta che è
emettendo radiazioni UV. valsa il Premio Nobel per la fisica nel 2011.

«Entro un anno», riferisce Miller, «saremo in «Non abbiamo un modo diretto per misurare la
grado di capire quale di questi quattro scenari sia distanza delle galassie. La maggior parte delle
quello più probabile». Una volta che i ricercatori galassie si sta effettivamente allontanando da noi.
sapranno cosa ha causato l’esplosione, Se si verifica una supernova di tipo Ia in una
applicheranno i risultati per saperne di più sul galassia lontana, possiamo usarla per misurare
processo di formazione planetaria e sull’energia una combinazione di distanza e velocità che ci
oscura. consente di determinare l’accelerazione
dell’universo. L’energia oscura rimane un mistero
Doiché la maggior parte del ferro nell’universo è ma queste supernove sono il modo migliore per
creato dalle supernove di tipo Ia, una migliore sondarla e capire di cosa si tratta», ha spiegato
comprensione di questo fenomeno potrebbe Miller.
permetterci di capire alcuni aspetti del nostro
pianeta. Il ferro proveniente da stelle esplose, ad Comprendendo meglio le nane bianche, Miller
esempio, costituisce il nucleo di tutti i pianeti ritiene che potremmo potenzialmente capire
rocciosi, compresa la Terra. «Se si vuole capire meglio l’energia oscura e la velocità con cui fa
come si è formata la Terra, occorre capire da dove accelerare l’universo. «Al momento, quando
proviene il ferro e quanto ferro è stato necessario. misuriamo le distanze, trattiamo tutte queste
Comprendere i modi in cui esplode una nana esplosioni allo stesso modo, eppure abbiamo
bianca ci permette di capire meglio come viene buone ragioni per credere che ci siano più
creato il ferro e come viene distribuito in tutto meccanismi di esplosione. Se riuscissimo a
l’universo», spiega Miller. determinare l’esatto meccanismo di esplosione,
potremmo distinguere meglio le supernove ed
Inoltre, le nane bianche svolgono un ruolo effettuare misurazioni di distanza più precise»,
importante nell’attuale comprensione conclude Miller.
dell’energia oscura. I fisici prevedono che le nane

8 COELUM ASTRONOMIA
Una Venere vulcanica
di Valentina Guglielmo – Media INAF

Venere e la Terra, pianeti gemelli alla nascita, le temperatura superficiale di Venere.


cui vite hanno preso direzioni così diverse da Che Venere sia un pianeta vulcanico, il più
cancellare quasi completamente i segni di vulcanico del Sistema Solare, era cosa nota. Quel
quest’intima fratellanza. L’impronta familiare che non si sapeva era se il pianeta fosse ancora
emerge però nella struttura interna, stratificata in geologicamente attivo e, in caso affermativo,
entrambi i corpi in un nucleo sostanzialmente quanti fossero i vulcani in attività. Il nuovo studio
composto da nichel e ferro, coperto da un condotto dai ricercatori dell’università del
mantello roccioso caldo animato da moti Maryland e dell’Istituto di Geofisica del
convettivi e da una crosta rocciosa, composta da Politecnico di Zurigo, in Svizzera, ha identificato
materiale basaltico simile ai fondali oceanici 37 strutture vulcaniche recentemente attive su
terrestri, e spessa dai 20 ai 40 chilometri (sulla Venere. Non proprio vulcani come li intendiamo
Terra lo spessore medio è 40 chilometri). qui sulla Terra, ma soprattutto tipiche strutture
anulari – chiamate corone – generate dalla
Da decenni gli scienziati si chiedono come mai fuoriuscita di materiale lavico liquido proveniente
due pianeti così simili per struttura e da una caldera sottostante che si fa spazio
composizione si siano differenziati così tanto per attraverso le fessure della litosfera. Un processo
quanto riguarda le caratteristiche della crosta. simile, qui sulla Terra, ha formato le isole
Contrariamente alla Terra, infatti, Venere non vulcaniche delle Hawaii.
presenta una topografia globale divisa in placche
e i suoi processi tettonici si manifestano quasi La crosta, nelle zone in cui si formano le corone,
esclusivamente come getti di materiale caldo sperimenta cedimenti concentrici che producono
provenienti dal mantello che fuoriescono anelli con un diametro da cento fino a mille
incuneandosi nella litosfera – lo strato più chilometri. Si conoscono più di 500 corone su
superficiale della crosta – sotto forma di hot spots In alto. Nella rielaborazione tridimensionale al
(punti caldi). Le cause potrebbero essere calcolatore sono visibili due corone individuate sulla
l’inferiore contenuto di acqua profonda e l’elevata superficie di Venere. Crediti. Università del Maryland

10 COELUM ASTRONOMIA
Venere, molte delle quali sono localizzate sulla
parte più alta delle pianure, le regioni
maggiormente interessate dalla compressione
della crosta. I firmatari dello studio propongono
di studiare la morfologia delle corone con
simulazioni ad altissima risoluzione e di usarla
come indicatore di recenti fuoriuscite di getti di
materiale magmatico – pennacchi – dal mantello.

«È la prima volta che siamo in grado di indicare


strutture specifiche e dire: "questo non è un antico
vulcano, ma un vulcano attivo oggi, forse
dormiente, ma non è morto". Questo studio cambia
in modo significativo la visione di Venere da un
pianeta per lo più inattivo a uno il cui interno sta
ancora ribollendo e può alimentare molti vulcani Sopra. La mappa globale di Venere: le corone attive
sono indicate da punti rossi, i punti bianchi invece
attivi», dice Laurent Montési, professore di
sono associati a quelle inattive. Crediti: Anna
geologia presso l’università del Maryland e Gülcher
coautore della ricerca.
Nel nuovo studio, i ricercatori hanno utilizzato
Prima di questo studio, alcune indicazioni modelli numerici che riproducono l’attività termo-
sull’inquieto stato della struttura interna di meccanica sotto la superficie di Venere per creare
Venere provenivano dalla stima dell’età dei simulazioni 3D ad alta risoluzione della
crateri da impatto superficiali. Sebbene quelli formazione delle corone. Le loro simulazioni
identificati su Venere siano circa quattro volte più forniscono una visione estremamente dettagliata
numerosi di quelli trovati sulla Terra, essi del processo, consentendo agli scienziati di
sembrano essere molto giovani in confronto a identificare le caratteristiche presenti solo nelle
quelli della Luna, di Mercurio e di Marte. La causa corone recentemente attive. Il team è stato quindi
è proprio il costante processo di rimescolamento in grado di abbinare queste caratteristiche a
della superficie che cancella gli impatti antichi – quelle osservate sulla superficie di Venere,
un po’ come le onde del mare cancellano le rivelando che alcune delle differenze
impronte sulla sabbia – e porta a datare la morfologiche fra le corone rappresentano diversi
superficie del pianeta con un’età inferiore a 500 stadi di evoluzione geologica. «Siamo in grado di
milioni di anni, ridicolmente giovane rispetto al dire che almeno 37 corone sono state attive in
Sistema Solare. tempi molto recenti», spiega Montési.

Tuttavia, si pensava che le corone su Venere Le corone identificate con questo metodo sono
fossero segni di attività antica, e che Venere si raggruppate in una manciata di località,
fosse raffreddata a sufficienza da rallentare identificando aree precise in cui il pianeta è più
l’attività geologica interna e indurire la crosta al attivo e fornendo indizi sul funzionamento del
punto da impedirne il perforamento da parte del suo interno. Questi risultati possono aiutare a
materiale sottostante. Inoltre, i dettagli dei identificare le aree più appropriate in cui
processi con cui i pennacchi di lava del mantello collocare strumenti geologici nelle future
formavano le corone su Venere e le ragioni della missioni su Venere, come ad esempio la sonda
variazione morfologica tra le corone stesse erano europea EnVision, il cui lancio è previsto per il
oggetto di dibattito. 2032.

www.coelum.com 11
Mars 2020: Perseverance è partito!
di Marco Di Lorenzo – AliveUniverse

Sopra. Il logo della missione


NASA/JPL-Caltech
A sinistra. Due splendide riprese
durante il lancio, una pochi secondi
dopo il decollo, l'altra mentre il
vettore saliva e il vapore acqueo
compresso condensava creando una
nube multicolore in controluce.

«Né ostacoli, né complessità - nemmeno una riscontrato anche al lancio di altre missioni
pandemia in tutto il mondo - potrebbero impedire planetarie – avvenuto al lancio di Mars 2020 si è
al rover Mars 2020 Perseverance della NASA di verificato un problema transitorio che ha
lanciarsi nella sua storica missione verso il Pianeta coinvolto la temperatura del veicolo spaziale. La
Rosso». Così, inizia orgogliosa la press release missione utilizza un anello di freon liquido per
NASA che per questa missione diretta su Marte ha portare il calore dal veicolo spaziale ai radiatori
dovuto competere, in termini di visibilità, con il situati sullo stadio di crociera, a contatto con lo
lancio di Hope degli Emirati Arabi e quello della spazio. Quando la navicella è entrata nell'ombra
missione cinese Tianwen-1. E così è stato: il lancio terrestre, il Sole è stato temporaneamente
è avvenuto con successo alle 13:50 ora italiana oscurato e la temperatura monitorata è calata. Ciò
con il vettore Atlas V 541 della United Launch ha fatto scattare un allarme e ha causato la
Alliance (ULA) dal pad 41 della Cape Canaveral Air transizione del veicolo spaziale in safe mode. Ma
Force Station in Florida. il team era pronto a questa eventualità, che è stata
gestita senza difficoltà.
«È stato un lancio straordinario; di grande
successo. È avvenuto in perfetto orario, su una A causa dell'allineamento orbitale Terra-Marte, la
traiettoria calcolata con precisione millimetrica ed finestra di lancio si sarebbe chiusa il 15 agosto.
ora [Mars 2020] è in viaggio per Marte», ha Quindi, dopo due rinvii e la pandemia di
dichiarato l'amministratore della NASA Jim coronavirus, il team ha fatto veramente di tutto
Bridenstine. per la riuscita della missione. «La squadra là fuori
- migliaia di persone - ha reso questa missione
Alle 17:15 italiane è stata confermata davvero speciale. "Perseverance" è davvero il nome
l'acquisizione del segnale e tutto funzionava in adatto per questa missione», ha commentato il
modo "nominale". Oltre ad aver ricevuto la vice-direttore del progetto, Matt Wallace.
telemetria, il controllo missione è stato anche in
grado di inviare dei comandi al veicolo spaziale. Per saperne di più sulla missione Mars 2020 e il
rover Perseverance, leggi l'articolo dedicato alla
Al di là di un sovraccarico nelle comunicazioni missione, di Elisabetta Bonora, pubblicato su
della Deep Space Network, l'insieme di antenne Coelum Astronomia 246.
deputate alle comunicazioni con le sonde nello
spazio – sovraccarico comunque previsto e
12 COELUM ASTRONOMIA
Così si oscurò Betelgeuse
di Marco Malaspina – Media INAF

Ricordiamo tutti che sul finire del 2019 e fino metà febbraio, suscitando aspettative per una
all’aprile 2020 la stella alfa della costellazione di possibile esplosione – per poi ritornare ai livelli di
Orione subì un repentino e marcato calo di sempre già nel mese di aprile.
luminosità. Ma cosa fece impallidire per mesi una
fra le stelle più brillanti del cielo? Una possibile Per capire cosa le sia accaduto, il Telescopio
risposta arriva ora da una lunga campagna Spaziale Hubble si è affidato a una guida
osservativa condotta in banda ultravioletta con il spettrale – la riga del magnesio ionizzato –
Telescopio Spaziale Hubble: la probabile seguendone le tracce in ultravioletto. Ecco dunque
responsabile fu una nube di polvere prodotta a una breve cronistoria dell’inverno di Betelgeuse.
seguito di un’imponente emissione di plasma Da settembre a novembre 2019, un’enorme massa
dalla stella stessa. di plasma ultracaldo si è sollevata dalla superficie
della stella per dirigersi verso la sua atmosfera
Tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 la esterna. Ivi giunta ha continuato a viaggiare, per
luminosità dell’imponente regina scarlatta della milioni di chilometri. Allontanandosi, il plasma si è
costellazione di Orione è andata via via raffreddato, e raffreddandosi si è mutato in
affievolendosi – fino a toccare il minimo attorno a polvere. Ed è stata proprio quest’immensa nube di

In alto. Rappresentazione artistica di Betelgesue prodotta utilizzando un’immagine della fine


del 2019 scattata con lo strumento Sphere sul Very Large Telescope dello European Southern
Observatory. Crediti: Eso, Esa/Hubble, M. Kornmesser

14 COELUM ASTRONOMIA
polvere a oscurare per mesi – fino a un terzo della Va ricordato che Dupree e colleghi tenevano
sua luminosità normale – la supergigante rossa, sott’occhio Betelgeuse da ben prima che si
rendendola quasi irriconoscibile. Questa, almeno, verificasse il drammatico calo di luminosità: le
è la ricostruzione proposta da uno studio guidato prime osservazioni, compiute nell’ambito di uno
da Andrea Dupree, astrofisica del Center for studio triennale per monitorare le variazioni
Astrophysics di Harvard e Smithsonian, nell’atmosfera esterna della stella, risalgono a
pubblicato su The Astrophysical Journal. inizio 2019.

«Con Hubble abbiamo osservato il materiale Fondamentale è stata la sensibilità del telescopio
mentre abbandonava la superficie visibile della alla luce ultravioletta, che ha permesso ai
stella e si allontanava attraverso la sua atmosfera, ricercatori di sondare gli strati al di sopra della
prima che si formasse la polvere che l’ha oscurata. superficie della stella, troppo caldi per essere
Abbiamo così potuto vedere l’effetto di una regione rilevati in banda ottica. Strati riscaldati in parte
densa e calda che dal lembo sudest della stella si dalle celle di convezione della stella che ribollono
sposta verso l’esterno. Era materiale da due a in superficie, e probabilmente all’origine
quattro volte più luminoso della normale dell’imponente emissione di plasma.
luminosità della stella. Poi, circa un mese dopo,
l’emisfero meridionale di Betelgeuse si è oscurato Nel frattempo, la campagna osservativa va avanti,
in modo evidente, man mano che la stella appariva anche se per ora è in pausa forzata, poiché
più debole. Pensiamo sia possibile che l’emissione Betelgeuse è ancora troppo vicina al Sole, ma
rilevata da Hubble abbia prodotto una nube scura. riprenderà al più tardi a inizio settembre.
Solo Hubble ci fornisce una prova di ciò che ha
portato all’oscuramento», spiega Dupree.

La grande figura di Orione, con la rossa Betelgeuse, la


cintura, la spada e la brillante Rigel, sorgono
dall’orizzonte montano. Parte di fotogramma ottenuto
con un obiettivo 50 mm Nikon. Esposizione di 5 minuti su
pellicola Fuji 800. Crediti: Paolo Gironda Veraldi

www.coelum.com 15
Un altro duro colpo per Arecibo
di
diRossella
RossellaSpiga
Spiga––Media
MediaINAF
INAF

Crediti: University of Central Florida.

Si è spezzato uno dei diciotto cavi ausiliari, dello per effettuare ricerche nel campo della fisica
spessore di quasi otto centimetri, che supportano dell’atmosfera, delle scienze planetarie, della
la piattaforma metallica di 900 tonnellate radioastronomia e dell’astronomia radar, ed è un
posizionata a quasi 150 metri di altezza sopra osservatorio di riferimento per le attività di
l’antenna riflettente del radiotelescopio di monitoraggio degli oggetti pericolosi e dei corpi
Arecibo. L’incidente, avvenuto il 10 agosto verso minori del Sistema Solare.
le 2:45 del mattino, ha causato il danneggiamento «C’è un team di esperti al lavoro per valutare la
di una decina di pannelli dell’antenna, provocando situazione. Il nostro obiettivo è mettere in sicurezza
uno squarcio di oltre trenta metri sulla superficie il nostro staff e la strumentazione scientifica, e
del telescopio, e ha deformato la piattaforma provvedere al ripristino dell’Osservatorio nel più
usata per l’accesso alla struttura. Non sono ancora breve tempo possibile, per garantire la continuità
chiare le cause dell’incidente. delle attività osservative agli scienziati che
Il National Astronomy and Ionosphere Center, piu lavorano con noi da ogni parte del mondo», ha fatto
comunemente noto come Osservatorio di Arecibo, sapere Francisco Cordova, direttore
è situato circa 15 km a sud-sudovest nella località dell’Osservatorio.
omonima, nell’isola di Porto Rico. Il La struttura, da quando è stata costruita
radiotelescopio opera attraverso la Cornell cinquant’anni fa, è stata colpita da uragani,
University sotto un accordo cooperativo con la tempeste tropicali e terremoti. Gli interventi di
National Science Foundation. Il radiotelescopio di riparazione a seguito dell’Uragano Maria del 2017
Arecibo è caratterizzato da un collettore erano tuttora in corso e l’Osservatorio era riuscito
principale sferico a curvatura fissa del diametro di a salvarsi da una possibile chiusura. Nonostante
quasi 305 metri, costruito all’interno di un tutto, l’osservatorio di Arecibo ha sempre
avvallamento naturale. La superficie riflettente contribuito significativamente a nuove scoperte in
dell’antenna è costituita da oltre 38.000 pannelli capo spaziale, nel campo delle onde gravitazionali,
in alluminio, ognuno dei quali ha una dimensione della caratterizzazione degli asteroidi,
compresa tra uno e due metri. dell’esplorazione planetaria e molto altro.
Arecibo è utilizzato da scienziati di tutto il mondo

16 COELUM ASTRONOMIA
NS 1987A, una stella di
neutroni di 33 anni
di Giuseppe Fiasconaro – Media INAF

La supernova 1987A è stata una delle esplosioni della stella di neutroni. I punti a favore di tale
più luminose osservate nel XX secolo. Dalla notte ipotesi sono due: la posizione dell’ipotetica
della sua scoperta (febbraio 1987) gli astronomi sorgente e la sua temperatura. Dai modelli
hanno cercato l’oggetto compatto formatosi in evolutivi predittivi utilizzati dai ricercatori è
seguito al collasso del nucleo della supergigante emerso che se l’oggetto compatto fosse una stella
blu che ha prodotto l’esplosione, senza mai di neutroni oggi si troverebbe esattamente nel
trovarlo. Gli oggetti ricercati sono due: un buco punto in cui si trova la nube incandescente vista
nero o una stella di neutroni. Che si tratti di da ALMA. Non solo: la temperatura che essa
quest’ultima l’ha suggerito subito il rilevamento di avrebbe, stimata in circa 5 milioni di gradi, sarebbe
neutrini provenienti dalla direzione in grado di fornire l’energia termica sufficiente per
dell’esplosione. Gli astrofisici, tuttavia, non sono spiegare la luminosità della nube. In altre parole,
mai riusciti a trovare alcuna prova per confermare l’eccesso di emissione di radiazione infrarossa è
l’esistenza di tale oggetto. compatibile con l’energia termica ricevuta da una
stella di neutroni di 30 anni. Non si tratterebbe
Sulla base di osservazioni condotte con ALMA – dunque di un buco nero e nemmeno di una pulsar.
l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array – Solo un’immagine diretta della sorgente può dare
e di un recente studio teorico di follow-up, due tuttavia una prova certa della sua esistenza, ma
squadre di astronomi hanno ora aggiunto un per questo dovremo attendere ancora qualche
tassello importante che avvicina alla risoluzione decennio, quando le polveri e il gas del resto di
del mistero lungo 33 anni. supernova diventeranno più diradate. Quando ciò
Le osservazioni condotte dal team di Phil Cigan, i avverrà è possibile che venga scoperta la stella di
cui risultati sono stati pubblicati su The neutroni. Il nome già lo avrebbe: NS 1987A e
Astrophysical Journal nel novembre del 2019, sarebbe la stella di neutroni più giovane che si
hanno fornito la prima indicazione della presenza conosca.
di una stella di neutroni. La "vista" acuta di ALMA
ha infatti permesso di rivelare nel nucleo di SN
1987A un blob di gas e polveri incandescente,
molto più luminoso della materia circostante e
con un eccesso di emissione infrarossa. Tra le
varie possibilità per spiegare quanto osservato,
una stella di neutroni in raffreddamento è
secondo i ricercatori la più plausibile, in quanto le
altre opzioni – tra cui la presenza di un buco
nero – sono sfavorite da altre osservazioni.

A questo punto entra in gioco il secondo team,


guidato da Dany Page, dell’Università Nazionale
Sopra. L’immagine ad altissima risoluzione di Sn
Autonoma del Messico, che in uno studio teorico
1987A ottenuta da Alma che rivela il “blob” di gas
di follow-up pubblicato su The Astrophysical caldo (inserto) nel cuore della supernova. Crediti:
Journal, riporta risultati a favore della presenza Alma (Eso/Naoj/Nrao), P. Cigan e R. Indebetouw;
Nrao/Aui/Nsf, B. Saxton; Nasa/Esa
18 COELUM ASTRONOMIA
Ritratto di
sistema
stellare a 300
anni luce
di Ufficio stampa ESO

Grazie allo strumento SPHERE installato sul VLT


dell’ESO è stata catturata la prima immagine
diretta di un sistema planetario intorno a una
stella simile al nostro Sole, TYC 8998-760-1,
situata a circa 300 anni luce di distanza nella
costellazione australe della Mosca. I due pianeti appaiono nella nuova immagine
come due punti luminosi distanti dalla stella
«Questa scoperta ci mostra un’istantanea di un madre, che si trova nella zona in alto a sinistra del
ambiente molto simile al nostro Sistema Solare, riquadro. I due giganti gassosi orbitano intorno
ma in una fase molto precedente della propria alla stella madre a distanze di 160 e circa 320
evoluzione», afferma Alexander Bohn, uno volte la distanza Terra-Sole. Questo colloca i
studente di dottorato all’Università di Leida nei pianeti molto più lontano dalla stella rispetto ai
Paesi Bassi, che ha guidato la nuova ricerca due giganti gassosi del Sistema Solare, Giove e
pubblicata su The Astrophysical Journal Letters. Saturno: solo 5 e 10 volte la distanza Terra-Sole,
rispettivamente. L’equipe ha anche scoperto che i
«Anche se gli astronomi conoscono ormai due pianeti extrasolari sono molto più pesanti di
indirettamente migliaia di pianeti nella nostra quelli del nostro sistema planetario: il pianeta
galassia, solo una piccolissima parte di questi interno ha una massa pari a 14 volte la massa di
esopianeti è stata fotografata direttamente», Giove e quello esterno sei volte.
afferma il co-autore Matthew Kenworthy,
professore associato presso l’Università di Leida. Ulteriori osservazioni di questo sistema, anche
con il futuro ELT (Extremely Large Telescope)
La produzione dell’immagine diretta di due o più dell’ESO, consentiranno agli astronomi di
esopianeti intorno alla stessa stella è un evento verificare se questi pianeti si siano formati nella
ancora più raro; solo due di questi sistemi sono loro posizione attuale, distante dalla stella, o se
stati osservati direttamente finora, entrambi siano migrati da una diversa posizione. L’ELT
intorno a stelle decisamente diverse dal Sole. La aiuterà anche a studiare l’interazione tra i due
nuova immagine è la prima di più di un giovani pianeti del sistema.
esopianeta intorno a una stella simile al Sole.
Crediti: ESO/Bohn et al.

www.coelum.com 19
Senza Giove, fino a sette Terre
di Maura Sandri – Media INAF

Il Sistema Solare ha un solo pianeta abitabile: la Il suo team ha simulato sistemi stellari con pianeti
Terra. Peccato. Ma avrebbero potuto essercene di di varie dimensioni in orbita attorno alle loro
più? Un nuovo studio – condotto dall’astrobiologo stelle, con un algoritmo che ha tenuto conto delle
Stephen Kane dell’UC Riverside e pubblicato su forze gravitazionali in gioco, che ha permesso di
The Astronomical Journal – mostra che altre stelle, testare il modo in cui i pianeti interagiscono tra
in assenza di un gigante gassoso come Giove, loro per milioni di anni. Ciò che hanno scoperto è
potrebbero avere fino a sette pianeti simili alla che sembra possibile per alcune stelle avere fino a
Terra. sette pianeti e che una stella come il Sole
potrebbe potenzialmente supportare sei pianeti
In genere, la ricerca della vita nello spazio si con acqua liquida. «Più di sette pianeti, si
focalizza su quella che gli scienziati chiamano avvicinerebbero troppo, destabilizzandosi a vicenda
zona abitabile, ossia l’area intorno a una stella in », spiega Kane.
cui un pianeta in orbita potrebbe avere oceani di
acqua liquida – una condizione essenziale per la E allora perché il nostro sistema planetario ha un
vita, così come la conosciamo. solo pianeta abitabile? Sicuramente un fattore che
entra in gioco è la circolarità dell’orbita dei
Kane ha studiato Trappist-1, un sistema stellare a pianeti, poiché un’orbita circolare minimizza
noi vicino che possiede ben tre pianeti simili alla qualsiasi contatto ravvicinato, mantenendo le
Terra nella sua zona abitabile, con l’obiettivo di
capire il numero massimo di pianeti abitabili che In alto. Il sistema planetario Trappist-1 ha tre
pianeti nella sua zona abitabile, rispetto al
può avere una stella e perché il Sole ne abbia solo nostro sistema solare che ne ha solo uno.
uno. Crediti: NASA / JPL / Caltech

20 COELUM ASTRONOMIA
orbite stabili. Kane sospetta inoltre che Giove, che come quello dell’Habit Exoplanet Observatory del
ha una massa due volte e mezzo quella di tutti gli Jet Propulsion Laboratory.
altri pianeti del Sistema Solare messi insieme,
costituisca un altro fattore limitante in termini di Lo studio di Kane ha identificato una di queste
abitabilità del nostro sistema. Secondo Kane, « stelle, Beta CVn (Beta Canum Venaticorum), che si
Giove ha un grande effetto sull’abitabilità del trova relativamente vicina alla Terra, a soli 27 anni
nostro sistema solare perché è enorme e disturba le luce di distanza. Poiché non ha un pianeta simile a
altre orbite». Giove, sarà una di quelle che verranno considerate
per la ricerca di più pianeti abitabili.
Solo una manciata di stelle sono note per avere
più pianeti nelle loro zone abitabili. In futuro, Studi futuri implicheranno anche la creazione di
Kane prevede di cercare altre stelle circondate da nuovi modelli per esaminare la chimica
pianeti più piccoli, che saranno i primi obiettivi atmosferica dei pianeti presenti nelle zone
per l’imaging diretto con i telescopi della NASA, abitabili di altri sistemi stellari. Progetti come
questi non solo offrono nuove strade nella ricerca
della vita nello spazio, ma danno anche un’idea
delle forze che un giorno potrebbero cambiare la
vita sul nostro pianeta.

«Sebbene sappiamo che la Terra è stata


abitabile per la maggior parte della sua
storia, rimangono molte domande su
come queste condizioni favorevoli si
siano evolute nel tempo e su ciò
che ha portato a quei
cambiamenti. Misurando le
proprietà degli esopianeti i
cui percorsi evolutivi
possono essere simili ai
nostri, otteniamo
un’anteprima del
passato e del futuro di
questo pianeta – e di
ciò che dobbiamo fare
per mantenere la sua
abitabilità», sostiene
Kane.

A sinistra. Giove ripreso dal


satellite Juno della Nasa, il più
grande pianeta del Sistema solare.
Crediti: Nasa / Jpl-Caltech / SwRI / Msss

www.coelum.com 21
ALMA
osserva la
più
lontana
galassia
simile alla
Via Lattea
di Ufficio Stampa ESO

Una giovane dottoranda italiana e il suo team cosiddetto bulge, il vasto gruppo di stelle intorno
hanno trovato, grazie ad ALMA (Atacama Large al centro galattico.
Millimeter/submillimeter Array), di cui l'ESO è SPT0418-47 diventa così la più lontana galassia
partner, una galassia molto distante, e quindi simile alla Via Lattea.
molto giovane, che assomiglia «La vera sorpresa è stata scoprire che questa
sorprendentemente alla Via Lattea. La sua luce ha galassia è in realtà abbastanza simile alle galassie
impiegato più di 12 miliardi di anni per vicine, contrariamente a tutte le aspettative dei
raggiungerci: la vediamo com'era quando modelli e delle precedenti osservazioni meno
l'Universo aveva appena 1,4 miliardi di anni. dettagliate», spiega il coautore Filippo Fraternali,
del Kapteyn Astronomical Institute, dell'Università
«Questo risultato rappresenta una vera svolta nel di Groningen nei Paesi Bassi.
campo della formazione delle galassie,
dimostrando che le strutture che osserviamo nelle La cosa sorprendente infatti è il grado di ordine
galassie a spirale vicine e nella Via Lattea erano già raggiunto, in contrasto con le teorie che
già presenti 12 miliardi di anni fa», spiega prevedono che tutte le galassie dell'Universo
Francesca Rizzo, dottoranda del Max Planck primordiale, giovani galassie ancora in fase di
Institute per l'Astrofisica in Germania, che ha formazione, fossero turbolente e instabili e prive
guidato la ricerca pubblicata su Nature. delle strutture ben identificabili tipiche delle
galassie più mature come la Via Lattea.
La galassia, chiamata SPT0418-47, non sembra Lo studio di galassie lontane come SPT0418-47 è
avere bracci a spirale, ma ha almeno due fondamentale per la nostra comprensione di
caratteristiche tipiche della Via Lattea: un disco in come le galassie si sono formate ed evolute.
rotazione e un rigonfiamento centrale, cioè il Data la loro distanza, osservazioni dettagliate
22 COELUM ASTRONOMIA
sono quasi impossibili anche con i telescopi più Large Telescope) dell'ESO, cercheranno di scoprire
potenti poiché le galassie appaiono piccole e quanto siano tipiche queste giovanissime galassie
deboli. Questo gruppo di lavoro ha superato a disco e se siano normalmente meno caotiche del
l'ostacolo utilizzando una galassia vicina come previsto, aprendo nuove strade agli astronomi per
una potente lente d'ingrandimento – un effetto scoprire come si sono evolute le galassie.
noto come lente gravitazionale – consentendo ad
ALMA di scrutare nel lontano passato con dettagli
senza precedenti.
Nella pagina precedente. L’anello di fuoco,
risultato della distorsione dovuta a lente
La galassia lontana appare, per effetto della lente gravitazionale, che ha permesso di individuare e
gravitazionale, come un anello di luce quasi ricostruire la forma di una galassia nell’universo
perfetto intorno alla galassia vicina, grazie al loro primordiale che è risultata essere più ordinata e
simile alla Via Lattea di quanto dovrebbe essere.
allineamento quasi esatto. L'equipe di ricerca ha
ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Rizzo et al.
ricostruito la vera forma della galassia lontana e il
moto del gas dai dati ALMA utilizzando una nuova Sotto. La ricostruzione di SPT0418-47, ottenuta
dai dati di Alma, che ci mostra come dovrebbe
tecnica informatica di modellizzazione. «Quando
essere l’aspetto reale della galassia. Crediti:
ho visto per la prima volta l'immagine ricostruita di ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Rizzo et al.
SPT0418-47 quasi non potevo crederci: era come
aprire lo scrigno di un tesoro», esclama la Rizzo.

«Quello che abbiamo scoperto è stato


piuttosto sconcertante; nonostante la
formazione di stelle a un tasso sostenuto e la
conseguente produzione di processi altamente
energetici, SPT0418-47 è il disco galattico più
ordinato mai osservato nell'Universo
primordiale. È un risultato inaspettato che ha
importanti implicazioni sul modo in cui
pensiamo che le galassie si evolvano», spiega
Simona Vegetti, coautrice e anche lei del
Max Planck Institute per l'Astrofisica.
Gli astronomi si aspettano, tuttavia, che
SPT0418-47 si evolva in una galassia
molto diversa dalla Via Lattea e
probabilmente entri a far parte della classe
delle galassie ellittiche, un altro tipo di
galassie che, insieme alle spirali, popolano
l'Universo.

La scoperta inaspettata, suggerisce che


l'Universo primordiale potrebbe non essere
così caotico come si credeva e solleva molte
domande su come una galassia ben ordinata
possa essersi formata così rapidamente dopo il
Big Bang.
Studi futuri, compresi quelli con l'ELT (Extremely
www.coelum.com 23
SpaceX DM-2 è un successo: rientrati
Behnken e Hurley
di Marco Zambianchi – AstronautiNews

La caspula Endeavour di SpaceX ammarata il 02 agosto


2020. Credit NASA/SpaceX

Con lo splashdown della capsula Crew Dragon la missione è stata controllata, per la prima volta
Endeavour avvenuta alle 20:47 italiane dello nella storia del programma spaziale americano,
scorso 2 agosto, si è conclusa trionfalmente, dopo direttamente da SpaceX, mentre "Houston" era
63 giorni e 23 ore, la Demonstration Mission 2, collegata come osservatore) ha monitorato da
l’attesissimo volo di esordio con equipaggio a remoto alcune altre accensioni dei propulsori di
bordo della capsula di SpaceX. manovra (phasing burns), dimostrando la capacità
della capsula di sgravare gli astronauti di alcune
Gli astronauti NASA Bob Behnken e Doug Hurley operazioni, affidate al computer di bordo.
sono sono dunque tornati a terra ammarando nelle
acque antistanti Pensacola, in Florida, chiudendo La manovra di deorbitazione è iniziata attorno alle
una missione storica che ha segnato il ritorno 19:55, quando Endeavour si è separata dal modulo
della capacità degli Stati Uniti di lanciare dal suolo di servizio ormai inutile. Alle 20:00 i propulsori di
patrio capsule di fabbricazione statunitense manovra Draco si sono accesi per circa dieci
propulse da vettori statunitensi. minuti, rallentando la corsa orbitale quanto
necessario perché nel giro di breve tempo la Crew
Le operazioni di rientro sono cominciate alle ore Dragon lambisse gli strati più esterni
1:34 italiane quando è stato dato il comando di dell’atmosfera, in una fase chiamata interfaccia di
separazione della capsula dalla ISS. Dopo alcune rientro. Da quel momento l’attrito atmosferico e
accensioni dei propulsori di manovra, la Crew alcune brevi accensioni dei Draco hanno
Dragon ha definitivamente lasciato la stazione contribuito a portare Endeavour sempre più in
attorno alle 1:55. Alle 2:27 e 3:14 sono avvenute basso, fino alla quota e alla velocità prevista per
due ulteriori manovre (Departure Burn 2 e 3) che l’apertura del sistema dei paracadute.
hanno posizionato la capsula sull’orbita in cui ha
passato le ore immediatamente prima del rientro. L’apertura del portello della capsula è avvenuto
alle 21:59. Durante questa fase è stato accumulato
Come già nel viaggio di andata, gli astronauti a un piccolo ritardo a causa di tracce residue di
bordo di Endeavour hanno potuto godere di un sostanze potenzialmente pericolose provenienti
periodo di riposo durante il quale recuperare le dagli esausti dei motori, che sono state poi
energie in vista delle fasi cruciali del rientro completamente eliminate.
orbitale. Mentre Behnken e Hurley dormivano, il
centro di controllo di Hawthorne (ricordiamo che
24 COELUM ASTRONOMIA
Hayabusa-2 rientrerà in Australia
di Elisabetta Bonora – AliveUniverse

A sinistra. Tutte le
fasi del rilascio della
capsula. A partire da
metà settembre,
quando la sonda si
troverà a 37 milioni
di chilometri dalla
Terra, fino al 6
dicembre, quando si
avvicinerà fino a 200
chilometri d'altezza,
per poi ripartire
verso la sua
missione secondaria.
Crediti: JAXA

Il 6 agosto scorso, il governo Australiano ha «Sono lieto di aver autorizzato l’atterraggio di


rilasciato l’autorizzazione per far rientrare la Hayabusa2 nella Woomera Prohibited Area e sono
capsula Hayabusa-2, contenente i campioni entusiasta che la JAXA abbia scelto di collaborare
dell’asteroide Ryugu, sul proprio territorio. con noi per il rientro della capsula», ha dichiarato
Il prezioso carico con i campioni dell’asteroide Karen Andrews, ministro australiano
Ryugu atterrerà nel sud dell’Australia il 6 dell’Industria, della Scienza e della Tecnologia.
dicembre 2020 (fuso orario del Giappone), nella «Questa missione è un’impresa scientifica e tecnica
Woomera Prohibited Area, un’importante struttura molto importante, poiché questo è il primo
aerospaziale militare e civile. Lo speciale campione prelevato sotto la superficie di un
permesso AROLSO (Authorization of Return of asteroide restituito a Terra».
Overseas-Launched Space Object) è stato uno
degli step fondamentali per la riuscita della • Lo speciale sulla missione Hayabusa 2 alla
missione. scoperta di Ryugu
Il presidente della JAXA, Hiroshi • Tutte le notizie sulla missione
Yamakawa, ha affermato: «
L’approvazione per eseguire le Impressione artistica di Hayabusa 2 che lascia la Terra dopo
operazioni di rientro e recupero della aver rilasciato il suo prezioso carico, diretto verso la
superficie. Crediti: JAXA
capsula con i campioni restituiti da
Hayabusa2 è una pietra miliare
significativa. Vorremmo esprimere la
nostra sincera gratitudine per il sostegno
e la collaborazione al governo
australiano e alle molteplici
organizzazioni in Australia.
Continueremo a prepararci per il
successo della missione a dicembre 2020
in stretta collaborazione con il governo
australiano».

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NOTIZIARIO DI ASTRONAUTICA
a cura di Luigi Morielli

L’emergenza COVID-19 non è ancora terminata ed ha ripercussioni su tutte le attività umane,


ovviamente anche sulle missioni spaziali.
In casi estremi tutti centri di controllo delle missioni hanno l’ordine di impostare le sonde in Safe
Mode nel caso che per la carenza di personale i tecnici non siano più in grado di mantenere il
funzionamento attivo o nel malaugurato caso che i centri di controllo venissero chiusi. Di conseguenza
tutte le notizie riportate potrebbero subire modifiche improvvise.

Stazione Spaziale Internazionale


A bordo è in corso la Expedition 63 il cui nostro pianeta. Il termine dell’attività è avvenuto
equipaggio era inizialmente composto da Chris alle 17:39 TU.
Cassidy (NASA - Comandante), Anatoliy Ivanishin
(Roscosmos), Ivan Vagner (Roscosmos), Douglas Un’altra EVA, la USA-66, sempre con Cassidy e
“Doug” Hurley (NASA) e Robert “Bob” Behnken Behnken e sempre per la sostituzione delle
(NASA, questi ultimi due giunti a bordo con la batterie, è stata eseguita il primo luglio.
capsula Dragon di SpaceX) . L’apertura del portello è avvenuta alle 11:12 TU e
la chiusura alle 17:11 TU.
Il 26 giugno Chris Cassidy e Bob Behnken hanno
effettuato la EVA USA-65, attività extraveicolare Il 3 luglio alle 15:53 TU il cargo Progress MS-14 ha
per la sostituzione delle batterie di accumulo per acceso i motori per sollevare l’orbita della
i pannelli solari fotovoltaici. La Stazione di circa 1 km in una manovra di Collision
depressurizzazione del modulo di uscita è Avoidance, in modo da allontanare la struttura da
avvenuta alle 11:31 TU e 7 minuti dopo, durante un possibile impatto con un detrito proveniente
l’uscita verso lo spazio esterno Cassidy ha perso dalla frammentazione di un motore di uno stadio
lo specchietto sinistro, quelli che gli astronauti orbitale avvenuta nel 1996. Il detrito avrebbe
hanno sugli avambracci per vedere intorno a loro. dovuto passare entro un chilometro di distanza
L’oggetto si è allontanato fluttuando ed è entrato dalla ISS, e quindi è stata ordinata la manovra per
a far parte dei detriti che orbitano attorno al mettere in sicurezza la Stazione. Era dal 2015 che

Crediti: NASA.

26 COELUM ASTRONOMIA
non veniva eseguita una manovra di Collision alle 17:45 TU, solamente 3 ore e 19 minuti dopo il
Avoidance sulla ISS. decollo.

L’8 luglio alle 18:22 TU il cargo Progress MS-13 ha Prossimi eventi per la ISS:
mollato gli ormeggi dal molo Pirs per completare - 30 settembre - Lancio Cygnus NG-14
la sua missione. Dopo essersi allontanato, ha - 1 ottobre - Attracco Cygnus NG-14 - Molo Nadir
eseguito un ingresso atmosferico distruttivo Modulo Unity
controllato sopra il Pacifico meridionale alle - 14 ottobre - Lancio Soyuz MS-17 (Expedition 64)
22:05 TU, dopo aver eseguito l’accensione di
rientro alle 21:31 TU. Al momento di scrivere, i veicoli ormeggiati alla
Stazione Spaziale sono:
Il 16 luglio altra replica per Cassidy e Behnken - Modulo BEAM (semi permanente), molo
con la EVA USA-67. La camera stagna è stata Tranquillity, poppa
aperta alle 11:09 TU ed è stata chiusa alle 17:07 - Progress MS-14 (75), molo Zvezda, poppa
TU. Le operazioni hanno riguardato sempre le - Progress MS-15 (76), molo Pirs, nadir
batterie e a questo punto ne resta soltanto una da - Soyuz MS-16, molo Poisk, zenith
sostituire, facente parte di quelle sostituite nel
primo gruppo e che si è guastata il 22 marzo
2019, soli tre giorni dopo la sua installazione.

Il 21 luglio è stata eseguita l’ennesima EVA per


Behnken e Cassidy, la USA-68. Il portello è stato
aperto alle 11:12 TU ed è stato chiuso alle 16:41
TU. Le operazioni eseguite hanno sistemato il
binario che controlla il movimento del braccio
robotico, steso alcuni cavi di connessione
ethernet e completato la preparazione del Nodo 3
(Tranquility) per la prossima installazione del
Bishop Airlock Module, un modulo per lo
spostamento di materiali ed esperimenti tra
l’interno e l’esterno della Stazione.

Il 23 luglio alle 14:26 TU è stato lanciato da


Baikonur il cargo Progress MS-15 che ha raggiunto Sopra. “Bob” Behnken durante l'EVA del 21
la ISS in sole due orbite, attraccando al molo Pirs luglio. Crediti: NASA.

Missione Demo-2

Il primo agosto, gli astronauti Hurley e Behnken rientro atmosferico. Hanno raggiunto l’interfaccia
sono rientrati nella loro capsula Dragon C206 di rientro alle 18:36 TU e la superficie del mare
Endeavour e hanno mollato gli ormeggi alle 23:35 alle 18:47:48 TU nel Golfo del Messico (sulle
TU. Alle 05:49 TU del 2 agosto hanno abbassato il coordinate 87,6W 29,8N), completando uno
loro perigeo a circa 280 km, dopodiché alle 17:52 storico volo di 63 giorni, 23 ore, 25 minuti e 3
TU hanno sganciato il Trunk e hanno acceso i secondi.
motori per 11 minuti e 22 secondi per tuffarsi nel

www.coelum.com 27
• Leggi l’approfondimento sulla missione
pubblicato in occasione del lancio: Launch
America. Si apre una nuova era
dell'esplorazione spaziale.

A destra. Hurley e Behnken al rientro sulla Terra.


Crediti: NASA.

Nauka
Il nuovo modulo russo per la Stazione
Spaziale Internazionale Nauka, noto
anche come Multipurpose Laboratory
Module o MLM, ha superato il collaudo
finale nella camera a vuoto ed è pronto
per la sua integrazione a bordo del
razzo vettore Proton con cui partirà dal
poligono di Baikonur. Il modulo sarà
impiegato come laboratorio per gli
esperimenti, ma anche come cargo e
per consentire le operazioni di
aggancio alla stazione.

A destra. il modulo Nauka, collegato a


Zvezda. Crediti: NASA.

Mars Science Laboratory


Curiosity – Marte, Sol 2.857 (20 agosto 2020). Ultimo bersaglio in ordine di tempo è stata la
Foto inviate a Terra: 365.711. Distanza Percorsa roccia Mary Anning dove si pensa di fare un
sulla superficie 23,06 km. secondo foro per confrontare i dati e verificare le
Il grande rover sta salendo lungo le pendici del variazioni nelle caratteristiche fisiche.
Monte Sharp, una formazione
rocciosa alta 4.800 metri posta al
centro del cratere Gale,
dove è atterrato oltre otto anni fa.

Il 5 agosto il rover ha festeggiato


l’ottavo anno dall’arrivo su Marte e
nel frattempo Curiosity ha ripreso
la sua scalata sul monte Sharp e
continua ad analizzare le varie
tipologie di terreno, trapanando
anche diverse rocce.

28 COELUM ASTRONOMIA
InSight
Elysium Planitia, Marte – Sol 615 (20 agosto
2020) - 5.052 immagini inviate a Terra.
Ultime temperature rilevate: massima –15,9 °C,
minima –93,8 °C. Massima velocità del vento
nell’ultimo Sol: 18 m/s.

Sembra che la pressione sulla “talpa” con la


benna di scavo abbia funzionato e ora la sonda
può scendere per conto suo. La benna può quindi
riprendere le attività scientifiche interrotte nel
febbraio 2019. Attendiamo quindi nuovi dati
scientifici grazie alla ripresa del lavoro.

Crediti: NASA/JPL-Caltech

Mars 2020
È partito il 30 luglio da Cape Canaveral su un terrestre. Molto simile nell’aspetto a Curiosity,
Atlas V (ver 541) il nuovo rover marziano utilizzerà un sistema di discesa praticamente
Perseverance. Il lancio è avvenuto alle 11:50 TU identico con la “Sky Crane” che lo depositerà al
con l’inserimento nell’orbita di parcheggio alle suolo prima di allontanarsi per lasciarsi cadere
12:01 TU. Alle 12:35 TU lo stadio orbitale Centaur senza danneggiare il suo prezioso carico. Il
si è riavviato per l’inserimento su una traiettoria veicolo è composto da uno stadio interplanetario
di fuga iperbolica al di fuori della sfera di Hill di 539 kg, i due gusci che proteggono il rover di

Crediti: NASA

www.coelum.com 29
294 e 382 kg (backshell e scudo termico) il di fare voli di 90 secondi a 5 metri di quota per
paracadute da 55 kg e il rover vero e proprio da verificarne le funzionalità su Marte. Il punto
1.025 kg. previsto per l’atterraggio sulla superficie
Ricordiamo che a bordo è anche presente un marziana è il cratere Jezero e avverrà a febbraio
piccolo drone elicottero (Ingenuity) di 1,8 kg che 2021.
è un semplice dimostratore tecnologico in grado

Al-Almal (Hope)
Partita dal poligono di Tanegashima la sonda che costruita dal Laboratorio per la fisica Atmosferica
dovrà raggiungere Marte per gli Emirati Arabi e Spaziale della Colorado University. Gli strumenti
Uniti. Decollata su un vettore Mitsubishi H-IIA è di bordo comprendono anche una fotocamera e
una sonda di 550 kg di massa e ha 800 kg di degli spettrometri IR e UV.
idrazina per tutte le manovre. Lanciata il 19 luglio Il 24 luglio, la sonda lasciava la sfera di Hill
dovrebbe eseguire la manovra di inserimento terrestre e si inseriva su un’orbita eliocentrica di
orbitale attorno a Marte nel febbraio 2021. Al 1,02 x 1,63 UA x 2,2 gradi.
Amal (speranza in arabo) è del Mohammed Bin
Rashid Space Center (MBRSC) di Dubai ed è stata

Tian Wen 1
Anche la Cina vuole raggiungere Marte ed è quindi • Leggi anche l’approfondimento sulle missioni
stata lanciata dal Wenchang Satellite Launch spaziali cinesi: Il programma spaziale cinese e la
Centre nella provincia di Hainan per mezzo di un corsa verso Marte
vettore Lunga Marcia 5 la missione Tian Wen 1. Il
lancio è avvenuto il 23 luglio
alle 04:41 TU ed ha eseguito
una seconda accensione alle
05:08 TU per entrare in
un’orbita eliocentrica cosa
che ha eseguito il 27 luglio
quando ha abbandonato la
sfera di Hill terrestre e si è
inserita su una traiettoria
1,02 x 1,60 UA x 1,1 gradi. È
una missione decisamente
ambiziosa: è composta da un
orbiter di 1.645 kg, un
lander da 1.285 kg e un
rover da 240 kg il tutto
controllato da motori a razzo
alimentati con 1.530 kg di
propellenti. Tian Wen in
cinese letteralmente
significa “Domande Celesti”.
Crediti: Wikimedia Commons

30 COELUM ASTRONOMIA
Chang’e 4
Iniziato il ventunesimo giorno
lunare per la missione Chang’e-4
sulla faccia nascosta della Luna
composta da un lander e dal
piccolo rover Yutu 2. Per tenere i
contatti utilizzano il satellite
ripetitore Queqiao che si occupa
delle comunicazioni con la Terra.

A destra. Il lander della missione


Chang'e-4 sulla superficie lunare.
Crediti: CNSA. Processing: Elisabetta
Bonora / Marco Faccin /
aliveuniverse.today

Parker Solar Probe (NASA)


Il Flyby di Venere è stato effettuato
l’11 luglio. È servito per dissipare
energia cinetica e velocità per
ottenere un ulteriore
avvicinamento del perielio.

A destra. I dati elaborati dallo


strumento WISPR sulla sonda solare
Parker della NASA mostrano maggiori
dettagli nelle due code della cometa
NEOWISE, come visto il 5 luglio 2020.
La coda inferiore e più ampia è la coda
di polvere della cometa, mentre la
coda superiore più sottile è quella
della cometa coda di ioni.
Crediti: NASA/Johns Hopkins APL/
Naval Research Lab/Parker Solar
Probe/Guillermo Stenborg.

Vedi la gallery della cometa a


pagina 70

Hayabusa 2
Possibile estensione della missione per la sonda 2001AV43 e 1998KY26.
giapponese che il 6 dicembre rilascerà In entrambi i casi si tratterà di eseguire almeno tre
nell’atmosfera terrestre la capsula con i materiali flyby della Terra e arrivare a destinazione fra il
raccolti sull’asteroide Ryugu. Sono due i possibili 2029 e il 2031.
bersagli per questa estensione, gli asteroidi

www.coelum.com 31
NOVITA' DAL MERCATO

Novità, Tendenze e Tecnologie dal Mondo


del Mercato dell'Astronomia Amatoriale
ZWO ASI2600MC Pro

Sarà disponibile a breve la nuova ASI2600MC Pro Principali caratteristiche tecniche:


ZW Optical. La camera, raffreddata per Sensore: SONY IMX571 CMOS
l'astrofotografia, monta un sensore CMOS Risoluzione: 6248x4176 px (26 megapixel)
retroilluminato (BSI) a colori, il recentissimo Sony Area di ripresa: 23,5x17,5 mm
ExMor IMX571, in formato APS-C A/D a 16 bit Dimensioni pixel: 3,76 µm
nativo. FPS max a piena risoluzione: 3,51
Tempi di esposizione: da 32 µs a 2.000 s
Il sensore IMX571 ha una superficie di 23,5 x 15,7 Rumore di lettura: 1,0-3,3e
mm (28,3 mm di diagonale) e una risoluzione di QE peak: > 80%
ben 6.248 x 4.176 pixel (26 Mp) con pixel Raffreddamento a due stadi TEC con delta termico
quadrati da 3,76 micron. Grazie anche al di 35° rispetto all'ambiente
bassissimo rumore di lettura (circa 1 e-), la Otturatore elettronico
ASI2600MC Pro è adatta alle riprese deepsky a Interfaccia USB3.0/USB2.0
lunga posa ad alta risoluzione, anche con Buffer DDR3 256 MB
lunghezze focali piuttosto contenute. Finestra protetta con IR CUT
Compatibile: OS Windows, Linux & Mac OSX
Il raffreddamento a 2 stadi TEC Cooling ha un Backfocus: 17,5 mm
delta termico di –35 °C rispetto alla temperatura Peso 0,7 kg
ambiente. La camera, inoltre, ha una memoria Nel prezzo, 2.299,00 €, è incluso l'alimentatore
interna DDR3 da 256 MB, dispone di una porta 12V 5A in omaggio
USB 3.0 e ha un peso molto contenuto (0,7 kg).
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32 COELUM ASTRONOMIA
MONTATURA IOPTRON CEM70

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Ioptron, montaggio e diminuisce la quantità di accessori e
specializzata in cavi da trasportare. È in vendita a 2.629,00 €
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presenta una Principali caratteristiche tecniche
nuova equatoriale Carico massimo: 31,8 kg
a bilanciamento Peso testa: 13,8 kg
centrale (da cui il Cablaggio interno con 3 porte USB2 e 2 uscite DV
nome Center- 12V 3ah
balanced Canocchiale polare iPolar
Equatorial Mount). GPS a 32 canali
La CEM70, come i precedenti modelli di cui è Computer di puntamento GotoNova con più di
l’evoluzione, ha un particolare design che 300.000 oggetti
permette un rapporto vantaggioso tra capacità di Porta di autoguida ST4
carico e peso della testa: pur pesando, infatti, solo Motori stepper di precisione e sovra dimensionati
13,8 kg è in grado di portare ben 31,8 kg di carico! PEC permanente (PPEC)
Rientra quindi, a buon diritto, sia nel novero delle Basso errore periodico certificato ±3,5"
montature da campo che in quello delle Doppio morsetto Losmandy/Vixen
montature da postazione fissa. Robusta valigia in dotazione
Treppiede opzionale, a scelta tra Literock e Tripier
La nuova CEM vanta anche diverse altre migliorie:
il sistema di cablaggio interno che ora offre due www.teleskop-express.it
porte di alimentazione da 12 V e 3 Ah, un DC/in e
DC/out, tre USB2, una iPort, una porta USB di
entrata per iPolar e Hub. La camera iPolar,
integrata nella montatura, consente un
allineamento polare elettronico facile e preciso,
anche quando la Polare non è perfettamente
visibile. Il morsetto è stato maggiorato: accetta sia
piastre Vixen che Losmandy e ha 2 manopole di
bloccaggio indipendenti, più pratiche e precise. Il
bloccaggio degli assi "Quick-Lock" garantisce un
perfetto accoppiamento a zero backlash tra
corona e vite senza fine e non soffre gli sbalzi
termici.

La CEM70 è ideale per strumenti come Schmidt-


Cassegrain e Ritchey-Chrétien anche di grande
apertura (fino a 12"), Newton 10/12" e rifrattori
fino a 150/160 mm in postazione fissa o in un
osservatorio remoto, ma si presta bene anche a un
uso itinerante grazie alla sua leggerezza e al

www.coelum.com 33
Le prime osservazioni del
Sole di Solar Orbiter
di Redazione Coelum Astronomia

Può sembrare un’ovvietà… ma non


lo è! Sono state rilasciate le prime
immagini dal Solar Orbiter, le
prime mai riprese da così vicino, e
mostrano sulla superficie della
nostra stella numerosi brillamenti
solari in miniatura sparsi ovunque,
soprannominati “falò”.
Nonostante questo primo
interessante risultato, la nuova
sonda solare dell’ESA ha
solamente finito la fase di
verifiche e test della
strumentazione, dovendo ancora
entrare nel pieno della sua
missione di osservazione della
nostra stella.

Immagine ripresa dal Extreme Ultraviolet Imager (EUI),


a bordo della sonda Solar Orbiter, il 30 maggio scorso.
Ci mostra il Sole nelle estreme regioni ultraviolette
dello spettro elettromagnetico, rivelandoci la parte più
alta dell'atmosfera solare, la corona, con la sua
temperatura di circa un milione di gradi. EUI può
riprendere il disco solare nella sua interezza, con il
telescopio Full Sun Imager (FSI), così come immagini ad
alta risoluzione utilizzando il telescopio HRI(EUV). Il
colore è stato aggiunto artificialmente, essendo gli
ultravioletti invisibili all'occhio umano. Crediti Solar
Orbiter/EUI Team/ ESA & NASA; CSL, IAS, MPS, PMOD/
WRC, ROB, UCL/MSSL

34 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 35
«Non ci aspettavamo risultati così importanti
fin da subito»
Daniel Müller, Team Solar Orbiter

Quelle che ci ha recentemente inviato Solar Sistema Solare e che risulta nelle sue
Orbiter, la sonda solare nata da una caratteristiche ancora in gran parte enigmatico.
collaborazione tra l’ESA e la NASA, sono le Dalle immagini inviateci da Solar Orbiter sono
immagini più ravvicinate del Sole che abbiamo apparsi subito evidenti e in grandi quantità delle
potuto vedere finora: nessuna sonda con la mini formazioni superficiali, quasi come fossero
possibilità di riprendere il Sole si era mai dei brillamenti solari in miniatura, subito
avvicinata tanto. La sonda solare Parker Solar soprannominati “falò”. I falò che vediamo in
Probe, della NASA, pur avendo battuto il record di questa prima serie di immagini sono stati ripresi
vicinanza alla nostra stella, non ha a bordo dall’Extreme Ultraviolet Imager (EUI) durante il
strumenti in grado di riprenderla, proprio per la primo perielio della sonda, il punto della sua
sua troppa vicinanza al Sole. Ma la possibilità di orbita più vicino al Sole. In quel momento Solar
osservare così da vicino il Sole non è solo un Orbiter si trovava a soli 77 milioni di chilometri
piacere effimero per soddisfare un desiderio dal Sole, circa la metà della distanza tra la Terra e
estetico: queste prime immagini hanno già la stella.
permesso agli studiosi solari di scoprire dettagli e
fenomeni che non erano osservabili prima di «I falò sono piccoli parenti dei brillamenti solari
questa missione, cosa che rivela quale sia il che possiamo osservare dalla Terra, milioni o
grande potenziale di Solar Orbiter. miliardi di volte più piccoli», spiega David
Berghmans del Royal Observatory of Belgium
«Queste sono solo le prime immagini e possiamo (ROB), Principal Investigator dello strumento EUI,
già vedere nuovi interessanti fenomeni. Non ci che acquisisce immagini ad alta risoluzione degli
aspettavamo risultati così importanti fin da subito. strati inferiori dell’atmosfera solare, la corona
Possiamo anche vedere come i nostri dieci solare. «Il Sole potrebbe sembrare tranquillo al
strumenti scientifici si completano a vicenda,
fornendo un quadro globale del Sole e
dell’ambiente circostante», spiega Daniel Müller,
scienziato del progetto Solar Orbiter dell’ESA.

Solar Orbiter, lanciata il 10 febbraio 2020, ha


infatti appena concluso le fasi di test e di verifica
tecnica dei sei strumenti scientifici che
riprendono il Sole e i suoi dintorni e dei quattro
che monitorano l’ambiente attorno alla sonda.
Confrontando i dati di entrambe le serie di
strumenti, gli scienziati studieranno come si • Leggi anche l’approfondimento dedicato
genera il vento solare, quel flusso di particelle in occasione del lancio della missione: La
cariche provenienti dal Sole che influenza l’intero nuova era della Fisica Solare dallo spazio.

36 COELUM ASTRONOMIA
Sopra. Il 30 maggio la sonda si trovava a metà strada tra la Terra e il Sole, più
vicina di qualsiasi altro Osservatorio solare. Questo ha permesso allo strumento
EUI di riprendere dettagli della corona di soli 400 chilometri di larghezza. Con il
tempo la sonda si avvicinerà fino a raggiungere una distanza pari a un quarto
della distanza Terra Sole, aumentando di un fattore due la risoluzione delle sue
immagini e rilevamenti dei suoi strumenti. Le immagini mostrano però già delle
caratteristiche sparse su tutta la superficie, simili a piccoli flare, soprannominati
"falò" (o “campfires”, più letteralmente “fuochi da campo”). La piccola forma
grigia visibile in alto a sinistra nell'immagine centrale, non è una formazione del
Sole ma un artefatto causato dai sensori della camera. Crediti Solar Orbiter/EUI
Team/ESA & NASA; CSL, IAS, MPS, PMOD/WRC, ROB, UCL/MSSL

www.coelum.com 37
A sinistra. Un "piccolo"
falò individuato in una
delle immagini appena
arrivate. In basso a
sinistra le dimensioni
della Terra per
confronto... "piccoli"
dicono. Solar Orbiter/
EUI Team/ESA & NASA;
CSL, IAS, MPS, PMOD/
WRC, ROB, UCL/MSSL

primo sguardo, ma quando guardiamo nel », sostiene Frédéric Auchère, dell’Institut


dettaglio, possiamo vedere quei brillamenti in d’Astrophysique Spatiale (IAS), Francia, Co-
miniatura ovunque guardiamo». Principal Investigator di EUI.

Ancora non è chiaro se siano semplicemente mini La corona solare è lo strato più esterno
versioni dei flare più grandi, o se invece siano dell’atmosfera del Sole, e si estende per milioni di
fenomeni differenti, caratterizzati da meccaniche chilometri nello spazio. Da Terra risulta visibile,
di formazione diverse, ma già si sta pensando di assieme alla cromosfera, durante le eclissi solari
collegarli a uno dei fenomeni più misteriosi del totali o con l'ausilio di un apposito strumento
Sole: il riscaldamento coronale. detto coronografo. La temperatura della corona è
di oltre un milione di gradi Celsius, ovvero diversi
«Questi falò sono totalmente irrilevanti, se presi ordini di grandezza più calda della superficie del
uno a uno, ma sommando il loro effetto su tutta la Sole, che ha una temperatura di “soli” 5.500 °C.
superficie del Sole, potrebbero essere il contributo Potrebbe sembrare un controsenso ma è proprio
predominante al riscaldamento della corona solare così e dopo decenni di studi, i meccanismi fisici

«Questi falò potrebbero fornire il contributo


predominante al riscaldamento della corona solare»
Frédéric Auchère, Co-Principal Investigator di EUI.

38 COELUM ASTRONOMIA
che riscaldano la corona non sono ancora vice scienziato del progetto Solar Orbiter presso
completamente compresi e riuscire a identificarli l’ESA.
è considerato il “santo graal” della fisica solare. Nel video qui sopra, vediamo raccolte in una
animazione una serie di riprese fatte dalla
«Ovviamente è troppo presto per dirlo, ma strumentazione “a distanza” a bordo della sonda.
speriamo che combinando queste osservazioni con Raccolte nell’arco di 3 settimane (dal 30 maggio al
le misurazioni dei nostri altri strumenti che 21 giugno), le immagini iniziali rosse e gialle sono
“sentono” il vento solare mentre passa intorno alla quelle dello strumento EUI, viste sopra, in due
sonda, saremo finalmente in grado di rispondere ad lunghezze d’onda dell’ultravioletto estremo: a 30
alcuni di questi misteri», dice Yannis Zouganelis, e 17 nanometri rispettivamente.

Rappresentazione
artistica di Solar
Orbiter durante uno
dei flyby con Venere.
Crediti: ESA/ATG
medialab

www.coelum.com 39
A seguire tre immagini invece raccolte dal rivela le proprietà magnetiche della stessa
Polarimetric and Helioseismic Imager (PHI), che regione ritratta nella foto precedente. Le aree
effettua misurazioni ad alta risoluzione delle scure e chiare mostrano le polarità magnetiche
linee del campo magnetico sulla superficie del nord e sud. Sotto vediamo l'immagine completa
Sole. È progettato per monitorare le regioni attive del disco solare che mostra una mappa magnetica
del Sole, aree con campi magnetici simile ma per l'intero Sole. Ripresa il 18 giugno
particolarmente potenti, che possono dare origine 2020, la foto evidenzia una grande regione
a brillamenti solari. magneticamente attiva nel quadrante inferiore
destro del Sole.
Nell'immagine che segue, suddivisa in 3 colonne, Nella terza colonna, a destra (C), l'immagine in alto
vediamo, nella colonna a sinistra (A) una vista del rappresenta un "tachiogramma" del Sole, ripreso
Sole scattata da PHI il 18 giugno 2020. Si tratta di da PHI il 18 giugno 2020. Mostra la velocità del
un'immagine in luce visibile e rappresenta ciò che Sole lungo la linea di vista: la parte blu è quella in
vedremmo a occhio nudo. Non sono visibili avvicinamento, mentre la rossa è quella in
macchie solari perché al momento il Sole mostra allontanamento.
bassi livelli di attività. Subito sotto c'è L'immagine in basso è un altro tachiogramma
un'immagine ravvicinata scattata da PHI il 28 simile al precedente, ma dedicato a un'area
maggio 2020. L'area è di circa 200.000 km x specifica ripresa il 28 maggio 2020. È possibile
200.000 km e riprende il centro del Sole: questa vedere il modello di granulazione e il
mostra il modello di granulazione del Sole che cambiamento da blu a rosso che indica la
risulta dal movimento del plasma caldo sotto la rotazione del Sole. Il giallo (anziché il bianco)
superficie visibile. indica la velocità della linea di vista pari a zero.
Nella colonna centrale (B), l'immagine in alto

A B C

Crediti: Solar Orbiter/PHI Team/ESA & NASA


40 COELUM ASTRONOMIA
Seguono poi le immagini di Metis, il coronografo
italiano, ottimizzato per l’osservazione dello strato
più esterno dell’atmosfera solare: la corona solare.
Metis blocca la luce accecante del disco solare per
mettere in evidenza la sottile corona. Può
osservarla simultaneamente in luce visibile
(mostrata in verde) e in luce ultravioletta (in rosso),
per la prima volta in modo continuo sia
spazialmente che temporalmente. Le immagini
rivelano le due brillanti regioni equatoriali e le più
deboli regioni polari, caratteristiche di una fase di
attività magnetica al minimo.

A più ampia scala, il telescopio Heliospheric Imager


(SoloHI) riprende immagini del vento solare,
catturando la luce dispersa dal flusso di elettroni.
La prima luce di SoloHI ci mostra l’ambiente attorno
al Sole (che si trova sulla destra dei quattro frame)
illuminato dalla luce riflessa dalle particelle in
orbita (detta luce zodiacale). Possiamo solo intuire
la luce dispersa dal vento solare, nella brillantezza
della luce zodiacale, ma il team dello strumento
dispone di tecniche specifiche per evidenziarla.
Nell’immagine si nota, sulla sinistra, un piccolo
puntino: si tratta del pianeta Mercurio!

Durante i brillamenti, il Sole rilascia esplosioni di


particelle energetiche che rafforzano il vento
solare che la nostra stella emana costantemente
nello spazio circostante.
Sopra. In alto, immagine nel visibile della corona
Quando queste particelle interagiscono con la
solare acquisita in luce polarizzata da Metis. In
magnetosfera terrestre, possono causare tempeste basso, invece in banda ultravioletta, dovuta
magnetiche in grado di interferire con i nostri all’emissione dell’idrogeno neutro nella corona. È
satelliti di comunicazione e, nei casi più estremi, la prima immagine Uv della corona solare con un
campo di vista così esteso (fino a 7 raggi solari).
anche con le reti elettriche a terra, causando Le immagini mostrano per la prima volta
notevoli danni alla rete di distribuzione emissione anche a grandi distanze dal Sole.
dell’energia e ai sistemi di telecomunicazione. Credits: ESA/Solar Orbiter/Metis Team

«In questo momento, siamo in quella parte del ciclo


solare di 11 anni in cui il Sole è molto tranquillo.
Poiché però il Solar Orbiter ha un’angolazione
rispetto al Sole diversa da quella della Terra,
possiamo vedere una regione attiva che non sarebbe
stata osservabile da Terra. È la prima volta che
Leggi anche Spaceweather. Tra Sole e
accade. Non siamo mai stati in grado di misurare il
Terra nella tempesta
campo magnetico sul retro del Sole», spiega

www.coelum.com 41
«Prima di Solar Orbiter non siamo mai stati in grado di
misurare il campo magnetico sul retro del Sole»
Sami Solanki, Principal Investigator di PHI.

Sami Solanki, direttore del Max Planck Institute Inoltre i magnetogrammi, diagrammi che
for Solar System Research di Gottinga, in mostrano come l’intensità del campo magnetico
Germania, e Principal Investigator dello solare vari attraverso la superficie del Sole,
strumento PHI. possono essere confrontati con le misurazioni
degli strumenti sulla sonda: «Lo strumento PHI sta
Solar Orbiter ha infatti una posizione in orbita misurando il campo magnetico sulla superficie,
attorno al Sole che gli fornisce un punto di vista vediamo strutture nella corona del Sole con EUI, ma
diverso da tutti gli altri Osservatori solari proviamo anche a dedurre le linee del campo
(terrestri e spaziali) permettendoci così di magnetico che escono nel mezzo interplanetario,
studiare non solo la parte di Sole che di volta in dove si trova Solar Orbiter», spiega Jose Carlos del
volta vediamo, ma in contemporanea anche Toro Iniesta, investigatore co-principale di PHI,
quella che non vediamo, dandoci un’immagine dell’Instituto de Astrofísica de Andalucía, Spagna.
completa e globale dei fenomeni che avvengono
sulla sua superficie o nei suoi dintorni.

A sinistra. Il Sole e le sue


proprietà magnetiche sotto
l'occhio dello strumento PHI.
Crediti Solar Orbiter/PHI
Team/ESA & NASA

42 COELUM ASTRONOMIA
«Possiamo usare il set completo di strumenti per
comprendere i processi fisici che portano alla formazione
vento solare»
Christopher Owen, responsabile dell’analizzatore di
vento solare.

I quattro strumenti che eseguono misurazioni non «Siamo davvero entusiasti di queste prime
sul Sole ma sull’ambiente attorno alla sonda immagini, ed è solo l’inizio. Solar Orbiter ha
stessa, ovvero in situ, caratterizzano quindi le iniziato un grande tour del Sistema Solare interno
linee del campo magnetico e il vento solare e si avvicinerà molto al Sole in meno di due anni.
mentre passa attorno al veicolo spaziale. Alla fine, arriverà a 42 milioni di km, quasi un
Christopher Owen, dell’University College quarto della distanza dal Sole alla Terra»,
London Mullard Space Science Laboratory e commenta Daniel Müller.
responsabile dell’analizzatore di vento solare in «I primi dati stanno già dimostrando la potenza di
situ, spiega: «Usando questa informazione, una collaborazione di successo tra agenzie spaziali
possiamo fare una stima della zona, sul Sole, da cui e l’utilità di una serie diversificata di immagini per
è stata emessa quella particolare parte di vento svelare alcuni dei misteri del Sole», conclude Holly
solare, e quindi usare il set completo di strumenti Gilbert, direttore della divisione scientifica di
della missione per rivelare e comprendere i processi eliofisica presso il NASA Goddard Space Flight
fisici che operano nelle diverse regioni del Sole e Center e Solar Orbiter Project Scientist presso la
che portano alla formazione del vento solare». NASA.

Sopra. Ritratto di famiglia dei dieci strumenti e delle prime immagini ricevute.

www.coelum.com 43
C/2020 F3 NEOWISE,
la Grande Cometa del 2020

Un mosaico per la Neowise. La sera del 19 luglio avevo deciso di usare il teleobiettivo da 400 mm per
sfruttare la sua luminosità di f/2,8. Osservando le singole inquadrature mi sono reso conto molto presto che
la cometa era ben più estesa di quel che potevo vedere attraverso l'anteprima sul display.
Ho deciso così di provare a comporre un mosaico di tre parti, da unire in post produzione. Nonostante questa
mia premura e il campo inquadrato finale di ben 8,3°x5°, potete osservare che la cometa ancora non riesce a
essere contenuta nell'immagine, però nel complesso la visione ne risulta molto più piacevole.
Ogni frame è risultato dalla somma di 6 scatti da 30" ad 800 ISO, f/2,8 su reflex FF.
Immagine di Cristian Fattinnanzi

44 COELUM ASTRONOMIA
CONTENUTI DELLO SPECIALE:
Report osservativo
di Claudio Pra

Caratteristiche e Morfologia
di Albino Carbognani – asteroidiedintorni.blog

La cometa Neowise solca le nubi nottilucenti


di Marco Bastoni

Gallery: le immagini più belle


di Autori Vari

LEGGI ANCHE:
Tre notti in bianco in compagnia della
cometa C/2020 F3 Neowise
di Giorgia Hofer

Salutiamo la C/2020 F3 Neowise


di Claudio Pra

www.coelum.com 45
C/2020 F3 NEOWISE
Report osservativo
di Claudio Pra

Dopo ben 23 anni è tornata a brillare sui nostri tutti, grazie alla loro bellezza e spettacolarità.
cieli una grande cometa, la C/2020 F3 NEOWISE L’ultima, la grandiosa Hale-Bopp, era transitata sui
che si è mostrata in tutto il suo splendore qualche nostri cieli nella primavera del 1997, un anno
giorno dopo il passaggio al perielio, avvenuto nei dopo la Hyakutake, un altro indimenticabile “astro
primi giorni di luglio. In quel periodo è comparsa chiomato”. Ma poi più nulla: forse due grandi
tra le luci dell’alba lasciando senza fiato gli comete apparse nell’arco di due anni, evento
appassionati che si sono alzati prestissimo per rarissimo, avevano lasciato un pegno da pagare...
ammirarla. Dopo le prime foto comparse in rete e Si, qualche bella cometa nei successivi 23 anni è
il tam-tam mediatico che è seguito, anche i comunque passata (ricordiamo la McNaught e la
semplici curiosi si sono allertati, ingrossando a Holmes nel 2007, la PanSTARRS nel 2012 e
dismisura la platea di osservatori interessati a qualche altra ancora), ma sembrava che non
questa bella cometa. È proprio questo il potere arrivasse più il tempo per una “grande cometa”.
delle comete luminose, capaci da sempre di Nell’emisfero australe, nel frattempo, gli
attirare l’attenzione non solo degli astrofili, ma di appassionati se ne sono godute ben due, la già

46 COELUM ASTRONOMIA
citata McNaught nel 2007 (che dal nostro emisfero risultò osservabile
troppo vicina al Sole) e la Lovejoy nel 2011. Da noi, purtroppo, si sono
susseguiti solo dei "falsi allarmi", comete molto promettenti,
puntualmente trasformatesi poi, anche recentemente, in cocenti
delusioni.

Ebbene, un po’ a sorpresa e senza tanti squilli di trombe, dopo oltre due
decenni, ecco arrivare la NEOWISE, che ha raggiunto una notevole
luminosità di picco (mag. +0,6) e sfoggiato una lunga coda di polveri
facilmente visibile a occhio nudo oltre a una ancora più lunga coda di ioni,
più tenue ma rilevabile anche in piccoli strumenti sotto un cielo buio. Per
tutte queste sue caratteristiche che, come già ricordato, hanno saputo
attirare l’attenzione anche al di fuori della cerchia di appassionati, la
NEOWISE sarà probabilmente ricordata come “la grande cometa del
2020”.

Inizialmente, la presenza della Luna e le luci dell’alba hanno leggermente


penalizzato le osservazioni e l’hanno quindi parzialmente limitata nella
sua maestosità, permettendo però agli astrofotografi di ottenere foto
A sinistra. Cortina d'Ampezzo e il Cristallo, con la bella Neowise che fa la sua
figura nel cielo dell'alba. Crediti: Claudio Pra.

Sotto. La cometa in un effetto prospettico interessante.


Immagine di Fabrizio Aimar del 9 luglio alle 04:25 - Photocoelum

www.coelum.com 47
panoramiche davvero meravigliose, che hanno 6 luglio, salgo a Passo Giau, sopra Cortina (BL), a
incastonato la cometa in suggestivi sfondi 2.239 metri di quota, per una prima occhiata alla
paesaggistici. Successivamente, quando la cometa NEOWISE, che avvisto poco prima delle 4:00.
si è resa visibile anche in tarda serata, grazie al Appare da subito molto bella e facilmente visibile
fondo cielo ben più buio, sono spiccate le due anche a occhio nudo. Finalmente, dopo tanto
lunghe code che fuoriuscivano dalla minuscola e tempo, una cometa davvero impattante, anche se
brillantissima testa. Con il procedere di luglio, osservata sotto un cielo non più scurissimo (il Sole
quindi, le osservazioni si sono progressivamente si trovava a –13°) e con la Luna Piena. Al binocolo
spostate da poco prima dell’alba a dopo il 20x90 il falso nucleo mi appare stellare e privo di
tramonto, con frotte di appassionati alla ricerca chioma. La coda è evidente, pur nel chiarore,
del miglior cielo e della migliore immagine. leggermente allargata, estesa nella sua porzione
Nell’ultima parte di luglio la luminosità della più luminosa per circa mezzo grado, divisa da una
NEOWISE si è notevolmente ridotta, calo sottile banda scura nei pressi della testa. Scatto
continuato anche nella prima decade di agosto, alcune foto che la catturano sopra Cortina, nei
quando è stata stimata di sesta magnitudine: pressi del Monte Cristallo. Resta visibile con
ancora certamente bella ma decisamente relativa facilità a occhio nudo anche
ridimensionata. successivamente nel cielo ormai chiarissimo.

Dopo questo veloce report, vorrei proporvi il mio In alto. La cometa e il camino. Immagine di Paolo
diario osservativo personale sulla NEOWISE. Campaner del 6 luglio alle 03:56 - PhotoCoelum

48 COELUM ASTRONOMIA
Sopra. Emozione all'orizzonte.
Immagine di Lamberto Sassoli del 7 luglio alle 04:00 - PhotoCoelum

Sotto. La Cometa Neowise, l'Antelao e la Valle del Boite. 9 luglio 2020. Nikon D600, obiettivo
Nikkor 20 mm, posa di 8 secondi, iso 2500, f/2,8. Crediti: Giorgia Hofer

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Sopra. La cometa NEOWISE sul Massiccio del Sasso della Croce, ripresa il 9 luglio da Passo Fedaia salendo
sulla cima dolomitica Mesolina. Crediti: Claudio Pra

In basso. La cometa su Fiumicino in compagnia di Venere. Immagine di Giuseppe Conzo, Chiara Elisabetta
Tronci e Amedeo Lulli del 10 luglio alle 04:38 - PhotoCoelum

9 luglio, poco dopo mezzanotte, in compagnia di sempre più spettacolare. Al binocolo 20x90 valuto
mio figlio Simone, inizio a salire a piedi da Passo in due gradi e mezzo la lunghezza della coda. La
Fedaia verso la Mesolina, cima di oltre 2.600 prima parte è molto brillante, poi si fa man mano
metri. La Luna, calante da pochi giorni, illumina il più tenue allargandosi. La testa
nostro cammino fino in vetta. Da lassù, a una
prima occhiata senza strumenti ottici, non scorgo
ancora la NEOWISE, probabilmente ancora
nascosta dalle montagne. Con il binocolo 10x50
mi accorgo però che la coda è già visibile, molto
più lunga rispetto alla mia precedente
osservazione. Poco dopo, un po’ prima delle 3:00,
compare anche la testa. La cometa si alza nei
pressi del Massiccio del Sasso della Croce che,
illuminato dalla Luna, insieme a qualche sporadica
nube colorata, dona alla visione un che di
fiabesco: è un momento da ricordare e quindi da
riprendere con la fotocamera. È decisamente la
più bella cometa che mi sia capitato finora di
vedere. Man mano che si alza in cielo diviene

50 COELUM ASTRONOMIA
continua a rimanere stellare e molto piccola, giorni prima. Salgo fino in cima al valico ma ben
senza chioma. presto mi accorgo che devo scendere
nuovamente più a valle perché il muro roccioso
12 luglio, altra levataccia! Stavolta salgo verso alto tremila metri che ho davanti me la nasconde.
il Passo Pordoi, sulla Cima Coppi, protagonista di Mi fermo più in basso, dove finalmente posso
tante edizioni del Giro d’Italia. Mentre sto osservarla. Grandiosa! La coda è più che
percorrendo i numerosi tornanti mi accorgo che raddoppiata e al binocolo 8x40 la valuto estesa
la cometa potrebbe essere nascosta dal Massiccio ben 6°. La Luna, prossima all’ultimo quarto,
del Sella. D’un tratto scorgo netta dal finestrino disturba ancora l’osservazione ma meno che nelle
l’impressionante coda alzarsi da dietro una precedenti occasioni. Inoltre l’altezza della
dorsale, decisamente più estesa rispetto a tre NEOWISE è migliorata. A occhio nudo è davvero

bella, con una coda che pare più lunga che vista
al binocolo. La testa continua a rimanere
minuscola, con una magnitudine attorno alla
prima grandezza. Un oggetto senz’altro degno
dell’appellativo di “grande cometa”. In una
fotografia panoramica evidenzio anche la sua
tenue coda di ioni, non rilevabile però
visualmente, estesa quanto quella di polvere.

Sopra. La cometa dal Passo Pordoi il 12


luglio. Crediti: Claudio Pra

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18 luglio. Dopo quasi una settimana di nubi,
uno squarcio di cielo limpido serale sembra
darmi la possibilità di riosservare la NEOWISE, tra
l’altro per la prima volta senza disturbo lunare.
Da Passo Giau, che al tramonto del Sole pullula di
appassionati, salgo con la mia ragazza su una
cima distante più di un’ora di cammino.
Purtroppo, con il passare dei minuti, le nubi si
ricompattano nuovamente e una volta arrivati in
cima non possiamo che aspettare e sperare che
se ne vadano. Ma l’attesa è vana. Dobbiamo
accontentarci di vedere, in qualche raro
momento, la cometa tra le velature. Peccato!

19 luglio, torno sulla cima dove sono stato la


sera prima. E vengo premiato: questa volta le
nubi, pur presenti, si tengono lontane dalla
NEOWISE che, una volta calata la notte
astronomica, si mostra magnifica nel cielo
limpidissimo d’alta quota. Nel piccolo binocolo
10x50 la testa è formata da un piccolo alone
brillantissimo nel cui interno è immerso un falso
nucleo stellare. La coda di polveri fuoriesce
52 COELUM ASTRONOMIA
allargandosi e incurvandosi man mano,
rilevabile per circa 5°. Ma la novità è la sottile
coda di ioni, che è sì decisamente più tenue di
quella di polveri, ma più lunga e per la prima
volta rilevabile anche in visuale. La valuto
estesa circa 8°, tanto che il binocolo non la
contiene interamente. La visione a grande
campo è decisamente spettacolare, così come a
occhio nudo.

In alto. Una cometa con due galassie. Immagine di


Paolo Bardelli del 20 luglio alle 00:30 -
PhotoCoelum

A sinistra. La cometa tra le nuvole. Immagine di


Alessandro Carrozzi del 18 luglio alle 23:15 -
PhotoCoelum

Nella pagina precedente, in alto. La cometa sul


cielo dello Stretto di Messina. Immagine di
Giuseppe Asciutto del 16 luglio alle 22:00 -
PhotoCoelum

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Sopra. Serata con la cometa. Immagine di Lamberto Sassoli del 20 luglio alle 23:30 - PhotoCoelum

20 luglio, le previsioni meteo indicano cielo 5 agosto, nel grande chiarore provocato dalla
coperto per molte serate successive e così, per la Luna calante, ma quasi piena, sorta da poco,
terza sera consecutiva, vado a caccia della individuo la NEOWISE al binocolo 10x50 tra le
NEOWISE, stavolta salendo al Passo Valparola. stelle della Chioma di Berenice. Si trova vicina
Purtroppo, anche qui, c’è un po’ di inquinamento all’ammasso globulare M 53. La chioma, da
luminoso proveniente da valle ma, nonostante minuscola, è ora piuttosto estesa, più brillante
tutto, la cometa spicca nel cielo chiaro del dopo verso il centro. La cometa e il globulare si
tramonto. Al binocolo 10x50, quando fa buio, noto somigliano, anche se la cometa è certamente più
che la coda di polveri non è cambiata così come la luminosa, più grande e mostra un accenno di coda
chioma. Non riesco invece a rilevare la coda di non banale da rilevare in quel contesto poco
ioni che avevo visto la sera precedente. favorevole. La Grande Cometa del 2020 è ormai
diventata una normale cometa, non dissimile da
27 luglio, da Passo Giau rivedo la cometa dopo tante altre che ho osservato, transitate negli ultimi
una settimana. La Luna è tornata a disturbare ma è anni.
indubbio che la NEOWISE sia ormai in deciso calo,
tanto che a occhio nudo non spicca più, mentre Con le immagini della cometa ancora negli occhi,
nel binocolo 10x50 mostra 2 gradi circa di coda. posso dirmi grato a questo “astro chiomato” che
La testa appare leggermente più diluita, anche se ha finalmente dato uno scossone a un settore
ancora molto condensata. dell’osservazione astronomica che ultimamente
54 COELUM ASTRONOMIA
era stato relegato al contorno e che invece si è me, delle nottate trascorse ad ammirarla. L’ho
ripreso prepotentemente la scena. Tante sono le inseguita tra valichi e cime: dopo tanti anni di
ore che le ho dedicato e tanta è la stanchezza che attesa è stata la mia prima vera “grande cometa”,
ho accumulato per gli orari, non proprio comodi, a del cui passaggio racconterò, spero, fra tanti anni,
cui ha costretto me e con me tanti altri ai giovani astrofili che cominceranno a sognarne
appassionati. una tutta loro.
E tanti sono i ricordi che porterò per sempre con

La NEOWISE in settembre
Per le indicazioni su come e dove rintracciare la F3 NEOWISE in settembre, per
darle un ultimo saluto, consulta la rubrica “Comete” di Claudio Pra a pagina 175.

La cometa di Carmine Gargiulo del 5 luglio


alle 04:43 - PhotoCoelum

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C/2020 F3 NEOWISE
Caratteristiche e Morfologia
di Albino Carbognani – asteroidiedintorni.blog

Il mese di luglio 2020 sarà certamente ricordato (C/1996 B2), visibili nel biennio 1996-1997, che
per l'apparizione di una cometa, la C/2020 F3 non capitava un evento del genere.
Neowise, che ha saputo attirare l’attenzione degli
astronomi e astrofotografi di tutto il mondo. Per
l’emisfero settentrionale era dai tempi delle
comete Hale-Bopp (C/1995 O1) e Yakutake In alto. Una coda sempre più lunga di Valeriano
Antonini dell'8 luglio alle 04:32 - PhotoCoelum

56 COELUM ASTRONOMIA
Scoperta e caratteristiche orbitali
La cometa C/2020 F3 (NEOWISE) è una cometa tutti i pianeti si muovono attorno al Sole su orbite
scoperta il 27 marzo 2020 dal telescopio spaziale dirette, ossia percorse in senso antiorario. L’orbita
NEOWISE (Near-Earth Object Wide-field Infrared della C/2020 F3 ha un semiasse maggiore di ben
Survey Explorer). La Neowise si muove su 360 ± 10 AU e per completare un intero giro
un’orbita retrograda estremamente eccentrica attorno al Sole sono necessari 6.800 ± 300 anni.
come la cometa C/2020 F8 SWAN, un'altra cometa L’afelio, ossia il punto dell’orbita più distante dal
che di recente ci ha fatto sperare di poterla Sole, cade a ben 715 ± 20 AU dal Sole, si tratta di
osservare a occhio nudo (deludendoci infine). una cometa a lungo periodo proveniente dalla
Un’orbita retrograda implica che, guardando dal nube di Oort, la regione più esterna del Sistema
polo nord dell’eclittica verso il Sole, si vedrebbe Solare.
la cometa muoversi in senso orario. Al contrario,

Il Telescopio Spaziale NEOWISE


NEOWISE è un satellite della NASA situato in lo studio del cielo nell’infrarosso, missione a cui si
orbita terrestre e dotato di un telescopio da 40 è dedicato per anni, riprendendo nebulose e
cm di diametro per l’osservazione nell’infrarosso galassie. Alla fine della sua missione primaria, la
(vicino e medio). In parole povere è in grado di sua operatività è stata estesa e ha così cambiato
percepire quelle radiazioni che, quando nome, divenendo "NEOWISE", con la missione di
colpiscono la nostra pelle, ci danno la sensazione scoprire asteroidi. Sebbene il satellite sia
del calore. Il veicolo spaziale è stato lanciato nel incapace di scoprire in modo efficiente un numero
dicembre 2009 e originariamente era denominato rilevante di asteroidi e comete, il telescopio
Wide-Field Infrared Survey Explorer (WISE). WISE infrarosso sta fornendo preziose informazioni
non è stato progettato per studiare gli asteroidi e sulle dimensioni di questi corpi celesti grazie alla
le comete, e in effetti il suo obiettivo originale era sua capacità di rilevare la radiazione infrarossa.

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La Neowise si è avvicinata al Sole passando da temperatura superficiale di circa 260 °C.
sotto il piano dell’eclittica e quindi non è risultata Fortunatamente il nucleo ha retto all’intensa
subito osservabile dall’emisfero nord, anche se la attività di sublimazione e non si è frammentato,
soglia della luminosità a occhio nudo è stata come accaduto per altre comete promettenti in
superata già il 13 giugno 2020 (come abbiamo passato (ricordiamo la recente frammentazione
potuto leggere nei mesi scorsi nella "rubrica della cometa C/2019 Y4 Atlas, di cui vi abbiamo
Comete" di Coelum Astronomia, curata da Claudio parlato i mesi scorsi). Al perielio la velocità della
Pra). cometa era di 79 km/s, un valore circa 10 volte
Il perielio è stato raggiunto e superato con superiore alla già elevata velocità (per gli
successo il 3 luglio 2020 alle 16:19 TU e ora la standard terrestri), della Stazione Spaziale
C/2020 F3 si sta allontanando dal Sole. La cometa Internazionale mentre orbita attorno alla Terra.
è arrivata a una distanza minima di 44 milioni di
km dalla nostra stella, sopportando una

La cometa ripresa dalla Stazione Spaziale!


La cometa Neowise, ripresa dalla Stazione celebri fuochi d’artificio che vengono fatti
Spaziale il 5 luglio, mentre passava sul esplodere nella notte tra il 4 e il 5 luglio. E l’ha
Mediterraneo. Ripresa un po’ da tutti a bordo della ripresa anche il cosmonauta Ivan Vagner,
Stazione, Bob Behnken l’ha dedicata al 4 luglio, il puntando l’attenzione sulla magnifica coda,
Giorno dell’Indipendenza, come fosse uno dei visibile anche dallo spazio.

Crediti: NASA. Editor: Mark Garcia

58 COELUM ASTRONOMIA
La cometa ripresa da Nunzio Micale il 14 luglio
alle 21:50 - PhotoCoelum

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Visibilità della Neowise
Ora la cometa Neowise si trova ben al di sopra del luglio, la cometa è diventata circumpolare per il
piano dell’Eclittica e in allontanamento dal Sole. Nord Italia, rendendo così possibili le osservazioni
Nei giorni che hanno seguito il passaggio al per l'intero arco della nottata. Il periodo di
perielio, l'osservabilità della cometa è migliorata visibilità circumpolare è durato fino al 23 luglio
progressivamente ed è stato possibile vederla a circa, dopodiché la visibilità serale è divenuta
occhio nudo o con piccoli binocoli e telescopi. La prevalente su quella mattutina per l’effetto
cometa ha toccato la magnitudine apparente +1, combinato dell’allontanamento della cometa dal
ossia ha brillato come una stella di prima Sole e il moto orbitale della Terra. Fra il 22 e il 23
grandezza, e ha mostrato una discreta coda di luglio, la Neowise ha raggiunto la minima distanza
polveri. dalla Terra, di 104 milioni di km, ma essendo già in
Dal 3 al 10 luglio, la cometa è risultata meglio fase di allontanamento dal Sole la sua
osservabile all’alba, piuttosto bassa sull’orizzonte magnitudine era già scesa notevolmente,
di nord-est verso le 4 del mattino (ora estiva). A portandosi oltre la magnitudine +4,5.
partire dall’11 luglio è stato preferibile invece In sostanza la Neowise è risultata visibile a occhio
osservarla alla sera, bassa sull’orizzonte di nord- nudo e facilmente osservabile alla sera da metà
ovest, fra le 21 e le 24 (ora estiva). Fra il 14 e il 15 luglio fino all’inizio di agosto.

Aspetto della Neowise


Dopo il passaggio al perielio del 3 luglio, l’aspetto appaiono di questo colore perché riflettono la
mattutino della cometa era dominato da una luce del Sole, ma stavolta c’era anche il contributo
coma e una coda di polveri di colore del sodio neutro in emissione che emette
marcatamente giallastro. Le code di polveri radiazione proprio nella regione gialla dello

A sinistra la cometa Neowise all’alba del 10 luglio, a destra la sera del 20 luglio 2020. Il cambiamento più
radicale si è avuto nella chioma: il 10 luglio è dominata dall’emissione di polveri e dalla fluorescenza del sodio
che le conferiva il caratteristico colore giallo; il 20 luglio invece appare del tipico colore verde dovuto alla
fluorescenza della molecola di C2. Crediti: Albino Carbognani.
60 COELUM ASTRONOMIA
spettro. Qualche giorno dopo, durante il periodo presenti in una cometa ha un’elevata efficienza di
di visibilità serale, la chioma della cometa è scattering della radiazione solare. Questo risulta
passata dal colore giallo al verde in modo quindi ben visibile e può essere usato come
piuttosto repentino, segnando la fine "tracciante" per monitorare i processi fisici che
dell’emissione del sodio. Anche se il sodio neutro avvengono nel nucleo.
è molto più scarso di altre specie molecolari

Il Nucleo della Neowise


I dati infrarossi della NEOWISE, ottenuti dal visibile, risultando più luminoso nell’ottico
telescopio spaziale omonimo che ha eseguito la rispetto all’infrarosso. In sostanza, dal confronto
scoperta, integrano le informazioni contenute fra la luminosità nell’infrarosso e nel visibile si
nelle immagini scattate dagli Osservatori a terra può ricavare la riflettività (o albedo) della
alle lunghezze d’onda della radiazione visibile. superficie del corpo, asteroide o nucleo cometario
Infatti, se un corpo ha la superficie scura assorbirà che sia. Una volta noto l’albedo e la luminosità nel
parecchia radiazione solare che sarà riemessa visibile si possono stimare le dimensioni reali del
nell’infrarosso, mentre rifletterà poca radiazione corpo, senza la necessità di risolverne il disco al
nel visibile. Di conseguenza, un corpo di questo telescopio. Si tratta di un grosso vantaggio, visto
tipo risulterà più brillante nell’infrarosso rispetto che, generalmente, si ha a che fare con oggetti di
al visibile. Al contrario, un corpo con la superficie pochi chilometri di diametro, posti anche a decine
chiara assorbirà poca radiazione solare – quindi o addirittura centinaia di milioni di chilometri di
emetterà poca radiazione infrarossa – ma distanza.
rifletterà una buona parte della radiazione

A sinistra. Ripresa
del nucleo della
cometa C/2020 F3
NEOWISE ad opera
di Paolo Campaner il
20 luglio alle ore
22:15 con
telescopio Luigi
Marcon, 400 mm
f/5,5. Somma di 100
fit da 0,6 s cad.
Elaborazione con
Rg6 e nebulosity3.
Crediti: Paolo
Campaner

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La cometa ripresa dalle Isole
Canarie (Slooh). Immagine di
Francesco Badalotti del 28
luglio alle 21:30 -
PhotoCoelum

Proprio usando questa tecnica il team di NEOWISE Gerasimenko (la cometa studiata dalla sonda
ha misurato le dimensioni del nucleo della cometa Rosetta dell'ESA) ha dimensioni 3,5 x 4 km.
C/2020 F3, quando si trovava ancora a circa 300
milioni di km dal Sole e l’attività di sublimazione Come abbiamo accennato poco sopra, la cometa
era bassa. Il risultato è che il nucleo della cometa ha esibito per una parte del periodo di visibilità
ha un diametro medio di circa 5 km, un valore una netta colorazione gialla, tipica dell'emissione
tipico per un nucleo cometario. Ad esempio, la del sodio.
famosa cometa di Halley ha un nucleo con L’emissione da parte del sodio neutro non è una
dimensioni 15 x 8 km (con un valore medio di 11 novità, essendo già stata osservata in diverse
km), mentre quello della celebre 67P/Churyumov- comete in passato, soprattutto in quelle a lungo
62 COELUM ASTRONOMIA
periodo che si vengono a trovare a una
distanza eliocentrica minore di 1,4 UA.
Di sicuro, il caso più eclatante è stato
quello della cometa Hale-Bopp.
Osservazioni a grande campo della
Grande Cometa del 1997, hanno messo
in evidenza la presenza di una coda
formata da atomi di sodio neutri, della
lunghezza di circa 50 milioni di km.
Questa coda era visibile solamente
usando filtri interferenziali a banda
stretta, centrati alle lunghezze d’onda
del doppietto del sodio. La posizione
della coda di sodio della Hale-Bopp era
intermedia fra quella di ioni e quella di
polveri. Questo dato indica che gli
atomi di sodio neutro sono soggetti alla
pressione della radiazione solare:
quando la radiazione solare viene
assorbita dall’elettrone ottico che passa
dal livello 3s al 3p (vedi immagine a
destra), l’assorbimento fa sì che l’atomo
di sodio riceva la quantità di moto del
fotone assorbito che tende a farlo
allontanare dal Sole in senso radiale.
Successivamente, l’elettrone torna al
livello energetico di Sopra. La struttura elettronica esterna di un atomo
di sodio neutro con indicata la possibile doppia
partenza emettendo un fotone simile a quello transizione fra i livelli energetici 3p e 3s.
assorbito, ma in direzione casuale così che il Crediti: HyperPhysics
movimento di allontanamento radiale non viene
compensato. Di conseguenza l’atomo di sodio
neutro riceve una spinta complessiva che lo
allontana dal Sole e va a formare una coda trovi esattamente la sorgente del sodio. Anche se
indipendente. è noto che ci sono almeno due sorgenti di tale
elemento, una vicino al nucleo e un’altra nella
Anche se il sodio era già stato identificato nello coda di polveri, a oggi non è ancora ben chiaro
spettro delle comete decenni prima del passaggio quale sia la sorgente del sodio neutro rilasciato
della Hale-Bopp, solo per un’altra cometa era stata nello spazio dalle comete. Infatti solo se l’atomo di
osservata una coda di sodio neutro distinta da sodio è libero nello spazio, ossia non legato in altri
quella di ioni e polveri: la C/1957 P1 Mrkos, nel composti, può assorbire e riemettere la radiazione
1957. La coda di sodio della Hale-Bopp era inoltre solare. Probabilmente gli atomi di sodio vengono
immersa in un background diffuso di atomi di emessi nello spazio dai granelli di polvere, appena
sodio provenienti dalla coda di polveri della rilasciati dal nucleo, che si trovano nella chioma,
cometa. L’esistenza della coda di sodio in una sia per collisione diretta tra i granelli sia per
cometa così notevole come la Hale-Bopp ha dato estrazione dovuta alla radiazione UV del Sole.
il via a diversi studi per cercare di capire dove si
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Le trasformazioni della Neowise
Fin dai primi giorni di luglio 2020, quando la chilometri.
Neowise era visibile all’alba, era evidente il colore Spettri ottici della Neowise ripresi il 22 e il 23
giallo oro della coma e della coda di polveri. luglio da astrofisici indiani (ATel#13897),
Spettri della zona attorno al nucleo ripresi il 10 e confermano la sparizione dell’emissione del sodio,
l’11 luglio dal KenTing e dal Lulin observatory sia nella coma sia nella coda mentre sono presenti
(ATel #13886), mostrano come dominanti le le usuali bande del cianuro (CN) e della molecola
intense righe di emissione del doppietto del sodio di C2 che conferiscono il caratteristico colore
neutro. Anche dall’Italia gli spettri del nucleo e verde. L’emissione del sodio nella Neowise è
della coda, ripresi da l’Aquila da Umberto quindi stata episodica: resta da capire il perché di
Sollecchia l’11 luglio (cliccare per vedere i questo comportamento. Nel nucleo della cometa
diagrammi), mostrano le intense righe di esisteva una sorgente di granelli di polveri ricchi
emissione del sodio neutro. Spettri ripresi con lo di sodio che si è esaurita oppure il sodio è ancora
stesso setup il giorno 18 non mostrano più presente ma non viene più espulso nello spazio
l’emissione del sodio neutro dal nucleo, restano le dai granelli di polvere ed eccitato dalla radiazione
bande di Swan del carbonio molecolare C2 con la solare perché la Neowise si è allontanata troppo
caratteristica emissione nel verde-blu dello dal Sole? La seconda ipotesi sembra improbabile,
spettro. In effetti, già nelle immagini fotografiche considerato che il sodio neutro è generalmente
a grande campo riprese la sera del 17 luglio, il visibile entro distanze di 1,4 UA dal Sole, e fra il 10
cambiamento di colore della coma della Neowise e il 20 luglio 2020 la Neowise era ancora ben al di
era evidente. Si è quindi passati da una coma sotto di questa distanza.
dominata dalle polveri a una coma dominata dal
gas in circa 10 giorni durante i quali la distanza In alto. Un ultimo saluto alla cometa di Giambattista
eliocentrica della cometa è passata da 0,35 UA a Rizzo. Immagine del 18 luglio 2020 alle 23:00 -
0,56 UA, ossia è aumentata di appena 30 milioni di PhotoCoelum
64 COELUM ASTRONOMIA
Sopra. Immagini della cometa NEOWISE riprese dal Planetary Science Institute l’8 luglio 2020
(rappresentazione in falsi colori). A sinistra: luce riflessa dalla coda di polveri della cometa. A destra: luce
emessa dagli atomi di sodio. Crediti: Jeffrey Morgenthaler, Carl Schmidt.

Sotto. L'immagine mostra l'emissione di sodio della cometa Neowise, con un filtro professionale di Andover
Corp. 589,3 nm Banda di trasmissione del 67% con 50% di 1,94 nm. Ripresa di Paolo Candy del 23 luglio
2020 con telescopio Marcon RC 20" al massimo ingrandimento possibile (2.200 mm di focale a f/4,5),
proprio in concomitanza col passaggio ravvicinato della cometa alla Terra. La spinta della luce solare sugli
atomi di sodio tende a essere più forte del suo effetto sulla polvere e altri gas emessi dalle comete. È difficile
vedere le code di sodio, a causa delle emissioni del Sole. Sono riuscito in questa impresa grazie a un filtro
professionale commissionato alla Andover Corp. Crediti: Paolo Candy

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La cometa Neowise solca le
nubi nottilucenti
di Marco Bastoni

Dopo una prima uscita per riprendere la bella Attorno alle 3:20 la Neowise fece capolino dalla
cometa C/2020 F3 Neowise, la seconda notte, ma striscia di nebbie e inquinamento luminoso, a
forse sarebbe meglio dire la seconda mattina, che circa 5° dalla linea dell’orizzonte, come una bella
decisi di uscire per fotografare la cometa sapevo e nitida sciabola bianca: coda a ventaglio
bene cosa aspettarmi: in barba alle due comete incurvata verso destra e la chioma dritta e rivolta
che solo un mese prima, e una dietro l’altra, erano in giù che la faceva apparire come ben piantata
andate in pezzi lasciandoci tutti con l’amaro in
bocca, la Neowise pareva non esser stata ancora
toccata da quell’ondata di sfortunate distruzioni
cometarie e sembrava promettere bene.

L’8 luglio 2020, insieme agli amici di vecchia data,


Alberto Zinelli e Marco Amoretti, tentai quindi la
seconda spedizione a caccia della cometa nella
stessa location della volta precedente: i primi
monti dell’Appennino parmense a mille metri di
quota, compromesso migliore fra tempo di
viaggio in auto e condizioni del cielo accettabili.
Arrivati sul posto, verso le 3:00 del mattino,
preparammo la strumentazione fotografica, un bel
binocolo e attendemmo che la cometa sorgesse
all’orizzonte e si liberasse dalle nebbie della
pianura. Ahimè, la combinazione della posizione
in cielo della F3, che sbucava dall’orizzonte nord-
nordest, unita alla nostra posizione sui monti
dell’Appennino, lasciava tra noi e l’astro chiomato
tutta la vasta, inquinata e fortemente illuminata
distesa della Pianura Padana... Ma con le comete,
si sa, c’è poco da fare: vengono a trovarci quando
vogliono, si comportano come vogliono e si
mettono nella zona di cielo che vogliono, quindi i
compromessi per osservarle, in questi casi, sono
sempre da accettare, compresi quelli sfavorevoli…
e la Pianura Padana per noi era il boccone più
amaro da mandar giù.

Solo di lì a poco, ma ancora non lo sapevo, mi


sarei ampiamente ricreduto, costretto a rivolgere
inaspettatamente lo sguardo verso nord.

66 COELUM ASTRONOMIA
sulle luci della pianura. Ricordo che stavo Passarono una decina di minuti e la Neowise ora
sorridendo alla vista di tanta meraviglia (sono così era davvero evidente, bellissima! ...ma, strano a
lontani le mie memorie della Hyakutake nel 1996 dirsi, pure quelle nuvolette erano divenute più
e della Hale-Bopp nel 1997…) quando evidenti, luccicanti di tonalità blu e azzurre,
d’improvviso la mia attenzione venne attratta da mentre una complessa trama sfilacciata si
un gruppo di nuvolette “strane”, che stazionavano disegnava via via al loro interno.
a nord-nordest, quasi appoggiate all’orizzonte.
C’era qualcosa che non quadrava con quelle «Le nubi nottilucenti!» gridai nel silenzio dell’alba
nuvole, che parevano diverse dalle “solite” ancora lontana.
nuvole, ma lì per lì non seppi dire cosa ci fosse di «Le nubi nottilucenti!» ripetei ancora sempre più
“sbagliato” perché gli occhi erano tutti per la emozionato mentre le puntavo con il dito teso
cometa. verso l’orizzonte.

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Gli amici che erano con me, sentendo la mia voce nottilucenti (NLC) sono formazioni di cristalli di
incalzare, mi guardarono un po’ straniti (chissà ghiaccio che stazionano a quote altissime e sono
che avranno pensato) ma poi si misero anche loro visibili prevalentemente alle alte latitudini e solo
a fissare quelle strane luci azzurrognole iniziando nei primi mesi estivi. Durante l’estate, infatti,
a capire cosa fossero. Folgorati dall’emozione, alcuni ciuffi di vapor d’acqua salgono ai limiti
cambiammo immediatamente l’ottica di ripresa e dello spazio esterno legati a piccole particelle di
ci spostammo su medie e ampie focali, così da polvere di meteore (e forse anche di polveri di
ritrarre la cometa con quello spettacolo di inquinamento) dove congelano in cristalli di
nuvolette rare e che non avevo mai visto in vita ghiaccio. Arrivati nella mesosfera, a quota 75-80
mia. km, i cristalli vengono illuminati dalla luce del
Mentre Alberto manovrava le ottiche, mi ci volle Sole che – per chi sta osservando prima dell’alba o
un po’ di tempo per convincere Marco Amoretti dopo il tramonto, in prossimità del crepuscolo – si
che il vero show di quella notte era l’accoppiata trova ancora ampiamente sotto l’orizzonte.
straordinaria dei due fenomeni, uno spettacolo Le NLC, studiate e confermate dal satellite AIM
unico che non avremmo mai più rivisto nella vita e della NASA, sono ben visibili a giugno e luglio,
non la sola cometa, sulla quale era concentrato! generalmente a latitudini tra i 50° e i 70° (sia nord
Alla fine si convinse e anche lui realizzò che sud) e in quei mesi raggiungono la loro
l’eccezionalità dell’evento. massima estensione in latitudine: quest’anno si
sono eccezionalmente spinte così a sud da
L’alba incalzante dapprima accese le nubi rendersi visibili da latitudini medie come le nostre
nottilucenti da nord fino a tutto il nordest (ancora e per ben tre notti consecutive.
una quindicina di gradi e le avremmo viste in Dal mese di agosto inizia il loro progressivo ritiro
mezzo a Venere e alle Pleiadi!) e poi prese pian al di sopra dei 70° di latitudine, fino alla completa
piano a diluirle nel chiaro del giorno, fino a dissoluzione per tornare visibili l’estate seguente.
cancellarle del tutto dalla vista. La chioma della
C/2020 F3 Neowise, con buona parte della coda di Osservarle dall’Italia è un fenomeno piuttosto
polveri, era ancora visibile e lo rimase quasi fino raro: la levataccia nel cuore della notte per
alle 4:20 del mattino. salutare l’arrivo della cometa Neowise che, agli
inizi di luglio iniziava timidamente a liberarsi dai
Ero felicissimo. Che colpo! Che emozione! Che raggi del Sole dell’alba, è valsa assolutamente la
spettacolo! pena.
Cometa e nubi nottilucenti insieme, viste a occhio
nudo e immortalate in uno scatto che ricorderò
tutta la vita. E che fortuna, aggiungo! Non fosse
stata la cometa in quella posizione in cielo, verso
nord, lo scatto con le nubi nottilucenti non
sarebbe stato possibile.

Mai prima d’ora avevo visto quello strano


fenomeno atmosferico, un evento rarissimo per le
nostre latitudini. Sapevo che si erano già
manifestate in Italia settentrionale e furono
osservate da Bologna qualche anno fa ma
quell’occasione mi sfuggì.
Un
Un orizzonte
orizzonte "nottilucente"
"nottilucente" di
di
Per chi non ne avesse mai sentito parlare, le nubi Paolo Bardelli - PhotoCoelum
Paolo Bardelli - PhotoCoelum
68 COELUM ASTRONOMIA
La cometa di Manuele Costantinis del 18
luglio 2020 alle 23:50 - PhotoCoelum

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Gallery cometa
C/2020 F3 Neowise

70 COELUM ASTRONOMIA
Angelo a due code di Lamberto Sassoli (sopra)
La C/2020 F3 Neowise ha guadagnato un’altezza sufficiente da poter essere ammirata appieno anche con un
cielo scuro. Iniziamo a vedere la coda di ioni! Immagine del 10 luglio alle 3:30 realizzata con una reflex Canon
EOS RP con obiettivo Tamron 70-300 alla focale di 300 mm e astroinseguitore Skywatcher Star Adventurer.

"Come un Presepe" di Cristian Fattinnanzi (pagina precedente)


La sera del 17 luglio il cielo, reso limpido dalle pioggie mattutine, mi ha convinto a provare una ripresa della
cometa da una location non del tutto priva di inquinamento luminoso, ovvero il paese dove abito,
Montecassiano (MC). Dopo averla individuata piuttosto facilmente a occhio nudo e posizionato in pochissimo
tempo il mio fedele astroinseguitore Minitrack LX3, ho eseguito una serie di 20 scatti da 15 secondi a 200 ISO
sulla cometa con un'ottica da 85 mm di focale chiusa ad f/2 su reflex FF. Oltre a queste immagini ho eseguito
alcuni scatti con tempi inferiori sul paese per riprenderlo senza zone sovraesposte.
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Cometa C/2020 F3 Neowise di Roberto Furlan (sopra)
La foto mostra il movimento nel cielo della cometa C/2020 F3 Neowise sopra i cieli di Londra, ripresa nelle
giornate dal 20 al 25 luglio 2020 con una reflex Canon EOS 1300D e obiettivo Jupiter 85mm f/2,8. Il giorno
24 era nuvoloso, ma la cometa si riesce comunque a vedere. Composizione di circa 90 immagini.

Video della cometa di Lorenzo Busilacchi (sotto)


Breve timelapse effettuato la mattina del 7 luglio nei pressi della mia abitazione, in direzione nordest.
Un'attesa intensa, non sapendo bene come sarebbe stato il risultato finale. Ecco, finalmente, spuntare una
luminosa scia dietro alle colline e una cisterna d'acqua: ho iniziato le riprese in continuo e l'ho seguita fino
alla fine, sperando che nessuna nuvola rovinasse la ripresa. Video di 294 frame (su 940 frame registrati), ISO
5.000 obiettivo Canon 70-200 f/4 serie L a 100 mm. Orario compreso tra le 4:10 e le 5:10.

72 COELUM ASTRONOMIA
La doppia coda della Neowise di Valeriano Antonini
Il tentativo di riprendere la coda di ioni con con una reflex e obiettivo Tamron alla focale di 135 mm e
inseguitore. L’immagine è stata scattata il 12 luglio alle 04:00

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C2020 F3 Neowise di Alessandro Bianconi (sopra)
Immagine del 20 luglio alle 22:30 ottenuta con una camera ASI2600MC pro, telescopio rifrattore APO
Sharpstar 61EDPH con diametro di 61 mm e focale di 275 mm. Montatura equatoriale 10 Micron GM2000 HPS
II. 13 pose da 45 s

C/2020 F3 Neowise di Paolo Bardelli


Una prima immagine della cometa Neowise, sopravvissuta al passaggio ravvicinato con il Sole e ben
visibile tra il chiarore dell’alba anche a occhio nudo. Sicuramente (e finalmente!) un oggetto veramente
notevole! Immagine scattata il 5 luglio alle 04:22 con una reflex Canon 60Da, teleobiettivo da 200 mm
(crop), posa singola da 4 sec., f/3,5.

74 COELUM ASTRONOMIA
La cometa NEOWISE di Christian Lavarian (sopra)
La cometa Neowise dal monte Bondone (TN) ripresa poco prima dell'alba del 12 luglio alle 04:00 con una
reflex nikon Nikon D700 e obiettivo da 50 mm.

La NEOWISE su Tortolì di Giancarlo Melis (sotto)


La cometa NEOWISE sui cieli di Tortolì (Sardegna) alle prime luci dell’alba. Ripresa effettuata con una reflex
Canon EOS-R e obiettivo Canon EF135 f/2L USM alla focale di 135 mm. Esposizioni da 6 s a f/2 e 400 ISO.

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76 COELUM ASTRONOMIA
Neowise di Elena Pinna
La cometa Neowise, fotografata da una collina all’ingresso del paese di Villacidro (Sardegna) da cui si
può godere di una splendida vista su tutto il paese. Immagine del 15 luglio alle ore 22:07 realizzata
mediante 5 scatti da 4 s a 4.000 ISO con una reflex Canon 6D e obiettivo a f/6,3 e 70 mm di focale.

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78 COELUM ASTRONOMIA
La cometa Neowise all’alba di Gianluca Belgrado (sopra)
Autoritratto con la cometa più luminosa dell’anno sotto il cielo rischiarato dalla Luna. Immagine del 10 luglio
alle 04:11 realizzata con una reflex Canon e obiettivo da 50 mm.

Spettacolo all’alba di Piero Barletta (a sinistra, pagina precedente)


Dopo aver immortalato vari oggetti celesti: luna, pianeti, costellazioni, ecc, il mio desiderio più grande era di
poter assistere almeno una volta nella vita al passaggio di una cometa visibile senza strumenti. A inizio luglio,
la cometa C/2020 F3 Neowise ha superato indenne il passaggio vicino al Sole, rendendosi visibile a occhio
nudo. Lo spettacolo a cui ho assistito durante l’alba dell’8 luglio, è di gran lunga migliore di qualsiasi altra
cosa io abbia mai visto. Con questa foto spero di poter, in qualche modo, rendervi partecipi di questo
spettacolo. Immagine scattata l'8 luglio alle 04:04 con una reflex Nikon e teleobiettivo zoom nikon 70-300
alla focale di 130 mm.

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Cometa Neowise su San Gimignano di
Marco Meniero (sopra)
Colori, sapori e profumi ammaliano il viaggiatore che si
ferma sotto le Torri di San Gimignano. Nonostante lo
scorrere dei secoli, San Gimignano è riuscita a preservare
il suo aspetto medievale e il suo fascino è eterno. Ancora
oggi è indiscutibilmente uno dei piccoli grandi tesori
della Toscana. La "città dalle belle torri", come viene a
ragione definita, è stata dichiarata Patrimonio
dell'Umanità dall'UNESCO nel 1990. Ora è considerata la
Manhattan del Medioevo viste le sedici torri presenti. Un
tempo erano oltre 70.
Dati tecnici: Eos 1Dxmk2, EF 8-15f/4L, 200 ISO. Per il
panorama ho fatto un HDR ad f/10 con tempi di 25 s, 10 s
e 1.6 s. Il cielo è stato ripreso ad f/5.6, 25 s, 400 ISO.

80 COELUM ASTRONOMIA
La cometa sorge sopra il Tempio di Segesta di Dario Giannobile (sotto)
È indescrivibile il fascino di alcuni luoghi della Sicilia...Il tempio dorico di Segesta emerge dal buio della
vallata! Un luogo unico senza alcun abitato moderno. Immerso nella natura, sembra ergersi da tempo
immemore dalla collina su cui è stato costruito. Il silenzio e le stelle accompagnano ancora una volta la ricerca
di un momento sognante che ci consenta di chiudere gli occhi e provare a rivivere con la fantasia l'abitato di
Segesta. Chissà come doveva apparire il tempio a quel tempo. Forse illuminato da fuochi insieme all'abitato
dell'antica città. I suoi resti possono ancora essere visti nella montagna che sovrasta il tempio e sulla cui cima
è stato edificato un bellissimo teatro greco che si affaccia sulla vallata. Mi sono recato in questo luogo con il
preciso intento di riprendere la cometa NEOWISE mentre sorge alle spalle del tempio. Nello scatto ho ripreso
in più momenti la cometa mentre si alza sopra il tempio come a volere anch'essa divenire parte della storia
della mia terra. Questo scenario potrebbe essere benissimo ripreso in Grecia o in una delle sue antiche
colonie. Insomma non è un luogo solo della Sicilia ma dell'intera cultura mediterranea. Ecco quindi che l'astro
celeste ci ricorda che siamo tutti un unico popolo sotto un unico cielo! Dati tecnici: Canon 6d mod, Sigma
150-600 mm, f/5,6, 4.000 ISO, 2 s, stack per il cielo; 50 ISO, HDR da 0,6 s a 162 s, f/5,6 per il paesaggio.

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INTELLIGENZA ARTIFICIALE
La tecnologia che sta
cambiando lo studio
dell'Universo
di Gianluigi Marsibilio

Leggendo e parlando di una tecnologia estremamente contemporanea come


l'Intelligenza Artificiale (IA o, in inglese AI, Artificial Intelligence) il nostro
immaginario spesso tende a scindersi in due: una parte, facendo uno sforzo di
fantasia, inizia a pensare a realtà distopiche alla Westworld o alla Terminator,
con mondi dominati da cyborg che minacciano l'uomo, mentre un'altra parte di
noi cerca di analizzare le implicazioni reali di una tecnologia che sul piano
pratico è distante anni luce, per applicazioni e sviluppo, dai panorami della
fantascienza, ma che sta divenendo sempre più diffusa e di grande importanza
anche nel campo della ricerca scientifica.

82 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 83
Concentrando l’attenzione proprio in questo
ambito, ci si può rendere immediatamente conto
di come un corretto utilizzo di una nuova e
dirompente tecnologia possa trasformare
completamente il modo di fare ricerca. In
astronomia e astrofisica, con le future missioni
spaziali e i nuovi strumenti a terra, avremo la
possibilità di ottenere sempre più dati, sempre più
dettagliati e in quantità sempre maggiori. Viene
da sé che risulta quindi importante trovare dei
metodi innovativi per leggere, interpretare,
categorizzare ed elaborare la mole di dati a
disposizione e in questo panorama affascinante
Sopra. Rappresentazione artistica del satellite
spicca l’importanza dell’intelligenza artificiale e Gaia dell’ESA. Gaia ha già mappato la posizione e
dei metodi di machine learning. la luminosità di oltre un miliardo e mezzo di
stelle: una mole di dati che solo grazie ai moderni
algoritmi informatici e ai supercomputer è
Oggi l'intelligenza artificiale si traduce in una
possibile analizzare ed elaborare. Crediti: ESA
serie di applicazioni tecniche che sfruttano le reti
di deep learning, particolare categoria del in particolare a quella branca che comprende le
machine learning che fa riferimento ad una serie tecniche al machine learning.
di algoritmi che possono essere veramente utili «Il machine learning ha aiutato gli astronomi a
per la ricerca in astronomia e astrofisica. Per distinguere i diversi tipi di oggetti nelle immagini,
capirne di più abbiamo parlato con Christopher come la separazione delle stelle dalle galassie, e ha
Fluke, ricercatore presso lo Swinburne’s Centre for automatizzato il processo di classificazione delle
Astrophysics and Supercomputing e direttore galassie nelle diverse tipologie», ci ha raccontato il
dell’Advanced Visualisation Laboratory, e professor Fluke.
Crescenzo Tortora, dell’Istituto Nazionale di Il grande cambiamento, però, è avvenuto sul finire
Astrofisica (INAF). degli anni ‘90, «con la comparsa e la
sperimentazione di nuovi metodi applicati alla
Partiamo dal fatto che, senza doversi stima della distanza delle galassie e nella ricerca di
necessariamente spingere con la fantasia verso un nuovi tipi di oggetti astronomici. Tra i pionieri del
futuro più o meno lontano, già oggi l’intelligenza settore vi erano squadre dell'Università di
artificiale, nelle sue varie declinazioni, è Cambridge, del California Institute of Technology,
capillarmente presente nei lavori e negli studi dei dell'Università del Minnesota, della John Hopkins
ricercatori. Gli algoritmi di machine learning sono University, dell'Institut d'Astrophysique de Paris e
funzionali in virtù della qualità dei dati a dei loro collaboratori».
disposizione dei ricercatori. L’astronomia è stata
una delle prime scienze a creare set, archivi e Le principali tecniche usate le ha raccolte il
strumenti per sfruttare al meglio i dati (pensiamo, professor Fluke – che da anni cerca di indirizzare il
solo per fare un esempio, alle Data Release del lavoro degli astronomi nell’uso di questo genere
satellite Gaia, dell’ESA, in cui sono presenti milioni di strumenti – in un articolo pubblicato nel 2019 in
di dati relativi alle stelle della Via Lattea). cui ha descritto il rapporto tra AI e astronomia.
Provare a ricostruire una storia di questa scienza, Al centro di tutto questo c’è sicuramente la
da un punto di vista tecnico e statistico, potrebbe capacità e la trasparenza della comunità scientifica
essere molto interessante, ma per ora internazionale di rendere i dati disponibili e
soffermiamoci sull’uso di tecnologie legate all’AI e utilizzabili dai vari gruppi di ricerca:
84 COELUM ASTRONOMIA
AI, Machine Learning, Deep Learning… di cosa si tratta?
Data mining, machine learning e intelligenza apprendendo e quindi modificando il proprio
artificiale (AI)... Sono tutti termini che possiamo comportamento, sulla base di scelte non imposte a
sentire ormai quotidianamente e che possono priori da un algoritmo prestabilito o casi previsti
indurre a pensare alla fantascienza ma, in realtà, ("hard-coded"), in linea con quanto comunemente
sono ambiti dell’informatica ormai consolidati, definiamo intelligenza.
seppur in continua evoluzione, e che si sono
concretizzati in discipline sempre più strategicheUna branca importante dell'Intelligenza Artificiale,
e legate alle moderne tematiche inerenti la di conseguenza, si occupa dell'apprendimento
gestione e la necessità di elaborazione delle automatico o machine learning. Queste tecniche,
informazioni, soprattutto se sono coinvolte che fanno uso di reti neurali artificiali (in inglese
quantità importanti di dati (si parla spesso di "big
Artificial Neural Network o ANN), ossia di algoritmi
data"). che imitano il comportamento delle reti neurali
del cervello umano, consentono a una macchina di
In generale esistono diverse definizioni di apprendere, sulla base di un insieme di esempi
Intelligenza Artificiale, anche se, in termini forniti in fase di addestramento (proprio come
semplificati, possiamo pensare a questa accade a noi quando studiamo), con il fine di
tecnologia come un insieme di fondamenti teorici, applicare poi quanto appreso ad un campione di
metodologie, tecniche e soluzioni che permettono dati sconosciuti. Se per il nostro cervello il
di realizzare sistemi hardware o software che neurone rappresenta l'elemento fondamentale,
rendono un computer in grado di elaborare dati nelle reti neurali artificiali il modello
con prestazioni e capacità che potrebbero computazionale è basato su "neuroni artificiali",
sembrare esclusivo appannaggio della mente elementi che affrontano il calcolo in termini di
umana. In altri termini, le tecnologie di AI sono connessioni (tra i diversi neuroni) con il fine di
volte a produrre un sistema informatico in grado stabilire delle relazioni tra input e output, proprio
di agire e reagire alle informazioni processate, come accade in un cervello biologico.

A sinistra. Il supercomputer
Summit sviluppato da IBM per
lo Oak Ridge National
Laboratory.

www.coelum.com 85
Il machine learning, di cui il deep learning è una
sottobranca, è ovviamente vantaggioso in quelle
situazioni in cui sia necessario passare al vaglio una
mole ingente di informazioni, quantità che
potrebbero richiedere una vita intera a un essere
umano. Il vantaggio di queste tecniche è legato
principalmente alla velocità con cui gli algoritmi,
una volta addestrati, sono in grado di esaminare e
classificare i dati, con il risultato di ottenere delle
informazioni di valore in poco tempo, permettendo
all'essere umano di concentrare le sue energie e il
suo tempo solo sui casi più interessanti e che
richiedono quelle capacità distintive che, il
computer non è in grado di emulare.

quantità e qualità dei dati sono infatti traiettorie dei raggi di luce. In maniera simile alla
fondamentali, in particolare nei nuovi processi di luce di una candela osservata dal fondo di un calice
deep learning che necessitano di una dose per il vino, se una galassia si trova dietro una
massiccia di dati per far fruttare al meglio gli galassia più vicina, il percorso dei suoi raggi viene
algoritmi. «La fase di training del deep learning – ha incurvato, generando immagini multiple, archi o
spiegato il professor Fluke – richiede l'accesso a anelli», ci spiega Crescenzo Tortora.
una grande quantità di dati».
Toccare con mano e saper immaginare tecnologie Un’innovazione, implementata particolarmente in
del genere è un compito difficile, per questo questo decennio, è stata introdotta dalle ANN
conviene affidarsi a chi l’AI l’ha utilizzata davvero (Artificial Neural Network), le cosiddette reti
nel suo lavoro, in questo caso per lo studio del neurali: si tratta di un modello che simulando
fenomeno del lensing gravitazionale. Prima di basicamente i meccanismi intrinseci di
iniziare però a entrare nel merito del lavoro è funzionamento del nostro cervello, riesce a ripulire
importante capire meglio il soggetto e riadattare al meglio dati. L’uso di questo
dell’argomento, ossia il lensing. strumento ha toccato i più svariati ambiti: si va
dall’astronomia galattica fino allo studio degli
A sinistra.
Crescenzo Tortora asteroidi.
dell’Istituto Crescenzo Tortora, ideatore di un algoritmo capace
Nazionale di di individuare fenomeni di lensing gravitazionale,
Astrofisica INAF,
attualmente
ci ha raccontato come è nata l’intuizione di
ricercatore presso sfruttare le reti neurali – e un particolare tipo di
l'Osservatorio queste, le CNN (reti neurali convoluzionali, in
Astronomico di
inglese, convolutional neural network) – per andare
Capodimonte di
Napoli. a caccia del fenomeno: «Le reti neurali
convoluzionali sono una particolare classe di reti
neurali nate negli anni ‘80-‘90. Si sono dimostrate
«Il lensing gravitazionale è una delle predizioni efficacissime per riconoscere forme particolari
della Relatività Generale di Einstein. La massa di all’interno di immagini». I primi approcci delle reti
una galassia deforma lo spazio-tempo e incurva le CNN all’astronomia sono legati all’anno 2014,

86 COELUM ASTRONOMIA
A sinistra. La mappa del
cielo realizzata grazie
alla survey KiDS (Kilo-
Degree Survey) con il
telescopio VST (VLT
Survey Telescope) del
Very Large Telescope in
Cile. La porzione
mappata copre circa
1.000 gradi quadrati,
ovvero circa il 5% di
tutta la volta celeste ed
è visibile nell'immagine
che ritrae, sullo sfondo,
il complesso del Very
Large Telescope (VLT)
dell'ESO.

Una similitudine per capire il lensing gravitazionale


La teoria della relatività
generale di Einstein prevede
che la massa di un corpo, sia
esso una stella, una galassia o
addirittura un ammasso di
galassie, modifichi lo spazio-
tempo. Per comprendere questa
predizione basta pensare
all’effetto provocato da una
sfera lasciata cadere su un
lenzuolo. La sfera creerà un
avvallamento. Se poi lasciamo
cadere sul lenzuolo anche una
biglia, questa nel suo moto sarà
influenzata dall’avvallamento
creato dalla sfera ed esso non
sarà più rettilineo. Lo stesso succede quando due un calice da vino. La luce viene deformata creando
galassie si trovano approssimativamente lungo la delle immagini arcuate e degli anelli.
stessa direzione: la luce emessa dalla galassia che Nell’immagine vediamo i tre tipi di immagini
si trova sullo sfondo, detta “sorgente”, viene generate simili ad alcuni tipi di lensing
deflessa dal campo gravitazionale della galassia gravitazionale: immagini multiple (in alto a destra)
più vicina, detta appunto “lente”, creando e gli archi (in basso a destra). Se lente e sorgente
immagini multiple e amplificate della sorgente e i sono perfettamente allineate, si viene a creare il
cosiddetti archi gravitazionali. L’effetto è simile a cosiddetto “anello di Einstein”, come visibile
quello che avviene quando la luce della fiamma di nell’immagine di esempio in basso a sinistra.
una candela viene osservata attraverso la base di

www.coelum.com 87
quando furono utilizzate per analizzare le dice Tortora.
galassie catturate nell’ambito della campagna Le applicazioni dell’AI sono le più variegate e
osservativa dello SLOAN Digital Sky Survey. toccano anche il campo dell’arte. Pensiamo ad
esempio al progetto della Sony che, per istruire
Lo studio del gruppo di lavoro di Tortora è stato l’algoritmo a comporre un brano musicale come
pubblicato sul Monthly Notices of the Royal “Daddy’s Car”, ha utilizzato un database di 45
Astronomical Society ed è stato realizzato canzoni dei Beatles e che per progetti del genere
nell’ambito della campagna osservativa dell’ESO si avvale di un archivio di oltre 13.000 brani
(European Southern Observatory) KiDS (Kilo- musicali. In campo astronomico, pur servendosi di
Degree Survey) con l’ausilio di una camera da informazioni diverse, il procedimento è lo
265 megapixel e oltre 30 rilevatori del VLT stesso: «Abbiamo addestrato la rete neurale come
Survey Telescope (VST) presso l’Osservatorio del un bambino che impara a inserire dei regoli di
Paranal in Cile. diverse forme e dimensioni in opportuni fori di
«Abbiamo utilizzato i dati della survey KiDS su diverse forme e dimensioni. Per fare questo, si deve
un’area di circa 900 gradi quadrati di cielo. KiDS procedere per esempi: nel nostro caso lo abbiamo
offre un mare sterminato dove pescare oggetti portato a distinguere le “lenti” gravitazionali dalle
interessanti, rari e peculiari, come le lenti galassie normali», ha spiegato Tortora.
gravitazionali. Kids è un primo passo verso il futuro
prossimo dell’astronomia delle grandi survey Dopo questo processo di insegnamento, di solito
astronomiche, aspettando quelle dallo spazio e da basato su un campione di dati simulato o in cui i
Terra che inizieranno nei prossimi anni, come valori sono noti, si dice che la rete è “addestrata”
quelle che verranno effettuate da satelliti come ed è quindi pronta per essere messa in azione sui
Euclid e telescopi da Terra come LSST ed E-ELT», dati reali. Ma la difficoltà per l'applicazione

A sinistra. Il processo utilizzato


per creare i campioni di “lenti”
e “non lenti” in Petrillo et al.
(2017, 2019a,b).

88 COELUM ASTRONOMIA
A caccia di galassie a spirale con le reti neurali
di Eleonora Ferroni - Media INAF

In uno studio pubblicato lo scorso luglio su dati preparatori elaborati dai ricercatori (2829
Monthly Notices of the Royal Astronomical galassie a spirale e 51650 galassie non a spirale),
Society, un gruppo di ricercatori guidati dal la rete neurale è stata in grado di distinguere la
National Astronomical Observatory giapponese morfologia di 76635 galassie a spirale con una
(NAOJ) ha descritto come una particolare rete precisione del 97,5 per cento.
neurale artificiale possa aiutare la comunità
scientifica a classificare migliaia di galassie a Il prossimo passo sarà quello di allargare il campo
spirale identificate nelle immagini a campo di di ricerca ad altre classi di galassie, per esempio
vista ultra ampio raccolte con la Hyper Suprime- quelle barrate o quelle viste attraverso lenti
Cam del telescopio Subaru. Nello specifico, quelli gravitazionali. Per questo motivo il NAOJ ha ideato
adottati dal gruppo di esperti sono degli algoritmi un programma di citizen science – Galaxy Cruise –
di deep learning (o apprendimento profondo) che che permetterà ai ricercatori di ricevere un aiuto
hanno permesso di rilevare la morfologia di quasi extra da parte di appassionati di tutto il mondo, ai
80.000 galassie tra le 560.000 catturate dal quali verrà richiesto di esaminare le immagini
telescopio giapponese, impresa quasi del tutto scattate con il telescopio Subaru per cercare indizi
impossibile all’occhio umano. La tecnica di di merging galattici (cioè galassie che si scontrano
intelligenza artificiale descritta nel paper è una o si fondono).
rete neurale
convoluzionale (CNN,
dall’ingrese
Convolutional Neural
Network).

Sviluppati a partire dal


2012, i sistemi di
apprendimento
profondo hanno ormai
abbondantemente
superato di gran
lunga – in termini di
prestazioni – il lavoro
certosino degli
astronomi nella ricerca
e classificazione di
oggetti cosmici come
le galassie. Dopo
essersi esercitata sui

A destra. Illustrazione
schematica del modo in cui
l’intelligenza artificiale
classifica i vari tipi di
galassie in base alla loro
morfologia. Crediti: Naoj/
Hsc-Ssp)
www.coelum.com 89
Sopra. Alcuni esempi di archi gravitazionali simulati, utilizzati per addestrare la rete neurale a riconoscere
lenti gravitazionali reali. Crediti: Petrillo, Tortora et al.

della tecnologia AI nello studio delle lenti nuove generazioni di telescopi da terra e spaziali,
gravitazionali riguarda anche la costruzione di un per risolvere il problema della quantità si è
campione che sia efficace nell’addestrare la pensato di usare, nell’addestramento della
macchina. Il lensing infatti è un fenomeno macchina, delle lenti simulate. Per renderle il più
piuttosto raro: «Fino ad oggi conosciamo le realistiche possibile il team di studio ha scelto un
proprietà di svariati milioni di galassie, ma approccio misto: «Abbiamo preso delle immagini
abbiamo scoperto solo poche centinaia di lenti reali di galassie luminose e rosse, e quindi con
gravitazionali, tutte negli ultimi 40 anni», tanta massa (le perfette galassie “lenti”), che
racconta Tortora. includono anche l’ambiente circostante, e quindi
Senza contare che nella disponibilità di dati gioca anche galassie vicine, e vi abbiamo sovrapposto gli
anche la strumentazione con cui osserviamo il archi simulati, creando le immagini delle lenti
cielo: «Le osservazioni da Terra sono disturbate simulate».
dall’effetto dell’atmosfera – prosegue Tortora – che
non fa altro che rendere una galassia più sfocata Le lenti gravitazionali vengono scoperte
(ed estesa) di quanto dovrebbe essere (gli principalmente attraverso la visione di migliaia di
astrofisici si riferiscono a questo effetto come galassie ad occhio nudo. Con l’avvento delle
seeing atmosferico). Questo rendere meno chiare le grandi survey astronomiche, l’occhio umano non
immagini fa sì anche che sia più difficile il lavoro basterà più perché servirebbero grandi gruppi di
della rete e del nostro occhio nel riconoscere archi volontari per osservare miliardi di immagini di
e immagini multiple». oggetti astrofisici. Non sarà dunque possibile
Se per la qualità dei dati si dovranno attendere le

90 COELUM ASTRONOMIA
A chi somiglia quel GRB? Te lo dice l’algoritmo
di Marco Malaspina – Media INAF

La figura al centro indica quanto siano o meno simili tra loro i Grb del campione. I punti più vicini sono più
simili, e quelli più lontani lo sono meno. Si vede chiaramente che i punti si distribuiscono in due gruppi
distinti, uno perlopiù arancione (il grande insieme in alto) e l’altro perlopiù blu (il piccolo insieme in basso,
isolato dal resto). La colorazione è indicativa della durata. I punti tendenti all’arancione (dunque i Grb più
lunghi) della prima popolazione potrebbero essere prodotti dal collasso di stelle massicce giunte al termine
della loro evoluzione, mentre i punti tendendti al blu (i Grb più corti) della popolazione in basso sono quelli
che si pensa possano essere prodotti dalla fusione di stelle di neutroni. Crediti: Jespersen et al., ApJL 2020

«Qui è dove classifichiamo in modo inequivocabile Sessanta – è una sfida che impegna gli astrofisici
tutti i GRB utilizzando un algoritmo di da decenni. Ne esistono infatti di due tipi: quelli
apprendimento automatico... fornendo un catalogo “lunghi” (i long GRB) e quelli “corti” (gli short
che separa tutti i GRB di Swift in due gruppi». È GRB). Dove l’esser “lungo” o “corto” dipende
così, con l’invidiabile baldanza che solo un team grosso modo dalla durata del lampo, con la soglia
guidato da tre studenti del primo anno di fisica attorno a uno o due secondi. Grosso modo,
può permettersi, che attacca un articolo attorno... il confine non è netto: c’è un’ampia zona
pubblicato su The Astrophysical Journal Letters. grigia.

Christian Kragh Jespersen, Johann Bock Severin e C’è poi un secondo problema. Oggi, per stabilire
Jonas Vinther – questi i nomi dei tre studenti del se un lampo gamma è lungo o corto, è
Niels Bohr Institute dell’università di Copenhagen determinante rilevarne il cosiddetto afterglow –
che, sotto la guida di Charles Steinhard, hanno l’emissione residua che può essere osservata per
compiuto l’impresa – hanno tutte le ragioni per un periodo più o meno lungo dopo l’esplosione
annunciare il loro risultato con un pizzico di iniziale. Finora, però, ricordano gli autori dello
trionfalismo. E qualche astrofisico che magari studio, solo l’un per cento delle volte è stato
guarda con un po’ di sufficienza all’avanzare delle possibile cogliere l’afterglow e classificare il
tecniche di intelligenza artificiale – della quale il corrispondente lampo gamma.
machine learning costituisce un sottoinsieme – ha
forse qualche motivo per iniziare a preoccuparsi. L’algoritmo di machine learning del Niels Bohr
La classificazione dei GRB – Gamma Ray Bursts, gli Institute, invece, non risente di questi limiti. Non
enigmatici lampi di raggi gamma, i fenomeni più ha bisogno di alcun afterglow: per emettere la sua
violenti ed energetici dell’universo dai tempi del sentenza gli è sufficiente il cosiddetto prompt, la
Big Bang, scoperti per caso sul finire degli anni curva di luce iniziale del lampo gamma
»
www.coelum.com 91
acquisita da Swift. E il risultato, visibile nel grafico siano loro a dirti come devono essere classificati».
nella pagina precedente, mostra una suddivisione Detto altrimenti, nessuno ha suggerito
inequivocabile in due popolazioni nettamente all’algoritmo che possa aver senso distinguere i
distinte. Un risultato niente affatto scontato. lampi gamma in long e short: è emerso dai dati.
Gli studenti danesi hanno codificato tutte le
informazioni disponibili su tutti i GRB di Swift «Alla fine del corso è apparso evidente che ci
avvalendosi, appunto, d’un algoritmo di trovavamo davanti a un risultato assai significativo
apprendimento automatico di riduzione della », dice il professor Steinhardt, il loro supervisore,
dimensionalità detto t-Sne (t-distributed sottolineando come la separazione netta in due
stochastic neighbor embedding). «La gruppi di tutti i GRB osservati d Swift comprenda
caratteristica unica di questo approccio», osserva anche lampi gamma che in precedenza erano
Jespersen, «è che t-Sne non forza la suddivisione in risultati molto difficili da classificare.
due gruppi. Lascia che i dati parlino da soli, e che

92 COELUM ASTRONOMIA
Sopra. Una lente gravitazionale vista da un telescopio da Terra (VST) e dallo spazio (Hubble Space
Telescope, HST).

prescindere da questo tipo di analisi automatiche Un altro campo fondamentale di applicazione


in futuro. Ad oggi, grazie alle nuove metodologie, delle tecnologie di Intelligenza Artificiale è
gli scienziati sono già riusciti a identificare connesso, come abbiamo anche accennato
centinaia di nuove galassie candidate a essere all’inizio, all’astronomia galattica. Quello del
lenti gravitazionali. L’obiettivo del gruppo è calcolo delle distanze delle galassie è un tema
quello di ridurre nel futuro l’intervento umano al molto delicato che spesso si avvale, per la
minimo nell'analisi dei dati. riduzione degli errori di misura e la verifica delle
misure stesse, di tecniche diverse: «L'AI ha
«Con questa tecnica scopriremo molte nuove lenti mostrato il suo valore nella stima delle distanze
gravitazionali, con le quali potremo studiare con delle galassie e dei quasar. Ci sono molte altre aree
qualità mai raggiunta prima il contenuto stellare e di studio dell'astronomia e dell'astrofisica che
di materia oscura nelle galassie con massa più hanno bisogno di sapere quanto siano
grande. Stiamo già scoprendo tante lenti effettivamente lontane tra loro le galassie: avere a
gravitazionali e ne scopriremo molte di più disposizione diverse modalità per raccogliere
utilizzando gli strumenti di nuova generazione: se queste informazioni è perciò davvero prezioso», ha
scoperte in gran numero, esse rappresenteranno spiegato il ricercatore della Swinburne University
strumenti alternativi per vincolare i modelli of Technology, Christopher Fluke.
cosmologici e per studiare i processi evolutivi nelle
galassie», conclude Tortora. In questo settore svolge un ruolo importante
anche l’aiuto di progetti di citizen science che già
da tempo lavorano per aiutare la comunità
scientifica, come nel caso di Galaxy Zoo, che tra i
A sinistra. Christopher suoi progetti ne ha uno di classificazione delle
Fluke, professore galassie in base alle varie caratteristiche di
presso il Centre for
Astrophysics and
conformazione. Progetti che aiutano ad ampliare
Supercomputing della la quantità di dati a disposizione del machine
Swinburne University of learning, che abbiamo capito essere uno dei
Technology. Crediti:
fattori più importanti.
Swinburne University

www.coelum.com 93
Le applicazioni dell’Intelligenza Artificiale nel casi in cui c'è un'alta probabilità che un esopianeta,
campo dell’astronomia, come dicevamo, toccano o più esopianeti, siano presenti».
una serie molto ampia di campi di studi: viene ad
esempio utilizzata anche nell’individuazione di Nello studio degli esopianeti, bisogna aggiungere
esopianeti, un campo che sta particolarmente a che l’AI potrà giocare un ruolo fondamentale nella
cuore al professor Fluke che ci ha fornito un individuazione e caratterizzazione delle atmosfere
esempio molto preciso: degli esopianeti e quindi aiutare a capire le
probabilità che un pianeta sia abitabile o meno.
«Prendiamo ad esempio la missione di
individuazione di pianeti Kepler. Kepler misura il L'intelligenza artificiale in tutte le sue espressioni,
modo in cui la luminosità di particolari stelle varia in questi anni, si sta sviluppando in forme e
nel tempo. Se c'è un esopianeta in orbita attorno a modalità sempre più interessanti, uno degli
una stella, questo produrrà piccolissime variazioni approcci più affascinanti per la loro applicazione è
di luminosità: l'intelligenza artificiale può aiutare a nello studio di oggetti mai visti prima: «Questa è
rilevare questi sottili cambiamenti. Poiché anche un'opportunità estremamente eccitante per la
altri fattori possono modificare la luminosità di una prossima fase dell'Intelligenza Artificiale in
stella, l'intelligenza artificiale e il machine learning astronomia. Quando tutti gli aspetti della
possono servire ad automatizzare parte del classificazione diventeranno di routine e ci daranno
processo decisionale, in modo che i ricercatori un'altissima certezza che – ad esempio –
possano concentrarsi maggiormente nel verificare i

94 COELUM ASTRONOMIA
Rappresentazione
artistica di un
gioviano caldo.
Crediti: NASA/ESA

A caccia di gioviani con l’intelligenza artificiale dell’atmosfera


di Eleonora Ferroni – Media INAF

L’intelligenza artificiale corre in aiuto dei ossigeno: è possibile individuarli negli strati
ricercatori che si occupano di dare la caccia agli superiori delle stelle e da lì ipotizzare se ci
esopianeti. Nello specifico, un gruppo di possano essere tracce di pianeti nelle vicinanze.
astronomi guidato da Natalie Hinkel, del Anche il sodio si è rivelato un elemento chiave
Southwest Research Institute (SwRI), ha elaborato nella ricerca
un algoritmo di apprendimento automatico
progettato per studiare pianeti giganti, simili a In fase di test, l’algoritmo ha esaminato un
Giove, troppo lontani dalle loro stelle da immenso database sviluppato da Hinkel, prima
individuare facilmente con i telescopi autrice dello studio pubblicato su Astrophysical
attualmente a disposizione. Journal, determinando la natura degli elementi
che compongono più di 4.200 stelle e valutando
Dai primi dati che il gruppo ha potuto esaminare è la loro probabilità di ospitare pianeti.
emerso che tre stelle della survey potrebbero
ospitare pianeti giganti, simili a Giove, a circa 100 Perché dare la caccia di pianeti gioviani? Sono tra
anni luce di distanza. Ma come funziona questo quelli più difficili da trovare, perché si trovano a
algoritmo? È stato ideato per sfruttare le orbitare lontano dalle loro stelle, ma una volta
informazioni sulla composizione chimica delle individuati i gemelli di Giove – quindi gassosi e
stelle in modo da suggerire ai ricercatori quali tra giganti – è probabile trovare anche pianeti
queste possano eventualmente ospitare pianeti, rocciosi simili alla Terra, che di solito vengono
facilitando così la selezione dei target di future protetti da meteore, comete e altri oggetti volanti
campagne osservative. Gli elementi chimici di cui proprio dai pianeti più grandi. E da lì sperare di
sono “ghiotti” gli astronomi sono quelli presenti trovare – magari – qualche chance di abitabilità...
anche sulla Terra, quindi carbonio, ferro e

www.coelum.com 95
Sopra. Il telescopio spaziale Euclid, dell’ESA, il cui lancio è previsto nella seconda metà del 2022, qui in una
rappresentazione artistica. Crediti: ESA

un sistema di AI che classifica un "blob sfocato" su


strumenti, la quantità e la qualità di informazioni a
un'immagine come una galassia a spirale indichi disposizione nello studio delle lenti gravitazionali,
effettivamente che quello che vediamo è una e a questo passo in avanti potrà contribuire Euclid,
galassia a spirale, allora potremo iniziare a un nuovo telescopio spaziale ESA (che vede
guardare gli elementi in cui c'è ancora incertezza proprio nei giorni in cui scriviamo il
nella classificazione» dice Fluke. raggiungimento di un’importante tappa, con i suoi
due strumenti, finiti e testati, che stanno per
La tecnologia dell’AI si presenta, secondo questa essere integrati nel telescopio all’interno del
prospettiva, come una guida e un fedele modulo di payload della missione): Euclid verrà
compagno nella ricerca astronomica verso lanciato nella seconda metà del 2022, e osserverà
orizzonti non ancora conosciuti del cosmo. 15.000 gradi quadrati del cielo, un terzo
L’ottimismo del professor Fluke è dovuto alle dell’intera volta celeste. Euclid permetterà di
opportunità che si stanno aprendo in questo scoprire circa 170.000 lenti gravitazionali, un
decennio grazie ai tantissimi dati che vengono numero impensabile considerate le campagne
collezionati dalle più svariate attività osservative in atto da Terra. L’uso di tecniche di
osservative: «Ci saranno molti dati per addestrare deep learning allora, sfruttando questa quantità
nuovi strumenti di AI e molte opportunità quindi impensabile di dati, potrà darci parecchie sorprese
per trovare qualcosa di completamente inaspettato e novità.
».
Capire le implicazioni future dell’intelligenza
Sotto questo punto di vista anche il team in cui artificiale nell’astronomia è una sfida che non solo
lavora Crescenzo Tortora aspetta di poter gli scienziati, ma anche filosofi e pensatori
ampliare, con i dati provenienti da nuovi
96 COELUM ASTRONOMIA
devono cogliere ora. L’AI, per adesso, non sembra di dati di qualità (si parla di “big data”). Il secondo
destinata a ribellarsi e a prendere il controllo del
aspetto è quello della profonda integrazione e
nostro mondo, come suggeriscono la fantascienza convergenza tra tecnologia e uomo: non c’è
e la letteratura distopica. All'opposto, come ci ha
bisogno di pensare a scenari utopici o distopici,
spiegato pieno di entusiasmo Tortora, «ci ma semplicemente bisogna essere consapevoli
permetterà di cercare oggetti rari, come le lenti degli strumenti che in questi anni ricercatori e
gravitazionali, e potenzialmente di scoprire scienziati stanno sviluppando. Il terzo aspetto,
fenomeni mai visti prima, consentendoci di porre forse il più “romantico”, è connesso al tema
luce sui misteri più reconditi e cruciali dell’Universo
dell’open science, della collaborazione
». internazionale e della libera condivisione dei dati
e delle informazioni. Le applicazioni
Nel lungo percorso tra intelligenza artificiale e dell’Intelligenza Artificiale mostrano quanto sia
astronomia le idee chiave sembrano, per ora, tre: importante la condivisione di dati di qualità. Solo
due molto chiare e una sottintesa, ma ugualmente seguendo un approccio aperto sarà possibile
importante. Il primo aspetto è l’importanza dei attuare una convergenza proficua tra le nuove
dati, infatti la differenza in futuro la farà la tecnologie e la ricerca scientifica.
capacità di poter immagazzinare grandi quantità

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Astroparticelle
con gli occhiali
di Marco Arcani e Marco Illiano

“Scienza significa fare una misura”. Sulla base di questo


assioma attribuibile allo scienziato Lord Kelvin, per indagare
la natura dei raggi cosmici cerchiamo di organizzare
periodicamente qualche interessante esperimento, gli ultimi
dei quali hanno previsto il lancio di due palloni stratosferici
che hanno raggiunto circa 30.000 metri di quota. Il primo
esperimento si è svolto nel cielo del deserto tra California e
Nevada, il secondo qui in Italia dal Parco Regionale del
Matese. Oltre agli ottimi risultati ottenuti dai classici
strumenti elettronici, in entrambi i casi le particelle cosmiche
sono state catturate anche con trappole molto particolari...

Il volo stratosferico sopra al Nevada (USA)


che ha trasportato la targa ADA e le
lenti-dosimetro: le due paia di
occhiali da sole per misurare
le astroparticelle!

98 COELUM ASTRONOMIA
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I motivi che spingono gli scienziati a studiare i viene assorbita dal nostro corpo ci può aiutare a
raggi cosmici in atmosfera sono molti, non solo a difenderci. Anche nello spazio il problema della
scopo scientifico ma anche tecnologico e di radiazione ionizzante è uno dei principali ostacoli
prevenzione della salute. Ad esempio, grazie a che frena le spedizioni a lunga permanenza. Molte
questi esperimenti, da diversi anni sappiamo che industrie stanno ora escogitando moderne tute
esiste una fascia di quota (diciamo tra 5.000 e spaziali per proteggere gli astronauti e
16.000 metri) ad alta dose di radioattività. permettere loro di intraprendere nuove
Incidentalmente è la fascia in cui volano tutti gli avventure, come l’ambito viaggio su Marte.
aerei di linea e sapere quanta dose di radiazione

Cosa sono i raggi cosmici


I raggi cosmici sono particelle subatomiche che sciami di raggi cosmici secondari.
arrivano dallo spazio: i componenti principali Le particelle degli sciami atmosferici quindi si
sono nuclei di atomi e protoni, caratterizzati propagano dall'alto verso il basso e
perciò da una carica elettrica positiva. In un certo progressivamente rilasciano energia
senso questo flusso di particelle spaziali può
essere visto come una sorta di corrente elettrica
diffusa. La loro carica elettrica è, per un verso,
una benedizione in quanto ci permette di
identificare – tramite diversi metodi –
componenti specifiche sia nello spazio, sia a
livello del suolo.
I raggi cosmici nello spazio sono chiamati primari
per differenziarli da quelli che si formano in
atmosfera detti secondari. I primari si avvicinano
all’atmosfera terrestre a velocità prossime a
quella della luce: la loro energia è elevatissima e
quindi le molecole di aria che si trovano lungo il
loro percorso, entrando in collisione con essi,
vengono letteralmente disintegrate. Già a 70 km
di quota gli atomi di azoto e ossigeno iniziano a
subire scontri coi raggi cosmici. Il risultato di
questi scontri è proprio una sorta di
disintegrazione degli atomi da cui nascono
migliaia di particelle che si distribuiscono a
pioggia nell'atmosfera. Le particelle che
raggiungono il suolo, tra cui muoni e neutroni,
fanno parte di queste cascate atmosferiche o

Sull’argomento, leggi anche


• I raggi cosmici e l’Astronomia di Alessandro De Angelis – Coelum Astronomia 211
• Progetto ADA – Un progetto scientifico e didattico per lo studio dei raggi cosmici di Marco Arcani –
Coelum Astronomia 211

100 COELUM ASTRONOMIA


nell'atmosfera. Sono particelle di natura diversa e Per studiare composizione, provenienza ed effetti
articolata, molte delle quali cariche e quasi tutte sia sull'ambiente terrestre che sulla vita stessa, i
ionizzanti. Come vedremo, il numero di queste raggi cosmici si studiano lungo tutta l'estensione
particelle ionizzanti raggiunge il suo massimo dell'atmosfera, a partire dagli esperimenti a bordo
intorno a 15.000 metri di quota, poco più in alto della Stazione Spaziale Internazionale – come
delle quote dei voli aerei e, come si può l’esperimento AMS2 col quale si studiano le
immaginare, sono una grossa minaccia per gli particelle cosmiche prima che entrino in
equipaggi di volo e per chi vola molto di atmosfera – per passare poi per i palloni
frequente. stratosferici tramite i quali si studiano le prime

Un momento ideale per viaggiare nello spazio


Il flusso dei raggi cosmici nello spazio dipende specie di ristagno di particelle a energia
fortemente dal ciclo undecennale dell'attività relativamente bassa, ma di intensità molto elevata
solare. Attualmente siamo nel minimo del ciclo e questo perciò è un aspetto molto preoccupante
24, questo sembrerebbe un periodo ideale per per gli astronauti. Al contrario nei periodi di
missioni spaziali a lunga distanza poiché il Sole in grande attività solare, il suo campo magnetico si
questo periodo sarebbe poco minaccioso; con una gonfia e ripulisce il campo interplanetario da una
bassa emissione di eruzioni solari (tra cui gli buona frazione di raggi cosmici e da questi
stessi raggi cosmici solari) gli astronauti ammassi di particelle ionizzanti. Tuttavia scegliere
sarebbero più al sicuro. Ma quando il Sole è poco una missione spaziale durante il massimo di
attivo, anche il suo campo magnetico ha una forza attività solare aumenterebbe il rischio di
minore e questo permette ai raggi cosmici sottoporre gli astronauti a grosse eruzioni solari
galattici di penetrare più facilmente il Sistema (Solar flare e CME) non sempre prevedibili con
Solare, inoltre recenti studi effettuati nello spazio sufficiente anticipo.
interplanetario hanno sottolineato che il campo
magnetico indebolito del Sole permette una

www.coelum.com 101
A sinistra.
L’esperimento AMS2
installato sulla
Stazione Spaziale
Internazionale (ISS).
Crediti: NASA.

In basso. Uno dei


detector per raggi
cosmici dell’array di
superficie che
compone il Pierre
Auger Observatory.
Crediti: CC-BY Pierre
Auger Collaboration

interazioni in alta atmosfera – possiamo citare la distribuzione e lo stato di benessere del campo
nota base in Antartide di McMurdo da cui partono geomagnetico stesso.
periodicamente enormi palloni che trasportano Il grosso del lavoro si fa al suolo (spesso ad alta
laboratori del peso di qualche tonnellata. Si arriva quota) con il dispiegamento di numerosi rivelatori
poi agli esperimenti condotti in alta montagna, di superficie arrangiati a matrici, questi sono i
molti dei quali attivi solo fino agli anni Quaranta e classici Osservatori di raggi cosmici. La maggior
poi progressivamente abbandonati in favore di parte dei rivelatori destinati a questo scopo di
esperimenti con gli acceleratori di particelle solito sono costruiti per registrare i segnali delle
artificiali, mentre altri sono ancora attivi particelle cariche come i muoni, ma sono spesso
soprattutto per quanto riguarda i rivelatori di accompagnati da telescopi per luce Cherenkov, o
neutroni, gli stessi neutroni che producono il per luce fluorescente, i primi per registrare una
famoso carbonio-14 (e molti altri isotopi piccola frazione di raggi cosmici in fotoni gamma
cosmogenici) tramite il quale possiamo datare i e i secondi per misurare la fluorescenza prodotta
reperti archeologici. Gli Osservatori di neutroni dagli sciami in atmosfera.
servono anche per
determinare la
rigidità del
campo magnetico
locale, ovvero
quanta forza
deve avere una
particella per poter
vincere il campo
geomagnetico in
una determinata
località.
L’insieme degli
Osservatori di
neutroni sparsi in
tutto il mondo
permette perciò di
misurare la forza, la

102 COELUM ASTRONOMIA


Raggi cosmici nel pallone

Per quanto si può reperire dalle cronache, le A sinistra. Auguste


ricerche coi palloni sonda iniziarono con il fisico Piccard
tedesco Albert Gockel (1860-1927) nel 1909 che (1884-1962) è
stato un fisico ed
arrivò fino a 3.000 metri di quota. Con i suoi esploratore
strumenti però non riuscì a determinare nulla di svizzero, divenuto
preciso, mentre il fisico austriaco Victor Hess famoso per le sue
esplorazioni della
(1883-1964), arrivando a 5.350 metri di quota nel stratosfera e delle
1912, riuscì a dimostrare che i raggi cosmici profondità marine
provengono dallo spazio (scoperta che gli valse il con il batiscafo
Trieste.
premio Nobel per la fisica nel 1936). Un altro
fisico tedesco proseguì gli esperimenti di Hess, Sotto. Victor Hess
Werner Kolhorster (1887-1946) che nel 1914 (1883-1964) in una
fotografia del
arrivò senza particolare equipaggiamento fino a
1915.
9.300 metri di quota! Quasi un suicidio, se si
considera il calo di pressione atmosferico. Nel
1931, invece, un fisico atmosferico svizzero,
Auguste Piccard (1884-1962), particolarmente
interessato a studiare la formazione delle nubi e i
raggi cosmici, fece costruire una capsula dotata di
pressurizzazione e, inizialmente insieme a Paul
Kipfer, raggiunse i 15.000 metri di altezza per poi
superare il suo stesso record arrivando oltre i
20.000 metri, pochi anni dopo. La pericolosità di
questi voli e lo sviluppo tecnologico fecero però
abbandonare queste attività in favore di palloni misuriamo i muoni a terra proprio come fanno gli
atmosferici equipaggiati con strumenti passivi Osservatori professionali, tuttavia, per gli
(pellicole fotografiche), oppure con apparati appassionati di questa disciplina, il richiamo a
elettronici automatizzati. salire in alta quota per fare misure sui raggi
cosmici è forte! Del resto i raggi cosmici sono stati
Con il progetto ADA (di cui vi abbiamo parlato su scoperti proprio grazie ai palloni aerostatici.
Coelum Astronomia 211) da diversi anni Naturalmente abbiamo già condotto diverse

A sinistra. La spedizione
“VHANESSA”, del 2012 – condotta
con la collaborazione del Gruppo
Astronomico Tradatese – si è
rivelata un successo sia dal punto
di vista didattico sia da quello
storico-scientifico, tanto da
meritarsi una pubblicazione su
Astroparticle Physics.

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ricerche in alta montagna ma è su una dal Nevada in collaborazione con un gruppo di
mongolfiera che abbiamo celebrato il centenario studenti chiamato Earth to Sky Calculus e guidati
della scoperta dei raggi cosmici ripetendo le dal Tony Phillips, della NASA, curatore del portale
misure effettuate da Hess: con la spedizione ben noto agli astrofili spaceweather.com. Le
scientifica VHANESSA, del 2012, le cui gesta ora attività di Earth to Sky Calculus sono iniziate più o
fanno parte anche del documentario "The Sun - meno quando è iniziato il nostro progetto ADA,
Inferno in the sky" prodotto da Terra Mater con la differenza che noi misuriamo i muoni a
(https://www.terramater.at/). terra mentre loro misurano qualsiasi particella
carica in stratosfera (e ultimamente anche i
Da molto tempo eravamo invece interessati a neutroni). Interessante è stato vedere e
condurre esperimenti con dei palloni stratosferici confrontare i rispettivi risultati nel corso degli
e finalmente, di recente, siamo riusciti in questa ultimi anni (grafici qui sotto). Il nostro pallone,
impresa con due distinti esperimenti. lanciato dal team americano, aveva a bordo una
targa del progetto ADA e due strumenti passivi
La prima occasione ci è stata fornita da un pallone per registrare i raggi cosmici: due paia di occhiali
(vedi immagine in apertura dell'articolo) lanciato da sole!

Confronto tra la
radiazione cosmica
misurata dal team Earth
to Sky Calculus in
stratosfera
(spaceweather.com) e da
una stazione di ADA in
Italia (astroparticelle.it) a
300 m di altitudine, nel
periodo 2015-2018.
L’aumento progressivo
evidente dei raggi
cosmici, in entrambi i
casi, dipende
unicamente dall’attività
magnetica del Sole che
dal 2015 ad oggi è
progressivamente
diminuita. Un occhio
attento potrà anche
scorgere una oscillazione
periodica dei valori
mensili, questo è dovuto
all’effetto stagionale che
modula il flusso dei raggi
cosmici nell’atmosfera.

104 COELUM ASTRONOMIA


In
In alto.
alto. Tony
Tony Phillips,
Phillips, della
della NASA,
NASA, ee la
la targa
targa
ADA con i due occhiali in CR-39
ADA con i due occhiali in CR-39

Occhiali da sole per rilevare i raggi cosmici


Avete letto bene! Gli occhiali sono stati forniti da (Organizzazione Mondiale della Sanità) – la
una azienda proprietaria del marchio Touch™ che seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo.
in certi modelli utilizza lenti prodotte da Zeiss
realizzate con un materiale chiamato CR-39 (CR A differenza dei metodi di rivelazione basati sulla
sta per Columbia Resins, la prima azienda carica elettrica, le particelle subatomiche
produttrice). rilasciano le loro tracce nei materiali plastici come
il CR-39 attraverso una specie di interazione
Questo polimero plastico, anche conosciuto come "meccanica", un po' come farebbe un proiettile in
PADC (Poly Allyl Diglycol Carbonato), fa parte dei un blocco di piombo. Tuttavia, il materiale registra
rivelatori nucleari a tracce (Solid State Nuclear le tracce solo da quelle particelle che possiedono
Track Detectors o SSNTD) e viene utilizzato in un'alta perdita di energia per millimetro nel
fisica nucleare da qualche decennio per registrare materiale, una caratteristica che in termine
le tracce di particelle pesanti come neutroni, tecnico, o meglio fisico, è definita stopping power:
particelle alfa (nuclei di elio) e altri ioni. Negli in sostanza, se il proiettile è troppo piccolo la
ultimi anni è stato riscoperto il suo utilizzo per lo traccia non sarà visibile. Alcuni materiali sono più
studio dei raggi cosmici in alta montagna, in sensibili di altri e il CR-39 è uno dei più sensibili,
particolare per la ricerca sugli ioni cosmici pesanti anche se, malgrado questo, le particelle leggere
che sono piuttosto rari. In ottica, il CR-39 è come i leptoni o i fotoni non riescono a lasciare la
utilizzato per via della sua similitudine con il loro impronta. Questo significa che il muone e
vetro, avendo alta trasparenza e resistenza ma l'elettrone ad esempio non si possono "misurare"
minore fragilità. Un altro uso per cui è con il CR-39.
maggiormente noto è l'essere utilizzato nella
valutazione quantitativa del radon negli ambienti, Per verificare il buon funzionamento dei nostri
un gas radioattivo che si dimezza in quasi 4 giorni occhiali-rivelatori, abbiamo fatto alcuni semplici
emettendo particelle alfa pericolosissime se test in laboratorio: una lente Zeiss è stata esposta
inalate, tanto che il radon è considerato – sia dal in un ambiente con nota presenza di radon per
Ministero della Sanità, sia dall'OMS quasi tre mesi. Per avere un confronto con una
www.coelum.com 105
zona non esposta, metà di questa lente è stata È importante sottolineare che questo
schermata con dell'alluminio (le particelle alfa procedimento, che possiamo considerare come
emesse dal radon non possono penetrare una calibrazione del rivelatore, andrebbe fatto
l'alluminio). per ogni tipo di particella che si voglia cercare di
identificare nei flusso dei raggi cosmici. Quindi se
Per un secondo test è stata usata una lancetta di si prevede di andare a misurare nuclei di ferro,
una vecchia sveglia, la lancetta è stata verniciata calcio, litio o altro bisognerà sapere qual è il
con vernice radioattiva al radio-226 (una pratica numero indicativo di ferro, calcio, litio... del nostro
frequentemente adottata nei primi decenni del rivelatore.
1900 per rendere fosforescenti le lancette degli Naturalmente per un'attività simile serve un
orologi), questa volta il test è durato tre giorni. Il acceleratore, o comunque un laboratorio di fisica
radio emette particelle alfa, X e gamma, ma come nucleare, e questo attualmente esula dalle nostre
descritto in precedenza i raggi X e gamma non possibilità, quindi ci siamo dovuti accontentare
riescono a lasciare la loro presenza nel CR-39. della calibrazione per le sole particelle alfa.

Le tracce che si formano nei materiali plastici,


hanno una misura dell'ordine del nanometro
Sotto. Immagini al microscopio di particelle alfa
(miliardesimo di metro), per fare in modo che intrappolate nel CR-39, nell’immagine sopra il
queste siano più agevolmente visibili al tempo di sviluppo durato circa quattro ore ha reso le
microscopio le lastre devono essere sottoposte a tracce completamente sferiche, nell’immagine sotto
la forma conica delle tracce è conservata in quanto il
una specie di trattamento chimico, un tempo di sviluppo è stato più breve..
procedimento non troppo differente dallo
sviluppo delle pellicole fotografiche. Una
particella che attraversa il polimero plastico,
infatti, rilascia una scia con una lunghezza
proporzionale alla sua energia cinetica e,
all'interno del materiale, le scie assumono una
forma conica. Il processo chimico attuato in
pratica "gonfia" queste scie in un determinato
intervallo di tempo. Se il tempo di sviluppo è
adeguato, la forma conica sarà conservata, se il
tempo è troppo lungo le tracce diventeranno
completamente sferiche (immagine a fianco).

Per un conteggio quantitativo, come la


valutazione della concentrazione di radon in una
abitazione, la forma della traccia non è
determinante, ma nell'analisi della radiazione
cosmica la forma geometrica è di fondamentale
importanza. In effetti il rapporto tra la lunghezza
e il diametro del cono della traccia restituisce un
numero adimensionale che è il codice
identificativo di una determinata particella. Nel
nostro caso il codice per le particelle alfa che
trasportano energie cinetiche intorno ai 5 MeV è
risultato essere di valore pari a 4.
106 COELUM ASTRONOMIA
Entrambe le prove condotte con il CR-39 hanno è decisamente breve rispetto ai test svolti e in
prodotto risultati decisamente confortanti generale rispetto agli esperimenti sui raggi
(immagine in basso nella pagina precedente): il cosmici che mediamente prevedono durate di
materiale ha funzionato a dovere, tuttavia bisogna mesi se non anni.
considerare che il volo di un pallone stratosferico

Gli esperimenti
Nel primo esperimento, in collaborazione con l'Associazione Matese Escursioni, ha lanciato un
Earth to Sky Calculus come accennato sopra, pallone da Cusano Mutri, in provincia di
abbiamo spedito negli Stati Uniti 4 paia di Agrigento. L'aerostato è stato equipaggiato con
occhiali, che da qui in poi chiameremo lenti- diversa strumentazione per misure ambientali, un
dosimetro. Per questioni di peso però (il team rivelatore in CR-39 (lente-dosimetro Zeiss), un
USA aveva caricato anche la sua strumentazione rivelatore di raggi cosmici e radioattività AMD7
di routine) sul pallone ne sono stati inviati solo (molto simile agli AMD5 utilizzati nel progetto
due paia. Va però considerato che le lenti- ADA), due GPS per seguire il volo da terra e una
dosimetro che non hanno volato in pallone, radiosonda.
hanno comunque fatto il volo intercontinentale di
andata e ritorno e quindi anche loro hanno Una volta rientrate in sede, le tracce delle
contribuito ai risultati misurando la radiazione particelle rilasciate nelle lenti-dosimetro sono
cosmica in aereo. state conteggiate a partire da fotografie al
microscopio con un area inquadrata pari a circa 1
Il secondo esperimento in pallone (immagine mm2 e sono state contate manualmente e
sotto) è stato organizzato qui in Italia: il gruppo automaticamente con il poliedrico software
ADA di Pozzuoli, in collaborazione con ImageJ.

Lancio del pallone stratosferico da Cusano


Mutri, nella foto M. Illiano con
l’Associazione Matese Escursioni.

www.coelum.com 107
L'analisi dei risultati
I risultati sono esposti nella tabella 1 in cui
compaiono: il tipo di esperimento, il tempo di
esposizione stimato e il numero di tracce
misurate (media). Per avere un confronto con una
lente non esposta ai raggi cosmici, si può notare
che è stata aggiunta anche una misura di
"background".

Sopra. Conteggio del numero di tracce per mm2


Sapendo che la radiazione cosmica aumenta lasciate dalle particelle nel CR-39.
all'aumentare dell'altitudine, istintivamente si
sarebbe portati a pensare che il numero di tracce Per capire quanti tipi di ioni “cosmici” possono
sia proporzionale alla quota di volo. Uno sguardo essere presenti in un volo in aereo o in pallone,
più analitico ci fa invece capire che il numero di abbiamo fatto alcune simulazioni con un software
tracce è proporzionale al tempo di esposizione, si di modellazione chiamato CORSIKA, utilizzato a
può in effetti osservare che il solo volo in aereo di livello professionale per i grandi Osservatori di
andata e ritorno (USA-ITA, diciamo a 10.000 metri raggi cosmici come Auger in Argentina.
di quota) ha prodotto quasi 4 volte i risultati del I risultati hanno mostrato alcune aspetti
volo del pallone italiano che ha sfiorato i 30.000 interessanti.
metri.
Naturalmente e come si può immaginare, un
Oltre al conteggio di particelle, è seguita l'analisi raggio cosmico primario pesante – come uno ione
al microscopio finalizzata a indagare la natura del di ferro – produce una cascata di particelle in
tipo di particelle che hanno lasciato tracce nei atmosfera più abbondante rispetto a un nucleo
dosimetri plastici. leggero come il boro o l'idrogeno. Ad esempio, un
tipico sciame a partire da un nucleo di 10 TeV di
Sorprendentemente le tracce registrate sono carbonio-12 è rappresentato dal grafico qui sotto.
quasi tutte molto simili – come dimensioni – a Come si può vedere il numero di particelle
quelle rilasciate dai nuclei di elio del radon e del aumenta progressivamente dal suolo (1.000 g/
radio effettuate durante i test, e infatti il loro cm2) fino a raggiungere un punto massimo, per
numero indicativo, calcolato come indicato più in
alto, è risultato essere vicino a 4.

A destra. Sviluppo di uno


sciame atmosferico a partire
da un nucleo di Carbonio-12
con 10 Tev di energia. Per
risparmiare carburante gli
aerei volano a quote intorno
agli 11 km, sfortunatamente
è anche la zona con
maggiore concentrazione di
particelle ionizzanti.

108 COELUM ASTRONOMIA


A sinistra. Distribuzione di
particelle differenti a diverse
altitudini a partire da raggi
cosmici primari diversi. Fino a
15 km la concentrazione di
neutroni è molto elevata.

poi diminuire progressivamente verso zero ai (immagine qui sopra).


confini estremi dell'atmosfera. Lo sciame è A questo punto possiamo ipotizzare che le tracce
caratterizzato da diversi tipi di particelle come i rilevate nei dosimetri potrebbero appartenere
muoni, elettroni e fotoni (cascata elettrofotonica), anche a neutroni di qualche decina di MeV di
protoni, neutroni e altri adroni (particelle fatte di energia cinetica che potrebbero lasciare tracce
quark, secondo il modello standard delle compatibili con quelle misurate, ma c'è anche la
particelle elementari). possibilità che siano particelle alfa "cosmiche" che
Dallo spettro ottenuto da CORSIKA per alcuni ioni fanno parte dello spettro degli adroni degli sciami
primari (idrogeno, litio, boro, carbonio, ferro) è atmosferici. Bisogna considerare però
anche emerso che neutroni e adroni sono molto l'abbondanza di neutroni alle quote di volo aereo,
più abbondanti a 10 km di quota che a 15 km e testimoniata anche da recenti esperimenti del
praticamente assenti a 30 km, lo stesso team americano e questo ci fa propendere per la
andamento vale per i protoni secondari che però prima ipotesi.
mostrano un'intensità decisamente inferiore

Sopra. Risultati ottenuti dal rivelatore AMD7 durante il volo italiano. Si possono notare diversi dati come il
massimo di radiazione e di muoni raggiunto a 16 km (massimo di Regener-Pfotzer). Per un breve periodo, il
rivelatore ha restituito anche strani valori che non siamo riusciti ancora a interpretare (data anomaly nel grafico).
La traccia in rosa indica il percorso e l’altitudine raggiunta dal pallone che è esploso a circa 28 km di quota.

www.coelum.com 109
Il cielo (pericoloso) in una stanza
di Davide Coero Borga – Media INAF
Il tema è delicato: si parla di salute degli radiazioni influenzino i campioni biologici.
astronauti. Lo spazio non è un luogo ospitale e
sono tanti i fattori di cui bisogna tenere conto L’equipaggio a bordo della Stazione Spaziale
quando si parla di esplorazione umana del Sistema Internazionale è esposto a radiazioni dieci volte
Solare. Fra questi, i raggi cosmici profondi (GCR, maggiori rispetto a quelle che riescono a
dalle iniziali di Galactic Cosmic Rays) raggiungere la superficie terrestre. E comunque
rappresentano certamente un pericolo subdolo. parliamo di una dose inferiore rispetto a quella
Subdolo perché invisibile e perché è difficile che un astronauta può incontrare nello spazio
valutare le conseguenze dell’esposizione del profondo. Per combattere questo problema, già
corpo umano a questa condizione estrema. oggi si progettano veicoli spaziali dotati di scudi
protettivi, dosimetri e sistemi di allarme.
Da oggi la scienza può però contare su uno
strumento in più, per comprendere meglio e Lisa Simonsen e i colleghi del Langley Research
mitigare i rischi per la salute affrontati da un Center hanno fatto anche di più: sono riusciti a
astronauta durante una missione a lungo termine: riprodurre qui sulla Terra il complesso campo
si tratta di un simulatore GCR a terra, ospitato nel misto di particelle primarie e secondarie che nello
Brookhaven National Laboratory presso il NASA spazio interagiscono con i materiali dei moduli
Space Radiation Laboratory (l’unico istituto in cui spaziali e il tessuto umano. Una miscela di protoni
si possano ricreare raggi cosmici profondi come altamente energetici, ioni di elio e ioni di carica ed
elio, ossigeno, protoni, titanio e ferro) ed è energia più elevate (dal litio al ferro) da cui è
ampiamente descritto in un articolo pubblicato estremamente difficile difendersi.
recentemente su Plos Biology.
La facility di Brookhaven è stata implementata per
Studiare gli effetti delle radiazioni cosmiche riprodurre in modo rapido e ripetuto nel tempo più
sull’uomo è complicato. Sappiamo bene che combinazioni di fasci di energia, così da
quando ci si avventura oltre il campo magnetico permettere ai ricercatori di monitorare le dosi
terrestre e si intraprende un viaggio, per esempio giornaliere erogate sulle cavie animali – topi, in
verso la Luna, il corpo umano è sottoposto a una questo caso – utilizzate nell’esperimento.
miscela di ioni altamente energetici che aumenta
il rischio di contrarre tumori, malattie Nel giugno 2018, in meno di 75 minuti il
cardiovascolari e danni al sistema nervoso simulatore ha riprodotto 33 combinazioni di fasci
centrale. Per capire che cosa accade là fuori, la di ioni altamente energetici. Nell’ottobre dello
NASA da tempo studia in laboratorio come le stesso anno tre gruppi di cavie hanno vissuto per

A sinistra. NSRL utilizza fasci di ioni


pesanti estratti dall'acceleratore
Booster di Brookhaven, il migliore in
America per gli studi di radiobiologia.
NSRL dispone anche di una propria linea
di fasci dedicata alla ricerca
radiobiologica, nonché di aree di
preparazione dei campioni
all'avanguardia. Crediti: NASA/
Brookhaven National Laboratory

110 COELUM ASTRONOMIA


quattro settimane alle condizioni estreme che Negli ultimi 30 anni, la ricerca si era concentrata
potrebbero toccare, per esempio, a un futuro sulla comprensione del rischio indotto da singole
astronauta in viaggio verso Marte. I ricercatori esposizioni acute di fasci “mono” energetici, a
hanno così potuto monitorare nel tempo gli effetti singolo ione. Studiare gli effetti di più radiazioni
sulla salute degli animali, in relazione alle singole contemporaneamente riduce drasticamente il
dosi di radiazioni somministrate. numero di animali coinvolti nell’esperimento e, a
valle, anche i costi di ricerca.

Il rivelatore elettronico AMD7 a bordo del pallone strumento mostra, infatti, un aumento progressivo
italiano ha prodotto numerosi dati per quanto da terra fino a circa 130 g/cm2 (circa 16 km) dove
riguarda le particelle ionizzanti elettricamente viene raggiunto il valore massimo. Superata
cariche (elettroni e muoni) e anche sul totale della questa quota la radiazione crolla perché si
radiazione compresi i raggi X e gamma. superano gli sciami atmosferici e si iniziano a
Il grafico ricavato (pagina 109) infatti è molto misurare le interazioni tra i raggi cosmici primari e
simile a quello prodotto durante le previsioni con gli atomi dell'aria. Si può vedere che quando il
CORSIKA. Uno degli aspetti più interessanti è pallone nella fase di discesa ritorna a circa 16 km
sicuramente il massimo di Regener e Pfotzer (così di quota il conteggio riprende coi massimi valori
chiamato in onore dei due scienziati che si per poi di nuovo diminuire progressivamente fino
occuparono di queste ricerche): il flusso dei raggi a terra.
cosmici (e della radiazione totale) misurato dallo

Conclusioni
I due voli con i palloni stratosferici ci hanno
regalato nuove competenze e ottimi dati che
andranno ad arricchire l'archivio di ADA e, nel
complesso, hanno sottolineato ancora una
volta i pericoli della radiazione cosmica nei
voli aerei e, per estensione, anche nello spazio.

Ad esempio la radiazione misurata dallo


strumento AMD7 a una quota tra 10 e 16 km,
corrisponde a una dose radioattiva assorbita
pari a circa 9 µSv/h (stimata per gamma, X e
muoni) che è la stessa dose che si riceve
durante una radiografia dentale panoramica
(tabella a destra).
Un problema che viene preso seriamente in
considerazione per la salute degli equipaggi
nei voli aerei, e a maggior ragione per nelle Sopra. Dose di radiazione assorbita in base al tipo di
future missioni spaziali abitate. Nell’industria esame medico. Entro certi limiti, la dosimetria permette un
aerospaziale, anche alla luce di nuove ricerche, confronto diretto tra sorgenti ionizzanti diverse, quindi
indicativamente si può affermare che i raggi cosmici
si stanno producendo tute protettive adeguate
durante un volo Milano-Washington producono gli stessi
a limitare la dose di radioattività ad alta quota effetti di una radiografia al torace.
e nello spazio.
www.coelum.com 111
Il mitologico cielo
di San Pedro di Atacama
di Daniele Gasparri

È credenza diffusa tra quasi tutti gli stranieri che


il deserto di Atacama e i suoi cieli incontaminati
siano associati solo a un paesino chiamato San
Pedro di Atacama. Il marketing di questa località
iper-turistica è talmente efficace che quasi tutti
fuori (e persino dentro) il Cile pensano che San
Pedro sia la capitale del deserto e che i suoi cieli
siano i migliori di tutto il mondo.
Dopo qualche rapida ricerca prima di affrontare il
viaggio, avevo già compreso come le cose
stessero diversamente. Il deserto di Atacama è
molto più grande e San Pedro è un paesino
sperduto di poche migliaia di abitanti che si trova
ai limiti nordest, incastonato nella Cordigliera
delle Ande che ne influenza molto il clima, più
simile a quello Andino che a quello desertico.
Nonostante queste avvertenze, ho voluto
sperimentare un viaggio in questa parte del
deserto, conosciuto anche per le numerose
attrazioni naturalistiche che attirano centinaia di
migliaia di giovani turisti ogni anno, specialmente
europei e argentini.
Fin dalla prima impressione le mie aspettative
non sono state deluse: molto fumo e niente
arrosto. San Pedro è un paesino che vive di
turismo e come tale ne porta i segni più marcati.
Tutto sembra artificiale e creato per dare allo
sbadato turista l’impressione di un paese tipico
che ha conservato memoria della sua storia.
Niente di tutto questo: San Pedro è la Las Vegas
del deserto di Atacama. La mia permanenza a San
Pedro si è limitata a un paio d’ore in totale, per
tutte le tre volte che ci sono stato.
Quando finalmente si arriva alle porte del paese,
dalla sommità dell’ultimo altopiano, molto simile
a una savana d’alta quota, si gode della
meravigliosa visione di decine di vulcani, allineati
per centinaia di chilometri, della Cordigliera delle
Ande. Su tutti spicca il Licancabur, un mostro da
112 COELUM ASTRONOMIA
quasi 6.000 metri dalla forma a cono perfetto. L’obiettivo era chiaro: salire ancora più di quota e
Ho capito subito che quei vulcani sarebbero stati i allontanarsi il più possibile dalla piccola Las
miei luoghi osservativi, alla ricerca di quel Vegas, che di sicuro avrebbe disturbato non poco
mitologico cielo di San Pedro di Atacama che non di notte.
ha rivali nel mondo... a detta delle agenzie Il miglior luogo di osservazione l’ho trovato a
turistiche. pochi chilometri dall’hotel, su per una stradina

La nebulosa della Carena e la Croce Del Sud sembrano


fuoriuscire dalla gigantesca bocca di un vulcano.
www.coelum.com 113
Eccola qui, la luce zodiacale a rivaleggiare con le tinte di un
tramonto ancora infuocato.

che si inerpica verso i vulcani, senza tuttavia simile alla prima volta, ma in questa occasione il
raggiungerli. A circa 3.000 metri di altezza, in una cielo, anche 40 minuti dopo il tramonto, non era
rientranza della strada che nessuno frequentava, ancora scuro... Il motivo? Un muro di luce
lì ho passato quattro notti consecutive, dal biancastra si staglia di fronte a me, brillante come
tramonto a poco prima dell’alba, tutte non mai.
naturalmente serene. È la luce zodiacale, quella mitologica banda
luminosa che si rincorre come una leggenda nei
Senza dubbio la prima notte, la mia seconda in migliori cieli italiani, e qui mi appare davvero
assoluto sotto il cielo di Atacama, è stata la più fastidiosa! Pensare che invisibili granelli di
emozionante, perché già sapevo cosa mi polvere, adagiati sul piano del Sistema Solare,
aspettasse, con la consapevolezza che avrei possano riflettere tanta luce dal Sole, ormai quasi
apprezzato uno spettacolo ancora più grandioso 20 gradi sotto l’orizzonte, fa riflettere su quanto
del primo, fugace assaggio di due giorni prima. sia luminosa la nostra stella e quanto possa essere
Non sono stato deluso. trasparente questo cielo.
Quando il Sole si è immerso nella sterminata
pianura sottostante, il vento teso si è placato e il La luce zodiacale nasce esattamente all’orizzonte,
silenzio, di nuovo, è tornato a trovarmi. La che non ho mai visto tanto trasparente, nemmeno
preparazione alla notte ha seguito un percorso
114 COELUM ASTRONOMIA
in Australia. È un fenomeno senza dubbio sfuggente, ma a me,
forse per deformazione professionale, sconvolge
profondamente. Nel deserto di Atacama la luminosità delle stelle
non viene attenuata dall'atmosfera in prossimità dell'orizzonte:
gli astri e la luce zodiacale riempiono tutto il cielo, fino ad
accarezzare ogni lembo di terra.

Nelle quattro notti trascorse in quella piccola terrazza


sull’Universo, ho vissuto in pieno questo leggendario cielo di
Atacama. Ho visto i bastioni di Orione spuntare come gemme
dalle cime di un vulcano. Ho salutato la grande nebulosa
rivaleggiare con i colori del tramonto ed Eta Carinae farsi luce tra
le nuvole adagiate sul versante piovoso della Cordigliera. Ho
assistito a una pioggia di meteore, le Geminidi, tanto sfavorevoli
per quelle latitudini quanto sorprendenti. Mi sono commosso alla
vista della Via Lattea invernale (estiva per il mio nuovo emisfero),
talmente definita, dalla Croce Del Sud fino all’Auriga, da
rivaleggiare con la porzione estiva dei migliori cieli dell’emisfero
nord. Ho visto cadere i miei punti di riferimento uno dopo l’altro.
Cassiopea non si vede; la stella polare non esiste; l’Orsa
Maggiore accarezza l’orizzonte per 10 minuti solo nel cuore della
notte.
Capella si scambia per la luce di qualche lontana abitazione,
tanto bassa rimane sull’orizzonte e la galassia di Andromeda non
si trova finché non si abbassa lo sguardo per cercare di capire
dove camminare. Lì, ad altezza occhi, brilla la nostra sorella
maggiore, accompagnata da una quantità di deboli stelle che non
ho mai visto in vita mia a occhio nudo.

Atacama, il paradiso dell’astronomia


Il testo di questo articolo è tratto dal libro "Atacama. Il paradiso
dell’astronomia" di Daniele Gasparri. Per Gasparri, da lungo tempo
collaboratore di Coelum Astronomia, questo è il 39 libro: qui ha
racchiuso la sua esperienza di vita nel deserto di Atacama sotto
quello che è probabilmente il cielo più bello del pianeta. È il
racconto di un’incredibile avventura al confine tra realtà e sogno,
nel più estremo degli ambienti terrestri sotto un cielo che
nemmeno i sogni sono in grado di eguagliare.
Il libro è disponibile per l'acquisto:
- in formato cartaceo con immagini a colori e grande formato (A4)
https://www.amazon.it/dp/B086Y5L33X
- in formato digitale adatto a tutti i dispositivi che abbiano
installata l'applicazione gratuita Kindle
https://www.amazon.it/Atacama-paradiso-dellastronomia-
Daniele-Gasparri-ebook/dp/B0871P3DLS
www.coelum.com 115
Il Grande Carro culmina a un paio di gradi dall’orizzonte,
brillante come se fosse allo zenit.

Nell’assoluto silenzio delle notti mi sono trovato ma dal cielo più scuro del mondo ci si aspetta il
per la prima volta su un pianeta sconosciuto, massimo! Ricordate: nella zona nordest del
dove il cielo illumina la Terra e non il contrario, deserto, attorno a San Pedro de Atacama, non
dove l’umidità non esiste e la Natura, tutta, ogni vedrete mai un cielo perfetto. Bello, bellissimo,
notte sceglie il silenzio assoluto come unica ma lungi dall’essere perfetto.
forma possibile per omaggiare l’immensa
meraviglia del Cosmo. Un altro aspetto da non sottovalutare: San Pedro e
tutta quella zona soffrono di un clima
A qualche anno di distanza da quell’epico viaggio semidesertico, c’è un periodo dell’anno in cui
a San Pedro, ancora ricordo tutte le straordinarie aumentano le nuvole e le piogge sono quasi
sensazioni che mi ha regalato il cielo del deserto all’ordine del giorno. Tra la fine gennaio e le
di Atacama, ma a posteriori posso dire senza prime due settimane di febbraio, il cielo di San
ombra di dubbio che quello non era il cielo Pedro si presenta completamente nuvoloso, di
perfetto. Un pizzico di delusione mi era rimasta, giorno e di notte.
perché l’orizzonte era visibilmente disturbato
dalle luci di città e miniere. La piccola Las Vegas Se cerchiamo il vero deserto di Atacama, la zona
di San Pedro era ben visibile. Erano inoltre ben di San Pedro non è di certo la più indicata. Ci sono
evidenti i domi di luce di due città: Calama, altri luoghi più accessibili, più sicuri, meno
distante un centinaio di chilometri e Antofagasta, turistici e con il cielo di gran lunga migliore in
a più di 200, più quelli di alcune grandi miniere altre parti del deserto, ma questo lo racconterò
sparse un po’ ovunque. Il danno era contenuto, un'altra volta.

116 COELUM ASTRONOMIA


Prima notte di osservazione a San Pedro.
Obiettivo: la Cordigliera.

Leggi anche la parte 1:


"Atacama
Il paradiso
dell'astronomia"
su Coelum Astronomia 245 a
pagina 76

www.coelum.com 117
PHOTOCOELUM
NOTIZIARIO
La Gallery di Immagini Astronomiche
Di Autori Vari

La Via Lattea sopra Punta Bianca di Salvatore Cerruto


La Via Lattea estiva, la bellissima costellazione dello Scorpione e i pianeti Giove e Saturno in questa
magnifica notte fanno da sfondo a una perla di rara bellezza: la riserva di Punta Bianca in Sicilia. In fondo le
luci riflesse dalle nuvole delle isole di Gozo e Malta. Immagine del 22 giugno alle 00:47 realizzata con una
reflex Nikon D800 e obiettivo zoom Nikon 14-24 a f/2,8. 10 scatti astroinseguiti per il cielo di 30 s
ciascuno (a 14 mm di focale, f/3,5, ISO 3.200) e 5 scatti per il paesaggio di 30 s ciascuno (a 14 mm di
focale, f/3,2, ISO 2.000).

118 COELUM ASTRONOMIA


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Gallery Luna e
congiunzioni

www.coelum.com 118
La Via Lattea da Pietrafagnana di Alessandro Carrozzi
A Pietrafagnana, nei pressi di Pietrarubbia (PU), si trovano conglomerati di rocce del Messiniano. Il luogo
è stato frequentato fin dalla antichità e, nel Medioevo, si riteneva fosse la porta per l’Inferno. Proprio
sopra la roccia inquadrata nell’immagine si vedono due astri molto luminosi: non sono stelle, ma i
pianeti Giove (a destra) e Saturno (a sinistra). L'immagine del 9 agosto alle 23:00 con una reflex Canon
EOS 6D e obiettivo Samyang 14 mm f/2,8 e astrinseguitore SkyWatcher Staradventurer. 7 scatti da 60 s
a f/4 e 6.400 ISO inseguiti e uno scatto da 90 s a f/4, 6.400 ISO non inseguito per lo sfondo.

120 COELUM ASTRONOMIA


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L’allineamento Luna-Venere-
Aldebaran e le Pleiadi di
Salvatore Cerruto
Una congiunzione spettacolare quella
della notte del 18 luglio tra la Luna,
Venere e Aldebaran. In alto le Pleiadi, le
Sette Sorelle, a completare questo
magnifico quadro delle campagne iblee
d’estate. Immagine scattata alle 4:00
con una reflex digitale e obiettivo Sigma
da 35 mm.

www.coelum.com 121
Luna cinerea di Mauro Muscas
Piccola falce di luna cinerea, prossima al tramonto, sopra alla città di Siena. Foto realizzata dal “Sito
Transitorio”, presso Asciano (SI) il 22 luglio alle 21:43 con una reflex Canon EOS 6D e teleobiettivo
CANON 24-105. 3.200 ISO, f/11, 1s di esposizione e 77 mm di focale.

122 COELUM ASTRONOMIA


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Crescent Moon di Elena Pinna


La Luna tramonta dietro al Monte Omu (Villacidro, Sardegna).
Immagine del 23 luglio alle 21:57 con una reflex Canon 6d e
obiettivo da 600 mm di focale, ISO 1.600, f/6,3 e 1,6 s di
esposizione.

Luna piena di Lorenzo Busilacchi (sotto)


Una splendida Luna piena sorge sopra a Cagliari dietro la basilica di Bonaria. La fotografia è stata
scattata il 5 luglio alle 22:51 con una reflex Canon 7D e obiettivo Canon 300 f/4 IS USM con extender;
focale di 1.344 mm.

www.coelum.com 123
Il ritorno di Venere di Enrico Serafini
Dopo aver dominato le sere primaverili torna visibile il pianeta Venere al mattino sotto le vesti di
Lucifero. Immagine del 19 giugno alle 4:35 ottenuta con una reflex Canon 200D con obiettivo da 100
mm di focale. Leggi anche “Venere nel 2020: Vespero vs Lucifero” di Giorgia Hofer

124 COELUM ASTRONOMIA


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La Luna e Giove sopra Sassuolo di Alessandro Carrozzi


La Luna (quasi) Piena sorge in congiunzione con il pianeta Giove nel cielo del crepuscolo. Sullo sfondo
Sassuolo (MO) e le colline bolognesi. Immagine del 5 luglio 2020 alle 21:47 realizzata con una reflex
Canon EOS 6D con obiettivo Nikkor da 180 mm, 0,8 s di esposizione a f/5,6 e 800 ISO e 1/10 s di
esposizione a f/5,6 e 800 ISO per recuperare qualche particolare sulla Luna.

www.coelum.com 125
Gallery Deep-Sky
Il muro del Cigno di Corrado Gamberoni
La Costellazione del Cigno è caratterizzata dalla presenza della nebulosa NGC 7000, detta Nebulosa Nord
America grazie alla sua somiglianza con il continente americano. La zona del Golfo del Messico e il
Messico stesso è “disegnato” da un vero e proprio muro di gas interstellari, polveri e stelle di recente
formazione. Una vastissima e compatta zona HIII che sembra illuminata dalla stella Deneb e lunga circa
15 anni luce. Immagine scattata tra il 20 e il 23 giugno con una reflex Nikon D5100, telescopio
Skywatcher 80/400 f/5 acro e tubo ottico GSO 200/800 f/4, camera QHYCCD5L-II-M su montatura
Losmandy G11. Filtri: Optolong UV/IR Cut e Optolong L-eNhance 2".

126 COELUM ASTRONOMIA


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Sh2-119 di Maurizio Cabibbo


Sh2-119 è una vasta nebulosa a emissione visibile nella costellazione del Cigno. Èformata da due gusci che,
disponendosi a est e a ovest della stella 68 Cygni, sembrano volerla avvolgere. Nella parte meridionale (a
sinistra) della nebulosa sono visibili sottili filamenti e bozzoli di nebulose oscure. Foto del 28 luglio alle
03:32 con Takahashi FSQ106 EDXIII f/3,6 e camera ccd Sbig STL11000 su montatura Losmandy G11.
Autoguida Orion SSAG su Orion ShortTube 80/400. Elaborazione LHRGB. FIltri L Astronomik CLS CCD, Ha
Astrodon 6 nm, RGB Astronomik DeepSky RGB. Pose L 26x900sec, Ha 30x1200sec; RGB 12×600.

Iris Nebula di Giuseppe Bertaglia


Nebulosa Iris (NGC 7023) realizzata il 25 luglio alle 00:00 ottenuta con una camera CCD, telescopio rifrattore
TS APO 80Q da 80 mm e focale di 520 mm. Filtri IDAS LPS-P2.

www.coelum.com 127
NGC 6992: una Velo, "al volo" di Marco Failli
Fotografia della Nebulosa Velo (NGC 6992), uno degli oggetti più belli del cielo estivo, qui mostrato in
composizione bicolor HOO per enfatizzare le componenti gassose della nebulosa. Foto del 13 agosto alle
23:00 in appena tre ore di esposizione da Prato. Il filtro Optolong L-eXtreme ha fatto un ottimo lavoro nel
sopprimere la maggior parte dell’inquinamento luminoso. Camera CCD, telescopio Photoline APO TS
115/800 a 650 mm di focale e filtri Optolong L-eXtreme doppia banda passante Ha + OIII (7 nm ciascuna).

M 29 di Cristina Cellini
Immagine dell’ammasso aperto M 29, nel Cigno. Foto del 28 maggio alle 23:59 ottenuta con una camera
CCD e telescopio rifrattore Tecnosky 130/900 Apo. Filtri Astrodon RGB GenII I-series

128 COELUM ASTRONOMIA


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Nebulosa Tulipano di Tommaso Stella


La Tulipano (Sh2-101) è una nebulosa a emissione individuabile nella costellazione del Cigno. Nei pressi
di questa stupenda nebulosa si trova Cygnus X1, probabilmente un buco nero. Le riprese sono state
effettuate a Maruggio (TA) a 10 m s.l.m nei giorni 12 e 18 giugno 2020. Camera ZWO ASI 294mc Pro, TS
PhotoLine Apochromatic FPL53 Triplet 102 a f/7 su montatura Skywatcher AZ-EQ6 GT e autoguida ASI
224mc & Ultraguide 60

Triangolo di Pickering di Salvo Lauricella


Il Triangolo di Pickering è formazione nebulare, parte della Nebulosa Velo, nella costellazione del Cigno.
Camera ZWO ASI071MC Pro, telescopio di ripresa Tecnosky APO SLD 130/900 con spianatore 1x,
telescopio guida TecnoSky SharpGuide 70, montatura SkyWatcher EQ6 Synscan, camera guida Starlight
Xpress Lodestar X2. Filtro Optolong L-eNhance.

www.coelum.com 129
Nebulose Laguna e Trifida
Una delle zone più affascinanti della Via Lattea estiva, quella del nucleo, contenuta nella costellazione
del Sagittario. Qui dimorano le colorate nebulose Laguna (M 8) e Trifida (M 20) su uno sfondo
punteggiato di stelle. La ripresa a grande campo (nello sfondo) è stata realizzata da Stefano Tognaccini
il 24 luglio alle 23:00 con un obiettivo vintage Nikkor 105 mm f/2,5 e un filtro Baader Uhc-s per
esaltare le nebulose. Nell’immagine in alto a destra, di Giambattista Rizzo, vediamo un dettaglio sulla
M 8 e M 20 con numerose altre nebulose tra le quali la bellissima NGC 6559 posta sopra M8. Sulla
sinistra della Laguna, in arancione, il piccolo ammasso globulare NGC 6544 mentre sulla destra della
Trifida, verso l’alto, l’ammasso aperto M 21.Tre ore di acquisizione con 36 scatti da 300 s ciascuno a
200 ISO effettuati con Nikon D750 e Takahashi 106 Fsq Edx4.

130 COELUM ASTRONOMIA


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Gallery Perseidi 2020

Perseic Startrail Nuragico di Samuele Pinna


Startrail ottenuto dalla somma di 90 scatti realizzati la notte tra il 12 e 13 agosto 2020 durante il picco
delle Perseidi dalla località archeologica de "Su Nuraxi" di Samatzai (Sardegna). Oltre alle classiche
strisciate indicanti la rotazione apparente delle stelle attorno alla Polare è possibile apprezzare le scie
delle Perseidi raccolte durante la sessione. Immagine ottenuta con una reflex digitale con obiettivo
Tamron 15-30 a f/2,8.

132 COELUM ASTRONOMIA


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Via Lattea al "Site Transitoire" di Mauro Muscas
La Via Lattea ripresa dal “Site Transitoire”, scultura in pietra immersa nelle crete senesi, tra le Località
di Leonina e Mucigliani, nel comune di Asciano (SI). Foto in formato CR2, scattata il 22 luglio 2020 alle
ore 22:58, con una reflex Canon EOS 6D e obiettivo Canon 24-105, ISO 3200, f/3,5, posa di 15 s alla
focale di 24 mm.

134 COELUM ASTRONOMIA


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Le Perseidi e l'ulivo di Salvatore Cerruto
Due meteore attraversano il cielo nei dintorni delle campagne ragusane durante la notte del 13 agosto. Il
sorgere della luna rischiara le Pleiadi, quasi mettendole in risalto, in basso sull'orizzonte. Sopra l'ulivo
solitario si stagliano le costellazioni di Perseo, Cassiopea e Andromeda. Una bellezza per gli occhi e per il
cuore godere di queste magnifiche serate in compagnia delle stelle. Nikon D800 con obiettivo Samyang 14
mm f/2,8; 15 s di posa a f/3,5, ISO 1.250 per l'intero frame (light painting per il terreno); 2 scatti da 20 s a
f/3,5, ISO 2.500 per le meteore (tecnica della sottrazione delle maschere).

136 COELUM ASTRONOMIA


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Perseidi di Giuseppe Conzo


Ecco il fascino delle stelle cadenti di agosto. Riprese ed elaborazione effettuati da Giuseppe Conzo del
Gruppo Astrofili Palidoro con Camera ASI-178MC in modalità fisheye su treppiede. Somma di 143 pose da
50 s ciascuna per un totale di 119 minuti per la via lattea, mentre le Perseidi sono state catturate ciascuna
in un singolo frame da 50 secondi.

Due Perseidi dal


Lago Branchino
di Antonio
Finazzi
Riprese del massimo
dello Sciame delle
Perseidi. Immagine del
12 agosto alle 01:00
con una reflex digitale
Nikon D5500
modificata con
obiettivo fotografico
Samyang da 14 mm di
focale e 70 mm di
diametro.

www.coelum.com 137
Gallery Eclisse
Parziale di Sole
del 21 giugno
2020

Sequenza a grande
campo dell’eclissi di
Gianluca Belgrado
Semplice sequenza che mostra
la minima copertura del Sole
mentre si alza sull’orizzonte.
Immagine del 21 giugno alle
7:00 con una reflex digitale e
teleobiettivo Canon 18-55.
Filtro applicato ND 8000x.

138 COELUM ASTRONOMIA


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Eclissi parziale di Sole di Giuseppe Conzo (sopra)


Una speciale immagine dell'eclisse parziale di Sole del 21 giugno 2020. Abbiamo elaborato ben 30 video
di ripresa effettuati durante il fenomeno e questo risultato è frutto dell’unione dei migliori contributi di
ciascun video. Telescopio rifrattore Lunt da 50 mm di diametro e focale da 350 mm. Filtro Etalon.

Massimo
dell’eclissi di
Sole del 21
giugno di
Gianluca
Belgrado
Eclisse di Sole del 21
giugno, scarsamente
visibile in Italia, con
appena il 12% del
disco solare oscurato
dalla Luna (dal mio sito
osservativo).
L'immagine finale è la
somma di 15 scatti
realizzati in rapida
sequenza con una
fotocamera Canon
700d e telescopio
Skywatcher 200/1.000.
Filtro Astrosolar ND
3,8. Immagine scattata
alle 7:32.

www.coelum.com 139
Eclisse parziale di Sole di Salvo Lauricella (sopra)
Sequenza dell’eclisse parziale di Sole del 21 giugno 2020, ripresa da Siracusa.
Telescopio solare H-alpha Lunt LS60THa/B1200 e camera CCD.

Nella pagina seguente:

Eclisse parziale 8% di Alessandro Bianconi (sopra)


Eclissi solare del 21 giugno realizzata da Dolianova (SU). Camera ASI174MM, telescopio solare rifrattore Lunt
50 B600 Pressure Tuned alle focale di 350 mm.

Composizione eclissi solare parziale 21 giugno di Giuseppe Pappa (sotto)


Composizione di 12 scatti relativi all’eclisse solare parziale ripresa in provincia di Catania. Immagine ottenuta
con una reflex Canon 760d alla focale di 300 mm.
140 COELUM ASTRONOMIA
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L'anello atmosferico di Venere
di Nunzio Micale

Venere è un pianeta che conosciamo tutti molto • Leggi anche “Venere nel 2020: Vespero vs
bene, facilmente visibile anche a occhio nudo. Lucifero”
Con una magnitudine compresa tra –4,5 e –3,5,
appare prima dell’alba o dopo il tramonto come A sole 24 ore dalla congiunzione inferiore, Venere
l’astro più brillante (dopo la Luna ovviamente) del si trova quindi vicinissimo alla nostra stella.
nostro cielo. Se osservato al telescopio, tuttavia, L’osservazione è resa ovviamente difficile e
mostra altre caratteristiche molto particolari e alquanto pericolosa, ma è possibile tentare la
affascinanti. ripresa di un fenomeno raro che si manifesta solo
Muovendosi su un’orbita interna rispetto alla in queste condizioni: l’anello di fuoco di Venere. Il
Terra, il pianeta mostra a un osservatore terrestre fenomeno è dovuto alla luce solare che si rifrange
delle fasi, proprio come la Luna, visibili con attraverso la fitta atmosfera del pianeta, che
l’ausilio di un telescopio. A seconda della diventa visibile e completa la sottilissima falce di
posizione rispetto a noi e al Sole, quindi, può un giorno.
apparirci come una sottile falce e possiamo Per riprendere il
osservare la sua fase crescere o diminuire. fenomeno, ho
Contrariamente alla Luna però, quando il suo tentato la ripresa il
disco è completamente illuminato, l’astro si trova 1° giugno, quando il
in congiunzione superiore con il Sole, ovvero pianeta era a soli 2°
lungo la congiungente Terra-Sole, oltre la nostra di distanza
stella, “dietro” al Sole, ed è quindi invisibile dalla
angolare dalla
Terra per circa 50 giorni. nostra stella,
Raggiunta poi una distanza angolare orientale, dal puntandolo, con
Sole, di circa 10° ricomparirà nel cielo serale. tutte le cautele del
Inizia, a questo punto, un periodo di graduale caso, con una
allontanamento prospettico dal Sole che perdura montatura
6 mesi e mezzo e che culmina nella massima Celestron
elongazione orientale, corrispondente al periodo Advanced VX
di maggiore visibilità nel cielo serale. Nel NexStar+. In un
momento in cui scrivo è visibile il suo Quarto. primo momento, ho
Dopo circa 9 settimane, raggiunge il punto di usato una Canon
congiunzione inferiore, la sua fase di Nuova, EOS 70D e
trovandosi a circa 0,28 UA dalla Terra con un obiettivo Sigma da
diametro apparente di 64,5°, ma nuovamente 300 mm. Ho
invisibile per la troppa vicinanza prospettica al effettuato 10 scatti
Sole. Passati 8 giorni il pianeta riapparirà nel cielo
con esposizione
poco prima dell’alba. graduale partendo
da 1/4.000”, f/8,
Quanto descritto è comunque una sommati per
semplificazione, i moti relativi tra Terra e Venere, verificare la
pianeti posti su orbite ellittiche e non complanari, presenza di Venere
sono ben più complessi. nel campo.

142 COELUM ASTRONOMIA


Successivamente ho acquisito 20 scatti a fuoco solo un esperimento, in quanto avevo intenzione
diretto di un telescopio SkyWatcher 70/500 mm, di sfruttare la potenza focale di un telescopio C8,
ripetendo il procedimento di elaborazione. Lo ma considerata la pericolosità delle condizioni di
scatto mostra i due risultati ottenuti. ripresa non ho voluto rischiare. Questa esperienza
Come dicevo, sono riprese per cui è necessario tuttavia mi incoraggia a tentare altre riprese
attuare ogni misura e cautela per evitare danni, estreme come questa.
agli occhi e alla attrezzatura, a causa dell’intensa
luce solare (mai osservare il Sole senza adeguate
protezioni). Per bloccarla, in parte,
ho aspettato che il Sole venisse
coperto da un palazzo di fronte,
sfruttando i pochi minuti a
disposizione prima che anche
Venere sparisse dietro lo stesso
ostacolo.
Posso definire questo scatto, però,

www.coelum.com 143
La Luna e il vulcano
di Vincenzo Russo

Ho sempre amato il cambiamento e dopo parecchi foto e sovrapporle. Tuttavia, non volevo che fosse
anni passati a riprendere Luna e pianeti in alta una mera composizione grafica, la mia foto
risoluzione ho sentito l’esigenza di fare qualcosa doveva rappresentare una scena reale, che mi
di diverso, cosí da qualche tempo mi dedico alla aveva emozionato e che avrei condiviso con altri,
fotografia di paesaggi notturni. Non si tratta di un quindi doveva essere ottenuta con foto scattate
ridimensionamento degli obiettivi: se la fotografia tutte la stessa sera e nello stesso luogo.
planetaria rappresenta un viaggio virtuale verso La sera del 25 giugno le condizioni erano quelle
nuovi mondi, quella “nightscape” è un viaggio giuste. La Luna, al quinto giorno, vista dal mio
verso l'interno della nostra anima. In essa, la Luna, punto di osservazione preferito, sarebbe
i pianeti, la Via Lattea, non sono più il vero tramontata proprio dietro il vulcano. Il cielo era
obiettivo della foto, ma uno strumento per creare sereno. Non ero interessato a riprendere le stelle,
sensazioni, emozioni.
La mia terra, la Sicilia, si
presta bene a questo
tipo di fotografia. Certo,
mancano i cieli bui e la
dolce maestosità delle
Dolomiti di Giorgia
Hofer, ma ha il mare, le
tracce di una storia
millenaria scritta da
innumerevoli popoli, e
poi c'è lui, il vulcano,
imponente, maestoso,
terribile.

Già da qualche mese


avevo in mente l’idea di
una foto in cui accostare
L’Etna alla Luna,
consapevole della sua
principale difficoltà: far
coesistere la dolcezza
della Luna con la
sensazione di potenza
ispirata dal vulcano.
Sapevo che sarebbe
stato impossibile
realizzare in un unico
scatto l’immagine che
avevo pensato: avrei
dovuto scattare due
144 COELUM ASTRONOMIA
così ho portato con me solo la macchina costi di mettere in evidenza. Le conseguenze però
fotografica, gli obiettivi e il treppiede, lasciando a erano disastrose: la foto perdeva il suo fascino, in
casa il sistema di inseguimento. qualche caso era decisamente innaturale.
Giunto sul posto, ho eseguito per prima cosa una Alla fine, spinto probabilmente più dallo
serie di foto alla Luna con il mio teleobiettivo da scoramento che da una cosciente illuminazione,
600 mm, poi ho aspettato che tramontasse per ho provato a rinunciarvi: ho incluso solo la sagoma
scattare, con un obiettivo da 180 mm, una scura del vulcano che si staglia nel cielo notturno
seconda numerosa serie di foto dedicate al e il suo fumo luminoso che crea un contatto tra la
vulcano, con l’intento di coglierlo in flagrante Terra e la Luna. Era la strada giusta, l’immagine
durante uno dei suoi borbottii, quando il fumo, in aveva preso vita trasmettendomi le sensazioni di
fotografia, diventa piú luminoso e piú rosso. quella notte.
La fase di elaborazione è stata semplice dal punto Una notte diversa, vissuta circondato dal silenzio e
di vista tecnico, un po’ meno sotto l’aspetto dall’oscuritá con la sola compagnia di una
“artistico”. Nella immagine grezza si vedevano sfuggente primadonna e di un vecchio brontolone.
alcuni particolari che, per ore, ho cercato a tutti i

La Luna e il Vulcano. Camera Nikon D810A impostata a 800 ISO. La ripresa della Luna è del
25 giugno 2020, alle 22:30, con obiettivo Nikon 600mm, f/11, esposizione di 1/60 sec. La
ripresa del vulcano (Monte Etna versante est 1.550 metri s.l.m.) è della stessa notte, alle
00:15, obiettivo Nikon 180mm, f/4, esposizione di 30 s. Crediti: Vincenzo Russo.

www.coelum.com 145
Le Meraviglie del Cosmo

Stelle Giganti tra le Nubi


di Barbara Bubbi - Universo Astronomia

Questa nube colorata, simile a una delicata farfalla che dispiega le ali
nel cielo oscuro del cosmo, attorniata da astri brillanti, è luogo di
formazione di stelle massicce. L'incantevole nube, catalogata con il
nome poco evocativo di LHA 120-N 150, si trova ai margini della
Nebulosa Tarantola, un'immensa regione di formazione stellare situata
nel cielo australe a circa 160.000 anni luce di distanza da noi, nella
Grande Nube di Magellano. La complessa e intricata ragnatela della
Tarantola si estende per oltre un migliaio di anni luce e ospita alcune tra
le stelle più massicce conosciute. In tutta la regione densi pilastri di gas
e polveri scolpiti dalle stelle, cavità gassose plasmate da supernovae e
venti stellari, filamenti di polvere oscura, nonchè stelle insolitamente
massicce, rivelano la maestosa bellezza di un complesso ambiente di
nascita stellare.

La Grande Nube di Magellano, galassia nana satellite della Via Lattea, ha


sperimentato in passato uno o più incontri ravvicinati con la Piccola
Nube di Magellano, nel corso di episodi che hanno innescato raffiche di
formazione stellare, evidenti in regioni come la Tarantola, ardenti di
nuove stelle. Gli astronomi studiano nubi come LHA 120-N 150 per
comprendere meglio gli ambienti complessi in cui nascono stelle
giganti. Modelli teorici di formazione stellare suggeriscono che simili
stelle si formino all’interno di ammassi, circondate da altre compagne.
Tuttavia le osservazioni suggeriscono che almeno il 10 percento delle
stelle massicce nascano in ambienti isolati. La vasta Nebulosa Tarantola,
con le sue innumerevoli sottostrutture, è un laboratorio perfetto per
indagare sulla questione, dal momento che in essa e nei suoi dintorni
splendono stelle giganti, sia in ammassi sia in isolamento. Studiando
LHA 120-N 150, qui ripresa dal Telescopio Spaziale Hubble, gli
astronomi cercano di comprendere se le stelle massicce nella regione si
siano formate in isolamento o se si siano spostate progressivamente,
allontanandosi dalle compagne vicine. In effetti, la nube rosata contiene
varie decine di stelle giganti.

Non è semplice svolgere questo tipo di indagini: le giovani stelle


rimangono spesso nascoste all’interno di densi raggruppamenti di gas e
polveri, che ne oscurano la visione. Alcune sorgenti osservabili nella
nube non sono ancora state classificate: potrebbero essere giovani
oggetti stellari o semplici addensamenti di polveri. In ogni modo, le
stelle massicce nella regione vivranno una vita accelerata e moriranno
giovani, esaurendo il loro combustibile nucleare in pochi milioni di anni.
146 COELUM ASTRONOMIA
Giungendo al termine della loro vita, questi astri supernova, onde d’urto in grado di generare una
ardenti contribuiranno alla nascita di nuove stelle, nuova ondata di nascita stellare.
creando, con venti stellari ed esplosioni di

Crediti immagine & Copyright: ESA/Hubble, NASA, I. Stephens

www.coelum.com 147
UNO SCATTO AL MESE
di Giorgia Hofer

Tre notti in bianco in


compagnia della cometa
C/2020 F3 Neowise
Da quando ho iniziato a fotografare non ho mai ebbi l’occasione di osservare nemmeno questa
avuto la possibilità di osservare una cometa così cometa, per le stesse ragioni.
bella e in grado di suscitare emozioni come la
C/2020 F3 Neowise. Conservo un vago ricordo Ora che ho maturato una maggiore
della magnifica Hale-Bopp, che ha solcato i nostri consapevolezza relativamente agli eventi
cieli nel 1997, ma purtroppo all’epoca nessuno astronomici, sono contenta di essere una
della mia famiglia mi accompagnò ad osservarla testimone attiva di queste meraviglie celesti.
in qualche luogo particolare, per godere di quel Sembrava un anno iniziato in sordina: non si
bellissimo spettacolo. Ricordo che la vidi da casa, prospettavano grandi eventi astronomici per
verso nord, ma allora non capii la portata questo 2020 e il periodo di lockdown dovuto al
dell’avvenimento. Ho sempre sentito parlare Coronavirus ci ha costretti in casa per quasi due
anche della cometa Hyakutake che nel 1996 mesi amplificando la nostra sete di natura e di
raggiunse l’eccezionale estensione di 90 gradi nel contatto con essa. Questa bella cometa è arrivata
cielo, ben visibile a occhio nudo. Purtroppo non proprio nel momento giusto e ha risvegliato

148 COELUM ASTRONOMIA


l’attenzione verso il cielo stellato, offrendo a tutti uno spettacolo
della natura gratuito e facilmente accessibile.

Con gli scatti che propongo nella rubrica di questo mese, voglio
allora raccontarvi la mia estate in compagnia della Cometa.

Non nascondo di aver sempre faticato ad alzarmi dal letto nel


cuore della notte per uscire a fotografare le stelle, ed è proprio
Visita il sito web di Giorgia
per questo motivo che quando organizzo le mie uscite preferisco Hofer con tutte le sue raccolte
portarmi sul posto al tramonto del Sole e restare all’aperto anche di immagini!
fino all'1 o alle 2 di notte. Per me il rientro a casa in tarda notte è giorgiahoferphotography.com
sicuramente meno traumatico dell’alzataccia alle 2 o alle 3 del
mattino, quando ormai stai già dormendo benissimo, accoccolato
nel calduccio del tuo comodo letto.
Si sa però che non sempre si possono organizzare le uscite in
base alle proprie esigenze: gli eventi celesti non si curano del
nostro ritmo circadiano e siamo noi piccoli astrofili che dobbiamo
inevitabilmente adattarci agli eventi. Ed è proprio ciò che è
successo quest’estate, per via del passaggio della bellissima Giorgia Hofer su
cometa Neowise, che mi ha convinta ad affrontare ben tre Photo-Coelum
Tutte le immagini di Giorgia su
alzatacce nel giro di una settimana... Posso dire di aver alzato
Photo-Coelum!
notevolmente la mia media personale di sveglie nel cuore della Clicca qui
notte e non credevo di esserne capace, ma si sa, la passione
smuove anche le montagne!

Prima nottata - 7 luglio 2020


La prima ripresa l’ho effettuata la mattina del 7 luglio,
dall’altopiano di Casera Razzo che, come ormai saprete da tempo,
è uno dei miei luoghi d’osservazione preferiti da cui scatto le mie
fotografie. È fortunatamente un posto che anche vicino a casa mia
e quindi ho calcolato che avrei avuto tutto il tempo necessario
per tornare al lavoro la mattina seguente.
Puntata la sveglia alle 3:30 sono arrivata sul luogo in mezz’ora. A

Leggi anche:
Il cielo stellato delle
I pianeti
arricchiscono la Via Dolomiti
Lattea su Coelum
Astronomia 246 a
pagina 156.

www.coelum.com 149
quell’ora iniziava già ad
albeggiare e ho iniziato subito a
cercare la cometa, prima con il
binocolo e poi con la macchina
fotografica. A un certo punto ho
visto spuntare la cometina dalle
rocce della Creta di Mimoias.
Dico cometina perché, ormai
avvolta nel crepuscolo
mattutino, la Neowise non si
mostrava proprio come me
l’aspettavo...

Tornata a casa ho iniziato a


vedere le immagini della
cometa provenienti da tutto il
mondo e mi sono resa conto che
avevo sbagliato location. Le
montagne che avevo intorno
coprivano troppi gradi di cielo e
quindi mi ero persa gran parte
dello spettacolo.

A destra. La cometa Neowise e la


Creta di Mimoias. 7 luglio 2020.
Nikon D750, obiettivo Sigma
120-400 mm, lunghezza focale
400 mm, posa di 1,3 secondi, ISO
250, f/5,6.

Seconda nottata - 8-9 luglio 2020


Il percorso della cometa passava proprio sotto la “panettone” (così chiamiamo noi montanari una
costellazione dell’Auriga, molto a nordovest, e montagna non troppo difficile da risalire) posto al
quindi avrei dovuto trovare una postazione dove centro della Valle del Boite, che si eleva a una
le montagne non coprissero la visuale in quella quota di 2.181 metri s.l.m. Sono partita assieme al
direzione. Devo dire che non è stato proprio mio compagno dal Passo Cibiana, alla mezzanotte
facilissimo individuare il luogo giusto: la maggior del 9 luglio, e abbiamo raggiunto la cima del Rite
parte delle mie abituali location hanno proprio la alle 2:00 circa.
visuale a nord abbastanza limitata. Volevo evitare Il clima della serata era molto gradevole:
di raggiungere un posto in cui facilmente avrei nonostante la quota piuttosto elevata si stava
trovato numerose persone e quindi per la serata benissimo. La temperatura raggiungeva infatti i
tra l’8 e il 9 luglio ho optato per il Monte Rite, un +10 gradi, la Luna di 17 giorni rischiarava la notte
150 COELUM ASTRONOMIA
Sopra. Cometa C/2020 F3 Neowise e l'Antelao. 9 luglio 2020. Nikon D750, obiettivo Nikkor 24-120 mm,
lunghezza focale 38 mm, posa di 8 secondi, ISO 1.600, f/4

e lo spettacolo era veramente mozzafiato. davanti a noi in tutto il suo splendore. La coda,
Sapevo di avere molto tempo a disposizione e molto ben sviluppata, credo arrivasse a coprire
così ci siamo goduti per mezz’oretta lo spettacolo quasi 10 gradi di cielo.
del paesaggio che offre una vista a 360 gradi sulle “Magnifica, eccezionale”... Questi sono gli
montagne più belle delle Dolomiti: dall’Antelao al aggettivi che riescono a esprimere
Pelmo, dal Sorapiss alle Tofane, dal Civetta al adeguatamente lo spettacolo che avevamo
Sassolungo di Cibiana e dal Montanel alle davanti ai nostri occhi.
Marmarole.
Quindi, verso le 2:40, ho iniziato a “riscaldare i Per questo evento ho portato con me tutta la mia
motori” (ossia le reflex! :) ) attrezzatura senza badare al peso che avremmo
dovuto trasportare, ma la nostra fatica è stata
Ho avuto giusto il tempo di realizzare qualche ricompensata grandemente alla vista della
scatto alle montagne circostanti ed ecco che, in bellissima cometa.
un baleno, la coda della cometa ha fatto capolino
sopra le vette delle Marmarole. Mentre sotto di Alle 4 del mattino il cielo era ormai chiaro e
noi il mondo dormiva, noi sognavamo a occhi quindi ci siamo incamminati a valle: abbiamo
aperti. raggiunto l’automobile alle 6 circa e siamo quindi
Ho subito potuto capire che mi trovavo di fronte tornati a casa per andare poi al lavoro. Inutile dire
a una Signora Cometa: anche la sua magnitudine che eravamo entrambi degli “zombie”: quel
rispetto a due giorni prima era notevolmente giorno ho evitato accuratamente i compiti di
aumentata, ha raggiunto infatti la magnitudine +1 precisione e attenzione, ma ne è valsa certamente
ed era ben visibile ad occhio nudo. Ora era lì, la pena!
www.coelum.com 151
La Neowise C/2020 F3 sopra le Marmarole, ripresa con il
teleobiettivo 120 mm, 10 pose di 3 secondi, ISO 5.000, f/4,5.

152 COELUM ASTRONOMIA


Terza nottata - 11-12 luglio 2020
La notte tra sabato 11 e domenica 12 luglio mi Lungo il cammino mi sono fermata più volte per
sono avventurata fuori casa in solitaria: il mio fotografare le bellissime situazioni che mi si
compagno avrebbe dovuto affrontare un’ascesa su presentavano davanti: Marte e la Luna che
una cima impegnativa il giorno dopo e quindi non spuntavano dalla Croda dei Toni; Giove, Saturno e
si poteva proprio permettere di non dormire. Alla il nucleo della Via Lattea sopra i Cadini di
mezzanotte di domenica, quindi, parto da casa per Misurina... insomma mi sentivo come una bambina
raggiungere il rifugio Auronzo, nei pressi delle Tre al parco giochi!
Cime di Lavaredo, luogo famosissimo e
frequentatissimo dai turisti... devo dire anche di Dopo un’ora di cammino su un facile sentiero ho
notte. raggiunto il luogo da me prescelto, chiamato
Osservatorio delle Tre Cime di Lavaredo: si tratta
Nel tragitto che va dal rifugio alla vicina chiesetta di una location dove sorgono alcuni ruderi della
di montagna, attorno all'1 di notte, ho incrociato Grande Guerra, situato a 2.438 metri di quota. Il
ben 10 fotografi che stavano tornando dalla cielo era particolarmente pulito, perché la sera
propria sessione fotografica, lamentandosi del prima aveva piovuto: c'era effettivamente molto
freddo e del vento che avevano sopportato fino a vento e la temperatura era di appena 4 gradi, ma
quel momento. Io me la ridevo sotto i baffi perché ciò nonostante non sentivo né il freddo né il vento
loro stavano rientrando e forse non si rendevano
conto che il vero spettacolo doveva ancora Sotto. La Cometa Neowise con la Croda Passaporto,
cominciare. le Crode dei Piani e le Crode Fiscaline. 12 luglio
2020. Nikon D750, obiettivo Nikkor 20 mm, posa di
8 secondi, ISO 1.600, f/2,8

www.coelum.com 153
perché l’emozione dell’attesa era talmente forte spettacolo che avevo davanti. Non volevo
da farmi perdere quasi il contatto con la realtà. lasciarmi sfuggire nemmeno un fotone di questa
magnifica cometa. La coda di ioni era veramente
Alle 2:30 ho iniziato a vedere la coda della cometa evidentissima, quasi non stava nell’inquadratura
spuntare dalle montagne: il suo movimento era del mio obiettivo da 120 mm!
molto lento perché essendo quasi circumpolare, la
cometa si spostava pigramente nel cielo. Dopo Quando ti trovi di fronte a uno spettacolo di
circa mezz'ora di attesa, anche il nucleo della questo genere, i minuti scorrono inesorabili e
bella cometa Neowise C/2020 F3 si è fatto vedere, quasi non ti accorgi che arriva mattina. Intorno alle
spuntando dalle vette delle Crode dei Piani e lo 4 il cielo era ormai chiaro e dato che era domenica
spettacolo è stato veramente eccezionale. e non avevo nessuna fretta di andare via, ho
deciso di godermi l’“ora blu”. La cintura di Venere
La coda era molto ben sviluppata e si vedeva si è accesa a ovest e in poco tempo ecco il sorgere
benissimo anche la più evanescente coda di ioni. del Sole. Il vento poi si era anche calmato e si
Il cielo più buio, rispetto alla serata sul Monte stava davvero benissimo.
Rite, ha aiutato e l’ha resa molto più evidente. Ho
stimato che arrivasse coprire quasi 15 gradi di Tra un sorso di thè caldo e l’altro ho assaporato la
cielo. pace e la tranquillità di questi luoghi isolati: ho
Uno spettacolo eccezionale e assolutamente trascorso tre nottate eccezionali che certamente
incredibile! non dimenticherò mai.

Nella pagina a destra. La Neowise C2020 F3 sopra le


Non sono stata ferma un attimo, ho continuato a Crode dei Piani, ripresa con il teleobiettivo 120 mm,
cambiare inquadratura, per cercare la foto più 15 pose di 3 secondi, ISO 3200, f/4,5. 12 luglio 2020.
bella che potesse rendere l’idea del grandioso Sotto. La cometa Neowise C2020 F3 sopra i Brentoni
la notte del 19 luglio 2020.

154 COELUM ASTRONOMIA


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Aspetto del cielo per una località
posta a Lat. 42°N - Long. 12°E

IL CIELO DI La cartina mostra l’aspetto


del cielo alle ore (TMEC):
1 Set > 23:00
SETTEMBRE 15 Set > 22:00
30 Set > 21:00

di Redazione Coelum Astronomia.

Osservando il cielo nelle tarde serate di metà


settembre, potremo notare, ancora molto in alto,
l’asterismo del “Triangolo Estivo”, tipica figura
celeste di questo periodo, ormai verso la
conclusione. Le brillanti stelle Altair, (mag. +0,75),
Deneb (mag. +1,25) e Vega (mag. 0) le lucide
rispettivamente delle costellazioni di Aquila, Cigno e
Lira, splendono luminose lungo l'argentea scia della
Via Lattea estiva, anche se ormai le costellazioni di
maggiore declinazione, tipiche della stagione più
calda, cominceranno a cedere il passo a quelle che
prenderanno la scena nel periodo autunnale,
Andromeda e Pegaso per primi.
Guardando verso occidente, saranno ancora visibili,
declinanti e prossime al tramonto, le estese
costellazioni della tarda primavera: il Boote con la
brillante Arturo (mag. +0,15), l'Ofiuco, l'Ercole e il
Serpente, mentre verso sudovest starà già
tramontando il Sagittario, portando con sé il duo
luminoso composto dai pianeti Giove e Saturno,
seguito dal Capricorno, a sud.
Sarà poi facilmente distinguibile Marte, molto
brillante, diretto verso l'opposizione che si avrà in
ottobre.
Con il passare del tempo il cielo muterà
completamente aspetto: prima della mezzanotte
saranno già visibili le Pleiadi (M 45) sull’orizzonte
nordest e nella seconda parte della notte si potrà
godere della presenza contemporanea della
nebulosa M 42 in Orione e della Nebulosa Velo nel
Cigno.
In mezzo, solo spazi silenti e rarefatti, ma anche
imponenti visioni, come quelle della grande galassia
M 31 in Andromeda e del Doppio Ammasso nel
Perseo.

156 COELUM ASTRONOMIA


Le
Le effemeridi
effemeridi complete
complete sono
sono
disponibili
disponibili cliccando qui
cliccando qui
oppure
oppure cliccando sui
cliccando sui
nomi
nomi dei
dei pianeti
pianeti alle
alle
pagine
pagine successive.
successive.

www.coelum.com 157
IL SOLE
L’evento più importante del mese per la nostra
stella sarà ovviamente il passaggio al nodo
discendente sull’equatore celeste, il giorno 22,
quando in pratica il Sole avrà declinazione pari a
zero e si verificherà l’Equinozio d’Autunno,
ovvero l’istante in cui inizia l’autunno
astronomico (la primavera per l’emisfero Sud).
Il punto d’intersezione tra l’eclittica, nel suo ramo
discendente (il percorso apparente del Sole sulla
volta celeste), e l’equatore celeste prende anche il
nome di punto omega, o “Primo punto della
Bilancia” (così chiamato perché un tempo si
proiettava in quella costellazione, mentre ora – a
causa dei moti di precessione – si trova nella luce e di buio sono equamente divise: per
regione occidentale della Vergine, tra le stelle eta questioni principalmente legate alla rifrazione
e beta Virginis). atmosferica – che all’alba anticipa il sorgere del
Per quanto possa sembrare strano, la data Sole e al tramonto lo ritarda – alle nostre latitudini
“classica” del 21 settembre è proprio quella in cui la parità (detta equilux o "equiluce") viene infatti
l’equinozio d’autunno non si verifica mai (con due raggiunta solo due o tre giorni dopo l’equinozio di
piccolissime eccezioni nel 2092 e 2096, autunno (e prima di quello di primavera):
calcolando però l’orario in Tempo Universale). Per quest’anno cade il 25 settembre.
il resto, le date canoniche dell’equinozio La durata della notte astronomica salirà
autunnale sono quelle del 22 e 23 settembre, mediamente a quasi 8,5 ore (7,6 ore a inizio mese,
anche se può sporadicamente accadere che 9 ore alla fine).
l’autunno inizi addirittura il 24 settembre! In sostanza, dopo le ore 21:00 il Sole sarà già
L’ultima volta è successo da noi nel 1935 sceso a –18° sotto l’orizzonte, segnando la fine del
(equinozio alle 0:30 del 24), e per la prossima crepuscolo astronomico e consentendo di
bisognerà aspettare addirittura il 2303. compiere osservazioni deep-sky fino alle 5:00 del
Contrariamente a quanto si potrebbe supporre, la mattino.
data dell’equinozio non è quella in cui le ore di

158 COELUM ASTRONOMIA


PIANETI

Sopra. Il grafico mostra l’aspetto dei pianeti durante il mese, con indicati i relativi diametri angolari e, per
quelli interni, anche la fase. Il diametro di Saturno è riferito all’intero sistema (anelli inclusi).

LA NOTTE ASTRONOMICA
FINE DURATA INIZIO
DATA CREPUSCOLO NOTTE CREPUSCOLO
SERALE ASTRONOMICA MATTUTINO

Set 01 21:24 07:34 04:58


06 21:14 07:51 05:05
11 21:04 08:08 05:12
16 20:55 08:23 05:18
21 20:45 08:39 05:24
26 20:36 08:54 05:30
Ott 01 20:27 09:09 05:36

I tempi sono indicati in TMEC (TU+1 fino al 29.03, TU+2 successivamente); sono calcolati per una località a 12°
di long. Est e 42° di lat. Nord. Il crepuscolo astronomico inizia, o termina, nel momento in cui il Sole si trova
18° sotto l’orizzonte (vedi l’articolo all’indirizzo www.coelum.com/articoli/risorse/il-crepuscolo).

www.coelum.com 159
Di seguito vengono fornite alcune indicazioni pianeta, facilissimo da rintracciare in cielo anche a
sulle condizioni di osservabilità dei pianeti per il occhio nudo, considerata la sua forte luminosità.
mese di settembre 2020. Gli orari sono espressi in Sorgerà molto presto, nella seconda parte della
TMEC, cioè all'ora indicata dai nostri orologi. notte, alle ore 2:55 a inizio settembre, orario
posticipato alle 3:40 a fine mese: l’anticipo sul
Mercurio sorgere del Sole si farà via via più esiguo, anche
Mag. da –0,6 a 0; diam. da 5,0" a 6,6" se, al momento, stiamo parlando comunque di
Visibile con difficoltà al tramonto diverse ore, utili per la sua osservazione e ripresa
Abbiamo lasciato Mercurio, in agosto, quando ci in ottime condizioni. Venere trascorrerà i primi
appariva fugacemente la sera, sull’orizzonte giorni di settembre (fino al 4) nei Gemelli,
occidentale, immerso nelle colorate luci del posizionandosi a 8° 20’ a sud di Polluce (Beta
tramonto. In settembre, l’apparizione serale del Geminorum, mag. +1,2), formando un
piccolo pianeta non sarà particolarmente bell’allineamento con Polluce e Procione (Alfa
favorevole per le osservazioni, con Mercurio che Canis Minor, mag. +0,4). Nei giorni successivi si
sarà già – e resterà sempre – molto basso sposterà nel Cancro (dove incontrerà l’ammasso M
sull’orizzonte al tramonto del Sole. Il primo 44 in compagnia della Luna il giorno 14), per
settembre tramonterà infatti alle 20:20, quindi passare nel Leone il giorno 23 settembre, diretto
circa mezz’ora dopo il Sole. Le cose miglioreranno proprio verso la sua stella Alfa, Regolo
leggermente con il passare dei giorni: Mercurio (mag. +1,4).
impiegherà tutto settembre per raggiungere
nuovamente la massima elongazione orientale dal • Ricordiamo l’articolo su Coelum Astronomia
Sole (25,8° E) che, tuttavia, si verificherà solo il 240: Vespero, stella della sera, a Lucifero, stella
primo giorno di ottobre. Sul finire di settembre del mattino, di Giorgia Hofer.
quindi la separazione dal Sole sarà maggiore, con
il pianeta che tramonterà alle 19:42, circa 50
minuti dopo il Sole.
Il giorno 19 settembre Mercurio sarà all’afelio, il
punto della sua orbita più distante dalla nostra
stella.

Venere
Mag. da –4,3 a –4,1; diam. da 19,5" a 15,7"; fase
da 60% a 71%
Ottimamente osservabile nella seconda parte
della notte
Negli ultimi mesi, Venere si è esibito in un
magnifico spettacolo nel cielo del mattino,
presentandosi brillantissimo, con una Venere di Luigi Morrone - PhotoCoelum
magnitudine inferiore alla –4, e sempre più alto
sull’orizzonte est, scalando letteralmente il cielo
orientale. Dopo aver raggiunto il punto di Marte
massima elongazione occidentale dal Sole lo Mag. da –1,8 a –2,5; diam. da 18,9" a 22,4"
scorso 13 agosto, il pianeta, in settembre, Osservabile quasi tutta la notte
comincia una lenta “ritirata” che si farà ben più In settembre, Marte diviene un oggetto
marcata a partire da ottobre. Nel frattempo, predominante nel cielo orientale già in prima
possiamo godere della vista di questo magnifico serata: ci apparirà a occhio nudo come una stella
160 COELUM ASTRONOMIA
brillante di colore marcatamente arancione, tra le consentendoci di proseguire le nostre
più deboli stelle dei Pesci, costellazione in cui osservazioni e riprese fotografiche per tutto il
soggiornerà per tutta la durata del mese. Il mese e senza difficoltà particolari (a metà mese
pianeta sorgerà alle ore 21:47 a inizio mese, per transita in Meridiano alle ore 20:48, a un’altezza
anticipare alle 19:44 alla fine di settembre. sull’orizzonte di 25°).
Questi orari così anticipati ci permetteranno di Quando il cielo si sarà fatto sufficientemente
osservare con piacere e profitto il Pianeta Rosso scuro, subito dopo il tramonto, Giove sarà uno dei
già nelle ore della tarda serata, con Marte che si primi astri ad apparire in cielo: merito della sua
troverà in ottima posizione (a metà settembre magnitudine (che passa da –2,6 a –2,4 nell’arco
transita al Meridiano alle 3:24 a un’altezza di del mese). Lo troveremo, in compagnia di Saturno,
55°). nella costellazione del Sagittario, in prossimità
La sua dimensione apparente è in continuo del gruppo di stelle più brillanti e caratteristiche
aumento (passerà da 18,9" a 22,4") e la sua della costellazione, quelle che disegnano in cielo
magnitudine in diminuzione, da –1,8 a –2,5: sono la tipica forma di una teiera (Giove sarà vicino al
entrambi ottimi sintomi dell’appropinquarsi “manico”). Giove tramonterà alle 2:23 a inizio
dell’opposizione di ottobre che – lo ricordiamo mese, orario che verrà via via anticipato con il
ancora una volta – pur non essendo tecnicamente passare dei giorni, per raggiungere le 00:30 a fine
definibile come “grande opposizione”, le si mese.
avvicinerà notevolmente. Per quanto riguarda il suo moto apparente nel
Il 9 settembre Marte sarà stazionario e inizierà cielo, il giorno 13 settembre passerà da
poi il suo moto retrogrado. retrogrado a diretto.
Osserviamo e riprendiamo il pianeta dunque: Approfittiamo di questo periodo per osservare, al
esercitiamoci per il momento, ormai vicino, in cui telescopio, le meravigliose formazioni
Marte si presenterà al meglio! atmosferiche del pianeta (le bande, i festoni, la
Grande Macchia Rossa, ecc.) e l’affascinante moto
dei suoi satelliti maggiori per i quali sarà
sufficiente un buon binocolo. Anche
l’osservazione a occhio nudo sarà comunque
appagante, così come la fotografia di paesaggio,
con il duo Giove e Saturno che risulterà
decisamente fotogenico.

• Ricordiamo la rubrica astrofotografica del


numero scorso: I pianeti arricchiscono la Via
Marte di Alessandro Bianconi - PhotoCoelum Lattea

Giove di Alessandro Bianconi - PhotoCoelum

Giove
Mag. da –2,6 a –2,4; diam. da 44,3" a 40,7"
Ottimamente osservabile nella prima parte della
notte
Dopo aver superato l’opposizione al Sole (14
luglio), inizia inevitabilmente la fase di declino
delle condizioni di osservabilità del grande
pianeta. Non c’è da preoccuparsi però: in
settembre Giove si mostrerà in ottime condizioni,

www.coelum.com 161
TITOLO DA METTERE

162 COELUM ASTRONOMIA


Saturno con un modesto telescopio: una delizia da
Mag. da +0,3 a +0,5; diam. da 41,0" a 39,3" osservare e da fotografare.
Ottimamente osservabile nella prima parte
della notte Urano
Per Saturno, già da qualche mese, è possibile fare Mag. +5,7; diam. 3,7"
un discorso analogo a quello che si fa per Giove, Osservabile praticamente tutta la notte
per ciò che riguarda le sue condizioni di In settembre, Urano sarà osservabile con profitto
osservabilità. E così, dopo aver superato praticamente tutta la notte. Sorgerà a inizio mese
l’opposizione con il Sole (20 luglio), anche per alle 22:00 circa, orario che sarà anticipato alle
Saturno l’osservabilità è in lento e inesorabile 20:05 a fine settembre. Ovviamente non sarà
declino, pur mantenendosi su valori ottimi. possibile vedere il pianeta a occhio nudo
Saturno infatti sorge molto presto, nel tardo (mag. +5,7): ci servirà sicuramente un telescopio
pomeriggio, rendendosi visibile nel cielo della per poterlo vedere o riprendere fotograficamente.
prima serata, appena il fondo della volta celeste si L’orario della sua levata già in prima serata farà si
è fatto sufficientemente scuro per consentire alla che, quando il cielo si sarà fatto ben scuro, il
sua magnitudine (in aumento da +0,3 a +0,5) di pianeta sia già alto sull’orizzonte (a metà mese
farlo risaltare, cosa che avverrà subito dopo culmina alle ore 4:07 a un’altezza di 62,5°
Giove, poco dopo il tramonto. Il grande pianeta sull’orizzonte sud), quindi in posizione ottima per
con l’anello in settembre raggiungerà il culmine, compiere le difficili riprese necessarie a farlo
al momento del transito in Meridiano, alle ore risaltare.
21:22 a metà mese, a un’altezza di 26,7°. Per individuarlo dovremo rivolgerci verso la zona
Lo troveremo tra le stelle del Sagittario, in una meridionale della costellazione dell’Ariete, nella
zona dominata da stelle meno appariscenti di regione al confine con il Mostro Marino (Cetus), al
quelle che accompagnano Giove, cosa che ci punto che le stelle più brillanti dell’Ariete non ci
permetterà di distinguerlo ancora più facilmente saranno d’aiuto nella localizzazione del pianeta.
a occhio nudo, nonostante la magnitudine non sia Sarà più utile sfruttare le pur deboli stelle del
negativa. Cetus, in particolare Mu Ceti (mag. +4,3): Urano si
Nel corso del mese il pianeta tramonterà sempre troverà a 5° 21’ a nordovest della stella.
più anticipatamente, di un’ora ogni 15 giorni circa,
passando dalle ore 3:08 di inizio settembre alle
1:08 a fine mese.
Come accade per Giove, il giorno 29 settembre
Saturno inizierà a muoversi di moto diretto.
Una grande attrattiva di questo pianeta è senza
dubbio il suo sistema di anelli, in grado di rendere

Saturno 1 Luglio 2020 di Pietro De Urano e satelliti di Raimondo


Gregorio - PhotoCoelum Sedrani - PhotoCoelum
davvero unico questo corpo celeste, visibile già
www.coelum.com 163
Nettuno proprio in settembre Nettuno sarà in opposizione,
Mag. +7,8; diam. 2,4" precisamente il giorno 11.
In opposizione – Osservabile tutta la notte Lo troveremo tra le stelle dell’Acquario, verso il
Nettuno non è mai un soggetto semplice da confine con i Pesci. Per localizzarlo potremo
osservare, nemmeno quando raggiunge le migliori utilizzare la stella Psi1 Aqr (mag. +4,2) che, in un
condizioni di osservabilità che, lo abbiamo sistema di riferimento equatoriale, si troverà a
ripetuto più volte, si verificano in concomitanza sud-sudest del pianeta di circa 4° 7’.
con il periodo dell’opposizione con il Sole. E

Le falci Lunari di Settembre


di Francesco Badalotti

Per gli appassionati di questa tipologia di scuro e inconfondibile cratere Cruger. Si tratterà
osservazioni il primo appuntamento è per la di individuare la scura e stretta regione allungata
nottata del 14 settembre quando alle ore 02:44 per circa 560 km in senso nord/sud alla base dei
sorgerà una falce di 26 giorni con frazione monti Rook che costituiscono l'anello più interno
illuminata del 15,6%, seguita a breve distanza dal del gigantesco bacino da impatto del mare
pianeta Venere (separazione di 4°) nella Orientale, situato quasi completamente sull'altro
costellazione del Cancro. Si tratta della tipica emisfero della Luna. Poco più a nordest vediamo
falce suddivisa in due parti: a nord la scura distesa l'analoga striscia nera del Lacus Autumni allungata
basaltica del settore occidentale dell'oceanus per circa 250 km ma alla base dei monti
Procellarum e a sud le più chiare rocce Cordillera, in questo caso l'anello montuoso più
anortositiche degli altipiani. Sempre in evidenza esterno del mare Australe.
la nera isola basaltica del cratere Grimaldi (233
km) e l'enorme struttura crateriforme del cratere Per quanto riguarda le falci in Luna crescente
Bailly, rintracciabile sulla cuspide meridionale appuntamento per la serata del 18 settembre con
letteralmente delimitato dal bordo lunare e dalla una sottile falce di 1,3 giorni che già alle ore
linea del terminatore. Questa potrebbe rivelarsi 20:22 scenderà sotto l'orizzonte fra le stelle della
un'ottima occasione per osservare e/o riprendere Vergine preceduta a breve distanza dal pianeta
immagini di Bailly che con i suoi oltre 310 km di Mercurio, pertanto la finestra osservativa sarà
diametro è il più esteso cratere visibile estremamente ridotta e non sarà proprio il caso di
sull'emisfero lunare rivolto verso il nostro andare a cercare eventuali dettagli se non qualche
pianeta. La massima librazione sarà a sudovest veloce foto vista la presenza di Mercurio
del mare Humorum. anch'esso in procinto di tramontare.
La successiva nottata, il 15 settembre, alle 03:58 La successiva serata, il 19 settembre, alle ore
sorgerà una falce di 27 giorni con frazione 20:49 tramonterà una falce di 2,3 giorni sulla
illuminata dell'8% sulla quale spiccherà ancora la quale ci sarà solo il tempo necessario per qualche
macchia nera di Grimaldi e le numerose strutture rapida occhiata al settore est del mare Crisium con
prossime al bordo più occidentale della Luna, con gli adiacenti mari Marginis e Undarum oltre alle
la massima librazione a ovest del cratere rispettive cuspidi nord e sud e naturalmente per
Schickard. qualche foto.
La tarda nottata del 16 settembre alle ore 05:17 A chi predilige le cosiddette "falci larghe" (come
vedrà sorgere una sottile falce di 28 giorni sulla vedete sulla Luna ce n'è per tutti i gusti....)
quale si consiglia di andare alla ricerca del Lacus potremmo consigliarne una di 3,2 giorni che il 20
Veris situato sul bordo occidentale a ovest dello settembre tramonterà alle 21:19 e che risulterà
164 COELUM ASTRONOMIA
ancora relativamente comoda per chi vorrà Come sempre per questa tipologia di
osservarne al telescopio le numerose strutture osservazioni, oltre agli ormai noti parametri
geologiche, anche se alle ore 20:00 si troverà già osservativi, risulterà determinante disporre di un
a un'altezza iniziale di soli +10/11°. Pertanto, orizzonte il più possibile libero da ostacoli e
mettendo in conto la bassa declinazione con la sperare nella clemenza delle condizioni
conseguente inevitabile turbolenza e meteorologiche.
l'auspicabile assenza di ostacoli alla visuale, sarà
possibile osservare almeno il cratere Endymion a • Astrofotografia - Andiamo a caccia delle
nordest, il mare Crisium in tutta la sua estensione sottilissime falci lunari
e le grandi strutture crateriformi lungo il margine • Continua l’esplorazione delle formazioni lunari
orientale del mare Fecunditatis fino alle due nella Rubrica dedicata alla Luna
cuspidi nord e sud.

Falce di Luna di Elena Pinna - PhotoCoelum

www.coelum.com 165
Asteroidi in settembre: l’opposizione di (19) Fortuna e (68) Leto
Il mese di settembre sarà decisamente affollato di e nickel, contribuisce a renderlo particolarmente
opposizioni asteroidali: se ne verificheranno ben brillante, con un effetto diretto sulla sua
sette, considerando gli asteroidi maggiori. Una magnitudine.
vera goduria, quindi, per gli appassionati delle Leto venne scoperto il 29 aprile 1861 da Karl
“rocce volanti”! Noi ci concentriamo però sue due Theodor Robert Luther dall'Osservatorio situato
particolari opposizioni, degne di nota per il valore nel distretto urbano di Bilk, nella città di
di magnitudine raggiunto, che si attesterà sulla Dusseldorf in Germania. Luther all'epoca era
nona grandezza. anche il direttore dell'Osservatorio (a partire dal
Iniziamo quindi con (19) Fortuna, il giorno 11 1851). Il nome venne scelto in onore di Leto che,
settembre: troveremo questo grande asteroide, nella mitologia greca, era la madre di Apollo e
uno dei più grandi della fascia principale (circa Artemide.
200 km di diametro), nella costellazione dei Pesci, L’asteroide raggiungerà l’opposizione il 30
a 5° 54’ a sud della stella Gamma Piscium settembre, giorno in cui si troverà nella
(mag. +3,7), verso il confine con l’Acquario (si costellazione del Mostro Marino (Cetus), 6° 18’ a
troverà a 3° 29’ a nord di Fi Aquarii, mag. +4,2). nordest della stella Deneb Kaitos (Iota Ceti,
Non a grande distanza (circa 3° 15’ a sudest di mag. +3,6). In quel giorno raggiungerà la
Fortuna) si troverà anche il pianeta Nettuno. Nel magnitudine +9,6, posizionandosi a 1,118 UA
giorno dell’opposizione l’asteroide toccherà la dalla Terra.
magnitudine +9,4 e si troverà a una distanza dalla
Terra di 1,137 UA. Tra le altre opposizioni notevoli per il mese di
Abbiamo già parlato numerose volte di questo settembre, ricordiamo rapidamente quella di (17)
asteroide: ricordiamo solo Thetis, il 10 settembre (nella costellazione
che venne scoperto da John
Russell Hind nella notte del
22 agosto 1852 presso
l'Osservatorio privato di
George Bishop al Regents
Park di Londra. Il nome venne
scelto in onore di Fortuna, la
dea Romana del caso e del
destino.

La seconda opposizione
asteroidale su cui ci
concentriamo in settembre è
quella di (68) Leto. Si tratta di
un grande asteroide della
fascia principale: il suo
diametro è di circa 122 km.
Come se ciò non bastasse,
bisogna considerare anche
che la sua composizione
superficiale, costituita di
silicati e metalli, tra cui ferro
166 COELUM ASTRONOMIA
dell’Acquario; mag. +10,6) e di (22) Kalliope, Pesci (mag. +10,8) e, infine, il 22 settembre,
(nello stesso giorno e ancora nell’Acquario; toccherà a (61) Danae, nel Pegaso (mag. +10,8).
mag. +10,6). Restiamo in attesa delle vostre immagini in
Passiamo poi al 16 settembre, con l’opposizione PhotoCoelum e, perché no, di un report
di (49) Pales (nei Pesci; mag. +11); il 18 osservativo.
settembre sarà la volta di (737) Arequipa, nei

A sinistra. Una bella ripresa dell’asteroide


(68) Leto del 25 dicembre 2016 a opera di
Enrico Mariani. In quell’occasione,
l’asteroide – in opposizione questo
settembre – si trovava in congiunzione con
l’ammasso stellare M 37 nella
costellazione dell’Auriga. Vedi tutti i
dettagli su PhotoCoelum.

www.coelum.com 167
FENOMENI E CONGIUNZIONI DI SETTEMBRE
Di seguito riportiamo i principali eventi celesti di 12° E. Nelle illustrazioni la Luna appare ingrandita
settembre: gli orari sono espressi in TMEC e le per una questione di leggibilità e di
condizioni del cielo sono calcolate per una rappresentazione grafica.
località media italiana posta alle coordinate 42° N

5-6 settembre
Congiunzione Luna e Marte

5 settembre, ore 22:30


Volgendo il nostro sguardo verso oriente,
la sera del 5 settembre, alle ore 22:30
circa, potremo ammirare facilmente una
bella congiunzione tra la Luna (fase
dell’88%) e il pianeta Marte (mag. –1,9).
Quest’ultimo ci apparirà, a occhio nudo,
come una stella piuttosto brillante e di
colore spiccatamente arancione. Sarà
molto bello osservare questa
congiunzione, a una altezza di circa 10°
sull’orizzonte est, con i due astri che
saranno separati di circa 3° 40’. Si tratta
di un’ottima occasione per immortalare la
coppia in fotografie di
paesaggio che comprendano anche
elementi naturali, alberi, montagne o
colline, o architettonici.
Non finisce qui però! La coppia, con il
passare delle ore si stringerà in un
abbraccio davvero appassionato!

6 settembre, ore 6:00

Dopo aver “viaggiato” l’intera notte


lungo la volta celeste, la Luna e Marte, già
in congiunzione dalla sera precedente,
ora sono strettamente abbracciati,
distanti tra loro appena 51’. Sarà una
delizia osservare la coppia in cielo, così
appaiati, alti circa 45° sull’orizzonte di
sudovest. La luminosità del nostro
satellite naturale sarà abbagliante (fase
dell’86%) e tenderà a prevaricare quella

168 COELUM ASTRONOMIA


6 settembre, ore 6:50 - La Luna occulta Marte
La mattina del 6 settembre, per chi abita nelle
regioni meridionali della penisola italiana, sarà
possibile osservare una bella occultazione di Marte
(mag –1,9) da parte della Luna (fase dell’86%).
Riportiamo qui sotto una tabella per alcune città del
meridione da cui sarà possibile osservare
l’occultazione. Gli orari indicati possono variare di
alcuni secondi a seconda della località precisa
Sopra. La tabella mostra gli orari di ingresso e
specifica: consigliamo di utilizzare un planetario per uscita di Marte, occultato dalla Luna, per alcune
calcolare le esatte circostanze dell’evento nella delle principali località del Sud Italia.
propria località e, comunque, è bene anticipare Suggeriamo di utilizzare un planetario per il
calcolo degli orari precisi per la propria località
l’osservazione di qualche minuto. di osservazione. È sempre bene anticipare di
Ricordiamo che essendo un’osservazione in diurna e qualche minuto le osservazioni rispetto
per la quale è necessario utilizzare degli strumenti agli orari indicati.
ottici (come un binocolo o un telescopio), prestare
sempre grande attenzione a non intercettare mai i
raggi del Sole:
l’osservazione
del Sole senza
adeguate
schermature può
provocare danni
irreparabili alla vista.

A destra. Nella mappa, le


linee bianche mostrano il
percorso apparente seguito
da Marte durante
l’occultazione da parte della
Luna. Le linee sono riferite
alle diverse località riportate
nella grafica. Ricordiamo che
per la grafica è stato
utilizzato un sistema di
riferimento equatoriale.

del Pianeta Rosso. l’osservazione binoculare Spingendosi ancora oltre, per chi vorrà cimentarsi
dell’evento sarà sicuramente appagante. in un’osservazione in diurna, segnaliamo che la
Per la verità, proseguendo nelle osservazioni, la Luna, se osservata dalle regioni meridionali della
Luna si avvicinerà ancora di più a Marte, penisola italiana, occulterà Marte. Per i dettagli,
raggiungendo appena i 31’ alle ore 6:50, quando vedi il box qui sopra.
però il cielo sarà troppo chiaro, illuminato dalla
luce del Sole sorto da poco (6:42).

www.coelum.com 169
13-14 settembre, ore 5:00
Congiunzione Luna, Venere e M 44
La mattina del 13 settembre, alle ore 5:00, La Luna sicuramente completa il quadro, formando
dirigendo la nostra attenzione verso est, potremo un trio di sicuro fascino, considerando anche che
notare la presenza del brillante pianeta Venere in questo giorno sarà possibile osservare la luce
(mag. –4,2) a una altezza di circa 21° cinerea della Luna, che in fotografia apparirà
sull’orizzonte. Osservando con attenzione sarà decisamente marcata, soprattutto se
possibile distinguere il tenue ammasso stellare allungheremo i tempi di posa, cosa necessaria
aperto noto come Ammasso del Presepe (Beehive anche a far risaltare maggiormente le deboli stelle
Cluster, mag. +3,1), o M 44 del catalogo di che compongono l’ammasso.
Messier, a poca distanza di Venere che si troverà a Attendendo ulteriormente per alcuni minuti, fino
2,3’ a sudovest dell’ammasso. Il teatro in cui si alle 5:25 circa, potremo osservare la Luna che, con
verificherà la congiunzione è quello della il suo incedere, occulterà la stella Asellus Borealis
costellazione del Cancro, le cui stelle più brillanti (Gamma Cancri, mag. +4,7). l’occultazione
faranno da “comparse”, nemmeno troppo terminerà alle ore 6:22 circa.
secondarie, come vedremo.
Il giorno seguente, il 14 settembre alla stessa ora, Complessivamente, questo fenomeno che si
a questo già interessante duetto astrale si articola in due giorni di osservazione, risulterà
aggiungerà anche una sottile falce lunare (fase particolare per i soggetti coinvolti: un facile
del 15%): la Luna si troverà a 1,7° a nordest oggetto deep sky qual è M 44, il brillante pianeta
dell’ammasso aperto, mentre Venere si sarà Venere e la Luna con una fase compatibile con
spostato percepibilmente, portandosi a poco più l’osservazione e la ripresa fotografica, soprattutto
di 1° da Asellus Australis (Delta Cancri, mag. +3,9). dell’ammasso. La concomitanza dei giorni in cui il

170 COELUM ASTRONOMIA


nostro satellite si presenta in luce cinerea, inoltre, fotografie più a largo campo, in cui sarà
non farà altro che aggiungere magia e fascino alla indispensabile costruire un’inquadratura
ripresa. considerando gli elementi del paesaggio
Consigliamo di osservare la congiunzione a occhio circostante, includendo elementi naturali o
nudo o con l’aiuto di un binocolo, mentre per la architettonici per incorniciare adeguatamente i
fotografia sarà sicuramente interessante tentare soggetti celesti. Sconsigliamo l’uso di obiettivi
di stringere l’inquadratura sull’area di cielo in cui eccessivamente grandangolari che non sarebbero
dimora l’ammasso aperto. Sarà altresì possibile in grado di rendere evidenti i dettagli lunari o di
immortalare questo incontro celeste anche in rendere adeguatamente le stelle dell’ammasso.

Osserviamo la Luna in luce cinerea in settembre


In settembre, le giornate migliori per osservare e Luna. Per questo, la parte non illuminata della
fotografare la Luna in luce cinerea cadranno nei Luna apparirà tenuemente brillante divenendo
giorni 14 e 15, quando si avrà la migliore così vagamente visibile.
visibilità appena prima dell’alba. Nei giorni Per maggiori informazioni sul fenomeno e su
attorno al 20 settembre invece avremo la come riprenderlo:
possibilità di ammirare la luce cinerea della Luna
subito dopo la fine del tramonto. • Riprendiamo la Luce Cinerea della Luna
• Lo sapevi che anche Leonardo da Vinci aveva
Il fenomeno è dovuto alla luce del Sole riflessa compreso il fenomeno? Leggi l’articolo su
dalla Terra che illumina la parte in ombra della Coelum Astronomia 237

Luna cinerea di Mauro Muscas - PhotoCoelum

Hai compiuto un’osservazione?


Condividi le tue esperienze e impressioni, mandaci i tuoi report
osservativi o un breve commento sui fenomeni osservati: puoi scriverci
a segreteria@coelum.com. Inoltre, se hai scattato qualche fotografia agli
eventi segnalati, carica le tue foto in PhotoCoelum!

www.coelum.com 171
24-25 settembre, ore 23:00
Congiunzione Luna, Giove e Saturno
Nei giorni 24 e 25 settembre si verificherà una compongono la celebre forma a “teiera”, che ci
classica congiunzione tra Luna e pianeti: nello apparirà decisamente declinante verso l’orizzonte.
specifico i protagonisti sono i due maggiori Il giorno seguente, il 25 settembre sempre alle ore
pianeti del Sistema Solare, ossia Giove (mag. –2,4) 23:00, potremo notare lo spostamento della Luna
e Saturno (mag. +0,4). (fase del 69%), che si sarà portata più in
Iniziamo la sera del 24 settembre, alle ore 23:00 prossimità di Saturno, sorpassando Giove. La
circa: nella regione del cielo del Sagittario, separazione sarà di circa 3° con il nostro satellite
osservabile verso sudovest, a una altezza di circa naturale che si troverà a sudest del pianeta con
14°, sarà facile riconoscere Giove, che ci apparirà l’anello.
come una stella molto brillante, seguita, a poca
distanza più in direzione sud, da Saturno. La Luna Si tratta di una congiunzione piacevole da
(fase del 58%) si troverà a 6° e mezzo a sudest di osservare a occhio nudo e interessante da
Giove, ponendosi ad appena 1,7° a ovest della fotografare, inevitabilmente ad ampio campo,
stella Nunki (Sigma Sagittarii, mag. +2,1), una avendo l’accortezza di impreziosire l’inquadratura
delle brillanti stelle del Sagittario che con elementi del paesaggio che sappiano

172 COELUM ASTRONOMIA


arricchire l’immagine e fare da giusto contorno ai attore primario ma che passa decisamente
soggetti celesti. Considerando che avremo a che inosservato: Plutone. Situato a due terzi circa di
fare con astri molto luminosi, ci sarà anche distanza sulla congiungente Giove-Saturno (più
l’occasione di giocare un po’ con i soggetti vicino a quest’ultimo), il piccolo pianeta nano sarà
inventandosi magari qualche interessante lì, assolutamente invisibile a occhio nudo (e molto
allineamento prospettico con gli oggetti difficile da scorgere anche al telescopio), ma pur
paesaggistici. sempre presente! Anche se non apparirà nei nostri
scatti fotografici, sappiamo che il remoto corpo
Per concludere, aggiungiamo che, in realtà, c’è un celeste sarà in qualche modo incluso nelle nostre
altro protagonista nella congiunzione, un altro immagini!

Altre congiunzioni di settembre in breve

10 settembre, ore 4:30 – Congiunzione Luna e con la stella Alfa della costellazione del Leone,
Aldebaran Regolo (Alfa Leonis, mag. +1,4). La separazione tra
La Luna (fase del 54%), alta circa 11° la stella e la Luna sarà di circa 9° con la stella
sull’orizzonte est si troverà a circa 6° a est della esattamente a sud del nostro satellite naturale.
bella stella Aldebaran (Alfa Tauri; mag. +0,9),
l’occhio infuocato del Toro celeste. 22 settembre, ore 20:00 – Congiunzione Luna e
Antares
15 settembre, ore 5:20 – Congiunzione Luna e La sera del 22 settembre, alle ore 20:00,
Regolo guardando verso sud-sudovest, vedremo la Luna
Una sottile falce lunare (fase del 7%), alta circa (fase del 35%) posizionarsi 5° 20’ a nordest della
12° sull’orizzonte est, si troverà in congiunzione rossa stella Antares (Alfa Scorpii, mag. +1).

www.coelum.com 173
STAZIONE SPAZIALE
A cura di Giuseppe Petricca

Transiti ISS notevoli per


il mese di Settembre 2020
In settembre la ISS – Stazione Spaziale Internazionale sarà rintracciabile nei nostri
cieli sia a orari mattutini che serali. Avremo a disposizione molti transiti notevoli con
magnitudini elevate durante il primo mese d’autunno, sperando come sempre in cieli
sereni.
Si inizierà il giorno 11 settembre, dalle 05:32 Paese, dalle 19:52 alle 20:01, da ovest-sudovest a
verso nordvest alle 05:41 verso sudest. La nordest. La ISS, con magnitudine massima a –3,8,
visibilità sarà perfetta da tutta la nazione, con la effettuerà il miglior transito serale del mese.
magnitudine di picco a –3,8. Sarà un transito
osservabile senza problemi, meteo permettendo.
Se vista dal Centro Italia la Stazione Spaziale
transiterà vicino alla Luna.

Si replica il 12 settembre, dalle 04:47 alle 04:53,


osservando da nord-nordest a est-sudest. La ISS
La ISS transita sul
sarà ben visibile, ancora una volta, da tutta Italia, disco della Luna di
con una magnitudine massima che si attesterà su Alessandro Carrozzi -
un valore di –3,3. PhotoCoelum

I TRANSITI DELLA ISS IN SETTEMBRE


Passiamo al giorno 13 settembre, dalle 05:35 in
direzione ovest-sudovest alle 05:42 in direzione
Giorno Ora Direz. Ora Direz. Mag.
sud-sudest. Questo sarà un transito ottimale per inizio fine max
le regioni occidentali della nazione. La
11 05:32 NO 05:41 SE –3,8
magnitudine massima sarà di –3,1. 12 04:47 NNE 04:53 ESE –3,3
13 05:35 OSO 05:42 SSE –3,1
17 20:39 SO 20:45 E –3,6
Il transito successivo si avrà il 17 settembre, con 19 19:51 SO 19:59 ENE –3,1
la Stazione Spaziale che transiterà dalle 20:39 alle 20 19:52 OSO 20:01 NE –3,8

20:45, da sudovest a est. Un transito ottimale per


N.B. Le direzioni visibili per ogni transito sono
il Centro-Sud Italia, con magnitudine massima a – riferite a un punto centrato sulla penisola, nel
3,6. Centro Italia, costa tirrenica. Considerate uno
scarto ± 1-5 minuti dagli orari sopra scritti, a
causa del grande anticipo con il quale sono stati
Il giorno dopo, il 18 settembre, dalle 19:51 alle calcolati. Si consiglia di controllare le corrette
circostanze con l’uso dei software online, come
19:59, da sudovest a est-nordest, avremo un http://transit-finder.com/ o
https://www.calsky.com/cs.cgi/Satellites/4
transito apprezzabile dal Sud Italia. Magnitudine
massima a –3,1. Osservata dal Centro la ISS DOVE SI TROVA LA ISS ORA?
transiterà vicina ai pianeti Giove e Saturno, verso http://iss.astroviewer.net/
sud. Live stream dalla ISS
http://www.ustream.tv/channel/live-iss-stream
L’ultimo transito notevole del mese si avrà il 20 Clicca qui per ottenere una previsione di massima del
passaggio dei satelliti più luminosi. È sufficiente
settembre, osservabile nuovamente da tutto il impostare data, ora e luogo di osservazione.

174 COELUM ASTRONOMIA


COMETE
di Claudio Pra

Salutiamo la C/2020 F3 Neowise


Dopo gli ultimi mesi, decisamente interessanti e eventuali sorprese, sarà purtroppo molto avaro di
movimentati, culminati con lo show della spunti osservativi, a cominciare già da settembre.
NEOWISE – di cui potete leggere il report Vediamo cosa possiamo osservare, nel nono mese
osservativo in questo stesso numero di Coelum dell’anno, per ciò che riguarda gli “astri chiomati”.
Astronomia – l’ultimo periodo dell’anno, salvo

C/2020 F3 NEOWISE
Restiamo ancora un po’ in compagnia della Darle un ultimo sguardo sarà il tributo a un
C/2020 F3 NEOWISE: la grande cometa del 2020 a oggetto che ricorderemo a lungo, che ritornerà
settembre si sarà ridotta, a meno di eventi dalle nostre parti fra circa settemila anni (!).
imprevedibili, a una cometina che a inizio mese
dovrebbe brillare di decima magnitudine,
ovviamente in ulteriore calo. Niente a che vedere
con i fasti dei mesi appena trascorsi... Oltre alla
bassa luminosità, anche la sua altezza
sull’orizzonte, tra l’altro in progressivo
peggioramento, non aiuterà chi vorrà salutarla:
bisognerà cercarla, appena fa buio, verso ovest tra
le stelle della Vergine e poi nella Bilancia, per
circa metà mese.

88P/Howell
Nel mese del suo passaggio al perielio e della
Sopra. Il percorso nel cielo della cometa C/2020 F3
presumibile massima luminosità raggiunta (attorno
NEOWISE in settembre.
all’ottava magnitudine), la Howell sarà osservabile Sotto. Dettaglio del passaggio della cometa
con molta difficoltà dalle regioni settentrionali 88P/Howell nei pressi di NGC 6897.
della nostra penisola da cui, all’inizio della notte
astronomica, apparirà alta solo pochi gradi
sull’orizzonte. Le condizioni osservative saranno
leggermente migliori per le regioni centrali e
molto di più per quelle meridionali, dove le
possibilità di scorgerla saranno decisamente alte.

La cometa si muoverà dalla Bilancia verso lo


Scorpione, sfiorando, nelle serate del 5 e 6
settembre, il luminoso globulare NGC 5897
(mag. +8,6). Verso la fine del mese transiterà
invece a circa un grado dalla supergigante rossa
Antares.

www.coelum.com 175
SUPERNOVAE
A cura di Fabio Briganti e Riccardo Mancini

Italian Supernovae Search Project


(http://italiansupernovae.org)

Una supernova in M 85
Questo 2020 ci regala la terza supernova esplosa tentativo con il Nordic Optical Telescope da 2,56
in una galassia appartenente al catalogo Messier. metri e, questa volta, lo spettro di buona qualità
Questa volta è toccato alla galassia lenticolare M confermava il tipo Ia evidenziando che la
85, situata nella Chioma di Berenice, a circa 55 supernova era però molto giovane, scoperta cioè
milioni di anni luce da noi. Nella notte del 25 poco tempo dopo l’esplosione, e quindi circa due
giugno, il programma professionale americano di settimane prima del massimo di luminosità.
ricerca supernovae e pianetini ATLAS (Asteroid Questo spettro è infatti il più “early” mai ripreso
Terrestrial-impact Last Alert System) ha per una supernova di tipo Ia, ottenuto nelle
individuato un nuovo oggetto di mag. +17,4. primissime fasi dell’esplosione. I gas eiettati
Quattordici ore dopo la scoperta, dall’Osservatorio dall’esplosione viaggiano a una velocità di circa
Roque de los Muchachos con il telescopio 14.800 km/s e non sembrerebbe essere presente
Liverpool di 2 metri, è stato ottenuto un primo un assorbimento da polveri della galassia se non in
spettro, ma la qualità non era delle migliori: minima parte.
sembrava di trovarsi di fronte a una supernova di Questo supernova, a cui è stata assegnata la sigla
tipo Ia matura, cioè scoperta pochi giorni dopo il definitiva SN2020nlb, ha raggiunto la notevole
massimo di luminosità e dal colore arrossato, mag. +12 intorno al 10 luglio. In un’immagine
dovuto a un forte assorbimento da parte delle ripresa sempre da ATLAS il 23 giugno, profonda
polveri della galassia. Ma qualcosa non fino alla mag. +19,7 la supernova non era visibile,
convinceva gli addetti ai lavori che poche ore più così come in un’immagine ottenuta dall’astrofilo
tardi, dal momento che le condizioni atmosferiche giapponese Itagaki, ripresa il 24 giugno (alle ore 13
erano migliorate, hanno eseguito un secondo TU) profonda fino alla mag. +18,5. Pertanto la

Immagine della SN2020nlb in


M85 ottenuta in remoto dalla
Namibia dall’astrofilo svedese
di origini polacche Grzegorz
Duszanowicz con un Celestron
C14 F.7,3 + ccd SBIG
ST-10XME, somma di 60
immagini da 30 secondi.

176 COELUM ASTRONOMIA


Immagine della
SN2020nvb in
NGC4457 ottenuta
dall’astrofilo veneto
Francesco Battistella
con un rifrattore Apo
da 130mm F.6,6 + ccd
QHY9mono, somma di
20 immagini da 60
secondi.

prima luce di questa supernova deve essere giunta Vista la notevole luminosità del transiente,
sulla Terra tra le ultime 11 ore del 24 giugno e le dall’Osservatorio di Monte Baldo (VR) utilizzando
prime 6 del 25 giugno (ora della scoperta). un telescopio Schmidt-Cassegrain da 25 cm dotato
Per M 85 questa è la seconda supernova di spettroscopio Alpy, Flavio Castellani, coadiuvato
conosciuta: la prima fu scoperta il 20 dicembre da Claudio Balcon da Belluno, sono riusciti a
1960 dall’astronomo italiano Leonida Rosino, riprendere lo spettro di questa supernova circa
denominata SN1960R, anche questa di tipo Ia, che un’ora prima dell’Osservatorio Roque de los
raggiunse ugualmente la mag. +12. M 85 non è una Muchachos, ma le operazioni di elaborazione dello
galassia molto fotogenica ma forma un bel spettro si sono prolungate più del previsto,
quadretto con la vicina galassia a spirale NGC impedendogli di essere i primi a inserire nel TNS la
4394 posta a soli 30” a est, che ha permesso di classificazione.
ottenere delle belle immagini con una supernova La luminosità al momento della scoperta, pari alla
molto luminosa. mag. +13, faceva pensare che la supernova fosse
già visibile da alcuni giorni e infatti, analizzando le
A pochi giorni e a pochi gradi (15° sud) di distanza immagini di archivio, lo stesso Itagaki aveva già
dalla luminosa supernova in M 85, sempre immortalato il transiente sia nella notte del 26 che
l’incredibile Koichi Itagaki ha messo a segno un del 24 giugno.
nuovo centro. Si tratta dell’ottava scoperta per lui Anche il nostro Giancarlo Cortini detiene
nel 2020: nella notte del 1° luglio ha individuato un’immagine di prediscovery ottenuta nella notte
una luminosa supernova di mag. +13 nella galassia del 24 giugno. Intorno al 9 luglio la supernova,
a spirale NGC 4457, situata nella costellazione denominata SN2020nvb, ha raggiunto il massimo
della Vergine a una distanza di circa 50 milioni di di luminosità a mag. +11,8 diventando, per adesso,
anni luce. I primi a inserire la classificazione nel la supernova più luminosa del 2020, insieme alla
TNS con lo spettro di conferma sono stati gli SN2020ue scoperta sempre da Itagaki il 12
astronomi dell’Osservatorio Roque de los gennaio di quest’anno. Peccato che un leggero
Muchachos con il telescopio Liverpool, assorbimento da parte delle polveri della galassia
evidenziando che la supernova era di tipo Ia, ospite abbia tolto quasi mezza magnitudine di
scoperta pochi giorni prima del massimo di luminosità, altrimenti questa supernova si sarebbe
luminosità, con i gas eiettati dall’esplosione che posizionata al primo posto nella classifica del
viaggiavano a una velocità di circa 13.000 km/s. 2020.
www.coelum.com 177
LUNA
di Francesco Badalotti

La Luna di Settembre
Alle ore 00:00 del primo settembre la Luna sarà in ricchi di ferro, titanio e altri metalli presenti nei
fase di 12,8 giorni quando mancheranno ormai mari lunari così come riguardo le rocce
solo 30 ore al Plenilunio e la potremo ammirare anortositiche degli altipiani, ricche di alluminio,
nel cielo meridionale poco prima del transito in chi intende dedicarsi a più fini dettagli non dovrà
meridiano previsto alle ore 00:30 a un'altezza di fare altro che orientare il telescopio lungo il
+27°. Alle ore 07:22 del 2 settembre il nostro bordo orientale della Luna in quanto la linea del
satellite, giunto al capolinea della fase crescente, terminatore inizierà proprio da lì a scorrere
si troverà in Plenilunio alla distanza di 400.104 lentamente di sera in sera verso occidente,
km dalla Terra. Pertanto chi avesse programmato portando però in tal modo la visibilità del nostro
di dedicare qualche ora a questa particolare fase satellite dalla tarda serata progressivamente
lunare avrà la possibilità di usufruire di alcune verso le ore notturne.
comode finestre osservative, tra cui la medesima
serata del 2 settembre quando alle ore 20:30
sorgerà in età di 14 giorni ma con la fase calante
ormai iniziata da circa 13 ore. In questo caso, a
prescindere da ricerche orientate allo studio delle
differenze di albedo e dei flussi di lava basaltica

Sopra. Le fasi della Luna in settembre, calcolate per le ore 00:00 in TMEC. La visione è diritta (Nord in alto, Est
dell’osservatore a sinistra). Nella tavola sono riportate anche le massime librazioni topocentriche del mese, con il circoletto
azzurro che indica la regione del bordo più favorita dalla librazione. A destra. La tabella riporta gli orari di sorgere,
culminazione, altezza (in gradi raggiunta all’istante della culminazione) e del tramonto, oltre alla costellazione di transito. Gli
istanti e i dati degli eventi riportati, calcolati per le ore 00:00 in TMEC, sono topocentrici, ovvero riferiti alla posizione
geografica di un osservatore posto a Long. 12° E; Lat. 42° N. Gli altri valori relativi al nostro satellite sono disponibili qui.

178 COELUM ASTRONOMIA


Riprendere l'intero disco della Luna Piena
Riprendere l'intero disco della Luna Piena con un 1.000/1.200 frames l'uno ottenendo altrettante
telescopio potrebbe rivelarsi un'esperienza immagini grezze al termine dei rispettivi processi
interessante e anche stimolante. Personalmente di elaborazione con Autostakkert e Registax, da
col mio Mak Rumak di 255 mm a f/20 (5.100 mm unire infine in un unico grande mosaico.
di focale) dopo l'indispensabile inserimento di un L'importante consiste nell'evitare di ritrovarsi al
riduttore/correttore portando il rapporto focale a termine di tutto questo lavoro con alcuni
f/12,6 ( focale di 3.200 mm) si rese necessaria sgradevolissimi e ben difficilmente rimediabili
l'acquisizione di ben 54 file video di circa "spazi bianchi" causa assenza di immagini...

In ogni caso, dopo avere atteso che la Luna del bordo lunare per poi terminare con le
raggiunga un'altezza ragionevole, sarà possibile altrettanto spettacolari strutture crateriformi
spaziare dalle regioni di nordest col mare Tycho, Longomontanus, Clavius e tante altre
Humboldtianum e il cratere Endymion fino alle dell'altipiano meridionale. Nella medesima nottata
estreme regioni sudorientali passando dall'area del 10 settembre la massima Librazione
dei mari Crisium, Marginis, Undarum e Smythii. interesserà l'area lungo il bordo lunare a ovest dei
crateri Reiner e Marius.
Nel procedere della fase calante, alle ore 11:26
del 10 settembre la Luna sarà in Ultimo Quarto Completata la fase calante, alle ore 13:00 del 17
mentre per eventuali osservazioni col telescopio, settembre il nostro satellite sarà in Luna Nuova
anticipando di qualche ora tale evento, si renderà con la contestuale ripartenza di un nuovo ciclo
necessaria la classica "levataccia notturna" in lunare che riporterà progressivamente la Luna
tarda nottata quando la Luna, in età di 22 giorni, nelle sempre comode ore serali per essere
solcherà il cielo a un'altezza di 40/60°. Osservare ammirata nelle migliori condizioni osservative.
l'Ultimo Quarto consente di spaziare ampiamente
sulle immense distese basaltiche dell'oceanus Alle ore 03.55 del 24 settembre avremo il Primo
Procellarum e dei mari Imbrium, Nubium, Quarto con fase 6,6 giorni anche se purtroppo si
Humorum e Vaporum in netta prevalenza rispetto troverà a -45° sotto l'orizzonte essendo
agli altipiani dei settori sud-sudovest e nord- tramontata la sera precedente alle ore 23:17 e in
nordovest. Estremamente stimolante anche la attesa di sorgere alle 15:28 del giorno 24. Per
possibilità di dedicarsi a formazioni geologiche osservare il Primo Quarto al telescopio basterà
come i crateri Pythagoras e Plato, l'Aristarchus attendere la medesima serata del 24 settembre
Plateau, Sinus Iridum, Copernicus, fino ai grandi quando alle ore 19:49 la Luna transiterà in
crateri Grimaldi e Schickard situati in prossimità meridiano a un'altezza di +20° e sarà a nostra

www.coelum.com 179
disposizione fino a pochi minuti dopo la del mare Crisium (vedere sezione specifica a
mezzanotte quando scenderà sotto l'orizzonte pagina 183).
seguita dai pianeti Giove e Saturno. Nel caso
specifico la fase lunare avrà un'età di 7,3 giorni e Da qui in avanti il nostro satellite proseguirà nella
davanti al telescopio si spalancherà un'incredibile sua fase di Luna Crescente che di sera in sera
varietà di dettagli, dai vasti altipiani in prossimità vedrà il Sole sempre più alto sull'orizzonte lunare
del settore più orientale dove il Sole già alto mentre il terminatore, nel suo inarrestabile
sull'orizzonte consentirà interessanti osservazioni avanzamento da est verso ovest, consentirà
riguardo le differenze di albedo di determinate spettacolari osservazioni ad esempio dell'arco
aree spostandoci poi sempre più verso occidente formato da Alpi e Appennini da Plato a
col Sole che, gradualmente sempre più basso Eratosthenes la sera del 25, i crateri Plato e
sull'orizzonte lunare, renderà possibili dettagliate Copernicus con i mari Imbrium e Nubium la sera
osservazioni anche in alta risoluzione in modo del 26, l'Aristarchus Plateau il 29 per terminare
particolare per le innumerevoli formazioni questo mese con la serata del 30 settembre
geologiche situate lungo la linea del terminatore. quando mancherà poco meno di 24 ore al nuovo
Nella medesima serata del 24 settembre la Plenilunio proprio la sera del 1 ottobre, ma ne
massima Librazione interesserà l'area a nordest riparleremo nel prossimo articolo.

Librazioni nel mese di settembre


(In ordine di calendario, per i dettagli vedere le indicati i giorni in cui i punti di massima
rispettive immagini). Librazione si allontanano dalla superficie lunare
Si precisa che, per ovvi motivi, non vengono illuminata dal Sole.

180 COELUM ASTRONOMIA


Librazioni Settore Nordest
1 settembre: librazione nordest mare
Humboldtianum. Fase lunare 13,6 giorni, sorge
20:06.

Librazioni Settore Nord-Nordovest


5 settembre: librazione Regione Polare Nord 8 settembre: librazione ovest mons Rumker. Fase
(Peary). Fase lunare 17,7 giorni, sorge 21:32. lunare 20,7 giorni, sorge 22:43.
6 settembre: librazione nordovest cratere 9 settembre: librazione ovest Aristarchus Plateau.
Anaximenes. Fase lunare 18,7 giorni, sorge 21:53. Fase lunare 21,7 giorni, sorge 23:15.
7 settembre: librazione ovest cratere Pythagoras.
Fase lunare 19,7 giorni, sorge 22:16.

Librazioni Settore Nordovest-Ovest

10 settembre: librazione ovest crateri Marius/ 12 settembre: librazione ovest cratere Grimaldi.
Reiner. Fase lunare 22,8 giorni, sorge 23:53. Fase lunare 23,8 giorni, sorge 00:40.
11 settembre: librazione ovest cratere Grimaldi.
Fase lunare 23,8 giorni, sorge --

Librazioni Settore
Ovest-Sudovest
13 settembre: librazione ovest
cratere Cruger (M. Orientale).
Fase lunare 24,8 giorni, sorge
01:38.
14 settembre: librazione ovest
cratere Vieta. Fase lunare 25,9
giorni, sorge 02:44.
15 settembre: librazione ovest
cratere Schickard. Fase lunare 27
giorni, sorge 03:58.

Librazioni Settore
Sudovest-Sud
16 settembre: librazione
sudovest cratere Schiller. Fase
lunare 28 giorni, sorge 05:17.

www.coelum.com 181
Librazioni
Settore
Sud-Sudest

19 settembre:
librazione sud cratere
Helmholtz. Fase
lunare 2,3 giorni,
tramonta 20:49.
20 settembre:
librazione sudest
mare Australe. Fase
lunare 3,3 giorni,
tramonta 21:19.
21 settembre:
librazione est cratere
Petavius. Fase lunare
4,3 giorni, tramonta
21:52.

182 COELUM ASTRONOMIA


Librazioni Settore Est-Nordest
22 settembre: librazione est mare Smythii.
Fase lunare 5,3, tramonta 22.30.
23 settembre: librazione est mare Marginis.
Fase lunare 6,3 giorni, tramonta 23:17.
24 settembre: librazione nordest mare
Crisium. Fase lunare 7,3 giorni, tramonta --
25 settembre: librazione est cratere Gauss.
Fase lunare 8,3 giorni, sorge 16:21.
26 settembre: librazione est Lacus Spei. Fase
lunare 9,3 giorni, sorge 17:05.
27 settembre: librazione est cratere

Endymion. Fase lunare 10,3 giorni, sorge 17:41. Humboldtianum. Fase lunare 12,3 giorni, sorge
28 settembre: librazione est mare 18:35.
Humboldtianum. Fase lunare 11,3 giorni, sorge 30 settembre: librazione nord cratere Endymion.
18:10. Fase lunare 13,3 giorni, sorge 18:57.
29 settembre: librazione nord mare

www.coelum.com 183
In settembre osserviamo
"Dal settore Sudest verso Nord" (Parte 5)

In questa quinta puntata Luna sorgerà rispettivamente alle ore 21:53 (fase
del viaggio che dalle di 18,7 giorni) e alle ore 22:16 (fase di 19,7 giorni).
estreme regioni
sudorientali ci ha fatto Per inquadrare le strutture geologiche oggetto
conoscere da vicino della proposta di settembre basterà orientare il
tutta una serie di telescopio a sud della scura area basaltica del mare
interessanti e Nectaris auspicando che le notti settembrine
spettacolari strutture ancora moderatamente calde contribuiscano
geologiche del nostro almeno a ridurre i deleteri effetti della turbolenza
satellite, torniamo dove ci eravamo fermati il mese atmosferica consentendo un seeing più o meno
scorso con la nostra nuova proposta osservativa accettabile.
suddivisa nelle due serate del 22 settembre (dalle
ore 20:00, in fase di 5,3 giorni a un'altezza iniziale Partiamo subito con la serata del 22 settembre con
di +17° e con tramonto alle ore 22:30) e del 23 Piccolomini, una eccezionale formazione lunare
settembre (dalle ore 20:00, in fase di 6,3 giorni a con diametro di 90 km la cui origine viene
un'altezza iniziale di +18,5° e con tramonto alle ricondotta al Periodo Geologico Imbriano
ore 23:17). Come eventuale interessante Superiore (3,8 a 3,2 miliardi di anni fa). Le
alternativa proponiamo osservazioni anche in fase imponenti, ripide e spettacolari pareti intorno al
calante nelle serate del 6 e 7 settembre quando la cratere raggiungono l'altezza di 4.500 metri e

184 COELUM ASTRONOMIA


L'origine dei nomi
Cratere Piccolomini: nome assegnato nel 1651 da Rupes Altai: nome assegnato nel 1837 da Madler.
Riccioli e dedicato all'arcivescovo e astronomo Cratere Polybius: nome assegnato nel 1837 da
italiano Alessandro Piccolomini (1508-1578). Madler e dedicato allo storico e statista greco
Autore della prima mappa del cielo con le stelle Polibio (205-122 a.C.), autore di Storia del mondo
indicate come lettere. antico.

www.coelum.com 185
presentano lunghi terrazzamenti e linee di creste telescopio sul vasto Piccolomini-F di 72 km di
disseminate di piccoli craterini. diametro. La peculiarità di questa formazione
L'area pianeggiante della platea di Piccolomini, lunare consiste nella presenza di una serie di
anch'essa cosparsa di piccoli crateri, risulta crateri disposti quasi in cerchio (moderatamente
limitata dall'estensione di innumerevoli rilievi ovalizzato in senso nord/sud) intorno alla platea.
che dalla base delle pareti ovest e sudest si Infatti si va da Piccolomini-M di 23 km a
allungano fino verso il centro del cratere, dove si Piccolomini-C di 26 km vicino a un altro cratere di
innalza un imponente rilievo montuoso centrale 25 km ma privo di denominazione ufficiale,
costituito da quattro cime. Piccolomini-O-A-B rispettivamente di 11, 16, 12
All'esterno di questa eccezionale struttura, dopo km chiudendo poi il cerchio con Piccolomini-E-D
una veloce visita a Piccolomini-S di 21 km di con diametro rispettivamente di 18 e 17 km.
diametro a sud, si consiglia di orientare il Una ulteriore peculiarità di Piccolomini-F consiste

186 COELUM ASTRONOMIA


nella completa mancanza di una sorta di pareti e sul vicino Rothmann-L (14 km) inizieremo a
intorno a quest'area rendendo praticamente osservare l'estremità più meridionale della Rupes
impossibile individuarne esattamente i confini più Altai, una imponente e spettacolare scarpata che
esterni. si innalza con ripidissimi bastioni alti mediamente
Meriterà una visita anche il cratere Piccolomini-J intorno ai 1.200/1.600 metri estesa per circa 500
di 28 km di diametro situato all'estremità più km a ovest del mare Nectaris, dalla "Catena
settentrionale di questa struttura e con una forma Abulfeda" fra i crateri Tacitus e Catharina fino alle
decisamente irregolare. immediate vicinanze del cratere Piccolomini (che
abbiamo appena visitato) la cui origine viene fatta
Prendiamo ora in esame l'area a nordovest di risalire al Periodo Geologico Nectariano (3,9
Piccolomini, e vedremo che orientando il miliardi di anni fa).
telescopio sui piccoli crateri Piccolomini-T (8 km) Osservando attentamente l'area del mare Nectaris,
si rendono individuabili le strutture concentriche
(rispetto all'area di Nectaris) che traggono la loro
origine dagli enormi sconvolgimenti in seguito
all'onda d'urto generata in occasione dell'impatto
meteoritico originario verificatosi in epoche
remotissime. Sulla superficie lunare sono
numerosi gli esempi di analoghe strutture
concentriche tra cui il mare Orientale fra i più noti
e meglio conservati.

La Rupes Altai di cui nella serata del 22 settembre


il segmento meridionale sarà già illuminato dal
Sole mentre nella successiva serata del 23
settembre potremo ammirare questa scarpata in
una meravigliosa e spettacolare visione d'insieme,
costituisce pertanto l'anello concentrico più
esterno e sarà proprio questo il principale target
delle prossime due serate.
Innanzitutto si nota subito come lo sviluppo di
questi bastioni sia decisamente frastagliato col
versante più ripido esposto a oriente, quasi a
delimitare due regioni lunari poste su differenti
livelli. L'area sottostante, situata alla base
orientale rispetto agli Altai, si presenta
relativamente pianeggiante e cosparsa di
innumerevoli craterini tra cui Polybius-D di 9 km,
Piccolomini-W di 6 km, Piccolomini-N di 9 km,
Polybius-R di 7 km.

Scandagliando col telescopio a moderati poteri di


ingrandimento il tortuosissimo profilo delle creste
sommitali dei monti Altai ci sarà solo l'imbarazzo
della scelta fra una incredibile quantità di dettagli,
dai minuscoli craterini al limite del

www.coelum.com 187
potere risolutivo degli strumenti utilizzati fino alla Immediatamente a sud si segnala Polybius-J di 9
continua alternanza di profonde depressioni e km e il minuscolo Polybius-G di 5 km di diametro
stretti avvallamenti. alla base esterna della parete sudovest.
Procedendo verso nordovest risulterà senz'altro
interessante osservare Polybius-B, un profondo Spostandoci un poco a nord puntiamo il telescopio
cratere di 13 km di diametro proveniente dal su Catharina-C di 28 km già descritto in un
Periodo Geologico Copernicano e risalente a non precedente articolo. Si intende precisare che la
oltre 1 miliardo di anni fa, le cui elevate e ripide visibilità di queste ultime formazioni lunari
pareti raggiungono l'altezza di 2.630 metri. Merita appena visitate sarà in stretta relazione col
una citazione anche Polybius-T, piccolo cratere di transito della linea del terminatore nel suo
12 km, mentre lungo il versante sudoccidentale di costante avanzamento da est verso ovest.
questo primo tratto dei monti Altai si estende il
vasto cratere Rothmann-G di 92 km di diametro
già visto in dettaglio nel precedente articolo. La serata successiva, il 23 settembre, vedrà la
spettacolare Rupes Altai completamente
Scorrendo col telescopio il versante orientale di illuminata dal Sole dove sarà possibile ammirare il
questa eccezionale scarpata, fra gli innumerevoli vorticoso alternarsi di luci e ombre fra le
craterini disseminati in questa regione lunare, innumerevoli e ripidissime pareti dei suoi
citiamo Polybius-E e Polybius-K rispettivamente frastagliati bastioni a strapiombo lungo il versante
di 9 e 14 km di diametro, mentre sulle ripide e orientale. Se si potrà disporre di un seeing almeno
frastagliate creste degli Altai si potrà dare decente, l'osservazione delle creste sommitali
un'occhiata al cratere Pons-E di 18 km. degli Altai riserverà molto probabilmente notevoli
soddisfazioni anche con strumenti intorno ai
Puntando il telescopio poco a nordest non si potrà 120/150 mm, dosando opportunamente gli
evitare di osservare Polybius, antichissimo cratere ingrandimenti in base alle effettive condizioni
di 43 km di diametro la cui origine risale al osservative della serata, percorrendone l'intero
Periodo Geologico Pre Imbriano (da 4,5 a 3,8 sviluppo fino all'estremità settentrionale di questa
miliardi di anni fa). I bastioni intorno a questa eccezionale struttura geologica. Dal cratere
struttura, molto ripidi sul versante orientale e con Catharina-M (diametro 6 km), verso nord,
minori pendenze a sudovest, raggiungono assumerà un andamento decisamente irregolare e
l'altezza di 2.000 metri e sono sormontati da con bastioni sempre meno elevati fino a terminare
innumerevoli piccoli craterini. in prossimità dei crateri Tacitus e Catharina-D,
La platea, relativamente pianeggiante, si presenta dopo avere intersecato i crateri Tacitus-Q di 5 km
priva di rilievi e cosparsa di craterini. e il più ampio Tacitus-A di 11 km. Volendo
Nell'area esterna, fra i crateri da non perdere, ci completare l'osservazione della regione situata
mettiamo senz'altro il profondo Polybius-A con lungo la base orientale dei monti Altai ci sarà
diametro di 17 km e con pareti che raggiungono la l'occasione per scandagliare anche una
notevole altezza di 3.700 metri (in relazione al innumerevole quantità di piccoli craterini tra cui
diametro). Proponiamo inoltre l'osservazione del Polybius-P di 17 km, Polybius-M di 6 km e, ancora
doppio cratere Polybius-C-F rispettivamente di 29 più a nord, Catharina-A con diametro di 14 km fino
e 21 km di diametro. Si tratta probabilmente della ai crateri Catharina-E e Catharina-D
parziale sovrapposizione di queste due formazioni rispettivamente di 7 e 9 km. Per ora ci fermiamo
lunari delimitate da pareti non elevate e qui e nel prossimo articolo ci dedicheremo alla
notevolmente degradate dai numerosi impatti vasta regione che si estende a occidente della
successivi rispetto all'evento originario. Rupes Altai.

188 COELUM ASTRONOMIA


Cratere Piccolomini di Luigi Morrone - PhotoCoelum

Didascalia immagini dove non diversamente specificato: Telescopio Maksutov Cassegrain in configurazione
Rumak diametro 255mm F20 (Tubo ottico con 7 diaframmi interni, Ottica Zen) + camera ZWO ASI 224mc.
Filtri Baader IR Pass 685 NM o TS IR Blocking. Montatura SW NEQ6/Pro potenziata con barra, contrappesi e
piastra Geoptik. Elaborazione video in Autostakkert, elaborazione immagini in Registax6 e Photoshop.

Le immagini base delle LIBRAZIONI di settembre sono state ottenute dal globo lunare di Atlante Lunare
Virtuale sulle quali ho inserito le rispettive mappe con le zone di massima Librazione.

www.coelum.com 189
Uno Sguardo al Cielo
di settembre
Gli antichi soli rossi
di Pegaso
Impariamo a osservare il cielo con la UAI
Unione Astrofili Italiani e i telescopi remoti ASTRA
di Giorgio Bianciardi - Unione Astrofili Italiani

Emisfero Est Visualizza la Mappa del Cielo


dell'Emisfero Est
Guardando a Est

Guardando il cielo dell’emisfero orientale, alle ore sarà più facile distinguere la stella alfa, Hamal
22:00 circa, concentrando la nostra attenzione (mag. +2) e il grande quadrato di Pegaso.
verso sud, quindi in prossimità del Meridiano, Osservando le stelle che compongono la figura di
possiamo vedere brillare la bella Fomalhaut (Alfa Pegaso, incontriamo astri molto anziani, quindi
Piscis Austrini, mag. +1,2) in quella parte di cielo con la tinta rossa tipica delle giganti e
in cui una distesa di deboli stelle disegna la supergiganti. I diametri di tali stelle sono immensi,
costellazione del Pesce Australe mentre, più in e il colore indica fotosfere con temperature
alto, riconosciamo la sagoma del Capricorno, la relativamente fredde. Sono stelle che vivono gli
costellazione dell'Acquario, con i Pesci alla sua ultimi tempi della loro esistenza.
sinistra. A 200 anni luce dalla Terra, incontriamo la
Ancora più a sinistra, più in alto, estendendosi per splendente Scheat, Beta Pegasi (mag. +2,4), di 6
gran parte dell’emisfero orientale, individuiamo la masse solari, 100 volte più grande e 1.500 volte
lunga teoria di stelle della costellazione di più luminosa del nostro Sole. La sua luce fluttua
Andromeda, accompagnata dalle piccole irregolarmente nel tempo, manifestando quella
costellazioni del Triangolo e dell’Ariete, di cui tipica instabilità di questi enormi soli che si

I Telescopi Remoti ASTRA e il Telescopio remoto UAI


Utilizzando Internet non ci sono limiti geografici e chiunque, da qualsiasi parte del mondo, può
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190 COELUM ASTRONOMIA


Sopra. Scheat nel cielo di Pegaso. Una gigante rossa 1.500 volte più luminosa del nostro Sole e 100 volte
più grande, situata a 200 anni luce dalla Terra. Telescopio Remoto UAI (ASTRA #2, Newton, 800 mm/4 &
SBIG ST10XME su Avalon M uno, Castiglione del Lago, PG). Giorgio Bianciardi.

avviano alla fine della loro esistenza. Un piccolo appare la luminosità della stella), potrebbero
binocolo ci permetterà di apprezzarne il colore forse spiegarne la ragione. Nel nostro peregrinare
decisamente rosso, dovuto a una fotosfera tra gli astri del grande cavallo alato Pegaso, siamo
relativamente fredda: circa 4.000 °C. Ecco come ora giunti a 700 anni luce dalla Terra. Una stella
appare al telescopio remoto UAI, ASTRA #2. 12.000 volte più luminosa del Sole e 185 volte
più grande, nata solo 20 milioni di anni fa (per
Se Scheat è la seconda stella più brillante della confronto, il nostro Sole ha quasi 5 miliardi di
costellazione, la numero uno è la stella Enif, anni) e, nonostante la giovane età, già prossima
anche se sulle mappe stellari, contrariamente a alla sua fine, che potrà avvenire con l’esplosione
quanto potremmo attenderci, si fregia di una gigantesca che segna la trasformazione in
semplice lettera epsilon, Epsilon Pegasi appunto, Supernova. Stiamo vedendo una supergigante
anziché della lettera alfa. Le lente oscillazioni di rossa, dal colore nettamente arancio, quindi più
luminosità che la portano dalla cospicua calda di Scheat, come possiamo constatare con
magnitudine +0,8 (valore in cui lo 0 è la l’aiuto di un piccolo binocolo. Eccola nella
luminosità della stella Vega) alla debole +3,5 prossima pagina al telescopio remoto UAI (ASTRA
(maggiori sono i valori di magnitudine e più fioca #2).

www.coelum.com 191
Sopra. Enif nel cielo di Pegaso. Una supergigante rossa, 12.000 volte più luminosa del nostro Sole e 185 volte
più grande, a 700 anni luce dalla Terra. Telescopio Remoto UAI (ASTRA #2, Newton, 800 mm/4 & SBIG
ST10XME su Avalon M uno, Castiglione del Lago, PG). Giorgio Bianciardi.

Ci spingiamo ora oltre la Galassia a incontrare M Big Bang! All’osservazione, situato poco sopra
15, situato a 33.000 anni luce dalla Terra. Si tratta Enif, anche un piccolo binocolo potrà farci
di un globo grande 90 anni luce, dove quasi un apprezzare un debole oggetto sfumato, che
milione di soli rossi, giganti e nane rosse, diventa magnifico già con un piccolo telescopio,
popolano densamente l’ammasso: abbiamo di sempre se abbiamo la fortuna di osservare sotto
fronte a noi un ammasso stellare globulare. un cielo lontano dalle luci delle città. Eccolo nella
Vecchio di 12 miliardi di anni, risale a poco dopo prossima pagina come appare al telescopio
la nascita dell’Universo: stiamo dunque remoto UAI (ASTRA #2).
osservando la luce delle prime stelle nate dopo il

192 COELUM ASTRONOMIA


Sopra. M 15 nel cielo di Pegaso. Un globo di un milione vecchie stelle rosse a 33 000 anni luce dalla Terra, in
lenta orbita intorno alla Galassia. Telescopio Remoto UAI (ASTRA #2, Newton, 800 mm/4 & SBIG ST10XME su
Avalon M uno, Castiglione del Lago, PG). Giorgio Bianciardi.

Pegaso, con Andromeda, è il punto centrale del che sfiora lo zenit.


grande mito che si disegna nel cielo autunnale: Più verso nord riconosciamo le deboli stelle della
l’eroe Perseo salva la bella Andromeda, figlia del Giraffa e della Lince. Se abbiamo l’orizzonte
re Cefeo e di Cassiopea, con il cavallo alato sgombro, potremo veder sorgere la luminosa
Pegaso. Ecco che, del mito, più verso nord, Capella (mag. +0,1), stella alfa della costellazione
incontriamo (sia pur ancora molto basso) il Perseo dell’Auriga.
e, salendo, Cassiopea e più in alto ancora Cefeo,

Emisfero Ovest
Visualizza la Mappa del Cielo
Guardando a Ovest dell'Emisfero Ovest

Volgendoci ora verso l’emisfero occidentale del cui splende la stella Arturo (Alfa Bootis, mag. –0,1)
cielo, vediamo ormai scendere le 3 stelle del con la Corona Boreale e Ercole. Verso sud ancora
triangolo estivo, Deneb, Altair, e Vega, le stelle apprezziamo il Sagittario, ricco di stelle luminose,
principali rispettivamente delle costellazioni del e lo Scudo. Verso nord, vediamo l’Orsa Maggiore
Cigno, dell’Aquila e della Lira, poste lungo il che raggiunge il punto più basso del suo cammino
nastro bianco della Via Lattea estiva. celeste attorno alla stella Polare, mentre il
Più in basso si riconosce l’imponente figura Dragone si attorciglia intorno all’Orsa Minore.
dell’Ofiuco con il Serpente, il Bifolco o Boote, in

www.coelum.com 193
Immagini dal Sistema Solare

Sopra. Marte giunge all’opposizione e rivela i suoi dettagli. Si noti la struttura complessa
del Polo Sud e la presenza di polveri su tutto il disco. Nei 3 filtri e il compositato RGB.
Tiziano Olivetti, Pianeti UAI.

Nella pagina successiva:

In alto. Saturno in 4 filtri e il compositato a colori. Tiziano Olivetti, Pianeti UAI.

In basso. L’atmosfera di Giove si rivela in una miriade di dettagli. Vincenzo della Vecchia,
Pianeti UAI.

194 COELUM ASTRONOMIA


www.coelum.com 195
20 settembre
Un nuovo massimo di Mira,
la “stella con la coda”
di Stefano Schirinzi

Se potessimo osservare comodamente la costellazione del Mostro Marino (Cetus,


impropriamente chiamato “Balena”) in ogni notte dell'anno (quindi senza il
disturbo del Sole che le transita vicino in primavera), potremmo notare la presenza
di una stella dalla colorazione prettamente rossastra che, dopo essere apparsa dal
nulla ed essersi resa visibile per soli due mesi, tornerebbe da lì a poco a dileguarsi
per scomparire nuovamente nelle oscurità cosmiche. Armati di buona pazienza,
noteremmo però che, come per magia, essa tornerebbe nuovamente a rendersi
visibile per poi scomparire e di nuovo ricomparire secondo un ciclo lungo 332
giorni: parliamo di Mira (Omicron Ceti), il prototipo delle stelle variabili pulsanti a
lungo periodo.

La storia della scoperta


L'anomalo comportamento luminoso di tale stella, antichi, forse già l'astronomo greco Ipparco, nel II
lontana 410 anni luce dal Sistema Solare, venne secolo a.C., sembra si fosse accorto di essa. Il suo
notato per la prima volta dall’olandese David bizzarro comportamento indusse poi l’astronomo
Fabricius (1564-1617) nel 1596; nell'occasione, polacco Johannes Hevelius (1611-1687) ad
l'astronomo valutò la sua luminosità addirittura di attribuirle l’appellativo di “la meravigliosa” nel
prima grandezza e proprio per questo motivo egli Historia Mirae Stellae pubblicato nel 1662. E non è
ritenne potesse trattarsi di una "stella nova".
Qualche anno più tardi, però, lo stesso Fabricius
dovette ricredersi allorché, nel 1609, la stella In alto. Un’immagine di Mira nel visibile
tratta dalla Digitized Sky Survey.
tornò nuovamente visibile. In tempi ancor più
196 COELUM ASTRONOMIA
Osserviamo Mira Ceti
Il nuovo picco di luminosità di Mira sta avvenendo sull’orizzonte. Per trovare questo astro,
proprio in questi giorni e raggiungerà il suo considerando che la sua luminosità non sarà in
massimo il 20 settembre: Mira è quindi ogni caso così marcata da farla spiccare in cielo, è
perfettamente visibile a occhio nudo per tutto il possibile seguire i suggerimenti indicati nella
mese! Sarà possibile osservarla, giorno dopo mappa: sfruttando le stelle Beta e Gamma Pegasi,
giorno con l’aiuto di un telescopio, di un binocolo facilmente rintracciabili grazie alla visibilità del
o, con un po’ più di difficoltà, anche a occhio “Grande Quadrato di Pegaso”, formando un arco
nudo. Eseguendo fotografie a distanza di qualche che scende verso l’orizzonte si incrocerà proprio
giorno l’una dall’altra sarà possibile anche Omicron Ceti.
evidenziarne e apprezzarne la fluttuazione di
luminosità della stella. Un’alternativa (in verde) è quella di sfruttare la
ben visibile Aldebaran, nel Toro, per tracciare la
La mappa proposta qui sopra mostra le condizioni congiungente con Menkar (Alfa Ceti) e proseguire
del cielo alla mezzanotte del 20 settembre: per intersecare proprio Mira.
guardando verso sudest sarà possibile localizzare
la stella Mira ad una altezza di circa 24°

www.coelum.com 197
difficile capirne il motivo: Mira fu, infatti, la prima impiega per raggiungere il massimo di luminosità
stella variabile a essere scoperta, seguita qualche dal momento in cui essa diviene visibile ad occhio
anno dopo da Algol (Beta Persei, prototipo delle nudo: un lasso di tempo davvero breve, pari a soli
variabili a eclisse con orbita vista quasi di taglio) 2 mesi: un comportamento certamente
anche se, molto probabilmente, anche "meraviglioso", per il quale, l’appellativo di
quest’ultima venne notata ben prima della sua Hevelius calza perfettamente (fu proprio per
scoperta, nel 1670, dall'italiano Geminiano questa straordinaria peculiarità che la stella venne
Montanari (1633-1687). descritta come “res mirabilis”, ossia “cosa
meravigliosa”, da cui Hevelius trasse il
Fu però un altro astronomo olandese, Johannes soprannome di “Mira”).
Phocylides Holwarda (1618-1651), a scoprire,
durante uno studio sistematico effettuato nel A sinistra. Una
placca
1638, che la stella scompariva e riappariva commemorativa
secondo un ciclo variabile da lui stimato in 330 dedicata a David
giorni. In seguito, Ismaël Bouillaud (1605-1694) Fabricius, apposta
sulla parte della
perfezionò la stima sul periodo di variabilità, chiesa di San
valutandola in 333 giorni, sbagliando di meno di Matteo a
un giorno rispetto al valore di 332 giorni rilevato Resterhafe, vicino
Dornum in
con misure odierne ma poiché le variabili a lungo Germania, in cui
periodo – chiamate adesso “del tipo Mira” o si ricorda
mireidi – variano lentamente il loro periodo col l’osservazione
della stella Mira
tempo, la stima di Bouillaud potrebbe anche
Ceti.
essere stata esatta per la sua epoca!

Qualunque esperto osservatore del cielo che


ponga attenzione su Mira potrà constatare, senza
alcuna difficoltà, la rapida ascesa che la stella

Le variazioni di luminosità
Documenti storici registrati in epoca telescopica, registrati. Alcuni indizi storici suggeriscono come
riportano massimi di luminosità che toccarono la tale differenza possa essere stata anche tre volte
magnitudine +2, come accadde sicuramente il 6 tanto! I minimi differiscono tra loro molto meno,
novembre del 1779, divenendo allora la più per lo più compresi tra le magnitudini +8,6 e
luminosa della costellazione assieme a Diphda +10,1. Stabilire se tali differenze si verificano in
(Beta Ceti). modo del tutto casuale, oppure se c'è qualche
Analisi della curva di luce della stella, registrata in periodicità lunghissima che si sovrappone a
più di qualche decennio, mettono in evidenza fenomeni accidentali, è per ora impossibile:
come anche il massimo di luminosità di Mira sia, occorrerebbero osservazioni ininterrotte estese
esso stesso, variabile: il più delle volte Mira arriva per molti secoli che potessero consentire uno
alla magnitudine +5,9 (rendendosi, quindi, poco studio statistico. Il cambiamento totale di
percettibile a occhio nudo) ma sono stati misurati luminosità tra il minimo più basso e il massimo più
picchi con differenze di luminosità notevoli, alto (cosa che non succede in un singolo ciclo) è
anche di una quindicina di volte, tra i massimi pari a ben 1.700 volte. La forma della curva di

198 COELUM ASTRONOMIA


A Nel diagramma
A, la curva di
luce di Mira
degli ultimi due
massimi, fino a
inizio
dell’agosto
scorso. Si vede
come nello
scorso picco di
massimo (il 24
ottobre 2019)
ha sfiorato la
magnitudine +2.
Nel diagramma
B vediamo
invece la curva
di luce degli
B ultimi cinque
anni. Crediti:
AAVSO

luce è composta da un salita di luminosità lunga come appare senza tener conto di fattori quali
circa 100 giorni, seguita da una discesa che dura distanza e assorbimento interstellare), per la
almeno il doppio. Ad ogni modo, Mira raggiunge legge di Planck, queste due grandezze sono
mediamente al massimo la magnitudine +3,5 fortemente influenzate dalla temperatura, che è
(talvolta anche la +2,0) per poi scendere poco maggiore quando la stella è di minor diametro:
oltre la decima: un cambiamento complessivo di ciò, in combinazione con le variazioni di
luminosità di oltre 1.500 volte, che si perpetua in luminosità esibite, porta la luminosità di Mira ad
un ciclo lungo 332 giorni. essere maggiore quando la temperatura è alta.

Nelle variazioni di Mira, il picco di luminosità si Mira è una gigante rossa tra le più fredde tra le
verifica quando la stella è più calda e, quindi, più circa 6.000 stelle di questo tipo oggi note –
piccola in termini di diametro e volume. Tenendo caratteristiche per la loro temperatura variabile
presente che la luminosità è somma della che, al minimo, supera di poco i 2.000 K e i cui
magnitudine assoluta (ovvero, il valore che la strati più esterni oscillano in periodi compresi da
magnitudine avrebbe se la stella si trovasse alla 80 giorni a più di 1.000 giorni. Pur essendo
distanza standard di 10 parsec) e della ristretta caratterizzata da una temperatura superficiale
quantità di radiazione emessa nel visibile (ovvero, piuttosto bassa (solo 2.200 K!) le sue dimensioni

www.coelum.com 199
Mira Ceti, un sistema binario

Mira è anche una stella binaria. Certe particolarità disco che spiraleggia verso la superficie della
riscontrate nello spettro si potevano spiegare nana bianca, in un moto turbinoso che innesca
esclusivamente ammettendo la presenza di una l’irradiazione X rilevata dai sensori di CHANDRA.
compagna invisibile, una stella molto calda L’elevata sensibilità dell’Osservatorio spaziale ha
accanto alla fredda gigante rossa. Tale sospetto consentito sia di risolvere le due stelle, sia di
fu dimostrato nel 1923 quando, con l'utilizzo di discriminare l’emissione X proveniente dal "ponte
un telescopio a lenti da ben 90 cm di apertura, " gravitazionale del sistema e in più di rilevare un
venne rivelata una compagna di decima sorprendente outburst di emissione X
grandezza separata da solo 1" d'arco, una nana proveniente direttamente dalla superficie di Mira
bianca che orbita attorno a Mira in circa 500 anni. A.
La stella compagna, denominata Mira B o VZ Ceti,
è anch'essa una stella variabile. Il sistema doppio
Attualmente la stella si sta avvicinando al collasso
di Mira è dunque formato dalla gigante rossa A e che la trasformerà in nana bianca, stadio già
dalla nana bianca B. Nel corso degli anni il raggiunto dalla componente B, che ha più o meno
sistema è stato studiato con il Telescopio le stesse dimensioni della Terra, ma una massa
Spaziale Hubble, che ha risolto la compagna Mira 250.000 volte maggiore.
B nel 1995 e anche dall’Osservatorio a raggi X Prima delle osservazioni di CHANDRA si pensava
CHANDRA, della NASA, che ne ha evidenziato il che tutta l’emissione X provenisse dal disco di
flusso di gas strappato dalla nana alla stella accrescimento attorno a Mira B, quindi la
compagna in un classico processo di " registrazione del flare X proveniente da Mira A è
cannibalismo" stellare. arrivata come una sorpresa, a conferma della
crescente turbolenza del nucleo della stella
L’intenso vento stellare irradiato dalla gigante principale.
rossa provoca una continua fuoriuscita di plasma, Si stima che la distanza tra le due componenti
che finisce per formare un ponte arcuato proteso della coppia sia equivalente al doppio della
verso la compagna nana, attratto dalla gravità distanza tra il Sole e Plutone (circa 80 UA).
della stella degenerata. Il gas va a formare un

A sinistra. Una ripresa


effettuata dal satellite
Chandra nel dominio dei
raggi X si adatta
perfettamente al modello
ipotizzato (illustrazione
sotto) per questa classe di
stelle variabili di cui Mira è il
prototipo: una nana bianca
sottrae materia da una
gigante rossa in fase di
esaurimento del proprio
combustibile.

200 COELUM ASTRONOMIA


sono tali che essa irradia oltre 15 mila volte il e la massima magnitudine!
Sole! Tale comportamento è, infatti, caratteristico delle
stelle di massa solare che, lungo il loro percorso
La sua variabilità, che è di carattere intrinseco evolutivo, attraversano quella fase chiamata ramo
rispetto a quello, ad esempio, che governa le asintotico delle giganti (AGB, in inglese), nome
variazioni di luce delle variabili a eclisse come preso dall’area identificata nel famoso diagramma
Algol (β Per), Sheliak (β Lyr) o Almaaz (ε Aur), di Hertzsprung-Russell (H-R): si tratta di stelle
venne pienamente compresa con i primi passi giunte alla fase finale della loro vita, la cui
dell’astrofisica stellare, quando, cioè, fu struttura interna è modificata a tal punto da avere
finalmente chiaro il destino di stelle aventi massa non un solo ma ben due aree, disposte l'una sopra
simile a quella del nostro Sole. l'altra a mo’ di guscio, entro le quali avviene
simultaneamente il bruciamento del combustibile
A tutti gli effetti, oggi possiamo affermare, con nucleare. Nel guscio più esterno al nucleo,
estrema certezza, che Mira rappresenta una l’idrogeno viene convertito in elio mentre nel vero
finestra aperta sul futuro della nostra stella nucleo della stella l’elio viene convertito in
madre. Miliardi di anni fa, infatti, Mira era una carbonio e ossigeno.
stella molto simile al Sole, sia per massa, raggio,
temperatura che per luminosità. A un certo punto, L'efficienza combinata di tali fusioni è tale da
quando le riserve di idrogeno nel suo nucleo produrre una notevole quantità di energia la cui
finirono, si espanse a dismisura divenendo una pressione di radiazione porta queste stelle a
cosiddetta "gigante rossa" di tipo M7 IIIe: un gonfiarsi a dismisura fino a divenire un vero
corpo non governato da un perfetto equilibrio. colosso in grado di riempire uno spazio
Questo è l’essenziale motivo della sua variabilità, corrispondente all'orbita di Marte ma, allo stesso
apprezzabile anche a occhio nudo, e che la porta tempo, molto rarefatta, specie nelle sue parti più
ad essere soggetta quasi a un enorme respiro: il esterne. Durante questa fase, le stelle subiscono
suo raggio varia tra un minimo di 330 e un consistenti fenomeni di perdita di massa, i quali
massimo di 400 volte quello del nostro Sole, un hanno un ruolo importante nell'arricchimento del
fenomeno durante il quale la sua stessa mezzo interstellare.
luminosità varia di ben 1.700 volte tra la minima

Omicron "Mira" Ceti in breve

Mira Ceti è la capostipite di una categorie di di tipo M5. Grazie alle misure del satellite
stelle variabili a lungo periodo e ad ampio Hipparcos, conosciamo la distanza della stella con
intervallo di variazione di luminosità. La stella si buona precisione: 419 ± 58 anni luce.
trova nella costellazione del Mostro Marino Il periodo di variazione della luminosità non è
(Cetus) alle coordinate A.R. = 02h 19m 20,8s costante, ma oscilla, con un’ampiezza di 10 giorni,
Dec. = –2° 58' 40" (J2000). intorno al valore medio di 331,96 giorni. Anche la
magnitudine raggiunta al massimo non è
Fu riconosciuta come variabile, per la prima volta, costante, talvolta la stella arriva a +2,0, altre volte
da David Fabricius nel 1596. Le stelle di questo si arresta a +4,9; al minimo può scendere fino alla
tipo sono tutte rosse e lo spettro di Mira è infatti +10,1.

www.coelum.com 201
La stella con la coda
Accade spesso in Astronomia che, osservando corsa nelle oscurità del cosmo, è alla base della
alcuni oggetti celesti in lunghezze d’onda diverse sorprendente scoperta, avvenuta ormai qualche
rispetto a quelle nelle quali hanno il picco di anno fa (2007), con il Galaxy Evolution Explorer
emissione, spesso e volentieri saltano fuori delle (GALEX). Si tratta di un telescopio spaziale che
sorprese del tutto inaspettate riguardo alle loro possiede un campo visuale estremamente ampio
caratteristiche fisiche. E così, la gigante rossa tale da consentirgli di scandagliare ampie porzioni
Mira, che a causa delle sua bassa temperatura di cielo alla ricerca di fenomeni insoliti e
emette soprattutto nella banda infrarossa dello unicamente visibili in questa banda dello spettro
spettro elettromagnetico, osservata elettromagnetico. GALEX ha scansionato il cielo
nell’ultravioletto ha rivelato l’inaspettata nell’ultravioletto dal 2003 fino al giugno 2013,
presenza di una lunghissima coda (da vero quando è stato dimesso: inaspettatamente, nelle
record!) di materiale gassoso che la rende, a tuttiimmagini relative all’area occupata dalla
gli effetti, davvero simile alla classica immagine di
costellazione del Mostro Marino era presente una
una cometa. struttura che assomigliava a una cometa, con tanto
di coda e chioma centrata proprio su Mira,
Come abbiamo detto, Mira è un sistema binario. totalmente invisibile nelle frequenze ottiche dello
Assieme alla piccolissima compagna, Mira solca gli spettro elettromagnetico!
spazi cosmici alla supersonica velocità di 130
chilometri al secondo, quasi il doppio della Tenendo conto della distanza della stella, valutata
velocità con la quale il Sole orbita attorno ai 410 anni luce, e dell’estensione
tranquillamente la nostra galassia. Tale inusuale angolare di tale coda, è possibile risalire alla reale
velocità deriva, forse, da effetti fionda – vere e grandezza di questa struttura, che risulta
proprie spinte gravitazionali – ricevute da altre incredibilmente allungata per ben 12-13 anni luce
stelle alle quali potrebbe essersi avvicinata in dalla stella madre: nulla di simile è stato visto,
passato. finora, attorno ad altre stelle! Lo confermano
anche le parole dell’astronomo Christopher
Il fatto di disperdere costantemente materiale Martin, primo autore di uno studio dedicato
gassoso nello spazio, unito alla sua velocissima
202 COELUM ASTRONOMIA
alla scoperta, apparso nel 2007 su Nature: Sopra. La straordinaria coda di Mira, ripresa dal
telescopio spaziale GALEX nel lontano
«Sono rimasto attonito quando ho visto per la
ultravioletto. Questo mosaico è basato su
prima volta questa coda colossale, del tutto immagini acquisite tra il 18 novembre e il 15
inaspettata, a rimorchio di una stella ben nota. È dicembre 2006. La stella è il puntino luminoso
stato sorprendente vedere come Mira replicava, che si trova all’interno del "bozzolo" nella parte
destra dell’immagine. Crediti: NASA/JPL-Caltech/
sull’immensa scala interstellare, fenomeni C. Martin (Caltech)/M. Seibert(OCIW).
familiari come la scia di condensazione di un jet o
la turbolenta scia di un motoscafo».
Per renderci meglio conto di cosa significhi quel Sotto. Immagine di Mira e della sua coda. Il “Bow
valore, potremmo dire che la coda di Mira è shock” è l’onda d’urto prodotta dall’avanzare
estesa per una lunghezza equivalente a tre volte impetuoso della stella. Crediti: NASA/JPL-
Caltech/C. Martin (Caltech)/M. Seibert(OCIW)
la distanza che separa il Sistema Solare da Alpha

www.coelum.com 203
A B C

A. Una regione di 26×36 arcmin, comprendente Mira A e B: si notano l’onda d’urto e i nodi causati da
probabili getti bipolari. L’immagine fonde osservazioni nel vicino e nel lontano ultravioletto. Il colore rosso
indica il vicino ultravioletto (226,7 nanometri), il blu, il lontano ultravioletto, il giallo la media tra i due. B.
Ripresa di GALEX nel lontano ultravioletto. C. Ripresa di GALEX nel vicino ultravioletto.
Come si può notare c’è una netta differenza di emissione nella regione della coda tra lontano ultravioletto e
vicino ultravioletto: nella prima ripresa la coda appare ben evidente e chiaramente visibile, al contrario
invece di come accade nella seconda ripresa. Crediti: NASA/JPL-Caltech/C. Martin (Caltech)/M. Seibert(OCIW)

Centauri – il sistema stellare a noi più vicino – o in presente nell'onda d'urto è compresso contro le
altri termini a 20.000 volte la distanza media tra polveri interstellari il che ne aumenta
Plutone e il Sole! sensibilmente la temperatura, rendendola
altissima. Dovendo fare un paragone, potremmo
Osservando con attenzione l’immagine prodotta dire che tale processo è simile a quanto avviene
da GALEX, è possibile notare non solo come Mira quando una barca fende l’acqua producendo una
sia avvolta in una sorta di “chioma cometaria” scia increspata dietro di sé. In questo modo, i raggi
formata dal materiale da poco espulso e che ultravioletti vengono quindi assorbiti dal gas
ancora ne avvolge la tenue atmosfera (struttura, circostante e riemessi a una lunghezza d'onda
questa, che potrebbe essere definita come una maggiore (e quindi a energia minore) rendendosi,
nebulosa proto-planetaria) ma anche l’onda appunto, "fluorescente” nell’ultravioletto. Un
d’urto – una vera un’onda di prua (in inglese, bow fenomeno molto simile a quello che accade nelle
shock) ad essa antecedente – creata dall’accumulo comuni lampade fluorescenti.
di gas situati nella direzione del suo moto. Non Non è quindi la fredda stella la responsabile della
solo: nell’immagine sono ben visibili flussi di luminescenza della sua coda, bensì gli stessi suoi
materia curvilinei che la stella emette in direzioni gas, compattati e surriscaldati.
diametralmente opposte.
Stelle di questo tipo formano, solitamente, quegli
A questo punto, la domanda sorge spontanea: a splendidi ma effimeri (in termini temporali
cosa è dovuta la luminosità di tale gas se Mira ha astronomici!) oggetti chiamati "nebulose
una temperatura superficiale bassa, non planetarie". Molto probabilmente, l'enorme
sufficiente per “ionizzare” il gas come velocità del moto di Mira non permette al
normalmente avviene nelle nebulose attorno alle materiale gassoso espulso dalla stella di restare in
calde stelle azzurre? La risposta va cercata nel un certo senso “fermo” o ancorato ad essa, come
meccanismo noto come “fluorescenza”: il gas usualmente accade nelle comuni nebulose

204 COELUM ASTRONOMIA


planetarie, al contrario, esso viene spazzato via, ogni dieci anni – quando sulla Terra si verificò la
come da tempo accade. scomparsa dell’uomo di Neanderthal!
Nelle immagini ripresa dal GALEX a fine 2006 nel
lontano ultravioletto, è ben visibile l’onda d’urto L’enorme mole di materiale rilasciato nello spazio
prodotta dall’avanzare di Mira, dalla quale è tale che si stima essere sufficiente a formare
dipartono sbuffi di materia biancastra prodotti qualcosa come 3.000 pianeti delle dimensioni
dall'intenso vento stellare proveniente dalle della Terra e ben 9 delle dimensioni di Giove e,
regioni polari della stella. potessimo osservare la coda di Mira a occhio nudo,
questa si estenderebbe per ben 2° nel cielo ovvero
In ogni caso, è quasi spaventoso pensare – tarando quattro volte il diametro di una Luna piena. Quasi
il tutto sulla scala temporale umana – che come la scia prodotta da una bacchetta magica, la
l’enorme quantità di materia formante la sua coda coda fluorescente rilasciata da Mira, costituita
è stata rilasciata dalla stella nel corso degli ultimi essenzialmente da idrogeno, elio, ossigeno,
30.000 anni: in altre parole, Mira iniziò a rilasciare carbonio e altri elementi (seppur in percentuali
il materiale gassoso nello spazio – al ritmo minori), andrà in un lontano futuro a creare nuove
corrispondente alla perdita di una massa terrestre stelle, pianeti e, forse, anche la vita.

www.coelum.com 205
GUIDA OSSERVATIVA

SETTEMBRE

3 settembre 2020
13:52 - La Luna alla massima librazione nord (7,5°;
AP = 17°): favorita l'osservazione del Mare Frigoris.
22:24 - La Luna (h = 17°; fase = 93%) occulta
(immersione lembo illuminato) la stella SAO
1 settembre 2020 128621 (m = +5,8) con AP = 74°. L’occultazione
L'Equazione del Tempo è nulla (il Sole Vero e il termina alle 23:37 (h = 29°; AP = 229°).
Sole medio culminano nello stesso istante). 22:40 - La Luna (h = 25°; fase = 99%) passa 4,4° a
05:00 - Venere (h = 22°; m = –4,2) passa 8,6° a sudest di Nettuno (m = +7,8).
sudovest di Polluce (beta Geminorum; m = +1,2) e
5° a sudovest di al Kirkab (kappa Geminorum; m
= +3,5).

1 2 3 4

2 settembre 2020
05:00 - Venere (h = 21°; m = –4,2) passa 50’ a
nordest di 81 Geminorum (SAO 97221; m
= +4,9).
08:24 - Sull’emisfero meridionale di Marte
inizia la stagione estiva.
08:53 - Luna Piena.

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206 COELUM ASTRONOMIA


8 settembre 2020
5 settembre 2020 03:22 - La Luna alla librazione lunare minima del
15:37 - La Luna all'apogeo: massima distanza periodo (5,3°).
dalla Terra (409 825 km; diam. = 29' 09"). 05:00 - Venere (h = 20°; m = –4,2) passa 58’ a est
di Tegmine (zeta1 Cancri; m = +5,6).
08:52 - Il diametro apparente di Marte supera i 20
secondi d’arco (m = –1,9).
20:12 - Mercurio al nodo discendente.

5 6 7 8

6 settembre 2020 7 settembre 2020


02h - La cometa 88P Howell alla massima luminosità 05:38 - La Luna (h = 59°; fase = 79%)
(+10,6 (?); dist. Terra = 1,351 UA; el. = 69°; Bilancia). passa 3,8° a sudest di Urano (m
06:50 - La Luna (h = 38°; fase = 86%) passa 31’ a sud di = +5,7).
Marte (m = –1,9). La congiunzione diviene sempre più 19:40 - Inizia la rotazione di
stretta nelle ore successive tanto da trasformarsi a Carrington n. 2235.
partire dalle ore 07:56, se osservata dalle regioni del
Sud Italia, in un’occultazione. L’osservazione
dell’evento è penalizzata dalla luce diurna e richiede
l’utilizzo di strumenti opportunamente schermati (vedi
la scheda di approfondimento a pagina 169).

UN BATTITO D’ALA NELL’OMBRA DI PIPPISTRELLO. Il telescopio spaziale Hubble ha osservato per la


prima volta un curioso movimento, quasi un "battito d'ala" nell’ombra del disco protoplanetario di
HBC 672, una giovane stella conosciuta con il soprannome di Ombra di Pippistrello. Il soprannome si
deve proprio all’ombra a forma di paio d'ali del suo disco proiettata su una regione di formazione
stellare più lontana, un po’ come un cosmico faro di Batman insomma…
E ora è stato visto, per caso, anche un “battito” di queste ali… l’effetto potrebbe essere dovuto alla
deformazione del disco di polveri e ghiaccio, a causa di un pianeta in formazione o rimasto
"incastrato", o ancora a un compagno stellare (anche se di questo non ci sarebbero altre evidenze) di
piccola massa, con un periodo orbitale di almeno 180 giorni.
Crediti: NASA, ESA, K. Pontoppidan

www.coelum.com 207
10 settembre 2020 12 settembre 2020
04:30 - La Luna (h = 11°; fase = 54%) passa 6° a 08:30 - La Luna alla massima declinazione nord (+24°
est di Aldebaran (alfa Tauri; m = +0,9). 05’).
05:20 - L'asteroide (842) Kerstin (m = +15) 04:35 - La Luna (h = 37°; fase = 33%) passa 1,1° a
occulta la stella UCAC4 489-001478 (m = +12). sudovest di Mebsuta (epsilon Geminorum; m = +3,0).
Si prevede una caduta di luminosità di 3,1 15:00 - L’asteroide (375) Ursula in opposizione nei
magnitudini per una durata di 4,5 secondi. La Pesci (dist. Terra = 1,840 UA; m = +11,4; el. = 174°).
linea teorica attraversa il Sud Italia (www. 22:26 - La Luna alla massima librazione ovest (7,5°;
asteroidoccultation.com). AP = 252°): favorita l'osservazione del Cratere
05:55 - L'asteroide (785) Zwetana (m = +15) Grimaldi.
occulta la stella TYC 1900-01554-1 (m = +11,2).
Si prevede una caduta di luminosità di 3,8
magnitudini per una durata di 1,6 secondi. La
linea teorica attraversa il Centro Italia (www.
asteroidoccultation.com).
13:18 - Luna all'Ultimo Quarto.
14:20 - L’asteroide (22) Kalliope in opposizione
nell’Acquario (dist. Terra = 1,850 UA; m = +10,6;
el. = 159°).

9 10 11 12
9 settembre 2020
02:15 - L'asteroide (52) Europa (m = +11,9)
11 settembre 2020
occulta la stella TYC 1318-01031-1 (m = +9,2). Si
03:32 - Nettuno alla minima distanza dalla Terra
prevede una caduta di luminosità di 2,7
(28,922 UA; m = +7,7; el. = 179°; Acquario).
magnitudini per una durata di 13 secondi. La
07:31 - La Luna al nodo ascendente.
linea teorica attraversa il Centro Italia (www.
09:40 - L’asteroide (19) Fortuna in opposizione nei
asteroidoccultation.com).
Pesci (dist. Terra = 1,137 UA; m = +9,4; el. = 178°).
21:34 - Marte stazionario in ascensione retta: il
21:40 - Giove (h = 25°; m = –2,5) passa 2° a sudest di
moto da diretto diventa retrogrado.
Albaldah (pi Sagittarii; m = +2,9).
22:06 - L’asteroide (17) Thetis in opposizione
22:30 - Nettuno in opposizione nell’Acquario (dist.
nell’Acquario (dist. Terra = 1,401 UA; m = +10,6;
Terra = 28,922 UA; m = +7,7; el. = 179°).
el. = 174°).

208 COELUM ASTRONOMIA


14 settembre 2020
04:40 - La Luna (h = 18°; fase = 15%) passa
1,7° a nordest dell’ammasso aperto del
Presepe (M44; m = +3,1) e 4,1° a nordest di
Venere (m = –4,1).
05:00 - Venere (h = 19°; m = –4,1) passa 1,1°
a ovest di Asellus Australis (delta Cancri; m
= +3,9). 16 settembre 2020
05:27 - La Luna (h = 26°; fase = 15%) 19:20 - L’asteroide (49) Pales in opposizione nei Pesci
occulta (immersione lembo illuminato) la (dist. Terra = 1,538 UA; m = +11,0; el. = 175°).
stella Asellus Borealis (gamma Cancri; m
= +4,7). con AP = 65°. L’occultazione termina
alle 06:22 (h = 36°; AP = 307°).
20:00 - Giove alla massima declinazione sud
(-22° 46’).

13 14 15 16

13 settembre 2020
05:00 - Venere (h = 21°; m = –4,2) passa 2,3’ a
sudovest dell’ammasso aperto del Presepe (M44;
m = +3,1).
05:50 - La Luna (h = 40°; fase = 23%) passa 4,6° a
sudovest di Polluce (beta Geminorum; m = +1,2) e
58’ a sudovest di al Kirkab (kappa Geminorum; m
= +3,6).
02h - Giove stazionario in ascensione retta: il
moto da retrogrado diventa diretto.

UN BATTITO D’ALA NELL’OMBRA DI PIPPISTRELLO. Il telescopio spaziale Hubble ha osservato per la


prima volta un curioso movimento, quasi un "battito d'ala" nell’ombra del disco protoplanetario di
HBC 672, una giovane stella conosciuta con il soprannome di Ombra di Pippistrello. Il soprannome si
deve proprio all’ombra a forma di paio d'ali del suo disco proiettata su una regione di formazione
stellare più lontana, un po’ come un cosmico faro di Batman insomma…
E ora è stato visto, per caso, anche un “battito” di queste ali… l’effetto potrebbe essere dovuto alla
deformazione del disco di polveri e ghiaccio, a causa di un pianeta in formazione o rimasto
"incastrato", o ancora a un compagno stellare (anche se di questo non ci sarebbero altre evidenze) di
piccola massa, con un periodo orbitale di almeno 180 giorni.
Crediti: NASA, ESA, K. Pontoppidan

www.coelum.com 209
19 settembre 2020
02:00 - L’asteroide (737) Arequipa in
opposizione nei Pesci (dist. Terra = 1,033 UA;
17 settembre 2020 m = +10,8; el. = 176°).
12:11 - La Luna alla massima librazione sud 05:28 - Mercurio all’afelio: massima distanza
(6,2°; AP = 196°): favorita l'osservazione del dal Sole (0,467 UA).
Polo Sud. 20:20 - L’asteroide (32) Pomona in
14:24 - Luna Nuova. opposizione nei Pesci (dist. Terra = 1,778 UA;
m = +11,3; el. = 174°).

17 18 19 20

20 settembre 2020
08:30 - La Luna alla librazione lunare minima
18 settembre 2020 del periodo (5,8°).
14:06 - La Luna al perigeo: minima distanza La stella Mira Ceti (Omicron Ceti) raggiunge il
dalla Terra (354 3864 km; diam. = 33' 43"). massimo della sua luminosità. Per maggiori
19:10 - Nelle luci del crepuscolo serale, la Luna informazioni leggi l'articolo a pagina 196.
(h = 9°; fase = 77%) passa 7,5° a nordovest di
Mercurio (m = –0,1).

210 COELUM ASTRONOMIA


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21 settembre 2020 22 settembre 2020


12:00 - L’asteroide (61) Danae in
15:30 - Equinozio d’autunno: inizia l’autunno astronomico
opposizione in Pegaso (dist. Terra = 1,516
19:20 - Nelle luci del crepuscolo serale, bassissimo
UA; m = +10,8; el. = 166°).
sull’orizzonte ovest, Mercurio (h = 6°; m = -0,1) passa 24’ a
nord di Spica (alfa Virginis; m = +1,0).

21 22 23 24

23 settembre 2020 24 settembre 2020


01:19 - L'asteroide (500) Selinur (m = +13,7) 04:30 - Luna al Primo Quarto.
occulta la stella UCAC4 615-018315 (m = +11,7). 19:51 - La Luna alla massima declinazione sud (-25°
Si prevede una caduta di luminosità di 2,2 22’).
magnitudini per una durata di 4 secondi. La linea 21:40 - La Luna alla massima librazione est (7,3°; AP =
teorica attraversa il Centro Italia (www. 72°): favorita l'osservazione del Mare Crisium.
asteroidoccultation.com). 22:40 - La Luna (h = 12°; fase = 58%) passa 1,7° a
08:11 - La Luna al nodo discendente. ovest di Nunki (sigma Sagittarii; m = +2,1) e 6,5° a
23:16 - La luminosità di Mercurio è in calo, la sudest di Giove (m = –2,4).
magnitudine diventa positiva.

UN BATTITO D’ALA NELL’OMBRA DI PIPPISTRELLO. Il telescopio spaziale Hubble ha osservato per la


prima volta un curioso movimento, quasi un "battito d'ala" nell’ombra del disco protoplanetario di
HBC 672, una giovane stella conosciuta con il soprannome di Ombra di Pippistrello. Il soprannome si
deve proprio all’ombra a forma di paio d'ali del suo disco proiettata su una regione di formazione
stellare più lontana, un po’ come un cosmico faro di Batman insomma…
E ora è stato visto, per caso, anche un “battito” di queste ali… l’effetto potrebbe essere dovuto alla
deformazione del disco di polveri e ghiaccio, a causa di un pianeta in formazione o rimasto
"incastrato", o ancora a un compagno stellare (anche se di questo non ci sarebbero altre evidenze) di
piccola massa, con un periodo orbitale di almeno 180 giorni.
Crediti: NASA, ESA, K. Pontoppidan

www.coelum.com 211
27 settembre 2020
01:19 - Venere al nodo ascendente.
21:00 - Saturno (h = 26°; m = +0,5) passa2,9° a
nordest di Plutone (m = +14,3).
20:34 - L'asteroide (336) Lacadiera (m = +13,5)
26 settembre 2020 occulta la stella UCAC4 615-018315 (m = +9,8). Si
14:36 - La cometa 88P Howell al prevede una caduta di luminosità di 3,8
perielio: minima distanza dal Sole magnitudini per una durata di 7,3 secondi. La linea
(1,353 UA; dist. Terra = 1,401 UA; m teorica attraversa il Sud Italia, Sicilia e Sardegna
= +10,7 (?); el. = 66°; Scorpione). (www.asteroidoccultation.com).
23:33 - La Luna (h = 27°; fase = 86%) occulta
(immersione lembo oscuro) la stella Kastra (epsilon
Capricorni; m = +4,5). con AP = 90°. L’occultazione
termina alle 00:44 (h = 20°; AP = 216°).

25 26 27 28

25 settembre 2020 28 settembre 2020


Equiluce: la durata del giorno e della 00:00 - Marte (h = 48°; m = –2,4) passa 51’ a nord di
notte si equivalgono. nu Piscium (SAO 110065; m = + 4,5).
23:40 - La Luna (h = 12°; fase = 69%)
passa 3° a sudest di Saturno (m = +0,4).

UN BATTITO D’ALA NELL’OMBRA DI PIPPISTRELLO. Il telescopio spaziale Hubble ha osservato per la


prima volta un curioso movimento, quasi un "battito d'ala" nell’ombra del disco protoplanetario di
HBC 672, una giovane stella conosciuta con il soprannome di Ombra di Pippistrello. Il soprannome si
deve proprio all’ombra a forma di paio d'ali del suo disco proiettata su una regione di formazione
stellare più lontana, un po’ come un cosmico faro di Batman insomma…
E ora è stato visto, per caso, anche un “battito” di queste ali… l’effetto potrebbe essere dovuto alla
deformazione del disco di polveri e ghiaccio, a causa di un pianeta in formazione o rimasto
"incastrato", o ancora a un compagno stellare (anche se di questo non ci sarebbero altre evidenze) di
piccola massa, con un periodo orbitale di almeno 180 giorni.
Crediti: NASA, ESA, K. Pontoppidan

212 COELUM ASTRONOMIA


29 settembre 2020
02:20 - Saturno stazionario in ascensione retta: il
moto da retrogrado diventa diretto.

29 30

30 settembre 2020
15:30 - La Luna alla massima librazione
nord (7,9°; AP = 27°): favorita
l'osservazione del Mare Frigoris.

Note all’utilizzo del calendario degli eventi: nella tabella vengono fornite data e ora (in TMEC = Tempo
Medio dell’Europa Centrale) dei principali fenomeni celesti del mese, nonché le ricorrenze di avvenimenti
storici correlati all’astronomia e all’esplorazione spaziale. Dove non diversamente specificato, gli orari e i
dati degli eventi riportati sono da intendersi topocentrici, ovvero riferiti alla posizione geografica di un
osservatore posto a Long. 12° est; Lat. 42° nord; inoltre, le congiunzioni sono in riferimento altazimutale. Si
prenda nota del fatto che gli istanti relativi a fenomeni quali le occultazioni asteroidali e lunari, possono
variare di qualche minuto per un osservatore la cui posizione si discosti da quella indicata. Le distanze
angolari degli oggetti celesti sono da intendersi calcolate da centro a centro. Sono riportate le opposizioni
di tutti gli asteroidi la cui luminosità apparente risulti inferiore alla mag. +12; per dist. si intende la
distanza dalla Terra. Dove si riporta l’Angolo di Posizione AP di un oggetto rispetto ad un altro si deve
intendere contato a partire da nord, in senso antiorario.

www.coelum.com 213
MOSTRE E APPUNTAMENTI

UAI - Unione Astrofili Italiani

Congresso nazionale UAI, l’edizione 2020 si terrà online

Si svolgerà sabato 12 settembre 2020 in modalità online, sulla piattaforma di web conference
GoToMeeting, il 53º Congresso dell’Unione Astrofili Italiani (UAI): il più importante appuntamento
degli appassionati di astronomia in Italia, dedicato all’aggiornamento, al confronto culturale, allo
scambio di idee ed esperienze e alla definizione delle principali attività su cui focalizzarsi nel 2021.

Programma dettagliato del Congresso e informazioni relative alla modalità di partecipazione:


https://www.uai.it/sito/congresso-uai-2020-home/

Gruppo Astronomia Digitale


Tutti gli eventi si terranno alle ore 21:15

27.08: La notte della Luna. Conferenza divulgativa sulla Luna e osservazioni con i telescopi del GAD
(visibili Giove, Saturno, e altri oggetti del cielo estivo). Presso il Castello di Riomaggiore
16.09: Al di là della Luna. Osservazioni con i telescopi del GAD (visibili Giove, Saturno, e altri oggetti
del cielo estivo). Presso Località Zorza - Riomaggiore

Per maggiori informazioni consultare il sito web www.astronomiadigitale.com

214 COELUM ASTRONOMIA


Associazione Tuscolana di Astronomia
Per partecipare all’evento compilare il modulo al link presente nella pagina di ogni singolo evento.
Gli incontri si terranno presso il Parco Astronomico “Livio Gratton”, Via Lazio, 14 - Rocca di Papa
(Roma)
28.08 ore 20:15 - Il cielo del mese al Planetario
04.09, ore 20:15 e 21:30: Guarda allo Spazio, pensa alla Terra
11.09, ore 20:15 e 21:30: 26 aprile 1920, il grande dibattito pubblico sulla Scala dell’Universo
18.09, ore 20:15 e 21:30: Il cielo del mese al Planetario
19.09, ore 19:00 e 19:30: Night Star Walk
26.09, ore 20:15 e 21:30: Notte della Luna

Consulta il sito web www.ataonweb.it/wp/eventi per maggiori informazioni

La giornata nazionale dei planetari va online


La Giornata nazionale dei planetari cambia veste.
Dopo la ridotta partecipazione all’iniziativa nella
data ufficiale di marzo per motivi legati
all’emergenza sanitaria da COVID-19, il direttivo di
PLANit (Associazione dei Planetari italiani) la
ripropone in modalità online nella giornata di
martedì 22 settembre. Saranno coinvolti
nell’iniziativa i planetari e gli osservatori
astronomici che li gestiscono.
Tutte le informazioni

www.coelum.com 215
Fisica Fantastica e dove trovarla

Un inedito viaggio alla scoperta della fisica fantastica:


sull’account Instagram dell’INFN (@infn_insights) dal
3 al 30 agosto sveleremo i segreti della fisica che si
celano dietro a 4 film fantastici. Lo faremo con un serie
di storie interattive, ricche di immagini, contenuti
multimediali ma soprattutto di video in cui i ricercatori dell’INFN raccontano quanto di vero o
realizzabile c’è nei film di fantascienza. Parleremo di teletrasporto, viaggi alla velocità della luce,
motori ad antimateria, prevedere il futuro, macchine del tempo, ma anche di tecniche per studiare il
cervello e di fusione e fissione nucleare. Tutto questo a partire da due serie di film, Star Trek e Ritorno
al Futuro, e due film, The Prestige e Arrival.
Per partire per questo viaggio, basta seguire giornalmente le storie dell’account Instagram INFN.

Fisica Fantastica è un progetto dell’Ufficio Comunicazione INFN, realizzato da Diego Tonini, studente
del Master in Comunicazione delle Scienze dell’Università di Padova che ha svolto il tirocinio
formativo all’INFN, in collaborazione con Francesca Mazzotta e Francesca Cuicchio e con la
supervisione scientifica di di Marco Casolino (INFN Roma 2).

GUARDA IL TRAILER - Vedi il sito INFN

216 COELUM ASTRONOMIA


Storie a porte chiuse
Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Il Museo è aperto con i seguenti orari: Giovedì: dalle ore 15 alle 21, Sabato
e domenica: dalle ore 10 alle 19

Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci continua ad arricchire la sua offerta di
visite digitali, pubblicando ogni mercoledì una nuova puntata della serie La scoperta del Cielo, il
podcast, suddiviso in 16 puntate, dedicato alla scoperta dei segreti dello Spazio. Guidati dal curatore
del Museo Luca Reduzzi, tutti gli appassionati potranno ascoltare alcune delle più belle storie di
Astronomia e Spazio partendo dalle esposizioni del Museo per arrivare nelle profondità dell’Universo,
passando da globi e telescopi, lanciatori e satelliti, dalle missioni Apollo sulla Luna e addirittura dai
marziani. Le puntate podcast sono disponibili al seguente link https://www.museoscienza.org/it/
podcast/la-scoperta-del-cielo e sulle più comuni piattaforme digitali. Le pubblicazioni proseguiranno
con cadenza regolare ogni mercoledì.
Fino al 6 settembre, sarà inoltre possibile accedere al Museo per visitare la sezione Spazio e
Astronomia, che presenta affascinanti oggetti originali e inediti, esperienze interattive,
approfondimenti e curiosità.

Per prenotare il tuo ingresso, acquista on line il biglietto selezionando data e orario. Se sei in possesso di una
membership card o sei titolare di un abbonamento contattaci al 02/48 555 330 (lunedì - venerdì dalle 11.00
alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00) o a accoglienza@museoscienza.it
Per evitare assembramenti, è importante presentarsi puntuali. L’ultima visita è possibile un’ora prima della
chiusura del Museo e non è previsto un tempo massimo di permanenza.
www.museoscienza.org/it

www.coelum.com 217
L'Euroscience Open Forum 2020 - ESOF2020, quest’anno celebra Trieste Città Europea della
Scienza.
ESOF2020 si svolgerà dal 2 al 6 settembre con diverse sessioni davvero interessanti, con ovviamente
una grande attenzione al tema COVID.
Oltre al Forum, una conferenza interdisciplinare paneuropea che, con cadenza biennale, riunisce circa
5000 tra ricercatori, educatori, imprenditori, amministratori pubblici, attivisti e giornalisti provenienti
da tutto il mondo, si svolge un festival sul territorio denominato Science and City Festival che
accompagna ESOF prima, durante e dopo la manifestazione (iniziato a luglio e in programma fino ad
autunno inoltrato). All’interno del Festival più di 150 eventi tra mostre, laboratori, concerti, science
show e spettacoli teatrali, dedicati a persone di tutte le età curiose di scienza e tecnologia.
Gli eventi, sia online che in presenza richiedono la registrazione.

In particolare, segnaliamo all’interno del Forum un panel organizzato dalla SISSA dal titolo Into the
Era of Gravitational Wave Astrophysics: L’Institute for Fundamental Physics of the Universe di
Trieste, insieme ai quattro partner fondatori SISSA, INAF, ICTP e INFN, propone un incontro per
discutere le scoperte e le sfide di questa ricerca scientifica, con figure di spicco di questo
emozionante panorama sperimentale. Sarà presente Marica Branchesi, inserita prima da Nature nella
top ten dei personaggi scientifici mondiale del 2017 e poi tra le 100 persone più influenti al mondo
da Time nel 2019.

Nei siti di riferimento i rispettivi programmi:


www.esof.eu
scienceinthecity2020.eu

Osservatorio Astronomico Fondazione Clément Fillietroz

A settembre 2020 le visite guidate diurne e notturne per il pubblico all'Osservatorio Astronomico
della Regione Autonoma Valle d’Aosta si terranno con le nuove modalità, nel rispetto delle
indicazioni degli organi competenti per il contenimento della pandemia COVID-19. In particolare:
Nel mese di settembre le visite guidate si svolgono al sabato. La visita guidata diurna si svolge dalle
ore 15:00 alle 16:00. La visita guidata notturna si svolge dalle ore 21:30 alle 23:00. Per ragioni
organizzative, le iniziative si svolgono esclusivamente in lingua italiana. Prenotazione obbligatoria
sul sito https://www.oavda.it/osservatorio-prenotazioni scegliendo a visita guidata di interesse tra
quelle disponibili. Le iniziative si svolgono all'aperto: i partecipanti devono rispettare le norme su
distanziamento fisico e mascherine, inoltre si ricorda di indossare un abbigliamento adeguato
all'altitudine (1.675 m)

Tutte le info qui:


https://www.oavda.it
https://www.facebook.com/osservatorioastronomicovalledaosta

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Torna il Festival della scienza e
della curiosità in digital edition!
LA SFIDA È ADESSO
Ri-partire con la scienza
affrontando il cambiamento,
l’imprevisto e l’improbabile

Anche quest’anno torna il CICAP Fest,


il Festival della scienza e della
curiosità, in un’edizione – la terza –
un po’ particolare, che ha dovuto fare
i conti con il cambiamento, l’imprevisto
e l’improbabile e rivedere i propri temi
e le proprie modalità: la terza edizione del
CICAP Fest si svolgerà quindi interamente online in un arco di 3 settimane e 4 weekend a partire da
venerdì 25 settembre fino a domenica 18 ottobre: sul sito del CICAP Fest e sui canali social sarà
possibile seguire un ricchissimo programma di eventi, molti dei quali in live streaming e alcuni con la
partecipazione diretta del pubblico.
Oltre al tema classico caro al CICAP, ovvero l’analisi e la verifica di pseudoscienze e fake news, in
un’ottica di dialogo con la società e di comprensione della complessità del fenomeno, il Festival
ospiterà molti incontri con autori, scienziati, intellettuali (tra gli ospiti di quest’anno Piero Angela,
Naomi Oreskes, Jim Al-Khalili, Alessandro Barbero, Stephan Lewandowsky, Paolo Nespoli, Antonella
Viola, Carlo Cottarelli, Silvio Garattini, Pif, Luca Perri, Fabio Pagan, Adrian Fartade e tantissimi altri)
nell’ambito della ricostruzione: che cosa questa epidemia ci ha insegnato sulla scienza e sulla società,
quali problemi ha messo in luce e come possiamo porvi rimedio (per esempio in tema di sostenibilità
ambientale, diseguaglianze e gender gap).
Come ogni anno, ci sarà spazio per stimolare la curiosità scientifica: divulgazione fatta con
divertimento, perché la scienza è divertente.

Per saperne di più:


Video di presentazione dell’evento youtu.be/lhCszJxYZnU
www.cicapfest.it - facebook.com/CICAPfest - instagram.com/cicap_fest - www.cicap.org

Infini.to@home
Infinito è aperto il Sabato e la Domenica pomeriggio per le visite pomeridiane. Infini.to è aperto
anche il Sabato sera per le visite serali. Gli ingressi sono contingentati e i biglietti sono in vendita
online.
Il Museo ed il Planetario sono pronti ad accoglierti in completa sicurezza.
Potrai visitare il Museo interattivo e prendere parte alle proiezioni nel Planetario digitale durante la
aperture pomeridiane, oppure osservare il cielo ad occhio nudo e col telescopio durante le aperture
serali, meteo permettendo. Se hai bambini potrai partecipare alle iniziative pensate per le famiglie,
con la proiezione di un cartone animato scientifico in Planetario e le attività dimostrative in
laboratorio.
www.planetarioditorino.it/infinito/
www.coelum.com 219
220 COELUM ASTRONOMIA